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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 11 BORGHESI La seduta inizia alle ore 12,05. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO (AG 33) Codice del Terzo settore Doc n. 33 Schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante codice del Terzo settore (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e per la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 1, commi 2, lettera b) , 3, 5 e 7, della legge 6 giugno 2016, n. 106. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con condizioni e osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 24 luglio. Il PRESIDENTE avverte che è stato trasmesso alle Camere il parere del Consiglio di Stato. La Commissione può dunque concludere l'esame in sede consultiva sullo schema di decreto legislativo in titolo. La relatrice SAPONARA ( L-SP ) propone di modificare lo schema di parere presentato nella seduta di ieri, integrandolo con le correzioni segnalate dal senatore Grassi e ulteriori rilievi pervenuti dalle associazioni audite. Con riferimento all'articolo 8, propone che la lettera a) del comma 1 sia sostituita come segue: il comma 1 è sostituito dal seguente: "Le associazioni e le fondazioni del Terzo settore che si iscrivono nel registro unico nazionale del Terzo settore, le quali intendono ottenere la personalità giuridica, la conseguono, in deroga al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, mediante l'iscrizione nel suddetto registro."». Alla lettera b) , capoverso 1- bis , dovrebbe essere inserito il riferimento anche alla Regione, quale soggetto destinatario della comunicazione di avvenuta iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore. Inoltre, il medesimo capoverso 1- bis dovrebbe essere collocato all'articolo 47, dopo il comma 5. Tali modificazioni si rendono necessarie allo scopo di chiarire il contenuto delle nuove norme in materia di acquisto della personalità giuridica degli enti del Terzo settore e al fine di evitare incertezze interpretative. Propone, quindi, di inserire una condizione relativa all'articolo 23, in tema di applicazione delle imposte sui redditi agli enti del Terzo settore, affinché, dopo la lettera a) del comma 1, sia inserita la seguente: " a- bis ) al comma 3, dopo la lettera b) , è inserita la seguente: « b -bis ) le attività di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a) , b) e c) , se svolte da fondazioni ex Ipab, a condizione che gli utili siano interamente reinvestiti nelle attività di natura sanitaria o socio-sanitaria e che non sia deliberato alcun compenso a favore degli organi amministrativi»". Con riferimento all'articolo 30, propone di aggiungere, tra le attività che non si considerano commerciali, anche quelle di carattere assistenziale. Propone, infine, di inserire una osservazione relativa all'articolo 32, affinché si valuti la possibilità di sopprimere, all'articolo 102, comma 2, del decreto legislativo n. 117 del 2017, la lettera e) , allo scopo di ripristinare la vigenza dell'articolo 9- bis del decreto-legge n. 417 del 119, il quale prevede la possibilità di applicare alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro loco, in quanto compatibili, le disposizioni sul regime fiscale agevolato, di cui alla legge n. 398 del 1991. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), dopo aver ribadito il proprio apprezzamento per l'atteggiamento costruttivo della relatrice, chiede di introdurre un ulteriore rilievo, al fine di prevedere che le prestazioni oggetto delle convenzioni stipulate dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico con le Regioni e le Province autonome in materia di soccorso ed elisoccorso, di cui all'articolo 2, comma 2, della legge n. 74 del 2001, siano considerate attività non commerciali, nonché attività non rientranti nell'ambito di applicazione dell'IVA, ex articolo 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. A nome del proprio Gruppo, anticipa, quindi, un voto favorevole. La relatrice SAPONARA ( L-SP ) accoglie la proposta del senatore Pagano e riformula lo schema di parere, inserendo il rilievo nei termini da lui indicati. Il senatore PARRINI ( PD ) ribadisce la richiesta di procedere a una votazione per parti separate della proposta di parere della relatrice. In questo modo, anche il Gruppo Partito Democratico potrà convergere sui rilievi condivisibili, evidenziando al contempo le parti su cui vi sono maggiori perplessità. In particolare, esprime riserve sulla condizione che prevede la soppressione del comma 2 dell'articolo 61 e del comma 7 dell'articolo 62 del decreto legislativo n. 117 del 2017, poiché in questo modo si impedisce all'organismo nazionale di controllo di stabilire il numero di enti accreditabili come centri di servizio per il volontariato nel territorio nazionale e di determinarne l'ammontare del finanziamento stabile triennale. A suo avviso, verrebbe così meno la perequazione delle risorse, con conseguenze dannose soprattutto per il Mezzogiorno. Ricorda che anche le associazioni del Terzo settore hanno espresso critiche su questa proposta di correzione. Quanto alle osservazioni relative allo schema di decreto legislativo, esprime un avviso contrario sulle modifiche da apportare all'articolo 4, che comporterebbero il venir meno di alcuni obblighi in materia di scritture contabili e bilancio, di cui all'articolo 13 del decreto legislativo n. 117. Ritiene non condivisibile altresì l'osservazione sull'articolo 15 dello schema di decreto, che prevede l'inserimento, tra i membri del Consiglio nazionale del Terzo settore, di un rappresentante designato dai centri di servizio per il volontariato. Rileva, infatti, che tali centri sono strutture di carattere meramente tecnico e non svolgono funzioni di rappresentanza. Critica l'osservazione riferita all'articolo 30, con cui si propone di ampliare il novero delle attività da non considerarsi commerciali. Si sofferma, quindi, sulle osservazioni relative al decreto legislativo n. 117 del 2017, criticando in primo luogo quella riferita all'articolo 5. A suo avviso, infatti, si tratterebbe di una considerazione di carattere politico, non connessa a specifici riferimenti normativi. Ritiene inopportuna, altresì, l'osservazione relativa all'articolo 35, in quanto gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI potrebbero essere privi dei requisiti necessari per gli enti del Terzo settore. Formula considerazioni critiche anche sulle osservazioni relative all'articolo 41 del decreto legislativo n. 117. Infatti, da un lato, si rischia di attribuire funzioni di responsabilità a enti inidonei e, dall'altro, non appare corretto ridurre il numero delle reti associative a quelle che hanno sottoscritto contratti collettivi di lavoro. Considera pleonastico l'inserimento di un nuovo periodo al comma 2 dell'articolo 44, poiché le disposizioni dell'articolo 22 sarebbero comunque applicate alle società di mutuo soccorso, in quanto enti del Terzo settore. Formula considerazioni critiche sull'osservazione relativa all'articolo 55 e sulla prima osservazione all'articolo 56, nonché sulle modificazioni proposte all'articolo 57, che - ampliando l'ambito di applicazione della norma sul servizio di trasporto sanitario di emergenza e urgenza - rischiano di determinare confusione. Esprime il proprio avviso contrario sull'osservazione relativa agli articoli da 61 a 66, in quanto sorretta, a suo giudizio, da considerazioni di natura politica. Ritiene, inoltre, non condivisibile l'osservazione riferita agli articoli 64 e 65, come anche quella sull'articolo 76. Quanto ai rilievi finali, giudica inopportuna la proposta di prevedere un coordinamento fra le diverse amministrazioni pubbliche coinvolte direttamente e indirettamente dal Terzo settore, in quanto tale funzione è già espletata dalla cabina di regia per il coordinamento del Terzo settore, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 gennaio 2018. Annuncia, infine, la propria astensione sulle ultime modifiche apportate dalla relatrice nel corso della seduta odierna, non avendo avuto la possibilità di esaminarle in modo approfondito. Il PRESIDENTE accoglie la richiesta del senatore Parrini di procedere a una votazione per parti separate. Pone quindi in votazione la proposta di parere avanzata dalla relatrice, limitatamente alla condizione, alle osservazioni e al rilievo espressamente richiamati dal senatore Parrini. Il senatore PARRINI ( PD ) annuncia, a nome del proprio Gruppo, un voto contrario. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva. Il PRESIDENTE pone quindi in votazione la proposta di parere, limitatamente alle condizioni riferite all'articolo 8 e all'articolo 23, all'osservazione riferita all'articolo 32, nonché al rilievo, proposto dal senatore Pagano e accolto dalla relatrice Saponara, riguardante le prestazioni oggetto delle convenzioni stipulate dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. Il senatore PARRINI ( PD ) annuncia, a nome del proprio Gruppo, un voto di astensione. La Commissione approva. Il PRESIDENTE pone quindi in votazione la restante parte della proposta di parere della relatrice. Il senatore PARRINI ( PD ) annuncia, a nome del proprio Gruppo, un voto favorevole. La Commissione approva. Il PRESIDENTE avverte che il parere approvato è pubblicato in allegato. IN SEDE REDIGENTE (689 e connessi) Commissione antimafia DDL 689 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere DDL 6 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere DDL 173 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere DDL 314 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle problematiche relative al fenomeno della mafia e alle altre associazioni criminali similari DDL 503 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere (Discussione congiunta e rinvio) Il relatore GIARRUSSO ( M5S ) illustra il disegno di legge n. 689 , approvato dalla Camera dei deputati, che prevede l'istituzione, per tutta la durata della XVIII legislatura, di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali similari, anche straniere. Il testo, pur riproponendo nell'impianto generale e in gran parte della formulazione la legge n. 87 del 2013, istitutiva della Commissione antimafia nella XVII legislatura, vi introduce alcune modifiche, che riprendono diverse proposte contenute nella relazione conclusiva approvata dalla precedente Commissione antimafia il 7 febbraio 2018 ( Doc . XXIII, n. 38). Le principali innovazioni sono riconducibili, in particolare, all'individuazione di ulteriori ambiti di indagine, rispetto a quelli della legge n. 87 del 2013; al rafforzamento dei poteri della Commissione, anche in relazione alle attività di promozione della cultura della legalità; al superamento del rinnovo biennale della Commissione. Per quanto riguarda i compiti della Commissione, la proposta di legge prevede l'ampliamento dell'oggetto dell'inchiesta a diversi nuovi argomenti, tra cui: la tutela delle vittime di estorsione e usura; la tutela dei familiari delle vittime delle mafie; il monitoraggio delle scarcerazioni; i sistemi informativi e le banche dati in uso agli uffici giudiziari e alle forze di polizia; le modalità di azione delle associazioni mafiose e similari mediante condotte corruttive o collusive; l'infiltrazione all'interno di associazioni massoniche o comunque di carattere segreto o riservato; il traffico di stupefacenti e di armi e il commercio di opere d'arte; il rapporto tra le mafie e l'informazione, con particolare riferimento alle diverse forme in cui si manifesta la violenza o l'intimidazione nei confronti dei giornalisti; i giochi e le scommesse; il movimento civile antimafia; il monitoraggio della normativa sulla lotta contro il terrorismo ai fini del contrasto delle mafie. Relativamente ai poteri della Commissione, si prevede la facoltà di adottare iniziative volte ad aumentare la sensibilizzazione e la partecipazione della cittadinanza sui temi della lotta alle mafie e della cultura della legalità. Inoltre, si ridefiniscono i limiti posti in capo alla Commissione, superando la previsione della legge n. 87 del 2013, che non consentiva di adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione. Restano fermi i limiti per la Commissione relativi ai provvedimenti attinenti alla libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo dei testimoni. Infine, si supera l'obbligo di rinnovo biennale della Commissione, che quindi svolgerà la sua attività per l'intera legislatura. Nello specifico, l'articolo 1 del disegno di legge reca l'istituzione della Commissione e la definizione dell'oggetto dell'inchiesta, dei compiti e dei poteri della Commissione. Ai commi 1 e 4, si precisa che i compiti previsti dalla legge sono attribuiti alla Commissione per indagare sul fenomeno delle mafie, anche con riguardo alle altre associazioni criminali, comunque denominate, alle mafie straniere, alle organizzazioni di natura transnazionale, ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 146 del 2006, e a tutte le organizzazioni criminali di tipo mafioso ai sensi dell'articolo 416- bis del codice penale. I compiti indicati nell'articolo 1 coincidono in gran parte - seppure con qualche modifica - con quelli previsti dalla legge n. 87 del 2013: verificare l'attuazione delle disposizioni di legge adottate contro la criminalità organizzata; accertare la congruità della legislazione vigente, formulando le proposte di carattere legislativo e amministrativo ritenute necessarie; accertare e valutare le tendenze e i mutamenti in atto nell'ambito della criminalità di tipo mafioso, anche con riferimento a processi di internazionalizzazione e al ruolo della criminalità nella promozione e nello sfruttamento dei flussi migratori illegali; indagare sul rapporto tra mafia e politica anche riguardo alla sua articolazione territoriale e ai delitti e alle stragi di carattere politico-mafioso; indagare sulle forme di accumulazione di patrimoni illeciti e sul fenomeno del riciclaggio; accertare le modalità di difesa del sistema degli appalti pubblici e, nel contempo, esaminare la congruità della normativa vigente per la prevenzione e il contrasto di tali fenomeni; esaminare l'impatto negativo derivante al sistema produttivo, bancario e finanziario, e la trasparenza della gestione delle risorse pubbliche; svolgere un monitoraggio sui tentativi di condizionamento e di infiltrazione da parte della criminalità di tipo mafioso negli enti locali, con particolare riguardo alla componente amministrativa; riferire alle Camere al termine dei suoi lavori, nonché ogni volta che lo ritenga opportuno e comunque con un relazione annuale. Il testo in esame introduce nuove finalità: verificare l'attuazione e l'adeguatezza delle disposizioni in materia di tutela delle vittime di estorsione e usura; verificare l'attuazione e l'adeguatezza delle disposizioni in materia di tutela dei familiari delle vittime delle mafie; estendere l'attuazione dell'applicazione del regime carcerario anche con riferimento al monitoraggio delle scarcerazioni; verificare l'adeguatezza e la congruità della normativa vigente e della sua attuazione in materia di sistemi informativi e banche dati in uso agli uffici giudiziari e alle forze di polizia; estendere l'indagine sul rapporto tra mafia e politica con riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive, anche in relazione al codice di autoregolamentazione sulla formazione delle liste elettorali, proposto dalla Commissione antimafia nella XVII legislatura; estendere l'analisi delle nuove tendenze e dei mutamenti in atto nell'ambito della criminalità di tipo mafioso anche alle condotte corruttive o collusive, alle infiltrazioni all'interno di associazioni massoniche o a carattere segreto, al traffico di stupefacenti e di armi e al commercio di opere d'arte. Ulteriori finalità sono le seguenti: programmare un'attività volta a contrastare, monitorare e valutare il rapporto tra le mafie e l'informazione, con particolare riferimento alle diverse forme in cui si manifesta la violenza o l'intimidazione nei confronti dei giornalisti; estendere la valutazione della normativa in materia di riciclaggio anche in relazione all'intestazione fittizia di beni e al sistema lecito e illecito del gioco e delle scommesse; esaminare la natura e le caratteristiche storiche del movimento civile antimafia e monitorare l'attività svolta dalle associazioni di carattere nazionale o locale che operano per il contrasto delle attività delle organizzazioni criminali di tipo mafioso e procedere alla mappatura delle iniziative e pratiche educative; esaminare la possibilità di impiegare istituti e strumenti previsti dalla normativa in materia di lotta contro il terrorismo ai fini del contrasto delle mafie. Si tratta di compiti che riprendono in gran parte le indicazioni emerse nel corso dei lavori della Commissione antimafia nella XVII legislatura e formalizzati nella sua relazione conclusiva, dove