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Disposizioni per l'istituzione dell'albo degli statistici e per l'esercizio della professione di statistico. Onorevoli Senatori. -- I laureati in scienze statistiche, avendo già dal 1930 l'esame di Stato per l'abilitazione nelle discipline statistiche, sono un unicum nel quadro del settore professionale dal momento che non esiste per essi un relativo albo professionale. Il summenzionato esame è tutt'ora in vigore, anzi nel 2005 è stato modificato in base alla riforma universitaria cosiddetta «3 + 2» e prevede una laurea triennale in statistica e altre cinque lauree magistrali, specialistiche settoriali. I detti laureati hanno richiesto per quasi cinquanta anni l'istituzione dell'ordinamento della loro professione nelle varie legislature. Già il 1º luglio 1966 fu presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge n. 3273 sul «Riconoscimento del titolo di abilitazione per l'esercizio della libera professione di statistico». I tempi sono quindi più che maturi affinché questa categoria di professionisti abbia il giusto riconoscimento giuridico, anche mediante l'istituzione del solo albo professionale, al pari delle altre professioni regolamentate e dei loro colleghi dei Paesi più avanzati sia europei che extraeuropei. Di fatto vi è in ambito europeo una tendenza a coordinarsi nel riconoscimento delle qualifiche professionali e in Italia è stata recepita la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, ossia è stato approvato il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206, che all'articolo 26 tratta la questione, dove si fa riferimento alle «Associazioni rappresentative sul territorio nazionale» e alle professioni non regolamentate, come quella degli statistici che è stata inserita in un elenco tenuto dal Ministero della giustizia. L'inserimento nell'elenco dell'associazione non consiste in un riconoscimento professionale, ma serve solo ad essere un ente annoverato tra le associazioni professionali riconosciute e idoneo per essere sentito nelle piattaforme comuni europee. Un ulteriore riconoscimento delle professioni non regolamentate è insito nella legge 14 gennaio 2013, n. 4, sulle disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi. Dato il crescente interesse per l'analisi statistica di dati, in modo particolare dei cosiddetti big data che si traggono da archivi amministrativi e dai social network , sussiste la necessità di un riconoscimento giuridico del professionista statistico, che serve anche come garanzia del cliente cittadino, ente o impresa, per cui la concorrenza internazionale nel settore marginalizza o mette fuori mercato gli statistici italiani, specie le nuove leve, i quali si vedono scavalcati da un altro genere di professionisti che entrano nell'ambito del trattamento dei dati, facendo uso di software preconfezionati per il trattamento statistico dei dati o di tecniche informatiche, quali il data warehouse , e quant'altro, che curano prevalentemente l'aspetto strumentale e non quello informativo dell'analisi dei dati. Si nota che l'informatica, che è uno strumento tecnico di gestione delle informazioni, spesso prende il posto della statistica nella gestione della raccolta dei dati. In ogni settore dell'attività umana trova al giorno d'oggi applicazioni ampie e articolate la disciplina statistica. Dalle scienze naturali a quelle economiche e sociali, si può affermare che non vi è campo dove la statistica non porti il suo pregnante contributo per la conoscenza e per l'analisi dei fenomeni, anche attraverso l'utilizzo di sofisticati mezzi elettronici e dei relativi programmi informatici che la tecnica ha reso oggi ampiamente disponibili. La determinazione delle leggi tendenziali dei fenomeni e la conoscenza quantitativa delle interrelazioni tra loro esistenti sono permesse dalle scienze statistiche. Avviene che sulla base di dati non corretti o poco attendibili sui vari fenomeni si effettuano valutazioni o si prendono decisioni che, soprattutto nella pubblica amministrazione, possono portare a pesanti conseguenze per la collettività, e ciò capita sovente. È necessario, dunque, che la legge individui i professionisti qualificati e deputati all'attività statistica e ne disciplini, con adeguata normativa, l'attività specifica atta a garantire e a tutelare gli interessi della società. Ecco brevemente i motivi per quali è indispensabile una rapida approvazione della norma sull'albo degli statistici. Dalle informazioni che si possono reperire nei siti web del Parlamento si ha che nella XVI legislatura è stato presentato al Senato il disegno di legge relativo all'Ordinamento della professione di statistico atto Senato n. 3223; ma è alla Camera dei deputati che finalmente nella scorsa legislatura la proposta di legge n. 1294 ha iniziato l' iter in Commissione cultura il 9 marzo 2011 e nella relazione introduttiva dal relatore onorevole Giuseppe Scalera, è stato detto che: «il pericolo che si corre in questo campo -- cui mediante il disegno di legge s'intende porre rimedio -- è che chiunque si dichiari "esperto", anche se non dispone della necessaria preparazione professionale che soltanto una laurea in discipline statistiche può fornire. L'improvvisazione e l'incompetenza di alcuni operatori nel campo statistico sono spesso causa di gravi inconvenienti, nonché di discredito della disciplina stessa. Pertanto, auspico che la legge individui i professionisti qualificati e deputati all'attività statistica e ne disciplini, con adeguata normativa, l'attività specifica, atta a garantire e a tutelare gli interessi della società». Nel 2012 si sono svolte in detta Commissione le audizioni dei responsabili dell'ISTAT, della Società italiana di statistica (SIS) congiuntamente con la Società italiana di economia, demografia e statistica (SIEDS), della Società italiana degli economisti (SIE) e della Associazione nazionale statistici -- ANASTAT. Il professor Giovannini, presidente pro-tempore dell'ISTAT, ha evidenziato che la proposta di legge aveva lo scopo di «tutelare gli esperti in campo statistico da chi si dichiara esperto, ma non lo è» e di «individuare professionisti qualificati a svolgere l'attività statistica». Ed ha fatto presente anche che: «Chi produce statistiche che non sono sondaggi, essendo soggetto privato, non ha alcuna regolamentazione e non vi è alcuna autorità che supervisiona le attività svolte. Questa è una lacuna della legislazione che vorrei sottolineare». Ed ha concluso dicendo che: «l'albo può aiutare a risolvere forse alcuni dei problemi citati, non necessariamente tutti: in ogni caso, il testo del provvedimento dovrebbe essere modificato, almeno in alcune parti, proprio per tener conto sia del cambiamento epocale del funzionamento della statistica, che ho descritto, sia del raccordo con altre norme, sia nazionali, sia comunitarie». Il presidente pro tempore della società italiana di statistica -- SIS, professor Vichi, riguardo a una domanda che chiedeva se la sua posizione fosse favorevole o meno all'albo o all'ordine, ha detto: «Secondo me è certamente fondamentale l'albo o, quanto meno, una lista -- se vogliamo chiamarlo diversamente, chiamiamolo come vogliamo e di persone che siano legalmente riconosciute. Questo sarebbe l'elemento essenziale proprio per garantire il cittadino in merito all'informazione di cui si sta parlando. Se qualcuno vuole ragionare su dati statistici, infatti, vuole che essi siano corretti, considerato che spesso vengono utilizzati per dividere fondi o per formarsi opinioni, nel momento in cui si leggono i giornali. Vorremmo che questi dati, se devono essere chiamati statistici, abbiano una forma di certificazione». E nella nota scritta presentata asseriva che «occorre tutelare la forte esigenza degli statistici di identificare legalmente una figura professionale di statistico, in assenza della quale, si inseriscono figure improvvisate che discreditano la materia e disincentivano l'uso e la pratica di mezzi statistici che se correttamente utilizzati inducono un vantaggio competitivo rispetto a chi non li usa». Il presidente pro tempore della società italiana degli economisti -- SIE, professore Roncaglia, si è detto contrario all'istituzione di un nuovo ordine professionale, ma ritiene necessaria una riconosciuta professionalità nel settore. L'associazione nazionale statistici -- ANASTAT in audizione ha fatto presente che: «Nel decreto legislativo n. 322 del 1989 che istituisce il sistema statistico nazionale, non è previsto chi deve dirigere un ufficio di