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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 92 PITTONI La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO DM regolamento CNAM Doc n. 89 Schema di decreto ministeriale concernente regolamento recante la composizione, il funzionamento e le modalità di nomina e di elezione dei componenti il Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (Parere al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, della legge 21 dicembre 1999, n. 508. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. La relatrice RUSSO ( M5S ) presenta e illustra una proposta di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato. Il sottosegretario GIULIANO esprime parere favorevole sulla proposta della relatrice. Nessuno chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la proposta della relatrice è posta ai voti e approvata. SULLA SCOMPARSA DI ANDREA CAMILLERI Il presidente PITTONI esprime il cordoglio suo personale e dell'intera Commissione per la scomparsa di Andrea Camilleri, avvenuta questa mattina, ricordandone le grandi qualità di scrittore. Si associa la Commissione tutta. IN SEDE REFERENTE DL N. 59/2019 misure urgenti nei settori di compentenza del Mibac DDL 1374 Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2019, n. 59, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE comunica che la senatrice Maiorino ritira l'emendamento 5.0.1 a sua prima firma e che la senatrice Floridia ritira l'emendamento 3.10. Prende atto la Commissione. Avverte inoltre che sono state presentante le riformulazioni agli emendamenti 1.6, 1.22, 1.55, 1.60, 1.61, 1.66 e 4.0.3. La relatrice Russo ha presentato due nuovi emendamenti all'articolo 3, 3.0.100 e 3.101. Tutti questi testi sono pubblicati in allegato. Propone di fissare alle ore 17 di oggi, mercoledì 17 luglio il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti della relatrice 3.0.100 e 3.101. Concorda la Commissione. Avverte infine che la relatrice ha presentato alcuni emendamenti di correzione formale e di drafting al testo del disegno di legge, pubblicati in allegato, nonché una riformulazione dell'emendamento 1.1000, che corregge l'indicazione delle procedure selettive in corso riferendole alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, e l'emendamento 1.202 che, anche alla luce del parere della Commissione affari costituzionali, rende coerente il secondo periodo del capoverso 2- octies dell'articolo 1, comma 2, con quanto disposto dal primo periodo di quella disposizione, rendendo così omogenea le norme in materia di osservazioni a tempo indeterminato del personale artistico e tecnico da un lato e del personale amministrativo dall'altro, anch'essi pubblicati in allegato. Prende atto la Commissione. La senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) preannuncia il ritiro di ulteriori emendamenti. Il seguito dell'esame è rinviato. La seduta termina alle ore 9,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 89 La Commissione, esaminato lo schema di decreto ministeriale in titolo, premesso che: ai sensi dell'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, le Accademie di belle arti, l'Accademia nazionale di arte drammatica e gli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA), nonché con la trasformazione in Istituti superiori di studi musicali e coreutici, i Conservatori di musica, l'Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati, costituiscono il sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale (AFAM); coerentemente con la ratio della legge n. 508 del 1999, che ha inteso allineare il sistema dell'alta formazione artistica a quella universitaria, le predette istituzioni istituiscono e attivano corsi di formazione ai quali si accede con il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, nonché corsi di perfezionamento e di specializzazione; l'articolo 3 della predetta legge ha istituito il Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (CNAM), quale organo consultivo del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica (ora Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca), con il potere di esprimere pareri e formulare proposte in tema, fra l'altro, di didattica, reclutamento del personale e programmazione dell'offerta formativa; solo nel 2005, con il decreto ministeriale n. 236, sono stati disciplinati la composizione, il funzionamento e le modalità di nomina e di elezione dei componenti del CNAM, il quale è stato costituito per la prima volta con decreto ministeriale 16 febbraio 2007, n. 19 con scadenza a febbraio 2010; tuttavia si sono succedute diverse proroghe fino al 31 dicembre 2012, momento in cui, a seguito del mancato rinnovo, l'organo è risultato decaduto; l'ultima riunione del CNAM si è tenuta il 13 febbraio 2013 e da allora il mandato di tale organismo non è stato rinnovato; nel corso della XVII legislatura era stato presentato uno schema di decreto ministeriale recante modifiche al decreto ministeriale n. 236 del 2005 sulle modalità di nomina e composizione del CNAM (Atto del Governo n. 42), del quale però non si è perfezionato l' iter approvativo; nelle more di una nuova approvazione della procedura per