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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 115 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15. SINDACATO ISPETTIVO Interrogazione Il presidente PETROCELLI informa che il primo punto all'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione n. 3-02611 presentata dal senatore Malan sulla posizione dell'Italia relativamente ad una risoluzione ONU contraria ad Israele. Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione Affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stata chiamata a rispondere Marina Sereni, Vice Ministro degli gli affari esteri e della cooperazione internazionale. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione della rappresentante del Governo, può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il Vice Ministro Marina SERENI, dopo aver ringraziato il senatore Malan per aver sollevato questo tema importante, che consente di chiarire la posizione del Governo, non solo sulla risoluzione approvata dal Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU, ma anche sul recente, ennesimo, violentissimo scontro militare tra Israele e Hamas, precisa che l'Italia fin dall'inizio ha stigmatizzato fermamente l'azione di Hamas. La pronta reazione del Governo italiano è stata dettata proprio dalla massima considerazione per la sicurezza di Israele, che deve essere garantita sempre e in ogni circostanza. Il Ministro Di Maio ha condannato con fermezza il lancio indiscriminato di razzi, in più occasioni, sia nei contatti telefonici avuti con i colleghi israeliano e palestinese sia nel Consiglio Affari Esteri straordinario convocato sul tema, chiedendo ripetutamente di cessare gli attacchi missilistici per prevenire la perdita di vite umane, ribadendo il diritto di Israele a proteggere la propria popolazione civile e ricordando, al contempo, la necessità di una risposta proporzionata all'attacco subito. Quanto al tema specifico della risoluzione approvata dal Consiglio dei Diritti Umani, ricorda che l'Italia da sempre sostiene l'azione di questo organismo che svolge un ruolo centrale nel prevenire l'insorgere delle crisi, monitorare e promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, favorire i processi di riconciliazione e l'individuazione delle responsabilità in caso di violazioni e abusi. In più occasioni, l'Unione europea e i suoi Stati membri hanno attivamente contribuito, nell'ambito del Consiglio Diritti Umani, all'istituzione di meccanismi di inchiesta in diverse aree del mondo, ad esempio alla regione mediorientale, dove sono attive Commissioni e Procedure di indagine per la Siria e lo Yemen, o a quella nordafricana, con l'istituzione di una missione di accertamento in Libia. Allo stesso tempo, l'Italia ritiene che l'operato del Consiglio e delle Procedure da esso istituite debba necessariamente basarsi su principi di trasparenza, imparzialità, obiettività, opponendosi, al riguardo, costantemente ad ogni forma di pregiudizio o di "doppio standard" nei confronti di Israele, che deve essere trattato alla stregua di qualsiasi altro membro delle Nazioni Unite. Con questo spirito, l'Italia ha partecipato all'ultima sessione speciale del Consiglio dei Diritti Umani, che ha approvato la risoluzione menzionata nell'interrogazione, mantenendo, nel corso del negoziato, un atteggiamento bilanciato e scevro da pregiudizi politici, nonché impegnandosi per raggiungere una posizione comune tra gli Stati membri dell'UE, alla ricerca di quella sintesi che è uno dei principi fondanti che ispirano la nostra azione nelle istanze multilaterali. Tali sforzi non hanno, purtroppo, consentito di raggiungere un orientamento europeo condiviso, ma hanno comunque permesso la formazione di un fronte maggioritario improntato ad una posizione di equilibrio che si è tradotta in un voto di astensione da parte della maggioranza dei partner dell'Unione europea. L'approccio bilanciato e costruttivo assunto nel corso del negoziato per la risoluzione è, del resto, pienamente coerente con quello mantenuto nelle più ampie dinamiche della regione, che fa dell'Italia un interlocutore credibile e affidabile sia per gli israeliani, sia per i palestinesi. In tale direzione, preannuncia una sua missione nella regione in luglio, per incontrare le autorità di ambo le parti e contribuire, in tal modo, alla facilitazione del dialogo. Il senatore MALAN ( FIBP-UDC ), in sede di replica, si dichiara insoddisfatto per le argomentazioni addotte dal Vice Ministro. In particolare, ritiene del tutto inaccettabile la posizione di astensione tenuta dal Governo italiano in occasione del voto della risoluzione in argomento. Ciò soprattutto in considerazione del contesto complessivo da cui è scaturito l'atto in argomento, ovvero un Comitato che, nel corso degli ultimi anni, ha approvato deliberazioni unilateralmente contro Israele, attaccando tale Paese a 360 gradi e, nel caso di specie, non menzionando minimamente la circostanza cruciale del lancio indiscriminato di missili da Gaza contro civili sia israeliani che palestinesi. Secondo l'interrogante, c'è da chiedersi per quale motivo l'Italia non si sia comportata, ad esempio, come altri Paesi dell'Unione europea, quali la Bulgaria, la Repubblica Ceca o un membro importante e di peso come la Germania, che hanno votato convintamente contro tale risoluzione. Pertanto, pur apprezzando le dichiarazioni del ministro Di Maio, riportate dal rappresentante del GOVERNO, di condanna del lancio dei missili e di rivendicazione del diritto dello Stato di Israele a tutelare la propria sicurezza, ribadisce il concetto per cui è da ritenersi inaccettabile la posizione di equidistanza, palesata attraverso il voto di astensione, tenuta dall'Italia in tale circostanza. Il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, conclusa la procedura informativa all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE A.S. 2065 Ratifica Convenzione Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali DDL 2065 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 16 marzo 2021. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che è pervenuto il prescritto parere non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. La seduta termina alle ore 15,15.