statistica e non è stato ritenuto necessario confermare che la figura apicale dell'ufficio di statistica debba essere uno che sia o statistico e/o che abbia superato l'esame di Stato nelle discipline statistiche, requisito indispensabile ma ignorato fino al 1989, e previsto in una legge dello Stato. Però, negli altri uffici specifici della pubblica amministrazione, sono previsti professionisti iscritti all'Albo, ad esempio nell'ufficio tecnico, nell'ufficio legale, nell'ufficio stampa, nella direzione sanitaria». Pertanto è emerso l'orientamento negli interventi degli onorevoli, che più che approvare le norme per un ordine professionale degli statistici, sottolineavano la necessità di garantire l'esistenza della professione dello statistico, possibilmente certificata, auspicando quindi un albo. Il Servizio studi della Camera dei deputati in un parere sull'albo degli statistici, facendo riferimento alla Commissione europea, dice tra l'altro: «facendo seguito ad un libro verde del 22 giugno 2011, il 19 dicembre 2011 la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione (COM(2011) 883) della direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali». A fronte della crescente richiesta di personale altamente qualificato, la proposta intende favorire la mobilità dei professionisti all'interno dell'Unione europea in particolare mediante: 1) l'introduzione di una tessera professionale europea per facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite nell'Unione europea; 2) un migliore accesso alle informazioni relative al riconoscimento delle qualifiche professionali mediante gli sportelli unici istituiti nel quadro della direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno; 3) un aggiornamento dei requisiti minimi di formazione (che risalgono a 20-30 anni fa) per medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, veterinari ed architetti; 4) l'introduzione di un sistema di allerta in base al quale le autorità competenti dei singoli Stati membri saranno tenute a segnalare alle proprie omologhe degli altri Stati membri i nominativi dei professionisti che lavorano in ambito sanitario cui è stato proibito di esercitare la propria attività professionale da un'autorità pubblica o un tribunale; 5) la creazione di un quadro di formazione e di verifiche professionali comuni allo scopo di estendere il riconoscimento automatico a nuove professioni. Oltre a ciò vi è la «Risoluzione del Parlamento europeo sulle regolamentazioni di mercato e le norme di concorrenza per le libere professioni», P5TA(2003)0572. Inoltre dalla Commissione europea vi è la Comunicazione sulla «Relazione sulla concorrenza nei servizi professionali» del febbraio 2004 COM(2004) 83 def. Si veda anche la Comunicazione del 5 settembre 2005 su «I servizi professionali -- Proseguire la Riforma». Da considerare anche il «codice delle statistiche europee» del 2005 e del 2011 riguardo alla richiesta di professionalità specifica nel settore statistico pubblico. Il disegno di legge che si presenta è attinente alla sola istituzione dell'albo nazionale «professionale» degli statistici e del suo funzionamento, ed ha come scopo «l'accertamento della professione degli statistici, le competenze metodologiche e specialistiche degli addetti al settore delle statistiche, l'accertamento della qualità dell'attività professionale svolta negli uffici di statistica pubblici e privati, la tutela del cittadino che deve poter fruire di dati e di analisi statistiche realizzate e certificate da una figura legalmente riconosciuta e con una professionalità statistica ammessa e tutelata dalla legge e di mettere in evidenza che le scienze statistiche non si limitano alla sola raccolta dei dati e alla loro presentazione. Pertanto tutto il complesso delle norme proposte non ha le caratteristiche operative di un ordine professionale, ma di un albo professionale governato da un regolamento, gestito da un Comitato, che prevede l'Assemblea degli associati e le relative cariche e attività associative, come la Royal Statistical Society nel Regno Unito, l' America Statistical Association negli USA e in Italia la Società italiana di statistica -- SIS, la Società Italiana di Economia, demografia e statistica -- SIEDS e l'Associazione nazionale statistici -- ANASTAT ed altre simili. Nella «Nomenclatura e classificazione delle Unità Professionali» dell'ISTAT al numero 2.1.1.3.2 vi sono gli statistici, dei quali è detto: «Le professioni comprese in questa Unità Professionale conducono ricerche su concetti e teorie fondamentali della scienza attuariale e della statistica, incrementano la conoscenza scientifica in materia, applicano le relative teorie e tecniche per raccogliere, analizzare e sintetizzare informazioni, per definire modelli di interpretazione dei dati, per individuare soluzioni statistiche da adottare nei vari settori della produzione di beni e servizi e della stessa ricerca scientifica». Gli esempi professionali citati sono: attuario, esperto in ricerca operativa, statistico, statistico economico, statistico esperto in controlli di qualità, statistico metodologico, manca il demografo e lo statistico sociale. Inoltre nella detta Nomenclatura, ad un livello più basso sono previsti, al n. 3.1.1.4, i «Tecnici Statistici», i quali «assistono gli specialisti nella ricerca sperimentale, nelle indagini e in altre ricerche demografiche, epidemiologiche ed economiche; nel controllo e nell'applicazione delle procedure di ricerca e di acquisizione dei dati; nella gestione sul campo delle rilevazioni; nel controllo della qualità dei dati rilevati e nella elaborazione statistica degli stessi. L'esercizio della professione di attuario junior , compresa nella categoria, è regolata dalle leggi dello Stato». Ma non per gli statistici in senso lato ed in particolare per quelli con laurea specialistica in scienze statistiche e che con laurea triennale in statistica. Le disposizioni per l'istituzione, lo scopo e l'organizzazione dell'albo nazionale professionale degli statistici riguardano l'accertamento della professione, delle competenze metodologiche, della qualità dell'attività, della professione legalmente riconosciuta con il fine di tutelare il cittadino che fruisce dei dati. È previsto che il Ministro della giustizia istituisca una Commissione per la formazione dell'albo, che è composto nelle sezioni A e B rispettivamente sulla base delle lauree statistiche quinquennali (o quadriennali di vecchio ordinamento) e triennali. L'iscrizione all'albo, in modo personale e facoltativo, avviene previo superamento dell'esame di Stato per l'abilitazione nelle discipline statistiche o dell'accreditamento professionale. L'accesso all'albo è previsto per gli statistici e anche per i non statistici, ossia laureati in discipline affini previo superamento dell'esame di Stato per l'abilitazione nelle discipline statistiche o dell'accreditamento professionale. L'albo, definito a livello nazionale e depositato presso il Ministero della giustizia, prevede l'anzianità di iscrizione, l'elenco alfabetico degli iscritti nelle due sezioni, il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, la residenza e il titolo di studio conseguito. Il Comitato dell'albo nazionale degli statistici è eletto dall'Assemblea degli associati ed è formato da nove membri tra i quali il presidente, che ha la rappresentanza legale, il vicepresidente, il segretario, il tesoriere, che operano in base alle disposizioni contenute nel regolamento. È possibile la costituzione di sottogruppi di statistici nelle varie regioni italiane. L'Assemblea elegge il Collegio dei probiviri per il corretto funzionamento dell'albo e il rispetto delle norme della legge e delle disposizioni del regolamento. Il Collegio dei revisori dei conti è eletto dall'Assemblea con il compito di esaminare il bilancio preventivo e il consuntivo annuale. Nel comma 15 è previsto che gli oneri relativi all'istituzione e alla gestione dell'albo nazionale e agli eventuali albi regionali sono a carico dei rispettivi iscritti. Per l'esercizio della professione di statistico è necessaria l'iscrizione all'albo anche per gli incarichi presso gli uffici di statistica. La professione di statistico può essere esercitata in forma individuale, in forma associata o societaria o nella forma del lavoro dipendente. In futuro i capi degli uffici di statistica dovranno essere iscritti all'albo nazionale degli statistici e l'assegnazione a detti incarichi dovrà avvenire mediante specifici concorsi pubblici per statistici, banditi come unici nazionali