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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione IGIENE E SANITA' (12ª) 90 SILERI La seduta inizia alle ore 14,10. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che è stata chiesta, da parte del Gruppo PD, la pubblicità dei lavori della seduta odierna e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso all'attivazione dell'impianto audiovisivo, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. Non essendovi obiezioni, tale forma di pubblicità è quindi adottata per il prosieguo dei lavori. IN SEDE REDIGENTE sicurezza esercenti le professioni sanitarie DDL 867 Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni (Seguito e conclusione della discussione) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 2 luglio. Il PRESIDENTE comunica che la 5 a Commissione ha espresso il proprio parere su testo ed emendamenti. Dichiara improponibile per estraneità di materia l'emendamento 1.0.8, in quanto volto ad attribuire alla generalità dei medici, nell'esercizio delle proprie funzioni, la qualifica di pubblico ufficiale. Soggiunge che l'emendamento 1.14 è proponibile a condizione che lo stesso sia riformulato, nel senso di circoscriverne la portata alla materia trattata dal disegno di legge, ossia la sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Fa presente che i restanti emendamenti sono proponibili. Ciò posto, dopo aver ricordato che le fasi di illustrazione e discussione degli emendamenti sono già state svolte, avverte che si passa ora alle votazioni. Il RELATORE, raccomandata l'approvazione dei propri emendamenti 1.100, 1.200 e 1.0.100, esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.3 (a condizione che sia riformulato in un testo 2), 1.11 (a condizione che sia riformulato in un testo 2), 1.14 (a condizione che sia riformulato in un testo 2) e 1.21. Invita al ritiro dei restanti emendamenti, avvertendo che qualora si insistesse per la votazione il parere sarebbe contrario. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.100, 1.200 e 1.0.100 (a condizione che sia riformulato in un testo 2) del relatore. Quanto ai restanti emendamenti, esprime avviso conforme a quello del relatore. Sono ritirati gli emendamenti 1.4, 1.5, 1.10, 1.19, 1.20, 1.22 e 1.23. Previa verifica del numero legale, è posto ai voti e approvato l'emendamento 1.100. E' quindi posto ai voti e approvato l'emendamento 1.200. Posti congiuntamente ai voti, sono respinti gli emendamenti identici 1.1 e 1.2. La senatrice CASTELLONE ( M5S ), in aderenza all'invito del Relatore e del Rappresentante del Governo, riformula l'emendamento 1.3 in un testo 2 (pubblicato in allegato). Quest'ultimo, previa aggiunta di firma dei senatori BOLDRINI ( PD ), BINI ( PD ), COLLINA ( PD ), RIZZOTTI ( FI-BP ), BINETTI ( FI-BP ), SICLARI ( FI-BP ), STABILE ( FI-BP ) è posto ai voti e risulta approvato. Sono dichiarati parzialmente assorbiti gli emendamenti 1.6 e 1.7. Posto ai voti nella parte non assorbita, è respinto l'emendamento 1.6. Posto ai voti nella parte non assorbita, è approvato l'emendamento 1.7, previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice BINETTI ( FI-BP ). La senatrice BOLDRINI ( PD ), intervenendo per dichiarazione di voto, insiste per l'approvazione dell'emendamento 1.8, volto a includere nell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza, tra gli altri, rappresentanti del Forum nazionale dei CUG e dell'INAIL. Il sottosegretario COLETTO manifesta perplessità in ordine all'integrazione dell'Osservatorio con rappresentanti dei CUG e dell'INAIL, ribadendo il parere contrario già espresso. Posto ai voti, l'emendamento 1.8 è respinto. Viene quindi posto ai voti e respinto l'emendamento 1.9. Previa riformulazione in testo 2 (pubblicato in allegato), viene posto in votazione e approvato l'emendamento 1.11. In esito a distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.12 (previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice RIZZOTTI ( FI-BP )) e 1.13. Previa riformulazione in testo 2 (pubblicato in allegato), è posto ai voti e approvato l'emendamento 1.14. In esito a separate votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.15, 1.16, 1.17 (previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice BINETTI ( FI-BP )) e 1.18. Posto in votazione, è approvato l'emendamento 1.21. Posti distintamente ai voti, sono respinti gli emendamenti 1.24 (sottoscritto dai senatori COLLINA ( PD ) e BOLDRINI ( PD )), 1.25 e 1.26. Viene quindi posto in votazione e approvato l'articolo 1, come modificato. L'emendamento aggiuntivo 1.0.1 è dichiarato decaduto per assenza dei proponenti. In esito a distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti aggiuntivi 1.0.2 (previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice RIZZOTTI ( FI-BP )), 1.0.3, 1.0.4, 1.0.5, 1.0.6, 1.0.7 e 1.0.9. Previa riformulazione in testo 2 (pubblicato in allegato), è infine posto ai voti e approvato l'emendamento aggiuntivo 1.0.100. Si passa alle votazioni concernenti l'articolo 2. Il RELATORE, dopo aver raccomandato l'approvazione del proprio emendamento 2.100, esprime parere favorevole sull'emendamento 2.0.2, manifestando sui restanti emendamenti all'articolo 2 avviso contrario. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere favorevole sull'emendamento 2.100 e si associa, sui restanti emendamenti, all'avviso del Relatore. Posto ai voti, è approvato l'emendamento 2.100. E' quindi posto in votazione e respinto l'emendamento 2.1. Posto ai voti, è approvato l'articolo 2, come modificato. Dopo interventi delle senatrici BOLDRINI ( PD ) e CASTELLONE ( M5S ), è posto ai voti e respinto l'emendamento aggiuntivo 2.0.1. Messo in votazione, è approvato l'emendamento aggiuntivo 2.0.2. Con il parere favorevole del rappresentante del GOVERNO, è infine posto ai voti e approvato l'emendamento Tit. 1 del Relatore. Si procede alla votazione del mandato al Relatore. La senatrice BINETTI ( FI-BP ) dichiara il voto di astensione del proprio Gruppo, sottolineando che il provvedimento in discussione, molto atteso da tutti gli operatori del settore, non introduce misure concrete per alleviare la condizione di disagio e solitudine degli esercenti le professioni sanitarie ma si caratterizza per essere una legge manifesto. La senatrice BOLDRINI ( PD ) rileva che il disegno di legge che sta per essere licenziato dalla Commissione, presentato a suo tempo in pompa magna, non offre alcuna soluzione concreta ai problemi di sicurezza vissuti dagli operatori del settore sanitario e si muove nella prospettiva dell'invarianza di spesa. Sottolinea in termini critici che sono stati respinti perfino emendamenti concernenti l'ubicazione dei servizi di guardia medica o relativi a campagne di sensibilizzazione. Annuncia pertanto, a nome del proprio Gruppo, voto di astensione. Non essendovi altre richieste di intervento, è conferito mandato al relatore Rufa a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in discussione, nel testo formulato dalla Commissione, con autorizzazione alla richiesta di svolgimento di relazione orale e all'effettuazione degli interventi di coordinamento e correzione formale che dovessero risultare necessari. IN SEDE CONSULTIVA Promozione inclusione scolastica studenti con disabilità Doc n. 86 Schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c) della legge 13 luglio 2015, n. 107" (Osservazioni alla 7 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievi) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 4 luglio. Il PRESIDENTE riepiloga l' iter svolto, rammentando che la Commissione è chiamata a esprimersi sul provvedimento in esame entro la giornata odierna. La senatrice BOLDRINI ( PD ), intervenendo nella discussione sul testo, osserva che l'articolo 4, in tema di commissioni mediche: introduce un iter molto difficoltoso per le famiglie; prevede una composizione delle commissioni non del tutto soddisfacente; mina la collegialità nella definizione del profilo di funzionamento, a detrimento della componente scolastica e senza valorizzare il contributo di coloro che conoscono la persona e il suo contesto; è irrealistico nella parte in cui stabilisce che si debba provvedere agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Il PRESIDENTE , non essendovi altre richieste d'intervento, dichiara conclusa la discussione. Su richiesta del relatore Giuseppe PISANI ( M5S ), dispone la sospensione