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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 12 BORGHESI La seduta inizia alle ore 16,10. IN SEDE REFERENTE (ddl 648) D-l 86/2018 - riordino dei Ministeri DDL 648 Conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 24 luglio. Il PRESIDENTE avverte che sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno, pubblicati in allegato. La senatrice MALPEZZI ( PD ) aggiunge la propria firma agli emendamenti 1.2 e 1.3. Con l'emendamento 1.2, si propone la soppressione dell'intero articolo 1. A suo avviso, appare inaccettabile la proposta di sottrarre al Ministero dei beni culturali le funzioni in materia di turismo. È noto, infatti, che il patrimonio turistico italiano è strettamente connesso a quello culturale, artistico e archeologico, mentre non risultano così evidenti le interrelazioni con il settore primario. Tale scelta politica appare tanto irragionevole da far presupporre che vi sia l'intento di attribuire la competenza in materia di turismo all'attuale Ministro delle politiche agricole, in virtù delle sue esperienze pregresse nel settore. In subordine, qualora non venisse approvato l'emendamento 1.2, con l'emendamento 1.3 si propone di trasferire le funzioni in materia di turismo al Ministero dello sviluppo economico. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) ribadisce che la decisione di attribuire le funzioni in materia di turismo al Ministero delle politiche agricole risulta del tutto inopportuna per un Paese la cui vocazione turistica è principalmente connessa ai beni culturali e ambientali. Pertanto, con l'emendamento 1.5 si propone di istituire il Ministero del turismo e del sistema Italia, al fine di promuovere politiche di accoglienza dei turisti, attraverso la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico italiano. Tale Dicastero si occuperebbe anche di tutte le forme di espressione della creatività italiana, unificando in un unico centro di responsabilità competenze che attualmente risultano parcellizzate in diversi settori della pubblica amministrazione. Illustra, inoltre, l'emendamento 1.11, che recepisce un rilievo formulato dai rappresentanti del Club alpino italiano. La proposta di modifica, volta a sopprimere il riferimento all'articolo 4 della legge n. 91 del 1963, che stabiliva la composizione del Consiglio centrale del Club alpino italiano, si rende necessaria in quanto tale disposizione è ormai superata dalle disposizioni statutarie, in applicazione della legge delega n. 59 del 1997. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) illustra l'emendamento 1.1, volto a sopprimere l'articolo 1 e a modificare, conseguentemente, il titolo del provvedimento. In alternativa, con l'emendamento 1.13, si propone di istituire il Ministero del turismo, in modo da valorizzare le differenti declinazioni in campo culturale, industriale, ambientale ed enogastronomico di questo importante settore economico. Ricorda che invece, in passato, tale materia è stata attribuita, di volta in volta, a diversi Dicasteri, senza una precisa scelta programmatica. Tra l'altro, in questo modo si potrebbe attuare un coordinamento delle politiche regionali, quanto mai necessario dopo la riforma costituzionale del 2001, che sul turismo ha previsto una competenza legislativa regionale. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) chiede di sottoscrivere l'emendamento 1.12, con il quale si propone di apportare una correzione che risulta indispensabile, al fine di adeguare la normativa vigente ai mutamenti sopravvenuti dopo l'approvazione dei decreti attuativi della legge delega n. 59 del 1997. Infatti, l'articolo 4 della legge n. 91 del 1963 individua i cinque membri del consiglio centrale del Club alpino italiano, successivamente sostituito da due organi centrali, il comitato centrale di indirizzo e di controllo e il comitato direttivo centrale. Il senatore FERRAZZI ( PD ) illustra l'emendamento 2.2, che propone la soppressione dell'articolo 2, volto a trasferire al Ministero dell'ambiente le funzioni attualmente esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di coordinamento e monitoraggio degli interventi di emergenza ambientale. In particolare, a suo avviso, questa riorganizzazione rischia di deteriorare i livelli di efficienza raggiunti finora dal dipartimento "Casa Italia" e dalla struttura di missione "Italia sicura", che avevano consentito di superare la parcellizzazione degli interventi di ricostruzione nelle zone colpite da eventi sismici, di prevenzione del dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Tra l'altro, a fronte delle nuove competenze del Ministero dell'ambiente, non corrispondono adeguate dotazioni economiche e di personale. Qualora l'emendamento 2.1 fosse respinto, auspica che siano accolti gli emendamenti 2.2 e 2.5, che propongono di sopprimere, rispettivamente, i commi 1 e 2 e il comma 3 dell'articolo 2. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP ) aggiunge la propria firma all'emendamento 1.10 e ne chiede l'accantonamento. La senatrice PIROVANO ( L-SP ) ritira l'emendamento 4.0.3. Il relatore CORBETTA ( M5S ) si sofferma sull'emendamento 3.13, con il quale si propone di sostituire l'espressione "assistente familiare" con l'altra " caregiver familiare", al fine di uniformare la terminologia utilizzata nell'ordinamento. Ritiene opportuno, inoltre, integrare la composizione della Consulta nazionale per l'integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità con un rappresentante del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, come proposto con l'emendamento 3.14. Ritira gli emendamenti 1.8 e 4.10, sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Esprime, quindi, parere contrario sugli emendamenti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5 e 1.13. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.6 e 1.7. Invita i proponenti a ritirare l'emendamento 1.9. Esprime altresì parere contrario sugli identici emendamenti 1.11 e 1.12, nonché sugli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6 e 2.8. Il parere sull'emendamento 2.9 è favorevole. Invita, quindi, i proponenti a ritirare l'emendamento 2.10. Esprime parere contrario sugli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 3.5, 3.6, 3.7, 3.8 e 3.9. Esprime parere favorevole sull'emendamento 3.10 e contrario sull'emendamento 3.12. Il parere è favorevole anche sull'emendamento 3.15. Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti 4.1, 4.2, 4.3, 4.4 e 4.5. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti 4.6, presentato dal Governo, e 4.7. Esprime parere contrario sugli emendamenti 4.8 e 4.9. Invita i proponenti a ritirare l'emendamento 4.0.1 (testo 2). Infine, esprime parere favorevole sugli emendamenti 4.0.2 e 4.0.4 e contrario sull'emendamento Tit.1. Il sottosegretario SANTANGELO accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno G/648/1/1. Invita i proponenti a ritirare l'emendamento 1.7. Esprime inoltre parere contrario sull'ordine del giorno G/648/2/1. Esprime quindi parere favorevole sugli emendamenti 2.7, 3.11, 3.13 e 3.14 del relatore. Chiede, quindi, l'accantonamento dell'emendamento 4.0.2. Sui restanti emendamenti, il parere è conforme a quello del relatore. L'ordine del giorno G/648/1/1 è accolto come raccomandazione. Si passa quindi alla votazione degli emendamenti all'articolo 1. Il senatore ZANDA ( PD ) sottolinea che il trasferimento delle competenze in materia di turismo al Ministero per le politiche agricole rientra, a suo avviso, in una logica di divisione di poteri all'interno della composita maggioranza parlamentare, al fine di assicurarne la equilibrata coesistenza. Auspica, quindi, una ulteriore riflessione sull'emendamento in esame, volto a evitare una riorganizzazione che risponde a esigenze politiche, più che all'obiettivo di garantire un ordinato ed efficiente assetto istituzionale. La senatrice SAPONARA ( L-SP ) non comprende le ragioni dell'orientamento contrario sul trasferimento di competenze in materia di turismo al Ministero per le politiche agricole Del resto, il Ministro dei beni culturali del precedente Governo ha dichiarato il 2018 anno del cibo italiano, emanando una direttiva volta ad esaltare il patrimonio enogastronomico italiano e la cucina di qualità. Ciò dimostra, a suo avviso, che il settore turistico presenta evidenti interrelazioni con il comparto primario. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto l'emendamento 1.1. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 1.2 è respinto. La senatrice MALPEZZI ( PD ) insiste per la votazione dell'emendamento 1.3, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 1.3 è respinto. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), in assenza del proponente, fa proprio l'emendamento 1.4 e insiste per la votazione, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 1.4 è respinto. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) insiste per la votazione dell'emendamento 1.5, su cui la Commissione bilancio ha espresso un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 1.5 è respinto. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) insiste per la votazione dell'emendamento 1.13, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 1.13 è respinto. Con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del Governo, è accolto l'emendamento 1.6 Il senatore GRASSI ( M5S ), accogliendo l'invito del rappresentante del Governo, ritira l'emendamento 1.7. La senatrice PIROVANO ( L-SP ), accogliendo l'invito del relatore, ritira l'emendamento 1.9. L'emendamento 1.10 è accantonato. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.11, identico all'emendamento 1.12. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) auspica un'ulteriore riflessione sull'emendamento in esame, che introduce una modifica necessaria ai fini della coerenza normativa. Posti ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti gli identici emendamenti 1.11 e 1.12. Il senatore GRASSI ( M5S ) ritira l'ordine del giorno G/648/2/1. Si passa quindi alla votazione degli emendamenti all'articolo 2. Posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti gli emendamenti 2.1 e 2.2. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), in assenza del proponente, fa proprio l'emendamento 2.3 e insiste per la votazione, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 2.3 è respinto. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), in assenza del proponente, fa proprio l'emendamento 2.4 che, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto. È quindi posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo l'emendamento 2.5, che risulta respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 2.6. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ritiene condivisibile la scelta di ricondurre le competenze sugli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico al Ministero dell'ambiente, purché se ne garantisca la funzionalità, trasferendo anche il personale dotato delle necessarie conoscenze tecniche. Finora, infatti, nelle strutture di missione, tali compiti sono stati svolti da unità distaccate da altri Ministeri, che attualmente sono state riassegnate agli uffici di provenienza. Insiste quindi per la votazione dell'emendamento 2.6, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 2.6 è respinto. Con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è accolto l'emendamento 2.7 del relatore. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) insiste quindi per la votazione dell'emendamento 2.8, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 2.8 è respinto. Con il parere favorevole del relatore e rappresentante del Governo, è accolto l'emendamento 2.9. Il senatore GRASSI ( M5S ), accogliendo l'invito del relatore, ritira l'emendamento 2.10. Si passa quindi alla votazione degli emendamenti all'articolo 3. Posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti gli emendamenti 3.1 e 3.2. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.3. La senatrice MALPEZZI ( PD ) ritiene non condivisibile neanche il riordino delle funzioni di indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di famiglia, adozioni, infanzia e adolescenza, disabilità. In ogni caso, sarebbe opportuno fare riferimento alla famiglia declinandola al plurale, al fine di ricomprendere i differenti nuclei familiari presenti nella realtà sociale. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 3.3 è respinto. È quindi posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo l'emendamento 3.4, che risulta respinto. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), in assenza dei proponenti, fa proprio l'emendamento 3.5. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 3.5 è respinto. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), in assenza dei proponenti, fa proprio l'emendamento 3.6 e insiste per la votazione, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 3.6 è respinto. È quindi posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo l'emendamento 3.7, che risulta respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.8. La senatrice MALPEZZI ( PD ) ritiene inappropriata l'attribuzione al Presidente del Consiglio dei ministri ovvero al Ministro per la famiglia anche delle funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche in favore delle persone con disabilità. A suo avviso, tale misura rivela un arretramento culturale nella promozione dei diritti delle persone con disabilità. Ricorda che la legislazione italiana in materia è considerata all'avanguardia, rispetto agli altri Paesi europei. Auspica, quindi, un ripensamento su una norma che finirebbe per risultare discriminatoria nei confronti di cittadini che sono da considerare alla pari degli altri, per garantirne la piena integrazione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 3.8 è respinto. È quindi posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo l'emendamento 3.9, che risulta respinto. Con il parere favorevole del relatore e rappresentante del Governo, è accolto l'emendamento 3.10. Con il parere favorevole del rappresentante del Governo, è quindi accolto l'emendamento 3.11 del relatore. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 3.12 è respinto. Con il parere favorevole del rappresentante del Governo, sono accolti, con distinte votazioni, gli emendamenti 3.13 e 3.14 del relatore. Con il parere favorevole del relatore e rappresentante del Governo, è accolto l'emendamento 3.15. Si passa quindi alla votazione degli emendamenti all'articolo 4. La senatrice MALPEZZI ( PD ) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento 4.1, soppressivo dell'articolo 4, con il quale si sopprime il Dipartimento deputato a svolgere le funzioni di indirizzo e coordinamento degli interventi connessi al progetto "Casa Italia". Inoltre, l'articolo 4 attribuisce al Ministero dell'istruzione la competenza sulle procedure in corso, relative all'utilizzo degli spazi finanziari da parte degli enti locali per interventi di edilizia scolastica, precedentemente spettante a una specifica struttura di missione, che non è stata riconfermata dall'attuale Governo. Ricorda che, su questi progetti, sono stati ottenuti risultati concreti importanti, per cui appare del tutto irragionevole modificare un sistema organizzativo che ha dimostrato di essere efficiente. Evidenzia che anche alcune delle associazioni audite hanno espresso riserve sulla soppressione di queste strutture organizzative, che hanno finora presieduto all'assegnazione e all'effettivo utilizzo delle risorse stanziate, secondo procedure uniformi sul territorio. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 4.1 è respinto. È quindi posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo l'emendamento 4.2, che risulta respinto. La senatrice MALPEZZI ( PD ) sottoscrive l'emendamento 4.3 e lo trasforma nell'ordine del giorno G/648/3/1, pubblicato in allegato, che è accolto dal rappresentante del Governo come raccomandazione. Il senatore PARRINI ( PD ) insiste per la votazione degli emendamenti 4.4 e 4.5, sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, gli emendamenti 4.4 e 4.5 sono respinti. Sono quindi posti in votazione gli identici emendamenti 4.6, presentato dal Governo, e 4.7, che risultano accolti. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 4.8 è respinto. La senatrice MALPEZZI ( PD ) insiste per la votazione dell'emendamento 4.9, pur in presenza di un parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 4.9 è respinto. Il senatore GRASSI ( M5S ), accogliendo l'invito del relatore, ritira l'emendamento 4.0.1 (testo 2), sul quale peraltro la Commissione bilancio ha espresso un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. L'emendamento 4.0.2 è accantonato. Si passa alla votazione dell'emendamento 4.0.4. Il senatore PARRINI ( PD ) auspica un'ulteriore riflessione su una proposta di modifica che determinerebbe l'immotivata esclusione dal Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale del presidente dell'Agenzia spaziale italiana. A nome del Gruppo, dichiara quindi un voto contrario. Posto ai voti con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 4.0.4 è accolto. È quindi posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento Tit. 1, che risulta respinto. Su richiesta del rappresentante del Governo, il PRESIDENTE dispone una breve sospensione per consentire un approfondimento sugli emendamenti 1.10 e 4.0.2, precedentemente accantonati. La seduta, sospesa alle ore 17,25, riprende alle ore 17,45. Riprende l'esame degli emendamenti accantonati 1.10 e 4.0.2. Il sottosegretario SANTANGELO invita i proponenti a ritirare gli emendamenti in esame. La senatrice PIROVANO ( L-SP ) ritira l'emendamento 1.10. Il senatore GRASSI ( M5S ) ritira l'emendamento 4.0.2. La Commissione conferisce, quindi, al relatore Corbetta il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge n. 648, con le modifiche accolte nel corso dell'esame, con richiesta di autorizzazione a svolgere la relazione orale. Il senatore PARRINI ( PD ) annuncia che presenterà una relazione di minoranza. La Commissione prende atto. IN SEDE REDIGENTE (689 e connessi) Commissione antimafia DDL 689 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere DDL 6 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere DDL 173 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere DDL 314 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle problematiche relative al fenomeno della mafia e alle altre associazioni criminali similari DDL 503 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere (Seguito e conclusione della discussione congiunta) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 25 luglio. Il PRESIDENTE avverte che sono stati presentati alcuni emendamenti riferiti al disegno di legge n. 689, assunto quale testo base per il seguito dell'esame. Si passa all'esame degli emendamenti all'articolo 1. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) illustra gli emendamenti a sua firma. Con l'emendamento 1.2 si propone di riformulare il compito attribuito alla Commissione a proposito della valutazione della natura e delle caratteristiche storiche del movimento civile dell'antimafia, di cui alla lettera t ) del comma 1 dell'articolo 1, in linea con le proposte contenute nella relazione conclusiva della Commissione antimafia nella XVII legislatura. Si dichiara disponibile a trasformare tale proposta di modifica in un ordine del giorno, qualora il Governo fosse disponibile ad accoglierlo. L'emendamento 1.3 prevede, in particolare, la possibilità per la Commissione di richiedere al Governo una relazione di valutazione dell'impatto che specifici progetti di legge in discussione possono determinare sulle politiche di contrasto delle organizzazioni criminali. Con l'emendamento 1.4, si stabilisce che la Commissione possa richiedere al Governo informazioni su eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata in una determinata amministrazione locale. Infine, l'emendamento 1.5 è volto ad ampliare i poteri della Commissione bicamerale, prevedendo la possibilità di richiedere al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo di accedere a registri e banche dati, limitatamente ai dati non coperti da segreto investigativo, per le finalità connesse ai propri compiti. Il relatore GIARRUSSO ( M5S ) ritira gli emendamenti 1.1 e 1.6. Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti 1.2, 1.3, 1.4 e 1.5. Il rappresentante del Governo esprime parere conforme a quello del relatore. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, l'emendamento 1.2, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, è respinto. Posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, sono respinti gli emendamenti 1.3, 1.4 e 1.5. Si passa all'esame degli emendamenti all'articolo 2. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) illustra l'emendamento 2.1, che riduce il numero dei componenti della Commissione a venti senatori e venti deputati. Con l'emendamento 2.2, si propone di attribuire ai Presidenti delle Camere la facoltà di scegliere, di comune accordo, la scelta del Presidente della Commissione, al di fuori dei suoi componenti. In questo modo, si potrebbe agevolare l'avvio dei lavori della Commissione, superando eventuali situazioni di impasse derivanti dalla difficoltà di trovare un accordo tra le forze politiche per l'elezione del Presidente. Sottolinea che anche questi rilievi prendono spunto dalle proposte avanzate nella relazione conclusiva dalla Commissione antimafia della scorsa legislatura. Il relatore GIARRUSSO ( M5S ) esprime parere contrario sugli emendamenti 2.1 e 2.2. Il rappresentante del Governo esprime parere conforme a quello del relatore. Posti separatamente ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, gli emendamenti 2.1 e 2.2 sono respinti. La Commissione conferisce, quindi, al relatore Giarrusso il mandato a riferire favorevolmente sul testo, discusso in sede redigente, del disegno di legge n. 689, come approvato dalla Camera dei deputati, nonché a proporre l'assorbimento dei disegni di legge n. 6 , n. 173 , n. 314 e n. 503 e a richiedere lo svolgimento della relazione orale. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO (AG 24) Accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici Doc n. 24 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/2102 relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'11 luglio. La relatrice MANTOVANI ( M5S ) presenta una proposta di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato. Precisa che nell'ordinamento italiano il principio generale dell'accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni è sancito dalla legge n. 4 del 2004, contenente disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, e ribadito nel codice dell'amministrazione digitale. Le osservazioni proposte sono volte ad assicurare l'applicazione della normativa vigente, che al momento - come è emerso dalle audizioni informali svolte - resta sostanzialmente inattuata. Per questo motivo, si propone di prevedere in capo al difensore civico digitale un potere sanzionatorio, con il relativo quadro delle sanzioni amministrative, nei confronti dei soggetti erogatori inadempienti. Non essendoci interventi in discussione, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato. La seduta, sospesa alle ore 17,25, riprende alle ore 17,45. IN SEDE REFERENTE (717) D-l 91/2018 - Proroga termini DDL 717 Conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , relatore, riferisce sul decreto-legge in esame, recante disposizioni di proroga e definizione di termini di imminente scadenza, necessarie e urgenti al fine di garantire la continuità, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e l'operatività di fondi, a fini di sostegno agli investimenti, nonché per assicurare il completamento delle operazioni di trasformazioni societarie e di conclusione degli accordi di gruppo previste dalla normativa in materia di banche popolari e di banche di credito cooperativo. Il provvedimento si compone di 14 articoli. L'articolo 1 reca proroga di termini in materia di enti territoriali. In particolare, il comma 1 ha ad oggetto i criteri di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio per Province e Città metropolitane, al fine di consentire al Ministero dell'interno di procedere al riparto delle risorse in esame e, soprattutto, alla loro erogazione. Al comma 2, la disposizione è finalizzata a individuare un'unica giornata nella quale si svolgeranno le elezioni dei presidenti di Provincia e dei consiglieri provinciali, il cui mandato viene a scadere entro il 31 ottobre 2018, nonché del rispettivo consiglio o presidente in scadenza entro il 31 dicembre 2018. Oltre ad accorpare lo svolgimento delle elezioni delle predette cariche in un unico giorno, con effetti di semplificazione e razionalizzazione, si prorogano al 31 ottobre 2018 i mandati in scadenza tra la data di entrata in vigore del decreto-legge in esame e la predetta data. L'articolo 2 reca disposizioni di proroga di termini in materia di giustizia. Il comma 1 proroga il termine di applicazione di disposizioni in materia di intercettazioni, mentre il comma 2 prevede la sospensione dell'efficacia delle disposizioni recanti misure organizzative in tema di servizi per la partecipazione al dibattimento a distanza. Il successivo comma 3 reca, invece, una proroga del termine per la cessazione del temporaneo ripristino della sezione distaccata di Ischia nel circondario del tribunale di Napoli. L'articolo 3 contiene norme di proroga di termini in materia di ambiente. In particolare, è prorogato il termine per la denuncia del possesso di esemplari di specie esotiche invasive. Con l'articolo 4 sono prorogati termini in materia di infrastrutture. Il comma 1 prevede la proroga di termini in materia di programmi di edilizia scolastica, mentre il comma 2 proroga i termini in materia di salvamento acquatico. La disposizione contenuta nel comma 3 interviene, invece, in materia di obbligatorietà della patente nautica. L'articolo 5 ha ad oggetto la proroga di termini in materia di politiche sociali. In particolare, si proroga il termine di entrata in vigore della Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) precompilata, introdotta dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, al fine di consentire gli opportuni interventi tecnici diretti a garantirne una più semplice accessibilità per i cittadini, contemperando l'esigenza della tutela della privacy . Con l'articolo 6 sono prorogati i termini in materia di istruzione e università. Il comma 1 proroga al 30 ottobre 2018 il termine per la conclusione dei lavori delle commissioni nazionali per l'accesso al ruolo dei professori universitari, originariamente stabilito in tre mesi decorrenti dalla scadenza del quadrimestre nel corso del quale è stata presentata la candidatura. Il comma 2, invece, proroga i termini in materia di reclutamento nelle istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale (AFAM). La disposizione di proroga si rende necessaria, nelle more dell'entrata in vigore del regolamento sul reclutamento del personale docente AFAM, in attuazione della legge n. 508 del 1999, che dovrebbe completare l'iter di adozione in tempo utile per le assunzioni dell'anno accademico 2019-2020. Il comma 3 proroga il termine relativo alle scuole italiane all'estero, consentendo il regolare avvio dell'anno scolastico 2018-2019 nel sistema della formazione italiana nel mondo e assicurando la copertura di almeno 183 posti, compresi 40 nelle scuole statali all'estero e 28 posti nelle scuole europee, che costituisce un obbligo per lo Stato italiano. L'articolo 7 proroga i termini in materia di cultura. In particolare si prevede espressamente l'estensione del beneficio del "bonus cultura" per l'anno 2018, garantendo in tal modo la necessaria copertura normativa. L'articolo 8 reca proroga di termini in materia di salute. I commi 1 e 2 hanno ad oggetto le prescrizioni di medicinali veterinari e di mangimi medicati secondo il modello di ricetta elettronica, mentre il comma 3 riguarda le quote premiali per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Il comma 4 reca norme di proroga relativamente agli investimenti privati nelle strutture ospedaliere in Sardegna. In particolare, per l'ospedale di Olbia, si interviene, in virtù del carattere sperimentale dell'investimento straniero, sulle deroghe, ivi previste per il periodo 2015-2017, in materia di riduzione della spesa per l'acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati, di cui all'articolo 15, comma 14, del decreto-legge n. 95 del 2012. Con l'articolo 9 sono prorogati i termini in materia di eventi sismici. Il comma 1 ha ad oggetto il recupero di aiuti relativi agli eventi sismici verificatisi nella Regione Abruzzo, mentre il comma 2 ha ad oggetto il riparto del Fondo di solidarietà comunale nei Comuni del cratere Emilia-Romagna, colpiti dal sisma nel 2012, e del cratere de l'Aquila, per il sisma del 2009. L'articolo 10 ha ad oggetto la proroga di termini in materia di sport. In particolare, la legge finanziaria 2018, al fine di assicurare la realizzazione delle Universiadi di Napoli 2019, ha previsto la nomina, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di un commissario straordinario. La norma suddetta, la quale aveva previsto che il commissario dovesse essere scelto tra i prefetti da collocare fuori ruolo, prevede che il commissario operi in via esclusiva con il compito di provvedere all'attuazione del piano di interventi volti alla progettazione e realizzazione di lavori e all'acquisizione di servizi e beni, anche per eventi strettamente connessi allo svolgimento della manifestazione sportiva. Al fine di consentire la compiuta realizzazione e consegna delle opere, si rende ora necessario lo spostamento del termine ultimo di realizzazione originariamente previsto dalla norma, prorogandolo al 31 maggio 2019. L'articolo 11 reca proroga di termini in materia di banche popolari e gruppi bancari cooperativi. In particolare, la disposizione proroga i termini previsti, rispettivamente, in sede di prima applicazione, degli articoli 37- bis e 37- ter del decreto legislativo n. 385 del 1993, per la costituzione dei gruppi bancari cooperativi e per l'adeguamento delle banche popolari a quanto stabilito dall'articolo 29, commi 2- bis e 2- ter , del medesimo decreto legislativo. Con riferimento a questo ultimo termine, evidenzia che il relativo decorso è stato sospeso, con effetti erga omnes , dal Consiglio di Stato con decreto 15 dicembre 2016, n. 5571, confermato con ordinanza 13 gennaio 2017, n. 111, sicché risulta tuttora pendente e necessita di un'ulteriore breve proroga, al fine di assicurare la continuità dell'attività bancaria per i tempi tecnici occorrenti al completamento di quanto previsto dalla normativa vigente, con riferimento, in particolare, alle due banche che non si sono trasformate in società per azioni (Banca popolare di Sondrio e Banca popolare di Bari). L'articolo 12, al fine di consentire il proseguimento per l'anno 2018 delle attività di sostegno alle esportazioni italiane, già finanziate con l'articolo 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016, prevede un rifinanziamento del Fondo di cui all'articolo 37, secondo comma, del decreto-legge n. 745 del 1970, per euro 480 milioni, di cui 160 milioni di euro per l'anno 2018, 125 milioni di euro per l'anno 2019 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032. Il rifinanziamento del Fondo è urgente e necessario al fine di evitare la sospensione dell'operatività dovuta all'attuale assenza di disponibilità per nuove operazioni. Come è noto, il Fondo è destinato all'erogazione di contributi in conto interessi a supporto di finanziamenti export, tramite operazioni di credito acquirente e credito fornitore) e di finanziamenti per l'internazionalizzazione. L'articolo 13 contiene una proroga di termini in materia di finanziamento degli investimenti e di sviluppo infrastrutturale del Paese. Si interviene sul comma 1072 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017, relativo al fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, per aggiornare la tempistica di adozione dei provvedimenti attuativi. Infine, l'articolo 14 reca la disposizione concernente l'entrata in vigore del decreto il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il senatore PARRINI ( PD ), considerata l'ampiezza e la complessità del provvedimento, ritiene indispensabile un ciclo di audizioni informali per approfondire le numerose questioni in esso affrontate. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) concorda con la proposta del senatore Parrini. Soprattutto su alcuni temi, come la proroga dei termini relativi ai processi di riforma delle banche popolari e delle banche di credito cooperativo e lo svolgimento contestuale delle elezioni per il rinnovo del mandato dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali, l'audizione di esperti potrà offrire un contributo utile sia in sede di dibattito sia per la presentazione di emendamenti. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) aderisce alla proposta del senatore Parrini. Il senatore GRASSI ( M5S ) esprime la propria contrarietà allo svolgimento di audizioni, in quanto le proroghe previste dal provvedimento hanno carattere tecnico e riguardano termini in scadenza. Sarebbe opportuno, quindi, approvare quanto prima il testo all'esame. La senatrice PIROVANO ( L-SP ), dopo aver sottolineato il carattere di necessità e urgenza del provvedimento, ne auspica una rapida approvazione. Il PRESIDENTE avverte che, non essendo emerso un orientamento unanime, si procederà alla votazione della proposta di svolgere un ciclo di audizioni informali, avanzata dal senatore Parrini. Il senatore PARRINI ( PD ) ritiene inopportuno che la proposta sia posta in votazione. A suo avviso, l'indisponibilità della maggioranza ad aderire alla richiesta di approfondimento delle opposizioni, peraltro su un provvedimento di natura tecnica particolarmente complesso, costituirebbe un grave precedente. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), nel convenire con il senatore Parrini, osserva che le audizioni potrebbero essere svolte in tempi brevi. Il PRESIDENTE , al fine di favorire la massima collaborazione tra i Gruppi e tenendo conto delle diverse posizioni emerse, propone di svolgere un serrato ciclo di audizioni nella giornata di lunedì 30 luglio, a partire dalle 10,30, e di fissare per le ore 10 di domani, venerdì 27 luglio, il termine entro il quale i Gruppi potranno indicare i soggetti da convocare in audizione. Inoltre, considerata l'urgenza del provvedimento, propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti alle ore 13 di mercoledì 1° agosto. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE (Doc. XXII, n. 1 e connessi) Commissione di inchiesta sul femminicidio e ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 1 Maria RIZZOTTI ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 8 MARCUCCI ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 9 Daniela DONNO ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere (Discussione congiunta e rinvio) La relatrice VONO ( M5S ) ricorda preliminarmente che, nel corso della XVII legislatura, con deliberazione del Senato della Repubblica del 18 gennaio 2017, è stata istituita una "Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere". Come si evince dalla dettagliata relazione conclusiva approvata nel mese di febbraio 2018, tale Commissione ha svolto un'attività significativa di audizioni allo scopo di far emergere il fenomeno considerato in ogni suo aspetto e ha svolto indagini sulle reali dimensioni degli avvenimenti al fine di identificare in maniera puntuale le modifiche normative e le ulteriori misure necessarie per un'adeguata prevenzione del fenomeno, una efficiente protezione delle donne nonché un celere risarcimento del danno. Ritiene necessario evidenziare che la cosiddetta violenza di genere non si può ridurre solo all'ambito dell'aggressione fisica di un uomo contro una donna, ma include vessazioni a livello psicologico, ricatti economici, minacce, violenza sessuale e persecuzioni. Ricorda, in proposito, che la Dichiarazione di Vienna del 1993 ha riconosciuto tale violenza come una "violazione dei diritti fondamentali della donna", includendola tra le violazioni dei diritti umani. Già nel 2013 il Governo è intervenuto con il decreto-legge n. 93 del 2013, che ha introdotto nel diritto penale sostanziale e processuale diverse misure volte a combattere la violenza di genere. Con questo intervento governativo la violenza contro le donne è stata definita come una vera emergenza sociale e culturale. L'analisi dei dati statistici evidenzia come la violenza contro le donne sia un fenomeno diffuso, in controtendenza rispetto ai dati complessivi sulla sicurezza in Italia, i quali dimostrano che il tasso di omicidi rispetto al solo genere maschile è diminuito, mentre è aumentato per il genere femminile. Emerge inoltre che questo tipo di violenze matura nel contesto familiare all'interno di relazioni affettive, ma possono riguardare altresì relazioni di altro tipo. Pertanto, occorre considerare il fenomeno nella sua complessità e globalità. Nello statuto della corte penale internazionale del 17 luglio 1998, entrato in vigore nel 2003, sono stati inseriti - tra i crimini contro l'umanità - delitti di violenza sessuale come lo stupro, la prostituzione, la gravidanza e la sterilizzazione forzate nonché altre forme di violenza sessuale di simile gravità. Oggi la violenza di genere è studiata e analizzata relativamente ai suoi aspetti sociali, antropologici e culturali, che e investono ogni branca delle scienze umane, della psicologia, della letteratura e della politica, mettendo in luce la complessità della materia, data l'eterogeneità dei rapporti interpersonali e familiari coinvolti. Ogni Stato ha l'obbligo di garantire alle donne una vita libera da ogni forma di violenza, promuovendo una cultura che non discrimini le donne, adottando ogni misura idonea a prevenire la violenza maschile sulle donne, proteggendo le donne che vogliono fuggire dalla violenza maschile, perseguendo i crimini commessi contro le donne e prevedendo un risarcimento, non solo economico, per le donne vittime della violenza e per ogni altra vittima della violenza sulle donne. A livello internazionale, la definizione di violenza contro le donne è molto ampia e complessa, in quanto designa una realtà poliedrica sia dal punto di vista giuridico che sociologico. Nel panorama europeo assume rilevanza la Convenzione di Istanbul del 2011, ratificata dall'Italia con la legge n. 77 del 2013, che afferma il consenso delle comunità relativamente alla protezione dei diritti delle donne e nella lotta alle discriminazioni di genere e, soprattutto, prevede strumenti che invece sono assenti negli altri trattati esistenti in materia. Si tratta, in particolare, della prevenzione dell'accesso ai servizi da parte delle donne che hanno subito violenza. Con la legge n. 119 del 2013, è stata riconosciuta giuridicamente la violenza domestica, che comprende, oltre alla violenza fisica, sessuale e psicologica, la violenza economica, che consiste nella completa dipendenza dal partner sotto il profilo economico, per cui la donna è privata di ogni forma di libertà. La medesima legge riconosce il concetto di violenza assistita, intesa come violenza sui minori costretti ad assistere ad episodi di violenza in danno di figure familiari di riferimento. In relazione, poi, al termine "femminicidio" è utile considerare due differenti accezioni: la prima, limitata al concetto di omicidio, e la seconda, che invece esprime altre condotte violente, non incluse nella definizione di omicidio, comprendenti ogni forma di violenza e discriminazione esercitata dall'uomo contro la donna in quanto donna, all'unico fine di provocarle sofferenze fisiche e psicologiche fino all'annientamento fisico o psicologico della personalità femminile stessa, sia in ambito privato che nella partecipazione alla vita pubblica. Passa quindi a illustrare i documenti in esame, con cui si prevede l'istituzione di una Commissione d'inchiesta che prosegua l'attività della Commissione istituita durante la XVII legislatura. In particolare, la proposta contenuta nel Doc . XXII, n. 9 si compone di sei articoli. L'articolo 1 prevede l'istituzione, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, di una Commissione di inchiesta su ogni forma di violenza di genere con specifica attenzione al "femminicidio". La durata della Commissione è relativa alla legislatura. In conclusione, la Commissione redigerà appropriata relazione sull'attività svolta in relazione ai compiti perseguiti. L'articolo 2 attiene ai compiti della Commissione. In particolare, si prevede che essa sia tenuta a svolgere indagini sulle reali dimensioni, condizioni, qualità e cause del femminicidio e a monitorare la concreta attuazione della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica e di ogni altro accordo sovranazionale e internazionale in materia, nonché della legislazione nazionale ispirata agli stessi principi, con particolare riguardo al decreto-legge n. 93 del 2013. La Commissione sarà, inoltre, chiamata ad accertare le possibili incongruità e carenze della normativa vigente rispetto al fine di tutelare le vittime della violenza e gli eventuali minori coinvolti, come pure ad analizzare i vari episodi di violenza di genere, per redigere statistiche utili a inquadrare le cause del fenomeno e orientare le attività di prevenzione. Alla Commissione sono attribuiti, altresì, i seguenti compiti: accertare il livello di attenzione e la capacità di intervento delle autorità, delle amministrazioni centrali e periferiche, degli enti preposti alla prevenzione, alla tutela e all'assistenza; verificare l'effettiva realizzazione dei progetti educativi nelle scuole di ogni ordine e grado, finalizzati al rispetto delle persone tutte e alla prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni; conoscere l'entità delle risorse stanziate dal decreto-legge n. 93 del 2013 e dalle leggi di stabilità, verificandone l'effettiva destinazione e il corretto uso; avere un quadro completo di tutti i centri esistenti sul territorio con una distinzione tra centri antiviolenza che accolgono donne vittime di violenza e minori vittime della violenza assistita e sportelli antiviolenza dedicati al recepimento delle richieste e all'attivazione delle procedure conseguenti e altre strutture similari, in modo da delineare e avere contezza con più precisione delle attività svolte da ogni struttura e dei risultati conseguiti nonché delle risorse utilizzate; proporre interventi legislativi per realizzare adeguata prevenzione ed efficace contrasto ad ogni forma di violenza di genere, anche attraverso una revisione del piano d'azione straordinario contro la violenza di genere consentendo l'organizzazione di percorsi strutturati nonché con una più equa distribuzione dei fondi e delle risorse economiche tra le strutture esistenti tenendo conto delle specificità e dei bisogni; prevedere uno studio per la realizzazione di un testo unico in materia per un miglioramento della legislazione esistente. L'articolo 3 dispone sulle funzioni della Commissione prevedendo lo svolgimento della funzione investigativa con gli stessi poteri e limiti dell'autorità giudiziaria. Tuttavia la Commissione non può adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza delle comunicazioni relative alle indagini nonché alla libertà personale, salvo il caso dell'accompagnamento coattivo, di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale. Si prevede altresì la possibilità per la Commissione di acquisire copie di documenti in possesso delle pubbliche amministrazioni nonché copie di atti e documenti relativi a procedimenti giudiziari in corso e copie di documenti relativi a inchieste parlamentari. La Commissione è tenuta a mantenere il segreto sul contenuto di quanto ricevuto finché gli atti trasmessi dall'autorità giudiziaria siano sottoposti a segreto. Per il segreto d'ufficio, professionale e bancario valgono le norme vigenti in materia, pur essendo sempre, nell'ambito del mandato, opponibile il segreto tra difensore e parte processuale. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge n. 124 del 2017. La Commissione può predisporre gruppi di lavoro per una migliore organizzazione della propria attività e termina i propri lavori con la presentazione di una relazione conclusiva di sintesi. L'articolo 4 attiene alla composizione della Commissione e alla modalità di nomina dei componenti. In particolare, si prevede che facciano parte della Commissione 20 senatori, nominati dal Presidente del Senato in proporzione al numero dei membri dei Gruppi parlamentari e tenendo conto della rappresentanza di genere. Entro dieci giorni dalla designazione è convocata la Commissione per la costituzione dell'Ufficio di Presidenza, che si compone di cinque senatori (Presidente, due vicepresidenti e due segretari) eletti dalla Commissione a scrutinio segreto. Relativamente all'elezione del Presidente, se nessun candidato riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. All'articolo 5 si dispone l'obbligo del segreto per ogni componente della Commissione nonché per tutti coloro che collaborano con la Commissione stessa relativamente ad atti, documenti e indagini. L'articolo 6 demanda l'organizzazione delle attività e il funzionamento della Commissione a un regolamento interno, da approvare prima dell'avvio delle attività di inchiesta, e dispone un'autorizzazione di spesa pari a 20.000 euro per il 2018 e a 40.000 euro per ciascun anno successivo, a carico del bilancio interno del Senato. Il Presidente del Senato può autorizzare un incremento delle spese in misura non superiore al 30 per cento a seguito di motivata richiesta del Presidente della Commissione. Segnala che, relativamente alla programmazione delle spese di cui all'articolo 6, è previsto l'esame presso la Commissione bilancio del Senato. Si sofferma, quindi, sulle proposte di inchiesta parlamentare Doc . XXII, n. 1, d'iniziativa della senatrice Rizzotti e altri, e Doc . XXII, n. 8, d'iniziativa del senatore Marcucci e altri, che riproducono nella sostanza il dettato della delibera della passata legislatura. Conclude, proponendo che tali documenti siano esaminati congiuntamente e che il Doc . XXII, n. 9 sia adottato quale testo base per il seguito della discussione. La Commissione conviene. Il PRESIDENTE , prendendo atto che il provvedimento è stato inserito nel calendario dei lavori dell'Assemblea per venerdì 3 agosto, ove concluso dalla Commissione, propone di fissare alle ore 13 di lunedì 30 luglio il termine per la presentazione di eventuali emendamenti, da riferire al Doc . XXII, n. 9, adottato quale testo base per il seguito della discussione. La Commissione conviene. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 18,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 24 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, considerato che: - al recepimento della direttiva (UE) 2016/2102 si è provveduto in prima istanza con la delega legislativa posta dagli articoli 1 e 14 della legge n. 163 del 2017 (legge di delegazione europea 2016-2017); - il provvedimento detta le disposizioni necessarie per l'attuazione della delega e il recepimento della direttiva (UE) 2016/2102, la quale introduce disposizioni volte a favorire una maggiore accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (" public sector bodies " nella versione inglese, " organismes du secteur public " in quella francese) da parte di tutti i cittadini e, tra essi, in particolare delle persone con disabilità; - l'accessibilità si riferisce ai princìpi e alle tecniche da rispettare nella progettazione, costruzione, manutenzione e aggiornamento di tali siti ed applicazioni; - al fine di migliorare il funzionamento del mercato interno, la direttiva mira a porre fine alla frammentazione delle norme dei singoli Paesi dell'Unione, introducendo una disciplina organica a livello europeo, che superi le differenze tecniche e i livelli di conformità non omogenei attualmente esistenti, e che renda, in tal modo, il contenuto dei siti e delle applicazioni degli enti pubblici più facilmente fruibile dagli utenti, con particolare riferimento alle persone con disabilità; - risulta pertanto necessario il riavvicinamento delle misure nazionali a livello dell'Unione europea, sulla base di prescrizioni concordi in materia di accessibilità da applicare ai siti web e alle relative applicazioni mobili degli enti pubblici, rilevato che: - nell'ordinamento italiano il principio generale della accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni è sancito dalla legge n. 4 del 2004, contenente disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, nonché ribadito nel Codice dell'amministrazione digitale; - queste due fonti di rango primario già contemplano il principio dell'accessibilità come "la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche a coloro che, a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari" (articolo 2, comma 1, lettera a) , della legge n. 4 del 2004); - in via di attuazione, i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici sono stati regolati con decreto della Presidenza del Consiglio-Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie 8 luglio 2005 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell'8 agosto 2005); - nell'Agenda digitale europea, la Commissione sottolinea che occorrono azioni concertate per assicurare che le persone con disabilità possano accedere integralmente ai nuovi contenuti elettronici, in modo da offrire ai cittadini europei una migliore qualità della vita, ad esempio sotto forma di un accesso più agevole ai servizi pubblici e ai contenuti culturali. La Commissione inoltre incoraggia l'agevolazione del memorandum d'intesa sull'accesso digitale per le persone con disabilità, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: - con riferimento all'articolo 1, al fine di mantenere il titolo coerente con i contenuti della legge che non riguardano l'attuazione della direttiva, e di uniformare lo stesso alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, si provveda a sostituire il comma 1 con il seguente: «1. Il titolo della legge 9 gennaio 2014, n. 4, di seguito denominata "legge n. 4 del 2004", è sostituito dal seguente: "Disposizioni per favorire e semplificare l'accesso degli utenti e, in particolare, delle persone con disabilità agli strumenti informatici"»; - al fine di garantire una maggiore corrispondenza all'ambito soggettivo di applicazione della direttiva 2016/2102, si valuti l'inserimento tra i soggetti erogatori di cui all'articolo 3 della legge n. 4 del 2004, degli organismi di diritto pubblico, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/24/UE; pertanto, all'articolo 1, comma 4, si premetta il seguente periodo: «All'articolo 3, comma 1, della legge n. 4 del 2004, dopo le parole: "e successive modificazioni," aggiungere le seguenti: "agli organismi di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/24/UE,"»; - al fine di consentire l'applicazione della normativa sull'accessibilità anche ai contenuti intranet ed extranet, nel rispetto della parziale disapplicazione prevista per gli stessi dall'articolo 1 della direttiva 2016/2102, si valuti la possibilità di apportare le seguenti modificazioni allo schema di decreto: a) all'articolo 1, comma 3, lettera b) , dopo la lettera a -ter) inserire la seguente: « a -quater) contenuti di extranet o intranet, ossia siti web disponibili soltanto per un gruppo chiuso di persone e non per il grande pubblico in quanto tale»; b) all'articolo 1, comma 4, dopo le parole: «ampi segmenti di utenti.» aggiungere le seguenti: «Le medesime disposizioni non si applicano ai contenuti di extranet o intranet, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a -quater), pubblicati prima del 23 settembre 2019 fino ad una loro sostanziale revisione.»; - con riguardo al nuovo articolo 3- ter della legge n. 4 del 2004, previsto dal comma 4 dell'articolo 1 dello schema, al fine di sopprimere il riferimento al regolamento attuativo previsto dall'articolo 10 della legge (decreto del Presidente della Repubblica n. 75 del 2005), in quanto obsoleto rispetto alle sostanziali modifiche apportate alla legge stessa in attuazione della direttiva (UE) 2016/2102, si provveda, all'articolo 1, comma 4, capoverso «Art. 3- ter », comma 1, a sopprimere le seguenti parole: «del regolamento di cui all'articolo 10 e»; - al fine di evitare l'utilizzo dell"'onere sproporzionato" quale costante giustificazione per la mancata applicazione delle prescrizioni in materia di accessibilità, si valuti la possibilità, all'articolo 1, comma 4, capoverso «Art. 3- ter », comma 2, di aggiungere il seguente periodo: «L'individuazione dell'onere sproporzionato è fondata unicamente su motivazioni legittime; pertanto, la mancanza di elementi quali il carattere prioritario, il tempo o l'assenza di informazioni, non può essere considerata un motivo legittimo.»; - con riferimento all'articolo 3- quinquies , introdotto dall'articolo 1, comma 4, dello schema di decreto, in considerazione della rilevante onerosità dei compiti attribuiti all'Agenzia per l'Italia digitale e dell'impossibilità di verificare tutte le dichiarazioni di accessibilità dei soggetti erogatori, si provveda a sopprimere il comma 1 dell'articolo 3- quinquies e, al comma 2, le seguenti parole: «In caso di contestazione sulla dichiarazione di accessibilità ovvero»; - sempre con riferimento all'articolo 3- quinquies , introdotto dall'articolo 1, comma 4, dello schema di decreto, si invita a specificare i destinatari delle misure correttive del difensore civico digitale, eliminando, altresì, aggravi di competenze per l'AGID. Pertanto, al comma 3 dell'articolo 3- quinquies , si provveda a sostituire le parole: «e informando l'Agenzia per l'Italia digitale» con le seguenti: «nei confronti dei soggetti erogatori di cui all'articolo 3.»; - in considerazione delle nuove modalità di monitoraggio previste dalla direttiva, si valuti di abrogare gli articoli 6 e 10 della legge n. 4 del 2004, che rimandano al richiamato regolamento di attuazione concernente la valutazione dell'accessibilità; - con riguardo al nuovo articolo 11 della legge n. 4 del 2004, previsto dal comma 11 dell'articolo 1 dello schema, il riferimento ai valori di cui all'allegato B del decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie 8 luglio 2005 dovrebbe essere inserito alla lettera a) del comma 1, invece che alla lettera d) del medesimo comma, in linea con quanto stabilito nei criteri specifici di delega previsti all'articolo 14 della legge di delegazione europea 2016-2017. Pertanto, al comma 11 dell'articolo 1, al capoverso «Art. 11», comma 1, siano apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera a) , aggiungere in fine le seguenti parole: «e ai valori di cui al punto 1), lettera d) , numero 3, dell'allegato B al decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie 8 luglio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell'8agosto 2005»; b) alla lettera d) , sopprimere le parole da: «, prendendo come» sino alla fine; - sempre con riguardo al nuovo articolo 11 della legge n. 4 del 2004, previsto dal comma 11 dell'articolo 1 dello schema di decreto, si provveda ad individuare, nell'ambito dei requisiti tecnici per l'accessibilità stabiliti dalle linee guida dell'Agenzia per l'Italia digitale, un nucleo di requisiti inderogabili, per l'attuazione dei quali non è consentito il ricorso alla clausola dell'onere sproporzionato di cui all'articolo 3- ter della legge n. 4 del 2004, come introdotto dall'articolo 1, comma 4, dello schema di decreto. Pertanto, si valuti l'introduzione, nel novellato articolo 11, di un nuovo comma del seguente tenore: «3. Tra i requisiti di cui alla lettera a) del comma 1, le linee guida indicano quelli avente natura non derogabile e per i quali non si applica l'articolo 3- ter della presente legge.»; - allo stesso nuovo articolo 11 della legge n. 4 del 2004, non sembra opportuno il riferimento ai "programmi di valutazione assistita", in quanto non sono previsti dalla direttiva nell'ambito degli strumenti informatici accanto ai siti web e alle applicazioni mobili; pertanto, si provveda, all'articolo 1, comma 11, capoverso «Art. 11», comma 1, lettera b) , alla soppressione delle seguenti parole: «, nonché i programmi di valutazione assistita utilizzabili a tale fine»; - si valuti l'opportunità di prevedere in capo al difensore civico digitale, di cui all'articolo 17, comma 1- quater , del decreto legislativo n. 82 del 2005, un potere sanzionatorio, con il relativo quadro delle sanzioni amministrative, nei confronti dei soggetti erogatori, al fine di garantire uno strumento efficace a raggiungere, nel più rapido tempo possibile, la conformità dei siti web e delle applicazioni mobili alle prescrizioni della legge n. 4 del 2004, in materia di accessibilità, e al fine di destinare i proventi derivanti dalle sanzioni ad un Fondo ad hoc , costituito per il miglioramento dell'accesso ai siti web e applicazioni mobili della pubblica amministrazione. Allegato