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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 233 STEFANO La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REFERENTE AS 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il presidente STEFANO ( PD ) comunica che la 5ª Commissione ha reso una relazione non ostativa condizionata ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione e che le altre relazioni pervenute sino ad ora sono delle Commissioni 1 a , 3 a , 4 a , 9 a , 10 a , 11 a e 13 a . Comunica, inoltre, che martedì 18 maggio 2021, a partire dalle ore 12.30, si svolgeranno le audizioni informali dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, del Procuratore generale della Corte di cassazione e di rappresentanti della Consob. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI E ALTRI ATTI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2020) 93 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi Doc n. COM(2021) 93 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Sull'esame della proposta di direttiva in titolo, relativa alla parità di retribuzione, il PRESIDENTE comunica che sono pervenute dal relatore alcune proposte di audizione e che il termine per eventuali ulteriori proposte da parte dei senatori fissato alle ore 16 di lunedì 17 maggio. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM (2020) 725, 726 e 727 Proposte di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di salute Doc n. COM(2020) 725 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un ruolo rafforzato dell'Agenzia europea per i medicinali nella preparazione alle crisi e nella loro gestione in relazione ai medicinali e ai dispositivi medici Doc n. COM(2020) 726 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 851/2004 con il quale si crea un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Doc n. COM(2020) 727 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 1082/2013/UE (Seguito e conclusione dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, dei progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Approvazione di una risoluzione: Doc. XVIII- bis, n. 9, sui profili di conformità ai principi di sussidiarietà e proporzionalità) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 4 maggio. Il relatore LOREFICE ( M5S ) ricorda di aver presentato, nell'ultima seduta, uno schema di risoluzione sulle tre proposte di regolamento in titolo, in materia di minacce alla salute, e avverte di aver integrato il testo con un inciso, proposto dal senatore Fazzolari, al quart'ultimo paragrafo dello schema. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di risoluzione, pubblicato in allegato al resoconto di seduta ( Doc. XVIII -bis , n. 9). La Commissione approva. COM(2020) 825 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la direttiva 2000/31/CE Doc n. COM(2020) 825 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la direttiva 2000/31/CE (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 28 aprile. La relatrice, senatrice RICCIARDI ( M5S ), riepiloga i contenuti della proposta di regolamento in titolo, relativa al mercato unico dei servizi digitali ( Digital Services Act ) e ribadisce l'orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Previa verifica, da parte del PRESIDENTE , della presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conviene. COM(2020 829 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla resilienza dei soggetti critici Doc n. COM(2020) 829 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla resilienza dei soggetti critici (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 aprile. La relatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) riepiloga i contenuti della proposta di direttiva in titolo, sui soggetti titolari di infrastrutture critiche, e svolge una relazione integrativa in merito agli aspetti finanziari derivanti dal provvedimento, forniti dal Governo. Ricorda, infatti, che nella precedente seduta era stata formulata una richiesta di approfondimento sui maggiori oneri che la proposta avrebbe comportato per i soggetti, pubblici o privati, interessati dalle sue disposizioni una volta approvata. Ciò anche in base a quanto evidenziato nella relazione del Governo trasmessa ai sensi della legge n. 234 del 2012, secondo cui si è ritenuto ragionevole ipotizzare che la nuova normativa imporrà necessariamente un aumento degli oneri a carico delle imprese e dei soggetti pubblici individuati come "soggetti critici" e in cui si è ritenuto opportuno che in sede di recepimento sia prevista una copertura finanziaria a parziale ristoro dei maggiori oneri sostenuti in applicazione della nuova normativa. Sulla base di questa prima relazione, e su richiesta della Commissione, il Governo ha depositato una relazione