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Art. 5 Attività di controllo 1. Per i depositi fiscali muniti dell'autorizzazione prevista dall'articolo 3, comma 3, l'Ufficio delle dogane territorialmente competente esegue controlli periodici mediante interventi diretti, per accertarsi della regolarità delle operazioni di rilevanza fiscale e dell'esattezza dei dati forniti dagli strumenti automatici di misura, tenendo conto dei limiti di incertezze di misura previsti. 2. Per i depositi di cui al comma 1 che dispongano di idonei sistemi per la rilevazione automatica a distanza delle quantità di materie prime o semilavorati introdotte o di prodotti finiti estratti, della densità dei prodotti finiti contenuti nell'intero parco serbatoi, o per il prelievo automatico dei campioni di prodotti estratti, nonché di ulteriori sistemi automatizzati di controllo, l'Agenzia delle dogane adotta forme semplificate di controllo. 3. In presenza di irregolarità rilevate ai sensi dei commi 1 e 2, o nel caso di mancato rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 4 o delle istruzioni impartite ai sensi dell'articolo 2, comma 2, l'Ufficio delle dogane territorialmente competente procede alla revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 3, comma 3, fatta salva la possibilità di valutare distintamente le singole fattispecie in ragione della comprovata buona fede del depositario autorizzato. 4. Il Corpo della guardia di finanza, nel rispetto delle disposizioni stabilite dall'articolo 18 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, esercita le funzioni di vigilanza di competenza, accedendo, se ritenuto necessario, ai dati di cui all'articolo 1. 5. Per i depositi fiscali di produzione muniti dell'autorizzazione prevista dall'articolo 3, comma 3, l'Ufficio delle dogane territorialmente competente esegue altresì controlli periodici mediante il prelievo di campioni di prodotti estratti, tesi all'accertamento di cui all'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66. Note all'art. 5: - Si riporta il testo dell'art. 8 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66 (Attuazione della direttiva 2003/17/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. «Art. 8 (Accertamenti sulla conformità dei combustibili). - 1. L'accertamento delle infrazioni di cui all'art. 9, commi 1 e 2, è effettuato, ai sensi degli articoli 13 e seguenti della legge 24 novembre 1981, n. 689, anche avvalendosi dei poteri previsti dall'art. 18 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, dagli uffici dell'Agenzia delle dogane competenti per territorio e dal Corpo della guardia di finanza. 2. Relativamente ai depositi fiscali, gli uffici dell'Agenzia delle dogane effettuano gli accertamenti di cui al comma 1 su un numero annuo complessivo di campioni stabilito ai sensi dell'Allegato IV. 3. Ai fini degli accertamenti di cui al comma 1 il prelievo dei campioni di combustibili si effettua: a) per quanto concerne i depositi fiscali, sui combustibili immagazzinati nel serbatoio in cui gli stessi sono sottoposti ad accertamento volto a verificarne la quantità e le qualità, ai fini della classificazione fiscale; b) per quanto concerne i depositi commerciali, sui combustibili immagazzinati nel serbatoio del deposito; c) per quanto concerne gli impianti di distribuzione, sui combustibili erogati dalle pompe di distribuzione. 4. Gli accertamenti di cui ai commi 1, 2 e 3 sono effettuati sulla base dei metodi di prova e nel rispetto delle modalità operative stabiliti dall'Allegato V. Non si applica quanto previsto dall'art. 15 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 5. Gli uffici dell'Agenzia delle dogane competenti per territorio ed il Corpo della guardia di finanza provvedono altresì all'accertamento delle infrazioni di cui all'art. 9, comma 4. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio trasmette a tali organi i piani approvati con le modalità previste dall'Allegato III o adottati ai sensi dell'art. 9, comma 3.».