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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Singapore, dall'altra, fatto a Bruxelles il 19 ottobre 2018. Onorevoli Senatori . – 1. Contesto dell'Accordo L'Unione europea e Singapore hanno negoziato l'Accordo di partenariato e cooperazione (APC), firmato il 19 ottobre 2018 a Bruxelles, al fine di sostituire l'Accordo di cooperazione del 1980 tra la Comunità economica europea e gli Stati membri dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, attuale quadro giuridico delle relazioni bilaterali. L'Accordo imprime pertanto un nuovo livello di ambizione all'influenza politica ed economica dell'Unione europea nel quadrante del Sud-Est asiatico e contribuisce al consolidamento del partenariato globale tra Unione europea e Singapore, promuovendo la cooperazione politica e settoriale e le azioni congiunte su questioni di reciproco interesse, anche in relazione alle complesse crescenti sfide regionali e mondiali. Il rispetto dei principi democratici, dello stato di diritto e dei diritti umani fondamentali, quali sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dagli altri strumenti internazionali applicabili in materia di diritti umani di cui le Parti sono Parti contraenti, costituisce la base per la cooperazione ai sensi dell'Accordo. I casi per cui è prevista la sospensione dell'Accordo attengono alla violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 (elementi essenziali dell'Accordo), 7 (clausola di non proliferazione) e 43, paragrafo 3. La volontà di espandere e di rafforzare la cooperazione bilaterale, anche in seno alle organizzazioni e nei consessi internazionali e regionali, mantiene pertanto quale obiettivo prioritario la promozione dei valori e dei principi comuni, attribuendo un focus specifico su democrazia, Stato di diritto, stabilità internazionale, diritti umani, libertà fondamentali, tutela dell'ambiente, sicurezza e sviluppo. L'APC è corredato di una lettera di accompagnamento, che ne costituisce parte integrante e conferma che le Parti, al momento della firma, non erano a conoscenza dell'esistenza o dell'applicazione di disposizioni legislative nazionali dell'altra Parte che potessero far invocare la clausola di mancata esecuzione. 2. Iter procedurale di firma dell'Accordo Al fine di aggiornare l'Accordo di partenariato del 1980, il 25 novembre 2004 il Consiglio ha adottato una decisione per autorizzare la Commissione a negoziare un Accordo di partenariato e cooperazione con i sei Paesi dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), tra cui Singapore. Alla luce delle diverse ambizioni e sensibilità da parte dei Paesi partner , l'Unione europea ha preferito modificare la propria strategia, avviando sei diversi negoziati con i singoli Paesi. I negoziati con Singapore, avviati nell'ottobre 2005 e conclusi nel maggio 2013, sono stati condotti in consultazione con il Gruppo di lavoro « Asia/Pacifico » (COASI), designato quale comitato consultivo a cui partecipano gli Stati membri dell'Unione europea e sono stati oggetto di costante aggiornamento al Parlamento europeo, tramite informative dettagliate in merito al loro andamento. L'Accordo, il quarto siglato con singoli paesi dell'ASEAN (dopo quelli con Indonesia, Filippine e Vietnam), è stato parafato dalle due Parti a Singapore il 14 ottobre 2013. A seguito dell'adozione della decisione del Consiglio relativa alla firma dell'accordo nel luglio 2018, l'Accordo è stato firmato a Bruxelles il 19 ottobre 2018, in occasione del Vertice Asia-Europa (ASEM). Per l'Unione europea ha firmato l'Alto rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini, per la controparte il Ministro degli esteri del Singapore, Vivian Balakrishnan. In considerazione della natura mista dell'Accordo, al fine di consentirne la firma da parte europea in occasione del predetto Vertice, si è resa necessaria una pre-firma dell'Accordo da parte degli Stati membri dell'Unione europea. A tal fine sono stati concessi i pieni poteri a favore del Rappresentante permanente presso l'Unione europea, Amb. Maurizio Massari, che ha firmato a nome dell'Italia. 