Document Type: normattiva_dump
Token Count: $#tokens

Allegato 2 PROCEDURA PER IL RILASCIO DELL'ATTESTATO DI CONFORMITÀ 1. Premessa. Il produttore ovvero il distributore collaborano con gli organismi indicati agli articoli 8 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica del 21 aprile 1993, n. 246, e con gli organismi di cui all'articolo 2 del decreto, denominati nel prosieguo "organismi abilitati", per permettere loro l'ispezione della fabbrica e del sistema di controllo della produzione. Gli obblighi descritti sono espletati senza immotivati ritardi dando priorità al controllo del prodotto. Il produttore, per ogni singolo stabilimento, al fine di ottenere l'attestato di conformità dei cementi ivi prodotti, tra l'altro, indica nel manuale di qualità: i tipi di cemento prodotti e i corrispondenti segni di riconoscimento utilizzati (sacco o cartellino di identificazione); la descrizione degli impianti di produzione e di distribuzione; la localizzazione di eventuali depositi gestiti sotto la piena responsabilità del produttore; la descrizione dei locali e delle attrezzature di prova necessarie per le prove interne di autocontrollo; l'elenco dei depositi; l'organizzazione del controllo interno di qualità; i responsabili aziendali incaricati della firma dei certificati di controllo interno e del prelievo esterno in contraddittorio di campioni; una dichiarazione comprovante che il servizio di verifica ispettiva del sistema di qualità è indipendente dai servizi di produzione. Il manuale di qualità ed i suoi successivi aggiornamenti sono consegnati all'organismo abilitato che si impegna a mantenerli riservati. 2. Ispezione iniziale della fabbrica e del sistema di qualità. 1.2. Ispezione di una nuova fabbrica. L'organismo abilitato effettua una verifica iniziale della fabbrica e del sistema di controllo della qualità del prodotto adottato dalla fabbrica. A tal fine l'organismo abilitato: a) conferma che il manuale di qualità della fabbrica è conforme all'allegato 1; b) valuta che l'impianto utilizzato per produrre e l'attrezzatura utilizzata per controllare il cemento sono in accordo con i criteri riportati ai punti 2.3 e seguenti dell'allegato 2. 2.2. Ispezione di una fabbrica esistente. Nel caso di un nuovo tipo ovvero di una nuova classe di cemento prodotto in una fabbrica esistente, l'organismo abilitato decide, in base alle modifiche apportate al manuale di qualità della fabbrica e comunicate dalla fabbrica stessa, se e necessaria una ulteriore ispezione. In caso affermativo, l'organismo abilitato esamina ogni innovazione che ha causato sostanziali modifiche nelle procedure per il controllo del processo di produzione e verifica che essa è stata eseguita in accordo con i criteri riportati nei capitoli dell'allegato. 2.3. Criteri per la valutazione dell'impianto di produzione. L'organismo abilitato valuta l'idoneità dell'impianto di produzione in relazione al manuale di qualità ed alla sua idoneità a soddisfare i requisiti previsti dal decreto ministeriale del 13 settembre 1993. La valutazione, inoltre, è eseguita verificando che: a) i materiali costituenti, conformi al citato decreto, da utilizzare nella produzione del cemento sono protetti dall'inquinamento all'interno della fabbrica; b) sono presenti impianti idonei per la produzione continua in massa di cemento, in particolare per una adeguata macinazione ed un appropriato stoccaggio; detti impianti permettono il controllo della qualità con sufficiente accuratezza da garantire il rispetto dei requisiti prescritti; c) sono adottate precauzioni per prevenire l'inquinamento dei differenti cementi durante il trasporto e l'immagazzinamento; d) ciascun cemento è immagazzinato in uno o più silos separati; sul silos è riportata la chiara indicazione del tipo e della classe di resistenza del cemento e qualsiasi informazione aggiuntiva necessaria; e) i punti di consegna del cemento dalla fabbrica permettono il prelievo dei campioni secondo i metodi di campionamento regolati dalla norma EN 196/7. 2.4. Criteri per la valutazione dei laboratori. La valutazione dei laboratori di controllo è effettuata verificando che: a) il laboratorio che esegue le prove richieste dal sistema di controllo della qualità in fabbrica dispone almeno delle attrezzature necessarie per eseguire le prove, previste nel manuale della qualità di fabbrica; b) il laboratorio che esegue le prove di autocontrollo dispone almeno dell'attrezzatura necessaria per eseguire le prove sulle proprietà elencate nel prospetto 1 dell'allegato 3, utilizzando i metodi di prova indicati od equivalenti. 2.5. Rapporto di ispezione. L'ispezione iniziale è documentata in apposito "rapporto di ispezione", conservato agli atti del produttore. 3. Prove iniziali sul cemento. Le prove iniziali sul cemento includono i risultati delle prove del controllo ispettivo esterno effettuate durante il periodo iniziale la cui durata è di tre mesi, salvo diverso accordo con l'organismo abilitato. Il numero di campioni del controllo ispettivo iniziale ed il periodo entro il quale questi campioni vengono prelevati sono concordati tra il produttore e l'organismo abilitato. Il campionamento e le prove sono effettuati come meglio specificato nel prosieguo dell'allegato. La valutazione delle prove iniziali del cemento si basa sia sui risultati delle prove di autocontrollo, sia sui risultati delle prove di controllo ispettivo esterno ottenuti nel periodo iniziale. Effettuata la valutazione, l'organismo abilitato redige un rapporto di ispezione da allegare agli atti del produttore. 4. Valutazione, approvazione e sorveglianza del sistema di qualità. L'organismo abilitato effettua la valutazione, l'approvazione del sistema di controllo della produzione adottato dal produttore nella fabbrica per ottenere prodotti conformi al decreto ministeriale del 13 settembre 1993 e la sorveglianza sul sistema di qualità. L'organismo abilitato esegue le funzioni suddette almeno una volta all'anno con preavviso. A seguito di ogni visita di controllo, l'organismo abilitato redige un rapporto di ispezione che è inviato al rappresentante della direzione in fabbrica che provvede ad intraprendere tutte le necessarie azioni correttive conseguenti al risultato delle verifiche. L'esecuzione delle azioni correttive è comunicata dal fabbricante all'organismo abilitato. 5. Valutazione dei risultati di prova sui campioni dell'autocontrollo. L'organismo abilitato verifica che i risultati dell'autocontrollo del produttore soddisfano i criteri di conformità del regolamento. Il numero delle verifiche statistiche a cura dell'organismo abilitato, sui dati relativi al periodo di controllo è da uno a tre all'anno ed è preventivamente concordato. Il periodo di controllo è pari a dodici mesi ovvero uguale al periodo iniziale nel caso di un nuovo tipo di cemento. Ogni valutazione è effettuata sulla totalità dei risultati delle prove di autocontrollo, ottenuti nel corso dei dodici mesi precedenti alla data di verifica o nel corso del periodo iniziale. Le verifiche sono effettuate per corrispondenza. Nel caso in cui il produttore programma e realizza la modifica di una proprietà di un prodotto, e ne ha dato comunicazione all'organismo abilitato, i relativi risultati di prova di tale proprietà modificata sono oggetto di una valutazione separata da parte del suddetto organismo. L'elaborazione statistica si effettua, per la determinazione dei requisiti meccanici, calcolando il valore medio, lo scarto quadratico medio ed il relativo valore caratteristico delle corrispondenti distribuzioni di frequenza dei risultati. Il valore limite è costituito dal valore minimo (o massimo) di una proprietà, al di sotto (o al di sopra) del quale non è ammesso alcun risultato di prova. Il valore caratteristico è il frattile di ordine 0,05 per il limite inferiore della resistenza meccanica e di ordine 0,10 per gli altri limiti delle resistenze meccaniche calcolate mediante l'espressione: f = f - k k m s f = f + k (per limite superiore di resistenza meccanica) k m s dove: f = media aritmetica degli n risultati m s = scarto quadratico medio degli n risultati k = fattore definito nel prospetto 6 dell'allegato 3, in funzione del numero di risultati sperimentali ed associato alla percentuale della popolazione e alla formulazione di rischio di tipo 1 - a con protezione unilaterale, dove: = 5% per il limite