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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 29 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 12,25. IN SEDE REDIGENTE Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso DDL 510 Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione sospesa nella seduta del 10 settembre. Il PRESIDENTE avverte che è già stata svolta la relazione illustrativa e dichiara aperta la discussione generale. Il senatore CUCCA ( PD ) richiama l'attenzione della Commissione sull'importanza del rispetto dei tempi stabiliti per l'inizio della seduta. Il PRESIDENTE assicura che si provvederà in tal senso tenuto conto delle circostanze concrete. Il senatore CUCCA ( PD ) nel condividere le linee direttive del provvedimento in discussione, si sofferma sulle modifiche che verranno introdotte dal disegno di legge rispetto all'articolato normativo vigente. Esprime, tuttavia, contrarietà rispetto all'aggravamento delle pene paventando il rischio di violazione del principio di ragionevolezza e dosimetria che ispira il diritto penale. Solleva alcune perplessità relative ad una possibile interpretazione del testo normativo che non coprirebbe la condotta descritta dalla fattispecie incriminatrice posta in essere da colui che risulti estraneo all'associazione criminale. Richiama l'attenzione sulla formulazione della norma nella parte in cui questa potrebbe essere interpretata come richiedente una preventiva condanna passata in giudicato che abbia accertato l'appartenenza del promittente ad un'associazione a delinquere di stampo mafioso. Chiede pertanto che questo passaggio venga meglio specificato al fine di evitare problemi interpretativi. Solleva altresì perplessità sulla configurazione della circostanza aggravante del penultimo comma. In particolare si chiede come possa applicarsi l'aumento di pena nelle ipotesi in cui l'evento descritto nella circostanza aggravante venga a verificarsi a distanza di molto tempo rispetto alla commissione del fatto di reato, magari dopo l'eventuale intervenuto patteggiamento o condanna passata in giudicato per il reato base. Il senatore BALBONI ( FdI ) esprime dubbi circa l'eliminazione della norma del ricorso al metodo mafioso, chiedendosi se tale eliminazione debba essere interpretata come un riassorbimento di tali condotte all'interno della punibilità prevista dall'articolo 416- bis del codice penale. Si pone poi il problema della prova della consapevolezza da parte di colui che avvia la trattativa della appartenenza ad una organizzazione di tipo mafioso (qualifica soggettiva richiesta espressamente dal disegno di legge perché si possa configurare il reato in questione). Ravvisa criticità nell'eventuale punibilità di colui che, pur non appartenendo ad un'associazione mafiosa, ne millanti l'appartenenza al fine di sfruttare la forza d'intimidazione derivante dal vincolo mafioso. Pertanto chiede che su questo passaggio normativo vi sia un espresso chiarimento o in mancanza suggerisce di mantenere il riferimento al metodo mafioso presente nella normativa vigente. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) solleva dubbi sul dettato normativo nella parte in cui sembrerebbe legittimare una interpretazione restrittiva tale da richiedere un riconoscimento con sentenza definitiva passata in giudicato dell'appartenenza del soggetto attivo del reato ad una delle organizzazioni di cui all'articolo 416- bis del codice penale. Tuttavia, esprime condivisione circa la proposta di eliminare tra gli elementi costitutivi del reato la prova del metodo mafioso, consapevole del fatto che tale prova si sia spesso rivelata nel giudizio penale foriera di problemi applicativi. Interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) che condivide il principio ispiratore del disegno di legge, volto ad eliminare qualsiasi interferenza della criminalità organizzata nelle istituzioni elettive democratiche. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) esprime perplessità sull'articolato normativo che, a suo avviso, finirebbe con ridurre la portata applicativa della norma attualmente vigente lasciando estranei alla sfera punitiva i soggetti non appartenenti all'organizzazione mafiosa. Replica il relatore GIARRUSSO ( M5S ) ritenendo che l'aggravamento di pena si giustifichi con la necessità di ripristinare un collegamento sistematico con la pena prevista dall'articolo 416- bis del codice penale nell'originario disegno del 1992. Per quanto riguarda l'eliminazione del metodo mafioso come elemento costitutivo del reato ritiene che non possa destare problemi applicativi, dal momento che è evidente come le associazioni di stampo mafioso per ciò solo, ontologicamente, utilizzino il metodo mafioso nella collezione di voti come elemento di controllo del territorio. Rispetto ai rilievi del senatore Cucca, difende la scelta del ricorso ad una aggravante ad effetto speciale, facendo riferimento alla figura del delitto aggravato dall'evento. In risposta al senatore Balboni ritiene che non si ponga un problema di consapevolezza da parte dell'agente circa l'appartenenza della controparte ad una associazione di stampo mafioso posto che, trattandosi di un reato a dolo generico, nel fuoco del dolo dovrebbero rientrare tutti gli elementi costitutivi della fattispecie tra cui, ovviamente, anche la qualifica soggettiva del pattiscente. Al contrario, l'inserimento nel dato testuale del riferimento alla consapevolezza potrebbe lasciar aperta la porta verso interpretazioni distorsive che legittimino anche il ricorso alla figura del dolo eventuale. Si riserva di concludere il proprio intervento nella seduta pomeridiana di oggi. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 13,10.