Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 227 STEFANO La seduta inizia alle ore 13,10. SULL'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE EUROPEA 2019-2020 Il PRESIDENTE , con riferimento al disegno di legge europea 2019-2020 (Atto Senato 2169), approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, ricorda anzitutto che la legge europea è  assieme alla legge di delegazione europea  uno dei due strumenti predisposti dalla legislazione vigente al fine di adeguare periodicamente l'ordinamento nazionale a quello dell'Unione europea, in base alle prescrizioni dell'articolo 29 della legge n. 234 del 2012. Precisa inoltre che, sulla base di quanto statuito dall'articolo 30, comma 3, della predetta legge n. 234 del 2012, la legge europea deve contenere: disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti in contrasto con gli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea; disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti oggetto di procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti della Repubblica italiana o di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea; disposizioni necessarie per dare attuazione a (o per assicurare l'applicazione di) atti dell'Unione europea; disposizioni occorrenti per dare esecuzione ai trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione europea; disposizioni emanate nell'esercizio del potere sostitutivo (esercitabile ex articolo 117, comma 5, della Costituzione), per l'attuazione ed esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea al livello regionale e delle province autonome di Trento e Bolzano in caso di inadempienza degli enti competenti (il successivo articolo 41 detta poi principi e limiti cui è sottoposto tale potere sostitutivo). La previsione di disposizioni volte a prevenire l'apertura (o a consentire la chiusura) di procedure di infrazione consente, inoltre, l'inserimento nella legge europea anche di norme volte a permettere l'archiviazione dei casi di precontenzioso " EU-Pilot" . Il contenuto tipico della legge europea rileva anche ai fini dell'emendabilità del disegno di legge, che è consentita solo nei limiti del suo oggetto proprio, come definito dal citato articolo 30, comma 3, della legge n. 234 del 2012, rimanendo possibile, ovviamente, l'emendabilità del testo introdotto o modificato dalla Camera. Conclude preannunciando il prossimo incardinamento del disegno di legge. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che il disegno di legge europea in questione sarebbe quello riferito all'anno 2019 e domanda se la mancata presentazione di un provvedimento per il 2020, considerando che la legge n. 234 del 2012 prevede una cadenza annuale, possa avere dei risvolti problematici sul piano procedurale e anche in relazione al numero delle procedure di infrazione aperte nei confronti dell'Italia. Il PRESIDENTE , nel riservarsi di assicurare alla Commissione di fare il punto sulle procedure di infrazione pendenti, fornisce rassicurazioni circa il carattere tendenzialmente annuale della legge europea, essendo questo previsto dalla legge n. 234 in termini non perentori. IN SEDE REFERENTE AS 1721-B Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019-2020 DDL 1721-B Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019-2020, (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 7 aprile. Il PRESIDENTE comunica che, alla scadenza del termine, non risultano essere stati presentati emendamenti o ordini del giorno al disegno di legge in esame. Si resta pertanto in attesa del parere delle Commissioni chiamate ad esprimersi in sede consultiva, al fine di poter giungere sollecitamente alla conclusione dell'esame. Interviene il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) con riferimento all'articolo 14 del disegno di legge, in materia di sanità animale, per evidenziare come il criterio di delega di cui alla lettera q) andrebbe oltre quanto prescritto dal regolamento (UE) 2016/429, prevedendo uno specifico divieto di importazione, conservazione e commercio di fauna selvatica ed esotica, con pesanti ripercussioni, sia sui cittadini, sia sui comparti economici legati a tali attività. Sarebbe pertanto, a suo avviso, necessario un ulteriore approfondimento sul tema, eventualmente per sollecitare il Governo a farsi carico della problematica. Il PRESIDENTE si riserva di approfondire la tematica esposta dal senatore Briziarelli. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA (COM(2020) 796) Europol Doc n. COM(2020) 796 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/794 per quanto riguarda la cooperazione di Europol con le parti private, il trattamento dei dati personali da parte di Europol a sostegno di indagini penali e il ruolo di Europol in materia di ricerca e innovazione (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La senatrice RICCIARDI ( M5S ), relatrice, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, evidenziando che questa fa parte di un pacchetto di misure presentate dalla Commissione il 9 dicembre 2020 per rafforzare la risposta dell'Unione alla minaccia terroristica. In particolare, l'iniziativa in esame è stata presentata contestualmente alla comunicazione sul Programma di lotta al terrorismo dell'UE (COM(2021) 795) e alla proposta di regolamento che consente a Europol di inserire dati nel SIS (COM(2020) 791). Essa si propone di modificare il regolamento (UE) 2016/794, che istituisce Europol, al fine di consentire a tale Agenzia di cooperare efficacemente con le parti private per combattere l'utilizzo di servizi transfrontalieri di comunicazione, bancari o di trasporto, per attività criminali. Le minacce alla sicurezza risultano infatti essere sempre più complesse e in costante evoluzione, derivando in maniera sempre maggiore dalla trasformazione digitale, dalle nuove tecnologie, dalla mobilità e dai confini sempre più labili fra il mondo fisico e quello digitale. Tali minacce si diffondono anche a livello transfrontaliero, agevolando in modo trasversale una varietà di forme di criminalità che si manifestano in gruppi organizzati a vocazione policriminale. Proprio per affrontare queste sfide, gli Stati membri hanno fatto sempre più spesso ricorso al sostegno e alla competenza offerti dall'agenzia Europol, nata per la cooperazione nell'attività di contrasto e per combattere le forme gravi di criminalità e il terrorismo. La Relatrice prosegue osservando che, data la minaccia terroristica ancora costante, in una dichiarazione comune del 13 novembre 2020, i ministri degli Affari interni dell'UE hanno invitato la Commissione a rivedere il mandato di Europol affinché possa sostenere ulteriormente gli Stati membri nella prevenzione e nel perseguimento dei reati di terrorismo. Le modifiche al regolamento prevedono quindi disposizioni che permetteranno all'Agenzia di ricevere dati personali direttamente da soggetti privati, analizzarli e domandare agli Stati membri di chiedere ad altre parti private di condividere informazioni complementari. Europol fungerà pertanto da canale tecnico per gli scambi fra gli Stati membri e le parti private (e potrebbe inoltre agire come punto di contatto qualora non sia chiaro quale Stato membro abbia la competenza giurisdizionale), l'iniziativa legislativa darà inoltre la possibilità agli Stati membri o alla Procura europea (EPPO) di poter usufruire del sostegno di Europol nelle indagini penali (grazie all'analisi di serie di dati ampie e complesse, affrontando la sfida dei "big data" per le autorità di contrasto e rispettando nel contempo il quadro giuridico applicabile), e la proposta rafforza altresì il ruolo di Europol in materia di ricerca e innovazione (consentendo all'Agenzia di fornire un sostegno efficace agli Stati membri nello sviluppo e nell'uso delle nuove tecnologie). Inoltre, al fine di rafforzare il ruolo dell'Agenzia nel sostenere l'azione degli Stati membri e la loro cooperazione nella prevenzione e nella lotta contro le forme di criminalità che ledono un interesse comune oggetto di una politica dell'Unione, la proposta prevede che essa possa chiedere anche a un singolo Stato membro di avviare, svolgere o coordinare un'indagine penale su tale reato, anche se questo non ha carattere transfrontaliero. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, rileva anzitutto che la base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 88 del TFUE, che prevede la procedura legislativa ordinaria per determinare le competenze di Europol, volte a sostenere e potenziare l'azione delle autorità di polizia e degli altri servizi incaricati dell'applicazione della legge degli Stati membri e la loro reciproca cooperazione nella prevenzione e lotta contro la criminalità grave che interessa due o più Stati membri, il terrorismo e le forme di criminalità che ledono un interesse comune oggetto di una politica dell'Unione. Nel dettaglio, la proposta risulta essere conforme al principio di sussidiarietà in quanto il terrorismo e le forme di criminalità che ledono un interesse comune oggetto di una politica dell'Unione sono, per loro natura, di carattere transnazionale. Per questo motivo è necessaria un'azione a livello di Unione, volta a sostenere e potenziare l'azione dei servizi degli Stati membri e la loro reciproca cooperazione nella prevenzione e lotta contro tali minacce. In particolare, l'azione di Europol risulta necessaria per l'integrazione dei dati sui servizi transfrontalieri di comunicazione, bancari o di trasporto, provenienti da più Stati membri. La proposta appare altresì conforme al principio di proporzionalità, in quanto l'obiettivo del rafforzamento della cooperazione nell'attività di contrasto a