integrativa con ulteriori elementi di informazione. In primo luogo, in tale relazione si evidenzia come il negoziato sulla proposta si trova ancora nella fase di prima lettura in sede di Consiglio e che non è stata ancora definita in modo preciso una posizione governativa ufficiale sul testo, che peraltro potrebbe subire modifiche nel corso dell'esame. In secondo luogo, si sottolinea come gli obblighi posti dalla direttiva in capo ai soggetti critici sono riferiti: alle misure di protezione e resilienza, consistenti nell'effettuare una valutazione del rischio soggettiva, basata su quella eseguita a livello nazionale e su altre fonti di informazione pertinenti (articolo 10); alla predisposizione di un piano per la resilienza, che deve includere misure tecniche ed organizzative in relazione alle quali la direttiva fornisce alcune indicazioni di dettaglio (articolo 11); alla notifica degli incidenti, includendo tutte le informazioni disponibili necessarie per consentire all'autorità competente di comprendere la natura, la causa e le possibili conseguenze dell'incidente, compresa la determinazione di un suo eventuale impatto (articolo 13). La relazione integrativa del Governo si sofferma in particolare sull'articolo 11, riguardante le misure di resilienza dei soggetti critici. Questi dovranno porre in essere misure tecniche ed organizzative adeguate e proporzionate per garantire la propria resilienza tra le quali, in particolare, misure di gestione dei rischi e delle crisi, pratiche di allerta, misure di continuità operativa, gestione della sicurezza del personale, controllo degli accessi, in particolare di quelli ad aree specifiche, agli impianti ed infrastrutture sensibili, e gestione delle informazioni (comma 1). La proposta richiede un impegno anche in relazione alla riduzione del rischio di catastrofi e di adattamento ai cambiamenti climatici (lettera a) del comma 1). Al riguardo si rileva, inoltre, che gli obblighi previsti dalla direttiva prevedono un approccio basato sull'analisi del rischio, ciò che implica che le misure di resilienza siano proporzionali ai potenziali impatti che gli eventi avversi possono avere sull'utenza e, più in generale, sulla popolazione, sulle attività economiche e sociali e sull'ambiente. Con riferimento a tali misure quindi, la quantificazione degli oneri dipende da una serie di fattori, tra i quali la complessità dei soggetti critici e la loro organizzazione e localizzazione territoriale, gli altri adempimenti già imposti dalle leggi di settore, le linee guida che saranno emanate a livello europeo e le indicazioni che proverranno dal contesto nazionale dalle Autorità di settore. In particolare, sarà necessario formulare i giudizi di equivalenza tra le misure richieste dalla direttiva e le normative settoriali già in vigore e stimare l'eventuale effetto aggiuntivo/integrativo sui programmi di sicurezza e resilienza già adottati dalle aziende sulla base degli altri vincoli di compliance esistenti. Nella relazione si afferma inoltre che occorrerà individuare anche quali saranno gli asset di cui i soggetti critici dovranno garantire la protezione fisica, poiché le misure a tal fine previste dalla formulazione attuale della direttiva (lettera b) del comma 1) si atteggeranno con differenti livelli di difficoltà a seconda che si abbia a che fare, ad esempio nel settore dell'energia, con gli impianti di produzione e i siti di stoccaggio oppure con le reti di trasmissione e le pipeline . Allo stesso modo, il tema dell'individuazione di catene di approvvigionamento alternative (lettera d) sarà di concreta attuazione solo in alcuni casi e, comunque, dovrà essere tradotto sul piano nazionale in formule meno astratte, ad esempio tramite la formulazione di linee guida. La relazione del Governo conclude affermando come non sia possibile quindi, allo stato, quantificare puntualmente i costi di investimento e di esercizio che si renderanno necessari in sede di attuazione della direttiva. Da questo punto di vista, pertanto, si prende atto delle precisazioni e integrazioni formulate, che lasciano comunque prevedere, con una ragionevole probabilità, che l'adozione definitiva della proposta comporterà oneri a carico della finanza pubblica e a carico delle aziende private direttamente interessate dalle disposizioni della direttiva. L'impatto finanziario della proposta potrà essere definitivamente valutato solo all'esito del negoziato. La Relatrice aggiunge, quindi, che la proposta è stata esaminata da 19 Parlamenti o Camere nazionali e solo le due Camere della repubblica ceca hanno sollevato perplessità sull'incremento delle entità giuridiche che saranno oggetto di regolamentazione, essendo peraltro variabile la loro significatività ai fini della disciplina di tutela posta dalla normativa