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AVVERTENZE ALLE TABELLE A E B a) - Il criterio dell'equivalenza previsto dal quinto comma dell'articolo 11 della legge 18 marzo 1968, n. 313, applicabile per le tabelle A e B, annesse alla predetta legge, non va esteso alle infermità elencate nella tabella E di cui alla presente legge, avendo detta elencazione "carattere tassativo", come del testo già sancito dalla costante giurisprudenza della Corte dei conti salvo nei casi previsti dalla lettera B) n. 2 e dalla lettera F) n. 8. Le parole "grave", "notevole" usate per caratterizzare il grado di talune infermità, debbono intendersi in relazione al grado di invalidità corrispondente alla categoria cui l'infermità è ascritta. Con l'espressione "assoluta, totale, completa", applicata alla perdita di organi o funzioni, si intende denotare la perdita intera senza tenere calcolo di quei residui di organi: o funzioni che non presentino alcuna utilità agli effetti della capacità a proficuo lavoro. b) - Le mutilazioni sono classificate nella tabella A nella presunzione che siano sufficienti la funzionalità ed il trofismo delle parti residue dell'arto offeso, di tutto l'arto controlaterale, e per gli arti inferiori, anche della colonna vertebrale. Si intende che la classificazione sarà più elevata, proporzionalmente all'entità della deficienza funzionale derivante da cicatrici, postumi di frattura, lesioni nervose delle parti sopradette. Per perdita totale di un dito qualsiasi delle mani e dei piedi si deve intendere la perdita di tutte le falangi che lo compongono. c) - L'acutezza visiva dovrà sempre essere determinata a distanza, ossia nello stato di riposo, dell'accomodazione, correggendo gli eventuali vizi di refrazione preesistenti e tenendo conto, per quanto riguarda la riduzione dell'acutezza visiva dopo la correzione, dell'aggravamento che possa ragionevolmente attribuirsi alla lesione riportata. La necessità di procedere, in tutti i casi di lesione oculare, alla determinazione dell'acutezza visiva, rende opportuni alcuni chiarimenti, che riusciranno indispensabili a quei periti che non si siano dedicati in modo speciale all'oftalmologia. Le frazioni del visus (acutezza visiva) indicate nei vari numeri delle categorie delle infermità, si riferiscono ai risultati che si ottengono usando le scale murali del tipo De Weckre e Baroffio fondate sul principio delle Snellen, le quali sono tuttora le più note e le più diffuse, specialmente nei nostri ospedali militari. Con le tavole di questo tipo determinandosi - come sempre si suole - l'acutezza visiva (V) alla distanza costante di cinque metri fra l'ottotipo e l'individuo in esame si hanno le seguenti gradazioni: a 5 metri V = 5/5 ossia V = 1 (normale) " 7,5 " V = 5/7,5 " V = 2/3 " 10 " V = 5/10 " V = 1/2 " 15 " V = 5/15 " V = 1/3 " 20 " V = 5/20 " V = 1/4 " 30 " V = 5/30 " V = 1/6 " 40 " V = 5/40 " V = 1/8 " 50 " V = 5/50 " V = 1/10 Nelle suddette frazioni, dunque, il numeratore cinque rappresenta la distanza costante fra il soggetto in esame e l'ottotipo; e il denominatore esprime la distanza in metri, a cui le lettere o i segni corrispondenti, d'una data linea delle scale sono percepiti da un occhio normale. Se, per esempio, l'individuo in esame distingue, a cinque metri, le sole lettere o i soli segni che un occhio normale vede a 40 metri, la sua acutezza visiva è ridotta a 5/40, ossia V = 1/8. Quando l'acutezza visiva risulti inferiore a 5/50 (V = 1/10), ossia quando a cinque metri non vengono più distinte neppure le lettere o i segni di maggiori dimensioni, che un occhio normale vede a cinquanta metri, occorrerà fare avvicinare il soggetto in esame all'ottotipo (o viceversa) e perciò sostituire al numeratore 5 (distanza costante) i numeratori 4, 3, 2, 1 che rappresentano la distanza - non più costante, ma variabile - a cui l'individuo distingue la linea delle lettere o dei segni più grossi della scala murale. Se, per esempio, il soggetto in esame distingue a soli due metri le lettere o i segni che un occhio normale vede a cinquanta metri, la sua acutezza visiva è ridotta a 2/50, ossia V = 1/25. Al disotto di 1/50 - frazione che esprime un visus con cui è soltanto possibile di distinguere a un metro le lettere, o i segni, che un occhio normale vede a cinquanta metri - la acutezza visiva non si può determinare se non nel conteggio delle dita a piccola distanza dall'occhio (V = dita a 50, 30, 20, 10 centimetri). Ad un grado inferiore, il visus è ridotto alla pura e semplice percezione dei movimenti della mano, o di oggetti di maggiore dimensione. Per cecità assoluta si deve intendere l'abolizione totale del senso della forma (visus); conseguentemente si considerano come nei casi di cecità assoluta anche quelli in cui, abolito il senso suddetto, sussista la sola percezione del movimento delle mani e dei grossi oggetti, oppure rimanga, in tutto o in parte, la sola sensibilità luminosa. Nell'afachia bilaterale e nell'afachia unilaterale quando l'altro occhio è cieco deve essere considerato il visus corretto, mentre nell'afachia unilaterale con l'altro occhio in buone condizioni la correzione non è tollerata e pertanto deve essere considerato il visus non corretto. d) - Nelle vertigini labirintiche il giudizio sarà pronunciato dopo eseguiti i necessari accertamenti di fenomeni spontanei e da stimolazione atti a stabilire la realtà, il grado di gravità e di permanenza dei disturbi dell'equilibrio statico e dinamico. e) - Le affezioni polmonari ed extrapolmonari di natura tubercolare sono specificatamente considerate nelle categorie 1ª, 2ª, 5ª, 7ª e 8ª della tabella A, in relazione alla loro entità, estensione, stato evolutivo ed alle condizioni locali e generali del soggetto. In base ai criteri valutativi predetti, esse potranno essere classificate anche nelle rimanenti categorie (3ª, 4ª e 6ª) per equivalenza. f) - Quando il militare od il civile, già affetto da perdita anatomica o funzionale di uno degli organi pari, per causa estranea alla guerra, perda in tutto od in parte l'organo superstite per causa della guerra, la pensione o l'assegno si liquida in base alla categoria corrispondente alla invalidità complessiva risultante dalle lesioni dei due organi. Lo stesso trattamento compete all'invalido che dopo aver liquidato la pensione di guerra per perdita anatomica o funzionale di uno degli organi venga a perdere per causa estranea alla guerra in tutto o in parte, l'organo superstite. Col termine "organo" deve intendersi una pluralità di elementi anatomici anche se strutturalmente diversi, tale da configurare un complesso unitario, e ciò perché tali elementi concorrono all'espletamento di una determinata funzione (ad esempio: l'apparato visivo ed uditivo di un lato; un arto). Col termine "organi pari" va inteso un insieme di due dei suddetti complessi unitari, abbinabili non soltanto sulla base di criteri di ordine topografico, ma soprattutto dal punto di vista anatomo-funzionale e fisio-patologico (ad esempio: lo apparato visivo od uditivo di un lato rispetto al controlaterale). Con la dizione di "perdita parziale" dell'organo superstite (".. venga a perdere in parte l'organo superstite") si deve intendere una compromissione permanente, anatomica o funzionale dell'organo medesimo. g) - Quando nella tabella A non sia già specificatamente prevista - per i monconi degli arti superiori o inferiori - una migliore classificazione in caso di impossibilità di applicazione della protesi, si deve attribuire una categoria immediatamente superiore a quella spettante nel caso di possibile protesizzazione. Se il moncone nell'arto amputato risulti ulcerato in modo irreversibile e permanente deve considerarsi improtesizzabile ai fini dell'applicazione della classifica più favorevole sopra prevista. TABELLA C IMPORTI ANNUI (in lire) ((Parte di provvedimento in formato grafico)) TABELLA E ASSEGNI DI SUPERINVALIDITÀ A) 1. - Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che abbiano prodotto cecità bilaterale assoluta e permanente, quando siano accompagnate a mancanza degli arti superiori o dei due inferiori (fino al limite della perdita totale delle due mani o dei due piedi) o a sordità bilaterale assoluta e permanente. 2. - Perdita anatomica o funzionale di quattro arti fino al limite della perdita totale delle due mani e dei due piedi insieme. (Annue... L. 984.000) A-bis) 1. - Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che abbiano prodotto cecità bilaterale assoluta e permanente. 2. - Alterazioni delle facoltà mentali gravi al punto da rendere l'individuo oltre che incapace a qualsiasi lavoro, socialmente pericoloso e da richiedere quindi l'internamento in ospedali psichiatrici od istituti assimilati. In caso di dimissione dai detti luoghi di cura, l'assegno sarà conservato quando il demente sia ancora socialmente pericoloso e risulti affidato, per la custodia e la vigilanza, alla famiglia con la necessaria autorizzazione del Tribunale. 3. - Lesioni del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) che abbiano prodotto paralisi totale dei due arti inferiori e paralisi della vescica e del retto (paraplegici rettovescicali). (Annue... L. 840.000) B) 1. - Lesioni del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale), con conseguenze gravi e permanenti di grado tale da apportare, isolatamente o nel loro complesso, profondi ed irreparabili perturbamenti alla vita organica e sociale. 2. - Tubercolosi o altre infermità gravi al punto da determinare una assoluta e permanente incapacità a qualsiasi attività fisica e da rendere necessaria la continua o quasi continua degenza a letto. 3. - La perdita delle due mani e di un piede o la perdita di ambo gli arti superiori fino al limite totale della perdita delle due mani. 4. - La disarticolazione di ambo le cosce o l'amputazione di esse con impossibilità assoluta e permanente dell'applicazione di apparecchio di protesi. (Annue... L. 667.400) C) 1. - Perdita di un arto superiore e di un arto inferiore dello stesso lato sopra il terzo inferiore rispettivamente del braccio è della coscia con impossibilità dell'applicazione dello apparecchio di protesi. (Annue. L. 412.900) D) 1. - Amputazione di ambo le cosce a qualsiasi altezza. (Annue... L. 384.000) E) 1. Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi con tale diminuzione dell'acutezza visiva da permettere appena il conteggio delle dita alla distanza della visione ordinaria da vicino. 2. - Perdita di un arto superiore e di uno inferiore sopra il terzo inferiore rispettivamente del braccio e della coscia. 3. - Perdita di dieci oppure di nove dita delle mani compresi i pollici. 4. - Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno sopra il terzo inferiore della coscia e l'altro sopra il terzo inferiore della gamba. 5. - Alterazioni delle facoltà mentali che apportino profondi perturbamenti alla vita organica e sociale in soggetti dimessi dagli ospedali psichiatrici o dagli istituti assimilati a sensi dello articolo 66 del regolamento dei manicomi, approvato con regio decreto 16 agosto 1909, n. 615. (Annue... L. 344.600) F) 1. - Perdita totale di una mano e dei due piedi insieme. 2. - Perdita di due arti, uno superiore e l'altro inferiore amputati rispettivamente al terzo inferiore del braccio e al terzo inferiore della gamba. 3. - Perdita di due arti, uno superiore e l'altro inferiore amputati rispettivamente al terzo inferiore dell'avambraccio e al terzo inferiore della coscia. 4. - Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno sopra al terzo inferiore della coscia e l'altro al terzo inferiore della gamba. 5. - Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno al terzo inferiore della coscia e l'altro fino al terzo inferiore della gamba. 6. - Perdita delle due gambe a qualsiasi altezza. 7. - Alterazioni delle facoltà mentali che apportino profondi perturbamenti alla vita organica e sociale. 8. - Tubercolosi o altre infermità gravi al punto da determinare, una assoluta e permanente incapacità a qualsiasi attività fisica, ma non tale da richiedere la continua o quasi continua degenza a letto. (Annue... L. 310.000) G) 1. - Perdita dei due piedi o di un piede e di una mano insieme. 2. - La disarticolazione di un'anca. 3. - Tutte le alterazioni delle facoltà mentali (schizofrenia e sindromi schizofreniche, demenza paralitica, demenze traumatiche, demenza epilettica, distimie gravi, eccetera), che rendano l'individuo incapace a qualsiasi attività. 4. - Tubercolosi grave al punto da determinare una assoluta incapacità a proficuo lavoro. (Annue. L. 300.000) (2)((3)) TABELLA F Parte di provvedimento in formato grafico VEDOVE ED ORFANI TABELLA G ((Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 375.600 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . . " 394.200 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . . " 408.600 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . . " 414.720)) TABELLA I ((Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 433.200 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . . " 453.720 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . . " 468.600 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . . " 475.680)) GENITORI, COLLATERALI ED ASSIMILATI Pensioni normali TABELLA M ((Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 231.000 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . . " 244.320 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . . " 254.640 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . . " 273.720)) TABELLA O ((Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 288.000 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . . " 302.280 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . . " 312.240 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . . " 330.960)) GENITORI Pensioni speciali TABELLA S ((Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 146.280 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . . " 150.720 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . . " 154.200 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . . " 160.560)) TABELLA T ((Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 162.240 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . . " 167.040 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . . " 170.280 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . . " 176.520)) --------------- AGGIORNAMENTO (2) La L. 1 marzo 1975, n.45 ha disposto (con l'art. 3) che "Ai mutilati ed agli invalidi di guerra affetti da una delle mutilazioni o invalidità contemplate nella tabella E annessa alla legge 28 luglio 1971, n. 585, è accordata d'ufficio una indennità per le necessità di assistenza o per la retribuzione di un accompagnatore anche nel caso che il servizio di assistenza o di accompagnamento venga disimpegnato da un familiare del minorato. L'indennità è concessa nelle seguenti misure mensili: lettera A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 184.000 lettera A-bis n. 1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 162.000 lettera A-bis n. 2, comma secondo e n. 3 . . . . . . . L. 126.500 lettera A-bis n. 2, comma primo . . . . . . . . . . . . L. 51.500 lettera B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 45.000 lettera C . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 40.000 lettera D . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 35.000 lettera E . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 30.000 lettera F . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 25.000 lettera G . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 20.000 I pensionati affetti da una delle invalidità specificate alle lettere A; A-bis numeri 1), 2), comma secondo, 3); B numeri 1), 3), 4); C; D; E n. 1) della succitata tabella, possono ottenere, a richiesta, l'accompagnatore militare. In tale ipotesi, l'indennità di cui al presente articolo, è ridotta di L. 20.000 mensili. Nessuna riduzione è operata sull'indennità spettante agli invalidi di cui alle lettere A; A-bis n. 1, nel caso di assegnazione dell'accompagnatore militare. Per la particolare assistenza di cui necessitano, gli invalidi ascritti alla lettera A, possono chiedere l'assegnazione di un secondo accompagnatore militare. In luogo del secondo accompagnatore militare, i predetti invalidi possono ottenere, a domanda, la concessione di un assegno a titolo di integrazione dell'indennità di assistenza e di accompagnamento nella misura di L. 150.000 mensili". --------------- AGGIORNAMENTO (3) La L. 29 novembre 1977, n.875 ha disposto (con l'art. 4) che "L'indennità di assistenza e di accompagnamento prevista dall'articolo 3 della legge 1 marzo 1975, n. 45, a favore dei mutilati e degli invalidi di guerra affetti da una delle mutilazioni od invalidità contemplate nella tabella E annessa alla legge 28 luglio 1971, n. 585, è fissata nelle misure mensili di cui appresso: lettera A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 284.000 lettera A-bis n. 1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 232.000 lettera A-bis n. 2, comma secondo e numero 3 . . . . . . . " 176.500 lettera A-bis n. 2, comma primo. . . . . . . . . . . . . . " 141.500 lettera B. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 95.000 lettera C. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 80.000 lettera D. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 65.000 lettera E. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 50.000 lettera F. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 45.000 lettera G. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 30.000"