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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 363 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Italexit-Partito Valore Umano: Misto-I-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione: Misto-l'A.c'è-LPC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. PUGLIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2353 Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari (Approvato dalla Camera dei deputati) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2353, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri ha avuto luogo la discussione generale e sono stati approvati gli articoli 1 e 2, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sui quali il Governo ha posto la questione di fiducia. Prima di passare alla votazione finale, in attesa che decorra il termine di venti minuti dall'inizio della seduta, di cui all'articolo 119, comma 1, del Regolamento, sospendo la seduta fino alle ore 9,50. (La seduta, sospesa alle ore 9,39, è ripresa alle ore 9,51) . La seduta è ripresa. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Applausi) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2395 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, recante misure urgenti per l'esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti (Approvato dalla Camera dei deputati) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2395, già approvato dalla Camera dei deputati. Chiedo al Presidente della 1 a Commissione permanente, senatore Parrini, di riferire sui lavori della Commissione. PARRINI (PD) . Signor Presidente, la 1 a Commissione ha ricevuto il provvedimento nel tardo pomeriggio di ieri. Siamo riusciti a svolgere la votazione degli ordini del giorno, che ammontavano a 22, ma non ad affrontare la votazione degli emendamenti. Il provvedimento approda quindi in Aula senza che la Commissione abbia potuto terminare il proprio lavoro. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Parrini, il disegno di legge n. 2395, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Ieri, come sapete tutti, abbiamo finito di votare la riforma sulla giustizia penale piuttosto tardi. Questa mattina, alle ore 8,30, si è riunita la Commissione: sinceramente, non ho avuto neanche il tempo di leggere il testo che oggi ci chiedete di votare. Vorrei sapere, signor Presidente, innanzitutto se è in distribuzione, se lo possiamo vedere e se è possibile avere almeno cinque o dieci minuti per leggerlo, non dico discuterlo, perché si è già capito che in questo Senato non si discute più niente, ma almeno per sapere cosa ci state facendo votare. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei ristabilire la verità dei fatti, visto che ho presieduto io la seduta di ieri. Abbiamo concluso la seduta alle ore 17,45, quindi non abbiamo sicuramente fatto tardi. Il fatto che il senatore Crucioli abbia ampiamente svolto attività emendativa, presentando emendamenti, presuppone che il testo l'abbia visto. PRESIDENTE . Non entro nel merito della polemica politica, perciò procediamo oltre, anche perché il calendario era noto ed era stato approvato nella sua interezza dall'Assemblea. Comunico che è stata presentata la questione pregiudiziale QP1. Ha chiesto di intervenire il senatore Ciampolillo per illustrarla. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e membri del Governo, oggi è in discussione il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 111. Ho presentato una questione pregiudiziale, insieme al collega Martelli, perché per il controllo degli accessi nei plessi scolastici i dirigenti possono disporre - in luogo delle app di verifica attualmente disponibili - di una piattaforma software per controllare i certificati Covid dell'UE, rilasciati ai sensi del regolamento (UE) 2021/953. La piattaforma utilizza i codici fiscali per verificare quali lavoratori sono in possesso di un certificato valido e dunque in regola con i requisiti previsti dal decreto legge n. 111. Nelle scuole si è verificata però una violazione dei dati gestiti dalla piattaforma attraverso la quale i dirigenti hanno accesso all'elenco del personale e possono verificare in qualsiasi momento se costoro dispongano o meno di un certificato valido; ciò significa che, quando i dipendenti sono assenti, i certificati non validi forniscono implicitamente informazioni che il Regolamento (UE) 2021/953 impedisce di condividere, in particolare quelle inerenti allo stato di vaccinazione. Infatti gli insegnanti, quando hanno i loro giorni di riposo, è probabile che non siano muniti di un certificato valido e attivo, se ricorrono all'uso di tamponi, invece di essere vaccinati o guariti. La prima settimana in cui tali informazioni sono disponibili potrebbe solo significare, indifferentemente, che la durata della validità della vaccinazione o della guarigione è terminata. Quando però ciò si ripete nella settimana successiva, non c'è dubbio che questa persona non sia stata vaccinata. Ai sensi del regolamento (UE) 2021/953, il certificato non deve fornire lo stato di vaccinazione e ciò vale anche quando il certificato UE è utilizzato per scopi domestici (estratto da allegata lettera della Commissione europea, Direzione generale giustizia e consumatori). In questo contesto, gli Stati membri possono effettivamente utilizzare il certificato Covid digitale dell'UE per scopi nazionali, ma sono tenuti a fornire una base giuridica nel diritto nazionale. Tale diritto nazionale deve rispettare quello dell'Unione in materia di protezione dei dati e i principi di effettività, necessità e proporzionalità. Altro problema è il rischio che la piattaforma possa memorizzare dati, pratica vietata dal regolamento (UE) 2021/953, che autorizza esclusivamente le applicazioni di modalità di sola lettura del QR code . Si ricorda infatti che la piattaforma verifica lo stato di validità del certificato dei lavoratori attraverso il loro codice fiscale o la tessera sanitaria ed è pertanto inverosimile che tale processo non finisca per raccogliere e conservare dati. Inoltre, non è chiaro dove siano collocati i server della predetta piattaforma, chi li gestisca e a quali informazioni tali soggetti avrebbero accesso. Se un dirigente scolastico può presumibilmente vedere l'interfaccia solo nella misura in cui ciò sia necessario per il controllo dei dipendenti della scuola, i programmatori e i gestori di software che leggono la tessera sanitaria possono invece avere accesso a molte informazioni sensibili, senza rispettare alcuno dei requisiti di cui agli articoli 6 e 9 del regolamento (UE) 2016/679 in materia di trattamento dei dati personali. Come anticipato dalla lettera della Commissione europea, Direzione giustizia e consumatori, è chiaro che l'uso domestico dei certificati Covid è consentito esclusivamente se conforme al regolamento generale sulla protezione dei dati. Qualora si sia verificata una violazione di quest'ultimo alla quale non sia più possibile porre rimedio (e i dirigenti scolastici sono ora perfettamente a conoscenza di quali dipendenti sono vaccinati e quali no), l'utilizzo delle certificazioni Covid in modalità non conformi al regolamento (UE) 2016/679 dev'essere immediatamente interrotto, in ragione della violazione occorsa, ormai non più rimediabile. È possibile che la Commissione europea, già edotta dell'accaduto riguardo il data breach nelle scuole e tenuto conto delle necessità del rispetto della General data protection regulation (GDPR), impedisca l'ulteriore utilizzo della piattaforma. Se tale modalità di controllo non è legittima, neppure è consentito discutere e convertire un decreto-legge che autorizzi l'uso di tali tecnologie, le quali finirebbero inevitabilmente per avallare una modalità di raccolta dati in contrasto con le norme in materia. Per queste ragioni, con la proposta di questione pregiudiziale in esame, si chiede che il Senato non proceda all'esame del decreto-legge n. 111 del 2021. PRESIDENTE . Poiché nessuno chiede di intervenire, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dai senatori Ciampolillo e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, gentili colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, partirò da una considerazione su cosa si ritiene essere il green pass . Nella comunicazione... (Brusìo). PRESIDENTE . Colleghi, è in corso la discussione generale. Vi prego di osservare un determinato contegno e un volume di voce che consenta a tutti di parlare e di ascoltare. È naturalmente possibile anche non presenziare alla discussione. Vi prego quindi di prendere posto e anche di evitare gli assembramenti davanti ai banchi del Governo. Senatore Castaldi, per favore, stiamo richiamando i colleghi a prendere posto e quindi richiamo anche lei, perché so che è un punto di riferimento per l'Assemblea. La Presidenza ha già richiamato più volte i senatori presso i banchi del Governo, che sono però sempre tutti presenti ugualmente, senza assolutamente accoglierne i consigli e i suggerimenti. La senatrice Drago svolgerà il suo intervento e la Presidenza penserà a come dirigere i lavori dell'Assemblea. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, quando il Governo ascolterà ... PRESIDENTE. Senatore Marcucci, la prego di lasciare liberi i banchi del Governo. Senatrice Drago, forse potrebbe essere portatrice dell'invito anche ai colleghi del suo Gruppo a consentirle di svolgere l'intervento. Prego, senatrice, continui. DRAGO (FdI) . I colleghi me l'hanno consentito, anzi, li ringrazio pubblicamente per l'intervento. Come dicevo, vorrei partire dalla considerazione su cosa l'opinione pubblica ritenga essere il green pass o, meglio, su quando viene rilasciato. Erroneamente viene utilizzato come sinonimo di vaccino: vaccino sì o vaccino no. In realtà, le opzioni sono tre: aver concluso il ciclo vaccinale; essere stati positivi al Covid, con una vaccinazione a completamento; verificare di essere stati sottoposti al tampone. Essendo il nostro un sistema democratico, così come viene concessa la vaccinazione gratis, lo stesso dovrebbe essere sicuramente concesso a chi, anche per scelta, decida di non sottoporsi al vaccino. Il decreto-legge in discussione tratta ad esempio del settore della scuola, ma con una certa difficoltà di lettura. Ho avuto modo di valutare il decreto-legge n. 111 in Commissione bicamerale sulle questioni regionali, dove abbiamo espresso il nostro parere, e anche in quella sede ho manifestato le mie resistenze. Addirittura, questo testo è stato integrato alla Camera anche dal decreto-legge n. 122, che pertanto apporta modifiche. Fatta questa considerazione in premessa, ciò che mi preme sottolineare è come sia assolutamente discutibile l'imposizione del green pass non solo nel contesto scolastico, ma in generale. Addirittura, un limite di cinque giorni viene concesso ai docenti per mettersi in regola, magari con la presentazione del green pass dopo essersi sottoposti a un tampone di qualsiasi natura. La conseguenza per il lavoratore è la sospensione dal lavoro. Ho visto che nella versione adesso giunta a noi si pone il limite dei quindici giorni come termine di preavviso addirittura per la sostituzione del docente. Inoltre, non viene spiegato bene che scelte il dirigente scolastico debba mettere in campo in quei giorni. Il sostituto, cioè, in quale giorno dovrà essere chiamato? Il primo, il secondo o il terzo? E secondo quale contratto? La questione che ritengo più grave è che si è ritenuto in questo modo - parliamo di una pubblicazione del 6 agosto - di mettere in campo delle attività preventive rispetto alla diffusione del Covid nell'ambito scolastico. Il Governo ha perso tempo nei mesi precedenti dedicandosi - ad esempio - alla riforma degli istituti tecnici superiori (ITS), ma non si è minimamente impegnato a mettere in campo una procedura di accesso in sicurezza al nuovo anno scolastico. Presidente, concludo con un passaggio sui trasporti. Sono previsti esoneri per l'utilizzo dei mezzi navali per l'attraversamento dello Stretto e ho visto adesso integrata l'estensione di tale esonero a un'altra zona d'Italia. Ma ciò è assurdo perché in estate abbiamo avuto in Sicilia tutta l'Italia, che abbiamo naturalmente accolto con piacere. La Sicilia, però, è stata la prima Regione a essere dichiarata zona gialla. I parametri utilizzati per valutare la percentuale di contagio sono assolutamente discutibili, perché raggruppiamo in un unico territorio una popolazione che non è solo siciliana. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, devo rassegnarle una mia sensazione relativa alla circostanza che in questa discussione siano iscritti cinque colleghi, di cui solo tre non sono di Fratelli d'Italia. La discussione di questa mattina impegna il Paese - voi lo chiamate così, io lo chiamo Nazione - e i cittadini nell'esercizio delle loro libertà quotidiane, le nostre attività economiche, commerciali e industriali e richiede un minimo di dibattito sulla possibilità in Italia di esprimersi. È notizia di oggi che i sanitari, per poter andare in televisione a esprimersi - ovviamente mi riferisco solo a quelli che usano una qualche posizione di dubbio rispetto al mainstream o alla vulgata, che deve essere acriticamente condivisa e mai ragionata - devono ricevere l'autorizzazione delle strutture a cui loro afferiscono per stipendio. Ovviamente a qualche italiano questo può far piacere perché, in effetti, il fatto che ci siano stati virus star a riempire le serate delle nostre televisioni ha saturato la capacità di ascolto degli italiani. Ciò è successo anche per i nostri colleghi parlamentari. Questo è il quadro e mi rivolgo alla Presidenza del Senato della Repubblica. È il quadro di una modalità che a me ricorda un quadro di Magritte: niente di normale, niente di naturale, cinque voti di fiducia in quarantotto ore, venti voti di fiducia da quando si è insediato questo Governo, che vede la forza o, meglio, la debolezza di raccogliere oltre il 90 per cento dei parlamentari dei due rami del Parlamento. Non c'è discussione su provvedimenti che attengono alla vita quotidiana dei cittadini e che vengono imposti con un'originalità, rispetto al panorama europeo e mondiale, che vede l'Italia essere l'unico Paese al mondo (tranne quattro nazioni che sicuramente non possiamo annoverare fra quelle dell'Occidente cosiddetto industrializzato) a rendere obbligatorio un documento non sanitario per poter lavorare, cioè per poter esercitare il primo diritto previsto dalla nostra Costituzione. Allora, rispetto a tutto questo, io vedo una situazione in cui stamattina siamo iscritti in cinque a parlare in discussione generale, di cui due di Fratelli d'Italia e solo tre non appartenenti a tale Gruppo. Questa è una roba che intacca il decoro delle istituzioni. (Applausi) . Non è una questione di principio o di merito, ma è una questione di decoro: siamo tutti indecorosi nell'affrontare un tema come quello in esame in questo modo. Nel merito, Presidente, mi vorrei riallacciare alla discussione - invece ha avuto, almeno in apparenza, altre caratteristiche - che abbiamo svolto sul primo provvedimento che ci è stato sottoposto a proposito della vicenda del passaporto vaccinale. Mi riallaccio soprattutto all'intervento del collega Sileri, a una sua parte in particolare che io reputo assolutamente importante in cui si parlava di un contenuto diagnostico del green pass . Sileri ha dato una lettura assolutamente interessante, che io condivido profondamente. Ripeto che noi critichiamo questo documento solo per la parte che attiene alla sua obbligatorietà e ribadisco, colleghi, qualora ce ne fosse bisogno, che stiamo parlando di una cosa che non fa nessun altro Paese civile, e cioè rendere il documento obbligatorio per poter lavorare e vivere. Quindi, non siamo noi marziani, ma lo siete voi, lo siete voi che popolate il famoso quadro di Magritte, e non noi. Noi stiamo riempiendo di normalità un dibattito che altrimenti sarebbe surreale. Se non ci fosse il Gruppo Fratelli d'Italia, Presidente, questo dibattito, oltre che indecoroso, sarebbe surreale, perché voi pretendete di affermare una normalità che normalità non è, dal momento che nessuno fa questo. Torno a parlare di merito. Il collega Sileri ha parlato di un'importante vicenda, che attiene al contenuto diagnostico del green pass , e cioè alla parte che afferisce ai cosiddetti tamponi. Avete messo mano a un aspetto, nel delineare il secondo provvedimento. Peraltro, c'è poi la moda di fare i provvedimenti a tozzi e bocconi, come diciamo dalle mie parti; a me piace parlare in modo che ci capiamo. C'è la moda di tirare fuori i provvedimenti un po' per volta, come passa - si direbbe - per vedere quello che succede, quando dietro ad essi ci sono settori industriali e attività economiche che si devono organizzare; vite quotidiane che si devono realizzare; gente che porta i figli a scuola, gente che deve organizzarsi la giornata, donne che lavorano. La moda di tirare fuori i provvedimenti un pezzettino alla volta è un atteggiamento da Stato con la lettera S maiuscola? Non è invece un atteggiamento sciatto e assolutamente inadeguato al momento che stiamo attraversando di grande emergenza economica, sanitaria e soprattutto sociale? Torniamo alla vicenda dei tamponi. Per bocca del rappresentante del Governo, che è, peraltro, rappresentante informato, perché ricopre un incarico importante nel Dicastero della sanità e lo fa con passione e con competenza - e non è una piaggeria; tante altre cose le dice sbagliate, ma questa l'ha detta giusta - ci viene detto che il green pass è importante perché ha un contenuto diagnostico, rappresentato dai tamponi. Bene: questa cosa ce la stiamo dicendo, Presidente - e lei e i colleghi siete testimoni - da marzo del 2020. Il virus, la pandemia, l'attuale circostanza sanitaria di grande emergenza si caratterizza per un'importantissima percentuale di persone che non ha sintomi, ma che è contagiata ed è contagiosa. Il vaccino si deve fare, perché salva la vita. E basta con la storia che chiunque fa una domanda debba essere etichettato come no vax. Fate schifo quando fate ciò, perché io voglio parlare, ho l'obbligo di parlare e di dire quello che penso e non sono un no vax. Siete voi no vax, che pretendete di trattare gli italiani da sudditi. (Applausi) . Io li tratto da cittadini, non da sudditi. (Applausi) . È da marzo del 2020 che ci stiamo dicendo che bisogna fare 400.000-500.000 tamponi al giorno; i Paesi più importanti d'Europa lo fanno, e noi no. Io voglio sapere perché. Voglio che il rappresentante del Governo nella replica ci dica perché non facciamo i tamponi, dal momento che lui, per primo, dice una cosa sacrosanta. Perché ancora noi continuiamo a pensare di far pagare i tamponi anche a chi, per necessità magari o perché sta in quella fascia intermedia tra chi è esentato e chi ha avuto patologie, non se la sente di fare il vaccino? Se io ho avuto un ictus, Presidente, ci penso dieci volte prima di fare il vaccino; avendo la possibilità di fare il tampone, voglio fare il tampone. Perché me lo devo pagare? PRESIDENTE. La invito a concludere. ZAFFINI (FdI) . Sto terminando, Presidente. Abbiamo