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ORD. 3/05. STRANIERO - ESPULSIONE - DIVIETO IN PENDENZA DEL PROCEDIMENTO DI REGOLARIZZAZIONE - ANALOGO DIVIETO SINO ALLA DATA DI PROPONIBILITÀ DELLA DOMANDA DI REGOLARIZZAZIONE - MANCATA PREVISIONE - ASSERITA DISCRIMINAZIONE IN DANNO DEL LAVORATORE COLPITO DA UN PROVVEDIMENTO DI ALLONTANAMENTO NELLE MORE DELL’AVVIO DELLA PROCEDURA DA PARTE DEL PROPRIO DATORE DI LAVORO, LESIONE DEI DIRITTI INVIOLABILI DELLA PERSONA E DEI PRINCIPI A TUTELA DEL LAVORO - INSUFFICIENTE DESCRIZIONE DELLA FATTISPECIE CONCRETA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2 del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195, convertito, con modificazioni, nella legge 9 ottobre 2002, n. 222, censurato, in riferimento agli articoli 2, 3 e 35 della Costituzione, nella parte in cui non prevede il divieto di espulsione sino alla data di proponibilità della domanda di regolarizzazione da parte di cittadini extracomunitari e non soltanto in pendenza del procedimento di regolarizzazione. L’insufficiente descrizione della fattispecie concreta da parte del remittente, il quale omette addirittura di dare atto della qualità di lavoratrice subordinata rivestita dalla parte e di indicare la data di inizio dell’attività espletata – assolutamente necessaria al fine di stabilire se la stessa fosse occupata nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore del decreto-legge n. 195 del 2002 -, è tale da non consentire un’adeguata valutazione della rilevanza della questione. - Sulla manifesta inammissibilità delle questioni sollevate con ordinanze contenenti una insufficiente descrizione della fattispecie concreta, v. le citate ordinanze nn. 119/2002, 141/2003, 188/2004 e 189/2004.