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Articolo V Transumanza stagionale 1. Gli animali di ogni specie condotti dal territorio di una delle Parti Contraenti, per transumanza stagionale, nel territorio dell'altra Parte Contraente saranno procamente ammessi alla importazione e alla esportazione, in esenzione da ogni diritto di entrata e di uscita e da ogni altra tassa od imposta, purché siano fatti ritornare entro un termine da fissarsi preventivamente e che, in ogni caso, non potrà sorpassare i sei mesi. 2. La esenzione dai diritti di entrata e di uscita e da ogni altra tassa od imposta, sarà estesa ai prodotti ottenuti dagli animali stessi durante il pascolo e cioè: a) ai piccoli partoriti durante il tempo del pascolo stesso; b) ai formaggio, al burro ed agli altri prodotti della lavorazione del latte nei limiti delle quantità che normalmente sono prodotte, tenuto conto del numero e della specie degli animali e della durata del soggiorno oltre la linea di frontiera. 3. La esenzione per il burro, per il formaggio e per gli altri prodotti della lavorazione del latte, sarà accordata nei limiti di quantità di cui al n. 2 b) dei presente articolo anche nel caso che questi prodotti siano importati o di esportati dopo il ritorno del bestiame purché non siano trascorse più di quattro settimane dal giorno del ritorno. 4. Le rispettive dogane avranno facoltà di prescrivere che la reimportazione e la riesportazione degli animali siano garantite. Un garanzia scritta di un proprietario di terreni o di altra persona, ritenuti solvibili, sarà sufficiente. 5. Alle stesse condizioni sarà reciprocamente accordata l'esenzione da ogni diritto di entrata e di uscita, e da ogni altra tassa od imposta, per le api trasportate temporaneamente dall'una all'altra zona di frontiera, e per il miele ed i nuovi alveari con giovani sciami di api ottenuti durante detto soggiorno. 6. Per gli animali condotti al pascolo giornaliero, gli uffici doganali prescinderanno da ogni formalità doganale, salvo le misure di vigilanza intese ad evitare eventuali abusi. 7. Gli equini ed i bovini che debbono venire utilizzati per il lavoro nell'altra zona di frontiera ed ivi essere condotti al pascolo, debbono essere contrassegnati a fuoco con una "Y" se jugoslavi, ed una "I" se italiani. Negli equini il contrassegno deve essere impresso a fuoco sullo zoccolo dell'arto anteriore sinistro, nei bovini sull'unghione esterno dell'aiuto anteriore sinistro o sul corno sinistro. Le pecore, le capre ed i suini debbono essere contrassegnati con un marchio metallico applicato all'orecchio sinistro e portante, secondo le rispettive origini di essi, una delle due lettere suindicate.