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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 111 COLTORTI La seduta inizia alle ore 16,40. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO n. 139 - Schema dlgs recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2110 ispezioni navi ro-ro Doc n. 139 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2110 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, relativa a un sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza di navi ro-ro da passeggeri e di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea e che modifica la direttiva 2009/16/CE e abroga la direttiva 1999/35/CE del Consiglio (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge 4 ottobre 2019, n. 117. Esame e rinvio) La relatrice DI GIROLAMO ( M5S ) illustra lo schema in esame, predisposto nell'esercizio della delega contenuta all'articolo 19 della legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019) e finalizzato al recepimento della direttiva (UE) 2017/2110, che ha modificato la disciplina delle ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza delle navi ro-ro da passeggeri e delle unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea. Dal controllo sull'adeguatezza e sull'efficacia della regolamentazione svolto a livello europeo nell'ambito dell'iniziativa "Refit" è infatti emerso che ai diversi tipi di ispezioni previste per tali tipologie di navi dalla direttiva 1999/35/CE si sono nel tempo aggiunte quelle, di diversa portata, effettuate dallo Stato di approdo in base alla successiva direttiva 2009/16/CE. Di qui l'esigenza di intervenire per snellire le procedure e gli adempimenti obbligatori, per ridurre gli oneri amministrativi per i proprietari delle navi e per razionalizzare le attività delle amministrazioni marittime degli Stati, mantenendo al contempo un elevato livello di sicurezza nella navigazione e nel trasporto marittimo. Lo schema in esame consta di 14 articoli e 4 allegati. L'articolo 1, nel definire l'ambito di applicazione della disciplina introdotta, specifica che essa si applica alle navi ro-ro da passeggeri e alle unità veloci da passeggeri, battenti bandiera italiana, adibite a servizi di linea tra porti nazionali o tra un porto nazionale e un porto di un Paese terzo. In coerenza con quanto previsto dalla direttiva (UE) 2017/2110 rimangono pertanto escluse le navi soggette alle ispezioni da parte dello Stato di approdo, che sono effettuate in attuazione della direttiva 2009/16/CE, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 53 del 2011. L'articolo 2 contiene le definizioni. L'articolo 3 introduce un sistema di ispezioni della nave da effettuare prima dell'avviamento del servizio di linea, secondo le procedure indicate nell'Allegato II allo schema e volte ad accertare la sussistenza dei requisiti specifici elencati nell'Allegato I. L'articolo 4 disciplina le eccezioni all'obbligo di ispezione, finalizzate, tra l'altro, anche ad assicurare la continuità dei servizi di linea nel caso in cui eventi imprevisti possano rendere non operative navi già destinate a svolgere tali servizi. L'articolo 5 delinea il sistema di ispezioni. In particolare, prevede che le navi che rientrano nel campo di applicazione dello schema siano ispezionate, secondo le procedure dell'Allegato II, regolarmente ogni dodici mesi, nonché nei casi di riparazione, alterazione, modificazioni di rilievo e cambiamento di gestione o di classe. Tali ispezioni sono intervallate con ispezioni effettuate durante lo svolgimento del servizio di linea, con riferimento anche alla verifica dei requisiti indicati nell'Allegato III dello schema. L'autorità competente locale, individuata nelle Capitanerie di porto e negli Uffici circondariali marittimi, può inoltre decidere che l'ispezione annuale sia eseguita in concomitanza alla visita ai servizi di bordo. L'articolo 6 prevede la redazione di un rapporto di ispezione, mentre l'articolo 7 disciplina le procedure per la rettifica delle deficienze eventualmente riscontrate durante l'ispezione, nonché i casi di fermo della nave e di sospensione dell'ispezione. L'articolo 8 dispone che siano a carico della società di gestione, dell'armatore o del suo rappresentante nello Stato le spese connesse alle ispezioni nel caso in cui le carenze riscontrate diano luogo a un provvedimento di fermo nonché i costi relativi alla sosta in porto della nave eventualmente sottoposta a tale provvedimento. Si prevede, in generale, che gli oneri delle