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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 63 GARAVINI La seduta inizia alle ore 15,15. AFFARI ASSEGNATI (n. 257) Stato e funzioni degli enti dell'area industriale della difesa Doc n. 257 Affare assegnato sullo stato e sulle funzioni degli enti dell'area industriale della difesa (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione Doc. XXIV, n. 19) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 19 maggio. La presidente GARAVINI ( IV-PSI ), in qualità di relatrice, dà lettura di uno schema di risoluzione (pubblicato in allegato), frutto delle attività di approfondimento svolte e degli elementi emersi dal ciclo di audizioni e dalle visite effettuate. Sottolinea che gli stabilimenti, gli arsenali e le altre strutture dell'area industriale della Difesa svolgono funzioni essenziali per garantire l'autonomia e la piena funzionalità dello strumento militare, assicurando le competenze e le condizioni tecniche, infrastrutturali e di sicurezza degli interventi sugli assetti operativi. Essi rappresentano uno strumento diretto e efficace per garantire il costante supporto tecnico-logistico e manutentivo alle attrezzature dell'intero comparto. Sono strutture indispensabili per garantire l'efficienza e la prontezza dei mezzi e degli armamenti della Difesa e dunque assetti strategici a cui il Paese non può rinunciare. Innanzitutto per motivi di sicurezza perché sarebbe pericoloso demandare il funzionamento dei propri assetti militari solamente a dei manutentori privati, magari stranieri, fornitori dei diversi sistemi. Inoltre tutelano il corretto funzionamento anche di tutti quegli strumenti militari (navi, carri armati, veicoli militari, armamenti) la cui manutenzione non sia più garantita da uno specifico contratto di supporto e manutenzione tecnica. Sottolinea il forte stato di sofferenza degli enti in questione, sia per il carente rinnovamento infrastrutturale (cui peraltro cercano di fare fronte le misure contenute nel decreto-legge n. 34 del 2020), sia per la forte contrazione degli organici, in particolare nei ruoli tecnici del personale civile della Difesa. Tale contrazione potrebbe, nel giro di pochi anni, produrre effetti negativi irreversibili sulla funzionalità delle strutture in questione. Stante il quadro di riferimento, gli impegni al Governo contenuti nello schema di risoluzione appaiono di cruciale importanza, anche considerato che dagli enti dell'area tecnico industriale dipendono la manutenzione dei mezzi e degli armamenti in uso alle Forze armate. Propone di aggiungere, rispetto alla bozza di risoluzione presentata, un riferimento all'esigenza di efficientamento energetico degli immobili. Interviene il sottosegretario TOFALO, che propone di ricollocare il punto d) degli impegni al Governo, relativo alla stabilizzazione del personale precario, tra le premesse, con conseguente riformulazione in tal senso. Vi sono infatti ostacoli normativi che impediscono di intervenire nella direzione auspicata nel testo. La presidente relatrice GARAVINI ( IV-PSI ) accoglie l'invito del rappresentante del Governo, sottolineando tuttavia la delicatezza del tema, cui occorre in qualche modo dare soluzione. Formula contestualmente una nuova proposta di risoluzione (pubblicata in allegato). Si procede quindi alle dichiarazioni di voto. La senatrice PUCCIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) esprime il voto positivo del proprio Gruppo. Il testo della risoluzione contiene infatti impegni concreti e condivisi da tutta la Commissione. Rileva in particolare l'importanza delle dismissioni di taluni immobili, che, nel caso di una città come La Spezia, potrebbero restituire alla città importanti spazi. Concorda infine con l'invito a prorogare la durata del piano di intervento per l'ammodernamento degli stabilimenti della Marina. Preannuncia quindi, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole. Anche ad avviso della senatrice DONNO ( M5S ) la proposta di risoluzione recepisce pienamente le istanze condivise in seno alla Commissione. Apprezza l'attenzione al tema degli Arsenali. Conclude preannunciando il voto favorevole del proprio Gruppo. Interviene infine il senatore VATTUONE ( PD ), preannunciando, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole. Poiché nessun altro chiede di intervenire, viene posta ai voti, previa verifica del numero legale, la proposta di risoluzione da ultimo formulata dalla Presidente, che risulta approvata. La presidente GARAVINI si compiace del risultato unanime della votazione. IN SEDE CONSULTIVA A.G. n. 177 (perimetro di sicurezza cibernetica) Doc n. 177 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, adottato in attuazione dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 133 (Osservazioni alla 1ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 16 giugno. Il relatore ORTIS ( M5S ) formula una proposta di osservazioni favorevoli. Poiché nessuno chiede di intervenire, la proposta del relatore viene, previa verifica del numero legale, posta ai voti ed approvata. A.G. n. 178 (poteri speciali) Doc n. 178 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di poteri speciali, adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 1-ter, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56 (Osservazioni alla 5ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 16 giugno. Il relatore MININNO ( M5S ) formula una proposta di osservazioni favorevoli. Poiché nessuno chiede di intervenire, la proposta del relatore viene, previa verifica del numero legale, posta ai voti ed approvata. AG 180 - Banco nazionale di prova per le armi e le munizioni Doc n. 180 Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per il riordino del Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali (Osservazioni alla 1ª Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli) Il relatore VATTUONE ( PD ) illustra l'atto del Governo in titolo, osservando che il Banco Nazionale di Prova per le armi da fuoco portatili e le munizioni commerciali vanta oltre un secolo di storia (è stato istituito infatti nel 1910). Originariamente nato per tutelare l'industria (essenzialmente bresciana) delle armi leggere, e per dare lustro al prestigio delle armi prodotte in Italia, l'ente ha subito numerosi adattamenti normativi e organizzativi per renderlo più rispondente alle nuove esigenze tecniche e amministrative. Oggi l'istituto è un ente di diritto pubblico, vigilato dal Ministero dello sviluppo economico e -per gli aspetti tecnici e di sicurezza- anche dai Ministeri dell'interno e della difesa e la sua funzione è quella di "controllore tecnico" della rispondenza delle armi e delle munizioni alle norme tecniche e di legge. L'istituto è gestito da un Consiglio di amministrazione nominato dal Ministro dello sviluppo economico, mentre il Consiglio di amministrazione è composto da 12 componenti, rimane in carica 4 anni ed elegge il suo Presidente. Il Direttore del Banco è nominato dal Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero della difesa e partecipa al Consiglio di amministrazione con voto consultivo e con le funzioni di segretario. L'oratore osserva peraltro che il Banco ha anche sottoposto il proprio sistema di gestione della qualità alla certificazione secondo le norme UNI EN ISO 9001/2000. Venendo all'atto del Governo iscritto all'ordine del giorno, rileva che il testo contiene un nuovo schema di regolamento, per meglio disciplinare gli assetti organizzativi del Banco. La materia, infatti, come evidenziato dalla relazione illustrativa, presentava parecchi profili problematici: il decreto del Presidente della Repubblica n. 222 del 2010, cui era demandata la disciplina organizzativa del Banco, non aveva, infatti, mai trovato attuazione. Ciò a causa della successione nel tempo di due provvedimenti: il decreto-legge n. 78 del 2010, che disponeva la soppressione del Banco e il decreto-legge n. 5 del 2012, che, a sua volta, abrogava le predette norme soppressive. Infine, il comma 174 della legge n. 124 del 2017 abrogava lo stesso Decreto del Presidente della Repubblica n. 222 del 2010 (comunque mai attuato), facendo rivivere, in via transitoria, una normativa ancora più vecchia, risalente ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2001. Nel dettaglio, il provvedimento il provvedimento all'esame della Commissione si compone di 17 articoli. Gli articoli 1 e 2 indicano, rispettivamente, la finalità del provvedimento e i compiti istituzionali del Banco, mentre l'articolo 3 afferma l'autonomia statutaria e finanziaria del Banco. L'articolo 4 indica gli organi del Banco (Presidente, Assemblea dei partecipanti, Consiglio di amministrazione, Collegio dei revisori e un Comitato tecnico di natura consultiva), mentre gli articoli 5, 6 e 7 disciplinano, rispettivamente, i compiti del Presidente (che ha la rappresentanza legale dell'ente e vigila sull'esecuzione delle delibere del Consiglio di amministrazione), dell'Assemblea dei partecipanti (espressione dell'originaria forma associativa del Banco), e del Consiglio di amministrazione. In particolare, nell'Assemblea dei partecipanti e nel Consiglio di amministrazione è previsto un componente del Ministero della difesa, Nel nuovo assetto manca, invece, rispetto all'attuale disciplina, la presenza di un rappresentante del Ministero dell'interno, espunto su richiesta del medesimo Dicastero. Ciò a seguito dell'abrogazione del catalogo nazionale delle armi disposto dalla legge di stabilità 2012 e del successivo trasferimento al Banco stesso, in via esclusiva, della competenza a classificare le armi comuni da sparo. L'articolo 8 prevede, in caso di gravi irregolarità, o illegittimità, la nomina, da parte del MiSE, di un commissario straordinario, mentre gli articoli 9 e 10 disciplinano i compiti e le funzioni del Collegio dei revisori e del Comitato tecnico. L'articolo 11, invece, disciplina la figura e i poteri del Direttore generale, responsabile della gestione del Banco e che assicura la funzionalità dell'ente. Il Direttore generale è nominato dal MiSE, sentita la Difesa; Gli articoli 12 e 13 prendono quindi in considerazione da un lato le fonti di finanziamento e dall'altro l'autonomia di gestione (sia in relazione ai profili finanziari che al personale, sul quale ricadono anche divieti di svolgere attività connesse con l'industria e il commercio delle armi), mentre l'articolo 14, che disciplina l'attività di vigilanza del MiSE. In particolare, i regolamenti interni di natura tecnica sono approvati sentito anche il Ministero della difesa; Infine, gli articoli 15, 16 e 17 recano, rispettivamente, la disciplina transitoria, la clausola di invarianza finanziaria e le abrogazioni. Conclude formulando una proposta di osservazioni favorevoli. Poiché nessuno chiede di intervenire, la proposta del relatore viene, previa verifica del numero legale, posta ai voti ed approvata dalla Commissione. IN SEDE REFERENTE Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare DDL 1152 Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 19 maggio. La presidente GARAVINI dà conto degli emendamenti presentati alla scadenza del termine (pubblicati in allegato). Risultano presentati quattro emendamenti: due a firma del senatore Mininno e due a prima firma della senatrice Rauti. Si procede pertanto all'illustrazione degli emendamenti. Il senatore MININNO ( M5S ) sottolinea che lo scopo sotteso al disegno di legge, cioé la razionalizzazione e semplificazione dell'ordinamento militare, è pienamente condivisibile. Occorre però definire i principi e criteri direttivi della delega. Illustra gli emendamenti 1.1 e 1.2. Il primo riduce da due anni a 18 mesi i termini per l'esercizio delle deleghe e degli eventuali decreti correttivi, in modo da poter valutare i risultati della riforma nella presente legislatura, se essa si concluderà alla sua scadenza naturale. Il secondo emendamento interviene sulla lettera g) dell'articolo 1, ampliando l'intervento di razionalizzazione anche alle procedure per l'avanzamento del personale, introducendo però alcuni principi direttivi, che al momento sono assenti. La senatrice RAUTI ( FdI ) illustra quindi l'emendamento 1.3, con cui propone di stabilizzare efficacemente il personale in ferma annuale e quadriennale. Illustra successivamente l'emendamento 1.4, che amplia il novero delle fattispecie che consentono la riammissione dei volontari in ferma prefissata esclusi dall'immissione in servizio permanente a seguito della pendenza di un procedimento penale. Al riguardo l'oratrice sottolinea che la proposta, dal tenore senz'altro garantista, non incide comunque sui requisiti di integrità morale richiesti al personale del comparto difesa e sicurezza. Interviene da ultimo il senatore CASTIELLO ( M5S ), osservando che l'esigenza, espressa dal collega Mininno, di meglio definire criteri e principi direttivi non rappresenta una preferenza politica, ma piuttosto una necessità costituzionale, per evitare che il provvedimento, in particolare, la lettera g) dell'articolo 1, risulti in contrasto con i dettami dell'articolo 76 della Costituzione. La presidente GARAVINI concorda con l'opinione espressa dal senatore Castiello, ritenendo che tale preoccupazione coinvolga l'intero provvedimento. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (1458) Disciplina della riserva selezionata delle Forze armate DDL 1458 Disposizioni in materia di riserva selezionata delle Forze armate (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 19 maggio. La presidente GARAVINI dà conto degli emendamenti presentati alla scadenza del termine (pubblicati in allegato). Risultano presentati 22 emendamenti: 16 a firma del senatore Gasparri, due a firma dei senatori Romano e Mininno, due a firma della senatrice Donno e due proposte a firma della senatrice Rauti. Si procede pertanto all'illustrazione degli emendamenti presentati. Il senatore MININNO ( M5S ) illustra l'emendamento 1.1, che mira a definire l'istituito della riserva selezionata, razionalizzando, altresì, la disciplina della cessazione dell'appartenenza alle Forze di completamento e alla riserva di complemento. Illustra quindi l'emendamento 1.12, che interviene in favore del personale delle forze di completamento impegnato nelle missioni internazionali. L'emendamento, infatti, nel disporre l'inapplicabilità, nei confronti del predetto personale, dell'articolo 23- ter del decreto-legge n. 201 del 2011, sana una ingiustificata sperequazione tra dipendenti pubblici e dipendenti del settore privato. La senatrice DONNO ( M5S ) dà per illustrate le proposte 1.7 e 1.8. La senatrice RAUTI ( FdI ) illustra infine gli emendamenti 1.0.1 e 1.0.2. In particolare, il primo disciplina l'accesso degli ufficiali ausiliari ai concorsi, armonizzandola con il riordino delle carriere delle Forze armate e di polizia, recentemente entrato in vigore. Il secondo, invece, interviene sulle riserve di posti nel pubblico impiego, disciplinate dall'articolo 1014 del Codice dell'ordinamento militare. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,10. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 257 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 257 ( Doc . XXIV, n. 19 ) La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'Affare assegnato sullo stato e sulle funzioni degli enti dell'area industriale della Difesa; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte e delle visite effettuate; premesso che: - dall'Agenzia industrie Difesa dipendono 9 strutture: lo Stabilimento Militare Ripristini e Recuperi del Munizionamento di Noceto di Parma; lo Stabilimento Militare Munizionamento Terrestre di Baiano di Spoleto; lo Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri; lo Stabilimento Militare Pirotecnico di Capua; lo Stabilimento Militare Spolette di Torre Annunziata; lo Stabilimento Militare Produzione Cordami di Castellammare di Stabia; l'Arsenale Militare di Messina; il Centro di Dematerializzazione e Conservazione Unico di Gaeta e lo Stabilimento Militare chimico farmaceutico di Firenze; - queste strutture impiegano circa 950 unità di personale civile; - dal Comando logistico dell'Esercito dipendono 6 strutture: i Poli di mantenimento pesante Nord (a Piacenza) e Sud (a Nola), (che hanno effettuato, nel biennio 2018-2019, 78 lavorazioni su artiglierie ruotate e corazzate, 73 su piattaforme cingolate e ruotate e 119 sulle torri di illuminazione del Dipartimento di protezione civile); il Polo di mantenimento delle armi leggere di Terni (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, circa 3500 lavorazioni su armi individuali di reparto); il Polo di mantenimento dei mezzi di telecomunicazione, elettronici ed optoelettronici di Roma (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, 1500 lavorazioni su sistemi optolettronici, 1000 lavorazioni su sistemi di comunicazione e 170 lavorazioni su materiali elettronici); il Centro polifunzionale di sperimentazione dell'Esercito di Montelibretti (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, 20 relazioni tecniche su sperimentazioni, 115 analisi su carbolubrificanti, 13 verifiche standardizzate su shelter e 40 su apparecchi di sollevamento) e il Centro tecnico NBC di Civitavecchia (che ha compiuto, nel biennio 2018-2019, decine di interventi di bonifica e rilevamenti presso infrastrutture militari, anche in teatri operativi); - gli stabilimenti militari dell'Esercito impiegano, al 1 giugno 2020, 1340 unità di personale civile, su un organico previsto di 2427 unità, con la prospettiva di arrivare, al 31 dicembre 2024, a sole 694 unità; - dal Comando logistico della Marina dipendono gli Arsenali militari di La Spezia, Taranto ed Augusta. Nel triennio 2016-2018 tali strutture hanno contribuito allo sviluppo e alla gestione delle soste di manutenzione su 34 unità (navali e subacquee), con un ricavo di 2,5 milioni di euro per le attività svolte su committenza privata esterna; - gli arsenali impiegano, al 1 giugno 2020, 1595 unità di personale civile, su un organico previsto di 2639, con la prospettiva di arrivare, al 31 dicembre 2024, a sole 1100 unità; - gli enti della difesa impiegano altresì un numero considerevole di lavoratori precari, gran parte dei quali dipendenti di società cooperative, addetti ai servizi di manovalanza e facchinaggio, di cui appare necessario valutare la possibile graduale stabilizzazione; - nel triennio 2019-2021, l'Agenzia Industrie Difesa prevede un valore totale di produzione pari a 334 milioni di euro (247 milioni per la produzione di beni e servizi per il Ministero e 87 milioni per vendite e prestazioni a soggetti terzi); - con riferimento alle strutture dipendenti dall'Esercito, lo stanziamento annuale del 2019 è stato di circa 20,5 milioni di euro, considerando le spese per il mantenimento infrastrutturale, manutenzione sistemi d'arma/mezzi e materiali e spese per il funzionamento generale degli enti, mentre la previsione per l'esercizio finanziario 2020 è di circa 30 milioni di euro; - con riferimento alle strutture dipendenti dalla Marina, il flusso finanziario degli Arsenali per ammodernamento/rinnovamento ed esercizio per manutenzioni navali si è attestato nel 2019 a circa 26,5 milioni di euro, mentre nel 2020 la previsione è di circa 40 milioni. Il flusso finanziario per attività di adeguamento/manutenzione infrastrutturale (A/R, esercizio, fondi dedicati CIS Taranto/Piano Brin) si è attestato nel 2019 a circa 6,6 milioni, mentre nel 2020 la previsione è di circa 18,5 milioni; - gli immobili conferiti in comodato d'uso gratuito all'Agenzia Industrie Difesa possono rientrare nell'ambito di convenzioni di affidamento temporaneo a favore di soggetti (sia pubblici che privati), che possono tradursi nella costituzione di società a partecipazione mista, in accordi di collaborazione o altre forme di partenariato, aventi ad oggetto, oltre allo scambio di beni e servizi anche il trasferimento di competenze, nonché l'uso condiviso delle strutture gestite dall'Agenzia; - Difesa Servizi S.p.A., società per azioni con socio unico il Ministero della Difesa, opera come soggetto giuridico di diritto privato per la gestione economica di beni e servizi derivanti dalle attività istituzionali del dicastero e si occupa della valorizzazione economica dei beni dell'amministrazione; premesso altresì che l'articolo 164 del decreto-legge 34 del 2020 (c.d. "decreto rilancio") contiene misure per rendere più efficienti le procedure di recupero e valorizzazione di beni immobili militari, oltre che norme sull'alienazione del patrimonio alloggiativo della Difesa; considerato che: - gli stabilimenti, gli arsenali e le altre strutture dell'area industriale della Difesa svolgono funzioni essenziali per garantire l'autonomia e la piena funzionalità dello strumento militare, assicurando le competenze e le condizioni tecniche, infrastrutturali e di sicurezza degli interventi sugli assetti operativi; - gli enti si occupano prevalentemente della manutenzione dei mezzi e degli armamenti del comparto della Difesa. Essi rappresentano uno strumento diretto e efficace per garantire il costante supporto tecnico-logistico e manutentivo alle attrezzature dell'intero comparto. Sono strutture indispensabili per garantire l'efficienza e la prontezza dei mezzi e degli armamenti della Difesa e dunque assetti strategici a cui il Paese non può rinunciare. Innanzitutto per motivi di sicurezza perché sarebbe pericoloso demandare il funzionamento dei propri assetti militari solamente a dei manutentori privati, magari stranieri, fornitori dei diversi sistemi. Inoltre tutelano il corretto funzionamento anche di tutti quegli strumenti militari (navi, carri armati, veicoli militari, armamenti) la cui manutenzione non sia più garantita da uno specifico contratto di supporto e manutenzione tecnica; - gli enti possono inoltre garantire lavorazioni di altissimo livello tecnologico; allo stesso tempo sono in grado di modificare la propria attività in modo flessibile, adeguandosi a esigenze anche straordinarie (come nel caso dello Stabilimento chimico-famaceutico di Firenze, coinvolto nella produzione di articoli sanitari per far fronte all'emergenza Covid-19); - gli arsenali, in particolare, svolgono non solo interventi di manutenzione e ammodernamento degli assetti navali militari (a partire da quelli effettuati sulla portaerei Cavour) ma anche della cantieristica privata; - a fronte della richiesta di un sempre maggiore impegno, sia quantitativo che qualitativo, l'area industriale della Difesa attualmente versa in una condizione di particolare sofferenza, con riferimento sia alle infrastrutture che al personale; - le infrastrutture necessitano di interventi urgenti e significativi, di carattere sia ordinario che straordinario, anche per assicurare adeguamento delle condizioni di sicurezza e per la continuità delle produzioni; - il personale, a causa di un turn over pesantemente negativo, rischia la perdita di competenze tecniche ad alta specializzazione, con inevitabili ricadute sulla capacità produttiva e manutentiva delle strutture; - le procedure di assunzioni avviate negli ultimi anni rappresentano una positiva inversione di tendenza, che appare però del tutto insufficiente a colmare la gravi lacune del personale; - neppure il trasferimento di personale militare non più idoneo al servizio rappresenta un adeguato sostegno alle necessità degli enti in parola, in quanto tale personale spesso non è in grado di contribuire fattivamente alle attività svolte, e provoca altresì situazioni disparità di trattamento economico, non sempre facili da gestire; impegna il Governo: a) a considerare gli investimenti per il rilancio dell'area industriale della Difesa come possibile importante volano