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Disposizioni in materia di ingresso e soggiorno per investitori finalizzato a sviluppare e rendere più competitivo il sistema Italia. Onorevoli Senatori . – I programmi di concessione del permesso di soggiorno tramite investimento sono previsti in diversi Paesi dell'Unione europea. Essi rappresentano una delle forme più efficaci per attrarre investimenti esteri diretti nel breve termine, nonché un'ottima opportunità per accrescere l'indotto derivante dalla presenza non occasionale dei cittadini stranieri nel medio-lungo termine. Il trend europeo della domanda di permessi di soggiorno tramite investimento è in forte crescita, ed è ragionevole desumere che la pandemia sia destinata a confermare se non addirittura ad aumentare tale tendenza. A causa della chiusura dei confini necessaria come strumento di contrasto alla pandemia da COVID-19, numerosi cittadini stranieri ( in primis americani, inglesi e australiani), che prima potevano far ingresso in Europa per motivi turistici senza richiedere il visto, adesso hanno compreso l'opportunità di dotarsi di un permesso di soggiorno che garantisca la possibilità di far ingresso e soggiornare in Europa. I dati disponibili fino al 2019 mostrano come la maggior parte degli investimenti legati ai permessi di soggiorno si sono concentrati in Portogallo (4.991 milioni di euro dal 2013 al 2019), Grecia (1.891 milioni di euro dal 2014 al 2019), Spagna (3.165 milioni di euro dal 2014 al 2019) e Regno Unito (6.313 milioni di euro dal 2010 al 2019). Sul tema, la disciplina attualmente prevista introdotta nel 2017 con il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, non è riuscita in questi primi anni di applicazione ad attrarre significativi investimenti. Intento non raggiunto neanche dalla novella del 2020, che ne ha parzialmente modificato l'impianto. Lo scarso successo applicativo del programma italiano sembra essere ascrivibile precipuamente alla tipologia e all'ammontare degli importi minimi degli investimenti qualificanti in Italia, che risultano essere più elevati di quelli di altri concorrenti europei. In negativo incide altresì la procedura di rilascio e di mantenimento del permesso di soggiorno italiano, più farraginosa e complessa se raffrontata con quelle previste negli altri Paesi europei. Ed è proprio l'aspetto comparativo con la normativa di altri Paesi europei che costituisce il presupposto per le modifiche contenute nel presente disegno di legge, con l'obiettivo di realizzare una legge moderna e efficiente che, pur salvaguardando la sicurezza dello Stato, sia in grado di eliminare i tanti vincoli burocratici che spesso scoraggiano gli investitori. Giova precisare, altresì, che alla luce del minore appeal in termini di investimento cui il Regno Unito rischia di dovere andare incontro a seguito della Brexit, è alta la probabilità che l'Italia, in virtù delle sue ineguagliabili eccellenze, possa assumere il ruolo di prima nazione europea per numero di investitori stranieri. Passando brevemente in rassegna l'elenco delle modifiche previste dal presente disegno di legge all'attuale disposto normativo di cui all'articolo 26- bis del citato testo unico sull'immigrazione, al comma 1, si prevede la modifica alla tipologia di investimenti ammissibili e la rimodulazione degli importi minimi dell'investimento. In particolare, tra le tipologie di investimenti ammissibili, oltre ai titoli di Stato, vengono introdotti anche i Piani individuali di risparmio con massimali ad hoc . Si prevede anche l'introduzione dell'investimento in immobili residenziali. La fattispecie rappresenta la tipologia di investimento scelto dal 95 per cento degli investitori in Portogallo e Grecia. Traendo lezione dall'esperienza lusitana, al fine di evitare distorsioni del mercato immobiliare e favorire l'investimento in aziende italiane, sono state previste delle soglie di investimento molto elevate (da euro 750.000,00 a euro 1.500.000,00), con investimenti limitati ad immobili classificati di lusso (categorie catastali A1-A8-A9). Come dinanzi anticipato, le ulteriori modifiche riguardano la modifica della durata del permesso del soggiorno e semplificazione della procedura. Per quanto attiene alle modifiche di semplificazione normativa, si prevede il rilascio di un permesso di soggiorno unico della durata di cinque anni. Attualmente la durata del permesso per investitori è di due anni, rinnovabile per ulteriori tre anni a condizione che venga mantenuto l'investimento. Al fine di garantire il controllo sul mantenimento dell'investimento è stato previsto che, decorsi ventiquattro mesi dal rilascio del primo permesso di soggiorno, l'investitore, mediante procedura completamente informatizzata, dimostri il mantenimento dell'investimento. In tal modo si semplifica la procedura a carico dell'investitore e si sgravano il Comitato Investor Visa e gli