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PROTOCOLLO All'atto della firma dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica turca per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire l'evasione fiscale, i sottoscritti hanno concordato le seguenti disposizioni che formano parte integrante dell'Accordo. I. ALL'ARTICOLO 4 Con riferimento alle disposizioni della seconda frase del paragrafo 1 dell'articolo 4, una persona che riveste lo "status" di non residente di uno Stato contraente, non è considerato residente in detto Stato ai sensi dell'Accordo. II. ALL'ARTICOLO 7 Con riferimento al paragrafo 1 dell'articolo 7, gli utili derivanti dalla vendita di merci di natura identica o analoga a quelle vendute, o da altre attività di natura identica o analoga a quelle eseguite, mediante una stabile organizzazione, sono attribuibili a detta stabile organizzazione se risulta che si è ricorso a detta alienazione allo scopo di evitare la tassazione nello Stato in cui è situata la stabile organizzazione. III. ALL'ARTICOLO 7 Con riferimento al paragrafo 3 dell'articolo 7, non è ammessa alcuna deduzione per somme (diverse dai rimborsi di spese effettivamente sostenute) pagate dalla stabile organizzazione alla sede centrale o ad altri uffici dell'impresa a titolo di canoni, compensi o altri simili pagamenti per l'uso di licenze, brevetti o altri diritti, provvigioni per servizi resi o per attività di direzione o interessi su prestiti a favore dalla stabile organizzazione, ad eccezione di un'impresa bancaria. IV. ALL'ARTICOLO 7 Con riferimento al paragrafo 3 dell'articolo 7, "per spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stabile organizzazione" si intendono le spese direttamente connesse con l'attività della stabile organizzazione. V. AGLI ARTICOLI 10, 11 e 12 Resta inteso che la clausola del "beneficiario effettivo" deve essere interpretata nel senso che ad un residente di un Paese terzo non sono riconosciute le agevolazioni previste dall'Accordo fiscale per quanto concerne i dividendi, gli interessi ed i canoni provenienti dalla Turchia o dall'Italia, ma detta limitazione non è in nessun caso applicata ai residenti di uno Stato contraente. VI. ALL'ARTICOLO 10 Con riferimento al paragrafo 3 dell'articolo 10, resta inteso che nel caso della Turchia i dividendi comprendono anche i redditi dei fondi d'investimento e delle società d'investimento. VII. ALL'ARTICOLO 25 Con riferimento al paragrafo 1 dell'articolo 25, l'espressione "indipendentemente dai ricorsi previsti dalla legislazione nazionale" significa che l'attivazione della procedura amichevole non è in alternativa con la procedura contenziosa nazionale che va, in ogni caso, preventivamente instaurata, laddove la controversia concerne un'applicazione delle imposte non conforme al presente Accordo. VIII. ALL'ARTICOLO 28 Resta inteso che la disposizione del paragrafo 3 dell'articolo 28 non impedisce alle competenti autorità degli Stati contraenti di stabilire, di comune accordo, procedure diverse per l'applicazione delle riduzioni d'imposta previste dal presente Accordo. In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a farlo, hanno firmato il presente Protocollo. Fatto ad Ankara il 27 luglio 1990 in duplice esemplare, in lingua italiana, turca ed inglese, tutti i testi aventi eguale valore e prevalendo il testo inglese in caso di dubbio. Per il Governo della Per il Governo della Repubblica italiana Repubblica turca De Michelis Parte di provvedimento in formato grafico