si auspicava che in sede di discussione della nuova legge istitutiva se ne valutasse l'introduzione. Con riferimento ai poteri della Commissione, al comma 2 dell'articolo 1, si prevede che essa non possa adottare, a eccezione dell'accompagnamento coattivo dei testimoni, provvedimenti attinenti alla libertà personale. Al comma 4, si stabilisce che la Commissione ha la facoltà di promuovere la realizzazione e di valutare l'efficacia delle iniziative per la sensibilizzazione del pubblico sul valore storico, istituzionale e sociale della lotta contro le mafie e sulla memoria delle vittime delle mafie, anche in relazione all'attuazione della legge 8 marzo 2017, n. 20, che ha individuato nel 21 marzo la Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, allo scopo di creare e valorizzare percorsi specifici all'interno del sistema pubblico di istruzione. Inoltre, la Commissione può promuovere forme di comunicazione e divulgazione circa gli esiti del monitoraggio delle attività civili e pratiche educative antimafia svolte in campo nazionale e locale, fermo restando l'obbligo di riserbo per gli atti coperti da segreto. Tra i compiti, la Camera dei deputati ha introdotto quello di acquisire informazioni sull'organizzazione degli uffici giudiziari e delle strutture investigative competenti in materia nonché sulle risorse umane e strumentali di cui essi dispongono. L'articolo 2 riguarda la composizione della Commissione. Viene confermato il numero di 50 componenti - 25 senatori e 25 deputati - scelti dai Presidenti delle Camere, tenendo conto anche della specificità dei compiti assegnati alla Commissione. Analogamente a quanto stabilito dalla legge istitutiva della XVII legislatura, i componenti della Commissione sono tenuti a dichiarare alla Presidenza della Camera di appartenenza se nei loro confronti sussista una delle condizioni indicate nel codice di autoregolamentazione sulla formazione delle liste elettorali, proposto dalla Commissione antimafia con la relazione in materia di formazione delle liste delle candidature per le elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali, approvata nella seduta del 23 settembre 2014, e nelle eventuali determinazioni assunte dalla Commissione nel corso della XVIII legislatura. Qualora una delle situazioni previste nel codice di autoregolamentazione sopravvenga, successivamente alla nomina, a carico di uno dei componenti della Commissione, è previsto l'obbligo di informarne immediatamente il Presidente della Commissione oltre che i Presidenti delle Camere. Ai fini dell'applicazione del codice di autoregolamentazione sulla formazione delle liste elettorali, la Commissione può richiedere al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo di trasmettere le pertinenti informazioni, non coperte da segreto investigativo, contenute nei registri e nelle banche di dati di cui all'articolo 117, comma 2- bis , del codice di procedura penale. Il testo non prevede il rinnovo biennale della Commissione, ma ripropone le medesime modalità di costituzione e di formazione dell'Ufficio di Presidenza, già stabilite dalla legge n. 87 del 2013 e analoghe alla composizione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni permanenti. L'articolo 3 conferma la possibilità per la Commissione di costituire uno o più comitati. L'articolo 4 disciplina le audizioni a testimonianza in maniera analoga con quanto stabilito nella XVII legislatura, mantenendo ferme le competenze dell'autorità giudiziaria. In tema di segreto si richiama, per il segreto di Stato, la normativa dettata dalla legge n. 124 del 2007. In nessun caso, per i fatti rientranti nei compiti della Commissione, possono essere opposti il segreto d'ufficio, il segreto professionale e il segreto bancario. L'articolo 5 precisa ulteriormente i poteri della Commissione in merito alla richiesta di atti e documenti in maniera analoga alla legge istitutiva della Commissione scorsa legislatura. All'articolo 6 è previsto, come di consueto, il vincolo del segreto, sanzionato penalmente, per i componenti la Commissione, i funzionari e tutti i soggetti che, per ragioni d'ufficio o di servizio, vengano a conoscenza di atti o documenti coperti da segreto o che comunque non devono essere divulgati; analogamente è sanzionata la diffusione anche parziale di tali atti e documenti. L'articolo 7 demanda al regolamento interno l'organizzazione delle attività e il funzionamento della Commissione da approvare prima dell'avvio delle attività di inchiesta. Viene affermato il principio della pubblicità delle sedute ed è confermata la previsione di un tetto massimo di collaboratori, da definirsi con il regolamento interno. L'autorizzazione di spesa è pari a 100.000 euro per il 2018 e a 300.000 euro per ciascun anno successivo. I Presidenti del Senato e della Camera, con determinazione adottata d'intesa tra loro, possono autorizzare annualmente un incremento delle spese, comunque in misura non superiore al 30 per cento, a seguito di richiesta formulata dal Presidente della Commissione per motivate esigenze. Passa, quindi, ad illustrare altri quattro disegni di legge relativi all'istituzione di una Commissione antimafia nella legislatura in corso, limitandosi a evidenziare, per cenni, le variazioni rispetto al testo approvato dalla Camera dei deputati. Il disegno di legge n. 6 , proposto dal senatore Grasso, e il disegno di legge n. 503 , a sua prima firma, pongono specifica attenzione alla valorizzazione della funzione consultiva della Commissione nell'ambito del procedimento legislativo. Attribuiscono, infatti, alla Commissione la facoltà di richiedere al Governo una relazione di valutazione dell'impatto che specifici progetti di legge in discussione possono rivestire con riguardo alle politiche di contrasto delle organizzazioni criminali. Analoga relazione può essere richiesta all'Autorità nazionale anticorruzione, con riferimento alla difesa degli appalti e delle opere pubbliche dai condizionamenti mafiosi. In merito al fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli enti locali, si disciplinano diverse forme di interlocuzione con il Governo, allo scopo di consentire un costante monitoraggio a livello parlamentare anche dell'azione di ripristino della legalità svolta dai commissari straordinari. Le due proposte attribuiscono, altresì, alla Commissione il parere sulla proposta di nomina del direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. Il disegno di legge n. 6 , inoltre, riduce a 40 il numero dei componenti della Commissione, 20 senatori e 20 deputati, affidando la scelta del Presidente ad un'intesa tra i Presidenti delle due Camere. Specifica che il disegno di legge n. 503 fa espresso richiamo alle prerogative parlamentari sancite dall'articolo 68 della Costituzione per i membri della Commissione, al fine di superare le incertezze determinate nel corso della XVII legislatura da alcuni pareri pro veritate - presentati in opposizione al sequestro degli elenchi di iscritti alla massoneria di Sicilia e Calabria - che, richiamando una sentenza della Corte di Cassazione del 1983, escludevano per i membri delle Commissioni d'inchiesta l'insindacabilità degli atti compiuti nell'esercizio delle loro funzioni, esponendoli così al rischio di azioni civili risarcitorie e paralizzando, di fatto, l'attività di indagine della Commissione. Il disegno di legge n. 173 , d'iniziativa del senatore Mirabelli e altri, riproduce il dettato della legge istitutiva della scorsa legislatura. Infine, il disegno di legge n. 314 , d'iniziativa del senatore Vitali, confermando la scelta compiuta nelle passate legislature, prevede il rinnovo della Commissione dopo il primo biennio dalla sua costituzione. Concludendo, propone che tali disegni di legge siano trattati congiuntamente al provvedimento approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati. Il senatore VITALI ( FI-BP ), a nome del proprio Gruppo, esprime un orientamento favorevole sulla istituzione della Commissione d'inchiesta sul fenomeno della mafia, in continuità con l'esperienza pluridecennale pregressa. Al contempo, auspica che la legge istitutiva sia approvata quanto prima, per proseguire il lavoro avviato nelle precedenti legislature. Precisa, a tale proposito, che l'obiettivo della Commissione deve essere quello di contribuire a una efficace produzione legislativa, finalizzata al contrasto alla criminalità organizzata, recependo le segnalazioni, i rapporti e le richieste della magistratura e delle forze dell'ordine, impegnate in prima linea nella repressione delle mafie, le quali riescono ad adattarsi alle nuove realtà sociali, economiche e territoriali. Poiché nessun altro senatore chiede di intervenire, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale e propone che il disegno di legge n. 689 , approvato dalla Camera dei deputati, sia adottato come testo base per il seguito della discussione. La Commissione conviene. Il PRESIDENTE , prendendo atto che il provvedimento è stato inserito nel calendario dei lavori dell'Assemblea per martedì 1° agosto, ove concluso dalla Commissione, propone di fissare alle ore 17 di oggi, mercoledì 25 luglio, il termine per la presentazione di eventuali emendamenti, da riferire al disegno di legge n. 689 , adottato come testo base per il seguito della discussione. La Commissione conviene. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. SULLA SCOMPARSA DELL'AMMINISTRATORE DELEGATO DI FCA, SERGIO MARCHIONNE Il senatore PAGANO ( FI-BP ) esprime sentimenti di cordoglio per la scomparsa - appena avvenuta - del più importante manager italiano nel settore dell'industria automobilistica. Chiede quindi che sia osservato un minuto di silenzio. Il PRESIDENTE aderisce alla proposta del senatore Pagano. La Commissione quindi si leva in piedi e osserva un minuto di silenzio. INTEGRAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO Il PRESIDENTE comunica che l'ordine del giorno è integrato, a partire dalla seduta di domani, con la discussione congiunta in sede redigente dei Doc . XXII, n. 1, 8 e 9, recanti "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere". La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 12,50. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 33 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che: - lo schema di decreto in esame introduce alcune disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo n. 117 del 2017, recante codice del Terzo settore, ai sensi dell'articolo 1 della legge delega n. 106 del 2016, il quale prevede la possibilità di adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura previsti per l'esercizio della delega; - come evidenziato dalla relazione governativa, l'intervento integrativo e correttivo in oggetto discende dai giudizi di legittimità instaurati dalle Regioni Lombardia e Veneto in ordine ad alcune disposizioni del decreto legislativo n. 117 del 2017, nonché da esigenze di correzione sistemica e tiene conto altresì delle proposte formulate dagli stakeholder di riferimento; considerato che: - lo schema di decreto legislativo intende individuare le attività esercitabili dagli enti del Terzo settore; conferire maggiore chiarezza all'ordinamento contabile e fiscale di tali enti, nonché modulare gli oneri amministrativi ai loro profili dimensionali; accrescere la rappresentatività degli enti all'interno del Consiglio nazionale del Terzo settore e implementare il coinvolgimento delle Regioni in materia di utilizzazione del fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore, mediante lo strumento dell'intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni; - lo schema persegue inoltre la finalità di estendere anche alle organizzazioni di volontariato - e non solo alle fondazioni - le risorse provenienti dal Fondo nazionale per le politiche sociali, nonché di riconoscere a tutti gli enti iscritti al Registro unico nazionale, inclusi gli enti del Terzo settore commerciali, la possibilità di emettere titoli di solidarietà; - lo schema è volto altresì a individuare le attività svolte dagli enti del Terzo settore, che si caratterizzano per essere non commerciali; a coordinare la disciplina del Terzo settore con la normativa prevista nel testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), con la disciplina dell'imposta sul valore aggiunto, nonché con le disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, rilevato che: - tale intervento correttivo, tuttavia, non sembra corrispondere completamente alle premesse, come attestano la mancata intesa sancita in sede di Conferenza unificata a causa della contrarietà delle Regioni Lombardia e Veneto, nonché i rilievi critici emersi durante le audizioni informali svoltesi presso la Commissione, esprime parere non ostativo, a condizione che: - sia riconosciuto alle Regioni, in quanto naturali conoscitrici dei bisogni locali e in grado di soddisfare gli stessi, un ruolo determinante - attraverso opportune forme di coinvolgimento - nella definizione, programmazione e promozione del Terzo settore, anche in considerazione dell'impatto delle attività ricadenti nel Terzo settore su numerosi ambiti materiali affidati alla gestione delle Regioni; - sia soppresso l'articolo 5 (Modifiche all'articolo 14 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , riguardante gli obblighi di trasparenza sui compensi erogati, in quanto non si reputa congrua l'elevazione, da euro centomila a duecentoventimila euro annui,del limite di entrate per la decorrenza dell'obbligo di trasparenza; - sia soppresso l'articolo 6 (Modifiche all'articolo 16 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , che incide sul trattamento economico e normativo dei lavoratori, in quanto volto a introdurre una deroga alla previsione del limite massimo di 1 a 8 nella differenza retributiva tra lavoratori dipendenti degli enti del Terzo settore, allo scopo di acquisire specifiche competenze nel campo degli interventi e delle prestazioni sanitarie, della formazione universitaria e post-universitaria e della ricerca scientifica di particolare interesse sociale; - all'articolo 7 (Modifiche all'articolo 17 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , lettera b) , sia apportata un'ulteriore modificazione al comma 7, allo scopo di ampliare il novero delle eccezioni all'incompatibilità tra attività di volontariato e qualsiasi forma di rapporto di lavoro con l'ente di cui il volontario è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria, includendovi le organizzazioni di cui al decreto legislativo n. 178 del 2012; sia inoltre apportata una modificazione che preveda la non applicabilità del solo comma 5 dell'articolo 17, in luogo dell'intero Titolo III, agli operatori che prestano attività di soccorso per le organizzazioni di cui all'articolo 76 della legge provinciale 5 marzo 2001, n. 7, della Provincia autonoma di Bolzano e di cui all'articolo 55- bis della legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23, della Provincia autonoma di Trento; - all'articolo 8 (Modifiche all'articolo 22 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , al comma 1, la lettera a) sia sostituita dalla seguente: « a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "Le associazioni e le fondazioni del Terzo settore che si iscrivono nel registro unico nazionale del Terzo settore, le quali intendono ottenere la personalità giuridica, la conseguono, in deroga la decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, mediante l'iscrizione nel suddetto registro."»; alla lettera b ), capoverso 1- bis , sia inserito il riferimento anche alla Regione, quale soggetto destinatario della comunicazione di avvenuta iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore. Inoltre, il medesimo capoverso 1- bis sia collocato all'articolo 47, dopo il comma 5. Tali modificazioni si rendono necessarie allo scopo di chiarire il contenuto delle nuove norme in materia di acquisto della personalità giuridica degli enti del Terzo settore e al fine di evitare incertezze interpretative; - all'articolo 18 ( Modifiche all'articolo 65 del decreto legislativo 117 del 2017 ), al comma 1, lettera b ), dopo le parole "al comma 3", siano inserite le seguenti: "dopo la parola «3», sia inserita la seguente: «4,» e, alla lettera c ), dopo le parole "al comma 4," siano inserite le seguenti: "dopo la parola «2», la parola «4,» è soppressa e, alla" . Tale modificazione si rende necessaria, in quanto l'ambito "4", ora relativo alla sola regione Veneto, risulta erroneamente collocato nel comma 4, tra gli organismi territoriali di controllo aventi competenza su due Regioni; - all'articolo 19 ( Modifiche all'articolo 72 del decreto legislativo 117 del 2017) , allo scopo di introdurre una programmazione triennale delle risorse, per permettere alle Regioni e alle Province autonome una pianificazione di più ampio respiro e un utilizzo più efficiente dei fondi, al comma 1, siano aggiunte, infine, le seguenti parole: "e dopo le parole: «disponibili