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Processo penale - Conflitto di competenza - Rinvio degli atti al giudice di primo grado, con decisione del giudice d'appello per ritenuta nullità verificatasi nel giudizio di primo grado - Preclusione, secondo il diritto vivente, per il giudice di primo grado, di sollevare il conflitto in caso di dissenso dalla decisione - Lamentata violazione del principio di soggezione del giudice alla sola legge e del principio di ragionevole durata del processo - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 28, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non consentirebbe al giudice di primo grado di sollevare conflitto di competenza, ove ritenga erronea la decisione con la quale il giudice di appello, rilevata una nullità processuale, abbia rinviato gli atti al giudice di primo grado per la rinnovazione del giudizio. Infatti, se da un lato la decisione del giudice di grado superiore non può mai vincolare l'autonomia e l'indipendenza del giudice di primo grado, dall'altro l'intervento additivo sollecitato dal giudice rimettente si risolverebbe nell'introduzione di una sorta di impugnazione, da parte del giudice di primo grado, della decisione del giudice di grado superiore; nè l'impossibilità di sollevare conflitto, in sè considerata, collide con l'art. 111 Cost., in quanto il conflitto non è necessariamente uno strumento acceleratorio del processo. - Sulla reciproca indipendenza tra giudici di grado diverso, v. sentenza n. 112/1994; ordinanze n. 241/1991, n. 83/1994. M.R.