livello dell'UE, attraverso Europol, non cancella le diverse politiche nazionali in materia di sicurezza interna e non sostituisce il lavoro delle autorità di contrasto nazionali. Il sostegno a livello dell'UE non va quindi a toccare le differenze negli ordinamenti giuridici e nelle tradizioni giuridiche degli Stati membri come riconosciute dai Trattati europei. Vi sono infatti delle differenze nel modo in cui i singoli Stati membri, le loro regioni e le loro comunità locali, combattono specifiche forme di criminalità, motivo per cui le autorità di contrasto nazionali possono scegliere in quali casi chiedere il sostegno di Europol a livello dell'UE e a quali iniziative congiunte partecipare. La Relatrice osserva quindi che sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Tuttavia, la rappresentanza italiana nel pertinente gruppo di lavoro del Consiglio ha avanzato delle proposte di modifica al testo della Commissione, atteso che alcune disposizioni andrebbero a incidere sulle competenze giuridicamente attribuite alle Forze di polizia nazionali e potrebbero limitarne, in alcuni settori, l'autonoma iniziativa. Inoltre, a fronte della prevista facoltà dell'Agenzia di richiedere e acquisire dati dalle parti private, è stata evidenziata l'esigenza, rispetto all'attuale quadro giuridico nazionale e unionale, di stabilire che tra i dati acquisibili da Europol non siano ricompresi quelli per il cui scambio è attualmente prevista una specifica cooperazione tramite le Financial Intelligence Unit, con particolare riguardo allo scambio di segnalazioni di operazioni sospette. Ciò, infatti, produrrebbe effetti su due ordinamenti normativi, distintamente regolamentati, e sulle connesse attribuzioni ripartite, per legge, tra le Forze di polizia nazionali. Osserva infine che la proposta è oggetto di analisi da parte di 15 Camere dei Parlamenti nazioni degli Stati membri dell'UE, in cui, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2020) 823 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, che abroga la direttiva (UE) 2016/1148 Doc n. COM(2020) 823 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, che abroga la direttiva (UE) 2016/1148 (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 3 marzo. Il presidente STEFANO ( PD ), intervenendo in sostituzione del relatore senatore Fantetti, ricorda che la proposta di direttiva in esame, cosiddetta NIS 2, rientra nell'ambito della strategia dell'UE per la cibersicurezza (JOIN(2020) 18), volta a rafforzare la resilienza collettiva dell'Europa contro le minacce informatiche e a garantire che tutti i cittadini e tutte le imprese possano beneficiare appieno di servizi e strumenti digitali affidabili, a cui poter accedere con la sicurezza di essere protetti dalle minacce informatiche. La proposta di direttiva prevede di abrogare la direttiva (UE) 2016/1148 sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informatici nell'Unione (direttiva NIS), recuperandone i contenuti con l'intento di modernizzare il quadro giuridico esistente alla luce della crescente digitalizzazione del mercato interno e della rapida evoluzione delle minacce alla cibersicurezza, fenomeni che si sono ulteriormente amplificati dall'inizio della crisi Covid-19. Osserva quindi che, allo stato attuale, la proposta è oggetto di esame da parte di 16 Parlamenti nazionali, di cui solo la Camera dei deputati della Repubblica ceca ha evidenziato, nell'ambito del dialogo politico, un'osservazione riferita alla proporzionalità dell'estensione e alla diversificazione dei soggetti sottoposti a regolamentazione, di cui andrebbe valutato il diverso impatto sul buon funzionamento del settore pubblico e privato in termini di cibersicurezza, a seconda della diversa tipologia di soggetto in cui si ipotizza l'incidente informatico. Ricorda, inoltre, che la proposta di direttiva esclude dal suo ambito di applicazione le micro e piccole imprese, al fine di non gravare sul tessuto economico produttivo. D'altra parte, il maggiore livello di protezione, conseguito grazie alle misure proposte, si pone in linea con i rischi sempre più elevati che si verificano nell'Unione anche a livello transfrontaliero. Conclude osservando che non risulta allo stato attuale pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012 e che sono scadute le 8 settimane previste dal Protocollo n. 2. Ritiene quindi di poter ribadire l'orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di direttiva. La Commissione prende atto. COM(2020) 824 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga il regolamento (UE) n. 347/2013 Doc n. COM(2020) 824 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga il regolamento (UE) n. 347/2013 (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 3 marzo. Il presidente STEFANO ( PD ), in assenza del relatore senatore Nannicini, ricorda che la proposta di regolamento in esame prevede l'aggiornamento e abrogazione del regolamento (UE) n. 347/2013 (RTE-E) relativo alle reti transeuropee dell'energia, al fine di allinearne gli obiettivi e le disposizioni ai nuovi target energetici e climatici dell'Unione per il 2030 e il 2050, agli ultimi sviluppi tecnologici e garantire l'integrazione del mercato, la competitività e la sicurezza dell'approvvigionamento, prevedendo il coinvolgimento di tutte le infrastrutture interessate nella transizione energetica. Osserva inoltre che, allo stato attuale, la proposta è oggetto di esame da parte di 17 Parlamenti nazionali, nessuno dei quali ha eccepito criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Pertanto, sebbene non risulti pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012 e tenuto conto della scadenza del termine di 8 settimane previste dal Protocollo n. 2, ritiene di poter ribadire l'orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di regolamento. La Commissione prende atto. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) esprime perplessità  anche in relazione alla proposta di direttiva inerente la cibersicurezza  per la mancata produzione, da parte del Governo, della relazione ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. COM(2020) 725,726 3 727 Proposte di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativi alla salute Doc n. COM(2020) 725 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un ruolo rafforzato dell'Agenzia europea per i medicinali nella preparazione alle crisi e nella loro gestione in relazione ai medicinali e ai dispositivi medici Doc n. COM(2020) 726 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 851/2004 con il quale si crea un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Doc n. COM(2020) 727 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 1082/2013/UE (Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 18 febbraio. Il senatore LOREFICE ( M5S ), relatore in sostituzione della senatrice Giannuzzi, rammenta preliminarmente che, con riferimento alle tre proposte in titolo, che compongono il pacchetto sull'Unione europea della salute, la senatrice Giannuzzi aveva già riferito in merito alle audizioni informali svolte il 26 gennaio scorso dei professori Luca Richeldi e Silvio Tafuri, e in merito alla valutazione dei contributi di Farmindustria e della Federazione europea dell'industria farmaceutica (EFPIA), elaborati nell'ambito della consultazione svolta dalla Commissione europea. Da tali approfondimenti era emersa una generale condivisione della strategia delineata con le tre proposte, che vanno sostanzialmente ad incidere in modo puntuale ed efficace su diverse criticità emerse a livello europeo in occasione dell'attuale pandemia da Covid-19. Ricorda poi che, lo scorso 26 febbraio, sono pervenute le relazioni del Governo, trasmesse ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge n. 234 del 2012, sulla proposta COM(2020) 726, relativa al rafforzamento del mandato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), e sulla proposta COM(2020) 727, relativa all'aggiornamento della decisione n. 1082/2013/UE, sulle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero. Non risulta invece ancora pervenuta la relazione sulla proposta COM(2020) 725, riguardante l'ampliamento del mandato dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA). Entrambe le proposte citate (COM(2020) 726 e 727) sono ritenute dal Governo conformi all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, e quanto mai opportune e urgenti nel contesto della pandemia da Covid-19. In particolare, il potenziamento del Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), previsto dalla proposta COM(2020) 726, consentirà di assicurare un maggiore coordinamento e una maggiore capacità di gestione delle crisi sanitarie anche con riferimento al Regolamento sanitario internazionale (RSI) del 2007 e ai rapporti con l'Organizzazione mondiale della sanità, e consentirà agli Stati membri di essere meglio preparati ad affrontare eventuali pandemie future e altre minacce per la salute a carattere transfrontaliero. La proposta COM(2020) 727, invece, prevede di ampliare e migliorare il quadro normativo esistente in materia di minacce transfrontaliere alla salute (decisione n. 1082/2013/UE), anche attraverso lo sviluppo di un piano dell'UE di preparazione alle crisi sanitarie e alle pandemie, integrato da piani nazionali e comunicazione trasparente delle capacità, sistemi di sorveglianza integrati e rafforzati, una migliore valutazione del rischio derivante dalle minacce per la salute, mil rafforzamento del potere di attuare una risposta coordinata a livello dell'UE (attraverso il comitato per la sicurezza sanitaria), ed un meccanismo perfezionato per riconoscere le emergenze di sanità pubblica e rispondervi. Secondo il Governo, quindi, tale proposta rispetta il principio di sussidiarietà, in quanto l'azione dell'Unione europea si esplica negli ambiti di protezione, prevenzione e preparazione nei confronti di minacce transfrontaliere al fine di tutelare la salute dei suoi cittadini e vigilare sul mantenimento della libera circolazione delle persone e delle merci in modo da garantire il corretto funzionamento del mercato interno. Per loro natura, le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero hanno implicazioni transnazionali. In una società globalizzata le persone e le merci attraversano le frontiere e le malattie e i prodotti contaminati possono circolare rapidamente in tutto il mondo. Le misure di sanità pubblica adottate a livello nazionale devono quindi essere coerenti tra loro e coordinate, in modo da contenere un'ulteriore diffusione e ridurre al minimo le conseguenze di tali minacce. Riguardo al principio di proporzionalità  prosegue il Relatore  la proposta comporterà, a livello europeo, un ampliamento dell'ambito di applicazione della legislazione vigente, principalmente in base alla valutazione dei dati raccolti nei primi mesi della pandemia da Covid-19 e degli scambi tenuti con i portatori di interessi pubblici e privati nel quadro della pandemia da Covid-19 in merito ai problemi emersi e ai possibili mezzi per affrontarli. A livello nazionale, comporterà la necessità di armonizzare il processo di contrasto alle emergenze a livello di policy , di preparazione degli operatori sanitari, di approvvigionamento e i processi di digitalizzazione. A tali fini, sarà necessario assicurare una uniformità delle procedure interne e della condivisione delle informazioni, con un conseguente maggiore impegno delle amministrazioni nelle attività di coordinamento a livello nazionale. Per quanto riguarda l'esame da parte degli altri Parlamenti nazionali, rileva che le tre proposte relative alle minacce alla salute nell'Unione, sono state esaminate da 18 Camere dei Parlamenti nazionali dell'UE. Di queste, solo il Senato francese, con tre risoluzioni adottate il 23 febbraio scorso, ha rilevato la violazione del principio di sussidiarietà da parte di tutti e tre gli atti, in quanto non sarebbe rispettato il dettato dell'articolo 168, paragrafi 5 e 7, del TFUE, che escludono misure di armonizzazione delle normative nazionali in materia di tutela della salute e che stabiliscono il rispetto delle "responsabilità degli Stati membri per la definizione della loro politica sanitaria e per l'organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica", tra cui "la gestione dei servizi sanitari e dell'assistenza medica e l'assegnazione delle risorse loro destinate". In particolare, la proposta COM(2020) 725, relativa al mandato dell'EMA, violerebbe il principio di sussidiarietà, nella parte in cui conferisce alla Commissione europea il compito di adottare "tutte le misure necessarie", nei limiti delle competenze che le sono conferite, al fine di mitigare le carenze potenziali o effettive di medicinali e di dispositivi medici (artt. 12 e 26 della proposta). Secondo il Senato francese, in base a tale conferimento, la Commissione europea potrebbe adottare disposizioni su aspetti che l'articolo 168, paragrafo 7, del TFUE mantiene invece nella competenza degli Stati membri, come per esempio quelle già contenute nelle Linee guida sull'approvvigionamento dei medicinali, in cui stabilisce obblighi per gli Stati membri relativamente alla gestione delle scorte e alle vendite in farmacia. Per questi motivi, il Senato francese ritiene che la proposta 725 violi il principio di sussidiarietà. La proposta COM(2020) 726 violerebbe quindi il principio di sussidiarietà per la parte in cui assegna al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) un ruolo di valutazione nell'elaborazione dei piani nazionali di preparazione e di risposta a epidemie future, stabilito dal nuovo articolo 5 ter del regolamento (CE) n. 851/2004, ai fini di una loro interoperabilità. Tale valutazione si porrebbe in contrasto con l'articolo 168, paragrafo 5, del TFUE, che esclude qualsiasi armonizzazione delle normative degli Stati membri in materia di tutela della salute. Infine, anche la proposta COM(2020) 727, sul quadro normativo in materia di minacce transfrontaliere alla salute, secondo il Senato francese non rispetterebbe il principio di sussidiarietà. In particolare, non sarebbe chiara la portata vincolante dei pareri del Comitato per la sicurezza sanitaria (CSS) e mancherebbe un'identificazione precisa dei destinatari delle raccomandazioni della Commissione europea, di cui gli articoli 21 e 22 della proposta. Inoltre, l'interoperabilità tra i piani nazionali di preparazione e risposta e quello dell'UE, ai sensi dell'articolo 6 della proposta, richiederebbe disposizioni di armonizzazione che sono invece escluse dall'articolo 168, paragrafo 5, del TFUE. I piani nazionali dovrebbero poi poter contenere anche disposizioni di natura riservata e ciò mal si concilia con l' audit a cadenza triennale effettuato dall'ECDC, previsto dall'articolo 8, e con la relazione biennale della Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio, sullo stato della pianificazione della preparazione e risposta a livello di Unione, prevista dall'articolo 9. In conclusione, sebbene alcune delle criticità sollevate dal Senato francese possano essere condivisibili, il Relatore ritenere tuttavia  in linea con la posizione del Governo espressa nelle relazioni  che l'esigenza di far fronte in modo efficace ai rischi di pandemia come quella da Covid-19 richieda un'interpretazione dell'articolo 168 del TFUE, volto a garantire "un livello elevato di protezione della salute umana", tale da legittimare forme più strette di coordinamento e di armonizzazione tra gli Stati membri, come prefigurato nelle tre proposte in esame. Infine, rende noto di aver ricevuto delle osservazioni da parte del senatore Fazzolari, che saranno da lui valutate nella predisposizione di una proposta di risoluzione. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (2168) D-l 45/2021 - decreto trasporti DDL 2168 Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 45, recante misure urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia (Parere alla 8 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore DE SIANO ( FIBP-UDC ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, di conversione del decreto-legge in materia di trasporti. Evidenzia quindi che l'articolo 1 del decreto-legge prevede che, al fine di assicurare l'erogazione dei servizi di continuità marittima con la Sardegna, la Sicilia e le isole Tremiti e di garantire il diritto alla mobilità delle persone e alla circolazione delle merci sull'intero territorio nazionale, continuino ad applicarsi le disposizioni della convenzione stipulata con la Compagnia Italiana di Navigazione (CIN), per l'effettuazione dei servizi di collegamento marittimo in regime di servizio pubblico con le isole maggiori e minori. Tale proroga è stabilita per il tempo strettamente necessario a consentire la conclusione delle procedure bandite per l'imposizione di oneri di servizio pubblico e per l'aggiudicazione dei contratti di servizio in applicazione dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3577/92, sul cabotaggio marittimo, con esclusivo riferimento alle linee interessate da tali procedure e comunque non oltre la data del 31 maggio 2021 (prorogabile con decreto per ulteriori 30 giorni), al fine di ed evitare che si verifichino interruzioni nell'erogazione dei servizi di continuità marittima. Il Relatore osserva, a tale riguardo, che il citato articolo 4 del regolamento (CEE) n. 3577/92 consente agli Stati membri di concludere contratti di servizio pubblico, o imporre obblighi di servizio pubblico come condizione per la fornitura di servizi di cabotaggio, alle compagnie di navigazione che partecipano ai servizi regolari da, tra e verso le isole. Nell'imporre obblighi di servizio pubblico gli Stati membri si devono limitare a determinati porti e ad aspetti di regolarità, continuità, frequenza, capacità di fornitura del servizio, tariffe e all'equipaggio della nave, senza discriminazione nei confronti di altri armatori dell'Unione europea. L'articolo 2 del decreto proroga, dal 31 marzo 2021 al 30 giugno 2021, il termine entro il quale deve essere completato il passaggio definitivo alle procedure telematiche per il rilascio del documento unico contenente i dati di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi. Infine, l'articolo 3 prevede che l'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale proceda all'esperimento di un concorso di progettazione, secondo quanto previsto dal codice dei contratti pubblici, al fine di acquisire proposte ideative e progetti di fattibilità tecnica ed economica, volti a contemperare lo svolgimento dell'attività croceristica nel territorio di Venezia e della sua laguna, al fine di salvaguardare l'unicità e le eccellenze del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale di tale territorio. In particolare, si prevede che l'elaborazione delle proposte ideative dei progetti di fattibilità in questione riguardi la realizzazione e la gestione dei punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna di Venezia utilizzabili dalle navi che sono adibite al trasporto passeggeri e che abbiano una stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate nonché delle navi portacontenitori adibite a trasporti transoceanici. Conclude osservando che le disposizioni contenute nel decreto-legge non presentano profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 13,55.