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Parlamento - Immunità parlamentari - Giudizio civile di appello per risarcimento danni, a seguito di dichiarazioni di un parlamentare ritenute diffamatorie - Deliberazione di insindacabilità della camera di appartenenza - Ricorsi della corte di appello di roma per conflitto di attribuzione - Sopravvenuto annullamento della deliberazione parlamentare contestata, in relazione a conflitti sollevati da altra autorità giudiziaria - Cessazione della materia del contendere.. E' cessata la materia del contendere in relazione ai giudizi per conflitto di attribuzione proposti dalla Corte d'appello di Roma a seguito della deliberazione della Camera dei deputati del 17 novembre 1999, con la quale è stato affermato che le dichiarazioni rese nel corso di trasmissioni televisive e rilasciate ad una agenzia di stampa da un proprio componente - per le quali è in corso giudizio civile per risarcimento del danno - costituiscono opinioni espresse in qualità di membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, con conseguente insindacabilità a norma dell'art. 68, primo comma, della Costituzione. Non v'è infatti luogo per una pronuncia sulla spettanza del potere contestato e sulla legittimità della deliberazione della Camera che ha dato luogo ai due conflitti (trattati unitariamente dalla stessa Camera, data l'identità di contenuto, in ipotesi, diffamatorio), poiché l'atto di cui è questione è venuto meno essendo stato annullato con la sentenza n. 448/2002, la quale ha risolto, a favore dell'Autorità giudiziaria, due conflitti sollevati dal Tribunale di Caltanissetta nei confronti della Camera dei deputati.