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Art. 8 1. Se in seguito all'effettuazione del piano di autocontrollo di cui all'articolo 4 sono isolate e identificate salmonelle diverse dalla salmonella enteritidis e dalla salmonella typhimurium il proprietario o il responsabile dello stabilimento segnala tale presenza al servizio veterinario dell'azienda unità sanitaria locale. 2. A seguito della segnalazione di cui al comma 1 il servizio veterinario dell'azienda unità sanitaria locale competente provvede a effettuare un'indagine epidemiologica e a verificare in particolare presso l'impianto in cui è stato effettuato il campionamento i requisiti delle strutture, l'applicazione delle misure igieniche e le modalità di funzionamento dello stesso. L'azienda unità sanitaria locale provvede altresì a rapportarsi, per gli opportuni interventi, con le aziende unità sanitarie locali competenti sugli impianti eventualmente collegati epidemiologicamente. 3. Il servizio veterinario dell'azienda unità sanitaria locale provvede ad evidenziare al responsabile o proprietario dello stabilimento i protocolli di buona tecnica di allevamento e gestione degli incubatoi, con particolare riferimento alle strutture, al funzionamento, al personale e alle disinfezioni, disinfestazioni e derattizzazioni, indicati nell'allegato II, capitolo II, del decreto del presidente della Repubblica 3 marzo 1993, n. 587. 4. L'azienda unità sanitaria locale informa la regione, che a sua volta informa il Ministero, delle risultanze delle indagini di cui al precedente comma 2. Nota all' art. 8: - L'allegato II, capitolo II del decreto del Presidente della Repubblica 3 marzo 1993, n. 587 è il seguente: "Capitolo II Impianti e funzionamento A. Stabilimenti di selezione, di moltiplicazione e d'allevamento. 1. Impianti: a) l'ubicazione e la disposizione degli impianti devono addirsi al tipo di produzione e impedire l'introduzione delle malattie o garantirne il controllo qualora si manifestassero. Se gli stabilimenti ospitano più specie di volatili, tali specie devono essere nettamente separate; b) gli impianti devono garantire buone condizioni di igiene e permettere l'effettuazione di controllo sanitario; c) le attrezzature devono essere idonee al tipo di produzione praticato e consentire la pulizia e la disinfezione degli impianti e dei mezzi di trasporto del pollame e delle uova nel luogo più appropriato. 2. Governo dell'allevamento: a) la tecnica di allevamento sarà fondata per quanto possibile sui principi dell'allevamento protetto e del "tutto dentro tutto fuori". Tra una partita e l'altra si procede alla pulizia e alla disinfezione e si pratica il "vuoto sanitario"; b) gli stabilimenti di selezione o di moltiplicazione e di allevamento devono contenere soltanto pollame proveniente: dallo stabilimento stesso, e/o da altri stabilimenti d'allevamento, di selezione o di moltiplicazione della Comunità parimenti riconosciuti in conformità dell'art. 6, comma 1, n. 1; da importazioni da paesi terzi effettuate conformemente alla presente direttiva; c) le norme di igiene sono adottate dalla direzione dello stabilimento; il personale deve indossare abiti da lavoro e i visitatori vestiti protettivi; d) i fabbricati, i recinti e le attrezzature devono essere sempre in buono stato di manutenzione; e) le uova sono raccolte più volte al giorno; esse devono essere pulite e disinfettate con la massima sollecitudine; f) il gestore dichiara al veterinario abilitato ogni variazione delle prestazioni zootecniche o qualsiasi altro sintomo che possa destare il sospetto di una malattia contagiosa del pollame. Non appena vi sia un sospetto il veterinario abilitato in via ad un laboratorio riconosciuto i prelievi necessari per la formulazione o la conferma della diagnosi; g) per ciascun branco viene tenuto un registro d'allevamento, schedario o supporto informatico da conversare per almeno due anni dopo l'eliminazione dei branchi in cui sono indicati: le entrate e le uscite di volatili; le prestazioni produttive zootecniche; la morbilità e la mortalità, precisando le relative cause; gli esami di laboratorio effettuati e il loro esito; la provenienza del pollame; la destinazione delle uova; h) in caso di malattia contagiosa del pollame, l'esito degli esami di laboratorio deve essere comunicato immediatamente al veterinario abilitato. B. Incubatoi. 1. Impianti: a) tra l'incubatoio e gli impianti d'allevamento deve esserci una separazione fisica e funzionale. La disposizione dei reparti permetterà di separare i vari settori: magazzinaggio e classificazione delle uova; disinfezione; preincubazione; schiusa; preparazione e condizionamento delle spedizioni; b) i fabbricati devono essere protetti dai roditori e dagli uccelli provenienti dall'esterno, i pavimenti e i muri devono essere in materiali, impermeabili e lavabili; le condizioni di illuminazione naturale o artificiale e i sistemi di regolazione dell'aria e della temperatura devono essere idonei; occorre prevedere l'eliminazione igienica dei residui (uova e pulcini); c) le attrezzature devono avere pareti lisce e stagne. 2. Funzionamento: a) il funzionamento è fondato sul principio della circolazione a senso unico delle uova, delle attrezzature in servizio e del personale; b) le uova da cova devono provenire: da stabilimenti di selezione o di moltiplicazione della Comunità riconosciuti in conformità dell'art. 6, comma 1, lettera a), numero 1; da importazioni da paesi terzi effettuate in conformità della presente direttiva; c) le norme di igiene sono adottate dalla direzione dello stabilimento; il personale deve indossare abiti da lavoro e i visitatori vestiti protettivi; d) i fabbricati e le attrezzature devono essere sempre in buono stato di manutenzione; e) le operazioni di disinfezione riguardano: le uova, dal momento dell'arrivo al processo di incubazione; gli incubatoi, regolarmente; i reparti di schiusa e le attrezzature, dopo ogni schiusa; f) un programma di controllo della qualità microbiologica consentirà di valutare lo stato sanitario dell'incubatoio; g) il gestore dichiara al veterinario abilitato ogni variazione delle prestazioni zootecniche o qualsiasi altro sintomo che possa destare il sospetto di una malattia contagiosa del pollame. Non appena ci sia un sospetto di malattia contagiosa il veterinario abilitato invia ad un laboratorio riconosciuto i prelievi necessari per la formulazione o la conferma della diagnosi ed informa l'autorità veterinaria competente che decide quali misure appropriate prendere; h) in un registro d'incubatorio, schedario o supporto informatico conservato per almeno due anni sono indicati, possibilmente per branco: la provenienza delle uova e la data d'arrivo; i risultati della schiusa; le anomalie constatate; gli esami di laboratorio effettuati e il loro esito; gli eventuali programmi di vaccinazione; il numero e la destinazione delle uova incubate non schiuse; la destinazione dei pulcini di un giorno; i) in caso di malattia contagiosa del pollame, l'esito degli esami di laboratorio deve essere comunicato immediatamente al veterinario abilitato.".