inferiore di resistenza meccanica; = 10% per il limite superiore di resistenza meccanica. I valori caratteristici così calcolati rispettano le limitazioni riportate nel prospetto 3 dell'allegato 3. In alternativa i risultati della determinazione delle caratteristiche fisiche e chimiche (vedi EN 197-1, punto 9.5.2) sono elaborati, conteggiando il numero nD dei risultati difettosi di ogni tipo di prova sulla serie completa di campioni e controllando che: nD ( o =) nA essendo nA il numero accettabile di difetti associato ad = 10% e funzione del numero n di risultati di prova come da prospetto 7 dell'allegato 3. Indipendentemente dal metodo di elaborazione effettuato, i singoli risultati sperimentali possono avere uno scostamento dai valori riportati nei prospetti 3 e 4, ma conformi a quanto indicato nel prospetto 5. 6. Prove sui campioni di controllo ispettivo esterno prelevati presso la fabbrica o deposito. 6.1. Campionamento. I campioni sono prelevati, senza preavviso, sotto la responsabilità dell'organismo abilitato, su partite avviate al consumo o al punto di consegna del cemento dalla fabbrica o dal deposito. 6.2. Numero dei campioni. Il numero dei campioni per il controllo esterno prelevati in un anno non è minore di 6 e non è maggiore di 12 per ciascun tipo e classe di resistenza del cemento spedito con continuità dalla fabbrica o dal deposito. Durante il periodo iniziale sono rispettate le frequenze concordate tra produttore ed organismo abilitato. Nel caso in cui taluni tipi e classi di cemento non sono spediti con continuità, le suddette frequenze ed i punti di campionamento sono variati previo accordo tra l'organismo abilitato ed il produttore. 6.3. Prove. Ciascun campione è omogeneizzato e diviso in 3 sottocampioni. I metodi di campionamento impiegati per prelevare e preparare i campioni soddisfano i requisiti della EN 196/7. Un sottocampione è trattenuto dal produttore per le prove ed un altro è imballato, chiaramente identificato a cura dell'organismo abilitato, e da questo consegnato al laboratorio di prova in forma anonima. Il terzo sottocampione è sigillato con i sigilli delle due parti, conservato dal produttore per un periodo minimo di tre mesi, ed è utilizzato nel caso in cui: a) uno dei primi due sottocampioni va perso, si è deteriorato o è stato contaminato; b) sono necessarie ulteriori prove in caso di controversia. La disigillatura di quest'ultimo sottocampione è effettuata a cura dell'organismo abilitato, alla presenza, se richiesta, di un funzionario del produttore espressamente delegato. I primi due sottocampioni sono sottoposti a prova, rispettivamente, da parte del produttore e dell'organismo abilitato, per le proprietà di ciascun tipo e classe di cemento elencate nelle colonne 1 e 2 del prospetto 1, impiegando i metodi di prova indicati nella colonna 3 dello stesso prospetto 1. 6.4. Valutazione dei risultati di prova. L'organismo abilitato accerta che: i risultati delle prove di controllo esterno non sono inferiori ai valorilimite indicati nel prospetto 5 dell'allegato 3; la rielaborazione statistica dei risultati delle prove interne di autocontrollo conduce a valori caratteristici rispondenti alle limitazioni contenute nei prospetti 3 e 4 dell'allegato 3; vi è rispondenza fra i risultati delle prove di autocontrollo interno e quelli delle prove di controllo esterno secondo le procedure di cui all'appendice A. Qualora gli accertamenti sopra indicati conducono a verifiche negative l'organismo abilitato attua le misure previste al prospetto 8 dell'allegato 3. 6.5. Prove di efficienza. I laboratori di prova utilizzati dall'organismo abilitato effettuano regolari prove di efficienza ed il controllo della calibrazione degli strumenti di prova, con lo scopo di mantenere l'accuratezza prevista, prevedendo anche l'effettuazione di confronti con altri laboratori certificati. 7. Ispezione iniziale del centro di distribuzione e del sistema di qualità. 7.1. Ispezione di un nuovo centro di distribuzione. L'organismo abilitato effettua una verifica iniziale del centro di distribuzione e del sistema di qualità. L'organismo abilitato: a) conferma che le procedure per il controllo della qualità della distribuzione sono conformi al disposto delle norme del regolamento; b) verifica che l'impianto è adatto a preservare la qualità del cemento. L'ispezione include l'esame del sistema di scarico, l'impianto di messa a deposito, il sistema di ripresa e di carico ed il laboratorio. Particolare attenzione è prestata nei confronti delle procedure adottate per evitare l'errata destinazione dei cementi o l'inquinamento tra cementi diversi. 7.2. Ispezione di un centro di distribuzione esistente. Nel caso di un nuovo tipo o di una nuova classe di cemento spedito da un centro di distribuzione esistente, l'organismo abilitato decide, in base alla rilevanza delle modifiche apportate al manuale di qualità degli impianti di distribuzione, se è necessaria una particolare ispezione. In caso affermativo, l'organismo abilitato valuta che qualunque modifica delle procedure è in accordo con i criteri di cui ai punti 7.3 e 7.4. 7.3. Criteri per la valutazione del centro di distribuzione. L'organismo abilitato valuta l'idoneità del centro di distribuzione in relazione alle procedure e requisiti seguenti: a) presenza di un adeguato laboratorio per controllare che il cemento sfuso ricevuto non ha subito alterazioni e che corrisponde al cemento specificato nei contratti di acquisto o di consegna; b) adozione di adeguate precauzioni per prevenire l'inquinamento dei differenti cementi durante il ricevimento, il trasporto e l'immagazzinamento; c) immagazzinamento di ciascun cemento in uno o più silos separati. Sui silos è riportata la chiara indicazione del tipo e della classe di resistenza del cemento, gli estremi del produttore e della fabbrica e qualsiasi informazione aggiuntiva necessaria; d) idoneità dei punti di consegna del cemento a permettere il prelievo dei campioni secondo i metodi descritti nella EN 196/7. 7.4. Criteri di valutazione dei laboratori. L'idoneità dei laboratori è valutata in base alle seguenti caratteristiche: a) il laboratorio che esegue le prove richieste nel manuale di qualità del centro di distribuzione dispone almeno delle attrezzature necessarie per eseguire le prove previste nelle procedure di controllo del sistema; b) il laboratorio che esegue le prove dell'autocontrollo di conferma dispone almeno dell'attrezzatura necessaria per eseguire le prove sulle proprietà elencate nel prospetto 2 di cui all'allegato 3, utilizzando i metodi di prova indicati o equivalenti. 7.5. Rapporto di ispezione. L'organismo abilitato sulla base di uno specifico rapporto, portato a conoscenza della direzione del centro di distribuzione, assume la decisione circa il mantenimento del marchio di conformità. 8. Valutazione, approvazione e sorveglianza del sistema di controllo del centro di distribuzione. 8.1. Compiti dell'organismo abilitato. L'organismo abilitato effettua la valutazione, la sorveglianza del sistema di controllo di qualità adottato dall'intermediario, nonché concede o revoca per iscritto al centro di distribuzione il diritto di mantenere l'utilizzo del marchio di conformità. 8.2. Frequenza delle ispezioni. L'organismo abilitato effettua le verifiche di cui sopra almeno una volta all'anno avvisando anticipatamente il rappresentante della direzione del centro di distribuzione. 8.3. Rapporti di ispezione. A seguito di ogni visita di controllo, l'organismo abilitato prepara un rapporto da inviare al rappresentante della direzione del centro di distribuzione. Il rappresentante della direzione del centro di distribuzione informa l'organismo abilitato di qualsiasi azione correttiva intrapresa o programmata conseguentemente al ricevimento del rapporto di visita. 9. Valutazione dei risultati di prova sui campioni dell'autocontrollo di conferma. L'organismo abilitato verifica che i risultati dell'autocontrollo di conferma del centro di distribuzione soddisfano i criteri di conformità della ENV 197-1 e che i valori rientrano in quelli dell'autocontrollo effettuato nella fabbrica che fornisce il cemento. Il numero delle verifiche statistiche sui dati relativi al periodo di controllo è previamente concordato e comunque è non inferiore ad una verifica all'anno. Il periodo di controllo è di dodici mesi. Ogni valutazione è effettuata sulla totalità dei risultati delle prove di autocontrollo, ottonuti nel corso dei dodici mesi precedenti alla data di verifica. I risultati delle prove dell'autocontrollo di conferma effettuate al centro di distribuzione e le prove di autocontrollo effettuate presso la fabbrica che fornisce il cemento, sono confrontate e valutate dall'organismo a scadenze regolari. 