della seduta. La seduta, sospesa alle ore 15,15, riprende alle ore 15,30. Il RELATORE dà lettura dello schema di osservazioni - favorevoli, con rilievi - pubblicato in allegato. La senatrice BOLDRINI ( PD ) presenta uno schema di osservazioni alternativo a quello del Relatore (del pari pubblicato in allegato). Il rappresentante del GOVERNO, in riferimento allo schema di osservazioni illustrato dal relatore, esprime una valutazione positiva. In assenza di richieste di intervento per dichiarazione di voto, previa verifica del numero legale, la Commissione approva lo schema di osservazioni del Relatore. Lo schema di osservazioni alternativo presentato dalla senatrice Boldrini è conseguentemente dichiarato precluso. Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta. La seduta, sospesa alle ore 15,35, riprende alle ore 16,25. IN SEDE REDIGENTE Dirigenza sanitaria DDL 638 Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, in materia di dirigenza sanitaria (Discussione e rinvio) Il relatore DI MARZIO ( M5S ) illustra il testo del disegno di legge in titolo. La relatrice CANTU' ( L-SP-PSd'Az ), nell'associarsi all'esposizione già effettuata, svolge alcune considerazioni prodromiche a interventi migliorativi del testo, che rimarca essere comunque inserito in un processo di revisione dell'intera governance del SSN. La Commissione conviene, quindi, di svolgere un ciclo di audizioni informative e fissa il termine per la presentazione di proposte in materia alle ore 12 del prossimo venerdì 19 luglio. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA d.l. 61/2019 Misure urgenti miglioramento dei saldi di finanza pubblica DDL 1383 Conversione in legge del decreto-legge 2 luglio 2019, n. 61, recante misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica (Parere alla 5 a Commissione. Esame e rinvio) Il PRESIDENTE ( M5S ), relatore, riferisce sul provvedimento in titolo. Il decreto-legge in esame, composto da un solo articolo oltre a quello sull'entrata in vigore, contiene alcune modifiche di disposizioni finanziarie della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26. Tali modifiche sono intese in via principale a salvaguardare i risparmi per il 2019 derivanti dal minor utilizzo delle risorse iscritte nel bilancio dello Stato per l'attuazione delle disposizioni relative all'introduzione del Reddito di cittadinanza ed alle misure in materia pensionistica definite dagli articoli 14 e 15 del medesimo decreto-legge n. 4 (misure concernenti il conseguimento della pensione anticipata in base alla cosiddetta quota 100 o in base ai requisiti di sola anzianità contributiva). A tal fine, il comma 1 dell'articolo 1 prevede che per l'anno 2019 i risparmi di spesa e le maggiori entrate derivanti dal minor utilizzo suddetto costituiscano economie di bilancio o siano versati all'entrata del bilancio dello Stato, al fine di essere destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Il successivo comma 2 è inteso a garantire che il miglioramento in oggetto dei saldi di finanza pubblica per il 2019 (rispetto alle previsioni tendenziali) sia pari ad almeno 1,5 miliardi di euro, disponendo che, per il medesimo anno, le dotazioni del bilancio dello Stato, in termini di competenza e di cassa, siano accantonate e rese indisponibili per la gestione secondo le indicazioni di cui all'Allegato 1. Con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, da comunicare alle Camere, gli accantonamenti di spesa, su richiesta dei Ministri interessati, possono essere rimodulati (rispetto alle indicazioni dell'Allegato) nell'ambito degli stati di previsione della spesa, ferma restando la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica. Per quanto riguarda lo stato di previsione del Ministero della salute, l'accantonamento è pari a 6.580.000 euro, inerenti alla missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (di cui 6.300.000 euro concernenti il programma Indirizzo politico e 280.000 euro il programma Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza). Il comma 3 dispone che - sulla base della rendicontazione degli oneri (di cui al comma 1) sostenuti, comunicata entro il 15 settembre 2019 dall'INPS