per la ripresa economica del Paese dopo la grave contrazione determinata dall'emergenza Covid-19; b) a proseguire, anche con un piano straordinario, gli interventi avviati per l'assunzione di nuovo personale qualificato, con profili tecnici e amministrativi, considerando anche la possibilità di utilizzare modalità innovative di assunzioni fondate su percorsi formativi specifici, in collegamento diretto con le realtà istituzionali, industriali, universitarie e scolastiche dei territori; c) a valutare una rimodulazione della tempistica di applicazione della legge n. 244 del 2012 (che è in fase di rivalutazione complessiva), anche esercitando la previsione già contenuta nella stessa legge; così da evitare di disperdere ulteriormente l'alto e qualificato patrimonio professionale fin qui maturato da quelle persone ormai prossime all'uscita, con riferimento ad un'età media del personale che è ormai giunta alle soglie dei 59 anni; d) a garantire un generale rinnovo infrastrutturale delle strutture, in particolare dei poli di mantenimento e degli arsenali, superando le attuali, gravi, criticità, derivanti dalla vetustà degli immobili e dall'obsolescenza degli impianti, non sempre adeguati agli interventi sui mezzi di nuova introduzione, al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza e continuità delle produzioni, con interventi di adeguamento tecnologico e efficientamento energetico, tanto sul piano infrastrutturale quanto su quello impiantistico; e) a svolgere una ricognizione complessiva del patrimonio immobiliare attualmente in uso agli enti industriali della difesa, individuando le porzioni eventualmente non più funzionali allo svolgimento delle loro attività, valutando tutti gli strumenti per la loro valorizzazione, anche attraverso l'utilizzo di fondi della programmazione dell'Ue, oltre che le ipotesi di dismissione a favore di altre amministrazioni dello Stato o di enti locali, in sinergia con l'azione delle strutture deputate alla gestione del patrimonio immobiliare della difesa, a partire dalla Task force per la valorizzazione degli immobili della Difesa, da Difesa servizi spa e dall'Agenzia industrie difesa; f) in riferimento alla specifica realtà degli arsenali, a valutare la possibilità di re-internalizzare le attività a medio contenuto tecnologico (con possibili significativi contenimenti di spesa), considerando che quelle a basso contenuto tecnologico possono essere facilmente reperite presso l'indotto locale (con un positivo rapporto costo-efficacia e un potenziale volano economico per le piccole e medie imprese); g) valutare di prorogare la durata del piano pluriennale di interventi già previsto per adeguamento e ammodernamento degli stabilimenti della Marina (c.d. "piano Brin"), istituendo altresì analoghi strumenti per gli altri enti. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 257 SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 257 La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del regolamento, dell'Affare assegnato sullo stato e sulle funzioni degli enti dell'area industriale della Difesa; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte e delle visite effettuate; premesso che: - dall'Agenzia industrie Difesa dipendono 9 strutture: lo Stabilimento Militare Ripristini e Recuperi del Munizionamento di Noceto di Parma; lo Stabilimento Militare Munizionamento Terrestre di Baiano di Spoleto; lo Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri; lo Stabilimento Militare Pirotecnico di Capua; lo Stabilimento Militare Spolette di Torre Annunziata; lo Stabilimento Militare Produzione Cordami di Castellammare di Stabia; l'Arsenale Militare di Messina; il Centro di Dematerializzazione e Conservazione Unico di Gaeta e lo Stabilimento Militare Chimico Farmaceutico di Firenze; - queste strutture impiegano circa 950 unità di personale civile; - dal Comando logistico dell'Esercito dipendono 6 strutture: i Poli di mantenimento pesante Nord (a Piacenza) e Sud (a Nola), (che hanno effettuato, nel biennio 2018-2019, 78 lavorazioni su artiglierie ruotate e corazzate, 73 su piattaforme cingolate e ruotate e 119 sulle torri di illuminazione del Dipartimento di protezione civile); il Polo di mantenimento delle armi leggere di Terni (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, circa 3500 lavorazioni su armi individuali di reparto); il Polo di mantenimento dei mezzi di telecomunicazione, elettronici ed optoelettronici di Roma (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, 1500 lavorazioni su sistemi optolettronici, 1000 lavorazioni su sistemi di comunicazione e 170 lavorazioni su materiali elettronici); il Centro polifunzionale di sperimentazione dell'Esercito di Montelibretti (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, 20 relazioni tecniche su sperimentazioni, 115 analisi su carbolubrificanti, 13 verifiche standardizzate su shelter e 40 su apparecchi di sollevamento) e il Centro tecnico NBC di Civitavecchia (che ha compiuto, nel biennio 2018-2019, decine di interventi di bonifica e rilevamenti presso infrastrutture militari, anche in teatri operativi); - gli stabilimenti militari dell'Esercito impiegano, al 1 giugno 2020, 1340 unità di personale civile, su un organico previsto di 2427 unità, con la prospettiva di arrivare, al 31 dicembre 2024, a sole 694 unità; - dal Comando logistico della Marina dipendono gli Arsenali militari di La Spezia, Taranto ed Augusta. Nel triennio 2016-2018 tali strutture hanno contribuito allo sviluppo e alla gestione delle soste di manutenzione su 34 unità (navali e subacquee), con un ricavo di 2,5 milioni di euro per le attività svolte su committenza privata esterna; - gli arsenali impiegano, al 1 giugno 2020, 1595 unità di personale civile, su un organico previsto di 2639, con la prospettiva di arrivare, al 31 dicembre 2024, a sole 1100 unità; - nel triennio 2019-2021, l'Agenzia Industrie Difesa prevede un valore totale di produzione pari a 334 milioni di euro (247 milioni per la produzione di beni e servizi per il Ministero e 87 milioni per vendite e prestazioni a soggetti terzi); - con riferimento alle strutture dipendenti dall'Esercito, lo stanziamento annuale del 2019 è stato di circa 20,5 milioni di euro, considerando le spese per il mantenimento infrastrutturale, manutenzione sistemi d'arma/mezzi e materiali e spese per il funzionamento generale degli enti, mentre la previsione per l'esercizio finanziario 2020 è di circa 30 milioni di euro; - con riferimento alle strutture dipendenti dalla Marina, il flusso finanziario degli Arsenali per ammodernamento/rinnovamento ed esercizio per manutenzioni navali si è attestato nel 2019 a circa 26,5 milioni di euro, mentre nel 2020 la previsione è di circa 40 milioni. Il flusso finanziario per attività di adeguamento/manutenzione infrastrutturale (A/R, esercizio, fondi dedicati CIS Taranto/Piano Brin) si è attestato nel 2019 a circa 6,6 milioni, mentre nel 2020 la previsione è di circa 18,5 milioni; - gli immobili conferiti in comodato d'uso gratuito all'Agenzia Industrie Difesa possono rientrare nell'ambito di convenzioni di affidamento temporaneo a favore di soggetti (sia pubblici che privati), che possono tradursi nella costituzione di società a partecipazione mista, in accordi di collaborazione o altre forme di partenariato, aventi ad oggetto, oltre allo scambio di beni e servizi anche il trasferimento di competenze, nonché l'uso condiviso delle strutture gestite dall'Agenzia; - Difesa Servizi S.p.A., società per azioni con socio unico il Ministero della Difesa, opera come soggetto giuridico di diritto privato per la gestione economica di beni e servizi derivanti dalle attività istituzionali del dicastero e si occupa della valorizzazione economica dei beni dell'amministrazione; premesso altresì che l'articolo 164 del decreto-legge 34 del 2020 (c.d. "decreto rilancio") contiene misure per rendere più efficienti le procedure di recupero e valorizzazione di beni immobili militari, oltre che norme sull'alienazione del patrimonio alloggiativo della Difesa; considerato che: - gli stabilimenti, gli arsenali e le altre strutture dell'area industriale della Difesa svolgono funzioni essenziali per garantire l'autonomia e la piena funzionalità dello strumento militare, assicurando le competenze e le condizioni tecniche, infrastrutturali e di sicurezza degli interventi sugli assetti operativi; - gli enti si occupano prevalentemente della manutenzione dei mezzi e degli armamenti del comparto della Difesa. Essi rappresentano uno strumento diretto e efficace per garantire il costante supporto tecnico-logistico e manutentivo alle attrezzature dell'intero comparto. Sono strutture indispensabili per garantire l'efficienza e la prontezza dei mezzi e degli armamenti della Difesa e dunque assetti strategici a cui il Paese non può rinunciare. Innanzitutto per motivi di sicurezza perché sarebbe pericoloso demandare il funzionamento dei propri assetti militari solamente a dei manutentori privati, magari stranieri, fornitori dei diversi sistemi. Inoltre tutelano il corretto funzionamento anche di tutti quegli strumenti militari (navi, carri armati, veicoli militari, armamenti...) la cui manutenzione non sia più garantita da uno specifico contratto di supporto e manutenzione tecnica; - gli enti possono inoltre garantire lavorazioni di altissimo livello tecnologico; allo stesso tempo sono in grado di modificare la propria attività in modo flessibile, adeguandosi a esigenze anche straordinarie (come nel caso dello Stabilimento chimico-famaceutico di Firenze, coinvolto nella produzione di articoli sanitari per far fronte all'emergenza Covid-19); - gli arsenali, in particolare, svolgono non solo interventi di manutenzione e ammodernamento degli assetti navali militari (a partire da quelli effettuati sulla portaerei Cavour) ma anche della cantieristica privata; - a fronte della richiesta di un sempre maggiore impegno, sia quantitativo che qualitativo, l'area industriale della Difesa attualmente versa in una condizione di particolare sofferenza, con riferimento sia alle infrastrutture che al personale; - le infrastrutture necessitano di interventi urgenti e significativi, di carattere sia ordinario che straordinario, anche per assicurare adeguamento delle condizioni di sicurezza e per la continuità delle produzioni; - il personale, a causa di un turn over pesantemente negativo, rischia la perdita di competenze tecniche ad alta specializzazione, con inevitabili ricadute sulla capacità produttiva e manutentiva delle strutture; - le procedure di assunzioni avviate negli ultimi anni rappresentano una positiva inversione di tendenza, che appare però del tutto insufficiente a colmare la gravi lacune del personale; - neppure il trasferimento di personale militare non più idoneo al servizio rappresenta un adeguato sostegno alle necessità degli enti in parola, in quanto tale personale spesso non è in grado di contribuire fattivamente alle attività svolte, e provoca altresì situazioni disparità di trattamento economico, non sempre facili da gestire; impegna il Governo: a) a considerare gli investimenti per il rilancio dell'area industriale della Difesa come possibile importante volano per la ripresa economica del Paese dopo la grave contrazione determinata dall'emergenza Covid-19; b) a proseguire, anche con un piano straordinario, gli interventi avviati per l'assunzione di nuovo personale qualificato, con profili tecnici e amministrativi, considerando anche la possibilità di utilizzare modalità innovative di assunzioni fondate su percorsi formativi specifici, in collegamento diretto con le realtà istituzionali, industriali, universitarie e scolastiche dei territori; c) a valutare una rimodulazione della tempistica di applicazione della legge n. 244 del 2012 (che è in fase di rivalutazione complessiva), esercitando la previsione già contenuta nella stessa legge (all'articolo 5); così da evitare di disperdere ulteriormente l'alto e qualificato patrimonio professionale fin qui maturato da quelle persone ormai prossime all'uscita, con riferimento ad un'età media del personale che è ormai giunta alle soglie dei 59 anni; d) a valutare la possibilità di un graduale inserimento negli enti della difesa dei lavoratori precari, gran parte dei quali dipendenti di società cooperative, addetti ai servizi di manovalanza e facchinaggio; e) a garantire un generale rinnovo infrastrutturale delle strutture, in particolare dei poli di mantenimento e degli arsenali, superando le attuali, gravi, criticità, derivanti dalla vetustà degli immobili e dall'obsolescenza degli impianti, non sempre adeguati agli interventi sui mezzi di nuova introduzione, al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza e continuità delle produzioni, con interventi di adeguamento tecnologico e rinnovamento, tanto sul piano infrastrutturale quanto su quello impiantistico,compresi interventi di efficientamento energetico; f) a svolgere una ricognizione complessiva del patrimonio immobiliare attualmente in uso agli enti industriali della difesa, individuando le porzioni eventualmente non più funzionali allo svolgimento delle loro attività, valutando tutti gli strumenti per la loro valorizzazione, anche attraverso l'utilizzo di fondi della programmazione dell'Ue, oltre che le ipotesi di dismissione a favore di altre amministrazioni dello Stato o di enti locali, in sinergia con l'azione delle strutture deputate alla gestione del patrimonio immobiliare della difesa, a partire dalla Task force per la valorizzazione degli immobili della Difesa, da Difesa servizi spa e dall'Agenzia industrie difesa; g) in riferimento alla specifica realtà degli arsenali, a valutare la possibilità di re-internalizzare le attività a medio contenuto tecnologico (con possibili significativi contenimenti di spesa) e proseguire il trasferimento delle attività a basso contenuto tecnologico all'industria privata (con un positivo rapporto costo-efficacia e un potenziale volano economico per le piccole e medie imprese); h) valutare di prorogare la durata del piano pluriennale di interventi già previsto per adeguamento e ammodernamento degli stabilimenti della Marina (c.d. "piano Brin"), istituendo altresì analoghi strumenti per gli altri enti. Allegato