sul Fondo medesimo» sono aggiunte, in fine, le seguenti: «riferite ad un triennio»."; - all'articolo 21 ( Modifiche all'articolo 77 del decreto legislativo 117 del 2017 ), al comma 1, sia soppressa la lettera c) , allo scopo di non restringere il campo degli enti del Terzo settore finanziabili con i titoli di solidarietà; - all'articolo 23 ( Modifiche all'articolo 79 del decreto legislativo 117 del 2017 ), in tema di applicazione delle imposte sui redditi agli enti del Terzo settore, dopo la lettera a ), inserire la seguente: "a- bis ) al comma 3, dopo la lettera b ), è inserita la seguente: « b -bis) le attività di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a ), b ) e c ), se svolte da fondazioni ex Ipab, a condizione che gli utili siano interamente reinvestiti nelle attività di natura sanitaria o socio-sanitaria e che non sia deliberato alcun compenso a favore degli organi amministrativi»"; - all'articolo 8 del decreto legislativo n. 117 del 2017, relativo alla destinazione del patrimonio e all'assenza di scopo di lucro, al comma 3, lettera b) , siano soppresse le parole: ", lettere b ), g ) o h )". Tale intervento si rende necessario allo scopo di estendere a tutte le attività di cui all'articolo 5 del codice, quando finalizzate ad acquisire professionalità specifiche ad alto livello di competenza, nelle forme di lavoro subordinato, senza alcuna limitazione, la deroga alla norma che considera distribuzione di utili la corresponsione a lavoratori subordinati o autonomi di retribuzioni o compensi superiori del quaranta per cento rispetto a quelli previsti, per le medesime qualifiche, dai contratti collettivi di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81; - all'articolo 9 del decreto legislativo n. 117 del 2017, riguardante la devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento, la norma sia integrata, tenendo conto della peculiarità degli enti religiosi, come del resto già previsto nel decreto legislativo sull'impresa sociale. In tale prospettiva, si preveda che, in caso di cessazione, da parte dell'ente religioso, delle attività di cui all'articolo 5 del decreto n. 117, i beni residui del patrimonio destinato allo svolgimento di dette attività rimangano allo stesso ente religioso, ovvero siano devoluti ad enti del Terzo settore che abbiano analoga natura e finalità, secondo le disposizioni dello statuto, del regolamento o della Autorità religiosa competente e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. Si tratta infatti di patrimonio "destinato", che resta nella proprietà dell'ente religioso, ma viene finalizzato allo svolgimento delle attività di cui all'articolo 5. Pertanto, qualora queste non possano più essere perseguite, detto patrimonio non può che rientrare nelle disponibilità dello stesso ente religioso. Il mancato chiarimento su questo aspetto rischia di condizionare negativamente, rispetto alla riforma, le scelte degli enti religiosi, che hanno grandi tradizioni ed esperienza, particolarmente negli ambiti dei servizi alla persona; - all'articolo 36 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 1, dopo le parole: "In ogni caso, il numero dei lavoratori" sia aggiunta la parola: "subordinati"; siano soppresse le parole: "cinquanta per cento del"; la parola: "cinque" sia sostituita dalla seguente: "venti". Tale intervento, pur salvaguardando il principio della prevalenza del lavoro volontario, consente di non sfavorire gli enti diversi dall'impresa sociale rispetto a quest'ultima, nella quale il rapporto tra volontari e lavoratori è di 1 a 1. Si precisa altresì che i termini di raffronto riguardano esclusivamente il lavoro subordinato; - siano soppressi l'articolo 61, comma 2 e l'articolo 62, comma 7 del decreto legislativo n. 117 del 2017, in quanto la norma ivi prevista è suscettibile di ledere il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, di cui all'articolo 120 della Costituzione, e le competenze riconosciute a Regioni ed enti locali in materia; - all'articolo 82 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 7, dopo le parole: "attività commerciale", siano inserite le seguenti: "e delle cooperative sociali e loro consorzi". Tale modifica, nell'inserire anche le cooperative sociali e i loro consorzi fra gli enti che possono beneficiare dell'esenzione o riduzione del pagamento dei tributi locali, è coerente con il criterio direttivo di cui all'articolo 9, comma 1, lettera m) , della legge n. 106 del 2016, il quale prevede che la revisione della disciplina riguardante le organizzazioni non lucrative di utilità sociale sia effettuata fatte salve le condizioni di maggior favore relative, tra gli altri, alle cooperative sociali; - all'articolo 88 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 1, dopo le parole: "regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti « de minimis »," siano inserite le seguenti: "del regolamento (UE) n. 360/2012 del 25 aprile 2012 relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti di importanza minore « de minimis », concessi alle imprese che forniscono servizi di interesse economico generale"; - all'articolo101 del decreto legislativo n. 117 del 2017, comma 2, sia esteso da diciotto a ventiquattro mesi il termine per adeguarsi alle disposizioni del codice e il termine per la modifica degli statuti. Formula, quindi, le seguenti osservazioni sullo schema di decreto legislativo in titolo: - all'articolo 4 (Modifiche all'articolo 13 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , al comma 1, occorre sostituire la lettera b) con la seguente: « b) al comma 2, le parole "finanziario per cassa" sono sostituite dalle seguenti "gestionale redatto secondo il criterio di cassa o in base al principio della competenza economica di cui all'articolo 2423 del codice civile"». Si tratta di una precisazione che, nel consentire di procedere sia con il criterio di cassa sia con quello della competenza economica, appare più compatibile con la natura di alcuni enti minori, che non possono subire limitazioni nella scelta del criterio di imputazione e contabilizzazione di oneri e proventi; - sempre all'articolo 4 (Modifiche all'articolo 13 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , allo scopo di coordinare le disposizioni ivi previste con le altre disposizioni del codice del Terzo settore, in particolare con il Titolo X, inerente alla disciplina fiscale, appare necessario apportare le seguenti modificazioni: a) dopo la lettera a)inserire la seguente:«a- bis )dopo il comma 1, inserire il seguente:"1- bis . Salva diversa prescrizione dello statuto, l'organo competente dell'ente del Terzo settore convoca l'assemblea, ove presente, per l'approvazione del bilancio di esercizio entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio annuale"»; b) dopo la lettera b), inserire la seguente: «b- bis ) al comma 4, aggiungere, in fine, il seguente periodo "Tale obbligo non si applica agli enti del Terzo settore che determinano il proprio reddito in base ai regimi forfetari di cui agli articoli 80 e 86 del Codice"»; c) alla lettera c), dopo le parole "al comma 6", inserire le seguenti: «sostituire le parole "dell'attività" con le seguenti "delle attività"»; - all'articolo 15 ( Modifiche all'articolo 59 del decreto legislativo 117 del 2017 ),occorre prevedere, nell'ambito dell'incremento dei membri del Consiglio nazionale del Terzo settore, un rappresentante designato dall'associazione dei CSV più rappresentativa sul territorio nazionale in ragione del numero di CSV ad essa aderenti; - all'articolo 23 ( Modifiche all'articolo 79 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), al comma 1, alla lettera a) , al capoverso 2- bis , occorre sopprimere le parole: "e per non oltre due periodi di imposta consecutivi"; sempre al capoverso 2- bis ) sia aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Qualora l'ente eserciti attività di interesse generale rientranti in diverse categorie di cui all'articolo 5, le condizioni per la non commerciabilità delle attività di cui al comma 2 possono riferirsi alla totalità delle attività stesse.", in modo tale che, in presenza di un complessivo equilibrio funzionale e di gestione delle attività di interesse generale, l'eventuale avanzo di gestione di una attività non comporti la commercializzazione della stessa; - ancora all'articolo 23 ( Modifiche all'articolo 79 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), al comma 1, alla lettera c) , appare opportuno sostituire il capoverso 