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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 205 MORONESE La seduta inizia alle ore 14,35. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri DDL 2172 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri (Parere alla 1ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 15 aprile. La relatrice PAVANELLI ( M5S ) illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato). Il sottosegretario GAVA invita la relatrice a valutare, nell'ultima delle osservazioni della proposta di parere, l'espunzione del seguente inciso: "in fase di conversione del decreto, o". Il senatore FERRAZZI ( PD ) esprime perplessità su quanto osservato dal rappresentante del Governo, in quanto la riformulazione riserverebbe l'attribuzione della tutela della resilienza del sistema energetico esclusivamente ad un provvedimento futuro. Il sottosegretario GAVA, preso atto di quanto rilevato dal senatore Ferrazzi, propone quindi l'espunzione del seguente inciso: "- in fase di conversione del decreto, o in un prossimo provvedimento utile -". La relatrice PAVANELLI ( M5S ), nel recepire le ultime osservazioni del rappresentante del Governo, dà quindi conto di un nuovo schema di parere favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato). Il senatore FERRAZZI ( PD ) preannuncia il voto favorevole della propria parte politica. Il senatore NASTRI ( FdI ) preannuncia invece il voto contrario del proprio Gruppo, osservando che il decreto-legge procede ad una mera riformulazione terminologica dei dicasteri senza, per contro, recare misure rilevanti in ordine alla definizione delle competenze e allo sviluppo della green economy . Anche ad avviso della senatrice NUGNES ( Misto-LeU ) il decreto-legge in titolo sembra operare una mera riformulazione terminologica. L'oratrice osserva inoltre che la vecchia definizione di "Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare" meglio rispondeva all'esigenza di dare concretezza a specifiche garanzie costituzionali, laddove il concetto di "transizione ecologica" sembra invece trascurare proprio i profili di tutela poc'anzi menzionati. Conclude annunciando la sua astensione. La senatrice L'ABBATE ( M5S ), nel preannunciare, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole, si esprime positivamente sull'istituzione del Ministero per la transizione ecologica. Lo scopo è infatti quello di raggiungere un nuovo equilibrio tra le necessità dell'economia e la conservazione dell'ambiente, al fine di favorire una quanto mai opportuna transizione da un modello tecno-centrico di società ad uno bio-centrico. La senatrice GALLONE ( FIBP-UDC ) osserva che istituzione del nuovo dicastero appare quanto mai necessaria per governare efficacemente l'innovazione tecnologica e per fornire alle imprese un efficace sostegno nella riconversione a soluzioni ecologiche. Essa si colloca peraltro in maniera più che coerente nel quadro del green new deal delineato a livello europeo. Conclude annunciando il voto favorevole della propria parte politica. Il senatore LANIECE ( Aut (SVP-PATT, UV) ), nell'associarsi alle osservazioni svolte dalla senatrice Gallone, preannuncia, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole. Poiché nessun altro chiede di intervenire, la presidente MORONESE , previa verifica del numero legale, pone ai voti lo schema di parere come da ultimo riformulato dalla relatrice, che risulta approvato. Documento di economia e finanza 2021 e annessa relazione predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 Doc Doc. LVII, n. 4 Documento di economia e finanza 2021 e annessa relazione predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) La relatrice PAPATHEU ( FIBP-UDC ) illustra il documento in titolo, che, insieme con l'annessa relazione, reca un aggiornamento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. Nel dettaglio, l'aggiornamento prospetta uno scostamento finanziario dai precedenti obiettivi, per il quale è necessaria l'autorizzazione a maggioranza assoluta da parte di ciascuna Camera. Il nuovo quadro programmatico quindi prevede: un incremento del PIL (in termini reali e non nominali) pari al 4,5 per cento nell'anno in corso, al 4,8 per cento nel 2022, al 2,6 per cento nel 2023 e all'1,8 per cento nel 2024 (si ricorda che il Documento programmatico di bilancio per il 2021, approvato dal Consiglio dei ministri il 18 ottobre 2020, prevedeva un incremento pari al 6 per cento nell'anno in corso, al 3,8 per cento nel 2022 ed al 2,5 per cento nel 2023); un tasso di disoccupazione pari al 9,6 per cento per l'anno in corso, al 9,2 per cento per il 2022, all'8,5 per cento per il 2023 ed all'8 per cento per il 2024 (il Documento programmatico di bilancio per il 2021 prevedeva un tasso pari al 9,8 per cento per l'anno in corso, al 9 per cento per il 2022, e all'8,2 per cento per il 2023); un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari all'11,8 per cento per l'anno in corso, al 5,9 per cento per il 2022, al 4,3 per cento per il 2023 ed al 3,4 per cento per il 2024 (il Documento programmatico di bilancio per il 2021 prevedeva un tasso pari al 7 per cento per l'anno in corso - a cui però occorreva sommare l'ulteriore indebitamento autorizzato dalle Camere il 20 gennaio 2021 e pari, in valori assoluti, a 32 miliardi di euro in termini di indebitamento netto -, al 4,7 per cento per il 2022 e al 3 per cento per il 2023). Riguardo invece all'indebitamento netto strutturale delle pubbliche amministrazioni (nel quale sono escluse dal computo le misure una tantum e le variazioni imputabili alla congiuntura economica), il nuovo quadro prevede un tasso (sempre in rapporto al PIL) pari al 9,3 per cento per il 2021, al 5,4 per cento per il 2022, al 4,4 per cento per il 2023 ed al 3,8 per cento per il 2024 (si ricorda che la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020 prevedeva un