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Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana - Struttura organizzativa e composizione del collegio giudicante - Disomogeneità rispetto al consiglio di stato - Partecipazione di giudici “laici” designati in sede locale - Censure concernenti lo 'status' complessivo dei medesimi, e particolarmente il regime delle incompatibilità e la disciplina della 'vacatio' - Asserita lesione del principio di autonomia contenuto nello statuto speciale, ingiustificata differenziazione dell’organo giudicante e dell’esercizio della giurisdizione su di una parte del territorio nazionale, lesione del principio dell’unità dell’ordinamento giuridico, lamentata mancanza di indipendenza e imparzialità del giudice, lesione della riserva di legge statale per quanto riguarda l’ordinamento giudiziario e l’istituzione di sezioni specializzate, lesione dei principi della effettività della tutela giurisdizionale e del buon andamento delle attività pubbliche, violazione delle disposizioni transitorie in tema di revisione delle giurisdizioni speciali - Non fondatezza delle questioni.. La peculiare struttura e composizione del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, delineate dal decreto n. 373 del 2003, costituiscono espressione del principio di decentramento territoriale degli organi giurisdizionali centrali, sancito dall'art. 23 dello statuto speciale della Regione siciliana, senza che, in assenza di soluzioni organizzative prestabilite, il modello organizzativo siciliano basato sulla presenza, nell’organo di giustizia amministrativa, di membri “non togati” designati in sede locale appaia per ciò solo 'praeter o contra statutum', trattandosi evidentemente di un modello del tutto particolare fondato sulla “specialità” di alcuni statuti regionali i quali possono anche, nel campo dell’organizzazione giudiziaria, contenere norme a loro volta espressive di autonomia. Non sono pertanto fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 4, commi 1, lettera d), e 2, 6, comma 2, e 15, commi 1 e 2, del decreto legislativo 24 dicembre 2003, n. 373, nonché dell’art. 6 del d.l. n. 354 del 2003, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge n. 45 del 2004, sollevate in riferimento agli artt. 23 e 14, primo comma, dello statuto speciale della Regione siciliana ed agli artt. 102, primo comma, 108, 3, 24, primo comma, 113, primo comma, 5, 117, primo e secondo comma, lettera l), 120 e alla VI disposizione transitoria, primo comma, della Costituzione. – Sulla diversità di posizione, nell’ambito del collegio, tra membri togati e membri non togati, in ragione della temporaneità dell’incarico di questi ultimi, v. la citata sentenza n. 25/1976. – Sul rango primario delle norme di attuazione di statuti speciali e sulla loro natura di fonti a competenza "riservata e separata” rispetto a quella esercitabile dalle ordinarie leggi della Repubblica, v. le richiamate sentenze n. 353/2001, n. 213 e n. 137/1998, n. 85/1990 e n. 160/1985.