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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 60 Presidenza del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,35). Si dia lettura del processo verbale. CARBONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 15 novembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza PRESIDENTE . Colleghi, vi chiedo un momento di attenzione. Ricordo che oggi è la Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. RONZULLI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RONZULLI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, il 20 novembre 1989 venne approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza; Convenzione che è giustamente considerata la pietra miliare per la tutela delle bambine e dei bambini di tutto il mondo, in quanto riconosciuti quali soggetti di diritti a pieno titolo. La Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, che mi onoro di presiedere, si è di fatto costituita proprio la settimana scorsa, quindi per noi non c'è occasione migliore di questa ricorrenza per iniziare il nostro mandato. Ogni anno, in ricordo di quel momento storico, celebriamo, proprio il 20 novembre, la Giornata internazionale del fanciullo, una data simbolica, che richiama tutti noi cittadini, ma soprattutto il legislatore, a fare i conti con quanto è stato fatto in sostegno e in difesa dei bambini e soprattutto con quanto ancora si debba fare sul fronte dei diritti dei bambini e degli adolescenti, primo su tutti il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; ma anche il diritto di espressione, di partecipazione, di considerazione e soprattutto di ascolto. Ciò su cui desidero richiamare la vostra attenzione è, in particolare, un principio sancito dalla Convenzione, che ormai troppo spesso è ignorato, se non consapevolmente negato: quello del superiore interesse del bambino. Sottolineo in quest'Aula l'importanza di questo principio, che dovrebbe essere la bussola per orientare gli interventi del legislatore non solo in materia di diritto di famiglia, ma ogni qualvolta si assumono le decisioni che andranno a incidere direttamente sulla vita dei nostri figli o dei nostri nipoti. Cosa è bene per i nostri bambini? Siamo certi di rispondere a una loro esigenza, di contribuire alla loro crescita, di fare, in altri termini, il loro interesse? Molto è stato fatto da parte del Parlamento. Penso, ad esempio, alla recente approvazione della legge sul cyberbullismo, ma purtroppo non è stato sempre così. Vedete, colleghi, abbiamo una grandissima responsabilità: attraverso i nostri interventi contribuiamo a formare le donne e gli uomini di domani e a costruire il loro futuro. Cito velocemente solo alcuni dati, purtroppo impietosi, che ci confermano che l'Italia non è un Paese per giovani. Secondo l'ISTAT, nel 2017 i nati sono stati più di 450.000; oltre il 12 per cento dei bambini e adolescenti italiani vive in condizioni di povertà assoluta; il tasso di dispersione scolastica per i giovani di età compresa tra i diciotto e i ventiquattro anni è pari al 16 per cento, ancora di 4 punti percentuali superiore al target europeo, che si attesta sul 10 per cento. Dati che vanno necessariamente accostati, che fotografano una realtà amara, che vede tanti minori vincolati alle condizioni di disagio delle loro famiglie, impossibilitati a emanciparsi da esse, costretti ad abbandonare la scuola e a vedere negato il proprio diritto a essere bambini. (Brusio) . Scusate, colleghi, ma stiamo parlando di bambini, un tema su cui dobbiamo legiferare, e continuate a parlare. Meno male che ho parlato di ascolto! (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S, L-SP-PSd'Az e PD). PRESIDENTE, Prego, senatrice Ronzulli, prosegua. RONZULLI (FI-BP) . Possiamo e dobbiamo fare di più per impedire che in Italia ci siano ancora situazioni simili, situazioni di infanzie negate. La Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza deve quindi essere un'occasione in più per una riflessione su un tema che tocca da vicino l'intera società. Il mio auspicio è che in questa legislatura ci sia un approccio responsabile da parte di tutti i partiti, in modo totalmente trasversale, senza colore politico, a partire dai diversi provvedimenti presentati o già in esame, affinché il supremo interesse del minore venga anteposto a qualsivoglia logica che risponde, invece, all'interesse degli adulti. (Applausi) . BINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINI (PD) . Signor Presidente, mi unisco volentieri all'intervento del presidente Ronzulli per ricordare anche io, a nome del Partito Democratico, la Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. L'auspicio è che la Commissione neoinsediata, ma anche tutte le altre Commissioni parlamentari e questa stessa Assemblea riescano a lavorare in modo assolutamente trasversale, superando le forti divisioni che esistono su tanti altri temi, per garantire i diritti dei più piccoli, dei più fragili. Auspico che la nostra voce vada soprattutto a proteggere quei bambini che voce non hanno e con maggiori difficoltà. Penso ai bambini disabili, poveri e malati, a quelli che non hanno un tetto sotto il quale dormire la notte. Penso che dovremmo pensare anzitutto a chi ha più bisogno di uno Stato e a coloro che non ne sentono la protezione; a coloro che sono fragili e hanno bisogno che il legislatore intervenga per proteggerli e far sentire che i loro diritti sono uguali a quelli degli altri. Quando nasciamo e siamo piccoli, le differenze non esistono. Le differenze, purtroppo, le impariamo da adulti e siamo noi che le insegniamo ai bambini. I bambini non riconoscono il colore della pelle, non vedono le differenze di censo, non vedono nessuna differenza né discriminazione; imparano le differenze soltanto tramite gli adulti. Ecco io credo che avremmo molto da imparare dai bambini in questo e probabilmente dovremmo riuscire anche noi, quando ci occupiamo di bambini, ma anche quando ci occupiamo di altro, a guardare il mondo proprio «con gli occhi trasparenti di un bambino», come diceva una bellissima canzone. Grazie a tutti. (Applausi dai Gruppi PD, FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Poiché non si è ancora concluso l'esame in sede referente del decreto-legge fiscale e del disegno di legge europea, passiamo direttamente al successivo punto all'ordine del giorno, che reca discussione di ratifiche di accordi internazionali. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 772 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone concernente il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa, fatto a Tokyo il 22 maggio 2017 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 772. Il relatore facente funzioni, senatore Petrocelli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni. PETROCELLI, f. f. relatore . Signor Presidente, colleghi, il disegno di legge in esame reca la ratifica dell'Accordo sottoscritto nel maggio 2017 tra il nostro Paese e il Giappone sul trasferimento di equipaggiamenti e tecnologia di difesa. Il testo riproduce i contenuti dell'Atto Senato 2971, esaminato dalla Commissione affari esteri del Senato nel dicembre 2017, provvedimento che non poté tuttavia completare il suo iter di esame a causa della conclusione della legislatura. L'Accordo in esame si compone di un preambolo e di sette articoli ed è finalizzato a fissare la cornice giuridica entro cui consolidare la collaborazione in materia di sicurezza e difesa tra i due Paesi, in particolare per agevolare e sviluppare la realizzazione di progetti di ricerca e produzione congiunta, anche a beneficio delle industrie nazionali di difesa, nel quadro del comune impegno per contribuire alla pace e alla stabilità internazionale. Il testo in esame, dopo aver enunciato gli scopi dell'intesa, istituisce un Comitato congiunto preposto a definire la natura degli equipaggiamenti e della tecnologia di difesa oggetto di eventuali trasferimenti e dispone l'obbligo per le parti di utilizzo delle dotazioni scambiate nel rigoroso rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite, vietandone altresì il trasferimento a terzi senza previo consenso della parte che ha originato il trasferimento stesso. I successivi articoli disciplinano il trattamento di informazioni e documenti classificati, precisano che le misure dell'Accordo e di quelle da esso derivanti saranno attuate nel rispetto degli ordinamenti nazionali e degli stanziamenti di bilancio di ciascuna parte, definiscono le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative ed enunciano le disposizioni relative all'entrata in vigore, all'eventuale modifica e alla denuncia del testo. Quanto al disegno di legge di ratifica, esso si compone di cinque articoli, che dispongono rispettivamente in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, alle disposizioni finanziarie, alla clausola di invarianza finanziaria e all'entrata in vigore. Con riferimento infine agli oneri economici, il disegno di legge li quantifica in 4.529 euro ad anni alterni a decorrere dal 2018, imputabili alle sole spese di missione dei rappresentanti della Difesa per la loro partecipazione alle riunioni del Comitato congiunto in Giappone. La Commissione bilancio, nel formulare sul provvedimento in esame un parere non ostativo, lo ha fondato sul presupposto che a eventuali oneri futuri derivanti dall'attuazione dell'Accordo si faccia fronte attraverso appositi provvedimenti legislativi. Evidenzio, infine, come l'Accordo non presenti profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento comunitario e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Con queste premesse propongo l'approvazione del disegno di legge da parte dall'Assemblea. (Applausi dal Gruppo M5S) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico statale economico-tecnologico «Filippo Palizzi» di Vasto, in provincia di Chieti, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 772 PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, voteremo convintamente a favore della ratifica al nostro esame, che è un importante lavoro fatto dal Governo precedente in due occasioni: nel 2016 e poi, con la visita del ministro pro tempore Pinotti a Tokyo, in un'importante missione che ha sancito un salto di qualità nelle relazioni, dal punto di vista della difesa, tra il Giappone e l'Italia. Voglio mettere in evidenza due aspetti importanti: questo è un Accordo che è stato fatto nell'ambito della collaborazione con la NATO, quindi nel pieno rispetto dei nostri accordi internazionali e della Carta delle Nazioni Unite, e non solo ha a che fare con lo scambio di informazioni e di collaborazione fra i sistemi di difesa del Giappone e del nostro Paese, ma inserisce uno schema di riferimento per la collaborazione in ambito industriale per le nostre aziende della difesa nazionale che hanno un patrimonio di professionalità, di esperienze e di eccellenza e una presenza all'estero già molto capillare. Lo fanno dentro un quadro di collaborazione dal punto di vista del trasferimento dell'equipaggiamento e della tecnologia militare della difesa. Da questo punto di vista, lo salutiamo con favore. La ratifica non ha niente a che fare con la promozione di una maggiore vendita di armi all'estero; sappiamo che ci sono normative molto rigorose da questo punto di vista. È un tema che abbiamo affrontato anche all'interno della Commissione, dove c'era stato un fraintendimento, in particolare con il Gruppo del MoVimento 5 Stelle che chiedeva di rallentare rispetto alla ratifica, ma poi fortunatamente si è risolto e abbiamo potuto procedere. È un Accordo che deve tener conto anche delle mutate condizioni geopolitiche rispetto al passato dell'area in cui si trova il Giappone. Il Giappone nel suo statuto, dopo le vicende tragiche della Seconda guerra mondiale, si è definito «Stato pacifista» e ha provveduto a costruire un sistema di alleanze simile a quello che, come Europa, abbiamo costruito nei confronti degli Stati Uniti, ma questo sistema di alleanze oggi incontra alcune criticità rispetto al passato, soprattutto tra Giappone e Cina nel Mar Cinese meridionale e occidentale, laddove ci sono isole contese tra i due Stati. C'è poi l'atteggiamento degli Stati Uniti, che è cambiato rispetto alle amministrazioni precedenti, sia di Bush che di Obama; vi sono la nuova politica protezionistica, i dazi e l'apertura nei confronti della Nord Corea. Nonostante quindi sia sempre stato alleato degli Stati Uniti (il rapporto fra Shinzo Abe e i leader precedenti è sempre stato molto forte), con la nuova politica statunitense il Giappone ha bisogno di sentirsi rassicurato e di costruire alleanze più larghe con l'Europa, con la NATO più in generale e, dentro la collaborazione con i Paesi europei, una relazione speciale con il nostro Paese. Questo apre spazi di collaborazione importante per la nostra industria militare e il sistema della difesa in generale. Fa piacere che il Governo abbia voluto sin da subito, a partire dallo scorso luglio, riproporre il trattato in esame e continuare il lavoro fatto dal ministro Pinotti, quindi oggi diciamo convintamente sì a questo trattato e speriamo che sia un'occasione in più di collaborazione positiva con un Paese come il Giappone, con cui abbiamo già ottime relazioni. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che ci accingiamo a votare ratifica un Accordo lungamente atteso dalle parti, Accordo di rilevanza strategica per l'industria italiana, riguardante il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia avanzata nel settore della difesa. Tale Accordo si inserisce all'interno di un percorso di collaborazione iniziato nel 2012, con la sottoscrizione di una dichiarazione di intenti tra i rispettivi Ministri della difesa, che stabiliva la comune intenzione di avviare un dialogo bilaterale in campo militare e che ha condotto alla stesura, di un memorandum di intesa tra i due Ministeri in merito alla cooperazione e agli scambi nel settore di propria competenza, al fine di migliorare la reciproca comprensione sulle questioni di politica militare e di sicurezza. Nello specifico, l'Accordo si compone di sette articoli, preceduti da un breve preambolo che richiama l'entrata in vigore, nel 2016, di un altro Accordo stipulato tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone e riguardante la sicurezza delle informazioni, nonché il Programma di cooperazione stipulato tra il Giappone e la NATO nel 2014. In particolare, i due Paesi intendono agevolare e sviluppare la realizzazione di progetti di ricerca e produzione congiunta, anche a beneficio delle proprie industrie operanti nel settore della difesa. L'Accordo è stato concluso nel pieno rispetto dell'articolo 11 della Costituzione: il nostro Paese, infatti, si colloca nel quadro del comune impegno per contribuire alla pace ed alla stabilità internazionale e nel rigoroso rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite. La cooperazione mira a valorizzare i rapporti a livello tecnico-industriale con un Paese, il Giappone, terza potenza economica del pianeta, con cui vantiamo solidi legami culturali e di grande rilevanza economica e tecnologica. Nell'ottica di questa collaborazione, e nel rispetto rigoroso di quanto disposto dal nostro ordinamento, incluse le norme e le procedure in materia di esportazione di materiali di armamento di cui alla legge n. 185 del 1990 e dell'articolo 537- ter del codice dell'ordinamento militare e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 104 del 2015, verrà consentito al Ministero della difesa, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, di svolgere attività di supporto tecnico-amministrative finalizzate a favorire, da parte del Governo giapponese, l'acquisizione di materiali per la difesa prodotti dalla nostra industria nazionale. La sottoscrizione dell'Accordo faciliterà, inoltre, la costituzione di partenariati nel settore, anche in direzione dei mercati di Paesi terzi. L'Accordo con un Paese situato in un'area del Pacifico soggetta a profonde trasformazioni geopolitiche riveste una particolare importanza per gli interessi dell'Italia. Per questi motivi, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . LUCIDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, l'Accordo con il Governo giapponese è particolarmente importante, perché ha lo scopo di gettare le basi per una cooperazione italo-nipponica nello scambio di equipaggiamenti e tecnologia di difesa. Come illustrato dal collega precedentemente, il testo dell'Accordo, infatti, non determina specificatamente dei trasferimenti, ma funge da quadro per gli interscambi futuri, che verranno concordati fra le parti. Inoltre, la sua attuazione consentirà di sostenere le industrie nazionali di difesa, facilitando la creazione di partenariati industriali anche in direzione dei Paesi terzi. Questo è un punto molto importante. Infatti, è inutile nascondersi che solo attraverso la cooperazione con Paesi pacifici come il Giappone è possibile aumentare la nostra facoltà di scegliere gli interlocutori in un settore complesso come quello dei trasferimenti di armamenti e, in alcuni casi, sapere dire anche di no a qualche Stato o a qualche organizzazione che eventualmente ritenessimo poco affidabile. In questo Accordo due sono gli elementi più importanti: il primo, la creazione di un Comitato congiunto al fine di definire la natura degli equipaggiamenti e della tecnologia di difesa da trasferire, che permette al nostro Ministero della difesa di adeguare meglio i progetti in corso, la cui composizione, come sapete, è garante degli interessi dei rispettivi Ministeri della difesa. Il secondo punto importante, l'articolo 3 - permettetemi di dire - ha una rilevanza particolare, in quanto fa esplicito riferimento al rispetto del diritto internazionale, vincolando le parti ad utilizzare gli equipaggiamenti e la tecnologia di difesa, eventualmente scambiati rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite e gli ulteriori scopi specificati nell'intesa autorizzante il trasferimento. Inoltre, vieta il trasferimento a terzi del diritto di proprietà o di possesso dei materiali oggetto di trasferimento senza il previo consenso della parte mittente, in ottemperanza della nostra legge n. 185 del 1990, che, nonostante non sempre abbia impedito vendite quantomeno immorali, rappresenta comunque un punto di riferimento a livello internazionale. Il Giappone, come tutti sappiamo, è un Paese pacifico, e la cooperazione in questo caso ha il solo scopo di potenziare e migliorare la difesa del Paese da eventuali minacce, non certo di essere impiegata in qualche guerra umanitaria, come si dice oggi. Per questo non abbiamo da temere, sulla base delle informazioni in nostro possesso, anche a partire dalla storia recente del Paese e dall'equilibrio delle forze in campo, che queste tecnologie e gli effetti che ne deriveranno possano essere utilizzati per nuocere ad altri Paesi o per violare i diritti umani. In conclusione, credo che questo sia un Accordo davvero vantaggioso per entrambe le parti. Infatti, sia l'Italia che il Giappone rappresentano due punti di riferimento nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie, in campo civile e militare. Per le ragioni sopra citate e per l'interesse strategico della nostra difesa e del nostro Paese, dichiaro all'Assemblea il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle sulla ratifica dell'Accordo per il trasferimento di equipaggiamenti e tecnologia di difesa con il Giappone. (Applausi dal Gruppo M5S) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, i colleghi sono stati già tutti bravissimi e chiari, per cui voglio solo associarmi a loro e dire che condivido il fatto che abbiamo una partnership speciale con il Giappone, e mi compiaccio con il Governo di aver portato - mi rivolgo al sottosegretario Picchi - il provvedimento all'attenzione del Senato per l'approvazione. È positivo perché non potevamo più far aspettare il Giappone. Questo Accordo fa parte di un tassello di relazioni che abbiamo con questo Paese, che - non dimentichiamocelo - pur essendo tanto distante da noi, è un Paese con cui abbiamo molte cose in comune; è la democrazia più consolidata di quella parte dell'Oriente. Penso che in questo mandato, in questa legislatura, dovremmo fare di tutto per avvicinare sempre di più la politica dell'Italia e quella del Giappone, ragion per cui voterò convintamente a favore del provvedimento di ratifica. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B).(Applausi). MINUTO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MINUTO (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei che restasse agli atti che non sono riuscita a votare. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 659 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, fatto a Roma il 15 aprile 2014 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 659. Il relatore, senatore Ferrara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FERRARA, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, d'iniziativa parlamentare, recante ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione sottoscritto dall'Italia e dal Montenegro nell'aprile 2014. Come si evince dalla relazione introduttiva, il testo al nostro esame ripropone, sia pure parzialmente e limitatamente al solo Accordo con il Montenegro, il disegno di legge di ratifica di numerosi accordi internazionali bilaterali proposto dal Governo nel corso della XVII legislatura (Atto Senato 2813) che, presentato il 4 maggio 2017, fu esaminato dalla Commissione affari esteri, emigrazione del Senato in data 28 giugno 2017, senza peraltro poter completare il proprio iter di esame parlamentare per la chiusura della legislatura. Ricordo che il Montenegro, Paese di circa 700.000 abitanti, stretto fra i Balcani occidentali e il Mediterraneo, è divenuto indipendente nel 2006, e da allora, forte di un progressivo miglioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti e delle prospettive di ulteriore sviluppo economico che potrebbero derivarne, si è avviato con decisione sulla via dell'integrazione europea ed atlantica. Il percorso di avvicinamento all'Unione europea, dopo l'adozione di fatto dell'euro come propria moneta, ha ufficialmente preso inizio nel 2008 con la presentazione della domanda di adesione, cui ha fatto seguito l'avvio dei relativi negoziati nel 2012. Ad oggi, su un totale di 35 capitoli negoziali, ne risultano aperti 31, tre dei quali già provvisoriamente conclusi. Il Montenegro considera peraltro l'Italia come un punto di riferimento essenziale per il suo percorso di avvicinamento all'Unione europea, anche in ragione dei forti legami culturali esistenti tra i due Paesi. La cooperazione nel settore culturale e dell'istruzione ricopre quindi un ruolo fondamentale nel rafforzamento dei rapporti bilaterali. Lo scopo principale dell'Accordo in esame è in effetti propriamente quello di consolidare e di armonizzare i legami culturali esistenti e la comprensione reciproca, fornendo al contempo una risposta efficace alla forte richiesta di cultura e lingua italiana in Montenegro. Il provvedimento, in particolare, che si compone di un preambolo e di diciotto articoli, oltre a promuovere e favorire iniziative e collaborazioni in ambito artistico-culturale, attraverso l'organizzazione di eventi, nonché le cooperazioni a livello universitario e scolastico, consentendo l'offerta di borse di borse di studio faciliterà la cooperazione anche nella conservazione, tutela, restauro e valorizzazione del patrimonio artistico e demo-etno-antropologico, con particolare attenzione alla tutela del patrimonio archeologico, contrastando altresì i trasferimenti illeciti di beni culturali. L'Accordo, che prevede anche una stretta collaborazione nei campi dell'archivistica e biblioteconomia, dell'informazione, dell'editoria, delle attività sportive nonché degli scambi giovanili, rappresenterà altresì un valido strumento anche per la protezione dei diritti d'autore e dei diritti connessi, in ottemperanza alle norme internazionali e nazionali. Il disegno di legge di ratifica consta di cinque articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, agli impegni finanziari, alla clausola di invarianza finanziaria e all'entrata in vigore. Gli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati complessivamente in 160.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, e in 163.760 euro a decorrere dall'anno 2020. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, il voto del Gruppo Partito Democratico in ordine a questo disegno di legge di ratifica sarà favorevole in quanto l'Accordo in esso contenuto rappresenta la conclusione di un percorso, intrapreso nella scorsa legislatura, e di un cammino unito tra l'Italia e il Montenegro. Il relatore ha detto alcune cose importanti relativamente ai rapporti tra Italia e Montenegro, un Paese che in questi anni sta compiendo un percorso molto importante e quasi d'esempio perché, dopo esser stato protagonista di una indipendenza dalla Serbia senza sparare neanche un colpo (quindi un esempio quasi unico nei Balcani nella storia degli ultimi secoli), ha poi intrapreso con grande decisione la strada dell'integrazione in Europa sotto vari profili, da quello più complessivo della difesa, con l'ingresso nella NATO, a quello più economico, culturale e sociale rappresentato dal percorso d'integrazione nell'Unione europea. Il senso di questo desiderio di entrare in Europa è stato dato immediatamente perché, appena divenuto indipendente, il Montenegro ha adottato l'euro. Questo è stato quindi un segnale forte di voler andare nella direzione dell'integrazione europea. Spesso si parla di allargamento dell'Unione, ma va considerato un aspetto. Noi vogliamo allargare l'Unione non a Paesi euroscettici, ma a Paesi che credano nell'Unione europea e il Montenegro ci ha dato questo grande esempio, questa grande testimonianza di convinzione. Peraltro, all'interno degli equilibri balcanici la scelta del Montenegro non è stata facile, ma contrastata e ha anche avuto delle ripercussioni interne, soprattutto nei rapporti con altri Paesi limitrofi. Vorrei altresì sottolineare che il Montenegro ci ha anche dato un grande insegnamento rispetto alla storia recente, perché quando c'è stata la crisi del Kosovo, ha accolto sul proprio territorio decine di migliaia di profughi di quel Paese e tutto questo lo ha fatto con un grande senso di solidarietà e disponibilità. La terza cosa che voglio, infine, sottolineare è legata agli interessi dell'Italia nei confronti della penisola balcanica. Se esiste una propensione dell'Italia ad avere un'influenza economica su una importante regione dell'Europa, questa regione può senza dubbio essere la penisola balcanica e il Montenegro rappresenta un punto di riferimento importante perché, dal punto di vista culturale e storico, ha avuto legami col nostro Paese fin dai tempi del Regno d'Italia grazie alla regina Elena, tanto per fare un esempio. È una storia ancora viva nel Montenegro che vede l'Italia, proprio dal punto di vista culturale, come un punto di riferimento. Il disegno di legge di ratifica che ci accingiamo ad approvare va proprio nella direzione di rafforzare i legami culturali tra Italia e Montenegro. Credo che ciò sia importante sottolinearlo. Tralascio altri aspetti venuti nel tempo come i legami nati sul tema dell'energia pulita. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che nel Montenegro vi è stato un importante investimento legato al trasferimento dell'energia elettrica prodotta dai bacini idrici. Mi riferisco all'investimento di Terna che permette oggi, attraverso un cavo, il collegamento elettrico tra Adriatico e Montenegro. Ho tralasciato tanti altri aspetti, però desidero segnalare l'importanza per noi italiani e per l'Italia di tenere un legame forte con il Montenegro, un Paese che ha dimostrato di essere capofila di un percorso nella penisola balcanica assolutamente non facile, né banale o scontato; percorso che il Montenegro sta portando avanti con forza. Ci sono altri Stati nella penisola balcanica che sono molto più indietro, che vivono contrasti al loro interno. Pensiamo alla Bosnia-Erzegovina o alla Macedonia le cui storie sono molto più complesse e complicate. Il Montenegro ci dà la possibilità di instaurare - credo - rapporti positivi all'interno della penisola balcanica. Tanti altri aspetti della stessa penisola, non ultimi quelli legati ai movimenti dei profughi e ad altre realtà interne alla zona balcanica possono rappresentare rischi per l'Europa. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che ci sono tensioni religiose. Credo, quindi, che per il nostro Paese concludere in questa legislatura l'impegno portato avanti nei confronti del Montenegro sia importante, dopo tutta la strada fatta nella XVII legislatura, perché dimostra che la politica estera dell'Italia nei confronti dei Balcani viene condotta, al di là del colore dei Governi, seguendo una linea retta e una direzione condivisa, nell'ottica di dare vita ad ulteriori rapporti e di creare quei ponti oggi sempre più necessari. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'entrata in vigore del presente Accordo decadrà a tutti gli effetti l'Accordo culturale tra la Repubblica italiana e la Repubblica federale socialista di Jugoslavia che venne firmato a Roma il 3 dicembre del 1960. Questo Accordo rappresenta la base giuridica necessaria ad avviare iniziative e progetti di scambio culturale tra i nostri Paesi e dà esecuzione all'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione sottoscritto dall'Italia e dal Montenegro nell'aprile del 2014. Tante cose sono state dette - non le ripeterò - sull'importanza di questo Accordo. Mi preme sottolineare che l'Italia, però, ha forti ragioni e legami culturali con questo Paese ed è un punto di riferimento essenziale per il percorso di avvicinamento all'Unione europea del Montenegro. Lo scopo principale di questo Accordo, nel rispetto della normativa nazionale, dell'ordinamento europeo e degli impegni internazionali assunti dall'Italia, è in effetti propriamente quello di consolidare e di incrementare tali legami. Si è parlato poc'anzi di provvedimenti che promuovono iniziative a livello universitario e scolastico, dell'offerta di borse di studio, della diffusione nelle scuole e nelle università montenegrine della lingua e della cultura italiana: si tratta di aspetti estremamente importanti. In conclusione, questo Accordo prevede una stretta collaborazione anche nei campi dell'archivistica, dell'informazione e dell'editoria, rappresentando altresì un valido strumento anche per la protezione dei diritti d'autore, tanto attesi dai nostri imprenditori. Per queste ragioni, a nome del Gruppo Forza Italia, dichiaro il voto favorevole. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, rappresentanti del Governo, da più di duemila anni l'Italia e il Montenegro sono indissolubilmente legati da comuni radici culturali. Già l'impero romano, per circa cinquecento anni, aveva annesso il Montenegro all'Urbe. Mi dilungherei oltremodo se elencassi, in uno spazio temporale lunghissimo, il legame fra i due Paesi, ma per meglio fotografare la storia recente vado direttamente al secolo scorso, quando i rapporti si rinforzarono ulteriormente, con il matrimonio tra Vittorio Emanuele III, re d'Italia, e la principessa Elena di Montenegro. Questa millenaria amicizia non si interruppe nemmeno nel biennio 1918-1920, quando l'Italia, unico Paese europeo, si oppose alla cancellazione dell'indipendenza del Montenegro. La vicinanza culturale risultò addirittura più effervescente sotto il regime di Tito. Solo con la frantumazione della Jugoslavia i rapporti videro un appannamento, causato perlopiù dalla forte pressione delle cancellerie europee, che erroneamente puntarono ad un asse privilegiato con Belgrado. Per qualche anno la quasi totalità della comunità internazionale ha considerato il Montenegro, inclusi i governanti, come un Paese dedito al contrabbando di sigarette e rifugio di molti malavitosi italiani. Fu indagato per questo anche l'allora capo del Governo, Djukanovic e infatti molte procure italiane lo iscrissero nel registro degli indagati. Il corso dell'attività investigativa dimostrò poi l'estraneità ai fatti, ma si acclarò che effettivamente le coste montenegrine furono usate come piattaforma operativa dai contrabbandieri balcanici e dai mafiosi italiani. Oggi quella rotta del tabacco risulta essere completamente smantellata, tuttavia qualche attento osservatore politico si è spinto a dire che le indagini a carico di Djukanovic furono solo formidabili accuse per screditare il neogoverno montenegrino, colpevole di essersi discostato troppo da Belgrado. In sostanza, millenni di amicizia e di scambi culturali furono bruciati in un decennio di cecità politica e direi anche di scarso realismo. Solo dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato Stato indipendente, internazionalmente riconosciuto, e dal 2017 è il ventinovesimo membro della NATO, un Paese saldamente stabile, con un'economia in espansione, sia per quanto riguarda il turismo che le infrastrutture. Non può certo sfuggire che quel Paese oggi offre importanti possibilità di investimenti in infrastrutture stradali e per la rete ferroviaria. Anche la valorizzazione turistica potrebbe apparire conveniente per gli investitori italiani, considerando che il Paese risulta ancora poco conosciuto. Infatti, solo il 2 per cento dei turisti che visitano lo Stato adriatico proviene dall'Italia. Faccio riferimento a questi aspetti ben sapendo che l'Accordo oggetto di ratifica prevede la cooperazione culturale e di istruzione, ma proprio per questo non possono essere slegati con tutte le intese che, inevitabilmente, si andranno ad intrecciare. Per tutti questi aspetti la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, siglato a Roma il 15 aprile del 2014, saranno prodromiche rispetto a futuri e vantaggiosi rapporti. Pertanto, il MoVimento 5 Stelle non può che esprimere un voto favorevole. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). ( Applausi) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 676 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos, fatto a Bangkok il 17 febbraio 2003 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 676. Il relatore, senatore Ferrara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FERRARA, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, d'iniziativa parlamentare, recante ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica sottoscritto dall'Italia e dal Laos nel febbraio 2003. L'Accordo, composto da tredici articoli, si pone l'obiettivo di sviluppare i rapporti di collaborazione bilaterale, e di consolidare e approfondire la conoscenza reciproca, fornendo al contempo una risposta alla crescente richiesta di cultura, scienza e tecnologia che emerge nel Paese asiatico, ma offrendoci l'opportunità di allargare i nostri orizzonti economici e culturali anche in Asia, non solo quando si parla di delocalizzare imprese italiane. In particolare l'Accordo, dopo aver stabilito i princìpi generali di mutuo sostegno e di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica ai quali dovrà ispirarsi la cooperazione, afferma la volontà delle due parti di sostenere lo sviluppo di attività di cooperazione culturale attraverso scambi di artisti, esperti, ricercatori e di mostre, favorendo altresì gli scambi di conoscenza e le esperienze nell'aggiornamento e nella formazione negli ambiti dell'informazione, delle traduzioni e delle pubblicazioni in campo scientifico e letterario. (Brusio). PRESIDENTE. Il Gruppo di Fratelli d'Italia mi pare troppo rumoroso. Invito i colleghi ad abbassare il tono della voce, grazie. FERRARA, relatore . La ringrazio, Presidente, in effetti c'era brusio. Il testo prevede, altresì, che le attività di cooperazione scientifica e tecnologica si realizzino attraverso lo scambio di scienziati e tecnici, l'organizzazione di convegni, seminari e di altri eventi, nonché mediante la realizzazione di progetti di ricerca congiunta, di attività di addestramento e aggiornamento professionale. L'Accordo punta, inoltre, a promuovere la collaborazione nei campi archeologico e antropologico per la salvaguardia del patrimonio archeologico e culturale, nonché la cooperazione nel campo dell'istruzione secondaria, professionale e post -secondaria e fra le rispettive istituzioni accademiche, oltre a prevedere l'impegno, nei limiti della disponibilità dei fondi, per l'erogazione di borse di studio per studenti e laureati per studi e ricerche a livello universitario, post -universitario o presso altre istituzioni accademiche nel campo delle belle arti, dell'archeologia e della linguistica. Il disegno di legge al nostro esame ripropone, sia pure parzialmente e limitatamente al solo Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica con il Laos, il testo di ratifica proposto dal Governo nel corso della XVII legislatura che, presentato il 4 maggio 2017, fu esaminato dalla Commissione affari esteri, emigrazione del Senato in data 28 giugno 2017, ma non vide completato il proprio iter di esame, nonostante la Commissione si fosse prodigata nell'approvazione di decine di accordi di cooperazione militare con Stati spesso in guerra o ai confini di grossi conflitti, tuttora in corso, e su cui credo sia necessario tornare per verificarne la compatibilità con la legge n. 185 del 1990. Il disegno di legge di ratifica consta di cinque articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, alle disposizioni finanziarie, alla clausola di invarianza finanziaria e all'entrata in vigore. Signor Presidente, credo che il nostro Paese possa finalmente dare corso ad una nuova forma di relazione che superi i limiti del neo colonialismo, soprattutto con quei Paesi che hanno vissuto la tragedia del colonialismo e della guerra. Ricordo che il Laos è un Paese del Sud-Est asiatico di oltre 6 milioni di abitanti, privo di sbocco al mare e che si sviluppa lungo il corso del fiume Mekong, in un'area geografica della penisola indocinese stretta fra il Vietnam, la Cambogia, la Thailandia, il Myanmar e la Cina. Protettorato francese dal 1893, indipendente dal 1954, il Laos ha subìto pesantemente l'aggressione degli Stati Uniti in Vietnam: sul Laos tra il 1964 al 1973 vennero sganciati due milioni di tonnellate di ordigni esplosivi e ancora oggi ci sono circa 80 milioni di bombe da disinnescare che continuano a mietere vittime tra persone e animali. Si pensi che ancora oggi, ogni anno più di 300 persone restano vittime di queste esplosioni, la metà muoiono e di questi la maggioranza sono bambini. Repubblica Democratica Popolare, dal dicembre 1975 con un regime di tipo socialista, dopo il crollo dell'Unione Sovietica il Paese è rimasto per alcuni anni isolato, sia fisicamente, che politicamente, fino al 1997, anno in cui ha optato per l'adesione all'Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), avviandosi sulla strada della piena integrazione regionale e internazionale. Dal 2013 è entrato ufficialmente a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio. Il Paese ha un'economia prevalentemente rurale e vanta una grande disponibilità di corsi d'acqua, condizioni che potrebbero favorire la cooperazione agricola con l'Italia e dare ulteriori sbocchi economici per le nostre imprese agricole, che vivono una fortissima crisi economica. Altri settori su cui potrebbero nascere proficue collaborazioni sono quelli idroelettrico e minerario, veri volani dell'economia nazionale, anche grazie agli investimenti diretti esteri provenienti in particolare dalla Cina e dall'Australia. Promuovere la salvaguardia e il recupero del patrimonio culturale, la crescita culturale e la formazione, e migliorare le capacità agricole rappresentano un modo nuovo e alternativo di relazione con questi Paesi e sono convinto che i frutti di questo Accordo saranno reciproci. Inutile nascondersi che l'Italia vive una forte crisi di isolazionismo internazionale, che privilegia i nostri partner storici, ma ignora del tutto le nuove opportunità che il multilateralismo ha creato, soprattutto in Asia. Per questi motivi chiedo ai colleghi di supportare questo Accordo votando a favore. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GIACOBBE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il Laos è un Paese del Sud-Est asiatico con oltre 6 milioni di abitanti, privo di sbocco sul mare e che si sviluppa lungo il corso del fiume Mekong, in un'area geografica della penisola indocinese stretta fra il Vietnam, la Cambogia, la Thailandia, il Myanmar e la Cina. Il Laos è stato un protettorato francese dal 1893 ed è diventato indipendente nel 1954. Nel dicembre 1975 è diventato una Repubblica democratica popolare e dal 1997 aderisce all'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, avviandosi sulla strada della piena integrazione regionale e internazionale. Dal 2013 il Laos è entrato ufficialmente a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio, con un'economia prevalentemente rurale che vanta una grande disponibilità di corsi d'acqua, condizioni - queste - che potrebbero favorire anche la cooperazione agricola con l'Italia e dare ulteriori sbocchi economici alle nostre imprese agricole. Con il disegno di legge che ci accingiamo a votare si avvia il processo di ratifica dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica fra l'Italia e il Laos. Questa ratifica si pone l'obiettivo di sviluppare i rapporti di collaborazione tra i due Paesi ed è per questo che il Partito Democratico è favorevole. Dare priorità alla politica di accordi di cooperazione internazionale volti a facilitare l'interscambio economico e culturale, la tutela dell'ambiente e lo scambio di tecnologia è un fatto molto positivo. Credo che sia una direzione giusta per poter portare sviluppo all'Italia, ma da sola non basta. Infatti, bisogna lavorare - anche e soprattutto - su una politica estera e di sviluppo economico che miri molto di più all'internazionalizzazione dell'Italia nel mondo. Gli accordi sono il primo passo. Per un Paese che vuole definirsi civile e guardare con spirito positivo al futuro, la cooperazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo, a tutti i livelli, è un'opportunità per rivolgersi al mondo e aprire i propri confini. Come sottolinea il testo che ci accingiamo ad approvare, si cerca anche di fornire una risposta alla crescente richiesta di cultura, scienza e tecnologia in Laos: una richiesta di Italia, in poche parole, perché ovunque nel mondo l'Italia rappresenta cultura, sviluppo ed eccellenza e permette al nostro Paese di scoprire nuovi orizzonti. La cooperazione culturale contrasta gli stereotipi e i pregiudizi mediante il dialogo e l'apertura mentale. La cultura può e deve essere uno strumento per produrre importanti benefici sociali ed economici all'interno e all'esterno di un Paese. La cultura è un volano di crescita economica non solo nelle sue forme tradizionali, ma anche grazie al crescente numero di aziende che promuovono iniziative culturali, l'innovazione tecnologica e il turismo, attività tipiche delle piccole e medie imprese. Ecco perché le risorse per la promozione culturale rappresentano non una spesa, ma un investimento che favorisce tutti i settori economici di un Paese. Quindi, poniamo la cultura al centro delle relazioni internazionali del nostro Paese e fino a quando questa rimarrà la strada che l'Italia segue, noi del Partito Democratico saremo sempre favorevoli. Signor Presidente, mi avvio a concludere augurandomi che insieme all'attuazione di questo Accordo vengano promosse iniziative di interscambio economico, anche sotto forma di partenariato e progetti comuni, utili allo sviluppo socio-economico del Laos e all'apertura di nuove opportunità di mercato per l'Italia. Dichiaro, infine, il voto convintamente favorevole del Gruppo Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Accordo firmato a Bangkok il 17 febbraio 2003 è destinato a rafforzare la cooperazione tra l'Italia e la Repubblica popolare democratica del Laos, soprattutto in ambito culturale, scientifico e tecnologico, incoraggiando anche la collaborazione universitaria, con l'obiettivo di stringere i rapporti bilaterali e di offrire, al contempo, una risposta alla crescente richiesta del Paese asiatico in questi settori. I settori prioritari oggetto dell'Accordo sono la scienza di base, l'agricoltura, la tecnologia dell'informazione, la biomedicina, le biotecnologie, l'energia e la conservazione dei beni culturali. Esso rappresenta per l'Italia l'opportunità di allargare i propri orizzonti economici e culturali in Asia. In particolare, l'Accordo afferma la volontà delle due parti di sostenere lo sviluppo di attività di cooperazione culturale attraverso scambi di artisti, esperti e ricercatori e l'organizzazione di eventi ed esposizioni. La ratifica favorirà certamente gli scambi di esperienze e gli aggiornamenti nel campo delle pubblicazioni e delle traduzioni scientifiche e letterarie. Consideriamo dunque importante, per la crescita del nostro Paese nel Sud-Est asiatico, che si dia attuazione a questo Accordo, volto allo sviluppo economico e culturale e utile alla promozione delle piccole e medie imprese italiane. Il Laos dal 1997 ha optato per l'adesione all'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, avviandosi sulla strada della piena integrazione internazionale; dal 2013 è entrato ufficialmente a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio. La sua economia prevalentemente rurale, che vanta una grande disponibilità di risorse idriche, potrebbe favorire la cooperazione agricola con l'Italia e offrire ulteriori sbocchi economici alle imprese del settore. Anche i comparti idroelettrico e minerario, se si considerano le materie prime di cui è ricco il Paese (in particolare oro, stagno, rame, calcare e gesso), potrebbero far nascere proficue collaborazioni con le nostre imprese. Mi fa piacere che quest'Assemblea, in tema di politica internazionale, abbia dato dimostrazione di piena coesione, nell'interesse ovviamente unico della nostra Italia. Per questi motivi, come già evidenziato anche in Commissione, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, colleghe, membri del Governo, come auspicava il primo ministro thailandese Chatichai Choonhavan, sintetizzando il futuro assetto economico del Laos e dell'intera regione: da un campo di battaglia ad un mercato. Parliamo degli anni tra il 1995 e il 1997, quando il Vietnam e la Repubblica popolare democratica del Laos entrarono a pieno titolo nell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, un'associazione caratterizzata da elevata eterogeneità politica dei Paesi aderenti, ma tuttavia unita da una visione comune dei mercati, nonostante il Laos continui ad avere una forma di governo orbitante su di un partito unico, che richiama, non solo nel nome, il comunismo. Ma del resto l'Oriente e l'Estremo Oriente ormai ci hanno abituati a forme governative inedite. Non è azzardato definire, anche se in scala infinitesimale minore, l'assetto politico-istituzionale di Vientiane simile a quello di Pechino. L'apertura ai mercati è innegabile che abbia portato a risultati di crescita notevoli. Tra il 1985 e il 2017 il PIL è cresciuto di dieci volte, ovvero da un miliardo e 700 milioni di dollari fino a 17 miliardi. Tradotto in termini di reddito pro capite , si è passati da 432 a 1.730 dollari. Le stime dell'Economist Intelligence Unit prevedono anche per i prossimi anni margini importanti di crescita. Il trend importante, però, non deve oscurare la doverosa e mancata transizione verso un governo plurale. Se da un lato l'attuale sistema comporta un'elevata stabilità e quindi crescita, dall'altro produce un preoccupante grado di corruzione. Non per niente Trasparency international classifica il Laos al 135° posto nel mondo come indice di corruzione percepita. Bisogna però riconoscere che la leadership laotiana, nell'ultimo congresso del partito tenutosi nel gennaio del 2016, ha eletto la lotta alla corruzione un'assoluta priorità. Il rafforzamento culturale, politico ed economico con l'Italia, attraverso la ratifica dell'Accordo che oggi trattiamo, ritengo possa agevolare quella trasformazione democratica che tutti auspichiamo. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle esprime il voto favorevole alla ratifica ed esecuzione del disegno di legge n. 676 relativa all'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos, sottoscritto a Bangkok il 17 febbraio 2003. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Sui lavori del Senato Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, vi informo che la Conferenza dei Capigruppo è convocata domani alle ore 18. La giornata di domani sarà prevalentemente dedicata ai lavori delle Commissioni. L'Assemblea, pertanto, tornerà a riunirsi domani alle 18,30 con all'ordine del giorno «Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori». Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, nei giorni scorsi Parma, la mia città di provenienza, è stata oggetto di atti che penso meritino... (Brusio) . PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo, collega. Ovviamente ci può essere chi non è interessato agli argomenti trattati. Vi invito ad uscire senza arrecare particolare disturbo all'Assemblea; chi rimane è pregato di ascoltare gli interventi. Prego, senatrice Saponara, le ridò il tempo dall'inizio. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, nei giorni scorsi Parma, la mia città di provenienza, è stata oggetto di atti che penso meritino la giusta attenzione da parte delle istituzioni e di quest'Assemblea. I muri di uno degli edifici che ospitano l'università, plance pubblicitarie e facciate di edifici privati sono stati malamente imbrattati da scritte con insulti rivolti alle Forze dell'ordine, definite spregevolmente sbirri, e nei confronti di Salvini e Di Maio, i nostri Vice Premier , e del senatore Pillon, dichiarando nei loro confronti sentimenti di odio. Da Parma spostiamoci a Roma dove in questa stessa Aula, alcuni giorni fa, un senatore dell'opposizione è intervenuto definendo come atti lesivi della libertà di manifestare e di opinione i necessari controlli da parte delle Forze dell'ordine attuati nei confronti dei manifestanti giunti a Roma sabato 10 novembre e nei confronti di una donna che, sorpresa ad insultare pubblicamente il vice premier Salvini, è stata condotta in questura per essersi rifiutata di esibire i documenti a lei richiesti. Controlli che per una certa parte dell'opposizione sono stati infine spunto per un'interrogazione al Ministero dell'interno, sollecitato a far chiarezza su quelle che definirei semplicemente azioni di prevenzione delle Forze dell'ordine per garantire sicurezza nello svolgimento della manifestazione. A fronte di quanto riportato, mi pare che la tanto invocata libertà di pensiero e di manifestare sia intesa a senso unico e che chi non si adegua a un pensiero buonista, permissivo e lassista sia automaticamente bollato in modo negativo e definito fascista, xenofobo, razzista e fomentatore di odio. Mi sento per questo di condannare le incresciose scritte sui muri di Parma, frutto di un indirizzo di pensiero che porta a vedere chi vuole riportare un po' di ordine e dignità in questo nostro Paese in modo negativo e, dall'altra invece, come vittima chi in realtà sta fomentando odio contro le istituzioni e le Forze dell'ordine. Il fatto che la manifestazione sopracitata sia stata definita dalla stessa parte politica intervenuta in quest'Assemblea antirazzista e contro le nuove norme sull'immigrazione la dice lunga. Sinceramente da parte di chi in quest'Assemblea ha invocato la libertà di manifestare e di pensiero in nome della nostra democrazia, vorrei sentire parole di ferma condanna nei confronti di questi gesti che si stanno sempre più ripetendo, non solo a Parma, ma in molte altre nostre città; come a Monza, dove abbiamo letto che «uccidere Salvini non è un reatto», con due «t». Purtroppo è scoraggiante constatare che chi porta avanti il pensiero buonista, permissivo e lassista tende a difendere solo i propri diritti, invocando la Costituzione e condannando proprio chi questa Costituzione l'ha difesa, la sta difendendo e le sta ridando il giusto onore. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PEPE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Recuperi il tempo in più concesso alla sua collega. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, voglio parlare da quest'Assemblea e a quest'Assemblea di Tempa Rossa, un gigantesco giacimento petrolifero che è stato realizzato in Basilicata, in particolare a Corleto Perticara in provincia di Potenza. Il «Sole 24 Ore» ne parla così: «Là sotto, nel giacimento di Tempa Rossa, c'è l'iradiddìo di petrolio e di metano». Io aggiungo che c'è anche una montagna decapitata, una torcia alta 130 metri, 840 milioni di barili stimati al ribasso, 15.000 barili al giorno da un solo pozzo di petrolio che è già pronto per essere avviato e altri 60.000 barili al giorno da parte di tutti gli altri pozzi di petrolio. A questo aggiungo ancora i rischi per la salute e per l'ambiente. Questo è Tempa Rossa. Nonostante ciò, il 31 ottobre del 2010, 200 maestranze, quasi tutti lucani, hanno perso il posto di lavoro e al 31 dicembre del 2018 altre 600 persone circa perderanno il posto di lavoro, perché Total, o chi per lei, ha detto che non è necessario che chi realizza la pizzeria faccia anche il pizzaiolo. Quindi, queste persone, ragazzi che hanno cullato il sogno di rimanere in Basilicata, padri di famiglia che hanno cullato il sogno di dare un futuro ai propri figli, si vedranno costretti, se Total non cambia registro, a perdere un posto di lavoro, nonostante Total abbia assunto l'impegno formale di formare queste maestranze e quindi avviarle non solo alla costruzione del giacimento petrolifero, ma anche alla sua gestione. Con questo voglio dire, concludendo, signor Presidente e colleghi, che questo è una battaglia sociale che bisogna combattere con i lavoratori, tra i lavoratori, ma non nell'indifferenza delle istituzioni, per un semplice principio: se i rischi sono a carico dei lucani le opportunità devono essere a favore dei lucani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Saluto ad una rappresentanza di studenti e ad una rappresentanza di cittadini del Trentino PRESIDENTE . Rivolgo i saluti dell'Assemblea intera ad una rappresentanza di studenti del Liceo scientifico «Belfiore» di Mantova e ai partecipanti dell'iniziativa «Cittadini novelli, attivi e consapevoli» provenienti dal Trentino. (Applausi). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PAPATHEU (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAPATHEU (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, ho voluto prendere la parola a fine seduta in questa giornata, che tutti celebriamo. E sono contenta che siano presenti i colleghi del MoVimento 5 Stelle e i colleghi della Lega, ai quali il messaggio è rivolto. Io ho avuto modo in questi giorni, come tutti noi, di essere partecipe al processo che si è svolto qui in Aula, dove tutti abbiamo dato un esempio sbagliato. Quindi, vorrei richiamare tutti noi a un comportamento che, al di là dei diritti e del cambiamento, non può prescindere dall'educazione. Purtroppo, negli ultimi giorni, per esaltazione e per un acceso confronto sul decreto Genova, abbiamo assistito a comportamenti che sicuramente questi ragazzi, che difendiamo e per i quali siamo chiamati a costruire presente e futuro, hanno visto e hanno commentato negativamente, ognuno nelle proprie stanze. Auguro ai colleghi della Lega, che si insedieranno presto per iniziare i lavori in Commissione per la tutela dei diritti umani, che possano vantare lo stesso modello di integrazione che hanno con il collega Tony Iwobe, che è qui in Aula; e auguro che non passi, invece, il modello di un partito leghista razzista, che non credo sia nel loro DNA e neanche nelle loro intenzioni. Quindi, richiamo tutti, in primis a un comportamento che sia consono e di esempio, perché noi siamo tutti, come sapete, di evidenza pubblica. I ragazzi che sono qui presenti devono vederci, pertanto, non masticare la gomma come delle capre, soprattutto quando vengono a relazionarsi con i membri del Parlamento. Soprattutto, bisogna essere anche attenti a guardare negli occhi della persona cui si rivolge la parola: anche se il Ministro, naturalmente, facendo parte di questo Governo del cambiamento, sa tutto lui e non ha ritenuto o non ha avuto la sensibilità, di ottemperare alle regole malgrado i ripetuti richiami del presidente Casellati. Io invito tutti, noi per primi ovviamente, ad essere rispettosi delle regole. Soprattutto, vi ricordo che, prima dei diritti, bisogna avere dei doveri nei confronti di questi ragazzi, trasferendo loro dei modelli di comportamento che siano d'esempio anche per tutti noi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . BERTACCO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERTACCO (FdI) . Signor Presidente, avrei voluto e dovuto fare questo intervento un po' di tempo fa. Poiché, però, normalmente sono un ottimista, ho sperato in un pentimento o in ravvedimento, ma questo non c'è stato. Pertanto, fare questo intervento oggi, nella giornata dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, è particolarmente importante e spunto di riflessione per tutti. Leggo una breve riflessione, che ho scritto con Maria Fiore Adami, Presidente della Commissione servizi sociali di Verona, e che così recita: «Chiedere perdono è restituire il posto all'altro. Dargli il diritto di esistere». La frase di Katherine Pancol vuole essere un invito al comico e mentore politico Grillo a chiedere scusa a tutte le famiglie e alle comunità che si impegnano per creare una società in cui i ragazzi affetti dalla patologia dello spettro autistico si sentano accettati e accuditi. A chi si presenta come il deus ex machina di una nuova politica basata sulla trasparenza, la legalità e frutto di una democrazia diretta, dico e ricordo che queste poggiano sul rispetto. Il rispetto deve partire dalle parole e spesso le parole feriscono in maniera indelebile. Con il suo siparietto, Grillo ha offeso migliaia di ragazzi e le loro famiglie, con la volontà di sollecitare una risata. Si è dimenticato che ad ascoltarlo c'era una comunità di persone che convive ogni giorno con lo sforzo di togliere lo stigma a questi ragazzi e con l'impegno di integrarli in un mondo che li taccia come diversi; un mondo che, grazie a persone come lei, caro Grillo, alza dei muri e li emargina. Le chiedo di avere rispetto per le persone che vivono con questa patologia disorientati, sperduti in un mondo alternativo a cui si deve offrire sostegno, cura e accoglienza. La vita politica è proprio di coloro che amano stare con le altre persone, non sopra, nemmeno accanto o, peggio, altrove, perché bisogna essere altrove con il proprio cuore per avere l'arroganza di scherzare sulla vita delle persone. Mi chiedo, caro Grillo, chi sarà il prossimo a essere stigmatizzato da lei? Lei, che è il teorico della democrazia a tutti i costi, la aspettiamo mentre in silenzio abbraccia un bambino affetto da qualunque patologia: che le strappi quel sorriso amaro e sprezzante che le incornicia il volto mentre fa i suoi comizi e lo trasformi in qualcosa di più umano, magari in una lacrima di commozione. Il rispetto parte dalle parole, signor Grillo, ma siccome lei è un mago delle parole, dimostri con i fatti che in lei c'è un briciolo di vergogna. Nelle parole e in un gesto di scusa si può realizzare la dignità dell'uomo. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. Senatore Bertacco, la ringrazio per le sue parole. GAUDIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, signori senatori, il piano di riordino della sanità della Regione Campania ha sancito la chiusura del reparto maternità degli ospedali di Polla e di Sapri, piccoli centri in provincia di Salerno. Se tale chiusura dovesse essere confermata, risulterebbe una ulteriore batosta per questi territori che già vivono situazioni di disagio e di isolamento. L'aria della propria terra e il primo vagito che vuole e deve essere liberato ove sono le proprie radici devono costituire quel filo invisibile a cui rimanere indissolubilmente legati per tutta la vita. Tutto ciò suona come un sinistro viatico; vale a dire: preparatevi a lasciare la vostra terra, i vostri cari, i vostri affetti e le vostre radici ancor prima di nascere, perché qui non c'è presente e neppure futuro. Non basta, signor Presidente, signori senatori, lo spopolamento ormai naturale di questi territori, ma aggiungere la negata possibilità di nascere nei luoghi dove si vive, è veramente troppo. Nella provincia di Salerno insistono paesi che sono antiche perle, autentici scrigni di storia, di cultura, di tradizioni millenarie, incastonati in un paesaggio marino e montano allo stesso tempo, che lasciano, in chi ha il piacere di visitarli e di viverli, anche per poco tempo, sensazioni che non si dimenticheranno mai. Noi non ricerchiamo colpe specifiche o colpevoli. Vogliamo che il diritto di nascere in strutture pubbliche debba essere garantito e custodito in egual modo e misura in tutto il territorio nazionale. Per questi motivi, il MoVimento 5 Stelle vuole dimostrare la propria vicinanza e il proprio sostegno alle future mamme e a tutta la popolazione del Vallo di Diano, affinché tale provvedimento venga al più presto revocato. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . ROMANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMANO (M5S) . Signor Presidente, nella serata di venerdì 16 novembre scorso, unitamente al consigliere regionale Casili, al consigliere comunale Valente e a un gruppo di attivisti e simpatizzanti, ero presente all'interno della sede del Meetup 5 Stelle di Lecce, per presentare l'iniziativa apartitica «Alberi per il futuro», quando due uomini incapucciati hanno fatto irruzione gettando uova ripiene di vernice sui muri e volantini No TAP sul pavimento. Considerata la dinamica del gesto, l'intento era verosimilmente solo intimidatorio e finalizzato a produrre esclusivamente danni materiali. Tuttavia, qualcuno si sarebbe potuto seriamente fare del male se gli schizzi di vernice fossero andati a finire negli occhi e non solo sugli abiti. Ciò che fa più male non sono tanto i muri da ridipingere o gli indumenti da buttare, ma proprio quegli schizzi, che nascono da molto lontano e che dovrebbero macchiare nel profondo gli animi e le coscienze di alcuni piuttosto che di altri, quando si dice che l'apparire prevale sull'essere, dimenticando che il silenzio è sovente un atto di responsabilità ed è molto più significativo di molte parole non sufficientemente meditate. La scelta di non enfatizzare determinate vicende in linea con il più elementare buon senso e le linee guida in tema di contrasto agli atti di violenza confligge con il narcisismo mediatico di chi non perde occasione per giocare sulle spalle degli altri (Applausi dal Gruppo M5S) , dimenticando colposamente che nessuna mano si arma da sola e che a scherzare con il fuoco ci si può bruciare. La rabbia è un sentimento prezioso, ma la violenza non genera ragione: essa genera solo altra violenza. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Romano, e mi associo alle sue parole di condanna, al di là del merito e del contenuto, di qualunque episodio di chi vuole impedire ad altri, qualunque sia l'opinione, di esprimere liberamente le proprie idee. Quindi esprimo una totale condivisione. (Applausi dal Gruppo M5S) . CORRADO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, fra le molte iniziative memorabili, in senso negativo, della gestione Franceschini del Ministero per i beni e le attività culturali, i dipendenti hanno sofferto e tuttora soffrono specialmente quel decreto ministeriale 23 dicembre 2015 che, disciplinandone il comportamento, proibisce loro di criticare le decisioni dei dirigenti, salvo incorrere in gravi sanzioni. Un caso esemplare delle degenerazioni del decreto bavaglio, come è stato soprannominato, si è verificato in questi giorni in Calabria. La Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio è infatti intervenuta, da Roma, il 12 novembre, per annullare in autotutela la disposizione del soprintendente per le Province di Catanzaro, Cosenza e Crotone che avrebbe trasferito d'imperio in San Francesco d'Assisi, da quel giorno, il servizio demo-etno-antropologico già allocato nella sede centrale di Piazza Valdesi, a Cosenza. Sarebbero stati confinati in San Francesco anche un funzionario architetto e il personale afferente, «al fine anche» - scrive il dirigente per motivare il provvedimento - «di garantire l'obbligo della riservatezza»: insinuazione gravissima che non necessita di commento. È quasi superfluo sottolineare che l'autonomia e dunque la discrezionalità riconosciute ad un soprintendente, come ogni forma di potere, presuppongono uno spiccato senso di responsabilità, per non passare dalla discrezionalità all'arbitrio. Arbitrariamente, appunto, e con palese intento ritorsivo, il dirigente cosentino ha tentato di allontanare da sé soggetti colpevoli di non avere appoggiato certe sue scelte non per mera divergenza di opinioni, ma perché discutibili sul piano della correttezza amministrativa. Mi riferisco soprattutto alle grandi opere pensate per Cosenza dal sindaco e disinvoltamente condivise dal soprintendente. Alcuni di loro avevano anche svolto, forse colpevolmente agli occhi del dirigente, attività sindacale. L'intervento provvidenziale del direttore generale ha bloccato, come dicevo, il trasferimento coatto e imposto l'annullamento della condanna all'esilio per i dissenzienti. In generale, ritengo sia ora di restituire dignità alla funzione di dirigente MIBAC e ai ruoli subordinati, abrogando quel cosiddetto decreto bavaglio che alcuni, come ho appena dimostrato, usano quale mezzo di rappresaglia per poter consumare vendette personali che nulla hanno a che vedere con i compiti delicatissimi di un soprintendente. Chiederò al ministro Bonisoli di valutare seriamente l'ipotesi appena avanzata e invoco, nel farlo, il concorso di tutti i colleghi. In questa stagione obiettivamente crepuscolare per il MIBAC, gravemente depotenziato dalla pessima riforma del precedente Ministro, il libero pensiero (anche critico) di professionisti con decenni di esperienza non deve esporli a fare la fine « de l'abbacchio ar forno» , ma va se mai incoraggiato ad emergere. È un patrimonio al quale non si può e non si deve rinunciare, se si vuole sperare di rivitalizzare quello che altrimenti finirà per assumere, in via definitiva e irreparabile, la sostanza e la forma di una scatola bella ma vuota. (Applausi dal Gruppo M5S) . EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il 18 novembre 2013 il ciclone Cleopatra si è abbattuto sul territorio gallurese in Sardegna, uccidendo diciannove persone, di cui nove nella sola città di Olbia: Morgana (due anni) e la mamma, Enrico (quattro anni) con il papà, Anna e Maria nelle loro case, Bruno, Sebastiana e Maria risucchiati da una voragine creatasi nel manto stradale. Interi quartieri sono stati spazzati via da un'onda altissima di acqua e di fango. Tanta la solidarietà dei cittadini sardi, ma pochi i risarcimenti agli ingenti danni subiti dalle vittime dell'alluvione e al momento nessuna giustizia per le famiglie, con ipotesi di reato già a rischio prescrizione. Pochissimo è stato fatto per mettere in sicurezza il territorio gallurese: è solo di pochi mesi fa l'inizio dei lavori da parte dell'ANAS per eliminare la voragine che ha inghiottito tre persone, un ponte è stato abbattuto e da poco ricostruito più alto. Tuttavia, tante sono le opere ancora necessarie. Intanto la politica discute sul piano di mitigazione del rischio idrogeologico, anzi su due piani: uno è fermo in sede di valutazione di impatto ambientale, l'altro è uno studio di fattibilità che sostiene il contrario del primo. L'amministrazione comunale vorrebbe risolvere il problema con un referendum che dovrebbe trasformare i cittadini in esperti di ingegneria idraulica. Intanto la città, che nel frattempo ha subito anche l'alluvione del 2015, vive nel terrore che il fiume si ingrossi e si ripeta la tragedia del 2013. Faccio un appello al buon senso di tutti gli amministratori locali, della Regione Sardegna e del ministro Costa, affinché si pensi solo ed esclusivamente al bene della comunità gallurese e si intervenga il più presto possibile per attuare un vero e proprio piano antialluvione. Già domani, a causa del mal tempo, potrebbe essere troppo tardi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 21 novembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 21 novembre, alle ore 18,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,21) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone concernente il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa, fatto a Tokyo il 22 maggio 2017 (772) ARTICOLI DA 1 A 5 Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone concernente il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa, fatto a Tokyo il 22 maggio 2017. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1 a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 7 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Disposizioni finanziarie) 1. All'onere derivante dall'articolo 2 dell'Accordo di cui all'articolo 1, pari a euro 4.529 annui ad anni alterni, a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 4. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dalle disposizioni dell'Accordo di cui all'articolo 1, a esclusione degli oneri previsti dall'articolo 3, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Agli eventuali oneri derivanti dall'articolo 7, comma 2, dell'Accordo di cui all'articolo 1, si fa fronte con apposito provvedimento legislativo. Art. 5. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, fatto a Roma il 15 aprile 2014 (659) ARTICOLI DA 1 A 5 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, fatto a Roma il 15 aprile 2014. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena e intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 16 del medesimo Accordo. Art. 3. (Disposizioni finanziarie) 1. Per le finalità dell'Accordo di cui all'articolo 1, relativamente agli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 11, 12, 14 e 15, è autorizzata la spesa di 160.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di 163.760 euro a decorrere dall'anno 2020. 2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 160.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a 163.760 euro a decorrere dall'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 4. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dalle disposizioni dell'Accordo di cui all'articolo 1, ad esclusione degli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 11, 12, 14 e 15 dell'Accordo medesimo, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Agli eventuali oneri relativi all'articolo 17 dell'Accordo di cui all'articolo 1 si farà fronte con apposito provvedimento legislativo. Art. 5. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos, fatto a Bangkok il 17 febbraio 2003 (676) ARTICOLI DA 1 A 5 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica fra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos, fatto a Bangkok il 17 febbraio 2003. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 12 dell'Accordo medesimo. Art. 3. (Disposizioni finanziarie) 1. Per le finalità dell'Accordo di cui all'articolo 1, relativamente agli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10, è autorizzata la spesa di 220.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di 249.190 euro a decorrere dall'anno 2020. 2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 220.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a 249.190 euro a decorrere dall'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 4. (Clausola di invarianza finanziaria ) 1. Dalle disposizioni dell'Accordo di cui all'articolo 1, ad esclusione degli articoli da 2 a 10 dell'Accordo medesimo, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 5. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 676 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 772 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo, nel presupposto che ad eventuali oneri futuri derivanti dall'attuazione dell'Accordo si faccia fronte attraverso appositi provvedimenti legislativi. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 659 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Astorre, Barachini, Biti, Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Candiani, Castaldi, Cattaneo, Cioffi, Crimi, De Poli, Fantetti, Faraone, Ferrazzi, Garnero Santanchè, Lorefice, Marinello, Marti, Merlo, Mirabelli, Monti, Napolitano, Rojc, Ronzulli, Rossomando, Rubbia, Santangelo, Sbrollini, Sciascia, Siri e Solinas. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Airola, per attività della 3ª Commissione permanente; Pittoni, per attività della 7ª Commissione permanente; Catalfo, Guidolin e Toffanin, per attività dell'11ª Commissione permanente; Fazzolari, Licheri e Testor, per attività della 14ª Commissione permanente; Anastasi, Candura, Cangini, Maiorino, Ortis, Paroli, Pellegrini Emanuele e Pinotti, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Verducci, per attività dell'Unione interparlamentare. Gruppi parlamentari, Ufficio di Presidenza Il Presidente del Gruppo parlamentare Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione ha comunicato che il Gruppo stesso ha nominato Vice Presidente la senatrice Antonella Faggi in sostituzione della senatrice Stefania Pucciarelli. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Leone Cinzia, Lannutti Elio, Marinello Gaspare Antonio Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni sul territorio nazionale (947) (presentato in data 16/11/2018); senatori Urso Adolfo, Ciriani Luca, Garnero Santanche' Daniela, Balboni Alberto, Iannone Antonio, de Bertoldi Andrea, Fazzolari Giovanbattista, La Pietra Patrizio Giacomo, Zaffini Francesco Introduzione degli articoli 24-ter e 24-quater del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di regime fiscale per i pensionati stranieri di origine italiana che trasferiscono la loro residenza in Italia (948) (presentato in data 19/11/2018); senatore Petrocelli Vito Rosario Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani residenti all'estero e delega al Governo per l'introduzione del voto elettronico per l'esercizio del diritto di voto all'estero (949) (presentato in data 20/11/2018); senatori Gasparri Maurizio, Quagliariello Gaetano, Mallegni Massimo, Gallone Maria Alessandra Disposizioni in materia di riconoscimento della capacità giuridica del concepito (950) (presentato in data 20/11/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Caliendo Giacomo Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato (812) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni) (assegnato in data 20/11/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Ferro Massimo, Sen. Paroli Adriano Nuove disposizioni in materia di deducibilità delle minusvalenze prodotte dalla crisi di Veneto Banca S.p.A. e di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. (744) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Urso Adolfo ed altri Deducibilità fiscale delle perdite rilevate in bilancio su azioni di banche in risoluzione e liquidazione coatta amministrativa (823) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 20/11/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Montani Enrico ed altri Istituzione di una zona economica speciale (ZES) nelle aree territoriali della Lombardia e del Piemonte confinanti con la Svizzera (851) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Gaudiano Felicia ed altri Modifica all'articolo 57 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di pagamento dell'imposta di registro sugli atti giudiziari (892) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 20/11/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Puglia Sergio ed altri Modifica all'articolo 19 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di semplificazione della tassazione del trattamento di fine rapporto (907) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 20/11/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Fregolent Sonia ed altri Modifiche alla legge 2 agosto 1999, n. 264, in materia di accesso ai corsi universitari, con riguardo anche a quelli delle professioni mediche (831) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. Coltorti Mauro ed altri Modifiche all'articolo 115 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di accertamento dei requisiti psico-fisici per la guida (795) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare Sen. Turco Mario Disposizioni in materia di enfiteusi e livello (855) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 20/11/2018); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Sen. Grassi Ugo, Sen. Ricciardi Sabrina Modifiche alla disciplina sulle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (833) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro) (assegnato in data 20/11/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Laus Mauro Antonio Donato Istituzione del salario minimo orario (310) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 20/11/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Vescovi Manuel Disposizioni per il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante (672) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 20/11/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Vescovi Manuel Disposizioni per il riconoscimento della malattia di Menière come malattia cronica invalidante (673) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 20/11/2018); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Garavini Laura Introduzione dell'obbligo di deposito cauzionale per l'acquisto di bevande in contenitori non riutilizzabili e non ecosostenibili (222) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Briziarelli Luca ed altri Interventi urgenti di bonifica dell'area della ex centrale a lignite di Pietrafitta, nella Valnestore, nel comune di Piegaro, provincia di Perugia (829) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 20/11/2018); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Ferrazzi Andrea ed altri Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette (834) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); Commissioni 6ª e 12ª riunite Sen. Lannutti Elio ed altri Norme per il contrasto, la riduzione e la prevenzione del gioco d'azzardo patologico (411) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Garavini Laura Modifiche al decreto-legge 24 giugno 1994, n. 408, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1994, n. 483, e alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di esercizio del diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo da parte dei cittadini italiani residenti in altri Stati membri dell'Unione europea (220) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Iannone Antonio Modifica degli articoli 6 e 12 della Costituzione, in materia di riconoscimento della lingua italiana come lingua ufficiale della Repubblica e dell'inno nazionale (749) (assegnato in data 20/11/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Gaudiano Felicia ed altri Modifiche alla disciplina sui rappresentanti di lista e sui membri dell'ufficio elettorale di sezione nelle elezioni politiche e comunali (862) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio) (assegnato in data 20/11/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Vitali Luigi, Sen. Mallegni Massimo Delega al Governo per la riforma del codice di procedura penale (802) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 20/11/2018); 4ª Commissione permanente Difesa Sen. Donno Daniela ed altri Delega al Governo in materia di accesso alla carriera militare per i soggetti affetti da celiachia e da intolleranze alimentari (841) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 20/11/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Saponara Maria ed altri Delega al Governo per l'introduzione nelle scuole situate nei piccoli comuni dello studio dei patrimoni culturali, sociali, artistici e paesaggistici degli stessi e per l'istituzione della Giornata nazionale della Festa delle tradizioni, per valorizzare la tipicità e le identità delle comunità locali (745) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 20/11/2018); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare Sen. De Petris Loredana Disposizione per valorizzare le produzioni agricole locali e a filiera corta, nonchè delega al Governo per l'istituzione del marchio "Prodotto di fattoria" (898) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018); Commissioni 7ª e 12ª riunite Sen. Vescovi Manuel Disposizioni in materia di riconoscimento e regolamentazione delle professioni relative alle attività motorie, nonché delega al Governo per l'istituzione della figura di insegnante specializzato in attività motorie (671) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 20/11/2018); Commissioni 9ª e 13ª riunite Sen. Taricco Mino ed altri Misure per il contenimento del consumo del suolo e il riuso del suolo edificato e deleghe per la disciplina in materia di rigenerazione delle aree urbane degradate e per la definizione di incentivi di natura fiscale (843) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/11/2018). Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 14 novembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 6, della legge 14 novembre 2016, n. 220, la prima relazione concernente lo stato di attuazione degli interventi di cui alla medesima legge n. 220 del 2016, recante disciplina del cinema e dell'audiovisivo, riferita all'anno 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a , alla 7 a , alla 10 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . CCXXXVIII, n. 1). Il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 19 novembre 2018, ha inviato un documento recante alcune correzioni alla versione aggiornata del progetto di Documento programmatico di bilancio per l'anno 2019 ( Doc . XI, n. 1- bis ), già trasmessa in data 14 novembre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente. La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 16 novembre 2018, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente il conferimento di incarichi di funzione dirigenziale di livello generale ai dottori Paolo Onelli e Paolo Pennesi, nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure d'infrazione Il Ministro per gli affari europei, con lettera in data 14 novembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le seguenti comunicazioni concernenti l'avvio di procedure d'infrazione, ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - notificate il 9 novembre 2018 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni permanenti: comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2018/2249, concernente il monitoraggio della qualità delle acque, designazione delle zone vulnerabili ai nitrati e contenuto dei programmi d'azione - alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 18); comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2018/2100, concernente i servizi di informazione per le piazzole di sosta di camion e veicoli commerciali - alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 19); comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2018/4002, concernente l'aliquota ridotta dell'IVA sul carburante nella Regione Lombardia - alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 20); comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2018/2010, concernente l'IVA per imbarcazioni da diporto - Definizione del luogo di imposizione per i noleggi di breve durata - alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 21). Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di atti L'ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), con lettera in data 8 novembre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, comma 3- bis , del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, e dell'articolo 1, comma 202, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, la relazione concernente lo stato di avanzamento degli interventi e delle azioni previsti dal Piano straordinario per la promozione del made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia, aggiornata al 1° settembre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente ( Doc . CXLIII, n. 1). Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Marco Pellegrini, Bottici e Ortolani hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00050 della senatrice Moronese ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Marco Pellegrini, Ortolani e Giannuzzi hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00380 della senatrice Moronese ed altri. Mozioni Atto n. 1-00051 MARCUCCI FEDELI ALFIERI BELLANOVA BINI BITI BOLDRINI CUCCA GARAVINI GINETTI IORI PARRINI PATRIARCA PITTELLA ROSSOMANDO STEFANO SUDANO MALPEZZI VALENTE Il Senato, premesso che: la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, scegliendo la data del 25 novembre e invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG, a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica; la violenza basata sul genere, inclusa anche la violenza domestica, come definita nella Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (la cosiddetta «Convenzione di Istanbul»), approvata dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa il 7 aprile 2011, rappresenta una grave violazione dei diritti umani, che affonda le sue radici in una profonda, e persistente, disparità di potere tra uomini e donne e in una organizzazione patriarcale della società, che ancora oggi permea le pratiche e la vita quotidiana di milioni di uomini e donne in Italia; la riproduzione della struttura di genere tradizionale avviene attraverso rappresentazioni collettive fondate sugli stereotipi e il sessismo, che incidono nell'immaginario e nell'agire collettivo, creando le condizioni per una giustificazione e una perpetuazione della violenza maschile sulle donne; come dimostrano i dati più recenti diffusi dall'ISTAT con il "Rapporto SDGs 2018. Informazioni statistiche per l'Agenda 2030 in Italia", la violenza contro le donne nel nostro Paese è un fenomeno ampio, diffuso e strutturale; il rapporto evidenzia come "La violenza fisica e sessuale sulle donne e le ragazze è presente in tutti i paesi e in gran parte dei casi l'autore è il partner . Nei casi più estremi la violenza contro le donne può portare alla morte. Nel 2012, quasi la metà di tutte le donne che sono state vittime di omicidio intenzionale in tutto il mondo è stata uccisa da un partner o da un familiare, rispetto al 6 per cento delle vittime di sesso maschile"; sempre i dati dicono che: «le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner , parenti o amici»: nel 62,7 per cento dei casi gli stupri dichiarati sono stati commessi da partner , nel 3,6 per cento da parenti e nel 9,4 per cento da amici, un'evoluzione confermata anche per quel che riguarda le violenze fisiche come schiaffi, calci, pugni e morsi, mentre gli sconosciuti sono autori soprattutto di molestie sessuali. Il 31,5 per cento delle 16-70enni (6 milioni 788.000) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6 per cento delle donne (2 milioni 800.000), in particolare il 5,2 per cento (855.000) da partner attuale e il 18,9 per cento (2 milioni 44.000) dall'ex partner . Il 24,7 per cento delle donne ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale da parte di uomini non partner : il 13,2 per cento da estranei e il 13 per cento per cento da persone conosciute. In particolare, il 6,3 per cento da conoscenti, il 3 per cento da amici, il 2,6 per cento da parenti e il 2,5 per cento da colleghi di lavoro. Tra le donne che hanno subìto violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche; l'ISTAT dice anche che le donne sono uccise soprattutto nell'ambito familiare o da conoscenti. Nel 2016, nella metà dei casi l'omicidio di una donna è stato commesso dal partner o dall'ex partner (51,0 per cento), nel 22,1 per cento dei casi da parte di un parente, nel 6 per cento dei casi da un conoscente. Questi dati confermano ciò che era già ampiamente noto: per le donne l'ambito familiare è il meno sicuro. I recenti fatti di cronaca poi evidenziano una drammatica recrudescenza dei fenomeni delittuosi riconducibili alla violenza di genere; i costi sociali ed economici della violenza dimostrano che le risorse stanziate per la prevenzione comportano netti risparmi rispetto a quanto il sistema pubblico è costretto a spendere una volta che la violenza viene realizzata. Il rapporto dell'Eige (European Institute for Gender Equality) presentato l'8 ottobre 2018, stima che ogni anno, nel nostro Paese, la violenza contro le donne costi 26 miliardi di euro, in termini di perdita di produzione economica, dal maggiore utilizzo di servizi e dai costi personali, per un costo totale di quasi 226 miliardi di euro nei 28 paesi dell'Ue; anche le conseguenze sulla salute delle donne sono pesantissime. Secondo l'OMS la violenza sulle donne rappresenta "un problema di salute di proporzioni globali enormi"; questa fotografia del fenomeno della violenza contro le donne è stata possibile anche grazie al lavoro, spesso volontario, di tante donne dei centri antiviolenza non istituzionali, che da sempre affiancano le donne maltrattate ascoltandole e accompagnandole nella costruzione di percorsi personali di fuoriuscita dall'esperienza di violenza; nella XVII Legislatura è stato portato avanti un lavoro intenso e sistematico dal Parlamento e dai Governi che si sono succeduti. Non a caso, il primo atto del Parlamento è stata la ratifica della Convenzione di Istanbul, il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza. La Convenzione ha fatto emergere, tra le altre cose, la correlazione tra l'assenza della parità di genere e il fenomeno della violenza; in attuazione dell'articolo 5 della Convenzione, con il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 119 del 2013, si è proceduto alla definizione di un Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Il Piano, di durata biennale, è stato adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri nel luglio 2015; partendo dall'esperienza maturata nell'attuazione del citato Piano straordinario, e nella convinzione che il raggiungimento della parità de jure e de facto sia un elemento chiave per sradicare la violenza contro le donne, il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, mediante la costituzione di un gruppo di lavoro istituito ad hoc , ha avviato un ampio e articolato processo di dialogo partecipato finalizzato alla definizione delle linee strategiche e dei contenuti della proposta di un "Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne" per il triennio 2017-2020; il Piano nazionale, approvato nel novembre 2017 in Consiglio dei ministri, ripropone i tre assi strategici della Convenzione di Istanbul (prevenire; proteggere e sostenere; perseguire e punire), oltre ad un asse trasversale di supporto all'attuazione relativo alle politiche integrate; sul fronte della prevenzione, le priorità individuate riguardano il rafforzamento del ruolo strategico del sistema di istruzione e formazione, la formazione degli operatori del settore pubblico e del privato sociale, l'attivazione di programmi di intervento per gli uomini autori o potenziali autori di violenza, la sensibilizzazione dei mass media sul ruolo di stereotipi e sessismo. Quanto alla protezione e al sostegno alle vittime, la priorità è la presa in carico; seguono percorsi di empowerment economico finanziario, lavorativo e di autonomia abitativa. Per quel che riguarda la repressione dei reati, le priorità sono: garantire la tutela delle donne vittime di violenza (compreso lo stalking) attraverso una efficace e rapida valutazione e gestione del rischio di letalità, gravita, reiterazione e recidiva del reato, con procedure che siano omogenee ed efficienti su tutto il territorio nazionale, oltre che il più possibile condivise tra le varie forze dell'ordine; migliorare l'efficacia dei procedimenti giudiziari a tutela delle vittime di abusi e violenze e di delitti connessi alla violenza maschile contro le donne; nel Piano si evidenzia anche la necessità di adottare strategie efficaci per prevenire e contrastare ogni forma di violenza che può affliggere le donne nel contesto di un rapporto di lavoro (violenza fisica, psicologica, sessuale) attraverso un percorso condiviso con le parti sociali; si dedica altresì una specifica attenzione ad alcune categorie vulnerabili quali: i minori vittime di mutilazioni genitali femminili o minacciati di subire tale pratica; i minori costretti al matrimonio precoce/forzato; le vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo; a tal proposito, si ricorda che il 26 febbraio 2016 il Consiglio dei ministri ha adottato il primo Piano d'azione nazionale contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani per gli anni 2016-2018; in merito alle risorse, il decreto-legge n. 93 del 2013 aveva in principio disposto un incremento del fondo per le pari opportunità di 10 milioni di euro, per l'anno 2013, vincolati al finanziamento del piano contro la violenza di genere e, per gli anni 2014, 2015, e 2016 aveva provveduto con la legge di stabilità per il 2014 (di cui alla legge n. 147 del 2013) ad aumentare ulteriormente il fondo di 10 milioni per ciascuno degli anni con vincolo di destinazione al Piano antiviolenza; un ulteriore finanziamento di natura permanente era invece stato specificamente destinato, nell'ambito del Piano, al potenziamento delle forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso il rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e case rifugio e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza: a tal fine il fondo per le pari opportunità fu incrementato di 10 milioni di euro per il 2013, di 7 milioni per il 2014 e di 10 milioni annui a decorrere dal 2015. Inoltre, nell'esercizio finanziario 2017, il fondo ha subito un significativo incremento dovuto ad un rifinanziamento di circa 49 milioni di euro per il 2017 con la legge di bilancio per il 2017 (legge n. 232 del 2016). Nella legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017) poi il Fondo per le pari opportunità viene rifinanziato per circa 45 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020; nel bilancio 2017 della Presidenza del Consiglio, sul capitolo "Somme da destinare al piano contro la violenza alle donne", nel quale sono iscritti sia i fondi destinati al Piano straordinario che quelli per i centri antiviolenza e le case rifugio, risultavano stanziate per il 2017 risorse per 21,7 milioni di euro e per il 2018, sempre al medesimo capitolo, risultavano stanziate risorse pari a 35,4 milioni di euro; in attuazione dell'art. 1, commi 790 e 791, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e per il compimento degli obiettivi posti al paragrafo 5.4 "Soccorso" del Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere", con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 novembre 2017, sono state adottate le Linee guida nazionali per l'assistenza socio-sanitaria alle donne che subiscono violenza e che si rivolgono ai pronto soccorso, che individuano e delineano un percorso dedicato, con l'obiettivo di garantire alle donne una assistenza adeguata e una "presa in carico" che parte dal triage infermieristico e arriva fino all'accompagnamento e all'orientamento ai servizi pubblici e privati dedicati presenti sul territorio di riferimento. Le linee guida nazionali sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2018; diversi sono stati i Protocolli siglati dal Dipartimento per le pari opportunità volti a: creare, in collaborazione con l'Istat, una "Banca dati sulla violenza di genere" finalizzata a fornire informazioni statistiche valide e continuative agli organi di Governo e a tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel contrasto alla violenza di genere; adottare, in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri, un linguaggio ed una metodologia condivisa tra i soggetti che a diverso titolo operano sul tema della violenza di genere, in un'ottica di miglioramento e di raccordo delle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne; espletare, in accordo con l'Arma dei Carabinieri, corsi di formazione agli operatori del numero di pubblica utilità 1522 e al personale della Presidenza del Consiglio dei ministri, diretti a fornire un approfondimento del fenomeno della violenza di genere, analizzandolo sotto i suoi molteplici aspetti; promuovere, in accordo con il Ministero dell'interno, la formazione integrata e multidisciplinare degli operatori ed operatrici delle parti coinvolte e di promuovere l'adozione di protocolli operativi in grado di migliorare gli interventi di prevenzione e protezione delle vittime; in un'ottica di prevenzione, è stato garantito il servizio fornito dal numero di pubblica utilità 1522, riconosciuto come strumento fondamentale di orientamento delle vittime di violenza di genere e stalking , che fornisce informazioni puntuali all'utenza, sui servizi pubblici e privati presenti sul territorio nazionale. Per promuovere il numero gratuito, sono state promosse diverse campagne di comunicazione, l'ultima delle quali realizzata nel 2017 "sbloccailcoraggio"; in occasione dell'undicesima giornata europea contro la tratta degli esseri umani, il 18 ottobre 2017, è stata presentata la nuova campagna istituzionale, in onda sulle reti Rai, per la pubblicizzazione del numero verde antitratta 800 290 290; il 24 luglio 2017 è stato emanato dal Dipartimento per le pari opportunità, un avviso pubblico finalizzato a promuovere e sostenere una serie di interventi progettuali, anche di carattere innovativo, come ad esempio quelli a supporto e protezione delle donne sottoposte a violenza cosiddetta economica; il 15 e il 16 novembre 2017, a Taormina, si è riunito il primo G7 delle Pari Opportunità: il summit G7 è stata un'importante occasione per discutere di politiche sociali e diritti delle donne e per affrontare i due principali temi: il rafforzamento delle misure contro la violenza sulle donne e l' empowerment femminile, specie sul versante economico; inoltre, sin dall'adozione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1325 (2000) i Governi che si sono succeduti hanno condotto l'Italia a sostenere con forza l'"Agenda Donne, Pace e Sicurezza" in linea anche con i risultati delle conferenze internazionali di settore, a partire dalla innovativa Quarta conferenza mondiale sulle donne, tenutasi a Pechino nel 1995, varando, uno tra i pochi Paesi, il terzo Piano d'azione nazionale italiano (PAN) a conferma dell'impegno delle Autorità italiane nell'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in materia di Donne, Pace e Sicurezza; sulla scorta delle indicazioni e dei principi della Convenzione, la legge n. 119 del 2013, cosiddetta sul femminicidio, ha definito per la prima volta con chiarezza la centralità e la peculiarità della violenza compiuta entro le mura domestiche da chi ha vincoli familiari o affettivi con la persona colpita; ha inoltre introdotto profonde modifiche processuali a tutela della vittima e introdotto misure di sostegno per le donne e i minori coinvolti nella fase processuale, modalità protette per le testimonianze, gratuito patrocinio, dovere di comunicazione del giudice rispetto alle modifiche delle misure cautelari, processi più rapidi e l'estensione del permesso di soggiorno alle donne straniere vittime di violenza domestica slegato dal permesso del marito, irrevocabilità della querela per le situazioni particolarmente gravi di stalking; per quanto riguarda la dotazione di strumenti «repressivi», di particolare rilievo appare l'introduzione di un'aggravante per gravi delitti violenti da applicare in caso di «violenza assistita», e cioè avvenuta in presenza di minori, con particolare riferimento al regime della querela di parte che è diventata irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate e aggravate. In tutti gli altri casi, la remissione potrà avvenire soltanto in sede processuale, ma il delitto resta perseguibile d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità; si è agito, inoltre, introducendo importanti misure di prevenzione, quali l'ammonimento del questore anche per condotte di violenza domestica, sulla falsariga di quanto già previsto per il reato di stalking , e l'allontanamento, anche d'urgenza, dalla casa familiare e l'arresto obbligatorio in flagranza all'autore delle violenze, e si è cercato di si è cercato di intervenire al fine di migliorare l'interazione tra chi subisce violenza e le autorità. Inoltre, i reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e stalking sono stati inseriti tra quelli che hanno priorità assoluta nella formazione dei ruoli d'udienza, ed è stato esteso il gratuito patrocinio; il decreto legislativo n. 212 del 2015, in vigore dal 20 gennaio 2016, aveva infatti recepito la direttiva 2012/29/UE del 25 ottobre 2012, che istituiva norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, e istituito il fondo destinato al ristoro patrimoniale delle vittime di reati intenzionali violenti, che era stato dai Governi nel 2017 incrementato e alimentato dalle somme dovute a titolo di sanzione pecuniaria civile; negli ultimi giorni della XVII Legislatura il Parlamento ha approvato la legge n. 4 del 2018, volta a rafforzare le tutele per i figli rimasti orfani a seguito di un crimine domestico, che riconosce tutele processuali ed economiche ai figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti della vittima di un omicidio commesso da: il coniuge, anche legalmente separato o divorziato; la parte dell'unione civile, anche se l'unione è cessata; una persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza con la vittima. La medesima legge, inoltre, modifica il codice penale intervenendo sull'omicidio aggravato dalle relazioni personali. Rispetto alla norma vigente, che punisce l'uxoricidio (omicidio del coniuge) con la reclusione da 24 a 30 anni, il provvedimento aumenta la pena ed estende il campo d'applicazione della norma. Modificando l'art. 577 del codice penale, infatti, è prevista la pena dell'ergastolo se vittima del reato di omicidio è: il coniuge, anche legalmente separato; l'altra parte dell'unione civile; la persona legata all'omicida da stabile relazione affettiva e con esso stabilmente convivente; con l'entrata in vigore poi della legge 17 ottobre 2017, n. 161, di riforma del Codice antimafia, agli indiziati di stalking potranno essere applicate nuove misure di prevenzione, e, in particolare, sarà applicabile la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, cui può essere aggiunto, se le circostanze del caso lo richiedano, il divieto di soggiorno in uno o più comuni, diversi da quelli di residenza o di dimora abituale o in una o più province. Quando le altre misure di prevenzione non siano ritenute idonee può essere imposto all'indiziato di atti persecutori l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale. Infine, con il consenso dell'interessato, anche allo stalker potrà essere applicato il cosiddetto braccialetto elettronico, una volta che ne sia stata accertata la disponibilità. La riforma del Codice consente inoltre l'applicazione agli indiziati di stalking anche delle misure di prevenzione patrimoniali; la prevenzione non può che partire dalla scuola. In tal senso, il 27 ottobre 2017 il Ministro dell'Istruzione pro tempore ha presentato un Piano nazionale per promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione al rispetto, per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e favorire il superamento di pregiudizi e disuguaglianze. Con il Piano sono stati stanziati 8,9 milioni di euro per progetti e iniziative per l'educazione al rispetto e per la formazione delle e degli insegnanti. In particolare, 900.000 euro per l'ampliamento dell'offerta formativa, 5 milioni (fondi PON) per il coinvolgimento di 200 scuole nella creazione di una rete permanente di riferimento su questi temi. Altri 3 milioni per la formazione delle e dei docenti. In attuazione del Piano sono state emanate le Linee guida nazionali per l'attuazione del comma 16 della legge n. 107 del 2015 per la promozione dell'educazione alla parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere; a sostegno di iniziative educative in ambito scolastico, il Dipartimento per le pari opportunità ha indetto un bando pubblico rivolto a tutte le scuole nazionali di ogni ordine e grado, che ha permesso di finanziario 90 istituti scolastici. Le risorse stanziate sono state di 5 milioni di euro; il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, di attuazione della legge n. 183 del 2014 (cosiddetto Jobs Act ), sui temi di conciliazione lavoro-vita privata ha introdotto il congedo per le donne vittime di violenza di genere che intraprendono percorsi di protezione. Le lavoratrici dipendenti del pubblico e del privato e anche le lavoratrici autonome che subiscono violenza, per motivi legati allo svolgimento di tali percorsi, hanno diritto ad astenersi dal lavoro per un periodo di tre mesi, anche non continuativo, interamente retribuito. È inoltre prevista la possibilità di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a par time , nonché l'opportunità di trasformarlo nuovamente, a seconda delle esigenze della lavoratrice, in rapporto di lavoro a tempo pieno, nonché la facoltà, per le collaboratrici a progetto di sospendere il rapporto contrattuale per motivi connessi allo svolgimento dei suddetti percorsi di protezione; questo lungo excursus è parso utile a dimostrare che moltissimo è stato fatto dai governi pro tempore Letta, Renzi e Gentiloni, ma che la strada per sconfiggere definitivamente e culturalmente il fenomeno della violenza contro le donne è ancora lunga e attuale; dalla relazione finale, approvata all'unanimità, della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere (istituita nel mese di gennaio 2017 e istituita nuovamente il 16 ottobre 2018), emergono tantissime indicazioni e vuoti normativi da colmare. Una delle maggiori incongruenze evidenziate, e alla quale si chiede di porre rimedio, è la totale incomunicabilità tra procedimenti civili e penali, e tra questi ultimi e il tribunale per i minorenni. Così, spessissimo, accade che un procedimento penale scaturito da una denuncia per violenza domestica proceda completamente staccato dal procedimento civile di separazione e affidamento dei figli. Ne consegue una frequente violazione della Convenzione di Istanbul poiché, anche quando un giudice ha accertato la violenza domestica, viene disposto l'affido condiviso; il 9 maggio 2018, il Consiglio Superiore della Magistratura ha adottato una risoluzione sulle linee guida in tema di organizzazione e buone prassi per la trattazione dei procedimenti relativi a reati di violenza di genere e domestica con l'obiettivo di fornire agli uffici giudiziari italiani, requirenti e giudicanti, gli indirizzi per meglio organizzare l'attività di indagine e i giudizi sui reati riguardanti la violenza di genere. Nelle linee guida si sottolinea che "La centralità del tema delle vittime di violenza di genere e domestica, ancor più se domestica, ancor più se minorenni, tanto nella veste di vittime che di testimoni, rende ineludibile l'esigenza di rafforzare la cooperazione interna al sistema giudiziario, in particolare quella tra procure ordinarie, tribunale civile e magistratura minorile"; il disegno di legge cosiddetto Pillon (A.S. n. 735), in discussione al Senato, che propone una riforma in materia di affido condiviso, sembra porsi in aperto contrasto con quanto detto. Un testo fortemente criticato, il cui contenuto viola la Costituzione e le convenzioni internazionali. In particolare, l'obbligo di mediazione viola apertamente il divieto previsto dall'art. 48 della Convenzione di Istanbul e rischia di mettere in pericolo le donne che fuggono dal partner violento. Così come, occorre sottolineare la pericolosità dell'introduzione del concetto di alienazione parentale, che, presupponendo esservi manipolazione da parte di un genitore in caso di manifesto rifiuto dei figli di vedere l'altro, prevede di invertire il domicilio collocando il figlio proprio presso il genitore che esso rifiuta. Si contrasta così la possibilità per il minore di esprimere il suo rifiuto, avversione o sentimento di disagio verso il genitore che si verifichi essere inadeguato o che lo abbia esposto a situazioni di violenza assistita; troppo spesso poi le donne rischiano ancora di subire fenomeni di vittimizzazione secondaria, derivanti dal contatto insoddisfacente con il sistema di giustizia penale vivendo così un ulteriore trauma psico-emotivo. È quindi importante favorire, attraverso strumenti normativi, buone prassi e la formazione mirata, integrata e permanente di tutti gli operatori coinvolti (anche sui contenuti della Convenzione di Istanbul), una cultura sociale e giudiziaria orientata alla tutela della vittima di genere. Un ulteriore elemento di vittimizzazione secondaria di cui occorre tenere conto, è l'estrema durata del procedimento penale; purtroppo, ancora oggi, nei mondi che vengono a contatto con la violenza sulle donne, sono presenti molti pregiudizi. Pregiudizi che possono comportare una errata valutazione del rischio da parte di uno degli operatori delle reti di protezione della donna vittima di violenza, con la conseguente mancanza di adozione di misure di protezione adeguate che possono avere come conseguenza un femminicidio. Troppo spesso, dalle cronache giudiziarie emergono situazioni nelle quali il soggetto violento, trasformatosi in omicida di genere, non risultava sottoposto ad alcuna misura, pur avendo la donna più volte denunciato la situazione di violenza subita; la scelta di una donna vittima di violenza di affidare il racconto della propria storia alle forze dell'ordine, va raccolta con capacità e professionalità: chiedere aiuto è un punto di arrivo che segna il passaggio tra il passato e il futuro. Per queste ragioni, chi accoglierà questo affidamento, e soprattutto il modo in cui lo farà, può segnare una grande differenza nel prosieguo del viaggio di rinascita della donna; per quel che concerne poi la trattazione prioritaria dei processi, fondamentale anche per evitare una vittimizzazione secondaria della parte lesa, le linee guida del Csm, anche in considerazione dell'espresso richiamo all'art. 132- bis disposizioni del codice di procedura penale, operato dalla Circolare p. 20458 del 17 novembre 2017, intervengono sul tema indicando che: "ferma restando l'insindacabilità della discrezionalità rimessa ai magistrati giudicanti e requirenti in ordine alle scelte processuali del caso singolo, appare in linea con l'indicazione consiliare di ricercare modalità organizzative condivise, utili ad assicurare la trattazione prioritaria dei procedimenti e protezione alla vittima anche in ambito processuale, l'ipotesi che le dirigenze degli uffici possano concordare previsioni generali relative ai casi in cui detta modalità di assunzione della prova si renda particolarmente opportuna"; sul piano della comunicazione viene ancora riservata poca attenzione al ruolo che i media possono avere per consolidare una coscienza sociale diffusa di condanna del fenomeno. Troppe volte, soprattutto nei casi di femminicidio, i media tendono a far passare un messaggio fuorviante e diseducativo, sia sul piano del linguaggio che su quello della rappresentazione della notizia. Espressioni come "Amore malato", "eccesso di amore", "raptus" richiamano ad una sorta di giustificazionismo dell'azione violenta. Anche su questo punto la Convenzione di Instanbul interviene in maniera puntuale con l'articolo 17, prevedendo la sensibilizzazione degli operatori dei settori dei media per la realizzazione di una comunicazione e di una informazione, anche commerciale, rispettosa della rappresentazione di genere; nell'era del web , la violenza come è noto corre anche in rete e le donne sono le principali vittime del discorso d'odio on line "Vox Diritti" ha pubblicato di recente una mappa dell'intolleranza, secondo la quale le donne sono ancora le più odiate in rete. In particolare, si rileva come la rete dell'odio si agiti quando la cronaca registra casi di femminicidio e che il social più attivo nel condividere l'odio verso le donne è "Twitter", con oltre 1 miliardo di tweet sessisti rilevati (su un campione di oltre 2 miliardi complessivi); sulle politiche di genere e di contrasto alla violenza maschile sulle donne, si sta assistendo nel nostro Paese, così come in molte parti del mondo, ad un pericoloso arretramento politico oltre che culturale, il cui esito può essere molto pericoloso per i diritti delle donne; ci si trova di fronte ad un contesto politico in cui, alle contraddizioni e resistenze abituali su come affrontare la dimensione strutturale e secolare della violenza contro le donne, si aggiunge una tendenza sempre più preoccupante a definire la gravità delle forme della violenza maschile in base alle appartenenze razziali e nazionali degli uomini violenti; ancora una volta sono i dati che vengono in aiuto. In data 27 settembre 2017, il presidente di Istat, Giorgio Alleva, nel corso di un'audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, in merito agli autori della violenza sottolinea che: "gli stupri subiti dalle donne italiane sono stati commessi da italiani in oltre l'80 per cento dei casi (81,6 per cento), da autori stranieri in circa il 15 per cento dei casi (15,1 per cento)". E ancora che "è interessante sottolineare che il comportamento di denuncia delle italiane risulta cambiare notevolmente se l'autore della violenza sia straniero: la quota di vittime di stupro da un autore straniero che dichiara di aver sporto denuncia è infatti oltre 6 volte più alta rispetto al caso in cui l'autore è italiano. Per il tentato stupro, la differenza è ancora più marcata: la quota di donne che denunciano, nel caso di un autore straniero, è 10 volte più alta rispetto al caso in cui l'autore sia un italiano"; in tema di violenza maschile sulle donne, il "Contratto del governo per il cambiamento" sottoscritto dalle forze di Maggioranza, si limita a circoscrivere quest'ultima alla sola violenza sessuale. Nessuna riflessione viene fatta sulla violenza fisica, psicologica, economica e sulle molestie sul luogo di lavoro. Un approccio duro e repressivo, quello scelto dall'Esecutivo, che rivela a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo tutta la sua incapacità nel promuovere e proporre interventi adeguati e integrati che partano dalla prevenzione e arrivino ad elaborare progetti personalizzati di sostegno e di ascolto per la fuoriuscita delle donne dall'esperienza di violenza subita; ai proclami securitari al momento non è seguita alcuna azione concreta, né in termini legislativi, né in termini amministrativi, e intanto la strage infinita di donne continua; la Cabina di regia per dare impulso alle politiche in tema di violenza sulle donne che il Governo Conte ha ereditato, è stata convocata dal Sottosegretario con delega alle pari opportunità solo qualche giorno fa e fino ad ora si sono sentite solo tiepide dichiarazioni; si sottolinea poi che le risorse stanziate dalla legge di bilancio per il 2018 ai centri antiviolenza e alle case rifugio, ripartite nel maggio scorso in Conferenza Stato Regioni, ad oggi non risultano ancora essere state trasferite alle Regioni. È invece importante che tali risorse vengano distribuite al più presto e che ciò avvenga in modo coerente e giusto, attraverso meccanismi che stabilizzino il sapere costruito in molti anni di ascolto delle donne, delle loro esperienze, dei loro bisogni, desideri e volontà; nella legge di bilancio per il 2019 dell'attuale Governo, in merito allo stanziamento di risorse destinate al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, si registra una decurtazione, per il triennio 2019, 2020 e 2021, di circa 500.000 euro l'anno. Stesso identico trattamento viene riservato al Piano nazionale antitratta di cui alla legge n. 208 del 2015, che subisce una decurtazione pressoché identica a quella prevista per il Fondo pari opportunità. Anche il Fondo per le vittime di reati intenzionali violenti e quello per gli orfani di femminicidio subiscono un ritocco al ribasso rispetto a quanto previsto dal Contratto di governo. Si interrompe così una tendenza di crescita nello stanziamento di risorse dedicate al tema, che i Governi precedenti hanno sempre confermato; viene definanziata e lasciata morire la normativa sul congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, introdotta in via sperimentale dall'articolo 4, comma 24, lettera a) della legge 28 giugno 2012, n. 92: un'importante misura di civiltà e parità, voluta e apprezzata anche dai padri; il rischio, dunque, non è solo che si disperda