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Art. 6 1. Il Consorzio del bergamotto, i comuni ricadenti nelle aree di cui all'articolo 5 e gli operatori agricoli singoli ed associati le cui aziende ricadono nelle medesime aree possono presentare alla regione Calabria piani organici relativi alla realizzazione di interventi relativi: a) all'espansione della coltura, nell'ambito delle aree vocate, in sostituzione di altre specie agrumicole, anche al fine di contribuire al contenimento dell'anidride carbonica presente nell'atmosfera e al miglioramento delle condizioni climatiche ed ambientali; b) al reinnesto, al reinnesto con diradamento e al diradamento semplice; c) allo sviluppo dell'attività vivaistica e della meccanizzazione aziendale; d) alla realizzazione di fabbricati rurali; e) alla realizzazione di opere infrastrutturali di piccola e media entità volte a favorire la riduzione dei costi di produzione e la ripresa della coltura; f) alla realizzazione di impianti di lavorazione e commercializzazione; g) alla realizzazione di studi e ricerche ed allo svolgimento di attività di assistenza tecnica; h) alla realizzazione di attività promozionale nel settore commerciale. 2. Per l'attuazione dei piani di cui al comma 1 possono essere concessi contributi in conto capitale nella misura massima del 75 per cento della spesa ritenuta ammissibile e fino a concorrenza del limite di spesa complessivo di lire 6 miliardi per l'anno 2000 e lire 3 miliardi per ciascuno degli anni dal 2001 al 2004. 3. I comuni nel cui territorio sono comprese strade a servizio di aziende a prevalente indirizzo bergamotticolo possono presentare alla regione Calabria progetti di recupero viario su strade comunali e vicinali, predisponendo soluzioni volte a facilitare l'accesso alle aziende e a favorire la meccanizzazione delle colture, nonché l'elettrificazione delle zone interessate alla coltura. Il finanziamento dei piani è erogato per stralci, con precedenza per quelli riguardanti le aree che presentano maggiori esigenze di recupero e una più alta intensità colturale, e fino a concorrenza del limite di spesa complessivo di lire 4 miliardi per l'anno 2000 e lire 2 miliardi per ciascuno degli anni dal 2001 al 2004.