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Disposizioni in materia di compensazione dei crediti maturati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione. Onorevoli Senatori . – Alla precarietà finanziaria delle imprese conseguente alla crisi economica degli ultimi anni ha contribuito, senz'altro, il ritardo dei tempi di pagamento dei crediti maturati da tali imprese nei confronti della pubblica amministrazione. Tutte le pubbliche amministrazioni, come risaputo, sono tenute a pagare le proprie fatture entro trenta giorni dalla data del loro ricevimento, ad eccezione degli enti del Servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in sessanta giorni. Il rispetto di queste scadenze è un fattore di cruciale importanza per il buon funzionamento dell'economia nazionale e rientra nel rispetto delle direttive europee in materia di pagamenti dei debiti commerciali, su cui la Commissione europea effettua un puntuale e rigoroso controllo. Negli ultimi anni, anche grazie all'introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni dal 31 marzo 2015, il numero delle pubbliche amministrazioni che paga i fornitori con tempi medi più lunghi di quelli previsti dalla normativa vigente si è gradualmente e progressivamente ridotto. Ma ancora non basta, soprattutto alla luce della crisi finanziaria conseguente all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Tra i molti problemi derivanti dalla crisi in atto, molte imprese fornitrici di enti pubblici hanno denunciato la mancanza di liquidità. Un problema che potrebbe essere risolto, almeno in parte, agendo su due direttrici. La prima, permettendo la compensazione diretta tra i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese e le passività fiscali e contributive in capo a queste ultime. Tale possibilità di compensazione è stata oggetto di numerose proroghe nel corso degli anni disposte da diverse norme e, da ultimo, dall'articolo 1, comma 17- bis , del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69 (cosiddetto decreto « sostegni »), aggiunto al Senato, che consente di versare, per l'anno 2021, le somme affidate all'agente di riscossione entro il 31 ottobre 2021 mediante la cosiddetta « compensazione straordinaria » con i crediti debitamente certificati, non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione per somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali. In particolare, la norma richiamata prevede che le disposizioni recate dall'articolo 12, comma 7- bis, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, come attuate dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2014, trovino applicazione anche per l'anno 2021. La validità della norma sulla « compensazione straordinaria » era stata estesa all'anno 2015 dall'articolo 1, comma 19, della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), al 2016 dall'articolo 1, comma 129, della legge di stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208), al 2017 dall'articolo 9- quater del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e al 2018 dall'articolo 12- bis del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla 9 agosto 2018, n. 96. In quest'ultimo caso, come chiarito dall'Agenzia delle entrate, diversamente dalle precedenti norme di estensione temporale della compensazione, la disciplina è stata resa immediatamente operativa, in quanto non è stato riprodotto il rinvio a un decreto ministeriale di attuazione, prevedendo che l'istituto si applicasse con le modalità indicate al citato decreto ministeriale 24 settembre 2014. Successivamente, l'articolo 37, comma 1- bis, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, aveva nuovamente esteso al 2019 e al 2020 l'applicazione delle disposizioni in argomento, con riferimento ai carichi affidati agli Agenti della riscossione entro il 31 ottobre 2019. Per effetto della norma approvata al Senato, come detto, è stata estesa ulteriormente la compensazione straordinaria delle cartelle esattoriali affidate all'agente di riscossione entro il 31 ottobre 2021. Con il presente disegno di legge si prevede di estendere e di rendere strutturale l'applicazione di tale disposizione, consentendo quindi la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della pubblica amministrazione, certificati a norma di legge, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato al momento della dichiarazione dei redditi. A tale fine, l'articolo 1 del presente disegno di legge apporta modifiche al comma 7- bis dell'articolo 12 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, eliminando il riferimento all'anno 2014 e rendendo, pertanto, la misura applicabile a regime (comma 1, lettera a) ) e rinviando alla normativa secondaria di attuazione già vigente (comma 1, lettera b) ). La seconda direttrice per contrastare la crisi di liquidità delle imprese è quella di favorire lo smobilizzo dei crediti vantati dalle stesse nei confronti della pubblica amministrazione. Per tale finalità le amministrazioni pubbliche certificano, su istanza del creditore, gli eventuali crediti relativi a somme dovute per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali (cosiddetti « crediti commerciali »). Il processo di certificazione è totalmente gratuito e gestito tramite la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze. L'articolo 2 del presente disegno di legge prevede la possibilità di ampliare, nell'ottica compensativa, l'ambito di applicazione della certificazione dei crediti commerciali vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni anche ai crediti fiscali derivanti da agevolazioni, detrazioni e da dichiarazioni per le imposte dirette e indirette.. 1 (Modifiche all'articolo 12 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9) 1 Al comma 7- bis dell'articolo 12 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, sono apportate le seguenti modificazioni: a le parole: « , nell'anno 2014, » sono soppresse; b è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Le disposizioni del presente comma si applicano in fase di liquidazione dell'imposta dovuta in base alla dichiarazione dei redditi, con le modalità previste dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2014 ». 2 (Certificazione dei crediti fiscali) 1 All'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 3-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 3 -bis a 3 -quater si applicano anche agli eventuali crediti di imposta derivanti da agevolazioni, detrazioni e dichiarazioni per le imposte dirette e indirette. Qualora le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, vantino dei crediti nei confronti del richiedente, la certificazione è resa al netto di tali somme. 3-sexies . Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono adottate le misure per l'attuazione del comma 3 -quinquies ».