uffici immigrazione delle procedure e dei costi relativi all'estensione del nulla osta e del rinnovo dei permessi di soggiorno. Viene espressamente esclusa la possibilità di convertire il permesso di soggiorno per i primi anni anni, al fine di consentire alle imprese italiane di disporre dell'investimento per un periodo di medio termine. La normativa attuale consente all'investitore di dismettere l'investimento dopo soli due anni e convertire il permesso di soggiorno ad altro titolo. Un'altra rilevante modifica riguarda la disciplina del nulla osta, del visto e del permesso di soggiorno per i familiari dell'investitore. L'introduzione di questa previsione nasce dalla necessità di armonizzare la procedura per l'ottenimento del permesso di soggiorno per l'investitore con quella prevista per i suoi familiari. Il testo attualmente in vigore prevede una procedura binaria, semplificata per l'investitore e ordinaria per i familiari (a cui viene rilasciato un nulla osta e un permesso di soggiorno per motivi di famiglia). Tale discrasia rende vani i benefici previsti per la procedura semplificata a favore dell'investitore, essendo indubbio che il nucleo familiare si muoverà in maniera unitaria per richiedere sia il nulla osta che il permesso di soggiorno. Al fine di armonizzare la procedura, viene previsto che il Comitato Investor Visa rilasci il nulla osta per l'investitore e per i relativi familiari al seguito (oggi la competenza per il rilascio del nulla osta per i famigliari è di competenza delle singole prefetture, ed i termini per il rilascio sono di 180 giorni). Ad oggi, solo l'investitore è esentato dalla sottoscrizione dell'accordo di integrazione (e quindi dal test di lingua italiana) e dagli obblighi relativi alla continuità del soggiorno sul territorio nazionale. Tali obblighi, invece, rimangono a carico dei familiari, in quanto titolari di un permesso di soggiorno ordinario per motivi di famiglia. Anche in tal caso, pertanto, i benefici previsti per gli investitori risultano vanificati dalla circostanza che la disciplina speciale, a questi riservata, non sia applicabile ai loro familiari. Al fine di rendere effettivi i benefici previsti dalla disciplina relativa al permesso di soggiorno per investitori è stato previsto che tale permesso sia concesso anche ai familiari (come già avviene per i familiari del titolare di permesso di soggiorno per residenza elettiva). Viene inoltre introdotta la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno in favore dei figli con età inferiore a ventuno anni (oggi è diciotto anni), analogamente a quanto previsto per il permesso di soggiorno per residenza elettiva. Si prevede l'introduzione del domicilio digitale e l'eliminazione dell'obbligo di dimostrare la disponibilità di un alloggio fisico per tutta la durata del permesso di soggiorno (comma 5- quater dell'articolo 26- bis ) . La normativa attuale prevede l'esenzione, a carico dell'investitore, della continuità del soggiorno sul territorio nazionale. La norma, tuttavia, non è coordinata con l'impianto del citato testo unico sull'immigrazione, che prevede l'obbligo di disporre di un alloggio per tutta la durata del permesso di soggiorno. Un investitore, pertanto, pur non essendo tenuto a soggiornare continuativamente in Italia, è obbligato a sostenere i costi di un'abitazione locata solo per conservare il permesso di soggiorno. Tali elementi costituiscono non solo un forte disincentivo ad investire in Italia, ma anche un problema per la pubblica amministrazione che potrebbe avere difficoltà, ad esempio, a notificare presso un domicilio disabitato, provvedimenti o atti ai fini di una valida instaurazione del contradditorio. Il problema viene superato prevedendo la possibilità per l'investitore, in alternativa alla disponibilità di un alloggio fisico, di eleggere un domicilio digitale (PEC) – all'atto della richiesta del permesso di soggiorno – con la possibilità, per la pubblica amministrazione, di notificare al predetto indirizzo ogni comunicazione, anche ai fini della revoca del permesso di soggiorno (evitando così la possibilità di contenzioso strumentale derivante dalla mancata notifica dei provvedimenti). La novella apporta una decisa semplificazione alla documentazione finanziaria e un'agevolazione per il trasferimento in Italia dei fondi destinati all'investimento (comma 3- quater dell'articolo 26- bis ). Vengono semplificate le dichiarazioni richieste agli istituti esteri su cui sono detenuti i fondi destinati all'investimento, considerando che le attuali previsioni contenute nel manuale operativo dell' Investor Visa for Italy (pagina 13) prevedono l'espressa menzione di alcune raccomandazioni del Gruppo di azione finanziaria non applicabili nella maggior parte dei Paesi extraeuropei da cui provengono gli investitori. Preso atto dalla ritrosia degli istituti di credito italiani ad aprire un conto corrente ad un