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Previdenza - Personale della carriera diplomatica - Trattamento pensionistico del personale che conclude all'estero il servizio attivo - Computo della retribuzione di posizione nella misura minima - Denunciata irragionevolezza e disparità di trattamento rispetto al medesimo personale che conclude il servizio in Italia - Erronea individuazione della norma censurata - Manifesta inammissibilità della questione.. È dichiarata manifestamente inammissibile, per erronea individuazione della norma censurata, la questione di legittimità costituzionale, sollevata dalla Corte dei conti, sez. giurisd. reg. per il Lazio in riferimento all'art. 3 Cost., dell'art. 170, primo comma, del d.P.R. n. 18 del 1967, che prescrive, ai fini pensionistici, di computare la retribuzione di posizione nella misura minima per i soggetti appartenenti alla carriera diplomatica che concludano all'estero il servizio attivo. La disposizione censurata riguarda il solo trattamento retributivo, e non anche i profili previdenziali che vengono specificamente in rilievo nel giudizio a quo . Secondo la stessa prospettiva del rimettente, sarebbe invece la disciplina previdenziale, in connessione con la disciplina retributiva che ne costituisce il necessario presupposto, a porsi in contrasto con i princìpi di eguaglianza e ragionevolezza. ( Precedente citato: sentenza n. 153 del 2018 ).