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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 189 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,31). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 6 febbraio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sul Giorno del ricordo PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli senatori, nel pomeriggio di ieri ho partecipato, insieme al Presidente della Camera dei deputati, al Presidente del Consiglio dei ministri e ad altri rappresentanti del Governo, alle celebrazioni per il Giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata che si sono svolte proprio nella nostra Aula legislativa. Una cerimonia ricca di emozioni a cui hanno preso parte, oltre a diversi esuli, ai loro familiari, ai figli e ai nipoti delle vittime dei perseguitati, anche molti studenti provenienti da tutto il Paese; giovani attenti e sensibili, soprattutto curiosi di approfondire le ragioni, le dimensioni, la tragicità di quello che oggi sappiamo essere stato un genocidio di ferocia inaudita e la più grave strage di italiani compiuta in tempo di pace. Una verità per troppo tempo nascosta, taciuta, colpevolmente dimenticata dalle Istituzioni, dagli storici e dagli organi di informazione, condannata all'oblio da un inaccettabile negazionismo antistorico, antitaliano, antiumano. Una tragedia nazionale che, al pari delle guerre, dell'odio razziale, degli stermini di massa, ha annichilito ogni forma di umanità e di fronte alla quale la memoria rappresenta un'occasione di riscatto, l'occasione per rendere giustizia ai morti delle foibe, alle centinaia di migliaia di nostri connazionali strappati dalle loro terre e dalle loro famiglie, ai bambini e a tutti gli innocenti, vittime delle persecuzioni, dell'odio, dell'indifferenza. Studiare, quindi comprendere, ricordare, divulgare, tramandare ogni cosa, ogni pagina della nostra storia, anche quelle più dolorose e sciagurate. La memoria è la più grande ricchezza che possiamo lasciare alle nuove generazioni, a chi verrà dopo di noi. Una ricchezza che abbiamo il dovere di costruire con responsabilità e con onestà, senza veli o censure ideologiche. Un patrimonio di consapevolezza e di valori che sia di antidoto ad ogni forma di violenza o di intolleranza, che sia cardine di una società sempre più aperta e democratica, che sia fondamenta di un futuro sempre più pacifico, sempre più dialogante e libero. (Applausi). CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, le sue parole sono state così chiare, limpide e nette che francamente non voglio rischiare di rovinarle aggiungendo qualcosa. Voglio solo dire che sono lieto, come Presidente della Camera di allora, di aver lavorato affinché fosse approvata questa legge, che ci consegna il valore della memoria. Lei lo ha detto pochi minuti fa: la memoria è una cosa da coltivare assieme, perché la storia va conosciuta soprattutto per le giovani generazioni. Noi stiamo parlando, in questo caso, di centinaia di migliaia di italiani, vittime di una dura persecuzione, che hanno vissuto in quegli anni un doppio esilio: il primo dalla loro terra e il secondo, per molti versi ancora più difficile da sostenere, dalla memoria della propria Nazione. Il silenzio e le reticenze del passato sono stati finalmente cancellati e io dico che questo è un fatto che onora il Parlamento che istituì quella legge e tutti noi che partecipiamo a questa cerimonia. Voglio solo aggiungere, nel finale, una considerazione che riguarda le polemiche. Certo, noi sappiamo che la ricostruzione storica può portare polemiche, ma se noi utilizziamo i momenti di comune sentimento collettivo per fare delle polemiche, credo che perdiamo una grande occasione, un grande appuntamento che ci consegna, invece, l'obbligo morale di ricordare assieme, ciascuno con le proprie accentuazioni e con le proprie opinioni politiche, ma facendo maturare un sentiment collettivo, che è quello che dobbiamo trasmettere ai nostri giovani. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), PD e IV-P.S.I. Congratulazioni) . NENCINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi siamo finalmente nella condizione di poter scrivere una biografia della Nazione. Le Nazioni possono scrivere la loro biografia solo se c'è - come ricordava un grande storico francese, Renan - un comune sentire. Sulla storia delle foibe e degli italiani infoibati invece (e cade a pennello, come ricordava prima il presidente Casini, la Giornata del ricordo, in piedi dal 2004) è stata stesa una terribile coltre di silenzio. Anzi, le foibe rappresentano - cosa ancora peggiore - un esempio terribile di mutilazione della storia e della verità. La verità può essere manipolata storicamente soprattutto in tre modi e la vicenda delle foibe rappresenta una manipolazione perfetta di questo triangolo della verità. La verità può essere taciuta: abbiamo taciuto a lungo l'opportunismo del comunismo italiano di fronte all'eccidio titino. La verità può essere stravolta, ed è la seconda condizione, il secondo lato di questo triangolo: può essere stravolta per gettarla addosso a qualcun altro, per strumentalizzarla per fini politici; in questo caso, come talvolta è successo nella storia, per utilizzarla a fini nazionalisti. Poi c'è un terzo caso: la verità può essere anche profanata ed è il peggiore dei lati di questo triangolo. Può essere profanata quando proviamo a slegarla dal contesto storico in cui quella verità si è realizzata, ne dimentichiamo le radici, l'origine e l'identità, anche se rammentare le origini non vale a trarne una giustificazione. Trieste è una città di confine; per molti decenni è rimasta una città di confine e non una città di frontiera. La differenza è che le frontiere sono fatte per essere attraversate, i confini invece delimitano una storia insuperabile. Eppure, i confini servono a segnare le identità. Ciascuno di noi, senza identità, non avrebbe radici. Però spesso le identità inducono alla chiusura e la chiusura induce al nazionalismo. La verità delle foibe si può riassumere con una semplicissima lettura, senza per questo volerla sminuire: nel Ventennio l'oppressione fascista verso la minoranza slava; la riscossa jugoslava, sotto Tito e sotto l'insegna del totalitarismo titino, che fu terrificante; l'annessione di terre italiane, perché Fiume e l'Istria erano terre italiane; infoibati una quantità non ancora accertata per certo di italiani; 300.000 italiani in fuga, privati di nazionalità, privati dei diritti, ignorati e tacciati di essere stati fascisti (e molti casi non lo erano stati) e, se anche lo fossero stati, il loro essere politico non giustifica assolutamente quello che accadde. A me piace definirli, da storico, soltanto italiani, proprio come quella marca di biciclette che, non a caso, ha la sua origine in quelle terre e che è la Wilier. Wilier è l'acronimo di «Viva l'Italia libera e redenta» ed è la rappresentazione di una storia straordinaria e terribile di questa Italia. Noi dovremmo - e lo dico in chiusura, Presidente - fermarci al di là di ogni altra polemica, pregare i morti, chiedere perdono ai vivi e non utilizzare il passato per revocare e coltivare rivincite e, quel che ancora sarebbe peggio, per soffiare sul fuoco delle diversità. (Applausi dai Gruppi IV-P.S.I., PD e Aut (SVP-PATT. UV)) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, mi farò forza e non polemizzerò con l'oratore che mi ha preceduto, che, sia pure con parole garbate, offre qualche appiglio alle tesi negazioniste o riduzioniste, parlando di causa, effetto, di «quelli fecero quello» e di «quelli fecero quell'altro». In nessun caso e nei confronti di nessuno può essere considerato, non dico accettabile, ma immaginabile l'orrore che i comunisti titini riservarono agli italiani di qualunque idea politica e di qualunque appartenenza per il solo fatto di essere cittadini orgogliosi della loro Nazione e dalla loro Patria. (Applausi dai Gruppi FdI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Ieri sono stato - e ringrazio per questo la giunta di sinistra di Milano - all'inaugurazione del giardino per Norma Cossetto, una ragazza di ventidue anni che venne prima violentata, stuprata e poi gettata in una foiba. Ho conosciuto la sorella, anche lei adesso scomparsa, mentre all'inaugurazione erano presenti le nipoti. Ho avuto la fortuna di avere, negli anni, le informazioni e le notizie, assai prima che, nel 2004, durante il primo Governo Berlusconi, quando ero Capogruppo di Alleanza Nazionale, riuscissimo con il concorso non di tutti - sottolineo: non di tutti - ma di una larghissima maggioranza del Parlamento, a far approvare la legge del ricordo, che metteva fine alla parola «oblio». (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Quella legge chiudeva una parte di quel silenzio assordante che per motivi anche di puro opportunismo aveva coinvolto non solo i comunisti, caro collega. Sarebbe troppo facile: aveva coinvolto i comunisti, i democristiani, i socialisti, i repubblicani, tutti coloro che avevano governato in quegli anni, sennò sarebbe troppo facile. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Poiché ormai era scoperchiata la pentola e non si poteva più tacere, è iniziato e cresce anno dopo anno, Presidente, un tentativo riduzionista o addirittura negazionista: si arriva addirittura agli eccessi di uno scribacchino sedicente comico o vignettista, che insulta in maniera ignominiosa ancora oggi coloro che hanno pagato con la vita l'appartenenza all'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Si arriva ad avere, qui in un'Aula del Senato, un convegno negazionista, con il divieto per chi non è invitato di partecipare. Si arriva, in diversi Comuni, a negare le sale ad esuli di allora che vogliono ricordare il loro dramma. Sta crescendo. Ma io dico: se era diversa la verità, perché l'avete taciuta per sessant'anni? (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Se la verità è quella che oggi raccontate, caro senatore Nencini, perché non l'avete detto in questi sessant'anni? Che c'era di male? A causa corrisponde effetto. Ci sarà stato un motivo se stavate zitti a nascondere questo evento. Ebbene, per fortuna ci hanno pensato due Presidenti della Repubblica, dopo che noi di centrodestra avevamo ottenuto la Giornata del ricordo. Il primo è stato il presidente Ciampi, che ha dato la medaglia d'oro a Norma Cossetto che oggi qualcuno ancora, come «la Repubblica» di oggi, chiama "la fascista": una ragazza di ventidue anni stuprata e infoibata, senza che avesse alcuna appartenenza specifica. E se anche fosse stata fascista, sarebbe giustificato quello che le fecero? E non lo era nemmeno. Il secondo è il presidente Sergio Mattarella, che ieri ha messo a tacere qualunque ipotesi negazionista. (Applausi dai Gruppi FdI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Grazie, Presidente e grazie a quelle amministrazioni, anche di sinistra, che stanno facendo il loro dovere, ma c'è molto da fare ancora perché questa data, questa occasione sia ricordata, come altre che tutti insieme ricordiamo quando si tratta di bollare gli eccidi di qualunque tipo. C'è molta strada da fare, Presidente, affinché questa data sia una occasione di unità nazionale e mi appello a tutti voi perché questo, dall'anno prossimo, avvenga in maniera assai più corale di quanto anche quest'anno sia avvenuto. Credo che sia proprio questo ramo del Parlamento, per la sua consapevolezza e la sua storia, a poter fare il lavoro che occorre. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo linguistico «Montessori-Repetti» di Carrara, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Sul Giorno del ricordo ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, come è già stato ricordato da chi mi ha preceduto, il Giorno del ricordo è stato istituito a larghissima maggioranza nel 2004, una scelta importante e positiva, a risarcire dei silenzi, delle sottovalutazioni e delle analisi riduttive degli anni che ci stanno alle spalle. Voglio dire subito che è importante che tutti noi, al di là delle diverse posizioni politiche, riusciamo a dare valore a questa scelta e anche alla ricerca storica, che comunque deve andare avanti per fare fino in fondo piena luce su quella tragedia e ricomporre la memoria, troppo a lungo dispersa e negata. Da questo punto di vista, c'è una condanna netta precisa, senza se e senza ma, di questa tragedia; una vicinanza alle vittime, a tutte le vittime al di là della loro posizione politica; uno sforzo per capire le ragioni di quella tragica evenienza storica. Non ho nessuna incertezza nel condannare l'ex Jugoslavia del maresciallo Tito per la responsabilità di quella tragedia, senza nessuna giustificazione, perché quella tragedia non può essere giustificata in nessun altro modo e per nessun'altra ragione. Detto questo, mi interessa sottolineare la necessità di un approfondimento e della ricerca storica; per farlo, voglio provare a stare lontano - come merita questa celebrazione - da qualsiasi reticenza o strumentalizzazione politica, che rischierebbe di far entrare tutto in un frullatore e che renderebbe di non facile comprensione ciò che è accaduto. Se vogliamo che non accada mai più, deve essere chiara, attraverso quello sforzo di ricerca e di ricomposizione dell'unità nazionale, la capacità di comprenderne le ragioni. Allora non c'è bisogno di fare classifiche sui drammi e le tragedie, ma una cosa fu la Shoah, che significava annientare e cancellare un popolo, una cosa fu la strage delle foibe, figlia di un furore e di un odio non giustificabile per nessuna ragione; un'altra cosa ancora è condannare con nettezza e con chiarezza, senza mai sminuirla, la primaria responsabilità del nazifascismo, perché queste tragedie hanno origine nella vicenda della Seconda guerra mondiale. Ripeto: con determinazione vada avanti la ricerca storica, senza inutile propaganda, senza alcuna rimozione, con rigore e serietà. Questo è il servizio che dobbiamo alle nuove generazioni e per onorare le vittime di quella tragedia. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD e del senatore Di Marzio) . ROJC (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell'esodo forzato dalle loro terre, diffonderne la conoscenza presso i giovani attraverso la scuola e ogni presidio educativo rappresenta certamente un solo parziale risarcimento per i lunghi decenni durante i quali l'oblio e la rimozione erano l'indirizzo cui sia attenevano financo le istituzioni repubblicane. Le foibe furono troppo a lungo una parola che ha diviso e pesato sulla bilancia delle ideologie che nel Novecento hanno trafitto il cuore d'Europa e di cui la mia comunità nazionale, quella slovena, ha pagato un prezzo altissimo. Quelle voragini furono un delirio ideologico in cui non mancarono di insinuarsi le occasioni addirittura per regolare conti privati. Ogni guerra è sporca e queste vittime vanno considerate a tutti gli effetti vittime della Seconda guerra mondiale. In tempi in cui la parola d'ordine era «dimenticare», ci fu chi conservò la memoria: è merito anche dell'opera tenace e a lungo resa dalle associazioni degli esuli. Tante famiglie seppero silenziosamente ricostruirsi le loro vite, anche affermandosi nel mondo, spesso nelle nuove terre verso cui migrarono alla ricerca di miglior fortuna. Quella delle nostre madri e dei nostri padri fu la generazione di giovani senza gioventù, e fu la mia terra a pagare un prezzo altissimo: si legga ciò che racconta Marisa Madieri da esule istriana nel suo «Verde acqua», senza retorica e senza sentimenti di odio. Tanti rimasero a Trieste, che divenne la vera capitale morale dell'esodo. Sono segni tangibili di un clima nuovo, di una nuova consapevolezza che l'approvazione, a larghissima maggioranza, della legge istitutiva del Giorno del ricordo è venuta a suggellare. Vorrei guardare a quel momento come a una manifestazione di alta responsabilità politica in cui si è saputo e voluto guardare avanti, senza tuttavia dimenticare ciò che è stato per tutti. Sono atti istituzionali che la Repubblica italiana ha compiuto rendendo giustizia a un male subito. Credo che nella luce nuova e più limpida proiettata dall'Europa su quello che fu il confine orientale dovrebbe essere possibile auspicare una condivisione delle singole tragedie: tutti ebbero le loro vittime innocenti. E forse soffermarsi assieme su una dolorosa memoria sarà occasione di una ancora più stretta condivisione del futuro. Certo, capisco che per molti sia difficile sentire appelli di riconciliazione. Le esperienze vissute e le ferite individuali non sono freddi fatti storici né fasi oggettive da cui si possa prendere congedo con atti di volontà. Io, che non voglio perdere la speranza nel dono soggettivo della pacificazione interiore, mi inchino con rispetto a quanti hanno vissuto i soprusi, le violenze e l'esilio. (Applausi dai Gruppi PD, M5S, IV-P.S.I. e Misto) . Costruire un futuro migliore è un compito gravoso, di grande responsabilità. Chi parla di memoria e ricordi comprenda che le memorie non si possono condividere ma si devono rispettare perché nella guerra non ci sono vincitori e vinti; ci sono vittime, e meritano il rispetto del ricordo, non certo l'offesa di essere dimenticate. (Applausi dai Gruppi PD, M5S, IV-P.S.I., Aut (SVP-PATT, UV) e Misto) . MARIN (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ieri, nel Giorno del ricordo, ero presente alla foiba 149 di Monrupino. Cari colleghi senatori, in Friuli-Venezia Giulia, terra che rappresento qui in Senato, ogni pietra ha un grido, un lamento che non può essere svilito o, peggio ancora, dimenticato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Su queste terre si è consumato l'olocausto delle foibe per mano della ferocia dei titini jugoslavi, con la complicità dei comunisti italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FdI) . Ma al peggio, signori, non c'è mai fine. Ieri, infatti, mentre a Basovizza si celebrava il Giorno del ricordo, a Trieste, in pieno centro, uno sparuto gruppetto stava lì a sventolare bandiere e striscioni: sono apparsi come ratti nella notte. In Piazza della Borsa sventolavano bandiere straniere, la bandiera dell'ex Jugoslavia con la stella rossa, per protestare contro la cerimonia che si stava svolgendo a Basovizza per i martiri delle foibe. Tutto questo non può avere senso e non avrà mai senso se non accettiamo fino in fondo ciò che è accaduto in queste terre per mano titina dal 1943 al 1947, a guerra finita. A Trieste nei quaranta giorni di terrore a seguito dell'occupazione da parte delle milizie di Tito, migliaia di persone vennero infoibate (nuovo verbo) e i loro corpi si misurarono in volumi, in metri cubi: Basovizza ospitava 500 metri cubi di cadaveri, in pratica 2.500, più o meno. La loro unica colpa era quella di essere italiani della Venezia Giulia o della Dalmazia o solo quella di essere stati fedeli servitori delle istituzioni, come i finanzieri ed i carabinieri (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Le procedure dell'infoibamento le conoscete: si utilizzava filo di ferro e pochi proiettili per risparmiare piombo. L'eccidio degli italiani della Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia è stato il più deplorevole dopo l'Unità d'Italia. In quegli anni Stati, Governi e politici sono stati tutti complici dei carnefici e con la ridistribuzione dei confini sono stati la causa principale dell'esodo di 350.000 italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, costretti ad abbandonare i propri affetti, la propria terra, le proprie radici per diventare esuli del mondo, esiliati e svenduti proprio da coloro che invece avrebbero dovuto proteggerli. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . Per questo la Lega ha presentato un disegno di legge recante disposizioni concernenti la concessione dell'opzione di acquisto di beni del Demanio e del patrimonio pubblico dello Stato in favore dei titolari dei beni, dei diritti ed interessi abbandonati nei territori ceduti alla Jugoslavia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il leader del Partito comunista italiano Palmiro Togliatti, in una lettera a Vincenzo Bianco, suo uomo a Trieste, scrisse che quanta più parte dell'Italia sarebbe diventata Jugoslavia, più parte dell'Italia sarebbe stata libera. Così, in quei luoghi che fino a poco prima erano Italia, le proprietà venivano nazionalizzate e date a persone di etnia slava. Sono tantissime le testimonianze di quanto accaduto; so con certezza che molti di voi qui oggi le hanno ascoltate direttamente dai propri parenti, protagonisti di quelle drammatiche vicende. Nel testo che è stato presentato nel settembre lo scorso anno, un'importante risoluzione del Parlamento europeo ha acceso ancora una volta e ha fatto doverosamente luce sulla storia del Novecento, equiparando i crimini dei regimi comunisti a quelli del nazismo ed è per questo che il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione ha presentato una mozione per il ritiro della onorificenza conferita al maresciallo Tito dalla Repubblica Italiana. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . Personalmente sono convinta che la pacificazione possa fondarsi solo sul riconoscimento della sofferenza, rielaborando il passato per costruire positività. Proprio in tal senso, invito coloro che ancora cercano di trasformare questo capitolo di storia in una psicosi collettiva a venire a Basovizza o a Monrupino alla foiba 149 (non la terza), a inginocchiarsi e a chiedere scusa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio per le sue parole di oggi e per le parole che ieri, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni della Repubblica, ha pronunciato in quest'Aula. Signor Presidente, noi sapevamo, ma tanti, troppi, negavano. Andavamo in tanti, anche quarant'anni fa, sull'altipiano di Basovizza col tricolore, per rendere omaggio a quella storia. Nel dopoguerra, ci sono voluti trentacinque anni perché Basovizza fosse dichiarata monumento di interesse nazionale, nel 1980. Ci vollero quarantasei anni perché un Presidente della Repubblica, Cossiga, si inchinasse davanti ai morti di Basovizza, nel 1991. Ci vollero cinquantanove anni perché fosse approvata la legge istitutiva del Giorno del ricordo, nel 2004, e ci vollero quarantasette anni perché il monumento di Basovizza fosse dichiarato, nel 1992, monumento nazionale. Quanto ci vorrà perché scompaiano quelle «sacche di deprecabile negazionismo militante»? Sono parole di Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Ci vorranno altri decenni? Si imbrattano lapidi: ciò è grave, come altre scritte e altre lapidi imbrattate. L'indignazione, però, a volte scatta in maniera diversa. Abbiamo visto anche qualcuno che, a Lecce, ha parlato di «presunte foibe», parlando della già citata Norma Cossetto. Ringrazio il Comune di Roma, che oggi ha deciso, con un voto contrario, di cui mi meraviglio, di dare la cittadinanza onoraria di Roma a Norma Cossetto, ovviamente alla memoria. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Si tratta di una scelta saggia. Credo allora che si debba vincere l'indifferenza, anche della scuola, perché nelle scuole si deve dire di più (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) e lo dico salutando gli studenti e i docenti. Oggi la Commissione di vigilanza Rai ha deciso all'unanimità di chiedere al presidente Barachini, che siede in questa Assemblea come senatore, di scrivere una lettera al servizio pubblico radiotelevisivo, perché il minimalismo è stato esagerato: si parli anche in prima serata del giorno del ricordo e non su Rai Movie o su altri canali! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . La Commissione di vigilanza è stata unanime, oggi, nel chiedere al presidente Barachini di scrivere una lettera di sollecito alla Rai. Questa «sciagura nazionale» - così si è espresso Mattarella - chiede verità: verità sulle complicità nello sterminio e verità su capitoli da conoscere, come la strage di Vergarolla, che dovrebbe essere ricordata. Ricordiamo, come disse Mattarella, «tanti innocenti, colpevoli solo di essere italiani e di essere visti come un ostacolo al disegno di conquista territoriale e di egemonia rivoluzionaria del comunismo titoista». «L'aggressività» ha detto Mattarella, «del nuovo regime comunista» costrinse gli italiani «con il terrore e la persecuzione, ad abbandonare le proprie case, le proprie aziende, le proprie terre. Chi resisteva, chi si opponeva, chi non si integrava nel nuovo ordine totalitario» ha detto il Presidente della Repubblica «spariva, inghiottito nel nulla». Noi sapevamo e chi negava sapeva come noi. Ha detto ancora il Capo dello Stato che «il braccio violento del regime comunista si abbatteva furiosamente cancellando storia, diversità, pluralismo, convivenza, sotto una cupa cappa di omologazione e di terrore». Oggi ricordiamo anche le stragi di Porzûs e la strage di Malga Bala, ricordiamo il senatore Gigante, sindaco di Fiume, i cui resti, trovati qualche anno fa dalle associazioni dell'esodo, saranno inumati al Vittoriale, sabato prossimo, compiendo un'opera di pacificazione nazionale. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Iannone) . Ricordiamo tante cose, ma vogliamo anche ricordare le pietre del quartiere giuliano dalmata di Roma, che sono state messe per ricordare, con i nomi delle famiglie dell'esodo, storie e tragedie dei protagonisti dell'esodo, che a Roma, in Sardegna e in altre parti del mondo trovarono rifugio. Ci sono stati tanti storici, ma ne voglio ricordare uno, Giampaolo Pansa, che parlò dei "gendarmi della memoria": un giornalista coraggioso, di idee diverse rispetto a tanti di noi, ma che ha compiuto un'opera di ricerca e di storiografia. Questo vogliamo che si ricordi. Oggi, noi tutti sappiamo, tutti sanno, tutti conoscono e nessuno neghi mai più. È stato, quindi, con orgoglio e con onore che, anche ieri, a Basovizza, abbiamo reso omaggio a quelle vittime e siamo stati là in un sentimento condiviso, tra il consenso di tanti, perché era il nostro dovere ricordare quelle vittime, ricordare una pagina di storia, troppo a lungo strappata, che va fatta conoscere a tanti, anche oggi, da quest'Aula. La ringrazio, Presidente, per la sua iniziativa. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI. Congratulazioni) . NOCERINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NOCERINO (M5S) . Signor Presidente, anche io, come i colleghi che mi hanno preceduta, sono qui per condividere con quest'Assemblea l'importanza di una giornata come quella del ricordo, strumento preziosissimo per custodire, condividere e tramandare periodi ed episodi della nostra storia, che non possono e non devono essere dimenticati. Il ricordo non può, e non deve, essere cancellato. Va elaborato, interrogato, raccontato, portato alla luce e strappato all'oblio, perché anche le tragedie più terribili fanno parte della nostra storia e contribuiscono a formare la nostra identità. Conosciamo tutti il buio che per decenni è piombato sulle vittime delle foibe e sulla loro storia. Furono migliaia gli italiani dell'Istria, del Quarnaro e della Dalmazia che, già dopo l'8 settembre del 1943 e, successivamente, al termine della Seconda guerra mondiale, soffrirono violenze indescrivibili trovando, in molti, una morte atroce nelle foibe del Carso. La classe dirigente italiana di quei territori, ma anche chi non aveva nulla a che vedere con il nazifascismo, fu quasi interamente eliminata dalle truppe jugoslave, che avevano l'obiettivo di riconquistare quelle regioni per costruire un nuovo Paese. Furono milioni gli italiani costretti all'esilio per sfuggire alla terribile "caccia all'italiano" che si era diffusa, in un primo momento, come reazione alle violenze dell'occupazione nazifascista e della guerra, ma allargatasi, in seguito, ad una sorta di pulizia etnica. Non dimentichiamo anche le sofferenze che dovettero subire i profughi, costretti a lasciare le loro terre d'origine e che, una volta rientrati in Italia, furono anche oggetto in un primo momento di pregiudizi ed ostilità. Quello che è accaduto al confine italiano orientale assume una dimensione, se possibile, ancor più tragica per quello che è avvenuto dopo. Non solo l'aver subito l'infame dittatura nazifascista; non solo lo sterminio delle truppe di Tito; non solo l'esilio forzato dalla propria Patria: l'ultima offesa, l'oblio, il nemico da combattere. Ma un nemico ancora più grande è l'indifferenza, come ha sottolineato il nostro presidente Mattarella, perché significa aggiungere dolore a dolore, tragedia a tragedia. Per troppo tempo, questi fatti tragici sono stati erroneamente liquidati come complicazioni del confine orientale, ancor più inasprite dalla guerra. Questa è, prima di tutto, una tragedia che ha colpito il popolo italiano, ed è bene ricordare che la causa principale fu il nazionalismo esasperato di quel periodo storico. Quindi, la storia torna a farci pensare che sia pericoloso il nazionalismo da qualsiasi parte arrivi. Il nostro pensiero e ringraziamento va a tutti coloro che hanno combattuto negli anni per far riemergere la memoria e la verità sui massacri delle foibe. Rispettare i dolori, le sofferenze e i ricordi è l'unico modo di apprendere e di mettere in atto le lezioni che ci dà il passato e la nostra storia. Ovunque la luce della storia accende i suoi fari, porta con sé verità e giustizia. Ma, soprattutto, porta con sé il valore del ricordo, l'unico strumento capace di restituire un briciolo di pace a chi ha perso i propri familiari. L'unico strumento per restituire a tutti noi, la dignità della memoria condivisa. (Applausi dai Gruppi M5S e Aut (SVP-PATT, UV)) . Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Ha la parola il Presidente della 7 a Commissione permanente, senatore Pittoni, per riferire sui lavori della Commissione in ordine al disegno di legge n. 1664. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la Commissione non ha ancora concluso l'esame del disegno di legge n. 1664. L'esame in sede referente è stato avviato il 15 gennaio; si sono esaurite in Commissione tutte le fasi che precedono le votazioni degli emendamenti, compresa l'acquisizione dei prescritti pareri sul testo e sugli emendamenti presentati, fatta eccezione per un emendamento, sul quale il parere della Commissione bilancio è ancora sospeso. Nella seduta odierna sono state presentate riformulazioni di tre emendamenti, volte a superare la contrarietà che su di essi la Commissione bilancio ha espresso ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione; anche per tali riformulazioni si attende ora il parere della 5 a Commissione. Inoltre, la relatrice, senatrice Angrisani, ha preannunciato la presentazione di proposte di modifica. La Commissione ha pertanto bisogno di ulteriore tempo per concludere l'esame. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Pittoni, la discussione del disegno di legge n. 1664 è rinviata ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 12 febbraio 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 12 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 17,21) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Barboni, Bertacco, Bini, Bogo Deledda, Bongiorno, Bossi Umberto, Castaldi, Cattaneo, Ciriani, Crimi, D'Alfonso, De Poli, Di Piazza, Ferrazzi, Galliani, Giacobbe, Malpezzi, Margiotta, Marino, Merlo, Minuto, Misiani, Monti, Napolitano, Pacifico, Parrini, Petrenga, Rauti, Renzi, Romano, Santangelo, Segre, Sileri e Turco. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Ronzulli e Rossomando, per attività di rappresentanza del Senato. Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, variazioni nella composizione Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale la senatrice Sabrina Ricciardi, in sostituzione della senatrice Gabriella Di Girolamo, dimissionaria . Domande di autorizzazione a procedere in giudizio ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione, presentazione di relazioni A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, la senatrice Stefani ha presentato la relazione sulla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione nei confronti del senatore Matteo Salvini nella sua qualità di Ministro dell'interno pro tempore ( Doc . IV- bis , n. 2-A). Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Leone Cinzia, Granato Bianca Laura, Pavanelli Emma, Presutto Vincenzo, Botto Elena, Ferrara Gianluca, Piarulli Angela Anna Bruna, Donno Daniela, Lannutti Elio, Abate Rosa Silvana, Santangelo Vincenzo, Vanin Orietta, Di Nicola Primo, Pesco Daniele, Castellone Maria Domenica, Trentacoste Fabrizio, Lomuti Arnaldo, Garruti Vincenzo, Angrisani Luisa, De Lucia Danila, Corrado Margherita, Russo Loredana, Moronese Vilma, Drago Tiziana Carmela Rosaria, Mininno Cataldo, Di Girolamo Gabriella Disposizioni in materia di contrasto al linguaggio sessista nei media (1707) (presentato in data 06/02/2020); Regione Sicilia Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche montane in Sicilia (1708) (presentato in data 06/02/2020); senatori D'Alfonso Luciano, Mirabelli Franco, Ferrari Alan, Alfieri Alessandro, Parrini Dario, Astorre Bruno, Biti Caterina, Collina Stefano, Fedeli Valeria, Giacobbe Francesco, Iori Vanna, Laus Mauro Antonio Donato, Manca Daniele, Margiotta Salvatore, Nannicini Tommaso, Pittella Gianni, Rampi Roberto, Rojc Tatjana, Stefano Dario, Taricco Mino, Vattuone Vito, Verducci Francesco Modifiche agli articoli 134 e 141-bis del codice di procedura penale in materia di riproduzione audiovisiva degli atti del processo penale e delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari (1709) (presentato in data 10/02/2020); senatori Romeo Massimiliano, Calderoli Roberto, Augussori Luigi, Arrigoni Paolo, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Centinaio Gian Marco, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lucidi Stefano, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Stefani Erika, Tosato Paolo, Urraro Francesco, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Delega al Governo per l'elaborazione di un piano operativo e di un decalogo comportamentale rivolto agli studenti per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di terrorismo (1710) (presentato in data 11/02/2020); senatori Pillon Simone, Saponara Maria, Marin Raffaella Fiormaria, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Rufa Gianfranco, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Stefani Erika, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifiche al codice civile e al codice penale in materia di tutela della famiglia e dei minori, alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di affidamento dei minori, e al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, in materia di incompatibilità dei componenti privati del Tribunale per i minorenni, nonché istituzione dell'Osservatorio nazionale sulle comunità di tipo familiare (1711) (presentato in data 11/02/2020); senatori Siri Armando, Montani Enrico, Bagnai Alberto, Saviane Paolo, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Sbrana Rosellina, Stefani Erika, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni in materia di utilizzo ed erogazione del rapporto di conto corrente (1712) (presentato in data 11/02/2020); senatori Rufa Gianfranco, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Centinaio Gian Marco, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Stefani Erika, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni per la tutela delle persone affette da patologie oncologiche che necessitano di una parrucca (1713) (presentato in data 11/02/2020); senatori Romeo Massimiliano, Ostellari Andrea, Pillon Simone, Stefani Erika, Pellegrini Emanuele, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Pazzaglini Giuliano, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria (1714) (presentato in data 11/02/2020); senatori Castellone Maria Domenica, Marinello Gaspare Antonio, Pisani Giuseppe, Endrizzi Giovanni, Pirro Elisa, Mautone Raffaele, De Lucia Danila, Floridia Barbara, Angrisani Luisa, Donno Daniela, Mollame Francesco, Romano Iunio Valerio, La Mura Virginia, Gaudiano Felicia, Gallicchio Agnese, Di Girolamo Gabriella, Abate Rosa Silvana, Trentacoste Fabrizio, Maiorino Alessandra, Moronese Vilma, Granato Bianca Laura, Pavanelli Emma, D'Angelo Grazia, Montevecchi Michela, Lannutti Elio, Vanin Orietta Riforma del Sistema di emergenza sanitaria territoriale (118) (1715) (presentato in data 11/02/2020). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Bottici Laura ed altri Norme riguardanti il trasferimento al patrimonio disponibile e la successiva cessione a privati di aree demaniali nel comune di Chioggia (1149-B) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) S.1149 approvato dal Senato della Repubblica C.2152 approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati (assorbe C.2041) (assegnato in data 07/02/2020); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Fazzolari Giovanbattista ed altri Introduzione dell'obbligo di versamento anticipato, a titolo di deposito cauzionale, di una quota per la garanzia della solvibilità fiscale per le attività imprenditoriali esercitate da soggetti non appartenenti all'Unione europea (1298) previ pareri delle Commissioni 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/02/2020); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Lonardo Alessandrina ed altri Modifiche alla legge 10 marzo 2000, n. 62, in materia di finanziamento del sistema integrato scolastico (1363) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/02/2020); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Pittoni Mario ed altri Disposizioni in materia di percorsi abilitanti speciali per la scuola secondaria e percorsi di specializzazione per le attività di sostegno (1648) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/02/2020); Commissioni 3ª e 13ª riunite Sen. Fregolent Sonia ed altri Istituzione del Fondo di solidarietà internazionale per le risorse idriche del continente africano (1497) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/02/2020). In sede referente 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi ed altri Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Colombia per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatta a Roma il 26 gennaio 2018 (1701) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.1769 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 11/02/2020); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi ed altri Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, fatto a Kiev il 21 maggio 2003 (1702) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.1862 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 11/02/2020); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi ed altri Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia di assistenza giudiziaria in materia penale, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; c) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma il 16 dicembre 2016 (1703) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) C.1941 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 11/02/2020); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Pres. Consiglio Conte, Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Roma il 25 novembre 2009 (1704) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo) C.1956 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 11/02/2020); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi ed altri Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica orientale dell'Uruguay per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatta a Montevideo il 1° marzo 2019 (1705) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.1962 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 11/02/2020). Indagini conoscitive, annunzio La 12 a Commissione permanente è stata autorizzata a svolgere, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, un'indagine conoscitiva sulla qualità e quantità di cure, anche palliative, offerte nelle residenze sanitarie assistenziali, con particolare attenzione all'appropriata presa in carico dei pazienti affetti da demenza senile o Alzheimer. Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, con lettera in data 23 gennaio 2020, integrata da ulteriore documentazione pervenuta in data 7 febbraio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n. 4, come modificato dall'articolo 3- bis , del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12 - lo schema di decreto ministeriale recante disposizioni per l'indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell'etichetta delle carni suine trasformate (n. 159). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 9ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 2 marzo 2020. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 5 febbraio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, della legge 14 luglio 1993, n. 238 - lo schema di aggiornamento 2018-2019 al Contratto di programma - parte investimenti 2017-2021 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana S.p.A. (n. 160). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema è deferito alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 12 marzo 2020. Governo, trasmissione di atti per il parere. Ulteriore deferimento Lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/59/EURATOM, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 (n. 157), già assegnato - in data 31 gennaio 2020 - alla 12ª Commissione permanente, con osservazioni delle Commissioni 2ª, 5ª, 10ª, 11ª, 13ª e 14ª, è altresì assegnato alla 4ª Commissione permanente, che potrà formulare le proprie osservazioni alla 12ª Commissione entro il 1° marzo 2020. Governo, trasmissione di atti e documenti Con lettere in data 31 gennaio e 4 febbraio 2020 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Crotone, Casavatore (Napoli) e Recoaro Terme (Vicenza). Il Ministro dell'interno, con lettera in data 5 febbraio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121, dell'articolo 109 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, la relazione sull'attività delle Forze di polizia, sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata, relativa all'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc. XXXVIII, n. 2). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni. Programma di lavoro della Commissione 2020. Un'Unione più ambiziosa (COM(2020) 37 definitivo), a tutte le Commissioni permanenti; Raccomandazione di Decisione del Consiglio che autorizza l'avvio dei negoziati di un nuovo partenariato con il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (COM(2020) 35 definitivo), a tutte le Commissioni permanenti; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio: Relazione annuale sulle operazioni di aiuto umanitario finanziate dall'Unione europea nel 2018 (COM(2020) 6 definitivo), alla 1 a , alla 3 a , alla 4 a , alla 5 a , alla 7 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani; Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni sull'attuazione della Direttiva 2000/53/Ce relativa ai veicoli fuori uso per il periodo 2014-2017 (COM(2020) 33 definitivo), alla 8 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla posizione che dovrà essere assunta a nome dell'Unione europea nei comitati pertinenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite per quanto riguarda le proposte di modifica dei regolamenti UNECE nn. 10, 26, 28, 46, 48, 51, 55, 58, 59, 62, 79, 90, 106, 107, 110, 117, 121, 122, 128, 144, 148, 149, 150, 151 e 152, le proposte di modifica dei regolamenti tecnici mondiali (GTR) nn. 3, 6 e 16, la proposta di modifica della risoluzione consolidata R.E.5 e le proposte di autorizzazione per l'elaborazione di una modifica del GTR n. 6 e per l'elaborazione di un nuovo GTR sulla determinazione della potenza dei veicoli elettrici (COM(2020) 42 definitivo), alla 8 a , alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Dispiegamento del 5G sicuro - Attuazione del pacchetto di strumenti dell'UE (COM(2020) 50 definitivo), alla 1 a , alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Fondo di solidarietà dell'Unione europea - Relazione annuale 2017-2018 (COM(2020) 34 definitivo), alla 5 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'andamento delle spese del FEAGA Sistema d'allarme n. 11-12/2019 (COM(2020) 39 definitivo), alla 5 a e alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a . Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettere in data 7 febbraio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, due pareri: - in merito alle "Linee guida per i corsi di formazione per gli addetti alla notifica a mezzo posta degli atti giudiziari e delle violazioni del Codice della strada". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a , alla 7 a , alla 8 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 412); - in merito alle criticità concorrenziali derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 12, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (c.d. "Milleproroghe") modificative delle disposizioni della legge 4 agosto 2017, n. 124 (c.d. "Legge per la concorrenza") in materia di termini e modalità attuative dell'abrogazione della disciplina transitoria di fissazione dei prezzi di fornitura al dettaglio dei servizi di energia elettrica e gas. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a , alla 8 a , alla 10 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 413). Interrogazioni Atto n. 3-01367 CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il dibattito in corso presso la Commissione europea, relativo alla revoca temporanea delle concessioni EBA ( everything but arms ) alla Cambogia, a causa di violazioni sui diritti umani, civili e del lavoro, ha acceso un riflettore sulla necessità di imporre tali misure anche alle importazioni di riso, settore più volte all'attenzione della stessa Commissione europea poiché è al centro di pratiche riconducibili a forme di sfruttamento del lavoro; la Commissione europea ha infatti stilato un elenco di prodotti, dallo zucchero alle scarpe, sui quali applicare dazi di ingresso nell'Unione europea, che sarà oggetto di discussione a Bruxelles dal 12 febbraio 2020, giorno che segue la fine del periodo di un anno dall'apertura della procedura di indagine dell'Unione europea; Parlamento europeo e Consiglio hanno poi due mesi di tempo per dare il proprio parere prima dell'entrata in vigore definitiva delle tariffe doganali, prevista per il prossimo agosto 2020; soltanto nell'ultimo anno dalla Cambogia sono arrivati oltre 8 milioni di chili di riso, facendo del Paese asiatico il terzo esportatore in Italia dopo il Pakistan e la Thailandia, pur essendo da anni al centro di segnalazioni legate allo sfruttamento e all'accaparramento delle terre; è inaccettabile che si possano continuare a favorire con agevolazioni le importazioni di prodotti che derivano da forme di sfruttamento del lavoro e di violazione dei diritti umani universalmente riconosciuti e garantiti; tali scelte sono inoltre lesive della concorrenza e rischiano di inquinare il mercato con prodotti di indubbia qualità che sono il frutto del mancato rispetto delle regole in materia di sicurezza e di tutela della salute, del lavoro e dell'ambiente; l'Italia è il principale produttore di riso in Europa; su un'area di 220.000 ettari, 4.000 aziende agricole raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all'anno, pari a circa il 50 per cento dell'intera produzione UE, con Pavia che è la prima provincia risicola d'Europa. In questo territorio sono attive 1.500 aziende, le quali non possono sopravvivere ad una concorrenza basata sul mancato rispetto delle regole di mercato, si chiede di sapere: quali immediate iniziative il Ministro intenda adottare per difendere le produzioni di riso italiane e garantire che i consumatori abbiano a disposizione un prodotto sano e prodotto in Italia; quali misure compensative intenda adottare nei confronti delle aziende italiane attive nel settore risicolo, qualora dovessero essere confermate le scelte, a giudizio degli interroganti sbagliate, della Commissione europea di non estendere la revoca temporanea delle concessioni EBA alle importazioni di riso. Atto n. 3-01368 LOMUTI RICCARDI VANIN SANTILLO LUPO LANNUTTI FENU BUCCARELLA DESSI' LANZI DI NICOLA NATURALE TRENTACOSTE PELLEGRINI Marco DI GIROLAMO FLORIDIA Al Ministro dell'istruzione Premesso che: nel mese di dicembre 2018, i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'istruzione, dell'università e della ricerca hanno firmato un protocollo d'intesa sull'educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile nelle scuole, impegnandosi a collaborare nell'attuazione di un programma comune a favore delle scuole di ogni ordine e grado; con legge 20 agosto 2019, n. 92, entrata in vigore il 5 settembre 2019, è stato normato quanto previsto dal protocollo. A partire dall'anno scolastico 2020/2021, infatti, nelle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione sarà inserito l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, che comprende anche l'educazione ambientale; il progetto "ecologista" prevede circa 33 ore all'anno dedicate alla sostenibilità, alla crisi climatica, al riscaldamento globale oltre ad altre materie tradizionali, come geografia, matematica e fisica, che saranno studiate in una nuova prospettiva legata allo sviluppo sostenibile; il Ministro pro tempore Lorenzo Fioramonti aveva individuato quali consulenti per la formazione degli insegnanti esperti internazionali: Jeffrey D. Sachs (direttore dell'Harvard institute for international development) e Kate Raworth (università di Oxford e Cambridge); tuttavia, da un comunicato dell'associazione nazionale presidi (ANP), si apprende che il presidente Antonello Giannelli e il chief service & stakeolder relations officer Eni Claudio Granata hanno stipulato una convenzione attraverso la quale Eni e ANP organizzeranno in tutta Italia dei seminari sulle tematiche ambientali per affiancare le scuole e formare i docenti alla sostenibilità ambientale. In pratica, secondo tale accordo, esperti di Eni formeranno i docenti italiani di ogni ordine e grado su quattro tematiche ecologiche: bonifiche ambientali, cambiamento climatico, efficienza energetica e rifiuti; considerato che: secondo il "Climate accountability institute" le maggiori compagnie petrolifere hanno sfruttato incessantemente le riserve mondiali di petrolio, gas e carbone e sono responsabili di oltre un terzo di tutte le emissioni di gas serra registrate in oltre mezzo secolo. In base ai risultati di questa ricerca, pubblicati dal quotidiano inglese "The Guardian", esse hanno causato direttamente e indirettamente oltre il 35 per cento di tutte le emissioni globali di anidride carbonica e metano dal 1965 al 2017; il 15 gennaio 2020, Eni è stata anche multata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato per pubblicità ingannevole sul diesel green e, anche se l'azienda ricorrerà al Tar, rimane il fatto che il suo core business è incompatibile con un programma di educazione ambientale nelle scuole. Anzi, sarebbe anche incompatibile con gli obiettivi che si è posta l'Italia nell'ambito degli accordi di Parigi. Sul punto si ritiene paradossale che il nostro Paese, possessore una quota azionaria superiore al 30 per cento, detenendo quindi un controllo effettivo della società (normato anche attraverso la cosiddetta golden share ), non decida di giocare un ruolo strategico nella transizione verso un'Italia a zero emissioni chiamando in causa proprio un'azienda di punta sulla quale ha un innegabile potere di indirizzo; la compagnia petrolifera è oggetto di diverse importanti inchieste nel nostro Paese. A breve, infatti, la settima sezione del Tribunale di Milano esprimerà il verdetto di primo grado di quello che viene definito il "processo del secolo" che vede Shell ed Eni quali aziende accusate di corruzione internazionale: si tratta del famoso caso "Opl 245" che ruota attorno ad una presunta tangente da 1,092 miliardi di dollari pagata dalle aziende agli uomini dell'allora presidente della Nigeria Goodluck Jonathan, per aggiudicarsi la licenza esplorativa di uno dei giacimenti di petrolio più promettenti del Paese; il 6 novembre 2017, presso il Tribunale di Potenza, ha preso il via la fase dibattimentale del processo "Petrolgate" dopo che il giudice dell'udienza preliminare aveva rinviato a giudizio 47 persone e 10 società, tra le quali Eni, nell'ambito dell'inchiesta del 2016 sulle estrazioni di petrolio in Basilicata. Tra gli imputati, risultano due ex responsabili del distretto meridionale Eni ed altri dipendenti della compagnia petrolifera. L'inchiesta riguarda lo smaltimento degli scarti di produzione del centro oli di Viggiano (Potenza) e i lavori per la realizzazione del centro oli della Total a Corleto Perticara (Potenza). L'attività di estrazione petrolifera produce ingenti quantitativi di metildietanolammina e glicole trietilenico, sostanze inquinanti pericolose, che venivano invece qualificate, scrive la Direzione distrettuale antimafia, in maniera del tutto arbitraria come rifiuti non pericolosi. Tutto ciò ha permesso ai dirigenti Eni di far smaltire ingenti quantità di reflui a costi notevolmente inferiori; il 28 ottobre 2019 è iniziato, sempre presso il Tribunale di Potenza, un altro procedimento a carico della compagnia Eni, con la pesante accusa di disastro ambientale. Secondo gli inquirenti, alcuni vertici della compagnia, pur avendo consapevolezza sin dal 2012 di un'importante perdita di greggio da uno dei serbatoi del centro oli di Viggiano, non avrebbero detto nulla né posto in essere le condotte necessarie ad evitare il disastro ambientale. Fatto accertato solo a febbraio 2017 e consistente nella compromissione della qualità delle acque superficiali e sotterranee all'interno e all'esterno del centro oli di Viggiano e ancora nella compromissione di suolo e sottosuolo. In 16 anni, in Basilicata, precisamente nella val d'Agri, sono stati contaminati 16.000 metri quadri su un'area di 180.000 metri quadrati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto; se, stanti le responsabilità non irrilevanti proprio sui temi che riguardano l'attività di insegnamento, come i cambiamenti climatici e i territori da bonificare, ritenga giustificata l'attività di Eni in un un ruolo chiave del percorso formativo o se invece tale compito non debba essere svolto da soggetti terzi, rappresentanti di interessi collettivi; quali eventuali azioni intenda porre in essere in merito. Atto n. 3-01369 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: con decreto del direttore generale del personale del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali n. 2144 del 30 ottobre 2012 è stata approvata la graduatoria relativa all'ultimo concorso svolto per dirigenti amministrativi, il cui scorrimento può, ad oggi, essere effettuato fino al 30 settembre 2020; il Governo ha dichiarato che il ricorso allo scorrimento delle graduatorie riduce i costi legati allo svolgimento di concorsi, accelera i tempi del ricambio generazionale e tiene nel debito conto le legittime aspettative di tutti quei candidati che, dopo aver affrontato, e superato, le ardue prove di concorsi pubblici, si trovano ora in posizione di idonei nelle graduatorie; non risulta che il Ministero abbia attuato proprie iniziative per favorire lo scorrimento della graduatoria del 2012. Anzi, nella Gazzetta Ufficiale del 3 settembre 2019 è stato pubblicato un bando per il reclutamento di 4 dirigenti, da destinare all'Ispettorato centrale repressione frodi, nonostante fosse vigente la graduatoria approvata con il richiamato decreto n. 2144/2012; per partecipare al bando del 2019 non sono richiesti alcun requisito o formazione particolare, se non il generico possesso di una laurea, senza alcuna altra specificazione, e le materie oggetto delle prove sono sostanzialmente sovrapponibili a quelle delle prove sostenute dagli idonei della graduatoria del 2012; nonostante ciò il Ministero ha proceduto il 4 febbraio 2020 a confermare lo svolgimento della prova preselettiva dei candidati al concorso del 2019 a 4 dirigenti, che si svolgerà il 26 febbraio 2020; non si comprendono le motivazioni che hanno indotto ad attivare una nuova procedura selettiva, con maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato e tempistiche più lunghe; risultano oggi vacanti, tra gli altri, numerosi posti dirigenziali in diverse amministrazioni pubbliche centrali e locali, che, oltre a disposizioni speciali e autorizzazioni già concesse, possono essere coperti nell'anno 2020 in virtù delle previsioni dell'articolo 3, commi 1 e 4, della legge n. 56 del 2019, anche attraverso lo scorrimento di graduatorie delle medesime amministrazioni