soggetto estero, magari proveniente da un Paese ad alto rischio di riciclaggio, per trasferire un importo rilevante solo per il tempo occorrente ad effettuare l'investimento, viene attribuito al nulla osta rilasciato dal Comitato Investor Visa for Italy il valore di certificazione della sussistenza di fattori di basso rischio di riciclaggio, con facoltà degli istituti di credito – in fase di apertura dei conti correnti – ad ottemperare agli obblighi di adeguata verifica in forma semplificata (limitatamente ai fondi da utilizzare per l'investimento). La proposta deriva dalla circostanza che il Comitato, che valuta le domande di nulla osta, è un organo amministrativo composto da sette componenti, tra cui rappresentanti del Ministero dell'interno, dell'Unità di informazione finanziaria per l'Italia, della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle entrate, che già di per sé effettuano una valutazione più che sufficiente del livello di rischio della domanda. Viene introdotta, inoltre, una procedura semplificata per il rilascio del permesso di soggiorno, che prevede un maggiore coordinamento tra il consolato competente per il rilascio del visto e l'ufficio immigrazione, al fine di ridurre il numero degli accessi che lo straniero deve effettuare presso gli uffici pubblici, al fine di completare la procedura per ottenere il permesso di soggiorno. La proposta nasce della circostanza che mediamente in Italia occorrono due o tre mesi (nella migliore delle ipotesi) per completare la procedura di concessione del permesso di soggiorno a fronte di tempi medi, in Portogallo e Grecia, di sette-quindici giorni. Nello specifico viene previsto un sistema coordinato tra la rappresentanza consolare e la questura competente, in base al quale la rappresentanza diplomatica, all'atto del rilascio del visto, raccoglie i dati biometrici dei richiedenti e li invia alla questura competente per il rilascio del permesso di soggiorno. L'investitore, per il tramite di un proprio delegato, deposita in questura i documenti occorrenti per il rilascio del permesso di soggiorno. La questura, valutata la documentazione, e sempre che non ricorrano motivi ostativi, invia il permesso di soggiorno in produzione. Una volta che il permesso è pronto, l'investitore entra in Italia con i familiari e si reca di persona in questura, dove, tramite comparazione dai dati biometrici, viene accertata l'identità del soggetto che ha richiesto il visto. Al termine di questa fase, il permesso di soggiorno viene attivato a consegnato all'investitore e ai suoi familiari. In tal modo l'investitore entra in Italia una sola volta per ritirare il permesso di soggiorno (pagina 20 del suddetto manuale operativo « rilascio del permesso di soggiorno »). L'impianto del presente disegno di legge, in sintesi, è finalizzato a consentire ai soggetti stranieri, in possesso dei requisiti previsti dalla legge e interessati ad investire in Italia, di trasferire agevolmente in Italia la provvista finanziaria per effettuare l'investimento e di completare la procedura per il rilascio del permesso di soggiorno in modo rapido e semplificato.. 1 (Modifiche al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'emigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di ingresso e soggiorno per investitori) 1 All'articolo 26- bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'emigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1: 1 alla lettera a) : 1.1) dopo le parole: « Governo italiano » sono inserite le seguenti: « o in Piani individuali di risparmio »; 1.2) le parole: « due anni » sono sostituite dalle seguenti: « cinque anni »; 2 alla lettera b) : 2.1) le parole: « euro 500.000 » sono sostituite dalle seguenti: « euro 400.000 »; 2.2) le parole: « euro 250.000 » sono sostituite dalle seguenti: « euro 200.000 »; 2.3) le parole: « due anni » sono sostituite dalle seguenti: « cinque anni »; 3 dopo la lettera b) è inserita la seguente: « b-bis) un investimento immobiliare avente ad oggetto l'acquisto di immobili di categoria catastale A/1, A/8 o A/9 di almeno euro 1.500.000 nelle aree metropolitane, euro 1.000.000 nei capoluoghi di provincia e nelle città con popolazione superiore a 25.000 abitanti e di euro 750.000 nelle città con meno di 25.000 abitanti. »; 4 alla lettera c) : 4.1) il numero 1) è sostituito dal seguente: « 1) dimostrano di essere titolari e beneficiari effettivi di una somma almeno pari all'importo dell'investimento o della donazione che intendono effettuare ai sensi delle lettere a) , b) o della presente lettera, importo che deve essere in ciascun caso disponibile e trasferibile in Italia »; 4.2) al numero 3), le parole: « proprio mantenimento » sono sostituite dalle seguenti: « mantenimento proprio e degli eventuali familiari di cui al comma 8 »; b al comma 2, dopo la lettera d) è inserita la seguente: « d-bis) copia del documento di viaggio degli eventuali familiari al seguito di cui al comma 8, in corso di validità, con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto. »; c al comma 3: 1 dopo le parole: « trasmette il nulla osta » sono inserite le seguenti: « in favore del richiedente e degli eventuali familiari di cui al comma 8 »; 2 dopo le parole: « ingresso per investitori » sono inserite le seguenti: « al richiedente e agli eventuali familiari di cui al comma 8 »; d dopo il comma 3 -ter , è inserito il seguente: « 3 - quater . Il nulla osta reca l'avvenuta attestazione della sussistenza di fattori di basso rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo relativamente alle somme oggetto dell'investimento, ed autorizza gli istituti bancari italiani e gli altri destinatari degli obblighi di adeguata verifica ad ottemperare ai relativi adempimenti in forma semplificata. »; e il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5 . Al titolare del visto per investitori e agli eventuali familiari di cui al comma 8 è rilasciato, mediante procedura da definire con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, un permesso di soggiorno quinquennale recante la dicitura “per investitori”, revocabile anche prima della scadenza quando l'autorità amministrativa individuata con il decreto di cui al comma 2 comunica alla questura che lo straniero non ha effettuato l'investimento o la donazione di cui al comma 1, entro tre mesi dalla data di ingresso in Italia, o ha dismesso l'investimento prima della scadenza del termine di cinque anni di cui al comma 1, lettere a) e b) , o non ha presentato domanda di verifica intermedia secondo le modalità e i termini di cui al comma 5 -bis . »; f il comma 5 -bis è sostituito dal seguente: « 5-bis. Entro i sessanta giorni successivi alla scadenza del biennio decorrente dalla data di rilascio del permesso di soggiorno il titolare del permesso di soggiorno per investitori è tenuto a sottoporsi alla verifica intermedia di mantenimento dell'investimento mediante procedura da definire con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. La mancata presentazione della domanda di verifica intermedia comporta la revoca automatica del permesso di soggiorno. »; g dopo il comma 5 -bis sono inseriti i seguenti: « 5 -ter . I soggetti titolari del permesso di soggiorno per investitori esercitano gli stessi diritti inerenti al permesso di soggiorno per lavoro autonomo di cui all'articolo 26, sono esonerati dalla verifica della condizione di reciprocità di cui all'articolo 16 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile e, per la durata complessiva di cinque anni a decorrere dal primo rilascio, sono esonerati dall'obbligo della sottoscrizione dell'accordo di integrazione di cui all'articolo 4 -bis e dagli obblighi inerenti alla continuità del soggiorno in Italia previsti dal regolamento di attuazione. L'esonero relativo all'obbligo di sottoscrizione dell'accordo di integrazione di cui all'art. 4 -bis e dagli obblighi inerenti alla continuità del soggiorno in Italia previsti dal regolamento di attuazione sono estesi anche ai familiari di cui al comma 8. 5 -quater . Il soggetto titolare di permesso di soggiorno per investitori è altresì esonerato dall'obbligo della disponibilità di un alloggio, per sé e per i propri familiari, per tutta la durata del permesso di soggiorno a condizione che elegga, in fase di richiesta del permesso di soggiorno, un domicilio digitale (PEC) per sé e per i propri familiari maggiorenni. Qualsiasi provvedimento relativo al permesso di soggiorno, inclusi quelli di revoca o di avvio al procedimento volto alla revoca, vengono notificati all'interessato esclusivamente al domicilio digitale eletto. »; h al comma 6: 1 alle parole: « Il permesso di soggiorno per investitori » sono premesse le seguenti: « Alla data di scadenza, »; 2 le parole: « tre anni », sono sostituite dalle seguenti: « cinque anni »; i dopo il comma 6, sono inseriti i seguenti: « 6 -bis . Alla data di scadenza, il permesso di soggiorno per investitori è altresì convertibile, ove ne sussistano i requisiti, in un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero in altro permesso di soggiorno. 6 -ter . In nessun caso il permesso di soggiorno per investitore può essere convertito in altra tipologia di permesso prima che siano decorsi cinque anni dalla data di ingresso in Italia. »; l il comma 8 è sostituito dal seguente: « 8 . I familiari per i quali è possibile richiedere il visto e il permesso di soggiorno per investitori sono quelli indicati nell'articolo 29, comma 1. »; 2 All'articolo 29, comma 1, lettera b) , del citato testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo le parole: « figli minori » sono inserite le seguenti: « di anni 21 ». 2 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Le disposizioni contenute nella presente legge sono attuate nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .