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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 30 OSTELLARI, CRUCIOLI La seduta inizia alle ore 14,10. IN SEDE REDIGENTE Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso DDL 510 Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione sospesa nella seduta antimeridiana di oggi. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) integra il proprio intervento nella precedente seduta ed esprime preoccupazione sulla previsione della circostanza aggravante di pena che porterebbe ad un problema di ragionevolezza e dosimetria sanzionatoria rispetto alla pene previste dalla fattispecie di cui all'articolo 416- bis del codice penale. Replica il senatore GIARRUSSO ( M5S ) paventando la possibilità che si trasformi la fattispecie normativa non in un delitto aggravato dall'evento ma in una fattispecie autonoma di reato. Il senatore CUCCA ( PD ) esprime perplessità circa la disposizione normativa proposta relativamente all'ipotesi in cui sia il soggetto estraneo alla consorteria criminale ad accettare la promessa di voto. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) contesta nella previsione normativa la circostanza aggravante di cui al quarto comma, ritenendo che la successiva elezione non incida sul bene giuridico oggetto della fattispecie e pertanto suggerisce di considerarlo come un post-factum non punibile. La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) solleva dubbi di costituzionalità sulla questione della proporzionalità del trattamento sanzionatorio disegnato da siffatta circostanza aggravante ad effetto speciale. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) chiede chiarimenti al relatore in merito alla ipotesi in cui il paciscente sia in buona fede e quindi totalmente inconsapevole dell'appartenenza della propria controparte ad un'associazione di stampo mafioso, paventando il rischio che tale previsione faciliti la creazione nel processo di una presunzione contra reum in violazione dell'articolo 27 della Costituzione. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) condividere le preoccupazioni del senatore Pillon. Il relatore GIARRUSSO ( M5S ) conclude il proprio intervento di replica esprimendo apprezzamento per tutti gli interventi e impegnandosi a raccogliere i suggerimenti pervenuti in occasione della presentazione degli emendamenti al testo. Il PRESIDENTE propone pertanto di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno al disegno di legge in esame per venerdì 5 ottobre alle ore 10. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è quindi rinviato. DDL n. 5, 199, 234, 253, 392, 412, 563, 652 - Legittiima difesa DDL 5 Misure urgenti per la massima tutela del domicilio e per la difesa legittima DDL 199 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa DDL 234 Modifica all'articolo 614 del codice penale in materia di violazione di domicilio DDL 253 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa DDL 392 Modifica all'articolo 55 del codice penale in tema di esclusione della punibilità per eccesso colposo DDL 412 Modifiche agli articoli 624-bis e 628 del codice penale in materia di furto in abitazione e rapina DDL 563 Modifica dell'articolo 52 del codice penale recante nuove disposizioni in materia di diritto di difesa DDL 652 Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa e di aggravamento delle pene per i reati di furto in abitazione e furto con strappo (Seguito della discussione congiunta e rimessione in Assemblea) - e petizione n. 147 ad essi attinenti Prosegue la discussione congiunta sospesa nella seduta antimeridiana del 31 luglio. Il PRESIDENTE fa presente che nella giornata odierna è stata avanzata da parte dei senatori Grasso, Juliane Unterberger, Cucca, Valeria Valente e Monica Cirinnà una richiesta di rimessione all'Assemblea dei disegni di legge in titolo. Poiché la richiesta in oggetto risulta essere appoggiata da un numero di compenti della Commissione pari ad un quinto, dispone che l'esame prosegua in sede referente ai sensi del comma 3, articolo 36, del Regolamento del Senato. IN SEDE REFERENTE DDL n. 5, 199, 234, 253, 392, 412, 563, 652 - Legittiima difesa DDL 5 Misure urgenti per la massima tutela del domicilio e per la difesa legittima DDL 199 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa DDL 234 Modifica all'articolo 614 del codice penale in materia di violazione di domicilio DDL 253 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa DDL 392 Modifica all'articolo 55 del codice penale in tema di esclusione della punibilità per eccesso colposo DDL 412 Modifiche agli articoli 624-bis e 628 del codice penale in materia di furto in abitazione e rapina DDL 563 Modifica dell'articolo 52 del codice penale recante nuove disposizioni in materia di diritto di difesa DDL 652 Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa e di aggravamento delle pene per i reati di furto in abitazione e furto con strappo (Esame congiunto e rinvio) - e petizione n. 147 ad essi attinenti Dopo che la Commissione ha convenuto all'unanimità di acquisire in sede referente l'attività finora svolta in sede redigente, il PRESIDENTE avverte che è aperta la discussione generale. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) auspica che dal dibattito emergano spunti importanti per il relatore anche alla luce dei suggerimenti emersi nelle recenti audizioni. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), pur nel rispetto delle facoltà alla minoranza dal regolamento parlamentare, si duole della richiesta di rimessione in sede referente dei disegni di legge in materia di legittima difesa. Il PRESIDENTE sottolinea che in esito alla rimessione il provvedimento sarà esaminato compiutamente anche dall'Aula. Il senatore CUCCA ( PD ) ricorda come su temi delicati sia opportuno un dibattito più ampio di quello consentito in sede redigente. Il senatore BALBONI ( FdI ), ritiene che un dibattito ampio non possa nuocere alla trattazione del disegno di legge ma ribadisce la necessità che si proceda ad una riforma in tempi rapidi, suggerendo, nel merito, che si considerino anche modifiche al codice di procedura penale, per esempio per rafforzare l'udienza filtro dinanzi al giudice per l'udienza preliminare. La Commissione conviene quindi di conferire mandato al Presidente relatore a redigere un testo unificato. Il PRESIDENTE relatore si riserva di presentare tale testo nelle prossime sedute. I senatori CUCCA ( PD ) e GRASSO ( Misto-LeU ) si riservano di intervenire alla luce di tale testo unificato. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità DDL 45 Disposizioni in materia di tutela dei minori nell'ambito della famiglia e nei procedimenti di separazione personale dei coniugi DDL 118 Norme in materia di mediazione familiare nonchè modifica all'articolo 337-octies del codice civile, concernente l'ascolto dei minori nei casi di separazione dei coniugi DDL 282 Introduzione dell'articolo 706-bis del codice di procedura civile e altre disposizioni in materia di mediazione familiare DDL 735 Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità DDL 768 Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso dei figli e di mediazione familiare (Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge nn. 45, 735 e 768, congiunzione dei disegni di legge nn. 118 e 282 e rinvio) Prosegue la discussione congiunta sospesa nella seduta del 10 settembre. Il relatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), illustra il disegno di legge n. 118. Gli articoli da 1 a 4 disciplinano l'istituto della mediazione familiare. Più nel dettaglio l'articolo 1 del disegno di legge, pertanto, reca la definizione di mediazione familiare. Essa si sostanzia nell'attività, svolta da un mediatore familiare (un professionista qualificato e terzo rispetto alle parti) per ristabilire le comunicazioni fra i coniugi o i conviventi al fine di pervenire a un accordo tra le parti avente per contenuto un progetto condiviso, equilibrato, concretamente realizzabile e duraturo, di organizzazione delle relazioni personali, genitoriali, nel caso di presenza di figli, e materiali, dopo la chiusura del rapporto di coniugio o di convivenza. Nella realizzazione dell'accordo di mediazione, i mediatori familiari sono tenuti a prestare particolare attenzione e a dare priorità agli interessi e ai bisogni degli eventuali figli. I mediatori- precisa la disposizione- devono essere "professionisti particolarmente e specificatamente esperti nelle tecniche di mediazione, di negoziazione e di problem solving, in possesso di conoscenze approfondite in diritto, in psicologia e in sociologia con particolare riferimento ai rapporti familiari e genitoriali". L'articolo 2, con riguardo al procedimento di mediazione familiare, prevede che esso debba avere carattere informale e riservato. Nessun atto o documento, prodotto da una parte durante le diverse fasi della mediazione, può essere acquisito dalle altre parti in un eventuale giudizio. Il mediatore familiare, le parti e gli eventuali soggetti che li hanno assistiti durante il procedimento, non possono essere chiamati a testimoniare in giudizio su circostanze relative al procedimento di mediazione svolto. L'articolo 3 stabilisce specifici requisiti per l'esercizio dell'attività di mediazione familiare. Per l'accesso all'esercizio della professione si prevede l'obbligatorietà della laurea specialistica in determinate discipline, con l'aggiunta di specifici corsi biennali post universitari della durata di almeno 350 ore. In via transitoria, fino alla data di entrata in vigore della legge potranno accedere alla professione anche i soggetti in possesso di una laurea specialistica e di un diploma rilasciato a seguito della partecipazione ad un corso annuale di almeno 500 ore riconosciuto dalle regioni di residenza. È previsto, altresì, che il possesso del titolo di mediatore familiare e la conseguente abilitazione all'esercizio della professione, siano accertati mediante l'obbligo, posto a carico delle regioni, di istituire elenchi pubblici degli organismi di mediazione familiare e dei mediatori professionisti. Con l'articolo 4, che introduce nel codice di procedura civile l'articolo 