al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze, nonché della valutazione degli oneri in materia ancora da sostenere entro la fine del corrente anno - con delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, gli accantonamenti di cui al comma 2 siano confermati o resi disponibili per l'esercizio in corso. Il comma 4 dispone l'abrogazione di alcune norme che consentivano - sia per il 2019 sia a regime - il riutilizzo delle eventuali economie di spesa verificatesi in sede di attuazione delle norme relative al Reddito di cittadinanza e di quelle in materia pensionistica, definite a valere sul "Fondo per la revisione del sistema pensionistico attraverso l'introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l'assunzione di lavoratori giovani" (anche queste ultime norme, come accennato, nella prima attuazione, sono state poste dal citato decreto-legge n. 4). Le disposizioni ora abrogate consentivano, in primo luogo, l'adozione di variazioni compensative, al fine di allineare il bilancio dello Stato agli effettivi livelli di spesa, tra il "Fondo da ripartire per l'introduzione del reddito di cittadinanza" ed il suddetto Fondo in materia pensionistica, qualora in sede di attuazione venissero accertati, rispetto agli oneri previsti, eventuali economie per alcune misure e maggiori oneri per altre, entrambi aventi anche carattere pluriennale (articolo 1, comma 257, terzo periodo, della legge 30 dicembre 2018, n. 145). In deroga al suddetto criterio, la norma (anch'essa ora abrogata) di cui all'articolo 12, comma 11, del citato decreto-legge n. 4 disponeva una specifica destinazione degli eventuali minori oneri, aventi anche carattere pluriennale, risultanti nell'ambito del monitoraggio finanziario relativo al Reddito di cittadinanza (ivi compresa la forma specifica della Pensione di cittadinanza) ed agli incentivi ad esso connessi (incentivi di cui all'articolo 8 del medesimo decreto-legge n. 4); tali eventuali economie - accertate quadrimestralmente tramite la procedura della conferenza di servizi - venivano destinate al suddetto "Fondo da ripartire per l'introduzione del reddito di cittadinanza", anche ai fini della destinazione delle risorse ai centri per l'impiego, per il potenziamento dei medesimi - con conseguente riduzione dei limiti di spesa stabiliti per il Reddito di cittadinanza e gli incentivi connessi (limiti che comprendono anche gli oneri per l'istituto previgente del Reddito di inclusione) -. Un'ulteriore norma ora abrogata (di cui al quarto periodo del citato articolo 1, comma 257, della legge n. 145) prevedeva, come disposizione di chiusura, la destinazione al fondo interessato delle economie non impiegate per le summenzionate variazioni compensative, fermo restando, per ciascun anno, il rispetto del limite di spesa complessivo derivante, per il medesimo anno, dalla somma delle dotazioni dei due fondi. Il comma 5 del presente articolo 1 reca la clausola contabile finale, mentre l'articolo 2 specifica che il decreto in esame è entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Prescrizione esami tessuti e cellule umani Doc n. 90 Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento di attuazione della direttiva 2012/39/UE che modifica la direttiva 2006/17/CE per quanto riguarda determinate prescrizioni tecniche relative agli esami effettuati su tessuti e cellule umani (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 maggio 2012, n. 85. Esame e rinvio) Il relatore ENDRIZZI ( M5S ) illustra l'atto del Governo in titolo. Premette che lo schema di regolamento in esame è stato predisposto sulla base dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 maggio 2012, n. 85, il quale prevede che le eventuali modifiche agli allegati del decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 16, siano stabilite con regolamenti governativi cosiddetti di delegificazione. Il suddetto decreto legislativo n. 16 concerne il recepimento di alcune direttive europee recanti prescrizioni tecniche inerenti a: la donazione, l'approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule umani, nonché, con riferimento alle fasi summenzionate e a quelle successive, la rintracciabilità e la notifica di reazioni ed eventi avversi gravi; la codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani. La relazione illustrativa che accompagna lo schema osserva che esso è inteso sia a risolvere il contenzioso instaurato in materia presso la Corte di giustizia dell'Unione europea, per effetto del ricorso presentato dalla Commissione europea (C-481/18), sia ad aggiornare le prescrizioni tecniche in esame, con l'introduzione del riferimento alle donazioni (di cellule riproduttive) da parte di persone diverse dal partner , in relazione alla sopravvenuta liceità - a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 162 del 9 aprile-10 giugno 2014 - della procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Il summenzionato ricorso della Commissione europea contesta il mancato recepimento, nell'ordinamento interno, della direttiva della Commissione 2012/39/UE, del 26 novembre 2012, che ha recato alcune novelle agli allegati della direttiva 2006/17/CE della Commissione, dell'8 febbraio 2006. Ciò posto, passa a illustrare le singole disposizioni dello schema di regolamento. La novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , modifica l'ambito di applicazione dell'obbligo di svolgimento degli esami degli anticorpi HTLV-I, nel quadro della disciplina degli esami di laboratorio richiesti per i donatori di tessuti e cellule umani diversi dalle cellule riproduttive. La norma interna vigente prevede che l'obbligo sussista per i donatori che vivano in aree ad alta incidenza del virus o ne siano originari o nei casi in cui i partner sessuali del donatore provengano da tali aree, ovvero qualora i genitori del donatore siano originari delle stesse. La novella sostituisce il riferimento all'alta incidenza con il termine "alta prevalenza". In merito a tale novella (che è conforme a quella operata dalla suddetta direttiva 2012/39/UE), la relazione illustrativa dello schema osserva che i dati scientifici fomiti dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (CEPCM) e l'esperienza sul campo hanno dimostrato che è molto difficile, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, determinare che cosa sia un'area ad alta incidenza di HTLV-1. La relazione illustrativa ricorda altresì che, secondo la premessa della direttiva 2012/39/UE, il termine incidenza indica "la frequenza di insorgenza di nuovi casi di una malattia o condizione", mentre la prevalenza indica "la quota di una popolazione che è affetta da una determinata malattia in un dato momento". La successiva lettera b) novella alcuni profili della disciplina relativa ai criteri di selezione ed agli esami di laboratorio richiesti per i donatori di cellule riproduttive (resta fermo che, per le donazioni del partner , le prescrizioni in esame non concernono i casi di impiego diretto, costituiti dalle procedure in base alle quali le cellule donate vengono utilizzate senza essere conservate). Anche per le donazioni di cellule riproduttive, le novelle fanno riferimento, per l'obbligo di esame degli anticorpi HTLV-I, al termine "alta prevalenza", in sostituzione del riferimento all'alta incidenza (i casi in cui sussista l'obbligo sono identici a quelli summenzionati per le donazioni di altri tessuti e cellule). Per le donazioni da soggetti diversi dal partner , ulteriori prescrizioni sono poste dai punti 2.1, 2.2, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7 della sezione B, sezione introdotta dalla novella nell'allegato III del citato decreto legislativo n. 16, e successive modificazioni. Tali prescrizioni sono inserite in relazione alla suddetta liceità sopravvenuta della procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo e - come osserva la relazione illustrativa dello schema - sono conformi alle corrispondenti norme della direttiva 2006/17/CE. In particolare, il punto 2.1 prevede che la selezione dei donatori avvenga sulla base dell'età, dell'anamnesi sanitaria e medica, compiuta anche sulla base di un questionario e di un colloquio individuale con il medico responsabile della selezione o con personale sanitario, appositamente formato anche in materia di protezione dei dati personali, operante sotto la responsabilità del suddetto medico responsabile. Tale valutazione deve comprendere i fattori di rischio sanitario (ivi compresi quelli inerenti alle conseguenze psicologiche per il donatore) indicati al punto 2.1. Il trattamento dei dati personali è svolto secondo i princìpi stabiliti o richiamati nel medesimo punto 2.1. Il successivo punto 2.2 indica i test per i quali sia necessario, ai fini della donazione in oggetto, il risultato negativo. Il punto 2.4 prevede che, in determinate circostanze, sulla base delle valutazioni del medico, possano risultare necessari ulteriori esami, in base agli antecedenti del donatore e alle caratteristiche dei tessuti o delle cellule donati. Il punto 2.5 concerne il caso dei donatori autologhi. Il punto 2.6 disciplina la visita di genetica ed i test da effettuare sul donatore ai fini dello screening di geni autosomici recessivi, risultati prevalenti nel contesto etnico del donatore in base a evidenze scientifiche internazionali, nonché ai fini di una valutazione del rischio di trasmissione di patologie ereditarie che risultino presenti nella famiglia del donatore. Si prevede, inoltre, un obbligo di comunicazione a carico del donatore, per i casi in cui, successivamente alla donazione, il medesimo venga a conoscenza di essere afflitto o portatore di malattie trasmissibili mediante fecondazione eterologa (sempre che sia ragionevole ipotizzare la presenza della malattia nel periodo precedente la donazione). Il punto 2.7 dispone che alla coppia ricorrente alle tecniche di procreazione assistita di tipo eterologo siano fornite informazioni dettagliate ed illustrati con chiarezza i rischi associati ad essa, nonché le misure adottate per attenuarli. In particolare, la coppia deve essere informata in merito agli esami clinici cui è stato sottoposto il donatore, dei relativi test effettuati e del fatto che tali esami non possono garantire, in modo incontrovertibile, l'assenza di patologie per il nascituro. Nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di trattamento dei dati personali, deve essere salvaguardata la riservatezza del donatore, in specie mediante l'adozione di un sistema di identificazione indiretta del medesimo. La successiva lettera c) - oltre a porre una novella di coordinamento con quelle precedenti - ridefinisce i termini temporali per il prelievo dei campioni di sangue, con riferimento ai donatori di cellule riproduttive, distinguendo tra donazioni da parte del partner (ferma restando l'esclusione dei casi di impiego diretto) e le altre donazioni, e reca, per queste ultime, prescrizioni specifiche sulle modalità di analisi dei medesimi campioni. Le novelle corrispondono alle prescrizioni in merito della citata direttiva 2006/17/CE, come modificata dalla direttiva 2012/39/UE. L'articolo 2 dello schema reca le clausole di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. La Commissione conviene, quindi, di svolgere un ciclo di audizioni informative. Il PRESIDENTE si riserva di comunicare il termine per la presentazione delle proposte di audizione. Il seguito dell'esame è, dunque, rinviato. La seduta termina alle ore 16,35. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 La Commissione, esaminato, per i profili di competenza, lo schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107"; considerato che lo schema di decreto opera una revisione della disciplina concernente l'inclusione scolastica degli studenti con disabilità; formula, per quanto di propria competenza, osservazioni favorevoli, con i seguenti rilievi: 1) considerato che la disciplina sostituisce con il profilo di funzionamento sia la diagnosi funzionale sia il profilo dinamico-funzionale, si rileva l'opportunità di bilanciare la componente pedagogico-educativa all'interno delle unità di valutazione multidisciplinare, inserendovi anche gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione, i quali, per la loro competenza specifica e professionale, possono apportare un contributo determinante alla costruzione di un profilo di funzionamento effettivamente inclusivo; 2) compatibilmente con la disciplina di delega, si segnala l'esigenza di esplicitare che, tra gli studenti portatori di disabilità, sono compresi anche gli studenti con una malattia rara debitamente certificata, ancorché non comportante problemi di carattere psicomotorio: tale esplicitazione è funzionale ad assicurare agli studenti affetti da malattia rara, e alle famiglie di questi, la massima attenzione nella realizzazione del progetto formativo, con una adeguata flessibilità nei metodi e nelle richieste di tipo didattico; 3) per una inclusione efficace degli studenti con disabilità (nell'accezione ampia di cui al rilievo precedente), che assicuri ad essi la massima stabilità possibile, si segnala l'esigenza di potenziare - compatibilmente con la disciplina di delega - i Gruppi per l'inclusione territoriale, con particolare riferimento ai compiti ed all'attività di coordinamento di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a) , capoverso 6, dello schema ed all'integrazione dei Gruppi con i soggetti ivi menzionati, tra cui le aziende sanitarie locali, in base alla finalità generale di raccordare tra loro non solo la scuola e le famiglie, ma anche - ove necessario - il personale sanitario. Allegato SCHEMA DI OSSERVAZIONI PROPOSTO DAI SENATORI Paola BOLDRINI, Caterina BINI e COLLINA SCHEMA DI OSSERVAZIONI PROPOSTO DAI SENATORI Paola BOLDRINI, Caterina BINI e COLLINA SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 Premesso che: le leggi del nostro Paese sul tema dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità sono tra le più evolute e moderne dell'Unione europea; il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità", ha cercato di dare una risposta concreta al tema dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, garantendo una scuola sempre più accogliente e inclusiva per gli alunni disabili, nel rispetto delle loro esigenze; il suddetto decreto legislativo è volto a garantire una scuola sempre più accogliente per gli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo tutte le componenti del personale scolastico. Affinché gli insegnanti fossero sempre più preparati è stata rivista infatti la formazione iniziale dei docenti di sostegno dell'infanzia e della primaria, attraverso l'istituzione di un Corso di specializzazione ad hoc . I docenti, anche nella scuola secondaria, hanno, nel loro percorso di formazione iniziale, materie che riguardano le metodologie per l'inclusione ed è prevista una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi; si tratta di un provvedimento che ha messo al centro finalmente gli alunni con disabilità prevedendo il Progetto educativo individualizzato (PEI); siamo consapevoli del fatto che il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, per quanto rappresenti un punto di svolta nella normativa finalizzata alla promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, sia suscettibile di alcune modifiche migliorative, la cui proposta è emersa nel corso di questi ultimi di anni che hanno visto l'attuazione delle norme in questione; nonostante un quadro legislativo così evoluto e chiaro, il sostegno ai bambini e ai ragazzi con disabilità presenta alcuni problemi; uno di questi riguarda l'assegnazione di posti di sostegno affidati a personale "non specializzato", che non possiede alcuna formazione specifica per i fruitori finali del servizio e che contemporaneamente svilisce il ruolo e le finalità sociali e formative dei docenti di sostegno; premesso inoltre che: l'articolo 1, comma 1138, della legge di bilancio per il 2019 differisce (dal 1° gennaio 2019) al 1° settembre 2019 l'entrata in vigore di alcune disposizioni previste dal citato decreto legislativo, relative alla costituzione presso ogni ambito territoriale dei Gruppi territoriali di inclusione, alla sostituzione della Diagnosi funzionale e del Profilo dinamico funzionale con il Profilo di funzionamento, alla redazione del Progetto individuale ed alla richiesta e assegnazione delle risorse per il sostegno didattico; nella legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018), stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione "Istruzione scolastica", programma "Istruzione del primo ciclo", la spesa per gli "Interventi di integrazione scolastica degli studenti con bisogni educativi speciali incluse le spese del personale (docenti di sostegno)" è pari a 3.489 milioni di euro per l'anno 2019, a 3.078 milioni di euro per l'anno 2020 ed a 2.457 milioni di euro per l'anno 2021; queste cifre evidenziano in modo netto la riduzione della spesa per i docenti di sostegno rispetto alla precedente legge di bilancio (legge n. 205 del 2017), spesa pari, quanto al programma "Istruzione del primo ciclo", a 3.654 milioni di euro per l'anno 2018, a 3.562 milioni di euro per l'anno 2019 e a 3.308 milioni di euro per l'anno 2020; rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2018, c'è stata una riduzione di ben 73 milioni di euro per l'anno 2019 e di 230 milioni di euro per l'anno 2020; tale grave riduzione ha penalizzato gli oltre 245.500 alunni disabili, che incorrono quotidianamente in grandi difficoltà a causa della mancanza di personale specializzato a loro destinato, poiché, di fatto, si è tradotto nella impossibilità di assumere oltre 40.000 insegnanti specializzati; considerato che: il presente provvedimento, che si pone l'ambizioso obiettivo di ridisegnare il sistema dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità non dà risposte né adeguate, né esaustive alle domande provenienti dal mondo della scuola e delle associazioni, rappresentando, di fatto, un'occasione persa per l'attuazione di una società "culturalmente inclusiva"; a riprova di una visione miope e fintamente propositiva, basti pensare che tutti gli interventi previsti dovrebbero essere "nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili", in palese dispregio di quanto previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 275 del 2016 per la quale "È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione"; ESPRIME PARERE FAVOREVOLE con le seguenti osservazioni: con riferimento all'articolo 4, contenente modifiche all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante le Commissioni mediche: a) si rileva come con le modifiche proposte si chiede alle famiglie di effettuare tutta la procedura e di pervenire, in una fase successiva, alla richiesta di "accertamento dell' handicap " tramite l'INPS, introducendo un iter molto difficoltoso per le famiglie; b) la composizione delle Commissioni mediche andrebbe rivista, in considerazione della peculiarità del delicato documento che le stesse devono predisporre: a tal fine dovrebbero essere costituite da persone che "conoscono" l'alunno per poterne delinearne in modo adeguato il "profilo di funzionamento". Inoltre, i due medici specialisti previsti dovrebbero essere preferibilmente specializzati in pediatria o in neuro psichiatria infantile; c) così come descritto, il profilo di funzionamento non prevede che la componente scolastica partecipi "a pieno titolo" alla sua stesura, che non è più collegiale. Ciò comporta uno sbilanciamento a favore della componente medica, mentre la componente scolastica, pur essendo destinataria del profilo, non ne condivide le fasi preparatorie. Se l'intenzione del legislatore è quella di elaborare un documento che riprende le indicazioni dell'OMS in tema di "funzionamento", non è questo il modo per assolvere a tale compito. Il risultato sarà una sorta di ibrido, certamente non una "descrizione del funzionamento" come il classificatore ICF suggerisce. In un approccio bio-psico-sociale occorre prevede che, al di là di figure sanitarie, vi sia sempre anche un assistente sociale (e non in via alternativa), pena, come già detto, di un'unità di valutazione multidisciplinare molto sbilanciata sul versante sanitario; d) non si tiene conto del fatto che il profilo di funzionamento, come indicato dal classificatore ICF, contiene la descrizione del "funzionamento" della persona, grazie al contributo di tutti coloro che "conoscono la persona e il suo contesto". Pertanto, non ci si può non chiedere come persone che "non conoscono" l'alunno possano intervenire per definirne il "profilo", con il rischio di una lettura distorta; e) irrealistica è poi la previsione di poter provvedere agli adempimenti previsti dal presente articolo "con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente", senza che si tenga in alcun conto il fatto che il personale sanitario deve essere formato rispetto all'utilizzo congiunto del Classificatore ICF con ICD-11, così come dovrà essere formato il personale scolastico. Allegato