3. Finalità dell'Accordo L'Accordo si propone di rafforzare e di intensificare il dialogo delle Parti, assicurandone un più coerente inquadramento giuridico, in un ampio spettro di settori e di dossier (bilaterali, regionali e multilaterali) di comune interesse. Esso disciplina la cooperazione in campi quali il commercio e gli investimenti, la politica industriale, la sanità, l'ambiente, i cambiamenti climatici, l'energia, la fiscalità, l'istruzione e la cultura, il lavoro, l'occupazione e gli affari sociali, la scienza, la tecnologia e i trasporti. Tra gli ambiti contemplati dall'Accordo figura altresì la cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza (cooperazione giudiziaria, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, criminalità organizzata e corruzione). Analogamente ad altri accordi conclusi dall'Unione europea con altri Stati terzi, l'Accordo comprende clausole politiche standard dell'Unione europea vincolanti, basate su valori condivisi da entrambe le Parti, in materia di diritti umani, ruolo della Corte penale internazionale (CPI), armi di distruzione di massa (ADM), armi leggere e di piccolo calibro ( small arms and light weapons – SALW) e lotta al terrorismo. L'Accordo contempla l'istituzione di un Comitato misto che ne garantisce la corretta attuazione e il funzionamento, stabilisce le priorità e formula raccomandazioni per promuoverne gli obiettivi. Una volta in vigore, l'Accordo porterà vantaggi concreti per entrambe le Parti, creando i presupposti per la promozione dei più vasti interessi politici ed economici dell'Unione europea, in sinergia con due Accordi specifici – l'Accordo di libero scambio e l'Accordo sulla protezione degli investimenti – che ne integrano e ne attuano le disposizioni in materia di commercio ed investimenti. 4. Esame delle disposizioni dell'Accordo L'Accordo di partenariato e cooperazione si compone di cinquantadue articoli. Titolo I. Natura e ambito di applicazione Obiettivo dell'Accordo è quello di consolidare la cooperazione nei settori di reciproco interesse sulla base di valori e principi condivisi. Al pari di altri accordi quadro conclusi dall'Unione europea, anche l'APC con Singapore pone pertanto all'articolo 1 il rispetto dello stato di diritto, dei principi democratici e dei diritti umani – quali enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e negli altri strumenti internazionali sui diritti umani – alla base delle politiche interne ed estere delle Parti, riconoscendoli quali elementi essenziali dell'Accordo. I principi generali che regolano l'Accordo includono i valori comuni enunciati nella Carta delle Nazioni Unite (Carta dell'ONU); la promozione dello sviluppo sostenibile e l'impegno a cooperare per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione e per contribuire al conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio; l'adesione ai principi del buon governo e allo stato di diritto. L'articolo 2 stabilisce le finalità e il perimetro degli ambiti del dialogo e della cooperazione. Questa è intesa svolgersi in seno alle organizzazioni e sedi internazionali e regionali; in settori quali la lotta al terrorismo, alla criminalità transnazionale, ai crimini internazionali, alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro; in materia di commercio e di investimenti di giustizia, di libertà e di sicurezza, e in tutti gli altri settori di reciproco interesse (dogane, politica macroeconomica e istituzioni finanziarie, fiscalità, politica industriale, piccole e medie imprese, società dell'informazione, scienza e tecnologia, energia, trasporti, istruzione e cultura, ambiente e risorse naturali, sanità e statistiche). Titolo II. Cooperazione bilaterale, regionale e internazionale Nel quadro dell'impegno a promuovere la cooperazione nelle organizzazioni regionali e internazionali, esplicito riferimento viene fatto all'ASEAN, all'ASEM) e all' Organizzazione mondiale del commercio (OMC) (articolo 3). In linea con l'obiettivo di assicurare adeguato spazio alla ricerca e al dialogo con la società civile, viene incoraggiata la