valore pari al 5,7 per cento per il 2021, al 4,7 per cento per il 2022 e al 3,5 per cento per il 2023). Nel Documento di economia e finanza si osserva inoltre che il nuovo quadro programmatico è stato così determinato anche in relazione a due atti imminenti: un nuovo decreto-legge, recante un complesso di ulteriori misure di sostegno e rilancio, decreto che il Governo intende adottare successivamente all'autorizzazione summenzionata da parte delle Camere, e l'adozione della versione finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il quale costituisce il presupposto per l'attivazione delle risorse europee del Dispositivo per la ripresa e la resilienza. Riguardo a tale Piano, il Documento riporta che esso prevedrà un ammontare massimo di risorse europee a titolo di sovvenzione pari a 68,9 miliardi di euro e un ammontare massimo di risorse europee a titolo di prestiti pari a 122,6 miliardi, per un totale pari a 191,5 miliardi; riguardo alle risorse derivanti dai suddetti prestiti, una quota pari a 69,1 miliardi sarà utilizzata per il finanziamento di spese già programmate, mentre la restante quota (pari, nella misura massima, a 53,5 miliardi) e l'intero importo derivante dalle suddette sovvenzioni saranno destinati (in una misura massima complessiva pari, quindi, a 122,4 miliardi) al finanziamento di nuove spese. Il Documento osserva quindi che a tale complesso di risorse occorre aggiungere sia quelle derivanti dagli altri strumenti finanziari europei che, insieme con il suddetto Dispositivo per la ripresa e la resilienza, fanno parte del programma Next Generation EU sia ulteriori risorse nazionali, per un totale di circa 237 miliardi. In particolare, si prevede che il suddetto decreto-legge istituisca un fondo di investimento complementare, avente durata decennale, ai fini del finanziamento degli interventi programmati nella versione finale del PNRR, ma non coperti da prestiti e sussidi del suddetto Dispositivo, e che le risorse del Fondo di sviluppo e coesione trasferite ai programmi finanziati con il PNRR vengano reintegrate. Riguardo alle linee generali del Documento, l'oratrice rileva che esso, come indicato nelle premesse, non reca il Programma nazionale di riforma (che costituisce, in via ordinaria, una parte integrante del Documento di economia e finanza), in quanto lo si ritiene assorbito dall'imminente versione finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il documento sottolinea la necessità delle riforme, che rivestono un ruolo centrale nel PNRR e a cui è dedicata una specifica sezione di tale documento; per tale motivo, e in forza del Regolamento dell'Unione europea 2021/241 che istituisce il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, il Governo ha quindi ritenuto che in questa occasione il PNRR possa integrare il Programma Nazionale di Riforma previsto dai regolamenti del Semestre Europeo e dalla normativa nazionale. Tale Programma non risulta pertanto presentato separatamente, mentre viene preannunciata la imminente definizione del PNRR, ai fini della presentazione alla Commissione Europea nei termini previsti. Nel documento si evidenzia altresì la necessità di rafforzare la spinta ad uscire dalla crisi, sottolineando come il rilancio degli investimenti e dello sviluppo con il Piano di Ripresa e Resilienza finanziato dal Next Generation EU e da ulteriori risorse nazionali avvenga in un contesto che vede, quale partita chiave per il nostro Paese, la realizzazione di una crescita economica come fattore abilitante della sostenibilità ambientale, oltreché sociale e finanziaria. Si evidenziano i problemi strutturali e la forte esigenza di contrastare i cambiamenti climatici, per cui è obiettivo del Governo conseguire una crescita non meramente quantitativa, ma rispettosa dell'ambiente e compatibile con i target di riduzione dell'inquinamento fissati dal Green Deal europeo. Il documento evidenzia, inoltre, la finalità di realizzare una crescita che, oltre ad offrire maggiori opportunità di lavoro e sviluppo ai giovani e in chiave di parità di genere, riduca gli squilibri territoriali del Paese. In relazione alle previsioni per il triennio 2021-2024 il documento evidenzia -per i profili di interesse della Commissione- come sono considerati, oltre ai provvedimenti emergenziali considerati nella NADEF 2020, anche gli impatti derivanti dalle misure urgenti rese necessarie dalla seconda ondata di diffusione del coronavirus con il cd. Decreto Ristori e quelle contenute nella Legge di Bilancio 2021, nonché gli effetti del recente decreto-legge Sostegni, ricordando il già previsto relativo scostamento di bilancio nel rispetto dell'iter previsto dalla legge n. 243 del 2012. Inoltre, si ricordano gli interventi programmati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed in parte già previsti dalla Legge di Bilancio 2021, che esplicano i loro effetti soprattutto sugli investimenti pubblici e sulle agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica oltreché in investimenti privati in asset ad alto contenuto tecnologico. In materia di rientro verso l'Obiettivo di Medio Termine, il documento evidenzia come il perdurare della crisi pandemica renda probabile, da parte della Commissione Europea, la raccomandazione alla estensione della general escape clause , ovvero della sospensione del Patto di Stabilità e Crescita, anche al 2022. Si sottolinea come, in ambito fiscale, saranno peraltro rilevanti le direttive UE nell'attuale quadro in materia di emissioni di gas climalteranti e imposte ambientali, oltreché l'iniziativa multilaterale coordinata in sede OCSE concernente la tassazione dei profitti delle multinazionali. Inoltre, nel documento viene sottolineata l'importanza, nella fase attuale e nel contesto degli obiettivi del Paese, di un forte rilancio basato su investimenti in materia di transizione ambientale e digitale. Al riguardo, si evidenzia al contempo la necessità che i frutti della maggior crescita possano in prospettiva contribuire al rafforzamento della finanza pubblica, atteso che dalla solidità di essa dipenderà la capacità stessa del Paese di rispondere a crisi inattese come quella causata dal Covid-19. Uno specifico focus è dedicato alle Garanzie pubbliche. Si ricorda che al 31 dicembre 2020 lo stock di garanzie concesse dallo Stato e dalle amministrazioni locali ha raggiunto 215.491 milioni, pari al 13 per cento del PIL; al riguardo, l'aumento molto rilevante rispetto al 2019, di quasi 130.000 milioni, è ascrivibile prevalentemente alle garanzie concesse per sostenere la liquidità delle imprese a seguito della crisi economica provocata dall'emergenza COVID-19, mentre le garanzie preesistenti alla crisi segnano, invece, una riduzione, soprattutto quelle in favore del settore finanziario. Per i profili di interesse, si segnalano, tra le altre: il Fondo di garanzia per la prima casa, che garantisce il 50 per cento dei mutui ipotecari per l'acquisto, la ristrutturazione e l'efficientamento energetico di immobili adibiti ad abitazione principale, che nel 2020 registra garanzie in essere pari a 8.768 milioni; le garanzie dello Stato a favore dell'ILVA, concesse su finanziamenti di importo fino a 400 milioni erogati dal sistema bancario in favore dell'organo commissariale di ILVA S.p.A., al fine della realizzazione degli investimenti necessari al risanamento ambientale, nonché di quelli destinati ad interventi a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, formazione e occupazione; al 31 dicembre 2020, sono state concesse garanzie per l'intero importo di 400 milioni. Si menzionano poi le garanzie SACE relativamente al green new deal , quale strumento introdotto con il decreto-legge n. 76/2020, finalizzato al supporto di nuovi progetti o investimenti di aziende di qualsiasi dimensione in grado di agevolare la transizione verso un'economia pulita e circolare, favorire l'integrazione dei cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi e facilitare la transizione verso una mobilità sostenibile, multimodale e intelligente al fine di ridurre l'inquinamento; a tale riguardo, al 31 dicembre 2020 il volume di garanzie concesse indicato è pari a 167 milioni. In relazione alla manovra di finanza pubblica per il triennio 2021-2023, l'atto iscritto all'ordine del giorno ricorda altresì le misure intraprese nell'ambito del programma transizione 4.0, diretto ad accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale e a rilanciare il ciclo degli investimenti, con circa 5,3 miliardi nel 2021, 6,7 miliardi nel 2022, 7 miliardi nel 2023 e 4,1 miliardi nel 2024, nonché la proroga delle detrazioni fiscali per le spese relative agli interventi di efficientamento energetico, ristrutturazione edilizia, all'acquisto di mobili ed elettrodomestici in fase di ristrutturazione, al recupero o restauro delle facciate degli edifici e alla sistemazione a verde e realizzazione di giardini (complessivamente circa 0,5 miliardi nel 2022, 2,9 miliardi nel 2023 e 2,4 nel 2024). Il finanziamento degli interventi di manutenzione straordinaria viene altresì evidenziato con riferimento alle scuole di province e città metropolitane, con circa 1,1 miliardi nel periodo 2021-2024, comprensivo anche dell'incremento dell'efficienza energetica. Da segnalare, inoltre, una apposita sezione dedicata alla programmazione comunitaria, con il quadro dei Programmi relativi ai Fondi strutturali, ed in particolare ai programmi FEASR e al fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l'acquacoltura FEAMP, emergendo dal documento come per il periodo di programmazione 2014-2020 sono state assegnate per i programmi di sviluppo rurale finanziati dal citato fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) risorse per circa 10,5 miliardi di euro, con pari cofinanziamento nazionale, per un totale di circa 21,0 miliardi, ed ammontano ad oltre 3 miliardi di euro i finanziamenti erogati nel 2020 destinati al sostegno di investimenti ed impegni volti ad accelerare il processo di transizione digitale ed ecologica del settore agricolo, in linea con le più recenti indicazioni europee e internazionali in materia di sostenibilità economica, ambientale e sociale. A completamento della manovra di bilancio 2022-2024, il Governo dichiara infine, quali collegati alla decisione di bilancio, tra gli altri, un disegno di legge in materia di Implementazione delle forme di raccordo tra Amministrazioni centrali e regionali, anche al fine della riduzione del contenzioso costituzionale; si indica inoltre un disegno di legge recante delega di riforma fiscale, nonché in materia di sostegno e valorizzazione dell'agricoltura e della pesca ed in materia di trasporti e mobilità sostenibili. Conclude ricordando che la riforma fiscale, da definire, in base a quanto indicato nel Documento, nella seconda metà del 2021, affronterà il complesso del prelievo, e risulterà collegata anche agli sviluppi a livello europeo e globale su temi quali le imposte ambientali. La presidente MORONESE dichiara aperta la discussione generale sul provvedimento. Interviene il senatore PAZZAGLINI ( L-SP-PSd'Az ), ponendo l'accento su di una particolare situazione esistente nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 1997. In particolare, l'Agenzia delle entrate avrebbe interpretato la normativa vigente nel senso di escludere dalle detrazioni fiscali introdotte negli ultimi mesi gli edifici destinatari di contributi pubblici ai sensi del decreto-legge n. 6 del 1998 (recante interventi urgenti in favore delle zone terremotate delle regioni Marche e Umbria e di altre zone colpite da eventi calamitosi, convertito in legge dalla legge n. 61 dello stesso anno), ancorché si trattasse di procedure relativi a danni non strutturali (in quanto la citata normativa non finanziava miglioramenti ed adeguamenti sismici). Sarebbe allora opportuno, a suo avviso, che nel parere sul documento iscritto all'ordine del giorno venisse segnalata la necessità a che il Parlamento fornisca quanto prima un'interpretazione autentica in senso contrario a quello adottato dall'Agenzia delle entrate, al fine di evitare ingiustificate sperequazioni, e che sulla predetta questione si registri, altresì, un'ampia convergenza politica. Non essendovi altri iscritti a parlare, la presidente MORONESE dichiara conclusa la discussione generale. Propone quindi di fissare per la giornata odierna, alle ore 18, il termine per far pervenire eventuali osservazioni di cui tenere conto ai fini della formulazione della proposta di parere da parte della relatrice. La Commissione conviene sulla proposta della Presidente. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. d-l 45/2021 - decreto trasporti DDL 2168 Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 45, recante misure urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia (Parere alla 8ª Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Riprende l'esame, sospeso nella seduta del 15 aprile scorso. La relatrice GALLONE ( FIBP-UDC ) informa la Commissione di stare predisponendo uno schema di parere, che sarà presumibilmente anticipato ai commissari nella serata della giornata odierna. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga il regolamento (UE) n. 347/2013 Doc n. COM(2020) 824 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga il regolamento (UE) n. 347/2013 (Parere alla 10ª Commissione. Rinvio del seguito dell'esame) La presidente MORONESE constata che non vi sono richieste di intervento in sede di discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Relazione alla 14ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore COMINCINI ( PD ) illustra il disegno di legge in titolo, per le parti di competenza. Il provvedimento, nel dettaglio, giunge già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati con alcune modifiche ed integrazioni e rappresenta, assieme alla legge di delegazione europea, uno degli strumenti previsti dalla legislazione vigente al fine di adeguare periodicamente l'ordinamento nazionale a quello dell'Unione europea, in base alle prescrizioni dell'articolo 29 della legge n. 234 del 2012. Dopo aver brevemente ricordato i contenuti necessari della legge europea, quali delineati dall' articolo 30, comma 3, della citata legge n. 234 del 2012, procede alla disamina dei profili di interesse, osservando innanzitutto che la lettera a) del comma 1 dell'articolo 26 e l'articolo 27 recano novelle alla disciplina sui prodotti cosmetici e a quella sui biocidi. L'articolo 27, in particolare, reca disposizioni relative alla vendita di biocidi per via telematica, per l'attuazione del regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi. Esso apporta alcune modifiche all'articolo 15, della legge europea 2013, al fine di individuare il Ministero della salute come principale autorità di vigilanza per i controlli riguardanti la vendita per via telematica di prodotti biocidi; si ricorda che questi consistono in principi attivi diretti ad eliminare o rendere innocui organismi nocivi. In particolare, alla legge europea 2013 sono aggiunti i commi da 2- bis a 2- sexies, finalizzati ad attribuire al Ministero della salute specifici compiti di vigilanza sul commercio elettronico di prodotti biocidi, inteso ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 quale attività economica di vendita online. Si prevede l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 a 250.000 euro in caso di mancata ottemperanza ai provvedimenti del Ministero della salute di cui ai commi 2- bis e 2- quater . L'articolo 28 reca poi disposizioni sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, in relazione alla procedura di infrazione n. 2016/2013. Si proroga dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022 la sospensione di alcuni divieti relativi a procedure di sperimentazione sugli animali a fini scientifici. Il differimento previsto concerne la decorrenza del divieto di svolgimento di procedure sugli animali per le ricerche sugli xenotrapianti, costituiti dai trapianti di uno o più organi effettuati tra animali di specie diverse, nonché per le ricerche sulle sostanze d'abuso, nonché la decorrenza della condizione secondo la quale un animale già usato in una o più procedure può essere impiegato in altre procedure; nella fase transitoria attuale, resta ferma la condizione meno restrittiva che la procedura successiva risulti classificata come "moderata". Si ricorda inoltre che l'articolo 24 del disegno di legge in esame prevede alcune modifiche agli articoli 92 e 108 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, di attuazione della normativa comunitaria riguardante i medicinali veterinari, allo scopo di individuare il Ministero della salute quale principale autorità titolare delle funzioni di vigilanza e sanzione per il contrasto delle pratiche illegali di vendita di tali medicinali per via telematica. L'articolo 30, inserito nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, reca modifiche all'articolo 7- bis del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, in materia di emissioni di gas ad effetto serra, estendendo oltre il 2020 gli obblighi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 7- bis , comma 1, del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66. In particolare, il decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66 reca l'attuazione della direttiva 2003/17/CE che a sua volta ha modificato la direttiva 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. Va altresì ricordato, sul punto, che la direttiva 98/70/CE definisce, per ragioni di tutela della salute e dell'ambiente, le specifiche tecniche relative ai carburanti dei motori ad accensione comandata e a compressione, e stabilisce un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti. L'articolo in esame, introdotto dalla Camera dei deputati, interviene quindi sul comma 1 dell'articolo 7- bis del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, articolo che ad oggi prevede che i fornitori assicurino che le emissioni di gas ad effetto serra prodotte durante il ciclo di vita per unità di energia dei combustibili per i quali hanno assolto l'accisa nell'anno 2020 e dell'elettricità fornita nel 2020, siano inferiori almeno del 6 per cento rispetto al valore di riferimento per i carburanti stabilito nell'allegato V- bis 2. La norma ora proposta intende sostituire il riferimento ivi recato all'anno 2020 e all'elettricità fornita nell'anno 2020, con quello all'anno di riferimento e all'elettricità fornita nell'anno di riferimento, in tal modo estendendo oltre il 2020 gli obblighi di riduzione di emissioni di gas a effetto serra fissati dalla direttiva 98/70/CE. Dopo il 31 dicembre 2020, gli Stati membri dovrebbero infatti continuare ad assicurare che i fornitori rispettino l'obiettivo di riduzione del 6%, tema che è oggetto di un caso ARES aperto dalla Commissione europea nel 2019, che riguarda l'attuazione della direttiva 98/70/CE (caso ARES (2019)7142023). Di interesse è anche l'articolo 31, inserito nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, che reca modifiche al decreto legislativo n. 47 del 2020, in materia di sistema europeo per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra. Con la lettera a) della norma viene abrogato l'articolo 37 di tale decreto, in materia di uso di crediti previsto nell'ambito del sistema di compensazione delle emissioni. Da ricordare, sul punto, che il decreto legislativo n. 47 del 2020 ha recato l'attuazione della direttiva (UE) 2018/410 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 marzo 2018, che modificava la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio, nonché l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/2392 relativo alle attività di trasporto aereo e alla decisione (UE) 2015/1814 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 ottobre 2015 relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato. L'articolo 37 di tale decreto, in particolare, disciplina l'uso di crediti, utilizzabili nell'ambito del sistema comunitario prima dell'entrata in vigore di un accordo internazionale sui cambiamenti climatici. Tale norma, di cui ora si provvede alla abrogazione, prevede che ai fini dell'adempimento dell'obbligo di restituzione per il periodo 2021-2030, i gestori degli impianti esistenti, degli impianti nuovi entranti e gli operatori aerei amministrati dall'Italia possono utilizzare i crediti CERs ed ERUs che rispettino i criteri qualitativi sanciti dall'articolo 11- bis , paragrafi da 2 a 4, della direttiva 2003/87/CE e fino alla quantità stabilita e dalle misure adottate dalla Commissione europea ai sensi dello stesso articolo. Si rammenta che i crediti internazionali sono strumenti finanziari che rappresentano una tonnellata di CO2 eliminata o ridotta dall'atmosfera a seguito di un progetto di riduzione delle emissioni e che, ora, l'accordo di Parigi, ha mutato il quadro di riferimento in materia, prevedendo ora un nuovo meccanismo di mercato per sostituire il CDM e la JI dopo il 2020. Con la lettera b) della disposizione in esame, si novella poi la rubrica dell'allegato I del medesimo decreto legislativo, relativo alle categorie di attività cui si applica la normativa, modificando in coordinamento il riferimento alla 'presente direttiva', attualmente riportato, con quello al decreto legislativo in parola. L'articolo 33 reca quindi disposizioni sulla metodologia di calcolo da utilizzare per la determinazione di energia prodotta dai biocarburanti e dai bioliquidi, con riferimento alla procedura d'infrazione 2019/2095. Si novella il decreto legislativo. n. 28/2011 (c.d. decreto rinnovabili) di recepimento della direttiva sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, specificando che i criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi, ai fini anche della verifica del loro rispetto, sono quelli previsti dal decreto di recepimento della direttiva relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. L'articolo modifica altresì i criteri di calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto. Si ricorda al riguardo che il relativo obiettivo prevede che la quota di energia da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto dovrà essere nel 2020 pari almeno al 10 per cento del consumo finale di energia nel settore dei trasporti nel medesimo anno; per il calcolo del numeratore, ossia della quantità di energia da fonti rinnovabili consumata nel trasporto ai fini del suddetto obiettivo, sono presi in considerazione tutti i tipi di energia da fonti rinnovabili consumati in tutte le forme di trasporto. La modifica puntualizza che i biocarburanti e i bioliquidi che non soddisfano i criteri di sostenibilità, con le modalità, i limiti e le decorrenze fissate dal c.d. decreto rinnovabili non sono presi in considerazione. Inoltre, per il calcolo dei biocarburanti nel numeratore, la quota di energia da biocarburanti prodotti a partire dai cereali e da altre colture amidacee, zuccherine e oleaginose e da colture coltivate su superfici agricole come colture principali soprattutto a fini energetici non risulta superiore al 7 per cento del consumo finale di energia nei trasporti nel 2020. Si precisa che non sono conteggiati, ai fini del limite fissato, i biocarburanti sostenibili prodotti a partire da colture coltivate su superfici agricole come colture principali soprattutto a fini energetici, diverse dai cereali e da altre colture amidacee, zuccherine e oleaginose, a condizione che sia dimostrato che tali colture sono state coltivate su terreni pesantemente degradati, compresi i terreni precedentemente utilizzati per scopi