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Art. 60 (Sanzioni amministrative di cui all'art. 41 della legge) 1. Le infrazioni alle norme contenute nell'art. 4, comma 5, nell'art. 11, nell'art. 23, comma 8, nell'art. 41, comma 12, nell'art. 42, commi 2 e 3, nell'art. 43, comma 1, del presente decreto sono punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 20.000 a L. 200.000. 2. Con la stessa sanzione di cui al comma 1 del presente articolo è punito l'esercente un'attività commerciale in sede fissa o su aree pubbliche che non tenga esposto in modo ben visibile un documento dal quale risultino gli estremi dell'iscrizione nel registro dei commercianti in quello delle ditte, nonché gli estremi dell'autorizzazione eventualmente prescritta. Con la medesima sanzione è punito anche l'esercente l'attività di vendita per corrispondenza su catalogo o a domicilio che non indichi sul catalogo, sul materiale pubblicitario e sugli altri atti e documenti dell'impresa gli estremi dell'iscrizione nel registro dei commercianti e in quello delle ditte. 3. Chi non indica in modo chiaro e ben visibile il prezzo delle merci esposte è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 80.000 a L. 200.000. 4. I limiti massimi delle sanzioni di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo sono raddoppiati nei casi di particolare gravità o di recidiva. 5. L'esercente che svolga l'attività di vendita su una superficie minore di quella autorizzata, ma superiore a quella minima stabilita, senza dare notizia al comune dell'entità della superficie utilizzata è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 80.000 a L. 200.000. 6. L'esercente che non chieda la vidimazione dell'autorizzazione alla vendita ai sensi dell'art. 45, commi 2 e 3, del presente decreto è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 80.000 a L. 500.000. 7. Sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 80.000 a L. 200.000: il subentrante per atto tra vivi iscritto nel registro, che non chieda, prima dell'inizio dell'attività, l'autorizzazione allo svolgimento dell'attività stessa; il subentrante per causa di morte, che, non iscritto nel registro alla data di acquisto del titolo, inizi l'attività dopo la scadenza del termine di cui all'art. 49, quinto comma, del presente decreto, senza aver prima chiesto l'iscrizione nel registro e l'autorizzazione; il subentrante nella gestione o nella proprietà di uno spaccio interno che inizi l'attività prima di aver chiesto l'autorizzazione al comune; il soggetto che non osserva il disposto dell'art. 24, comma 3, e dell'art. 63, comma 13, del presente decreto. 8. Salvo che non costituisca reato, il fornire notizie non veritiere nelle domande o in altri atti e documenti presentati dagli interessati in relazione alle norme della legge e del presente decreto è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 80.000 a L. 300.000. Alla stessa sanzione soggiace chi omette di fornire notizie o dati previsti dal presente decreto. 9. Chiunque venda prodotti non compresi nella tabella o nella categoria merceologica per la quale è abilitato dal registro e, se del caso, ha ottenuto l'autorizzazione alla vendita è punito con le sanzioni di cui all'art. 39, primo e secondo comma, della legge. 10. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 31 MARZO 1998, N. 112. 11. Non costituisce violazione del divieto di esercizio congiunto del commercio all'ingrosso e del commercio al minuto nello stesso punto di vendita, sancito dall'art. 1, ultimo comma, della legge, l'utilizzazione dello stesso locale per l'esercizio del commercio all'ingrosso in sede fissa e della vendita al minuto per corrispondenza su catalogo o a domicilio di cui all'art. 36 della legge stessa. Non costituisce violazione del divieto suddetto neanche l'utilizzazione di uno stesso locale per l'esercizio del commercio all'ingrosso e di quello al minuto di prodotti per i quali il commercio all'ingrosso o al minuto non è disciplinato dalla legge. 12. Non costituisce violazione dell'art. 31, lettera a), della legge dar inizio all'attività entro il termine previsto su una superficie inferiore a quella autorizzata, purché superiore a quella minima stabilita. 13. Ai soggetti tenuti all'iscrizione nella sezione speciale di cui all'art. 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217, che esercitano l'attività ricettiva senza essere iscritti, si applicano le disposizioni dell'art. 39 della legge relative ai soggetti che esercitano senza essere iscritti nel registro attività per le quali è richiesta l'iscrizione. ((10)) --------------- AGGIORNAMENTO (10) Il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 ha disposto (con l'art. 26, comma 6) l'abrogazione del presente provvedimento "a esclusione del comma 9 dell'articolo 56 e dell'allegato 9 e delle disposizioni concernenti il registro esercenti il commercio relativamente alla attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287, e alla attività ricettiva di cui alla legge 17 marzo 1983, n. 217".