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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 289 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,02). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2054 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2054, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri ha avuto luogo la discussione generale, sono stati approvati gli articoli da 2 a 20 del disegno di legge, con annesse tabelle, e il rappresentante del Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo 1, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il termine fiducia deve certamente essere molto caro alla maggioranza, peraltro non molto presente questa mattina nell'Aula del Senato. È un termine che dovrebbe esservi molto caro, perché non passa giorno che non veniamo chiamati nelle Aule parlamentari per esprimere un voto di fiducia o, per quanto mi riguarda, orgogliosamente di sfiducia. Cari colleghi, se però la fiducia tanto vi aggrada, sarebbe forse opportuno che andaste a chiedere davvero la fiducia davanti al popolo italiano, a quei milioni di cittadini italiani che stanno soffrendo per l'incapacità della vostra azione di governo. Invece no: chissà perché chiedete la fiducia solo qui, nelle Aule parlamentari. Lo fate pur in presenza di una maggioranza che palesemente non esiste più, perché credo che le parole del vostro partner , Matteo Renzi, risuonino nei vostri cervelli in modo molto forte. La fiducia non esiste realmente neanche tra di voi, ma, contando sul potere delle poltrone, venite a chiederla giornalmente, in Aula. Su cosa chiedete, dunque, la fiducia? Su una manovra che, nel giorno della vigilia di Natale, uno dei principali giornali economici nazionali, «Italia Oggi», ha definito «manovra mille e una mancia». È su questa legge di bilancio che voi volete la fiducia? Probabilmente la raccoglierete, colleghi, tra poco più di un paio d'ore. La raccoglierete per quelle ragioni che gli italiani hanno ben note, ma quando sarà il momento sapranno certamente farvi scontare questa vocazione alla poltrona e al potere a dispetto della volontà nazionale. È una manovra - ve lo dimostrerò - fatta di mance e mancette; una manovra da 40 miliardi che si aggiungono agli oltre 100 miliardi dei decreti Covid che hanno indebitato questo Paese, hanno indebitato noi, i nostri figli e i nostri nipoti. Ma non lo avete fatto, come avrebbe richiesto l'emergenza, per riforme strutturali e per una manovra davvero straordinaria, come straordinaria doveva essere in un momento così delicato per il nostro Paese. Lo avete fatto per elargizioni, mance e per altri motivi che adesso andremo ad elencare. Serviva invece una manovra rivoluzionaria e straordinaria, come straordinari sono i tempi che stiamo vivendo; una manovra che desse finalmente al nostro Paese quelle riforme nel campo fiscale, della giustizia e della sanità che tutti invocano da anni, da ogni parte politica ed economica. Se non si fanno queste riforme, se non si cerca almeno di impostare queste riforme, quando si spendono 140-150 miliardi in pochi mesi, quando pensate che questo Paese possa davvero avviare il ciclo delle riforme necessarie al nostro futuro? Probabilmente a voi, cari colleghi del Partito Democratico, interessava di più, in questo momento, mettere a posto Monte dei Paschi di Siena e UniCredit, come molto correttamente vi ha spiegato il collega Urso ieri. Era più importante sistemare Padoan, sistemare gli interessi privati di una banca, o meglio di due banche, che ora finiscono nell'alveo del vostro potere, non riconosciuto dal Paese ma riconosciuto dalla vostra burocrazia, dai vostri interessi e dai vostri interlocutori di Bruxelles. Quindi, gli amici del MoVimento 5 Stelle (mai lo avrei pensato), pur non condividendo da sempre gran parte delle loro posizioni, si sono resi "strumenti" (voglio usare un termine gentile) perché questo potesse accadere; strumenti per essere da una parte proni agli interessi economici e finanziari dell'alta finanza e, dall'altra, strumenti per essere nuovamente proni ad un'Europa che ci sta irridendo. È la vostra Europa, che non è la nostra, che sta permettendo alla Germania, che ne è il traino, di acquistare milioni di dosi di vaccino a discapito degli altri Paesi europei. Questa è la vostra Europa, questo è il vostro falso europeismo, che è comodo soprattutto a portarsi a casa le banche, ma non a fare gli interessi degli italiani. Diamo allora anche un'occhiata a qualche numero. È una manovra che balla. Non mi era rituale, ma ormai lo sto facendo spesso, citare giornali che da sempre vi sono affini. Avete letto «la Repubblica» di oggi che titola: «Svolta o perdiamo i fondi Ue»? Cosa vuol dire, tradotto nella lettura della legge di bilancio? Vuol dire che la vostra legge di bilancio, oltre ad essere politicamente inconsistente, non sta in piedi, perché le vostre coperture (oltre al debito che - come dicevo prima - graverà sui nostri figli) si basano sulle sovvenzioni europee e sulle retroazioni fiscali delle sovvenzioni europee e dei fondi UE. Voi basate una manovra di 40 miliardi sulla retroazione fiscale e sugli effetti dei fondi europei, che peraltro sono assolutamente aleatori. Non lo dice Fratelli d'Italia, lo dice oggi «la Repubblica» in prima pagina e lo ha detto lo stesso quotidiano lunedì scorso nell'inserto economico. Quindi, la vostra manovra di bilancio non sta in piedi nei contenuti politici e non sta in piedi nelle coperture finanziarie. Signor Presidente, mi permetta di ricordare in conclusione che avreste potuto anche fare qualcosa, almeno nella legge di bilancio, per gli invisibili e per i professionisti. Anche ieri Marina Calderone, presidente del Comitato unitario Professioni, vi ha accusato di non riconoscere il ruolo dei professionisti. Non avete fatto nulla, non avete risposto ad alcun grido e ad alcuna richiesta politica ed economica di questo Paese. Avete però risposto ai vostri interessi personali e privati, agli interessi di Monte dei Paschi, di Padoan, dell'UniCredit. Gli italiani se lo ricorderanno; prima o poi andremo a votare e verrà riconosciuto chi ha la fiducia in questo Paese, non chi la prende solamente in quest'Aula per mantenere salde le proprie poltrone. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallicchio. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, oggi votiamo il provvedimento cardine della manovra economica che chiude l'anno in corso. Un anno, il 2020, che non ha precedenti nella storia del nostro Paese, segnato dalla grave pandemia da Covid-19, che ha stravolto le vite e il lavoro di tanti italiani. Un anno che ha richiesto a tutti noi, in Parlamento e al Governo, un lavoro straordinario, spinti dall'esigenza di tutelare ogni settore, ogni filiera, ogni singolo lavoratore danneggiato dagli effetti della pandemia e nel frattempo prevedere le misure e gli investimenti per costruire l'Italia del futuro. Tra manovra e decreti emergenziali stiamo iniettando nell'economia oltre 140 miliardi di euro, pari a cinque finanziarie in un solo anno. Si comprende che si tratta di una mole di interventi senza precedenti approvati in tempi assolutamente rapidi. Allo stesso modo abbiamo previsto tantissimi strumenti per risollevare il Paese, senza lasciare indietro nessuno. Il tempo a mia disposizione è breve e non voglio leggere tutto il mio intervento. Vado velocemente e perciò dedico solo pochi minuti ai temi più importanti della manovra, quelli più richiesti dai cittadini: il lavoro e l'occupazione. Vi sono misure importanti in questa manovra sul versante della contribuzione per tutto il territorio nazionale per quanto riguarda le assunzioni di giovani fino a trentacinque anni, specificamente per quanto riguarda l'occupazione femminile e il soccorso e il sostegno alle imprese che assumono nel Mezzogiorno, la cosiddetta Decontribuzione Sud. Parlando di Sud - io vengo dal Sud e questo tema mi tocca molto - è stato rafforzato lo strumento "Resto al Sud", ampliando la fascia di età per la presentazione dei progetti. Questi strumenti, uniti all'estensione fino al 2022 del credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali e in attività di ricerca nel Mezzogiorno, uniti al potenziamento dell'incentivo "Occupazione Giovani" al Sud e al potenziamento delle zone economiche speciali (ZES), per permettere a questi territori di avere semplificazioni amministrative e sgravi fiscali esclusivi, potranno permettere un effettivo rilancio del nostro Mezzogiorno. (Applausi) . A questo proposito voglio anche evidenziare che investire al Sud non significa privilegiare una parte del Paese, facendovi confluire risorse destinate a rimanere sul posto. Certo che no, perché tra Sud e Centro-Nord vi è una grande interdipendenza economica (lo sappiamo), tanto che, come molte ricerche hanno ormai dimostrato, per ogni 100 euro investiti al Sud si produce a beneficio del Centro-Nord un ritorno di ricchezza addirittura superiore al 40 per cento del valore dell'investimento. Questa tipologia di investimenti è un aiuto concreto a tutti i territori, in particolare a quelli più svantaggiati, una spinta per diminuire la disoccupazione nell'intero Paese, un riequilibrio sociale, del quale abbiamo tanto bisogno, e un concreto aiuto a tutto il sistema Paese. Sono previsti altri numerosi e rilevanti temi nella legge di bilancio, fondamentali per la ripartenza dell'economia che seguirà la pandemia, cogliendo anche l'opportunità che ci offre di preservare l'ambiente di cui siamo parte integrante. Penso soprattutto al grande tema della transizione energetica. Nato come un sogno, ora sta diventando una realtà. Abbiamo incentivato l'acquisto di auto a bassa emissione e reso obbligatorio, per i concessionari stradali, di installare le colonnine di ricarica per auto elettriche di ultima generazione. Abbiamo prorogato il super bonus al 110 per cento, molto atteso, ossia una misura straordinaria per rendere più sicure e più efficienti energeticamente le nostre case. (Applausi) . Questo grazie soprattutto al sostegno totale dello Stato. Questa misura viene estesa al 2022 e contiamo di estenderla ancora almeno fino al 2023, per consentire la creazione di un vero circolo virtuoso, capace di creare una spinta shock all'economia che ne ha veramente bisogno. Io vorrei fermarmi qui, anche se ci sono tanti altri temi. Un appunto, però, lo vorrei fare. Vorrei rispondere a qualche critica che è venuta dai banchi dell'opposizione. È vero, come dicono: il provvedimento in esame ha visto l'intervento attivo di una sola Camera. Giusto, è vero. Questo, in un anno ordinario, avrebbe significato un grave vulnus per il bicameralismo e per la democrazia, ma in quest'anno straordinariamente difficile, segnato dalle emergenze e dalla necessità di fare presto e bene, nell'ottica esclusiva dell'emergenza, l'inedita capacità di collaborazione tra le due Camere, che, di fatto, hanno fatto convergere sulla Camera attiva, attraverso i Gruppi parlamentari, le proposte emendative dei senatori, ha permesso di poterle discutere ed esaminare assieme alle altre. Questa eccezionale collaborazione è legata alla situazione di emergenza. Quindi, non è un dramma per la democrazia; nessun attentato alla Costituzione. Anzi è la dimostrazione che il bicameralismo paritario perfetto è stato fondamentale, perché capace di dare resilienza al Parlamento in questi momenti difficili. Concludo ringraziando il mio Gruppo, il MoVimento 5 Stelle, di cui sono orgogliosa, perché non si è fatto piegare dalle mille difficoltà incontrate, perché ha lavorato e continua a lavorare senza sosta, unito, al servizio dei cittadini, senza mai perdere l'energia. (Applausi) . Quella stessa energia con cui siamo entrati il primo giorno in questi palazzi. Un Gruppo, il MoVimento 5 Stelle, che è stato fondamentale nella risposta decisa e di qualità a questa grave crisi pandemica. Persone che hanno la tenacia e la visione che serve a costruire un Paese sano, forte, moderno da lasciare alle prossime generazioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, ci apprestiamo ad approvare la legge di bilancio per il 2021 con il voto di fiducia. Detto questo, userò il tempo a mia disposizione per fare alcune considerazioni che penso siano importanti per tutti. Sicuramente, l'anno 2020 è stato un anno che possiamo definire apocalittico e quindi, nel tempo, cambieranno la nostra società, le dinamiche, l'economia, i rapporti sociali e anche le abitudini di consumo. È stato un anno talmente forte che non potremo più tornare a vivere come prima e non potremo nemmeno più economicamente permetterci di pensare che basterà riprendere dal 2019, da dove avevamo interrotto le nostre abitudini. Per uscirne più consapevoli, per uscirne più forti, serve un cambio di paradigma davvero importante, una sfida davvero importante. Serve una scelta molto rispettosa nei confronti di chi ha sofferto, di chi sta ancora soffrendo, di chi ha fatto sacrifici e ancora ne sta facendo di enormi, ma soprattutto una scelta necessaria perché se non cambiamo paradigma, se non cambiamo l'approccio ai problemi, rischiamo di far soccombere l'Italia. I numeri che leggiamo - meno 9 per cento del PIL e il rapporto debito-PIL quasi al 160 per cento - ci dicono, con la chiarezza e la durezza di cui i numeri di solito sono portatori, che se non prendiamo questa situazione molto sul serio, se non affrontiamo i problemi che da molti decenni sono sul tavolo, ma soprattutto se non cominciamo a crescere in maniera decisa, non saremo in grado di sostenere questo enorme debito. Lo diciamo noi, ma lo dicono anche economisti assolutamente illustri e da ascoltare, come Draghi e il governatore Visco. Non abbiamo davvero alcun alibi e nemmeno alternativa. Dobbiamo sicuramente affrontare le riforme strutturali, da una giustizia più equa e più veloce al rapporto della pubblica amministrazione con le imprese e con le famiglie, al rapporto dei contribuenti con il fisco e del fisco con i contribuenti. Dobbiamo riformare il lavoro in modo tale che lavorare sia più vivibile e più produttivo e che gli ammortizzatori sociali servano allo scopo di reimmettere le persone nel mondo del lavoro. È necessario, quindi, affrontare tutte le riforme che da anni sono sul tavolo, che da anni l'Europa ci raccomanda, ma per le quali, forse, non abbiamo mai avuto la forza e la stabilità politica e neanche il coraggio per dire no quando era necessario. Ricominciare a crescere vuol dire non accontentarsi di ripristinare quella crescita simile alla stagnazione che avevamo fino al 2019 e probabilmente nemmeno accontentarsi degli effetti previsti nei documenti del Governo, cioè dell'effetto positivo aggiuntivo sulla crescita che il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbe generare nel nostro Paese. Come dice il membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, Panetta, per riuscire a rendere questa situazione sostenibile abbiamo bisogno di una crescita aggiuntiva data dal Next generation EU almeno pari a più 3,5-4 per cento. Solo così riusciremo a riportare il rapporto debito PIL nel breve termine a meno 5 punti percentuali e nel medio, sul decennio, ai livelli ante crisi. È una sfida, la vera sfida, che dobbiamo avere assolutamente presente: dobbiamo riassorbire l'enorme divaricazione che abbiamo creato quest'anno con i 108 miliardi di scostamenti, votati anche dalle opposizioni, che hanno portato il deficit a meno 10,8 per cento e il rapporto debito-PIL al citato livello. Ciò significa che noi saremo pesati non sulle misure prese quest'anno, pure importanti e necessarie per tamponare la situazione ma saremo misurati e valutati sulla capacità di riassorbire tutto questo e di rimettere l'Italia nella condizione di riprendersi. È una sfida davvero importante perché queste misure, prese nel corso dell'anno che hanno tamponato la situazione, riusciranno a salvare una parte dell'economia, ma una parte degli effetti saranno inevitabilmente permanenti, quindi da adesso in avanti, dobbiamo considerare come il Governo e il Parlamento dovranno spostare risorse e lavoratori e convertire le competenze verso le nuove economie emergenti. Sarà una scelta comunque faticosa, forse una scelta che avremmo dovuto anticipare nella formazione delle persone che in questa fase erano ferme e che probabilmente erano già disponibili a dedicare del tempo alla loro formazione verso le nuove economie. Lo shock ha già provocato una parziale riconversione con la digitalizzazione e la trasformazione dei processi. Una parte sarà determinata dal Next generation EU, ma, inevitabilmente, parte del cambiamento dipende non solo dalle aziende e dalla politica economica, ma dal contesto e dalla capacità, nostra e del nostro Parlamento, di affrontare le riforme strutturali della pubblica amministrazione, della giustizia, ma anche degli investimenti. Per tali ragioni Italia Viva, da molto prima della crisi, insiste sul piano shock per l'Italia. Se non investiamo e non mettiamo le aziende, quindi gli investimenti privati e pubblici, nelle condizioni di generare un movimento attivo verso la crescita, non saremo capaci di uscire da questa situazione. È per questo che la riflessione che abbiamo chiesto al Governo e alla maggioranza è importante; non è una provocazione o un aut aut , ma una riflessione importante. Decidere di chiudere tutto o di chiudere a colori o a zone, come abbiamo fatto pur nella fatica enorme di quest'anno, è stata una scelta semplice, ma la scelta che dobbiamo fare, da gennaio in poi, è molto difficile, perché dobbiamo affrontare e risolvere problemi che generazioni prima di noi non hanno risolto, e non possiamo assolutamente sbagliare. Ci dispiace, quindi, se abbiamo anche disturbato, in questa fase, chiedendo in maniera veemente, ma volevamo essere certi di essere pronti ad affrontare questa crisi. Questo perché il dubbio di non essere pronti ci è venuto prima di leggere la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, prima di sobbalzare nel letto - vista l'ora - leggendo quell'emendamento che avrebbe voluto sostituire task force , Governo e pubblica amministrazione con una task force di trecento esterni. Il dubbio ci era venuto già leggendo la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza a ottobre, quando non prevedeva, se non come scenario peggiore, la seconda ondata di pandemia. Dal punto di vista macroeconomico, questo è stato più o meno ripreso nel perimetro, ma dal punto di vista delle misure di contrasto non era stato adeguatamente previsto. La dimostrazione l'abbiamo avuta nel panetto dei quattro decreti-legge ristori e nel ritardo di un mese dell'approdo del disegno di legge di bilancio alla Camera, che ha comportato il fatto che oggi siamo qui a dare la fiducia a ridosso dell'esercizio provvisorio, senza aver potuto discuterla. Il dubbio che ancora non abbiamo esattamente chiara la portata della sfida ci viene anche dalla manovra di bilancio. È pur vero che ci sono degli elementi molto apprezzabili, come l'aver introdotto in unico quadro di finanza pubblica sia le risorse nazionali che quelle europee, ed anche l'aver previsto un mix di prestiti - quindi di maggior deficit - e di sovvenzioni, ma la composizione della manovra ci lascia alcune perplessità importanti. La prima è l'ammontare delle misure minori introdotte: facendo una somma, sono quasi 8 miliardi di misure minori. Non tutte sono negative, anzi, ma sono sicuramente frammentarie e disomogenee; qui ancora non si vede la linea strategica e i semi della svolta. Molta parte della manovra è dedicata a ripristinare e a proseguire le risorse tampone dei decreti-legge cura Italia, ristori e agosto: quindi la stessa mentalità, la stessa prospettiva di solo aiuto e di sola sovvenzione anche per il futuro. Ma soprattutto ci sono delle criticità sul futuro: anticipiamo con il Fondo di rotazione le risorse del Next generation EU, e lo facciamo impegnando risorse per una riforma fiscale che ancora non c'è, per una riforma fiscale di cui, non essendoci le misure, non sappiamo valutare l'impatto sulla crescita, tenendo però conto della retroazione fiscale. Attenzione, perché sul Mezzogiorno investiamo 16 miliardi in tre anni per la decontribuzione decidendo di non investire miliardi sul credito d'imposta per gli investimenti, quando tale credito d'imposta avrebbe garantito investimenti reali e per il futuro, mentre il credito di imposta sugli stock esistenti non fa altro che consolidare uno status quo , senza innescare nessun cambiamento e nessuna prospettiva in tal senso. Signor Presidente, in questa fase abbiamo chiesto una verifica per capire se abbiamo chiara in mente la portata della sfida, e vogliamo che il Presidente del Consiglio, il Governo e la maggioranza prendano molto seriamente le riflessioni che abbiamo posto. Sappiamo anche che le riflessioni possono essere risolte: una infatti l'abbiamo risolta, quella della task force . Nella legge di bilancio c'è una cabina di regia incardinata presso la Ragioneria generale dello Stato, che farà monitoraggio e rendicontazione del nostro piano per il futuro. Questo è il modo di procedere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Carlo. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, noi sindaci siamo abituati a una sorta di pragmatismo, soprattutto in momenti come quello che stiamo vivendo, nelle difficoltà, quando i cittadini vengono a bussare alla nostra porta o a tirarci la giacchetta. Al contrario, oggi tanti di noi sono costretti a intervenire in Aula nelle quarantotto ore che, di grazia, voi avete lasciato alla discussione sul provvedimento che ricordo essere il più importante dell'anno, nella Camera più importante, che è la Camera alta. Ripeto: solo quarantotto ore. È un fatto gravissimo, al di là delle scuse che ognuno di voi accampa, probabilmente per giustificare la propria inadeguatezza a svolgere questo ruolo e soprattutto per il fatto di trovarci oggi, al 30 dicembre, senza la possibilità di discutere il provvedimento o di incidere su di esso, dopo che i vostri colleghi nell'altra Camera lo hanno invece riempito di marchette ad hoc , che hanno soddisfatto probabilmente qualche circolo del bridge di casa loro. Noi però cerchiamo di andare avanti e di mettervi davanti alle vostre responsabilità. Due anni fa per molto meno il PD ha inscenato anche qui un teatrino, lamentando i pochi spazi messi a loro disposizione, e addirittura è un ricorso alla Corte. I 5 Stelle nella passata legislatura - ne sono piene le pagine dei giornali - sono saliti addirittura sul tetto della Camera per protestare contro la ormai invasiva richiesta di fiducia posta su ogni provvedimento. Oggi vi do una notizia: siete arrivati probabilmente a 33 richieste di fiducia, con quella odierna, e quindi credo non vi avanzi tempo neppure di discutere di temi come democrazia, trasparenza, temi che avete messo in secondo piano rispetto al mantenimento del vostro status di parlamentari. Queste quarantotto ore non sono piovute dal cielo a caso, ma hanno una precisa responsabilità; non sono determinate dalla situazione e nemmeno da un'opposizione che ha fatto - guarda caso - l'opposizione. Non è così, perché anche alla Camera siamo stati collaborativi; abbiamo cercato di apportare dei miglioramenti, per alcuni versi, e lo ha detto bene il Capogruppo Lollobrigida quando è intervenuto, citando tutto il lavoro fatto e portato a termine in Commissione dai tre commissari Trancassini, Rampelli e Lucaselli. La causa del ritardo risiede piuttosto nella vostra incapacità di presentare un documento il 20 ottobre. Siete arrivati con un mese di ritardo, da cui è seguito un continuo rincorrersi, tra un disegno di legge Zan, che aveva il solo obiettivo di mettere il bavaglio a chi non la pensa come voi, alla revisione della legge sulla sicurezza, ma soprattutto - cari colleghi - cito il balletto per le vostre poltrone. Siete stati impegnati in operazioni tattiche più che strategiche. Peccato che a pagarne il prezzo è questa Nazione di cui noi facciamo orgogliosamente parte e che cerchiamo, proprio nell'interesse collettivo, di migliorare e tenere a galla. Voi invece vi siete lasciati abbindolare da un leader di un partito della maggioranza che - per usare una metafora calcistica, in versione "El Trinche" Carlovich, che qualcuno magari non conosce, ma che vi invito a cercare - vi ha preso in giro, mentre voi eravate attoniti, con la stessa espressione di chi aveva appena subito un tunnel sul campo. Questi sono i motivi del vostro ritardo, che purtroppo però non è neanche eccezionale, e non è vero che è dovuto alla situazione contingente. Vi ricordo che state vivendo questa situazione da un anno e da un anno sapete - anzi lo sapete da quando siete stati eletti - quali sono i tempi necessari per la presentazione della legge di bilancio. Non potete nemmeno addurre motivazioni economiche, perché avete avuto 140 miliardi a disposizione e la nostra paura è che, se ne avrete anche 207 del recovery fund , li userete con la stessa logica spartitoria, inutile e dispersiva con cui li avete usati. Non farete un gran bene a questa Nazione. Temo che l'emergenza sia non la pandemia che ci ha colpiti, ma il fatto che voi non siete in grado di gestirla e quindi la vera fiducia - la citava prima il senatore De Bertoldi - deve essere non quella che chiedete ripetutamente a noi e anche oggi, ma quella che dovreste avere il coraggio di chiedere agli italiani. E allora lì vi accorgereste che forse la percezione che avete qua dentro del lavoro che state facendo non è proprio uguale a quella che hanno le persone fuori da qui. Non si spiegherebbe perché tutte le categorie hanno qualcosa da dire sulla vostra manovra e ciò certamente non dipende dal fatto che sono viziate o abituate a marchette: semplicemente si rendono conto che questa manovra non dà alcuna stabilità a questa Nazione. La manovra, al di là della marchetta, non consente a un imprenditore, abituato a fare pianificazione, di sapere se domani aprirà o meno la sua attività. Penso e cito, non a caso, gli impianti sciistici di risalita: ancora oggi non si sa se il 7 gennaio, il 20 gennaio o il 1° febbraio potranno o no essere aperti. Questo vi chiedono gli imprenditori e non le mancette, che peraltro esistono non per loro, ma per il reddito di cittadinanza e le banche. Su queste ultime non lasciate mai cadere il vostro impegno. Il cashback , venduto come una forma di sostegno al mercato, è la più grande mancetta fatta alle banche con 4 miliardi, che saranno le uniche a beneficiarne con le loro commissioni. Di quelle, però, non vi dimenticate mai. Allo stesso modo, non vi dimenticate mai della vostra ideologia perversa e assistenzialista che vi porta a stanziare altri 4 miliardi per il reddito di cittadinanza. Vi dimenticate, però, di tutte quelle imprese che oggi soffrono e alle quali avete destinato pochi ristori, anziché indennizzi, e per le quali in questa manovra sono previsti 2,5 miliardi a fondo perduto, che sono nulla se comparati, invece, con le risorse che utilizzate per altro e al fatto che la manovra è di 40 miliardi. Ci sono 2 miliardi per il sostegno di quelle imprese. Signori, noi non siamo come voi, e non lo siamo mai stati. Abbiamo sempre anteposto l'interesse nazionale al nostro interesse particolare: è una cosa che voi non potete dire e non riuscite a spiegare. È per questo che oggi non c'è la diretta televisiva. Non è un caso nemmeno che oggi il vostro leader , il Presidente del Consiglio, alle ore 11, durante le nostre dichiarazioni di voto, sia impegnato in una diretta televisiva. (Applausi) . È un modo per distogliere l'attenzione dalle vostre responsabilità, dal vostro imbarazzo e dall'inettitudine del Governo. L'unico atto serio che potete fare dopo l'approvazione di questa non manovra è rimettere il vostro mandato e fare in modo che siano gli italiani a scegliersi il loro Governo e sicuramente tante delle vostre facce non compariranno più in quest'Aula. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore De Carlo, la ringrazio per il perfetto rispetto dei tempi. Lei, d'altronde, è abituato ai record : non ricordo altri parlamentari che nella stessa legislatura siano stati membri sia della Camera che del Senato. Complimenti! È iscritto a parlare il senatore Fantetti. Ne ha facoltà. FANTETTI (Misto-MAIE) . Signor Presidente, intervengo a nome del Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE), di cui mi pregio di essere componente, per confermare la fiducia al Governo e ringraziarlo per aver raccolto numerose istanze che abbiamo posto proprio in nome e per conto degli italiani all'estero. Sono esattamente nove. La prima istanza è stata l'aver ripristinato l'esenzione IMU per i pensionati italiani nel mondo. Anche se solo per il 50 per cento, è un passo in avanti, e noi pensiamo e speriamo di completarlo. Vogliamo dare, però, merito al Governo e, in particolare, all'interlocuzione con la squadra di Ministri e Sottosegretari per i rapporti con il Parlamento, e al ministro Amendola, per avere interloquito con la Commissione europea su questo punto. È molto importante per i nostri pensionati italiani all'estero, che venivano discriminati rispetto ai pensionati in Italia. In secondo luogo, sono state aumentate le risorse destinate agli enti gestori, che sono molto importanti all'estero, perché promuovono l'insegnamento della lingua italiana nel mondo. Allo stesso tempo è stato confermato il fondo per la lingua e la cultura italiana all'estero. È un vanto di questa maggioranza. Sono stati anche previsti dei fondi per gli italiani nel mondo iscritti all'AIRE. Ricordo che sono 6 milioni e, anche se è un dato molto sottostimato rispetto alla realtà, costituiscono il 10 per cento della popolazione italiana. Dobbiamo tutti essere consci del fatto che all'estero risiede probabilmente un 15 per cento della popolazione italiana. Non parlo degli italici di provenienza, ma proprio di cittadini italiani, 6 milioni sono iscritti all'AIRE. Per loro sono state previste finalmente importanti misure. L'Agenzia delle entrate - per esempio - ha ricordato che, in merito alla detrazione fiscale del superbonus al 110 per cento, i contribuenti residenti e non residenti nel territorio dello Stato che sostengono spese per l'esecuzione di interventi agevolati - è l'aspetto che ci interessa direttamente come connazionali all'estero - possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, per le modalità alternative di utilizzo previste, cioè quelle dello sconto in fattura o della cessione del credito nei casi in cui non abbiano redditi in Italia, al di là di quello fondiario o degli immobili da ristrutturare. Faccio notare che moltissimi italiani all'estero sono proprietari immobiliari in Italia e, quindi, l'estensione a loro del superbonus per le detrazioni è particolarmente benvenuta. Sono state inoltre finalmente confermate le misure per facilitare il rientro in patria dei cervelli, in particolare di coloro che hanno dimostrato, rientrando in Italia, un interesse vero a restare, perché possono dimostrare di avere figli, di possedere abitazioni, di essere intenzionati a rimanere in Italia. Noi abbiamo combattuto questa battaglia accanto ai nostri colleghi alla Camera dei deputati e siamo molto contenti che finalmente siano state recepite le relative istanze. Ulteriori fondi sono stati destinati all'assunzione di nuove risorse umane per la rete consolare: si tratta di circa 150 unità tra impiegati di ruolo e contrattisti; personale che, una volta preso posto nelle varie sedi diplomatico-consolari, servirà a rendere più agile e veloce il lavoro. Si tratta, quindi, di un ulteriore servizio per gli italiani all'estero. Per quanto riguarda la struttura istituzionale della rappresentanza italiana all'estero, mi pregio di ricordare che è unica nel mondo ed è basata su tre livelli: uno di base, quello dei Comitati degli italiani all'estero (Comites), che abbiamo solo noi; i francesi hanno mutuato dagli italiani la rappresentanza istituzionale dei francesi all'estero e hanno previsto una rappresentanza parlamentare al vertice e un Consiglio generale dei francesi all'estero, che è stato copiato dal nostro Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE). Si sono scordati la parte più importante che noi, da veri democratici, apprezziamo e difendiamo, e cioè i Comites, quelle rappresentanze che, come i Comuni in Italia, vengono utilizzate in ogni circoscrizione consolare in cui risiedono più di 25.000 italiani - quindi moltissime nel mondo - per rappresentarne gli interessi. I Comites erano bloccati da dieci anni. Nonostante una legge ordinaria che li finanzia e ne prevede a scadenza quinquennale il rinnovo, sono bloccati da dieci anni, ma finalmente nel 2021 gli italiani all'estero potranno rieleggere le loro rappresentanze di base in tutte le circoscrizioni consolari. I Comites sono un esercizio democratico estremamente importante e finalmente con quest'azione potranno essere rinnovati. Da dieci anni era bloccata la Conferenza permanente Stato-Regioni-Provincie autonome-CGIE, che deve interloquire con gli enti in Italia. Ripeto che era bloccata da dieci anni e, finalmente, sono stati sbloccati i fondi per questa importantissima conferenza che si terrà in autunno e a cui gli italiani all'estero guardano con estremo interesse, come pure i rappresentanti di Regioni che hanno, attraverso le loro amministrazioni, contatti diretti con le comunità degli italiani all'estero. Questa misura è particolarmente benvenuta. L'ultima - ma non per importanza, almeno dal punto di vista personale - è una battaglia storica che ho portato avanti per dieci anni e che ringrazio il collega l'onorevole Mario Borghese, anche lui del Movimento associativo italiani all'estero (MAIE), di aver fatto proprio alla Camera dei deputati; soprattutto però ringrazio la maggioranza e questo Governo di averla accolta. Finalmente verrà riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano la ristorazione italiana all'estero: i commi dal 1144 al 1848 definiscono un intervento organico che servirà a istituzionalizzare, riconoscere, tutelare e promuovere il vero made in Italy agroalimentare. Faccio notare che noi siamo fieri delle attività di contrasto all' italian sounding che vengono portate avanti all'interno del nostro territorio, ma siamo totalmente inermi rispetto a quello che succede all'estero. Abbiamo fiere mondiali molto importanti in cui i nostri produttori hanno degli stand accanto ai quali ci sono stand di italian sounding, magari anche più consistenti, e non possono fare niente. Finalmente è stato riconosciuto - abbiamo cercato di spiegarlo per dieci anni - che i veri ambasciatori, i veri difensori dell'italianità sono gli italiani all'estero, i ristoratori, i titolari di esercizi di pizzeria, i titolari di esercizi di gelateria; parliamo di decine di migliaia di esercizi nel mondo che finalmente vedranno riconosciuta la loro specificità, sulla base di criteri che un decreto attuativo del Ministero dello sviluppo economico dovrà emanare entro sei mesi. È molto importante sia per gli italiani all'estero, che per quelli in Italia che producono eccellenze. Si crea finalmente un nuovo canale di distribuzione dei nostri prodotti all'estero, dove siamo deboli nella grande distribuzione organizzata. Si tratta di un canale che era a nostra disposizione e che nessuno aveva mai avuto l'intelligenza di comprendere e valorizzare. Finalmente questo è stato accettato. Ieri in Senato abbiamo fatto una conferenza stampa, e c'è un video per chi è interessato a entrare nel dettaglio di questa iniziativa. C'è un plauso unanime da parte delle associazioni di categoria, degli chef e della produzione agroalimentare, nonché delle reti che saranno incaricate ufficialmente di monitorare e certificare queste attestazioni definitive. Mi riferisco, in particolare, all'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, alla rete diplomatico-consolare per gli aspetti di sua competenza, ma - soprattutto - alla rete delle camere di commercio all'estero. Queste nostre tre reti all'estero, che sono le uniche che abbiamo, finalmente fanno squadra con la rete, che c'era e che nessuno voleva vedere e aveva avuto il buon senso di riconoscere, di decine di migliaia di ristoranti italiani nel mondo. Ricordo un collega francese che mi chiese, se un vietnamita avesse aperto un ristorante agli Champs-Élysées chiamandolo «Osteria romana» dove avrebbe servito spring rolls , come avrebbe fatto a difendere il consumatore. I francesi hanno una legge che definisce cos'è un ristorante francese. Finalmente l'abbiamo anche noi: sarà scritto nella legge, c'è un piccolo bilancio a disposizione per i prossimi tre anni e l'epicentro sarà la Conferenza nazionale della ristorazione italiana nel mondo (stati generali della ristorazione), che si terrà in Italia o all'estero una volta l'anno. Anche per questo, siamo particolarmente contenti di dare la fiducia alla manovra in esame. Vorrei dedicare questa vittoria a un ben più emerito collega che ha calcato questo pavimento per tanti anni, dedicando la sua vita alla causa degli italiani nel mondo, il quale oltre vent'anni fa propose proprio questa misura. Finalmente ci siamo riusciti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facoltà. *ZANDA (PD) . Signor Presidente, il voto dei senatori del Partito Democratico sul disegno di legge di bilancio del 2021 sarà un voto politico di rinnovata fiducia al Governo e insieme di responsabilità, per impedire al Paese l'esercizio provvisorio. Il disegno di legge di bilancio è stato esaminato e approvato dalla Camera dei deputati, mentre il Senato ha concentrato il suo intervento nello spazio ridotto di poche ore. Su questa anomalia dobbiamo saper riflettere con serenità. Non ha senso farne oggetto di propaganda, come le opposizioni sono sempre tentate di fare, ma non sarebbe ragionevole rimuovere un vulnus obiettivo che non possiamo, né dobbiamo considerare un momento ordinario della vita delle istituzioni. Approvare la legge di bilancio in un tempo tanto breve, senza alcuna possibilità di porvi mano, è una serie anomalia. Sappiamo tutti in quale rilevante misura il virus e la pandemia stanno condizionando l'attività del Parlamento, rendendo possibili procedure singolari che, in altre circostanze, non sarebbero considerate corrette. Ma, come poco fa ci ha ricordato la senatrice Gallicchio, i tempi che hanno contratto l' iter di esame del disegno di legge di bilancio sono dovuti alla straordinarietà della crisi sanitaria. La stessa distribuzione dei senatori, divisi tra Aula e tribune, è un fatto che condiziona i nostri dibattiti e conferma plasticamente la straordinarietà della situazione. Sono tutti campanelli d'allarme, avvisi di una lunga malattia delle istituzioni che sarebbe pericoloso trascurare ancora. La gravissima crisi che stiamo vivendo ci dice che l'Italia soffre di punti di debolezza più rilevanti di quelli di Nazioni simili a noi ed egualmente toccate dal virus. Il nostro punto debole più serio è la fragilità dello Stato, la ridotta efficienza della macchina pubblica, l'inadeguatezza del quadro normativo e la debolezza del sistema politico. In cima alla crisi dello Stato c'è il progressivo invecchiamento di un ordinamento che, senza riuscirci, abbiamo più volte cercato di aggiornare alle esigenze dei tempi. Ed è in questa terra di nessuno, tra riforme mai fatte e la pressione degli avvenimenti, che da qualche decennio l'Italia sta procedendo con soluzioni pragmatiche, operando per prassi con modifiche, anche profonde, al suo ordinamento. Cambiare il bicameralismo paritario, rafforzare, in una visione bipolare, la stabilità del Governo e il sistema delle garanzie può aiutare l'Italia a essere più libera, più forte, più prospera; ma ottenere un nuovo equilibrio tra i poteri dello Stato in via di fatto, operando per prassi e non attraverso le procedure costituzionali, espone a rischi consistenti la nostra democrazia perché non sappiamo come questi precedenti potranno essere usati in futuro. (Applausi) . Negli ultimi decenni, sia la destra sia la sinistra hanno largamente tollerato la prassi che ha fatto del Governo il primo titolare del potere legislativo. E, sempre per prassi, il Parlamento non è più al centro del nostro ordinamento, ed egualmente per prassi il Presidente del Consiglio non è più primus inter pares , ma pian piano è diventato un vero e proprio capo del Governo. Se questo processo è andato tanto avanti, anche il Parlamento ha le sue responsabilità per non essere riuscito a difendere le sue prerogative. Il monocameralismo alternato che stiamo consumando sulla legge di bilancio è la replica di una prassi messa in atto da altri Governi di diverso colore politico, tutti spinti da emergenze che sono sembrate incompatibili con i tempi lunghi del lavoro parlamentare. Tra poco i senatori del Partito Democratico voteranno a favore dell'approvazione della legge di bilancio, e per tutti noi vale il dovere di lealtà nazionale, nel senso che non si possono mandare all'aria i conti dello Stato per un groviglio di carattere formale. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, pregherei un po' di attenzione anche perché credo che l'intervento lo meriti proprio. ZANDA (PD) . Nel lento declino del nostro ordinamento dobbiamo, però, impedire che quanto legato a un'emergenza grave e di lunga durata venga utilizzato come precedente. La Costituzione vuole che le due Camere partecipino a pari diritto non solo all'approvazione finale degli atti legislativi, ma anche alla loro elaborazione in Commissione e in Aula, e violare questo principio è un vulnus che non si può ripetere. Egualmente non possono valere come precedente le eccezionali modalità con le quali è stato approvato il decreto-legge sui cosiddetti ristori. In quel provvedimento, oltre alle note criticità di tutti i maxiemendamenti, sono stati inseriti i contenuti di quattro decreti-legge attraverso la loro trasformazione in emendamenti al testo finale. Non sappiamo come la dottrina e la giurisprudenza classificheranno questa innovazione, ma ogni decreto-legge è un provvedimento a sé stante, che poggia su propri specifici requisiti di necessità e urgenza. Metterli insieme in un'unica legge di conversione è una forzatura ardita, certamente rischiosa per il precedente che può determinare. Le grandi crisi non solo possono provocare l'obiettiva necessità di misure eccezionali, ma, se affrontate con responsabilità, possono stimolare riforme profonde, grandi cambiamenti e nuovi impulsi alla crescita e allo sviluppo. Giorni fa è stato ricordato che il debito pubblico può essere buono, se indirizzato verso spese produttive, ma può essere cattivo, se sprecato alla ricerca del consenso. Uguale sorte può toccare alle riforme modernizzatrici di cui abbiamo un grande bisogno, ma che, come il debito, possono essere riforme buone o meno buone: sono buone le riforme approvate dal Parlamento secondo le regole della Costituzione; sono fragili e rischiose le riforme adottate in via di fatto per prassi, emergenza dopo emergenza, in un piano inclinato di cui è difficile vedere l'esito finale. Per gli italiani questi sono tempi difficili, di grande incertezza e grande preoccupazione per il futuro. Siamo sospesi tra il timore per il virus e l'assenza di informazioni sicure sul lavoro e sull'economia e abbiamo tutti, soprattutto noi parlamentari, ciascuno per la sua parte, il dovere di aiutare l'Italia a capire dove stiamo andando e dove ci sta conducendo l'insieme dei provvedimenti che il Governo e il Parlamento stanno adottando. L'uscita dalla crisi non sarà rapida e il grande lavoro di rilancio non si concluderà nel poco tempo che ci resta in questa legislatura. In prospettiva, i tempi lunghi della crisi sanitaria e delle sue conseguenze economiche e sociali ci impongono di garantire, al di là del succedersi dei Governi e delle legislature, continuità alle linee di fondo dell'azione dello Stato. Per un Paese in difficoltà, come è oggi l'Italia, una delle parole chiave è continuità, continuità delle grandi scelte dello Stato. Un'uscita positiva dalla crisi è quindi nell'interesse, sia della maggioranza che oggi governa, che dell'opposizione che potrebbe governare domani. Insieme dovremo fare tutto quel che possiamo per non sprecare i talenti che ci offre una difficile congiuntura che, oltre al grande dolore per i tanti morti che abbiamo avuto, ci porta anche un'occasione di ripresa e di cambiamento. Sappiamo che all'Italia servono un debito buono e buone riforme. Su questi due obiettivi non dividiamoci e riserviamo la lotta politica ad altro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, cari colleghe e colleghi, se rimanessimo fedeli al politicamente corretto dovremmo dire - come hanno fatto sinora molti colleghi - che oggi discutiamo la legge di bilancio. Oggi non stiamo discutendo un bel nulla: siamo chiamati a ratificare decisioni prese altrove, a mettere un sigillo sopra un pacco che non abbiamo nemmeno potuto aprire. (Applausi) . Al centrodestra, la prima forza politica del Paese, in questo ramo del Parlamento oggi viene impedito di dare un contributo attraverso i suoi rappresentanti. È una violazione palese dell'articolo 72 della Costituzione, come ha ricordato poco fa il senatore Zanda, che ringrazio. (Applausi . Brusio). PRESIDENTE. Vi prego, colleghi. Senatore Renzi, per cortesia. RONZULLI (FIBP-UDC) . È sempre lui, è sempre Renzi. Come stavo dicendo, volevo ringraziare il senatore Zanda per l'onestà intellettuale che ha dimostrato, ma a questo punto ne traggano le conseguenze. (Applausi) . Non ci sono alibi. Sono mesi che il Governo lavora a questa manovra, presentata - lo ricordiamo - con trentacinque giorni di ritardo. Il Partito Democratico all'opposizione addirittura denunciò alla Corte costituzionale la compressione dei tempi due anni fa in quest'Aula. La doppia lettura serve non a tutelare le opposizioni, ma a migliorare la qualità della legislazione, anche correggendo eventuali errori. E qui di errori ne sono stati fatti tanti, come dimostra il fatto - non ha precedenti - che oggi voi votate una legge di bilancio con il buco: d'altronde, non tutte le ciambelle riescono col buco, anche se il buco non è di qualche decina di migliaia di euro, ma è di 1,5 miliardi. Vi siete dimenticati migliaia di lavoratori dipendenti che guadagnano tra i 28.000 e i 40.000 euro, ai quali avete promesso un bonus senza avere prima trovato i soldi. Votate una legge piena di errori, che vi costringe a intervenire nelle ultime ore dell'anno con un nuovo decreto, un decreto tampone: una velocità e un'organizzazione che, purtroppo, non abbiamo visto con i tamponi che servivano nei mesi scorsi per tracciare i contagi. (Applausi) . Non siete stati neanche in grado di fare i conti e quindi vi regaleremo un pallottoliere. Più che un percorso legislativo lineare, costruite una matrioska , con una legge dentro l'altra ma, quando si arriva all'ultima bambolina, c'è il nulla. Siamo alla trentasettesima fiducia, praticamente ormai ne votiamo una per ogni provvedimento. È però probabilmente questa la strategia del Governo: esautorare il Parlamento dei suoi poteri, svuotarlo delle sue prerogative e umiliare le Camere. (Applausi) . Questa legge avrebbe dovuto gettare le basi per la ripresa della nostra economia, ma continuate con la politica dei bonus . Votate una legge simbolo di una maggioranza politica, che non esiste più. Le vostre divisioni, la vostra ricerca di poltrone, le vostre partite a scacchi, le vostre guerre di potere, le vostre battaglie per la leadership tengono in ostaggio gli italiani, già in ginocchio per la pandemia (Applausi) . E avete addirittura riportato nel dizionario della seconda Repubblica la parola rimpasto. Non si può essere contemporaneamente di lotta e di Governo, o meglio: non si può essere di lotta e di Governo nell'anno della pandemia, mentre gli italiani muoiono di coronavirus e rischiano di morire di fame. Non si può essere di lotta e di Governo mentre i negozi chiudono e si creano le file alla Caritas e alle mense dei poveri. (Applausi) . È comodo essere al Governo e fare il controcanto ogni giorno, ma chi è al Governo deve dare delle soluzioni, se è in grado di farlo, altrimenti lasci il passo a chi è capace. Anche il recovery plan è nel caos e addirittura lo stesso ministro Gualtieri ha ammesso che, continuando così, rischiamo di perdere i soldi del recovery . Altro che CIAO: questo recovery plan sarà un "ciaone" . (Applausi) . Con una democrazia amputata, tra DPCM e stato di emergenza, con il PIL peggiore d'Europa, con il deficit alle stelle e in costante crescita, il Governo Conte prosegue a fare passerelle a favore di telecamera, per i TG serali, e si dimentica del Paese reale. Persino stamattina, mentre discutiamo della legge più importante dell'anno, il Presidente del Consiglio, invece di essere qui, nella casa degli italiani, sta preparando una conferenza stampa per fare il suo show di capodanno (Applausi) , dimostrando il totale disprezzo del Parlamento. Quindi lo invitiamo a rinviare alle ore 15 il suo show , per venire subito qui, in Parlamento. (Applausi) . Avremmo potuto creare un'Italia competitiva e invece avete annaffiato un deserto, creato da chiusure decise contro la logica, seguendo la giungla dei codici Ateco e degli algoritmi. Quando hai il deserto, puoi innaffiarlo quanto vuoi con l'assistenzialismo, ma non crescerà comunque più nulla. Avevate un'occasione storica, poteva essere la stagione del grande riformismo, coinvolgendo innanzitutto i privati, che invece sono completamente assenti, perché per voi il privato è da contrastare a prescindere. (Applausi) . Avete finanziato con 4 miliardi di euro la misura fallimentare del reddito di cittadinanza e avete stanziato solo mezzo miliardo di euro per le politiche attive del lavoro. Pensate di gestire il Paese con mance e mancette: questa è la differenza tra noi e voi. Voi pensate di andare avanti regalando caramelle: noi invece vogliamo creare la fabbrica delle caramelle, perché in questo modo si genera ricchezza, si crea occupazione, si reinvestono gli utili, aumenta il PIL ed è possibile far decollare il Paese. E se non fosse stato per il centrodestra, avreste preteso il pagamento delle tasse anche da quei lavoratori autonomi e da quelle partite IVA che avete messo in ginocchio e nelle condizioni di non lavorare. L'anno bianco fiscale era il minimo sindacale, ma non è un vostro risultato: è un successo del centrodestra. (Applausi) . Muore l'economia, muoiono purtroppo ancora gli italiani. Israele ha vaccinato mezzo milione di persone in dieci giorni e in Italia il commissario Arcuri si vanta per gli appena 8.361 vaccini effettuati: un nonnulla. Stamattina leggiamo di un fantomatico piano B: chiamatelo direttamente piano F, come fallimento. (Applausi) . E nel disordine più totale, parte della maggioranza ha armato le tastiere dei fanatici, come i no vax, e addirittura una ragazza coraggiosa come Claudia, la prima ad essere vaccinata, invece di essere applaudita e guardata come esempio di coraggio, viene attaccata e minacciata. (Applausi) . I vostri errori sono lo specchio della sciatteria: non ve li perdoniamo, perché sono figli dell'arroganza e della superficialità. Alla vostra fiducia effimera in quest'Aula corrisponde la sfiducia degli italiani e non vediamo l'ora che abbiate il coraggio di certificarla. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Tosato. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, membri del Governo, stiamo affrontando l'ennesimo voto di fiducia posto da questo Governo. Non possiamo che criticare le procedure con cui si sta esautorando il potere legislativo del Parlamento: continui decreti-legge e voti di fiducia sono ormai la regola. A queste procedure straordinarie si sono aggiunti i DPCM del presidente Conte, spesso ingiustificati e inopportuni. La manovra è stata portata all'attenzione della Camera dei deputati con trentacinque giorni di ritardo - come hanno ricordato molti colleghi - e al Senato il 28 dicembre. Il vice ministro Misiani ha confermato che la legge di bilancio che stiamo per ratificare è sbagliata e andrà corretta. Queste procedure, questi abusi, queste inefficienze sono già sufficienti per poter esprimere un giudizio negativo sull'operato di questo Governo. Ciò che ci preoccupa di più, però, non è il metodo con cui governate, ma sono i contenuti dei vostri provvedimenti. (Applausi) . Non ci piace e non ci convince come avete affrontato l'emergenza sanitaria nel nostro Paese. Non ci piace e non ci convince come avete affrontato la riapertura delle scuole a settembre. Non ci piace e non ci convince come avete affrontato la gestione del trasporto pubblico locale. Non ci piace e non ci convince come avete gestito i decreti ristori. E, soprattutto, Presidente, non ci piace non ci convince la politica economica di questo Governo. Ma veramente pensate che con i bonus, i sussidi, il reddito di cittadinanza e di emergenza, con il click-day e con il cashback riuscirete a risollevare le sorti della nostra economia? Riuscirete a salvare il lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e piccoli imprenditori che stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi? Siete veramente così sprovveduti e lontani dalla realtà? Girate le nostre strade, parlate con i cittadini e confrontatevi con le categorie; la situazione economica è drammatica e quella sociale è esplosiva. Il Parlamento ha autorizzato manovre a debito di oltre 100 miliardi in pochi mesi. Voi state gestendo male, malissimo questa opportunità; la state sprecando, perché la vostra mentalità di fondo è sbagliata. Il MoVimento 5 Stelle vive nel suo mondo di decrescita felice e di intero popolo che dovrebbe vivere di sussidi e reddito di cittadinanza: una follia che economicamente non regge e che ci porterebbe al disastro. (Applausi) . Il PD e LeU portano avanti la solita teoria della raccolta insostenibile delle tasse per poi operare una redistribuzione del reddito con i bonus. Ma voi non redistribuite ricchezza: redistribuite povertà e miseria. (Applausi) . La montagna di ulteriore debito pubblico che il Parlamento ha autorizzato doveva essere indirizzata non a bonus e sussidi, ma alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle attività che a fatica cercano di sopravvivere. Il denaro speso meglio da uno Stato efficiente è quello lasciato nelle tasche dei cittadini. (Applausi) . Deve circolare liberamente. È una follia sottrarlo ai cittadini con mille adempimenti fiscali per poi redistribuirlo con i bonus. Questo modello non regge: è stupido, inefficace e produce adempimenti burocratici complessi e costosi. Voi state seppellendo il Paese sotto una montagna di debito pubblico, gettando al vento decine e decine di miliardi. Le vostre misure non sono efficaci e lo dimostrano i dati: il turismo è in ginocchio, le attività commerciali chiudono i battenti a migliaia, gli autonomi non possono lavorare. Noi vogliamo che queste attività sopravvivano e l'unico modo è esentarle dal pagamento di tasse che non sono in grado di pagare. E non possono pagarle non perché sono dei farabutti o degli evasori, come li amate dipingere voi della sinistra, ma perché lo Stato (il Governo) ha chiuso le loro attività. (Applausi) . State molto attenti, perché sono loro che mantengono in piedi le casse dello Stato. Più attività farete fallire, minore sarà anche il gettito, minori saranno le risorse a disposizione dello Stato per finanziare stipendi pubblici e servizi ai cittadini, maggiori saranno i crediti deteriorati e le risorse che dovrete stanziare per risanare le banche; state giocando col fuoco. Cosa accadrà poi quando sbloccherete i licenziamenti? Prima o poi ci arriveremo a quella data. Cosa accadrà quando non avrete più possibilità di finanziare la cassa integrazione, perché non avrete più risorse? Cosa farete quando padri di famiglia non avranno più un reddito, un'attività, un lavoro per pagare l'affitto e mantenere la propria famiglia? Cosa farete quando decine di migliaia di cartelle esattoriali pioveranno sulle teste dei cittadini? Le state solo rinviando e la montagna aumenta. Cosa farete quando a Bruxelles vi diranno che non potremo più fare altro debito e vi chiederanno di restituire quanto vi è stato concesso? Quella data prima o poi arriverà. I decreti ristori e questa manovra di bilancio, infarciti di centinaia di misure microsettoriali e localistiche, sono una vera e propria vergogna. (Applausi) . Lo sono soprattutto in questa fase drammatica che stiamo vivendo. Ogni singolo centesimo andava utilizzato con grande oculatezza e rispetto nei confronti degli italiani. Non lo avete fatto e non so se ve ne pentirete, ma sicuramente tutto il Paese ne pagherà le conseguenze. Abbiamo insistito perché i decreti ristori non si basassero sui codici Ateco, ma sul calo di fatturato di tutte le categorie di autonomi. Non ci avete ascoltato; avete dato miserie a pochi e nulla alla maggior parte delle categorie. Abbiamo cercato su ogni provvedimento di offrirvi la nostra collaborazione; non ci avete quasi mai ascoltato. Siamo però orgogliosi di aver ottenuto l'esonero totale nel 2021 dei contributi fissi per autonomi e professionisti che abbiano subito un calo di fatturato superiore al 33 per cento e abbiano avuto un reddito non superiore a 50.000 euro (emendamento Garavaglia alla legge di bilancio). (Applausi) . Siamo orgogliosi di aver cancellato l'obbligo della partita IVA per il volontariato (emendamento Garavaglia alla legge di bilancio). (Applausi) . Siamo orgogliosi di aver ottenuto l'abbattimento degli oneri di sistema nelle utenze elettriche di tipo commerciale per le attività che non hanno potuto lavorare (emendamento Arrigoni, Romeo e del centrodestra al decreto ristori). (Applausi) . Siamo orgogliosi di tutti quegli emendamenti che miravano alla riduzione della pressione fiscale, ma siamo consapevoli che molto di più andava fatto. Molto di più è necessario al nostro sistema economico e produttivo per risollevarsi. Voi non vi state dimostrando all'altezza di questo compito; noi abbiamo il dovere di continuare a insistere perché cambiate rotta, abbiamo il dovere di farci trovare pronti quando toccherà a noi la responsabilità di governare. E lo saremo. Speriamo solo di non arrivarci troppo tardi, quando di questo Paese e della nostra economia rimarranno solo macerie. Questa legge di bilancio rappresenta l'ennesima occasione persa; essa non è adeguata ai drammatici momenti che stiamo vivendo. Il nostro Paese merita di meglio e questo Governo non merita la nostra fiducia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi e colleghe, colui che mi ha preceduto ha detto un sacco di inesattezze; cercherò di argomentare puntualmente sul suo intervento. Il decreto rilancio, il decreto liquidità, il decreto agosto, il decreto ristori... (Commenti. Si odono dei fischi) . PRESIDENTE. Mi pare esagerato il fischio e proprio fuori luogo. Prego, prosegua, senatore Lanzi. LANZI (M5S) . In tutti questi provvedimenti ci sono state delle norme fondamentali per aiutare le aziende e gli imprenditori italiani sono stati aiutati a superare questo lungo momento di difficile crisi. Devo dire che tra questi quattro provvedimenti che ho citato e la legge di bilancio c'è una differenza sostanziale. Con questo testo che stiamo per votare cominciamo a delineare lo sviluppo futuro delle aziende italiane. Sicuramente, è importante il supporto economico statale durante la crisi per evitare il più possibile le difficoltà, ma è anche necessario lavorare con un'ottica di medio-lungo periodo e di questo parliamo oggi. Tutte le norme presenti in questo testo, che si riferiscono appunto alle aziende, sono pensate per l'industria italiana del futuro. Non troverete mai, in un provvedimento di questo Governo, qualcosa che non abbia comunque uno sguardo, anche solo in parte, verso la pianificazione del tessuto industriale di domani. Quando parlo di tessuto industriale, non mi riferisco solamente agli imprenditori e alle loro aziende; qui parliamo di lavoratori, di nuove professioni, di incentivi ad un'industria più verde e tecnologicamente avanzata. Una volta si utilizzava il detto "mettere la chiesa al centro del villaggio". Oggi noi mettiamo l'impresa al centro del sistema Paese. Questo lo facciamo con riforme incisive, che permetteranno all'industria di trasformarsi per saper rispondere alle esigenze dei prossimi decenni. Abbiamo introdotto crediti d'imposta per investimenti in beni materiali ed immateriali e nel lavoro agile, incentivi per ricerca e sviluppo, per innovazione tecnologica, per investimenti nella green energy , nel digitale nonché nel design . Tutti i crediti di imposta che verranno maturati saranno duraturi. Sono validi per due anni abbondanti, fino al giugno 2022. Contemporaneamente a questo, manteniamo una potenza di fuoco estremamente elevata per garantire la liquidità delle imprese italiane, prorogando fino a giugno 2021 la garanzia pubblica del fondo PMI su prestiti alle imprese. Questa proroga si aggiunge agli oltre 100 miliardi già prestati fino ad oggi. Non voglio dilungarmi troppo, perché le norme sono veramente tante e articolate, coprendo innumerevoli necessità delle imprese italiane, ma voglio sottolineare come sia stato esteso ancora una volta il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione. Se da una parte, infatti, supportiamo il rilancio aziendale non vogliamo però che nessuno rimanga indietro lasciando a casa i propri lavoratori. Lasciatemi citare un'altra norma presente in questo testo, su cui lavoro da mesi e che ho presentato anch'io personalmente, più volte, a partire dal decreto rilancio. L'Italia ha una grande risorsa, che è l'acqua. Quante volte abbiamo letto o ascoltato che l'acqua è vita. L'Italia è un Paese verde e rigoglioso, cosa che fa dell'acqua una delle risorse principali anche per le energie rinnovabili, tanto che gran parte dell'energia viene prodotta da grandi centrali idroelettriche. Accade, però, che certa stampa, di fronte a delle norme più innovative e - devo dire - attese da ormai troppo tempo, si divida per cercare di schernire, come spesso fa, il lavoro del Governo. In questo provvedimento è stato inserito un emendamento alla Camera, che introduce una detrazione di imposta per chi installa vasi da bagno e rubinetteria, proprio per andare incontro alla necessità del risparmio idrico. Ecco, quella che voglio sottolineare oggi è la faziosità di una lettura politica di questa norma, che va travisare quella che è la sua reale finalità. Non toccate questa norma. L'Italia è uno dei Paesi dove si investe di più per il potenziamento della rete idrica a causa dei suoi problemi di dispersione. Secondo i dati Istat, il 37 per cento circa dell'acqua immessa nella rete viene dispersa. In alcune province italiane, si arriva addirittura al 60 per cento. In aggiunta a questo, gli italiani, con il proprio atteggiamento quotidiano nell'uso dell'acqua domestica, contribuiscono a disperdere ulteriormente preziose risorse idriche. Per questo credo che una norma che incentivi l'acquisto di rubinetterie che faranno risparmiare anche il 50 per cento dell'acqua domestica, che altrimenti andrebbe dispersa, siano i benvenuti. Mi direte che 20 milioni per finanziare questa norma sono pochi; intanto, è fondamentale averla inserita per la sua bontà intrinseca. Ovviamente lavoreremo per incrementare i fondi e far sì che migliaia di italiani possano ridurre i propri sprechi. Risparmiare acqua e ritrovarsi con sanitari e rubinetterie di ultima generazione non mi pare una situazione sulla quale ironizzare. È poco? Intanto, partiamo. Concludo, colleghi, auspicando che tutti ci si renda conto degli impegni che il Paese deve affrontare e che ci si cali nei panni del cittadino in difficoltà senza manie di protagonismo e distinguo che non hanno ragione di esistere. Pensiamo ai cittadini, ci hanno mandato qua per questo. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, anche questa volta devo cominciare ricordando che un ramo del Parlamento si trova nell'umiliante situazione e condizione di dover approvare un testo su cui non è potuto intervenire minimamente. Questa prassi del bicameralismo zoppo era presente anche prima dell'emergenza sanitaria; basta andare con la memoria alle ultime due leggi di bilancio. Il fatto però che tutte le forze politiche, una volta al governo, usino certe modalità, non è una buona giustificazione e non lo sarà fino a quando non verrà cambiata la Costituzione. Fino a quel giorno vigerà un sistema basato su due Camere che hanno uguali funzioni e prerogative e ogni forzatura in tal senso è una forzatura rispetto al corretto funzionamento democratico. Fatta questa premessa, Presidente, il testo che abbiamo letto va inscritto nel percorso cominciato a marzo per fronteggiare l'emergenza economica. Altri 40 miliardi di euro nel circuito produttivo e per le famiglie, cui, come sappiamo, seguirà presto un ulteriore scostamento di bilancio per indennizzare le categorie che soffrono per via delle restrizioni e delle limitazioni. Il mio pensiero va qui allo sci e alla montagna, su cui proprio in questi giorni si sta discutendo di quello che succederà dopo il 7 gennaio. Agli interlocutori istituzionali e al Comitato tecnico-scientifico (CTS) chiediamo soprattutto una cosa: risposte certe e in tempi brevi, non come l'ultima volta, che quando le Regioni hanno dovuto attendere quasi un mese per ottenere risposte dal CTS. La montagna richiede programmazione e non si possono cambiare le carte in tavola sempre all'ultimo minuto. Lo sci e il turismo invernale della montagna non sono solo svago, ma un'industria con una filiera molto profonda che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone ed è incredibile che questa industria non venga considerata dal Governo. Purtroppo, al momento, io vedo al riguardo solo incertezze; incertezze sulle aperture e sui ristori. Ciò, colleghi del Parlamento e del Governo, è proprio inaccettabile. Tornando al provvedimento, la sensazione è che manchi un tema forte, un investimento di riferimento attorno a cui far ruotare tutto il resto. Più che una legge di bilancio con degli obiettivi posti in una visione strategica, appare, come dicevo prima, una nuova tappa del percorso di sostegno caratterizzato da uno spezzettamento delle risorse per finanziare una mole forse eccessiva di interventi. È ovvio poi che davanti a un numero così corposo di interventi se ne trovino di positivi, anche se resta più di un dubbio sull'efficacia e sull'impianto della legge. Mi riferisco in particolare alle misure per i lavoratori autonomi, la categoria forse meno raggiunta dallo sforzo di questi mesi, con i primi ammortizzatori sociali e la prospettiva di un anno senza incombenze fiscali per chi avrà segnato importanti cali di fatturato. Bene anche il rafforzamento del superbonus del 110 per cento a condizione che si rifletta anche sulle modalità di accesso perché l'impegno burocratico per attingere a questo beneficio fiscale è davvero molto gravoso, come denunciano praticamente tutti gli operatori del settore. Bene anche tutto il pacchetto di misure volto a rafforzare il potere d'acquisto delle famiglie, dalla conferma del taglio del cuneo fiscale all'assegno natalità, così come le agevolazioni tributarie per le assunzioni. In questa legge ci sono anche delle misure che interessano da vicino le autonomie e la mia Provincia autonoma di Bolzano. Mi riferisco alla norma sui requisiti linguistici per l'esercizio delle professioni sanitarie nel territorio provinciale, che - è bene ricordarlo - nasce per adeguare l'Italia alle direttive europee, e consentirà alla nostra Provincia di fronteggiare con maggiore efficacia la cronica carenza di personale. Penso anche alle risorse destinate allo sviluppo delle opere legate alle Olimpiadi invernali del 2026, così come alla norma di attuazione dell'accordo del 5 novembre 2020 tra Governo, Regioni a statuto speciale e Province autonome, con la riduzione di 100 milioni di euro del contributo alla finanza pubblica dovuto dalle Regioni a statuto speciale e dalle Province autonome, a titolo di compensazione per la perdita di gettito a causa dell'emergenza pandemica. È un piccolo segnale che il Governo dà alle autonomie, ma servono ancora sforzi molto più sostanziosi. Su questi punti, in particolare sulla norma delle professioni mediche, teniamo a ringraziare il Governo e la maggioranza per l'attenzione dimostrata. Il compromesso raggiunto è la riprova di un buon dialogo, che speriamo continui anche su altri temi, a cominciare da un maggiore impegno finanziario nel recovery plan per la montagna. In conclusione, ci lasciamo alle spalle un anno difficilissimo in cui il Governo ha fatto uno sforzo importante. Tuttavia, nel 2021 quello sforzo rischia di non bastare. Occorre rafforzare gli strumenti per quei settori dove la mortalità delle imprese può essere devastante, come ha ricordato Confesercenti con il suo ultimo studio. Occorre ripensare velocemente il rapporto col fisco e quindi andare avanti con l'impegno per un anno bianco per le partite IVA o per un nuovo saldo e stralcio per chiudere le situazioni sospese. Occorre migliorare la catena decisionale sulle riaperture e sulle restrizioni, perché i tempi, non solo in montagna, sono un elemento essenziale. In ultimo, ma non per ultimo, bisogna fare in fretta e fare bene sul recovery fund , su cui si gioca il destino del Paese, delle future generazioni, ma anche il futuro dell'Europa: se l'Italia fallirà, sarà un formidabile argomento per i rigoristi e per coloro che sono contro un'Europa unita. Insomma, nel 2021 facciamo ancora di più, e soprattutto facciamolo meglio. È con questo auspicio che dichiaro il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie alla legge di bilancio. (Applausi) . RENZI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signor Presidente, signora Ministra, onorevoli colleghi, il 2020 ci consegna un quadro internazionale nel quale possiamo riconoscere due vincitori e due vinti. Ha vinto la scienza: grazie, scienza. Infatti, se non vi fosse stato un gigantesco investimento nella farmaceutica, nella sanità e nella medicina, noi oggi saremmo ancora senza una prospettiva di speranza contro il coronavirus. Ovviamente, la strada è ancora lunga, ma il fatto che ci sia un vaccino in un tempo record è un fatto storico. Mi piace pensare che nella corsa al vaccino fatta in tutto il mondo siano arrivati primi - non perché fosse una competizione, ma perché comunque era una sfida epocale - dei coniugi turchi stabiliti in Germania: Ugur e Ozlem, questi i nomi di battesimo. È la storia di un grande Paese che accoglie un'immigrazione di qualità e che ne fa strumento di competitività. La stessa cosa era accaduta nella Silicon Valley. Per me, la stessa cosa dovrà accadere nei prossimi dieci anni in Italia: per questo insistiamo su alcuni provvedimenti da inserire nel Next generation EU. C'è bisogno di fare di questo Paese il luogo del capitale umano, come ha fatto la Germania che oggi ha il quintuplo dei vaccinati dell'Italia. C'è bisogno di scommettere su forme nuove di rapporto tra scienza, ricerca, cultura, capitale umano ed educazione: questo è il punto di partenza del Next generation EU, non una paginetta giustizialista sulla giustizia. Dall'altro lato, grazie Europa. Non si sentono più - in quest'Aula, almeno - i No-vax, eppure si sentivano; e non è più forte come prima la retorica sovranista. Perché? Perché la retorica sovranista si basava su un'inerzia dell'Europa, che c'è stata oggettivamente negli anni passati, e che oggi non c'è stata, perché l'Europa ha messo una incredibile mole di risorse, che va oltre le nostre migliori aspettative: Next generation EU, European Central Bank (ECB), il programma SURE, il MES (con 36 miliardi di euro sulla sanità che potrebbero cambiare la storia della sanità del nostro Paese) e naturalmente la programmazione tradizionale. Ora, la questione è che dobbiamo spendere bene questi soldi, con riguardo a due aspetti: il primo è quello relativo alle forme della democrazia, il secondo è quello relativo alla visione del Paese. Sulle forme della democrazia, signor Presidente - lo ha riconosciuto anche lei e la ringrazio di questo - oggi abbiamo ascoltato parole per me definitive di un collega, con il quale non sono mancati elementi di divergenza, che risponde al nome del senatore Luigi Zanda. Chi non era in Aula, per cortesia, legga l'intervento del senatore Zanda. Chi non crede a ciò che diciamo noi da mesi, perché siamo quelli che vengono etichettati come irresponsabili e Pierini, non ascolti noi, ma ascolti il senatore Zanda. Dal rispetto delle forme democratiche deriva una credibilità delle istituzioni che, al momento, rischia di essere messa a dura prova. (Applausi) . Se il Governo giallo-verde fa la legge di bilancio in quarantotto ore al Senato, si va alla Corte costituzionale, come hanno fatto i colleghi del PD nel 2018. Se lo fa il Governo giallo-rosso si sta zitti? Non è possibile. C'è bisogno di un rispetto delle regole indipendentemente da chi afferma per prassi un principio che pure io condividerei, perché se c'è uno in quest'Aula che è a favore del superamento del bicameralismo sono io, ma siccome non ci è riuscito, ahimè, oggi il bicameralismo dobbiamo rispettarlo, perché se passa il principio che le riforme costituzionali non servono e basta una prassi, noi stiamo distruggendo questa Assemblea, stiamo distruggendo la nostra credibilità, noi e voi insieme. (Applausi) . Ecco perché il rispetto delle forme democratiche è importante, ecco perché, signor Presidente, non smetteremo di chiedere che vi sia il rispetto delle forme in tutti i livelli istituzionali, dall' intelligence , dai Servizi segreti, fino alle questioni legate al modo in cui si fa una legge di bilancio. (Applausi) . Non è di noi che stiamo parlando, ma della nostra credibilità e della vostra credibilità. D'altro canto, bisogna accelerare. Leggo oggi le parole del Ministro dell'economia, che alle 14 riceverà una delegazione di Italia Viva, che non è qui con noi ma sicuramente ci seguirà da casa. Signor Presidente, è bellissima l'idea dell'accelerazione. Chi come lei, più di me, ama il futurismo sa che l'accelerazione e la velocità sono un mito straordinario. Io sono uno di quelli che hanno chiesto commissari, che hanno chiesto di sbloccare le opere, figuriamoci se sono contrario all'accelerazione. Il 22 luglio in quest'Aula ho chiesto di fare una sessione ad agosto sul Next generation EU, oggi scopro che siamo in ritardo e bisogna correre. Bene. Sul correre siamo tutti d'accordo, ma la mia domanda è: per andare dove? Perché se si corre nella direzione opposta a quella corretta, per tornare indietro ci vuole il doppio del tempo. La domanda da porsi è se questo debito, buono o cattivo a seconda delle scelte che facciamo - parole con il copyright di Mario Draghi - vogliamo affrontarlo o no? Resti agli atti, Presidente, che questa finestra temporale che si apre non è una finestra casuale, ma è una finestra che per trent'anni non c'è stata. Nessuno ha potuto spendere questi soldi, è chiaro? Ci sono sindaci in tutti gli schieramenti, di destra e di sinistra, ci sono Presidenti di Regione, ci sono amministratori locali: noi non abbiamo avuto mai la possibilità di spendere questi soldi, eravamo bloccati dal Patto di stabilità, dai blocchi - lo sappiamo tutti - di destra e di sinistra. Per i prossimi trent'anni non ci sarà possibilità di spendere questi soldi. La finestra temporale è ora o mai più, perché poi a un certo punto le porte dell'Europa si chiuderanno. Se siamo in condizione di metterci d'accordo sul fatto che si devono spendere questi soldi sulla cultura, sulle infrastrutture, sull'ambiente, sulle opportunità, siamo credibili, se invece affermiamo il principio che un Gruppo parlamentare, una forza politica non può chiedere conto di come si spendono questi soldi, perché altrimenti disturba il manovratore, stiamo trasformando il Parlamento in un luogo da schiacciatasti, ma - attenzione - non stiamo dando stabilità. Lasciatemelo dire ai colleghi della maggioranza. A chi ci viene a dire che siamo irresponsabili perché mettiamo in discussione la stabilità faccio presente che il sottoscritto è una persona che almeno in tre passaggi nella scorsa legislatura e in uno in questa ha lavorato perché proseguisse l'esperienza della legislatura, anche talvolta contro l'interesse del suo Gruppo nella scorsa legislatura, perché ritiene che la stabilità sia un valore. Ma c'è una differenza epocale tra la stabilità e l'immobilismo. Una legislatura sta in piedi come una bicicletta: l'equilibrio lo trova se si muove, se riesce ad avere una visione e un orizzonte. Se ci mettiamo in uno stallo, l'immobilismo è esattamente ciò che fa terminare in anticipo la vita di una legislatura. Signor Presidente, questo è il motivo per cui noi abbiamo chiesto chiarezza su dove andranno dei denari che non torneranno più. Signor Presidente, abbiamo detto delle cose che non diceva nessuno. Oggi sono patrimonio condiviso perché tutte le forze politiche stanno mandando avanti i propri progetti. Venti giorni fa siamo stati etichettati come irresponsabili; stavamo soltanto dicendo la verità. Un grande statista di questo Paese nelle ore più difficili della sua vita ebbe modo di scrivere: «Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi». Erano le parole di Aldo Moro nel momento più difficile della sua esistenza, ma sono le parole che dovrebbero ispirare tutti noi. (Applausi) . Sono le parole che consegniamo al Governo nell'ultimo intervento di questo 2020 che ci ha visto dire sì convintamente per lealtà istituzionale. Diremo sì anche oggi, ma assegniamo al Governo la responsabilità di decidere cosa fare da grandi, perché siamo stati partner di questo passaggio complicato; siamo pronti a lavorare insieme se c'è una visione e un orizzonte sulla base delle cose che abbiamo detto, dell'idea dell'Italia tra trent'anni, di un percorso che ci permetta di spendere bene i soldi, di avere quel debito buono di Draghi. Non saremo mai complici del più grande spreco di denaro che potremo avere nella storia repubblicana. (Applausi) . Se vogliamo andare avanti, si va avanti su un progetto. La palla passa al Governo e non più a noi perché noi abbiamo soltanto detto la verità. (Applausi) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, vorrei iniziare il mio intervento in rappresentanza del Gruppo Fratelli d'Italia dicendo alcune cose importanti riguardo alla forma con cui è arrivata in Aula la manovra di bilancio, che ci lascia molto interdetti e perplessi. Il primo riferimento è a quanto accaduto: la manovra arriva in Aula senza relatore. Su questo vorrei fare una prima riflessione perché non più tardi di un mese fa questa stessa maggioranza e il Governo, dopo l'intervento del Presidente della Repubblica che chiedeva un maggior confronto nelle Commissioni e nelle Aule parlamentari, proposero alla minoranza di valutare eventualmente per i provvedimenti economici e la legge di bilancio che ci fosse la possibilità di avere un doppio relatore (uno di maggioranza e uno di minoranza) per avere un confronto ed evitare quel corto circuito che c'è ormai da quando questo Governo si è insidiato. La risposta plastica di oggi è che siamo in Aula addirittura senza aver avuto la possibilità di discutere in Commissione della manovra di bilancio - che, voglio ricordarlo, è l'atto più importante di una legislatura - e addirittura senza avere un relatore in Aula che potesse darci delle indicazioni sul tema della manovra di bilancio. Allo stesso modo, voglio dire anche al presidente della Commissione bilancio di finirla con questi sermoni che ogni volta ci fa prima di venire in Aula dicendo che questa sarà l'ultima volta che ci sarà questo tipo di problema, questo tipo di corto circuito nelle Aule parlamentari. Presidente, è indecente questo modo di procedere in un momento così delicato della vita del Paese. Questa indecenza è legata, come accade costantemente in questo ultimo anno, a questa prassi consolidata per cui una sola Camera viene messa nella condizione di lavorare sui provvedimenti, mentre l'altra, come in questo caso oggi il Senato, viene esclusa da qualsiasi decisione, perché non è praticamente a conoscenza di nulla. Su questo Fratelli d'Italia continua ad appellarsi al Presidente Alberti Casellati affinché ripristini la piena agibilità democratica di quest'Assemblea. Vi è poi un altro motivo di indecenza che noi troviamo rispetto a questo Governo. Al riguardo vorrei anche ricordare la mancata presenza del ministro Gualtieri, che almeno avrebbe avuto la possibilità di essere in Aula ad ascoltare i senatori per poter sapere cosa dicevano rispetto a questa manovra, mentre riscontriamo l'assenza quasi completa del Governo. L'indecenza cui mi riferivo è quella di affrontare oggi una manovra di bilancio, mentre dall'altra parte il Governo è in altre faccende affaccendato, cioè il teatrino politico che vede contrapposti il premier Conte e l'ex premier Renzi, che non si trovano d'accordo su nulla. Come abbiamo sentito qualche minuto fa quando prima di me è intervenuto il senatore Renzi, non si trovano d'accordo su nulla, tranne che sul potere che deve essere gestito rispetto al fiume di denaro che sta arrivando in Italia con il recovery fund, vale a dire i 209 miliardi che devono interessare il popolo italiano. Invece è in atto una sorta di spartizione di queste risorse e di poltrone su cui ancora non trovate nessun tipo di quadra. Questo lo sta dimostrando un vostro alleato: lo ha detto poco fa in parole povere il vostro Renzi, che grida effettivamente più di qualsiasi altro leader di questa maggioranza, ma che è anche il più insignificante di ognuno di voi, perché - come si dice - abbaia alla luna, perché mai e poi mai potrà far cadere questo Governo considerando la sua irrilevanza nel contesto nazionale della forza politica che oggi rappresenta in quest'Assemblea. Tutto ciò avviene mentre nel Paese c'è una situazione drammatica e ci troviamo di fronte a degli eventi che sono epocali. Mi riferisco in particolare al fatto che siamo ormai prossimi ad una delle più grandi campagne di vaccinazione della storia repubblicana, all'interno probabilmente della più importante crisi economica dal Dopoguerra ad oggi. Invece, in un momento come questo, assistiamo ad uno spettacolo di guerra di potere, a una spartizione di poltrone all'interno di questa compagine di Governo. In questo momento purtroppo i conti del disegno di legge di bilancio sono drammaticamente condizionati dalle guerre fratricide che ci sono all'interno del Governo e dell'attuale maggioranza. Sono conti che neppure tornano, perché prima ancora dell'approvazione della manovra di bilancio il ministro Gualtieri già parla di correttivi che devono modificare un disegno di legge che addirittura non è ancora stato approvato. Questo è il senso dei vostri errori e stanno tutti all'interno di questa manovra di bilancio. Atteso che lo stato di emergenza oramai è in piedi da quasi un anno, ci saremmo aspettati tutt'altro atteggiamento da questa maggioranza. Ci troviamo, quindi, ad approvare una manovra economica che segue formalmente tutti i decreti-legge che si sono succeduti, quindi il cura Italia, il decreto-legge rilancio, il decreto-legge liquidità, il decreto-legge agosto, il primo, il secondo, il terzo e il quarto decreto-legge ristori; sono tutti provvedimenti che hanno una stella polare, quella dell'assistenzialismo spinto unito ai bonus, di cui effettivamente pochi sentivano il bisogno. Ho sentito parlare del bonus rubinetti, in un momento drammatico della vita del Paese, del bonus occhiali, del bonus smartphone; sono misure che in un altro commento storico avremmo anche potuto accettare, ma in questo momento penso che agli italiani interessi più il proprio posto di lavoro. Io penso che gli italiani in questo momento interessi più il rilancio economico e produttivo del sistema Paese per far sì che l'economia possa davvero ricrescere, rinascere, ripartire, per dare una speranza di futuro ai nostri giovani. Non possiamo accettare questa manovra, perché continuiamo a finanziare una misura che è la più assistenziale che possa esistere, cioè il reddito di cittadinanza. Lo scorso anno impegnammo per finanziare questa misura oltre 7 miliardi di euro; quest'anno continuiamo a impegnare oltre 4 miliardi di euro. Un Governo serio si sarebbe messo una mano sulla coscienza e avrebbe preso atto dell'insuccesso della misura. Voi, invece, imperterriti, continuate a fare finta di nulla, pagando con risorse pubbliche gli spacciatori, i mafiosi e persino gli assassini. (Applausi) . Non possiamo consentirvi tutto questo, perché voi della maggioranza non avete il senso dello Stato e nel vostro DNA politico non avete l'orgoglio di una Nazione. I numeri di questa manovra dimostrano, purtroppo, che state lavorando senza una prospettiva; come si usa dire in gergo, lavorate alla giornata, giorno dopo giorno, senza una visione politica. Voi non sapete programmare l'oggi, né il domani né il dopodomani. Caro ministro Gualtieri, invece di salutare, ascolti gli interventi che facciamo. Le voglio ricordare che dopodomani, quindi tra due giorni, sono pronti 31 milioni di cartelle esattoriali. Abbiamo detto a più voce e in tutte le lingue di bloccare la partenza di queste cartelle esattoriali, ma dal Governo non abbiamo avuto alcuna risposta. Pertanto, l'auspicio è che lei, attraverso il cosiddetto decreto milleproroghe, nei prossimi giorni possa differire il termine per l'invio di queste cartelle esattoriali. Oggi, infatti, gli italiani non sono nella condizione di poter pagare questi importi, anche perché si parla di pace fiscale e di un'ulteriore rottamazione. Differite il termine per l'invio di queste cartelle, per consentire - poi - con più serenità di valutare quali possono essere gli scenari futuri. Abbiamo apprezzato quello che il nostro leader Giorgia Meloni e il nostro partito, insieme a tutto il centrodestra, hanno proposto attraverso la presentazione di alcuni emendamenti che, in qualche modo, sono stati presi in considerazione da questa maggioranza e che riguardano, in particolare, la previsione di 800 euro al mese, per sei mesi, a favore di chi subirà cali di fatturato e potrà quindi godere di una sorta di cassa integrazione. Allo stesso modo, siamo soddisfatti del bonus del 110 per cento, anche se si poteva fare molto di più, perché serve più tempo per dare respiro all'economia nazionale. Non basta quest'ulteriore differimento al 31 dicembre 2022. Le misure positive sono quindi poche e per tutto il resto la bocciatura nei confronti della manovra è sonora e completa. È sonora perché, come hanno detto anche alcuni miei colleghi, vi abbiamo affidato 140 miliardi di euro in poco più di sei mesi per dare modo al nostro Paese di non affondare. Li avete sperperati e continuate a farlo, come dimostrano le ulteriori mance e bonus che continuate a dare anche con questa manovra di bilancio. La verità è che al Paese sarebbe servita una manovra diversa, che però sarebbe stata possibile solo se in questo Paese ci fosse un Governo diverso da quello che voi oggi rappresentate nella realtà quotidiana. Noi chiaramente non abbiamo mai nascosto la gravità del momento che stiamo vivendo, ma, al contempo, attraverso tutte le nostre proposte abbiamo cercato di difendere gli interessi nazionali. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 10,54) ( Segue CALANDRINI). Il futuro di un Paese non è mai di una sola parte politica o di una sola maggioranza, piuttosto che dell'opposizione. Il futuro è di tutti e solo chi sa costruirlo con tutto il popolo italiano rimarrà impresso nella storia della Nazione. Noi abbiamo fatto la nostra parte, ma non saremo mai complici dei vostri disastri. Per darvi la nostra fiducia avremmo avuto bisogno di comprendere la vostra credibilità politica che, purtroppo, oggi come ieri, non c'è mai stata. Per questo motivo, il voto del Gruppo Fratelli d'Italia sarà contrario alla manovra di bilancio. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, la straordinarietà del processo di approvazione di questo bilancio è evidente a tutti ed è di per sé un problema oggettivo. Non possiamo, però, dimenticare la pandemia, la situazione del tutto straordinaria in cui ci siamo mossi: almeno quattro manovre in un anno. E vorrei ricordare a chi non lo ricorda bene che, prima del Covid, il primo bilancio di questa legislatura fu approvato con un maxiemendamento - il bilancio del 2,4 per cento, poi diventato 2,04 del Governo gialloverde - votato il 23 dicembre, alle ore 2:37, approvato poi alla Camera il 30 dicembre. Non dico questo per negare il problema che abbiamo di fronte; dico, però - e mi rivolgo ai colleghi della Lega - che non c'è da sorprendersi dicendo che è la prima volta. Non è la prima volta. (Applausi). Lo avete fatto voi per primi. (Commenti) . Come? Terza lettura? No, sono ferrato. Attenzione, il maxiemendamento che presentaste qui - e non ci fu neanche il tempo di pubblicarlo - cambiava radicalmente il bilancio approvato alla Camera. (Applausi) . Ragazzi, onestà intellettuale per onestà intellettuale. Non volevo polemizzare su questo; volevo, invece, fare un altro ragionamento. C'è un problema che riguarda la qualità della democrazia e il funzionamento delle istituzioni; è indubbio, e viene da lontano. Dobbiamo interrogarci: è un compito che spetta a questa Assemblea e a tutte le forze parlamentari. Dobbiamo ragionare anche perché questa pandemia ci pone problemi profondamente nuovi: rapporto politica-scienza; rapporto decisione, tempi e funzionamento delle istituzioni. È un tema su cui dobbiamo lavorare e nessuno può scagliare la prima pietra. Mi auguro che si costruisca un percorso per riuscire a dare risposte innovative. Anche l'opposizione ha collaborato alla Camera. In questo disegno di legge di bilancio voglio citare solo tre elementi. Ci sono alcune scelte strategiche: la riforma fiscale, per esempio, con un fondo per il 2021 e 2022 per realizzare la riforma fondamentale per introdurre equità e giustizia. Una riforma che non possiamo più rinviare e che può rappresentare una vera e propria svolta. Ancora, la proroga del superbonus, ma anche le azioni sul lavoro. Ancora parliamo di assistenzialismo quando cerchiamo una strada per tutelare il lavoro? Non c'è solo la cassa integrazione. Per la prima volta è stata introdotta una forma di cassa integrazione per gli autonomi, e peraltro lo abbiamo fatto insieme, maggioranza e opposizione. Perché ignorare i passi in avanti? C'è un sostegno alla liquidità della piccola e media impresa, e con il decreto-legge ristori quinques - lo abbiamo già detto - affronteremo strategicamente il rapporto tra ristori, contributi alle imprese e riduzione del carico fiscale, per dare una risposta strategica e uscire dalla morsa totalmente inadeguata degli Ateco. Ci sono scelte importanti sulla cultura e sulla scuola. C'è il fondo per il programma Next generation EU, i miliardi del fondo di rotazione. Approfitto della presenza del Ministro dell'economia, che ringrazio, per dire che si tratta di un fondo importantissimo, ma questo Paese deve avere il coraggio di fare delle scelte, prima di tutto sulla politica industriale. Vanno benissimo Industria 4.0 e le ulteriori risorse per Industria 4.0, ma vogliamo decidere qual è la politica industriale e la strategia? (Applausi) . Vogliamo investire sulle scienze della vita, sulle biotecnologie, sulle nanotecnologie oppure facciamo una politica a ombrello? Non è statalismo questo, non è statalismo darsi degli obiettivi strategici per fare un salto di qualità nel nostro sistema economico e produttivo in filiere e in modo integrato. È un tema fondamentale per affrontare la trasformazione. Il nostro problema sull'utilizzo delle risorse per me è prima di tutto questo: dobbiamo assolutamente essere in grado di cambiare l'assetto del sistema economico-produttivo del Paese e tutte le risorse che investiamo vanno destinate alla trasformazione ecologica e al cambiamento del modello di sviluppo. Questa è la nostra sfida; non abbiamo bisogno di centinaia di progetti. Abbiamo bisogno di concentrare le risorse su questioni strategiche e decisive, che provo a indicare. C'è sicuramente la questione del Mezzogiorno, non già in chiave assistenzialistica, ma, volendo parlare di turismo, per investire strategicamente su una nuova filiera produttiva ed economica qual è il turismo in un territorio che ha risorse naturali straordinarie. Ma allora bisogna pensare a una piattaforma per il turismo affinché l' incoming non lo facciano le piattaforme straniere. Non abbiamo bisogno di investire 200 milioni di euro per fare piccoli interventi a livello di incoming . Tutti, una volta usciti dalla pandemia, vogliono venire in Italia, basta guardare i dati. Il problema, signor Ministro, è che non abbiamo una struttura ricettiva adeguata: non abbiamo camere e alberghi di qualità, né abbiamo reti capaci di aggredire il mercato internazionale. È su questo che dobbiamo investire, non su piccole cose. Quanto alla polemica sulla cabina di regia, vado assolutamente controcorrente, del resto dall'inizio della legislatura in occasione di tutti i bilanci ho indicato sempre un obiettivo. Lo dico con chiarezza: fatte le scelte giuste e strategiche, che è la politica a dover compiere e non i tecnici, non riusciremo mai a spendere le risorse, se non attrezzeremo in forme straordinarie la pubblica amministrazione. (Applausi) . Questo vale per il centro e vale per i Comuni e per le Regioni. Non abbiamo più persone in grado di fare i piani strutturali per l'urbanistica, è questo il problema; non abbiamo persone che sappiano fare le gare o la direzione dei lavori. Si tratta di un impegno straordinario. Chiamatela come volete, in qualunque modo ma, stabilito che le scelte politiche le fa la politica, è molto importante la struttura tecnica, che non decide, ma si assume la responsabilità dei progetti e della realizzazione degli stessi. Non stiamo parlando dei fondi strutturali quando parliamo di Next generation EU e quindi non è possibile fare i progetti sponda. Dunque, o facciamo queste scelte oggi, o domani piangeremo lacrime di coccodrillo. Concludendo, è vero che bisogna fare un salto di qualità. Voglio però dire al collega Renzi che una coalizione non è una somma di partiti e non si misura sulle limature tra la mia proposta, la tua proposta e un'altra proposta. Ci vuole l'anima, è vero, ma per darsela bisogna avere un'identità della coalizione, un'idea di Paese e una visione strategica. Occorrono allora delle scelte fondamentali, come un nuovo welfare e la riforma della sanità. Siamo intervenuti sui farmaci, per ridurre e cambiare il rapporto tra farmaci territoriali e farmaci ospedalieri e ora, signor Ministro, bisogna rivedere il prontuario farmaceutico. Non possiamo più pagare i farmaci equivalenti dieci volte il loro valore. Dobbiamo togliere i vincoli alle assunzioni di personale, dobbiamo fare una riforma, dobbiamo cambiare. Questa coalizione ha senso se fa le riforme e non mi interessa chi lo propone. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Errani. ERRANI (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. Lo propone Renzi? A me interessa che questo cambiamento si realizzi e, per questo, voteremo convintamente a favore della legge di bilancio. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, innanzitutto, in rappresentanza del Gruppo Partito Democratico, desidero ribadire il nostro voto favorevole, il nostro sostegno e la nostra fiducia nei confronti del Governo. Il nostro è un sì convinto nei confronti di una legge di bilancio indispensabile per la tenuta sociale del nostro Paese, necessaria per sostenere misure utili alle famiglie e alle imprese per attraversare questa crisi pandemica. Si tratta di una legge di bilancio che a nostro avviso ha una sua identità, volta a gestire la fase emergenziale, predisponendo anche misure strutturali utili a rimuovere limiti importanti, che hanno una rilevante storicità nel nostro Paese. La legge di bilancio ha quindi un'identità e ha l'impostazione politica e culturale di una coalizione che - non lo dobbiamo dimenticare - si assume la responsabilità di portare l'Italia fuori dalla crisi. Siamo qui, oggi, in Parlamento e possiamo riconoscere che ci sono elementi nuovi di fronte a noi, con un ruolo fondamentale e decisivo della scienza e della ricerca, che ci mettono oggi nelle condizioni di vedere una luce in fondo al tunnel - ovvero il piano nazionale di vaccinazione, così importante per affrontare questa sfida - e di riconoscere un nuovo volto dell'Europa, che ci guida, ci sostiene e ha trasformato un pericoloso declino sovranista e una pericolosa iniziativa rigorista, che ci aveva preceduto, in un nuovo volto europeista, in grado di consentire al nostro Paese di attraversare questa crisi. Questi sono due elementi fondamentali. Ricordo l'inizio di questa legislatura, quando qui si applaudiva ad un'azione contro l'Europa che in molti casi rivendicava un ruolo innaturale e disumano delle condizioni di legalità e di sicurezza del nostro Paese. Ricordo quando il sovranismo trovava qui, pochi mesi fa, un largo consenso. Oggi possiamo dire che siamo di fronte ad un nuovo europeismo e ad una nuova capacità della scienza di farci uscire dal tunnel della pandemia e il Partito Democratico riconosce il lavoro e il contributo che questa maggioranza e questo Governo hanno offerto per portare l'Italia fuori da questa crisi. (Applausi) . Dobbiamo abituarci insieme, se vogliamo restituire dignità alla parola politica, ad inquadrare la fase politica che stiamo attraversando, perché questa è una fase politica inedita per il mondo e per l'Europa. Sarei molto cauto nell'indicare graduatorie, limiti, priorità e fare confronti con altri Paesi europei. Credo che insieme se vogliamo restituire dignità alla parola politica, dobbiamo avere la cautela di attendere l'uscita dalla pandemia. Avremo tutto il tempo e il modo per valutare i tassi di mortalità e i limiti delle nostre azioni che riconosciamo, perché dentro una pandemia ci sono limiti evidenti di tutti i governi in Europa. Tuttavia, dobbiamo inquadrare questa fase politica; lo dico nel pieno rispetto delle prerogative delle opposizioni. Sapete che non è questo il punto; ho pieno rispetto delle prerogative delle opposizioni, ma non sono accettabili lezioni di democrazia o, peggio ancora, confronti tra annualità diverse, perché paragonare la legge di bilancio del 2018 alla legge di bilancio del 2020 è fuorviante e strumentale. È un rigurgito di sovranismo, già sconfitto sia nella dimensione europea che in quella nazionale. (Applausi) . Se noi siamo qui oggi, se il Governo e la maggioranza hanno introdotto azioni complesse e difficili per tutelare le famiglie e le imprese, dobbiamo essere consapevoli che gli italiani hanno svolto azioni inedite, con impegno civile, un alto tasso di moralità e un alto senso del Paese e della comunità nella quale vivono, perché le limitazioni e le diverse misure introdotte dai molteplici decreti potevano sfociare in conflitti sociali. Credo che grazie alle iniziative del Governo sul lavoro e sulle imprese siamo stati in grado di prevenirli e governarli. Anche coloro che hanno tentato di accarezzare la protesta per ragioni di consenso e di propaganda non hanno trovato spazio. Molta di questa responsabilità sta nella misura e nella capacità che abbiamo avuto di tutelare il lavoro e quando parlo del lavoro parlo di tutto il lavoro. Abbiamo affrontato strategie inedite anche sul lavoro autonomo e sulle partite IVA. Non sarà ancora completo, ma abbiamo introdotto elementi di universalità nel sostegno al reddito, delle partite IVA e del lavoro autonomo che prima non c'erano in questo Paese e non eravamo in grado nemmeno di sostenere e progettare. Quindi, sono state fatte scelte emergenziali, ma dentro questa legge di bilancio ci sono anche alcune misure fondamentali per definire l'identità di una visione futura di questo Paese. Noi vogliamo riconoscere tutto questo. Il Partito Democratico vuole riconoscere tutto questo, perché è il nostro abito naturale e abita la democrazia, abita l'identità stessa di questa sfida, abita la responsabilità che ci stiamo assumendo e che ci vogliamo continuare ad assumere di portare l'Italia fuori dalla crisi. Lo ha detto bene il senatore Zanda e io sono molto d'accordo, nel pieno richiamo del dettato costituzionale: noi dobbiamo considerare emergenziale l' iter parlamentare che i diversi decreti-legge hanno adottato. La forza e l'autorevolezza della politica sta anche nella capacità di questo Parlamento di riconoscere una condizione emergenziale e di non considerarla come qualcosa di naturale. Abbiamo convertito nove decreti-legge economici, pari a quattro o cinque manovre di bilancio in pochi mesi. Senza il bicameralismo probabilmente non ci saremmo riusciti; se avessimo dovuto esaminare i diversi provvedimenti in una sola Camera, non avremmo avuto le condizioni per poter convertire una quantità così rilevante di decreti-legge economici come quella che il Governo ha introdotto. Dobbiamo riconoscerlo. (Applausi) . Questo non è un tradimento del dettato costituzionale; lo sarebbe e lo diventerebbe se noi consolidassimo una fase emergenziale in una fase naturale. Ma questo Parlamento e la politica devono avere l'autorevolezza di ritornare pienamente nel solco delle regole democratiche, come ovviamente il senatore Zanda ha brillantemente indicato. Però ora siamo in una condizione emergenziale e dobbiamo tra di noi riconoscerlo. Ho ascoltato il rumore e il frastuono delle opposizioni, che, quando non hanno proposte, ritornano nella retorica della frammentazione, dell'acquisizione di banche, del conflitto con l'immigrazione. Siamo in un'altra stagione, è un'altra fase, c'è un volto nuovo dell'Europa. L'Europa ci mette in sicurezza, altro che acquisizione di banche. Senza le politiche monetarie della Banca centrale europea non avremmo avuto nessuna condizione per riportare lo spread a 111, da 270 di marzo, e per gestire un debito ampio come quello consolidato in questo esercizio: 160 miliardi di indebitamento aggiuntivo. Il rapporto debito-PIL è passato dal 134 al 160 per cento. Senza la sospensione del Patto di stabilità e senza iniziative europee tutto questo non sarebbe stato possibile. Oggi abbiamo questa nuova responsabilità di fronte a noi. Riconosciamo i limiti, ma dobbiamo anche avere un'ambizione grande. Avremo di fronte a noi la più grande opportunità per progettare il nostro futuro; la sfida nuova di questa maggioranza, oggi, è riconoscere queste priorità. Mi voglio soffermare su tre elementi fondamentali, che in parte sono abbozzati anche nella legge di bilancio. Abbiamo introdotto l'assegno universale sui figli: è la prima misura utile per rilanciare la famiglia e per togliere discriminazioni tra lavoro dipendente e lavoro autonomo. Soprattutto, è la prima iniziativa utile per correggere un insostenibile tasso di natalità, che ci spinge lontano dalle aree più virtuose del mondo. Rendere trasversali le politiche di genere significa correggere limiti strutturali, perché il tasso di occupazione femminile in questo Paese non può rimanere a questi livelli, se vogliamo costruire un futuro economico all'Italia. Questo lo dobbiamo rivendicare. Di fronte a noi ci sono sfide nuove; c'è bisogno di una visione. Non abbiamo bisogno di centinaia di progetti. Voglio partire da uno di essi, che secondo me è ancora trascurato e che invece va valorizzato: parlo della sanità. Se stiamo affermando che la prima misura economica consiste nel garantire il diritto alla salute ai nostri cittadini e dunque deve consistere nell'assicurare a loro e alle generazioni che verranno una protezione di fronte a nuove pandemie, noi dobbiamo avere un'accelerazione. Non mi interessa discutere per il momento della quantità di risorse; vorrei discutere di come ricostruiamo il volto della medicina territoriale, di come mettiamo in sicurezza i territori, di come siamo in grado di garantire i servizi ai cittadini. (Applausi) . Discutiamo prima di questo, altrimenti tutto ciò non ha senso nel rapporto con la nostra comunità. Questo vale anche per la digitalizzazione e per la riconversione in chiave ecologica della nostra economia. Su questi punti serve un'accelerazione; il Partito Democratico ne è consapevole, ha le sue proposte e mantiene la propria identità nella responsabilità di portare l'Italia fuori dalla crisi. (Applausi) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori Ministri e Vice Ministri, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, sento, in questo momento, di dover dedicare il nostro intervento al Presidente del Consiglio, che sta parlando in contemporanea con noi. (Applausi) . Egli sta, giustamente, facendo la sua conferenza stampa di fine anno, nel posto giusto al momento giusto. In fondo, chi siamo noi? Noi siamo solo il Senato della Repubblica! (Applausi) . E che cosa stiamo facendo di importante? Stiamo solo approvando una legge di bilancio che non ci è neanche stato concesso di leggere! È giusto che il Presidente del Consiglio sia dov'è. Abbiamo sbagliato noi. Non abbiamo chiesto la diretta televisiva. Lo sanno tutti: no telecamere, no Conte! (Applausi). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho molto apprezzato gli interventi di opposizione dei colleghi Renzi ed Errani. Io non credo di poter fare lo stesso. Non credo di poter essere così veemente. Non credo di potermi spingere così avanti. Vorrei, però, a nome del mio Gruppo parlamentare, dire la mia, non solamente su questa legge di bilancio, ma sul modo in cui questa fase è stata affrontata. Noi stiamo vivendo una fase difficilissima da governare. Sappiamo che la questione di questa fase pandemica è terribile. È una sfida terribile, ma è una sfida che voi avete perso, per il vostro piglio arrogante di infallibilità, per la vostra incapacità di ammettere i vostri errori e dire che avete sbagliato, per la vostra incapacità di vedere il mondo reale. (Applausi) . Ma voi le vedete quelle 390.000 imprese che stanno sparendo, che, anzi, sono già sparite? Quelle 390.000 imprese che hanno spento le luci per sempre? Li vedete quei 5 milioni e mezzo di poveri, ma poveri veri, di cui 2 milioni poveri da Covid-19? (Applausi) . Otto milioni di persone hanno visto precipitare drammaticamente il loro tenore di vita. E sapete chi sono? Gli artigiani e i commercianti, quelle partite IVA, quegli imprenditori, che vi stanno chiedendo da tanto tempo di essere aiutati, ma non con i DPCM, con gli Stati Generali, con il comitatismo e con gli show mediatici. (Applausi) . No, non serve tutto questo. Non servono le vostre liti interne quotidiane, che sono culminate nella rissa di capodanno sul recovery plan e nei vostri mirabili interventi di opposizione, che però, mi sembra di capire, non esiteranno un voto contrario alla manovra. O sbaglio? Tutto questo, in che modo può servire a un Paese allo stremo? A un Paese che sta veramente chiudendo le luci delle proprie fabbriche? Un Paese che sta chiudendo la porta dei negozi con la paura di non riaprirla più? Dietro quei banconi, dentro quelle cucine, ci sono delle vite, delle passioni, delle famiglie, delle storie. Costoro sono, con la loro creatività, con il loro sacrificio e con la loro capacità di rialzarsi sempre, sono l'unica speranza di far rialzare l'Italia, se noi li aiuteremo. (Applausi) . Noi ci abbiamo provato. Abbiamo costretto la maggioranza ad approvare una decontribuzione delle partite IVA, una decontribuzione che è poca cosa. Come è poca cosa l'incentivazione dei trasporti; come è poca cosa la valorizzazione della disabilità nelle scuole paritarie; come è poca cosa l' automotive ; come è poca cosa quanto abbiamo dato a medici e infermieri, che meritano tanto di più; come poca cosa è quanto abbiamo dato alle Forze dell'ordine. È poca cosa e noi chiediamo scusa per voi, per non avere fatto di più. Perché voi non siete capaci di chiedere scusa. (Applausi) . Non siete capaci di ammettere i vostri errori e con una mano date uno e con l'altra mano prendete dieci. Avete decontribuito 3.500 euro per le partite IVA e dal primo gennaio fate partire 31 milioni di atti dell'Agenzia delle entrate (Applausi) - cartelle, accertamenti e avvisi - che colpiranno il cuore produttivo di questo Paese, quelli che vi dicevo prima, quelli che tengono in piedi l'Italia, perché non siamo noi a tenere in piedi l'Italia, sono loro e noi li dobbiamo rappresentare ed aiutare. Questa è la nostra funzione, non fare finta di non vederli, non dire che la formula Italia è la migliore del mondo, non dire che va tutto bene, non fare inutili conferenze stampa autocelebrative mentre il Paese soffre. (Applausi) . Tutto questo non serve a niente, serve solo a prendere in giro il Paese e noi non lo vogliamo fare. Noi crediamo a quanto abbiamo fatto, siamo convinti che il nostro Paese abbia una grande opportunità, se riusciremo a dirci la verità, se riusciremo a farci dire la verità da voi. Per esempio, che cosa succederà il 7 gennaio? Le scuole riapriranno? (Applausi) . Quanto tempo ancora dovrà passare prima di saperlo? Il ministro Speranza parla del 50 per cento della capienza, quello stesso ministro Speranza che ieri diceva che era tutto a posto, che avremmo avuto sicuramente il vaccino AstraZeneca e sarebbe stato un trionfo. (Applausi) . Come diceva giustamente la collega Rivolta, sembra l'Istituto Luce, comunicazione propaganda. (Applausi) . C'è un mondo virtuale che è quello dei nostri strumenti e mezzi di comunicazione e c'è un mondo reale che è quello che il Paese conosce molto bene. Cosa succederà? I nostri ristoratori, i nostri esercenti, i nostri impianti sciistici riusciranno a riaprire? Quelli che hanno perso le loro scorte, quelli che hanno dovuto subire il disagio dell'incertezza. Forse per chi non ha mai lavorato non è un problema (Applausi) , ma l'incertezza per un imprenditore è il peggiore dei mali. Non poter programmare, non poter sapere se deve fare contratti, se deve chiedere qualcosa ai fornitori, come programmare i propri bilanci futuri; non si può vivere di incertezze. Che cosa succederà? Riapriranno? Rimarranno chiusi? Guardate, noi abbiamo un'unica ricetta; bisogna risarcire alla tedesca, visto che vi piace tanto la Merkel. (Applausi) . Bisogna risarcire alla tedesca: dal 75 al 90 per cento della media tra costi fissi e mancato fatturato e bisogna fare un anno fiscale bianco. Basta, non possono pagare le tasse con i soldi che non hanno. (Applausi) . Noi lo esigiamo. Lo pretendiamo. E poi condono per chi non ce la fa. Sì, condono. Scandisco queste parole: anno fiscale bianco e condono per chi non ce la fa. (Applausi) . Questo è l'unico modo per risollevare il Paese. Altrimenti quei negozi chiusi, quelle fabbriche vuote, quelle saracinesche abbassate, non si rialzeranno mai più. Vaccini, parola magica. Abbiamo un piano vaccinale? (Applausi) . Al di là della comunicazione propaganda, la solita roba che vediamo sui telegiornali, per quale motivo tutta Europa sta vaccinando come se non ci fosse un domani e noi facciamo vaccinazioni simboliche? (Applausi) . Che cosa vuol dire simboliche? Perché i nostri camioncini si fermano nella neve e gli altri no? (Applausi) . Per quale motivo il commissario Arcuri ritiene di poter dire che non vuole rispondere a questa domanda? Comodo. (Applausi) . E io non voglio venire a lavorare. Il commissario Arcuri dovrà spiegarci il senso del suo simbolismo nei ritardi e nelle sue siringhe costosissime, che sembrano peraltro assolutamente inutili. Signori, questo non è uno scherzo. Colleghi, ogni giorno che passa è un ulteriore sacrificio di vite umane e noi non ce lo possiamo permettere. (Applausi) . Noi non siamo quelli che hanno fatto meglio di tutti; noi siamo quelli che hanno pagato più di tutti in termini purtroppo di morti per numero di abitanti e di crollo del PIL, come avete ricordato tutti. Non possiamo permetterci di pagare ancora. Next generation EU, meglio detto recovery plan ; ve ne siete accorti anche voi, con i vostri interventi di maggioranza barra opposizione che sono numeri a capocchia, che sono i numeri del lotto quelli che avete messo in questo documento. (Applausi). Non è possibile. Lo ha detto persino il Ministro dell'economia, lo ha detto il commissario Gentiloni, lo hanno detto tutti. Ricordate quando dissi per la prima volta in quest'Aula che eravamo in ritardo? Quando dicemmo che il recovery plan era in ritardo rispetto al resto d'Europa, il Presidente del Consiglio ci rispose: è una fake news . Adesso la fake news la diffonde anche il ministro Gualtieri. (Applausi) . Complimenti, almeno siete coerenti, dite tutti la stessa cosa. Vi dico due cose: il recovery plan non è la manna dal cielo, non è una cambiale che l'Italia presenta allo sconto e viene pagata pronto cassa: no, è la prova del nove della capacità di governare e di mettere a terra un vero sistema Paese che rappresenti le grandi, vere energie che l'Italia può produrre. (Applausi) . O così o si muore, anzi muoiono i nostri figli e i nostri nipoti di miseria, anche se questo ad alcuni può piacere. Signor Presidente, scriveva Oriana Fallaci che l'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia. Noi invece non ci abitueremo mai a voi né alle vostre disgraziate ricette, perché combatteremo sempre per le cose in cui crediamo, e noi crediamo nell'Italia e negli italiani, e crediamo fortemente che l'Italia si meriti un futuro all'altezza del suo straordinario passato. Per tutti questi motivi, noi voteremo no, no e no a questa miope, inutile, futile e tardiva legge di bilancio. (Applausi) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, farò solo un breve passaggio per sottolineare che l'aperto disprezzo che il Presidente del Consiglio dimostra per le istituzioni non ci stupisce, perché è parente stretto, ad esempio, di quel disprezzo che dimostrò per la cultura quando parlò di artisti che ci fanno divertire, come un monarca, come un sovrano del Medioevo. (Applausi) . Forse considera anche noi dei giullari, ma lasciamo perdere. L'ultima volta l'ho presa un po' larga; questa volta - me ne scuso - la prenderò larghissima e sarò anche un po' noiosetto. Vi dirò delle cifre, perché occorrerà anche mettere agli atti queste cifre, e alla fine dell'anno, cui ci siamo ridotti con la legge di bilancio, mi sembra un'ottima occasione simbolica per tirare una riga. Parto dal 28 giugno 1914, quando Gavrilo Princip assassinò l'arciduca Francesco Ferdinando, con le conseguenze che ricorderete. Mi limito a dirvi un dettaglio: il PIL italiano quell'anno fece un tuffo del meno 5,4 per cento. Ci vollero dieci anni perché il valore del 1913 venisse raggiunto e recuperato nel 1923, dopo aver toccato nel 1915 un minimo di 115 miliardi. In dieci anni recuperammo. Seconda puntata. In un afflato europeista, il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia, perseguendo a modo suo - che nel frattempo è cambiato nelle forme, ma non nella sostanza, come vedremo - l'obiettivo di una unificazione del Continente, a suo uso e consumo. Quello che accadde dopo ce lo ricordiamo tutti, e anche qui mi limito a un dettaglio. Il PIL italiano nel 1939 crebbe di un gagliardo 6,3 per cento, ma poi le cose cambiarono per ovvi motivi, e si giunse a un minimo di 107 miliardi nel 1945 (quasi la metà). Anche in questo caso, però, bastarono dieci anni per raggiungere e superare il livello di partenza: nel 1949 il PIL italiano arrivò 201 miliardi. E ci avviciniamo ad oggi. Nel 2007 scoppiò negli Stati Uniti quella crisi finanziaria che poi raggiunse la sua fase acuta, come ricordiamo, il 15 settembre 2008, quando Lehman Brothers portò i libri in tribunale. Nel 2007, il nostro PIL era di 1.795 miliardi. Qui però devo deludere i miei amici progressisti, quelli che a scuola, quando la professoressa spiegava Leopardi, erano un po' distratti: nonostante le magnifiche sorti e progressive, questa volta dieci anni non sono bastati per recuperare. Nel 2017 eravamo ancora del 5 per cento sotto il livello del 2007, a 1.704 miliardi, e dodici anni dopo, nel 2019, l'anno scorso - un anno che, guardato con gli occhi di oggi, ci sembra quasi normale - eravamo ancora sotto del 4 per cento, a 1.726 miliardi. Quanto ci sarebbe voluto, nel 2019, a tornare al livello pre-crisi? Al tasso medio di crescita che l'Italia ha registrato fra il 1999 e il 2019, pari allo 0,45 per cento, si sarebbe dovuto aspettare il 2028, cioè ventun anni, più del doppio di quanto era occorso per recuperare in occasione degli eventi bellici del XX secolo, per raggiungere e superare il livello pre-crisi del 1997. Vengo al punto. Quando qui oggi qualcuno si intenerisce sui cosiddetti errori del passato, sull'austerità che - signora mia - fa tanto male alla crescita, la mia sensazione è che non sappia proprio di che cosa si sta parlando. Questi dati lo illustrano: le regole europee hanno raddoppiato il nostro tempo di recupero e prolungato le nostre crisi, di qualsiasi natura, portandole da dieci a vent'anni. (Applausi) . Ora voi siete qui, ispirati naturalmente dal vostro ideologo - che, come ho già avuto modo di dirvi, non è Karl Marx, ma Alberto Sordi - a raccontarci «A me m'ha bloccato la malattia». Sarà; però, seguendo il vostro discorso, quello che ci ha bloccati, la malattia, non è il Covid, ma, dal 1997, l'adozione del Patto di stabilità e crescita, quindi un'altra malattia: l'austerità europea, la governance economica europea, il semestre europeo (sì, proprio lo stesso che dovrà gestire i soldi del recovery). Come potrà andare a finire? Ora voi siete tutti costretti a dire quanto noi dicevamo nel 2012, cioè che l'austerità è un errore. La mia domanda è se c'era bisogno del Covid per accorgersene, quindi per sospendere le regole. La risposta è nei dati che vi ho fornito ed è no. Chi voleva vederlo lo avrebbe già potuto vedere: era già chiaro che qualcosa non andava. Adesso, però, ragioniamo sulle conseguenze del Covid, pro futuro . Le ultime previsioni della Banca d'Italia dicono che quest'anno faremo il meno 9 per cento, un buco di 155 miliardi, che ci porterà intorno a 1.571 miliardi, cioè torneremo ai valori precedenti alla malattia (perché nel 1998 il PIL italiano era più o meno lì, a 1.574 miliardi) e poi ci sarà il rimbalzo. Certo, il rimbalzo doveva essere del 6 per cento e oggi la Banca d'Italia lo quota al 3,5, ma solo se non ci sarà una crisi finanziaria, se il commercio mondiale riprenderà, se, se e ancora se. L'unico dato che abbiamo è la crescita media che riusciamo a fare con queste regole: lo 0,45 per cento. A questo tasso di crescita annua dovremo aspettare il 2045 per rivedere il livello del PIL del 2007, cioè trentotto anni (che vanno persi e sono quasi due generazioni). Questo è lo scenario più plausibile che ci aspetta. Voi direte che ora le regole sono sospese e abbiamo una pioggia di miliardi, che è una grande opportunità, quindi dobbiamo fare presto. Mai sentita questa esortazione? Ragioniamo sulla sospensione. Perché le regole venissero sospese non è bastato che danneggiassero il nostro Paese al punto da raddoppiare la durata della sua crisi, ma è dovuto succedere qualcosa che oltre a noi mettesse in difficoltà la potenza egemone, quella stessa che le regole, i trattati e i contratti li applica e disapplica a suo piacimento, nella vostra indifferenza. Voi, intanto, avete alimentato, con i vostri "intellettuali" e i vostri media , una narrazione abietta, che colpevolizzava il popolo italiano per un fallimento che altro non era che la leale adesione a regole assurde di cui oggi dovete riconoscere l'assurdità. E gli altri intanto come si regolavano? Vi faccio un esempio. Quando la Germania, a giugno di quest'anno, ha deciso di procedere indennizzando i costi fissi delle imprese, non ha chiesto permessi: l'autorizzazione europea è arrivata dopo, a ottobre, con la quarta modifica del quadro temporaneo di aiuti, ma intanto il Governo tedesco aveva agito. (Applausi) . Non lo critichiamo per questo, sareste voi a doverlo fare, voi che siete così babbalei da credere all'Europa della solidarietà e voi che continuate a credere che la difesa dell'interesse nazionale sia deprecabile, perché il bene del tutto per voi giustifica sempre il male delle parti, che queste siano la Grecia o - peggio ancora - la vostra parte, l'Italia. Vi faccio un altro esempio. Avete letto l'allegato alla COM n. 4192 del 2020, la decisione della Commissione che stabilisce la strategia vaccinale europea? L'articolo 7, rubricato «Obbligo di non negoziare separatamente», recita: «Firmando questo accordo gli Stati membri confermano la loro partecipazione alla procedura e acconsentono a non lanciare procedure nazionali per anticipare l'acquisto di vaccini dagli stessi produttori». A occhio, è esattamente ciò che la Germania non ha fatto secondo concordi fonti di stampa (Applausi) : neanche per questo le diamo torto; diamo torto invece a chi ciancia di Europa cambiata e di grande prova di solidarietà, senza voler affrontare il nodo della questione, che non è la sospensione, ma il totale ripensamento delle regole. È tutto in questa storia di ordinaria subalternità il motivo per cui gli italiani che noi ci onoriamo di rappresentare non hanno fiducia in voi. È per il vostro rifiuto di confrontarvi con la realtà, per la vostra incapacità di rivendicare pari dignità per il nostro Paese e per l'aperto disprezzo che avete dimostrato verso di loro, verso gli italiani. Anziché parlare di miliardi che in gran parte non ci sono - e che, se ci saranno, dovranno comunque essere restituiti, dopo essere stati gestiti secondo le regole che hanno distrutto la nostra economia - e ringhiare come cani attorno a un osso per spartirvi il prestito che arriverà, lasciando chiudere le aziende e fallire le imprese che poi dovranno ripagarlo (cosa che ben vi guardate dal dire), dovreste porvi qui e in Europa l'unica domanda urgente che abbia senso porsi oggi: come cambiare la governance economica europea e cosa fare se questo dovesse rivelarsi impossibile. Tale operazione di verità, però, vi è preclusa per motivi non etici, ma etologici. Preferite continuare a tirare a campare, di rinvio in rinvio: meglio un sussidio domani che la dignità oggi! Questa è la cifra della vostra politica. (Applausi) . È per questo che il Gruppo cui mi onoro di appartenere vi nega oggi - e ve la negherà finché non cambierete atteggiamento - la sua fiducia. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Bagnai, sto controllando una sua espressione con riferimento a un paragone tra la situazione della Germania e della Polonia, che non mi sembra sia proprio adatto. (Applausi) . Mi è stato segnalato e sto controllando il testo. (Applausi) . ACCOTO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ACCOTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe, colleghi e rappresentanti del Governo, è stato un anno difficile e tra poco meno di quarantott'ore sarà terminato. Potrei aggiungere «finalmente» oppure potrei cercare comunque qualcosa di positivo in un anno certamente complicato per il nostro Paese, per l'Europa e per il mondo intero. Preferisco questa seconda opzione, perché solo analizzando ciò che è successo potremo lavorare al meglio per costruire l'Italia del domani e questo lo voglio sottolineare soprattutto per i colleghi dell'opposizione, che sono sempre bravi solo a criticare, ma mai a collaborare. (Applausi) . In questi dodici mesi complessi, anche per quanto riguarda il lavoro parlamentare, ho avuto l'opportunità e l'onore di essere Capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione bilancio. (Commenti . Repliche). PRESIDENTE. Cosa sta succedendo? (Vivaci proteste. Repliche). Senatrice, continui a parlare. ACCOTO (M5S) . È un ruolo importante con molte responsabilità. (Brusio). Signor Presidente, i fischi sono insopportabili e sinceramente danno anche fastidio. (Applausi) . Ricordiamo di essere nell'Aula del Senato. PRESIDENTE . Per cortesia, colleghi, facciamo parlare la senatrice Accoto. Non c'è bisogno di fischiare. Ognuno dice quello che vuole. Ognuno ha espresso la propria opinione e lo farà anche la senatrice Accoto. (Vive, reiterate proteste). Senatore Santangelo, si sieda! Questi gesti lei li fa a casa sua. Non si permetta! Lei è un maleducato! Ha capito? (Applausi) . La ammonisco. Prosegua, senatrice Accoto. ACCOTO (M5S) . Stavo parlando di un ruolo importante, con molte responsabilità, nel quale ho dato tutta me stessa per offrire le risposte che tutti i cittadini si aspettano nei provvedimenti che licenziamo come Parlamento. (Applausi) . Per questo, la narrazione del presente disegno di legge di bilancio non può essere decontestualizzata dal lavoro di un intero anno e ancor di più dai provvedimenti di questi ultimi mesi. Credo che questa manovra non sia stata valorizzata abbastanza per quanto di buono vi è contenuto - desidero proprio sottolinearlo - forse per le tempistiche che ha avuto il suo iter parlamentare; incastrata com'era tra provvedimenti emergenziali, non le si è riconosciuta l'innovatività che invece ha in molti dei suoi interventi. Ha un impianto chiaro, strutturato attorno a quattro grandi pilastri, per dare una spinta decisiva alla ripresa: parlo di sanità, scuola e digitalizzazione, imprese e lavoro, famiglia e politiche sociali. Si tratta di 40 miliardi di euro che si aggiungono agli oltre 100 già stanziati nel corso dell'anno per far fronte allo sforzo economico senza precedenti sostenuto a partire da marzo. La manovra agisce, da un lato, sul fronte emergenziale con provvedimenti come la proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione; misure che - lo ricordiamo - ci hanno consentito di scongiurare circa 600.000 licenziamenti. (Applausi) . Abbiamo inoltre valorizzato lo straordinario lavoro dei nostri medici ed infermieri, con ulteriori risorse destinate a retribuire le dovute indennità e, al contempo, a potenziare l'assistenza territoriale. Un altro tassello fondamentale in tale direzione è dato dall'adeguamento tecnologico e digitale delle strutture e dei presidi territoriali della Sanità militare che, con dedizione ed impegno, ha dato un grande contributo nell'affrontare l'emergenza sanitaria, al fine di evitare il sovraccarico dei nostri ospedali. (Applausi) . Dall'altro lato, invece, si è puntato tutto sull'innovazione del Paese, per consolidare la ripresa della produzione che - giova ricordarlo - nel terzo trimestre dell'anno ha raggiunto un aumento del 16,1 per cento rispetto alla stima prevista (più 11,2 per cento). Tutto questo grazie a misure ambiziose, come il Piano nazionale transizione 4.0, gli ulteriori contributi previsti per le piccole e medie imprese e la decontribuzione al 100 per cento per chi assume donne disoccupate al Sud, nonché le disoccupate da almeno ventiquattro mesi nel resto d'Italia. Ma non solo. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre avuto a cuore il futuro dei lavoratori e la loro formazione. Per questo destiniamo 500 milioni alle politiche attive del lavoro. (Applausi). Per incentivare le assunzioni e la creazione di lavoro, crediamo infatti che sia necessario intervenire sulla riqualificazione dei lavoratori e sulla riforma complessiva degli ammortizzatori sociali. Per questo, con la decontribuzione integrale per l'assunzione di giovani under 35, aiutiamo le nuove generazioni ad inserirsi nel mondo del lavoro. Sarà lo Stato a farsi carico fino al 2023 del pagamento del 100 per cento dei contributi totali che un'impresa deve sostenere quando decide di assumere un lavoratore. (Applausi) . Infine, permettetemi anche di sottolineare come ci siamo battuti per la proroga del superbonus al 110 per cento. Quest'agevolazione è stata fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle e, con il voto in Commissione bilancio alla Camera, è stata estesa per tutti fino al mese di giugno 2022 e fino al 31 dicembre 2022 per gli edifici condominiali che a giugno abbiano realizzato almeno il 60 per cento dei lavori. Si tratta di riforme innovative per un'Italia che non lascia nulla di intentato per proiettarsi nei prossimi decenni; una narrazione politica coraggiosa (quasi avventurosa, sicuramente elettrizzante), che potrei accomunare ai contorni di una grande trilogia cinematografica. Uso questa metafora perché ogni provvedimento assunto dal Governo negli ultimi dodici mesi è stato strutturato seguendo una climax via via crescente. I provvedimenti sono stati vissuti con un'enfasi e un'empatia verso chi è in grande difficoltà e ci chiede risposte per poter lavorare e tornare alla propria vita normale. Ad esempio, gli ultimi decreti - mi riferisco alla quadrilogia del ristoro - possono essere considerati sequel di un primo grande film, ma riescono a essere quasi migliori dell'opera prima e costituire, anche insieme a questa manovra di bilancio, un corpo unico e indivisibile. Queste opere hanno avuto un grande regista, che voglio ringraziare personalmente: il presidente Giuseppe Conte. (Applausi) . Egli ha saputo essere collante per tutta la maggioranza e, con il suo spirito risoluto, ha saputo procedere con estrema convinzione nel suo lavoro, molto complicato, di trovare risposte a una crisi mai vista prima d'ora. Dove c'è un film , ci sono gli spettatori. Chi è il nostro pubblico? Ovviamente sono tutti gli italiani (non solo le persone, ma anche le aziende, gli imprenditori e i liberi professionisti), che non sono stati solo spettatori di questo lavoro parlamentare, ma hanno anche contribuito attivamente a raggiungere il risultato finale. Il nostro obiettivo, che sono convinta abbiamo in parte raggiunto, è sempre stato quello non di intrattenerli, ma di aiutarli a superare questo momento di estrema difficoltà. Sono consapevole che ancora molto c'è da fare. Per questo motivo, sarà necessario mostrare coraggio nelle riforme strutturali dei prossimi due anni di legislatura che rimangono. Voglio dirvi, colleghi, che quel coraggio di cui parlo l'ho visto in questi mesi in tutti gli attori che, insieme a me, hanno partecipato a tutte le riunioni dei Capigruppo con il Governo. Nessuno ha mai gettato la spugna, né si è mai limitato a fare il minimo sindacale. Se un buon attore fa un'interpretazione scialba, può inficiare tutto il risultato finale di un film. Per questo, posso confermare che tutti, fino a oggi, hanno dato il loro meglio (o, almeno, quasi tutti). Mi viene da sorridere, pensando a quale film avrebbe potuto girare qualche collega senatore che siede dall'altra parte dell'emiciclo: mi viene in mente un qualcosa di simile a un trash movie . A questo abbiamo assistito, fortunatamente per meno di un anno: un film che voleva scimmiottare Clint Eastwood nell'ispettore Callaghan. Il problema è che, invece dei criminali, ci si è intestarditi nel voler forzare le prerogative del Ministero dell'interno e far finta che il diritto internazionale non esistesse. (Applausi) . Onorevoli colleghi, concludo il mio intervento con l'auspicio che molte norme innovative contenute in questa manovra di bilancio non si esauriscano nel 2021. Anche ad alcuni colleghi di maggioranza voglio ricordare che chi non ha il coraggio di scalare una montagna non può certamente cadere, ma chi rimane in pianura mestamente vivrà una vita priva di emozioni, passione e gioia. (Applausi) . Lasciatemi dire che nel MoVimento 5 Stelle non viviamo in questo modo. Pertanto, dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle al disegno di legge di bilancio. (Applausi. Brusio) . LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, non le starà sfuggendo che fischi continui accompagnano gli interventi in Aula. (Applausi) . Questo non è tollerabile; gli eccessi devono essere stigmatizzati da qualunque parte essi provengano, ma i parlamentari devono essere messi nelle condizioni di svolgere il proprio intervento godendo del massimo ascolto. (Commenti). Non le sarà sfuggito, signor Presidente, che da tempo certi interventi vengono disturbati al solo ed esclusivo fine di non farli giungere a compimento. (Proteste. Richiami del Presidente) . Mi faccia concludere, Presidente: si serva dei senatori Questori e del suo Ufficio di Presidenza per segnalare comportamenti che non possono più essere tollerati. (Vivissime proteste). PRESIDENTE . Per cortesia, colleghi, non si sente niente, parlate uno alla volta! Intanto, vorrei che non ci fosse assembramento, e questo è il primo punto. In secondo luogo, è vero che c'è stata qualche contestazione, però tutti hanno potuto parlare. Voglio dire anche un'altra cosa. (Commenti). Scusi, senatore, ha già parlato il suo Capogruppo e sto parlando io: si può sedere, per cortesia? Stiamo varando la legge più importante dell'anno e lo stiamo facendo in un giorno. Forse qualche protesta perché quest'Assemblea ha avuto un giorno - e dico uno - per poter esaminare il provvedimento più importante si può anche accettare. (Applausi. Vive, prolungate proteste) . Per cortesia, colleghi, non voglio applausi. Qui si sta parlando di democrazia parlamentare. PARAGONE (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto) . Intanto la ringrazio, signor Presidente, perché sta dando centralità al Parlamento e a questo ramo in particolare. Volete essere europeisti e campioni di europeismo, ma pigliate sberle. La Germania, sul piano vaccinale, ancora una volta, vi ha ricordato le regole del gioco: l'Europa è loro, è cosa loro. (Applausi) . La Germania fa quello che vuole? Italexit è qui a dirvi: bene, ognuno pensi da Stato sovrano, libero e autonomo. Brexit è la vittoria dei britannici. Basta con questa euroipnosi dannosa, drammaticamente dannosa. La Germania ha fatto quello che voleva sui vaccini esattamente come l'ha fatto con la ripartizione dei migranti e con il surplus della bilancia commerciale, in continua violazione delle regole. Lo ha fatto salvando le proprie banche e coprendo i suoi Paesi alleati, che sono paradisi fiscali. Oggi ci proponete l'ennesimo esercizio artificiale di contabilità, altro che ripartenza economica: è la quarta versione di "promettopoli", che funziona un pochino dentro questo specchio deformante dei Palazzi, ma fuori non funziona per niente, dove c'è un Paese che in silenzio sta male, e attenti a quello che cova. E voi cosa fate? State ancora dietro ai Benetton, che maramaldeggiano sul suq creato da Conte e sostenuto dal ministro Patuanelli, il ministro amico del giaguaro. Ci sono stati 44 morti a Genova e non avete revocato un tubo! Del resto, state facendo ingrassare le multinazionali; cosa vi interessa delle piccole e medie imprese? State cercando di regalare quella Monte dei Paschi di Siena su cui tutti gli italiani hanno dovuto mettere i soldi, in modo da poter controllare una banca. Arrivate con una manovra zeppa di bonus . Ma lo volete capire che per acciuffare un bonus bisogna superare una gincana di scartoffie? Alla faccia delle semplificazioni. Parlate del Covid con linguaggio di guerra e poi volete ricostruire senza soldi e senza idee. Dovevate resettare alcune voci fiscali e abbattere il costo del lavoro, gli oneri di sistema nelle bollette e le accise sulla benzina e dovevate promuovere un giubileo sulle sofferenze bancarie: e invece ora, dalla vostra cara Europa, arriva un'altra vergognosa ingiustizia su chi è sul filo del conto corrente in banca. Tutto questo costa? Certo che costa, e tanto. Ma chi paga? Lo Stato, con la sua moneta sovrana. Sapete cos'ha fatto adesso il Governo giapponese? Un piano da quasi 840 miliardi di euro. È il terzo anno di fila che il Giappone approva manovre da oltre 100.000 miliardi di yen e lo fa perché ha moneta sovrana ed è proprietario del proprio debito pubblico, del quale non ha paura. Tenetevi dunque le regole idiote dell'Europa. Italexit se ne vuole andare e non ha paura, perché noi siamo l'Italia. (Applausi) . DE FALCO (Misto-+Eu-Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. DE FALCO (Misto-+Eu-Az) . Signor Presidente, gentili colleghi, come previsto, siamo giunti all'ennesimo voto di fiducia alla cieca. È vero che sta diventando una prassi, una prassi incostituzionale, ma quest'anno l'emergenza Covid ha anche peggiorato la situazione. Ne abbiamo prova dalla pioggia di decreti che una Camera a turno esamina e l'altra può solo ratificare, senza intervenire. Si tratta di una prassi confusionaria, alla quale quest'anno si è anche aggiunta l'invenzione dei decreti ristori, che poi confluiscono in una matrioska indistinta. Nel 2018 molti senatori del Partito Democratico, Gruppo che all'epoca era all'opposizione, arrivarono giustamente a reclamare dinanzi alla Corte costituzionale, sollevando conflitto di attribuzioni e affermando che il metodo di approvazione semplificata e contratta nel tempo della legge di bilancio del 2019 violava, come poi la Corte ha confermato, le prerogative di ciascun singolo senatore. Allora, come ora, non era stato possibile esaminare il provvedimento, né discutere gli emendamenti. Oggi, pur mutando le circostanze, la sostanza - senatore Errani, mi rivolgo anche a lei - non muta affatto. Questa prassi è incostituzionale e sbagliata e depriva non soltanto il singolo parlamentare, ma il Parlamento e, in definitiva, anche lo stesso Presidente della Repubblica del dovere di esaminare funditus la legge di bilancio, la legge più importante dello Stato. L'articolo 73 della Costituzione, infatti, riconosce al Capo dello Stato un periodo fino a un mese di tempo per valutare la legge, mentre il Governo con questa prassi lo sta privando della facoltà e del dovere di controllo. La legge di bilancio quest'anno segnala proprio la crisi e il dramma, se solo pensiamo all'errore che è emerso ieri sera nel Governo. Questo modo di procedere priva il parlamentare, il Parlamento, il Capo dello Stato e lo stesso Governo della facoltà e del dovere di correggere i propri errori. Per questi motivi di metodo e per tanti altri di merito lo stesso Ufficio parlamentare di bilancio ha definito questa legge di bilancio un insieme confuso e un coacervo indistinto senza disegno. Per tutti questi motivi, non possiamo né posso votare a favore, perché usciamo da un paradigma costituzionale per timore di entrare in un altro, quello dell'esercizio provvisorio. DRAGO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. DRAGO (Misto) . Signor Presidente, gentili colleghi, non avrei mai pensato di trovarmi qui, oggi, a esprimere una dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo. (Brusìo) . Vedo che i colleghi del MoVimento 5 Stelle, che contestavano il fatto che non venisse data loro la possibilità di parlare, adesso fanno altrettanto. (Applausi) . Dicevo che non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui a votare in dissenso dal Gruppo, che poi chiaramente non è come gli altri e ha una sua specificità un po' strana, perché all'interno del Gruppo Misto abbiamo una realtà politica e addirittura anche il Capogruppo che appoggiano il Governo, ma questa è una parentesi. Per quanto riguarda il motivo per cui ho deciso di votare in dissenso, insieme ai colleghi della componente Popolo protagonista alla Camera dei deputati, la ragione è sempre la solita, cioè quella di una collaborazione solo apparente. (Brusio) . Mi taccio, però, se i colleghi continuano con il loro brusio. (Richiami del Presidente). Grazie, signor Presidente. Come dicevo, non sono stati presi in considerazione temi importanti. È stato realizzato alla Camera dei deputati un comma unico sul bonus del 110 per cento e le persone con disabilità sono state prese in considerazione con riferimento agli interventi sui condomini: con un emendamento, però, avevamo chiesto la possibilità di estendere questo tipo intervento anche all'interno delle mura domestiche, quindi nel domicilio; anche in questo caso, però, la proposta non è stata tenuta in considerazione. Che dire, poi, degli interventi riguardanti la scuola e la famiglia? A volte provo veramente dispiacere nel sentire utilizzare quest'ultimo termine solo a livello mediatico: non mi si venga a dire, infatti, che sono state fatte proposte strutturali per la famiglia. Questo non è però un problema dell'attuale maggioranza, perché ha visto coinvolto tutto l'emiciclo del Senato. Per quanto riguarda la scuola, c'è una assoluta sordità, superficialità e disumanità nel non considerare, in questo momento di emergenza causata dal Covid-19, la richiesta di una categoria di docenti, esiliati dalla legge n. 107 del 2015 da oltre tre anni, e non solo, che richiedono di tornare nei loro territori. La richiesta è stata avanzata anche alla luce del degli esiti dei pensionamenti per il periodo 2021-2022. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Drago. DRAGO (Misto) . Abbiamo pertanto avanzato, con un emendamento, la richiesta di una mobilità sul piano amministrativo e dell'immissione in ruolo dei vincitori dei concorsi del 2016 e del 2018. Non ha senso: a scuola abbiamo l'esigenza di coprire cattedre vuote, ma le diamo a supplenti, per giunta non abilitati. C'è un'illogicità nella gestione del personale che non ha precedenti. Concludo citando un altro tema importante, che riguarda la cosiddetta piattaforma unica. Colleghi, sapete che la privacy e la sicurezza dei nostri giovani, nella scuola, non vengono tutelate? Ho chiesto più volte, in seno al Movimento 5 Stelle, e adesso anche al di fuori, come Popolo protagonista, l'utilizzo di una piattaforma unica, per ogni ordine e grado di scuola, i cui dati venissero gestiti dal Ministero dell'istruzione, ma anche questo è stato negato. Pertanto, voterò contro la manovra di bilancio al nostro esame. (Applausi) . PRESIDENTE. Vi pregherei di non creare assembramenti in Aula, colleghi, vedo troppi ammassamenti. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo 1 del disegno di legge n. 2054, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore potrà votare esclusivamente dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Vi pregherei nuovamente di evitare assembramenti al centro dell'emiciclo. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Nencini). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Nencini. LAFORGIA, segretario, fa l'appello. Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Anastasi, Angrisani, Astorre, Auddino Bellanova, Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bottici, Botto, Bressa, Buccarella Campagna, Carbone, Cario, Casini, Castaldi, Castellone, Catalfo, Cattaneo, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, De Bonis, De Lucia, De Petris, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Micco, Di Piazza, Donno Durnwalder Endrizzi, Errani, Evangelista Fantetti, Faraone, Fattori, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Floridia Gallicchio, Garavini, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Ginetti, Girotto, Granato, Grasso, Grimani, Guidolin Iori L'Abbate, La Mura, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lonardo, Lorefice, Lupo Magorno, Malpezzi, Manca, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marinello, Matrisciano, Mautone, Messina Assuntela, Mininno, Mirabelli, Misiani, Mollame, Montevecchi, Moronese, Morra Nannicini, Naturale, Nencini, Nocerino, Nugnes Ortis Parente, Parrini, Patuanelli, Pavanelli, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Piarulli, Pinotti, Pirro, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Puglia Rampi, Renzi, Ricciardi, Rojc, Romagnoli, Romano, Rossomando, Ruotolo, Russo Santangelo, Santillo, Sbrollini, Sileri, Stefano, Steger, Sudano Taricco, Taverna, Toninelli, Trentacoste, Turco Unterberger Vaccaro, Valente, Vattuone, Verducci, Vono Zanda. Rispondono no i senatori: Aimi, Alderisi, Alessandrini, Arrigoni, Augussori Bagnai, Balboni, Barachini, Barboni, Battistoni, Bergesio, Bernini, Berutti, Binetti, Bongiorno, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone Calandrini, Calderoli, Caliendo, Caligiuri, Campari, Candiani, Candura, Cangini, Cantù, Casolati, Causin, Ciriani, Corti Dal Mas, Damiani, de Bertoldi, De Carlo, De Falco, De Poli, De Siano, De Vecchis, Doria, Drago Fazzolari, Fazzone, Ferrero, Ferro, Floris, Fusco Gallone, Gasparri, Giammanco, Giarrusso, Giro, Grassi Iannone, Iwobi La Pietra, La Russa, Lucidi, Lunesu Maffoni, Malan, Marin, Martelli, Marti, Messina Alfredo, Minuto, Modena, Moles, Montani Nastri, Nisini Ostellari Pacifico, Pagano, Papatheu, Paragone, Paroli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pepe, Pergreffi, Perosino, Petrenga, Pianasso, Pichetto Fratin, Pillon, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol, Pucciarelli Quagliariello Rauti, Riccardi, Richetti, Ripamonti, Rivolta, Rizzotti, Romani, Romeo, Ronzulli, Rossi, Rufa Saccone, Salvini, Saponara, Saviane, Sbrana, Schifani, Serafini, Siri, Stabile, Stefani Testor, Tiraboschi, Toffanin, Tosato, Totaro Urraro, Urso Vallardi, Vescovi, Vitali Zaffini, Zuliani. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale dell'articolo 1 del disegno di legge n. 2054, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 281 Senatori votanti 280 Maggioranza 141 Favorevoli 156 Contrari 124 Astenuti 0 Il Senato approva. (Applausi). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati all'articolo 1 del disegno di legge. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 2054, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, lunedì scorso in Commissione lavori pubblici, comunicazioni del Senato è stato finalmente votato il parere sullo schema di contratto di programma riguardante la sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione (anzi, mi piace dire della Kiev-Algeciras). Questa è una grande vittoria non solo dei parlamentari della Lega, che fortemente hanno sostenuto e supportato l'Alta velocità, ma del Paese intero. (Applausi) . La non partecipazione al voto dei 5 Stelle sottolinea ancora di più la bipolarità di questo partito e dei suoi componenti, ecologisti a fasi alterne (Applausi) , favorevoli all'uso indiscriminato dei monopattini in città, ma ostili a un'opera che comporterà una diminuzione di gas serra pari all'anidride carbonica prodotta da una città di 300.000 abitanti, come Catania o Bari. Chiedo un moto d'orgoglio al ministro Lamorgese per tutelare i lavoratori del cantiere e le Forze dell'ordine che ne garantiscono la sicurezza. Suggerisco l'istituzione di un blocco, per motivi di sicurezza, del sentiero gallo-romano, agli anarco-insurrezionalisti che periodicamente attaccano il cantiere. Potrebbe essere all'altezza del campo sportivo di Giaglione. Questo onde evitare situazioni oltremodo disdicevoli per un Paese evoluto quale io credo sia l'Italia, come quella occorsa il 13 dicembre scorso, quando un poliziotto, ferito dai poco pacifici manifestanti, è stato portato in ospedale non da un'ambulanza ma da una carriola, prima, e da un'auto privata, poi. Economicamente parlando, la ricaduta sarà pressoché immediata dal momento che arriveranno in Provincia di Torino 90 milioni di euro per le opere compensative ai Comuni che hanno subito disagi (Applausi) e che si sommeranno agli 8.000 posti di lavoro che il cantiere porterà sul territorio. In un momento storico economico come quell'attuale, massacrato dalla pandemia, le opere infrastrutturali sono il volano ideale per far ripartire l'economia. Noi piemontesi siamo stufi di non essere considerati. Non vogliamo vivere di sussidi. Vogliamo continuare a lavorare e, anche grazie alla TAV, il Piemonte potrà essere protagonista del rilancio economico dell'Italia post Covid. (Applausi) . DESSI' (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DESSI' (M5S) . Signor Presidente, questo è stato un anno molto difficile e, anche in quest'Aula, non sono mancati momenti di scontro, parole dure, situazioni anche facilmente giustificabili, pensando alla politica come tanti di noi l'hanno pensata prima di candidarsi in tale ruolo. Ci sono stati anche momenti di scontro duro, ma si è sempre trattato di situazioni tra pari, tra persone che hanno la capacità di difendersi sia legalmente sia dialetticamente. Purtroppo, in questa fase di continua tensione, alcuni personaggi del mondo della comunicazione, e purtroppo anche delle istituzioni, si sono invece distinti per una pratica che personalmente ritengo assolutamente fastidiosa, e cioè quella di offendere tirando in ballo intere categorie. È successo a tanti di noi, di tutti gli schieramenti, ed è successo l'altro giorno al sindaco di Roma Virginia Raggi, nel momento in cui il collega - chiamiamolo così - Vittorio Sgarbi della Camera, nella smania di offenderlo a tutti i costi, ha tirato in ballo, denigrandolo, un'intera categoria, quella dei camerieri italiani; una categoria di cui fanno parte ragazzi e persone più grandi, uomini e donne che in questo anno hanno subito, forse più di altri, la drammaticità della fase dovuta al Covid. Nel momento in cui faccio gli auguri a tutti di un buon 2021 - che sia all'altezza di un anno civile e normale e non sia come il 2020 - devo anche dire contemporaneamente che, purtroppo, persone come Sgarbi innescano altri pensieri e fanno venire in mente, a me e a tanti di noi, vecchi detti; uno fra tutti: a brigante, brigante e mezzo. Ecco, forse simili personaggi meritano un trattamento di questo tipo. (Applausi). Signor Presidente, tanti auguri! LOMUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, approvata legge di bilancio, resta un tema. Il 12 febbraio 2021 scadrà il termine di sospensione per le concessioni dei permessi di ricerca, di prospezione e di coltivazione di idrocarburi, così come stabilito dalla legge n. 12 del 2019, nell'attesa della realizzazione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI). Signor Presidente, ogni legge ha il suo scopo: quello della legge in questione è di favorire la sostenibilità ambientale, annullare l'impatto delle attività upstream e accompagnare il processo di decarbonizzazione. Con il PiTESAI, invece, si individuano più facilmente le aree idonee per le attività estrattive, tenendo conto di alcuni fattori molto importanti, come le caratteristiche territoriali, sociali, economiche, urbanistiche e morfologiche, nonché dell'impatto sull'ecosistema; stabilendo una volta per tutte in maniera chiara e nitida i criteri, vale a dire i tempi e i modi di ripristino di quelle aree, quando verranno dismessi gli impianti; in pratica, tutto ciò che non è stato fatto in Basilicata negli ultimi vent'anni. Ricordo che la Basilicata è un territorio interessato per il 90 per cento da richieste di permessi di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi. È chiaro che questa legge interessa ai cittadini e anche molto, perché la tutela ambientale riguarda la tutela della propria salute e anche della propria economia. Oggi contiamo i morti da Coronavirus, ma quanti ne abbiamo contati e conteremo ancora tra coloro che sono deceduti per malattie connesse all'inquinamento ambientale? Vi fornisco alcuni dati, che vengono dall'Agenzia europea dell'ambiente, da cui risulta che l'Italia paga uno scotto molto duro: vanno dagli 80.000 ai 100.000 i morti all'anno per malattie derivanti da inquinamento ambientale. Quante sono inoltre le aziende che stanno chiudendo a causa della crisi energetica, sanitaria ed economica derivante da Coronavirus, ma quante ne abbiamo contate e ne conteremo, soprattutto nel settore agricolo, che chiudono i battenti a causa dell'inquinamento nel proprio territorio? È tutta una catena. Funziona così: chiude un'azienda, vanno via persone, chiudono altri esercizi commerciali di quel territorio e arriva una desertificazione sociale. È il fenomeno dello spopolamento. In Basilicata esistono pozzi di petrolio che insistono su falde acquifere a ridosso di ospedali, vicino invasi la cui acqua serve per l'irrigazione dei campi agricoli, oltre a pozzi di reiniezione. In conclusione, è davvero incredibile che cosa succede in quella terra. È per questo che ho depositato tre interrogazioni, una indirizzata al Ministro dello sviluppo economico per capire lo stato di avanzamento del PiTESAI; una al Ministro dell'ambiente e a quello per i beni e le attività culturali per avere il loro parere su un pozzo specifico (il pozzo Pergola 1) e un'altra, infine, al Ministro delle politiche agricole per capire se è mai stato fatto un censimento sulle aziende agricole che hanno chiuso in Italia a causa dell'inquinamento. Signor Presidente, annuncio che depositerò una proposta emendativa, se non si procederà in questo senso alla Camera dei deputati, per chiedere la proroga della sospensione delle attività estrattive. E aggiungo che sarà mia cura fornire ai cittadini lucani uno strumento idoneo affinché possano dire finalmente la loro sul tema del petrolio. (Applausi) . LANNUTTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, il 6 marzo 2013 Davide Rossi, capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, venne trovato cadavere sulla strada sulla quale si affacciava il suo ufficio presso Rocca Salimbeni, a Siena. Le numerose indagini aperte dai magistrati, nonostante il sequestro del suo telefonino dal quale vennero cancellate 300 e-mail , tra telefonate e messaggi che avrebbero fatto piena luce su quella misteriosa morte, non hanno portato a nulla; mentre la più antica banca, fondata nel 1472 come Monte di pietà per dare aiuto alle classi disagiate della città, che durante i secoli era riuscita a resistere a guerre, carestie, pestilenze e terremoti, non è riuscita a resistere a una gestione sciagurata del credito e del risparmio, inghiottendo in un grande buco nero 60 miliardi di euro tra aumenti di capitale e distruzione di soldi pubblici e privati sborsati dagli azionisti. Oggi quella banca, in parte risanata coi fondi pubblici, rischia di essere regalata alla banca di Alessandro Profumo, quella Unicredit presieduta da un ex deputato ed ex Ministro dell'economia, in deroga a precise direttive europee sull'onorabilità bancaria. Mi riferisco alla direttiva 36/2013 (CRD IV), che detta severe regole per la selezione dei manager dei consigli di amministrazione delle banche. L'Italia ha ritardato per sette anni il recepimento di quella direttiva, con l'ultima versione predisposta dall'ex ministro Padoan, che prevedeva norme stringenti contro i conflitti di interesse dei banchieri da nominare, al comma 3 dell'articolo 24. Ebbene, il ministro Gualtieri, nel recepimento di quella direttiva, ha cassato proprio tale norma. Concludendo, signor Presidente, ritengo che si debba evitare che banche risanate possono essere regalate a Unicredit. Mi permetto anche di ricordare che il senatore Francesco Castiello purtroppo è ricoverato al Gemelli da un paio di giorni: facciamo a lui e a tutti gli ammalati di Covid-19 auguri di pronta guarigione. (Applausi) . Signor Presidente, poiché l'articolo 47 della Costituzione tutela il pubblico risparmio, non si può consentire di distruggerlo. Colleghi, auguro a tutti voi un sereno 2021, che sarà sicuramente migliore del funesto 2020. (Applausi) . VONO (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, dopo la nomina di commissari a vario titolo e un nuovo decreto Calabria, che sotto la luce fioca di un contributo di solidarietà rende i calabresi ostaggio dell'ignoranza - intesa come mancata conoscenza del sistema sanitario tutto, e non solo di quello calabrese, da parte di chi invece dovrebbe avere a cuore la salute come bene assoluto, secondo la nostra Costituzione - alla storia della sanità calabrese aggiungiamo nuovi tasselli che, inquadrati sia nel pubblico che nel privato, dipingono un quadro organizzativo abbandonato a se stesso. Intervengo oggi per sottoporre all'attenzione del Senato il caso della clinica Sant'Anna Hospital di Catanzaro, un centro di riferimento per tutto il Sud Italia per la cardiochirurgia specialistica, in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, che è al centro di una diatriba che, al di là dell'emergere di carenze, illegittimità e inchieste della magistratura, in cui riponiamo ampia fiducia e che devono continuare il loro corso, coinvolge non solo la governance della struttura, legittimata finanche da un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, ma ovviamente i dipendenti e, soprattutto, tutti gli utenti, calabresi e non. Il mancato pagamento da parte dell'Azienda sanitaria provinciale (ASP) di Catanzaro delle prestazioni regolarmente erogate, ammontante a circa 23 milioni di euro, e l'assenza di un confronto, attraverso la convocazione di un tavolo tecnico che aggiorni su quello che dovrà essere il futuro dell'ente di eccellenza della sanità calabrese, mettono la clinica nell'impossibilità di continuare a erogare diligentemente come ha sempre fatto i servizi di prestazione specialistica. Chiediamo dunque, per il centro di Sant'Anna, che rappresenta un'inversione di tendenza rispetto alla migrazione sanitaria, realizzando un attivo e non un passivo per la Regione, che il commissario ad acta intervenga con sollecitudine, deliberando un piano eccezionale di mantenimento dei servizi, da estendersi per tutta la durata dello stato di emergenza nazionale. Ciò permetterebbe alla gestione manageriale di porre in essere, una volta per tutte, le misure necessarie e al Dipartimento per la tutela della salute della Regione Calabria di trasmettere, utilizzando magari qualche volta anche la posta elettronica certificata (PEC), tutti gli atti necessari all'ASP per arginare i numerosi problemi derivanti dal mancato rinnovo della convenzione negli anni precedenti. Per una volta, la burocrazia lasci il posto al buon senso e il commissario ad acta , se ha un senso che ci sia, agisca, affinché si possa permettere la ripresa delle attività in sospeso e la necessaria cura dei cittadini affetti da patologie cardiologiche gravi e in attesa di una speranza. (Applausi) . RAMPI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, signori colleghi, rappresentanti del Governo, con la sentenza di appello di ieri sulla vicenda delle mense di Lodi si è compiuto un atto di giustizia importante in questo Paese. Vorrei però porre una questione all'attenzione di quest'Assemblea: quando sollevammo il tema e interrogammo anche l'allora Ministro dell'istruzione, chiedendo un intervento sulla vicenda che purtroppo non fu posta in essere, ponemmo una questione politica. Ora è bene che la magistratura faccia il suo corso; c'è la divisione dei poteri e per fortuna in questo Paese c'è uno stato di diritto e viene ripristinato un principio importante. È un peccato che l'amministrazione comunale di Lodi abbia resistito a questo e abbia anche speso molto denaro pubblico per niente, invece che prendere atto di un dato di fatto. Ma c'è un tema che è profondamente politico su cui vorrei che quest'Assemblea riflettesse. Quella decisione scellerata di trovare dei cavilli burocratici per impedire a bambine e bambini di partecipare al servizio di mensa, come un fatto normale e logico e di civiltà, ha dietro un sentimento, dei mandanti e un clima che oggi, in una situazione di pandemia e alla luce della legge che abbiamo votato la scorsa settimana, che ha cancellato alcune ingiustizie profonde del nostro Paese, sembra passato, proprio da un'era geologica, ma non credo sia così. Allora forse da quella sentenza l'elemento vero che dovremmo assumere tutti è smetterla di utilizzare delle persone povere, in difficoltà e in condizioni disagiate, e indicarle come nemici. E fare ciò in particolare nei confronti di bambini e bambine è un qualcosa di incredibile. Questo è il clima che deve cambiare, e la sentenza, che è questo un atto di giustizia, deve diventare un sentimento comune del Paese, che dovrebbe appartenere a tutte le forze politiche e chiudere un'era in cui abbiamo utilizzato il migrante come un nemico; un sentimento che dovrebbe riportare questo Paese ad essere nel mondo un alfiere di giustizia, civiltà, incontro e inclusione, come tra l'altro la nostra straordinaria storia ha sempre rappresentato. (Applausi) . MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ieri abbiamo avuto la notizia della condanna di dieci attivisti per la libertà di Hong Kong, per aver tentato di uscire dal Paese e di andare a Taiwan. Hong Kong è ormai diventata una prigione. Era uno dei luoghi più liberi, più straordinari e creativi del mondo: oggi il Governo di Pechino l'ha ridotto a una prigione. Con questo intervento sollecito la risposta alla mia interrogazione 3-01872 del 18 agosto 2020, in cui chiedevo conto del vergognoso voto di astensione dell'Italia quando alle Nazioni Unite si è trattato di condannare la legge sulla sicurezza di Hong Kong che sta creando ogni giorno dei danni e sta rendendo la Cina particolarmente aggressiva verso altri Paesi, tra cui l'Australia, nella sua politica espansionistica generale. Sollecito anche la risposta all'interrogazione 3-01924 del 16 settembre scorso sul prezzo dei banchi di scuola acquistati dal commissario Arcuri e all'interrogazione 4-03942 del 5 agosto scorso sulla penosa vicenda di una madre della Provincia di Cuneo a cui sono stati sottratti quattro bambini con motivazioni ancora assai poco chiare. Orrore degli orrori, quei quattro ragazzi, tra i sei e i sedici anni, sono stati separati fra di loro, perché - pensa un po' - privati del padre della madre avevano creato una forte coesione tra di loro. È una vicenda vergognosa su cui ho presentato un'interrogazione al ministro Bonafede che fino ad oggi non mi ha risposto. Essendo l'ultimo intervento di quest'anno, colgo l'occasione, Presidente, per formulare a lei i migliori auguri per l'anno nuovo e, insieme a lei, a tutti i colleghi presenti e ai funzionari del Senato, rappresentati nel suo massimo vertice dal Segretario generale, nonché al rappresentante del Governo che è anche nostro collega. PRESIDENTE . Grazie, senatore Malan, per la possibilità di esprimere a chi è rimasto un augurio di buon anno. Credo che il 2021 non potrà che essere migliore del 2020. Auguri a tutti e un ringraziamento a tutta l'amministrazione. Come si dice, vi auguro di tutto e di più. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 12 gennaio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 12 gennaio 2021, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 13,15) . VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 2045: sulla votazione finale, il senatore Nastri avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Barbaro, Berardi, Bossi Umberto, Cario, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Crimi, Crucioli, De Poli, Di Marzio, Di Nicola, Di Piazza, Galliani, Giacobbe, Mallegni, Malpezzi, Margiotta, Masini, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Quarto, Ronzulli, Ruspandini, Sciascia, Segre, Sileri, Turco e Vanin. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Alfieri, Castiello, Faggi, Fregolent, Maiorino e Marino. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato che il senatore De Bonis ha aderito, all'interno del Gruppo stesso, alla componente "MAIE". Governo, trasmissione di atti La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 22 dicembre 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1- bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, l'estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 dicembre 2020 recante l'esercizio di poteri speciali, con condizioni, in ordine alla notifica della società LEONARDO S.p.a. - Potenziale concessione in favore della Repubblica Federale di Germania della licenza d'uso dei diritti di proprietà intellettuale sul radar "Long Range RAN 40L Mk2". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 4 a e alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 666). Parlamento europeo, trasmissione di documenti. Deferimento Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 18 dicembre novembre 2020, ha inviato il testo di 5 risoluzioni, approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dall'11 al 13 novembre 2020, deferite, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sotto indicate Commissioni competenti per materia: risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1215/2009 del Consiglio recante misure commerciali eccezionali applicabili ai paesi e ai territori che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell'Unione europea, alla 3 a , alla 9 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 729); risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda l'identificazione dei soggetti passivi nell'Irlanda del Nord, alla 3 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 730); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 2016/1139, per quanto riguarda la riduzione di capacità di pesca nel Mar Baltico. e il regolamento UE n. 508/2014, per quanto riguarda l'arresto definitivo delle attività di pesca per le flotte che pescano il merluzzo bianco del Baltico orientale, il merluzzo bianco del Baltico occidentale e l'aringa del Baltico occidentale, alla 3 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 731); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 573/2014/UE su una cooperazione rafforzata tra i servizi pubblici per l'impiego (SPI), alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 732); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti da od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 89034 × MIR162 × NK603 e da granturco geneticamente modificato che combina due o tre dei singoli eventi MON 87427, MON 89034, MIR162 e NK603, e che abroga la decisione di esecuzione della Commissione (UE) 2018/1111 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 733); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata SYHT0H2 (SYN-ØØØH2-5), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 734); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti da od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato MON 87427 × MON 87460 × MON 89034 × MIR162 × NK603 e da granturco geneticamente modificato che combina due, tre o quattro dei singoli eventi MON 87427, MON 87460, MON 89034, MIR162 e NK603, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 735); risoluzione legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo di attuazione dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra l'Unione europea e la Repubblica del Senegal, alla 3 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 736); risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo di attuazione dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra l'Unione europea e la Repubblica del Senegal, alla 3 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 737); risoluzione legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra l'Unione europea e la Repubblica delle Seychelles e del relativo protocollo di attuazione, alla 3 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 738); risoluzione legislativa concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e il governo della Repubblica popolare cinese sulla cooperazione in materia di indicazioni geografiche e sulla loro protezione, alla 3 a , alla 9 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 739); risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e il governo della Repubblica popolare cinese sulla cooperazione in materia di indicazioni geografiche e sulla loro protezione, alla 3 a , alla 9 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 740); risoluzione concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2021, alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 741); risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile e del relativo protocollo di attuazione (2020-2026) tra l'Unione europea e la Repubblica delle Seychelles, alla 3 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 742); risoluzione sul piano di investimenti per un'Europa sostenibile, alla 10 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 743); risoluzione sull'impatto delle misure connesse alla COVID-19 sulla democrazia, sullo Stato di diritto e sui diritti fondamentali, alla 1 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 744). Mozioni, apposizione di nuove firme Le senatrici Gallone e Binetti hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00309 della senatrice Drago ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 22 al 30 dicembre 2020) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 92 ABATE ed altri: sull'istituzione del servizio ferroviario Frecciargento tra Sibari e Roma (4-01007) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) AUGUSSORI: sui lavori di messa in sicurezza dell'accesso alla città di Lodi (4-02702) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) BATTISTONI, GASPARRI: sull'accoglienza a Valentano (Viterbo) di numerosi migranti (4-03913) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) IANNONE: su episodi di intimidazione nel Comune di Melito di Napoli (4-04177) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) LUNESU: sui pericoli connessi all'immigrazione clandestina in Sardegna (4-04020) (risp. MAURI, vice ministro dell'interno ) MALAN ed altri: sui finanziamenti italiani ad organizzazioni non governative i cui corrispondenti stranieri sono sospettati di legami con il terrorismo (4-04598) (risp. DEL RE, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) PELLEGRINI Emanuele ed altri: sul rimpatrio dei concittadini bloccati nei Paesi elencati come a rischio COVID (4-03848) (risp. MERLO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) RUOTOLO ed altri: sul condizionamento mafioso sul mercato ortofrutticolo di Fondi (Latina) (4-03673) (risp. MAURI, vice ministro dell'interno ) STEFANI ed altri: sui diritti delle donne in Medio Oriente alla luce dell'episodio che ha riguardato l'attivista Nasibe Semsai (4-04479) (risp. SERENI, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) Interrogazioni Atto n. 3-02200 DE FALCO BONINO FATTORI GIARRUSSO DE BONIS BUCCARELLA MARTELLI DI MARZIO PISANI Giuseppe Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti e per gli affari europei Premesso che: la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi, meglio conosciuta come MARPOL 73/78 (ratificata con legge 29 settembre 1980, n. 662, e con legge 4 giugno 1982, n. 438), all'annesso IV stabilisce le norme per la prevenzione dell'inquinamento da liquami scaricati dalle navi, le cosiddette "acque reflue" o " sewage " che sono le acque di scarico (liquami, acque di scolo), nere e grigie, provenienti dai vari servizi, quali bagni e cucine a bordo della nave; il citato annesso, nella Regulation 11, stabilisce che lo scarico di liquami in mare è vietato, tranne quando la nave ha in funzione un impianto di trattamento delle acque reflue approvato o quando la nave scarica liquami sminuzzati e disinfettati utilizzando un sistema approvato e ad una distanza di oltre tre miglia nautiche dalla terra più vicina; le acque di scolo che non vengono sminuzzate o disinfettate possono essere sversate a una distanza di oltre 12 miglia nautiche dalla terra più vicina, quando la nave è in rotta e procede a non meno di 4 nodi, e la velocità di sversamento delle acque reflue non trattate deve essere approvata dall'amministrazione; il decreto legislativo n. 182 del 2003 stabilisce che tra i rifiuti prodotti dalle navi vanno comprese anche le acque reflue, e i residui diversi dai residui del carico, ivi comprese le acque di sentina; detti rifiuti, prodotti a bordo di una nave, rientrano nell'ambito di applicazione degli annessi I, IV e V della MARPOL 73/78, così come i rifiuti associati al carico, di cui alle linee guida definite a livello comunitario per l'attuazione dell'allegato V della MARPOL 73/78; (art. 2, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo n. 182 del 2003); il citato decreto legislativo stabilisce, inoltre, all'articolo 7 che il comandante della nave deve conferire i rifiuti prodotti dalla nave stessa all'impianto portuale di raccolta ogni volta prima di lasciare il porto. Detta disposizione non si applica alle navi in servizio di linea con scali frequenti e regolari; l'unica deroga a quanto esposto consiste nel fatto che la stessa nave abbia una capacità di stoccaggio sufficiente per i rifiuti già prodotti e accumulati e per quelli che saranno prodotti fino al momento dell'arrivo presso il successivo porto di conferimento; inoltre il comma 2 dello stesso art. 7 stabilisce che l'Autorità competente, qualora ritenga che nel porto di conferimento previsto non siano disponibili impianti adeguati, o nel caso in cui detto porto non sia conosciuto e sussista il rischio che i rifiuti vengano scaricati in mare, richiede alla nave di conferire i rifiuti prodotti prima di lasciare il porto; infine al comma 3 dello stesso articolo 7 si stabilisce che: "Sono fatte salve le prescrizioni più rigorose in materia di conferimento adottate in base al diritto internazionale"; considerato che: la normativa citata appare chiaramente rivolta ad obbligare le navi al conferimento in porto di tutti i rifiuti prodotti dalla nave, in particolare delle acque reflue; non si spiega pertanto la cosiddetta "circolare esplicativa" trasmessa in data 11 giugno 2019 dal Ministero dell'ambiente con prot. 10526 al Reparto Ambientale Marino (RAM), e da questi girata il 24 giugno 2019 con prot. RAM/1758/2/2019 a tutte le capitanerie di porto, con la quale s'invitava le suddette capitanerie a dare seguito a quanto previsto dalla circolare, tramite ordinanze specifiche; in questa presunta "circolare" è presente un'interpretazione contraria alle norme vigenti della disciplina del sewage prodotto dalle navi, in quanto si sostiene che «la nave dotata di un impianto di trattamento del sewage con le caratteristiche di cui alla regola 9.1.1 dell'Annesso IV della Convenzione Marpol può scaricare gli effluenti (sewage) senza restrizioni in termini di distanza dalla costa, velocità e rateo di discarica, quindi anche nelle acque portuali, purché l'impianto di trattamento dei reflui sia pienamente operativo ed efficiente e non si determinino le condizioni negative (produzioni di solidi galleggianti o decolorazione delle acque circostanti) previste nella regola 11.1.2.2 del medesimo Annesso IV»; quanto esposto è stato ampiamente trattato in un servizio della trasmissione "Report", andato in onda lunedì 14 dicembre 2020 su RAI 3, confermando l'urgenza di intervenire; fermo sapendo che l'attuale quadro normativo è molto più restrittivo di quanto non dica quella circolare erronea e contra legem ; nel 2019 la Commissione europea ha proseguito nella procedura di infrazione relativa alla inadeguatezza dei sistemi di raccolta e trattamento delle acque di scarico urbane in alcuni Paesi italiani. Una delle precedenti tre procedure d'infrazione si è già conclusa con una condanna della Corte UE, per la quale l'Italia deve pagare una multa di 25 milioni di euro, più 30 milioni per ogni semestre fino all'adeguamento della rete fognaria e dei depuratori. Non si può non tenere conto di questi precedenti anche in relazione alla specifica questione oggetto del presente atto di sindacato ispettivo, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, non intendano impegnarsi a ritirare immediatamente la citata circolare. Atto n. 3-02203 CORRADO GRANATO MARINELLO PISANI Giuseppe VACCARO LANNUTTI PRESUTTO MONTEVECCHI ANGRISANI RUSSO CROATTI FLORIDIA TRENTACOSTE CAMPAGNA LOREFICE D'ANGELO ANASTASI DE LUCIA LEONE VANIN SANTANGELO MORRA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta all'interrogante che il 12 dicembre 2020 "il Fatto Quotidiano" abbia pubblicato un editoriale di Salvatore Settis, intitolato "La Sicilia e la tutela scempio dell'arte", in cui il noto archeologo esprime con sottile ironia, ma senza celare una genuina preoccupazione, le sue forti perplessità nei confronti del decreto n. 74 del titolare dell'Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà, approvato il 30 novembre 2020 dall'Assemblea Regionale Siciliana; causa di un dibattito molto acceso che non accenna a placarsi, tale decreto, denominato "Carta di Catania" per evocare ben altre e più alte dichiarazioni d'intenti (Atene 1931 e Venezia 1964), statuisce che "i beni culturali appartenenti alla Regione Siciliana che si trovano custoditi nei depositi regionali potranno essere valorizzati attraverso l'esposizione in luoghi pubblici o privati aperti al pubblico" e che ciò avverrà grazie ad apposite concessioni stipulate a valle della presentazione di un non meglio specificato "documento tecnico o un progetto di valorizzazione", in cambio del "pagamento di un corrispettivo che potrà avvenire, oltre che in denaro, anche attraverso la fornitura di beni e/o servizi"; soprintendenze, parchi archeologici, musei, gallerie e biblioteche siciliani sarebbero dunque autorizzati a cedere in uso reperti archeologici e opere d'arte finora custoditi nei loro depositi, purché a pagamento (per una somma/prestazione di valore non inferiore ad un decimo della stima del bene) e con la prospettiva che l'oggetto della concessione, al minimo biennale e al massimo settennale, ma rinnovabile tacitamente, possa anche uscire dai confini regionali; la dottoressa Rosalba Panvini, soprintendente di Catania appena collocata in quiescenza e rimpiazzata dalla dottoressa Donatella Aprile, si sarebbe fatta promotrice dell'iniziativa, sulla scia di un convegno organizzato a febbraio 2020 nel capoluogo etneo, insieme ad un archeologo del suo staff , il dottor Fabrizio Nicoletti, all'avvocato Nunzio Condorelli Caff dell'associazione "Sicilia Antica" e al presidente della sezione Europa della federazione mondiale delle associazioni delle agenzie di viaggi (UFTAA), Mario Bevacqua; l'entusiasmo della Panvini e degli altri "artefici" del nuovo corso siciliano