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Processo penale - Sentenza di assoluzione di un consigliere regionale dalla imputazione di calunnia - Appello avverso la sentenza proposto dal pubblico ministero presso il tribunale di belluno - Ricorso della regione veneto per conflitto di attribuzione nei confronti dello stato - Assunta lesione della prerogativa della immunità per le opinioni dei consiglieri regionali e delle funzioni e dell'organizzazione dei supremi organi regionali - Carenza dei presupposti oggettivi - Inammissibilità del conflitto.. E' inammissibile, per palese carenza dei presupposti oggettivi del ricorso, il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Veneto in relazione all'impugnazione proposta dal pubblico ministero presso il Tribunale di Belluno avverso la sentenza con la quale è stato assolto dalla imputazione di calunnia un consigliere regionale della medesima Regione, dal momento che l'atto di appello asseritamente lesivo della garanzia prevista dall'art. 122, quarto comma, della Costituzione, è privo di qualsiasi rilevanza <<esterna>> al processo, a differenza della statuizione giurisdizionale avverso la quale si reclama, e non può quindi essere idoneo a perturbare la sfera delle attribuzioni costituzionalmente riservate a enti o poteri dello Stato. - Sulla legittimazione attiva del pubblico ministero nei conflitti di attribuzione, v. sentenza (richiamata) n. 521/2000. - Sulla non riconducibilità del potere di appello del pubblico ministero all'obbligo di esercitare azione penale, v. sentenza n. 280/1995 (richiamata).