Document Type: resaula
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 393 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI-NOI DI CENTRO (Noi Campani): Misto-I-C-EU-NdC (NC); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,31). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 3 gennaio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di David Sassoli PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, desidero rivolgere un commosso pensiero al presidente David Sassoli. La sua improvvisa scomparsa è stata motivo di profondo dolore e rappresenta una grave ferita per l'Italia, per l'Europa e per tutti coloro che hanno potuto conoscere e apprezzare il suo inconfondibile tratto umano. Giornalista, politico e uomo delle istituzioni competente e appassionato, David Sassoli è stato una delle più autorevoli figure della stampa italiana, un sensibile interprete e un intelligente narratore di molte pagine importanti della nostra storia recente. Instancabile è stato il suo impegno al servizio della libertà di stampa e del diritto di cronaca, valori irrinunciabili per un'informazione libera da pregiudizi, preconcetti o vincoli ideologici. La passione per il giornalismo di qualità lo aveva portato a ricoprire molti prestigiosi incarichi nelle redazioni dei principali giornali e telegiornali nazionali. Candidato per la prima volta al Parlamento europeo nel 2009, fu tra i più votati in Italia. Tale successo elettorale, ripetuto nel 2014 e nel 2019, David Sassoli lo ha sempre tradotto nella dedizione al bene comune e alla costruzione di un'Europa attenta e sensibile alle istanze dei cittadini. Fermezza e propensione al dialogo erano i suoi tratti distintivi. Con queste risorse ha vissuto il Parlamento europeo come un luogo di autentica mediazione tra interessi e posizioni spesso divergenti e contrapposti, di costruzione di prospettive di democrazia e libertà, accompagnando il cammino dell'integrazione in momenti anche drammatici della storia del nostro Continente. Lo dimostrano la passione e la determinazione con cui nel corso della sua Presidenza, trascorsa nella fase difficilissima dell'emergenza pandemica, ha saputo difendere e promuovere la centralità della rappresentanza parlamentare nel processo decisionale europeo come strumento per superare la politica dei veti incrociati e rafforzare le prospettive dello Stato di diritto. Con questa stessa determinazione è stato tra i fautori della conferenza sul futuro dell'Unione nella convinzione che, come sottolineato nel discorso inaugurale, nel momento in cui ci accingiamo a ricostruire le nostre economie e le nostre società su nuove basi è ancora più cruciale e urgente ascoltare i nostri concittadini, sentire i loro bisogni, le loro aspettative in termini assistenza, lavoro, dignità, sicurezza e prosperità e la loro visione di questo futuro comune europeo. Il volto umano dell'Europa è sempre stato al centro della sua azione politica e istituzionale. Considerava i diritti una priorità assoluta da tutelare contro qualsiasi deriva autoritaria difendendo il ruolo dell'Unione europea come sentinella dei valori di libertà e dignità. Promuoveva la visione di un'Europa della solidarietà e della coesione, una prospettiva che proprio nel corso della sua Presidenza, grazie all'approvazione di decisioni strategiche per la ripresa economica europea, è diventata finalmente una realtà. Credeva fortemente nelle prospettive della cooperazione parlamentare specialmente nell'area del Mediterraneo, consapevole che solo attraverso il dialogo e la collaborazione potremo affrontare insieme sfide globali come il cambiamento climatico. Nessuno di noi potrà dimenticare il suo sorriso, la sua autentica italianità e insieme la sua convinta adesione ai più nobili valori europei. Ci ha affidato anche nella lotta contro la malattia la testimonianza di cosa significhi non arrendersi mai, combattendo fino alla fine per portare a termine la propria missione. Nel rinnovare il mio personale cordoglio e la vicinanza di tutto il Senato al dolore dei familiari, dei colleghi e degli amici del presidente David Sassoli, invito questa Assemblea a onorarne il ricordo osservando un minuto di silenzio. ( L'Assemblea osserva un minuto di silenzio ). ( Vivi e prolungati applausi ). MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, è difficile per noi oggi. Oggi piangiamo la scomparsa di un membro della nostra comunità e lo piangiamo attraverso un'onda di cordoglio inarrestabile, a tratti anche sorprendente, che chiarisce molto bene chi è stato David Sassoli ogni giorno della sua vita politica, istituzionale e professionale. David era un uomo garbato, appassionato, perbene, limpido, competente e onesto. Era un uomo che costruiva ponti e si opponeva ai muri, in nome dei valori fondanti dell'Unione europea: la solidarietà, la dignità, la libertà. Mai una parola fuori posto, mai toni eccessivi, sempre la capacità di costruire relazioni umane, attraverso cui tessere il progetto di un'Europa più forte, inclusiva, attenta ai bisogni, alle preoccupazioni e alle fragilità dei suoi cittadini, a partire dai più giovani. Una vita politica spesa per il sogno europeo, per i diritti delle persone e per la difesa delle istituzioni democratiche. La politica attiva, fatta di gesti concreti, per mettersi al servizio delle persone, con uno spiccato senso civile e di umanità, che andava ben oltre il suo ruolo istituzionale. La chiarezza delle parole era lo strumento per consentire a tutti di comprendere: lo ha fatto da giornalista e lo ha fatto da politico. Ha usato parole ferme per difendere e favorire il progetto di integrazione europea e le sue istituzioni democratiche, per promuovere i valori di dignità e solidarietà, perché nessuno è al sicuro da solo, per chiedere sempre più democrazia, per denunciare il superamento dei confini tra umanità e disumanità, con la costruzione di quei muri che non poteva permettere, per impedire la salvezza ad esseri umani fragili che chiedono riparo, per denunciare il rigorismo che impedisce di combattere le disuguaglianze, perché il sommo dovere delle Istituzioni, la loro ragion d'essere, è proteggere i più deboli, senza aggiungere dolore al dolore, per promuovere la conoscenza come mezzo di emancipazione sociale ed economica, perché la speranza siamo noi, quando non alziamo muri e non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno e combattiamo le ingiustizie. È un segno che l'ultimo grande atto politico della sua Europa sia stato il Next generation EU, il primo passo della ricostruzione europea nella direzione di una maggiore integrazione, solidarietà e sostenibilità sociale. Con la scomparsa di David perdiamo un amico, ma la marea di amore, rispetto, sincero cordoglio e stima di queste ore scalda il cuore, perché offre un segno molto preciso della sua umanità e della grandezza di ciò che ha seminato. David è un patrimonio del nostro partito, ma oggi scopriamo che è un patrimonio comune: una marea di affetto che non sorprende chi lo conosceva o aveva lavorato con lui. La nostra comunità, il nostro Paese, l'Europa ne sentiranno la mancanza perché lascia un vuoto enorme. Ne sentiremo molto la mancanza noi, e fa male sapere che abbia dovuto affrontare un periodo così doloroso. A David però continuavano a brillare gli occhi e dentro quel luccichio c'erano la passione per la politica e la sincera empatia nei confronti degli altri. David era tutto questo e molto altro; un grande italiano, europeo, democratico, antifascista. Quando si è insediato come Presidente del Parlamento europeo aveva detto: «sono figlio di un uomo che a venti anni ha combattuto contro altri europei e di una mamma che, anche lei ventenne, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie. Io so che questa è la storia anche di tante vostre famiglie e so che se mettessimo in comune le nostre storie e ce le raccontassimo davanti ad un bicchiere di birra o di vino, non diremmo mai che siamo figli o nipoti di un incidente della storia». La nostra vicinanza alla sua famiglia, alla moglie Alessandra e ai figli, Livia e Giulio, ai suoi amici, ai collaboratori, ai colleghi europarlamentari. David, ci mancherai. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, Presidente del Consiglio, esponenti del Governo, onorevoli colleghi, abbiamo perso un amico, un politico dal cuore grande, attento ai bisogni della gente e dotato di una spiccata simpatia umana. David Sassoli ha impostato la sua vita al rispetto della verità e al senso delle Istituzioni, prima come giornalista, poi come politico. Da sempre difensore dei diritti e attento ai bisogni dei più deboli. Lo era stato sin dall'inizio della sua carriera giornalistica, quando si era dedicato all'impegno sindacale e alla difesa dei colleghi con minori tutele, indipendentemente dai prestigiosi incarichi via via ricoperti. Anche di recente, nella sua qualità di Presidente del Parlamento europeo, non aveva esitato ad intervenire con coraggio, senza timore di ritorsioni, per denunciare i casi di palesi violazioni dei diritti civili in Russia, ad esempio; attività per la quale era stato inserito nella lista nera delle persone sgradite al regime. Convintamente europeista, Sassoli è stato un leale interprete del sentimento di solidarietà e condivisione che è alla base dell'Unione europea, riuscendo a presiedere il Parlamento europeo con grande lucidità ed intelligenza anche negli anni più difficili per l'Europa, quelli segnati dalla pandemia; anni nei quali l'Unione europea, che ha oggettivamente rischiato di implodere, ha saputo invece, anche grazie alla visione e al polso del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, trasformare la più grave crisi dal Dopoguerra ad oggi in una straordinaria occasione di rilancio per tutto il Continente. David si è dedicato con grande passione alla costruzione di un'Europa dei popoli e parallelamente si è sempre posto come un argine contro qualsiasi deriva sovranista e populista, senza mai alzare i toni, ma sempre con la fermezza di chi sa di essere nel giusto e con il coraggio delle proprie idee, delle proprie battaglie, anche a rischio di portarle avanti in solitudine. David era così, un uomo umile, corretto, gentile, generoso nell'esercizio del suo impegno politico, integro, risoluto nella difesa dei sani valori in cui credeva. Di David porteremo con noi il ricordo del costante buon umore, la sua capacità di reagire sempre con un sorriso aperto e luminoso anche nelle situazioni difficili. Un sorriso che arrivava ad abbracciare e a scaldare chi aveva di fronte. Impossibile non ricordare con affetto il suo modo di porsi, la sua capacità di fermarsi a parlare con tutti. Non si è mai sottratto al confronto, anzi, lo vedeva come uno stimolo. Un uomo famoso, arrivato già da decenni, ma che non si è mai sentito al di sopra di nessuno e si è sempre reso disponibile all'ascolto; una dote rara che lo ha fatto apprezzare ed amare. Curioso, di profonda cultura, si è impegnato per un'Europa in cui non rimanesse indietro nessuno e, così facendo, ha fatto sentire l'Unione più vicina alle persone normali. Anche per queste sue doti profondamente umane oggi lo piangiamo. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nelle Istituzioni italiane ed europee e in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e di percorrere un pezzo di strada insieme. In uno dei suoi ultimi interventi al Parlamento europeo, solo poche settimane fa, David ha sostenuto che l'Europa, per uscire dal Covid-19, deve continuare ad operare insieme con politiche comuni. Nessuno deve sentirsi appagato di quanto raggiunto. Tutti siamo chiamati a continuare ad innovare e a superare uniti le difficoltà causate dalla pandemia. Ebbene, credo che il modo migliore per onorare David Sassoli sia prendere questo suo appello molto sul serio, come testamento politico, e farlo nostro per seguirlo anche nei mesi a venire. E sappiamo che David sarà al nostro fianco. Grazie David. (Applausi) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, commemorare un parlamentare, un Presidente dell'Assemblea europea, che si è conosciuto e si è apprezzato, dà sempre una forte emozione, un'emozione che tutta l'Assemblea credo oggi condivida. Sassoli, più che un esponente di una parte politica, infatti, era una figura che abbiamo sempre riconosciuto come uomo delle istituzioni. Lo era da giornalista, sulla principale rete televisiva, e lo era stato nella sua giovinezza. In comune con lui ho trovato un dato: è stato anche scout . E forse ha inciso, questa sua militanza giovanile, nel suo modo di operare e di agire. Qual era il suo modo, quello che noi avversari politici gli abbiamo sempre riconosciuto e che ce lo ha fatto apprezzare? Essere un uomo privo di pregiudizi, forte nelle sue idee, ma leale e capace di confrontarsi e discutere con tutti, di riconoscere colui che non la pensava come lui come avversario con cui potersi confrontare. È stata una sua caratteristica, che lo ha accompagnato e ha fatto di lui un Presidente del Parlamento europeo capace di dare voce alle varie spinte, esigenze, dinamiche, così complesse quali sono quelle di un Parlamento che raccoglie persone di tutto il mondo. La sua linea era una linea chiara: una linea politica europeista; una linea politica di tolleranza, di superamento di tutte le diversità. Noi lo abbiamo apprezzato, a volte contrastato, ma sempre riconosciuto come uomo onesto, e non è poco ai tempi d'oggi, e come uomo leale: e ancora di più, ai tempi d'oggi, non è poi così semplice e così comune. Come tutti, quando vedono un pericolo che si avvicina (e anche la sua malattia l'ha vissuta senza che ce ne accorgessimo, almeno la stragrande maggioranza di noi), anche lui forse avrà ripensato alla sua vita politica, cominciata nel 2009, con ben 400.000 voti di preferenza. Lo dico a quest'Assemblea, che ha dimenticato da tempo, per motivi di legge, cosa significhi raccogliere i voti di preferenza. Ebbe 400.000 voti di preferenza nel 2009, ma poi la sua ambizione, a un certo punto, fu quella di provare a essere sindaco della sua città di adozione, Roma. Lì non riuscì. Prese la metà dei voti di Marino, ma non ne fece un dramma. Anche lì, la sua capacità di affrontare un problema senza farsene un cruccio né un vanto. Poi, nella elezione a Presidente del Parlamento europeo, seppe distinguersi, nel momento della pandemia, riuscendo a non chiudere, anzi a scongiurare qualunque vero impedimento all'attività parlamentare europea. Un uomo che ha saputo dare al ruolo che ricopriva uno spessore quale la politica avrebbe sempre bisogno di avere. Credo che egli sia un esempio, per chi ha militato nella sua parte politica, ma, consentitemelo, anche per chi non aveva le sue stesse idee, per chi era un avversario politico, ma in lui si specchia nella lealtà, nella tolleranza, nella capacità di affrontare gli avversari con il sorriso, l'umiltà e la fermezza. Grazie David. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghi, ci sono morti che viviamo non solo con grande dolore, ma anche con la sensazione di una feroce ingiustizia. Succede quando sentiamo che una scomparsa inattesa e prematura rapisce qualcuno che aveva ancora moltissimo da fare e da dare al suo Paese e alla sua famiglia. È questa la sensazione di dolore, smarrimento e - scusate - quasi rabbia contro l'ingiustizia che abbiamo provato alla notizia della morte di David Sassoli. David era un professionista dell'informazione, non della politica. Alla politica era arrivato con l'elezione al Parlamento europeo nel 2009, dopo una brillantissima carriera di giornalista prima sulla carta stampata e, poi, in televisione (al TG3 e, poi, vice direttore del TG1). Egli non è mai stato un prestato alla politica, come si usa dire. Aveva una causa in cui credeva appassionatamente - la costruzione dell'Europa - e una battaglia da combattere con gentilezza e dolcezza, ma anche con ferrea determinazione. Quella causa è diventata, in qualche modo, la sua vita. David Sassoli era un europeista appassionato, convinto che per i popoli di questo Continente non vi fosse futuro se non con una piena e completa integrazione. Tuttavia, il suo europeismo si traduceva non in cecità di fronte, per esempio, ai limiti dell'Unione europea, bensì - al contrario - in un impegno costante per correggerli. L'Europa in cui credeva Sassoli era quella del Parlamento europeo. Egli voleva che al centro dell'Unione ci fosse la sua rappresentanza democraticamente eletta. Prima come capo delegazione del PD, poi, come Vice Presidente e, infine, come Presidente del Parlamento europeo, ha sempre cercato di rendere quel Parlamento il cuore della nuova Europa perché sapeva che, senza la centralità di un Parlamento democratico, parlare di Europa dei popoli sarebbe stato soltanto uno slogan . Pochi hanno combattuto con più determinazione di lui, europeista convinto, la battaglia contro alcuni limiti dell'Europa, quella rigorista. Tutta la sua Presidenza è stata da subito segnata da questa battaglia e, ancora più decisamente, di fronte alla tragedia della pandemia abbattutasi sul nostro Continente. Nella sua visione la condivisione del debito era fondamentale per conquistare un'Europa davvero unita, ma molto più giusta. Dopo l'esplosione della pandemia, il suo schieramento a favore dell'istituzione del recovery fund, quando molti Governi erano scettici e dubbiosi, è stato immediato e fondamentale per raggiungere quell'obiettivo che ci ha salvati dalla catastrofe. La sua posizione a favore della cancellazione del debito da Covid, accolta all'inizio con grande scandalo, è oggi una prospettiva reale, considerata praticabile e necessaria da alcuni dei principali Governi europei. David era un cattolico cresciuto alla scuola di Pietro Scoppola e Achille Ardigò (dunque un cattolico estremamente attento alla valenza sociale del cattolicesimo) e negli ultimi tempi molto vicino anche alla visione di Papa Francesco. La sua Europa, dunque, non poteva che essere aperta, accogliente, inclusiva e senza muri. È questa concezione dell'Europa che, da Presidente del Parlamento, ha cercato di diffondere nei fatti e non solo con le parole. Lo ha fatto con gesti forti, a volte volutamente provocatori, pensati per scuotere coscienze intorpidite, come l'apertura del Parlamento ai senzatetto nel primo lockdown o la scelta di celebrare i settant'anni della Dichiarazione Schuman invitando i rappresentanti delle ONG impegnati nel salvare le vite nel Mediterraneo. Lo ha fatto con iniziative politiche di grande portata, come l'insistenza per esigere il rispetto dei diritti in tutti i Paesi dell'Unione e per modificare il Regolamento di Dublino. Credo che il modo migliore e più sincero per riconoscere questo suo grande impegno e valore sia quello di tributare oggi a David l'essere stato a pieno titolo uno dei grandi costruttori dell'Europa, della nuova Europa, dell'Europa unita di oggi e ancora di più di quella che vogliamo per domani. Questo voleva essere, questo è stato e questo avrebbe continuato a essere se un destino feroce non ce lo avesse sottratto troppo presto. Si dice giustamente che nessuno è insostituibile, ma qualcuno è difficilmente sostituibile e credo che questo sia il caso di David Sassoli. Addio, Presidente, che la terra ti sia lieve. (Applausi) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la notizia della scomparsa di David Sassoli ci ha travolti tutti: un lampo terribile in un tempo già buio. È andato via in punta di piedi, senza clamore; forse solo pochissimi amici erano a conoscenza delle sue condizioni di salute, che ha voluto giustamente tenere riservate fino alla fine, in perfetta linea con quello stile di vita lontano dai clamori che lo ha sempre caratterizzato. In queste ore si è susseguito un turbinio di dichiarazioni di cordoglio sincero e profondo da parte di tutti, tanti ricordi, grandi attestazioni di stima; ma c'è un elemento bellissimo che accomuna tutte queste espressioni e che è veramente importante evidenziare in quest'Aula: David Sassoli è una persona amata e stimata, è estremamente competente e capace, profondamente umano, di valore e di valori, un gentiluomo. È importante sottolinearlo prima ancora di ricordare la sua figura di acuto giornalista, affinato politico, perché troppo spesso ci si dimentica che dietro a importanti ruoli istituzionali ci sono uomini e donne dal tratto umano unico e straordinario che ne determinano la figura. Senza quella sensibilità, quell'umanità e anche quella cultura intesa come sete di conoscenza e di apertura verso il prossimo, il presidente David Sassoli non avrebbe raggiunto importanti traguardi personali e non sarebbe diventato un punto di riferimento per tanti, per tutti, e un eccellente rappresentante delle istituzioni europee. L'Europa: David Sassoli è, nell'immaginario comune, uno dei simboli dell'Italia in Europa. Ha difeso l'integrazione europea, lo abbiamo detto tutti; ha creduto nel sogno dell'unità europea che non si limitasse a quella monetaria; si è fatto interprete, nel corso del suo mandato alla guida del Parlamento europeo, dei suoi valori fondativi: libertà, dignità, solidarietà e tutela dei diritti, che portava avanti sia nell'azione politica che istituzionale e personale. L'Europa - diceva - ha ancora molto da dire se noi e voi sapremo dirlo insieme, se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento saprà ascoltare i loro desideri, le loro paure e le loro necessità. Questo era parte del suo discorso di insediamento alla Presidenza dell'Europarlamento. In queste parole c'è gran parte del senso del suo mandato, ma anche un lascito luminoso e profondo che consegna soprattutto alle nuove generazioni perché si rendano protagoniste del cambiamento. All'università di Torino, proprio in occasione dell'inaugurazione dello scorso anno accademico, David Sassoli fece appello ai giovani affinché partecipassero attivamente ai cambiamenti. L'Europa - diceva - ha bisogno del vostro intuito e del vostro contributo. David Sassoli è un appassionato democratico, un uomo del dialogo, ma soprattutto un altrettanto appassionato sostenitore di diritti, e quella svolta europea verso una maggiore solidarietà e verso l'abbandono graduale del rigorismo e dell'austerità porta certamente anche la sua firma. In questo voglio sottolineare la sua chiarezza, un modo di parlare limpido, pacato, attento, ma sempre - anche questo lo abbiamo sottolineato tutti - ponderato. Mai una parola a caso e sempre pronunciate con quella compostezza che diventava persuasione, a cui certamente ha contribuito la sua prima vita da giornalista: una passione più che una professione, che ha amato tantissimo e che gli ha permesso di diventare familiare a tutti gli italiani. Un volto noto, affidabile e familiare, ha saputo entrare nelle case degli italiani con garbo, sempre con quel suo modo di fare sana informazione, mai urlata o sopra le righe, ma equilibrata e rispettosa, come dovrebbe essere, anche quando c'erano da raccontare momenti drammatici della storia italiana: pensiamo agli anni di Gladio o di Ustica. Ci saluta un grande uomo e un grande italiano, di cui sentiremo davvero la mancanza, una persona leale che riusciva - lo diceva il collega La Russa - a farsi volere bene da tutti, indipendentemente dai posizionamenti politici. Un protagonista del nostro tempo, sicuramente un grande protagonista del nostro tempo, un amico, un motivatore e soprattutto un autentico scout che ha certamente lasciato il mondo un po' migliore di come lo ha trovato. Ai familiari, a tutta la comunità del Partito Democratico e a coloro che gli hanno voluto bene, il grande abbraccio dei senatori di Forza Italia e mio personale. (Applausi) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, oggi quest'Aula tributa un saluto commosso a David Sassoli, giornalista, scrittore, conduttore televisivo, politico di levatura, Presidente del Parlamento europeo, che ora non è più tra noi. La notizia della sua malattia e della sua morte, giunta la notte scorsa, ci ha molto turbati. Presi dalla frenesia delle nostre attività restiamo attoniti quando una personalità di spicco scompare. La sua morte ci riporta a un piano umano di fragilità e di fugacità della vita. Il cordoglio unanime che ha seguito la notizia della morte di David Sassoli è dovuto al riconoscimento del valore dell'uomo, dell'intellettuale e del politico. Si possono avere convinzioni politiche anche opposte, ma la possibilità di confrontarsi con uomini e donne spinti da alti valori morali, da grande rispetto per le istituzioni, da profonda cultura fa comprendere il senso più alto della democrazia e la possibilità di un reale progresso della comunità. Sassoli, convinto europeista di formazione cattolica, sosteneva la necessità che l'istituzione europea dovesse essere sempre più vicina ai cittadini. Noi siamo d'accordo per quello che riguarda l'aspetto dell'identità culturale, il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze (non l'omologazione forzata), la semplificazione. Ricordiamo come il suo impegno da Presidente del Parlamento europeo sia sempre stato intenso e, anche alla fine dei suoi giorni, volto ad un passaggio delle consegne a favore e sostegno del lavoro dell'istituzione. Alla famiglia, colonna portante dalla quale ha tratto la sua grande forza interiore, alla moglie Alessandra e ai figli Giulio e Livia, a tutti i colleghi e le colleghe del PD, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione esprime vicinanza e vivo cordoglio e rende onore ad un uomo che con il suo lavoro e i suoi valori ha dato lustro al nostro Paese. (Applausi) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del MoVimento 5 Stelle, esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia e al Partito Democratico per la morte del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. L'Italia e l'Europa hanno avuto in lui un prezioso riferimento, un difensore dell'integrazione, un alfiere delle lotte a tutte le disuguaglianze, un portabandiera dei valori fondativi della nostra democrazia: libertà, dignità, solidarietà e tutela dei diritti. Un uomo politico retto, un cattolico democratico, un laico al servizio delle istituzioni, un europeista convinto. L'Unione europea certamente non come un incidente della storia: non siamo un incidente - Sassoli ripeteva sovente - «ma figli e nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l'antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi». Questi i principi che hanno guidato la sua Presidenza del Parlamento europeo in uno dei momenti più critici della storia. Con Sassoli perdiamo un sincero democratico, un antifascista convinto che credeva, come crediamo noi, in un nuovo modello sociale che investe sui beni comuni come la salute, l'istruzione e l'ambiente, e che promuove la giustizia e l'uguaglianza. Sassoli prima dell'impegno politico è stato un giornalista, un grande giornalista del servizio pubblico, ed anche dal banco più alto del Parlamento europeo ha continuato a ricordare il valore prezioso dell'informazione e del lavoro dei giornalisti, ammonendo sempre sui rischi che incombono sulle nostre democrazie quando la libertà di informazione viene compressa o messa a rischio. Creando trasparenza - ha scritto David - il giornalismo permette agli elettori di prendere decisioni informate. «Proteggere e sostenere i giornalisti è nell'interesse vitale delle società democratiche»: un insegnamento che dovrebbe mobilitare le nostre coscienze per rimuovere tutte quelle anomalie che anche in Italia turbano la libertà di stampa, dai conflitti d'interesse alle intimidazioni ai giornalisti, cui assistiamo ogni giorno anche con il proliferare dell'aberrante fenomeno delle liti e, insieme, con le insistenti minacce. Ma Sassoli è stato soprattutto - e per questo oggi mi piace ricordarlo - un politico di rara sensibilità istituzionale. Il suo mandato di Presidente del Parlamento europeo stava per scadere e lui, in un mondo in cui si sgomita per conservare rendite e posizioni di potere, aveva deciso di passare il testimone. «Il fronte europeista rischierebbe di dividersi e sarebbe andare contro la mia storia, le nostre convinzioni, le nostre battaglie. Non posso permetterlo», aveva per tempo annunciato. Questo profondo senso del dovere, che in Sassoli porta a mettere da parte il punto di vista e l'interesse personale per privilegiare ciò che serve al buon funzionamento delle istituzioni e del bene comune, interpella tutti noi oggi, come rappresentanti delle Istituzioni alle prese con il dovere di fronteggiare, governare, risolvere insieme le emergenze nelle quali i cittadini sono immersi. Ci interpella tutti su cosa è necessario per il bene dei cittadini e per mettere in sicurezza il Paese, che ha bisogno di stabilità e di una guida sicura, per assicurare le quali sono indispensabili tutte le risorse più preziose di cui la Repubblica dispone - come David sembra dirci adesso, in quest'Aula e tra questi banchi - anche a costo di sacrificare interessi e sensibilità personali che spingerebbero a scelte o disimpegni che, per quanto motivati e nobili, questo Paese non si può permettere. «Il periodo del Natale» - dicevi, caro David, nel tuo videomessaggio in occasione delle ultime feste - «è il periodo della nascita della speranza, e la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo contro tutte le ingiustizie». Davanti al grido di dolore che sale ogni giorno dai nostri concittadini e fratelli, da ogni angolo delle nostre città e comunità, del Continente, del mondo intero; davanti allo strazio di disperati che migrano e trovano sul loro cammino quei muri che alziamo ai nostri confini, nella voglia che ci lasci di combattere tutte le ingiustizie, ricorderemo il tuo augurio, l'augurio alla tua e alla nostra speranza, perché sia Natale ogni giorno nei nostri cuori e nel nostro impegno politico. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il presidente del Consiglio dei ministri, professor Mario Draghi. Ne ha facoltà. DRAGHI, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, i primi ricordi che mi vengono in mente di David Sassoli sono il suo garbo, la sua umanità, il suo altruismo, la passione per la professione giornalistica che lo ha reso uno dei volti più noti e amati fra tutti gli italiani, lo spirito civico e la capacità di ascolto che lo hanno guidato nel suo percorso politico e lo hanno fatto rispettare, tanto dai compagni di partito, quanto dagli avversari. Ma, a nome del Governo e mio personale, voglio ricordare Sassoli soprattutto come italiano e protagonista al servizio dell'Europa, delle sue istituzioni, dei suoi cittadini. Da Presidente del Parlamento europeo la sua rara capacità di combinare idealismo e mediazione lo ha reso protagonista di uno dei periodi più difficili della storia recente; una voce attenta e autorevole a difesa dei valori europei e dei diritti dei più deboli. Nei discorsi Sassoli ha disegnato la sua Europa, rappresentativa, efficace, solidale. Per Sassoli le istituzioni europee devono prima di tutto essere - sono le sue parole - vicine ai cittadini e progredire con il dialogo e il confronto. È il Parlamento il luogo di questo dialogo, di questo confronto; è in Parlamento che l'Europa cresce e si rafforza ed è in Parlamento che si promuove - di nuovo le sue parole - la democrazia, il multilateralismo, la cooperazione di fronte alla tentazione del populismo e dell'autoritarismo, soprattutto durante una crisi sanitaria ed economica come quella che ancora stiamo vivendo. Sassoli voleva un'Europa capace di raggiungere risultati, anche immediati, di proteggere i suoi cittadini, di promuovere il loro benessere, di aiutarli a costruire il proprio futuro. Sassoli non ha mai smesso di rivendicare i risultati conseguiti in questi anni, dall'accordo sulla Brexit alle misure ambiziose a difesa dell'ambiente, alla lotta comune alla pandemia, alla creazione del programma Next generation EU e alla stesura dei Piani nazionali di ripresa e resilienza. «Uno sforzo di programmazione straordinario» - lo ha definito - «al quale deve seguire un'attuazione molto attenta nel rispetto delle priorità che abbiamo concordato insieme». Per Sassoli questi sforzi debbono avere come vero obiettivo la costruzione di un'Europa sociale, attenta alle esigenze dei lavoratori e dei più deboli. «Il progetto europeo che vogliamo costruire - ha detto - deve concentrarsi sulla lotta alla povertà e sulla riduzione delle diseguaglianze, deve occuparsi della dignità delle persone, come dei migranti che cercano di arrivare in Europa e verso cui l'Unione europea deve mettere in campo politiche comuni che non lascino soli i Paesi di frontiera». «I valori a noi cari non sono indistruttibili», ci ha ricordato Sassoli in un suo discorso recente. Nella sua vita David li ha custoditi, difesi, promossi. Ora tocca a tutti noi continuare a farlo. (Applausi) . PRESIDENTE. Ringrazio il presidente Draghi e tutti coloro che sono intervenuti. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori fino al 18 gennaio. Nella seduta di oggi saranno discusse le ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri. L'ordine del giorno della seduta di domani prevede la discussione fino alla sua conclusione del decreto-legge sul green pass rafforzato. A tal fine, la seduta non prevede orario di chiusura. Giovedì 13 gennaio, alle ore 15, si svolgerà il question time con la presenza dei Ministri dell'interno, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e per gli affari regionali e le autonomie. Per quanto riguarda la prossima settimana, è stato al momento stabilito che mercoledì 19 gennaio, alle ore 9, avrà luogo la Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia. Secondo i precedenti, per la discussione, sono state ripartite tra i Gruppi tre ore comprensive delle dichiarazioni di voto. L'Assemblea tornerà a riunirsi martedì 18 gennaio, alle ore 16,30, con le comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori. La Conferenza dei Capigruppo è convocata nella stessa giornata di martedì 18, dalle ore 14 alle ore 15. I Capigruppo hanno infine convenuto di confermare per la sessione annuale del 2022 i senatori attualmente in carica nella delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa. In base alle ultime disposizioni adottate dai senatori Questori in relazione all'emergenza epidemiologica, le sanificazioni dell'Aula durante le sedute avverranno ogni tre ore, con una durata minima di sessanta minuti. Sono inoltre ripristinati i distanziamenti dei senatori in Aula e nelle Commissioni, con obbligo di indossare mascherine del tipo FFP2. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori fino al 18 gennaio: Martedì 11 gennaio h. 16,30-20 - Ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri Mercoledì 12 gennaio h. 9,30 - Disegno di legge n. 2463 - Decreto-legge n. 172, Green pass rafforzato (scade il 25 gennaio) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 13) Giovedì 13 " h. 15 Martedì 18 gennaio h. 16,30 - Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori Mercoledì 19 gennaio, alle ore 9, si svolgerà la Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia. Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2463 (Decreto-legge n. 172, Green pass rafforzato) (7 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui M5S 54' L-SP-PSd'Az 49' FIBP-UDC 42' Misto 41'+5' PD 37' FdI 29'+5' IV-PSI 26' Aut (SVP-PATT, UV) 23' Dissenzienti da stabilire Ripartizione dei tempi per la discussione sulla Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui M5S 32' L-SP-PSd'Az 29' FIBP-UDC 25' Misto 25'+5' PD 22' FdI 17'+5' IV-PSI 16' Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti da stabilire Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2221 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica delle Filippine, con Allegati, fatto a Roma il 30 ottobre 2017 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2221, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Ferrara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FERRARA, relatore . Signor Presidente, questa intesa è finalizzata a regolamentare i servizi aerei tra i due Paesi e a rafforzare i legami economici bilaterali, delineando il quadro giuridico generale nel cui ambito si sviluppano le relazioni aeronautiche tra i due Paesi. In particolare, segnalo all'Assemblea che tale accordo stabilisce i diritti che le parti contraenti concedono alle imprese da esse designate, ovvero il diritto di sorvolo del proprio territorio, di scalo tecnico e di attività commerciale, limitatamente ai punti individuati nella tabella delle rotte allegate alle intese, nonché definisce i principi generali che le autorità aeronautiche delle due parti contraenti applicano in sede di accordo sulle frequenze dei servizi da esercitare, stabilendo altresì le condizioni per la revoca o la sospensione delle autorizzazioni di esercizio alle imprese aeree. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,24) ( Segue FERRARA, relatore ). L'articolo 3 reca una clausola di invarianza finanziaria, secondo cui dall'attuazione dell'accordo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione a depositare il testo integrale del mio intervento scritto per questa ratifica e anche per quelle successive e dichiaro il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI. (Applausi) . PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto e la autorizza in tal senso. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, anch'io intervengo per dichiarare il voto favorevole su questa ratifica e su quelle successive. (Applausi) . LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier su questa ratifica e sulla prossima, il disegno di legge n. 2222. FERRARA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del Gruppo M5S su questa ratifica e sulle quattro successive. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2222 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Seychelles, con Allegati, fatto a Victoria il 1° aprile 2016 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2222, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore facente funzioni, senatore Petrocelli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni. PETROCELLI, f. f. relatore . Signor Presidente, se lei è d'accordo, do per letta la relazione e chiedo l'autorizzazione a consegnarne il testo. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto e la autorizza in tal senso. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. I senatori Garavini, Alfieri, Lucidi e Ferrara confermano le intenzioni di voto favorevole precedentemente espresse. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2220 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ruanda, con Allegati, fatto a Kigali il 20 agosto 2018 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2220, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Iwobi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. IWOBI, relatore . Signor Presidente, se la Presidenza è d'accordo, chiedo di consegnare il testo della relazione, affinché sia pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Iwobi, la Presidenza l'autorizza in tal senso. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. I senatori Garavini, Alfieri e Ferrara confermano le intenzioni di voto favorevole precedentemente espresse. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge: Doc 2341 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l'ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attività del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2341. Il relatore, senatore Airola, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. AIROLA, relatore . Signor Presidente, anch'io chiedo di poter consegnare il testo del mio intervento, affinché venga pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Devo soltanto precisare che è stato apportato un aggiornamento dalla legge di bilancio, per cui i finanziamenti al centro di ricerca estremamente importante in questione non partono dal 2021, ma riguardano gli anni 2022 e 2023. C'è quindi da segnalare solo questa semplice variazione. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza ad allegare agli atti il testo della relazione. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 3, sul quale è stato presentato un emendamento, che si intende illustrato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.100, presentato dal relatore, che ottempera ad una condizione posta dalla Commissione bilancio. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. I senatori Garavini, Alfieri e Ferrara hanno già annunciato il proprio voto favorevole. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ratifica in esame è estremamente importante in quanto regola la personalità giuridica del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia sul territorio italiano. La sede centrale dell'organizzazione - come è noto - è situata presso la città di Trieste, capoluogo della virtuosa Regione Friuli-Venezia Giulia, che orgogliosamente rappresento in Senato. (Applausi) . La scelta di tale sede ha dato alla città lustro e grande importanza all'interno del mondo scientifico. I progetti del Centro, in collaborazione con le principali università della Regione, non sono solo una grande opportunità di sviluppo per il territorio triestino e regionale, ma rappresentano anche un importante tassello per l'avanzamento dell'innovazione nel mondo dell'ingegneria genetica e della biotecnologia, con incredibili risvolti dal punto di vista medico. Evidenziando lo splendido e fruttuoso rapporto tra il Centro e l'Amministrazione regionale, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 2341, nel suo complesso, nel testo emendato. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge: Doc 2342 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Organizzazione europea di diritto pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2342. Il relatore, senatore Ferrara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FERRARA, relatore . Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione a consegnare il testo della relazione. PRESIDENTE . La Presidenza la autorizza in tal senso. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 3, sul quale è stato presentato un emendamento, che si intende illustrato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.200, presentato dal relatore, che ottempera ad una condizione posta dalla Commissione bilancio. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. I senatori Garavini, Alfieri e Ferrara hanno già comunicato l'intenzione di voto favorevole a nome dei rispettivi Gruppi. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, esprimo voto favorevole al provvedimento in esame a nome del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per esprimere la rabbia e l'indignazione per i fatti di violenza accaduti a Capodanno a Milano: fatti - a mio avviso - sminuiti, che invece noi vogliamo evidenziare, perché delle ragazzine sono state aggredite e molestate da dei selvaggi, e li voglio definire dei selvaggi. Purtroppo, bande di nordafricani hanno agito in maniera impunita. Nessuno è intervenuto e il silenzio della stampa, soprattutto della stampa di sinistra, è vergognoso. Quindi, noi siamo qui per chiedere scusa a quelle ragazze e per chiedere un intervento esemplare da parte delle autorità competenti: nessuna tolleranza per quelle persone, per quei ragazzi indagati! Nessuna tolleranza! Tra l'altro, aggiungo che sono ospiti e - oggi lo dico - non graditi, perché le donne, le ragazze, le nostre figlie vanno rispettate. Quello che è accaduto è vergognoso e non può passare sotto traccia. Quindi, vergogna a chi sta insabbiando a livello mediatico quanto accaduto! E ribadisco alla magistratura, ai pubblici ministeri, a chi indaga: da parte nostra non c'è alcuna tolleranza. I selvaggi non sono tollerati! (Applausi) . CORRADO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la sanità italiana, specie sotto l'aspetto dell'accoglienza e della presa in carico di cittadini bisognosi di cure, è oggi un grande malato e la pandemia da Covid non ha fatto che esasperare difficoltà già note. L'inarrestabile dismissione del patrimonio sanitario pubblico avvenuta negli ultimi decenni dispiega i suoi effetti negativi ovunque, ma nelle grandi città si manifesta, in particolare, con la chiusura di storici ospedali e l'affievolimento della risposta ai bisogni di salute. La riduzione del numero di ospedali è una tendenza in atto da ben prima che scoppiasse la crisi economica del 2008. In Italia ci sono oggi 2,7 posti letto ospedalieri ogni 1.000 abitanti, mentre la media dei Paesi europei è di 4 posti letto per 1.000 abitanti. Tale carenza ci colloca agli ultimi posti in Europa. L'ospedale è stato l'epicentro di tagli lineari, mentre la sanità territoriale non è mai decollata. I nostri nosocomi sono assurti a specchio dell'inadeguatezza del sistema, con severe ricadute sulle condizioni di salute degli assistiti, il cui disagio è ben documentato sulle cronache dei quotidiani. A Roma, in specie, emblema di tale vulnus sono la chiusura e l'abbandono degli ospedali Forlanini e San Giacomo, la cui immediata riattivazione viene richiesta da più parti. La sottoscrizione per il Forlanini ha raccolto ad oggi ben 118.000 firme di cittadini, mentre per il San Giacomo soccorre la sentenza della terza sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Michele Corradino, del 7 aprile 2021, che ne prevede il riuso a fini sanitari. Per fronteggiare la situazione pandemica la Regione Lazio ha autorizzato l'attivazione di posti letto presso strutture sanitarie accreditate. Sarebbe allora opportuno conoscere, se ce ne sono, le condizioni ostative per cui non è previsto il riuso degli ospedali pubblici dismessi Forlanini e San Giacomo, cui si aggiungono il Nuovo Regina Margherita e il San Gallicano, in quanto attualmente sottoutilizzati. A tali strutture andrebbero indirizzate le risorse previste dal PNRR con delibera della Giunta regionale del Lazio 30 dicembre 2021, n. 1.005. Tuttavia, nella delibera citata non vi è alcun cenno a risorse indirizzate ai medesimi ospedali; al contrario, si privilegiano strutture non in grado di tutelare la dignità dei cittadini e il diritto alla salute della collettività. BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, vorrei richiamare l'attenzione di tutti su un'iniziativa partita dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani che, coinvolgendo tutte le colleghe donne che ne fanno parte e con l'intenzione di interessare un po' alla volta tutte le colleghe del Parlamento, ha il fine di creare una luce accesa sul grande tema dei diritti delle donne afghane. Il nostro desiderio è che non ci sia un intervento spot , di quelli che magari si fanno ricordare perché sono particolarmente brillanti, ma di cui poi - come succede a volte con le cose molto brillanti - passato il momento, ci si dimentica. Noi vogliamo tendere un fil rouge che attraversi tutto quel che resta di questa legislatura. Puntualmente abbiamo cominciato il 1° gennaio, con gli interventi delle senatrici Pinotti, Fedeli, Bonino, Unterberger, Rauti e Vanin. La trasversalità delle donne del Parlamento ha assunto come responsabilità all'interno di questa legislatura quella di mantenere vivo il tema del diritto delle donne afghane, a partire dal diritto all'istruzione come diritto all'espressione più alta della libertà personale. Ci siamo prodigate anche, per quanto possibile, perché le famose 82 studentesse afghane che avevano già ottenuto un visto per venire a studiare in Italia lo potessero fare. Ci stiamo prodigando - anche insieme a colleghe del Parlamento europeo - perché i collegi di merito presenti in Italia, ma anche in Europa, possano accogliere le studentesse afgane e, quindi, garantire loro non soltanto il diritto allo studio, ma anche la possibilità oggettiva di studiare, di essere accolte e di portare avanti un programma che ci auguriamo possa presto disegnare un ritorno nelle loro terre, per essere quelle che in questi vent'anni erano diventate veri punti di riferimento nel mondo della comunicazione, dell'insegnamento accademico, della ricerca, dello sport. Le donne afghane, in un contesto e in un clima di maggiore libertà, hanno saputo esprimere un potenziale di talenti veramente straordinario e noi vogliamo essere alleati di questi talenti, perché davvero ognuno di loro possa ricevere tutti gli aiuti necessari a poterli sviluppare. La seconda faccia di questa medaglia potrebbe essere che, con un'iniziativa forte, decisa e determinata, si possa porre fine anche a quell'obbrobrio costituito dai matrimoni in età giovanile, quasi in età infantile. La prima documentazione uscita dalla Commissione diritti umani del Senato in questa legislatura ribadiva proprio un secco no a quel tipo di matrimoni. In questo modo vogliamo, una parte, riprendere un lavoro proattivo positivo, e dall'altra, porre un limite a quella che è una vera e propria piaga. Tutte le colleghe hanno ricevuto una comunicazione in tal senso e ricordiamo a tutte coloro che vogliono partecipare che ogni giorno usciamo sulla stampa e con i mezzi che ciascuna può mettere a disposizione per ricordarlo. E faremo una cosa analoga - non quotidiana, ma settimanale - all'interno del nostro Parlamento. Grazie infinite, Presidente. (Applausi) . PRESIDENTE . Grazie a lei, senatrice Binetti. Si tratta di un argomento su cui c'è tutta la sensibilità del Senato e, certamente, dell'intero Parlamento. PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, la scorsa notte sono esplose due bombe nella città di San Severo, in provincia di Foggia, e questi due attentati dinamitardi fanno seguito ad altri attentati che si sono, purtroppo, verificati sempre negli ultimi giorni. È un' escalation di violenza che ovviamente preoccupa tutti i cittadini e gli operatori economici. La provincia di Foggia è flagellata da una mafia violenta, pericolosa, primitiva, che vuole assoggettare e intimidire un intero territorio. Certo, lo Stato negli ultimi anni, specie negli ultimi quattro anni, ha conseguito tanti successi e si sono succeduti centinaia di operazioni antimafia e centinaia di arresti. I boss delle famiglie mafiose sono in carcere, a scontare pene definitive o in attesa di giudizio e, quindi, della pena conclusiva. Quindi, è innegabile che lo Stato abbia fatto tantissimo: abbiamo portato la Direzione investigativa antimafia a Foggia - non c'era una sezione operativa dislocata - nel febbraio 2020, e siamo consapevoli dell'immane lavoro che stanno svolgendo i magistrati, gli uomini e le donne delle Forze dell'ordine. Ma tutto questo evidentemente non basta, perché i fatti dimostrano che l' escalation continua e, quindi, che le compagini mafiose continuano a esplicare atti che davvero gettano nello sgomento e nel terrore un'intera provincia, i cittadini e le cittadine della mia provincia. Chiediamo che lo Stato faccia sentire ancor di più la sua presenza, che ci sia uno scatto ancora maggiore proprio per migliorare l'azione di contrasto nei confronti di quei sodalizi criminali. Quindi, chiediamo che siano rafforzati i commissariati di San Severo, che è la cittadina dove si sono verificati gli ultimi attentati dinamitardi, e di Cerignola, che ha più o meno gli stessi problemi. Chiediamo altresì che il pool di magistrati della Direzione distrettuale antimafia competente, che si occupa dei fatti di mafia della provincia di Foggia, sia trasferito a Foggia proprio per migliorare la propria azione e per far sì che l'attività di contrasto che sta esplicando sia di qualità ancora maggiore. Chiediamo soprattutto - faccio un appello a tutte le forze politiche - affinché si possa approvare in tempi brevissimi il disegno di legge a mia prima firma, che spero abbia larga condivisione - così come, a parole, mi è stato assicurato da altri Gruppi politici - il quale mira a istituire a Foggia sezioni distaccate della corte d'appello, una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia e una sezione del tribunale per i minorenni. Noi siamo convinti che maggiori presidi di legalità e giudiziari darebbero al territorio una sensazione di sicurezza maggiore e migliorerebbero l'opera di contrasto che i nostri valorosi rappresentanti sul territorio, i magistrati, gli uomini e le donne, stanno portando avanti. Quindi, ribadisco l'appello e ringrazio tutti. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 12 gennaio 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 12 gennaio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 17,56) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica delle Filippine, con Allegati, fatto a Roma il 30 ottobre 2017 (2221) ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica delle Filippine, con Allegati, fatto a Roma il 30 ottobre 2017. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 25 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dall'attuazione delle disposizioni dell'Accordo di cui all'articolo 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni e i soggetti interessati provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Seychelles, con Allegati, fatto a Victoria il 1° aprile 2016 (2222) ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Seychelles, con Allegati, fatto a Victoria il 1° aprile 2016. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 25 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dall'attuazione delle disposizioni dell'Accordo di cui all'articolo 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni e i soggetti interessati provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ruanda, con Allegati, fatto a Kigali il 20 agosto 2018 (2220) ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ruanda, con Allegati, fatto a Kigali il 20 agosto 2018. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 26 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dall'attuazione delle disposizioni dell'Accordo di cui all'articolo 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni e i soggetti interessati provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l'ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attività del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021 (2341) ARTICOLI DA 1 A 3 Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l'ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attività del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 21 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Disposizioni finanziarie) 1. Gli immobili di cui all'articolo 2, paragrafo 1, dell'Accordo di cui all'articolo 1, sono messi gratuitamente a disposizione del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. 2. Agli oneri di manutenzione straordinaria degli immobili di cui al comma 1, derivanti dall'articolo 2, paragrafo 2, dell'Accordo di cui all'articolo 1, pari a euro 2.620.000 per l'anno 2021 ed euro 620.000 annui a decorrere dall'anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. EMENDAMENTO ARTICOLO 4 Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Organizzazione europea di diritto pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021 (2342) ARTICOLI DA 1 A 3 Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Organizzazione europea di diritto pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo XIX dell'Accordo stesso. Art. 3. (Disposizioni finanziarie) 1. All'onere derivante dall'articolo III dell'Accordo di cui all'articolo 1, pari a 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 3. Agli eventuali oneri derivanti dal paragrafo 4, ultimo periodo, dell'articolo II dell'Accordo di cui all'articolo 1, si fa fronte con apposito provvedimento legislativo. EMENDAMENTO ARTICOLO 4 Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2221 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2222 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2220 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2341 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi istruttori presentati dal Governo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione del comma 2 dell'articolo 3 con il seguente: "2. Agli oneri di manutenzione straordinaria degli immobili di cui al comma 1, derivanti dall'articolo 2, paragrafo 2, dell'Accordo di cui all'articolo 1, pari a euro 2.620.000 per l'anno 2022 ed euro 620.000 annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-2024, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2022, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.". Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2342 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi istruttori presentati dal Governo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione del comma 1 dell'articolo 3 con il seguente: "1. All'onere derivante dall'articolo III dell'Accordo di cui all'articolo 1, pari a 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-024, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2022, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.". Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 2221 Presidente, colleghi senatori, le Filippine si presentano come un mercato sempre più attrattivo per la nostra economia. Pienamente immersa nel boom asiatico, Manila ha oggi tassi di crescita del PIL secondi solo alla Cina nella regione. E se finora i viaggi tra Italia e Filippine hanno vissuto prevalentemente di turismo grazie all'interesse dei nostri visitatori per i loro paesaggi e soprattutto ai tour religiosi dei fedeli filippini a Roma, in un futuro sempre più prossimo il traffico aereo è destinato ad allargarsi grazie un crescente interesse del nostro sistema imprenditoriale per le Filippine, che promette di moltiplicare la presenza delle società italiane. Ecco perché è importante la ratifica che oggi votiamo e che è destinata all'esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il nostro Governo e quello Filippino. L'Accordo regolamenta il traffico aereo e delinea il quadro giuridico generale in cui si sviluppano le relazioni aeronautiche tra i nostri due Paesi, nel rispetto più generale delle norme previste dalla Convenzione sull'aviazione civile internazionale del 1944. Con la ratifica delineiamo quindi di fatto un quadro generale di diritti e doveri, a partire dal diritto di sorvolo del proprio territorio, di scalo tecnico e di attività commerciale limitatamente a punti specifici individuati. Nell'accordo si prevedono naturalmente anche le modalità di designazione e autorizzazione delle compagnie aeree che effettueranno i servizi sulle rotte specificate. Con questo documento si stabiliscono poi le condizioni per la revoca o la sospensione delle autorizzazioni d'esercizio alle imprese aeree. Importante inoltre che si richiamino le Convenzioni internazionali in materia di tutela della navigazione aerea, riaffermando gli obblighi internazionali assunti nel settore della sicurezza dell'aviazione civile, stabilendo il riconoscimento dei certificati e dei brevetti degli aeromobili, così come delle licenze e qualifiche rilasciate dai nostri due rispettivi Paesi e autorizzando entrambi a richiedere consultazioni in merito agli standard adottati sulla sicurezza aerea. I testo ha poi il merito di prevedere ulteriori disposizioni che regolamentano gli aspetti doganali, le modalità per definire le tariffe da parte dei vettori e lo scambio reciproco di informazioni e statistiche relative appunto al traffico aereo. Dall'attuazione dell'Accordo non deriveranno nuovi oneri a carico dello Stato, come confermato anche dall'articolo di invarianza finanziaria presente nel disegno di ratifica che oggi votiamo. In definitiva, quindi, si tratta di un accordo dal quale l'Italia ha solo da guadagnare. Con questa intesa infatti regolamentiamo i servizi aerei tra questi due Paesi e rafforziamo i legami economici bilaterali, apportando vantaggi economici sia ai rispettivi vettori aerei (comprendendo sia aeroporti che passeggeri e spedizionieri) sia all'industria del turismo e, in generale, all'economia dell'Italia e delle Filippine. Un Paese che, per la sua posizione, offre alle aziende italiane ed europee una base operativa vantaggiosa per operare nell'Est con accesso a tutti i grandi mercati dell'area grazie ai trattati di libero scambio già siglati in ambito Asean. Inoltre le Filippine rappresentano attualmente uno dei Paesi con le più alte propensioni al consumo nell'area. A questo dato e al Pil in crescita, si aggiungono gli investimenti che il Paese sta mettendo in atto nel campo delle infrastrutture, del turismo e della filiera agroindustriale. Tutti settori caratterizzati da grandi opportunità per la fornitura di tecnologia e know how da parte delle aziende italiane a ulteriore conferma di quanto sia opportuno l'accordo che oggi votiamo e per il quale confermo il voto favorevole del gruppo Italia Viva-Psi. Relazione orale del senatore Petrocelli sul disegno di legge n. 2222 L'Assemblea è chiamata a esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo sui servizi aerei tra l'Italia e le Seychelles, sottoscritto dalle Parti nell'aprile 2016. L'Accordo, che si inserisce in un contesto già parzialmente disciplinato da un Memorandum d'intesa di contenuto tecnico-operativo sottoscritto dalle autorità aeronautiche dei due Stati nel 2015, mira a regolamentare i servizi aerei tra le Parti, puntando altresì a rafforzare ulteriormente i legami economici tra i due Paesi, ad apportare vantaggi economici ai rispettivi vettori aerei, agli aeroporti, ai passeggeri, agli spedizionieri, all'industria del turismo e, in generale, alle due economie. In particolare, l'Accordo stabilisce i diritti che le Parti contraenti concedono alle imprese da esse designate, ovvero il diritto di sorvolo del proprio territorio, di scalo tecnico e soprattutto di attività commerciale. L'articolo 3 del testo reca una clausola di invarianza finanziaria, secondo cui dall'attuazione dell'Accordo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 2222 Presidente, colleghi senatori, il turismo è il file rouge che lega Italia e Seychelles, le cui relazioni bilaterali sono contraddistinte da buoni rapporti e improntate prevalentemente a uno scambio economico basato sui flussi turistici. I viaggiatori italiani, al netto del periodo pandemico, rappresentano un numero rilevante del totale dei turisti stranieri nell'arcipelago; un fattore positivo anche per la nostra impresa di settore che potrebbe giocare un ruolo di primo piano accrescendo la sua presenza tra gli investitori esteri. Ecco che, in un quadro di questo tipo, diventa ancora più utile la ratifica di oggi dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e quello della Repubblica di Seychelles; un documento con il quale si stabiliscono i diritti che le Parti contraenti concedono alle imprese da esse designate, ossia il diritto di sorvolo del proprio territorio, di scalo tecnico e soprattutto di attività commerciale limitatamente ai punti individuati. Ulteriori articoli definiscono i principi generali che le autorità aeronautiche delle due Parti contraenti applicano in sede di Accordo sulle frequenze dei servizi da esercitare; stabiliscono l'applicabilità delle leggi e i regolamenti del Paese di ingresso relativi alla permanenza e alla partenza di aeromobili impiegate nei servizi internazionali anche agli aeromobili delle compagnie aeree designate dall'altro Paese e disciplinano le modalità di designazione e autorizzazione delle compagnie aeree che effettueranno i servizi sulle rotte specificate. L'Accordo stabilisce inoltre, opportunamente, le condizioni per il ritiro, la revoca o la sospensione delle autorizzazioni d'esercizio alle imprese aeree, per la protezione e la sicurezza dell'aviazione e per il riconoscimento reciproco dei certificati di aeronavigabilità e di idoneità e delle licenze. Infine, con questo accordo regolamentiamo gli aspetti doganali, conferendo totale esenzione fiscale ai materiali e alle attrezzature necessarie all'attività di volo. Questo testo si inserisce in un contesto già parzialmente disciplinato da un Memorandum d'intesa di contenuto tecnico-operativo sottoscritto nel 2015 dalle autorità aeronautiche dei nostri due Stati. Rappresenta quindi un livello ulteriore di perfezionamento nei rapporti, perché si inserisce in un quadro generale andandone a specificare singoli aspetti. Con questo accordo, quindi, puntiamo a regolamentare i servizi aerei puntando a obiettivi più a lungo termine. E che coincidono con rafforzare ulteriormente i legami economici tra Roma e Victoria, apportare vantaggi economici ai rispettivi vettori aerei e a tutto l'indotto, con effetti positivi sulle due economie e sul turismo. Un comparto che ha subito e continua a subire gravi ripercussioni a causa della pandemia e che dobbiamo invece sostenere creando opportunità di sviluppo utili. Come quelle per le quali poniamo oggi le basi, firmando l'accordo di ratifica sui servizi aerei tra Italia e Seychelles. Annuncio quindi il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-Psi. Relazione orale del senatore Iwobi sul disegno di legge n. 2220 L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo sui servizi aerei tra l'Italia e il Ruanda, sottoscritto nell'agosto 2018. Si tratta di un'intesa volta a disciplinare i rapporti bilaterali in materia di trasporto aereo, e che mira a rafforzare i legami economici tra i due Paesi, apportando vantaggi economici ai vettori aerei, agli aeroporti, ai passeggeri, agli spedizionieri, all'industria del turismo e, in generale, all'economia dei due Stati. In particolare, segnalo che questo importante Accordo stabilisce i diritti che le Parti contraenti concedono alle imprese da esse designate - ovvero il diritto di sorvolo del proprio territorio, di scalo tecnico e soprattutto di attività commerciale limitatamente ai punti individuati nella tabella delle rotte allegata all'Accordo - nonché disciplina la designazione e le autorizzazioni di servizio, stabilendo i requisiti che i vettori aerei devono soddisfare per essere designati a operare sulle rotte concordate da ciascuna Parte contraente. L'articolo 3 del disegno di legge reca una clausola di invarianza finanziaria, secondo cui dall'attuazione dell'Accordo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 2220 Presidente, colleghi senatori, il Rwanda sta attraversando una fase di trasformazione, con una politica economica che mira a ridurre la tradizionale dipendenza dal settore agricolo e a sviluppare quello dei servizi e il turismo, con un parallelo investimento, soprattutto negli ultimi cinque anni, nelle infrastrutture; tutti comparti nei quali le imprese italiane possono giocare un ruolo attivo, esportando competenze know how , esperienze imprenditoriali. È quindi strategico delineare un quadro puntuale su un settore strategico per lo sviluppo degli scambi commerciali e del turismo, ossia il traffico aereo; quadro che andiamo a delineare con l'intesa che oggi ratifichiamo: l'Accordo sui servizi aerei tra l'Italia e il Rwanda, sottoscritto nell'agosto 2018 e concluso dopo una fase negoziale svolta nel dicembre 2017. Questo testo ha il merito di fornire un'architettura complessiva che copre sia gli aspetti logistici che quelli giuridici. In particolare, stabilisce i diritti che le parti contraenti concedono alle imprese designate e che coincidono con il diritto di sorvolo del proprio territorio, di scalo tecnico e di attività commerciale. Tra gli aspetti normati nell'Accordo, viene disciplinata la designazione e le autorizzazioni di servizio, stabilendo i requisiti che i vettori aerei devono soddisfare per essere designati a operare sulle rotte concordate da ciascun Paese. Come già previsto in altri accordi similari sul traffico aereo, si stabilisce inoltre l'applicabilità di leggi e regolamenti di uno Stato relativi all'ingresso, alla permanenza e alla partenza dal proprio territorio anche agli aeromobili delle compagnie aeree dell'altro Stato. Per garantire la piena operabilità dei vettori, si prevede inoltre il riconoscimento reciproco dei certificati di aeronavigabilità e delle licenze e qualifiche rilasciate da ciascun Paese, degli standard di sicurezza delle strutture aeronautiche, degli equipaggi e degli aeromobili. Utile inoltre che l'Accordo stabilisca le modalità per l'imposizione di oneri e diritti d'uso alle linee aeree designate, regolamentando inoltre gli aspetti doganali e conferendo totale esenzione fiscale ai materiali e alle attrezzature necessarie all'attività di volo. L'Accordo è stato raggiunto cinque anni fa nel corso del decimo evento di negoziazione sui servizi aerei dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO) tenuto a Colombo, in Sri Lanka. Proprio a partire dal biennio 2016-2017 l'incremento nei contatti di livello diplomatici e tecnico trai nostri due Paesi, avviato dall'allora Governo grazie a una serie di visite e scambi tra la Farnesina e il Ministero degli esteri ruandese, ha avuto ricadute positive sugli scambi bilaterali aumentandoli del 5 per cento in un anno e con un incremento delle commesse ottenute da imprese italiane. Il Rwanda è un Paese di crescente interesse per i nostri imprenditori e, dal punto di vista strategico, presenta un'importanza di rilievo per la stabilità della regione dei Grandi Laghi. È opportuno coltivare i rapporti con il Rwanda, anche alla luce del suo ruolo nello scacchiere regionale e multilaterale. E l'intesa che oggi ratifichiamo ha il merito non solo di disciplinare il trasporto aereo, ma anche di rafforzare i legami tra Italia e Rwanda stimolando lo scambio commerciale e imprenditoriale. Per tutte queste considerazioni, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-Psi. Relazione orale del senatore Airola sul disegno di legge n. 2341 L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge recante la ratifica dell'Accordo di sede sottoscritto nel giugno 2021 tra l'Italia e il Centro internazionale per l'ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB), un'organizzazione internazionale intergovernativa che opera nel campo della genetica molecolare e delle biotecnologie. Il Centro si articola in tre «componenti», localizzate rispettivamente a Trieste (che è anche de facto la sede centrale dell'organizzazione), Nuova Delhi e Città del Capo. La struttura di Trieste, in particolare, è ospitata nell'Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica denominata Area Science Park di Padriciano, ente pubblico nazionale di ricerca vigilato dal Ministero dell'università e della ricerca. L'Accordo oggetto della presente ratifica è finalizzato ad individuare con esattezza le strutture dove è ospitato ICGEB, chiarendone la disponibilità a titolo gratuito. In linea con quanto generalmente previsto dagli accordi di sede di organizzazioni internazionali firmati dall'Italia, esso regola, inoltre, la personalità giuridica del Centro sul territorio italiano, ne definisce le responsabilità e le prerogative e accorda ai funzionari e agli esperti che vi lavorano, il regime di privilegi previsto per le agenzie del sistema delle Nazioni Unite in Italia. L'articolo 3 del testo valuta gli oneri previsti dal provvedimento per la manutenzione straordinaria degli immobili messi a disposizione gratuitamente del Centro in 2.620.000 euro per l'anno 2022 ed in 620.000 euro annui a decorrere dal 2023 e ne dispone la relativa copertura. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 2341 Presidente, colleghi senatori, dalla salvaguardia dell'ambiente, alla tutela delle coltivazioni agricole fino allo sviluppo dei vaccini. Sono infinite le possibili applicazioni degli studi della genetica e della biotecnologia. Un comparto che in Italia vanta già numeri importanti, basti considerare come il numero delle imprese biotecnologiche stia aumentando nel corso dell'ultimo decennio, con un totale che oggi supera le 700 unità e investimenti oltre i 770 milioni di euro. Ecco che il voto di oggi - relativo alla ratifica dell'Accordo tra l'Italia e il Centro internazionale per l'ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) per le attività del Centro e per la sua sede a Trieste - ripartisce i costi di manutenzione in modo tale che quella ordinaria sia a carico di ICGEB e quella straordinaria a carico dello Stato italiano, attraverso uno stanziamento specifico per Area Science Park. Il testo, in linea con quanto generalmente previsto dagli accordi di sede di organizzazioni internazionali firmati dall'Italia, regola la personalità giuridica del Centro sul territorio italiano, ne definisce le responsabilità e accorda ai funzionari e agli esperti di ICGEB il regime di privilegi previsto per le agenzie delle Nazioni Unite in Italia, facendo così chiarezza su un tema su cui c'erano state in passato delle zone d'ombra. Proprio per la sua natura internazionale, la presenza di questa realtà sul nostro territorio è quindi un'occasione sia di sviluppo per la nostra ricerca sia di osmosi globale per i progetti dei nostri scienziati. Le attività del Centro, infatti, incluse le iniziative istituzionali e i progetti di ricerca scientifica e formazione condotti dalle tre sedi, sono guidate da un board composto dai rappresentanti nominati dai Governi dei Paesi membri. Un consiglio scientifico internazionale, composto a rotazione da scienziati di grande prestigio, ne ispira le attività scientifiche. Si inserisce in un quadro più che promettente per il nostro Paese. L'ICGEB è, infatti, un'organizzazione internazionale intergovernativa attiva nel campo della genetica molecolare e delle biotecnologie. Fondata nel 19871 opera come centro autonomo nel sistema comune delle Nazioni Unite. Il Centro è sostenuto da 65 Paesi e sviluppa ricerche innovative in ambito biomedico, farmaceutico e ambientale. Tre segmenti la cui importanza è più che mai attuale, come ci ricorda purtroppo la pandemia tuttora in corso. Il Centro si articola in tre componenti localizzate a Nuova Delhi, Città del Capo e appunto a Trieste, che è anche de facto la sede centrale dell'organizzazione. La struttura di Trieste è ospitata nell'Area Science Park di Padriciano, un ente pubblico nazionale di ricerca vigilato dal Ministero dell'università e della ricerca. Una situazione quindi favorevole per i nostri ricercatori, ma che fino ad oggi non ha ancora visto la conferma ufficiale del legislatore. Anche se non è mai stata messa in discussione, infatti, la disponibilità gratuita della sede, per la quale l'Italia si è impegnata sin dal 1984, non è ancora però stata sancita con legge dello Stato. Con la ratifica di oggi saniamo quindi opportunamente questo vulnus . Finora i rapporti tra ICGEB ed Area Science Park sono stati regolati da una convenzione bilaterale rinnovata più volte fino al 31 dicembre 2017, quando ICGEB ha contestato un sensibile aumento dei costi di manutenzione straordinaria che gli era stato richiesto da Area Science Park. Con l'accordo di ratifica diamo quindi un quadro complessivo e certo anche dal punto di vista del contributo finanziario. L'organizzazione internazionale è stata finora finanziata dall'Italia con un contributo annuale di 10.169.961 euro a carico della Farnesina. Contributo che nel 2011 fu decurtato di circa 2 milioni di euro. L'accordo di ratifica che oggi votiamo affronta anche questo aspetto economico, fissando appunto a 10 milioni di euro il finanziamento annuo che l'Italia si obbliga a versare al Centro a decorrere dal 2021. L'Accordo individua inoltre con esattezza le strutture dove è ospitato I'ICGEB e ne chiarisce la disponibilità a titolo gratuito, ln conclusione, colleghi, è stato un anno importante per le scienze italiane. Il nostro Paese ha visto riconoscere il Nobel per la Fisica a Giorgio Parisi. Solo pochi giorni fa un altro nostro scienziato, il fisico Graziano Venanzoni, è stato inserito da Nature fra i cinque scienziati di punta per il 2022. Il mondo si aspetta ancora grandi cose dagli scienziati del nostro Paese, ed è importante perseguire ogni strada e iniziativa che possa creare un terreno fertile per la ricerca italiana in qualsiasi forma e campo di applicazione. Per questo, votiamo convintamente a favore dell'accordo di ratifica. Esprimo quindi il voto favorevole del gruppo Italia Viva-Psi. Relazione orale del senatore Ferrara sul disegno di legge n. 2342 L'Accordo in oggetto è finalizzato all'apertura di una sede in Italia dell'EPLO, un'organizzazione internazionale intergovernativa che si occupa di istruzione e formazione, di ricerca e di cooperazione tecnica nell'ambito del diritto pubblico europeo. L'Ufficio, in particolare, è stabilito a Roma, presso alcuni locali di Palazzo Altemps dove già la struttura opera sulla base di un Accordo di comodato. Segnalo all'Assemblea che l'Italia - che già ha contribuito negli scorsi anni al bilancio EPLO con contributi volontari per 50.000 euro annui e che eroga, tramite il MAECI, un contributo finanziario per borse di studio a favore di giovani studiosi italiani - si obbliga a versare un contributo annuo di 500.000 euro all'Ufficio romano dell'EPLO. L'articolo 3 del testo valuta gli oneri derivanti dal provvedimento pari a 500.000 annui a decorrere dal 2022 e ne dispone la relativa copertura. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 2342 Presidente, colleghi senatori, il sapere rende liberi. Questo vale in particolar modo per il sapere giuridico, che ci assicura la conoscenza delle leggi e la capacità di vigilare sul loro rispetto. Proprio allo scopo di divulgare la cultura giuridica e la promozione dei valori europei attraverso il diritto pubblico è stata istituita l'organizzazione internazionale e intergovernativa EPLO - European Public Law Organization - l'organizzazione per la quale oggi ratifichiamo l'accordo attraverso il quale si prevede l'apertura di un suo ufficio in Italia. EPLO ha un ruolo prezioso non solo divulgativo ma anche attivo, di vero e proprio tutore del rispetto delle convenzioni giuridiche internazionali. Recentemente, infatti, ha ottenuto lo status di osservatore permanente all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, all'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), all'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO) e all'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). Allo stesso tempo mantiene uffici di osservatori permanenti a New York, Ginevra e Vienna. Istituita nel 2004 con un accordo internazionale ad Atene, dove ha i suoi uffici centrali, l'EPLO dispone di sedi periferiche in numerosi Paesi ed in particolare in Romania, Moldavia, Armenia, Ungheria e di uffici regionali in Belgio, Bosnia, Nicaragua, Messico, Ucraina, Slovacchia, Iran, Portogallo e Svizzera. In seguito all'accordo che oggi ratifichiamo, a questi Paesi si aggiungerà anche l'Italia. L'Ufficio avrò luogo a Roma, vicino al Senato, presso alcuni locali di Palazzo Altemps. In attesa dell'entrata in vigore dell'Accordo di sede, questa collocazione è temporaneamente regolamentata da un Accordo di comodato d'uso gratuito, già firmato nel settembre 2019, che prevede la messa a disposizione da parte del Ministero dei beni culturali della porzione dell'immobile di palazzo Alternps per un periodo di due anni rinnovabili. Per questo utilizzo, le spese a carico di EPLO saranno limitate ai consumi, ai servizi di pulizia e ai costi della manutenzione ordinaria. La convenzione che ratifichiamo oggi affronta anche l'aspetto economico. L'articolo 3 reca un contributo annuo pari a 500mila euro che l'Italia si obbliga a versare annualmente all'Ufficio a decorrere dall'entrata in vigore dell'Accordo. Una cifra alla quale si provvede mediante il programma "Fondi di riserva e speciali" dello stato di previsione del Mef. Attualmente, infatti, l'Italia contribuisce al bilancio EPLO con contributi pari a 50mila euro a carico della Farnesina, stanziati nel 2019 e nel 2020. Inoltre, ogni anno il MAECI eroga un contributo finanziario per borse di studio di cui beneficiano giovani studiosi italiani che frequentano corsi di diritto pubblico europeo organizzati dall'EPLO. Solo per l'anno accademico 2020-2021 il MAECI ha messo a disposizione sei borse di studio, per un valore di 21.180 euro. Risorse finalizzate alla frequenza dei master annuali organizzati dalla scuola universitaria internazionale European Law and Governance School di Atene, un istituto di istruzione superiore paneuropeo dedicato a una missione speciale: lo sviluppo di una nuova generazione di giuristi e avvocati che possano operare all'interno di qualsiasi sistema legale internazionale. EPLO si occupa anche di ricerca, attraverso attività che esplorano un'ampia gamma di questioni accademiche e politiche nel campo del diritto pubblico, compresa la riforma della giustizia, la pubblica amministrazione, la tutela delle minoranze. Tutti temi che sono al centro del dibattito anche in Italia, e per i quali è utile e opportuno avere sul nostro territorio un'organizzazione che studi fenomeni e possibili scenari per il futuro. E ancora, è sicuramente utile per il nostro Paese anche il ruolo di cooperazione tecnica che EPLO include tra le proprie attività a partire dall'assistenza legale alle autorità nazionali e la formazione di giudici e funzionari pubblici. Infine, la presenza di una sede italiana sarà stimolo anche per il nostro mondo accademico che è già attualmente parte attiva negli organi di governo dell'EPLO. Il suo Consiglio di amministrazione, infatti, vede la partecipazione di diversi nostri atenei: La Sapienza di Roma, l'Università di Teramo, l'Orientale di Napoli, le università di Perugia, di Trento, della Tuscia, di Parma e della Campania 'Luigi Vanvitelli'. Tutte presenti nel board con un ruolo consultivo. La destinazione di una sede in Italia restituisce quindi una giusta rappresentanza a un ruolo attivo che l'Italia vanta già, di fatto, con l'EPLO sia per le risorse già erogate in passato, che ora vengono messe a sistema, sia per l'importante contributo in termini di conoscenza e competenza già apportato da alcuni dei nostri atenei più prestigiosi. Per questo, annuncio il voto favorevole del gruppo Italia Viva-Psi. Grazie Presidente. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 2222 sugli articoli da 1 a 4 e sulla votazione finale, il senatore Errani avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Aimi, Alderisi, Auddino, Bagnai, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Botto, Bressa, Calderoli, Casolati, Castellone, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Cioffi, Collina, Corti, Dal Mas, De Poli, Di Marzio, Donno, Evangelista, Fazzolari, Ferrero, Floridia, Galliani, Ghedini, Giacobbe, Iori, La Pietra, Lomuti, Mangialavori, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Montevecchi, Monti, Napolitano, Nisini, Nocerino, Ortis, Ostellari, Pianasso, Pichetto Fratin, Pittella, Pucciarelli, Quarto, Rauti, Ripamonti, Rojc, Ronzulli, Ruspandini, Russo, Saponara, Sciascia, Segre, Sileri, Testor, Totaro, Turco, Vaccaro e Vitali. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Bossi Simone, Campagna, Casini, Crimi, D'Angelo, Garruti, Licheri, Maiorino, Messina Alfredo, Mininno, Pavanelli e Romano. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare Italia Viva - PSI, con lettera in data 10 gennaio 2022, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 5a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Faraone; 7a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Sbrollini; 10a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Faraone, cessa di farne parte la senatrice Sbrollini. Disegni di legge, annunzio di presentazione Regione Basilicata Modifica al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante Codice dei contratti pubblici (2491) (presentato in data 04/01/2022). Governo, trasmissione di atti La Presidenza del Consiglio dei ministri, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: alla dottoressa Alfonsina Russo, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della cultura; all'ingegner Fabio Croccolo, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; alla dottoressa Margherita Cardona, magistrato ordinario collocato fuori del ruolo organico della magistratura, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della giustizia. Con lettere in data 20 e 27 dicembre 2021 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Grottaferrata (Roma) e Fallo (Chieti). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Creare un'economia al servizio delle persone: un piano d'azione per l'economia sociale (COM(2021) 778 definitivo), alla 11 a Commissione permanente e, per il parere, alla 1 a , alla 5 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente. Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 27, 28, 29 dicembre 2021, 3 e 10 gennaio 2022, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Ligure Orientale, per gli esercizi 2017 - 2018 e 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 504); dell'Acquedotto Pugliese S.p.A., per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 505); dell'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani "Giovanni Amendola" (INPGI) per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 506); dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 507); di ENAV S.p.A., per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 508); dell'Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE) per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 509). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti È pervenuto al Senato un voto della regione Toscana per assumere una posizione di netta condanna degli atti di vandalismo e di violenza verificatisi il 9 ottobre 2021 a Roma contro la sede nazionale della CGIL e ad esprimere solidarietà nei confronti di chi è stato aggredito e danneggiato. Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente (n. 76). Parlamento europeo, trasmissione di documenti. Deferimento Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 14 dicembre 2021, ha inviato il testo di 21 documenti, approvati dal Parlamento stesso nella tornata dal 22 al 25 novembre 2021, deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sotto indicate Commissioni competenti per materia: risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013, alla 5 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1022); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga il regolamento (UE) n. 1306/2013, alla 5 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1023); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (UE) n. 251/2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e (UE) n. 228/2013 recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione, alla 9 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1024); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2015/848 relativo alle procedure di insolvenza allo scopo di sostituirne gli allegati A e B, alla 2 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1025); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2018/1091 per quanto riguarda il contributo dell'Unione per le statistiche integrate sulle aziende agricole nell'ambito del regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, alla 5 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1026); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1286/2014 per quanto riguarda la proroga del regime transitorio per le società di gestione, le società d'investimento e le persone che forniscono consulenza sulle quote di organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e di non OICVM o vendono quote di tali prodotti, alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1027); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2009/65/CE per quanto riguarda l'uso dei documenti contenenti le informazioni chiave da parte delle società di gestione di organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1028); risoluzione sulla politica dell'UE in materia di sport: valutazione e possibili vie da seguire, alla 7 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1029); risoluzione legislativa sul progetto comune di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2022, approvato dal comitato di conciliazione nel quadro della procedura di bilancio, alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1030); risoluzione sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2021 dell'Unione europea per l'esercizio 2021-Sostegno umanitario a favore dei rifugiati in Turchia, alla 1 a , alla 3 a , alla 5 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria permanente per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1031); risoluzione sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 6/2021 dell'Unione europea per l'esercizio 2021 - Dosi di vaccino aggiuntive per i paesi a reddito basso e medio basso, rafforzamento dell'UCPM e altri adeguamenti delle spese e delle entrate, alla 3 a , alla 5 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1032); risoluzione sulle raccomandazioni alla Commissione sulla politica e la legislazione in materia di migrazione legale, alla 1 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1033); risoluzione sull'introduzione di una tessera europea di sicurezza sociale per migliorare l'applicazione digitale dei diritti previdenziali e di una mobilità equa, alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1034); risoluzione sui negoziati multilaterali in vista della dodicesima conferenza ministeriale dell'OMC a Ginevra, dal 30 novembre al 3 dicembre 2021, alla 3 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1035); risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che autorizza gli Stati membri dell'Unione europea ad accettare, nell'interesse dell'Unione europea, l'adesione delle Filippine alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1036); risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che autorizza gli Stati membri ad accettare, nell'interesse dell'Unione europea, l'adesione della Giamaica alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1037); risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che autorizza gli Stati membri dell'Unione europea ad accettare, nell'interesse dell'Unione europea, l'adesione della Bolivia alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1038); risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che autorizza gli Stati membri dell'Unione europea ad accettare, nell'interesse dell'Unione europea, l'adesione del Pakistan alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1039); risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio che autorizza gli Stati Membri ad accettare, nell'interesse dell'Unione europea, l'adesione della Tunisia alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1040); risoluzione sulla sicurezza dei parcheggi per automezzi pesanti nell'UE, alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1041); risoluzione sulle violazioni dei diritti umani da parte delle imprese militari e di sicurezza private, in particolare il gruppo Wagner, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , alla 4 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria permanente per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1042). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 4 gennaio 2022, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/36/UE per quanto riguarda i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di Paesi terzi e i rischi ambientali, sociali e di governance , e che modifica la direttiva 2014/59/UE (COM(2021) 663 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 4 gennaio 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14 a ; la Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 575/2013 per quanto concerne i requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischio operativo, il rischio di mercato e l' output floor (COM(2021) 664 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 4 gennaio 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14 a . Mozioni, apposizione di nuove firme La senatrice Ferrero ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00445 del senatore Salvini ed altri. Interrogazioni Atto n. 3-03003 VITALI Al Ministro dell'interno Premesso che: da fonti di stampa si apprende che nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2022 a Foggia sono stati fatti esplodere due ordigni, uno davanti ad un negozio di fiori ed il secondo davanti ad una concessionaria di auto a San Severo (Foggia) e lo scoppio ha provocato danni alle attività commerciali ed al portone di ingresso delle palazzine adiacenti; la notte tra il 3 e il 4 gennaio i titolari di una profumeria a San Severo (Foggia) hanno subito un attentato dinamitardo che ha provocato loro danni ingenti; a dicembre 2021 la stampa locale riportava di un attentato che ha colpito una farmacia di Monte Sant'Angelo, nel foggiano, dove una bomba è stata fatta esplodere davanti all'attività di proprietà della compagna del comandante della locale stazione dei Carabinieri; in data 4 ottobre 2021, a San Giovanni Rotondo, si è avvertita l'esplosione di un ordigno rudimentale, nel centrale corso Regina Margherita, nel mirino uno studio medico della zona. La deflagrazione è stata potente e ha danneggiato anche due auto parcheggiate nelle vicinanze della saracinesca colpita, nonché i vetri delle vicine abitazioni; in data 1° aprile 2021 un forte boato nella notte ha interrotto la quiete della zona rossa di Carapelle (provincia di Foggia), dove un ordigno è stato piazzato e fatto esplodere all'ingresso di un'azienda agricola. Si tratta del terzo attentato intimidatorio nei confronti di Sgarro, il proprietario, al quale nel maggio 2020 fu anche danneggiata un'autovettura di famiglia; in data 26 gennaio 2021 vi fu un atto intimidatorio ad Orta Nova (Foggia): poco prima delle 23, ignoti piazzarono un ordigno rudimentale ai piedi della saracinesca di un bar in piazza Pietro Nenni, situato a poche decine di metri dal Comune; la deflagrazione causò danni alla saracinesca e all'ingresso dell'attività; nel corso di tutto il 2021 l'interrogante aveva sollecitato ripetutamente la Commissione Antimafia (in data 6 dicembre l'ultima istanza presentata), affinché si mettesse in moto per porre fine a gesti criminali come quelli elencati, senza avere risposta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti, se non ritenga opportuno stigmatizzare con fermezza tali atti criminali e sollecitare un intervento straordinario urgente del tipo "operazione primavera", attività condotta in Puglia tra il 28 febbraio e il 30 giugno 2000 per il contrasto al contrabbando di sigarette e generi di monopolio. Atto n. 3-03004 PARRINI PITTELLA TARICCO MARILOTTI CERNO VALENTE IORI STEFANO BITI COLLINA BOLDRINI CIRINNA' NANNICINI ASTORRE LAUS ALFIERI FEDELI VATTUONE COMINCINI D'ALFONSO MIRABELLI ROSSOMANDO D'ARIENZO ROJC MARCUCCI FERRAZZI GIACOBBE VERDUCCI Al Ministro della cultura Premesso che: in data 5 gennaio 2022 è stato reso noto che la casa d'aste Bertolami Fine Arts ha bandito la vendita (con prezzo base di 600 euro) di una delle riproduzioni originali, ciclostilate, del volantino recante il Comunicato n. 1 con il quale le Brigate Rosse, nelle ore immediatamente successive all'eccidio di via Mario Fani del 18 marzo 1978, rivendicarono l'avvenuto sequestro di Aldo Moro e il barbaro omicidio dei cinque agenti della sua scorta; la notizia ha suscitato vasta e comprensibile riprovazione, sia da parte dei parenti e dei discendenti delle vittime, sia da parte dell'Associazione nazionale funzionari di Polizia; la commercializzazione di documenti così profondamente legati a snodi dolorosissimi della storia della Repubblica desta preoccupazione sotto molteplici profili: da un lato, il valore storico e simbolico di simili documenti dovrebbe escludere che da essi possa trarsi profitto economico; d'altro canto, su un piano più generale, la messa in commercio del volantino denota il rischio di una diffusa banalizzazione di eventi della cui gravità non possono essere disperse la memoria e la consapevolezza, laddove decenza e umanità imporrebbero invece di preservare i documenti, così come i luoghi, che di quella memoria sono veicolo; considerato che: il decreto legislativo n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali) e in particolare i suoi articoli 59 e seguenti dettano precise condizioni per la commerciabilità di beni e documenti di interesse o rilievo culturale, protetti dal medesimo codice; il Ministro in indirizzo, nell'imminenza del diffondersi della notizia, ha già comunicato che svolgerà accertamenti sulla vicenda, specie al fine di valutare l'effettivo interesse storico-culturale del documento messo all'asta; la vicenda impone altresì di avviare una riflessione sulla conservazione della memoria della gravità degli eventi e delle vicende legati alla violenza e all'eversione terroristica nella storia della Repubblica, si chiede di sapere: quali ulteriori iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per verificare l'effettivo rispetto, nel caso di cui in narrativa, delle prescrizioni contenute nel decreto legislativo n. 42 del 2004; quali iniziative intenda altresì intraprendere per valorizzare la conservazione della memoria degli eventi e delle vicende legati alla violenza e all'eversione terroristica, anche attraverso l'irrobustimento dei vincoli relativi a luoghi e documenti a tali vicende collegati, specie in relazione alla possibilità di trarre da essi profitto economico. Atto n. 3-03005 CALANDRINI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il Parco nazionale del Circeo da un anno è privo di direttore, in quanto si sono susseguite tre delibere di proposizione della terna di candidati che sono poi state oggetto di annullamento; la procedura vigente prevede difatti che il consiglio direttivo dell'ente parco sia chiamato a predisporre una terna di nominativi valutando i curricula presentati dai candidati che rispondono all'avviso pubblico. Tale terna viene successivamente sottoposta al Ministro della transizione ecologica, che, con decreto, procede con la nomina del direttore; nei mesi passati, la procedura disposta dall'ente parco era stata bocciata dal Ministero, che aveva mosso una serie di rilievi sull' iter tali da determinarne l'annullamento e la predisposizione di un nuovo avviso pubblico; se l' iter per la nomina del presidente del parco nazionale del Circeo è oramai giunto a conclusione con la nomina dello stesso, resta inevasa la procedura relativa all'incarico del direttore dell'ente e si è resa pertanto necessaria la proroga del direttore facente funzione; in merito alle motivazioni addotte nell'atto con cui è stato annullato il provvedimento amministrativo attraverso il quale il direttivo ha approvato la terna di candidati alla carica di direttore, si specifica che l'annullamento deriva da motivi di opportunità, di merito e di legittimità. Si fa più volte riferimento alla mancanza di un metodo condiviso e di collegialità rispetto alla scelta operata e ora oggetto d'annullamento; a parere dell'interrogante risulta peraltro singolare che i delegati del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del Ministero della transizione ecologica abbiano votato in modo diverso; è di tutta evidenza che il parco nazionale del Circeo abbia bisogno di una guida operativa considerate le questioni sospese, quali l'approvazione del piano del parco, la gestione del piano daini, la gestione di progettazione e finanziamenti, la gestione del personale, i rapporti con l'ex Corpo forestale dello Stato, i progetti sul turismo, per l'agricoltura, il mare, eccetera, si chiede di sapere quali iniziative intenda adottare il Ministro in indirizzo al fine di risolvere la situazione di stallo che si protrae da oltre un anno e affinché il parco nazionale del Circeo possa essere finalmente dotato degli organi istituzionali necessari al proprio funzionamento. Atto n. 3-03006 BERGESIO VALLARDI BRUZZONE RUFA ZULIANI PIZZOL Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, della transizione ecologica e della salute Premesso che: il caso accertato di peste suina africana ad Ovada (Alessandria) e gli altri due casi in attesa di conferma, uno sempre in Piemonte e l'altro in Liguria, destano grave preoccupazione in merito al rinvigorirsi dell'emergenza, da tempo denunciata dagli interroganti, relativa al proliferare incontrollato della fauna selvatica; le criticità legate alla diffusione della fauna selvatica, se non affrontate in maniera efficace e tempestiva, rischiano di sfuggire dal controllo, determinando seri danni per gli agricoltori e gli allevatori e aumentando il rischio stesso di diffusione della peste suina africana, con inevitabili ricadute su tutto il comparto della suinicoltura italiana che rappresenta un riferimento importante per la promozione dell'agroalimentare " made in Italy " in tutto il mondo; il settore suinicolo in Italia vanta un fatturato di circa 3 miliardi di euro per la fase agricola e di circa 8 miliardi di euro per quella industriale, incidendo per il 5,8 per cento sul totale agricolo e agroindustriale nazionale. Operano nel comparto circa 25.000 aziende agricole, che gestiscono 8,3 milioni di capi, e circa 3.500 aziende di trasformazione. La produzione di carne si aggira intorno a 1,45 milioni di tonnellate. Nel solo Piemonte operano circa 3.500 aziende che producono un fatturato di circa 400 milioni di euro annui; è evidente che si parla di un settore altamente competitivo che non può essere messo in crisi dall'inerzia nell'approntare un'organica riforma di settore, assolutamente necessaria a risolvere l'attuale stato di emergenza. La stessa 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato, in data 30 giugno 2021, ha approvato una risoluzione sulle problematiche legate all'eccessiva presenza di fauna selvatica che si auspica possa essere quanto prima posta all'esame dell'Aula, affinché il Governo ne dia attuazione; l'Istituto zooprofilattico di Torino ha confermato che la peste suina non è trasmissibile all'uomo, ma si tratta di una delle più gravi malattie che può colpire la zootecnia ed è altamente trasmissibile tra i suini. Senza le dovute precauzioni, il comparto suinicolo potrebbe rischiare gravi limitazioni, soprattutto sul fronte delle esportazioni; la grave situazione denunciata rischia di generare un serio danno all'immagine del nostro Paese, divenendo anche un possibile strumento di speculazione economica nei confronti del territorio, andando ingiustamente a colpire gli allevamenti italiani che operano nel rispetto di standard di sicurezza molto elevati, dovuti ai controlli e ai sistemi di tracciabilità attualmente in vigore; è necessaria un'azione sinergica tra tutti i soggetti a vari livelli coinvolti ai fini dell'adozione di interventi adatti a gestire la situazione attuale, consentendo alle Regioni di attuare piani di gestione e controllo finalizzati ad arrestare il contagio e porre fine ai danni causati dal proliferare della fauna selvatica, che rappresenta una minaccia per il settore primario e per la sicurezza della circolazione stradale e un rischio per la sanità animale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo vogliano attuare immediatamente tutte le misure necessarie per monitorare l'andamento sul territorio della malattia, ai fini del suo contenimento, rimuovendo prontamente tutti gli ostacoli che attualmente impediscono alle Regioni di attuare i piani di gestione, controllo e contenimento delle popolazioni di cinghiali, riconoscendo inoltre i dovuti ristori agli agricoltori e agli allevatori per i danni subiti dal proliferare incontrollato della fauna selvatica; se, anche alla luce delle risorse impiegate nel piano nazionale di ripresa e resilienza, non si intenda adottare un piano strategico di rilancio della zootecnia italiana, sostenendo la nascita di progetti di filiera che possano aumentare la competitività del comparto e contribuire alla crescita dell'economia del Paese. Atto n. 3-03007 FERRAZZI ALFIERI MANCA Ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: l'articolo 1, commi 42 e successivi, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), ha previsto, per ciascuno degli anni dal 2021 al 2034, l'assegnazione ai Comuni di contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, nel limite complessivo di 150 milioni di euro per l'anno 2021, di 250 milioni di euro per l'anno 2022, di 550 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e di 700 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034; il successivo comma 42- bis , introdotto dall'articolo 20 del decreto-legge 6 novembre 2021 n. 152, ha previsto l'integrazione delle predette risorse, relative agli anni dal 2021 al 2026, confluite nell'ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), approvato con decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021, per un ammontare pari a 100 milioni di euro per l'anno 2022 e 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024; considerato che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 21 gennaio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 marzo 2021, n. 56, ha definito i criteri per la ripartizione dei contributi; l'articolo 5, comma 2, stabilisce che "qualora l'entità delle richieste pervenute superi l'ammontare delle risorse disponibili, l'attribuzione è effettuata, tenendo conto della quota riferita alla progettazione esecutiva e alle opere, a favore dei comuni che presentano un valore più elevato dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM)"; il decreto del capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell'interno 30 dicembre 2021 ha approvato l'elenco dei progetti ammissibili relativi alle istanze validamente trasmesse dai Comuni, la graduatoria dei progetti ammissibili per un ammontare complessivo di 4.277.384.625,56 euro dei Comuni con un IVSM più elevato, e l'elenco dei progetti beneficiari per un ammontare di progetti finanziati pari a 3.399.271.176,95 euro; rilevato che: numerosi Comuni, in particolare nelle aree del nord del Paese, a seguito della pubblicazione del decreto 30 dicembre 2021, hanno constatato il mancato finanziamento dei progetti proposti, generando un diffuso e crescente malcontento tra i sindaci e le comunità locali a seguito della pubblicazione della graduatoria; nel Veneto, a fronte di 227 progetti presentati da parte dei Comuni, solo 24 (proposti dai Comuni di San Bonifacio, Lonigo, Monselice, Montebelluna e Conegliano) risultano finanziabili, pur essendo stati quasi tutti approvati, laddove la maggior parte dei progetti finanziabili secondo la graduatoria riguarda Comuni del Mezzogiorno. Analoghe situazioni si riscontrano anche nelle altre regioni del nord Italia e, in particolare, in Lombardia; l'ANCI, a seguito della pubblicazione del decreto 30 dicembre 2021, ha diramato un comunicato con il quale, senza mettere in dubbio l'efficacia di una misura che si è caratterizzata per modalità agevoli di assegnazione dei fondi, ha ribadito la necessità di integrare le risorse disponibili con un ulteriore stanziamento di circa 900 milioni di euro, al fine di finanziare tutti i progetti risultati ammissibili; il mancato finanziamento dei progetti di rigenerazione urbana risultati ammissibili precluderebbe la possibilità di realizzare opere rilevanti per lo sviluppo di interi territori, lasciando senza risposte le attese di tantissime comunità locali; il Ministro per i rapporti con il Parlamento, a seguito di sollecitazioni pervenute dai sindaci di tutto il territorio nazionale, avrebbe rassicurato che ulteriori 900 milioni di euro sarebbero stati stanziati per coprire le spese relative ai progetti dei Comuni che, a causa di un IVSM troppo elevato, non rientrano nella graduatoria dei progetti finanziabili con le presenti risorse; considerato che, ferma restando la necessità di dispiegare una quota consistente di risorse a beneficio dei Comuni del Mezzogiorno, come previsto anche dal PNRR, l'impiego dell'IVSM e di altri indicatori basati sul reddito pro capite rischia di penalizzare, come successo nel caso dei Comuni veneti, i soggetti attuatori più virtuosi e di escludere progetti meritori di finanziamento secondo lo spirito della normativa, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano che la realizzazione di un maggior numero possibile di progetti relativi alla rigenerazione urbana sia una priorità per il Paese, anche alla luce del forte impegno verso la transizione ecologica derivante dal piano nazionale di ripresa e resilienza; se non ritengano opportuno attivarsi per proporre lo stanziamento di ulteriori risorse, pari a 900 milioni di euro, al fine di consentire il finanziamento di tutti i progetti di rigenerazione urbana presentati dai Comuni e dichiarati ammissibili ai sensi della normativa richiamata. Atto n. 3-03008 RICHETTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la Corte suprema russa ha ordinato la chiusura di Memorial International, la più antica organizzazione per la difesa dei diritti umani russa, fondata nel 1989 dal premio Nobel per la pace Andrei Sakharov; il giudice Alla Nazarova ha ordinato la chiusura sia della struttura centrale che delle sedi regionali per non aver contrassegnato tutte le sue pubblicazioni con l'etichetta di «agente estero», come richiesto dalla legge. La dibattuta legislazione russa sull'«agente estero» definisce le organizzazioni che ricevono fondi internazionali come azioni contrarie agli interessi della Russia. Durante l'udienza il pubblico ministero ha anche sostenuto che Memorial «crea una falsa immagine dell'Urss come stato terrorista e denigra la memoria della seconda guerra mondiale»; la ONG ha annunciato che farà ricorso; come affermato dal Segretario di Stato americano Antony Blinker, la chiusura arriva in un anno in cui lo spazio per la società civile, i media e gli attivisti pro -democrazia in Russia si è ridotto; anche l'ONU, l'Unione europea e gran parte della comunità internazionale si sono espressi contro lo smantellamento dell'ONG; come dichiarato dalla direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale, «International Memorial è un'organizzazione per i diritti umani molto rispettata che ha lavorato instancabilmente per documentare le atrocità e la repressione politica compiute sotto il governo di Joseph Stalin e di altri leader sovietici» e la sua chiusura «rappresenta un attacco diretto ai diritti alla libertà di espressione e di associazione. L'uso da parte delle autorità della legge sugli "agenti stranieri" per sciogliere l'organizzazione è un attacco sfacciato alla società civile che cerca di offuscare la memoria nazionale della repressione statale, è un grave insulto per le vittime del Gulag russo e deve essere immediatamente annullata», si chiede di sapere quali iniziative di competenza, anche di carattere diplomatico, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di esprimere la condanna da parte del nostro Paese in relazione alla chiusura della ONG Memorial International e al fine di garantire che l'attività svolta da Memorial di documentazione e denuncia dei crimini politici commessi nell'ex Unione Sovietica possa proseguire. Atto n. 3-03009 TARICCO PINOTTI NANNICINI D'ALFONSO COMINCINI IORI FEDELI ROJC BITI VATTUONE BOLDRINI ALFIERI LAUS PITTELLA D'ARIENZO ROSSOMANDO STEFANO VALENTE MARILOTTI MARCUCCI COLLINA MARGIOTTA FERRAZZI MANCA GIACOBBE Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la peste suina africana (PSA) è una malattia virale che colpisce i suini domestici e quelli selvatici, causando livelli di mortalità fino al 100 per cento nelle popolazioni di suini colpite. La PSA è estremamente pericolosa per i suini in quanto risulta fortemente resistente nell'ambiente, così come nei prodotti contaminati; il virus , oltre a muoversi per contiguità, è anche capace di compiere veri e propri "balzi" e trasferire la malattia a centinaia di chilometri dal fronte endemico, come dimostrato dalle recenti analisi svolte dall'Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta e confermate dal Centro di referenza nazionale per le pesti suine dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Umbria e Marche; dall'allevamento dei suini è ricavata nel nostro Paese carne di grandissima qualità, materia prima per la realizzazione di molti dei prodotti alimentari che sono vanto del made in Italy nel mondo; considerato che: nel corso degli ultimi anni, in Italia, la malattia è stata rilevata unicamente in Sardegna, dove in ogni caso ultimamente si è registrato un costante e netto miglioramento della situazione epidemiologica; da notizie di stampa risulterebbe che a Ovada (Alessandria) sarebbe stato ritrovato un primo cinghiale morto a causa di una variante del virus della PSA, geneticamente diversa da quella circolante in Sardegna, e corrisponderebbe a quello circolante in Europa da alcuni anni, proveniente dai Paesi dell'ex blocco sovietico, e sarebbero stati rinvenuti ulteriori animali analogamente morti; sono 54 i comuni piemontesi e 24 quelli liguri ad oggi dichiarati "area infetta" in cui la caccia è stata vietata e dove è stata attivata la massima vigilanza sulle misure di biosicurezza nel settore domestico, con particolare riguardo a tutte le operazioni di trasporto e di movimentazione degli animali, di mangimi, prodotti e persone, come conseguenza del ritrovamento dell'esemplare di ungulato morto sul territorio alessandrino; rilevato che: l'impatto della PSA a livello locale, ma anche globale, è impressionante e sta cambiando i flussi commerciali non solo legati allo scambio di suini vivi, di carni e prodotti derivati, ma anche ai mangimi e alle fonti alimentari proteiche alternative; una crisi legata ad un'emergenza PSA, in questo momento, potrebbe rischiare di portare danni ingentissimi al settore zootecnico suinicolo e a tutta la filiera connessa nel nostro Paese; risulterebbe da notizie di stampa che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali aveva già provveduto a redigere un decreto deputato a risolvere sia l'emergenza della peste suina africana, sia quella relativa alla fauna selvatica in cui "si intende predisporre misure di prevenzione, di monitoraggio e di controllo relative alla malattia virale, denominata 'Peste Suina Africana' che colpisce suini domestici e selvatici con livelli di mortalità del 100% nelle popolazioni di suini colpite"; lo stesso decreto prevedeva la istituzione presso il Ministero della salute, a supporto di un piano nazionale di eradicazione e sorveglianza della PSA, di un "sistema nazionale di raccolta dati per il monitoraggio dei cinghiali" e di un "Comitato di coordinamento di cui avrebbero dovuto far parte un esperto del Ministro della Salute, con funzioni di Presidente, un esperto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, un esperto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, un esperto delle Regioni e Province autonome, un esperto degli Istituti zooprofilattici sperimentali e un esperto dell'ISPRA. Il Comitato avrebbe dovuto avere lo scopo di assicurare il coordinamento delle attività di monitoraggio e valutare l'efficacia delle misure adottate dalle Regioni e Province autonome attraverso il Piano regionale di gestione e controllo del cinghiale"; il 30 giugno 2021 la 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sui danni causati all'agricoltura dall'eccessiva presenza della fauna selvatica, ha approvato un'articolata risoluzione nella quale si chiedeva una serie di interventi per affrontare l'emergenza causata dall'eccessiva presenza di animali selvatici e per rendere più efficaci le azioni di controllo in particolare sul cinghiale, anche perché "il numero sproporzionato di cinghiali aumenta in modo esponenziale i rischi di introduzione di alcune patologie, come la peste suina africana (PSA), in grado di creare importanti rischi sanitari per la successiva diffusione degli agenti patogeni sia a carico delle popolazioni selvatiche di cinghiale sia a carico di allevamenti di maiali domestici"; come previsto dal piano nazionale per le emergenze di tipo epidemico, sarebbe stato avviato l'insediamento delle unità di crisi a livello locale, regionale e nazionale per l'adempimento delle azioni previste dal manuale operativo e dalle norme specifiche in materia, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti e se sia a conoscenza di ulteriori casi di diffusione della PSA in altri ambiti territoriali del Paese; quali siano le misure già messe in atto e quelle in via di predisposizione per affrontare, con urgenza, l'emergenza causata dal diffondersi della PSA nei 54 comuni piemontesi e nei 24 liguri ad oggi dichiarati "area infetta" e per mettere in sicurezza l'intero settore dell'allevamento suinicolo italiano a fronte dei rischi derivanti dalla possibile diffusione della PSA sul territorio nazionale; quali iniziative intenda predisporre, anche alla luce della citata risoluzione approvata in Parlamento, al fine di affrontare la problematica dell'abnorme diffusione di ungulati nel nostro Paese, in particolare del cinghiale, tenendo conto dei gravi rischi sanitari generati dalla crescente diffusione della specie Sus scrofa e delle possibili ricadute economiche negative sugli allevamenti, e se, in tale ambito, intenda consentire maggiori strumenti e possibilità di azione agli enti preposti all'attuazione dei piani di gestione e di controllo necessari per arginarne la diffusione della suddetta specie, e ai conduttori dei fondi interessati. Atto n. 3-03010 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI MORRA Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che: risulta agli interroganti che le sezioni di polizia giudiziaria siano uffici di polizia presenti presso i tribunali che svolgono attività investigativa, senza particolari limiti di materia, alle dirette dipendenze dell'autorità giudiziaria. Solo sul piano amministrativo detto personale è gestito dalle diverse forze di polizia da cui proviene, perché in sostanza si tratta di investigatori distaccati presso gli uffici giudiziari per svolgere il loro servizio in abiti civili, operando a stretto contratto con i magistrati (si veda il codice di procedura penale, articoli 55, 56, 57 58 e 59); l'art. 6 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, recante "Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale", stabilisce che l'organico delle sezioni di polizia giudiziaria dev'essere costituito da un numero di unità non inferiore al doppio di quello dei magistrati previsti nell'organico delle singole procure della Repubblica. Per le procure distrettuali il rapporto dev'essere, invece, almeno il triplo (si veda "Circolare 4 ottobre 2010 - decreto interministeriale di determinazione dell'organico delle sezioni di polizia giudiziaria per il biennio 2009-2010. Note esplicative" del 4 ottobre 2010 sul sito del Ministero della giustizia); considerato che: per quanto riguarda la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, nella carta dei servizi di dicembre 2013, la più recente disponibile in rete e basata su dati del 2012, si evidenziava una mancanza di personale che coinvolge anche la polizia giudiziaria. Vi si legge: "A fronte di una pianta organica che prevedrebbe 68 unità, ne risultano effettive solo 61 delle quali solo il personale della Guardia di finanza e del Nucleo investigativo Sanità Ambientale risultano essere interamente coperte"; la suddetta previsione (68 unità) non interamente coperta (61 unità) discendeva dal fatto che, secondo la pianta organica, il personale di magistratura di Catanzaro doveva contare 42 togati (tra cui il procuratore, 2 aggiunti e 18 sostituti), ma nella realtà i sostituti erano 16 invece di 18 e i vice procuratori onorari 14 invece di 21, con un totale di 33 unità in luogo di 42. Ai 19 magistrati presenti (invece di 21), sarebbero toccate, come detto, 68 unità di polizia giudiziaria; valutato che: all'aumento dell'organico dei magistrati intervenuto da allora, tale per cui oggi la Procura di Catanzaro ne conta in totale 27 (si veda "magistrati 9" sul sito della Procura), non sembra avere tenuto dietro un incremento delle unità di polizia giudiziaria previste (81), nonostante le istanze in tal senso inviate dal procuratore; in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario 2020, il 1° febbraio, il procuratore aveva fatto istanza di aumento degli organici, anche in riferimento alle sezioni di polizia giudiziaria, direttamente al rappresentante del Ministro della giustizia, Mario Di Iorio, dichiarando: "Da tre anni risultano bloccate le tavole delle sezioni di polizia giudiziaria, noi a Catanzaro vantiamo uno scoperto di diciotto unità" e chiedendo di superare le diatribe in atto tra Ministero della giustizia e Ministero dell'interno per coprire quella carenza (si veda un video sul punto diffuso su "Youtube"). Aveva poi rinnovato l'appello in occasione delle audizioni svolte a Catanzaro dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere il 28 settembre 2020 ("Commissione antimafia a Catanzaro, Gratteri: 'Rinascita da novembre in Calabria'" su "lacnews24"), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo possano riferire con quale frequenza, secondo quali criteri e con quali garanzie di trasparenza ed efficienza siano definiti e gestiti i numeri del personale di polizia giudiziaria; come possano giustificare, a due anni di distanza dalle richieste esplicite del procuratore di Catanzaro, il mancato completamento della pianta organica nella sezione di polizia giudiziaria di un distretto la cui delicatezza e importanza sono perspicue, nel panorama nazionale; se non ritengano opportuno promuovere un'indagine interna volta a comprendere le ragioni di una situazione che pregiudica gravemente l'attività di polizia giudiziaria della Procura, dove tra l'altro si sta svolgendo il più significativo processo alla 'ndrangheta mai celebrato; se intendano assumere impegni precisi, quanto al personale, e garantire tempi certi per la risoluzione del problema. Atto n. 3-03011 RAUTI Al Ministro della difesa Premesso che: per celiachia si intende una malattia permanente su base infiammatoria dell'intestino tenue, causata da una reazione autoimmune al glutine; la celiachia è un disturbo sempre più comune che negli ultimi anni ha aumentato notevolmente la sua incidenza anche per via di diagnosi sempre più puntuali; premesso altresì che la celiachia è l'intolleranza alimentare maggiormente diffusa e, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, la sua prevalenza si aggira intorno all'1 per cento e la stima del numero di italiani affetti è di circa 600.000 a fronte dei 225.418 diagnosticati al 31 dicembre 2019; considerato che per il combinato disposto dell'articolo 582, comma 1, del Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 15 marzo 2010, e della direttiva tecnica del 4 giugno 2014 approvata dal Ministero della difesa, la celiachia rientra tra le allergie e le intolleranze che implicano la non idoneità all'arruolamento volontario e, di conseguenza, chi riceve tale diagnosi rimane escluso dalla possibilità di accedere al servizio militare o alle accademie militari, anche quando i sintomi manifestati non risultano gravi; considerato altresì che ai soggetti ai quali si diagnostica la celiachia successivamente all'arruolamento è riconosciuta l'idoneità al servizio, a meno che essa non sia causa di insorgenza di sintomi tanto gravi da rivelarsi invalidante, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali misure intenda adottare per rimuovere un criterio divenuto anacronistico, rispetto agli sviluppi della scienza dell'alimentazione e per eliminare un elemento discriminatorio nei confronti di chi aspira ad accedere al Servizio militare o alle Accademie militari, al fine di equiparare il trattamento tra gli arruolati affetti da celiachia e coloro che, celiaci accertati, intendano arruolarsi. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06415 GRANATO Ai Ministri della salute e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il decreto-legge n. 229 del 2021 ha stabilito nuove misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria, incrementando il regime restrittivo già vigente; il decreto-legge è entrato in vigore il 31 dicembre 2021; tra le novità introdotte dalla nuova disciplina, a partire dal 10 gennaio 2022 fino alla cessazione dello stato di emergenza (il cui termine è ignoto, essendo stato ripetutamente prorogato, da ultimo fino al 31 marzo 2022), si prevede che sia consentito esclusivamente ai soggetti in possesso del cosiddetto green pass "rafforzato" (la certificazione che si ottiene attraverso il completamento del ciclo vaccinale o la guarigione) l'accesso a molteplici servizi e attività, tra cui: alberghi e altre strutture recettive, sagre e fiere, convegni e congressi, feste conseguenti ai matrimoni, servizi di ristorazione all'aperto, impianti sciistici, piscine, centri natatori, sport di squadra e di contatto, centri benessere per le attività all'aperto, centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all'aperto; l'uso del green pass rafforzato, peraltro, è stato anche esteso per l'accesso e l'utilizzo dei mezzi di trasporto, modificando l'articolo 9 -quater del decreto-legge n. 52 del 2021; valutato che: la nuova disciplina restrittiva, escludendo dunque l'uso del green pass "base" (la certificazione verde COVID-19 che si ottiene per vaccinazione, guarigione oppure con i test antigenico rapido o molecolare con risultato negativo) per l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico o privato di linea come aerei, treni, navi, traghetti e autobus appare a giudizio dell'interrogante irragionevole, sproporzionata ed eccessiva, non permettendo lo spostamento con mezzi pubblici a soggetti evidentemente sani, esclusivamente non vaccinati, i quali potrebbero muoversi dalla propria dimora solamente a bordo di mezzi propri; ciò, tuttavia, appare addirittura impossibile per coloro i quali vivano su un'isola, non potendo essi raggiungere la terraferma a bordo di mezzi privati (non solo nei casi emblematici della Sicilia o della Sardegna ma, anche, delle altre isole italiane più piccole, come nel caso dell'arcipelago toscano, delle isole pontine o delle isole del golfo di Napoli); in tal modo, dunque, si violerebbe palesemente, tra gli altri, il principio della continuità territoriale, intesa come capacità di garantire un servizio di trasporto che non nuoccia ai cittadini residenti in territori meno favoriti, in conformità con il rispetto dei principi costituzionali di solidarietà (articolo 2) di uguaglianza sostanziale (articolo 3). Difatti se da un lato il trasporto si configura come attività di tipo economico, dall'altro, per i cittadini residenti nelle isole, esso si configura quale elemento essenziale del "diritto alla mobilità" previsto all'articolo 16 della Costituzione, costituendo un servizio di interesse economico generale, di modo che lo Stato non possa non garantirlo all'intera collettività, indipendentemente dalla dislocazione geografica; valutato, inoltre, che tale disciplina evidentemente eccessivamente restrittiva e incostituzionale limiterebbe in modo irragionevole e sproporzionato anche la libertà di recarsi all'estero momentaneamente, secondo la previsione di cui all'articolo 16, comma secondo, della Costituzione che garantisce che ogni cittadino sia "libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge", precludendo l'accesso ad un mezzo di trasporto (aereo, nave) indispensabile per raggiungere la destinazione desiderata ad un soggetto evidentemente sano che dimostri, attraverso il risultato di un test molecolare con esito negativo, di non essere affetto dal virus COVID-19, si chiede di sapere: come il Governo intenda garantire il rispetto del principio della continuità territoriale per i residenti nelle isole italiane, laddove essi dimostrino, attraverso il risultato di un test negativo, di non essere affetti dal virus COVID-19; se non si consideri la nuova disciplina introdotta con il decreto-legge citato violativa dell'articolo 16, comma secondo, della Costituzione, il quale prevede, in via teorica, l'eventuale riserva di legge per limitare il diritto di uscire e rientrare nel territorio della Repubblica, ma nei casi in cui ciò appaia equo, proporzionato e ragionevole, non potendo evidentemente risultare conforme con tali principi una normativa che limiti l'accesso a mezzi di trasporto indispensabili per recarsi all'estero a cittadini sani. Atto n. 4-06416 NENCINI Al Ministro della salute Premesso che: l'ospedale "Cutroni-Zodda" di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) è utilizzato, sostanzialmente, soltanto per pazienti COVID-19 a bassa intensità di cure; da qualche decennio lo stesso nosocomio è stato oggetto di una continua ed incessante azione di depauperamento di servizi e unità operative; il citato ospedale è, anche per motivi geografici, presidio sanitario di riferimento per un bacino di utenza di 13 comuni (Distretto 28) per un totale di circa 80.000 abitanti; l'ospedale è privo di guardia attiva anestesiologica e di presenza costante della figura del cardiologo; considerato che alla situazione attuale la struttura non ha dignità di ospedale servendo, di fatto, a far figurare posti letto di degenza COVID-19 per di più, come accennato, per pazienti a bassa intensità di cure, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso accertarsi della destinazione che la struttura ospedaliera avrà al termine dell'emergenza COVID. Atto n. 4-06417 CASTIELLO Al Ministro della salute Premesso che: la corsa ai tamponi, accresciutasi notevolmente nelle ultime settimane a causa della diffusione dei contagi innescata dalla variante sud-africana "Omicron" del Sars-COVID-19, ne ha fatto lievitare notevolmente i costi; in particolare i tamponi molecolari hanno registrato un'impennata dei prezzi ragguardevole. Si va da 150 a 172 euro, prezzo praticato da un laboratorio di Firenze, secondo quanto riferito dalla stampa quotidiana; il ricorso ai tamponi non è una scelta capricciosa ma è, di norma, una necessità che si presenta con carattere non di saltuarietà, ma di sistematicità a fronte del dilagare dei contagi; le famiglie a minor reddito, già impoverite da due anni di pandemia, non hanno la capacità e la possibilità di sobbarcarsi i pesanti oneri dei tamponi molecolari; alcune Regioni, come la Toscana, hanno istituito con formale ordinanza presidenziale la sanzione della perdita dell'accreditamento per i laboratori di analisi che pratichino condizioni esorbitanti dalle tariffe standard ; la tutela della salute, come previsto dall'articolo 32 della Costituzione, è diritto fondamentale della persona ed interesse primario della collettività che, in quanto tale, esige una cura unitaria dello Stato e non tollera interventi frammentati, scoordinati e contraddittori, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente della indegna speculazione oggi presente nel mercato dei tamponi e quali iniziative intenda adottare per farvi fronte con la tempestività imposta dal suo intollerabile dilagare. Atto n. 4-06418 PILLON Al Ministro dell'istruzione Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 14 dicembre 2021 si è svolta, mediante modalità di didattica a distanza, l'assemblea di istituto del liceo scientifico classico scienze umane "Marconi-Delpino" di Chiavari (Genova), scuola prestigiosa con una grande tradizione alle spalle; l'assemblea ha trattato, tra le altre, tematiche quali l'identità di genere e l'educazione sessuale; sono state, tuttavia, sollevate polemiche da parte di alcuni studenti, i quali hanno lamentato un'impostazione dell'evento a senso unico, con nessuna garanzia di espressione di punti di vista diversi; in particolare, tra i relatori esterni risulta essere stata invitata una psicologa che si definisce "psicologa clinica LGBTQIA+" e "transfemminista intersezionale", la quale è intervenuta sul tema dell'identità di genere; in tema di educazione sessuale sono stati coinvolti, invece, il collettivo "Virgin & Martyr", che si definisce di area "non binaria", e l'associazione "XY+" che si prefigge di "portare professionisti riconosciuti dell'educazione sessuale omnicomprensiva" nelle scuole di tutta Italia; invero, anche alcuni genitori hanno lamentato una scarsa informazione preventiva circa l'oggetto dell'assemblea, che avrebbe dovuto riguardare "tematiche sociali"; considerato che: i relatori, la cui partecipazione deve essere preventivamente autorizzata dal consiglio d'istituto ai sensi dell'art. 13, comma 6, del decreto legislativo n. 297 del 1994, nonché della circolare ministeriale n. 312/1979, par. 1, risultano tutti appartenenti al medesimo filone ideologico ed esprimono posizioni culturali pressoché unanimi; come autorevolmente sottolineato dal sottosegretario Rossano Sasso in un'intervista rilasciata all'agenzia "Adnkronos" del 19 maggio 2021, "La circolare ministeriale 1972 del 2015 parla chiaro: le teorie sull'identità di genere non rientrano tra le conoscenze sui diritti e i doveri costituzionali dei cittadini da trasmettere agli studenti e sono da considerare pratiche estranee al mondo educativo"; inoltre, non vi è stata alcuna garanzia di pluralismo, ma, anzi, una sostanziale assenza di contraddittorio; sugli argomenti trattati vi è tutt'altro che un consenso unanime del mondo scientifico, all'interno del quale, anzi, sono ampiamente dibattuti; infine, gli stessi temi rientrano tra quelli eticamente sensibili, per la trattazione dei quali in ambito scolastico è sempre richiesto il consenso dei genitori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa situazione; quali misure intenda porre in essere al fine di garantire sempre un adeguato contraddittorio in ambito scolastico ed evitare che le scuole diventino luoghi di propaganda o di indottrinamento ideologico. Atto n. 4-06419 DE POLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'Italia si contraddistingue per l'identità e le elevate caratteristiche qualitative delle proprie produzioni agroalimentari. Il nostro Paese, con 870 prodotti agricoli registrati come indicazioni geografiche, custodisce un vero e proprio patrimonio culturale, unico a livello europeo; il sistema delle indicazioni geografiche dell'UE favorisce il sistema produttivo e l'economia del territorio; tutela l'ambiente, perché il legame indissolubile con il territorio di origine esige la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità; è molto diffuso in tutto il mondo il fenomeno dell'italian sounding. I consumatori stranieri acquistano prodotti con nomi che al loro orecchio risultano italiani causando un danno elevato all'economia italiana; la Direzione generale Lotta alla Contraffazione - Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero dello sviluppo economico fa notare che "il giro d'affari annuo dell'Italian Sounding è stimato in circa 54 miliardi di euro l'anno (147 milioni di euro al giorno), comunque oltre il doppio dell'attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (23 miliardi di euro). Quindi, almeno due prodotti su tre commercializzati all'estero si riconducono solo apparentemente al nostro Paese" . Il danno per l'Italia è di oltre 90 miliardi di euro e di migliaia di posti di lavoro in meno, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per promuovere capillarmente un'informazione che valorizzi i prodotti agroalimentari DOP e IGP made in Italy , anche potenziando i consorzi preposti alla loro tutela per garantire scelte di acquisto consapevoli e sicure e maggiori garanzie ai consumatori. Atto n. 4-06420 DE POLI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'intensificarsi delle misure per il contenimento della pandemia da COVID ha comportato pesanti ripercussioni sul piano economico sul settore della navigazione turistica e i sostegni economici previsti fino ad oggi risultano, a parere dell'interrogante, del tutto insufficienti a colmare la perdita di fatturato stimata al 90 per cento nel 2020 e al 70 per cento nel 2021; il settore ha l'80 per cento degli occupati in CIG e dal 1° gennaio 2022, salvo proroghe, il costo degli ammortizzatori ricadrà sulle imprese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda prevedere, nel nuovo provvedimento a sostegno delle attività commerciali ed economiche, aiuti agli operatori della navigazione turistica. Atto n. 4-06421 DE POLI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: con il decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017 è stata approvata una nuova disciplina che regolamenta i criteri di riparto e le procedure di erogazione delle risorse finanziarie del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione assegnate al Ministero per la concessione dei contributi di sostegno alle emittenti televisive e radiofoniche locali; i contributi sono destinati dal Ministero dello sviluppo economico alle emittenti locali e vengono concessi sulla base di criteri che tengono conto del sostegno all'occupazione, dell'innovazione tecnologia e della qualità dei programmi e dell'informazione, anche sulla base dei dati di ascolto; secondo l'Associazione Radiotelevisioni europee associate, l'applicazione delle nuove regole comporterà la chiusura di circa 400 piccole e medie emittenti televisive locali escluse dalle graduatorie dei bandi per la capacità trasmissiva, con ripercussioni sulla capacità occupazionale degli operatori quantificata in circa 2.500 unità oltre a 1.000 cassintegrati; in particolare 8 emittenti qualificate come Fornitori Servizi Media Audiovisivi (FSMA) nella regione Veneto, in quanto titolari di autorizzazione in ambito locale, hanno segnalato al Ministero che la capacità trasmissiva di reti di I° livello è stata di fatto esaurita dai primi 15 operatori collocatisi in graduatoria, restando di fatto escluse dalla capacità di trasmissione ben 24 imprese televisive pur ritenute idonee; tali aziende potrebbero pertanto continuare la loro attività solo prendendo in locazione una nuova frequenza dagli operatori di rete aggiudicatari; terminata la disponibilità di capacità della rete di I° livello, per la regione Veneto risulta disponibile la rete di II° livello a copertura della sola provincia di Belluno, in relazione alla quale solo 6 operatori hanno manifestato il proprio interesse, mentre ben 24 hanno dichiarato di non poter accedere a causa del ridotto bacino di utenza, che non consentirebbe l'elaborazione di un idoneo piano commerciale/economico, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi necessario prevedere un tavolo tecnico con la partecipazione dei rappresentanti degli operatori di settore, al fine di adottare ogni utile soluzione per scongiurare la ventilata ipotesi di chiusura forzata delle emittenti locali escluse dai bandi per la capacità trasmissiva a seguito del passaggio alla tecnologia T2-HEVC, prevedendo, inoltre, a favore dell'emittenza locale l'assegnazione transitoria di una frequenza aggiuntiva per consentire il proseguimento del servizio nel rispetto dei principi di pluralismo, equità e non discriminazione. Atto n. 4-06422 LANNUTTI ABATE ANGRISANI ORTIS Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e per la pubblica amministrazione Premesso che: il 3 gennaio 2022 sul quotidiano "la Repubblica" si leggeva: "Lunghe code di diverse ore a Milano presso il centro vaccinale allestito nei padiglioni della Fiera e dedicato ai bambini di età compresa fra i 5 e gli 11 anni. Tante le famiglie con i loro figli già in viale Scarampo, ancor prima di accedere alle zone di attesa della struttura gestita da Policlinico Milano e Regione Lombardia, sempre all'aperto. Prima di accedere all'interno dei padiglioni per la registrazione, il triage e l'inoculazione, ci sono state attese al freddo anche di circa due ore"; quello de "la Repubblica" non è stato l'unico articolo. In generale, sui media italiani sono apparsi diversi articoli che raccontano della campagna vaccinale per la cosiddetta dose booster , ovvero il richiamo per chi ha già completato il ciclo vaccinale di due dosi. Tutti gli articoli parlano di lunghe code, sfiancanti attese, in alcuni casi sotto temperature rigidissime e di una grossa disorganizzazione generale. I centri vaccinali d'Italia sono stati presi d'assalto dai cittadini timorosi di non poter tornare al lavoro senza la vaccinazione. Per l'occasione sono stati organizzati anche diversi open day per accelerare la campagna. L'accesso alle strutture senza l'obbligo della prenotazione è diventato, però, un incubo per molti cittadini, dal momento che, come hanno segnalato diversi di loro anche attraverso i social , è impossibile gestire in modo ordinato e corretto le lunghe file che si creano davanti agli hub . Tra la gente in fila, tra i quali molti anziani costretti ad attendere diverse ore, si sono registrati momenti di tensione in molte parti di Italia. C'è chi è stato costretto, dopo essere stato in coda per molto tempo, a far rientro a casa senza ricevere il vaccino, dal momento che le dosi risultano insufficienti rispetto alle richieste; tra le molte segnalazioni, il caso di una signora che ha vissuto una disavventura all' hub vaccinale "Ente Fiera" di Catanzaro Lido. Dopo aver provato inutilmente a fare la prenotazione per ricevere la terza dose, si è presentata alle 9 del mattino all' open day organizzato per il primo dell'anno. Benché ci fosse già una fila importante, visto che la stessa scorreva, ha deciso di rimanere in fila. Dopo aver fatto circa un'ora di fila è riuscita ad entrare nel cancello della struttura. Da quel momento è cominciata per lei e per tutti quelli che erano in coda una vera odissea. Dopo tre lunghe ore, erano finiti i moduli e gli organizzatori avevano difficoltà a stamparli. A quel punto le persone hanno cominciato a protestare e c'è anche chi ha chiamato le forze dell'ordine. Dopo molte ore di attesa gli anziani presenti, costretti a fare la fila in piedi, hanno cominciato a dare segni di cedimento, molti chiedevano di sedersi e tanti altri di andare in bagno. Molti erano all'ombra infreddoliti. Un'immagine sconcertante. Dopo quasi sei ore di fila la signora è riuscita a mettere piede all'interno dell' hub. Da quel momento sono passate altre due ore prima di riuscire a fare la terza dose; considerato inoltre che: nonostante l'intenzione teorica del Governo di accelerare la campagna vaccinale, anche in previsione di nuove decisioni che potrebbero estendere l'obbligo della vaccinazione a nuove categorie di lavoratori, la realtà documenta caos , disorganizzazione, approssimazione nelle strutture aperte, con molti centri vaccinali che ancora non hanno riaperto; a tali, a parere degli interroganti, evidenti abusi, ordinari soprusi, quotidiane vessazioni che Governo, struttura commissariale e Regioni riservano proprio a quei cittadini che vorrebbero adempiere alle vaccinazione, come elemento utile per contrastare la pandemia, si aggiunge la decisione ultima del Consiglio dei ministri di imporre l'obbligo per talune categorie ed il discriminatorio "green pass rafforzato", anche per accedere al proprio posto di lavoro, stante l'inspiegabile resistenza del ministro della Pubblica amministrazione ad incentivare lo smart working quale formidabile strumento per ridurre, nelle grandi città, sia la propagazione del contagio che la riduzione del traffico, quindi dell'inquinamento, si chiede di sapere: se il Governo ritenga di dover intervenire per aumentare i punti vaccinali, utilizzando anche medici di medicina generale, se necessario, in modo da porre rimedio a questa disorganizzazione, diffusa ormai in tutto il Paese, visto anche che il Governo sta valutando di allargare l'obbligo vaccinale, senza però evidentemente considerare l'inefficienza delle tantissime, troppe, strutture vaccinali. Peraltro questa situazione, se perdurasse, scoraggerebbe i cittadini, che potrebbero decidere di desistere e rinunciare alla terza dose o anche alla prima, aumentando il rischio di diffusione del virus , con possibili gravi conseguenze sia per la salute pubblica, sia per la ripresa dell'economia del Paese; se, a fronte di quelli che agli interroganti appaiono evidenti abusi, ordinari soprusi, quotidiane vessazioni derivanti dalle modalità di attività di struttura commissariale e Regioni, riservati proprio a quei cittadini che vorrebbero adempiere alle vaccinazioni, come elemento utile per contrastare la pandemia, il Governo non abbia l'obbligo di un intervento urgente per lenire i disagi e ridurre le lunghe, snervanti attese, specie per gli anziani, aggravate dalle temperature rigide; se la decisione ultima di imporre l'obbligo per talune categorie ed il discriminatorio "super green pass", anche per accedere al proprio posto di lavoro, non rappresenti un boomerang , stante l'inspiegabile resistenza del ministro della Pubblica amministrazione ad incentivare lo smart working quale formidabile strumento per ridurre, nelle grandi città, coi mezzi pubblici sempre più radi ed affollati, sia la propagazione del contagio. che la riduzione del traffico, quindi dell'inquinamento. Atto n. 4-06423 NENCINI BITI PARRINI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: l'Ortofrutticola Mugello è una società specializzata nella lavorazione e nella distribuzione in Italia e all'estero delle castagne e di altri prodotti della filiera agroalimentare; lo stabilimento dell'Ortofrutticola Mugello è sito a Marradi, un piccolo comune in provincia di Firenze; nel 2020 l'Ortofrutticola Mugello è stata acquistata dalla Italcanditi S.p.A., società con sede a Pedrengo (Bergamo); in seguito alla recente delocalizzazione della fabbrica nel bergamasco, annunciata dalla nuova società, è prevista la chiusura dello stabilimento di Marradi; considerato che: la chiusura dello stabilimento causerebbe la perdita del posto di lavoro di circa 80 lavoratori; la decisione di delocalizzare l'impianto produttivo è stata comunicata con colpevole ritardo; è notevole l'importanza sociale ed economica che lo stabilimento ha per il Comune di Marradi; nel PNRR vengono valorizzate, attraverso appositi investimenti, le aree di montagna ed i piccoli centri e pertanto la delocalizzazione dello stabilimento dal Comune di Marradi sarebbe in totale contrasto con l'orientamento assunto dal Governo, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso accertare le cause che hanno portato alla chiusura dello stabilimento di Ortofrutticola Mugello di Marradi; se non ritengano doveroso, in considerazione del fatto che la decisione presa dalla Italcanditi è in palese conflitto con gli indirizzi assunti dal Governo, impedire ove possibile la chiusura dello stabilimento. Atto n. 4-06424 RUFA FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: nelle ultime settimane, tra festività natalizie, viaggi e cenoni in famiglia, con tutti i timori legati alla diffusione della variante "Omicron", le richieste di tamponi sono raddoppiate, arrivando a un milione e 200.000 al giorno; il costo dei tamponi risulta essere soggetto a notevoli variazioni. Il prezzo calmierato dal Governo per i tamponi antigenici a 15 euro, e ad 8 euro per la fascia 12-18 anni, sembra resistere, anche se in alcuni casi può arrivare fino a 30 euro. Il costo dei tamponi molecolari, ritenuti tra l'altro più affidabili, presenta una forte variabilità, andando dai 140 ai 60 euro. Prezzi due o tre volte superiori rispetto ad alcuni mesi fa, quando la curva epidemica era molto meno "aggressiva"; considerato che: il costo sostenuto dagli italiani supera quotidianamente i 13 milioni di euro, ai quali devono essere aggiunti quelli dell'acquisto delle mascherine "FFP2", le cui vendite sono aumentate tra l'80 e il 120 per cento dopo l'obbligo di indossarle in alcuni luoghi, per una spesa complessiva giornaliera (tra tamponi e mascherine) che si aggira mediamente intorno ai 15 milioni di euro; in Germania, secondo fonti Codacons, i test antigenici hanno costi molto inferiori e «ai cittadini tedeschi spetta un test rapido gratuito una volta alla settimana (due volte per insegnanti e studenti che frequentano corsi in presenza)». In Francia, sempre secondo l'associazione di consumatori, «il test Pcr per individuare la presenza del coronavirus è gratuito»; inoltre, i disagi per chi necessita di un tampone non si limitano solo ai costi. Tra gli ostacoli anche le lunghe file, già di prima mattina davanti alle strutture, oppure i centralini in tilt e i siti web dedicati alle prenotazioni "paralizzati", si chiede di sapere, alla luce delle osservazioni esposte in premessa, se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente valutare l'opportunità di rendere gratuiti i tamponi antigenici, o almeno di prevedere che ogni cittadino abbia il diritto di effettuare un tampone gratuito con cadenza settimanale, come già previsto in altri Paesi dell'Unione europea, sia presso le strutture del sevizio sanitario nazionale, sia in quelle private nel caso in cui le ASL non siano in grado di garantire il servizio, ed intervenire al fine di calmierare i prezzi anche dei tamponi molecolari. Atto n. 4-06425 MAGORNO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la strada statale 283 delle Terme Luigiane dal chilometro 15+970 al chilometro 18+240, viadotto Valle Leto, è stata chiusa al traffico dal 28 giugno 2021; il tratto di strada è di fondamentale importanza per la viabilità del vasto comprensorio, essendo il collegamento principale tra il Tirreno cosentino e lo Ionio cosentino, oltre ad essere di fondamentale rilevanza per i collegamenti tra i comuni della valle dell'Esaro e quelli del Tirreno cosentino; considerato che: la chiusura effettuata nel mese di giugno 2021 ha provocato notevoli disagi ai cittadini residenti ed ai turisti che, percorrendo la strada statale 283 per giungere sul Tirreno cosentino, sono stati costretti ad effettuare una deviazione di diversi chilometri in una strada, peraltro, non assolutamente adeguata al traffico veicolare caratteristico della strada statale 283. Molto spesso, infatti, la presenza di mezzi pesanti ed autoarticolati ha comportato pesanti rallentamenti e, non di rado, addirittura il blocco del traffico; la conformazione della strada utilizzata come percorso alternativo al tratto di strada chiusa non è in alcun modo adeguata al transito di mezzi pesanti che, troppo spesso, si trovano costretti a compiere manovre pericolose per uscire dalle strettoie della carreggiata che caratterizzano il percorso; con l'arrivo della stagione invernale i problemi di viabilità stanno notevolmente aumentando, con rilevanti disagi agli utenti; è evidente che il tratto di strada interessato non può restare chiuso ancora per troppo tempo. I disagi che si stanno registrando aumentano di giorno in giorno, costituendo anche un elevato rischio per la pubblica incolumità, si chiede di sapere quali iniziative, per quanto di competenza, intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di risolvere con immediatezza ed in maniera definitiva la questione e ripristinare la percorribilità della strada statale 283. Atto n. 4-06426 MAGORNO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: un tratto della strada provinciale 5 nel comune di Verbicaro (Cosenza), in località Peluso, è stato reso quasi impraticabile da alcuni interventi seguiti a una frana; i lavori svolti avrebbero peggiorato la tenuta del manto stradale; dopo un primo intervento d'urgenza il sindaco di Verbicaro, Francesco Silvestri, ha più volte evidenziato il pericolo di incidenti che potrebbero verificarsi a causa della pioggia e per il materiale argilloso riportato; considerato che: si tratta dell'unica strada di collegamento tra il centro collinare e la costa tirrenica ed è quindi necessario e urgente un ulteriore intervento per eliminare il pericolo per gli automobilisti; la vita delle persone non può essere legata a ritardi oppure a mancanza di fondi, si chiede di sapere quali iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di risolvere tempestivamente, per quanto di competenza, le problematiche della strada provinciale 5 nel comune di Verbicaro, in località Peluso. Atto n. 4-06427 LANNUTTI MORONESE ANGRISANI Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che: con il decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 5 gennaio 2022, l'Agenzia delle entrate avrà il compito di notificare la contravvenzione di 100 euro per chi, over 50, non risulterà adempiente all'obbligo vaccinale. Le disposizioni concederanno a chi non risulta in regola con il vaccino ( over 50, indipendentemente dal fatto se lavori o meno) tempo fino al 31 gennaio per effettuare la vaccinazione. Questo termine deve essere preso in considerazione anche ai fini dell'accesso ai luoghi di lavoro dal 15 febbraio con il green pass rafforzato (o super green pass , si intende con vaccinazione o guarigione). Per ottenere la certificazione verde in regola occorrono 14 giorni dal completamento del ciclo vaccinale. Infine, accesso limitato con green pass base (vaccinazione, guarigione o tampone) o super green pass dal 20 gennaio per i negozi come il parrucchiere, il barbiere e i centri estetici; sarà, dunque, l'Agenzia delle entrate a individuare chi non è in regola con l'adempimento. In particolare, ci sarà una comunicazione tra le strutture sanitarie e l'Agenzia delle entrate che, successivamente, avrà il compito di stilare gli elenchi dei non vaccinati over 50 e che invierà quindi l'avviso bonario della sanzione. Chi lo riceve potrà opporsi attraverso una procedura di contestazione presentando la ragione medica di esenzione; considerato che: le sanzioni previste per l'introduzione dell'obbligo vaccinale, allargato agli over 50, in vigore dal 7 gennaio 2022, rappresentano una chiara violazione della privacy dei cittadini perché i dati sanitari sono ora a disposizione anche dell'Agenzia delle entrate, fatto che potrebbe creare un pericoloso precedente; la privacy dei dati sanitari prevale sulla trasparenza amministrativa. Ad affermarlo è una sentenza della Cassazione (Cassazione civile, sezione II, 4 aprile 2019, n. 9382) che ha accolto il ricorso del Garante per la protezione dei dati personali contro la sentenza del tribunale che aveva accolto il ricorso della Provincia di Foggia, sanzionata dalla stessa authority per 20.000 euro per illecito trattamento di dati sensibili. Per la Corte, infatti, "la tutela del dato sensibile prevale su una generica esigenza di trasparenza amministrativa, sia sotto il profilo costituzionalmente rilevante della valutazione degli interessi in discussione, sia sotto quello della sostanziale elusione della normativa sulla protezione di dati personali, accentuata nel caso di dati sensibili, ove si dovesse far prevalere una generica esigenza di trasparenza amministrativa", si chiede di sapere: se si ritenga di essere in presenza di una chiara violazione della privacy dei cittadini mettendo a disposizione dell'Agenzia delle entrate dati sensibili come quelli sanitari; se si intenda fare un passo indietro e annullare questa procedura, a giudizio degli interroganti scellerata e discutibile, che mette a disposizione dell'Agenzia delle entrate dati sullo stato delle vaccinazioni dei cittadini over 50. È bene ricordare che il compito dell'Agenzia delle entrate è invece quello del "corretto adempimento degli obblighi fiscali dei contribuenti, finalizzata a contrastare i fenomeni evasivi ed elusivi e di favorire l'adempimento spontaneo del contribuente", ovvero di contrastare i comportamenti fiscalmente non corretti, non certo di comminare multe ai cittadini basandosi su dati sanitari, quindi sensibili quali le vaccinazioni, violando chiaramente la privacy . Atto n. 4-06428 LANNUTTI ABATE DI MICCO CRUCIOLI LEZZI TONINELLI MININNO MORONESE GIANNUZZI ANGRISANI LA MURA GRANATO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: nella legislatura in corso (XVIII Legislatura) è stato previsto (legge di bilancio per il 2019) di arrivare entro 4 anni a una progressiva riduzione, fino alla cancellazione definitiva, dei contributi diretti a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, nonché all'abolizione dei contributi diretti alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale, i cui termini, però, sono stati poi più volte differiti; da quando il COVID-19 è diventato la principale notizia, i finanziamenti pubblici a sostegno dei giornali sono invece raddoppiati. Una tendenza che ha accomunato tutta l'Europa e che emerge dal rapporto del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria 2021. In Italia infatti tra il 2020 e il 2021, rispetto a quanto erogato nel 2019, i finanziamenti pubblici sono passati da 175,6 milioni a 386,6 milioni di euro, con un incremento del 120 per cento. I "sostegni diretti" sono rimasti circa 88 milioni di euro. Quelli indiretti sono stati 64,5 milioni di euro e tra questi compaiono, ad esempio, i contributi alle scuole per l'acquisto di quotidiani, ma anche i contributi speciali per le risoluzioni delle crisi aziendali (come quella de "Il Sole 24 Ore"); nel 2021, lo Stato ha stanziato 232,9 milioni di euro supplementari (143 milioni nel 2020) sotto forma di crediti d'imposta. Particolarmente favorevole per i grandi editori è la "Forfettizzazione delle rese al 95%" per cui si ha IVA agevolata al 4 per cento, che si applica solo al 5 per cento delle copie. Questo ha significato per gruppi editoriali come Cairo, Gedi e Mondadori (fatturato di 2 miliardi di euro nel 2020), un risparmio di 360 milioni di euro. Di cui 71 diretti a giornali diffusi in Italia e il resto suddiviso tra minoranze linguistiche, periodici diffusi all'estero, contributi a giornali per non vedenti e per varie associazioni; nella categoria citata si trovano i finanziamenti a quotidiani come "Il Foglio" (933.000 euro l'anno, dati del 2020), "Libero" (2,7 milioni), "l'Opinione" (481.000 euro) o il "Secolo d'Italia" (467.000 euro), organi della stampa cattolica come l'"Avvenire" (2,5 milioni l'anno) o "Famiglia Cristiana" (3 milioni), fino a vere cooperative come "il manifesto" (1,5 milioni). Sostegni indiretti questi, che hanno come causale "Covid", anche se non è chiaro se siano sostegni per la crisi dovuta al COVID-19 oppure per la sua campagna d'informazione; considerato inoltre che: il più che raddoppio dei contributi all'editoria non ha tenuto in considerazione i dati sulla pubblicità legale, che tra il 2016 e il 2021 sono pari a circa 300 milioni di euro. Cifra tutt'altro che trascurabile, dove il maggior peso è proprio quello dei ricavi derivanti dall'obbligo per le pubbliche amministrazioni di pubblicazione degli avvisi di gara e aggiudicazione; come pure non sono stati presi in considerazione gli importi per i prepensionamenti dei giornalisti e del "salvataggio" dell'INPGI, che secondo le stime de "il Fatto Quotidiano" ammontano a ben 2,5 miliardi di euro. Come pure non sono stati conteggiati gli "aiuti" alle agenzie di stampa. Tutti elementi che cambierebbero in maniera significativa la comparazione effettuata dal Dipartimento con gli altri Paesi europei analizzati nello studio, relativamente alle risorse pro capite e alla loro incidenza sul PIL di ciascuna nazione, anche in considerazione degli ulteriori 350 milioni di euro stanziati nella manovra di bilancio approvata a fine dicembre 2021 dal Consiglio dei ministri del Governo Draghi; considerato infine che: lo Stato spende molto più di quanto dichiara, dato che si evincerebbe da una nota molto vaga del rapporto del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria 2021, in cui si dichiara che tra il 2014 e il 2027 le varie misure di rifinanziamento del "Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all'editoria" hanno comportato uno stanziamento pubblico complessivo di 1 miliardo e 813 milioni di euro. Ebbene, se si spalma l'ammontare sui 14 anni presi in considerazione, si tratta di circa 130 milioni di euro all'anno. Molto di più di quanto dichiarato; al gruppo Gedi, il 31 dicembre 2021, sono stati sequestrati 30 milioni di euro, perché sospettato di aver truffato l'INPS per ottenere ammortizzatori sociali. L'indagine della procura di Roma, partita nel 2018 su segnalazioni provenienti dall'interno del gruppo, relativa ad un periodo in cui l'editrice, allora Gruppo Editoriale L'Espresso, era ancora controllata da Carlo De Benedetti, riguarda una settantina di dipendenti che, tra il 2011 e il 2015, attraverso un meccanismo di demansionamenti e trasferimenti, avrebbero ottenuto il pensionamento anticipato, di cui non avrebbero avuto diritto, si chiede di sapere: se corrisponda al vero quanto riportato nel rapporto del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria 2021; se questi finanziamenti siano in contrasto con la decisione di ridurre progressivamente, fino alla cancellazione definitiva, i contributi diretti a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, soprattutto in un periodo storico in cui la popolazione arranca, perché non riesce ad arrivare a fine mese e la crisi energetica imperversa; se corrisponda al vero che lo Stato italiano abbia speso molto di più di quanto abbia dichiarato, come si evincerebbe dalla nota citata, contenuta nel rapporto del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria 2021; poiché il finanziamento pubblico viene calcolato sulla base delle retribuzioni pagate, delle copie vendute e dei contributi versati, destinando quindi i fondi soprattutto alle aziende-gruppi virtuosi, se il Governo abbia mai verificato la correttezza e la trasparenza dei suddetti, considerando i recenti scandali, come quello che vede protagonista il gruppo Gedi. Atto n. 4-06429 LA PIETRA Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa Premesso che: come riportato sul sito web del Ministero della difesa, la missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia «MIASIT» è intesa a fornire assistenza e supporto al Governo di accordo nazionale in Libia ed è frutto della riconfigurazione, dal 2018, della precedente Operazione «Ippocrate» e di alcuni compiti di supporto tecnico-manutentivo a favore della Guardia costiera libica rientranti nell'operazione "Mare Sicuro"; la missione persegue lo scopo di incrementare le capacità delle istituzioni locali, in armonia con le linee di intervento decise dalle Nazioni Unite, mediante supporto sanitario e umanitario, security force assistance e stability policing ed agevolando attività di formazione/addestramento, sia in Italia, sia in Libia; la medesima missione ha inoltre il compito di fornire assistenza e supporto sanitario, garantendo anche la possibilità di trasferire in Italia i pazienti che dovessero richiedere cure altamente specialistiche, condurre attività di sostegno a carattere umanitario e a fini di prevenzione sanitaria attraverso corsi di aggiornamento a favore di team libici, fornire attività di formazione, addestramento, consulenza, assistenza, supporto e mentoring a favore delle forze di sicurezza e delle istituzioni governative libiche, in Italia e in Libia, al fine di incrementarne le capacità complessive; ulteriori finalità sono quella di assicurare assistenza e supporto addestrativi e di mentoring alle forze di sicurezza libiche per le attività di controllo e contrasto dell'immigrazione illegale, dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza della Libia, quella di svolgere attività per il ripristino dell'efficienza dei principali assetti terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, funzionali allo sviluppo della capacità libica di controllo del territorio e al supporto per il contrasto dell'immigrazione illegale e inoltre, supportare le iniziative, nell'ambito dei compiti previsti dalla missione, poste in essere da altri Dicasteri, incentivare e collaborare per lo sviluppo di capacity building della Libia, effettuare ricognizioni in territorio libico per la determinazione delle attività di supporto da svolgere, garantire un'adeguata cornice di sicurezza/ force protection al personale impiegato nello svolgimento delle attività/iniziative in Libia; considerato altresì che: nonostante il lavoro svolto dal personale italiano in loco , con il massimo impegno ed abnegazione e senso del dovere, sono rappresentate all'interrogante notevoli criticità per il conseguimento degli obiettivi preposti in essere dall'accordo, in particolare a causa della scarsa collaborazione delle autorità libiche; al riguardo, in particolare, risulterebbe essere stato bloccato per molto tempo nel porto di Misurata il macchinario per la produzione di ossigeno necessario per il corretto ed efficiente uso funzionale delle sale operatorie dell'ospedale da campo di Misurata e a tutt'oggi risulterebbe comunque non utilizzato; ancora, non risulterebbe nessuna attività di mentoring , tranne pochi elementi a Tripoli, ma con attività minimali; si sarebbero inoltre verificati più volte blocchi, da parte delle autorità doganali libiche, del materiale di approvvigionamento destinato al contingente militare italiano, creando notevoli disagi; durante le missioni esterne dei medici italiani risulterebbe che i militari di scorta non possono né vestire la divisa italiana, né tantomeno portare armi con sé, il che di fatto trasforma la scorta in una sorta di accompagnatori; risulterebbe, altresì, che le autorità libiche sarebbero entrate nell'armeria del contingente italiano, fotografando e filmando tutto per poi diffonderne le immagini tramite canali social , mettendo in serio rischio la sicurezza dei nostri militari; è inoltre noto come il contingente attuale abbia dato il cambio al precedente con oltre tre mesi di ritardo a causa della mancanza dei visti da parte delle autorità libiche, mentre attualmente sembrerebbe che le prefissate partenze per il rientro in Patria dell'attuale contingente, programmato per il mese di gennaio 2022 stia subendo ulteriori ritardi in quanto i piani di volo del 5 e 11 gennaio sono stati annullati, si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere nei confronti delle autorità libiche per la salvaguardia dell'immagine della dignità delle nostre Forze Armate, della loro sicurezza, sottoposte ad umiliazioni che minano la dignità e il morale dei nostri soldati, nonché per il raggiungimento degli obiettivi della missione. Atto n. 4-06430 MALAN Al Ministro dell'interno Premesso che: la Consulta Evangelica è un Ente di religione e di culto, apolitico e senza finalità di lucro, con riconoscimento giuridico da parte del Ministero dell'interno (decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 1999 Rg N. 3 int. n° 46 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica l'11 dicembre 1999); la Consulta si propone di favorire le iniziative di evangelizzazione e di diffusione della cultura evangelica, oltre a dar corpo ad iniziative specifiche nell'ambito della solidarietà sociale. Alla Consulta Evangelica possono aderire tutte le chiese evangeliche e le associazioni che si riconoscono negli obiettivi e nelle finalità della Consulta, e che basano la loro esistenza sui Punti di comunione di fede riportati nell'atto costitutivo e nell'apposita sezione di questo sito. Gli organi che reggono la Consulta Evangelica sono composti da credenti evangelici di provata esperienza, pastori e responsabili di chiesa, i quali si impegnano quotidianamente per conseguire gli scopi statutari, sia nell'ambito delle proprie specifiche realtà comunitarie, che contribuendo e partecipando ai progetti e alle iniziative comuni concordate con i membri della Consulta; l'11 settembre 2012 è stata inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose) la richiesta di avvio delle trattative per la stipula di intesa ai sensi dell'articolo 8, comma terzo, della Costituzione; il 28 novembre 2012 si è avuto il primo incontro con la suddetta Commissione per l'esame della bozza di intesa presentata; il 13 maggio 2013 la Commissione interministeriale per le intese, dopo aver avuto parere positivo dalla commissione consultiva per la libertà religiosa che ha dichiarato ammissibile la stipula dell'intesa con il nostro ente, ha chiesto alla Consulta di modificare il proprio statuto in modo che dallo stesso risultasse chiara la rappresentanza in capo all'ente e di tutte le chiese ad essa associate; il 3 febbraio 2014 le modifiche sono state formalizzate con atto notarile; il 15 dicembre 2015 lo statuto è stato approvato con decreto del Presidente della Repubblica, previo parere favorevole del Consiglio di Stato; il 21 aprile 2016 si è avuto il secondo incontro con la Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose; il 17 ottobre 2017 la Consulta ha inviato una lettera alla Commissione interministeriale per le intese, con la speranza di una ripresa delle trattative, insieme ad una serie di documenti allegati per dare maggiore e più compiuto riscontro alle indicazioni e alle osservazioni contenute nel verbale della riunione del 21 aprile 2016; il 27 febbraio 2020 la Consulta ha inviato una lettera alla Direzione dell'ufficio studi e rapporti istituzionali, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con la richiesta della ripresa delle trattative per l'intesa; alla stessa si è avuto riscontro con la semplice comunicazione che la Commissione interministeriale per le intese è in fase di ricostituzione; la scadenza del precedente mandato risale ormai a maggio 2018; il 14 aprile 2021 analoga richiesta è stata inviata direttamente all'attuale Presidente del Consiglio dei ministri, senza nessun riscontro; sono dunque passati ben nove anni dall'avvio della procedura per l'intesa tra la Consulta evangelica e la Repubblica italiana, in attuazione dell'articolo 8 della Costituzione e tutto sembra essere pronto per la sigla, ma dal 21 aprile 2016 non c'è alcun segno di vita da parte della Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose, si chiede di sapere: quale sia il motivo dei quasi sei anni di inerzia da parte Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose rispetto alla Consulta Evangelica; quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda prendere per porre rimedio a questa incresciosa situazione che riguarda un atto fondamentale per la libertà religiosa, tanto da essere previsto nella Carta costituzionale. Atto n. 4-06431 FAZZOLARI RAUTI GARNERO SANTANCHE' CALANDRINI IANNONE DRAGO Al Ministro dell'interno Premesso che: nella notte del 31 dicembre 2021, poco dopo la mezzanotte, si sono verificati gravi atti di violenza ai danni di giovani ragazze, gravemente molestate sessualmente e poi derubate, mentre erano nelle piazze e nelle strade del centro di Milano per festeggiare il Capodanno; dalle testimonianze delle vittime e dal lavoro degli investigatori, che stanno analizzando le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza e i video amatoriali circolati sui social network , è emerso che gli autori delle aggressioni siano più gruppi di giovani stranieri, per lo più di origine araba e nordafricana, che hanno agito in punti diversi (ma sempre nel centro della città) tutti con la medesima modalità: circondare e molestare, con la forza del branco, le ragazze; nella mattina di oggi, martedì 11 gennaio, sono già stati individuati e perquisiti 18 ragazzi, tra Milano e Torino, di età compresa tra i 15 e i 21 anni, di cui una parte italiani di origine straniera, altri egiziani e maghrebini; nei diversi episodi finora noti, sembra essere comune sia la composizione del branco assalitore, sia la dinamica dei fatti, con giovani ragazze isolate dal resto della propria comitiva e costrette all'interno del branco stesso, con l'oggettiva impossibilità di scappare e opporre qualsiasi forma di resistenza; i fatti descritti, per le numerose analogie, riportano alla mente le gravissime vicende di Colonia quando, proprio nella notte di Capodanno di 6 anni fa, centinaia di ragazze vennero molestate, derubate e in alcuni casi stuprate da gruppi di uomini, per lo più stranieri e provenienti da Stati a maggioranza musulmana; proprio come all'epoca, quando, dopo che sono venute alla luce delle violenze di Colonia, emersero numerosissimi altri episodi, nella stessa Germania (Amburgo fu una delle città più colpite) come anche in Gran Bretagna, Svezia, Belgio, anche questa volta, di giorno in giorno, sta crescendo il numero delle denunce di aggressioni subite a Milano, cosa che fa temere che i casi di violenza siano in numero molto superiore rispetto a quelli finora conosciuti, tanto che, dopo le perquisizioni di oggi, inquirenti e investigatori stanno indagando per individuare altre vittime che si aggiungono alle 9 già accertate; dagli episodi di Milano, già gravissimi in sé, emerge anche un contesto inquietante in cui queste bande di delinquenti, prevalentemente arabi e nordafricani, agiscono in modo pianificato, coordinato e premeditato, non solo al fine di compiere furti e violenze sessuali, ma anche per rivendicare un modello di società, tipico del fondamentalismo islamico, che non ammette il riconoscimento della parità di diritti delle donne; quanto emerso riporta proprio ai fatti accaduti a Colonia e nel resto d'Europa, dalle cui indagini emerse che simili episodi di violenza siano riconducibili al "Taharrush gamea", termine arabo che indica forme di molestia collettiva e di aggressione nei confronti delle donne fino alla violenza sessuale; tali pratiche sembrerebbero proprio quelle messe in pratica a Milano nella notte di Capodanno, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo condivida la ricostruzione, per cui i fatti di Capodanno in piazza a Milano siano riconducibili e assimilabili al "Taharrush gamea" e alle violenze verificatesi 6 anni fa a Colonia e nel resto d'Europa, stanti le modalità dell'azione e la provenienza degli autori, per lo più immigrati arabi e nordafricani; se non reputi che l'immigrazione illegale di massa registrata negli ultimi anni non abbia accresciuto il rischio di fenomeni criminosi di questa natura; quali misure urgenti intenda adottare per scongiurare il rischio che simili violenze si ripetano e proteggere la popolazione, soprattutto femminile, da rapine, abusi, molestie e violenza sessuale in occasione di feste di piazza e contesti affollati. Atto n. 4-06432 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: è attivo il sito "officialbe", che rimanda a "madeinitaly.gov", e le pagine social "officialbe" ("Spotify", "Instagram", "Facebook", "Twitter", "Linkedin", "Youtube") la cui creazione e gestione è stata assegnata con un bando di gara pubblico da 39 milioni di euro aperto nel luglio del 2020 dall'Istituto per il commercio estero (ICE) e assegnato nell'agosto scorso; il 21 ottobre 2020 furono ammessi alla gara dieci operatori economici. Fu creata la commissione giudicatrice da parte di ICE, stazione appaltante. Il bando è stato assegnato alla società Pomilio Blumm; il bando era stato annunciato dal Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Giuseppe Conte e dall'allora e attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio con l'obiettivo di rilanciare la comunicazione del made in Italy e sostenere le imprese italiane penalizzate dalla pandemia nella ripartenza dell' export ; secondo fonti di stampa, alcuni partecipanti parlano di anomalie già all'apertura delle buste. Tra gli operatori che decidono di partecipare, uno avrebbe presentato un'offerta con il 56 per cento di ribasso, di gran lunga superiore ai limiti consentiti dal bando stesso. Proprio a questo candidato viene assegnato il bando; ancora in base a fonti di stampa, secondo le rimostranze legali di altri due candidati che si costituiscono all'ANAC, la procedura si sarebbe conclusa in modo del tutto irrituale. Non sarebbero stati ascoltati i ricorrenti, la stessa commissione giudicatrice non avrebbe le competenze e mancherebbe una controfirma del relatore alla delibera del presidente dell'ANAC Giuseppe Busia. Ancora, secondo il parere dei legali delle società escluse, le irregolarità sarebbero molteplici. Non riguarderebbero solo l'eccesso di ribasso, ma vi sarebbero anche svariati errori tecnici. L'ANAC però non avrebbe eccepito nulla e avrebbe autorizzato ICE a procedere; considerato che: il vincitore è Pomilio Blumm, una società esperta in bandi pubblici, che partecipa alla gara con Triboo, una società quotata in Borsa specializzata nell' e-commerce , che vede come amministratore delegato Riccardo Monti, presidente dello stesso ICE dal 2012 al 2016; ICE firma il contratto per assegnare il bando alla società vincitrice il 13 agosto 2021 e stabilisce un termine al 30 ottobre per presentare la pianificazione e la creatività. Termine che non viene rispettato. La campagna di comunicazione straordinaria a sostegno del made in Italy "beIT" sarà avviata il 21 novembre; secondo fonti di stampa, sull'appalto graverebbero due ricorsi al TAR da parte delle aziende che si sono classificate al secondo e al terzo posto nella graduatoria. Su uno dei due ricorsi, il tribunale amministrativo dovrebbe esprimersi il 13 dicembre, si chiede di sapere: quali azioni intenda porre in essere il Ministro in indirizzo, per verificare che l'eccesso di ribasso operato dalla società aggiudicatrice del bando sia stato frutto della sua capacità organizzativa e industriale e non uno strumento per falsare i risultati; quali azioni intenda porre in essere, per verificare che effettivamente la società avesse diritto a vedersi aggiudicato il bando, nonostante il ribasso fosse oltre il termine consentito; quali azioni intenda porre in essere, per verificare che non si configurino gli estremi di incompatibilità in merito al precedente incarico di Riccardo Monti alla presidenza dell'ICE, stazione appaltante del bando vinto dalla società che oggi lui presiede; quali azioni intenda porre in essere, nell'eventualità che la sentenza del TAR accolga i ricorsi. Atto n. 4-06433 MALLEGNI Al Ministro della difesa Premesso che: il Trofeo Accademia Navale di Livorno (TAN), istituito nel 1981 in occasione del centenario dell'Accademia Navale, è divenuto tra la fine degli anni '90 e gli inizi del 2000 la più importante manifestazione velica italiana; il raggiungimento di così grandi dimensioni ha implicato per l'Accademia Navale un notevole aggravio di incombenze nonostante l'esistenza di un Comitato organizzatore (C.O. TAN), peraltro mai ufficialmente costituito; tale Comitato, avvertendo nel tempo la necessità di conferire un'appropriata dimensione alla manifestazione, anche dal punto di vista organizzativo e gestionale delle risorse provenienti da sponsorizzazioni, ha deciso di affidare la responsabilità legale per la custodia dei fondi ad una società esterna all'Accademia Navale, conservando per sé il pieno controllo della gestione delle suddette risorse attraverso un Quaderno Mastro in cui la società affidataria ha registrato tutte le operazioni di cassa in entrata e in uscita; la società all'epoca prescelta è la Tuttovela Yachting Club S.r.l. la quale, in base alla Convenzione stipulata con il Presidente pro tempore del Comitato organizzatore del Trofeo Accademia Navale e città di Livorno, capitano di Vascello C. G., avrebbe potuto contare su parte dei proventi delle sponsorizzazioni (30 per cento) con i quali gestire in autonomia il "Villaggio della Vela Tuttovela" e, a seguire, dell'Oscar della Vela poi divenuto premio Italia per la Vela; l'ultima scrittura privata è stata fatta tra le parti per le edizioni del TAN 2015/2016/2017, sebbene le edizioni 2016/2017 non abbiano avuto poi luogo per decisione unilaterale del Comando dell'Accademia Navale e della Forza Armata; sebbene negli anni la predetta società non abbia mai ricevuto in merito alla tenuta del Quaderno Mastro, alcuna contestazione, nel 2007, al termine della manifestazione, per la prima volta è emerso un disavanzo nei fondi a disposizione del C.O TAN (presidente pro tempore il Contrammiraglio A. L.) che, nonostante la consistenza, avrebbe potuto rientrare con una corretta gestione; nel 2008 e 2009, l'allora presidente pro tempore , anziché risanare il disavanzo, ha prodotto un ulteriore disavanzo pari a meno 236.651,90 euro; l'emersione, nel tempo, di ulteriori anomalie nella gestione delle risorse ha prodotto nuovi debiti, anche nei confronti della Tuttovela Yachting Club S.r.l. per un importo, nel 2013, pari a 123.510 euro; in particolare, negli anni 2018-2019, stante il progressivo deterioramento della situazione, la Tuttovela Yachting Club S.r.l. ha inviato numerosissimi solleciti di pagamento dei rimborsi e avviato azioni legali nei confronti dell'Accademia Navale che la stessa ha provveduto a inoltrare alle superiori Autorità; è ancor più stigmatizzabile la circostanza che nel 2019 il capo di Stato Maggiore della Marina nominato nel mese di giugno, e che nel 2013/2014 era al comando dell'Accademia Navale e soprintendeva all'operato del presidente del C.O. TAN, pur essendo a conoscenza dell'anomala gestione dei fondi e della situazione creatasi con la Tuttovela Yachting Club S.r.l., non abbia all'epoca affrontato il problema in modo adeguato e risolutivo; risulta, inoltre, che il comando dell'Accademia Navale, piuttosto che ufficializzare la gestione delle risorse e farsi autorizzare all'utilizzo delle stesse, abbia preferito non comunicarla alla Forza Armata e affidarla ad una società (la Tuttovela Srl), dietro corrispettivo (il 30 per cento degli introiti da sponsorizzazioni) per ottenere copertura legale, attraverso una scrittura privata denominata convenzione, rinnovata ogni tre anni o al cambio del presidente del C.O. TAN; tale scelta avrebbe consentito al comando dell'Accademia Navale di gestire nella più completa autonomia e senza alcun controllo la quota parte delle risorse derivanti da sponsorizzazioni per il TAN; risulta, altresì, che negli anni il comando dell'Accademia Navale avrebbe sottratto al controllo della Forza Armata e quindi dello Stato, una cifra prossima a 2 milioni di euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato in premessa; se abbia intrapreso o intenda intraprendere ogni azione utile volta a verificare la situazione esposta e come intenda valutarla. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 4ª Commissione permanente (Difesa): 3-03011 della senatrice Rauti, sull'esclusione dal Servizio militare e dalle Accademie militari dei soggetti affetti da celiachia; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02868 del senatore Mallegni ed altri, sul canale televisivo scientifico del CNR; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-03006 del senatore Bergesio ed altri, sulla diffusione della peste suina africana (PSA) causata dalla proliferazione della fauna selvatica; 3-03009 del senatore Taricco ed altri, sulla diffusione della peste suina africana (PSA) causata dalla proliferazione della fauna selvatica; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-03005 del senatore Calandrini, sulla nomina del direttore dell'ente parco nazionale del Circeo.