cooperazione tra think-tank, università, organizzazioni non governative e media. L'articolo 4 prevede che, per ciascun settore oggetto di cooperazione, le Parti concordino di svolgere le attività pertinenti sia a livello bilaterale che regionale, sia in forma integrata che sinergica, con l'obiettivo di massimizzare l'impatto sull'Unione europea e sui Paesi ASEAN. Titolo III. Cooperazione in materia di stabilità, giustizia, sicurezza e sviluppo a livello internazionale Nel quadro dell'articolo 5, la prevenzione e la lotta al terrorismo costituiscono una priorità condivisa dalle Parti, che intensificano la collaborazione in materia nel rispetto del diritto internazionale applicabile, dei principi della Carta delle Nazioni Unite e di quanto previsto dalle rispettive normative nazionali. L'impegno a cooperare include lo scambio di informazioni e pareri, la condivisione di esperienze e migliori prassi e i comuni sforzi per favorire la conclusione di una convenzione globale contro il terrorismo internazionale che completi gli strumenti attuali antiterrorismo dell'ONU. All'articolo 6 è inquadrato il contributo delle Parti alla pace e alla giustizia internazionali, da garantire attraverso la cooperazione nei tribunali internazionali per la punizione dei gravi crimini di portata internazionale, il riconoscimento dell'importanza della Corte penale internazionale e l'impegno per un dialogo sul suo funzionamento imparziale e indipendente. In materia di armi di distruzione di massa, le Parti convengono di cooperare per la lotta contro la proliferazione – in particolare garantendo il pieno rispetto e l'attuazione a livello nazionale degli obblighi previsti in virtù dei trattati e degli accordi internazionali – e di avere un dialogo regolare in materia, anche a livello regionale. Anche la clausola sulla lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori contenuta all'articolo 7 rappresenta un elemento essenziale dell'Accordo. In materia di armi leggere e di piccolo calibro, l'articolo 8 prevede l'impegno delle Parti a rispettare e adempiere integralmente i rispettivi obblighi internazionali applicabili in materia di lotta al commercio illegale, e a cooperare e garantire il coordinamento del contrasto al predetto commercio a livello mondiale, regionale, sub-regionale e nazionale. Titolo IV. Cooperazione in materia di scambi e di investimenti L'avvio di un dialogo bilaterale in materia di scambi e di investimenti previsto all'articolo 9 si inserisce nel quadro della comune adesione al sistema commerciale multilaterale. In materia, l'APC rimanda all'Accordo di libero scambio tra unione europea e Singapore, che ne attua le disposizioni. La cooperazione disciplinata dal Titolo IV riguarda lo scambio di informazioni e la collaborazione su questioni sanitarie e fitosanitarie (SPS), nel rispetto degli impegni derivanti dall'Accordo che istituisce l'OMC sull'applicazione delle misure SPS, (articolo 10); la promozione dell'impiego di norme internazionali e la collaborazione su questioni inerenti gli ostacoli tecnici agli scambi (TBT), anch'esse nel quadro del corrispondente Accordo istitutivo dell'OMC (articolo 11); la collaborazione in materia doganale (articolo 12), volta agli obiettivi di semplificazione, trasparenza, convergenza e sicurezza del commercio; il dialogo per rafforzare la cooperazione in materia di investimenti (articolo 13), con il fine di promuovere un investment climate stabile, trasparente, aperto e non discriminatorio; l'introduzione e l'applicazione di regole per favorire la concorrenza, la trasparenza e la certezza del diritto (articolo 14); il dialogo volto allo scambio di informazioni e alla promozione dell'accesso ai rispettivi mercati nel settore dei servizi (articolo 15); la collaborazione finalizzata a promuovere e proteggere il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, anche grazie a un efficace enforcement doganale (articolo 16). Titolo V. Cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza La cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza riserva una particolare attenzione alla promozione dello