il lavoro importante fatto nella XVII Legislatura da Parlamento e Governo, ma che si possa assistere ad un vero e proprio passo indietro su questo tema, impegna il Governo: 1) a mettere in campo tutte le misure necessarie a rendere efficace il complesso sistema di strumenti e di tutele citati in premessa, con l'obiettivo di raggiungere la piena applicazione della Convenzione di Istanbul; 2) a proseguire nella strada tracciata dai governi Letta, Renzi e Gentiloni, attuando la strategia delineata dal Piano nazionale 2017-2020 e implementando e monitorando le Linee guida nazionali per l'assistenza socio-sanitaria alle donne che subiscono violenza e che si rivolgono ai pronto soccorso; 3) a favorire il coordinamento tra processo penale, civile e tribunali per i minorenni, al fine di garantire una efficace protezione delle donne e dei loro figli e per evitare l'affido condiviso nei casi in cui vi sia violenza domestica; 4) a promuovere la parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere attraverso l'educazione scolastica, destinando a tale scopo nuove risorse finanziarie; 5) a promuovere strumenti e procedure di valutazione del rischio di letalità della vittima, gravità, reiterazione e recidiva del reato, partendo dall'esistenza di protocolli di valutazione del rischio sviluppati nell'ambito degli studi e delle ricerche sulla violenza di genere e ai protocolli investigativi in via di diffusione presso le forze dell'ordine con specifico riferimento a questa materia (esempio protocollo EVA); 6) ad assumere iniziative per investire risorse adeguate per la formazione specifica e per il necessario aggiornamento del personale chiamato ad interagire con la vittima, Polizia e Carabinieri, magistrati, personale della giustizia, Polizia municipale e personale sanitario, anche nell'ambito di specifiche provviste finanziarie destinate alla violenza di genere; 7) a ricercare modalità organizzative condivise, utili ad assicurare la trattazione prioritaria dei procedimenti e protezione alla vittima anche in ambito processuale, così come indicato nelle linee guida del Csm; 8) ad adottare politiche volte a garantire la parità di genere e ad incrementare l'occupazione femminile, elemento quest'ultimo fondamentale per la liberazione delle donne dalla violenza; 9) a dare attuazione all'art. 17 della Convenzione di Istanbul; 10) a invertire la rotta intrapresa dal Governo, modificando le previsioni di spesa presenti nella legge di bilancio per il 2019, nel corso dei lavori parlamentari, eliminando i tagli e anzi incrementando le risorse destinate al Fondo per le pari opportunità, al Fondo per le vittime di reati intenzionali violenti, al Fondo antitratta e in generale a tutte le politiche per la promozione della parità di genere e per la prevenzione ed il contrasto di ogni forma di violenza contro le donne; 11) mettere in campo strategie efficaci per prevenire e perseguire ogni forma di violenza, fisica, psicologica e sessuale, che può affliggere le donne nel contesto di un rapporto di lavoro; 12) a promuovere in sede internazionale l'impegno dell'Italia affinché tutti i Paesi del G7 arrivino ad adottare un piano nazionale contro la violenza di genere; 13) ad adottare tutti gli atti normativi ed organizzativi necessari all'attuazione della legge n. 4 del 2018, volta a rafforzare le tutele per i figli rimasti orfani a seguito di un crimine domestico, al fine di renderla finalmente pienamente operativa; 14) in relazione all'istituendo "Tavolo di coordinamento per la creazione di una rete integrata di servizi di assistenza alle vittime di reato", a chiarire la natura (onerosa, gratuita o in regime di convenzione) e il contenuto della prestazione che si prevede di offrire agli utenti degli istituendi "centri di ascolto", all'uopo precisando modalità di selezione e remunerazione del personale che opererà in detti centri. Atto n. 1-00052 CIRIANI GARNERO SANTANCHE' BALBONI BERTACCO FAZZOLARI IANNONE LA PIETRA MARSILIO RAUTI RUSPANDINI Il Senato, premesso che: il Global compact , ovvero il "Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare", viene presentato come la più ampia iniziativa strategica di revisione dei flussi migratori e della loro gestione, nata sulla spinta della Dichiarazione di New York, sottoscritta in sede ONU il 5 agosto 2016, e ne traccia gli obiettivi fondamentali; il Global compact è finanziato da contributi volontari dei governi a UN Trust Fund, e attualmente i donatori sono: Brasile, Cile, Cina, Colombia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Regno Unito, Repubblica di Corea, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia; il 10 e 11 dicembre 2018 i Governi del mondo saranno chiamati a firmare il Global compact per una migrazione "sicura, ordinata e regolare" e quello per i rifugiati che mirano, tramite un approccio multilaterale, a creare un mondo dai confini aperti; il Global compact , nella sostanza, è un'iniziativa volontaria di adesione a un insieme di principi giuridici e nasce dalla volontà di promuovere flussi continui, utilizzando motivazioni, sia economiche, sia demografiche; esso inoltre crea obblighi crescenti verso gli Stati in ordine ai servizi da fornire agli immigrati, anche a prescindere dal loro status di rifugiato, impedendo di perseguire penalmente chi fornisce assistenza indebita all'immigrazione; appare evidente, quindi, come il Global compact non sia altro che l'ennesimo tassello di un progetto volto ad annientare i confini, le culture ed in particolare le sovranità nazionali in tema di immigrazione; contro questo approccio immigrazionista numerosi Stati si sono già schierati a favore della sovranità nazionale; Stati Uniti, Ungheria, Australia e Austria hanno già dichiarato di non voler firmare il Global compact sulle migrazioni; a queste nazioni si è aggiunta di recente anche la Repubblica Ceca; secondo l'Esecutivo di Praga, infatti, il testo "non stabilisce una netta differenza tra migrazione legale e illegale"; la soverchia valenza ideologica e politica del Global compact è evidente laddove, nei paragrafi 7, 8 e 9, l'immigrazione viene apoditticamente definita come un fattore in grado aumentare il benessere del Paese ospitante; l'inaccettabile compromissione della sovranità nazionale in tema di immigrazione è evidente laddove viene sottratta agli Stati nazionali la gestione delle politiche migratorie; allo stesso modo è inaccettabile, per chi voglia difendere la sovranità nazionale nella gestione dei flussi migratori, che l'assistenza, qualora ideologicamente definita umanitaria, non possa mai essere considerata illegale; in ogni caso la sottoscrizione del complesso reticolato di impegni del Global compact , anche laddove genericamente formulati, è tale da comportare un'inaccettabile cessione di sovranità sul tema migratorio; è inaccettabile che le migrazioni siano gestite da organismi sovranazionali senza alcun controllo democratico dei cittadini dei singoli Stati; oltremodo non può essere condivisa l'impostazione prettamente ideologica del Global compact che sancisce di fatto una sorta di "diritto a migrare"; l'Italia patirebbe il prezzo più caro di questa impostazione ideologica sul tema delle migrazioni, per la sua posizione al centro del Mediterraneo, che la configura fatalmente come gigantesco "molo naturale" per le rotte che provengono dall'Africa; l'Italia è, oltre tutto, uno dei confini meridionali dell'Unione europea e, in senso lato, del mondo occidentale, e possiamo, quindi, considerare l'Italia la "porta di accesso" alla civiltà occidentale, al suo stile di vita, ai suoi diritti e ai suoi doveri; affermare il principio che chiunque possa venire liberamente nella nostra Nazione, quindi in Europa, comporterebbe una vera e propria mutazione genetica della dimensione funzionale del confine (il limes degli antichi romani) inteso non solo come linea di demarcazione dell'ambito territoriale nel quale si esercita la sovranità di uno Stato, ma anche come linea di demarcazione tra due civiltà diverse, con i rispettivi tratti caratteristici e le necessarie differenze, impegna il Governo: 1) a non sottoscrivere il Global compact on migrations alla Conferenza di Marrakech del 10 e 11 dicembre 2018; 2) a promuovere, nella Conferenza, un approccio integrato delle politiche dell'immigrazione, dell'asilo, della gestione delle frontiere esterne e del contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, volto a difendere i confini, l'identità e i valori delle nazioni d'Europa e della Civiltà occidentale; 3) a non partecipare al Trust fund che finanzia il Global compact. Interrogazioni Atto n. 3-00385 ROJC Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: le scuole materne di insegnamento sloveno nella provincia di Trieste sono state istituite a seguito del memorandum d'intesa stipulato a Londra nel 1954, rimarcato dal trattato tra l'Italia e l'allora Repubblica di Jugoslavia e ratificato a Osimo il 10 novembre 1975; la legge di tutela della minoranza linguistica slovena, la n. 38 del 2001, ha successivamente confermato le misure di tutela già adottate, favorendo la loro promozione e l'ampliamento con misure e finanziamenti dedicati, attraverso specifici capitoli della legge di stabilità; recentemente il Comune di Trieste ha proposto, ed è in via di approvazione, un regolamento per le scuole materne che andrebbe a ledere il livello di garanzie e funzionamento delle strutture dedicate ai bambini della comunità slovena; nel regolamento attuale è infatti prevista, a norma di legge, la perfetta conoscenza della lingua slovena per il personale educativo ausiliario; nella proposta di modifica del regolamento sembrerebbe invece emergere la volontà di dequalificare lo status delle attuali scuole materne slovene di Trieste, sminuendone il ruolo di strutture autonome e ramificate sul territorio di insediamento della comunità slovena e quindi rivolte all'educazione dei bambini della comunità stessa, con personale di lingua slovena abilitato al proprio ruolo; tenuto conto che già in passato sono stati segnalati forti disagi derivanti dalla ripetuta pratica di sostituire nelle scuole materne cittadine in lingua slovena il personale docente ed ausiliario, in caso di assenza dei titolari, con personale che non conosce la lingua slovena, provocando gravi ripercussioni sulla didattica e con palese violazione del diritto della minoranza slovena all'istruzione pubblica nella lingua materna; lo stesso Comitato istituzionale paritetico si è pronunciato su tale disagio, considerato che tutte le disposizioni di legge in materia di istruzione hanno come nucleo fondante delle scuole pubbliche la lingua di insegnamento slovena quale unico veicolo dell'azione didattica; risulta pertanto all'interrogante che, se viene meno tale elemento essenziale, il servizio reso rimane snaturato della sua funzione originaria, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda urgentemente assumere affinché i bambini delle scuole materne di insegnamento in lingua slovena della provincia di Trieste, a prescindere dall'adozione di qualsiasi regolamento comunale, abbiano la certezza che avranno sempre e solo a disposizione personale idoneo al proprio ruolo; se, in caso di assenza dei titolari e qualora ci fosse la necessità della sostituzione del personale docente ed ausiliario, la sostituzione avverrà con altrettanto personale che abbia piena conoscenza della lingua slovena, come previsto dalle normative vigenti. Atto n. 3-00386 PARRINI BELLANOVA FERRARI Ai Ministri dello sviluppo economico e per gli affari europei Premesso che: ad oggi, l'Unione europea non dispone di strumenti efficaci in grado di contrastare la mancanza di reciprocità nel campo degli investimenti e degli appalti e, in particolare, la potenziale svendita delle competenze strategiche europee; negli ultimi anni, investitori non europei hanno rilevato un numero sempre maggiore di società europee con competenze tecnologiche chiave. Diversamente gli investitori europei non hanno avuto la medesima agibilità nei casi in cui hanno tentato operazioni di acquisizione nei mercati extraeuropei; Italia, Francia e Germania nel mese di febbraio 2017 hanno inviato una lettera al commissario europeo per il commercio Cecilia Malmstrom, che evidenziava come sul fronte degli investimenti diretti esteri vi fosse la necessità di creare i presupposti per far rispettare il criterio della reciprocità e, quindi, per garantire il rispetto delle regole condivise in campo internazionale; tale richiesta si è resa necessaria a seguito della crescita delle operazioni di fusione e acquisizione cinesi, in tal senso appare opportuno segnalare l'acquisizione da parte della cinese Midea dell'azienda tedesca di robotica Kuka per un ammontare 4,5 miliardi di euro, nonché più in generale dallo squilibrio tra gli investimenti diretti in uscita ed in entrata cinesi; a seguito dell'iniziativa promossa da Italia, Francia e Germania, la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione europea (COM (2017)487); essa riconosce alla Commissione europea la facoltà di controllare gli investimenti diretti esteri (IED) che potrebbero incidere su progetti o programmi di interesse per l'Unione per motivi di sicurezza o di ordine pubblico. In particolare, la Commissione europea può emettere un parere destinato agli Stati membri in cui l'investimento è in programma o è stato realizzato; in data 13 giugno 2018, il Consiglio dell'Unione europea ha adottato la propria posizione in merito alla proposta, chiedendo alla presidenza di avviare quanto prima i negoziati con il Parlamento europeo e arrivare ad una conclusione dell' iter legislativo di codecisione; rilevato che: in data 20 agosto 2018 il Ministero dello sviluppo economico ha annunciato la creazione di una " task force Cina", ovvero "un meccanismo operativo di lavoro, cooperazione e dialogo" fra Governo, associazioni di categoria e società civile, volto all'elaborazione di una nuova strategia nazionale di sistema, destinata a rafforzare le relazioni economiche e commerciali con la Cina; la task force Cina è coordinata dal sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico, Michele Geraci, il quale, come si legge sul sito del dicastero, afferma che: " Il cambiamento che vuole realizzare questo Governo (...) in uno spirito armonico e di concertazione con tutte le parti interessate, passa anche attraverso la costituzione di questo innovativo strumento di riflessione, analisi e intervento di cui ci vogliamo dotare per fornire una risposta concertata e ben informata nel dialogo con la Cina. Questa Cina, che ha lanciato il suo ambizioso programma di avanzamento tecnologico Made in China 2025 e che ha un immenso mercato interno sempre più desideroso di beni di qualità, presenta per l'Italia sia dei rischi (...), ma anche delle imperdibili opportunità, sia sul piano dell'incremento del nostro export sia per quanto riguarda l'attrazione degli investimenti"; in data 9 novembre 2018, in occasione del Consiglio affari esteri, riunitosi a Bruxelles nel formato commercio, il sottosegretario Geraci in merito al controllo degli investimenti esteri, come riportato da diverse agenzie di stampa, avrebbe dichiarato che: "l'Italia ritiene che la decisione finale sul via libera o meno agli investimenti di Paesi terzi resti nelle mani degli stati membri e che lo scambio d'informazioni con Bruxelles sia volontario e non obbligatorio", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno chiarire se la posizione espressa dal sottosegretario Geraci durante il Consiglio affari esteri del 9 novembre non sia da ritenersi contraria alle posizioni portate avanti fino ad oggi dall'Italia, nonché in contrasto con la difesa degli interessi strategici del nostro Paese; se non ritengano opportuno chiarire se la posizione del Governo in materia di investimenti di Paesi terzi sia volta a favorire potenziali acquisizioni di imprese europee da parte di imprese di Stato o aziende private strettamente collegate al Governo cinese, con pesanti ripercussioni sulla competitività, sulla sicurezza e sull'ordine pubblico dell'Italia e dell'Unione europea. Atto n. 3-00387 URSO Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nell'ultimo anno la politica espansiva della Cina attraverso importanti acquisizioni di aziende nella UE è arrivato al record di 35 miliardi di euro, l'Italia è al terzo posto con investimenti particolarmente rilevanti in settori strategici; manca una procedura univoca tra gli Stati membri per la difesa degli asset strategici nazionali (solo 13 Paesi ne sono dotati); pochi giorni fa le autorità americane hanno bloccato la vendita dell'azienda italiana Permasteelisa, leader nel mondo per la realizzazione di pannelli di vetro e acciaio, ad una holding cinese, la Grandland, verosimilmente perché il rischio potenziale derivante da tale acquisizione potrebbe essere quello di attuare uno spionaggio industriale su scala globale, attraverso, ad esempio, la collocazione di microchip nei vetri dei pannelli realizzati nei grattacieli di mezzo mondo; sulla vicenda non è seguito alcun intervento, dichiarazione o spiegazione da parte delle autorità italiane; il nostro Governo, appena due anni fa, ha sollecitato l'Unione europea, affinché si attivasse una difesa più stringente, efficace e coordinata dagli investimenti cinesi nei settori strategici; il Consiglio europeo, a giugno 2017, ha chiesto alla Commissione di analizzare gli investimenti di Paesi terzi in settori strategici, nel rispetto delle competenze nazionali; la necessità di un regolamento sullo screening degli investimenti esteri in UE era stata sollevata anche dal libro bianco della Commissione e, più in particolare, nel documento di riflessione sulla globalizzazione, che il collegio dei commissari ha adottato il 10 maggio 2017, dove si dichiara che "mentre per l'Ue l'apertura agli investimenti resta un principio chiave, preoccupazioni sono state sollevate di recente riguardo investitori stranieri, in particolare imprese di governo, che hanno acquistato compagnie europee con tecnologie chiave, per ragioni strategiche"; il giorno prima di partire per la Cina, il Ministro dello sviluppo economico aveva assicurato, in sede parlamentare, che la posizione del Governo italiano non era mutata in merito al provvedimento europeo sullo screening degli investimenti cinesi in Europa; il sottosegretario al commercio estero nel meeting dei ministri del Commercio estero dell'Unione ha, invece, espresso, a sorpresa, la posizione contraria dell'Italia sulla proposta di Regolamento sullo screening sugli investimenti esteri nell'UE, posizione isolata che ha suscitato forti perplessità tra gli altri Stati dell'Unione e palese contrarietà tra i nostri principali alleati, Stati Uniti e Giappone; secondo autorevoli giornali europei la posizione del Governo sulla questione sarebbe radicalmente cambiata all'indomani del viaggio in Cina del Ministro dello sviluppo economico; nella Relazione annuale sulla politica per l'informazione sulla sicurezza al Parlamento è evidenziato il "rischio Paese" a fronte della strategia predatoria messa in atto da Paesi ed entità statuali straniere atte ad acquisire il nostro patrimonio scientifico, tecnologico e industriale, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Governo su quanto esposto in premessa e se sia vero che la posizione italiana sul Regolamento riguardante lo screening sugli investimenti esteri nella UE è cambiata dopo il viaggio del Ministro dello sviluppo economico in Cina; se il Ministro dello sviluppo economico abbia parlato di questo argomento con i suoi interlocutori in Cina e, nel caso, quali siano state le contropartite; quali e quante missioni siano state compiute da esponenti del Governo in Cina a partire dal conseguimento della fiducia parlamentare e quali siano i risultati conseguiti; se il Governo sia stato messo a conoscenza della volontà delle autorità statunitensi di bloccare la vendita ai cinesi dell'azienda italiana Permasteelisa e quali siano le sue valutazioni in merito; quali siano le valutazioni del Governo in merito a quanto contenuto nella Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza al Parlamento, quali misure siano state adottate per rispondere all'esigenza di tutelare il nostro patrimonio scientifico, tecnologico e industriale e come si concili questa necessità con l'atteggiamento manifestato in sede europea sul Regolamento sullo screening sugli investimenti esteri nella UE. Atto n. 3-00388 IANNONE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dell'interno Atto n. 3-00389 BOLDRINI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che, il decreto interministeriale del 2 dicembre 2016 tra il Ministero dei beni culturali e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha individuato il Programma degli interventi di conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione dei beni culturali finanziati ex legge n. 208 del 2015, art. 1, comma 338, al fine di potenziare gli investimenti infrastrutturali nel settore della cultura, destinando agli interventi di conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione dei beni culturali, per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019, circa 30 milioni di euro; alcuni di questi interventi ricadono sul territorio interessato dal sisma emiliano del 2012 e si tratta nello specifico di: euro 6.400.000 - chiesa di San Giovanni a Disvetro di Cavezzo (Modena); euro 2.400.000 - chiesa di Motta di Cavezzo (Modena); euro 4.000.000 - chiesa di San Martino di Tours a Buonacompra di Cento (Ferrara); euro 7.700.000 - basilica Cattedrale di San Giorgio a Ferrara; euro 7.100.000 - chiesa di San Bartolomeo di Villafranca di Medolla (Modena); euro 3.000.000 - chiesa di San Francesco a Mirandola (Modena); euro 4.400.000 - chiesa di San Biagio in Padule a San Felice sul Panaro (Modena). Per un totale di interventi pari a euro 35.000.000; la legge ha previsto una ripartizione finanziaria per le annualità 2016-2017-2018-2019; ad oggi per questi interventi non risulta siano stati sottoscritti disciplinari tra i servizi generali di programmazione finanziaria del Ministero dei beni culturali e il Segretariato regionale Emilia-Romagna del Ministero, servizio quest'ultimo preposto al controllo e della programmazione sul territorio, né tantomeno i disciplinari e le convenzioni con i soggetti proprietari, a vario titolo, dei beni culturali interessati dai finanziamenti; gli edifici citati sono stati fortemente compromessi dal sisma del 2012 e a 2 anni dalla messa a disposizione dei finanziamenti non risultano avviate attività prodromiche all'avvio della progettazione, si chiede di sapere quale sia lo stato dell'arte dei suddetti procedimenti ed in quali tempi si preveda la sottoscrizione dei suddetti disciplinari al fine di trasferire alla Regione Emilia-Romagna le risorse previste per gli interventi di ricostruzione delle chiese distrutte dal sisma, anche per scongiurare la perdita totale di questi beni dichiarati di interesse culturale e simboli delle comunità insediate che si sono sempre riconosciute in essi. Atto n. 3-00390 CIRINNA' ROSSOMANDO Ai Ministri della difesa e dello sviluppo economico Premesso che: il gruppo aeronautico Piaggio Aerospace, nato da una costola della storica azienda Rinaldo Piaggio, con sede a Villanova d'Albenga e Genova, occupa circa 1.300 lavoratori tra la sede principale e l'indotto, ed è impegnata sul versante dell'aviazione civile e militare, specializzata nella produzione del velivolo commerciale P.180 e del velivolo a pilotaggio remoto P.1HH, un drone progettato per scopi militari e per la sorveglianza e la ricognizione aerea, marittima e del territorio; il gruppo è attualmente di proprietà del Fondo Mubadala di Abu Dhabi, azionista unico della società, che nel 2017, in conseguenza del nuovo piano industriale approvato dall'azienda, ha rifinanziato la Piaggio Aerospace con oltre 250 milioni di euro. Oltre agli azionisti di Abu Dhabi, altro partner principale della Piaggio Aerospace nel programma per la produzione e la vendita dei droni risulta essere Leonardo; il programma dei velivoli a pilotaggio remoto P.1HH e lo sviluppo del drone P.2HH, evoluzione del modello attualmente in produzione, è quindi strategico, per un verso poiché rappresenta una eccellenza tecnologica italiana per lo sviluppo di un sistema aeronautico dal contenuto di innovazione di grande rilevanza a livello mondiale, dall'altro è fondamentale per la sopravvivenza stessa di questa storica azienda, anche perché è stata manifestata l'intenzione di mantenere la produzione in Italia e proprio nello stabilimento di Villanova d'Albenga; l'8 febbraio 2018 il Ministro della difesa pro tempore Roberta Pinotti, aveva trasmesso alle Camere lo schema di decreto ministeriale che destinava 766 milioni di euro per l'acquisto di 20 droni P.2HH. L'esame dell'atto del governo non è stato concluso dalle competenti commissioni, a causa del termine della Legislatura e il testo è passato all'esame della Commissione speciale prima e delle nuove commissioni Difesa di Camera e Senato nella XVIII Legislatura. L'ultima trattazione dell'argomento in Commissione difesa al Senato risale però al 4 luglio 2018, durante la quale sono stati richiesti ulteriori approfondimenti, anche attraverso una generica richiesta di audizioni; l'atteggiamento che appare attendista del Governo nel definire le proprie intenzioni relativamente al programma dei droni, ha destato preoccupazione anche nella proprietà Mubadala, che a più riprese ha parlato di crisi e di liquidazione dell'azienda nel caso di un passo indietro del Governo italiano, destando forte preoccupazione tra i 1.300 lavoratori; il 20 settembre scorso, durante la seduta di interrogazioni a risposta immediata in Senato, rispondendo ad una interrogazione del PD (3-00216), nella quale si chiedeva al Governo un chiarimento circa le intenzioni dell'Esecutivo sul programma dei droni e una nuova calendarizzazione per il decreto ministeriale in Commissione, il Ministro della Difesa, Trenta, ha dichiarato che il programma trova la piena approvazione del suo dicastero, in virtù anche del "dual use", militare e civile (per il controllo del territorio, a livello ambientale, al contrasto degli incendi boschivi, per il monitoraggio dei siti archeologici); nonostante questa dichiarazione, ad oggi l'atto del Governo relativo al decreto ministeriale in oggetto non risulta ancora ricalendarizzato; i lavoratori, entrati in stato di agitazione, hanno incontrato il Presidente della Regione Liguria Toti e altri rappresentanti delle istituzioni locali. Il 20 novembre è stato convocato al Ministero dello sviluppo economico il Tavolo sulla vicenda Piaggio Aerospace, al quale saranno presenti i delegati sindacali, alcuni sindaci e i rappresentanti istituzionali; il via libera al programma pluriennale per la produzione dei droni, che spalmerebbe i finanziamenti sui 15 anni a venire, garantirebbe la sopravvivenza dell'azienda e il mantenimento del livello occupazionale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente riavviare e portare a rapida conclusione l'esame del decreto ministeriale relativo al programma pluriennale per la produzione e la vendita di 20 droni da parte di Piaggio Aerospace, ancora fermo nelle Commissioni Difesa delle Camere, al fine di garantire la sopravvivenza di un'azienda che, come ha affermato lo stesso Ministro della difesa in Senato, rappresenta un'eccellenza nazionale nell'industria di settore, e il livello occupazionale dei 1.300 lavoratori di Villanova d'Albenga. Atto n. 3-00392 DAL MAS CALIENDO MODENA Al Ministro della giustizia Premesso che: la negoziazione assistita, introdotta con il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante "Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile", convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, consiste nell'accordo tramite il quale le parti convengono di cooperare per risolvere in via amichevole una controversia tramite l'assistenza di avvocati; con la convenzione di negoziazione per le separazioni, di cui all'articolo 6, le parti spesso dispongono anche di diritti su beni immobili, con la conseguenza che l'atto è soggetto a trascrizione nei registri immobiliari, oltre a prodursi gli effetti giuridici di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio; in fase di applicazione della norma, però, sembra emergere una lacuna normativa sulla necessità dell'autenticazione della sottoscrizione dell'atto da parte di un pubblico ufficiale a ciò autorizzato per poter procedere alla trascrizione, al pari di quanto è stato disposto, in via generale, all'articolo 5, comma 3 del citato decreto; alcuni conservatori dei registri immobiliari, infatti, hanno iscritto l'avvenuto trasferimento solo con riserva per la mancata autenticazione di un pubblico ufficiale dell'accordo raggiunto, espressamente richiesta invece dall'articolo 5, comma 3; recenti pronunce giurisprudenziali hanno, però, riconosciuto che la convenzione di negoziazione assistita in materia di separazione e di divorzio produce gli effetti giuridici dei provvedimenti giudiziali che definiscono uno dei procedimenti citati e quindi, analogamente al lodo arbitrale, non necessita di ulteriori autenticazioni, come previsto all'articolo 6, comma 3; alcuni tribunali hanno ordinato al conservatore di eseguire la trascrizione delle cessioni immobiliari senza alcuna autentica notarile delle sottoscrizioni. Si tratta, in particolare, delle seguenti decisioni: Tribunale di Pordenone 16 marzo 2017, Tribunale di Roma, V Sezione Civile, 17 marzo 2017, Tribunale di Roma, V Sezione Civile, 18 gennaio 2018 n. 458, Tribunale di Roma, V Sezione Civile, 2 luglio 2018 n. 4429; un'ulteriore autenticazione da parte di un pubblico ufficiale delle sottoscrizioni delle convenzioni di negoziazione assistita di separazione o divorzio, di cui all'articolo 6, risulta essere anche un'altra spesa che le parti devono sostenere e rappresenta sicuramente un disincentivo all'utilizzo di questo strumento, nato per semplificare la procedura; durante la XVIII Legislatura, a seguito di un'interrogazione sullo stesso tema svolta alla Camera dei deputati il 17 maggio 2017 (atto di sindacato ispettivo 5-11362), il Ministro della giustizia aveva dichiarato che: "in ogni caso, laddove permanesse il rilevato contrasto, si valuterà l'opportunità di un intervento normativo, di natura interpretativa, che renda coerente l'applicazione della disposizione citata con la ratio che ha ispirato l'introduzione delle misure della degiurisdizionalizzazione anche nella materia della separazione e del divorzio, nei casi in cui involgano l'assetto di interessi patrimoniali immobiliari", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta in premessa e se non intenda valutare anch'egli un intervento normativo di natura interpretativa per rendere coerente l'applicazione della disposizione citata; se la convenzione di negoziazione assistita di separazione o divorzio produca già gli effetti dei provvedimenti giudiziali, anche ai fini della trascrizione o dell'intavolazione, nei territori in cui vige il sistema tavolare o del cosiddetto libro fondiario, in assenza di autentica della sottoscrizione da parte di un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. Atto n. 3-00393 FLORIDIA MONTEVECCHI CASTELLONE CORRADO GRANATO RUSSO VANIN MORONESE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e per i beni e le attività culturali Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00391 ROMANI AIMI CRAXI MALAN Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 15 marzo 2011 in Siria prende il via una serie di manifestazioni pubbliche contro il Governo centrale nell'ambito del più ampio contesto della cosiddetta "primavera araba"; il 4 giugno 2011 avviene per la prima volta un'azione di protesta in cui i dimostranti prendono le armi e reagiscono violentemente agli apparati di sicurezza a Jisr ash-Shugur, nella provincia di Idlib, vicino al confine con la Turchia; il 29 luglio 2011 un gruppo di ufficiali disertori crea l'Esercito siriano libero (ESL), un vero e proprio apparato militare combattente che, con lo scopo di destituire il Governo baatista, crea una catena di comando e organizza i gruppi ribelli, armandoli e addestrandoli; col radicalizzarsi degli scontri ai gruppi ribelli si aggiunge una forte componente di foreign fighters che assumono i ruoli di comando della gerarchia militare dell'ESL e caratterizzano l'opposizione al Governo in chiave fondamentalista di stampo salafita; il 14 marzo 2012 l'Italia ha sospeso l'attività della propria Ambasciata a Damasco e rimpatriato lo staff della sede diplomatica in considerazione delle gravi condizioni di sicurezza, contestualmente ai principali partner dell'Unione europea; al momento la rappresentanza diplomatica italiana in Siria è costituita da un'antenna presso l'Ambasciata d'Italia a Beirut guidata da un vice commissario amministrativo, consolare e sociale; il 28 maggio 2012, con un'iniziativa coordinata tra Roma e le altre capitali europee dopo il massacro ad Hula, attribuito al regime siriano, l'ambasciatore della Repubblica Araba Siriana a Roma, Khaddour Hasan, è stato convocato alla Farnesina, dichiarato "persona non grata'' ed espulso; contemporaneamente sono stati annunciati provvedimenti da parte dei governi di Parigi, Berlino Londra e Madrid e analoga iniziativa è stata adottata da Stati Uniti, Canada e Australia; l'inviato speciale dell'Onu in Siria, Staffan De Mistura, ha confermato, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza, che rimarrà in carica solo per un ultimo compito e riferirà nuovamente a dicembre se potrà o meno convocare la Commissione costituzionale, prima di essere sostituito da Geir Pedersen, attuale ambasciatore della Norvegia in Cina, già designato come futuro inviato speciale in Siria dall'ONU, il quarto negoziatore nominato dalle Nazioni Unite dall'inizio della guerra civile siriana; il Governo siriano, per voce del viceministro degli Esteri, Faisal al-Meqdad, ha dichiarato l'intenzione di collaborare con il nuovo inviato Onu, "se adotterà metodi diversi dal suo predecessore", e "se esprimerà il proprio sostegno per l'unità territoriale della Siria e del suo popolo e non parteggerà per i terroristi, come ha fatto il suo predecessore"; tra novembre e dicembre 2017 si è svolta l'ottava sessione, dall'inizio della guerra in Siria, dei colloqui di pace intra-siriani convocati dall'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura, sulla base della risoluzione n. 2254 del 18 dicembre 2015 del Consiglio di Sicurezza, con il supporto del Gruppo di sostegno internazionale alla Siria (ISSG15); tale risoluzione prevede la fine dei combattimenti, il ruolo delle Nazioni Unite nel coinvolgere tutte le parti del conflitto al tavolo dei negoziati, l'impegno a sostenere la sovranità, indipendenza, unità e integrità territoriale della repubblica siriana; l'istituzione di un Governo nazionale di transizione; l'avvio del processo di elaborazione di una nuova Costituzione e lo svolgimento di libere elezioni sotto la supervisione delle Nazioni Unite; l'Italia fa parte del Gruppo internazionale di supporto (ISSG) e contribuisce ai lavori delle task force attive a Ginevra sugli accessi umanitari e la tregua; la posizione italiana sul dossier siriano si basa su questi punti: non può esserci una soluzione militare sostenibile; è necessario perseguire una posizione politica inclusiva, sostenendo a tal fine gli sforzi dell'inviato speciale ONU, Staffan De Mistura, per una transizione in linea con la risoluzione n. 2254 del Consiglio di sicurezza; non ci può essere riconciliazione senza accountability per le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani; è indispensabile un atteggiamento di dialogo verso la Russia per una soluzione politica durevole al conflitto siriano; l'Italia ha inoltre stanziato per la crisi siriana, nel triennio 2016- 2018, 400 milioni di dollari in attività umanitarie e di sviluppo, per progetti che verranno realizzati anche nei Paesi di accoglienza dei rifugiati siriani, in particolare Giordania e Libano; il Consiglio supremo di Difesa, riunitosi il 31 ottobre 2018 al Quirinale, sotto la presidenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in riferimento al conflitto siriano, ha valutato che: "la situazione nel teatro siro-iracheno, nonostante il forte ridimensionamento della presenza di Daesh nell'area, continua a destare particolare preoccupazione per la contestuale presenza sul terreno di attori locali, potenze regionali e globali. Sussiste il rischio di un ulteriore aumento della conflittualità, con possibili conseguenze di carattere umanitario che possono interessare direttamente anche il continente europeo"; al processo di Ginevra a guida ONU si è sovrapposto il Tavolo di Astana (Russia, Iran e Turchia) a partire dal dicembre 2016, riconosciuto successivamente in sede ONU con la risoluzione n. 2336; esso tornerà a riunirsi il 28 e 29 novembre per discutere della situazione a Idlib, del ritorno di profughi e sfollati, e della ricostruzione dopo il conflitto; il Tavolo di Astana ha consentito di ristabilire il dialogo tra Governo e opposizione siriana e ha reso possibile agli inizi di maggio 2017 a Iran, Russia, Turchia e parti siriane di concordare 4 aree di de - escalation ,in cui la cessazione delle ostilità tra ribelli e forze lealiste avrebbe costituito la premessa per il ritorno di rifugiati e sfollati interni; il flusso migratorio dei rifugiati siriani si è invertito: dal 18 luglio, più di 29.000 rifugiati sono tornati in Siria dal Libano e dalla Giordania; le autorità russe e turche valutano che siano circa 270.000 i siriani tornati in patria dall'estero; il 28 maggio 2018 il Consiglio europeo ha prorogato fino al 1° giugno 2019 le misure restrittive dell'Unione europea nei confronti del regime siriano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda rivedere la posizione italiana in merito alla crisi siriana alla luce degli sviluppi militari, diplomatici e migratori, ripristinando regolari rapporti diplomatici con il Governo siriano, prevedendo l'invio a Damasco di un rappresentante con rango diplomatico e la riapertura delle rispettive ambasciate; se intenda promuovere, a livello europeo ed internazionale la revisione delle sanzioni europee nei confronti della Siria, anche al fine di supportare il processo di ricostruzione con le competenze specifiche italiane. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00865 LONARDO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: numerose sono le irregolarità amministrative, le anomalie e le criticità ambientali riguardanti la realizzazione dell'impianto di messa in riserva, trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi per la produzione di compostaggio, presso la zona PIP (piano degli insediamenti produttivi) di Sassinoro, in provincia di Benevento, la cui realizzazione è stata autorizzata dalla Regione Campania con decreto dirigenziale n. 5 in data 8 marzo 2018; l'impianto dovrebbe sorgere in un'area ad alta sismicità: le Regioni che hanno normato la materia hanno escluso tipi d'impianti in tali zone come atto pregiudiziale e la stessa Giunta regionale della Campania, con delibera n. 5447 del 7 novembre 2002, ha classificato il Comune di Sassinoro come area di prima categoria; in un corridoio ecologico, il sito di importanza comunitaria (Sic) dista dal fiume Tammaro meno di 300 metri, su di una rete di acque (sotto il capannone si contano sei scoli di acqua), sulla cui direttrice ci sono aziende di acquacoltura con certificazione europea e a vocazione alimentare che con ogni probabilità saranno costrette a chiudere; alcuni studi di settore commissionati da comitati civici del territorio del Sannio hanno dato per quasi certo l'inquinamento di quelle acque dovuto ad una permeabilità del cemento del pavimento dell'azienda, attraverso microfessurazioni fisiologiche; il capannone è posto su di promontorio che diventa un acceleratore di acque, facendole arrivare immediatamente all'interno dell'invaso di Morcone-Campolattaro, che dista solo poche centinaia di metri; queste acque diventeranno potabili e sono già stati stanziati dalla Regione Campania 250 milioni di euro per portare l'acqua nelle case dei beneventani; a pochi metri è presente un geosito, che potrebbe essere d'importanza nazionale, emerso da una perizia idrogeologica; l'impianto si trova con molta probabilità sopra la "via Francigena", percorso di pellegrinaggio religioso al vaglio di studi e di un progetto europeo e che la stessa Regione ha riconosciuto con delibera n. 886 del 29 dicembre 2015; il capannone è posto a 60 metri da abitazioni (secondo le linee guida della stessa Regione Campania non deve essere inferiore ai 200 metri), a 700 metri in linea d'aria da asili (ci sono sentenze di Tar in materia, in cui si segnalano distanze minime a un chilometro), e a 2 chilometri in linea d'aria dal confine con il Molise; nel progetto presentato dalla ditta appaltatrice New Vision Srl si commenta l'impatto odorigeno con annessa rosa dei venti superiore a 4 chilometri, impatto di cui non si è tenuto conto, trascurando la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e non convocando la Regione confinante, il Molise, per un'attenta disamina che avrebbe di sicuro comportato il diniego dell'autorizzazione; l'area sorge nel parco nazionale del Matese e, come recitano i vincoli escludenti, questi insediamenti non possono sorgere in parchi e riserve naturali; nonostante tutte queste motivazioni, il progetto è stato dichiarato non assoggettabile alla VIA alla VI (valutazione d'incidenza) e alla VAS (valutazione ambientale strategica); questo progetto è stato autorizzato utilizzando l'AUA (autorizzazione unica ambientale) appartenente ad altro progetto, situazione al momento al vaglio della Procura della Repubblica; al momento è in atto un ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte del Comune di Morcone, ( adiuvandum : portatori d'interesse, ditte dell'area, Comunità montana) con sentenza prevista l'8 gennaio 2019; nell'impianto dove saranno convogliate 22.000 tonnellate di rifiuti organici, saranno processati anche fanghi industriali e ceneri ed il materiale prodotto probabilmente non sarà compost di qualità atto all'agricoltura biologica; secondo il decreto dirigenziale citato, il materiale prodotto potrà essere utilizzato in agricoltura, con il rischio concreto di inquinare permanentemente le falde acquifere; il Matese è il serbatoio di acqua potabile più grande del Centro-Sud, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda disporre gli opportuni accertamenti in ordine a quanto esposto, verificando le circostanze che hanno condotto al mancato assoggettamento del progetto alla valutazione d'impatto ambientale, alla valutazione d'incidenza ed alla valutazione ambientale strategica e l'opportunità di provvedere alle stesse. Atto n. 4-00866 LEONE MONTEVECCHI FENU CRUCIOLI ABATE AGOSTINELLI CAMPAGNA GAUDIANO DRAGO DI PIAZZA D'ANGELO RICCARDI TRENTACOSTE BOTTO CROATTI L'ABBATE ACCOTO Marco PELLEGRINI MARINELLO MAUTONE CORBETTA RICCIARDI ORTOLANI DE LUCIA CORRADO RUSSO GRANATO PRESUTTO LANZI LANNUTTI CATALFO FLORIDIA Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: l'art. 9 della Costituzione della Repubblica italiana sancisce che "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione", delineando i parametri della "Costituzione culturale", la quale si fonda su due principi fondamentali: la promozione e lo sviluppo della cultura e della ricerca, che impegnano lo Stato italiano a preservare, valorizzare ed incentivare il progresso culturale, scientifico e tecnico della nazione; la tutela del paesaggio e dei beni culturali ed ambientali; la tutela del paesaggio consiste nella regolazione cosciente degli interventi e nella scelta tra i diversi interessi e tra le diverse possibilità d'uso e di destinazione del nostro patrimonio culturale; la Repubblica si impegna a preservare l'integrità fisica dei beni culturali e la loro valorizzazione intesa come massima fruibilità per il singolo e per le formazioni sociali; la tutela dell'ambiente rientra nella competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, comma secondo, lettera s) , mentre la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali è di competenza concorrente tra Stato e Regioni così come statuito al successivo comma terzo; preso atto che: con la sentenza della Corte costituzionale n. 172 del 2018 è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 48 della legge regionale siciliana n. 16 del 2017, evidenziando il suo contrasto con le norme di grande riforma economico-sociale contenute negli artt. 143 e 146 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio), per eccesso di competenze rispetto a quelle attribuite alla Regione Siciliana dall'art. 14, lettera n) , dello statuto, in materia di tutela del paesaggio, evidenziando ancora una volta come la stessa Regione sia incline alla violazione delle ripartizioni delle competenze tra Stato e Regioni espressamente sancite all'art. 117 della Costituzione; la Sicilia, pur essendo detentrice di un patrimonio di alto valore storico e culturale, è costretta a subire ingenti danni erariali, oltre ad assistere inerte all'emigrazione dei suoi giovani ed alla crisi economica che da anni la tiene in ostaggio; considerato che: lo stato di abbandono dei parchi archeologici in Sicilia, ed in particolare lo stato di degrado del parco archeologico di monte Jato (Palermo), ridotto ad appendice del museo "Salinas" di Palermo, può essere considerato come l'emblema della mala gestio che negli anni i vari governi regionali che si sono succeduti hanno attuato a dispetto dei più elementari principi di tutela culturale ed ambientale garantiti dalla nostra Costituzione; è evidente lo stato di " caos normativo" vigente nella Regione Siciliana, in cui la costituzione e la relativa regolamentazione dei parchi archeologici avviene in maniera frenetica, singolare e totalmente avulsa dal mondo del diritto, situazione altresì evidenziata dalla prima firmataria del presente atto nell'intervento in Aula del Senato del 23 ottobre 2018; considerato infine che, a parere degli interroganti, è stato rilevato un danno erariale milionario a discapito della Regione Siciliana e dei seguenti Comuni: Calatafimi, Castelvetrano, Marsala, Siracusa, Segesta, Taormina, nella gestione delle biglietterie dei maggiori siti archeologici siciliani, si chiede di sapere: quante e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per la tutela, la valorizzazione ed il controllo della gestione dei parchi archeologici e dei beni culturali del nostro Paese; come intenda procedere sulla governance gestionale a seguito del danno erariale che Regione e Comuni hanno subito. Atto n. 4-00867 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il fiume Tanagro attraversa l'intero Vallo di Diano, area sud della provincia di Salerno, sfiorando molte abitazioni; il fiume Tanagro, antropizzato in passato con numerosi interventi, è stato abbandonato a se stesso ed il suo alveo ora è pieno di materiale inerte che lo ostruisce; il rischio di esondazione è elevatissimo e le conseguenze sarebbero certamente disastrose: la mancanza di pulizia dell'alveo, nelle piene invernali, provocherebbe certamente gravi danni mettendo a serio rischio la pubblica e privata incolumità; gravi casi di esondazione si sono già verificati molte volte in passato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo fattore di rischio per le popolazioni residenti nel Vallo di Diano; se intenda porre una particolare attenzione a questa problematica, riscontrata la mancanza di attenzione delle Istituzioni competenti, in particolare la Regione Campania. Atto n. 4-00868 BARBONI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la Cassa di risparmio di Forlì e della Romagna (Forlì-Cesena) in data 10 ottobre 2018 ha comunicato l'imminente chiusura della filiale di Bagno di Romagna; essa rappresenta un punto di riferimento di primaria importanza per i residenti del comune di Bagno di Romagna: infatti è l'unico sportello bancario presente nel paese da oltre 60 anni; la chiusura della filiale arrecherebbe notevoli disagi per i cittadini della zona, circa 1.200 persone, per le attività commerciali, alberghiere e termali e per tutti i turisti. Infatti, a Bagno di Romagna vi è una delle più grandi stazioni termali, costituita da tre stabilimenti e seconda classificata nella regione, per numero di presenze, con capacità ricettiva superiore a 1.500 posti letto; a seguito della chiusura, tutti i clienti e turisti che usufruiscono dei servizi della filiale, sarebbero costretti per qualsiasi esigenza a percorrere alcuni chilometri di strada per eseguire le loro operazioni presso la filiale di San Piero in Bagno; tale situazione potrebbe causare numerosi disagi soprattutto alle persone anziane, sprovviste di automezzo e con difficoltà motorie; tale contesto è aggravato dal fatto che non esistono mezzi pubblici di collegamento e, stante le segnalazioni pervenute, i clienti ed i turisti che possono spostarsi con mezzi propri dovranno confrontarsi con la mancanza di parcheggi presso la nuova filiale; nel paese di Bagno di Romagna è già presente uno sportello postale, tuttavia quest'ultimo ha servizi totalmente differenti, sotto molteplici aspetti, rispetto ad uno sportello bancario; la chiusura della Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna, filiale di Bagno di Romagna, penalizzerebbe la Comunità medesima e rappresenterebbe un elemento di impoverimento per il territorio; nella vicenda, ad avviso dell'interrogante, emergerebbe, inoltre, l'incapacità dell'attuale amministrazione comunale di pervenire ad una risoluzione definitiva del problema, costringendo, così, i cittadini a rivolgersi ai propri rappresentanti in Parlamento. Peggio ancora sarebbe se l'apertura dello sportello venisse prolungata solo fino alla prossima primavera (per poi procedere alla chiusura definitiva), traducendosi il tutto solo in uno "spot elettorale" per l'amministrazione uscente, in vista delle prossime elezioni di maggio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda porre in essere iniziative volte ad evitare la chiusura della filiale, aprendo un tavolo tecnico con la Regione Emilia-Romagna ed altre istituzioni competenti al fine di mantenere a Bagno di Romagna la Cassa di risparmio di Forlì e della Romagna, che rappresenta un punto di riferimento per i residenti ed i turisti; se intenda porre in essere iniziative amministrative volte ad introdurre una normativa che tuteli il mantenimento delle filiali bancarie presenti nei comuni periferici, ubicati nelle zone montane e di pianura, in particolar modo in casi come quello in esame; se intenda, nel caso in cui la Cassa di risparmio ritenga la chiusura inevitabile, avviare una riflessione tra le parti per lo spostamento nel paese di Bagno di Romagna di uno degli sportelli bancari presenti. Atto n. 4-00869 MONTANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in data 6 ottobre 2018, Anas, la Regione Piemonte, l'Unione dei Comuni del lago Maggiore e i Comuni di Cannobio, Cannero Riviera, Oggebbio, Ghiffa e Verbania hanno sottoscritto il "Protocollo d'intesa per la redazione degli studi e delle indagini sull'assetto geomorfologico dei versanti, dei progetti e dei primi interventi di messa in sicurezza dei versanti e del transito lungo la strada statale n. 34 del Lago Maggiore nel tratto da Cannobio a Ghiffa"; i tempi per l'attivazione del protocollo sono stati stimati in circa due anni a decorrere dalla sottoscrizione dello stesso protocollo, in ragione delle procedure amministrative particolarmente gravose previste dalla normativa in tema di lavori pubblici, laddove per l'avvio dei lavori di messa in sicurezza in capo alla Regione sono necessari tempi senz'altro minori, ma comunque non inferiori ad un anno; in analoga situazione, rispetto a quanto sopra, si trova oggi la strada statale 37 della Val Vigezzo; considerato che: il 6 novembre, al chilometro 29+950 della strada statale 34, è avvenuto l'ennesimo evento franoso, che non ha causato vittime ma ha reso necessaria la totale chiusura dell'arteria per consentire ad ANAS di compiere i rilievi tecnici e porre in essere le misure per la riattivazione della viabilità; la strada è tuttora chiusa al transito causando enormi disagi per i lavoratori frontalieri, gli studenti, gli operatori del soccorso, nonché il quasi isolamento del comune di Cannobio, che rimane raggiungibile soltanto attraverso la strada provinciale 75, che peraltro versa in pessime condizioni; nelle more dei lavori descritti, non si può escludere il verificarsi di nuovi eventi franosi, potenzialmente pericolosi per gli utenti della strada statale 34, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adoperarsi affinché i lavori di messa in sicurezza della strada statale 34 (nonché della strada statale 37) siano avviati nel più breve tempo possibile, anche mediante specifici provvedimenti di competenza che consentano di ridurre sostanzialmente i tempi necessari all'espletamento delle procedure amministrative previste dalla legislazione vigente, nell'ottica di garantire tanto l'incolumità pubblica quanto il ripristino dell'asse viario. Atto n. 4-00870 IANNONE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il grido d'allarme della Confesercenti rimette al centro dell'attenzione la crisi del commercio ed in particolare delle attività al di fuori del perimetro della grande distribuzione; tra gennaio e settembre 2018 i negozi italiani hanno registrato quasi 900 milioni di euro di vendite in meno rispetto al 2017, la flessione peggiore da cinque anni a questa parte; nei primi nove mesi del 2018 si stima che abbiano chiuso circa 20.000 negozi indipendenti; la flessione registrata dai negozi nei primi tre trimestri dell'anno (meno 2 per cento dei prodotti non alimentari) è infatti la più forte dal 2013 (meno 2,9 per cento), all'apice della recessione dei consumi che ha colpito il nostro Paese nel triennio 2012-2014; da questa crisi la maggior parte dei negozi ancora non è uscita, registrando risultati lievemente sopra lo zero per le vendite nel 2015 e nel 2016, tornando già in territorio negativo nel 2017; la frenata, tuttavia, non riguarda solo i negozi indipendenti, ma anche la grande distribuzione organizzata, che infatti, mostra segnali di sofferenza: tra gennaio e settembre le vendite sono cresciute appena dello 0,2 per cento, in forte arretramento rispetto al più 2 per cento segnato lo scorso anno; sempre secondo la Confesercenti, la crisi ha colpito praticamente tutti i comparti merceologici, come è evidente dal confronto tra gli andamenti registrati nei primi 9 mesi del 2018 e quelli dello stesso periodo dello scorso anno; a segnare la flessione più rilevante è il commercio di calzature, articoli in pelle e da viaggio, che passa dal più 2,3 per cento del 2017 al meno 2,4 per cento di quest'anno, seguito dall'abbigliamento, che passa da più 0,8 per cento a meno 1,8 per cento, ma rallentano, pur restando in campo positivo, anche telefonia e informatica, che scendono da una crescita di più 3,4 per cento ad un decisamente più modesto più 1,4 per cento. Dal calo di vendite non si salvano nemmeno farmaci e giocattoli, con l'unica eccezione degli elettrodomestici, le cui vendite aumentano dal più 1,8 per cento segnato nei primi 9 mesi del 2017 al più 2,7 per cento di quest'anno, si chiede di sapere: se sia intenzione del Ministro in indirizzo, per il rilancio del mercato interno e dei consumi, introdurre velocemente misure mirate maggiormente alla crescita; se ritenga che serva più spesa produttiva, con impatti sul lavoro e sulle infrastrutture, e meno spesa improduttiva, oltre all'obiettivo di ridurre anche la zavorra fiscale. Atto n. 4-00871 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: il Cilento (Salerno), patria della dieta mediterranea e di centenari, nonché Patrimonio dell'Umanità, riserva MaB ed ecoparco, è paradossalmente investita, negli ultimi anni, dall'aumento delle patologie neoplastiche, così come testimoniano dati empirici e ricerche analitiche di settore; l'allarme è stato lanciato sabato 17 novembre 2018 a Palinuro, durante il convegno dal titolo "Diffusione delle malattie neoplastiche nel Cilento", con il patrocinio della Fondazione Grande Lucania, del Comune di Centola, dell'associazione culturale "Gli Angeli di Chiaia", della fondazione De Beaumont Bonelli; emblematico è in questo caso uno studio condotto dal 2014 da un'associazione di 168 medici, la "Cooperativa medica Parmenide"; la problematica relativa all'insorgenza di malattie tumorali nel territorio cilentano è stata esaminata sia sotto l'aspetto medico che dal punto di vista di tecnici, amministratori locali e politici per capire cosa sia possibile fare per migliorare fattori importanti come la qualità dell'ambiente e degli stili di vita; il dato allarmante è quello evidenziato da uno studio della cooperativa dei medici di famiglia "Parmenide", che ha certificato l'esistenza del problema dell'alta diffusione delle patologie neoplastiche nel territorio a sud di Salerno: il dottor Luigi Di Gregorio, presidente della cooperativa, ha evidenziato come da Eboli in giù i dati siano da vera emergenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa grave incidenza sulla popolazione cilentana e delle cause che hanno determinato l'esponenziale aumento dei casi di neoplasie; se il Governo intenda dare impulso a specifiche politiche di prevenzione sanitaria, attesa anche la scarsa attenzione della Regione Campania. Atto n. 4-00872 IANNONE Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: è evaso dagli arresti domiciliari per ben quattro volte il ladro 28enne che negli ultimi tempi aveva creato non pochi problemi ad Eboli (Salerno), già arrestato per furto e detenzione di armi; il giudice ha convalidato il suo arresto, ma lo ha messo ancora ai domiciliari con braccialetto; il braccialetto, tuttavia, sarà fornito soltanto quando il Ministero ne troverà uno; il ladro distruggeva le auto e i finestrini per rubare all'interno degli abitacoli arrivando a commettere anche dieci colpi in un giorno; l'uomo era stato arrestato venerdì 16 novembre 2018 quando una vittima lo ha inseguito allertando anche i Carabinieri; il pubblico ministero Roberto Penna aveva chiesto per lui la custodia cautelare in carcere, visti proprio i suoi precedenti, ma la richiesta è stata negata dal giudice che ha effettuato la convalida e contro la quale ora la Procura ricorrerà in appello, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo ritengano necessario intervenire per proporre l'inasprimento delle pene e per renderle certe, per debellare una microcriminalità che fa percepire un profondo senso di insicurezza. Atto n. 4-00873 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: secondo l'Agenzia ambientale europea, nel solo 2015 sono più di 60.000 gli italiani che hanno perso la vita per malattie legate alla cattiva qualità dell'aria; in termini assoluti l'Italia è seconda solo alla Germania; normalizzando il dato rispetto alla popolazione, si tratta dello 0,1 per cento dei cittadini italiani, percentuale che ci pone al sesto posto dietro Bulgaria, Ungheria, Romania, Polonia e Grecia; se si guarda alla presenza di inquinanti, censita nel rapporto "Air quality in Europe", si vede come la situazione in Italia sia tra le peggiori a livello europeo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda realizzare politiche per migliorare la qualità dell'aria che, soprattutto nei mesi invernali, segna forti criticità in diverse aree della nazione per concentrazione di Pm10 e Pm 2.5. Atto n. 4-00874 DE BERTOLDI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dall'agenzia di stampa Ansa lo scorso 27 ottobre 2018, in merito all'analisi di una ricerca economica sul settore delle produzione e commercializzazione del sale italiano, la necessità di avviare un processo affinché il sale made in Italy diventi un prodotto di qualità tipico, (e pertanto una denominazione delle tante eccellenze doc del patrimonio nazionale) risulta indispensabile in relazione, sia ai pochissimi sali nazionali che rientrano in un riconoscimento ufficiale, (come l'Igp Antica Salina Nubia di Trapani e il presidio slow food del sale di Cervia) che dell'esigenza di tutelare e salvaguardare l'etichettatura italiana dall'acquisizione sempre più insistente di holding straniere, nei confronti delle imprese italiane in generale, con conseguenze economiche ed occupazionali spesso negative e preoccupanti per il nostro Paese; a tal fine, nel corso di un'intervista a Giampietro Comolli, economista agronomo e docente esperto di distretti produttivi-turistici, si è evidenziato il pericolo che numerose aziende saline italiane, possano essere cedute ad investitori francesi, in particolare alla Salins SpA, (che rappresenta la più grande azienda del sale transalpino) attraverso la controllata Cis già presente nel Veneto, cessione i cui effetti rischiano di determinare riflessi economici e d'immagine dell'Italia, altamente penalizzanti per l'intero processo della filiera salina; il medesimo docente a tal fine, ha rilevato che se da un lato, in un'economia di libero mercato, gli effetti aggregati delle decisioni dei singoli sono descritti dalle naturali leggi della domanda e dell'offerta, dall'altro risulta così evidente come la mancanza di scelte strategiche e di adeguate risposte al Paese per un prodotto naturale come il sale, originario dei mari nostrani, di produzione sul suolo italiano, ma poi venduto al mercato e nei supermercati con il marchio francese, per la quota alimentare, (a volte anche senza quella ricercatezza, tracciabilità e certificazione cui il sale, come il vino, l'aceto, il formaggio, può ambire) rischia di causare pesanti ripercussioni economiche, occupazionali e d'immagine per l'intero Paese, così come per i consumatori, per le differenti dichiarazioni circa la qualità e la provenienza; l'intervista giornalistica ha inoltre evidenziato un ulteriore aspetto, legato alle molteplici difficoltà economico-finanziarie e alla durata delle concessioni, che coinvolgono numerose imprese del settore, in particolare le saline di Trapani, Palermo, Volterra, Sant'Antioco in Sardegna, e anche quelle pugliesi, la cui crisi è in larga parte imputabile all'assenza da anni di un piano industriale nazionale, che non ha colto l'importanza distrettuale e integrata del sale per offrire opportunità, nuovi posti di lavoro e imprese, facendo squadra e sistema; in tale ambito occorre, ad avviso del docente, porre in essere un evidente cambio di passo, nei confronti del settore salino italiano, che rappresenta un patrimonio nazionale importante, in grado di determinare favorevoli sbocchi, interessi e possibilità di creare imprese nel mondo della cosmesi, della medicina, dei coadiuvanti, della sanificazione e della conservazione dei cibi; tali considerazioni, ad avviso dell'interrogante, ripropongono nuovamente le difficoltà evidenti del Paese e dei soggetti decisionali, in merito alla mancanza di strategia industriale ed economica in grado di tutelare e difendere le imprese made in Italy , da un processo che appare inarrestabile, considerato che da anni oramai è in corso un'evidente attività di acquisizione di aziende italiane, (dal settore manifatturiero, a quello della moda e dell'agroalimentare) da parte di holding straniere con l'evidente rischio di aumento dei livelli di disoccupazione, diminuzione dell'approvvigionamento delle materie prime nel nostro Paese e di conseguenza un danno d'immagine; l'introduzione di misure volte ad innalzare i livelli di tutela e salvaguardia del distretto integrato del sale italiano, facendo squadra e sistema in termini economici ed occupazionali, a giudizio dell'interrogante, appaiono pertanto urgenti ed indispensabili, al fine di rilanciare un brand italiano , che unitamente ad altri, rischia di essere anch'esso ceduto a gruppi stranieri, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; se non convenga che le osservazioni critiche in precedenza riportate, con riferimento al rischio di acquisizione di alcune importanti aziende saline italiane da parte di holding francesi, evidenzino anche per questo settore, un gap dimensionale legato all'assenza di un piano industriale nazionale per tutelare e salvaguardare le imprese italiane, oltre che le scarse opportunità previste attualmente, affinché gli investitori italiani possano continuare a possedere la maggioranza delle quote di capitale delle proprie aziende, nel nostro Paese; in caso affermativo, quali iniziative urgenti ed indispensabili intenda assumere, al fine di rilanciare il settore del sale italiano, che come evidenziato in premessa, rischia di avviarsi verso una profonda crisi di sistema. Atto n. 4-00875 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Associazione nazionale dei commercialisti, (organismo federale sindacale degli iscritti all'ordine dei dottori commercialisti) rileva una serie di criticità in merito alle condotte commerciali improprie, relativamente alle procedure di fatturazione elettronica, che entreranno in vigore a partire dal prossimo 1°gennaio 2019, da parte di alcuni soggetti fornitori dei sistemi contabili e gestionali, che riguardano i dati sensibili, (come quelli di natura economica) i cui effetti, in assenza di un intervento normativo, rischiano di rivelarsi estremamente dannosi per tutti i soggetti economici che operano sul mercato; l'Associazione prosegue evidenziando che, sulla gravità dei rischi connessi alle procedure di fatturazione elettronica, (che investono temi di particolare rilevanza come la concorrenza del mercato e la tutela dei dati personali) occorre, a tal fine, interessare il legislatore, affinché sia possibile garantire un'azione di vigilanza volta a contrastare ogni forma di abuso, i cui possibili effetti destabilizzanti generano inevitabilmente incertezza e preoccupazione; all'Assosoftware viene infatti contestata, la condotta di alcune delle aziende associate che stanno veicolando informazioni non corrette, volte a condizionare le scelte dei commercialisti, per indurli a non adottare informazioni indipendenti per la gestione della fatturazione elettronica, paventando inverosimili malfunzionamenti, che non potranno essere oggetto di assistenza prevista nel contratto; l'oggetto della contestazione è stato anche rivolto per conoscenza all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), ed in particolare è stato evidenziato che il tracciato "XML" della fattura elettronica risulta essere un formato universale: lo stesso, anche quando prodotto da software diversi, rispetto ai gestionali in uso, che deve rispondere ad un unico modello regolato dalla legislazione italiana; la medesima Associazione rileva, altresì, come risulti evidente pertanto che un formato "difforme" o "errato" di fattura elettronica, (allorquando il tracciato risponde alle caratteristiche della normativa) non possa esistere, perché sarebbe lo stesso sistema di interscambio gestito dall'Agenzia delle entrate (SDI) a bloccarne la circolazione; ulteriori criticità in materia di fatturazione elettronica, evidenziano ancora i commercialisti, si estendono ai rischi derivanti dai dati contenuti nelle fatture, che riportano informazioni personali anche sulle transazioni commerciali, che possono essere oggetto di interesse da parte di terzi, motivati a conoscere le scelte degli operatori economici e a profilarne le caratteristiche; le difficoltà di diversa natura esposte, alimentano, a giudizio dell'interrogante, dubbi e incertezze in relazione ai possibili scenari che potrebbero configurarsi a partire dal 1° gennaio 2019, conseguenti alla messa a regime dell'obbligatorietà della fattura elettronica e alla disponibilità di enormi masse di dati da parte di quei soggetti che vedranno transitare e archiviare sulle proprie piattaforme, la documentazione relativa a tale adempimento; l'interrogante al riguardo evidenzia come, in considerazione delle osservazioni critiche esposte, a cui si sono aggiunte ulteriori difficoltà rilevate nel corso degli ultimi mesi, emerga la necessità affinché l'introduzione di tale nuovo adempimento fiscale di natura tecnologica, per quanto condivisibile, possa avvenire attraverso un sistema di gradualità, se si valutano i numerosi soggetti coinvolti e gli interventi tecnologici necessari per adeguare i sistemi informativi; l'intervento da parte del Garante per la protezione dei dati personali, reso noto la scorsa settimana, (è la prima volta che l'Autorità esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal regolamento europeo) che ha chiesto all'Agenzia delle entrate di modificare il meccanismo della fatturazione, a causa di una serie di pericolose criticità, a seguito di numerosi reclami ricevuti, conferma, a parere dell'interrogante, l'esigenza di un intervento normativo, volto a posticipare l'entrata in vigore dell'obbligatorietà della fatturazione elettronica, al fine di consentire un maggior lasso di tempo per organizzare il sistema tecnologico e operativo, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; se condivida le osservazioni critiche rilevate dall'Associazione nazionale dei commercialisti, sui rischi derivanti dall'imminente introduzione obbligatoria della fatturazione elettronica, in relazione a possibili pratiche di concorrenza sleali e del trattamento illecito dei dati personali per i soggetti economici che operano sul mercato; in caso affermativo quali iniziative di competenza, di carattere tecnico o di proposta legislativa, intenda intraprendere, al fine di evitare che i dati personali e le informazioni sensibili e private, contenute nelle fatture elettroniche, trasmesse dal contribuente all'Agenzia delle entrate, possano essere oggetto di abuso da parte di terzi, attraverso la cessione integrale o parziale a soggetti terzi, con gravi effetti economici e d'immagine per i soggetti interessati; se, in considerazione dei rischi e delle difficoltà tecniche e oggettive di aggiornamento riscontrate nel corso degli ultimi mesi, da parte di una vasta platea di soggetti economici e del mercato, (in relazione all'obbligatorietà della fatturazione elettronica prevista il 1°gennaio 2019) non convenga introdurre un intervento normativo ad hoc volto a prevedere un sistema di gradualità, nei riguardi dei privati, che si adeguano a tale nuovo sistema tecnologico, con le relative procedure di adempimento. Atto n. 4-00876 LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il quotidiano "Il Messaggero", edizione di Frosinone, in data giovedì 15 novembre 2018, riporta la notizia che, in occasione del cammino a Canneto, in Ciociaria, il sindaco della città San Giorgio a Liri, Modesto Della Rosa, avrebbe salutato i fedeli con la mano tesa e che qualcuno lo abbia immortalato con uno scatto fotografico riportato nell'articolo; come si evidenzia nell'immagine fotografica, in quel momento il signor Della Rosa stava espletando le sue funzioni istituzionali di sindaco, poiché indossava la fascia tricolore insieme ad altri colleghi; il sindaco, riporta l'articolo del quotidiano, "non ha mai rinnegato le sue radici di uomo della destra sociale"; nel corso dell'articolo appare una dichiarazione del sindaco, il quale commenta: "Sì, ricordo il contesto in cui è stata scattata questa foto: c'era un gruppo di ragazzi che mi ha salutato e io, in maniera goliardica, ho risposto"; considerato che: il saluto romano è noto per essere stato utilizzato dal regime fascista italiano e dal regime nazista tedesco nella prima metà del Novecento; l'articolo 5 della legge Scelba (di cui alla legge n. 645 del 1952) segnala come reato il "concorso in manifestazione fascista", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e, in tal caso, come intenda intervenire affinché chi rappresenta le Istituzioni rispetti e si faccia garante della nostra Carta costituzionale. Atto n. 4-00877 NASTRI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dal quotidiano "Il Corriere della Sera" pochi giorni fa è stata pubblicata la lista dei cosiddetti impianti "essenziali", relativi alla sicurezza delle forniture per le famiglie e le imprese; l'articolo rileva in particolare che gli impianti si riferiscono a quelle centrali elettriche fuori mercato che ricevono un compenso per rimanere operative e intervenire, nel caso in cui in qualche area del Paese dovesse mancare la fornitura di energia elettrica; continuare a possedere gli impianti essenziali, sostiene al riguardo "Il Corriere della Sera", determina per i consumatori italiani un onere pari a circa 350 - 400 milioni di euro annui (che vengono direttamente addebitati in bolletta), le cui risorse consentono di finanziare impianti che sono inefficienti, oltre che inquinanti ed emettono più anidride carbonica; nella lista delle 14 centrali, ne compaiono ad esempio tre a carbone (Brindisi, Assemini, Sulcis), mentre altre funzionano addirittura ad olio o a gasolio; in tale quadro, evidenzia ancora il medesimo articolo, si poteva iniziare ad uscire dalle criticità evidenziate, già agli inizi del mese di novembre, attraverso il cosiddetto "capacity market" , approvato dall'Unione europea, dopo un travaglio di sei anni, che consiste in un sistema per incentivare i produttori intenzionati a realizzare in aree sensibili nuove centrali elettriche più efficienti e meno inquinanti, anche attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili; un meccanismo di aste pubbliche avrebbe assicurato un costo più basso, mentre i parametri da rispettare per il controllo delle emissioni, avrebbe garantito, in due o tre anni, i primi risultati positivi, a differenza di quanto invece a metà settembre è accaduto da parte del Governo, che ha sostanzialmente bloccato il mercato della capacità, per concedersi maggior tempo e approfondire le proprie posizioni, che appaiono sempre più incerte anche in tema di politica ambientale, considerato come per le materie legate ai trasporti o all'industria dalla Tav, all'Ilva, i risultati al riguardo, appaiono deludenti e incerti; a giudizio dell'interrogante, le criticità evidenziano il rischio che i continui ripensamenti, le altalenanti decisioni in tema di politica industriale e ambientale, oltre che causare gravi effetti economici e produttivi, possano favorire i soliti grandi gruppi del mercato dell'energia nazionale, a differenza dell'urgente necessità avvertita dal Paese di introdurre nuove e più efficienti disposizioni di carattere ambientale più ambiziose; l'interrogante rileva come, mentre si attende, senza sapere per quanto, l'introduzione di una legislazione più moderna e meno inquinante, risulta evidente, come si prosegua con la diffusione nel Paese di centrali a carbone e a gasolio, i cui effetti negativi e penalizzanti per il sistema ambientale sono noti da tempo e senza soluzioni di intervento da parte dell'attuale Esecutivo, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell'ambito delle rispettive competenze, con riferimento a quanto esposto in premessa; se, al riguardo, condividano le criticità in precedenza richiamate e, in caso affermativo, quali iniziative di competenza intendano assumere, al fine di introdurre adeguate politiche innovative in tema ambientale e ridurre di conseguenza il numero di emissioni di sostanze inquinanti ancora in quantità elevata, favorendo la realizzazione di nuove centrali elettriche più efficienti e meno inquinanti attraverso il sistema del cosiddetto " capacity market" , approvato dall'Unione europea. Atto n. 4-00878 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo quanto riportato da "il Fatto quotidiano" risulterebbe che il Ministro in indirizzo possiede un certo numero, sia pure limitato, di azioni ordinarie, della società A2A, la multi utility dell'energia risultante dalla fusione di due partecipate dei comuni di Milano e Brescia, la quale gestisce l'unico impianto di termocombustione dei rifiuti attivo sul territorio campano, quello di Acerra (Napoli); tale società ha dichiarato in passato di voler realizzare un nuovo termovalorizzatore a Napoli; il Ministro in indirizzo in questi ultimi giorni, nel denunciare il pericolo di una nuova emergenza rifiuti in Campania, ha proposto la realizzazione di un impianto di termocombustione dei rifiuti per ogni provincia della regione, suscitando polemiche anche in seno alla stessa compagine governativa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga, onde evitare anche il minimo sospetto di conflitto di interesse, al di là delle opinioni sul merito della questione, di doversi astenere da dichiarazioni sulla gestione dei rifiuti in Campania, nonché dal partecipare a decisioni in merito, oppure, in alternativa, ad alienare le azioni della società A2A in suo possesso. Atto n. 4-00879 AGOSTINELLI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell'interno Premesso che: si apprende da fonti stampa che il 20 ottobre 2018 un ragazzo di 20 anni è morto nel Reatino, ucciso per sbaglio durante una battuta di caccia al cinghiale; la tragedia è accaduta nella zona di Santa Rufina-Cupaello, una frazione del comune di Cittaducale. La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di omicidio colposo a carico del compagno di caccia; l'Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa) ha commentato la vicenda sottolineando che "la responsabilità politica e morale di questa nuova morte di caccia, l'ennesima, ricade su chi non ha raccolto l'appello alla chiusura della stagione venatoria", lanciato dopo la morte di un 19enne ucciso nell'Imperiese giusto qualche settimana prima; anche l'associazione WWF, in una lettera al Ministro dell'interno, ha sottolineato l'incompatibilità della caccia con altri tipi di godimento degli spazi naturali. Secondo i dati divulgati dalla "Associazione vittime della caccia", dal 1° al 30 settembre 2018 i morti da armi da caccia sono stati 4 e i feriti 13 (di cui 2 morti e 5 feriti non cacciatori, tra cui un minore). Il dato complessivo della scorsa stagione è stato un vero e proprio bollettino di guerra: 114 vittime, tra cacciatori (80-20 morti e 60 feriti) e non cacciatori (34-10 morti, 24 feriti); si tratta di incidenti spesso determinati dalla violazione della legge quadro nazionale (legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dalle leggi regionali di settore; i comportamenti che aumentano il rischio di incidenti sono: il mancato rispetto delle distanze minime da strade e centri abitati; la cattiva abitudine di sparare senza inquadrare il bersaglio; la cattiva abitudine di accompagnare le battute di caccia con "colazioni" comprensive di alcolici; l'elevata età media dei possessori di licenza di caccia. A tutto ciò si aggiunge che i titolari di licenza possono detenere un numero illimitato di fucili, 3 armi comuni da sparo (quindi anche pistole), 6 armi per uso sportivo, fino a 1.000 cartucce. Si tratta di un vero e proprio arsenale, eppure non vi è nessuna garanzia sull'accuratezza delle verifiche psicologiche cui vengono sottoposti i cacciatori; si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano, nei limiti delle proprie attribuzioni, adoperarsi per rendere più severi gli esami per la licenza di caccia e, più in generale, per effettuare maggiori controlli sulle licenze stesse, nonché limitare l'uso di armi a canna rigata, in grado di sparare a 4 chilometri di distanza; quali iniziative di competenza intendano assumere al fine di vietare l'assunzione e la detenzione di sostanze alcoliche durante le battute di caccia e introdurre il divieto di caccia nei giorni festivi nelle aree altamente frequentate da sportivi ed escursionisti; se non intendano, nell'ambito delle rispettive competenze, facilitare la nomina di nuove guardie volontarie delle associazioni di protezione ambientale, alleggerendone l'attività sul piano burocratico. Atto n. 4-00880 MOLES Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che secondo quanto risulta all'interrogante: in data 19 giugno 2013 è stato stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Dipartimento ambiente e territorio della Regione Basilicata, l'Accordo di programma quadro (APQ) per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica delle acque di falda e dei suoli nei siti di interesse nazionale "Tito e Val Basento" (cod. CBMT); l'intervento, finanziato con delibera CIPE n. 87 del 3 agosto 2012, prevede la realizzazione di diverse operazioni di caratterizzazione e/o bonifica nelle aree di Tito e Val Basento per un impegno finanziario pari a 46 milioni di euro pressoché equamente ripartiti tra i due siti; il Ministero dello sviluppo economico svolge l'alta vigilanza e garantisce l'erogazione delle risorse, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è invece autorità procedente nei siti di interesse nazionale (SIN) e garantisce lo svolgimento delle istruttorie tecniche per l'approvazione degli interventi previsti dall'accordo, mentre la Regione Basilicata ha il ruolo di soggetto attuatore e garantisce l'esecuzione degli interventi previsti dall'accordo; con la delibera n. 370 del 1° aprile 2014 è stata aperta la procedura per l'affidamento della progettazione ed esecuzione dei lavori di messa, in sicurezza e bonifica del sito "ex materit" ricadente nel Comune di Ferrandina, in provincia di Matera; il raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) risulta attualmente costituito dalle seguenti imprese: capo gruppo la Pellicano Verde SpA di Muro Lucano, in provincia di Potenza, mandante la Fibro Service S.r.l. di Brani, in provincia di Pavia, e progettista la PROJeco Engineering S.r.l. di Dalmine, in provincia di Bergamo; il progetto si compone di 10 elaborati esplicativi, di cui il n.10 denominato "piano di sicurezza e coordinamento" che alla sesta pagina riporta testualmente: "l'attività del presente appalto comprendono inoltre le seguenti lavorazioni: a)...; b) monitoraggio idrochimico delle acque sotterranee in corrispondenza dei piezometri di monitoraggio presenti sul sito"; a pagina 7 del piano, viene riportato che: "nessuna impresa è autorizzata ad intervenire in cantiere senza la preventiva autorizzazione di monitoraggio formale del Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione (CSE)"; recentemente Maurizio Bolognetti, giornalista e corrispondente dell'emittente radiofonica Radio Radicale, ha realizzato un reportage intitolato "I Veleni della Val Basento 40 anni dopo" (reperibile sul sito di Radio Radicale) dedicato all'attuale situazione del programma di bonifica del SIN Area industriale della Val Basento. Nel reportage , Bolognetti documenterebbe un inquinamento tuttora in atto delle matrici ambientali, ad iniziare dalla matrice ambientale acqua e la facilità con la quale è possibile accedere all'interno di aree pesantemente contaminate e non adeguatamente messe in sicurezza e recintate; secondo il Ministero della salute, i siti del "Programma nazionale di bonifica comprendono aree industriali dismesse, aree industriali in corso di riconversione, aree industriali in attività, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici e aree oggetto di smaltimento incontrollato di rifiuti anche pericolosi"; è necessario capire se i piezometri che determinano lo stato di inquinamento della falda acquifera e pertanto costituiscono strumento atto a comprovare lo stato ambientale e quindi in definitiva, lo stato dei lavori della bonifica, possono essere manomessi per inficiarne il loro utilizzo, ossia reperire informazioni sullo stato idrochimico delle acque sotterranee, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa; se risulti loro che il cantiere sottoposto a controllo sia debitamente recintato e tabellato, onde evitare problemi di salute a carico di soggetti che anche involontariamente potrebbero accedere all'area; se i piezometri all'interno dell'area possano essere manomessi o se sia possibile reperire informazioni sullo stato idrochimico delle acque sotterranee; se siano stati acquisiti e resi pubblici i risultati dell'indagine conoscitiva eseguita attraverso rilievi piezometrici; quali siano le ultime analisi effettuate e quali risultati abbiano fornito; quale sia lo stato di attuazione del progetto di bonifica. Atto n. 4-00881 MISIANI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con la circolare n. 76 del 31 maggio 2018 concernente l'aggiornamento del modello organizzativo dell'INPS, viene confermato che le Direzioni regionali dell'INPS assicurano il governo delle funzioni manageriali per la gestione patrimoniale da reddito; le linee guida gestionali per il 2018 e le più recenti per il 2019 confermano gli obiettivi della progressiva alienazione del patrimonio, ma non si fa cenno alcuno alla esternalizzazione della gestione amministrativa, tecnica e di supporto; gli obiettivi di vendita stabiliti dal piano della performance sono rispettati; con determina RS 30/503/2018 del 12 ottobre 2018 viene indetta una gara per affidare con lotto unico la gestione amministrativa, tecnica e di supporto alla valorizzazione del patrimonio immobiliare da reddito dell'INPS, compreso quello dell'ex INPDAP, per un importo di 64 milioni; non sono note le valutazioni costi- benefici, né sarebbe stato interpellato il Consiglio di indirizzo e vigilanza (CIV); nessuna valutazione appare negli atti sul destino delle strutture e personale attualmente dedicato alle funzioni che si intende esternalizzare; non sono accessibili le valutazioni del gruppo di lavoro incaricato della fase istruttoria di tale decisione, costituito con ordine di servizio n. 10 del 20 settembre 2017, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto che è in atto la gara per esternalizzare la gestione delle 28.500 unità immobiliari dell'INPS, per un importo di 64 milioni; quale sia la valutazione costi-benefici e quale sia l'indirizzo del CIV su tale decisione; quali siano i contenuti della relazione finale del gruppo di lavoro citato in premessa; quale sia la destinazione del personale attualmente destinato a questi compiti. Atto n. 4-00882 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in data 19 novembre 2018 due mucche sono state investite sul raccordo autostradale Salerno-Avellino, in direzione Fisciano; le carcasse erano sul ciglio della strada ed accanto a loro c'era anche un cane privo di vita, senza nessuna traccia dell'investitore; probabilmente l'investimento degli animali potrebbe essere avvenuto nella notte ad opera di un mezzo pesante; il traffico è andato in tilt dalle prime ore del mattino con lunghe code da Salerno fino a Fisciano; sul posto sono intervenuti gli operatori dell'Anas e dall'Asl per rimuovere le carcasse degli animali morti; non è la prima volta che in questo tratto autostradale le mucche causano danni e gravi pericoli agli automobilisti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi fatti descritti e se intenda intervenire per evitare che si giunga a morti annunciate. Atto n. 4-00883 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: domenica 18 novembre 2018 una donna ha rischiato la vita per un problema respiratorio e per un trasferimento affrettato dall'ospedale di Battipaglia a quello di Eboli, in provincia di Salerno; i Carabinieri hanno aperto un'indagine per accertare la causa del viaggio precipitoso tra le due strutture sanitarie; la donna non sarebbe stata soccorsa all'ospedale di Battipaglia, perché la Tac era rotta; a parere dell'interrogante, anche se la Tac era rotta, la paziente, in stato di dispnea (respirazione difficile), avrebbe dovuto essere soccorsa dai medici del pronto soccorso, stabilizzata e poi trasferita a Eboli; la donna di 54 anni ha rischiato di morire per un banale problema respiratorio: la paziente si è sentita male nella sua abitazione, i familiari hanno chiamato il 118, hanno chiesto ai medici di fare presto e in località Belvedere di Battipaglia, dove la signora vive, è arrivato il medico dell'emergenza territoriale; la donna, che è affetta da Sla, è stata trasferita all'ospedale di Battipaglia. Giunti all'ingresso del