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Regione marche - Impianti fissi di radiocomunicazione - Disciplina regionale - Determinazione, con atto della giunta regionale, delle distanze minime da alcune categorie di edifici o aree - Ricorso governativo - Contrasto con il principio di legalità sostanziale, con eccesso dai limiti della competenza regionale - Illegittimità costituzionale.. E' costituzionalmente illegittimo, per contrasto con l'art. 117, secondo commma, lettera s) e terzo comma, della Costituzione, l'art. 7, comma 3, della legge della Regione Marche 13 novembre 2001, n. 25, che demanda a un atto della Giunta regionale la determinazione delle distanze minime, da rispettare nell'installazione degli impianti fissi di radiocomunicazione, dal perimetro esterno di edifici «destinati ad abitazioni, a luoghi di lavoro o ad attività diverse da quelle specificamente connesse all'esercizio degli impianti stessi», di ospedali, case di cura e di riposo, edifici adibiti al culto, scuole ed asili nido, nonché di immobili vincolati ai sensi della legislazione sui beni storico-artistici o individuati come edifici di pregio storico-architettonico, di parchi pubblici, parchi gioco, aree verdi attrezzate ed impianti sportivi. Infatti, la totale libertà attribuita alla Giunta ai fini della determinazione delle distanze minime, e la genericità ed eterogeneità delle categorie di aree e di edifici rispetto a cui il vincolo di distanza minima viene previsto, configurano non già un quadro di prescrizioni o 'standard' urbanistici, bensì un potere amministrativo in contrasto con il principio di legalità sostanziale e tale da poter pregiudicare l'interesse, protetto dalla legislazione nazionale, alla realizzazione delle reti di telecomunicazione.