agricoli, oppure su terreni fortemente contaminati. L'articolo abroga inoltre la disposizione che sancisce l'esclusione dei biocarburanti sostenibili provenienti da colture agricole di secondo raccolto dal conteggio ai fini del suddetto limite. L'abrogazione fa venir meno l'esclusione dei biocarburanti sostenibili provenienti da colture agricole di secondo raccolto dal conteggio ai fini del limite previsto. Al riguardo, la relazione illustrativa del Governo evidenzia come la soppressione sia finalizzata ad eliminare un problema di conformità rispetto all'articolo 3, paragrafo 4, lettera d) della direttiva 2009/28/CE. Il comma 2 dell'articolo 33 sostituisce la rubrica dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 51/2017; la nuova rubrica specifica che le modifiche apportate dall'articolo 10 in questione all'allegato V- bis al decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, danno attuazione anche all'allegato II della direttiva (UE) 2015/1513. Rileva, infine, l'articolo 8, che novella in più punti il Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 50/2016, in relazione alla procedura di infrazione europea n. 2018/2273. Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati è stata peraltro introdotta una ulteriore modifica, all'articolo 46 del Codice dei contratti pubblici, volta ad includere, tra i soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria, anche altri soggetti abilitati in forza del diritto nazionale a offrire sul mercato i medesimi servizi, ed è stata integrata la normativa prevista all'articolo 113- bis del Codice dei contratti pubblici, introducendo una dettagliata disciplina relativa agli adempimenti a carico del direttore dei lavori, dell'esecutore e del responsabile unico del procedimento, in materia di certificato di pagamento e di adozione dello stato di avanzamento dei lavori. Le modifiche recate al Codice trovano applicazione alle procedure dei bandi o degli avvisi di gara pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi. La presidente MORONESE fissa quindi per lunedì 26 aprile, alle ore 12, il termine per far pervenire eventuali osservazioni di cui tenere conto ai fini della formulazione della proposta di parere da parte del relatore. Non facendosi osservazioni in senso contrario, così rimane stabilito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Rigenerazione urbana DDL 1131 Misure per la rigenerazione urbana DDL 970 Disposizioni in materia di tutela dei centri storici, dei nuclei e dei complessi edilizi storici DDL 985 Misure per la tutela e la valorizzazione delle mura di cinta storiche e relative fortificazioni e torri, dei borghi e dei centri storici DDL 1302 Modificazioni alla legge 6 ottobre 2017, n. 158, in materia di sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni e di riqualificazione e recupero dei centri storici dei medesimi comuni DDL 1943 Misure e strumenti per la rigenerazione urbana DDL 1981 Norme per la rigenerazione urbana (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 15 aprile scorso. La senatrice L'ABBATE ( M5S ) osserva che il testo all'esame della Commissione si inserisce in un quadro generale inedito: la pandemia ha infatti impattato pesantemente sul già fragile settore dell'edilizia ed ha altresì imposto di ripensare il concetto di vivibilità delle città e delle connesse politiche urbane. In un quadro connotato dalla necessità di implementare politiche anticicliche è pertanto opportuno realizzare un contesto di rigenerazione che tenga conto non solo dei profili strettamente legati all'edilizia, bensì anche di quelli di natura sociale. In tale contesto, e con l'obiettivo di creare delle città sostenibili, gli spazi andranno riorganizzati in base a nuove logiche di sviluppo, che presupporranno nuove sinergie tra pubblico, privato e sociale, al fine di recuperare gli edifici, soprattutto nelle periferie. Il senatore QUARTO ( M5S ) pone l'accento sui profili inerenti la sicurezza del territorio, da inquadrare in un contesto volto al miglioramento del rapporto tra l'uomo e l'ambiente. In particolare sarebbe, a suo avviso, opportuno concentrare gli sforzi sulla realizzazione di un efficace sistema di allerta locale relativo agli eventi di dissesto idrogeologico e sulla costruzione di fabbricati antisismici (oltre che sull'adeguamento di quelli esistenti). L'oratore pone inoltre l'accento sull'opportunità di provvedere ad un'efficace tutela degli ecosistemi fragili, attraverso l'implementazione di opportune pratiche in campo agricolo e forestale. Sottolinea quindi la necessità di realizzare un efficace sistema di smaltimento dei reflui urbani, che potrebbe anche aiutare a migliorare l'apporto idrico per sostenere l'agricoltura delle regioni meridionali. Conclude auspicando l'istituzione di specifici uffici territoriali volti a garantire un efficace sostegno ai progetti di rigenerazione. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che la sua parte politica, sin dall'esame dei disegni di legge relativi al consumo di suolo, ha sempre sottolineato la necessità di inquadrare la questione da un punto di vista più ampio, prendendo a parametro il bilancio generale dei costi e dei benefici a livello ambientale delle varie soluzioni (ad esempio, l'installazione di un depuratore, pur consumando spazio, produrrebbe dei miglioramenti ambientali tangibili). Un altro punto da tenere presente, al di là delle concezioni ideologiche, è che l'Italia presenta, sotto questo aspetto, un panorama molto variegato, fatto di situazioni e problematiche peculiari e tale da sconsigliare un approccio rigido basato su normative eccessivamente astratte. Un esempio della fallacità di tale approccio può essere individuato, a titolo di esempio, nel testo dell'articolo 10 del cosiddetto 'decreto semplificazioni', che ha affrontato le problematiche dei centri storici delle città da un punto di vista troppo generale. Un approccio elastico, fondato su un un'analisi complessiva del rapporto costi-benefici, andrebbe adottato sia nel ripensamento delle architetture delle città e delle aree industriali abbandonate (molte delle quali sono state, nel corso degli anni, inglobate dal tessuto urbano), sia in relazione alle tematiche afferenti l'efficientamento energetico. Conclude auspicando un dibattito costruttivo sul punto, che consenta alla Commissione di giungere all'approvazione di importanti provvedimenti, tra cui spiccano proprio quelli relativi alla rigenerazione urbana ed alla salvaguardia del mare. Ad avviso della relatrice NUGNES ( Misto-LeU ), il testo unificato all'esame della Commissione non appare afflitto dalle carenze che, direttamente o indirettamente, alcuni dei commissari intervenuti sembrano volergli imputare, peraltro con osservazioni non sempre strettamente afferenti ai contenuti dell'articolato. In particolare, riprendendo l'efficace impostazione del disegno di legge a prima firma del senatore Ferrazzi, il testo si colloca nel solco tracciato dalla normativa vigente in materia, senza riscrivere le legislazioni urbanistiche e non ostacolando eventuali iniziative di rigenerazione scaturenti dai privati (che ben possono presentare le loro proposte ai comuni). Nemmeno le competenze territoriali risultano compromesse: l'articolato, infatti, offre alle autorità locali fondi e strumenti per riqualificare le città, peraltro non limitandosi alle sole aree degradate, ed anche le problematiche dei centri storici sono affrontate secondo criteri efficienti e flessibili. La ratio sottesa all'articolato appare pertanto ispirata non ad astratti criteri di rigidità bensì ad un efficace bilanciamento. Conclude ribadendo la sostanziale bontà del testo all'esame della Commissione, che offre alle realtà locali un'efficace opportunità per implementare la rigenerazione urbana inquadrandola organicamente in un contesto di progettazione urbanistica di lungo periodo. Il seguito dell'esame congiunto è infine rinviato. La seduta termina alle ore 16,20. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2172 La 13ª Commissione permanente, esaminato per le parti di propria competenza il disegno di legge in titolo, considerato che: l'articolo 2, comma 2, lettera d), n. 2, del decreto legge in conversione definisce le materie di competenza del MITE (Ministero della transizione ecologica), e tra queste prevede le politiche per la finanza climatica e sostenibile; l'articolo 4, comma 3, lettera f- bis ), assegna al CITE (Comitato interministeriale per la transizione ecologica) il compito di approvare il Piano per la transizione ecologica, al fine di coordinare le politiche in una serie di materie di competenza del MITE, comprese quelle per la finanza climatica e sostenibile; come rilevato dal Servizio Studi del Senato, in relazione all'espressione "finanza climatica" non esiste un precedente a livello legislativo nell'ordinamento interno, mentre a livello internazionale, essa compare nel report dell'OCSE " Climate Finance Provided and Mobilised by Developed Countries in 2013-18 " e a livello europeo, invece, si fa riferimento al concetto di finanza sostenibile e non a quello di finanza climatica; in particolare, nel Piano d'azione per finanziare la crescita sostenibile (COM (2018)97) dell'8 marzo 2018 la Commissione europea ha chiarito che per finanza sostenibilesi intende il processo di tenere in debita considerazione, nell'adozione di decisioni di investimento, i fattori ambientali e sociali, per ottenere maggiori investimenti in attività sostenibili e di più lungo termine.. Nel concetto di finanza sostenibile rilevano, pertanto, i fattori ESG (Enviromental, Social and Governance); infatti, secondo la Commissione UE, le considerazioni di ordine ambientale fanno riferimento all'attenuazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento a questi nonché in senso lato all'ambiente e ai rischi connessi, come per es. le catastrofi naturali. Le considerazioni di ordine sociale possono fare riferimento a questioni di ineguaglianza, inclusività, rapporti di lavoro, investimenti in capitale umano e comunità. Le considerazioni di ordine ambientale e sociale sono spesso interconnesse, in particolare poiché i cambiamenti climatici possono esacerbare i sistemi di ineguaglianza in essere.; considerato altresì che: i fenomeni meteo estremi, sempre più frequenti anche a causa dei cambiamenti climatici, quali nevicate intense, allagamenti, trombe d'aria o ondate di calore, richiedono delle infrastrutture sempre più resilienti al fine di scongiurare interruzioni nell'erogazione dei servizi del sistema energetico (si ricordi in proposito l'eccezionale nevicata che ha colpito l'Abruzzo nel gennaio 2017 quando in diversi comuni della regione si registrò, per un periodo prolungato di diversi giorni, il blackout elettrico a causa dell'interruzione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energetica, determinando pesanti disservizi ai clienti); le società Terna e Enel con la predisposizione di Piani triennali di Resilienza della propria rete stanno sviluppando strategie innovative stanziando sempre più risorse per incrementare il piano di interventi al fine di accelerare il processo di riduzione del rischio e dell'impatto degli eventi meteo estremi sulle reti di trasmissione e distribuzione e sui clienti; la resilienza di un sistema è la capacità, suddivisa in due più specifiche, di resistere a sollecitazioni estreme (eventi climatici) e di ripristinare, nel più breve tempo possibile, la propria operatività (funzionamento delle forniture energetiche). La resilienza di un sistema elettrico può essere dunque definita come quell'insieme di accorgimenti strutturali e di programmazione, aggiuntivi rispetto ai criteri di sicurezza di base, che gli permettono di garantire delle prestazioni ragionevoli anche in caso di eventi che ne compromettano il funzionamento, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni 1. si rileva la necessità di precisare cosa si intende per finanza climatica al fine di definire le competenze del MITE in ordine alle politiche che la riguardano, atteso che l'espressione "finanza climatica" è poco chiara e, di conseguenza, non consente di individuare con precisione le relative competenze del MITE; 2. si rileva l'opportunità di prevedere una definizione di finanza sostenibile,basandosi sulla definizione europea sopra riportata, così da specificare in modo puntuale le relative competenze del MITE; 3. si rileva l'opportunità di predisporre, con riguardo alla competenza del MITE in materia di definizione di politiche in materia di finanza sostenibile, adeguati strumenti di contrasto al fenomeno del greenwashing ; 4. si rileva l'opportunità - in fase di conversione del decreto, o in un prossimo provvedimento utile - di attribuire al MITE, a cui già compete la tutela della sicurezza del sistema, anche la tutela della resilienza dello stesso sistema energetico. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2172 La 13ª Commissione permanente, esaminato per le parti di propria competenza il disegno di legge in titolo, considerato che: l'articolo 2, comma 2 lettera d), n. 2, del decreto legge in conversione definisce le materie di competenza del MITE (Ministero della transizione ecologica), e tra queste prevede le politiche per la finanza climatica e sostenibile; l'articolo 4, comma 3 lettera, f- bis ), assegna al CITE (Comitato interministeriale per la transizione ecologica) il compito di approvare il Piano per la transizione ecologica, al fine di coordinare le politiche in una serie di materie di competenza del MITE, comprese quelle per la finanza climatica e sostenibile; come rilevato dal Servizio Studi del Senato, in relazione all'espressione "finanza climatica" non esiste un precedente a livello legislativo nell'ordinamento interno, mentre a livello internazionale, essa compare nel report dell'OCSE "Climate Finance Provided and Mobilised by Developed Countries in 2013-18" e a livello europeo, invece, si fa riferimento al concetto di finanza sostenibile e non a quello di finanza climatica; in particolare, nel Piano d'azione per finanziare la crescita sostenibile (COM (2018) 97) dell'8 marzo 2018 la Commissione europea ha chiarito che per finanza sostenibile si intende il processo di tenere in debita considerazione, nell'adozione di decisioni di investimento, i fattori ambientali e sociali, per ottenere maggiori investimenti in attività sostenibili e di più lungo termine.. Nel concetto di finanza sostenibile rilevano, pertanto, i fattori ESG (Enviromental, Social and Governance); infatti, secondo la Commissione UE, le considerazioni di ordine ambientale fanno riferimento all'attenuazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento a questi nonché in senso lato all'ambiente e ai rischi connessi, come per es. le catastrofi naturali. Le considerazioni di ordine sociale possono fare riferimento a questioni di ineguaglianza, inclusività, rapporti di lavoro, investimenti in capitale umano e comunità. Le considerazioni di ordine ambientale e sociale sono spesso interconnesse, in particolare poiché i cambiamenti climatici possono esacerbare i sistemi di ineguaglianza in essere.; considerato altresì che: i fenomeni meteo estremi, sempre più frequenti anche a causa dei cambiamenti climatici, quali nevicate intense, allagamenti, trombe d'aria o ondate di calore, richiedono delle infrastrutture sempre più resilienti al fine di scongiurare interruzioni nell'erogazione dei servizi del sistema energetico (si ricordi in proposito l'eccezionale nevicata che ha colpito l'Abruzzo nel gennaio 2017 quando in diversi comuni della regione si registrò, per un periodo prolungato di diversi giorni, il blackout elettrico a causa dell'interruzione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energetica, determinando pesanti disservizi ai clienti); le società Terna e Enel con la predisposizione di Piani triennali di Resilienza della propria rete stanno sviluppando strategie innovative stanziando sempre più risorse per incrementare il piano di interventi al fine di accelerare il processo di riduzione del rischio e dell'impatto degli eventi meteo estremi sulle reti di trasmissione e distribuzione e sui clienti; la resilienza di un sistema è la capacità, suddivisa in due più specifiche, di resistere a sollecitazioni estreme (eventi climatici) e di ripristinare, nel più breve tempo possibile, la propria operatività (funzionamento delle forniture energetiche). La resilienza di un sistema elettrico può essere dunque definita come quell'insieme di accorgimenti strutturali e di programmazione, aggiuntivi rispetto ai criteri di sicurezza di base, che gli permettono di garantire delle prestazioni ragionevoli anche in caso di eventi che ne compromettano il funzionamento, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: 1. si rileva la necessità di precisare cosa si intende per finanza climatica al fine di definire le competenze del MITE in ordine alle politiche che la riguardano, atteso che l'espressione "finanza climatica" è poco chiara e, di conseguenza, non consente di individuare con precisione le relative competenze del MITE; 2. si rileva l'opportunità di prevedere una definizione di finanza sostenibile, basandosi sulla definizione europea sopra riportata, così da specificare in modo puntuale le relative competenze del MITE; 3. si rileva l'opportunità di predisporre, con riguardo alla competenza del MITE in materia di definizione di politiche in materia di finanza sostenibile, adeguati strumenti di contrasto al fenomeno del greenwashing ; 4. si rileva l'opportunità di attribuire al MITE, a cui già compete la tutela della sicurezza del sistema energetico, anche la resilienza a garanzia dello stesso.