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Contenzioso tributario - Liti pendenti innanzi alla corte di cassazione - Inapplicabilità delle disposizioni in materia di condono fiscale che consentono la definizione agevolata delle liti - Denunciata irragionevolezza e lesione del diritto di difesa - Omessa considerazione della modifica normativa che ha introdotto la possibilità di definizione agevolata anche per le liti fiscali pendenti innanzi alla corte di cassazione - Difetto di motivazione sulla rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui non prevede la possibilità per il contribuente di avvalersi della relativa disciplina di chiusura delle liti fiscali pendenti innanzi alla Corte di cassazione, limitando viceversa tale possibilità ai soli giudizi pendenti dinanzi alle commissioni tributarie in ogni grado del giudizio, anche a seguito di rinvio, nonché a quelli già di competenza del giudice ordinario, ancora pendenti dinanzi al tribunale o alla corte d’appello. La disposizione censurata, infatti, è stata modificata prima del deposito dell'ordinanza di rimessione dall’art. 5-bis del decreto-legge n. 282 del 2002, aggiunto dalla legge di conversione n. 27 del 2003, nel senso che il legislatore ha introdotto la possibilità di definizione agevolata anche per le liti fiscali pendenti innanzi alla Corte di cassazione, per cui la questione introdotta con la citata ordinanza – che non ha tenuto in considerazione la predetta modifica legislativa – deve essere dichiarata manifestamente inammissibile per difetto di motivazione sulla rilevanza.