pronto soccorso, il medico del 118 è stato dirottato a Eboli; nei sette chilometri tra i due ospedali, però, la paziente è andata in arresto cardiaco ed è stata rianimata dai medici del pronto soccorso di Eboli, in un clima di altissima tensione; il cuore della donna ha ripreso a battere, ma la signora, non ancora fuori pericolo, è stata ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata; gli investigatori, allertati dai medici ebolitani, hanno ascoltato le proteste dei familiari e il racconto dei sanitari; sul caso è stata aperta un'inchiesta interna dai vertici dell'ospedale di Eboli e di Battipaglia nel tentativo di identificare la persona che ha trasferito la donna da Battipaglia a Eboli, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del grave fatto descritto che rappresenta l'ennesimo caso di malasanità in Campania; se intenda avvalersi dei propri poteri ispettivi per accertare le responsabilità di quanto descritto in premessa. Atto n. 4-00884 NASTRI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: nelle scorse settimane, l'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Novara ha distribuito ai colleghi un questionario sul tema della violenza e delle minacce di cui sono spesso oggetto, i cui risultati sarebbero in linea con quanto di preoccupante già emerso a livello nazionale, considerato come nell'anno 2017, trentatré medici novaresi sono risultati vittime di aggressione, mentre nove di essi hanno dichiarato di aver vissuto più di sei atti di violenza e minacce; i preoccupanti esiti del test rappresentano soltanto l'ultimo atto di una situazione denunciata qualche mese fa dalla Federazione nazionale dell'ordine dei medici, che ha evidenziato come i sanitari novaresi, negli ultimi tempi, siano sempre più soggetti ad aggressioni non soltanto verbali, ma anche e soprattutto fisiche; l'interrogante a tal fine evidenzia che troppo spesso i medici sono lasciati da soli negli ambulatori, in balìa di pazienti molto spesso prepotenti e violenti, che non riescono a contenersi nei diverbi, mancando di rispetto, con atti di violenza fisica e verbale; a giudizio dell'interrogante, l'installazione di sistemi di vigilanza e sorveglianza, in grado di dissuadere possibili aggressori, anche attraverso l'introduzione di agevolazioni fiscali in favore degli ambulatori che decidono di dotarsi di telecamere, potrebbe costituire un valido deterrente, al fine di fronteggiare il preoccupante fenomeno che sta caratterizzando negativamente l'attività degli studi professionali dei medici in provincia di Novara, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle aggressioni in corso da tempo all'interno degli ambulatori delle guardie mediche novaresi, le cui conseguenze stanno determinando gravi effetti psicologici oltre che fisici e morali; se siano a conoscenza del preoccupante fenomeno in corso da tempo all'interno degli ambulatori della provincia di Novara; in caso affermativo, quali iniziative di competenza intendano assumere, al fine di fronteggiare i gravi episodi di violenza e di minacce nei riguardi del personale degli ambulatori e delle guardie mediche; se condividano infine, che l'introduzione di sistemi di videosorveglianza all'interno degli ambulatori medici della provincia di Novara, potrebbe rappresentare una valida soluzione in grado di ridurre i livelli di violenza e di soprusi nelle strutture sanitarie. Atto n. 4-00885 LANIECE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta all'interrogante: sulla strada statale di collegamento internazionale fra Italia e Svizzera, i lavori di sistemazione della strada statale 27, tra Etroubles (Aosta) e l'innesto autostrada per il traforo del Gran San Bernardo sono stati affidati, mediante appalto integrato all'ATI Lauro SpA/ Impresa De Giuliani S.r.l; i lavori furono consegnati in via definitiva il giorno 7 luglio 2011 e, in virtù dei tempi contrattuali delle sospensioni e delle proroghe, dovevano concludersi entro maggio 2016; durante l'esecuzione degli scavi in galleria si sono registrati dissesti dovuti alla natura geologica dell'ammasso da attraversare, con evidenze riscontrate anche in superficie e che hanno interessato fabbricati presenti sulla verticale della galleria; è stato necessario eseguire ulteriori indagini e studi progettuali che hanno determinato il rallentamento nell'avanzamento dei lavori; superate le problematiche di natura tecnica e riavviato a pieno regime il cantiere, è emersa successivamente la sofferenza economica dell'appaltatore, sfociata nel procedimento di concordato preventivo pendente tuttora presso il Tribunale di Vercelli; le difficoltà economiche dell'impresa ne hanno limitato l'operatività e determinato l'inadempienza degli obblighi contrattuali nei confronti dell'ANAS che è stata costretta a disporre la risoluzione contrattuale; considerato che: è in corso ad oggi la progettazione delle opere rimanenti da eseguire e di quelle necessarie al completamento di quelle eseguite, attività queste propedeutiche ad una nuova procedura finalizzata al riappalto dei lavori; per tali attività ANAS non può che procedere secondo quanto stabilito dalle procedure ordinarie previste dal decreto legislativo n. 50 del 2016 con tempistiche attuative non coincidenti con le reali esigenze del territorio amministrato; è importante promuovere una rapida ripresa dei lavori ed una conseguente ultimazione degli stessi, così da consentire, finalmente, di eliminare il traffico dei mezzi pesanti dagli abitati di Etroubles e Saint-Oyen; l'assoluta necessità di tale opera risiede infatti nella pericolosità dei due tratti interni dei Comuni di Etroubles e Saint-Oyen; nel Comune di Saint-Oyen il tratto interno della strada statale 27 ha una larghezza minima della carreggiata, che rende impossibile il passaggio contemporaneo di due mezzi pesanti e pregiudica notevolmente la sicurezza dei pedoni nonché l'integrità delle abitazioni; tali problematiche sono ancor più accentuate nel periodo invernale in presenza di neve che, seppur sgomberata, riduce ulteriormente la larghezza della carreggiata; nel Comune di Etroubles il tratto interno è caratterizzato da un tornante posto al termine di una lunga discesa rettilinea con una pendenza del 10 per cento che è stato teatro di innumerevoli e gravissimi incidenti, alcuni dei quali purtroppo mortali; nel corso degli anni sono state aumentate sensibilmente le segnaletiche di pericolo e sono stati posizionati degli impianti semaforici con lo scopo di ridurre la velocità di percorrenza del tratto interessato, ma rimane inalterata la pericolosità del tratto stradale in particolar modo per i mezzi pesanti; le caratteristiche dell'attuale percorso della strada statale 27 comportano quindi un costante pericolo che può essere definitivamente scongiurato solo con l'ultimazione dei lavori della variante in oggetto; tenuto conto che a giudizio dell'interrogante: la corrente situazione di chiusura del cantiere, oltre alla immutata pericolosità dei tratti interni oggetto di variante, comporta un grave pregiudizio all'opera stessa ed una situazione paesaggistico-ambientale potenzialmente critica; le condizioni del cantiere, con particolare riferimento alle opere di galleria, sono, in seguito alla chiusura operata dalla ditta appaltatrice Lauro SpA, di totale abbandono e di potenziale pericolo, a causa di copiose infiltrazioni idriche soggette a periodici drenaggi precauzionali e conseguentemente in costante accumulo all'interno delle opere; tale accumulo idrico, oltre ad arrecare un inevitabile ammaloramento delle opere stesse, risulta essere giusta fonte di preoccupazione in merito alla stabilità del versante a monte degli abitati e costituisce un ulteriore elemento circa l'assoluta necessità di una pronta ripresa dei lavori di variante; oltre alle opere di cantiere incomplete, insistono, sui territori dei comuni, le occupazioni temporanee di aree per lo stoccaggio del materiale di risulta degli scavi di galleria, che costituiscono un deturpamento del paesaggio e recano grave danno ad una piccola comunità montana, che si sostiene grazie alla promozione di un turismo legato alla natura dei paesaggi alpini; lo stoccaggio dei materiali inerti insiste su terreni privati destinati alla produzione di foraggio e per il pascolo del bestiame creando un danno al settore zootecnico; tali occupazioni temporanee avrebbero dovuto terminare, in seguito ad un ripristino dei pascoli, già nel 2016 e, seppure l'ANAS abbia sempre garantito l'indennizzo pattuito in sede di concertazione nel luglio del 2011, pare evidente come il protrarsi di queste occupazioni stia compromettendo il mantenimento delle aziende zootecniche interessate; in questo contesto di zootecnia di alta montagna, che già presenta innumerevoli avversità, una drastica diminuzione delle aree di produzione di foraggio costituisce un serio problema economico per un intero settore produttivo locale; i cumuli del materiale di risulta degli scavi creano un danno ambientale legato alle polveri provenienti dalle grandi quantità di smarino depositate, e quindi è necessario, al momento della ripresa dei lavori, operare immediatamente per una sensibile riduzione dei volumi di inerti stoccati negli anni precedenti onde evitare un incremento della produzione di polveri, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa problematica; quali siano le tempistiche per la predisposizione di un nuovo appalto comprensivo di nuova progettazione; se il Ministro non ritenga necessario far valutare dal Consiglio dei ministri la decretazione delle procedure d'urgenza per la predisposizione di un nuovo appalto ed ogni ulteriore azione per una rapida ultimazione della variante alla strada statale 27 del Gran San Bernardo. Atto n. 4-00886 QUAGLIARIELLO Ai Ministri per i beni e le attività culturali e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la società Ferrovie dello Stato sta investendo 35 milioni euro per la costruzione di un grande terminale ferroviario a Pomezia, in grado di ospitare fino a 40 supertreni merci; questa opera infrastrutturale risulterebbe strategicamente rilevante, perché nascerebbe proprio al centro della maggiore area industriale del Lazio, dove hanno sede aziende multinazionali del calibro di Procter and Gamble, Abb, Angelini, Fiorucci; proprio in funzione delle necessità logistiche di questo polo industriale, il Comune di Pomezia, nell'ambito del piano regolatore, aveva qualificato l'area del terminal come area industriale; dal canto suo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con provvedimento approvato nel Consiglio dei ministri del 7 luglio 2015, aveva inserito il sito di Pomezia-Santa Palomba tra i 15 grandi interporti d'Italia; considerato che: il 18 maggio 2017 la Soprintendenza dell'Area metropolitana di Roma avrebbe bloccato il progetto, motivando il divieto con la presenza nella medesima zona di una torre medievale, Tor Maggiore; secondo il progetto di Fs, la superficie dedicata all'interporto occuperebbe circa 150 ettari, mentre la Soprintendenza avrebbe posto il vincolo su oltre 2.200 ettari di terreno, che comprenderebbero l'intera area industriale già situata in loco ; preso atto che: la Regione Lazio avrebbe condiviso e ribadito, in data 26 maggio 2017, il vincolo dell'autorità collegata al Ministero dei beni culturali, sostenendo che l'area Pomezia-Santa Palomba, già oggi intensamente industrializzata, sia territorio "agrario rilevante" e "paesaggio dell'insediamento storico diffuso"; il Ministero dei beni culturali, guidato dal ministro pro tempore Dario Franceschini, avrebbe ufficializzato il vincolo proposto dalla sovrintendente Alfonsina Russo con decreto (27 ottobre 2017), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 25 novembre 2017; considerato infine che: la torre medievale che ha motivato il vincolo del Ministero per i beni e le attività culturali risulterebbe essere di rilevanza archeologica paragonabile alle altre migliaia presenti sul territorio nazionale; l'ampiezza del vincolo risulta essere, in ogni caso, sproporzionato rispetto alle eventuali necessità di salvaguardia della sito medievale; l'ingente e strategico investimento di Ferrovie dello Stato rischia di risultare fallimentare e di non poter creare l'indotto che avrebbe permesso la nascita di un polo logistico di rango primario, con conseguenti benefici in termini economici e occupazionali; da fonti stampa risulterebbe la parallela nascita, nella zona a nord della Capitale, di "interporti fai-da-te", chiamati anche "piastre logistiche", estranei a qualsivoglia programmazione strategica e idoneità normativa; alcuni esempi di "piastre" sarebbero quella di Civitavecchia, attiva principalmente a supporto del turismo da crociera, e quella di Passo Corese, al servizio della cittadella industriale di uno dei maggiori colossi americani del commercio online, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se intendano rivalutare il diniego precedentemente comunicato, dando seguito alla richiesta avanzata dal Comune di Pomezia di aprire un Tavolo con i Dicasteri competenti per verificare la possibilità di rivedere l'area di vincolo, stralciando almeno il perimetro che include gli insediamenti industriali esistenti; quali iniziative di propria competenza intendano assumere per evitare che un investimento molto rilevante in termini tanto economici quanto strategici, come quello del polo logistico di Santa Palomba-Pomezia, non venga ostacolato da motivazioni archeologiche e paesaggistiche a parere dell'interrogante di dubbia attendibilità. Atto n. 4-00887 CIRIANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il Friuli-Venezia Giulia registra la presenza sul proprio territorio di numerosi valichi confinari con la Repubblica di Slovenia e l'Austria; capita spesso che le forze dell'ordine individuino automobilisti di passaggio o persone residenti in regione con a bordo dei propri veicoli prodotti soggetti ad accisa in numero superiore a quello indicato dalla normativa di riferimento (in particolare oltre il limite, pur meramente presuntivo dell'uso personale, di 800 unità ovvero quattro stecche di sigarette); a simili violazioni, quasi sempre dettate dall'ignoranza sui quantitativi di legge più che da effettiva volontà di frodare il fisco, derivano pesanti conseguenze penali e amministrative; l'apposizione di cartelli indicanti i quantitativi massimi consentiti di merci soggette ad accisa liberamente trasportabili parrebbe un espediente in grado di evitare a priori simili comportamenti (in quel caso infatti non potrebbe più essere invocata alcuna forma di buona fede e si eviterebbero consistenti uscite per l'Erario); una segnaletica integrativa sembra in linea anche con l' acquis comunitario dell'Unione europea, che da sempre caldeggia l'armonizzazione dei territori di confine onde evitare l'insorgere di situazioni di fatto inutilmente svantaggiose o punitive per i residenti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda far applicare lungo le carreggiate di propria competenza, ivi compresi i tratti autostradali di valico, dei cartelli stradali che segnalino agli utenti in transito i quantitativi liberamente importabili in Italia di beni con accisa, quali sigarette e alcolici. Atto n. 4-00888 DE PETRIS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta alla interrogante: in data 31 ottobre 2018 la ADX Energy Ltd, società australiana operante nel campo dell'estrazione degli idrocarburi ha rilasciato una nota stampa agli investitori nella quale dichiara: di essere titolare attraverso la sua controllata italiana Audax s.r.l., di un permesso di ricerca "Permit (license)", denominato d 363 - CR -AX, rilasciato nel 2014, situato nel canale di Sicilia tra Pantelleria e le città di Marsala e Sciacca; che in tale permesso di ricerca sono presenti i campi petroliferi Nilde, Norma e Naila e che il programma dei lavori presentato nel 2014 consiste in acquisizione e studi sismici (euro 300.000), acquisizione Sismica (euro 520.000), perforazione di un pozzo (euro 20.000.000). Il costo della perforazione del pozzo si è ridotto significativamente dal 2014, ADX stima oggi di potere perforare approssimativamente con 14 milioni di dollari statunitensi; per tale programma la società ha già speso circa 950.000 euro e intende accelerare il programma dei lavori dopo la ratifica; il 22 gennaio 2018 le autorità italiane (Italian Regulatory Authorities), hanno comunicato alla società madre che, a loro avviso, la Audax non ha sufficienti capacità finanziarie per rispettare gli obblighi del permesso. A seguito della statuizione delle autorità italiane, la Audax sostiene di avere trovato l'investitore e nello specifico una società londinese, la SDP, con le capacità finanziarie per far fronte alle richieste del Governo italiano e che tale apporto finanziario pone la ADX in una posizione di forza per chiedere la ratifica della licenza; l'area di mare interessata dal permesso di ricerca si trova incastonata tra i banchi del canale di Sicilia ed in particolare il Banco Avventura, Banco Pantelleria, Banco Tablot, un unicum a livello mondiale per ricchezza e delicatezza dell' habitat ed è tra due complessi vulcanici sottomarini attivi e pericolosi, Pantelleria ed Empedocle, che si sono resi protagonisti in epoca storica di eruzioni di carattere esplosivo; la stessa società per un progetto analogo, limitrofo e confinante, il d 364-CR-AX, aveva ricevuto nel novembre del 2011 "Valutazione Ambientale negativa", considerato che: "L'area oggetto di richiesta di permesso rappresenta un ambiente fragile e indispensabile alla diversità biologica ed alla produttività dell'intero Canale di Sicilia. Tale biodiversità risulta totalmente incompatibile con ogni forma di ricerca tramite prospezioni sismiche e trivellazioni" e nello specifico perché "i Banchi rappresentano un ecosistema di incredibile rilevanza ecologica per precisi motivi scientifici"; il Ministero dell'ambiente, ancora nella VIA negativa del 2011, relativa al permesso analogo, limitrofo e confinante il d 364 - CR-AX, sosteneva l'incompatibilità dell'area anche perché "lo studio geologico risulta superficiale e lacunoso in particolare non si fa alcuna menzione al fatto che l'intera zona è considerata ad alta pericolosità sismica con la presenza di vulcani ancora attivi. Tale sismicità genera fattori di rischio inconciliabili con le attività estrattive petrolifere"; nel sito del Ministero dello sviluppo economico non è più possibile accedere da tempo alle sezioni istanze per il conferimento dei permessi di ricerca e istanze per il conferimento dei permessi di coltivazione, rendendo disagevole o impossibile verificare le informazioni sul rilascio delle relative autorizzazioni. La sospensione del servizio secondo comunicazione dello stesso Ministero è dovuta a non meglio identificati "problemi di sicurezza informatica"; la Audax è anche titolare di un permesso di coltivazione, il GR 15 PU, che si sviluppa attorno a Pantelleria, il cui programma dei lavori si sarebbe dovuto concludere ben 10 anni fa. Per tale permesso è stata decretata la sospensione del decorso temporale, a far data dal 2 luglio 2008, a causa "della difficoltà di reperire nell'area mediterranea idoneo impianto di perforazione a posizionamento dinamico, capace di operare in acque profonde quali risultano quelle in cui ricade il prospetto "Sambuca" individuato". La sospensione del decorso temporale, con sospensione del pagamento del canone è stata di fatto concessa dal Ministero dello sviluppo economico senza limiti di tempo, poiché il decreto che avrebbe dovuto fissare il termine della sospensione non è mai stato emanato; la Audax, quindi, sta beneficiando da più di 10 anni di un trattamento di favore incomprensibile da parte del Ministero per la sua incapacità a completare i programmi dei lavori concordati, si chiede di sapere: se, nelle more di una necessaria e urgente riforma del quadro normativo relativo al rilascio dei permessi di prospezione, di ricerca e di coltivazione, si intenda varare con la massima urgenza una moratoria al rilascio di nuove istanze in tutti i mari italiani e, per il caso particolare del permesso della Audax, quale sia l'effettivo stato delle autorizzazioni del progetto; se lo stato delle autorizzazioni del progetto sia compatibile con le dichiarazioni agli investitori fatte dalla società proponente; se, date le riconosciute e certificate dal Ministero insufficienti capacità economiche e finanziarie della ADX, il precedente della valutazione ambientale relativa alla istanza d 364- CR-AX, in cui la società ha presentato uno studio con valutazioni "superficiali e lacunose", l'incapacità relativa al permesso di coltivazione GR 15 PU di far fronte agli impegni presi con lo Stato Italiano, non ci siano gli estremi per il rigetto o la revoca delle istanze e dei permessi di ricerca e coltivazione attualmente di sua titolarità; quali siano le motivazioni che hanno portato il Ministero dello sviluppo economico a concedere una sospensione del decorso temporale della coltivazione ad libitum , con contestuale sospensione dei canoni concessori, che si protrae da più di 10 anni; se non si intendano ripristinare al più presto le sezioni oscurate sul sito del Ministero dello sviluppo economico con la lista delle istanze di ricerca e coltivazione, rendendo pubblici i motivi dell'oscuramento. Atto n. 4-00889 LAFORGIA DE PETRIS GRASSO ERRANI Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Atto n. 4-00890 GALLONE GALLIANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Atto n. 4-00891 MALLEGNI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: numerosi organi di stampa e trasmissioni televisive si stanno occupando della vicenda che riguarda una funzionaria dell'Inps di Crotone, Maria Teresa Arcuri, la quale sarebbe stata sottoposta a procedimenti disciplinari e demansionamenti, dopo aver richiesto, nel 2011, di verificare il possesso dei requisiti necessari (ovvero il superamento di apposita procedura concorsuale, come impone il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche") da parte di Alessandra Infante, una dirigente dell'ente previdenziale attualmente in servizio presso la sede regionale di Catanzaro; a quanto si apprende dagli organi di stampa, a seguito della richiesta, prontamente negata, di accesso agli atti per il controllo dei titoli della dottoressa Infante, la signora Arcuri viene dapprima sanzionata con un rimprovero scritto e successivamente rimossa dalla carica di direttore dell'agenzia di Cirò Marina, demansionata e privata della stanza direzionale e delle procedure di accesso agli strumenti di lavoro, anche i più basilari; nel marzo 2017, la Corte d'appello di Catanzaro ha accolto il ricorso della signora Arcuri dichiarando l'illegittimità del rimprovero scritto ed il conseguente demansionamento e ha condannato l'INPS al pagamento delle spese legali che ammontano a 11.500 euro; sentenza confermata il 12 novembre 2018 dalla Corte di cassazione che ha concluso il procedimento "nel senso dell'assenza di profili di rilevanza disciplinare nel comportamento della dipendente, considerato anzi espressione dei generali doveri di cura del pubblico interesse cui i lavoratori pubblici dovrebbero sempre conformarsi" e condannando l'INPS a pagare ulteriori 8.200 euro di spese legali; la signora Arcuri si è autodenunciata nel novembre 2017 presso il Tribunale di Crotone dichiarando testualmente "C'è una funzionaria che da cinque anni viene pagata per non far nulla, ma proprio nulla cagionando un danno erariale di almeno 200.000 euro. E quella funzionaria, signor giudice, sono io"; il 14 maggio 2018, sulla vicenda citata, si è svolta la Conferenza dei Servizi presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, a seguito della quale, in data 28 giugno 2018, l'INPS ha comunicato di prendere atto della fondatezza dei dubbi della signora Arcuri circa la validità e l'idoneità delle procedure di mobilità interna, che avevano permesso alla dottoressa Infante di transitare da un consorzio partecipato del Comune di Crotone dapprima al Ministero dell'economia e delle finanze e, in seguito, all'Inps; nel luglio 2018, tuttavia, la signora Arcuri ha ricevuto nuovamente una sanzione disciplinare di 45 giorni di sospensione "per dichiarazioni non autorizzate alla stampa, per essersi sottratta a compiti che non riteneva conformi alla sua qualifica e in ultimo per la mancata comunicazione di un procedimento penale a suo carico innescato da una vecchia questione condominiale"; la signora Arcuri andrà in pensione tra 10 mesi, ma, allo stato attuale, a seguito dei vari provvedimenti disciplinari, ritenuti illegittimi dalla Corte di cassazione e in contrasto con l'art. 1 della legge 30 novembre 2017, n. 179 (cosiddetta legge sul wistleblowing ), che stabilisce che "colui il quale, nell'interesse dell'integrità della pubblica amministrazione, segnali le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro, non possa essere soggetto a sanzioni, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto a altre misure organizzative, che abbiano un effetto negativo sulle condizioni di lavoro", senza le mansioni collegate alla sua qualifica e con un assegno inferiore a quello che avrebbe avuto, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano le loro valutazioni in merito; se non ritengano opportuno intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di verificare l'attuale posizione ricoperta dalla dirigente Alessandra Infante, nonché il possesso dei titoli necessari per lo svolgimento del ruolo finora ricoperto; se, considerato il reale rischio di danno erariale prodotto da questa vicenda, non intendano richiamare formalmente i vertici dell'INPS; se intendano assumere nel rispetto della legge n. 179 del 2017, provvedimenti atti a sanare la situazione che ha coinvolto la signora Arcuri. Atto n. 4-00892 AIMI Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: da fonti stampa si apprende della incredibile situazione di degrado in cui versa la zona di via Canaletto, a Modena, dove esiste uno stabile (civico 21 - complesso RNord) spesso occupato da stranieri e persone che vivono ai margini della società. Il tutto, comprensibilmente, crea un evidente problema di sicurezza nella zona; alcune settimane fa la Polizia municipale ha proceduto allo sgombero del vano situato sotto le scale, ma, dopo pochi giorni, tutto è tornato come prima: addirittura sono palesi i segni di occupazione dei piani superiori; nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2018, gli agenti del Nucleo problematiche del territorio, insieme a quelli del Quartiere 2 hanno sorpreso un ghanese e un nigeriano in possesso di droga sintetica, entrambi con precedenti per reati legati agli stupefacenti, che erano quindi stati denunciati; il 16 ottobre, inoltre, era stato individuato e denunciato a piede libero un altro nigeriano, un richiedente asilo 25enne, sorpreso a cedere cocaina a un giovane all'interno della galleria; nonostante la recente segnalazione a mezzo stampa, l'immobile versa nel pieno degrado, con rifiuti ovunque, sporcizia, muri inceneriti: sono pertanto evidenti anche i problemi di igiene pubblica che la situazione comporta; il sopralluogo da parte dei giornalisti è scattato a seguito della segnalazione di alcuni residenti esasperati che riferiscono della "persistenza e della perseveranza" di persone che ogni sera bivaccano nell'immobile. Dalle parole dei residenti traspare una forte rassegnazione, poiché numerose sono state le verifiche e gli sgomberi che purtroppo continuano a rivelarsi inefficaci; è indubbio che servano azioni continue, mirate e risolutive; tale situazione, riportata a titolo esemplificativo e non certo un caso isolato, testimonia le criticità e i problemi vissuti, purtroppo, da moltissime città italiane, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se le forze dell'ordine siano già intervenute con azioni di sgombero nella zona degradata; quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda adottare per rendere realmente efficaci le azioni di sgombero e fare in modo che le situazioni di degrado non si ripresentino tal quali dopo l'intervento delle forze dell'ordine; quali ulteriori iniziative si intendano adottare, in via generale, per contrastare i fenomeni di degrado nelle città e per il recupero di immobili abbandonati, anche privati, che diventano luoghi di bivacco e generano evidenti problemi di sicurezza e di igiene pubblica; se non intenda adottare provvedimenti, anche di carattere normativo, per velocizzare l'espulsione dei cittadini stranieri che abitualmente dimorano in questi luoghi di degrado e sempre più spesso sono dediti ad attività criminose, in primis lo spaccio di droga. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-00392, del senatore Dal Mas, sulla convenzione di negoziazione assistita di separazione o divorzio; 4ª Commissione permanente (Difesa): 3-00390, delle senatrici Cirinnà e Rossomando, sul programma pluriennale per la produzione e la vendita di 20 droni da parte di Piaggio Aerospace; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-00385, della senatrice Rojc, sul personale docente ed ausiliario di lingua slovena nelle scuole materne di insegnamento sloveno nella provincia di Trieste; 3-00389, della senatrice Boldrini, sugli interventi di restauro di alcuni beni culturali interessati dal sisma in Emilia-Romagna del 2012.