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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 359 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente LA RUSSA, del presidente ALBERTI CASELLATI, del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Italexit-Partito Valore Umano: Misto-I-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione: Misto-l'A.c'è-LPC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,37). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi ieri, ha approvato a maggioranza il calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 24 settembre. Fermi restando gli argomenti previsti dal calendario della settimana corrente, la prossima settimana, oltre all'eventuale seguito degli argomenti non conclusi, sarà discusso il decreto-legge sulla sicurezza delle attività scolastiche e dei trasporti, attualmente in corso di esame presso la Camera dei deputati. A tal fine sono previste sedute da martedì 21 settembre, fino a venerdì 24 settembre, ove necessario. Mercoledì 22 settembre, alle ore 9,30, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali renderà un'informativa sulla tutela della denominazione di origine controllata del prosecco. I Gruppi potranno intervenire per dieci minuti. L'Assemblea e le Commissioni non terranno seduta nella settimana dal 27 settembre al 1 o ottobre, in relazione alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021. Calendario dei lavori dell'Assemblea Discussione e reiezione di proposta di modifica PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 14 settembre 2021, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato a maggioranza - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 24 settembre: Mercoledì 15 settembre h. 9,30-20 - Disegno di legge n. 2382 - Decreto-legge n. 105, Emergenza COVID-19 e sicurezza attività sociali ed economiche (approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 21 settembre) - Disegno di legge n. 1662 e connesso - Delega processo civile (voto finale con la presenza del numero legale) (ove conclusi dalla Commissione) - Disegno di legge n. 2353 - Delega processo penale (approvato dalla Camera dei deputati) (voto finale con la presenza del numero legale) (ove concluso dalla Commissione) Giovedì 16 " h. 9,30 I termini per la presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 1662 (Delega processo civile) e n. 2353 (Delega processo penale) saranno stabiliti in relazione ai lavori della Commissione. Martedì 21 settembre h. 16,30-20 - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. ... - Decreto-legge n. 111, Esercizio in sicurezza delle attività scolastiche e trasporti (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 5 ottobre) - Informativa del Ministro per le politiche agricole sulla tutela della denominazione di origine controllata del "Prosecco" (mercoledì 22, ore 9,30) Mercoledì 22 " h. 9,30-20 Giovedì 23 " h. 9,30 Venerdì 24 " h. 9,30 (se necessaria) Il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 111, Esercizio in sicurezza delle attività scolastiche e trasporti) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. L'Assemblea e le Commissioni non terranno seduta nella settimana dal 27 settembre al 1° ottobre, in relazione alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021. Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2382 (Decreto-legge n. 105, Emergenza COVID-19 e sicurezza attività sociali ed economiche) (Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto) M5S 32' L-SP-PSd'Az 29' FIBP-UDC 25' Misto 25'+5' PD 22' FdI 17' IV-PSI 16' Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti da stabilire Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 111, Esercizio in sicurezza delle attività scolastiche e trasporti) (Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto) M5S 32' L-SP-PSd'Az 29' FIBP-UDC 25' Misto 25'+5' PD 22' FdI 17' IV-PSI 16' Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti da stabilire PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori, non tanto dell'Assemblea quanto delle Commissioni. La Commissione bilancio che presiedo è stata chiamata a esprimere il proprio parere, come accade usualmente, sul provvedimento sul processo civile, il cui esame è in corso in Commissione giustizia. Ebbene, è purtroppo accaduto un inconveniente a mio avviso sgradevole, che spero non crei un precedente: la Commissione giustizia non ha atteso il parere della Commissione bilancio per esprimere il parere su tutti gli emendamenti, li ha votati e ha dato mandato al relatore. È molto spiacevole, perché se abbiamo delle regole, queste vanno seguite. Condivido il fatto che ci sia molta fretta di approvare quel provvedimento, e sono d'accordo sul fatto che quel disegno di legge fosse in calendario, anche se quest'ultimo afferma che comunque andava attesa la conclusione dei lavori in Commissione, però non si fa così, perché abbiamo delle regole. Io mi faccio quindi portavoce della Commissione bilancio, che chiede che queste cose non accadano più. Spero che se ne parli in Consiglio di Presidenza, perché secondo me è necessario. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Pesco, raccolgo la sua indicazione, che sarà fatta presente agli Uffici interessati. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, la Conferenza di Capigruppo, come lei ha appena ricordato, si è riunita ieri, ma il Gruppo Fratelli d'Italia non ha votato a favore della proposta di calendario, perché abbiamo chiesto - e desidero ribadirlo qui in Aula - che venisse inserito nel calendario della settimana corrente e della prossima anche la discussione del disegno di legge Zan, oltre che gli atti sulle elezioni contestate nelle regioni Campania e Puglia, di cui parlerò alla fine. Alcuni hanno ritenuto che questa nostra richiesta sia una tattica parlamentare o una strumentalizzazione, in realtà si tratta semplicemente dell'esigenza di fare chiarezza politica, perché fino a poche settimane fa, prima che iniziasse la campagna elettorale per le elezioni amministrative, tutti i rappresentanti del centrosinistra ci dicevano che il disegno di legge Zan era urgentissimo, che bisogna approvarlo velocissimamente; per tale ragione erano stati travolti anche i lavori della Commissione, il disegno di legge doveva arrivare all'esame dell'Assemblea evitando anche la discussione degli emendamenti in Commissione. Questo perché quel provvedimento era uno spartiacque culturale e politico tra la barbarie che stiamo vivendo e la civiltà che si sarebbe aperta dopo la sua approvazione, uno spartiacque tra il progresso e l'oscurantismo che vige in questo Paese che non ha ancora approvato il disegno di legge Zan. Vorrei ricordare una cosa alle decine di attori, giornalisti e cantanti che si impegnavano giorno e notte per l'approvazione di questo disegno di legge, a tutti quelli che ci si buttavano a pesce per trovare cinque, dieci, quindici minuti di popolarità, perché era diventato il tema politico su cui tutti si riconoscevano, perché era urgentissimo e fondamentale. Adesso non lo è più, non lo è stato la settimana scorsa, non lo sarà questa, non lo sarà la prossima, non lo sarà per tutto il mese di ottobre, perché le elezioni amministrative cadono il 3 e il 4 ottobre, poi ci sarà il ballottaggio, poi ci saranno le discussioni successive al ballottaggio, poi immagino che a novembre inizieremo la discussione dei documenti contabili in vista della legge di bilancio. Vorremmo quindi che il Parlamento, il Senato in questo caso, si esprimesse rispetto al fatto che il disegno di legge Zan è importante o non lo è più, se mai lo è stato, e se adesso è diventato talmente poco importante che di fatto voi, non votando la nostra proposta di modifica del calendario, mettete il disegno di legge Zan su un binario morto, in attesa di celebrarne il funerale a novembre. Fratelli d'Italia si è preso la responsabilità politica di dire al Parlamento e agli italiani che con il voto di oggi il disegno di legge Zan scompare dall'agenda politica del Parlamento italiano. Qualcuno doveva dirlo. Ci siamo assunti noi questa responsabilità. (Applausi) . La seconda questione, più breve, riguarda la lettera che la Presidente del Senato ha inviato ai Capigruppo, successiva a un sollecito del presidente Gasparri della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Anche in questo caso abbiamo chiesto che si faccia chiarezza; è passato tanto tempo ed è inutile adesso discutere sui torti, sulle ragioni e sulle responsabilità di questo ritardo. Abbiamo proposto che si ponga un termine entro il quale l'Assemblea discuta di queste elezioni contestate. Anche questo ci è stato rifiutato ed è il motivo per il quale voteremo contro il calendario dei lavori e voteremo a favore della nostra proposta che chiede - lo ripeto e lo riassumo - di calendarizzare il cosiddetto disegno di legge Zan e anche gli atti della Giunta delle elezioni e delle immunità. (Applausi) . ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, è noto che abbiamo un calendario molto fitto di provvedimenti non solo importanti, ma fondamentali, necessari ed indispensabili per portare a casa i fondi del recovery plan . Provvedimenti indispensabili come la riforma della giustizia e la questione del green pass , che sono importantissimi e devono essere approvati ora, su cui c'è la responsabilità di tutti per la salute e la ripresa degli italiani. Ci sono dei momenti in cui, indipendentemente dal ruolo dell'opposizione, che ovviamente rispettiamo e riconosciamo, le tattiche stanno a zero; ci sono momenti in cui bisogna stare possibilmente sulla strategia e non sul tatticismo sterile. Quella che è stata fatta poco fa è chiaramente una proposta di "incidentamento" dei lavori parlamentari e di affossamento di un provvedimento a cui noi teniamo moltissimo. Se si vuole usare il Regolamento del Senato per affossare i provvedimenti e per fare trappole regolamentari su questioni molto importanti, lo si dica; l'opposizione lo può annunciare ma dica che è così. Non si sbandierino vessilli che non appartengono, anche perché mi risulta che non sia ancora stata ritirata la richiesta del non passaggio agli articoli sul cosiddetto disegno di legge Zan. Chi ha parlato è quindi una forza che vuole affossare questo provvedimento. (Applausi) . Allora parli nel merito, con quei fini argomenti che conosciamo e che usa su questo tema, ma su cui siamo abituati a confrontarci senza alcun timore, senza alcuna titubanza e senza alcuna retrocessione. Signora Presidente, colleghi, vorrei ricordare innanzitutto a noi che è il Partito Democratico che ha proposto questo provvedimento, il quale reca la prima firma di un esponente del Partito Democratico. Tale partito ha tolto dalle sabbie mobili della Commissione questo provvedimento (Applausi) , elevandolo alla dignità della discussione in Assemblea, riconoscendo e difendendo il ruolo del Parlamento, anche con le diverse posizioni che sappiamo esistere al suo interno, per comportarsi con lealtà, facendo appello al confronto e al protagonismo dello stesso, perché si tratta di un provvedimento di iniziativa parlamentare. Non si usi il Regolamento per fare straccio di una discussione importante che deve avere la sua dignità e non merita di cadere in mine e trappole parlamentari mentre stiamo affrontando importanti provvedimenti. (Applausi) . Quindi il collega di Fratelli d'Italia non abbia timore; noi lo porteremo in Assemblea subito, immediatamente dopo l'approvazione dei provvedimenti da cui dipende l'ottenimento del recovery plan , e lo approveremo. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, sono stato tentato di prendere la proposta del gruppo Fratelli d'Italia come una sincera preoccupazione in relazione all'approvazione del disegno di legge Zan. Nella mia visione ottimistica volevo infatti immaginare una evoluzione della posizione politica di Fratelli d'Italia. Temo purtroppo che non sia così. La strumentalità della proposta è evidentissima e dunque non commento; non si usa il meccanismo del Regolamento per fare una battaglia politica mentre abbiamo dei provvedimenti così significativi e indispensabili in relazione al PNRR. Voglio però rassicurare il collega, come ha già fatto la senatrice Rossomando. Confermiamo la nostra piena intenzione, appena ve ne saranno le condizioni, di concludere la discussione generale e approvare il disegno di legge Zan che riteniamo giusto ed importante. (Applausi) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la prima cosa che mi viene da dire è benvenuti nel club. Questo ci fa piacere, almeno a me. Sapete che la posizione di Forza Italia rispetto al disegno di legge Zan è insieme chiara e composita. La vostra è stupefacente. Ci fa piacere sapere che siete entrati nel club Zan; anche se lo avete fatto tardivamente, benvenuti. (Applausi) . Per quanto ci riguarda il disegno di legge Zan è una cosa seria. Non ci permettiamo assolutamente di questionare sulle ragioni, le motivazioni e le dietrologie altrui. Il collega Ciriani ha detto che non è tattica politica parlamentare; per carità, non ci saremmo mai permessi di pensare nulla di simile, anche perché in ogni critica c'è un'autobiografia, quindi mai e poi mai avremmo pensato ad un desiderio di sfasciare il disegno di legge Zan in Assemblea mancando di rispetto ai diritti dei soggetti che esso vuole tutelare. (Applausi) . Per quanto ci riguarda, questo dibattito, ovviamente solo formale e non sostanziale, nulla toglie all'intento di Forza Italia di lavorare per la modifica del disegno di legge Zan. Nulla però ci impedirà di evitare che sia solamente una calendarizzazione frettolosa e oltretutto, per quanto ci riguarda, anche discostata dagli accordi che sono stati presi. La collega Rossomando ha ragione; durante la Conferenza dei capigruppo, in cui tutti hanno avuto altro da argomentare sul tema, tale questione non è emersa neanche da parte dei colleghi di Fratelli d'Italia. Riteniamo quindi che sia una vendemmia tardiva di questa mattina, un desiderio di avere in Assemblea il disegno di legge Zan che è emerso in mattinata nei colleghi di Fratelli d'Italia. Suggerirei loro di resistere: resistete ancora un mesetto, se ce la fate, e poi portiamo il provvedimento in Assemblea, cercando tutti insieme di modificarlo e renderlo il migliore possibile. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per ribadire la nostra posizione: voteremo contro questa proposta di calendario perché teniamo fede all'impegno preso ieri in sede di Conferenza dei Capigruppo, che tiene conto del fatto che, oltre ai due decreti-legge sul green pass (questa settimana e la prossima), c'è la riforma del processo civile e di quello penale. Quindi, direi che al momento non ci sono spazi per occuparci di altre misure. Resto un po' stupito dell'atteggiamento di Fratelli d'Italia; mi auguro solo che sia una tattica e non invece un cambio di orientamento politico sul provvedimento. (Applausi) . MAIORINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, è triste constatare come non ci sia un limite all'ipocrisia neanche in quest'Aula. L'Assemblea è impegnata in questi giorni ad approvare decreti-legge in scadenza per il green pass , uno strumento di libertà che consente a tutti i cittadini e le cittadine italiani di potersi riappropriare delle proprie città, di girare liberamente, di usufruire dei servizi delle città senza paura di essere contagiati rovinosamente e finire in terapia intensiva. C'è un filo rosso, in effetti, che lega questo alla richiesta di calendarizzazione del cosiddetto disegno di legge Zan contro l'omolesbobitransfobia, perché anche la comunità LGBT vuole essere libera di girare per le nostre città, di stare sui posti di lavoro, nei luoghi di divertimento senza subire discriminazioni, insulti o aggressioni. Ecco, stupisce che la richiesta venga da una forza politica che non fa altro che accrescere pregiudizi e paure, sul green pass e sulla comunità LGBT che ora improvvisamente, invece, sembra sostenere. Ma è chiaro che è solo una strumentalità politica anche abbastanza meschina, trattandosi di libertà essenziali dell'individuo in entrambi i casi. Il MoVimento 5 Stelle, naturalmente, è da sempre a favore dell'approvazione di questo disegno di legge così come è stato disegnato originariamente, ma è evidente che la richiesta avanzata è meramente strumentale, quindi rispondiamo no. (Applausi) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, intanto prendo atto che da quando il collega Malan è passato a Fratelli d'Italia, per Fratelli d'Italia il disegno di legge Zan è schizzato tra le priorità del calendario dell'Assemblea del Senato; questo è già un evento e credo sia importante sottolinearlo. Infatti, così come è vero che altre forze politiche hanno espresso la necessità di inserire il disegno di legge Zan tra le priorità, devo anche dire che Fratelli d'Italia, tutte le volte che ponevamo la questione come prioritaria, ha sempre detto che non era una priorità del Paese, ma che bisognava trattare altre questioni perché altre erano le priorità. Presidente, credo che avremmo dovuto trattare l'argomento prima dell'estate, quando c'erano le possibilità per approvarlo. Oggi, introdurre questo tema in piena campagna elettorale per le elezioni amministrative significherebbe farci soltanto del male. Siccome dobbiamo modificare e approvare il testo con la più ampia maggioranza possibile, credo sia opportuno riprendere la discussione del provvedimento Zan dopo le elezioni amministrative, così come tra l'altro abbiamo concordato in Conferenza dei Capigruppo. Tutto il resto è strumentalità. Lo era da parte di chi diceva che andasse approvato subito così com'era perché in quel modo si costruiva consenso, ma non si approvava il provvedimento; lo è oggi da parte di chi, dopo aver detto per mesi che l'argomento non si doveva trattare, dice che invece è un tema prioritario. Vorrei che l'intervento del presidente del Gruppo Fratelli d'Italia fosse fatto girare per il Paese per far comprendere come Fratelli d'Italia ha utilizzato questo argomento in maniera radicalmente opposta rispetto a come lo vedeva precedentemente. Approviamo dunque il disegno di legge dopo le elezioni amministrative con il largo consenso da parte delle forze parlamentari. (Applausi) . PRESIDENTE . Passiamo alla votazione della proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea. ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, intervengo per precisare ai colleghi intervenuti - chi più chi molto meno elegantemente, anche se noi non ci prestiamo evidentemente alla polemica - che l'intento di Fratelli d'Italia è quello di chiamare il Parlamento a rispecchiare in qualche modo una discussione che praticamente da tre-quattro mesi a questa parte riempie la comunità nazionale di informazioni più o meno rispondenti al vero e che in questo momento, come molte altre vicende legate alla contingenza delle operazioni di Governo, è sparita in modo eclatante. La posizione di Fratelli d'Italia è assolutamente chiara e non cambia e credo che questo sia incontrovertibile. Se la vostra è altrettanto chiara, perché questo provvedimento è sparito dal calendario dei lavori parlamentari e perché questo avviene a tre settimane dal voto amministrativo? Avete forse paura dei riflessi di questo tema sul voto amministrativo? Dovrebbe essere il contrario, colleghi. Se voi siete così certi di alzare i vessilli che vi appartengono, come testualmente detto dalla collega Rossomando, alzateli e prendetevene il merito. Noi alziamo i nostri di vessilli e non abbiamo timore di farlo in prossimità degli appuntamenti elettorali. Quindi, utilizzare il Regolamento per fare i furbi è roba che appartiene a voi, non a noi. Noi vogliamo portare il Parlamento a discutere in modo trasparente di temi che potrebbero essere anche interessanti nelle campagne elettorali per l'elezione del sindaco della capitale della Nazione, che è imminente. Se non avete il coraggio di farlo, siete voi ad ammainare i vostri vessilli; noi il nostro lo teniamo bene e lo facciamo anche in quest'Aula. PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Ciriani, volta ad inserire la discussione del disegno di legge Zan e l'esame dei documenti della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulle elezioni contestate. Non è approvata. Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non voglio fare polemica, anche perché credo che in questi giorni il Paese non ne abbia bisogno; soprattutto, non abbiamo bisogno di polemiche noi qui dentro, che stiamo tutti insieme cercando di dare risposte utili. Non ho ascoltato prima direttamente l'intervento del collega, presidente Pesco, che però mi è stato riferito. Intervengo quindi sostanzialmente per fare luce su quello che è accaduto, dicendo che non è accaduto nulla di anomalo, nulla di utile a creare polemica. Anzi, quello che è avvenuto - e mi rivolgo al presidente Pesco - dovrebbe essere discusso tra noi, magari in altra sede rispetto a questa, e a questa discussione non mi sottraggo. A questo proposito voglio ricordare che gli emendamenti che come Commissione giustizia abbiamo votato in relazione a questo provvedimento, che è atteso da tutto il Paese perché ha risvolti ovviamente anche sul PNRR, la 5 a Commissione li aveva da mesi e a quegli emendamenti non è stato dato il parere nei sette giorni. Nonostante questo - il senatore Pesco lo sa - noi della 2 a Commissione ci siamo convocati e riuniti per varie sedute, anche nel mese di agosto, fino al 10 o 11 agosto, riprendendo poi il 29 e il 30. Noi qui c'eravamo; voi dove eravate? Ci siamo sentiti telefonicamente e ci siamo confrontati sul termine e sulle proposte da fare. Io e lei, presidente Pesco, ci siamo accordati al fine di terminare i lavori in 2 a Commissione e di lasciare che la 5 a Commissione potesse in qualche modo valutare, nonostante la scadenza dei termini, le eventuali problematiche. Questo è quello che abbiamo fatto. Lei sapeva bene che noi potevamo già chiudere giovedì della settimana scorsa; ma, proprio perché ci tengo ai rapporti, ci siamo confrontati e abbiamo inviato il fascicolo a lei e alla vostra Commissione per i pareri, nonostante potessimo già - ripeto -chiudere. Ci siamo convocati ieri alle ore 18 - e lei lo sapeva - per dare il mandato ai relatori che oggi sono chiamati a relazionare in Aula. Detto questo, mi pare una polemica inutile, non utile a noi. Colgo invece l'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno lavorato, nonostante queste grandi difficoltà, anche tra Commissioni; noi abbiamo osservato i pareri che voi avete comunque rilasciato, perché alcuni emendamenti sono stati tolti. Tutto il lavoro che abbiamo fatto assieme (io dico così) è oggi utile a portare a casa un provvedimento per il Paese. Di questo dobbiamo parlare e non della mancata convocazione di una seduta prima o dopo quell'altro. L'invito che le rivolgo, dunque, presidente Pesco, è di chiudere qui la polemica e di andare avanti a lavorare. (Applausi) . PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE . Senatore Pesco, non posso consentire un dibattito. Ognuno di voi ha giustamente portato le proprie riflessioni. Se lei riterrà che l'argomento abbia la necessità di essere ulteriormente verificato, ne parleremo in separata sede con il Presidente. Lei sa ovviamente che la 5 a Commissione dovrà comunque esprimere il parere sul testo. Vi chiedo ora gentilmente di proseguire con i lavori d'Aula. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2382 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche (Approvato dalla Camera dei deputati) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2382, già approvato dalla Camera dei deputati. Chiedo al presidente della 1 a Commissione permanente, senatore Parrini, di riferire sui lavori della Commissione. PARRINI (PD) . Signor Presidente, comunico che la Commissione non è in grado di terminare i propri lavori per l'esame del provvedimento. Abbiamo svolto la discussione generale, dopo l'incardinamento, e abbiamo esaminato e votato gli ordini del giorno. Tuttavia la quantità di emendamenti presentati e la necessità di ottenere pareri che, quando ci siamo riuniti, non erano ancora arrivati non hanno reso possibile concludere i lavori in tempo compatibile con il calendario d'Aula. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Parrini, il disegno di legge n. 2382, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. Comunico che è stata presentata la questione pregiudiziale QP1. Ha chiesto di intervenire il senatore Ciampolillo per illustrarla. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, il decreto-legge in esame, n. 105 del 2021, introduce misure di straordinaria necessità e urgenza in relazione all'emergenza Covid, prorogando misure restrittive esistenti e introducendo taluni obblighi, in particolare, all'articolo 3, l'utilizzo della certificazione Covid-19 (emessa in ogni caso nel rispetto delle disposizioni contenute nel regolamento UE 953/21) per accedere a determinati luoghi o servizi. Tali misure devono in ogni caso rispettare il regolamento UE 679/2016 in materia di dati personali e rispondere a criteri di proporzionalità, efficacia e necessità. Ciò è stato evidenziato dalla Commissione europea con nota datata 26 agosto 2021, inviata all'attenzione di stakeholder attivi in ambito di diritti fondamentali. Fermo restando che sorgono dubbi sul fatto che il regolamento UE 679/2016 possa dirsi soddisfatto laddove venga consentito a un ristoratore, barista o buttafuori di trattare dati sanitari senza consenso del titolare (si applicherebbe l'articolo 9 del regolamento che non contiene analoga previsione di cui all'articolo 6, comma 1, la quale invece consente che un privato possa trattare dati personali per dar seguito a un obbligo di legge), forti criticità emergono anche dal possibile uso discriminatorio dei pass come strumento di selezione inidoneo per la finalità di garanzia della tutela della pubblica salute. Alla luce delle notizie che si possono reperire su numerosissimi quotidiani emerge chiaramente che i possessori di certificato Covid-19, impropriamente denominato green pass , conseguito a esito di vaccinazione e non a seguito di tampone, possono contagiare (si pensi, ad esempio, al focolaio all'ospedale Sant'Eugenio di Roma). Ciò è peraltro ben evidente già dalla lettura del modulo di consenso vaccinazione contro il Covid-19, in cui si legge chiaramente che il vaccino non contiene il virus per indurre l'immunità, ammettendosi così con assoluta e indiscutibile certezza come chi è vaccinato non è affatto immune dal contagio. Pertanto, chi ha ottenuto tale certificazione mediante tampone, dimostrando quindi di essere perfettamente sano al momento dell'ingresso nei luoghi ove il Governo intende imporre accessi contingentati, non gode attualmente di alcuna tutela nel venire a contatto con chi ha invece ottenuto il green pass attraverso la vaccinazione, trattandosi di soggetti che possono senza dubbio contagiare. Vanno anche menzionati casi in cui persone in possesso di green pass che si sono contagiate non abbiano visto il proprio certificato disattivato, così come persone che hanno ottenuto il certificato una volta dichiarata la guarigione dopo ventuno giorni di quarantena, benché ancora debolmente positive. Orbene, la proposta del Governo italiano di introdurre tali limitazioni (e che l'Assemblea si appresta a votare), sollevando tuttavia chi è vaccinato o guarito dal loro rispetto, non solo costituisce misura idonea a cagionare pericolo alla salute pubblica, ma si pone anche in contrasto con la risoluzione 2383/2021 del Consiglio d'Europa (paragrafi 3 e 8), che stabilisce come illegittima la discriminazione fondata su un pass concesso a chi è potenzialmente infettivo. In particolare, il paragrafo 8 stabilisce che «fino a quando non esisteranno prove scientifiche chiare e consolidate, potrebbe essere discriminatorio revocare le restrizioni per coloro che sono stati vaccinati e mantenendole invece per chi non lo ha fatto». Al riguardo, giova ricordare i vincoli e le "linee rosse" invalicabili che il Consiglio d'Europa impone (allegato 2) e che invece si continua a far finta che non esistano. In conseguenza di tali evidenze, fin dove il Governo intenderà estendere l'obbligo di esibire il certificato Covid si dovrà necessariamente richiedere, in ogni caso, un tampone negativo quanto più prossimo nel tempo, acquisito ormai che il certificato ottenuto dopo la vaccinazione non rappresenta un metodo sicuro per impedire la diffusione del virus . Del resto, tale circostanza è stata recentemente posta a base di un ricorso presentato davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea dall'avvocato Mauro Sandri del foro di Milano, coadiuvato, per quanto di stretta competenza di diritto unionale, dal solicitor Giulio Marini, avvocato abilitato nel Regno Unito, e con il patrocinio presso la Corte penale internazionale dell'Aja. Tale ricorso è finalizzato a chiedere l'annullamento del regolamento UE 953/2021 in ragione dei presupposti scientifici errati sottesi all'adozione del certificato Covid-UE. Nell'adottare il predetto regolamento, infatti, temporalmente antecedente alla risoluzione 2383/2021, il legislatore europeo aveva forse dato per scontato che il vaccino avrebbe creato immunizzazione, ma l'evidenza dei fatti ha mostrato una realtà completamente diversa; ragione - questa - che ha imposto ai legali di adire la massima autorità giudiziaria per un corretto inquadramento della fattispecie. Del resto, il Governo è perfettamente al corrente di tale ricorso: è notizia recente che il Consiglio dell'Unione europea, parte convenuta in giudizio, ha provveduto ad inviare una nota ufficiale agli ambasciatori in sede, informandoli della presentazione del ricorso. Malgrado questo l'Assemblea si trova ora a dover adottare un provvedimento che rischia di avere serie carenze sul piano scientifico. Questi profili impongono di non votare le disposizioni del decreto-legge, incompatibili con la risoluzione n. 2383 del 2021 e ciò non solo per il rispetto degli impegni internazionali dell'Italia, ma anche e soprattutto a tutela della salute pubblica, seriamente compromessa dal voto favorevole a questo decreto-legge, le cui disposizioni implicitamente escludono i vaccinati o i guariti in possesso del pass dal sottoporsi ai tamponi, anche rapidi o salivari, consentendo a costoro pericolose libertà che invece non dovrebbero essere concesse a causa della loro potenziale contagiosità. Per questi motivi si chiede di non procedere all'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 105 del 2021 sull'emergenza da Covid-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche. (Applausi) . PRESIDENTE . Poiché nessuno chiede di intervenire, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dai senatori Ciampolillo e Martelli. (Segue la votazione). Il Senato non approva. ( v. Allegato B ). Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Rampi. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, signori colleghi, il provvedimento al nostro esame dovrebbe davvero spingere il Senato e tutto il Parlamento a un'assunzione di responsabilità. Noi del Partito Democratico abbiamo ragionato molto in questi mesi sulla scuola, che per noi è il tema più importante, la priorità del Paese. Anche nell'ambito del piano di recovery abbiamo chiesto importanti investimenti, sia nelle strutture (negli edifici), sia soprattutto nel modello di insegnamento, con investimenti sulle risorse umane, sulle insegnanti e sugli insegnanti. La scuola è iniziata ormai in tutta Italia; è iniziata in presenza e questo era un obiettivo fondamentale. Diciamoci la verità, colleghi: la scuola è iniziata in presenza solo perché è attivo un provvedimento come quello che stiamo votando oggi in Assemblea. Sarebbe stato impensabile per i ragazzi tornare nelle classi se il sistema Paese non fosse riuscito - prevalentemente - a costruire un sistema di tutela, che tra l'altro nella scuola ha funzionato, con un'adesione alla vaccinazione degli insegnanti che in termini scientifici rasenta la totalità: ci sono percentuali che si avvicinano molto a quel dato. Ciò non vuol dire che questo debba eliminare la prudenza; mi riferisco ad alcune discussioni oggettivamente fuori luogo, a mio parere, sull'uso della mascherina. Io credo che con i ragazzi e con le ragazze bisognerebbe parlare di più. Come succede anche per l'uso dell'automobile, per le cinture, per l'attraversamento della strada, per il rispetto dei limiti di velocità, tante volte i nostri bambini e le nostre bambine sono più bravi ad insegnarci cosa vuol dire rispettare le regole. E non per un'adesione astratta, teorica, ma perché c'è la comprensione. La scuola serve proprio a questo ed è per questo che noi abbiamo insistito da sempre sulla scuola in presenza. La scuola è una palestra di comunità, di democrazia, è il luogo in cui si impara a stare insieme agli altri nella loro differenza. Il green pass è uno strumento di questo tipo. Noi siamo estremamente rispettosi, vorrei ribadirlo. Il Partito Democratico è estremamente rispettoso di chi ha delle paure. Le persone che hanno paura non vanno maltrattate, non vanno bullizzate, non vanno insultate. Le persone che hanno paura vanno rassicurate. Spesso le paure nascono esattamente dalla carenza di strumenti culturali ed è per questo che noi vogliamo investire di più nella scuola. La carenza di comprensione della scienza, la carenza epistemologica, noi, purtroppo, la sentiamo troppo spesso anche in quest'Aula, nei dibattiti televisivi e nei dibattiti politici. E non si sa, colleghi, se sia una carenza epistemologica sincera - e sarebbe grave - o se sia una comprensione dei dati che viene violentata in maniera strumentale, giocando però sulla pelle delle persone. Si guardi anche alla questione del pronunciamento dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Io ho la fortuna di essere uno dei rappresentanti di questo Parlamento in quell'Assemblea. Io ho votato quella risoluzione, che sento utilizzata e tirata da una parte e dall'altra, purtroppo anche da colleghi di maggioranza e, qualche volta, anche da qualche amico, che prova ad utilizzare il mio voto per raccontare pubblicamente che il Partito Democratico avrebbe dei dubbi che non ha. In realtà, quella risoluzione, che è stata votata praticamente all'unanimità da tutta l'aula del Consiglio d'Europa, tranne che da alcune forze di estrema destra nazionalista (cosa che dovrebbe un pochino orientare) è una risoluzione che invita all'attenzione e alla prudenza. Siamo, infatti, tutti consapevoli che il percorso vaccinale può essere utilizzato, soprattutto in certi Paesi in cui le dinamiche democratiche non sono proprio consolidate, come pretesto per aumentare alcuni strumenti di esclusione e di pressione su gruppi di minoranze. Bisogna capire qual è il contesto in cui si scrive una risoluzione e non bisogna strumentalizzare i fatti. Noi crediamo questo: che oggi la scuola si possa sviluppare in presenza. Ne discutevamo anche poco fa con la mia Capogruppo, che è una sincera appassionata di scuola. Anche qui, noi ci teniamo a dire che non pensiamo che l'esperienza della didattica a distanza sia completamente da gettare. Anzi, essa ha mostrato una grande capacità reattiva della scuola e ci ha consegnato alcuni strumenti di innovazione didattica che noi vogliamo continuare a utilizzare. Però, mentre provavamo a risolvere il problema di non perdere la didattica, pur essendo vietato e impossibilitato l'incontro tra le persone, abbiamo sempre pensato che la presenza fosse un elemento fondamentale. Questo vale per la scuola e vale per tutta la società. Oggi avere un green pass , cioè avere un semaforo verde (la scelta delle parole ha un significato), che attesta che si può andare, significa semplicemente questo. Anche qui, io tante volte ascolto i colleghi. Vedete, con un po' di cultura scientifica si sa che l'incertezza fa parte della vita. Tutti i giorni noi saliamo sui mezzi pubblici. Io oggi sono venuto in Senato in bicicletta. Nel mio caso, io viaggiavo a circa 20 chilometri all'ora, che non penso di aver superato; qualche volta, invece, in auto raggiungiamo i 160 chilometri all'ora. Siamo su un sottile strato di gomma con dentro dell'aria. Se esplode improvvisamente, come minimo ci facciamo molto male. Questo, però, non ci impedisce di utilizzare tutti i giorni l'auto o la bicicletta e di andare, magari esagerando, anche a 160 chilometri all'ora (questo, magari, è inopportuno). Si tratta, dunque, di ricondurre tutto questo nel giusto contesto. È chiaro che ci si può infettare anche dopo aver ricevuto due dosi di vaccino. Io conosco diverse persone cui è successo. Queste persone, però, hanno avuto un giorno di febbre e sono state scarsamente infettive verso gli altri. Questo è il dato di fatto. Noi non abbiamo raccontato e non racconteremo mai che esiste lo scudo di Capitan America con cui il vaccino non tocca più nessuno. Non è così, ma c'è una bella differenza con la condizione in cui eravamo all'inizio di questa pandemia, quando non disponevamo di alcun tipo di strumento per combattere questo virus. Anche relativamente alle persone, all'inizio c'è stato detto che il rischio di contagio riguardava solo quelle con patologie pregresse e le persone anziane. Poi ci siamo accorti che riguardava anche ragazzi e ragazze molto giovani, pure persone in salute, che finivano in terapia intensiva, che rimanevano per giorni in una camera con il respiratore o con il casco dell'ossigeno. Anche qui, mi vengono in mente volti e nomi di amici, che si trascinano tutt'ora dietro le conseguenze di aver attraversato quella vicenda. Oggi siamo in un contesto completamente diverso. La politica, con il suo linguaggio, con il dibattito pubblico ha anche una funzione di orientamento, di esempio per il Paese, deve dare un'indicazione alle persone. Credo che ampliare l'utilizzo del green pass a diverse altre categorie sia un fatto positivo che tra l'altro avrà ricadute anche sul sistema di istruzione e sulla scuola, perché è chiaro che la scuola non è un mondo isolato: i ragazzi vanno a scuola al mattino e tornano a casa la sera e durante la giornata, se possibile, svolgono altre attività, che fortunatamente sono riaperte o stanno riaprendo, perché sono fondamentali e perché in questi mesi abbiamo avuto grandi danni sulla salute dei ragazzi per la chiusura delle strutture sportive. Per far funzionare le strutture sportive, però, soprattutto quelle nelle quali magari è più difficile gestire una pandemia, occorre che tutta la popolazione sia vaccinata e che ci sia un meccanismo di controllo. Tra l'altro, colleghi, pensavo in questi giorni e mi colpisce che tutti noi diamo per scontato il fatto - straordinariamente positivo - che anche il meccanismo informatico del green pass funzioni così bene. Francamente, nell'Italia di qualche anno fa non avrei dato per scontato il fatto che tutti noi andiamo a vaccinarci, nel 90 per cento dei casi dopo poco riceviamo un sms, ci registriamo, scarichiamo un QR code sul telefonino e in qualsiasi posto andiamo c'è qualcuno che attraverso un'applicazione lo controlla e verifica che siamo vaccinati. È un fatto normale, ma è anche qualcosa che non saremmo riusciti a realizzare solo qualche anno fa. Pensate a come sarebbe stato più complicato. In conclusione, credo - per arrivare al punto - che dobbiamo assumerci la responsabilità di mandare da quest'Aula messaggi positivi, non alimentare le incertezze, rassicurare le persone, saper navigare in questa difficile tempesta con gli strumenti della cultura e della scienza. Solo così ne usciremo tutti anche un po' più forti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Dividerò il mio intervento in due parti: la prima per illustrarvi i motivi di contrarietà nei confronti della proroga dello stato di emergenza introdotto con gli articoli 1 e 2 di questo provvedimento; la seconda, per illustrare i motivi della mia contrarietà nei confronti del green pass introdotto all'articolo 3 di questo provvedimento. Sulla proroga dello stato di emergenza nazionale al 31 dicembre di quest'anno, vi ricordo, colleghi, che questa è la quinta proroga: per cinque volte il Governo ci ha chiesto di ratificare la proroga dello stato di emergenza nazionale e credo che sia un unicum nella storia della Repubblica. Se lo stato di emergenza nazionale aveva un senso ed era giustificato - tant'è che io votai a favore a inizio del 2020, quando il virus era appena comparso - lo è stato molto meno nelle quattro proroghe successive, a luglio e a ottobre 2020 e a gennaio e ad aprile 2021, tant'è che già allora votai contro in dissenso dal mio Gruppo di allora. Sicuramente oggi i requisiti per lo stato di emergenza non sussistono. Oggi, a due anni dalla comparsa del virus, conosciamo molto meglio le dinamiche di questa sindemia, tant'è che sono stati realizzati noti vaccini, la campagna vaccinale in Italia è al 70 per cento e ci sono cure precoci per curare la malattia da Covid all'inizio anche a domicilio e ridurne gli effetti gravi. Inoltre, attualmente l'incidenza di nuovi casi è in discesa, si sta avvicinando alla soglia dei 50 casi su 100.000 abitanti che, come è noto, è la soglia sotto la quale è possibile effettuare il tracciamento e l'individuazione caso per caso ed isolare in quarantena i singoli casi (ricordate la app Immuni? Che fine avrà fatto?). Ancora, sul fronte ospedaliero le terapie intensive ad oggi, ma anche ieri e l'altro ieri, erano e sono libere al 93 per cento. Ripeto, i posti liberi sono al 93 per cento - sono dati ufficiali - così come i posti in area non critica. Anche da questo punto di vista, dunque, non c'è lo stress dell'ospedalizzazione e non c'è il Servizio sanitario nazionale in crisi, in questo momento. Per quel che riguarda la letalità, proprio perché si comincia a conoscere meglio il virus, vediamo che essa è scesa in tutte le fasce d'età e addirittura si è attestata a livelli inferiori allo 0,01 per cento nella fascia di età fino a diciannove anni ed è comunque inferiore allo zero virgola fino ai cinquantanove anni. Pertanto, colleghi, vi chiedo dov'è oggi l'emergenza in atto, che non può essere fronteggiata con gli strumenti ordinari previsti dall'ordinamento. Colleghi, se c'è questa emergenza, spiegatemi, ad esempio, perché il Parlamento ad agosto non ha lavorato e ci siamo ritrovati invece, stamattina, a non poter discutere gli emendamenti a questo importantissimo provvedimento, perché non c'è tempo, è urgente e bisogna approvarlo subito. Avremmo però potuto benissimo lavorare ad agosto, invece che andare in ferie, e di questo bisogna riconoscere una precisa responsabilità ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato, che non hanno programmato i lavori in maniera tale da consentirci di trattare adeguatamente un provvedimento di questa delicatezza. (Applausi) . Veniamo alla seconda parte dell'intervento, sul green pass , perché sul presupposto della asserita emergenza introducete pesantissime ed ingiustificate discriminazioni tra cittadini vaccinati e non vaccinati. Sono discriminazioni e non semplici differenze di trattamento, perché sarebbero trattamenti differenti giustificabili, coerenti con una certa logica e tollerabili, se - e solo se - il vaccino impedisse la trasmissione del virus e quindi i vaccinati non trasmettessero il virus, o comunque, perlomeno, se fosse quantificata con ragionevole certezza la capacità del vaccino di ridurre sensibilmente il rischio del contagio. La premessa del green pass è infatti quella di impedire che persone potenzialmente contagiose contagino altri, accedendo ai luoghi pubblici, ai luoghi di lavoro, ai ristoranti, ai luoghi di cultura e così via. Si pone quindi il famoso argomento dell'interesse pubblico. Non si dice, infatti: «Ti devi vaccinare, per proteggere te stesso», ma si dice: «Se non sei vaccinato, non puoi accedere a quel luogo, perché bisogna tutelare gli altri». Se è così, bisogna però dimostrare, con ragionevole certezza, quantomeno la capacità del vaccino di interrompere questo contagio. Ad oggi, però, l'unica cosa certa che sappiamo è che non possiamo escludere che i vaccinati possano contagiare e abbiano, in potenza, la capacità di contagiare gli altri, esattamente come i non vaccinati. Potreste rispondere, colleghi, che c'è il documento dell'Istituto superiore di sanità del 10 settembre, che attesta il contrario di quanto sto dicendo. Ebbene, colleghi, questo documento è a mio avviso errato. Sto facendo un'affermazione precisa, puntuale e piuttosto grave: ritengo che questo documento, l'unico documento italiano che abbia tentato di misurare la capacità del vaccino non di ridurre le conseguenze gravi della malattia, ma di interrompere il contagio, sia errato. Ho esposto queste tesi durante la riunione di Commissione, chiedendo al Governo, in particolare al sottosegretario Sileri che lo rappresentava, e ai membri della maggioranza presenti di replicare a queste mie osservazioni, ma nessuno è stato capace di balbettare alcunché. Quindi non solo, come senatori, non abbiamo potuto fare approfondimenti, non abbiamo potuto svolgere audizioni, non abbiamo potuto chiedere all'Istituto superiore di sanità di chiarire i punti che adesso vi elencherò, ma, neanche a specifica richiesta, il Governo, nella persona del qualificato sottosegretario Sileri, ha ritenuto di dover fare alcun chiarimento e alcuna puntualizzazione o anche di smentire, perché all'inizio ho posto questo tema come quesito e come domanda. Sono costretto oggi, invece, a fare in Assemblea questa accusa, perché non ho avuto alcuna risposta. Quali sono gli errori evidenti di questo report del 10 settembre? Il primo è che il calcolo per la verifica della differenza nella possibilità di contagio tra vaccinati e non vaccinati è stato effettuato senza tenere in alcun conto il numero di tamponi effettuati tra le due platee. L'incidenza è stata calcolata prendendo i positivi e rapportandoli al numero complessivo dei vaccinati e dei non vaccinati, senza tener conto del fatto che i non vaccinati... (Richiami del Presidente). Mi scusi, signor Presidente, mi lascerà un paio di minuti in più. PRESIDENTE. Glieli ho lasciati, senatore Crucioli, ne aveva sette e gliene ho dati nove. Lei è alla fine del suo nono minuto. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . È l'unica voce che si alzerà in dissenso, una delle poche, se mi lascia due minuti in più le sarò grato. Non è stato preso in esame il numero di tamponi e questo porta evidentemente a sovrastimare l'efficacia del vaccino nella capacità di interrompe la trasmissione, perché il numero maggiore nella platea dei non vaccinati deriva dal fatto che questi sono necessariamente più tamponati, perché il green pass scade ogni quarantotto ore e devono fare i tamponi. Il secondo errore enorme è che la stima effettuata ha preso in esame anche i periodi di aprile, maggio e giugno, quando non c'era la variante delta . Cosa ci interessa sapere la capacità di interrompere il contagio della precedente variante, quando oggi ce ne è una diversa, che l'Istituto superiore di sanità ha attestato esser maggiormente capace di bucare il vaccino? Bisognava prendere in esame solo luglio e agosto, che sono i mesi in cui la variante delta è diventata dominante. Il terzo errore macroscopico è che vengono conteggiati i casi positivi maturati nei quattordici giorni dopo la prima dose, come se fossero a carico della platea dei non vaccinati, quando è incerto il tempo necessario per poter produrre gli anticorpi ed è incerto il tempo di incubazione. Si sarebbero dovuti eliminare questi numeri per avere un dato pulito. Gli errori elencati sono idonei a sovrastimare significativamente l'attale capacità di impedire la trasmissione dei contagi e sono di evidenza tale da ingenerare il dubbio che l'elaborato risponda allo scopo politico di comprovare l'efficacia del vaccino piuttosto che valutare imparzialmente tale efficacia. Al Parlamento non è stato consentito di svolgere alcun approfondimento scientifico (ho detto cosa è successo in Commissione); se a questo aggiungiamo l'opaca gestione dei dati da parte del Governo, del Comitato tecnico-scientifico e dell'Istituto superiore di sanità, la propaganda mediatica martellante, la divulgazione scientifica... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Senatore, la devo interrompere, mi dispiace, le ho concesso veramente qualche minuto in più. Può depositare il testo del suo intervento agli atti della seduta. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei in premessa riassumere i miei pensieri in tre punti: il primo è che la scienza propone e la politica dispone. Noi siamo qui come politici, non come scienziati, quindi dobbiamo assumere i dati dalla scienza, ma la responsabilità è del politico (Applausi) . Il secondo punto: certamente è meglio educare che obbligare; a volte però i tempi dell'educazione, i tempi della formazione, i tempi della moral suasion possono essere così lunghi da costituire un pericolo per la situazione che si sta fronteggiando. In questo caso è assolutamente lecito obbligare, peraltro facendo riferimento al secondo comma dell'articolo 32 della Costituzione. Nel caso però dell'obbligo è importante tenere presente tre punti: che l'obbligo sia proporzionato al pericolo che in quel momento si sta correndo; che sia contenuto nel tempo e che quindi abbia la durata dell'urgenza ed emergenza che si sta affrontando, e che l'obbligo sia evidence based, vale a dire fondato su prove di evidenza scientifica. Tutto questo non toglie assolutamente importanza al fatto che questo è un Parlamento, non il congresso mondiale (che spero ci sia) che si occuperà dei vaccini e in cui si sentiranno le voci più importanti a livello scientifico e si discuteranno le interpretazioni. Tutti noi - e in quest'Aula ci sono molte persone che, prima di fare il parlamentare, nella loro vita precedente si erano occupate di medicina, di scienza e di ricerca - sappiamo come la ricerca sia una realtà viva e dinamica, che può entrare in contraddizione con se stessa, perché è proprio da tale contraddizione che scaturisce l'evoluzione della scienza. Sappiamo perfettamente come, a livello scientifico, le posizioni possono essere molto diverse: è il dibattito scientifico; è il pane dei nostri giorni. La passione per la ricerca, che in qualche modo accompagna e precede la passione per la politica, non si può sovrapporre o imporre a questa. Quello che voglio dire è che c'è un po' - se mi permettete di dirlo in questi termini - il neofita della scienza, che guarda alla scienza come se fosse una sorta di moderna religione. No, la scienza non è assiomatica, non ha verità assolute, ma solo verità in transito, nell'attesa che qualcuno elabori una teoria scientifica in grado di spiegare un numero maggiore di fatti con maggiore chiarezza, e quindi in questo senso permettendo un cambiamento. La scienza non può essere fotografata come se fosse un'istantanea per poi essere proposta in questo modo. Diciamo che quello che scandalizza l'uomo comune - mi ci metto anch'io per tutti gli ambiti di cui sono totalmente ignorante - e che sono le contraddizioni della ricchezza legata alla complessità sono esattamente ciò che appassiona chi ci sta dentro, che è continuamente alla ricerca della possibilità di fare un passo avanti. Sostituire la responsabilità politica con la responsabilità scientifica è un errore strutturale che non possiamo commettere. Qui, in quest'Assemblea, dobbiamo rivendicare il diritto e la responsabilità della decisione, che chiaramente maturano in un contesto di precauzione. Pertanto, nel dubbio la scelta andrà sempre volta a garantire le fasce più fragili e più deboli. Nell'attesa che maturi una conoscenza più articolata, più solida e più costruita, debbo preoccuparmi della maggioranza della popolazione e quindi prenderò una misura che risponde alle loro esigenze. In questo caso, la prudenza ci spinge tutti a favore del vaccino e a favore della documentata vaccinazione (perché altro non è il green pass , che dimostrare quello che abbiamo fatto), nel rispetto e nell'attenzione di tutti gli altri. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, in accordo con il mio Capogruppo oggi farò un intervento che non sarà strettamente inerente al decreto-legge in oggetto, ma ovviamente è collegato. Vorrei far riferimento a un'interrogazione che ho depositato più di un mese fa (quasi due, in realtà) come primo firmatario, insieme ad altri colleghi. La premessa che voglio fare, a scanso di ogni equivoco e di ogni polemica (che in questi giorni mi sembra siano un po' lo sport preferito da tutti), è la seguente. Sono un uomo vaccinato e con il ciclo vaccinale completo, quindi questa interrogazione è funzionale, dal mio punto di vista, a cercare di contribuire a non disperdere il grande impulso che il presidente Draghi e il generale Figliuolo hanno dato alla campagna vaccinale e al tentativo di tornare alla normalità del Paese. L'unica cosa che noto e che fa un po' strano è che il Ministro del Governo attuale è lo stesso del Governo precedente, quindi c'è da capire se non se ne occupava prima ma se ne occupa adesso, o se non se ne occupava prima e non se ne occupa neanche adesso. Comunque vada, forse se non fa nulla mi sembra che vada benissimo, da questo punto di vista. Cosa ho chiesto al Ministro in oggetto? Una cosa a mio avviso molto semplice. Poiché oggi rincorriamo un po' la campagna vaccinale anche attraverso obblighi surrettizi che stanno innescando non poche polemiche e, da questo punto di vista, invito anch'io ad abbassare un po' i toni, credo sia utile una maggiore trasparenza sull'indicazione dei dati forniti quotidianamente dal Ministero e ripresi dai media. A me viene spontaneo, da uomo vaccinato, pensare che il percorso vaccinale sia davvero una tutela così come è riportato sul sito dell'Istituto superiore di sanità. Nel momento in cui vengono forniti i dati dei contagiati, degli ospedalizzati, delle terapie intensive e dei deceduti, vorrei che fosse chiara la percentuale di vaccinati che sono stati contagiati, ricoverati, che sono in terapia intensiva e di vaccinati che purtroppo sono deceduti. (Applausi) . Dico questo con lo spirito più positivo possibile, volto all'incremento di un percorso di vaccinazione che io, essendo vaccinato, condivido. Ciò anche rispetto agli over 50 che sono tra i milioni di non vaccinati. Evitando il percorso della restrizione di alcune libertà perché, al di là del fatto che io possa essere più o meno d'accordo sulla questione del green pass , è evidente che si tratti di una restrizione della libertà, forse attraverso questa informazione si darebbe un impulso. Allora delle due l'una; funziona o non funziona? Io credo di sì. Il presidente della Regione Liguria Toti ha oggi affermato che il 99 per cento dei ricoverati in terapia intensiva della Regione non è vaccinato. Allora diamo queste informazioni; magari, a spizzichi e bocconi, sono già state date, ma facciamole diventare una prassi. Mi direte che probabilmente bisognerebbe completarle, chiarendo le dosi ricevute, il tipo di vaccino, l'età o le patologie. Sarei però già felice di sapere la percentuale di vaccinati che sono ospedalizzati, perché mi darebbe anche un po' di certezze nei confronti del futuro. Se andiamo verso la terza dose in qualche modo secondo me la popolazione e i cittadini hanno il diritto di saperlo. Credo fortemente che il combo tra trasparenza della comunicazione dei dati, implementazione delle cure domiciliari e forse anche implementazione e abbassamento dei costi di tutti quegli strumenti atti a capire se si è o no contagiati sia la vera soluzione per impedire che ci siano sommosse di piazza e che lo scontro sociale diventi maggiore dell'attuale. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge n. 2382, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 105, va nella giusta direzione di una gradualità e di una progressione, anche se via via sempre più accelerata, di tutto ciò che ruota intorno alla vita sociale e relazionale della collettività. Come non bisogna fare voli pindarici con brusche accelerazioni che comporterebbero rischi reali di risalita dei contagi, allo stesso modo non si può non guardare con fiducia al futuro e realisticamente riprendersi quelle modalità dei rapporti interpersonali, quelle abitudini conviviali e di sano divertimento, quei momenti di aggregazione, di socialità, di ricreazione, di arricchimento culturale o semplicemente di cura del proprio corpo attraverso le attività sportive in palestre o piscine. Tutto questo rappresenta non solo un completamento, direi necessario, della nostra vita, ma costituisce anche una fetta importante del tessuto economico del nostro Paese. È giusto e sacrosanto che ciò avvenga. Tutti noi lo abbiamo tanto desiderato durante i periodi più difficili e tristi della pandemia, durante i lockdown e le chiusure più o meno totali indispensabili per la sicurezza collettiva. Per queste riaperture e per un accesso disciplinato, ordinato e rispettoso della salute degli altri, a tutte le diverse attività ricreative e culturali, agli eventi sportivi, teatrali, alle mostre, ai musei, ma anche semplicemente a ristoranti e bar, è secondo me indispensabile rispettare sempre le misure di sicurezza individuali e collettive. Tale accesso a specifici servizi ed attività è consentito solo con il green pass. Essa vuole essere, appunto, una misura di messa in sicurezza per tutti coloro che condividono un determinato luogo o manifestazione e che, nel rispetto delle normative, dei suggerimenti e delle indicazioni date, vogliono riprendersi - ovviamente in sicurezza - la propria socialità. Le proprie convinzioni, le scelte personali fatte in maniera difforme dalle opinioni comuni diffuse tra gli altri cittadini non possono e non devono provocare conseguenze sugli altri o mettere in pericolo un diritto inviolabile della persona sancito dalla nostra Costituzione: il diritto alla salute. La libertà e la sicurezza collettiva vengono sempre prima della libertà e della sicurezza individuali. (Applausi) . Occorre condannare e stigmatizzare con fermezza e decisione gli atti di violenza verbale, o peggio ancora fisica, inopinatamente motivati e giustificati come mezzo estremo di protesta; in realtà, rappresentano vere azioni intimidatorie e di prevaricazione compiute dai cosiddetti no vax o no green pass . Non sono tollerabili, sono da respingere con fermezza, nei modi, nei tempi e nei contenuti. La distruzione avvenuta a Milano di un gazebo del MoVimento 5 Stelle - ma poteva appartenere a una qualsiasi altra forza politica - così come le minacce indirizzate al ministro Di Maio, ma anche a giornalisti o a medici come l'infettivologo Bassetti, sono gesti profondamente antidemocratici e confermano una deriva quasi oscurantista, un grado di esaltazione mentale e di gretta spregiudicatezza di alcuni personaggi. La pandemia, con le sue oltre 130.000 vittime innocenti solo in Italia, avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Poter manifestare il proprio dissenso è uno dei principi fondamentali della democrazia; aggredire o fare violenza no. In questo momento occorre abbassare i toni, ridurre le paure. Serve una corretta e capillare campagna di informazione e di sensibilizzazione per stimolare le persone a vaccinarsi, superando ritrosie e dubbi, soprattutto mettendo in evidenza i risultati lampanti e i dati statistici della pandemia pre e post inizio della campagna vaccinale, in termini di contagi, di occupazione di posti letto, di ricoverati nelle terapie intensive e di decessi. Il MoVimento 5 Stelle, come ribadito anche dal nostro presidente Conte, ritiene che nell'attuale situazione epidemiologica - lo voglio evidenziare - non vi siano i presupposti per porre l'obbligo vaccinale, tranne che per determinate categorie. L'obbligo rappresenta l' extrema ratio da applicare qualora si verificassero situazioni contingenti particolari - auguriamoci ovviamente di no - di importante risalita della curva dei contagi. Particolarmente significativo in questo decreto-legge n. 105 - apro una parentesi, Presidente - è, a mio parere, l'articolo 4 -bis , la norma che ripristina la possibilità di accesso, su tutto il territorio nazionale, per i familiari e visitatori muniti della certificazione verde Covid-19, alle RSA, Residenze sanitarie assistenziali, alle strutture di lungodegenza e riabilitativa, alle strutture residenziali per anziani. Le direzioni sanitarie devono ovviamente garantire la visita da parte dei familiari e la possibilità di prestare assistenza quotidiana nel caso in cui la persona ospitata sia non autosufficiente. Mi sembra una misura che va nella giusta direzione di supporto psicologico e affettivo, e tutti noi conosciamo la valenza fondamentale di ciò per le persone anziane. Tutto questo necessariamente nel rispetto della sicurezza dei degenti, che purtroppo hanno già dato inopinatamente un triste contributo in termini di sofferenze e di vite umane. Forte deve essere, a mio avviso, l'attenzione al rispetto del green pass in tutte le situazioni previste; è una misura preventiva necessaria per preservare la salute di tutti. Non è ovviamente la panacea e non potrebbe esserlo. A tal proposito, e concludo, signor Presidente, anche da medico voglio fare un'osservazione rispetto a quanto ho sentito anche in quest'Aula e affermato da alcuni secondo cui anche il soggetto vaccinato può essere portatore del virus e, malgrado ciò, non è tenuto a fare il tampone per poter usufruire del green pass. Ebbene, è scientificamente dimostrato - e questo è legato a tutti gli studi immunologici - che la percentuale di tali soggetti è estremamente bassa e rappresenta più l'eccezione che la regola. I meccanismi immunologici sono tali che limitano fortemente questa possibilità rispetto agli individui non vaccinati, i quali continuano a eliminare il virus per molti giorni dopo il contagio. Non servono slogan o prese di posizione assunte per mera propaganda politica o per allargare i consensi. Occorre attenersi ai dati scientifici e rispettare le decisioni condivise politicamente. Questa è la strada maestra per uscire da questa crisi globale. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cangini. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, illustri membri del Governo, colleghi senatori, l'unica critica che mi sento di muovere al green pass è il nome: si poteva qualificarlo diversamente, senza ricorrere per l'ennesima volta a un'inutile anglicismo. Detto questo, si tratta con tutta evidenza di uno strumento di libertà che ci consente di riappropriarci delle nostre vite nei luoghi che ci competono: le scuole, le università, i ristoranti, gli alberghi. Non a caso è uno strumento apprezzato da tutte le organizzazioni datoriali, perché consente a chi lavora di riprendere a lavorare. Questo è; il resto sono chiacchiere. Vedo che chi si oppone invoca il modello britannico. Sì, è vero, il premier britannico Boris Johnson ha evitato di introdurre questa misura, che pure aveva valutato come necessaria, ma l'Italia non è il Regno Unito. Per ragioni culturali nel mondo anglosassone il privato della persona ha un valore superiore rispetto a quello che ha nel nostro mondo, tant'è che persino l'idea di girare con un documento di identità in tasca è inconcepibile per un inglese, mentre per noi è norma di legge. Poi banalmente contano i numeri. Nel Regno Unito l'82 per cento della popolazione superiore ai sedici anni è stata vaccinata; il 90 per cento ha già ricevuto la prima dose - noi siamo al 67 per cento - ed è per questo che nel Regno Unito possono evitare di applicare la norma del green pass . Questo, però, non convince i critici o gli scettici. Mi fa piacere notare che in un Paese in cui la cultura liberale è sempre stata drammaticamente minoritaria si siano risvegliati tutti liberali: ex comunisti, fascisti, populisti, tutti invocano il verbo liberale (Applausi) , contrapponendolo alle norme in vigore per il green pass e, addirittura, all'utilizzo dei vaccini. Temo che non sia una conversione sincera e forse bisognerebbe mettersi d'accordo su che cosa si intende per liberalismo. Mi riferisco all'interpretazione che ne diede un gigante della scienza giuridica come Nicola Matteucci, il cui nome mi fa piacere che risuoni per un attimo in quest'Aula. Matteucci ricordava sempre che la cultura liberale non ha nulla a che vedere con i dogmi, men che meno con le ideologie; è un metodo, diceva Matteucci, un metodo che si adatta a una realtà che è in continua e sistematica evoluzione, ma che ha dei punti fermi, come la libertà della persona, per esempio, e non esiste libertà più delicata ed essenziale della libertà dalla malattia e dalla morte e il green pass con tutta evidenza è uno strumento che riduce il rischio di ammalarsi di Covid e, di conseguenza, il rischio di morirne. Questo è, e il realismo forse è l'elemento che più caratterizza il pensiero liberale, quel realismo che induce tutti i politici, di tutti i partiti che svolgono funzioni di governo locale o regionale, ad accettare il green pass e a considerarlo essenziale. Non ci sono alternative. Il resto è demagogia, banale e volgare demagogia. Signor Presidente, mi rivolgo a lei e, attraverso lei, al Collegio dei Questori per un'osservazione, sempre nella chiave del realismo, che credo debba essere l'unica cifra che deve guidare le nostre scelte. Io, anche contro la mia convenienza personale, ho sempre difeso la funzione del Parlamento, le prerogative dei parlamentari. Mi rendo conto che una materia del genere tocca diritti e poteri costituzionalmente garantiti, tuttavia ritengo opportuno, in un certo senso doveroso e persino utile per convincere chi resiste all'idea del green pass, che le restrizioni e le norme legate all'obbligo del green pass che ci accingiamo a imporre al mondo del lavoro privato e pubblico venissero applicate anche in quest'Aula. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pisani Giuseppe. Ne ha facoltà. PISANI Giuseppe (M5S) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire in discussione per esporre alcune considerazioni personali in merito al decreto-legge in discussione e sulla campagna vaccinale. Ritengo che l'azione del Governo dovrebbe basarsi su un patto di fiducia reciproca tra lo Stato e il cittadino, soprattutto in tema di salute. Lo Stato da una parte, tramite la sanità pubblica, deve offrire gratuitamente cura e prevenzione delle malattie, congiuntamente però a un'informazione corretta sui benefici e sui rischi delle pratiche mediche. Ai cittadini spetta accettare l'offerta, memori, tutti i cittadini, che, come citato nell'articolo 32 della nostra Costituzione, la salute viene tutelata dalla Repubblica come fondamentale diritto dei cittadini, nell'interesse della collettività. Questo è un passaggio molto importante, perché significa che la salute dovrebbe essere tutelata anche tenendo in considerazione il bene e l'interesse della collettività. Pertanto, nessun cittadino dovrebbe sottrarsi al compito di garantire tale interesse della collettività, perché, se tutti abbiamo il diritto a cure gratuite, tutti dovremmo sentire anche il dovere di garantire l'interesse e il bene della collettività. (Applausi) . Ritengo che il green pass non sia affatto un obbligo surrettizio, assolutamente; anzi è una misura di libertà, come più volte è stato già detto in Aula, perché ha agevolato l'espressione di libertà individuali e la ripresa di molte attività sociali e lavorative, che possono essere esercitate con un maggiore grado di tutela della salute (non in sicurezza assoluta, ma sicuramente con un maggiore grado di tutela). Si consente infatti una maggiore possibilità di movimento rispetto a un divieto assoluto e indiscriminato, che peraltro sarebbe ingiusto e ingiustificabile. È stato anche affermato da taluni che il Governo preferisce l'estensione del green pass piuttosto che imporre l'obbligo vaccinale per sfuggire alle responsabilità derivanti da eventuali danni causati dal vaccino; ciò è sbagliato, non è corretto, non è vero. Esiste una copiosa giurisprudenza costituzionale che riconosce l'obbligo di indennizzo a carico dello Stato in caso di danni all'integrità psicofisica derivanti da vaccinazione, non solo obbligatoria, ma anche raccomandata. Condivido comunque una preoccupazione, quella espressa dal Comitato nazionale per la bioetica, quando afferma che il pass Covid-19 deve essere mantenuto in vigore per il tempo strettamente necessario, in modo proporzionato e temporaneo, introducendo le garanzie necessarie per impedirne abusi, e che non deve costituire la premessa per misure automatiche più ampie e definitive o per altre forme di tracciamento, profilazione o sorveglianza. Ogni misura di restrizione e di condizionamento delle libertà individuali, basata sulle condizioni di salute, che si estendesse oltre il termine indicato deve essere considerata eticamente e giuridicamente inaccettabile. Negli ultimi trenta giorni, secondo il report dell'Istituto superiore di sanità, il tasso di ricoveri in terapia intensiva fra gli over 80 con il ciclo vaccinale completato è stato ben tredici volte più basso rispetto ai non vaccinati. In alcune Regioni, tra esse la Sicilia (dalla quale provengo), oltre l'80 per cento dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva Covid è costituito da soggetti non vaccinati. Questi sono dati dimostrati e che dimostrano a loro volta che è stato raggiunto l'obiettivo di una forte riduzione del rischio di morte e di malattia importante da SARS-CoV-2 nelle persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate. Quindi, a mio e a nostro parere, è necessario - come è già stato detto dal collega Mautone e da altri - che si prosegua con una costante ed efficace campagna di informazione, al fine di dissipare dubbi e paure sui vaccini, di spiegare e di persuadere le persone, evitando, nei limiti del possibile, di obbligarle. La comunicazione dei dati e dei risultati e il loro monitoraggio devono essere - concordo con quanti hanno già espresso questo concetto - trasparenti, corretti, chiari e comprensibili. Ciò specie in considerazione della ridondanza di informazioni provenienti da più parti, purtroppo talvolta anche da qualcuno di noi, da qualche personaggio politico che sembra muoversi più sulla base di un mero calcolo elettorale, che per finalità di sanità pubblica. Ciò è ancor meno accettabile soprattutto in un momento storico come quello attuale e specie quando si tratta di temi e argomenti scientifici per i quali contano solo i fatti e le evidenze e le chiacchiere stanno a zero. Come già detto dal collega Mautone, per quanto riguarda l'ipotesi di un obbligo vaccinale collettivo, concordando con quanto affermato dal nostro presidente Conte, riteniamo che esso sia da considerarsi come ultima risorsa ed extrema ratio nel caso in cui non si raggiungesse la soglia dell'immunità di comunità, mettendo a repentaglio il bene della collettività. Da medico che crede nella scienza, nella prevenzione, nell'efficacia dei vaccini e nella medicina basata sull'evidenza (quella stessa medicina che ha già permesso di sconfiggere malattie come poliomielite e vaiolo), penso che la rapidità con cui si è riusciti a preparare il vaccino per la Covid-19 sia stata un enorme progresso scientifico che di certo ha posto diversi interrogativi. Tuttavia, è da riconoscere che non esisteva un'opzione alternativa altrettanto efficace per contenere le gravi conseguenze della diffusione di un virus che si era già rivelato mortale per la specie umana. Concludo affermando che in questo contesto fare il vaccino è doveroso e, come ha dichiarato il santo Padre, è anche un atto di amore perché - non dimentichiamolo mai - l'amore è anche sociale e politico. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, affrontiamo oggi un argomento che tiene banco da settimane, se non mesi (forse, a questo punto, da più di un anno), il quale prende le mosse dalla questione del coronavirus. Da quando - mi riferisco al famoso 31 gennaio e, poi, all'esplosione massima il 7 marzo dell'anno scorso, con l'adozione dei provvedimenti legislativi di interdizione della libertà personale e altro - si è iniziato a parlare di questa problematica, a viverla quotidianamente e a piangere i nostri morti, si è puntato tutto sul vaccino. Tutti, indistintamente, fummo alla ricerca di una vaccinazione immediata, rapida, giusta e competente. Le case farmaceutiche (che ovviamente lo fanno di mestiere, ma alcune hanno rinunciato anche ai proventi della commercializzazione e si sono accontentate dei costi industriali) hanno guardato alla realizzazione del vaccino per offrire alla comunità un'opportunità. La campagna vaccinale è poi partita. Tra l'altro abbiamo criticato la gestione del precedente commissario. Il Governo Draghi è stato importante e Forza Italia ha presentato il nuovo piano vaccinale. Figliuolo, nominato nuovo commissario, ha fatto un buon lavoro e la Protezione civile ha rivisto la propria organizzazione. È evidente che una volta che ci siamo vaccinati, bisogna che lo si sappia e sia evidenziato. Come si fa a farlo saperlo? Oggi la tecnologia ci offre tante opportunità, con gli smartphone e tutta una serie di sistemi che ci consentono nella quotidianità di dimostrare facilmente e immediatamente che siamo vaccinati. Su questo ci si deve dividere politicamente? Io ritengo assolutamente di no per due motivi: anzitutto, in assoluto, per la salute pubblica e per la difesa della vita umana e, in secondo luogo, per la difesa economica del Paese. Sono veramente basito. Non sono mai favorevole alle cose obbligatorie, in quanto sono per la scelta. Faccio un esempio, anche se forse aderisce poco. Sono stato sindaco per tanti anni e, pur non essendo favorevole ai parcheggi a pagamento, ritengo che per chi vuole parcheggiare vicino ai negozi debba essere previsto il pagamento così da consentire il ricambio delle auto. Però alle porte della città avevo fatto i parcheggi gratuiti: si poteva tranquillamente parcheggiare fuori e poi ci si faceva una passeggiata per arrivare in centro. Questo cosa vuol dire? Che se si vuole un servizio è giusto essere obbligati a fare qualcosa per ottenerlo, in quel caso pagare il parcheggio. Il vaccino non deve essere obbligatorio, ma deve essere obbligatorio - quindi noi condividiamo la norma e speriamo che sia allargata - per accedere a determinati spazi o a determinati locali, per la salvaguardia di chi ci va e di chi ci lavora e del mantenimento economico di quell'impresa. Se io vado in un ristorante - perdonatemi, seduto o in piedi non cambia nulla - devo avere il green pass : se si va al bar, idem . Metteremo un dispositivo all'ingresso, ovviamente con il tax credit , perché non possiamo ammazzare le aziende e fargli pagare tutto il sistema dei dispositivi di sicurezza; qualcosa oggi è previsto, ma bisogna a mio avviso incentivarlo. Dobbiamo estendere il più possibile questo meccanismo. Io mi occupo di turismo, come tutti sanno. Il convincimento dei cittadini di visitare il nostro Paese e le nostre imprese oggi è legato, sempre di più, alla questione della sicurezza sanitaria. Già prima le persone si informavano su dove fosse l'ospedale, se vicino alla struttura ricettiva; oggi questo accade ancora di più per quanto riguarda la questione del vaccino e del green pass . Noi dobbiamo avere aziende Covid free per lo sviluppo economico di questo Paese. Opporsi a questo significa non avere a cuore il futuro dei nostri figli, il futuro sanitario, il futuro della salute personale, della salute pubblica e della salute economica di questo Paese. Noi dobbiamo chiedere alla Presidenza del Consiglio di allargare il più possibile a tutto il sistema del lavoro il green pass , nell'interesse generale dello sviluppo di questa Nazione. Non entro nel merito delle zone gialle e delle zone rosse. Mi sembra che i parametri siano sufficientemente corretti. Forza Italia ritiene e io personalmente ritengo, correttamente, per una questione di buon senso, che il green pass sia un fatto di civiltà, che serve per guardare al futuro con responsabilità, competenza e prospettiva. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, il decreto-legge che oggi convertiamo e quello del 6 agosto rappresentano un atto gravissimo. Sono atti che comprimono infondatamente i diritti costituzionali dei cittadini italiani: gli articoli 2, 27 e 32, gli articoli 3, 34, 36 e 41 e così via. Per non parlare di quelli della Carta di Nizza, che è la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ci sono una ventina di articoli che sono stati completamente cancellati da questo provvedimento. Questa compressione è infondata perché noi sappiamo che il green pass prevede il rilascio di una certificazione ai vaccinati e a coloro che ogni quarantott'ore si sottopongono a un tampone. Ebbene, si sa, ormai è comprovato, che i vaccinati trasmettono il contagio e sono a loro volta contagiati, mentre il tracciamento dei contagi viene fatto solo sui non vaccinati. Praticamente i contagi continueranno allegramente a circolare. La durata di dodici mesi del green pass per i vaccinati, prevista in base al decreto-legge n. 105 del 2021 oggi al nostro esame, non coincide nemmeno con la copertura immunologica che è dichiarata nei bugiardini di questi vaccini, approvati dall'AIFA, che prevedono una copertura massima di nove mesi; senza tener conto che, da individuo a individuo, la copertura immunologica varia. Quindi gente con patente legale di immunità se ne va in giro tranquilla a contagiare con la copertura dello Stato e con il certificato verde. L'indice anticorpale, invece, che è quello che fa la differenza fra chi è coperto a livello immunitario e chi non lo è, non è un titolo valido per il rilascio del green pass . Questo è gravissimo perché, comunque, chi ha un titolo anticorpale alto è costretto comunque ad effettuare almeno una dose di vaccino per ottenere il rilascio di questa carta verde, mettendo a rischio la propria salute. Poi, ovviamente, chi è economicamente svantaggiato non può scegliere se effettuare il vaccino oppure se procedere attraverso l'uso di tamponi, che oltretutto sono invasivi. Non avete nemmeno voluto approvare l'utilizzo dei tamponi salivari rapidi, ma solamente quello dei tamponi salivari molecolari, che prevedono, per essere processati, un tempo di ventiquattro ore: quindi, sono praticamente inutilizzabili per accedere ai luoghi di lavoro oppure a quelli di interesse come le palestre. Questo provvedimento, pertanto, non serve a tutelare la salute pubblica, proprio per nulla. Esso limita la mobilità, comprimendo i diritti costituzionali dei cittadini, ma non sui mezzi di trasporto più affollati, dove i contagi circolano meglio, come per esempio sul trasporto pubblico locale. Limita la possibilità di accesso ai luoghi pubblici all'aperto, come i parchi archeologici, o gli spettacoli all'aperto; nei ristoranti all'aperto, però, si può andare. Questa misura, dunque, non segue un criterio di proporzionalità e adeguatezza al quale si dovrebbero ispirare tutti i provvedimenti normativi che si applicano, specialmente in questo caso, per la tutela della salute pubblica. Si discriminano i cittadini non per tutelare la loro salute, ma per obbligarli a praticare una terapia che non è sufficientemente supportata da dati clinici che ne comprovino la sicurezza. Anzi, i dati a nostra disposizione comprovano tutt'altro. In Europa sono state registrate ben 2.189.537 reazioni avverse al vaccino, di cui la metà molto gravi, mentre 23.252 sono i decessi registrati al 28 agosto dall'agenzia EudraVigilance che è un'agenzia riconosciuta e questi sono dati ufficiali. Quindi, i dati che a noi vengono riportati dalle agenzie italiane sono assolutamente parziali, messi insieme attraverso statistiche suggestive, come quello relativo alla circolazione dei contagi, laddove il tracciamento viene fatto, chiaramente, solo su chi effettua il tampone e, quindi, non è vaccinato. Pertanto, la percezione della circolazione dei contatti su vaccinati e non vaccinati è tranquillamente fuorviata. Intanto, però, sono le stesse case produttrici dei vaccini che ci dicono qual è la vera efficacia con la quale sono stati messi in commercio. I vaccini hanno effettuato dei test prima di essere, non messi in commercio perché non sono stati autorizzati, ma di essere messi in circolazione. Sono state condotte delle prove in doppio cieco, prima di metterli in circolazione. La Pfizer dice che il vaccino previene otto casi di Covid-19 grave su 21.720 immunizzati, ma con 90 effetti avversi. Per quanto riguarda Janssen, sono solo sei i casi di prevenzione da Covid-19 su 19.630 immunizzati, con 264 effetti avversi. Moderna riporta che sono solo 30 i casi su 15.210 immunizzati con 3042 effetti avversi. Quindi, in realtà le stesse case produttrici dei vaccini testimoniano tutt'altro rispetto a quello che viene propagandato da questo Governo per sponsorizzare a tutti i costi dei farmaci, sui quali, invece, si dovrebbe adottare una necessaria prudenza. Quando assistiamo alle pubblicità dei prodotti farmaceutici, infatti, c'è sempre una parte conclusiva dello spot pubblicitario che parla di effetti collaterali, di eventi avversi, di controllo medico e di assunzione di quel farmaco sotto controllo medico. Invece, su questi prodotti non c'è mai una parola né sugli eventi avversi, né su nessun report ufficiale, nessun organo di informazione pubblica ne parla e neanche nella comunicazione istituzionale se ne fa mai cenno. È una pubblicità a senso unico che sinceramente è un inedito nella prevenzione sanitaria e nella tutela della salute e pubblica. Non va nell'interesse pubblico tutto quello che sta avvenendo. Io ritengo che sia molto molto grave e questa maggioranza ne dovrà rispondere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, mi è difficile intervenire da medico dopo un intervento così preciso da parte di un'insegnante. Vorrei solo ricordare che in termini medici «effetto grave» significa un effetto che ti impedisce di svolgere la tua attività quotidiana, quindi un effetto grave è anche un rialzo febbrile di ventiquattro ore. È evidente che la battaglia contro il Covid-19 non è conclusa. L'arrivo dei vaccini a fine 2020 ci aveva fatto sperare in una soluzione rapida, ma nonostante un numero di immunizzati sempre più alto, i contagi a livello mondiale non si fermano. Sono stati registrati 4,4 milioni di nuove segnalazioni settimanali, il che ha portato i casi a 206 milioni dall'inizio della pandemia. Questo non vuol dire che i vaccini non abbiano rallentato il fenomeno e salvato una infinità di vite. Mi rendo conto, come medico prima che come parlamentare, che le parole della scienza possono essere poco comprensibili ai più, e ne abbiamo appena avuto una dimostrazione, inoltre sono spesso strumentalizzate e utilizzate in maniera impropria. Abbiamo visto, in questi mesi, come sia facile creare confusione. La soluzione miracolosa, l'idea del Covid zero, di eliminare le regole e tornare a una vita normale subito è molto allettante, anche se sappiamo non realizzabile. Sappiamo che dallo scorso anno le cose sono cambiate, abbiamo la variante delta, che ha una grande trasmissibilità e rende più difficile la mitigazione del rischio anche utilizzando altre armi a disposizione, dal green pass , alla mascherina, all'igiene, al distanziamento e certamente, responsabile delle varianti non è stata la vaccinazione, perché le varianti sono arrivate prima che le persone fossero vaccinate. Sicuramente lo strumento più efficace è la vaccinazione, perché riduce in modo sostanziale l'ospedalizzazione e i morti da Covid e lo vediamo dai numeri: per il 96 per cento, le terapie intensive attualmente sono occupate da persone non vaccinate, lo stesso vale per i reparti Covid. Il rischio zero non esiste, ma vediamo come anche se si viene infettati dal virus, se si è vaccinati, la malattia abbia un decorso molto più semplice. I Governi hanno adottato delle scelte dopo aver ridotto, grazie alla ricerca scientifica e ai vaccini, la letalità del Covid ed aver imparato a gestire meglio questo tipo di malati a livello ospedaliero. Hanno scelto di aprire ad una quasi normalità quotidiana anche con strumenti come il green pass per salvaguardare la tenuta sanitaria, sociale ed economica dei Paesi, accettando il fatto che il virus continuerà comunque a provocare altri decessi per un certo periodo, ma senza più i numeri drammatici del 2020 e senza mettere in difficoltà i servizi sanitari nazionali, che hanno già molte difficoltà per tutti i malati non Covid, ad esempio gli oncologici, per i quali il fatto di non aver potuto ricevere le cure e gli screening necessari precedentemente in questo anno ha prodotto effetti che vedremo nei prossimi anni, con altri morti. Il rischio zero non esiste, il nemico - ricordiamolo ancora una volta - è il virus. Dobbiamo accettare una certa dose di rischio e non esiste nessun vaccino al mondo, per nessun tipo di malattia, che dia la garanzia di una copertura al 100 per cento, questo lo si sa, neanche il vaccino contro il virus influenzale. (Applausi) . Ci si basa sulla percentuale di rischio. Nel 2017, quando era in discussione il decreto Lorenzin, ho sentito di tutto in quest'Aula e sia io sia mia figlia abbiamo ricevuto moltissime minacce di morte per aver difeso la vaccinazione obbligatoria, ma quello che sempre si valuta è quale sia il rischio minore: se un'encefalite da morbillo capita ad un bambino ogni 100.000, un'encefalite post vaccinica capita, purtroppo, ad un bambino ogni milione, quindi i numeri dovrebbero parlare da soli. Sappiamo che l'unica strada realistica per superare questo tragico periodo storico è il green pass . Sappiamo cosa bisogna fare per ottenerlo: avere la vaccinazione o il test molecolare o antigenico negativo. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di esaminare approfonditamente il decreto-legge, vista la scadenza, ma devo dire che condivido le modifiche prospettate dalla Camera dei deputati, ispirate al buon senso, come l'estensione del green pass da nove a dodici mesi per i vaccinati con due dosi e per i guariti. È stato poi semplificato - cosa molto importante - l'accesso dei familiari con green pass alle strutture sanitarie, per evitare ulteriori condizioni di isolamento dei malati. Manca ancora qualcosa: ad esempio ci sono le regole relative al green pass nei mezzi di trasporto, negli aerei, e quant'altro, ma non ci sono regole per il trasporto pubblico locale. Il Gruppo Forza Italia conferma dunque la sua coerenza nel voler tutelare la maggioranza dei cittadini, garantendo sicurezza nei luoghi di lavoro, a scuola, nei mezzi di trasporto e nei trasporti pubblici locali. Guardiamo all'apertura delle scuole: sarà forse un caso che, da ieri, a Bolzano ci siano tre intere classi in quarantena, visto che la provincia di Bolzano è una terra no vax, in cui il tasso di vaccinazione è bassissimo? Credo che forse non sia un caso e ciò sarebbe da valutare, anche nell'ottica di chi sostiene che il vaccino non serve. In conclusione, vorrei citare la sentenza del TAR del Friuli-Venezia Giulia, secondo cui è legittimo sospendere i sanitari no vax, per il preminente diritto alla salute, nella sua dimensione collettiva, rispetto alla libertà di autodeterminazione del singolo. È vero che è stata fatta una comunicazione sbagliata, ma credo che comunque ci siano sacche della popolazione che, anche se ci fosse stata una comunicazione giusta, non sarebbero convinte - e lo abbiamo sentito - dal momento che c'è ancora qualcuno che sostiene che il vaccino crea, praticamente, un microchip di mRNA nel corpo, che ci rende più facilmente controllabili. È evidente che di fronte a queste argomentazione, come sulle scie chimiche, non solo la scienza, ma qualsiasi persona di buon senso, non può ribadire niente. Ritengo dunque che la conversione in legge del decreto-legge in esame sia da votare con convinzione e mi auguro che il Governo assuma delle decisioni anche più drastiche, in attesa dei numeri delle prossime settimane, per allargare il più possibile la necessità del green pass . (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, stiamo discutendo la conversione in legge di un provvedimento molto importante, che sta dimostrando di essere abbastanza divisivo, pur partendo da pregevoli intenzioni. Permettetemi di fare una considerazione, forse un po' provocatoria, per indurre a riflettere sulla dinamica normativa che ci attende. Siamo sicuri che il green pass , così come è stato ideato, sia la soluzione? Vero è che le continue e non univoche notizie al riguardo fanno sì che molta dell'efficacia ipotizzata venga meno. Da questo punto di vista, credo sia estremamente importante tenere conto dell'impatto, delle carenze comunicazionali e delle sottese finalità non dichiarate. È per questo che vorrei insistere sul concetto che il green pass , così come è stato congegnato, potrebbe essere percepito, da una parte minoritaria ma non trascurabile della popolazione, come strumento coercitivo, che potrebbe incrinare ulteriormente la credibilità del sistema. Prova ne sono le manifestazioni della settimana scorsa, alimentate da una surrettizia precettività della vaccinazione, di fatto sine die , con un green pass che, inevitabilmente, dovrà essere prolungato e rinnovato, con costi sociali ed economici insostenibili nel tempo, posto che l'unica strategia percorribile oggi è la mitigazione del rischio. È quindi su questo assioma che si dovrebbe fondare il patto di fiducia tra Stato e cittadino, con una disciplina del green pass improntata al principio dell'autocertificazione, che non nasconda la necessità di vaccinarsi e che rafforzi la relazione fra società civile, istituzioni sanitarie e scienza, in virtù di regole non solo percepite come giuste, ma semplici e applicate secondo etica solidale e responsabilità, escludendo l'obbligo di controllo in capo agli esercenti. (Applausi) . Allo stesso modo occorre impiegare correttamente gli anticorpi monoclonali di nuova generazione, raggiungendo tutti i casi eleggibili e sostenere la ricerca di antivirali a basso costo e di facile somministrazione, dedicando risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) sui più promettenti studi in corso (Applausi), a garanzia di cure domiciliari e territoriali tempestive, diffuse ed appropriate, su cui si stanno accumulando ritardi, mancando protocolli nazionali degni di nota. (Applausi) . Occorre un sistema integrato di prevenzione e cura in grado di coniugare correttamente i due obiettivi fondamentali del Servizio sanitario nazionale a vocazione universalistica, in termini di effettiva tutela dei singoli, delle famiglie e delle imprese e che non vada a portare potenziale nocumento alle future generazioni (Applausi) , nel pur pregevole intento di salvaguardare la protezione degli anziani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, ritengo che noi usciamo da questa pandemia seguendo un principio di realtà (qualcuno parlava di realismo). L'arma più potente che abbiamo sono i vaccini, presto avremo su larga scala delle mitragliatrici, gli anticorpi monoclonali, grazie anche alla ricerca italiana che si sta compiendo a Siena. Il green pass è il nostro documento per rientrare in comunità: quanti di noi hanno provato l'emozione di tornare a visitare un museo, ad ascoltare la musica dal vivo, ad assistere a una partita di calcio? Mostrare il green pass è un atto d'amore degli uni verso gli altri. Il green pass va visto come spinta gentile alla vaccinazione. Noi ricordiamo che la stragrande maggioranza delle italiane e degli italiani hanno già ricevuto la seconda dose (40 milioni di italiani), guidano questa classifica i giovani dai venti ai ventinove anni. Spesso parliamo dei giovani, ma non molti parlano ai giovani. Pensiamo che le ragazze e i ragazzi non abbiano voce, invece con le loro scelte, a volte serie, pratiche, silenziose, determinano il corso delle cose. Rimane una fetta di persone che va tranquillizzata e accompagnata; ne abbiamo discusso anche nella Commissione che mi onoro di presiedere. Non vaccinarsi è pericoloso perché si finisce più facilmente in terapia intensiva; ma purtroppo gli infarti, gli ictus e gli incidenti stradali ci sono ancora, quindi le persone hanno bisogno di terapia intensiva e non possiamo più permetterci che questa sia occupata dalle persone non vaccinate. Oggi stiamo convertendo in legge il decreto-legge n. 105 dello scorso 23 luglio e sappiamo che il Governo ha già emanato un nuovo decreto-legge, che ora è all'esame della Camera, per estendere il green pass a scuole, università, a tutti i luoghi della formazione e alle RSA. Noi dobbiamo proteggere il futuro dei nostri figli, non possiamo più avere didattica a distanza e dobbiamo fare barriera rispetto ai nostri anziani: ci sono troppi morti nelle RSA e non possiamo dimenticarlo. A proposito di RSA, la Camera ha fatto un buon lavoro e concordo con i colleghi e le colleghe che lo dicevano: su proposta della collega Lisa Noja, dopo aver ascoltato associazioni, famiglie e pazienti, è stata introdotta una norma secondo la quale le direzioni sanitarie garantiscono la possibilità di visita con green pass , con cadenza giornaliera, consentendo di prestare assistenza quotidiana nel caso in cui la persona ospitata sia non autosufficiente. Si tratta di un grande passo avanti. Dobbiamo prenderci cura della carenza di personale infermieristico nelle RSA, magari assumendo in maniera semplificata personale straniero, superando per il periodo dell'emergenza l'esclusività del pubblico: abbiamo bisogno di personale. La cura delle persone: questo è quello che dobbiamo riprendere a fare, anche negli ospedali. In questo decreto-legge il Governo ha fatto un passo in avanti, allargando la possibilità che i familiari possano accompagnare i loro parenti nelle sale d'attesa anche dei reparti e non solo in pronto soccorso. Dobbiamo garantire il diritto alla visita quotidiana, perché sappiamo che la cura è parte dell'uscita dalla malattia. Secondo gli ultimi dati di ieri, abbiamo avuto più di 130.000 morti per Covid e tutti piangiamo ancora la solitudine delle persone che non ci sono più rispetto alla malattia e alla morte. Questo non possiamo più permettercelo; non possiamo più continuare a perpetuare questa profonda ingiustizia umana. Quindi, soprattutto nei reparti non Covid, dobbiamo riprendere un percorso di cura e di relazione tra il paziente e il familiare. Sappiamo che in settimana il Governo estenderà il green pass al mondo del lavoro, almeno nei luoghi dove tutti i cittadini e le cittadine devono avere il green pass : anche questa è una questione logica e di realtà. Confido nel senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali: il sindacato italiano tante volte nella storia dell'Italia ha partecipato all'evoluzione della democrazia, e questo penso che sia un momento in cui ci voglia grande responsabilità. Colleghe e colleghi, dopo un anno e mezzo di terribile pandemia, abbiamo la possibilità finalmente di anticipare il virus con le nostre armi, i vaccini, i monoclonali, e la nostra strategia, il green pass , per vincere e rendere innocuo il Covid e, in prospettiva, rafforzare finalmente la medicina di territorio dimostrando che abbiamo imparato dalla terribile lezione del Covid. Uniamoci tutti: mi sento di fare questo appello dentro le Aule e fuori, con spirito repubblicano; sosteniamo tutti, maggioranza e opposizione, la credibilità del premier Draghi, perché l'Italia possa essere capofila di una struttura europea di contrasto alla pandemia e alle prossime epidemie che potrebbero verificarsi. Insistiamo con il mondo, come è stato fatto in parte al G20 della sanità, che si è svolto la settimana scorsa, per la vaccinazione dei Paesi più poveri. Noi, infatti, abbiamo la possibilità di scegliere, mentre ci sono Paesi che non lo possono fare perché non hanno i vaccini, e questa è una profonda ingiustizia mondiale. Insistiamo quindi con il mondo per la vaccinazione nei Paesi più poveri e per un monitoraggio continuo e mondiale della pandemia, esaltando tutto ciò che la scienza ha fatto in questo tempo. Quindi: armi, strategia, Europa, mondo, scienza; credo che in questa fase della nostra storia ce la possiamo fare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, seguendo il ragionamento che come Fratelli d'Italia abbiamo fatto costantemente, credo che i cittadini vadano informati con onestà e chiarezza, dicendo tutto quello che serve. È il principio del consenso informato. Tutti noi quando assumiamo un farmaco, abbiamo la possibilità, non l'obbligo, di leggere il foglio illustrativo, chiamato bugiardino - ci sarà una ragione - che illustra anche gli effetti rari che ci possono essere di reazioni avverse a quel farmaco. Quando facciamo un intervento chirurgico, anche una cura odontoiatrica, dobbiamo firmare un consenso informato in cui ci viene illustrato nei dettagli (in misura più o meno approfondita a seconda dell'importanza dell'intervento) quanto si va ad affrontare e tutti i rischi correlati. Quando invece si parla di vaccino Covid tutti questi principi scompaiono. I cittadini che si fanno vaccinare perché ne sono convinti sono sicuramente tantissimi, la maggior parte; io, per esempio, mi sono vaccinato perché ho pensato di fare la cosa giusta per proteggermi meglio e non ho pensato che la cosa sia altruistica perché i vaccini proteggono la persona che si vaccina, non proteggono quelli che ci sono intorno per le ragioni che ho detto e che dirò anche successivamente. Detto questo lo si fa per convinzione e anche per obbligo. Ci sono centinaia di migliaia di persone che, secondo le leggi vigenti, senza il vaccino di fatto perdono il lavoro. È vero che c'è la possibilità di fare i tamponi, ma chi lavora otto o spesso più ore al giorno, come fa a farsi un tampone ogni due giorni? Senza contare il costo. Ebbene a tutte queste persone, anche a quelle che lo fanno per obbligo, viene sottoposto e devono firmare un foglio dove c'è scritto che si è stati pienamente informati dei benefici e dei rischi connessi al vaccino. Non c'è scritto cioè nulla. Sarebbe come se nel farmaco, nel foglio illustrativo ci fosse scritto solamente che esso fa del bene, ma a volte dà dei problemi. Non potrebbe mai essere messo in commercio un farmaco con questa dicitura. Ci sono allora una serie di domande che vorremmo fare e poniamo da molto tempo che non hanno mai avuto risposta. Per esempio, perché nella prima fase della pandemia non sono state fatte le autopsie? (Applausi) . Le autopsie, nonostante quello che ci viene raccontato, si fanno dal Medioevo. Il bello è che poi si parla di fede nella scienza. Nel Medioevo si sono consentite le autopsie, che nell'antichità generalmente non si facevano e non si potevano fare, perché si era capito (anche se non lo avevano capito tutti) che con tale tecnica si potevano capire meglio le malattie. E pensare che la medicina all'epoca era enormemente indietro rispetto ad oggi. È un fatto molto grave. Poi si è visto che potendo finalmente fare le autopsie, si sono scoperte delle cose importantissime sui meccanismi attraverso i quali agisce il virus nei casi gravi e letali e dunque si sono potute aggiustare le terapie. Perché sono state bloccate terapie che altrove e anche in Italia si sono dimostrate efficaci? Perché il 29 ottobre 2020 sono state rifiutate - come emerso recentemente - 10.000 dosi di farmaci monoclonali che venivano regalate, e nessuno ancora ha spiegato perché? Una trasmissione televisiva l'ha portato in evidenza: non c'è alcuna spiegazione. Tra l'altro, c'è anche un danno economico, perché poi, qualche mese dopo, sono state prese 9.000 dosi pagandole. Con tutte queste barriere, ci si è limitati generalmente a tachipirina e vigile attesa. Un'attesa che in tutte le altre malattie si sconsiglia e si invita a intervenire tempestivamente. Nella legge che istituisce il nostro sistema sanitario nazionale si parla di medicina preventiva; qui invece bisogna attendere. Sappiamo benissimo che c'è una serie di terapie che funzionano in particolare se adottate tempestivamente, e invece si è puntato sull'attesa. Queste domande si legano strettamente a dati che possiamo porre anche come ulteriori quesiti: come mai l'Italia ha un tasso di letalità di gran lunga superiore alla media addirittura mondiale, nonostante abbiamo un sistema sanitario decisamente molto migliore e più organizzato di quelli di tanti altri Paesi? Facendo delle comparazioni, dei 12 Paesi con più casi di contagio da Covid, l'Italia ha la più alta letalità, cioè il più alto tasso di morte rispetto al numero dei contagiati, e anche come mortalità sul totale della popolazione siamo, purtroppo, molto in alto nella classifica. Forse le due cose sono connesse? Forse la mancanza di autopsie, l'aver rifiutato determinati farmaci, l'aver puntato sull'attesa, per quanto vigile, hanno portato a questo risultato? Nell'ambito della scienza, parlare di sfortuna è un po' fuori luogo. Se allora l'Italia ha avuto un tasso di letalità superiore agli altri, ci sarà una ragione; potrebbe essere che l'Italia, forse l'unico Paese del mondo, ha vietato le autopsie e ha limitato una serie di altre malattie. Tanto per dare un'idea, se l'Italia avesse avuto lo stesso tasso di mortalità della Germania, avremmo avuto 40.000 morti in meno; se avesse avuto lo stesso tasso di letalità degli Stati Uniti, avremmo avuto 55.000 morti in meno; se avessimo avuto lo stesso tasso di letalità della Svizzera, avremmo avuto 70.000 morti in meno. Chissà, forse era impossibile fare di meglio, però, se alcune cose fossero state fatte, sarebbe stato meglio. Tuttora ci sono cittadini italiani, in particolare nelle fasce più a rischio, sopra i sessant'anni, che non si sono vaccinati, evidentemente per scelta, perché adesso è un po' difficile non essere stati informati. Ebbene, andrebbero informati compiutamente; andrebbe spiegato che sono proprio quelle le categorie che più rischiano e non puntare sulla vaccinazione dei minori dai dodici ai diciassette anni, che sono quelli che meno rischiano dalla malattia e più rischiano dai pur rari effetti collaterali rilevanti. Perché questa logica? È difficile capirne la ragione. Un'altra domanda di carattere generale: perché il Governo ha regolarmente non risposto alle interrogazioni che riguardano tutta la materia Covid, anche nell'epoca in cui andava avanti con i DPCM, ovvero misure che saltano completamente il passaggio in Parlamento? Questo è un fatto grave. Già il Governo dovrebbe rispondere sempre alle interrogazioni, ma in una situazione di questo genere sarebbe particolarmente importante. Perché non è stato fatto nulla nelle scuole per quanto riguarda l'aerazione e le classi affollate, ma si sono spesi soldi - e non sappiamo ancora quanto, a più di un anno da quando sono state presentate le interrogazioni - per 6 milioni di banchi a rotelle? Se i soldi dei banchi a rotelle si fossero spesi per l'aerazione o per mettere i rilevamenti della CO 2 per sapere quanto e quando aprire le finestre, sarebbe stato probabilmente più produttivo. Perché il green pass , il lasciapassare verde, dura sei mesi per i contagiati e dodici per i vaccinati, quando tutti gli studi dicono che l'immunizzazione data dal contatto con la malattia è palesemente molto migliore e più duratura di quella del vaccino? Come mai? Ci sono poi contrasti e l'elenco sarebbe lungo, per cui cito solo un caso. Come mai c'è bisogno del green pass sui treni a lunga percorrenza e non su quelli del trasporto locale, che sono per natura più affollati? Oltre ai treni, ci sono anche gli autobus, non ne parliamo. Come mai ci vuole il green pass per assistere a un concerto all'aperto, dove le sedie sono per forza fisse e a una bella distanza l'una dall'altra e, invece, non ci vuole per il trasporto pubblico locale? Se poi le cifre dell'Italia sono peggiori di altre, ci sarà pure una ragione e, ripeto, difficilmente si può parlare di sfortuna. Come mai l'Italia aveva un piano antipandemico vecchissimo - di quindici anni, mentre dovrebbe essere aggiornato molto più di frequente - e nessuno è stato ritenuto responsabile di questo? Come mai, nell'ambito del green pass , non si è pensato a tutte le problematiche legate al fatto che ci sono coloro che sono vaccinati o hanno fatto il tampone - parliamo soprattutto dei vaccinati - e non hanno magari un telefono adeguato, per cui hanno enormi difficoltà ad avere il certificato? Come mai non si è pensato a coloro che sono stati vaccinati all'estero con vaccini come lo Sputnik o altri, che pure hanno dimostrato un'efficacia paragonabile a quelli ammessi in Italia, e non possono avere il passaporto verde, il che è evidentemente una limitazione enorme per loro, ma anche per gli altri? Costoro, pur essendosi vaccinati, contro ogni logica e contro ogni criterio medico, dovrebbero vaccinarsi nuovamente con altri vaccini, una cosa assolutamente assurda e sicuramente pericolosa per la salute. Ci sono anche problemi per quanto riguarda il rilascio del certificato ai guariti, ai contagiati, a coloro che hanno fatto una sola dose e poi si sono ammalati e, dunque, per via del contatto con il virus, hanno conseguito un'immunità particolare. Ci sono poi problemi per gli italiani all'estero, che non hanno la tessera sanitaria e, dunque, vengono esclusi dalla certificazione. Il Governo ha assunto una serie di impegni - lo abbiamo apprezzato - accogliendo degli ordini del giorno che abbiamo presentato. Peccato che gli stessi argomenti fossero stati già presentati alla Camera, dove almeno era possibile introdurre delle modificazioni, anche se i relativi emendamenti sono stati respinti. Si sono accolti ordini del giorno, per cui «vedremo, faremo». Speriamo, perché si tratta di una serie di cose importanti. Abbiamo chiesto, ad esempio, e il Governo ha preso un impegno - sarebbe questo del resto il senso di un ordine del giorno - nel senso che i controlli non debbano essere fatti dai gestori dei locali; che ci siano rimborsi per coloro che devono gestire locali dove si accede solo con il green pass e che, dunque, hanno avuto delle spese; che i tamponi salivari siano gratuiti; che i tamponi siano gratuiti per gli immunodepressi e una serie di altre misure. Concludo dicendo che dobbiamo dare un'informazione chiara, perché, per lo stesso principio del consenso informato generale, non possiamo pensare che la gente si fidi, se si nascondono i numeri veri. Bisogna darli. Ho firmato il consenso informato per un intervento in cui si parlava di rischio di letalità del 5 per cento, ma l'ho fatto perché sapevo che era sensato e che era giusto fare quell'intervento, perché erano molto maggiori i benefici rispetto agli svantaggi. Se mi avessero detto: «Stia tranquillo, è come bere un bicchier d'acqua», non mi sarei fidato neppure del fatto che mi dicevano che era una cosa utile. Penso che gli italiani siano abbastanza responsabili, come hanno dimostrato in questi due anni difficilissimi, e che non vadano presi in giro. Vanno informati compiutamente. Solo così il legislatore potrà agire nel modo più adeguato rispetto alle esigenze del Paese e i cittadini prenderanno le decisioni migliori per sé, per le loro famiglie e per la collettività. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Sottosegretario, voglio ricordare che nell'ultimo anno e mezzo abbiamo provato a fronteggiare la drammatica situazione sanitaria ed economica determinata da questa terribile pandemia, nella speranza di riuscire ad arginarla e superarla. Il provvedimento che oggi ci apprestiamo a convertire in legge - ricordo a tutti che è in corso un Consiglio dei ministri che vedrà l'ampliamento dello strumento di cui parleremo nel corso di questo dibattito - è stato oggetto di un'ampia discussione alla Camera, che per certi versi è stata molto accesa (lo avete sentito), con votazioni incongrue, e che a mio parere ha travalicato l'interesse per la salute, per rientrare più propriamente in quello per il consenso: bisogna dircele queste cose. Questo atteggiamento è confondente per i cittadini e non aiuta certo a trovare una soluzione utile per uscire dalla pandemia, ma fa trovare consenso, soprattutto tra le fila non tanto di chi è indeciso (queste persone vanno aiutate, perché dietro l'indecisione a volte ci sono dubbi, che vanno fugati attraverso la scienza), quanto di chi vuole trovare una via d'uscita per non vaccinarsi in nome di una millantata libertà, che non porta di sicuro a una libertà per la comunità tutta, ma solo per una parte (pochi per fortuna), ledendo invece quella di chi si vaccina per il bene di tutti. La situazione che stiamo vivendo è tutta nuova, lo sappiamo, anche se è già passato un anno e mezzo; strada facendo, abbiamo trovato soluzioni diverse e nessuno ha la ricetta magica. Ho sentito colleghi enumerare ricette, soluzioni e terapie; nessuno però ha la ricetta magica e c'è solo il percorso che stiamo facendo, perché non abbiamo mai vissuto questo momento. Stiamo provando a uscirne in tutti i modi possibili e il green pass è uno di questi. Vorrei ricordarvi - perché qui la memoria sembra davvero mancare, ma dev'essere rafforzata - che abbiamo avuto quasi 150.000 morti, ma non solo. Vorrei ricordare qui anche tutti i ritardi nei controlli di malattie croniche e oncologiche, che lasceranno sequele per i cittadini che hanno visto sospese le loro visite, per dare il passo a chi purtroppo aveva bisogno di entrare in ospedale con urgenza. Tanti pazienti oncologici hanno ritardato il follow-up delle loro malattie, peggiorandole; nei prossimi anni conteremo questi esiti a distanza. Tanti pazienti in fase acuta sono stati curati nel modo adeguato nel nostro Paese. E qui, cari colleghi, vorrei ricordare un'altra cosa. Chi liscia il pelo a chi non si vuole vaccinare inconsapevolmente va contro chi ha i bisogni che ho appena accettato, cioè coloro che non possono aspettare di entrare in una sala operatoria e di avere a disposizione gli anestesisti, che purtroppo sono ancora concentrati ad assistere coloro che, secondo le statistiche, sono in terapia intensiva perché non si sono vaccinati (sono dati di fatto). I medici, quando devono tornare a mettersi le tute bianche di protezione per non contagiarsi o quando le vedono passare nelle corsie, rabbrividiscono. Un medico mi ha detto: ho visto passare una tuta bianca, Paola, e ho avuto il terrore di tornare come prima. Questa è anche la responsabilità che abbiamo nei confronti dei professionisti sanitari, che dobbiamo sempre ringraziare. Non dobbiamo tornare indietro. Li ricordiamo tutti i volti sconvolti, affranti e impauriti dei medici e degli infermieri che non riuscivano a fronteggiare una cosa mai vista nella loro vita. Poi l'arrivo di tanti pazienti gravi, le paure, lo sconforto nel veder morire tante persone. Ricordo al collega Malan che ci sono stati tanti morti in Italia - è vero -ma abbiamo un dato importante: siamo uno dei Paesi con la popolazione più anziana e più longeva. È ovvio che più si va oltre il numero di vita che era predisposto e che era stato fissato e più si attivano quelle malattie croniche che purtroppo infragiliscono le persone. È ovvio che una persona più fragile - ecco perché abbiamo vaccinato prima questa categoria - va incontro purtroppo a una malattia molto più ingravescente e anche alla letalità. Questi sono i dati di fatto. Queste cose dobbiamo dircele, per aiutare anche gli indecisi. Serve più responsabilità, tenendo presente chi non può scegliere, mentre il vaccino è una scelta che si può fare, perché è una realtà. Rispetto a un anno fa - sembra essere passata quasi un'era geologica - abbiamo dati di fatto e una certezza. Per fortuna, la scienza ci ha dato una risposta. È vero che dobbiamo ancora vedere come sarà questa risposta nel futuro; stiamo parlando di terza dose e ormai pensiamo che bisogni coprire nuovamente le persone più fragili. Anche questo, come vi dicevo, è un work in progress , come si dice nel lavoro. Dobbiamo vedere quello che c'è e quello che dobbiamo fare. È vero anche che altri sistemi non ci garantiscono: facendo un tampone, si ha la certezza per ventiquattr'ore, che poi però svanisce completamente. I tamponi non sono una sicurezza. Quello che stiamo approvando in Senato, dopo un'ampia discussione alla Camera, è una sorta di passaporto che tenta in tutti i modi di risolvere i problemi, facendoci pian piano riavvicinare alle nostre abitudini, ma è evidente che dobbiamo fare di tutto perché vengano rispettate le norme. Nessuno ha mai detto che con il green pass non si deve più indossare la mascherina, né creare assembramenti, così come nessuno ha detto che il vaccinato non deve continuare a stare molto attento, rispettando il distanziamento, il lavaggio frequente delle mani e tutte quelle norme che ben conosciamo. Le varianti sono la nostra nuova sfida e rappresentano ora la minaccia più grande, ma a causa non del vaccino (come qualcuno erroneamente ha detto, per poi essere corretto - fortunatamente - da scienziati), bensì di chi non si vaccina e continua a far girare le varianti, che poi mutano di volta in volta. Questo piccolo aiuto del green pass ci consentirà di tornare a fare tutte quelle cose che facevamo prima, come andare al cinema, a teatro, nei musei e nei centri culturali, nonché di riprendere la normale attività. Penso all'ambito culturale e soprattutto - una su tutte - a veder tornare i nostri ragazzi a scuola in presenza, come sta succedendo in questi giorni. Sapete quanto questa pandemia è stata debilitante per loro e quanti danni hanno subito e adesso li dobbiamo aiutare a riprendere pian piano a vivere con assoluta sicurezza. Colleghi, purtroppo va anche detto che pensiamo sempre al nostro piccolo. Certamente dobbiamo pensare al nostro Paese, ma dobbiamo anche fare in modo che tutto il mondo venga vaccinato. Permettetemi di dirlo: non saremo mai sicuri, se vaccineremo tutti i nostri cittadini, ma ci dimenticheremo di vaccinare i Paesi più poveri. Auspico pertanto che si continui ad aiutare quei Paesi, perché in un mondo globale il vaccino non conosce confini. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 12,02) ( Segue BOLDRINI). Sembra che qui stiamo dibattendo nel nostro piccolo, valutando l'obbligatorietà del green pass per entrare al ristorante e si parla di discriminazioni. Ma quali discriminazioni! La libertà delle persone dev'essere non tanto individuale, ma collettiva, affinché la comunità sia libera da questo. Signor Presidente, cari colleghi, non posso infine non citare il nostro Presidente della Repubblica, le cui frasi sono sempre utili a tutti noi per farci riflettere: ha detto che il vaccino è un dovere morale e civico e che serve il coraggio della responsabilità. Colleghi, questo è il momento della responsabilità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruotolo. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghe e colleghi, nel prendere la parola in quest'Aula non posso non partire da un numero che racchiude tutta la drammaticità della pandemia da Covid-19: 130.000 vittime. Lo ripeto: ieri sono state superate le 130.000 vittime in Italia dall'inizio della pandemia, ossia febbraio 2020. È come se fossero sparite e non esistessero più città come Ferrara o Salerno. Come parlamentari di questo Paese, abbiamo un dovere: assumere misure per mitigare al massimo la catena di diffusione del virus, limitare i decessi e ridurre al minimo le persone ricoverate nelle terapie intensive e nei reparti dei nostri ospedali. La salute è un bene di tutti e dobbiamo consentire ai medici e al personale sanitario di tornare a occuparsi anche delle altre emergenze sanitarie. Nessun dubbio: green pass . Il provvedimento in esame, a seguito delle modifiche e integrazioni approvate dalla Camera dei deputati, si compone di 18 articoli e un allegato e dispone una serie di modifiche normative al fine di aggiornare i parametri in base ai quali si determina il colore delle Regioni per l'applicazione di misure differenziate rispetto a quelle valide per la generalità del territorio nazionale, tenendo conto, con percentuali modificate rispetto alla normativa previgente, del parametro dell'incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva e del tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva. In particolare, è subordinato al possesso del green pass l'accesso ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, se al chiuso, mentre non c'è l'obbligo del possesso della certificazione per i servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive, purché riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati. Al provvedimento che ci accingiamo a votare seguiranno altri ancora più incisivi. Sappiamo che l'obiettivo del Governo è quello di allargare al massimo il green pass . Non c'è nessuna dittatura sanitaria nel nostro Paese; ci sono purtroppo le fake news. A proposito, ma quando discuteremo il disegno di legge sulle fake news , già approvato alla Camera? Siamo diventati tutti scienziati e virologi e c'è qualche esponente politico che ha ammiccato troppo a quelle manifestazioni no vax, troppo spesso sfociate in aggressioni ai giornalisti. Voglio qui esprimere la solidarietà ai giornalisti minacciati, insultati e picchiati nell'esercizio del loro dovere costituzionale: informare l'opinione pubblica. (Applausi) . Voglio estendere la mia solidarietà anche ai colleghi, alle colleghe e ai militanti dei 5 Stelle di Milano per l'assalto che hanno subito al loro gazebo . Ma quale dittatura sanitaria? Leggevo proprio ieri che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che il green pass e le norme per il contrasto al Covid-19 non violano i diritti delle persone. Approvando questo provvedimento e, nei prossimi giorni, gli altri in arrivo al Senato garantiremo la libertà. La nostra arma più forte è il vaccino, ma sappiamo che è una corsa contro il tempo. Gli esperti ci dicono che dobbiamo raggiungere la soglia del 90 per cento dei vaccinati nei prossimi trenta giorni prima che il ritorno del freddo faccia aumentare la circolazione del virus e delle varianti; altrimenti, la lotta al Covid-19 diventerà una rincorsa difficilissima. Sarà difficile convincere i terrapiattisti e quelle componenti estremiste di questo mondo variegato dei no vax. Dobbiamo convincere gli incerti e coloro che hanno paura, frastornati dalle fake news . Colleghe e colleghi, ho ascoltato con grande rispetto gli interventi che mi hanno preceduto, ma una cosa dev'essere chiara: non esistono terapie o vaccini che ci garantiscano al cento per cento; non stiamo parlando di un mondo irreale, questo è un mondo reale. La scienza si è trovata a contrastare tale virus e, nell'arco di poche settimane, di pochi mesi, è riuscita a mettere in cantiere e a far approvare i vaccini. Non è come ai tempi in cui eravamo ragazzini noi, quando le sperimentazioni sui vaccini per la poliomielite e altre malattie hanno avuto un corso lunghissimo prima di accedere a quella zolletta di zucchero e a quelle gocce per contrastarle e sconfiggerle. Sappiamo che in questo momento è fondamentale credere nella scienza, che sta facendo ricerca, come si suol dire, sul campo: partendo da zero, nell'arco di un anno si è messo a punto il vaccino e abbiamo aperto la campagna vaccinale, se non ricordo male, dal gennaio di quest'anno, quindi sono nove mesi. La validità del green pass è stata prolungata da nove a dodici mesi e il test molecolare può essere eseguito su un campione salivare. C'è poi il capitolo delle sanzioni, che, a mio giudizio, è importante. Dover imporre in una democrazia è sempre un pericolo e un discorso che non fa piacere. Certamente, ho sentito dire da colleghi di essere contrari all'obbligo, ma in questo momento dobbiamo vincere questa battaglia, perché la libertà mia dipende da quello che ottengo sul territorio, ma quella degli altri inizia dove finisce la mia. Mi auguro che questa campagna a favore dei vaccini raggiunta il risultato. Abbiamo ancora pochi giorni, trenta, prima dell'arrivo del freddo, con la possibilità ulteriore di contagio. Per tornare alle sanzioni, nel caso di reiterate violazioni, da parte dei titolari o dei gestori dei servizi e delle attività, dell'obbligo di verifica dell'effettivo possesso della certificazione, vi è la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da uno a dieci giorni. Questo è un punto che troviamo dopo le modifiche apportate alla Camera. C'è un dibattito, che vi ho preannunciato prima, sull'obbligo vaccinale. Mi auguro davvero che non si arrivi a questo, ma, se sarà necessario, lo approveremo. Non ho dubbi sul fatto che medici e personale sanitario che non si vogliono vaccinare debbano essere sospesi. Devono cambiare mestiere. (Applausi) . Chiedere oggi la gratuità o la diminuzione del prezzo dei tamponi per ottenere la carta verde a favore di coloro che non sono vaccinati significherebbe disincentivare la campagna vaccinale. È chiaro che, anche in presenza di varianti come quella delta, che è molto contagiosa, i vaccini non sono efficaci al 100 per cento, soprattutto sulle infezioni. Significa che sono possibili contagi anche tra vaccinati. L'immunità di gregge è improbabile, mentre dovremo imparare a convivere con un virus che evolve e muta. Il nostro obiettivo è chiaro: contenerne e fermarne al massimo la diffusione. Per fermare definitivamente questa pandemia, come ho sentito dire ora nell'intervento della collega Boldrini, che ne ha parlato, occorre un impegno del nostro Governo e dell'Europa per garantire i vaccini anche ai Paesi poveri e a quelli in via di sviluppo. Soltanto così riusciremo ad uscirne davvero. Non abbiamo alternative: dobbiamo difendere il diritto alla salute, al lavoro e alla socialità. Sono valori e principi irrinunciabili per una comunità che vuole tornare a crescere. Con queste misure, difenderemo meglio anche l'economia. La politica ha il dovere di assumersi le sue responsabilità. Noi ci siamo, con la nostra responsabilità e il convinto sostegno a scelte di rigore e di tutela per tutti i cittadini. Voglio chiudere questo intervento ricordando quello che ho detto all'inizio: dobbiamo portare il massimo rispetto alle famiglie di quelle 130.000 vittime e fare tutti la nostra parte, assumendoci le nostre responsabilità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il mio, più che un intervento sul tema del green pass o che quantomeno lo riguardi, è un appello che rivolgo a tutti: ai membri del Governo, a tutti i parlamentari, ai media ,alle associazioni, agli imprenditori e a tutti i cittadini. Abbiamo notato che un dibattito così acceso ed esasperato sul tema green pass sì, green pass no, vaccini sì, vaccini no c'è quasi solo in Italia. Forse in Francia c'è qualcosa di simile, ma in tanti altri Paesi europei e del mondo il dibattito resta su posizioni decisamente più civili. L'invito che facciamo è di cercare tutti almeno di abbassare i toni. Lo dico perché il clima da tifoseria, che spesso in Italia si crea un po' su tutti gli argomenti, è il nostro difetto, che rischia poi di farci perdere lucidità. Aggiungo, anzi, che c'è anche il rischio, come purtroppo sta avvenendo, che le posizioni - su green pass sì, green pass no, vaccini sì, vaccini no - si radicalizzino sempre di più. Questo non è un bene per il Paese, perché lo stesso ministro dell'interno Luciana Lamorgese è intervenuto di recente, lanciando l'allarme - uso le sue parole - rispetto ai toni che salgono sempre di più, con il rischio di estremismi. Visto che ci hanno sempre insegnato che più le pressioni psicologiche aumentano, più aumenta il rischio che dall'altra parte si formi una resistenza sempre più forte, forse - questo è il consiglio che diamo - se l'obiettivo è quello di vaccinare il più possibile la popolazione, sarebbe più opportuno abbassare i toni, discutere, informare, spiegare, essere il più possibile trasparenti nei dati, come ha sottolineato prima nel suo intervento il senatore Ripamonti, cercare di rispettare di più le posizioni di chi è dubbioso e ha difficoltà, proprio perché costrizioni e obblighi rischiano di rafforzare i dubbi. Partendo dal presupposto che nella storia si è sempre visto che una scelta, una proposta o un'idea se sono buone non hanno bisogno di costrizioni per affermarsi, siamo dell'idea che spiegando, informando, educando e con i ragionamenti si riesce a far capire le cose. (Applausi) . La radicalizzazione delle posizioni, inevitabilmente, ha finito per mettere gli italiani gli uni contro gli altri. Non so se ve ne rendete conto, o lo avete saputo, ma in molte famiglie ci sono veri e propri conflitti, perché magari il papà vuole vaccinare il figlio minore, ma la mamma no per cui ci sono discussioni, tensioni e questioni di questo tipo. Penso che una valutazione più attenta sulla questione debba essere assolutamente fatta. Ci accusano di ambiguità, ma almeno sui giovani - mi rivolgo anche al sottosegretario Sileri - ci vorrebbe un po' di prudenza. (Applausi) . Si parla di evidenze scientifiche: oggi su «il Fatto Quotidiano» è stato pubblicato uno studio dell'università della California ripreso da «The Guardian» in cui si arriva alla conclusione che i ragazzi tra i dodici e i diciassette anni sono più a rischio di effetti collaterali dopo il vaccino rispetto al Covid. (Applausi) . In Gran Bretagna, l'equivalente del CTS ha messo in evidenza tali rischi, così come alcuni studi in Israele e nella stessa Svezia. Se in altre parti del mondo si raccomanda prudenza, almeno sui giovani, cerchiamo di essere prudenti anche noi. Siamo politici, guardiamo alle evidenze scientifiche: ci sono studi che invitano a essere prudenti? Siamo prudenti. Non mi sembra un ragionamento di chissà quale tipo. Abbiamo assistito a tensioni anche nelle scuole, a scene di genitori che non possono entrare ad accompagnare i bambini perché non hanno il green pass. Non so cosa potrebbe accadere nelle aziende, qualora l'obbligo venisse esteso in quell'ambito. La logica è che in questo momento di tutto abbiamo bisogno, tranne che di conflitti, disordini e scontri sociali. (Applausi) . Se le posizioni si radicalizzano, è inevitabile questo rischio. Dibattiamo in modo più tranquillo e moderato e riusciremo a convincere le persone dubbiose, anche perché la necessità di questa esasperazione si potrebbe capire e comprendere se fossimo un Paese con una bassa adesione alla campagna vaccinale e invece l'Italia risulta essere forse il Paese col più alto numero di vaccinati. Non si ravvede quindi la necessità di tale continua esasperazione, visto che si parla solo di questo tema. Ormai a monopolizzare i dibattiti sono solo il green pass e i vaccini, eppure dovremmo parlare dell'aumento delle bollette elettriche, dell'immigrazione, della riforma del catasto, della tassazione e di alcune riforme. Sembra però che di questi temi non si parli più e forse sarebbe il caso di riportare tutto a una dimensione più moderata, parlando anche di tanti altri argomenti. Seguendo la politica da molti anni, mi hanno sempre detto che dalle emergenze si esce con la coesione nazionale, visto che in passato si parlava di concertazione con sindacati e imprese e di concordia nazionale, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che sia stato istituito un Governo di unità nazionale, con dentro tutte le forze politiche. Questa quindi è la strada che ci deve assolutamente guidare e non a caso Matteo Salvini e noi della Lega abbiamo parlato di green pax , proponendo cioè di lavorare tutti insieme per uscire da questa emergenza, cercando di confrontarci senza esasperare troppo i toni. Questo è l'appello che facciamo e, rivolgendomi a tanti colleghi che ho ascoltato in numerosi interventi in quest'Aula, ricordo che comunque la libertà di espressione dovrebbe essere sempre difesa. Quello che notiamo è che oggi basta che chiunque avanzi anche un solo dubbio o un minimo di analisi critica su quanto sta accadendo, perché venga messo subito alla gogna mediatica, considerato un no vax, un ignorante e un incapace, e debba addirittura perdere tutti i diritti di cittadinanza. Questo avviene anche di fronte a interventi di filosofi, professori e docenti anche appartenenti allo stesso mondo della sinistra. Penso invece che come parlamentari - questo è il mio invito - dovremmo sempre tenere presente che bisogna difendere la libertà di espressione, garantita dalla nostra Costituzione. Allo stesso modo invito tutti, nel rapporto tra diritti come quello alla salute e le varie libertà previste all'interno della Costituzione, a cercare di lavorare tutti insieme, affinché ci sia un vero e proprio equilibrio, per evitare il rischio di non tutelare alcuni diritti, che pure sono sanciti dalla Costituzione, come quello allo studio o al lavoro (visto che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro), o alcune libertà garantite a livello costituzionale. Quindi, solo con un po' di equilibrio e con un po' di pazienza riusciremo ad andare in quella direzione, cercando in tutti i modi di rispettare anche chi non la pensa come noi. Concludendo, visto che si è parlato del messaggio di ambiguità, ricordo che su questi temi in tutti i partiti e in tutto il Paese ci sono inevitabilmente sensibilità diverse: non si tratta infatti di temi politici storici che il centro, la destra o la sinistra portano avanti con posizioni storiche consolidate nel corso degli anni. Le Lega su questo tema viene accusata di proporre messaggi non chiari, ma nei fatti ha votato a favore del green pass in Consiglio dei ministri e alla Camera dei deputati e oggi voterà la fiducia, se verrà posta, oppure il provvedimento, se non verrà posta. Questi sono i fatti. Poi è giusto e corretto dare spazio in Parlamento anche a sensibilità diverse che ci possono essere all'interno non solo di un partito, ma di tutto il Paese. (Applausi) . È all'interno del Parlamento che devono avvenire le discussioni. Mi spiegavano politici con molta più esperienza di me che è molto meglio discutere in questa sede di siffatti problemi, piuttosto che farli discutere nelle piazze: la storia insegna in questa direzione. (Applausi) . È molto meglio discuterne in queste Aule, evitando poi che qualcuno possa fare strumentalizzazione: siamo in campagna elettorale, è comprensibile e va bene, ma teniamo presente anche questo aspetto. A proposito di messaggi, mi ha fatto piacere che la senatrice Boldrini abbia messo in evidenza questo aspetto nel suo intervento, perché è stato corretto: se dobbiamo dare dei messaggi e vogliamo essere sempre più onesti sotto questo aspetto, stiamo attenti sul green pass a non dare un senso di falsa sicurezza. Ricordo che circola un po' l'idea - libertà, torniamo alla normalità - che col green pass sostanzialmente il Covid non ci sia più. Visto che, anche se in misura minore - come è stato ricordato - comunque una persona vaccinata con una o due dosi può infettarsi e contagiare gli altri, bisogna sempre predicare prudenza, l'utilizzo della mascherina, il distanziamento. Non possiamo tornare tutti ad abbracciarci e baciarci come se non ci fosse stato il Covid, perché abbiamo il dovere di dire che tutti si devono sempre proteggere. Il green pass è quindi uno strumento che può aiutare a tenere aperte delle attività, come è giusto che sia perché vogliamo tornare alla normalità, ma diamo anche dei messaggi che siano i più chiari possibili. In caso contrario, non si spiegherebbe perché il presidente del Consiglio Draghi, quando deve ospitare qualcuno, non consideri sufficiente essere vaccinati con la doppia dose, ma desidera anche avere il tampone negativo del giorno. Questo è un altro elemento. Inoltre - ad esempio - il Premier israeliano dice a tutti, anche ai vaccinati, di mantenere le distanze perché, se si vuole contenere il virus , non si può pensare che tutto sia passato e si possa vivere tranquillamente libertà. Quindi è giusto, e vogliamo andare verso quella direzione. Ma come politici abbiamo il dovere di dare dei messaggi chiari, perché il nostro obiettivo è chiaramente uscire una volta per tutte dall'emergenza sanitaria e anche da quella economica. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Endrizzi. Ne ha facoltà. ENDRIZZI (M5S) . Signor Presidente, so di poter contare sulla sua comprensione e su quella dei colleghi presenti rispetto al fatto che quanto sto per dire non sia una ovvietà. Sta riaprendo la scuola, un traguardo agognato dagli studenti stessi, dalle famiglie, da tutto il Paese; un traguardo che il MoVimento 5 Stelle ha sempre messo tra le priorità per la sana crescita psicologica e relazionale dei ragazzi, per la loro maturazione culturale e civica, per la competitività del nostro sistema produttivo. Sta ripartendo l'economia dopo la crisi patita a causa della pandemia, in termini sia di prodotto interno lordo sia occupazionali. Stanno ripartendo i tornei sportivi e non mi riferisco tanto alla serie A, quanto alla pratica sportiva di tanti giovani e adulti, senza dimenticare l'attività fisica fondamentale per anziani e persone disabili. Stanno ripartendo le manifestazioni culturali, come la recente Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. È come veder ripartire il naturale circolo sanguigno dopo un intervento a cuore aperto: è uno spettacolo che ci solleva e che va protetto con attenzione. Ogniqualvolta, però, nel dibattito questi fatti non vengono invece considerati, ciò che ho da dirvi non può essere considerato ovvietà. Esattamente un anno fa abbiamo visto svanire buona parte dei sacrifici fatti in primavera, a causa della ripresa dei contagi, e abbiamo avuto un'ulteriore e pesantissima ondata pandemica che ha comportato dolorose restrizioni. Ora siamo alle prese con le nuove varianti e delle due l'una: o si mette in conto l'ipotesi di adottare ancora limitazioni alle attività di cittadini, famiglie, imprese e lavoratori - e credo che nessuno qui adombri una simile sciagura - oppure si mettono in campo strumenti che consentano di prevenire e controllare quei contagi, che si insinuano proprio nella ripresa degli scambi nelle comunità. Io conto su di voi perché certe assurdità vengano smontate, perché sono pericolose e - permettetemi - faranno danno anche a chi, per calcolo politico o colpevole ignoranza o ingenua buona fede, volesse insistere a diffonderle. Conto su di voi perché la verità sia finalmente dispiegata. Il green pass è uno non strumento non di coercizione, ma di libertà. Sì, è uno strumento di libertà. (Applausi) . Qualcuno dimentica che le misure di distanziamento e persino l'obbligo di mascherina vennero contestati come incostituzionale limitazione della libertà. Quelle stesse persone oggi contestano la costituzionalità del green pass , che mira invece a scongiurare quelle limitazioni. Sbagliavano ieri e continuano a sbagliare oggi. Nel 2020 non avevamo alternative: le misure di distanziamento e le chiusure mirate sono state universalmente riconosciute come l'arma più efficace a disposizione, tant'è che giuridicamente si confermarono pienamente legittime e altri Paesi ci seguirono nell'esempio. Oggi, però, le alternative ci sono. Come si può pensare di tenere ancora chiusi musei, teatri, ristoranti, impianti sportivi, fiere, congressi, sagre paesane o limitarli a un numero chiuso quando vi sono soluzioni perché ciò non debba accadere? Si può dire a una persona che ha affrontato il Covid-19 ed è guarita e immunizzata, che ragionevolmente non corre e non fa correre pericolo ad altri, che deve ancora rinunciare a frequentare un corso serale o organizzare il matrimonio che ha sempre desiderato? Questa sarebbe una limitazione incostituzionale, perché ingiustificata. Il green pass non fa altro che attestare una condizione che è già in atto. Altrettanto vale per chi si è vaccinato. Sappiamo che l'immunità data dal vaccino è un po' meno estesa e prolungata di quella data dalla malattia, ma la sua efficacia è ampia e macroscopicamente evidente. Il vaccino abbatte del 77 per cento i contagi, del 93 per cento di casi con malattia grave, del 96 per cento i ricoveri in terapia intensiva. Questo vuol dire che chi non si vaccina - legittima scelta, salvo casi particolari - ha una probabilità di ammalarsi gravemente nove volte più alta, tredici volte maggiore di arrivare alla terapia intensiva, quindici volte maggiore di morire. Malgrado oggi abbiamo cure più efficaci, non possiamo aspettare che il virus infetti. Ieri abbiamo avuto settantadue decessi e ricordiamoci che per ogni persona deceduta ce ne sono molte altre che si porteranno a lungo, a volte per sempre, i segni della malattia a carico di diversi organi: cuore, vasi sanguigni, cervello, reni, pancreas, apparato sessuale. Le evidenze statistiche a favore dei vaccini sono davvero lampanti; contestarli perché non darebbero una copertura assoluta è davvero antiscientifico. Non capisco come si possa contestare il vaccino - attenzione, anche chi si è ammalato in una piccola percentuale può ancora contagiarsi - e poi chiedere di procedere solo con i tamponi. Nemmeno i tamponi sono infallibili, perché un piccolo margine di errore lo hanno e perché è possibile risultare negativi anche nelle primissime fasi della malattia. Credo che l'approccio adottato sia assolutamente equilibrato. Questa pandemia da sempre ci richiede una gestione del rischio, non ci dà certezza alcuna quasi in nessun ambito. Lasciare aperti i supermercati nella primavera scorsa è stata una gestione ragionata del rischio; così come oggi stabilire che all'interno di un negozio possono entrare tre, cinque o dieci persone è una valutazione di tipo probabilistico, ma scientifica perché la scienza procede statisticamente. È certezza scientifica ciò che supera una minima probabilità di accadere. Gestire il rischio oggi significa allora consentire a chi è immunizzato di spostarsi più liberamente, consentire a imprenditori e professionisti di svolgere le loro attività perché si ha una buona soglia di sicurezza stimata. Ancora qualche considerazione, Presidente. Io non nego che il green pass , visto da un altro punto di vista, se proprio si vuole, rappresenti un incentivo, un vantaggio alla vaccinazione, ma vi sono aspetti che vanno rilevati con forza. Anzitutto in nessun modo si costringe a vaccinarsi. È possibile accedere al green pass anche attraverso i tamponi e dunque non viene impedito ad alcuno di accedere a un cinema, a un museo o di lavorare. La possibilità di adottare tamponi salivari, peraltro, renderà ancora più facile questa opzione. Dunque, non vi è alcuna compressione incostituzionale delle libertà. Non dobbiamo dimenticarci poi un altro aspetto. Il MoVimento 5 Stelle ha detto che si ricorrerà all'obbligo solo in caso estremo, come extrema ratio . Se ci dovessimo trovare in una condizione di emergenza tale, voglio vedere chi rifiuterà una simile misura. Non ci arriveremo però e non ci arriveremo se ci sarà il dovuto supporto alle strategie preventive. In ogni caso non dobbiamo dimenticarci - e su questo voglio essere netto - che la nostra Costituzione non sancisce solo una condizionata libertà di accettare le cure; condizionata perché - qualcuno lo dimentica - nessuno può essere sottoposto a cure obbligatorie se non per legge. Dunque, in determinate circostanze è la stessa Costituzione a prevederlo. Inoltre, l'articolo 2 della Costituzione «richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» e, quindi, anche la solidarietà intergenerazionale tra giovani che rischiano meno in caso di contagio, gli anziani e le fasce più a rischio. Tradotto in termini concreti significa che un giovane non può alzare spallucce perché ha un rischio limitato di conseguenze gravi, ma deve concorrere a ridurre la circolazione del virus. Lo può fare lavando le mani, usando i disinfettanti, indossando la mascherina dove c'è assembramento e non escludendo la vaccinazione a priori. A chi sostiene che il rischio di decesso nei giovani sia rarissimo, rispondo che anche il rischio da vaccino è davvero eccezionale. E laddove l'età non può essere l'unico parametro, perché sono da considerare anche le persone che un giovane può avere in famiglia, quelle con cui viene a contatto, ci sono le fragilità degli altri o le sue stesse patologie. Dico allora che fintanto il rischio da vaccino è inferiore ai rischi determinati scegliendo di non vaccinarsi, un pensiero lo dovremmo fare. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, ho ascoltato con molta attenzione tutti i colleghi e vorrei sottolineare solo alcuni aspetti. Ho ascoltato affermare delle inesattezze e vorrei allora partire dalla definizione di green pass . Qualcuno crede che il green pass sia un obbligo indiretto verso la vaccinazione. Il green pass ha due gambe: una è chiaramente la vaccinazione, ed è quindi più forte, e in termini non solo di efficacia - da medico credo che l'efficacia sia maggiore - ma anche numerici, avendo 40 milioni di italiani completato il ciclo vaccinale, per cui parlo sotto il profilo della numerosità; l'altra gamba è diagnostica, mediante tampone, test rapidi, eccetera. Quindi, il green pass non è un obbligo vaccinale perché il soggetto ha un'opzione, e mi collego a ciò che ha detto il senatore Malan quando ha parlato di consenso informato, per qualunque atto terapeutico, diagnostico. Certo, il green pass non ha bisogno di un consenso informato, ma offre un'alternativa, e laddove c'è un'alternativa c'è una scelta, e dove c'è una scelta non c'è un obbligo, fino a prova contraria. Vediamo cosa ha portato l'introduzione del green pass in Italia, e faccio un salto indietro di circa due mesi. Tra la fine di giugno e i primi di luglio l'Italia è stata invasa - sotto tutti i punti di vista - dalla variante delta; una variante che è andata a sostituire la variante inglese, che a sua volta aveva sostituito il virus originario provenuto da Wuhan; variante delta che contagia con una rapidità e un'efficacia sicuramente maggiori e che è stata contenuta - direi brillantemente - in Italia, tanto che oggi viaggiamo sui 4.000-5.000-6.000-7.000 casi, quando invece i primi di luglio nel Regno Unito, dove si era diffusa da prima, si registravano circa 60.000 casi al giorno (tra i 45.000 e i 60.000; insomma, numeri dieci volte superiori ai nostri. Faccio due osservazioni: la prima è che siamo stati in grado di contenerla sicuramente grazie a una migliore vaccinazione e intendo dire non tanto come numeri totali di dosi di vaccino somministrato, quanto per la modalità, avendo completato molte più seconde dosi rispetto - ad esempio - al Regno Unito. L'altra forma di contenimento è stato proprio il green pass nella forma della diagnostica grazie ai tamponi che ha consentito di individuare dei positivi non rintracciati mediante catena di contagio; persone che, per ottenere il green pass , si andavano a fare un test. Quindi, si sono scovati positivi che non sarebbero stati individuati e sono stati tolti dal pool dei potenziali donatori di virus. Questo ha contenuto, nei mesi di luglio e agosto, la diffusione della variante delta in Italia. Si tratta, quindi, di un ottimo mezzo diagnostico. La seconda osservazione che voglio fare è sull'efficacia dei vaccini, per cui risponderò non in modo balbuziente, come un senatore ha detto, tutt'altro. Torno al Regno Unito: 60.000 casi al giorno, 85-90 decessi. Vi faccio presente che i giorni 4, 5 e 6 gennaio 2021 il Regno Unito aveva 60.000 contagi e 1.000 morti al giorno. È innegabile l'efficacia dei vaccini. Spero di avere spiegato in maniera più compiuta, e anche semplice, cosa rappresenta il green pass oggi. Poi, si può discutere sulla durata: certo, non ci sarà un green pass per sempre, è evidente; come non ci saranno una mascherina per sempre o un distanziamento interpersonale per sempre. Tuttavia, ho sentito alcuni dire che questa soluzione non va bene, che questo mezzo non va bene, che questa gestione del rischio - amo le parole usate dal senatore Endrizzi - attraverso il green pass non funziona. Va bene, ma chi dice che non funziona indichi un'alternativa. Ce lo dica perché, se c'è un'alternativa, davvero abbiamo fatto una grandissima scoperta. Se davvero esiste un'alternativa al green pass , se davvero esiste un'alternativa al vaccino, se davvero confondiamo il vaccino con la cura, allora qualcosa non va. (Applausi) . E qui mi collego a ciò che ha detto il senatore Romeo, del quale condivido il 98 per cento di ciò che ha affermato. Facciamo un passo indietro, allora, e discutiamo sul green pass . A qualcuno piace e a qualcuno no, qualcuno non vuole l'obbligo e qualcuno vuole l'obbligo. Lo stesso avviene per il vaccino: obbligo subito, obbligo dopo, obbligo sopra i sessanta anni, obbligo sopra i dodici anni. Togliamo tutto, togliamo obbligo e togliamo green pass , allora: non parliamo né di green pass , né di obbligo vaccinale. Parliamo di una cosa essenziale. Noi siamo 315 senatori qui dentro: quanti di noi pensano che il vaccino salvi la vita? Punto. È questa la discussione principale. (Applausi) . Purtroppo questo rende le persone fuori da quest'Aula confuse, cosa che non accadrebbe se noi oggi, tutti e mille i parlamentari, dicessimo che il vaccino salva la vita. Punto. La politica discute sull'obbligo, la politica discute sul green pass , ma non può discutere su una cosa che è scienza pura, e cioè che il vaccino salva la vita. Punto. Discutiamo su tutto il resto. Ha ragione, senatore Romeo, quando dice che dobbiamo abbassare i toni. Abbassiamoli tutti quanti. Non puoi andare in un autogrill ed essere aggredito dai no vax e non è giusto che vengano aggrediti gli attivisti dei 5 Stelle, della Lega o di chicchessia. Passo indietro: il vaccino salva o non salva la vita? Sì, punto. Per il resto discutiamo su tutto. E allora vengo da lei. Come vede non sono balbuziente, in nessuna maniera e forma; non lo sono mai stato. Veniamo ai numeri del vaccino. Ho sentito dire delle idiozie, perdonatemi. (Applausi) . Ho sentito confondere i numeri in maniera impropria. Ho sentito dire che i vaccinati sono positivi più di coloro che non sono vaccinati. È evidente che sia così, perché, se abbiamo 40 milioni di italiani vaccinati, sarà più facile trovare un positivo fra i vaccinati rispetto agli 11 milioni non ancora vaccinati. (Applausi) . Ho sentito dire che i vaccinati si prendono il virus e lo trasmettono: è una falsità, una bugia. Alcuni vaccinati si prendono il virus e alcuni di questi possono trasmetterlo: non è la totalità. È come dire che chiunque guida la macchina fa un incidente: è una stupidaggine. E allora, se vogliamo scendere in campo scientifico, iniziamo a parlare di immunoglobuline, di immunità di memoria e di interferone. Le faccio una modestissima e piccolissima lezione di medicina, affinché chi sta fuori da quest'Aula non possa e non debba in alcuna maniera continuare a essere fuorviato dalle cose false dette in quest'Aula. (Applausi) . Le spiego un po' di medicina, perché i numeri possono essere presentati, ma è come vengono presentati che fa la differenza. Se io ho 1.000 persone dinanzi a me, ad oggi 75 di esse hanno preso il virus. Di quelle 75 persone, due sono morte, mentre fra le altre 73 non poche, purtroppo, hanno degli esiti da Covid e poi passo alle terapie. Bene, gli altri più sono vaccinati e meno è probabile che possano prendersi il Covid. È evidente. Una persona che si prende il Covid da vaccinato molto probabilmente quel virus lo fermerà nelle narici. Non si può dire che chiunque è vaccinato può prendersi il virus e trasmetterlo; una piccola percentuale di coloro che sono vaccinati può ospitare il virus nelle narici. Cosa farà questo virus in un vaccinato? Cercherà di fare il suo lavoro, e cioè cercherà di entrare in quel corpo. Ma quel corpo ha delle maglie, ha delle immunoglobuline di tipo A nel naso, che cercheranno di bloccare quel virus. Diciamo che quel virus è più resistente e cercherà di passare ulteriormente; allora gli anticorpi di quel soggetto bloccheranno il virus. È chiaro che, in quella piccola frazione di tempo, quella persona avrà il virus nelle narici e, se farà un tampone, risulterà positiva; ma non è detto che lo trasmetta e non è detto che quel virus sia così forte e quella persona così debole da potersi replicare e quindi contagiare qualcun'altro. Ammettendo che possa accadere questo, è necessario che la persona davanti non sia vaccinata per prendersi il virus. Ora lei - così come fanno tutti i no vax con le loro teorie stravaganti - non può usare l'eccezione come se fosse la regola, perché la regola non è quella. La regola è un'altra. La regola è che chi è vaccinato ha meno probabilità di prendersi il virus e di trasmetterlo. Qualcuno potrà avere i sintomi, ma ne avrà di meno. E credo sia abbastanza intuitivo per chiunque - non serve una laurea in medicina per capirlo - che, anche se hai qualche sintomo e i sintomi durano di meno, verosimilmente contagerai di meno. Ripeto: credo che tutto questo sia abbastanza intuitivo. Passiamo a qualcosa di ancor più intuitivo. Se oggi con 60.000 contagi ho 100 morti e un anno fa con lo stesso numero di contagi avevo 1.000 morti, salvo che non sia stata la divina provvidenza, credo che l'unica cosa che è cambiata in un anno è stata l'introduzione del vaccino. Mi soffermo ora sulle cure, perché - anche qui - confondere ciò che è una prevenzione, grazie alla vaccinazione, con ciò che è una cura non può andare. È come se io le dicessi che il fumo di sigaretta fa male e, dallo spingerla a non fumare, le consigliassi l'intervento chirurgico e la chemioterapia. Perdonatemi, ma è meglio che la persona non fumi e non si prenda il cancro, piuttosto che magari, a causa del fumo cospicuo di sigaretta, le venga il cancro e si dica: va bene, tanto c'è la cura. Perdonatemi, ma non è così perché dietro tutto questo ci sono gli esiti della malattia. Ripeto che, di quei 75 ogni 1.000, 2 sono morti e 73 sono guariti, ma una parte di essi ha delle complicanze. Vorrei vedere se chi ha avuto complicanze non avrebbe preferito ricevere prima il vaccino, piuttosto che - magari - avere disturbi di memoria, fibrosi polmonare o altre problematiche, che spero per molti di essi si potranno risolvere nei prossimi mesi e non rimanere per sempre. C'è anche un altro fattore, che fa parte di economia sanitaria. Io ho un qualcosa che, a bassissimo costo, mi consente di non mandare le persone in ospedale e ne ho un'altra che, invece, mi consente di curarle ad altissimo costo, togliendo risorse ad altri. Perdonatemi, ma non viene data una giusta informazione: io devo curare quante più persone possibile e prevenire quante più malattie possibile anche in un'economia sanitaria. Si fanno dei discorsi fuorvianti che portano le persone ad avere una riluttanza che, a questo punto, è giustificata. Io infatti giustifico e capisco le persone che hanno dei dubbi perché se noi per primi, qui dentro, non chiariamo la prima cosa che ho detto, ossia che il vaccino salva la vita punto, le persone fuori da qui si perdono. È evidente. Se noi diamo dei dati in una forma come quella che ho ascoltato da parte di alcuni in quest'Aula, è giusto e comprensibile che le persone fuori si perdano. Non confondiamo cura con terapia. Noi offriamo le cure e non è vero che siamo indietro. Abbiamo anticorpi monoclonali e farmaci antivirali che usiamo laddove possono essere e serve usarli, senza se e senza ma. Dall'altra parte, abbiamo qualcosa di molto, ma molto più efficace di qualunque terapia, che è la vaccinazione. Non voglio insistere troppo sulla vaccinazione perché altrimenti il green pass si confonde con essa. Ci tenevo però a dire a dire queste cose. (Commenti). PRESIDENTE. Prosegua, sottosegretario Sileri. SILERI , sottosegretario di Stato per la salute . Ho fatto una premessa all'inizio, quando il senatore Paragone non c'era, e quindi la rifaccio: sarebbe così se il green pass non avesse una componente diagnostica importante che ha consentito, a oggi, di tenere i casi intorno ai 5.000-6.000 al giorno quando altri Paesi questa possibilità non hanno avuta. Basta controllare i numeri in Europa: siamo il Paese in cui l'andamento dell'epidemia sta andando meglio e questo è imputabile al green pass, direttamente con la diagnostica e indirettamente grazie a una vaccinazione che, come numeri, è fra le migliori in Europa. (Commenti). PRESIDENTE. Non mi pare sia così raro che, durante un intervento, un senatore faccia un commento. Prosegua, Sottosegretario. (Commenti). Mi pare che gli interventi sull'intervento stiano rallentando più dell'intervento stesso. Prego, sottosegretario Sileri. SILERI , sottosegretario di Stato per la salute . Ho quasi terminato. Aggiungo solo due considerazioni. PRESIDENTE. Faccia pure, ha ancora tempo a sua disposizione. SILERI , sottosegretario di Stato per la salute . Alcuni colleghi hanno invocato il dosaggio degli anticorpi per l'ottenimento del green pass , in alternativa alla vaccinazione, per valutare il titolo anticorpale. Questo scientificamente non è ancora possibile, poiché non necessariamente la presenza degli anticorpi delinea un assetto vantaggioso contro il virus. Vi è una differenza fra l'immunità acquisita con la vaccinazione e l'immunità acquisita con l'incontro del virus. È indubbio che l'immunità ottenuta attraverso la vaccinazione rappresenta uno standard qualitativo sicuramente migliore e molto più omogeneo nella popolazione rispetto all'incontro avuto con il virus e, quindi, all'immunità naturale. Si è detto che l'immunità dopo sei mesi cala e che quindi forse i vaccini non servono, perché dopo sei o otto mesi l'immunità non vi è più. Ma, attenzione, anche in questo caso dipende dalla presentazione dei dati. È evidente che coloro che hanno fatto il vaccino per primi, in caso di non immunocompetenza, possono avere un calo dell'immunità e che i soggetti anziani di natura hanno un sistema immunitario meno forte rispetto ai soggetti giovani. Si è parlato di terza dose, forse in maniera un po' impropria. Quando si parla di terza dose la persona che è a casa e ascolta si chiede se a ottobre dovrà già fare il richiamo. Ma, attenzione: terza dose, innanzitutto quando, per chi e con quale vaccino? Per chi e quando già lo sappiamo: il prima possibile, nelle prossime immediate settimane, già da fine mese e nel mese di ottobre, per coloro nei quali è già dimostrata una riduzione della capacità di risposta, come i pazienti trapiantati e quelli dializzati. Per il resto della popolazione, sono d'accordo: l'articolo che citava adesso il senatore Romeo parla di terza dose, oltre che di vaccino per i giovani, ma è evidente che per tutta la popolazione questo è francamente prematuro. Ma la scienza ci darà le tempistiche. Con quale vaccino? Ad oggi abbiamo questi a disposizione ed è verosimile che l'industria farmaceutica nei prossimi mesi presenterà vaccini 2.0, che saranno magari adattati alle nuove, eventuali varianti che si presenteranno. Per i vaccini ai giovani è ovvio che serve la massima precauzione, ma è pur vero che la scienza ci ha indicato la via con risultati chiari e inequivocabili. Dobbiamo proseguire la vaccinazione anche tra di loro, come nel resto la popolazione. Sono d'accordo, però, con il senatore Romeo quando indica il maggior problema in coloro che hanno più di cinquant'anni o di quarant'anni, cioè in quella fascia di popolazione che è più a rischio. Sono ovviamente d'accordo con la vaccinazione sopra i dodici anni, ma in effetti sono più preoccupato per gli over 50 che ancora non sono vaccinati rispetto ai soggetti più giovani. Tuttavia rispondo a ciò che ha detto il senatore Romeo dicendo che, laddove il virus circola e può replicarsi, lì possono generarsi varianti. Ecco l'importanza di avere una quota alta di popolazione vaccinata. Non sono, invece, d'accordo - perdonatemi - quando si dice che la vaccinazione stessa può determinare una variante: è la replicazione del virus che determina la variante. Sono d'accordo con la discussione sull'obbligo, quando questa deve essere portata fuori dal confine nazionale. Infatti, le varianti ad oggi circolanti sono state importate e - come dicevate poc'anzi - è necessario che anche il resto dei Paesi occidentali e di quelli meno fortunati di noi raggiunga quote alte di persone vaccinate, per raggiungere quella protezione di comunità che garantirà ovviamente protezione anche a coloro che non si sono vaccinati e non desiderano farlo. C'è poi un aspetto che mi tocca particolarmente, relativo all'importanza di raggiungere il 90 per cento di persone vaccinabili vaccinate. Non dimentichiamo infatti che i nostri ospedali, ad oggi, continuano ad essere sul chi va là, in attesa di pazienti Covid-19 che, nel 90 per cento dei casi, sono non vaccinati, rallentando le normali attività. In conclusione, rimango della convinzione che è stato proprio il nostro green pass , nella maniera con la quale è stato disegnato, con la vaccinazione da una parte e con la diagnostica dall'altra, a consentire di avere oggi 4.000 o 5.000 casi e di contenerli. Questo - ripeto - con una diagnostica offerta a coloro che non avrebbero in nessun caso fatto un tampone, che non hanno fatto la vaccinazione, che erano in attesa di vaccinazione, ma che non avrebbero fatto alcun tampone. Noi abbiamo così scovato diversi positivi, che erano parte di catene di contagio che altrimenti non avremmo riscontrato. Rispondendo al senatore Crucioli, ecco perché siamo in grado oggi di contenere il virus: perché l'incidenza su 100.000 abitanti è tenuta bassa proprio grazie a questo green pass . (Applausi) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 13,01) PARAGONE (Misto-I-PVU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARAGONE (Misto-I-PVU) . Signor Presidente, desidero intervenire sull'ordine dei lavori, ma soltanto per fare i complimenti al sottosegretario Sileri per avere preso tutto il tempo per il suo intervento. Dovevamo aspettare il ministro D'Incà che ponesse la questione di fiducia. Ha neutralizzato così lo spirito del suo intervento, perché vuol dire che il dibattito parlamentare sarà resettato. PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2382, di conversione del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 105, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 13,04, è ripresa alle ore 13,34) . Sui lavori del Senato Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione della discussione della questione di fiducia, posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto-legge recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. La discussione sulla fiducia, per la quale sono stati attribuiti, in base a una specifica richiesta, cinque minuti al Gruppo Misto, avrà inizio alle ore 16. Seguiranno le dichiarazioni di voto e la chiama. Dopo il voto di fiducia avrà inizio, fino alle ore 20, la discussione generale sul disegno di legge di delega al Governo per la riforma del processo civile. La seduta è sospesa fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 13,35, è ripresa alle ore 16) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI PARAGONE (Misto-I-PVU) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARAGONE (Misto-I-PVU) . Signor Presidente, ci stiamo appiattendo pericolosamente su una strana forma di architettura istituzionale, cioè il monocameralismo imperfetto. PRESIDENTE. Non è un intervento sull'ordine dei lavori. PARAGONE (Misto-I-PVU) . È un intervento sull'ordine dei lavori nel senso che siamo impossibilitati a lavorare... PRESIDENTE. Le tolgo la parola. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2382 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, innanzitutto, prima che partano i cinque minuti per la discussione sulla fiducia, volevo farle presente che il sottosegretario Sileri poco fa, quando ha replicato, riferendosi ad argomenti avanzati dal mio Gruppo, ha detto che ha ascoltato idiozie in quest'Aula. Allora io le chiederei di stigmatizzare il fatto, perché il sottosegretario Sileri deve ricordarsi che qui è nella casa del Parlamento, dei rappresentanti del popolo italiano e lui è un rappresentante del Governo. Non può permettersi di venire in quest'Aula, senza essere ripreso, a dire di aver sentito idiozie in questa sede. Se lei la pensa come me, le chiedo di stigmatizzare il fatto, altrimenti si corre il rischio che io gli dia in questa sede del cialtrone per non aver risposto alle questioni che io invece avevo posto in maniera puntuale. PRESIDENTE . Senatore Crucioli, non stavo presiedendo io. Sarà mia cura verificare il Resoconto stenografico e accertarmi. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . La ringrazio, Presidente, vorrei poi sapere come va a finire la questione perché è agli atti che lui ha detto «idiozie». Venendo al punto, il sottosegretario Sileri non sapendo evidentemente replicare alle questioni puntuali che noi abbiamo posto in relazione all'inattendibilità del report dell'Istituto superiore di sanità del 10 settembre, ci ha messo in bocca delle cose che noi non abbiamo mai detto. Non ci siamo mai sognati di dire che tutti i vaccinati possono contagiare. Abbiamo detto «anche i vaccinati»; si vada a risentire il nostro intervento. Sono tecniche da imbonitore quelle di chi, non sapendo rispondere, replica a cose che non sono state dette. Detto questo spiegherò meglio con un esempio semplice; se su dieci vaccinati e dieci non vaccinati, prendo i tamponi a dieci non vaccinati e trovo che ci sono due casi positivi e invece solo a cinque dei vaccinati ne trovo uno, due su dieci non vuol dire che in quella platea si ammalano di più, significherà soltanto che io ne ho cercati di più. D'accordo? Questo è uno degli errori macroscopici dell'Istituto superiore di sanità che fanno venire il dubbio che per sovrastimare l'efficacia di riduzione del contagio l'Istituto non abbia risposto ad un'esigenza scientifica, ma ad uno scopo politico di comprovare l'efficacia del vaccino piuttosto che valutarne imparzialmente tale efficacia. Peraltro al Parlamento non è stato consentito alcun approfondimento scientifico su questo punto perché il provvedimento è arrivato ieri in Commissione. Avremmo potuto lavorarci ad agosto, avremmo potuto fare audizioni, approfondendo le questioni scientifiche, ed invece è stato liquidato in mezz'ora. Oggi la discussione sulla questione di fiducia durerà cinque minuti; solamente io sono stato iscritto a parlare. È questo il rispetto del Parlamento? Resta comunque il fatto che c'è anche un'opaca gestione dei dati da parte del Governo, del comitato tecnico-scientifico e dell'Istituto superiore di sanità. Se a ciò aggiungiamo una propaganda mediatica martellante, una divulgazione scientifica parziale ed inquinata da conflitti di interessi, la conseguenza è sotto gli occhi di tutti e cioè una spaccatura della società senza precedenti nella storia repubblicana. Il clima di emergenza perenne, di menzogna, di paura e di odio creato ad arte mi induce a ritenere che le motivazioni sottostanti al provvedimento odierno non siano quelle dichiarate, bensì rispondano a logiche di riduzione degli spazi democratici, di accentramento del potere e di perseguimento di interessi economici, anche in chiave geopolitica, ben più che a reali esigenze sanitarie. Per questi motivi, ritengo che tutti voi vi stiate rendendo complici della pericolosa deriva antidemocratica imboccata da questo Governo, e per questo lascio agli atti la mia ferma contrarietà a questo provvedimento. PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. Passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2382, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, lo scorso inverno, nel pieno della seconda ondata, raccontai a quest'Assemblea il progetto della Provincia autonoma di Bolzano per una certificazione che consentisse l'accesso ai luoghi al chiuso. All'inizio, quell'iniziativa venne vista con sospetto; poi, fortunatamente, tutti si sono resi conto che questa è la strada più efficace per tracciare e prevenire nuovi contagi. A dirlo sono i numeri delle ultime settimane: il green pass , unito al grande successo della campagna vaccinale, ha consentito di tenere a bada quella variante Delta che a un certo punto sembrava sfuggire di mano. Per questo, le discussioni filosofiche sulla limitazione della libertà lasciano il tempo che trovano. Non ci può essere libertà senza sicurezza per la salute; non ci può essere libertà che non si nutra della solidarietà e del senso di responsabilità verso il prossimo, verso chi è più fragile, verso chi è malato. Non ci può essere libertà se non toglieremo la pressione sulle strutture sanitarie, se non recupereremo i 100 milioni di screening saltati in Europa che, come si calcola, ci hanno fatto perdere per strada un milione di casi di cancro. Vale, allora, la pena dirla con le parole del Presidente della Repubblica: non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione. Presidente, ieri mattina il ministro Franco lo ha spiegato molto bene: sulla forte vivacità economica degli ultimi mesi, sulla stagione invernale del turismo pende sempre la spada di Damocle della pandemia. Tuttavia, sarebbe fuorviante farne solo un discorso di carattere economico, per quanto da qui passi un tema fondamentale come la tenuta dei livelli occupazionali. Ben venga l'estensione del green pass se questo ci aiuterà a evitare la circolazione del virus, quindi a limitare il rischio di nuove varianti. Ben venga il green pass se questo ci aiuterà a non chiudere più le scuole, a non vedere più bambini e adolescenti davanti a un computer, ad aiutare nello studio tutti quelli che in questi due anni non hanno avuto una famiglia a colmare i buchi formativi. In Sud Tirolo, dove la scuola è cominciata una settimana prima, otto classi sono tornate in DAD: questo per dire quanto ancora tutto può sfuggirci velocemente di mano. Spieghiamo allora ai timorosi e agli scettici che un vaccino somministrato a 5 miliardi di persone ha ampiamente superato la fase della sperimentazione; che i veri rischi non sono i rarissimi casi di effetti collaterali, ma quelli connessi alla contrazione della malattia. Si provi ancora a convincerli; ma nel frattempo il Governo non resti fermo. Si estenda subito il green pass al mondo del lavoro e si cominci a lavorare sull'obbligo di vaccinazione che resta, sì, una soluzione estrema, ma l'unica percorribile se in poche settimane non si dovessero raggiungere i target previsti. Presidente, solo un anno fa eravamo all'alba di una seconda ondata che ha fatto il triplo dei morti della prima; il vaccino era ancora molto lontano e i dati economici erano disastrosi. Grazie a una campagna vaccinale tra le più riuscite d'Europa, alla caparbietà di chi sul lavoro non ha gettato la spugna, all'incisività di questo Governo e all'impegno delle Regioni e delle Province autonome, siamo in uno scenario completamente diverso. Basta confrontare i dati italiani con quelli di altri Paesi europei per capire quanto è stato e quanto è ancora importante che si remi tutti nella stessa direzione. E allora il Governo vada avanti, continui a decidere sulla base dei dati, delle indicazioni della scienza, facendo tutto quello che serve per lasciarci finalmente alle spalle questa durissima stagione. È con questi auspici che annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie al provvedimento. (Applausi) . GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, consideriamo questo decreto-legge un'arma fondamentale nella lotta al Covid, soprattutto dopo le modifiche che sono state apportate nella discussione avvenuta nell'altro ramo del Parlamento. Stiamo provando da molti mesi a fronteggiare la drammatica situazione sanitaria ed economica che ci ha preso alla sprovvista, generata da questa pandemia arrivata in modo inatteso. Si sta provando in tutti i modi e con tutti i mezzi possibili a uscirne. Ogni volta che si tratta questo tema dovremmo ricordare i 130.000 morti e contemporaneamente anche lo stravolgimento del sistema sanitario del nostro Paese. Sappiamo bene che la priorità della lotta al Covid ha determinato dei ritardi nei controlli delle malattie croniche. Molti pazienti oncologici hanno ritardato i follow-up della malattia, peggiorandola. Conteremo questi esiti a distanza nei prossimi anni. Ricordiamo, perché dobbiamo farlo, i volti sconvolti, affranti e impauriti dei medici e degli infermieri, che non riuscivano a fronteggiare una cosa mai vista prima nella loro vita all'arrivo dei pazienti. Ricordiamo la paura e lo sconforto nel vedere i loro colleghi morire per il virus. Siamo partiti da questa situazione che, all'inizio del 2020, ha sconvolto il nostro Paese e dalla quale si sta provando ad uscire. L'Italia sta giocando una partita decisiva per il proprio futuro. O riusciamo a contenere il virus, a limitarne la diffusione, a contrastare le varianti, a tutelare la nostra sanità pubblica o dovremo affrontare un nuovo periodo di restrizioni e la stessa ripresa economica, che oggi sembra assumere un carattere più strutturale e che sta diffondendo maggiore ottimismo tra gli imprenditori, andrà a schiantarsi contro il muro dell'irresponsabilità di una minoranza di popolazione. Grazie alla scienza oggi abbiamo una risposta importante da dare alla nostra popolazione ed appare per questo intollerabile l'atteggiamento di chi, per ottenere una manciata di voti o risalto, liscia il pelo a coloro che diffondono scetticismo e fantasiose teorie no vax. Alcuni leader di partito dovrebbero contribuire a costruire un clima di fiducia, anziché alimentare il serbatoio di coloro che diffondono false notizie o che si propongono in atteggiamenti folli. Bisogna non prestare il fianco agli scappati di casa che cercano di bloccare strade e stazioni sulla base di teorie irrazionali e non fondate. (Applausi) . Quello che approviamo oggi è un decreto che ha nel suo cuore il tema del green pass , un passaporto che non risolvi i problemi, è evidente. Nessuno pensa che con il green pass non si debba più usare la mascherina, così come nessuno pensa che il vaccinato non debba continuare a stare attento al distanziamento, al lavaggio delle mani e a tutte quelle norme che conosciamo bene. Nessuno dice questo, ma è indiscutibile che il green pass ci consentirà di frequentare cinema, teatri, musei, centri culturali e ci consentirà di riprendere l'attività normale, la cultura, lo sport e poi, da ultimo, di tornare al ristorante. Il provvedimento che stiamo per votare definisce quindi il green pass come strumento fondamentale per la ripartenza del Paese. Non è sicuramente liberticida, come ho sentito dire da molti, anzi, credo che sia una misura che favorisce la libertà di movimento e di azione di tanti cittadini che finora, non essendo in possesso anche di questo passaporto vaccinale, si dovevano comportare in maniera diversa. Non ho sentito da parte di coloro che hanno sostenuto l'inutilità del green pass delle valutazioni alternative. Non ho sentito dire quali sarebbero gli strumenti alternativi perché, se ci fossero, noi saremmo qui pronti ad ascoltare, ma vediamo che non ci sono soluzioni alternative. Credo che invece quest'Aula, com'è stato detto da molti questa mattina, dovrebbe trovare degli intenti comuni per sospingere il Governo ad accentuare ancora di più l'attività rivolta all'incremento della vaccinazione. Abbiamo dei dati preoccupanti rispetto alla fascia compresa tra i cinquanta e i cinquantanove anni, con milioni di persone che hanno scelto di non vaccinarci. Ciò ci rende differenti anche dal resto d'Europa, perché noi oggi facciamo qui dei confronti con il resto d'Europa, dove invece per la stessa fascia di età il numero di vaccinati è molto più alto rispetto a quello dell'Italia. Soprattutto, certe volte rimango un po' basito dal fatto che il nostro termine di paragone a livello europeo è diventato la Danimarca, un Paese straordinario che è sicuramente all'avanguardia su tanti aspetti, di certo anche sulla gestione della sanità, ma è pur sempre un Paese che ha la popolazione del Veneto. Quindi magari, quando si fanno paragoni con il resto d'Europa cerchiamo di avere una visione un po' più ampia e non limitata ad alcuni Paesi, che magari non adottano il green pass , ma che non sono dei Paesi guida per quanto riguarda l'assetto dell'Unione europea. Credo che sarà importante che tutti gli attori politici comprendano che in gioco non c'è qualcosa che riguarda la destra, la sinistra o il centro, ma più in generale la salute dei nostri cittadini. E allora sarebbe utile mettere da parte la ricerca del consenso e lavorare tutti insieme per sconfiggere il virus, perché l'alternativa al vaccino e alla sconfitta del virus è soltanto quella delle nuove chiusure, delle zone rosse e del lockdown . Questo decreto-legge - come dicevo prima - è stato migliorato in tanti aspetti. In una dichiarazione di voto non ha senso ripercorrere le caratteristiche normative che lo caratterizzano, perché se ne è parlato molto in discussione generale e la settimana scorsa alla Camera. Sono stati apportati miglioramenti importanti nel corso dell'analisi del decreto-legge stesso. È giusto ricordarne alcuni, come, ad esempio, la norma che consente il diritto di visita giornaliero nelle RSA ai familiari muniti di green pass . Ci sono state importanti norme sul trasporto pubblico locale, la proroga per la giustizia amministrativa circa le udienze da remoto, l'allineamento della normativa attuale sul green pass per le feste legate alle cerimonie civili e religiose, che rendevano appunto di difficile attuazione questa norma, per alcune discrasie, l'allungamento della validità del green pass a dodici mesi. Alcuni interventi hanno prestato attenzione anche al dibattito che si è svolto maggiormente alla Camera; ma questo ormai è un problema che è inutile ricordare ogni volta. L'emergenza porta il Governo a emanare decreti-legge e, conseguentemente, questi debbono essere convertiti nel limite dei sessanta giorni; molto spesso una Camera riesce ad approfondirne il contenuto, mentre l'altra deve necessariamente ratificarlo. È un aspetto non entusiasmante, che ci preoccupa, ma siamo anche in una condizione di emergenza, che impone al Parlamento un lavoro di questo tipo. Noi voteremo convintamente a favore della conversione di questo decreto-legge. Il green pass è uno strumento che richiama il valore della comunità e la capacità di stare insieme. È una battaglia che abbiamo deciso di combattere dall'inizio e su questa scelta assunta sosteniamo con convinzione il Governo. Noi siamo, come Gruppo Italia Viva, per il green pass e per il vaccino. Questa guerra all'inizio ci ha visto intimoriti, ma ora ci vede combattenti indefessi. Chi decide di non vaccinarsi, mettendo a rischio la salute propria e degli altri, decide di collaborare con il virus; e noi questo non possiamo accettarlo. Per questo oggi votiamo sì con convinzione al green pass e alla conversione del decreto-legge. È un tassello ulteriore nella lotta contro il coronavirus, in attesa del prossimo decreto-legge, che sarà sicuramente ancora più importante, circa il rafforzamento dell'obbligatorietà del green pass nei luoghi di lavoro. In virtù di queste valutazioni, ribadiamo il nostro voto favorevole sulla conversione del decreto-legge. Sì al green pass , sì al vaccino, perché solo così gli italiani e il mondo - perché questa è una pandemia che non conosce confini - potranno riacquistare la loro libertà. (Applausi) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, all'inizio del mio intervento vorrei ringraziare il rappresentante del Governo, il collega Sileri, perché questa mattina, per la prima volta da quando siedo in quest'Aula, il rappresentante del Governo ha argomentato, alla fine della discussione generale, sul provvedimento in discussione. Credo che questo sia un record auspicabile, da celebrare, e quindi lo celebro volentieri. L'ha fatto peraltro in modo accalorato e anche questo è apprezzabile, in una discussione su un argomento che ci vede impegnati ormai da quasi due anni. Ora io, Presidente, le chiederei di sospendere il tempo a mia disposizione, perché sto per fare delle dichiarazioni assolutamente inutili e pleonastiche (è una battuta, ovviamente). Il vaccino salva la vita; lo dice Fratelli d'Italia e lo dice Franco Zaffini, vaccinato in doppia dose con il vaccino che mi è stato affidato dal Servizio sanitario regionale. Vaccinati sono tutti i miei familiari, delle mie due famiglie; e sono ben felice al riguardo. Vaccinati sono tutti quelli che conosco: amici, parenti, conoscenti e colleghi. Fratelli d'Italia dice: il vaccino salva la vita. (Applausi) . Dopodiché, chiedo a tutti la possibilità di continuare nel merito del provvedimento in esame, che tratta non del vaccino, ma del passaporto. Il passaporto è per noi utile, purché sia volontario. Il passaporto è un modo per documentare che chi lo possiede ha percorso una delle due strade: il doppio vaccino, oppure i tamponi. Se viene garantita la possibilità di utilizzare entrambe le strade - e, quindi, in modo volontario documentare il proprio stato rispetto al virus - noi siamo assolutamente favorevoli all'uso del passaporto in modo volontario, incentivandolo e agevolandolo. Ora può ripartire il tempo. Noi siamo assolutamente contrari all'obbligatorietà del passaporto in modo diffuso, con provvedimenti che tagliano orizzontalmente e creano una serie di dubbi e perplessità che, nell'assolvimento del nostro mandato, ci vediamo obbligati a presentare, dopo aver fatto tutte le premesse pleonastiche di prima. Non siamo no vax, siamo pro vax. Collega Sileri, con riferimento alle sue affermazioni, dico che sono molto convincenti, anzitutto per i suoi colleghi di partito. Stamattina ho ascoltato il collega Endrizzi. Collega Sileri e colleghi che fate parte con me della Commissione igiene e sanità, nei primi anni di lavoro della Commissione abbiamo ascoltato pareri assolutamente discordanti sui pro vax da parte dei rappresentanti del suo partito. Pertanto, se lei oggi è riuscito a folgorare, sulla via di Pregliasco, i suoi colleghi, le dico due volte bravo. Ha folgorato sulla via di Pregliasco, anzi di Sileri. Mi perdoni, però, perché ciò non ci esime dal continuare a fare le solite domande a cui ci aspettiamo delle risposte. Lei, collega Sileri, fa riferimento al passaporto con un'importante componente diagnostica. Ho apprezzato questo passaggio, tra gli altri, del suo intervento e lo condivido pienamente. Mi consenta però di farle due domande. Quanto alla prima, il povero senatore Zaffini, sin dal marzo 2020, ha raccontato in quest'Aula storielle (perché con questo, evidentemente, vi siete misurati con il Governo) sulla necessità di fare i tamponi in misura di almeno cinque o sei volte superiore a quanto si è sempre fatto per trovare gli asintomatici. Oggi lei mi conferma che nel passaporto c'è un'importante componente diagnostica perché la gente che non avrebbe fatto il vaccino e il tampone, in virtù del fatto che non può uscire di casa, fa il tampone. Qualcosa non mi torna. I tamponi servono o non servono? Parlatevi con il suo Ministro. Passo alla seconda domanda sui tamponi. Se il passaporto lo diamo per due vie - vaccino e tamponi - perché i vaccini sono gratuiti, mentre i tamponi sono a pagamento per tutti? (Applausi) . Perché non si riconosce la possibilità di fare i tamponi pagati dal Servizio sanitario nazionale? Qualcuno ha detto che altrimenti il tampone sarebbe una via di fuga rispetto al vaccino. Questa è roba da regime sovietico. Capisco che lei, collega, a volte fa riferimento a quelle procedure e prassi, ma per noi valgono la libertà, il convincimento e il trattamento anche terapeutico delle emergenze e non vale l'obbligatorietà. Quindi, se il tampone non lo paghiamo, per costringere la gente a fare per forza il vaccino, e siccome i tamponi devono essere fatti anche da coloro che sono impossibilitati a fare il vaccino, si determina un cono d'ombra tra quelli che vengono sollevati dall'obbligo e gli altri, perché vi sono delle patologie nella fascia intermedia che nessuno è in grado di certificare in funzione dell'esenzione dal vaccino. Queste persone devono essere coperte dai tamponi, che non possono essere a pagamento. La gente non può spendere 20-25 euro ogni due o tre giorni o una volta a settimana, altrimenti perde il lavoro. Perché, colleghi della sinistra, se non si fanno i tamponi si perde il lavoro! Lo dice la CGIL, non lo dice solo Zaffini. Mi perdoni, collega Sileri, ho un'altra domanda. Noi stiamo ripartendo con la scuola e abbiamo denunciato innumerevoli volte il tema delle classi pollaio. Sa, collega Sileri, quante sono oggi in Italia le classi con più di 27 alunni, definite giornalisticamente classi pollaio? Sono 13.761. Sì, 13.761; però saranno diminuite rispetto all'anno scorso o rispetto a due anni o tre anni fa, perché avremo capito che c'è il problema del Covid-19? Avremo pur fatto qualcosa? Almeno una o due o dieci o venti saremo riusciti a trasformarle da classi pollaio in classi normali? No. Ce ne sono 4.000 in più quest'anno rispetto all'anno scorso. Volete sapere qual è l'ulteriore aggravante, colleghi? Che quest'anno non c'è più il metro di distanziamento. È un delitto, non c'è più l'obbligo del metro di distanziamento! Altro che cincischiare, attribuire patenti di no vax o giocare con le paroline: assumiamoci le responsabilità, da persone serie, da Stato degno di questo nome! Peraltro, non provvedere alla sistemazione di una vicenda annosa come quella delle classi pollaio è un'occasione persa, perché questo problema non è solo, evidentemente, un problema di Covid, ma anche di didattica che risulta inefficace rispetto alla necessità di formare i nostri ragazzi per il futuro. Noi perdiamo un'occasione perché è stato stimato che, per risolvere il problema delle classi pollaio, servono 300 milioni; non serve chissà cosa, servono 300 milioni e ne abbiamo stanziati solo 22, Presidente. In compenso, però, abbiamo speso enormi cifre per... Per cosa? Rispondete voi, colleghi. Vi viene in mente per cosa abbiamo speso un'enorme cifra nella scuola? Rispondete da soli. Concludo, colleghi, senza citare il tema dei trasporti, naturalmente. Si sale sugli autobus che portano a scuola i ragazzi ovviamente senza nessuna precauzione. Addirittura il Ministro dell'istruzione - Presidente, siamo veramente sfortunati noi in Italia con i ministri della scuola, perché ce li andiamo a prendere con il lanternino - dice che se in classe sono tutti vaccinati si può anche non usare la mascherina. Quindi niente mascherina, niente metro di distanziamento e che succede nelle scuole? Cosa succede nelle scuole, collega Sileri? Signor Presidente, concludo con una semplice, banalissima battuta. Non era un intervento da ordine dei lavori, ma un intervento da dichiarazione di voto. È l'ennesimo voto di fiducia. Colleghi, non vi vergognate? Avete il 95 per cento dei parlamentari e continuate a "spararci" il voto di fiducia, impedendo di discutere in Commissione e in Aula gli emendamenti? E domani riporrete un altro voto di fiducia. Presidente, un minimo di decoro, di dignità delle istituzioni. (Applausi) . Ancora voti di fiducia con una maggioranza ipertrofica come la prostata? Basta! Basta voti di fiducia! (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Crucioli, ho verificato il Resoconto stenografico. Effettivamente il sottosegretario Sileri ha parlato di «idiozie», ma ha detto anche «perdonatemi», quindi ci sono delle scuse. Invito comunque il Sottosegretario a contenuti e a parole più consoni all'Assemblea. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, autorevoli rappresentanti del Governo, intanto, da parte mia un plauso al Governo, al Presidente del Consiglio, al Ministro della sanità per la coerenza con la quale stanno portando avanti questa battaglia epocale per la nostra società e per i provvedimenti in continuità: quello che oggi stiamo discutendo e votando qui al Senato, ma anche quelli che sono stati emanati in queste settimane e quello che, credo, sarà approvato domani dal Consiglio dei ministri. A mio avviso, un'azione così incisiva era auspicata ed assolutamente necessaria. Io credo che il combinato disposto di una programmazione attenta e determinata di un programma di vaccinazione così intenso, che sta dando grandi risultati, e della politica del passaporto vaccinale (o green pass , comunque lo si voglia chiamare) sia la soluzione migliore di fronte a questa pandemia che non ha precedenti. Dico, anche con orgoglio, che siamo diventati esempio per l'Europa e per il mondo. Stiamo operando bene e dobbiamo semplicemente continuare a farlo. Sono orgoglioso di supportare queste scelte del Governo a nome del Partito Democratico. Del resto, abbiamo ascoltato, anche in quest'Aula, una palese strumentalizzazione della situazione. L'Italia oggi avrebbe bisogno di una unità di intenti, di una chiamata alla responsabilità collettiva e alla responsabilità individuale. Oggi avremmo dovuto sostenere tutti insieme l'esigenza della vaccinazione di tutti gli italiani. Oggi si sarebbe dovuta sostenere insieme l'esigenza di andare avanti col green pass in maniera progressiva e decisa. Questo per un semplice motivo. Lo dico ai colleghi di Fratelli d'Italia e ai colleghi, anche della maggioranza, che hanno assunto posizioni diverse, sulle quali poi tornerò: semplicemente per l'interesse della nostra comunità nazionale; semplicemente perché l'Italia ha bisogno di questo; semplicemente perché l'evidenza scientifica ci detta questa linea comportamentale. I risultati sono chiari, in parallelo a quello che sta succedendo nel resto del mondo. Non si deve aver vergogna anche di rinunciare a una piccola parte della nostra libertà individuale, perché lo si fa per un bene più grande, che è il diritto di tutti a ritornare alla libertà che conosciamo, alla libertà che la nostra Repubblica e la nostra democrazia ci hanno garantito. (Applausi) . Quando sento parlare contro il green pass e addirittura contro il vaccino, sostenendo che lo si fa per difendere la libertà, io mi domando quale sia il concetto di libertà al quale si fa riferimento. Qual è il concetto? Noi dobbiamo semplicemente auspicare di tornare alla cittadinanza piena, quella che la Costituzione auspica per ognuno di noi, per ognuno dei nostri concittadini. Libertà piena vuol dire semplicemente potersi muovere, poter fruire di un cinema e di un teatro, andare allo stadio, poter partecipare a riunioni politiche, sindacali, di associazioni del volontariato, svolgendo appieno il nostro rilevante diritto di cittadinanza. Invece, sembra che la libertà sia un'altra cosa. Sembra che la libertà sia poter fare quello che si vuole a danno di tutti gli altri, a danno della comunità nazionale. Questa non è libertà. E aggiungo un'altra libertà alla quale io auspico si ritorni velocemente; una libertà che a me sta particolarmente a cuore per la storia della mia famiglia e mia personale: è la libertà di intraprendere, quella di fare impresa, quella di dare lavoro, quella di svolgere il proprio lavoro. Mi domando, allora, quale sia la libertà alla quale si fa riferimento. Vogliamo garantire i nostri studenti che devono tornare nelle scuole? Credo che si debba guardare avanti e si debba certamente, come è stato sottolineato in quest'Aula, pensare ai mezzi di trasporto, in maniera più incisiva, più determinata. Credo che si debba pensare ai luoghi di lavoro, partendo dal pubblico impiego, dai servizi pubblici. Credo che si debba riflettere sul fatto che oggi per entrare in un ristorante il cliente deve avere il green pass e magari chi opera e sta lavorando in quel ristorante il green pass non lo deve avere. Credo siano queste le circostanze delle quali noi, con senso di responsabilità per il Paese, dovremmo discutere e riflettere e che quella debba essere necessariamente - e sarà - la direzione delle azioni del Governo, sostenute in questa sede dal Vice Ministro, che mi incoraggiano a sostenere con forza questa linea di tendenza decisa che stiamo percorrendo. Devo fare riferimento anche ad alcuni temi affrontati direttamente in questo dibattito. Ho ascoltato anche con curiosità e piacere le parole del presidente Romeo, ma le sue parole vanno in contrasto con le dichiarazioni - rilasciate anche poco furbamente - che costantemente, anche nella giornata di oggi, si trovano sulle agenzie. Mi riferisco alle dichiarazioni fatte dal suo segretario Matteo Salvini durante i comizi in provincia di Pavia e alle dichiarazioni di alcuni europarlamentari, che in realtà fanno qualcosa secondo me di molto grave in termini politici: strizzano l'occhio a un movimento che ormai si è rivelato per quello che è, con le violenze che ha perpetrato nei confronti di militanti politici, di giornalisti, di chi semplicemente sui social difende la posizione del vaccino per tutti. (Applausi) . Presidente Romeo, colleghi della Lega, qual è la vera Lega? È la Lega che vota i provvedimenti in Consiglio dei ministri? È la Lega che fa dichiarazioni e strizza l'occhio al movimento no vax e che in qualche modo giustifica certi atteggiamenti? Badate bene, anche solo essere presenti ad alcune manifestazioni ha un significato politico rilevante, non si può far finta di non vederlo. (Applausi) . Mi auguro siano invece corrette le posizioni delle vostre rappresentanze al Governo, dei vostri Presidenti di Regione, voglio sperare che quella sia la svolta che vedremo nelle prossime settimane. Abbiamo difficoltà a convivere in questa esperienza di maggioranza con chi in realtà sulla battaglia più rilevante, sull'obiettivo più importante di questa maggioranza e di questo Governo semplicemente non sta con noi. (Applausi) . Quando dico che non sta con noi voglio dire che non sta con il Paese, non sta con l'interesse del Paese, non sta con la ricostruzione del Paese, non sta a fianco delle imprese che stanno garantendo la ripresa della crescita, il lavoro e quindi la distribuzione della ricchezza a noi così cara. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, cari colleghi, credo che il passaggio di oggi abbia una rilevanza particolare, è il voto sul primo decreto green pass , ce ne aspettano altri due e siamo convinti che si vada sulla giusta strada. Credo che si debba affrontare il tema con sempre maggiore decisione, perché vediamo finalmente la luce alla fine del tunnel , vediamo la ripartenza, vediamo il ritorno alle libertà individuali che a parole stanno care a tutti, ma che in realtà probabilmente non stanno così nel cuore di alcune forze politiche che su questo tema pensano di lucrare qualche voto per le elezioni amministrative. (Applausi) . Non ho paura delle parole, credo che provare a fare questa operazione sia una cosa vergognosa e non degna di questi palazzi. Siamo con il Governo Draghi, siamo con il ministro Speranza, siamo a favore del green pass , siamo a favore della libertà e della vaccinazione per tutti. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, il collega senatore Ruotolo ha già motivato il nostro voto convinto a favore del provvedimento in esame e della scelta del green pass . Pertanto, vorrei cercare anch'io, come è già stato fatto da altri colleghi che mi hanno preceduto, di partecipare alla discussione in corso. Senza sospendere i tempi del mio intervento, direi che, se ho capito bene, tutti noi sosteniamo la vaccinazione come elemento strategico. Non c'è bisogno di contrapporre la vaccinazione alle cure e alle monoclonali, perché sono un'altra cosa. Vorrei dire dunque al collega senatore Zaffini che, probabilmente, gli italiani hanno bisogno di una sottolineatura di questo ragionamento da parte vostra, perché non l'hanno capito e perché sono arrivati molti messaggi ambigui da questo punto di vista. In secondo luogo, il green pass non è un attentato alla libertà, ma, nelle sue due forme, è uno strumento utile e indispensabile per assicurare la mobilità e le attività produttive. Apprezzo che il Governo, ricercando un rapporto con le forze sociali, che è indispensabile, lavori per estendere il green pass al lavoro pubblico e al lavoro privato. Se questi due aspetti sono chiari, colleghi, abbiamo pochi problemi, siamo sulla strada giusta e dovremmo cercare tutti di dare un messaggio chiaro. Prima di tutto dovremmo infatti combattere tutti contro le fake news in riferimento ai vaccini e ai loro rischi, al controllo sul vaccino, alla logica del complotto politico in relazione al vaccino e via dicendo. Sappiamo tutti, infatti, che questo è quello che viaggia nella rete Internet e tutti, con coerenza rispetto ai principi che abbiamo enunciato prima, dovremmo contrastare questo modo di rappresentare non la verità, ma la menzogna (Applausi) e anche una certa tendenza, non solo relativa al Covid-19, ad una visione complottista, che proporrebbe la necessità di una riflessione psicologica. Sono convinto di questo, ma lasciamo stare e andiamo avanti. Dunque dobbiamo contrastare tutto ciò e sappiamo che ci sono i no vax, che hanno posizioni gravemente sbagliate e pericolose, con forme violente che - come è stato fatto - vanno da tutti biasimate. Dobbiamo fare queste tre cose, perché penso che coloro che ancora non hanno scelto di vaccinarsi, non siano tutti no vax, ma siano persone che non hanno certezze e noi abbiamo il compito di dar loro delle risposte, senza ambiguità e con responsabilità. Colleghi, se qualcuno cerca un vaccino che risponde con sicurezza e senza rischi di nessun tipo al 100 per cento, sia chiaro che questo vaccino non esiste, ma non solo per il Covid: nessun tipo di vaccino è così! Questo deve essere chiaro. È inutile che si vadano a ricercare i dati. Qualcuno ha un dubbio sul fatto che i vaccini abbiano consentito di ridurre in modo significativo le morti, gli accessi in terapia intensiva e i ricoveri negli ospedali? C'è qualcuno che si può alzare e dire una stupidaggine del genere? No, non c'è, perché l'evidenza dei fatti è chiara. È questo che noi dobbiamo spiegare ai cittadini, proprio per non arrivare all'obbligo; se saremo costretti dalle dinamiche, arriveremo all'obbligo solo se perderemo questa battaglia culturale, oltre che di merito scientifico. Tuttavia, se la perdiamo, sia chiaro che ne saranno responsabili quelli che fanno ragionamenti sul posizionamento politico per prendere magari qualche voto in più dall'area no vax (Applausi) e poi domani non potranno spiegarci che per la libertà sono contro l'obbligo. Questo ragionamento è molto serio. Senatore Romeo, io sono d'accordissimo nel tenere i toni bassi. Capisco anch'io che quegli ultracinquantenni che ancora non hanno fatto il vaccino non sono tutti no vax e che li dobbiamo convincere. Il problema che noi vi poniamo non è nei toni e nemmeno nel tenere conto delle difficoltà oggettive che ci sono. Il problema che vi poniamo è quando di fatto politicamente vi esprimete contro le scelte del Governo di cui fate parte. Il problema è questo e, anche per abbassare i toni, da adesso in avanti dovreste evitare di farlo, perché non si tratta di una questione attinente al programma, ma di una questione fondamentale su cui siamo tutti impegnati. Vorrei poi fare una seconda brevissima riflessione. La battaglia non è assolutamente ancora vinta. Basta guardare quanto succede nel Regno Unito o in Israele con il tema delle varianti. Io continuo a insistere e su questo punto recupero una parte del ragionamento del senatore Zaffini. Dobbiamo fare il testing, dobbiamo sviluppare questo lavoro e dobbiamo assolutamente riuscire a utilizzare tutte le tecnologie per avere il tracciamento più rapido e immediato. Se c'è un problema che riguarda il Garante per la protezione dei dati personali e la privacy, risolviamolo; tuttavia, senza il tracciamento non riusciremo a vincere la battaglia del governo delle varianti, che sappiamo ci saranno, non certo per via dei vaccini, come è già stato detto (ma non voglio fare polemiche), ma perché il virus stesso ha la vocazione di variare, di saltare gli ostacoli. Il tracciamento è dunque essenziale; su questo dobbiamo fare un passo in avanti, avere una vigilanza territoriale più intensa. Avviandomi alla conclusione, colleghi, osservo che si è svolto il G20 sulla sanità. Siccome le parole sono importanti, prima di tutto il nostro problema è la vaccinazione nei Paesi poveri. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) pochi giorni fa, anzi il giorno dopo il G20 sulla sanità, ha fornito un dato allarmante: ci ha detto che delle dosi promesse dai Paesi ricchi ai Paesi poveri ne è arrivato il 15 per cento. Non c'è battaglia e ha ragione il professor Fauci: non esiste la possibilità di contrastare le varianti se non vacciniamo a livello mondiale. Qui si pone un problema: è positivo il G20, ma a me - devo essere sincero - non ha dato risposte convincenti, non sugli obiettivi bensì sul come raggiungerli. Per me si pone un grande problema nel rapporto con le Big Pharma e si pone il problema della sospensione dei brevetti. Io contesto la scelta che ha fatto l'Europa di pagare di più Pfizer e Moderna, perché negli Stati Uniti Pfizer e Moderna hanno lo stesso costo dell'anno precedente e questa cosa non la capisco. E non capisco perché non decidiamo strategicamente di investire per produrre i vaccini in Italia e in Europa, con una scelta diversa rispetto alla subalternità alle Big Pharma. (Applausi) . PAGANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, sono qui, ancora una volta in materia di Covid-19, ad intervenire per il Gruppo Forza Italia. Devo dire che lo faccio con l'onore che sento fino in fondo, non solo per la responsabilità di comunicare all'esterno come la pensa il mio partito, ma anche perché condivido davvero fino in fondo tutte le posizioni assunte durante questo periodo di pandemia, sin da quando inizialmente il presidente Berlusconi disse, già dal 2020, che si doveva fare un Governo di unità nazionale a guida esterna, ossia super partes - la guida migliore non poteva che essere Mario Draghi e meno male che poi alla fine è stato nominato tale - fino alle posizioni assunte sul piano vaccinale e dopo sul certificato verde, quello che in lingua anglosassone è noto come green pass . Colgo questa occasione, come già hanno fatto altri miei colleghi questo pomeriggio, per affermare che questo è un importante passaggio di civiltà. Siamo assolutamente certi che occorra spingere fino in fondo sulla campagna di vaccinazione, come sta facendo benissimo il generale Figliuolo, che oggi mi sembra nessuno abbia ricordato e che invece a me interessa ringraziare (Applausi) per l'opera straordinaria e di grande pragmatismo che sta portando avanti da qualche mese a questa parte, da quando il Governo Draghi lo ha investito di questo grande onore e di questa grandissima responsabilità. Ebbene, noi abbiamo detto che l'unica maniera per evitare le morti e per tornare alla normalità fosse quella di vaccinare il maggior numero di persone. Noi non siamo scienziati e non mi risulta - salvo la senatrice Cattaneo, che è senatrice a vita - che qui, tra gli eletti in Senato e in Parlamento, vi siano degli scienziati. C'è anche Rubbia, che è un fisico, ma la Cattaneo credo sia più idonea per gli studi che svolge. Ma io mi riferivo alle forze politiche e alle persone che sono state elette come me in Parlamento, per conto di partiti politici, a rappresentare quella parte politica per la quale ci siamo candidati. Eppure qui, in Assemblea come in Commissione, sembra incredibile ma sento dei presunti scienziati, cioè gente che pretende di darci una lezioncina sul perché sì e perché no; quanti contagi; perché c'è la percentuale X piuttosto che la percentuale Y di contagiati già vaccinati, oppure no. Colleghi, la verità è che purtroppo la parte politica, in una situazione come questa, deve capire che si deve affidare ovviamente alla scienza. (Applausi) . Ci sono delle questioni di cui non possiamo non tenere conto. A me fa piacere aver ascoltato la collega Rizzotti, così come i colleghi Mallegni e Cangini, che hanno saputo interpretare perfettamente e con assoluta coerenza la posizione di Forza Italia, che è a favore innanzitutto della salute degli italiani e, di conseguenza, anche della ripresa delle attività economiche degli italiani. Caro sottosegretario Moles, quando sento dire che è un modo subdolo per carpire attraverso il green pass il vaccino, è vero, sono d'accordo, ma non è subdolo, è chiaro, evidente e palese. Il green pass deve essere uno strumento che stimola i cittadini che ancora non hanno fatto il vaccino; non mi riferisco certo ai no vax, ma a coloro i quali hanno l'assurda paura e il timore di poter avere delle conseguenze in termini di salute. So di donne incinte che hanno paura di vaccinarsi quando invece è vero l'esatto contrario. Non sia mai infatti che una donna in gravidanza non si vaccini e prenda il Covid: metterebbe a rischio la sua vita e quella del nascituro. Questo è quanto sento dire dai medici e dagli esperti. Eppure ciò accade perché talvolta mi sembra che prevalga la disinformazione, quisque de populo . La mia posta elettronica è intasata da presunti no vax, no green pass , che scrivono di tutto e trovano soluzioni perché purtroppo poi Internet e i social diventano un veicolo anche pericoloso di disinformazione. Purtroppo, la gente disposta a credere al complottismo, come ha detto il collega Marcucci poco fa, ancora esiste. Ringraziando però il Signore, quando sento che il premier Mario Draghi gode di circa l'80 per cento del consenso degli italiani, mi rassicuro e mi rincuoro perché vedo che evidentemente il buon senso prevale. Voglio raccontare un episodio che non mi è stato narrato, ma è accaduto a me personalmente. Un mesetto fa ero a Pescara, la mia città, a raccogliere le firme per il referendum sulla giustizia voluto dai radicali, insieme ad alcuni esponenti politici del mio partito ad accogliere cittadini disposti a sottoscrivere. Attraverso i social si erano autoconvocati cittadini presunti no green pass o no vax - perché poi la distinzione tra di essi a un certo punto si smarrisce - senza alcuna autorizzazione della questura o del Comune. Io ero lì con un banchettino, avevo chiesto l'autorizzazione una settimana prima e - sia chiaro - avevo anche pagato l'occupazione di suolo pubblico. Costoro, che devo ammettere, erano centinaia, ad un certo punto mentre si stavano auto esaltando e caricando l'uno con l'altro, si sono accorti che c'era un banchetto di Forza Italia e vi si sono scaraventati contro, hanno cominciato ad insultare e qualcuno ha anche preso a calci il banchetto. Solo allora sono intervenute le Forze dell'ordine a cinturarci; ci sono ovviamente notizie, documenti fotografici, agenzie di stampa e via di seguito. C'è stato un incidente vero e proprio perché io sono stato vittima di un'aggressione dei no vax o, come scandivano, no green pass . Capite che questo tipo di violenza che sta nascendo in alcuni settori rischia di non avere un freno. Dobbiamo avere consapevolezza dell'enorme responsabilità che ci riguarda. Poco fa ho sentito un nostro collega senatore replicare alle ottime repliche del sottosegretario Sileri. Devo ammettere infatti che quella di oggi è stata l'occasione nella quale egli si è rivolto all'Assemblea nel modo migliore, nei toni e nei contenuti. Devo fargli i complimenti. (Applausi) . È giusto, noi liberali siamo fatti così, diciamo quello che pensiamo fino in fondo. Devo dire che questo modo assolutamente inappropriato di rivolgersi facendo disinformazione e cercando di stimolare il mal di pancia della gente piuttosto che rivolgersi alla testa della gente, provoca poi problemi di questo tipo. Poco fa leggevo un'agenzia relativa, se non erro, a una notizia proveniente dal Friuli-Venezia Giulia: Trieste, 15 settembre (quindi oggi); ha chiesto il green pass a una coppia di passeggeri in procinto di imbarcarsi su un volo per Londra ma è stata offesa, malmenata, afferrata per il collo e scaraventata a terra. È accaduto ieri a una lavoratrice dell'aeroporto del Friuli Venezia Giulia. Lo denuncia la FIT-CISL in una nota. Secondo la ricostruzione del sindacato riferita dalla lavoratrice, l'uomo, alla richiesta di esibire il documento indispensabile per poter salire sull'aeroplano, avrebbe perso le staffe scagliandosi contro di lei. Immediato l'intervento delle Forze dell'ordine: a causa della caduta, trauma cranico, prognosi di otto giorni. Capite bene che abbiamo una grande responsabilità, perché poi ci sono persone che scaricano sugli altri la propria violenza, i propri risentimenti e rancori, i fallimenti personali. Quindi, abbiamo la responsabile di dire sì: sì al vaccino per salvare le vite umane, sì al green pass per riprendere l'attività normale. Hanno detto bene la collega Rizzotti e il collega Mallegni: estendiamo l'obbligo vaccinale, estendiamo l'obbligo del green pass anche ai lavori pubblici e ai lavoratori privati. Forza Italia voterà convintamente sì. (Applausi) . CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, se c'è un denominatore che ha accomunato buona parte degli interventi che mi hanno preceduto, compresi quelli in discussione generale, credo sia una significativa tendenza a polarizzare le posizioni; come ha detto in maniera molto efficace il mio capogruppo Massimiliano Romeo questa mattina, a creare delle tifoserie: chi è pro e chi è contro, come se questa fosse una partita di calcio. È un po' il vizio che ha la politica italiana di schierare, comunque e in ogni caso, qualcuno contro qualcun altro. Questo è un errore perché ancora una volta - e lo abbiamo sentito anche negli interventi precedenti - si vanno a mescolare elementi che non sono sovrapponibili direttamente. Nel caso specifico, oggi stiamo votando un provvedimento che riguarda il green pass , non la scelta di vaccinare o meno gli italiani, che è altra cosa; eppure, tutto alla fine viene sintetizzato se sei a favore o contro la vaccinazione. Smettiamo di contrapporre le persone: siamo stati tra i primi a credere nella necessità che addirittura il nostro Paese si impegnasse con una sua politica e con una sua strategia nell'andare a realizzare in casa i vaccini, non dipendendo da scelte di produzioni fatte all'estero da multinazionali che poi, come abbiamo visto - magari abbiamo la memoria corta, ma dobbiamo ricordarcelo - avevano portato addirittura la Germania ad approfittarsi con quozienti e quantità ben superiori a quelle di altri Paesi. Eppure, di queste cose non si parla più, e invece stiamo parlando oggi del green pass , un meccanismo che non deve essere di discriminazione tra le persone, ma deve consentire a chiunque di avere certezza che, nel momento in cui ha a disposizione quello strumento, non è immune dall'infezione, ma certamente ha di fronte a sé una barriera in più rispetto alla circolazione del virus, perché si è vaccinato, perché ha contratto l'infezione e ne è guarito o perché, a seguito del tampone, ha verificato di non esserne infetto. Tutto questo è sfuggito addirittura dal nostro dibattito, arrivando a polarizzare la questione con chi è pro e chi è contro il vaccino: niente di più sbagliato. (Applausi) . Tanto più che in questo momento non parliamo neppure del merito del provvedimento, perché stiamo facendo dichiarazioni di voto sulla fiducia che il Governo ha imposto sul provvedimento, risolvendo qualsiasi discussione e - lo dico anche con dispiacere - impedendo l'approvazione di qualche utile ordine del giorno che avrebbe dato indirizzo politico al Governo, magari impegnandolo a dare spiegazioni ai cittadini. Vede, signor Presidente, c'è un tema che tende a sfuggire dal dibattito, quello dello spiegare, del convincere, del far comprendere la bontà delle scelte prese. Nel caso specifico, passando alla questione specifica del green pass , questo viene percepito alla fine come uno strumento surrettizio per imporre un obbligo vaccinale che, nella realtà dei fatti, per legge non esiste allo stato attuale. Noi dobbiamo arrivare a fare in modo che il green pass , da parte dei nostri concittadini, sia visto come uno strumento utile e di buonsenso, che superi alcune indubbie contraddizioni che si erano create con la prima attuazione quale, ad esempio, quella tra chi sale su un autobus e il lavoratore che guida quell'autobus o tra chi va in un ristorante e chi lavora in quel ristorante. È chiaro che tutto questo produce confusione e noi siamo qui a dire al Governo ancora una volta di fare le cose con buonsenso, perché noi partecipiamo a questa compagine di Governo per dare agli italiani soluzioni di buonsenso, non per creare confusione. Spostandomi volutamente sulla questione del vaccino, che è stata testé toccata da altri colleghi, aggiungo che il Governo deve spiegare l'utilità del sistema vaccinale, l'utilità nell'affrontare la pandemia attraverso il vaccino, superando anche quelle contraddizioni che non sono venute prima dalla politica, ma che sono venute dal mondo dell'informazione, che ha portato in televisione frotte di pseudoscienziati a dire tutto e il contrario di tutto, fino ad arrivare a creare confusione nei nostri concittadini. Non facciamo passare gli italiani come terrapiattisti e come no vax, perché da quelle frange estreme, da cui tutti vogliamo tenerci ben distanti, dobbiamo distinguere anche coloro che non hanno avuto informazione. In effetti, signor Presidente, tranne qualche spot con qualche sportivo o con qualche noto volto televisivo, non abbiamo sentito alcuna informazione convincente per dire ai nostri concittadini di fidarsi del meccanismo creato per difendere gli italiani dall'infezione. Occorre che ci sia impegno a spiegare le cose. Viviamo in una stagione nella quale sembra evaporata la responsabilità, per cui gli atti vengono presi quasi come atti di fede. Ho ascoltato prima l'intervento del collega Errani, che sembrava che fosse in chiesa a predicare, se non fosse che è di estrazione veterocomunista, perché ha fatto solo atti di fede. Ebbene, a me hanno insegnato a scuola - ma penso che qualcuno di voi lo ricordi come me - che la scienza si nutre di dubbi, non mette punti esclamativi, ma punti di domanda e si interroga costantemente. (Applausi) . Chi oggi pretende atti di fede, perché lo ha detto il ministro Speranza, mette francamente sulla cattiva strada anche la più forte speranza dei nostri concittadini. Signor Presidente, noi abbiamo bisogno di sapere che il Governo, attraverso il green pass , darà un'ulteriore spinta alla riduzione del rischio di contagio nel nostro Paese, ma che in parallelo ci sarà una forte azione di comunicazione e di informazione corretta su qual è il valore del sistema vaccinale e il sistema che, attraverso il green pass , impedisce la proliferazione del contagio. Gli atti di fede li lasciamo ovviamente alle religioni e a chi professa e non certamente all'ambiente della scienza. Non invidio per questo chi dubbi non ne ha e chi viene qua dentro a dire: «Le cose vanno fatte così perché è così». Se tutte le cose fossero così certe - bontà di Dio - non avremmo avuto tutte le incertezze che ci sono state finora. Ci ricordiamo tutti, ad esempio, che Astrazeneca andava somministrato fino a una certa età, poi si è indicata un'età diversa, poi è stato tolto dal commercio, con annessi e connessi. Queste cose non possiamo dimenticarle. Se oggi una parte dei nostri concittadini è confusa e non ha ancora fiducia che si verrà a capo dell'infezione pandemica attraverso il meccanismo vaccinale, di cui tutti siamo convinti, dobbiamo porci una domanda e dare delle risposte che non vanno evase ma date, ancora una volta dico, con buonsenso. L'applicazione del green pass deve essere fatta con buonsenso. Non abbiamo bisogno di atti di autorità, ma di autorevolezza. (Applausi) . Se non c'è autorevolezza, qualsiasi provvedimento il Governo dovesse in futuro scegliere troverà certamente diffidenza e contrasto da una parte dei nostri concittadini che, per quanto possa essere minoritaria, abbiamo il dovere di considerare, di rispettare, di ascoltare e di comprendere e far comprendere. Mi spiace, signor Presidente, che questa deriva stia portando un po' a distinguere tra chi è buono e chi è cattivo. Ho sentito anche qualche dibattito televisivo in cui si è arrivati addirittura a distinguere tra chi ha il green pass perché è vaccinato e chi ha il green pass perché ha fatto il tampone, sostenendo che i primi sono buoni e i secondi invece sono dei dubbi scommettitori sulla salute. Non è il metodo giusto. Questo sistema, approvato già qualche mese fa, dando parere favorevole all'Unione europea, non deve discriminare, ma si deve basare essenzialmente sul buon senso. Sono ben felice che a farsi carico di portare queste parole al Governo ci sia il sottosegretario Sileri, che - mi consenta la battuta - non scrive libri, ma si impegna a dare informazioni. Vede però, signor Sottosegretario, lei deve spiegare al suo principale interlocutore, cioè al Ministro della salute, che noi abbiamo bisogno che le autorità sanitarie nazionali facciano chiarezza su alcuni punti che sono rimasti nebulosi. Non esistono ancora protocolli che spieghino bene come ci si deve curare quando si contrae la malattia e si resta a casa. Queste cose vanno chiarite, altrimenti si crea confusione. E magari qualcuno si inserisce in questa confusione, facendo un po' come i venditori di pozioni di serpente nel Far West nel 1800; non abbiamo bisogno di queste persone, non abbiamo bisogno che ci sia uno spazio vuoto riempito da questi soggetti. Sta al Governo la responsabilità di dare spiegazioni ai nostri concittadini e fornire elementi perché si convincano che le azioni messe in campo sono volte alla salvaguardia della salute dei nostri concittadini e non a costringerne e a ridurne i diritti. Non dimentichiamoci che noi abbiamo il dovere di rappresentare i diritti di tutti, non solo di coloro che appartengono a una parte o all'altra, perché, se ci dividiamo anche nella lotta al virus, distinguendo tra chi è vaccinato e chi non lo è, commettiamo un errore enorme. Questa è una battaglia che vinceremo tutti assieme o perderemo tutti assieme. (Applausi) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, abbiamo fatto delle scelte importanti, sempre consapevoli, guardando i dati e seguendo il metodo scientifico. Abbiamo fatto di tutto per porre fine quanto prima a questo dramma sanitario, che poi è diventato un dramma economico e sociale. Abbiamo combattuto e stiamo combattendo contro un virus che è ancora in gran parte sconosciuto, un virus che a oggi ha portato via 4 milioni e mezzo di persone nel mondo, di cui 7.000 erano operatori sanitari, morti salvando la vita degli altri. Abbiamo chiesto sacrifici immani ai nostri cittadini e ai nostri operatori sanitari. Ieri, con la collega Danila De Lucia, qui in Senato abbiamo presentato un libro, che si intitola «Giuro di non dimenticare» e che raccoglie le storie di 28 medici che hanno lavorato nei reparti Covid durante la pandemia. Alcune di queste storie erano divertenti. Ad esempio, c'era una dottoressa che diceva: «Ci chiamate eroi, ma noi non vogliamo essere chiamati eroi. Io certo vorrei essere un supereroe, ma il mio supereroe preferito è Batman e quindi ci sarebbe un conflitto di interessi con i pipistrelli». In molte di queste storie, però, c'era un filo conduttore che mi ha colpito: la solitudine, non solo quella dei malati ricoverati nei reparti Covid, isolati dai propri affetti, ma anche quella del personale sanitario, che si è sentito abbandonato dalle istituzioni, senza mezzi, senza dispositivi di protezione e senza formazione. E quando, attraverso questi racconti, cercano di trasmettere quello che si viveva e quello che si vive in quei reparti, si ha plasticamente come la sensazione di sentirsi sott'acqua, in un ambiente ovattato, in cui gli stessi operatori sanitari non riescono a comunicare con chi gli sta intorno e dove è difficile anche ascoltare i malati, che sono estremamente soli. Poi c'è la solitudine di tutti gli altri malati, dei malati non per Covid, ad esempio dei malati oncologici, ai quali non abbiamo permesso di accedere alle cure e alle diagnosi. Qualcuno prima di me ricordava come siano in aumento sia le diagnosi che le morti per tumore. Oggi siamo però in una condizione totalmente diversa, non siamo allo stesso punto e lo dobbiamo alla scienza che, in un tempo record , ha trovato un vaccino. Dobbiamo però fare di tutto per non ripiombare in quell'incubo e non rendere vani tutti i sacrifici che abbiamo fatto tutti noi: i cittadini, i giovani ai quali è stato rubato il futuro e gli operatori sanitari. I nostri obiettivi devono continuare a essere gli stessi, ovvero salvare vite, allentare la pressione sugli ospedali e far ripartire l'economia. Infatti, abbiamo capito che c'è una fortissima sinergia tra salute ed economia e forse anche in quest'Aula dovremmo concentrarci su questo, come è successo nel 1978, quando il Parlamento ha approvato quasi all'unanimità tre leggi che hanno cambiato la nostra società e posto l'Italia all'avanguardia nell'assistenza socio-sanitaria. Mi riferisco all'istituzione del Servizio sanitario nazionale, alla riforma dell'assistenza psichiatrica e alle norme che hanno consentito l'aborto. Grazie a queste leggi, approvate in quell'anno, abbiamo dato attuazione all'articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto fondamentale alla salute, lo stesso articolo che ha protetto tutti noi in questa pandemia. (Applausi) . Anche quelle leggi nascevano da un grande fermento sociale, idee e posizioni diverse, ma tutte convergenti in una precisa direzione che puntava a valorizzare la libertà e i diritti delle persone, ma chiedendo allo stesso tempo allo Stato più tutele in ambito sanitario e di difesa della salute, nella convinzione che salute e malattia sono dei fenomeni biologici, ma che diventano anche sociali e che far prevalere la salute o la malattia dipende dalle nostre scelte politiche. Senatore Candiani, si tratta della necessità non di creare tifoserie, ma di dare in quest'Aula delle risposte nette e decise. (Applausi) . Siamo pro o contro il vaccino? Mi fa piacere che il senatore Zaffini abbia chiarito, perché qualche giorno fa un eccellente candidato ha detto di essersi vaccinato, ma di non consigliarlo. Siamo a favore o riteniamo che i tamponi siano inutili? Chiamiamo i medici eroi o mettiamo in discussione le scelte terapeutiche che hanno fatto, ospitando qui in Senato dei convegni che vanno in quella direzione? (Applausi) . Basta fare politica sulla pelle dei cittadini e basta provare a tenere il piede in due scarpe. (Applausi) . Siamo tutti stanchi: lo sono i cittadini, i medici, gli operatori sanitari e i nostri giovani che non vogliono tornare a seguire la didattica a distanza. Tutti vorremmo essere fuori da questo incubo, ma dobbiamo fare i conti con i dati, come ha detto benissimo stamattina il sottosegretario Sileri. Dobbiamo fare i conti con un virus che circola ancora, con le varianti che sono più aggressive rispetto alla forma originaria e con i 130.000 morti che abbiamo avuto in Italia. 130.000 sono gli abitanti di Giugliano, dove vivo, che è il Comune non capoluogo più popoloso d'Italia ed è come se fosse stato raso al suolo da questa pandemia. Dobbiamo considerare che almeno il 10 per cento della popolazione italiana è costituita da bambini e ragazzi che non possiamo vaccinare e che, quindi, dobbiamo proteggere e tutelare con la nostra scelta di vaccinarci. (Applausi) . Serve quindi, mai come in questo momento, senso di responsabilità e di collettività per ridurre il rischio sanitario e permettere la ripresa economica. A questo serve il green pass che è un passaporto e, come tale, senatore Zaffini, non può essere volontario perché perderebbe il suo valore. È un passaporto che certamente non basta, ma aiuta a proteggerci e riprenderci la vita. Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo lavorato molto per rendere questo provvedimento più funzionale e più efficiente, prolungando la durata del green pass da nove a dodici mesi, includendo i test salivari tra quelli che danno accesso alla certificazione verde, contrastando l'isolamento dei pazienti ricoverati, permettendo ai familiari di accedere alle strutture sanitarie. Questa pandemia ci ha insegnato che l'individualismo non paga, soprattutto quando si tratta di beni comuni, come la salute, che se non vengono distribuiti rendono tutti meno protetti. Anche i cittadini devono arrivare a questa convinzione, ma hanno bisogno di strumenti di riflessione che noi dobbiamo fornire. Tra questi strumenti c'è innanzitutto la trasparenza. Sono d'accordo con chi diceva che c'è bisogno di dare informazioni chiare, precise e trasparenti, perché se non c'è trasparenza proliferano complotti e pregiudizi. Dalla trasparenza deriva la partecipazione: i cittadini non devono essere fruitori passivi, ma protagonisti dei servizi. Infine, il terzo strumento è la convinzione della sacralità dei beni comuni, come la salute. Abbiamo capito quanto valgano la salute pubblica e la sanità pubblica. Questi tre strumenti (la trasparenza, la partecipazione, la sacralità dei beni comuni) diventano tre valori, sui quali costruire una nuova società, più equa, più giusta, più fraterna. Ricordo le parole di Papa Francesco in quella piazza San Pietro piovosa e deserta quando disse che non possiamo pretendere di rimanere sani in un mondo malato. Qualche mese dopo, agli economisti riuniti a Cernobbio, chiedeva un'economia che fosse espressione della cura, mettendo al centro i beni comuni. Questo oggi chiediamo: la tutela della salute quale bene comune. Questo Paese ha una grande voglia di ripartire; lo dimostrano i nostri giovani, gli scienziati con le loro scoperte; l'hanno dimostrato i nostri atleti, con le loro vittorie. Siamo un grande Paese e dobbiamo continuare a scrivere una grande storia, mettendo da parte i complottismi, i fanatismi, l'odio e lavorando finalmente tutti insieme per il bene comune. (Applausi) . PARAGONE (Misto-I-PVU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto-I-PVU) . Signor Presidente, sarò netto: non la penso affatto come voi. Il vostro green pass è un atto ipocrita e meschino - altro che prova di libertà! - come l'umiliazione cui costringete il Parlamento. Nelle vostre opzioni di scelta c'è la vostra idea infingarda di libertà: la libertà è in Gran Bretagna, in Danimarca e in Svezia, laddove hanno rotto il maleficio di uno stato di emergenza, che voi tenete in piedi per rompere lo stato di diritto. Che fine hanno fatto i tamponi gratuiti, i tamponi salivari? Con l'appoggio di Federfarma voi volete procurare dolore e discriminazione alle persone. Voi state spingendo al vaccino di Stato e il green pass è l'alibi. Spero che almeno Big Pharma vi stia ripagando bene per tanto affanno. Quando vi dicevamo che le mascherine realizzate da FCA per la Presidenza del Consiglio erano fallaci e puzzavano ci avete chiamato no mask ; ora siete costretti a ritirarle. Tranquilli, lo hanno già fatto le mamme prima di voi; quelle mamme che oggi difendono i figli dalle vostre angherie; quelle mamme e quei papà cui non date la possibilità di andare a prendere i figli all'asilo senza il vostro lasciapassare. Oggi in quest'Aula rendo omaggio alle migliaia di donne e di uomini liberi che marciano compostamente a difesa delle loro idee. Omaggio quelle marce, in difesa dell'articolo 32 della Costituzione, per cui in nessun caso la legge può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Marciamo in difesa della libertà di manifestare il nostro pensiero dissidente. Marciamo in difesa del lavoro e dei lavoratori, che voi state discriminando barbaramente. Voi volete imporre il vaccino di Stato con la faccina pulita di chi offre una scelta, che però non è una scelta, perché i vostri tamponi sono a pagamento, molti sono dolorosi e con la data di scadenza più breve del latte intero. Il green pass non immunizza. I vaccinati contagiano senza saperlo. Il green pass discrimina a norma di legge e chi promuove discriminazione è un delinquente, come questo Governo. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Paragone, mi raccomando i termini. GRANATO (Misto-l'A.c'è-LPC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. GRANATO (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, a colpi di decreti si stanno cancellando settantatré anni di democrazia. Questa è la verità. Oggi siamo all'ennesima votazione di fiducia su un provvedimento gravemente incostituzionale, portato avanti da questa maggioranza, che sostiene un Governo tecnico, di persone eterodirette, che stanno portando avanti una politica che non va incontro all'interesse nazionale e a tutela della salute collettiva. Questo provvedimento, come abbiamo ampiamente dimostrato, va esclusivamente nella direzione di tutelare gli interessi di alcune multinazionali del farmaco, che hanno prodotto dei farmaci che attualmente sono stati autorizzati solo in modo condizionato; ciononostante, vengono proposti, a dispetto di tutti gli eventi avversi che provocano, come unica soluzione gratuita per poter andare a lavorare, per poter esercitare i propri diritti costituzionali, la mobilità, per poter esercitare i propri legittimi interessi in campo culturale e in campo sportivo. Le persone, per poter godere dei propri diritti costituzionali, devono, in poche parole, esporsi ai numerosissimi eventi avversi che questi farmaci purtroppo producono. Questa è una cosa gravissima, di cui questo Parlamento e questo Governo dovranno prendersi la responsabilità, come dovranno assumersi la responsabilità di tutta la gente che sta morendo o sta subendo degli effetti collaterali gravissimi, di cui nessuno parla mai. Il sottosegretario Sileri giustamente tace, ma questa maggioranza dovrà assumersi questa responsabilità gravissima. Io non ho veramente altro da dire, se non che noi voteremo fermamente contro, perché questo Governo non merita niente. Merita soltanto di essere cacciato e di essere processato! (Commenti) . PRESIDENTE . Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2382, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore voterà dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. Estraggo a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Sileri). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Sileri. PISANI Giuseppe, segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il vice presidente ROSSOMANDO - ore 18) PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 2382, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 224 Senatori votanti 223 Maggioranza 111 Favorevoli 189 Contrari 32 Astenuti 2 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 105. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il presidente Ostellari per riferire sui lavori della 2 a Commissione permanente in ordine ai disegni di legge nn. 1662 e 311. Ne ha facoltà. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, come già sa, i lavori sul disegno di legge di delega sul processo civile sono terminati in Commissione, ma abbiamo bisogno di un ulteriore lasso di tempo, perché il lavoro è stato complesso, e di attendere anche dal drafting il completamento del testo che poi verrà presentato qui in Aula, quindi le chiedo di poter ipotizzare di iniziare la discussione nella seduta di domani. (Applausi) . PRESIDENTE . Alla luce di tale richiesta, propongo di terminare per oggi i lavori dell'Assemblea, che riprenderanno domani, dalle ore 9,30, secondo l'ordine del giorno già stabilito e cioè con la discussione del disegno di legge di delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, tengo preliminarmente a ricordare che due giorni fa ricorreva il trentanovesimo anniversario dell'approvazione della legge Rognoni-La Torre, che, com'è noto, introdusse nel codice penale la fattispecie del reato associativo di stampo mafioso e lo tipizzò, imprimendo una grande accelerazione al contrasto alle mafie. Ricordo con piacere il suo ispiratore, Pio La Torre, che pagò con la vita il suo impegno politico e sindacale, perché fu ucciso vigliaccamente dalla mafia insieme al suo autista Rosario Di Salvo. Oggi, però, ricorre il ventottesimo anniversario di un altro fatto tragico, il martirio - non uso a caso questo termine - di don Pino Puglisi, ucciso da un sicario di cosa nostra il 15 settembre 1993 a Palermo. Voglio ricordarlo a nome del MoVimento 5 Stelle e, se me lo consente, signor Presidente, a nome del Senato. Don Pino Puglisi era parroco della chiesa di San Gaetano, nel quartiere Brancaccio, controllato da Bagarella e dai fratelli Graviano. Era un prete coraggio, uno di quelli che definiamo di frontiera, che fanno antimafia sociale vera ogni giorno in parrocchia o nelle piazze e nelle strade considerate dai mafiosi cosa loro. Per contrastare la mafia e il suo messaggio di morte e sopraffazione, utilizzava il sorriso, l'accoglienza, la solidarietà e la cultura. Voleva affermare un principio che nella Palermo di quegli anni poteva sembrare utopistico e cioè che il bene, alla lunga, potesse avere la meglio sul male e quindi sulla mafia. Accoglieva i ragazzi nella sua parrocchia, quei ragazzi che magari consideravano i mafiosi come degli idoli o meritevoli di rispetto. Accoglieva questi giovani e li faceva studiare, giocare e socializzare, dava loro una possibilità e una visione diversa delle cose e insegnava loro che si può ottenere il rispetto senza essere mafiosi e senza usare violenza. Don Pino li educava alla vita e alla legalità e dava loro la possibilità di scegliere cosa fare della propria esistenza, con consapevolezza. Grazie alla sua opera, don Puglisi riuscì a strappare dalla strada tanti ragazzi e bambini, che senza il suo esempio, probabilmente, sarebbero stati coinvolti dalla criminalità e sarebbero diventati, purtroppo, carne da macello. Egli rappresentava appunto il bene, contrapposto al male della mafia, e il suo esempio era così bello e rivoluzionario, così contagioso, che si stava espandendo a macchia d'olio, coinvolgendo sempre più cittadini. Sapeva di essere sotto tiro, ma non si è fermato, né spaventato e ha continuato nella sua opera. Anzi, a volte, nelle sue omelie si rivolgeva con coraggio direttamente ai mafiosi. Signor Presidente, mi avvio a concludere. Egli aveva ricevuto tante minacce da cosa nostra, che nella sua logica aberrante non poteva sopportare che qualcuno sottraesse manovalanza alle sue attività criminali, né che esistesse un'oasi di legalità e di speranza in quello che considerava il proprio territorio. La sua vita ebbe fine il 15 settembre 1993, nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno. Uno dei killer confessò che, mentre si avvicinava alla sua vittima, don Pino capì subito, gli sorrise e disse: «Me lo aspettavo». Aveva ragione don Puglisi; aveva ragione il beato della chiesa: Brancaccio da allora è cambiato per sempre. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Pellegrini, ovviamente l'Assemblea del Senato si unisce a questo ricordo, di grandissimo valore civile. PAVANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, "acqua bene comune": sono anni che sentiamo questa frase, uno slogan che sintetizza la forte connessione tra il diritto all'acqua e la Costituzione, sulla quale si poggia la nostra democrazia. Nonostante il referendum , votato dai cittadini, tutto questo è ancora disatteso, eppure stiamo vivendo la più grave crisi climatica del nostro pianeta, una crisi reale, se pensiamo all'estate che abbiamo appena vissuto, che è stata la più calda di sempre. L'acqua è fondamentale per la sopravvivenza della specie umana ed ecco perché non posso ignorare il gruppo di cittadini che da settimane sta presidiando permanentemente un'area dell'Umbria, quella della fonte Rocchetta a Gualdo Tadino. Si tratta di un luogo un tempo molto vissuto dai cittadini, deturpato da abusi edilizi e reso inaccessibile da coloro che operano nell'area, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato stabilisca di ripristinare la fonte e l'area stessa. Il sito in questione è una proprietà collettiva, un bene con diritti inalienabili e indivisibili, il cui utilizzo non può essere per alcuna ragione modificato senza la partecipazione della stessa Comunanza agraria. A nulla sono servite 11 sentenze del Consiglio di Stato e anni di indagini: i cittadini gualdesi sono ancora una volta costretti a manifestare, per difendere un bene collettivo che non solo è loro, ma che riguarda anche i cittadini dell'Umbria. La politica locale ignora non solo le sentenze del Consiglio di Stato, ma anche il prefetto, che chiede di includere la Comunanza agraria tra i soggetti partecipanti alle decisioni. È in gioco il futuro non solo di una comunità, ma di tutti. È arrivato il momento di trovare una soluzione della vicenda e di ascoltare, dopo anni di soprusi, le richieste di un gruppo di cittadini che chiede solo più rispetto per l'individuo, per l'ambiente e per la legge. È un atto necessario, per difendere i diritti dei cittadini gualdesi e di tutta l'Umbria, oltreché per tutelare l'ambiente e il nostro bene più prezioso: l'acqua. (Applausi) . PEROSINO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, vorrei parlare del problema dei segretari comunali, che ricoprono un ruolo molto importante, come consulenti del sindaco e dell'amministrazione, e, anche se le leggi sono cambiate, sono una pedina fondamentale del funzionamento dei Comuni. Esistono segretari che prestano la propria opera in molti Comuni e qualcuno arriva a dei veri record , con 15 o 16 Comuni. È difficile mantenere questa struttura quando si verificano pensionamenti d'ufficio a sessantacinque anni, perché c'è una classe di segretari che era stata assunta illo tempore, e poi ci sono state altre assunzioni ma molto rade e, in assenza di concorsi, la carenza è assoluta. Conosco delle situazioni nella Provincia di Cuneo in cui ci sono sindaci che non sanno come procedere. Una norma contenuta nel decreto-legge n. 162 del 2019, all'articolo 16- ter, commi 9 e 10, consente al sindaco, esperite alcune formalità, di affidare l'incarico di vicesegretario a un funzionario che abbia i requisiti, cioè sia di categoria D e abbia la laurea, ma nei Comuni fino a 5.000 abitanti, oppure nel caso di Comuni che abbiano stipulato tra loro convenzioni che non superano i 10.000 abitanti per l'ufficio di segreteria, previa autorizzazione del Ministero dell'interno. Non me ne voglia, signor Presidente, ma campa cavallo. Esperito questo tentativo, in assenza di queste figure ci sarebbe una mezza soluzione per dodici o ventiquattro mesi. Secondo me, per esperienza, avendo sentito tanti sindaci, questo sistema non è praticabile. Avanzo pertanto una proposta e la prego, signor Presidente, di portarla al Ministro dell'interno, che è un prefetto e conosce la situazione, perché un tempo i segretari dipendevano, anzi per certi versi dipendono ancora oggi dal Ministero dell'interno. Propongo cioè che i segretari che sono stati messi in quiescenza in questi ultimi tempi possano ancora continuare l'incarico per un anno, qualora si rendano disponibili, affinché si copra il tempo prima della registrazione e dell'attuazione del concorso concluso nel mese di giugno e prima che i segretari abilitati abbiano svolto il corso di aggiornamento per il periodo di un anno. Non so in che modo possa operare il Ministro dell'interno, ma vorrei avere fiducia per la sorte di un emendamento da presentare in un prossimo provvedimento; tendenzialmente la legge di bilancio mi sembra molto avanti nel tempo e soprattutto gli emendamenti in questo periodo hanno vita breve. La prego pertanto, signor Presidente, di avanzare questa proposta al Ministro dell'interno. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 16 settembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 16 settembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,33) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE DISCUSSO AI SENSI DELL'ARTICOLO 44, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche (2382) PROPOSTA DI QUESTIONE PREGIUDIZIALE ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE, NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI, SUL QUALE IL GOVERNO HA POSTO LA QUESTIONE DI FIDUCIA Art. 1. 1. Il decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ________________ N.B. Approvato con voto di fiducia il disegno di legge composto del solo articolo 1. Allegato MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 23 LUGLIO 2021, N. 105 All'articolo 3: al comma 1, capoverso Art. 9- bis : al comma 1: alla lettera a) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , ad eccezione dei servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati »; alla lettera f) , dopo le parole: « centri termali, » sono inserite le seguenti : « salvo che per gli accessi necessari all'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e allo svolgimento di attività riabilitative o terapeutiche, »; dopo la lettera g) è inserita la seguente : « g-bis) feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, di cui all'articolo 8- bis , comma 2 »; al comma 4 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi : « Nel caso di sagre e fiere locali che si svolgano all'aperto, in spazi privi di varchi di accesso, gli organizzatori informano il pubblico, con apposita segnaletica, dell'obbligo del possesso della certificazione verde COVID-19 prescritta ai sensi del comma 1, lettera e) , per l'accesso all'evento. In caso di controlli a campione, le sanzioni di cui all'articolo 13 si applicano al solo soggetto privo di certificazione e non anche agli organizzatori che abbiano rispettato gli obblighi informativi »; al comma 2, capoverso 10- bis , le parole: « , 8- bis , comma 2, » sono soppresse e dopo le parole: « n. 76. » sono inserite le seguenti: « Ogni diverso o nuovo utilizzo delle certificazioni verdi COVID-19 è disposto esclusivamente con legge dello Stato ». All'articolo 4: al comma 1: alla lettera b), dopo le parole: « strutture ospedaliere » sono inserite le seguenti: « , dei centri di diagnostica e dei poliambulatori specialistici. Salvi i casi di oggettiva impossibilità dovuta all'urgenza, valutati dal personale sanitario, per l'accesso alle prestazioni di pronto soccorso è sempre necessario sottoporsi al test antigenico rapido o molecolare »; alla lettera c), numero 1), capoverso 2, secondo periodo, le parole: « superiore 50 per cento » sono sostituite dalle seguenti: « superiore al 50 per cento »; dopo la lettera d) è inserita la seguente : « d-bis) all'articolo 8- bis : 1) al comma 2, le parole: "e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9 del presente decreto" sono soppresse; 2) il comma 2- bis è abrogato »; alla lettera e): prima del numero 1) sono inseriti i seguenti: « 01) al comma 1, lettera a) , le parole da: "ovvero" fino a: "SARS-CoV-2" sono sostituite dalle seguenti: "ovvero l'effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare, quest'ultimo anche su campione salivare e nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della salute, con esito negativo al virus SARS-CoV-2"; 02) al comma 2, lettera c) , dopo la parola: "molecolare" sono inserite le seguenti: ", quest'ultimo anche su campione salivare e nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della salute," »; al numero 1), dopo le parole: « al comma 3, » sono inserite le seguenti: « al primo periodo, le parole: "validità di nove mesi" sono sostituite dalle seguenti: "validità di dodici mesi" e » e la parola: « SARS-COV 2 » è sostituita dalla seguente: « SARS-CoV-2 ». Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente: « Art. 4- bis. - (Modifica all'articolo 1- bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76) - 1. All'articolo 1- bis , comma 1, del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel rispetto delle predette misure e, in ogni caso, a condizione che siano assicurate idonee misure di protezione individuale, le direzioni sanitarie garantiscono la possibilità di visita da parte di familiari muniti delle suddette certificazioni verdi COVID-19 con cadenza giornaliera, consentendo loro anche di prestare assistenza quotidiana nel caso in cui la persona ospitata sia non autosufficiente" ». All'articolo 5: al comma 1, primo periodo, le parole: « 30 settembre 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « 30 novembre 2021 » e la parola: « SARSCoV-2 » è sostituita dalla seguente: « SARS-CoV-2 »; al comma 2, primo periodo, le parole: « testi antigenici » sono sostituite dalle seguenti: « test antigenici » e le parole : « decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, » sono sostituite dalle seguenti : « decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, »; al comma 3, alinea, la parola: « apportare » è sostituita dalle seguenti: « sono apportate »; dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: « 4- bis . Al fine di rafforzare la prossimità e la tempestività dei servizi di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2021/2022 e di assicurarne il coordinamento con la campagna vaccinale contro il SARS-CoV-2, il Ministero della salute, sentiti il Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 e la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, definisce, tramite apposito protocollo d'intesa stipulato con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle farmacie, le procedure e le condizioni nel rispetto delle quali i farmacisti delle farmacie aperte al pubblico, a seguito del superamento di specifico corso organizzato dall'Istituto superiore di sanità, concorrono alla campagna vaccinale antinfluenzale per la stagione 2021/2022 nei confronti dei soggetti di età non inferiore a diciotto anni. La remunerazione del servizio erogato dalle farmacie ai sensi del presente comma è definita dal citato protocollo d'intesa a valere sulle risorse del fabbisogno sanitario nazionale standard . Con il medesimo protocollo d'intesa sono disciplinate altresì le procedure di registrazione delle somministrazioni eseguite presso le farmacie per l'alimentazione dell'Anagrafe nazionale vaccini di cui al decreto del Ministro della salute 17 settembre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 5 novembre 2018, anche per consentire il monitoraggio del servizio erogato ai fini della remunerazione dello stesso. Le previsioni del predetto protocollo d'intesa esauriscono gli obblighi e gli adempimenti a carico delle farmacie. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 1, comma 471, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica »; alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e per la campagna vaccinale antinfluenzale 2021/2022 ». Dopo l'articolo 6 è inserito il seguente: « Art. 6- bis. - (Proroga delle deroghe alle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie) - 1. Al fine di fronteggiare la grave carenza di personale sanitario e socio-sanitario che si riscontra nel territorio nazionale, fino al 31 dicembre 2022 è consentito l'esercizio temporaneo, nel territorio nazionale, delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario, in deroga alle norme sul riconoscimento delle predette qualifiche professionali, secondo le procedure di cui all'articolo 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 ». Dopo l'articolo 7 è inserito il seguente: « Art. 7- bis. - (Misure urgenti in materia di processo amministrativo) - 1. Fino al 31 dicembre 2021, in presenza di situazioni eccezionali non altrimenti fronteggiabili e correlate a provvedimenti assunti dalla pubblica autorità per contrastare la pandemia di COVID-19, i presidenti titolari delle sezioni del Consiglio di Stato, il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e i presidenti dei tribunali amministrativi regionali e delle relative sezioni staccate possono autorizzare con decreto motivato, in alternativa al rinvio, la trattazione da remoto delle cause per cui non è possibile la presenza fisica in udienza di singoli difensori o, in casi assolutamente eccezionali, di singoli magistrati. In tali casi la trattazione si svolge con le modalità di cui all'articolo 13- quater delle norme di attuazione del codice del processo amministrativo, di cui all'allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 ». All'articolo 11: al comma 1, le parole: « convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2018, n. 93 » sono sostituite dalle seguenti: « convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 ». Dopo l'articolo 13 è inserito il seguente: « Art. 13- bis. - (Clausola di salvaguardia) - 1. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione ». All'allegato A, dopo il numero 5 è inserito il seguente: « 5- bis. Articolo 92, comma 4- bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. Disposizioni concernenti il trasporto pubblico locale ». ARTICOLI DA 1 A 14 DEL DECRETO-LEGGE NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI E ALLEGATO A Articolo 1. (Dichiarazione stato di emergenza nazionale) 1. In considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione degli agenti virali da COVID-19, lo stato di emergenza dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, prorogato con deliberazioni del Consiglio dei ministri del 29 luglio 2020, 7 ottobre 2020, 13 gennaio 2021 e 21 aprile 2021, è ulteriormente prorogato fino al 31 dicembre 2021. Articolo 2. (Modifiche al decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 e al decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33) 1. All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, le parole « fino al 31 luglio 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « fino al 31 dicembre 2021. ». All'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, le parole « 31 luglio 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2021 ». 2. All'articolo 1 del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 16 le parole « e sue eventuali modificazioni » sono sostituite dalle seguenti « da modificarsi previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano »; b) il comma 16- quinquies è abrogato; c) il comma 16- septies è sostituito dal seguente: « 16 - septies . Sono denominate: a) "Zona bianca": le regioni nei cui territori alternativamente: 1) l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive; 2) l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e si verifica una delle due seguenti condizioni: 2.1) il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da COVID-19 è uguale o inferiore al 15 per cento; 2.2) il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 è uguale o inferiore al 10 per cento di quelli comunicati alla Cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. La comunicazione può essere aggiornata con cadenza mensile sulla base di posti letto aggiuntivi, che non incidano su quelli già esistenti e destinati ad altre attività; b) "Zona gialla": le regioni nei cui territori alternativamente: 1) l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 e inferiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti, salvo che ricorrano le condizioni indicate nella lettera a) ; 2) l'incidenza settimanale dei casi è pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti e si verifica una delle due seguenti condizioni, salvo che ricorrano le condizioni indicate nella lettera a) : 2.1) il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da COVID-19 è uguale o inferiore al 30 per cento; 2.2) il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 è uguale o inferiore al 20 per cento di quelli comunicati alla predetta Cabina di regia entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. La comunicazione può essere aggiornata con cadenza mensile sulla base di posti letto aggiuntivi, che non incidano su quelli già esistenti e destinati ad altre attività; c) "Zona arancione": le regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti, salvo che ricorrano le condizioni indicate nelle lettere a) , b) e d) ; d) "Zona rossa": le regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti e si verificano entrambe le seguenti condizioni: 1) il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da COVID-19 è superiore al 40 per cento; 2) il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 è superiore al 30 per cento di quelli comunicati alla predetta Cabina di regia entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. La comunicazione può essere aggiornata con cadenza mensile sulla base di posti letto aggiuntivi, che non incidano su quelli già esistenti e destinati ad altre attività. ». Articolo 3. (Impiego certificazioni verdi COVID-19) 1. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo l'articolo 9 è inserito il seguente: « Art. 9- bis (Impiego certificazioni verdi COVID-19). - 1 . A far data dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all'articolo 9, comma 2, l'accesso ai seguenti servizi e attività: a) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, di cui all'articolo 4, per il consumo al tavolo, al chiuso , ad eccezione dei servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati; b) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, di cui all'articolo 5; c) musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre, di cui all'articolo 5- bis ; d) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive, di cui all'articolo 6, limitatamente alle attività al chiuso; e) sagre e fiere, convegni e congressi di cui all'articolo 7; f) centri termali, salvo che per gli accessi necessari all'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e allo svolgimento di attività riabilitative o terapeutiche, parchi tematici e di divertimento; g) centri culturali, centri sociali e ricreativi, di cui all'articolo 8- bis , comma 1, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l'infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; g-bis) feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, di cui all'articolo 8- bis , comma 2; h) attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, di cui all'articolo 8- ter ; i) concorsi pubblici. 2 . Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa, laddove i servizi e le attività di cui al comma 1 siano consentiti e alle condizioni previste per le singole zone. 3 . Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri della salute, per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, e dell'economia e delle finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono individuate le specifiche tecniche per trattare in modalità digitale le predette certificazioni, al fine di consentirne la verifica digitale, assicurando contestualmente la protezione dei dati personali in esse contenuti. Nelle more dell'adozione del predetto decreto, per le finalità di cui al presente articolo possono essere utilizzate le certificazioni rilasciate in formato cartaceo. 4 . I titolari o i gestori dei servizi e delle attività di cui al comma 1 sono tenuti a verificare che l'accesso ai predetti servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni di cui al medesimo comma 1. Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10. Nel caso di sagre e fiere locali che si svolgano all'aperto, in spazi privi di varchi di accesso, gli organizzatori informano il pubblico, con apposita segnaletica, dell'obbligo del possesso della certificazione verde COVID-19 prescritta ai sensi del comma 1, lettera e) , per l'accesso all'evento. In caso di controlli a campione, le sanzioni di cui all'articolo 13 si applicano al solo soggetto privo di certificazione e non anche agli organizzatori che abbiano rispettato gli obblighi informativi. 5 . Il Ministro della salute con propria ordinanza può definire eventuali misure necessarie in fase di attuazione del presente articolo.». 2. All'articolo 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, il comma 10- bis è sostituito dal seguente: « 10 - bis . Le certificazioni verdi COVID-19 possono essere utilizzate esclusivamente ai fini di cui agli articoli 2, comma 1, 2- bis , comma 1, 2- quater , 5 e 9- bis del presente decreto, nonché all'articolo 1- bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76. Ogni diverso o nuovo utilizzo delle certificazioni verdi COVID-19 è disposto esclusivamente con legge dello Stato ». Articolo 4. (Modifiche al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52) 1. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, i commi 3 e 4 sono abrogati; b) all'articolo 2- bis , comma 1, primo periodo, dopo le parole « e dei reparti di pronto soccorso » sono inserite le seguenti: « nonché dei reparti delle strutture ospedaliere, dei centri di diagnostica e dei poliambulatori specialistici. Salvi i casi di oggettiva impossibilità dovuta all'urgenza, valutati dal personale sanitario, per l'accesso alle prestazioni di pronto soccorso è sempre necessario sottoporsi al test antigenico rapido o molecolare »; c) all'articolo 5: 1) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: « 1 . In zona bianca e in zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all'aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale, e l'accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2. In zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata all'aperto e al 25 per cento al chiuso nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all'aperto e 2.500 al chiuso. In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all'aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto di linee guida adottate ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati. 2 . Le misure di cui al primo periodo del comma 1 si applicano anche per la partecipazione del pubblico sia agli eventi e alle competizioni di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP), riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali sia agli eventi e alle competizioni sportivi diversi da quelli sopra richiamati. In zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata all'aperto e al 25 per cento al chiuso. In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all'aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana, sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico. Quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al presente comma, gli eventi e le competizioni sportivi si svolgono senza la presenza di pubblico. »; 2) al comma 3, primo periodo, dopo le parole « In zona » sono inserite le seguenti: « bianca e » e il secondo periodo è soppresso; 3) i commi 2- bis e 4 sono abrogati; d) all'articolo 5- bis , comma 1, dopo le parole « In zona » sono inserite le seguenti: « bianca e »; d - bis) all'articolo 8- bis : 1) al comma 2, le parole: « e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9 del presente decreto » sono soppresse; 2) il comma 2- bis è abrogato; e) all'articolo 9: 01) al comma 1, lettera a) , le parole da: « ovvero » fino a: « SARS-CoV-2 » sono sostituite dalle seguenti: « ovvero l'effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare, quest'ultimo anche su campione salivare e nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della salute, con esito negativo al virus SARS-CoV-2 »; 02) al comma 2, lettera c) , dopo la parola: « molecolare » sono inserite le seguenti: « , quest'ultimo anche su campione salivare e nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della salute, »; 1) al comma 3, al primo periodo, le parole: « validità di nove mesi » sono sostituite dalle seguenti: « validità di dodici mesi » e dopo il secondo periodo è inserito il seguente: « La certificazione verde COVID-19 di cui al primo periodo è rilasciata altresì contestualmente all'avvenuta somministrazione di una sola dose di un vaccino dopo una precedente infezione da SARS-CoV-2 e ha validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione. »; 2) il comma 9 è sostituito dal seguente: « 9 . Le disposizioni dei commi da 1 a 8 continuano ad applicarsi ove compatibili con i regolamenti (UE) 2021/953 e 2021/954 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021. »; 3) al comma 10, terzo periodo, le parole « Nelle more dell'adozione del predetto decreto » sono soppresse; f) all'articolo 13: 1) al comma 1, le parole « e 8- ter » sono sostituite dalle seguenti: « , 8- ter e 9- bis », ed è aggiunto in fine il seguente periodo: « Dopo due violazioni delle disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 9- bis , commesse in giornate diverse, si applica, a partire dalla terza violazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da uno a dieci giorni. »; 2) al comma 2 le parole « di cui all'articolo 9, comma 2 » sono sostituite dalle seguenti: « in formato digitale o analogico ». Articolo 4- bis. (Modifica all'articolo 1- bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76) (Modifica all'articolo 1- bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76) 1. All'articolo 1- bis, comma 1, del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Nel rispetto delle predette misure e, in ogni caso, a condizione che siano assicurate idonee misure di protezione individuale, le direzioni sanitarie garantiscono la possibilità di visita da parte di familiari muniti delle suddette certificazioni verdi COVID-19 con cadenza giornaliera, consentendo loro anche di prestare assistenza quotidiana nel caso in cui la persona ospitata sia non autosufficiente ». Articolo 5. (Misure urgenti per la somministrazione di test antigenici rapidi e per la campagna vaccinale antinfluenzale 2021/2022 ) (Misure urgenti per la somministrazione di test antigenici rapidi e per la campagna vaccinale antinfluenzale 2021/2022 ) 1. Il Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 definisce, d'intesa con il Ministro della salute, un protocollo d'intesa con le farmacie e con le altre strutture sanitarie al fine di assicurare fino al 30 novembre 2021 la somministrazione di test antigenici rapidi per la rilevazione di antigene SARS-CoV-2, di cui all'articolo 9, comma 1, lettera d) , del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, a prezzi contenuti. Il protocollo tiene conto in particolare dell'esigenza di agevolare ulteriormente i minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni. 2. Al fine di contribuire al contenimento dei costi dei test antigenici rapidi di cui al comma 1, è autorizzata a favore del Commissario straordinario di cui al comma 1, la spesa di 45 milioni di euro per l'anno 2021, a valere sulle risorse di cui all'articolo 34, comma 1, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, che sono, per il medesimo anno, corrispondentemente incrementate. Il Commissario straordinario provvede al trasferimento delle predette risorse alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano sulla base dei dati disponibili sul sistema Tessera Sanitaria. Al relativo onere, pari a 45 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente utilizzo delle risorse rivenienti dalle modifiche di cui al comma 3. 3. All'articolo 1, comma 394, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo periodo, le parole « 2021 e 2022 » sono sostituite dalle parole « 2021, 2022 e 2023 »; b) al secondo periodo, le parole: « , a 55 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020, a 100 milioni di euro per l'anno 2021 e a 55 milioni di euro per l'anno 2022 » sono sostituite dalle seguenti: « , a 55 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2022 e a 45 milioni di euro per l'anno 2023 ». 4. Agli oneri derivanti dal comma 3, pari a 45 milioni di euro per l'anno 2023, si provvede: a) quanto a 20 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; b) quanto a 25 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 4- bis . Al fine di rafforzare la prossimità e la tempestività dei servizi di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2021/2022 e di assicurarne il coordinamento con la campagna vaccinale contro il SARS-CoV-2, il Ministero della salute, sentiti il Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 e la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, definisce, tramite apposito protocollo d'intesa stipulato con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle farmacie, le procedure e le condizioni nel rispetto delle quali i farmacisti delle farmacie aperte al pubblico, a seguito del superamento di specifico corso organizzato dall'Istituto superiore di sanità, concorrono alla campagna vaccinale antinfluenzale per la stagione 2021/2022 nei confronti dei soggetti di età non inferiore a diciotto anni. La remunerazione del servizio erogato dalle farmacie ai sensi del presente comma è definita dal citato protocollo d'intesa a valere sulle risorse del fabbisogno sanitario nazionale standard . Con il medesimo protocollo d'intesa sono disciplinate altresì le procedure di registrazione delle somministrazioni eseguite presso le farmacie per l'alimentazione dell'Anagrafe nazionale vaccini di cui al decreto del Ministro della salute 17 settembre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 5 novembre 2018, anche per consentire il monitoraggio del servizio erogato ai fini della remunerazione dello stesso. Le previsioni del predetto protocollo d'intesa esauriscono gli obblighi e gli adempimenti a carico delle farmacie. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 1, comma 471, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Articolo 6. (Proroga dei termini correlati con lo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19) 1. I termini previsti dalle disposizioni legislative di cui all'allegato A sono prorogati fino al 31 dicembre 2021, e le relative disposizioni vengono attuate nei limiti delle risorse disponibili autorizzate a legislazione vigente. Articolo 6- bis. (Proroga delle deroghe alle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie) 1. Al fine di fronteggiare la grave carenza di personale sanitario e socio-sanitario che si riscontra nel territorio nazionale, fino al 31 dicembre 2022 è consentito l'esercizio temporaneo, nel territorio nazionale, delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario, in deroga alle norme sul riconoscimento delle predette qualifiche professionali, secondo le procedure di cui all'articolo 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. Articolo 7. (Misure urgenti in materia di processo civile e penale) 1. Le disposizioni di cui all'articolo 221, commi 3, 4, 5, 6, 7, 8, e 10 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché le disposizioni di cui all'articolo 23, commi 2, 4, 6, 7, 8, primo, secondo, terzo, quarto e quinto periodo, 8- bis , primo, secondo, terzo e quarto periodo, 9, 9- bis , 10, e agli articoli 23- bis, commi 1, 2, 3, 4 e 7, e 24 del decreto-legge 28 ottobre 2020 n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, continuano ad applicarsi fino alla data del 31 dicembre 2021. 2. Le disposizioni di cui all'articolo 23, commi 8, primo, secondo, terzo, quarto e quinto periodo, e 8- bis , primo, secondo, terzo e quarto periodo, e all'articolo 23- bis, commi 1, 2, 3, 4 e 7, del decreto-legge n. 137 del 2020 non si applicano ai procedimenti per i quali l'udienza di trattazione è fissata tra il 1° agosto 2021 e il 30 settembre 2021. Articolo 7- bis. (Misure urgenti in materia di processo amministrativo) 1. Fino al 31 dicembre 2021, in presenza di situazioni eccezionali non altrimenti fronteggiabili e correlate a provvedimenti assunti dalla pubblica autorità per contrastare la pandemia di COVID-19, i presidenti titolari delle sezioni del Consiglio di Stato, il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e i presidenti dei tribunali amministrativi regionali e delle relative sezioni staccate possono autorizzare con decreto motivato, in alternativa al rinvio, la trattazione da remoto delle cause per cui non è possibile la presenza fisica in udienza di singoli difensori o, in casi assolutamente eccezionali, di singoli magistrati. In tali casi la trattazione si svolge con le modalità di cui all'articolo 13- quater delle norme di attuazione del codice del processo amministrativo, di cui all'allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Articolo 8. (Modifiche all'articolo 85 del decreto-legge n. 18 del 2020) 1. All'articolo 85, comma 6, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti: « In caso di deferimento alla sede collegiale di atti delle amministrazioni centrali dello Stato, il collegio, fino al 31 dicembre 2021, delibera in adunanze organizzabili tempestivamente anche in via telematica. In relazione alle esigenze di salvaguardia dello svolgimento delle attività istituzionali della Corte dei conti, il collegio delle sezioni riunite in sede di controllo, fino al 31 dicembre 2021, è composto dai presidenti di coordinamento e da quindici magistrati, individuati, in relazione alle materie, con specifici provvedimenti del presidente della Corte dei conti, e delibera con almeno dodici magistrati, in adunanze organizzabili tempestivamente anche in via telematica. ». Articolo 9. (Proroga delle misure emergenziali in materia di disabilità) 1. All'articolo 26, comma 2- bis , del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le parole « fino al 30 giugno 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « fino al 31 ottobre 2021 ». 2. Per il periodo dal 1° luglio 2021 alla data di entrata in vigore del presente decreto si applica la disciplina di cui all'articolo 26, comma 2- bis , del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, così come modificato dal presente articolo. 3. All'articolo 1, comma 483, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e successive modificazioni e integrazioni, le parole « 157 milioni di euro » sono sostituite dalle seguenti: « 173,95 milioni di euro ». 4. Agli oneri derivanti dal comma 3 del presente articolo, pari a 16,950 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede: a) per 8,475 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; b) per 8,475 milioni di euro mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali », della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero medesimo. Articolo 10. (Misure urgenti in materia di impiego delle guardie giurate in servizi antipirateria) 1. In considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, fino al 31 marzo 2022 non è richiesto il corso previsto dall'articolo 5, comma 5, primo periodo, del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130, per le guardie giurate da impiegare in servizi antipirateria. Nel periodo di cui al presente articolo si applica il regime di cui al secondo periodo dell'articolo 5, comma 5, del citato decreto-legge n. 107 del 2011. Articolo 11. (Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse) 1. Una quota, pari a 20 milioni di euro del Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse di cui all'articolo 2 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, è destinata in via prioritaria alle attività che alla data di entrata del vigore del presente decreto risultano chiuse in conseguenza delle misure di prevenzione adottate ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Per l'attuazione della presente disposizione si applicano, in quanto compatibili, le misure attuative previste dal predetto articolo 2 del decreto-legge n. 73 del 2021. Articolo 12. (Disposizioni transitorie e finali) 1. Resta fermo, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, quanto previsto dal decreto-legge n. 19 del 2020, dal decreto-legge n. 33 del 2020 e dal decreto-legge n. 52 del 2021. 2. Fatto salvo quanto diversamente disposto dal presente decreto, dal 1° agosto al 31 dicembre 2021, si applicano le misure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2021, adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020. 3. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, dopo il comma 621, è inserito il seguente: « 621 - bis . La competente struttura per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione della Presidenza del Consiglio dei ministri assicura il servizio di assistenza tecnica, mediante risposta telefonica o di posta elettronica, per l'acquisizione delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all'articolo 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87. Per il servizio di assistenza tecnica per l'acquisizione delle certificazioni verdi COVID-19 è autorizzata, per l'anno 2021, la spesa di 1 milione di euro ». 4. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 3, pari a 1 milione di euro per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Articolo 13. (Disposizioni finanziarie) 1. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni del presente decreto il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Articolo 13- bis. (Clausola di salvaguardia) 1. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Articolo 14. 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. ALLEGATO A ( Art. 6 ) 1. Articolo 17- bis , commi 1 e 6, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Disposizioni sul trattamento dei dati personali nel contesto emergenziale 2. Articolo 73 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Semplificazioni in materia di organi collegiali 3. Articolo 73- bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Misure per la profilassi del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco 4. Articolo 85, commi 2, 5 e 8- bis , del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Misure urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia contabile 5. Articolo 87, commi 6 e 7, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Dispensa temporanea dal servizio e non computabilità di alcuni periodi di assenza dal servizio 5- bis. Articolo 92, comma 4- bis , del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Disposizioni concernenti il trasporto pubblico locale 6. Articolo 101, comma 6- ter , del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Misure urgenti per la continuità dell'attività formativa delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica 7. Articolo 106, comma 7, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Norme in materia di svolgimento delle assemblee di società ed enti 8. Articolo 122, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 Durata dell'incarico del Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 9. Articolo 1, comma 4- bis , del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2020, n. 41 Modalità di svolgimento dell'attività dei gruppi di lavoro per l'inclusione scolastica 10. Articolo 3, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2020, n. 41 Misure urgenti per la tempestiva adozione dei provvedimenti del Ministero dell'istruzione 11. Articolo 6, comma 4, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2020, n. 41 Misure urgenti per lo svolgimento degli esami di Stato di abilitazione all'esercizio delle professioni e dei tirocini professionalizzanti e curriculari 12. Articolo 38, commi 1 e 6, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40 Disposizioni urgenti in materia contrattuale per la medicina convenzionata 13. Articolo 40, commi 1, 3 e 5, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40 Disposizioni urgenti in materia di sperimentazione dei medicinali per l'emergenza epidemiologica da COVID-19 14. Articolo 4, commi 1 e 3, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 Misure urgenti per l'avvio di specifiche funzioni assistenziali per l'emergenza COVID-19 15. Articolo 83 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 Sorveglianza sanitaria 16. Articolo 100 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 Impiego del Comando dei carabinieri per la tutela del lavoro da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 17. Articolo 232, commi 4 e 5, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 Edilizia scolastica 18. Articolo 26, comma 1, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 Disposizioni in materia di giudizio contabile nonché misure urgenti relative allo svolgimento delle adunanze e delle udienze del processo contabile 19. Articolo 27, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 Proroga udienze da remoto processo tributario 20. Articolo 28, comma 2, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 Licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà 21. Articolo 29, comma 1, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 Durata straordinaria dei permessi premio 22. Articolo 30, comma 1, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 Detenzione domiciliare 23. Articolo 10, commi 2 e 3, del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76 Modalità di svolgimento dei concorsi pubblici EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO NON PRESI IN CONSIDERAZIONE A SEGUITO DELLA POSIZIONE DELLA QUESTIONE DI FIDUCIA SULL'ARTICOLO UNICO DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE Pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2382 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, alla luce della relazione tecnica aggiornata, di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti, trasmessi dall'Assemblea, riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.0.1, 1.0.2, l.0.3, 3.31, 3.32, 3.33, 3.37, 3.0.1, 3.0.2, 4.13, 4.0.1, 4- bis .0.2, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.0.1, 6.2, 6.3, 9.2, 9.0.1, 10.0.1, 10.0.2, 10.0.3 e 11.0.1. II parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Testo integrale dell'intervento del senatore Crucioli nella discussione generale del disegno di legge n. 2382 Colleghi, intervengo per illustrare i motivi della mia contrarietà alla proroga dello stato di emergenza e alle discriminazioni introdotte con il green pass che voi intendete approvare oggi. Non nutro dubbi sul fatto che non ascolterete le mie argomentazioni ma ritenendo che con il provvedimento odierno il Parlamento tocchi il livello più basso della storia repubblicana, voglio che resti agli atti la mia ferma opposizione. Con gli articoli 1 e 2 del provvedimento oggi al voto, il Senato è chiamato ad avvallare per la quinta volta la proroga dello stato di emergenza nazionale, disposta dal Governo, autorizzando l'adozione di misure di limitazione dei diritti fondamentali dei cittadini italiani in deroga sia ai principi generali sia agli ordinari procedimenti democratici previsti dal nostro ordinamento. Ho ritenuto giustificata la proclamazione dello stato di emergenza ad inizio 2020 attesa la novità del virus, ma non le proroghe di luglio e ottobre 2020 né quelle di gennaio e aprile 2021; già a tali provvedimenti votai contro e a maggior ragione oggi ritengo sproporzionata la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre che il Governo vi farà approvare non per la sussistenza di una reale necessità, bensì per proseguire a tacitare qualsiasi opposizione democratica nel Paese. A due anni dalla comparsa del virus, la conoscenza dello stesso è oggi approfondita tanto che sono stati realizzati e inoculati vaccini che - per quanto ancora soggetti a studi - prevengono le peggiori conseguenze della malattia e sono in via di autorizzazione le cure già attualmente utilizzate con successo da molti medici su tutto il territorio nazionale; sul fronte del contagio, l'incidenza dei nuovi casi è in discesa ed è attualmente vicina alla soglia dei 50 casi su 100.000 abitanti (soglia che consentirebbe il controllo della trasmissione basato sul contenimento tramite identificazione e tracciamento dei contatti); gli ospedali hanno cessato da mesi di versare in situazione di stress, tanto che attualmente le terapie intensive sono vuote per oltre il 94 per cento e i posti in area non critica sono disponibili al 93 per cento; la letalità del virus, infine, è scesa per tutte le fasce di età e risulta addirittura inferiore allo 0,01 fino ai diciannove anni e allo O,… fino ai 59 anni. Nonostante tali riscontri oggettivi dimostrino che la situazione sanitaria, pur da mantenere sotto stretto controllo, non sia tale da richiedere drastiche misure emergenziali, voi oggi voterete acriticamente la proroga dello stato di emergenza imposta dal Governo e contestualmente avvallerete l'introduzione di pesantissime ed ingiustificate discriminazioni tra cittadini vaccinati e non. Come noto l'articolo 3 del decreto in conversione modifica le finalità e gli ambiti di applicazione della certificazione verde imponendo ai non vaccinati di sottoporsi a continui tamponi per non incappare in limitazioni ai propri diritti costituzionalmente garantiti in ambito lavorativo, sociale e culturale, trattamento differenziato introdotto, fortemente discriminatorio per i non vaccinati, risulterebbe coerente con le dichiarate finalità di contenimento del contagio solo qualora la vaccinazione impedisse la trasmissione del virus o la riduzione delle probabilità di trasmissione fosse quantificata con ragionevole certezza e ritenuta dal legislatore sufficiente a controbilanciare in termini di vantaggi collettivi le lesioni dei diritti imposte ai non vaccinati. Ad oggi, invece, è da escludersi la capacità del vaccino di interrompere i contagi ed è incerta la quantificazione dell'effettiva capacità di ridurli, ln relazione a tale efficacia del vaccino, le stime divulgate nell'ultimo report ISS del 10 settembre risultano particolarmente inaffidabili per almeno tre ordini di motivi: 1) L'analisi compiuta prende in esame il numero di diagnosi positive al Covid-19 in relazione al numero assoluto di vaccinati e non vaccinati senza esaminare l'enorme differenza dei tamponi effettuati dai non vaccinati rispetto ai vaccinati; il differente numero di tamponi effettuato dalle due platee di soggetti ha un'influenza dirimente al fine del calcolo dell'incidenza dei casi positivi tra vaccinati e non, poiché il maggior numero di positivi asintomatici (che risultano circa il 60 per cento del totale) tra i non vaccinati può essere conseguenza proprio dei maggiori controlli a cui tali soggetti devono sottoporsi per ottenere il green pass in scadenza ogni 48 ore dall'effettuazione del tampone. Pertanto, per valutare correttamente l'incidenza dei positivi tra i vaccinati e i non vaccinati, è evidente che il rapporto andrebbe calcolato sulla base del medesimo numero di tamponi effettuati in entrambe le platee; 2) La stima dell'efficacia è effettuata sulla base di una media che tiene conto dei casi positivi a partire da aprile 2021; il periodo preso in esame è altamente irrazionale, poiché l'ISS stessa riconosce che l'efficacia dei vaccini si è ridotta in relazione alla variante Delta, che è divenuta predominante in Italia solo da luglio 2021. La stima dell'attuale capacità dei vaccini di impedire il contagio, su cui basare le fondamenta scientifiche del green pass , dunque, avrebbero dovuto escludere il periodo aprile-giugno e prendere in esame esclusivamente il periodo luglio-agosto di predominanza dell'attuale variante; 3) vengono conteggiati tra i non vaccinati i casi di diagnosi effettuati entro i 14 giorni dalla prima dose, pur non essendovi certezza in merito ai tempi di sviluppo degli anticorpi e di incubazione del virus; in presenza di tali incertezze, sarebbe risultato corretto espungere dal calcolo tali casi, non conteggiandoli né tra i non vaccinati né tra i vaccinati con prima dose. Le criticità presenti nel citato elaborato dell'ISS sono idonee a sovrastimare in misura significativa l'attuale capacità del vaccino di impedire la trasmissione dei contagi e sono di evidenza tale da ingenerare il dubbio che l'elaborato stesso risponda allo scopo politico di comprovare l'efficacia del vaccino piuttosto che a fornire oggettive indicazioni scientifiche idonee ad effettuare l'imparziale valutazione di efficacia. Che i reali obiettivi del green pass non risiedano nel tentativo di contenere il contagio e che tale misura non riposi su evidenze scientifiche bensì su interessi di altra natura, è ulteriormente dimostrato dalla bocciatura degli emendamenti volti a consentire la disponibilità del certificato sulla base dei test anticorpali attualmente disponibili; è, infatti, la presenza di anticorpi e non il burocratico accertamento di essersi sottoposti al vaccino a garantire che un soggetto possa avere meno probabilità di infettare gli altri. In ogni caso, nonostante l'accertamento della effettiva maggior probabilità dei non vaccinati di propagare il virus fosse centrale ed indispensabile ai fini della valutazione dell'efficacia e della proporzionalità del green pass , al Parlamento non è stato consentito alcun approfondimento scientifico (tant'è che alle criticità che ho pocanzi accennato nessuno, neppure in Commissione, ha saputo replicare) e, qui in Senato, persino il dibattito è stato strozzato mediante l'ormai consueto abuso del voto di fiducia. All'assenza di un reale e libero apporto del Parlamento (che invece avrebbe potuto dibattere ed approfondire un tema così delicato durante tutto il mese di agosto), si è affiancata un'opaca gestione dei dati da parte del Governo, del CTS e dell'ISS, una propaganda mediatica martellante e una divulgazione scientifica parziale ed inquinata da dichiarati conflitti di interesse; tutto ciò sta provocando aspre contestazioni e una spaccatura della società senza precedenti nella storia repubblicana del Paese. Il clima di emergenza perenne, di paura e di odio creato ad arte mi induce a ritenere che le motivazioni sottostanti al provvedimento oggi in discussione non siano quelle dichiarate, ma rispondano a logiche di riduzione degli spazi democratici, di accentramento del potere e di perseguimento di interessi economici anche in chiave geopolitica, ben più che a reali esigenze sanitarie. Per questi motivi, ritengo che lei Presidente e voi, colleghi senatori, vi stiate rendendo personalmente complici della pericolosa deriva antidemocratica imboccata da questa Governo e per questo consegno questo mio intervento affinché resti formalmente agli atti la mia ferma contrarietà al provvedimento oggi in votazione. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Anastasi, Barachini, Barbaro, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Caligiuri, Cario, Casolati, Castaldi, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Conzatti, Corbetta, Dal Mas, D'Angelo, De Poli, De Vecchis, Di Marzio, Donno, Durnwalder, Ferrara, Floridia, Galliani, Ghedini, Giannuzzi, Ginetti, Iannone, L'Abbate, Laus, Lupo, Merlo, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Mininno, Moles, Monti, Napolitano, Nastri, Nisini, Pepe, Petrenga, Pichetto Fratin, Pittella, Pucciarelli, Romagnoli, Ronzulli, Russo, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri, Stefano e Vitali. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Briziarelli, Ferrazzi, Lorefice e Trentacoste, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Bottici, Piarulli e Vescovi, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto". Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Nocerino e Toninelli. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatrice Gallone Maria Alessandra Disposizioni per il sostegno nella scuola secondaria di visite d'istruzione a carattere civico - ambientale (2387) (presentato in data 15/09/2021). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 15/09/2021 la 2ª Commissione permanente Giustizia ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge: "Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie" (1662) (presentato in data 09/01/2020) con proposta di assorbimento del disegno di legge: Sen. Caliendo Giacomo ed altri "Istituzione e funzionamento delle camere arbitrali dell'avvocatura" (311) (presentato in data 03/05/2018). Governo, trasmissione di atti Il Ministro della giustizia, con lettera in data 2 settembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70, la relazione ed i relativi allegati sull'attività svolta nell'anno 2020 dall'Ente di assistenza per il personale dell'Amministrazione penitenziaria. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2ª e alla 11ª Commissione permanente (Atto n. 944). Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 8 settembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70, la relazione sull'attività svolta dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) per l'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente (Atto n. 945). Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 8 settembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70, la relazione sull'attività svolta dal Comitato italiano Paralimpico per l'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente (Atto n. 946). La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 6 agosto 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1- bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, l'estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2021, recante l'esercizio di poteri speciali, con prescrizioni, in ordine alla notifica della società Fastweb Spa concernente le modifiche dell'architettura di rete ad aggiornamento software delle CPE dei fornitori Huawei, ZTE e Askey. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 947). Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, con lettera in data 4 agosto 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 89, della legge 23 agosto 2004, n. 239, la relazione sul monitoraggio dello sviluppo degli impianti di generazione distribuita, riferita all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XCVIII, n. 3). Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Corte dei conti - Sezione delle Autonomie, con lettera in data 9 agosto 2021, ha trasmesso la deliberazione n. 15/SEZAUT/2021/FRG sugli Organismi partecipati dagli enti territoriali e sanitari. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a e alla 12 a Commissione permanente (Atto n. 948). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 13 settembre 2021, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione, della decisione (UE) 2015/1814 relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra e del regolamento (UE) 2015/757 (COM(2021) 551 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 8 a , 10 a e 14 a ; la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del consiglio recante modifica della direttiva 2003/87/CE per quanto riguarda il contributo del trasporto aereo all'obiettivo di riduzione delle emissioni in tutti i settori dell'economia dell'Unione e recante adeguata attuazione di una misura mondiale basata sul mercato (COM(2021) 552 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 10 a , 13 a e 14 a ; la proposta di direttiva del Consiglio che ristruttura il quadro dell'Unione per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità (rifusione) (COM(2021) 563 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 10 a , 13 a e 14 a ; la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'efficienza energetica (rifusione) (COM(2021) 558 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 13 a e 14 a ; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (COM(2021) 564 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3 a , 10 a e 14 a ; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo e che modifica la direttiva 2009/16/CE (COM(2021) 562 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente, con il parere delleCommissioni 10 a , 13 a e 14 a ; la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione (UE) 2015/1814 per quanto riguarda il quantitativo di quote da integrare nella riserva stabilizzatrice del mercato per il sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra fino al 2030 (COM(2021) 571 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 10 a e 14 a ; la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, il regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva n. 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio (COM(2021) 557 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14 a ; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi, che abroga la direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2021) 559 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 13 a e 14 a ; la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/87/CE per quanto riguarda la notifica agli operatori aerei stabiliti nell'Unione della compensazione nell'ambito di una misura mondiale basata sul mercato (COM(2021) 567 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a e alla 13 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3 a , 10 a e 14 a ; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2019/631 per quanto riguarda il rafforzamento dei livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi, in linea con la maggiore ambizione dell'Unione in materia di clima (COM(2021) 556 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a e alla 13 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 10 a e 14 a ; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2018/842 relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 come contributo all'azione per il clima per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi (COM(2021) 555 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 5 a , 10 a e 14 a ; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo sociale per il clima (COM(2021) 568 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente, con il parere delleCommissioni 5 a e 14 a ; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2018/841 per quanto riguarda l'ambito di applicazione, semplificando le norme di conformità, stabilendo gli obiettivi degli Stati membri per il 2030 e fissando l'impegno di conseguire collettivamente la neutralità climatica entro il 2035 nel settore dell'uso del suolo, della silvicoltura e dell'agricoltura, e il regolamento (UE) 2018/1999 per quanto riguarda il miglioramento del monitoraggio, della comunicazione, della rilevazione dei progressi e della revisione (COM(2021) 554 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 13 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3 a , 9 a e 14 a . Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Iori ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00523 della senatrice Malpezzi e del senatore Parrini. I senatori De Bertoldi, De Carlo, Garnero Santanchè, La Pietra, Petrenga, Rauti e Urso hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05974 del senatore Zaffini. Interrogazioni Atto n. 3-02818 ALESSANDRINI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il gruppo AMI, Acque minerali d'Italia, leader nella produzione e nella distribuzione di acque minerali, include marchi prestigiosi e storici quali Norda, Fabia, Sangemini e Gaudianello e annovera, sul territorio nazionale, numerosi stabilimenti, tra cui Primaluna (Lecco) che occupa circa 50 lavoratori, Bedonia e Tarsogno (Parma) dove lavorano circa 20 dipendenti per ciascuno stabilimento, Valli del Pasubio (Vicenza), dove sono occupati circa 30 addetti, San Gemini e Acquasparta (Terni) presso i quali sono impiegate 86 persone e Monticchio (Potenza), con circa 92 lavoratori; la Sangemini acque S.p.A., con stabilimenti a San Gemini e Acquasparta, fu rilevata dal gruppo AMI a seguito di concordato fallimentare e include 5 noti marchi: Sangemini, Amerino, Fabia, Grazia e Aura; con l'accordo del 16 novembre 2018, siglato presso la Regione Umbria, tra le organizzazioni sindacali, la proprietà e la rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento di San Gemini, la società AMI si impegnava a compiere importanti investimenti stimati: nell'anno 2018-2019 per circa 9,6 milioni; per l'anno 2020 per circa 8,4 milioni di euro e per l'anno 2021 per circa un milione di euro; in data 1° aprile 2021, presso il Ministero dello sviluppo economico si è tenuto un incontro riguardante il gruppo Acque minerali d'Italia, al quale hanno partecipato rappresentanti del Ministero, delle Regioni interessate, nonché CGIL, CISL, UILA, FAI-CISL, FLAI, nazionali e territoriali, unitamente alle rispettive rappresentanze sindacali unitarie; in questa ultima riunione, i sindacati avevano proposto di individuare un percorso concordato, per gestire unitariamente i prossimi passi per arrivare all'omologa del piano concordatario, da definire in un accordo quadro, con la partecipazione delle istituzioni, ma tale richiesta sembrerebbe essere stata disattesa; la procedura di concordato preventivo con continuità aziendale diretta, al contrario, prevede attualmente un piano di rientro non in linea con gli impegni presi dalla proprietà con le parti sociali, visto che avrebbe dovuto garantire la normale operatività degli stabilimenti; tuttavia non permette il necessario rinnovamento tecnologico ed efficientamento delle infrastrutture produttive, non prevede il necessario potenziamento delle strutture commerciali locali per riconquistare le quote di mercato perse durante gli ultimi anni di crisi e riduce in modo estremamente preoccupante il livello occupazionale locale; il piano di rientro, attualmente depositato al Tribunale di Milano, prende in considerazione solo il soddisfacimento della situazione debitoria della società AMI S.p.A., ma non sembrerebbe essere in grado di garantire la rinascita di quelle attività produttive che rappresentano il motore principale per la ripresa economica di tutto il territorio e per la sopravvivenza di un marchio storico rappresentativo della comunità locale stessa; il piano aziendale dovrebbe invece rappresentare un punto di partenza di un percorso complesso di rilancio, che non può ridursi solo ad una riorganizzazione del lavoro, ma deve necessariamente passare anche attraverso un riposizionamento commerciale, si chiede di sapere: se si intenda procedere ad un'urgente riconvocazione del tavolo di crisi Sangemini presso la struttura di crisi di impresa con tutte le parti interessate, prima dell'omologa del concordato stesso prevista attualmente per il 28 febbraio 2022, in modo da concretizzare un intervento di salvataggio; quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di favorire una ripresa del settore e scongiurare uno stato di crisi socio-economica, che rischia di diventare irreversibile per le comunità locali, già colpite dalla crisi pandemica ancora in corso. Atto n. 3-02820 BITI RAMPI VERDUCCI MARILOTTI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, dispone per i possessori del titolo di laurea in medicina veterinaria l'accesso alla sola classe di concorso "zootecnica e scienza della produzione animale", codice A052; alla medesima classe di concorso hanno accesso ulteriori 7 titoli di laurea: scienze agrarie tropicali e subtropicali, scienze della produzione animale, scienze e tecnologie agrarie, scienze forestali e ambientali, agricoltura tropicale e subtropicale, scienze agrarie, nonché scienze forestali; tuttavia, mentre per i medici veterinari è possibile insegnare solo in 3 categorie di istituti (i tecnici agrari, i tecnici industriali e i professionali per l'agricoltura), per i possessori degli altri titoli di laurea è, invece, a disposizione un ventaglio ben più ampio di possibilità, essendo consentito loro l'accesso, in aggiunta alla predetta classe di concorso, alle ulteriori classi di concorso: microbiologia, biologia, scienze alimentari, sicurezza alimentare e biotecnologie, codice A051; considerato che: il medico veterinario acquisisce, durante il percorso universitario, uno spettro di conoscenze molto ampio e di notevole peso, che spazia dalla biologia animale e vegetale alla chimica e biochimica, dalla zootecnia all'alimentazione animale, all'igiene fino alla tecnologia degli alimenti. Le sue competenze spaziano, pertanto, dalla diagnosi e cura delle patologie degli animali d'affezione a quelle sulla salubrità e sicurezza degli alimenti, nonché a tutta la delicata galassia della salute pubblica; si aggiunga che nelle attività lavorative esterne al mondo scolastico, nel settore dell'ispezione degli alimenti, controllo della qualità, laboratori e nelle filiere produttive il medico veterinario svolge un ruolo di notevole importanza. sarebbe dunque opportuna una revisione delle classi di concorso per consentire ai laureati in medicina veterinaria di accedere a classi quali discipline sanitarie (A015), matematica e scienze (A028), scienze degli alimenti (A031), scienze e tecnologie chimiche (A034), scienze naturali, chimiche e biologiche (A050); tenuto conto che un tale impegno era stato preso già nel 2020, con l'approvazione di un ordine del giorno alla Camera dei deputati che andava proprio in questa direzione, senza contare il fatto che numerosi atti di sindacato ispettivo sono già stati presentati, in questo senso, per sollecitare una presa in carico del problema, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adoperarsi al fine di consentire ai possessori del titolo di laurea in medicina veterinaria l'accesso ad ulteriori classi di concorso quali quelle citate a titolo esemplificativo, anche al fine di valorizzare un percorso di formazione ad ampio spettro, quale quello conseguito dai medici veterinari. Atto n. 3-02821 GRANATO ANGRISANI CORRADO LANNUTTI Al Ministro della giustizia Premesso che: il Codacons ha recentemente istituito uno sportello denominato "SOS malagiustizia" per raccogliere i casi di vessazione ingiustificata o gravi ingiustizie cui possono aver concorso le strutture giudiziarie italiane; sul sito dell'associazione, cui la giurisprudenza ha riconosciuto funzioni para pubblicistiche, si precisa che l'obiettivo dello sportello è di offrire assistenza ai cittadini che subiscono abusi e ingiustizie nell'ambito di processi e procedimenti giudiziari; già nei primi giorni di attività lo sportello ha ricevuto numerose segnalazioni e richieste di supporto da parte dei cittadini, taluni dei quali già inoltrati al Dicastero della giustizia per sollecitare la sua attivazione a fini dell'accertamento dei fatti; valutato che: in particolare, nell'ambito dell'attività dello sportello, è stato recentemente inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Perugia e al Consiglio superiore della magistratura per segnalare il caso di una pensionata romana, che ha perso la propria casa per un'incomprensibile incoerenza degli organi giurisdizionali competenti in materia di esecuzioni immobiliari; infatti, nell'esposto, si rilevava come sia stata venduta all'asta la casa di proprietà della pensionata, nonostante il titolo esecutivo utilizzato per procedere alla vendita fosse già stato dichiarato nullo (e la sentenza fosse passata in giudicato) da un altro giudice della stessa sezione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti, con particolare riferimento al caso della signora e alle decisioni dei giudici competenti in materia di esecuzioni immobiliari, e quale sia la sua valutazione al riguardo; se non ritenga utile istituire a livello ministeriale uno sportello gratuito di servizi che supporti i cittadini su possibili casi di malagiustizia, dando loro risposta in tempi brevi e non lasciando all'esclusiva iniziativa del settore privato tale iniziativa di supporto e vicinanza a chi si ritenga vittima di errori giudiziari. Atto n. 3-02822 ANGRISANI GRANATO GIANNUZZI ABATE DI MICCO LA MURA LANNUTTI CRUCIOLI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il reclutamento del personale docente avviene tramite l'utilizzo di diversi tipi di graduatorie (ad esaurimento; di merito; provinciali e di istituto); all'avvio di ogni anno scolastico, in base ai posti che si rendono disponibili nelle scuole statali, vengono attinti dalle graduatorie di merito (50 per cento) e dalle graduatorie ad esaurimento (50 per cento) i docenti per le immissioni in ruolo, ovvero per la stipula di contratto a tempo indeterminato; invece, le graduatorie provinciali per le supplenze hanno una validità biennale, sono suddivise in due fasce di appartenenza (nella prima è iscritto chi è in possesso di abilitazione per le graduatorie della scuola dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo e secondo grado e della specializzazione per le graduatorie di sostegno mentre la seconda fascia è riservata a non abilitati e non specializzati, non rientranti nella categoria precedente) e sono finalizzate, in subordine allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, all'attribuzione di incarichi temporanei ed annuali; il sistema per l'attribuzione delle cattedre al livello provinciale è completamente digitalizzato e dovrebbe consentire un'assegnazione rapida ed efficiente; valutato che: per il corrente anno scolastico, l'attribuzione delle supplenze per il personale docente e per il personale educativo avviene sulla base della circolare n. 25089 del 6 agosto 2021 "anno scolastico 2021/2022 - Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A"; come riportato in questi giorni da numerose testate giornalistiche specializzate in materia di istruzione gli uffici scolastici regionali stanno pubblicando gli esiti delle nomine, avvenuti sulla base delle procedure informatizzate. A partire dall'anno scolastico 2021/2022, infatti, il Ministero dell'istruzione ha adottato una piattaforma nazionale, in cui, fino al 21 agosto, i docenti hanno inserito le proprie preferenze ai fini dell'assegnazione degli incarichi di supplenza; tuttavia, da quanto appreso dagli interroganti sia personalmente sia a mezzo stampa, sembrano esserci stati numerosi malfunzionamenti ed errori nel sistema relativo alle procedure di assegnazione (quali: punteggi errati, mancata pubblicazione delle liste aggiuntive, riconoscimento sbagliato di titoli e abilitazioni, assegnazioni di sedi meno gradite, e quindi più lontane, a docenti con punteggio superiore rispetto ad altri cui è stata assegnata una sede più vicina), creando un'enorme confusione nonché la lesione di legittime aspettative degli aspiranti docenti inseriti nelle graduatorie; allo stato attuale infatti, con l'avvio delle lezioni a partire dal 13 settembre 2021, mentre numerosi docenti hanno già preso servizio, altri sono in attesa di risposta ai reclami presentati avverso le graduatorie nelle sanzioni previste per la mancata presa di servizio, in attesa di ripubblicazione delle graduatorie corrette; considerato, infine, che ci sono stati casi eclatanti di errori, ad esempio, come l'assegnazione di cattedre a docenti non specializzati sul sostegno prima che a docenti specializzati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e come si intenda porre rimedio agli errori causati da un sistema di assegnazione digitalizzato che si è dimostrato estremamente lacunoso e non trasparente, con particolare riferimenti all'ambito territoriale di Roma; se non ritenga opportuno, rilevati i malfunzionamenti nel sistema informatizzato, provvedere all'istituzione, al livello dei singoli uffici scolastici regionali, di sportelli appositamente dedicati per l'assistenza e il supporto ai docenti ai fini della corretta compilazione delle istanze. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02819 DE FALCO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: in data 4 settembre 2021, i Vigili del fuoco di Lampedusa hanno recuperato due cadaveri, in avanzato stato di decomposizione, ritrovati nella località Cavallo bianco, nei pressi di cala Spugne, a Lampedusa; si tratta con tutta probabilità di due donne delle vittime del naufragio dello scorso 30 giugno, quando un barcone si capovolse tra l'isola siciliana e l'isolotto di Lampione; su quel naufragio l'interrogante ha presentato il 3 luglio scorso l'atto di sindacato ispettivo 3-02662 rivolto al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai due Ministri in indirizzo, anche in questo ulteriore atto, e che attende ancora risposta; come è noto, il barcone si è ribaltato ed è colato a picco a 7 miglia e mezzo dalla costa dell'isola siciliana. Nove corpi, che erano sinora dispersi, sono stati localizzati in fondo al mare l'8 luglio dall'unità della guardia costiera, nave "Dattilo". A quel che risulta, un corpo si trova adagiato all'interno dello scafo, mentre altri otto erano sul fondale adiacente; nel naufragio hanno perso la vita 16 persone, tra cui 7 giovani donne, una delle quali incinta di due mesi. Sui fatti sta indagando la magistratura di Agrigento; considerato che: a quanto consta all'interrogante, il recupero dei cadaveri dei migranti non è mai iniziato, sembra per i costi che sono considerati "eccessivi", sebbene si aggirerebbero sui 50.000 euro e nonostante il fatto che di tali costi, tra l'altro, la Caritas, ma anche soggetti singoli, come l'on. Pietro Bartolo, parlamentare europeo del PD, si erano detti disposti a farsi carico, dopo, ovviamente, aver avuto le necessarie autorizzazioni dall'autorità competente; a parere dell'interrogante, non vi è alcuna motivazione che possa giustificare l'inerzia rispetto alla pietosa e doverosa operazione di recupero dei corpi di nove persone, che hanno perso la vita e non devono essere abbandonate in mare; non risulta chiaro, inoltre, se i due cadaveri che la corrente ha portato a riva siano stati sottoposti ad esami autoptici o se, come sembra, siano stati poi tumulati senza nemmeno cercare di dar loro un'identità, circostanza che, se confermata, sarebbe l'ennesimo insulto alle vittime della tragedia ed a i loro familiari, oltre ad evidenziare una fretta ingiustificabile, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, possano dare maggiori informazioni sulla vicenda, chiarendo, in particolare, se i corpi ritrovati il 4 settembre nei pressi di cala Spugne a Lampedusa siano stati sottoposti ad esami autoptici prima della loro tumulazione; se, inoltre, consti che i parenti delle vittime del naufragio del 30 giugno abbiano potuto visionare i corpi ritrovati il 4 settembre e se siano stati fatti prelievi del DNA, in modo da consentirne la successiva identificazione, e, in caso negativo, quale sia la motivazione di tali omissioni; se, infine, sia stato disposto il recupero dei nove corpi di alcune delle vittime del naufragio del 30 giugno, che, come detto, sono stati individuati tramite robot subacqueo nei fondali a 7 miglia a ovest di Lampedusa, prima che intervenga la loro totale decomposizione, ed in caso negativo quali siano le motivazioni che dovrebbero giustificare un comportamento che, a parere dell'interrogante, non potrebbe che essere definito inumano. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06000 DE POLI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: con decreto del Ministro dello sviluppo economico 1° luglio 2021 è stata data attuazione al nuovo incentivo, previsto dall'articolo 29 -bis del decreto-legge n. 104 del 2020, finalizzato a sostenere l'acquisto da parte dei cittadini di servizi termali presso gli stabilimenti termali accreditati; il " bonus terme" è un'agevolazione di cui il cittadino potrà beneficiare prenotando i servizi termali di proprio interesse presso uno stabilimento termale prescelto e coprirà fino al 100 per cento del servizio acquistato, fino a un valore massimo di 200 euro; lo stanziamento complessivo previsto per l'intervento è di 53 milioni di euro; al momento il bonus terme non è attivo; con avviso pubblicato sui siti internet del Ministero e di Invitalia, soggetto gestore della misura, si viene a sapere, soltanto, che sarà data comunicazione dell'apertura delle prenotazioni dei bonus , si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere affinché vengano comunicati, nel più breve tempo possibile, modalità e tempi di prenotazione del " bonus terme"; se non reputi indispensabile prevedere, nel prossimo disegno di legge di bilancio, il rifinanziamento del fondo destinato al bonus terme per sostenere concretamente il comparto termale colpito duramente dall'emergenza COVID. Atto n. 4-06001 DE POLI Al Ministro della salute Premesso che in Veneto, nelle RSA, la carenza di infermieri, dovuta sia al turnover per quiescenza che alle assunzioni del personale in servizio da parte delle ULSS, tramite i concorsi di "Azienda Zero", per fronteggiare l'emergenza sanitaria dovuta al COVID-19, ha evidenziato la necessità di intraprendere azioni rapide e strutturali per sopperire all'esigenza di personale infermieristico; considerato che: il percorso formativo per accedere alla professione di infermiere è lungo e prevede una laurea triennale con accesso a numero chiuso; per l'anno accademico 2020/2021 i corsi nazionali a numero programmato della laurea in infermieristica mettono a disposizione 16.013 posti (esclusi i posti da infermiera ostetrica e pediatrica), in Veneto 1.400, il tutto a fronte di una carenza nazionale di 63.000 unità, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda prevedere la possibilità di una proroga fino al 31 dicembre 2023 per le assunzioni in deroga (personale sanitario non appartenente alla UE ed iscritto all'albo delle professioni sanitarie nello Stato di provenienza), attualmente consentite fino al 31 dicembre 2021 dall'art. 3, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, al fine di sopperire alla grave carenza di personale sanitario e socio-sanitario nelle RSA. Atto n. 4-06002 PAPATHEU Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: dalle competizioni delle olimpiadi 2020 si è appreso che gli atleti delle paralimpiadi sono considerati "atleti di serie B" in quanto i premi a loro riconosciuti hanno valore diverso da quelli assegnati agli atleti olimpici che hanno ottenuto medaglie; i premi non arrivano neppure alla metà ovvero: 180.000 euro per l'oro alle olimpiadi contro 75.000 euro per l'oro alle paralimpiadi; 90.000 euro per l'argento alle olimpiadi contro 40.000 euro per l'argento alle paralimpiadi; 60.000 euro per il bronzo alle olimpiadi contro 25.000 euro per il bronzo alle paralimpiadi; questa sperequazione è incomprensibile e l'impegno, la dedizione e la forza degli atleti che hanno partecipato alle paralimpiadi nel 2021 non sono da meno di quelli che, qualche settimana fa, hanno concluso il proprio percorso alle olimpiadi di Tokyo 2020 (espletate nel 2021), si chiede di sapere se, nel rispetto della Costituzione, il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga di attivarsi al fine di sanare, insieme all'ente CONI, le suddette disparità. Atto n. 4-06003 LANNUTTI Al Ministro dell'interno Premesso che: la massoneria si definisce ordine iniziatico e la società ideale cui aspira è strutturata in modo gerarchico: coloro che si fanno custodi del sapere hanno il compito di guidare dall'alto il mondo dei profani, affinché anche questi ultimi possano beneficiare della luce di cui gli iniziati sono portatori. Tale concetto di società governata da un gruppo di persone che si ritiene superiore per intelligenza e cultura è opposto al concetto di democrazia in cui tutti i cittadini hanno uguali diritti nel governo dello Stato. La segretezza è un aspetto fondamentale dell'iniziazione. Nelle logge i "fratelli" non sono mai a conoscenza del reale grado di appartenenza dei loro compagni; è bene ricordare che l'Italia ha vissuto anni di piombo e terrorismo, stragi impunite e misteri irrisolti, sui quali in molti casi aleggiava l'ombra della massoneria. In particolare della loggia "Propaganda Due", guidata dal grande maestro Licio Gelli, tanto che una legge apposita, legge 25 gennaio 1982, n. 17, sciolse definitivamente la P2 e rese illegale il funzionamento di associazioni segrete con analoghe finalità, in attuazione del secondo comma dell'articolo 18 della Costituzione italiana. Recita l'articolo 18 della Costituzione sulla libertà di associazione: "I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare"; come ai tempi della P2, da una pluralità di fonti provenienti da inchieste parlamentari e da atti processuali recenti, anche oggi affiorano vicende legate a fenomeni di condizionamento dell'azione dei pubblici poteri; considerato che: nel nuovo libro del giornalista Ferruccio Pinotti, "Potere massonico", edito da Chiarelettere, uscito nelle librerie nel giugno 2021, a pagina 587, alla domanda: "L'onorevole Elio Lannutti (...) sostiene che la scarsa trasparenza e la segretezza dei massoni sono il vero pericolo della democrazia. Esiste in concreto la possibilità che la P2 sia evoluta in altri percorsi numerati, P3, P4, come dimostrane le relative inchieste giudiziarie", Stefano Bisi, gran maestro del Grande oriente d'Italia (la più antica e numerosa istituzione massonica italiana), risponde: "Quelli come Lannutti sparano cavolate, lanciano fango, non si occupano di cose serie per fare il bene dell'Italia e sono pericolosi uomini divisori"; l'interrogante, come stranoto alle cronache, sarebbe pericoloso e reo di lesa maestà al Grande oriente per aver presentato un disegno di legge, AS 364 del 25 luglio 2018, avente come oggetto le "disposizioni in materia di incompatibilità con la partecipazione ad associazioni che comportano vincolo di obbedienza come richiesto da logge massoniche o associazioni similari fondate su giuramenti o vincoli di appartenenza". Una proposta che rende incompatibile con le pubbliche funzioni le iscrizioni ad elenchi basati sul vincolo dell'obbedienza; considerato infine che: si devono considerare "associazioni segrete", pertanto come tali vietate dell'articolo 18 della Costituzione, tutte quelle associazioni che, anche all'interno di associazioni palesi, occultano la loro esistenza o tengono segrete congiuntamente finalità e attività sociali o rendono sconosciuti, in tutto o in parte e anche reciprocamente, i soci, prevedendo una pena per chiunque promuove, dirige o svolge attività di proselitismo di un'associazione segreta; ancora oggi, a distanza di 40 anni dalla scoperta della P2 e dalle inchieste portate avanti da magistrati coraggiosi come Ferdinando Imposimato, Agostino Cordova, e ancor prima Giangiacomo Ciaccio Montalto e Carlo Palermo, si assiste a eventi criminosi in cui la massoneria è ancora evidente anello di collegamento tra coloro che detengono il potere all'interno delle istituzioni e la mafia, e nelle quale i "fratelli" fanno la loro comparsa, o direttamente sugli scenari, o ancora come ombre. Nella recente indagine trapanese su logge segrete, denominata "Artemisia", un pool di giovani magistrati ha scoperto che politici e "colletti bianchi" locali avrebbero fondato una loro loggia massonica, con tanto di tempio massonico in un palazzo di Castelvetrano, guidata da un ex deputato regionale siciliano, lo stesso che anni prima aveva fatto parte della Commissione antimafia regionale, proprio mentre la DIA sottolineava in un'informativa i suoi rapporti d'affari con la famiglia dei mafiosi Messina Denaro di Castelvetrano, quei Messina Denaro a cui appartiene il super latitante più ricercato. L'inchiesta ha coinvolto non solo politici e massoni, ma anche uomini dello Stato, tre poliziotti, il cui compito sarebbe dovuto essere quello di prevenire i crimini e perseguirli, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se, alla luce di questi continui attacchi agli organi dello Stato da parte di esponenti della massoneria, ritenga di doversi attivare per introdurre norme, anche in via d'urgenza, che considerino "associazioni segrete", come tali vietate dell'articolo 18 della Costituzione, quelle che, anche all'interno di associazioni palesi, occultano la loro esistenza o tengono segrete congiuntamente finalità e attività sociali o rendono sconosciuti, in tutto o in parte e anche reciprocamente, i soci, prevedendo una pena per chiunque promuove, dirige o svolge attività di proselitismo di un'associazione segreta; se ritenga, in particolare, di dover proporre l'adozione di norme che stabiliscano l'incompatibilità per i dirigenti della pubblica amministrazione, per gli ufficiali dirigenti delle forze armate, per gli avvocati e procuratori dello Stato, per il personale militare e delle forze di polizia dello Stato, per il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, per il personale di livello dirigenziale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per tutto il personale dipendente del Ministero dell'interno, con la partecipazione ad associazioni di stampo massonico; se ritenga di dover assumere iniziative normative volte a stabilire l'incompatibilità con la partecipazione ad associazioni di stampo massonico delle cariche di amministratore e sindaco di società pubbliche, ma anche per i magistrati ordinari e speciali, per i magistrati onorari, per i componenti delle commissioni tributarie e per i giudici popolari delle corti di assise e delle corti di assise di appello. Atto n. 4-06004 ZAFFINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il gruppo tedesco ThyssenKrupp è interamente proprietario dell'unico stabilimento in Italia che produce acciaio inox , la fabbrica Acciai speciali Terni (AST); negli anni si è assistito ad un progressivo e sensibile ridimensionamento delle produzioni, a partire da quella del lamierino magnetico cessata nel 2005; tale produzione oggi è limitata ad un milione di tonnellate, nonostante la richiesta che proviene dal solo mercato italiano sia di oltre un milione e 400.000 tonnellate; ancora oggi l'AST di Terni produce acciaio inox di ottima qualità, riconosciuto ed apprezzato anche all'estero; l'azionista tedesco ThyssenKrupp ha espresso l'intenzione di uscire dal settore ed ha pubblicamente annunciato la decisione di cedere la fabbrica Acciai speciali Terni ad una nuova proprietà o un azionista di maggioranza, senza fornire garanzie per gli investimenti in corso, né rassicurazioni sul fronte dell'occupazione; la procedura di vendita di AST dovrebbe concludersi entro settembre 2021, come ha affermato, rispondendo ad un'interrogazione in sede di question time alla Camera dei deputati lo scorso 8 settembre, il Ministro in indirizzo, mentre i potenziali acquirenti si sono ridotti a tre, due imprese italiane ed una cinese; lo stesso Ministro ha affermato che: "Come governo stiamo seguendo, in un rapporto trasparente e corretto con la proprietà, la procedura di vendita che non può comunque subire interferenze da parte del governo"; l'affermazione sembra non pertinente, posto che l'estensione anche al settore siderurgico del " golden power " consente al Governo di delimitare lo spazio di libera contrattazione tra le parti, sottoponendo al controllo dello Stato eventuali scalate in settori strategici per l'economia come questo, con l'obiettivo di garantire elementi di interesse nazionale quali i livelli occupazionali e la produttività; considerato che: la produzione dell'acciaio inox è strategica per la sopravvivenza del sistema produttivo italiano che ha caratteristiche universalmente riconosciute di Paese trasformatore; la tutela del settore siderurgico, elemento imprescindibile delle attività produttive del nostro Paese, asset strategico su cui si è costruita la competitività del sistema industriale italiano in settori di straordinaria importanza per la produzione e l'occupazione del Paese, non sembra esser presa nella giusta considerazione dal Governo, che non ha ancora adottato un adeguato piano industriale; la qualità della produzione ternana ha delle specificità che vanno salvaguardate e delle quali si deve tenere conto, per cui si ritiene che qualunque soggetto che dovesse acquisire il sito dovrà garantire un piano industriale che assicuri e sviluppi queste caratteristiche; il futuro di AST è una questione vitale non solo per Terni e l'Umbria, già fortemente colpite dalla crisi e dalla deindustrializzazione, ma costituisce un asset di interesse nazionale, per la cui salvaguardia, ove ne ricorressero le condizioni, il Governo non dovrebbe esitare ad esercitare il golden power , il cui esercizio è stato sempre sostenuto da Fratelli d'Italia, che, da ultimo, con proprio emendamento, ne ha ottenuto la reintroduzione anche a tutela del settore siderurgico come strumento di controllo e moral suasion , si chiede di sapere: quali informazioni abbia il Ministro in indirizzo per poter affermare con una certa sicurezza che la procedura di vendita di Acciai speciali Terni è in dirittura di arrivo e quali siano i piani industriali proposti dai tre player in competizione; quali garanzie si abbiano, da parte della nuova proprietà, che il sito ternano conservi le proprie capacità produttive (la società delle fucine e il tubificio in primis ), assicurandone l'integrità insieme al mantenimento dei livelli occupazionali, per scongiurare il pericolo che il polo ternano possa subire ridimensionamenti legati a politiche economiche estranee agli interessi nazionali; per quali ragioni non abbia ritenuto opportuno soddisfare le pressanti richieste di confronto da parte delle organizzazioni sindacali, magari includendo anche Terni nel corso del suo tour elettorale in Umbria, come richiesto dalle autorità cittadine; perché, sempre stando alle affermazioni fatte dal Ministro, il Governo dovrebbe rimanere estraneo e al di fuori della procedura di vendita di una realtà ritenuta strategica a livello nazionale. Atto n. 4-06005 GASPARRI Al Ministro della salute Premesso che: sul "Corriere della Sera" del 13 settembre 2021, è stata pubblicata la vicenda del ragionier Alessandro Pinna, rinviato a giudizio per appropriazione indebita di un milione e 800.000 euro, sottratti dalle casse dell'Unitalsi (Unione ammalati trasporto a Lourdes e santuari internazionali) fra il 2009 e il 2016; con la complicità di altre 4 persone il Pinna, in qualità di presidente della sottosezione romana dell'Unitalsi, avrebbe impiegato tale ingente somma di denaro per effettuare generose donazioni a parenti ed amici, per acquistare una lussuosa villa in Sardegna, per pagarne la gestione attraverso una governante e per finanziare i suoi soggiorni sull'isola; risulta del tutto singolare apprendere dai siti della ASL Roma 1 e della ASL di Rieti che il ragionier Pinna, in entrambi i casi autocertificatosi dottore commercialista, dopo un'ipotesi accusatoria a giudizio dell'interrogante così terribile, dal momento che il denaro sottratto era quello dei malati che si recavano presso i santuari mariani, continui a ricoprire la carica di componente del collegio sindacale della ASL Roma 1, con nomina del Ministero della salute del 2020, e addirittura la carica di presidente del collegio sindacale della ASL di Rieti, con nomina della Regione Lazio del 2019; dal momento che il collegio sindacale verifica l'attività dell'azienda sotto il profilo della gestione economica, finanziaria e patrimoniale, vigila sull'osservanza della legge, accerta la regolare tenuta della contabilità e la conformità del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, effettua periodicamente verifiche di cassa e svolge le altre funzioni al medesimo attribuite da leggi nazionali e regionali, sarebbe utile conoscere le motivazioni in base alle quali il Ministero della salute e il presidente della Regione Lazio ritengono di lasciare al suo posto un soggetto che, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe causato gravissimi danni patrimoniali ad un'associazione di volontariato; giova sottolineare inoltre che risultano in corso due procedimenti giudiziari a carico di Pinna in qualità di ex presidente dell'associazione "Isola solidale", impegnata nella rieducazione e nel reinserimento delle persone detenute, proprietaria dell'immobile e dei terreni sui quali si svolge l'attività dell'associazione. Il primo procedimento riguarda la morosità nel pagamento del canone di locazione, mentre il secondo verte su gravi irregolarità nel subaffitto di porzioni di terreno, effettuato senza la necessaria autorizzazione scritta del consiglio della fondazione "Opera Divin Redentore". Sembra inoltre che alla vigilia del rinvio a giudizio per la vicenda Unitalsi Pinna si sia dimesso dalla carica di presidente dell'associazione, ma continui a gestirla nei fatti attraverso un suo stretto collaboratore, nominato presidente, e il cognato, nominato direttore, si chiede di sapere se, alla luce di quanto esposto, il Ministro in indirizzo ritenga ancora opportuno che un soggetto come il ragionier Alessandro Pinna continui ad occupare due delicati incarichi pubblici, che impattano direttamente sul corretto ed onesto impiego del denaro dei contribuenti e per i quali si richiedono spiccate doti di onestà e moralità. Atto n. 4-06006 PAPATHEU Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da mesi ci sono quasi mille salme (920 bare per la precisione) che giacciono senza sepoltura nel cimitero "Santa Maria dei Rotoli", a Palermo; alcune bare sono scoppiate a causa del caldo torrido e nonostante le varie segnalazioni la situazione versa a tutt'oggi in uno stato pericoloso e degradante; quanto si sta verificando, oltre ad essere irrispettoso nei confronti dei defunti e dei loro congiunti, determina una situazione allarmante dal punto di vista igienico-sanitario in violazione degli standard che ogni cimitero deve mantenere; è evidente che non è più procrastinabile l'adozione di misure immediate per far fronte all'emergenza e per procedere in temi rapidi alla sepoltura delle bare, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e se abbiano già predisposto adeguate e tempestive soluzioni; se non ritengano altresì opportuno adottare tutte le iniziative di competenza volte anche, ove necessario, alla nomina di un commissario per la gestione della situazione esistente e anche per la programmazione di un nuovo cimitero o per l'ampliamento di quello esistente. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-02821 della senatrice Granato ed altri, sullo sportello "SOS malagiustizia" del Codacons; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02820 della senatrice Biti ed altri, sulle classi di concorso per l'insegnamento scolastico dei medici veterinari; 3-02822 della senatrice Angrisani ed altri, sulle procedure di assunzione di docenti inseriti nelle diverse graduatorie; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-02818 della senatrice Alessandrini, sull'operatività degli stabilimenti del gruppo AMI, Acque minerali d'Italia.