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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica socialista del Vietnam di cooperazione nella lotta alla criminalità, fatto a Roma il 9 luglio 2014. Onorevoli Senatori. -- L'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica socialista del Vietnam di cooperazione nella lotta alla criminalità è finalizzato ad intensificare la collaborazione per il contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, al traffico illegale di sostanze stupefacenti e psicotrope e loro precursori, alla tratta di esseri umani, al traffico di migranti, al terrorismo e ad altri reati. L'intesa si pone quale strumento giuridico per regolamentare la collaborazione di polizia sia sotto il profilo strategico che operativo, consentendo di intensificare i rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi preposti alla sicurezza pubblica. Inoltre, essa si inserisce in un contesto internazionale che richiede una sempre maggiore collaborazione per il contrasto al crimine organizzato transnazionale nelle sue varie forme e al terrorismo internazionale e per garantire la sicurezza ed il benessere della comunità internazionale. Sotto il profilo tecnico-operativo, l'Accordo si rende necessario per realizzare una cooperazione bilaterale di polizia, in modo da renderla più aderente alle attuali esigenze di entrambi i Paesi, in conformità a quanto previsto dai rispettivi ordinamenti giuridici e dagli obblighi internazionali. Il testo dell'Accordo, redatto sulla base del modello accolto dal Dipartimento della pubblica sicurezza nelle relazioni con Paesi extraeuropei, ricalca nei contenuti altri accordi della stessa natura quale, ad esempio, quello concluso con l'Armenia il 23 aprile 2010 ed entrato in vigore il successivo 25 ottobre. L'Accordo precisa innanzitutto l'obiettivo, ovvero l'intensificazione della cooperazione di polizia per la lotta contro la criminalità organizzata transnazionale, il traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope e loro precursori, la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, il terrorismo ed altri reati (articolo 1) ed individua le Autorità competenti responsabili dell'attuazione dell'intesa (articolo 2), che sono: -- per la Parte italiana, il Ministero dell'interno; -- per la Parte vietnamita, il Ministero della pubblica sicurezza. Viene inoltre evidenziato che per l'attuazione dell'Accordo il Ministero dell'interno italiano si avvarrà del Dipartimento della pubblica sicurezza; mentre il Ministero della pubblica sicurezza vietnamita si avvarrà del Dipartimento per la cooperazione internazionale. L'Accordo, inoltre, indica i principali settori nei quali la cooperazione di polizia si renderà operativa, in particolare: il contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, al traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope e loro precursori, alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti, al traffico illecito di armi, munizioni, esplosivi, materiali nucleari, radioattivi e tossici, nonché a reati economici, riciclaggio e reati contro il patrimonio, reati informatici e terrorismo internazionale. L'elencazione non ha il carattere della esaustività, ma costituisce solo una mera indicazione dei fenomeni attraverso i quali si manifesta generalmente l'agire della criminalità organizzata transnazionale. L'Accordo non produrrà effetti in materia di estradizione e assistenza giudiziaria in materia penale (articolo 3). Per lo svolgimento della cooperazione sono indicate specifiche modalità, quali lo scambio delle informazioni sui reati, sui criminali, sulle organizzazioni criminali, sui modus operandi e sulle loro strutture, sui gruppi terroristici, sulle tecniche e prassi operative per l'individuazione, la localizzazione e il tracciamento dei patrimoni di provenienza illecita e per prevenire e reprimere le infiltrazioni criminali nelle società che partecipano a procedure di appalto per lavori pubblici, sulle metodologie utilizzate per combattere la tratta di essere umani e il traffico di migranti attraverso le frontiere, nonché sui passaporti e altri documenti di viaggio, i visti, i timbri di ingresso e di uscita al fine di individuare documenti contraffatti o alterati. Lo scambio delle informazioni riguarda altresì gli strumenti legislativi e scientifici diretti a combattere la criminalità, compresa l'analisi della minaccia criminale (articolo 4). Sono inoltre previste ulteriori modalità di cooperazione, quali la formazione delle forze di polizia, l'organizzazione di seminari e la condivisione di esperienze in materia di criminalità, nonché l'identificazione e la riammissione di propri cittadini presenti nel territorio dell'altro Stato in posizione irregolare rispetto alla normativa sull'immigrazione. Per quest'ultimo aspetto della collaborazione è previsto che le modalità operative per la migliore attuazione della disposizione potranno essere definite in apposito protocollo operativo (articolo 4). La cooperazione di polizia avviene attraverso le richieste di assistenza. Nell'intesa sono indicati i requisiti formali e sostanziali che esse devono contenere (articolo 5), le condizioni che determinano il rifiuto dell'assistenza (articolo 6), le procedure da seguire per l'esecuzione dell'assistenza (articolo 7). Particolare attenzione è rivolta alla protezione dei dati personali e delle informazioni classificate scambiate in applicazione dell'Accordo (articolo 8). Nell'Accordo è prevista la possibilità di effettuare riunioni e consultazioni per valutare lo stato della collaborazione, perfezionare la cooperazione e definire temi e azioni di interesse reciproco (articolo 9). Riguardo ai costi nell'Accordo sono indicate le procedure per la ripartizione tra le Parti degli oneri finanziari (articolo 10). Quali lingue di lavoro da utilizzare nell'ambito della cooperazione prevista dall'intesa sono indicate l'italiano, il vietnamita e l'inglese (articolo 11). L'Accordo infine sancisce le disposizioni per la soluzione di eventuali controversie in ordine all'interpretazione ed all'applicazione dell'atto, da risolversi per via diplomatica o attraverso consultazioni e negoziati (articolo 12), le procedure per l'entrata in vigore, per la cessazione e per l'adozione di emendamenti (articolo 13). L'Accordo resta in vigore per un periodo di tempo indeterminato, salvo che una delle Parti non notifichi all'altra Parte, per iscritto attraverso i canali diplomatici e con almeno sei mesi di anticipo, la propria volontà di denuncia (articolo 13).. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica socialista del Vietnam di cooperazione nella lotta alla criminalità, fatto a Roma il 9 luglio 2014. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1 a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 13 dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalle spese di missione dell'Accordo di cui all'articolo 1, valutati in euro 37.738 annui a decorrere dal 2015, e dalle rimanenti spese pari a euro 21.854 annui a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri valutati di cui al comma 1 e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'interno, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie rimodulabili di parte corrente di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione e di formazione nell'ambito del programma «Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica» e, comunque, della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero dell'interno. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .