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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 100 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 16. IN SEDE REFERENTE A.S. 1987 Ratifica ed esecuzione del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Senegal, fatto a Dakar il 4 gennaio 2018 DDL 1987 Ratifica ed esecuzione del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Senegal, fatto a Dakar il 4 gennaio 2018 (Esame e rinvio) Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, introduce il disegno di legge di ratifica del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale fra l'Italia e il Senegal sottoscritto nel gennaio 2018. Ricorda, innanzitutto, che il Senegal, Paese di quasi 17 milioni di abitanti che occupa un'area di grande importanza strategica dell'Africa occidentale, stretta fra la Mauritania, il Mali, la Guinea e l'Oceano Atlantico, vanta ottimi rapporti con l'Italia sul piano politico, culturale, economico e della cooperazione allo sviluppo e ciò anche in ragione della presenza sul territorio italiano di una comunità senegalese composta da oltre 110.000 persone. Spiega poi che il Trattato in esame rientra nell'ambito di quell'azione di intensificazione e di regolamentazione dei rapporti di cooperazione giudiziaria con alcuni Stati non appartenenti all'Unione europea che l'Italia persegue da anni, anche in ragione della necessità di rendere più efficace il contrasto nei confronti della criminalità transnazionale. L'Accordo, più in particolare, è finalizzato a migliorare la cooperazione bilaterale nel campo dell'assistenza giudiziaria in materia penale, assicurando che essa si realizzi in modo rapido ed efficace ed in conformità con i principi del diritto internazionale. Il Trattato, che si compone di 26 articoli, precisa, innanzitutto, (articolo 1) gli ambiti in cui si realizzerà l'assistenza giudiziaria in materia penale, fra cui quelli della ricerca l'identificazione di persone, della notificazione degli atti giudiziari, dell'assunzione di testimonianze o dichiarazioni, dell'assunzione di interrogatori e della confisca di proventi illeciti. Il testo disciplina, inoltre, (articolo 3) i casi in cui possa essere previsto un rifiuto o un differimento dell'assistenza giudiziaria, includendovi, oltre a quelli previsti dalle norme pattizie del diritto internazionale, anche quelli in cui la richiesta sia contraria alla legislazione dello Stato richiesto, quando si proceda per un reato politico o per uno di natura esclusivamente militare, per un reato punibile con una pena proibita dalla normativa nazionale del medesimo Stato richiesto o ancora quando si abbiano fondati motivi che la richiesta possa essere strumentale a perseguire una persona per motivi di razza, sesso, religione, nazionalità od opinioni politiche. Il Trattato individua, quindi, nei rispettivi Ministeri della Giustizia le Autorità centrali designate dalle Parti ai fini dell'accordo bilaterale (articolo 4) e disciplina le forme e il contenuto della richiesta (articolo 5), le modalità per l'esecuzione della domanda di assistenza (articolo 6) e per la notifica dei documenti (articolo 8), le misure per la localizzazione e identificazione di persone (articolo 7), le assunzioni probatorie (articoli 9 e 10), le modalità di trasferimento temporaneo di persone detenute (articolo 12) e le misure di protezione per vittime e testimoni (articolo 13). I successivi articoli riguardano le modalità di comparizione delle persone (articolo 14), la produzione di documenti od oggetti necessari per un'indagine penale (articolo 15), le perquisizioni, i sequestri e la confisca di proventi del reato (articolo 16), gli accertamenti bancari e finanziari (articolo 17), la possibilità di costituire squadre investigative comuni (articolo 18) e le procedure per lo scambio di informazioni sui procedimenti penali e sulla legislazione (articoli 20 e 21). Il Trattato disciplina, infine, le modalità per garantire la riservatezza delle informazioni o delle prove fornite (articolo 23), per la suddivisione delle spese (articolo 24) e per la composizione di eventuali controversie interpretative o applicative dell'accordo (articolo 25). Il disegno di legge di ratifica del Trattato consta di quattro articoli. L'articolo 3, in particolare, quantifica gli oneri complessivi derivanti dall'attuazione del provvedimento in 73.803 euro a decorrere dal 2020. Il relatore conclude rilevando che l'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con le normative dell'Unione europea ed internazionale cui l'Italia è vincolata, ed in particolare con la Convenzione del Consiglio d'Europa sull'assistenza giudiziaria del 1959. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2006 Ratifica ed esecuzione degli Emendamenti all'Accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dell'area atlantica contigua, con Annessi e Atto finale, fatto a Monaco il 24 novembre 1996, adottati a Monaco il 12 novembre 2010 DDL 2006 Ratifica ed esecuzione degli Emendamenti all'Accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dell'area atlantica contigua, con Annessi e Atto finale, fatto a Monaco il 24 novembre 1996, adottati a Monaco il 12 novembre 2010 (Esame e rinvio) La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, introduce il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica degli Emendamenti all'Accordo del 1996 sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dell'area atlantica contigua, con Annessi e Atto finale, adottati nel novembre 2010. Ricorda che l'Accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dell'area atlantica contigua (ACCOBAMS), sottoscritto il 24 novembre 1996 ed entrato in vigore il 1 giugno 2001, costituisce uno dei principali strumenti giuridico-internazionali, a livello regionale, finalizzati alla conservazione della biodiversità e nello specifico a ridurre le minacce a carico della sopravvivenza dei cetacei in quelle acque. Frutto di negoziati condotti dalle Parti contraenti e dai segretari di quattro Convenzioni in materia di tutela ambientale - la Convenzione di Barcellona sulla protezione dell'ambiente marino e sulla diversità biologica del Mediterraneo, la Convenzione di Bonn sulla conservazione delle specie migratorie, la Convenzione di Berna sulla conservazione della vita selvatica e degli habitat naturali e la Convenzione di Bucarest, sulla protezione del Mar Nero dall'inquinamento - l'Accordo chiede agli Stati firmatari un impegno a livello normativo, socio-economico e scientifico per la minimizzazione degli effetti delle attività antropiche sulla sopravvivenza dei cetacei in questi mari. Il testo, ratificato da ventiquattro Paesi - fra cui Albania, Egitto, Francia, Italia, Portogallo ed Ucraina - prevede anche la creazione di una rete di aree marine protette e la regolamentazione di attività di pesca dei cetacei. Gli emendamenti oggetto del presente disegno di legge di ratifica, adottati nel 2010, sono finalizzati ad estendere l'applicazione dell'Accordo a tutte le acque marine della Spagna e del Portogallo, fino a comprendere anche l'intera estensione delle acque atlantiche di giurisdizione della Spagna e larga parte di quelle del Portogallo, con l'esclusione delle acque di giurisdizione che circondano gli arcipelaghi atlantici portoghesi. Tali modifiche consentiranno agli Stati firmatari dell'Accordo, nelle acque interessate dall'allargamento, di garantire un'omogenea applicazione del regime di tutela, delle risoluzioni e degli impegni adottati in seno all'ACCOBAMS a tutte le specie di cetacei presenti, peraltro già tutte specificamente tutelate dalla normativa europea, che prevede misure per proteggere i cetacei dalla caccia, cattura o detenzione, nonché da qualsiasi perturbazione intenzionale o scambio commerciale, anche dei prodotti derivati di questi animali provenienti da Paesi terzi. Nello specifico, le proposte emendative consistono nell'estensione dell'ambito geografico dell'Accordo a tutte le acque marine poste sotto la giurisdizione della Spagna e del Portogallo, con la conseguente ridenominazione dell'area atlantica contigua in «area atlantica vicina» ( Neighbouring Atlantic Area ), e nella conseguente sostituzione nel titolo dell'Annesso 1 dell'Accordo, relativo alla lista indicativa delle specie di cetacei, della parola « contiguous » con « neighbouring » in relazione all'area dell'Atlantico. Un'ulteriore modifica riguarda la sostituzione del riferimento alla sola Convenzione di Barcellona con il riferimento alle Regional Seas Conventions - ovvero alle Convenzioni di Barcellona, di Bucarest e alla Convenzione per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale (OSPAR) - al paragrafo 3 dell'Annesso 2 relativo al Piano di conservazione. La relatrice precisa che l'emendamento all'Annesso 2 è già entrato in vigore, in quanto, in base alle norme previste dal medesimo Accordo, le modifiche agli Annessi entrano in vigore per tutte le Parti il centocinquantesimo giorno dopo la data della loro adozione dalla Riunione delle Parti, salvo che per le Parti che abbiano formulato una riserva. Diversamente, le modifiche testuali all'Accordo, entrano in vigore, per le Parti che le abbiano accettate, il trentesimo giorno dopo la data in cui due terzi delle Parti abbiano depositato il loro strumento di approvazione presso il depositario. Al momento solo otto Parti contraenti - fra cui la Francia, la Spagna e la Slovenia - hanno depositato il prescritto strumento di ratifica; sono quindi necessarie altre otto approvazioni per l'entrata in vigore degli emendamenti all'Accordo e di quello all'Annesso 1, quest'ultimo strettamente connesso alle modifiche al testo principale. Come sottolinea la relazione introduttiva al disegno di legge, l'avvio dell' iter di ratifica consente all'Italia di fornire riscontro alla Nota informativa del Segretariato dell'ACCOBAMS del 28 luglio 2016, indirizzata a tutte le Parti contraenti, con cui si sollecitano gli Stati che non hanno ancora depositato lo strumento di ratifica relativo agli emendamenti al testo dell'Accordo e all'Annesso 2 a provvedervi. Da ultimo, la relatrice evidenzia come l'estensione delle acque rientranti nell'ambito di applicazione dell'Accordo risulti pienamente coerente con quanto auspicato dalla raccomandazione di cui al paragrafo 13 della risoluzione del maggio 2016 sui mari e gli oceani dell'Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), che incoraggia espressamente le Parti contraenti di convenzioni regionali sul mare a considerare la possibilità di aumentare la copertura regionale di tali strumenti in conformità con il diritto internazionale. Il disegno di legge di ratifica degli Emendamenti all'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e che le amministrazioni interessate debbano svolgere le attività previste con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Il testo - conclude la relatrice - non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia la relatrice per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 16,20.