e/o regionali annualmente, per avere una riserva di elementi idonei in base alle necessità operative del settore per gli enti pubblici nazionali e territoriali e per limitare le assunzioni « ad personam » di elementi non idonei. Negli uffici di statistica la filiera dei loro addetti l'operatività professionale è in base all'importanza dei detti uffici: è considerato che siano presenti il dirigente statistico, il funzionario statistico, il collaboratore statistico, l'assistente statistico e l'operatore statistico. È prevista la possibilità di una formazione specifica per gli attuali addetti agli uffici non statistici. Le attuali direttive per gli addetti agli uffici di statistica del Sistema statistico nazionale (SISTAN) dovranno essere adeguate a quanto previsto nella legge. Le norme per lo svolgimento della professione di statistico seguono le disposizioni del codice civile relative alle professioni intellettuali. I contenuti della professione di statistico vanno dalla raccolta dei dati all'impostazione di studi e di ricerche di carattere statistico su fenomeni di qualsiasi natura e comprendono una serie di fasi che vanno dalla ideazione alla progettazione e alla direzione di tutti i procedimenti e di tutte le operazioni, condotti anche con ausili informatici. Sono previste le particolari attività che può svolgere lo statistico professionista, come le funzioni di perito, l'impostazione metodologica per le ricerche di mercato e delle indagini campionarie, nei piani sperimentali nel campo della farmacologia, della medicina, della biologia, della fisica, della meteorologia e delle altre scienze affini e molte altre ricerche ed analisi statistiche.. I ALBO NAZIONALE DEGLI STATISTICI 1 (Istituzione dell'albo nazionale degli statistici) 1 È istituito l'albo nazionale degli statistici, di seguito denominato «albo», per l'accertamento della professione degli statistici, delle competenze metodologiche e specialistiche degli addetti al settore delle statistiche, anche al fine di certificare la qualità dell'attività professionale svolta negli uffici di statistica pubblici e privati e di tutelare il cittadino, che deve poter fruire di dati e di analisi statistiche realizzate e certificate da un esperto legalmente riconosciuto e con una professionalità statistica individuata e tutelata dalla legge. 2 Il Ministro della giustizia entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nomina una Commissione di esperti statistici con l'incarico di provvedere alla prima formazione dell'albo, alla convocazione dell'Assemblea degli associati, all'elezione delle cariche sociali e all'approvazione del regolamento necessario alla gestione dell'albo. 3 L'albo è formato da due distinte sezioni ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328: a sezione A per lo statistico professionista, cui si accede, previo esame di Stato, con il titolo di laurea specialistica quinquennale; b sezione B per lo statistico, cui si accede, previo esame di Stato, con il titolo di laurea triennale. 4 Possono iscriversi all'albo, dietro presentazione di domanda, i candidati in possesso dei seguenti requisiti: a laurea magistrale o specialistica in scienze statistiche, o laurea ad essa equipollente per la sezione A, e laurea triennale in statistica o laurea ad essa equipollente per la sezione B, nonché dottorato di ricerca in scienze statistiche per i possessori di altre lauree assimilabili alla laurea magistrale o specialistica in scienze statistiche per la sezione A e master nel settore statistico per i possessori di altre lauree assimilabili alla laurea in statistica per la sezione B; b aver sostenuto l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di statistico di cui al decreto ministeriale 9 settembre 1957, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale , n. 271 del 2 novembre 1957. 5 L'iscrizione all'albo, nelle specifiche sezioni A e B, può, inoltre, avvenire a seguito di accreditamento volontario ai sensi del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206. 6 L'albo è gestito da un apposito Comitato eletto dall'Assemblea degli associati, denominato «Comitato dell'albo nazionale degli statistici», con sede a Roma, che esercita le sue funzioni sulla base del regolamento approvato dall'Assemblea degli associati ai sensi del comma 2. 