Stato di diritto e al rafforzamento delle istituzioni, anche attraverso reciproci scambi di informazioni sui sistemi giuridici e sulla legislazione (articolo 17). L'articolo 18 prevede l'istituzione di un dialogo per migliorare, anche attraverso lo scambio di informazioni e di competenze, la protezione dei dati personali, nel rispetto dei principi e delle migliori pratiche internazionali. In virtù dell'importanza legata alla gestione congiunta dei flussi migratori, ai sensi dell'articolo 19 le Parti promuovono il dialogo sulle politiche in materia di migrazione, inclusi la migrazione legale e irregolare, il traffico e la tratta di esseri umani e la protezione internazionale; si impegnano a riammettere i propri cittadini presenti irregolarmente nel territorio dell'altra Parte senza formalità e convengono di negoziare, previa richiesta, la conclusione di un accordo per disciplinare la riammissione dei cittadini della Repubblica di Singapore e degli Stati membri dell'Unione, dei cittadini di altri paesi e degli apolidi. Le Parti concordano inoltre di cooperare nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, attuando e promuovendo le norme internazionali quali le Convenzioni delle Nazioni Unite di riferimento (articolo 20); nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, conformemente alle raccomandazioni della task force « Azione finanziaria » (FATF) e procedendo a scambi di informazioni e competenze (articolo 21); in materia di droghe illecite, sulla base di principi ispirati alle convenzioni e dichiarazioni internazionali pertinenti, con l'obiettivo di ridurne il traffico, la domanda e l'offerta (articolo 22). Titolo VI. Cooperazione in altri settori Mentre l'articolo 1 annovera il rispetto dei diritti umani quale elemento essenziale dell'Accordo, la cooperazione sulle iniziative di promozione e tutela dei medesimi diritti – in ambito nazionale, regionale e in seno alle Nazioni Unite – viene ulteriormente disciplinata nell'articolo 23. In materia economica, gli ambiti di cooperazione bilaterale sono approfonditi con specifiche disposizioni in materia di servizi finanziari (articolo 24), di dialogo sulla politica economica (articolo 25), e in ambito fiscale, mediante l'impegno delle Parti ad applicare i principi di buon governo, a sviluppare un adeguato sistema normativo e a combattere le pratiche fiscali riconosciute dannose (articolo 26). In materia di politica industriale, attenzione prioritaria viene riservata dalle Parti all'obiettivo di migliorare la competitività delle piccole e medie imprese (PMI), di promuoverne la responsabilità sociale, l' accountability e le pratiche commerciali responsabili, tra cui il consumo e la produzione sostenibili, tenendo in debito conto la dimensione del consumatore. Viene infine incoraggiato il rafforzamento delle relazioni dei settori privati delle Parti nelle opportune sedi, esistenti o di futura istituzione (articolo 27). L'importanza collegata al ruolo delle nuove tecnologie per lo sviluppo economico e sociale è alla base dell'impegno delle Parti a cooperare e coordinare le rispettive politiche in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), con specifico riferimento al dialogo regionale, alla promozione della ricerca e di progetti comuni, ai delicati profili di sicurezza, alla diffusione di nuove tecnologie (articolo 28). Anche nei settori degli audiovisivi e dei media (articolo 29) e in quelli delle scienze, della tecnologia e dell'innovazione (articolo 30), viene incoraggiata la cooperazione mediante attività congiunte, incluse quelle di formazione e di ricerca, l'intensificazione delle relazioni tra i rispettivi operatori, la mobilità. Analoghe previsioni disciplinano le materie dell'istruzione e della cultura, individuano modalità e strumenti per espandere la comprensione e la conoscenza delle rispettive culture, tra le quali: i) la realizzazione di iniziative comuni (anche nella cornice della Fondazione Asia-Europa); ii) lo scambio di informazioni, know how , studenti, esperti, giovani, giovani lavoratori e risorse tecniche, iii) la cooperazione tra i rispettivi