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Istituzione dell'insegnamento di storia e civiltà del vino. Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge in oggetto è finalizzato all'introduzione dell'insegnamento obbligatorio di una nuova disciplina denominata «Storia e civiltà del vino» nelle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado. Il vino è un componente essenziale della civiltà mediterranea, attraverso e mediante il quale si sono costruiti identità, culture e rapporti tra i popoli stessi. Le radici della nostra storia, infatti, si intrecciano in modo incredibile con il vino, tanto da poter in molte occasioni riferire dell'una parlando dell'altro. Questo intreccio è possibile rinvenirlo a partire dalla difficoltà che si incontra nel risalire all'origine dell'etimo stesso del lemma VINO. Una difficoltà dovuta alle numerose attribuzioni che vanno dal sanscrito al greco, fino a vedere radici semitiche, giustificando de facto questa naturale condivisione di quello che resta un elemento comune a tutti questi popoli. Mediante la narrazione e la conoscenza dell'utilizzo di questa bevanda nei secoli è possibile ripercorrere gli aspetti e le tappe fondanti della nostra identità. Dalle sue origini nella mitologia greca e romana, all'interessante compito ad esso attribuito di infondere coraggio negli Spartani per vincere le guerre, il vino diventa accompagnatore e viatico ufficiale dei filosofi durante i simposi nei loro viaggi verso la verità. Ma il suo utilizzo conosce soprattutto i paramenti e le vesti del sacro e del rito, come accadeva con i sacerdoti nell'Antica Grecia e poi a Roma, dove, dai rituali dei templi pagani, si trasforma, con il Cristianesimo, che lo vuole addirittura oggetto del primo miracolo di Cristo alle nozze di Cana e dell'ultimo atto dell'incarnazione di Cristo, con l'Ultima Cena, in elemento comprimario e centrale nell'Eucaristia. Nei secoli della nostra storia, nel bene come nel male, il vino sembra vestire addirittura più influenza di qualunque altra sostanza a cui forse solo i cereali e l'olio si possono paragonare. L'Italia del vino, che gli antichi greci chiamavano Enotria Tellus (terra del vino, appunto) è una fotografia culturale, economica e sociale che lascia senza fiato: una sconfinata distesa di viti che dalle Alpi arriva al Sud e alle Isole. Colline, montagne, mare: il paesaggio italiano in tutte le sue declinazioni, è stato disegnato dalla vite, dalla sua coltivazione, dalla sua diffusione (cito le Georgiche di Virgilio, solo per esempio). In ogni regione del nostro Paese si coltiva, da sempre, la vite; ogni regione possiede infatti varietà differenti di vitigni autoctoni: tantissime varietà di uve, millenarie tradizioni culturali e produttive, e una immensa produzione enologica costituiscono un patrimonio unico al mondo. L'Italia è tra i maggiori produttori al mondo di vino ed è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall'Unione europea. Una indicazione della grande qualità delle nostre produzioni e del legame tra le eccellenze del Made in Italy agroalimentare e i territori di origine delle produzioni. Sono ben 523 i vini DOCG, DOC, IGT prodotti nel nostro Paese. L'Italia della vite e del vino è una miniera: per la presenza di centinaia di differenti vitigni autoctoni che costituiscono il cuore di una biodiversità unica al mondo e per i vigneti storici, monumenti naturali, culturali e paesaggistici: un patrimonio inestimabile, ampelografico e paesaggistico, che ha scritto la storia delle nostre comunità, dei borghi, dei centri agricoli ad essi legati e che può senza dubbio costituire la chiave di volta per il futuro delle nuove generazioni. La vitivinicoltura è fonte di lavoro, occupazione e reddito e, pur appartenendo alle nostre antiche radici identitarie, si presta in modo mirabile alla innovazione e a svolgere la funzione di potente fonte di investimento per le giovani generazioni. Alla luce di tali significativi elementi e risvolti, nasce la volontà di inserire nei programmi scolastici quella che è una genuina e profonda riflessione su un elemento fondante della nostra storia, del nostro carattere, del nostro rapporto con la natura, nonché del nostro futuro, contribuendo con ciò a rendere ancora più attuale e appassionante una delle produzioni più nobili del nostro Paese. Il presente disegno di legge si compone di 6 articoli. L'articolo 1 istituisce l'insegnamento obbligatorio della materia «Storia e civiltà del vino» nelle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado, stabilendo la frequenza di