Document Type: ddlpres
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Disposizioni per il pensionamento anticipato di lavoratori con figli disabili gravi. Onorevoli Senatori. -- Con la legge 5 febbraio 1992, n. 104, si dettano i princìpi dell'ordinamento in materia di diritti, integrazione sociale e assistenza delle persone disabili, ossia di soggetti che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. Dal momento che la centralità della famiglia nella cura della malattia e nella tutela della salute risulta essere un dato consolidato, ai sensi della legge 8 novembre 2000, n. 328, è opportuno altresì tenere conto delle difficoltà di relazione e comunicazione, della fatica e del logoramento delle persone sulle quali grava l'onere di accudire quotidianamente disabili, nonché le difficoltà di natura economica che possono derivare dalla necessità di fare fronte ad impegni prolungati nel tempo. A queste finalità risponde il presente disegno di legge che si compone di un solo articolo ed introduce la possibilità per i lavoratori che assistono figli invalidi con totale e permanente inabilità lavorativa di chiedere, limitatamente ad un genitore per ogni figlio disabile, di accedere al pensionamento anticipato a condizione di aver raggiunto il requisito di venticinque annualità di contribuzione. Al fine di evitare una eccessiva generalizzazione della concessione del privilegio pensionistico, il presente disegno di legge si riferisce unicamente al caso di invalidità di maggiore gravità quale risulta essere quello dell'inabile al 100 per cento con necessità di assistenza continua, non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (leggi 11 febbraio 1980, n. 18, 21 novembre 1988, n. 508, e 5 febbraio 1992, n. 104). Dall'attuazione di queste misure possono derivare indubbi vantaggi economici per lo Stato. Tra i vari vantaggi economici si annovera, per quanto riguarda il settore pubblico, il risparmio derivante dall'eliminazione dei costi dovuti per supplenze e per sostituzioni che, nella realtà attuale, si producono a causa delle necessarie assenze dal posto di lavoro in cui incorre il dipendente pubblico per assistere il familiare disabile. L'accoglimento della presente iniziativa legislativa è altresí auspicabile dal momento che il soggetto disabile potrebbe essere curato e assistito nell'ambito familiare, invece di essere affidato ad appositi istituti i cui costi, come è noto, ricadono in massima parte sullo Stato. Infine con l'approvazione del presente disegno di legge, l'Italia si porrebbe in sintonia con le normative comunitarie ancora disattese nel nostro Paese.. 1 1 I lavoratori che assistono figli invalidi con totale e permanente inabilità lavorativa, per la cui gravità, ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100 per cento, e che sono gestiti totalmente nell’ambito della famiglia, con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, possono chiedere, limitatamente ad un genitore per ogni figlio disabile, di accedere al pensionamento anticipato quando hanno raggiunto il requisito di venticinque annualità di contribuzione.