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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 15 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier: L-SP; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,35). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, poiché la 5 a Commissione permanente non ha ancora concluso il proprio lavoro per l'espressione del parere sugli emendamenti, sospendo la seduta fino alle ore 10, per consentirle la conclusione dei propri lavori. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 9,37, è ripresa alle ore 10,02) . Seguito della discussione del disegno di legge: DDL 435 Conversione in legge del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 435. Ricordo che nella seduta di ieri hanno avuto luogo la discussione generale e la replica del relatore. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, vorrei intanto ringraziare per il lavoro che è stato svolto in queste settimane dalla Commissione speciale e poi dalle Commissioni competenti. Credo che tale lavoro sia stato affrontato dai senatori e dalle senatrici migliori di questo Senato sul tema in esame. È stato ovviamente un piacere poter lavorare con colleghi che sono stati sindaci di alcuni Comuni colpiti dal terremoto e con un ex commissario, in sostanza con persone che su questo tema hanno messo le mani e hanno visto con i propri occhi gli effetti prodotti. Ciò ci ha permesso di affrontare in maniera molto realistica il decreto-legge in esame, che ovviamente è stato emanato dal Governo precedente in una fase di uscita, pur con un lavoro compiuto in maniera coordinata con la commissaria straordinaria del Governo per la ricostruzione, che ringrazio. Il lavoro, infatti, è stato possibile anche grazie al coordinamento che c'è stato con lei fin dall'inizio e ha portato a una serie di risultati evidenti, che voi oggi vedete all'interno del testo che si presenta in Aula. Certamente molti temi - come avete sottolineato ieri - non sono stati portati a termine. E questo avviene perché potete ben immaginare che cosa vuol dire per il nuovo Governo prendere conti già fatti sul tema in esame e doverli gestire con la consapevolezza che occorre fare una nuova programmazione. Quindi l'approccio, che credo sia stato condiviso anche attraverso il lavoro svolto in Commissione, è stato quello di dire di utilizzare tutte le risorse possibili per il 2018; far partire quelle proposte attraverso le quali si possono utilizzare ancora i fondi, anche se esigui, del 2018 e cominciare a pensare all'istruttoria da proporre sulla legge di bilancio, con la possibilità di avere davvero, in quel momento, una programmazione. Alcune questioni, come ad esempio quella relativa a Ischia - ieri ne avete parlato moltissimo - e anche alcune parti fiscali più pesanti che hanno necessità di fondi veramente ingenti, non sono state bocciate dal Governo perché non interessano o perché non sono considerate necessarie. Si tratta di questioni alle quali in questo momento non si può far fronte dal punto di vista finanziario. Vi assicuro che il Governo è molto attento a quanto al riguardo succederà nei prossimi mesi e alla possibilità di programmare, anche grazie alla scelta di prorogare lo stato d'emergenza, ciò che ancora dovrà essere fatto. Ci sono stati temi molto pungenti, dal punto di vista urbanistico e quelli riguardanti l'Unione europea: questi due, in particolare, attualmente sono ancora aperti e su di essi ci stiamo veramente mettendo attenzione, perché richiesti a larga maggioranza. Credo che meglio di così in questo frangente non si potesse fare. Il Governo resta comunque apertissimo a tutte le proposte su cui si è già cominciato a discutere, ma il cui esame completo sarà necessariamente rimandato. In ogni caso, c'è un atteggiamento di apertura e c'è la volontà di coinvolgimento, perché non si fa mai abbastanza quando si tratta della vita dei cittadini, soprattutto di coloro a cui è capitata una sciagura come quella in esame. Ringrazio le Commissioni e i relatori per il lavoro svolto. L'atteggiamento tenuto è stato proprio quello che ho descritto, perché ha riguardato un tema su cui siamo tutti molto sensibili. Rivolgo l'invito a tenere il medesimo atteggiamento anche su altri temi che affronteremo e su cui credo che a volte si possa dimostrare di non avere colore politico, per lavorare tutti al fine di risolvere alcuni problemi che troppe volte sono stati lasciati in divenire. In particolare, occorre ricordare che cosa è successo negli anni precedenti, perché c'è uno storico, e credo che su temi del genere non ci si debba mai rimbalzare le colpe, ed è proprio quanto abbiamo provato a fare nelle ultime settimane. Ringrazio ancora tutti e aspetto di udire il parere del relatore sugli emendamenti presentati. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Sull'ordine dei lavori ROMEO (L-SP) . Signor Presidente, a nome del mio Gruppo, chiedo che le votazioni della seduta odierna vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico. PRESIDENTE. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 435 PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. In conformità a quanto stabilito durante l'esame in sede referente, la Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti 1.65, 1.0.103, 1.0.104, 1.0.120, 1.0.122, 1.0.127 e 1.0.128, in quanto recano disposizioni estranee all'oggetto del decreto-legge in esame. Ricordo ai colleghi che la nuova disposizione del Regolamento prevede l'illustrazione da parte di uno solo dei presentatori, che può intervenire una sola volta per non oltre cinque minuti, elevabili a dieci se è l'unico intervento del Gruppo. ARRIGONI (L-SP) . Signor Presidente, intervengo per illustrare alcuni ordini del giorno all'articolo 1. Inizio dall'ordine del giorno G1.2, relativo alle aree che attualmente ospitano le strutture abitative di emergenza, che sono utilizzate in forza di contratto di locazione. Ebbene, con questo ordine del giorno chiediamo al Governo di valutare la possibilità che, nell'ambito di un prossimo provvedimento, si possano stabilire le acquisizioni, attraverso l'esproprio, delle aree sulle quali insistono le strutture abitative di emergenza, nonché di valutare l'attivazione dei relativi oneri di manutenzione di cui tali strutture necessitano. Si tratta di un'operazione molto importante, per una riflessione doverosa dal punto di vista anche urbanistico su tante aree presenti in molti Comuni del cratere che necessitano di una programmazione. Illustro, poi, gli analoghi ordini del giorno G1.300 e G1.301, che riguardano la rateizzazione della busta paga pesante. L'attuale decreto-legge prevede la proroga del termine oltre il quale bisogna restituire i versamenti tributari e i contributi assicurativi previdenziali al gennaio 2019 e pone in 60 rate la restituzione di siffatti contributi. Noi riteniamo, in analogia a quanto fatto per il terremoto de L'Aquila del 2009, che il Governo possa pensare di allungare la rateizzazione sia dei versamenti tributari a 120 rate - e questo è previsto nell'ordine del giorno G1.300 - sia dei contributi previdenziali e assicurativi anch'essi in 120 rate anziché 60, come previsto nell'ordine del giorno G1.301. Ricordo sommessamente ai colleghi dell'Assemblea che, attraverso successivi provvedimenti che hanno riguardato ilterremoto del Centro Italia, la rateizzazione è passata da una prima ipotesi di 9 rate a 24 e, con l'attuale decreto-legge in sede di conversione, a 60 rate. Ebbene, noi riteniamo che, al fine di alleggerire il peso della doppia tassazione cui andrebbero incontro i cittadini privati, sarebbe opportuno pensare, nella prossima legge di bilancio, a una rateizzazione di 120 rate. Con l'ordine del giorno G1.306 si chiede al Governo di valutare la possibilità di prorogare per altri due anni oltre l'attuale limite, fissato per il 31 dicembre 2018 (quindi alla fine del 2020), l'assunzione a tempo determinato del personale oggi impegnato presso i quattro uffici speciali della ricostruzione, associati alle quattro Regioni colpite dal terremoto, e del personale assunto, sempre a tempo determinato, nei Comuni. Illustro poi l'importantissimo ordine del giorno G1.307, che evidenzia un'esigenza che proviene dai Comuni: i Comuni del cratere sono sempre più spesso impegnati nel dover affrontare una serie di spese legali che scaturiscono da procedimenti amministrativi o penali derivanti dalla gestione dell'emergenza post-sisma . Molti sindaci sono costretti a impugnare ordinanze di requisizione delle aree dei terreni per la realizzazione delle SAE o di strutture pubbliche di servizio, di procedimenti di verifica e revoca del contributo per l'autonoma sistemazione (CAS), dell'assegnazione e della revoca del contributo per l'autonoma sistemazione, dell'assegnazione e della revoca delle SAE. Con questo ordine del giorno chiediamo al Governo di poter adottare iniziative per la creazione di un fondo specifico per i Comuni del cratere destinato al sostegno delle spese legali - sono tante e saranno sempre maggiori - per fronteggiare siffatti contenziosi. Concludo illustrando congiuntamente gli ordini del giorno G1.311 e G1.312, che riguardano sostanzialmente la zona franca urbana, la quale ha stabilito il diritto a una serie di esenzioni da parte delle imprese. Il problema è che dette esenzioni, che non sto qui ad elencare, sono stabilite in base a una diminuzione del fatturato che le imprese hanno registrato nell'ultimo periodo del 2016 rispetto all'analogo periodo del 2015. Sostanzialmente si dice che, se si confrontano questi due periodi e si rileva che l'impresa ha avuto una diminuzione del fatturato del 25 per cento, essa ha diritto a una serie di esenzioni. Peccato che molte imprese colpite pesantemente dal terremoto, anche grazie alla solidarietà messa in atto da molti cittadini nelle settimane successive al terremoto, hanno tenuto un fatturato alto, che poi nei primi mesi del 2017 è andato scemando. Con questi due ordini del giorno chiediamo al Governo di rivedere la percentuale di riduzione del fatturato - noi abbiamo ipotizzato il 15 per cento, ma si tratta di una percentuale trattabile - e di rivedere l'arco temporale oggetto di confronto dei fatturati delle imprese che hanno avuto nocumento dal territorio. Vi sono altri ordini del giorno presentati dal Gruppo Lega - Salvini Premier che saranno successivamente illustrati dai colleghi. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, quello in esame è un provvedimento di grande rilievo e molto atteso. Un provvedimento preparato dal Governo Gentiloni Silveri, che lo ha licenziato come suo atto, e in questo c'è un valore politico molto importante, testimone non solo dell'attenzione enorme, continuativa, giorno per giorno, della vicinanza ai territori e alle popolazioni colpite, ai sindaci e ai soggetti sociali ed economici del cratere, ma dell'importanza politica che si è voluto dare a questo tema. Quello al nostro esame è un decreto-legge che, nonostante la preparazione ampia, alla fine è rimasto circoscritto - nel testo approvato in Consiglio dei ministri il 29 maggio, in prossimità della scadenza della sospensione dei tributi - alla proroga dei termini relativi ai tributi e ai versamenti contributivi, alla proroga di uno strumento fondamentale che abbiamo voluto per proteggere il reddito e sostenere le esigenze economiche dei lavoratori, ovvero la busta paga pesante. Tutto questo è molto importante, Presidente, e come Partito Democratico abbiamo presentato diversi emendamenti per ampliare la forza e l'efficacia di questo decreto-legge. Proposte modificative che, del resto, avevamo preparato nelle settimane precedenti e che solamente le circostanze politiche - il fatto che il Governo Gentiloni Silveri fosse dimissionario - non hanno consentito che venissero introdotte. Dobbiamo fare in modo che, invece, quest'Assemblea introduca le modifiche, a partire da tutte quelle misure fondamentali per vincere la sfida legata alla ricostruzione. Non vinceremo tale sfida solo ricostruendo, presto e bene, i muri, le case; la vinceremo soprattutto dando un progetto a quei territori colpiti anche da una lunga crisi economica, e quindi deboli. Progetto significa innanzi tutto lavoro, sostenere le imprese, sostenere i distretti industriali del manifatturiero, dell'agroalimentare, dell'artigianato che in quei territori insistono e che sono tra le eccellenze italiane. La gran parte dei nostri emendamenti, colleghi, riguarda questo: la semplificazione amministrativa, il sostegno alle imprese, anche quelle piccole, anche quelle artigiane; prorogare una mole di provvedimenti che in dichiarazione di voto presenteremo uno ad uno; aiutare i sindaci, soprattutto quelli dei piccoli Comuni, a trovare personale per funzionare; non interrompere esperienze importanti che sono decisive per vincere la sfida della ricostruzione, che molto spesso si è inceppata per la mancanza di personale. Ebbene, Presidente, la gran parte dei nostri emendamenti è stata bocciata dalla maggioranza e dal Governo, e questo è un rammarico enorme che rischia di vanificare le attese. Non è un no agli emendamenti del PD; è un no alle istanze dei territori. Ripresenteremo quegli emendamenti e li illustreremo uno ad uno, con l'auspicio che quest'Assemblea davvero possa farli propri, perché altrimenti, in un momento cruciale della ricostruzione post-sisma, significherebbe girare le spalle, ignorare le esigenze reali e tornare indietro, vanificare l'enorme lavoro che in questi due anni, tra mille difficoltà, il Governo Renzi, prima, il Governo Gentiloni Silveri, poi, i sindaci, le Regioni, tutti i parlamentari - sono atti sui quali tutti abbiamo lavorato insieme - hanno contribuito a fare. Non vogliamo tornare indietro, presenteremo i nostri emendamenti facendo un appello fortissimo al Governo e alla maggioranza perché li accolgano per il bene dei territori e delle popolazioni che attendono risposte. (Applausi dal Gruppo PD). ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei disilludere il collega del PD che poc'anzi ci richiamava alla bontà del decreto-legge Gentiloni Silveri, ma non si può non definirlo un decretino, un piccolo decreto che era finalizzato solo, com'è noto, colleghi, alla proroga delle agevolazioni fiscali per i residenti nell'area del cratere. È stata scelta dal nuovo Governo la formula opinabile, ma comunque dal mio punto di vista condivisibile, di approfittare dell'occasione per affrontare l'enorme massa di problemi che ci trascinavamo dietro dalle vicende dell'emergenza ad oggi, determinate evidentemente dalla parziale azione del precedente Governo (nel dire parziale sono molto buono). Questa è stata, all'inizio, un'operazione che noi abbiamo condiviso. Insieme al collega Marsilio abbiamo partecipato attivamente ai lavori della Commissione e devo riconoscere che essa ha affrontato con lo spirito giusto tutte le tematiche riguardanti la ricostruzione e, provenendo dal territorio del cratere, posso affermare che gran parte delle problematiche emerse in questi due anni sono state evidenziate, affrontate e, in qualche caso, anche denunciate. Ora, partendo da questo dato non possiamo dire che l'operazione che abbiamo svolto sia stata esaustiva, evidentemente, cioè non possiamo sicuramente affermare che l'operazione realizzata sia stata risolutiva delle enormi problematicità. Abbiamo parzialmente affrontato soltanto le operazioni che non prevedevano spesa, sono state cassate proposte ritenendole prive di copertura e abbiamo dovuto aspettare le relazioni tecniche per capire di quali coperture si parlasse. Nella sostanza, Fratelli d'Italia intende riproporre in Aula in particolare cinque emendamenti, che illustreremo singolarmente e in parte trasformati in ordini del giorno, che attengono a problematiche veramente importanti. Noi riteniamo improcrastinabile la soluzione di tali problematiche. Ci riserviamo di illustrare le nostre proposte una alla volta e auspichiamo che l'Assemblea agisca con maggiore coraggio rispetto a quanto è riuscita a fare la Commissione, evidentemente penalizzata da un parere contrario del Governo. In questo passaggio, dato che è la prima volta che mi si presenta l'occasione di farlo, voglio anche io ringraziare il relatore che ha dimostrato di conoscere la materia, di affrontarla con serietà e con grande spirito costruttivo. Credo che questo sia l'elemento più interessante di questi giorni di lavoro sul decreto terremoto, cioè lo spirito con cui il Senato ha ritenuto di affrontare queste problematiche. Spero che ciò si traduca, Presidente, in capacità di incidere sui problemi reali. (Applausi dal Gruppo FdI). BRIZIARELLI (L-SP) . Signor Presidente, come ha anticipato il collega, intervengo per illustrare gli ordini del giorno G1.1 e G1.308, presentati dal mio Gruppo. L'ordine del giorno G1.1 è volto a impegnare il Governo a intervenire sulla corretta applicazione di quanto previsto dall'articolo 3 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile 28 agosto 2016, n. 389, che prevede la possibilità di realizzare, in deroga alle normative urbanistiche e paesaggistiche, strutture temporanee che assicurino la continuità dei servizi pubblici. Tutti sappiamo che la questione riguarda il caso, portato all'attenzione della cronaca nazionale, della struttura polifunzionale realizzata a Norcia da Stefano Boeri, d'intesa tra il commissario straordinario, la Protezione civile e il Comune. La vicenda, purtroppo, ha visto l'invio di avvisi di garanzie e l'iniziale sequestro della struttura. Chiediamo al Governo di valutare l'applicazione di quanto previsto dall'ordinanza anche per le strutture tese a garantire la continuità dei servizi che prevedono la realizzazione di una platea esclusivamente per la regolazione del piano di fondazione e l'urbanizzazione primaria. L'ordine del giorno G1.308 è invece volto a impegnare il Governo a intervenire per la riapertura dei termini per la rottamazione delle cartelle esattoriali a favore delle popolazioni che risiedono nella zona colpita dal terremoto. Diversamente, infatti, si avrebbe un paradosso, in quanto tali popolazioni sarebbero penalizzate e non già agevolate. Infatti, essendo sospeso l'invio delle cartelle esattoriali, i cittadini non hanno potuto aderire alla rottamazione, che prevedeva un risparmio potenziale anche del 30 e 40 per cento. Pertanto, chiediamo che il Governo valuti la possibilità di riaprire i termini, così da evitare che la popolazione coinvolta riceva un danno, anziché una facilitazione. (Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a esprimere il parere sugli emendamenti volti a inserire articoli aggiuntivi prima dell'articolo 1. PATUANELLI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 01.4 e 01.6 e contrario sull'emendamento 01.10, identico all'emendamento 1.0.4. Esprimo inoltre parere favorevole sull'emendamento 01.13 (testo 2), identico all'emendamento 01.14 (testo 2), nonché sull'emendamento 01.17 (identico agli emendamenti 01.18 e 01.19). Esprimo parere contrario sugli emendamenti 01.21, 01.22, 01.23 e 01.24/300. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 01.24 (identico all'emendamento 01.25 e sostanzialmente identico agli emendamenti 1.0.6 e 1.0.7) e 01.29, identico agli emendamenti 1.40 e 1.0.11. Esprimo altresì parere favorevole sull'emendamento 01.31 (testo 2). Esprimo parere contrario sull'emendamento 01.33, identico all'emendamento 01.19. Esprimo invece parere favorevole sugli emendamenti 01.34, 01.35 (testo 2), 01.36 (testo 2), 01.38, 01.39 (testo 2). Esprimo quindi parere contrario sull'emendamento 01.43 e sull'emendamento 01.44, identico agli emendamenti 1.0.25 e 1.46. Esprimo invece parere favorevole sull'emendamento 01.1000 e contrario sull'emendamento 01.46. Per quanto riguarda l'emendamento 01.47, esprimo parere favorevole sulla riformulazione proposta dalla 5 a Commissione consistente nello stralcio della lettera c) dal comma 1. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 01.53, 01.54, identico agli emendamenti 1.47 e 1.0.29. Esprimo infine parere contrario sull'emendamento 01.55. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore. PRESIDENTE . Prima di procedere alle votazioni, ricordo ai colleghi che sugli emendamenti su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, chiederò se si insiste per la votazione. Gli emendamenti 01.1, 01.2 e 01.3 sono ritirati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 01.4. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo per svolgere una dichiarazione di voto complessiva, onde evitare di intervenire su tutti gli emendamenti. Apprezzando il lavoro che tutti insieme abbiamo svolto in Commissione, voteremo gli emendamenti approvati in quella sede, compreso l'ultimo presentato dal relatore. Non voteremo tutti gli altri emendamenti per una ragione semplice: non perché non condividiamo tanti di quegli emendamenti, ma in virtù del lavoro svolto dalla Commissione e dell'impegno assunto dal Governo di affrontare una serie di altri provvedimenti nella legge di bilancio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.4, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.34 è precluso dall'approvazione dell'emendamento 01.4. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.6, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 01.5, 01.7 e 01.9 sono ritirati; gli emendamenti 01.8 e 1.35 sono preclusi dall'approvazione dell'emendamento 01.6. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.10, presentato dal senatore Gasparri e da altri senatori, identico all'emendamento 1.0.4, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 01.11 e 01.12 sono ritirati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 01.13 (testo 2). GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, su questo emendamento annuncio il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia, soddisfatti che esso abbia assorbito nel testo principale il contenuto del nostro emendamento 01.14 (testo 2), andando di fatto a superare un vulnus importante, quello della tutela dei diritti delle persone diversamente abili, prevedendo, quindi, oltre all'adeguamento igienico, sanitario, energetico e antincendio, anche l'eliminazione delle barriere architettoniche. Non occorre, quindi, che mi dilunghi oltre, se non per ricordare che le sofferenze patite dai cittadini colpiti dal sisma si acuiscono in maniera esponenziale per le persone diversamente abili. In questo modo, abbiamo risposto anche alle associazioni che auspicavano un intervento in tal senso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.13 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 01.15 risulta assorbito dalla precedente votazione. L'emendamento 01.16 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.17, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 01.20 è ritirato. Passiamo all'emendamento 01.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALAN (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 01.21, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, fino alle parole «danni lievi». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.39 e 1.0.77. Stante il parere contrario espresso dalla 5 a Commissione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 01.22 è improcedibile. L'emendamento 01.23 verrà votato successivamente all'emendamento 1.0.56. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.24/300, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.24, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 01.26 e 01.27 sono ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.29, presentato dalla Commissione, sostanzialmente identico agli emendamenti 1.40, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, e 1.0.11, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.31 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 01.30 e 01.32 (testo 2) sono ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.33, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 1.0.19, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.34, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.35 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.44 è precluso. L'emendamento 01.300 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.36 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.21 è precluso. L'emendamento 01.37 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.38, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.39 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 01.42, 1.45 e 1.0.22 risultano assorbiti. Gli emendamenti 01.40 e 01.41 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 01.43, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. GASPARRI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.43, presentato dal senatore Gasparri e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.44, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini, identico agli emendamenti 1.0.25, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, e 1.46, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 01.45 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.1000, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 01.46, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALLEGNI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 01.46, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, fino alle parole «mutui stessi». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.0.27. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.47 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano preclusi gli emendamenti 01.51 e 1.72. Gli emendamenti 01.48, 01.49, 01.50 e 01.52 sono ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.53, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.54, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 1.47, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, e 1.0.29, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 01.55, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALLEGNI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.55, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Concluso l'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi prima dell'articolo 1 del decreto-legge, invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. PATUANELLI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 1.1. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.3, della Commissione. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.4, 1.5, 1.6, 1.7 (testo 2), 1.9 e 1.10. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.11, della Commissione. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.13 e 1.14. Sull'emendamento 1.15, della Commissione, esprimo parere favorevole. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.18 e 1.19. Accolgo la riformulazione proposta dalla 5 a Commissione dell'emendamento 1.20 ed esprimo pertanto parere favorevole al testo così riformulato. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.26 (testo 2), della Commissione. Esprimo quindi parere contrario sugli emendamenti 1.28, 1.33, 1.36, 1.37, 1.38, 1.39, 1.41, 1.42, 1.43, 1.45, 1.48, 1.72, 1.49, 1.50, 1.51, 1.73, 1.52, 1.53, identico all'emendamento 1.54, e sugli emendamenti 1.55, 1.56, 1.58, 1.57, 1.59, 1.62, 1.63, 1.64, 1.66, 1.71, 1.74, 1.75, 1.76, 1.77, 1.78 e 1.79. Per quanto riguarda le restanti proposte di modifica esprimo su tutte parere contrario ad eccezione degli emendamenti 1.81, 1.90 (testo 2), 1.106, 1.115 (testo 2), 1.124 e 1.125, su cui il parere è favorevole. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.88. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. Se non sbaglio, ci sono alcuni emendamenti su cui la Commissione bilancio non ha ancora espresso il proprio parere e che quindi sono stati accantonati in attesa della relazione tecnica, dal momento che il Governo ha assunto l'impegno di chiudere questo capitolo con una relazione tecnica agli atti. PRESIDENTE . Colleghi, nel caso dovessimo arrivare all'esame dell'emendamento 1.119, dovremo accantonarlo, perché manca ancora il parere della Commissione bilancio. Ce ne sono altri in condizioni analoghe e bisognerà che la Commissione risolva questi problemi. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.2 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ZAFFINI (FdI) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Questo emendamento riguarda una materia già trattata peraltro dal collega Arrigoni, con la trasformazione del suo emendamento in un ordine del giorno. Noi reputiamo che affronti un tema di giustizia sociale: l'equiparazione del trattamento ricevuto dai malcapitati terremotati dell'Aquila con il trattamento dei successivi malcapitati nel sisma di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Ci rendiamo conto dell'obiezione della copertura, ma reputiamo assolutamente indispensabile che l'Assemblea si pronunci sull'equiparazione del trattamento per quanto riguarda la restituzione di 120 rate al posto di 60 e la restituzione di solo il 40 per cento delle agevolazioni ricevute. Questo per rafforzare l'azione e l'intendimento del Governo di procedere alla copertura nella prima occasione utile. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.4, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio, fino alle parole «120 rate». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.5 a 1.7. L'emendamento 1.8 è ritirato. L'emendamento 1.9 è precluso. Passiamo all'emendamento 1.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Senatore Zaffini, insiste per la votazione? Ricordo a tutti i colleghi che i tempi su questo provvedimento sono contingentati. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Sarò assolutamente telegrafico. Anche questa è una norma di civiltà, oserei dire. Nel momento in cui vengono riconosciute delle agevolazioni in virtù di uno stato di emergenza, quelle agevolazioni non possono essere rimborsate finché permane lo stato d'emergenza stesso. Capisco anche qui le difficoltà di provvedere a una sistemazione tecnica della copertura, ma ritengo che l'Assemblea si debba pronunciare su un principio di ordine generale: nel momento in cui sono state riconosciute delle agevolazioni e delle facilitazioni in virtù di uno stato di emergenza, è opportuno che queste permangano fino a che permane lo stato di emergenza. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 1.19. L'emendamento 1.12 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, ne chiedo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.13, presentato dal senatore Pichetto Fratin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, ne chiedo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.14, presentato dal senatore Pichetto Fratin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.15, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.16 e 1.17 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 1.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALLEGNI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.18, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.20 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.21 a 1.25 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.26 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.28, 1.31 e 1.73. Gli emendamenti 1.29, 1.30 e 1.32 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 1.33, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VALENTE (PD) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Signor Presidente, intanto ci permettiamo in questo caso non solo di chiedere il voto all'Assemblea su questo emendamento, ma soprattutto chiediamo di esprimere un voto favorevole. Ieri abbiamo ascoltato diversi interventi da parte di altre forze di opposizione e della maggioranza, che sostanzialmente condividevano lo spirito di questo emendamento. Del resto, è stato fatto un prezioso lavoro in Commissione speciale, che proseguiva quello significativo e importante svolto dal precedente Governo, in una fase peraltro complicata e difficile; Governo che pure è stato in grado di approntare un provvedimento che finalmente potesse dare ulteriori risposte alle terre colpite dal terremoto, guardando con attenzione non solo al centro Italia, ma anche grazie a una serie di interventi in Commissione speciale, al Comune di Ischia. Ieri il nostro collega De Siano è intervenuto in quest'Aula perorando la causa di queste comunità. I sindaci di queste terre sono venuti in Commissione e hanno posto con forza la necessità di intervenire. Noi, come Partito Democratico, abbiamo fatto nostra la loro voce, che chiede di proseguire un'opera preziosa avviata e soprattutto di andare avanti nella ricostruzione in maniera più celere. È per questo che noi, con l'emendamento 1.33, non solo vi chiediamo di metterlo in votazione, ma chiediamo soprattutto di riflettere, di tornare sui vostri passi e di esprimere un voto favorevole. Chiediamo di estendere sostanzialmente tutte le misure previste all'interno di questo provvedimento anche alla comunità di Ischia. Non persistiamo in un'ingiustizia che rischia di aggravare una disparità tra due parti di questo territorio. Proviamo a proseguire il prezioso lavoro avviato. Lo facciamo chiedendovi non solo di estendere queste misure: mi riferisco a un altro emendamento che sarà discusso più avanti, che prevede la nomina di un commissario per i Comuni coinvolti nel sisma di Ischia, che è ciò che queste comunità chiedono da troppo tempo. Lo dico perché, se è vero che noi su questo provvedimento abbiamo fatto un prezioso lavoro, credo che sia utile oggi proseguirlo e completarlo. Ricordo che qualche settimana fa il vice premier Salvini, in visita a Ischia, ha affermato che è il caso di continuare a procedere in maniera celere e dare finalmente le risposte che queste comunità attendono. Oggi, allora, siamo forse giunti al momento in cui passare dalla propaganda alle risposte concrete. Il Partito Democratico vi chiede di lasciare il terreno della propaganda e di fornire risposte concrete, guardando alle esigenze di queste comunità. Ve lo chiediamo facendo appello al senso di responsabilità. Non comprendiamo il passo indietro che qualcuno è disposto a fare, di fronte alla richiesta del Governo di ritirare questi emendamenti e rimandare la discussione alla Camera, perché crediamo che queste comunità, come giustamente è stato fatto rilevare nel corso del dibattito in Commissione, aspettano e un'ulteriore attesa sarebbe per loro veramente deleteria, e sicuramente minerebbe la ripresa in maniera considerevole. Vi chiediamo di non sprecare questa importante opportunità che possiamo costruire insieme. Vi chiediamo di non venire meno a impegni che avete assunto anche voi. Vi chiediamo soprattutto di sostenere in questo caso l'appello del Partito Democratico a votarli e a farlo adesso. Nessun rinvio, che non si comprenderebbe, e nessun rinvio sulla pelle dei territori del Mezzogiorno, e in questo caso di un'isola come Ischia, che su questo terreno rischia davvero di minare la propria ripresa economica, messa a dura prova da questo evento. Vi chiediamo dunque di dare una prova di responsabilità e di farlo insieme a noi votando a favore di questo emendamento. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . DE SIANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE SIANO (FI-BP) . Signor Presidente, da isolano ringrazio la collega Valente per il suo intervento, per la sensibilità che lei e il suo partito hanno dimostrato in questo momento verso alcuni territori della Regione Campania, come, in particolare, i Comuni dell'Isola d'Ischia colpiti dal sisma del 21 agosto. Anche noi, come Gruppo Forza Italia, abbiamo lavorato in sinergia per avviare il percorso della ricostruzione, come ho già detto ieri nel mio intervento, al fine di creare le condizioni concrete affinché ciò possa essere reale, con la nomina del commissario e quant'altro. Il Governo e i partiti che sostengono questa maggioranza hanno ritenuto di prendersi un lasso di tempo per poter meglio elaborare e valutare le proposte che sono venute da Forza Italia e dal Partito Democratico. Essi hanno assunto l'impegno, come ho detto ieri, di valutare bene alla Camera le proposte dei Gruppi di opposizione. Noi ci auguriamo che sappiano mantenere l'impegno e dare risposte concrete ai bisogni oggettivi, come ha detto la collega Valente, delle comunità in difficoltà dell'Isola d'Ischia. Dichiariamo pertanto il voto favorevole del Gruppo Forza Italia sull'emendamento presentato dalla collega Valente. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . ARRIGONI (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP) . Signor Presidente, per rispondere alla collega del Partito Democratico, il Gruppo Lega Nord voterà contro l'emendamento 1.33, ma non perché non ne condivida i contenuti. Anzi, vorrei dire alla collega del Partito Democratico che il Gruppo Lega Nord in Commissione speciale ha presentato diversi emendamenti su Ischia, che eravamo certi andassero incontro alle necessità di questi territori. Tuttavia, il decreto-legge n. 55 del 2018 che noi stiamo convertendo in legge prevede misure esclusivamente destinate ai territori colpiti dal terremoto del 2016. E questo decreto-legge è stato emanato dal Governo Gentiloni Silveri e non da noi. (Commenti della senatrice Malpezzi) . Ricordo, poi, alla collega del Partito Democratico che il terremoto di Ischia si è verificato il 21 agosto 2017 e che, dopo quella data, sui terremoti il Governo Gentiloni Silveri è intervenuto più volte, ancora prima del decreto-legge n. 55: è intervenuto con il decreto fiscale ed è intervenuto anche con la legge di bilancio 2018. (Applausi dai Gruppi L-SP, M5S e FdI. Commenti dal Gruppo PD). Lo ripeto: sui terremoti il Governo Gentiloni Silveri, senza dare risposte alle comunità di Ischia, è intervenuto con il decreto fiscale di ottobre e con la legge di bilancio 2018 del dicembre dello scorso anno. (Commenti della senatrice Belladonna) . Finisco dicendo che, su Ischia, d'accordo con tutti i Gruppi della Commissione speciale, abbiamo ritirato gli emendamenti per convergere su un ordine del giorno. Pertanto, Ischia non verrà dimenticata, ma verrà trattata nell'ambito di provvedimenti futuri. MALPEZZI (PD) . Votate l'emendamento: siete al Governo! ARRIGONI (L-SP) . Questa è la verità dei fatti. Vi siete svegliati tardi. (Applausi dai Gruppi L-SP, M5S e FdI. Commenti dal Gruppo PD). PUGLIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, finalmente si parla anche dei piccoli Comuni dell'isola d'Ischia, che nell'agosto 2017 hanno subìto un evento tragico. Il disegno di legge di conversione del decreto-legge è un provvedimento che ci deriva dal Governo Gentiloni Silveri; è un provvedimento che contiene all'interno una normativa a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria; Ischia non c'è. Insieme ad altri colleghi, in maniera molto robusta abbiamo allora voluto finalmente inserire anche delle norme e degli impegni per Ischia. Abbiamo fatto sì che i sindaci di quel territorio venissero finalmente in Senato a parlare dei loro problemi che, come abbiamo sentito anche dalla sottosegretaria Castelli, il Governo affronterà in maniera sincera e certa. Ma sappiamo benissimo - e lo sanno tutti i colleghi di quest'Assemblea - che questo decreto-legge, scritto dal Governo Gentiloni Silveri, deve essere approvato immediatamente per dare risposte a queste popolazioni delle Regioni di cui ho parlato. Tutto ciò che riguarda l'isola di Ischia è stato già preso come impegno dal Governo. Ringrazio il Governo per aver recepito tutti i nostri emendamenti e, quindi, gli impegni contenuti negli ordini del giorno. Ovviamente attendiamo un provvedimento ad hoc e specifico per l'isola di Ischia. In questo modo si darà finalmente voce alle istanze dei cittadini di quei territori, così come è avvenuto per le Regioni destinatarie di questo decreto-legge specifico. Ne sono certo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Saluto a una delegazione della FIGC PRESIDENTE . Salutiamo la delegazione degli arbitri di calcio della Federazione italiana giuoco calcio che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . È la prima volta che vedo tanto entusiasmo rispetto alla categoria degli arbitri. Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 435 PRESIDENTE . Colleghi, desidero fare un chiarimento rispetto agli emendamenti che sono stati oggetto del parere contrario della 5 a Commissione. Noi chiediamo l'insistenza per il voto che mi sembra essere stata confermata, perché c'è un difetto di copertura secondo la Commissione bilancio. Il Parlamento può votarlo comunque, anche in presenza di tale difetto, ma ferme restando le prerogative del Capo dello Stato. E solitamente questo è uno dei principali motivi per il rinvio della legge in Parlamento da parte del Presidente della Repubblica, ancor più quando questa riguardi disegni di legge di conversione di decreti-legge. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.33, presentato dal senatore Pittella e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.36, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.37, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Stante il parere contrario espresso dalla 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 1.38 è improcedibile. Passiamo all'emendamento 1.41, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.41, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.42, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.42, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.43, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.43, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.48, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.48, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.49, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.49, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.50, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, questo emendamento ha grande rilevanza, perché si occupa del sostegno economico alle imprese. I Governi del Partito Democratico, come mai prima era avvenuto per un sisma, hanno riservato al tema del sostegno economico alle imprese una grandissima rilevanza. Abbiamo introdotto una misura molto forte, molto utilizzata, che ha permesso alle imprese non solo di resistere ma anche di rilanciarsi, così come per i lavoratori autonomi, per le partite IVA. Mi riferisco all' una tantum . Chiediamo che questa misura venga prorogata, che il sostegno non si interrompa, che l'aiuto alle imprese non venga meno. Presidente, mi rivolgo ai colleghi, in particolar modo al collega Arrigoni, anche in virtù del dibattito che abbiamo avuto poco fa: chi vota contro questo emendamento vota contro la prosecuzione dell' una tantum ; vota oggi contro le imprese che ne hanno bisogno. È oggi che si fanno le scelte: chi poco fa ha votato contro Ischia ha votato contro Ischia; chi poco fa ha votato contro l'emendamento che anche noi proponevamo per allungare le rate dei mutui e dei pagamenti sospesi da 60 a 120, ha appena votato contro un aiuto alle popolazioni del terremoto. Allo stesso modo, quando voteremo per decurtare l'importo da restituire - come noi abbiamo proposto - fino al 40 per cento, chi voterà contro farà oggi una scelta contro il sostegno alle popolazioni del terremoto. Signor Presidente, le scelte si fanno oggi in quest'Assemblea. Il decreto-legge licenziato dal Consiglio Ministri era circoscritto, perché il Governo era dimissionario - e solo per quello - ma abbiamo assunto l'impegno tutti insieme di ampliarlo, a partire dallo sforzo che abbiamo fatto con il commissario De Micheli. Assumetevi le vostre responsabilità: non fuggite e votate oggi a favore o contro le imprese, a favore o contro questo emendamento. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.50, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . ENDRIZZI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ENDRIZZI (M5S) . Signor Presidente, intervengo solo perché resti agli atti che sono arrivato di corsa e ho sbagliato a votare: ero ovviamente contrario. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'emendamento 1.51, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.51, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.52, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.52, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, fino alle parole «67- ter ». Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.0.34. Gli emendamenti 1.0.35 e 1.0.36 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 1.53, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.53, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini, identico all'emendamento 1.54, presentato dal senatore Pichetto Fratin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.55, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 1.55 incrementa le risorse messe a disposizione per i bandi del servizio civile nazionale da svolgersi nei Comuni delle zone terremotate. Signor Presidente, colleghi, fino ad oggi più di 1.500 giovani hanno avuto la possibilità di fare un'esperienza di volontariato, rinsaldando il vincolo di solidarietà e aiutando popolazioni in grande difficoltà. Come Partito Democratico chiediamo a quest'Assemblea di non interrompere questa esperienza di civismo così importante che resterà per i territori, per le popolazioni colpite e soprattutto resterà per questi giovani che matureranno la loro coscienza di cittadini nel modo più alto, aiutando chi, con il terremoto, ha perso tutto. Chiediamo quindi che questo emendamento venga votato e approvato. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.55, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.56, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, uno dei temi è quello del personale per i Comuni, per rispondere alle esigenze post sisma. Uno dei temi è anche quello di concedere ai Comuni la possibilità di assumere agenti di polizia locale per portare avanti le pratiche, per vincere gli impedimenti e per avere più sicurezza. Per avere più sicurezza nei Comuni del nostro cratere, per poter assumere più agenti di polizia locale e per essere più vicini alle popolazioni, chiediamo a quest'Assemblea di votare a favore di questo emendamento. Non c'è motivazione per non votarlo e per essere contro una maggiore sicurezza nei Comuni colpiti. (Applausi dal Gruppo PD) . MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, noi abbiamo presentato un emendamento analogo all'1.56 che è l'1.0.39 e che tratta del medesimo argomento. Quello che abbiamo sostenuto in Commissione e che poco fa ricordava il collega Verducci è relativo ai Comuni, quindi al territorio e alle amministrazioni locali che esattamente dal 1° di agosto, perderanno in un battito di mani 700 unità, 700 persone che fino al 31 luglio lavoreranno nei Comuni, svolgendo attività legate al sisma, che dal primo di agosto non lavoreranno più. La stessa cosa vale per gli agenti di polizia municipale e per le deroghe fin qui ottenute. Quindi l'obiettivo era quello. L'ho detto in Commissione e sono sicuro che nessuno sia contrario a questo punto di vista, però secondo noi era necessario fare uno sforzo, peraltro modesto dal punto di vista finanziario, che avrebbe consentito ai municipi, alle amministrazioni locali ed ai territori di poter continuare il lavoro fin qui portato avanti. Dal 1° agosto tutto ciò cesserà, quindi noi voteremo a favore dell'emendamento 1.56 e ovviamente anche del nostro che successivamente sarà posto in votazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP e PD) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il relatore. Ne ha facoltà. PATUANELLI, relatore . Signor Presidente, vorrei specificare che la scadenza del 1° agosto non c'è. La proroga è al 31 dicembre 2018 rispetto al personale dei Comuni, quindi non esistono le 700 persone che saranno in strada dal 1° di agosto. La proroga è ovviamente legata allo stato di emergenza che verrà prorogata ulteriormente con un dispositivo che il Governo prenderà in considerazione anche nella legge di bilancio, quindi questa situazione verrà prorogata anche nel 2019. Per quanto riguarda, invece, il personale degli UTR, cui forse faceva riferimento il collega, la scadenza è il primo luglio, non il primo di agosto e con questo decreto-legge non c'era spazio per intervenire, visto che verrà approvato dopo il 1° luglio per cui non c'era assolutamente nulla da fare. È una scelta che non fa questa maggioranza e che non ha fatto certamente questo Governo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.56, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.58, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.58, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.57, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.57, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.59, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Procediamo con la votazione dell'emendamento 1.59. GINETTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, al pari degli emendamenti precedenti, l'emendamento 1.59 sottolinea quell'importante necessità, già evidenziata dai colleghi, di rafforzare la capacità degli enti locali di dare risposte alle tante esigenze di istruttoria amministrativa e tecnica in questa importante fase della ricostruzione. Signor Presidente, relatore, rappresentanti del Governo, chiediamo che su questo emendamento venga espresso un voto favorevole per essere coerenti, in quanto abbiamo appena trasformato i Comuni in nuovi soggetti attuatori, in uno scenario di governance istituzionale che sta cambiando. Avevamo immaginato di poter gestire le tante e complesse difficoltà generate dalla crisi del sisma del 2016 con un coordinamento rappresentato dalla figura del commissario straordinario (visto che il terremoto aveva colpito quattro Regioni e, quindi, si ravvisava questa necessità), affiancato da quattro vice commissari, presidenti di Regione, e dagli uffici speciali. In questa ulteriore fase - attuativa - della ricostruzione è necessario rafforzare gli enti più vicini ai cittadini, cioè i Comuni, affinché trovino risposta le diverse esigenze che riguardano la parte privata, la ricostruzione edilizia, ma anche le richieste delle imprese per quanto riguarda le delocalizzazioni e l'avvio delle attività economiche sia agricole, che zootecniche. I Comuni rappresentano non soltanto l'ente di istruttoria amministrativa, ma anche il soggetto che, con la sua funzione di aggregazione e identità, ricrea il senso di comunità del territorio. È necessario rafforzare questa capacità di dare risposte, così da ridare fiducia a quelle popolazioni che hanno scelto di continuare a vivere in questi territori. Stiamo parlando di popolazioni estremamente laboriose, che hanno dimostrato una grande capacità di ripresa. Noi dobbiamo aiutarle in questo percorso. Si tratta di 140 Comuni, per lo più di piccole dimensioni, di cui 15 situati nella mia Regione, l'Umbria. Questi Comuni e queste popolazioni custodiscono la memoria e la bellezza dei territori, oltre a produrre ricchezza. Noi siamo stati in grado di garantire 13 miliardi di euro per la ripresa economica e sociale e per le agevolazioni fiscali e tributarie. Ci attendiamo che anche con i prossimi provvedimenti il Governo sia in grado di dare queste risposte, su cui noi richiamiamo l'attenzione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.59, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.60 e 1.61 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 1.62, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ZAFFINI (FdI) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.62, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.63, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.63, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, fino alle parole «40 per cento». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.64. L'emendamento 1.65 è improponibile. Passiamo all'emendamento 1.66, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.66, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 1.0.106, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, e 1.0.107, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.67, 1.68, 1.69 e 1.70 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 1.71, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALLEGNI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.71, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.74, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Presenta degli emendamenti che sembrano dei decreti-legge, senatore Verducci, complimenti. VERDUCCI (PD) . Sono contento che le piacciano, spero che l'Assemblea li approvi e mi auguro che il suo auspicio favorisca anche quello dei suoi colleghi di Gruppo, signor Presidente, in particolare per questo emendamento, che è teso a prorogare la zona franca urbana, che prevede l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. È un atto fondamentale per sostenere la ripresa economica delle zone colpite dal sisma. L'introduzione della zona franca urbana - lo sanno bene tutti i colleghi del territorio delle quattro Regioni colpite - è una vittoria che abbiamo conseguito nei mesi precedenti dopo tante battaglie. Non possiamo vanificarla, quindi votate a favore di questo emendamento per sostenere la continuazione della zona franca urbana per le imprese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.74, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.75, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.75, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.76, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.76, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, fino alle parole «n. 327». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.0.80. Gli emendamenti 1.0.79, 1.0.81 e 1.0.82 sono ritirati. L'emendamento 1.77 sarà votato successivamente. Passiamo all'emendamento 1.78, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.78, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.79, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.79, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, fino alla seconda ricorrenza delle parole "ed Umbria". (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.120. L'emendamento 1.80 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.81, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.82, presentato dal senatore Pichetto Fratin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.83 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.84, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.84, presentato dal senatore Pichetto Fratin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.85 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.86, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.86, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.87, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALLEGNI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.87, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.88 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.89, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. BOLDRINI (PD) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, sarei dovuta intervenire prima sull'emendamento 1.86 (tra l'altro, ne ero anche la prima firmataria); in fase di dichiarazione di voto di questo emendamento cercherò quindi di illustrare anche le argomentazioni che erano alla base dell'emendamento 1.86. Pur con grande rispetto per il terremoto che ha colpito quattro Regioni nel 2016 (con questo provvedimento ci stiamo occupando ovviamente di quell'evento sismico), con questo emendamento 1.86 che avevamo presentato (seppur trasformato in ordine del giorno in Commissione speciale), sentivo il dovere di mettere ugualmente in evidenza ciò che era necessario fare anche per i terremoti precedenti. Parlo di quello dell'Aquila del 2009 e del proseguimento delle normative per il sisma 2012 che invece ha colpito la Regione Emilia. Con l'emendamento 1.86 di cui avrei dovuto parlare, coerentemente e in maniera congruente anche rispetto al provvedimento - la cui applicazione deve proseguire - sull'esenzione dall'IMU, visto e considerato che l'esenzione per inagibilità delle case è stata prorogata al 2020, sottolineavo inoltre come fosse a mio parere doveroso anche nel caso dell'Emilia-Romagna continuare con tale esenzione. Dico questo perché sono stati assunti degli impegni. Anche chi rappresenta oggi il Governo e la maggioranza ha assunto degli impegni per quei cittadini che risiedono nella Regione Emilia. Si sa che lì è stato fatto un grande lavoro. Considerate che è uno dei terremoti a seguito del quale si è ricostruito di più: dei sessanta Comuni originariamente in zona cratere, cioè in zona rossa, già ventinove ne sono usciti. Quindi, la ricostruzione sta proseguendo. Mi sembra, però, doveroso e coerente agire nei confronti di quei cittadini che risiedono in quei territori e che devono comunque pagare l'IMU, nonostante la loro casa sia ancora inagibile, evitando di fare un discrimine dal momento che lo stato di emergenza è stata prorogato al 2020. Noi, coerentemente, come Partito Democratico, stiamo votando quegli emendamenti che riteniamo utili per un obiettivo importante per i nostri cittadini, in conseguenza anche di quanto fatto nella precedente legislatura (perché in ogni provvedimento possibile inserivamo delle norme al riguardo, con un lavoro encomiabile dei colleghi del Partito Democratico). Quindi, noi abbiamo sempre portato avanti specifiche normative nei vari provvedimenti - laddove era necessario inserirle - che poi hanno consentito la prosecuzione delle attività dei nostri cittadini. Ora, anche se voi avete già respinto l'emendamento 1.86, vi chiedo di mantenere l'attenzione su questa materia anche per il futuro (già si sono spesi al riguardo miei colleghi e anche rappresentanti del Governo che risiedono sul territorio), auspicando che la medesima attenzione caratterizzi soprattutto la legge di bilancio e anche altri provvedimenti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.89, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatrice Boldrini, colgo l'occasione per dirle che, quando riusciremo a conoscerci personalmente, leggendo la firma io sarò in grado di rivolgermi a quell'area dell'emiciclo. Con il senatore Verducci ciò già avviene perché abbiamo un'antica conoscenza. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.90 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.92 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.93, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, la gran parte dei Comuni del nostro cratere è fatta di Comuni molto piccoli, di zone montane e di zone collinari. Comuni piccoli che molto spesso hanno difficoltà, per il contesto particolarmente difficile, ad avere dei segretari comunali. La figura del segretario comunale è decisiva per rispondere alle esigenze del terremoto. Noi chiediamo di riclassificare le sedi di segreteria comunale per i municipi del cratere per incentivare la mobilità. Approvare questo emendamento, onorevoli colleghi e signor relatore, significa dare una mano concretissima e vitale a tantissimi sindaci di piccoli Comuni in grande difficoltà, per rispondere alle urgenze del terremoto. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.93, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 1.0.44, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, e 1.0.45, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 1.98 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.99, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MARSILIO (FdI) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.99, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini, identico all'emendamento 1.100, presentato dal senatore Pichetto Fratin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.101 a 1.104 sono ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.106, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.107 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1.108, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.108, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, fino alle parole «per i sindaci». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la parte restante dell'emendamento e gli emendamenti 1.0.47, 1.0.48. Gli emendamenti da 1.109 a 1.111 e 1.0.301 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 1.112, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.112, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.113 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.121, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MARSILIO (FdI) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.121, presentato dai Marsilio e Zaffini, identico all'emendamento 1.123, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.114, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.114, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.115 (testo 2). VERDUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, chiedo di intervenire su quest'emendamento, che porta la firma della Commissione. Voglio ringraziare subito il relatore e il Governo per il parere favorevole che hanno espresso sulla proposta emendativa in esame, che - lo ricordo ai colleghi - è stata presentata dal Partito Democratico, è emblematica e riguarda il lavoro, che è da difendere prima di ogni cosa. Le imprese che sono patrimonio del cratere sono da tutelare: una in particolare, la più grande della zona a Sud del cratere, è la Whirlpool di Comunanza, che si trova a metà strada tra le province di Ascoli Piceno e Fermo. È un'azienda storica, con lavoratori di grande eccellenza, che dà lavoro a più del 7 per cento di tutti i lavoratori dell'area dei Monti Sibillini e sviluppa un grande indotto, fatto di moltissime imprese artigiane, che con la Whirlpool lavorano e vanno avanti. Ebbene, quest'azienda è in difficoltà: c'è un piano industriale minaccioso, con addirittura il rischio di 131 esuberi e che andrà respinto a partire dal 6 luglio, quando ci sarà la prima riunione al Ministero dello sviluppo economico. C'è però un primo tema, quello degli ammortizzatori sociali, che stanno per terminare tra pochi mesi: con questo emendamento il Partito Democratico ha voluto portare in Parlamento la questione della Whirlpool. Abbiamo chiesto le certezza per gli ammortizzatori sociali per ventiquattro mesi; la prima vittoria a sostegno dei lavoratori per una vertenza più complessiva. Ci è stata accordata per soli sei mesi, ma è comunque una prima vittoria che ci consentirà di legare a questa vertenza quella per un progetto per il territorio. È un emendamento che ci inorgoglisce, per il fatto di averlo presentato e di aver avuto il sostegno e le firme di tutti i Gruppi e del Governo. Andremo avanti con questa battaglia, colleghi, sperando di trovarvi tutti in un fronte unitario a sostegno di questa azienda, a sostegno del lavoro e a sostegno dei Comuni e del territorio colpiti. (Applausi dal Gruppo PD) . PUGLIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, l'emendamento in esame è stato firmato dalla Commissione e ciò vuol dire che è stato accolto dalla maggioranza di Governo. È un emendamento che certamente è stato proposto dai colleghi, ma esso fa capire che, in pratica, tutto ciò che è stato elaborato all'interno della Commissione, è un lavoro che è stato già fatto a favore dei Comuni e che tutto ciò per cui si è trovato uno stanziamento, al fine di dare sollievo a questi Comuni, lo si è già fatto. I colleghi lo sanno benissimo: poi ci sta che presentino degli emendamenti e cerchino di dire tutto e il contrario di tutto, perché quello in esame è un loro decreto-legge. Quindi, se ci fossero state ulteriori risorse, le avrebbero direttamente già inserite nel decreto-legge, ma, nonostante questo, abbiamo portato avanti il provvedimento in esame e abbiamo anche accolto tantissime proposte, provenienti dalla maggioranza e dall'opposizione. Signor Presidente, ciò fa capire che la maggioranza è matura e guarda avanti a prescindere dalle bandiere, perché qui si sta parlando e si sta discutendo di materie in cui le bandiere vanno abbassate. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.115 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.116 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.116 (testo 2), presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 1.126, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione dell'emendamento 1.126, presentato dal senatore Pichetto Fratin e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 1.117, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.122, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MARSILIO (FdI) . Ne chiediamo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, chiediamo che l'emendamento venga posto in votazione. Già in sede discussione generale ho fatto un accenno all'emendamento in esame: abbiamo trasferito all'ANAC un'enormità di competenze e di funzioni di controllo su tutte le attività e nel frattempo le amministrazioni comunali hanno una difficoltà enorme, perché piccoli Comuni si ritrovano a fare un lavoro enorme, sproporzionato alle loro competenze tecniche e alla struttura amministrativa di cui possono godere. Visto che questo parere dell'ANAC è ineliminabile, abbiamo chiesto di avvicinare le istituzioni al territorio e di istituire sedi decentrate dell'ANAC che possano essere dedicate al servizio di quei territori, perché o si potenziano queste strutture oppure non si sblocca la ricostruzione, in quanto semplicemente i pareri restano fermi, non si concludono le procedure, non si va a gara sempre per questa ragione. Quindi pensiamo che potenziare la struttura dell'ANAC e decentrarla sul territorio, in una condizione di straordinarietà e di emergenza, come quella che caratterizza la vicenda del terremoto, sia una misura necessaria e utile per aiutare le amministrazioni a fare meglio, più velocemente e più tempestivamente il loro lavoro. Il fattore tempo nella ricostruzione successiva al terremoto non è un fattore secondario: è il fattore principale sul quale si gioca la scommessa per il futuro di quei territori. Quindi invito l'Assemblea ad approvare l'emendamento in esame. Per quanto riguarda poi il problema della copertura finanziaria, la lettura presso la Camera dei deputati potrà senz'altro aiutare a individuare le coperture necessarie. Non è necessario che il Presidente della Repubblica lo rinvii alle Camere: lo dico al Presidente, che ci ha ricordato questo passaggio. Qui siamo in prima lettura e quindi un'approvazione oggi, anche se fosse in assenza di copertura, consentirà alla Camera dei deputati, quando il provvedimento arriverà al suo esame, di correggere o comunque di trovare i fondi necessari. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento 1.122, condividendo pienamente le motivazioni ora esposte dal senatore Marsilio e invitando il Governo, nonché il relatore, a riflettere in termini generali sulla funzionalità degli interventi di ricostruzione. Con spirito collaborativo vorrei rivolgermi al relatore in riferimento a quando è intervenuto sulla questione del personale, su un emendamento che era stato proposto dal senatore Verducci (noi ne abbiamo uno analogo presentato dal senatore Mallegni, che in qualche modo ha anticipato nel condividere posizioni analoghe). Lo dico in spirito collaborativo, in quanto sulla ricostruzione l'atteggiamento di collaborazione e il senso di responsabilità sono un dovere (ci siamo confrontati in sede di Commissione speciale con questo intento, e ci mancherebbe), tuttavia ci sono degli aspetti procedurali che vengono sottovalutati e questo è uno di tali aspetti fondamentali. L'ANAC ha introdotto delle procedure e di questo discuteremo un'altra volta; c'è stato un accenno di discussione anche da parte del nuovo Governo, che è poi subito rientrato non appena Cantone si è espresso. Per carità, nessuno critica l'ANAC perché tifa per la corruzione, ma perché c'è un problema di funzionalità dei controlli e degli interventi; altrimenti il controllo va contro gli interventi, contro la realtà. Non c'è solo l'anticorruzione, ma si cancella qualsiasi possibilità di intervento, con il lodevole intento, che tutti condividiamo, di combattere la corruzione. L'emendamento 1.122 è parallelo alla questione dei 700 dipendenti. Dico al relatore che, prima, nel motivare il parere contrario ha detto che i contratti di quei lavoratori scadono a luglio, mentre noi approveremo il decreto-legge dopo il 1° luglio e si è chiesto che senso avrebbe avuto tutto ciò. Il senso è che si mette in regola la funzionalità di una struttura, poi l'intendenza seguirà e sistemerà le posizioni contrattuali. Attenzione però che senza interventi sul potenziamento dell'ANAC in sede territoriale e non esaminando la questione del personale precario - vado per sintesi - nei Comuni, rischiamo di impedire la gestione concreta degli interventi. Mi chiedo quindi a che scopo abbiamo sentito i sindaci, gli amministratori. È inutile fare retorica sul terremoto e negare gli interventi necessari per far funzionare le iniziative di ricostruzione. Pertanto, ho colto l'occasione di questo emendamento non solo per dichiararmi a favore, ma anche per invitare a riflettere sull'altra questione inerente al personale, che è stata prima affrontata con motivazioni infondate ed errate. Mi hanno impressionato più le motivazioni che il diniego, perché non si percepisce quello che accadrà. Tutti vanno poi a farsi i selfie coi sindaci: facciamo gli emendamenti per i sindaci, non i selfie. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indico la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.122, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.118 è ritirato. Gli emendamenti 1.119, 1.0.113, 1.0.114 sono accantonati in attesa del parere della Commissione bilancio. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.124, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.125, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo ora all'esame degli ordini del giorno, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 12) PATUANELLI, relatore . Esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G1.1, G1.2, G1.315, G1.300, G1.302, G1.303, G1.304, G1.6, G1.305, G1.306, G1.7, G1.307, G1.308, G1.310, G1.311, G1.312 e G1.313. Esprimo parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno G1.3, G1.4, G1.301, G1.5, G1.316, G1.8, G1.309 e G1.314. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.1, G1.2 e G1.315 non verranno posti ai voti. L'ordine del giorno G1.3 è stato accolto come raccomandazione. Insiste per la votazione, senatore Castaldi? CASTALDI (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. L'ordine del giorno G1.4 è stato accolto come raccomandazione. Insiste per la votazione, senatore Romagnoli? ROMAGNOLI (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.300 non verrà posto ai voti. L'ordine del giorno G1.301 è stato accolto come raccomandazione. Insiste per la votazione, senatore Arrigoni? ARRIGONI (L-SP) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.302, G1.303, G1.304, G1.6 e G1.305 non verranno posti ai voti. L'ordine del giorno G1.5 è stato accolto come raccomandazione. Insiste per la votazione, senatrice Di Girolamo? DI GIROLAMO (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.306 e G1.7 non verranno posti ai voti. L'ordine del giorno G1.316 è stato accolto come raccomandazione. Insiste per la votazione, senatore Quagliariello? QUAGLIARIELLO (FI-BP) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. L'ordine del giorno G1.8 è stato accolto come raccomandazione. Insiste per la votazione, senatore Verducci? VERDUCCI (PD) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.307 e G1.308 non verranno posti ai voti. L'ordine del giorno G1.309 è stato accolto come raccomandazione. Insiste per la votazione, senatore Puglia? PUGLIA (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.310, G1.311, G1.312 e G1.313 non verranno posti ai voti. L'ordine del giorno G1.314 è stato accolto come raccomandazione. Insiste per la votazione, senatore Castaldi? CASTALDI (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE.Passiamo all'esame degli emendamenti volti ad introdurre articoli aggiuntivi dopo l'articolo 1, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PATUANELLI, relatore . Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.0.130 (testo 2), 1.0.9 (testo 2), 1.0.15 (testo 2), 1.0.18 (testo 2), 1.0.20 (testo 2), 1.0.33 (testo 2), 1.0.129, 1.0.110, 1.0.111 e 1.0.2000. Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. ARRIGONI (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP) . Signor Presidente, c'è stato un difetto di comunicazione. Comunico il ritiro degli emendamenti a mia prima firma 1.0.67, 1.0.87, 1.0.98 (testo 2). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.130 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.12, identico all'emendamento 1.0.13. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.0.13. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Senatore Zaffini, anche lei ritira l'emendamento 1.0.12? ZAFFINI (FdI) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.12, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.14 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Indico la votazione nominale dell'emendamento 1.0.1, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.2, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ZAFFINI (FdI) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento attiene a una norma assolutamente banale e, cioè, al calcolo della superficie utile per l'ottenimento del contributo per la ricostruzione. Vi sono differenze edificative sostanziali tra territori diversi. Faccio solo l'esempio del prevalente utilizzo di materiale laterizio nell'Emilia, e in parte nel Lazio, e del prevalente utilizzo della pietra a secco in Umbria e nelle Marche. Questa vicenda induce a dover ritenere la superficie utile per il calcolo del contributo quella perimetrale esterna, evidentemente, e non già quella perimetrale interna, cioè la metratura utile calpestabile. Quindi, l'emendamento è assolutamente banale, consigliato nel corso delle audizioni da parecchie associazione di categoria e diversi Comuni. Invito l'Assemblea a votare favorevolmente, in quanto capisco l'impegno di spesa che comporta ma francamente non si capisce per quale motivo si dovrebbe mantenere tale disparità di trattamento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.3, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.5 è improcedibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.8, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.9 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . A seguito della precedente votazione l'emendamento 1.0.10 risulta precluso. L'emendamento 1.0.350 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.15 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . A seguito della precedente votazione, risultano preclusi gli emendamenti 1.0.16, 1.0.17 e 1.0.40. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.18 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.20 (testo 2). GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento 1.0.20 è frutto di un lavoro comune svolto in Commissione. Il senatore Arrigoni, che mi osserva, ha presentato un testo che è stato oggetto di condivisione dopo che il nostro Gruppo di Forza Italia, avendo presentato l'emendamento 01.9 lo ha ritirato, accettando di condividere il testo al nostro esame che infatti giunge in Aula con le firme dei membri della Commissione perché è stato approvato in Commissione. Voglio richiamare la questione per la sua importanza di ordine morale: si tratta delle modalità di ricostruzione degli edifici di culto, delle chiese, nelle aree terremotate. Come potete immaginare, al di là di basiliche e di chiese che sono importanti monumenti - pensiamo a San Benedetto a Norcia - che hanno suscitato l'attenzione internazionale e spesso anche interventi di organismi come l'Unione europea (il Presidente del Parlamento europeo Tajani annunciò iniziative proprio relativamente alla celebre chiesa di San Benedetto a Norcia), ci sono migliaia di chiese sparse sul territorio che sono punto di incontro, di ritrovo delle comunità e, al di là del pregio artistico maggiore o minore che possono avere, sono importanti. Noi avevamo posto la questione, che è stata oggetto anche di un'audizione in Commissione speciale dei rappresentanti della CEI. La richiesta verteva sulle procedure nel senso che se gli edifici di culto vengono considerati edifici pubblici, tutte le procedure e gare di appalto rendono impossibile o lentissima la ricostruzione. Certamente bisogna dare ai cittadini una casa ma anche una chiesa in una comunità, soprattutto le più sparse e sperdute, è un punto di incontro, di aggregazione e di socialità, oltre che per chi, come il sottoscritto, è credente, anche un valore spirituale. Questo emendamento frutto della Commissione consente, al di sotto di una certa soglia - 500.000 euro - di garantire procedure simili a quelle di una ricostruzione privata, come se fosse la ricostruzione di una casa per la quale il privato, ovviamente, avrà i contributi, se ne avrà diritto, ma potrà seguire procedure semplificate senza dover fare gare d'appalto come se fosse la prefettura, la questura o altri edifici che ovviamente seguono altre logiche. Questo emendamento, quindi, è frutto del confronto, delle iniziative che il nostro Gruppo aveva assunto, della proposta che il senatore Arrigoni ed altri avevano presentato a firma di tutti i membri della Commissione speciale. Volevo, nel ribadire il voto favorevole, sottolineare l'importanza morale e sociale di questo emendamento che ovviamente immagino l'Assemblea approverà. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.20 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.23, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 1.0.24, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MARSILIO (FdI) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, questi sono emendamenti che ci sono stati sollecitati dai comitati del terremoto Centro Italia. Faccio intanto curiosamente notare che l'Assemblea, con il voto dei 5 Stelle, ha appena respinto l'emendamento che puntava a istituire il reddito di cratere per la gente che vive in quei territori che non ha più un lavoro perché non esiste più l'attività con la quale potevano vivere e mentre qualcuno pensa di dare un reddito di cittadinanza a chiunque e dovunque, noi, che riteniamo sbagliata quella misura, la ritenevamo invece utile per chi oggettivamente è nella condizione di non poter lavorare. Va bene, questo lo abbiamo visto. Ora, l'emendamento 1.0.24 chiede di adoperarsi per prevedere sgravi fiscali per le aziende che assumono personale residente in quei territori perché, anche in questo caso, o noi attuiamo politiche attive di lavoro e di sviluppo economico sui territori colpiti dal sisma oppure la ripresa economica, sociale e demografica sarà molto, ma molto difficile. Chiediamo quindi all'Assemblea di esprimere voto favorevole sull'emendamento in esame, in quanto esperienze similari hanno dimostrato che quando lo Stato crea sgravi e incentivi forti per le aziende che assumono, la curva delle assunzioni e dei contratti sale, mentre inevitabilmente scende quando questi finiscono (si veda la storia del jobs act ). In questo momento si tratta di una misura assolutamente essenziale per creare un volano di ripartenza dell'economia di questi territori, per garantire sviluppo e per dare lavoro ai cittadini che resistono in territori che non offrono più alcuna opportunità. (Applausi dal Gruppo FdI). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.24, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.26 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.0.28, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.28, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.30, 1.0.31 e 1.0.32 sono ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.33 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.35, 1.0.36 e 1.0.37 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 1.0.39, su cui la 5ª Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. TOFFANIN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, intervengo per annunciare il ritiro dell'emendamento 1.0.39 e la presentazione di un ordine del giorno, cui aggiungo la mia firma. Il collega, senatore Mallegni, ha già parlato del contenuto dell'emendamento. Sempre in tema di lavoro, con l'ordine del giorno G1.0.39 chiediamo che il Governo si impegni a prorogare il termine del 1° luglio 2018, previsto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, che introduce nuove modalità di pagamento degli stipendi dei lavoratori tramite conto corrente bancario o postale. È evidente che ciò penalizza in particolare il lavoro occasionale, con oneri economici maggiori sia per i lavoratori, che per i datori di lavoro in un territorio che già richiede e richiederà sforzi economici alle popolazioni. Fatta salva la sacrosanta tracciabilità delle somme corrisposte (che, ricordo, sarebbe garantita dal ripristino del voucher ), chiediamo che il Governo si impegni a valutare l'opportunità di prorogare al 31 dicembre 2018 l'entrata in vigore della legge succitata o, quanto meno, fino al ripristino del voucher misura, tra l'altro, fortemente richiesta da tutto il mondo produttivo del nostro Paese, soprattutto dai settori turistico e agricolo. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.0.39. PATUANELLI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G1.0.39 come raccomandazione. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo è disponibile ad accogliere l'ordine del giorno G1.0.39 come raccomandazione. PRESIDENTE . Senatrice Toffanin, accoglie la proposta del relatore? TOFFANIN (FI-BP) . No, signor Presidente, insisto per la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.0.39, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.41, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ZAFFINI (FdI) . Ne chiedo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.41, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.42, identico all'emendamento 1.0.43, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.42, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, identico all'emendamento 1.0.43, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.46, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MARSILIO (FdI) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, insisto per la votazione, anche perché non condivido il parere contrario espresso dalla 5 a Commissione. Noi riteniamo che questo emendamento non produca alcun onere di spesa: stiamo semplicemente dicendo che i soldi già in possesso delle amministrazioni e del Commissario per la ricostruzione, quindi fondi già disponibili, possano essere impiegati per reclutare personale anche attingendo, quando le risorse umane non sono presenti nei ranghi dell'amministrazione comunale, dai ranghi delle società controllate in house providing . Di fatto, quindi, non c'è alcun aggravio di spesa, questa è una norma di buon senso che serve a mettere in condizione le amministrazioni comunali di poter attingere a personale che altrimenti ha forte difficoltà a reclutare e senza questo personale le pratiche non vanno avanti. Questo, tra l'altro, è un momento in cui la curva sta salendo perché, dopo tanto immobilismo e comunque tante difficoltà, la macchina della ricostruzione si sta mettendo in moto, il numero delle pratiche si moltiplica per dieci o per cento di giorno in giorno e se non arriva il personale, anche tecnicamente competente, in grado di lavorare le pratiche, la ricostruzione si blocca per ragioni banalissime. Invito il relatore e il Governo a rivedere la loro posizione di contrarietà, perché - ripeto - non c'è alcun aggravio di spesa, è una norma di buon senso che aiuta e semplifica la procedura e noi la stiamo proponendo in uno spirito assolutamente costruttivo e collaborativo per migliorare il testo del decreto-legge in esame. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.46, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.49, 1.0.50 e 1.0.51 sono ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.129/300, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.129, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . A seguito della precedente votazione risultano preclusi gli emendamenti 1.77, 1.0.53, 1.0.54, 1.0.55, 1.0.60 e 1.0.61. Gli emendamenti 1.0.52 e 1.0.54 sono ritirati. Gli emendamenti 1.0.56 e 1.0.58 sono accantonati in attesa della votazione dell'emendamento 1.0.500. Gli emendamenti 1.0.57 e 1.0.59 sono ritirati, così come gli emendamenti dall'1.0.63 all'1.0.73. Passiamo all'emendamento 1.0.74, identico agli emendamenti 1.0.75 e 1.0.76, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, ne chiedo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.74, presentato dal senatore Gasparri e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.0.75, presentato dai senatori Quagliariello e Fazzone, e 1.0.76, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.78, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, ne chiedo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.78, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.79, 1.0.81, 1.0.82 e 1.0.83 sono ritirati. Stante il parere contrario espresso dalla 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 1.0.84 è improcedibile. Gli emendamenti da 1.0.85 a 1.0.89 sono ritirati. Stante il parere contrario espresso dalla 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 1.0.90 è improcedibile. L'emendamento 1.0.91 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.0.92, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, ne chiedo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.92, presentato dal senatore Pittella e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.0.93 a 1.0.98 (testo 2) sono ritirati. Passiamo all'emendamento 1.0.99, identico all'emendamento 1.0.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.99, presentato dal senatore Pichetto Fratin e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 1.0.100, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.101, 1.0.102 e 1.0.104 sono ritirati. L'emendamento 1.0.103 è improponibile. Passiamo all'emendamento 1.0.105, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.105, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.108 e 1.0.109 sono ritirati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.110. ARRIGONI (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP) . Signor Presidente, la mia è una breve dichiarazione di voto, ovviamente favorevole, a nome del Gruppo Lega-Salvini Premier. L'emendamento in esame è importante, perché recepisce le indicazioni del territorio e riguarda l'introduzione di una deroga al codice della strada per gli immobili risultati distrutti a seguito del sisma e vicini alle strade. Con questa norma se ne consentirà la perfetta ricostruzione, cosa fino ad oggi - quindi a distanza di quasi venti mesi dalla data del terremoto - impossibile. Si tratta di un piccolo, grande contributo, che semplificherà e favorirà la ricostruzione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.110, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Emendamento approvato all'unanimità. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.111, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . A seguito della precedente votazione risulta assorbito l'emendamento 1.0.940 e sono preclusi gli emendamenti 1.0.960 e 1.0.970. L'emendamento 1.0.950 è ritirato. Gli emendamenti 1.0.113 e 1.0.114 sono accantonati. L'emendamento 1.0.115 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.0.116, identico agli emendamenti 1.0.117 e 1.0.118, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei intervenire per un richiamo al Regolamento, approfittando dell'articolo 102- bis , ai sensi del quale stiamo procedendo alla votazione degli emendamenti che pure hanno ricevuto parere contrario da parte della 5 a Commissione, per raccontare il motivo del comportamento da noi assunto e soprattutto per sottolineare che riteniamo questo andamento estremamente inusuale. Tuttavia, quest'Assemblea e soprattutto le forze di opposizione hanno deciso di segnare un punto politico e noi abbiamo aderito a questo punto politico. E qual è il punto politico? Il decreto-legge in esame è stato emanato il 29 maggio, lasciando che ci fosse tutto il tempo possibile per formare il Governo, che poi si è formato, e proprio perché è arrivato alla scadenza - che sembrava l'ultima scadenza prima che si formasse il Governo - il decreto-legge in esame ha fatto lo stretto necessario, per rispetto delle forze politiche che poi avrebbero potuto scegliere altre priorità, che non quelle che chiediamo adesso di inserire nel decreto-legge, per arricchirlo con tutte le questioni che sono state anche sollevate dal territorio. Per tutte queste ragioni riteniamo di sottolineare che è una scelta politica il non aver trovato i soldi per coprire spese aggiuntive, perché dal primo minuto in cui si è in carica si assumono scelte politiche e che, più in generale, l'atteggiamento tenuto oggi dall'Assemblea (Commenti del senatore Endrizzi) è stato tenuto sapendo che questa è la prima lettura del provvedimento e quindi c'è tempo per le prossime letture. Va sottolineato il fatto che nel momento in cui si chiedono le votazioni e si approvano gli emendamenti senza il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, si crea un caso di mancanza di rispetto istituzionale. Quindi sarete voi che governate il Paese a dovervene far carico le prossime volte. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatore Ferrari, la ringrazio per la sincerità, avendo lei stesso dichiarato che il suo era un intervento politico, pur avendo chiesto di intervenire per un richiamo al Regolamento. La prossima volta può chiedere di intervenire in dichiarazione di voto, potrà dire le stesse cose e nessuno le precluderà la possibilità di intervenire: il suo intervento non c'entrava con il Regolamento e comunque non le ho tolto la parola. CASTALDI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, non voglio fare polemica, però per questo tipo di interventi ci sono le dichiarazioni di voto finali o la discussione generale. PRESIDENTE. Chiedo scusa, senatore Castaldi: a che titolo ha chiesto la parola? CASTALDI (M5S) . Appellarsi all'articolo 102 del Regolamento non c'entra assolutamente niente... PRESIDENTE. L'ho appena detto. La ringrazio, senatore Castaldi. ARRIGONI (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP) . Signor Presidente, intervengo solo per sottolineare che l'emendamento 1.0.113, che riguarda la vicenda del de minimis per L'Aquila, dovrebbe essere accantonato al pari di quello successivo, perché è oggetto di valutazione della Commissione bilancio. PRESIDENTE. È stato già accantonato. La ringrazio dell'aiuto, ma gli Uffici sono efficienti. MARSILIO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, anche l'emendamento 1.0.116, identico agli emendamenti 1.0.117 e 1.0.118, va accantonato per la stessa ragione, perché tratta la stessa materia, ovvero il tema della restituzione dei rimborsi. Questa è la versione dell'emendamento che, invece di citare esplicitamente il de minimis , parla di interpretazione autentica della norma. Quindi l'intero pacchetto deve essere accantonato e discusso insieme agli emendamenti 1.0.113 e 1.0.114. PRESIDENTE . Per la verità non è identica la motivazione dell'accantonamento, perché nell'altro caso mancava il parere. Accolgo però la sua proposta, tanto non fa male. Dispongo pertanto l'accantonamento degli emendamenti 1.0.116, 1.0.117 e 1.0.118. Il senatore Quagliariello in precedenza aveva fatto cenno di voler intervenire? QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Sì, signor Presidente, ma il senatore Marsilio ha detto le stesse cose che avrei voluto dire. PRESIDENTE. Senatore Quagliariello, lei è in piena sintonia col senatore Marsilio e ne prendiamo atto. Passiamo all'emendamento 1.0.119, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.119, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B). L'emendamento 1.0.120 è improponibile. Passiamo all'emendamento 1.0.121, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.121, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.122 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.0.123, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MODENA (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.123, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.124 e 1.0.125 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 1.0.126, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MARSILIO (FdI) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.126, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.2000, della Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.127 e 1.0.128 sono improponibili. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 12,58, è ripresa alle ore 16,01) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018 e conseguente discussione». Ha facoltà di parlare il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, gentili senatrici e senatori, il Consiglio europeo fissato per domani e dopodomani costituisce un appuntamento molto importante per il futuro dell'Unione europea. Sono iscritti nell'agenda alcuni temi fondamentali come la migrazione, la sicurezza e la difesa europea, l'innovazione e il digitale, il lavoro, la crescita e la competitività, l'unione bancaria e monetaria e il prossimo quadro finanziario pluriennale, settennale dell'Unione. Si tratta del primo Consiglio europeo a cui partecipa questo Governo. Arriva in un momento in cui è sempre più evidente l'urgenza - come ho già precisato alla Camera - di rispondere alle aspettative reali dei cittadini con proposte concrete e con l'indicazione chiara di un percorso da seguire e di obiettivi da raggiungere, senza tentennamenti, senza ambiguità e senza paura. Mi riferisco a questo atteggiamento, a questa determinazione, quando parlo di quel cambiamento, nel metodo e nella sostanza, che ho annunciato dinanzi alle Camere e che, dal primo giorno di questo Governo, mi sono impegnato a proporre in tutti i contesti internazionali ed europei, con la forza e la consapevolezza di un Governo che in Europa parla con una voce sola, ferma e risoluta. L'Italia, con il suo apporto sui vari temi, in special modo in tema di immigrazione, può contribuire a rendere questo appuntamento uno spartiacque, un punto di svolta e di cambiamento per l'Europa, in modo da contribuire a disegnare l'Europa che vogliamo e che intendiamo realizzare nel futuro prossimo venturo. In tema di immigrazione abbiamo ben presenti alcuni obiettivi, per i quali stiamo lavorando da tempo con la massima concentrazione. E, solo quando li avremo raggiunti, potremo rivendicarli e potremo dirci soddisfatti, non per noi, ma per ciò che questi obiettivi rappresentano di buono e produrranno nella vita degli italiani e anche in quella dei tanti migranti che oggi si avventurano in mare e sfidano la sorte, alla ricerca di un futuro migliore e invece rimediano morte, pericoli vari, frustrazione ed emarginazione. Come avrete saputo, abbiamo elaborato una proposta, che ho anticipato domenica scorsa a Bruxelles nell'ambito del prevertice, di un summit organizzato in vista della preparazione del Consiglio europeo: è una proposta che mira a offrire una regolamentazione puntuale e una gestione efficiente dei flussi migratori, anche dal punto di vista dell'interesse del nostro Paese e dei nostri cittadini. Siamo riusciti a far accantonare una bozza di proposta circolata anticipatamente, che risultava chiaramente inadeguata a offrire un'efficace soluzione al problema dell'immigrazione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Era una bozza che andava anche contro gli interessi del nostro Paese. Per questa via, ottenendo il ritiro di detto testo, l'Italia ha avuto un riconoscimento e si è ritagliata un ruolo significativo. È un primo passo, ma costituisce senz'altro un buon punto di partenza per il Consiglio europeo che ci attende. La questione per noi davvero importante, dirimente, è risolvere efficacemente il problema dei cosiddetti movimenti primari. Risolvere questo problema significa automaticamente operare una drastica riduzione dei movimenti secondari, che pure - come sapete - in questa fase e nell'attuale momento storico, preoccupano particolarmente alcuni nostri partner europei. Ciò che proponiamo è una European multilevel strategy for migration : una proposta articolata, organica, basata su un nuovo approccio, che consenta all'Europa di uscire da una gestione intesa in base a una logica emergenziale e di entrare, invece, in una nuova dimensione, che prevede una gestione basata su una logica strutturale, da riconoscere definitivamente come priorità dell'Unione europea. Abbiamo individuato dieci obiettivi, che in parte sono stati anticipati dai mass media e che voglio qui riassumere rapidamente. Primo obiettivo: intensificare gli accordi e i rapporti tra Unione europea e Paesi terzi, secondo una direzione che viene già percorsa, da cui partono e transitano i migranti, e investire in progetti di sviluppo, di formazione e di occupazione, che contribuiscano a ridurre all'origine il fenomeno dell'emigrazione, prevenendo i flussi e, quindi, riducendo i viaggi della morte. Penso - ad esempio - a un'intensificazione dei rapporti con la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo già ridotto in misura significativa le partenze nel corrente anno. Abbiamo il dovere concreto di prevenire che la vita e l'incolumità delle persone siano messe a rischio; un rischio che inizia ben prima che i migranti comincino l'attraversamento per mare e giungano alle frontiere terrestri europee. La solidarietà europea deve manifestarsi già in questa fase, in modo da tutelare efficacemente sia i diritti dei migranti, sia, nel contempo, la sicurezza dei nostri cittadini. Secondo obiettivo: creare centri di protezione internazionale nei Paesi di transito, per offrire assistenza e consulenza giuridica ai migranti stessi, in modo da gestire in via anticipata e rapida le richieste di asilo e organizzare i rimpatri volontari assistiti verso i Paesi di origine. Chiaramente una grande importanza rivestono in questa prospettiva i rapporti, peraltro già in corso, tra Unione europea e organizzazioni come l'Alto commissariato ONU per i rifugiati o l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Occorre stanziare ulteriori fondi, fondi più cospicui per il Trust fund dell'Unione europea per l'Africa; in particolare, la finestra del Nord Africa deve essere rifinanziata in modo cospicuo. Terzo obiettivo: rafforzare le frontiere esterne dell'Unione europea, con operazioni della stessa Unione europea, ma anche con il supporto della Guardia costiera libica, anche stipulando ulteriori accordi, oltre a quelli già esistenti, con Paesi nordafricani e mediorientali, volti se del caso a esternalizzare i controlli di frontiera, integrandoli anche con personale dell'Unione europea. Anche in questo caso vi sono missioni in corso, Eunavfor Med operation Sophia e Joint Operation Themis, che stanno già supportando efficacemente la Guardia costiera libica. Quarto obiettivo, che ritengo cruciale: occorre superare il regolamento di Dublino, che non va riformato, ma appunto superato perché del tutto inadeguato a gestire il problema dei flussi migratori. Ciò va detto anche alla luce dei dati statistici: sono circa il 7 per cento gli aventi diritto allo status di rifugiato. L'attuale sistema comune europeo di asilo si fonda su un tragico paradosso: i diritti delle persone che intendono richiedere asilo vengono riconosciuti soltanto nel momento in cui gli interessati riescono a raggiungere le coste dell'Europa. Questo momento va anticipato, anche al fine di tutelare i loro interessi e di garantire più sicurezza al nostro Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP e dei senatori Buccarella e Renzi) . Quinto obiettivo: va superato il criterio del Paese di primo arrivo. Anche questo non è un criterio idoneo per gestire i flussi in modo efficace e sostenibile. Va, infatti, affermato il principio - l'ho ripetuto con vigore in tutti gli incontri che ho avuto con i leader europei, in Francia con Macron e a Berlino con la Merkel - che chi sbarca in Italia sbarca in Europa. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e FdI) . Se davvero esiste l'Europa di Schengen, fondata sul binomio responsabilità/solidarietà - come tutti diciamo a parole - allora il criterio del Paese di primo arrivo va superato. Sesto obiettivo: l'Unione europea e gli Stati membri devono assumere una responsabilità comune europea sulle persone, gli uomini, le donne e i bambini salvati in mare. È impensabile che la responsabilità in ordine alle richieste di asilo ricada esclusivamente sul Paese di primo arrivo. Occorre superare il concetto di «attraversamento illegale» per le persone soccorse in acque internazionali. Quindi, occorre rivedere anche la disciplina delle attività di search and rescue . Bisogna, insomma, scindere il piano dell'individuazione del porto sicuro di sbarco dal piano dell'individuazione dello Stato competente a esaminare le richieste di asilo. L'obbligo di salvataggio, in accordo con il diritto del mare e le convenzioni internazionali, non può diventare obbligo di processare tutte le domande per conto di tutti. Settimo obiettivo: l'Unione europea deve contrastare con iniziative comuni ben più efficaci del passato la tratta di esseri umani (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e Misto) e combattere più efficacemente le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni dei migranti. Ottavo obiettivo: non possiamo portare tutti in Italia o in Spagna; occorrono centri di accoglienza in più Paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva ed evitare ovviamente, al contempo, problemi di ordine pubblico e di sovraffollamento. Occorre poi che, nel quadro di ripartizione delle responsabilità, vengano realmente portati a termine i cosiddetti ricollocamenti e rinforzare i meccanismi e le modalità di rimpatrio al fine di rendere i rimpatri più effettivi. Nono obiettivo: occorre ovviamente prestare attenzione - come ci viene chiesto - ai movimenti secondari. È un problema che non possiamo trascurare. È certo che, attuando per bene i principi e realizzando gli obiettivi appena sopra esposti, gli spostamenti intraeuropei di rifugiati risulteranno marginali e potrebbero agevolmente diventare oggetto di intese tecniche tra i Paesi maggiormente interessati. Decimo obiettivo: ogni Stato - voi sapete - stabilisce quote di ingresso dei migranti economici. Questa è una facoltà riservata agli Stati dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, all'articolo 75, comma 5. Dobbiamo rispettare questa facoltà, anche perché non mi sembra questo il tempo di proporre cessioni di sovranità agli Stati in ordine alle politiche pubbliche sulla gestione dei flussi migratori. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e dei senatori Buccarella e De Bertoldi) . Questo principio, tuttavia, va controbilanciato con la previsione del rafforzamento di adeguate contromisure finanziarie nei confronti degli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Nei miei contatti di questi giorni e delle ultime settimane con i leader europei, sto ripetendo un concetto semplice, che per noi è il cardine della strategia che abbiamo elaborato: per avere un'Europa più forte, abbiamo bisogno di un'Europa più giusta e più equa. Sulla migrazione sono in gioco i valori dell'Europa unita e l'Italia - lo dico con orgoglio, da Presidente del Consiglio di un grande Paese, fondatore dell'Unione europea - continuerà a fare la sua parte perché l'Europa sia all'altezza del suo compito. C'è in questo impegno italiano una coerenza con l'azione che, da sempre, il nostro Paese sta perseguendo: penso, in particolare, a quanto hanno fatto e continuano a fare le Forze armate, in primis la Marina militare, la Guardia costiera, i sindaci, i volontari; insomma, un intero e complesso sistema, tutto italiano, che da anni salva l'onore dell'Europa nel Mediterraneo. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e FI-BP e del senatore Buccarella) . A tutte queste persone, che non sempre godono degli onori della cronaca, va il mio - e immagino anche il vostro - più sentito ringraziamento a nome di tutti gli italiani. Passando al tema del quadro finanziario pluriennale, anche in questo caso dobbiamo ribadire la necessità di avere un'Unione europea più giusta e più equa. Sono stati diffusi i dati Istat sulla povertà in Italia: non può essere ignorato che, nel 2017, oltre 5 milioni di persone in Italia hanno vissuto sotto la soglia della povertà assoluta. Stiamo parlando di un milione e 778.000 famiglie, di un aumento rispetto al 2016 che riguarda soprattutto il Meridione, nel quale l'incidenza della povertà assoluta è salita dall'8,5 per cento del 2016 al 10,3 per cento del 2017. Questi dati ci obbligano a dare risposte concrete: ci sono 5 milioni di persone che non possono più aspettare. Il problema della povertà si intreccia, poi, con quello del divario territoriale, anche questo intriso di ingiustizie e paradossi. Per questo, pretenderemo che l'Unione europea contribuisca a offrire risposte in entrambe le direzioni, consentendo un più ampio e organico utilizzo dei fondi strutturali dedicati a questi temi. Nel nostro programma di Governo abbiamo messo nero su bianco l'impegno per il lavoro e il reddito di cittadinanza per migliorare l'inclusione sociale e le opportunità di impiego, specialmente per i giovani, ma non solo. Nella discussione sul prossimo bilancio pluriennale, proporrò che il negoziato riservi un'attenzione finanziaria più sostanziale ai fondi dell'Unione europea a sostegno dell'inclusione sociale. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP e del senatore Cario) . Penso, in particolare, al Fondo sociale europeo, che potrebbe servire per finanziare - ad esempio - la riforma e il potenziamento dei centri per l'impiego, che sono il cardine della nostra proposta sul reddito di cittadinanza. Il bilancio 2021-2027 è uno strumento chiave per raggiungere questo traguardo, insieme allo scopo, fissato dalla Commissione, di un - cito testualmente - «bilancio moderno per un'Unione che protegge, rende più forti e difende». Per questo, il bilancio dell'Unione dovrebbe concentrarsi sui modi per sostenere la crescita nazionale e affrontare le sfide comuni in modo efficace. L'Italia è un contributore netto al bilancio dell'Unione. Pensiamo perciò di meritare una maggiore attenzione ai nostri bisogni anche per quel che riguarda specificamente le politiche tradizionali - penso all'agricoltura, alla coesione - e una risposta comune al fenomeno migratorio. Naturalmente, ci opporremo a qualsiasi misura che danneggi le Regioni e i territori ancora in difficoltà. Equità significa anche questo. Dirò che, in linea di principio, siamo favorevoli a concentrarci sulle nuove priorità di bilancio: migrazione e controllo delle frontiere, difesa e sicurezza, crescita e innovazione. Ma abbiamo bisogno di un aiuto più consistente e di espressioni di maggiore solidarietà da parte dell'Unione europea e di tutti gli Stati membri, per tutte le modalità che ho espresso. Veniamo ai temi del lavoro, della crescita, della competitività e dell'inclusione sociale, in parte già anticipati. Anche questi temi vanno affrontati con maggiore vigore e incisività da parte dell'Unione. Oltre al focus sull'occupazione e l'inclusione sociale nel bilancio settennale, il Consiglio si occuperà anche di misure per la crescita e la competitività. Intendiamo portare a Bruxelles la nostra visione sulla riforma del sistema tributario, spiegarla e contribuire al dibattito in quella sede. L'Italia ha bisogno di ridurre la pressione fiscale - come ci siamo impegnati a fare con il nostro programma di Governo - e di accompagnare a questa misura la riduzione del cosiddetto red tape : la burocrazia che, unita alla pressione fiscale, ha conseguenze nefaste sulla qualità del rapporto tributario tra lo Stato e i contribuenti, come pure sulla competitività del nostro Paese. Il Consiglio europeo discuterà, dunque, anche di questa leva necessaria per rendere l'Europa più competitiva. Da parte nostra appoggeremo tutti gli sforzi contro l'elusione e l'evasione fiscale. Cercheremo, in particolare, di progredire nella messa a punto di un sistema di definizione della base imponibile, superando la frammentazione dei sistemi di imposizione nazionali. Abbiamo bisogno di una Europa più equa anche a livello fiscale. L'attuale assetto europeo non garantisce una tassazione equa, per quanto riguarda - ad esempio - le attività dell'industria del web , le cosiddette digital company . Sosterremo un approccio deciso sulla soluzione europea, nell'attesa di una soluzione che auspichiamo anche a livello globale, per tassare adeguatamente i profitti generati negli Stati membri e restituirne i benefici alle comunità che hanno contribuito a generarli. Infine, lavoreremo per ottenere soluzioni eque ed efficaci volte a risolvere le conseguenze negative generate dell'applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP, FI-BP e del senatore Iannone) . Un tema molto importante che dovremo affrontare nel corso dell'Euro Summit è la riforma dell'unione monetaria ed economica. Ho già detto, in occasione del mio discorso per la fiducia, che il nostro obiettivo è e resta l'eliminazione del divario di crescita tra l'Italia e l'Unione europea, e lo stiamo perseguendo in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati. Il debito pubblico italiano è oggi pienamente sostenibile. Dobbiamo certamente puntare alla sua riduzione, ma in una prospettiva di crescita economica, e orienteremo la politica fiscale e di spesa pubblica al perseguimento degli obiettivi di crescita stabile e sostenibile. Questo è il nostro messaggio chiave in sede di discussione sulla governance economica della nostra Europa al prossimo Euro Summit del 29 giugno, a margine del Consiglio europeo. Resto ottimista sull'esito della riflessione che ci attende a Bruxelles, ma sarò molto chiaro sulle nostre posizioni: se vogliamo impedire il declino dell'Unione e realizzare una Unione in campo economico che sia percepita come realmente vicina ai nostri cittadini, è il momento di far avanzare la condivisione del rischio finora rimasta troppo indietro. Però, attenzione: questi meccanismi di condivisione del rischio non debbono contemplare condizionalità - per dirla nel gergo dell'Unione - che, in nome dell'obiettivo della riduzione del rischio, finiscano per irrigidire processi già naturalmente avviati e in corso, con il risultato di ottenere, anziché la riduzione del rischio, l'incremento dell'instabilità bancaria e finanziaria non tanto in Italia, ma semmai in altri Stati membri caratterizzati da sistemi economici di più modesta entità e, quindi, più esposti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Per essere chiari, non vogliamo un Fondo monetario europeo che, lungi dall'operare con finalità perequative, finisca per costringere alcuni Paesi verso percorsi di ristrutturazione predefiniti e automatici, con sostanziale esautorazione del potere di elaborare in autonomia politiche economiche efficaci. Siamo contrari a ogni rigidità nella riforma del meccanismo europeo di stabilità, soprattutto perché nuovi vincoli al processo di ristrutturazione del debito potrebbero contribuire essi stessi all'instabilità finanziaria, anziché prevenirla. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e FdI) . Non vogliamo inoltre pericolose duplicazioni con i compiti della Commissione europea per la sorveglianza fiscale, che rischierebbero peraltro di delegittimare la base democratica di queste funzioni essenziali per la stabilità finanziaria. Passo ora alla materia della difesa e della sicurezza. Anche qui i progressi dell'integrazione europea sono stati significativi, particolarmente nell'ultimo anno e mezzo. Da parte nostra siamo a favore delle misure e degli strumenti di cooperazione tra gli Stati membri per evitare duplicazioni e dispersione delle spese: dalla difesa alla cooperazione strutturale permanente - la cosiddetta PESCO - che riunisce 25 Paesi dell'Unione europea in una cornice politica e giuridica di impegno comune per la difesa, al Fondo europeo per la difesa, dove si punta a raggiungere un accordo per la componente industriale. Tutte queste iniziative si completano e si rafforzano nell'ambito delle attività della NATO, alle quali l'Unione europea resta strettamente legata, così come il nostro Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Sempre nel quadro della cooperazione tra Unione europea e NATO, prosegue la riflessione per migliorare la mobilità militare, facilitando la circolazione delle forze militari all'interno dei confini europei per garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Stiamo proseguendo anche sulla politica europea nel settore della sicurezza civile, essenzialmente attraverso missioni di rafforzamento delle capacità di selezionati Paesi terzi in materia di polizia e amministrazione civile e giudiziaria. Questo cammino proseguirà nei prossimi mesi e ne riparleremo in autunno. In materia di innovazione e digitale, i negoziati sul prossimo bilancio settennale saranno anch'essi cruciali per perseguire i nostri obiettivi di occupazione e crescita. Dobbiamo infatti assicurare che, nel prossimo quadro finanziario pluriennale, l'impulso europeo all'innovazione sia rivolto alla crescita e all'occupazione. Per fare questo, le regole europee devono incentivare e non scoraggiare gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo e gli stessi investimenti delle banche nell'innovazione. Lavoreremo a un approccio equilibrato all'innovazione, capace di incentivare quella di rottura, senza trascurare quella incrementale. In questo quadro, sosterremo un approccio dal basso che tenga conto delle esigenze delle imprese e le aiuti a creare nuovi posti di lavoro. Al Consiglio europeo ci sarà anche una discussione sull'attuazione degli accordi di Minsk, che - come sapete - è un dibattito importante rispetto alle sanzioni settoriali nei confronti della Russia. Su questo riaffermiamo il principio per cui non deve esserci nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e FdL e del senatore Cario) . Sul punto occorre molta cautela - ce ne rendiamo conto - ma la nostra impostazione muove dal principio per cui le sanzioni sono un mezzo e non un fine. Continueremo, quindi, a dare grande attenzione al sostegno alla società civile russa e anche agli interessi delle nostre imprese, piccole e medie. Passo a una considerazione finale sul tema della Brexit. La questione più difficile su questo versante resta quella del confine tra Irlanda e Nord Irlanda, su cui continueremo a lavorare nelle prossime settimane, con l'obiettivo di preservare la pace e l'Accordo del Venerdì Santo ed evitare la sciagurata ipotesi di un recesso senza accordo, che sarebbe inaccettabile anche per le imprese e i cittadini. Anche per questo motivo porterò all'attenzione dei miei colleghi europei la difesa senza ambiguità dei diritti dei nostri connazionali che vivono nel Regno Unito per avere dalle autorità britanniche impegni precisi e puntuali, vigilando in particolare sui diritti delle categorie più vulnerabili e in difficoltà. Si negozia l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea ma, nello stesso tempo, dobbiamo costruire per il futuro un partenariato che rifletta il profondo legame tra la Gran Bretagna e il continente europeo. L'Italia, in particolare, lavorerà per un partenariato basato sulla mobilità, per garantire che i fruttuosi scambi tra i nostri cittadini possano continuare; sull'economia per mantenere un elevato scambio dei commerci e sulla sicurezza per affrontare insieme in maniera più efficace le numerose sfide del nostro tempo. Vi ringrazio per l'attenzione. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP, FdI, del senatore Cario e dai banchi del Governo. I senatori dei Gruppi M5S e L-SP si levano in piedi) . PRESIDENTE . Avverto l'Assemblea che le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione della discussione. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente del Consiglio, desidero ringraziarla per le sue parole pronunciate qui in Aula ma, soprattutto, la ringrazio per il lavoro che sta portando avanti per tutelare noi cittadini. A nostro avviso, lei ha agito nel migliore dei modi ed io, per la prima volta, mi sento davvero rappresentata in Italia, in Europa e all'estero. La ringrazio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Il tema dell'immigrazione e della governance economica dell'Unione europea saranno al centro del prossimo Consiglio europeo. In questi ultimi giorni, non ho potuto fare a meno di notare quanto sia complicato parlare di questi temi, in un contesto in cui gli interessi economici sono più importanti del benessere delle persone. Sull'immigrazione è arrivato il momento di voltare pagina. È necessario trovare delle soluzioni comuni perché, senza un rafforzamento della gestione europea, il fenomeno migratorio non può essere governato ed è destinato a rimanere senza controllo. L'Unione europea dovrà rafforzare i rapporti con i Paesi di origine e di transito dei migranti, così da prevenire i viaggi della morte. Cari colleghi, sebbene alcuni di voi ci abbiano accusato di essere cinici e imprudenti, il valore che più abbiamo a cuore è la salvaguardia della vita umana. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Per questo, il nuovo approccio al fenomeno dell'immigrazione sarà orientato a tutelare i diritti fondamentali dell'uomo, dichiarando una guerra senza precedenti a tutti i trafficanti di esseri umani. Quello che auspico è che questa guerra non venga combattuta soltanto dall'Italia, com'è accaduto negli ultimi anni. Siamo rimasti soli davanti a questa emergenza, ma credo che un cambio di paradigma nella gestione dell'immigrazione giovi non soltanto all'Italia, ma anche al resto dell'Europa. Agire insieme rafforzerà i vincoli di solidarietà tra gli Stati, perché un'Europa dove c'è un Paese che traina e Paesi che vengono trainati non è un'Europa che funziona. Caro Presidente, l'Italia è stata relegata a una condizione di subalternità anche in altri ambiti. A questo proposito, vorrei sottoporre alla sua attenzione alcune questioni relative alla riforma dell'unione economica e monetaria, anzitutto la modalità attraverso cui il Meccanismo di vigilanza unico monitora lo stato di salute delle banche. Questo sistema di valutazione si è concentrato prevalentemente sul rischio di credito, trascurando il rischio di mercato relativo alla presenza nei bilanci bancari di strumenti finanziari derivati. Questo meccanismo ha determinato uno svantaggio per i sistemi bancari più focalizzati nella tradizionale attività creditizia, come ad esempio quello italiano, avvantaggiando, invece, i sistemi bancari maggiormente orientati alla speculazione finanziaria, come quelli francesi e tedeschi. Come sappiamo, l'unione bancaria è ancora priva del suo terzo pilastro, cioè il Sistema europeo di assicurazione dei depositi, l'EDIS. Alcuni Paesi ritengono che le banche degli Stati membri potranno condividere i propri rischi tramite l'EDIS solo dopo averli drasticamente ridotti. L'idea di ridurre i rischi prima dell'istituzione dell'EDIS è condivisibile, ma a condizione che si considerino tutti i rischi e non solo alcuni. Infatti, se i crediti deteriorati e i titoli di Stato possono costituire una fonte di rischio per le banche tradizionali, per altre banche rischi rilevanti scaturiscono dal possesso di strumenti finanziari derivati. Nel 2016 le attività e le passività di livello 2 e livello 3 detenute dalle maggiori banche europee ammontavano complessivamente a 6.800 miliardi di euro, un valore circa 12 volte superiore a quello dei crediti deteriorati di tutte le banche dell'area dell'euro. Caro Presidente, lavoriamo insieme e noi saremo sempre al suo fianco per una Europa più equa. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Alfieri. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, abbiamo ascoltato le parole del Presidente del Consiglio e devo dire che molti dei propositi sono in continuità con i Governi precedenti. Ma, giustamente, lei ha messo in evidenza che questo è un Consiglio particolare perché il Consiglio europeo è il suo debutto in Europa. È quindi un Consiglio spartiacque ed è in gioco il futuro dell'Europa. Pertanto, vorremmo sapere da lei qual è la visione complessiva sulle relazioni internazionali, sulla politica internazionale e comunitaria del nostro Paese; qual è la cornice. Rimaniamo in un ambito multilaterale o si privilegia essenzialmente il canale bilaterale? Ancora, con quali alleanze? Lo dico perché i successi che abbiamo ottenuto con la nostra diplomazia e con i nostri Governi negli anni passati li abbiamo raggiunti costruendo delle alleanze solide. È stato così sui flussi migratori, con il passaggio da Triton a Themis, con l'operazione Sophia, la modifica di Frontex e la maggiore attenzione sul Mediterraneo; L'abbiamo fatto costruendo delle alleanze. Anche riguardo al proposito giusto di modificare Dublino (peraltro approvato con il supporto di una forza politica che oggi sostiene tale proposito), noi condividiamo l'idea, invece, di superarlo, e a ragione. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma con quali alleanze? Con i Paesi di Visegràd o con quelli con cui noi stiamo provando a costruire, giustamente, un cordone positivo nel Mediterraneo? E questo vale anche per il Sud della Libia e il Niger. Abbiamo sentito le parole di Salvini di ritorno dalla Libia. Ebbene, io consiglierei più prudenza. I Ministri che si sono susseguiti hanno usato prudenza quando tornavano dalla Libia. A proposito del Sud della Libia e del Niger, io vorrei ricordare che i Governi precedenti hanno aperto l'ambasciata in Niger. Hanno avviato la costruzione di una missione, quella stessa missione alla quale le forze politiche che la sostengono hanno detto di no, perché era un intervento coloniale. Mi fa piacere adesso sentire Salvini dire che dobbiamo concentrare lì le nostre attenzioni. (Applausi dal Gruppo PD) . Certamente ha ragione sul Fondo fiduciario europeo d'emergenza per l'Africa, che va rafforzato. Noi siamo stati i primi a destinarvi dei soldi, perché lo slogan "aiutiamoli a casa loro" non deve essere usato solo in campagna elettorale. Poi bisogna essere conseguenti e portarlo avanti con provvedimenti concreti. Ci fa piacere, dunque, che lei vada in questo senso. (Applausi dal Gruppo PD) . Dico ciò, più in generale, sulla visione di politica estera. Voglio dire che i nostri punti cardinali sono stati tenuti come una barra dritta dai Governi che si sono succeduti, anche di colore diverso. Qui ci siamo confrontati con sensibilità e declinandoli in maniera diversa, ma sono stati chiari: la scelta atlantica come un insieme di valori prima ancora che come scelta che garantisse la sicurezza e la stabilità del nostro continente; la scelta europea e la costruzione europea come modo per evitare gli egoismi nazionali e garantire un futuro al nostro Paese; affrontare quelle scelte che non si è più in grado di affrontare con mere misure nazionali. E, infine, l'equilibrio nel Mediterraneo e nel vicino Oriente, dove abbiamo declinato responsabilità e solidarietà; dove non siamo andati a bombardare ma abbiamo fatto operazioni di peacekeeping e dove siamo andati a costruire e ricostruire le istituzioni. (Applausi dal Gruppo PD) . E abbiamo salvato vite. Sì, abbiamo salvato vite, perché il tema della responsabilità e della solidarietà vanno di pari passo. E, se noi abbiamo garantito la stabilità e la sicurezza nel nostro Paese, è perché abbiamo seguito quella strategia. Quindi, società aperta, stabilità e sicurezza vanno avanti di pari passo con una politica estera chiara che tenga saldo il timone. Lo dico perché questo equilibrio delicato non è per sempre; è una conquista faticosa di ogni giorno ed è lì che si misura la differenza tra la propaganda e la politica. Buon lavoro. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Petrocelli. Ne ha facoltà. PETROCELLI (M5S) . Signor Presidente del Consiglio, nel suo discorso, che ho ascoltato - un discorso articolato e complesso - ho letto soprattutto una domanda di fondo, vale a dire sostanzialmente che cos'è oggi l'Unione europea e come dobbiamo considerarla. La storia ci ha raccontato a lungo di un sogno utopico, di un futuro prospero - perché ce lo chiedeva l'Europa - e di Stati cattivi perché sovrani. Questa storia non regge più. Le popolazioni europee chiedono risposte e gli italiani pretendono risposte. È giunto il momento di un nuovo inizio e il Consiglio europeo che parte domani deve dare un segnale; non c'è più tempo. Lei, signor Presidente, ha sviluppato diversi punti. Io mi soffermerò solo su alcuni dei temi che lei ha trattato. Prima fra tutte c'è la questione dei migranti, che coinvolge il nostro Paese e tocca un nostro ex alleato, il nostro principale alleato nel continente africano, la Libia. Da quando anni fa sono iniziati i bombardamenti alleati sulla Libia, mi sono sempre chiesto chi da quei bombardamenti è stato soprattutto danneggiato e, di riflesso, a chi invece hanno giovato, perché è innegabile questo: a mio parere, il Parlamento, che ha una sua autonomia e una sua centralità anche come suggeritore delle politiche del Governo, queste cose le deve dire. La Libia era il primo alleato dell'Italia nel continente africano. La caduta di quel Governo o di quel regime, comunque lo si voglia chiamare, è stata un danno soprattutto per il nostro Paese, mentre è stata un vantaggio innegabile in particolare per alcuni dei nostri alleati, che sono alleati all'interno della NATO, quella stessa NATO che, pur potendosi considerare la nostra partecipazione relativa o marginale, non si è comportata da alleato. Ci sono stati interessi, identificabili soprattutto negli interessi francesi, ma anche in quelli inglesi e secondariamente in quelli americani, che non hanno coinciso e collimato con gli interessi del nostro Paese. Parliamo di un Paese ormai completamente destabilizzato e dal quale partono quasi tutti i flussi migratori. Oggi la Francia cerca il controllo della Cirenaica e cerca di arrivare probabilmente a controllare anche la Tripolitania. Sarebbe allora forse auspicabile che le politiche del Governo in tema di cooperazione e sviluppo in quel Paese riprendessero a trattare le cose semplici che caratterizzavano la presenza italiana in Libia, con le persone che partivano dall'Italia settimanalmente e andavano a fare i lavori comuni, perché quella era la reale presenza italiana, quella delle piccole e medie imprese, come delle grandi imprese italiane che, non solo avevano fatto crescere e costituito nuovamente il tessuto connettivo e produttivo dopo la vecchia avventura coloniale, ma avevano anche accresciuto le relazioni sociali in quel Paese che, ripeto, era il nostro principale alleato. Occorre provare a ricostruire quel tessuto connettivo con il nostro contributo, facendo anche, in un certo senso, la voce grossa con i nostri alleati nell'Unione europea e nella NATO, ricordando che non è più possibile che il nostro Paese continui a considerare azioni fatte a nostro discapito e a beneficio di altri come la linea da seguire nei prossimi anni. Vorrei trattare brevemente, come secondo punto del mio intervento, anche le direttive di politica estera. Signor Presidente del Consiglio, lei andrà in Europa per partecipare ad un Consiglio europeo, che può essere considerato, in un certo senso, storico. Il 28 e il 29 giugno si cercherà infatti di capire se un'organizzazione, che negli anni si è trasformata in un insieme di indifferenze, ipocrisie e sofferenze, possa tornare a considerarsi una comunità o debba continuare nella sua lenta decadenza, che va soprattutto contro i popoli del Sud dell'Europa. Credo che su questo tema i primi segnali lanciati dal Governo siano incoraggianti. L'Italia deve tornare a comportarsi come un Paese libero, sovrano e indipendente, con una politica estera che abbia soprattutto a cuore gli interessi strategici nazionali. Solo così, per l'Italia in primo luogo, ma anche, in secondo luogo, per il resto dell'Europa, potrà esserci un futuro e potranno esserci gli strumenti per affrontare in modo credibile le sfide del domani. Per ciò che riguarda, ancora, l'immigrazione, credo sia il momento di ribadire con grande forza che le politiche dei Paesi occidentali, tese spesso e volentieri a mantenere il possesso e la gestione delle materie prime in Africa e in Medio Oriente, siano state un volano di destabilizzazione e caos . A milioni si contano i morti, tra profughi e disperati: chi è responsabile? Vorrei concludere con una notazione che considera le parole del presidente Macron, il quale ha detto, qualche giorno fa, che non si possono avere Paesi che beneficiano largamente della solidarietà dell'Unione europea e allo stesso tempo mostrano egoismo quando si parla dei migranti. Sappiamo a chi si riferiva, ma in questo caso ritengo che tali parole siano giuste. Il presidente Macron ha ragione: sì, il comportamento di Francia e Germania è stato davvero inaccettabile ed è il momento di porvi fine. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP e del senatore Buccarella) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, vorrei dire al presidente Conte, con molto rispetto, che non riusciamo ad essere soddisfatti per come il nostro Governo si è mosso in vista del prossimo Consiglio europeo. Un Governo che si dice "del cambiamento" dovrebbe attuare dei cambiamenti tangibili o, quantomeno, creare condizioni favorevoli all'attuazione di cambiamenti tangibili. Ebbene, di cambiamenti non ne abbiamo visti, o meglio ne abbiamo visti pochi e quelli che vediamo non sono positivi. Ci pare evidente che poco o niente sia stato fatto per arrivare a dei cambiamenti positivi. Nel campo della politica estera e di quella migratoria in particolare, le dichiarazioni di principio, le enunciazioni vaghe, alle volte fino ai confini della banalità, hanno un senso e una incisività solo se vengono seguite da risultati concreti. La domanda che dobbiamo porci è questa: stiamo ottenendo dei risultati concreti? Non ci pare. C'è stata un'innovazione di metodo - questo sì - ed è consistita in ciò: il Ministro dell'interno rompe tutto e poi, dopo alcuni giorni o alcune ore, il Presidente del Consiglio prova a riattaccare qualche coccio. È forse questa una sana divisione del lavoro? No, presidente Conte, me lo lasci dire. A parte che sui problemi decisivi non possono esserci nel Governo due voci e due linee - e men che meno tre o quattro voci e linee - questo metodo del politico buono, che arriva a moderare gli eccessi del politico cattivo, rappresenta una garanzia di insuccesso, sulla scena nazionale e su quella internazionale (Applausi dal Gruppo PD) e rende la nostra azione internazionale meno attendibile e meno efficace. È forse più vicina, oggi, la riforma del Regolamento di Dublino - per noi straordinariamente punitivo - approvato da Forza Italia e Lega nel 2003? Possiamo dire di aver fatto passi avanti sul rafforzamento di Frontex e della protezione europea delle frontiere, sulle regole europee per l'asilo, sul superamento delle disparità contributive per gli arrivi che provengono dalla rotta mediterranea in confronto ai contributi che ci sono per gli arrivi che provengono dalla rotta balcanica? Possiamo dire di aver fatto passi avanti sui movimenti secondari, di averli fatti sulle sanzioni per i Paesi che non mostrano solidarietà? Su tutti questi fronti purtroppo finora nessun risultato è arrivato. L'unica cosa avvenuta è la seguente: il nostro Paese da una parte si è prestato all'accusa di realizzare colpi di mano propagandistici sulla pelle di persone inermi, chiudendo i porti a navi impegnate in attività di salvataggio, dall'altra ha acuito le tensioni con i Paesi a noi tradizionalmente più vicini e che erano e restano indispensabili per arrivare a modifiche migliorative del Regolamento di Dublino. Insomma, finora abbiamo visto una politica che combina alta visibilità, scarsa credibilità e assenza di realizzazioni concrete. È paradossale che si pensi di ottenere davvero qualcosa di tangibile sulle politiche di accoglienza, che hanno bisogno di più forti politiche sovranazionali e di condivisione degli oneri tra i vari Stati, facendo il filo all'Ungheria, alla Polonia, alla Repubblica Ceca, alla Slovacchia, al Vice Premier austriaco, al Ministro degli esteri tedesco. Signor presidente Conte, avvertiamo la necessità di rivolgerle un suggerimento: incida di più sul modo di porsi del suo Governo. Finora l'Italia ha fatto notizia, più che per le proposte ragionevoli che avanzato, per le forzature scomposte che ha messo in campo. (Applausi dal Gruppo PD) . Con la politica degli atti simbolici e delle spallate non si va da nessuna parte: si ottengono dei titoli ma non dei risultati. Come dimostra l'operato del Governo che ha preceduto il suo, si può essere allo stesso tempo umani a rigorosi, umani ed efficaci. (Applausi dal Gruppo PD) . Per ora il suo Governo è riuscito nella non invidiabile impresa di apparire allo stesso tempo poco umano e poco efficace; il suo Ministro dell'interno - ed è l'ultima cosa che dico - afferma che oggi siamo più forti e più rispettati, ma purtroppo non è vero: l'Italia è più debole e più isolata. Nei giorni scorsi un osservatore ha spiegato la situazione in termini chiari: pensare di conquistarsi la considerazione dei nostri partner dell'UE urlando di più è controproducente come cercare di farsi rispettare di più dai vicini di casa spingendo al massimo il volume del televisore. Signor Presidente del Consiglio, trovo che questa affermazione contenga una solida e chiara verità; gliela offro garbatamente, la ponderi, la soppesi, la valuti. Spesso alzando la voce si risulta solo più rumorosi, non più autorevoli, e se si ricorre di continuo alle esibizioni muscolari si finisce per apparire non più solidi ma solo più aggressivi. Come è stato suggerito da alcuni analisti, è saggio non anteporre l'ideologia all'interesse nazionale e comprendere che l'interesse nazionale lo si serve in maniera piena cercando in questa fase di essere protagonisti come Italia in un'Europa più forte e non facendo i Pierini in un'Europa più debole. Non è questo che secondo noi oggi serve all'Italia. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Donno. Ne ha facoltà. DONNO (M5S) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, siamo alla vigilia dell'approvazione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 sulla base della proposta presentata dal presidente Jean Claude Junker all'Europarlamento lo scorso 2 maggio. Abbiamo preso atto di come l'iniziativa della Commissione persegua l'obiettivo di modernizzare il bilancio dell'Unione, rendendolo più flessibile (anche attraverso l'introduzione di strumenti speciali), semplice e trasparente, riducendo gli oneri burocratici per i beneficiari e prestando maggiore attenzione al valore aggiunto europeo degli interventi ammessi al sostegno dell'Unione. Il nuovo bilancio, basato su un rafforzamento del legame tra finanziamenti e rispetto dello stato di diritto, e su un approccio equilibrato nella gestione del disavanzo provocato dalla Brexit, sarà incentrato sulle priorità dell'Unione europea, così individuate: mercato unico; innovazione e agenda digitale; coesione e valori; risorse naturali e ambiente; migrazione e gestione delle frontiere; sicurezza e difesa, vicinato e resto del mondo e pubblica amministrazione europea. La Commissione propone, tra l'altro, di innalzare in modo significativo gli attuali livelli di finanziamento in settori quali la ricerca e l'innovazione, il sostegno ai giovani, l'economia digitale, la gestione delle frontiere, la sicurezza e la difesa, a fronte di una proposta di riduzione dei finanziamenti nei settori tradizionali della politica agricola comune e della politica di coesione. Sicurezza e difesa, dunque, con i seguenti tre settori. Sicurezza, con il rafforzamento del fondo di sicurezza interna, la cui dotazione dovrebbe raggiungere i 2,5 miliardi di euro, destinati alla lotta contro il terrorismo e la radicalizzazione, la criminalità organizzata e quella informatica, l'assistenza e la protezione delle vittime di reati. Europol e azioni per la disattivazione nucleare in Lituania e la sicurezza nucleare e disattivazione in Bulgaria e Slovacchia. Difesa, con il Fondo europeo per la difesa, che disporrà di 13 miliardi, dei quali 4,1 per il finanziamento della ricerca collaborativa e 8,9 a integrazione dei contributi nazionali per cofinanziare progetti collaborativi di sviluppo delle capacità e il meccanismo per collegare l'Europa, all'interno del quale una dotazione di 6,5 miliardi sarà riservata a potenziare le infrastrutture di trasporto, in modo da renderle idonee alla mobilità militare. Come non condividere, quindi, la sollecitazione del capo di stato maggiore della difesa, generale Claudio Graziano, quando afferma che l'Unione europea deve rafforzare la sua coesione e procedere unita sul fronte della difesa comune. Occorre insistere, quindi, secondo quanto da lei suggerito. Alle persone che continuano e si ostinano a rimanere miopi rispondiamo che occorre guardare con occhi che vogliono vedere e che credono in quello che vedono. E noi ci crediamo. Grazie, signor Presidente, e buon lavoro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bagnai. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP) . Signor Presidente del Consiglio, vorrei iniziare esprimendole gratitudine, la gratitudine che mi portano le persone che incontro per strada, le quali si sentono sollevate dal fatto che il Governo che lei guida stia restituendo al Paese un sano orgoglio patriottico, che è il migliore antidoto contro le derive del nazionalismo. Mentre organizzavo le idee per questo intervento in Aula, mi è capitato il foglio nel quale ho preso appunti quando lei è venuto a presentare il Governo. Mi era rimasta impressa una frase, che poi effettivamente ha fatto i titoli di tutti i giornali: sarò l'avvocato difensore del popolo italiano. E la domanda era: perché il popolo italiano dovrebbe aver bisogno di un avvocato difensore? Perché siamo perennemente sul banco degli accusati? Perché dobbiamo sentirci così in Europa? In fondo i numeri, compresi alcuni dati che lei ha ricordato, segnalano che il nostro Paese, che è un Paese fondatore, è un contribuente netto a questo progetto. E questa cosa dobbiamo rivendicarla; già semplicemente rivendicare con forza e con autorevolezza questo semplice dato contribuisce a restituire al Paese il senso del proprio ruolo all'interno di questo progetto. Mi è venuto in mente, quando lei ha ricordato oggi questo fatto, un intervento su twitter di un collega di un'università tedesca, Sebastian Dullien, che il 5 giugno scorso si chiedeva quanti siano i tedeschi che sanno che in effetti l'Italia è un Paese contribuente netto. Le difficoltà che abbiamo incontrato nelle sedi europee sono dovute sostanzialmente a un racconto sbagliato del ruolo dell'Italia, sia in termini economici, sia, più in generale, in termini politici, all'interno di questo progetto. Tale ruolo è sempre stato visto in termini negativi, e questo - mi duole dirlo - non solo da parte dei partner europei, i quali naturalmente, nell'ambito di una normale dialettica in quella che è una Unione basata su una forte competizione, hanno l'interesse a descrivere come responsabili delle problematiche emerse soprattutto nell'ultimo decennio i Paesi del Sud (i cosiddetti PIGS). Purtroppo, al racconto di un'Italia perennemente sull'orlo del disastro hanno contribuito spesso anche le élite che questo Paese governavano, perché la retorica della perenne emergenza è stata uno strumento di governo; è stata il principale strumento attraverso il quale molti Governi che ci hanno preceduto hanno voluto imporre, rendere necessariamente accettabile dai cittadini, delle agende politiche delle quali i cittadini stessi percepivano la dannosità. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Quello che va apprezzato nella valorizzazione del Paese è proprio questa uscita dalla retorica dell'emergenza, dalla retorica del «fate presto», e questa volontà di costruire con ponderatezza un rapporto effettivo con l'Unione europea. Secondo quanto percepiamo e in base a quanto la popolazione intorno a noi percepisce, lei sta riuscendo con la sua squadra di Governo in questo scopo. Prima il collega Petrocelli si domandava a chi avessero giovato i bombardamenti della Libia, che è una domanda che tutti ci siamo posti (e la risposta credo fosse dentro di noi), ma la stessa cosa la si può dire di certi bombardamenti mediatici o di certi meccanismi di gestione della crisi. Mi basta ricordare qui due studi di economisti tedeschi (per non essere accusato di antigermanesimo). Vorrei ricordassimo in questa sede che, secondo uno studio di Rocholl e Stahmer del 2016, meno del 5 per cento dei soldi conferiti ai cosiddetti fondi di salvataggio nel caso della Grecia sono finiti effettivamente al Governo greco. Il 95 per cento dove è finito? (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Chi applaude sa la risposta, e a chi non applaude la do io: sono finiti a salvare le banche francesi e tedesche. Nulla di male in questo; non vogliamo la distruzione delle banche francesi e tedesche, ma vogliamo ridare un senso nuovo alla parola solidarietà. Oppure ricordo lo studio di Dany, Gropp, Littke e von Schweinitz dell'Istituto di economia di Halle del 2015. Quanto ha guadagnato la Germania dalla gestione della crisi? Nella gestione della crisi la Germania, in termini di riduzione di spese per interessi ha guadagnato oltre 100 miliardi. Come? Perché si è creato un meccanismo di fuga verso un Paese che veniva propagandato come sicuro, e anche perché si sono adottate delle politiche che erano fortemente tarate sull'interesse di quel Paese. Ora, in quel Paese che ci è stato propagandato come un porto sicuro per i soldi degli investitori europei, accade che ci sia una banca, la più grande banca, che per il problema dei derivati, di cui parlava prima la collega Bottici, dall'inizio dell'anno ha perso il 44 per cento in borsa. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S e del senatore Buccarella). PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Bagnai. BAGNAI (L-SP) . Recupero il tempo dell'applauso. Questi sono gli argomenti che vediamo che lei e la sua squadra di Governo siete intenzionati a far valere, non in uno spirito di rivalsa, ma per rivendicare una giusta parità di condizioni tra tutti i Paesi di questa Unione. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Masini. Ne ha facoltà. MASINI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi senatori, il Consiglio europeo di giovedì e venerdì vedrà al centro dell'agenda il tema delle migrazioni: un tema delicato su cui, più di ogni altro, si mettono in mostra le criticità di questa nostra Europa, si scontrano interessi e sensibilità diverse e su cui persino le tradizionali famiglie politiche europee si ritrovano su posizioni contrastanti. Tutto ciò mi porta a dire che, ben più dei timori smossi da alcune considerazioni sull'euro, forse è la posizione fragile di Schengen che dovrebbe preoccupare il futuro del nostro continente. Del resto, conscio di quanto sia dirimente la questione immigrazione, il presidente Juncker ha convocato un vertice informale domenica scorsa, iniziando così ad affrontare questa questione. E su tale questione si gioca davvero moltissimo, come ho già detto, della credibilità dell'Europa. In Italia abbiamo avuto di recente le elezioni - e qui lo sappiamo bene tutti - e sappiamo bene anche quanto la questione immigrazione abbia condizionato le scelte degli elettori italiani; era un tema che doveva essere sicuramente sdoganato, nessuno lo nasconde, perché è di primaria importanza. La presenza diffusa di centinaia di migliaia di migranti non integrati - e, ripeto, non integrati - molti dei quali irregolari (stime parlano di circa 600.000 irregolari, ovvero quelli che non finiscono nelle statistiche che spesso ci vengono mostrate anche da alcuni nostri colleghi europei) e la gestione inadeguata del fenomeno dell'accoglienza fanno percepire agli italiani un sentimento diffuso di insicurezza. C'è poi la situazione economica: i recenti dati dell'ISTAT mostrano un Paese con 5 milioni di poveri e questo ci fa chiedere per quali ragioni si debbano utilizzare risorse pubbliche per sostenere un'accoglienza oltre le nostre possibilità. Ci fa anche chiedere perché non destinare quelle risorse a migliorare un sistema di inclusione imperfetto, perlomeno per come è congegnato, per i nostri poveri. Le somme messe a bilancio, infatti, mostrano appostamenti per quasi 5 miliardi di euro per gestire il fenomeno dell'accoglienza ai migranti. Tra l'altro sono somme - soldi degli italiani - che in buona parte sono state concesse come spesa in deficit ; come dire che lasceremo i debiti ai nostri figli per sostenere l'accoglienza ai migranti. Apro una parentesi: mi chiedo quali figli gli italiani avranno, vista la grave situazione occupazionale in cui versano i nostri giovani, la difficoltà a mettere su famiglia e il tasso di disoccupazione imbarazzante. Gran parte dei nostri studenti, formati nel nostro Paese, a spese del nostro Paese, sono, anche loro, costretti a fare un viaggio, non in barca, ma comunque verso altri lidi. Noi di Forza Italia ci teniamo, invece, che cresca un altro tipo di disoccupazione: la disoccupazione degli scafisti e di chi, sulla pelle dei migranti e di persone in difficoltà, spesso va a lucrare. Dunque è curioso, perché investiamo solo 2 miliardi di euro destinandoli all'inclusione degli italiani. Non si tratta assolutamente di mettere poveri contro poveri o di inseguire politiche demagogiche, a volte urlate, ma di ragionare con coscienza sull'esistente, per migliorarlo nell'interesse dei nostri cittadini. Va detto, quindi, che resta un problema, che è quello dei nuovi sbarchi, che devono essere limitati proprio perché i nuovi arrivi andrebbero ad aggravare ulteriormente la situazione già pesante della gestione dell'accoglienza in Italia; un sistema di accoglienza che oggi si fa carico di poco meno di 200.000 persone, con costi esageratamente alti; un sistema di accoglienza, inoltre, che ogni giorno sulla cronaca nera mostra non solo i suoi limiti, ma addirittura lo sconfinamento in gestioni che richiedono l'intervento della magistratura. Concedere 1.050 euro al mese per ogni adulto e 1.250 euro per ogni minore non accompagnato ha mosso gli appetiti della criminalità organizzata. Gli italiani riescono a vivere con molto meno e addirittura viene considerato povero un nucleo familiare di tre componenti che disponga di 1.044 euro al mese in alcune zone del Sud nel nostro Paese. La riduzione degli sbarchi, dunque, è prioritaria a ogni intervento. Il nostro sistema di accoglienza può smaltire le domande di asilo esistenti in un paio di anni solo se verranno fermati gli arrivi. Già ora il taglio delle domande di asilo ci dice che 60 domande su 100, come ci ha ricordato anche lei, non vengono accolte e a circa il 25 per cento delle domande viene concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Si pone però un piccolo problema: il permesso per motivi umanitari deve essere abolito perché non trova applicazione negli altri Paesi. Solo il 15 per cento delle domande di asilo accolte ha caratteristiche riconosciute in tutta Europa (rifugiato o protezione sussidiaria); la protezione umanitaria finisce per accogliere, quindi, migranti economici, che sono il primo motivo per cui l'Unione europea non accetta i ricollocamenti dell'Italia, fermi a 13.000 unità sulle 35.000 programmate. È una delle ragioni per cui i Paesi europei si preoccupano soprattutto di limitare le migrazioni secondarie. Se andiamo in Europa a negoziare un maggiore coinvolgimento dei partner europei nella gestione del fenomeno migratorio, dobbiamo quindi, innanzitutto, impegnarci ad abolire una tipologia di protezione non prevista dall'Europa stessa. Signor Presidente, questa è una cosa che può fare questo Governo, perché fa parte del contratto di Governo e faceva parte anche del programma elettorale della coalizione di centrodestra. Noi di Forza Italia siamo da sempre stati capaci di critica, coraggio e, al contempo, atteggiamento propositivo nei confronti dell'Europa. Lo fummo per il fiscal compact - vedendoci lungo - e lo fummo nel 2011 per la questione libica. Abbiamo archiviato i sorrisini della Merkel e di Sarkozy. Impareremo ad archiviare anche l'ipocrisia di Macron di oggi, ma non archivieremo la necessità che il problema migranti chiama in causa, ovvero la capacità dell'Europa di prendere decisioni come soggetto politico unitario. Ad oggi ogni decisione è stata assunta dalla somma o sottrazione degli orientamenti dei singoli Stati. La invitiamo, quindi, ad adoperarsi per un'Europa che lavori davvero in modo unitario con concretezza e solidarietà. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, Presidente del Consiglio, ho apprezzato le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte in vista del vertice europeo. Non si tratta di parole di rito. L'Italia ha acquisito una centralità che da tempo non aveva nella politica europea. L'azione unitaria e decisa del nostro Governo e, forse, energica ha aperto un'evidente crepa nel muro di silenzio e di indifferenza che ha caratterizzato l'Europa in questi anni sulle vicende dei naufraghi e dei migranti. Se il Governo italiano non fosse stato risoluto, il problema sarebbe ancora oggi soltanto italiano e non avremmo ottenuto la disponibilità all'accoglienza di altri Paesi. La centralità italiana è stata annunciata dall'oggetto del mini vertice di domenica scorsa, nel quale si è sostanzialmente discusso soltanto della bozza presentata dal nostro Presidente del Consiglio e non di altri temi di maggior comodo per alcuni partner come i cosiddetti movimenti secondari. Fa un certo effetto la posizione dell'opposizione che nella scorsa legislatura, quando era maggioranza, nulla ha avuto da dire sulle condotte - chiamiamole disinvolte - del Governo Renzi. Non è un senatore 5 stelle a muovere queste osservazioni. La stessa senatrice Bonino, infatti, ha ricordato per ben due volte (nel luglio 2017 e, ancora, pochi giorni fa) che fu il Governo Renzi, tra il 2014 e il 2016, a proporre che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia. La collega ha condivisibilmente parlato, al riguardo, di accordo scellerato. La Guardia costiera italiana avrebbe dovuto coordinare i soccorsi e gli sbarchi sarebbero dovuti avvenire in Italia. In cambio - cito ancora la collega Bonino - l'Italia avrebbe dovuto godere di maggiore flessibilità in termini di bilancio. È una posizione politica che condivido. Si è detto spesso che negli ultimi anni gli sbarchi dal Nord Africa fossero in calo, ma non si è mai parlato del costo umano di questo successo vantato all'ex ministro Minniti. L'Algeria ha ricevuto 111 milioni di euro per il contrasto alla partenza dei migranti. Dall'aprile del 2017 sono state abbandonate nel deserto del Sahara più di 13.000 persone, tra cui tantissime donne e bambini. Recentissimamente è emerso il crudele trattamento cui sono stati sottoposti alcuni migranti trattenuti nei campi libici negli ultimi anni: denutriti, picchiati, torturati e le donne stuprate. Se questo è il prezzo da pagare per far registrare un crollo degli sbarchi, non c'è certo da vantarsene. (Applausi dal Gruppo M5S) . Nell'immobilismo ultraventennale appena perturbato da questi orridi compromessi era prevedibile che l'odierna risolutezza del Governo non fosse ben vista da coloro che erano abituati a un agire felpato o, diciamo, irrilevante. Ancora, mai nessuno nel Governo e nella maggioranza ha invocato l'arretramento della Guardia costiera. Posso dire che i miei - e li conosco bene - di certo non vogliono arretrare, sapendo bene che, se le motovedette sono opportunamente disposte nello scenario operativo, non solo le persone in difficoltà sono più tutelate, ma gli stessi equipaggi lavorano meglio e affrontano minori pericoli. Per quanto si tratti di scelte tattiche e operative, è chiaro che spetta alla politica nazionale ed europea assumersi tutte le responsabilità, poiché il complesso fenomeno formato dal soccorso in mare e dall'immigrazione non è ordinaria amministrazione. L'Italia non ha mai mancato di salvare e di soccorrere, ma quasi sempre è stata l'unica a intervenire. Non si sono quasi mai viste navi di altri Paesi. La nostra Guardia costiera ha svolto e svolge ancora oggi con onore una missione della quale dobbiamo andare fieri. È di queste ore la notizia di un incontro tra il Presidente del Consiglio italiano e il Presidente della Repubblica francese, nel quale si è individuato un principio generale sulla base del caso della nave Lifeline: superando i mortiferi accordi di Dublino, si è deciso che i naufraghi della Lifeline, ancorché sbarcati nel porto maltese de La Valletta, dovrebbero poi essere distribuiti tra i vari Paesi dell'Unione. La disponibilità all'accoglienza è già arrivata da Francia, Portogallo e Malta, oltre che dal nostro Paese, mentre stanno valutando ancora Spagna, Olanda e Germania. Indiscutibilmente si tratta di un successo del Governo. Anche la Commissione europea ha osservato che: «Non è giusto che sia solo un Paese dell'Ue a ricevere tutte queste navi e abbiamo compreso la posizione dell'Italia». Noi diciamo: finalmente! L'agenda europea ha come priorità sia la questione della condivisione del soccorso sia il superamento degli accordi di Dublino. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore. DE FALCO (M5S) . Mi avvio alla conclusione. Questi ultimi nacquero con una caratterizzazione emergenziale, come dice lei, signor Presidente del Consiglio. Oggi va superata. Il ministro della difesa Trenta, coerentemente con l'azione unitaria del Governo, ha affermato - correttamente - che la sponda Sud è frontiera d'Europa e l'Unione ha il dovere di farsi carico della vigilanza e dell'immigrazione. Voglio concludere dicendo semplicemente che tutti i Paesi dell'Unione dovranno assumersi le proprie responsabilità, e certamente non aiuta la posizione di chiusura del cosiddetto gruppo di Visegrád. Agli egoismi, alle miopie e ai piccoli calcoli effimeri dovrebbe conseguire una rivalutazione circa la sussistenza e la permanenza dei requisiti di democraticità per la permanenza nell'Unione europea, e i Paesi che non intendono condividere le responsabilità dell'accoglienza non dovrebbero essere ammessi ai finanziamenti dell'Unione. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, il nostro augurio è che dal vertice di Bruxelles lei possa tornare con buone notizie per l'Italia. Per quanto riguarda l'immigrazione, gli eventi hanno dimostrato l'inefficacia degli accordi di Dublino, così come l'idea della distribuzione delle quote di migranti. Bisogna continuare a stringere accordi con i Paesi d'origine e con quelli di transito. Dico «bisogna» perché così è stato fatto - anche molto efficacemente - dal Governo Gentiloni Silveri, dall'allora ministro Minniti in primis. Bisogna soprattutto lavorare per la costituzione di hotspot nel Nord Africa: solo così ci può essere la governance di un fenomeno che richiede l'impegno di tutti e su cui l'Italia non può più essere lasciata sola. Francia e Germania si spendano non solo sul tema dell'immigrazione secondaria, ma anche per la gestione della complicata partita dei rimpatri per chi è sprovvisto dei requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato, come richiesto anche dalla Conferenza Stato-Regioni, su iniziativa del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano. Allo stesso modo, ci vuole un'azione corale sulla Libia affinché accetti la costruzione degli hotspot . Questi non fanno solo l'interesse europeo ma anche libico, in un'ottica di contrasto alle organizzazioni criminali e del traffico dei migranti. Signor Presidente del Consiglio, le immagini dei bambini separati dai genitori al confine tra Messico e Stati Uniti hanno sconvolto l'opinione pubblica. Per noi ci sono obblighi di carattere umanitario che bisogna sempre rispettare e a cui l'Europa non deve venire meno; per farlo c'è bisogno dell'impegno di tutti. Il vertice di Bruxelles ha altri punti all'ordine del giorno che riguardano la competitività e l'innovazione digitale: non sono temi e obiettivi che intrecciano da vicino le politiche di crescita che il suo Governo intenderà mettere in campo. La guerra sui dazi, la fine delle misure di sostegno della Banca centrale europea, le tensioni internazionali rischiano di rallentare una crescita internazionale nella quale l'Italia non ha brillato per via di una serie di limiti e di ritardi strutturali che risalgono a ben prima della crisi economica. Le raccomandazioni che l'Unione ha inviato a maggio al nostro Paese vanno prese in considerazione, dalla lentezza del nostro ordinamento giudiziario ad un quadro di norme che, in taluni ambiti, è un freno alla competitività e allo sviluppo. Noi dobbiamo rimuovere questi ostacoli per mettere il tessuto imprenditoriale nella possibilità di investire, di assumere, di puntare sull'innovazione di processo e di prodotto. Gli impegni che probabilmente usciranno dal vertice di Bruxelles sulla digitalizzazione, il contrasto all'evasione fiscale, la sicurezza informativa e il commercio ci indicano la strada anche per le riforme verso cui deve andare il Paese. Attendiamo per questo i decreti, più volte annunciati dal Governo. Sono passate già alcune settimane. È giunto il momento di entrare nel merito. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, onorevole Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, nella comunicazione odierna ci aspettavamo da lei, Presidente, un chiarimento o quantomeno un cenno sull'assenza dell'Italia che non ha firmato, il 25 giugno, la lettera di intenti per partecipare al progetto intergovernativo di difesa europea. L'Italia quindi è assente all'European intervention iniziative, una forza di intervento rapido promossa dalla Francia ed alla quale appartengono già nove Paesi. Ne cito solo quattro: Germania, Francia, Belgio e Olanda, ai quali aggiungo, quasi incredibilmente, la presenza del Regno Unito, nonostante le scelte antieuropee contenute nella Brexit. Insomma sono presenti tutte le grandi forze militari e l'Italia è assente - lo ripeto - mentre forse sta nascendo una lega di Stati che ambisce a sviluppare una forma di coordinamento rapido e di reattività militare. L'European 12, infatti, si prefigge lo scopo di pianificare congiuntamente gli scenari di crisi internazionale che potrebbero minacciare la sicurezza europea. La difesa europea è una necessità ed è la geopolitica che attribuisce all'Europa una funzione cruciale di baricentro mentre si modificano gli interessi strategici mondiali e le destabilizzazioni a diverse latitudini del mondo e mentre si discute su come fronteggiare le ondate migratorie provenienti dai Paesi africani. L'European 12 ambisce ad un progetto di difesa europea e lo fa nella consapevolezza collettiva di un'antica ambizione strategica rimasta insoddisfatta, ovvero una forza comune europea e una integrazione strutturale delle Forze armate dell'Unione. Attualmente si tratta - è vero - di uno strumento in fase embrionale l'adesione al quale viene descritta in termini flessibili e non vincolanti - cito testualmente - e se questo costituisce un elemento di debolezza, rappresenta invece un elemento di forza il numero ristretto dei suoi partecipanti: 12 i Paesi previsti, un numero quindi ridotto rispetto ai 25 della PESCO che lei ha citato, un organismo di cui l'ampiezza ma anche gli interessi geopolitici diversi dei Paesi membri rendono difficile il coordinamento. È per questo che la Francia ha proposto l'European 12 e pur avendo Fratelli d'Italia fortemente criticato gli atteggiamenti, le dichiarazioni e le prese di posizione del presidente Macron sulla questione Aquarius e non solo, più in generale sulla responsabilità europea della questione migratoria, nonostante la nostra posizione, noi giudichiamo grave che l'Italia sia assente, autoescludendosi dalla discussione sul futuro militare dell'Europa e lasciando vuota quella sedia dove discuteranno e si siederanno altri partner europei e della NATO. Noi non sappiamo se questo strumento sarà efficace o no ma non lo sa neanche il Governo che ha deciso di non esserci e che non ha ritenuto di dover informare né l'Aula, né il Paese su una scelta così strategica e ci chiediamo anche come si concili tale assenza con i nodi fondamentali che l'Italia va a discutere a Bruxelles. Evidentemente mi riferisco a difesa e sicurezza, quella che si vuole rafforzare. E come si farà a parlare di blocco navale, questione che Fratelli d'Italia considera fondamentale e urgente per impedire l'arrivo di navi cariche di immigrazione clandestina? E come potrà ancora l'Italia partecipare e decidere se non si siede ai tavoli? Chiediamo a lei, signor Presidente del Consiglio, se il Governo italiano considera necessario un esercito europeo e se la difesa e la sicurezza europee sono una priorità della nostra politica estera, come lei ha detto. Perché, signor Presidente del Consiglio, talvolta occorre battere i pugni sul tavolo per essere ascoltati. E per essere ascoltati bisogna essere presenti, seduti ai tavoli in cui si discute, così da non prendere lezioni da nessuno (come si è tentato di fare nei giorni scorsi), ma - magari - provare a darle. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marino. Ne ha facoltà. MARINO (PD) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio dei ministri, senatrici e senatori, oggi un importante commentatore finanziario, parlando del prossimo Consiglio europeo e dell'annesso Euro Summit, affermava, senza esagerare, che si potrebbe dire che si tratterà di un summit di portata costituente. Infatti, mai, fino a oggi, il Consiglio europeo aveva avuto all'ordine del giorno due dossier di questa importanza: la regolamentazione delle migrazioni e la riforma dell'unione economica e monetaria, nella duplice veste di unione bancaria e misure per l'eurozona. Entrambe necessitano di una notevole attenzione, soprattutto per l'importanza che noi dobbiamo riporre in fase ascendente, essendo la parte in cui noi partecipiamo, alla formazione del diritto europeo. Dirò di più: su entrambi i punti deve prevalere la consapevolezza, da parte di tutti, che solidarietà e responsabilità... (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, il brusio ha superato il limite di guardia e non riusciamo a sentire il collega che parla. Mi scusi, senatore Marino. Prego, prosegua. MARINO (PD) . Grazie, signor Presidente. Stavo dicendo che solidarietà e responsabilità sono concetti che si rinforzano a vicenda e spiegherò perché. Nel breve tempo che mi è concesso tratterò i temi al centro dell'Euro Summit, che deve tracciare le linee guida per lo sviluppo dell'unione economica e monetaria e che si tradurrà in un piano di riforma della zona euro e si concentrerà fondamentalmente su due temi. Analizziamo i due temi. Il primo riguarda il ruolo futuro del meccanismo europeo di stabilità. Abbiamo visto che la Commissione ha espresso un giudizio positivo sulla proposta franco-tedesca. Bisogna dire che, per la prima volta in dieci anni, vi è stato uno sforzo congiunto per rafforzare l'integrazione europea. Questo è positivo anche per noi. Creare un bilancio nella zona euro entro il 2021 è una cosa che non possiamo che valutare positivamente, pensando, ad esempio, che la Germania era contraria. Noi sappiamo come questo serva a rafforzare la competitività, rilanciando gli investimenti e come sia stato chiesto con forza dall'Italia negli ultimi quattro anni, in particolare dal Partito Democratico. Tuttavia, per il momento, non se ne precisa l'ammontare e - soprattutto - se deve essere inglobato nel bilancio comunitario, oppure no. Ci sono poi diversi altri punti che, invece, non possono essere accolti, in primis la condizionalità cui sarebbe sottoposto l'intervento dell'ESM se si trasformasse in Fondo monetario europeo. Agirebbe, nei casi di difficoltà di un Paese, solo previa ristrutturazione del debito e ciò finirebbe per dare un potere non indifferente a Francia e Germania sulle decisioni del Fondo monetario europeo. Meno peggio il potenziale accordo perché il meccanismo europeo di stabilità dell'ESM diventi il paracadute del Fondo di risoluzione unico, anche se la dotazione data effettivamente viene ritenuta ancora troppo bassa, nonostante, anche su questo, la Germania non fosse d'accordo. Il secondo punto, come è emerso anche in altri interventi, penso rappresenti il vero e proprio problema: il completamento dell'unione bancaria. Dopo il primo pilastro - il meccanismo unico di vigilanza - e il secondo pilastro - il meccanismo di risoluzione unico, che è partito dal 1° gennaio 2016 - non possiamo accettare che non si arrivi alla realizzazione, nel più breve tempo possibile, del terzo pilastro. Mi riferisco al Fondo di risoluzione unico, che è stato solo abbozzato attraverso un percorso che è di una complessità eccessiva. La prima fase è quella del meccanismo del cofinanziamento, la seconda fase è quella del meccanismo della coassicurazione e solo nella terza fase si arriverebbe allo schema europeo di garanzia dei depositi bancari (EDIS). Questo non va assolutamente bene. Purtroppo nella riunione dei 27 Stati dell'Eurogruppo del 21 giugno scorso è stata ribadita la necessità di un approccio graduale e penso che questa dichiarazione sia stata fortemente condizionata dal vertice franco-tedesco di Mesenberg del 19 giugno, che ha introdotto un principio che porta ad una sequenza della riduzione dei rischi e della condivisione degli stessi. Ebbene, questo è ancora un aspetto secondario ma molto grave, se lo poniamo in relazione all'obiettivo che vuole essere introdotto di ridurre gli NPL lordi dei prestiti totali al 5 per cento e quelle netti al 2,5 per cento, sapendo che il benchmark di riferimento è l'11,1 e il 6 per i secondi. Questo perché non si tiene conto dello sfondo strutturale che è stato realizzato da parte dell'Italia, che è riuscita a creare le condizioni per passare in un anno, dal 2017, da uno stato di 230 miliardi lordi a uno di 186. In questo ci sta la valutazione di quello che è questo processo di sequenza, che deve tenere nella stessa considerazione sia la riduzione dei rischi, sia la condivisione. Se non si fa questo, il processo finisce per essere un processo monco, ma soprattutto non si dice in maniera chiara e trasparente che non vengono presi in considerazione i fondi liquidi che sono 3.580 miliardi, il 44 per cento dei quali detenuti dalle banche francesi e il 30 per cento dalle banche tedesche. Va bene allora rafforzare l'eurozona, va bene non danneggiare gli interessi nazionali, ma penso che dobbiamo porci come obiettivo quello di creare le condizioni perché non si presenti il pericolo di titoli liquidi (gli L2 a cui faceva riferimento la senatrice Bottici). Quanto prima il senatore Parrini diceva che non abbiamo visto cambiamenti tangibili, devo dire che invece un cambiamento tangibile l'ho visto perché due anni fa non lei, ma il MoVimento 5 Stelle queste cose non le avrebbe mai dette. In conclusione vorrei porre una domanda al nostro Presidente del Consiglio. Io non penso che il Governo italiano sia disposto ad accettare questo pericolo, ma il rischio è di doverlo fare per due motivi: o a causa della debolezza dei conti o a causa, a leggere i giornali dell'altro giorno, della necessità di ottenere concessioni sul deficit per poter realizzare promesse elettorali in una visione di scarsissimo respiro per il bene del Paese. Ebbene, Presidente, facendole un'apertura di credito, sono convinto che lei si opporrà e che - utilizzando le parole che ha pronunciato prima - con la forza e la consapevolezza di un Governo che in Europa parla con una voce sola, ferma e risoluta, farà in modo che questo non avvenga, anche se - da quello che ho visto per ora - ho qualche ragionevole dubbio che ciò possa avvenire. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pucciarelli. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Italia ha finalmente assunto un ruolo propositivo e attivo in Europa. L'Italia, guidata da un Governo che si è insediato da pochi giorni, ha finalmente alzato la voce. È stato necessario farlo, per invertire la rotta dopo anni di politiche servili verso gli Stati esteri, in particolare verso il cosiddetto asse franco-tedesco. L'obiettivo dichiarato della proposta italiana è colmare le evidenti lacune delle politiche finora attuate nell'ambito dell'Unione europea in materia di immigrazione e asilo, politiche che hanno, di fatto, portato alla situazione di grave emergenza che stiamo subendo: una emergenza strutturale. Secondo i dati resi noti dal Ministero dell'interno a cura del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, dal 2013 al 2017 su oltre 600.000 arrivi registrati solo via mare in Italia, le domande di protezione internazionale complessivamente presentate sono in numero inferiore (429.195), e di quelle esaminate oltre la metà hanno ricevuto un diniego dalle Commissioni territoriali. Sempre secondo gli stessi dati, dal 2013 al 2017 la media delle domande di protezione internazionale accolte a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato è stata del 7,2 per cento, media confermata anche per le domande esaminate quest'anno dalle Commissioni territoriali. I dati non sono suscettibili di interpretazioni: l'Italia è diventata la meta privilegiata di un flusso migratorio composto principalmente da migranti economici, e solo in una minima parte da persone in fuga dalle guerre e bisognose di aiuto. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Questo flusso è stato gestito, negli ultimi anni, in maniera fallimentare. L'Unione europea ha scaricato sull'Italia sia il peso della difesa dei confini dai clandestini (confini che sono sì italiani, ma anche europei), sia l'onere di accogliere chi ha realmente bisogno di un Paese dove rifugiarsi perché perseguitato politicamente. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Si pensi, ad esempio, al programma di ricollocamento dei richiedenti asilo proposto dalla Commissione europea e adottato con due decisioni del Consiglio UE nel settembre 2015. Esso prevedeva in due anni, ossia entro settembre 2017, il ricollocamento di 160.000 richiedenti asilo da Italia e Grecia negli altri Paesi europei in base a un sistema di quote. Secondo i dati disponibili ad oggi risultano ricollocati dall'Italia in altri stati dell'Unione europea solo 12.722 richiedenti asilo sui 34.953 previsti. Un terzo di quello che dovevamo aver ricollocato. E molto altro ci sarebbe da dire, soprattutto su chi recentemente non ha perso occasione per farci la morale. Quanto meno abbiano il buon senso di tacere! (Applausi dal Gruppo L-SP) . Il Trattato di Dublino, nato prima come Convenzione tra Stati e poi divenuto Regolamento in un'epoca diversa rispetto a quella odierna, non è più adeguato a far fronte alle attuali esigenze. Parlare della posizione favorevole che la Lega espresse al tempo nei confronti del trattato, quando la situazione geopolitica e sociale era totalmente differente, è parlare a sproposito. Infatti, il principio del Paese di primo approdo era stato concepito come criterio responsabilizzante per i Paesi europei, affinché presidiassero adeguatamente i loro confini. Oggi, invece, i confini ce li avete fatti abolire. (Applausi dal Gruppo L-SP) . L'esiguità dei flussi migratori lo esigeva. Ma ora le forti pressioni sui nostri confini marittimi (e su quelli degli altri Paesi mediterranei) impongono una completa revisione di tale sistema: revisione che impone il rafforzamento e il presidio dei confini comuni. Molti esponenti dell'opposizione rivendicano di aver portato avanti negli anni passati una linea simile a quella presentata dal Governo. Dunque, mi permetto di concludere con un concetto molto semplice: i buoni propositi diventano azioni concrete soltanto se vengono realizzati. Ed è molto più probabile che il problema strutturale del flusso migratorio dal Nord Africa all'Italia venga risolto da un Governo che anche in sede europea risponde solamente alla volontà popolare, alla volontà degli italiani, anziché da un Governo di servi abituati a dire signorsì agli altri Paesi europei. (Applausi dal Gruppo L-SP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (FI-BP) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, il Consiglio europeo ha tra gli altri temi in esame quello del bilancio pluriennale dell'Unione europea. Si tratta di una programmazione che va dal 2021 al 2027 e che pure verrà marginalmente affrontata in un'agenda ricca di altri punti. Si tratta di 1.135 miliardi di euro di stanziamenti pari all'1,11 per cento del reddito nazionale lordo dell'Unione europea a 27 membri nei sette anni. Ed è utile ricordare che l'Italia è uno dei cosiddetti contributori netti del bilancio europeo. Questo significa che versa alle casse di Bruxelles più di quanto poi riceva attraverso i vari fondi comunitari per le Regioni, la ricerca, lo sviluppo, i migranti e tutte le altre politiche comunitarie. Questo deve essere sempre un particolare che va rammentato ai partner europei, soprattutto quelli che in questi anni hanno beneficiato dell'adesione dell'Italia al progetto europeo. Nel 2016, ultimo anno per cui abbiamo i dati, l'Italia ha versato nelle casse di Bruxelles 13,393 miliardi di euro. Nel 2015 erano stati 14,691 miliardi; nel 2014 14,594 miliardi e nel 2013 - cifra record - di 15,748 miliardi. Per quanto riguarda i miliardi che l'Italia riceve a sua volta dall'Europa, la media si aggira sugli 11,5 miliardi. Nel 2016 sono stati 11,592 miliardi; nel 2015 12,338; nel 2014 10,695 e nel 2013 - di nuovo anno record - 12,554 miliardi di euro. Il «saldo» è stato, insomma, sempre ed effettivamente negativo in questi anni rispettivamente di 1,8; 2,35; 3,9 e 3,2 miliardi, per una media di 2,8 miliardi. Secondo la Relazione che la Corte dei conti ha riservato ai «Rapporti finanziari con l'Unione europea e l'utilizzazione dei Fondi comunitari» nel periodo 2010-2016 il contributo complessivo netto italiano all'Europa è stato il quarto, dopo Germania, Regno Unito e Francia, mentre solo una parte delle risorse ricevute dal nostro Paese è arrivata effettivamente sui nostri territori. Ho fatto queste premesse con un po' di numeri proprio per dare un ritratto del rapporto che vincola l'Italia all'Europa, dalla quale riceviamo soprattutto, ogni anno, centinaia di disposizioni da recepire nel nostro ordinamento attraverso apposite leggi o magari inserite nei meandri dei vari decreti. Nell'ambito della nuova programmazione 2021-2027 noi di Forza Italia temiamo che l'Italia possa subire una nuova forte penalizzazione, soprattutto in conseguenza dei tagli previsti dall'Unione ai fondi per l'agricoltura e al Fondo di coesione. Queste riduzioni, in attesa di capirne esattamente l'entità, non possono certo essere compensate dai maggiori contributi destinati all'immigrazione, di cui pure si parla, che non andrebbero a coprire che una piccola parte di quei maggiori oneri. Proprio sui temi importanti come le risorse per l'agricoltura e la pesca e i fondi di coesione bisognerà agire per tutelare l'interesse nazionale al tavolo del Consiglio: alcune stime parlano infatti di tagli alle Regioni dal Fondo di coesione in termini reali che sfioreranno il 10 per cento. Vi è poi l'allarme relativo a uno dei criteri di distribuzione delle somme - e cioè il PIL pro capite delle Regioni - che potrebbe penalizzare sensibilmente alcune Regioni a discapito di altre che, appunto, hanno un PIL sotto il 75 per cento della media europea. Anche per i tagli ai fondi per l'agricoltura la situazione appare ben più critica di quanto non dicano i dati diffusi dalla Commissione. Il taglio per gli agricoltori del made in Italy si potrebbe tradurre in circa 20 miliardi complessivi per il settore nel periodo della nuova programmazione. A pagare le conseguenze di questa Europa che cambia marcia saranno le politiche agricole e quelle di coesione e, di conseguenza, potrebbero essere sensibilmente ridotti i fondi destinati agli enti territoriali, alle piccole e medie imprese e ai giovani. In questo ambito bisognerà stare attenti che anche la montagna, le zone di confine e le loro peculiari problematiche non abbiano a subire ulteriori penalizzazioni. In alcune Regioni si devono affrontare i più svariati problemi, come quelli dell'agricoltura di montagna o la questione dei grandi carnivori. A tal proposito sottolineo che la Convenzione delle Alpi, trattato territoriale internazionale tra i Paesi alpini e l'Unione europea, rappresenta la volontà di equilibrare le necessità e le esigenze dell'uomo con lo sviluppo sostenibile e la tutela dell'ambiente naturale. Ci sono poi i più recenti progetti Life WolfAlps e Life Ursus, promossi dall'Unione europea, atti a salvaguardare due specie protette ursus arctos e canis lupus , che purtroppo negli ultimi periodi stanno minacciando i nostri alpeggi che sono una grande risorsa fondamentale per la cura del territorio montano con un importante risvolto anche nel settore turistico di montagna. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. TESTOR (FI-BP) . Sì, Presidente. Occuparsi dei grandi carnivori significa occuparsi, non solamente di specie animali, ma anche di persone, specialmente di agricoltori e di pastori, che sono parti interessate ad affrontare un rischio reale proprio per la presenza di queste specie (grandi carnivori). Bisogna intervenire per tutelare nell'insieme l'uomo, la natura e le specie animali. La Politica Agricola Comune rimane un modello basato su competitività e innovazione. Noi, al contrario, dobbiamo puntare su un modello che prediliga la qualità, concetto che spesso contrasta con la quantità. Dobbiamo ascoltare le ragioni e le preoccupazioni dei nostri territori e dei nostri agricoltori, che magari ci evidenziano le loro angosce per un accordo come il CETA e per le ripercussione che potrebbe avere sulle nostre produzioni e sulla qualità dei prodotti, che finiscono sulla tavola dei consumatori. Inoltre va rammentato che ci sono soprattutto territori che vanno fieri delle proprie radici storiche, culturali e di appartenenza a minoranze linguistiche, come quella ladina, di cui mi onoro di far parte e che mi onoro di rappresentare nel mio territorio. PRESIDENTE. Senatrice, la invito a concludere. TESTOR (FI-BP) . Ho quasi finito. Infatti in Europa si contano numerose minoranze linguistiche, riconosciute e tutelate dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie... (Il microfono si disattiva automaticamente). Solo un minuto, per concludere. PRESIDENTE. Non ce l'avrebbe. Le è stato già dato del tempo ulteriore. TESTOR (FI-BP) . Insomma, presidente Conte, dobbiamo chiedere un'Europa che affronti la complessità dei nostri territori e che rappresenti appieno la loro ricchezza culturale e linguistica e la larga varietà delle nostre genti e della nostra produzione. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marilotti. Ne ha facoltà. MARILOTTI (M5S) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, intervengo in questo importante dibattito portando all'attenzione due temi, quello dell'insularità e quello delle infrastrutture di ricerca, che ben si inseriscono all'interno della riflessione che ha fatto nel suo discorso introduttivo a proposito dell'identità dell'Europa e della coesione interna. A proposito di cultura, un gruppo di scienziati italiani, in stretto contatto con colleghi europei e internazionali, ha messo a punto l'interferometro Virgo, per lo studio e la misurazione delle onde gravitazionali, capaci di svelare quel 96 per cento del nostro universo ancora invisibile. Si tratta di una nuova rivoluzione scientifica, di importanza pari a quella avviata da Galileo più di trecento anni fa. Il telescopio Einstein è un osservatorio di terza generazione, capace di raggiungere una sensibilità tale da esplorare un volume del cosmo 1.000 volte più grande di quello che potranno sondare i rivelatori interferometrici attuali. 580 scienziati europei hanno sottoscritto una lettera di intenti per la realizzazione del primo Centro europeo per la misurazione delle onde gravitazionali. È essenziale, signor Presidente, che il progetto rientri ufficialmente nella road map European strategy forum on research infrastructures (ESFRI), poiché nell'agosto del 2019 sarà scelto quello migliore e il progetto italiano ha già individuato come localizzazione ideale un sito nella Sardegna centrale, a Lula, in prossimità della miniera dismessa di Sos Enattos, assolutamente quieto, sia dal punto di vista delle attività umane che degli effetti sismici. Impegni sono già stati assunti dal precedente Governo e dalla Regione autonoma della Sardegna. È essenziale avere il coinvolgimento del Governo, poiché la candidatura di questa importantissima infrastruttura di ricerca viene effettuata dagli enti proponenti (università, Istituto nazionale di fisica nucleare, Istituto nazionale di astrofisica), col supporto di almeno tre Governi, di cui uno si proponga come guida e capofila. I nostri competitori sono due: da una parte ci sono Olanda, Germania e Belgio, che hanno individuato un sito in una striscia di terra confinante tra tre Nazioni e dall'altra c'è il progetto ungherese. Le caratteristiche del progetto italiano sono però, a detta degli esperti, di gran lunga migliori sotto ogni punto di vista. Ciononostante, signor Presidente, non vorremmo assistere ancora una volta impotenti a logiche lobbistiche, che poco hanno a che fare con la qualità dell'iniziativa e che finiscono solo col mortificare la comunità scientifica italiana. Creare centri di ricerca di questo livello significa, signor Presidente del Consiglio, invertire la triste realtà della fuga di cervelli, offrendo invece concrete opportunità di lavoro ai ricercatori e al personale tecnico specializzato. Realizzare queste infrastrutture in un'area tra l'altro fortemente depressa e a forte rischio di spopolamento - mi sia consentito dirlo da sardo - è una formidabile occasione di crescita cui dovranno seguire necessariamente altri interventi per colmare le distanze derivanti dall'isolamento. (Commenti dal Gruppo PD). Proprio sul tema dell'insularità vorrei richiamare la sua attenzione, visto che il bando europeo per garantire la continuità territoriale rischia di lasciare la Sardegna priva di collegamenti aerei a partire dal mese di ottobre, con grave danno per l'economia. Come è noto, le politiche di concorrenza dell'UE garantiscono che le imprese competano in modo leale e in condizioni di parità nel mercato interno europeo; d'altro canto, la stessa Unione europea riconosce in vari trattati e documenti la situazione di svantaggio oggettivo derivante dalla condizione di insularità, sotto il profilo del surplus dei costi dei trasporti, dei costi energetici, nonché dell'accesso al mercato, in particolare delle piccole e medie imprese. Noi non vogliamo assistenza, ma giustizia. Io le chiedo di inserire questi due punti: il primo riguarda la ricerca scientifica a livello europeo di livello italiano, il secondo punta a risolvere il problema della insularità, a dare effettività ai documenti espressi dalla Unione europea. Signor Presidente del Consiglio, le auguro un buon lavoro nella certezza che ella saprà tutelare al meglio la posizione italiana nel prossimo Consiglio europeo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP. Applausi ironici dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Durnwalder. Ne ha facoltà. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, nei pochi minuti a mia disposizione mi soffermerò solo sulla parte del suo intervento che riguarda la questione migratoria, un punto chiave della discussione odierna e del prossimo Consiglio europeo. Vorrei fare una prima considerazione che riguarda da vicino le Regioni del Nord Italia, quelle più vicine ai confini, riallacciandomi all'ordine del giorno portato all'attenzione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano dello scorso maggio dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher e approvato in quella sede. C'è bisogno, infatti, di un sistema di regole chiare per il riparto nazionale dei richiedenti asilo che giungono in Italia, non solo via mare ma anche via terra, da altri Paesi europei. Per questi migranti, a differenza di quelli che giungono via mare, non vi è infatti un criterio di attribuzione tra le Regioni e credo che questo debba essere oggetto di attente valutazioni prima e in vista del vertice di Bruxelles. Una seconda considerazione riguarda il fatto che la questione migratoria ha un particolare impatto sulla Provincia autonoma di Bolzano, con specifico riferimento alla frontiera del Brennero. Come è noto, l'Austria, di fronte al flusso migratorio, ha minacciato la chiusura del Brennero. Tale chiusura rappresenterebbe un grave passo indietro e inciderebbe negativamente non solo sulle buone relazioni tra l'Italia e l'Austria, ma anche sulla libera circolazione dei cittadini, sul turismo, sugli scambi commerciali e quindi sull'intera economia. Su questi punti ci aspettiamo un confronto costruttivo a livello europeo che porti a una soluzione comune e condivisa. L'augurio è quindi che possano giungere finalmente buone notizie. Andare oltre l'accordo di Dublino è fondamentale, come lo è anche il fatto che ogni Paese faccia la sua parte. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD e del senatore De Bertoldi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, vorrei anzitutto ringraziare il Presidente del Consiglio per la correttezza istituzionale che ha mostrato nel voler seguire l'intero dibattito, correttezza istituzionale che non è una materia primaria e in grande spolvero in questo periodo nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Non sono una catastrofista di carattere e neanche una pessimista; sono testarda e un po' cocciuta. Eppure ho seguito la preparazione di questo vertice, come di quello di domenica scorsa, con enorme preoccupazione. Non solo per il linguaggio: mai ho assistito a un livello di insulti di questo tono tra Capi di Stato o Ministri dell'Unione europea. E se così vi trattate, come pensate che si deve trattare la gente al bar? Ma non sta a voi dare l'esempio di un po' di misura, nell'usare le parole giuste, parole che calmino e che facciano ragionare, che non stimolino atmosfere da stadio? (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Nugnes) . Qui non siamo a «Tutto il calcio minuto per minuto». L'ho seguita con grande preoccupazione, perché vedo avvicinarsi un vertice che sarà un passo in avanti - temo - nello sgretolamento dell'Unione europea intergovernativa, che è sempre quella che non funziona. Mentre funzionano le politiche comunitarie - su cui uno può dissentire nel merito e volerne altre - le politiche intergovernative, quelle previste dai trattati e quelle che vi siete autoattribuite, sono un disastro, vertice dopo vertice. Eppure nessuno - lei dice - vuole cedere ulteriore sovranità. Ma vi pare davvero che, se noi insistiamo «in prima i maltesi», «prima gli ungheresi», «prima i francesi» - ovviamente - e «prima gli italiani», andremo mai da qualche parte? Forse, se provassimo a guardarci in faccia e a dirci «prima le persone», nella legalità e nel rispetto delle convenzioni, nel rispetto dei diritti e dei doveri, forse potremmo tutti avere più decenza e autostima. (Applausi dal Gruppo PD e delle senatrici Conzatti e Nugnes) . Veda, collega, chi non ha mai voluto una politica comune sull'immigrazione sono sempre stati gli Stati membri, salvo implorarla quando tocca a qualcuno di loro. Chi non ha mai voluto la protezione europea delle frontiere esterne sono sempre stati gli Stati membri, salvo poi invocarla quando conviene e di volta in volta. Penso, signor Presidente, che nessuno più di noi, più di me (e da tempi non sospetti), sappia quanto le regole europee in materia di immigrazione siano, da un lato, insufficienti e, dall'altro, superate dai cambiamenti strutturali cui assistiamo da tempo. Ricorderò sempre il vertice di Tampere del 1999, quando l'Italia (il presidente Napolitano, insieme ad altri) chiese una politica europea dell'immigrazione. Il commissario Vitorino la propose e fu cacciato a furor di Stati membri. Quindi credo che mettere riparo e trovare canali legali di ingresso sia il tema da affrontare, insieme con la profonda riforma della Convenzione di Dublino, che - come lei sa - richiede l'unanimità. Si può pensare a una cooperazione rafforzata, che però non sarà certamente facile. Penso che si stia arrivando veramente allo sgretolamento dell'Europa intergovernativa, che si porterà dietro anche il fallimento dell'Europa comunitaria. Mi auguro di sbagliare e spero che non sia così. Posso anche dire che nel documento complesso che ho presentato, e che i suoi uffici, signor Presidente del Consiglio, certamente guarderanno, ci sono anche altri temi. Mi focalizzo su questo e mi spiace per l'assenza del Ministro dell'interno, che è in perenne campagna elettorale. (Commenti dal Gruppo L-SP). Lei saprà, e vedrà giovedì e venerdì, che con gli slogan non si va da nessuna parte. Quella che stiamo affrontando era, semmai, una crisi umanitaria, che invece è diventata, per ragioni di consenso, una crisi politica, usando delle persone quasi come ricatto, come scudi umani. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi mi direte: «ne abbiamo già trovati due». Non siamo allo stadio, non è il due più uno. Io capisco e lei si troverà a dover negoziare, e spero lo faccia, perché così si fa all'interno dell'Unione europea (Brusio) . Un po' di calma e ho chiuso. Impeti e furori di linguaggio, di che parla di pacchia, di crociere, di centri di prim'ordine in Libia, avendone visitato uno che non è ancora neanche in funzione. (Applausi dal Gruppo PD) . Oppure chi mi parla di retorica delle torture: guardate qualche fotografia e pensate se foste voi o se fosse qualcuno della vostra famiglia! Infine, calmi un attimo: lei è il Presidente del Consiglio, ci sono Ministri un po' straripanti, diciamo così, quelli che magari non hanno tempo di andare a convincere Orban e i suoi amici, ma hanno tempo ogni giorno di essere anche Ministro delle politiche agricole, Ministro dell'economia e delle finanze, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Ministro della salute, Ministro degli affari esteri (e spero non Ministro degli affari europei). (Applausi dal Gruppo PD) . Lei è il Presidente del Consiglio, l'articolo 92 della Costituzione è chiaro: la divisione delle competenze è uno dei pilastri fondamentali e portanti del nostro ordinamento. Viva Europa, e lo dico. Lei sa che l'alternativa non c'è; l'alternativa è: 28 Paesi allo sbando, ognuno per conto suo, quando dall'altra parte avete la Cina, Trump e Putin. Volete davvero 28 Paeselli alla deriva? Non è così; solo insieme, e facendo i compromessi necessari, saremo in grado di affrontare queste sfide. E non è il caso di chi urla più forte; è il caso di chi è più credibile. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, gentile Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, il tema della migrazione è sicuramente, come si è visto anche dagli interventi di coloro che mi hanno preceduto, un tema centrale per quanto riguarderà la posizione del nostro Paese al prossimo Consiglio europeo. Signor Presidente, a nome di Fratelli d'Italia, sono qui anche per esprimere, dall'opposizione, apprezzamento per l'atteggiamento che il Governo ha avuto su determinati aspetti del tema della migrazione. Abbiamo apprezzato la chiusura dei porti, l'aver avuto il coraggio di rispondere in modo diverso al buonismo che ha caratterizzato la politica degli ultimi anni della sinistra italiana. Abbiamo apprezzato questo, come abbiamo apprezzato il fatto che abbiate ammonito le navi delle ONG, di quei trafficanti di esseri umani che il buonismo delle sinistre ha favorito. (Applausi dal Gruppo FdI) . Abbiamo apprezzato su questo tema come voi del Governo abbiate ammonito le ONG che potreste sequestrar loro le navi e denunciare il loro equipaggio, cioè i trafficanti di esseri umani, che hanno trattato questi esseri umani come merce. Quindi abbiamo apprezzato queste cose. Abbiamo apprezzato l'intento che lei oggi ha dichiarato, signor Presidente del Consiglio, di attivare degli accordi con i Paesi del Nord Africa, con i Governi della Libia. Abbiamo apprezzato anche che si riparli di quote di ingresso di immigrati legali da far entrare nel Paese, di cui negli anni del Governo Renzi non si parlava più perché tanto entravano 200.000 clandestini all'anno. Signor Presidente del Consiglio, voglia però accettare questo invito ad avere maggior coraggio nel prossimo vertice del 28 e 29 giugno; maggior coraggio, perché l'Italia deve far valere il proprio status e il proprio diritto. Non possiamo e non vogliamo diventare il campo profughi dell'Europa. Qualcuno vicino al presidente Macron ha definito «vomitevole» la posizione del Governo italiano; io rispondo che vomitevole è la posizione dei francesi e di coloro che in questa fase si sono imposti per farci diventare un Paese che sia un hub , un punto di raccolta dei profughi. Fanno, cioè, i buoni, fanno del buonismo alle spalle dell'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP). Questa Italia non lo deve permettere; l'Italia che oggi ha un nuovo Governo deve dire no a queste posizioni e deve battersi perché si aprano nuove traiettorie per la nostra politica estera. Il concetto è che serve un presidio delle frontiere, serve subito un blocco navale. E non mi si dica da sinistra che non è possibile, perché nel 1997 fu Prodi ad attuarlo in Albania. L'Europa tutta unita, quindi, si attivi per un blocco navale, per un presidio delle frontiere. Ecco perché - concludo, Presidente - noi siamo a favore dei Paesi del Gruppo di Visegrád. Fratelli d'Italia è coerente con chi le proprie frontiere le ha difese sui Balcani, quindi non può accettare di vedersi redistribuire quei profughi che qualcun altro, collaborando con le ONG, aveva accolto. Questa è la ragione per la quale Fratelli d'Italia, con forza, chiede a questo Governo di allinearsi con chi difende le frontiere, cioè con Visegrád, con chi difende la nostra civiltà, la nostra religione, la nostra cultura e la nostra economia. (Applausi dai Gruppi FdI, L-SP e del senatore Pisani) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ginetti. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, il prossimo Consiglio europeo può rappresentare un momento importante di verifica politica per l'Europa e di chiarimento del ruolo che il nostro Paese intende svolgere nel processo d'integrazione europeo. Come ricordava la senatrice Bonino, le attuali tensioni, infatti, rischiano di minare persino il più flessibile degli scenari immaginati appena qualche tempo fa dalla Commissione europea nel suo Libro bianco sul futuro dell'Europa. Tensioni interne, cui si aggiungono sfide decisive nel panorama geopolitico internazionale in rapida evoluzione, e che riguardano il rischio stesso di isolamento politico dell'Unione europea, tra neoprotezionismi commerciali e neosovranismi politici. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 18,08) ( Segue GINETTI). Per questo noi riteniamo sia necessario accelerare sul terreno dell'integrazione, ma anche sul terreno dell'allargamento, in un'Europa che rischia di dividersi tra un nuovo Est e un nuovo Ovest, tra populismi e neonazionalismi dopo oltre sessant'anni di pace e di sviluppo. Siamo noi i primi a invocare un passo in avanti dell'Europa, di un' altra Europa, quella dei popoli, che recuperi il sogno di Ventotene, le ragioni ideali di quel progetto e che rimetta al centro le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini. Per recuperare un'autentica legittimazione democratica riteniamo pertanto necessario, accanto alla modifica della governance istituzionale, spingere l'acceleratore del pilastro sociale, di cui lei non ha fatto cenno, sottoscritto anche dall'Italia al vertice di Goteborg nel novembre scorso, e affrontare le tante storture e disuguaglianze generate dalla crisi che abbiamo appena lasciato alle spalle. E allora, accanto al tema dell'unione bancaria, del Fondo monetario europeo e di un ministro delle finanze per la zona euro, vorremmo che si chiedesse che i principi di tutela sociale divenissero obblighi di derivazione europea; che i diritti sociali vengano quindi integrati nella procedura stessa del semestre europeo, anche in relazione alla formulazione delle raccomandazioni specifiche per il Paese, per una crescita che sia effettivamente inclusiva e cioè capace di generare occupazione. Siamo d'accordo, anche prevedendo sussidi europei contro la disoccupazione e a sostegno del reinserimento lavorativo. Maggiore protezione e maggiore sicurezza di fronte a fenomeni che solo a livello europeo possono trovare la dimensione per una risposta efficace, verso la creazione di uno spazio unico interno di libertà, sicurezza e giustizia, ma a cui corrisponda necessariamente - e anche noi siamo d'accordo - un controllo più forte e maggiormente integrato della frontiera esterna europea, verso una comune difesa europea. È quello che noi abbiamo fatto con le operazioni coordinate dalla Guardia costiera europea per richiamare a responsabilità i diversi Paesi membri dell'Unione sul tema della gestione dei flussi migratori. È sulla conciliazione e non sulla contrapposizione di sicurezza e solidarietà che è necessario dare completa attuazione al Trattato di Lisbona verso una comune politica di immigrazione e di asilo, certo superando definitivamente il principio della competenza del Paese di primo ingresso di una Convenzione, quella di Dublino, sottoscritta dal Governo di centrodestra nel 2003 e che noi, già dal 2015, abbiamo chiesto di superare. La Convenzione di Dublino, infatti, combinata con gli effetti della vostra legge Bossi-Fini, costringe il nostro Paese a una condizione di difficoltà nella gestione dei flussi perché, di fatto, trasforma tutti i migranti in ingresso in richiedenti asilo, perché fermare le ONG non significa fermare le morti in mare. Vi chiediamo soprattutto, visto che non ho più tempo e sto per finire il mio intervento, di riprendere il lavoro da dove noi lo abbiamo lasciato, in particolare combattendo i crimini di riduzione in schiavitù e di tratta degli esseri umani. Noi, infatti, abbiamo diminuito le partenze dell'80 per cento da Paesi subsahariani. Ripartite allora dai nostri hotspot della Libia e del Niger, dove abbiamo creato dei corridoi umanitari, dove siamo riusciti a rimpatriare 25.000 migranti con il rimpatrio assistito e volontario. Voi non avete fermato gli arrivi e gli sbarchi. Noi abbiamo fermato, colpendo con l'economia, i criminali e i trafficanti di esseri umani. Concludo chiedendo maggior cooperazione per lo sviluppo del Fondo per l'Africa. Questo è l'obiettivo che dobbiamo portare in Europa. Chiudo dicendo che il suo Governo deve fare una scelta definitiva: se stare accanto ai Paesi di Visegrád, con l'Ungheria di Orban, oppure stare con i Paesi che vogliono un'Europa più forte e una difesa comune. In questo momento, dopo la Brexit, forze della disgregazione sono al lavoro per minare l'edificio europeo. A noi ci troverete sempre sul fronte opposto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonfrisco. Ne ha facoltà. BONFRISCO (L-SP) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, signori del Governo, vi attende un altro importante appuntamento dove lei, presidente Conte, è chiamato a consolidare la nostra posizione sui temi che prima ha già ampiamente citato e anche sul nostro ruolo di fondatori dell'Europa; fondatori, ma non più disposti a diventarne vittime. L'Europa è, infatti, bloccata da tempo, come afflitta da una paralisi politica identitaria, presidente Bonino, perché vinse l'idea della Francia, ancora una volta, anche quella volta: l'Europa delle Nazioni e non delle politiche. Le Nazioni europee tendono a non distruggere quanto costruito, aggiustando sul piano politico i difetti tecnici del modello, senza mai però riuscire a ripararli, soprattutto sul modello monetario, croce e delizia di questa Europa. La convergenza - l'unica cosa possibile - si realizza nel non distruggere, ma non si realizza nel costruire. Questa è la realtà politica. Presidente Bonino, è la sola Europa possibile, nient'altro, in bilico tra l'essere meno di un'unione e poco più di un'alleanza, per dirla con il professor Pelanda. Ce lo dimostrano i paradossi che abbiamo ascoltato anche negli interventi che mi hanno preceduto: in Italia impegnati a combattere l'elusione e l'evasione fiscale - come lei ha ricordato, presidente - inondando i nostri cittadini di cartelle di Equitalia, pazze o non pazze, e in Europa a consentire il vile dumping fiscale di Lussemburgo e Olanda in nome dell'unione fiscale. In Italia a svendere le banche nel territorio, previa azione mirata delle tante vigilanze che il presidente Marino prima ha ricordato; in Europa ad accettare che le banche del territorio tedesche non fossero sottoposte ad alcuna vigilanza della BCE (applausi dai Gruppi L-SP e M5S) e che le sofferenze delle nostre banche, minori e di qualità certamente diversa perché legata all'economia reale del territorio, dovessero sparire magicamente in dodici mesi, giusto per svenderle meglio a qualcuno di particolarmente interessato. Altro che unione bancaria, vi ha ricordato prima il collega Bagnai. Lei ha già detto benissimo, presidente Conte, che è forte la nostra contrarietà a un Fondo monetario europeo, che somigli magari ad altri Fondi monetari che hanno accompagnato le sventure di tanti Paesi nel mondo, che esautori gli Stati membri del perseguimento di politiche economiche efficaci. Per l'Italia forse si riapre la possibilità di recuperare, grazie anche a questo, un ruolo paritario nella governance europea e di spingere l'Europa - quella vera - verso una rinnovata alleanza con i suoi cittadini e, per esempio, con gli Stati Uniti d'America nel nuovo quadro geopolitico che - i tempi ci hanno dimostrato - cambia. È forse per questo che si ripetono le provocazioni francesi contro il nostro Governo, perché, colleghi, sappiamo bene quali siano le questioni legate agli interessi dei francesi: è un problema tutto economico anche quello. Anche quello è un problema legato agli interessi delle Nazioni, e noi non possiamo più consentire che le provocazioni e gli insulti al Governo italiano facciano dimenticare quegli interessi contrastanti della Francia contro l'Italia sulla questione migratoria scatenata dalle rinnovate mire economiche ed espansionistiche sull'Africa, a cominciare dai fatti accaduti in Libia, o la campagna francese sulle aziende italiane, presidente Conte. Mi riferisco a quelle acquisizioni "magiche" avvenute nel nostro Paese negli ultimi dieci anni: 52 miliardi di euro di valore italiano, di aziende tutte italiane trasferite magicamente in Francia. Al contrario, solo 2,5 miliardi di euro di acquisizioni da parte delle aziende italiane verso le aziende francesi: 52 miliardi contro 2,5 miliardi, che somigliano tanto a quei 640 immigrati contro i 650.000 che questo Paese ha dovuto accogliere nel nome della solidarietà che tutti invochiamo, ma che non può essere pagata solo dai cittadini più deboli italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP, M5S e FI-BP) . Presidente, auguro a lei e all'intero Governo buon lavoro, andate in quel Consiglio portando la voce di tutti gli italiani che vogliono essere europei, ma che non vogliono morire d'Europa. (Applausi dai Gruppi L-SP, M5S e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Giammanco. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FI-BP) . Signor Presidente, presidente Conte, il Consiglio europeo dei prossimi giorni è sicuramente un summit decisivo per il futuro dell'Unione, ma è anche il primo, vero, banco di prova del Governo e delle sue capacità diplomatiche. In questo delicato contesto non si parlerà solo delle politiche di gestione dell'immigrazione, ma anche di come riformare la governance economica dell'eurozona, delineandone le nuove regole di funzionamento per i prossimi decenni. Per quanto riguarda l'emergenza immigrazione, Forza Italia da anni sostiene la necessità di individuare con gli Stati membri dell'Unione soluzioni comuni per fronteggiare il problema. Fino ad ora, le misure adottate si sono rivelate insufficienti ed è evidente, quindi, la necessità di cambiare rotta. Certo, comprendiamo che non esistono soluzioni semplici al problema complesso dell'immigrazione, ma riteniamo che l'Europa tutta, e non solo una sua parte, debba farsene carico; non certo sigillando i propri confini o alzando muri e barriere - rinnegando così la sua stessa essenza - ma lavorando con la consapevolezza che è giunto il momento di iniziare a parlare con una sola voce e di essere un'entità unica, anche se plurale. (Applausi della senatrice Lonardo). Le nostre capacità di accoglienza non sono illimitate; riteniamo di poter accogliere solo chi possiamo integrare, perché crediamo sia giusto offrire una vita dignitosa, e non un calvario fatto di umiliazioni e sfruttamento, a chi viene nel nostro Paese. Chi giunge in Italia giunge in Europa, per questo abbiamo sempre sostenuto la necessità di superare il Regolamento di Dublino e il criterio del primo Paese di sbarco. Per la cronaca, lo dico ai colleghi dell'Aula, l'attuale versione del Regolamento di Dublino è stata sottoscritta dal Governo italiano nel 2013, quando Presidente del Consiglio era Enrico Letta del PD. Quando il Governo Berlusconi lo sottoscrisse per la prima volta non c'erano ancora state le primavere arabe e la destituzione del regime di Gheddafi, su cui noi eravamo fermamente contrari. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Giusto, quindi, rivendicare una maggiore collaborazione da parte dei Paesi dell'Unione facendo leva sulla necessaria e non più rinviabile dimostrazione da parte di tutti di un maggiore spirito solidaristico. Gli oneri dell'accoglienza non possono più ricadere solo sul Paese di primo sbarco e occorre un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti tra tutti i Paesi dell'Unione per salvaguardare i diritti di chi arriva ed evitare problemi di sovraffollamento e inevitabili tensioni sociali. Occorre lavorare per intensificare le relazioni diplomatiche, gli accordi tra Unione europea e Paesi terzi da cui provengono o transitano i flussi migratori. Bisogna aprire centri di identificazione in questi Paesi e far arrivare in modo sicuro in Europa solo chi ne ha diritto perché fugge da guerre o da persecuzioni. Il drammatico traffico degli esseri umani e il successivo business dell'accoglienza devono avere fine. Tra il 2014 e 2017 hanno perso la vita nel Mediterraneo almeno 13.000 persone e l'Unione europea non può più permettere questa carneficina. Seguendo l'esempio dell'accordo con la Turchia che ha chiuso la rotta balcanica, l'Unione europea deve investire almeno sei miliardi di euro per chiudere le rotte del Mediterraneo e seguendo l'esempio della cooperazione tra l'Unione europea e il Niger, dobbiamo cooperare di più con Paesi di transito come Mauritania, Mali, Tunisia, Marocco e Algeria. Serve predisporre, inoltre, un grande piano Marshall a sostegno dei Paesi africani. Abbiamo sempre sostenuto, infatti, la necessità di attivare un piano di aiuti a favore dell'Africa. Da tempo Forza Italia, con il nostro Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ribadisce l'importanza di inserire nel prossimo bilancio europeo aiuti strategici a favore di queste popolazioni che possano metterle nelle condizioni di avere una economia autosufficiente puntando su agricoltura, piccola industria manifatturiera e trasferimento di tecnologie moderne. Ciò detto, presidente Conte, se da una parte crediamo sia sacrosanto rivendicare una maggiore collaborazione e solidarietà da parte dei Paesi membri dell'Unione europea, dall'altra suggeriamo attenzione e minore disinvoltura nell'utilizzo di toni incendiari; attenzione all'uso della retorica fine a se stessa, attenzione al continuo ricorso a prove muscolari con l'Europa che rischiano di portarci a un nulla di fatto o peggio di rivelarsi un boomerang per il nostro Paese, condannandoci all'isolamento. Siamo contrari alla logica della campagna elettorale permanente. Ciò che adesso deve prevalere è la concretezza e il buon senso. Fare la voce grossa finora non ha portato ad alcun risultato concreto. Non basta chiudere i nostri porti alle ONG. Gli arrivi in Italia continuano ancora perché queste organizzazioni si sono fatte furbe: prendono il clandestino, lo depositano su una nave mercantile e lo fanno comunque arrivare a destinazione. La lotta agli scafisti deve proseguire e non si deve limitare alla chiusura dei porti alle ONG perché alcune di queste organizzazioni continuano ad aiutare gli scafisti che speculano sulla disperazione del continente africano. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Governare, Presidente, non vuol dire guadagnarsi qualche titolone sui quotidiani ma dare delle risposte concrete ai cittadini portando a casa risultati di lungo termine. La questione immigrazione è un problema epocale e globale. Non possiamo limitarci a subirlo ma dobbiamo affrontarlo con pragmatismo, evitando di trasformare il confronto dialettico in scontro ideologico, tenendo conto che tutti i partiti politici, da sinistra a destra, non possono non ritenere l'argomento centrale per il futuro del nostro Paese e dei nostri figli. Alla propaganda continua che fa leva sul risentimento popolare, ci auguriamo quindi subentri un impegno serio del Governo nei confronti delle aspettative dei cittadini. Vede, Presidente, un segnale concreto in tal senso il suo Governo potrebbe darlo subito abolendo il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, un unicum nell'Unione europea voluto dalla sinistra che non trova applicazione in nessun altro Paese e che consente ai migranti economici di rimanere in Italia. Al tavolo del Consiglio europeo si discuterà anche delle proposte della Commissione europea per il bilancio 2021-2027. Bruxelles propone dei tagli ad agricoltura, pesca e fondi per la politica di coesione, cioè quelli destinati alle aree più depresse del nostro Paese, in primis , naturalmente, quelle del Sud. Se queste proposte si concretizzassero sarebbe una iattura per tutto il nostro Mezzogiorno. Inutile ricordarle, infatti, Presidente, che sarebbe impensabile apportare dei tagli in settori che garantiscono lavoro a moltissimi cittadini del Sud. Ci sono Regioni meridionali che fondano l'80 per cento della loro economia su agricoltura e pesca. Dobbiamo difendere, incentivare e proteggere il lavoro, anziché pensare a misure assistenzialistiche. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . I meridionali vogliono lavorare, non restare a casa ad aspettare i sussidi che lo Stato concede loro. Dobbiamo fare in modo che il Sud Italia possa crescere dentro l'Europa. Vogliamo un'Europa più empatica e vicina alle necessità e ai bisogni dei cittadini. Signor Presidente, capisco che al suo Esecutivo poco importi del Sud, dal momento che il cosiddetto contratto su cui è nato gli dedica solo sette inutili righe. Lo conferma anche il fatto che il Ministro per il Sud e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie guidano dei Ministeri senza portafoglio, quindi senza denari e alcuna possibilità di spesa o di incidere in qualche modo. Mi sorprende constatare che il sedicente Governo del cambiamento sia totalmente miope di fronte al fatto che nessun cambiamento può avere inizio se il nostro Paese è sempre più spaccato, viaggia a due velocità e non ha ancora risolto la questione meridionale. Se Nord e Sud sono due Paesi diversi... (Il microfono si disattiva automaticamente). Signor Presidente, ha concesso più tempo a tutti, quindi lo concederà anche a me, grazie. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Certo, la faccio concludere. GIAMMANCO (FI-BP) . Mi avvio a concludere, Presidente. Parlando della questione meridionale, se Nord e Sud sono due Paesi diversi e il Sud sta tre volte peggio del Nord, se a Bagheria, in Provincia di Palermo, la mia città, un giovane su due non ha un lavoro e si è pure rassegnato a non trovarlo, beh, presidente Conte, forse il cambiamento di cui tanto parlate dovrebbe proprio partire da lì. Presidente Conte, ci rifletta durante il suo viaggio verso Bruxelles e faccia in modo che il Governo che lei ha l'onore e l'onere di presiedere non sia, come teniamo, l'ennesima delusione per gli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Zaffini. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Giannuzzi. Ne ha facoltà. GIANNUZZI (M5S) . Signor Presidente, presidente Conte, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, non userò i pochi minuti a mia disposizione per declinare i modi di dettaglio con cui chiediamo al Governo di farsi nostro portavoce in Europa. I colleghi che mi hanno preceduto lo hanno già fatto egregiamente. Quello che vorrei consegnarle, Presidente, è un sentimento, nella convinzione che le azioni della politica da questa dimensione necessariamente si dipartono per poter avere direzione e senso. Ebbene, relegati nei ghetti urbani e suburbani delle nostre città, per anni sono state ammassate anime a migliaia, nascoste al nostro sguardo, affinché le nostre coscienze non fossero disturbate, realizzando luoghi in cui nessuno presente in quest'Aula vorrebbe mai vivere, ma neanche trovarsi a passare per caso. È stato realizzato l'inferno in terra alle nostre porte ed è stato chiamato accoglienza. Sono state iniettate indiscriminatamente masse di diseredati in una società già in grande affanno, facendo esplodere disperazione e scontro sociale ed è stata chiamata umanità. Sono state abolite garanzie, estirpate sicurezze ed è stata chiamata flessibilità. È stato massacrato lo Stato sociale, chiamandolo austerità. Le parole sacre, tutte, le parole più sacre della nostra storia, della nostra centenaria cultura della convivenza, che davano un senso al nostro essere popolo, sono state abusate, svuotate, svilite. Oggi giacciono, forse per sempre o per molto, completamente fraintese. Abbiamo bisogno, quindi, di trovarne di nuove o, almeno, che non siano troppo logorate dall'uso pretestuoso e di parte. Perciò oggi mi limito, nella consapevolezza che non è per niente poca cosa, a consegnarle, signor Presidente, un bisogno di civiltà, un bisogno che, fuori dalle parole che sono state bandiere delle parti, può forse aiutarci a parlare senza equivoci della nostra volontà di accedere semplicemente a quelle basilari forme di vita e convivenza che danno senso all'esistenza. Un bisogno che, nel falò delle parole sacre, ci convince, perché fa salva la nostra istintiva attenzione all'uomo, ma declinandola, com'è corretto in una comunità, all'interno del giusto equilibrio dei diritti e dei doveri. La civiltà, infatti, sa accogliere perché è garantita da una società funzionale, non teme l'equivoco dell'abuso. La civiltà sa soccorrere, perché sa di poter condividere il peso che ne deriva con la sua comunità. La civiltà sa garantire il patto sociale - peraltro iscritto nella Costituzione - ai suoi cittadini, sa cioè prendere ma sa anche dare quando è il cittadino ad avere bisogno dello Stato e la civiltà sa trattenere lo splendore delle sue nuove generazioni nella sua disponibilità. Perciò non abbiamo bisogno di altro, le affidiamo con fiducia questo sentimento. Le chiediamo di raccontare all'Europa che il vento è cambiato, che forze popolari fortemente connesse con la realtà, perché fortemente connesse con il tessuto vivo della Nazione, sono oggi le forze che la sostengono convintamente e che queste forze oggi non possono avallare riforme se non nella direzione di maggiore civiltà, cioè unicamente produttive di speranza, lavoro, dignità e che contribuiscano a creare nella Nazione un animo individuale e collettivo pacificato e inclusivo, non più a forza ma convintamente, perché finalmente libero da paure. Abbiamo bisogno, Presidente, di un Paese pacificato per poter anche e soprattutto guardare convintamente oltre i nostri confini. L'Europa, quell'Europa che abbiamo contribuito a fondare, ha in sé tutta la grandezza per comprenderlo. Grazie, buon lavoro. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dal senatore Gasparri e da altri senatori, n. 2, dal senatore Bertacco e da altri senatori, n. 3, dai senatori Romeo e Patuanelli, n. 4, dal senatore Marcucci e da altri senatori, n. 5, dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e n. 6, dalla senatrice Bernini e da altri senatori. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. SAVONA, ministro per gli affari europei . Signor Presidente, il Presidente del Consiglio ha già esposte le linee di azione alle quali il Governo si atterrà nel corso del prossimo summit dei Capi di Stato e di Governo europei. Ho seguito attentamente il dibattito, ho letto le sei risoluzioni pervenutami. Prima di esprimere il parere su queste risoluzioni per conto del Governo, desidero aggiungere qualche riflessione sul quadro generale entro cui collocare i problemi contingenti. Anche se può apparire enfatico, ho la certezza che in Europa stiamo conducendo una battaglia civile, stiamo scrivendo una nuova storia. Non operiamo quindi per la cronaca, questa può esserci anche avversa, ma sarà costretta a riflettere sulle iniziative che stiamo intraprendendo per riconciliare l'architettura istituzionale dell'Unione europea con la politica che riteniamo necessaria per un'Europa più forte e più equa, un obiettivo del programma di Governo che la maggioranza ha già approvato all'atto del voto di fiducia. Dobbiamo, perciò, districarci dal contingente delle proposte in discussione nelle sedi comunitarie per integrarle con la nostra visione del futuro sulla quale il Parlamento verrà informato per raccogliere le sue valutazioni e il suo indirizzo. Sono passati oltre trent'anni dall'Atto unico europeo del 1987, che ha gettato le basi per l'attuazione di quell'Unione europea che aveva come obiettivo il raggiungimento dell'unificazione politica sognata dai Padri fondatori dell'Europa postbellica, considerata condizione indispensabile per la pace e il benessere delle popolazioni martoriate da due guerre mondiali. Fin dalla confluenza di questo atto solenne nel Trattato di Maastricht del 1992 è emerso che il clima di reciproca sfiducia fra Stati membri risentiva della pesante eredità del passato e l'accordo raggiunto fu un compromesso, tenuto insieme dalle promesse di benessere materiale (il rapporto Cecchini voluto da Delors) e non dal cemento di un'effettiva volontà di mettere in comune le sorti delle popolazioni europee aderenti agli accordi. Sulla base di previsioni prive di solide basi logiche, fu detto che l'euro avrebbe propiziato l'unione politica. Lo slogan usato allora fu money first , la moneta realizzata prima dell'indispensabile unione politica che avrebbe dovuto reggerla. Queste due debolezze della costruzione unitaria (sfiducia reciproca e assenza di unione politica), su cui il mio maestro Carlo Azeglio Ciampi insisteva con la sua definizione di zoppia, sono emerse sotto la spinta dell'incalzare degli eventi epocali che hanno interessato il pianeta dopo la caduta del muro di Berlino a cavallo di due millenni. Nondimeno, lo stretto nesso logico tra mercato e moneta unica resta valido e occorre operare perché diventi anche uno stretto nesso pratico. La ragione indica che sul piano tecnico esistono soluzioni ai difetti dell'accordo allora raggiunto. Sul piano politico, però, la loro accettazione richiede perseveranza e pazienza ma anche nessuna acquiescenza: quelle caratteristiche che gli elettori hanno già riscontrato nel nostro Governo sui problemi delle relazioni intraeuropee. Il debito pubblico italiano ha dietro un ingente patrimonio pubblico e privato: sette volte il PIL; una propensione al risparmio delle famiglie comparativamente elevata rispetto all'Europa e una solida economia con una componente di rilievo capace di affermarsi nella competizione internazionale. (Brusio). Signor Presidente, capisco che il tema possa non interessare, però, se lei li richiama mi fa un favore. La ringrazio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP. Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Cortesemente, colleghi, lasciamo concludere il Ministro. Io stavo riferendo al capogruppo, senatore Marcucci, di che argomento si parlasse. SAVONA , ministro per gli affari europei . Sto facendo affermazioni che interessano anche voi, no? Gli strumenti alternativi finora proposti per ovviare all'assenza di un lender of last resort che contrasti la speculazione e per dotare l'Unione europea di un assetto istituzionale che affronti le crisi strutturali non appaiono adeguati nei tempi di reazione e nella dimensione necessaria. Siamo fiduciosi che lo diventeranno e opereremo in tal senso. I dettagli di questa azione verranno resi espliciti nelle sedi parlamentari deputate. Le date degli incontri sono state fissate nel calendario dei lavori parlamentari. Per assolvere a un siffatto impegno ho già convocato per il 5 luglio, dopo il Consiglio d'Europa, il Comitato interministeriale per gli affari europei per concordare con i colleghi di Governo la linea futura da seguire e la divisione dei tanti compiti da assolvere. In conclusione, a nome del Governo esprimo parere favorevole sulla risoluzione di maggioranza, contraddistinta, nei documenti che mi sono stati consegnati, dal numero 3. Esprimiamo, inoltre, parere favorevole nei limiti della compatibilità con i programmi di governo sulla risoluzione contraddistinta dal numero 1, che porta la firma dei senatori Gasparri e altri sulla direttiva Bolkestein. Infine, premettendo che tutti i punti trattati nelle altre risoluzioni e quelli che ho sentito nel corso del dibattito saranno oggetto di seria considerazione, esprimo per essi parere contrario. Grazie. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . La ringrazio, signor Ministro. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghi, devo confessare al Presidente e al ministro Savona che, avendo una certa pratica delle comunicazioni del Governo prima del Consiglio europeo, sono rimasto un po' colpito dall'irritualità. In effetti, nonostante il ministro Savona abbia fatto senz'altro delle considerazioni interessanti - che, anzi, credo giusto che siano al centro del nostro dibattito - in termini logici forse la sua doveva essere un'introduzione e quella del presidente Conte probabilmente una replica. Non so che cosa dire perché lei, ministro Savona, ha fatto un discorso generale su problemi che riguardano l'Europa che a noi interessano moltissimo, e la ringraziamo, ma probabilmente all'interno di un altro contesto. Quello di oggi è un contesto molto più limitato. Capisco che il Governo ha una missione storica e capisco anche un po' - mi consenta di dirlo, Ministro - la retorica dell'evocazione storica di un comportamento spartiacque, ma io rimango ai dieci punti del presidente Conte, che sinceramente è difficile non condividere. Infatti, quando tra i dieci punti c'è un impegno come quello di superare e non già di riformare il Regolamento di Dublino - che, come a tutti è chiaro, fu sottoscritto dal centrodestra nel 2003 - oppure quando si dice che si deve fissare il principio per il quale chi sbarca in Italia in realtà sbarca in Europa, penso che in quest'Aula e nel Paese non ci sia nessuno italiano che possa dire di essere contrario a questi principi di riforma. Io ho una grande paura, lo dico con sincerità: temo l'approccio che noi abbiamo seguito per arrivare a questo Consiglio europeo, a partire dal doppio binario in base al quale il Ministro dell'interno fa una parte, anche nei confronti di alleati come i francesi, e il Presidente del Consiglio ne fa un'altra. Salvini oggi ha detto che ognuno va a pranzo con chi vuole, ma non mi sembra che quello tra Macron e Conte possa essere derubricato ad un incontro privato, perché parliamo di due Presidenti che si incontrano alla vigilia del vertice europeo. Io temo che questa strategia del doppio binario e tutto quello che è successo in queste settimane ci indeboliscano. Detto questo, se la finalità è quella che voi ponete al centro della vostra risoluzione, è difficile non essere d'accordo. Vorrei invitare però i colleghi di quest'Aula a fare una riflessione, veramente in una totale serenità: perché mai un Paese, che non è di prima accoglienza, dovrebbe accettare una condivisione di responsabilità che in termini nazionali immediatamente lo danneggia, se si accetta una visione sovranista e intergovernativa dell'Europa? Se c'è una visione intergovernativa dell'Europa, è chiaro che ciascuno si fa gli affari suoi e ciascun Governo tutela gli interessi dei propri cittadini. Solo in base ad una visione comunitaria o addirittura federalista dell'Europa è possibile ottenere quello che il presidente Conte pone come obiettivo dei suoi dieci punti. (Applausi dal Gruppo PD) . Dobbiamo dunque riflettere, anche rispetto all'opinione pubblica, ed essere coerenti nella logica perché - scusate - se accettiamo una visione in cui ciascuno è responsabile dei propri confini nazionali, in base a che cosa volete che il signor Orban si faccia carico di coloro che arrivano a Lampedusa? E infatti ho il timore che in qualche modo il signor Orban non se ne faccia affatto carico e temo che questo, purtroppo, lo vedremo nelle prossime ore. Sono pessimista sull'esito, però vorrei rivolgere alla Presidenza una richiesta. Vorrei che, nello spirito della novità di cui siete portatori, per cui tutto quello che è stato fatto prima era sbagliato e tutto quello che viene fatto oggi è nuovo, sia consentito anche ad un vecchio come me di fare una proposta nuova: vediamo se è possibile che non si venga in Parlamento solo alla vigilia del Consiglio europeo, ma si venga anche dopo, per spiegare quello che concretamente si è ottenuto. Oggi il Presidente del Consiglio ha fatto un'affermazione surreale, quando ha detto che abbiamo ottenuto una grande vittoria perché una bozza di documento è stata ritirata: ebbene colleghi, è dai tempi dell'asilo infantile che prima di un Consiglio europeo si presentano delle finte bozze, perché c'è solo un intento negoziale! (Applausi dal Gruppo PD) . Non credo che possiamo ritenere un grande successo il fatto che una bozza è stata accantonata: nei Consigli europei si vive di bozze accantonate e di finte presentazioni di bozze. Dunque auspichiamo che abbiate successo, perché se avete successo voi gli interessi nazionali in questo momento verranno salvaguardati. Temiamo però che le cose non siano così semplici e abbiamo molti dubbi che questa strategia sia la più efficace. Termino dicendo due cose. La prima riguarda il tema delle sanzioni e il no ad un meccanismo automatico di rinnovo delle sanzioni: è giusto e mi sembra sia anche in continuità con quanto altri Governi avevano proposto in Europa. La seconda riguarda la difesa dei diritti dei nostri connazionali nel Regno Unito: anche questo è in totale continuità con quello che i presidenti Renzi e Gentiloni Silveri avevano proposto in Parlamento, per cui siamo d'accordo. Un memento finale: sento che ci occupiamo molto della politica degli altri Paesi, tante volte vogliamo andare dentro a ciò che succede negli altri Paesi e magari fare sponde a qualcuno che, in altri Paesi, gioca delle partite governative diverse. Colleghi, intelligenti pauca , tutti ci capiamo: spero che non si avverino i propositi di chi ritiene auspicabile una crisi del Governo tedesco, perché il giorno in cui non ci fosse più la signora Merkel, siamo sicuri che per l'Italia sarebbe sicuramente peggio di quello che è stato fino ad oggi. (Applausi dal Gruppo PD) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, ministro Savona in rappresentanza del Governo, visto che il presidente Conte si è allontanato, colleghi, gli incontri europei dei prossimi giorni sono cruciali per il destino dell'Unione europea e soprattutto per quello dell'Italia. Si discuterà infatti non solo della gestione dei flussi migratori, ma anche di sicurezza e difesa, di Brexit, di innovazione digitale, di occupazione e crescita, del bilancio comunitario e su questi argomenti il Governo è stato piuttosto silente. Le ragioni della permanente campagna elettorale sono state più rilevanti del dibattito su come rimodulare le spese dell'Unione per sostenere la crescita economica e aiutare chi ha più bisogno. Avete ancora una volta usato l'arma della propaganda più becera e pericolosa, avete usato in modo spregiudicato e cinico la vita delle persone per alzare il prezzo delle trattative in Europa. Già in passato è stata usata anche da altre forze politiche questa strategia, in cambio di una maggiore flessibilità finanziaria. Si tratta di una scelta miope, che non risolve né l'uno né l'altro problema. La vita e la dignità di quelle persone valgono molto di più. Ora che sono passati anche i ballottaggi delle recenti elezioni amministrative, ci auguriamo che il Governo sia più equilibrato rispetto a quanto è stato finora. Chi governa ha il dovere di tenere il nostro Paese lontano da certe pulsioni, che voi invece alimentate ogni giorno. Il Governo, a cui spesso viene dettata la linea da Ministri diversi dal Presidente del Consiglio, si presenta in Europa dopo aver dato una bruttissima e imperdonabile immagine di sé. Siete riusciti, nel breve tempo di poche settimane, a inimicarvi la parte di Europa con la quale invece dovremmo dialogare, a meno che l'alternativa non sia di farlo con uomini come Orban, che non vogliono cambiare l'Europa, vogliono distruggerla. Nonostante i buoni rapporti e l'identità di vedute sovraniste con il ministro Salvini, il presidente Orban non ha accolto nemmeno un migrante di quelli previsti dalle quote. Sono i tipici conflitti tra sovranisti: i migranti non li voglio e te li tieni tu. Su questi presupposti, con il rilancio addirittura da parte dei Paesi di Visegrád del tema del respingimento dei rifugiati che provengono dai Paesi dell'Unione europea, è legittimo ritenere che quei dieci punti illustrati dal presidente Conte non siano altro che un ennesimo tentativo che purtroppo non troverà il doveroso accoglimento in sede europea. Noi non abbiamo dubbi: stiamo dalla parte di chi crede in un'Europa diversa, più unità e solidale, non dalla parte di chi coltiva l'incubo nazionalista. Temevamo che l'Europa si potesse disgregare per l'euro, adesso temiamo che l'Unione europea si possa sgretolare sull'immigrazione. Voi davvero pensate di poter fermare la disperazione di migliaia di persone che fuggono da guerre, povertà e violenze mostrando il pugno di ferro con i disperati in balia del mare? Voi credete che chiudere un porto non aprirà altre e più pericolose vie d'accesso al nostro continente? Voi davvero sostenete l'idea che aprire degli hot spot lontano dalle nostre coste, lì dove ogni basilare diritto umano è regolarmente violato, possa pulire la coscienza? Voi davvero ritenete che militarizzazione il nostro mare, da secoli crocevia di incontri di culture, ci renderà un Paese migliore, in grado anche di cambiare in meglio la Comunità europea? Noi di Liberi e Uguali crediamo fortemente di no. Noi pensiamo che questo sia il tempo del coraggio; coraggio nel difendere l'idea che nessuna cifra vale la vita di un uomo, coraggio di ricordare che a un naufrago non si chiedono i documenti, si tende la mano. Voglio cogliere questa occasione per ringraziare l'ammiraglio Pettorino, che ha corretto una vergognosa affermazione del Ministro dell'interno che istigava a commettere il reato di omissione di soccorso. Il comandante della Guardia costiera ha dichiarato: noi agli SOS rispondiamo sempre, è un dovere morale prima che giuridico. Al di là di ciò, va affermata con chiarezza la necessità di una nuova politica europea riguardante l'immigrazione, fenomeno destinato a durare nel tempo. Pensate che anni fa si calcolavano in due milioni gli africani pronti al balzo verso l'Europa; ora, secondo recenti stime, sono addirittura raddoppiati e si parla di quattro milioni. Il diritto d'asilo, sancito da trattati internazionali, richiede una legislazione comune, accordi riguardanti vie d'accesso sicure, accoglienza degli aventi diritto da parte dei singoli Stati; occorre investire maggiormente in politiche di adeguata e dignitosa accoglienza, di integrazione, di inclusione reale. Affrontare il problema solo in termini di sicurezza è miope, oltre che foriero di politiche aberranti. Serve in particolare un salto di qualità da parte dell'Unione europea nei confronti del continente africano nel suo insieme, con politiche più coerenti. Sia chiaro, l'Italia è, insieme ad altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, in una posizione insostenibile a causa del regolamento di Dublino. Siamo i primi - e colgo l'occasione per ringraziare la nostra europarlamentare Elly Schlein per lo straordinario lavoro che ha fatto a Bruxelles su questo tema - a credere che vada superato il criterio del primo approdo. Siamo i primi a chiedere a Francia, Spagna e Germania, ma anche a tutti gli altri, di mettere da parte gli egoismi e le rendite di posizione, in favore di una vera condivisione dei problemi del nostro continente. Oggi ci sarà una grande mobilitazione, promossa da più di 200 associazioni in oltre 140 piazze in Europa, per la European solidarity , alla quale mi sento di aderire convintamente. E mi domando: che giudizio si può dare del fatto che i partiti che sostengono questo Governo hanno votato contro o si sono astenuti sulla proposta del Parlamento europeo di rivedere quel regolamento, superando il criterio del primo approdo e sostituendolo con la redistribuzione dei richiedenti asilo in tutti e 27 gli Stati membri? Sui giornali, in roboanti dichiarazioni e a colpi di tweet di grande impatto chiedete che l'Europa cambi; ma lì dove quel cambiamento può avvenire siete clamorosamente assenti o contrari. Siete ancora una volta forti con i deboli e deboli con i forti: questa è la cifra del vostro Governo. Difendete con forza questa proposta domani al Consiglio europeo. Parlate di invasione, di emergenza, di orgoglio nazionale finalmente ristabilito; sarebbe invece il caso di parlare di spaventosa e incomprensibile retorica della paura. Basta slogan , basta. Migliaia di uomini, donne e bambini sono morti in questi anni al largo delle nostre coste. Forse per voi sono un po' di clandestini in meno. Per noi erano esseri umani. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, gentile Presidente del Consiglio che non c'è, onorevoli colleghi, noi siamo assolutamente consapevoli del fatto che da domani questo Governo ha un impegno importante, perché questo Governo e il Presidente del Consiglio rappresenteranno la nostra Nazione in un vertice europeo importante, che potrebbe essere una svolta per la nostra Nazione. Quindi ne capiamo tutta la responsabilità e le siamo e vi siamo vicini. Questo Governo, il Presidente del Consiglio e il ministro Salvini ci hanno dimostrato un cambio di passo, perché eravamo abituati a sentire soltanto dei "no": questo non si può fare, quello non si può fare e noi non ci rassegnavamo ad avere un ruolo di passacarte e a sottostare a ciò che decidevano, di volta in volta, la Germania o la Francia. Avevamo la certezza di aver perso una cosa a noi molto cara: la sovranità nelle decisioni di ciò di cui ha bisogno la nostra Nazione. Quindi siamo contenti che questo Governo abbia messo nell'agenda politica europea l'Italia e il problema dell'Italia, perché siamo consapevoli che, quando c'è un problema, bisogna trovare il modo per poterlo risolvere. Bene anche la scelta coraggiosa del ministro Salvini di non fare più attraccare le navi ONG, che spesso agiscono fuori da ogni norma nazionale e internazionale. Quindi il cambio di passo lo sentiamo e abbiamo anche sentito molte parole che sono musica per le nostre orecchie. Detto questo, dobbiamo entrare nel merito di ciò che questo Governo presenterà in Europa e dobbiamo dire che, sui dieci punti che l'Italia presenterà, alcuni sono da noi condivisibili, mentre altri non lo sono per niente. E, anche in quei punti che condividiamo, non ne condividiamo poi la ricetta, non ne condividiamo la soluzione. Siamo contenti che, ad esempio, ci siano gli hot spot sulle coste dell'Africa. Siamo anche soddisfatti che il Presidente del Consiglio abbia capito che il tema centrale non è il Trattato di Dublino; non ci sembrava dello stesso avviso quando è venuto qui a fare il suo discorso di insediamento, quindi è un bene che forse abbia accolto un nostro consiglio, una proposta di Fratelli d'Italia. Tutti sappiamo che il Trattato di Dublino si riferisce esclusivamente ai rifugiati, quindi sappiamo che questa non può essere una soluzione, perché soltanto l'8 per cento di chi arriva in Italia ottiene lo stato di rifugiato. Il nostro problema centrale sono i clandestini e usiamo questa parola perché il linguaggio è una convenzione ed è bene che sul nostro linguaggio non arretriamo. Quindi il problema sono quei 200.000 clandestini che continuiamo a mantenere e quelle altre centinaia di migliaia che sono usciti dal circolo dell'accoglienza: persone che vivono nel nostro Paese, ma che sono bombe sociali, persone che non sappiamo cosa fanno per vivere e spesso commettono reati, spacciano, rubano, violentano. Sono persone invisibili per le leggi, ma i cittadini italiani ne sentono molto bene la presenza e ne hanno paura. Dalla paura all'ostilità, come sappiamo, il passo è molto breve. Il problema quindi non è di ottenere dall'Europa la spalmatura anche dei clandestini, ma è altro e ci può essere soltanto una soluzione: quella del blocco navale, proposta da sempre da Fratelli d'Italia. Credo che questo Governo sia consapevole che il prosieguo della costruzione dell'Europa non sarà l'euro, ma sarà proprio la questione degli immigrati. Quindi noi diciamo al Presidente del Consiglio e a tutto il Governo che debbono abbandonare la timidezza, che debbono andare in Europa con più coraggio e che dovrebbero portare al vertice europeo il tema della protezione dei nostri confini. Devo dire - e mi dispiace che non ci sia il Presidente del Consiglio - che averlo visto ieri al tavolo col presidente francese Macron, che ha insultato l'Italia e che ha definito noi italiani «vomitevoli», mi ha lasciato e ci ha lasciati basiti. Mi permetto di dare un consiglio al Presidente del Consiglio: è bene che vada alle cene e agli aperitivi solo con chi rispetta l'Italia e gli italiani, soprattutto perché la Francia - e di questo dovremmo essere tutti consapevoli - ha grossissime responsabilità. La Francia che fa accoglienza con i porti degli altri e soprattutto con i porti italiani; la Francia che ha fatto scelte scellerate, come attaccare la Libia di Gheddafi, non certo per uno spirito umanitario ma per interessi economici e per sostituirsi all'Italia nel rapporto privilegiato che abbiamo sempre avuto con la Libia. Credo che li ricordiate anche voi, membri del Governo, Presidente del Consiglio, perché siamo tutti italiani e credo abbiano fatto male anche a voi, i sorrisini di Sarkozy e della Merkel. Quindi il tema centrale della soluzione è quello di difendere i nostri confini, come sta facendo una parte dell'Europa, come stanno facendo altri Paesi del Mediterraneo come la Spagna e la Grecia. Occorre coraggio, nel chiedere tutto questo. Molti domandano: ma come si può fare per difendere i nostri confini? È molto semplice: si può fare come ha fatto il presidente Prodi nel 1997, ossia con un blocco navale in accordo con le autorità locali. Il Governo Prodi, in accordo col Governo albanese, fece un blocco navale per impedire la partenza dei barconi. Se ne faccia una ragione anche chi sta in quest'Aula, la sinistra che oggi critica tantissimo i blocchi navali. Consiglierei al Presidente del Consiglio, prima di partire, di fare una telefonata a Prodi, che magari, da questo punto di vista, potrebbe dare degli utili consigli. Il blocco navale si può e si deve fare, attraverso un accordo con le autorità libiche, un blocco navale concordato. Sappiamo che l'Unione europea ha tutte le argomentazioni politiche ed economiche per convincere le autorità locali, come ha già fatto con la Turchia per fermare la rotta balcanica. Quando il problema c'era, ma non disturbava l'Italia, disturbava la signora Merkel, si è risolto dando 6 miliardi di euro alla Turchia, che ha fermato la rotta balcanica. Con la stessa strategia, se mettiamo in campo risorse ingenti, come 6 miliardi in quattro anni, con le autorità libiche, sicuramente otterremmo la loro collaborazione per istituire il blocco navale. Ricordiamoci sempre che oggi l'Italia partecipa a 114 missioni internazionali, che poco hanno a che fare con i nostri problemi, ma l'Italia c'è. Abbiamo, allora, il diritto di chiedere una missione che risolva i nostri problemi e i problemi degli italiani? Aggiungo un'altra considerazione. Noi spendiamo 5 miliardi di euro per l'accoglienza; questi soldi potrebbero essere spesi meglio, potrebbero non andare a ingrassare alcune cooperative, potrebbero non essere usati per tanti albergatori che non avevano clienti e che, con il business dell'accoglienza, sono tornati a fare soldi. Potremmo spendere questi soldi dandoli alla Libia, anche per non avere le coscienze sporche di sangue e per salvare coloro che partono da quelle coste, perché il Mediterraneo è troppo pieno di morti. Abbiamo, poi, un altro problema, quello della sicurezza. Tutte le dichiarazioni degli organi di sicurezza dicono che i migranti portano con sé un pericolo terrorismo e lo abbiamo visto nei giorni scorsi. In un contesto in cui tutti controllano i propri confini, controllare i confini della nostra penisola significa soltanto il blocco navale. Concludo con un dispiacere, perché nei dieci punti non abbiamo trovato una parola sui rimpatri. Va bene tutto, ma le persone arrivate in Italia e che sono clandestine nel nostro Paese questo Governo se le vuole tenere? Il Governo dovrebbe cogliere lo spirito di Fratelli d'Italia, della sua opposizione patriottica. Siamo persone serie, non siamo contro tanto per essere contro; siamo a favore di tutto ciò che serve all'Italia e agli italiani e per questo ci saremo sempre. Ci vuole coraggio: andate, chiedete il blocco navale e chiedete di istituire un fondo europeo per i rimpatri. È per questo che il voto di Fratelli d'Italia sarà espresso attraverso l'astensione. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . RICHETTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RICHETTI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, tentiamo di ricondurre a ordine la nostra discussione, che è stata importante. Dopo l'intervento della senatrice Garnero Santanchè, considerata anche la dimensione pubblica del dibattito, è bene ricordare che di qua c'è l'opposizione, che dovrebbe essere anche di là, ma non è ben chiaro. Bisognerebbe, altresì, ricordare che l'intervento del Presidente del Consiglio di oggi, importante, segue settimane di fatti che nulla hanno a che vedere con le intenzioni e gli indirizzi che oggi è venuto a esprimere. Ministro Savona, noi vorremmo mandare al prossimo Consiglio europeo un Governo forte e autorevole, per il bene del Paese; credo sinceramente che noi non ne disponiamo. Non lo dico sulla base di un pregiudizio o per parte presa rispetto alla contrapposizione politica; lo dico perché questo Governo ha profondamente equivocato sul concetto di forza e autorevolezza. Avete pensato che lasciare in mare qualche nave con un po' di disperati, evocare sporadicamente non certo la chiusura di porti, ma l'indisponibilità all'attracco (che è una cosa molto diversa) vi avrebbe portato a quel tavolo in una posizione di forza. In realtà, non c'è né forza, né autorevolezza. Ministro, con tutto il rispetto che si deve al Governo della Repubblica, mi permetta un'osservazione: avete equivocato tra il concetto di attenzione e quello di rispetto. Avete ottenuto attenzione, ma non avete ottenuto rispetto. (Applausi dal Gruppo PD) . Sono due cose profondamente diverse e la credibilità del nostro Paese in questo senso è messa a dura prova. Nessuno ha intenzione di minimizzare le difficoltà che ha di fronte questo Governo, a partire da quella degli sbarchi, ma è un errore clamoroso sovrapporre le politiche di governo dei fenomeni migratori con le politiche di governo degli sbarchi, l'uno è un fenomeno limitato e circoscritto, l'altro necessita di una strategia vera. Vorrei dire al Presidente del Consiglio che non gli saranno più consentiti alcuni elementi di ambiguità anche rispetto alle posizioni che intende esprimere per conto del Paese. Oggi il presidente Conte ha fatto riferimento a una gestione europea degli sbarchi e siamo d'accordo; ha fatto riferimento a una revisione dell'accordo di Dublino e siamo d'accordo; ha fatto riferimento al processo di relocation e redistribuzione e siamo d'accordo; ha fatto riferimento all'intervento dell'Europa nei Paesi di partenza e siamo d'accordo. Chi glielo dice al presidente Conte che Lega e MoVimento 5 Stelle sistematicamente votano contro, in Europa, a queste politiche? (Applausi dal Gruppo PD) . Chi glielo dice? Avrei fatto riferimento al Presidente, considerato che, come per tutti, colleghi, l'impegno politico non si esaurisce dentro quest'Aula, per parlare dei due giorni che mi sono concesso nella sua terra natia. Nella Regione Puglia, nel CARA di Borgo Mezzanone - spero che il nostro Presidente, che è di quelle terre, abbia il tempo di visitarlo - ci sono 700 profughi sorvegliati dall'esercito. Attorno a questo CARA ci sono 7.000 persone accampate senza soluzione di continuità. Oltre queste 7.000 persone, c'è il cosiddetto ghetto: 20.000 persone accalcate. (Commenti dai Gruppi M5S e FI-BP) . Lo so, colleghi, che l'unica dimensione del rapporto è individuare le responsabilità. Queste persone sono lì da molti anni, molto più di Gentiloni Silveri, molto più di Renzi, molto più di Letta. (Applausi ironici dai Gruppi M5S, L-SP e FI-BP e del senatore De Bertoldi) . È importante che gli italiani sappiano che non avete intenzione di mettere mano ai problemi di questo Paese! PRESIDENTE. Stanno applaudendo. RICHETTI (PD) . È importante che gli italiani sappiano che abbiamo intenzione di affrontare solo i problemi provocati da una settimana a questa parte. Là ci sono migliaia di persone. L'invito che vi faccio è di mettere dentro tutto, quando affrontate le politiche di gestione dell'immigrazione, non solo le navi che Toninelli e Salvini provano a fermare, perché dovreste una risposta agli italiani e dovreste una risposta, come l'abbiamo dovuta dare noi a quelle decine di migliaia di persone. Di fronte a quegli accampamenti che fate? Integrazione o ruspa? Oppure tutte e due? Oppure nessuna delle due? (Applausi dal Gruppo PD) . Oppure continua questo teatrino, per cui si viene qua e si fa il dottor Jekyll e si parla di Spinelli e web tax e si va fuori e si fa mister Hyde e arrivano i condoni e Orban? Questa storia deve finire. Ci vuole una voce unica perché gli italiani si stanno ponendo una domanda: qual è il vero volto di questo Governo? Ministro Savona, qual è il vero volto di questo Governo? Sui temi economici, dell'occupazione e del lavoro, che porterete in Consiglio europeo, il volto è quello del ministro Tria, che invoca il rispetto dei conti pubblici e, con grande realismo, certifica l'inapplicabilità del «mitico» contratto, o è quello delle mance di Di Maio e Salvini? Lo dovete dire voi, perché su ogni questione è la stessa storia; l'ultima di oggi riguarda i dazi: Centinaio non li mette, Di Maio sì. Non voglio scomodare i vaccini. Sta diventando un problema di indirizzo politico vero, dal mio punto di vista, al di là della propaganda. (Applausi dal Gruppo PD). Guardate, colleghi, per andare in Europa serve prima di tutto una visione. Questo è un Governo pienamente legittimo, pienamente nei suoi poteri, all'inizio del suo lavoro, ma qual è la visione che porta in Europa? Qual è la visione che offre alle nuove generazioni di questo Paese? E non mi riferisco solo alla polemica di una generazione che dovrebbe campare - secondo voi - di reddito di cittadinanza. Mi riferisco al fatto che, quando, alcuni giorni fa, avete tolto dalla riforma della scuola la chiamata per competenza, avete detto a questo Paese una cosa molto precisa: fine della richiesta dei profili rispetto all'adeguatezza e alla competenza; rimane solo un criterio - sto facendo cronaca - quello dell'anzianità di servizio. Alla faccia di un Paese al quale avete parlato di Governo del cambiamento! Questo è il Governo dell'arretramento su tutto! E, allora, Ministro, siccome l'opposizione ha anche l'onere di fare proposte, e non solo di criticare, riprendete la politica di riduzione delle tasse sul lavoro, che ha aiutato questo Paese. Riprendete la politica di rafforzamento del reddito di inclusione. Riprendete la politica di sostegno agli investimenti del piano Industria 4.0. Queste misure, sì, hanno prodotto risultato. Oppure possiamo continuare così: possiamo continuare senza deporre le armi di distrazione di massa, che oggi si chiamano mezz'ora di connessione Internet; ieri la scorta di Saviano; il giorno prima la lotta ai rom; il giorno prima ancora la pistola fumante sul comodino di casa. (Applausi dal Gruppo PD). Andiamo avanti sperando che gli italiani su questo aprano un credito, e non discutiamo - come non abbiamo fatto in quest'Assemblea fino a oggi - di imprese, di lavoro, di famiglie, di sofferenza. Penso che sia un onere che sentite in carico almeno quanto noi. Ministro, concludo richiamandola - se posso - alla Costituzione, sulla quale il Presidente e tutti voi avete giurato nel momento dell'incarico a questo Governo. La Costituzione vi ricorda che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, la persona prima del cittadino, la persona prima della cittadinanza, i diritti inviolabili dell'uomo. Su questo a nessuno è concesso di soprassedere. E credo che questa Assemblea dovrebbe considerare il diritto a non morire davanti alle coste del nostro Paese come diritto inviolabile dell'uomo. Su questo ci sia un'assunzione definitiva delle politiche del Governo. È tempo di chiudere, dal mio punto di vista, con la propaganda. Ancora oggi, sono stato molto contento quando Salvini e Toninelli hanno detto che non prendiamo lezioni dalla Francia perché questo Paese ha salvato 600.000 vite: finalmente riconoscete che qualcuno 600.000 vite le ha salvate. Ben venga! (Applausi dal Gruppo PD). Per fare questo, però, è necessario, chiudere la propaganda; altrimenti, se non si comincia a fare sul serio, continuate a promettere hotspot , ma agli italiani regalate solo spot . (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo L-SP) . CALDEROLI (L-SP) . I tempi, Presidente. PRESIDENTE. Non vi preoccupate: controllo io i tempi. ROMEO (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP) . Signor Presidente, signor ministro Savona, membri del Governo, colleghi senatori, colleghe senatrici, visto che ho poco tempo a disposizione, avendo dato spazio ai colleghi, non entro nel merito dei vari temi che saranno trattati nel Consiglio europeo, né tantomeno delle tematiche previste all'interno della risoluzione perché sono state abbondantemente discusse. Nell'esprimere un voto favorevole, ci permettiamo come Gruppo di mettere in evidenza alcune sottolineature. Di sicuro, ci troviamo di fronte a un momento storico particolare per il futuro dell'Unione europea. L'obiettivo è farci ascoltare in Europa di più di quanto sia avvenuto sinora. (Applausi dal Gruppo L-SP). Solo se ci ascolteranno, se ascolteranno l'Italia, allora sì che eviteremo quella disgregazione di cui prima abbiamo sentito parlare. Siamo d'accordo con le parole del presidente Conte che, durante il dibattito sulla fiducia, ha parlato di prevenzione, e cioè dobbiamo prevenire questa disgregazione e l'Italia può giocare un ruolo assolutamente centrale. Per noi, se si ascoltano l'Italia e il Governo italiano, allora sicuramente salviamo anche l'Europa. Non penso sia una questione solo di "prima i francesi", "prima i maltesi", "prima i tedeschi" o "prima gli italiani". È soprattutto, in Europa, "prima i popoli", poi le élite , le banche, la finanza e tante altre congregazioni che nulla hanno a che vedere con il sentimento dei popoli. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Questo è il significato che vogliamo dare. Così come siamo d'accordo, sì, con il ministro Savona quando dice che il vero europeista è colui che vuole cambiare i trattati dell'Unione europea, colui che vuole cambiare l'Europa. Su questo noi siamo assolutamente d'accordo e vogliamo che l'azione di Governo vada in questa direzione. E finora il Governo si è mosso bene. Tutti parlano, e noi sentiamo discutere di propaganda. No! Abbiamo visto il Governo in azione. Si è mosso bene, senza sudditanza politica e psicologica, senza timore nei confronti dei nostri partner europei, mettendo al centro dell'azione gli interessi dei cittadini italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . E non è un caso che l'Italia partecipi finalmente a un vertice in una posizione di forza, da protagonista. Altro che isolamento! Non diamo retta alle sirene della minoranza. Viviamo nel mondo al contrario: più ci attaccano, più vuol dire che abbiamo ragione e dobbiamo andare avanti. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Cosa stai dicendo? Siamo soli! ROMEO (L-SP) . E infatti ci chiamano tutti, da tutto il mondo: ambasciatori, statisti, da tutte le parti. Ciò quindi significa che l'Italia è ritornata, sì, al centro dell'attenzione. Ci stiamo ritagliando un ruolo diplomatico di mediatori tra le varie posizioni che ci sono in Europa. Questo è quello che la minoranza non ha ancora capito o che finge di non capire. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . E lo facciamo per dare maggiore equilibrio all'interno dell'Europa stessa, addirittura anche oltre confine, vista la nostra posizione anche con gli Stati Uniti e di dialogo tra Stati Uniti e la Russia stessa, quindi l'Italia che ritorna finalmente protagonista. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP. Applausi ironici dal Gruppo PD. Commenti e ilarità del senatore Faraone) . Bravi, rosicate! Continuate a rosicare. È dura. È difficile, e lo so. Ci metterete un po' di tempo. (Proteste dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Colleghi senatori, come chiediamo rispetto, diamo anche rispetto. Quindi, cortesemente facciamo terminare il collega. ROMEO (L-SP) . Capisco che il nervosismo ci sia e si manterrà anche nei prossimi mesi. Non ci sono problemi per noi. Siamo felici e contenti lo stesso. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S. Commenti della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE. Senatore Romeo, vada avanti con l'intervento. ROMEO (L-SP) . Mi avvio a concludere ringraziando il Governo per l'importanza attribuita nella risoluzione, tra i vari punti, anche alla questione legata al superamento della direttiva Bolkestein. Siamo stati di parola, perché questa era la discussione che dovevamo fare, per cui rivolgo un ringraziamento particolare. La nostra risoluzione riassume e assorbe fondamentalmente le disposizioni inserite in altre risoluzioni. Concludo con una raccomandazione al Governo: al Consiglio europeo, attenzione a non accettare contentini di alcun genere, perché siamo sicuri e certi che Germania e Francia in primis tenteranno ancora una volta di imporre il loro modello di governance su tutta l'Europa. Noi dobbiamo mantenere la barra dritta e portare l'Europa sulla strada del buonsenso, perché solo così la salveremo. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . MALPEZZI (PD) . Per distruggerla. ROMEO (L-SP) . Con queste raccomandazioni ribadisco la nostra posizione favorevole alla risoluzione. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S. Congratulazioni. Applausi ironici dal Gruppo PD. Commenti del senatore Faraone) . PRESIDENTE. Credo che potremmo mantenere un atteggiamento più consono all'Aula del Senato. CRAXI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRAXI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace pronunciare la dichiarazione di voto a nome del Gruppo Forza Italia in assenza del presidente Conte. Farò come se ci fosse, certa che il ministro Savona saprà ben rappresentare la nostra posizione. Il Consiglio europeo giunge in un momento delicato della vita comunitaria. Come sappiamo, i temi all'ordine del giorno sono molteplici e tutti di vitale importanza per il futuro dell'Unione e dei Paesi membri. È quindi un errore tattico e strategico dare a vedere di concentrarsi unicamente su alcuni ambiti, dimostrando disinteresse e non curanza per altri. Difesa e sicurezza, occupazione, crescita, competitività e innovazione e, ancor più, il prossimo bilancio comunitario non sono certo priorità secondarie per l'Italia, così come non può non essere centrale il tema della governance europea, su cui né lei, Presidente del Consiglio, né i suoi Ministri osate più fiatare. Quindi, presidente Conte, non pensi a scambi al ribasso. Nessuno pensi di cedere in cambio di qualche pacca sulla spalla - ad esempio sull'unione bancaria - dando così il via alle proposte franco-tedesche che sono penalizzanti per i nostri istituti di credito, o magari per qualche margine irrisorio sulla spesa per realizzare qualche misura assistenziale e/o elettorale, come il reddito di cittadinanza. Come il ministro Savona sa perfettamente, i mercati non lo perdonerebbero. Quello che quindi appare - e che purtroppo non è diverso dalla realtà dei fatti - è come il Governo arrivi in confusione a questo appuntamento e come l'agenda italiana - ammesso ne esista una - rischia di essere solo concentrata sulle emergenze e sulle contingenze, pur importanti e vitali, senza avere al contempo una visione di futuro, né tanto meno una bussola. La profonda diversità tra le anime di questo Governo - un ircocervo, a voler essere buoni - e le dichiarazioni disarmoniche dei suoi membri e dei membri della maggioranza che lo sostengono sono la dimostrazione di come si navighi alla giornata. Non c'è un'azione propria dell'Esecutivo, ma tutto è piuttosto affidato all'iniziativa dei singoli Ministri, alle loro sensibilità e alle loro più o meno nobili esigenze. È questo un limite assoluto, che non dà credibilità a lei, signor Presidente del Consiglio, né all'Esecutivo che presiede, né tantomeno al nostro Paese. Questa babele di linguaggi e questo procedere in maniera difforme sono quindi un problema e un grave danno che si riverberano negativamente su tante, troppe questioni. Vale per il capitolo del bilancio comunitario, vale per la necessità, non più rinviabile, della riforma dell'Unione europea e dell'eurozona e vale anche - e soprattutto - sulla questione migranti. Anche su questo, presidente Conte, il suo Governo è totalmente schizofrenico. Macron insulta l'Italia e gli italiani e lei tiene incontri riservati nell'elegante cornice della Casina Valadier, mentre il Ministro dell'interno ricambia tono su tono gli apprezzamenti. Se non si tratta di parti in commedia, evidentemente qualcosa non torna. Mi chiedo però con quale credibilità ci si presenta oggi a parlare nei consessi europei di immigrazione quando nel contratto di Governo e nelle sue dichiarazioni programmatiche non ci sono una riga o un'idea del futuro sul Mediterraneo, su come affrontare le sfide e le problematiche epocali che ci provengono da quell'area del mondo. I dieci punti famigerati - mi consenta - sono tutto tranne che una visione del domani e in questo scenario europeo, con questi equilibri e con la sua debolezza, rischiano di essere un libro dei sogni. Le emergenze - gestione dei flussi in testa - vanno certamente affrontati. Il problema andava posto nelle sedi comunitarie e di questo dobbiamo dare atto al Ministro dell'interno. Tuttavia, non è sufficiente sapere che in Europa hanno finalmente compreso che non possiamo restare soli - semmai lo hanno compreso - o che la Sicilia e l'Italia non dovranno mai più essere i soli hotspot del Mediterraneo. Vogliamo capire se alle dichiarazioni della vigilia seguiranno azioni concrete e fattibili e - soprattutto - se seguiranno le poste di bilancio atte a realizzarle. Allo stato, mi pare che tra la realtà e i propositi, anche in questo, lo spread sia ben alto. Lei ha di fatto rivendicato come un successo la conclusione del vertice informale sui migranti che si è svolto domenica a Bruxelles, ma ciò corrisponde a una verità parziale, per non dire a una bugia. Infatti, se è vero che tutti i leader seduti al tavolo concordano, almeno ufficialmente, almeno a parole, sul fatto che i flussi devono essere gestiti a livello comunitario, è altrettanto vero che non c'è un minimo accordo su come farlo. Nelle bozze che filtrano e nelle sue dichiarazioni, si parla genericamente di spezzare il modello di business dei trafficanti - cosa sacrosanta - dell'ipotesi di centri di smistamento di migranti fuori dall'Unione europea e si fa riferimento a piattaforme regionali di sbarco in cui distinguere i migranti economici dai rifugiati, realizzati in stretta cooperazione con rilevanti Paesi terzi, l'Alto commissariato ONU per i rifugiati e le organizzazioni internazionali per le migrazioni. Fermo restando che il tema dei destini dei migranti economici, non scontato e semplice come si vuol dare a vedere, non è un dettaglio, resta da capire chi sono i Paesi terzi di cui si parla e l'entità e la direzione delle risorse che si vogliono mettere in campo. Ma quali sono questi Paesi? Ad esempio la Tunisia, che negli anni passati ha affrontato il tema dei rifugiati libici, si è detta del tutto impossibilitata e quindi indisponibile, stante le condizioni attuali, a ospitare hotspot. Lo stesso vale per la Libia, sui cui destini sarebbe interessante sapere cosa pensa il suo Governo. Tra i Paesi extra UE disponibili ce ne sono alcuni - guarda caso - sulla rotta balcanica. Il perché forse lo potrebbe chiedere alla cancelliera Merkel, la quale ha di sicuro ben presente quali sono le priorità del suo Paese: si parla, infatti, dell'Albania e della neodenominata Repubblica macedone del Nord, interessate a entrare nell'Unione europea e ancor più ad avere un po' di risorse. Trionfalismo e dichiarazioni a parte, è chiaro che non c'è un minimo di intesa e di disponibilità, al netto del Marocco, dei Paesi riviersachi della sponda Sud. Ma passiamo al capitolo risorse. Le somme di cui si parla sono del tutto insufficienti ad affrontare un siffatto piano, tanto negli aspetti emergenziali, quanto in quelli prospettici di cui, peraltro, non fa menzione se non dichiarando - come ha fatto anche oggi alla Camera - che l'Unione europea deve superare strutturalmente - cosa condivisibile - la logica emergenziale. Ma come? Con quali politiche? Si è parlato di un investimento da 500 milioni di euro sul cosiddetto Fondo fiduciario per l'Africa e, dall'altro, di una seconda tranche da tre miliardi di euro per Facility for refugees in Turkey . Numeri alla mano, è del tutto evidente che l'impegno di spesa vero riguarda il corridoio balcanico e non l'area che più direttamente interessa l'Italia. Non si è chiesto perché? Forse anche questa spiegazione potrebbe chiedere alla Germania o all'Austria. Per inverso, da quanto emerge non c'è una sola posta economica prevista per il corridoio libico, nonostante le aperture del commissario al Bilancio Günther Oettinger e gli appelli del presidente Tajani. Allo stato, ci sono solo buone intenzioni. Eppure, per affrontare l'emergenza che arriva dal Mediterraneo e che più ci interessa e ci tocca da vicino, servono circa sei miliardi di euro. Chiudere la cosiddetta rotta libica significa intervenire soprattutto in Paesi come il Ciad e il Niger, i cui tassi di crescita demografica sono impressionanti e fanno il paio con la fame e la miseria. Quanto alla riforma di Dublino non si faccia illusioni: è in alto mare e non sarà facile che si trovi una conclusione nel breve periodo. Illustre Presidente, non potrà quindi bastare, e non potrà essere considerato in alcun modo un successo per l'Italia e per il suo Governo, una conclusione del Consiglio europeo in cui i 28 Paesi membri - presto 27 - con dichiarazioni generiche si impegneranno a rinforzare le policy per ridurre l'immigrazione illegale e sostenere gli Stati membri sotto pressione, salvo poi cambiare poco o nulla. Non vorremmo che anche in questa circostanza risultassimo gabbati e contenti, con una bella photo opportunity , ma senza aver portato a casa nulla e aver invece concesso molto, se non tutto, su tanti temi. Da tempo si parla di piano Marshall sul Mediterraneo. Come Forza Italia lo invochiamo a gran voce. Crediamo che sia giunto il momento che l'Italia impegni con serietà i Paesi europei, nel loro interesse, allo sviluppo concreto di un piano per i Paesi da cui originano i fenomeni migratori. È questo anche il senso profondo della risoluzione che il nostro Gruppo ha inteso presentare ed è la ragione per cui non possiamo votare a favore di risoluzioni che non rappresentano la realtà delle cose, prive di una visione di ampio respiro, nonché di una riflessione che un grande Paese come l'Italia deve svolgere nel Mediterraneo e negli scenari internazionali. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe senatrici e colleghi senatori, in queste ore ci troviamo a vivere un momento storico difficilissimo per il futuro del nostro Paese e dell'intera Europa. Per la prima volta, però, dopo tanti anni, abbiamo finalmente un Governo che ha dimostrato che con autorevolezza può finalmente dettare le regole di quel futuro e determinarne la conclusione. ( Applausi dal Gruppo M5S. Commenti ironici dal Gruppo PD. ) . PRESIDENTE. Non sono necessari cori da stadio. PATUANELLI (M5S) . Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi e non posso non sottolineare come si sia parlato di marchette. Ed è assurdo parlare di marchette per un Governo che oggi inizia a fare i suoi primi provvedimenti. Ma da assurdo diventa surreale se a parlare di marchette è il Partito Democratico! (Vivi applausi dal Gruppo M5S. Proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Per favore, colleghi, terminiamo questa seduta in maniera dignitosa. PATUANELLI (M5S) . Siamo di fronte a un bivio, a due scenari completamente alternativi su temi fondamentali quali l'immigrazione, la sicurezza comune e la lotta alla povertà, che dipendono dall'esito del Consiglio europeo di domani e dopodomani. Sul tema dell'immigrazione, l'obiettivo che ci poniamo è quello di un'Europa unita e solidale. RICHETTI (PD) . Signor Presidente, ma lo sta ascoltando? PRESIDENTE . Io sto ascoltando l'intervento. Voi avete fatto le vostre rimostranze. Ora lasciamo terminare il senatore Patuanelli. Vi chiedo cortesemente di fargli terminare l'intervento. La Presidenza ha già richiamato l'Aula, invitandola a lasciar finire un intervento senza commentare. Sto chiedendo, quindi, di far terminare l'intervento al senatore Patuanelli. MARCUCCI (PD) . Bugiardo! Sei un bugiardo! FARAONE (PD) . Vergogna! Devi vergognarti! MALPEZZI (PD) . Certi termini li dici a tua sorella! FARAONE (PD) . Non parlare mai più di marchette! Le marchette le fai tu! PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, ribadisco che il termine usato dal senatore Richetti era mancette. PRESIDENTE. Possiamo rimanere qui anche fino alle ore 22. Vi invito nuovamente di smettere di interrompere. Il collega Patuanelli si è spiegato. Vi chiedo di fargli terminare l'intervento. MARCUCCI (PD) . Deve chiedere scusa! VERDUCCI (PD) . Sì! Deve chiedere scusa! PATUANELLI (M5S) . Io non ho alcun problema a scusarmi per aver usato una espressione che... PRESIDENTE. Senatore Patuanelli, continui il suo intervento rivolgendosi al Governo. (Commenti del senatore Comincini). RICHETTI (PD). Ma quale Governo? PATUANELLI (M5S) . Come dicevo, un'Europa che attui una nuova politica comune di gestione strutturale e condivisa dei flussi migratori superando egoismi nazionali e logiche emergenziali, superando il Trattato di Dublino e abbandonando l'obsoleto e iniquo principio dello Stato di primo ingresso; un'Europa che consideri il Mediterraneo come frontiera europea di comune responsabilità e lavori in Africa con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni per creare centri internazionali di protezione e assistenza ai richiedenti asilo e canali legali e sicuri di accesso all'Europa. Solo in questo modo sarà possibile stroncare sul nascere la disumana tratta degli esseri umani e porre fine ai terribili viaggi della speranza e all'ecatombe dei barconi della morte. L'alternativa alla strategia europea per l'immigrazione proposta dal Governo italiano è lasciare tutto com'è. Avremo quindi un'Europa sempre più divisa e litigiosa, che chiuderà a cascata le frontiere nazionali da Nord a Sud e inizierà a sgretolarsi pericolosamente, continuando a scaricare il fardello della gestione dei migranti sui Paesi rivieraschi di primo approdo, a partire dall'Italia. Chi arriva in Italia, a Malta o in Grecia arriva in Europa. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Quanto poi al tema della difesa, una nuova politica europea dell'immigrazione deve significare - come si è detto - anche un controllo congiunto e condiviso della comune frontiera marittima mediterranea. Questo deve essere il primo obiettivo concreto di una nuova politica comune di sicurezza e difesa. Gli altri obiettivi devono essere quelli di intensificare la lotta ai trafficanti di esseri umani e incrementare il necessario lavoro di intelligence condivisa antiterrorismo, sia nel dominio reale che in quello virtuale; potenziare gli strumenti di contrasto alle crescenti minacce informatiche e, pur mantenendosi saldamente nel solco dell'Alleanza nordatlantica, riavviare la preziosa cooperazione con la Federazione russa in materia di pace, sicurezza e lotta al terrorismo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Importantissima, infine, è l'implementazione di una cooperazione europea in campo di armamenti, perché consentirà di eliminare molti sprechi nelle spese per la difesa. Con i risparmi di questi sprechi, poi, e con l'organizzazione europea della difesa potremmo fare quegli interventi che sono fondamentali per la lotta alla povertà. Una razionalizzazione della spesa consentirebbe di disporre di più soldi da investire in un'altra difesa, quella della dignità, del lavoro, della salute dei cittadini italiani ed europei. Resta dunque più che evidente l'assoluta urgenza di difendere il popolo italiano dalla minaccia della povertà, di dichiarare guerra alla povertà e all'esclusione sociale, intraprendendo coraggiose politiche di sostegno al reddito, a partire dall'attuazione della nostra proposta di reddito di cittadinanza, che esiste in tutti o quasi i Paesi europei. Parliamo di politiche finanziabili anche con la razionalizzazione della spesa per la difesa. Ritengo quindi che l'impegno del Governo sui temi del Consiglio europeo in materia di immigrazione, sicurezza comune e lotta alla povertà risponda agli interessi del popolo italiano e quindi dell'Europa tutta perché - guardate - l'Europa o è unita, equa e solidale oppure semplicemente non è. Per questi motivi, il voto del Gruppo del MoVimento 5 Stelle alla proposta di risoluzione sarà favorevole. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Prima di passare alle votazioni, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le proposte di risoluzione saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione e per le parti non precluse, né assorbite da precedenti votazioni. Passiamo alla votazione della proposta di risoluzione n. 1. ROMEO (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP) . Signor Presidente, intervengo per chiedere che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico. PRESIDENTE. La richiesta di votazione a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico è stata già formulata questa mattina. ROMEO (L-SP) . Perfetto. Ci siamo assicurati di questo. Vorrei chiedere, invece, se possibile, di eliminare nella proposta di risoluzione n. 1 le premesse e aggiungere una frase alla fine del dispositivo, visto che è stato espresso dal rappresentante del Governo parere favorevole, compatibilmente con l'azione prevista dalle linee programmatiche di governo. È una richiesta che rivolgiamo al senatore Gasparri - ripeto, sempre che sia possibile - in modo tale che ci sia conformità con il parere del Governo. PRESIDENTE . Senatore Gasparri, è la proposta che avrebbe dovuto rivolgerle il Ministro. Le chiedo di pronunciarsi al riguardo. GASPARRI (FI-BP) . Vorrei sentire che cosa dice il rappresentante del Governo, che aveva detto che era d'accordo, e poi daremo una risposta. PRESIDENTE . Certo. Senatore Gasparri... MARCUCCI (PD) . Presidente, domando di parlare. PRESIDENTE. Senatore Marcucci, stavo terminando di parlare con il senatore Gasparri. In ogni caso, prego, intervenga pure. MARCUCCI (PD) . Siamo di fronte a un modo di procedere surreale. Non ho capito a che titolo si è parlato. È il Governo che si confronta con i presentatori. Ma di che cosa si parla? Ma hanno letto il Regolamento? (Commenti dal Gruppo L-SP). No, a quel paese ci mandi qualcun altro. (Commenti del senatore Romeo). Le regole vanno rispettate e anche i Regolamenti delle Assemblee parlamentari e, se non li conoscete... ( Applausi dal Gruppo PD. Applausi ironici dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE . Senatore Marcucci, la ringrazio perché sarei stata io a dire al senatore Romeo che questa indicazione sarebbe venuta da parte della Presidenza e del rappresentante del Governo. Si stava chiedendo al senatore Gasparri se, in virtù di quanto il Governo è pronto a chiedere, in base alla risoluzione, sull'integrazione da fare, è d'accordo. MIRABELLI (PD) . Aveva già dato il parere! (Commenti della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà. SAVONA, ministro per gli affari europei . Signor Presidente, è esatto: avevo già dato il parere e il Parlamento è sovrano. Abbiamo dato un parere favorevole sulla risoluzione n. 1, presentata dal senatore Gasparri e da altri senatori, con la postilla che accettiamo il dettato della risoluzione e verifichiamo la compatibilità. Ho dato la formula esatta, che è riportata nel Resoconto stenografico. (Commenti della senatrice Malpezzi) . Poi il Senato è libero di scegliere. (Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE . Ha facoltà di intervenire il presidente Gasparri. (Brusio). Colleghi, nel frattempo che il presidente Gasparri risponde al Governo, vi chiedo di fare silenzio. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, è molto chiaro. Il Governo chiede di inserire nel testo intero della proposta di risoluzione, che comprende le premesse, la postilla «nei limiti della compatibilità con i programmi di governo». (Commenti dal Gruppo PD) . Questo ha detto il ministro Savona e sono d'accordo con quanto ha detto il Governo. Io l'ho presentata al Governo e quindi accetto l'integrazione all'intero testo chiesta dal ministro Savona e insisto per la votazione. Mi pare questa la procedura che si segue in Senato. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Va bene, abbiamo risolto. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), presentata dal senatore Gasparri e da altri senatori, che riporta l'integrazione «nei limiti della compatibilità con i programmi di governo». Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 2, presentata dal senatore Bertacco e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 3, presentata dai senatori Romeo e Patuanelli. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 4, presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 5, presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 6, presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Disegni di legge (472 e 473) fatti propri da Gruppo parlamentare FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per comunicare che... (Brusio). Faccio fatica a essere preciso se non c'è un po' di silenzio. Come dicevo, intervengo semplicemente per comunicare che il disegno di legge n. 472, recante delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e la dote unica per i servizi, e il disegno di legge n. 473, recante misure urgenti per il potenziamento... (Brusio) PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Ferrari. I colleghi che stanno lasciando l'Aula sono cortesemente pregati di farlo rispettando il collega che sta intervenendo. FERRARI (PD) . Stavo dicendo che il disegno di legge n. 472, recante delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e la dote unica per i servizi, e il disegno di legge n. 473, recante misure urgenti per il potenziamento e l'estensione del diritto d'inclusione e per favorire l'occupabilità dei suoi beneficiari, hanno il numero di firme previste per essere fatti propri dal Gruppo, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento del Senato. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MARIN (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARIN (L-SP) . Signor Presidente, signori Ministri, onorevoli senatori, non posso esimermi dal trasmettervi l'emozione toccante che ho esperito sabato mattina, nella mia terra, il Friuli-Venezia Giulia, durante la cerimonia di resa degli onori solenni e tumulazione di 100 caduti in terra di Russia. A Cargnacco, in provincia di Udine, riposano uomini (direi piuttosto ragazzi) che partirono per assolvere il proprio dovere in nome della Patria e che per la Patria morirono. È un luogo dove una lapide in bronzo ricorda coloro che erano stati mandati tra i ghiacci della Russia con le scarpe di cartone. Sabato mattina a Cargnacco hanno fatto ritorno 100 salme di soldati morti nelle steppe, 100 urne avvolte nel Tricolore, portate in braccio da 100 militari in armi. (Applausi dai Gruppi L-SP, M5S, FI-BP, PD, FdI, Misto e Aut (SVP-PATT, UV)). Sono state deposte nel piazzale del sacrario per la cerimonia religiosa, per essere poi trasportate con l'ultimo abbraccio dei commilitoni nel tempio sacro. La ritirata di Russia è finita qui, nella grande cripta della Madonna del conforto nel sacrario di Cargnacco, in Friuli-Venezia Giulia. Dei 100 caduti, solamente sei avevano un nome che ha permesso di rintracciare le famiglie per la restituzione delle spoglie; famiglie di anziani che per settantatre anni non avevano smesso di sperare. Qualcuno tra loro ha preferito lasciare in questo luogo eterno i miseri resti del proprio caro, affinché sia noto che quel nome appartiene ai martiri caduti per il senso del dovere, di appartenenza e in nome di tali valori ha immolato il tesoro più prezioso, la propria vita. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Come non commuoversi? Come non ricordarli con il dovuto onore? La ricerca e il rimpatrio dei caduti sono stati realizzati dal commissariato generale per le onoranze ai caduti del Ministero della difesa, in collaborazione con l'ambasciata d'Italia a Mosca. Dei 100, 96 militi provengono dalla regione di Voronezh, gli altri quattro dalla regione di Rostov: si tratta di aree in cui si combatté la famosa seconda battaglia difensiva del Don, ove transitarono le nostre truppe della 8 a Armata. Il generale Alessandro Veltri, commissario generale per le onoranze ai caduti, ha dichiarato che l'attività del commissariato generale nel campo della ricerca e del recupero dei caduti è incessante e continuerà sempre con lo stesso spirito. Su un totale di più di 90.000 caduti accertati e dispersi nei territori dell'ex Unione Sovietica, solamente 11.840 hanno fatto ritorno in Italia grazie al commissariato generale; altri 80.000 corpi sono ancora sparsi nei campi di girasole. Sui caduti in Russia pesa ancora il silenzio, poche deboli righe sulla stampa locale. Eppure, signor Presidente, anche queste anime appartengono a chi ha creduto nei concetti fondamentali di Patria e di Nazione, cadendo a difesa dei propri valori indossando una divisa. Informo che sul portale del Ministero della difesa il Commissariato generale per le onoranze ai caduti ha creato un link dove i familiari possono richiedere informazioni dei loro cari dispersi nelle terre dell'Est. Grazie per l'attenzione. (Applausi) . MONTEVECCHI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, oggi ricorre il trentottesimo anniversario della strage di Ustica. Trentotto anni di attesa per una verità che sembra non arrivare mai e a cui manca ancora un tassello fondamentale: identificare i responsabili di una tragedia che da più parti viene definita come un episodio di guerra in tempo di pace, ma anche una ferita profonda nella nostra storia e nella dignità di questo Paese. Le sentenze civili che obbligano al risarcimento dei parenti delle vittime non bastano. Cercare la verità è doveroso per rendere giustizia alle 81 vittime, ai loro familiari e al Paese intero. Per questo è fondamentale, e lo è stata, l'attività dei magistrati, per continuare a indagare su una tragedia che troppe volte si è cercato di camuffare con tesi improbabili e insostenibili. Apprendiamo da fonti di stampa la notizia per cui i magistrati della procura della Repubblica di Roma interrogheranno un ex membro dell'equipaggio della USS Saratoga, che la sera del 27 giugno 1980 era in servizio sul ponte della portaerei americana e la cui testimonianza potrebbe forse aprire uno spiraglio sulle effettive responsabilità di quella notte. Al di là di questo, mi auguro che ci possano essere ulteriori passi significativi verso la verità. Noi non smetteremo di ricordare quella notte e di coltivare la memoria di questo Paese, per quelle vittime, per i loro parenti e per noi stessi, perché esercitare la memoria vuol dire non dimenticare il passato, cercare la verità ed essere liberi. (Applausi) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, anche da parte nostra c'è un ricordo, che vuole essere particolare in quest'Aula, della strage di Ustica, di cui ricorre proprio quest'oggi il trentottesimo anniversario. Guardando l'orologio che è dinanzi a me, ricordo che trent'anni fa, tra otto minuti, alle ore 20,08, 81 persone si stavano per imbarcare su quel volo, tra cui 11 bambini e 4 membri dell'equipaggio. Quando si trovarono, alle ore 20,59, sul cielo di Ustica, nel braccio di mare tra Ponza e Ustica, i radar di Roma ne persero le tracce e quell'aereo cadde in mare con il suo carico di morte. A trentotto anni di distanza noi non sappiamo ancora qual è la verità; noi non sappiamo esattamente che cosa è avvenuto. Io credo che sia importante - mi rivolgo ai membri del nuovo Governo, pensando e ritenendo di avere il conforto di tutta l'Assemblea - chiedere un gesto da parte del Governo stesso proprio su questo punto, in particolare per desecretare gli atti che sono ancora coperti da quella coltre di nebbia che non è ancora stata spazzata via. E allora, se ricerchiamo la verità, la dobbiamo cercare tutta; e per farlo dobbiamo compiere questo passo, per rendere veramente onore a quelle persone, non in un momento semplicemente suggestivo d'Aula, ma per andare incontro a loro, ai loro familiari e soprattutto a quella verità che l'Italia stessa chiede. Ed è una verità a cui anelano anche le nostre coscienze. Abbiamo chiesto tante volte, più volte, anche magari a Governi esteri, di fare chiarezza su tanti episodi, e a giusta ragione lo abbiamo fatto. Noi vorremmo mettere la parola «fine» a questa lunga notte della Repubblica. A buona ragione abbiamo chiesto quindi questa verità. Spero e mi auguro che lo si possa fare. Lo dobbiamo alle vittime, lo dobbiamo ai loro familiari, lo dobbiamo alle nostre coscienze, lo dobbiamo all'Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, membri del Governo, il 29 giugno 2009 a Viareggio un incidente ferroviario ha causato la morte di 32 persone: uomini, donne e bambini portati via dal fuoco mentre si pensavano in sicurezza nelle loro case. Signor Presidente, sono trentadue anime che chiedono piena giustizia. La sentenza di primo grado pronunciata dal tribunale di Lucca ha già individuato dei colpevoli: tra questi, Mauro Moretti, allora amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Moretti che liquidò la strage di Viareggio come uno «spiacevolissimo episodio», affermazione che ricorda quel «destino cinico e baro» in riferimento a un'altra tragedia toscana, quella del Moby Prince. Moretti che poi fu addirittura proclamato da Giorgio Napolitano nientemeno che cavaliere del lavoro, uno schiaffo per le vittime e i familiari di una strage che si poteva e si doveva evitare (Applausi dal Gruppo M5S) se si fosse investito in sicurezza. Noi insistiamo che a Mauro Moretti venga subito revocato il cavalierato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ciò che è successo in questi nove anni è rappresentativo del peggio della cialtroneria made in Italy : i tentativi di scaricare le responsabilità, la latitanza dello Stato, il depistare la verità, il tutelare i poteri forti invece che le vittime, la codardia e la mancanza di dignità nell'assumersi la responsabilità e di chiedere scusa dinanzi a tanta sofferenza. Signor Presidente, la sofferenza e la sete di giustizia non vanno in prescrizione e noi riformeremo questo istituto. Manifestiamo la nostra vicinanza a tutti i familiari delle vittime, all'associazione «Il mondo che vorrei», il cui presidente, Marco Piacentini, ha perso moglie e due bimbi piccoli. Manifestiamo altresì la nostra vicinanza al ferroviere Riccardo Antonini, che è stato licenziato da Ferrovie dello Stato, reo di aver prestato gratuitamente la propria consulenza all'Associazione familiari delle vittime. Questa è una vergogna. (Applausi dal Gruppo M5S) . Signor Presidente, concludo. Colleghe e colleghi, il vagone che è deragliato il 29 giugno 2009 è simbolo di quel sistema economico neoliberista che ha come unico obiettivo il profitto e non il benessere dell'uomo. Non dimentichiamo Viareggio, non dimentichiamo la nostra umanità. (Applausi dal Gruppo M5S) . DONNO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DONNO (M5S) . Signor Presidente, innanzitutto, prima di passare al testo dell'intervento, desideriamo ringraziare il ministro Trenta che, a margine di un incontro a Roma, ha riconfermato la sua profonda sensibilità nei confronti di tutti quegli uomini e donne che compongono la grande schiera dei servitori dello Stato. Nello specifico ci riferiamo al caso di Riccardo Casamassima, il carabiniere che, con la sua preziosa testimonianza, ha fatto in modo di far riaprire l'inchiesta sul decesso di Stefano Cucchi e sul quale cronache recenti stanno evidenziando i suoi appelli all'ascolto. Quello di cui siamo convinti è che ogni cittadino deve, in ogni ambito, sentirsi sicuro, sorretto e seguito dallo Stato. Anche in questo senso il Ministro si è espresso chiaramente: «Ho ascoltato il video del carabiniere Casamassima su Facebook e sono disponibile a parlare con lui». «Quanto al trasferimento» dice ancora il Ministro «può essere stato deciso anche soltanto per tutelarlo. Questo dobbiamo approfondirlo». È in questo senso e in questo contesto che, insieme ai colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Commissione difesa, intendiamo procedere. Chiederemo a Riccardo Casamassima di informarci sulle sue vicissitudini, al fine di raccogliere dettagli utili alla ricostruzione di una vicenda che va sicuramente chiarita e approfondita, in un'audizione conoscitiva e informale, per ascoltare e capire prima di emettere qualsiasi giudizio. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per lo svolgimento di interrogazioni MISIANI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, l'intervento è volto a sollecitare la risposta del Governo su fatti che sono oggetto di due interrogazioni parlamentari. La prima interrogazione, la 3-00041 (già 4-00042 ), che è stata richiamata anche ieri, è stata presentata oltre due mesi fa dal senatore Parrini e riguarda una questione importante, oggetto di un'inchiesta giudiziaria. Mi riferisco a 48 milioni di euro di soldi pubblici che sarebbero dovuti essere sui conti di un primario partito del Governo, la Lega, e che su questi conti non sono stati trovati. Sono soldi frutto - secondo una sentenza di primo grado - di una truffa commessa ai danni dello Stato. Questa interrogazione è stata presentata al Ministro della giustizia il 17 aprile; nelle more della formazione di nuovo Governo (non c'era il nuovo Governo) abbiamo atteso, ma ora basta. C'è il nuovo Governo, c'è il Ministro della giustizia: è tempo di fare chiarezza e di rispondere ai quesiti posti da questa interrogazione. Sono fatti che hanno bisogno dei dovuti chiarimenti da parte del Governo. La seconda interrogazione, a mia prima firma, la 3-00025 , è stata presentata ai Ministri della giustizia e dell'interno e riguarda fatti che sono oggetto di un'inchiesta del settimanale «L'Espresso», pubblicata il 7 giugno 2018, e si riferiscono, in particolare, ai flussi finanziari nei confronti di una ONLUS, «Più Voci», che è presieduta dal tesoriere della Lega. Sono fatti meritevoli di attenzione e su questi chiediamo, con le interrogazioni che ho richiamato, se il Governo ne sia a conoscenza, quali valutazioni ne dia e quali azioni il Governo e i Ministri interrogati intendano adottare, su circostanze - lo ripeto - che sono allarmanti, inquietanti e assolutamente rilevanti, perché riguardano un tema molto delicato e sensibile, come il finanziamento della politica. Sono doppiamente rilevanti per altri due motivi: il primo è che riguardano un primario partito di Governo e il suo rapporto di correttezza nei confronti dello Stato e delle normative di finanziamento della politica; il secondo motivo è che il capo politico di questo partito è il Ministro dell'interno; gli rivolgiamo, insieme al Ministro della giustizia, alcune domande e il ministro Salvini ha il dovere di rispondere e di fare chiarezza. Per tramite suo, signor Presidente, rinnoviamo al Governo l'invito a rispondere rapidamente a queste interrogazioni e le chiediamo di farsi parte attiva in questo senso, sulla base di una profonda convinzione: che rispondere a un atto di sindacato ispettivo è un atto di rispetto doveroso, non solo nei confronti di questo Parlamento, ma innanzitutto nei confronti dei cittadini. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatore Misiani, la Presidenza solleciterà i membri del Governo. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 28 giugno 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 28 giugno, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 20,09) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 435 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: sugli emendamenti 1.52 e 1.0.1, parere non ostativo, a condizione che, rispettivamente al comma 1- quater , lettera b) , capoverso "01- bis " e al comma 1, lettera b) , capoverso "01- bis ", la disposizione ivi prevista, volta a riconoscere alle Regioni il potere di stipulare contratti di lavoro a tempo determinato con il personale individuato dal Commissario straordinario, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia riconosciuta alle Regioni. Si segnala, altresì, che la disposizione presenta un carattere di eccessivo dettaglio; sull'emendamento 1.0.2 parere non ostativo, a condizione che, al comma 2, lettera c) , la norma con la quale si attribuisce ai Comuni il potere di disporre i conseguenti provvedimenti all'esito delle verifiche effettuate, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia riconosciuta in materia agli enti locali; sugli emendamenti 1.41 e 1.0.19 parere non ostativo, segnalando, al capoverso "11- bis ", secondo periodo, che la norma presenta un carattere impositivo, suscettibile di incidere sull'autonomia riconosciuta all'ente locale in materia. Appare pertanto necessario che essa sia riformulata come facoltà; sugli emendamenti 1.93,1.0.44 e 1.0.45 parere non ostativo, a condizione che, al capoverso "Art 50- ter ", comma 2, sia soppressa l'indicazione dell'organo competente a richiedere la riclassificazione della sede di segreteria a classe demografica superiore, dal momento che tale scelta deve essere rimessa alla valutazione discrezionale dell'ente, nel rispetto dell'autonomia ad esso costituzionalmente riconosciuta. Inoltre, per le medesime ragioni, occorre sopprimere il secondo periodo, in quanto reca una norma di eccessivo dettaglio; sugli emendamenti 1.0.79 e 1.0.80 parere non ostativo, rilevando, al comma 4, che la norma ivi prevista, nel disciplinare la destinazione e la gestione delle aree espropriate, presenta carattere di eccessivo dettaglio; inoltre, la norma di cui al secondo periodo, nell'imputare ai Comuni e alle Regioni determinati oneri derivanti dall'attuazione delle misure previste, appare suscettibile di incidere sulla loro autonomia finanziaria; sugli emendamenti 1.0.83 e 1.0.84 parere non ostativo, segnalando, al comma 2, che la norma ivi prevista, nel regolare la gestione delle strutture temporanee, al termine della fase di emergenza, presenta un carattere di eccessivo dettaglio; inoltre, la norma di cui al secondo periodo, nell'imputare ai Comuni e alle Regioni determinati oneri derivanti dall'attuazione delle misure previste, appare suscettibile di incidere sulla loro autonomia finanziaria; sull'emendamento 1.0.94 parere non ostativo, rilevando, al comma 3, che la norma ivi prevista, nel definire le competenze dei Comuni sulle domande di condono pendenti, soprattutto nella parte in cui individua lo strumento attraverso il quale espletare il procedimento, presenta carattere impositivo e di eccessivo dettaglio, tale da ledere l'autonomia riconosciuta all'ente locale in materia; sui restanti emendamenti parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 01.1, 01.2, 01.3, 01.5, 01.7, 01.8, 01.9, 01.20, 01.21, 01.22, 01.23, 01.43, 01.46, 01.48, 01.49, 01.50, 01.51, 01.52, 01.55, 1.2, 1.10, 1.38, 1.42, 1.43, 1.45 limitatamente alla lettera c) , 1.50, 1.52, 1.57, 1.62, 1.65, 1.74, 1.83, 1.84, 1.85, 1.88, 1.89, 1.92, 1.99, 1.100, 1.117, 1.0.1, 1.0.5, 1.0.23, 1.0.24, 1.0.26, 1.0.27, 1.0.34, 1.0.35, 1.0.36, 1.0.41, 1.0.42, 1.0.43, 1.0.44, 1.0.45, 1.0.47, 1.0.48, 1.0.49, 1.0.50, 1.0.51, 1.0.72, 1.0.73, 1.0.74, 1.0.75, 1.0.76, 1.0.80, 1.0.83, 1.0.84, 1.0.85, 1.0.86, 1.0.103, 1.0.104, 1.0.105, 1.0.108, 1.0.109, 1.0.121, 1.0.124, 1.0.125, 1.0.126, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7 (testo 2), 1.8, 1.9, 1.13, 1.14, 1.16, 1.17, 1.18, 1.21, 1.22, 1.23, 1.25, 1.28, 1.29, 1.30, 1.32, 1.33, 1.34, 1.35, 1.39, 1.41, 1.47, 1.48, 1.49, 1.51, 1.53, 1.54, 1.55, 1.56, 1.58, 1.59, 1.60, 1.61, 1.63, 1.64, 1.66, 1.67, 1.68, 1.69, 1.70, 1.71, 1.72, 1.73, 1.75, 1.76, 1.77, 1.78, 1.79, 1.86, 1.87, 1.93, 1.0.950 (già 1.95), 1.0.960 (già 1.96), 1.98, 1.101, 1.103, 1.104, 1.105, 1.107, 1.108, 1.109, 1.110, 1.111, 1.112, 1.113, 1.114, 1.116 (testo 2), 1.120, 1.121, 1.122, 1.123, 1.126, 1.0.3, 1.0.16, 1.0.17, 1.0.22, 1.0.28, 1.0.30, 1.0.31, 1.0.32, 1.0.37, 1.0.39, 1.0.46, 1.0.55, 1.0.56, 1.0.57, 1.0.58, 1.0.59, 1.0.60, 1.0.61, 1.0.63, 1.0.64, 1.0.65, 1.0.66, 1.0.67, 1.0.68, 1.0.69, 1.0.70, 1.0.71, 1.0.77, 1.0.78, 1.0.79, 1.0.81, 1.0.82, 1.0.87, 1.0.88, 1.0.89, 1.0.90, 1.0.91, 1.0.92, 1.0.93, 1.0.95, 1.0.96, 1.0.97, 1.0.98 (testo 2), 1.0.99, 1.0.100, 1.0.106, 1.0.107, 1.0.116, 1.0.117, 1.0.118, 1.0.119, 1.0.122, 1.0.123, 1.0.127 e 1.0.128. Sull'emendamento 01.47 il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione della lettera c) del comma 1. Sull'emendamento 1.20 il parere non ostativo è condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale, all'inserimento, in fine, delle seguenti parole: "e le parole: «a decorrere dal 31 gennaio 2019», sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal mese di gennaio 2019»". Sull'emendamento 1.0.130 il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, al capoverso comma 1, dopo le parole: "legge 15 dicembre 2016, n. 229," delle seguenti: "e il Ministero dell'economia e delle finanze per gli aspetti finanziari,". Il parere resta sospeso sugli emendamenti 1.36, 1.118, 1.119, 1.0.101, 1.0.102, 1.0.113, 1.0.114, 1.0.115 e 1.0.301. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti e subemendamenti. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti precedentemente accantonati e gli ulteriori emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 1.0.301. A rettifica del parere espresso nella seduta di ieri, esprime un parere contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale, sugli emendamenti 01.54 e 1.0.29. Formula un parere di semplice contrarietà sugli emendamenti 1.0.101 e 1.0.102. Il parere è non ostativo sull'emendamento 1.36, mentre resta sospeso sulle proposte 1.0.113, 1.0.114, 1.0.115, 1.118, 1.119, nonché sull'emendamento 1.0.500 e sui relativi subemendamenti. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 435: sugli emendamenti 1.56, 1.53, 1.89, 1.0.18 (testo 2), 1.0.33 (testo 2), 1.0.110, e sull'ordine del giorno G1.0.39, il senatore Rampi avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 1.55, la senatrice Gallone avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.59, la senatrice Angrisani avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 1.0.129, la senatrice Toffanin avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Borgonzoni, Bressa, Cattaneo, Cioffi, Crimi, De Poli, Fazzone, Fedeli, Guidolin, La Russa, Merlo, Napolitano, Pittella, Rojc, Santangelo e Siri. E' assente per incarico avuto dal Senato il senatore Giro, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Disegni di legge, annunzio di presentazione DDL Costituzionale senatore Durnwalder Meinhard Modifica allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di competenza legislativa esclusiva delle province autonome di Trento e di Bolzano (524) (presentato in data 26/06/2018); senatrice De Petris Loredana Disposizioni in materia di identificazione degli appartenenti alle Forze dell'ordine (525) (presentato in data 26/06/2018); senatore Nannicini Tommaso Norme in materia di sicurezza del lavoro (526) (presentato in data 26/06/2018); senatori Testor Elena, Bernini Anna Maria, Moles Giuseppe, Serafini Giancarlo, Gallone Maria Alessandra, Quagliariello Gaetano, Cesaro Luigi, Floris Emilio, Tiraboschi Maria Virginia, Ferro Massimo, Perosino Marco, Lonardo Alessandrina, Conzatti Donatella, Toffanin Roberta, Mangialavori Giuseppe Tommaso Vincenzo, Damiani Dario, Masini Barbara, Berutti Massimo Vittorio Modifiche alla disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali (527) (presentato in data 26/06/2018); senatori Bottici Laura, Catalfo Nunzia, Montevecchi Michela, Paragone Gianluigi, Di Girolamo Gabriella, Puglia Sergio, Pacifico Marinella, Lanzi Gabriele, Ferrara Gianluca, Corrado Margherita, Di Nicola Primo, Giarrusso Mario Michele, Maiorino Alessandra, Accoto Rossella, Lupo Giulia, Leone Cinzia, Croatti Marco, Pisani Giuseppe Misure di salvaguardia a favore dei lavoratori delle cave (528) (presentato in data 27/06/2018); senatore Laniece Albert Disposizioni in materia di telemedicina (529) (presentato in data 27/06/2018); senatore Laniece Albert Disposizioni per l'equiparazione del trattamento pensionistico dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano con quello percepito dal personale dell'Arma dei carabinieri (530) (presentato in data 27/06/2018); senatori Parente Annamaria, Bellanova Teresa, Patriarca Edoardo, Garavini Laura, D'Arienzo Vincenzo, Marino Mauro Maria, Fedeli Valeria, Pittella Gianni, Giacobbe Francesco, Malpezzi Simona Flavia, Taricco Mino, Ferrazzi Andrea, Vattuone Vito Modifica all'articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, concernente l'assegno mensile in favore degli invalidi civili (531) (presentato in data 27/06/2018); senatrice Moronese Vilma Disposizioni per la diminuzione del divario digitale e la gestione dei nodi di interconnessione della rete internet (532) (presentato in data 27/06/2018); DDL Costituzionale senatori Solinas Christian, Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifiche alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, recante Statuto speciale per la Sardegna, in materia di lingua, cultura e ordinamento scolastico (533) (presentato in data 20/06/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. La Russa Ignazio ed altri Istituzione della festa nazionale del 17 marzo per la celebrazione della proclamazione dell'unità d'Italia (198) previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Bertacco Stefano ed altri Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio (200) previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 11° (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Conzatti Donatella ed altri Istituzione di una Commissione parlamentare per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (313) previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 11° (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Vitali Luigi Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle problematiche relative al fenomeno della mafia e alle altre associazioni criminali similari (314) previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Gasparri Maurizio Abrogazione dell'articolo 11 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, in materia di occupazioni arbitrarie di immobili (402) previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio) (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. La Russa Ignazio ed altri Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa (199) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 10° (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Bertacco Stefano ed altri Modifica all'articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di perseguibilità del reato di surrogazione di maternità commesso all'estero da cittadino italiano (201) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 3° (Affari esteri, emigrazione), 12° (Igiene e sanita') (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Bertacco Stefano ed altri Istituzione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime di disastri ambientali (204) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Binetti Paola Istituzione di sezioni specializzate del tribunale e della corte d'appello per la tutela dei diritti dei minori e della famiglia (306) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 11° (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita') (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Vitali Luigi Istituzione del ruolo dei magistrati di complemento (309) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 11° (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Bertacco Stefano ed altri Modifiche all'articolo 2233 del codice civile e al decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e altre disposizioni in materia di compenso delle prestazioni professionali e di termine di prescrizione per l'azione di responsabilità professionale (326) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Bertacco Stefano ed altri Modifica all'articolo 612-bis del codice penale concernente il reato di atti persecutori commesso nell'esercizio di attività di recupero crediti (331) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 6° (Finanze e tesoro) (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Bertacco Stefano ed altri Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione del minore (333) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 12° (Igiene e sanita') (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Bertacco Stefano ed altri Istituzione di un fondo per la solidarietà alle vittime dei reati intenzionali violenti (335) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Bertacco Stefano ed altri Introduzione del reato di integralismo islamico (339) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio) (assegnato in data 27/06/2018) 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Bertacco Stefano ed altri Modifiche all'articolo 90-ter del codice di procedura penale e all'articolo 30-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di comunicazioni dovute alle persone offese dal reato (347) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Bertacco Stefano ed altri Istituzione di una zona franca urbana nel territorio del VI municipio del comune di Roma, capitale della Repubblica (205) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Bertacco Stefano ed altri Modifica alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per la riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto relativa ai prodotti igienici e alimentari e ad accessori per l'infanzia (328) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 12° (Igiene e sanita'), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Bertacco Stefano ed altri Norme per l'attribuzione a soggetti pubblici della proprietà della Banca d'Italia (342) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Boldrini Paola Disposizioni in materia di insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nella scuola primaria e secondaria (303) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Bertacco Stefano ed altri Disposizioni per il recupero e la valorizzazione delle città e dei nuclei di fondazione in Italia (329) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 27/06/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Bertacco Stefano ed altri Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264, recante norme in materia di accessi ai corsi universitari (332) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 12° (Igiene e sanita') (assegnato in data 27/06/2018); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo sen. Bertacco Stefano ed altri Modifiche al decreto legislativo 26 marzo 2010 n. 59, e al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, in materia di commercio sulle aree pubbliche (325) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale sen. Bertacco Stefano ed altri Abrogazione dei commi 5 e 6 dell'articolo 3 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564, in materia di contribuzione previdenziale per i lavoratori che svolgono attività sindacale (203) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio) (assegnato in data 27/06/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale sen. Binetti Paola Disposizioni per promuovere l'inserimento lavorativo delle persone affette da malattie rare (304) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 12° (Igiene e sanita'), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale sen. Bertacco Stefano ed altri Norme in materia di impiego di collaboratori familiari dell'imprenditore nel settore della panificazione (334) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 27/06/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale sen. Gasparri Maurizio Disposizioni per la tutela degli appartenenti alle Forze di polizia, dei militari e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (397) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 12° (Igiene e sanita') (assegnato in data 27/06/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' sen. Boldrini Paola Disposizioni in favore dei soggetti incontinenti e stomizzati (300) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 11° (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 27/06/2018); Commissioni 2° e 6° riunite sen. Bertacco Stefano ed altri Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in materia di impignorabilità dell'abitazione principale, e altre norme per la tutela dei contribuenti (337) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); Commissioni 6° e 10° riunite sen. Gasparri Maurizio Ridefinizione delle aree del demanio marittimo a scopo turistico-ricreativo e misure per favorire la stabilità delle imprese balneari, gli investimenti, la valorizzazione delle coste (398) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); Commissioni 6° e 12° riunite sen. Binetti Paola Disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d'azzardo patologico (305) previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018). In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Bertacco Stefano ed altri Modifica all'articolo 4 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di eleggibilità alla carica di membro del Parlamento europeo spettante all'Italia (202) previ pareri delle Commissioni 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Rampi Roberto Modifica all'articolo 58 della Costituzione in materia di estensione del diritto di voto per l'elezione del Senato della Repubblica alle cittadine e ai cittadini che hanno compiuto diciotto anni (307) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Bertacco Stefano ed altri Modifiche agli articoli 11 e 117 della Costituzione, concernenti l'introduzione del principio di sovranità rispetto all'ordinamento dell'Unione europea (321) previ pareri delle Commissioni 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Bertacco Stefano ed altri Modifiche agli articoli 97, 117 e 119 della Costituzione, concernenti il rapporto tra l'ordinamento italiano e l'ordinamento dell'Unione europea (322) previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Bertacco Stefano ed altri Modifica all'articolo 53 della Costituzione, in materia di princìpi del sistema tributario e di limite alla pressione fiscale complessiva (323) previ pareri delle Commissioni 6° (Finanze e tesoro) (assegnato in data 27/06/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Bertacco Stefano ed altri Disciplina delle elezioni primarie per la selezione dei candidati a cariche pubbliche elettive (324) previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 14° (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 27/06/2018). Governo, trasmissione di atti Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 29 maggio 2018, ha inviato la comunicazione concernente la nomina del dottor Tarcisio Agus a Presidente del Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna (n. 1). Tale comunicazione è deferita alla 13 a Commissione permanente. Mozioni Atto n. 1-00021 IANNONE CIRIANI DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHE' LA PIETRA MARSILIO RAUTI STANCANELLI ZAFFINI Il Senato, premesso che: come affermato nella relazione al Parlamento 2017 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, relativa all'anno 2016, negli ultimi anni le principali caratteristiche dello scenario nazionale in materia di stupefacenti hanno subito mutamenti radicali; si stima che in Italia circa una persona su 3, cioè il 33,5 per cento, di età compresa tra i 15 e i 64 anni, ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nella vita e la percentuale aumenta, raggiungendo il 43 per cento, se si concentra l'analisi sulla popolazione giovane adulta, ovvero quella di età compresa tra i 15 e i 34 anni; sulla base di quanto sottolineato dall'Osservatorio europeo sulle droghe e tossicodipendenze, nella relazione europea sulla droga 2018, viene posto in evidenza che l'Italia è il secondo Paese nell'Unione europea per consumo di cannabis e il quarto per uso di cocaina; la comparazione dei dati circa il fenomeno tossicodipendenza in Italia, tra le annualità solari 2007 e 2017, stando ai dati del Ministero dell'interno, evidenzia che le persone denunciate sono cresciute del 6,1 per cento, il numero di operazioni da parte delle forze dell'ordine è aumentato del 21,9 per cento, e rispetto ai quantitativi sequestrati si è registrato un generalizzato aumento, quantificato per la cocaina nel 55,1 per cento, per l'hashish nel 64,9 per cento, per le droghe sintetiche nel 237,2 per cento, mentre il quantitativo di marijuana sequestrata è aumentato addirittura del 963,6 per cento; la comparazione dei dati riferita alle annualità 2015 e 2016 vede un incremento delle persone deferite all'autorità giudiziaria del 17,3 per cento, così distribuite per tipologia di sostanze: marijuana con un aumento pari al 34,9 per cento, cocaina 17,8 per cento, hashish 16,1 per cento, eroina con un aumento pari all'11,3 per cento (fonte relazione annuale al Parlamento del Dipartimento per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri); la comparazione dei dati riferita alle annualità 2015 e 2016 rileva, altresì, un clamoroso aumento di sostanze sequestrate dalle forze dell'ordine relativamente a: marijuana pari al 347,1 per cento, piante di cannabis 233,6 per cento, cocaina pari al 16,1 per cento (stessa fonte); l'articolo 1, comma 7, del testo unico delle leggi in materia di stupefacenti, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, prevede che "Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento nazionale per le politiche antidroga è istituito un Osservatorio permanente che verifica l'andamento del fenomeno della tossicodipendenza, secondo le previsioni del comma 8. Il Ministro per la solidarietà sociale disciplina, con proprio decreto, l'organizzazione e il funzionamento dell'Osservatorio, in modo da assicurare lo svolgimento delle funzioni previste dall'articolo 127, comma 2. Il Comitato si avvale dell'Osservatorio permanente"; l'Osservatorio nazionale permanente sulle tossicodipendenze, istituito in data 27 dicembre 2017, ad oggi, non è in alcun modo operativo e non è stata convocata alcuna riunione; l'articolo 1, comma 15, prevede, inoltre, che "Ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua qualità di Presidente del Comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga, convoca una conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope alla quale invita soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa"; l'ultima conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, alla quale partecipano soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza, prevista dal testo unico a cadenza triennale, si è tenuta a Trieste dal 12 al 14 marzo 2009; pertanto, da oltre 9 anni manca un momento di condivisione dei dati e di riflessione sugli effetti della legislazione sulle droghe rispetto alla salute e i diritti umani e civili dei consumatori di droghe, alla sicurezza sociale e alla giustizia; anche la consulta degli esperti e degli operatori sociali, prevista dall'articolo 132 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, ha cessato la sua attività nell'anno 2011; la delega per le politiche antidroga, il cui omonimo Dipartimento è incardinato nella Presidenza del Consiglio dei ministri, dopo il 2011 non è più stata attribuita ad alcun esponente di Governo, fatto che ha determinato un depotenziamento e un sostanziale immobilismo rispetto a questi temi negli ultimi 7 anni; sono oltre 7 anni che non è rifinanziato il fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, rispetto al quale il comma 1 dell'articolo 127 del decreto del Presidente della Repubblica prevede che "Il decreto del Ministro per la solidarietà sociale (…), in sede di ripartizione del Fondo per le politiche sociali, individua, nell'ambito della quota destinata al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, le risorse destinate al finanziamento dei progetti triennali finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall'alcoldipendenza correlata, secondo le modalità stabilite dal presente articolo. Le dotazioni del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga individuate ai sensi del presente comma non possono essere inferiori a quelle dell'anno precedente, salvo in presenza di dati statistici inequivocabili che documentino la diminuzione dell'incidenza della tossicodipendenza"; è assolutamente necessario garantire la giusta attenzione alla questione delle dipendenze in Italia, al fine di offrire adeguate misure alla prevenzione, cura, trattamento e reinserimento socio-lavorativo nell'ambito delle dipendenze correlate alle droghe legali e illegali, unitamente a quelle comportamentali, impegna il Governo: 1) ad ampliare i compiti del Dipartimento per le politiche antidroga, cui attualmente sono assegnati la promozione, l'indirizzo e il coordinamento delle azioni di Governo atte a contrastare il diffondersi dell'uso delle sostanze stupefacenti, delle tossicodipendenze e delle alcoldipendenze correlate, di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, affidandogli, altresì, la funzione di supporto per la promozione e il coordinamento dell'azione di Governo in materia di dipendenze comportamentali; 2) a potenziare il medesimo Dipartimento, istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 giugno 2008, in termini di personale, mantenendolo incardinato nelle strutture generali permanenti della Presidenza del Consiglio dei ministri; 3) ad assegnare la specifica delega politica al Dipartimento, estendendola a tutte le forme di dipendenze patologiche, sia da sostanze che comportamentali; 4) a convocare la conferenza nazionale sulle politiche antidroga, ottemperando al dettato dell'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica, n. 309, costruita in forma di consensus conference , al fine di analizzare i problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa; 5) a rifinanziare con urgenza il fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, destinando allo stesso risorse pari ad almeno 50 milioni di euro; 6) a istituire la consulta degli esperti e degli operatori sociali prevista dall'art. 132 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309, al fine di esaminare temi e problemi connessi alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze, altresì alla prevenzione e alla cura dalle dipendenze comportamentali, e contribuire alle decisioni del comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga; 7) a programmare e realizzare politiche di prevenzione nell'ambito delle dipendenze patologiche, organiche e strutturali, con finanziamenti stabili, che consentano percorsi educativi, continuativi, coinvolgendo, in particolare, le istituzioni scolastiche dei diversi ordini e gradi; 8) a promuovere campagne informative nazionali di contrasto delle droghe, e delle dipendenze comportamentali più in generale, attraverso i mezzi di comunicazione radiotelevisivi pubblici e privati, attraverso la stampa quotidiana e periodica, attraverso la comunicazione on line nonché attraverso pubbliche affissioni e servizi telefonici e telematici di informazione e di consulenza, dando piena attuazione a quanto previsto dal comma 13 dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309, e finanziando tali campagne nella misura minima 5 milioni di euro annui; 9) a promuovere e potenziare il sistema di monitoraggio nel qui e ora, di rilevazione statistica e studio in materia di dipendenza da droghe, legali e illegali, nonché dipendenze comportamentali, finalizzato alla realizzazione di un processo di informatizzazione volto a creare una banca dati nazionale, oltre che per dare piena attuazione a quanto previsto dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. Interpellanze Atto n. 2-00006 GIAMMANCO CALIENDO Alfredo MESSINA GASPARRI QUAGLIARIELLO GALLIANI ROSSI DE POLI BINETTI AIMI MINUTO SACCONE MODENA LONARDO PEROSINO MANGIALAVORI SICLARI TESTOR MOLES PAPATHEU TOFFANIN FLORIS FERRO BERARDI ALDERISI BATTISTONI FANTETTI VITALI SCIASCIA MASINI BARACHINI CANGINI Ai Ministri dell'interno, della salute e per la famiglia e le disabilità Premesso che: i sempre più frequenti maltrattamenti agli anziani ospiti di case di riposo devono far riflettere sulla carenza del sistema delle politiche sociali del nostro Paese; il proliferare di strutture private che, talvolta fuori da ogni regola, gestiscono una parte di quell'assistenza agli anziani che le famiglie non sono più in condizione di garantire è una realtà preoccupante e un sintomo dell'abdicazione delle istituzioni pubbliche in un ambito dove si misura il livello civile di una società; vi è la necessità di definire norme, regolamenti, controlli per l'apertura e il funzionamento di queste strutture, oggi quasi del tutto deregolamentate; basti pensare che per la gestione di appartamenti protetti per anziani e disabili, di case famiglia, che accolgono fino ad un massimo di 6 ospiti, è sufficiente una comunicazione di avvio dell'attività al Comune da parte del legale rappresentante; è necessario fare prevenzione con controlli accurati delle strutture al momento della richiesta delle autorizzazioni e nel corso dell'attività; è necessario che il personale abbia una formazione che lo renda qualificato per svolgere il servizio presso le case di riposo; le case di riposo, spesso erroneamente indicate dai titoli dei giornali come cliniche, sono in realtà comunità alloggio e case famiglia che sfuggono al controllo riservato alle strutture sanitarie, mentre le leggi in materia spesso non appaiono molto chiare, così come i regolamenti che stabiliscono chi dovrebbe essere ricoverato in base alle condizioni fisiche e quale personale dovrebbe essere presente; è necessario fare chiarezza sulla differenza tra case di riposo e RSA (residenze sanitarie assistenziali), che a differenza delle prime sono delle vere e proprie cliniche dove gli anziani malati vengono ricoverati anche per lunghi periodi e assistiti per la patologia che presentano; il regolamento di cui al decreto ministeriale 21 maggio 2001, n. 308, emanato a norma dell'articolo 11 della legge 8 novembre 2000, n. 328, legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, ha fissato i requisiti minimi e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo diurno e residenziale, con previsione di requisiti specifici per le comunità di tipo familiare con sede nelle civili abitazioni; ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del citato regolamento, le Regioni recepiscono e integrano, in relazione alle esigenze locali, i requisiti minimi; tali norme necessiterebbero di una revisione riguardo al regime delle autorizzazioni, dei controlli e dei requisiti di cui dovrebbe essere in possesso il personale che lavora presso le strutture per anziani, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, intendano adottare con urgenza iniziative volte a rendere la normativa vigente più stringente e vincolante, promuovendo modifiche in materia di requisiti minimi per l'apertura delle strutture residenziali e semiresidenziali da parte di privati, e prevedendo controlli accurati sulle strutture e sulle qualifiche del personale che vi presta servizio, sia al momento della richiesta delle autorizzazioni che nel corso dell'attività, nonché controlli stringenti sulle strutture già operanti su tutto il territorio nazionale. Interrogazioni Atto n. 3-00044 D'ALFONSO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) è stabilito nel regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2013; presenta una struttura a doppio strato, comprendente una rete globale e una rete centrale: la rete globale è costituita da tutte quelle infrastrutture di trasporto, esistenti e pianificate, volte a realizzare obiettivi di coesione territoriale, mentre la rete centrale è costituita da quelle parti della rete globale che rivestono la più alta importanza strategica ai fini del conseguimento degli obiettivi per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti; le reti ferroviarie, stradali, portuali e aeroportuali europee che compongono la rete TEN-T sono quindi state classificate in base ai due distinti livelli, vale a dire come appartenenti alla rete centrale ( core network ) ovvero alla rete globale ( comprehensive network ); come noto, il regolamento (UE) n. 1315/2013 è improntato a rendere vincolante l'utilizzo dei fondi che la UE eroga nel settore dei trasporti per l'attuazione dei progetti classificati di interesse comune con l'utilizzo di risorse stanziate mediante il regolamento (UE) n. 1316/2013 detto CEF, connecting Europe facility; la rete transeuropea dei trasporti include soltanto una parte delle reti di trasporto attualmente esistenti; per la realizzazione della rete TEN-T sono stati creati 9 corridoi principali di trasporto con la collaborazione di Stati membri e soggetti interessati; i corridoi costituiscono lo strumento destinato a favorire la realizzazione coordinata della rete centrale, come previsto nel capo IV del regolamento (UE) n. 1315/2013; la funzione strategica dei corridoi è finalizzata a facilitare l'implementazione di soluzioni di connessione sia interna e capillare sia tra i nodi terminali dell'area di interesse, anche agevolando l'accesso a finanziamenti europei; considerato che: l'Abruzzo e il Molise non sono attraversati da nessuno dei corridoi europei e questo equivale ad un vulnus al proprio sistema connettivo nazionale e del Paese Italia con l'Europa; la Regione Abruzzo ha più volte ribadito il mancato inserimento delle proprie infrastrutture presenti lungo il corridoio multi-modale adriatico nel quadro programmatico della rete centrale e dei corridoi della rete TEN-T; in ragione di questo vulnus e delle conseguenze in termini di ridotte capacità e velocità che esso comporta alle direttrici di trasporto nazionale che attraversano anche l'Abruzzo e il Molise, la Regione Abruzzo ha consegnato al Ministro pro tempore delle infrastrutture e dei trasporti nel maggio 2015 il "Documento di ingresso del sistema Abruzzo all'interno della Strategia Macroregionale adriatico-ionica nei Corridoi della Rete Transeuropea dei Trasporti (TEN-T)", in cui sono stati analizzati gli elementi di rilievo, la domanda e l'offerta di trasporto, gli interventi in corso di realizzazione e gli sviluppi futuri, a supporto della propria proposta di estensione dei corridoi della rete TEN-T; nel quadro del riesame della realizzazione della rete centrale entro il 2023, la Commissione dovrebbe valutare, in cooperazione con gli Stati membri interessati, se altre parti devono essere integrate nella rete ed entro il 31 dicembre 2018 accogliere la proposta del Governo italiano; il 28 ottobre 2015 è stato approvato dal Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo l'emendamento sulla "Relazione su una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica" (P8_TA (2015)0383) di Ivan Jakovcic, recante al paragrafo n. 56: a) il completamento del corridoio Baltico-Adriatico, inclusa l'estensione dell'intera dorsale ionico-adriatica; b) l'ampliamento nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo; c) la creazione di un corridoio di trasporto su rotaia Alpi-Balcani occidentali; d) un migliore collegamento tra la Penisola iberica, l'Italia centrale e i Balcani occidentali; e) la creazione di un collegamento su strada nell'area balcanica tra il sistema portuale e i Paesi interni e di un'interconnessione con il corridoio Reno-Danubio; le Regioni adriatiche italiane riconoscono l'interesse ad attivare forme di cooperazione al fine di sviluppare interventi infrastrutturali mediante un'azione integrata di produzione progettuale e documentale nel pieno rispetto delle metodologie e dei vincoli procedurali comunitari; in data 15 gennaio 2016 i presidenti delle Regioni Abruzzo, Marche, Molise, Emilia-Romagna e Puglia, con la partecipazione di Rete ferroviaria italiana e del Ministero, hanno sottoscritto il patto per la connettività dell'Adriatico, con l'obiettivo di cooperare per portare a termine il progetto di estensione dei corridoi della rete TEN-T da Ravenna fino al porto di Bari passando per Ancona, Pescara e Termoli, intervenendo durante le possibili fasi di revisione della rete medesima previste dal regolamento (UE) n. 1315/2013; anche Rete ferroviaria italiana, sulla base di evidenti aspetti di continuità della direttrice adriatica, oltre che in ragione dei collegamenti ai porti e terminali core di Ancona, Bari e Taranto, ha richiesto al coordinamento europeo del core corridoio scandinavo-mediterraneo che la tratta Ancona-Foggia sia inclusa nel tracciato del corridoio in quanto necessaria per la sua piena funzionalità; l'obiettivo del Governo centrale è di integrare l'attuale configurazione dei corridoi della rete transeuropea dei trasporti con: a) il prolungamento nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo al tratto Ancona-Pescara-Bari e del corridoio Baltico-Adriatico all'intero versante adriatico italiano; b) la diramazione del corridoio mediterraneo che realizzi la relazione tra la penisola iberica (Mediterraneo occidentale), la regione Lazio, la regione Abruzzo (mare Adriatico) e le regioni dei Balcani (Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Slovenia, Grecia, Serbia fino a raggiungere la Romania); in occasione dei forum "di Corridoio", il Ministero si è espresso favorevolmente in merito al processo di estensione del tracciato dei corridoi evidenziando, in particolare, l'importanza dei collegamenti marittimi orizzontali tra il corridoio scandinavo-mediterraneo, il corridoio Baltico-Adriatico e la costa balcanica dell'Adriatico (corridoio mediterraneo) attraverso i porti che si trovano su entrambe le coste dell'Adriatico, con particolare riferimento ai porti nazionali; inoltre, in sede dell'organismo consultivo forum di Corridoio Baltico-Adriatico è stata altresì proposta ed accolta con favore, da parte degli altri Stati membri partecipanti, l'estensione della core network , nell'ambito della futura procedura di revisione della stessa ai sensi del regolamento (UE) n. 1315/2013, alla dorsale adriatica e, conseguentemente, del tracciato del corridoio Baltico-Adriatico prevedendo il collegamento tra il porto di Bari ed il porto di Ravenna; considerato altresì che, se non si interviene in maniera costante presso la tecnostruttura europea, i programmi di revisione della rete TEN-T potrebbero lasciare l'Italia esclusa dalla moltiplicazione dei corridoi del trasporto europeo secondo obiettivi di potenziamento e efficientamento e quindi dai grandi progetti di sviluppo futuri, si chiede di sapere quali provvedimenti siano stati adottati o si intenda adottare presso le competenti sedi europee al fine di sostenere la proposta italiana di prolungamento dei corridoi della rete transeuropea dei trasporti lungo la dorsale adriatica, in particolare, dal porto di Ravenna al porto di Bari, integrando l'attuale configurazione dei corridoi con: a) il prolungamento nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo al tratto Ancona-Pescara-Bari e del corridoio Baltico-Adriatico all'intero versante adriatico italiano; b) la diramazione del corridoio mediterraneo che realizzi la relazione tra la penisola iberica (Mediterraneo occidentale), la regione Lazio, la regione Abruzzo (mare Adriatico) e le regioni dei Balcani (Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Slovenia, Grecia, Serbia fino a raggiungere la Romania). Atto n. 3-00045 LAUS Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il gruppo svedese Perstorp, con sede italiana a Castellanza (Varese), dopo avere rilevato dalla Polioli SpA la consociata Polialcoli srl con impianto produttivo a Vercelli, e dopo aver assunto pubblicamente impegni occupazionali di medio-lungo periodo, a un anno dall'acquisizione ha annunciato la chiusura degli impianti e fissato il termine dell'attività per il 31 luglio 2018; la chiusura dello stabilimento a Vercelli comporta il licenziamento di oltre 70 dipendenti (cui l'azienda avrebbe offerto una mensilità di stipendio a titolo di buonuscita), rimasti in servizio dopo una prima significativa riduzione dell'organico aziendale avvenuta nel 2014; i sindacati hanno avanzato la proposta di ritardare la chiusura dell'azienda per avere a disposizione il tempo necessario a ridurre il grave impatto occupazionale provocato dalla decisione del gruppo Perstorp; il timore dei sindacati e delle rappresentanze sindacali unitarie è che dietro la decisione si celi l'intenzione, dopo aver acquisito il portafoglio clienti di Polioli, di rilocalizzare all'estero l'impianto produttivo, come sta avvenendo per altri settori industriali, perciò hanno annunciato per i prossimi giorni iniziative di mobilitazione; per le caratteristiche produttive della Polioli, che tratta prodotti chimici, vi sono addetti con profili ad alta specializzazione, cui si aggiunge una serie di realtà legate all'indotto, con numerosi lavoratori qualificati; tra gli addetti interessati dalla minaccia di licenziamento e i lavoratori dell'indotto, sarebbero un centinaio le famiglie coinvolte dall'improvvisa decisione assunta dalla multinazionale; il terreno circostante lo stabilimento ospita vasche di stoccaggio che necessitano di manutenzione e controllo, attività che certamente non possono essere frutto di improvvisazione, quindi incompatibili con un piano di dismissione dell'azienda da un giorno all'altro; risulta che l'Assessorato per il lavoro della Regione Piemonte abbia convocato un tavolo allo scopo di mettere in campo tutti gli strumenti utili a individuare una soluzione positiva della vicenda, nell'interesse dei lavoratori e del territorio; la stessa disponibilità è stata espressa dalla sindaca della città di Vercelli che ha cercato una interlocuzione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto, e se non ritenga necessario assumere urgentemente iniziative per effettuare una verifica approfondita della situazione, per la ricerca di soluzioni (mantenimento, ammortizzatori sociali e ricollocazioni) per i lavoratori. Atto n. 3-00046 MISIANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: lunedì 25 giugno 2018 presso il Ministero dell'economia e delle finanze è avvenuto un incontro tra il sottosegretario Laura Castelli e il presidente dell'ISTAT, Giorgio Alleva, di prossima scadenza; un comunicato del Ministero, diramato a seguito dell'incontro, annunciava i motivi dello stesso: fare il punto sul processo di innovazione portato avanti dall'istituto ma anche "sulla sinergia necessaria da mettere in atto con la politica per il raggiungimento degli obiettivi del contratto di Governo"; considerato che il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, regola il sistema statistico nazionale e l'organizzazione dell'Istituto nazionale di statistica; a fondamento della sua attività è la garanzia che essa sia effettuata sulla base del principio di imparzialità e completezza nella raccolta, nell'elaborazione e nella diffusione dei dati; considerato altresì che: il presidente dell'ISTAT è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri; la designazione effettuata dal Governo è sottoposta al previo parere delle Commissioni parlamentari competenti e la nomina è subordinata al parere favorevole espresso dalle stesse Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti; il presidente dura in carica 4 anni e può essere confermato una sola volta; attualmente, come si è detto, la carica è ricoperta da Giorgio Alleva, e scade nel mese di luglio 2018, si chiede di sapere: quale sia la posizione del Ministro in indirizzo in merito al comunicato del sottosegretario Castelli relativamente alla "sinergia con la politica" richiesta ad un ente che deve invece garantire nella propria attività l'autonomia, l'imparzialità, la completezza e la qualità dell'informazione statistica, completamente al riparo dalla pressione o dall'influenza della politica; se non ritenga che l'incontro avvenuto, così come recita il comunicato, non costituisca una forma di indebita pressione in vista della prossima designazione del presidente dell'ISTAT. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00042 URSO DE BERTOLDI RAUTI ZAFFINI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: gli investimenti cinesi in Italia ed in Europa sono in continua espansione; secondo gli ultimi dati Merics (Mercator institute for China studies) "l'Impero di mezzo" ha investito in Italia nel periodo 2000-2017 circa 14 miliardi di euro; nella relazione elaborata sulla base delle analisi delle Agenzie informazioni e sicurezza esterna (Aise) e interna (Aisi), e del Dipartimento Dis, relativa al 2017, evidenza proprio tra i maggiori rischi Paese il fenomeno preoccupante di una certa «permeabilità di alcune aziende nazionali - di rilevanza strategica o ad alto contenuto tecnologico - rispetto a manovre esterne indirizzate ad acquisirne il controllo», evidenziando come acquirenti stranieri, per impadronirsi di un'azienda si avvalgono, talvolta, di «esautoramento o avvicendamento preordinato di manager e tecnici italiani», allo scopo di copiare tecnologie avanzate; in Europa, nel solo 2017, gli investimenti diretti esteri (IDE) cinesi hanno superato i 30 miliardi di euro ed il flusso di capitali è principalmente legato ad aziende con diretta o indiretta partecipazione dello Stato; la maggioranza degli IDE cinesi nell'Unione europea nell'anno 2017 proviene da aziende statali, ed i settori maggiormente attrattivi per i capitali cinesi sono infrastrutture critiche, di importanza nazionale, in settori strategici come trasporto, energia e digitale; solo per citare qualche esempio: nel 2014, l'azienda statale cinese State Grid international ha acquisito una quota del 35 per cento del capitale sociale di Cdp Reti, la holding che controlla con quote attorno al 30 per cento le reti italiane dell'elettricità e del gas (Snam e Terna); in Europa, nel solo 2017, vi è stata l'acquisizione di una partecipazione del fondo sovrano cinese (CIC) nella rete del gas britannica, l'acquisizione da parte di State Grid della società pubblica che gestisce la rete di trasmissione elettrica in Grecia e l'ingente investimento del gigante COSCO per il controllo del terminal portuale spagnolo di Noatum; la Cina, attraverso le sue società controllate, ha, quindi, accesso ad informazioni di importanza strategica nazionale ed europea a proposito di investimenti talvolta strettamente legati a strategie geopolitiche mondiali, come nel campo dell'approvvigionamento di energia o a brevetti ed innovazioni tecnologiche, come nel settore digitale e dell'automazione; non esiste, a livello europeo, un vero e proprio scudo contro gli investimenti dettati da intenti politici a volte intrusivi e che talvolta mettono dubbi sul fatto se, in settori strategici strettamente legati alla sicurezza nazionale ed europea, possa essere accettata la presenza di potenze straniere sulla "plancia di comando"; gli investimenti di aziende italiane ed europee in Cina sono fortemente condizionati da restrizioni di accesso al mercato e quindi il principio di reciprocità non è rispettato, mettendo le nostre aziende in una condizione di disparità competitiva, che avvantaggia fortemente le aziende cinesi; gli Stati Uniti hanno un sistema di controllo degli investimenti stranieri attraverso il Cifius, un comitato che verifica se determinati investimenti stranieri possano arrecare danno alla sicurezza nazionale, mentre in Europa un tale sistema non esiste ed è solo in discussione una proposta della Commissione che praticamente si basa su un sistema di coordinamento dei sistemi di screening nazionali, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri, in vista del Consiglio europeo e dell'apertura del summit UE-Cina, previsti entrambi in questa settimana, ritenga di farsi portatore di un messaggio chiaro riguardo alla protezione dei nostri interessi nazionali sul mantenimento del controllo di infrastrutture strategiche a livello europeo in settori chiave tra i quali l'energia, il trasporto ed il tecnologico; quale sia la posizione del Governo riguardo alla proposta della Commissione europea sul sistema europeo del controllo degli investimenti esteri, su cui il Consiglio europeo ha raggiunto da poco una posizione comune. Atto n. 3-00043 GINETTI BONINO PITTELLA FEDELI Al Ministro della difesa Premesso che: il 25 giugno 2018, 9 Paesi europei: Francia, Germania, Belgio, Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Estonia, Spagna e Portogallo, hanno firmato una lettera di intenti per dar vita a una "forza autonoma di difesa". L'Italia non figura tra i Paesi sottoscrittori della lettera; l'idea era stata avanzata da Emmanuel Macron durante il discorso alla Sorbona del 26 settembre 2017, dopo numerosi tentativi in passato per creare strumenti di difesa comune, dalla CED del 1952 ai Battlegroup del 2007 fino all'operazione navale "Sophia Eunavformed", che pattuglia attualmente il mare Mediterraneo; alla Sorbona, a settembre, Macron disegnava un'Europa che assumesse maggiore responsabilità in ragione del disimpegno statunitense, indicandola come una necessità. Nella dichiarazione di Meseberg del 19 giugno 2018, Francia e Germania hanno congiuntamente rilanciato la proposta della "iniziativa europea di intervento", da collegare con la "cooperazione permanente per la sicurezza", prevista dal Trattato di Lisbona, nella direzione di un sistema integrato di difesa comune per i Paesi UE; preso atto che i 28 Ministri degli esteri si erano riuniti come Consiglio dell'Unione europea a Lussemburgo, ed è a margine dell'incontro che 9 di loro hanno firmato il documento di intenti e che di conseguenza gli eserciti starebbero preparando lo scambio di quadri militari; la forza denominata European intervention initiative prevedrà un lavoro di "pianificazione congiunta su scenari di crisi che potrebbero minacciare la sicurezza europea"; considerato che: l'Italia aveva inizialmente mostrato interesse all'iniziativa europea di intervento, ma ne aveva sospeso la partecipazione in attesa delle elezioni politiche del 4 marzo e della formazione del nuovo Governo; in tale quadro, nel febbraio 2018 sono stati assegnati quattro significativi progetti di ricerca, il più importante dei quali è stato vinto da un consorzio guidato dalla società italiana con i fondi dell'Azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa, lanciata nell'aprile del 2017, ed è in corso di approvazione il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (Edidp), dedicato allo sviluppo delle capacità e all'acquisizione di tecnologie e materiali innovativi, che dovrebbe contare su risorse per 500 milioni di euro per il biennio 2019-2020; la legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione", disciplina il processo di partecipazione dell'Italia alla formazione delle decisioni e alla predisposizione degli atti dell'Unione europea e garantisce l'adempimento degli obblighi e l'esercizio dei poteri derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione, in coerenza con gli articoli 11 e 117 della Costituzione, sulla base dei principi di attribuzione, di sussidiarietà, di proporzionalità, di leale collaborazione, di efficienza, di trasparenza e di partecipazione democratica; in particolare, l'articolo 4, al comma 2, dispone che il Governo informi tempestivamente i competenti organi parlamentari su iniziative o su questioni relative alla politica estera e di difesa comune presentate al Consiglio dell'Unione europea o in corso di esame da parte dello stesso, dando specifico rilievo a quelle aventi implicazioni in materia di difesa, si chiede di sapere quale posizione politica, impegno e provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere nell'ambito dell'iniziativa europea d'intervento, collegato all'avviata cooperazione strutturata permanente (PESCO), in quanto tassello fondamentale nella realizzazione di uno spazio unico di libertà, sicurezza, giustizia e di difesa comune, in attuazione Trattato di Lisbona. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00287 URSO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: esponenti autorevoli del Governo e lo stesso Ministro in indirizzo hanno, più volte, annunciato l'intenzione di ridiscutere gli accordi sulla Tav (Torino-Lione e terzo valico) e rivedere la fattibilità di tutte le principali grandi opere in corso di realizzazione sotto il profilo della sostenibilità economica o anche ambientale; dalle frequenti dichiarazioni alla stampa sembrerebbe che si mettano in dubbio alcune strategiche infrastrutture subordinandone la realizzazione a prossime valutazioni sui relativi costi e benefici; risulta difficile anche solo immaginare le conseguenze, in termini economici e di immagine dell'Italia agli occhi dei partner europei ed internazionali, dell'interruzione della costruzione di opere, come il terzo valico e la Tav, trattandosi di operazioni che investono la responsabilità del Paese anche in base ad accordi internazionali; ingenti sarebbero i costi, nell'ordine di miliardi di euro, nonché incolmabile il ritardo della rete infrastrutturale; nel contratto di governo sono state utilizzate formule generiche quali, appunto, la già citata valutazione del rapporto tra costi e benefici, che, come è naturale, per opere in corso, è già stata fatta; il Ministro dell'economia e delle finanze Tria, in sede di discussione del Documento di economia e finanza in Parlamento, ha dichiarato che l'Italia deve puntare la sua rinascita economica proprio sugli investimenti pubblici necessari per attivare la crescita, investimenti che devono per questo restare fuori dal calcolo del deficit , si chiede di sapere: come si concilino le dichiarazioni del Ministro in indirizzo con quanto annunciato dal ministro Tria in Parlamento; quale sia la posizione del Governo sul futuro delle grandi opere e se corrisponda al vero l'intenzione di ridiscutere la loro realizzazione; che cosa si intenda con valutazione del rapporto tra costi e benefici di ciascuna opera e come si intenda affrontare le conseguenze economiche e di immagine ove si optasse per una sospensione, magari anche in fase esecutiva. Atto n. 4-00288 ALFIERI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per gli affari europei e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in forza degli accordi bilaterali tra Italia e Confederazione svizzera e della legge 5 giugno 1997, n. 147, i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera godevano di un regime di trattamento di disoccupazione finanziato dalla trattenuta mensile sul salario ricevuto dal datore di lavoro elvetico che veniva poi, in parte, trasferita all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per il pagamento dell'indennità di disoccupazione speciale; successivamente all'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Confederazione svizzera da un lato e la Comunità europea e i suoi Stati membri dall'altro, nei rapporti tra Stato italiano e Svizzera dal 2009 si applicano i regolamenti comunitari in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e pertanto, come previsto nell'articolo 65 e seguenti del regolamento (CE) n. 883/2004, al presente il disoccupato, già frontaliero, ha diritto alle prestazioni di disoccupazione a carico dello Stato di residenza che devono essere corrisposte dall'istituzione competente di tale Stato come se, nel corso della sua ultima attività lavorativa, il lavoratore fosse stato soggetto alla legislazione dello Stato di residenza; il passaggio dalla vecchia alla nuova disciplina per l'erogazione dell'indennità di disoccupazione è risultata per i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera specialmente penalizzante; nei giorni 21 e 22 giugno 2018 a Bruxelles si è svolta una riunione del Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" della UE, nel corso della quale si è discusso un orientamento generale sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale in vista di possibili modifiche del regolamento (CE) n. 883/2004; la proposta di modifica avanzata dalla Commissione europea (COM (2016) 815 final), mutando il testo dell'articolo 65, prevede di riconoscere ai lavoratori frontalieri il diritto ai sussidi di disoccupazione erogati non nel Paese di residenza bensì in quello in cui lavorano e pagano le trattenute per le prestazioni di sostegno al reddito, si chiede di sapere: quali posizioni il Governo intenda assumere in sede europea circa la revisione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, in relazione alla modifica dell'articolo 65 e al cambiamento della competenza nell'erogazione del trattamento di disoccupazione tra Stato di residenza del lavoratore frontaliero e Stato di ultima occupazione; quali posizioni intenda assumere circa l'applicazione di eventuali modifiche del regolamento (CE) n. 883/2004 nei rapporti con la Confederazione svizzera. Atto n. 4-00289 GARAVINI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che: con la legge 11 marzo 2015, n. 35, è stato ratificato l'accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Turchia in materia di previdenza sociale, che ha sostituito la Convenzione europea di sicurezza sociale ratificata da entrambi gli Stati; l'accordo si applica ai lavoratori dipendenti, autonomi, dipendenti pubblici e agli iscritti alla "gestione separata", e modifica le disposizioni in materia di legislazione applicabile e distacchi; in base all'articolo 3, l'accordo si applica, a prescindere dalla loro cittadinanza, alle persone che siano o siano state soggette alla legislazione di una o di entrambe le parti contraenti, nonché ai familiari e superstiti di tali persone; l'articolo 4 prevede che le persone residenti nel territorio di una delle parti contraenti godano degli stessi diritti e siano soggette ai medesimi obblighi previsti dalla legislazione dello Stato contraente nel cui territorio risiedono, come se fossero cittadini di tale Stato; nonostante quanto stabilito dall'articolo 4, risulta all'interrogante che ai lavoratori italiani distaccati in Turchia al seguito di imprese italiane e ai loro familiari (che rientrano nel campo di applicazione soggettivo dell'accordo in base all'articolo 7) non viene garantita la parità di trattamento in materia di assistenza sanitaria e che tali lavoratori sono costretti a contrarre assicurazioni private per non rischiare di restare senza le cure necessarie in caso di malattia od infortunio; risulta inoltre all'interrogante che le competenti autorità turche giustifichino tale grave violazione dell'accordo sulla base della mancata stipula tra le parti contraenti dell'accordo amministrativo che normalmente esplica le modalità di attuazione dell'accordo di base, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno secondo le proprie competenze, intendano assumere, a 3 anni dall'entrata in vigore dell'accordo sulla sicurezza sociale tra Italia e Turchia, al fine di garantire la sollecita stipula degli accordi amministrativi necessari ai fini dell'applicazione dell'accordo in tutti i suoi contenuti; quali misure, nelle more della definizione di tali accordi amministrativi, intendano adottare al fine di garantire ai lavoratori italiani distaccati in Turchia e alle loro famiglie la copertura sanitaria garantita dall'accordo di base. Atto n. 4-00290 D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: pochi giorni or sono l'Azienda gardesana servizi (Ags) SpA, società a capitale interamente pubblico, cui hanno aderito i Comuni dell'area Garda-Baldo dell'ambito territoriale ottimale "Veronese" (formata da 20 Comuni della riviera veronese del lago di Garda, e parte della val d'Adige) e che si che si occupa di gestire l'intera rete idrica dei comuni veronesi che appartengono all'area del Garda, ha svolto la gara per la progettazione del nuovo collettore del lago; la gara è stata vinta dalla società HMR con sede a Padova, il cui amministratore unico sarebbe l'ingegner Hermes Redi, professionista che ha avuto diversi incarichi in altri enti e società e dal 2006 è stato responsabile per la sicurezza delle opere di salvaguardia per conto del pool di imprese del Mose di Venezia. È stato direttore generale da luglio 2013 fino a marzo 2014 del consorzio Venezia Nuova, quando gli amministratori straordinari del consorzio, nell'ambito della riorganizzazione della struttura, lo hanno nominato direttore tecnico, carica lasciata per dimissioni a marzo 2016. La direzione è l'organismo che presidia le attività tecniche concernenti la progettazione e la realizzazione di opere, studi, indagini e monitoraggi relativi al sistema Mose. Il consorzio è stato commissariato perché finito al centro delle indagini legate al malaffare e alla corruzione del caso Mose; sembrerebbe che per lo svolgimento della gara il responsabile unico del procedimento dell'Ags sia stato affiancato da un professionista esterno con studio nella città di Padova, che ha già un rapporto di consulenza con l'azienda Trasporti funicolari Malcesine-monte Baldo (Verona) per supporto al responsabile unico in materia di contratti sotto soglia di rilevanza europea, nonché di formazione continua sul campo dedicata al personale; pare che ad una delle società interessate alla gara di progettazione sia stata contestata la fattispecie del conflitto di interessi per la progettazione preliminare posta a base di gara, poi la società sarebbe stata ammessa alla gara a seguito di delucidazioni che la stessa ha fornito; sembrerebbe che le delucidazioni in questione fossero palesemente ovvie in quanto ampiamente deliberate da ANAC, in particolare, con riferimento alla partecipazione di un soggetto ad attività inerenti al medesimo intervento infrastrutturale, ma relative a livelli di progettazione inferiori (nel caso specifico, il progetto di fattibilità tecnico-economica), in tempi antecedenti al bando di gara; la contestazione circa il supposto conflitto di interessi sarebbe stata fatta dal consulente legale nominato da Ags; sembrerebbe che, a seguito della gara svolta, una delle imprese che hanno partecipato alla gara abbia fatto fatica ad ottenere copia dei verbali di gara atteso che Ags avrebbe deciso di differire l'accesso ai verbali dopo l'aggiudicazione della gara; nel dettaglio della gara, parrebbe che, diversamente da quanto stabilito dal disciplinare di gara ed i successivi chiarimenti forniti in gara, con riguardo alla polizza professionale di massimale o, in alternativa, alle idonee dichiarazioni bancarie (più di una), la commissione abbia ammesso la società che ha prevalso pur avendo essa, come acquisito informalmente, una sola dichiarazione bancaria e nessuna polizza idonea; inoltre, che ad una società di progettazione in gara è stato assegnato un punteggio tecnico inferiore in relazione ad uno degli elementi progettuali forniti sulla base di un criterio che non sarebbe indicato tra i criteri di attribuzione dei punteggi, si chiede di sapere: se le informazioni esposte corrispondano alla realtà, e se le procedure poste in essere abbiano seguito le disposizioni di legge. In caso contrario, quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire il corretto e trasparente svolgimento delle attività connesse alla realizzazione del nuovo collettore del lago di Garda; se non ritenga utile promuovere interventi normativi che istituiscano un commissario del Governo per seguire gli iter procedurali previsti nonché gli articolati interventi infrastrutturali conseguenti. Atto n. 4-00291 Simone BOSSI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: si protraggono ormai da tempo i problemi legati agli incredibili ritardi per lo svolgimento degli esami di guida, sia teorici che pratici, per gli allievi di tutte le autoscuole della provincia di Cremona dovuti principalmente ad una carenza di personale della Motorizzazione, ed in particolare degli esaminatori, il cui numero è diminuito in seguito ai pensionamenti senza essere reintegrato; le pratiche automobilistiche, che prima venivano evase in un paio di settimane, ora richiedono una media di 2 mesi, i tempi di attesa dal foglio rosa all'esame di guida si sono raddoppiati attestandosi intorno ai 5 mesi, le revisioni patenti sono in netto arretrato, così come le lettere di azzeramento dei punti della patente o i duplicati, anche se in alcuni casi la Motorizzazione ha solo il compito di controllare le pratiche evase dalle autoscuole; i disagi sono vissuti da tutti i cittadini utenti ed hanno ripercussioni su molte categorie di lavoratori, in primo luogo sulle autoscuole, che non possono garantire tempi rapidi per lo svolgimento dell'esame di guida a causa di mancanza di esaminatori e che, per tale causa, registrano un aumento continuo di clienti che si rivolgono ad altre province; le autoscuole, che già si trovano, in seguito alla liberalizzazione dell'attività e alla mancanza di prezzi concordati, ad affrontare i problemi legati alla concorrenza selvaggia, devono anche fare i conti con la carenza di personale nelle pubbliche amministrazioni che condizionano negativamente lo svolgimento del lavoro, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda garantire il diritto ad un servizio di qualità a tutti i cittadini che si avvalgono regolarmente, per motivi personali e professionali, dei servizi della Motorizzazione civile di Cremona e, in particolar modo, come intenda intervenire per risolvere i gravi disagi che le autoscuole stanno vivendo a causa dei problemi legati alla carenza strutturale di personale; inoltre, se non ritenga opportuno favorire un atto di autoregolamentazione interna da parte dei titolari delle autoscuole in materia di determinazione dei prezzi dei servizi offerti, ai fini dell'applicazione di prezzi unitari su tutto il territorio regionale. Atto n. 4-00292 MALAN Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo quanto riportano diverse fonti di stampa, il 23 febbraio 2018 il Comune di Torino, per volontà del sindaco Chiara Appendino, ha registrato all'anagrafe cittadina "il figlio di due mamme nato nel territorio nazionale"; a quest'episodio ne sono seguiti altri: il 9 maggio a Bologna "l'anagrafe registra per la prima volta un bimbo figlio di due madri"; il 28 aprile a Gabicce (Pesaro e Urbino) "gli amministratori hanno concesso il via libera alla registrazione all'anagrafe per due gemellini, figli di una coppia di padri omosessuali"; il 29 aprile "Il comune di Roma riconosce due papà per una bimba. La svolta dopo una sentenza della corte d'appello di Roma"; il 30 aprile Catania "nelle ultime settimane l'amministrazione guidata dal sindaco Enzo Bianco ha proceduto a trascrivere l'atto di nascita di due gemelli nati in America, figli di due padri, D. e N., di 36 e 42 anni"; il 18 maggio a Palermo il sindaco "ha disposto che gli uffici dell'Anagrafe palermitani possano procedere con le trascrizioni", il 16 maggio il Comune di Milano annuncia "a giugno registrerà un bambino appena nato come figlio di due madri"; dovrebbe essere ben noto che non possono nascere figli da due maschi o da due femmine e dunque tali registrazioni rappresentano un falso, contrario alla realtà e alle leggi della Repubblica italiana, a giudizio dell'interrogante volto anche a privare quei bambini di uno dei loro veri genitori; nel caso di registrazione a favore di uomini, quei piccoli vengono totalmente alienati dalla donna che li ha portati in grembo e partoriti, degradando quest'ultima a incubatrice a pagamento, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda prendere rispetto a quella che l'interrogante ritiene una gravissima violazione di legge e di diritti della persona. Atto n. 4-00293 BINI Al Ministro dell'interno Premesso che il Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'interno in data 22 giugno 2018 ha disposto il potenziamento provvisorio delle forze dell'ordine in talune località turistiche nelle quali saranno aggregati 236 agenti, ignorando completamente la provincia di Pistoia e in particolare la zona della Valdinievole e le città come Montecatini Terme: una provincia a naturale vocazione turistica che sta vivendo, negli ultimi anni, un aumento di presenze nel proprio territorio durante il periodo estivo con conseguenti necessità di maggior presidio del territorio da parte delle forze dell'ordine; considerato che in numerose occasioni è stata palesata l'esigenza di un rinforzo sostanzioso di personale operativo in tutti gli uffici di polizia della provincia di Pistoia e in particolare della Valdinievole, in primis da parte dei sindacati di Polizia, anche in virtù di una riduzione di 13 agenti avvenuta l'anno precedente a causa di pensionamenti e corsi di formazione; attestato che le classifiche provinciali per tipologia di reato vedono la provincia di Pistoia al 5° posto a livello nazionale per reati di associazione a delinquere e al 16° posto per reati di riciclaggio, comportando un alto dispiego di agenti e di mezzi da parte delle forze dell'ordine, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario intervenire con un'aggregazione di agenti, visti anche i sopraggiunti pensionamenti che hanno ridotto ulteriormente il personale, in un territorio a vocazione turistica per garantire, durante tutto l'arco della giornata, la sicurezza al cittadino che è esigenza primaria. Atto n. 4-00294 BALBONI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: da mesi si registra un progressivo e preoccupante degrado del manto stradale del raccordo Ferrara-mare, che collega la A13 ai lidi comacchiesi; come segnalato anche dalla stampa locale, l'asfalto presenta profonde buche per lunghi tratti ed in entrambe le direzioni di marcia degli oltre 55 chilometri del raccordo, buche che si allargano ormai a vista d'occhio per il progressivo sgretolarsi dell'asfalto ad ogni transito di un automezzo, in particolare se pesante; l'ANAS, competente per la manutenzione dell'arteria stradale, ha comunicato di avere in programma interventi parziali di ripristino di alcuni dei tratti più danneggiati, ma tali interventi sono finora rimasti un puro annuncio, con la conseguenza che lo stato dell'asfalto si aggrava di giorno in giorno, aumentando ulteriormente il disagio ed i rischi per la stessa incolumità degli utenti, particolarmente numerosi durante la stagione estiva; l'intervento promesso dall'ANAS, come già troppe volte in passato, rischia pertanto di non essere risolutivo, nemmeno come semplice soluzione temporanea; la stagione estiva richiama sul litorale molti turisti e villeggianti, che si aggiungono al normale flusso del resto dell'anno, con logico aumento del rischio di incidenti oltre al grave danno all'immagine turistica delle località balneari e non solo servite dall'arteria stradale, si chiede di sapere quali iniziative urgenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per sollecitare l'ANAS ad eseguire finalmente i necessari interventi strutturali al fine di risolvere in tempo i rapidi la grave situazione in cui versa la Ferrara-mare. Atto n. 4-00295 MAGORNO TARICCO MARGIOTTA GARAVINI SUDANO PITTELLA ASTORRE FARAONE BOLDRINI FERRAZZI ALFIERI BITI D'ALFONSO GRIMANI FEDELI VATTUONE VALENTE CIRINNA' PARRINI MARINO COLLINA IORI LAUS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: in queste settimane, che rappresentano un periodo cruciale per l'attività del settore agricolo, in piena campagna di trebbiatura, si sta assistendo ad una forte attività speculativa sul prezzo del grano, che vede particolarmente penalizzati i produttori calabresi di cereali; il prezzo del grano, infatti, è improvvisamente e repentinamente crollato a 18 euro al quintale, dunque ben al di sotto dei costi di produzione, con pesanti ricadute sull'intera filiera; nel corso della XVII Legislatura, per contrastare l'attività speculativa sul prezzo del grano, si è intervenuti tra l'altro mediante lo stanziamento di risorse per 10 milioni di euro al fine di rimborsare gli agricoltori qualora il deprezzamento avesse superato la misura del 20 per cento; in questi stessi giorni, la Coldiretti ha sollevato l'allarme sull'arrivo in alcuni porti italiani di navi cariche di grano estero di pessima qualità, non sempre con le garanzie di sicurezza e qualità comparabile a quelle delle nostre produzioni, ed in alcuni casi addirittura con presenza di residui di glifosato, e con un prezzo pari a 13 euro al quintale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali iniziative intenda assumere al fine di tutelare gli agricoltori dalle continue attività speculative che li danneggiano, anche attraverso il rafforzamento dei controlli sulla qualità e sicurezza del grano proveniente dall'estero, garantendo che siano comparabili a quelle delle nostre produzioni; se intenda proseguire nell'azione intrapresa nel corso della XVII Legislatura a tutela dei produttori agricoli italiani, sia attraverso lo stanziamento di fondi a loro garanzia sia attraverso la promozione degli accordi di filiera. Atto n. 4-00296 PATRIARCA IORI BOLDRINI GARAVINI Al Ministro dell'interno Premesso che: la Prefettura di Modena ha reso nota la decisione del Governo di aprire nella città di Modena un centro di permanenza per i rimpatri (CPR), previsto dal decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46, trasformando la sede destinata anni or sono al CIE (centro di identificazione e d'espulsione); l'amministrazione comunale, confortata in tal senso dall'orientamento dei parlamentari modenesi, ritiene che l'apertura del CPR dovrebbe essere sottoposta ad una serie di condizioni essenziali per la cittadinanza: il personale dedicato al centro deve essere aggiuntivo rispetto al personale attualmente in servizio presso le forze dell'ordine della provincia di Modena, che dovrebbe pertanto essere significativamente incrementato per far fronte ad una situazione che comporterà un maggiore impegno per garantire la pubblica sicurezza nel territorio; i criteri di gestione del nuovo centro devono essere trasparenti e tali da garantire il rispetto della dignità delle persone che vi saranno temporaneamente collocate, evitando di ripetere l'esperienza fallimentare dei CIE; deve inoltre essere prevista la possibilità di visite periodiche da parte degli esponenti delle istituzioni locali per controllare le condizioni di vita nel centro; considerata l'importanza e la delicatezza del tema, prima dell'apertura del centro sarebbe opportuno che tali questioni fossero oggetto di un confronto diretto fra il Governo e l'amministrazione comunale e venissero tradotte in un apposito protocollo, che consenta anche all'opinione pubblica di comprendere e verificare le misure adottate dallo Stato per la sicurezza pubblica e per il Governo dei processi migratori, si chiede di sapere: se la apertura del CPR nella città di Modena avverrà per decisione autonoma del Ministero dell'interno o in accordo con la Regione Emilia-Romagna e le istituzioni locali; come il Ministro in indirizzo intenda procedere in merito alla gestione e alla sicurezza di un centro permanente per i rimpatri, e quali iniziative intenda adottare per garantire un controllo adeguato del territorio che dovrà necessariamente essere maggiormente presidiato; quale sia l'orientamento in relazione al personale operante all'interno del centro, che dovrà fornire ogni garanzia professionale e ogni competenza richieste da una situazione radicalmente mutata rispetto alla precedente. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 5ª Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio): 3-00046, del senatore Misiani, sull'autonomia dell'Istat; 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): 3-00045, del senatore Laus, sul futuro dei lavoratori della Polioli di Vercelli. Interrogazioni, ritiro È stata ritirata l'interrogazione 3-00038 del senatore D'Alfonso.