all'idea che beni decontestualizzati possano essere "finalmente esposti e fruiti da tutti" non ha contagiato il professor Settis, il quale, convinto invece che "per valorizzare i depositi non bisogna svuotarli, bisogna studiarli e conoscerli", stigmatizza la grettezza mentale di chi, in spregio alla competenza, prevede di far redigere gli "elenchi di beni, suddivisi per lotti omogenei" da "studenti universitari in discipline connesse alla conservazione dei beni culturali che opereranno in regime di tirocinio formativo"; soprattutto, egli lamenta che la "Carta di Catania" non tenga in alcun conto le esigenze della tutela, corollario imprescindibile di una valorizzazione del patrimonio realizzata nel perimetro dell'articolo 9 della Costituzione, e deplora il fatto che il documento programmatico di Samonà sia stato pensato e si proponga come modello da imitare anche fuori dall'isola; considerato che: la larghissima autonomia di cui gode la Sicilia anche in materia di beni culturali non autorizza l'assessore al ramo, né l'Assemblea Regionale a violare la Costituzione e, nel merito, il "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" (di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004) che ha adottato anch'essa come propria legge di tutela; in tema di valorizzazione, l'art. 6 del "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" chiarisce come questa sia tesa a "promuovere lo sviluppo della cultura", cioè a ricavare dai beni culturali non mero godimento estetico, né solo vantaggi economici ma, prioritariamente, un incremento del sapere, dello spirito identitario e della coscienza civile dell'individuo; le concessioni in uso, inoltre, così come i prestiti di beni culturali, sono regolati in modo puntuale dal "Codice" che, nel sancire: "la Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale", statuisce anche che "La valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia già assunto le iniziative di competenza e, in specie, se abbia avviato l'istruttoria atta ad impugnare il provvedimento della Regione Sicilia; se non intenda farsi portavoce degli interessi della Nazione respingendo il "nuovo corso" della valorizzazione proposto dall'assessore Samonà, prendendo esplicitamente le distanze da chiunque, in un Paese malato di esterofilia cronica, stenti a riconoscere come risorsa i magazzini degli Istituti culturali, mentre, come affermato da Settis, tutti i musei importanti del mondo hanno vastissimi depositi, e li curano come una specie di riserva aurea, che raccoglie materiali su cui si svolgono studi e ricerche e da cui spesso vengono preziose scoperte. Atto n. 3-02204 LOMUTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'art. 11- ter , comma 1, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, ha previsto l'approvazione, entro diciotto mesi dalla sua entrata in vigore, del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI), finalizzato all'individuazione di un quadro di riferimento delle aree ove è consentito lo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio; nelle more dell'adozione del PiTESAI, ai fini della salvaguardia e del miglioramento della sostenibilità ambientale e sociale, i procedimenti amministrativi relativi a nuovi permessi di prospezione, di ricerca e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sono sospesi (compresi quelli pendenti), pur con le rilevanti eccezioni previste dai commi 4 e 5 del predetto art. 11 -ter ; il comma 8 del suddetto articolo ha altresì previsto che in caso di mancata adozione del PiTESAI entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge n. 12 del 2019, i procedimenti sospesi proseguono nell'istruttoria ed i permessi di prospezione e di ricerca sospesi riprendono efficacia; l'articolo 12, comma 4- bis , del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, ha prorogato, mediante la modifica dei commi 1 e 8 dell'articolo 11- ter del citato decreto-legge n. 135 del 2018, a 24 mesi il termine per l'adozione, con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa valutazione ambientale strategica, del PiTESAI, e a 30 mesi il termine entro cui, in caso di mancata adozione del piano, i procedimenti sospesi concernenti il conferimento di nuovi permessi di prospezione o di ricerca proseguiranno nell'istruttoria ed i permessi di prospezione e di ricerca sospesi riprenderanno efficacia; pertanto, come ricordato, ai sensi della normativa attualmente vigente, il Piano dovrebbe essere approvato entro il 13 febbraio 2021, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e, qualora non venisse approvato, la moratoria scadrebbe il 13 agosto 2021; considerato che: il predetto Piano dovrà essere adottato con una procedura articolata che prevede la previa valutazione ambientale strategica e, con riferimento alle aree su terraferma, l'intesa con la Conferenza unificata. Qualora tale intesa non sia raggiunta entro sessanta giorni dalla prima seduta, la Conferenza unificata è convocata in seconda seduta su richiesta del Ministro dello sviluppo economico entro trenta giorni e, in caso di mancato raggiungimento dell'intesa entro il termine di centoventi giorni dalla seconda seduta o di dissenso motivato della Conferenza unificata, il PiTESAI potrà essere adottato limitatamente alle aree marine; lo stato di emergenza pandemica da COVID-19 ha provocato interruzioni e ritardi in tutti i settori lavorativi ivi comprese le attività della Pubblica amministrazione e potrebbe provocare ritardi nell'approvazione del PiTESAI, con conseguente rischio di mancata adozione del Piano nei termini previsti; la mancata adozione del Piano, a sua volta, provocherebbe la ripresa delle attività prodromiche al rilascio di nuove concessioni, nonché delle attività di prospezione e ricerca, anche in aree potenzialmente inidonee, con conseguente rischio di danni all'ambiente, al territorio e alla salute, si chiede di sapere quale sia lo stato di avanzamento dell'approvazione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. Atto n. 3-02205 MALAN Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'ANAS S.p.A. è parte del Gruppo FS, di cui il Ministero dell'economia è azionista unico, ed è titolare di una Convenzione di concessione da parte del Ministero delle infrastrutture valida fino al 2032 che, ai sensi del decreto legislativo n. 143 del 1994, affida a tale società, tra l'altro, la gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e autostrade di proprietà dello Stato, la vigilanza sull'esecuzione dei lavori di costruzione delle opere date in concessione e il controllo della gestione delle autostrade, il cui esercizio sia stato dato in concessione; il 7 luglio 2014 quattro persone rimangono ferite nel crollo di un tratto del viadotto Lauricella lungo la statale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento; il 28 ottobre 2016 crolla un ponte sulla statale 36 Milano-Lecco, causando la caduta di un autoarticolato su due auto causando un morto, cinque feriti, di cui tre bambini; il 9 marzo 2017 cede un ponte vicino ad Ancona, nel tratto marchigiano dell'autostrada A14 Adriatica, causando la morte di due persone, e il ferimento di altre due; il 18 aprile 2017 cede un ponte della tangenziale di Fossano, in provincia di Cuneo, finendo su un'autovettura dei Carabinieri, poche ore dopo una ispezione dell'ANAS; il 14 agosto 2018 crolla a Genova il ponte "Morandi", che collegava la A7 con la A10, causando la morte di 43 persone e l'allontanamento di 566 residenti dalla propria casa; il 24 novembre 2019 cede un viadotto dell'autostrada A6 lungo la Torino-Savona; l'8 aprile 2020 crolla un ponte ad Albiano, al confine tra Toscana e Liguria, ferendo una persona; da mesi la popolazione locale e molti automobilisti avevano segnalato preoccupanti anomalie, ma i tecnici ANAS avevano escluso ogni pericolosità anche comunicando al Sindaco di Aulla e al presidente della provincia di Massa Carrara che "non sono giustificati provvedimenti emergenziali"; il 28 novembre crolla un ponte della statale 389 in provincia di Nuoro; il 3 ottobre crolla il ponte Lenzino sul tratto piacentino della statale 45; i crolli avvenuti nel corso di quest'anno hanno causato pochissime vittime per il traffico fortemente ridotto a seguito della pandemia di COVID-19; considerato che: il 20 novembre il dirigente dell'Ufficio Vigilanza Lavori dell'ANAC ha comunicato all'ANAS e al MIT l'avvio del procedimento di vigilanza nell'indagine conoscitiva su appalti di manutenzione, revisione e rafforzamento di ponti e viadotti di competenza dell'ANAS; l'ANAS aveva risposto affermando che i controlli determinavano una sostanziale copertura della totalità dei ponti e dei viadotti; in realtà, essendo 15.031 i ponti e viadotti da ispezionare in modo continuativo, cioè almeno ogni trimestre secondo le circolari ministeriali del 19 luglio 1967 e del 25 febbraio 1991, le ispezioni ricorrenti dovrebbero essere almeno 60.124 all'anno, mentre l'ANAS ne ha dichiarate 48.333 nel 2018 e 50.761 nel 2019, cioè il 19,6 e il 15,6 per cento in meno; nel 2019 in nessuna regione si è raggiunto il previsto numero di ispezioni ricorrenti, andandoci vicino solo in Emilia-Romagna con una carenza del 3,4 per cento; ma si è andati invece sotto la media nazionale nel Lazio dove è mancato il 16,1 per cento, in Calabria il 19,1 per cento, in Toscana il 25,3, in Lombardia il 28,7, e in Umbria addirittura il 47,3 per cento; come scrive il dirigente dell'ANAC, è evidente che controlli più numerosi effettuati in alcuni compartimenti non possono compensare le carenze di altri; ed inoltre il mancato rispetto della cadenza trimestrale richiesta non può essere compensata da una serie di controlli ravvicinati in un altro periodo; spicca in tal senso, la carenza del 65 per cento in Umbria nel terzo trimestre o del 42 per cento in Lombardia per il primo trimestre; ancora più eterogenea è la situazione dei 2.961 sovrappassi, che avrebbero richiesto 11.844 ispezioni ricorrenti rispetto alle 8.834 effettuate (il 25,4 per cento in meno); si riscontra infatti il 142,3 per cento di ispezioni in più del minimo richiesto in Liguria, il 26,5 in più in Abruzzo e il 21,2 in Puglia, mentre tutte le altre regioni sono sotto il minimo, in particolare il Piemonte 26,1 per cento in meno, Basilicata il 27,5, Lombardia 27,6, Sardegna 32,5, Campania 47,6, Marche 48,4, Umbria 70,3, e infine Emilia-Romagna e Lazio, con l'86,3 per cento e il 93 per cento; nei dati trimestrali vi sono picchi come la carenza del 97 per cento nel primo trimestre per il Lazio e addirittura l'assenza di ispezioni nel terzo trimestre in Emilia-Romagna seguita da appena il 14 per cento di quelle previste nel quarto trimestre; in base alle citate circolari, viadotti e ponti con campata di luce sopra i 30 metri, o dove sono state riscontrate criticità, o dove le visite ricorrenti hanno rilevato un indice di stato dell'opera sotto un valore prefissato, devono essere annualmente oggetto di almeno una ispezione principale effettuata da un ingegnere capo centro; il citato dirigente dell'ANAC ha rilevato che questo tipo di ispezioni sono in alcune zone notevolmente insufficienti, in particolare in Basilicata, Lombardia e Toscana; la stessa ANAS nei propri quaderni tecnici afferma che "la funzione determinante, fulcro di tutte le operazioni successive è l'ispezione visiva" dalla quale "dipende la decisione di effettuare un ulteriore sopralluogo e/o la scelta di svolgere indagini sperimentali o di limitare o chiudere temporaneamente la viabilità"; quanto agli appalti di manutenzione straordinaria l'ANAS ha trasmesso all'ANAC una tabella dei 219 lavori appaltati dal 2018; di essi 13 risultano sospesi, 84 ancora da consegnare e i restanti 122 per lo più in esecuzione o da consegnare; secondo un articolo pubblicato dal quotidiano "Domani" il 30 novembre, l'a.d. dell'ANAS, Massimo Simonini, ha visto i propri compensi salire da 200.000 euro l'anno nel 2018 agli attuali 400.000, inclusi 90.000 euro di premio in base alla gestione per obiettivi, che presuppone il raggiungimento di obiettivi prefissati; aumenti dei compensi sono stati anche riservati ai dirigenti, passati da 138 a 152 il mese scorso; notevole anche l'organico di cento unità dell'Ufficio Comunicazione; l'ingegner Simonini, direttore generale dell'ANAS dal 21 dicembre 2018, ne era stato dal dicembre 2015 dirigente responsabile di "Ponti, Viadotti e Gallerie", posizione restata vacante fino al novembre scorso quando è stato nominato il nuovo dirigente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente della insufficiente attività ispettiva dell'ANAS; quali iniziative intenda intraprendere nei confronti dell'ANAS per garantire la sicurezza delle infrastrutture di sua competenza totale e di quelle in concessione; quali iniziative abbia svolto e svolga, a seguito delle risultanze dell'indagine dell'ANAC, la Struttura ministeriale di controllo di tali attività e se essa abbia applicato o applicherà le penali, di cui all'allegato F dell'accordo di programma per "Monitoraggio Vigilanza e Info mobilità", con riferimento alla quota parte del servizio di controllo delle opere d'arte; come sia possibile che i dirigenti dell'ANAS percepiscano premi per risultati conseguiti, pur restando al di sotto del numero minimo di ispezioni stabilite dal Ministero competente. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02201 GIARRUSSO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: l'Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mare di Sicilia orientale, comprensiva dei porti di Augusta e Catania ha indetto nel mese di settembre 2019 un avviso pubblico "per l'individuazione della migliore idea progettuale per la costruzione di un deposito costiero onshore o galleggiante di gas naturale liquefatto all'interno del porto di Augusta, porto core della rete Ten-T"; a seguito della citata evidenza pubblica è stata acquisita la manifestazione di interesse della Restart Consulting S.r.l.; da notizie di stampa dei giorni scorsi, si apprende che l'AdSP della Sicilia orientale ha reso noto la realizzazione del deposito di stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) mediante terminal galleggiante di capienza minima pari a 400 m3 e un massimo di 1.200 m3 da costruire all'interno del porto Megarese (Augusta), destinato principalmente ai mezzi di trasporto navali ed ai mezzi di trasporto terrestri; in particolare, la realizzazione dell'opera dovrebbe sorgere in un'area fortemente sismica e soggetta a possibili maremoti, ubicata a pochissima distanza dalle torce e dagli sfiaccolamenti delle vicine raffinerie del polo petrolchimico di Priolo ed a poca distanza dal centro abitato di Augusta, in provincia di Siracusa; come è noto, il GNL, nel passaggio dallo stato liquido a quello gassoso, incrementa di ben seicento volte il proprio volume e se dovesse sfuggire un solo litro di gas a contatto con l'aria diventerebbe di seicento litri e, essendo il GNL più pesante dell'aria, la nuvola resterebbe a mezza aria in balia dei venti; inoltre, se la nuvola, sospinta dai venti, raggiungesse le fiaccole degli impianti si avrebbe un disastro con relativo effetto domino che coinvolgerebbe anche altri centri abitati posti nelle vicinanze del territorio di Augusta; al riguardo, alcune associazioni ambientaliste avrebbero depositato nel 2019, un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa sui potenziali pericoli relativi alla costruzione del deposito di GNL; considerato che: secondo il Rapporto 2020 di Legambiente, sullo stato di salute delle falde dei corsi d'acqua e delle porzioni di mare inquinati dai Siti d'interesse nazionale (SIN), viene messo in evidenza come l'inquinamento chimico avrebbe impattato le acque superficiali, le falde e le zone costiere e sarebbe stato evidenziato un nuovo tipo di inquinamento dove sono presenti pesticidi e sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), che avrebbero reso inutilizzabili le acque di falda di intere province ed in particolare nei territori di Gela (provincia di Caltanissetta), Augusta, Priolo, Gargallo (provincia di Siracusa) e Milazzo (provincia di Messina) in quanto le falde sarebbero contaminate da sostanze organiche, cloruri, petrolio, metalli pesanti, esaclorobenzene, policlorobifenili (PCB) e molto altro; peraltro, le acque marine e i sedimenti della rada di Augusta, della penisola di Magnisi, nonché del Porto Grande e Porto Piccolo di Siracusa, sono stati principalmente contaminati da metalli pesanti, petrolio, idrocarburi pesanti, sostanze che hanno causato, tra le altre cose, fenomeni di eutrofizzazione diffusa e alterazione nella catena alimentare; rilevato che gli impianti industriali operanti nel settore petrolchimico, ubicati nell'area, sono assoggettati dal decreto legislativo n. 105 del 2015 "Attuazione della direttiva 2012/18/UE", relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose (cosiddetta "Seveso III") e secondo quanto riportato nell'inventario degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante della Regione Sicilia, aggiornato nel gennaio 2019, nell'area in questione operano sedici stabilimenti a rischio incidente rilevante, di cui undici di questi superano la soglia limite della quantità di sostanze pericolose consentita dalla normativa vigente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'imminente realizzazione dell'impianto di stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) all'interno della rada di Augusta, in un'area ad elevata sismicità e ad elevatissima concentrazione di impianti industriali a rischio di incidente rilevante; se siano a conoscenza del gravissimo incremento del rischio di incidente rilevante determinato dalla installazione del deposito di GNL all'interno del porto di Augusta; quali azioni intendano mettere in atto, nello specifico, nei limiti delle proprie attribuzioni , al fine di valutare la compatibilità della realizzazione dell'opera con i principi della sostenibilità e della tutela dell'incolumità pubblica e delle eventuali violazioni della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose; se non ritengano opportuno adottare, a tale scopo, adeguate iniziative volte a salvaguardare la salute degli abitanti che vivono nelle aree interessate, stante la collocazione dell'impianto in ambito portuale interno all'abitato di Augusta. Atto n. 3-02202 GIARRUSSO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: la disciplina inerente all'attività professionale prestata da personale medico in servizio su navi battenti la bandiera nazionale italiana è regolamentata dal decreto legislativo n. 165 del 2001; in particolare, il medico di bordo che presta servizio su navi battenti bandiera nazionale può essere, oltre che cittadino italiano, cittadino di uno degli Stati membri UE, a condizione che sia iscritto in albo professionale italiano, condizione comunque necessaria per accedere alle sessioni idoneità (medico di bordo abilitato) o iscriversi negli elenchi dei medici di bordo supplenti e, ovviamente, deve figurare nei relativi elenchi. A bordo di ogni nave nazionale sulla quale sia previsto uno o più medici di bordo deve essere garantita la presenza di un medico di cittadinanza italiana che possa ricoprire la funzione di ufficiale sanitario di Governo in ottemperanza alle norme vigenti; si apprende da informazioni riservate che la società tedesca Carnival, gestore del marchio "Costa Crociere", richiederebbe espressamente al personale medico italiano da imbarcare sulle navi battenti la nostra bandiera nazionale, oltre ad un'ottima conoscenza della lingua inglese, altresì un'analoga conoscenza della lingua tedesca, mentre non richiede pari requisito inerente alla conoscenza della lingua italiana per il personale medico di altra nazionalità; considerato che a seguito dell'introduzione della figura di hospital advisor , con funzioni esclusive di assistenza linguistica, sarebbero state, in più occasioni, accertate da parte dalla Guardia costiera violazioni alla normativa vigente, in quanto tale figura professionale avrebbe svolto de facto funzioni di assistenza medica e, a parere dell'interrogante, ciò costituisce esercizio abusivo della professione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia conoscenza dei fatti esposti e se intenda intervenire con urgenza al riguardo; se non intenda, nell'ambito delle proprie attribuzioni, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, per appurare se risultino pienamente osservate, sulle navi nazionali italiane, di proprietà della società tedesca "Carnival", tutte le disposizioni normative a tutela del personale medico italiano e delle competenze nazionali italiane; quali iniziative intenda assumere, ove risultassero violazioni della normativa vigente, al fine di applicare in concreto le attribuzioni connesse alla nostra sovranità nazionale nelle navi in questione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04712 CARBONE Al Ministro della salute Premesso che: l'articolo 5, comma 1, della legge 8 marzo 2017 n. 24 (cosiddetta "Bianco Gelli") prevede che "gli esercenti le professioni sanitarie, nell'esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale, si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate ai sensi del comma 3 ed elaborate da enti e istituzioni pubblici e privati nonché dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e da aggiornare con cadenza biennale"; al comma 2 del citato articolo 5 si prevede che nel regolamentare l'iscrizione in apposito elenco delle Società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche il previsto decreto del Ministro della salute debba in base alla lettera a) stabilire i requisiti minimi di rappresentatività sul territorio nazionale, ed in base alla successiva lettera c) le procedure di iscrizione all'elenco, nonché le verifiche sul mantenimento dei requisiti e le modalità di sospensione o cancellazione dallo stesso; il previsto decreto è stato emanato dal Ministro della salute in data 2 agosto 2017; tale decreto, all'articolo 2, comma 1, prevede che ai fini dell'iscrizione nell'elenco, le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie devono essere in possesso dei requisiti previsti dalle lettere a) e b) , cioè avere rilevanza di carattere nazionale, con sezione ovvero rappresentanza in almeno dodici regioni e province autonome, anche mediante associazione con altre società o associazioni della stessa professione, specialità o disciplina e inoltre avere una rappresentatività di almeno il 30 per cento dei professionisti non in quiescenza nella specializzazione o disciplina, previste dalla normativa vigente, o nella specifica area o settore di esercizio professionale; al successivo art. 3 il decreto del Ministro della salute stabilisce che "la Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale effettua, periodicamente, verifiche sul mantenimento dei requisiti di cui all'art. 2 e qualora, a seguito delle verifiche effettuate ovvero a seguito di segnalazione delle Federazioni o delle Associazioni professionali maggiormente rappresentative di riferimento, rilevi il venir meno di uno o più requisiti dispone in via cautelare e previa comunicazione agli interessati, la sospensione della Società scientifica e dell'associazione tecnico-scientifica delle professioni sanitarie dall'elenco, mediante oscuramento dei relativi dati sul sito internet del Ministero della salute"; le specialità mediche in Italia sono 50 e le altre professioni sanitarie sono 20: per un totale di 70 aree di riferimento, potenzialmente riconducibili a società e associazioni scientifiche sanitarie; sul sito web del Ministero della salute è scritto che: "Nell'Elenco risultano iscritte n. 293 società e associazioni, che hanno superato la valutazione sul piano amministrativo, in quanto hanno presentato tutte uno statuto aggiornato successivamente all'entrata in vigore del Decreto ministeriale" senza alcun riferimento all'effettivo e fondamentale possesso dei requisiti previsti dall'art. 2, lettere a) e b), del decreto del Ministro della salute 2 agosto 2017; tale fatto risulta evidente da una sommaria lettura dell'elenco, nel quale per alcune specialità risultano iscritte un tale numero di società che, ove rispettassero tutte il requisito della rappresentatività di almeno il 30 per cento, genererebbero il paradossale effetto di una percentuale spesso superiore al 120-150 per cento; il dettato e la ratio della legge "Bianco Gelli" sono nel senso di formare un elenco contenuto di società scientifiche altamente rappresentative ed effettivo riferimento delle singole specialità, che siano quindi in grado di relazionarsi in modo puntuale ed efficace con le Istituzioni, anche attraverso l'elaborazione di linee guida scientificamente validate e consolidate a tutela e nell'interesse della salute della popolazione; l'art. 5, comma 1, della legge 8 marzo 2017 n. 24, prevede l'aggiornamento biennale dell'elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie istituito presso il Ministero della salute con decreto ministeriale 2 agosto 2017 e tale aggiornamento è in corso, risultando aperte le nuove iscrizioni fino al termine del 26 gennaio 2021, si chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza, considerata l'imminente revisione biennale dell'elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, al fine di renderlo effettivamente rispondente a tutti i previsti requisiti normativi, sino ad oggi in molti casi ignorati, a tutela della salute pubblica e nell'interesse della stessa Amministrazione. Atto n. 4-04713 ENDRIZZI CASTELLONE PIRRO MARINELLO MAUTONE TRENTACOSTE Al Ministro della salute Premesso che: in data 17 dicembre 2020 è stato pubblicato sul "il Fatto Quotidiano" un articolo a firma di Thomas Mackinson dal titolo "L'anticorpo monoclonale fatto in Italia che noi non usiamo. Prodotto a Latina, poteva curare (gratis) 10.000 malati. I burocrati lo lasciano agli Usa"; nel citato articolo si riferisce che nell'ottobre 2020 al Governo italiano sarebbero state offerte 10.000 dosi gratuite di un farmaco basato su anticorpi monoclonali: il Bamlanivimab o Cov555, sviluppato dalla multinazionale americana Eli Lilly con sede a Sesto Fiorentino (Firenze) e prodotto a Latina; secondo uno studio riportato dal "New England Journal of Medicine", se somministrato alla prima comparsa dei sintomi a persone anziane, obese e a rischio, tale farmaco riduce il rischio di ricovero in percentuali comprese tra il 72 e il 90 per cento, a fronte di una tossicità irrilevante, equiparabile al placebo ; tali evidenze derivano da uno studio di fase 2 randomizzato (la fase 3 è in corso) condotto negli USA; il farmaco sarebbe già stato precedentemente somministrato al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nei primi giorni dell'ottobre scorso, determinandone la guarigione in pochi giorni; sempre secondo "il Fatto Quotidiano", il costo dell'intero trattamento si aggirerebbe intorno ai 1.000 euro, rispetto al costo di un ricovero quantificabile in 850 euro al giorno; secondo la ricostruzione, solamente il 29 ottobre 2020 si è svolta una riunione tra l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Gianni Rezza per il Ministero della salute, Giuseppe Ippolito del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e direttore dello "Spallanzani" di Roma, il professor Guido Silvestri, virologo alla Emory University di Atlanta, il cui oggetto è stato la possibilità di avvio in Italia di un trial clinico con almeno 10.000 dosi gratuite del farmaco Bamlanivimab; tale opzione sarebbe stata declinata in ossequio alla competenza autorizzativa, spettante all'European Medicines Agency (EMA), che non autorizza medicinali in fase di sviluppo. Il suddetto quotidiano tuttavia osserva che, a quadro autorizzativo invariato, il Governo avrebbe lasciato scadere l'offerta di fornitura gratuita per i trial clinici, salvo chiederne l'acquisto subito dopo, né risultano sollecitazioni ad EMA per una rapida approvazione dell'utilizzo del farmaco in una fase espansiva dei contagi e purtroppo dei decessi correlati; vi sarebbe anzi una ulteriore ipotesi, che a determinare la rinuncia da parte del Governo vi sarebbe un parere negativo sul farmaco espresso dal dottor Ippolito, direttore dell'ospedale "Spallanzani", potenzialmente in conflitto di interessi, in quanto tale ospedale collaborerebbe allo sviluppo di un farmaco concorrente, basato sull'anticorpo MAD0004J08, e prodotto dalla Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) con sede a Siena. Su tale progetto peraltro il Governo avrebbe investito 380 milioni di euro; tale farmaco, che pure garantirebbe una certezza di approvvigionamento per l'Italia, sarebbe attualmente in sperimentazione e non disponibile prima della primavera 2021, mentre nel periodo dal 28 ottobre scorso ad oggi, in due mesi, risulta agli interroganti che siano decedute 34.465 persone; il 16 novembre 2020 si sarebbe svolto un secondo incontro, presenti il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, Domenico Arcuri, il direttore generale dell'AIFA, Nicola Magrini, il Ministro in indirizzo, che non avrebbe risolto lo stallo; per oltre un mese AIFA, nonostante i ripetuti appelli della comunità scientifica e la rilevata situazione emergenziale ed ingravescente in cui l'Italia ancora si trovava, avrebbe denotato una forte inerzia nel sollecitare la sua omologa europea per accelerare l' iter autorizzativo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati; se intenda riferire su quali elementi tra quelli riportati risultino veritieri; se e come, di concerto con AIFA, in attesa che sia completato l' iter di sviluppo e sperimentazione del farmaco basato sull'anticorpo MAD0004J08, intenda procedere ad integrare nella pratica clinica, ancorché a livello sperimentale, l'utilizzo dei farmaci basati su anticorpi monoclonali disponibili. Atto n. 4-04714 FAZZOLARI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: sono ormai mesi che la pandemia da COVID-19 si è diffusa nel mondo, generando una crisi sanitaria ed economica di enormi proporzioni; dai dati forniti dalle autorità politiche e sanitarie italiane, in base alle rilevazioni effettuate e ai metodi di calcolo adottati, il nostro risulta essere uno degli Stati con il maggior rapporto tra morti da COVID-19 e popolazione e uno tra quelli con la maggior incidenza di contagi; il computo dei decessi ascritti al virus rischia però di non essere un dato oggettivo, per le differenti modalità di computo degli stessi e per i differenti parametri di valutazione dei decessi riscontrabili da Stato a Stato; particolarmente importante risulta quindi essere un altro dato, ovvero quello dell'eccesso di mortalità, non sottoponibile ad alcuna valutazione di tipo soggettivo; con tale statistica si indicano, in relazione ad un determinato arco temporale, l'incremento o il decremento di decessi rispetto al medesimo arco temporale dell'anno precedente; l'oggettività di un simile dato lo rende imprescindibile per qualsivoglia valutazione, sia di tipo sanitario che politico; Fratelli d'Italia, a più riprese, ha chiesto al Governo i dati sull'eccesso di mortalità già dal mese di aprile, non avendo mai ricevuto risposta alcuna, nonostante le diverse sollecitazioni ribadite anche nei mesi successivi; l'importanza del dato sull'eccesso di mortalità è riscontrabile anche dalle statistiche fornite da numerosi istituti di ricerca che studiano il COVID-19, che non mancano mai di ricomprenderlo tra i parametri monitorati e lo aggiornano costantemente in base ai dati forniti dagli istituti di statistica dei vari Stati; uno dei siti più autorevoli in tal senso, che può vantare collaborazioni con i maggiori istituti di ricerca nel mondo e con le più prestigiose Università, tra le quali spicca quella di Oxford, è senza dubbio il sito "ourworldindata", che aggiorna settimanalmente i dati di numerosi Stati nel mondo relativi all'eccesso di mortalità (Excess mortality for all ages) ; ad oggi, alla fine del mese di dicembre 2020, i dati relativi all'Italia sono aggiornati incredibilmente al 4 ottobre 2020, mentre le statistiche degli altri Stati risultano essere aggiornate, nella stragrande maggioranza dei casi, ai mesi di novembre o dicembre; nello specifico dei Paesi dell'Unione europea, i dati italiani sono in assoluto quelli più obsoleti, e non c'è alcuno Stato che abbia fornito dati anteriori al mese di novembre; anche sul sito internet dell'ISTAT, con una comunicazione del 3 dicembre, gli ultimi dati disponibili sulla mortalità sono quelli del 30 settembre, prima quindi della seconda ondata pandemica e dell'incremento di morti ascritte al virus ; l'adozione di provvedimenti in campo sanitario, economico, sociale da parte del Governo non può prescindere dalla conoscenza e dalla disponibilità di dati statistici oggettivi e importanti come quelli relativi all'eccesso di mortalità, si chiede di sapere: se il Governo abbia e abbia avuto a disposizione, nei mesi della pandemia, i dati relativi all'eccesso di mortalità da COVID-19 aggiornati costantemente; secondo quali criteri, in mancanza di dati aggiornati sull'eccesso di mortalità, il Governo abbia adottato provvedimenti di carattere sanitario e non solo, con il rischio di compiere scelte sulla scorta di dati soggettivi e quindi potenzialmente errati; se non ritenga, se in possesso di dati aggiornati sull'eccesso di mortalità, di doverli rendere pubblici, anche al fine di informare tutta la popolazione sulla reale incidenza e sull'impatto del virus sulle morti del periodo pandemico. Atto n. 4-04715 CALDEROLI Al Ministro dell'interno Premesso che: con ordinanza del 9 dicembre 2020, il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione G.I.P., ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Antonino Castorina e Carmelo Giustra, nell'ambito di un'indagine che ha rivelato (riprendendo testualmente il testo del provvedimento) "elementi inquietanti" relativi alle elezioni comunali svoltesi il 20 e 21 settembre; nella richiesta del P.M., accolta dal giudice, si trovano contestati ben 19 capi d'incolpazione a carico dei due soggetti, per una serie di reati elettorali e numerose fattispecie di falso in atti pubblici; in particolare, gli indagati avrebbero messo in opera un articolato, quanto pervasivo, sistema di alterazione del procedimento elettorale, sia mediante la nomina di presidenti di seggio compiacenti, in forza di deleghe in sostituzione illegittime disposte in assenza di rinuncia dei presidenti designati; sia mediante la registrazione di voti falsi, espressi, fra l'altro, a nome di soggetti ultraottantenni ricoverati in case di cura o, addirittura, di elettori deceduti; negli atti del procedimento penale, peraltro, vengono proiettate ombre assai significative sulla posizione del Sindaco allora in carica, poi riconfermato, Giuseppe Falcomatà; più in dettaglio, al primo cittadino viene contestata la violazione dell'art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960 (il T.U. delle elezioni comunali), nella parte in cui stabilisce che in caso d'impedimento del presidente di seggio, il quale sopraggiunga in condizioni tali da non consentire la surrogazione normale, assume la presidenza il Sindaco stesso, ovvero un suo delegato; sennonché, nella vicenda si sarebbero verificate, stando alle risultanze del procedimento penale, almeno tre anomalie: l'individuazione come delegato del consigliere comunale Castorina, soggetto candidato alla tornata del 20 e 21 settembre, e dunque in conflitto d'interessi rispetto al ruolo; la sub-delega operata da Castorina verso soggetti terzi, evidentemente non consentita dall'art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960; la ratifica finale da parte del Sindaco, che, avvedutosi dell'illegittimità del procedimento seguito per la sostituzione dei presidenti di seggio, e sebbene avvertito dalle segreterie circa le irregolarità sin da subito riscontrate, ha nondimeno fatto proprie e confermato le designazioni operate da Castorina; nel complesso, dalla vicenda esposta, al di là dell'accertamento delle responsabilità individuali che avverrà in sede penale, emergono profili d'illegittimità di rilevanza tale da inficiare, ove confermati, l'intero procedimento elettorale e i suoi esiti; il numero e la specie delle irregolarità e dei vizi dedotti, infatti, ben potrebbero aver alterato in misura decisiva l'espressione della volontà popolare, anche considerando che Castorina è risultato il candidato più votato di tutto il centrosinistra con oltre 1.500 preferenze, decisive per consentire alla coalizione di superare la soglia necessaria a ottenere il premio di maggioranza; in ogni caso, i fatti riportati sin da subito rifluiscono, danneggiandola, sulla legittimazione democratica e sul prestigio di tutte le principali istituzioni comunali, imponendo con urgenza chiarimenti per i cittadini reggini, si chiede di sapere: quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo, fermi gli accertamenti in corso in sede penale e per quanto di competenza, al fine di verificare i fatti di cui alla premessa, anche attivando i propri poteri ispettivi; quali iniziative e provvedimenti intenda adottare, là dove le irregolarità riscontrate fossero confermate, al fine di assicurare la legittimità e la legittimazione delle istituzioni comunali. Atto n. 4-04716 FAZZOLARI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: «Formez PA - Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle P.A.» è l'associazione in house alla Presidenza del Consiglio dei ministri disciplinata dal decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 285 e dal successivo decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 69 e sottoposta al controllo, alla vigilanza, ai poteri ispettivi della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica funzione di supporto delle riforme e di diffusione dell'innovazione amministrativa; tra le funzioni istituzionali ad essa attribuite, l'articolo 2, comma 1, lettera b) , punto 3) del citato decreto legislativo n. 69 del 2010, le attribuisce il compito di «fornire assistenza tecnica, supporto e contenuti alle pubbliche amministrazioni al fine di migliorare la comunicazione tra le amministrazioni pubbliche e verso cittadini e imprese»; ai sensi dell'articolo 3 del medesimo decreto, il Presidente è nominato dal Ministro per la pubblica amministrazione, mentre ai sensi del successivo articolo 4, il Ministro per la pubblica amministrazione approva il piano triennale presentato dal Presidente di Formez PA, che prevede le eventuali misure di riorganizzazione interna dell'Istituto e le attività strategiche per il raggiungimento delle finalità istituzionali; con proprio decreto del 18 dicembre 2019, il Ministro della pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, nominava alla presidenza di Formez PA il professor Alberto Bonisoli, a soli due mesi dalla fine del mandato da Ministro per i beni e le attività culturali (incarico ricoperto nel Governo Conte I), e con successivo provvedimento, lo scorso 29 aprile, come riportato dalla stampa, il medesimo Ministro adottava una delibera che stabiliva un incremento del compenso del Presidente di Formez PA, determinato in 172.000 euro annui, di cui 30.000 di rimborsi; al conseguente (e peraltro, discutibile) incremento del costo della governance di FormezPA, non sembra comunque essere corrisposto un adeguato processo di semplificazione burocratica e miglioramento delle performance dell'associazione, specie per quanto attiene ai livelli di trasparenza e pubblicità dell'azione amministrativa e semplificazione delle procedure di accesso agli atti, che nel nostro ordinamento, vale la pena ricordarlo, costituiscono il principale strumento di controllo democratico sull'azione della pubblica amministrazione, di cui dispongono i cittadini, nonché il presidio imprescindibile per l'esercizio del diritto-dovere civico di partecipazione democratica; risulta infatti all'interrogante, che a fronte di varie richieste di accesso documentale formalmente presentate ai sensi del « Freedom of Information Act » (decreto legislativo n. 97 del 2016, di seguito «FOIA»), da parte di cittadini interessati e titolari di un interesse qualificato, in quanto partecipanti a procedure selettive indette da Formez PA, l'associazione richieda il previo versamento di somme a titolo di rimborso dei «costi di riproduzione e dei costi fissi di ricerca», legittimando tale richiesta sulla base di una specifica previsione del regolamento per l'accesso ai documenti formati o detenuti da Formez PA; una simile previsione, associando la richiesta di somme per non meglio precisati «costi fissi di ricerca», peraltro difficilmente giustificabili data la forma digitale della corrispondenza, di fatto appare atta a scoraggiare o disincentivare l'accesso agli atti da parte di cittadini aventi diritto, comprimendo significativamente il pieno e libero esercizio del diritto di accesso civico, come disciplinato dall'articolo 6, comma 4, del FOIA, che stabilisce espressamente il principio della gratuità del rilascio di dati o documenti in formato elettronico o cartaceo, salvo il rimborso del costo effettivamente sostenuto e documentato dall'amministrazione per la riproduzione di supporti materiali; la circostanza, sulla quale è opportuno effettuare i dovuti rilievi, descrive un quadro amministrativo e gestionale orientato a principi evidentemente molto distanti da quei criteri di semplificazione burocratica e amministrativa, che dovrebbero essere il cardine dell'azione di un Governo democratico e trasparente, nonché dalla prospettiva di favorire la più ampia diffusione di ogni forma di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche; una simile gestione appare, inoltre, in netto contrasto con tutto il nuovo orientamento ordinamentale, sia nazionale che europeo e internazionale, volto alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, comparto di rilevanza strategica proprio per la semplificazione burocratica e la razionalizzazione dei processi, nonché per favorire l'alleggerimento dei costi amministrativi a carico di cittadini; un comparto, quello della digitalizzazione, nel quale, del resto, il Governo ha dichiarato di voler investire energicamente e al quale ha persino riservato l'istituzione di un Ministero ad hoc , generando paradossalmente una ulteriore proliferazione di costi, uffici, sovrastrutture amministrative e burocrazia, senza però addivenire, come dimostra il caso di specie, ad effettivi miglioramenti in termini di semplificazione e fruizione dell'informazione da parte dei cittadini, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri, coerentemente alla propria funzione di controllo e vigilanza e dei poteri ispettivi che la legge istitutiva del Formez PA gli attribuisce, non ritenga necessario effettuare una verifica urgente sulla conformità delle richieste di somme per l'accesso agli atti da parte dei cittadini rispetto al principio di gratuità dell'accesso agli atti come disciplinato dall'articolo 6, comma 4 del « Freedom of information Act » di cui al decreto legislativo n. 97 del 2016; se, anche alla luce ed in ragione del recente aumento dei costi di gestione dell'associazione conseguente all'incremento del compenso del Presidente, disposto dal Ministro per la pubblica amministrazione, il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga necessario avviare una verifica in ordine all'efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa di Formez PA specie per i profili di trasparenza e pubblicità della propria azione; se, in ragione della previsione di presunti costi per la gestione delle procedure di accesso agli atti, non ritenga che sarebbe stato opportuno, specie in un momento di gravissima crisi come quella attuale in cui la più ampia partecipazione civica alle attività amministrative rappresenta un segnale di reciproca fiducia, leale collaborazione e maggiore integrazione tra cittadini e Stato, prevedere che le risorse stanziate per l'incremento del compenso fossero invece destinate alla costituzione di un fondo per la trasparenza e l'accesso agli atti, evitando così di trasformare il fondamentale diritto di accesso all'informazione, in un nuovo ed ennesimo costo scaricato sulle tasche dei cittadini. Atto n. 4-04717 CIOFFI SANTILLO FERRARA DE LUCIA RICCIARDI L'ABBATE GAUDIANO D'ANGELO CASTELLONE PRESUTTO VACCARO GIANNUZZI DI MICCO LA MURA MONTEVECCHI MAUTONE Al Ministro dell'istruzione Premesso che la Regione Campania è l'unica regione d'Italia, e presumibilmente anche d'Europa, a non aver, di fatto, riaperto le scuole da marzo, con particolare riferimento alle scuole dell'infanzia e alla scuola primaria. In data 14 settembre 2020 tutti gli studenti italiani delle altre regioni sono tornati a scuola. Tutti esclusi i campani. Situazione che resterà immutata, in quanto il Presidente De Luca ha comunicato la volontà della Giunta di tenere chiusi gli istituti di ogni ordine e grado anche dopo il 7 gennaio 2021, data in cui tutti gli studenti italiani torneranno nuovamente tra i banchi; considerato che: agli interroganti risulta che ad agosto 2020, giunta la seconda ondata, in Campania il virus si è diffuso esclusivamente nei giovani adulti (20-39 anni) nei quali si è registrata un'incidenza pari a 92 casi per 100.000 residenti; a settembre è aumentata la diffusione del contagio in tutte le classi di età, con tassi di incidenza, però, sempre più elevati tra gli adulti: in queste classi di età i casi positivi registrati erano in media 113 per 100.000 residenti. Dai dati si evince chiaramente che è stato molto più contenuto il contributo dato all'epidemia dai bambini, dagli adolescenti e dagli anziani (rispettivamente 64 casi/100.000 nella classe 0-19 anni, 84/100.000 nella classe 60-79 anni e 51/100.000 nella classe di età superiore agli 80; con questa situazione epidemiologica la Giunta regionale ha consentito la didattica in presenza per soli 17 giorni scolastici, ovvero dal 24 settembre al 16 ottobre. Il 16 ottobre il Presidente della Regione con un'ordinanza ha chiuso i cancelli delle scuole. Tutto ciò è accaduto mentre il Ministero della salute dichiarava la Campania "zona gialla" di concerto con i Presidenti delle regioni; nel mese di ottobre la curva epidemica è cresciuta, ma la distribuzione dei casi per classi di età è rimasta simile a quella di settembre. Gli interroganti sono a conoscenza del fatto che persino nei 32 comuni dell'Asl NA2, risultante la più colpita dall'epidemia, che conta la presenza di 56.935 bambini nella fascia tra i 6 e i 10 anni e 5.635 insegnanti, in quel periodo (ottobre 2020) venivano annoverati 160 contagiati e altri 220 contagi correlati nel mondo della scuola. La percentuale di contagi era pari allo 0,11 per cento del totale. Sul territorio regionale al 24 ottobre nella fascia 0-5 i contagiati erano 193 su 293.127, nella fascia 6-10 i contagiati erano 285 su 277.933, nella fascia 11-13 i contagiati erano 354 su 181.310. Confrontando l'andamento dei tassi contagiosità con i tassi d'incidenza nella popolazione in età scolare nelle diverse province, è emerso che sin dal mese di settembre la diffusione del contagio è stata registrata quasi esclusivamente nelle province di Napoli e Caserta, mentre è rimasto molto limitato il numero dei contagi nelle province di Salerno, Benevento e Avellino. I casi di positività nei bambini frequentanti le scuole dell'infanzia e le elementari a metà ottobre erano in media 15 per 100.000 residenti. Nei bambini delle scuole medie i casi erano in media 60/100.000. Le differenze territoriali sono evidenti quando si analizzano i casi totali. Nel mese di settembre la provincia di Salerno contava 12 contagiati nella fascia 0-5 e 15 nella fascia 6-10 a Napoli invece se ne registravano 97 nella fascia 0-5 e 97 nella fascia 6-10. Per il mese di ottobre la provincia di Salerno contava 81 contagiati nella fascia 0-5 e 140 nella fascia 6-10, mentre Napoli 666 nella fascia 0-5 e 930 nella fascia 6-10. Si deduce quindi che le fasce più colpite dalle restrizioni imposte dalle ordinanze di chiusura sono state quelle che meno hanno contribuito alla diffusione del virus . Dall'analisi dei dati emerge che il trend di crescita dei contagi nei 15 giorni susseguenti alle chiusure del 16 ottobre è esattamente coincidente con quello delle altre fasce d'età. Ciò a dimostrare che la chiusura delle scuole non ha influenzato la curva dei contagi nelle fasce 0-5 e 6-10; grazie alla competenza e abnegazione del Ministro in indirizzo e all'impegno del Governo e del Parlamento le scuole italiane hanno ricevuto 7 miliardi di euro; visto che nel mese di giugno gli istituti scolastici della Regione Campania hanno ricevuto risorse destinate all'acquisto di beni e servizi e adattamento di spazi interni ed esterni così ripartite per provincia: Benevento 32.49,72 euro, Salerno 47.617,14 euro, Caserta 54.173,97 euro e Napoli 187262,99 euro per interventi da realizzare entro il 30 settembre. Nel mese di agosto la Regione ha ricevuto 456.800 euro per l'acquisto di kit e corredi didattici e strumenti per la didattica. Nel mese di ottobre sono stati stanziati 99.010.406,81 euro per interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico nelle scuole secondarie di secondo grado, si chiede di sapere: per quale motivo in Campania sia stato negato il diritto alla scuola in presenza nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole primarie e secondarie, in ragione di un presunto livello di contagio altissimo derivante da contatti nel mondo scolastico; come sia potuto accadere che, alla luce dei dati, la Giunta regionale lasciasse a casa gli studenti campani privandoli della didattica in presenza, nonostante fosse dimostrato che le scuole non erano luogo di diffusione dell'epidemia e che il contagio tra i bambini e gli adolescenti è stato sempre più contenuto rispetto al resto della popolazione generale con tassi di incidenza sempre più bassi rispetto a quelli dei giovani e degli adulti. La situazione epidemiologica, quindi, permetteva di frequentare gli istituti; se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza, a fronte delle somme erogate, di azioni poste in campo dalla Regione Campania al fine di consentire la fruizione in sicurezza degli istituti; quali iniziative voglia mettere in campo per garantire agli studenti della Regione Campania pari opportunità e diritti rispetto ai propri coetanei; quali iniziative voglia mettere in campo affinché tutti gli studenti della Regione Campania possano, il 7 gennaio, tornare a scuola. Atto n. 4-04718 LOMUTI DESSI' Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: i cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono una minaccia per l'Europa e il mondo; per superare queste sfide, l'Europa ha bisogno di una nuova strategia per la crescita che trasformi l'Unione in un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva in cui: a) nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas che determinano effetto serra; b) la crescita economica sia dissociata dall'uso delle risorse; c) nessuna persona e nessun luogo sia trascurato; il "Green Deal" europeo è la nostra tabella di marcia per rendere sostenibile l'economia dell'Unione europea ed è volto a: promuovere l'uso efficiente delle risorse passando a un'economia pulita e circolare; ripristinare la biodiversità e ridurre l'inquinamento; il Piano illustra gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento disponibili e spiega come garantire una transizione equa e inclusiva; l'UE intende raggiungere la neutralità climatica nel 2050 e per conseguire questo obiettivo sarà necessaria l'azione di tutti i settori della nostra economia, tra cui: 1) investire in tecnologie rispettose dell'ambiente; 2) sostenere l'industria nell'innovazione; 3) introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane; 4) decarbonizzare il settore energetico; 5) garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici; 6) collaborare con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali; l'UE fornirà sostegno finanziario e assistenza tecnica per aiutare i soggetti più colpiti dal passaggio all'economia verde, al fine di una transizione giusta che contribuirà a mobilitare almeno 100 miliardi di euro per il periodo 2021-2027 nelle regioni più colpite; considerato che: sempre più dati inconfutabili correlano le estrazioni di idrocarburi a forme anche irreversibili di inquinamento delle falde idriche dei territori circostanti le concessioni di coltivazione minerarie; oltre ai rischi ambientali per prospezioni sismiche, perforazioni ed estrazioni, si aggregano quelli per guasti tecnici al sistema di estrazione, stoccaggio e trasporto di idrocarburi; in regioni come la Basilicata, dove si estrae l'80 per cento del petrolio italiano, che però non supera il 7 per cento del fabbisogno nazionale di energia, è in corso un delicato processo penale per inquinamento del reticolo idrico dell'area circostante un importante centro oli (COVA) situato a Viggiano (Potenza) per uno sversamento di 400 tonnellate di greggio; è sempre più acclarato che l'estrazione mineraria non procuri lavoro alle aree locali interessate dal fenomeno e che anzi, proprio come in Basilicata, disorienti notevolmente il comparto delle politiche agricole e alimentari, obbligando diverse aziende del settore, con annessa filiera economica collegata, a cessare la loro attività, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia disposto o intenda disporre un censimento delle aziende agricole che hanno cessato l'attività a causa di estrazioni petrolifere insistenti nei propri territori. Atto n. 4-04719 LOMUTI DESSI' Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: risulta pendente il procedimento di Valutazione di impatto ambientale (VIA) per la messa in produzione del pozzo "Pergola 1", il cui progetto risulta presentato dalla società ENI, localizzato nel comune di Marsico Nuovo (Potenza); tale progetto riguarda l'allestimento della postazione detta "Pergola 1" nell'ambito della già rilasciata concessione di coltivazione "Val D'Agri" e in particolare la messa in produzione del predetto pozzo, la cui vita produttiva sarà di circa 30 anni; per la messa in produzione di tale pozzo è prevista l'installazione di 3 condotte di collegamento per il trasporto dell'olio, dal pozzo "Pergola 1" all'area innesto 3 (parimenti da realizzarsi in forza del medesimo progetto), di lunghezza pari ad 8,380 chilometri; l'istanza di VIA è stata presentata dalla società ENI in data 23 aprile 2015 ed il relativo procedimento è stato avviato dall'amministrazione regionale il 29 aprile del medesimo anno; dopo una sospensione del procedimento per la mancata ottemperanza alle prescrizioni indicate nella deliberazione con cui era stata in precedenza autorizzata la perforazione del pozzo oggetto dell'istanza di messa in produzione, in data 7 dicembre 2018 la Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA e VAS si esprimeva negativamente con parere n. 2859; a seguito delle controdeduzioni presentate da ENI, in data 22 maggio 2020, la commissione VIA ha modificato il proprio precedente parere e si espressa sul progetto con parere positivo n. 3429; tale parere è stato poi convalidato dalla nuova commissione (insediatasi il 25 maggio 2020) con presa d'atto in sede di riunione avvenuta in pari data; con nota del 3 novembre 2020, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare richiedeva alla commissione VIA di riesaminare il parere n. 3429/2020, rilevando alcune carenze dello stesso ed in particolare l'omessa attestazione circa la rispondenza delle valutazioni complessivamente svolte rispetto ai dettami del decreto ministeriale del 19 febbraio 2019 n. 39; considerato che a prescindere dal riesame del richiamato parere della Commissione tecnica di VIA, la conclusione del procedimento non potrà avvenire, senza la previa acquisizione del parere del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, si chiede di sapere: se il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo abbia rilasciato il parere di competenza e, nel caso, con quale esito; quale sia lo stato del procedimento in questione. Atto n. 4-04720 COMINCINI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: a causa del sopraggiungere della pandemia da COVID-19, e con l'evidente finalità di limitare quanto più possibile gli assembramenti nei luoghi chiusi, Poste Italiane S.p.A., ha deciso di riformulare più volte le modalità di ingresso e gli orari di apertura e chiusura degli uffici postali dislocati sul territorio nazionale; in concomitanza con la stagione invernale, tuttavia, tale scelta ha provocato gravi disagi alla cittadinanza, costretta a lunghe attese all'esterno degli uffici postali ed esposta, altresì, a rigide e difficili condizioni metereologiche; a questo proposito, alcuni sindaci di comuni della Città metropolitana milanese hanno inviato diverse segnalazioni agli uffici competenti, aventi ad oggetto la richiesta di una modifica degli orari degli uffici postali collocati sui rispettivi territori; nella lettera di risposta ad alcuni degli amministratori menzionati, gli uffici competenti hanno affermato che l'azienda Poste Italiane S.p.A. avrebbe proseguito un costante monitoraggio, al fine di valutare le azioni necessarie da intraprendere per gli uffici postali in questione; considerato che: Poste Italiane S.p.A. non ha finora reso noti i risultati del monitoraggio a cui si fa riferimento; in data 15 dicembre 2020, un gruppo di sindaci formato da Yuri Santagostino (Sindaco di Cornaredo), Michela Palestra (Sindaco di Arese) Andrea Tagliaferro (Sindaco di Lainate), Maria Rosa Belotti (Sindaco di Pero), Carmine Lavanga (Sindaco di Pogliano Milanese), Angelo Bosani (Sindaco di Pregnana Milanese), Pietro Romano (Sindaco di Rho), Sara Santagostino (Sindaco di Settimo Milanese), Guido Sangiovanni (Sindaco di Vanzago) ha scritto una lettera all'attenzione del condirettore generale di Poste italiane, dottor Giuseppe Lasco, e al direttore filiale Milano 2 Nord, dottor Dario Marigliano, avente ad oggetto una nuova comune richiesta di estensione dell'orario degli uffici postali dei comuni del rhodense; nella lettera menzionata, i sindaci hanno sottolineato l'estrema ed urgente esigenza di ripristinare le modalità di apertura degli uffici postali dei rispettivi comuni, secondo gli orari precedenti alla fase più acuta dell'emergenza COVID-19; la complicazione del quadro meteorologico, a cui si sta assistendo in particolare negli ultimi giorni, contribuisce ad aggravare ulteriormente la situazione descritta, acuendone altresì le criticità a discapito della cittadinanza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali ne siano le valutazioni in merito; se non ritenga opportuno adottare iniziative volte ad accogliere le richieste provenienti da parte dei Sindaci e delle amministrazioni, ripristinando le modalità e gli orari di apertura al pubblico degli uffici postali vigenti prima della pandemia attualmente in corso, al fine di risolvere, o quantomeno diminuire, i disagi che si sono venuti a creare conseguentemente al contingentamento degli ingressi. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-02205 del senatore Malan, sulle carenze relative all'attività ispettiva di ANAS S.p.A.