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Straniero - Espulsione - Divieto di reingresso nel territorio dello stato - Durata quinquennale del divieto - Potere del giudice di rideterminare tale durata soltanto in sede di decisione sul ricorso avverso l'espulsione - Assunto limite alla tutela giurisdizionale, con violazione del diritto di difesa, del principio di ragionevolezza e della separazione dei poteri - Erroneità del presupposto interpretativo assunto dal rimettente - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, commi 13 e 14, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sollevata sull'erroneo presupposto interpretativo che esista una preclusione per lo straniero espulso di ricorrere al giudice allo specifico e limitato fine di ottenere la rideterminazione della durata del divieto di reingresso nel territorio dello Stato. La normativa censurata accorda, invero, un'ampia tutela giurisdizionale avverso il decreto di espulsione e le intimazioni e prescrizioni connesse, inclusa la possibilità di limitare l'impugnativa contro l'espulsione a profili attinenti al solo periodo di interdizione quinquennale; e d'altra parte, non spetta al giudice compiere valutazioni di politica legislativa, avendo il legislatore effettuato un'opzione che non può ritenersi manifestamente irragionevole o palesemente arbitraria o in contrasto con il principio di buon andamento dell'amministrazione. M.F.