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ALLEGATO D Memorandum concernente la protezione attualmente concessa in Italia, ai brevetti ed ai marchi di fabbrica o di commercio di pertinenza di persone o ditte, di nazionalità germanica. In relazione alle richieste formulate dalla Delegazione della Germania occidentale in merito alla protezione, in Italia, dei brevetti e dei marchi tedeschi e ad ulteriore chiarimento delle spiegazioni fornite dalla Delegazione italiana riassunte, alle lettere a) e b) del paragrafo 70 del Protocollo, si precisa quanto segue: Premessa: le notizie contenute nel presente "Memorandum" non si riferiscono in alcun modo ai brevetti ed ai marchi tedeschi concessi o registrati anteriormente alla data di entrata in vigore del Trattato di Pace con l'Italia (15 settembre 1947). Per tali brevetti e marchi, infatti, il "Memorandum d'intesa" firmato a Washington il 14 agosto 1947 tra i Governi di Francia, del Regno Unito di Gran Bretagna e Nord Irlanda e degli Stati Uniti d'America da una parte ed il Governo d'Italia dall'altra parte ha dilazionato, all'art. 2, lett. e), le relative misure in attesa di passi separati. a) Brevetti Nei confronti della Germania, ai sensi del decreto legislativo luogotenenziale 8 febbraio 1946, n. 49, concernente la cessazione dello stato di guerra ed il passaggio dalla legislazione di guerra a quella di pace, continuano ad applicarsi le disposizioni dei capi II e III del titolo V del testo della legge di guerra e neutralità, approvato con decreto 8 luglio 1938, n. 1413, relative al trattamento dei beni nemici ed ai rapporti economici con lo Stato e le persone di nazionalità nemica. Per l'art. 313 della citata legge di guerra di cui esatto testo si trascrive in calce al presente "Memorandum" sono sospesi, durante l'applicazione della legge stessa, il rilascio, a favore di persone di nazionalità nemica, di brevetti per invenzioni o modelli industriali. In armonia con tale disposizione l'Amministrazione italiana competente ha accettato ed accetta il deposito delle domande di brevetto depositate, in conformità delle norme vigenti sulla materia, da persone di nazionalità germanica, ma non provvede, sulle medesime, per la concessione dei relativi brevetti. Non appena potrà essere sospesa, nei confronti dei cittadini tedeschi, l'applicazione del più volte citato art. 313 della legge di guerra, si provvederà per il rilascio dei relativi brevetti. È da rilevare che per la legislazione italiana sui brevetti, analogamente a quanto stabiliscono le corrispondenti legislazioni degli altri Paesi, i diritti esclusivi che vengono conferiti con la concessione del brevetto esplicano effetto retroattivo alla data di deposito della relativa domanda. b) Marchi di fabbrica Poichè il più volte citato art. 313 della legge di guerra e neutralità non contempla, fra gli atti che debbono essere sospesi, nei confronti di persone di nazionalità, nemica, la registrazione dei marchi di fabbrica, i competenti organi dell'Amministrazione italiana provvedono, attualmente, per la registrazione di marchi di fabbrica su domande depositate da persone o ditte di nazionalità germanica. Testo dell'art. 313 della legge di guerra e neutralità, approvata con regio decreto 18 luglio 1938, n. 1415: Sono sospesi, durante l'applicazione di questa legge, il rilascio a favore di persone di nazionalità nemica, di attestati di privative industriali e la registrazione di modelli o disegni di fabbrica, e di trasferimenti di privative o marchi. IL CAPO DELLA DELEGAZIONE ITALIANA Roma, 28 aprile 1949, Signor Presidente, Come ho avuto occasione di accennarLe, la celebrazione dell'Anno Santo, del 1950, comporterà probabilmente un notevole afflusso in Italia di pellegrini cattolici provenienti dalla Germania, occidentale. Tale afflusso non dovrebbe ridurre le esportazioni italiane nella Germania occidentale. Sarebbe perciò molto desiderabile per ragioni di carattere generale che non sfuggiranno al Governo Militare Alleato in Germania, che l'afflusso dei pellegrini avesse luogo egualmente mediante opportuni accordi. Per quanto sia difficile stabilire sin da ora il numero dei pellegrini germanici e la somma a loro indispensabile per effettuare il viaggio a Roma, questi potrebbero essere calcolati in un minimo di 50 mila persone, per un importo di 2 milioni di dollari circa. Le sarei pertanto molto grato se volesse rappresentare al Governo Militare Alleato in Germania la possibilità di studiare il finanziamento dei pellegrinaggi in questione in uno dei seguenti modi, oppure congiuntamente: 1) ottenimento di una speciale allocation da parte dell'ECA in dollari per "off-shore purchase"; 2) finanziamento in dollari liberi, da parte di enti interessati; 3) concessione di un contingente supplementare di carbone germanico da destinarsi a tale scopo. U. GRAZZI Brigadiere M. R. L. ROBINSON Capo della Delegazione della Germania occidentale Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA IL CAPO DELLA DELEGAZIONE DELLA GERMANIA OCCIDENTALE Roma, 28 aprile 1949 Caro Presidente, ho ricevuto la Sua lettera del 28 aprile 1949 concernente i pellegrini cattolici. Ho già spiegato l'attuale politica nei riguardi dei viaggi fuori della Germania occidentale, ma certamente attirerò l'attenzione su questo speciale progetto delle competenti Autorità Militari nella Germania occidentale. Mi creda, Signor Presidente, M. R. L. ROBINSON Ministro Umberto GRAZZI Capo della Delegazione italiana - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA IL CAPO DELLA DELEGAZIONE DELLA GERMANIA OCCIDENTALE Roma, 28 aprile 1949 Caro Presidente, attualmente la tassa dei visti di ingresso in Italia per gli uomini di affari tedeschi è di 49 Deutsche Marks il che equivale, al cambio di 1 D.M. eguale a 30 cents, a circa $ 15. Ciò costituisce una tassa considerevolmente più alta di quelle praticate da altri Paesi, e fa aumentare assai le spese dei viaggi necessari compiuti dagli uomini d'affari in Italia. In vista del mutuo desiderio di incrementare i traffici in ambedue le direzioni, Le sarei grato se Ella potesse interessarsi a che questa questione venisse presa in esame dalle competenti autorità italiane allo scopo di trovare - se possibile - il modo di effettuare una sostanziale riduzione. Mi creda signor Presidente, cordialmente suo M. R. L. ROBINSON Ministro Umberto GRAZZI Presidente della Delegazione italiana Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA IL CAPO DELLA DELEGAZIONI ITALIANA Roma, 28 aprile 1949 Caro Presidente, La presente è per accusare ricevuta della Sua lettera del seguente tenore: Attualmente la tassa dei visti di ingresso in Italia per gli uomini di affari tedeschi è di 49 Deutsche Marks il che equivale, al cambio di 1 D.M. eguale a 30 cents, a circa $ 15. Ciò costituisce una tassa considerevolmente più alta di quelle praticate da altri Paesi e fa aumentare assai le spese dei viaggi necessari compiuti dagli uomini d'affari in Italia. In vista del mutuo desiderio di incrementare i traffici in ambedue le direzioni, Le sarei grato se Ella potesse interessarsi a che questa questione venisse presa in esame dalle competenti autorità italiane allo scopo di trovare - se possibile - il modo di effettuare una sostanziale riduzione". Non mancherò di attirare l'attenzione delle autorità competenti sulla presente questione. Mi creda, signor Presidente, U. GRAZZI Brigadiere M. R. L. ROBINSON Presidente della Delegazione per la Germania occidentale. Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA