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Art. 2 1. Deve essere consegnata all'impiegato copia dei seguenti atti: a) i provvedimenti relativi alla nomina, allo stato, alla progressione giuridica ed al trattamento economico, ivi compresi i provvedimenti di collocamento in aspettativa; b) i giudizi complessivi; c) i provvedimenti concernenti il conferimento di mansioni, l'assegnazione di sede, il trasferimento, il collocamento fuori ruolo, il distacco ed il comando; d) i provvedimenti di esclusione dai concorsi interni e dagli scrutini; e) le decisioni dei ricorsi gerarchici o straordinari relativi al rapporto di pubblico impiego; f) i provvedimenti con i quali sono inflitte le punizioni disciplinari, i provvedimenti di sospensione cautelare, di sospensione per effetto di condanna penale, i decreti di riabilitazione disciplinare previsti dall'art. 87 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3; g) gli atti relativi ad accadimenti dai quali possano discendere responsabilità verso l'amministrazione o terzi in base al capo II del titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3; h) gli atti e i decreti di riscatto dei servizi non di ruolo e gli atti ed i decreti relativi alla liquidazione del trattamento di quiescenza; i) i provvedimenti relativi ad invalidità od infermità contratte per causa di servizio, all'equo indennizzo o alla pensione privilegiata ordinaria; l) i provvedimenti concernenti la revisione dei quartieri e delle zone di recapito. 2. L'avvenuta consegna deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata dall'interessato. 3. Qualora la consegna personale non sia possibile, la stessa viene fatta a mezzo assicurata convenzionale con avviso di ricevimento. Ove la consegna non possa essere effettuata nelle predette forme, l'atto è pubblicato nell'albo dell'ufficio cui l'impiegato appartiene. Nota all'art. 2: - Si riporta il testo dell'art. 87 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3: "Art. 87 (Riabilitazione). - Trascorsi due anni dalla data dell'atto con cui fu inflitta la sanzione disciplinare e sempre che l'impiegato abbia riportato nei due anni la qualifica di 'ottimò, possono essere resi nulli gli effetti di essa, esclusa ogni efficacia retroattiva; possono altresì essere modificati i giudizi complessivi riportati dall'impiegato dopo la sanzione ed in conseguenza di questa. Il provvedimento è adottato con decreto ministeriale, sentiti il consiglio di amministrazione e la commissione di disciplina".