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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 134 PITTONI La seduta inizia alle ore 15,30. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce gli esiti della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa. In quella sede, dopo l'audizione informale, si è convenuto di integrare il ciclo di audizioni informali in merito all'affare assegnato n. 244, concernente gli "Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione" con un'ulteriore audizione. Prende atto la Commissione. IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante 'Codice della protezione civile' Doc n. 137 Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante "Codice della protezione civile" (Osservazioni alle Commissioni riunite 1 a e 13 a . Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievi ) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 15 gennaio. La relatrice MONTEVECCHI ( M5S ) presenta e illustra una proposta di osservazioni favorevoli con rilievi, pubblicata in allegato. Il sottosegretario Lorenza BONCACCORSI esprime un parere favorevole sulla proposta della relatrice. Nessuno chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la proposta della relatrice è posta in votazione e approvata. IN SEDE REFERENTE dl n. 1/2020 MIUR DDL 1664 Conversione in legge del decreto-legge 9 gennaio 2020, n. 1, recante disposizioni urgenti per l'istituzione del Ministero dell'istruzione e del Ministero dell'università e della ricerca (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 15 gennaio. Il PRESIDENTE chiede se vi siano interventi in discussione generale. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dichiara conclusa tale fase procedurale. Dopo che la relatrice ANGRISANI ( M5S ) e il sottosegretario DE CRISTOFARO hanno rinunciato a svolgere la replica, il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati 19 emendamenti al provvedimento in titolo, pubblicati in allegato. Avverte che si passa quindi alla loro illustrazione riservandosi di pronunciarsi sulle inammissibilità in un momento successivo. La senatrice RUSSO ( M5S ) illustra gli emendamenti a sua prima firma 1.1, 2.6 e 2.8, con i quali si inserisce l'esplicito riferimento all'Alta formazione artistica, musicale e coreutica nella denominazione del Ministero dell'università e della ricerca e in altre disposizioni del provvedimento in titolo. La senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) aggiunge la propria firma agli emendamenti 1.1, 2.3, 2.6 e 2.8. Anche la senatrice VANIN ( M5S ) aggiunge la propria firma all'emendamento 2.3. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento a sua prima firma 5.1, soppressivo dell'articolo 5, volto a evidenziare come la creazione di due distinti Ministeri non sia affatto priva di oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Nessun altro chiedendo di intervenire, i restanti emendamenti si intendono illustrati; il PRESIDENTE avverte che si è quindi conclusa la fase di illustrazione e discussione degli emendamenti riferiti al provvedimento in titolo. In merito all'opportunità di svolgere un breve ciclo di audizioni informali sul provvedimento d'urgenza in esame si svolge un breve dibattito nel quale intervengono, con posizioni differenti, i senatori GRANATO ( M5S ), CANGINI ( FIBP-UDC ) e SBROLLINI ( IV-PSI ) e all'esito del quale la Commissione conviene di non svolgere alcuna audizione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,50. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 137 La Commissione, esaminato, per quanto di competenza, lo schema di decreto legislativo in titolo, valutato positivamente l'articolo 8, che apporta una serie di integrazioni all'articolo 13 del Codice, includendo nel novero delle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile anche le articolazioni centrali e periferiche del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo appositamente organizzate per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenze derivanti da calamità naturali, già previste e operanti ai sensi della direttiva del Ministro del 23 aprile 2015, nonché precisando che le attività connesse con la valutazione dell'impatto e il censimento dei danni alle strutture e alle infrastrutture pubbliche e private, in occasione degli eventi emergenziali di protezione civile riguardano anche i beni culturali e paesaggistici, in raccordo con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; visto l'articolo 1, che alla lettera b) precisa che, tra le attività e gli interventi connessi alla fase di superamento dell'emergenza, è inclusa anche la ricognizione dei danni subiti non solo dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e dal patrimonio edilizio, ma anche dai beni paesaggistici, dalle strutture e dalle infrastrutture pubbliche e private; rilevato che: i rapidi cambiamenti climatici, l'innalzamento progressivo del livello del mare, le bufere, le alluvioni, le inondazioni, gli straripamenti di fiumi e torrenti, insieme al problema dei terremoti moltiplicano le occasioni di pericolo per il nostro patrimonio; i recenti eventi alluvionali di Venezia e di Matera hanno mostrato come di fronte ad eventi quasi imprevedibili e violenti, il nostro patrimonio culturale sia indifeso e rischi di essere danneggiato per sempre se non si ricorre ad interventi tempestivi; rappresenta quindi un importante risultato l'inserimento del Ministero per i beni e le attività culturali, attraverso le sue articolazioni centrali e periferiche, tra le strutture operative della Protezione civile, ad oggi attivabili solo in occasione di eventi emergenziali e nei limiti della disponibilità di risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili presso il Ministero stesso. Al contempo, tuttavia sarebbe utile potenziare e formare le strutture di emergenza, in grado di operare in maniera efficace e tempestiva nelle attività di recupero dei beni in occasioni di catastrofi, ma allo stesso tempo impiegate in attività di studio, monitoraggio, prevenzione; considerato inoltre che. la lettera c) dell'articolo 8 integra il disposto del comma 5 dell'articolo 13 del Codice, che demanda a un apposito D.P.C.M. la definizione delle modalità e delle procedure relative al concorso delle Forze armate alle attività di protezione civile, al fine di prevedere che con lo stesso decreto si provvede alla definizione delle modalità, dei requisiti e delle condizioni con cui - su richiesta delle autorità di protezione civile, in occasione di emergenze di rilievo nazionale e limitatamente alla durata delle relative esigenze emergenziali - il personale militare può eseguire lavori e realizzare opere temporanee, anche avvalendosi delle deroghe in materia di norme tecniche, autorizzazioni ovvero titoli e abilitazioni eventualmente previste con le ordinanze di protezione civile (disciplinate dall'articolo 25 del Codice); tale disposizione ha il condivisibile intento di accelerare i lavori della protezione civile, tuttavia in riferimento proprio ai beni culturali e paesaggistici, richiederebbe maggiore attenzione la deroga in essa prevista relativamente a norme tecniche e autorizzazioni; si esprime favorevolmente con i seguenti rilievi: all'articolo 8, comma 5 lettera c), si valuti l'opportunità di attuare le deroghe alle norme tecniche, alle autorizzazioni, ai titoli e alle abilitazioni, previste a tutela dei beni culturali e paesaggistici, solo nel caso in cui sia stato dichiarato lo stato di emergenza; si valuti inoltre l'opportunità di promuovere, in collaborazione con il MIBACT, una programmazione finalizzata alla prevenzione e messa in sicurezza del patrimonio culturale e paesaggistico; si valuti infine l'opportunità di prevedere che gli enti locali o la stessa Protezione civile possano individuare, ciascuno nel proprio fabbisogno di dotazione organica, una figura tecnica di riferimento nell'ambito delle professioni dei beni culturali (archeologi, storici dell'arte, archivisti, sulla base delle esigenze), al fine di meglio coniugare le esigenze del recupero con quelle della tutela del patrimonio nelle situazioni di emergenza. Allegato