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Servizi pubblici locali - Norme della Regione Abruzzo - Servizio idrico integrato - "Controllo analogo" svolto dall'ERSI (ente regionale per il servizio idrico) sui gestori in house - Previsione che debba essere esercitato attraverso parere (solo) obbligatorio sugli atti fondamentali del soggetto gestore e nel rispetto della sua autonomia gestionale - Mancata previsione di un controllo effettivo e strutturale - Contrasto con il diritto dell'Unione europea, che consente l'affidamento in house solo in via eccezionale e a condizione che l'autorità pubblica concedente abbia una "possibilità di influenza determinante" - Ius superveni ens abrogativo delle modalità di controllo censurate - Possibilità di applicazione medio tempore - Illegittimità costituzionale nel testo vigente prima della abrogazione - Assorbimento delle ulteriori censure.. Va dichiarato illegittimo il comma 16 dell'art. 1 della legge della Regione Abruzzo n. 9 del 2011 per violazione dell'art. 117, primo comma e secondo comma, lett. e ), Cost., in quanto le previsioni - contenute nella norma impugnata - del rispetto dell'autonomia gestionale del soggetto affidatario in house e la prescrizione di pareri obbligatori, ma non vincolanti, sugli atti fondamentali del soggetto gestore, delineano un sistema che aggira il divieto di affidamento del servizio "in house" solo in via eccezionale e i principi generali del diritto comunitario della concorrenza, tra cui la non discriminazione, la parità di trattamento, la trasparenza.