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Istituzione della Scuola di specializzazione in igiene applicata alla sanità pubblica. Onorevoli Senatori. – Già nel 1920, la sanità pubblica è stata definita da Charles-Edward Amory Winslow come « la scienza e l'arte di prevenire le malattie, prolungare la vita e promuovere la salute e l'efficienza fisiche attraverso gli sforzi organizzati e le scelte informate della società, delle organizzazioni pubbliche e private, di comunità e individui ». La multidisciplinarietà e l'interdisciplinarietà dell'approccio scientifico ai bisogni di salute della popolazione appariva, pertanto, già all'epoca di Amory, in tutta la sua evidenza. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) identifica i seguenti obiettivi prestazionali essenziali di efficaci sistemi di sanità pubblica, i cosiddetti Essential Public Health Operations (EPHOs): 1) sorvegliare e valutare lo stato di salute della popolazione, nonché il ricorso ai servizi sanitari e al monitoraggio dei fattori di rischio e delle minacce per la salute; 2) gestire le emergenze di sanità pubblica; 3) assicurare la presenza di efficaci strumenti legislativi, regolatori e governativi della sanità pubblica; 4) sostenere in modo efficiente ed efficace i sistemi sanitari attraverso la pianificazione multisettoriale, il finanziamento e la gestione; 5) proteggere le popolazioni dalle minacce alla salute, inclusi i rischi ambientali, lavorativi, infettivi, chimici, fisici e alimentari; 6) favorire la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie trasmissibili e non trasmissibili; 7) promuovere la salute e il benessere attraverso azioni rivolte ai determinanti sociali e alle disuguaglianze; 8) assicurare il coinvolgimento, la partecipazione e la mobilizzazione sociale delle comunità; 9) assicurare ai sistemi sanitari una forza lavoro adeguata in termini quantitativi e qualitativi; 10) assicurare la qualità e l'accessibilità dei servizi sanitari; 11) sostenere l'avanzamento della ricerca nell'ambito della sanità pubblica; 12) assicurare un accesso equo alle tecnologie sanitarie e l'uso razionale dei farmaci. Le abilità e le competenze richieste per erogare le EPHOs sono distribuite attraverso un ventaglio di strutture e profili professionali. Mentre alcune competenze sono peculiari dei professionisti di formazione medica e in possesso della specializzazione in igiene e medicina preventiva, già attivi e presenti nel Servizio sanitario nazionale (SSN), l'erogazione efficace di altre EPHOs richiede il contributo di ulteriori competenze professionali, quali – a esempio – quelle epidemiologiche, statistiche, mediche di comunità, biologiche, scientifico-ambientali e comunicative. Il recente documento dell'OMS « Global competency and outcomes framework for universal health coverage » è un modello per guidare gli Stati nello sviluppo di adeguati curricola formativi in grado di rinforzare i ruoli della sanità pubblica a sostegno della pratica clinica. L'OMS rileva come l'assenza di robuste connessioni intersettoriali fra gli organi decisionali e di governo e le strutture di pianificazione della forza lavoro in ambito sanitario è all'origine di profonde discrepanze fra i percorsi formativi attuali e le posizioni professionali necessarie ai sistemi sanitari. Conseguentemente, le competenze delle risorse umane impiegate nel settore sanitario non sempre sono in grado di ottemperare alle richieste e ai bisogni della popolazione, anche alla luce di problematiche finanziarie, le quali ostacolano, e non poco, l'immissione nel SSN di adeguati profili professionali. In un contesto altamente specializzato e in continua evoluzione come quello attuale, è necessaria la collaborazione tra professionisti con competenze e abilità diverse, ma tra di loro complementari: l'obiettivo comune, infatti, è quello di individuare e rispondere ai molteplici e mutevoli bisogni di salute delle popolazioni e di favorire l'inserimento nel SSN e nel Sistema nazionale di prevenzione ambientale (SNPA) di nuove competenze, incluse le scienze omiche, le quali richiedono una preparazione di base differente da quella degli specialisti in igiene di formazione medica. Le competenze che consentirebbero di affrontare il mutato panorama sopra descritto sono, per lo più, quelle biologiche, biotecnologiche, laboratoristiche, epidemiologiche, bioinformatiche, scientifico ambientali, alimentari, nutrizionali e quelle di analisi dei dati e di promozione della salute. Nella proposta per l'istituzione di nuovi percorsi formativi specialistici o per la loro revisione e aggiornamento è utile seguire il già citato documento dell'OMS « Global competency and outcomes framework for universal health coverage », che prevede di partire dai bisogni di salute della popolazione per definire le attività pratiche, le competenze richieste, gli standard dei programmi formativi, gli specifici profili professionali e i servizi da erogare. Da tale analisi derivano i curricula , i programmi didattici e le modalità di verifica e miglioramento. La proposta di attivazione di una Scuola di specializzazione in igiene applicata alla sanità pubblica per i laureati non medici nasce dall'evidenza che le nuove conoscenze scientifiche e le relative competenze tecniche e professionali sono necessarie per affrontare le problematiche e le emergenze che la sanità pubblica presenterà nel prossimo futuro. A livello internazionale, infatti, i professionisti della sanità pubblica sono formati secondo curricula multidisciplinari, scientificamente solidi, non necessariamente medici. Negli anni, numerosi corsi di laurea magistrale sono nati e cresciuti nel nostro Stato, soprattutto nell'ambito della prevenzione primaria e nell'utilizzo di tecnologie avanzate: tali aree non sono solo strettamente mediche, ma evidentemente sanitarie, e necessitano di un approccio ampio, multidisciplinare, inclusivo, in grado di coinvolgere in modo strategico i diversi stakeholders della prevenzione primaria in Italia. Lo specialista in igiene applicata alla sanità pubblica, avendo acquisito competenze propositive, organizzative, operative e valutative nella metodologia epidemiologica, può contribuire allo sviluppo di conoscenze ed evidenze significative per disegnare, predisporre e valutare interventi sociosanitari per la prevenzione delle malattie infettive e cronico-degenerative, anche attraverso provvedimenti di educazione alla salute a livello individuale e collettivo. Lo specialista in igiene applicata alla sanità pubblica deve aver maturato conoscenze tecniche, scientifiche e professionali nei campi dell'igiene e della prevenzione, dell'educazione sanitaria e della promozione della salute, della statistica medica, dell'epidemiologia, della demografia, dei sistemi informativi sanitari, della legislazione sanitaria, della programmazione, dell'organizzazione e della valutazione delle tecnologie e dei servizi sanitari e ambientali.. Art. 1. 1. È istituita la Scuola di specializzazione in igiene applicata alla sanità pubblica, come disciplinato nell'allegato alla presente legge. 2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al decreto ministeriale 16 settembre 2016, n. 716.