ispezioni vengano coperti mediante tariffe determinate con un successivo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. L'articolo 9 reca disposizioni per l'inserimento, da parte dell'autorità competente, delle informazioni relative alle ispezioni effettuate e ai relativi esiti nella banca dati istituita presso la Commissione europea ai sensi dell'articolo 10 della direttiva 2017/2110. L'articolo 10 delinea un sistema di sanzioni per la violazione delle disposizioni introdotte. L'articolo 11 reca una serie di novelle al decreto legislativo n. 53 del 2011, per adeguarne il contenuto alle modifiche introdotte dalla direttiva (UE) 2017/2110 alla direttiva 2009/16/CE, che è stata recepita proprio con il decreto legislativo n. 53. L'articolo 12 stabilisce che gli allegati al provvedimento possano essere modificati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. L'articolo 13 contiene la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 14, dedicato alle disposizioni transitorie e alle abrogazioni, prevede che, fino all'adozione del decreto di cui all'articolo 8 dello schema, rimangano in vigore le tariffe stabilite dalla normativa vigente. È poi abrogato il decreto legislativo n. 28 del 2011, con il quale era stata recepita la direttiva n. 1999/35/CE, ora abrogata dalla direttiva (UE) 2017/2110. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 140 - Schema dlgs recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2108 sicurezza navi passeggeri Doc n. 140 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2108 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, che modifica la direttiva 2009/45/CE, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge 4 ottobre 2019, n. 117. Esame e rinvio) Il relatore D'ARIENZO ( PD ) illustra lo schema in esame, predisposto sulla base della delega contenuta nell'articolo 17 della legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019), che reca disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2017/2108, con la quale si è proceduto a modificare la direttiva 2009/45/CE, relativa alle norme di sicurezza per le navi da passeggeri, dopo che il controllo sull'adeguatezza e sull'efficacia della regolamentazione europea, svolto nell'ambito dell'iniziativa "Refit", aveva evidenziato la necessità di intervenire per semplificare e chiarire la normativa anche del settore della sicurezza del trasporto navale. Lo schema in esame traspone nell'ordinamento nazionale la nuova direttiva, mediante l'introduzione di novelle al decreto legislativo n. 45 del 2000, che costituisce il quadro di riferimento interno per la disciplina della sicurezza per le navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali. L'articolo 1 dello schema modifica le definizioni di cui all'articolo 1 del decreto legislativo n. 45, al fine di adeguarle a quelle utilizzate a livello europeo ed internazionale. L'articolo 2 dello schema sostituisce l'articolo 2 del decreto n. 45, relativo all'ambito di applicazione della normativa. Si stabilisce che le disposizioni si applichino alle navi nuove o esistenti di lunghezza pari o superiore ai 24 metri e alle unità veloci da passeggeri, indipendentemente dalla loro bandiera, adibite a viaggi nazionali. Rispetto alla normativa vigente, in attuazione della direttiva, sono quindi state escluse le navi inferiori ai 24 metri di nuova costruzione. Tale scelta è derivata dalla constatazione che la quasi totalità delle navi di questa tipologia, sia per le caratteristiche dei materiali di costruzione sia per la possibilità di godere di specifiche esenzioni consentite dalla disciplina comunitaria, già non rientra nel campo di applicazione delle norme di sicurezza armonizzate a livello europeo e che, inoltre, per esse non sono state rilevate specifiche problematiche di sicurezza. Ulteriori esclusioni introdotte con lo schema riguardano le navi a vela, le navi tradizionali, le unità da diporto, quelle di servizio off-shore e le imbarcazioni di servizio. Con l'articolo 3 dello schema viene sostituito l'articolo 3 del decreto legislativo n. 45 allo scopo di definire in maniera più chiara i tratti di mare sui quali è consentita la navigazione delle navi appartenenti alle diverse classi. Si fa riferimento, oltre che alla distanza dalla costa, all'altezza media delle onde, invece che alla distanza dai cosiddetti "luoghi rifugio" come indicato nella formulazione vigente dell'articolo. L'elenco dei tratti di mare con i corrispondenti valori dell'altezza significativa d'onda dovrà