tutto il tempo del mondo, perché siamo solo in cinque. Non si preoccupi. PRESIDENTE. Lei ha dieci minuti a disposizione e li sto già prolungando. ZAFFINI (FdI) . Ho finito. Voglio solo sapere dal collega Sileri perché dentro quel Ministero non c'è nessuno che si sveglia la mattina e dice di fare da oggi 500.000 tamponi, di tracciare il maledetto virus, di vedere dove sta, di individuare le varianti e i focolai, di praticare le cure domiciliari e aggredire la pandemia anche con le cure e non solo con gli obblighi, anche di contenimento delle attività economiche, che ancora esistono. Voglio capire dal rappresentante del Governo cosa accade in questo Paese. E non sono un no vax: sono un pro vax, ho fatto il vaccino e dico a tutti di farlo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marilotti. Ne ha facoltà. MARILOTTI (PD) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, il decreto-legge in discussione interviene con misure urgenti per l'esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, dalle scuole alle università, delle attività sociali e culturali e in materia di trasporti. Si tratta di scelte nette ma fondamentali per contrastare la pandemia, garantendo dunque su tutto il territorio nazionale il regolare svolgimento dei servizi educativi e della didattica in presenza, bilanciando così il diritto costituzionale alla salute con quello all'istruzione. Sappiamo che in una parte dell'opinione pubblica le annunciate misure hanno suscitato diverse perplessità - abbiamo sentito anche poco fa un'espressione di tali perplessità - credo soprattutto perché le stesse venivano presentate nel passato al di fuori di un discorso organico e coerente. Il provvedimento in esame - a mio avviso - colma in larga misura questi limiti, proponendosi senza mezzi termini di chiedere al Paese uno sforzo condiviso per superare questa fase di transizione da una situazione emergenziale - caratterizzata da numeri preoccupanti di contagi da Covid-19, da ricoveri che rendevano le nostre strutture ospedaliere oberate e in difficoltà nel garantire sufficienti posti letto e da un numero di morti davvero esorbitante - alla ripresa, dal lockdown , con la totale chiusura delle attività commerciali, produttive, sociali e culturali, alla progressiva ripresa della vita quotidiana. Abbiamo imparato che tutto questo non può avvenire attraverso il liberi tutti e che l'emergenza non è del tutto superata. Gli sforzi per la vaccinazione di massa sono stati decisivi per garantire uno scudo protettivo efficace, ancorché non risolutivo per la presenza di varianti ancora in grado di colpire. Le misure precauzionali, quali l'uso di mascherine e disinfettanti, il distanziamento interpersonale sono ancora essenziali, e lo sappiamo. Per questo il progressivo utilizzo dello strumento del green pass rappresenta un'idonea certificazione prudenziale per poter vivere in una situazione di relativa sicurezza e sperare in un ritorno alla normalità. La scuola ha dato una grande prova di responsabilità, sia nel pieno della pandemia, sia oggi, con la ripresa delle lezioni in presenza. Consentitemi di dire che la differenza, rispetto all'anno scolastico passato, è che, nonostante gli sforzi della ministra Azzolina per garantire l'apertura delle scuole con la didattica in presenza, senza il piano vaccinale realizzato nel corso del 2021 e la conseguente immunità di gregge sarebbe stata impossibile la riapertura. Va dato atto comunque al corpo docente di aver saputo far fronte alle difficoltà legate alla didattica a distanza, che ha privato gli insegnanti dell'essenziale rapporto umano con gli studenti e li ha costretti a percorsi educativi inediti con le piattaforme on line . Hanno saputo far fronte alla situazione in modo ammirevole, garantendo una qualità formativa in taluni casi ottima e perfino eccellente. Dobbiamo ringraziarli per questo impegno, che ha saputo mantenere viva la comunità scolastica. Oggi, anche con il presente decreto-legge, è possibile riprendere le normali attività scolastiche, ottemperando agli adempimenti di sicurezza atti a contenere il rischio di contagio. Le prime settimane sembrano incoraggianti e, tranne sporadici casi, non risultano criticità di rilievo. È troppo importante che le cose continuino così. La didattica a distanza, gli ausili informatici, i sussidi multimediali possono integrare la didattica, ma non potranno mai sostituire una comunità scolastica che vive di relazioni, di emozioni, di socialità, di condivisione. Una risposta organizzata, condivisa e chiara negli obiettivi da parte del mondo scolastico, dagli studenti ai docenti, al personale ATA, alla dirigenza, rispetto ai rischi ancora incombenti può, anzi, rappresentare un momento di crescita formativa importante. Mi auguro vivamente, da ex docente, che si sappiano cogliere queste opportunità, ma anche il Governo deve fare la sua parte e cogliere tali opportunità. La perdurante emergenza da Covid-19 impone il ridimensionamento delle classi, in nome del distanziamento sociale, ma alla ripartenza dovremo pensare seriamente alla fine delle classi sovraffollate, perché il sovraffollamento delle classi è la prima causa dell'abbandono e dell'elusione scolastica: su questo ci sono studi importanti, svolti sia a livello nazionale, sia Regione per Regione. Questo è un fatto importante, così come un altro fatto estremamente significativo, che porta alla cosiddetta mala istruzione, è la demotivazione del corpo docente, per questioni non soltanto legate agli stipendi, ma anche e soprattutto al fatto che, negli ultimi decenni, hanno perso quel ruolo sociale che hanno sempre avuto nel nostro Paese. Naturalmente queste misure precauzionali devono valere non solo all'interno degli ambienti scolastici, ma anche al di fuori, nelle serate ludiche dei ragazzi con gli amici, nelle attività sportive, nei centri di ritrovo e in famiglia. Questo è un esame di maturità che la situazione ci impone. Il sistema dei trasporti rappresenta un altro momento fondamentale: evitare per quanto possibile assembramenti dipenderà non solo dalla capacità dei ragazzi di rispettare le regole anti-Covid, ma anche dall'organizzazione di un piano di trasporti razionale e funzionale, regionale e comunale, che eviti sovraffollamenti e sia in grado di allestire un parco bus adeguato. Anche il mondo della cultura, così come quello della scuola e delle attività sportive, è stato fortemente colpito dalla pandemia. L'articolo 4 del decreto-legge in esame reca disposizioni in materia di distanziamento interpersonale negli spettacoli, tra gli spettatori che intendono assistere a eventi culturali. Bisogna garantire la presenza, contingentata ma non troppo, perché il mondo della cultura ha bisogno di un rapporto vitale tra artista e pubblico; tra scrittore e lettore, negli eventi di presentazione dei libri e nei reading , visto che questi momenti sono fondamentali per realizzare il circolo virtuoso che porta alla comprensione, alla conoscenza, alla crescita e allo sviluppo della cultura. Credo che il decreto-legge in esame ci dia la possibilità di incamminarci sulla strada giusta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, stiamo per votare l'ennesimo decreto-legge che limita l'attività parlamentare ad un dibattimento solo pro forma , visto che in Commissione il fascicolo degli emendamenti non è stato neanche aperto e tutto è stato liquidato con la consueta fretta e la consueta premura, quando avremmo potuto utilizzare quantomeno tutta la mattinata, tutta la giornata odierna o anche quella di domani, per esaminare il provvedimento. C'erano soltanto una settantina di emendamenti, che si sarebbero potuti tranquillamente esaminare, ma va bene così, perché va bene a voi e deve andare bene per forza pure ai cittadini e a noi, che siamo qui a subire le vostre prepotenze. Il provvedimento arriva ora in Aula; si tratta dell'ennesimo abuso ai danni dei cittadini: il green pass estesoal personale scolastico, che comprime i diritti dei lavoratori della scuola, ma anche degli studenti, in maniera totalmente inutile a contenere i contagi. Sappiamo infatti che già oltre 5.000 studenti sono in didattica a distanza, e il fatto stesso che siano finiti in didattica a distanza con il buon funzionamento del green pass dovrebbe sollevare quantomeno un dubbio sull'opportunità, sull'adeguatezza e sulla proporzionalità di una misura che comprime diritti fondamentali. E questo a che fine? Nessuno. Non vi è alcuna garanzia sul contenimento dei contagi, alcuna garanzia sulla sicurezza sanitaria delle persone, proprio perché chiaramente tale sicurezza non può essere affidata a un vaccino che - sappiamo già - non contiene i contagi, non immunizza né tantomeno lo fa per tutta la durata del green pass . Sappiamo infatti che il green pass dura dodici mesi e il vaccino - a quanto riferiscono gli stessi bugiardini approvati dall'AIFA - copre un periodo massimo di nove mesi. Quindi, stiamo costringendo persone guarite dal Covid, anche con anticorpi alti, a effettuare dosi a loro rischio e pericolo; li stiamo costringendo, li stiamo obbligando; stiamo estorcendo un consenso che questa gente non ha intenzione di dare su un trattamento sanitario inutile. Se un soggetto crede nel trattamento, bene, lo farà per tutela personale; ma se non ci crede, visto che comunque non riesce ad arginare la catena dei contagi, non è giusto e è opportuno che lo faccia. I dati statistici sui contagi che vengono sempre enunciati su questi prodotti in termini di effetti-rischi-benefici non sono sostituibili agli studi clinici che mancano; quindi, non potete dire alla gente di vaccinarsi altrimenti non può andare a lavorare o non può studiare, non può frequentare l'università dopo che ha pagato pure le tasse. Si dice agli studenti universitari che non hanno nemmeno accesso alla possibilità di ottenere una residenza universitaria. Questo sta succedendo. Si sta negando persino la possibilità di accedere alla residenza universitaria in base all'ISEE e, quindi, di partecipare ai bandi. Sta succedendo l'inenarrabile in questo Paese per una misura che non serve a contenere i contagi. Quale sarà, allora, il prossimo passo? Lo chiedo a lei, Presidente, e al Governo: quale sarà, visto che comunque, con il 10 per cento in più del personale scolastico vaccinato e con il personale ATA comunque munito di green pass , i contagi circolano lo stesso, le classi chiudono e si va comunque in DAD? Quale sarà il prossimo passo? Andrete a prendere i nostri figli a casa per obbligarli a un trattamento sanitario che a loro fa più male che bene? Questo voglio capire. Vorrei che il sottosegretario Sileri rispondesse a questa domanda. Qui si sta procedendo per step , per rastrellamento, e non a seconda delle persone a cui, sulla base del rapporto rischi-benefici, è più opportuno prescrivere una certa terapia piuttosto che un'altra. No. Si sta procedendo a rastrellare, sulla base della coercizione economica, tutto il rastrellabile; quindi, si procede per step : prima il personale sanitario, poi il personale docente e ATA; adesso tutti i lavoratori attivi, e poi cosa accadrà? Verrà il turno dei minori, per caso, con tutti gli eventi avversi che state sottacendo? Non dite la verità su questi prodotti. Non la volete dire, ma ci sono i dati ufficiali di EudraVigilance che riportano - al 28 agosto - che ci sono stati oltre due milioni di effetti avversi e più di 23.000 morti per vaccino. Anche questi vanno inseriti nel bilancio. Non potete andare avanti così. Avete superato il limite di guardia. Quindi, vi dico di fare un passo di lato, perché passerete alla storia. Fate un passo di lato, perché state veramente esagerando. Oltretutto, i docenti sono vessati sul luogo di lavoro, perché la vostra piattaforma riporta dati sensibili, inerenti appunto allo status del green pass del docente, come visibili al dirigente scolastico anche fuori dall'orario di servizio, cosicché lui sa se uno è vaccinato o no e quindi conosce un suo dato sensibile. Non potrebbe conoscerlo, perché il dirigente ha l'obbligo di accertare lo status del docente solo durante il suo orario di servizio, né prima, né dopo. Eppure, a nessuno interessa questo, ma ci saranno tanti ricorsi. Vi dovranno distruggere di ricorsi. Dobbiamo adire alla Corte costituzionale, ammesso che sia rimasto qualcuno in Italia che non faccia parte di questo sistema veramente incredibile, che ormai purtroppo ha coinvolto tutti. Abbiamo i medici degli hub vaccinali scudati, che praticamente non si assumono la responsabilità degli eventi avversi che avvengono, per cui chiaramente chiunque viene sottoposto a vaccinazione, perché non esiste alcun motivo al mondo che possa esonerare qualcuno dalla vaccinazione, stanti le circolari emesse dal ministro Speranza che non esonerano nessuno. Anche chi ha avuto eventi avversi alla prima dose può comunque effettuare la dose eterologa. Non esiste alcuna motivazione per essere esonerati: pazienti con malattie autoimmuni, pazienti in terapia oncologica e quant'altro. In quest'Aula ci sono anche dei medici. Mi domando se questi medici, quelli che voteranno il provvedimento, abbiano una coscienza. Ce l'hanno una coscienza? Ricordano il giuramento di Ippocrate, oppure se lo sono lasciato alle spalle nel momento in cui hanno prestato giuramento alle Big Pharma, o a questo Governo? È un Governo che condiziona sottobanco la politica sanitaria e poi si scuda attraverso i medici, che ha già chiaramente a sua volta messo di fronte alla scelta: o si adeguano a questo protocollo sanitario, o vengono radiati dall'ordine dei medici. (Richiami del Presidente) . Grazie Presidente, ho finito. Grazie, a nome di tutti gli italiani. Grazie, criminali! (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice Granato, mi obbliga a censurare questa sua ultima affermazione. Non l'ho interrotta, anche quando eravamo proprio al limite, ma l'espressione che ha usato non è consentita in Aula, pur nel dibattito acceso. Questa è una censura formale. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, è destino che in Aula, anche oggi su questo argomento, io da medico debba intervenire dopo un insegnante di lettere, con idee ovviamente scientifiche e sanitarie un po' confuse. Magari potremmo parlare di Dante per avere un dialogo, ma è difficile fare un ragionamento su elucubrazioni mascherate da dati. I dati sciorinati devono essere analizzati e, se 5.000 studenti sono in DAD, è perché comunque ci sono migliaia di operatori scolastici ancora non vaccinati. A Torino è stata messa in DAD una classe perché i genitori, in attesa dell'esito di tampone, poi risultato positivo, hanno mandato i propri figli a scuola, con le ovvie conseguenze. Il Governo sta intervenendo in maniera mirata, work in progress . Ecco il perché dei piccoli passi che sono stati precedentemente citati: work in progress con CTS e Regioni per proteggere la salute e mettere in sicurezza la produttività. È sotto gli occhi di tutti, oltre ai dati economici e al rimbalzo del PIL, il cambio di passo - ad esempio da Arcuri a Figliuolo - impresso dal presidente Draghi, fortemente voluto, per primo, dal nostro presidente Silvio Berlusconi. E permettetemi di condividere con voi il mio sdegno per l'insana richiesta della solita procura di Milano di chiedere per lui una perizia psichiatrica; sdegno, purtroppo, non condiviso da tutto il Parlamento. Tornando all'argomento all'ordine del giorno, importante è la svolta per la scuola per la didattica in presenza. Sono stati destinati 100 milioni di euro per gli screening ; finalmente c'è un obbligo di green pass anche per i lavoratori della pubblica amministrazione e del privato. Ringrazio il ministro Brunetta perché importante è la riduzione dello smart working , che ha creato tanti problemi economici a tutto l'indotto della ristorazione in tutte le città. È importante il cambio di passo, perché l'aumento di regole che ha portato l'estensione del green pass ha comportato un aumento della richiesta e delle prenotazioni delle vaccinazioni. Ciò è utile per convincere le persone indecise, anche se, giustamente - come rilevato da tanti - servirebbe maggior cura nelle informazioni, che siano semplici. Si eviterebbe, così, di sentire tante castronerie, purtroppo anche in Aula. In ogni caso, le sacche irriducibili - come magari qualcuno anche qui in Senato - che non si vogliono vaccinare, si paghino il tampone. Che i vaccini funzionino sono i dati a confermarlo, se ce ne fosse ancora bisogno. Bisognerebbe anche capire - come ho già avuto modo di esprimere - il concetto che non c'è vaccino al mondo e farmaco al mondo che garantiscano la funzionalità al 100 per cento. Quindi, è inutile dire: dateci le prove. Non siete san Tommaso. La prova, invece, di quanto il vaccino sia libertà è, in primo luogo, che si è abbattuto del 95 per cento il ricovero ospedaliero in terapia intensiva per le persone vaccinate. La prova è comunque dimostrata dalla grande adesione dei giovani, che sono corsi a vaccinarsi per riprendersi la loro vita, la loro libertà; per riprendere a fare sport senza dover fare tamponi ogni volta che entravano nei campi da gioco. Abbiamo avuto poco tempo per l'esame del provvedimento, ma è stato fatto un grande lavoro alla Camera. Sono stati accolti in Commissione alla Camera 13 emendamenti di Forza Italia: l'equiparazione dei giorni di quarantena ai giorni di ricovero; far ripartire la stagione sciistica con l'aumento della capienza delle funivie. Una minor circolazione del virus porta più salute e un balzo del PIL. Spero, però, che già nel prossimo decreto siano risolte alcune criticità, che rimangono e che ho segnalato come osservazioni nel parere della Commissione. Queste sono: l'estensione del green pass anche ai lavoratori esterni degli ospedali, esattamente come per le scuole e le RSA; rivedere le limitazioni per i luoghi di cultura, i cinema, i teatri e lo sport; risolvere il malfunzionamento informatico, soprattutto delle Regioni, per cui cittadini in regola per ottenere il green pass non lo ottengono in tempo reale. Bisogna poi risolvere il problema del rientro delle persone arrivate dall'estero e vaccinate con vaccini non riconosciuti dall'EMA, accettando di utilizzare l'esame sierologico. Io non capisco perché l'esame sierologico, ritenuto fondamentale per una donna in gravidanza, per verificare se ha sviluppato gli anticorpi per la rosolia, non possa essere utilizzato anche per il Covid-19. Credo che si debba anche risolvere il problema del rientro dei lavoratori dopo ventuno giorni. Loro devono aspettare i risultati dei test per rientrare al lavoro, mentre altre persone in quarantena, dopo ventuno giorni, possono circolare liberamente. Ancora, si deve fare in modo che tutto il sistema sia più snello e che magari anche le persone che si sono vaccinate in altri Paesi possano ottenere il green pass. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, questa volta non mi lamenterò del fatto che il Parlamento non abbia avuto alcun modo di affrontare questo tema fondamentale, ma vorrei che fosse chiaro a tutti ciò che sta succedendo. Mentre prima della pandemia il Governo agiva così, lo ha sempre fatto, ma aveva pudore; invece adesso è proprio sfacciato, anzi ostenta. Guardate cosa è successo tra ieri e oggi rispetto a due riforme, due provvedimenti fondamentali come quello sulla giustizia penale e questo sul green pass, quindi su un passaporto che subordina la possibilità di lavorare e sostanzialmente di vivere alla vaccinazione o al potersi permettere dei tamponi. Due provvedimenti di così fondamentale portata culturale oltre che pratica sono stati esaminati da un'Assemblea completamente sorda e muta. Non c'è stata discussione. Va detto che questo, ahimè, è ciò che chiedono ampie parti della società: in questo momento il Governo non sta facendo altro che ciò che parte della società gli sta chiedendo. Questo è autoritarismo, è un momento veramente pericoloso per la nostra Nazione, perché questo Governo incarna esattamente la volontà di non avere nessuna discussione. Con la paura per la propria incolumità o per la propria situazione economica, una parte del Paese sta chiedendo a questo Governo di fare così, di non ascoltare le opposizioni e di passare sopra a qualunque voce dissonante, anche a costo di utilizzare una propaganda che distorce la verità, sempre a fin di bene. È stato chiarissimo il sottosegretario Sileri intervenendo in Aula quando abbiamo discusso la prima volta per pochi minuti del green pass. Il rappresentante del Governo nella casa del Parlamento ha detto di aver sentito idiozie e che noi tutti avremmo dovuto dire soltanto che il vaccino salva la vita. Il Governo dice al Parlamento cosa deve dire. Non sarebbe mai avvenuto prima di questa pandemia, così come non sarebbe mai avvenuto che una riforma come quella penale, che azzera due principi cardine dei nostri istituti giuridici, come la separazione dei poteri e l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge (perché questo fa la riforma Cartabia) fosse approvata nel silenzio assoluto. In due giorni abbiamo avuto la riprova che in questo momento ai cittadini non interessa lo Stato di diritto, vogliono soltanto essere rassicurati e il Governo sta facendo questo, anche a costo di non dire la verità sulle questioni scientifiche. Basta la parvenza di sicurezza per andare tutti nella stessa direzione. Io vi lascio con una frase che secondo me incarna bene lo spirito di questo Governo e di questi tempi: «Per tutti i provvedimenti anche più duri che il Governo prenderà metteremo i cittadini davanti a questo dilemma: o accettarli per alto spirito di patriottismo o subirli». Questo sostanzialmente è lo spirito del green pass, ma questa frase non la disse Mario Draghi, bensì Mussolini (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2395, di conversione del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. (Vengono esposti dei cartelli). PRESIDENTE . Invito i senatori Questori e gli assistenti parlamentari a far rimuovere immediatamente i cartelli. La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 111, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2395, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signora Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, colleghe e colleghi, vorrei essere chiara fin da subito nel ribadire in quest'Aula quanto noi del Gruppo Italia Viva-PSI diciamo da mesi: il green pass è uno strumento che dà libertà, non la toglie. Vorrei che fosse immediatamente sgombrato il campo da un equivoco di fondo che aleggia in queste settimane e che riguarda alcune forze politiche così come abbiamo visto anche qualche attimo fa. Non ci si può scagliare contro l'obbligatorietà del green pass per accedere a certi luoghi, invocando una presunta violazione della libertà, quando al momento è proprio l'unico strumento che può concederci maggiori libertà. Con il green pass abbiamo noi per primi maggiori sicurezze, perché sappiamo che le persone che ci stanno intorno sono vaccinate, hanno fatto un tampone o sono guarite dal Covid. Soprattutto esso costituisce una maggiore garanzia nei confronti degli altri. Senza contare il fatto che il green pass è stato e continua ad essere l'unica modalità con la quale ripartire a livello economico e sociale. Dovremmo fare fronte comune per estenderne la portata, non per ridurla, così come finalmente lo faremo anche nelle Aule parlamentari. Il provvedimento che ci apprestiamo a discutere e a votare oggi segna quindi un altro passo proprio nella direzione che Italia Viva-PSI chiedeva da tempo. Interveniamo infatti in uno dei settori nevralgici del Paese, la scuola. Come ha detto qualche giorno fa in maniera molto chiara e autorevole il presidente Mattarella, con la pandemia la scuola è stata tra le prime a dover chiudere, ma con i vaccini questo non dovrà più accadere. I nostri ragazzi sono probabilmente tra quelli che hanno patito di più le chiusure imposte dall'emergenza pandemica, hanno perso quasi due anni di scuola in presenza e questo ha avuto delle conseguenze drammatiche da troppi punti di vista. Certo, la didattica a distanza ha funzionato come soluzione tampone, adottata in un periodo emergenziale in cui certamente non si avevano gli strumenti per reagire diversamente e la chiusura rappresentava forse l'unica possibilità. Ora però la situazione è cambiata e sensibilmente migliorata, grazie proprio allo straordinario lavoro fatto dal Governo Draghi e, in particolare, grazie al piano vaccinale gestito dal generale Figliuolo. Siamo in grado così di fronteggiare il virus e metterci al riparo da nuove chiusure, che dobbiamo assolutamente scongiurare. Così come dobbiamo scongiurare il ritorno alla didattica a distanza. Abbiamo gli strumenti per riaprire le scuole e le università in sicurezza, sempre rispettando chiaramente le regole di distanziamento e con l'ausilio certamente delle mascherine. La didattica a distanza ha fornito un utile supporto per evitare di perdere l'intero anno scolastico, ma deve essere necessariamente inquadrata in un arco temporale limitato. Oltre a mettere in evidenza, come abbiamo visto, le diseguaglianze tra alunni non equipaggiati allo stesso modo per quello che riguarda i mezzi tecnologici, la didattica a distanza nasconde una serie di rischi. Vi sono state conseguenze disastrose sul piano psicologico, difficoltà di apprendimento, soprattutto da parte di alunni che avevano già delle difficoltà. Maggiori difficoltà anche per i genitori che si sono dovuti sobbarcare un carico educativo non indifferente. Vi è poi l'aspetto più strettamente psicologico della questione: la scuola è fatta di socialità, di rapporti che si instaurano tra alunni e tra alunni e docenti, di attività che si condividono. Non possiamo permetterci che questi aspetti vengano ancora una volta messi in ultimo piano. Ecco perché finalmente con questo provvedimento vi è un ritorno alla scuola come comunità, così la definisce il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire oggi. Quella comunità che finalmente oggi diventa possibile. L'attenzione è rivolta non solo all'attività scolastica e didattica, ma per esempio anche alle attività formative e di tirocinio negli istituti tecnici superiori, per i quali deve essere assicurato lo svolgimento in presenza in via prioritaria. D'altra parte, il personale ha il dovere di fare la propria parte essenziale e soprattutto perché lavora in un ambiente cruciale come quello scolastico. In questo senso va anche la previsione dell'estensione dell'obbligo vaccinale nelle strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie fino alla cessazione dello stesso. Ovviamente la ratio di una simile previsione è quella di preservare le persone che si trovano in una situazione di fragilità. Per ciò che riguarda gli eventi sportivi e i luoghi della cultura come teatri, cinema e spettacoli all'aperto, si stanno facendo grandi passi in avanti proprio per estendere la capienza. Consentitemi però di dire che serve ancora più coraggio, soprattutto se si prosegue con il piano vaccinale e l'estensione del green pass come già si è fatto in questi giorni nei luoghi di lavoro. In questo senso, Italia Viva-PSI ha presentato oggi un ordine del giorno con cui chiede che si arrivi a una capienza piena per tutti i luoghi della cultura, dello spettacolo e dello sport e - aggiungo - anche per quelli di divertimento dei giovani, come le discoteche. Dobbiamo assumerci questo impegno non solo perché ci sono settori al momento ancora fortemente penalizzati, ma anche per evitare che, soprattutto andando incontro alla stagione invernale, si organizzino feste ed eventi privati in cui non è possibile verificare il rispetto delle regole di sicurezza. Sappiamo quanto è successo anche quest'estate: non c'è controllo alle feste e nelle abitazioni private in cui giustamente i ragazzi si ritrovano per stare assieme. Togliamo quindi questo velo ipocrita. Ringrazio il Governo, il presidente Draghi e il sottosegretario Costa che stanno dimostrando una grande capacità di ascolto di tutto il settore della cultura, dello spettacolo e dello sport. Sono certa che si arriverà in tempi brevi alla giusta soluzione. Credo che si colga anche da qui il senso del provvedimento. Da parte del Governo è stata fatta una scelta, che Italia Viva-PSI sostiene convintamente, volta a consentire un ritorno alle libertà attraverso lo strumento del green pass, almeno finché perdurerà lo stato di emergenza. Su questo non possiamo e non dobbiamo avere dubbi come maggioranza. Anzi, dobbiamo agire compattamente e muoverci anche per essere un buon esempio come rappresentanti delle Istituzioni. Mi sembra un ottimo segnale che proprio ieri si sia finalmente deciso di estendere l'obbligo del green pass anche per accedere alla Camera dei deputati, così come faremo - spero molto presto - in Senato. Lo chiediamo da tempo come partito e finalmente si arriverà a questa giusta misura, perché non ci devono essere differenze tra noi e i cittadini. Il green pass è l'unico strumento che ci sta restituendo le libertà e ci permetterà di non chiudere più la scuola. Per tali motivi, esprimo il voto favorevole di Italia Viva-PSI al provvedimento in esame e desidero rivolgermi in particolare a tutti gli altri Gruppi parlamentari: finiamola di inseguire presunti consensi elettorali e pensiamo a scelte responsabili per il nostro Paese e in modo particolare per i nostri giovani. (Applausi) . MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, nelle scorse settimane un Paese dell'Unione europea ha adottato misure e cambiamenti drastici nella gestione della pandemia riguardanti la libertà dei cittadini. Tali misure hanno portato a risultati straordinari: un calo enorme dei contagi e una riduzione dei decessi quasi a zero. Questo Paese non è l'Italia e non ha introdotto obblighi, che altrove non ci sono, ma ha abolito pressoché tutte le restrizioni che aveva precedentemente introdotto per quanto riguarda l'accesso ai locali, l'uso delle mascherine e quant'altro. Questo paese è la Danimarca. Allora dobbiamo sfatare il mito per cui più danneggiamo gli italiani, più limitiamo la loro libertà e meglio vanno le cose. Non è così; molti casi all'estero ci dicono che non è così. La Svezia non ha mai introdotto alcuna misura di lockdown e ha, sia a livello storico (cioè nel corso di questo anno e mezzo abbondante di pandemia), sia negli ultimi tempi, un numero di morti rispetto alla popolazione che è tra la metà e molto meno della metà di quello che c'è stato in Italia. Dobbiamo ricordare che la società e gli esseri umani vivono in modo complesso. Non c'è solo un aspetto; non è detto che se attuiamo misure più pesanti, più irragionevoli, o comunque diverse da quelle di tutti gli altri Paesi, siamo per forza messi meglio. Alcuni casi sembrerebbero quasi dire diversamente, perché la vita non è soltanto limitazione, ma è una cosa complessa. L'Italia, con il decreto-legge di cui stiamo frettolosamente parlando, ha introdotto un uso distorto del green pass , nato per semplificare gli spostamenti tra un Paese dell'Unione europea all'altro - e su questo siamo sempre stati favorevoli - ma ora utilizzato addirittura per lavorare: è francamente pesante per una Repubblica che nel primo articolo della Costituzione dice di essere fondata sul lavoro e che in un altro articolo introduce il diritto-dovere del lavoro tra i diritti tutelati, assieme a molti altri che sono stati limitati di questi tempi. Occorre un approccio equilibrato e ragionevole. Noi abbiamo sostenuto - l'hanno sostenuto i colleghi di Fratelli d'Italia che sono intervenuti prima di me - la questione vaccini e ribadiamo che ogni tipo di studio e di approccio ci dice che i vaccini riducono di parecchio la possibilità di contagiare e il verificarsi di eventi come ricoveri ospedalieri e decessi. Questo l'abbiamo sempre detto. Ma, come ogni medicinale e come ogni farmaco, non è che più ce n'è e meglio è. Ci sono tantissimi medicinali utilissimi che salvano la vita: ad esempio, il cortisone in certe condizioni è indispensabile e salva delle vite nell'immediato. Ma non è che più cortisone si prende e meglio è; non è che se si dà il cortisone anche a chi non ne ha bisogno lo si aiuta. Allora dobbiamo avere un approccio equilibrato. Com'è possibile che l'Italia, che è tra gli otto Paesi più vaccinati dell'Unione europea, e dunque primeggia anche al di fuori dell'Unione europea, e che è al di sotto della media per quanto riguarda la mortalità, vuole essere avanti a tutti gli altri, introducendo la misura del green pass , che non soltanto evidentemente sottopone a gravi limitazioni tutti coloro che non sono vaccinati, ma è anche un onere per i vaccinati? Si dice che è libertà; benissimo, è libertà per i vaccinati. Parliamone: un anno fa si potevano fare una serie di cose senza esibire nulla, mentre adesso bisogna esibire in continuazione questo green pass . Ci sono persone che hanno problemi tecnici; ci sono gli italiani all'estero che sono stati vaccinati con vaccini esteri che in Italia non sono riconosciuti e che non possono averlo; c'è una serie di problemi che non sono stati risolti. Non ci si cura di quello che potrebbe fare davvero il Governo, lo Stato, che queste cose invece non le fa. È uno strumento che nasconde le gravissime carenze che ci sono state e che noi denunciamo fin dall'inizio sulla questione dei trasporti, delle scuole, degli uffici pubblici e di tutto ciò che dipende dal pubblico. Le classi sovraffollate dall'anno scorso a quest'anno sono aumentate, non sono diminuite. (Applausi) . Cosa ha fatto il Governo in questi mesi? Il senatore Zaffini mi ricorda che sono 4.000 in più dell'anno scorso, 4.000 situazioni in cui il contagio è indubbiamente più facile. Sul trasporto pubblico non è stato fatto nulla. La stessa limitazione della capienza - che non viene sorvegliata o controllata e, pertanto, non serve a nulla - quasi dappertutto viene applicata riducendo lo spazio che si può occupare. Di conseguenza, le persone saranno forse anche il 20 per cento in meno, ma sono ammucchiate esattamente come prima, se non di più. Per quanto riguarda la stessa applicazione del green pass , qualche giorno fa è successo che una persona è partita da una località prendendo un treno locale, esente dal green pass, e poi è arrivata in una grande città e ha preso un treno a lunga percorrenza, dove ci vuole il green pass . Si porta il contagio da un posto all'altro, oppure i grandi scienziati consulenti, lautissimamente pagati dal Governo, hanno scoperto che sui treni locali il virus non sale, mentre sale solo sui treni a lunga percorrenza? Com'è la questione? Ci sono altre questioni che andrebbero ricordate. È ovvio che ci sono tanti imprenditori, privati cittadini e tutti coloro che sono responsabili di una qualche struttura che dicono che, per fortuna, con il green pass ci sono delle regole e sono esenti da responsabilità. In primo luogo abbiamo presentato un ordine del giorno che voleva chiarire che il datore di lavoro e il responsabile di una struttura che rispetta tutte le regole e applica tutte le norme richieste dal Governo non può essere ritenuto in ogni caso responsabile di qualunque tipo di contagio che avviene all'interno della struttura. Il Governo l'ha respinto perché anche questo non è stato garantito. Anche se si applicano tutte le regole, sussiste ancora questo problema, perché fin dall'inizio della pandemia il ministro Speranza, o chi ha collaborato con lui, ha stabilito che i contagi sul posto di lavoro sono equiparati agli infortuni sul lavoro, per cui evidentemente il datore di lavoro rischia molto pesantemente di essere ritenuto responsabile con tutte le conseguenze del caso. In secondo luogo, se facciamo il paragone con lo scorso anno, non stiamo molto meglio quanto a libertà di spostarsi e di fare le cose. Ciò non dipende dal fatto che la situazione è migliore. Tralasciando l'ultima settimana che potrebbe essere un caso, ma osservando le ultime tre settimane, oggi rispetto a un anno fa abbiamo dal doppio al triplo dei contagi e dal triplo al quadruplo di morti, ma il Governo ha deciso bene di far ritornare in presenza gli allievi delle scuole medie e delle scuole medie superiori. Le cifre, però, sono quelle dell'anno scorso e, anzi, sono peggiori, nonostante i 41 milioni di vaccinati. Allora, è il Governo che rischia di passare per quello che non crede nell'efficacia dei vaccini. Ci vogliono informazione e trasparenza nelle decisioni. Molti anni fa un leader politico disse: «Noi stessi o prendiamo decisioni o esaminiamo con cura gli eventi: convinti che non sono le discussioni che danneggiano le azioni, ma il non attingere le necessarie cognizioni per mezzo della discussione prima di venire all'esecuzione di ciò che si deve fare». Lo diceva duemilacinquecento anni fa Pericle. Oggi, invece, si agisce in nome della fretta, che non deriva da nessuna disposizione europea che ci imponga di approvare questa norma oggi anziché tra due settimane. Tutti i vari provvedimenti su cui il Governo pone in modo ossessivo e compulsivo la questione di fiducia vengono adottati e portati avanti sulla base di determinati interessi, che sulla questione Covid si sono manifestati in modo straordinario, con scandali, mascherine, consulenze, banchi a rotelle di cui non sappiamo nulla. Il Governo non risponde; si vogliono portare avanti le cose senza trasparenza e questo toglie agli italiani la fiducia su determinate cose che il Governo chiede. Invece bisogna avere fiducia, ma anche fare tutto ciò che è necessario; non si può parlare solo di vaccino e non fare nulla su tutto il resto. (Applausi) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, l'opinione del Partito Democratico su questo provvedimento... (Brusio) . PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di Fratelli d'Italia di osservare lo stesso comportamento che hanno richiesto durante la discussione generale. PARRINI (PD) . Dicevo che l'opinione del Partito Democratico su questo provvedimento è estremamente positiva. Sappiamo che ci troviamo di fronte a un provvedimento che fa parte di un pacchetto di misure, che ha una storia ormai abbastanza lunga e che - vorrei dirlo, perché spesso si tende a rimuovere questo fatto, soprattutto nei discorsi dell'opposizione - ha dimostrato di avere efficacia e ha fatto del bene al nostro Paese. Oggi nelle comparazioni