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Astensione e ricusazione del giudice - Ricusazione di magistrato del tribunale o della corte d’appello in sede civile - Competenza a decidere del collegio cui appartiene il ricusato - Lamentata violazione dei principî di eguaglianza e ragionevolezza in riferimento alle discipline della ricusazione nel processo penale e nelle cause civili in cui siano parti magistrati - Ammissibilità di scelte diverse per la realizzazione dei principî costituzionali - Non fondatezza della questione.. La disciplina che attribuisce la competenza a decidere sulla ricusazione di un giudice del tribunale o della corte d'appello civili al medesimo collegio cui appartiene il ricusato, non è censurabile sotto il profilo della differenza fra la disciplina censurata e quella riservata dal legislatore alla ricusazione nel processo penale, in cui la decisione, quando sia il ricusato un giudice della corte d'appello, è rimessa ad un'altra sezione della stessa corte. Infatti a diversi processi possono corrispondere, in base a scelte discrezionali del legislatore, discipline differenziate anche degli stessi istituti, purché non siano lesi principi costituzionali, come quello di imparzialità, che debbono reggere tutti i giudizi. Non è pertanto fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 53, primo e secondo comma, del codice di procedura civile, sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione e all'art. 6, primo comma, della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. - In tema, cfr. sentenza n. 31/1998 e ordinanze n. 326/1999 e n. 465/2000, nonché sentenza n. 387/1999, sentenza n. 326/1997 e sentenza n. 51/1998 (tutte citate).