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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 464 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente CALDEROLI, del vice presidente LA RUSSA e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Insieme per il futuro-Centro Democratico: Ipf-CD; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Uniti per la Costituzione-C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-Alternativa-P.C.-Ancora Italia-Progetto SMART-I.d.V.: UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV; Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE-Coraggio Italia: Misto-MAIE-CI; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-ManifestA, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione comunista-Sinistra europea: Misto-Man.A PaP PRc-Se. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 12,09). Si dia lettura del processo verbale. MONTEVECCHI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Colleghi, il Presidente della 5 a Commissione permanente, senatore Pesco, riferisce sui lavori delle Commissioni riunite 5 a e 6 a sul disegno di legge n. 2685. PESCO (M5S) . Signor Presidente, i lavori delle Commissioni riunite si stanno per concludere, il collega D'Alfonso li sta presiedendo. Confidiamo di essere pronti per l'esame del provvedimento da parte dell'Assemblea per le ore 12,30. PRESIDENTE . Se non ci sono osservazioni, concedo questa ulteriore sospensione fino alle ore 12,30, auspicando che sia l'ultima. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 12,11, è ripresa alle ore 12,31) . Discussione del disegno di legge: Doc 2685 Conversione in legge del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2685. I relatori, senatori D'Alfonso e Pesco, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore D'Alfonso. D'ALFONSO, relatore . Signora Presidente, abbiamo potuto condurre un lavoro che si è rivelato fruttuoso, nonostante la particolarità del momento all'interno delle istituzioni, nella società e nell'economia nazionale e internazionale. Avevamo la preoccupazione che l'attività istruttoria riferita a questo decreto-legge aiuti- bis potesse incontrare delle incomprensioni, l'assenza di uno spirito deliberativo pubblico e magari la prevalenza di ragioni specifiche di parte. Siamo riusciti a comporre un lavoro del quale siamo soddisfatti, che ha portato a un voto unanime all'interno delle due Commissioni permanenti istruttorie. Per questo, prima del merito essenziale che voglio ricordare, mi sia consentito esprimere un riconoscimento e un ringraziamento ai colleghi di tutti i Gruppi parlamentari e a coloro i quali, in nome del Governo, hanno facilitato un'attività conoscitiva di approfondimento, che ha permesso di superare le incomprensioni, le lontananze e le divaricazioni che su alcune questioni abbiamo conosciuto. Questo decreto-legge aiuti- bis è nato per fronteggiare una specie di rottura di civiltà riguardante l'approvvigionamento energetico. Strada facendo, abbiamo riscontrato l'urgenza di trovare soluzione al problema del superbonus, per garantire la continuità della cantieristica riferita alla grande sfida della rigenerazione abitativa con finalità di resistenza sismica ed energetica. Dopo intense sedute di lavoro, siamo riusciti a trovare la quadratura, che è stata possibile grazie a quello che si chiamava una volta uno spirito laico, senza ideologia, che ha esaltato il merito delle questioni. Allo stesso modo, sul docente esperto, che aveva zavorrato un'importante contratto sottoscritto con Bruxelles, denominato PNRR, siamo riusciti a operare un recupero di sostenibilità della norma. Ci sono poi numerosi interventi puntuali, che hanno permesso alla norma originaria di assumere maggiore capacità di funzionamento. Voglio citare una sola norma per tutte, complimentandomi davvero con i colleghi. Nasce finalmente, anche in Italia, il piano regolatore del sottosuolo per quanto riguarda reti, sovrastrutture e sottoservizi, che permetterà alle stazioni appaltanti di procedere senza avere sorprese e anche a coloro i quali realizzano - permettetemi - extraprofitti dalla collocazione di infrastrutture e fibre di avere un interlocutore, conoscitore e proprietario del suolo, per sapere tutto quello che c'è nel sottosuolo. Questo anche per favorire la capacità di realizzazione delle notevoli misure del PNRR. C'è una norma importante che favorisce le fusioni dei Comuni, così come ce n'è una importante che dà risposta ai precari dei call center dell'INPS: devo dunque ringraziare i colleghi Manca e Dell'Olio e quelli delle Commissioni, che hanno esaltato le ragioni di valore del relativo emendamento. Allo stesso modo, si dà una prospettiva ai ragazzi che hanno partecipato e vinto la selezione dei funzionari del PNRR, per fare in modo che conoscano una possibilità di stabilizzazione. Si dice una parola chiara sui servitori dello Stato, per ragioni di ordine pubblico, di sicurezza, o di alta amministrazione, che conosceranno un recupero di dignità del contratto di lavoro. Abbiamo fatto una riflessione importante, con produzione di norme, per ciò che riguarda tutta la fragilità lavorativa. Mi complimento dunque con i colleghi, rinnovo il ringraziamento e spero che il lavoro di questo e dell'altro ramo Parlamento possa ulteriormente aiutare la società italiana e la nostra economia ad uscire dall'affanno di un attacco al cuore della nostra civiltà, per quel che riguarda il funzionamento dell'economia e l'incontro tra domanda e risposta di diritti. Invito pertanto i colleghi a votare a favore del provvedimento in esame. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Pesco. PESCO, relatore . Signor Presidente, intervengo per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla redazione, all'istruttoria, all'approvazione e a tutte le fasi che hanno portato alle modifiche del decreto-legge in esame. È stato un lavoro lungo e complesso, ma che ha portato con decisione e coerenza, direi anche con amicizia tra i Gruppi, a soluzioni efficaci ed efficienti per il nostro Paese: mi riferisco in primis al problema sorto sul tema del superbonus. Possiamo dire che 40.000 imprese italiane hanno una speranza in più che i loro crediti possano essere sbloccati. Forse non sarà la soluzione definitiva, ma sicuramente abbiamo dato un grandissimo contributo e veramente sono molto soddisfatto per il lavoro svolto da tutti i Gruppi, che hanno comunque compreso la necessità di intervenire, di aspettare, di studiare e di capire quale fosse la soluzione migliore, che poi è arrivata. Non mi fermo qui, perché sono state approvate, sempre grazie all'aiuto di tutti, numerose modifiche a sostegno di chi sta peggio. Veramente ringrazio i colleghi, perché, anche se non è la prima volta che ci occupiamo di disabilità, questa volta in modo particolare abbiamo fatto una cosa straordinaria per persone che aspettavano giustizia, in termini di indennità. Tale giustizia era stata già riconosciuta da parte della Corte costituzionale, ma purtroppo non aveva ancora avuto una risposta concreta da parte del Parlamento. Questa risposta è arrivata, per i malati da talidomide, che purtroppo vivono una vita di sofferenza. Devo dire dunque che l'attuale Parlamento, in chiusura, ha compiuto veramente un atto di bontà, di lealtà, di correttezza e di coerenza, dando una risposta concreta a queste persone, che fa onore veramente a tutti. Abbiamo aggiunto anche altre cose: ci sono persone sempre in difficoltà per fare la spesa e pagare le bollette, che purtroppo non riescono ad arrivare a fine mese. Queste persone magari hanno anche debiti, pagano con le pensioni ciò che devono, ma a volte non ce la fanno. È stato quindi necessario alzare la soglia di impignorabilità delle pensioni, che è stata portata, grazie al lavoro svolto dalle Commissioni riunite, da 750 euro a 1.000 euro. Almeno per ora, quindi queste persone potranno avere qualche risorsa in più per fare la spesa. (Applausi) . Si tratta di una misura che penso riempia davvero di orgoglio questo ramo del Parlamento. Abbiamo adottato altre misure per i Comuni, che potranno spendere somme per lavori iniziati nel 2019 che non sono riusciti a concludere e che potranno concludere tranquillamente utilizzando tali risorse. Abbiamo inserito nel testo norme anche per i Vigili del fuoco, che aspettavano la concretizzazione di misure adottate in legge di bilancio per quanto riguarda la loro previdenza. Sono quindi state fatte veramente tantissime cose. Ringrazio nuovamente tutti e, dopo quattro anni e mezzo di lavoro, rivolgo ringraziamenti davvero sinceri ai funzionari e a tutti gli addetti ai lavori che ci hanno dato una mano per facilitare il lavoro in Commissione e in Aula. Grazie veramente a tutti. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non mi addentrerò negli aspetti tecnici del decreto-legge aiuti- bis anche perché in gran parte è una riproposizione del primo decreto-legge aiuti. Si tratta di misure necessarie, ma se dobbiamo chiederci se le stesse siano sufficienti credo che la risposta sia negativa. Usciamo da una situazione difficile: prima la pandemia, poi ciò che è successo nel mondo con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, e quindi il cambiamento delle sfere di influenza nel mondo, la necessità di provvedere alla diversificazione del nostro fabbisogno energetico, cosa che sembrava non rientrare nelle prime necessità dei Governi e dell'Italia. Abbiamo scoperto quanto siamo stati vulnerabili sia dal punto di vista sanitario, della tutela della salute, sia dal punto di vista energetico. Ho sentito anche in questi giorni qualcuno che addirittura proponeva di mantenere a 19 gradi la temperatura nelle case; mi chiedo come sia possibile verificarlo e mi domando altresì se colui che può pagare tranquillamente la bolletta tenga la temperatura a 19 gradi. Mi sembrava una sciocchezza apparsa in qualche notizia e credo - spero - non trovi giustificazione nei provvedimenti che stiamo affrontando. Parlando di energia, faccio un piccolo esempio: per la tinteggiatura di un'abitazione abbiamo una riduzione del 60 per cento; per l'installazione di un pannello fotovoltaico del 50 per cento; quindi, avremmo dovuto semmai incidere su misure che efficientino, dal punto di vista energetico, questo passaggio verso la cosiddetta transizione e un'economia green , quindi più pulita, ma credo che oggi la questione sia più politica. Mi sembra che la storia, come sempre, si ripeta. Ritornerai velocemente al 1951, quando si costituì la Comunità economica del carbone e dell'acciaio (la cosiddetta CECA): De Gasperi, Adenauer, Schuman e Monnet condivisero la necessità di controllare e di unificare gli approvvigionamenti e le forniture di ciò che era stato al centro dei conflitti precedenti. Da lì c'è stata una serie di trattati, tra cui il Trattato di Roma, istitutivo della Comunità europea, come ben sappiamo. Condivido la politica del presidente Draghi, che è stata riassunta con una formula presa dalle regole del gioco del tit for tat, del ribattere colpo su colpo. È stata una politica efficace, che ho condiviso. Un Paese, la Russia, ha aggredito inopinatamente uno Stato libero quale l'Ucraina e ha sconvolto il mondo in questo momento. Siamo in una situazione difficile, perché, appena usciti dalla pandemia, siamo entrati in una situazione ulteriore, che vede il mondo diviso tra le democrazie, da un lato, e i sistemi non democratici, dall'altro. L'Italia però è anche un Paese strano, è l'Italia dei no: no TAV, no TAP, no rigassificatori. Verrebbe da dire che l'Italia è un Paese dove, a volte, il popolo è quasi nemico della gente. Basta vedere cosa è successo in Puglia, dove addirittura ci sono state violente agitazioni e referendum che hanno detto no all'ingresso del gasdotto dalla Crimea in Europa passando attraverso la Puglia, opera richiesta e voluta fortemente dall'Europa. Questa è quindi l'Italia del no. Non so quanto tempo ho ancora a diposizione, posso terminare? PRESIDENTE. Le ho lasciato la possibilità di continuare. DAL MAS (FIBP-UDC) . La ringrazio, Presidente, sarò breve. Non so se siamo davanti ad una nuova divisione del mondo in sfere di influenza che veda, come dicevo prima, da un lato le democrazie e dall'altro i sistemi non democratici (la Cina, la Russia), tra modelli di vita diversi che non so fino a che punto potranno convivere. Non so fino a che punto la globalizzazione, che pure ha tolto molta gente dalla fame, riuscirà a garantire questo. Consentitemi di congedarmi con una citazione credo profetica di Victor Hugo, che nel 1849 disse: verrà un giorno in cui Francia, Inghilterra, Germania, Italia e Russia, senza perdere la loro gloriosa tradizione, si fonderanno in una superiore unità. Verrà un giorno in cui si vedranno questi due gruppi immensi, Stati Uniti d'Europa e Stati Uniti d'America, posti l'uno di fronte all'altro, che si terranno la mano al di sopra degli oceani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, ci troviamo qui a discutere l'ulteriore provvedimento denominato "aiuti", ma che purtroppo nulla contiene per le famiglie e per le piccole medie e imprese, nulla contiene per superare questa gravissima crisi nella quale sono state trascinate. Dico che sono state trascinate perché da un'analisi di ciò che è avvenuto in quest'ultimo anno e mezzo, vediamo che le politiche attuate in quest'ultimo periodo hanno fatto di tutto per porre in essere questa gravissima condizione economica e sociale. Infatti, tutti i provvedimenti che sono stati emanati vanno nella direzione di entrare nel conflitto nel cuore dell'Europa, quello fra Ucraina e Russia, inviando armi - non quindi strumenti per agire con mezzi diplomatici, ma armi per continuare questo gravissimo conflitto - e applicando sanzioni alla Russia. Ebbene, studiando un poco la storia si poteva ben sapere che tali sanzioni e tali scelte politiche sarebbero state pagate - come poi è avvenuto - dal popolo, abbandonando così ogni possibilità di porre fine con azioni diplomatiche a questo gravissimo conflitto. Naturalmente, voglio concentrarmi sulla fattispecie di cui mi sono occupata in questi quattro anni e mezzo, vale a dire agricoltura e pesca. Ancora una volta, sono state assolutamente trascurate le richieste che arrivano da questi due comparti e che io avevo tradotto in emendamenti al provvedimento al nostro esame. Avevo chiesto la moratoria finanziaria, un bonus per cercare di alleviare le grandi difficoltà in cui si trovano le aziende a causa del caro gasolio e anche il rinnovo della cambiale agraria, considerato che la misura Ismea U35, approvata con il precedente provvedimento, viene inficiata da un tasso al 5 per cento. Le banche, infatti, anziché agevolare le aziende in questa terribile situazione con un finanziamento garantito al cento per cento da un istituto pubblico qual è l'Ismea, chiedono il 5 per cento di interesse. Tutti questi emendamenti naturalmente sono stati bocciati. Nel provvedimento in discussione continuiamo a trovare la cessione del credito, che era stata concessa con il precedente provvedimento che a nulla serve alle aziende: ne è stata testimonianza l'applicazione che ne è stata fatta, pari quasi a zero, nel primo triennio del corrente anno. Abbiamo purtroppo visto che, a causa delle misure adottate, ben 70.000 aziende agricole sono state già chiuse. Naturalmente tutto questo è avvenuto e avviene con il benestare di tutti i partiti che formavano la maggioranza. A nulla serve adesso, in fase di campagna elettorale, andare nelle piazze e dire «io non do più la fiducia a Draghi», perché sono state date ben 58 fiducie che hanno ridotto le piccole e medie imprese e le famiglie sul lastrico. QQQuindi sostenere di non far più parte della maggioranza che appoggia questo Governo è una grandissima falsità, perché lo si è sostenuto per anno e mezzo, facendo arrivare l'Italia sull'orlo del baratro. Ancora una volta, anche in questo provvedimento non troviamo nulla per le partite IVA, per la piccola e media impresa e per l'agricoltura, la quale si ritrova ad avere non solo esposizioni bancarie ma anche l'accesso da parte dell'ufficiale giudiziario. Ciò premesso, il voto del mio Gruppo e il mio in particolare di agricoltori e pescatori, su questo provvedimento sarà contrario. Considerato che questo è il mio ultimo intervento, e non solo in questa legislatura, perché non mi sono ricandidata (anche se non mi sono mancate le occasioni), vorrei dire alle persone e in particolare a tutta la categoria degli agricoltori e a quella dei pescatori che continuerò a portare avanti le loro battaglie, insieme a loro, insieme ad agricoltori e pescatori, nelle piazze, nei campi, sulle darsene dei porti. Da lì ci faremo ascoltare e da lì la nostra voce arriverà in questi palazzi che ho ben conosciuto per quattro anni e mezzo, con la speranza che ci sia qualcosa di buono e che ci sia un ascolto. Ma temo che la situazione andrà sempre peggio. Ringrazio tutti coloro che mi hanno accordato la loro fiducia sin dall'inizio e che non mi hanno fatto mancare il loro sostegno in tutto l'arco del mandato. Con loro sono rimasta in contatto; sono rimasta in contatto con le persone e con i territori. Li ringrazio per l'onore che mi hanno concesso facendosi da me rappresentare in quest'Aula. Rimetto nelle loro mani il mio mandato. Sarò con loro, al loro fianco, nelle loro battaglie, in primis per il riconoscimento del costo di produzione in agricoltura e nella pesca. Concludo dicendo: viva i cittadini onesti di questa Nazione e viva ogni Governo che andrà a tutelare i cittadini onesti di questa Nazione. Grazie ancora a tutti. Ringrazio i colleghi, che saluto con rispetto e alcuni anche con stima. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romani. Ne ha facoltà. ROMANI (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, discutiamo oggi un provvedimento importante, necessario ed anche urgente, che non sarà però un intervento sufficiente. Sappiamo già che servirà una terza tranche di aiuti e che finché non interverremo in maniera definitiva sul prezzo dell'energia, rischieremo solo una continua rincorsa. Il ministro Franco ha fatto presente che fiscalizzare una parte del costo dell'energia, come stiamo facendo in misura crescente da un anno a questa parte (5 miliardi nel 2021 e 33 miliardi nel 2022, attraverso bonus , crediti d'imposta, riduzione delle accise, la sterilizzazione degli oneri di sistema e il bonus da 200 euro), è sicuramente importante per l'effetto contenitivo sull'inflazione, ma non può essere un meccanismo da ripetersi all'infinito, perché avrebbe costi elevatissimi senza mai riuscire a coprire l'onere per famiglie e imprese. È dunque necessario intervenire sui meccanismi di formazione del prezzo dell'energia elettrica a livello nazionale e del gas a livello europeo in maniera determinante e decisiva. Questo vuol dire prima di tutto comprendere questi meccanismi. Perché, ad esempio, sta aumentando molto il prezzo del gas e perché si riflette sulla bolletta energetica? Partiamo dal title transfer facility (TTF), l'indice di mercato del gas naturale della borsa di Amsterdam - vorrei dire il mercatino di Amsterdam - dove, alla fine, si scambia solamente il 3, o 4 per cento della compravendita reale mondiale del gas. Il TTF si compone poi, a sua volta, del TTF spot , il prezzo del gas consegnato a breve termine ovvero il giorno dopo, e del TTF futures , per i contratti a lungo termine. Attenzione, però, stiamo parlando di un mercato virtuale del gas. Non si compra il gas con i futures , ma si comprano scommesse sui prezzi e sulle consegne future della materia prima e non è nemmeno l'unico mercato dove questo avviene. Sull'energia poi, come in altri settori, si è sviluppato negli anni un mercato finanziario dove si comprano e vendono prodotti finanziari oggetto di gigantesche speculazioni e di enormi guadagni dell' hedge fund sulle spalle dei cittadini e delle imprese europee. Questi mercati funzionano perfettamente fino a quando non producono una bolla finanziaria o, come in questo caso, non mutano le condizioni esterne, come per esempio le tensioni internazionali intercorse dopo l'invasione dell'Ucraina. La speculazione finanziaria che oggi si sviluppa ad Amsterdam ha certe similitudini con la tempesta finanziaria del 2008 e sicuramente ha la stessa tipologia di incursori finanziari che provocarono quel disastro. Tutti rivendicano la libertà dei mercati, ma i governi nazionali e le organizzazioni europee non possono non intervenire con rapidità e durezza quando è in gioco la sopravvivenza economica e la coesione sociale dei popoli che li hanno espressi. È quindi obbligatorio attenersi al cosiddetto Dutch TTF gas price ? No. E quindi bene fa il Governo italiano a pretendere un price cap europeo, vincendo le resistenze di qualche governo furbacchione che in altri tempi si professava rigorista. Se infatti non si è ancora raggiunto il risultato auspicato di un tetto al prezzo del gas russo è per la pressione di due Paesi europei; in particolare, da una parte, la Germania, la cui industria non può sopravvivere senza gas russo e che probabilmente paga un terzo rispetto a quello che paghiamo noi e, dall'altra, dell'Ungheria. Non parliamo poi dell'Olanda che ha tutto da guadagnare dallo status quo . Il ritardo dell'intervento europeo sta danneggiando cittadini e imprese italiane, con intere filiere produttive che rischiano la morte per soffocamento. Per quanto riguarda però l'energia elettrica, possiamo fare anche un altro intervento a livello nazionale sulla formazione del prezzo unico nazionale (PUN), superando il sistema del marginal price . Questo sistema comporta che venga riconosciuto lo stesso prezzo anche agli impianti di produzione in grado di offrire energia a costi inferiori, ha rappresentato finora un incentivo indiretto alla produzione da energie rinnovabili, ma oggi crea un extraprofitto ingiustificato per i produttori di energia elettrica a fronte di alcun aumento dei costi di produzione. Dove è la soluzione? Dividere il mercato dell'energia elettrica prodotta da gas da quello delle altre fonti energetiche. Le fonti rinnovabili avrebbero in ogni caso il vantaggio di vendere al prezzo più alto offerto, evitando però la distorsione attuale del mercato. Serve, quindi, un intervento molto coraggioso. L'attuale situazione, come ben sapete, è figlia di diversi errori nella strategia energetica e soprattutto di ritardi di sviluppo infrastrutturale nel corso degli ultimi anni. Tutte le forze politiche presenti oggi in Parlamento si sono avvicendate al governo del Paese, in formazioni o alleanze diverse: dal MoVimento 5 Stelle, che sui movimenti Nimby, ha costruito la sua fortuna; al centrosinistra, che ha indugiato spesso su posizioni ideologiche ambientaliste; fino al centrodestra, che in passato si è lasciato andare in qualche occasione a battaglie di retroguardia. Ci auguriamo solo che il nuovo Governo metta il nostro Paese nelle condizioni di usufruire di tutte le innovazioni tecnologiche attraverso l'impulso alla ricerca. Penso ai sistemi di accumulo, fondamentali per il pieno utilizzo delle fonti discontinue, come anche allo sviluppo della produzione da moto ondoso o dei meccanismi di raffreddamento subacqueo dei data center . La bolletta energetica nazionale, come è già stato detto, è passata dai 43 miliardi del 2021 a probabilmente 100 miliardi alla fine di quest'anno. Questo, ovviamente, influisce anche sulla bilancia commerciale. Infine, è sicuramente utile, come ha deciso il Governo, approntare un piano di riduzione dei consumi che promuova le buone pratiche, come l'utilizzo degli elettrodomestici nelle fasce orarie serali e notturne feriali e l'efficientamento energetico degli edifici e delle case, anche attraverso riduzioni della tassazione sugli immobili. In questa campagna elettorale breve ed estiva dovremmo tutti liberarci di inutili polemiche, evitare promesse irrealizzabili e invece sostanziarci di concretezza e differenziarci in contrapposizioni di ricette e visioni del Paese, che, mi auguro e ci auguriamo tutti, abbiano come obiettivo la crescita del nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, lo scenario è il seguente. Viviamo tempi avversi e non è finita. Il Generale Inverno russo ha sconfitto Napoleone e Hitler. Nell'imminente autunno-inverno, chiudendo i rubinetti a noi, può vincere ancora. Il decreto al nostro esame, a parte bonus vari che non possiamo non approvare (credito d'imposta, riduzione IVA sul gas, taglio del cuneo fiscale, rivalutazione anticipata delle pensioni), contiene le normative, necessarie e auspicate, sul superbonus 110 per cento. Apro una parentesi: i bonus sono un palliativo temporaneo; ne serviranno sempre di più, purtroppo a debito. Va rovesciato il sistema: evitare, contenere e creare condizioni perché gli aumenti siano ridotti, innanzitutto operando per la cessazione della guerra e per determinare una crescita economica poderosa con l'aumento del PIL. Nel decreto, purtroppo preso ancora una volta d'assalto da troppi emendamenti di ogni genere a dieci giorni dalle elezioni, è importante la materia del superbonus 110 per cento. Il testo, riformulato dal Governo al riguardo, che contiene anche un emendamento di Forza Italia, il 42.0.2, è vitale per lo sblocco dei crediti. Siamo assediati in tutti i modi dai cittadini, da associazioni ed imprese che rischiano di fallire: sono 40.000 le imprese. Orbene, l'eliminazione della responsabilità solidale, salvo dolo o colpa grave, è una boccata d'ossigeno per la possibilità da parte delle banche di acquisire e rendere liquidi i crediti, auspico a condizioni non vessatorie. Era necessaria anche la proroga del 39 oppure l'abbassamento al 30 per cento dei lavori da eseguire entro quella data. In effetti, il superbonus è stato molto torturato: decreti-legge ad abundantiam , emendamenti di ogni tipo, circolari dell'Agenzia delle entrate oltre il limite, secondo me, delle interpretazioni, pareri diversi di altri enti. Occorrono certezza e tempi adeguati, anche per raffreddare i prezzi, dai quali deriva l'inflazione. Se tutti chiedono lo stesso articolo perché devono finire i lavori per i quali è stato richiesto il superbonus, e inoltre è in atto il PNRR per le amministrazioni pubbliche, i prezzi non possono che salire. Auspico che il nuovo Governo operi una revisione generale di semplificazione con riduzione all'80 per cento - o giù di lì - e tempi realistici per l'esecuzione. Per le pratiche in corso, aventi data certa, è essenziale approvare ora il decreto-legge nel testo riformulato per quanto riguarda il superbonus 110 per cento: è una parziale soluzione a una situazione dannosa e fonte di preoccupazione per tanti cittadini, che tra l'altro sono anche elettori. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signora Presidente, membri del Governo, colleghi, siamo giunti all'ultima seduta d'Aula di questa legislatura e ci troviamo di fronte un quadro decisamente molto preoccupante della situazione dell'Italia e degli italiani. Stiamo per votare la conversione in legge di questo cosiddetto decreto aiuti. Si ha estrema necessità di aiuti, ma devono essere aiuti veri, che possono essere strutturali e duraturi. Non servono contentini, serve un vero cambio di passo. Purtroppo, invece, si continua a parlare di gocce, di minimi interventi. Sembra che gran parte del Governo non si renda conto dell'estremo bisogno di soluzioni immediate, utili ad una vera ripresa e non solo a mantenere tutti inchiodati sul ciglio di un dirupo, famiglie e imprese. Il provvedimento prevede un pacchetto di misure da 17 miliardi e già si sa che sarà insufficiente. Si parla ancora del bonus di 200 euro, ora giustamente esteso ad altri 300.000 lavoratori, compresi dottorandi e assegnisti di ricerca che finora ne erano rimasti esclusi, che però è assolutamente ininfluente. Per i rincari delle bollette e dei carburanti si stanziano 8,4 miliardi per la proroga degli sconti previsti dai precedenti decreti, ora in scadenza, ma i rincari si prevedono superiori al passato. Le soluzioni che servono devono essere altre e a lungo termine. Per l'esercizio dell'attività agricola e della pesca quasi 195 milioni sono stati stanziati per estendere il credito di imposta al 20 per cento sui costi sostenuti per gli acquisti di carburante effettuati anche nel terzo trimestre del 2022 e un ulteriore contributo straordinario, sempre come credito d'imposta, per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale a favore delle imprese che hanno subito un incremento del costo per kilowatt superiore al 30 per cento relativo al medesimo periodo dell'anno 2019. Ad aggravare il tutto, a questi rincari in agricoltura si sommano i danni da calamità naturale e per questo il Fondo di solidarietà nazionale è stato incrementato con altri 200 milioni di euro da ripartire tra le Regioni e le Province autonome che hanno subito e denunciato i danni. Obiettivo del provvedimento è quello di permettere alle aziende di accedere agli interventi previsti per favorire la ripresa dell'attività economica e produttiva, tutelare gli allevamenti e le coltivazioni permanenti e recuperare le anticipazioni per i danni subiti. Altra misura in sostegno dell'agricoltura è quella trasversale che assicura qualche vantaggio alle imprese agricole con lavoratori dipendenti, misura prevista all'articolo 19 che contiene l'esonero parziale dei contributi previdenziali fino a fine anno, compresa la tredicesima. La ricaduta sull'economia diretta del settore però è quasi nulla, in quanto comunque i costi che devono affrontare gli agricoltori erodono il già risicato guadagno: un vecchio problema quello del costo troppo basso dei prodotti agricoli, che ora però è arrivato al limite. Gli agricoltori della mia terra, la Puglia, e non solo loro, sono pronti a rinunciare alla raccolta dell'uva e alla semina del grano, visto l'aumento dei costi generali e allo stesso tempo il calo del prezzo di vendita. Di basilare importanza è garantire un prezzo congruo ai prodotti agricoli, mettendoli al sicuro dalle speculazioni o da una mancata pianificazione che ne determina una difficile gestione sul mercato: questo per evitare gli enormi problemi che ne deriverebbero, non ultima la perdita della sovranità alimentare che ci vedrebbe dipendenti dall'estero non solo in ambito energetico. La corsa al ribasso deve essere fermata. Le speculazioni in atto sono da condannare e assicurare alla giustizia. Si è parlato tanto di recuperare fondi tassando gli extra profitti ricavati dalle società energetiche, ma la norma approntata si è rivelata sbagliata. Quello che è stato fatto non serve a nulla. I 9 miliardi di euro previsti da queste tasse neppure sono entrati. Ora si tenta un correttivo intimando alle aziende tenute a pagare la tassa e che non lo hanno fatto entro i termini del 31 agosto per l'acconto e del 15 dicembre per il saldo di non poter più godere delle disposizioni in materia di ravvedimento operoso. Il MoVimento 5 Stelle è stata l'unica forza politica lungimirante. Sono ormai sei mesi che puntiamo i piedi per far mettere mano alle soluzioni risolutive che ha ampiamente elencato e rappresentato il relatore poco fa, non ultima la soluzione sulla cessione dei crediti per i lavori effettuati con il bonus del 110 per cento. Voglio porre l'accento su un altro aspetto importantissimo che può rappresentare la soluzione per il caro energia, ossia il piano europeo di acquisti comuni, puntando sempre al consolidamento della solidarietà europea (quindi tutto da farsi in Europa). Il tetto calmieratore è indispensabile, ma non sarà sufficiente: bisogna farsi valere in Europa, così come fece il presidente Giuseppe Conte nel periodo pandemico. L'Italia necessita di validi rappresentanti per ottenere il rispetto che meritiamo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ferrero. Ne ha facoltà. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello in esame è l'ultimo decreto-legge che verrà convertito da questo Parlamento. È tutto molto singolare e inedito. Siamo in campagna elettorale, è tutto molto veloce e il periodo è preoccupante (mi riferisco in particolare alla crisi, soprattutto di natura economica). La mia personale opinione è che oggi dobbiamo dimostrare più che mai la nostra serietà e il nostro senso di responsabilità, convertendo un decreto-legge importante, che vale oltre 17 miliardi di euro. Il Gruppo Lega ha lavorato al miglioramento di problematiche lasciate irrisolte dal decreto, con la presentazione di emendamenti e tentando di condividere con gli altri Gruppi temi comuni. Abbiamo fortemente proposto soluzioni alle problematiche del superbonus 110 per cento. In particolare, la mediazione ci ha consentito di realizzare un accordo sull'emendamento in tema di responsabilità solidale, che è il nodo cruciale che ha bloccato la cessione del credito d'imposta a favore di famiglie e aziende. Almeno questo problema sarà risolto qui in Aula. I nostri emendamenti accolti in Commissione recano misure di semplificazione in tema di trasporti eccezionali e installazione di impianti fotovoltaici, nonché disposizioni a favore dei Comuni. Certo, molto è rimasto fuori dal decreto. Penso, in particolare, al tema della siccità, che poteva essere affrontato in questa sede. Tuttavia, spero che l'appello contenuto nell'ordine del giorno su cui il Governo si è impegnato venga accolto nel prossimo decreto aiuti. Torniamo alla responsabilità del Parlamento nel convertire il decreto che - non dimentichiamoci - contiene misure sicuramente insufficienti, ma necessarie. Voglio ricordare che con questo provvedimento è stato prorogato al 20 settembre lo sconto di 30 centesimi sulle accise sui carburanti. Sarà poco, ma chi quest'estate è stato in Paesi come Spagna e Francia si è stupito positivamente del fatto che lì i carburanti costavano (e costano) proprio 30 centesimi in più rispetto all'Italia. Inoltre, è stato prorogato al quarto trimestre l'annullamento degli oneri di sistema sulle bollette delle famiglie. Anche in questo caso, può trattarsi di una misura da poco (nel senso che sappiamo benissimo che le bollette delle famiglie sono aumentate in maniera smisurata), ma se non si converte questo decreto decade anche questa misura che va comunque ad aiutare le famiglie. È stato altresì rafforzato il bonus sociale energia elettrica e gas, anche se poi si è appreso quanto sappiamo. Per questo motivo, il mio appello al Parlamento è sempre di essere concreto, andando a vedere l'efficienza e l'efficacia delle normative che si approvano in questa sede. Nel mondo reale questo provvedimento incontra grandi difficoltà, perché le famiglie hanno problemi ad ottenerlo a causa del meccanismo di comunicazione dell'ISEE: paradossalmente, infatti, è automatico soltanto per i percettori di reddito di cittadinanza, mentre le famiglie hanno grandi difficoltà a ottenere questo bonus. È stata inoltre innalzata la possibilità per le imprese di erogare benefit aziendali fino a 600 euro. Questo va bene perché salari e stipendi stanno perdendo potere d'acquisto molto velocemente. La nostra idea, che ho manifestato anche in un emendamento da me proposto, è quella di poter contrastare l'inflazione, agendo anche di conseguenza sul cuneo fiscale, dando la possibilità al datore di lavoro di erogare aumenti esenti da tasse. Intendo dire che quando un'azienda spende 100 euro per un aumento, è impossibile che il lavoratore percepisca nella busta paga circa 40 euro. Bisogna quindi pensare a detassare quello che si vuol dare in più al lavoratore. Sono tutte misure migliorabili, ma di cui non possiamo fare a meno. Con un altro emendamento avevamo chiesto di dare ancora una possibilità di remissione del pagamento dilazionato della maxirata di fine luglio della rottamazione- ter. Abbiamo proposto di eliminare anche la scadenza del 30 settembre per quanto riguarda il superbonus 110 per cento sulle villette. Sono tutte misure che il prossimo provvedimento, cosiddetto aiuti- ter, dovrebbe prendere in considerazione. Vorrei concludere il mio intervento soltanto dicendo che ci vuole molto senso della realtà in questo momento, nel rispetto delle famiglie e delle imprese che davvero vedono un'inflazione dilagante. Il Governo deve quindi trovare delle soluzioni a questa situazione che oserei definire drammatica. In conclusione di questo mio ultimo intervento ringrazio tutti, i colleghi, gli uffici, le Commissioni 5 a e 6 a e i rispettivi Presidenti per il grande lavoro svolto in questi anni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, oggi avrei voluto passare un po' di tempo con la mia mamma Rina che compie 87 anni, perché, come sapete, a quell'età ogni momento è prezioso, ma il dovere mi chiama ancora una volta in quest'Aula per uno degli ultimi interventi di questa legislatura. Questa è stata una legislatura che ci ha visto discutere e approvare tante misure epocali volute dal MoVimento 5 Stelle in favore dei cittadini, ma non si può certamente definire allo stesso modo il decreto-legge oggi in discussione. Si tratta del secondo decreto-legge aiuti che non aiuta nessuno, o almeno non aiuta abbastanza, come avrebbe dovuto fare. Uno dei tanti mantra ricorrenti che ci avrete senz'altro sentito pronunciare da almeno un anno a questa parte è quello secondo cui una situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo richiede misure straordinarie. Ebbene, il decreto-legge in esame non ha proprio nulla di straordinario, eppure la crisi attuale era tutto fuorché imprevedibile. È molto strano che il Governo dei migliori non sia stato così avveduto. (Applausi) . Peraltro, colleghi, è passato quasi un anno da quando chiedevamo misure contro il caro energia, ulteriormente acuitosi a causa del conflitto russo-ucraino, ma già presente a seguito delle riaperture post pandemia. A marzo scorso addirittura le nostre proposte venivano messe nero su bianco all'interno di una mozione a firma dei colleghi Pesco e Cioffi, ma sottoscritta da gran parte del Gruppo MoVimento 5 Stelle. Quelli della scorsa primavera sono stati mesi complessi, li ricordiamo bene. Ricordiamo soprattutto quali erano le priorità degli altri partiti: qualcuno era intento a preparare la norma sull'inceneritore di Roma, che sarebbe stata poi surrettiziamente inserita all'interno del decreto-legge aiuti. C'era anche chi lavorava per aumentare le spese militari, portandole fino al 2 per cento del PIL (Applausi) , tema quest'ultimo sul quale state tornando anche oggi nel silenzio generale di fine legislatura. Dite ai cittadini come intendete spendere i loro denari. Ecco quali erano e quali sono le priorità dei partiti, mentre il nostro Paese continua a vivere una devastante crisi economica ed energetica. Nessuno si occupa realmente dei bisogni dei cittadini, nessuno tranne noi, che li abbiamo sempre avuti come stella polare della nostra azione politica. Abbiamo provato a convincervi della bontà delle nostre proposte in tutte le sedi possibili, in Consiglio dei ministri, in Commissione, qui in Assemblea: lo abbiamo fatto perfino per mezzo della famosa lettera che il nostro presidente Giuseppe Conte ha inviato a luglio scorso al premier Draghi. Le nostre parole sono sempre cadute nel vuoto, fin quando il Presidente del Consiglio non ha deciso di gettare la maschera e di attaccarci frontalmente. (Applausi) . Lo ricordate? È successo solo poche settimane fa in quest'Aula: un attacco indegno, intellettualmente disonesto e persino istituzionalmente scomposto, che verteva proprio su una delle nostre misure più importanti, il superbonus. È una vergogna che lo Stato non onori un contratto legittimo. (Applausi) . Proprio su questo solo pochi giorni fa siamo stati accusati di essere degli irresponsabili perché chiedevamo di portare in votazione gli emendamenti che avrebbero sbloccato il meccanismo della circolazione dei crediti d'imposta e salvato migliaia di imprese sull'orlo del baratro. Adesso, come d'incanto, è cambiato tutto e chi ci lanciava quelle calunniose accuse, oggi di fatto ci dà ragione: la campagna elettorale fa miracoli. (Applausi) . Eppure dalle agenzie sembra che questo risultato sia merito dei partiti che fino a ieri hanno completamente ignorato i problemi dei settori dell'edilizia, gli stessi partiti che, insieme al Governo, hanno affossato il superbonus, avallandone modifiche peggiorative e schizofreniche. Giusto per ristabilire la verità, in tutti questi mesi al fianco delle migliaia di imprese, di professionisti e di cittadini bloccati a causa di queste modifiche c'è stato solo il MoVimento 5 Stelle - diciamolo chiaramente - l'unico partito che può prendersi i meriti di questa misura e del correttivo approvato oggi, che si spera possa sbloccarne il funzionamento. Al tempo stesso, però, devo ammettere che provo invidia per tutti coloro che hanno il coraggio di andarsi a prendere meriti non propri, guardando negli occhi gli imprenditori che loro stessi hanno portato sull'orlo del fallimento e i cittadini che si sono ritrovati insolventi per avere fatto affidamento su questa misura. A tutti loro voglio dire che non finisce qui e non finisce così. La storia ci darà ragione, una storia che ripartirà dal 25 settembre, quando i cittadini ci ridaranno la fiducia, consentendoci di continuare a cambiare il Paese, proiettandolo verso un futuro economicamente sostenibile. Se ne faccia una ragione chi, invece, vuole riportarlo indietro ai vecchi fasti. Siamo noi a essere dalla parte giusta; Giuseppe Conte lo abbiamo noi. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore D'Alfonso. D'ALFONSO, relatore . Signora Presidente, mi verrebbe da dire che in questo caso la replica non replica, ma rileva e fotografa il grande lavoro che abbiamo fatto, nonché una convergenza diffusa che si è resa patrimonio del lavoro di quest'Aula e dell'ordinamento. Sarebbe bello comporre ogni volta questo spirito da conclusione della legislatura con la consapevolezza della gravità che ci ha riguardato. Se ogni volta potesse andare così, avremmo norme capienti, capaci di coprire e, soprattutto, con una motivazione che ne genera davvero il pieno funzionamento. Non dimentico che le norme stabiliscono la linea virtuosa delle condotte collettive: in questo caso sul disegno di legge di conversione del decreto aiuti- bis c'è stato davvero un cantiere convergente con uno spirito costituzionale. ( Applausi ). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Pesco. PESCO, relatore . Signora Presidente, concordo con quanto dette dal collega D'Alfonso. Nei lavori di Commissione vi è stato veramente uno spirito di piena condivisione tra i Gruppi: non c'era maggioranza, non c'era opposizione, ma unicamente il desiderio di condividere le scelte più opportune, più giuste e più corrette per i cittadini italiani, soprattutto per quelli più in difficoltà. Molto è rimasto comunque da fare, ad esempio sul superbonus. Sappiamo che purtroppo, come hanno ricordato molti colleghi, la scadenza del 30 settembre non è stata cambiata. Io però non dispero, nel senso che, visto che la consapevolezza e la ragionevolezza sono arrivate in un momento così tardivo da parte del Governo, sono fiducioso sul fatto che comunque si possa fare ancora molto. So che è in discussione ed è in redazione un nuovo decreto-legge. Secondo me, molte cose sul superbonus potrebbero essere fatte con il decreto aiuti ter . Non posso che ringraziare nuovamente tutti, anche i membri del Governo, che ci hanno dato una mano a portare avanti il lavoro e a facilitare la discussione. Vedo qui presenti tutti i Sottosegretari del Ministero dell'economia e delle finanze e dei rapporti con il Parlamento. Ringrazio nuovamente davvero tutti e con questo concludo il mio intervento. (Applausi) . PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Sospendo la seduta in attesa del parere della 5 a Commissione sugli emendamenti e delle conclusioni della Conferenza dei Capigruppo, che è in corso. (La seduta, sospesa alle ore 13,26, è ripresa alle ore 14,15) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha rimodulato i tempi di discussione del decreto-legge aiuti- bis , al fine di pervenire alla votazione finale del provvedimento entro le ore 17 di oggi. Pertanto, per le dichiarazioni di voto finale ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti; dieci minuti per gli emendamenti. Al termine della discussione del decreto-legge, l'Assemblea esaminerà la relazione sull'aggiornamento degli obiettivi di finanza pubblica, per l'approvazione della quale è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del Senato. Dopo l'intervento del relatore si passerà direttamente alle dichiarazioni di voto finale, per le quali sono stati attribuiti cinque minuti a ciascun Gruppo. La votazione della relazione avrà luogo intorno alle ore 18. Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 14,30. (La seduta, sospesa alle ore 14,17, è ripresa alle ore 14,38) . Non avendo la Commissione bilancio ancora concluso i propri lavori, sospendo la seduta fino alle ore 15,10. (La seduta, sospesa alle ore 14,38, è ripresa alle ore 15,15) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2685 PRESIDENTE . Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Procediamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 3.8. Per consentire una scorrevole comprensione anche ai colleghi, segnalo che su tutti gli emendamenti presentati dalle «Commissioni riunite» il parere dei relatori è favorevole. Esprimiamo pertanto parere contrario su tutti gli altri emendamenti. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. SANTANGELO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTANGELO (M5S) . Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico. PRESIDENTE . Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori. (La richiesta risulta appoggiata) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.8, presentato dai senatori Causin e Pacifico. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.15 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 5 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui il relatore ha espresso parere contrario. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.2, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.22, presentato dal senatore Causin, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Chiedo al rappresentante del Governo il parere sull'ordine del giorno G6.1, sul quale il relatore ha espresso parere favorevole. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G6.1 non verrà posto ai voti. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.19, presentato dalla senatrice La Mura e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.24, presentato dal senatore Richetti e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.4, presentato dal senatore Lannutti e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.5, presentato dal senatore Richetti e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.8, presentato dalla senatrice Abate e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 7.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ABATE (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ABATE (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione sull'emendamento 7.0.8. I pescatori non riescono più ad uscire in mare per il costo altissimo del gasolio. Con l'emendamento al nostro esame, ho chiesto un bonus per cercare almeno di riprendere la pesca, visto l'attuale fermo. Diversamente, avremo tante piccole e medie imprese della pesca che salteranno, perché, come si sa, i costi del gasolio per quanto riguarda la pesca rappresentano una voce importante, che impedirebbe la ripresa dell'attività. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.0.8, presentato dalla senatrice Abate e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.0.9, presentato dalla senatrice Abate e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.0.10, presentato dalla senatrice Abate e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 9 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Passiamo all'emendamento 9.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ABATE (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ABATE (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, l'emendamento 9.1 è fondamentale in questa giornata. Ho chiesto l'aumento di 2 milioni di euro da destinare alle ditte di autobus, in materia di trasporti, perché stanno procedendo a licenziamenti. Proprio in questo momento, mi sono arrivate ben 70 lettere di licenziamento di una ditta di autobus della mia provincia ed altre ne arriveranno successivamente. Questo vuol dire che, nel giro di una settimana, ben 140 famiglie, prevalentemente monoreddito, resteranno assolutamente senza sostentamento. Anche in questo caso, quindi, si doveva dare un sostegno e un aiuto alle famiglie più fragili, vittime di questa gravissima crisi. Vedo però che non interessa nulla a nessuno. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dalla senatrice Abate e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G9.150 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.2 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.7 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 11 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito i relatori hanno già espresso parere favorevole. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.12 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e di un ordine del giorno riferiti all'articolo 13 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.1, presentato dalla senatrice Pacifico, su cui la 5 ' Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G13.150. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, su questa iniziativa parlamentare, a prima firma del senatore Briziarelli, che recupera l'emendamento 13.0.2, c'è stato impegno in Commissioni riunite di trasformarlo in ordine del giorno impegnativo e sottoporlo a votazione. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Chiedo al senatore Briziarelli se insiste per la votazione dell'ordine del giorno G13.150. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, accolgo in questi termini la trasformazione in ordine del giorno. Intervengo per rispetto, non solo dell'Assemblea, in particolare dei colleghi di tutti i Gruppi che hanno sottoscritto l'emendamento, ma di tutti coloro che un intervento sul tema della siccità lo aspettano fuori dall'Aula: non solo i cittadini, le categorie e in particolare gli agricoltori e il comparto turistico, ma anche gli enti locali e le Regioni, che da sole non possono affrontare un tema come questo. Il tema dell'acqua, insieme a quello dell'energia, non è un tema; è il tema, da qui al futuro. In questo decreto c'è un unico articolo, che è stato recuperato da quello che doveva essere il decreto siccità, che il Governo nel suo insieme, anche con il sostegno dell'opposizione, avrebbe dovuto presentare. Noi non ci possiamo curare solo dei danni e di rifonderli. Dobbiamo lavorare in prevenzione, per prevenire e capire quello che può succedere. Il Governo aveva proposto un tavolo tecnico. In campagna elettorale un tavolo tecnico può anche far comodo, ma io credo che sia più giusto e più corretto che un intero Parlamento si esprima e, di fronte al Paese, assuma un impegno per il prossimo Governo, in un quadro che guarda al futuro e che ci vede, almeno su un tema come questo, tutti uniti e impegnati. Ovviamente ognuno guarda il suo territorio. Io guardo al Trasimeno; altri guardano il Po, i laghi o i fiumi e ad un problema che è veramente comune. Per questo, credo che servano, da un lato, la serietà, ma, dall'altro, anche la responsabilità e il coraggio di esprimersi su questo. Per questo chiedo che l'Assemblea si esprima e voti, perché rimanga agli atti chi questo tema intende metterlo come punto all'ordine del giorno prioritario da qui al futuro. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G13.150, presentato dal senatore Briziarielli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Rivolgo il saluto della Presidenza e dell'Assemblea agli studenti e docenti del corso di laurea in Giurisprudenza dell'Università di Innsbruck, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2685 PRESIDENTE . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 16 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.5 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.7 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.8, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.11 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.12, presentato dal senatore Calandrini e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.19, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.18, dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.21 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.22, presentato dal senatore Lannutti, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 16.0.2 (testo 2). D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione dell'Assemblea, ringraziando i colleghi, le Commissioni e i Ministeri istruttori, poiché finalmente arriviamo ad avere un piano regolatore del sottosuolo riguardante i territori italiani. Attraverso questa anagrafe, sapremo esattamente cosa c'è nel sottosuolo italiano sul piano di strutture, infrastrutture e reti e ciò faciliterà la realizzazione di opere pubbliche, anche quelle finanziate dal PNRR. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.0.2 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.0.8, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 17 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 17.3 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite . (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 17.4, presentato dalle Commissioni riunite . (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 18 del decreto-legge, che si intende illustrato. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.1, presentato dalla senatrice La Mura e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 19 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.0.2, presentato dal senatore Lannutti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.0.4, presentato dal senatore Presutto e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 20 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.0.1, presentato dal senatore De Carlo e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.0.3, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.0.4 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 21 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.1000, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 21.0.2. PESCO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, ci tenevo a ringraziare tutti i colleghi per questo emendamento, che è un gesto di umanità verso le persone che hanno pensioni veramente irrisorie, che adesso potranno godere di un limite all'impignorabilità un po' più alto (da 750 euro a 1.000 euro), e a favore dei loro bisogni, perché veramente non hanno le risorse con cui arrivare alla fine del mese. Quindi, grazie Presidente e un grazie a tutti i colleghi. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.2, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 22 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.0.1, presentato dai senatori Causin e Pacifico, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 22.0.3 (testo 2) è stato accantonato. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 23 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui il parere è favorevole. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, so che l'ordine del giorno G23.150 ha ricevuto il parere favorevole dei relatori. Tuttavia, la trasformazione in ordine del giorno è avvenuta per errore. Preferisco mantenere l'emendamento, comprendendo che possa avere parere negativo. PRESIDENTE . L'emendamento 23.0.7 torna a vivere e il relatore mi conferma la contrarietà. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G23.1 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.7, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.8 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.1000, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.10, presentato dal senatore Cangini, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.11, presentato dal senatore Cangini, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.13, presentato dal senatore Cangini, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 24 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.1, presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.2, presentato dalla senatrice Angrisani e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.2a, presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.3, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'ordine del giorno G24.1 il parere del relatore e del rappresentante del Governo è favorevole. CIAMPOLILLO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, ne chiedo la votazione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento G24.1, presentato dal senatore Ciampolillo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.0.4, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.0.6, presentato dalla senatrice Gallicchio e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.0.9, presentato dai senatori Causin e Pacifico, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.0.11 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . PESCO, relatore . Signor Presidente, le chiedo un approfondimento sull'emendamento 24.0.6, perché quanto riporta il fascicolo non corrisponde a quanto avvenuto. Devo capire se lo stesso emendamento è riportato all'interno del fascicolo con altra numerazione. PRESIDENTE . Abbiamo votato - e respinto - l'emendamento 24.0.6, su cui la Commissione bilancio aveva espresso parere contrario. PESCO, relatore . Vi è una discrasia tra il fascicolo e quanto deciso in Commissione. Chiedo pertanto che venga rianalizzato. PRESIDENTE. Vi sarebbe una discrasia rispetto al parere contrario della Commissione bilancio? PESCO, relatore . Sì, infatti. PRESIDENTE. Mi date il parere per cortesia? Il parere scritto dalla 5 a Commissione è contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, quindi confermo il voto precedente così come il parere. DELL'OLIO. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DELL'OLIO. Signor Presidente, noi avevamo mandato un messaggio per ritirare tutti questi emendamenti, quindi ci risulta strano che sia stato inserito nel fascicolo. PRESIDENTE. Tutto quello che è stato precedentemente chiesto di ritirare non è più nel fascicolo. D'ALFONSO, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, così come viene segnalato dal collega Pesco, c'è un disallineamento documentale e ci sono degli attimi di verifica per questa discordanza nella documentazione. PRESIDENTE . Sembra che l'emendamento sia anche stato ritirato, però nel documento che mi è stato trasmesso dalla Commissione bilancio l'emendamento 24.0.6 risulta avere parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. D'ALFONSO (PD) . Procediamo allora, perché il chiarimento è arrivato. PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 25 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.3 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Il parere del relatore sull'ordine del giorno G25.1 è favorevole. Invito il rappresentante del Governo a esprimersi sull'ordine del giorno in esame. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G25.1 non verrà posto ai voti. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.0.1, presentato dal senatore Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, a causa del disallineamento che è stato rilevato dal relatore, credo che abbiamo votato l'ordine del giorno G24.1, a firma del senatore Ciampolillo. Al riguardo intendiamo chiarire che il voto del Gruppo Fratelli d'Italia è contrario. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.0.9 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 27 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 27.1, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 27.0.1, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 27.0.2 (testo 2). MATRISCIANO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, intervengo per chiarire brevemente la portata dell'emendamento 27.0.2. Prima però vorrei ringraziare il ministro Giovannini, più volte sollecitato da me sull'importanza di quest'opera per il territorio non soltanto piemontese, ma anche ligure, nonché le Commissioni riunite 5 a e 6 a che hanno approvato questo testo. L'emendamento concretizza di fatto la possibilità per il commissario straordinario di realizzare un masterplan che sviluppa l'intera area in termini economici e sociali, rigenerando lo sviluppo e il contesto, sia urbano sia ambientale. Ciò consentirà nuove prospettive di sviluppo economico e sociale di tutta l'area, al pari degli altri retroporti europei. Si parla di sostenibilità nei trasporti, ma in questo caso anche di sostenibilità economica, perché su questo emendamento non sono state appostate risorse aggiuntive - ci tengo a precisarlo - ma vengono utilizzate semplicemente quelle già presenti nel fondo stanziato nel 2018 dal ministro Toninelli. Si tratta dunque di un emendamento di visione e di sviluppo di un'area che riguarda la logistica del Piemonte, della Liguria e, direi, dell'intero Nord-Ovest. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 27.0.2 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e di un ordine del giorno riferiti all'articolo 30 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 30.1, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 30.4. FLORIS (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, intervengo per ringraziare il Gruppo, che mi ha consentito di presentare questo emendamento, nonché i tanti colleghi della Commissione che lo hanno voluto sottoscrivere. Ringrazio anche il rappresentante del Governo, perché stiamo agendo verso una società in fase di ristrutturazione e che, con questo emendamento, può vedere più roseo il futuro. Parliamo di una società che si interessa di alluminio e che si trova in un territorio che è tra i più poveri d'Italia. Grazie dunque veramente a tutti, ai Presidenti di Commissione, che hanno voluto favorire l' iter di questo emendamento e a tutti i colleghi che hanno voluto sottoscriverlo. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 30.4, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'ordine del giorno G30.1, che si intende illustrato e sul quale invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, il parere sull'ordine del giorno è favorevole. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo accoglie l'ordine del giorno G30.1. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G30.1 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 31 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 31.1. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, ho mantenuto questo emendamento, che è molto importante per quanto ci riguarda, che ha diretta attinenza con un'altra decisione assunta nel decreto-legge n. 36 del 2022, che ha istituito la società 3-I, con lo scopo di rendere interoperabili le banche dati. Come ho già detto in Commissione - lo ricordo al Governo e al Sottosegretario - ritiro l'emendamento e ne chiedo la trasformazione in ordine del giorno. PRESIDENTE . Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi dunque sull'ordine del giorno. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, proprio per consentire la migliore comprensione a chi in questo momento sta lavorando in Aula e non ha partecipato ai lavori della Commissione, su alcuni nodi tematici abbiamo lavorato per trasformare gli emendamenti in ordine del giorno che venissero poi esaminati in Assemblea. La collega De Petris ha fatto un grande gesto su questo fronte ed è giusto riconoscere quello sforzo. Allo stesso modo, ci sono altre iniziative che prima ho rappresentato. PRESIDENTE . Tenuto conto delle modalità con cui il testo del provvedimento è arrivato in Aula e che molti emendamenti sono stati ritirati e trasformati in ordine del giorno, procederei alla votazione di tutti gli emendamenti per riprendere alla fine l'esame degli ordini del giorno. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 31.0.3, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 32 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 32.1, presentato dal senatore Causin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G32.150. GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, io e la senatrice Craxi vorremmo aggiungere la firma all'ordine del giorno G32.150, a prima firma del senatore Salvini. PRESIDENTE . Non vedo contrarietà, quindi l'ordine del giorno si intende sottoscritto. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G32.150. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, accolgo l'ordine del giorno G32.150. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G32.150 non verrà posto ai voti. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G33.3. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, accolgo l'ordine del giorno G33.3. FENU (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, intervengo solo per dare evidenza a questo ordine del giorno. Noi abbiamo presentato un emendamento; immagino che tutti i partiti siano d'accordo sulla necessità dell'impegno del Governo - o del prossimo - a prorogare le scadenze che riguardano i lavori del superbonus, sia per le case singole (oggetto di quest'ordine del giorno) sia per i condomini, perché sono tanti i proprietari che in questo momento si trovano addirittura fuori casa, perché le imprese hanno interrotto i lavori. (Applausi) . Le conseguenze di una mancata proroga sicuramente sarebbero dannose, sia per loro sia per le imprese e per il sistema economico. (Applausi) . PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G33.3 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 33.0.5, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 33.0.6. CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, vorrei anzitutto manifestare la nostra soddisfazione per essere giunti a questo testo unificato. Oggi è un bel giorno, in cui stiamo davvero salvando migliaia di imprese che erano sull'orlo del fallimento. (Applausi) . E questo - me lo lasci dire, signor Presidente - lo dobbiamo soprattutto alla nostra caparbietà e al non aver accettato, la settimana scorsa, di ritirare tutti gli emendamenti. (Applausi) . Quindi, come provavamo a dire, lo si poteva fare; infatti, lo si è fatto. Abbiamo raggiunto un ottimo risultato. Voglio ringraziare davvero chi ha lavorato a questo testo: il senatore Fenu, il senatore Dell'Olio, tutti i membri della Commissione bilancio, il Governo e tutti gli altri colleghi. Mi permetta di dire, signor Presidente, poiché è l'ultimo intervento in quest'Aula, che voglio ringraziare gli Uffici del Senato e tutti i colleghi di tutte le forze politiche con cui ho e abbiamo avuto l'onore di lavorare in questi anni. (Applausi) . MISIANI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, esprimiamo anche noi grande soddisfazione per questo emendamento, che risponde in modo concreto a una situazione critica: 6 miliardi di crediti fiscali incagliati, decine di migliaia di famiglie e di imprese in apprensione. Oggi però discutiamo un provvedimento che avremmo potuto approvare una settimana fa, con un punto di incontro su un emendamento che avremmo potuto costruire parecchi giorni fa. Lo facciamo adesso, bene così. Ci abbiamo lavorato tutti, per cui ringrazio i relatori e ringrazio il Governo, e lo abbiamo votato tutti in Commissione. Credo che il punto di fondo, al di là delle strumentalizzazioni, sia il merito: circoscriviamo il campo della responsabilità in solido al dolo e alla colpa grave (Applausi) ed evitiamo un condono, che altri avrebbero voluto, perché dobbiamo rispondere a quelle famiglie e a quelle imprese, ma non possiamo condonare i truffatori. Con questo emendamento, la soluzione che tutti abbiamo voluto raggiunge un punto di equilibrio serio: nessun condono e una risposta seria alle famiglie e alle imprese che lavorano rispettando le regole. È per questo che voteremo a favore di tale emendamento. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE. Colleghi, state buoni. Non voglio mettere dietro la lavagna nessuno, soprattutto quelli che stanno in piedi e non disciplinatamente seduti. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il risultato dello sblocco della cessione dei crediti certamente non è riconducibile a una sola forza politica, che ha speculato sul tema del superbonus (Applausi) , ma è il risultato di diverse forze politiche e in particolare della Lega, grazie al lavoro di mediazione fatto dal sottosegretario Freni. (Applausi) . Se non fosse stato per il sottosegretario Freni, ci sarebbe stato il semaforo rosso di fronte non solo a quest'emendamento, ma anche all'emendamento della Lega. È stato dunque conseguito un risultato importante, che consente a migliaia di imprese, a centinaia di migliaia di proprietari di case e a decine di migliaia di professionisti di uscire dal guado. Spiace che nell'ambito del pacchetto degli emendamenti della Lega sul superbonus sia stata bocciata la proposta di rimozione del SAL al 30 per cento (Applausi) , previsto a settembre, che avrebbe consentito a coloro che sono partiti con i lavori sulle villette unifamiliari di uscire dal pantano in cui grande responsabilità ha certamente il MoVimento 5 Stelle, che sul superbonus ha illuso migliaia e migliaia di imprese e centinaia di migliaia di cittadini. (Applausi) . La Lega quindi vota convintamente l'emendamento in esame, a cui è riconducibile certamente anche l'emendamento della Lega, di Italia viva e di Forza Italia. (Applausi. Vivaci commenti) . PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, inizio a mandare fuori qualcuno, per chiudere in bellezza? LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, ci tengo a ringraziare tutti, come ho fatto davanti alle Commissioni riunite, e a ringraziare anche il Governo per l'approvazione di questo emendamento importantissimo. Il merito ritengo sia di tutti, anche perché il Governo, in una sorta di ravvedimento operoso, come ho detto in Commissione, in precedenza aveva un pregiudizio, nel senso che affermava che c'erano state truffe. Le truffe erano però fisiologiche, come abbiamo accertato in Commissione finanze e tesoro, con il direttore dell'Agenzia delle entrate Ruffini e con il comandante generale della Guardia di finanza. Mi sento di ringraziare tutti i Gruppi e anche il Governo, perché questo è un emendamento che salva tante imprese che avrebbero chiuso, quindi il merito è di tutti! (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi, come avviso ai naviganti, che alle ore 17 avremmo dovuto votare il provvedimento in esame e stiamo già andando oltre. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, certamente il risultato che abbiamo ottenuto in Commissione è importante, ma vorrei ricordare a tutti quanto accaduto solo la scorsa settimana: lo si è visto poi nei comunicati stampa e in tutto quello che è accaduto. La verità è questa e nel mio ultimo intervento sono costretta a dirvela: se il MoVimento 5 Stelle non avesse insistito per avere questa cosa, il Governo fino all'ultimo, fino a questa mattina alle ore 9, non avrebbe prodotto risultati. (Applausi) . Detto questo, tutti poi hanno spinto, convinti che fosse necessario salvare 40.000 imprese, le famiglie e i condomini, perché lo Stato aveva dato una parola e non la stava mantenendo. Bisogna però sempre saper ricostruire le cose come stanno: andate a vedere anche i comunicati che avete fatto nei giorni precedenti. (Applausi. Commenti del senatore Castaldi. Ilarità) . PRESIDENTE. Senatore Castaldi, l'ho sentita e vista! DI NICOLA (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (Ipf-CD) . Signor Presidente, voglio anch'io ringraziare l'intero Parlamento per il lavoro svolto durante l'esame degli emendamenti, in particolare in merito al famoso emendamento superbonus. La soddisfazione di parlamentare, che in quest'Aula da anni invocava lo spirito di unità nazionale davanti alle tantissime emergenze, viene dal fatto che è stato un risultato conseguito anche al termine di un percorso inizialmente faticoso, ma che ha dato molti frutti in Commissione finanze dove, davanti alla necessità di sbloccare questo sistema, bloccato, purtroppo, da una norma mal concepita all'inizio, sono cadute le barriere tra maggioranza e opposizione. Ricordo che come membri della Commissione finanze di tutti i Gruppi abbiamo chiesto al presidente D'Alfonso di scrivere - e lui ne è testimone - una lettera per così dire di richiamo, nella sostanza durissima, al Governo, nelle persone del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'economia, perché questa era una misura necessaria. Lasciatemi dire una cosa, colleghi. Attenzione! Non capisco la grande soddisfazione che sembra aver colto l'essenza del problema e aver risolto tutti i problemi del superbonus. (Brusio). Ora, se per caso, nella mente di ciascuno, la questione del superbonus dovesse nascondere un tesoretto elettorale, voglio dire: attenzione, dobbiamo dire la verità ai cittadini perché abbiamo fatto solo un primo passo, riscrivendo una norma elementare che doveva essere già così concepita nel momento in cui è stata varata. C'è tutto un lavoro da fare, a mio giudizio - e da qui la soddisfazione, ma anche l'avvertenza ai cittadini che utilizzano il superbonus e alle imprese che c'è ancora molto da fare - perché abbiamo risolto un problema, ma dobbiamo fare un discorso complessivo indirizzato al sistema creditizio che attendeva, certo, una norma di questo tipo, ma ne aspettava altre più corpose. Questo è pertanto l'inizio di un cammino che spero verrà compiuto anche nella prossima legislatura dal Parlamento, perché non abbiamo risolto tutti i problemi. Quindi, rivolgo un ringraziamento a tutti i colleghi, a cominciare dal senatore De Bertoldi che, pur all'opposizione su tutto con il suo partito, in Commissione finanze ha avuto la sensibilità di cogliere l'importanza di questo tema, facendo cadere per la prima volta il muro tra maggioranza e opposizione. Invito chi ci sarà nella prossima legislatura a continuare ad approfondire le criticità di questo provvedimento per rimuovere tutte le difficoltà. (Applausi) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 16,00) DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, ho ascoltato con piacere le parole della stimata collega De Petris quando ha parlato di ricostruire quello che è successo. E chi più di Fratelli d'Italia lo fa e con grandissimo piacere? Potrei elencare almeno 10 interventi che contengono le considerazioni che oggi ci hanno portato ad approvare un emendamento unico e unitario su questo tema: almeno 10 volte in quest'Aula e altrettante volte in Commissione, Fratelli d'Italia ha richiamato i colleghi delle altre forze politiche a porre fine all'assurdo blocco nella cessione dei crediti che oggettivamente non stava in piedi. Un blocco che il Governo ha ripetuto e continuato per mesi, sostenuto anche e soprattutto dal MoVimento 5 Stelle che ne era la prima forza politica. E allora a voce alta diciamo: bene, finalmente anche voi avete capito che quel vincolo era da togliere, perché nel superbonus non c'erano le truffe, perché era evidente che con il visto di conformità dei professionisti abilitati e assicurati non potevano esserci truffe, come era evidente che le banche portavano a compimento un'attività istruttoria nell'acquisizione dei crediti. Nonostante questo, nonostante siano negli archivi i molteplici interventi di Fratelli d'Italia ed anche del sottoscritto su questo tema, è passato un anno nel quale abbiamo bloccato gran parte delle opere in corso. Questa è semplicemente una oggettiva dimostrazione di verità, ed è ovviamente motivo di compiacimento, perché finalmente anche il resto del Parlamento ha capito che Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia ci avevano visto giusto da mesi, ma purtroppo il Governo Draghi è stato sostenuto su questo tema in modo davvero inaccettabile. (Applausi) . GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Forza Italia non avrebbe voluto sventolare bandiere, perché questo è stato un atto corale, ma a questo punto è il testo presentato proprio da Forza Italia che andrà a sistemare le storture di un provvedimento originario mal concepito da chi soprattutto vorrebbe farsi e dirsi paladino di quel popolo che oggi si vede negare la cessione del credito perché non ha case di lusso o non è solvente secondo le banche. Ebbene, Forza Italia rimane sorpresa dall'esaltazione e dalla gioia di un MoVimento 5 Stelle che oggi ha fatto perdere tanto tempo sul decreto aiuti. (Commenti). Non lo state facendo perdere a noi, ma al Paese. PRESIDENTE. Senatrice Gallone, non accetti un dialogo, lei sta svolgendo il suo intervento. Colleghi, vi invito a lasciare concludere la senatrice Gallone. GALLONE (FIBP-UDC) . Rivolgendomi al Presidente, dico che hanno fatto perdere al Paese la sollecitudine con cui avrebbe dovuto essere approvato questo provvedimento e oggi si esaltano perché andiamo ad approvare, grazie all'apporto di Forza Italia e degli altri Gruppi, un provvedimento mal fatto e mal scritto da persone che probabilmente non hanno neanche frequentato i banchi di un consiglio di zona o di circoscrizione prima di arrivare in Parlamento. (Applausi) . (Commenti). PRESIDENTE. Capisco che c'è un clima da ultimo giorno di scuola, ma mi sembra che l'intervento della senatrice Gallone meritasse una cortesia maggiore. DRAGO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Senatrice, è già intervenuto il collega De Bertoldi. Cosa vuole dire? DRAGO (FdI) . La ringrazio per avermi dato la parola. Il mio non è un intervento, perché ha parlato il collega. PRESIDENTE. Su cosa vuole intervenire? DRAGO (FdI) . Vorrei concretamente dimostrare l'appoggio e la gratitudine per... PRESIDENTE. No, senatrice, non deve dimostrarla, sarebbe potuta intervenire soltanto sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 33.0.6 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . DRAGO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere la firma all'emendamento 33.0.6 (testo 3), con il benestare dei Gruppi del MoVimento 5 Stelle e della Lega. PRESIDENTE . Prendo atto delle sue parole. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 33.0.6a, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 34 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 34.0.10 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'ordine del giorno G34.1, sul quale chiedo ai relatori e al rappresentante del Governo di pronunziarsi. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, esprimiamo parere favorevole sull'ordine del giorno G34.1. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G34.1, presentato dai senatori Vanin e Croatti. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 35 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 35.0.1 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 35.0.2, presentato dal senatore De Falco, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, fino alle parole: «rapporto di lavoro». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 35.0.2- bis. Passiamo all'esame dell'emendamento aggiuntivo all'articolo 36 del decreto-legge, che si intende illustrato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 36.0.1, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 37 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 37.0.1, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 37.0.2, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 37.0.3, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 37.0.6, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 37.0.7 (testo 2). PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, vorrei soltanto sottolineare l'importanza dell'emendamento 37.0.7 (testo 2) che riprende un disegno di legge a prima firma mia e del senatore Urso che ha avuto a suo tempo l'adesione praticamente di tutti i Gruppi. Riteniamo importante garantire la continuità dell'attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica anche nel periodo tra la data delle elezioni e l'insediamento del nuovo Governo, cosa che ad oggi non era possibile. Questo fatto, per evidenti ragioni, va nel senso di fornire una salvaguardia ai nostri equilibri istituzionali e lo fa con una serie di accorgimenti che evitano scompensi. È stato espresso un largo consenso nei confronti di tale misura, me ne compiaccio e ringrazio tutti coloro che lo hanno reso possibile. (Applausi). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 37.0.7 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 37.0.1000 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 38 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 38.2, presentato dalla senatrice Angrisani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 38.3 (testo 3). MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, vorrei segnalare che grazie alla riformulazione dell'emendamento 38.3, l'inaccettabile qualifica di docente esperto non c'è più. È stato un viaggio un po' lungo, che ha portato però al venir meno dell'inaccettabile forma di carriera definita fuori dalla sua sede naturale, cioè quella della contrattazione. Siamo riusciti infatti finalmente a reinserirla in tale sede. A noi dispiace, Presidente, non essere stati ascoltati prima perché se si fossero letti bene i nostri emendamenti, anche il Governo avrebbe potuto trovare una formulazione capace di risolvere quelle criticità che ci rammaricano e sono rimaste presenti all'interno dell'emendamento. Il Governo ci aveva detto però che qualsiasi altra riformulazione avrebbe ricevuto un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione e noi non avevamo intenzione di mettere a rischio la rata del PNRR. Avevamo però anche detto che non avremmo accettato una formulazione che contenesse ancora le problematiche che prima ho illustrato. Mi lasci però rilevare in conclusione quali sono gli aspetti su cui noi del Partito Democratico continueremo a insistere. Bisogna anzitutto immediatamente aggiornare l'atto di indirizzo per procedere al rinnovo del nuovo contratto, che è ancora bloccato. Segnaliamo inoltre con forza la preoccupazione per la quantificazione in legge dell'importo dell'assegno ad personam , perché anche quella è una prerogativa contrattuale e dal nostro punto di vista è un precedente che avremmo voluto evitare. Segnaliamo ancora che la platea dei beneficiari è troppo bassa, trattandosi di 32.000 su 850.000 insegnanti. Riteniamo che anche qui ci sia da fare del lavoro. Concludo su un aspetto estremamente illogico, che abbiamo segnalato, ma inascoltati. Non è pensabile che il docente che riceve questo tipo di incentivo rimanga fermo nella sede per tre anni. Poiché l'incentivo non è legato a nessuna figura professionale diversa, non se ne capisce la ragione. Ci tenevamo che queste questioni fossero lasciate agli atti, perché sono gli elementi su cui noi abbiamo lavorato e continueremo a lavorare. (Applausi). PRESIDENTE . Colleghi, ricordo a tutti i Gruppi che vi è l'accordo di limitare a dieci minuti il tempo degli interventi in dichiarazione di voto sugli emendamenti e a cinque minuti quello per le dichiarazioni di voto finali. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, noi abbiamo presentato sia un emendamento soppressivo che una riformulazione sulla figura del docente esperto. Ci abbiamo lavorato molto e abbiamo insistito molto perché la norma fosse cambiata nella sostanza, facendo anche delle proposte molto precise, e ne è testimonianza la riformulazione che avevamo presentato. La figura del docente esperto non ci convinceva, non ci convince e non ci convincerà mai. Tra l'altro, vorrei dire con chiarezza che si sarebbe trattato di dire a 800.000 persone circa che fanno onestamente il loro lavoro, che solo un 5 per cento di loro avrebbe potuto avere questa qualifica. Le modifiche che sono state apportate certamente sono un po' migliorative, anche se non sono soddisfacenti dal punto di vista delle questioni che noi abbiamo posto. Siamo riusciti almeno a inserire un riferimento alla contrattazione collettiva, che era comunque uno degli elementi per noi fondamentali. Quindi, possiamo dire di essere parzialmente soddisfatti per queste piccole modifiche. Sta di fatto, però, e lo dico con chiarezza, che tutta questa parte relativa agli incentivi e questo sistema dovrà assolutamente essere modificata. Non c'entra la Commissione europea, bensì la gestione efficace ed efficiente di come si vuol veramente far compiere un passo in avanti alla scuola. (Applausi). DE LUCIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE LUCIA (M5S) . Signor Presidente, condivido le perplessità espresse su questo fantomatico articolo 38 dalle colleghe che mi hanno preceduto. Peraltro, noi avevamo presentato, come MoVimento 5 Stelle, un emendamento che espungeva completamente l'articolo, visto che non ritenevamo che una questione così fondamentale per la scuola e per la meritocrazia, che probabilmente sarebbe necessario inserire anche nell'ambito scolastico, potesse essere trattata in un decreto che si chiama decreto aiuti. Non riusciamo a capire come una percentuale così ridotta di docenti possa aiutare la scuola. (Applausi). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 38.3 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 38.4, presentato dalla senatrice Angrisani e da altri senatori, fino alle parole «l'anno 2022», su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 38.5. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 38.6, presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori, fino alle parole «sono abrogati», su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 38.7. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 38.8, presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 38.11, presentato dai senatori Causin e Pacifico. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 38.19, presentato dai senatori Russo e Vaccaro, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 38.201, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G38.1 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 38.0.2, presentato dai senatori Causin e Pacifico. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 39 del decreto-legge, che si intende illustrato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 39.0.1, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 41 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 41.0.1 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 41.0.2, presentato dalla senatrice Sbrana e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 41.0.4, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 42 del decreto-legge, che si intendono illustrati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 42.0.1 (testo 2). D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, sarò essenziale. Stiamo per votare una norma che consentirà ai precari del call center dell'INPS di trovare finalmente un percorso di conclusione e di stabilizzazione lavorativa. Ringrazio il personale del Ministero vigilante che ha fatto istruttoria, i Ministeri che hanno partecipato al lavoro conoscitivo e i Gruppi parlamentari che hanno tenuto una condotta di convergenza, così come hanno atteso tanti di questi precari. DELL'OLIO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DELL'OLIO (M5S) . Signor Presidente, su questo emendamento volevo precisare - ringrazio il presidente D'Alfonso per l'indicazione - che esso nasce da una volontà all'epoca del presidente Tridico di internalizzare il contact center multicanale dell'INPS. Andando avanti, purtroppo, per varie vicissitudini il numero di persone è aumentato; quindi, per non lasciare fuori nessuno, si è fatta questa modifica e si è cercato di salvarla, insieme al Governo, rendendola non onerosa a carico dell'INPS, in maniera tale che l'istituto potesse accogliere tutte le persone che erano rimaste fuori (un centinaio circa), portarle all'interno e far crescere il contact center adeguatamente. (Applausi) . PRESIDENTE . Indico la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 42.0.1 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 42.0.3, presentato dalla senatrice Lonardo, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 42.0.4, presentato dal senatore Causin, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indico la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 42.0.6, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 42.0.10 (testo corretto), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 42.0.15, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 42.0.16 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 42.0.18, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . DRAGO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, per errore mi sono astenuta sull'emendamento 42.0.18, mentre il mio voto voleva essere favorevole. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'emendamento 22.0.3 (testo 3), precedentemente accantonato e su cui chiedo al Presidente della Commissione bilancio di riferire in ordine alla copertura. PESCO, relatore . Signor Presidente, con riferimento alla versione riformulata e depositata la copertura c'è. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.0.3 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli ordini del giorno riferiti all'articolo 44 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. D'ALFONSO, relatore . Il parere è favorevole. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Il parere è conforme a quello del relatore. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ricordo che le Commissioni riunite hanno voluto appositamente respingere l'emendamento 35.0.3, il cui contenuto viene riproposto con l'ordine del giorno G44.1. L'ordine del giorno in esame infatti impegna il Governo a prevedere, con atto amministrativo, che i dirigenti generali incaricati di dare attuazione ai progetti del PNRR il cui contratto di servizio scade il 31 dicembre 2022, possano proseguire nelle attività suindicate per le finalità che impegnano anche i Governi a diverso indirizzo politico fino al 31 dicembre 2023. Eravamo contrari a votare un emendamento e adesso ci ritroviamo con un ordine del giorno che politicamente ha lo stesso tipo di valenza. Stiamo attenti a votarlo visto che, alla fine, prevede sostanzialmente la stessa cosa. Ricordo che anche in una Conferenza dei Capigruppo era stato affrontato questo tema e i colleghi avevano detto di fare attenzione perché sarà il futuro Governo a fare eventualmente le proroghe. PRESIDENTE . Se è per questo c'è anche l'anomalia che il senatore D'Alfonso dà il parere a se stesso, ma non è un caso raro. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G44.1, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G44.2, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno da G44.3 a G44.12 non verranno posti ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di coordinamento C1, presentata dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, naturalmente il Gruppo Per le Autonomie voterà a favore del provvedimento in esame. Occorre trovare subito ulteriori risorse per salvare le imprese e le famiglie: è una vera e propria emergenza che rischia di far precipitare nella povertà energetica quasi 9 milioni di italiani. Rispetto alle richieste giunte in queste settimane per un nuovo scostamento di bilancio, noi abbiamo apprezzato l'approccio prudenziale del Governo. È sotto gli occhi di tutti che in questo momento l'Italia è attenzionata dai mercati e un nuovo debito in un momento di transizione politica e istituzionale verrebbe mangiato dal probabile aumento di tassi di interesse. Purtroppo anche la questione degli extraprofitti non è esente da criticità: la possibile applicazione retroattiva al periodo febbraio-agosto solleva un tema di legittimità costituzionale e di possibili contenziosi. Su questo avevo presentato un emendamento che purtroppo non è stato accolto, ma su questo tema va comunque fatta chiarezza, anche per avere un quadro certo delle entrate che possono derivare da questa voce. In ogni caso noi crediamo che la questione si possa risolvere solo in Europa, ponendo un tetto al prezzo degli acquisti di gas e immaginando nuovo recovery plan con aiuti per fronteggiare l'emergenza e investimenti più massicci per l'autonomia energetica degli Stati membri. Allo stesso tempo bisogna continuare a lavorare per liberare i piccoli impianti dalla burocrazia e bisogna trovare una strada per erogare fin da subito nuovi aiuti. Se non si salveranno le imprese, tra pochi mesi il conto sarà dieci volte più alto per le casse pubbliche, tra ammortizzatori sociali, mancato gettito fiscale e una crisi devastante dal punto di vista occupazionale. Per il resto, signor Presidente, salutiamo con soddisfazione la mediazione che si è riusciti a trovare sulla cessione dei crediti del superbonus 110 per cento. Anche a questo proposito, da un lato è sempre stato condivisibile l'allarme rispetto alle distorsioni e alle truffe ai danni dello Stato, perché un incentivo può essere del 70 o dell'80 per cento, ma non può essere superiore all'importo di investimento. Si è trovato un giusto punto di caduta: nessun salvacondotto per chi ha evidentemente operato con dolo e tutela per quelle imprese e quei cittadini onesti che hanno agito correttamente e che non meritano di vedersi penalizzati dalle continue modifiche normative. È l'ennesima prova del pragmatismo e del buon senso che hanno sempre guidato il Governo anche nelle scelte più complicate e di questo ancora una volta va dato atto al presidente Draghi. Annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. DI NICOLA (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (Ipf-CD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento che ci accingiamo a votare si pone in linea di continuità con il precedente decreto aiuti e con le azioni legislative e amministrative che il Governo ha portato avanti negli ultimi mesi per far fronte alla grave crisi economica che stiamo attraversando, innescata dalla criminale invasione dell'Ucraina da parte della Federazione Russa. Occorre quindi essere chiari, anche alla luce della terribile crisi economica che si sta scatenando in Europa, nel mondo e - direi - soprattutto nel nostro Paese. Bisogna essere chiari perché credo che sia l'alba di un periodo difficile. Ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale e, se anche non ci piace dirlo perché, dovendo andare a chiedere voti agli elettori, non vogliamo allarmarli, siamo nel quadro di un'economia di guerra che non risparmia nessuno e che, con i razionamenti in vista, ci profila un inverno assolutamente difficile. Penso perciò alle aziende in crisi che, a causa dei costi delle bollette, vedono la produzione a rischio. Penso con grande angoscia alle famiglie a basso reddito, che scivolano sempre più sotto i limiti della povertà e non sanno più se fare colazione, pagare le bollette o magari mandare i loro figli all'università. Sono tempi questi, onorevoli colleghi, in cui viene richiesto un alto senso di responsabilità per far fronte ai bisogni dei cittadini, sempre mantenendo fede ai principi fondanti della Repubblica e alla sua posizione nello scacchiere internazionale; cosa che abbiamo fatto operando una scissione con il MoVimento 5 Stelle, che voleva portarci fuori dalle nostre dalle nostre alleanze tradizionali, fuori da quel quadro di collaborazioni internazionali che in Italia sta portando tantissime risorse. Credo che occorrano responsabilità, coesione e quello spirito di unità nazionale che è saltato in questa legislatura, al quale ci chiamava il Presidente della Repubblica e che - mi auguro - trovi semi preziosi nella prossima. Non sto qui a elencare i numerosi provvedimenti contenuti nel decreto aiuti, in occasione del quale abbiamo offerto tutta la collaborazione nello spirito repubblicano che ci ha sempre contraddistinto, nonostante fossimo coscienti che la chiamata in soccorso che ci facevano i partiti che hanno voluto demolire l'unità nazionale, mettere in crisi il Governo e portare il Paese verso avventurose lezioni, forse avrebbe meritato un trattamento diverso. Ma siamo fatti così, siamo fedeli alla Repubblica e attenti ai bisogni dei cittadini. Arriviamo con un Governo in carica per gli affari correnti, eppure siamo riusciti a fare cose importanti con questo ultimo decreto. Ci troviamo nel mezzo di una campagna elettorale che ha assunto toni disgreganti, irresponsabili e propagandistici proprio nel momento in cui si erano richieste responsabilità, coesione e serietà; impegno - ahimè - però non rispettato da chi ha voluto condurre il Paese all'avventura - come dicevo - per lucrare voti e per portare - chissà - il maggior numero di parlamentari alle Camere che verranno. Lasciatemi dire, in conclusione, che quello che è successo con il Governo Draghi, con il Presidente della Repubblica che è stato costretto a indicare un Presidente del Consiglio per fare un Governo, con lo sfarinamento della maggioranza e la caduta dell'Esecutivo, ci ha portato all'interno di un quadro di crisi di sistema che io spero che il prossimo Parlamento sappia raccogliere. Da questo punto di vista - me lo lasci dire, signor Presidente - resta un tema, quello delle adeguate riforme di cui il sistema politico ha bisogno: leggi elettorali, ma direi anche riforme istituzionali, che vanno messe in campo e pensate nella prossima legislatura, magari con un'Assemblea costituente. Mi auguro, caro Presidente, che la sinistra e il fronte progressista, ritrovando il coraggio che compete loro, non regalino il tema delle riforme istituzionali a una destra avventurista, per fare delle riforme che hanno bisogno innanzitutto di ripulire il sistema dai... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Di Nicola. È stato molto chiaro. DESSI' (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DESSI' (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, inizio ringraziando lei, tutta la Presidenza e gli Uffici. Ringrazio tutti coloro che hanno permesso a noi di svolgere cinque anni di mandato e che ci permettono adesso di concludere la nostra esperienza. Li ringrazio, però, doverosamente ricordando una frase - me ne sarà grato il nostro decano, il senatore Elio Lannutti - di Ferdinando Imposimato: democrazia e Governo della maggioranza nel rispetto dei diritti dell'opposizione e non tirannide della maggioranza nel disprezzo dell'opposizione. Purtroppo, Presidente, questa frase ha trovato pieno compimento in questo fine legislatura: decine di decreti, d'urgenza o meno, posti all'attenzione di Camere tacitate, posti alla presenza di un partito ormai unico che va da Fratelli d'Italia, che lei degnamente rappresenta, fino all'estrema sinistra del Partito Democratico, che io definisco di estrema sinistra solo per il posizionamento in quest'Aula, ma che è a tutti gli effetti il peggior partito di destra conservatore dell'attuale panorama politico. Noi, Presidente, abbiamo cercato di fare quello che ogni cittadino, ogni persona attenta ai valori costituzionali (per questo ci siamo dati il nome di "Uniti per la Costituzione") avrebbe dovuto fare in quest'Aula: difendere i nostri articoli, ripudiare la guerra e mai inviare armi in territori in cui c'è un confronto bellico; difendere, con il ruolo importante a cui siamo chiamati, gli interessi del popolo italiano, gli interessi delle famiglie, delle piccole e medie imprese e della nostra comunità. Quindi, in qualsiasi modo, mai, mai e poi mai da quest'Aula si sarebbero dovute erogare sanzioni verso Paesi produttori di risorse che diventano per noi necessarie e la cui mancanza mette a serio rischio il nostro tessuto socio-economico. Si è visto di tutto, Presidente. Si è visto un Presidente del Consiglio che ha fatto carne di porco con i valori costituenti del nostro Paese (Applausi) , accentrando su di sé tutti i poteri e facendo ogni cosa per mettere in sicurezza il sistema statunitense e il sistema europeo delle banche e delle finanze, ma mettendo in seria crisi l'Italia, il suo popolo e le sue famiglie. (Applausi) . PRESIDENTE. Grazie. DESSI' (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . No, Presidente, mi faccia concludere. PRESIDENTE. Concluda, magari con parole un po' più parlamentari. DESSI' (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Detto questo, Presidente, mi auguro che - come noi abbiamo fatto in questa legislatura, con quel poco che hanno potuto fare questi tredici eroi, un manipolo di eroi che si è battuto fino alla fine (Applausi) per contrastare un sistema che ormai non ha alcun interesse a garantire i principi costituzionali - gli italiani proseguano la nostra opera e nelle prossime elezioni votino sempre un partito antisistema, alternativo al sistema, alternativo a tutti voi che non avete degnamente rappresentato queste istituzioni e il Paese. (Applausi) . EVANGELISTA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (IV-PSI) . Signor Presidente, la crisi energetica e l'emergenza idrica hanno fatto emergere una serie di questioni e di problemi strutturali. Ecco che allora, per far fronte all'allarme lanciato da famiglie, imprese e agricoltori, il Governo ha previsto ed emanato il decreto-legge n. 115 del 2022, che oggi ci apprestiamo a convertire e che prevede lo stanziamento di risorse pubbliche per contenere il caro bollette, per favorire riforme coerenti con gli obiettivi di politica sociale e industriale e per consentire quindi un maggior supporto alle famiglie e al sistema produttivo italiano. Si tratta di un pacchetto di misure per le quali sono stati destinati 15 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri 2 miliardi di euro per interventi di lungo periodo. Come Parlamento e come Gruppi parlamentari siamo riusciti ad aggiungere circa una cinquantina di emendamenti e per questo ringrazio i Presidenti delle Commissioni bilancio e finanze e tesoro e tutti i colleghi. È stato un lavoro molto pesante, che ci ha impegnato e coinvolto in riunioni politiche lunghe ed estenuanti, perché - come sappiamo - in piena campagna elettorale e senza una maggioranza, bisognava raggiungere un accordo su tutti gli emendamenti, che coinvolgesse tutti i Gruppi politici o perlomeno quelli di maggior peso numerico. E così è stato. Ci vuole anche onestà intellettuale nel dire che ciò che accadeva dentro queste riunioni sarebbe dovuto rimanere dentro le riunioni, come il fatto che, se non si fosse raggiunto un accordo unanime e chiaro, si sarebbe dovuto votare in Aula il decreto-legge base. Invece l'accordo è stato raggiunto ed è stato raggiunto su normative importanti, come quelle riguardanti la scuola e il superbonus. Si tratta quindi di un accordo che ha riguardato e coinvolto tutti i Gruppi parlamentari. Voglio ricordare alcune delle misure più importanti, come ad esempio, nello specifico, quelle contro i rincari delle bollette e dei carburanti. Vengono rafforzate le agevolazioni relative alle tariffe elettriche già riconosciute ai clienti domestici economicamente svantaggiati e ai clienti domestici in gravi condizioni di salute. Alle imprese a forte consumo di energia elettrica il Governo riconosce un contributo straordinario, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, sotto forma di credito di imposta. Sono previsti, per il quarto trimestre 2022, l'azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico, una riduzione dell'IVA e degli oneri generali nel settore del gas e un'estensione di un mese del taglio delle accise sui carburanti, fino al 20 settembre 2022. Non possiamo dimenticare inoltre le misure urgenti relative all'emergenza idrica, soprattutto gli indennizzi alle imprese agricole danneggiate dalla siccità. Si prevede una riforma complessiva, volta al rafforzamento della governance della gestione del servizio idrico integrato. Il decreto-legge prevede anche l'aumento del contributo straordinario in favore di Comuni, Città metropolitane e Province, per far fronte al caro bollette. C'è un doppio intervento sulle pensioni, con rivalutazione all'ultimo trimestre 2022 di tutti gli assegni pensionistici, pari all'1,9 per cento, e di 2 punti percentuali per gli assegni fino a 34.000, dal primo ottobre 2022, in base all'inflazione, in adeguamento pertanto al costo della vita. Ricordiamo inoltre anche il bonus di 200 euro per tutti i lavoratori dipendenti e il bonus psicologo che è stato integrato. Per quanto riguarda il Gruppo Italia Viva, abbiamo approvato diversi emendamenti, insieme naturalmente a tutti i colleghi della Commissione, come ho detto prima... (Il microfono si disattiva automaticamente). Signor Presidente, mi avvio a concludere. Ricordiamo il regime amministrativo semplificato per l'installazione di impianti fotovoltaici per le strutture turistiche termali, anche nei centri storici e soggetti a vincoli paesaggistici. Abbiamo corretto e quindi contribuito anche noi alla norma sul superbonus, che ha consentito di riutilizzare le cessioni, ovvero i crediti che erano ormai nel cassetto, dando respiro alle imprese, che invece erano stati bloccati a causa delle truffe. Infine voglio ricordare, a mio nome, l'emendamento che, per gli anni 2023, 2024 e 2025, ha previsto che le somme accantonate non utilizzate del Fondo ordinario per il finanziamento dei bilanci degli enti locali, nel limite di 30 milioni di euro all'anno, vengano destinate a tutti gli enti locali in dissesto finanziario. (Applausi) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, inizio il mio intervento ringraziando i colleghi e le strutture del Senato, per la collaborazione di questi anni. Sinteticamente voglio sottolineare che, anche nel decreto-legge in esame, si è vista la caratteristica del Gruppo Fratelli d'Italia. Per quattro anni e mezzo - compresa questa fase - siamo stati un'opposizione costruttiva, seria, che ha cercato di non fare mai ostruzionismo, ma di migliorare il più possibile la produzione normativa di quest'Assemblea, in Aula come nelle Commissioni. Ovviamente ci saremmo aspettati di più anche da questo decreto-legge. Dal Governo che è stato chiamato dei migliori - e penso che questo aggettivo probabilmente verrà ormai usato molto raramente - ci saremmo aspettati una qualche visione strategica. Ci saremmo aspettati, magari, signor Presidente, che, accanto ai dovuti e doverosi bonus e aiuti alle imprese e ai cittadini, peraltro ovviamente non sufficienti - ma aspettiamo di vedere anche il prossimo provvedimento - ci fosse qualche accenno di politica energetica. Ci saremmo aspettati delle risposte in relazione ai giacimenti di gas nazionale. Sono mesi che Fratelli d'Italia sta alle costole del Ministero e del Governo chiedendo che si riparta con l'estrazione di gas nazionale: nulla di nulla neanche in questo decreto-legge. Lo stesso discorso può valere in merito ai termovalorizzatori. Manca il benché minimo accenno a qualunque prospettiva anche sul nucleare pulito. In sostanza, vediamo doverosi - lo ribadisco - contenuti immediati, ma nulla di strategico, di quella strategia della quale ha tanto bisogno questo Paese. Sicuramente, se gli italiani ce ne daranno la possibilità, sapremo dimostrare, nei primi giorni della prossima legislatura, che porteremo avanti percorsi di strategia e di politica energetica e industriale per la crescita del Paese. Per quanto riguarda, invece, il tema del superbonus, Fratelli d'Italia ha manifestato apprezzamento - come ho detto anche nel mio intervento precedente - dopo aver incalzato per quasi un anno la maggioranza nelle Commissioni e nelle Aule parlamentari, dicendo che non aveva senso impedire la libera circolazione dei crediti di imposta e limitare la moneta fiscale, che è tutt'oggi e per il futuro una delle strategie per evitare l'indebitamento del Paese. Ebbene, lo abbiamo detto e ripetuto per mesi e finalmente, in questo decreto-legge che nasce in campagna elettorale, l'intero Parlamento di fatto si è accodato alle richieste di Fratelli d'Italia. Magari, se ci avessero dato ascolto un po' prima, se magari coloro che sostenevano il Governo dei migliori ci avessero dato retta, oggi avremmo meno imprese in crisi e meno cantieri bloccati. Alla luce di tutto questo, avrei apprezzato da parte del Governo che, a fronte di questi gravi errori, avesse almeno concesso una proroga - oggi al 30 settembre - per il conseguimento del termine del 30 per cento dei lavori nelle case unifamiliari. Era dovuto proprio per quel blocco ai crediti che hanno paralizzato il sistema. Il Governo doveva dare una proroga e, nonostante le nostre pressioni, non l'ha concessa. Fratelli d'Italia - lo ribadisco - è stata costruttiva, ha portato il proprio apporto, ma per le ragioni anzidette non può che astenersi di fronte al decreto-legge in esame. (Applausi) . COMINCINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, il decreto-legge aiuti- bis che ci apprestiamo a convertire in legge ha previsto interventi straordinari contro carovita ed energia. Da agosto scorso ci sono più fondi per calmierare le bollette; per prorogare lo sconto benzina; per ampliare il taglio del cuneo fiscale da luglio a dicembre; per estendere il bonus 200 euro; per rafforzare il bonus sociale elettrico e gas per il quarto trimestre 2022; per anticipare la rivalutazione delle pensioni e sono previste molte altre misure specifiche. In totale, al pacchetto di misure sono stati destinati 15 miliardi, a cui si aggiungono altri 2 miliardi di euro per interventi di lungo periodo. Il Senato della Repubblica, però, nonostante la straordinaria condizione politica e la particolarità del momento che viviamo, in queste settimane ha saputo mettere da parte le potenziali criticità e frizioni legate alla campagna elettorale e concentrarsi sulla ricerca di soluzioni aggiuntive a quelle messe a punto dal Governo Draghi, in qualche caso grazie alla dialettica politica e al potere di indirizzo del Parlamento, andando a modificare posizioni assunte dall'Esecutivo che parevano inscalfibili. Siamo stati così in grado di trovare soluzioni mediative alte e utili ai bisogni del Paese. Per lo sblocco della cessione dei crediti del superbonus, abbiamo individuato soluzioni idonee per le famiglie e per le imprese senza rinunciare all'esigenza di non lasciare impunito chi ha truffato lo Stato, con una posizione quindi certamente responsabile. Lasciatemi dire una parola sul gioco delle tre carte, quasi da prestigiatore provetto, che è stato messo in atto in questa ultima settimana da parte dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e anche da alcuni colleghi del MoVimento 5 Stelle, cercando di trovare una soluzione che potesse rappresentare una sorta di condono tombale per tutte le questioni sia per chi aveva operato in maniera corretta, sia per chi aveva operato delle truffe. (Applausi) . L'emendamento che era stato proposto escludeva completamente la responsabilità in solido senza distinguere tra chi aveva operato in maniera corretta e chi invece aveva truffato lo Stato. In questa settimana non ci si è spostati, invece, dalla posizione politica di mediazione raggiunta già una settimana fa, e cioè quella di distinguere tra chi aveva operato correttamente e chi non l'aveva fatto. E, dopo una settimana, anche il MoVimento 5 Stelle ha dovuto riconoscere che non c'era possibilità di andare avanti diversamente, e quindi si è trovata la soluzione su questo punto. (Applausi) . Oggi attaccare il PD e il suo segretario Enrico Letta è veramente squalificante e fuori luogo, perché è cambiata non la posizione del Parlamento, ma la vostra posizione su tale tema. (Applausi) . Questo decreto, con le modifiche approvate, ha trovato anche una soluzione alla controversa questione del docente esperto, evitando certamente ogni rischio di perdere la terza tranche del PNRR, ma al tempo stesso senza rinunciare alla consolidata legislazione italiana, che pone in capo ai contratti collettivi nazionali di lavoro l'onere di definire i percorsi di carriera. Su questo tema sarebbe stato molto meglio vedere i Ministeri più attenti e aperti al confronto, perché la mediazione trovata in ultimo - di fatto è quella che il PD andava proponendo da un mese, trovando però porte sbarrate nell'alta burocrazia dello Stato - avrebbe potuto fare ancora di più e meglio se avessimo avuto il tempo e la necessaria, adeguata collaborazione. Abbiamo trovato risorse per lo sviluppo della produzione di chip nel nostro Paese, tema delicatissimo e fondamentale per lo sviluppo economico e digitale in questo quadro geopolitico certamente complicato; ci sono inoltre proposte sulle misure di lavoro agile per i lavoratori fragili; una risposta ai malati di talidomide, per i lavoratori dello spettacolo; una prospettiva lavorativa per i funzionari assunti dallo Stato per l'attuazione del PNRR e ancora altre misure importanti come il piano regolatore del sottosuolo. Credo che il Partito Democratico con i propri senatori - in modo particolare voglio ringraziare il presidente D'Alfonso, i senatori Misiani, Manca, Nannicini, Rojc, Parrini, Mirabelli, Ferrari e Malpezzi - abbia dato un contributo positivo per migliorare questo decreto. Per tutte queste ragioni, il PD voterà a favore. Infine, Presidente, mi sia consentita un'ultima battuta grata di congedo: ho affrontato l'impegno di questi anni in Parlamento con disciplina e onore, rappresentando la Nazione e dando il mio contributo politico. Non sarò presente nel prossimo Parlamento, ma voglio augurare buon lavoro a chi ci sarà e invitare fin da subito ad avere cura e tutela della valorizzazione del potere legislativo, che è una necessità inderogabile per il Paese e per chiunque lo rappresenti. (Applausi) . PRESIDENTE. La ringrazio e il migliore augurio che le posso fare è di avere, dopo quelli della vita parlamentare, successi nella vita non parlamentare. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Senatrice De Petris, lei è stata la più presente in fase di interventi e le riconosciamo il record assoluto. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, questa sarà la mia ultima dichiarazione di voto e, quindi, non avrete più il dispiacere di ascoltarmi. All'inizio di questo mio intervento approfitto per fare un ringraziamento. Ho passato lunghi anni qui al Senato, nel corso dei quali ho imparato molto e voglio ringraziare davvero molto tutti i funzionari - così come tutto il personale del Senato - per me sono stati maestri e guida. Ringrazio altresì tutti i colleghi con cui ho condiviso molti di questi anni. Il decreto-legge che oggi ci apprestiamo a convertire cerca, per quanto possibile - ovviamente sono tutti interventi abbastanza parziali - di intervenire su una crisi drammatica, che è energetica e di conseguenza sociale, a causa del combinato disposto di inflazione e crisi energetica. Si tratta di interventi che servono a tamponare una situazione e non a risolverla, per cui vanno benissimo il bonus sociale, lo stop alle modifiche ai contratti di energia, la proroga dei tagli alle bollette, il bonus energia alle imprese, il taglio accise, i 40 milioni per il trasporto pubblico locale che ha avuto ovviamente un aumento di costi. C'è una serie di interventi assolutamente fondamentali: penso anche al bonus siccità e allo stato d'emergenza per il rischio idrico. Si tratta ovviamente di decreti di un Governo che è in carica soltanto per gli affari correnti. Noi abbiamo fatto il nostro dovere in Parlamento e ringrazio anche per il lavoro fatto negli ultimi giorni, che è stato non semplice e complicato, ma che ha portato a migliorare il decreto-legge in esame e - anche se fino all'ultimo abbiamo dovuto penare - a trovare una soluzione, un'indicazione per quanto riguarda il superbonus. Voglio dire qui con chiarezza che vi è stata un'ostilità su una questione che si poteva risolvere molto tempo fa, come il sottosegretario Freni sa perfettamente. Ripeto: su tale questione le ostilità non sono state mai nascoste. Qualche mese fa le cose sarebbero andate anche diversamente se si fossero affrontate. Lo dico se non altro pensando all'angoscia che abbiamo prodotto in moltissime imprese che rischiavano il fallimento e di mettere sulla strada migliaia e migliaia di lavoratori e le loro famiglie. È una soluzione che risolve tutto? No, ma certamente dà in questo momento un po' di certezze. L'altra questione è quella della scuola. Noi fino all'ultimo abbiamo insistito per trovare una soluzione che fosse più adeguata. Devo dire che alla fine abbiamo apportato delle modifiche che non risolvono tutti i problemi, ma che sono un punto di partenza per arrivare a eliminare delle norme che - a nostro avviso - arrecano soltanto danno alla scuola e agli insegnanti. Detto questo, annunciamo il nostro voto favorevole e rinnovo il mio saluto. Ci vedremo fuori dal Senato. (Applausi) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatrice De Petris. Se me lo consente, vorrei dire che ci mancherà, mancherà a tutta l'Assemblea. (Applausi) . GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, fare presto e bene è l'obiettivo di Forza Italia per aiutare il Paese. Il lavoro del Parlamento non si ferma. Il Paese, i cittadini, le imprese, le famiglie, gli artigiani, gli agricoltori, i professionisti di ogni settore, la scuola, l'università e la sanità hanno bisogno di sostegno nell'immediato e di misure strutturali di visione nel medio e lungo periodo. Oggi pensiamo ai sostegni nell'immediato. Approviamo il secondo decreto-legge aiuti che segue il primo provvedimento di emergenza già approvato, entrambi con la finalità di intervenire per contrastare il caro energia, il caro carburante e l'emergenza idrica provocata dalla siccità estiva, ma anche per sostenere gli enti territoriali in favore delle politiche sociali, al fine di tutelare il potere d'acquisto e rilanciare gli investimenti. Le cause degli aumenti esponenziali sono note, gli effetti sono devastanti, ma noi siamo pronti ad affrontarli con l'auspicio che il prossimo sarà un Governo che guarda tutto nella stessa direzione e affronterà con impegno, determinazione e visione competente e concreta tutte le questioni aperte. Ora bisogna mettere in atto le contromisure necessarie nell'immediato, nel breve, nel medio e nel lungo periodo. La somma degli aiuti previsti da questo e dai decreti precedenti supera i 34 miliardi di euro, ai quali si dovrebbero unire altri 13,6 annunciati dal Governo; oltre 47 miliardi iniettati nell'economia reale, più di un'intera manovra di bilancio. Probabilmente ne serviranno altri, posto che i maggiori oneri per l'energia si aggirano attorno ai 3 punti del PIL. Subito dopo voteremo proprio questa variazione di bilancio per consentire al nuovo Governo di intervenire nuovamente. I temi li conosciamo: il contrasto al caro energia e carburanti; il sostegno ai problemi insorti dopo la lunga emergenza idrica e agli enti territoriali; i sostegni previsti per le politiche sociali e per tutelare il potere d'acquisto delle famiglie; le misure per il rilancio degli investimenti. Siamo riusciti a chiudere questo decreto nei tempi stabiliti, nonostante una costruzione non facile a causa delle solite prese di posizione dissonanti di alcuni Gruppi. (Applausi) . Questa è comunque la prova che senza temi divisivi a rallentare, senza lo spauracchio della sfiducia e con vero senso di responsabilità, si può intervenire con la necessaria sollecitudine ed ecco perché ribadisco la necessità di un Governo che guardi tutto nella stessa direzione. Al Paese serve oggi più che mai un Governo politico, sostenuto da un Parlamento in cui la maggioranza sia omogenea; un Governo con l'anima e le idee chiare per dare indirizzi precisi è fondamentale, perché è impietosa la fotografia. Mi concentro velocemente sul tema che ha rallentato l' iter di approvazione del provvedimento, il bonus 110, il superbonus che è stato l'oggetto maggiore del contendere. Grazie al contributo di Forza Italia e alla mediazione necessaria viene prevista la responsabilità dei cessionari per dolo e colpa grave e, quindi, stop alle truffe che avevano rallentato il superbonus . E ora si dovrebbero sbloccare i crediti fiscali che erano fermi, consentendo alle tante imprese rimaste senza liquidità di ripartire. Questo è importante e, come Forza Italia, lo rivendichiamo con orgoglio. (Applausi). Si è dato insomma un percorso di soluzione all'impostazione precedente. Grazie al nostro emendamento, il Governo nella sua... (Il microfono si disattiva automaticamente) . In conclusione Forza Italia aveva presentato emendamenti molto concreti e utili, che oggi abbiamo trasformato in ordini del giorno: l'estensione della rateizzazione delle bollette per le imprese con sede in Italia, il raddoppio dei crediti d'imposta piuttosto che la semplificazione sulle rinnovabili. Concludo davvero. Forza Italia, movimento che ha una profonda cultura di Governo, voterà a favore di questo provvedimento che riteniamo dovuto; un provvedimento le cui norme dovranno essere prorogate ed implementate. Noi ce la metteremo tutta affinché, grazie all'avvento del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, i sostegni debbano durare poco. Si ripartirà. Forza Italia. (Applausi) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto a nome del Gruppo Lega-Salvini Premier . Abbiamo visto che il parlamentare diligente in queste circostanze fa la lista: non la lista elettorale che ci ha tanto occupato nel mese scorso, ma fa un po' la lista della spesa e un po' la lista dei rimpianti. Ognuno ha fatto la sua ed io aggiungerò solo qualche considerazione di carattere politico. Mi trovo per una volta in una situazione scomoda, perché chi ha parlato prima di me sostanzialmente ha già fatto le considerazioni che volevo fare e che ripeto. La prima considerazione è la seguente: veniamo da una legislatura che sta vedendo una fine anticipata, durante la quale diverse volte, anche in occasione degli eventi che poi hanno portato al suo termine, è emerso nel dibattito politico il tema che non si poteva andare al voto perché non si poteva interrompere un'emozione o comunque non si potevano interrompere i lavori parlamentari. Il fatto che noi siamo qui, più o meno controvoglia, ma che comunque abbiamo lavorato, in modo più o meno efficiente, dimostra quello che prima sosteneva la collega Gallone: l'esercizio della democrazia si concretizza nel voto e nella campagna elettorale; quella campagna elettorale, che qualche competente voleva sospendere in nome dell'emergenza, in realtà non è assolutamente incompatibile con un ordinato funzionamento delle istituzioni. Ci tengo a sottolinearlo affinché ce lo ricordiamo ove mai - spero non prima di cinque anni - ci si trovi nella così incresciosa necessità di lavorare a Camere sciolte. Vorrei poi ricordare qui - in particolare ad alcuni nostri elettori che hanno contestato, legittimamente, alcune scelte che noi abbiamo fatto nel corso di questa legislatura - che la presenza al Governo è importante per risolvere i problemi come, per esempio, quel garbuglio creatosi intorno al tema del superbonus. Avere una presenza, competente come quella del sottosegretario Freni, che abbiamo l'onore di aver espresso in questa compagine governativa, in Parlamento è purtroppo fondamentale. Lo è sempre e lo è stato tanto più in questa legislatura, nel corso della quale abbiamo visto che l'iniziativa legislativa è sostanzialmente in mano al Governo. Quello del superbonus non era un tema facile da sciogliere e resta tutt'ora un tema su cui molti nodi vanno sciolti. Il punto è che il problema del superbonus non è il suo costo, come qualcuno sostiene. Sarebbe ipocrita pensare questo. Se ci piace l'ambiente, dobbiamo spendere per l'ambiente. Non lo sono neanche le truffe, che sono ovviamente un problema, ma potrebbero essere affrontate con gli opportuni controlli. Il problema è lo scontro fra due ideologie perdenti, che ci vedono entrambe contrari: da un lato, l'ideologia dei bonus, cioè dei pasti gratis; dall'altro, l'ideologia della moneta merce. Sono due ideologie che stanno entrambe fallendo. In cinque minuti - per vostra fortuna - non posso spiegarvi il perché, ma quello che posso affermare è che, quando le elezioni ci avranno restituito una compagine di Governo ideologicamente più compatta e coesa, porremo rimedio ai danni che queste ideologie hanno creato. Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier -Partito Sardo d'Azione a questo provvedimento. (Applausi) . PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, con il voto su questo decreto-legge aiuti- bis risolviamo un problema enorme, quello della responsabilità solidale sulla cessione dei crediti fiscali dei bonus edilizi, e quindi non solo del super bonus, ma anche di tutti gli altri bonus edilizi. Era una vera e propria bomba economica e sociale, che siamo riusciti a sbloccare. Oggi lo facciamo insieme, votando allo stesso modo, ma in realtà questo risultato si è ottenuto solo ed esclusivamente grazie al MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Lo voglio spiegare nei dettagli, visto che chi mi ha preceduto ha raccontato una storia mai avvenuta o magari avvenuta nei suoi sogni le scorse notti. Faccio un passo indietro. La scorsa settimana erano arrivati, rispetto agli emendamenti del MoVimento 5 Stelle, che volevano appunto sbloccare la responsabilità solidale, degli emendamenti del Governo che non solo non risolvevano il problema, ma forse lo aggravavano. In quella situazione di impasse ci è stato prospettato quasi un invito al ritiro degli emendamenti. Ebbene, tutte le forze politiche, tutte tranne il MoVimento 5 Stelle, avevano dato il proprio assenso al ritiro. Ma noi ci siamo messi di traverso e abbiamo detto che non avremmo ritirato alcunché; ma avremmo portato i nostri emendamenti in Aula e che, se avevano il coraggio di votare in maniera contraria, avrebbero dovuto farlo davanti ai cittadini italiani. (Applausi) . Vi dovete prendere la responsabilità di dire alle imprese, a circa 40.000 imprese, che dovranno fallire. Abbiamo chiesto loro di prendersi la responsabilità di votare in modo contrario e mandare a casa centinaia di migliaia di lavoratori. Magicamente, dopo la nostra presa di posizione, abbiamo deciso di prenderci una settimana di riflessione. Però, in questa settimana di riflessione, tutti i partiti, devo dire in special modo il Partito Democratico, ci hanno dato addosso e ci hanno additati come responsabili del blocco degli aiuti (Applausi) , dimostrando tra l'altro anche un'ignoranza costituzionale che è veramente sorprendente, perché i decreti legge - come tutti dovremmo sapere - entrano in vigore immediatamente, a partire dal giorno della loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale . Noi stiamo facendo la conversione in legge: dovreste saperlo, cari colleghi del Partito Democratico. Ebbene, il Partito Democratico, a partire dal suo segretario, ha preso questa posizione e ci ha additato come irresponsabili. Il risultato è questo: avevamo sfidato i partiti, li avevamo invitati a prendersi le loro responsabilità e magicamente la soluzione è venuta fuori: una soluzione che invocavamo da mesi e mesi, ma questo Governo è stato sordo nei confronti delle nostre richieste. Questo Governo, per bocca del presidente Draghi e del ministro Franco, è sempre stato contrario sia al superbonus sia, soprattutto, al meccanismo della circolazione fiscale dei crediti, alla moneta fiscale. È quello su cui sono fermamente contrari. Mi avvio a concludere, signor Presidente. Noi ovviamente dichiariamo il nostro voto favorevole al provvedimento, perché anche se non è un decreto aiuti dal nostro punto di vista, ma un decreto "aiutini", meglio pochissimo che niente. (Applausi) . Tuttavia, ci auguriamo che nei prossimi mesi, sarà possibile grazie al MoVimento 5 Stelle e a questo Gruppo parlamentare, dare un aiuto a questo Paese che è in forte difficoltà. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Sulla scomparsa di Salvatore Biamonte PRESIDENTE . (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea) . Su sollecitazione di alcuni colleghi, in particolare i senatori Lannutti, Castaldi e Calderoli, credo faccia piacere a tutta l'Assemblea se mi permetto di ricordare una figura che ha accompagnato le nostre giornate per tanti anni, anche quelli che prima di me sono stati senatori quando io ero alla Camera dei deputati, e che ci ha lasciato qualche giorno fa. Chi di voi non ha memoria della presenza alla buvette di Salvatore Biamonte? Chi di voi non lo ricorda sempre pronto ad aiutare ciascuno di noi nei momenti in cui andavamo a rifocillarci o comunque a chiacchierare qualche volta alla buvette ? Una figura che ha continuato ad essere presente in questo Palazzo, specificatamente alla buvette , anche quando ormai era in pensione, anche quando non percepiva più - che io sappia - uno stipendio, ma solo la pensione, perché per lui il Senato era la sua casa, la sua vita. Lascia una famiglia con due figli: il figlio, che lavora in Senato, cui porgiamo le nostre condoglianze, e la figlia, medico al Policlinico Umberto I di Roma, i quali proseguiranno idealmente la sua vicinanza alle Istituzioni, che è umile, ma che a volte ci è di insegnamento più di tante parole. Grazie Salvatore. (Applausi) . Discussione del documento: Doc Doc. LVII-bis, n. 6 Relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Relazione orale) Approvazione della proposta di risoluzione n. 1 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento LVII- bis , n. 6. Il relatore, senatore Pesco, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PESCO, relatore . Signor Presidente, non intendo annoiare i colleghi, visto che c'è una relazione ben scritta con l'aiuto degli Uffici. Voglio solo ricordare che il Governo intende predisporre un nuovo decreto-legge di circa 13 miliardi di euro sempre in aiuto alle famiglie e alle imprese. A tal fine utilizzerà i circa 6,2 miliardi che si sono resi disponibili dalle maggiori entrate fiscali soprattutto con riguardo all'IVA, all'Irpef e all'Ires, e altri circa 7 miliardi provenienti da una razionalizzazione delle spese, nonché dalle famose entrate derivanti dai maggiori oneri su chi commercia energia. Grazie a queste risorse si potrà approvare questo decreto-legge, senza modificare il livello di indebitamento. Questa è la cosa più importante: non verrà creato nuovo debito. Ringrazio l'Ufficio parlamentare di bilancio, che ci ha sostenuto nell'avvalorare le scelte del Governo grazie alla relazione che ci è pervenuta in questi giorni. Non aggiungo altro e ringrazio di nuovo tutti i colleghi per il lavoro fatto insieme. È stato veramente un onore per me lavorare con voi e spero sia andato tutto bene. (Applausi) . PRESIDENTE . Ricordo che, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge n. 243 del 2012, la deliberazione con la quale ciascuna Camera autorizza il ricorso all'indebitamento è adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, si passerà direttamente alle dichiarazioni di voto finali sulle proposte di risoluzione. Comunico che è stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei senatori Manca, Ferrero, Dell'Olio, Modena, Errani, Conzatti, Presutto, Steger e Calandrini, il cui testo è in distribuzione. Chiedo al rappresentante del Governo di esprimere il parere sulla proposta di risoluzione presentata. FRENI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere del Governo è favorevole. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, uno dei tanti titoli su un quotidiano: «Caro energia, cartiera Pirinoli avvia cassa integrazione: un anno fa pagavamo 400.000 euro a bolletta, ora 5 milioni, con un aumento più che decuplicato, ossia pari a oltre 12 volte». Decine di migliaia di imprese, a causa dei rincari elevati sulle bollette luce e gas, hanno già chiuso o saranno costrette a chiudere mentre il Governo Draghi, il peggior disastro per i diritti e gli interessi del popolo italiano a partire dal 1992, quando da direttore generale del Tesoro inaugurò sul Britannia le svendite di Stato spacciate per privatizzazioni, è ricorso ai derivati avariati, vere e proprie scommesse clandestine infarcite di contratti capestro non per assicurare l'emissione del debito pubblico, i cui soli interessi sono costati 40 miliardi di euro all'Erario, diversamente da altri strati che ci hanno guadagno, ma per garantire la sua dorata carriera, intossicando così il bilancio dello Stato, il cui modello d'azzardo morale generò poi il crack della Lehman Brothers nel 2008 e i fallimenti a catena di floride aziende sane portate al dissesto. Il 21 giugno in quest'Aula Draghi affermò che le sanzioni stavano funzionando, il tempo stava arrivando e che quelle misure sarebbero state sempre più efficaci. Invece non è così, come raccontato da Bloomberg e rilanciato dall'agenzia AGI il 2 settembre scorso con il titolo «Poche conseguenze per la Russia dallo stop», che smentisce platealmente l'efficacia delle sanzioni. Concludo il mio intervento, signor Presidente, perché non voglio utilizzare tutti i cinque minuti a mia disposizione, ma è stato calcolato che le famiglie pagheranno in media 2.975 euro su base annua per il micidiale impatto su decine di migliaia di imprese. In sostanza, secondo l'analisi pubblicata su Bloomberg, la Russia può permettersi di chiudere rubinetto del gas all'Europa per un anno senza conseguenze per il proprio bilancio pubblico. Del resto appare demenziale focalizzare l'ossessiva propaganda dei media dell'Italia, tra i primi posti per corruzione e tra gli ultimi per libertà di informazione (due facce della stessa medaglia), sull'impatto delle sanzioni sui russi, ignorando le drammatiche conseguenze sul popolo italiano, che dovrà affrontare un rigido inverno al gelo. Occorre andare alle radici del problema, oltre ai palliativi dei decreti-legge e allo scostamento di bilancio, con una robusta autocritica sull'aumento delle spese militari per 16 miliardi e l'invio delle armi. Quello che bisogna fare, alla radice del problema, è inviare meno armi e ricorrere di più alla diplomazia, perseguire un'unica strada, quella della pace, come dice anche Papa Francesco. Io ringrazio i colleghi, perché questo sarà davvero il mio ultimo intervento. Ci vuole uno scostamento di bilancio, perché fra cinque o sei mesi sarà troppo tardi. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, la relazione presentata al Parlamento parte dalla necessità di approntare con urgenza misure indispensabili per le famiglie e per le imprese, per sostenere la crescita del nostro Paese, per contrastare forme di disuguaglianza e di solitudine che si annidano dentro un'inflazione troppo alta, che diventa via via insostenibile per i salari e le pensioni, con la conseguente perdita del potere d'acquisto degli stessi, quindi in una pericolosa torsione rispetto al tendenziale di crescita del 2021 del 6,6 per cento. La relazione all'ordine del giorno, unitamente alla risoluzione presentata, che ovviamente il Partito Democratico sostiene e voterà, ha un obiettivo importante: mostra il volto della responsabilità, principio importantissimo al quale dobbiamo tendere. Siamo in presenza di un Governo dimissionario e di Camere sciolte, tuttavia siamo in presenza di un importante provvedimento che libera risorse senza produrre nuovo debito, perché parlare di scostamenti di bilancio in questa fase significa essere irresponsabili nella gestione della tenuta dei conti pubblici. Tutti infatti sanno che sul piano economico e sociale, con un'inflazione superiore al 10 per cento e con un percorso programmatico molto complesso, non è compatibile con la tenuta della credibilità dei nostri saldi di finanza pubblica chiedere misure aggiuntive rispetto alla necessità che abbiamo di stare nei parametri senza uno scostamento dall'obiettivo di medio termine. Questo significa che la responsabilità e l'affidabilità sono principi prepolitici. È fondamentale mantenere responsabilità e affidabilità nella gestione dei conti pubblici perché questo serve all'Italia per garantire un futuro, una speranza e una crescita economica. Serve all'Italia mantenere nella dimensione europea elementi di affidabilità, di serietà e di compatibilità, perché è in Europa che dobbiamo introdurre scelte decisive, a cominciare dal tetto sul gas. È evidente, infatti, che solo attraverso misure europee immediate e rapide potremo affrontare in maniera strutturale una problematica che rischia di aprire nel nostro Paese conflitti sociali gravi che vanno risolti. Questa è quindi una misura importante: 6,2 miliardi di euro sull'indebitamento netto, oltre 13 miliardi sui saldi di fabbisogno da finanziare consentiranno al Governo di presentare un decreto che risponderà immediatamente ai bisogni di tenuta sociale delle famiglie e ovviamente alle esigenze delle imprese. È dunque per noi naturale corrispondere a questa responsabilità: vuol dire che il Governo aveva collocato le politiche economiche sulla strada giusta perché, come il presidente Pesco ha ricordato, siamo in presenza di un maggior gettito, che ci consente di utilizzare risorse senza produrre nuovo debito sulle giovani generazioni. È troppo facile immaginare di governare un Paese promuovendo debito sulle giovani generazioni. Ciò significa che le scelte di politica economica che abbiamo fatto richiedevano responsabilità, richiedevano un Parlamento che rinnovasse la fiducia al Governo per continuare a operare nella direzione dell'affidabilità, del rilancio degli investimenti e della tenuta dei conti pubblici. È quindi un primo intervento urgente e importante con il quale oggi il Parlamento, anche grazie alla condivisione unanime di tutte le forze politiche, consente al Governo di operare sulla decretazione d'urgenza al servizio delle imprese, delle famiglie, degli enti territoriali, della crescita e della coesione sociale del nostro Paese. Il nostro sarà dunque un voto favorevole per sostenere questo passaggio difficile e per dare una prima risposta al nostro Paese. (Applausi) . MODENA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, Forza Italia ritiene che sia giusto l'utilizzo delle maggiori risorse individuate per gli obiettivi programmatici. Lo riteniamo opportuno e necessario a fronte dell'emergenza, a tutti nota, riguardante l'aumento dei prezzi, in modo particolare per l'energia e per il gas. È bene chiarire che non siamo di fronte a una sorta di manovra di scostamento, tanto per intendersi; si tratta invece di un'operazione diversa, che tiene conto di un miglioramento del quadro generale della finanza pubblica nei primi otto mesi dell'anno, miglioramento che ha generato maggior gettito fiscale e conseguentemente un minore indebitamento. Grazie a questo si possono individuare le risorse per intervenire con riferimento alle emergenze specifiche dell'energia e dei prezzi del gas. È il motivo per il quale siamo favorevoli a questo provvedimento, che non va a toccare i quadri complessivi che sono stati definiti e che attengono alle previsioni individuate per la finanza pubblica. Soprattutto, come dicevo, si tratta di un provvedimento che si basa su un miglioramento netto - voglio sottolinearlo ancora una volta - dell'indebitamento della nostra finanza pubblica. Quindi, per capirsi, non è creazione di nuovo debito; è un'operazione che siamo in condizioni di fare proprio perché abbiamo a disposizione un quadro positivo di finanza pubblica da cui si possono attingere le risorse per famiglie e imprese. Le cifre le conosciamo: parliamo di uno 0,3 per cento rispetto alle previsioni. È ovviamente un provvedimento necessario per il quadro generale, giustificato quindi dall'eccezionalità, che noi voteremo con convinzione. Con l'occasione, colleghi, anche io vorrei ringraziare gli Uffici e tutti voi, per questo pezzo di strada che abbiamo fatto insieme e soprattutto per aver condiviso con voi l'onore di aver servito il Paese in questa legislatura. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, noi voteremo a favore di questa scelta, una scelta più che indispensabile. Per la verità vorrei fare solo due considerazioni politiche brevissime: lo facciamo senza indebitamento (questo è un fatto positivo), ma ci dobbiamo anche rendere conto (magari qualche mese fa non era così chiaro) che siamo all'interno di una crisi sociale pesantissima. Abbiamo l'inflazione da una parte e i costi energetici dall'altra: migliaia di imprese rischiano di chiudere, mentre milioni di famiglie sono in una situazione di difficoltà tale da non essere in grado di pagare la bolletta e contemporaneamente l'affitto o la spesa. C'è un ritardo oggettivo nella presa di coscienza di questa situazione e noi sappiamo che anche questi 13 miliardi non saranno assolutamente sufficienti per dare una risposta strategica. Ho sentito prima alcuni colleghi, durante le dichiarazioni di voto sul decreto-legge aiuti- bis , proclamare e annunciare che il nuovo Governo politico farà e risolverà. Voglio solo fare due sottolineature. La prima è che bisogna porre la massima attenzione su questi 13 miliardi, al fine di evitare - come è successo per altri provvedimenti sul Covid - che le risorse vengano distribuite in modo indistinto, tanto che - come ci ha detto l'Ufficio parlamentare di bilancio - il 60 per cento delle risorse stanziate in quei provvedimenti sono andate a chi non ne aveva bisogno. L'impegno del Governo non può essere burocratico: bisogna scegliere, partendo prima di tutto da quelle imprese e da quelle famiglie che davvero non riescono a fare business o ad arrivare alla fine del mese. Poi bisognerà a un certo punto decidere. Benissimo il tetto europeo al gas, benissimo questo impegno del Governo e del presidente Draghi, ma, se continueremo a non arrivare a questo risultato, bisognerà decidere di fare qualcosa, perché non potremo rincorrere con la spesa pubblica la situazione delle bollette. Sto parlando degli extraprofitti e dell'adozione di provvedimenti fondamentali, come per esempio arrivare per un periodo a un prezzo amministrato, almeno sul gas e sulla luce, perché diversamente questo inseguimento non arriverà al risultato. Fatemi aggiungere un altro punto. Sembra quasi che ci siamo dimenticati dell'emergenza Covid. Guardate che, se il prossimo Governo non finanziera rapidamente il fondo sanitario, almeno otto Regioni andranno in default . (Applausi) . Non so come debbo spiegarlo: in default ! Signor Presidente, tutte le parole pronunciate sugli eroi medici e infermieri del Servizio sanitario nazionale sono state dimenticate. Guardate che questo sarà un grande problema, che va affrontato. Ribadisco il nostro voto favorevole. (Applausi) . SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato qualche intervento prima di me, in cui ad esempio il collega del PD diceva testualmente che bisogna stare nei limiti e nei parametri, che bisogna essere responsabili e affidabili e che bisogna aspettare l'Europa: parlare di scostamenti di bilancio e di soldi da dare agli italiani e alle imprese, per pagare le bollette della luce e del gas, sarebbe addirittura da irresponsabili. Senatore, ma lei una bolletta della luce, in questo periodo, l'ha vista? (Applausi) . Lei ha visto una bolletta del gas del bar sotto casa sua, della casa di riposo, del ristorante, dell'albergo, della vetreria, della cartoleria o della falegnameria? Ci sono due modi di intendere la politica. C'è quello di essere nei parametri e nei limiti, con un bel nodo della cravatta, e di andare a Bruxelles dicendo di aver fatto i compiti a casa e aver fatto perdere il lavoro a 2 milioni di lavoratrici e di lavoratori, ma di essere stati educati e responsabili. Per me fare politica è salvare il lavoro delle italiane e degli italiani. (Applausi) . Ohibò! La Lega chiede da mesi 30 miliardi di euro. Leggo la CGIA di Mestre, che non è l'ufficio studi della Lega, secondo cui i maggiori costi per l'energia, quest'anno, per famiglie e imprese, saranno di 82 miliardi di euro. Mentre sui banchi del PD sghignazzano, in tante fabbriche italiane gli operai non hanno niente da ridere: ve lo assicuro! In questo momento hanno ben altro tipo di problemi (Applausi) . Cito testualmente: «Appare evidente che se vogliamo mettere in sicurezza il Paese entro la fine dell'anno bisognerà intervenire con almeno 30 miliardi di euro» di scostamento. Cito anche la Confcommercio: «abbiamo già sospeso il 40 per cento delle attività» denunciano le aziende che riciclano materie plastiche. Qua siamo alla follia per cui, per l'ideologia green , che poco ha a che fare con la tutela dell'ambiente, abbiamo messo in ginocchio un sistema produttivo e abbiamo comportato l'aumento delle bollette della luce e del gas e le aziende più green del mondo, per colpa di queste scelte europee folli, stanno smettendo di essere green . Quindi, o si interviene adesso per bloccare gli aumenti della luce e del gas, oppure di green rimarranno le tasche degli italiani. Passiamo a Boccia, l'ex presidente Confindustria, attuale presidente dell'università Luiss (quindi pericoloso sovversivo, leghista e putiniano), che dice che per salvare il Paese non occorrono 30 miliardi di euro, ma ne occorrono 60, altrimenti l'economia italiana sarà in ginocchio. Coldiretti denuncia che rischiano di fermarsi 70.000 imprese agricole. Potrei andare avanti: vedo un'Assemblea del Senato un po' vacanziera, un po' ridanciana e un po' assente. (Vivaci commenti). PRESIDENTE. Senatore Salvini, la prego di attenersi al tema. Mi pare che l'Assemblea stia svolgendo a pieno il suo compito. (Commenti). SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Posso? Non ho fretta. PRESIDENTE. Vorrei che ciascuno rientrasse nel proprio ruolo. Prego, senatore Salvini. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Non so se vivete il Paese reale, che sta rischiando di chiudere... (Proteste). PRESIDENTE. Senatore, la prego, si rivolga alla Presidenza, come prescrive il Regolamento, non ai colleghi. Colleghi, va bene così, non siamo allo stadio. Prego, senatore. La prego di non stimolare commenti, per usare un eufemismo. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Posso concludere, per cortesia dei senatori rumoreggianti a sinistra? Se riesco a finire, vorrei semplicemente portare la voce degli agricoltori, dei baristi, degli imprenditori, dei falegnami, dei pensionati. (Commenti) . Non lamentatevi se poi non vi votano la settimana prossima! (Applausi). Non lamentatevi se votano per il centrodestra. E si chiedono perché votano il centrodestra! (Commenti). Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 17,50) ( Segue SALVINI). Amici del PD e dei 5 Stelle, il problema non è Salvini. Il problema è rappresentato da un milione di lavoratrici e lavoratori che, se perdete altre settimane, non avranno più lo stipendio da portare a casa a fine mese. (Applausi) . Questo è il problema in questo momento. E mi sembra che una parte della politica viva su Marte, perché magari la bolletta a qualcuno va a pagarla la domestica, quindi la spesa va a farla qualcun altro. Siamo contenti, lo dico al Governo: meglio 13 miliardi che zero, però se pensiamo che questi miliardi mettano in sicurezza il sistema industriale italiano abbiamo sbagliato a capire, se la Francia blocca gli aumenti delle bollette e così la Germania, se la Spagna e la Gran Bretagna bloccano gli aumenti delle bollette mettendo soldi a debito e noi no. A me interessa come Lega portare in quest'Aula la voce delle lavoratrici e dei lavoratori e vi dico: "Vergognatevi!". (Applausi) . GALLICCHIO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, colleghi - quelli che vengono di solito, mi voglio rivolgere solo a quelli che lavorano effettivamente (Applausi) , non a quelli che si presentano a telecamere accese e poi vanno via -, oggi siamo chiamati ad approvare il finanziamento di una nuova tranche di aiuti a favore di famiglie e imprese che soffrono a causa dell'inflazione dovuta all'aumento dei costi dell'energia, lo sappiamo, e dei prezzi delle materie prime. È il terzo decreto-legge aiuti, usando questa volta il maggiore spazio fiscale che il Governo si ritrova grazie all'andamento delle entrate. Non si dice no a un aiuto né si può dire no da parte nostra a quello che però è un finto scostamento. Sì, purtroppo, è un finto scostamento, non è uno scostamento, e ancora una volta si raschia il fondo del barile, del maggiore spazio fiscale a disposizione per mettere in campo non aiuti, ma, come ha detto anche il mio collega Pellegrini, solo degli aiutini. Così li dobbiamo definire se rapportati all'enormità dei problemi che dobbiamo risolvere in questa fase economica negativa. Noi del MoVimento 5 Stelle, che certo non avevamo la palla di vetro, ma semplicemente verificavamo le difficoltà quotidiane del tessuto socio-economico e leggevamo tutte le più accreditate previsioni, da dicembre 2021 chiedevamo uno scostamento di bilancio: uno scostamento vero, e non finto come questo. Lo chiediamo da più di otto mesi. Sarebbe stato e sarebbe ancora oggi utile, anche se con ritardo; sarebbe uno strumento più efficace per trovare subito risorse massicce da destinare a famiglie e imprese, per sostenere investimenti ad alto moltiplicatore. Nel corso dei mesi, poi, diverse forze politiche si sono accodate a questa richiesta, anche l'unico partito di presunta opposizione, sempre ben allineato al premier Draghi nel sostenere un secco no allo scostamento di bilancio, che in queste ultime ore si rende conto che, invece, qualcosa di più andrebbe fatto. Bene, anzi male, perché avremmo voluto che questa consapevolezza da parte delle altre forze politiche fosse maturata molto prima. Purtroppo, è andato in scena lo stesso canovaccio seguito per il superbonus, le cui modifiche invocavamo, anche queste, da mesi, ma oggi, solo grazie alla nostra tenacia, all'interno del decreto aiuti bis abbiamo ottenuto un risultato importante. Soltanto la ferrea posizione del Movimento a tutela di decine di migliaia di imprese edilizie alla fine ci ha permesso di fare un grande passo in direzione dello sblocco della circolazione dei crediti fiscali collegati al superbonus e agli altri bonus edilizi. È emersa una pura e semplice verità: in Commissione solo noi del MoVimento ci siamo opposti strenuamente, a testa alta, alla richiesta del Ministero dell'economia di ritirare tutti gli emendamenti al decreto aiuti- bis , quando tutte le altre forze politiche si erano già tranquillamente accodate senza discutere. È solo grazie al nostro rifiuto che oggi abbiamo la riformulazione del nostro emendamento che finalmente scardina l'eccesso di responsabilità solidale che aveva bloccato la cessione dei crediti fiscali. Tutti sanno chi ha combattuto per questo risultato: il MoVimento 5 Stelle, mentre qui dentro è pieno di forze politiche che cercano disperatamente di rivendicare il merito di questo risultato facendo solo falsità elettorali. Ma questa non è semplicemente la nostra vittoria, è una vittoria di migliaia di lavoratori e famiglie portate sull'orlo del baratro da questo Ministero dell'economia e lo dico con orgoglio. Sull'uso del maggiore spazio fiscale, concludo dicendo che dobbiamo metterci in testa che non investire oggi comporta costi destinati a moltiplicarsi in futuro. Per questo ora non dobbiamo temere un extra- deficit contabile, semmai dobbiamo temere i deficit ambientali, di sicurezza e indipendenza energetica, i deficit delle nostre infrastrutture sanitarie, quelli della protezione sociale e del lavoro. Questi sono i deficit e i debiti di cui dobbiamo aver paura. (Applausi) . In conclusione, non ci opponiamo certo all'uso di maggiore spazio fiscale per andare a finanziare un altro decreto aiuti, ma si tratta dell'ennesima misura tampone non coraggiosa, non risolutiva di questo Governo a cui manca la visione di insieme, un Governo che troppo tempo è rimasto inerte di fronte alle urgenze del Paese. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di passare alla votazione della proposta di risoluzione, senatori, poiché questa è l'ultima seduta della mia Presidenza, vorrei ringraziare voi tutti, perché pur in una legislatura indubitabilmente difficile, ho sempre sentito il sostegno di voi tutti e di questo vi ringrazio di cuore. (Applausi) . Procediamo dunque alla votazione della proposta di risoluzione sulla relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Ricordo che per tale deliberazione è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dai senatori Manca, Ferrero, Dell'Olio, Modena, Errani, Conzatti, Presutto, Steger e Calandrini. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusio). Intervenga, senatrice, la sua voce saprà sicuramente superare il chiasso in quest'Aula. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei innanzitutto unirmi a tutti per i ringraziamenti, ma nello stesso tempo sottolineare perlomeno due punti di criticità che potrebbero essere messi facilmente all'ordine del giorno all'inizio della nuova legislatura. Uno di questi è l'enorme numero delle interrogazioni rimaste senza risposta in questa legislatura. Il problema non è tanto quello del parlamentare che fa un'interrogazione al Governo e non riceve risposta; il problema è invece quel rapporto che il parlamentare ha con la comunità, con il territorio e con i loro problemi specifici, ai quali oggi a fine legislatura non siamo in grado di dare risposta. La gente ci chiede che cosa ne è di una determinata interrogazione, un atto che aveva rappresentato per loro una sorta di speranza, ma che invece è rimasto del tutto sprovvisto di risposta. Questa forse è una cosa piccola: basterebbe anche modificare il Regolamento, perché non basta un'ora alla settimana, sia pure con il corredo della televisione, con l'importanza mediatica che può avere. È piuttosto necessario avere una rivalutazione della relazione dei parlamentari con i loro territori per saper essere punti di mediazione e di integrazione tra il parlamentare e il Governo. Questa è una cosa piccola, che credo non richieda grandi complessità. Il secondo punto che vorrei affrontare e che allo stesso modo non mi sembra difficile è la capacità di valutare la percentuale dei disegni di legge presentati dai parlamentari in rapporto ai decreti-legge. Ci dev'essere un punto di equilibrio. Bisogna riuscire a trovare anche a tale proposito una presenza e una valorizzazione del Parlamento a fronte anche di indicatori molto semplici, stabilendo una percentuale e una proporzione. Se non rilanciamo il nuovo Parlamento e la nuova legislatura all'insegna di una valorizzazione, anche nelle cose piccole, della relazione dei parlamentari con i loro rispettivi territori, allora mi sembra che qualunque tipo di riforma sarà destinata a non avere tutto quell'impatto positivo che potrebbe avere per ristabilire la fiducia tra i cittadini e il Parlamento, e questo non può che tradursi in un ennesimo incremento dell'assenteismo. La ringrazio, signor Presidente, e ringrazio tutti i colleghi. È evidente che la confusione è quella dell'ultimo giorno di scuola. QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, noi lasceremo ora il Parlamento, ma purtroppo i rischi naturali non ci abbandoneranno. Gli scienziati hanno l'obbligo morale di avvertire l'umanità di ogni minaccia catastrofica e di dire le cose come stanno. Sulla base di ciò e della ricerca condotta, dichiariamo in modo chiaro e inequivocabile che il pianeta Terra sta affrontando un'emergenza climatica: l'hanno detto 11.000 scienziati di 153 Nazioni nel novembre 2019. In Italia fa eco in questi giorni la petizione "Un voto per il clima" delle società italiane per le scienze del clima, ad oggi firmata da 221.000 persone, affinché la crisi climatica sia un problema politico prioritario. L'emergenza sta colpendo duramente l'intero Globo, e sicuramente l'Italia, sia per la sua collocazione nell'area mediterranea in via di tropicalizzazione, sia per la sua fragilità geologica, sia per la vulnerabilità estrema del costruito. In quest'ultima estate, prima la siccità e gli incendi hanno devastato campi e foreste, poi è arrivato il turno delle alluvioni e delle tempeste; il lago di Como, il Trentino, Monteforte Irpino, Stromboli e Scilla, il 12 agosto, la Liguria, la Toscana l'Emilia-Romagna e il Veneto, il 18 agosto, con venti impetuosi. Si sono registrate due vittime in Toscana e tornadi a Spinea, Chioggia e Bondeno. Sono state poi colpite Caserta, Capri, Vieste e Bitti. Sì, ancora incubo alluvione a Bitti. Quest'anno si è creata la combinazione di caldo e di asciutto più estrema mai vista prima d'ora dall'inizio dell'Ottocento. Il Mediterraneo è più caldo di 5-6 gradi e la tanta energia disponibile potrebbe innescare nubifragi e alluvioni autunnali, prossime alluvioni, trombe d'aria, supercelle e mesocicloni, provocando morti, feriti e danni. L'ultimo rapporto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ci ricorda che il 94 per cento dei Comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o erosioni costiere. Sì, il 94 per cento, la quasi totalità. Se non vogliamo che i sempre più frequenti ed intensi eventi meteo si trasformino in catastrofi, la strada della prevenzione è obbligata, ancor più in tempi di cambiamento climatico che impone sia un deciso contrasto a livello globale sia un adattamento locale. In conclusione, il fulcro della prevenzione del rischio idrogeologico è la conoscenza e il caposaldo della conoscenza... (Il microfono si disattiva automaticamente) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Il Senato è convocato a domicilio. La seduta è tolta (ore 18,06) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2685 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché i relativi emendamenti, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo con la seguente condizione: - all'articolo 18, comma 1, capoverso "9- bis ", in coerenza con il vigente quadro ordinamentale, occorre sostituire il riferimento all'intesa con la Conferenza delle regioni e delle province autonome con quello all'intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. Esaminati, altresì, gli emendamenti ad esso riferiti, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: - sulla proposta 12.0.4 parere non ostativo a condizione che sia introdotto un coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni; - sui restanti emendamenti il parere è non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi informativi forniti dal Governo, preso atto che: - in relazione all'articolo 4, si conferma l'onere stimato in relazione tecnica, dato anche dalle stime dell'andamento dei prezzi dell'energia elettrica per i prossimi mesi; - in relazione all'articolo 5, sul comma 1 si sottolinea che in generale per i periodi interessati dalla riduzione dell'aliquota IVA il dato relativo alle spese 2019 è risultato superiore rispetto a quello del 2020 e pertanto in un'ottica prudenziale, trattandosi della valutazione di un onere in termini di gettito, si è preferito utilizzare tale dato. Per quanto riguarda 1a seconda osservazione, relativa alla perdita indotta dalla riduzione dell'aliquota IVA al 5 per cento, sui consumi di gas naturale per usi industriali, avendo riscontrato che tali consumi risultano meno influenzati dall'andamento stagionale rispetto ai consumi delle famiglie, sempre in un'ottica di prudenzialità, si è scelto di mantenere costanti gli effetti rispetto ai periodi precedenti. In relazione al comma 2, si rappresenta che, al momento della redazione della Relazione tecnica (RT), la Relazione annuale sulla situazione energetica nazionale nel 2021 del Ministero della transizione ecologica (MITE) non era stata ancora pubblicata. Inoltre si evidenzia che il prezzo unitario del gas naturale considerato è quello relativo al secondo semestre 2022, l'ultimo a disposizione al momento della redazione della predetta RT; - in relazione all'articolo 6, in merito al comma 1, si rappresenta innanzitutto che i consumi di energia elettrica di cui si tratta sono quelli relativi alle industrie energivore, le quali utilizzano l'energia elettrica quasi interamente nelle loro produzioni; pertanto, i consumi di tali aziende non sono soggetti a particolari fluttuazioni legate alla stagionalità. Tali considerazioni sono state condivise dall'ARERA e le informazioni utilizzate per determinare la stima sono state fornite dalla stessa ARERA. In particolare, nell'evidenziate che la componente energetica del prezzo dell'energia elettrica dipende direttamente dal Prezzo unico nazionale (PUN) e che si può considerare, nella sostanza, uguale ad esso, si rappresenta che il PUN utilizzato nella relazione tecnica è stato stimato dall'ARERA, sulla base degli elementi in suo possesso, in occasione della redazione, nel mese di maggio 2022, della RT di cui trattasi. Si evidenzia che I'ARERA, in base alle sue attribuzioni di legge, consistenti nella tutela degli interessi dei consumatori e nella promozione della concorrenza, dell'efficienza e della diffusione di servizi con adeguati livelli di qualità, attraverso l'attività di regolazione e di controllo, ha contezza dell'andamento del mercato dell'energia elettrica ed è in grado di effettuare delle previsioni in merito, alla luce degli scenari al momento prevedibili. Infine, si rappresenta che, al momento, non si ritiene opportuna una modifica delle stime contenute nella relazione tecnica, tenuto conto che le stime sono state effettuate ipotizzando che tutte le imprese abbiano maturato i requisiti per poter richiedere il contributo e che dal monitoraggio relativo alle analoghe disposizioni contenute nei decreti-legge nn. 4, 17 e 21 del 2022 non si riscontrano sforamenti rispetto alle previsioni. In merito al comma 2 del medesimo articolo 6, si rappresenta innanzitutto che i consumi di gas naturale di cui trattasi sono quelli relativi alle industrie gasivore, le quali utilizzano il gas quasi interamente nelle loro produzioni; pertanto, i consumi di tali aziende non sono soggetti a particolari fluttuazioni legate alla stagionalità. Inoltre, si pone in evidenza che, nonostante nell'ultima relazione annuale Stato dei servizi, relativa all'anno 2020, pubblicata dall'ARERA, si evinca un calo di consumi di gas naturale in Italia tra il 2019 e il 2020 pari al 3,4 per cento, si è ritenuto di considerare il dato relativo 2020, attesa la crisi energetica in corso, legata all'incremento del prezzo del gas naturale. Tali considerazioni sono state condivise dall'ARERA. Inoltre, si rappresenta che il prezzo utilizzato nella relazione tecnica è stato stimato dall'ARERA, sulla base degli elementi in suo possesso, in occasione della redazione, nel momento in cui è stata predisposta la RT di cui trattasi. Infine, si rappresenta che, al momento, non si ritiene opportuna una modifica delle stime contenute nella relazione tecnica, tenuto conto che le stime sono state effettuate ipotizzando che tutte le imprese abbiano maturato i requisiti per poter richiedere il contributo e che dal monitoraggio relativo alle analoghe disposizioni contenute nei decreti-legge nn. 4, 17 e 50 del 2022 non si riscontrano sforamenti rispetto alle previsioni. In merito ai commi 3 e 4, si rappresenta, mutatis mutandis , quanto già espresso a commento delle osservazioni formulate, rispettivamente, in relazioni ai commi 1 e 2; - in relazione all'articolo 8, si conferma che i dati utilizzati sui consumi dei carburanti sono quelli relativi allo stesso periodo dell'anno 2021, in quanto si è rilevato che i consumi dei carburati interessati alla diminuzione dell'aliquota di accisa e dell'IVA sono stati molto simili nel corso degli ultimi anni, ad eccezione del 2020. Inoltre, dai dati provvisori mensili 2022 del MITE, a fronte di un incremento di consumi nei primi 5 mesi del 2022, si è registrato nel mese di giugno 2022 un decremento dei consumi di gasolio e GPL e nel mese di luglio 2022 un decremento dei consumi di benzina, gasolio e GPL. Pertanto, se si confermasse anche ad agosto e settembre il dato di luglio, avremmo degli effetti di gettito più favorevoli per l'erario rispetto a quanto stimato nella relazione tecnica. Per quanto riguarda il gas naturale si possono utilizzare esclusivamente i dati del 2021, a causa dello specifico meccanismo di trasmissione dei dati basato sulle dichiarazioni di consumo annuali da presentare entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui viene effettuata 1a fatturazione dei consumi. In proposito, si rappresenta che la RT considera i prezzi medi praticati dai distributori di gas naturale relativi al mese di giugno 2022, disponibili nel momento in cui è stata redatta tale RT. Inoltre si rappresenta che nel modello previsionale utilizzato per l'elaborazione delle stime, sono inseriti i valori di consumo pubblicati dal MITE e che le aliquote medie applicate a titolo di imposte dirette ed IRAP sono pari rispettivamente al 17,50 per cento e al 4 per cento, in relazione all'articolo 12, relativamente alla segnalazione formulata circa il dato contenuto nel Rapporto annuale sulle spese fiscali per l'anno 2021 che censisce l'agevolazione a regime associandovi un minor gettito IRPEF di 124,6 milioni di euro per ciascun anno del triennio (2022-2024), si evidenzia che tale ammontare si riferisce all'onere fiscale dell'intera agevolazione dell'esclusione dal reddito del valore dei beni ceduti e i servizi prestati al lavoratore dipendente fino ad un importo di 258,23 euro, limite alla base della stima per detto triennio. Tale stima e quella relativa al raddoppio del limite agevolato per gli anni 2020 e 2021 fa riferimento ad un incremento differenziale rispetto a 258,23 euro. Si evidenzia che, in base ai dati dichiarativi, risulta una forte concentrazione di soggetti nella fascia fino a 258,23 euro, pari al 65 per cento dell'intera platea dei lavoratori che fruisce dei benefit in esame. La stima ha utilizzato il dato contenuto nelle certificazioni uniche dell'anno di imposta 2020, primo anno di raddoppio del limite suindicato. Gli archivi di detta annualità risultano, ai fini della stima, allineati alle pubblicazioni delle dichiarazioni dei redditi di tale anno di imposta, e pertanto oggetto di controlli e verifiche statistiche al momento non disponibili per l'anno di imposta 2021; - in relazione all'articolo 17, per i commi 4 e 6, si conferma che le risorse finalizzate al completamento degli interventi di ricostruzione sono disponibili e libere da qualsiasi impegno giuridicamente vincolante e che nessun pregiudizio sia recato alle altre finalizzazioni previste a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse. Per il comma 7, si conferma che la rimodulazione ivi prevista non determina effetti sui saldi di finanza pubblica differenti rispetti a quelli già scontati a legislazione vigente e che le risorse disponibili a legislazione vigente siano sufficienti a completare gli interventi previsti pur dovendo fare fronte ai citati aumenti dei prezzi; - in relazione all'articolo 21, si prende atto della valutazione di correttezza e plausibilità delle quantificazioni; - in relazione all'articolo 24, si segnala che la dotazione del fondo utilizzato a copertura presenta sufficienti disponibilità, tenuto conto dei rifinanziamenti operati con il decreto-legge n. 73 del 2021 (articolo 77, comma 6) e con la legge di bilancio 2022 (sezione II); - in relazione all'articolo 28, rispetto al plafond iniziale di 251 milioni di euro stanziati dall'articolo 1, comma 1039, lettera c) , della legge 27 dicembre 2017, n. 205, a cui si sono aggiunti i 68 milioni previsti per l'anno 2022 dalla legge di bilancio (articolo 1, comma 480, della legge 30 dicembre 2021, n. 234) risultano ancora disponibili circa 21 milioni di euro considerando anche le risorse relative all'impegno assunto per la tornitura dei decoder ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 482, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, che gravano sui medesimi fondi. Laddove gli oneri per tale nuova misura non fossero quantificati tutte le misure in essere saranno soddisfatte fino ad esaurimento fondi. Vengono quindi forniti dati sulla disponibilità dei fondi aggiornata al 10 agosto scorso; - in relazione all'articolo 29, si segnala che la norma è pensata per adempiere ad un obbligo preso con la Commissiono europea. Tali impegni statali sono contenuti nell'annesso rubricato "The Common Understanding" alla decisione della Commissione europea in data 10 settembre 2021 e specificamente considerati nel parere dell'Avvocatura dello Stato C.S. 41365/21 del 7 dicembre 2021. Inoltre, si conferma quanto riportato in Relazione tecnica in ordine alla circostanza che gli effetti della restituzione dei prestiti non risultano scontati nei saldi di finanza pubblica; - in relazione all'articolo 30, essendo ancora in corso le procedure di selezione degli esperti, si conferma che le risorse residue sono da considerarsi sufficienti per i futuri impegni dell'Amministrazione; - in relazione all'articolo 34, si conferma la disponibilità delle risorse poste a copertura degli oneri recati dalla disposizione. Si conferma inoltre che, in relazione alla realizzazione dell'impianto olimpico per il pattinaggio di velocità "Ice rink Oval", non è previsto alcun compenso, emolumento o rimborso spese aggiuntivo in favore del Commissario straordinario. Infatti, l'articolo 16, comma 3- bis , del decreto-legge n. 121 del 2021, novellato dall'articolo 34, comma 4, del decreto-legge in oggetto, già prevede, all'ultimo periodo, che "Per lo svolgimento delle attività di cui al presente comma, al commissario straordinario non spetta alcun compenso, gettone di presenza, indennità comunque denominata o rimborso di spese."; - in relazione all'articolo 36, si confermano gli effetti riportati in termini di fabbisogno e indebitamento nel prospetto riepilogativo degli effetti finanziari, tenuto conto delle informazioni disponibili sulla natura e sugli interventi previsti nell'ambito del fondo medesimo. In particolare, si osserva che il Fondo Unico Nazionale del turismo (FUNT) rappresenta l'unico fondo mediante il quale il Ministero del Turismo persegue i propri obiettivi, specificati all'articolo 1, commi 366, 367 e 368, della legge di bilancio 2022-2024. Ciò premesso, con riferimento al comma 1 dell'articolo 36, il quale incrementa di 10 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, la dotazione del FUNT di conto capitale, si rappresenta che tale Fondo è stato istituito dall'articolo 1, comma 368, della legge n. 234 del 2021, per la realizzazione di investimenti finalizzati ad incrementare l'attrattività turistica del Paese, anche in relazione all'organizzazione di manifestazioni ed eventi, compresi quelli sportivi, connotati da spiccato rilievo turistico, garantendo positive ricadute sociali, economiche ed occupazionali sui territori e per le categorie interessate. Per l'anno 2022 è stata prevista una dotazione del Fondo di parte capitale di soli 50 milioni di euro, assolutamente insufficiente per perseguire le descritte finalità del Fondo. Tali risorse sono state in parte già destinate a soddisfare specifiche esigenze ed in parte sono in corso di riparto e assegnazione, con la collaborazione delle Regioni. I molteplici e diversificati obiettivi da raggiungere rendono ovviamente insufficienti anche le risorse stanziate per le annualità successive (100 milioni di euro per l'anno 2023, 50 milioni di euro per l'anno 2024, 100 milioni di euro per l'anno 2025). Quindi, l'incremento di 10 milioni per ciascuna di tali annualità risulta in linea con i fabbisogni di spesa, anche se le risorse complessive necessiteranno di ulteriori incrementi al fine di garantire la congruità delle risorse stanziate in relazione ai descritti obiettivi del Fondo. Pertanto, per le ragioni sopra evidenziate, si assicura l'effettiva spendibilità di ciascun incremento entro il rispettivo anno; - in relazione all'articolo 38, si evidenzia che la stabilità del riconoscimento della qualifica di docente esperto e il correlato onere si evince dalla lettura coordinata dei commi 4- bis e 4- ter dell'articolo 16- ter del decreto legislativo n. 59 del 2017, laddove è previsto che a decorrere dall'anno scolastico 2036/2037 le procedure di accesso alla qualifica di docente esperto sono soggette al regime autorizzatorio di cui all'articolo 39, comma 3- bis , della legge n. 449 del 1997 al fine di attribuire la suddetta qualifica ad un contingente massimo di 32.000 unità. L'applicazione del regime autorizzatorio è volta a garantire che il riconoscimento della predetta qualifica sia ricompresa nell'ambito del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 16- ter del decreto legislativo n. 59 del 2017. Inoltre, la disposizione in commento è strettamente funzionale al conseguimento della M4C1-3 (Riforma del reclutamento dei docenti) la quale prevede, tra le condizionalità, una progressione di carriera chiaramente collegata alla valutazione delle prestazioni e allo sviluppo professionale continuo. Sul punto, si rappresenta che, ai fini del soddisfacente conseguimento della Milestone sopracitata, il beneficio economico in parola ha carattere strutturale. Con riferimento alla circostanza che l'attribuzione della qualifica di docente esperto presenti il carattere della irreversibilità, si conferma, pertanto, che la misura presenta tale caratteristica. Ciò in linea con gli obiettivi del PNRR il quale prevede l'inserimento di misure che incidano strutturalmente sulla carriera del docente sia a livello giuridico che economico. In ordine poi alla rimodulabilità dell'incentivo, si rappresenta che la sostenibilità finanziaria dell'intervento in esame potrà essere garantita dalla rimodulabilità della platea di docenti beneficiari dell'incentivo una tantum che verrà individuata sulla base della disponibilità delle risorse accertate annualmente con il decreto di cui all'articolo 1, comma 335, della legge n. 234 del 2021. Per quanto attiene la riduzione del personale docente beneficiario dell'incentivo una tantum , occorre tener conto che la nuova formulazione del decreto legislativo n. 59 del 2017 consentirà a regime di assicurare un assegno stabile nel tempo ad un contingente massimo di 32.000 unità di personale docente. Inoltre, si osserva che il sistema delineato con i meccanismi previsti dal combinato disposto dei commi 4, 4- bis , 4- ter , 5 e 9 del decreto legislativo n. 59 del 2017 consentono di assicurare l'equilibrio finanziario delle iniziative correlate al riconoscimento dell'incentivo una tantum e dell'assegno annuale ad personam nell'ambito delle disponibilità finanziarie di cui al comma 5 onde consentire che non si determinino nuovi e maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Si segnala, altresì, che il completamento del percorso formativo con successiva valutazione positiva non rappresenta condizione sufficiente per il conseguimento del beneficio economico che potrà essere riconosciuto solo ai docenti che, completato il percorso formativo con valutazione positiva, rientrino, secondo una graduazione mirata a rendere il riconoscimento di tale elemento retributivo selettivo e non generalizzato, nei limiti delle risorse disponibili ai sensi del comma 5. Per ciò che riguarda la copertura finanziaria della misura, come già ampiamente rappresentato nella Relazione tecnica relativa al decreto-legge n. 36 del 2022, la copertura finanziaria per la costituzione del Fondo dall'a.s. 2025/2026 è rinvenuta nella riduzione dei posti di organico, considerando un decremento costante dell'organico del personale docente per ogni anno, conseguente all'andamento demografico, tenuto anche conto dei flussi migratori. In particolare, la sostenibilità finanziaria della misura aggiuntiva del docente esperto è tanto più suffragata dalla circostanza che il fondo in questione, sul quale trovano copertura entrambe le misure (premialità una tantum e assegno ad personam a carattere permanente), registra un incremento della sua consistenza con il passare degli anni. Di conseguenza, nell'anno 2026, durante il quale verranno erogate le premialità una tantum per la prima volta, il fondo avrà una consistenza pari a circa 40 milioni di euro corrispondente ad una platea di circa 6.500 docenti. Nel 2032, invece, anno a partire dal quale cominceranno ad essere corrisposti gli assegni ad personam relativi all'acquisizione della qualifica di docente esperto, il medesimo fondo avrà una dotazione pari a 387 milioni di euro che appare ampiamente capiente per il raggiungimento congiunto dl entrambe le finalità indicate dal Legislatore; - in relazione all'articolo 41, le risorse del Fondo unico giustizia per l'anno 2022 riassegnate al Ministero della giustizia saranno destinate ad integrare le ordinarie risorse di bilancio del medesimo Ministero per il finanziamento di categorie di interventi che rientrano comunque tra le finalità previste dalla norma originaria che disciplina la quota destinata al suddetto dicastero del Fondo unico giustizia (articolo 2, comma 7, lettera b) , del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143). La disposizione conferisce una maggiore specificità agli interventi da realizzare in considerazione della attuale crisi energetica e delle esigenze di superamento dell'emergenza epidemiologica. Quanto sopra lascia del tutto impregiudicata l'alimentazione del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e del Fondo di rotazione per la solidarietà delle vittime dei reati di tipo mafioso (ora unificati per effetto dell'articolo 2, comma 6- sexies del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225); - in relazione all'articolo 43, con riferimento alla copertura prevista al comma 2, lettera c) , individuata a valere sui risparmi emersi per il cd. "assegno unico per figli", si conferma la correttezza delle economie attribuite alla misura cosiddetta "Assegno unico e universale" e la prudenzialità dell'attribuzione degli oneri relativi alle domande per il periodo successivo al 2022 anche alla luce dei più aggiornati elementi di monitoraggio. Per quanto riguarda la copertura di cui al comma 2, lettera f) , inerente il programma "Oneri finanziari relativi alla gestione della tesoreria", azione "Interessi sui conti di tesoreria", si richiama la sussistenza di ampi margini di intervento finanziario anche in presenza di una politica monetaria più restrittiva, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, nel presupposto della congruità dello stanziamento di cui all'articolo 1 per le finalità previste dalla disposizione. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.2, 1.0.1, 1.0.2, 1.0.3, 1.0.4, 1.0.5, 1.0.6, 2.1, 3.14, 3.3, 3.4, 3.13, 3.0.1, 4.1, 5.1, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.0.1, 5.0.2, 5.0.3, 5.0.4, 5.0.5, 5.0.6, 6.3, 6.6, 6.10, 6.14, 6.15, 6.16, 6.17, 6.18, 6.19, 6.20, 6.21, 6.22, 6.23, 6.24, 6.25, 6.26, 6.29, 6.30, 6.33, 6.34, 6.35, 6.36, 6.37, 6.0.1, 6.0.2, 6.0.3, 6.1, 6.2, 6.4, 6.5, 6.8, 6.9, 6.11, 6.12, 6.13, 6.27, 6.28, 6.31, 6.32, 6.0.4, 6.0.6, 6.0.7, 6.0.8, 6.0.9, 6.0.10, 6.0.11, 6.0.12, 6.0.13, 6.0.14, 6.0.15, 6.0.16, 6.0.20, 6.0.23, 6.0.5, 6.0.24, 6.0.17, 6.0.18, 6.0.19, 6.0.21, 6.0.22, 7.8, 7.0.6, 7.0.7, 7.0.8, 7.0.9, 7.1, 7.2, 7.3, 7.3 (testo 2), 7.4, 7.5, 7.6, 7.7, 7.0.3, 7.0.4, 7.0.5, 7.0.11, 7.0.1, 7.0.2, 7.0.10, 8.1, 8.2, 8.3, 8.0.1, 8.0.2, 9.0.1, 9.0.7, 9.1, 9.0.2, 9.0.3, 9.0.4, 9.0.5, 9.0.6, 9.0.8, 9.0.9, 10.1, 11.10, 11.11, 11.1, 11.2, 11.3, 11.4, 11.18, 11.0.1, 11.5, 11.7, 11.8, 11.9, 11.12, 11.13, 11.14, 11.15, 11.16, 11.17, 12.0.2, 12.0.7, 12.0.12, 12.0.20, 12.0.3, 12.0.8, 12.0.9, 12.0.10, 12.0.11, 12.0.13, 12.0.14, 12.0.16, 12.0.17, 12.0.18, 12.0.19, 12.0.21, 12.0.22, 12.0.5, 12.0.6, 12.0.4, 12.0.15, 13.1, 13.2, 13.0.1, 13.0.2, 13.0.3, 15.0.1, 15.0.2, 15.0.3, 15.0.4, 15.0.5, 16.7, 16.16, 16.17, 16.0.5, 16.2, 16.4, 16.5, 16.6, 16.9, 16.10, 16.11, 16.12, 16.13, 16.14, 16.15, 16.18, 16.19, 16.20, 16.21, 16.22, 16.23, 16.0.1, 16.0.3, 16.0.4, 16.0.7, 16.0.7 (testo 2), 16.0.6, 17.3, 17.5, 17.6, 17.7, 17.0.1, 18.1, 19.0.1, 19.0.3, 20.1, 20.0.1, 20.0.3, 20.0.5, 21.0.1, 21.0.3, 22.2, 22.3, 22.4, 22.5, 22.6, 22.0.1, 22.0.2, 22.0.3, 22.0.4, 23.0.1, 23.0.4, 23.0.3, 23.0.5, 23.0.6, 23.0.7, 23.0.10, 23.0.11, 23.0.13, 23.0.14, 24.2, 24.0.1, 24.0.2, 24.0.3, 24.0.4, 24.0.5, 24.0.6, 24.0.8, 24.0.7, 24.0.9, 24.0.10 (testo 2), 24.0.10, 24.0.13, 24.0.12, 25.1, 25.3, 25.0.1, 25.0.4, 25.0.5, 25.0.2, 25.0.6, 25.0.7, 25.0.8, 25.0.10, 27.1, 27.0.2, 28.0.2, 28.0.3, 28.0.4, 29.0.1, 30.3, 30.0.2, 30.0.1, 30.0.3, 31.0.2, 32.0.2, 32.0.3, 33.0.1, 33.0.3 (testo 2), 33.0.3, 33.0.4, 33.0.6, 33.0.6 (testo 2), 34.0.1, 34.0.3, 34.0.4, 34.0.2, 34.0.5, 34.0.6, 34.0.7, 34.0.8, 34.0.9, 34.0.10, 35.0.1, 35.0.2, 35.0.2- bis , 35.0.2- ter , 36.1, 37.0.1, 37.0.2, 37.0.3, 37.0.5, 37.0.9, 38.3 (testo 2), 38.4, 38.5, 38.6, 38.7, 38.14, 38.15, 38.17, 38.18, 38.16, 38.19, 38.20, 38.24, 38.25, 38.26, 38.29, 38.28, 38.30, 38.31, 38.34, 38.35, 38.0.1, 38.201 (già 39.1), 39.2, 39.0.2, 39.0.3, 39.0.4, 41.0.1, 42.3, 42.4, 42.5, 42.0.1, 42.0.2, 42.0.3, 42.0.4, 42.0.5, 42.0.8, 42.0.11, 42.0.12, 16.0.200 (già 42,0.13), 42.0.14, 32.0.200 (già 42.0.17) e 43.0.1. Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti, inclusi quelli approvati dalle Commissioni riunite. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento 22.0.3 (testo 3), trasmesso dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: DISEGNO DI LEGGE N. 2685: sull'emendamento 24.1, la senatrice Ferrero avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 33.0.6 (testo 3), il senatore Coltorti avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 37.0.7 (testo 2), la senatrice Rivolta avrebbe voluto esprimere un voto di astensione; sull'emendamento 42.0.1 (testo 2), la senatrice Gaudiano avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 42.0.18, la senatrice Drago avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sulla votazione finale, i senatori D'Alfonso e Grasso avrebbero voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bini, Boccardi, Borgonzoni, Bossi Umberto, Caligiuri, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Crimi, Cucca, Damiani, De Poli, Di Marzio, Donno, Doria, Ferro, Floridia, Galliani, Garavini, Giacobbe, Giannuzzi, Ginetti, L'Abbate, Lorefice, Lupo, Magorno, Malan, Mallegni, Mangialavori, Marinello, Merlo, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Mininno, Moles, Mollame, Monti, Napolitano, Nastri, Nisini, Pagano, Paroli, Piarulli, Pichetto Fratin, Porta, Pucciarelli, Puglia, Romagnoli, Ronzulli, Schifani, Sciascia, Segre, Siclari, Sileri, Stabile, Tiraboschi, Toffanin, Tosato, Turco e Vaccaro. È assente per incarico avuto dal Senato il senatore Vescovi per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Bongiorno, Borghesi e Pirovano. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Con lettera in data 8 settembre 2022, la Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 1 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Rojc; 6 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Rojc. Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, trasmissione di documenti Il Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in data 19 agosto 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 35 della legge 3 agosto 2007, n. 124, la Relazione sull'attività svolta dal 10 febbraio 2022 al 19 agosto 2022, approvata dal Comitato medesimo nella seduta del 19 agosto 2022. Il predetto documento è stampato e distribuito ( Doc . XXXIV, n. 12). Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, trasmissione di documenti Il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, con lettere in data 7 settembre 2022, ha inviato - ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 7 agosto 2018, n. 100 - le seguenti relazioni approvate dalla medesima Commissione nella seduta del 7 settembre 2022: relazione finale sulla depurazione delle acque reflue urbane nella Regione Sicilia ( Doc . XXIII, n. 25); relazione finale sul fenomeno dei flussi paralleli illeciti e abbandono di rifiuti ( Doc . XXIII, n. 26); relazione finale su rifiuti tessili e indumenti usati ( Doc . XXIII, n. 27); relazione finale sulle garanzie finanziarie nel settore delle discariche. Analisi dei dati ( Doc . XXIII, n. 28); relazione finale sul mercato illegale delle buste di plastica-shopper ( Doc . XXIII, n. 29). Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 12 settembre 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina del dottor Salvatore Nastasi a Presidente del Consiglio di gestione della Società italiana autori ed editori (SIAE) (n. 114). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è stata deferita, in data 12 settembre 2022, alla 7 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 12 settembre 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, in attuazione dell'articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo (n. 431). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alle Commissioni riunite 7ª e 11ª e, per i profili finanziari, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro 45 giorni dall'assegnazione. Governo, trasmissione di documenti e assegnazione Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera pervenuta in data 9 settembre 2022, ha trasmesso la Relazione di cui all'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Il predetto documento è stato deferito, in data 9 settembre 2022, alla 5 a Commissione permanente ( Doc . LVII- bis , n. 6). Governo, trasmissione di atti e documenti Con lettere in data 5 settembre 2022, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Brunate (Como), Ottaviano (Napoli), Nove (Vicenza), Roccaforzata (Taranto), Correggio (Reggio Emilia), Campi Bisenzio (Firenze). Negli scorsi mesi di giugno, luglio, agosto e nel corso del mese di settembre 2022 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della difesa, dell'economia e delle finanze, delle politiche agricole alimentari e forestali, per l'esercizio finanziario 2022, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa. Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettere in data 1° settembre 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9- bis , comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317: la procedura di informazione, attivata presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, concernente la notifica 2022/0552/I relativa al "Progetto di decreto del Ministro dello sviluppo economico recante modalità e condizioni per il rilascio delle omologazioni dell'apparecchio di controllo, delle carte tachigrafiche, nonché delle autorizzazioni per le operazioni di primo montaggio e di intervento tecnico ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto ministeriale 31/10/2003, n. 361". La predetta documentazione è deferita alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 1290); la procedura di informazione, attivata presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, concernente la notifica 2022/0553/I relativa alle "Linee Guida recanti regole tecniche per l'apertura dei dati e il riutilizzo dell'informazione del settore pubblico". La predetta documentazione è deferita alla 1 a , alla 2 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 1291). Il Ministro della giustizia, con lettera in data 12 settembre 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1 della legge 17 maggio 1952, n. 629, il bilancio consuntivo degli Archivi notarili per l'anno finanziario 2021. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 1292). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 31 agosto 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 4, comma 1- bis , del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49, la relazione sull'andamento delle operazioni assistite dalla garanzia dello Stato sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GAGS) e sugli obiettivi di performance collegati, aggiornata al 30 giugno 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente ( Doc . CCLIX, n. 3). Il Ministro della salute, con lettera in data 9 settembre 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, la relazione sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di procreazione medicalmente assistita, relativa all'attività dei centri di procreazione medicalmente assistita per l'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . CXLII, n. 5). Il Ministro della salute, con lettera in data 9 settembre 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8 della legge 14 dicembre 2000, n. 376, la relazione sullo stato di attuazione della medesima legge n. 376 del 2000, recante disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping e sull'attività svolta dalla Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, riferita all'anno 2021. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . CXXXV, n. 5). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012 Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono trasmessi alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di regolamento del Consiglio che modifica l'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (COM(2022) 359 definitivo), alla 6 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione (rifusione) (COM(2022) 223 definitivo), alla 5 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Proposta di raccomandazione del Consiglio sui principi guida per la valorizzazione delle conoscenze (COM(2022) 391 definitivo), alla 7 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio - Un partenariato strategico con il Golfo (JOIN(2022) 13 definitivo), alla 3 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - "Risparmiare gas per un inverno sicuro" (COM(2022) 360 definitivo), alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Relazione della Commissione - Controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea -Relazione annuale 2021 (COM(2022) 344 definitivo), alla 14 a Commissione permanente; Relazione annuale 2021 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e sui rapporti con i parlamenti nazionali (COM(2022) 366 definitivo), alla 14 a Commissione permanente e, per il parere, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Relazione di riesame sull'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza (COM(2022) 383 definitivo), alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente; Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2020/1706 del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari autonomi dell'Unione per taluni prodotti della pesca per il periodo 2021-2023 (COM(2022) 429 definitivo), alla 6 a Commissione permanente e, per il parere, alla 9 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici applicabili nel Mar Baltico per il 2023 e modifica il regolamento (UE) 2022/109 per quanto riguarda determinate possibilità di pesca in altre acque (COM(2022) 415 definitivo), alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti - Conti annuali del Fondo europeo di sviluppo 2021 (COM(2022) 321 definitivo alla 5 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti - Conti annuali consolidati dell'Unione europea per l'esercizio 2021 (COM(2022) 323 definitivo), alla 5 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Prima relazione sull'applicazione e sul funzionamento della direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie ("LED") (COM(2022) 364 definitivo), alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Proposta di decisione del Consiglio sulla sospensione totale dell'applicazione dell'accordo tra la Comunità europea e la Federazione russa di facilitazione del rilascio dei visti ai cittadini dell'Unione europea e della Federazione russa (COM(2022) 661 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente. Autorità di regolazione dei trasporti, trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità di regolazione dei trasporti, con lettera in data 7 settembre 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 37, comma 5, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, la relazione sull'attività svolta dalla medesima Autorità, aggiornata al 15 giugno 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente ( Doc . CCXVI, n. 4). Regioni e province autonome, trasmissione di atti Con lettera in data 13 settembre 2022, la Presidenza della Regione autonoma della Valle d'Aosta, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 70, comma 4, della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Regione del 12 settembre 2022, n. 1055, concernente lo scioglimento del consiglio comunale di Saint-Oyen. Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea La Commissione europea ha trasmesso, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: in data 8 agosto 2022, la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante abrogazione del regolamento (CEE) n. 1108/70 del Consiglio che istituisce una contabilità delle spese per le infrastrutture dei trasporti per ferrovia, su strada e per via navigabile e del regolamento (CE) n. 851/2006 della Commissione che fissa il contenuto delle diverse voci degli schemi per la contabilità dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 1108/70 del Consiglio (COM(2022) 381 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è trasmesso alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dall'8 agosto 2022. L'atto è altresì trasmesso, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 5 a e 14 a ; in data 10 agosto 2022, la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce disposizioni specifiche per i programmi di cooperazione per il periodo 2014-2020 sostenuti dallo strumento europeo di vicinato e nel quadro dell'obiettivo di cooperazione territoriale europea, a seguito di perturbazioni nell'attuazione dei programmi (COM(2022) 362 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è trasmesso alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 10 agosto 2022. L'atto è altresì trasmesso, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3 a e 14 a ; in data 9 settembre 2022, la Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria eccezionale all'Ucraina, al rafforzamento del fondo comune di copertura mediante garanzie degli Stati membri e una dotazione specifica per alcune passività finanziarie relative all'Ucraina garantite a norma della decisione n. 466/2014/UE, e che modifica la decisione (UE) 2022/1201 (COM(2022) 557 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è trasmesso alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 9 settembre 2022. L'atto è altresì trasmesso, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3 a , 5 a e 14 a . Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-07414 FATTORI Elena Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la falda sottostante l'area dei Colli Albani soffre da decenni di criticità idrogeologiche, prova ne sia il fenomeno dell'abbassamento del livello dei laghi di Albano e Nemi; le precipitazioni cumulate sul territorio, aggiornate al maggio 2022, evidenziano un importante deficit pluviometrico rispetto alle condizioni medie di lungo termine ed eventuali precipitazioni "nella norma" nel periodo estivo non sarebbero comunque sufficienti per recuperare il deficit accumulato; si sta delineando una condizione di grave deficit pluviometrico, anche più severa di quella dell'anno idrogeologico 2017 e, conseguentemente, le relative portate sorgive delle fonti di approvvigionamento ATO2-Roma riportano già valori inferiori alle medie stagionali; l'area che potrebbe essere maggiormente interessata dal deficit di disponibilità idrica è quella dell'area sud est di Roma (Colli Albani) alimentata da fonti locali e dagli acquedotti Simbrivio e Doganella, con previsione, nei 14 comuni interessati, di turnazioni idriche nel periodo estivo che coinvolgerebbero 180.000 abitanti; visto che: l'inceneritore proposto dal sindaco Gualtieri, presumibilmente nella zona Santa Palomba, annunciato il 22 aprile scorso nel corso del Consiglio comunale, aggraverebbe la situazione idrica dei castelli romani; un impianto uguale a quello di Torino, di dimensioni paragonabili a quello proposto per Roma, comporterebbe un fabbisogno di circa un milione di metri cubi di acqua all'anno, il che corrisponderebbe al fabbisogno idrico di un'altra cittadina di circa 13.000 abitanti; il DGR n. 445 del 2009, recante "Provvedimenti per la tutela dei laghi di Albano e Nemi e degli acquiferi dei Colli Albani" con l'individuazione e classificazione delle aree a regime idrogeologico alterato nell'ambito degli acquiferi vulcanici dei Colli Albani, stabilisce, tra le aree critiche, la A4 che comprende la zona ove è ubicata la località chiamata Santa Palomba al confine tra Roma, Albano e Pomezia; la stessa legge prescrive "In ciascuna area critica e nell'area di protezione dei laghi è sospeso il rilascio delle autorizzazioni alla ricerca delle acque sotterranee"; nelle NTA del piano regionale della tutela delle acque, all'art. 22, è scritto "Sono aree sottoposte a tutela quantitativa, ai sensi dell'art 95 del d.lgs. 152/2006, le aree nelle quali l'utilizzazione quantitativa delle risorse idriche è tale da compromettere la conservazione delle risorse e le future utilizzazioni sostenibili", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia accuratamente valutato la sostenibilità di un impianto idrovoro di tale dimensioni. Atto n. 4-07415 DESSÌ Al Ministro dell'istruzione Premesso che: è stato segnalato all'interrogante un episodio di presunta e grave discriminazione politica perpetrata da un dirigente scolastico ai danni di un docente di storia e filosofia in uno dei più blasonati licei classici di Milano; in particolare risulta che il dirigente scolastico del liceo classico "Parini" di Milano, professor M.N.B., all'inizio del mese di settembre 2022, in vista dell'imminente inizio del nuovo anno scolastico, con apposito atto, ha disposto l'assegnazione delle classi ai rispettivi docenti; il professor A.P., docente di ruolo presso il liceo, ove aveva già effettuato due anni di servizio, si è visto riassegnare tre classi terze, perdendo le classi dove aveva espletato la sua attività di insegnante di storia e filosofia nei due anni precedenti, in violazione del principio cardine della continuità scolastica, che dovrebbe essere garantito in tutte le scuole, di ogni ordine e grado; a tal proposito occorre chiarire, in ordine ai criteri per l'assegnazione dei docenti alle classi, come questa non sia un'esclusiva prerogativa dirigenziale; la procedura, al contrario, è supportata da precisi momenti di partecipazione da parte del collegio dei docenti, consiglio di circolo o istituto e dirigente scolastico e nel rispetto di taluni criteri, stabiliti dalla legge, tra i quali prevalente è quello della continuità didattica, principio posto a tutela dell'interesse pedagogico-didattico degli studenti; considerato altresì che, per quanto risulta all'interrogante: è opportuno evidenziare che i programmi ministeriali prevedono la suddivisione per classi delle materie di insegnamento, nella specie storia e filosofia, sulla base dei periodi storici, ed il dubbio è che, con l'assegnazione delle sole classi terze, il dirigente scolastico abbia voluto deliberatamente impedire al docente di trattare gli insegnamenti relativamente ai periodi dell'età moderna e contemporanea, essendo nota la sua militanza politica, quale dirigente del Partito comunista e candidato attualmente in una lista antisistema, "Italia sovrana e popolare"; il dubbio che il dirigente scolastico, abusando della sua posizione, abbia posto in essere una condotta palesemente discriminatoria, a causa delle idee politiche del docente, è alimentato dal fatto che, nonostante la richiesta di chiarimenti sulla scelta operata, il dirigente non abbia addotto alcuna valida giustificazione ed anzi sembra abbia aggredito verbalmente l'insegnante; si tratta di un tema particolarmente delicato che riguarda la libertà di insegnamento e di apprendimento in tutti i suoi aspetti, così come garantito dalla Costituzione; d'altra parte, non è l'unico episodio, essendo diverse le segnalazioni che giungono da varie scuole del Paese, attraverso le quali gli insegnanti lamentano abusi ad opera dei dirigenti scolastici e contrazione dei diritti costituzionalmente garantiti; a parere dell'interrogante, è necessario intervenire, al fine di ripristinare il rispetto dei principi costituzionali posti a tutela dei valori di uguaglianza e pluralismo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e quali iniziative intenda avviare, per quanto di competenza, al fine di garantire la libertà di opinione e di insegnamento tutelata dalla Costituzione. Atto n. 4-07416 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'11 agosto 2022 è stato pubblicato, con scadenza il 26 settembre 2022, un "avviso per manifestazione di disponibilità ai fini del conferimento di un incarico di esperto/a ex Art. 16, L. 401/1990 da nominare con le procedure di cui all'Art. 168 DPR 18/1967", presso l'istituto italiano di cultura a Il Cairo, a firma del vice direttore generale-direttore centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana, ministro plenipotenziario Alessandro De Pedys (reperibile sul sito del Ministero); per quanto risulta agli interroganti l'avviso di selezione non concorsuale intenderebbe nominare per un biennio (rinnovabile 4 volte) un esperto che, tra le principali mansioni, avrebbe quella di fungere da coordinamento tra le missioni archeologiche italiane operanti nel Paese, le autorità italiane e l'ambasciata italiana a Il Cairo. Un simile incarico attribuisce di fatto alla persona prescelta potere assoluto sulla politica archeologica italiana in Egitto, lasciandola unica responsabile nell'erogazione dei fondi ministeriali e nel rilascio dei permessi di scavo; considerato che, per quanto risulta gli interroganti: risulterebbe manifesto, a parere degli interroganti, che le dottoresse Rosanna Pirelli e Giuseppina Capriotti, ovvero due delle tre esperte archeologiche degli ultimi 20 anni, hanno utilizzato questa posizione di oggettivo vantaggio nel proprio interesse. Entrambe, infatti, hanno aperto missioni archeologiche per l'università di Napoli "l'Orientale" e per il CNR, loro istituti di appartenenza, e vi hanno convogliato fondi a detrimento di altre missioni. È anche da notare che l'esperto archeologico, pur essendo "sul campo", non ha maggiore competenza dell'ufficio VI della "Direzione generale per la promozione del sistema Paese" (DGSP) del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in tema di valutazione dei risultati delle missioni italiane che fanno istanza di finanziamento, visto che il giudizio annuale espresso al riguardo da Pirelli e Capriotti, ma soprattutto da quest'ultima nei 7 anni di esercizio dell'incarico, basato sulla medesima documentazione inviata dai responsabili alla citata DGSP per ottenere risorse, sembrerebbe essere stato spesso fondato su considerazioni personali più che sulla diretta esperienza di quelle missioni e sugli esiti reali di ciascuna; il fatto poi che l'avviso del Ministero sia precluso a chiunque non appartenga ai ruoli delle amministrazioni dello Stato, università ed enti pubblici non economici, taglia fuori quei cittadini italiani che esercitano la ricerca sul terreno in Egitto da anni con il supporto di associazioni e fondazioni private, che possono invece accedere ai fondi erogati annualmente. La posizione di esperto archeologico si configura perciò, di fatto, volta a volta come "feudo" di un'università o di un istituto, come dimostrano proprio gli esempi sopra citati; all'esperto/a archeologico in Egitto è anche richiesto di mantenere attiva ed efficiente la biblioteca presente presso la sede del "centro archeologico italiano". Tale istituzione, però, non esiste, e il "centro" altro non è che l'appartamento in Sharia Champollion 14 dove un tempo (pur non essendo di proprietà italiana) si trovava il consolato italiano, e dove, nel 1995, è stata trasferita la biblioteca egittologica dell'istituto italiano di cultura formata dalla compianta Maria Carla Burri negli anni '60-'70 del Novecento. All'epoca del trasferimento, la biblioteca risultava abbastanza aggiornata ed era stata significativamente aumentata con un acquisto di libri e donazioni ricevute dagli istituti archeologici stranieri a Il Cairo. Oggi, invece, lo scarso interesse dimostrato dalle tre esperte archeologiche dell'ultimo ventennio e l'ammassamento del fondo librario per fare spazio ad aule dedicate all'insegnamento dell'italiano ne fanno un ricettacolo di libri preziosi privo, però, di un reale valore scientifico, perché di troppe annate mancano gli aggiornamenti; valutato che, a parere degli interroganti: nell'avviso si auspica anche la fondazione di un "nuovo e potenziato" centro archeologico italiano, proprio mentre ormai gli istituti stranieri presenti a Il Cairo smobilitano oppure cambiano modalità di presenza. Negli ultimi anni l'Egitto ha infatti registrato una maggiore aspirazione della popolazione locale a partecipare alla gestione del patrimonio archeologico: un fenomeno che non sorprende, poiché anche Italia, Grecia, Turchia e altri Paesi di area mediterranea sul cui territorio vi sono importanti testimonianze dell'antichità e monumenti hanno compiuto lo stesso cammino. La "decolonizzazione" in atto in Egitto, tendenza che andrà sicuramente accentuandosi nei prossimi anni, trova espressione proprio nella rivendicazione di una gestione autonoma del patrimonio culturale nazionale e nella continua richiesta di rimpatrio dei reperti e monumenti finiti all'estero. Ciò deve far ritenere la creazione, oggi, di un istituto archeologico italiano al Cairo una decisione fuori tempo massimo e un mero spreco di risorse finanziarie, meglio utilizzabili implementando, invece, progetti puntuali e con una partecipazione egiziana maggioritaria; la situazione delle missioni archeologiche italiane in Egitto è poi a dir poco triste: malgrado si fregino di appartenere ad istituzioni come università e musei prestigiosi, esse hanno fama di scarsa presenza sui cantieri di scavo (al limite del vacanziero) o scarsa professionalità nell'utilizzo di tecnologie e metodologie di scavo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non condivida l'opportunità di ritirare l'avviso per l'individuazione del nuovo esperto archeologico, voce di spesa non più giustificabile, sia per l'uso particolaristico dell'incarico fatto dai più recenti designati sia per lo scarso contributo che ha dato e potrà dare allo sviluppo dell'attività archeologica italiana in Egitto, dov'è in atto un processo di "decolonizzazione" che rende la presenza straniera semplicemente tollerata, imponendo di ripensare in modo radicale la politica archeologica italiana in quel Paese; se non avverta l'urgenza di potenziare il settore archeologico dell'istituto italiano di cultura a Il Cairo con personale egiziano, assicurando così quell'elemento di interfaccia tra missioni, studiosi, ambasciata e autorità locali che è prioritario allo sviluppo dei progetti archeologici italiani in Egitto, tanto più che occorre superare l'increscioso divario della mancata conoscenza della lingua araba persino da parte della stragrande maggioranza dei direttori di missione. Ciò consentirebbe, inoltre, l'attuazione di progetti aventi realmente la funzione di diffondere quanto lì viene fatto dagli italiani dal punto di vista archeologico, superando l'esperienza corrente dei colloqui organizzati con grande dispendio di fondi e poco o punto ritorno in visibilità per l'Italia; se non ritenga di ricollocare la sezione archeologica di Sharia Champollion nell'edificio dell'Istituto italiano a Il Cairo e dislocare la biblioteca in un contesto scientifico provinciale, dove l'accesso a patrimoni librari egittologici in grado di supportare una seria ricerca non è così agevole come a Il Cairo o a Luxor. Atto n. 4-07417 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che, negli ultimi 30 anni, a Lausdomini (Napoli), le chiese di San Marcellino, del Santissimo Sacramento e di Santa Caterina di Alessandria sono state vittime di una costante opera criminosa che le ha spogliato di pregevoli opere d'arte. Particolarmente grave è la situazione della storica chiesa di via Fratelli Bandiera, dedicata a San Marcellino, privata, grazie a diversi clamorosi saccheggi, di molti antichi tesori di storia, d'arte e di spiritualità; considerato che: a seguito di una ricognizione parziale svolta in più riprese (in particolare tra il 1994, il 1999 e il 2003) dall'allora Soprintendenza per i beni storici e artistici di Napoli e provincia e dalla Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici e artistici di Napoli e provincia, fu accertata ex post la scomparsa di una coppia di acquasantiere a pila, tre sedie cerimoniali e diversi inginocchiatoi, una coppia di anfore in maiolica dipinta, diversi marmi policromi degli altari antichi, "scarabattole" lignee, pastori settecenteschi, un trono in legno dorato del Seicento per le esposizioni della Quarantore e di una serie di dipinti del XVII-XVIII secolo, già allocati negli ambienti della canonica e nei locali posti sul contiguo salone parrocchiale, tra cui una "Incredulità di san Tommaso" di scuola caravaggesca, un san Michele arcangelo e un san Giuseppe di scuola napoletana (XVII secolo); negli anni Novanta del Novecento, poi, suscitò grande sconcerto tra i fedeli il furto sacrilego di arredi liturgici quali ostensori, pissidi e calici del 1774, nonché di un pannello maiolicato del XVIII secolo posto sul muro di cinta esterno della canonica (sostituito nel 1999 da un antico dipinto su pietra che l'ex ministro Melandri ordinò di rimuovere e musealizzare) e del "tesoro del patrono", custodito in cassaforte e costituito da manufatti metallici di gran pregio: antichi anelli e preziose catenine, orologi, orecchini, spille e spilloni, pendenti, bracciali ma anche corone, pietre, ex voto , oggetti in corallo e madreperla di grande valore storico-artistico e simbolico, oltre che economico; rilevato che nelle banche dati accessibili ai cittadini non sembra esservi traccia delle opere d'arte trafugate, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa confermare l'avvenuto accertamento, da parte degli uffici ministeriali, di un aumento delle denunce di furti a danno delle chiese storiche di Lausdomini negli ultimi tre decenni; se abbia contezza della eventuale registrazione, nei database del comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, dei tanti oggetti trafugati dai ladri in quelle stesse chiese; se abbia verificato le condizioni di sicurezza e di conservazione delle chiese e delle opere d'arte custodite, e se tali opere risultino opportunamente catalogate. Atto n. 4-07418 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che: in riscontro all'interrogazione presentata alla Camera 4-14598, a prima firma dell'on. Luigi Di Maio, pubblicato il 6 ottobre 2017, il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e il turismo, Ilaria Borletti Dell'Acqua, annunciava l'avvio dell'istruttoria propedeutica alla dichiarazione d'interesse culturale particolarmente importante per la "torre della Duchessa" o "torre del Fusaro", di proprietà privata, sita nel comune di Nola (Napoli) in località Torretta-Tre Ponti, lungo la strada provinciale 92 (al catasto foglio n. 1, part. 98, lett. A), da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Napoli; il riconoscimento della rilevanza storica del bene, secondo il sottosegretario, era stato confermato (mediante sopralluoghi e ricerche) con nota dell'aprile 2017 dai funzionari di zona responsabili per l'archeologia e per il paesaggio della Soprintendenza, diretta dalla dottoressa Teresa E. Cinquantaquattro; considerato che ad oggi, a distanza di 5 anni, nessun provvedimento di vincolo ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 42 del 2004 è stato emanato per quell'immobile dalla Soprintendenza competente per territorio, mentre anche il segretariato regionale del Ministero per la Campania sembra essere rimasto inerte, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle ragioni del "ritardo" ormai quinquennale accumulato dagli uffici ministeriali campani nel condurre a perfezione il procedimento (asseritamente avviato nel 2017) di dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante per la "torre della Duchessa" o "del Fusaro", finalizzato a garantire la tutela e la conservazione del monumento; se non ritenga opportuno e necessario dare una costruttiva "scrollata" ai suddetti uffici, affinché completino l' iter burocratico in fieri o diano pubblicamente ragione dello stallo. Atto n. 4-07419 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Ai Ministri della transizione ecologica e della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: l'ente parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) intenderebbe procedere al taglio di almeno 3.400 esemplari adulti di pino nero appartenenti alla pineta Zappini, attestata almeno dal Seicento nel piccolo comune di Villetta Barrea, in provincia de L'Aquila, ascrivendo l'intervento alla "Gestione forestale sostenibile, Categoria I - Interventi di gestione 'Interventi di riduzione del rischio di incendi boschivi - Pineta di Villetta Barrea (L'Aquila)'", inerente al programma "Parchi per il clima 2019" del Ministero della transizione ecologica; gli alberi appartengono a una specie, il pino nero ( Pinus nigra J. F. Arnold, 1785) definita "specie relitta pioniera", cioè presente da tempo remoto esclusivamente su un'area oggi estremamente frammentata delle regioni montuose mediterranee. Gli esemplari della pineta Zappini destinati all'abbattimento fanno parte di una delle 5 sottospecie, quella denominata "pino nero di Villetta Barrea" o Pinus nigra subsp. Nigra var. italica o anche var. italica Hochst. Il bosco che formano, e che oggi si vorrebbe diradare, risulta caratterizzante "più di ogni altro elemento, lo straordinario paesaggio di questo territorio": una pineta "famosa in tutto il mondo per il suo pinus nigra, ecosistema unico e irripetibile" (si veda su "greenreport.it" l'articolo "dal parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise un segnale preoccupante per la conservazione dei boschi"); considerato che: il 29 dicembre 2020 la Giunta comunale di Villetta Barrea, con la delibera n. 60, aveva approvato lo schema di protocollo d'intesa con il PNALM per l'attuazione del programma di interventi di efficientamento energetico, mobilità sostenibile, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici degli enti parco nazionali. Due giorni dopo, in attuazione della delibera, l'amministrazione ha sottoscritto il protocollo d'intesa tra Comune ed ente parco. Nella primavera del 2021, poi, il PNALM ha effettuato la selezione delle migliaia di piante destinate all'abbattimento (detta "martellata"), operando la loro segnatura e incisione; il 7 aprile 2022 il direttore del parco, con comunicazione alla sindaca in riscontro alla nota del Comune prot. 1260 di pari data, ha esplicitato: 1) che a seguito dell'abbattimento, era previsto l'allestimento di circa 750-800 tonnellate di materiale legnoso, dal valore di mercato di 11-12.000 euro; 2) che l'assoluta carenza di spazi e l'elevata infiammabilità del materiale legnoso obbligavano a un'immediata rimozione della biomassa; 3) che era pertanto necessario che alle operazioni di rimozione provvedesse la medesima ditta a cui l'ente avrebbe appaltato i lavori; 4) che, nelle more dell'acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie, era necessario far pervenire all'ente, unitamente all'atto di approvazione del progetto, una nota di delega integrativa del protocollo sottoscritto per autorizzare l'ente parco a procedere direttamente all'alienazione del materiale e all'utilizzo degli importi derivanti dalla vendita per ulteriori interventi di difesa dagli incendi boschivi; dopo l'approvazione della delibera di Giunta n. 41 del 6 luglio 2022, il malcontento della comunità, che aveva avanzato valide proposte alternative all'abbattimento in considerazione degli articoli 9 e 41, comma secondo, della Costituzione, ha cominciato ad emergere prepotentemente: il 10 luglio è stata presentata un'interrogazione "in merito alla destinazione d'uso prevista dal PNALM per gli alberi "martellati" nella pineta Zappini" e il 14, nel Consiglio comunale straordinario in cui è stata comunicata l'avvenuta approvazione del progetto, è stata anche presentata una mozione per promuovere l'annullamento in autotutela della delibera di Giunta n. 60/2020, seguita, il 28 luglio, da un'altra mozione "per l'attuazione di iniziative di varia natura tese a ridurre il rischio di incendi boschivi nella Pineta di Villetta Barrea e a valorizzarne le caratteristiche ambientali uniche". Il 2 settembre, in fine, alcuni consiglieri comunali hanno presentato una diffida indirizzata alla sindaca; valutato che: sottoposta a vincolo paesaggistico ex decreto ministeriale 14 ottobre 1977 e tutelata dal decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio de L'Aquila, interpellata dal Gruppo d'intervento giuridico, ha dichiarato (con nota prot. n. 13612 del 7 settembre 2022) di non aver rilasciato alcuna autorizzazione o parere in favore del diradamento della pineta (si veda "terremarsicane.it" "salva la pineta di Villetta Barrea non c'è il parere favorevole della soprintendenza"), che del resto rientra nella zona speciale di conservazione "parco nazionale d'Abruzzo" (IT1100205) e nella zona di protezione speciale "parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise" ai sensi delle direttive n. 92/43/CEE e n. 09/147CE. Il taglio dei 3.400 esemplari di pino già martellati contrasta, del resto, con quanto previsto dall'art. 3 dello statuto del parco, dall'art. 11 della legge n. 394 del 1991 contenente il regolamento del parco allegato alla deliberazione n. 5 del 12 febbraio 2011 e dall'articolo 21, comma 7, della stessa legge, che alla lettera d) esclude esplicitamente i nuclei "di pino nero di Villetta Barrea così come individuati nel piano del parco"; l'abbattimento è un'iniziativa dannosa per l'ambiente, perché programma interventi in una fase di cambiamento climatico le cui conseguenze non sono prevedibili e la cui inutilità per la prevenzione e riduzione del rischio incendi è stata ampiamente dimostrata: nell'incontro pubblico tenutosi a Villetta Barrea il 22 luglio 2022, il professor Bartolomeo Schirone dell'università della Tuscia ha spiegato come l'asportazione di non meno del 30 per cento degli alberi non costituirebbe un'efficace protezione. L'abbattimento di una fascia di alberi larga 20 metri ai lati della strada sarebbe infatti efficace solo se accompagnato dalla rimozione costante di materiale infiammabile lungo i bordi strada, della quale non si fa menzione, però, nel piano. Inoltre, casi anche recentissimi di incendi diffusamente propagatisi in zone boschive sottoposte a trattamenti di diradamento e di decespugliamento preventivo hanno dimostrato la loro non efficacia, o perché il bosco si trova su versanti acclivi (come la pineta di Villetta Barrea), o perché il fuoco si propaga attraverso le faville trasportate dal vento e i tizzoni incendiari scagliati lontano. Senza considerare che la "rinnovazione" della foresta conseguente all'intervento di diradamento e decespugliamento favorirebbe la crescita di un "sottobosco", cioè uno strato di vegetazione bassa, altamente infiammabile, che paradossalmente aumenterebbe di molto il rischio di incendio; quanto previsto va ad alterare sia la fisionomia del bosco dal punto di vista paesaggistico, naturalistico, faunistico e vegetale sia l'identità dei luoghi dal punto di vista culturale, sociale ed economico, comportando 1) un danno erariale (per ogni albero tagliato il Comune introiterà 3,5 euro), 2) un danno ambientale (in base al decreto legislativo n. 152 del 2006, art. 300, commi 2 e 3) un danno emergente, che consiste nella diminuzione di valore causata al bene dall'evento lesivo, 4) un danno di natura patrimoniale ascrivibile alla mancata realizzazione di guadagni in conseguenza dell'evento lesivo, che si manifestano successivamente all'intervento improprio e non riguardano il sito danneggiato ma i soggetti che da quello traggono profitti di natura patrimoniale (in questo caso tutte le attività turistiche della zona, la cui ricaduta interessa anche i Comuni limitrofi), si chiede di sapere che cosa intendano fare i Ministri in indirizzo per scongiurare che la pineta Zappini di Villetta Barrea subisca l'abbattimento di 3.400 esemplari di pino nero in nome di una riduzione del rischio incendi meramente teorica, mentre il danno arrecato al paesaggio e all'ambiente sarebbe certo e irreversibile. Atto n. 4-07420 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che: come evidenziato in altri atti di sindacato ispettivo, la spregiudicatezza sembra agli interroganti essere la cifra distintiva, finora, della gestione della Direzione generale musei del Ministero della cultura da parte del professor Massimo Osanna, in carica dal 9 ottobre 2020 (prot. n. MiBACT 12822-A) dopo essere stato soprintendente di Pompei dal 4 gennaio 2016 al 4 gennaio 2019 e poi direttore di quel parco archeologico con autonomia speciale dal 13 giugno 2019 all'assunzione dell'incarico a Roma; tale spregiudicatezza non si manifesta nella forma classica e ben nota alle pubbliche amministrazioni, ovvero come speciale abilità nell'aggirare la normativa di settore e piegarla ai propri fini grazie alla perfetta padronanza della stessa, bensì con una variante mai registrata e descritta in precedenza, basata sulla piena quanto orgogliosa ignoranza (in senso tecnico) delle regole, presupposto dell'esercizio sistematico del proprio parere discrezionale, e sull'"immunità" garantita dall'avere raggiunto il vertice amministrativo grazie ad una selezione internazionale non concorsuale risolta mediante la scelta discrezionale e insindacabile del Ministro, che difendendola difende innanzi tutto se stesso; considerato che, ad opinione degli interroganti: nonostante abbia esaurito da due anni gli incarichi a Pompei, Massimo Osanna, guru della conversione della città vesuviana al sensazionalismo archeologico, continua a pubblicare sui suoi profili sui social network (specialmente su "Facebook" e "Instagram") immagini inedite delle attività di ricerca in corso e delle scoperte archeologiche che si verificano nel parco, oltre ad anticipare notizie non ancora ufficializzate, come già faceva quando era soprintendente e poi direttore del sito (dove gli è subentrato Gabriel Zuchtriegel), salvo archiviarne o cancellarne alcune dopo qualche tempo; la pubblicazione delle immagini e notizie sul patrimonio culturale nazionale e UNESCO di Pompei prima che esse siano diffuse dai canali ufficiali del parco e del Ministero pone molteplici questioni giuridiche. È lecito e opportuno interrogarsi quanto meno: 1) sulla legittimità dell'uso delle immagini ai sensi del "codice Urbani" (artt. 106-108), sulla potenziale violazione dei diritti d'autore e proprietà intellettuale, nonché sull'eventuale violazione degli obblighi del dirigente. Il fatto che tali questioni non siano state sollevate, finora, sembra purtroppo confermare il completo asservimento della macchina amministrativa e dei media al quattro volte designato Ministro della cultura; in tema di riproduzione e divulgazione di immagini di beni culturali, la discriminante tra ciò che è lecito divulgare liberamente e ciò che non lo è sta nel "fine di lucro". E non basta che questo manchi, occorre anche garantire, pubblicandole ( ex art. 2 della legge n. 2 del 2008) "a bassa risoluzione o degradate", l'impossibilità fattuale che un terzo possa servirsene per una riproduzione a fini commerciali. L'attività di divulgazione descritta determina, per Osanna, che non può invocare la gratuità assicurata dalla finalità di promozione della conoscenza del patrimonio culturale ex comma 3- bis dell'art. 108 del "codice", perché anch'essa esclude lo scopo di lucro, l'acquisizione di benefici personali; beneficio diretto è la visibilità del profilo social personale del direttore generale dei musei, con aumento esponenziale del numero dei follower e perciò del consenso dell'opinione pubblica; beneficio indiretto è la sponsorizzazione della sua figura istituzionale (con potenziale incremento, ad esempio, degli inviti a partecipare ad incontri ed eventi culturali e non). L'utilità personale c'è, quindi, e mentre lo avvantaggia produce danni ad una serie di altri soggetti; in realtà, non avendo operato entro i confini dell'art. 108 del "codice", a parere degli interroganti il professor Osanna non è mai stato esente dall'obbligo di richiedere l'autorizzazione preventiva alla divulgazione delle immagini all'amministrazione concedente che ha in consegna quei beni (parco archeologico di Pompei) e dal pagamento del canone. La diffusione sistematica di notizie anche provvisorie e di immagini di cui è venuto a conoscenza o in possesso per ragioni d'ufficio in quanto direttore generale dei musei porrebbe, inoltre, a suo carico, un problema deontologico di violazione degli obblighi di riservatezza, essendo le une e le altre proprietà intellettuale del parco (nella persona del suo rappresentante legale), vittima perciò di una lesione dei propri diritti con danno sia patrimoniale sia di immagine; agendo come descritto, Osanna non avrebbe rispettato né le disposizioni contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di conferimento dell'incarico, ed in specie gli obiettivi elencati all'art. 2, lettere e) , h) , i) , l) , r), u) e v) (soprattutto in tema di coordinamento delle attività di valorizzazione del patrimonio culturale dei musei e parchi e loro comunicazione), né, soprattutto, le norme contenute nel "codice di comportamento dei dipendenti del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo", imposto dal ministro Franceschini con decreto ministeriale 23 dicembre 2015; quest'ultimo si applica anche ai dirigenti titolari d'incarico ai sensi dell'art. 19, commi 4 e 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come nel caso di specie, ragione per cui, dal confronto con quanto ivi disposto, il professor Osanna risulterebbe non avere rispettato la legge e avere invece abusato della posizione di cui è titolare, avere usato a fini privati informazioni d'ufficio pubblicandole sui suoi profili social , aver violato i diritti di proprietà intellettuale di cui è titolare il parco archeologico di Pompei pubblicando notizie e immagini inedite, aver sfruttato la posizione che ricopre per ottenere utilità immediate e di lungo periodo, non aver adottato un comportamento esemplare; in fine, da parte del direttore generale si configurerebbe anche la violazione delle disposizioni in materia di proprietà intellettuale (diritti riconosciuti e tutelati persino dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e dalla carta di Nizza) con riferimento ai logo "UNESCO" e "Parco Pompei". L'utilizzo improprio e non autorizzato del primo si concretizza nell'inserimento tra gli hashtag di alcuni post di Osanna (ad esempio il 24 luglio 2022) benché le "Linee guida concernenti l'uso del nome, dell'acronimo, dei loghi", approvate dal consiglio direttivo della commissione nazionale italiana per l'UNESCO il 24 marzo 2010, siano molto rigorose nel sottoporne l'uso a concessione, previa proposta avente non carattere commerciale ma educativo, scientifico, culturale o artistico (art. 7 e seguenti). Quanto al logo "Parco Pompei", servendosene sul profilo social per fini personali Osanna avrebbe violato il diritto del marchio, mentre i "diritti connessi al diritto d'autore" (art. 88, comma 2, della legge n. 633 del 1941) sarebbero lesi in mancanza di autorizzazione del fotografo, sebbene assente il carattere di creatività delle immagini, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere a tutela dell'amministrazione posto che il contegno del direttore generale dei musei sembrerebbe aver prodotto una quantità di danni, patrimoniali e non: un danno all'erario, un danno ai contribuenti che, a differenza sua, hanno chiesto regolarmente l'autorizzazione all'uso delle immagini di Pompei e, in caso, pagato il canone per la loro pubblicazione, un danno al parco archeologico di Pompei per i mancati introiti dalla riscossione dei canoni concessori, nonché al proprio marchio e ai "diritti connessi al diritto d'autore" per le fotografie, un danno all'Unione europea, che dovrà erogare maggiori finanziamenti per tutelare il patrimonio culturale italiano, un danno di immagine all'UNESCO per l'illecito uso del suo nome, un danno non patrimoniale ex art. 2059 del codice civile alla pubblica amministrazione (in particolare alla sua immagine, per come è qualificato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 355 del 2010). Atto n. 4-07421 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Ai Ministri della cultura e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il Forum cultura Italia-Cina è stato istituito il 4 giugno 2014 per promuovere la cooperazione culturale fra i due Paesi ed è operativo dal 2016, quando si è dotato di statuto in occasione della visita a Pechino del ministro Franceschini (20 luglio 2016). Pensato come strumento tecnico-consultivo a servizio del partenariato bilaterale culturale Italia-Cina, la prima riunione plenaria del tavolo di collaborazione permanente tra operatori e istituzioni coinvolti nei settori della cultura, delle industrie culturali e del turismo risale al 22 febbraio 2017 e si è conclusa con il lancio ufficiale del progetto di gemellaggi tra siti UNESCO italiani e cinesi; per la parte italiana, il Forum è coordinato dall'ex ministro Francesco Rutelli, presidente dell'Associazione nazionale industrie cinematografiche associate (ANICA), e composto da rappresentanti delle maggiori istituzioni culturali e professionali del Paese, compreso il presidente della commissione nazionale italiana per l'UNESCO, Franco Bernabè, e da rappresentanti delle amministrazioni competenti: Ministero della cultura, Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale e Ministero dello sviluppo economico; considerato che, a quanto risulta agli interroganti, il Forum avrebbe operato, finora, senza la dovuta trasparenza amministrativa tra i Ministeri ed ENIT-Agenzia nazionale del turismo, mettendo in contatto le sponde cinesi e italiane, in modo da favorire progetti di carattere culturale (afferenti a 5 macroaree: spettacolo e arti, patrimonio culturale, restauro, siti UNESCO, cinema e turismo) e imprenditoriale, con una velocità maggiore di quella istituzionale; valutato che: l'anno della cultura e del turismo italo-cinese, slittato al 2021 a causa della pandemia, ha favorito una politica di prestiti di opere dei musei statali italiani senza precedenti per quantità e qualità di manufatti movimentati, tanto che in Cina, dove sono volati, in particolare da quell' outlet dell'arte italiana che sono le Gallerie degli Uffizi di Firenze, centinaia di nostri capolavori, si stanno inaugurando una serie di grandi rassegne d'arte italiana; 6 milioni di euro è la cifra in cambio della quale, ad esempio, qualche giorno fa sono stati trasferiti a Shangai 48 autoritratti di artisti conservati, finora, agli Uffizi, che intanto hanno prestato decine di capolavori anche ad altri Paesi (ugualmente generosi, è da credere, nei confronti dell'istituto diretto da Eike Schmidt), come dimostra esemplarmente il caso dei dipinti e delle statue partiti per Minneapolis (USA) in vista della mostra dedicata a Botticelli e il Rinascimento, prestito quanto mai inopportuno che è oggetto della recente interrogazione 4-07377 a firma degli interroganti, si chiede di sapere: come i Ministri in indirizzo possano giustificare la disinvoltura con cui, nelle attività legate al Forum Italia-Cina, pare che vengano aggirati o saltati a piè pari i passaggi burocratici interpretati come ostacoli ma imposti a tutti i cittadini e alle pubbliche amministrazioni dalla legislazione vigente, gli stessi di cui si continua a pretendere il rispetto e si punisce la violazione al di fuori di quel consesso, forti dell'arbitrario regime di favore e della opacità che, fin dall'inizio, ha caratterizzato tutta l'operazione; se il Ministro della cultura possa illustrare le ragioni di ordine culturale che giustificano l'allegra politica di svendita delle opere d'arte dei musei statali prestate ai musei cinesi senza tenere alcun conto del disagio causato all'utenza, in Italia, dal temporaneo depauperamento delle collezioni né dei rischi connessi ad una così sistematica e continua "deportazione di massa" di opere irripetibili; se possa elencare le iniziative d'interesse pubblico generale che sono state e saranno sviluppate dagli Uffizi e dagli altri musei statali autonomi coinvolti in quella che ad opinione degli interroganti costituisce l'"odierna stagione dei saldi" grazie alle risorse finanziare acquisite facendo mercato delle opere che appartengono alla collettività nazionale e che l'amministrazione dei beni culturali si è vista affidare in custodia al solo scopo di realizzare il dettato dell'articolo 9 della Costituzione. Atto n. 4-07422 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che: il Comune di Roccarainola (Napoli) è proprietario di numerosi beni architettonici, tra cui la rinascimentale chiesa ex conventuale di santa Maria delle Grazie, in via Roma, fondata nel Cinquecento e arricchita, nel corso dei secoli, da straordinarie opere d'arte; gli eventi sismici del 1980-1981 arrecarono gravissimi danni strutturali al complesso monumentale che fu puntellato e abbandonato in attesa dei lavori di recupero, mai attuati. Da allora è iniziata la sistematica spoliazione dei suoi capolavori, che è andata avanti, in silenzio, fino all'avvio del cantiere di restauro inaugurato nel 2019 e ancora in atto, grazie a un finanziamento POR Campania FESR 2014-2020 di quasi 3 milioni di euro; considerato che: a seguito di diverse ricognizioni patrimoniali, effettuate attraverso riscontri fotografici, bibliografici, archivistici e inventariali dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Napoli e provincia e dall'ufficio tecnico comunale, fu stilato un elenco dei beni culturali di proprietà del Comune che erano stati sottratti illecitamente dall'edificio monumentale nel corso degli anni; nel merito, dall'altare maggiore erano stati rubati 15 tondi con i misteri del Rosario della bottega di Paolo de Matteis 1728 (foto in Leonardo Avella, "Fototeca nolana", volume 9, n. 2394, n. 2395, n. 2396, n. 2397 e n. 2398). Dalla parete sinistra del presbiterio era stato rubato un olio su tela raffigurante la Madonna col Bambino tra san Rocco e san Francesco di Paolo de Matteis, 1720 circa, e dalla parete destra due dipinti a olio su tela del sec. XVIII di diverse dimensioni ( ibidem , n. 2399 e n. 2392 e n. 2396). Dal presbiterio erano stati rubati, inoltre, tutti gli stalli del coro in legno scolpito e intagliato del XVIII secolo ( ibidem , n. 2394); dal pulpito erano stati asportati un rosone alla base in legno intagliato e dorato, le decorazioni floreali in legno intagliato e dorato, un crocifisso in legno scolpito e dipinto sul parapetto, databili al Settecento ( ibidem , n. 2394); dal tamburo erano state rubate due acquasantiere a pila in marmo scolpito del XVIII secolo; dalla tribuna dell'organo i pannelli della balaustra in legno intagliato, dipinto e dorato della medesima epoca; dalla cassa dell'organo le canne in argento e gli intagli a lesena, coevi. Erano stati rubati, inoltre, un confessionale legno intagliato e dipinto; numerose maioliche del pavimento dal presbiterio ( ibidem , n. 2402) e interamente anche il pavimento in cotto e fascia perimetrale in maiolica dalla navata (1781). Dall'altare maggiore erano spariti dossali, volute e angeli capoaltare in marmo scolpito XIX secolo ( ibidem , n. 2398) e dagli altari laterali dossali, cibori, volute capolatare in marmi policromi scolpiti e intarsiati ottocenteschi; nel presbiterio erano stati trafugati mensole portampolle e la campanella; dalla sagrestia erano stati rubati uno "scarabattolo" in legno scolpito e dipinto con "Santa dormiente", del Settecento (n. 2401) e un armadio reliquario in legno intagliato e dipinto (XVII secolo). Dalla venerata statua della Madonna del Rosario erano stati asportati l'abito in seta colorata con ricami in oro, la statua del Bambino Gesù, le parrucche in seta e le corone in metallo argentato (foto in Daniela Toscano, Gennaro Campanelli, "Il patrimonio storico artistico delle chiese di Roccarainola", 1983, n. 44), mentre dalla statua di sant'Antonio da Padova era stato asportato il Bambino Gesù in legno intagliato e dipinto del XIX secolo. Dalla statua in legno di santa Lucia era stata rubata una palma in argento e da quella in cartapesta della Madonna addolorata un cuore in argento, settecentesco. Sparite del tutto, poi, sia la statua di sant'Antonio da Padova con il Bambino Gesù, in legno intagliato e dipinto (XVIII sec.), sia la statua san Giuseppe col Bambino, in cartapesta dipinta, coeva. Dalla statua della Madonna del Carmine col Bambino Gesù erano scomparsi i gioielli e l'immagine del Bambino era stata sostituita da altra in gesso (1993); spariti ex voto , perle e corone (foto nel libro citato, n. 47). Dalle statue vestite della Dormitio Virginis, san Filippo Neri, santa Filomena, erano stati rubati abiti in seta completi e parrucche in fibra naturale e corone in metallo argentato: ne residuano, oggi, solo i manichini; dalla sagrestia, in fine, erano stati rubati: la porta a due battenti, il mobilio in legno scolpito, un'acquasantiera da parete, il rubinetto in ottone da acquamanile e la vasca-lavabo in calcare scolpito del Cinquecento, la suppellettile sacra e i paramenti liturgici risalenti ai secoli XVII-XVIII, nonché un olio su tela raffigurante la beata Maria Mazzarello (foto in "Fototeca Nolana", n. 2398); secondo gli abitanti della zona, altri pregevolissimi manufatti d'arte, rimossi dalla chiesa senza le preventive autorizzazioni ministeriali e trasferiti in anni imprecisati nel vicino oratorio dei Beati Morti, si trovano oggi abbandonati in ambienti inagibili, malsani, privi di qualsiasi dispositivo di sicurezza, senza alcun tipo di presidio; valutato che, a quanto risulta agli interroganti, più volte la Soprintendenza avrebbe intimato all'amministrazione comunale di Roccarainola di predisporre interventi di tutela e conservazione di questo notevole patrimonio d'arte, sollecitazioni che non avrebbero, però, prodotto alcuna conseguenza (da ultimo, nota prot. 16414 del 17 ottobre 2018), si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di promuovere un immediato intervento dell'ufficio territoriale competente, di concerto con il comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, per verificare le condizioni in cui versano i beni culturali mobili della chiesa comunale di santa Maria delle Grazie sfuggiti ai furti ma lasciati troppo a lungo al degrado e all'incuria presso l'oratorio, in modo da assicurarne finalmente la conservazione e la tutela anche disponendone, se occorre, il trasferimento in una propria sede. Atto n. 4-07423 LANNUTTI ANGRISANI Luisa Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che ACEA (Azienda comunale energia e ambiente di Roma) è una multiservizi romana attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi dell'acqua, dell'energia e dell'ambiente, di cui il Comune di Roma detiene il 51 per cento delle quote azionarie; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: a seguito dell'acquisto dell'immobile sito in viale Bruno Pelizzi 21, a Roma, in data 16 luglio 2013 un condomino effettuava la voltura dell'utenza già in essere intestata al precedente proprietario. Nell'ottobre del 2019, dopo aver notato in bolletta la tipologia cliente "uso domestico non residente", avendo trasferito la residenza nell'immobile di cui sopra dal 21 gennaio 2015, il titolare dell'utenza contattava il call center di ACEA per avere informazioni in merito. L'operatore prospettava la possibilità di avviare contestualmente l' iter di variazione dell'utenza da "uso domestico non residente" a "uso domestico residente", comunicandogli che avrebbe avuto diritto alla restituzione della differenza tra la maggiore somma corrisposta e quanto effettivamente dovuto in qualità di residente, e che al contempo avrebbe ricevuto una cartella dall'Agenzia delle entrate con la quale regolarizzare la propria posizione relativamente al canone RAI. In data 11 ottobre 2019 riceveva l' email contenente l'offerta commerciale di variazione residenza e cliccando sul link in allegato completava i passaggi richiesti; in data 14 ottobre 2019 il titolare dell'utenza citata riceveva l' email con la quale ACEA comunicava il completamento con esito positivo della richiesta di variazione. Poiché nei mesi successivi continuava a ricevere bollette come non residente, il titolare dell'utenza attraverso una persona impiegata presso ACEA presso l'ufficio competente verificava la mancata evasione della pratica. Benché il proprietario in questione abbia reiterato la richiesta e abbia ricevuto in data 10 giugno 2022 l' email di completamento con esito positivo della richiesta di variazione, ad oggi, a seguito di due interventi, il titolare dell'utenza continua a ricevere bollette con tipologia cliente "uso domestico non residente"; considerato infine che: nel recente passato l'Autorità garante per la concorrenza e il libero mercato ha sanzionato i fornitori di elettricità, tra i quali ACEA, per le procedure troppo aggressive e poco trasparenti nelle fatturazioni a carico dei clienti. L'Antitrust ha comminato sanzioni per 14,530 milioni di euro complessivi ai principali cinque gestori di energia elettrica operanti in Italia. La multa per ACEA è stata di 3,6 milioni di euro. Si tratta di sanzioni relative ai perversi e poco trasparenti meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento per bollette che non corrispondono ai reali consumi effettivi, oltre alla complessità e gli ostacoli nella restituzione dei rimborsi; negli anni l'Antitrust ha ricevuto decine di esposti da parte delle associazioni dei consumatori in cui si denuncia la giungla delle fatturazioni errate e le pratiche scorrette dei gestori dell'energia a danno degli utenti. Troppo spesso succede infatti che quando un cittadino riceve una bolletta con consumi errati, o quando deve ottenere il rimborso delle maggiori somme pagate, inizia per lui una vera e propria "odissea" che spesso porta l'utente allo sfinimento e alla resa, pagando le bollette pur non essendo tenuto a farlo, rinunciando così ai propri diritti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda agire per una maggiore tutela degli utenti delle società erogatrici di elettricità e gas, come ACEA, che nonostante le multe ricevute dall'Antitrust continuano ad essere tartassati e ignorati, dimostrando un'inadeguata gestione delle istanze dei consumatori, anche relative alle fatturazioni dei consumi, come nel caso descritto in premessa; più in generale, vista la situazione contingente dovuta a un conflitto che non accenna a fermarsi, ma che anzi rischia di degenerare, se il Governo intenda fare ulteriori sforzi per garantire costi contenuti di luce e gas, che altrimenti risulterebbero difficilmente sostenibili per i consumatori, che presto saranno obbligati a scegliere se mangiare o pagare le bollette, e per tutti gli utenti non domestici, con potenziali ripercussioni sulla tenuta dell'intera filiera produttiva italiana. Atto n. 4-07424 LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'Italia è il principale partner commerciale della Repubblica di San Marino, e per ragioni geografiche, storiche e culturali è il Paese con il quale vi è un più ampio e articolato piano di rapporti. Le relazioni fra i due Stati sono caratterizzati da numerosi accordi in diverse materie, dall'ambito economico-finanziario a quello culturale, dell'istruzione, della sicurezza; l'accordo fra il Governo della Repubblica di San Marino e il Governo della Repubblica italiana in materia di collaborazione finanziaria è stato sottoscritto a San Marino il 26 novembre 2009 ed è entrato in vigore il 26 gennaio 2015. La nuova intesa rafforza la collaborazione fra i due Paesi in materia finanziaria, con particolare riferimento alla vigilanza sui settori bancario, finanziario ed assicurativo, prevedendo le forme di cooperazione fra autorità competenti; considerato che: a seguito della liquidazione dell'istituto sammarinese "Banca CIS", lo Stato enclave si era impegnato a tutelare i risparmiatori, garantendo la restituzione delle somme per importi superiori a 100.000 euro, nel frattempo convertite in obbligazioni emesse da "BNS" Banca Nazionale Sammarinese, entro il 22 luglio del 2022. Con l'assestamento di bilancio approvato con la legge n. 94 del 2022 gli ex correntisti CIS, dopo oltre 3 anni di paziente e responsabile attesa, si sono visti sfumare la possibilità di recuperare i loro risparmi, in molti casi frutto di una vita di lavoro e sacrifici; le obbligazioni BNS sono state trasformate in debito pubblico a 10 anni, con un tasso all'1 per cento, senza alcuna preventiva autorizzazione da parte dei creditori Sammarinesi o i molti correntisti italiani. Dopo 3 anni di attesa, si obbliga così chi chiede solo di rientrare in possesso dei propri risparmi di attendere ulteriori 10 anni, compromettendo in questo modo progetti, aspettative e serenità familiare; l'iniziativa normativa è stata da più parti presentata come funzionale, proprio a tutelare gli interessi dei risparmiatori, che potrebbero utilizzare uno strumento più agile e più snello, in quanto potenzialmente oggetto di cessione nel mercato secondario, e più remunerativo, avendo un tasso di interesse maggiore di quello previsto per le obbligazioni BNS. Giustificazioni che però non convincono gli ex correntisti CIS, né nel metodo, non essendo in alcun modo state coinvolte le "vittime" che a parole si dice di voler tutelare, né nel merito, considerato che spostare di ben 10 anni il rientro delle disponibilità ad un tasso dell'1 per cento quando l'inflazione galoppa verso le due cifre, garantisce senza dubbio il bilancio dello Stato Sammarinese, ma non certo i risparmiatori incolpevoli, molti dei quali sono italiani; il timore da parte dei risparmiatori sammarinesi e italiani ora è che tutto ciò potrebbe riproporsi in qualsiasi banca locale, senza più alcuna garanzia sui risparmi degli investitori, si chiede di sapere, visti gli accordi tra lo Stato italiano e quello di San Marino, quali misure urgenti il Governo intenda attivare per fare piena luce su quanto esposto, e per fare in modo che possa esserci la possibilità di chiarire le ricadute di questo decreto d'imperio e, quindi, di poter contestare il modus operandi , che di fatto sta avendo gravi ricadute anche sui contribuenti onesti italiani, che in questo modo si vedono involontariamente costretti a pagare per scelte incomprensibili di una banca di questo Stato enclave. Atto n. 4-07425 LANNUTTI Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la signora A.P. è stata ricoverata per quattro giorni nella RSA "San Raffaele Flaminia", in via del Labaro 121, a Roma. Il ricovero è avvenuto tra il 18 giugno 2022 al 22 giugno 2022. La struttura ricade nella giurisdizione della ASL RM1; dalla data del 22 giugno 2022 la paziente è stata ricoverata all'ospedale "Sant'Andrea", sempre di Roma, a causa di una polmonite ab ingestis , dove è rimasta fino alla data del suo decesso, avvenuto il 30 giugno 2022; al momento del ricovero nella RSA "San Raffaele Flaminia", la paziente ha pagato, tramite suo figlio, il deposito cauzionale di 1.802 euro. L'importo è stato versato alla CESIM s.r.l. per coprire l'ultimo mese di permanenza nella struttura; in data 30 giugno 2022, il figlio della signora A.P. ha immediatamente avvisato la RSA del decesso della madre e ha contestualmente richiesto il rimborso della parte non spesa del deposito cauzionale; alla data odierna, però, e dopo diversi solleciti, la somma in questione non è stata restituita alla famiglia. Del mancato versamento è stato avvisato anche l'ufficio ricoveri della ASL RM1, con una mail inviata in data 8 agosto 2022, si chiede di sapere: se alla luce di quanto esposto, esista una garanzia per i familiari dei parenti ricoverati o deceduti di ottenere un rimborso; quali siano gli obblighi delle RSA nei confronti delle ASL a tutela della correttezza del proprio operato nei confronti dei ricoverati e dei loro familiari; per quale ragione nella carta dei servizi delle RSA non sia stabilito un principio di tutela per i ricoverati in merito ai pagamenti effettuati. Atto n. 4-07426 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il cosiddetto decreto golden power (decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21) descrive il complesso di poteri speciali attribuiti al Governo, i quali si estrinsecano in forme di controllo sugli investimenti esteri nei settori ritenuti nevralgici e di rilevanza strategica nazionale, a presidio dell'interesse pubblico generale; i settori riguardanti il golden power sono: difesa, sicurezza, infrastrutture, trasporti, comunicazioni, energia, assicurazioni e intermediazione finanziaria, ricerca e innovazione ad alto contenuto tecnologico, pubblici servizi. In tutti questi ambiti, il Governo può intervenire su una varietà di operazioni societarie, autorizzandole, bloccandole o assoggettandole a prescrizioni. Addirittura, nel caso del 5G, ad esempio, occorre notificare persino la scelta dei fornitori; nel passato i poteri speciali potevano essere esercitati solo nei confronti di soggetti extra europei, adesso con la disciplina COVID (seppure a condizioni parzialmente diverse e con qualche limite in più) si estendono anche a soggetti appartenenti all'UE; considerato che: il 9 settembre 2022 è comparso sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° agosto 2022, n. 133, riguardante il "Regolamento recante disciplina delle attività di coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri propedeutiche all'esercizio dei poteri speciali di cui al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, e successive modificazioni ed integrazioni, della prenotifica e misure di semplificazione dei procedimenti" (GU Serie Generale n. 211 del 9 settembre 2022); si tratta del nuovo regolamento sulle procedure per l'esercizio, da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, deldiritto di veto nei confronti dell'insediamento in Italia, o dell'acquisto da parte di Paesi extra europei di partecipazioni azionarie in industrie strategiche italiane, nonché il potere di semplici raccomandazioni nei confronti di Paesi europei, in riferimento ai settori della difesa, dell'ordine pubblico, delle telecomunicazioni, dei trasporti, dell'agroalimentare, della salute, del sistema bancario e assicurativo; considerato inoltre che: la nostra Costituzione (articolo 42) presuppone una distinzione tra i beni tra beni fuori commercio, in proprietà pubblica illimitata e demaniale del popolo, che sono inalienabili, inusucapibili, inespropriabili e non possono essere oggetto di concessioni, dai beni in commercio; come recentemente fatto notare dal vice Presidente emerito della Corte costituzionale, Paolo Maddalena, "i nostri governi, che si sono succeduti dall'assassinio di Aldo Moro in poi, hanno invece violato questo principio, ponendosi così in palese contrasto con la Costituzione", in quanto "essi hanno commesso il gravissimo errore di mettere sul mercato, con le dannosissime privatizzazioni, moltissimi beni pubblici, nonché i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia, le situazioni di monopolio e le imprese strategiche di preminente interesse generale, che devono essere in mano pubblica o di comunità di lavoratori o di utenti, ai sensi dell'articolo 43 della Costituzione"; tenuto conto che a causa del golden power il numero di notifiche su cui il Governo deve pronunciarsi si è moltiplicato negli anni. Inizialmente, infatti, l'ambito di applicazione era limitato ad alcuni asset considerati strategici nei settori della difesa, energia e telecomunicazioni, e riguardava gli investimenti da parte di soggetti extra europei. Adesso, si è perso il legame con gli asset e si è allargata la base di riferimento includendo interi settori, inclusi quelli "ad alta intensità di tecnologia" (nel quale rientra presumibilmente gran parte della nostra manifattura) e quelli finanziario, sanitario, la sicurezza degli approvvigionamenti, l'accesso a informazioni sensibili, compresi i dati personali, e la libertà e il pluralismo dei media. Insomma: si fa prima a dire chi rimane fuori, si chiede di sapere: se il Governo ritenga di doversi eventualmente focalizzare esclusivamente sull'identificazione degli asset critici, anziché dilatare sempre più il novero delle imprese coperte, creando un'enorme incertezza riguardo quali operazioni vadano notificate e quali no. Ogni giorno che passa, la disciplina di emergenza (ammesso che sia mai stata giustificata, nei termini in cui si è evoluta) ha a giudizio dell'interrogante sempre meno giustificazione e appare sempre più come un esercizio capriccioso del potere pubblico; se tale presunta "protezione", che ha recentemente previsto l'ennesima ulteriore estensione della rete di controlli, finisca in realtà per annacquare l'efficacia stessa del golden power ; se l'ennesimo ostacolo burocratico non rischi per scoraggiare le imprese, italiane ed estere, dallo scommettere sul nostro Paese, assoggettando ogni operazione al placet governativo, proprio in un momento in cui tutti concordano sul fatto che si debbano stimolare l'attività imprenditoriale e attirare capitali, ovvero se non si ritenga semplicemente assurdo che, proprio mentre si comincia a vedere l'uscita dalla crisi del COVID-19, si pensi di appesantire i controlli, anziché rimuovere quelli che erano stati creati in via "transitoria" e col pretesto dell'emergenza. Atto n. 4-07427 TURCO L'ABBATE Patty ROMANO Ai Ministri dello sviluppo economico e della transizione ecologica Premesso che: il 10 dicembre 2020, è stato firmato un accordo tra Invitalia, Arcelor Mittal Holding S.r.l. e Arcelor Mittal SA che contempla investimenti tanto sugli aspetti industriali quanto, e soprattutto, su quelli ambientali e di sicurezza per una nuova fase di sviluppo ecosostenibile dello stabilimento ex ILVA; in particolare, l'accordo prevedeva un aumento di capitale di AmInvest Co Italy S.p.A. per 400 milioni di euro, da far sottoscrivere a Invitalia dietro l'assegnazione del 50 per cento dei diritti di voto della società; a maggio 2022 è stato programmato un secondo aumento di capitale che prevedeva una sottoscrizione fino a 680 milioni di euro da parte di Invitalia e fino a 70 milioni di parte di Arcelor Mittal al fine di consentire ad Invitalia di avere il 60 per cento del capitale della società; l'accordo prevedeva un (non noto) articolato piano di investimenti ambientali e industriali che prevede tra l'altro l'avvio del processo di decarbonizzazione dello stabilimento, con l'attivazione di un forno elettrico capace di produrre fino a 2,5 milioni di tonnellate all'anno nonché il completo assorbimento dei 10.700 lavoratori; il 31 maggio il Ministro dello sviluppo economico ha autorizzato i commissari straordinari del gruppo Ilva a sottoscrivere l'accordo di modifica del contratto quadro con le società del gruppo Acciaierie d'Italia; lo schema di accordo, sul quale il comitato di sorveglianza ha espresso parere favorevole, prevedeva una proroga dei termini a cui è vincolato l'obbligo di acquisto dei complessi aziendali da parte di Acciaierie d'Italia dal 31 maggio 2022 al 31 maggio 2024, per il verificarsi delle condizioni, consistenti nel mancato avveramento delle clausole sospensive (compreso il dissequestro degli impianti) da cui dipende la realizzazione del secondo aumento di capitale previsto, nonché per consentire la continuazione dell'affitto dei complessi aziendali di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria; considerato che le principali organizzazioni sindacali del settore hanno più volte sottolineato come il quadro generale desti grande preoccupazione sia relativamente agli equilibri gestionali degli impianti, sia con riferimento ad aspetti strategici, come il piano delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, il piano industriale, il piano degli investimenti, la sicurezza degli impianti, i livelli di produzione e il ricorso agli ammortizzatori sociali; il ritardo nella realizzazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché dei necessari investimenti sugli impianti, compromettendo il regolare svolgimento dell'attività produttiva in condizione di sicurezza, oltre a mettere a rischio la salute dei lavoratori dell'impresa, rischia di riverberarsi negativamente anche sugli equilibri economico-finanziari di interi comparti delle aziende dell'indotto con ricadute sia sui livelli occupazionali sia sui conti degli enti previdenziali per il peso delle indennità di disoccupazione e degli ammortizzatori sociali; il coordinamento nazionale della rappresentanza sindacale unitaria di Acciaierie d'Italia e le principali sigle sindacali del settore hanno sostenuto di non ritenere più rinviabile un confronto di merito sul piano industriale e ambientale per conoscere i tempi degli investimenti, sul processo di risanamento ambientale, sull'introduzione dell'innovazione tecnologica in attuazione dell'accordo del 6 settembre 2018 a partire dalla clausola di salvaguardia occupazionale per i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria; peraltro, come si legge in una nota delle principali sigle sindacati di categoria, la decisione del rinvio è maturata senza alcun confronto con le rappresentanze sindacali unitarie e le stesse organizzazioni sindacali al tavolo istituzionale delle crisi aziendali istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, le quali sono state convocate solo successivamente, in seguito all'iniziativa nei diversi stabilimenti, culminata con la mobilitazione e gli scioperi a Genova e a Taranto e degli altri siti; all'incontro, convocato il 23 giugno 2022 dal coordinatore della struttura per le crisi d'impresa a seguito della proroga di due anni del contratto d'affitto tra l'amministrazione straordinaria Ilva e Acciaierie d'Italia, cui hanno partecipato i vertici dell'azienda, i sindacati, le Regioni interessate, Confindustria e Invitalia, il Ministro dello sviluppo economico ha dichiarato: "oggi è emerso con chiarezza da parte dell'azienda che, alle condizioni date per lavorare al massimo delle potenzialità, il problema è la liquidità, non gli investimenti. Lo sforzo sulla garanzia Sace per quanto riguarda il finanziamento bancario è stato insufficiente. Il nostro impegno (...) è capire se con un intervento governativo sia possibile superare le attuali difficoltà finanziarie, rilanciare l'operatività, produrre maggiore acciaio e riassorbire personale in cassa integrazione" ("ansa.it", 23 giugno); l'intervento governativo per superare le difficoltà finanziarie è poi arrivato con il decreto-legge 9 agosto 2022, n.115 ("decreto aiuti bis"), dove l'art. 30 autorizza Invitalia a sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti, comunque idonei al rafforzamento patrimoniale, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, sino all'importo complessivamente non superiore a 1.000.000.000 euro per l'anno 2022 ulteriori e addizionali rispetto a quelli previsti, si chiede di sapere: se le ingenti risorse pubbliche fino ad oggi stanziate, sia in virtù dell'accordo sottoscritto nel 2020 che dei successivi interventi di sostegno recentemente approvati, siano state già erogate da Invitalia ad Acciaierie d'Italia; quali siano le motivazioni del forte ritardo nell'avvio degli investimenti per la realizzazione di impianti ecosostenibili e della necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria sugli impianti esistenti e soprattutto dell'attività di tutela ambientale, sanitaria e di sicurezza.