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Appalti pubblici - Norme della Regione autonoma Sardegna - Qualificazione delle stazioni appaltanti - Definizione da parte della Giunta regionale dei requisiti necessari - Contrasto con il nuovo codice dei contratti pubblici, che istituisce presso l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) un apposito elenco delle stazioni appaltanti qualificate - Violazione della competenza esclusiva statale nelle materie della tutela della concorrenza e dell'ordine pubblico - Illegittimità costituzionale.. È dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e ) ed l ), Cost., l'art. 45 della legge reg. Sardegna n. 8 del 2018, che attribuisce alla Giunta regionale il compito di definire i requisiti necessari per la qualificazione delle stazioni appaltanti. Il sistema della suddetta qualificazione, anche se incide sull'organizzazione, va inquadrato in un ambito materiale caratterizzato dal concorso delle competenze statali esclusive della tutela della concorrenza, dell'ordine pubblico, e di quella concorrente del coordinamento della finanza pubblica. La disposizione censurata, introducendo un non meglio precisato sistema di qualificazione affidato alla Giunta regionale, parallelo e distinto rispetto a quello nazionale, pur incidendo sull'organizzazione amministrativa, deve pertanto essere ricondotta alle indicate competenze esclusive statali (esercitate anche con l'invocato art. 38 del nuovo codice dei contratti pubblici, che istituisce presso l'ANAC un apposito elenco delle stazioni appaltanti qualificate di cui fanno parte anche le centrali di committenza). La dichiarazione di illegittimità costituzionale non comporta comunque alcun vuoto normativo, trovando applicazione la disciplina dettata in materia dal nuovo codice dei contratti pubblici. ( Precedenti citati: sentenze n. 263 del 2016 e n. 114 del 2011 ).