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Bilancio e contabilità pubblica - Istituzione dei "distretti del cibo" - Definizione con decreto ministeriale dei relativi criteri, modalità e procedure - Asserita incidenza anche sul riparto di risorse finanziarie in ambiti materiali di competenza delle Regioni - Ricorso della Regione Veneto - Denunciata violazione dell'autonomia finanziaria della Regione - Censura apodittica - Inammissibilità della questione.. È dichiarata inammissibile, in quanto prospettata in modo apodittico, la questione di legittimità costituzionale - promossa dalla Regione Veneto in riferimento all'art. 119 Cost. - dell'art. 1, comma 499, della legge n. 205 del 2017, nella parte in cui, sostituendo l'art. 13, comma 5, del d.lgs. n. 228 del 2001, prevede che i criteri, le modalità e le procedure per attuare gli interventi di creazione e consolidamento dei cosiddetti "distretti del cibo" siano definiti con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. La Regione non spiega per quale motivo ricavi dalla disposizione impugnata, che non ne fa menzione, la previsione di un "riparto di risorse" di natura finanziaria (non è neppure chiarito se fra lo Stato e le Regioni o fra le Regioni) che, interessando ambiti materiali asseritamente rimessi alla competenza delle Regioni, richiederebbe, anziché un mero parere, la previa intesa stipulata in sede della suddetta Conferenza permanente. ( Precedenti citati: sentenze n. 245 del 2017, n. 3 del 2016 e n. 252 del 2015 ).