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ORD. 98/06. REATI E PENE - EVASIONE - DELITTO COMMESSO DA PERSONA ASSOGGETTATA A PROVVEDIMENTO RESTRITTIVO PER UN REATO DAL QUALE È STATA POI ASSOLTA CON SENTENZA DIVENUTA IRREVOCABILE - DENUNCIATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO IN DANNO DEL CITTADINO INGIUSTAMENTE DETENUTO, COMPRESSIONE DELLA LIBERTÀ PERSONALE, DELLA LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE E SOGGIORNO, DEL DIRITTO DI DIFESA, VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELL'IMPUTATO E DEI PRINCIPI DEL GIUSTO PROCESSO - QUESTIONE MERAMENTE INTERPRETATIVA CON 'PETITUM' AMBIVALENTE E INDETERMINATO - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 385 del codice penale, in riferimento agli artt. 3, 13, 16, 24, 27 e 111 della Costituzione, in quanto la norma in questione, nel sanzionare la condotta di chi evade, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, non renderebbe chiaro - secondo la prospettazione del remittente - se la legalità dell'arresto o della detenzione debba essere valutata sul piano formale (nel senso che presupponga un provvedimento restrittivo emesso nel rispetto della legge) o sostanziale (nel senso che trovi origine in un provvedimento restrittivo fondato nel merito e quindi giusto). Infatti, il giudice a quo , per un verso, omette di risolvere il dubbio interpretativo non prendendo posizione in ordine al problema ermeneutico enunciato e, per altro verso, formula un petitum ambivalente e indeterminato.