7 L'albo è articolato a livello nazionale in una lista alfabetica degli iscritti, con indicazione della specifica sezione definita ai sensi del comma 3, contenente il cognome e il nome, la data e il luogo di nascita, la residenza e l'indirizzo la data di iscrizione e il titolo di studio dell'iscritto. 8 La lista di cui al comma 7 è depositata presso il Ministero della giustizia e le attività relative all'iscrizione, alla gestione e alla cancellazione dall'albo professionale sono disciplinate dal regolamento di cui al comma 6. 9 É consentita, con le modalità previste dal regolamento, la costituzione di sottogruppi di statistici nelle varie regioni italiane, con denominazione «albo regionale degli statistici» e la specificazione del nome della regione, in presenza di un numero di iscritti non inferiore a 100. 10 L'Assemblea degli associati elegge: a il Comitato dell'albo nazionale degli statistici formato da nove membri. Il Comitato nomina nel suo ambito il presidente, che ha la rappresentanza legale dell'albo, il vicepresidente, il segretario e il tesoriere, che operano in base alle disposizioni contenute nel regolamento. Gli eletti restano in carica per un quadriennio e sono rinnovabili; b il Collegio dei probiviri, composto da tre associati più due supplenti, per i compiti generali di controllo del corretto funzionamento dell'albo, nonché del rispetto, da parte delle cariche elette e dei singoli associati, delle norme della presente legge e delle disposizioni contenute nel regolamento; c il Collegio dei revisori dei conti, costituito da tre membri effettivi ed uno supplente, con il compito di esaminare il bilancio preventivo e il consuntivo annuale e suoi membri possono non essere soci iscritti all'albo. Le funzioni del Collegio dei revisori dei conti sono definite dal regolamento. 11 Gli oneri relativi all'istituzione e alla gestione dell'albo nazionale degli statistici e agli eventuali albi regionali sono a carico dei rispettivi iscritti. II ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI STATISTICO 2 (Oggetto della professione di statistico) 1 La professione dello statistico è regolata dalle norme del codice civile relative alle professioni intellettuali. 2 Formano oggetto dell'attività professionale dello statistico le prestazioni relative alla raccolta, all'elaborazione, all'analisi e all'interpretazione dei dati, nonché all'impostazione di studi e di ricerche di carattere statistico su fenomeni di qualsiasi natura. 3 L'attività dello statistico e dello statistico professionista, fatte salve le competenza esclusive dello statistico professionista di cui all'articolo 3, consiste nella ideazione, nella progettazione e nella direzione di tutti i procedimenti e di tutte le operazioni, condotti anche con ausili informatici, che riguardano: a l'approntamento del piano delle ricerche; b la rilevazione totale e campionaria dei dati; c la verifica, la certificazione, la qualità, lo spoglio e la classificazione delle informazioni statistiche raccolte; d la costruzione e la tabulazione dei dati; e l'identificazione delle variabili, ivi comprese tutte le operazioni inerenti all'integrazione, alla comparazione e all'interpolazione per eliminare eventuali imperfezioni del materiale raccolto; f l'analisi metodologica su collettivi di qualsiasi natura, comunque rappresentati, relativi ad aggregati totali o parziali; g la sintesi di informazioni statistiche, di dati e di distribuzioni, mediante la scelta di opportuni parametri statistici. 3 (Competenze esclusive dello statistico professionista) 1 Formano oggetto specifico dell'attività dello statistico professionista: a le funzioni di perito, di consulente tecnico e di arbitro in ordine alle competenze professionali; b l'impostazione metodologica delle ricerche di mercato; c la definizione del campione per le indagini campionarie di qualsiasi natura; d la progettazione e l'elaborazione di piani sperimentali nel campo della farmacologia, della medicina, della biologia, della fisica, della meteorologia e delle altre scienze affini; e le ricerche relative alla programmazione, a livello aziendale e settoriale mediante l'uso di appropriate tecniche, a livello territoriale, regionale, nazionale ed internazionale, mediante lo sviluppo e l'applicazione di appropriate tecniche statistiche ed econometriche; f le previsioni di qualsiasi natura che implicano l'impiego di tecniche statistiche e probabilistiche; g l'approntamento di schemi di estrazione a sorte e delle procedure di sorteggio; h la ricerca per l'utilizzazione di opportuni indici legati all'inflazione e alla svalutazione della moneta, utilizzati per l'acquisizione o per il mutamento di diritti; i i metodi di simulazione e le tecniche di ricerca operativa; l la progettazione ed analisi di esperimenti statistici; m le analisi e le previsioni sui sistemi socio-economici; n la scelta di tecniche specifiche per l'analisi delle serie storiche, nonché per la costruzione dei numeri indici e degli indicatori sociali ed economici; o l’analisi di processi di produzione e di sviluppo, sia a livello aziendale, mediante il controllo statistico della qualità, dei tempi, delle scorte o di gestione, sia a livello nazionale e mediante modelli statistici ed econometrici. 2 Le attività di cui al comma 1, sono attribuite alla competenza esclusiva dello statistico professionista, quando le operazioni da seguire: a attengono a perizie ordinate dalla magistratura o da enti pubblici o sono richieste, anche nell'interesse di privati, per decidere ricorsi o controversie presso organi dello Stato e di enti pubblici o, comunque, sono soggette al giuramento del perito; b comportano la raccolta e l'elaborazione di informazioni statistiche sulla cui fonte, individuale o collettiva, è prescritta, per legge o regolamento, la tutela del segreto o, comunque, quando tale tutela è assicurata dall'ente pubblico o privato che promuove l'indagine. In tali casi, la determinazione delle tecniche di raccolta e di elaborazione delle informazioni statistiche e di elaborazione dei risultati, nonché delle forme della loro pubblicazione e della loro comunicazione spetta allo statistico il quale deve predispone norme e procedure tecniche che conferiscano alle operazioni caratteri compatibili con la suddetta tutela del segreto; c mirano a ottenere risultati statistici: 1 che devono o possono essere generalizzati a collettività nell'interesse pubblico o privato, o che costituiscono un resoconto di attività economica, sociale, politica e di sviluppo; 2 che servono a giustificare, formare o annullare provvedimenti di carattere normativo o di politica economica a livello nazionale, provinciale o locale in genere; 3 che sono utilizzati come presupposti di proposte o di applicazioni di norme giuridiche; 4 che tendono a definire diritti, in assenza di una specifica normativa, o a mutarli, ovvero a disconoscerli nell'ambito del diritto pubblico e del diritto privato; 5 che sono connessi all'esigenza di giudicare in merito alla giustizia e alla correttezza dell'applicazione di norme, convenzioni o decisioni di qualsiasi tipo e natura nell'interesse di collettività sociali; 6 che sono utilizzati, attraverso canali di informazione pubblica o privata, in modo da influenzare la pubblica opinione. 3 Nei casi previsti dal comma 1 e nell'ambito delle competenze professionali dello statistico professionista e dello statistico, le relazioni conclusive che accompagnano i lavori sono firmate dallo statistico professionista o dallo statistico e contengono l'indicazione dei procedimenti adottati e dei criteri tecnici seguiti per l'approntamento e per l'esecuzione del lavoro. 4 L'elencazione di cui agli articoli 2 e 3 non pregiudica l'esercizio di ogni altra attività rientrante nelle competenze degli statistici, non espressamente elencata o conseguente al progredire delle tecniche statistiche. III DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI 4 (Iscrizione allalbo nel periodo transitorio) 1 In fase di prima applicazione, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge i candidati possono presentare domanda di iscrizione alla Commissione esaminatrice delle domande di cui al comma 4 dell'articolo 1, allegando il documento attestante il conseguimento della laurea, o altro documento idoneo per la sezione B, nonché la ricevuta del pagamento della tassa di concessione governativa nella misura prevista dalle vigenti disposizioni per le iscrizioni agli albi professionali. 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .