Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 193 STEFANO La seduta inizia alle ore 14,35. IN SEDE REFERENTE Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Seguito e conclusione dell'esame congiunto con esiti distinti. Conferito mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sulla legge di delegazione europea 2019. Approvata relazione sui D oc . LXXXVI, n. 3 e LXXXVII, n.3) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta del 2 settembre. Il PRESIDENTE comunica che sono pervenute tre riformulazioni all'emendamento 20.0.1 (testo 2), 20.0.1 (testo 3), e 20.0.1 (testo 4), pubblicate in allegato, e che sono pervenuti i pareri della 5 a Commissione, espressi rispettivamente l'8 e il 9 settembre, su tutti gli emendamenti accantonati. Si passa quindi all'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articoli 5, 7, 9, 12, 15 e 20. Sull'emendamento 5.5, il senatore PITTELLA ( PD ), relatore, esprime parere favorevole al solo primo alinea e contrario sui restanti. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme al Relatore. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) accoglie la proposta di riformulazione e vi aggiunge l'espunzione della parte relativa alla soppressione delle parole "delle aree agricole e forestali". Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti l'emendamento 5.5 (testo 2), pubblicato in allegato, che risulta approvato dalla Commissione. L'emendamento 5.97 (testo 2), con il parere contrario della 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione e previo parere contrario del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, è respinto. Sugli identici emendamenti 7.18 e 7.19, il RELATORE e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. Posti ai voti, gli identici emendamenti 7.18 e 7.19 sono respinti con un'unica votazione. Previo parere favorevole del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, gli identici emendamenti 7.20, sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), e 7.46 (testo 3), posti ai voti, sono accolti con un'unica votazione. È inoltre approvato, previo parere favorevole del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 7.22 (testo 2), sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ). Previo parere contrario del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, posti distintamente ai voti, sono respinti gli emendamenti 9.49, 12.17 e, con un'unica votazione, gli identici emendamenti 15.13, 15.14 e 15.15. Il senatore NANNICINI ( PD ) aggiunge la sua firma all'emendamento 15.12 (testo 2) che, posto ai voti, previo parere favorevole del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, è approvato. Sull'emendamento 20.0.1 (testo 4), interviene in dichiarazione di voto il senatore GRASSO ( Misto-LeU ), per sottolineare che l'ultima riformulazione recepisce la condizione, posta dalla 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, di inserire la clausola di invarianza finanziaria. Ricorda, inoltre, che l'emendamento delega il Governo ad ottemperare a un obbligo, posto dal regolamento europeo n. 1727 del 2018, di adeguare le procedure nazionali per la nomina del membro nazionale distaccato presso Eurojust alle funzioni giudiziarie che è chiamato ad assolvere in seno all'Agenzia europea. Si prevede quindi una procedura analoga a quella prevista per la designazione del procuratore europeo per la nomina presso la Procura europea, che individua il Consiglio superiore della magistratura che nomina su proposta del Ministro della giustizia. Sottolinea l'urgenza di stabilire le nuove modalità di nomina, al fine di non incorrere in una procedura di infrazione per non aver recepito l'obbligo posto dal regolamento del 2018. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) concorda con la necessità di provvedere con urgenza alla modifica delle procedure di nomina, pur esprimendo perplessità sulle modalità previste nell'emendamento, mutuate da quelle proprie della Procura europea, essendo questa un'istituzione giurisdizionale a differenza di Eurojust che è un'agenzia europea. Ritiene, quindi, necessario un approfondimento nel merito, che non è stato possibile fare in questa sede. Il relatore PITTELLA ( PD ) esprime la sua adesione personale alla proposta emendativa del senatore Grasso, ma fa presente la contrarietà espressa dal Governo e in particolare dal Ministero della giustizia, sull'emendamento, ritenuto inopportuno in questa fase in quanto i medesimi profili sono attualmente ancora in corso di definizione per il Procuratore europeo e i Procuratori europei delegati, ai quali certamente il membro nazionale di Eurojust e i suoi aggiunti possono essere accostati, essendo chiamati anch'essi a esercitare funzioni giudiziarie nell'ambito dello spazio giudiziario europeo, seppure in un organismo connotato da compiti meno operativi. Il rappresentante del GOVERNO conferma la posizione contraria del Governo in questa sede, rinviando una più compiuta disamina del tema alla prossima legge di delegazione europea. Posto quindi ai voti, con il parere contrario del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 20.0.1 (testo 4) è respinto. Previo parere contrario del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, sono respinti, con distinte votazioni, gli emendamenti 20.0.6, 20.0.4 e 20.0.13. Sull'emendamento 20.0.14, il relatore PITTELLA ( PD ) fa presente il parere non ostativo della 5 a Commissione, condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione della lettera b) . Evidenzia inoltre che le restanti lettere a) e c) risulterebbero assorbite dalle lettere c) e d) dell'emendamento 20.0.12 (testo 5), già approvato dalla Commissione il 1° settembre scorso. Interviene il senatore LOREFICE ( M5S ) per insistere sulla votazione dell'emendamento. Posto quindi ai voti, l'emendamento 20.0.14, sottoscritto dai senatori LOREFICE ( M5S ), Elena BOTTO ( M5S ), Felicia GAUDIANO ( M5S ), Silvana GIANNUZZI ( M5S ), LICHERI ( M5S ), MOLLAME ( M5S ) e TONINELLI ( M5S ), è approvato. Previo parere favorevole del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 20.0.29, sottoscritto dal senatore Nannicini, posto ai voti, è approvato. Il relatore PITTELLA ( PD ) presenta, quindi, l'emendamento al titolo Tit.1, pubblicato in allegato al resoconto, volto ad aggiungere il riferimento anche all'anno 2020. Posto ai voti, con il parere favorevole del RELATORE e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento Tit.1 è approvato. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE , accertata la presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione il conferimento del mandato al relatore a riferire oralmente in senso favorevole all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con le modificazioni ad esso apportate nel corso dell'esame, autorizzando altresì il Relatore ad effettuare gli ulteriori interventi di coordinamento formale eventualmente necessari. La Commissione approva, con il voto favorevole dei senatori del Gruppo del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, e dei senatori Nadia GINETTI ( IV-PSI ), Alessandrina LONARDO ( Misto ) e DURNWALDER ( Aut (SVP-PATT, UV) ), con il voto contrario dei senatori del Gruppo della Lega e del senatore FAZZOLARI ( FdI ), e con il voto di astensione delle senatrici del Gruppo di Forza Italia. Si passa quindi al voto sulla relazione della senatrice Gaudiano sulle due Relazioni Consuntiva 2019 e Programmatica 2020. Interviene la relatrice GAUDIANO ( M5S ) per ringraziare dei contributi pervenuti da parte dei senatori della Commissione e da parte delle altre Commissioni in sede consultiva, reputati tutti interessanti e costruttivi. Il PRESIDENTE , quindi, dopo aver accertato la presenza del prescritto numero di senatori, propone di procedere ad un'unica votazione sullo schema di relazione predisposto dalla Relatrice sulla relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, anno 2019 (D oc . LXXXVII, n. 3) e sulla relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, anno 2020 (D oc . LXXXVI, n. 3). La Commissione approva, con il voto favorevole dei senatori del Gruppo del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, e dei senatori Nadia GINETTI ( IV-PSI ), Alessandrina LONARDO ( Misto ) e DURNWALDER ( Aut (SVP-PATT, UV) ), con il voto contrario dei senatori del Gruppo della Lega e del senatore FAZZOLARI ( FdI ), e con il voto di astensione delle senatrici del Gruppo di Forza Italia. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA Proposta di Decisione del Consiglio relativa al regime d'imposta AIEM applicabile nelle Isole Canarie Doc COM(2020) 355 definitivo Proposta di Decisione del Consiglio relativa al regime d'imposta AIEM applicabile nelle Isole Canarie (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La senatrice LONARDO ( Misto ), relatrice, introduce illustra i contenuti della proposta di decisione in titolo, con cui si prevede di prorogare, fino al 31 dicembre 2027, l'autorizzazione alle autorità spagnole, di ridurre o esentare dall'imposta denominata "Arbitrio sobre las Importaciones y Entregas de Mercancías en las islas Canarias (AIEM)", determinati prodotti, di cui all'allegato I, fabbricati localmente nelle Isole Canarie. La proposta prevede, inoltre, una revisione del regime attuale di cui alla decisione n. 377/2014/UE, valido fino al 31 dicembre 2020, al fine di renderlo più flessibile e trasparente. Al riguardo, la Relatrice evidenzia che l'obiettivo generale della misura è di compensare i produttori delle Isole Canarie per i vincoli permanenti dovuti all'isolamento, alla dipendenza in termini di materie prime ed energia, all'obbligo di costituire scorte, alle dimensioni ridotte del mercato locale e all'attività di esportazione poco sviluppata, nonché fornire sostegno alla regione ultraperiferica della Spagna per potenziarne le risorse allo scopo di consentire la crescita e la creazione di posti di lavoro nel settore locale. A tal fine, le esenzioni applicate devono rientrare nella strategia di sviluppo economico e sociale delle Isole Canarie e contribuire alla promozione delle attività locali. Le modifiche proposte al regime vigente riguardano i criteri per l'identificazione dei prodotti ammissibili, i meccanismi per stabilire l'aliquota di riduzione dell'imposta e le disposizioni di monitoraggio e controllo. In particolare, in luogo dell'attuale identificazione di ciascun prodotto specifico all'interno della decisione, la proposta in esame si limita a indicare le categorie dei prodotti ammissibili, specificate nell'allegato I, mentre i prodotti specifici saranno indicati in dettaglio dalle autorità spagnole e comunicati alla Commissione europea. Riguardo alle aliquote, il meccanismo proposto nella decisione prevede di sostituire il regime vigente delle aliquote differenziate con un sistema basato su un'unica soglia massima consentita del 15 per cento, quale differenziale massimo consentito per tutti i prodotti di cui alle categorie elencate nell'allegato I. Saranno poi le autorità spagnole a stabilire la percentuale appropriata per ciascun prodotto e a comunicare tali informazioni alla Commissione europea. Infine, allo scopo di semplificare le attività di controllo e valutazione, la proposta suggerisce una struttura standardizzata di rendicontazione, basata su una serie armonizzata di indicatori comuni alle regioni ultraperiferiche dell'UE. La base giuridica della proposta è la medesima della precedente decisione n. 377/2014/UE, ovvero l'articolo 349 del TFUE, che consente l'adozione di misure specifiche a favore delle regioni ultraperiferiche dell'UE, al fine di tenere conto della loro situazione socioeconomica strutturale, aggravata dalla distanza, dall'insularità, dalla superficie ridotta, dalla topografia e dal clima difficili, e dalla dipendenza economica da alcuni prodotti, fattori che recano grave danno alla loro capacità di sviluppo. Per quanto concerne la verifica del principio di sussidiarietà, solo il Consiglio ha il potere di adottare le predette misure specifiche, finalizzate ad adeguare a tali regioni l'applicazione dei Trattati, comprese le politiche comuni, in virtù dell'esistenza di vincoli permanenti aventi un'incidenza sulla loro situazione economica e sociale. Ciò vale anche per la concessione di deroghe all'articolo 110 del TFUE, il quale vieta agli Stati membri di trattare in modo fiscalmente differenziato i prodotti provenienti da altri Stati membri rispetto ai prodotti nazionali similari. La proposta di decisione del Consiglio è quindi conforme al principio di sussidiarietà. In merito al principio di proporzionalità, le modifiche proposte non vanno al di là di quanto è necessario per il raggiungimento dello scopo prefissato, ovvero quello di compensare gli svantaggi che incombono sulle produzioni economiche di tali regioni, assicurando comunque il corretto ed efficace funzionamento del mercato interno. La Relatrice, quindi, dà anche conto della relazione predisposta dal Governo ai sensi della legge n. 234 del 2012, ritenendo, infine, che la proposta rispetti i principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. Modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione 'Capitali europee della cultura' per gli anni dal 2020 al 2033 Doc COM(2020) 384 definitivo Proposta di Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della decisione n. 445/2014/UE che istituisce un'azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033 (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ), relatrice, illustra i contenuti della proposta di decisione in titolo, come modifica la decisione n. 445/2014/UE sull'azione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033. Ricorda, quindi, che la decisione del 2014 include nel suo allegato un elenco cronologico indicante, per ciascun anno, due Stati membri e, ogni tre anni, anche un Paese candidato (o potenziale candidato) che partecipa al programma Europa creativa, possono ospitare l'azione. Il concorso per l'attribuzione del titolo di Capitale europea della cultura inizia sei anni prima dell'anno del titolo, con la pubblicazione, da parte dell'autorità competente, dell'invito a presentare candidature. In tale contesto, il conseguimento degli obiettivi culturali dell'azione, strettamente connesso alla mobilità, ai viaggi, all'organizzazione di eventi e alla partecipazione del pubblico, è stato gravemente compromesso dalla pandemia di COVID-19, che ha avuto pesanti ripercussioni sulla realizzazione e la preparazione delle Capitali europee della cultura attuali e future. A fronte della situazione straordinaria creatasi, la proposta in esame intende modificare la decisione n. 445/2014/UE al fine di offrire alle due Capitali europee della cultura più penalizzate dalla pandemia, e cioè quelle designate da Croazia (Fiume) e Irlanda (Galway) per il 2020, la possibilità di attuare i loro programmi fino al 30 aprile 2021 senza modificare l'anno di designazione. Per fare questo, la Commissione propone altresì di rinviare una delle tre capitali del 2021 (quella designata da un Paese candidato/potenziale candidato) al 2022 e le altre due (designate da Romania e Grecia, ovvero Timișoara ed Eleusi) al 2023, anno in cui, per via della Brexit, era prevista invece una sola Capitale europea della cultura. Tale approccio consentirebbe così di avere, in via eccezionale, tre Capitali europee della cultura nel 2022 (Lituania con Kaunas, Lussemburgo con Esch-sur-Alzette, e Serbia con Novi Sad) e tre nel 2023 (Ungheria con Veszprém, e come detto, Romania con Timișoara e Grecia con Eleusi), ottimizzando nel contempo la visibilità dell'azione. La Relatrice ricorda che l'Italia ha avuto quali Capitali europee per la cultura: Firenze nel 1986, Bologna nel 2000, Genova nel 2004 e da ultimo Matera nel 2019. L'ordine di successione degli Stati prevede ora che l'Italia designi nuovamente una Capitale europea per la cultura nel 2033. Una iniziativa analoga a quella europea è stata assunta anche autonomamente dall'Italia che, dal 2015, ha attivato il titolo di Capitale italiana della cultura. Tra le varie città scelte, si possono ricordare Cagliari e Lecce nel 2015, e Palermo nel 2018. Per quanto concerne la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, va rilevato che la proposta si fonda sulla stessa base giuridica della decisione n. 445/2014/UE istitutiva dell'azione, ovvero l'articolo 167, paragrafo 5, del TFUE, che attribuisce all'Unione il compito di contribuire «al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune» . Poiché la decisione n. 445/2014/UE è un atto giuridico dell'Unione, essa può essere modificata soltanto da un analogo strumento dell'Unione. L'obiettivo di far fronte alla situazione straordinaria creatasi per gli anni 2020 e 2021, non può quindi essere raggiunto singolarmente dagli Stati membri. Per quanto riguarda il principio di proporzionalità, le modifiche proposte sono idonee a far fronte al predetto scopo, in quanto predispongono condizioni più favorevoli per lo svolgimento dell'azione culturale europea negli anni 2020 e 2021, da parte dei Paesi interessati, per realizzare i rispettivi programmi e attività culturali in maniera tale da garantire il conseguimento degli obiettivi dell'azione. Le modifiche proposte, quindi, non vanno al di là di quanto è necessario per conseguire l'obiettivo della proposta e sono limitate agli anni 2020 e 2021 in cui è previsto l'impatto massimo della pandemia. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) informa di una lettera sottoscritta dai senatori della 14 a Commissione appartenenti al Gruppo Lega, indirizzata ai Presidenti delle Commissioni 5 a e 14 a del Senato, in cui si esprime sorpresa e rammarico circa le modalità di carente coordinamento, tra le Commissioni della Camera e quelle del Senato in merito ai necessari lavori di approfondimento parlamentare su un tema europeo di tale rilevanza quale quello del Recovery Fund . Al riguardo, il PRESIDENTE ricorda come si sia attivato per tempo al fine di approfondire i temi del Recovery Fund con il massimo coinvolgimento degli organi parlamentari competenti, tra cui ovviamente le Commissioni Bilancio e Affari europei dei due rami del Parlamento. Propone quindi di prendere contatti con il Presidente della Commissione Bilancio al fine di valutare le modalità procedurali più idonee per procedere all'esame parlamentare. La Commissione conviene. La seduta termina alle ore 15,15. Allegato