Document Type: resaula
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 81 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. CASTALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 gennaio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il presidente dell'8 a Commissione permanente, senatore Coltorti, per riferire sui lavori delle Commissioni riunite 1 a e 8 a in merito al disegno di legge n. 989. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, i lavori sono proseguiti in maniera celere, ma non li abbiamo completati. Valutando la situazione, abbiamo bisogno di un altro giorno per completarli. Chiediamo, dunque, un giorno ulteriore di tempo per poter poi presentare il provvedimento all'Assemblea. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, non vorrei che il clima di buon senso, e soprattutto di rispetto reciproco, che si sta tenendo in Commissione ci faccia perdere di vista il fatto che ci troviamo di fronte a una richiesta, l'ennesima, di rinvio dei lavori. Come si sa, alla fine dell'anno precedente, dopo le gravi violazioni dell'articolo 72 della Costituzione nell' iter di approvazione della legge di bilancio, il Gruppo del Partito Democratico ha sollevato il conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale. Non vorrei che il fatto che sia passato già un mese non ci consenta più di avere chiaro perché lo abbiamo fatto. Siamo convinti che il modo di lavorare che stanno seguendo la maggioranza (Lega e 5 Stelle) e il Governo in questo Parlamento non consenta alle singole Commissioni di lavorare in modo adeguato né di rispettare le prerogative di tutti i parlamentari. Sotto questo profilo, il richiamo della Corte costituzionale, a seguito del nostro ricorso, è stato chiaro. Non possiamo fare a meno di sottolineare, anche su questo decreto-legge, l'inadeguatezza del modo di lavorare di questo ramo del Parlamento. La maggioranza ha voluto forzare e programmare un calendario che, come in tutte le altre occasioni, non è stata in grado di rispettare. Tra l'altro, ha gravato di un'ulteriore eterogeneità, in modo assolutamente scomposto, un decreto-legge che teoricamente dovrebbe presentare una certa omogeneità di materia. Poiché la maggioranza proprio non riesce a non adottare tale modo di lavorare, non si arriva a sciogliere alcun nodo politico nell' iter delle Commissioni: e così, si replica esattamente la situazione per la quale abbiamo sollevato il conflitto di attribuzione. La Commissione bilancio e quelle competenti - in questo caso, affari costituzionali e lavori pubblici - sono di fatto inutili, perché non ci sono le condizioni per sviluppare un ragionamento di merito che vada nella direzione di sciogliere un dubbio politico, che - con ritardo e confusione - viene sciolto esclusivamente dal Governo. Peccato che, per l'ennesima volta, questo accada dopo che sia stato chiesto alla Conferenza dei Capigruppo e alla Presidenza del Senato di rivedere il calendario dei lavori dell'Assemblea. Dobbiamo necessariamente darci una regolata: mi auguro che ci saranno le condizioni per la Presidenza di prendere in esame una volta per tutte il fatto che non è questo il modo in cui può lavorare l'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PD). VITALI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei partire da una premessa: ancora una volta, ci troviamo di fronte a un provvedimento che arriva all'esame del Parlamento in maniera confusionaria e che parte con l'etichetta di semplificazione, ma che alla fine arriverà probabilmente con quella di semiomnibus, e questa è una questione di merito. Quanto alla procedura, dobbiamo riconoscere alla maggioranza e al Governo un cambio di passo. In Commissione stiamo lavorando in maniera costante e continuativa. Abbiamo avuto l'impegno, da parte dei Presidenti delle due Commissioni di merito, del Capogruppo del MoVimento 5 Stelle e di tutta la Commissione che, a differenza di quanto accaduto in occasione dell'esame della legge di stabilità, il provvedimento sarà licenziato dalla Commissione dopo aver svolto la discussione su tutti gli emendamenti. Già questo è un grande passo in avanti del quale prendiamo atto. Al di là del merito, sul quale sicuramente ci sono molte cose da dire, e le diremo nel corso dell'esame del provvedimento, dobbiamo prendere atto con onestà intellettuale che quantomeno da questo momento comincia un'inversione di tendenza, con un maggiore rispetto delle funzioni parlamentari e quindi anche di quelle che devono svolgere i rappresentanti dell'opposizione. Con i Presidenti delle Commissioni avevamo concordato, anche come opposizione, che, apprezzate le circostanze, sarebbe stato opportuno far slittare la discussione in Aula per riempire di contenuti quella in Commissione e dare alla fine il mandato al relatore. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, in sede di Conferenza dei Capigruppo avremo la possibilità di riprogrammare meglio i nostri lavori. Vorrei ricordare qui, per farne partecipe l'Assemblea, che anche ieri sera abbiamo chiesto ai relatori e ai Presidenti il massimo delle garanzie perché si possa continuare a svolgere in modo approfondito il lavoro in Commissione e un cambio di passo e di metodo profondo rispetto a quanto accaduto durante l'esame della legge di bilancio. I nodi politici li conosciamo tutti, ci sono. Per non contribuire ad allungare ancora il dibattito, concludo augurandomi che non riguardino esclusivamente la maggioranza o il rapporto tra i due alleati di Governo ma che, trattandosi di questioni che riguardano tutti, anche su di essi oggi ci sia la possibilità di fare un approfondimento e di dare un contributo da parte delle Commissioni. Solo in questo modo, infatti, si ripristina il regolare andamento dei lavori e la centralità delle Commissioni del Parlamento. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, non essendoci altri interventi e preso atto di quanto riferito dal presidente Coltorti, non possiamo che sospendere la seduta. Avverto che la Conferenza dei Capigruppo si riunirà alle ore 10, dopodiché vi informeremo degli ulteriori sviluppi. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 9,42, è ripresa alle ore 11,09) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI La Conferenza dei Capigruppo ha apportato modifiche al calendario della settimana corrente in relazione all' iter del decreto-legge semplificazioni. La discussione in Assemblea del provvedimento avrà inizio nella seduta di domani, a partire dalle ore 15, per proseguire fino alla sua conclusione nelle sedute di giovedì 24 e, ove necessario, venerdì 25. Le sedute non prevedono orario di chiusura. La relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia sarà anticipata alle ore 9,30 di domani, secondo i tempi già definiti. Il sindacato ispettivo e il question time non avranno luogo nella settimana corrente. Calendario dei lavori dell'Assemblea, variazioni Discussione e reiezione di proposte di modifica PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche al calendario corrente: Mercoledì 23 gennaio h. 9,30 - Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia - Disegno di legge n. 989 - Decreto-legge n. 135, Semplificazioni (scade il 12 febbraio 2019) (dalle ore 15 di mercoledì 23) Giovedì 24 " h. 9,30 Venerdì 25 " h. 9,30 (se necessaria) La settimana dal 29 al 31 gennaio sarà riservata ai lavori delle Commissioni. Martedì 5 febbraio h. 9,30-20 - Disegni di legge costituzionale n. 214 e connessi, Riduzione numero parlamentari (prima deliberazione del Senato) (voto finale con la presenza del numero legale) - Disegno di legge n. 881, Applicabilità delle leggi elettorali (ove concluso dalla Commissione) - Disegni di legge n. 897 e connessi - Videosorveglianza (approvato dalla Camera dei deputati) (ove conclusi dalla Commissione) - Disegni di legge nn. 257 e 702 - Ratifica convenzione di Faro sul patrimonio culturale (ove conclusi dalla Commissione) - Sindacato ispettivo - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 7, ore 15) Mercoledì 6 " h. 9,30-20 Giovedì 7 " h. 9,30 Gli emendamenti ai disegni di legge n. 214 e connessi (Riduzione numero parlamentari) dovranno essere presentati entro le ore 13 di giovedì 31 gennaio 2019. I termini per la presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 881 (Applicabilità delle leggi elettorali) e nn. 897 e connessi (Videosorveglianza) saranno stabiliti in relazione ai lavori della Commissione. Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 44' FI-BP 30' L-SP-PSd'Az 29' PD 28' FdI 18' Misto 16' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 989 (Decreto-legge n. 135, Semplificazioni) (11 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori di maggioranza 45' Relatori di minoranza 45' Governo 30' Votazioni 1 h. Gruppi 8 ore, di cui: M5S 1 h. 30' FI-BP 1 h. 40' L-SP-PSd'Az 1 h. PD 1 h. 34' FdI 52' Misto 48' Aut (SVP-PATT, UV) 40' Dissenzienti 5' BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei fare alcune considerazioni sulla Conferenza dei Capigruppo, condividendo con i colleghi in particolare il motivo per il quale siamo usciti non con un verdetto unanime, bensì a maggioranza. Anche oggi il collega Vitali ha sottolineato alcuni aspetti del lavoro di Commissione sul decreto-legge semplificazioni, che rischia di diventare uno dei provvedimenti più complessi ed eterogenei della storia di questa legislatura. Per noi non c'è stato alcun intento e non abbiamo manifestato alcun atteggiamento ostruzionistico. Con i nostri emendamenti abbiamo cercato di portare le nostre posizioni all'attenzione della Commissione e, in maniera assolutamente collaborativa e naturalmente nel rispetto del nostro ruolo di opposizione, di lavorare sugli emendamenti della maggioranza. Come sempre, il problema non siamo noi: il problema è la maggioranza, la quale non riesce ad accordarsi su alcuni aspetti dei suoi temi portanti che - come già detto - hanno ampiamente allargato il perimetro di applicazione del decreto-legge semplificazioni, rendendolo di difficilissima applicazione ed è proprio su questi temi che abbiamo perso tempo. È semplice e molto complicato anche il modo con cui il provvedimento è stato portato all'attenzione della Commissione e dell'Assemblea. Ricordo che lo stimatissimo collega Patuanelli ci ha chiesto una sorta di patto d'onore per poter concludere l'esame del provvedimento e passarlo alla Camera dei deputati entro il pomeriggio di mercoledì. Noi abbiamo detto di sì, comprendendo l'esigenza della maggioranza, ma sempre nella garanzia del dibattito tra opposizione e maggioranza. Noi siamo rimasti fedeli a questo patto e lo abbiamo rispettato per quanto nella nostra disponibilità. Il problema rimane sempre la difficoltà, lo stato confusionale, la profonda difficoltà di interazione tra le due componenti della maggioranza. Di questo, però, non possiamo essere accusati noi e non possiamo nemmeno ogni settimana ritrovarci qui a dire che alla fine ne subiamo le conseguenze, perché il calendario di quest'Assemblea cambia. Per quanto riguarda noi, nulla quaestio nell'invertire l'ordine dei fattori sulla presenza del Ministro della giustizia alla Camera e al Senato e, quindi, per noi va bene se svolgerà la sua relazione prima al Senato e poi alla Camera. Va bene cominciare a esaminare il decreto-legge semplificazioni in tutta la sua complessità domani pomeriggio; va bene utilizzare tutta la giornata di giovedì per lavorare sul decreto-legge semplificazioni. Il collega Marcucci - lo dirà poi lui stesso - ha posto alla Conferenza dei Capigruppo un'altra istanza da portare all'attenzione di quest'Assemblea. Prima che il ministro Di Maio dichiari guerra alla Francia (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD), sarebbe opportuno ascoltare il ministro Moavero per sapere che intenzioni ha o se ha un parere, una posizione omologa, lievemente diversa o totalmente dissonante rispetto alle dichiarazioni rese dal ministro Di Maio. Tutto questo però, visto che la maggioranza ha mancato il suo patto nei confronti delle opposizioni, rende molto difficile combinare il calendario. Capite quante conseguenze ha la continua rottura del patto di lealtà parlamentare della maggioranza nei confronti delle opposizioni: ogni volta deve cambiare qualcosa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, lei ci ha proposto una seduta nella giornata di venerdì, naturalmente compatibilmente con la disponibilità del ministro Moavero, per capire che ne sarà noi e dei nostri rapporti con la Francia. Su questo siamo d'accordo, ma, signor Presidente, vogliamo - e con questo concludo e chiedo ai colleghi ancora un attimo di pazienza - che finalmente si applichi il Regolamento del Senato come è stato modificato di comune accordo la scorsa legislatura, creando un'alternanza operativa tra il lavoro dell'Assemblea e quello delle Commissioni, cosa che non è ancora avvenuta. Chiediamo quindi che sia confermato il calendario della prossima settimana, che vede lavorare solo le Commissioni, che non ci siano contaminazioni di sorta e chiediamo con forza alle componenti della maggioranza che nulla cambi di quello che è stato per l'ennesima volta rinegoziato tra la maggioranza e le opposizioni stesse. Ribadiamo naturalmente la nostra richiesta di calendarizzazione delle mozioni. Mi riferisco alla mozione di cui ho parlato la scorsa settimana sul monito del Presidente della Repubblica e sulla conseguente deliberazione della Corte costituzionale, che apre nuovi spaccati sul ruolo di tutti noi; alla mozione sull'autismo e sulle gravi disabilità; alla mozione sul Comitato per le questioni degli italiani all'estero e, naturalmente, per ultima ma non meno importante, alla mozione TAV. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ALFIERI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, esprimo la contrarietà del Gruppo Partito Democratico al calendario così come presentato senza la possibilità di avere in Aula il ministro degli affari esteri Moavero alla luce delle dichiarazioni gravi, inaccettabili e reiterate del vice presidente del Consiglio Di Maio nei confronti di un partner storico dell'Italia all'interno dell'Unione europea e, cioè, della Francia, alle quali questa mattina sono succedute quelle dell'altro vice presidente del Consiglio Salvini. E dico questo perché dichiarazioni ad alzo zero di tal genere fanno seguito a dichiarazioni rese nei giorni precedenti a favore dei gilet gialli proprio quando un mezzo sfondava addirittura il portone di un Ministero. Mi chiedo, se in Italia in questo momento sfondassero il portone del Ministero dello sviluppo economico, come si sentirebbe il ministro Di Maio e vicepresidente del Consiglio se Macron simpatizzasse con gli autori di un tale gesto. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Ci sarà certo occasione di approfondire questi temi quando il ministro Moavero ci farà la cortesia di venire in Aula, ma è evidente che stiamo assistendo a un cambio radicale della politica estera del nostro Paese, che tradisce di fatto i nostri interessi nazionali. Quando c'è da discutere in Europa delle modifiche al nuovo piano pluriennale per assegnare le risorse, il quale vede dare molti meno soldi nell'ambito della politica agricola comune agli agricoltori italiani e abbiamo la possibilità di recuperare solo alleandoci con la Francia, non si tratta di interesse nazionale? Ci inimichiamo il principale partner in Europa che ci può aiutare a recuperare risorse? E lo stesso vale per l'allentamento dell' austerity . Chi in questo momento in Europa ha i nostri stessi interessi nell'allentare le regole europee? Chi è tra i commissari quello che ha guardato con più favore a non aprire la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia se non il commissario francese? (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Unterberger) . In generale, sulle missioni dell'Unione europea, laddove c'è da fermare la tratta nei Paesi di transito abbiamo interesse a collaborare con la Francia. I Paesi cui si riferiscono i novelli statisti dei 5 Stelle sono di transito. Andate a vedere bene da dove vengono i flussi migratori in Africa: non da Paesi dove c'era il colonialismo francese, ma da Paesi come la Nigeria, che - ricordiamo al vice ministro Di Maio - non era un possedimento coloniale francese. Certo, c'è anche competizione nel Continente africano con noi, ma abbiamo interesse a cooperare sui Paesi della tratta da cui arrivano i trafficanti come il Niger, confermando la missione. Di tutti questi temi vogliamo discutere con il ministro Moavero ed è il motivo per cui non siamo d'accordo con il calendario appena annunciato, perché c'è un radicale cambiamento della nostra politica estera e si corre il rischio che crescano le tensioni. Per questo per noi è inaccettabile ed è inaccettabile che non se ne possa discutere in Assemblea. Per tale motivo voteremo contro. (Applausi dal Gruppo PD . Commenti del senatore Airola) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, Fratelli d'Italia ha aderito convintamente al programma dei lavori dell'Aula per i prossimi giorni, innanzitutto perché non si scandalizza della previsione di un giorno in più di discussione in Commissione su un decreto-legge, che, per la verità, il Governo ha riempito di troppi e nuovi argomenti. Volendo si può fare la polemica. Abbiamo, però, considerato che, a differenza di quanto avvenuto in occasione della discussione sulla legge di bilancio, stavolta in Commissione tutti stanno lavorando in un clima assolutamente sereno. Quindi, meglio un giorno in più di dibattito che l'assenza di dibattito, come colpevolmente il Governo aveva imposto al Parlamento in occasione della legge di bilancio. Per questo motivo siamo favorevoli al programma dei lavori di Assemblea che il Presidente ci ha proposto nella Conferenza dei Capigruppo. Siamo altresì estremamente favorevoli alla richiesta di ascoltare il ministro degli affari esteri Moavero. E credo sia favorevole, senza ripensamenti, anche il Governo. Probabilmente il Partito Democratico non si rende conto che si stanno fregando le mani di fronte alla richiesta di spiegare la decisa presa di posizione contro certi atteggiamenti neocolonialisti della Francia. Voglio evidenziare - non è una gara alla primogenitura, ma basta guardare sul web - che Fratelli d'Italia per primo, insistentemente, con Giorgia Meloni, sin dalla nostra manifestazione di settembre «Atreju», ha cercato di far entrare il tema nel dibattito politico. Non possiamo che essere contenti quando le nostre tesi appaiono sulle labbra dei nostri avversari politici, quali sono i componenti del Governo di cui non facciamo parte. Mi rivolgo agli amici del PD: capisco la vostra strenua difesa di qualunque cosa faccia la Francia. Avete difeso a oltranza la dottrina Mitterrand, quando impediva a Battisti di essere estradato in Italia (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd'Az ) , che ha ancora un effetto di copertura di numerosi terroristi presenti in Francia. Avete difeso - e non lo dimentico - i sorrisini di Sarkozy con la Merkel, quando si prendeva in giro l'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP, e delle senatrici Bottici e Casolati). Non vi siete peritati, allora, di chiedere come facessero a essere così avversi all'Italia quelli che - come avete appena detto - dovrebbero essere i suoi principali alleati. (Commenti della senatrice De Petris) . E anche Macron è stato salutato come un nuovo statista meraviglioso, cosa che non è condivisa dai gilet gialli che lo stanno sbeffeggiando in Francia. Capisco ed è legittima la posizione della sinistra in difesa della Francia; meno legittimo è lo stravolgimento di una posizione politica, per noi assolutamente negativa, che vede da sempre la Francia non concorrere alla possibilità di fare dell'immigrazione un evento in qualche modo gestibile. Siamo assolutamente convinti che l'immigrazione non sia bloccabile, ma debba essere gestita. La Francia ha contribuito a rendere all'Italia ingestibile o difficilmente gestibile la questione dell'immigrazione, per quanto attiene alle nostre frontiere, e ha altresì contribuito a rendere l'Africa un luogo dal quale è più facile scappare piuttosto che cercare di rimanere e costruire qualcosa. Per questo motivo ascolteremo con piacere quanto il ministro Moavero, riprendendo le tesi di Fratelli d'Italia e Georgia Meloni, ha intenzione di dire e di fare su detta questione. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, prendiamo atto dello spostamento dell'esame in Assemblea del decreto-legge sulla semplificazione, di cui non è certo responsabilità delle opposizioni e lo voglio ribadire in questa sede; anzi, in Commissione le opposizioni - certamente per quanto ci riguarda, ma anche per le altre - hanno lavorato e hanno dato tutta la loro disponibilità e questo per un motivo semplice, Presidente. Riscontriamo il problema di tentare di restituire centralità al lavoro del Parlamento e di riportare sul binario corretto il lavoro delle Commissioni e anche dei singoli parlamentari. Vi è un problema che vorrei porre in questa sede e che forse è bene che l'Assemblea cominci ad affrontare. Mi riferisco al fatto che alla fine i decreti - e questo decreto-legge semplificazioni ne è un esempio lampante - sono tutto meno che omogenei. Ci sarebbe quindi molto da dire sulla loro costituzionalità, perché partono disomogenei e poi, man mano, si riempiono, come accaduto per il provvedimento in esame, di una serie di contenuti: si apre un problema e viene inserito nel primo decreto che passa. In particolare, il decreto-legge semplificazioni è diventato un iperomnibus che si è appesantito sempre di più. Questo è un problema, Presidente e non so quando arriverà il momento in cui si tornerà al rispetto anche dei vari pronunciamenti della Corte costituzionale circa l'omogeneità dei decreti-legge che lei, Presidente, conosce perfettamente. Di qui nascono molti problemi e a questo dobbiamo aggiungere le questioni e i nodi politici che la maggioranza ha difficoltà a sciogliere oppure che scioglie in corsa. Siamo arrivati così a questo punto. Per quanto ci riguarda, noi non vogliamo essere spettatori. L'ho detto prima in Commissione e lo ribadisco ora: vogliamo discutere i nodi che ci sono e che riguardano questioni come quelle delle trivelle o dell'Ires, questioni che non devono essere un fatto che riguarda solo e unicamente la maggioranza, ma sulle quali la discussione deve essere piena e dobbiamo essere partecipi all'interno della Commissione, ognuno con le proprie posizioni. Per quanto riguarda la questione del calendario, Presidente, doveva essere naturale e normale la richiesta di un'informativa da parte del ministro degli affari esteri Moavero Milanesi e doveva essere accolta immediatamente, perché ci stiamo trovando, in politica estera, di fronte una specie di avventurismo spinto, della maggioranza, in politica estera. Mentre noi facciamo questo, l'asse franco-tedesco - per essere chiari - si sta ampiamente consolidando, visto che hanno appena sottoscritto un accordo economico ad Aquisgrana. Dovremmo forse concentrarci su questo, su ciò che significa o ha significato nella gestione dell'Unione europea. Il punto però è che davanti alle difficoltà, ancora una volta, l'avventurismo è scelto, è un'operazione di distrazione di massa: nel momento in cui si è verificata l'ennesima strage nel Mediterraneo, il MoVimento 5 Stelle e il Vice Premier pensano di reindirizzare tutta la discussione accusando la Francia. E al presidente La Russa vorrei ricordare che sono gli stessi che fino a poco tempo fa volevano cercare di fare un'alleanza con Macron, non è certamente da questa parte politica che vi era simpatia nei confronti di Macron. Abbiamo necessità che il Parlamento discuta e sia informato di ciò che sta accadendo. Siamo convinti che si tratti di un'operazione del tutto strumentale, sempre per spostare l'attenzione, ma avventurista e pericolosa, Presidente. Magari si volesse davvero indagare fino in fondo, in quest'Aula, come sarebbe ora, le cause dell'immigrazione e i dati veri di quello che succede in Africa. Lo stiamo chiedendo da molto tempo, per non continuare con propagande pericolose e false; vorremmo i dati veri, i numeri e gli spostamenti che hanno coinvolto l'Africa. Tra l'altro - e torno a ripetere che sono operazioni di distrazione di massa - mentre noi stiamo parlando, stanno smantellando il secondo centro per rifugiati, che si trova qui alle porte di Roma, a Castelnuovo di Porto, senza avvertire i sindaci e senza conoscere quale sia la destinazione di tutte le persone che si trovano là dentro. Quindi, si continua con una gestione che è assolutamente, non solo irrazionale, ma disumana e nel momento di difficoltà, dopo quella tragedia, invece di capire che la questione della priorità della salvezza della vita umana è fondamentale, perché questo ci fa essere umani, si sceglie, da parte del Vice Premier , di fare un'operazione di distrazione e di indirizzare tutto verso la Francia. Questa è la questione che, francamente, troviamo insopportabile. Credo quindi sia assolutamente necessario che quest'Aula abbia un'informativa su quello che sta accadendo e, oltre all'informativa, dovrebbe esserci anche una chiara presa di posizione da parte del Senato stesso. Pertanto, sono favorevole ad inserire tale informativa nella giornata di venerdì. Visto che la settimana prossima sarà dedicata al lavoro delle Commissioni, mi sembra che venerdì sia la data migliore. (Applausi dal Gruppo Misto) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per sottolineare che da parte del Gruppo della Lega non vi è, naturalmente, alcuna contrarietà a convocare in Aula il ministro Moavero Milanesi e ad ascoltarlo in merito alle vicende che sono state evocate da chi mi ha preceduto. L'unica osservazione è che vorremmo evitare che ciò interferisse ulteriormente con l'ordine dei lavori in merito al decreto semplificazioni. C'è anche da aggiungere qualche considerazione. Secondo me ha perfettamente ragione la collega De Petris quando segnala che, forse, più che sui temi che sono finiti, per certi motivi, sulle prime pagine dei giornali e su cui comunque vorrei aggiungere qualche piccolo commento, sarebbe interessante sapere qual è la posizione del Governo - e siamo interessati a sollecitarla - sul tema del nuovo trattato franco-tedesco e, più in generale, sull'atteggiamento dei nostri cugini francesi e dei nostri cugini tedeschi riguardo all'Europa. L'Europa dovrebbe essere un progetto multilaterale ma, in realtà, si articola sempre intorno a questo asse franco-tedesco e attorno a quella che Martin Feldstein, un eminente economista americano, alla fine degli anni Novanta aveva in qualche modo stigmatizzato come la contraddizione fra l'aspirazione francese all'uguaglianza e il desiderio tedesco all'egemonia. Ecco, queste dinamiche continuiamo a vederle in opera e, ad avviso di chi parla, ma con tutta umiltà, voglio segnalare che mi sembrano un po' disfunzionali rispetto ad un ordinato sviluppo del progetto europeo. Esse sono altresì alla base di alcune tensioni che emergono. Io apprezzo molto che, finalmente, il commissario Moscovici abbia riconosciuto, ieri, che le provocazioni squalificano chi le fa. Credo si rivolgesse a se stesso, a quando, il 13 dicembre dello scorso anno, definì la situazione politica europea come caratterizzata dall'avvento di tanti piccoli Mussolini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Reagì il vice premier Salvini e fece bene, perché questo spettro del fascismo, evocato in tutte le possibili salse, non contribuiva certo a rasserenare il clima. Quindi, si può discutere dei toni con i quali i problemi vengono sollevati e si può discutere sulla tempistica con i quali vengono sollevati, ma non mi sembra che questo Governo sia in condizioni di poter accettare lezioni di stile da una Commissione europea che ha già dato prova di essere un pochino incontinente nelle sue critiche. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Voglio anche ricordare un altro punto. Nel 1967 io avevo cinque anni. Questa informazione non interessa, se non perché mi permette di dire che, però, in quell'anno Omar Bongo divenne il presidente del Gabon e lo restò fino al 2009: per quarantadue anni, dieci anni in più del pontificato di Pio IX, che è uno dei più lunghi della storia. Omar Bongo venne democraticamente eletto presidente del Gabon per quarantadue anni! Il Gabon è parte della Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale, la CEMAC, che è una delle due istituzioni in cui si articola la zona del cosiddetto Franco CFA. Quando parliamo dei temi sollevati dal vice premier Di Maio, parliamo di una realtà che qui in Italia si ignora e che ovviamente non è il caso di affrontare in tono polemico o aggressivo, ma che è strettamente legata alle sorti dell'Eurozona. Il motivo è semplice: esattamente come il franco CFA (franco delle colonie francesi d'Africa) era legato al franco francese, oggi il franco CFA (che è diventato il franco della Comunità finanziaria africana, ma cambiando il nome, come Shakespeare ci ha insegnato, una rosa ha lo stesso profumo) è legato all'euro. Di fatto, quindi, vediamo agganciato a noi e alla nostra economia monetaria un pezzo enorme di Africa sub sahariana e al riguardo occorrerebbe articolare alcune riflessioni. Anche su questo punto sarebbe interessante sentire le riflessioni del ministro Moavero e ci associamo senz'altro alla richiesta di chi ha espresso il desiderio di sentirlo, purché però questo non interferisca con l'ordine dei lavori di un procedimento complesso e delicato, che ha avuto un iter sufficientemente articolato e sul quale sarebbe giusto che adesso l'Assemblea si esprimesse. Questa è la posizione del mio Gruppo: vi ringrazio per il tempo che mi avete concesso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Vorrei salutare a nome dell'Assemblea i partecipanti al Master in Parlamento e politiche pubbliche dell'università LUISS di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione sul calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . Passiamo alla votazione delle proposte di modifica del calendario. FERRARI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Domando di parlare, signor Presidente! PRESIDENTE. Facciamo svolgere la dichiarazione di voto al senatore Ferrari. AIROLA (M5S) . No, signor Presidente, vorrei parlare sull'ordine dei lavori prima del collega, posso? PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori con riferimento a cosa? AIROLA (M5S) . Desidero intervenire con riferimento alla dichiarazione di voto sul calendario. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, da quando si fanno dichiarazioni di voto sul calendario? Si fanno proposte di variazione al calendario, che poi si votano: questo è quello che abbiamo sempre fatto; non si fanno dichiarazioni di voto sul calendario, ma proposte. PRESIDENTE . Senatore Airola, la proposta è stata formulata nel momento in cui è stata fatta una dichiarazione sul calendario: c'è quindi il diritto, da parte dei senatori che lo richiedano, di svolgere la dichiarazione di voto sulla proposta che è già stata prospettata. Ha quindi facoltà di parlare il senatore Ferrari, per svolgere la dichiarazione di voto sul calendario. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei tendere la mano al senatore Bagnai, perché lo abbiamo visto estremamente coinvolto nella discussione, che è esattamente quella che vorremmo fare noi alla presenza del ministro Moavero. (Applausi dal Gruppo PD). Nonostante i punti di vista siano diversi, ci hanno davvero rassicurato l'interesse, la passione e soprattutto l'apertura della Lega rispetto all'urgenza di questo dibattito. A tale proposito, oltre che per dichiarare il nostro favore all'inserimento di questo punto nel calendario dei lavori, intervengo anche per precisare che chiediamo che ciò avvenga al termine dei lavori sul decreto-legge di semplificazione (che ragionevolmente avrà luogo nella tarda serata di giovedì o nella giornata di venerdì, nella quale peraltro è prevista seduta, ove non conclusi i lavori). In tal modo, nel pieno rispetto del miglior svolgimento dei lavori possibile, si potrà completare l'esame di detto decreto. Preciso quindi che la nostra richiesta è di inserire in calendario questo dibattito - che sta raccogliendo l'interesse di più parti, compresa la Lega - al termine dei lavori sul decreto-legge di semplificazione. (Applausi dal Gruppo PD). PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, a seguito di un breve confronto con il presidente Romeo, parlo a nome dell'intera maggioranza: siamo a disposizione per sentire l'informativa del ministro Moavero, ma non in questa settimana, bensì nella successiva. PRESIDENTE . C'è una richiesta di informativa del ministro Moavero: alcuni l'hanno posta in maniera generica, nel senso che non hanno indicato quando dovrebbe avvenire. Propongo quindi di mettere ai voti, per alzata di mano, la richiesta di informativa del ministro Moavero che dovrebbe tenersi questa settimana. Qualora il voto dell'Assemblea fosse favorevole, porrò in votazione il quando. Mi sembra, infatti, che la senatrice De Petris abbia fatto genericamente una richiesta ma non abbia indicato il quando, la senatrice Bernini abbia chiesto che l'informativa si tenga venerdì mattina mentre il Partito Democratico abbia avanzato la richiesta che l'informativa si tenga comunque al termine dei lavori, quindi giovedì sera o venerdì. BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, in un'ottica di collaborazione, posso aggiornare la mia richiesta alla settimana prossima, per evitare che ci siano distonie. Se esiste una disponibilità per la settimana successiva, posso rimandare la mia richiesta. PRESIDENTE . Senatrice Bernini, la settimana prossima, però, sarebbe destinata al lavoro delle Commissioni. La settimana successiva di Aula è quella del cinque di febbraio. Lei ritiene che vada bene attendere fino al cinque di febbraio? BERNINI (FI-BP) . Mi scuso con i colleghi ma se i tempi sono così dilatati, preferisco mantenere la mia richiesta per il venerdì mattina di questa settimana, se vogliamo mantenere il criterio dell'alternanza Aula-Commissione. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, le chiederei intanto di mettere in votazione l'intenzione dell'Aula di ascoltare il ministro Moavero e successivamente il quando, perché mi pare che non vi sia chiarezza. Ad esempio, io credo che anche durante la settimana dedicata alle Commissioni si possa ritagliare uno spazio per ascoltare, per cui le chiederei che la prima votazione, se possibile, riguardi l'interesse dell'Assemblea, nei tempi che sarà possibile definire, di ascoltare al più presto il ministro Moavero, perché poi ci vuole la disponibilità del ministro. (Brusìo) . PRESIDENTE . Io devo porre in votazione una richiesta specifica e la richiesta era per questa settimana di lavori d'Aula, che possono terminare giovedì sera o venerdì mattina perché abbiamo messo nel calendario, ove sia necessario proseguire i lavori, la seduta di venerdì e quindi l'informativa dovrebbe avvenire comunque al termine dall'esame del decreto semplificazioni. LA RUSSA (FdI) . Valuti lei quale sia l'ordine che devono seguire le votazioni. Le dico che Fratelli d'Italia richiede la presenza del ministro Moavero nei tempi che potranno essere concordati dalla Presidenza con il Ministro interessato, perché noi non possiamo decidere che sia venerdì senza sapere nemmeno se il Ministro degli esteri sarà in Italia o all'estero. PRESIDENTE. In definitiva è quello che diceva il senatore Bagnai. LA RUSSA (FdI) . Deciderà lei cosa mettere in votazione. Fratelli d'Italia chiede che si voti comunque, prima o dopo, l'interesse o no dell'Assemblea ad ottenere la presenza del ministro Moavero, nei tempi che verranno concordati dal Presidente con il Ministro interessato. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, vorrei confermare quello che, di fatto, lei ha già esplicitato. Anche in seguito alla discussione che c'è stata in sede di Capigruppo, noi chiediamo di mettere in votazione una richiesta esplicita, definita e molto semplice e cioè che in questa settimana, considerate le dichiarazioni del vice presidente Di Maio, considerate le dichiarazioni di questa mattina del vice presidente Salvini e, ovviamente, visto che, a questo punto bisogna prendere atto di una modifica della politica estera del nostro Paese, il Ministro degli affari esteri venga a riferire in Parlamento, non specifico al Senato, con urgenza. Questo, rispettando gli impegni che abbiamo preso con la maggioranza sul decreto che stiamo discutendo in Commissione, quindi a seguire, il che significa o giovedì sera o venerdì. Per semplicità di votazione noi proponiamo venerdì, in modo che il Ministro, nell'arco della giornata, possa dirci se e quando vorrà venire. Ovviamente il Parlamento, per il Governo, non è qualcosa di vario ed eventuale, ma dovrebbe essere una priorità, in particolare su questioni così rilevanti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Anche lei, senatrice De Petris, è d'accordo su venerdì? DE PETRIS (Misto-LeU) . Sì, Presidente. PRESIDENTE . Mi pare che a questo punto la richiesta di informativa si sia maggiormente dettagliata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta ad inserire nella mattina di venerdì di questa settimana l'informativa del ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, avanzata dai senatori Bernini, De Petris e Ferrari. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta ad inserire la discussione di mozioni nella settimana dal 5 al 7 febbraio, avanzata dalla senatrice Bernini. Non è approvata. Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, a parte la possibilità di richiedere la verifica sulla votazione, avendo io alzato tempestivamente la mano - ma questo è il meno, ormai i colleghi stanno andando via, quindi ritiro l'ipotesi - vorrei sollecitare la possibilità di un altro voto. Avendo noi avanzato la richiesta di ascoltare il ministro Moavero nella prossima settimana, anche se è la settimana dedicata alle riunioni delle Commissioni, probabilmente quella votazione, se avessi avuto la possibilità di intervenire, lei l'avrebbe disposta. Non le chiedo di farlo ora, perché mi rendo conto che non sarebbe corretto, visto che molti colleghi hanno già lasciato l'Aula. Mi basta che rimanga a verbale che viene reiterata, da parte del Gruppo di Fratelli d'Italia, affidandola al Presidente, la richiesta di poter avere in Aula il ministro Moavero il più presto possibile, secondo il calendario che lei riterrà di modificare, anche sentendo i Capigruppo, e la possibilità di dedicare tempo a questa incombenza del Ministro stesso. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno FEDELI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, apprendiamo che il senatore Lannutti si è scusato per le farneticanti dichiarazioni di ieri. Non è tuttavia possibile non stigmatizzare il continuo ricorso - e in queste ultime ore abbiamo assistito ad una vera e propria escalation - a fake news infarcite di antisemitismo, negazionismo e razzismo. (Brusio). PRESIDENTE. Scusate, colleghi, ma non si sente nulla, mentre mi pare che l'argomento sia importante. FEDELI (PD) . Addirittura il senatore Lannutti, per spiegare il controllo bancario, ha riproposto come fonte - e questo è davvero pazzesco - "Protocolli dei Savi di Sion", che è l'emblema dei falsi alla base dell'antisemitismo. Siamo alla riproposizione dei più violenti e infondati pregiudizi, alla riproposizione di un autentico falso, cioè della fake news più foriera di odio e morte nella nostra storia, lo strumento fabbricato e usato per perseguitare ed eliminare in tante parti del mondo le persone di religione ebraica, dai pogrom russi fino ai campi di sterminio nazisti. Sa il senatore Lannutti che in Germania i «Protocolli» - ripeto, un documento totalmente falso, creato al solo scopo di alimentare l'odio contro gli ebrei - furono usati dai nazisti come una licenza per il genocidio? È inaccettabile tutto questo, peraltro a pochi giorni dalla Giornata della memoria, mentre i nostri studenti, accompagnati dalle sorelle Bucci, bambine internate nei lager , stanno facendo un viaggio nei campi di sterminio ad Auschwitz, organizzato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per conoscere e mai dimenticare la storia dell'Olocausto e la tragedia della Shoah. Penso che chi siede in Parlamento e rappresenta le istituzioni non possa farsi portavoce davanti al Paese di messaggi falsi, irresponsabili, pericolosi e discriminatori. Non si può - e mi rivolgo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - guidare l'Italia e contemporaneamente continuare a distruggerla, ad indebolirla, a minare la sua credibilità internazionale a colpi di bufale negazioniste, razziste, antisemite e discriminatorie. L'Italia è un grande Paese che non merita di essere trascinato così in basso, in una gara continua tra voi, forze di Governo, a chi la spara più grossa, a chi sparge più odio, più negazionismo, più violenza. Vi prego, fermatevi ora. (Applausi dal Gruppo PD) . Prendete dei provvedimenti, c'è in gioco l'Italia, la nostra credibilità, l'educazione, l'istruzione e il futuro dei giovani che ci guardano e che ci giudicano per quello che noi diciamo in queste Aule. Vi prego, fermatevi davvero, prima che sia troppo tardi. (Applausi dal Gruppo PD) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle in risposta all'intervento della senatrice Fedeli, perché pensiamo che su un argomento così delicato ovviamente non ci si debba sottrarre, ma che bisogna anche chiarire alcuni punti, proprio nel rispetto della delicatezza dell'argomento che avete sollevato. Il MoVimento 5 Stelle - sia chiaro - rigetta in maniera ferma e perentoria ogni forma di antisemitismo, anche involontario. (Applausi dal Gruppo M5S) . MARCUCCI (PD) . Non ci è sembrato! PERILLI (M5S) . Così farà adesso, come in futuro. La chiarezza di questa frase e di questi intenti credo non sia fraintendibile. Ciò detto, credo che anche la senatrice Fedeli conosca la storia umana e parlamentare del senatore Lannutti. Lei ha iniziato il suo intervento dando atto che il senatore si è scusato per le parole che ha scritto sul suo post e ha anche chiarito il senso del suo errore e ha dichiarato in maniera netta ed incontrovertibile che non è né antisemita, né contrario a qualsiasi tipo di confessione religiosa. A questo punto, penso che sia doveroso prendere atto di queste scuse e non costruirci un teorema che si estende alla politica del MoVimento 5 Stelle o anche a quello che sarà in futuro, alla manovra finanziaria, alla politica di questo Governo, perché questo, sì, è scorretto intellettualmente. (Applausi dal Gruppo M5S) . Penso, senatrice Fedeli, che lei conosca la storia del senatore Lannutti e parla la sua vita, perché se una persona è antisemita e ha delle frasi estreme o estremiste, lo è da sempre. Lui non lo è mai stato, quindi non si può prendere a pretesto questo argomento sul quale - ripeto - il MoVimento 5 Stelle ha un'unica linea, cioè quella di rigettare ogni forma - diciamolo chiaramente - di antisemitismo e ogni forma di complottismo, ogni tesi, ogni teoria sconfessata dalla storia. Non è accettabile che sulla base di questa serissima argomentazione si faccia politica contro il Governo e contro il MoVimento 5 Stelle, perché questo non c'entra nulla. (Commenti del senatore Faraone). Colleghi, ve lo dico con molta serenità: siamo intervenuti in risposta, era doverosa una risposta, il senatore ha chiarito il suo errore e si è scusato. Credo che su questo capitolo, almeno in quest'Aula, sia doveroso mettere la parola fine. (Applausi dal Gruppo M5S) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, rispetto il senatore Lannutti, persona dalle prese di posizione spesso molto forti e appassionate su tanti temi, e anche il fatto che egli abbia cancellato il suo tweet . Ricordo che, quando si comunica sia in televisione, che sui social media , ciò che si comunica sono le parole pronunciate. In questo caso, è apparso un tweet, a firma senatore Lannutti, in cui sostanzialmente si sostiene la tesi secondo cui i "Protocolli dei Savi di Sion" sono la prova del complotto ebraico mondiale per il dominio del mondo. Il senatore Lannutti ha fatto bene a ritirarlo, ma non ha fatto bene a pubblicarlo. Allo stesso modo, visto che il tweet è stato cancellato non dopo dieci minuti, ma dopo più di ventiquattr'ore, non ha fatto bene il movimento cui il senatore appartiene a non dire una parola al riguardo, né a chiedergli di ritirarlo. Rispetto la scelta. Se è stato davvero un errore, è stato un errore marchiano, ma va bene. Conosco il senatore Lannutti da anni e sono rimasto estremamente stupito nel vedere questo tweet. Soprattutto, però, mi sono stupito di vederlo per ore. Può succedere a tutti che la mano scappi e di scrivere un tweet strano, ma dopo ventiquattr'ore quella stessa mano dovrebbe correggerlo. Ritengo estremamente grave che altri non l'abbiano fatto. Adesso, addirittura, si viene attaccati perché ci si permette di citare il problema. Questo mi sembra davvero esagerato. Quando si sbaglia, si chiede scusa. E se si chiede scusa, vuol dire che si è contriti, non si attacca l'avversario perché ha osato stigmatizzare la cosa. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Questo mi sembra esagerato e davvero preoccupante in tempi come questi, in cui uno Stato sovrano, che ha ottimi rapporti con l'Italia, continua a minacciare lo sterminio totale degli ebrei che si trovano in Israele. Ciò è pericoloso, e lo sarebbe anche se non fosse la settimana in cui ricorre il Giorno della memoria. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, desidero intervenire su questa questione. Anzitutto, avrei forse gradito sentire le scuse in quest'Aula direttamente da chi ha scritto il tweet . Reputo difficile comprendere come si possa involontariamente scrivere un tweet ed esprimere un'opinione. (Applausi dal Gruppo PD) . Ciò è difficile in particolare per persone mature come tutti noi e per persone che avrebbero il dovere di rappresentare la nazione e i suoi convincimenti. Sono molto preoccupato per quel tweet perché ventiquattr'ore sono tante. Sono preoccupato perché il Gruppo a cui appartiene il senatore in questione sarebbe forse potuto intervenire molto prima per fargli ritirare il tweet vergognoso che ha scritto. (Applausi dal Gruppo PD) . Nel mondo di oggi ventiquattr'ore sono tante e lo sapete bene voi, che siete abituati a prendere una posizione e magari a dire a quei disgraziati che sono affogati in mare che se la sono cercata, tanto poi, dopo, si chiede scusa. (Applausi dal Gruppo PD) . Credo che si debba guardare un po' oltre. Intravedo in questa vicenda il voler strizzare l'occhio a posizioni pericolose e credo che sia il Gruppo... (Commenti del Gruppo M5S) . ENDRIZZI (M5S) . Mettiti gli occhiali! Vergognati! MARCUCCI (PD) . Ringrazio il collega che dimostra il suo convincimento democratico. Credo che il Gruppo MoVimento 5 Stelle non debba prendere le difese del senatore, che ha sbagliato e lo apprendiamo. Credo che il MoVimento 5 Stelle debba chiedere scusa per una posizione di questa dimensione e gravità che è stata assunta per ventiquattr'ore e per il messaggio che, magari involontariamente, rischia di trasmettere al Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . LAUS (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, abbiamo appreso oggi da notizie di stampa che l'ex collega senatore Stefano Esposito, il prefetto di Torino e il direttore dell'ANSA hanno ricevuto delle minacce, dei proiettili. Il mio intervento è per esprimere solidarietà e chiedo che solidarietà possa essere espressa anche dall'intera Assemblea. I proiettili erano indirizzati appunto a queste tre autorità: si tratta di quattro buste con proiettili scoperte al centro di smistamento delle Poste di Torino. Quanto è accaduto è raccapricciante, noi condanniamo fermamente questi vili atti di inciviltà e ci auguriamo che gli investigatori possano al più presto fare chiarezza e individuare i responsabili di questi atti incivili. Chiedo nuovamente all'Assemblea di esprimere solidarietà su quanto accaduto. (Applausi dai Gruppi PD, M5S e FI-BP) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 23 gennaio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 23 gennaio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 12,02) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Bini, Bogo Deledda, Borgonzoni, Calderoli, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Collina, Crimi, Dal Mas, D'Angelo, De Poli, Di Girolamo, Grassi, Malpezzi, Marino, Merlo, Monti, Napolitano, Nugnes, Pinotti, Ronzulli, Rossomando, Santangelo, Siri e Stefano. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Buccarella, Fazzone, Rampi e Rizzotti, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Castiello Francesco ed altri Modifica all'articolo 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di diritto di accesso dei membri del Parlamento ai documenti amministrativi (919) (assegnato in data 22/01/2019); 4ª Commissione permanente Difesa sen. Garavini Laura ed altri Disposizioni per l'inquadramento del personale precario addetto ai servizi di manovalanza e di facchinaggio nei ruoli civili del Ministero della difesa (969) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 22/01/2019); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Iannone Antonio Norme in materia di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali (990) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 22/01/2019); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale sen. Catalfo Nunzia ed altri Disposizioni per il contrasto del falso lavoro autonomo (813) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 22/01/2019). In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Zanda Luigi Modifica dell'articolo 11 della Costituzione in materia di partecipazione dell'Italia all'Unione europea (968) previ pareri delle Commissioni 3ª (Affari esteri, emigrazione), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 22/01/2019); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione sen. Ferrara Gianluca ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e l'Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo (IDLO) relativo alla sede dell'organizzazione, fatto a Roma il 14 giugno 2017 (960) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro) (assegnato in data 22/01/2019). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 18/01/2019 la 3ª Commissione permanente Aff. esteri ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge: sen. Petrocelli Vito Rosario "Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Belarus in materia di cooperazione scientifica e tecnologica, firmato a Trieste il 10 giugno 2011; b) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Belarus sulla cooperazione culturale, firmato a Trieste il 10 giugno 2011" (677) (presentato in data 17/07/2018); in data 18/01/2019 la 3ª Commissione permanente Aff. esteri ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge: sen. Petrocelli Vito Rosario "Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo in materia di cooperazione culturale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Corea, fatto a Roma il 21 ottobre 2005; b) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Corea in materia di cooperazione scientifica e tecnologica, con allegato, fatto a Roma il 16 febbraio 2007" (678) (presentato in data 17/07/2018). Disegni di legge, ritiro In data 18 gennaio 2019, la senatrice Bini ha dichiarato di ritirare il disegno di legge: Bini. - "Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato, nonché modifica all'articolo 69 del codice penale, in materia di concorso di circostanze aggravanti e attenuanti" (417). Indagini conoscitive, annunzio L'11ª Commissione permanente è stata autorizzata a svolgere, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, un'indagine conoscitiva sul lavoro delle donne. Affari assegnati In data 21 gennaio 2019 è stato deferito alla 7 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sui percorsi didattici nelle scuole sulla storia, con particolare riferimento a quella del Novecento e sulla presenza della traccia di storia tra le prove dell'esame di maturità (Atto n. 160). In data 21 gennaio 2019 è stato deferito alla 10 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia (Atto n. 161). Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con lettera in data 10 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 72, lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto delle risorse finanziarie stanziate dall'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 72, tra le misure a sostegno al reddito in favore dei lavoratori delle aziende sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 11 a Commissione permanente (Atto n. 155). Con lettera in data 11 gennaio 2019 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Licciana Nardi (Massa Carrara), Puglianello (Benevento), Ortignano Raggiolo (Arezzo), Monte Porzio Catone (Roma). La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 3, 4 e 14 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: al dottor Antonio Parente e all'ingegner Massimo Sessa, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; al dottor Onofrio Giustino Angelo Cutaia, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali; alla dottoressa Maria Letizia Melina, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; al dottor Stefano Cappiello, dirigente della Banca d'Italia, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Antonio Mungo, magistrato ordinario fuori ruolo organico della magistratura, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della giustizia; al dottor Ernesto Pellecchia, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, con lettera in data 15 gennaio 2019, ha trasmesso la relazione sull'attività svolta dal medesimo Commissario nel secondo semestre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento alla 1 a Commissione permanente (Atto n. 156). Il Ministro della salute, con lettera in data 18 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, della legge 28 agosto 1997, n. 284, la relazione sullo stato di attuazione delle politiche concernenti la prevenzione della cecità e l'educazione e la riabilitazione visiva, relativa all'anno 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . CXXXIII, n. 1). Il Ministro della salute, con lettera in data 18 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 6, della legge 4 luglio 2005, n. 123, la relazione sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche in tema di malattia celiaca, riferita all'anno 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . LXII, n. 1). Il Ministro della salute, con lettera in data 21 dicembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8, comma 5, del decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1986, n. 462, la relazione sull'attività di vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia, relativa all'anno 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . LXXVI, n. 1). Il Ministro della salute, con lettera in data 18 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 16, comma 1, della legge 22 maggio 1978, n. 194, la relazione sull'attuazione della legge concernente norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza, relativa all'anno 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XXXVII, n. 1). Il Commissario delegato ex O.P.C.M. n. 3858 del 12 marzo 2010, con lettera in data 4 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 1- bis , del decreto-legge 12 maggio 2014, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2014, n. 97, la relazione sull'attività commissariale relativa all'emergenza sismica della galleria Pavoncelli dell'acquedotto Sele-Calore, svolta nel II semestre 2018 e relativa rendicontazione contabile. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente (Doc. XXVII, n. 5). Governo, trasmissione di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. Deferimento Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 14 gennaio 2019, ha trasmesso le seguenti sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, relative a cause in cui la Repubblica italiana è parte o adottate a seguito di domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da un'autorità giurisdizionale italiana, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 144- ter del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia, nonché alla 14 a Commissione permanente: sentenza della Corte (Ottava sezione) del 19 dicembre 2018, causa C-216/17, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - Antitrust e Coopservice Scarl contro Azienda socio-sanitaria Territoriale della Vallecamonica - Sebino (ASST) e altri, domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. La Corte ha dichiarato che, in base all'articolo 1, paragrafo 5, e all'articolo 32, paragrafo 2, quarto comma, della direttiva 2004/18/CE, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, un'amministrazione aggiudicatrice può agire per se stessa e per altre amministrazioni aggiudicatrici, chiaramente individuate, che non siano direttamente parti di un accordo quadro, purché i requisiti di pubblicità e di certezza del diritto e, pertanto, di trasparenza siano rispettati. Ha, altresì, escluso la possibilità che le amministrazioni aggiudicatrici che non siano firmatarie di tale accordo quadro non determinino la quantità delle prestazioni che potranno essere richieste all'atto della conclusione da parte loro degli accordi che gli danno esecuzione o che la determinino mediante riferimento al loro ordinario fabbisogno, pena violare i princìpi di trasparenza e di parità di trattamento degli operatori economici interessati alla conclusione di tale accordo quadro (Doc. XIX, n. 25) - alla 8 a Commissione; sentenza della Corte (Terza sezione) del 6 dicembre 2018, causa C-675/17, Ministero della Salute contro Hannes Preindl, domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. La Corte ha dichiarato che, nell'ambito della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, gli articoli 21, 22, e 24, concernenti i titoli di formazione di medico, di infermiere, di dentista, di veterinario, di farmacista e di architetto, impongono ad uno Stato membro, la cui normativa prevede l'obbligo di formazione a tempo pieno e il divieto della contemporanea iscrizione a due formazioni, di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione previsti da tale direttiva e rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti. Ha, altresì, dichiarato che l'articolo 21 e l'articolo 22, lettera a), della direttiva 2005/36/CE ostano a che lo Stato membro ospitante verifichi il rispetto della condizione che la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno (Doc. XIX, n. 26) - alla 2 a e alla 12 a Commissione; sentenza della Corte (Decima sezione) del 19 dicembre 2018, causa C-667/17, Francesca Cadeddu contro Agenzia delle Entrate - Direzione provinciale di Cagliari e Regione autonoma della Sardegna, domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria Provinciale di Cagliari. La Corte ha dichiarato che l'articolo 80 del regolamento (CE) n. 1083/2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999, in combinato disposto con l'articolo 2, punto 4, di tale regolamento, non osta a una normativa tributaria nazionale che assoggetta all'imposta sul reddito delle persone fisiche gli importi concessi a queste ultime, a titolo di borsa di studio, dall'organismo pubblico incaricato dell'attuazione del progetto selezionato dall'autorità di gestione del programma operativo di cui trattasi, ai sensi dell'articolo 2, punto 3, del suddetto regolamento, e finanziato con fondi strutturali europei (Doc. XIX, n. 27) - alla 6 a Commissione; sentenza della Corte (Grande sezione) del 19 dicembre 2018, causa C-219/17, Silvio Berlusconi e Finanziaria d'investimento Fininvest Spa (Fininvest) contro Banca d'Italia e Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. La Corte ha dichiarato che l'articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea osta a che gli organi giurisdizionali nazionali esercitino un controllo di legittimità sugli atti di avvio, preparatori o di proposta non vincolante adottati dalle autorità nazionali competenti nell'ambito della procedura prevista agli articoli 22 e 23 della direttiva 2013/36/UE, sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, all'articolo 4, paragrafo 1, lettera c), e all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1024/2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, nonché agli articoli da 85 a 87 del regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea, che istituisce il quadro di cooperazione nell'ambito del Meccanismo di vigilanza unico tra la Banca centrale europea e le autorità nazionali competenti e con le autorità nazionali designate (Regolamento quadro sull'MVU); è al riguardo irrilevante la circostanza che un giudice nazionale sia stato investito di un'azione specifica di nullità per asserita violazione del giudicato formatosi su una decisione giudiziaria nazionale (Doc. XIX, n. 28) - alla 6 a Commissione. Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 3, 10, 11 e 15 gennaio 2019, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: di ENAV S.p.A. per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 100); del Fondo di previdenza per il personale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 101); dell'Unione Nazionale Mutilati per Servizio (U.N.M.S.) per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 102); di Studiare sviluppo S.r.l. per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 103); dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 104); dell'Autorità Portuale di Gioia Tauro, per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 105); dell'Acquedotto Pugliese S.p.A. per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 106). Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Segretario generale della Corte dei conti, con lettera in data 15 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la nota integrativa e il bilancio di previsione della Corte dei conti per l'esercizio 2019 e il bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 157). La Sezione di controllo per gli affari comunitari ed internazionali della Corte dei conti, con lettera in data 14 gennaio 2019, ha inviato la deliberazione n. 1/2019 con la quale la Sezione stessa ha approvato la relazione annuale 2018 concernente "I rapporti finanziari con l'Unione europea e l'utilizzazione dei Fondi comunitari". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 158). Regioni e province autonome, trasmissione di atti Con lettera in data 15 gennaio 2019, la Presidenza della Regione autonoma della Sardegna, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 2, comma 5, della legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13, e successive modificazioni, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Regione del 15 gennaio 2019, n. 3, concernente lo scioglimento del Consiglio comunale di Sini (Oristano). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti E' pervenuto al Senato un voto della Regione Veneto concernente: "Risoluzione inerente la Sessione europea 2018 - Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione del Veneto alla fase ascendente e alla fase discendente del diritto dell'Unione europea". Tale voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente (n. 22). E' pervenuto al Senato un voto della Regione Piemonte concernente: "Mozione inerente preoccupazioni in merito ai contenuti del Disegno di legge nazionale n. 735 avente ad oggetto «Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità»". Tale voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente (n. 23). Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, trasmissione di atti Il Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, con lettera in data 8 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 21 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, copia del bilancio di previsione per l'esercizio 2019, approvato con determinazione del 12 dicembre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 159). Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di documenti Il Presidente dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), con lettera in data 16 gennaio 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 17, comma 5- ter , del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, la relazione sull'attività svolta dall'Istituto stesso in materia di interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole nell'anno 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 9 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XCII, n. 2). Parlamento europeo, trasmissione di documenti. Deferimento Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 20 dicembre 2018, ha inviato il testo di ventinove risoluzioni approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dal 22 al 25 ottobre 2018, deferite, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sotto indicate Commissioni competenti per materia, nonché alla 14 a Commissione permanente: risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda le risorse per la coesione economica, sociale e territoriale e rettifica tale regolamento per quanto riguarda le risorse per l'obiettivo Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione, alla 3 a Commissione permanente, alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 171); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio per quanto riguarda il sostegno alle riforme strutturali negli Stati membri, alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 172); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativo all'avvio in Irlanda dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici, alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 173); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen (SIS) nel settore delle verifiche di frontiera, che modifica il regolamento (UE) n. 515/2014 e abroga il regolamento (CE) n. 1987/2006, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 174); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen (SIS) nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale, che modifica il regolamento (UE) n. 515/2014 e abroga il regolamento (CE) n. 1986/2006, la decisione 2007/533/GAI del Consiglio e la decisione 2010/261/UE della Commissione, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 175); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'uso del sistema d'informazione Schengen per il rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 176); risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 92/83/CEE relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sull'alcol e sulle bevande alcoliche, alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 177); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 726/2004 che istituisce procedure comunitarie per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l'agenzia europea per i medicinali, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 178); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai medicinali veterinari, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 179); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fabbricazione, all'immissione sul mercato e all'utilizzo di mangimi medicati e che abroga la direttiva 90/167/CEE del Consiglio, alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 180); risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/62/CE, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di alcune infrastrutture, alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 181); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 per quanto riguarda l'ubicazione della sede dell'Autorità bancaria europea, alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 182); risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 726/2004 per quanto riguarda l'ubicazione della sede dell'agenzia europea per i medicinali, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 183); risoluzione sul progetto di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 216/2013 relativo alla pubblicazione elettronica della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 184); risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo tra l'Unione europea e il Commonwealth delle Bahamas che modifica l'accordo tra la Comunità europea e il Commonwealth delle Bahamas in materia di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 185); risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo tra l'Unione europea e la Repubblica di Maurizio che modifica l'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica di Maurizio in materia di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 186); risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo tra l'Unione europea e Antigua e Barbuda che modifica l'accordo tra la Comunità europea e Antigua e Barbuda in materia di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 187); risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo tra l'Unione europea e la Federazione di Saint Christopher (Saint Kitts) e Nevis che modifica l'accordo tra la Comunità europea e la Federazione di Saint Christopher (Saint Kitts) e Nevis in materia di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 188); risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo tra l'Unione europea e le Barbados che modifica l'accordo tra la Comunità europea e le Barbados in materia di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 189); risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo tra l'Unione europea e la Repubblica delle Seychelles che modifica l'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica delle Seychelles in materia di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 190); risoluzione concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2019, alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 191); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire dal granturco geneticamente modificato NK603 x MON810 (MON-00603-6 x MON00810-6) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 192); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato MON 87427 X MON 89034 X 1507 X MON 88017 x 59122 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro dei singoli eventi MON 87427, MON 89034, 1507, MON 88017 e 59122, e che abroga la decisione 2011/366/UE, alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 193); risoluzione sull'aumento della violenza neofascista in Europa, alla 1 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 194); risoluzione sul benessere degli animali, l'uso di medicinali antimicrobici e l'impatto ambientale dell'allevamento industriale dei polli da carne, alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 195); risoluzione sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma nel 2018 a Katowice, Polonia, alla 13 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 196); risoluzione sull'utilizzo dei dati degli utenti Facebook da parte di Cambridge Analytica e l'impatto sulla protezione dei dati, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 197); risoluzione sulla situazione nel Mar d'Azov, alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 198); risoluzione sulla promozione del riconoscimento reciproco automatico dei diplomi, alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 199). Interrogazioni Atto n. 3-00526 EVANGELISTA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la spiaggia e la darsena del porto di Fiumicino versano in uno stato di degrado e abbandono. In particolare la darsena è invasa da canne mischiate a una smisurata quantità di rifiuti di plastica, detriti e altro materiale, che galleggiano a ridosso delle imbarcazioni e lo stesso spettacolo si presenta sulla spiaggia, ove si passeggia districandosi tra bottiglie, palloni, scarpe, pneumatici e rifiuti di ogni genere; nell'anno 2018 è entrata in vigore la convenzione stipulata tra l'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centro settentrionale, rappresentata dall'avvocato Francesco Maria di Majo, e il Comune di Fiumicino, rappresentato dal sindaco Esterino Montino, riguardante la rimozione dei rifiuti galleggianti e la pulizia delle aree portuali, dei moli e della darsena; la convenzione è stata preceduta dal "Protocollo di intesa per la gestione degli imballaggi in plastica" sottoscritto dalla Regione Lazio, dal Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica) e dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) Lazio, che prevedeva il coinvolgimento delle Capitanerie di porto, dell'Autorità portuale, dei Comuni e delle associazioni e cooperative dei pescatori; secondo quanto riportato dalla convenzione, gli operatori della pesca dovrebbero raccogliere in appositi contenitori le plastiche rimaste impigliate nelle loro reti, rappresentando gli stessi il primo anello di una catena della filiera che dovrà occuparsi dello stoccaggio in impianti intermedi, del trasporto, delle analisi qualitative e infine del conferimento nelle strutture terminali di avvio al riciclo; il Comune di Fiumicino ha incaricato un'associazione temporanea d'imprese di effettuare gli interventi di spazzamento, di svuotamento dei cestini, che dovrebbero essere posizionati dall'Autorità portuale, e di raccolta dei rifiuti nello specchio acqueo tramite un mezzo munito di ragno, ferma restando la competenza e la responsabilità in capo all'Autorità portuale, salvo per i servizi, le frequenze e le modalità previsti dalla convenzione stessa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e, in particolare, dello stato di degrado ambientale, con potenziale pericolosità per la salute pubblica, in cui versano la darsena e la spiaggia di Fiumicino; quali provvedimenti di competenza intenda adottare al fine di sollecitare gli enti preposti all'immediata bonifica dei luoghi. Atto n. 3-00528 SBROLLINI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'agricoltura è il settore dove si registra il più alto tasso di incidenti mortali sui luoghi di lavoro. L'ultimo si è verificato in provincia di Vicenza e risale al 3 gennaio 2019, quando un agricoltore di 71 anni è stato travolto dal rimorchio del trattore; la forte presenza di lavoro nero in agricoltura fa sì che i dati dell'Inail spesso non corrispondano alla realtà: gli infortuni nella realtà sono molti di più rispetto a quelli denunciati; nel Veneto, dal 2015 al 5 dicembre 2018 gli infortuni sono stati 193, di cui 33 dovuti al ribaltamento del trattore. Praticamente il 27 per cento. A questi vanno sommati altri tre decessi per schiacciamento da trattore agricolo in movimento e altri nove per schiacciamento in impianti e macchine agricole diverse dal trattore; nel corso del 2018, in tutto il Veneto, si sono verificati 47 decessi durante lo svolgimento di un'attività ricollegabile alla dimensione lavorativa, dato in cui rientrano tutti gli infortuni mortali avvenuti nella regione, inclusi quelli dei lavoratori non assicurati con l'Inail. Di questi, 16 sono riferibili al comparto agricolo. In numero quasi doppio rispetto al settore delle costruzioni e quattro volte tanto rispetto alla metalmeccanica; in molte parti d'Italia l'agricoltura è fatta per lo più da micro aziende, coltivatori diretti, imprese familiari, persone con un doppio lavoro. Queste situazioni sono più difficilmente raggiungibili da interventi di prevenzione. Gran parte degli incidenti riguardano gli anziani e i pensionati che svolgono lavori in campagna, soprattutto a causa dell'utilizzo dei mezzi meccanici. In Veneto, secondo i dati disponibili, le vittime di incidenti riguardano prevalentemente lavoratori tra i 51 e i 60 anni (26,9 per cento del totale); il più delle volte gli incidenti avvengono in zone collinari e in zone dove l'utilizzo dei mezzi agricoli è più rischioso e dove gran parte degli addetti hanno un'età avanzata; considerato che: le tragedie in agricoltura non possono essere attribuite solo alla fatalità, alla sfortuna e all'imprudenza. Al contrario, le cause prevalenti di incidenti riguardano proprio l'utilizzo dei mezzi meccanici e di mezzi inadeguati allo svolgimento dell'attività agricola; numerosi macchinari utilizzati nei campi, spesso datati e privi di adeguata manutenzione, risultano essere fuori norma e la loro mancata sostituzione è spesso legata al basso reddito dell'agricoltore e alle difficoltà economiche, che precludono alle aziende più piccole, spesso microimprese, di adeguarsi alla normativa vigente e di acquistare nuove strumentazioni; le associazioni del settore agricolo, al fine di ridurre gli incidenti in agricoltura, hanno da tempo avviato importanti corsi per la sicurezza, anche ricorrendo a corsi on line ; i controlli effettuati dagli enti preposti alla sicurezza sul lavoro nel settore agricolo risultano ancora di natura episodica e non rispondenti ad una programmazione. Spesso tali controlli non sono effettuati in tutti gli ambiti e le mansioni di lavoro del soggetto controllato; i mezzi agricoli, in primo luogo i trattori, dovrebbero essere tutti dotati di sistemi di sicurezza, come il " roll bar ", cinture e di segnalatore di incidente per procedere ad interventi di soccorso i più veloci possibili; a fronte delle problematiche esposte emerge in tutta evidenza la necessità di predisporre, con urgenza, un "programma di sviluppo rurale" incentrato sulla sicurezza dei lavoratori e su misure finalizzate a favorire il rinnovo dei mezzi utilizzati dagli agricoltori nei campi, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti evidenziati e se ritenga di condividere la preoccupazione per la situazione; se intenda predisporre, con urgenza, un piano di interventi specifici per lo sviluppo rurale incentrato sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per il rinnovo dei mezzi utilizzati dagli agricoltori nelle loro attività; se non reputi necessario avviare un confronto con le associazioni di categoria e con l'Inail per trovare le forme più adatte per ridurre il tasso di incidenti mortali nel settore dell'agricoltura. Atto n. 3-00530 BINI FARAONE BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: la Regione Puglia, a seguito delle frequenti richieste di chiarimento pervenute dalle aziende del Servizio sanitario regionale in merito alla possibilità di erogare prodotto extra LEA a pazienti affetti da patologie fortemente invalidanti, quali le malattie rare e la fibrosi cistica, ha provveduto, con nota prot. n. 3457 del 9 luglio 2018, alla richiesta di delucidazioni da parte delle competenti amministrazioni centrali (Ministero della salute, Ministero dell'economia e delle finanze e Agenzia italiana del farmaco), tenuto conto del fatto che l'attuale quadro normativo, riferibile al decreto ministeriale n. 279 del 2001, al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, alla legge n. 548 del 1993 ed ai vigenti accordi Stato-Regioni in materia di malattie rare, "lascia spazi interpretativi per cui l'erogazione dei suddetti prodotti avviene in modalità disomogenea sul territorio nazionale"; la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute, in data 21 dicembre 2018, ha risposto affermando che "non è possibile per la Regione Puglia erogare prestazioni extra LEA nel contesto della razionalizzazione della spesa", confermando altresì che livelli ulteriori di assistenza possono essere erogati gratuitamente ai propri residenti solo dalle Regioni che, trovandosi in condizioni di equilibrio economico-finanziario, non hanno sottoscritto un piano di rientro ai sensi della normativa vigente; a seguito di questa risposta la Regione Puglia ha invitato i direttori generali e il coordinamento regionale delle malattie rare "a dare massima divulgazione" dei chiarimenti pervenuti dagli organi ministeriali a tutti gli operatori sanitari interessati, e a vigilare sul corretto comportamento dei medici prescrittori, in linea con tali disposizioni, "al fine di evitare che eventuali prescrizioni redatte in difformità dalle stesse inducano gli assistiti ad avviare contenziosi con gli operatori sanitari delle aree farmaceutiche o dei distretti preposti all'erogazione diretta di medicinali e/o presidi sanitari per pazienti affetti da patologie rare di cui al DPCM 12/1/2017, ovvero da Fibrosi Cistica"; ciò comporta inevitabili disuguaglianze tra pazienti affetti dalle stesse patologie, ma residenti in regioni diverse, la cui unica "colpa" è quella di essere assistiti in una Regione sottoposta alla disciplina dei piani di rientro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che la risposta data alla Regione Puglia sia carente sotto il profilo interpretativo dal momento che l'erogazione dei prodotti in questione avviene in modo non omogeneo sul territorio nazionale e, a volte, anche all'interno della stessa regione, e quali iniziative intenda altresì adottare al fine di assicurare che le persone affette da malattie così gravi possano ricevere le cure loro necessarie. Atto n. 3-00531 ZAFFINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 16 gennaio 2019 è stato chiuso al traffico e posto sotto sequestro il tratto stradale della E45 all'altezza del viadotto "Puleto", nei pressi di Valsavignone, al confine fra la Toscana e la Romagna; la Procura della Repubblica di Arezzo ha disposto il sequestro preventivo per concreto pericolo di crollo a seguito della diffusione di un video che mostrava le gravi condizioni di degrado della struttura (con scopertura in alcune zone dei copriferri e l'ossidazione dei ferri di armatura), e dopo specifica perizia tecnica che ha rilevato il rischio di collasso quando il viadotto viene appesantito dalla circolazione quotidiana dei veicoli, leggeri e soprattutto pesanti; gli interventi di risanamento strutturale sul viadotto Puleto avrebbero dovuto essere avviati già da tempo in virtù del progetto di risanamento strutturale, come si apprende anche da numerose fonti di stampa, secondo cui l'inizio dei lavori era stato addirittura predisposto ed approvato già nel 2015; il 22 marzo 2018 il quotidiano on line "Nove Firenze", in un dettagliato articolo dal titolo "E45: nei prossimi giorni i primi interventi di ripristino strutturale dei viadotti", riportava l'imminenza dell'avvio da parte di Anas dei cantieri dì manutenzione programmata per un investimento di oltre 51 milioni di euro sul tratto toscano della E45; l'intervento sul viadotto Puleto per l'adeguamento sismico e strutturale rientrava nel piano di riqualificazione dell'itinerario E45-E55 Orte-Mestre, avviato da Anas negli ultimi tre anni, riguardante anche interventi di riqualificazione di ponti, viadotti e gallerie; nel dettaglio, sul tratto toscano della strada statale 3 bis "Tiberina" (E45), erano stati aggiudicati e in fase di imminente avvio cantieri di risanamento profondo della pavimentazione per un valore di oltre 12 milioni di euro; entro l'anno l'Anas aveva annunciato un progetto per lavori di ripristino della funzionalità della viabilità alternativa tra Pieve Santo Stefano e Verghereto per 2,5 milioni di euro; si apprende da comunicati stampa che i lavori sono stati consegnati a dicembre e le attività di cantierizzazione per l'avvio sarebbero già in corso mentre quelli sulla viabilità alternativa di Pieve Santo Stefano sarebbero stati appaltati entro il 2018, ma non se ne trova traccia; considerato che: la chiusura del tratto stradale ha, di fatto, tagliato in due il Paese, con gravissimi i disagi per gli utenti, dato che i percorsi alternativi, non adeguati, comportano un aggravio enorme in termini di tempo e danaro; le ricadute sui collegamenti Nord-Sud sono pesantissime come anche quelle sul tessuto economico e produttivo del Paese; coldiretti Umbria stima un aggravio di costi, a carico delle aziende, nella misura di 100 euro ad autotreno per ogni carico trasportato a causa dell'aumento dei chilometri da percorrere per raggiungere le zone servite dalla strada statale 3 bis "Tiberina", la cui chiusura ha come unici percorsi alternativi i tragitti autostradali A1 e A14 o i valichi montani, si chiede di sapere: se risponda al vero che i lavori di risanamento strutturale del viadotto Puleto sarebbero dovuti partire già da anni e perché non siano stati avviati; quali misure urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare allo scopo di consentire una veloce riapertura del traffico per evitare i gravi disagi alla viabilità. Atto n. 3-00532 GIAMMANCO Ai Ministri dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il CETA, Comprehensive economic and trade agreement, è un trattato internazionale che sancisce un accordo commerciale di libero scambio tra il Canada e l'Unione europea, entrato in vigore, in maniera provvisoria, il 21 settembre 2017; il CETA ha la finalità di semplificare l'esportazione di beni e servizi, con conseguenti vantaggi per i cittadini e le imprese nella UE e in Canada, di migliorare la cooperazione economica di queste ultime attraverso l'abbattimento delle tariffe doganali, di offrire una maggiore trasparenza nelle gare di appalto pubblico, il mutuo riconoscimento di alcune qualifiche professionali e una crescente armonizzazione dal punto di vista dei regolamenti e degli standard che costituiscono barriere non tariffarie; l'entrata in vigore a titolo provvisorio del CETA ha consentito alle imprese e ai cittadini dell'Unione europea di iniziare da subito a cogliere i vantaggi che offre; sono stati registrati dati significativi per l'esportazione dei prodotti alimentari italiani, e in primis nei comparti merceologici in cui è stato evidenziato un notevole abbassamento delle tariffe per l' export , dati consultabili nella tavola 2 sulle tariffe bilaterali medie per settore pre CETA fornite dalla Commissione europea; i dati evidenziano un aumento complessivo delle esportazioni totali dell'Italia del 4,3 per cento, da cui è derivato un aumento del surplus commerciale di oltre 140 milioni di euro. Nel dettaglio, si è avuto un aumento del 7,4 per cento per le esportazioni agroalimentari verso il Canada, con significativi incrementi per il prosciutto con un aumento del 20 per cento (e solo il San Daniele del 35 per cento), pasta e biscotti (24 per cento in più), formaggi (12 per cento), cioccolato (123 per cento), bevande non alcoliche (39 per cento in più). Per quanto riguarda invece altri settori merceologici, è stato registrato un aumento del 7 per cento nell'esportazione delle calzature, 70 per cento per le magliette di cotone e cardigan , 77 per cento per la gioielleria e 37 per cento per le ceramiche; il CETA, prima di entrare pienamente in vigore, dovrà essere ratificato da tutti i Parlamenti nazionali che fanno parte dell'Unione europea, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno promuovere l'avvio, presso il Parlamento italiano, del processo di ratifica dell'accordo di libero scambio tra il Canada e l'Unione europea, alla luce delle evidenti e documentate ripercussioni positive che ha già avuto sull'economia commerciale dell'Italia. Atto n. 3-00533 VITALI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la filiera della raccolta di gioco mediante apparecchi di gioco di Stato con vincita in denaro, di cui al comma 6, lettera a) , dell'art. 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni e integrazioni, le cosiddette slot machine o newslot , è composto da un ristretto numero di società concessionarie (Lottomatica Videolot Rete, Admiral Gaming Network, Cirsa Italia, Codere Network, Gamenet, Global Starnet, Hbg Connex, Netwin Italia, Nts Network, Sisal Entertainment, Snaitech), di grandi dimensioni, che annoverano un ristretto numero di dipendenti, e poi da diverse migliaia di piccole e medie imprese definite nella filiera "gestori", proprietari degli apparecchi di gioco di Stato con altissimo numero di dipendenti (circa 5.000 aziende e circa 300.000 lavoratori); la riduzione del numero degli apparecchi sul territorio nazionale, completamente operata dalle piccole e medie imprese del settore e stabilita per legge ha comportato un aumento quasi del 1.000 per cento dei costi gravanti sui proprietari degli apparecchi e cambiando le condizioni contrattuali a loro esclusivo vantaggio; tali comportamenti si sono di fatto tradotti in comportamenti estorsivi a danno dei proprietari degli apparecchi e hanno determinato la soppressione della libera concorrenza nel settore degli apparecchi di gioco. Infatti, le società concessionarie hanno chiesto ai gestori l'aumento del loro corrispettivo anche attraverso l'impiego, in caso di rifiuto, degli strumenti di recesso e risoluzione dei contratti, utilizzati immotivatamente o per inadempimenti esclusivamente formali e spesso con l'impiego di clausole contrattuali vessatorie; nel concreto, questo produce l'effetto di far decadere la validità dei nulla osta di messa in esercizio degli apparecchi del piccolo imprenditore e rende disponibili a favore della società concessionaria il corrispondente numero di nulla osta sostitutivi che tale soggetto può riservare a sé stesso o ad altri partner commerciali a condizioni economiche molto più gravose di quelle praticate in precedenza; è così che il blocco del mercato, derivante dalla necessità di ridurre il numero di apparecchi presenti sul territorio nazionale, ha portato alla commissione di abusi da parte delle società concessionarie a discapito delle piccole e medie imprese, proprietarie degli apparecchi; sono stati anche segnalati incrementi delle tariffe per il collegamento annuo degli apparecchi alla rete telematica fino al 1.000 per cento e l'imposizione unilaterale di modifiche contrattuali vessatorie che rendono del tutto subordinata la posizione del contraente più debole; le imprese che non accettano tali condizioni peggiorative dei contratti sono costrette alla sparizione dal mercato pur rispettando tutti i requisiti previsti dalla normativa di settore (come l'iscrizione all'elenco degli operatori di cui all'art. 1, comma 82, della legge n. 220 del 2010) ed essendo proprietarie di apparecchi da gioco certificati ed autorizzati dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli con livelli occupazionali elevati e manodopera qualificata. Si tratta di casi, già verificatisi, di aziende sane e produttive che sono state costrette alla cessazione totale dell'attività, aziende presenti sul mercato da decenni e che da decenni garantivano posti di lavoro, che sono scomparse; le conseguenze sono tutte negative: si penalizza la piccola impresa italiana a vantaggio delle potenti lobby del settore, si perdono decine di migliaia di posti di lavoro, non si ottiene nessun decremento dell'offerta di gioco e delle conseguenze negative sui giocatori; occorre evitare che, in caso di comprovate ipotesi di abuso, la stessa pubblica amministrazione competente possa trovarsi esposta a possibili azioni risarcitorie da parte di operatori esclusi dal mercato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative al fine di tutelare i proprietari degli apparecchi di cui all'art. 110, comma 6, lett. a) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza in quanto piccoli operatori della filiera; se tali iniziative, come sarebbe opportuno, riguarderanno il divieto di utilizzo delle clausole di recesso o risoluzione contrattuale da parte dei concessionari o comunque l'affermazione del diritto da parte del proprietario degli apparecchi che abbia subìto recessi o risoluzioni contrattuali di ottenere da altri concessionari l'emissione dei nulla osta di messa in esercizio sostitutivi per i medesimi apparecchi, in considerazione del ruolo dei gestori degli apparecchi e dell'enorme apporto in termini di prelievo fiscale che assicurano all'erario. Atto n. 3-00535 LAFORGIA DE PETRIS ERRANI GRASSO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell'interno Premesso che: la squadra mobile di Latina, in coordinamento con gli uomini del servizio centrale operativo della Polizia diretto da Alessandro Giuliano, ha smantellato un'associazione per delinquere composta da sei italiani, arrestati per violazione della normativa sul caporalato: tra loro anche due donne, che avevano il compito di reclutare la manodopera; i poliziotti hanno sequestrato decine di automezzi, beni e immobili degli arrestati per un valore di circa 4 milioni di euro, i proventi, cioè, dei guadagni realizzati illecitamente sulle spalle dei braccianti stranieri, i quali provenivano in parte anche dai Cas, i centri di accoglienza straordinaria: erano cioè in attesa del riconoscimento della protezione internazionale; nell'inchiesta sono coinvolti anche un sindacalista e un ispettore del lavoro, accusato di corruzione, ed i reati contestati dalla Procura di Latina vanno dall'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro all'estorsione, dal riciclaggio a reati tributari; in base a quanto riportato dagli organi di informazione, i braccianti erano anche costretti a iscriversi al sindacato dietro la minaccia del licenziamento; "L'ispettore del lavoro riceveva in cambio dei suoi servizi delle utilità e il sindacalista iscritti al sindacato", ha dichiarato il procuratore aggiunto Lasperanza relativamente agli arrestati Nicola Spognardi e Marco Vaccaro, segretario provinciale della Fai Cisl; "Il sindacato guadagnava anche 60 euro per ogni pratica di disoccupazione e l'ispettore ha ottenuto un appalto per la sicurezza sul lavoro a favore di una ditta a lui legata", ha aggiunto il capo della squadra mobile di Latina, Carmine Mosca; Vaccaro prima di Natale ha anche scritto in un messaggio inviato a un altro sindacalista: "A Babbo Natale ho chiesto ... 4.000 disoccupazioni e un gatto"; considerato che l'associazione per delinquere è stata sgominata applicando la legge contro il caporalato in agricoltura approvata nella XVII Legislatura (legge n. 199 del 2016), si chiede di sapere quali strumenti i Ministri in indirizzo intendano utilizzare al fine di evitare simili episodi concentrando l'azione di Governo sulla prevenzione, promuovendo eventuali iniziative più stringenti in tale ambito. Atto n. 3-00536 GARAVINI PARRINI Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che: il decreto-legge n. 113 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018, ha introdotto importanti novità nella gestione dei beni sequestrati e confiscati e, soprattutto, nella funzionalità dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; in particolare sono state stabilizzate le sezioni distaccate di Reggio Calabria, Napoli, Palermo e Milano; istituite nuove procedure per la gestione dei beni; create nuove modalità organizzative; la quantità di beni in gestione è in costante aumento, considerato il lavoro continuo di indagine delle forze di polizia e della magistratura che porta a sequestri di beni ai mafiosi ed ai corrotti in misura sempre crescente nel tempo; la legge prevede un aumento del personale a disposizione dell'Agenzia, in particolare: 100 unità di personale in comando da altre amministrazioni pubbliche, così come già previsto dalla legge precedente, e 70 unità di personale da assumere con concorso pubblico; le 70 unità da assumere con concorso dovrebbero, in misura prevalente, occuparsi della gestione delle aziende confiscate, uno dei settori più delicati e complessi dell'attività dell'Agenzia; con la legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) è stato introdotto il blocco delle assunzioni in tutto il pubblico impiego che impedirà, almeno fino al novembre 2019, di procedere alle nuove assunzioni, non consentendo all'Agenzia di funzionare adeguatamente e di svolgere tutti i suoi delicati compiti, si chiede di sapere: che cosa intenda fare il Governo per sbloccare le assunzioni per l'Agenzia, in deroga al blocco previsto per la pubblica amministrazione; come intenda procedere all'effettivo rafforzamento delle funzioni dell'Agenzia se non provvederà allo sblocco delle assunzioni. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00525 TARICCO FEDELI MAGORNO CUCCA MARGIOTTA MESSINA Assuntela GARAVINI ROSSOMANDO D'ARIENZO BINI ASTORRE GIACOBBE FERRAZZI BOLDRINI COMINCINI Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da diversi organi di stampa, in data 7 gennaio 2019 durante una manifestazione, svoltasi al cimitero del Verano di Roma e organizzata da "Forza nuova", "Avanguardia nazionale" e "Fiamme nere" in memoria dei morti del 1978 in via Acca Larentia, il giornalista Federico Marconi ed il fotografo Paolo Marchetti, del settimanale "L'Espresso", presenti sul luogo al fine di documentare la manifestazione, sono stati violentemente aggrediti e colpiti da soggetti appartenenti alle stesse organizzazioni neofasciste; secondo quanto denunciato dai cronisti, diversi manifestanti con intimidazioni e pesanti minacce, spintoni, calci alle gambe e schiaffi hanno loro imposto di consegnare la scheda di memoria della macchina fotografica di Paolo Marchetti al fine di cancellare foto e video della giornata, nonché requisito il cellulare ed il portafoglio di Marchetti, per identificarlo in maniera del tutto illegittima; gli effetti personali dei cronisti sarebbero stati restituiti solo a seguito dell'intervento delle forze dell'ordine presenti, che, secondo quanto sostenuto dai cronisti, avrebbero seguito a distanza l'aggressione, non intervenendo tempestivamente; tra gli aggressori, secondo quanto riportato dai quotidiani, figurerebbero Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli, esponenti di spicco rispettivamente di Forza nuova e Avanguardia nazionale. In particolare, Castellino dal mese di giugno 2018 è sottoposto alla misura della sorveglianza speciale a seguito di un Daspo emesso dalla Questura di Roma per serie di reati, tra i quali resistenza a pubblico ufficiale durante uno sfratto, minacce a manifestazioni antimigranti, tafferugli durante una manifestazione con i tassisti. Castellino, inoltre, ha l'obbligo di firma a seguito di una condanna per il reato di cui all'articolo 640 del codice penale per una truffa sugli alimenti per i celiaci ai danni del Servizio sanitario nazionale; i fatti sono stati iscritti nell'apposito registro delle notizie di reato dalla Procura di Roma e l'attività d'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale; premesso, inoltre, che: Avanguardia nazionale, organizzazione neofascista e golpista italiana, è stata fondata il 25 aprile 1960 da Stefano Delle Chiaie e disciolta formalmente il 5 giugno 1976 a seguito della condanna da parte del Tribunale di Roma di gran parte dei dirigenti e degli attivisti per ricostituzione del disciolto partito fascista; l'articolo 1 della legge 20 giugno 1952, n. 645, recante norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, dispone che: "Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione , si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista", si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito ai fatti esposti; quali iniziative necessarie e urgenti intenda intraprendere al fine di chiarire se l'intervento delle forze dell'ordine presenti sul luogo dell'aggressione sia stato puntuale e tempestivo; quali iniziative necessarie e urgenti intenda, altresì, intraprendere al fine di garantire che esponenti di formazioni neofasciste sottoposti a misure preventive o restrittive non violino impunemente le stesse misure, anche accertando che non vi siano state eventuali sottovalutazioni o omissioni da parte di eventuali pubblici ufficiali tenuti a vigilare sull'effettività e il rispetto di tali misure; quali azioni intenda intraprendere al fine di garantire l'incolumità degli operatori degli organi d'informazione nello svolgimento del loro lavoro, anche alla luce della rilevanza costituzionale riconosciuta al diritto di stampa nel nostro ordinamento. Atto n. 3-00527 LONARDO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a seguito del crollo del ponte di Genova, avvenuto in data 14 agosto 2018, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha chiuso in via precauzionale il viadotto che collega il quartiere Capodimonte al centro della città di Benevento, denominato ponte San Nicola e progettato, come quello di Genova, dall'ingegnere Riccardo Morandi, per permettere delle analisi sullo stato della struttura; tali analisi hanno rivelato un degrado del ponte che, dopo quattro mesi, in data 19 dicembre 2018, è stato riaperto, ma la commissione di esperti cui è stato affidato il compito di studiarlo ha dato il via libera al transito solo dei veicoli con la limitazione a quelli pesanti (oltre le 3,5 tonnellate) ad eccezione degli autobus urbani e pullman ; restano necessari interventi di manutenzione sul viadotto per evitare la chiusura del ponte che creerebbe enormi disagi alla città di Benevento, ma la spesa necessaria a ristrutturare l'opera sarà sicuramente inaccessibile per il Comune di Benevento, si chiede di sapere quali urgenti provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda prendere, al fine di completare gli interventi per la messa in sicurezza del viadotto. Atto n. 3-00529 ALFIERI GARAVINI PITTELLA FEDELI GINETTI GIACOBBE PINOTTI RENZI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 24 giugno 2016 il Regno Unito, dopo 40 anni dal suo ingresso, si è ritrovato a dover fronteggiare gli esiti del voto a favore della Brexit e della conseguente uscita dall'Unione europea. Come noto, con il 51,9 per cento dei voti il "Leave" ha vinto contro il 48,1 per cento del "Remain"; il 19 giugno 2017 sono stati avviati formalmente i negoziati tra UE e Regno Unito per l'accordo di recesso a seguito della notifica formale da parte del Governo del Regno Unito del processo di recesso dalla UE, ai sensi dell'articolo 50 del Trattato sull'Unione europea (TUE). Ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 50, il processo di uscita del Regno Unito si sarebbe dovuto concludere entro due anni, e quindi, entro il 29 marzo 2019, fatta salva la facoltà del Consiglio europeo di decidere all'unanimità sulla proroga di tale termine; il Consiglio europeo nella riunione straordinaria del 25 novembre 2018 ha approvato l'accordo sul recesso del Regno Unito e Irlanda del Nord dall'Unione europea e dalla Comunità europea dell'energia atomica. L'accordo conteneva una serie di previsioni tra le quali: a) un periodo transitorio dal 30 marzo 2019 al 31 dicembre 2020, rinnovabile di comune accordo una sola volta, prima del 1° luglio 2020 per un periodo di uno o due anni, nel corso del quale il Regno Unito non avrebbe più fatto parte della UE, ma si sarebbe continuato ad applicare integralmente il diritto della UE, anche senza alcuna rappresentanza del Regno Unito nelle istituzioni e negli organi europei e senza alcuna partecipazione al processo decisionale; b) la possibilità per i cittadini UE residenti nel Regno Unito, circa 3,2 milioni, di cui circa 700.000 italiani e i cittadini del Regno Unito residenti nella UE, circa 1,2 milioni, di poter continuare ad esercitare i diritti garantiti dalle normative europee, sulla base dei principi di parità di trattamento e di non discriminazione; c) l'impegno del Regno Unito ad onorare tutti gli obblighi finanziari dovuti per la sua partecipazione alla UE e, in particolare, tutti gli obblighi finanziari fino al 2020; d) la creazione di un'area doganale comune ( single custom territory ), a partire dalla fine del periodo transitorio e in caso di mancata definizione di un accordo sulle future relazioni tra Regno Unito e UE, nella quale l'Irlanda del Nord avrebbe applicato il codice doganale comunitario in modo integrale, rimanendo, pertanto, sostanzialmente nel mercato unico UE. L'accordo prevedeva, inoltre, il mantenimento dell'attuale livello di protezione delle circa 3.000 denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette degli Stati membri UE, un protocollo sulle zone di sovranità di Cipro e, infine, un ulteriore protocollo di cooperazione amministrativa tra Spagna e Regno Unito, relativo a Gibilterra; tale accordo, alla prova del voto del Parlamento britannico è stato respinto dalla Camera dei comuni, con 432 voti contrari e soli 202 a favore. Il primo ministro Theresa May, tuttavia, ha superato il voto della mozione di sfiducia presentata dal partito labourista, bocciata con 325 voti contrari e 306 voti favorevoli; a seguito della bocciatura potrebbero verificarsi diverse conseguenze, tra queste a destare maggiore preoccupazione è certamente il "no deal", ovvero la secca trasformazione del Regno Unito in parte terza rispetto all'Unione europea in caso di mancato raggiungimento di un accordo entro la mezzanotte del 29 marzo 2019. I cittadini europei residenti nel Regno Unito e quelli britannici residenti nell'Unione si troverebbero improvvisamente senza uno status giuridico: tecnicamente extracomunitari. Contestualmente si avrebbe la cessazione immediata di tutti gli accordi esistenti che permettono alle persone e alle merci di viaggiare liberamente tra Unione europea e Regno Unito. Le frontiere che dividono porti e aeroporti, ma anche i confini di terra tra Irlanda e Irlanda del Nord e tra Gibilterra e Spagna diventerebbero come quelli che separano l'Unione da Paesi terzi, con tutte le ricadute in materia di controlli di documenti delle persone, controlli sanitari e di aderenza alle norme europee nei confronti delle merci provenienti dal Regno Unito, che perderebbe, pertanto, l'accesso al mercato unico europeo. A quanto detto si aggiungano le ricadute sui permessi di trasporto, nonché per le licenze di esercizio delle compagnie aeree; il Regno Unito rappresenta un importante mercato di sbocco per l'Italia. Nel 2017 l'export made in Italy verso il mercato britannico ammontava a 23,1 miliardi di euro. L'esito del voto del Parlamento britannico comporta, pertanto, un'indubbia serie di ricadute negative per le imprese esportatrici italiane, che potrebbero trovarsi a dover utilizzare le regole tariffarie del WTO. Il comparto "bevande, vini e bevande spiritose" e il comparto "agrifood", sono certamente tra quelli più esposti con esportazioni per un valore rispettivamente pari a 1,1 miliardi di dollari e 2,6 miliardi di dollari solo nel 2017. Accanto ai predetti comparti, pesanti ricadute verrebbero a verificarsi anche per il comparto "legno e arredi" e per tutto il settore automobilistico. Inoltre, altre importanti attività che si troverebbero esposte sono tutte le attività finanziarie e di intermediazione che necessiterebbero di apposite autorizzazioni, nonché il comparto relativo alle imprese e ai materiali di difesa italiane, che da sempre intrattengono stretti rapporti commerciali con il Regno Unito; a quanto detto si aggiunga, inoltre, lo stretto rapporto che l'Italia intrattiene con il Regno Unito, sia in materia di sicurezza e difesa, che di contrasto al terrorismo internazionale; come riportato dall'agenzia di stampa "Ansa", il 17 gennaio 2019, la Francia ha fatto scattare il suo piano per far fronte all'ipotesi di un "no deal", il primo ministro Edouard Philippe, infatti, ha annunciato l'investimento di 50 milioni di euro nelle prossime settimane in porti e aeroporti, nonché l'adozione di diverse misure a tutela dei propri concittadini. Accanto alla Francia, diversi altri Paesi membri della UE hanno già pronte misure in caso di "no deal" a tutela, sia dei cittadini residenti nel territorio britannico, che delle imprese ivi operanti, si chiede di sapere: come il Governo intenda adoperarsi, nelle opportune sedi, al fine di scongiurare un esito così drammatico come quello del "no deal"; se abbia adottato o intenda adottare iniziative necessarie e urgenti in caso di realizzazione di "no deal", al fine di tutelare: i cittadini italiani residenti nel Regno Unito attraverso l'adozione delle opportune iniziative, anche in sede bilaterale, volte a favorire lo snellimento e la semplificazione delle procedure burocratiche, nonché il mantenimento dello status di residenti necessario per l'accesso alla sanità pubblica e alle altre misure di welfare previste; le imprese italiane che si troverebbero esposte a pesanti ricadute economiche; quali ulteriori urgenti iniziative intenda adottare allo scopo di garantire il mantenimento dello stretto rapporto di collaborazione che storicamente il nostro Paese intrattiene con il Regno Unito in materia di sicurezza e contrasto al terrorismo internazionale. Atto n. 3-00534 SICLARI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: con il decreto interministeriale 13 aprile 2018, il Ministero dell'interno e il Ministero dell'economia e delle finanze hanno pubblicato la graduatoria per i contributi di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, secondo quanto previsto dal comma 853 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), al fine di contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico e consentire l'adeguamento antisismico dei fabbricati; ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del decreto vi è l'obbligo per i Comuni beneficiari di affidare i lavori entro 8 mesi dalla pubblicazione e cioè entro il 13 dicembre 2018; in caso di inosservanza del predetto termine, il contributo è recuperato dal Ministero dell'interno; tanti enti beneficiari sono Comuni del Sud in Italia, ed in particolare della Calabria e della provincia di Reggio Calabria (29 progetti su 146), tra i quali i Comuni di Bovalino, Sant'Ilario dello Ionio, Palizzi, Sinopoli e Brancaleone; tali Comuni, in buona parte piccoli o piccolissimi, non sono riusciti ad ottemperare a tale termine, pur avendo completato le istruttorie e l'attività progettuale, chiaramente per carenza di risorse umane in organico e per difficoltà burocratiche connesse alle procedure; appare evidente come si renda necessaria una proroga del termine ed anche un supporto tecnico-operativo ministeriale in modo da non vanificare il lavoro progettuale svolto, rendendo cantierabili il prima possibile gli interventi finanziati, si chiede di sapere quali atti ed azioni i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di consentire a tali Comuni di completare l' iter di progettazione e di affidare i lavori, senza decadere dal contributo, considerando che si tratta di interventi finalizzati alla sicurezza dei luoghi ed all'incolumità delle persone. Atto n. 3-00537 PARENTE ASTORRE CIRINNA' FEDELI GIACOBBE PITTELLA ALFIERI GARAVINI MARGIOTTA STEFANO BELLANOVA GINETTI MALPEZZI COLLINA SUDANO SBROLLINI FARAONE CUCCA BOLDRINI MESSINA Assuntela LAUS VERDUCCI VALENTE FERRAZZI MIRABELLI VATTUONE ROSSOMANDO IORI PATRIARCA MARINO MISIANI Al Ministro dell'interno Premesso che: a seguito dell'approvazione del "decreto sicurezza", decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, in queste ore e fino al 31 gennaio 2019 la Prefettura di Roma sta eseguendo il trasferimento dalla struttura CARA di Castelnuovo di Porto (Roma) di circa 300 migranti richiedenti asilo ivi alloggiati; tali migranti sono inviati, a gruppi di 30 o anche 50, in varie regioni italiane, in strutture di accoglienza non note, in base a criteri anch'essi non noti; altri ospiti del CARA saranno invece fatti uscire dalla struttura senza che vi sia per loro alcun piano di ricollocamento; entro la fine del mese di gennaio è prevista la chiusura definitiva della struttura CARA di Castelnuovo di Porto, che comporterà, tra l'altro, la procedura di licenziamento collettivo di tutti i 120 lavoratori attualmente operanti nel CARA; tenuto conto che: la struttura in questi anni ha raccolto diversi riconoscimenti dall'Acnur a "Migrantes", per la qualità dell'accoglienza e i percorsi di integrazione e a marzo 2016 papa Francesco l'aveva scelto per la cerimonia della lavanda dei piedi del giovedì santo; sotto la gestione della cooperativa "Auxilium", dal 2014 hanno trovato accoglienza in questo CARA 8.000 profughi, tra cui 700 minori; la gara per il rinnovo dell'appalto vinto dalla cooperativa Auxilium nel 2014 è stata sospesa, come tutte le altre in fase di pre aggiudicazione, in modo tale da adeguare i nuovi capitolati alle disposizioni del decreto sicurezza, si chiede di sapere: se e come il Ministro in indirizzo intenda adoperarsi per tutelare i diritti, la dignità e i bisogni delle persone umane ospitate nel CARA di Castelnuovo di Porto, specialmente i minori, le persone con bisogni particolari connessi all'età, a disabilità fisiche e psichiche; quali criteri siano stati adottati nella definizione delle destinazioni alternative dei migranti, e quali misure siano previste per la loro assistenza; inoltre, se e come intenda far fronte alla grave crisi occupazionale derivante dalla chiusura della struttura del CARA di Castelnuovo di Porto. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01113 VALENTE Ai Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: secondo quanto riportato dal quotidiano "Roma" del 15 gennaio 2019 il comune di Crispano, appartenente alla Città metropolitana di Napoli, patisce da settimane sul proprio territorio un'emergenza rifiuti che ha assunto proporzioni non più sostenibili in diverse aree; la situazione di emergenza, che peraltro fa seguito ad episodi simili avvenuti nei mesi precedenti sempre nello stesso territorio comunale, sta comportando che da diversi giorni cumuli di rifiuti indifferenziati, speciali e pericolosi non vengano raccolti dall'azienda preposta al servizio, con danni e rischi evidenti per la mobilità e la salute della popolazione; secondo quanto si apprende dal quotidiano, la causa principale della mancata raccolta dei rifiuti sarebbe un contenzioso che interessa gli operai del consorzio Cite Scarl e la stessa azienda addetta al servizio di raccolta, dalla quale i dipendenti non percepirebbero lo stipendio dovuto dal mese di dicembre 2018; considerato che: a quanto si apprende dagli organi di stampa, il Comune di Crispano, amministrato a partire dal 24 gennaio 2017 dalla commissione prefettizia nominata dal Ministro in indirizzo, avrebbe deliberato la richiesta di risoluzione del contratto; questa decisione, pur doverosa e inevitabile qualora fossero state rilevate gravi inadempienze da parte dell'azienda nel servizio di raccolta dei rifiuti, non garantisce però da sola che l'emergenza rifiuti in atto sia risolta nel breve tempo come necessario, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione descritta data la responsabilità del suo Dicastero rispetto all'amministrazione del Comune di Crispano; quali iniziative ritenga opportuno che la gestione commissariale metta in campo affinché l'emergenza già grave in queste ore sia risolta e non precipiti in una situazione fuori controllo che metterebbe in pericolo la salute della cittadinanza. Atto n. 4-01114 ASTORRE CIRINNA' PARENTE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze Premesso che: il fondo per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario è stato istituito dalla legge n. 228 del 2012 (articolo 1, comma 301); a partire dal 2018 il fondo TPL è disciplinato dalle norme del decreto-legge n. 50 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2017, che ha modificato sia il criterio di finanziamento del fondo, in attesa del riordino del sistema della fiscalità regionale, sia i criteri per il riparto; quanto ai criteri per la ripartizione del fondo, il decreto-legge n. 50 ha come finalità quella per cui i servizi di trasporto pubblico locale e regionale vengano sempre più affidati con procedure ad evidenza pubblica: si prevedono infatti penalizzazioni per le Regioni e gli enti locali che non procedano all'espletamento delle gare, nonché parametri volti a incentivare il perseguimento degli obiettivi di efficienza e di centralità dell'utenza nell'erogazione del servizio; all'articolo 27, comma 2, prevede i nuovi criteri di riparto del fondo: a) il 10 per cento dell'importo del fondo deve essere assegnato sulla base dei proventi complessivi da traffico e dell'incremento dei medesimi registrato tra il 2014, preso come anno base, e l'anno di riferimento, con rilevazione effettuata dall'Osservatorio per il trasporto pubblico locale; tale percentuale è incrementata, negli anni successivi al primo, di un ulteriore 5 per cento annuo fino a raggiungere il 20 per cento dell'importo del fondo; b) il 10 per cento dell'importo del fondo è assegnato in base al criterio dei costi standard . La percentuale è incrementata, negli anni successivi al primo, di un ulteriore 5 per cento annuo fino a raggiungere il 20 per cento. È stato pubblicato il decreto ministeriale n. 157 del 28 marzo 2018, che definisce i costi standard dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale e i criteri di aggiornamento e applicazione. Costi standard , anche in attuazione della riforma prevista dal decreto-legge, che consentirà il definitivo abbandono del criterio della spesa storica finora utilizzato nel TPL per ripartire tra le Regioni gli stanziamenti del fondo nazionale TPL; c) la quota residua del fondo, ad eccezione di una percentuale dello 0,025 per cento destinata alla copertura dei costi di funzionamento dell'Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico locale, viene ripartita sulla base della tabella di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze) 11 novembre 2014 ("Definizione dei criteri e delle modalità con cui ripartire il Fondo nazionale per il concorso dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario"); a partire dal secondo anno, quindi dal 2019, la ripartizione avverrà sulla base dei livelli adeguati di servizio, comunque entro i limiti di spesa complessiva prevista dal fondo stesso. Tali livelli di servizio dovranno essere definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture di concerto con il Ministro dell'economia, previa intesa in Conferenza unificata, nonché previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, in coerenza con il raggiungimento di obiettivi di soddisfazione della domanda di mobilità, nonché assicurando l'eliminazione di duplicazioni di servizi sulle stesse direttrici. Spetta poi alle Regioni provvedere alla determinazione degli adeguati livelli di servizio entro e non oltre i successivi 120 giorni e, contestualmente, alla riprogrammazione dei servizi; considerato che: nonostante i notevoli passi avanti nella rimodulazione dei criteri di ripartizione, ancora il legislatore non ha provveduto ad adeguare tali criteri tenendo in giusta considerazione le particolarità e le difficoltà del settore nel Lazio e, in particolare, per Roma Capitale; l'impatto dei flussi turistici che quotidianamente e in tutti i mesi dell'anno si riversano su Roma e il ruolo di capitale che determina un costante stato di emergenza per la città (solo per citare un numero, secondo gli ultimi dati forniti dalla Questura nel 2017 ci sono state a Roma 1.784 manifestazioni, un terzo in più rispetto al 2014; facendo un rapido calcolo di tratta di 5 manifestazioni al giorno con evidenti effetti sulla mobilità, con corse deviate, saltate e sostituite, e l'agibilità della città. A ciò si aggiungano le visite dei capi di Stato e di Governo stranieri e il conseguente dispiegamento di sbarramenti, vincoli, protezioni armate, presidi, eccetera) rendono necessaria e non più procrastinabile una rimodulazione sia della quota del fondo nazionale trasporti destinata al Lazio e, in particolare, a Roma capitale, sia una modifica dei criteri di ripartizione stessi, volta a tenere in debita considerazione le difficoltà quotidiane del trasporto pubblico locale del territorio; allo stato attuale il legislatore ha previsto che gli unici fattori di contesto che giustifichino un'eccezione rispetto ai criteri di ripartizione ex lege siano le "aree e domanda debole", mentre nulla dice riguardo alle condizioni di difficoltà in cui versa Roma capitale; sia la definizione dei costi standard che quella dei livelli adeguati di servizio deve avvenire ogni anno "previa intesa presso la Conferenza unificata" ed è in questa sede che i soggetti istituzionali sono chiamati a far valere le giuste istanze territoriali che tutelino il sistema di mobilità, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano attivarsi al fine di provvedere ad un aumento dello stanziamento del fondo nazionale trasporti così da addivenire ad una rimodulazione dei criteri di definizione dei costi standard e degli adeguati livelli di servizio che tengano conto delle difficoltà oggettive del trasporto pubblico di Roma capitale, dovute non solo al carico antropico quotidiano in costante aumento ma anche al ruolo amministrativo di capitale d'Italia. Atto n. 4-01115 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che: l'inchiesta pubblicata da alcuni organi di stampa, nelle scorse settimane, sulla tratta di schiavi, sullo sfruttamento della prostituzione e sul traffico di droga e di organi umani da parte della mafia nigeriana in Campania ripropone ancora una volta, a giudizio dell'interrogante, l'esigenza di potenziare i livelli di sicurezza e di presidio nelle aree regionali ad alta densità criminale; il luogo adibito a "mattatoio" di ragazze e ragazzi importati dalla Nigeria, situato nella costiera domiziana, a Castel Volturno (Caserta), territorio da decenni gestito dalla camorra e attualmente anche dalla mafia africana, secondo quanto riportano i quotidiani locali, è diventato talmente pericoloso e difficile, per la comunità locale, da coinvolgere la polizia italiana, americana e canadese in un'attività di coordinamento internazionale, volta a ripercorrere un anomalo transito di denaro dalle città statunitensi attraverso il money transfer ; le organizzazioni criminali nigeriane, secondo i magistrati dell'antimafia, hanno infatti delle solidissime basi nella provincia di Caserta e, in particolare, nel litorale domizio, dove la situazione socioeconomica è allarmante, caratterizzata da un tasso di degrado elevatissimo, dove convivono l'attività della manodopera sfruttata in agricoltura dal caporalato e una feroce criminalità, dedita soprattutto alla tratta di esseri umani ed il traffico di organi, che sembra essere attualmente il più redditizio business del malaffare; gli agenti federali americani hanno riscontrato un filo conduttore tra gli Stati Uniti, il Canada e la Campania, per cui sui conti correnti di insospettabili immigrati giungevano cospicue somme di denaro da deposito, provenienti con ogni probabilità dall'imponente giro di droga e soprattutto dal traffico di organi, che la cosiddetta mafia nera gestisce in Europa e in almeno altri due continenti; a giudizio dell'interrogante, tale situazione sconcertante desta preoccupazione in relazione al livello di insediamento nel nostro Paese, ed in particolare in Campania, da parte della mafia nigeriana, il cui sodalizio con la camorra napoletana, da un lato, accresce, la compattezza di queste organizzazioni criminali e, dall'altro, aumenta le difficoltà da parte degli organismi investigativi in relazione alle misure da adottare per sgominare l'intensa attività criminale in corso da anni; la necessità di innalzare i livelli di sicurezza e di repressione nei confronti del nuovo business della mafia nigeriana urgente, al fine di dimostrare in maniera rigorosa la presenza dello Stato sui territori, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se non convenga sulla particolare gravità della situazione esistente sul territorio casertano; quali iniziative urgenti ed indispensabili intenda intraprendere, al fine di aumentare la presenza delle forze dell'ordine sul territorio casertano, oltre all'attività investigativa e giudiziaria da parte della magistratura, al fine di fronteggiare il malaffare della mafia nigeriana, che rappresenta una vera e propria emergenza per la sicurezza, non solo della regione Campania. Atto n. 4-01116 MESSINA Assuntela Ai Ministri della giustizia e dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: "La Gazzetta del Mezzogiorno" è stata duramente colpita dalla recente crisi del settore editoriale che ha causato un crollo di vendita delle copie e una forte contrazione degli introiti pubblicitari; a settembre 2018, con sentenza del tribunale di Catania, sono stati posti sotto sequestro beni appartenenti a Mario Ciancio Sanfilippo, editore del quotidiano; la situazione di grave crisi della testata, dunque, che aveva già causato il ricorso a prepensionamenti e ammortizzatori sociali con effetti precarizzanti delle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti, è stata ulteriormente aggravata dall'inchiesta giudiziaria in corso; il tribunale di Catania ha successivamente nominato due amministratori giudiziari, i quali hanno affidato la gestione de "La Gazzetta del Mezzogiorno" al direttore generale, dottor Franco Capparelli, persona di fiducia dell'editore Ciancio Sanfilippo; gli stipendi di settembre e ottobre sono stati pagati con significativo ritardo e dal mese di novembre i dipendenti de "La Gazzetta del Mezzogiorno" continuano a lavorare senza percepire alcuna retribuzione; a ciò si aggiunga che negli ultimi sei anni i poligrafici e i giornalisti del quotidiano hanno accettato di contribuire con le loro risorse ad un auspicato risanamento dell'azienda, con prepensionamenti e contratti di solidarietà; in data 25 settembre 2018, in occasione della conferenza stampa sul sequestro-confisca ai beni dell'editore Ciancio Sanfilippo, il sostituto procuratore di Catania, Antonio Fanara, ha dichiarato che «a differenza degli imprenditori noi abbiamo dei fini sociali, l'occupazione è il valore sociale dell'impresa per noi è importante nelle misure di prevenzione. Noi dobbiamo riportare le aziende da un lato a un utile, dall'altra parte a produrre un bene socialmente utile». E che, nonostante una situazione complessa, si sarebbe fatto il possibile per «rilanciare il gruppo imprenditoriale, nell'ambito della piena libertà di editoria e di pensiero»; nonostante queste dichiarazioni e sebbene i giornalisti e i poligrafici della testata abbiano più volte, nei mesi scorsi, sollecitato gli amministratori giudiziari a fornire informazioni sul piano di rilancio dell'azienda che si intende attuare, da questi non è pervenuta alcuna risposta che potesse rassicurare i dipendenti in ordine al loro posto di lavoro; ad oggi, infatti, "La Gazzetta del Mezzogiorno" non è stata oggetto di alcun progetto di risanamento e rilancio a medio e lungo termine che possa risollevarne le sorti; per di più, gli amministratori giudiziari hanno riferito di un taglio del 50 per cento dei costi del lavoro al fine di "garantire la sopravvivenza" dell'azienda, anche se, come detto in precedenza, non è chiaro quali costi possano essere tagliati, considerato il fatto che i dipendenti della testata già non percepiscono lo stipendio da mesi; nonostante le pessime condizioni di lavoro, i giornalisti e il personale poligrafico de "La Gazzetta del Mezzogiorno" continuano a lavorare per garantire la pubblicazione quotidiana della testata; negli scorsi mesi, inoltre, la Regione Puglia, nella persona del suo presidente, ha provveduto a istituire un tavolo di crisi per individuare soluzioni adeguate a salvaguardare "La Gazzetta del Mezzogiorno" e i suoi dipendenti; tutte le vicende descritte ledono irrimediabilmente il prestigio del quotidiano, una delle colonne portanti dell'informazione libera e democratica del Sud Italia, simbolo e patrimonio imprescindibile del Meridione, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere, per quanto di loro rispettiva competenza, per verificare l'operato dei commissari giudiziari, affinché forniscano ai dipendenti de "La Gazzetta del Mezzogiorno" le legittime informazioni inerenti alle retribuzioni non pagate e al piano industriale di rilancio della testata; se ritengano, infine, di intraprendere, per quanto in loro potere, azioni volte a salvaguardare il futuro della storica testata e a tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti. Atto n. 4-01117 IANNONE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno Premesso che: la stazione ferroviaria di Pisciotta (Salerno) è un'infrastruttura di riferimento del Cilento per i lavoratori pendolari e, d'estate, per tanti turisti che raggiungono mete balneari da sogno; negli ultimi giorni la stazione ha subito gravi atti vandali: ad essere prese di mira sono state le auto parcheggiate all'esterno della stazione e il bar annesso; le autovetture sono state saccheggiate ma anche date alle fiamme, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questi gravi fatti e se intendano realizzare presso la stazione di Pisciotta un impianto di videosorveglianza per garantire la sicurezza dell'utenza; se ritengano di impegnarsi nel dare risposte ai pendolari, che protestano anche per il funzionamento a scartamento ridotto della biglietteria e per il sistema di illuminazione carente. Atto n. 4-01118 DE BERTOLDI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: come pubblicato da numerosi articoli di stampa e dal centro studi di SNA, il Sindacato nazionale agenti professionisti di assicurazione, da alcuni anni nel nostro Paese la vendita di prodotti assicurativi su internet è inferiore alla media europea, nonostante il dinamismo e gli investimenti milionari in atto nel comparto; la quota di mercato della vendita di polizze on line sul totale non supera infatti il 3 per cento (mentre il canale tradizionale della distribuzione assicurativa in Italia, quello degli agenti professionisti, supera abbondantemente la quota dell'80 per cento nella vendita di polizze RC auto, sfiorando in molte regioni il 90 per cento, e la quota del 75 per cento nella vendita delle polizze non auto) appare pertanto evidente come il consumatore medio preferisca il rapporto personale diretto con il professionista, intermediario del settore, per essere consigliato, guidato nella sottoscrizione di una polizza assicurativa, che rimane un contratto assai complesso, di difficile interpretazione ed adattamento alle specifiche esigenze di ciascun consumatore; l'interrogante evidenzia, ciononostante, che attualmente operatori senza scrupoli, incuranti di leggi e regolamenti, riescono a truffare migliaia di consumatori, proponendo polizze assicurative a costi ribassati (che alla prova dei fatti si dimostrano poi inesistenti) operando dei veri e propri raggiri informatici; nella sostanza l'utente, che in buona fede acquista la polizza, ad esempio RCA, su internet , pagando il corrispettivo pattuito, subisce un danno economico rilevante, che spesso si concretizza nel sequestro del veicolo (che peraltro risulta sprovvisto di idonea copertura obbligatoria), in una pesante sanzione amministrativa e, addirittura (in caso di incidente con lesioni gravi), nell'esposizione dell'intero patrimonio personale del guidatore, causate dalle richieste risarcitorie della persona investita o dei suoi eredi; l'ultimo dei casi di cronaca nazionale riporta l'episodio avvenuto ad un incauto automobilista di Reggio Emilia, il quale (navigando nel web alla ricerca di soluzioni iper convenienti) è stato vittima di un truffatore della provincia di Caserta (un ventunenne, abile nell'allestire un accattivante sito internet ), a seguito di un acquisto on line di una polizza RC auto (inclusa la copertura per l'assistenza stradale) avvenuto con bonifico effettuato anticipatamente; la vittima, dopo aver contattato inutilmente la società assicurativa rivelatasi inesistente, avendo verificato la posizione della propria copertura assicurativa, ha riscontrato in seguito che la targa del suo veicolo non risultava fra quelle in regola, provvedendo successivamente ad una denuncia ai Carabinieri; l'interrogante evidenzia, inoltre, che, qualche giorno prima l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) aveva reso noto che era stata segnalata la promozione di polizze RC auto (anche aventi durata temporanea) per il tramite dell'ennesimo sito internet fantasma denominato "prontopolizza", che riporta i dati identificativi di un intermediario regolarmente iscritto nel registro unico degli intermediari (RUI), il quale tuttavia ha dichiarato la propria totale estraneità alle attività svolte tramite il sito medesimo; a seguito delle verifiche espletate, l'Ivass ha accertato che l'attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso tale sito risultava irregolare e, conseguentemente, ha chiesto l'oscuramento alle autorità competenti; l'interrogante a tal fine rileva come il numero dei siti internet fantasma che vendono polizze assicurative, identificate dall'Ivass in un solo anno, risultino pari a circa 100 unità, per un giro d'affari di svariati milioni di euro, potenzialmente in grado di provocare enormi danni economici al mercato ed ai singoli consumatori; appare, pertanto, evidente, a parere dell'interrogante, come le autorità preposte non siano attualmente in grado di arrestare il fenomeno, che anzi ha subito un'ulteriore accelerazione negli ultimi mesi, come riportato dalla stampa specializzata, e a tal fine occorrono conseguentemente misure idonee volte a reprimere tale condotta illecita che da tempo provoca danni e distorsioni al mercato delle assicurazioni, si chiede di sapere quali provvedimenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per evitare che le società assicurative fittizie possano proseguire attività di vendita illecite e se al riguardo non ritenga opportuno introdurre misure di tipo normativo, finalizzate a porre il divieto di distribuzione assicurativa sul web per arginare il fenomeno della vendita-truffa di polizze assicurative on line . Atto n. 4-01119 DE BERTOLDI Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'articolo pubblicato lo scorso 28 dicembre 2018 sul sito "oasisana", dal titolo "I segreti del 5G, tra spionaggio e controllo militare delle masse: Di Maio ci ha venduti ai cinesi (del Partito Comunista)", rileva una serie di articolate osservazioni relative ad una guerra di spionaggio industriale internazionale in corso, in cui la posta in palio per la post globalizzazione sarebbe il destino mondiale nel settore del wireless di quinta generazione; l'articolo evidenzia come intervengano oltre ad investimenti miliardari (che coinvolgono la salute pubblica minacciata da una nuova invasione di inesplorate microonde millimetriche) anche servizi segreti, lobby del datismo e cyberspionaggio nell'infrastruttura digitale, a dispetto degli accordi in corso con la Cina, in relazione alla "via della seta", per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle aziende italiane; in realtà, secondo l'articolo, l'anomalia occidentale è rappresentata proprio dall'Italia, e in particolare dal ministro Di Maio, deciso a fare del 5G italiano la testa d'ariete cinese in Europa, laddove Huawei viene invece ostacolata in Germania, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Norvegia; quanto sopra era già stato chiaro nel mese di settembre 2018 quando, appena insediato, il Ministro aveva partecipato all'incontro con i principali rappresentanti del colosso industriale; in tale occasione, il rappresentante della Hauwei dichiarò: "Abbiamo rapporti molto costruttivi con il governo italiano, siamo felici che abbia accettato il nostro invito a parlare di rivoluzione 5G, infrastrutture, è fondamentale interloquire con le pubbliche amministrazioni"; nel mese di novembre lo stesso Ministro era stato a Shanghai per il "China international import expo", incontrando il presidente cinese Xi Jinping, segretario generale del Partito comunista cinese, ma avrebbe secondo l'articolo riscosso i dubbi del senatore Esposito, già vice presidente del Copasir (Comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti per la sicurezza della Repubblica), secondo cui "non viene ancora posta la giusta importanza sul ruolo dell'infrastruttura. Chi controlla le reti controlla tutte le informazioni, anche h24"; il nodo, quindi, sarebbe proprio lo spionaggio industriale, ovvero il controllo di una quantità impressionante di dati che, con Zte e Huawei, finirebbero nelle mani dei cinesi: nonostante la smentita di circostanza di Zte Italia, con l'apertura del tecnopolo d'Abruzzo a L'Aquila è indubbio tuttavia come l'azienda (oggetto di restrizioni in molti Paesi occidentali) annunci investimenti da 500 milioni di euro in Italia solo nei prossimi 5 anni; a giudizio dell'interrogante, il contenuto dell'articolo richiamato rileva una serie di dubbi e ambiguità che, se confermati, prefigurerebbero uno scenario inquietante, per il nostro Paese, sotto il profilo sia economico che industriale, e anche dal punto di vista di intelligence e militare; la necessità di chiarire eventuali connessioni tra le concessioni governative legate al wireless di quinta generazione e investimenti miliardari in relazione all'insediamento di stabilimenti in Italia di industrie informatiche e di comunicazione quali Zte e Huawei e la mancanza di adeguati studi ambientali e sanitari sui rischi derivanti da tale nuova tecnologia risultano problematiche da approfondire urgentemente, al fine di definire realmente quale sia il ruolo del nostro Governo su tale vicenda, oltre che nell'ambito delle relazioni esistenti fra il nostro Paese e la Cina, si chiede di sapere: quali osservazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell'ambito delle proprie competenze, con riferimento a quanto esposto; se intendano confermare il contenuto dell'articolo richiamato e quale sia la posizione del Governo italiano in merito alla vicenda; se infine il Governo sia a conoscenza dei livelli di rischi ambientali e per la salute della comunità nazionale derivanti dalla diffusione della tecnologia 5G nel nostro Paese. Atto n. 4-01120 BERNINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a mezzo stampa si apprende del sequestro e della chiusura, richiesti dal procuratore di Arezzo, del tratto di strada E45 all'altezza del viadotto Puleto, al confine tra la Romagna e la Toscana. Tali azioni sono state motivate da un rischio di collassamento, quale esito delle indagini e dei controlli avviati a seguito del crollo, l'11 febbraio 2018, di una piazzola; sulla vicenda una commissione di tecnici, incaricata dal pubblico ministero, sta indagando contro ignoti per omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina; la relazione, in particolare, parlerebbe di "criticità estrema" e di "rischio collassamento", a causa della continua e perdurante esposizione all'usura dovuta al traffico veicolare; il viadotto Puleto è stato chiuso in entrambe le direzioni tra gli svincoli di Canili e Valsavignone, in corrispondenza del confine tra le province di Arezzo e Forlì-Cesena; alcuni amministratori del territorio hanno richiesto un incontro urgente con il Ministero, comprensibilmente preoccupati per i danni di carattere economico e sociale, che potrebbero derivare da una chiusura prolungata del tratto; quanto accaduto, a parere dell'interrogante, è un campanello d'allarme da non sottovalutare. La E45 è infatti un'arteria strategica di collegamento, che presenta criticità e problematiche in diversi tratti, con cantieri infiniti che ne rendono disagevole la percorrenza e con viadotti che necessitano di monitoraggio costante, e per i quali, già nei mesi scorsi, si erano riaccese le preoccupazioni, anche a seguito del crollo del ponte Morandi; è evidente, dunque, che, sulla manutenzione e messa in sicurezza della E45, vada aperta una serissima riflessione, sia in termini di interventi straordinari, sia in termini di programmazione futura per la sua totale messa in sicurezza, si chiede di sapere: quale sia stato l'esito dei controlli nel tratto interessato dalla chiusura; quali interventi urgenti siano stati previsti per la riapertura del tratto del viadotto Puleto; quali azioni di monitoraggio abbia svolto o stia svolgendo il Ministro in indirizzo lungo la E45; quali siano i punti di maggiore criticità lungo la E45; quale sia la programmazione rispetto alla messa in sicurezza della E45 e quali e quante risorse siano state stanziate a tale scopo. Atto n. 4-01121 SBROLLINI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: nel mese di novembre 2018 una vera catastrofe, dovuta ad eventi meteorologici eccezionali, si è abbattuta sui monti del Triveneto, dove milioni di alberi sono stati abbattuti; la distruzione di interi boschi ha messo in precarie condizioni la compattezza idrogeologica delle montagne; nel solo Veneto, risultano ben 3 milioni di piante abbattute, 100.000 gli ettari segnati, con conseguenze non solo ambientali che si faranno sentire per almeno un secolo; si tratta di un patrimonio paesaggistico, culturale e naturale e di luoghi che rappresentano alcune tra le principali peculiarità naturalistiche e tradizionali del Veneto, da preservare, e per i quali si è chiamati urgentemente a reagire con misure ad azioni adeguate; considerato che: l'ondata di maltempo verificatasi nel novembre scorso ha compromesso l'equilibrio ecologico ed ambientale di vaste aree montane mettendo a rischio la stabilità idrogeologica; il rischio è che, a seguito di questo improvviso impoverimento di naturali sostegni della montagna, alcune frane possano riattivarsi; la mancanza di copertura vegetale lascia inoltre il campo libero a nuove frane e smottamenti in caso di forti piogge; nei boschi si trova una grande varietà di vegetali e una popolazione di mammiferi, uccelli e rettili estremamente varia; l'intero habitat naturale di queste vaste aree è stato sconvolto da ciò che può essere definito un vero disastro ecologico; anche l'economia dell'area è stata messa al tappeto, ma la Regione Veneto non ha ritenuto opportuno intervenire in modo straordinario; in una situazione nella quale l'Italia importa già circa l'80 per cento del legno che consuma, al danno ambientale si aggiunge quello economico, con importanti ripercussioni sull'intera filiera del legno e la conseguente perdita di posti di lavoro, in aree spesso già difficili; a ciò bisogna aggiungere gli effetti paesaggistici e le loro ripercussioni sul turismo, altra importante risorsa economica delle aree, con le attività legate alla raccolta dei frutti del bosco come i funghi, in forte espansione; considerato altresì che, anche per effetto della chiusura di numerose aziende agricole, si assiste ad un'inarrestabile avanzata della vegetazione boschiva incolta, che ha invaso senza alcun controllo i terreni agricoli abbandonati, senza la gestione da parte di agricoltori o allevatori; tali terreni si estendono ormai su quasi un terzo della superficie nazionale, con una densità che li rende del tutto impenetrabili ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di condividere la preoccupazione per la grave situazione che l'intera area del Triveneto deve fronteggiare; se ritenga che sia necessario predisporre e mettere in atto al più presto un piano specifico per sostenere il recupero dei boschi andati perduti; se creda opportuno difendere in generale il bosco italiano e quali misure intenda porre in essere al fine di garantire tale difesa; se non reputi necessario contrastare il fenomeno dell'allontanamento dalle campagne; in tale ottica, quali interventi nonché specifiche forme di sostegno alle imprese agricole, dell'allevamento nonché ai consorzi forestali intenda attivare, anche al fine di valorizzare le funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio che imprenditori agricoli e consorzi forestali potrebbero efficacemente svolgere. Atto n. 4-01122 GASPARRI Al Ministro della giustizia Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC) è un ente pubblico non economico istituito presso il Ministero della giustizia; secondo quanto risulta, in seguito a un avviso pubblico di selezione per il conferimento di un incarico dirigenziale a tempo pieno e determinato di tre anni indetto dal CNAPPC, pubblicato in data 24 novembre 2017, il 10 aprile 2018 veniva assunto il signor G.G.I. quale dirigente di seconda fascia; a pagina 2 dell'avviso di selezione, tra i requisiti richiesti ai candidati, si legge quanto segue: "La formazione universitaria, comunque richiesta, non può essere inferiore al possesso del diploma di laurea (DL) conseguito secondo l'ordinamento previgente al regolamento di cui al D.M. 509/1999, ovvero al possesso della laurea specialistica (LS) o magistrale (LM) rilasciate da Università statali della Repubblica Italiana o presso Università non statali riconosciute a norma dell'ordinamento scolastico italiano"; nell'avviso di selezione era riportato il facsimile di domanda dove il candidato doveva espressamente dichiarare i titoli di studio; in data 5 aprile 2018 è stato pubblicato l'esito della selezione in cui risultava vincitore il signor I. e quindi destinatario del provvedimento di conferimento dell'incarico dirigenziale; con lettera prot. n. 0000481 del 10 aprile 2018 G.G.I. veniva assunto quale dirigente di seconda fascia con le funzioni di direttore dell'ente, con contratto a tempo pieno e determinato e con trattamento economico lordo annuale pari a 55.466,58 euro; in data 3 ottobre 2018 il signor I. inviava ai componenti del CNAPPC una nota in cui manifestava la volontà di dimettersi dall'incarico e che in pari data veniva convocata una seduta consiliare nel corso della quale il presidente del CNAPPC, l'architetto Giuseppe Cappochin, richiedeva l'intervento del signor I., il quale, come si legge testualmente nella delibera n. 1497/2018 della riunione del 3 ottobre 2018, "conferma al Consiglio la disponibilità, richiesta dal Consiglio medesimo, a differire le dimissioni di un mese. Il direttore comunica che sarà in servizio fino al 30 novembre e terminerà il 1° dicembre"; il signor I. allegava un curriculum pubblicato recentemente sul sito web del CNAPPC in amministrazione trasparente da cui risulta che è in possesso del "Diploma di Laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali", conseguito in data 23 marzo 2012 presso l'università degli studi "Guglielmo Marconi", laurea triennale classe L36; al momento della compilazione della relativa domanda, della pubblicazione della graduatoria del 5 aprile 2018 dove risultava vincitore e all'atto della sottoscrizione del contratto con cui gli veniva conferito l'incarico, il signor I. non era in possesso del titolo di laurea previgente o laurea specialistica o magistrale previsto dall'ordinamento ed espressamente richiesto nell'avviso di selezione come conditio sine qua non per la partecipazione; quindi l'assunzione del signor I. risulta irregolare, in quanto questi non era in possesso dei requisiti previsti dal bando per la partecipazione a tale selezione pubblica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno attivare un'ispezione sugli atti che hanno portato all'assunzione del signor I. e verificare le motivazioni per cui la commissione, all'atto della designazione del vincitore, non avrebbe controllato la rispondenza del possesso dei requisiti previsti dall'avviso di selezione per la nomina di un dirigente di seconda fascia. Atto n. 4-01123 BATTISTONI Al Ministro della salute Premesso che: il decreto ministeriale n. 70 del 2015 prevede "il superamento dei punti di primo intervento con la creazione di postazioni medicalizzate del 118 entro un arco temporale predefinito, implementando l'attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell'assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, hub o spoke di riferimento e Distretto, e mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell'assistenza primaria"; con decreto del commissario ad acta n. U00257 del 5 luglio 2017, pubblicato sul BURL del 20 luglio 2017, concernente "Attuazione del programma operativo di cui al decreto del commissario ad acta n. U00052/2017. Adozione del documento tecnico denominato: 'Programmazione della rete ospedaliera nel biennio 2017-2018, in conformità agli standard previsti nel DM 70/2015'", la Regione Lazio ha stabilito, tra l'altro, la chiusura dei punti di primo intervento del Lazio; il decreto nello specifico prevede: "In tale contesto di riconversione potranno essere previsti punti di offerta di assistenza primaria organizzati come presidi ambulatoriali territoriali di medicina generale, nell'ambito di quanto previsto dall'Accordo recepito con DCA 376/2014. Tale offerta dovrà essere garantita dall'attività dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, attraverso le forme associative dei medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale. In tale ambito potranno essere fornite anche prestazioni infermieristiche"; contro la destrutturazione dei punti di primo intervento vi è stata una protesta unanime e compatta da parte dei rappresentanti degli enti locali; nella seduta del 16 luglio 2018, la VII Commissione consiliare permanente "Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare" della Regione Lazio, accogliendo la richiesta proveniente dai rappresentanti delle amministrazioni locali, ha proceduto all'audizione dei sindaci dei territori interessati alla chiusura dei punti di primo intervento i quali hanno sottolineato l'importanza di non perdere quelli che oggi sono presidi indispensabili per l'erogazione di prestazioni sanitarie sui singoli territori; in data 23 agosto 2018 l'assessore regionale ha chiesto un appuntamento con il Ministro in indirizzo per affrontare la questione, che però, ad oggi, non ha avuto risposta; in data 27 settembre è stato approvato l'ordine del giorno del Consiglio della Regione Lazio per far rinviare al 31 dicembre 2019 il superamento del sistema attuale previa l'attuazione di un programma di implementazione dei servizi e delle reti assistenziali territoriali, si chiede di sapere: quale sia la volontà rispetto alla definizione futura dei singoli presidi del Lazio; se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno accogliere l'istanza dei territori e procedere alla modifica del decreto ministeriale; come intenda attuare il programma di implementazione dei servizi e delle reti assistenziali territoriali. Atto n. 4-01124 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: il quotidiano "Il Mattino" di Napoli del 19 gennaio 2019 racconta la storia di Anna Siena di 36 anni che, accusando un forte dolore alla pancia, si è recata in ospedale ma è stata subito dimessa e poco dopo, a casa, è morta; la storia della giovane donna arriva dal pronto soccorso "Vecchio Pellegrini" di Napoli; la donna aveva accusato un risentimento addominale e un fastidioso dolore alla schiena ma aveva inizialmente trascurato i sintomi. La preoccupazione sorta in seguito l'ha spinta a recarsi presso la struttura ospedaliera, vicina a casa; dopo la visita, la donna era stata dimessa con una terapia a base di antidolorifici e antinfiammatori e avrebbe dovuto effettuare successivamente un'ecografia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo tragico caso e delle risultanze di un'indagine che sarebbe stata aperta con la disposizione dell'autopsia. Atto n. 4-01125 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel mare di località Torrione nella città di Salerno incombe perennemente del liquame, finora sempre classificato come "macchia di natura da definire"; sono molto preoccupati i residenti che si affacciano sul lungomare Marconi e che, non solo in estate ma anche in inverno, continuano a vedere dinanzi ai loro occhi queste macchie in mare, che danno un colorito marrone alle acque e che spesso vengono etichettate come fenomeni di surriscaldamento della flora marina; ogni tanto, ribadiscono gli stessi residenti, vengono effettuate delle ispezioni al depuratore ma il problema continua a non trovare alcuna soluzione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi gravi fatti e quali iniziative intenda intraprendere per tutelare la salute dei cittadini e la risorsa mare, attesa l'inefficacia delle istituzioni locali preposte ai controlli. Atto n. 4-01126 PIARULLI LOMUTI Al Ministro della giustizia Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: "La Gazzetta del Mezzogiorno", ritenuto il primo quotidiano in Puglia e Basilicata, con 131 anni di storia alle spalle e composta da circa 200 lavoratori, è in stato di agitazione da più di tre mesi, in quanto i lavoratori sono impegnati in una vertenza quanto mai complicata; dallo scorso novembre 2018 giornalisti e dipendenti amministrativi dello storico giornale pugliese e lucano lavorano senza percepire lo stipendio, fatto salvo un piccolo acconto; considerato che: in data 24 settembre 2018, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, il Tribunale di Catania ha emesso un decreto di sequestro e confisca di una serie di beni nei confronti dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo, per presunto concorso esterno in associazione mafiosa; tale sequestro finalizzato alla confisca riguarda l'intero gruppo editoriale, di cui fanno parte anche le quote di maggioranza della Edisud Spa società editrice de "La Gazzetta del Mezzogiorno" che fa capo proprio a Mario Ciancio Sanfilippo; sono stati nominati, per la gestione dei beni confiscati, due amministratori giudiziari, Luigi Modica e Angelo Bonomo, i quali hanno affidato la gestione in loco del quotidiano al dottor Franco Capparelli, direttore generale della Edisud SpA; altresì considerato che: l'art. 35, comma 5, del codice antimafia di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011, e successive modificazioni, sancisce che l'amministratore giudiziario ha il compito di provvedere "alla custodia e alla conservazione dei beni sequestrati anche nel corso degli eventuali giudizi di impugnazione, sotto la direzione del giudice delegato, al fine di incrementare, se possibile, la redditività dei beni medesimi"; a tutt'oggi le uniche previsioni riguardano tagli del costo di lavoro al 50 per cento senza la previsione di alcun piano strategico di rilancio per la testata giornalistica, si chiede di sapere quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro in indirizzo al fine di verificare la correttezza delle descritte procedure e il rispetto delle tempistiche nonché fare chiarezza sulla vicenda che interessa giornalisti e lavoratori de "La Gazzetta del Mezzogiorno" e anche il territorio pugliese e quello lucano ad essa collegati. Atto n. 4-01127 MODENA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il sequestro e la chiusura del viadotto Puleto sulla E45, disposto in data 16 gennaio 2019 dalla Procura di Arezzo perché a rischio collasso, determinerà nei prossimi mesi gravi disagi per moltissimi cittadini umbri che percorrono la E45 come principale arteria viaria di collegamento con l'Emilia-Romagna; sebbene, in queste ore, si stiano intraprendendo azioni per definire rapidamente percorsi alternativi, è di tutta evidenza che occorre che l'Anas intervenga con un piano manutentivo di straordinaria emergenza che garantisca la sicurezza di quel viadotto e dei numerosi viadotti che collegano l'Umbria e l'Emilia-Romagna lungo la E45, al contempo evitando tempi "biblici" per la sua completa realizzazione; la trasformazione della E45 in autostrada era stata indicata come scelta a giudizio dell'interrogante lungimirante e strategica dal Governo Berlusconi (2001-2006) che l'inserì nell'elenco delle infrastrutture strategiche previsto dalla delibera del Comitato interministeriale della programmazione economica (Cipe) n. 121 del 2001, in base a quanto previsto dalla "legge obiettivo" (legge n. 443 del 2001). Successivamente solo l'8 novembre 2013 il CIPE approvò il progetto preliminare dell'opera; il Governo Renzi con il decreto-legge n. 133 del 2014, "sblocca Italia", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164 del 2014, inserì anche disposizioni utili a superare alcuni rilievi emersi dalla delibera della Corte dei conti rispetto alla delibera n. 73 del 2013 del Cipe di approvazione del progetto preliminare; il Governo Renzi successivamente escluse l'autostrada Orte-Mestre dalle opere prioritarie dell'allegato infrastrutture al Documento di economia e finanza, tanto è vero che la successiva delibera di riapprovazione con prescrizioni del progetto da parte del Cipe del 10 novembre 2014 venne ritirata; il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti pro tempore Delrio il 26 maggio 2015 in visita in Umbria annunciò la decisione del Governo Renzi di rinunciare alla trasformazione in autostrada usando queste parole: "La Orte-Mestre per essere completata richiederebbe un cantiere di 10-15 anni e questo non è pensabile. Preferisco mettere molti soldi per la messa in sicurezza di questa arteria, anche perché fare un'autostrada a pochi chilometri in linea d'aria da un'altra non mi sembra un'idea brillante", il presidente pro tempore di Anas Gianni Vittorio Armani, il 28 dicembre 2016, il giorno successivo a quello in cui vennero pubblicate in Gazzetta Ufficiale tre gare di appalto per un valore di 169 milioni di euro, così si esprimeva sull'importanza strategica di tale tracciato: "Stiamo dando attuazione al più importante investimento mai destinato a questa infrastruttura, in linea con la nuova strategia di Anas che punta sulla manutenzione e sulla valorizzazione della rete stradale esistente, al fine di innalzare il livello di servizio e gli standard di sicurezza per la circolazione. La E45-E55 è un itinerario strategico con flussi di traffico in costante aumento, sul quale è opportuno investire in quanto costituisce l'unica direttrice nord-sud del paese senza pedaggio e il percorso principale verso i paesi dell'Est Europa, per i quali rappresenta anche il collegamento diretto con il porto di Civitavecchia"; il piano straordinario del 2016 seguiva ad anni in cui i Governi delle sinistre locali e nazionali hanno sempre osteggiato l'ipotesi della trasformazione del tratto in questione in autostrada rifiutando a priori , per mero approccio ideologico e pseudo ambientalista, qualsiasi logica di intervento di capitali privati che avrebbe potuto facilitare già da diverso tempo la messa in sicurezza dell'infrastruttura strategica; se i Governi di sinistra locale e nazionale non avessero ostacolato la realizzazione strategica di tale opera fin dalla sua individuazione oltre 18 anni fa, oggi non ci si troverebbe in questa grave situazione; è davvero singolare che dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova sia stato l'intervento della magistratura ad accertare la pericolosità di quel viadotto e non l'azione di controllo puntuale che il Ministero avrebbe dovuto porre in essere dopo quel tragico evento, nonostante le dichiarazioni del Ministro in indirizzo ad iniziare da quella del 14 agosto 2018, visto anche che nei mesi scorsi in un tratto limitrofo a quello del viadotto sequestrato si era registrato anche il cedimento di una piazzola di sosta vicino all'abitato di Pieve di Santo Stefano (Arezzo); non si sta determinando solo un disagio alla mobilità, ma anche un grave danno economico e sociale per le popolazioni delle tre regioni principalmente interessati nelle zone di confine: Umbria, Emilia-Romagna e Toscana come denunciato con forza nei giorni scorsi dalle associazioni degli industriali e dei commercianti; l'Anas, in una nota stampa del 17 gennaio 2019, in risposta alle sollecitazioni delle associazioni degli industriali, precisava che per la Orte-Mestre "è in corso dal 2016 un imponente piano di manutenzione e riqualificazione per un investimento complessivo di 1,6 miliardi di euro che subirà una forte accelerazione nel 2019", ma in realtà in questi 2 anni non c'è stata una celere realizzazione delle opere di manutenzione previste (ad esempio il tratto del viadotto del Puleto già da diversi mesi doveva essere oggetto di interventi purtroppo non realizzati nei tempi adeguati), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda definire e finanziare insieme ad Anas, fin dai prossimi giorni, un piano di manutenzione di assoluta straordinarietà ed emergenza che preveda nuovi stanziamenti economici anche per permettere in tempi accettabili la percorribilità in piena sicurezza dell'intero tratto viario E45 fra la Toscana e l'Emilia-Romagna; quali procedure straordinarie intenda adottare per sbloccare, appaltare ed iniziare al più presto tutti gli interventi e i cantieri; se non si intenda rivedere la decisione adottata dai precedenti Governi di centrosinistra di non realizzare più l'autostrada strategica E45-E55 Orte-Mestre. Atto n. 4-01128 MALLEGNI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 8 gennaio 2019, si è tenuta la seduta di insediamento del nuovo comitato di indirizzo della fondazione Cassa di risparmio di Carrara che ha proceduto, contestualmente alla convalida delle nomine dei propri componenti, all'elezione del presidente, nella persona del dottor Enrico Isoppi, e del vice presidente, nella persona del signor Sergio Chericoni; secondo il regolamento della fondazione, gli enti e le istituzioni alle quali spetta il diritto di nomina sono la Camera di commercio (due membri), Comune di Carrara (quattro membri), Comune di Massa (un membro), Accademia delle belle arti (un membro), associazione industriali (un membro), cui si aggiungono due esperti scelti dal comitato uscente in base a precisi profili professionali; durante le trattative per il rinnovo del comitato di indirizzo, Matteo Martinelli, vice sindaco di Carrara, è più volte intervenuto sia in sede istituzionale che a mezzo stampa in sostegno del candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza, rivolgendosi in particolar modo ad enti e associazioni di imprese; il vice sindaco Martinelli svolge attività politica come assessore alle entrate e finanze del Comune e al contempo opera come funzionario all'interno dell'Agenzia delle entrate; l'art 53 del decreto legislativo n. 165 del 2001 disciplina le incompatibilità e il cumulo di impieghi ed incarichi dei dipendenti pubblici e l'articolo 5, comma 7, del codice di comportamento del personale dell'Agenzia delle entrate, nell'elencare i casi di incompatibilità e conflitti di interessi dei dipendenti, vieta genericamente al personale dell'Agenzia "attività relative a servizi contabili ed elaborazione dati"; oltre all'aspetto regolamentare nel merito, appare doveroso valutare anche l'opportunità del doppio ruolo svolto. L'assessore Martinelli, per le funzioni politiche di amministratore locale, ha l'obbligo di confrontarsi con altre associazioni di categoria anche private e si potrebbe sostanziare in lui, alla luce del suo incarico, una sorta di sudditanza psicologica nei confronti dei suoi interlocutori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; se non ritenga necessario approfondire l'argomento per determinare, per la parte di propria competenza, se sia stata rispettata la normativa sulle incompatibilità e cumulo di impieghi. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 1 a Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-00536, della senatrice Garavini e del senatore Parrini, sulla funzionalità dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-00530, della senatrice Bini ed altri, sull'erogazione di presidi sanitari extra LEA a pazienti con malattie fortemente invalidanti. Interrogazioni, ritiro È stata ritirata l'interrogazione 3-00519, della senatrice Garavini ed altri.