internazionali l'Italia non sfigura, per tasso di vaccinazioni e per molti altri parametri. Io credo che questo abbia un rilievo e che debba essere messo in evidenza; sarebbe sbagliato sottovalutarlo. Perché è avvenuto questo? Io credo perché abbiamo avuto complessivamente, anche con Governi diversi, un operato che è stato attraversato da un filo rosso di coerenza. La coerenza del rigore; un rigore non esibito, ma con una fermezza che ci ha consentito di non sbandare nelle curve più pericolose e di prendere le decisioni giuste, ispirate al principio di precauzione. Tutti ci siamo mossi in una terra incognita (la pandemia stessa è di per sé una terra incognita) e l'abbiamo fatto a mio avviso con equilibrio. Questi elementi di equilibrio li ravviso anche nel provvedimento che ci accingiamo a convertire. Ovviamente non posso, soprattutto come Presidente della 1 a Commissione, non esprimere il rammarico di non aver avuto, come Senato, il tempo di esaminare il provvedimento dettagliatamente, come avremmo voluto. Purtroppo non è la prima volta che ciò avviene; è avvenuto anche nell'altra Camera e non soltanto qui. Ciò deve essere oggetto di una riflessione che va assolutamente fatta sul contributo che le Camere complessivamente possono apportare all'adozione dei provvedimenti. Tuttavia mi pare che, nella serie di misure che sono state prese, anche questo decreto-legge indichi una direzione di marcia condivisibile nei trasporti, nella scuola, per quanto riguarda le residenze sociali e socio-sanitarie e per quanto riguarda l'università. Ravviso in queste decisioni una dose di coraggio, che è esattamente ciò che ci serve per non fare passi falsi oggi nella lotta alla pandemia, che non è affatto vinta. È necessario che il livello di guardia nostro e di tutti resti molto alto e che la vigilanza in Parlamento e fuori dal Parlamento resti fortissima, perché ci sono ancora obiettivi da raggiungere. Dicevo dei buoni risultati che abbiamo ottenuto nelle vaccinazioni; però ci sono ancora dei livelli di vaccinazione molto alti, che debbono essere superati e che dobbiamo fare di tutto per superare. Da questo punto di vista, non è un caso che abbiamo incardinato oggi nella nostra Commissione - in questo caso avremo molto tempo per esaminarlo, fortunatamente - l'ultimo decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, che estende l'uso del green pass al mondo del lavoro dal 15 ottobre. Non a caso - dicevo - al provvedimento che stiamo convertendo se ne sono aggiunti altri e probabilmente se ne aggiungeranno altri ancora. La considerazione che voglio fare, anche dopo aver ascoltato alcuni interventi oggi in Aula, è che noi dobbiamo muoverci su questo terreno incognito, di cui però cominciamo a saperne un po' più, con grande senso di responsabilità, con grande rigore, senza alcun elemento di ambiguità o di incertezza, senza messaggi strani e fuorvianti. Signor Presidente, ormai, partecipando a dibattiti e discussioni, sono giunto a questa conclusione: mi allarmano allo stesso modo quelli che si dichiarano no vax e quelli che dicono: «io non sono no vax, ma»; anzi, ho scoperto che quelli del «io non sono no vax, ma» sono quasi più insidiosi dei no vax. Questo lo dico perché di ambiguità non ce ne deve essere alcuna e penso che tutte le forze politiche della maggioranza abbiano la necessità di dare una prova di compattezza a favore delle misure del Governo, fin dalla partecipazione massiccia al voto per la conversione di questo provvedimento. Non possiamo prestare il fianco a interpretazioni equivoche della solidarietà delle forze politiche attorno alle scelte del Governo. È una cosa che non possiamo assolutamente permetterci. Da questo punto di vista, il Partito Democratico è decisamente sul terreno dell'appoggio pieno, convinto, totale alle scelte che sono state fatte; è dalla parte del rigore e sa che senza rigore noi avremmo attraversato molti più problemi e non saremmo riusciti a mettere sotto controllo i contagi, come invece è avvenuto. E mi lasci dire che del rigore che riteniamo necessario mettere in campo fa parte anche la nostra convinzione che non debbano esserci eccezioni nell'applicazione, per esempio, del green pass esteso. Ieri la Camera dei deputati, nell'Ufficio di Presidenza, ha assunto un provvedimento importante, che applica il green pass anche per l'ingresso nell'Aula parlamentare. Io penso che il Senato - che, se non ho capito male, si riunirà il 5 ottobre per deliberare in merito - debba prendere un provvedimento molto forte, molto netto, che stabilisca con grande determinazione che non ci sono aree di eccezionalità, che in tutti i luoghi di lavoro si applica questa norma, che l'Aula parlamentare è un luogo di lavoro per eccellenza (il lavoro al servizio del Paese) e che qui non possono valere regole diverse da quelle che valgono altrove. Il primo segnale chiaro deve arrivare da qui e il Partito Democratico condurrà anche questa battaglia, come tutte le altre, con equilibrio, con ragionevolezza, ma anche con una grande chiarezza e senza alcun margine di ambiguità. Esprimiamo pertanto un voto favorevole sulla conversione in legge del decreto-legge. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, continua l'azione progressiva del nostro Paese per assicurare che la ripresa robusta ed importante dell'economia e della vita sociale non abbia ritorni indietro. Questo è il green pass . Ho sentito prima colleghi fare raffronti con la Danimarca; tra la Danimarca e l'Italia c'è una differenza abissale e questo conta: la densità della popolazione per chilometro quadrato, l'età media e quant'altro. Ma non è questo il punto. Credo che sia provato in modo indiscutibile dai dati oggettivi - si può sempre discutere tutto - innanzitutto che la vaccinazione ha un esito assolutamente positivo sulle terapie intensive, sui ricoveri, sulla mortalità e sul fatto che, tentando di fare un ragionamento insieme, in questo modo salviamo delle vite. È molto importante che questo dato possa essere sottolineato all'unisono da tutti, così come è altrettanto importante che contemporaneamente si contrastino tutte le deformazioni della verità, che viaggiano a larghe maglie, e che tendono a produrre insicurezza e paura. Se infatti non riusciremo a garantire un altissimo numero di vaccinazioni, in relazione alle varianti e al fatto che le varianti aumentano la percentuale della popolazione che deve essere vaccinata, corriamo il rischio di non avere un risultato che oggi, grazie al lavoro fatto in questi mesi, è alla nostra portata, vale a dire quello di un Paese che può con serenità - uso questa espressione - vincere la sfida del Covid e, allo stesso tempo, riavviare la vita sociale, culturale ed economica. Il green pass è uno strumento conseguente per gestire questo percorso. Francamente non riesco a capire dov'è la difficoltà o meglio la capisco, se il nostro riferimento fosse il tema del consenso e, considerando che c'è un'area del Paese che non condivide questa impostazione, si guarda al consenso, ma non certo agli interessi del Paese cui tutti siamo legati. Da questo punto di vista, seguendo il consiglio datoci la scorsa settimana il senatore Romeo, uso toni bassi, ma voglio riuscire a dare un messaggio chiaro e univoco, non perché c'è il regime o l'autoritarismo, ma perché i tre concetti di comunità, libertà individuale e sicurezza sanitaria e sociale si tengono insieme; non può esserci la contrapposizione di un concetto sull'altro, perché a quel punto non saremmo in grado di raggiungere gli obiettivi che tutti noi ci poniamo. Ciò che a me interessa è anche l'aspetto culturale, fatto salvo che ho già detto con chiarezza che noi sosteniamo questo provvedimento e che sosterremo anche quello che arriverà nelle prossime settimane sul tema del lavoro pubblico e privato. In particolare, tornando a ciò che a me interessa, mi domando se davvero possiamo affrontare in modo contrapposto il tema della libertà individuale e delle condizioni di sicurezza per la comunità. Colleghi e colleghe, questo non è un compito della scienza o dei virologi, ma, in primo luogo, della politica, che deve saper mettere al centro l'interesse della comunità, nell'ambito del quale sta anche la necessità che, se io non sono convinto di fare il vaccino, devo assicurare però di non essere un soggetto che può produrre un danno ai miei concittadini. Credo che sia giusto. Quando mai possiamo affermare l'opposto di questo concetto? È questo che non capisco. O meglio, se tutto ciò che c'è in questa discussione e in quella che c'è stata alla Camera dei deputati, che ha prodotto una partecipazione al voto non proprio qualificante, è legato a un ragionamento politicista, lo capisco, ma non lo condivido. Se vogliamo fare un ragionamento serio, per trovare l'equilibrio giusto rispetto a questo tema, è proprio l'utilizzo del green pass lo strumento che ci consente un equilibrio e che ci consenta anche di tenere conto di chi non la pensa come me in relazione ai vaccini, facendosi però carico anche lui, nello stesso tempo, del fatto che non può rappresentare un rischio per me e per gli altri cittadini. Concludo su un punto, che ho già citato altre volte. Forse annoio, ma voglio ripetere che, a mio avviso, il Governo si deve far carico di trovare l'equilibrio tra i tempi della discussione e il ruolo del Senato e del Parlamento più in generale. Sono assolutamente convinto che ciò sia possibile, senza che ciò comporti un rallentamento e una perdita del ritmo di lavoro indispensabile che dobbiamo mantenere per il PNRR e senza che ciò rappresenti, dall'altra parte, un atteggiamento secondo cui il ruolo del Parlamento non è fondamentale. Il Governo ha infatti bisogno, più che di manifestazioni formali di fiducia, del contributo del Parlamento e dei Gruppi e ciò è possibile, garantendo una sintesi, e garantendo, in questo modo, una dialettica adeguata. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, desidero iniziare dalla fine dell'intervento del senatore Errani, per augurarmi che questa tecnica di inviare i provvedimenti blindati in un ramo del Parlamento non rappresenti una prova tecnica di monocameralismo. Mi auguro che davvero si possa trovare un metodo per poter far esprimere le intelligenze, la partecipazione e i contributi anche del Senato, così come della Camera dei deputati. A proposito del green pass , voglio inquadrare la questione nell'articolo 32 della Costituzione, che parla della difesa assoluta della salute e voglio richiamare le numerose sentenze della Corte costituzionale, che ha ritenuto legittimi gli interventi sanitari e le profilassi, nel momento in cui si creano condizioni di allarme per la salute. Quindi ci troviamo nell'alveo dei principi costituzionali e non si ravvisa nessuna violazione degli stessi. Dunque, non capisco chi assume una posizione ostruzionistica sul green pass , nel momento in cui il Governo, credo anche in maniera saggia, ha deciso di non imporre per legge la vaccinazione, rispettando la libertà di scelta del cittadino in materia. Nello stesso tempo, però, chi ritiene di non vaccinarsi deve rispettare la libertà di chi si è vaccinato, che vuole frequentare i luoghi di lavoro, di istruzione e di divertimento, con la massima sicurezza possibile di trovarsi in un ambiente in cui è difficile potersi infettare. Questo anche perché la vaccinazione non rende completamente immuni, come abbiamo visto, ma elimina le conseguenze gravi della pandemia da Covid-19. Il provvedimento che ci apprestiamo ad approvare, che condividiamo nel merito e nella sostanza, pone rimedi ad una situazione drammatica che abbiamo vissuto dal 2020. Voglio ricordare il mondo della scuola. Ho tre figli - uno universitario e altri due alle scuole superiori - che sono stati privati del loro diritto di frequentare in presenza e di usufruire in presenza dell'insegnamento dei docenti con il ricorso alla DAD. Dobbiamo evitarlo e impedire che in futuro questo possa accadere di nuovo, e perché ciò non avvenga è evidente che gli operatori all'interno del mondo della scuola, così come negli altri settori dei quali si occupa questo provvedimento, devono essere sottoposti a vaccinazione. Mi sembra anche specioso il richiamo che qualcuno ha fatto alla Danimarca perché, è vero che la Danimarca ha evitato le restrizioni, però il collega non ha detto che quel Paese ha fatto questo quando ha raggiunto l'83 per cento dei vaccinati, quindi quando ha ritenuto che la pandemia fosse sotto controllo. Se qualcuno pensa che il problema del Covid sia risolto, allora sicuramente si pone con un approccio sbagliato alla questione. Voglio ricordare l'entusiasmo dell'anno scorso dopo il lockdown e dopo la stagione estiva, quando pensavamo di aver buttato alle spalle il problema della pandemia; che cosa è successo? Quante decine di migliaia di infettati e quante decine di morti questa pandemia ha creato! Ha prodotto già oltre 135.000 morti soltanto in Italia. La Corte costituzionale ci dice che le pandemie vanno affrontate secondo i canoni della scienza e dell'arte medica, ed è quello che la politica, il legislatore devono fare, rispettando anche le posizioni minoritarie, ma indicando assolutamente la strada - quella più probabile - per la tutela della salute e per la salvaguardia della salute degli altri. Abbiamo avuto un vantaggio; basta guardare a quello che è accaduto nell'estate alle nostre spalle: l'Italia è esplosa a livello di turismo e di attività, e questo perché ha guadagnato la fiducia dei turisti che hanno visto nel nostro un Paese che è stato in grado di affrontare la pandemia nel modo migliore. L'anno scorso il mondo turistico ha pianto al 90 per cento i suoi profitti; quest'anno, invece, è esploso in tutti i suoi settori, e oggi che siamo alla fine del mese di settembre, facendo il paragone rispetto all'anno scorso, credo di poter dire che la situazione è molto più sotto controllo. Ed è grazie a questi interventi, grazie alle norme messe in campo, che il nostro DEF, ad aprile scorso, ha segnato una previsione del 4,5 per cento e che il nostro PIL veleggia per il prossimo anno oltre il 6 per cento: sicuramente non è quanto è stato perso in questo periodo, ma credo sia un segnale che sta a dimostrare una ripresa lenta, ma costante, della nostra economia. Siamo convinti e sosteniamo questo tipo di iniziativa e siamo anche d'accordo che il Parlamento sia l'istituzione che deve dare l'esempio ai cittadini; quindi, apprezziamo la delibera dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati e siamo convinti che anche il Senato della Repubblica non vorrà sottrarsi a questa iniziativa perché all'interno di questa istituzione siamo cittadini uguali a tutti gli altri ed è giusto che le stesse prescrizioni che sono imposte, che sono consigliate ai cittadini fuori da questa istituzione, vengano adempiute anche dai rappresentanti del popolo, per dare l'esempio e per senso di responsabilità. (Applausi) . Va bene questa iniziativa, noi la sosteniamo. Come ha detto il Presidente della 1 a Commissione, il prossimo decreto-legge reca l'estensione del green pass al mondo del lavoro e c'è la necessità di apporre alcune correzioni a salvaguardia dei cittadini fragili, per i quali non è possibile la vaccinazione, che hanno il diritto di lavorare comunque e non subire pregiudizi per la loro situazione sanitaria. Questo è un discorso che faremo nei prossimi giorni. Dichiaro pertanto il nostro voto convinto a favore della fiducia su questo provvedimento, perché siamo convinti che sia la strada da seguire per cercare di metterci alle spalle prima o poi (ancora il percorso non è definitivamente concluso) una pandemia che i nostri figli, ma anche noi, ricorderemo per moltissimi anni. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Governo, colleghi, ci troviamo in quest'Aula di fatto a ratificare quanto svolto dalla Camera circa la conversione unificata dei decreti-legge green pass 2 e green pass 3. Sono quelle misure che hanno esteso l'obbligatorietà del green pass a nuovi settori, tanto importanti quanto delicati, come la scuola, i luoghi di cura e i trasporti. Non abbiamo tempo e modo di entrare nel merito. Lo faremo invece sicuramente con l'esame del decreto green pass 4, quello relativo al luogo di lavoro, ma possiamo cogliere questa occasione per fare qualche considerazione. Innanzitutto, mi preme rilevare come nel dibattito eccessivamente acceso vi sia confusione ed un'errata sovrapposizione tra concetti diversi, quali il vaccino e il green pass , che spesso vengono utilizzati come sinonimi, ma non è così. Questa confusione ha poi ricadute dirette sui cittadini e sulla loro capacità di valutazione, cittadini che avrebbero invece bisogno di informazioni precise, in modo da poter avere risposte ai propri dubbi. Si tratta di dubbi legittimi, se sorti in questo clima, e che vanno in ogni caso rispettati. Abbassiamo i toni e poniamo tutti i nostri sforzi nel cercare di spiegare, di convincere e non di obbligare. (Applausi) . Smettiamola di creare categorie e di contrapporre le persone. Come Lega siamo stati tra i primi a credere nella necessità del vaccino e addirittura a chiedere che il nostro Paese si impegnasse, con una sua politica e una sua strategia, nell'andare a realizzare in casa i vaccini per non dipendere da multinazionali o potenze straniere. Abbiamo ben presente che la scelta della vaccinazione per combattere la pandemia è quella indicata dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale come soluzione principale e prevalente. È la strada scelta dalla nostra comunità e noi come membri di essa, ancor più come suoi rappresentanti, non ci sottraiamo dal sostenerla convintamente. Ricordo a tutti che la stessa nascita del Governo Draghi, con l'ingresso della Lega, era basata su due grandi pilastri: ripresa economica e piano vaccinale. Se la campagna vaccinale sta funzionando è grazie al pieno impegno dei territori, Comuni e Regioni, sindaci e governatori, ma anche e soprattutto alla coraggiosa scelta politica in cui Matteo Salvini ha creduto: quella di far nascere il Governo Draghi per abbandonare la linea di Arcuri e soci. (Applausi) . Quella dei padiglioni a primula, quella delle siringhe sbagliate e delle mascherine fasulle. (Applausi) . Se come Lega poniamo degli interrogativi lo facciamo solo per chiedere che il piano vaccinale venga applicato con buon senso e cautela, ad esempio quando tocchiamo il delicato tema della vaccinazione ai minori. (Applausi) . Torniamo però a parlare di green pass e ricordiamo a cosa serve. Serve a tenere aperte tutte quelle attività, indispensabili o no, che altrimenti una nuova ondata pandemica metterebbe a serio rischio di nuove chiusure, con evidenti ricadute sull'economia e sulla qualità della vita e della socialità di tutti i nostri connazionali. Dico di più: noi vorremmo che permettesse di riaprire anche ciò che è ancora chiuso o accessibile in maniera limitata, come discoteche, palestre, piscine, musei e teatri. Il green pass non deve essere, però, discriminante, perché in ogni caso non dà certezze: non quella di essere immunizzati, non quella di potersi comportare come se il Covid-19 non ci fosse più, ma solo la certezza di avere una barriera in più alla circolazione del virus se si è vaccinati o guariti; o la certezza di non essere infetti in un preciso istante se ci si è sottoposti a tampone. Proprio il green pass da tampone non deve essere visto come un fratello povero. Il tampone, considerato sin da subito una delle tre vie per avere il green pass , via equivalente a quella del vaccino, è quindi pienamente lecita, se vi sono dei dubbi e si sceglie di non vaccinarsi; se ci si impegna a dare il proprio contributo alla tutela della salute pubblica tramite il tampone periodico. Lo Stato non deve contrastare questa via, ma, anzi, la dovrebbe sostenere e favorire al pari della via vaccinale. (Applausi) . Rivolgo questa richiesta al Governo: sarebbe utile che, oltre al dato quotidiano della percentuale di vaccinati, venisse diffuso anche quello di chi è in possesso del green pass da guarigione. (Applausi) . Il dato totale sarebbe di gran lunga più elevato e l'immunità di gruppo sarebbe praticamente già raggiunta. Verrebbe altresì delimitata e rilevata in forma ridotta la platea chi deve accedere al tampone. Vediamo con favore, quindi, gli interventi posti in essere per favorire l'accesso ai tamponi. Il prezzo calmierato disponibile in tutte le farmacie, la validità del test salivare molecolare e soprattutto l'estensione della validità da quarantotto a settantadue ore del tampone molecolare, decisa su proposta del Gruppo Lega alla Camera. Sull'ottimo lavoro fatto alla Camera, mi si permetta di aprire una parentesi sul tema dei lavoratori fragili. È stato ottenuto un risultato davvero importante, relativo alla proroga delle tutele previste dalla normativa emergenziale. È stato sanato il vuoto normativo che aveva lasciato privi di tutele adeguate i lavoratori fragili dal 1° luglio, nonostante la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021. Con l'approvazione degli emendamenti a prima firma dei colleghi deputati Panizzut, Lazzarini e De Martini, che ringrazio, si permette ai lavoratori fragili di svolgere l'attività lavorativa in modalità agile sino al termine dello stato di emergenza, abbandonando quelle orribili proroghe di due mesi in due mesi. Per coloro che, tra questi lavoratori, non potranno accedere allo smart working viene ripristinata l'equiparazione del periodo di assenza al ricovero ospedaliero, con diritto alla retribuzione e alla conservazione del posto. Si tratta di una norma di civiltà indispensabile per migliaia di persone immunodepresse, con disabilità gravi e con patologie oncologiche, che, in caso di contagio, verrebbero esposte alle più gravi complicazioni dell'infezione; lavoratori che devono essere protetti senza dubbi e senza vincoli di bilancio e che non possono mettere in gioco la loro vita per conservare il posto di lavoro. Siamo arrivati con ritardo e tutti noi dovremmo chiedere scusa: qualcuno più di altri. Alla fine, però, siamo riusciti a raggiungere questo importante obiettivo. Chiediamo al Governo di non fermarsi qui, ma di estendere la stessa tutela anche ai lavoratori inidonei, quantomeno a chi non è vaccinabile o non ho avuto risposta anticorpale al vaccino. Il lavoratore inidoneo, non potendo usufruire delle tutele di cui all'articolo 26 del decreto cura Italia, è costretto a stare a casa in malattia ordinaria e, man mano che aumentano i giorni di assenza, subisce tagli allo stipendio fino ad arrivare al rischio di essere licenziato se supera il periodo di comporto previsto dal contratto. Se lo Stato dichiara l'esistenza dell'emergenza, lo Stato deve tutelare i deboli: tutti, senza se e senza ma e senza, ogni volta, farne una questione di costi economici (Applausi) . Il MEF se ne faccia una ragione e trovi i soldi necessari. Lo dico a lei, sottosegretario Sileri, perché so che è sensibile alla questione. Impegniamoci tutti per ottenere questo risultato. Chiediamo, inoltre, al Governo che si faccia definitiva chiarezza, con una norma interpretativa, che specifichi all'INPS che durante tutta l'assenza giustificata per queste ragioni non debba essere mai decurtata o interrotta l'erogazione dell'indennità di malattia. Su questi due aspetti, posso assicurare che insisteremo anche durante la conversione del decreto green pass sui luoghi di lavoro quando inizierà l'esame qui in Senato. Insisteremo anche per far sì che vengano accolti dal Governo altre proposte migliorative di buon senso della Lega: la gratuità dei tamponi almeno per alcune categorie quali i minorenni, coloro che sono impossibilitati a eseguire la vaccinazione a causa di patologie certificate e i disabili; il riconoscimento della validità, ai fini del green pass , dei test salivari rapidi, meno invasivi e meno costosi; la proroga delle certificazioni rilasciate ai soggetti guariti; la richiesta di emanazione del green pass anche a seguito di test sierologici per i tanti che hanno avuto il Covid-19 senza essere stati tracciati dal sistema sanitario. Ancora, insisteremo anche su un giusto indennizzo per coloro che sono stati danneggiati dal vaccino. Chiediamo inoltre che venga eliminato quel limbo in cui sono caduti molti concittadini che, per errori burocratici, disguidi o norme contraddittorie, si trovano ad impazzire per ottenere il green pass. Se lo Stato impone che esso sia uno strumento necessario per lavorare e guadagnarsi il pane e non solo per andare al ristorante o a un concerto, lo Stato non si può permettere di danneggiare ingiustamente nemmeno uno dei suoi cittadini. (Applausi) . Infine chiediamo più informazione e che sia informazione corretta. Se si arriva oggi necessariamente a forzare la mano sul green pass è per via di una comunicazione fallimentare sull'argomento, in campo istituzionale, scientifico e mediatico: troppe notizie discordanti, troppe voci, poca trasparenza nell'informazione. Il Governo dovrebbe far sì che il green pass sia visto dai nostri connazionali come uno strumento utile e di buon senso, superando quelle astruse contraddizioni che si sono create, ad esempio, tra chi va in un ristorante e chi, invece, lavora in un ristorante. Il Governo deve spiegare l'utilità e il valore del sistema vaccinale nell'affrontare la pandemia, superando anche quelle contraddizioni che non arrivano dalla politica, ma che sono venute dal mondo dell'informazione, che ha dato voce a presunti esperti e virologi che hanno detto tutto e il contrario di tutto, creando così smarrimento nei nostri concittadini. Il compito del Parlamento sarà invece quello di mantenere bilanciati i vari diritti e libertà previsti dalla Costituzione: i diritti alla salute, al lavoro e all'educazione devono mantenersi in equilibrio e vi invito a lavorare tutti insieme perché nessun cittadino possa vedere compressa anche una sola delle sue libertà che, anche se non servirebbe a ribadirlo, sono state conquistate nel nostro Paese con tanto sudore, sangue e fatica. Noi della Lega ci siamo fatti carico di portare in Parlamento quel dibattito vero e profondo, presente nella società e che c'è fuori da queste porte, sulla modalità di applicazione del green pass, evidenziandone gli aspetti positivi e quelli negativi che possono rendere difficile la vita ai cittadini e alle attività economiche. Alla distorta accusa di voler creare problemi al Governo o peggio ancora di voler mettere a rischio la salute degli italiani, per noi rispondono i fatti e i nostri voti nelle sedi ufficiali. Non siamo qui per creare problemi al Governo o alla maggioranza, ma per dare il nostro contributo per farli emergere e per risolverli, impegnandoci ogni giorno con proposte, ordini del giorno ed emendamenti per migliorare i provvedimenti emanati dal Governo. Noi facciamo proposte per la messa in sicurezza e la ripresa del Paese, non siamo al Governo per parlare di aumento delle tasse, del catasto, di ritorno alla legge Fornero, di ius soli, di legge Zan alle o di altre norme ideologiche. Su questa base il Gruppo della Lega rinnova la piena fiducia al presidente Draghi e al suo Governo. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il decreto-legge n. 111 del 2021 che oggi convertiremo è strettamente correlato al decreto-legge n. 105 del 2021, precedentemente approvato, e va a ribadire, da un lato, la valenza e l'importanza del green pass come prerogativa fondamentale per il controllo della diffusione del virus , pur nel rispetto dovuto delle convinzioni e delle scelte personali che ognuno può avere. Dall'altro, lo stesso decreto-legge va a rimarcare con forza che tutto il nostro tessuto sociale, le nostre attività economiche, il nostro stesso modo di vivere e di convivere nelle sue molteplici espressioni non possono che ripartire da un punto fermo che desidero ribadire: la sicurezza di tutti nel rispetto delle idee di ognuno. (Applausi) . Il diritto alla salute di ogni cittadino sancito dalla nostra Costituzione non può essere oggetto di ricatti, di pressioni o di forzature. Esso è un bene inalienabile di ognuno e lo Stato lo deve assolutamente tutelare in tutti i modi possibili. La libertà e la sicurezza collettiva vengono sempre prima della libertà e della sicurezza individuale. Partendo quindi da questo principio basilare, occorre far comprendere - e questo lo si può fare attraverso una sempre più attenta e capillare campagna di informazione - l'importanza della vaccinazione come conditio sine qua non per sconfiggere definitivamente la pandemia. Questa campagna deve servire altresì a far comprendere il significato stesso del green pass che non vuole essere una misura coercitiva, un mezzo di discriminazione o addirittura una schedatura. Nella realtà infatti esso rappresenta e dovrà realizzare il vero lasciapassare necessario per riprendersi insieme la socialità, i percorsi formativi scolastici e universitari, le attività lavorative in presenza, senza ansie sproporzionate e fobie eccessive che possono ridurre la stessa capacità di concentrarsi, di svolgere serenamente la propria attività o di realizzare le proprie potenzialità. Tutto ciò sempre ovviamente nel rispetto di ognuno di noi. Si doveva fare un passo in avanti, non restare fermi su determinate posizioni. Occorreva un meccanismo che tutelasse la sicurezza di tutti e, al tempo stesso, rispettasse le convinzioni del singolo, permettesse alla collettività di ripartire, con la convinzione che la strada intrapresa è quella giusta. Tutti siamo consapevoli, per esempio, delle tante conseguenze negative che la didattica a distanza ha comportato per i nostri studenti di ogni ordine e grado dal punto di vista psicologico e dei rapporti interpersonali. La didattica a distanza ha anche coinvolto la crescita strettamente culturale e di arricchimento delle conoscenze di ciascuno di loro. La conferma di quanto detto si ha anche dai risultati scientifici dei trials clinici per la valutazione dello sviluppo psicologico di tanti bambini e ragazzi dopo circa due anni di didattica a distanza, come si è verificato in diverse zone del nostro Paese, ma anche dalle carenze oggettive evidenziate dalle prove Invalsi, riguardanti lo stesso percorso didattico, gli approfondimenti culturali e il miglioramento del loro curriculum formativo. La ripresa in sicurezza della frequenza in presenza nelle nostre scuole di ogni ordine e grado e delle nostre università, prevista nel decreto-legge n. 111 rappresenta oggettivamente un passo ulteriore in avanti, importante nel progressivo processo di normalizzazione della vita delle nostre collettività. Non più aule vuote. Non dimentichiamoci mai che in ogni scuola vive il nostro futuro. Sicuramente per un maggior controllo epidemiologico e della diffusione dei contagi sarà anche senza dubbio importante incrementare il numero dei tamponi. Ciò è necessario ed indispensabile per un più attento tracciamento dei contatti ed un più efficace controllo di nuovi focolai eventualmente sviluppatisi. Il corretto uso e non abuso dei tamponi, al di là di coloro che hanno deciso di non vaccinarsi - secondo me sbagliando - dovrebbe essere gestito dai medici di medicina generale affinché il loro operato possa indirizzarne il ricorso nei casi realmente necessari per il corretto tracciamento o quando sussistono le condizioni epidemiologiche al loro utilizzo. Chi arbitrariamente e volontariamente ha fatto e compie scelte personali diverse, difformi da quelle che sono le opinioni comuni diffuse tra gli altri cittadini, se ne assume tutte le responsabilità, gli oneri e gli onori, rispettando le opinioni degli altri cittadini e soprattutto senza mettere in pericolo la loro salute. In democrazia uno dei principi di libertà è contrassegnato dal sottile equilibrio esistente tra il rispetto dei diritti inviolabili del singolo e i doveri che ognuno di noi ha verso la collettività. (Applausi) . Sono queste, a mio avviso, al di là delle conoscenze scientifiche e delle valutazioni oggettive sulla situazione epidemiologica attuale, le motivazioni di fondo che, come ha ribadito il nostro presidente Conte, devono spingere alla massima attenzione e al rispetto del green pass in tutte le situazione previste. Solo con la buona volontà e il contributo di tutti, al di là degli slogan propagandistici o per la ricerca di visibilità, si potrà uscire da un periodo tanto difficile per il nostro Paese e il mondo intero. A conclusione delle succitate considerazioni, annunzio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle al provvedimento in esame. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione ritiene quello sul green pass un provvedimento discriminatorio e non fondato su argomenti scientifici. In Commissione e in Aula abbiamo posto tre questioni, dubitando della validità scientifica dell'unico documento italiano che misura l'asserita riduzione di probabilità di contagio di vaccinati e non vaccinati (unico tema che giustificherebbe la discriminazione imposta con il green pass ). Non c'è stata data una risposta nel merito, così come alla richiesta che venissero pubblicati giornalmente i dati dei nuovi contagi disaggregati per i casi di vaccinati e quelli di non vaccinati. La mancanza di trasparenza e l'assoluta riduzione del dibattito - sia in Parlamento, che nel mondo scientifico - su questi temi dimostrano che questi provvedimenti hanno una valenza non di tutela della salute pubblica, ma esclusivamente politica. Sia chiaro a tutti che voi state abdicando a principi fondamentali del nostro ordinamento e state facendo scivolare questo Paese verso una deriva veramente pericolosa. Resti agli atti che l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione vi ha avvertito e ha fatto di tutto per opporsi a questi provvedimenti abominevoli. (Applausi) . CIAMPOLILLO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, questa mattina, con la proposta di questione pregiudiziale avanzata con il collega Martelli, abbiamo chiarito che l'utilizzo dell' app da parte della scuola viola di fatto tutti i regolamenti europei in materia di protezione dei dati sanitari. L' app ha avuto infatti un problema tecnico chiamato data breach , con la conseguenza che sono emersi informazioni riguardanti gli insegnati che per due settimane consecutive non avevano fatto il vaccino. Per questo motivo, il decreto-legge non può essere assolutamente convertito e abbiamo presentato la questione pregiudiziale. Inoltre, con un ordine del giorno che è stato bocciato sempre questa mattina, si chiedeva di fare i tamponi salivari rapidi a tutti gli studenti due volte alla settimana. Secondo la vostra narrazione, il tampone è stato l'unico strumento per garantire la sicurezza fino all'avvento del lasciapassare, mentre ora sembra che la vaccinazione, che esenta da ogni tipo di tampone, garantisca la negatività sempre e comunque. Ciò è però contraddetto dalla letteratura scientifica, che prova il fatto che i vaccinati possono infettarsi o infettare come gli altri. Un tampone negativo rimane l'unica garanzia di negatività e infatti già ci sono parecchie classi in quarantena nella sola Liguria. Cosa vogliamo fare visto che il Governo non ha accettato i tamponi salivari rapidi per gli studenti? Volete di nuovo la DAD? È notizia di oggi che il Regno Unito fornisce gratuitamente 57 milioni di tamponi salivari rapidi alla popolazione, con il solo scopo di monitorare l'andamento globale della situazione. Il Regno Unito ha fornito i tamponi salivari agli alunni, alle famiglie e agli insegnanti, mentre il nostro Governo di fatto ha detto no. Avete raccontato che il lasciapassare ha natura sanitaria, ma è falso. Se fosse imprescindibile per la tutela della salute, dovreste spiegarci perché a San Marino non c'è il green pass . A San Marino ho mangiato in un ristorante e sono entrato in un museo senza green pass . Lì sono ancora tutti vivi, così come in Svezia, dove non è stato fatto neanche un giorno di lockdown. La Danimarca, i cui dati delle vaccinazioni sono comunque sovrapponibili ai nostri, ha tolto ogni restrizione. Se, come ripetete, il lasciapassare è uno strumento di libertà, perché ci sono più restrizioni dell'anno scorso? Per tutti questi motivi, insieme al collega Martelli voterò in maniera estremamente convinta contro questo provvedimento discriminatorio e incostituzionale e contestualmente annuncio la nostra adesione al referendum abrogativo di tutte queste norme vergognose che - ripeto - esistono solo in Italia e non ci sono nel resto del mondo. PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2395, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore voterà dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. Ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'emiciclo. Estraggo a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome della senatrice Nugnes). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dalla senatrice Nugnes. PUGLIA, segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il vice presidente LA RUSSA - ore 12,30 -). PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 2395, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 220 Senatori votanti 220 Maggioranza 111 Favorevoli 189 Contrari 31 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 111. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno NATURALE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, è stata un'estate rovente e infinita, anche per gli incendi che quest'anno si sono rivelati più disastrosi di sempre, spesso di natura dolosa, ma troppo spesso dovuti a incuria e a un'estrema superficialità che fa rabbia, perché viene proprio da parte di chi vive questi luoghi, i turisti, che dovrebbero amarli, proteggerli, in quando rappresentano il bello di tante giornate all'aria aperta, pranzi in famiglia o con gli amici; ore felici trascorse in luoghi meravigliosi che, per colpa di alcuni scellerati comportamenti, finiscono in fumo, spariscono per tutti, trasformandosi in un paesaggio lunare. Un profondo dolore per la costa che bagna il mio territorio. È successo domenica scorsa, in una calda domenica di fine estate, nella bella pineta di Longara in prossimità della Foce Fortore, in Provincia di Foggia, a ridosso della frazione balneare di Lesina. Si tratta di una zona, sito di importanza comunitaria e Zona di protezione speciale, macchia mediterranea altamente frequentata in estate da turisti provenienti da ogni parte d'Italia. Tutta questa zona la vivo da quando ero bambina e molto spesso ho segnalato l'uso improprio che ne veniva fatto: troppe auto di turisti giornalieri, abbandono di rifiuti e non di rado utilizzo di barbecue. Purtroppo, quanto temevo si è verificato: poco tempo fa un piccolo rogo, ora 5 ettari in fumo. I danni sono stati contenuti grazie all'intervento dei Vigili del fuoco, che non mi stancherò mai di ringraziare per il loro incessante impegno. Una grande speranza anima il nostro lavoro parlamentare per l'esame in questi giorni al Senato del decreto-legge per il contrasto agli incendi boschivi, che interviene con una serie di misure in materia sia di prevenzione che di lotta attiva, al fine di migliorare il quadro normativo esistente. Personale altamente qualificato affiancherà la Protezione civile nel compito di stilare il piano nazionale per il contrasto agli incendi, ponendo particolare attenzione all'uso di strumenti tecnologici innovativi. Tante sono le risorse messe a disposizione, sia l'acquisto di mezzi e per la lotta attiva, sia per il monitoraggio del territorio e per l'Arma dei carabinieri forestali. Il provvedimento inasprisce anche le sanzioni verso gli scellerati autori di questi atti miserabili e incentiva le collaborazioni per le indagini. È un intervento legislativo di buon impatto, ma lasciatemi dire che la vera svolta per un futuro maggiore rispetto nei confronti della natura e della biodiversità si avrà quando tutte le componenti che concorrono a consolidare la consapevolezza ambientalista avranno fatto il loro corso, si spera nel più breve tempo possibile. Ora rimane l'angoscia per il grave danno inferto alla nostra terra, che manterrà le sue ferite per anni, ferite che sono anche nostre, non dimentichiamolo. (Applausi) . GAUDIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, signori senatori, ieri è stata una giornata molto triste per la comunità del mio Paese, il Comune di Albanella in provincia di Salerno. Poco prima di mezzogiorno è scoppiato un incendio rovinoso presso un'azienda di stoccaggio, che tratta per lo più scarti di ferro e rifiuti speciali. L'incendio ha interessato una zona molto vasta, che è stata invasa da una nube di denso fumo nero. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Vigili del fuoco di Eboli e di Agropoli. Si sono portati sul luogo anche i Carabinieri, che stanno indagando per individuare le cause che hanno scatenato l'incendio. Il mio ringraziamento va alle Forze dell'ordine e a tutti coloro i quali hanno impegnato le loro energie per la gestione di questo infausto accadimento. Grazie al loro intervento l'emergenza è rientrata già nel pomeriggio di ieri ed è stato possibile circoscrivere l'incendio, evitando che potesse coinvolgere anche il deposito principale del centro di stoccaggio, salvando il territorio da ulteriori rischi ambientali. Il mio pensiero e la mia vicinanza vanno ai cittadini di Albanella, in particolare ai residenti della zona. Questo drammatico evento ci impone di riflettere attentamente sull'adeguatezza dei livelli di prevenzione negli impianti e sulla necessità di tutelare territori a vocazione soprattutto agricola. La Provincia di Salerno non può più assumersi il rischio di disastri ambientali e correre ancora il pericolo di perdere l'immenso patrimonio delle sue eccellenze agroalimentari. Per questo motivo, con il Presidente della Commissione regionale speciale aree interne della Regione Campania, Michele Cammarano, invitiamo le istituzioni competenti a riflettere attentamente sulla scelta di costruire una nuova centrale per la gestione e il trattamento di rifiuti speciali nel Comune di Albanella. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 6 ottobre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 6 ottobre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 12,45) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2395 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, alla luce della relazione tecnica aggiornata, di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità finanza pubblica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo nel presupposto della correttezza delle stime sull'andamento della campagna vaccinale per il personale scolastico e sulla quantificazione degli oneri per le supplenze. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e Missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Aimi, Airola, Alderisi, Auddino, Bagnai, Barachini, Barbaro, Barboni, Battistoni, Bellanova, Binetti, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Buccarella, Campagna, Cangini, Cantu', Carbone, Cario, Casolati, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Cioffi, Cirinna', Corrado, De Poli, De Vecchis, Di Girolamo, Di Marzio, Di Nicola, Donno, Endrizzi, Fazzone, Ferrero, Floridia, Fusco, Galliani, Ghedini, Giannuzzi, Laus, Leone, Marti, Masini, Merlo, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Mirabelli, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Ortis, Pagano, Pichetto Fratin, Pittella, Pucciarelli, Rauti, Rojc, Ronzulli, Schifani, Sciascia, Segre, Siclari, Sileri, Siri, Sudano, Turco, Vaccaro, Valente, Vanin e Vono. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i Senatori: Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Briziarelli e Nugnes, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. È considerato in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, il Senatore: Nocerino. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti: 3 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Nocerino; cessa di farne il senatore Patuanelli, sostituito in quanto membro del Governo dal senatore Corbetta; 4 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Patuanelli, sostituito in quanto membro del Governo dal senatore Corbetta; cessa di farne la senatrice Nocerino. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori De Falco Gregorio, Nugnes Paola Abrogazione del reato d'immigrazione clandestina (2398) (presentato in data 22/09/2021); senatore De Falco Gregorio Modifiche alla legge 7 aprile 2014, n. 56, recante disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni (2399) (presentato in data 22/09/2021); senatore Parrini Dario Disposizioni per l'adeguamento della composizione degli organismi bicamerali alla riduzione del numero dei parlamentari di cui alla legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1 (2400) (presentato in data 23/09/2021). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro della difesa, con lettere del 21 settembre 2021, ha trasmesso, per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b ), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66: lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 23/2021, relativo alla acquisizione di veicoli tattici ad alta tecnologia per la mobilità tattica terrestre dell'Arma dei Carabinieri (n. 305); lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 24/2021, relativo alla implementazione, potenziamento e aggiornamento di una capacità di Space Situational Awareness (SSA) basata su sensori (radar e ottici) e un centro operativo SSA (n. 306); lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 25/2021, volto ad aggiornare/completare la capacità di comando e controllo multi-dominio delle Brigate dell'Esercito Italiano (n. 307); lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 27/2021, riferito alla prosecuzione del programma di A/R n. SMD 40/2019 e relativo alla seconda fase di acquisizione fino a 2.200 veicoli di nuova generazione "VTLM Lince 2" per le unità dell'Esercito Italiano (n. 308); lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 31/2021, relativo all'ammodernamento e rinnovamento dei sistemi missilistici di difesa aerea Principal Anti Air Missile System (PAAMS) ed ai radar Long Range Radar (LRR) per la sorveglianza a lunga distanza (di tipo Early Warning ) installate sulle Unità classe Orizzonte (Nave Andrea Doria e Caio Duilio) (n. 309). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, gli schemi di decreto sono stati deferiti - in data 22 settembre 2021 - alla 4ª Commissione permanente, che esprimerà i pareri entro 40 giorni dall'assegnazione. La 5ª Commissione potrà formulare le proprie osservazioni alla 4ª Commissione entro 30 giorni dall'assegnazione. Governo, trasmissione di atti Il Ministro della salute, con lettera in data 20 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, le ordinanze 27 e 28 agosto 2021, recanti, rispettivamente, "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 in «zona bianca»" e "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 30 agosto 2021. La predetta documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli Senatori (Atto n. 956). Il Ministro della salute, con lettera in data 20 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 16- bis , del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 20 agosto 2021 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. La predetta documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli Senatori (Atto n. 957). Il Ministro della salute, con lettera in data 20 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 16- bis , del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 27 agosto 2021 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. Ha altresì trasmesso l'ordinanza 27 agosto 2021, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nella Regione Sicilia", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 206 del 28 agosto 2021. La predetta documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli Senatori (Atto n. 958). Il Ministro della salute, con lettera in data 21 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 16- bis , del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 3 settembre 2021 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. La predetta documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli Senatori (Atto n. 959). Il Ministro della salute, con lettera in data 22 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 16- bis , del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 10 settembre 2021 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. Ha altresì trasmesso l'ordinanza 10 settembre 2021, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nella Regione Sicilia", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 218 dell'11 settembre 2021. La predetta documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli Senatori (Atto n. 960). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce, per il 2022, le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici applicabili nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero (COM(2021) 548 definitivo), alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Nuovo Bauhaus europeo - Bello, sostenibile, insieme (COM(2021) 573 definitivo), alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla 7 a e alla 14 a Commissione permanente. Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento La Corte dei conti - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettere in data 20 e 22 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, rispettivamente: la deliberazione n. 15/2021/G riguardante l'"Equa riparazione per ingiusta detenzione ed errori giudiziari". La predetta deliberazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 961); la deliberazione n. 16/2021/G riguardante il "Funzionamento dei centri per l'impiego nell'ottica dello sviluppo del mercato del lavoro". La predetta deliberazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 962). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti È pervenuto al Senato un voto della regione Emilia Romagna in relazione al problema del riconoscimento del campo profughi di Lipa (Bosnia Erzegovina) come emergenza umanitaria, per sollecitare il Governo ad inviare aiuti alle persone e a promuovere a livello europeo e internazionale soluzioni strutturali efficaci in tema di migrazione che prevengano l'insorgere di codeste situazioni inaccettabili. Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente (n. 65). Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Marco Preioni da Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola) chiede che non siano approvati il disegno di legge A.S. n. 835 ed altri recanti disposizioni in materia di lite temeraria (Petizione n. 926, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Andrea Carola da Napoli chiede: modifiche all'articolo 178 del codice di procedura penale nel senso di prevedere, tra le cause di nullità di ordine generale, la omessa notifica della notizia di reato all'indagato di cui agli articoli 349 e 350 del c.p.p. (Petizione n. 927, assegnata alla 2 a Commissione permanente); modifiche all'articolo 2700 del codice civile in materia di efficacia dell'atto pubblico e, in particolare, garanzie avverso gli errori eventualmente contenuti negli atti notarili (Petizione n. 928, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Rolando Terreni, a nome dell'Associazione "I ragazzi di Cerbaiola", chiede che siano sollecitamente approvati i disegni di legge in materia di caregiver familiare (Petizione n. 929, assegnata alla 11 a Commissione permanente); la signora Lorien Piazza da Caltanissetta chiede l'estensione da 6 a 12 mesi del periodo di validità della certificazione verde COVID-19 per le persone guarite dal virus (Petizione n. 930, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Rosario Melissa da Giarre (Catania) e numerosissimi altri cittadini chiedono interventi urgenti a sostegno degli Enti pubblici e dei cittadini per contrastare le problematiche derivanti dall'accumulo nei territori di lapilli e cenere provenienti dal vulcano Etna (Petizione n. 931, assegnata alla 13 a Commissione permanente); il signor Giuseppe Barone da Roma chiede che non venga introdotto l'obbligo di vaccinazione contro il virus COVID-19 e l'eliminazione dello strumento della certificazione verde COVID-19 (Petizione n. 932, assegnata alla 1 a Commissione permanente). Mozioni, apposizione di nuove firme Il senatore Fede ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00416 del senatore Iwobi ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 17 al 23 settembre 2021) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 117 DESSI': sulla vicenda di una famiglia italiana proprietaria di beni immobili nella Repubblica di Capo Verde (4-05581) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) LANNUTTI: sui casi di recensioni negative e scorrette su TripAdvisor (4-05923) (risp. GARAVAGLIA, ministro del turismo ) LANNUTTI ed altri: sulla morte del cameraman Mario Biondo a Madrid il 30 maggio 2013 (4-05685) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) MALLEGNI: sui rapporti tra Italia e Emirati arabi uniti (4-05739) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) URSO: sulla detenzione in Sudan di un imprenditore italiano accusato di frode (4-05534) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) Interpellanze Atto n. 2-00091 DE BERTOLDI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica", il progetto di trattato di cooperazione rafforzata tra Italia e Francia, noto come "trattato del Quirinale" che dovrebbe essere firmato entro la fine dell'anno in corso, sarebbe già stato (anche se in bozza) approvato da parte del Governo francese e al momento sottoposto all'esame del nostro Paese, per le ultime correzioni; il quotidiano evidenzia che il contenuto del trattato intenderebbe prevedere una cooperazione tra Roma e Parigi a più livelli: dalla difesa, all'industria, dall'energia, alle politiche europee sui migranti, nonché la riforma del patto di stabilità; l'economista ex Ministro dell'economia e delle finanze negli anni '80, Francesco Forte, nel corso di un'intervista pubblicata il 16 settembre 2021 dal quotidiano "Italia oggi", ha evidenziato profonde contrarietà in merito alla condivisione del trattato, in relazione alle conseguenze derivanti dai rapporti più stringenti tra l'Italia e la Francia, in grado di costituire seri problemi dal punto di vista bancario, petrolifero e tecnologico; Forte ha rilevato come nel nostro sistema bancario ci sia già una forte influenza francese, che può ulteriormente aumentare, aggiungendo inoltre che gli interessi confliggenti delle compagnie petrolifere Eni e Total, nel Nord Africa e nel Mediterraneo, rischiano di arrecare ulteriori effetti negativi e penalizzanti per il nostro sistema Paese; il diverso livello di golden share (ovvero l'istituto giuridico in forza del quale uno Stato, a seguito del processo di privatizzazione di un'azienda pubblica, riserva poteri speciali al fine di tutelare la collettività) esistente tra i due Paesi, ha aggiunto Forte, comporta inoltre il rischio, con estrema facilità, che un'azienda italiana passi in mano francese, più che il contrario; al riguardo l'ex Ministro ha posto seri dubbi sulla necessità che il trattato possa essere firmato dal nostro Paese (peraltro nel corso del semestre bianco), aggiungendo fra l'altro che l'Italia non dovrebbe più sottoscrivere trattati bilaterali con altri Paesi europei, ma occorrerebbe approvarne uno europeo multilaterale, considerato che (non essendoci più un interesse americano in ambito mondiale) è necessaria una politica comune europea di difesa, in grado di definire un trattato che includa tutti i Paesi dell'Unione europea o quanto meno i principali; tali osservazioni, a giudizio dell'interrogante, appaiono pertinenti e condivisibili e rientrano all'interno di un più ampio quadro, caratterizzato da un processo in corso da diversi anni della vendita di importanti assetti proprietari di aziende italiane: dalla moda, all'agroalimentare, alla finanza, al settore assicurativo, oltre a società operanti in settori pubblici considerati strategici, per il sistema Paese, senza che i Governi succedutisi nel nostro Paese (in particolare quelli della presente Legislatura) abbiano posto in essere adeguati e rigorosi interventi volti a tutelare e salvaguardare gli interessi nazionali di rilevanza generale; l'interrogante al riguardo evidenzia come, tra il 2015 e il 2016, proprio la Francia ha effettuato operazioni di acquisizione di quote in Italia per 5 miliardi di euro, nei confronti di Telecom Italia e Mediaset; inoltre, come sin dal 2006, la stessa Francia abbia acquisito quote d'imprese italiane per circa 52 miliardi di euro, rilevando 185 aziende; così come anche l'alta finanza italiana è divenuta sempre più transalpina, considerato che Unicredit ha venduto, nel 2017 per poco meno di 4 miliardi di euro, la sua Pioneer (un'ottima società di gestione del risparmio con 200 miliardi di euro di proprietà italiana) alla francese Amundi; l'interrogante rileva altresì come nel settore del credito e della finanza non si riscontrano invece operazioni in direzione opposta, ovvero acquisizioni da parte di banche italiane in Francia (basti pensare alle operazioni BNL-BNP e Cariparma-Crédit agricole che oggi stanno generando buoni risultati sul territorio italiano da parte dei francesi, peraltro senza grandi sforzi finanziari); ulteriori criticità si rinvengono a parere dell'interrogante anche nella recente vendita della Borsa italiana ad Euronext (il gestore di mercato francese che rappresenterà la principale infrastruttura di mercato paneuropea con una capitalizzazione di mercato complessiva di 5,6 trilioni di euro e circa 1.890 società quotate), senza che il Governo italiano abbia attivato le procedure normative previste dal golden power , come invece avrebbe dovuto fare, considerati i rischi derivanti dalle conseguenze per la stabilità finanziaria e in particolare dei nostri titoli pubblici, si chiede di sapere: quali valutazioni il Governo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se, considerata l'importanza internazionale del trattato di cooperazione con la Francia per il nostro Paese, non ritenga opportuno informare il Parlamento nelle sedi competenti; se infine, in relazione alle osservazioni richiamate, che evidenziano un quadro negativo e penalizzante per il nostro Paese, non ritenga urgente e necessario intervenire anche in sede europea, al fine di sospendere ogni procedura legata al trattato tra Italia e Francia, considerati gli evidenti squilibri che verrebbero a determinarsi per il nostro Paese, in ambito nazionale ed europeo. Interrogazioni Atto n. 3-02834 MATRISCIANO NOCERINO ROMANO CATALFO GUIDOLIN ROMAGNOLI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: ai sensi del decreto legislativo n. 207 del 1996 è stato istituito l'indennizzo per la cessazione delle attività commerciali in crisi, che è stato, poi, più volte esteso e prorogato; la misura consiste in un indennizzo corrisposto mensilmente, pari al trattamento pensionistico minimo (l'importo per il 2019 è di circa 513 euro), in occasione della cessazione definitiva di specifiche attività commerciali in favore dei titolari o collaboratori di un'impresa commerciale in crisi i quali, costretti alla chiusura dell'attività, non risultino ancora in possesso dei requisiti anagrafici per il pensionamento di vecchiaia; ai sensi dell'art. 1, commi 283 e 284, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019), la misura è stata resa strutturale con decorrenza 1° gennaio 2019; considerato che: con la circolare n. 77 del 24 maggio 2019, l'INPS, nel fornire istruzioni e chiarimenti su quanto disposto ai sensi della citata legge n. 145 del 2018, ha incluso tra i requisiti per accedere al beneficio la cessazione dell'attività dopo il 1° gennaio 2019; la precedente proroga si era interrotta al 2016, erano rimasti dunque esclusi dal beneficio tutti coloro che avevano dovuto chiudere la propria attività commerciale tra il 2017 e il 2018, nonostante avessero contribuito al versamento della maggiorazione dello 0,09 per cento dell'aliquota contributiva; con l'articolo 11- ter del decreto-legge n. 101 del 2019, convertito dalla legge n. 128 del 2019, la possibilità di ricevere l'indennizzo economico è stata estesa anche a coloro che hanno cessato definitivamente la propria attività commerciale tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018; con circolare n. 4 del 13 gennaio 2020, l'INPS ha fornito chiarito che a partire dal 3 novembre 2019, data di entrata in vigore della citata legge n. 128 del 2019, possono presentare domanda di indennizzo, ai sensi della legge n. 145 del 2018 e successive modificazioni e integrazioni, anche i soggetti che abbiano cessato definitivamente l'attività commerciale dal 1° gennaio 2017 purché, al momento della domanda, siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 207 del 1996 e rinviando, per quanto riguarda requisiti, condizioni di accesso, modalità di presentazione della domanda, importo del trattamento ed incompatibilità, alle istruzioni già fornite con la circolare n. 77 del 2019; per una circoscritta platea di soggetti interessati questo significa che pur avendo essi conseguito i requisiti anagrafici nel 2017 ma avendo cessato l'attività lavorativa prima, ad esempio, nel 2016, sono comunque esclusi dal diritto all'indennizzo; l'indennizzo per cessazione definitiva di attività commerciale è una prestazione economica, cui tutti coloro che esercitano l'attività commerciale contribuiscono con il versamento di una maggiorazione, finalizzata ad accompagnare fino alla pensione di vecchiaia coloro che lasciano definitivamente l'attività; considerato altresì che della problematica è stato investito anche il Presidente del Consiglio dei ministri che si è impegnato a rappresentare al Ministro in indirizzo le criticità che questa categoria sta affrontando, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché siano stanziati, nel prossimo disegno di legge di bilancio, i fondi necessari a risolvere la problematica. Atto n. 3-02835 SICLARI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la località Cannitello di Villa San Giovanni (Reggio Calabria), a causa del fenomeno erosivo della costa, ma anche a causa di lavori di difesa della costa progettati o eseguiti male, si trova in elevatissimo rischio di catastrofe con il mare a ridosso delle abitazioni e quindi con gravissimo ed imminente pericolo per le persone e per le cose; durante la stagione invernale la zona è soggetta a violentissime mareggiate, come quella del 1981 che determinò la morte di 2 persone; l'intervento immediato, tempestivo e risolutivo del Governo per la messa in sicurezza dei residenti e dei caseggiati appare necessario, dovuto e improcrastinabile al fine di scongiurare tragedie; immediatamente dopo va predisposto un progetto in sinergia con gli enti competenti, Regione Calabria, Città metropolitana di Reggio Calabria e Comune di Villa San Giovanni, al fine di risolvere la problematica in maniera duratura, anche con la previsione di un'idonea struttura commissariale che agisca di fronte all'inerzia degli enti preposti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda predisporre ed attuare un intervento immediato, tempestivo e risolutivo per la messa in sicurezza dei residenti e dei caseggiati ed inoltre elaborare un progetto in sinergia con gli enti competenti, Regione Calabria, Città metropolitana di Reggio Calabria e Comune di Villa San Giovanni, al fine di risolvere la problematica in maniera duratura, anche con la previsione di un'idonea struttura commissariale che agisca di fronte all'inerzia degli enti preposti. Atto n. 3-02836 SICLARI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della transizione ecologica e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: in riferimento alla situazione di criticità derivante dall'attraversamento di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) da parte di mezzi pesanti, era stata emanata l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3296 del 19 giugno 2003, che prevedeva una serie di interventi, che però non hanno risolto l'emergenza che continua a permanere con grave danno alla salute dei cittadini villesi che sopportano i disagi del passaggio dal centro cittadino di circa 4 milioni di veicoli annui senza alcun indennizzo o vantaggio; da ultimo, con il trasferimento dei fondi residui al bilancio del Comune deve essere realizzato il "polmone di stoccaggio dei mezzi pesanti" nei pressi dello svincolo autostradale dell'autostrada A2, opera indispensabile per evitare, nel periodi di intenso afflusso, lo stazionamento di mezzi pesanti all'interno del territorio cittadino, e devono essere eseguiti i lavori per il completamento del parcheggio di via Mazzini destinato prevalentemente all'uso dei pendolari che attraversano lo stretto senza veicoli, nonché in presenza di economie all'installazione delle centraline per rilevare la qualità dell'aria; tuttavia, l'opera risolutiva della problematica sarebbe la realizzazione dei nuovi approdi a sud dell'attuale porto di Villa San Giovanni, così da consentire l'accesso al porto direttamente dalla bretella autostradale, unitamente ad una tassazione, a carico delle compagnie di navigazione, che "ristorasse" la popolazione residente della piccola cittadina di meno di 14.000 abitanti del passaggio di milioni di veicoli in termini di inquinamento ambientale, acustico ed atmosferico; tutto ciò in prospettiva della realizzazione del ponte sullo stretto; gli interventi, inseriti nel PNRR e quelli di dettaglio richiesti dall'Autorità di sistema portuale dello stretto di Messina, da ANAS e da FSI, si muovono in linea opposta, ritardando la realizzazione del polmone (ANAS, cui era stato affidato dal Comune l'incarico di progettazione e realizzazione fin dal marzo 2019, quindi oltre due anni senza alcun risultato), boicottando la realizzazione degli approdi a sud (Autorità di sistema portuale, che propende per la ristrutturazione dell'attuale porto con accesso sempre dal centro cittadino) ed impedendo lo sviluppo turistico della città (FSI che non rimuove i binari dismessi ed in disuso della ferrovia, non progetta lo spostamento a monte della ferrovia, impedendo l'accesso al mare per svariati chilometri di costa e comunque "allontanando" la città dal mare), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano predisporre ed attuare in tempi brevi gli interventi necessari a liberare la città di Villa San Giovanni dall'inquinamento ed a consentirne lo sviluppo della vocazione turistica, ed in particolare attraverso, nell'immediato, l'introduzione della tassa ambientale o ecologica legata al flusso veicolare da e per la Sicilia, la progettazione e realizzazione del polmone di stoccaggio dei mezzi pesanti, nel medio periodo, la progettazione e la realizzazione dei nuovi approdi a sud e nel medio-lungo periodo la progettazione e la realizzazione del ponte sullo stretto. Atto n. 3-02837 D'ARIENZO Al Ministro della salute Premesso che: presso l'ospedale di Borgo Trento (Verona) nel reparto di radioterapia oncologica, non sono ancora presenti gli ascensori, nonostante i lavori di ristrutturazione in corso di esecuzione da almeno 5 anni, il completamento di un piano con accettazione, sette ambulatori e il day hospital perfettamente arredati e funzionanti; ciò ne rende impossibile l'utilizzo per le ovvie difficoltà legate al trasporto dei pazienti; la realizzazione degli ascensori è prevista entro la fine del 2022, e ciò rende, di fatto, poco utilizzabili spazi di elevata qualità; premesso inoltre che: l'acquisto di un acceleratore ibrido (una risonanza magnetica accoppiata ad un acceleratore lineare), approvato dalla Regione nel mese di agosto 2020 con finanziamento dedicato di oltre 10 milioni euro, è stato sospeso, perché i luoghi dove era previsto che fosse installato sono stati destinati ad altro scopo; il mancato acquisto di questa apparecchiatura all'avanguardia da parte dell'ospedale di Verona (presente al momento solo presso gli ospedali "Gemelli" e "Negrar") renderà impossibile procedere a quelle cure altrimenti realizzabili fin dall'inizio del 2021; l'acceleratore è fondamentale per il trattamento delle neoplasie del pancreas, per il quale Verona rappresenta un'eccellenza a livello nazionale; premesso altresì che: a conoscenza dell'interrogante, risulta che la TC di simulazione (apparecchiatura fondamentale per la radioterapia), la cui gara è stata conclusa nel mese di ottobre 2020, non sia stata ancora installata e che non siano neanche iniziati i lavori di ristrutturazione degli ambienti nei quali sarà ospitata; attualmente, presso il reparto di radioterapia sono in funzione 4 acceleratori lineari di cui 2 molto datati (con età superiore ai 15 anni), ma, nonostante la loro sostituzione sia necessaria, non risulta alcuna richiesta presentata a tal fine alla Regione e, considerati i tempi necessari per fare la richiesta, per acquisto e per l'installazione, ciò rende certi almeno altri 3 o 4 anni di attesa prima di poter utilizzare un nuovo acceleratore, quando i "vecchi" acceleratori saranno ulteriormente datati; considerato che si registra una grave carenza di personale medico in grado di completare l'organico e garantire l'efficienza e la piena funzionalità di un reparto così importante, si chiede di sapere quali iniziative, nell'ambito delle sue competenze, il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire il funzionamento ottimale dell'ospedale di Borgo Trento. Atto n. 3-02838 LOREFICE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che da molti anni la gestione dei rifiuti in Sicilia vive nell'emergenza e la stessa Regione ha tra le più basse percentuali di raccolta differenziata in Italia. Per ovviare a questa situazione, il Governo regionale ha recentemente approvato il nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani in Sicilia, approvato con decreto presidenziale 12 marzo 2021, n. 8, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, supplemento ordinario del 9 aprile 2021. Esso prescrive che "la realizzazione di nuovi impianti non deve determinare impatti tali da provocare effetti negativi per la salute e per le componenti ambientali fondamentali, quali acqua, aria, suolo flora e fauna, tutelando il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, i territori agricoli, i sistemi idrici e le aree fragili"; considerato che: in contrada Timpazzo, all'interno del sito "Natura 2000" del territorio gelese, da circa 20 anni opera una discarica, nel tempo trasformata in piattaforma polifunzionale per il deposito e il trattamento dei rifiuti che, nel corso degli anni, ha subito numerosi interventi di ampliamento, ultimo dei quali autorizzato nel 2013 e sottoposto a diversi vincoli a seguito dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) regionale che lo ha autorizzato; recentemente la Regione, in palese violazione della normativa europea, pur accertando il mancato rispetto delle prescrizioni dell'AIA vigente da parte del gestore pubblico e ignorando il parere contrario del direttore della riserva naturale orientata "Biviere di Gela", quale soggetto pubblico deputato al rilascio dei pareri di legge per i progetti ricadenti nell'area, ha autorizzato una modifica sostanziale della discarica, consistente in un nuovo ampliamento dei volumi della stessa (più 700.000 metri cubi vasca E), con grave impatto sugli ecosistemi tutelati presenti nel sito e un altrettanto grave impatto sui cittadini dei comuni del comprensorio; nel medesimo parere l'ente gestore della riserva denunciava anche la violazione dell'articolo 5, comma 1, lett. k) , del decreto 17 ottobre 2007 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che prevede che nelle zone di protezione speciale (ZPS) è vietata la realizzazione di nuove discariche o nuovi impianti di trattamento e smaltimento di fanghi e rifiuti, nonché ampliamento di quelli esistenti in termini di superficie; tenuto conto che: la realizzazione originaria della discarica di Timpazzo e tutti i successivi ampliamenti con nuove installazioni impiantistiche risultano in contrasto con gli indirizzi strategici del piano di risanamento ambientale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 1995 (all. 1); detti ampliamenti e installazioni di impianti nel sito di Timpazzo risultano anche in contrasto con un altro strumento di pianificazione territoriale sovraordinato, in quanto previsto dalle direttive UE, ovvero il piano di gestione della rete Natura 2000 "Biviere Macconi di Gela", approvato dalla stessa Regione con decreto del direttore generale n. 465 del 31 maggio 2016; considerato che: la chiusura della discarica della Sicula trasporti a Lentini e le normative speciali dovute all'emergenza sanitaria da COVID-19 hanno fatto sì che la Regione autorizzasse un aumento della capacità di conferimento nella discarica di Timpazzo, la quale ha visto incrementare di oltre il 100 per cento la quantità di rifiuti ammissibili su base annua, passando dalle 450 tonnellate previgenti alle 950 attuali. Anche tale aumento si pone in aperto contrasto con la normativa speciale che consente un aumento massimo della capacità di stoccaggio massimo del 50 per cento, come specificato dalla circolare ministeriale recante "Criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell'emergenza COVID 19 del 27 marzo 2020"; a gestione dei rifiuti da parte della Regione si è dimostrata fallimentare sotto tutti i punti di vista, facendo emergere in maniera chiara la totale incapacità di programmazione e gestione dell'ordinario e costringendo la popolazione a vivere in uno stato di costante emergenza; rilevato che: già in anni passati nell'impianto sono state accertate a seguito di controlli delle autorità competenti numerose e ripetute violazioni delle prescrizioni per l'esercizio dell'impianto previste dall'AIA del 2013 con grave danno all'ambiente, ai cittadini gelesi e del comprensorio; l'ampliamento della discarica, inoltre, va a impattare su un territorio già profondamente colpito a livello ambientale dalla presenza del petrolchimico e segnato da una grave crisi economica dovuta alla mancata riconversione economica a seguito della chiusura degli impianti della raffineria di Gela, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; come intenda agire, nell'ambito delle proprie competenze, per evitare l'ampliamento della discarica sita in contrada Timpazzo e quindi la commissione di azioni palesemente in contrasto con le direttive UE in materia di economia circolare e di protezione della rete ecologica Natura 2000; se non ritenga opportuno attivarsi per assicurare la conservazione di un sito naturalistico di grande importanza per la flora e la fauna che ospita e nell'interesse dei cittadini. Atto n. 3-02840 BRUZZONE BORGHESI Ai Ministri della transizione ecologica e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la Lega per l'abolizione della caccia ha proposto il ricorso al TAR Lombardia su due atti inerenti al calendario venatorio regionale, richiamando i contenuti del parere ISPRA, di cui al prot. n. 18063 del 12 aprile 2021; il TAR Lombardia, con decreto del 21 settembre 2021, n. 00969/2021, ha sospeso in via cautelativa gli atti impugnati e di conseguenza sospeso l'esercizio dell'attività venatoria, sostenendo i motivi cautelari collegati al parere ISPRA per la parte inerente al prelievo venatorio nel mese di settembre; il parere dell'ISPRA appare, a giudizio degli interroganti, di contenuto più pretestuoso che scientifico; viene ad esempio dato parere favorevole al prelievo venatorio da appostamento di alcune specie, escludendo tuttavia da queste il tordo bottaccio, notoriamente in stato di buona salute e senza rischio di dipendenza dei nuovi nati dai genitori; la sospensione della caccia in Lombardia sta comportando gravi problemi di natura sociale, culturale ed anche economica nei confronti di una categoria, che in molte province si identifica con la storia e la tradizione del territorio, verso il quale compie una costante opera di tutela e di conservazione, si chiede di sapere quale sia la posizione dei Ministri in indirizzo in merito al parere espresso dall'ISPRA, il quale si pone in contrapposizione con i contenuti della legge n. 157 del 1992, per la parte relativa al periodo di caccia, e ai molteplici pareri scientifici prodotti da altri istituti riconosciuti, senza tener conto delle normali tempistiche delle fasi riproduttiva e post riproduttiva della specie tordo bottaccio e dell'evidente minimo disturbo alla fauna selvatica arrecato dalla caccia da appostamento. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02839 NATURALE MANTOVANI MARINELLO FERRARA LANZI L'ABBATE VANIN PAVANELLI DONNO AGOSTINELLI TRENTACOSTE GALLICCHIO LOREFICE PELLEGRINI Marco PRESUTTO Ai Ministri dello sviluppo economico e per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Premesso che: l'area geografica situata nella fascia occidentale della provincia di Foggia, i monti della Daunia, è costituita da una catena montuosa lungo l'orlo orientale dell'Appennino campano, che occupa circa il 31,6 per cento del territorio dell'intera provincia, nel quale sono dislocati 30 comuni di piccole dimensioni; in quest'ampia area montuosa, con pochi abitanti e un numero ridotto di attività economiche, catalogabile fra le aree interne, le infrastrutture per i servizi di telefonia (fissa e mobile), unitamente alla rete di connessione internet , attualmente non sono in grado di offrire una qualità di servizio sufficiente rispetto alle esigenze delle comunità, con inaccettabili e prolungate interruzioni dei servizi di telefonia e di connessione, nonostante in molti dei comuni dei monti Dauni è presente una rete di connessione a banda larga e ultra larga, realizzata dalla TIM, e in altre località è in fase di progettazione o di realizzazione la rete a banda ultra larga di proprietà pubblica, realizzata da Open Fiber; il piano nazionale per la banda ultra larga (modello a concessione) si propone di realizzare un'infrastruttura di rete, di proprietà pubblica, nelle cosiddette aree bianche o aree a fallimento di mercato che comprendono circa 7.000 comuni, nelle quali nessun operatore privato aveva manifestato, in sede di consultazione pubblica, interesse ad investire offrendo servizi di connettività; considerato che: Infratel Italia (Infrastrutture e telecomunicazioni per l'Italia S.p.A.) è una società in house del Ministero dello sviluppo economico e fa parte del gruppo Invitalia. Operativa dal 2005, è il soggetto attuatore dei piani banda larga e ultra larga del Governo; la società Open Fiber è aggiudicataria dei lavori di realizzazione della rete pubblica di banda ultra larga su tutto il territorio italiano compreso nelle "aree bianche", che dovrà manutenere in concessione per 20 anni; a più riprese e da diversi anni ormai le segnalazioni di malfunzionamento inviate da parte degli amministratori locali, sia agli operatori del settore presenti in loco , sia alle autorità pubbliche provinciali e regionali, non hanno ottenuto un sostanziale miglioramento dei servizi; dalla mappa sull'avanzamento dei lavori presente sul sito web banda ultra larga si apprende che l'area dei monti Dauni ha soltanto due comuni con lo stato di lavori in corso, mentre tutti gli altri, dove è previsto l'intervento di Open Fiber, vengono indicati ancora in fase di progettazione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della reale situazione in cui versano i comuni del territorio dei monti Dauni serviti da rete privata oppure facenti parte del piano nazionale per la banda ultra larga; se non ritengano di attivarsi in ogni sede, sia per accelerare le opere infrastrutturali non ancora completate, sia per stimolare TIM a fornire un servizio soddisfacente laddove è presente con la propria rete, onde creare condizioni favorevoli alla permanenza di cittadini nei comuni svantaggiati e fornire stimolo alla creazione di nuove attività di impresa, in coerenza con la strategia nazionale per le aree interne. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06047 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute Premesso che: l'interrogante, in data 7 luglio 2021, ha presentato l'atto di sindacato ispettivo 3-02677 sui casi di importazione di grano estero insalubre o avariato, svolto nella seduta dell'Assemblea dell'8 luglio 2021. In particolare, l'interrogazione evidenziava che una nave carica di grano duro canadese, una bulk carrier , denominata "Sumatra", battente bandiera portoghese, era arrivata a Ravenna dopo essere stata respinta dalle autorità dell'Algeria nel porto di Annaba per motivi sanitari; al suo interno sono stati trovati insetti, un odore sgradevole, infiltrazioni d'acqua e muffe; il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ha risposto di aver prontamente contattato gli Uffici di sanità marittima aerea e di frontiera (USMAF) di Ravenna, i quali hanno riferito che la motonave "Sumatra" era all'ormeggio in rada presso il porto di Ravenna e che gli uffici sanitari erano in stretto contatto con il responsabile antifrode della dogana per un aggiornamento continuo. Quindi la situazione rimaneva sotto controllo e non c'era alcuna autorizzazione allo sbarco; considerato che: l'interrogante si è recato più volte a Ravenna per accertarsi che non venisse sbarcato in Italia quel carico di grano marcio, rifiutato persino dall'Algeria, ed ha appreso che in data 30 luglio 2021 su richiesta della società Casillo Commodities Italia S.p.A. il posto di controllo frontaliero (PCF) di Ravenna (del Ministero della salute) ha autorizzato lo sbarco della merce dalla Sumatra. La merce è stata sbarcata in temporanea custodia presso i magazzini della Eurodocks Srl. In data 16 agosto 2021 la Capitaneria di porto di Ravenna ha disposto il sequestro conservativo della motonave. Essa è stata successivamente dissequestrata con provvedimento della Capitaneria di porto in data 19 agosto 2021; il 6 settembre la società Casillo Commodities Italia ha avanzato istanza di autotutela avverso il provvedimento adottato dal PCF di Ravenna, richiedendo in particolare il rilascio della certificazione sanitaria argomentando di aver proceduto all'adozione di un "trattamento speciale" consistente nella separazione fisica della parte di merce ritenuta contaminata da acqua marina, dal resto del carico, che sarebbe stato stoccato presso altro silos. In subordine l'importatore ha richiesto l'acquisizione dei rapporti di ispezione ed analisi condotti privatamente sulla partita dalla Inspectorate Italia S.r.l. o, alternativamente, l'effettuazione di un campionamento del lotto al fine di individuare il trattamento speciale più idoneo a consentire il consumo umano della merce; il 9 settembre parte della merce, originariamente in temporanea custodia (A3) è stata dichiarata in deposito doganale (IM7) sempre all'interno dei magazzini Eurodocks. Permangono viceversa in temporanea custodia 112.100 chili, che sarebbero corrispondenti alla parte di carico in stato avariato, si chiede di sapere: se il Ministro della salute voglia svolgere delle indagini più approfondite al fine appurare come mai il PCF di Ravenna, dopo avere negato l'ammissione all'importazione, abbia autorizzato lo sbarco della merce della motonave "Sumatra" su richiesta della società Casillo Commodities Italia, che ha persino avanzato istanza di autotutela avverso il provvedimento adottato dal PCF di Ravenna e come mai gli uffici sanitari abbiano autorizzato il passaggio di oltre 200.000 quintali al deposito doganale; se il Ministro delle politiche agricole, attraverso l'Ispettorato centrale repressione frodi, abbia predisposto tutti i controlli sanitari previsti di propria competenza. Atto n. 4-06048 ZAFFINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il gruppo siderurgico tedesco ThyssenKrupp ha ufficializzato con una nota sul proprio sito la vendita dell'acciaieria AST di Terni al gruppo italiano Arvedi; il polo di Terni dell'acciaio, con un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro nell'esercizio 2019-2020, impiega attualmente circa 2.300 dipendenti; il futuro di AST (Acciai speciali Terni) è una questione vitale, e non solo per Terni e l'Umbria, già fortemente colpite dalla crisi e dalla deindustrializzazione, per la cui salvaguardia questa trattativa rappresenta un tassello importante per la valorizzazione e il rilancio dell'acciaio italiano; considerato che: la tutela e lo sviluppo del settore siderurgico sono elementi imprescindibili per la ripartenza del nostro Paese; l' inox è un asset strategico su cui si è costruita la competitività del sistema industriale italiano in settori di straordinaria importanza per la produzione e l'occupazione del Paese; il 30 settembre 2021 scade l'accordo ponte firmato presso il Ministero dello sviluppo economico a dicembre 2020 dal management di AST, i sindacati nazionali e territoriali e i delegati delle rappresentanze sindacali unitarie di stabilimento; l'azienda aveva confermato per l'anno fiscale in corso almeno la produzione di un milione di tonnellate (addirittura superato) di acciaio fuso a garanzia degli assetti industriali e commerciali, il mantenimento dei livelli occupazionali, con l'aggiunta dei lavoratori somministrati usciti nel mese di giugno 2020, oltre ad una ventina di milioni di euro per gli investimenti, ma anche la fuoriuscita di 37 impiegati amministrativi, in modo volontario e con incentivi, si chiede di sapere: quali siano le azioni che verranno messe in campo dal Ministro in indirizzo per l'attuazione dei contenuti dell'accordo per il futuro prossimo e prima dell'annunciata vendita dello stabilimento ternano al gruppo Arvedi; quali siano i contenuti del piano industriale presentato dal gruppo Arvedi, anche considerato che il fabbisogno nazionale di acciaio inox è stimato maggiore del 40 per cento rispetto all'attuale produzione dell'unico stabilimento che lo produce che è appunto quello ternano; quali siano, quindi, le intenzioni del gruppo Arvedi anche riguardo al rilancio delle produzioni, inclusa quella annunciata tramite notizie di stampa, del lamierino magnetico, che da sola potrebbe avere importanti e positive ricadute occupazionali; se sia a conoscenza di quali saranno, in particolare, le novità che verranno introdotte nel ciclo produttivo a maggior tutela della compatibilità ambientale dello stabilimento con la città ed il comprensorio, e non ultime quelle per il riciclo delle scorie della produzione. Atto n. 4-06049 SANTANGELO FERRARA PAVANELLI VANIN CAMPAGNA LOREFICE TRENTACOSTE LEONE PRESUTTO MONTEVECCHI DONNO MARINELLO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'assistenza igienica personale rappresenta un servizio rivolto agli alunni, che frequentano le scuole di ogni ordine e grado, non autosufficienti sul piano motorio o insufficienti mentali che, per natura o gravità dell' handicap , subiscono una riduzione dell'autonomia personale, con particolare riferimento al soddisfacimento dei bisogni primari e al compimento degli atti elementari della vita; l'assistenza riconosciuta agli alunni con disabilità è un diritto e, in quanto tale, va garantito insieme a tutti gli altri supporti e sostegni dal primo all'ultimo giorno di scuola e con continuità per tutto l'orario scolastico, onde far fronte alle necessità legate all'assistenza di base, che possono presentarsi in qualunque momento durante le attività scolastiche; l'articolo 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante "Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", nel garantire nelle scuole di ogni ordine e grado l'attività di sostegno mediante l'assegnazione di docenti specializzati, conferma, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, l'obbligo degli enti locali di fornire l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali; a seguito del trasferimento di funzioni operato dall'articolo 139, comma 1, lett. c) , del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali), i servizi di supporto organizzativo (nei quali rientra anche l'assistenza educativa) del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio sono stati demandati alle Province, in relazione all'istruzione secondaria superiore, e ai Comuni, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola; con la riforma nel 2001 del titolo V della Costituzione, la materia è stata in larga misura assoggetta alla legislazione regionale. In particolare, si prevede la possibilità di ricondurre la regolamentazione delle attività di assistenza agli alunni con disabilità al comparto dei servizi sociali, di competenza residuale regionale. Nel delineato riparto di competenze, assume rilievo anche il ruolo dello Stato, in considerazione della finalità di assicurare il diritto allo studio ai soggetti con handicap e le relative implicazioni sull'organizzazione delle attività scolastiche, in virtù della potestà legislativa concorrente in materia di "istruzione", ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione; considerato che: in Sicilia il servizio di assistenza igienico-sanitaria specialistica è stato per anni fornito tramite personale OSA (operatori socio-assistenziali) e OSS (operatori socio-sanitari) in possesso di specifico attestato professionale. Solo di recente, a fronte del taglio dei finanziamenti regionali, esso è transitato nelle competenze del personale scolastico ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) già addetto al servizio di base e quindi non sempre in possesso di adeguata e idonea formazione necessaria per garantire una corretta assistenza ad alunni con patologie complesse e tra loro molto differenti; la delineata problematica interessa l'intera regione siciliana e coinvolge più di 2.000 operatori, oltre a tutti gli alunni disabili dell'isola. Emblematico, in tal senso, quanto avvenuto nel Comune di Trapani, che, anche per mezzo dei finanziamenti regionali, è stato in grado di offrire il servizio di assistenza specialistica igienico-sanitaria fino al mese di febbraio 2021, determinando a partire dal 1° marzo 2021 una brusca interruzione del servizio offerto, con conseguente pregiudizio per tutti gli alunni con disabilità ad anno scolastico in corso. Problematica che si è ripresentata alla ripresa dell'anno scolastico 2021/2022; sul tema si era espresso il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana, con parere n. 115 dell'8 maggio 2020, nel quale veniva richiamata la nota n. 1340 del 6 aprile 2020 dell'ufficio legislativo del Ministero dell'istruzione che, alla luce dell'art. 3, comma 2, lett. c) , del decreto legislativo n. 66 del 2017, non ha ritenuto che la competenza ad erogare il servizio di assistenza igienico-personale sia stata modificata dagli interventi normativi adottati dalla Regione Siciliana e che "permanga pertanto in capo allo Stato per il tramite dell'Amministrazione scolastica"; per contro, con un recente parere, adottato al fine di evitare eventuali o ulteriori dubbi e fornire indicazioni a tutti i dirigenti scolastici, l'ufficio scolastico regionale (USR) per la Sicilia, ufficio XI, ambito territoriale di Trapani ha affermato che "la competenza alla fornitura degli assistenti alla comunicazione e degli assistenti igienico-personali, è ancora in capo alla Regione e/o degli Enti locali, mentre, il Ministero dell'Istruzione attraverso la formazione dei Collaboratori scolastici deve fornire un'assistenza di base, tale intendendosi l'ausilio materiale agli alunni con disabilità all'interno della scuola, nell'accesso alle aree esterne alle strutture scolastiche e nell'uscita da esse, nonché le attività di cura alla persona, uso dei servizi igienici e igiene personale dell'alunno con disabilità, quindi, non per l'assistenza igienico-personale particolare (che resta appannaggio e di competenza dell'Ente locale). L'ambito di Trapani non ha, ad oggi (esattamente come gli altri Ambiti territoriali della Regione), ricevuto diverse istruzioni dal Ministero dell'Istruzione o dall'USR Sicilia: la competenza della fornitura degli assistenti alla comunicazione e degli assistenti igienico-personali è pertanto della Regione e delle Autonomie locali"; sulla medesima tematica il primo firmatario della presente interrogazione ha precedentemente presentato un atto di sindacato ispettivo al Ministro in indirizzo (4-05089), che ad oggi non ha ricevuto risposta, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda chiarire definitivamente i dubbi sulla competenza per quanto attiene all'erogazione del servizio di assistenza igienico-sanitaria; se intenda adottare, nel rispetto del riparto delle competenze legislative e amministrative previste dall'ordinamento, ogni misura necessaria a garantire la continuità del servizio di assistenza igienica personale offerto da personale specializzato OSA e OSS in Sicilia; quali iniziative intenda assumere al fine di superare le incertezze sull'attuale riparto di competenze e fornire una qualificata e uniforme erogazione del servizio di assistenza igienico-sanitaria che garantisca l'eguale trattamento degli alunni con disabilità nell'intero territorio nazionale. Atto n. 4-06050 SANTANGELO PIRRO PAVANELLI VANIN CAMPAGNA CROATTI DONNO MARINELLO TRENTACOSTE PRESUTTO Al Ministro della salute Premesso che: in data 21 settembre 2021 le condizioni di salute di Marika Galizia, 27enne arbitro di calcio, si sono aggravate durante il decorso del parto presso l'ospedale "San Paolo" di Savona, fino a causarne il decesso; il neonato è stato trasferito d'urgenza all'ospedale pediatrico "Gaslini" di Genova, in condizioni critiche. In una nota diramata dall'ospedale si parla di "un quadro di gravissima sofferenza da asfissia perinatale, assenza di attività cardiaca e respiratoria alla nascita. Il piccolo è intubato e sostenuto da un ventilatore meccanico" (agenzia "Ansa", 22 settembre); l'intera gestazione era stata condotta da Marika senza problemi di sorta, in ottime condizioni di salute. Niente poteva dunque far presagire le drammatiche complicazioni che hanno cagionato il decesso della donna e il ricovero del suo bambino in condizioni gravissime; quanto esposto trova altresì conferma in una nota ufficiale della ASL2 di Savona, secondo cui "La paziente è stata ricoverata in mattinata di ieri [21 settembre] per il parto al termine di una gravidanza nella norma, in salute e con tutti gli esami di routine regolari. Lo stato di salute della donna si è aggravato improvvisamente durante il decorso del parto ed è stato disposto l'immediato trasferimento in rianimazione. Il decesso è sopravvenuto durante la notte". La ASL ha aperto un'indagine interna per accertare la dinamica dei fatti, mentre la Procura ha disposto l'autopsia sul corpo della ragazza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda avvalersi dei propri poteri ispettivi e procedere ad effettuare tutte le opportune verifiche, al fine di determinare eventuali profili di responsabilità a seguito del tragico esito del parto della giovane Marika, che ne ha causato il decesso e il ricovero in condizioni gravissime del bimbo appena nato. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): 3-02834 della senatrice Matrisciano ed altri, sull'indennizzo per cessazione definitiva di attività commerciale; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02837 del senatore D'Arienzo, sulle misure per garantire il funzionamento dell'ospedale di Borgo Trento a Verona; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-02838 del senatore Lorefice, sulla discarica sita in contrada Timpazzo, nel territorio di Gela; 3-02840 dei senatori Bruzzone e Borghesi, sulla sospensione dell'esercizio dell'attività venatoria in Lombardia.