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Reati e pene - Reato di immissione sul mercato di preparati pericolosi - Attuazione di direttiva comunitaria per mezzo di decreti delegati - Ritenuta insufficiente specificazione dei criteri e principî direttivi contenuti nella legge di delegazione e indeterminatezza della norma incriminatrice - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, lettera c, della legge 24 aprile 1998, n. 128 (recte: dell'art. 3, comma 1, lettera c, della legge 6 febbraio 1996, n. 52), e dell'art. 13 del d.lgs. 16 luglio 1998, n. 285, sollevata in riferimento agli artt. 25, secondo comma, e 76 della Costituzione, concernente il reato di immissione sul mercato di preparati pericolosi in violazione delle disposizioni in tema di imballaggio e di etichettatura e delle disposizioni in tema di classificazione dei preparati medesimi. Infatti: a) la norma incriminatrice contenuta nell'art. 13 del d.lgs. n. 285 del 1998 determina in modo preciso le condotte sanzionate penalmente, e dunque non contrasta con il principio costituzionale di legalità in materia di reati e di pene; b) la legge di delega considerata delimita sufficientemente l'ambito delle scelte del Governo nell'impiego dello strumento penale, sia definendo la specie e l'entità massima delle pene, sia dettando il criterio, in sé restrittivo, del ricorso alla sanzione penale solo per la tutela di interessi particolarmente rileventi, sicché non può dirsi che essa non risponda ai requisiti minimi dell'art. 76 della Costituzione. - Sulla ammissibilità del ricorso alla delegazione legislativa per l'introduzione di nuove norme penali, v. citate sentenze n. 26/1966, n. 113/1972, n. 282/1990. - Sulle deleghe concernenti l'attuazione di direttive e sugli inviti più volte rivolti al legislatore affinché impieghi formule precise, v. citate sentenze n. 53/1997, n. 49/1999.