708- bis , viene regolamentata la procedura che rende obbligatorio, ai fini della prosecuzione del processo, l'invito alle parti interessate a ricorrere alla mediazione familiare. L'articolo 5, infine, modificando l'articolo 337- octies del codice civile, definisce in maniera più puntuale l'obbligo, per il giudice, di tenere conto dell'opinione dei figli minori. La disposizione prevede inoltre specifiche modalità operative e logistiche per la loro audizione. Ricorda che in materia di mediazione familiare interviene, poi, anche il disegno di legge n. 282, che illustra. Nel merito il provvedimento si compone di sei articoli. L'articolo 1 precisa la finalità dell'intervento legislativo: la proposta di legge si propone di sostenere la genitorialità in caso di separazione o di cessazione di una convivenza, tramite lo strumento della mediazione familiare e conformemente alle convenzioni e alle raccomandazioni dell'Unione europea, affinché tutte le madri e i padri possano rimanere in condizione di cogenitorialità, anche in caso di separazione di coppia, al fine di garantire il superiore interesse affettivo, educativo e materiale dei figli. L'articolo 2individua le caratteristiche della mediazione familiare, con previsioni analoghe a quelle dettate dal disegno di legge n. 118. La mediazione familiare si pone i seguenti obiettivi:aiutare la coppia genitoriale a elaborare un progetto condiviso e consensuale di cogenitorialità nella separazione attraverso una metodologia mirata alla gestione del conflitto avendo come obiettivo specifico l'interesse dei figli;garantire ai figli il mantenimento di rapporti significativi e regolari con entrambi i genitori, ricevendo cure, affetto, educazione e istruzione;aiutare la coppia genitoriale a cogliere i bisogni e le manifestazioni emotive dei figli evitandone la strumentalizzazione nel conflitto; prevenire negligenze e violenze psicologiche, anche inconsapevoli, che possono esporre i figli al rischio di danni emotivi, nonché di comportamenti sociali devianti. L'articolo 3, reca i requisiti di formazione dei mediatori familiari. I mediatori devono essere in possesso di laurea specialistica in discipline psicologiche, pedagogiche o giuridiche, nonché di una formazione specifica e certificata per l'esercizio della mediazione familiare di almeno 250 ore ripartite in modo tale da favorire l'assimilazione delle competenze acquisite. La formazione relativa alla mediazione familiare è demandata adocenti universitari specialisti nell'ambito delle discipline psicologiche, pedagogiche, giuridiche o economiche con comprovata esperienza nel campo delle problematiche della famiglia e dei minori; e amediatori familiari professionisti in attività. Possono altresì esercitare l'attività di mediazione familiare coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso di un titolo di mediatore familiare riconosciuto dalla regione di residenza. La disposizione precisa che le competenze necessarie nel percorso formativo del mediatore professionista devono, fra gli altri, comprendere: aspetti psicologici della coppia e dello sviluppo del minorenne;aspetti sociologici dell'evoluzione della famiglia; aspetti pedagogici delle relazioni genitoriali e infine aspetti legati all'impatto delle separazioni sulle dinamiche familiari e in particolar modo sui figli. L'articolo 4, introduce nel codice di rito l'articolo 706- bis materia di mediazione familiare. La disposizione prevede, in particolare, che qualora vi siano figli minorenni e vi sia disaccordo nella fase di elaborazione di un affidamento condiviso, la parte ricorrente o le parti congiuntamente hanno l'obbligo, prima di adire il giudice e fatti salvi i casi di assoluta urgenza o di grave e imminente pericolo per l'integrità psico-fisica dei figli minorenni o del ricorrente, di adire un organismo di mediazione familiare, nonché di partecipare ad almeno tre incontri volti a fornire sostegno alla genitorialità nella separazione e al raggiungimento di un accordo sulla nuova organizzazione familiare, nell'esclusivo interesse del figlio o dei figli. L'articolo 5 disciplina l'istituto della mediazione familiare nelle procedure di negoziazione assistita, prevedendo, anche in questo caso, l'obbligo per i coniugi di adire un organismo di mediazione familiare, nonché di partecipare ad almeno tre incontri volti a fornire sostegno alla genitorialità nella separazione e al raggiungimento di un accordo sulla nuova organizzazione familiare, nell'esclusivo interesse dei figli. L'articolo 6, infine, prevede l'istituzione presso ogni azienda sanitaria locale, di un servizio di mediazione familiare, ad accesso libero e gratuito, idoneo a svolgere gli obbligatori tentativi di mediazione familiare (sia giudiziale che in sede di negoziazione assistita). La Commissione conviene, stante l'attinenza di materia, di discutere tali disegni di legge insieme con il seguito della discussione congiunta dei disegni di legge nn. 45 e connessi. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per domani, giovedì 27 settembre, alle ore 9, non avrà luogo. La seduta termina alle ore 16,05.