essere predisposto e aggiornato dal Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto con il supporto dell'Ispra. L'articolo 4 dello schema adegua i requisiti di sicurezza di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 45 alle indicazioni della direttiva, con l'introduzione di un regime transitorio per le navi costruite in alluminio precedentemente non incluse nell'ambito di applicazione della normativa. L'articolo 5 sostituisce l'articolo 4- bis del decreto legislativo n. 45, che prevedeva un regime transitorio, ormai superato, in relazione ai requisiti di stabilità e ritiro progressivo dal servizio delle navi ro-ro da passeggeri. Anche le modifiche introdotte con l'articolo 6 dello schema all'articolo 4- ter del decreto legislativo n. 45 in materia di requisiti di sicurezza per le persone a mobilità ridotta sono finalizzate a superare le norme transitorie precedentemente previste. L'articolo 7 sostituisce l'articolo 5 del decreto legislativo n. 45, per modificare le modalità per il rilascio di equivalenze ed esenzioni da parte dell'Amministrazione, nonché le modalità per le relative notifiche alla Commissione europea. Le misure di esonero dall'osservanza di determinati requisiti di sicurezza eventualmente adottate si applicano a tutte le navi passeggeri della stessa classe o alle unità veloci che operano nelle stesse condizioni specifiche, senza alcuna discriminazione riferita alla bandiera, alla nazionalità o al luogo dove ha sede la società di gestione. L'articolo 8 sostituisce l'articolo 7 del decreto legislativo n. 45, relativo alle visite effettuate sulle navi passeggeri dall'autorità marittima, per eliminare la distinzione, ormai superata dalle modifiche introdotte al campo di applicazione della normativa, tra visite di controllo su navi nuove e su navi esistenti. Viene inoltre specificato che le visite sono effettuate dall'ente tecnico e, per la parte delle radiocomunicazioni, dal Ministero dello sviluppo economico. L'articolo 9 aggiorna l'articolo 8 del decreto legislativo n. 45 in relazione alla disciplina dei certificati di sicurezza. L'articolo 10 introduce un nuovo articolo 8- bis con la previsione di un sistema sanzionatorio, di natura sia penale che amministrativa, volto a scoraggiare e punire l'inosservanza delle norme di sicurezza nel trasporto di passeggeri. Gli articoli 11 e 12 adeguano alle novità introdotte, rispettivamente, l'allegato I e il titolo del decreto legislativo n. 45. L'articolo 13 reca la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 141 - Sportello telematico dell'automobilista Doc n. 141 Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, in materia di sportello telematico dell'automobilista (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, e dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Esame e rinvio) La relatrice VONO ( IV-PSI ) illustra lo schema di regolamento in esame, che modifica la disciplina dello sportello telematico dell'automobilista, contenuta nel decreto del Presidente della Repubblica n. 358 del 2000, al fine di coordinarla con le novità apportate al quadro legislativo dal decreto legislativo n. 98 del 2017, che ha introdotto il documento unico di circolazione. La finalità dell'istituzione dello sportello telematico dell'automobilista è stata quella di semplificare i procedimenti relativi alla immatricolazione, alla reimmatricolazione, al trasferimento della proprietà ed alla cessazione dalla circolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi assoggettati al regime dei beni mobili registrati e pertanto iscritti nel pubblico registro automobilistico (PRA). In particolare, il decreto del Presidente della Repubblica n. 358 del 2000 ha stabilito che lo sportello, presente presso gli Uffici della motorizzazione civile, gli Uffici provinciali dell'Automobile Club d'Italia (ACI) che gestiscono il PRA, le delegazioni dell'ACI e le imprese di consulenza automobilistica, ed attivato mediante un unico collegamento con il centro di elaborazione dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o con il sistema informativo dell'ACI, provveda al rilascio contestuale sia dei documenti di circolazione (targhe, carte di circolazione e relativi tagliandi di aggiornamento) che del certificato di proprietà. Con il decreto legislativo n. 98 del 2017, adottato in attuazione della delega di cui all'articolo 8, comma 1, lettera d) , della legge n. 124 del 2015, è stato poi istituito il documento unico di circolazione e proprietà. Tale documento unico, costituito dalla carta di circolazione sulla quale devono essere annotati anche i dati relativi alla situazione giuridico-patrimoniale del veicolo, può essere richiesto e rilasciato presso qualsiasi sportello telematico, in tutte le ipotesi previste dal regolamento n. 358 del 2000 (immatricolazioni, reimmatricolazioni e passaggi di proprietà). È stato inoltre stabilito che, fermo restando quanto previsto da tale regolamento, gli adempimenti amministrativi siano gestiti in via telematica dagli uffici del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, quale centro unico di servizio, attraverso il sistema informativo del Dipartimento stesso. La procedura per il rilascio del documento unico per i veicoli assoggettati al regime dei beni mobili registrati, analiticamente indicata nel decreto legislativo n. 98, continua quindi ad essere gestita attraverso gli sportelli telematici, ma con modalità nuove rispetto alla legislazione vigente, tenuto conto proprio dell'individuazione del Dipartimento per i trasporti quale centro unico di servizio. Di qui l'esigenza di procedere, con lo schema in esame, ad un coordinamento della disciplina sullo sportello telematico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 358 con le novità introdotte dal decreto legislativo n. 98. Lo schema si compone di tre articoli. L'articolo 1 contiene le novelle al regolamento n. 358. In particolare, il comma 1, lettera a) , aggiorna le definizioni utilizzate nel regolamento. Il comma 1, lettera b) , riscrive talune disposizioni relative all'istituzione e all'attivazione dello sportello telematico, al fine di chiarire che esso è competente al rilascio del documento unico di circolazione e di proprietà ed è attivato mediante un unico collegamento con il centro elaborazione dati della Direzione generale per la motorizzazione. Rispetto alla norma vigente, è quindi abolita la possibilità di un collegamento telematico anche attraverso il sistema informativo dell'ACI. Le modifiche introdotte dal comma 1, lettera c) , attribuiscono esclusivamente agli Uffici della motorizzazione civile la competenza ad accertare il corretto funzionamento degli sportelli telematici e l'osservanza delle disposizioni per la sicurezza della conservazione e gestione del materiale da parte delle imprese di consulenza automobilistica e delle delegazioni dell'ACI. Viene inoltre soppresso il riferimento all'ACI quale amministrazione competente a indicare le modalità di custodia del materiale in carico agli sportelli telematici, in ragione del ruolo di centro unico di servizio affidato al Dipartimento. Con il comma 1, lettera d) , viene ridefinito il procedimento per il rilascio del documento unico, che, come già evidenziato, è gestito interamente in via telematica. In particolare, lo sportello telematico, dopo aver ricevuto la domanda di emissione del documento unico ed aver accertato l'identità del richiedente, il pagamento degli importi dovuti e la completezza della documentazione presentata, provvede alla formazione del "fascicolo digitale" e lo trasmette al CED del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il CED, verificata la congruenza dei dati ricevuti con quelli presenti nell'archivio nazionale dei veicoli e nel PRA, consente infine allo sportello telematico di procedere con la stampa del documento richiesto. Il comma 1, lettera e) , introduce nel regolamento n. 358 un nuovo articolo 4- bis volto a disciplinare il contenuto del "fascicolo digitale", che, in base alle novelle contenute nel comma 1, lettera f) , gli sportelli telematici devono trasmettere, secondo le scadenze indicate, in via esclusivamente telematica al CED del Ministero. Con il comma 1, lettera g) , viene introdotto nel regolamento n. 358 un nuovo articolo 5- bis , che riguarda il trattamento dei dati personali, in accoglimento della sollecitazione formulata dal Garante per la protezione dei dati personali nel parere allegato allo schema in esame. Il nuovo articolo stabilisce che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'ACI, mediante appositi accordi, adeguano le attività e le procedure relative agli sportelli telematici alle disposizioni vigenti in materia di privacy e assumono il ruolo di contitolari del trattamento dei dati personali di terzi, mentre le imprese di consulenza automobilistica e le delegazioni dell'ACI, in quanto sportelli telematici, assumono il ruolo di titolari autonomi del trattamento dei dati stessi. Il comma 1, lettera h), disciplina gli effetti di taluni casi di rilascio irregolare del documento unico. Con il comma 1, lettera i) , si procede ad abrogare gli articoli del regolamento n. 358 superati dalla nuova disciplina. Le modifiche introdotte dal comma 1, lettera l) , sono volte a chiarire che i collegamenti telematici necessari per il funzionamento degli sportelli telematici sono attivati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Esse sopprimono inoltre la previsione in virtù della quale i collegamenti telematici dovevano essere attivati in modo da evitare turbative di mercato e da assicurare l'apertura di un numero di sportelli adeguato alle esigenze del territorio. Ciò in accoglimento di un'osservazione contenuta nel parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, allegato allo schema di decreto in esame, per la quale l'accesso al mercato delle imprese che offrono servizi non può essere subordinato a restrizioni quantitative o a valutazioni legate al fabbisogno. L'articolo 2 dello schema reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 3, dedicato alle disposizioni finali, prevede infine che il provvedimento entri in vigore alla data indicata dall'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo n. 98 del 2017 per l'entrata in vigore del documento unico, vale a dire dal 1° gennaio 2020. In relazione a tale previsione, si segnala che l'articolo 1, comma 687, della legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019) ha stabilito che, fermo restando quanto previsto proprio dall'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo n. 98, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentite l'ACI e le organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese esercenti l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, definisca le modalità e i termini per la graduale utilizzazione delle procedure telematiche per il rilascio del documento unico, specificando anche le cadenze temporali delle fasi di verifica delle funzionalità da effettuare presso gli sportelli telematici appositamente individuati dal Ministero. La gradualità nell'utilizzazione delle nuove procedure deve comunque essere completata entro il 31 ottobre 2020. Sempre l'articolo 1 della legge di bilancio 2020, al comma 688, posticipa dal 1° gennaio al 1° novembre 2020 l'abrogazione dell'articolo 264 del regolamento di esecuzione del nuovo codice della strada, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, che disciplina la comunicazione tra PRA e motorizzazione civile delle informazioni relative alla cessazione dei veicoli dalla circolazione. Il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE REFERENTE ddl 727 - delega trasporto aereo DDL 727 Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di trasporto aereo (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 14 febbraio 2019. Il PRESIDENTE , ricordato che nella giornata odierna si è concluso il ciclo di audizioni informali previsto, dichiara aperta la discussione generale. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di capire quali siano i tempi per la presentazione degli emendamenti. Osserva che nel corso delle audizioni sono emerse alcune questioni molto tecniche che esulano dalle competenze dirette della Commissione, ad esempio quelle sollevate dai sindacati, sulle quali sarebbe opportuno ricevere il parere della Commissione lavoro. Rileva inoltre che non è ancora nota la posizione del nuovo Governo sul provvedimento in esame, né quale sia il sottosegretario incaricato della materia del trasporto aereo, non essendo state finora pubblicate le relative deleghe. Il PRESIDENTE ricorda che il provvedimento è assegnato a varie Commissioni in sede consultiva, tra le quali anche la Commissione lavoro, che tuttavia non ha ritenuto di esprimersi nei termini previsti dal regolamento. Il sottosegretario MARGIOTTA, premesso di non essere titolato ad esprimersi sui tempi di pubblicazione delle deleghe, ritiene che il provvedimento in esame rivesta una grande importanza, essendo finalizzato ad un riordino sistematico del settore. Nel riservarsi di intervenire nel prosieguo dei lavori, si dice certo che il dialogo proficuo tra maggioranza e opposizione che ha sempre caratterizzato i lavori dell'8 a Commissione porterà certamente risultati positivi. Non essendovi altre richieste di intervento, il PRESIDENTE propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno a giovedì 30 gennaio 2020, alle ore 10. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è rinviato. La seduta termina alle ore 17,15.