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Ordinamento penitenziario - Corrispondenza dei detenuti - Limitazioni alla tutela della libertà e della segretezza della corrispondenza con provvedimento motivato del magistrato di sorveglianza - Omessa indicazione dei presupposti e dei limiti per l'adozione del provvedimento del giudice - Mancata previsione del reclamo - Lamentato contrasto con il sistema delle garanzie a tutela del principio della libertà e della segretezza della corrispondenza e della comunicazione - Asserito contrasto con il diritto di difesa - Asserita violazione del principio di uguaglianza rispetto ad altri procedimenti in cui è assicurata la giurisdizionalizzazione del reclamo - Sopravvenuta abrogazione della disposizione censurata - Restituzione degli atti al giudice rimettente.. Restituzione degli atti al giudice remittente perché – alla luce della sopravvenuta legge 8 aprile 2004, n. 95 e, in specie della abrogazione della norma censurata – si valuti se persista la rilevanza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 18, comma 7, della legge 26 luglio 1975, n. 354, nella parte in cui non prescrive i limiti entro i quali il magistrato di sorveglianza può esercitare il potere di limitare il diritto alla tutela e segretezza della corrispondenza e non prevede la possibilità per il detenuto cui sia stato imposto il visto di censura sulla corrispondenza di tutelare il proprio diritto nell’ambito di un procedimento giurisdizionale.