proposta. Riguardo alla valutazione sul rispetto del principio di sussidiarietà, si può concludere affermando che l'obiettivo perseguito dalla proposta in esame non è realizzabile in misura sufficiente con l'azione dei soli Stati membri, in quanto un'azione europea è giustificata dalla natura comune dei rischi cui sono esposti i soggetti critici, dal carattere transnazionale dei servizi che forniscono e dalle interdipendenze e connessioni, intersettoriali e transfrontaliere, fra di essi. Rispetto alla situazione attuale, il valore aggiunto dell'iniziativa riguarda l'introduzione di un quadro generale che fissa un maggiore allineamento fra le politiche degli Stati membri (ambito d'applicazione settoriale coerente; criteri per designare i soggetti critici; prescrizioni comuni in termini di valutazione dei rischi), la previsione di obblighi di adozione di misure di resilienza adeguate da parte dei soggetti critici, la riduzione delle difformità tra le legislazioni degli Stati membri. La Relatrice ritiene, quindi, che la proposta di direttiva in esame, che ha l'obiettivo di aumentare la resilienza dei soggetti critici rispetto a una serie di rischi, sia conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Previa verifica, da parte del PRESIDENTE , della presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conviene. IN SEDE CONSULTIVA (2201) d-L 42/2021 - Misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare DDL 2201 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare (Parere alla 2 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il relatore CORBETTA ( M5S ), relatore, ricorda che il disegno di legge in esame reca la conversione in legge del decreto-legge n. 42, sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare, già approvato dalla Camera dei deputati e ivi integrato con gli articoli 1- bis e 1- ter . L'articolo 1 modifica, prima della sua entrata in vigore prevista per il 26 marzo, il decreto legislativo n. 27 del 2021 di adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2017/625 relativo ai controlli ufficiali sulla sicurezza degli alimenti e mangimi, della salute degli animali e della sanità delle piante, al fine di evitare  per la maggiore tutela della salute dei consumatori  l'abrogazione di talune disposizioni della legge n. 283 del 1962 e della legge n. 441 del 1963, relative a divieti, autorizzazioni, prescrizioni e sanzioni in materia di igiene alimentare, la cui abrogazione era prevista dall'articolo 18 del decreto legislativo n. 27 del 2021. Nella precedente seduta si era osservato che, poiché i divieti che si prevede di mantenere in vigore sono esplicitazione e si sovrappongono in buona parte con la disciplina europea di cui al citato regolamento (UE) 2017/625, sarebbe stato più opportuno che il relativo impianto sanzionatorio fosse riferito alle disposizioni europee, evitando di mantenere in vigore norme nazionali che insistono su ambiti disciplinati dal regolamento europeo. Peraltro, la stessa delega prevista dall'articolo 12 della legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019) prevede, tra i principi e criteri direttivi di cui al comma 3, per l'attuazione della delega, il criterio di cui alla lettera a), dell'«abrogazione espressa delle norme nazionali incompatibili e coordinamento e riordino di quelle residue». Tuttavia, l'articolo 18 del decreto legislativo n. 27 del 2021 contiene un elenco molto ampio di disposizioni da abrogare. In particolare, accanto a quelle relative alla disciplina dei controlli nella filiera agroalimentare, le lettere b) , c) e d) inseriscono tra le disposizioni da abrogare le norme sanzionatorie in materia di sostanze alimentari contenute nella legge n. 283 del 1962, così come modificata dalla legge n. 441 del 1963, e nel regolamento di esecuzione della stessa. A tale riguardo, la Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, ha sottolineato, nella Relazione del 17 marzo 2021, che l'elenco delle disposizioni da abrogare sembra configurabile come un eccesso di delega rispetto al criterio di delega di cui alla citata lettera a) , poiché questa prevede soltanto la possibilità di "adeguare e raccordare le disposizioni nazionali vigenti alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625, con abrogazione espressa delle norme nazionali incompatibili e mediante coordinamento e riordino di quelle residue", nonché rispetto alla lettera i) , che conferisce al Governo soltanto il potere di "ridefinire il sistema sanzionatorio per la violazione delle disposizioni del regolamento 2017/625 attraverso la previsione di sanzioni amministrative efficaci, dissuasive, proporzionate alla gravità delle violazioni medesime". Secondo la Corte di cassazione, infatti, la legge n. 283 del 1962 non si pone affatto in posizione di incompatibilità con le norme (procedurali) del regolamento (UE) 2017/625 e "non si rinviene alcuna situazione di oggettiva incertezza nella ricostruzione del coerente significato dei suesposti criteri e principi direttivi tali da giustificare, nella fase attuativa, qualche forma di discrezionalità spettante al Governo nella fase di attuazione della delega". Ciò premesso, il Relatore ritiene, pertanto, che non sussistono concreti profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, e presenta un conferente schema di parere non ostativo. Il PRESIDENTE, previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. 2132 Ratifica ed esecuzione dello Statuto dell'East Mediterranean Gas Forum (EMGF), fatto al Cairo il 22 settembre 2020 DDL 2132 Ratifica ed esecuzione dello Statuto dell'East Mediterranean Gas Forum (EMGF), fatto al Cairo il 22 settembre 2020 (Parere alla 3 a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 28 aprile. Il relatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che il disegno di legge in esame prevede la ratifica dello Statuto del East Mediterranean Gas Forum , che ha lo scopo principale di ricavare il massimo beneficio economico dai giacimenti di gas esistenti nell'area del Mediterraneo orientale, di cooperare per aumentare le esportazioni dalla regione con una gestione più efficiente delle infrastrutture esistenti, di promuovere investimenti privati nel settore energetico e di favorire l'esportazione delle risorse naturali, senza prevedere alcun tipo di autorità vincolante sui suoi membri. Ricorda, in particolare, che le Parti istituiscono il Forum in considerazione delle significative scoperte di gas nel Mediterraneo orientale e del loro profondo impatto sullo sviluppo energetico ed economico della regione, nonché della vitale importanza di effettuare nuove scoperte e di sfruttarle per la prosperità e la sicurezza energetica dell'area e di tutte le popolazioni coinvolte, e a tal fine intendono cooperare per l'utilizzo delle infrastrutture esistenti e per la realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di commercializzare i prodotti derivanti dalle predette scoperte. Ritiene, quindi, di dover svolgere alcune considerazioni, con riferimento alle questioni emerse durante la discussione generale svolta nella precedente seduta. In particolare era stato posto il dubbio circa la compatibilità tra l'obiettivo del Forum , di stabilire forme di collaborazione per il massimo sfruttamento del gas naturale per i Paesi di produzione, di transito e di consumo, e l'obiettivo dell'Unione europea, del progressivo abbandono dell'utilizzo di tale risorsa energetica in vista del raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Al riguardo, il Relatore rileva anzitutto che, in conformità alla decisione 74/393/CEE e alla decisione (UE) 2017/684, relative al meccanismo per lo scambio di informazioni riguardo ad accordi intergovernativi e a strumenti non vincolanti fra Stati membri e Paesi terzi nel settore dell'energia, lo Statuto, prima della sua firma è stato notificato alla Commissione europea, la quale ha confermato la sua compatibilità con l'ordinamento dell'UE. Gli Stati europei hanno quindi potuto firmare lo Statuto attualmente in fase di ratifica. Lo stesso Statuto, inoltre, all'articolo 24, sancisce l'eguaglianza di diritti e di obblighi tra i membri e il rispetto dei loro ordinamenti giuridici nazionali nonché dei loro obblighi internazionali e di quelli derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Per quanto riguarda la coerenza della posizione dell'Italia, nella relazione del Governo che accompagna il disegno di legge si ribadisce che il nostro Paese persegue da tempo una politica energetica che assicuri, insieme, la sicurezza energetica, la tutela dell'ambiente e l'accessibilità dei costi dell'energia, contribuendo agli obiettivi europei in materia di energia e di ambiente. L'Italia condivide, pertanto, l'orientamento europeo teso a rafforzare l'impegno per la decarbonizzazione dell'economia e intende promuovere un green new deal , inteso come un patto verde con le imprese e con i cittadini, che consideri l'ambiente come motore economico del Paese. Così come indicato nel Piano integrato per l'energia e il clima (PNIEC), notificato alla Commissione europea, l'Italia intende accelerare la transizione dai combustibili tradizionali alle fonti rinnovabili, promuovendo il graduale abbandono del carbone per la generazione elettrica a favore di un mix elettrico basato su una quota crescente di fonti rinnovabili e, per la parte residua, sul gas. Per quanto riguarda la sicurezza dell'approvvigionamento, l'Italia intende perseguire, da un lato, la riduzione della dipendenza dalle importazioni mediante l'incremento delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica e, dall'altro, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, ad esempio facendo ricorso al gas naturale anche tramite il gas naturale liquefatto (GNL), con infrastrutture coerenti con lo scenario di decarbonizzazione profonda previsto entro l'anno 2050. In tale contesto, l' East Mediterranean Gas Forum si costituisce come un foro di cooperazione, senza alcun tipo di autorità vincolante sui suoi membri, perfettamente in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione dell'economia da raggiungere entro l'anno 2030 ed entro l'anno 2050. Inoltre, il Governo italiano considera l' East Mediterranean Gas Forum di grande interesse strategico per i suoi potenziali effetti stabilizzatori a livello regionale e per tutelare gli interessi industriali italiani nell'area mediterranea, in linea con gli obiettivi di diversificazione delle fonti di approvvigionamento che l'Italia sta perseguendo, e in particolare di ottimizzazione dell'uso delle infrastrutture esistenti, di sviluppo del mercato del GNL, in particolare per la decarbonizzazione dei trasporti pesanti e marittimi, in Italia e nel Mediterraneo, e di incremento in rete di quote crescenti dei gas rinnovabili (biometano, metano sintetico e, in prospettiva, idrogeno). In tale ambito, l'Italia ha visto confermato il proprio importante ruolo strategico quale Paese cofondatore del Forum , cerniera del Mediterraneo orientale verso l'Occidente e potenziale porta di accesso del gas verso i mercati europei, ottimizzando così l'uso della rete del gas già costruita, i cui costi di manutenzione, in presenza di una domanda nazionale in calo, verrebbero così ad essere ripartiti anche sui consumatori centro-europei. Infine, per quanto riguarda il previsto onere finanziario di 138.800 euro annui, derivante dalla ratifica dello Statuto, esso consiste in 8.000 euro per spese di missione (una riunione ministeriale e due riunioni di gruppi di lavoro di esperti l'anno) e 130.000 euro di contributo annuale al bilancio del Forum , calcolato in relazione al peso economico dell'Italia rispetto agli altri membri e stimato prudenzialmente come ammontare massimo. Il bilancio del Forum , costituito dalle spese di funzionamento, tolti 100.000 dollari di cui si fa carico l'Egitto come Paese ospitante, ammonta a 300.000 dollari, suddivisi tra i restanti Paesi membri. Il Relatore presenta, quindi, uno conferente schema di parere non ostativo. Il senatore LOREFICE ( M5S ) ringrazia il relatore dell'approfondimento svolto e ribadisce l'opportunità di inserire nel parere un'osservazione circa la compatibilità con l'orientamento dell'Unione europea in materia di riduzione delle emissioni di gas climalteranti. In particolare, sebbene si tratti meramente di un Forum di coordinamento e tenuto conto degli interessi nazionali di natura geopolitica e geo economica, il Relatore sottolinea che tra gli obiettivi dello Statuto in ratifica non figura solo il "miglioramento" delle attuali capacità di sfruttamento e monetizzazione degli attuali estrazioni di gas, ma anche quello di prevedere incentivi a nuove esplorazioni, peraltro senza alcun limite temporale. Ritiene quindi opportuno richiamare il rispetto della prospettiva europea di transitorietà temporale del ricorso alla fonte energetica del gas, in vista degli obiettivi fissati al 2030 e al 2050. Il relatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) ribadisce la natura di mero Forum dello Statuto in ratifica, che tuttavia si pone in linea con gli interessi nazionali nell'area del Mediterraneo sia dal punto di vista politico che da quello economico, ma si dichiara disponibile all'integrazione del parere con un richiamo nei termini proposti dal senatore Lorefice. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) interviene per evidenziare la rilevanza geopolitica dell'atto in esame, con riferimento alla contrapposizione tra l'influenza turca nel Mediterraneo orientale, con particolare riferimento alla questione cipriota e all'accordo con la Libia, e l'influenza degli altri Paesi dell'area, coincidenti con le Parti firmatarie dello Statuto del Forum in ratifica. Ritiene, quindi, che il Forum si ponga in linea anche con gli interessi economici italiani, relativi alle attività estrattive e alla pesca. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,45. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SUI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA N. COM(2020) 725 DEFINITIVO, N. COM(2020) 726 DEFINITIVO E N. COM(2020) 727 DEFINITIVO ( Doc . XVIII- bis , n. 9) SUI PROFILI DI CONFORMITÀ AI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SUI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA N. COM(2020) 725 DEFINITIVO, N. COM(2020) 726 DEFINITIVO E N. COM(2020) 727 DEFINITIVO ( Doc . XVIII- bis , n. 9) SUI PROFILI DI CONFORMITÀ AI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ La 14 a Commissione permanente, esaminate le tre proposte di regolamento COM(2020) 725 sul ruolo dell'EMA, COM(2020) 726 sul ruolo del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie ECDC e COM(2020) 727 sul quadro normativo relativo alle minacce transfrontaliere alla salute; considerate le audizioni informali svolte il 26 gennaio 2021 dei professori Luca Richeldi e Silvio Tafuri, e i contributi di Farmindustria e della Federazione europea dell'industria farmaceutica (EFPIA) elaborati nell'ambito della consultazione svolta dalla Commissione europea; considerate le relazioni del Governo, trasmesse il 26 febbraio 2021 ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, sulle proposte COM(2020) 726 (ECDC) e COM(2020) 727 (minacce alla salute), ritenute conformi all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, nonché opportune e urgenti nel contesto della pandemia da Covid-19; ritenuto, in particolare, che: - dall'esperienza senza precedenti della pandemia da Covid-19, è emersa l'esigenza di rafforzare le capacità dell'Unione di coordinare l'attività volta a garantire la disponibilità di medicinali e dispositivi medici e a facilitarne lo sviluppo, attraverso la definizione di un quadro chiaro delle attività che l'Agenzia EMA deve svolgere in via preventiva e durante le emergenze di sanità pubblica e altri eventi gravi, in modo rapido, efficiente e coordinato; - il potenziamento del Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), consentirà di assicurare un maggiore coordinamento e una maggiore capacità di gestione delle crisi sanitarie anche con riferimento al Regolamento sanitario internazionale (RSI) del 2007 e ai rapporti con l'Organizzazione mondiale della Sanità, e consentirà agli Stati membri di essere meglio preparati ad affrontare eventuali pandemie future e altre minacce per la salute a carattere transfrontaliero; - la proposta COM(2020) 727 consente di ampliare migliorare il quadro normativo in materia di minacce transfrontaliere alla salute (decisione n. 1082/2013/UE), anche attraverso lo sviluppo di un piano dell'UE di preparazione alle crisi sanitarie e alle pandemie, integrato da:  piani nazionali e comunicazione trasparente delle capacità;  sistemi di sorveglianza integrati e rafforzati;  una migliore valutazione del rischio derivante dalle minacce per la salute;  il rafforzamento del potere di attuare una risposta coordinata a livello dell'UE attraverso il comitato per la sicurezza sanitaria; e  un meccanismo perfezionato per riconoscere le emergenze di sanità pubblica e rispondervi; considerato che le tre proposte sono state esaminate da 19 Camere dei Parlamenti nazionali dell'UE, di cui solo il Senato francese, con tre risoluzioni adottate il 23 febbraio scorso, ha sollevato la violazione del principio di sussidiarietà, ritenendo non rispettato il dettato dell'articolo 168, paragrafi 5 e 7, del TFUE, con cui si escludono misure di armonizzazione delle normative nazionali in materia di tutela della salute e con cui si richiede il rispetto delle "responsabilità degli Stati membri per la definizione della loro politica sanitaria e per l'organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica", tra cui "la gestione dei servizi sanitari e dell'assistenza medica e l'assegnazione delle risorse loro destinate"; ritenuto, al riguardo, che, sebbene alcune delle criticità sollevate dal Senato francese possano essere condivisibili, l'esigenza di far fronte in modo efficace ai rischi di pandemia come quella da Covid-19 richieda un'interpretazione dell'articolo 168 del TFUE, volto a garantire "un livello elevato di protezione della salute umana", tale da legittimare forme più strette di coordinamento e di armonizzazione tra gli Stati membri, come prefigurato nelle tre proposte in esame, in linea con quanto espresso dal Governo nelle citate relazioni; ritiene, quindi, che le proposte rispettino il principio di sussidiarietà, in quanto, per loro natura, le gravi minacce per la salute hanno implicazioni transnazionali e l'azione dell'Unione europea si esplica negli ambiti di protezione, prevenzione e preparazione nei confronti di minacce transfrontaliere, volte a tutelare la salute dei suoi cittadini e vigilare sul mantenimento della libera circolazione delle persone e delle merci in modo da garantire il corretto funzionamento del mercato interno; ritiene, inoltre, che le proposte rispettino anche il principio di proporzionalità, in quanto esse non interferiscono con le competenze degli Stati membri in merito all'organizzazione dell'assistenza sanitaria. A norma dell'articolo 2, paragrafo 5, TFUE, infatti, l'Unione ha competenza per attuare misure intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri, senza tuttavia sostituirsi alla loro competenza in tale settore. Si ritiene, tuttavia, opportuno sollevare le seguenti questioni attinenti al pieno rispetto del predetto principio di proporzionalità: Con riferimento alla proposta COM(2020) 725, riguardante l'ampliamento del mandato dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA), si ritiene fondamentale sottolineare l'importanza di uno stretto dialogo fra le Autorità europea e nazionali e l'industria farmaceutica, per affrontare le carenze di medicinali, di dispositivi medici e di comunicazione riguardo gli approcci farmacologici al trattamento delle malattie. Al riguardo, la struttura di connessione tra l'agenzia centrale e le agenzie nazionali rappresenta il punto critico per un corretto funzionamento della "catena di trasmissione" delle informazioni e delle azioni. Inoltre, è necessario che i produttori e gli altri stakeholder della catena di approvvigionamento siano coinvolti su base permanente nei lavori del Gruppo direttivo esecutivo per le carenze e la sicurezza dei medicinali. I Comitati istituiti dal regolamento dovrebbero essere integrati nel sistema dell'EMA, specificandone chiaramente le responsabilità e il funzionamento in relazione al Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP), che dovrebbe mantenere la responsabilità esclusiva delle valutazioni del rischio-beneficio. Al fine di ottimizzare il processo decisionale, dovrebbero essere resi disponibili i dati relativi allo stato della domanda e dell'offerta a livello subnazionale (ospedaliero) dei medicinali e si dovrebbero sfruttare i sistemi già esistenti, come il Sistema europeo di verifica dei medicinali (EMVS). Il previsto sistema europeo di notifica delle carenze di medicinali critici dovrebbe essere reso pienamente interoperabile con le Agenzie nazionali dei farmaci. A tal fine, è necessario che i dati che sono condivisi dal settore con le Autorità nazionali siano pienamente armonizzati per consentire alle Autorità stesse di poterli scambiare e confrontare tra loro. Inoltre, dovrebbe essere rafforzata la collaborazione tra le Autorità e le aziende farmaceutiche e resa pienamente biunivoca, al fine di evitare azioni non coordinate che rallentano la risposta in situazioni di emergenza. Infine, per essere efficace in situazioni emergenziali, il sistema dovrebbe funzionare anche in condizioni normali. Con particolare riguardo all'articolo 10 della proposta COM(2020) 725, che stabilisce l'obbligo dei titolari di AIC (autorizzazione all'immissione in commercio) dei medicinali, di trasmettere all'EMA, su richiesta, le informazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 3, al fine di agevolare il monitoraggio sulle carenze dei medicinali critici, si ritiene che, alcune di tali informazioni sono certamente pertinenti, mentre altre non sono a disposizione delle industrie, quanto piuttosto dei distributori intermedi e delle farmacie. Di conseguenza, questi ultimi soggetti sarebbero implicitamente obbligati a fornire tali dati alle industrie. Tuttavia, ciò mal si concilia con la funzione pubblica del monitoraggio sulle carenze che, per sua stessa natura, dovrebbe essere demandata esclusivamente alle Autorità pubbliche di ogni singolo Stato membro e non a soggetti privati e imprese che operano sul mercato e non dovrebbero avere a disposizione dati commerciali sensibili. Sarebbe, pertanto, opportuno prevedere che i distributori intermedi di farmaci e le farmacie trasmettano direttamente all'AIFA, per il conseguente inoltro all'EMA, i dati relativi al monitoraggio sulle indisponibilità dei medicinali per uso umano e di dispositivi medici registrate nel corso delle loro attività quotidiane. Per quanto concerne la seconda proposta, COM(2020) 726, relativa al rafforzamento del mandato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), si condivide la necessità di aumentare la capacità di monitoraggio, valutazione del rischio e previsione delle tendenze epidemiologiche nell'Unione europea, sviluppando ulteriormente le piattaforme digitali e le applicazioni per promuovere la sorveglianza epidemiologica, al fine di garantire un rapido accesso dell'ECDC a tutti i dati epidemiologici degli Stati membri. Le azioni proposte sono strategiche e vanno indirizzate all'obiettivo di avere, in particolare nel corso delle emergenze epidemiche, un quadro epidemiologico chiaro e raffrontabile nei vari Paesi dell'Unione europea, obiettivo ad oggi quanto mai lontano. Si ritiene quindi essenziale che sia prevista una piena armonizzazione dei criteri e parametri da utilizzare nell'identificare e definire anche quantitativamente i dati epidemiologici. Nell'esperienza della pandemia da Covid-19, infatti, vi sono state differenze sostanziali nel considerare un soggetto come "infetto", "guarito", "non più contagioso" o "non più attualmente positivo", sulla base per esempio dei giorni considerati successivamente alla comparsa dei sintomi o del tipo di test effettuato, ai fini poi delle misure di isolamento o trattamento da mettere in atto. Anche in questo contesto si incoraggia il dialogo continuo e la collaborazione tra le Istituzioni europee e nazionali e gli esperti dell'industria, al fine di condividere le conoscenze e le competenze all'avanguardia di quest'ultima in molti ambiti, per una migliore identificazione delle esigenze e delle priorità nella ricerca o riguardo ai gruppi a maggiore rischio. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2201 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, recante reca la conversione in legge del decreto-legge n. 42, sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare, già approvato dalla Camera dei deputati e ivi integrato con gli articoli 1- bis e 1- ter ; considerato che l'articolo 1 modifica, prima della sua entrata in vigore prevista per il 26 marzo, il decreto legislativo n. 27 del 2021 di adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2017/625 relativo ai controlli ufficiali per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e mangimi, sulla salute degli animali e sulla sanità delle piante, al fine di evitare l'abrogazione di talune disposizioni della legge n. 283 del 1962 e del suo regolamento di esecuzione, nonché della legge n. 441 del 1963, relative a divieti, autorizzazioni, prescrizioni e sanzioni in materia di igiene alimentare, la cui abrogazione era prevista dall'articolo 18 del decreto legislativo n. 27 del 2021, a maggiore tutela della salute dei consumatori; considerata la Relazione della Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, del 17 marzo 2021, secondo cui l'elenco delle disposizioni da abrogare sembra configurabile come un eccesso di delega rispetto al criterio di delega di cui alla citata lettera a) , poiché questa prevede soltanto la possibilità di "adeguare e raccordare le disposizioni nazionali vigenti alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625, con abrogazione espressa delle norme nazionali incompatibili e mediante coordinamento e riordino di quelle residue", nonché rispetto alla lettera i) , che conferisce al Governo soltanto il potere di "ridefinire il sistema sanzionatorio per la violazione delle disposizioni del regolamento 2017/625 attraverso la previsione di sanzioni amministrative efficaci, dissuasive, proporzionate alla gravità delle violazioni medesime", in quanto la la legge n. 283 del 1962 non si pone in posizione di incompatibilità con le norme (procedurali) del regolamento (UE) 2017/625 e "non si rinviene alcuna situazione di oggettiva incertezza nella ricostruzione del coerente significato dei suesposti criteri e principi direttivi tali da giustificare, nella fase attuativa, qualche forma di discrezionalità spettante al Governo nella fase di attuazione della delega"; valutato, pertanto, che non sussistono concreti profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europeo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2132 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, recante disposizioni per la ratifica dello Statuto dell' East Mediterranean Gas Forum (EMGF), sottoscritto nel settembre 2020 da Italia, Egitto, Giordania, Israele, Cipro, Grecia e Autorità Nazionale Palestinese; considerato che lo Statuto, volto a dare una veste strutturata e formale all'EMGF, configura tale Forum come una organizzazione internazionale a carattere intergovernativo, avente sede al Cairo, preposta alla creazione di un dialogo strutturato e ad un coordinamento stabile fra alcuni Stati del Mediterraneo orientale, di produzione, di transito e di consumo di gas naturale, con l'intento di facilitare la creazione in questa area geografica, di assoluto rilievo strategico, di un mercato regionale del gas; considerato che lo Statuto, prima della sua firma è stato notificato alla Commissione europea, ai sensi della decisione (UE) 2017/684, relativa al meccanismo per lo scambio di informazioni riguardo ad accordi intergovernativi nel settore dell'energia, la quale ha confermato la sua compatibilità con l'ordinamento dell'UE; considerato che l'articolo 24 sancisce il rispetto degli obblighi internazionali di ciascuno Stato membro, compresi quelli derivanti dall'appartenenza all'Unione europea; ritenuto che lo Statuto in ratifica si pone in linea con il percorso di decarbonizzazione prefigurato dall'Unione europea, per una neutralità climatica entro il 2050, e ribadito a livello nazionale nel Piano integrato per l'energia e il clima (PNIEC), notificato alla Commissione europea; valutato, pertanto, che lo Statuto in ratifica non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.