5- bis con il seguente: "5- bis . Si considerano entrate derivanti da attività non commerciali i contributi, le sovvenzioni, le liberalità, le quote e i contributi associativi dell'ente e ogni altra entrata assimilabile alle precedenti, ivi compresi i proventi e le entrate considerate non commerciali ai sensi dei commi 2, 3 e 4, ed i proventi e le entrate di cui ai successivi articoli 84 e 85, tenuto conto altresì del valore normale delle cessioni o prestazioni afferenti le attività svolte con modalità non commerciali." Tale modificazione, in un'ottica di coordinamento e di coerenza con il quadro normativo, è volta a ricondurre alle entrate che concorrono alla qualifica di ente non commerciale anche i proventi derivanti da attività che non sono considerate commerciali se svolte da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale; - sempre all'articolo 23 ( Modifiche all'articolo 79 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), alla lettera a) , occorre premettere la seguente: "0a) al comma 2, dopo le parole «che non superano i costi» è aggiunta la parola «pieni» (in proposito, si segnala che l'espressione "costo effettivo" è suscettibile di incertezze interpretative in ambito aziendalistico. Appare pertanto necessario ricorrere, più correttamente, alla dizione tecnica "costi pieni effettivi", che ricomprende la totalità dei costi sostenuti per l'attività); dopo la lettera a) occorre inserire la seguente: «a- ter ) al comma 4, la lettera a) è sostituita dalla seguente:" a) le entrate derivanti dalle raccolte fondi di cui all'articolo 7, a condizione che siano integralmente destinate allo svolgimento delle attività di cui all'articolo 5 in conformità ai criteri indicati nei precedenti commi 2 e 3;"» (con riferimento al regime di non imponibilità fiscale delle entrate derivanti dalle raccolte fondi, si rende necessario introdurre l'esplicita condizione che tali entrate siano integralmente destinate allo svolgimento, con modalità non commerciali, delle attività di interesse generale di cui al decreto 5 del codice)e, alla lettera b), dopo le parole «del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 per lo svolgimento» sono inserite le seguenti: «, anche convenzionato o in regime di accreditamento di cui all'articolo 8, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,»" (la modificazione è volta ad escludere dalla formazione del reddito degli enti del Terzo settore le entrate derivanti dai rapporti contrattuali di qualsiasi natura con la pubblica amministrazione); - all'articolo 29 ( Modifiche all'articolo 87 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), occorre coordinare il testo con quanto previsto nelle altre sezioni del codice in merito agli adempimenti civilistici inerenti la contabilità e il bilancio. Pertanto, al comma 1, occorre sostituire la lettera a) con la seguente: " a) al comma 1, lettera a) , le parole: «in apposito documento, da redigere entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'ente, distinguendo» sono sostituite dalle seguenti : «nel bilancio di cui all'articolo 13 distintamente»" e occorre sostituire la lettera c) con la seguente: " c) al comma 6, le parole«rendiconto o del» sono soppresse ele parole«, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio,» sono soppresse"; - all'articolo 30 ( Coordinamento normativo ), dal momento che sarà soppressa la denominazione "Onlus", occorre specificare che tra gli enti del Terzo settore sono da ricomprendersi anche le cooperative sociali, già Onlus di diritto, come previsto dall'articolo 89, comma 7, lettera b) ; - ancora all'articolo 30 ( Coordinamento normativo ), appare opportuno apportare una modifica volta ad agevolare l'iscrizione delle associazioni sportive dilettantistiche nel registro unico, permettendo, nel rispetto degli obblighi di trasparenza previsti dal codice, la possibilità di applicare, per i sodalizi sportivi riconosciuti dal CONI, le disposizioni tributarie del TUIR. Pertanto, al comma 1, dopo la lettera b) , occorre inserire la seguente: "b -bis ) dopo il comma 3 è inserito il seguente: «3- bis. Le esclusioni di cui al comma 1, lettere a) e c) non si applicano alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute quali enti del Terzo settore che risultano iscritte anche nel registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto dal Coni»; - di nuovo con riferimento all'articolo 30 ( Coordinamento normativo ), appare opportuno intervenire sull'articolo 148, comma 3, del TUIR, reintroducendo, con riferimento alle attività che non si considerano commerciali, le associazioni culturali e quelle di formazione extra-scolastica della persona, nonché le attività di carattere assistenziale, purché vi sia una congrua, periodica verifica delle attività svolte dall'ente; - sempre all'articolo 30 ( Coordinamento normativo ), al comma 3, alla lettera b) , occorre sostituire le parole: "escluse le cooperative sociali nonché le imprese sociali costituite in forma di società" con le seguenti: "incluse le cooperative sociali ed escluse le imprese sociali costituite in forma di società", al fine di evitare l'esclusione delle cooperative sociali dal novero degli enti del Terzo settore non commerciali, purché l'oggetto sociale prevalente della cooperativa sia l'offerta di servizi alla persona; - all'articolo 31 ( Modifiche all'articolo 101 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), si rileva la necessità che, oltre all'assemblea ordinaria, possano approvare le modifiche agli statuti anche altri organismi, che operano con funzioni tendenzialmente equivalenti, considerando che l'assemblea ordinaria non è prevista tra gli organi sociali delle fondazioni e che, nelle associazioni di maggiori dimensioni, la convocazione dei soci ha di norma cadenza pluriennale. Pertanto, alla lettera a) , prima delle parole: "al fine di adeguarli", occorre inserire le seguenti: "o di organismo equivalente"; - all'articolo 32 ( Modifiche all'articolo 101 del decreto legislativo n. 117 del 2017 ), valutare la possibilità di sopprimere, all'articolo 102, comma 2, del decreto legislativo n. 117 del 2017, la lettera e ), allo scopo di ripristinare la vigenza dell'articolo 9- bis del decreto legge n. 417 del 119, il quale prevede la possibilità di applicare alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro loco, in quanto compatibili, le disposizioni sul regime fiscale agevolato, di cui alla legge n. 398 del 1991. Formula, inoltre, le seguenti osservazioni sul decreto legislativo n. 117 del 2017: - all'articolo 5, per quanto concerne le attività di interesse generale,l'elencazione di tali attività sembra essere ispirata più alla concezione di un volontariato esclusivo erogatore di servizi, che al volontariato di advocacy impegnato per il contrasto all'emarginazione sociale e all'attuazione del BES per tuttele persone . Inoltre, non sono conosciuti i metodi per individuare queste attività, quali i criteri di identificazione, dal momento che una stessa attività può essere o meno di interesse generale, anche in relazione ai destinatari e al contesto in cui si agisce e si opera; - all'articolo 11, dopo il comma 3, appare opportuno inserire il seguente: "3- bis . L'iscrizione nel registro unico del Terzo settore non è incompatibile con l'iscrizione nel registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto dal Coni . Gli enti del Terzo settore che risultano contemporaneamente iscritti in entrambi i registri indicano gli estremi dell'iscrizione al registro unico nazionale del Terzo settore negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico, congiuntamente agli estremi di iscrizione nel registro Coni."; - all'articolo 33, al comma 3, occorre aggiungere, in fine, le seguenti parole: "Nel caso in cui le entrate e i proventi connessi eccedano il rimborso delle spese sostenute e documentate, l'attività rientra tra le attività diverse di cui all'articolo 6", al fine di salvaguardare la possibilità di svolgere alcune attività di prestazione di servizi in conformità alle finalità istituzionali dell'ente, a fronte del pagamento di corrispettivi; - all'articolo 35, dopo il comma 3, appare opportuno inserire il seguente: 3- bis: "Gli EPS riconosciuti dal CONI si considerano associazioni di promozione sociale, a prescindere dal possesso dei requisiti di cui al comma 3, in quanto enti composti da soggetti senza scopo di lucro che promuovono attività di interesse generale, di cui all'articolo 5 del presente decreto"; - con