o, in mancanza, di altre amministrazioni, mediante accordi ex articolo 3, comma 61, della legge n. 350 del 2003; consolidata giurisprudenza, tra cui la fondamentale sentenza del Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 23 luglio 2011, n. 14, stabilisce il generale favore per lo scorrimento delle graduatorie, prima di indire un nuovo concorso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di sospendere o revocare il bando del 2019 per il reclutamento di 4 dirigenti, da destinare all'ICQRF, e assumere i dirigenti dalla graduatoria del 2012 già disponibile, in coerenza con la normativa, la giurisprudenza e con quanto dichiarato dal Governo, con ciò riducendo gli oneri a carico dello Stato, i tempi di reclutamento e riconoscendo, in tempo utile, le legittime aspettative dei candidati collocatisi idonei nella graduatoria stessa; se abbia già attivato le necessarie procedure, compresa la predisposizione del piano dei fabbisogni del personale, per la copertura delle posizioni vacanti, anche dirigenziali, con ciò favorendo il necessario e rapido ricambio generazionale, a livello dirigenziale e non, anche attraverso lo scorrimento della graduatoria del 2012; se non ritenga di inviare un'apposita comunicazione alle altre pubbliche amministrazioni, comprese quelle già autorizzate alle assunzioni, relativamente alla disponibilità di idonei nella graduatoria del 2012, così da favorirne lo scorrimento. Atto n. 3-01371 D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: dalla stampa locale emerge che il consorzio CEPAV 2, incaricato per la costruzione della tratta ferroviaria ad alta velocità Brescia - Verona avrebbe interrotto i rapporti con la società ANCAP SpA con sede in Sommacampagna (Verona); il plesso industriale della ANCAP insiste sul futuro tracciato ferroviario da realizzare a supporto dell'alta velocità Brescia - Verona; un accordo raggiunto con la società veronese stabiliva che il consorzio avrebbe dovuto farsi carico del trasferimento del complesso aziendale in altra località in un periodo antecedente all'inizio dei lavori infrastrutturali in modo da garantire la continuità dell'operatività; la prescrizione è contenuta nella deliberazione 5 dicembre 2003 del Comitato interministeriale per la programmazione economica pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 132 dell'8 giugno 2004; in particolare, la delibera stabilisce: nell'Allegato A alla delibera CIPE, "Prescrizioni e raccomandazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - PARTE I"; al punto 2.4. Affiancamento alla linea storica tra Sona e Sommacampagna, si prescrive che il soggetto aggiudicatore sviluppi il progetto definitivo con un tracciato in affiancamento a sud della linea storica esistente, quest'ultima restando invariata, previa verifica dei diritti di terzi interessati allo spostamento del tracciato, come richiesto nella lettera 8343/45.01 dell'11 agosto 2003 della Giunta regionale - Regione Veneto, ed alla risoluzione delle interferenze; il soggetto aggiudicatore provvederà al mantenimento dell'attività produttiva della ditta ANCAP assicurandone la tempestiva rilocalizzazione in anticipo rispetto al programma dei lavori depositato; nell'Allegato B - "Attività da avviare in via anticipata proposte dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti"; al punto 2. Attività necessarie ad assicurare la realizzazione dei lavori nei tempi definiti nel progetto preliminare, ottemperando alle prescrizioni espresse dagli enti e positivamente valutate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; tenuto conto delle prescrizioni espresse dalle regioni Lombardia e Veneto, dal Ministero dell'ambiente e dai soggetti gestori di alcune infrastrutture (ANAS e Autostrada Serenissima) in sede di istruttoria del progetto preliminare si valuta necessario che il soggetto aggiudicatore sia posto nelle condizioni di adempiere a tali prescrizioni e di organizzare conseguentemente le proprie attività senza incidere sulla data di consegna finale della tratta. Le attività di seguito elencate saranno svolte in anticipo rispetto alla data di avvio dei lavori indicata nel programma temporale dell'opera: attività necessarie per consentire la rilocalizzazione delle attività produttive in essere nello stabilimento industriale ANCAP posto nel territorio di Sona (Verona) e di quelli posti nel territorio di Capriano al Colle e Flero (Brescia), al fine di consentirne il mantenimento in esercizio; ulteriore prescrizione è contenuta nella delibera n. 42 del 10 luglio 2017 del Comitato Interministeriale per la programmazione economica pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2018: allegato I - Prescrizioni Parte Prima - punto 240: delocalizzare la società ANCAP su una nuova area ubicata nel Comune di Sona come indicato nella lettera della Provincia di Verona prot. 2082 del 12 gennaio 2015; il trasferimento di cui si sarebbe dovuto occupare il consorzio Cepav 2, quindi, è strettamente funzionale al mantenimento dell'occupazione, della capacità produttiva e delle quote di mercato attualmente raggiunte. Da qualche mese i lavori preliminari sono stati avviati, anche in prossimità dell'azienda e, benché l'accordo stabilisca che il trasferimento si sarebbe dovuto svolgere prima dell'inizio dei lavori dell'alta velocità, la ANCAP SpA non solo non riesce ad avere interlocuzioni, ma lamenta anche il fatto di non essere stata neanche avvertita, si chiede di conoscere: se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti esposti in premessa; quali siano le ragioni e le problematiche che non hanno consentito la realizzazione dei passaggi stabiliti nell'accordo; se il Ministro possa fornire ogni altro elemento di conoscenza utile per la valutazione del contesto segnalato, finalizzata alle eventuali decisioni da assumere. Atto n. 3-01372 GARAVINI CUCCA Ai Ministri della giustizia, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per gli affari europei Premesso che: Eurojust è un organismo fondamentale nella costruzione di una Europa attenta ai diritti di tutti gli Stati ed in grado di colpire tutte le forme di criminalità transnazionale, che mettono in pericolo la civile convivenza ed i valori su cui sono fondate le comunità nazionali; l'Italia, specie negli ultimi anni, ha contribuito con professionalità di alto livello a questo organismo, esprimendo anche l'attuale a vice Presidenza. L'ufficio italiano di Eurojust si segnala come eccellenza all'interno dell'Agenzia ed attualmente contribuisce, da solo, per oltre un quinto dell'operatività complessiva dell'organismo; nel 2019 Eurojust ha trattato oltre 8.000 procedure per supportare le autorità giudiziarie di tutti i Paesi membri nelle indagini e nei procedimenti penali contro forme gravi di criminalità organizzata e per reati di terrorismo, con un aumento del 17 per cento rispetto ai casi trattati nel 2018; nella proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea per gli anni a venire, è ipotizzato un drastico taglio delle risorse per l'Agenzia, che verrebbero portate da 45 milioni di euro, di cui al bilancio per 2020, a 33 milioni di euro per il 2022; tale riduzione determinerebbe un pesante vulnus all'efficienza dell'Agenzia, che si vedrebbe costretta persino a declinare le richieste di supporto avanzate dalle autorità nazionali, determinando un vantaggio per le forme più gravi di criminalità; il varo della nuova Procura europea non deve avvenire riducendo l'efficacia degli strumenti esistenti, ma potenziandoli, si chiede di sapere quali strumenti i Ministri in indirizzo intendano mettere in campo, anche in sede di Consiglio europeo, per ottenere una modifica delle previsioni del prossimo ciclo finanziario dell'Unione, affinché l'Agenzia continui a ricevere il supporto finanziario dell'UE, essenziale per garantire l'assolvimento delle sue delicate funzioni nella lotta al crimine transnazionale, alle mafie di ogni specie ed al terrorismo internazionale. Atto n. 3-01373 IANNONE Al Ministro per la pubblica amministrazione Atto n. 3-01374 MANTOVANI CASTALDI RICCARDI LANNUTTI RICCIARDI FEDE MONTEVECCHI GALLICCHIO VANIN NATURALE CORRADO ANGRISANI DONNO CASTELLONE MOLLAME PRESUTTO Al Ministro per la pubblica amministrazione Atto n. 3-01375 BERUTTI Al Ministro dell'interno Premesso che: da recenti notizie riportate dagli organi di informazione, si è appreso che nell'ambito della definizione di un piano nazionale di riorganizzazione della specialità della Polizia stradale è prevista la chiusura sul territorio nazionale di sei presidi di Polizia stradale; dei presidi che sarebbero destinati alla chiusura, tre sono in Piemonte e in particolare nei comuni di Borgomanero (Novara), Ceva (Cuneo) e Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola); tale previsione lascerebbe completamente priva dell'adeguato controllo una porzione significativa di territorio su tre province nelle quali sono note le esigenze di servizio da parte della Polizia stradale per la presenza di numerose infrastrutture viabili, siti produttivi e un flusso di traffico notevole; in un orizzonte programmatorio, risultata del tutto incomprensibile come la metà dei tagli previsti a livello nazionale possa essere effettuato su un'unica regione, che necessita peraltro di puntuali interventi per il rafforzamento delle infrastrutture presidiate anche dalla Polizia stradale, si chiede di sapere: se risultino al Ministro in indirizzo le chiusure dei presidi descritte; con quali provvedimenti esse siano state previste, quale sia stato l' iter che ha condotto a tali decisioni e in base a quali dati esse trovino giustificazione; nonché quale sia attualmente lo stato dell'organico della Polizia stradale e la dislocazione dei presidi a livello nazionale con particolare riferimento ai fabbisogni previsti. Atto n. 3-01376 CENTINAIO RIPAMONTI PIANASSO MARTI PISANI Pietro Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: l'emergenza legata alla diffusione dell'influenza da "coronavirus" potrebbe avere un impatto molto serio sul sistema turistico italiano, già a partire dalle conseguenze attese per la sospensione dei collegamenti aerei con la Repubblica popolare cinese fino al prossimo 28 aprile; nel 2020, anno peraltro della cultura e del turismo tra Italia e Cina, in cui i flussi turistici sarebbero stati certamente superiori al passato, si presume che le perdite dirette per il settore saranno di oltre un miliardo di euro, con una perdita di oltre 6 milioni di presenze; la stima della Banca d'Italia, riferita ai dati del 2018, evidenzia che la spesa del turista cinese è di circa 151 euro al giorno e, nello stesso anno, secondo l'Istat sono state 414.000 le presenze di turisti cinesi negli esercizi ricettivi italiani; quanto detto fa ritenere che l'Italia, in questi primi tre mesi, perderà più di 204 milioni di euro, su un giro di affari che si attesta intorno agli 800 milioni di euro; le regioni più colpite risulterebbero il Veneto, la Lombardia, la Toscana e il Lazio, che, insieme, realizzano oltre l'80 per cento dei pernottamenti dei turisti cinesi; l'impatto atteso sarebbe molto più alto se rapportato ai flussi di turisti interni provenienti da altri Paesi; in questo caso si stima che la contrazione della spesa turistica salirebbe a circa 4,5 miliardi di euro, per effetto della rinuncia a viaggiare per ridurre le probabilità di un eventuale contagio. Le proiezioni interessano principalmente i Paesi che hanno fatto registrare casi confermati di coronavirus: Germania, Stati Uniti, Giappone, in primo luogo, ma anche Francia e Regno Unito, per una perdita di circa 13 milioni di presenze; a preoccupare gli operatori del settore sono anche le prospettive future. Il turismo cinese nel nostro Paese è in costante crescita. Un'indagine condotta da Cna Turismo nel 2018 prevedeva un incremento del 33 per cento in tre anni dei turisti provenienti dalla Cina; è evidente come l'attuale situazione di emergenza possa mettere in crisi l'intero settore turistico italiano e il suo indotto, ad iniziare dal commercio, con gravi ripercussioni sull'economia del Paese; il settore turistico italiano è già duramente provato dagli accadimenti degli ultimi tempi: il fallimento della Thomas Cook è certamente il caso più drammatico, che ha fatto registrare una grave perdita di fatturato per il settore alberghiero italiano che, solo in termini di mancati pagamenti, ammonta ad oltre 100 milioni di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente adottare misure concrete ed efficaci di supporto al settore alberghiero, anche ipotizzando, attraverso lo strumento della decretazione di urgenza, di indirizzare, per un periodo di 12 mesi, quota parte delle risorse ricavate dalla tassa di soggiorno a compensazione dei danni subiti dalle aziende medesime per contrastare gli effetti del fallimento di Thomas Cook, prima, e adesso dell'emergenza legata alla diffusione dell'epidemia da "coronavirus". Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01370 PAROLI TOFFANIN Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), ai commi 458, 459 e 460 autorizza l'Inps a stipulare convenzioni prorogabili, per il conferimento di incarichi di 35 ore settimanali per 820 medici, chiamati a sostituire i dipendenti andati in pensione, per svolgerne le medesime funzioni, inseriti quindi stabilmente nell'organizzazione dell'attività lavorativa dell'Istituto previdenziale con evidenza di subordinazione gerarchica, che con la propria attività, contribuiranno a determinare gli incentivi dei dipendenti stessi; l'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al comma 5- bis stabilisce che: "È fatto divieto alle amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. I contratti posti in essere in violazione del presente comma sono nulli e determinano responsabilità erariale. I dirigenti che operano in violazione delle disposizioni del presente comma sono, altresì, responsabili ai sensi dell'articolo 21 e ad essi non può essere erogata la retribuzione di risultato. Resta fermo che la disposizione di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, non si applica alle pubbliche amministrazioni"; lo stesso articolo 7, al comma 6, stabilisce che: "Fermo restando quanto previsto dal comma 5-bis, per specifiche esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, possono conferire esclusivamente incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria in presenza dei seguenti presupposti di liceità", ed alla lettera c) che "la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata, non è ammesso il rinnovo: l'eventuale proroga del contratto originario è consentita in via eccezionale al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore"; la medicina fiscale rientra nelle attività previdenziali ma, a differenza di tutte le altre attività previdenziali ed assistenziali affidate all'INPS, è disciplinata da leggi speciali: il decreto-legge 13 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, che ha istituito le liste speciali dei medici fiscali, i successivi decreti ministeriali 18 aprile 1996, 12 ottobre 2000 e 8 maggio 2008 che hanno definito la disciplina della medicina fiscale ed il rapporto di collaborazione dei medici fiscali, la legge cosiddetta blocca-liste/priorità, articolo 4, comma 10- bis , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, come modificato dall'articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ha trasformato le liste speciali in liste speciali ad esaurimento con priorità di servizio, il decreto legislativo n. 75 del 2017, Riforma Madia, Polo unico della medicina fiscale, e l'atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni dei medici fiscali, decreto ministeriale 2 agosto 2017, che hanno uniformato il servizio di accertamento fiscale del settore pubblico e privato e che prevedono esclusivamente i medici fiscali per i quali è richiesto un ruolo di terzietà a tutela della salute dei lavoratori, e quindi non possono essere fidelizzati e inseriti nell'asseto organizzativo dell'Istituto come i medici convenzionati esterni; la riforma Madia ha assegnato all'INPS l'organizzazione degli accertamenti medico-legali sugli assenti per malattia, ma ha ribadito l'autonomia libero-professionale del medico fiscale, che è un pubblico ufficiale che opera per conto dello Stato, secondo direttive ministeriali; nella nota di variazioni 2020-2022 bilancio per azioni, al capitolo "Accertamenti medico legali sulle assenze dei dipendenti pubblici" nel totale previsioni integrato 2021-2022, alle risorse stanziate per il convenzionamento degli 820 medici esterni, pari a 7,2 milioni di euro, sono state accomunate le risorse, pari a 50 milioni di euro, stanziate con la Riforma Madia per combattere l'assenteismo, vincolate alle visite fiscali da effettuarsi esclusivamente dai medici fiscali, di cui all'atto di indirizzo, decreto ministeriale 2 agosto 2017, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga non conforme alla disciplina vigente quanto previsto dall'articolo 1, commi 458, 459 e 460, della legge 27 dicembre 2019, n.160 (legge di bilancio per il 2020), che autorizza l'INPS a stipulare convenzioni prorogabili per rapporti di lavoro di fatto subordinati, finalizzati alla sostituzione dei dipendenti andati in pensione, e quindi non per uno specifico progetto, anziché regolari concorsi di assunzione, nonostante quanto disposto dalla normativa italiana ed europea sui rapporti di lavoro; se ai sensi di quanto previsto nei commi citati e con la nota di variazione 2020-2022-bilancio per azioni, s'intenda autorizzare l'INPS all'utilizzo delle risorse stanziate dalla riforma Madia, pari a 50 milioni di euro, e vincolate alle visite fiscali che devono essere svolte in via esclusiva dai medici fiscali, in modo improprio nel settore dell'invalidità civile, dove sono previsti incentivi, autorizzando i medici convenzionati esterni allo svolgimento delle visite fiscali, nonostante siano incompatibili e non rientrino nella Riforma Madia, con conseguente rischio di depotenziamento del servizio e danno erariale, e in caso contrario come intenda operare al fine di evitare arbitrarie interpretazioni dell'articolo 1 e della nota di variazione nel futuro atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni dei medici convenzionati esterni. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02871 DE VECCHIS Ai Ministri dello sviluppo economico, della difesa e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: negli ultimi anni la Thales Alenia Space, la maggiore società produttrice di satelliti in Europa, presente in Italia sin dal 1988 e specializzata nei settori della sicurezza, dei trasporti, della difesa, dell'aerospazio e dello spazio, sta vivendo una situazione di difficoltà determinata da una forte compressione del mercato aerospaziale; Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67 per cento) e Leonardo (33 per cento), opera in Italia attraverso Thales Alenia Space Italia e conta circa 2.300 addetti dislocati presso i siti di Milano, Torino, Roma e L'Aquila; nell'ultimo decennio, il settore dei satelliti per telecomunicazioni ha vissuto una drastica contrazione, come denota il fatto che nel 2010 furono ordinati ben 29 satelliti, mentre nel 2018 il numero è sceso sino a 9; la situazione è aggravata dalle recenti vicende interne al gruppo, a motivo delle scelte operate dalla dirigenza francese, che hanno condotto ad alcuni licenziamenti individuali, senza che il gruppo dirigente italiano di Thales Alenia Space Italia abbia opposto alcuna resistenza; nei giorni scorsi è stata organizzata una manifestazione davanti alla sede romana dell'azienda, al fine di manifestare solidarietà ai dipendenti licenziati; all'iniziativa di protesta hanno preso parte anche diversi ingegneri e tecnici, sventolando tricolori e bandiere italiane proprio per rimarcare il fatto che l'azienda è anche italiana, in virtù della joint venture avviata tra il gruppo Thales e il gruppo Leonardo; è del tutto evidente che, ancora una volta, un'azienda straniera scende in Italia, non con l'intento di collaborare, ma di determinarne le sorti in modo autoreferenziale, in questo caso in un settore strategico anche per la difesa, quale quello aerospaziale, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo stiano valutando di assumere, al fine di salvaguardare i posti di lavoro degli operatori di Thales Alenia Space Italia e porre un argine ad operazioni industriali mascherate da accordi, in modo da tornare ad avere autonomia sotto il profilo gestionale delle aziende di eccellenza con profili di interesse pubblico, come la Thales Alenia Space, per un vero rilancio aziendale e industriale. Atto n. 4-02872 AIMI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 3 febbraio 2020, l'Alta Corte del Sindh ha deciso per la validità del matrimonio di una 14enne cristiana, Huma Younous, con il suo rapitore di religione musulmana. Si è trattato del primo caso arrivato in tribunale grazie ad "Aiuto alla Chiesa che soffre": i giudici del Pakistan, tuttavia, hanno deciso in base alla legge della sharia e non alla legge formale, che vieta il matrimonio con minorenni; in altre parole, il riferimento normativo non è stato il "Child marriage restraint act", la legge che vieta i matrimoni con minori entrata in vigore nel 2014 nella provincia del Sindh e finora mai applicata. L'avvocato della ragazza, Tabassum Yousaf, in tale circostanza ha dichiarato: "Evidentemente in Pakistan queste leggi vengono formulate e approvate soltanto per accreditare il Paese agli occhi della comunità internazionale, chiedere fondi per lo sviluppo e commerciare gratuitamente i prodotti pakistani nel mercato europeo"; Huma era stata rapita il 10 ottobre a Karachi, capitale del Sindh, da un gruppo di adulti musulmani e poi "presa in moglie" da un uomo chiamato Jabbar. Al processo la giovane, ancora sequestrata dal "marito", non si è potuta presentare; è evidente che tale sentenza costituisce un precedente pericolosissimo sul fronte della tutela dei minori e delle donne in Paesi che, solo in apparenza, sembrano voler operare una transizione positiva verso la democrazia e verso il riconoscimento dei diritti umani. Ogni anno, come riportano fonti di stampa, sono oltre mille le ragazze, cristiane e indù, che vengono rapite, violentate, costrette a convertirsi all'Islam e a sposare un musulmano; a parere dell'interrogante, occorre adottare iniziative urgenti e non più rinviabili per mettere il Pakistan di fronte alle proprie responsabilità: tra queste, la sospensione degli aiuti allo sviluppo o del sistema tariffario agevolato grazie al quale il Paese può commerciare con l'Europa in condizioni di favore, si chiede di sapere: quale sia la posizione del Governo in merito alle gravissime vicende esposte; quali iniziative di carattere normativo si intenda assumere, affinché cessino tali barbarie; quali azioni si intenda mettere in campo per condannare definitivamente l'applicazione della sharia nei Paesi come il Pakistan dove le leggi laiche e democratiche vengono sistematicamente superate; in che modo il Governo intenda agire per rivendicare con fermezza il rispetto dei diritti umani universalmente riconosciuti in quei Paesi con i quali l'Italia intrattiene rapporti commerciali ed economici; se in Italia sia monitorato il fenomeno delle spose bambine, se esistano report ufficiali al riguardo o se si intenda promuovere tali indagini, anche al fine di intensificare i controlli e mettere in campo azioni a tutela delle vittime. Atto n. 4-02873 IWOBI CENTINAIO ARRIGONI VESCOVI LUCIDI PELLEGRINI Emanuele CANDURA MALAN Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e della salute Premesso che: per cercare di contenere nuove infezioni da coronavirus le autorità italiane hanno sospeso i collegamenti con la Repubblica popolare cinese; su disposizione del Ministro della salute l'Enac ha provveduto a sospendere tutti i collegamenti aerei tra l'Italia e la Cina fino al 28 aprile 2020; l'Enac ha esteso arbitrariamente tale divieto, oltre a Hong Kong e a Macao, anche alla Repubblica di Cina (Taiwan), non avendo il Ministro della salute fatto comunicazione in merito e nella consapevolezza che Taiwan è un'entità territoriale con propria personalità giuridica internazionale diversa dalla Repubblica popolare cinese come specificato in una nota, dell'ottobre 2009, dal capo dell'unità per il contenzioso diplomatico; Taiwan non è una provincia cinese ma è un Paese con una propria sovranità e un proprio Governo democraticamente eletto; dal 2011 i cittadini taiwanesi entrano nei Paesi dell'Unione europea senza visto per soggiorni entro i 90 giorni, e tale esenzione vale anche per i cittadini dei Paesi dell'Unione europea che si recano a Taiwan e, inoltre, il passaporto taiwanese è esentato di visto da oltre 140 Paesi del mondo, a differenza di quello della Cina continentale esente per solamente 70 Paesi; dal 2012 anche gli Stati Uniti d'America hanno abolito il visto d'ingresso per i cittadini di Taiwan, che è divenuta così il quinto Paese asiatico a cui Washington ha concesso questa importante liberalizzazione; la sospensione è stata decisa verso Taiwan, che presenta solo un caso in più della Germania o di altri Paesi europei; mentre per altri Paesi limitrofi alla Cina continentale, con casi accertati di contagi da coronavirus molto superiori, non è stata presa nessuna assicurazione; il numero di casi di coronavirus registrati a Taiwan è uguale alla Germania (10) e inferiore all'Australia (12), e i voli per questi due Paesi continuano regolarmente; Taiwan è una libera democrazia di quasi 24 milioni di cittadini che godono di tutti i diritti politici, civili, religiosi e sociali. A livello economico il Paese si colloca al 22° posto nel mondo, al 18° posto come volume di esportazioni. Nel quadro europeo il valore dell'interscambio tra Taiwan e i Paesi membri dell'Unione europea ha superato i 45 miliardi di euro, dei quali circa il 10 per cento con l'Italia che si colloca al 5° posto; con il blocco aereo si rischia di far saltare l'inaugurazione della rotta Milano-Taipei di "EVA Air" e di chiudere, anche se temporaneamente, quella della "China Airlines" Roma-Taipei con una conseguenza negativa non indifferente sulla nostra economia, si chiede di sapere quale sia la motivazione che ha spinto la sospensione dei voli tra Italia e Taiwan e se i Ministri in indirizzo stiano valutando iniziative di competenza volte al ripristino dei voli. Atto n. 4-02874 CAMPARI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: nell'ambito di Parma capitale della cultura 2020, tra gli eventi, è stato presentato il progetto di documentazione urbana, che partirà il 13 febbraio 2020 e terminerà in estate, denominato "Imagine Parma-Points of view". Il progetto prevede di assegnare 3 master gratuiti in fotografia, che si terranno nella città di Parma dal 13 al 20 febbraio, dal 13 al 20 marzo e dal 16 al 23 aprile 2020; la scelta dei candidati sarà effettuata dal fotografo Oliviero Toscani, attraverso l'ente di formazione "Fabrica" a lui riconducibile, e da rappresentanti della città di Parma; Oliviero Toscani, il 3 febbraio 2020, durante la trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora" su Rai Radio 1, nel commentare la fotografia che lo ritrae insieme a Luciano Benetton e ai fondatori delle sardine nel centro culturale "Fabrica" ha affermato: "Noi come Fabrica con le Autostrade non abbiamo proprio niente da fare… Benetton sì, è un azionista di una società della quale la famiglia ha il 30%, ma magari anche Lei lì a 'Un giorno da pecora' ha investito in banca e ha un'azione di Autostrade, non negli stessi termini di Benetton… Ma è come se anche Lei fosse responsabile della caduta del ponte, ma in fondo a chi interessa se casca un ponte? Smettiamola…". I conduttori della trasmissione hanno immediatamente preso le distanze, sottolineando i danni e le morti causati dal crollo del ponte Morandi; l'affermazione di Toscani ha scatenato le giuste reazioni dei parenti delle 43 vittime del ponte Morandi, che hanno dichiarato: "43 morti innocenti per lui conteranno poco, ma per noi erano tutto"; il 6 febbraio la Benetton group, a nome del suo presidente Luciano Benetton, nel dissociarsi nel modo più assoluto dalle affermazioni di Oliviero Toscani a proposito del crollo del ponte, ha preso atto dell'impossibilità di continuare il decennale rapporto di collaborazione con il direttore creativo; la giuria nominata dal Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo ha eletto Parma capitale italiana della cultura per il 2020, scegliendola tra le 10 città finaliste con, tra le altre, la seguente motivazione: "un sistema di offerta culturale di ottimo livello", senza contare che Parma per la designazione all'importante evento culturale, ha ricevuto un contributo da parte dello Stato pari a 5 milioni di euro in due anni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga che l'affermazione di Toscani sul crollo del ponte Morandi rientri nel concetto di cultura che si vuole promuovere legandolo al nome della città di Parma e se invece non ritenga piuttosto che la partecipazione di Oliviero Toscani non sia più compatibile con lo spirito che anima gli eventi di Parma capitale della cultura 2020; se intenda, quindi, adoperarsi, per quanto di competenza, affinché venga revocata tempestivamente la collaborazione della città di Parma con il fotografo; se sia previsto un compenso per Toscani e per il suo ente di formazione "Fabrica", posto a carico del Comune di Parma o del comitato Parma 2020 e, in caso affermativo, se si intenda bloccarlo immediatamente, eventualmente richiedendo un risarcimento per danno d'immagine causato alla città di Parma. Atto n. 4-02875 BERGESIO Al Ministro dell'interno Premesso che: si apprende in questi giorni che il "piano di razionalizzazione della specialità sul territorio", elaborato dal Ministero dell'interno, prospetta la chiusura di sei distaccamenti di Polizia stradale nel territorio nazionale, di cui tre nel cuore produttivo del Piemonte, fra cui quello di Ceva (Cuneo), attivo da 60 anni e che vede impiegati attualmente 8 poliziotti ed un comandante da poco designato; il distaccamento di Ceva riveste un ruolo strategico su una vasta area costituita da tanti piccoli comuni e rappresenta uno snodo fondamentale dei collegamenti tra Piemonte e Liguria, da cui si diramano le arterie stradali più importanti e che vede la confluenza di molte vallate: un territorio che ha la necessità di essere presidiato e controllato, come dimostrato nell'alluvione del novembre 2019 e un territorio interessato attualmente da progetti di grandi opere, come la realizzazione del collegamento di valico tramite il traforo dell'Armo-Cantarana, che aumenterà presumibilmente il flusso di traffico nella zona e, di conseguenza, il bisogno di controllo per la sicurezza e la viabilità pubblica; da una prima analisi dei presidi interessati da chiusure e accorpamenti, sembra emergere la scelta evidente di potenziare la presenza della Polizia stradale sulla sola rete autostradale, a scapito delle strade extraurbane, statali e provinciali, quelle col maggior numero di incidenti mortali: nelle autostrade si sono contati 296 morti nel 2017 e 327 nel 2018 (con le 43 vittime del viadotto Morandi di Genova), sono stati invece 1.615 i morti nel 2017 e 1.596 nel 2018 sulle strade extraurbane, e 1.467 nel 2017 e 1.402 nel 2018 sulle strade urbane (incluse le provinciali, statali e regionali entro l'abitato); la provincia di Cuneo ha una sola autostrada (Torino-Savona), perché la Cuneo-Asti attende da anni il completamento: il resto della rete è composto da collegamenti di strade di viabilità ordinaria; la chiusura degli uffici periferici, contrastata a gran voce dagli amministratori locali, dai sindacati e dalle forze produttive, era già stata paventata in passato, e con il Governo Conte I si era cercato di bloccare tagli indiscriminati a presidi che offrono servizi continuativi di vigilanza sulle principali arterie stradali del territorio, rispondendo alla legittima richiesta di sicurezza della cittadinanza, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per scongiurare la paventata chiusura del distaccamento di Polizia stradale di Ceva, anche alla luce dell'importante ruolo di prevenzione e controllo che il presidio ricopre in un territorio oggi di snodo dei collegamenti fra Liguria e Piemonte e domani di realizzazione del valico dell'Armo-Cantarana. Atto n. 4-02876 PISANI Giuseppe Al Ministro della difesa Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: con atto autorizzativo n. 55 del 2 ottobre 2018 l'ufficio generale del centro di responsabilità amministrativa della Marina militare deliberava di affidare il servizio di pulizia presso enti, distaccamenti e reparti della Marina militare della giurisdizione di Marina nord (Liguria, Sardegna, Toscana) e Sicilia; l'affidamento veniva conferito mediante procedura aperta e con applicazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo, ai sensi degli artt. 60 e 95 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; la gara presentava la suddivisione in lotti costituenti le macroaree territoriali della Marina militare: lotto 1 Marina nord, regione Liguria; lotto 2 Marina nord, regione Toscana; lotto 3 Marina nord, regione Sardegna; lotto 4 regione Sicilia; come da disciplinare di gara, veniva richiesto alla ditta aggiudicataria di fornire come requisito minimo le ore minime garantite al fine del corretto espletamento del servizio di pulizia; il monte ore relativo necessario al corretto espletamento di tutte le prestazioni richieste per il lotto 4 veniva stabilito in 33.800 ore all'anno; l'appalto uscente presentava, invece, un monte ore pari a 49.036 ore all'anno; per quanto riguarda, invece, i requisiti di capacità economica e finanziaria, veniva disposto che la ditta aggiudicataria fornisse un fatturato specifico medio annuo nel settore di attività oggetto dell'appalto riferito agli ultimi 3 esercizi finanziari disponibili. Tale importo per quanto riguarda il lotto 4 consisteva in 604.223,89 euro annui. Anche in questo caso si registrava una contrazione delle condizioni contrattuali dato che nell'appalto uscente si prevedeva un importo di 790.000 euro annui, si chiede di sapere: quali siano i criteri di riparto delle somme per lotto; se in tutti i lotti sia stato previsto ed attuato il ribasso e, nello specifico, se "le minime ore garantite per il corretto espletamento del servizio di pulizia" siano uniformi in tutte le macroaree relative ai quattro lotti; quali siano le ragioni per le quali l'appalto relativo al lotto 4, aggiudicato, da quanto risulta all'interrogante nel febbraio 2019, veniva affidato in data 16 gennaio 2020; quali siano le motivazioni in base alle quali sono state operate drastiche riduzioni del monte ore minimo garantito e dell'importo a base d'asta, ferme restando le stesse prestazioni richieste, tra appalto uscente e quello di nuova aggiudicazione; se, nello specifico, detta modifica possa avere ripercussioni sulla sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro nonché se possa comportare la drastica riduzione delle ore contrattuali complessive, ovvero, nella peggiore delle ipotesi, licenziamenti del personale in esubero. Atto n. 4-02877 GIARRUSSO DESSI' TRENTACOSTE LEONE DONNO PRESUTTO Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: sulle criticità riguardanti l'amministrazione del Comune di Bracciano (Roma) sono state presentate interrogazioni parlamentari sia nella XVII che nella XVIII Legislatura; la Corte dei conti nel 2018 ha accertato "gravi irregolarità" nel Comune tra le quali un'esposizione debitoria "non quantificata e non quantificabile" in quanto la massa passiva dichiarata dal Comune pari a 5.557.968,232 euro non corrisponde al disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2015 che risulta di importo maggiore, ovvero 6.559.369,43 euro; il sindaco di Bracciano ha deciso di produrre ricorso avverso la deliberazione della Corte dei conti, seguita dalle dimissioni dell'assessore per il bilancio protocollate nella mattinata del giorno successivo. La Corte dei conti, pur accogliendo il ricorso del sindaco relativamente alla consistenza del deficit di bilancio, dopo un'accurata analisi, ha rilevato la persistenza delle criticità contenute nel piano di riequilibrio pluriennale suscettibili di produrre il dissesto finanziario dell'ente, cosa evidenziata anche dal collegio dei revisori dei conti nell'ultima relazione inviata alla Corte dei conti nel luglio 2019; dall'insediamento dell'attuale Giunta comunale (giugno 2016) è stata predisposta, approvata e resa efficace una serie di atti incidenti in maniera molto negativa, a quanto consta agli interroganti, sulle scelte e la stessa vita amministrativa dell'ente, dando luogo a molteplici e inusuali cambi del segretario comunale e di numerosi dirigenti. Tali atti, che nell'insieme formano una sorta di discrasia dell'attività amministrativa, sono stati oggetto di numerosi esposti, uno dei più rilevanti, avvenuto nel 2017, ha riguardato una procedura concordata ex art. 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sfociata nella decisione del Comune di emanare una certificazione di destinazione urbanistica che è stata dichiarata illegittima dalla Regione Lazio e conseguentemente revocata (nota del 28 novembre 2018 con prot. n. reg. uff. UO759860). Detta procedura avrebbe interessato un privato cittadino, già condannato in via definitiva per abuso edilizio, reato poi estinto; sempre in tema urbanistico è intervenuta anche l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), nella persona del dottor Cantone, che ha dichiarato illegittima la procedura per l'affidamento degli appalti per l'asfaltatura delle strade; considerato che, per quanto risulta: nel Comune di Bracciano sarebbero stati effettuati senza successo impropri e illegittimi accessi agli atti, privi di richiesta di autorizzazione al competente ufficio comunale, riguardanti anche familiari dei consiglieri di opposizione; sono stati attivati presso la Procura di Civitavecchia vari procedimenti nei confronti di dipendenti comunali per profili di reato, rivelatisi poi infondati; sia nella procedura urbanistica descritta che negli irregolari accessi agli atti sarebbe coinvolto il sopra citato privato cittadino, sostenuto dal sindaco, che già in molteplici occasioni avrebbe fatto supporre un ruolo condizionante, nel rapporto pubblico-privato, nonché un comportamento che avrebbe recato serio nocumento al funzionamento degli uffici comunali, rilevato nel piano triennale 2017-2019 anticorruzione del Comune; il sindaco di Bracciano avrebbe inoltre deciso di chiudere, senza giustificato motivo, gli impianti sportivi da oltre due anni determinando lo spostamento delle società sportive locali fuori città con conseguenti gravi disagi materiali e maggiori oneri per le famiglie. A seguito delle proteste di tutta la cittadinanza il sindaco avrebbe deciso di impegnare la somma pari a 1.250.000 euro per ripristinare la funzionalità del solo campo sportivo provocando un evidente danno erariale, visto lo stato di degrado attuale degli impianti, già segnalato alla Corte dei conti; altresì il sindaco in data 7 novembre 2019 avrebbe deliberato l'intendimento di statalizzare la scuola dell'infanzia comunale nonostante il parere non favorevole della Città metropolitana di Roma e della Regione Lazio, determinando negative conseguenze sulla formazione dei bambini, sugli insegnanti e sul personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se intendano promuovere, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, le opportune verifiche sulle criticità sollevate relativamente alla gestione amministrativa, contabile e finanziaria del Comune di Bracciano; se non intendano valutare i presupposti per attivare la procedura di cui all'articolo 141 e seguenti del testo unico sugli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) al fine di verificare la sussistenza di violazioni di legge nonché di elementi di condizionamento dell'amministrazione. Atto n. 4-02878 BINI BITI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Atto n. 4-02879 LANNUTTI ORTIS PRESUTTO PIRRO Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che a quanto risulta agli interroganti: la Regione Molise ha avviato le procedure di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, tra i quali anche coloro che hanno gestito la fase post sisma 2002, ai quali erano stati demandati indispensabili servizi di Protezione civile, con la deliberazione di Giunta regionale n. 221 del 20 aprile 2018, approvata all'unanimità, avente ad oggetto "Protocollo regionale di intesa in materia di stabilizzazione del lavoro e valorizzazione delle esperienze lavorative nella Regione Molise e negli enti strumentali per il triennio 2018/2020-Provvedimenti"; successivamente è intervenuta la deliberazione di Giunta regionale n. 447 del 3 ottobre 2018, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise n. 57 del 16 ottobre 2018, con la quale la Regione ha emanato ulteriori provvedimenti tesi alla stabilizzazione del personale in possesso dei requisiti previsti dal decreto legislativo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (cosiddetto decreto Madia) n. 75 del 2017, art. 20, mediante una ricognizione del personale medesimo; improvvisamente e inaspettatamente, viene emanato il "Piano triennale di rilevazione dei fabbisogni professionali della Regione Molise 2019/2021 - Programmazione delle iniziative occupazionali - Provvedimenti" mediante le deliberazioni di Giunta n. 289 del 27 luglio 2019 e n. 338 del 29 agosto 2019. Attraverso tale piano di fabbisogno, la Regione prevede una serie di concorsi per varie figure professionali (che tra l'altro costeranno decine di migliaia di euro), ignorando i precari in attesa di stabilizzazione che hanno maturato esperienze decennali nello stesso ente, e, tra l'altro, hanno già superato un precedente concorso pubblico a tempo determinato per selezionare 200 unità suddivise per specifiche categorie professionali, come da avviso pubblicato sul BURM n. 15 del 16 giugno 2012 bandito dall'Agenzia regionale di protezione civile (ARPC); la suddetta deliberazione di Giunta regionale n. 221 del 2018, inoltre, non si limitava ad avviare la sola ricognizione del personale potenzialmente interessato alle stabilizzazioni, di cui all'art. 20, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 75 del 2017, bensì, approvava pienamente il Protocollo di intesa del 20 aprile 2018, proposto dalle organizzazioni sindacali "per la condivisione di percorsi di valorizzazione delle esperienze professionali maturate con contratti di lavoro flessibile", con l'obiettivo di valutare la percorribilità in termini prioritari di un piano di interventi straordinari, volto al superamento del precariato e alla valorizzazione dell'esperienza professionale, attraverso le procedure di reclutamento speciali disciplinate dall'art. 20, commi 1, 2 del D.lgs. n. 75/2017"; considerato che 35 precari hanno presentato ricorso al Tar Molise per vedere tutelati i propri interessi, riconosciuti dal decreto legislativo 75 del 2017, in quanto la Regione Molise, dopo aver pubblicato il predetto avviso pubblico per la ricognizione dei dipendenti interessati e in possesso dei requisiti per la stabilizzazione, e aver atteso che gli stessi partecipassero al predetto avviso pubblico presentando la relativa domanda e tutta l'occorrente documentazione, ha completamente abbandonato tale attività, arrivando ad approvare l'impugnata D.G.R. n. 289 del 27 settembre 2019, senza minimamente prendere in considerazione quei dipendenti precari in attesa di stabilizzazione, né gli stessi esiti della indicata ricognizione dei precari medesimi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'operato della Regione Molise, che ha bandito solo concorsi pubblici per la copertura dei posti che avrebbero potuto essere coperti dai precari della Protezione civile i quali, nel 2012, avevano vinto il concorso bandito dall'Agenzia regionale di protezione civile (ARPC); cosa intenda fare per assicurare il rispetto dei principi di buona fede, correttezza, buon andamento e trasparenza dell'attività amministrativa. Atto n. 4-02880 DE BONIS Ai Ministri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: in Italia la retribuzione che viene riconosciuta alla Polizia di Stato è indubbiamente bassa, per non parlare del compenso per il lavoro straordinario, altrettanto modesto; prendendo come riferimento alcuni Paesi europei, dove solitamente le forze di polizia percepiscono degli stipendi migliori rispetto ai nostri poliziotti, si può vedere, per esempio, come in Austria un poliziotto parte da uno stipendio di 2.100 euro, mentre in Irlanda il salario parte da 1.600 euro appena usciti dall'accademia e in soli 8 anni di servizio può raggiungere i 2.643 euro. In Germania un agente parte da uno stipendio di 1.600 euro (per un livello A7) per poi arrivare a 2.533 euro in caso di progressione ad un livello A9. In Germania, inoltre, è prevista un'ulteriore indennità mensile (pari a circa 170 euro) per quei poliziotti che lavorano a stretto contatto con la popolazione. Molto elevati anche gli stipendi percepiti dai poliziotti del Belgio (si parte da 1.755 euro per arrivare a 2.478 euro nel giro di pochi anni), mentre in Francia sono ad un livello leggermente inferiore: 1.683 euro netti in partenza, per un incremento a 2.198 euro dopo pochi anni di servizio. In Inghilterra la paga iniziale di un agente è di circa 1.962 euro al mese, e ci sono delle particolari agevolazioni, come ad esempio la gratifica annuale di 6.000 euro, per coloro che lavorano nelle grandi città, oltre al trasporto gratuito su tutti i mezzi pubblici e la possibilità di acquistare una casa ad un tasso particolarmente agevolato; in Italia, ad oggi, nonostante gli incrementi di risorse che annualmente vengono stanziate (ultima, la legge di bilancio per il 2020, art. 1, commi 129 e 130, sicurezza e difesa, e comma 127, pubblico impiego e pubblica amministrazione), non si riesce ad adeguare, come si dovrebbe, la retribuzione per il lavoro che svolge un poliziotto, il quale affronta giornalmente rischi per garantire la pubblica sicurezza; infatti, un poliziotto guadagna circa 1.300 euro netti nel ruolo di agente, mentre un ispettore guadagna, tolte le indennità accessorie, circa 1.500 euro netti e quanto fatto con il rinnovo del contratto (e con il precedente riordino delle carriere) non è ancora sufficiente per garantire degli stipendi adeguati al ruolo e alla responsabilità ricoperta; la retribuzione fondamentale e quella accessoria del personale della Polizia di Stato, quindi, non consentono certamente di vivere in maniera dignitosa, anzi obbligano a costanti privazioni, specie laddove lo stipendio deve bastare per soddisfare le esigenze di tutta una famiglia; sarebbe, pertanto, necessario rimettere mano alla normativa riguardante non solo gli stipendi, ma anche gli straordinari delle forze di polizia e rivedere tali importi. Si ricorda che per un'ora di straordinario spettano 4 euro e lo stesso capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, intervenendo ad un convegno ha affermato: "Gli straordinari nella cifra che ci è riconosciuta non sono più attuali, è immorale che si percepiscano 4 euro l'ora per gli straordinari e che vengano pagati a due anni di distanza. I cittadini ci vogliono vedere la sera, la notte, nei prefestivi e nei festivi ma tutto questo va remunerato" (come si legge su un lancio dell'agenzia "Adnkronos", pubblicato il 16 dicembre 2019); il COISP, sindacato di Polizia, ha di recente scritto una lettera proprio al prefetto Gabrielli per evidenziare le ulteriori difficoltà che i poliziotti devono affrontare quando vengono posti in quiescenza; riportano, infatti, che negli ultimi anni, con il passaggio alla gestione previdenziale INPS, si sono registrati ritardi nell'attribuzione del trattamento pensionistico che anno dopo anno si sono dilatati sempre più, sino ad arrivare oggi, in alcuni casi, a ben 9 mesi di attesa per vedersi accreditata la prima mensilità dell'agognata pensione. Si tratta di inaccettabili ritardi che costringono il personale della Polizia di Stato in una condizione di oggettiva ed eccezionale difficoltà economica in cui, quasi sempre, "per far fronte al sostentamento della propria famiglia ed agli impegni economici assennatamente onorati nei mesi precedenti con lo stipendio, tali colleghi sono costretti a ricorrere a stipulare onerosi prestiti personali oppure a questuare ad altri familiari e amici aiuti finanziari"; l'interrogante ritiene che lo Stato non debba riservare tale trattamento a coloro che hanno speso tutta una vita a difendere le istituzioni ed i cittadini e lo stesso problema che affligge tutto il comparto debba essere affrontato come lo è stato per le altre amministrazioni, quali l'Arma dei Carabinieri, l'Esercito e la Guardia di finanza (a breve pare anche l'Aeronautica, la Marina e la Guardia costiera), stipulando appositi accordi con l'INPS e creando dei "poli nazionali" destinati agli appartenenti di ogni singola amministrazione, ove si accentrano tutte le prestazioni dell'istituto togliendole alle singole direzioni provinciali INPS, responsabili dei ritardi circa le posizioni assicurative, le pensioni, le indennità di buonuscita, le procedure di riscatto e ricongiunzione dei periodi di servizio e la concessione dei prestiti, così da ottimizzare le comunicazioni tra le due istituzioni (INPS e forza di polizia e forza armata) e uniformare la gestione delle prestazioni, anche sotto il profilo della tempistica, a salvaguardia della continuità di pagamento fra la retribuzione e la pensione; si assiste, in pratica, al paradosso che i poliziotti che accedono alla pensione per vedersi corrisposto il trattamento pensionistico si devono rivolgere ai legali, si chiede di sapere quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere anzitutto per adeguare gli stipendi dei poliziotti italiani a quelli degli altri Paesi europei e se non ritengano utile stipulare appositi accordi con l'INPS, alla stregua di quanto già avvenuto per le altre amministrazioni del comparto, per porre fine alla situazione di disagio che le forze di polizia stanno vivendo a causa del lungo lasso di tempo che trascorre tra l'ultima retribuzione e la corresponsione della pensione. Atto n. 4-02881 LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che: il "Giorno del ricordo" è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale»; al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale dall'8 settembre 1943, data dell'annuncio dell'entrata in vigore dell'armistizio di Cassibile, al 10 febbraio 1947, giorno della firma dei trattati di pace di Parigi; in occasione di tale ricorrenza il sindaco di Nardò, Nippi Mellone, noto per la sua provenienza da ambienti di estrema destra ed in passato legato a Casa Pound, ha dichiarato: "Rendiamo onore ai martiri delle foibe chiudiamo l'Anpi Lecce"; in un post pubblicato sulla sua pagina "Facebook", ha scritto: "La comunità di Nardò rende onore ai martiri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Chi ancora oggi rifiuta di riconoscere le dimensioni di questa tragedia e reclama l'oblio per Norma Cossetto e altre vittime dei comunisti titini deve solo vergognarsi. Mi riferisco, in particolare, all'anonima Anpi Lecce, una sigla dietro la quale si nascondono uomini e donne fuori dal tempo e dalla civiltà. L'Anpi Lecce deve essere chiusa al più presto perché rappresenta un pericolo per la democrazia. Onore all'Italia - scrive il sindaco che ha dedicato un minuto di silenzio in consiglio comunale e fatto illuminare la fontana di piazza Castello - onore a chi è morto nel nome della bandiera, onore a chi è stato ucciso solo perché italiano, onore a tutte le vittime dell'odio"; va segnalato come il Nippi Mellone sia già noto per le sue azioni politiche, come quando, riporta il quotidiano "la Repubblica", edizione di Bari, l'11 febbraio 2020: "due anni fa decise di ricordare in piazza Sergio Ramelli, giovane di estrema destra ucciso nel 1975 con tanto di saluto fascista"; considerato che: l'ANPI, Associazione nazionale partigiani d'Italia, con i suoi oltre 120.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese e fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l'occupazione nazifascista; il 5 aprile 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani; accadono ormai quotidianamente episodi negazionisti, squadristi, violenti che si ispirano al nazifascismo; troppo spesso vengono imbrattate lapidi di martiri della resistenza con svastiche e porte di case segnalate come residenze di persone ebree; nel nostro Paese sta montando un clima d'odio e di intolleranza verso tutte le persone considerate "diverse"; a parere dell'interrogante le associazioni come l'ANPI, che si fissano l'obiettivo di tenere viva la memoria storica del nostro Paese, vanno tutelate e mai offese; la nostra Carta Costituzionale sancisce all'articolo 21 che: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione", e la XII disposizione transitoria e finale della Costruzione recita: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all'articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista." Pertanto associazioni antifasciste agiscono a tutela del nostro dettato Costituzionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e come intenda agire affinché libere associazioni non vengano censurate e soprattutto se ritenga opportuno che un rappresentante delle Istituzioni della nostra Repubblica possa affermare che un'associazione che agisce a tutela della Costituzione rappresenti un pericolo per la democrazia. Atto n. 4-02882 LONARDO Al Ministro della giustizia Premesso che: presso la palazzina di S. Paolo alla Regola, a pochi passi dal Ministero della giustizia si trova l'alloggio riservato del Guardasigilli, nonché capo delegazione del Movimento 5 Stelle; il Ministero avrebbe pagato 11.093,59 euro più Iva per "l'allestimento dell'alloggio riservato", anche se la cifra comprenderebbe pure il costo di due televisori e un frigo assegnati a uffici ministeriali. La casa di Bonafede risulterebbe così equipaggiata con "arredi idonei a consentire il pernottamento" e l'utilizzo "nell'arco completo della giornata". Si va dagli oltre 4.000 euro spesi in mobili, ai 2.370 euro investiti in tende oscuranti, fino agli 811,40 euro per la biancheria da bagno, letto e tavola; risulta che non tutti i Ministri della giustizia avrebbero goduto di tale privilegio, ad esempio il ministro Orlando è rimasto nella dimora privata e Mastella rinunciò pure al costoso progetto per la tutela personale rinunciando, altresì, a particolari misure di sicurezza strutturali per la sua abitazione privata, si chiede di sapere: quale sia l'entità dell'alloggio di servizio con le relative spese connesse; se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che i precedenti ministri non hanno usufruito delle stesse agevolazioni. Atto n. 4-02883 MALAN Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo quanto riferiscono diverse fonti di stampa del 10 febbraio 2020, il Ministero dell'interno starebbe valutando la chiusura di alcuni distaccamenti di Polizia stradale dislocati in Piemonte, tra cui Borgomanero, Ceva e Domodossola; tali presidi rappresentano punti strategici dei collegamenti stradali tra Piemonte, Liguria, e confine svizzero; tale provvedimento costituirebbe un'evidente riduzione dei più vicini presidi di sicurezza, a discapito dei cittadini delle zone interessate, si chiede di sapere: se le notizie riportate corrispondano al vero; sulla base di quali necessità dovrebbe emanarsi il provvedimento e come eventualmente il Ministro valuti gli effetti. Interrogazioni, già assegnate a Commissioni permanenti, da svolgere in Assemblea L'interrogazione 3-00768, della senatrice Iori ed altri, e l'interrogazione 3-00978, del senatore Patriarca ed altri, precedentemente assegnate per lo svolgimento alla 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), saranno svolte in Assemblea, in accoglimento della richiesta formulata in tal senso dagli interroganti. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-01372 della senatrice Garavini e del senatore Cucca, sul corretto funzionamento dell'agenzia Eurojust; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01376 del senatore Centinaio ed altri, sugli effetti dell'epidemia da "coronavirus" nel settore turistico; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-01371 del senatore D'Arienzo, sulla costruzione della tratta ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-01367 del senatore Centinaio ed altri, sulla revoca delle agevolazioni all'importazione del riso alla Cambogia; 3-01369 del senatore Bergesio ed altri, sullo scorrimento della graduatoria del concorso per dirigenti amministrativi del 2012.