almeno un'ora a settimana nell'ambito dell'orario scolastico adottato ai sensi della normativa vigente. L'articolo 2 definisce l'individuazione dei docenti abilitati all'insegnamento di tale materia. Al comma 2 infatti viene fatto esplicito rinvio al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con il quale sono stabiliti i criteri per la partecipazione ai corsi. L'articolo 3 stabilisce che entro sei mesi dall'approvazione del presente disegno di legge il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca avvia un progetto di corsi di qualificazione professionali al fine di fornire ai docenti le informazioni e le conoscenze necessarie allo svolgimento dell'insegnamento di storia e civiltà del vino. L'articolo 4 dispone che i programmi didattici dell'insegnamento di storia e civiltà del vino sono stabiliti da un'apposita commissione, istituita con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, entro sei mesi dall'approvazione del disegno di legge, stabilendo anche alcune tematiche fondamentali. L'articolo 5 fissa il tetto della copertura finanziaria nel limite di 12,4 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018. L'articolo 6 esplicita le disposizioni relative all'entrata in vigore del presente disegno di legge.. 1 (Istituzione dell'insegnamento di storiae civiltà del vino) 1 Nelle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado, è istituito l'insegnamento obbligatorio di una disciplina denominata «storia e civiltà del vino». 2 All'insegnamento di storia e civiltà del vino è destinata almeno un'ora a settimana, individuata nell'ambito dell'orario settimanale fissato ai sensi della normativa vigente. 3 Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca definisce con regolamento l'articolazione nei programmi annuali dell'insegnamento della disciplina, che si esaurisce entro il primo biennio della secondaria di secondo grado, tranne che per istituti specifici per i quali può costituire disciplina di specializzazione. 2 (Docenti incaricati e criteri per l'accesso all'insegnamento) 1 Nelle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado, l'insegnamento di storia e civiltà del vino è affidato agli insegnanti di classe che hanno partecipato ai corsi di cui all'articolo 3. 2 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto, stabilisce i criteri per la partecipazione ai corsi di cui all'articolo 3, nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 3 (Corsi di formazione e di aggiornamentodegli insegnanti) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca approva e rende esecutivo un progetto di corsi di qualificazione professionali, della durata di sei mesi, al fine di fornire ai docenti di cui all'articolo 2 le informazioni e le conoscenze necessarie allo svolgimento dell'insegnamento di storia e civiltà del vino. 2 Il personale interessato ai corsi di cui al comma 1 è esonerato dal servizio per tutto il periodo di durata degli stessi. 3 Per la formazione dei nuovi docenti il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con le università, inserisce l'insegnamento di storia e civiltà del vino nei programmi dei corsi di abilitazione all'insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, in ottemperanza alle finalità della presente legge. 4 (Programmi di insegnamento) 1 I programmi didattici dell'insegnamento di storia e civiltà del vino sono stabiliti da un'apposita commissione, istituita con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca entro sei mesi dalla data in vigore della presente legge. 2 I programmi di cui al comma 1 assicurano la trattazione delle seguenti tematiche: a genesi, mitologia, storia e metastoria del vino nella cultura euro-mediterranea; b geografia italiana dei vitigni autoctoni e alloctoni e dei vini derivati; c coltura della vite, valutazione delle uve e processo di produzione del vino; d vino e suoi derivati nel passato, nel presente e nel futuro. 3 I docenti abilitati all'insegnamento ai sensi dell'articolo 2 si attivano al fine di istituire idonei percorsi interdisciplinari e di incentivare i rapporti con le organizzazioni locali, nazionali e internazionali che si occupano delle tematiche relative all'insegnamento di storia e civiltà del vino. 5 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 12,4 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 6 (Entrata in vigore) 1 Le disposizioni della presente legge entrano in vigore a decorrere dall'anno scolastico successivo a quello dell'attivazione del primo corso di formazione professionale di cui all'articolo 3, commi 1 e 3.