riferimento all'articolo 41, per quanto concerne le reti associative,occorre rilevare che il numero degli aderenti fissato per essere riconosciuta rete nazionale, o anche solo rete associativa, rischia di favorire poche grandi reti, escludendone di fatto molte, attualmente già esistenti ed attive, che non raggiungerebbero le dimensioni attualmente indicate; - sempre con riferimento all'articolo 41, al comma 1, lettera b) , dopo la parola: "rappresentanza", occorre inserire le parole: "e sottoscrizione di contratti collettivi di lavoro che si applicano a lavoratori e lavoratrici operanti in enti di Terzo settore", al fine di considerare pur sempre enti del Terzo settore gli enti di rappresentanza, quali sono le reti associative, che sottoscrivono contratti collettivi di lavoro; - all'articolo 44, al comma 2, appare opportuno aggiungere il seguente periodo: "Le società di mutuo soccorso di cui al presente comma, ai fini dell'acquisto della personalità giuridica, possono applicare le disposizioni dell'articolo 22", in tal modo consentendo ad esse di acquisire la personalità giuridica, qualora le stesse scelgano di iscriversi al registro unico nazionale del Terzo settore, anziché al registro delle imprese; - all'articolo 48, al comma 3, appare opportuno sostituire il primo periodo con il seguente: "I bilanci di cui agli articoli 13 e 14 devono essere depositati entro sessanta giorni dalla data di approvazione del bilancio di esercizio", affinché il deposito del bilancio non sia fissato temporalmente a un dato momento dell'anno solare, bensì articolato in base alla data di chiusura dell'esercizio e al termine di approvazione; - all'articolo 55, riguardante il coinvolgimento degli enti del Terzo settore da parte delle amministrazioni pubbliche, si rileva che la attivazione del partenariato per specifici progetti di servizio debba realizzarsi sempre mediante forme di accreditamento. Per questo motivo, si reputa necessario, al comma 4, sopprimere la parola "anche"; - all'articolo 56, appare opportuno estendere la possibilità del rapporto in convenzione a tutti gli enti del Terzo settore e inserire un vincolo territoriale e una migliore specificazione di quali siano i requisiti delle disposizioni contenute nelle convenzioni stesse. A tal fine, occorre apportare le seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo le parole: "le organizzazioni di volontariato" inserire le seguenti: ", gli enti del Terzo settore" e dopo le parole: "e le associazioni di promozione sociale" inserire le seguenti: "qualora esistenti nel territorio,"; b) al comma 2, sostituire le parole: "possono prevedere esclusivamente il rimborso alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale" con le seguenti: "stipulate con organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale possono prevedere esclusivamente il rimborso"; c) al comma 3, sostituire le parole: "delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale" con le seguenti: "enti del Terzo Settore"; dopo le parole: "Le organizzazioni", sopprimere le parole: "di volontariato e le associazioni di promozione sociale" e, dopo le parole "alla formazione e all'aggiornamento "qualora trattasi"," inserire le seguenti:; d) al comma 4, dopo le parole: "dignità degli utenti", inserire le seguenti: "il rispetto dei contratti collettivi nazionali comparativamente più rappresentativi,"; dopo le parole: "i rapporti finanziari", sopprimere le seguenti: "riguardanti le spese da ammettere a rimborso fra le quali devono figurare necessariamente"; dopo le parole: "copertura assicurativa,", inserire le seguenti: "l'osservanza di quanto previsto dal regolamento 2016/679/UE,"; dopo le parole: "controllo della loro qualità,", inserire le seguenti: "l'applicazione del Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro"; - sempre all'articolo 56, dopo il comma 1, occorre inserire il seguente: "1- bis . Per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, i sei mesi di anzianità d'iscrizione decorrono dall'iscrizione nei rispettivi registri speciali, antecedente la trasmigrazione nel registro unico nazionale del Terzo settore, in applicazione dei commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 54." e, analogamente, all'articolo 57, dopo il comma 2, occorre inserire il seguente: "2- bis . Per le organizzazioni di volontariato, i sei mesi di anzianità d'iscrizione decorrono dall'iscrizione nel registro speciale antecedente la trasmigrazione nel registro unico nazionale del Terzo settore, in applicazione dei commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 54.". Le modifiche si rendono necessarie al fine di evitare che le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nei relativi registri speciali e le organizzazioni di volontariato aderenti a una rete associativa, che trasmigreranno nel registro unico nazionale del Terzo settore, non perdano l'anzianità di iscrizione necessaria per poter stipulare convenzioni con le amministrazioni pubbliche finalizzate allo svolgimento di attività o servizi di interesse generale a favore di terzi; - all'articolo 57, relativo al Servizio di trasporto sanitario di emergenza e urgenza, occorre chiarire l'effettivo ambito di applicazione della disposizione, che deve riguardare tutti gli enti del Terzo settore. Pertanto, occorre apportare le seguenti modificazioni: a) al comma 1, sopprimere parole: "di trasporto" e sostituire le parole: "in convenzione alle organizzazioni di volontariato" con le seguenti: "agli enti del Terzo settore secondo quanto previsto all'articolo 55, comma 4,"; sostituire la parola: "iscritte" con la seguente: "iscritti"; b) sopprimere il comma 2; c) sostituire la rubrica dell'articolo con la seguente: "Interventi e prestazioni sanitare a mezzo ambulanza"; - con riferimento agli articoli 61, 62, 63, 64, 65 e 66, riguardanti la revisione in atto dei Centri di servizio del volontariato, si rileva chefinalità, programmazione, controllo e sanzioni sono affidati ad una fondazione con personalità giuridica di diritto privato, costituita con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, marginalizzando la dimensione regionale e territoriale. Inoltre, l'allargamento della fruizione dei servizi dei CSV anche ad enti di Terzo settore diversi dalle organizzazioni divolontariato di fatto determinerà inevitabilmente una drastica riduzione di opportunità proprio per quei soggetti del volontariato organizzato al servizio dei quali i centri di servizio sono stati inizialmente istituiti; - con riferimento agli articoli 64 e 65, riguardanti rispettivamente l'Organismo nazionale e gli Organismi territoriali di controllo, si segnala che il sistema così delineato non valorizza adeguatamente il ruolo delle strutture di controllo territoriali, alle quali sono affidate funzioni meramente esecutive o istruttorie, peraltro da svolgere in conformità alle direttive dell'Organismo nazionale di controllo. Il sistema appare dunque fortemente orientato in senso centralista, laddove la disposizione di delega (articolo 5, comma 1, lettera f ) della legge n. 106 del 2016) prevede che i compiti di controllo e programmazione delle attività e della gestione dei centri di servizio per il volontariato siano svolti dagli organismi regionali e sovraregionali, mentre è affidata all'organo nazionale solo una funzione di coordinamento; - all'articolo 65, comma 3, lettera b) , si rende necessario sostituire le parole "espressione delle organizzazioni di volontariato del territorio" con le parole "espressione degli enti del Terzo settore associativi del territorio"; analogamente, con riguardo all'articolo 65, comma 4, lettera b) , del decreto legislativo n. 117 del 2017, appare opportuno sostituire le parole "espressione delle organizzazioni di volontariato del territorio" con le parole "espressione degli enti del terzo settore associativi del territorio"; - all'articolo 66, al comma 3, occorre valutare l'opportunità di ricondurre alla giurisdizione del giudice ordinario i ricorsi contro i provvedimenti dell'Organismo Nazionale di Controllo sul sistema dei centri di servizio, in ragione della natura privatistica dell'organo; - all'articolo 71, al comma 3, dopo le parole: "Dal canone di concessione vengono detratte le spese sostenute dal concessionario per gli interventi indicati nel primo periodo", occorre inserire le seguenti: "nonché eventuali ulteriori importi determinati dall'Amministrazione proprietaria in base alle valutazioni sull'impatto sociale, occupazionale e culturale delle attività svolte" La modifica appare opportuna, al fine di consentire una possibile riduzione dell'onere concessorio in riferimento non solo ai benefici di natura meramente economica, ma anche a quelli derivanti dalla riconsegna alla pubblica fruizione del bene culturale; - all'articolo 76, appare necessario prevedere l'estensione del contributo per l'acquisto di ambulanze, autoveicoli per attività sanitarie e beni strumentali a tutti gli enti del Terzo settore, come precedentemente stabilito dall'articolo 96, comma 1, della legge n. 342 del 2000. A tal fine, occorre apportare le seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo le parole: "organizzazioni di volontariato", inserire le seguenti: "e degli altri enti del Terzo settore di cui all'articolo 4, comma 1,"; b) al comma 2, dopo le parole: "vigili del fuoco volontari", inserire le seguenti: "o degli altri enti del Terzo settore di cui all'art. 4, comma 1"; - all'articolo 82, al comma 3, occorre prevedere l'esenzione dell'imposta di registro per gli atti costitutivi e per quelli connessi allo svolgimento delle attività delle ODV (Organizzazioni di Volontariato). L'imposta di registro potrebbe applicarsi in misura fissa esclusivamente agli atti, contratti, convenzioni ed ogni altro documento relativo alle attività di interesse generale di cui all'articolo 5, accreditate o contrattualizzate o convenzionate con le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, l'Unione europea, amministrazioni pubbliche straniere o altri organismi pubblici di diritto internazionale. Appare invece opportuno escludere l'imposta di registro per i contratti di appalto stipulati tra enti del Terzo settore di cui al comma 1 ed enti pubblici; occorre altresì introdurre, oltre all'esenzione del bollo negli atti giudiziari, anche l'esonero, per gli enti del Terzo settore, del contributo unificato;appare, infine, necessario prevedere che i comuni nel cui territorio operano gli enti del Terzo settore dispongano l'esonero dalle imposte e tributi comunali o, quantomeno, che tali enti possano beneficiare dell'esenzione nella misura del 50 per cento, non lasciando tale mera facoltà agli stessi comuni; - all'articolo 85, al comma 4, per ragioni di coordinamento e di coerenza del quadro dispositivo, è necessario aggiungere il seguente periodo: "Le attività di cui al presente comma, svolte, alle condizioni ivi previste, dalle associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all'articolo 3, comma 6, lettera e) , della legge 25 agosto 1991, n. 287, sono ricomprese tra le attività di interesse generale di cui al precedente articolo 5, comma 1, lettera i) del presente decreto."; - con riferimento all'articolo 89, si rileva che la disposizioneesclude l'applicazione agli enti del Terzo settore, tra l'altro, della disciplina della legge n. 398 del 1991, recante disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche. Si tratta di disposizioni di favore in materia di imposte sui redditi ed IVA. L'esclusione dell'applicazione di detta disciplina agli ETS costituirà un forte freno all'iscrizione al relativo registro delle associazioni sportive dilettantistiche. Appare opportuno, pertanto, prevedere che l'esclusione dell'applicazione della legge n. 398 del 1991 non operi per gli ETS che siano altresì iscritti nel registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto dal CONI. Parimenti, appare congruo prevedere che, per dette associazioni sportive dilettantistiche, non operi l'esclusione dell'applicazione dell'articolo 148 del D.P.R. n. 917 del 1986( Testo Unico delle Imposte sui Redditi ), che disciplina la cosiddetta "decommercializzazione" dei proventi percepiti per prestazioni specifiche nei confronti di soci ed associati, qualora lo statuto recepisca alcune clausole, tra le quali il divieto della temporaneità del rapporto associativo; - sempre all'articolo 89, per ragioni di coordinamento normativo, occorre inserire, dopo il comma 24, il seguente: "24- bis . Alla legge 4 agosto 2017, n. 124, all'articolo 1, i commi 125, 126, e 127 sono abrogati."; - all'articolo 98, appare opportuno sostituire le parole: "le associazioni riconosciute e non riconosciute" con le seguenti: "le associazioni riconosciute o non riconosciute", al fine di chiarire che la trasformazione, la fusione o la scissione opera solo tra associazione e fondazione, non tra associazione non riconosciuta e associazione riconosciuta. Formula, infine, i seguenti rilievi: - con riferimento all'articolo 47, comma 5, del decreto legislativo n. 117 del 2017, occorre segnalare che la disposizione ivi prevista, in base alla quale, se l'atto costitutivo e lo statuto dell'ente del Terzo settore sono redatti in conformità a modelli standard tipizzati, l'ufficio del registro unico nazionale del Terzo settore, verificata la regolarità formale della documentazione, entro trenta giorni dalla presentazione della domanda, iscrive l'ente nel registro stesso, non appare pienamente compatibile con i princìpi e criteri direttivi generali stabiliti dall'articolo 2 della legge n.106 del 2016, in particolare con riferimento all'indicazione di assicurare, nel rispetto delle norme vigenti, l'autonomia statutaria degli enti (articolo 2, lettera c) ). Se si considera che, negli altri casi, il termine a disposizione dell'ufficio è di sessanta giorni, appare evidente come la standardizzazione degli statuti, che è l'opposto della valorizzazione dell'autonomia, finisca con l'essere favorita ed incentivata, il che sembra non coerente con il nuovo impianto normativo; - appare necessario apportare una modificazione al decreto legislativo n.116 del 2017, al fine di prevedere che le prestazioni oggetto delle convenzioni stipulate dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico con le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di soccorso e elisoccorso, di cui all'articolo 2, comma 2, della legge n. 74 del 2001 siano considerate attività non commerciali, nonché attività non rientranti nel campo di applicazione IVA, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del D.P.R. n. 633 del 1972; - occorre definire in modo chiaro e univoco il ruolo delle associazioni e la perimetrazione del loro campo di operatività; - è necessario un maggiore sforzo, da parte dello Stato, circa la velocizzazione della liquidazione del contributo del 5x1000, con possibilità di certificarne l'ammontare in tempi rapidi, per poter avere accesso al credito a condizioni vantaggiose; - occorre prevedere donazioni totalmente detraibili senza alcun limite, tanto per i privati, quanto per le imprese; - appare congruo introdurre un regime contributivo e di tassazione maggiormente vantaggioso per il Terzo settore, visto l'onorevole scopo che esso persegue nel sociale, anche e soprattutto a supporto e vantaggio delle amministrazioni locali territoriali, prevedendo una decontribuzione, totale o parziale, degli oneri sociali per il personale impiegato, spesso appartenente a categorie svantaggiate; - con riferimento al divieto di temporaneità del rapporto associativo, appare opportuno segnalare come detta previsione statutaria, coerente con il principio di democraticità della struttura che è immanente all'intero sistema del Terzo settore, meriterebbe di essere espressamente richiesta a tutti gli enti del Terzo settore a base associativa; - per quanto attiene al Consiglio nazionale del Terzo settore, al di là dei compiti attribuiti, appare evidente che l'attribuzione ad esso della competenza a esprimere pareri non vincolanti, anche se obbligatori, rischia di mortificare la funzione di questo organismo, rivelando, tra l'altro, una idea estremamente riduttiva del contributo che le organizzazioni della società civile possono offrire alla definizione delle scelte pubbliche, nel rispetto del valore della partecipazione democratica; - occorre accomunare lo status di "Banda Musicale" a quello delle Associazioni Sportive Dilettantistiche; - appare necessario istituire, presso le Regioni e Provincie autonome, un registro che abbia il compito di riconoscere lo status di "Banda Musicale", analogamente a quanto già in essere per il CONI; - appare necessario un coordinamento fra le diverse Amministrazioni pubbliche coinvolte direttamente e indirettamente dal Terzo settore; - occorre valutare la possibilità di rendere più flessibili le regole sul rapporto fra il numero di volontari e il numero di collaboratori e sui limiti alle retribuzioni e al reperimento delle risorse.