la ricostituzione del CNAM, la legge n. 107 del 2015, all'articolo 1, comma 27, ha stabilito che gli atti e i provvedimenti adottati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in mancanza del parere del medesimo Consiglio sono perfetti ed efficaci; con decreto dipartimentale n. 2326 del 19 ottobre 2015 (integrato dal decreto dipartimentale n. 2454 del 2 novembre 2015) è stata costituita presso il Dipartimento della formazione superiore e la ricerca una commissione tecnica chiamata a svolgere le valutazioni tecniche relative agli ordinamenti didattici dei corsi AFAM, commissione che non può, tuttavia, ritenersi sostitutiva del CNAM per le differenze sostanziali in tema di componenti e competenze; il Consiglio di Stato, con parere del 30 maggio 2019, espresso sullo schema di decreto ministeriale in esame ha manifestato apprezzamento per la circostanza per cui il Ministero stia procedendo finalmente "a dare puntuale attuazione al dettato legislativo, volto ad assicurare ad un settore importantissimo per l'alta formazione, la cultura e l'arte quale è l'AFAM, un organismo adeguatamente rappresentativo, ponendo così fine alla deprecabile prassi delle proroghe e della costituzione di organismi surrogatori". Considerato che: lo schema di decreto in titolo dà attuazione alla legge n. 508 del 1999, nella parte in cui ha previsto l'istituzione del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (CNAM); lo schema di decreto in titolo abroga la disciplina prevista dal decreto ministeriale n. 236 del 2005 e prevede misure in tema di costituzione, funzionamento ed elezione dei componenti del CNAM che appaiono urgenti e necessarie al fine dell'attuazione della legge n. 508 del 1999 e, conseguentemente, il funzionamento a regime dell'assetto delle istituzioni afferenti al comparto AFAM; tale schema ha introdotto una serie di novità, tra cui la riduzione dei componenti del CNAM da 34 a 24; la riduzione da 6 a 2 degli esperti designati dal Ministro; l'eliminazione dei rappresentanti del Consiglio Universitario nazionale; la previsione della rappresentanza degli istituti autorizzati a rilasciare titoli ai sensi dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica n. 212 del 2005 (una per il settore delle arti visive e del design e una per il settore musicale, coreutico e dello spettacolo) attribuendo tale rappresentanza ai soli direttori degli istituti; oltre alle predette misure, lo schema in esame ha previsto la semplificazione delle procedure relative alla composizione dei seggi presso le istituzioni; l'eliminazione della distinzione fra prima e seconda fascia, stante la necessità di tener conto del nuovo status giuridico del personale docente statuito dagli ultimi contratti collettivi nazionali; la modifica dei criteri di validità delle sedute del CNAM e del quorum costitutivo; la durata dell'incarico per i componenti  da 3 a 4 anni , con la possibilità di riconferma per un altro mandato consecutivo; la previsione della decadenza del consigliere in caso di assenze ingiustificate per due sedute consecutive; il meccanismo di composizione delle rappresentanze elettive dei vari settori AFAM di cui all'articolo 3 del presente schema di decreto non risulta adeguatamente proporzionato alle dimensioni effettive dei comparti e alla loro attuale popolazione; esso risulta impostato su una serie di "macro-aree" individuate nella tabella A allegata allo schema di decreto, il cui criterio di ripartizione pare discutibile se valutato in riferimento alle affinità disciplinari; il meccanismo d'individuazione dei candidati nazionali previsto dall'articolo 6 del presente schema di decreto prevede un passaggio preliminare in sede di singola istituzione per il vaglio del Collegio Docenti alla candidatura e che questa previsione allontana il nuovo Cnam dal CUN, e risulta poco organica rispetto ad un settore caratterizzato da istituzioni di dimensioni molto variabili e da un corpo docenti caratterizzato da instabilità per via dei trasferimenti, comportando di fatto un meccanismo di pre-selezione locale per un organo che dovrebbe essere eletto democraticamente a base nazionale; ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del presente schema di decreto la nomina a componente del CNAM viene dichiarata incompatibile con incarichi sindacali e si prevede che i componenti decadano dal mandato se viene meno l'appartenenza ad una categoria da essi rappresentata o se si verifica una causa di incompatibilità legata a incarichi sindacali; l'articolo 5, comma 6, prevede che l'elettorato attivo e passivo è attribuito al personale docente con contratto a tempo indeterminato nelle discipline attinenti all'arte coreutica, prevedendo di fatto l'esclusione dei docenti delle altre discipline; il successivo comma 7 prevede, inoltre, che per l'elezione dei rappresentanti di cui all'articolo 3, comma 2, lett. f ) l'elettorato attivo e passivo è attribuito, fra l'altro, al personale docente degli Istituti superiori di studi musicali, ai pianisti accompagnatori e ai percussionisti dell'Accademia nazionale di danza con contratto a tempo indeterminato; da ciò si evince che questi ultimi vengono accorpati incomprensibilmente al collegio elettorale degli Istituti Superiori di Studi Musicali; il comma 4, quinto periodo dell'articolo 3 dispone che il CNAM sia validamente costituito con la nomina di almeno metà dei suoi componenti (12 su 24); all'articolo 4, comma 9, dello schema di decreto ministeriale in esame, si prevede poi in relazione al quorum di validità delle sedute del CNAM, che "le sedute del consiglio sono valide se ad esse interviene un terzo degli aventi diritto al voto"; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: 1) si ridetermini il meccanismo di elezione, di cui all'articolo 6 del presente schema di decreto, non su base dapprima locale e poi nazionale, ma direttamente a livello nazionale con la possibilità di una candidatura libera da parte dell'elettorato passivo come già avviene per il CUN, avvalendosi dell'utilizzazione di una procedura telematica validata che assicuri contemporaneamente l'accertamento dell'identità dei votanti, della preferenza espressa e della segretezza del voto; 2) dal punto di vista della rappresentatività in termini di expertise disciplinare, si raccomanda di rivedere la ripartizione per aree della Tabella A, allegata al presente schema di decreto, al fine di meglio garantire l'adozione di criteri omogenei che, sulla base di principi fondati sulla competenza disciplinare, informino l'accorpamento in macro-aree dei vari settori artistico disciplinari tra loro affini. L'obiettivo deve essere quello di preservare il valore di una rappresentanza in seno al CNAM che sia bilanciata rispetto alle specifiche dei settori artistico disciplinari anche in termini di pratiche, generi e repertori, per esempio valutando l'ipotesi di modificare, se necessario, il numero delle aree al fine di rivederne la composizione secondo una distinzione per dominio che volga l'attenzione, per esempio, all'aspetto performativo versus quello compositivo-creativo, teorico, multimediale etc.. Si propone altresì di considerare in tal senso l'opportunità di prevedere più di un rappresentante per macro-area se il loro numero, in tale revisione, dovesse eventualmente venire ridotto; 3) dal punto di vista della rappresentatività in termini quantitativi, a fronte del mantenimento di un numero minore di membri CNAM rispetto al passato, si invita a rimodulare la distribuzione interna del numero dei rappresentanti ora previsti prestando attenzione al riassetto attuale dei settori rappresentati, di cui all'articolo 3, comma 2 a) b) c) d) e) f) g) h) i) l) m) n) del presente schema di decreto, in particolare al fine di garantire un migliore equilibrio tra Accademie di Belle Arti statali e ISSM, dato che questi ultimi appaiono compensativamente sottorappresentati; 4) si raccomanda di estendere l'incompatibilità delle nomine a membro CNAM, di cui all'articolo 3, comma 3, del presente schema di decreto, anche a chi ricopre incarichi MIUR e ANVUR, oltreché ai Direttori, estendendo tali tipologie di incompatibilità anche alla fattispecie di settore di cui all'art. 3, c. 2 b) del presente decreto; 5) per quanto riguarda l'elettorato passivo dell'Accademia Nazionale di Danza, di cui all'articolo 3, comma 2 e) del presente schema di decreto, si raccomanda di adottare un criterio conforme a quello degli altri settori rappresentati in CNAM, considerando quindi come eleggibile ogni membro del corpo docente a T.I di questa istituzione, sia esso di I o di II fascia, a prescindere dal settore disciplinare di afferenza, e considerando in tale contesto ricompresi anche i pianisti e percussionisti accompagnatori che in tale istituzione esercitano il loro operato e che, attualmente, risultano incongruamente assegnati al settore degli ISSM (articolo 3, comma 2 f); 6) nella ripartizione dei settori rappresentati in CNAM, di cui all'articolo 3, comma 2, del presente schema di decreto, relativamente alla categoria generale di suddivisione fra istituzioni statali e non statali, si rimarca un'apparente diversità di trattamento riservato agli ISSM in via di statizzazione, accorpati con i Conservatori statali di musica nel presente schema di decreto, rispetto alle Accademie legalmente riconosciute cosiddette storiche mai specificamente citate ma che dovrebbero, per analogia, andare esplicitamente ad aggiungersi al settore delle Accademie statali di Belle Arti; 7) si osserva, inoltre, che il combinato disposto dell'articolo 3, comma 4, quinto periodo, che disciplina la validità costitutiva dell'organo con la nomina di almeno 12 componenti, e dell'articolo 4, comma 9, relativo al quorum di validità delle sedute raggiunto con l'intervento di un terzo degli aventi diritto al voto, rischia di generare la paradossale e inaccettabile situazione per cui, ove il CNAM risultasse costituito del numero minimo di componenti consentito (12), sarebbe ritenuta valida una seduta cui intervenga un terzo di questi, cioè quattro. Risulta, dunque, opportuno, al fine di garantire all'ente una adeguata rappresentanza dei suoi componenti e una indiscussa legittimazione decisionale, modificare il suddetto articolo 4, comma 9, ritenendo valide le sedute del consiglio solo se ad esse intervengano almeno 8 componenti, come peraltro suggerito dal parere del Consiglio di Stato del 30 maggio 2019. Allegato