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Concessione di un contributo statale per il mantenimento del cimitero monumentale delle vittime del Vajont, in Longarone. Onorevoli Senatori. -- Il 9 ottobre del 1963, alle 22.39, dal versante settentrionale del monte Toc si staccò un'enorme frana, che scivolò rapidamente nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont. La massa della frana causò due onde gigantesche che distrussero paesi e frazioni della valle del Piave, coinvolgendo in particolare i comuni di Longarone, Castellavazzo, Erto e Casso. Il drammatico evento provocò in pochi minuti il sacrificio di bambini, donne ed uomini, quasi 2.000 persone, oltre alla totale cancellazione di un tessuto urbano, sociale, culturale ed economico. L'altissimo prezzo che la popolazione locale pagò al progresso e all'intera Nazione è oggi patrimonio dell'umanità; la tragedia, da privato dolore chiuso nel cuore dei sopravvissuti, è diventata, comunque a fatica, memoria collettiva, indispensabile affinché resti impressa nella coscienza di tutti i rappresentanti dello Stato e affinché le istituzioni non cadano più nell'aberrazione di anteporre le esigenze del profitto al valore della vita umana. Il cimitero delle vittime, situato a Fortogna di Longarone, realizzato i primi giorni dopo la tragedia del Vajont ed ampliato e ristrutturato circa una decina d'anni fa, è stato dichiarato il 2 ottobre 2003 monumento nazionale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi quale «luogo di memoria delle migliaia di vittime del disastro del Vajont che nella notte del 9 ottobre 1963 perirono incolpevoli -- affinché sia ricordato e affidato al rispetto della Nazione per il suo rilevante interesse sotto il profilo storico sociale». Il Cimitero monumentale è realizzato su due piani; il grande portale d'ingresso, a piano terra, accoglie un'interessante esposizione museale, all'interno di numerose teche sono esposti reperti di notevole rilievo, di proprietà del comune di Longarone, collezioni di oggettistica, di strumenti musicali, di orologi. Molteplici sono anche le opere donate da vari artisti che là trovano posto assieme alla carcassa di un'auto, ritrovata e ripulita, alcuni anni or sono, sul letto del fiume Piave. Attraverso due rampe di scale o un ascensore si accede al piano superiore, dove oltre alle numerose lastre in metallo, con riportati i 1.910 nomi delle vittime della tragedia, trova posto una mostra fotografica permanente con immagini che ricostruiscono l' iter di realizzazione del vecchio cimitero delle vittime, nei giorni post-disastro, fino all'ampliamento e realizzazione del sito attuale. All'esterno del portale, nella parte verde, dove sono locati i 1.910 cippi in marmo a memoria delle vittime, vi è anche il trittico scultoreo dell'artista bellunese Franco Fiabane, scomparso recentemente. Questa grande sezione del cimitero è sempre accessibile, attraverso dei cancelletti laterali all'edificio, ed i visitatori vi possono accedere in qualsiasi momento. Nei tempi appena successivi alla ristrutturazione del cimitero, si è reso necessario renderlo fruibile a tutti; sia alle persone del luogo che ai numerosi visitatori che raggiungono la cittadina per la visione dei luoghi della memoria del Vajont; è stata quindi siglata nel 2005 una convenzione tra l'amministrazione e l'Associazione pro loco Longarone, per garantire l'apertura del portale del cimitero nelle giornate festive, da parte dei volontari. È stato quindi istituito un calendario di aperture e, attraverso alcuni incontri formativi con la presenza delle associazioni Superstiti del Vajont, Sopravvissuti del Vajont e Informatori della Memoria, è stato costituito il gruppo di volontari «della memoria». Nel 2010 è stata rinnovata dall'amministrazione la convenzione, fino al 2014, che definiva un accordo di gestione tra il comune di Longarone e l'Associazione pro loco di Longarone. Quest'ultima, attraverso il coinvolgimento di tutti i sodalizi presenti nel territorio e di numerosi cittadini/volontari ha garantito il servizio che di anno in anno si è ampliato e qualificato ulteriormente. Dopo i primi anni di sperimentazione, in termini di orari e giornate di apertura, e monitorando gli ingressi e le richieste, il calendario delle aperture è ormai praticamente fisso; il servizio inizia con le festività pasquali e termina con il 2 novembre, per la commemorazione dei defunti. Le associazioni del territorio coinvolte nel progetto di gestione del cimitero attraverso i propri volontari hanno reso possibile in questi anni l'offerta di un servizio molto apprezzato dai molti cittadini che entrandovi desiderano rendere onore alle vittime del Vajont. Come rappresentante dei bellunesi ho chiesto, invano, più volte e a più governi, un gesto concreto a favore del comune di Longarone per contribuire alla gestione e al mantenimento di questo importante monumento nazionale che ricorda la più grande tragedia del dopoguerra, richiesta che non deve essere interpretata come un'elemosina bensì rappresentare il contributo dello Stato in primo luogo per rendere viva, attraverso il sacrario, la memoria dei morti e in secondo luogo un monito per tutte le istituzioni. Nel 2013, durante la celebrazione ufficiale per il 50º anniversario della tragedia, a parole, i rappresentanti delle istituzioni presenti, a partire dal Presidente del Senato Grasso e dall'allora Presidente del Consiglio Letta, avevano dato la loro disponibilità a reperire le risorse richieste che se pur veramente esigue non sono state trovate. Ho chiesto anche al Governo attuale il riconoscimento di un contributo annuale, presentando un emendamento alla legge di stabilità per il 2015 che non è stato assolutamente preso in considerazione. L'assenza e il silenzio delle istituzioni e in primis del Governo mi spinge a presentare un disegno di legge che riconosca il necessario contributo per conservare la dignità ed il rispetto dovuti al cimitero monumentale disponendo l'autorizzazione di una spesa annua di 50.000 euro che, pur se simbolica serve ad assicurare la memoria storica e il ricordo della catastrofe e ad onorare le 1.910 vittime innocenti. Nel 2014 le spese di gestione, di segreteria e di stampa brochure , sono state pari a poco meno di 38.000 euro, che sono però insufficienti ad offrire un servizio adeguato in quanto, come segnalato dall'Associazione, occorre prevedere ulteriori risorse per la manutenzione del computer per la ricerca della collocazione dei cippi, per rendere più efficiente il servizio di pulizie, per la riparazione delle abbondanti infiltrazioni d'acqua e per la sostituzione delle lampade d'illuminazione, nonché per la installazione di un impianto di riscaldamento che renderebbe più agevole l'apertura nel periodo primaverile e autunnale. Si stima, pertanto, un fabbisogno annuo intorno ai 50.000 euro. Per quanto premesso, l'articolato del presente disegno di legge prevede, in primo luogo, con l'articolo 1, comma 1, da parte dello Stato, l'erogazione al comune di Longarone di un contributo annuale di 50.000 euro a decorrere dall'anno 2015 con destinazione vincolata alla gestione e alla manutenzione del cimitero monumentale e individua, con il comma 2, le risorse finanziarie per la copertura degli oneri previsti dal presente disegno di legge nei fondi speciali di parte corrente del Ministero dell'economia e delle finanze.. 1 1 Al fine di garantire la gestione e la manutenzione del Cimitero monumentale delle vittime del Vajont è corrisposto, a decorrere dal 2015, al comune di Longarone (BL), un contributo annuo di euro 50.000. 2 All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, pari a euro 50.000 annui, a decorrere dal 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.