istituti di istruzione, anche mediante programmi per agevolare la mobilità degli studenti e dei ricercatori, come il programma Erasmus Mundus o analoghi programmi (articolo 33). Nel settore dell'energia (articolo 31), la cooperazione delle Parti è rivolta in particolare alla diversificazione dell'approvvigionamento, all'utilizzo razionale, al trasferimento di tecnologie, al contrasto ai cambiamenti climatici, alla promozione della concorrenza. A tal fine, vengono incoraggiati i contatti tra organismi nazionali competenti con l'obiettivo di promuovere attività comuni di ricerca, anche in materia di sicurezza e protezione nucleare. In base all'articolo 32, che prevede l'intensificazione del dialogo in tutti i settori pertinenti della politica dei trasporti, le Parti si propongono di migliorare la circolazione delle merci e dei passeggeri, di promuovere la sicurezza e la protezione dell'ambiente, standard operativi elevati e una maggiore efficienza degli strumenti attuali. Menzione specifica viene riservata allo scambio di informazioni sulle rispettive politiche in materia di trasporti, all'uso di sistemi globali di navigazione satellitare, all'avvio di specifici dialoghi nel settore del trasporto aereo e marittimo, all'applicazione delle norme di sicurezza ed antinquinamento nel rispetto delle convenzioni internazionali di cui le Parti sono firmatarie. Gli articoli 34 e 35 riflettono il rilievo attribuito dalle parti alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche in linea con l'approccio degli Accordi di libero scambio dell'Unione europea cosiddetta « di nuova generazione », incluso l'Accordo di libero scambio tra Unione europea e Singapore (che prevede un capitolo specificamente dedicato). L'Accordo illustra pertanto l'impegno delle Parti a tutelare e gestire in modo sostenibile le risorse naturali e la diversità biologica, quale presupposto dello sviluppo e della prosperità delle generazioni future, incoraggiando la condivisione delle migliori pratiche in settori quali: i cambiamenti climatici e l'efficienza energetica; le tecnologie pulite e rispettose dell'ambiente, in particolare quelle sicure e sostenibili; lo sviluppo della capacità di negoziare e attuare accordi multilaterali in materia di ambiente; l'ambiente costiero e marino; il contrasto del disboscamento illegale e del commercio del relativo legname e la promozione della gestione sostenibile delle foreste (articolo 34). Nell'articolo 35, l'impegno delle Parti nel settore dell'occupazione e degli affari sociali investe in particolare la dimensione regionale e sociale, la salute e la sicurezza sul lavoro, la parità di genere, il lavoro dignitoso e il dialogo sociale, al fine di potenziare la dimensione sociale della globalizzazione, secondo un'esigenza ripetutamente ribadita da parte italiana in seno alle competenti assise europee. Nel rispetto degli obblighi derivanti dalla loro adesione all'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), le Parti si impegnano altresì a rispettare, promuovere e applicare i diritti fondamentali nel lavoro, quali la libertà di associazione e il riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione collettiva, l'eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio, l'abolizione effettiva del lavoro infantile, e l'eliminazione della discriminazione in materia di impiego e di occupazione. Le Parti riaffermano il proprio impegno a ratificare e applicare le convenzioni fondamentali dell'OIL e a prendere in considerazione la ratifica e l'effettiva applicazione di altre convenzioni dell'OIL. In materia di sanità, l'articolo 36 definisce l'impegno delle Parti a cooperare trattando tra l'altro le principali malattie trasmissibili, come l'HIV/AIDS, l'influenza aviaria e altre influenze con potenziale pandemico, le principali malattie non trasmissibili e i relativi fattori di rischio, anche mediante lo scambio di informazioni, la realizzazione di progetti comuni, la collaborazione per l'individuazione precoce, la prevenzione e il controllo, nonché mediante accordi internazionali in materia sanitaria, inclusi quelli già in essere di cui è necessario promuovere piena e tempestiva applicazione. Secondo quanto previsto dall'articolo 37, le Parti si adoperano a promuovere la cooperazione statistica, mentre con l'articolo 38 sostengono il dialogo con la società civile, stante il contributo prezioso che essa può assicurare al processo di dialogo e cooperazione previsto dall'Accordo in oggetto. Titolo VII. Strumenti di cooperazione Con riferimento al conseguimento degli obiettivi di cooperazione stabiliti dall'Accordo, l'articolo 39 impegna le Parti a mettere a disposizione i mezzi necessari a tal fine, risorse finanziarie incluse, compatibilmente con le rispettive risorse e le rispettive normative, mentre l'articolo 40 instaura tra le Parti un dialogo regolare sulle rispettive politiche di aiuto allo sviluppo. Titolo VIII. Quadro istituzionale Il Comitato misto previsto dall'articolo 41, composto da rappresentanti delle Parti e copresieduto da un rappresentante per ciascuna parte, si riunisce di norma una volta ogni due anni, alternativamente a Singapore e a Bruxelles, e può essere convocato dalle Parti di comune accordo anche in via straordinaria. Tale Comitato garantisce il buon funzionamento e la corretta applicazione dell'Accordo, stabilisce le priorità in relazione agli obiettivi dello stesso e formula raccomandazioni per promuoverne gli obiettivi. Il Comitato misto può istituire sottocomitati specializzati che lo assistono nello svolgimento dei suoi compiti, adotta il regolamento interno e opera per consenso. Titolo IX. Disposizioni finali L'Accordo include una clausola evolutiva per l'eventuale intensificazione delle forme di cooperazione previste dall'accordo (articolo 42) e ribadisce la piena facoltà (che l'Accordo lascia impregiudicata) degli Stati membri dell'Unione europea di avviare con la Repubblica di Singapore attività di cooperazione bilaterale o di concludere con essa nuovi accordi di partenariato e cooperazione. L'articolo 43 prevede inoltre gli obblighi (che l'Accordo lascia impregiudicati) di applicazione o di esecuzione degli impegni assunti rispettivamente dalle Parti nei confronti di terzi. Ai sensi dello stesso articolo 43, eventuali accordi specifici che disciplinino settori nell'ambito di applicazione dell'Accordo di partenariato e cooperazione formeranno parte integrante delle relazioni bilaterali disciplinate dal presente Accordo, confluendo in un quadro istituzionale comune. In caso di mancata esecuzione dell'accordo (articolo 44) sono previste consultazioni sotto l'egida del Comitato misto, che può esprimere una raccomandazione o individuare una soluzione reciprocamente accettabile per le parti. Di particolare importanza quanto stabilito al paragrafo 4 in caso di violazione degli elementi essenziali dell'Accordo. Essa può portare all'immediata notifica di « misure idonee », equivalenti alla sospensione o al temporaneo mancato rispetto di obblighi dell'APC o di accordi specifici (incluso l'Accordo di libero scambio). A seguito di consultazioni dai tempi stringenti, le predette misure possono essere applicate, ancorché in forma proporzionale al mancato rispetto degli obblighi, in conformità con il diritto internazionale. Seguono le clausole relative alle agevolazioni (articolo 45), all'applicazione territoriale (articolo 46), alla definizione delle Parti (articolo 47) e alla diffusione delle informazioni (articolo 48). Per quanto concerne i tempi di entrata in vigore e durata, l'articolo 49 prevede che l'Accordo, concluso per un periodo di cinque anni e automaticamente prorogabile per periodi successivi di un anno (a meno che una delle Parti non notifichi con preavviso di sei mesi l'intenzione di non prorogarlo), entri in vigore il primo giorno del mese successivo alla data in cui le Parti si siano reciprocamente notificate l'avvenuto completamento delle procedure giuridiche necessarie a tal fine.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Singapore, dall'altra, fatto a Bruxelles il 19 ottobre 2018. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 49 dell'Accordo stesso. 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .