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Reati e pene - Dosimetria delle pene - Sindacato di legittimità costituzionale sulle scelte discrezionali del legislatore - Possibilità di emendare scelte sanzionatorie manifestamente arbitrarie o irragionevoli - Condizioni e limiti.. Secondo la più recente giurisprudenza costituzionale, fermo restando che le valutazioni discrezionali di dosimetria della pena spettano anzitutto al legislatore, non sussistono ostacoli all'intervento della Corte costituzionale quando le scelte sanzionatorie si siano rivelate manifestamente arbitrarie o irragionevoli. Al fine di consentire tale intervento correttivo non è necessario che esista un'unica soluzione costituzionalmente vincolata, come quella prevista per una norma avente identica struttura e ratio, idonea a essere assunta come tertium comparationis, essendo sufficiente che il sistema nel suo complesso offra "precisi punti di riferimento" e soluzioni "già esistenti", ancorché non "costituzionalmente obbligate", che possano sostituirsi alla previsione sanzionatoria dichiarata illegittima, garantendo coerenza alla logica perseguita dal legislatore. Nel rispetto delle scelte di politica sanzionatoria delineate dal legislatore e ad esso riservate, occorre, infatti, evitare che l'ordinamento presenti zone franche immuni dal sindacato di legittimità costituzionale proprio in ambiti in cui è maggiormente impellente l'esigenza di assicurare una tutela effettiva dei diritti fondamentali, tra cui massimamente la libertà personale. ( Precedenti citati: sentenze n. 233 del 2018, n. 222 del 2018, n. 236 del 2016 e n. 148 del 2016 ).