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PROCESSO PENALE - APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA DELLE PARTI - DISCIPLINA TRANSITORIA - POSSIBILITÀ DI FORMULARE LA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO ANCHE NEL CORSO DEL DIBATTIMENTO E DI RICHIEDERE LA SOSPENSIONE DEL DIBATTIMENTO - ASSERITO CONTRASTO CON LE FINALITÀ DEFLATIVE DELL’ISTITUTO, LESIONE DEL PRINCIPIO DELLA RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO, LESIONE DEL DIRITTO DI AZIONE DELLA PARTE CIVILE COSTITUITA - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 111 Cost., degli artt. 1 e 5, commi 1 e 2, della legge 12 giugno 2003, n. 134, nella parte in cui consentono di formulare la richiesta di patteggiamento ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen., come modificato dall'art. 1 della medesima legge, anche nel corso del dibattimento, oltre il termine stabilito dall'art. 446, comma 1, cod. proc. pen., e impone, su richiesta dell'imputato, una sospensione del dibattimento per un periodo non inferiore a quarantacinque giorni per valutare l'opportunità di chiedere l'applicazione della pena. Identiche questioni sono già state dichiarate infondate con la sent. n. 219 del 2004, sulla base del rilievo di ordine generale che il legislatore gode di ampia discrezionalità nel regolare nei processi in corso gli effetti temporali di nuovi istituti processuali o delle modificazioni introdotte in istituti già esistenti, e che le relative scelte, ove non siano manifestamente irragionevoli, si sottraggono a censure di illegittimità costituzionale, né nella specie risultano prospettati profili diversi o ulteriori rispetto a quelli già valutati nella detta sentenza.