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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 2ª e 6ª RIUNITE 6ª(Finanze e tesoro) 19 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 16,05. IN SEDE REDIGENTE Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari DDL 2636 Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari Riforma della giustizia tributaria DDL 243 Ordinamento della giurisdizione tributaria DDL 714 Codice del processo tributario DDL 759 Codice della giurisdizione tributaria DDL 1243 Riforma della giustizia tributaria DDL 1661 Ordinamento degli organi di giurisdizione e amministrativi della giustizia tributaria DDL 1687 Codice del processo tributario DDL 2476 Ordinamento della giurisdizione tributaria (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 5 luglio. Interviene incidentalmente il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) per precisare alcuni aspetti tecnici relativi al problema dei componenti delle commissioni tributarie, secondo quanto previsto dall'articolo 4 del disegno di legge governativo. Replica il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA, che si riserva di condurre un approfondimento sul tema e di fornire al più presto le relative risultanze. Il PRESIDENTE informa che in mattinata si sono svolti gli incontri tra i relatori e i Gruppi parlamentari, durante i quali sono stati esaminati gli orientamenti delle forze politiche rispetto a una serie di questioni, con l'obiettivo di procedere, ove possibile, alla definizione di proposte emendative condivise. Il senatore FENU ( M5S ), facendo seguito all'intervento del Presidente, richiama i principali temi sui quali il proprio Gruppo presenterà delle proposte di modifica. In primo luogo si intende regolare la collocazione nei due ruoli, facendo valere il decreto legislativo n. 545 del 1992, come vigente, per i giudici ordinari appartenenti al ruolo unico nazionale, e quello oggetto del disegno di legge n. 2636 per i magistrati togati transitati nella nuova giurisdizione o assunti per concorso. Inoltre, si proporrà di accentuare l'indipendenza della giurisdizione tributaria, eliminando la previsione dell'attribuzione di parte delle sue funzioni ad uffici del MEF, e di rafforzare i poteri del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, aggiungendovi ulteriori uffici. Altri emendamenti riguarderanno poi le modalità di transito nella nuova giurisdizione, la definizione delle competenze tra magistrati togati e giudici onorari, la riduzione dei tempi di reclutamento dei magistrati togati, la possibilità di accesso al concorso anche ai laureati in economia e commercio e una definizione agevolata dei crediti verso l'Amministrazione fiscale. Il PRESIDENTE sostiene la necessità di varare una riforma davvero efficace, quindi invita a considerare anche il tema del personale necessario per coprire il fabbisogno degli uffici. Invita dunque il Governo a valutare l'ipotesi di incrementare la copertura finanziaria della proposta di legge, al fine di far fronte all'indispensabile adeguamento degli incentivi economici per il trasferimento nella magistratura tributaria di magistrati che provengono da altri ruoli. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) evidenzia a sua volta alcune tematiche sulle quali la propria parte politica presenterà alcuni emendamenti. Ritiene infatti che il concorso per accedere ai ruoli della magistratura tributaria debba essere aperto anche ai laureati in economia e commercio. Quanto alla formazione tecnica dei candidati, solleva il quesito se circoscrivere o meno la platea, prevedendo come requisito l'aver superato l'esame di Stato da commercialista e da avvocato e adeguare, di conseguenza, la tipologia di tirocinio necessaria. Propone quindi la creazione di un Consiglio superiore della magistratura tributaria, l'appellabilità delle sentenze monocratiche, con un chiarimento sul calcolo del limite dei 3.000 euro, e una "pace fiscale" attraverso forme di premialità. Al verificarsi di determinate condizioni, infatti, si potrebbero eliminare le sanzioni e prevedere pagamenti in tempi più lunghi, con vantaggi per l'Erario e per le imprese. Altri emendamenti riguarderanno i temi delle testimonianze, per le quali non ci devono essere eccezioni, del processo telematico, della parità di accesso alle informazioni e ai dati del processo e della riscossione provvisoria, per la quale si dovrebbe attendere la sentenza di primo grado. Interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) che sottolinea la necessità di garantire un sistema di guarentigie in favore del contribuente durante le fasi delle indagini della polizia tributaria: ciò dovrebbe operare analogamente a quanto accade nel processo penale nel quale l'indagato può, in ogni fase del procedimento, rivolgersi al giudice per le indagini preliminari in ossequio al principio del contraddittorio nella formazione degli atti utilizzabili in giudizio; allo stato attuale, le indagini tributarie possono invece rivelarsi particolarmente invasive e lesive dei diritti costituzionalmente garantiti, mettendo spesso a rischio il pacifico svolgimento delle attività imprenditoriali. Si sofferma poi sui limiti all'ammissione delle prove testimoniali: occorre che si realizzi un complessivo sistema ispirato alla inversione dell'onere della prova, passando da un processo tributario di stampo inquisitorio ad un processo in cui l'onere di dimostrare la violazione fiscale da parte del cittadino competa all'amministrazione, in ossequio alla piena realizzazione del diritto di difesa ed alle garanzie del giusto processo costituzionalmente riconosciute. Insiste su questi aspetti di rilievo sostanziale evidenziando come, altrimenti, il rischio sia quello di realizzare una riforma di mera facciata, perdendo un'occasione unica di adeguare il nostro paese agli standard europei. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) si sofferma sulla disciplina attualmente vigente nel processo tributario, contestando tuttavia l'idea che questa abbia realizzato un'inversione dell'onere della prova, visto che già nel decreto legislativo n. 546 del 1992 esso era correttamente ripartito; ritiene necessario semai restringere i tempi del processo tributario rendendo più efficace il sistema e si diffonde in particolare sul ruolo svolto, a disciplina vigente, dal Ministero dell'economia e delle finanze. Il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Interviene in replica il presidente D'ALFONSO ( PD ), relatore per la 6 a Commissione, anche a nome del relatore per la Commissione giustizia, che invita i commissari a considerare i rischi connessi al varo di riforme troppo ambiziose e ampie e richiama le ragioni che sottendono alle iniziative legislative in titolo, tra le quali, soprattutto, la creazione di una magistratura dedicata a tempo pieno alla materia tributaria, che consentirà di avere sempre sentenze motivate e più omogenee, e la riduzione del contenzioso in Cassazione. A queste si possono aggiungere norme relative alla necessaria dotazione organica e all'autogoverno di tale magistratura, soprattutto per l'attività ispettiva, alla parità di accesso delle parti a tutti gli elementi costitutivi del processo e alla riscossione provvisoria. L'intento dei relatori è di farsi carico delle proposte che raccolgono maggiore condivisione, senza privilegi tra le parti politiche. A chiosa della replica del presidente D'Alfonso, il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) professa il suo sostanziale accordo con quanto esposto dal Correlatore, precisando però che il basso tasso di appelli e ricorsi - contro le sentenze tributarie - attesta la elevata qualità delle sentenze pronunciate dai gradi inferiori. Difende, inoltre, la scelta - fatta in passato - di inserire le professionalità tecniche nei collegi tributari. Prende la parola in replica il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA, che evidenzia il lavoro dei due Presidenti relatori e gli ampi spazi di convergenza nel merito tra le forze politiche. Assicura la massima disponibilità del Governo nei confronti di emendamenti che dovessero avere bisogno di una riformulazione per trovare una soluzione condivisa e sensibilizza i commissari sull'esigenza di non ampliare eccessivamente la portata della riforma, che è volta principalmente a ridurre il contenzioso in Cassazione e a creare una magistratura dedicata e non ha la finalità di risolvere tutte le problematiche sul campo. Il PRESIDENTE invita i Gruppi a presentare un numero contenuto di emendamenti su pochi argomenti condivisi al fine di permettere a tutti gli uffici competenti di svolgere una adeguata istruttoria. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) ricorda che Fratelli d'Italia non ha dato alcuna disponibilità a sostenere la riforma in esame, bensì ad offrire un contributo costruttivo ed eventualmente a trovare punti di convergenza con gli altri Gruppi, a condizione che venga tutelato il valore politico delle proprie proposte e la loro riconoscibilità in quanto offerto dall'opposizione. Il PRESIDENTE assicura che alcuni obiettivi sono raggiungibili. Invita quindi alla collaborazione e al senso di responsabilità. Alla luce dell'andamento dei lavori, propone che la seduta di domani, giovedì 14 luglio, venga sconvocata. Convengono le Commissioni riunite. Il seguito della discussione congiunta è rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che, come convenuto poc'anzi, la seduta di domani, giovedì 14 luglio, già convocata alle ore 14, non avrà più luogo. Prendono atto le Commissioni riunite. La seduta termina alle ore 16,55.