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Art. 18 Ai fini dell'applicazione delle norme di cui al precedente art. 17 le ditte interessate devono fare denuncia delle giacenze previste alla lettera b) dello stesso articolo 17 all'ufficio tecnico delle imposte di fabbricazione o all'ufficio doganale competenti entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. ((Per le ditte di cui al secondo comma dell'articolo 17 che abbiano presentato la dichiarazione prevista dall'articolo 5 della legge 28 ottobre 1980, n. 687, la denuncia delle giacenze deve essere presentata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.)) I soggetti obbligati alla denuncia dell'alcole tal quale e dei prodotti di cui alla lettera b) del precedente articolo 17 devono versare alla competente sezione di tesoreria provinciale la differenza d'imposta, sulle quantità dichiarate, entro il 28 febbraio 1981. È ammessa la compensazione della predetta differenza di imposta con l'eventuale credito d'imposta spettante allo stesso soggetto sulle giacenze alle ore 24 del 30 settembre 1980 da accertare con le modalità di cui all'art. 5 della legge 28 ottobre 1980, n. 687. L'ufficio tecnico delle imposte di fabbricazione verifica la regolarità delle denuncie e controlla che l'ammontare del tributo versato sia pari a quello dovuto. Qualora risulti corrisposta una somma inferiore, la relativa differenza deve essere versata entro venti giorni dalla data di notificazione o di ricezione dell'invito di pagamento spedito a mezzo raccomandata postale con avviso di ricevimento. Se la somma versata risulta superiore a quella dovuta, il rimborso può essere effettuato con l'osservanza delle modalità da stabilirsi dal Ministero delle finanze, mediante autorizzazione ad estrarre prodotti, in esenzione di imposta di fabbricazione, in misura tale da consentire il recupero delle somme di cui è riconosciuto il diritto al rimborso. Sulle somme non versate tempestivamente si applicano l'interesse di mora a norma dell'art. 16 del decreto-legge 26 maggio 1978, n. 216, convertito, con modificazioni, nella legge 24 luglio 1978, n. 388, e l'indennità di mora ai sensi del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 25 novembre 1947, n. 1286. Se il proprietario dei prodotti soggetti alla denunzia di cui al primo comma, che avevano già assolto l'imposta nella precedente misura, li ritenga non idonei al consumo o alla rilavorazione, è ammesso a procedere alla loro distruzione sotto vigilanza finanziaria, con le modalità stabilite dal Ministero delle finanze. Il prodotto così distrutto è esente dal pagamento della differenza d'imposta.