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Art. 2 Dipartimenti affidati a Ministri o Sottosegretari 1. Con decreto del Presidente, adottato ai sensi del comma 3 dell'articolo 21 della legge, può essere interamente riorganizzato il dipartimento per il quale cessi l'affidamento alla responsabilità di un Ministro o Sottosegretario di Stato, ancorché il dipartimento stesso sia disciplinato con decreto adottato ai sensi del comma 5 dello stesso articolo 21. Quest'ultimo decreto è abrogato dalla data di entrata in vigore del decreto di riorganizzazione. 2. Per i dipartimenti affidati a Ministri o Sottosegretari, al fine di garantire la continuità dell'azione amministrativa, il segretario generale esercita i poteri di cui all'articolo 8 del decreto-legge n. 543, ove non diversamente disposto, sino a che il Presidente, su proposta del Ministro o Sottosegretario competente, non investe dei relativi poteri il capo del dipartimento, un suo reggente, o altri funzionari. Si intendono in tal caso estese alla gestione dei relativi capitoli di bilancio le deleghe rilasciate dal segretario generale al vicesegretario generale e ai capi dei servizi aventi attribuzioni strumentali di carattere generale. 3. I capi dei dipartimenti ed i reggenti investiti di responsabilità gestionali ai sensi del comma 2 possono delegare a dirigenti parte dei propri poteri. 4. Quando l'affidamento di un dipartimento a un Ministro o Sottosegretario viene a cessare per causa diversa da quella di cui all'articolo 3, il segretario generale propone al Presidente, entro 30 giorni, la conferma o la sostituzione del capo del dipartimento. Restano ferme, sino a diversa disposizione del segretario generale, le deleghe attribuite al capo del Dipartimento e da questi ai dirigenti. Note all'art. 2: - Per il testo dei commi 3 e 5 del citato art. 21 della citata legge n. 400 del 1988 si veda nelle note alle premesse. - Per il testo dell'art. 8 del citato decreto-legge n. 543 del 1996, convertito, con modificazioni, dalla citata legge n. 639 del 1996, si veda nelle note alle premesse.