10. Prove sui campioni di controllo ispettivo esterno prelevati presso il centro di distribuzione. 10.1. Campionamento. I campioni sono prelevati principalmente per fornire un controllo dell'accuratezza dei risultati di prova ottenuti dal laboratorio del centro di distribuzione. I campioni puntuali sono prelevati, sotto la responsabilità dell'organismo abilitato, al punto o ai punti di consegna del cemento, dal centro di distribuzione o da carichi avviati al consumo. Al fine di permettere il prelievo dei campioni, è concesso ai rappresentanti dell'organismo abilitato l'accesso al Centro di distribuzione in qualsiasi momento senza necessità di preavviso. 10.2. Numero di campioni. Il numero dei campioni prelevati in un anno non è minore di 3 per ciascun tipo e classe di resistenza del cemento spedito dal centro di distribuzione. 10.3. Prove. Ciascun campione è omogeneizzato e diviso in 3 sottocampioni. I metodi di campionamento impiegati per prelevare e preparare i campioni soddisfano i requisiti della EN 196-7. Un sottocampione è trattenuto dal centro di distribuzione per le prove ed un altro è imballato, chiaramente identificato a cura dell'organismo abilitato e da questo consegnato al laboratorio di prova in forma anonima. Il terzo sottocampione è sigillato e conservato dal centro di distribuzione per un periodo minimo di tre mesi ed è utilizzato nel caso in cui: a) uno dei primi due sottocampioni va perso, si è deteriorato o è stato contaminato; b) sono necessarie ulteriori prove in caso di controversia. La disigillatura di quest'ultimo sottocampione è effettuata a cura dell'organismo abilitato alla presenza, se richiesta, di un funzionario del centro di distribuzione espressamente delegato. I primi due sottocampioni sono sottoposti a prova, rispettivamente, da parte del centro di distribuzione e dall'organismo abilitato, per le proprietà di ciascun tipo e classe di cemento elencate nelle colonne 1 e 2 del prospetto 2, impiegando, i metodi di prova indicati nella colonna 3 dello stesso prospetto 2. 11. Attestato di conformità. 11.1. Generalità. La conformità di un cemento alle norme del regolamento e al decreto ministeriale del 13 settembre 1993 eindicata da un attestato di conformità rilasciato dall'organismo abilitato che consente al produttore l'utilizzo del marchio di conformità. Qualora il produttore richieda la certificazione di un cemento, l'organismo abilitato provvede adeffettuare: a) un'ispezione iniziale della fabbrica e del sistema di qualità, redigendo un verbale dell'ispezione; b) prove iniziali del cemento eseguite dal laboratorio di prova, redigendo un verbale delle prove eseguite. I suddetti verbali sono allegati alle note caratteristiche del fabbricante. 11.2. Rilascio dell'attestato. Qualora dai verbali di cui al paragrafo 11.1 i risultati delle prove eseguite risultino conformi ai requisiti di cui al decreto, l'organismo abilitato rilascia un attestato di conformità valido per un periodo iniziale di 3 mesi. Durante il restante periodo iniziale sono valutati i risultati delle prove su campioni di controllo ispettivo esterno ed i risultati delle prove di autocontrollo effettuate dal produttore e, quanto rilevato, è allegato alle note caratteristiche del fabbricante. Se la valutazione risulta soddisfacente, l'organismo abilitato rilascia un attestato di conformità che rimane valido salvo il caso in cui viene ritirato o cancellato per azioni intraprese a seguito di non conformità. 11.3. Contenuti dell'attestato. L'attestato di conformità contiene in particolare: 1) il nome e l'indirizzo dell'organismo abilitato; 2) il nome e l'indirizzo del produttore e della fabbrica; 3) il numero del certificato; 4) la data di rilascio del certificato; 5) la descrizione del cemento secondo la legislazione italiana e qualsiasi ulteriore identificazione necessaria; 6) la dichiarazione che il cemento è conforme ai requisiti previsti: a) dalle norme del regolamento; b) dal decreto ministeriale del 13 settembre 1993. Copia dell'attestato di conformità è depositata a cura della società produttrice o importatrice presso la camera di commercio, industria e artigianato competente per territorio e da questa quindi trasmessa al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato - Ispettorato tecnico con la prova dell'avvenuto deposito. Presso l'organismo abilitato è operante una commissione tecnica consultiva cui partecipano almeno un membro nominato dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato ed un membro nominato dal Ministero dei lavori pubblici. Tale commissione ha il compito di esprimere parere in ordine: alla documentazione di cui al paragrafo 1; alla verifica effettuata dall'organismo abilitato dei risultati delle prove di autocontrollo, di quelle esterne, delle rielaborazioni statistiche; alle procedure da seguire nel prelievo dei campioni per le prove esterne; alle procedure da seguire nel caso di accertamento di non conformità nei controlli interni ed esterni e alle azioni conseguenti (segnalazioni, richiami, sospensione dell'attestato di conformità); ai provvedimenti di concessione e di revoca dell'attestato di conformità da parte dell'organismo abilitato; all'applicazione della legge 26 maggio 1965, n. 595, recante le caratteristiche e i requisiti dei cementi, e dei successivi decreti attuativi. Qualora la produzione di un prodotto dotato di attestato di conformità è interrotta, il produttore ne dà comunicazione all'organismo abilitato entro quindici giorni dalla data di interruzione. L'organismo abilitato concede in tal caso una sospensiva dell'attestato di conformità per un periodo massimo di dodici mesi. Alla ripresa produttiva l'attestato è ripristinato solo se le prove sul primo prelievo esterno di campioni danno esito positivo. Qualora si tratti di prodotto stagionale (venduto per un periodo di tempo, nell'anno compreso tra quattro e sei mesi consecutivi), l'attestato di conformità è rilasciato per la prima volta secondo quanto previsto dal regolamento. L'organismo abilitato ed il produttore concordano l'opportuna frequenza di autocontrollo. Nel periodo di produzione l'organismo abilitato effettua almeno tre prelievi di campioni. Per gli anni successivi al primo l'attestato è rilasciato solo se le prove sul primo campione del prelievo esterno danno esito positivo. Il produttore informa l'organismo abilitato della presumibile durata della produzione stagionale e notifica per iscritto l'inizio delle spedizioni almeno trenta giorni prima dell'inizio delle spedizioni stesse nonché il termine di cessazione di queste entro quindici giorni dalla cessazione stessa. L'organismo abilitato aggiorna l'elenco degli attestati rilasciati, elenco che è annualmente inviato al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato - Ispettorato tecnico ed al Ministero dei lavori pubblici. 11.4. Attestazione di produzioni particolari. Nell'ambito di un determinato tipo o classe di resistenza già in produzione presso una stessa fabbrica e per il quale il produttore ha ottenuto un attestato di conformità, un cemento particolare avente composizione, proprietà fisiche o chimiche o resistenze a compressione intenzionalmente differenti è, su richiesta del produttore, valutato, certificato ed identificato come cemento diverso. L'attestato di conformità è, in questo caso, rilasciato sulla base delle prove di autocontrollo ed il primo campione per le prove di controllo dell'organismo abilitato è analizzato dal laboratorio di prova. 11.5. Cessazione della produzione. Il produttore che cessa definitivamente la produzione di un particolare tipo di cemento o classe di resistenza di cemento, informa l'organismo abilitato che cancella il relativo attestato di conformità. 11.6. Marchio di conformità. L'attestato di conformità autorizza il produttore ad apporre il marchio di conformità sull'imballaggio e sulla documentazione di accompagnamento relativa al cemento certificato. Il marchio di conformità è costituito dal simbolo dell'organismo abilitato seguito da: a) nome del produttore e della fabbrica ed eventualmente del loro marchio o dei marchi di identificazione; b) ultime due cifre dell'anno nel quale è stato apposto il marchio di conformità; c) numero dell'attestato di conformità; d) descrizione del cemento; e) estremi del decreto. Ogni altra dicitura è preventivamente sottoposta all'approvazione dell'organismo abilitato. 11.7. Diritto d'uso del marchio di conformità. L'intermediario che gestisce un centro di distribuzione e che soddisfa agli obblighi di cui ai punti precedenti, utilizza il marchio di conformità sui prodotti distribuiti previa autorizzazione del corrispondente produttore e dell'organismo abilitato che ha concesso l'attestato di conformità ai corrispondenti prodotti. 12. Procedure in caso di non conformità. 12.1. Responsabilità del produttore. Le azioni correttive da adottare in presenza di una non conformità ricadono sotto la piena responsabilità del produttore il quale documenta le attività, da svolgere in maniera dettagliata, da sottoporre all'organismo abilitato. 13. Azioni dell'organismo abilitato nei confronti del produttore. 13.1. Controllo della produzione ed autocontrollo. L'organismo abilitato intraprende eventuali azioni nei confronti del produttore a seguito della valutazione, approvazione e sorveglianza del sistema di qualità della produzione e della valutazione dei risultati delle prove di autocontrollo sulla base della valutazione, caso per caso, dei relativi rapporti nell'eventualità che i risultati delle prove di autocontrollo del produttore indicano che i criteri di conformità del decreto ministeriale del 13 settembre 1993 non sono stati soddisfatti, le azioni da intraprendere da parte dall'organismo abilitato sono quelle indicate nel prospetto 8 dell'allegato 3. 13.2. Controllo esterno. 1. Se i controlli effettuati mostrano delle differenze dovute ad errori di campionamento o di prova, occorre identificarne le ragioni. L'organismo abilitato stabilisce se sono state intraprese le opportune azioni per correggere queste differenze ed indica eventuali ulteriori azioni ivi compresa, se necessario, la correzione di tutti i relativi risultati. 2. Se i risultati delle prove di controllo ispettivo esterno comprendono un risultato di prova al di fuori del valore caratteristico, l'organismo abilitato valuta i risultati delle prove di autocontrollo del produttore per un periodo adeguato e non minore di dodici mesi e notifica quanto rilevato all'organismo di certificazione. Se le prove di autocontrollo risultano soddisfacenti non occorrono altre azioni. Se le prove di autocontrollo mostrano una non conformità statistica, l'organismo abilitato intraprende le azioni previste dal prospetto 8. 3. Se i risultati delle prove di controllo ispettivo esterno non soddisfano i requisiti previsti per i valori limite (prospetto 3), l'organismo abilitato intraprende le azioni previste dal prospetto 8. 4. I risultati delle prove sopra menzionate ai punti 2 e 3 sono quelli ottenuti dopo la realizzazione degli eventuali interventi correttivi di cui al punto 1. 13.3. Responsabilità dell'intermediario. Le azioni correttive da adottare in presenza di una non conformità rilevata presso un centro di distribuzione ricadono sotto la piena responsabilità dell'intermediario il quale documenta le attività da svolgere m maniera dettagliata in apposita procedura da sottoporre all'accettazione dell'organismo abilitato. 13.4. Azioni dell'organismo abilitato nei confronti dell'intermediario. Valgono anche per i centri di distribuzione le condizioni di cui ai punti 13.1 e 13.2 relativi alla fabbrica, salvo per quanto riguarda le azioni da intraprendere da parte dell'organismo abilitato che in questo caso non vengono riferite nel prospetto 8, ma prevedono un esame in sito da parte dell'organismo stesso al fine di stabilire le cause della non conformità. L'organismo abilitato revoca il diritto all'uso del marchio da parte dell'intermediario qualora vengono riscontrate condizioni operative che non garantiscono il mantenimento delle caratteristiche originali del prodotto o constatate azioni dolose. Di tale provvedimento è data comunicazione al produttore.