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DICHIARAZIONI COMUNI All'atto della firma, in data odierna della Convenzione italo-svizzera sulla sicurezza sociale, i Plenipotenziari delle due Parti contraenti hanno firmato le seguenti dichiarazioni comuni: 1. - Assegni familiari In materia di assegni familiari la Delegazione italiana ha fatto ripetutamente presente l'importanza che il Governo italiano ammette al riconoscimento del diritto agli assegni familiari cantonali ai cittadini italiani che lavorano in Svizzera, anche se i loro familiari risiedono fuori del territorio della Confederazione elvetica. La Delegazione italiana ha richiamato inoltre l'attenzione della Delegazione svizzera silla necessità che sia evitata qualsiasi discriminazione fra lavoratori italiani e svizzeri nella corresponsione degli assegni familiari cantonali, e ciò per quanto si riferisce sia ai destinatari, sia alla misura delle prestazioni, sia ad ogni altro criterio di concessione. La Delegazione svizzera ha posto in rilievo che le Autorità federali sono intervenute presso tutti i Cantoni affinchè concedano tali assegni e che attualmente la grande maggioranza dei Cantoni stessi ha provveduto ad apportare delle modifiche alle proprie leggi, modifiche in base alle quali gli assegni familiari previsti dai regimi di assegni familiari dei suddetti Cantoni sono già stati corrisposti o lo saranno fra breve ai cittadini italiani che lavorano in Svizzera, i cui figli siano rimasti in Italia. La Delegazione svizzera ha inoltre dichiarato che le Autorità federali sono pronte a proseguire nei loro sforzi al fine di ottenere che i Cantoni che ancora non hanno modificato la propria, legislazione nel senso sopra indicato lo facciano al più presto possibile e, d'altra parte, di evitare qualsiasi differenziazione di trattamento fra lavoratori italiani e svizzeri. 2. - Assicurazione contro le malattie e la tubercolosi dei familiari rimasti in Italia (cure medico-farmaceutiche secondo la legislazione svizzera). Durante le trattative, la Delegazione italiana ha sollevato ripetutamente la questione dell'assicurazione contro le malattie e la tubercolosi delle persone di famiglia dei lavoratori italiani rimaste in Italia e, nel corso di discussioni approfondite, ha insistito sull'importanza che il Governo italiano ammette a tale questione e sulla necessità di giungere ad una soluzione favorevole. La Delegazione svizzera, pur riconoscendo che la questione costituisce un problema importante per l'Italia, ha fatto notare che lo stato attuale della legislazione federale è di ostacolo ad una soluzione che si accordi al tempo stesso alle peculiarità di tale legislazione e ai desideri italiani. Tuttavia, tenuto conto delle insistenze della Delegazione italiana - che non disconosce d'altronde le difficoltà contro cui si urta da parte svizzera - e del valore che l'Italia attribuisce a tale problema, la Delegazione svizzera si impegna ad esaminarlo in modo più approfondito, al fine di trovargli una soluzione soddisfacente. Le due Delegazioni hanno pertanto stabilito di riunirsi nuovamente nei prossimi mesi per riprendere l'esame di tale questione. Frattanto, nel desiderio di evitare di ritardare l'entrata in vigore della Convenzione e la concessione dei vantaggi che ne derivano, le due delegazioni hanno deciso di firmare la Convenzione e di mettere così termine alle trattative per quanto riguarda gli altri punti all'ordine del giorno. Roma, il 14 dicembre 1962 Per il Governo della Repubblica italiana G. LUPIS Per il Consiglio federale svizzero SAXER