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Espropriazione per pubblica utilità - Norme della Regione Siciliana - Determinazione dell'indennità di espropriazione dei fabbricati - Novella modificativa, a ribasso, del criterio del valore venale del bene - Denunciata violazione delle regole convenzionali a tutela della proprietà - Difetto di rilevanza - Inadeguatezza della motivazione, incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento e indeterminatezza del petitum - Inammissibilità delle questioni.. Sono dichiarate inammissibili, per difetto di rilevanza, inadeguatezza della motivazione, incompleta ricostruzione del quadro normativo di riferimento e indeterminatezza del petitum , le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte d'appello di Palermo, prima sez. civ., in riferimento all'art. 117 Cost., in relazione all'art. 6 CEDU e all'art. 1 del Prot. addiz. alla medesima Convenzione - dell'art. 124, comma 4, della legge reg. Siciliana n. 25 del 1993, come sostituito dall'art. 29 della legge reg. Siciliana n. 15 del 2004, che definisce i criteri di determinazione dell'indennità di espropriazione dei fabbricati in misura ridotta rispetto al valore venale degli immobili. Le questioni relative alle lett. a ) e c ) della disposizione censurata, rispettivamente riferite alle aree libere e a quelle su cui insistono ruderi, sono irrilevanti nel giudizio a quo , data la loro estraneità ai fatti di causa, che hanno ad oggetto un fabbricato. Quanto alla lett. b ), il rimettente, relativamente al parametro interposto dell'art. 6 CEDU, non articola alcuna specifica contestazione, mentre, relativamente al parametro interposto dell'art. 1 Prot. addiz. CEDU, fornisce una motivazione assertoria e inconferente, omettendo qualsivoglia argomentazione volta a coordinare il parametro convenzionale con l'art. 42 Cost. e a raffrontare la norma regionale con i criteri di determinazione degli indennizzi previsti per i fabbricati dalla legislazione nazionale. Inoltre, non è chiaro il verso delle censure, risultando incerto lo stesso tipo di intervento richiesto, se manipolativo o meramente ablativo della normativa censurata. ( Precedenti citati: sentenze n. 64 del 2021, n. 21 del 2020, n. 7 del 2020, n. 239 del 2019, n. 193 del 2016, n. 311 del 2009 e n. 153 del 1995 ). Ove manchi nell'ordinanza di rimessione un'adeguata e autonoma illustrazione delle ragioni a sostegno della violazione del parametro costituzionale evocato, la questione risulta viziata nel rito. ( Precedenti citati: sentenze n. 240 del 2017, n. 219 del 2016 e n. 120 del 2015 ). Il giudizio sulla conformità ai principi costituzionali, nonché agli obblighi convenzionali, dell'indennizzo per l'espropriazione dipende dalle caratteristiche essenziali del bene ablato; dal tipo di procedimento espropriativo previsto dalla normativa; dal carattere congruo, serio e adeguato dell'indennità. ( Precedenti citati: sentenze n. 181 del 2011 e n. 348 del 2007 ). L'ordinanza di rimessione delle questioni di legittimità costituzionale non necessariamente deve concludersi con un dispositivo recante altresì un petitum , essendo sufficiente che dal tenore complessivo della motivazione emergano con chiarezza il contenuto ed il verso delle censure. ( Precedenti citati: sentenze n. 176 del 2019 e n. 175 del 2018 ).