Document Type: resaula
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 406 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI-NOI DI CENTRO (Noi Campani): Misto-I-C-EU-NdC (NC); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,35). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 febbraio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 17 febbraio 2022 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Ministro della salute e dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali: «Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA)» (2533). Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori». Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo, riunitasi il 16 febbraio e nel pomeriggio di oggi, ha approvato modifiche e integrazioni al calendario della settimana corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 2 marzo. Nella seduta di oggi, che non prevede orario di chiusura, sarà discusso dalla sede redigente il disegno di legge n. 1684 sull'istituzione di un fondo per l'organizzazione di viaggi nella memoria per scuole secondarie di secondo grado. Si passerà quindi all'esame e alla votazione della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla proposta di attivazione di un conflitto di attribuzione per gli atti relativi a un procedimento penale nei confronti del senatore Renzi. Nella seduta di domani, alle ore 9,30, sarà discusso il disegno di legge sulla tutela giurisdizionale nel procedimento preparatorio per le elezioni politiche. Alle ore 12 il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale renderà un'informativa sulla crisi tra Russia e Ucraina. I Gruppi potranno intervenire per venti minuti. Nel pomeriggio di domani è prevista la discussione del disegno di legge sull'omicidio nautico e, dalla sede redigente, del disegno di legge sulla trasparenza dei rapporti tra imprese produttrici e operatori della salute, già approvato dalla Camera dei deputati. Su quest'ultimo provvedimento - fermo restando il mantenimento della sede redigente - la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito un breve rinvio in Commissione per consentire l'adeguamento della copertura finanziaria alla luce del parere espresso dalla Commissione bilancio. Nella seduta di giovedì 24 febbraio, che non prevede orario di chiusura, sarà discusso il decreto-legge proroga termini, in fase di approvazione presso la Camera dei deputati. Previa intesa tra i Gruppi, sono stati attribuiti per la discussione generale venti minuti al Gruppo Fratelli d'Italia e dieci minuti al Gruppo Misto. Il question time , già previsto per le ore 15 di giovedì 24, non avrà luogo. Il calendario dei lavori della prossima settimana prevede, a partire dalle ore 11 di mercoledì 2 marzo, la discussione del decreto-legge sul contrasto all'emergenza Covid nei luoghi di lavoro e nelle scuole, in corso di esame presso la Camera dei deputati. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 16 febbraio e nel pomeriggio di oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche e integrazioni al calendario della settimana corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 2 marzo: Martedì 22 febbraio h. 16,30 - Disegno di legge n. 1684 - Fondo «viaggi nella memoria» (dalla sede redigente) - Doc . XVI, n. 9 - Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla proposta di attivazione di un conflitto di attribuzione per gli atti relativi a un procedimento penale nei confronti del senatore Renzi Mercoledì 23 febbraio h. 9,30 - Disegno di legge n. 2390 - Tutela giurisdizionale nel procedimento preparatorio per le elezioni politiche - Informativa del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sulla crisi tra Russia e Ucraina (mercoledì 23, ore 12) ­- Disegno di legge n. 1402 - Omicidio nautico - Disegno di legge n. 1201 - Trasparenza dei rapporti tra imprese produttrici, operatori della salute e organizzazioni sanitarie (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente) - Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 228/2021, Proroga termini (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 28 febbraio) Giovedì 24 " h. 9,30 Gli emendamenti al disegno di legge n. 1402 (Omicidio nautico) dovranno essere presentati entro le ore 20 di martedì 22 febbraio. Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. … (Decreto-legge n. 228/2021, Proroga termini) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Mercoledì 2 marzo h. 11 - Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 1, Contrasto emergenza COVID nei luoghi di lavoro e nelle scuole (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade l'8 marzo) Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. … (Decreto-legge n. 1, Contrasto emergenza COVID nei luoghi di lavoro e nelle scuole) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 228/2021, Proroga termini) (Gruppi 30 minuti, escluse dichiarazioni di voto) Misto 10' FdI 20' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 1, Contrasto emergenza COVID nei luoghi di lavoro e nelle scuole) (5 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 20' Governo 20' Votazioni 20' Gruppi 4 ore, di cui M5S 42' L-SP-PSd'Az 39' FIBP-UDC 34' Misto 33'+5' PD 30' FdI 23'+5' IV-PSI 21' Aut (SVP-PATT, UV) 18' Dissenzienti da stabilire Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 1684 Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, recante «Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti», al fine di prevedere un fondo per favorire l'organizzazione da parte delle scuole secondarie di secondo grado di «viaggi nella memoria» nei campi medesimi PIROVANO ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1684. La relatrice, senatrice Saponara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. SAPONARA, relatrice . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, Fondo per i viaggi della memoria, molto in sintesi, è il titolo del disegno di legge che oggi in quest'Aula siamo chiamati a licenziare dopo l'esame in sede redigente in 7 a Commissione. Dal titolo, il disegno di legge potrebbe apparire o far presagire qualcosa di affascinante e romantico, ma in realtà intende dare maggiore forza la legge n. 211 del 20 luglio del 2000, con cui è stato istituito il Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Per capirlo e comprenderlo meglio, vale la pena ripercorrere brevemente le tappe che hanno portato all'istituzione di una giornata dedicata alla memoria della shoah - termine ebraico con il quale viene indicato lo sterminio degli ebrei vittime del genocidio nazista - identificata nel 27 gennaio, in quanto giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. È a partire del 1960, con un rinnovamento dei programmi scolastici, che si inizia a intraprendere la strada del recupero della memoria e i dibattiti storiografici su temi della deportazione e della shoah assumono una certa importanza, anche per la risonanza destata da importanti processi in Germania contro i carnefici nazisti e del successo di pubblico di fondamentali testimonianze letterarie sulla shoah , quali i libri di Primo Levi e Anna Frank, che diventano veri e propri classici letti e studiati anche nelle scuole. Col decreto ministeriale del 4 novembre 1996 n. 682 vengono dettate modifiche ai programmi di storia nelle scuole di ogni ordine e grado, ampliando l'attenzione sui fatti del Novecento e dando il via, da quel momento, a una particolare attenzione alle leggi razziali, ai rapporti tra il fascismo e la deportazione, alla storia dei campi di concentramento, portando allo sviluppo di numerosi progetti che spesso si concludono con viaggi nei luoghi della memoria e nei predetti campi. Da allora in poi il ricorso alla testimonianza è diventato un elemento fondamentale nell'ambito della didattica della shoah . L'incontro con il testimone è sempre stato basilare, perché crea una empatia enorme e dà agli studenti la possibilità di toccare la storia e di intraprendere un cammino di conoscenza capace di incidere sulla propria vita in modo duraturo, cercando di evitare il rischio che l'emozione passi e non resti nulla di quanto si è ascoltato e appreso. Si giunge infine nel 2000 all'istituzione del Giorno della Memoria, con la legge n. 211 del 2000, che ha incentivato sempre più iniziative scolastiche, i cui protagonisti sono stati spesso proprio i sopravvissuti con i loro racconti di prigionia. (Brusio) . Signor Presidente, mi scusi ma c'è molta confusione; è un argomento che penso interessi tutti. PRESIDENTE. Ha ragione, senatrice. Richiamo l'Assemblea a mantenere almeno un tono basso per consentire alla relatrice di parlare. SAPONARA, relatrice . Se è vero che l'ascolto diretto dei testimoni sopravvissuti a quell'inferno è fondamentale per smuovere le coscienze dei giovani, è altrettanto vero che con il passare degli anni quegli stessi testimoni sono sempre meno, per cui assume ancora più importanza la visione diretta dei luoghi, per mantenere viva la memoria dei fatti. Da quest'ultima considerazione è nata la necessità di offrire agli studenti una maggiore possibilità di visitarli, perché quei luoghi possono parlare, possono raccontare la tragedia di chi in essi ha subito atrocità enormi e di chi, pur sopravvivendo ad essi, ora non c'è più. Sensibilizzare i giovani e portarli a riflettere sul triste capitolo di storia è quindi l'obiettivo del disegno di legge oggi in quest'Aula, con cui si intende agevolare appunto i viaggi nella memoria. Il disegno di legge si compone di un solo articolo, modulato secondo le indicazioni del parere della 5 a Commissione. Tale articolo va a novellare la suddetta legge 20 luglio 2000, n. 211, con l'istituzione, presso il Ministero dell'istruzione, di un fondo con una dotazione di un milione di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, per promuovere e incentivare, nel rispetto dell'autonomia scolastica, i viaggi nella memoria ai campi di concentramento nazisti per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado, al fine di far maturare la coscienza civica delle nuove generazioni rispetto all'estrema sofferenza patita dal popolo ebraico durante la persecuzione nazista della shoah . Spetterà quindi sempre al Ministero dell'istruzione, con un proprio decreto da adottare entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge, definire le modalità di utilizzo delle risorse e stabilire la tipologia di spese finanziabili. Al Ministero dell'economia va invece il compito, con un proprio decreto, di apportare le variazioni di bilancio occorrenti. In quanto relatrice del provvedimento, ho presentato in Commissione un ordine del giorno, accolto dal Governo, con l'invito a valutare la necessità di prevedere nel decreto attuativo l'aumento, se possibile, negli anni di tale fondo e a fare in modo che almeno il 40 per cento di tali risorse sia destinato prioritariamente all'organizzazione di viaggi nella memoria da parte di scuole secondarie di secondo grado site in territori disagiati o connotate dalla presenza di studenti in condizione di disagio sociale; oltre che, infine, a prevedere forme di sensibilizzazione all'organizzazione di viaggi nella memoria e altre forme di approfondimento della storia della shoah rivolte a istituti scolastici che non abbiano organizzato tali viaggi nel triennio precedente. Questo, in sintesi, è il contenuto del disegno di legge. Prima di concludere, Presidente, vorrei ringraziare la collega Daisy Pirovano, che, in quanto prima firmataria del disegno di legge, ha dimostrato una grande sensibilità verso questo argomento, e naturalmente tutto il Gruppo Lega, che lo ha sottoscritto. Ringrazio il Presidente della 7 a Commissione, senatore Riccardo Nencini, e tutti i colleghi senatori della Commissione che hanno appoggiato e condiviso il disegno di legge e il suo iter . Ringrazio infine il sottosegretario Barbara Floridia, per la disponibilità ad accompagnarci fino alla conclusione dell' iter stesso, sia in Commissione che oggi in Aula, dove auspico un voto unanime dell'Assemblea. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. FLORIDIA, sottosegretario di Stato per l'istruzione . Signor Presidente, rivolgo un ringraziamento alla 7 a Commissione, alla relatrice del provvedimento e al Presidente della Commissione stessa. Ritengo che coltivare la memoria sia fondamentale: questo è riconosciuto e lo sappiamo tutti. Ma in questo provvedimento, seppur apparentemente piccolo, il pensiero di fornire alle scuole gli strumenti anche economici per permettere ai ragazzi di usufruire di queste opportunità per coltivare la memoria credo sia stato un ottimo obiettivo raggiunto dalla Commissione. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Poiché il disegno di legge, nel testo formulato dalla Commissione, si compone del solo articolo 1, passiamoalla votazione finale. Colleghi, posso chiedere cortesemente un po' di silenzio quando intervengono gli altri colleghi? Vi ringrazio. NENCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, voglio ringraziare pubblicamente la senatrice Saponara per l'ottimo lavoro fatto, così come voglio ringraziare i colleghi della Commissione che ho il privilegio di presiedere. La discussione di questo disegno di legge, anche se si tratta di un provvedimento che possiamo definire minore, è uno di quei casi rari attraverso i quali passa anche una parte di scrittura nuova della storia del Paese. Un grande francese, Renan, riteneva che le Nazioni nascono quando c'è comune sentire e il comune sentire avviene soltanto su dei valori fondamentali. Il fatto che la Commissione e - come spero e auspico - oggi anche l'Aula vogliano scrivere la parola fine per quanto riguarda valori fondanti della società italiana e della nostra Nazione riguardo al dramma e alla tragedia avvenuti tra il 1940 e il 1945 trovo sia una storia importante che, attraverso la relatrice, il Senato comincerà a scrivere. C'è però una seconda considerazione, che è figlia della prima, nel senso che la scelta fatta da alcune Regioni, a cominciare dalla mia molti anni fa - la Toscana - di portare studenti a vedere e toccare con mano quello che è accaduto tra il 1940 e il 1945 è il modo corretto perché la memoria non ripeta quelle tragedie. Infilare la tragedia negli occhi è uno dei modi migliori e più efficaci perché il pregiudizio cada e, soprattutto, perché non si segua la folla quando prende una strada che rappresenta poi, alla fine, il destino sbagliato delle grandi e piccole comunità. La domanda che dobbiamo ancora oggi porci, alla quale è stata data una risposta diversa e non conclusiva da parte degli storici, dei sociologi e degli psicologi, è perché l'Europa allora cadde in quella tragedia. Stiamo parlando di un'Europa che rappresentava un faro nella civiltà universale da ogni punto di vista, nella storia della letteratura, delle arti visive, della musica. Eppure, quell'Europa divenne madre di una tragedia senza fine, che ha avuto pochi uguali nella storia dell'umanità. È significativo che nessuno vide, nemmeno fra i grandi intellettuali del tempo. Ci fu solo uno che, nel 1939, predisse quello che sarebbe accaduto e morì suicida: fu Benjamin, in Spagna. Non vide invece Sartre che, il giorno stesso in cui Hitler invadeva Varsavia e apriva il primo campo di concentramento, parlava alla stazione di Parigi con Simone De Beauvoir della sua ultima conquista, la seduzione di Wanda. Non vide nemmeno Marlene Dietrich che, da una spiaggia tedesca, scrisse sul suo diario: «È una settimana indolente, di sole, di bagni, di alcol» e Hitler aveva già invaso la Polonia. Ricordo questo perché non è vero che la storia non si ripete. La storia ripete una parte del suo destino in maniera diversa, perché cambiano i tempi e i tempi hanno strumenti diversi con cui la storia si ripete, ma non è affatto vero che non si ripete. Non è questo il tempo - e ho concluso - nel quale possiamo rischiare di tornare a quella stagione amara e drammatica. Questo, però, è un tempo, una stagione in cui la facilità di linguaggio, il pregiudizio, il lavoro nei social - e non soltanto questo - e soprattutto - vorrei dire - la superficialità ci portano spesso ad affrettare giudizi di diversità che dobbiamo combattere ferocemente. Aveva ragione un nostro collega, poeta grandissimo e senatore per pochissime settimane - si chiamava Mario Luzi - quando sosteneva, con una poesia straordinaria, che la libertà è una palestra nella quale bisogna andare ogni giorno. Se non ci vai ogni giorno, muore e, siccome muore ogni giorno, non ti accorgi che muore. (Applausi) . BARBARO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (FdI) . Signor Presidente, preliminarmente verrebbe spontaneo aprire questa dichiarazione di voto con alcune riflessioni sulla esiguità della cifra che è stata stanziata per permettere i viaggi della memoria. Lo ha detto poco fa anche il sottosegretario Floridia, riferendosi a quel piccolo stanziamento che ha contraddistinto il disegno di legge in esame. Crediamo, tuttavia, sia più opportuno soffermarci sull'enorme portata simbolica del provvedimento, sulla quale ovviamente anche noi di Fratelli d'Italia vogliamo dare il nostro contributo. Il disegno di legge, nel novellare la legge n. 211 del 2000, che ha istituito il Giorno della Memoria, ha riproposto il tema della sensibilizzazione sulle questioni relative ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. In tal senso il provvedimento ha voluto incentivare e favorire i viaggi della memoria nei luoghi dove si è compiuta la barbarie più efferata delle persecuzioni. I viaggi della memoria nei campi di concentramento nazisti da parte degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado devono contribuire a formare, nella maturazione della coscienza critica dei nostri ragazzi, una compiuta determinazione a essere guardiani della libertà, al fine che mai più si ripeta tale abominio dell'uomo contro l'uomo, e, altresì, che mai più siano praticati il dispotismo, l'autoritarismo e la tirannia. In quei campi di detenzione e di sterminio si è celebrato il ferale rito dell'odio fanatico, del bieco razzismo, della viltà violenta e degradante. Quei luoghi siano oggi un monumento perenne al valore della libertà, la cui mancanza può degenerare fino all'istituzione dei campi di morte. Ognuno di quei campi tecnicamente era una struttura governativa, incardinata in una burocrazia dello Stato e affidata a uomini dello Stato, incaricati di perseguire un criminale interesse collettivo della pubblica amministrazione. Riflettiamo su questo dato: in buona parte i reclusi di quei campi erano essi stessi cittadini tedeschi, non nemici catturati. Il loro stesso Stato, le loro istituzioni e il Governo avevano deciso che costoro non meritassero di vivere nella società e da essa dovessero essere esclusi e perseguitati, senza altra colpa che semplicemente esistere. Mai più ciò dovrà e potrà accadere. I campi di concentramento nazisti, così come i gulag della Russia sovietica, fino a strutture in realtà tutt'ora esistenti nei regimi autoritari contemporanei, possono avere differenze sulla tipologia dei detenuti, deportati per ragioni razziali, religiose o politiche, ma in comune hanno pur sempre una cosa: la brutalità del totalitarismo. Nel preannunciare il voto favorevole del Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia, anche personalmente tengo a condividere l'importanza di questo disegno di legge, con l'auspicio che esso autenticamente contribuisca a offrire alle nuove generazioni elementi di riflessione intimi, profondi, durevoli. È assolutamente giusto mostrare profondo rispetto nei confronti della sofferenza patita dal popolo ebraico durante la persecuzione della shoah ed è eticamente necessario che, nell'età evolutiva, le istituzioni, a partire da quelle scolastiche, offrano agli italiani del futuro l'occasione per comprendere quanto sia motivato e importante questo rispetto. È nel sonno della pubblica coscienza che maturano le dittature. È fondamentale, ma non basta, ricordare e celebrare tutti coloro che sono stati oggetto di persecuzioni. Occorre altresì un'analisi efficace, anche frutto dell'esperienza fisica del viaggio nei luoghi di tali persecuzioni, per interiorizzare fino in fondo i pericoli del fanatismo e dell'integralismo, mali del tempo passato che non siamo ancora riusciti a sradicare. L'odio dei campi di sterminio contro gli ebrei, nella sua infinita tragicità, a tanti anni di distanza può trasformare quei luoghi che furono teatro di morte in novelli altari di libertà, da visitare con contegnoso rispetto. Da questi viaggi si formi la gioventù che capisca l'importanza della libertà e sia pronta sempre a difenderla. È vero, come ha scritto nella relazione la collega prima firmataria di questa legge: i luoghi possono parlare. Occorre avere la predisposizione e la sensibilità per sapere ascoltare. La storia dell'uomo ci consegna la voce dei tanti luoghi che parlano di sofferenza, di eccidio, di vittime inermi e di carnefici spietati. I viaggi della memoria siano quindi promossi, favoriti, incentivati e sempre più praticati. Ma mi si consenta l'auspicio che gli stessi non si limitino a una forma di tragico turismo della morte. La scuola si prodighi nell'analisi e nello studio dei fatti che portarono a tali atrocità e sappia educare e formare la coscienza civile degli studenti sia verso il ricordo rispettoso, sia anche verso la difesa della libertà, il più supremo tra i beni. Mi sia consentita una citazione dall'opera «Se questo è un uomo» di Primo Levi: «I lager tedeschi costituiscono qualcosa di unico nella pur sanguinosa storia dell'umanità: all'antico scopo di eliminare o di terrificare gli avversari politici, affiancavano uno scopo moderno e mostruoso, quello di cancellare dal mondo interi popoli e culture». Che mai più si ripeta tutto ciò. Nel confermare, quindi, senza alcun esitazione il voto favorevole di Fratelli d'Italia, ci pare altresì doveroso sottolineare come il nostro partito si è da sempre schierato contro tutte le forme di antisemitismo presenti in Europa. In quanto membro del Partito dei conservatori e riformisti europei (ECR) - raggruppamento che tra gli altri gode anche del sostegno del partito israeliano del Likud - Fratelli d'Italia ha una posizione chiara e netta di condanna dell'antisemitismo, così come di ogni altra forma di razzismo e xenofobia. In Italia, il nostro partito ha denunciato più volte l'incapacità di vedere l'antisemitismo nella sua interezza. Vale la pena ricordare che Fratelli d'Italia ha presentato una mozione, che giace dimenticata in Senato, per condannare ogni forma di antisemitismo, quello di estrema destra come quello di estrema sinistra, che si cela dietro l'odio per Israele, e soprattutto quello di matrice islamista. Allora colgo l'occasione anche per riprendere alcuni passaggi di quella mozione - non voglio leggerla tutta - importanti e fondamentali che voglio lasciare agli atti di questa dichiarazione di voto. Leggo dalle premesse: «esiste a tutt'oggi un antisemitismo contemporaneo, che assume forme diverse, la cui condanna deve essere ribadita con fermezza e senza forma alcuna di reticenza». Nelle considerazioni della mozione si fa riferimento a diversi esempi di carattere sia storico che politico, che hanno permesso la sua costruzione e sono riportati con estrema fedeltà: «l'antisemitismo si manifesta in diverse forme. Nel maggio 2017 Jonathan Greenblatt, CEO e direttore nazionale dell'Anti-defamation league, denunciò che milioni di messaggi antisemiti diffondono costantemente su "Twitter" stereotipi negativi e complottisti riguardo agli ebrei; il centro studi "Machiavelli" ha pubblicato e divulgato, in data 22 settembre 2018, il rapporto «L'antisemitismo nell'Europa contemporanea», realizzato da Fiamma Nirenstein, nel quale si evidenzia come "ai vecchi stilemi antisemiti" del passato "se ne sono aggiunti oggi di nuovi, travestiti da critiche a Israele ma in realtà motivati da odio verso gli ebrei in quanto tali", e attualmente riconducibili a tre matrici: il fondamentalismo islamico; alcune frange di estrema sinistra; alcuni movimenti di estrema destra; nel rapporto viene sottolineato come a pesare, oggi, sia soprattutto "l'antisemitismo di matrice islamica, la cui origine affonda nell'odio religioso e si nutre dell'ideologia islamista"». Ben più importante è il "Rapporto sulle tendenze e gli episodi di antisemitismo del 2017", presentato dal ministro israeliano della diaspora Naftali Bennett, il quale durante la Giornata della Memoria ha dichiarato: «La popolazione di rifugiati in Europa è diventata un fattore di rischio per la comunità ebraica» e «oltre il 50 per cento dei rifugiati nell'Europa occidentale sostengono opinioni antisemite». Infine, «come sottolineato dal "Rapporto sulle tendenze e gli episodi di antisemitismo nel 2018", presentato dal Governo israeliano il 27 gennaio 2019, il fenomeno dell'antisemitismo vede anche una sorta di patto tra l'integralismo islamico e frange dell'estrema sinistra, "i cui interessi sono apparentemente incompatibili, ma che cooperano contro Israele e gli ebrei"». Mi avvio alle conclusioni, richiamando sempre il contenuto della mozione e l'impegno al Governo ad adottare tutte le opportune iniziative. Il Gruppo Fratelli d'Italia continua a pensare che il modo migliore per ricordare l'atrocità dell'Olocausto sia chiamare le cose con il loro nome e riconoscere l'antisemitismo in tutte le sue forme, senza omertà o calcoli politici. Per i motivi che ho appena citato, dichiaro a nome del Gruppo Fratelli d'Italia il voto favorevole al disegno di legge in esame. (Applausi) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare la relatrice, senatrice Saponara, e tutti i colleghi che hanno sostenuto questa proposta di legge e in particolare la sua prima firmataria, la senatrice Daisy Pirovano, con la quale condividiamo responsabilità importanti nella Commissione contro ogni discriminazione e contro l'istigazione all'odio, fortemente voluta da Liliana Segre. Con la senatrice Pirovano, più volte in questi mesi abbiamo parlato di questa legge, del suo valore e del suo significato nel tempo che viviamo. Il Gruppo Partito Democratico ha da subito sostenuto con forza questa proposta di legge, che oggi finalmente è approdata nell'Aula del Senato, volta ad istituire un fondo da destinare ai viaggi della memoria, che permetteranno a sempre più ragazze e ragazzi delle nostre scuole di visitare luoghi emblematici, luoghi di martirio e di abominio, luoghi sacri alla nostra coscienza civile di italiani e di europei. Nei campi di sterminio nazisti venne compiuto il crimine assoluto e fu un crimine politico, pianificato e messo in atto con efferata meticolosità. La shoah fu l'abominio della volontà di potenza e di sopraffazione che diventa volontà di sterminio di un intero popolo, il popolo ebraico. In quei campi morirono milioni di ebrei, rom, sinti, deportati politici, omosessuali, internati militari. In quei campi è morta l'umanità intera e noi abbiamo il dovere di sapere e di ricordare quello che è stato. Nel pensare a tutto questo, ci coglie una vertigine di fronte a un orrore che sembra indicibile, quello della shoah , un'enormità che lascia atterriti. Invece noi abbiamo il dovere di trovare le parole e le azioni per riscattarci da quell'orrore. Abbiamo il dovere della memoria. Perché la memoria rende liberi, ha detto Liliana Segre, racchiudendo in questo monito la sua scelta di vita e di testimonianza ed un precetto morale e civile per ognuno di noi, per ogni persona. Penso, Presidente, che i numeri tatuati sul braccio di Liliana non siano incisi solo sul suo corpo, ma siano ferite aperte anche per ognuno di noi. La memoria è un legame tra le generazioni e a questo serve questa legge. È un legame che costruisce identità, appartenenza, senso di comunità. La nostra democrazia ha bisogno della memoria storica e politica, che è consapevolezza e cittadinanza. Nel nostro Paese, c'è stata a lungo una sorta di rimozione di quel che è stata la shoah , di quel che fu la vicenda italiana nella dimensione più vasta della shoah . Le leggi razziali e razziste del 1938 furono il punto più infimo della nostra storia, ci fu una complicità nella shoah ed è la più drammatica tra le responsabilità storiche del fascismo. È un passato e una responsabilità che ci riguarda. L'Italia seppe risollevarsi dalle macerie materiali e morali del Fascismo con la riscossa civile della Resistenza, con la scrittura della nostra Costituzione repubblicana, che ha come fondamento i principi di eguaglianza, di non discriminazione, di rispetto inviolabile della dignità umana. Non sono principi astratti; è vita quotidiana, è possibilità di emanciparsi, di esprimersi, di realizzare il proprio progetto di vita, qualunque sia il colore della pelle, il credo religioso, l'idealità politica, l'orientamento sessuale. Viviamo - nel tempo di oggi - una recrudescenza dei discorsi di istigazione all'odio, con una pervasività legata alla capacità di propagazione nella rete; un linguaggio d'odio indirizzato contro le minoranze che, il più delle volte, prende avvio da campagne organizzate; ed è un veleno che corrode la nostra democrazia, la convivenza, la coesione, e che non ha nulla a che fare con il conflitto sociale né con il dibattito politico, anche aspro, che invece sono il fulcro della vitalità democratica. Presidente, l'antidoto a tutto questo è la memoria, la conoscenza della storia che insegna a distinguere torti e ragioni, a non disperderli in un qualunquismo indistinto, perché un Paese senza memoria è un Paese che non ha futuro, ed è nelle aule di scuola ogni giorno che si impara la democrazia; è lì che si impara a vivere, anzitutto nella consapevolezza del rispetto dell'altro, della reciprocità. Non può esserci alcuna zona franca né in rete né fuori dalla rete, per insulti o violenze verbali, perché sono l'anticamera della discriminazione, perché portano il veleno sottile della consuetudine e della banalizzazione dell'odio, che è quanto di più pericoloso perché fa riemergere stereotipi, pregiudizi e false narrazioni che alimentano ad arte risentimenti. Il caso dell'antisemitismo è quello più paradigmatico. È riemerso violentemente in questi mesi di pandemia, in un crescendo di falsità, di complottismo, di cospirazionismo. Abbiamo assistito a situazioni inaccettabili: la messinscena no vax con l'accostamento tra la deportazione e il green pass è un caso di scuola di banalizzazione della shoah , di negazionismo, di capovolgimento della realtà, di derisione. C'è sempre un punto di congiunzione tra la manipolazione e la discriminazione, e l'antidoto è la memoria, una coscienza civile condivisa: la consapevolezza che nasce nel sentirsi parte di un destino collettivo e non solo individuale. Presidente, nei sotterranei della stazione centrale di Milano, accanto a quello che era un deposito postale, c'è il Binario 21, da dove in migliaia vennero condotti con la forza nei treni piombati, e da quei convogli poi tradotti nei campi di sterminio, mandati a morire. Nella sua testimonianza Liliana Segre racconta che nel tragitto dal carcere alla stazione di Milano nessuno volle vedere; i più voltarono lo sguardo, voltarono le spalle e la loro coscienza. Presidente, oggi il Binario 21 è il memoriale della shoah e Liliana Segre ha voluto che su quel muro, di fronte a tutti coloro che arrivano, ci fosse scritta - molto grande - la parola «indifferenza». L'indifferenza può uccidere anche una democrazia. Presidente, penso che questo provvedimento serva a tenere vivo e ad alimentare un sentimento civile: la memoria che può diventare partecipazione e condivisione. Penso che la legge che stiamo per approvare sia un dovere da parte nostra nei confronti di chi da quei campi di sterminio non è mai tornato è un dovere verso le nuove generazioni che continueranno a costruire la nostra Repubblica. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, io ringrazio la relatrice, i presentatori e anche la Commissione per il lavoro svolto su questo disegno di legge, che è molto importante, e non soltanto perché è stato condiviso da tutti. Vorrei, infatti, ricordare che completa la legge originaria, che vide l'istituzione del Giorno della Memoria. Da allora, tanti studenti, tanti insegnanti, tante scuole, tante Regioni e Comuni hanno iniziato un percorso, che è stato assolutamente fondamentale negli ultimi anni. Quello dei viaggi della memoria, di andare ad Auschwitz nei campi di concentramento, è un percorso che è stato accompagnato da moltissimi dei sopravvissuti, come Piero Terracina. Insieme ai ragazzi, e con grande dolore, sono tornati in quei luoghi e hanno messo a disposizione dei ragazzi stessi una esperienza di dolore terribile. Per tantissimi anni molti di loro non hanno mai voluto neanche parlarne. Questo percorso è iniziato, con i ragazzi e con loro, e lo dico perché quei luoghi possono parlare al cuore e alla mente. Possono non solo essere un simbolo, ma anche far comprendere fino in fondo quello che è accaduto. Trovarsi di fronte a quello che, nella storia tremenda del Novecento, è il male assoluto può far capire quello che è accaduto. Ancora la scorsa legislatura, in quest'Aula si discusse del disegno di legge, tra l'altro anche molto discusso, sulla questione del negazionismo. La vicenda del negazionismo non è risolta, come molti di noi hanno pensato. Anzi, io penso che i viaggi della memoria non dovrebbero riguardare soltanto le scuole, ma andrebbero forse estesi alla platea maggiore, per far sì che si tocchi con mano quel che in quei luoghi è accaduto. Ciò che è accaduto è che degli uomini hanno potuto concepire e pianificare lo sterminio di altre persone, considerandole esseri inferiori. Questo è quello che è accaduto e, siccome è accaduto, può accadere di nuovo. Non è vero che quel male assoluto è stato cancellato una volta e per sempre dalla storia. È questa la funzione fondamentale dei viaggi della memoria, che risiede non soltanto nel viaggio, ma anche nel percorso, nella partecipazione, nel lavoro che si fa all'interno delle scuole stesse. Per noi e per il nostro Paese ciò è molto importante, perché nella storia del nostro Paese hanno lasciato un segno terribile le leggi razziali. Non dimentichiamo mai quello che è stato il regime fascista, che fece una scelta che poteva non fare; una scelta che ha lasciato nel nostro mondo, in quello della scuola, dell'università, della cultura, delle tracce indelebili e ha accompagnato e gestito le deportazioni nelle nostre città: nella mia città, quella del 16 ottobre. Tornando alla tecnicalità, le risorse sono certamente non tantissime, ma è molto importante che il fondo sia stato istituito, in quanto significa che vi è una capacità, da parte delle istituzioni, di mettersi al servizio per far crescere una coscienza collettiva in un momento come quello attuale. Prima dicevo: siccome è accaduto, può riaccadere. Noi non dobbiamo sottovalutare, come spessissimo si fa (lo si è fatto anche negli ultimi due anni terribili che abbiamo vissuto), le campagne d'odio e istigazione al razzismo, i complottismi e l'antisemitismo che, purtroppo, come un fiume carsico cerca sempre di riaffiorare nella storia dell'umanità con tesi assurde sui complotti e sulle plutocrazie. A maggior ragione, proprio in questo preciso momento storico, in cui i social possono tra l'altro diventare uno strumento ancora più pericoloso di grande espansione per veicolare i messaggi di odio e razzismo, è fondamentale che la nostra scuola e le Istituzioni siano al servizio di una capacità non solo di trasmissione della memoria ma di crescita e coscienza collettiva. A mio avviso, al di là dei fondi che potranno essere incrementati ogni anno, è questo il significato profondo del provvedimento in esame, che - torno a ripete - completa l'istituzione del Giorno della Memoria; un giorno che per il nostro Paese, la scuola italiana e decine di migliaia di ragazzi che sono andati ad Auschwitz nei campi di concentramento, è stato un elemento fortissimo di crescita, coscienza e partecipazione. Di questo ringrazio ancora la relatrice e la Commissione per il lavoro svolto. In conclusione, preannuncio il voto favorevole della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto. (Applausi) . PEROSINO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, nell'esprimere il voto favorevole di Forza Italia, confermo e provo a illustrare ciò che penso al riguardo e che è frutto anche di discussioni tra i colleghi di partito e della mia attività politica e amministrativa e che spero sia nella condivisione dei colleghi. Vorrei inoltre esprimere alcune idee anche nel solco dei lavori della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, presieduta dalla senatrice Segre, di cui faccio parte. La legge 20 luglio 2000, n. 211 ha istituito il 27 gennaio di ogni anno il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni nei confronti del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Parlare di questo mi ricorda quando da bambino sentivo raccontare dai sopravvissuti i terribili fatti che erano loro accaduti in quanto ebrei o militari. Si trattava perlopiù di alpini che erano stati prelevati sui campi di battaglia in occasione dell'8 settembre. Ricordo che mi sembrava impossibile e inverosimile. Facevo domande fino al punto in cui, sentendo le risposte, mi veniva il groppo alla gola e, bambino, non riuscivo più a parlare. Negli anni successivi i superstiti hanno raccontato qualche cosa di più: sono arrivati libri, film e dibattiti e la sensazione che avevo era che fossero trattati non come bestie (perché le bestie si trattano bene), ma in modo inumano. C'è stato l'impazzimento di un popolo, un Continente - l'Europa - e della Germania. In un momento di debolezza della fede sembra di poter dire che Dio si era girato dall'altra parte. Secondo me, nessun negazionismo è possibile: dire ridicolo è troppo poco perché si tratta di un atteggiamento gravissimo e finanche perseguibile. Allo stesso modo, sono ugualmente da condannare i negazionismi delle foibe e dei gulag . La realtà umana supera sempre la fantasia. La violenza senza limiti per annientare il popolo ebraico quale causa di tutti i mali della storia: questo pensavano Hitler, alcuni attorno a lui e tutti coloro che sono stati soggiogati dalle sue pazze idee. Un'altra componente era la vendetta verso gli italiani che avevano tradito. E, allora, lavori forzati, oppure morte attraverso metodi di sofferenza che soltanto menti perverse potevano inventare, soprattutto a partire dai più deboli, quali donne e bambini. Ora, come tramandare quanto è successo affinché il ricordo illumini la mente? Certamente, a seguito dell'istituzione della Giornata della Memoria, sono aumentate le cerimonie che già si tenevano. Cerimonie solenni e pubbliche, accompagnate dalla pubblicazione di libri, da film e dall'educazione della scuola. Le visite ai campi di concentramento di Auschwitz (di cui ricordo il 27 gennaio l'anniversario dell'abbattimento del suo cancello), Mauthausen, Dachau, Buchenwald e altri, è un momento che di fatto obbliga coloro che li visitano, adulti o giovani, a confrontarsi con la storia e con quanto là dentro successe. Aver ulteriormente stanziato un piccolo fondo che può servire come contributo per i viaggi e può diventare significativo se ben usato, con decreto del Ministero dell'istruzione, affinché gli alunni degli ultimi due anni delle scuole superiori aumentino il numero delle visite, penso sia una decisione saggia del Parlamento tanto più in questi giorni in cui i venti di guerra, qualunque essa sia, tornano a soffiare. Tali venti non soffiano bene perché la guerra è sempre da condannare. Affinché perciò non si ripeta in alcuna forma quanto successo in quegli anni facciamo questo sforzo e rinnoviamone il ricordo nella data di oggi. (Applausi) . PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, quanto vale una vita umana? Si può misurare in denti d'oro per fare lingotti, si può misurare in capelli per fare materassi, si può misurare in cenere per fare fertilizzanti. Queste sono le cose che vediamo con i nostri occhi quando andiamo nei campi di concentramento. Due anni fa, il 27 gennaio del 2020, parlavo in quest'Aula in occasione del Giorno della Memoria per presentare la mozione e contestualmente il relativo disegno di legge. Pochi giorni dopo, il 22 febbraio 2020, il Covid arrivava a Bergamo e io, da sindaco, sono stata assente per tanto tempo dall'Assemblea per gestire l'emergenza. Il disegno di legge è rimasto «congelato» in mezzo alla pandemia, ma strada facendo, mi sono resa conto che era diventato ancora più importante proprio per quanto successo in questi due anni. Quanto vale una vita umana? 1.500 lire per un bambino ebreo, 3.000 lire per una donna, 5.000 per un uomo; questa è la cifra che prendevano coloro che nel nostro Paese denunciavano gli ebrei per mandarli nei campi di concentramento. Ad Auschwitz quattro enormi camere a gas, che riuscivano ad uccidere nei giorni per loro migliori fino a 6.000 persone, erano il vanto di Rudolf Hess. Un'economia, quella tedesca, che prosperava non solo sul lavoro forzato nei campi, ma anche sulla morte stessa degli ebrei. Ebrei che sono stati traditi dal Governo che doveva proteggerli. Quanto vale una vita umana? Quanti punti di PIL siamo disposti a perdere per salvare delle vite umane? Secondo alcuni economisti il valore di un uomo si calcola in base al PIL del suo Paese. In Italia una vita umana vale 4,7 milioni di dollari, alle Bermuda 15,5, in Burundi solo 45.000. Sembra che questa tendenza a quantificare il valore della vita sulla base della capacità di produrre reddito derivi dallo schiavismo, dalle piantagioni del South Carolina nel 1740. Anche i disabili erano un peso economico per i nazisti e anche questi hanno trovato la morte nei campi di concentramento. Sono due anni che mi chiedo quanto valga una vita umana; due anni nei quali i fenomeni di istigazione all'odio sono aumentati in modo preoccupante anche nei confronti degli ebrei. Per qualcuno ancora oggi nelle camere a gas si faceva la doccia; per qualcuno la shoah è un'invenzione; per qualcuno sono morti, ma non proprio così e non proprio così tanti; per qualcuno nel camion militari di Bergamo c'erano delle bare vuote. Sembra che in ogni epoca storica la logica del negazionismo sia invertire causa con effetto, perché, secondo i negazionisti della shoah, gli Alleati avevano bisogno del mito dell'Olocausto per giustificare l'occupazione della Germania nel 1945. Dico questo solo per fare un esempio, ma ce ne sarebbero molti altri. Allo stesso modo, limitare la libertà individuale per evitare che tutto il Paese soffrisse come la mia gente, si è tradotto in una frase del tipo: con la scusa del Covid si è fatta questa legge. Infatti, negare a un popolo ciò che ha causato una profonda sofferenza è qualcosa di disumano, che aumenta il dolore, lo amplifica e non permette di rimarginare le ferite. Il negazionismo, però, non è solo ignoranza, ma soprattutto paura, perché è un classico meccanismo di difesa: il diniego psicologico, la paura che l'uomo possa essere davvero capace di tali atrocità, che è meglio negare. L'uomo però ne è capace davvero. È paura che se fosse vero, se un giorno qualcuno si svegliasse e dicesse di voler sterminare tutti quelli coi capelli castani, una persona con i capelli castani come potrebbe combattere contro chi vuole distruggerla? Semplicemente ricordandosi che il coraggio è ciò che cambia il destino di un popolo, perché gli uomini malvagi ci sono sempre stati e ci saranno sempre, perché un pazzo può svegliarsi un giorno e venire seguito da altri che, magari per interessi politici, economici, o personali gli danno corda senza nemmeno rendersi conto di dove sta andando, di quale tragedia si sta creando. In ogni epoca siamo sempre occupati a fare qualcos'altro, ad avere sempre più cose o ad avere sempre più like, mentre la memoria è l'unica cosa che abbiamo per far sì che la storia tramandi un'esperienza di migliaia di anni ed è impossibile che ciascuno di noi la conservi se non viene tramandata dalle generazioni. (Applausi) . I giovani saranno la nostra salvezza, magari anche alcuni di quelli che sono stati o che andranno in viaggio nei campi di concentramento, perché basta anche che solo uno capisca che è successo davvero e può succedere ancora. Tuttavia, prima di dar loro le ali per volare, come dovrebbe fare questo Parlamento legiferando assieme al nostro Governo, bisogna che arrivino nel profondo dell'abisso dell'animo umano e vedano chiaramente cosa può succedere e da cosa potrebbero doversi difendere in futuro, da cosa potrebbero dover difendere i propri cari. Oggi ho saputo per caso che è mancata proprio in questa giornata Virginia Gattegno, una sopravvissuta ad Auschwitz, nata a Roma nel 1923. Aveva novantotto anni, la sua famiglia è stata sterminata, sono sopravvissute solo lei è la sorella Lea. Questa donna che ci ha lasciato proprio in questa giornata viveva a Venezia, dove si era trasferita dopo la guerra e dove faceva la maestra, avendo dedicato tutta la sua vita a insegnare ai bambini, che hanno avuto un'insegnante eccezionale. Vorrei leggere una sua poesia (perché era anche poetessa) intitolata «Dimenticare Auschwitz»: vorrei che le mie figlie avessero una vita felice, vorrei che un Dio mi aspettasse al termine della mia vita, ma soprattutto vorrei dimenticare Auschwitz, ma non posso, non ci riesco. Noi invece non dobbiamo dimenticare e dobbiamo fare in modo che, quando non ci sarà più nemmeno l'ultimo dei sopravvissuti, qualcuno porti avanti la memoria non solo sui libri, ma con le testimonianze e con i viaggi sul posto. Durante questa terribile pandemia ho avuto l'enorme fortuna di conoscere personalmente la senatrice Segre, con cui collaboriamo nella Commissione di cui ho l'onore di essere Vice Presidente. A me non piace guardare le persone per il ruolo che hanno, per l'ufficialità e per tutta la costruzione che viene fatta intorno a un essere umano. Ma, in quanto tale, la senatrice Segre per me è un esempio di come si possa restare allegri con dentro un dolore enorme, di come si possa restare sorridenti e fare dell'umorismo con una grande intelligenza. Questo significa che il male diventa un monito (il male che qualcuno ha subito e il dolore che qualcuno ha provato) e che tu dedichi la tua vita, una parte della tua vita, per far sì che gli altri non provino quello che hai provato tu. Ringrazio la collega Saponara, tutta la 7 a Commissione e il sottosegretario Floridia. Nonostante l'esame di questo disegno di legge sia stato interrotto a causa del Covid, esso è ripreso velocemente e sono orgogliosa di dichiarare il voto favorevole a nome del mio Gruppo. (Applausi) . DE LUCIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE LUCIA (M5S) . Signora Presidente, oggi farò parlare qualcun altro in Aula attraverso di me. Adesso capirete perché. «Questo viaggio per me è stato importante: tante le emozioni diverse e contrastanti. Credo che sia stato uno dei più significativi fatti in tutta la mia vita e me lo porterò nel cuore. Prima di arrivare sentivo racconti, molti mi dicevano: è pesante, piangerai e starai malissimo. Io non ho pianto, ma non vuol dire che ciò che ho visto non mi abbia impressionata. Anche se non ero nata in quell'epoca, mi sentivo in colpa e impotente, ero piena di rabbia per tanta crudeltà verso persone che non avevano fatto niente e mi sono chiesta più volte: e se fosse capitato a me? Avevo i brividi ogni volta che le guide parlavano. Nella camera a gas mi è salito il cuore in gola, non sapevo proprio cosa pensare e anche solo entrarci mi ha dato una sensazione di impotenza totale. Ma non è stata solo quella visita a creare un senso di forte disagio, di impotenza, di un'ingiustizia che viene rinnovata ogni volta che qualcuno nega ciò che è avvenuto, lo mette in discussione e lo ridimensiona. È stato uno degli orrori più efferati della guerra e riconoscerlo è il minimo che possiamo fare; non dimenticare, mantenere viva la memoria di quell'orrore, perché non si ripeta mai più. Eppure, nonostante abbia visto con i miei occhi ciò che avevano costruito con volontaria ferocia, continuo a dirmi: non può essere vero, non può essere vero. Nessuno dovrebbe soffrire così tanto, nessuno dovrebbe vivere tale sofferenza, nessuno merita di perdere in tal modo la propria umanità. È stata un'atrocità. Fin quando non entri in un campo di concentramento e non ascolti i familiari delle vittime, non riesci a comprendere quello che è realmente successo. Ho capito ancora una volta l'importanza della vita, alla quale è indispensabile dare il giusto peso. Sono contenta che i professori ci abbiamo accompagnato, sostenendoci in questa importante fase di conoscenza. Consiglierei questo viaggio a tutti gli studenti, perché cambia la visione della storia, che in genere non viene spiegata così dettagliatamente. Anzi, lo renderei obbligatorio, perché migliore di tante lezioni in classe (Applausi) , che probabilmente, visto ciò che in molti pensano tutt'oggi, non bastano a spiegare l'orrore che è stato perpetrato ai danni di chi non ha potuto difendersi e non è stato difeso». Questo breve scritto è di Sara, una ragazza di un istituto superiore di Perugia tornata da due giorni da una gita ad Auschwitz, in Polonia, e a Birkenau. Con lei anche Nico, un compagno di classe che in poche righe è stato ancora più chiaro: «È stata per me un'esperienza unica, un viaggio che mi ha fatto rendere conto delle fortune che abbiamo noi oggi, delle libertà di cui godiamo, per le quali tante persone hanno perso la propria vita. Sarà un'esperienza che non smetterò mai di raccontare, perché solo tramite il ricordo possiamo essere persone migliori». Credo che quanto ci hanno raccontato questi due ragazzi, di un gruppo di trecento provenienti da tante scuole italiane, valga più di qualsiasi altra considerazione e valutazione su questo disegno di legge sui viaggi della memoria. Ebbene, qualsiasi insegnante può considerare che gli studenti scoprono l'interesse per la storia quale materia scolastica, quando capiscono che la memoria è cosa viva, capace di interagire con le scelte fondamentali della vita, alla quale ciascuno può contribuire con un proprio personale apporto, quando capiscono, cioè, che la memoria è costruzione sociale. La fase della formazione, quindi, assume un valore importante e determinante, se viene vissuta con una partecipazione emotiva più tangibile. Certo, comprendere i testi storici proposti dalle nostre scuole è determinante, ma, se a questi affianchiamo un'immersione nella realtà, non è un male. Ovviamente nella scuola lo sviluppo del sapere storico riguarda anche i processi, le trasformazioni e gli eventi che hanno portato al mondo di oggi, ma ciò non toglie che riuscire a scrutare tra le mura dei fatti realmente accaduti è preferibile. Del resto, è riconosciuto da tutti che il ricorso alla testimonianza è diventato un elemento fondamentale nell'ambito della didattica, soprattutto nello studio della storia contemporanea, nella quale si devono approfondire questioni come la shoah e l'Olocausto. Il presente disegno di legge intende incentivare proprio i viaggi della memoria, affinché gli istituti scolastici possano offrire agli studenti questo tipo di esperienza, in quanto molto più formativa - lasciatemelo dire - di qualsiasi lezione sull'argomento. Certamente le visite immersive ai campi di concentramento dovranno essere supportate da un percorso preparatorio molto attento e minuzioso, nel quale probabilmente l'intreccio con le altre discipline potrebbe essere fondamentale. Si tratta di un percorso, in realtà già compiuto dalle celebrazioni del Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, su cui oggi andiamo a novellare. Come MoVimento 5 Stelle riteniamo sia indispensabile istituire questo fondo facente capo al Ministero dell'istruzione. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 17,42) ( Segue DE LUCIA). Chiudo con una sollecitazione che mi viene dall'ascolto di un interessante intervento dello storico Alessandro Barbero, secondo il quale la storia e la memoria sono due cose completamente diverse, sottintendendo, però, che troppo spesso la storia intende ricostruire la verità. Nel caso dell'Olocausto è diverso: la verità è tangibile, è riscontrabile, la memoria è ancora viva e può raccontare. Anche per questo ha un senso approvare questo provvedimento. Per tutto quanto detto, a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle, dichiaro il voto favorevole sul provvedimento. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Applausi) . Discussione del documento: Doc Doc. XVI, n. 9 Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla questione se il Senato debba promuovere conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato innanzi alla Corte costituzionale con riguardo agli atti posti in essere nell'ambito di un procedimento penale pendente dinanzi alla procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze nei confronti del senatore Renzi Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento XVI, n. 9. La Giunta ha deliberato a maggioranza di proporre all'Assemblea l'attivazione nei confronti della competente autorità giudiziaria di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, ai sensi dell'articolo 134 della Costituzione. La relazione è stata già stampata e distribuita. Chiedo alla relatrice, senatrice Modena, se intende integrarla. MODENA, relatrice . Signor Presidente, colleghi, ciò che è rilevante, alla luce della relazione che esaminiamo oggi, è il tema centrale, che deve essere individuato con precisione. Oggi discutiamo della lesione delle attribuzioni del Senato, quindi della lesione a prescindere dall'utilizzo come prova delle... (Brusio. Richiami del Presidente) . Come dicevo, quello che è necessario fare oggi è riuscire a individuare il punto sostanziale di cui andiamo a discutere, che è la lesione delle attribuzioni del Senato. In sostanza, andiamo a discutere della lesione che ha o avrebbe subito il Senato, a prescindere dall'utilizzo come prova di una serie di elementi nei confronti del senatore Renzi. Questo è un punto sostanziale del ragionamento: l'attribuzione intesa come lesione delle prerogative e dei poteri del Senato. Da questo punto di vista, si ritiene fosse necessaria una richiesta preventiva di autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria e, conseguentemente, che la lesione dell'attribuzione sussista in quanto non ci sia stata l'autorizzazione richiesta in via preventiva. I fatti, descritti nella relazione che è stata distribuita, hanno avuto inizio con una lettera pervenuta il 7 ottobre 2021, quando il senatore Renzi ha sollevato una questione attinente l'articolo 68 della Costituzione, come dicevo in precedenza, e in particolare il terzo comma di tale articolo. La questione quindi ha avuto inizialmente in esame l'istanza con cui i difensori del senatore Renzi hanno avanzato al procuratore aggiunto una formale intimazione di astenersi dallo svolgimento di qualsivoglia attività investigativa, preclusa sia i sensi dell'articolo 68 della Costituzione che dell'articolo 4 della legge costituzionale n. 140 del 2003, nonché dall'utilizzo di conversazioni e di corrispondenza. Il senatore Renzi, nella sostanza, aveva chiesto alla Presidenza del Senato di porre in essere tutto quanto necessario per il ripristino e la tutela delle garanzie dei diritti costituzionali sanciti dall'articolo 68 e dalla legge n. 140 del 2003. Il presidente del Senato ha trasferito alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari copia della lettera con cui il procuratore della Repubblica del tribunale di Firenze rappresentava la sua totale disponibilità. In modo particolare, il senatore Renzi riteneva che dovesse essere posto all'esame del Senato e della Giunta il fatto che conversazioni, tra parlamentari e non, oggetto dell'istanza, sarebbero state utilizzate senza un'autorizzazione preventiva. Il senatore ha riportato una serie di documenti e di fatti che sono stati analizzati dalla Giunta e anche a più riprese, nel senso che alcuni documenti erano stati presentati in una seduta, poi il senatore Renzi è stato ascoltato dalla Giunta e successivamente ha ulteriormente integrato la documentazione. La documentazione che rileva è stata quella relativa all'utilizzo di una serie di messaggi, i famosi messaggi WhatsApp, con un imprenditore, Vincenzo Ugo Manes, in occasione di un viaggio a Washington del senatore Renzi, che è stata ritenuta dallo stesso una palese violazione delle prerogative parlamentari. Il 4 novembre 2021 il Presidente del Senato ha poi trasmesso un'ulteriore documentazione, fatta pervenire sempre dal senatore Renzi, che allegava in particolare la corrispondenza avvenuta fra lui stesso e il dottor Ugo Manes tra il 3 e il 4 giugno del 2018 e rilevabile in un faldone di atti relativi alla chiusura dell'indagine 415- bis. Inoltre, produceva una corrispondenza con terzi, quali il dottor Carrai, e l'annotazione della Polizia giudiziaria del 12 giugno 2020, dove si rilevava che era stato esposto per intero il suo estratto conto. La Giunta ha affrontato la questione in varie sedute e a maggioranza ha deliberato di prospettare all'Assemblea l'attivazione, nei confronti della competente autorità giudiziaria, del conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale, perché sia le intercettazioni di conversazioni o le comunicazioni, sia il sequestro di corrispondenza nei confronti dei membri del Parlamento sono disciplinati dal terzo comma dell'articolo 68 della Costituzione, che sancisce la necessità dell'autorizzazione della Camera a cui il parlamentare appartiene. Per ciò che concerne il sequestro di corrispondenza, in particolare l'articolo 4, comma 1 della legge n. 140 nel 2003 presuppone un potere autorizzatorio preventivo da parte della Camera competente, che dovrà essere attivato dall'autorità giudiziaria con una richiesta di autorizzazione all'effettuazione del sequestro. Questo modulo operativo presuppone pertanto un'autorizzazione da ottenere ex ante e quindi prima dell'effettuazione di un sequestro di corrispondenza. L'articolo 6 della legge n. 140 del 2003 contempla invece per i casi di intercettazione su utenze telefoniche di terzi non parlamentari il modulo della autorizzazione ex post , cioè successiva al compimento della captazione, che può essere rilasciata per le fattispecie in cui l'intercettazione del parlamentare sia fortuita o occasionale, essendo la direzione dell'atto di indagine rivolta esclusivamente nei confronti dei terzi. Questo modello procedurale, diversamente da quello previsto dal predetto articolo 4, presuppone un'autorizzazione richiesta ex post ogni qualvolta l'autorità giudiziaria voglia utilizzare questi elementi di prova nei confronti del parlamentare. Lo schema operativo in questione, quindi, non si applica al sequestro di corrispondenza, che è citato nell'articolo 4 ma non nell'articolo 6 della legge n. 140. In altri termini, l'inquadramento di una fattispecie concreta nell'ambito del sequestro di corrispondenza comporta l'applicabilità o meno del modello procedurale previsto dall'articolo 6. Per le intercettazioni abbiamo due modalità operative: o un'autorizzazione ex ante per quelle dirette, cioè effettuate su utenze del parlamentare, o un'autorizzazione ex post per quelle indirette, ossia effettuata su utenze di terzi, ma per il sequestro di corrispondenza il modulo procedurale applicabile è solo quello dell'articolo 4, cioè di un'autorizzazione ex ante e ovviamente quando viene reperita la corrispondenza elettronica sul cellulare sequestrato ad un terzo non parlamentare l'autorità giudiziaria, se si accorge della presenza di una corrispondenza elettronica intercorsa con un senatore, deve inviare la richiesta al Senato e su questo abbiamo già avuto nel merito il precedente del senatore Armando Siri. Infatti, quando fu necessario chiedere il sequestro delle mail e delle chat contenute nell'Iphone di Armando Siri, l'autorità giudiziaria lo ha chiesto in forma preventiva. Il concetto di corrispondenza ha subito un'evoluzione tecnologica rispetto a quella tradizionale, ovvero il formato cartaceo, quindi si sono aggiunte forme di corrispondenza che sono quelle di oggi: le mail , gli sms i messaggi WhatsApp. La forma scritta o orale, in questo contesto tecnologico mutato, è il principale criterio idoneo a distinguere le intercettazioni di comunicazioni telefoniche o di conversazione, intese come conversazioni orali, dal sequestro di corrispondenza che, in quanto tale, presuppone materiale scritto da sottoporre a sequestro. Per queste ragioni è necessaria un'autorizzazione preventiva del Senato, altrimenti lo stesso viene leso nelle proprie attribuzioni. La Giunta ha pertanto ritenuto che fosse necessaria l'autorizzazione preventiva della Camera competente, a prescindere dalla circostanza dell'utilizzo o meno delle suddette prove nei confronti del parlamentare, e, nella seduta del 14 dicembre 2021, ha deliberato a maggioranza di proporre l'attivazione - nei confronti della competente autorità giudiziaria - di un conflitto di attribuzione innanzi alla Corte costituzionale, in quanto non era mai stato autorizzato dal Senato l'utilizzo delle mail e dei messaggi WhatsApp da parte dell'autorità giudiziaria senza aver fatto una richiesta preventiva di autorizzazione. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore Renzi. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signor Presidente del Senato, membri del Governo, desidero innanzi tutto ringraziare i componenti la Giunta, il suo Presidente e l'onorevole relatrice per il lavoro svolto che - come veniva ricordato dalla collega Modena - ha portato anche alla mia audizione. Il 22 febbraio del 2022 è un giorno palindromo: i numeri possono essere letti in entrambe le direzioni, ma il concetto non cambia. La realtà, tuttavia, non è palindroma: non è che leggendo all'incontrario le situazioni, dando una versione opposta alle cose, arriva lo stesso risultato; anzi. Chi oggi, in quest'Aula e altrove, dice che siamo in presenza del tentativo di un senatore di allontanarsi dal suo processo mente sapendo di mentire. Quello che la Giunta - come testé ribadito dalla relatrice - propone all'Assemblea è un conflitto di attribuzione che nulla ha a che vedere con la posizione personale dell'imputato. Non cambia alcunché nel processo che mi riguarda. Perché allora siamo qui? Siamo qui perché su questo tema si gioca una battaglia di civiltà giuridica e di dignità della politica. Oggi non parliamo di me; parliamo di noi, di voi. Qui non parliamo di Leopolda; parliamo del Senato della Repubblica, del Parlamento della Repubblica. Qui non parliamo di fondazione, parliamo di Costituzione. La domanda alla quale voi, onorevoli colleghi, quest'oggi dovete dare una risposta è se in questo Paese l'articolo 68 della Costituzione, del quale si discute una possibile novella, è ancora in vigore o non vale più. Quantomeno non vale per i pm fiorentini. Per la credibilità delle Istituzioni questo è un giorno nel quale bisogna leggere le cose nella giusta direzione e non al contrario. Perché si parte da Open, allora? - vi domanderete. Perché si parte dalle carte illegittimamente acquisite dalla procura fiorentina? Illegittimamente non perché lo dice la difesa di un imputato; non perché lo dice un partito politico; non perché lo dice la relatrice di un provvedimento; non perché lo dice il Presidente della Giunta, ma perché lo dice la Corte di cassazione. E lo dice con cinque sentenze. Cinque! Un inedito: cinque sentenze della Corte di cassazione che hanno annullato i provvedimenti richiesti dalla procura di Firenze, soltanto nella fase preliminare. Cinque su cinque. La Corte di cassazione, in queste cinque sentenze, dice che sono stati illegittimamente acquisiti documenti, che dunque non andavano acquisiti. Vedete, onorevoli colleghi, questo semplifica la nostra discussione. Che i pubblici ministeri di Firenze non abbiano rispettato le regole è un tema pacifico. Non è oggetto di discussione tra di noi. Lo ha statuito la Corte di cassazione per cinque volte. Allora cosa stiamo facendo? Un attacco della politica alla magistratura? Si vergogni chi lo pensa. Si vergogni chi pensa che qui stiamo attaccando la magistratura. (Applausi) . Noi stiamo rispettando la magistratura al punto da citare la Corte di cassazione. Noi stiamo chiedendo che la politica faccia i conti con la realtà, senza alcun attacco alla magistratura, anche perché, a chi dice che ci si difende nel processo, mi permetta, signor Presidente, di richiamare un dato di fatto. La Cassazione in questo processo ha definito i sequestri effettuati, non sequestri utili a provare un quadro indiziario, ma "un inutile sacrificio di diritti", che arriva a esercitare "una non consentita funzione esplorativa". Chi, come noi, ha una cultura giuridica meno vasta, la chiama pesca a strascico. Si incaricano 197 finanzieri, che si tolgono dalla strada e dal lavorare contro le vere truffe, le vere evasioni, di andare a prendere i telefonini di persone non indagate. Si compie l'inutile sacrificio di diritti e si prova la funzione esplorativa non consentita. Ma che questa vicenda abbia un richiamo e una rilevanza politica, grazie alla volontà di tutti i Gruppi, è già stato oggetto di discussione in quest'Aula nel dicembre del 2019. Allora io ho detto, e lo ripeto oggi, che i pubblici ministeri fiorentini hanno deciso di imbastire, non già un'indagine per finanziamento illecito, per ricostruire il denaro che sarebbe stato illegittimamente preso da una fondazione o dall'articolazione di partito, ma per definire le forme della politica. Attenzione! Questo è un passaggio molto importante. In questa vicenda i denari sono trasparenti, sono tutti lì, tutti bonificati. Non bisogna andare a ricostruire del flusso di denaro, magari con un'attenta azione investigativa, per cui si va a cercare dove erano quei denari. No, perché in questa vicenda i denari sono bonificati, trasparenti, sotto il controllo delle autorità di vigilanza, a cominciare da Banca d'Italia. L'indagine qui non è sui soldi. Non è un indagine sulla ricostruzione del finanziamento di denaro e del flusso di denaro. L'indagine qui è su che cos'è un partito e cosa non è. L'indagine non vuole mettere in discussione i denari, della cui tracciabilità nessuno dubita. Sono tutti bonificati, anche prima che la legge imponesse per tutti il bonifico bancario. Diciamo a chi ci segue da casa che, con la legge del 2014, tutti i denari destinati ai partiti politici devono essere bonificati. Quindi, sono tutti tracciati; non c'è più un problema di trasparenza. Si può discutere delle opportunità, ma tutto è tracciato. No: l'indagine parte dall'assunzione del fatto che il giudice penale desidera stabilire che cos'è una corrente di partito, come si deve organizzare, quali modalità concrete di organizzazione della politica si possano fare oppure no. E pensa di poterlo fare il giudice penale. Signora Presidente, richiamo l'attenzione dei colleghi. Questo passaggio può sembrare banale, ma è decisivo perché laddove il giudice penale interviene nelle dinamiche organizzative della politica viene meno il concetto di separazione dei poteri e la libertà del Parlamento di definire le modalità democratiche della politica. (Applausi) . Ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando, o no? Parliamo di questo. Il finanziamento illecito alla politica ha scritto la storia di questo Paese negli ultimi trent'anni e si è aperta una discussione - credo opportuna - su quanto è accaduto. Tuttavia in questo caso non è come in passato, quando i pubblici ministeri si facevano spiegare dai segretari amministrativi, cioè i tesorieri, il flusso di denaro. Qui siamo in un momento nel quale i pubblici ministeri si determinano come nuovi segretari organizzativi dei partiti, forse perché i partiti non sono più messi bene come prima. Lasciatemi dire che, di fronte a questo, il Costituente ha fatto fatica nella definizione dell'articolo 49 della Costituzione. I lavori dell'Assemblea costituente andrebbero riletti. L'articolo 49 della Costituzione è stato oggetto di grande discussione e dibattito e la legge attuativa è sempre stata molto difficile. Il «concorrere con metodo democratico» alla vita del Paese è un tema sul quale chi ha studiato giurisprudenza sa che si sono scritti tomi e tomi. L'idea che tutto questo dibattito culturale, sociologico e politico che attiene alle forme della democrazia liberale possa portare nel 2022 a un giudice penale che decide che cosa è la corrente di un partito e cosa non lo è dovrebbe far scattare un campanello d'allarme. Onorevoli colleghi, nelle democrazie occidentali non è il giudice penale che decide che cosa è partito e cosa no. (Applausi) . Pensate - ironia della sorte - che questo è un processo nel quale l'accusa porta a testimoniare dei colleghi, in alcuni casi anche amici, che facevano parte del partito al quale io appartenevo. Quindi, l'accusa è fatta di testimonianze di politici e la difesa di sentenze della Cassazione. Giudichino i signori senatori chi è che sta portando la politica dentro la magistratura. Noi ci difendiamo con le sentenze della Cassazione e siamo cresciuti nell'università di quella città, da cui parte l'indagine, che aveva Piero Calamandrei come punto di riferimento. Ricordiamo la frase «Quando la politica entra dalla porta del tempio, la giustizia fugge impaurita dalla finestra per tornarsene al cielo»: lo diceva Piero Calamandrei e credo che sia quanto mai vero in questo momento. (Applausi) . Il punto del contendere non è neanche il metodo di lavoro di quella procura, di cui non parlerò: l'ho già stigmatizzato in altre sedi e non riguarda il dibattito parlamentare. Penso valga per tutti il principio per cui la legge è uguale per tutti davvero. Ci può essere una violazione della legge da parte di un magistrato, un senatore o un semplice cittadino: queste tre violazioni debbono essere perseguite allo stesso modo. Nelle aule di tribunale si legge che «La legge è uguale per tutti»: non per tutti tranne qualche pubblico ministero d'assalto. Il punto è che se un cittadino che se lo può permettere, per motivi politici anzitutto, decide di denunciare coloro i quali, a suo dire, non stanno rispettando la legge, egli non sta compiendo un atto eversivo, ma sta richiamando al rispetto della legge anche i custodi della legge. Infatti, in questo Paese l'impunità non è consentita a nessuno: non è consentita ai parlamentari - vivaddio - ma nemmeno ai magistrati. E se c'è un'ipotesi di abuso d'ufficio o di non rispetto della legge, richiamare l'attenzione degli altri colleghi magistrati di un'altra procura o un altro tribunale e verificare cosa è accaduto è un fatto di civiltà. No, noi non stiamo compiendo atti eversivi, né richiamiamo qui ciò che è accaduto a livello personale. Io lo voglio dire ai colleghi che non voteranno la proposta della senatrice Modena e della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari: il punto del contendere non è nemmeno il fatto che con quel metodo di sequestro invasivo, violento, illegittimo, utilizzato dai pubblici ministeri di Firenze, la mia vita privata, personale, familiare, con tutto ciò che questo comporta - perché la politica è importante, ma la vita lo è di più, signori senatori (Applausi) - questa vita è stata messa in pasto a una clamorosa campagna non soltanto di stampa. Vi auguro soltanto che non accada a voi ciò che è accaduto a me. Ve lo auguro dal profondo del cuore. (Applausi) . Ve lo auguro con il cuore in mano. Posso augurarmi che a voi non accada e non vi venga riservato un trattamento che non soltanto a me è stato riservato. Dal conto corrente privato fino a una lettera che ricevi da tuo padre con considerazioni di natura personale: si tratta di una sfera di intimità familiare davanti alla quale se c'è un reato, si persegue, ma in caso contrario non è consentito a nessuno violentare la vita delle altre persone pensando che questo sia giusto (Applausi) . E allora qual è il punto in discussione? Io non voglio fare un dibattito su questi trenta anni, né sugli ultimi trenta mesi. Se vogliamo fare un dibattito vero, facciamolo anche nei prossimi mesi. Non ha riguardato soltanto la politica e la magistratura il dibattito di questa guerra dei trent'anni che si avvia, speriamo, ad una pace di Vestfalia, che ancora non vediamo. Quella dei trent'anni è una guerra che ha visto sicuramente la magistratura e la politica fare una battaglia dura, ma chi è intellettualmente onesto sa perfettamente che a questa analisi collettiva e catartica che il Paese deve fare, manca un terzo protagonista, che non è soltanto il magistrato o il politico. Chi vuole bene a questo Paese, chi è intellettualmente onesto sa che ad una riflessione collettiva non può non partecipare anche il mondo dell'informazione e della stampa. (Applausi) . Il mondo della libera comunicazione, che noi difendiamo fino in fondo, è parzialmente responsabile, insieme a noi, di quello che è accaduto. Quando infatti le veline di una procura valgono più delle sentenze di una Cassazione (Applausi) perché qualcuno fa il pool di giornalisti che di fatto diventa la gazzetta delle procure, questo tema riguarda anche il mondo dell'informazione che noi difendiamo perché è un guardiano della libertà costituzionale. Noi siamo pronti a tutto pur di difendere la libertà di informazione. Tale libertà non può vederci però silenziosi di fronte a quello che è accaduto in molti casi. Guardate, la velina della procura vale più della sentenza della Cassazione sui social , nel mondo del populismo, là dove si gioca con gli acchiappa click , ma dove si va a fare una riflessione sul futuro del Paese non è pensabile che notizie prive di rilievo penale vengano pubblicate in prima pagina e trafiletti siano destinati e dedicati a ciò che cambia la vita dei processi con le sentenze della Cassazione. Non sempre ciò che è virale è vero e se la stampa cede il proprio ruolo di guardiano democratico, noi abbiamo un problema perché il populismo vince non soltanto per debolezza della politica o per responsabilità della magistratura, ma anche per la mancanza di responsabilità da parte della stampa. Oggi il punto di cui discutiamo è uno ed è semplice. La collega Modena ha ricordato l'articolo 68 della Costituzione. Il Costituente, con capacità di veggenza interessante e significativa, scrive che senza autorizzazione della Camera di appartenenza, è proibito, in qualsiasi forma, acquisire conversazioni o comunicazioni e addirittura arriva a vietare il sequestro di corrispondenza. Questo dice l'articolo 68. Di fronte a questo, la sintesi è molto semplice; non può essere acquisito senza il parere di questa Aula del materiale che riguarda la comunicazione e la corrispondenza di parlamentari. Perché? È un privilegio, come sostengono i populisti? No, è il frutto di una garanzia che cerca di separare, dopo decenni di cultura giuridica, il potere legislativo da quello esecutivo e da quello giudiziario. È uno dei capisaldi della democrazia liberale. Sulla spinta dell'indignazione popolare, negli anni Novanta, l'articolo 68 è stato riformulato e quella riformulazione oggi impedisce di fare quello che è stato fatto a me e che domani può essere fatto a voi. A me non possono fare altro: hanno già preso dalla corrispondenza del conto corrente, fino alle comunicazioni con gli amici, fino ai telefonini dei finanziatori. A maggior ragione la nuova formulazione non può essere artatamente disattesa da alcuni. Infatti, a differenza di tanti altri pubblici ministeri che io vorrei ringraziare, perché ce ne sono tanti che rispettano la Costituzione di questo Paese e a cui va la nostra gratitudine (Applausi) , alcuni hanno deciso di attribuirsi anche la funzione di padri costituenti. In questo caso, quindi, abbiamo dei pubblici ministeri che si ritengono depositari di una imprecisata verità fattuale; si ritengono sostituti del potere politico nell'organizzazione delle forme della politica; si ritengono gli ispiratori di articoli, commenti e veline, perché casualmente i dati e le comunicazioni passano nei giorni più importanti, ma addirittura si ritengono padri e madri costituenti, pronti a disattendere il principio e il dettato costituzionale. Sicuramente tutto ciò è stato possibile anche per colpa della politica. Noi dobbiamo fare la nostra parte di autocritica e di responsabilità. Se la politica fa il suo mestiere, questo non è consentito; se la politica diventa pavida, paurosa, incerta, tentennante, malferma, accade quello che abbiamo visto anche in questi giorni. Oggi è il 22 febbraio e non è soltanto un giorno palindromo. Per chi viene dall'esperienza educativa scout è la festa mondiale degli scout, la Giornata del pensiero; per chi è cresciuto con l'esperienza del movimento della Rosa bianca, un grande momento di formazione dell'identità europea e un terribile momento con dei giovani ragazzi uccisi dai nazisti il 22 febbraio del 1943, soprattutto i fratelli Scholl, il 22 febbraio è sempre stato speciale. Il 22 febbraio, però, è anche il giorno nel quale otto anni fa ho prestato giuramento nelle mani del presidente Napolitano come Presidente del Consiglio. Io ho provato a cambiare la Costituzione e non ci sono riuscito, ma l'articolo 138 prevede come si cambia la Costituzione e finché non è cambiata, la Costituzione va rispettata. Chi oggi viola scientificamente le prerogative dei parlamentari non sta creando un problema a un singolo parlamentare (che si farà il suo processo a prescindere), ma crea una ferita al Parlamento nella sua interezza. Quando ho fatto la promessa scout, quando ho giurato sulla Costituzione, quando sono cresciuto con i ragazzi della Rosa bianca come modello, io ho promesso a me stesso che non avrei mai rinunciato a una battaglia per paura. Ho promesso a me stesso che non avrei mai evitato di fare una battaglia di coraggio anche quando gli altri non la fanno. A me questa battaglia non conviene, perché nel momento in cui il processo ha cinque sentenze della Corte di cassazione a proprio favore, il primo consiglio che ti danno gli avvocati difensori è di star buono da una parte, di fermarsi e lasciare che gli atti parlino per sé. Questa però è una battaglia che io faccio a testa alta e a viso aperto non per me, ma per la dignità di un'istituzione che in questi anni è stata troppo spesso messa in secondo piano per paura e per pavidità della politica (Applausi) . Io non scappo dal processo: chiedo di essere in condizioni di sollevare conflitto di attribuzione non perché penso che questo possa aiutare il processo nel quale sono impegnato. Non vi sto chiedendo di respingere un'autorizzazione a procedere. Io non fuggo dalle aule del tribunale; ci vado a testa alta in tribunale, udienza per udienza, a dire perché siamo di fronte a uno scandalo. Tuttavia dico ad alta voce che se qualcuno vuole invadere il terreno della politica, contribuendo a far vincere il populismo che svilisce l'impegno pubblico, a far passare il messaggio che chi fa politica ruba, a dire che sono tutti uguali, io mi alzo in piedi in quest'Aula e dico di no; non mi converrà, ma sono orgoglioso di onorare quella promessa che ho fatto combattendo (Applausi) . Dico questo perché rubare è reato, l'abuso d'ufficio è reato, non rispettare la Costituzione è reato, violare il segreto istruttorio è reato, diffamare è reato, ma fare politica non è reato (Applausi) e se non capiamo che c'è una differenza abissale tra chi sta cercando di combattere questo e chi scappa dal processo, significa che il giustizialismo è già entrato dentro di noi. Signora Presidente, ho finito. Pensate alla vita che facciamo tutti noi: riuniamo migliaia di persone, organizziamo iniziative, proviamo a cambiare le cose (talvolta ci riusciamo, talvolta non ci riusciamo), le stesse cose che cerchiamo di fare tutti, a destra come a sinistra. Nel nostro agire rispondiamo (responsabilità) a una chiamata, a una vocazione laica; e questa vocazione laica è l'idea che l'impegno verso gli altri sia una delle cose più belle e più grandi che la vita politica ci possa dare. Se pezzi delle istituzioni, i magistrati, immaginano di fare un processo non sui soldi e sui finanziamenti, ma sul fatto che uno faccia politica e sulle modalità con le quali fa politica, si sta facendo venire meno l'idea stessa dell'impegno collettivo. E allora, a viso aperto, se c'è da denunciare un pubblico ministero che non rispetta la legge, io lo denuncio. Se c'è da lottare contro corrente, io lotto. Se c'è da dire che la politica è una cosa seria, io lo faccio, lo faccio a viso aperto, perché penso che, prima del consenso personale, venga la Costituzione, e lo faccio perché so che è una battaglia che vale soprattutto per i ragazzi più giovani. In questi ultimi trent'anni forse, in alcuni momenti, abbiamo perso l'attimo, abbiamo perso l'occasione, è mancato chi si alzasse in questa Aula (ci sono stati dei casi, ma non sufficienti) e dicesse: "difendo la politica". Signora Presidente, io otto anni fa ho giurato come Premier . Oggi dico, qui: continuo a difendere l'idea che la politica non faccia schifo, l'idea che la politica sia un valore, l'idea che la politica sia una cosa diversa dal populismo. (Applausi) . Lo faccio contro i populisti politici, ma lo faccio anche e soprattutto contro coloro i quali violano le regole della Costituzione, perché pensano di fare paura a chi invece paura non ha e gioca la carta del coraggio, in nome e per conto della dignità della politica. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Passiamo quindi alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, per Fratelli d'Italia la Costituzione è sacra. Noi siamo un partito patriottico e non si può amare la Patria se non si ama la legge fondamentale che il popolo italiano si è dato per regolare i propri rapporti sociali, politici, economici e su cui si fonda la convivenza civile alta e nobile del popolo italiano. E la Costituzione la si rispetta tutta quanta intera, compreso l'articolo 68. Oggi quest'Aula è chiamata a giudicare se i pubblici ministeri di Firenze abbiano rispettato l'articolo 68 oppure non lo abbiano rispettato. Noi condividiamo le conclusioni della relatrice e riteniamo fuori discussione che la procura di Firenze abbia violato platealmente l'articolo 68 della Costituzione italiana. (Applausi) . La norma è chiarissima (sia l'articolo 68, sia la legge di attuazione): non si può sequestrare la corrispondenza di un parlamentare senza l'autorizzazione dell'Aula a cui appartiene. Questo è un dato inconfutabile. E per corrispondenza non si può ritenere ovviamente soltanto una lettera cartacea, ma si devono ritenere anche tutte le altre forme di comunicazione scritta che la tecnologia ha messo a nostra disposizione, si tratti di messaggi WhatsApp, si tratti di lettere e-mail , si tratti addirittura dell'estratto conto che la banca invia al proprio cliente. Sono forme di corrispondenza che non potevano essere acquisite nemmeno nei confronti di terze persone, non soltanto di un parlamentare, come invece ha fatto la procura di Firenze. Tuttavia, se ci fosse bisogno di un ulteriore riscontro, basta andare a guardare che cosa ha fatto la procura di Milano - quindi un'altra procura della Repubblica italiana - nei confronti di un senatore pure appartenente a quest'Assemblea: quando la procura di Milano, nel caso Siri, si è trovata di fronte a corrispondenza tra un terzo e il senatore, ha immediatamente sospeso le sue operazioni e ha chiesto l'autorizzazione al Senato per procedere, rispettando quindi la legge e la Costituzione. Così non ha fatto la procura di Firenze che, anche di fronte agli inviti degli avvocati del senatore Renzi, ha ugualmente preteso di andare avanti, pur essendo consapevole che stava violando la Costituzione. (Applausi) . Non c'è dubbio allora che su questo la politica, il Parlamento, per la dignità del Senato, delle istituzioni e della democrazia - perché quest'Assemblea rappresenta il popolo italiano - abbia, non solo il diritto, ma, come giustamente sottolineava il senatore Renzi, il dovere di intervenire. Per questo noi voteremo a favore della proposta della relatrice Modena, auspicando che l'Aula intera abbia il coraggio di affermare che le regole vanno rispettate, anche e soprattutto dalla magistratura, anche e soprattutto dalla procura di Firenze come da qualsiasi altro magistrato che, esercitando la giustizia in nome del popolo italiano, deve quindi prima e più di chiunque altro rispettare la legge fondamentale che il popolo italiano si è dato. È ovvio, come ha detto il collega Renzi, che la questione non riguarda la sua vicenda personale, non riguarda il processo cui è sottoposto e la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della sua persona, anche se cinque sentenze della Corte di cassazione sull'illegittimità dell'operato della procura di Firenze qualche dubbio devono farcelo venire e qualche domanda, colleghi, devono farcela porre. Ad esempio, ci dovremmo interrogare tutti, se abbia ancora senso mantenere oggi un privilegio di natura feudale come la non responsabilità dei magistrati. (Applausi) . Certo, la Corte costituzionale non ha ammesso il referendum , ma questo dovrebbe essere un incentivo al Parlamento a intervenire sulla responsabilità dei giudici per il loro operato. (Applausi) . Non è possibile mantenere questo privilegio di ordine feudale - ripeto - per cui tutti noi rispondiamo dei danni che provochiamo con il nostro operato, ma i magistrati no, sono immuni, sono sopra e al di fuori della legge. Questo è un vulnus al principio democratico al quale come Parlamento italiano dovremmo avere finalmente il coraggio di mettere mano. (Applausi) . Un altro tema sul quale la vicenda ci interroga - e anche su questo concordo con il senatore Renzi - è quello dei rapporti tra politica e informazione, tra democrazia e informazione, perché l'informazione deve essere sempre e comunque limitata a ciò che è di interesse pubblico. Guardare dal buco della serratura per leggere cosa si scrivono padre e figlio non è informazione e non è neanche populismo: è vergognosa demagogia (Applausi) , nei confronti della quale non c'è destra e non c'è sinistra, ma c'è soltanto chi difende la libertà, la dignità e il diritto di riservatezza, perché anche il politico, al di fuori della sfera pubblica, ha diritto alla propria riservatezza nei confronti suoi personali e della sua famiglia, esattamente come chiunque altro. La vergogna di chi guarda dal buco della serratura per vendere qualche copia in più o per fare uno scoop in più è un altro tema su cui ci dobbiamo interrogare, senatore Renzi; non dobbiamo farlo soltanto quando pubblicano in modo vergognoso lettere private che la riguardano, ma anche quando, ad esempio, un giornalista si permette di chiedere a una madre se ha o se non ha vaccinato la sua bambina (Applausi) . Lo scandalo è, signora Presidente, che nessuno si indigna per quella domanda che ferisce profondamente la dignità di quella madre o di quel padre. Qui ci dovremmo indignare per quella domanda e non per la risposta che quella madre ha dato, costretta, violentata da quella domanda impertinente e fuori luogo. La sfera privata è sfera privata e le scelte personali sono scelte personali (Applausi) e non dovrebbero essere strumentalizzate politicamente né dall'informazione, né dall'avversario politico. Vedete quanti temi oggi dovremmo e potremmo affrontare se avessimo la dignità - e spero che quest'Assemblea dimostri di averla - di affermare che la legge è davvero uguale per tutti, a cominciare dalla nostra Carta costituzionale? (Applausi) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, nell'affrontare oggi una questione particolarmente delicata e, in quanto tale, specialmente esposta a strumentalismi e preconcetti, a mio avviso dobbiamo in primo luogo rispondere a una domanda di fondo: su cosa esattamente siamo chiamati a prendere posizione? In quale perimetro dobbiamo muoverci? Dobbiamo forse schierarci oggi nell'indiscriminato e ormai antico conflitto ideologico tra magistratura e politica, di cui la presente vicenda non sarebbe che un ulteriore episodio? Non dobbiamo fare questo, credo. Sia chiaro, noi riteniamo quello scontro in sé riprovevole, alimentato com'è da tifoserie partitiche e mediatiche contrapposte e da una schiera troppo folta di professionisti dell'esasperazione e dell'esagerazione. Anzi, penso che anche oggi dobbiamo ribadire che quella disputa è stata ed è un danno per il nostro Paese. Non giova alla qualità della nostra democrazia ed ostacola l'encomiabile opera di chiunque voglia realizzare buone riforme della politica e della giustizia; buone riforme che sono estremamente necessarie e delle quali - desidero rimarcarlo - sono un ottimo esempio i provvedimenti che l'attuale maggioranza sta portando avanti, su impulso e coordinamento della ministra Cartabia. (Applausi) . A questo proposito, intendiamo essere assai netti: riteniamo che commetta un censurabilissimo errore chiunque, con i suoi atti e le sue parole, contribuisca ad esacerbare lo scontro e ad alimentare polveroni ideologici. Condanniamo i toni contundenti e da crociata da qualsiasi parte provengano e auspichiamo - sia detto per inciso - che tali toni stiano fuori anche dalla prossima pubblica discussione che concernerà i referendum in materia di giustizia ammessi nei giorni scorsi dalla Consulta. (Applausi) . I nostri concittadini, specialmente in questo momento, desiderano dai propri rappresentanti esempi di compostezza e di sobrietà istituzionale e invece troppo spesso vedono il contrario: smodatezza, mancanza di equilibrio e di senso del limite. La polarizzazione non è un bene, non lo è per nessuno. Oggi - sia chiaro - non siamo nemmeno chiamati a giudicare le ipotesi investigative che stanno alla base di una determinata inchiesta penale - non è compito del Parlamento dare questi giudizi, è un compito dei giudici - e nemmeno siamo chiamati a personalizzare e drammatizzare una questione di principio, anzi dinanzi a questioni di così alto spessore costituzionale penso che il primo dovere del Parlamento sia quello di immettere nella pubblica discussione opinioni saldamente ancorate alla realtà, senza indulgere in generalizzazioni pretestuose ed improprie, senza cedere a tentazioni tribalistiche e ideologizzanti. Il Parlamento deve fare ciò al di fuori di ogni personalizzazione e di ogni drammatizzazione. Tutto ciò detto, risulta evidente che ben altro è il compito che noi siamo chiamati ad assolvere oggi. Quel che ci si richiede è di effettuare una puntuale, documentata e rigorosa valutazione dei fatti rilevanti ai fini della decisione che dobbiamo assumere. Dobbiamo svolgere un'analisi mirata, una buona e corretta analisi differenziale, si sarebbe detto in altri tempi. I fatti sottoposti al nostro giudizio ruotano attorno all'articolo 68 della Costituzione, che la Costituente volle a tutela delle prerogative dell'indipendenza dei parlamentari e a protezione della dignità dell'istituzione che essi rappresentano. La Costituente volle ciò per affermare nella maniera più perentoria che tra i poteri dello Stato devono correre linee di confine sicure, chiare e ben presidiate. Questa frontiera è cruciale perché serve a bilanciare valori ed interessi egualmente degni di salvaguardia e che talvolta tendono a collidere. Sono frontiere che servono a dare concretezza al principio della separazione e dell'equilibrio tra i poteri dello Stato, un principio che insieme a quello dello Stato di diritto, e cioè dell'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, costituisce il cuore del nostro ordinamento democratico. La difesa della centralità del Parlamento, del resto, è efficace e credibile solo nella misura in cui non viene messa in campo a corrente alternata. Quando vi è il fondato e ragionevole dubbio che in una specifica circostanza uno dei poteri dello Stato abbia ecceduto, che abbia superato il confine che divide il suo territorio da quello di un altro potere costituzionale, è legittimo chiedere alla più alta Corte di pronunciarsi e di dire se vi è stata o meno una invasione di campo da sanzionare affinché non abbiano a verificarsene altre in futuro. Direi che avanzare questa richiesta è doveroso. Nella vicenda di specie, troviamo ragionevole l'argomento che i messaggi e-mail e WhatsApp coinvolgenti un parlamentare sono una forma di corrispondenza parificabile alle tradizionali comunicazioni scritte di tipo cartaceo, delle quali rappresentano un'evoluzione resa possibile dal progresso tecnologico. Ci pare perciò un'affermazione fondata sostenere che debbano beneficiare dello stesso grado di protezione e che, in quanto tali, ai sensi dell'articolo 68 già citato, esse non siano sequestrabili dall'autorità giudiziaria senza autorizzazione della Camera cui il parlamentare appartiene. Certo, in questa circostanza non possiamo fare a meno di riaffermare la validità di quanto il nostro Gruppo ha asserito in sede di Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari: la posizione che oggi stiamo assumendo e che io sto esponendo è coerente con la condotta tenuta in quell'organismo. In Giunta chiarimmo che le nostre valutazioni avrebbero potuto essere più compiutamente e più precisamente motivate se fosse stata accolta la nostra richiesta di acquisire tutta la documentazione riguardante la genesi dei contestati atti di indagine. (Applausi) . Quella richiesta fu rigettata e rigettarla fu un errore. Vengo alle conclusioni. Investire la Consulta del problema di principio poc'anzi prospettato, chiederle di definire un preciso orientamento in proposito non è né una mancanza di rispetto per l'indipendenza della magistratura - valore per noi massimamente rilevante (Applausi) - né, a maggior ragione, un modo per intralciare l'opera magistratuale di lotta all'illegalità, obiettivo che riveste per noi primaria importanza. (Applausi). Il conflitto di attribuzione oggi dibattuto può rappresentare, invece, un fattore di chiarezza, utile alla politica e alla magistratura, anche perché non è da escludere che la Corte, che fin qui non si è mai espressa su casi specifici di questo tipo, nell'affrontare il caso, possa decidere, con ordinanza di autorimessione, che è necessario occuparsi anche della legittimità costituzionale di alcune disposizioni della legge n. 140 del 2003, finora mai fatte oggetto di sindacato costituzionale; la qual cosa permetterebbe tra l'altro di dire una parola definitiva non solo sull'equiparazione delle comunicazioni scritte elettroniche alla comune corrispondenza cartacea, ma anche sul principio ispiratore della richiamata legge del 2003 che attua l'articolo 68 della Costituzione. Quella legge - attenzione, colleghi - agli articoli 4 e 6 tutela la corrispondenza scritta di un parlamentare in maniera differenziata e più forte rispetto a quanto prevede per altre forme di comunicazione. Tutti dovrebbero essere interessati - magistrati compresi - a fare completa chiarezza, cioè a sapere dalla Consulta se quella maggior tutela è o no costituzionalmente giustificata. Per noi sostenere l'opportunità di chiedere che la Consulta si pronunci su questi temi significa muoversi con compostezza e sobrietà nel solco del costituzionalismo migliore e del più fecondo pensiero liberaldemocratico. (Applausi) . Significa dare una prova di cultura delle garanzie, che è cosa ben diversa - lasciatemelo dire - e ben più seria di certo garantismo caricaturale consistente in un atteggiamento di pregiudiziale e ostentata ostilità verso i magistrati. Un atteggiamento che abbiamo sempre condannato e che non smetteremo mai di condannare. (Applausi). GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, la Giunta è definita un organo paragiurisdizionale, ma i dibattiti e i voti che vi si fanno non lo sono mai: sono sempre e solo guidati dalla convenienza politica. Chiedo quindi scusa a quest'Assemblea se sembrerà che vada fuori tema, ma parlerò esclusivamente di questioni giuridiche, perché la decisione di oggi costituirà un importante precedente ed è quindi delicata. Ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 140 del 2003, per sequestrare la corrispondenza o per intercettare l'utenza di un parlamentare ci vuole l'autorizzazione preventiva. Per le intercettazioni indirette o casuali, invece, se una delle parti chiede l'utilizzazione, sarà il giudice delle indagini preliminari a richiederne l'autorizzazione successiva ai sensi dell'articolo 6 della stessa legge. Entrando nel merito, chiariamo subito che il provvedimento di sequestro non è stato eseguito nei confronti del senatore Renzi, ma di un terzo non parlamentare. I messaggi di cui ci occupiamo non rientrano nella nozione di corrispondenza, che implica attività dinamiche di spedizione e di ricezione, né costituiscono attività di intercettazione, la quale richiede la captazione di un flusso di comunicazioni in corso, ma hanno la natura di documenti, un tertium genus non previsto dalla legge costituzionale n. 140 del 2003. Ciò è confortato dalla consolidata giurisprudenza della Cassazione che, con numerosissime sentenze - la più recente addirittura del 2021 - chiarisce che, sms, WhatsApp, posta elettronica scaricata o conservata nella memoria, rinvenuti in un cellulare sottoposto a sequestro hanno natura di documenti, con la conseguenza che la relativa acquisizione non soggiace alle regole stabilite per la corrispondenza né tantomeno alla disciplina delle intercettazioni. Inoltre, con la sentenza n. 390 del 2007 la Corte costituzionale ha chiarito che l'espressione dell'articolo 68, comma 3, della Costituzione, «intercettazioni, in qualsiasi forma» si riferisce alle diverse modalità di intercettazione, in qualsiasi forma, ad esempio distinguendo le telefoniche dalle ambientali, ma non a forme di comunicazione diverse. Dunque, ci troviamo di fronte a un caso particolare, ossia al caso di un sequestro di documentazione presso terzi, che, a tutela delle prerogative parlamentari, io ritengo debba essere equiparato alla disciplina delle intercettazioni indirette, ma che l'attuale legge non prevede. La relazione considera l'acquisizione dei messaggi come sequestro di corrispondenza e conclude che occorre in ogni caso l'autorizzazione preventiva, a prescindere dalla circostanza dell'utilizzo o meno di tali prove nei confronti del parlamentare e a prescindere dal fatto che il sequestro avvenga presso terzi. Vorrei che l'Aula comprendesse l'abnormità di tale pretesa. Proprio per l'imprevedibilità, ex ante , dell'esistenza del dato riferibile al parlamentare, l'autorità giudiziaria non potrebbe, neanche volendo, munirsi preventivamente dell'autorizzazione della Camera di appartenenza. Inoltre, i documenti, pur legittimamente sequestrati a un terzo, per la mancanza di autorizzazione preventiva risulterebbero inutilizzabili anche nei confronti del terzo, estendendo, quindi, di fatto le prerogative parlamentari anche ai non parlamentari. Così argomentando, basterebbe che in un telefono sequestrato a un mafioso vi fosse un messaggio inviato a un parlamentare per determinarne la inutilizzabilità anche nei confronti del mafioso. (Applausi) . Assolutamente diverso il caso Siri, erroneamente indicato come valido precedente, perché si trattava di un atto di investigazione diretto nei confronti di un senatore, in quanto diretto nei confronti di un suo collaboratore, in un ufficio proprio del senatore. Per quanto riguarda il cosiddetto estratto conto, ritenuto nella relazione anch'esso corrispondenza da sottoporre all'autorizzazione preventiva, va precisato che non si parla di quello inviato solitamente al titolare del conto, ma di un documento acquisito legittimamente dalla magistratura, tramite richiesta alla banca, a seguito di una segnalazione di operazione sospetta, come tale prevista dalla legge. Quindi, non può essere oggetto di conflitto di attribuzione, ma, semmai, di una valutazione circa la riservatezza e il rispetto del segreto istruttorio. Senza che questo stupisca, su alcuni aspetti penso che il senatore Renzi abbia ragione. Io mi sono chiesto come mi sarei comportato da procuratore. Io avrei forse ritenuto opportuno investire della questione sollevata dal senatore Renzi il giudice per le indagini preliminari, che, nella sua terzietà, avrebbe garantito il corretto svolgimento delle indagini e avrei rispettato le sue decisioni. Su tali questioni, fra l'altro, deve ancora pronunciarsi il giudice per l'udienza preliminare. Allo stesso tempo, però, credo che sia errato trascinare il Senato in un conflitto di attribuzioni che non ha ragione di essere. Io mi sforzo di credere che il senatore Renzi abbia affrontato questa battaglia, non per difendere se stesso dal processo, come ha detto, ma per difendere le prerogative del Senato e di tutti i parlamentari. Per questo, ritengo che non ci siano i presupposti per sollevare un conflitto di attribuzione, come prevede la relazione, ma che sia invece urgente intervenire integrando la disciplina della legge n. 140 del 2003 a tutela di tutti i componenti del Parlamento. Infatti, non ci può essere materia di conflitto tra poteri, perché il pubblico ministero non può aver abusato di una norma che non c'è. Allo stesso modo, il Senato non può pretendere un'autorizzazione preventiva non prevista dalla legge per un sequestro effettuato non nei confronti del parlamentare, ma presso terzi, e nemmeno un'applicazione analogica della disciplina delle intercettazioni indirette nel caso di un sequestro di documento presso terzi. Infatti, le norme che sanciscono immunità e prerogative parlamentari in deroga al principio di parità di trattamento dinanzi alla giurisdizione debbono essere interpretate nel senso più aderente al testo. Si dovrebbe quindi assimilare per legge ciò che transita dai nostri smartphone (sms, messaggi WhatsApp e di posta elettronica in memoria) alla disciplina già prevista per le intercettazioni indirette, prevedendo quindi per tutti i parlamentari la necessaria richiesta di autorizzazione all'utilizzo anche dei documenti. Questa innovazione legislativa non solo colmerebbe un vuoto, ma, per il principio del favor rei , si applicherebbe allo stesso senatore Renzi già nel procedimento in corso. Se invece si vuole reintrodurre una nuova e più ampia forma di immunità o la vecchia autorizzazione a procedere abrogata nel 1993, discutiamone apertamente. Ci si metta la faccia con una proposta di legge: io sarò contrario, ma, come spesso accade, potrei essere in minoranza. In conclusione, si ritiene che non esista la materia per sollevare nella specie un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, in quanto va individuato nel giudice mai investito della questione l'organo competente a dichiarare definitivamente la volontà del potere dell'autorità giudiziaria, come previsto dall'articolo 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87. Inoltre, non si individua l'atto lesivo della funzione parlamentare se non nell'omissione della richiesta di autorizzazione a un sequestro eseguito nei confronti di un soggetto non parlamentare. Infine, come abbiamo visto, manca la norma che si assume violata nell'esercizio del potere. Per questi motivi, annuncio il voto contrario della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto alla relazione proposta. MODENA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei soffermarmi brevemente su tre questioni sostanziali. Quanto alla prima, perché siamo convinti che la strada sia quella del conflitto di attribuzioni? Perché è il segnale netto di un'azione della magistratura in base alla quale, nella sostanza, al senatore XY (lo voglio spersonalizzare) sono stati presi conti correnti, messaggi WhatsApp ed e-mail che poi - regolarmente - sono finiti sulla stampa. Ciò non è assolutamente ammissibile. (Applausi) . L'estratto conto di ognuno di noi (pur essendo soggetti politicamente esposti) è una corrispondenza fra la banca e un cittadino e non si comprende come possa essere assunto senza richiesta. Non dico che non si possa fare. Su questo bisogna chiarirsi: la magistratura lo può fare, ma se si tratta di un caso in cui è richiesto il sequestro preventivo, deve fare la domanda prima. Si chiede non di legare le mani alla magistratura, ma semplicemente di far rispettare la legge e la Costituzione, con la presentazione di una domanda ex ante alla quale si può rispondere positivamente o negativamente, così come è successo in tantissime altre ipotesi. Bisogna pensare però a questo voto perché c'è un altro aspetto; a volte c'è una tendenza strisciante da parte di moltissimi di non avere il coraggio di difendere quella che è la propria funzione e, quindi, di accettare, senza neanche rendersene conto, passivamente, che determinate cose accadano. Citando altri casi di conflitto di attribuzioni, accettiamo passivamente che un magistrato si metta a giudicare le ragioni per cui vengono presentati o meno determinati emendamenti oppure, utilizzando un'altra ipotesi, dovremmo accettare casi come quelli che stiamo analizzando oggi. Io ho capito una cosa da questa esperienza: arretrare rispetto alla tendenza evidenziata è una impostazione sbagliata. Bisogna avere il coraggio, ma soprattutto la consapevolezza e la dignità del ruolo che si svolge e saperlo difendere a testa alta. (Applausi) . La nostra capogruppo Anna Maria Bernini mi ha trasmesso questo principio come insegnamento, così come anche tutti i miei colleghi di Forza Italia. La difesa delle prerogative non è infatti la difesa dei privilegi, ma la difesa di una funzione che si svolge e che va svolta con la dignità e la compostezza che impone. Certo, abbiamo perso delle occasioni. Non noi di Forza Italia. Se si vuole mettere la questione sul campo dei rapporti tra la politica e la magistratura, ha delle origini ben diverse e ben lontane. Non voglio mettermi a ripercorrerle tutte quante, ma ricordare invece che sicuramente pochi possono dire che gli è capitata una cosa terribile, ma sperano che non capiti ad altri. Noi abbiamo delle persone e - consentitemi di dire - credo che il nostro presidente Berlusconi (Applausi) abbia oggettivamente subito una tale persecuzione che rende difficile pensare che qualcuno potesse reggerne altre come quella che egli ha subito. (Applausi) . Il nostro voto sarà favorevole all'approvazione della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Consentitemi di ringraziare tutti i colleghi e, in modo particolare, il Presidente della Giunta e gli Uffici per il supporto che ci hanno dato. (Applausi) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, cercherò di essere breve, avevo preparato un canovaccio di discorso, ma dopo aver ascoltato il senatore Renzi, dovrò probabilmente fare qualche deviazione. Per la votazione di oggi dobbiamo partire da una parte preliminare. Dobbiamo cioè capire come senatori della Repubblica che la questione di specie che riguarda il senatore Renzi, in realtà non deve riguardare il senatore Renzi, deve riguardare qualcosa di molto più ampio. È proprio il richiamo costituzionale che ho apprezzato nel suo intervento. Noi siamo qui a tutelare questa Costituzione. Posso quindi apprezzare i contenuti e alcuni passaggi del suo intervento. Soprattutto deve essere chiaro nell'animo di ognuno di noi che questa premessa non guarda al caso specifico o ai preconcetti o ai pregiudizi che probabilmente qualcuno di noi, qualche Gruppo all'interno di questo Senato, può avere nei confronti della singola persona o del singolo parlamentare. Dobbiamo averlo chiaro in testa, perché è l'unico modo per poter esprimere un voto serio. Ritengo, tuttavia, che questa premessa dobbiamo ricordare oggi, come probabilmente dovevamo fare anche in altre votazioni che hanno visto esprimersi il Senato. È evidente il richiamo al presidente Berlusconi - come ha fatto la senatrice Modena - ma io non posso non rammentare l'esempio che ha riguardato il senatore Salvini (Applausi) . Anche in quel caso, infatti, abbiamo visto come il nome e il cognome di un senatore possano far cambiare il voto di un'Assemblea. È brutto da dire, ma purtroppo è così, e lo abbiamo già visto. Questa era la premessa. Parliamo ora dell'articolo 68 della Costituzione. Tutti i colleghi hanno richiamato i principi che sottendono all'articolo 68 della Costituzione. Sono principi di garanzia delle attribuzioni delle Camere e dell'autorità giudiziaria, che cercano di eliminare le reciproche interferenze. Questo lo afferma la Costituzione, e non un parlamentare della Repubblica o un Gruppo parlamentare: è la norma che lo afferma. Vorrei poi ricordare che questa norma costituzionale fondante dell'ordinamento giuridico tutela non il singolo parlamentare - e questo probabilmente dobbiamo ricordarlo a qualcuno che invece l'ha strumentalizzata - ma l'Assemblea parlamentare, e si tratta di un interesse molto più ampio di quello del singolo parlamentare. Preserviamo la funzionalità del Parlamento, l'integrità della sua composizione e l'autonomia decisionale. Se eliminiamo una di queste tre, non ha più senso sedere in quest'Aula. Dobbiamo sostenere questa norma, perché è la base per la libertà democratica. Noi qui rappresentiamo la libertà democratica e l'Assemblea la rappresenta, perché siamo espressione di un voto, di un popolo: la gente ci ha votato, ci ha mandato qui e noi dobbiamo rappresentarla. Ripeto però che, per rappresentarla, per esercitare degnamente e liberamente la funzione legislativa, dobbiamo sempre rispettare la Costituzione, ma devono farlo tutti: noi in primo luogo, ma anche tutti i poteri dello Stato, a cominciare dai principali. Se vogliamo davvero rispettare pienamente la norma costituzionale, dobbiamo ricordarci che la sua attuazione deve essere piena e nel rispetto di tutti i poteri. Su questo ho ascoltato il senatore Parrini dire che non bisogna buttare la questione - ovviamente sintetizzo - nella solita discussione tra politica e magistratura. Io sono tra quanti continuano sempre a sostenere che la libertà e l'indipendenza della magistratura devono essere tutelate; parimenti, però, devono essere tutelate la libertà e l'indipendenza della politica perché, se non le garantiamo, non garantiamo gli equilibri dello Stato. Ricordiamoci che la nostra Costituzione poggia su precisi equilibri e che è stata scritta dopo un periodo nefasto della nostra storia, dal quale abbiamo imparato tante cose. Dobbiamo quindi mantenere quegli equilibri. Non basta continuare a cercare facile consenso con l'antipolitica, come qualcuno si ostina ancora a fare. Noi abbiamo bisogno di politica vera, quella che ha caratterizzato la nostra storia e anche il movimento a cui appartengo, perché noi abbiamo sempre guardato alla nostra base, abbiamo sempre ascoltato la gente. Questo ci ha sempre caratterizzato e deve continuare a caratterizzarci. Non possiamo permettere che rinunciare o reinterpretare norme della Costituzione renda più fanciullesca la politica, perché più facile da raccontare. La politica è un'arte difficilissima e, proprio per questo, dobbiamo essere particolarmente attenti e oculati quando assumiamo siffatte decisioni. Al senatore Renzi si potrebbero dire tante cose. Alcune sue espressioni - glielo dico sinceramente - non le ho apprezzate particolarmente. Ma ovviamente la democrazia è bella proprio per questo: non possiamo essere d'accordo su tutto e non dobbiamo essere d'accordo su tutto. Ma ricordiamoci sempre le parole che sono state dette, come - ad esempio - che la velina della procura vale più di una sentenza. Ricordiamocelo sempre, anche quando magari ci sono degli attacchi sperticati, perché basta un avviso di garanzia per mettere in croce una persona. Cito, solo per contemporaneità, il fatto che oggi sia arrivata l'archiviazione al presidente della Regione Lombardia Fontana (Applausi) , che è stato crocifisso per un avviso di garanzia. Ricordiamocelo sempre, quando ci saranno altri passaggi di Giunta, perché ovviamente ce ne saranno di passaggi di Giunta. Cerchiamo di ragionare sul merito delle cose e sulle regole costituzionali, perché, se non le rispettiamo, la politica se ne va a farsi friggere - scusate il termine - e noi qua diamo ragione a chi fa antipolitica. Al contrario, qui noi dobbiamo fare la vera politica e tornare ai begli episodi di politica, come quelli che ci sono stati poco fa, quando abbiamo approvato all'unanimità un disegno di legge dal contenuto assolutamente meritorio. Cerchiamo di trovare quel contenuto della vera politica ed evitiamo di strumentalizzare i voti di Giunta, come è stato fatto in passato. Ricordiamo questo per il futuro; che rimanga agli atti e che ci sia memoria di questa cosa. Nel richiamare tutto questo, per far sì che tutti quanti hanno proferito oggi queste parole le ricordino anche domani, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier alla relazione della relatrice, con le premesse che però ho fatto: non è un voto a favore del senatore Renzi, ma è un voto a favore del rispetto delle regole costituzionali e della libertà democratica di questo Paese. (Applausi) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, oggi discutiamo se il Senato debba promuovere un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato innanzi alla Corte costituzionale con riguardo agli atti della procura di Firenze nei confronti del senatore Renzi. Anticipo con chiarezza che non consideriamo sufficienti gli elementi a disposizione per ritenere che tale conflitto possa essere sollevato. Ma su questo tornerò in seguito e di questo ha discusso bene in dettaglio il senatore Grasso. Il senatore Renzi, invece, e anche il senatore Parrini hanno detto poco fa che oggi in quest'Aula si discute di dignità della politica. E allora, Presidente, ritengo indispensabile portare il nostro punto di vista su cosa sia per noi la dignità della politica e su quale debba essere il ruolo della politica, anche alla luce del dibattito che si è sviluppato nel Paese intorno a questa vicenda, e su come secondo noi l'attività dei parlamentari, dei membri del Governo e in generale di chiunque, facendo politica, assuma decisioni per i cittadini sia e debba essere sempre sottoposta a una valutazione etica. L'etica, Presidente, è la responsabilità di rendere conto delle proprie azioni. Quindi, per un politico l'etica è rendere conto del proprio operato e delle proprie azioni ai propri elettori, in modo chiaro e trasparente, sempre. Il fine della politica deve essere perseguire il bene comune e individuare il percorso che serve per arrivare a raggiungere quel bene. Quindi il rapporto tra etica e politica è sempre positivo. Tuttavia, quando un politico non fa il bene comune, quel rapporto allora diventa negativo. (Applausi) . Signor Presidente, questa discussione rende certamente anche palese che, a trent'anni da "Mani pulite", il tema del finanziamento ai partiti è ancora un nodo irrisolto. Evidentemente non sono bastate le leggi finora approvate, poiché è chiaro che non può essere sufficiente spostare il finanziatore dal pubblico al privato, se poi quel finanziatore non ha un obbligo di trasparenza e oggi i soggetti di diritto privato, ovvero le fondazioni, non hanno obbligo di rendicontazione. In realtà, solo grazie alla legge "spazzacorrotti" e al nostro ministro Alfonso Bonafede, oggi le fondazioni che al proprio interno hanno degli esponenti politici sono equiparate a partiti. (Applausi) . Questo passo in avanti sostanziale che è stato fatto, però, va affiancato con un altro tassello: vale a dire l'approvazione quanto prima di una legge che vada a disciplinare l'attività lobbistica e una legge c'è, è stata approvata alla Camera dei deputati ed è, ancora una volta, una legge proposta del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Lavoriamo piuttosto allora a questo, colleghi: lavoriamo a dare al Paese una vera legge sul conflitto di interesse. Il problema non è se c'è un finanziatore che vuole sovvenzionare una forza politica: il problema è andare a chiarire e a eliminare tutte quelle zone grigie nei rapporti tra un politico o una forza politica e un portatore di interessi. Del resto, non è un caso se anche l'organo del Consiglio d'Europa che si occupa di lotta alla corruzione ha sollecitato l'Italia ad adottare quanto prima proprio una legge vera e seria sul conflitto di interessi. È evidente che, ancora una volta, si tratta di una questione etica e per questi stessi motivi, colleghi, è indispensabile adottare quanto prima anche un codice deontologico dei senatori. Oggi in quest'Aula abbiamo sentito parlare molto anche di autonomia della politica. Ma, se l'autonomia della politica è intesa come autoreferenzialità oppure come autonomia rispetto agli interessi collettivi, allora possiamo ancora parlare di politica intesa come tendere al bene comune, oppure stiamo parlando dell'opposto della politica, dell'antipolitica? (Applausi) . Del resto, lo stesso senatore Renzi - lo ricordo bene - nel 2018, durante una trasmissione televisiva, diceva che la politica si fa seguendo un ideale, non i soldi, e che sulla trasparenza non avrebbe mai fatto sconti a nessuno. Noi quelle parole le condividiamo in pieno, ma alle parole devono seguire i fatti e ci deve essere l'attuazione dei principi contenuti in quelle parole, che altrimenti restano vuote. Siamo anche fermamente convinti che, quando la politica passa da logica di servizio a logica di potere, allora anche i partiti non sono più quei mediatori - come previsto dalla Costituzione - tra Stato e cittadini. E, quando al centro della politica non c'è più il bene comune, ma solo quello di una parte, allora lo Stato non è più per i cittadini il luogo in cui riconoscersi, l'ente da cui si sentono tutelati (Applausi) ; anzi, diventa quasi un nemico del bene comune, un nemico da combattere. Colleghi, vogliamo davvero che i cittadini continuino a vedere lo Stato come un nemico e noi parlamentari come dei privilegiati legati alle poltrone a pensare ai nostri interessi, oppure vogliamo tutti adoperarci per rinsaldare quel rapporto di fiducia tra Stato e cittadini che deve essere alla base della ripartenza di questo Paese? (Applausi) . Signor Presidente, mai come in questo momento - e mi auguro che sia chiaro a tutti - è indispensabile rafforzare la coesione sociale, proprio per recuperare quel senso di fiducia nelle istituzioni che è alla base della condivisione necessaria perché tutti i cittadini possano contribuire a quel progetto sociale che deve far ripartire il Paese dopo la pandemia. Se vogliamo rafforzare la coesione sociale, dobbiamo costruire il futuro su tre pilastri. Il primo è la fiducia dei cittadini, che si basa sulla trasparenza anche delle nostre azioni; il secondo pilastro è la partecipazione dei cittadini, che devono agire da protagonisti anche nelle scelte pubbliche; il terzo è la solidarietà, a cui si aggiunge anche la tutela del bene comune o - come ci piace dire -dei beni comuni. Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle ritiene che la trasparenza debba sempre contraddistinguere l'operato della classe politica, proprio per alimentare quella fiducia tra cittadini e istituzioni, evitando il rischio che il confine tra politica e affari, tra pubblico e tornaconto personale, si vada ad assottigliare sempre di più fino a scomparire. (Applausi. Commenti) . In conclusione, oggi il MoVimento 5 Stelle voterà convintamente contro la richiesta di conflitto di attribuzione, perché sulla base degli elementi a disposizione risulta che questa indagine - come ha detto anche il senatore Grasso - era diretta a una terza persona. In questo caso non era da richiedere l'autorizzazione preventiva del Senato, che può intervenire solo in caso di concreto utilizzo degli atti in esame, cosa non ravvisabile in questa circostanza. Mancando pertanto gli elementi necessari per configurare e sostenere la richiesta di conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, ribadisco il nostro voto contrario. (Applausi) . *QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)) . Signor Presidente, colleghi senatori, intervengo brevemente in dissenso, a nome della componente Italia al Centro del Gruppo Misto. Il dibattito che si sta svolgendo in quest'Aula non riguarda il senatore Matteo Renzi, e non riguarda nemmeno noi qui presenti come rappresentanti del popolo. Riguarda, per le ragioni che dirò, ciascun cittadino italiano, anche se ci sarà sempre qualcuno che riterrà le guarentigie costituzionali un privilegio prerivoluzionario. E riguarda soprattutto una concezione del garantismo che non è affatto, come è stato adombrato, un modo per camuffare un innocentismo pavloviano: è semplicemente l'altra faccia della legalità, perché si limita a chiedere che anche il controllo di legalità demandato all'autorità giudiziaria si svolga come legge comanda. Non mi pare si chieda troppo. Colleghi, condividiamo la relazione che ci viene proposta dalla Giunta; anzi, forse si tratta di un testo fin troppo morbido. La questione che oggi ci occupa non è infatti un fulmine nella placida notte, ma giunge all'esito di un processo di erosione che ha progressivamente ristretto il perimetro delle garanzie, spostando di volta in volta il margine dell'insindacabilità, l'asticella del sindacato giudiziario sull'esercizio del mandato parlamentare, il confine tra intercettazioni casuali e intercettazioni indirette che pure la Corte costituzionale negli anni addietro aveva scolpito con chiarezza adamantina. Un processo di erosione che si è consumato senza che la politica, per paura di essere additata dall'antipolitica al pubblico ludibrio, abbia levato una pur flebile voce. Di tante mancanze che la mia parte si può rimproverare per quel che concerne la vita politica e istituzionale, almeno questa non può esserci addebitata. Parafrasando Bertolt Brecht, c'è stato chi si è seduto dalla parte di una ragione impopolare anche quando la parte affollata era quella di un torto ben più accattivante, e quella impopolarità l'ha sopportata anche quando in gioco vi erano i diritti di un proprio avversario politico che magari non aveva il coraggio di rivendicarli. Prima che questo dibattito avesse inizio, mi chiedevo se magari oggi il processo di istituzionalizzazione intrapreso dall'antipolitica e la consapevolezza ormai trasversale e diffusa dei problemi enormi della giustizia italiana potessero aiutare a dire cose che sembravano fino a poco tempo fa lunari. Forse sì, o forse è una pia illusione. Ma a costo di apparire lunari è giusto affermare e riaffermare determinati principi. Perché a una garanzia costituzionale negata a un parlamentare non corrispondono maggiori diritti per i cittadini: è vero esattamente il contrario e la storia dovrebbe avercelo insegnato. Alla luce di ciò, la relazione sottoposta oggi al nostro esame deve essere approvata. Perché l'articolo 68 esiste e va rispettato. Perché i concetti di "comunicazione" o di "conversazione" non sono materia per cavilli da azzeccagarbugli, ma ambiti con una loro consistenza ontologica. Perché è incredibile che alla luce del progresso ogni nozione giuridica venga considerata in evoluzione ma non si debba invece tener conto di quanto la tecnologia abbia inciso sulla concezione di "corrispondenza". C'erano un tempo gli epistolari, nessuno potrebbe negare che gli epistolari moderni siano il portato degli scambi che quotidianamente viaggiano in rete. Noi che queste cose le abbiamo sempre affermate, anche quando andavano assai poco di moda, non ci stancheremo di ripeterle oggi che le patologie della giustizia, e le gravi ricadute di un sistema istituzionale debole e indebolito, da latenti si sono fatte conclamate. Auspichiamo che la stessa riflessione possa essere fatta in coscienza dai colleghi che muovono da concezioni diverse. Per quanto ci riguarda sosterremo senza se, senza ma, senza però, senza dubbio alcuno, la difesa dell'ordinamento italiano di fronte alla Corte costituzionale. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di sollevare conflitto di attribuzione nei confronti della procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Matteo Renzi. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B) . (Applausi) . La Presidenza si intende pertanto autorizzata a dare mandato a uno o più avvocati del libero foro. Per fatto personale LANZI (M5S) . Domando di parlare per fatto personale. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, mercoledì 16 febbraio sono stato vittima di un attacco politico; un attacco che però ha colpito non solo me, ma anche tutte le persone con disabilità. Infatti, questo delicatissimo tema è stato utilizzato strumentalmente per attaccarmi. Inizialmente pensavo di lasciar correre, ma, data la gravità delle affermazioni pronunciate in quest'Aula del senatore Augussori, non posso in alcun modo esimermi da una doverosa precisazione. Si può discutere su tutto, ma nessuno deve permettersi di mettere in discussione il massimo rispetto e la mia totale dedizione nei confronti di un tema così delicato come quello della disabilità e di tutte le persone e le famiglie con disabilità. (Applausi) . La disabilità è stata presente nella mia famiglia: il fratello di mio padre Giulio fin dalla tenera età è stato ricoverato in strutture a causa dei suoi handicap; ha avuto sempre continua assistenza affettiva ed economica. Alla scomparsa di papà, principalmente insieme a mia madre e a mia sorella Marisa, senza soluzione di continuità, lo abbiamo assistito e sostenuto, ingaggiando anche fior di professionisti per redigere perizie che gli evitassero trasferimenti presso altre strutture che gli avrebbero fatto perdere punti di riferimento importanti. Quindi, ritengo che strumentalizzare un episodio che in realtà era una mera critica politica, usando a sproposito il tema della disabilità, è davvero meschino; un giudizio che, peraltro, di certo non rientra tra le prerogative di questo consesso né tantomeno tra quelle del senatore Augussori, che invece si è permesso di dare un giudizio suo personale mistificando la realtà di fatto, insinuando che addirittura avrei voluto risolvere la questione con un blocchetto di assegni in mano. Per suo tramite, Presidente, vorrei dire al senatore Augussori che, purtroppo, siamo tutti destinati a morire; magari fra centinaia di anni - chissà - a qualche mio discendente verrà voglia di fare ricerche su un antenato che ha avuto l'onore e l'onere di sedere tra questi scranni. Non voglio assolutamente lasciare che possa farsi l'idea di avere avuto un antenato riprovevole e degno di disprezzo, ma che al contrario ha operato con disciplina e onore sempre. Il senatore Augussori, mercoledì, irridendomi, ha invitato i colleghi a leggere le carte: assolutamente giusto, fatelo colleghi, fatelo, andate a leggere - senza decontestualizzare - le singole affermazioni dell'intero post e vi renderete conto che anche cercare di chiudere bonariamente la diatriba è una questione onorevole, anche e soprattutto nel rispetto di una linea del Gruppo al quale mi onoro di appartenere. Non tornerà in Aula la mia vicenda: la chiuderò per non creare imbarazzi. Il relatore, Pellegrini Emanuele, che ringrazio, comunque si era rimesso all'Assemblea, e ho motivo di ritenere che il mio caso avrebbe avuto un esito a me favorevole se posto ai voti perché, a differenza del senatore Augussori che si è permesso parole irricevibili nei miei confronti, nel pensiero di tanti sono una persona che merita stima, considerazione, rispetto e fiducia; questo ovunque abbia interagito. Concludo sempre per suo tramite, Presidente, con un'osservazione per il senatore Romeo. Pensi alla sua compagine e non si permetta di rivolgersi al mio Gruppo, come ha fatto mercoledì. Non ha titolo per dare lezioni ad altri. Stare zitti non si può sentire in Parlamento. (Applausi). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno FATTORI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FATTORI (Misto) . Signor Presidente, questo mio intervento di oggi fa parte di quell'iniziativa - voluta dalle donne in Parlamento - che abbiamo chiamato staffetta per le donne in Afghanistan. Il 1° e il 2 febbraio il Parlamento europeo ha organizzato due giorni ricchi di conferenze, seminari ed eventi sulla situazione estremamente preoccupante per le donne in Afghanistan, a seguito della presa di potere dei talebani lo scorso anno. Gli ospiti afghani hanno esortato la comunità internazionale ed europea ad agire e delegittimare i governanti di fatto. Tra gli ospiti della conferenza c'erano le 11 donne afghane finaliste del premio Sacharov per la libertà di pensiero 2021 del Parlamento europeo, rappresentanti della Commissione e delle Nazioni Unite, nonché rappresentanti di altre importanti organizzazioni internazionali e fondazioni locali afghane. All'interno della diffusa crisi umanitaria in Afghanistan, le donne sono le più colpite. Dopo la grave siccità e i decenni di guerra e di occupazione, le truppe internazionali sono state evacuate in seguito al ritorno del potere dei talebani e il Paese è stato tagliato fuori dalle istituzioni finanziarie internazionali. Questo, a sua volta, ha innescato una crisi bancaria e peggiorato le condizioni economiche. Secondo il vicedirettore esecutivo del Programma alimentare mondiale, Ute Klamert, il 58 per cento della popolazione afghana ha bisogno di assistenza umanitaria e ci sono 23 milioni di persone con accesso insufficiente al cibo. Nonostante i talebani affermassero di aver cambiato le loro politiche sulla partecipazione delle donne alla società, ciò si è rivelato falso. Le donne sono state escluse dalla vita pubblica, senza possibilità di istruzione, incapaci di entrare nel mondo del lavoro e senza accesso all'assistenza sanitaria, se non accompagnate da un uomo. Questo ha messo in atto un apartheid di genere. Come è stato discusso più dettagliatamente nella sessione, le ragazze vengono vendute per disperazione per sfamare il resto della famiglia, illustrando la gravità dei tempi attuali. La Presidente del Parlamento europeo ha aperto la conferenza ad alto livello, accogliendo giornalisti, attivisti, parlamentari e altre donne venute a Bruxelles per la Giornata della donna afghana con le seguenti parole: «L'evento di oggi è per dare voce alle donne e alle ragazze in casa nostra e sostenere il lavoro svolto dalle donne finaliste del premio Sacharov. Ci hanno insegnato che, se anche c'è un tempo per piangere, c'è anche un tempo per resistere all'ingiustizia». Non ripetete gli stessi errori del passato. Aiutate le donne, le persone, a continuare a educarsi attraverso piccoli progetti per raggiungere tutti gli afghani. Aiutateci a conservare ciò che abbiamo costruito in vent'anni. Aiutate il nostro popolo che sta morendo di fame. Non riconoscete il Governo talebano e, se negoziate accordi per ragioni umanitarie, che non siano mai incondizionati: questa è, in estrema sintesi, quanto è stato detto dalle donne afghane in un evento senza precedenti al Parlamento europeo. E questo è l'invito che oggi porto a questa Aula. (Applausi) . MARINELLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARINELLO (M5S) . Signor Presidente, ritengo utile e opportuno portare a conoscenza di quest'Aula le problematiche connesse all'eventuale approvazione del nuovo nomenclatore tariffario nazionale. Il Ministero della salute, in questo periodo, è impegnato nella elaborazione del tariffario e sempre più numerose sono le segnalazioni che stiamo ricevendo degli operatori del settore, che evidenziano possibili effetti negativi in caso di approvazione. Tali effetti sarebbero pesanti specialmente per i medi e piccoli laboratori di analisi, che si troverebbero in una situazione di forte penalizzazione rispetto alle grandi strutture. L'ipotesi cui sta lavorando il Ministero prevedrebbe, infatti, un taglio medio ponderato delle attuali tariffe, con una percentuale compresa tra il 50 e il 60 per cento. È facilmente comprensibile che i laboratori con un numero di prestazioni relativamente contenuto non avrebbero più i margini per poter continuare la loro attività e tutto ciò causerebbe un ridimensionamento o addirittura la loro chiusura, con inevitabili licenziamenti e perdite di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia. Totalmente differente sarebbe la situazione delle strutture in grado di lavorare quotidianamente milioni di prestazioni, le quali, nonostante il notevole abbattimento delle tariffe, potrebbero assorbire facilmente tagli. A fronte di questo possibile scenario, ovviamente il settore è in forte fibrillazione e i piccoli operatori hanno già avviato azioni di protesta nei confronti del Ministero, al punto di inviare formali diffide legali contro la possibile promozione del nuovo tariffario alle condizioni che ho descritto in precedenza. Ritengo, quindi, che il Ministero debba valutare altri elementi per un'analisi oggettiva delle tariffe, quali il costo del personale e di gestione delle strutture stesse, oltre ovviamente ai costi del materiale necessario per esami di qualità. Auspico che nelle sedi competenti venga avviata una riflessione supplementare, attraverso una più approfondita istruttoria e un maggiore ascolto degli operatori, raccogliendo e recuperando le loro notevoli preoccupazioni. Concludo ribadendo che, soprattutto nella sanità, il contenimento dei costi non deve penalizzare i lavoratori, le aziende e la qualità stessa del servizio offerto alla cittadinanza. Su questo il Parlamento e il Ministero devono sempre tenere alta l'attenzione, nell'esclusivo interesse di tutte le parti coinvolte. (Applausi) . QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, nei primi giorni del freddo febbraio molti giornali hanno battuto la notizia che gruppi di volontari sono stati allontanati dalla Stazione Termini di Roma perché distribuivano cibo caldo ai senza fissa dimora. È questa una notizia sconcertante, seguita poi da un'altra ancora più inquietante: la sera si getta acqua laddove costoro si preparano un giaciglio notturno. Frequentando la Stazione Termini, ben comprendo il disagio che quelle persone provocano, ma non si può sacrificare la solidarietà umana. Sono nostri fratelli, solo più sfortunati, deboli e bisognosi. Invece di tendere loro la mano per aiutarli ad alzarsi e recuperare la dignità umana, li rimuoviamo in tutti i sensi. Il nostro cuore di pietra è perfino incapace di offrire loro ciò che non si nega nemmeno a un cane randagio. La mancanza di lavoro, la povertà, l'emarginazione, la disabilità, l'alcolismo e l'incuria sociale inducono il degrado umano. Occorre agire con tutto l'amore che ogni essere umano merita, ancor più verso chi soffre un disagio: come fanno Lorenzo della Caritas, che organizza le unità notturne di strada in soccorso, con cibo e indumenti, di chi non ha un tetto, o Pino, che la sera porta loro coperte e la mattina li rifocilla con un cappuccino bollente e un sorriso. Occorre che tutte le istituzioni pubbliche intervengano con assoluta urgenza su quanto sta accadendo alla Stazione Termini e non sono lì, sia con aiuti emergenziali per strada, sia tramite idonee politiche di accoglienza, riabilitazione e reinserimento sociale. In primis mi appello alla Giunta capitolina, che nel suo insediamento ha dichiarato la lotta alle diseguaglianze, coinvolgendo grandi stazioni e prefettura. Sollecito poi il Governo e il Parlamento alla massima cura di chi subisce la crudeltà della vita di strada, a partire da quest'Assemblea, che deve approntare adeguati strumenti legislativi che diano dignità a tutti. Giacciono nella polvere disegni di legge che potrebbero risolvere in parte il problema. Cito - per esempio - il provvedimento recante «Disposizioni in materia di prevenzione e cura degli stati di dipendenza patologica», ma tanto altro ancora si può fare. Coraggio! Soltanto una società che si prende cura dell'ultimo può dirsi giusta. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 23 febbraio 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 23 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,39) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, recante «Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti», al fine di prevedere un fondo per favorire l'organizzazione da parte delle scuole secondarie di secondo grado di «viaggi nella memoria» nei campi medesimi (1684) ARTICOLO 1 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE Art. 1. 1. Dopo l'articolo 2 della legge 20 luglio 2000, n. 211, è aggiunto il seguente: « Art. 2 -bis. - 1. Presso il Ministero dell'istruzione è istituito un fondo, con una dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, per promuovere e incentivare, nel rispetto dell'autonomia scolastica, i "viaggi nella memoria" ai campi di concentramento nazisti, per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado, al fine di far maturare la coscienza civica delle nuove generazioni rispetto all'estrema sofferenza patita dal popolo ebraico durante la persecuzione nazista della Shoah . 2. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 3. Il Ministro dell'istruzione, con proprio decreto, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, definisce le modalità di utilizzo delle risorse di cui al comma 1, stabilendo al contempo la tipologia di spese finanziabili ». 4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio ». ________________ N.B. Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1. Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1684 La Commissione, affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Auddino, Bagnai, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bottici, Cattaneo, Centinaio, Cerno, De Poli, Di Marzio, Di Piazza, Donno, Fazzolari, Ferrero, Floridia, Galliani, Ghedini, Giacobbe, Ginetti, Guidolin, Lomuti, Lorefice, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Nannicini, Napolitano, Nisini, Pichetto Fratin, Pizzol, Porta, Pucciarelli, Rauti, Ronzulli, Russo, Sciascia, Segre e Sileri. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Anastasi, Paroli e Pinotti, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Caliendo e Floris. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione Il senatore William De Vecchis, con lettera del 17 febbraio 2022, ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione e di aderire al Gruppo Misto. La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato che il senatore DeVecchis ha aderito, all'interno del Gruppo stesso, alla componente "Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano". Commissioni permanenti, variazioni nella composizione La Presidente del Gruppo Misto, con lettera in data 17 febbraio 2022, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 1 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Grimani, entra a farne parte la senatrice Granato; 2 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Crucioli; 6 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Crucioli, entra a farne parte il senatore Grimani; 7 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Granato, entra a farne parte la senatrice Angrisani; 11 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Angrisani. Commissioni permanenti, approvazione di documenti La 3 a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione), nella seduta del 15 febbraio 2022, ha approvato, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, una risoluzione a conclusione dell'esame dell'affare assegnato concernente "Le nuove prospettive geopolitiche nel Corno d'Africa e il ruolo dell'Italia" ( Doc . XXIV, n. 61). Il predetto documento è stato inviato al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario, variazioni nella composizione Il Presidente della Camera dei deputati ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario il deputato Antonio Zennaro in sostituzione del deputato Massimo Bitonci, dimissionario. Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, trasmissione di documenti Il Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in data 10 febbraio 2022, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 35 e 37, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 124, la Relazione sull'attività svolta dal 1° gennaio 2021 al 9 febbraio 2022, approvata dal Comitato medesimo nella seduta del 9 febbraio 2022. Il predetto documento è stampato e distribuito ( Doc . XXXIV, n. 8). Disegni di legge, annunzio di presentazione Presidente del Consiglio dei ministri Ministro della salute Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) (2533) (presentato in data 17/02/2022); DDL Costituzionale senatore Mininno Cataldo Modifiche all'articolo 83 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei delegati regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica (2534) (presentato in data 21/02/2022); senatrice Cantu' Maria Cristina Disposizioni per la promozione e la valorizzazione delle figure del soccorritore e del soccorritore autista (2535) (presentato in data 22/02/2022). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Dal Mas Franco ed altri Modifiche al codice di procedura penale in materia di impugnazione delle sentenze (2499) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 21/02/2022); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro dep. Ferro Wanda ed altri Modifiche all'articolo 28-quater del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e all'articolo 12 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, in materia di compensazione dei crediti maturati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione (2456) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) C.2361 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.3069, C.3081) (assegnato in data 21/02/2022); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni sen. Lanzi Gabriele Disposizioni in materia di interscambio di pallet in legno per il trasporto merci (2506) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 21/02/2022); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare sen. Pavanelli Emma ed altri Nuove disposizioni in materia di bollini adesivi applicati ai prodotti ortofrutticoli e di scontrini adesivi apposti sui sacchetti di frutta, verdura e altri prodotti da banco (2328) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 21/02/2022); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali sen. Pavanelli Emma ed altri Disposizioni per favorire il riutilizzo di materiali tessili post consumo (2244) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 21/02/2022). In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Romano Iunio Valerio Modifiche agli articoli 36 e 37 della Costituzione in materia di diritto a condizioni lavorative sicure e alla genitorialità (2497) previ pareri delle Commissioni 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 21/02/2022); Commissioni 9ª e 12ª riunite Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi, Ministro salute Speranza ed altri Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) (2533) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 18/02/2022). Inchieste parlamentari, nuovo deferimento È stata nuovamente deferita in sede referente, in data 17 febbraio 2021, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, la seguente proposta d'inchiesta parlamentare, già assegnata in sede redigente: alla 2 a Commissione permanente: Sen. Bernini e altri. - "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'uso politico della giustizia", previ pareri della 1 a e della 5 a Commissione permanente ( Doc . XXII, n. 26). Affari assegnati È stato deferito, in data 17 febbraio 2022, alla 8 a Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sulle problematiche attinenti alle infrastrutture ferroviarie nelle isole (Atto n. 1093). É stato deferito, in data 17 febbraio 2022, alla 13 a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, l'affare sul tema dello scioglimento dei grandi ghiacciai alpini, in relazione al complesso delle problematiche concernenti i fenomeni legati al cambiamento climatico in atto (Atto n. 1094). Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 14 febbraio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1- bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, l'estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 febbraio 2022, recante l'esercizio di poteri speciali, con prescrizioni, in ordine alla notifica della società Fastweb concernente l'acquisto di licenze necessarie per l'aggiornamento di un sistema di monitoraggio passivo fornito dal vendor extraeuropeo Anritsu (Giappone), al fine di supportare i nuovi protocolli previsti segnalazione della rete 5G (NSA e SA). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 1095). La Presidenza del Consiglio dei ministri, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: alla dottoressa Marianna D'Angelo, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; al dottor Tullio Lavosi e al dottor Gianluca Siviero, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; alla dottoressa Maria Teresa Mazzitelli, al dottor Giulio Puccio, al dottor Domenico Taddeo e al dottor Paolo Zambuto, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; all'ingegner Mauro Mallone e all'architetto Gianluigi Nocco, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della transizione ecologica. Il Ministro della salute, con lettera in data 15 febbraio 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, della legge 4 luglio 2005, n. 123, la relazione sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche in tema di malattia celiaca, riferita all'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . LXII, n. 4). Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 16 febbraio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 5- bis , comma 1, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, le relazioni sull'attività del sistema camerale, riferita agli anni 2019 e 2020 ( Doc . CXX, n. 4). La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente. Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui mercati interni del gas rinnovabile e del gas naturale e dell'idrogeno (rifusione) (COM(2021) 804 definitivo), alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente. Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la sentenza n. 30 dell'11 gennaio 2022, depositata il successivo 3 febbraio, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 47- quinquies , commi 1, 3 e 7, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui non prevede che, ove vi sia un grave pregiudizio per il minore derivante dalla protrazione dello stato di detenzione del genitore, l'istanza di detenzione domiciliare può essere proposta al magistrato di sorveglianza, che può disporre l'applicazione provvisoria della misura, nel qual caso si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 47, comma 4, della medesima legge. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc. VII, n. 138). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 18 febbraio 2022, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 533); di ANAS S.p.A. per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 534). Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Croatti ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03081 del senatore Romano ed altri. La senatrice Pavanelli ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03087 del senatore Romano. La senatrice Papatheu ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03098 della senatrice Bernini ed altri. Mozioni Atto n. 1-00459 CAUSIN BERUTTI BIASOTTI FANTETTI LONARDO PACIFICO QUAGLIARIELLO ROMANI ROSSI - Il Senato, premesso che: l'Italia sta vivendo una vera e propria emergenza legata all'incremento dei costi energetici per le famiglie e le imprese, con un durissimo impatto sul benessere delle persone e della competitività delle imprese, soprattutto quelle energivore; in sede di audizione al Senato l'autorità di regolazione ARERA ha confermato che nel primo trimestre 2022, rispetto al primo trimestre 2021, si è registrato un aumento del 131 per cento per il cliente domestico "tipo" di energia elettrica (da 20,06 a 46,03 centesimi di euro a chilowattora, tasse incluse) e del 94 per cento per quello del gas naturale (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse) come conseguenza dell'impennata dei prezzi all'ingrosso dell'energia nel 2021; la domanda di energia elettrica nel 2020 (ultimi dati aggiornati di Terna) è stata pari a 301,2 terawattora. La domanda interna nazionale è stata soddisfatta per l'89,3 per cento da produzione nazionale destinata al consumo per un valore di 269 terawattora e per la quota restante (10,7 per cento) dalle importazioni nette dall'estero per un ammontare di 32,2 terawattora; la produzione lorda nazionale è stata coperta per il 57,6 per cento dalla termoelettrica (idrocarburi) non rinnovabile, per il 17,6 per cento dall'idroelettrica (con un aumento del 2,8 per cento rispetto al 2019) e per il restante 24,7 per cento dalle fonti eolica, geotermica, fotovoltaica e bioenergie (eolica in calo del 7,1 per cento, fotovoltaica in aumento del 5,3 per cento, geotermica in calo dello 0,8 per cento e bioenergie in aumento dello 0,4 per cento rispetto al 2019); secondo dati recenti, il fabbisogno di gas naturale dell'Italia è stato di circa 70 miliardi di metri cubi di gas e di questi solo 4,1, quindi poco meno del 6 per cento, sono stati estratti in Italia; secondo i dati forniti dal Ministero della transizione ecologica, che ha pubblicato il nuovo censimento bilancio italiano del gas, aggiornato a tutto il 2021, le due fonti principali di gas per l'Italia sono la Russia (29,06 miliardi di metri cubi) e l'Algeria (21,16). L'Algeria ha aumentato molto il flusso, quasi raddoppiato dai 12 miliardi di 2020; ma anche la Russia nel 2021 ha accresciuto l'invio di metano verso l'Italia; sempre secondo il rapporto, le estrazioni di gas in Italia sono crollate del 18,3 per cento a fronte di consumi domestici e industriali che sono incrementati; la produzione nazionale di petrolio all'1 per cento della produzione mondiale, con le riserve rimanenti di circa un miliardo di barili, che rappresentano lo 0,1 per cento delle riserve mondiali di greggio, rappresenta circa il 7 per cento del nostro consumo totale di petrolio e per tale ragione il nostro Paese è pressoché dipendente dalle variazioni che interessano i mercati internazionali, con un impatto enorme sui costi di produzione di energia elettrica, trasporto pubblico e privato su gomma, autotrasporto e logistica, trasporti aerei e navali; il piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) per gli anni 2021-2030 è stato predisposto dal Ministero dello sviluppo economico, con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (ora Ministero della transizione ecologica) e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili) e successivamente adottato con tutti i passaggi istituzionali previsti; i principali obiettivi del PNIEC italiano sono: a) una percentuale di energia da FER (fonti energetiche rinnovabili) nei consumi finali lordi di energia pari al 30 per cento, in linea con gli obiettivi previsti per il nostro Paese dalla UE; b) una quota di energia da FER nei consumi finali lordi di energia nei trasporti del 22 per cento, a fronte del 14 per cento previsto dalla UE; c) una riduzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007 del 43 per cento a fronte di un obiettivo UE del 32,5 per cento; d) la riduzione dei "gas serra", rispetto al 2005, con un obiettivo per tutti i settori non ETS (ad alta intensità energetica) del 33 per cento, superiore del 3 per cento rispetto a quanto previsto dalla UE; e) nel quadro di un'economia a basse emissioni di carbonio, il PNIEC prospetta inoltre il phase out del carbone dalla generazione elettrica al 2025; f) un nuovo obiettivo nazionale di riduzioni emissioni climalteranti al 2030; l'elaborazione del PNIEC in tutta evidenza è avvenuta in un contesto sociale ed economico e in un quadro internazionale completamente diversi e l'impatto dell'incremento della materia prima lo fa apparire superato e fuori contesto; le misure per contrastare i prezzi dell'energia, che vengono quantificate dal Ministero dell'economia e delle finanze nella misura che va dai 5 ai 7 miliardi di euro, rappresentano solo una soluzione temporanea di contenimento, che peraltro appesantisce la situazione debitoria già grave del nostro Paese; l'Italia è in prima linea nei progetti di ricerca sulla fusione nucleare come il reattore sperimentale "Joint European torus", con sede nel Regno Unito. E l'ENI attraverso la CFS (Commonwealth fusion systems), partecipata dal gruppo italiano come maggiore azionista insieme al MIT di Boston, ha condotto con successo il primo test di un super magnete che può contenere e gestire la fusione nucleare di deuterio e trizio: una forma di energia atomica pulita, che riproduce quanto avviene nelle stelle e nel sole, in grado di fornire elettricità quasi illimitata, senza gas serra e con pochissime scorie radioattive. Questi progetti potrebbero avere uno sviluppo industriale su larga scala tra il 2035 e il 2045, impegna il Governo: 1) ad elaborare un nuovo piano energetico nazionale in grado di dare certezza sugli obiettivi fondamentali della sicurezza degli approvvigionamenti, della crescita, dell'autonomia energetica, del contenimento e riallineamento dei costi dell'energia alla media europea, del soddisfacimento degli impegni europei in tema di riduzione dell'anidride carbonica, di sviluppo delle fonti rinnovabili, dell'efficienza e del risparmio energetico; 2) a procedere ad una riorganizzazione e rimodulazione del sistema della fiscalità aggiunta alle bollette, di incentivi alle fonti rinnovabili, e a convocare un tavolo di concertazione con gli operatori di settore, le associazioni di categoria e gli enti locali, per la definizione della nuova disciplina, tenendo conto anche delle ricadute sulle famiglie, sulla filiera industriale nazionale, sull'ambiente, sul riequilibrio del mix degli approvvigionamenti energetici; 3) a prevedere misure di sostegno al contenimento dei costi per le famiglie in relazione ai consumi elettrici, di riscaldamento e raffreddamento, prevedendo in modo permanente azioni di ammodernamento del patrimonio immobiliare volti alla riduzione di consumi; 4) ad adottare provvedimenti più incisivi volti al perseguimento degli obiettivi europei sull'energia prodotta dalle fonti rinnovabili; 5) a promuovere le attività di ricerca nel settore delle fonti rinnovabili e allo sviluppo delle tecnologie di stoccaggio dell'anidride carbonica, per abbattere l'impatto delle fonti fossili ancora in uso, e di immagazzinamento dell'energia, in particolare attraverso il vettore energetico dell'idrogeno verde, per sopperire alle fluttuazioni della domanda energetica; 6) a rivedere la legislazione in materia di concessioni e di estrazioni delle fonti di energia nazionali, in particolare del gas naturale e del petrolio, con l'obiettivo di aumentare la produzione nazionale e di ridurre rapidamente la quota percentuale di dipendenza da altri Paesi; 7) ad incrementare la quota di investimenti destinata alla ricerca e allo sviluppo industriale sulla fusione nucleare e a definire, già nel piano energetico nazionale, gli investimenti, le procedure di legge finalizzate alla realizzazione di un numero tale di reattori nucleari capaci di garantire l'autosufficienza energetica, un impatto ambientale bassissimo ed un costo molto ridotto dell'energia. Atto n. 1-00460 NATURALE TRENTACOSTE AGOSTINELLI LEONE PUGLIA QUARTO CAMPAGNA DONNO MONTEVECCHI PAVANELLI D'ANGELO MARINELLO FEDE VANIN GIROTTO L'ABBATE GALLICCHIO PIARULLI GAUDIANO CORBETTA LANZI PISANI Giuseppe GUIDOLIN MAUTONE ROMANO DI PIAZZA LOMUTI CASTALDI DI GIROLAMO SANTILLO PELLEGRINI Marco VACCARO COLTORTI MATRISCIANO PIRRO CATALFO MAIORINO CIOFFI - Il Senato, premesso che: la gestione dei materiali di scarto, in un'ottica di circolarità, deve tendere al riuso o al riciclo al fine di ridurne lo smaltimento negli impianti di trattamento; l'utilizzo in agricoltura dei fanghi di depurazione delle acque reflue provenienti da insediamenti civili e produttivi assimilabili a questi o sottoposti a trattamento biologico, chimico o termico, è regolato dalla "direttiva nitrati" 91/676/CEE; secondo quanto riferito a "Ecomondo" il 7 novembre 2019 nella maggior parte dei casi i fanghi di depurazione sono trasformati in gessi di defecazione; in Lombardia quasi il 100 per cento, in Emilia il 95 per cento; in ogni caso i fanghi contengono una buona parte di materia organica unita ad altre sostanze utili alla fertilità e allo sviluppo delle piante; col tempo, però, a causa dell'aumentare di sostanze di sintesi nell'uso quotidiano, della crescita significativa di allacci e scarichi in pubblica fognatura, con conseguente scarico in fogna di materiale potenzialmente tossico, la differenza tra acque reflue civili e industriali si è affievolita; elementi di maggiore diffidenza nella popolazione verso l'utilizzo nei campi di questi fanghi provengono anche da alcune vicende che hanno riguardato il sequestro di impianti di trattamento per la violazione della normativa vigente; considerato che: l'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura è effettuata in modo da evitare effetti nocivi al suolo, alla vegetazione, agli animali e all'uomo; numerosi ordini del giorno sono stati accolti al Senato, volti alla stesura di una nuova disciplina organica della normativa di settore, inerenti al decreto-legge n. 109 del 2018, detto "decreto Genova", che all'art. 41 ha introdotto misure finalizzate a superare le situazioni di criticità normativa nella gestione dei fanghi di depurazione che ha necessitato, più volte, dell'intervento della giustizia amministrativa (sentenza del TAR Lombardia n. 1782 del 20 luglio 2018) e dalla Corte di cassazione (sentenza n. 27958 del 6 giugno 2017) per regolare e dirimere, nelle more dell'adozione di una disciplina omogenea in materia, la questione sull'uso o meno dei fanghi di depurazione in agricoltura. L'articolo suddetto ha il merito di aver introdotto la quantificazione degli idrocarburi C10-C40 presenti nei fanghi, fino a quel momento assenti dalla misurazione negli allegati al decreto legislativo n. 99 del 1992, aggiungendo, inoltre, la misurazione di altre sostanze tossiche nocive prima non contemplate, quali gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), le policlorodibenzodiossine i policlorodibenzofurani (PCDD/PCDF), i policlorobifenili (PCB), toluene, selenio, berillio, arsenico, cromo totale e cromo VI; considerato, inoltre, che: per la maggior parte i fanghi da depurazione sono trasformati in gessi o in altri correttivi per poi essere utilizzati in agricoltura. Tale processo di trasformazione, non essendo tracciato, fa sì che si utilizzino fanghi con idrocarburi C10-C40 in agricoltura vanificando, di fatto, quanto previsto dal decreto Genova; nel "decreto semplificazioni" del 2021 (decreto-legge n. 77 del 2021) è stato aggiunto con emendamento l'articolo 37- bis , che ha escluso la possibilità di introdurre fanghi di depurazione in due gruppi di correttivi da fanghi su tre, i gessi di defecazione (decreto legislativo n. 75 del 2010, allegato 3, tabella 2.1, punto 21) e i carbonati di defecazione da fanghi (tabella 2.1, punto 22); resta in vigore il punto 23 "gesso di defecazione da fanghi"; nel rispetto della disposizione contenuta nella legge n. 117 del 2019, articolo 15, lettera b) , si affida al Governo l'incarico di "adottare una nuova disciplina organica in materia di utilizzazione dei fanghi, anche modificando la disciplina stabilita dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99", seguendo determinate indicazioni; tenuto conto che: la recente sentenza del Consiglio di Stato del 26 marzo 2021, n. 2561, ritorna nuovamente sulla questione dell'utilizzo agronomico dei fanghi da depurazione delle acque reflue, e fornisce ulteriori elementi a fronte di una giurisprudenza contrastante sul tema, riguardo ad un caso di utilizzo agronomico di fanghi contenenti il paraxilene (un microinquinante organico) in cui sarebbe stata corretta la posizione dell'amministrazione che aveva sostenuto che, in mancanza di una determinazione normativa della soglia limite del paraxilene nei fanghi destinati all'agricoltura, si rischia di confondere, ancora una volta, i limiti applicabili ai fanghi con i limiti applicabili ai suoli, questi ultimi in grado di assorbire gli idrocarburi C10-C40 dei fanghi con un lieve incremento (circa 4 milligrammi per chilo); il Ministero della transizione ecologica ha promosso la nascita della piattaforma nazionale del fosforo, con la finalità, tra le altre, del raggiungimento dell'autosufficienza del ciclo del fosforo su base nazionale e coordinamento con le politiche europee, in particolare sulla conservazione e il recupero, con la partecipazione di centri di ricerca, istituzioni pubbliche e private, aziende e associazioni per la difesa dell'ambiente; dal monitoraggio dei fanghi provenienti dalla depurazione di acque civili e assimilate, è stata evidenziata anche un'elevata qualità agronomica dei fanghi per la presenza di alte concentrazioni di sostanza organica, azoto e fosforo che possono contribuire a migliorare le caratteristiche dei suoli; il riutilizzo agronomico dei fanghi di depurazione previo compostaggio è una valida soluzione al problema dello smaltimento e assume notevole interesse per l'efficacia agronomica ed economica in quanto sostituisce, in tutto o in parte, la concimazione chimica o altri tipi di concimazione organica, contribuendo così al recupero di nutrienti per il suolo; considerato, infine, che: nel decreto "sostegni bis" sono stati inseriti fondi per sistemi di sorveglianza delle acque reflue, finalizzati alla raccolta di dati sulla presenza di SARS-CoV-2 e delle sue varianti, come da indicazioni dell'Unione europea, senza dimenticare le indagini sul Centro ricerche ecologiche a Pavia e sulla WTE S.r.l. di Quinzano d'Oglio (Brescia) per gestione illecita di fanghi di depurazione, trasformati in gessi di defecazione con un sistema opinabile di trattamento e sterilizzazione (metodo chimico che può essere reversibile); i fanghi da depurazione utilizzati in agricoltura devono avere dei limiti ben precisi per quanto riguarda la presenza di sostanze microbiologiche e chimiche tossiche o potenzialmente cancerogene, poiché alcune sostanze permesse nei fanghi e nei gessi di defecazione, seppur con limiti bassi, rappresentano un rischio troppo alto per la salute umana, in quanto cancerogeni certi (arsenico, nickel, cromo esavalente, benzene, cloruro di vinile, eccetera), impegna il Governo: 1) ad intervenire in tempi congrui con apposite disposizioni normative da applicare uniformemente sull'intero territorio italiano e che abbiano come finalità la cura e la protezione dei suoli agricoli e della salute umana; 2) a definire, con maggiore dettaglio, le caratteristiche di riferimento dei fanghi provenienti da attività produttive o industriali assimilabili a quelli provenienti dagli insediamenti civili; 3) ad intervenire, in tempi congrui, con apposite disposizioni normative, per completare la tracciabilità di tutti i fanghi di depurazione a livello nazionale anche se trasformati in correttivi; 4) a prevedere sistemi di misurazione oggettiva e uniforme dei fanghi sparsi, e di raccolta e di divulgazione dei dati su piattaforme di pubblica visibilità, al fine di agevolare il controllo sui fanghi, sui terreni di utilizzazione e sui corpi idrici superficiali di falda; 5) ad ampliare il monitoraggio ad altre sostanze inquinanti e pericolose (ad esempio il boro o il paraxilene) non ancora contemplate negli attuali controlli, che possano emergere da studi sanitari ed ambientali; 6) a promuovere trattamenti di migliore affinazione allo scopo di ottenere fanghi di depurazione più consoni alla fertilizzazione del suolo e con il più basso contenuto di sostanze inquinanti; 7) a valutare l'impatto che l'articolo 184- ter del decreto legislativo n. 152 del 2006 ha sugli effetti dei fanghi di depurazione così come modificato dal decreto-legge n. 109 del 2018; 8) a promuovere, in un'ottica di economia circolare, studi e ricerche che abbiano lo scopo di impiegare i fanghi in ambiti diversi dall'utilizzo in agricoltura, contemplandone, anche, l'utilizzo per usi civici e di ripresa vegetativa nelle aree soggette ad erosione in alternativa allo smaltimento negli impianti di trattamento; 9) ad assumere iniziative volte a rifinanziare e implementare la piattaforma del fosforo e a pubblicizzare le buone pratiche esistenti di recupero dei fanghi mediante compostaggio. Atto n. 1-00461 LEONE RIZZOTTI PAVANELLI LANNUTTI FERRARA BARBONI MAIORINO DE LUCIA MATRISCIANO - Il Senato, premesso che: ogni anno, nel mondo, milioni di bambine e adolescenti sono sottoposte a mutilazioni genitali femminili (MGF), procedure intenzionali, non eseguite per ragioni terapeutiche ma esclusivamente culturali, che compromettono irreversibilmente la qualità della loro vita, ledendo il diritto all'integrità psicofisica, alla dignità, alla libertà. Tali pratiche di escissione e infibulazione rappresentano inoltre un gravissimo rischio per la salute, essendo causa di traumi psicologici, infezioni, infertilità, morti prenatali e decessi; sebbene sia internazionalmente riconosciuta come violazione dei diritti umani, secondo una stima dell'Organizzazione mondiale della sanità sono tra i 100 e i 140 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale, la maggior parte delle quali prima dei 15 anni, e si calcola che circa 68 milioni di bambine nel mondo rischiano di subire questa pratica prima del 2030; l'Africa è di gran lunga il continente in cui il fenomeno delle MGF è più diffuso, con 91,5 milioni di ragazze di età superiore a 9 anni vittime di questa pratica, e sono circa 3 milioni le bambine che ogni anno vi vengono sottoposte. Circa la metà di loro vive in soli due Paesi: Egitto ed Etiopia. In tutto sono 28 i Paesi dell'Africa e del Medio Oriente in cui le donne corrono il rischio di essere sottoposte alle mutilazioni genitali. Anche se mancano effettive e chiare evidenze, queste pratiche orribili si riscontrano anche presso alcune popolazioni della costa yemenita del mar Rosso, in Giordania, Oman, nei territori palestinesi occupati (Gaza) e in alcune comunità curde dell'Iraq; secondo l'OMS pratiche di escissione e infibulazione avvengono anche nel continente europeo. In Europa le stime dicono che oltre 600.000 donne avrebbero subito queste pratiche (stime eseguite al ribasso e non considerando che si tratta di un fenomeno nascosto, che viene diversamente praticato da immigrati di seconda generazione o irregolari). Le mutilazioni genitali femminili hanno assunto particolare rilievo anche in Italia in seguito all'aumento di famiglie straniere, provenienti da Paesi dove è alta l'incidenza di MGF: dal 15 al 24 per cento delle ragazze originarie dei Paesi dove sono tradizionalmente praticate le MGF siano a rischio, su una popolazione totale di 76.040 ragazze (dato dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, riferito a ragazze di età compresa tra 0 e 18 anni provenienti da Paesi in cui si pratica la mutilazione genitale femminile), uno dei dati più elevati d'Europa. Le ragazze a rischio di mutilazioni genitali femminili in Italia sono per lo più originarie dell'Egitto. Gruppi più piccoli di ragazze a rischio provengono da Senegal, Nigeria, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Etiopia e Guinea (risultati tratti dalle ultime ricerche condotte dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere sulle mutilazioni genitali femminili nell'UE); le bambine sottoposte a queste pratiche tradizionali rischiano anche la morte, per cause che vanno dallo choc emorragico alla sepsi. Inoltre, le giovani donne costrette alle MGF con la crescita patiscono una serie indicibile e drammatiche conseguenze, quali infezioni e forti dolori, maggiore vulnerabilità all'infezione da HIV/AIDS e da HPV, con un maggiore rischio di sviluppare un tumore del collo dell'utero, oltre a epatite e altre malattie veicolate dal sangue, infertilità, incontinenza e da ultimo un elevato rischio di mortalità materna; se per qualche motivo si sottraggono alla ripugnante pratica, le giovani donne subiscono comunque un danno, perché le mutilazioni genitali sono considerate un rituale tradizionale e obbligatorio per l'ingresso delle giovani donne nella società, pertanto per coloro che non vi si sottopongono vi è comunque l'esclusione e l'isolamento sociale; considerato che: il 18 dicembre 2014 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione A/C3/69/L.22 che afferma la richiesta di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili, confermando la posizione già assunta dalla medesima Assemblea con la risoluzione A/RES/67/146 del 20 dicembre 2012. L'adozione di tali risoluzioni riflette l'intesa di tutti gli Stati di definire le MGF una violazione dei diritti umani, la quale deve essere combattuta attraverso tutte le misure necessarie, al fine di proteggere donne e bambine da questa forma di violenza; in Italia sono stati compiuti determinanti progressi normativi per il contrasto alle MGF già vari anni prima. Con la legge 9 gennaio 2006, n. 7 ("Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazioni genitali femminili"), è stato introdotto nel codice penale il delitto di pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili di cui all'articolo 583- bis , che punisce con la reclusione da 4 a 12 anni chiunque cagioni una mutilazione degli organi genitali femminili. Inoltre, oltre ad istituire all'articolo 5 un numero verde finalizzato a ricevere segnalazioni da parte di chiunque venga a conoscenza dell'effettuazione sul territorio italiano delle MGF, all'articolo 3 prevede la predisposizione di apposite campagne informative rivolte alle comunità di migranti provenienti dai Paesi in cui sono effettuate le pratiche di mutilazioni genitali dirette a: diffondere la conoscenza dei diritti fondamentali della persona, in particolare delle donne e delle bambine, e del divieto vigente in Italia di tali pratiche; organizzare corsi di informazione per le donne infibulate in stato di gravidanza; promuovere appositi programmi di aggiornamento per gli insegnanti delle scuole dell'obbligo, anche avvalendosi di figure di riconosciuta esperienza nel campo della mediazione culturale; promuovere presso le strutture sanitarie e i servizi sociali il monitoraggio dei casi pregressi già noti e rilevati localmente; in altre parole, si tratta di una campagna di sensibilizzazione che vede coinvolte le comunità di migranti, gli enti locali, le scuole e gli operatori sanitari proprio al fine di impedire che nel nostro Paese possa verificarsi un crimine tanto odioso, ma soprattutto le organizzazioni e le associazioni che operano nel campo della migrazione che nel nostro Paese hanno promosso e continuano a portare avanti iniziative volte a favorire l'abbandono della pratica, forti di un'esperienza spesso maturata nei Paesi di origine. L'attenzione delle associazioni e delle organizzazioni, non a caso, coinvolge anche le seconde generazioni, che rappresentano un'importante fonte di rinnovamento per le comunità emigrate; tenuto conto che: in Italia vi sono anche altri atti normativi finalizzati ad arginare il fenomeno odioso delle MGF, quali la legge 1° ottobre 2012, n. 172, di ratifica della convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, la legge 27 giugno 2013, n. 77, di ratifica della convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica e il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, contro il femminicidio; dal novembre 2009, il Ministero dell'interno ha istituito un servizio di prevenzione e contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, gestito da operatori della Polizia di Stato in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, per accogliere segnalazioni e notizie di reato avvenute sul territorio italiano dando informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato a cui rivolgersi; è attivo il numero verde 800 300 558 dedicato alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, raggiungibile dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 14.00 e dalle ore 15.00 alle ore 20.00. Il servizio, gestito dalla Direzione centrale anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, accoglie le segnalazioni provenienti dal territorio italiano e fornisce informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato, vicine alle comunità degli immigrati provenienti dai Paesi dove si effettuano queste pratiche; a livello di azione sul territorio è determinante l'intesa Stato-Regioni del dicembre 2012 per lo sviluppo di un sistema di prevenzione e contrasto delle MGF; considerato infine che: trattandosi di un fenomeno "culturale", volontariamente occultato all'interno di ristretti gruppi sociali e familiari, il più efficace contrasto alle MGF si attua tramite politiche di integrazione, alfabetizzazione, inserimento scolastico, sensibilizzazione ed educazione delle famiglie e delle comunità di appartenenza, pertanto l'abbandono di tale pratica può avvenire solo attraverso interventi sul campo volti a promuovere un cambiamento sociale, che passi attraverso la presa di coscienza dell'inutilità e dei danni di tali pratiche; molte ragazze e donne vittime o a rischio delle MGF hanno paura di parlare di questo argomento tabù, pertanto hanno bisogno di aiuto e informazioni facilmente accessibili, come pure, d'altra parte, i professionisti hanno bisogno di conoscenze specifiche per essere in grado di fornire una buona assistenza e consulenza a coloro che sono colpite o a rischio, impegna il Governo: 1) a verificare l'applicazione della legge n. 7 del 2006, e delle linee guida della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ONU A/C.3/69/L.22, n. 18, del dicembre 2014, nonché l'efficacia delle norme che ne regolano l'applicazione nel nostro Paese; 2) ad intraprendere iniziative volte ad incrementare ulteriormente le risorse di cui alla legge n. 7, in particolare implementando il ricorso a tutte le campagne d'informazione ivi disposte, in collaborazione con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed avvalendosi dei principali media e degli organi di comunicazione e di stampa, con periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione; 3) a proporre l'aumento delle risorse finanziarie destinate alla formazione delle figure professionali sanitarie e delle altre figure, che operano con le comunità di immigrati provenienti da Paesi dove si effettuano pratiche di mutilazione genitale, per realizzare un'attività di prevenzione, assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine già sottoposte a tali pratiche, come previsto dall'art. 4 della citata legge n. 7 del 2006; 4) a finanziare un percorso integrato di ricerca, formazione e sensibilizzazione per gli insegnanti, finalizzato alla prevenzione e al contrasto di una pratica tradizionale pericolosa e da abbandonare, in quanto gli insegnanti non sono solo responsabili dell'apprendimento dei giovani, ma sono anche quelli più a stretto contatto con i giovani e che meglio di altri sono in grado di individuare i rischi e aiutare le studentesse potenziali vittime di queste pratiche; 5) ad avviare e, laddove già esistono, a potenziare corsi di educazione sessuale per le scuole italiane e per quelle straniere, attraverso i quali far conoscere e sensibilizzare i giovani anche su queste pratiche; 6) a pubblicizzare e potenziare, anche previa destinazione di ulteriori risorse, il numero verde 800 300 558 dedicato alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, attualmente attivo soltanto 5 giorni a settimana. Essendo un servizio di fondamentale importanza per il contrasto e la prevenzione delle MGF, è necessario fare in modo che venga conosciuto, con campagne ad hoc , soprattutto dalle comunità interessate; 7) a sostenere, anche economicamente, le Regioni che hanno sviluppato attività progettuali sul proprio territorio finalizzate alla realizzazione di percorsi virtuosi di prevenzione e contrasto alle MGF, implementando i centri di consulenza regionali e quindi le attività di formazione del personale sociosanitario, per aiutare a contrastare una delle peggiori violazioni dei diritti umani subite dalle donne; 8) ad incrementare le somme destinate, nell'ambito della cooperazione internazionale, ai programmi di cui all'articolo 7 della citata legge, anche alla luce dei ripetuti allarmi lanciati dalle organizzazioni internazionali presenti nei numerosi Paesi in cui tale pratica è ancora drammaticamente diffusa; 9) a procedere, nel più breve tempo possibile, alla realizzazione di un sistema istituzionalizzato di raccolta dati sull'incidenza del fenomeno in Italia, al fine di predisporre politiche di prevenzione e contrasto adeguate, con anche il contributo di report forniti dalla magistratura e dalle forze dell'ordine riguardo all'attività d'indagine svolta, perché quando si parla di MGF si parla di un reato grave, che viola una sfera di diritti costituzionalmente e internazionalmente riconosciuti, oltre a praticare menomazioni sui corpi delle persone; 10) a sollecitare e realizzare un sistema di condivisione di dati tra l'Italia e i Paesi d'origine delle famiglie con ragazze, anche al momento delle partenze, degli arrivi e dei rientri, da e verso i Paesi che praticano le MGF, altro modo per monitorare il fenomeno e favorire la prevenzione; 11) a sensibilizzare gli uomini, attraverso strumenti adeguati, in merito agli effetti sulla salute di tali esecrabili pratiche, attraverso anche la creazione di spazi loro destinati, in modo da apprendere nel modo più adatto e rapido possibile informazioni sulle MGF, al fine di stigmatizzarle e conseguentemente per contribuire scientemente a prevenirle. Interrogazioni Atto n. 3-03108 BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: il "Finasteride" è un farmaco comunemente prescritto in campo dermatologico per contrastare l'alopecia androgenetica maschile; la sindrome post Finasteride (PFS) è una condizione patologica caratterizzata dalla persistenza di effetti collaterali subentrati durante o a seguito il trattamento con inibitori della 5-alfa reduttasi, come finasteride e dutasteride; i sintomi impattano fortemente sulla vita delle vittime e sui loro cari, spesso con ripercussioni professionali, relazionali e sociali; i soggetti che ne sono affetti soffrono di gravi disturbi, e precisamente: riduzione della libido , del desiderio sessuale, difficoltà nell'eiaculazione, insensibilità nella zona genitale e modificazioni anatomiche di pene o testicoli. In aggiunta a questi disturbi, la sindrome colpisce talvolta i soggetti con ulteriori disturbi fisici e sistemici, come astenia, disturbi gastroenterici, nonché disturbi psicologici e quali depressione, anedonia, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione e attenzione, irritabilità, attacchi di panico, pensieri suicidi; i meccanismi alla base della PFS non sono ancora del tutto chiari e soprattutto non vi sono test o analisi ordinari che permettano di capire la predisposizione di un soggetto a sviluppare la condizione; ad oggi la PFS non è ancora riconosciuta come patologia e questo comporta una difficile comprensione e diagnosi da parte dei clinici verso i pazienti che lamentano questa delicata situazione; secondo l'associazione di pazienti AVF (Associazione vittime finasteride) nata per riunire, tutelare e dare supporto a tutti quei pazienti affetti dalla sindrome in Italia: essa colpisce concretamente pochi consumatori di Finasteride (dall'1 al 5 per cento); l'eziologia deve ancora essere del tutto definita; il mondo scientifico è discordante: una parte ne sostiene l'esistenza, mentre un'altra (specie i dermatologi) non attribuisce colpe al farmaco; non tutti i clinici attualmente sono informati sui fatti, dunque finiscono con l'attribuire i sintomi dei pazienti a "cause psicogene"; dato il carattere delicato del problema che può portare i pazienti ad evitare di esporsi, può esservi un'importante sottostima dell'epidemiologia del problema; non esiste attualmente una cura né trattamento valido, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta in premessa, anche per tramite dei registri di segnalazione di eventi avversi pervenuti all'AIFA, e che cosa intenda fare al riguardo. Atto n. 3-03110 D'ARIENZO FEDELI ASTORRE IORI ROJC GIACOBBE PORTA COLLINA BOLDRINI CIRINNA' PITTELLA VATTUONE PINOTTI FERRAZZI TARICCO Al Ministro dell'interno Premesso che: l'articolo 74- bis del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 (misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali), ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'interno un fondo con una dotazione di 1,5 milioni di euro per l'anno 2021 destinato a erogare "un contributo economico in favore dei familiari del personale delle Forze di Polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, impegnato nelle azioni di contenimento, di contrasto e di gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, che durante lo stato di emergenza abbia contratto, in conseguenza dell'attività di servizio prestata, una patologia dalla quale sia conseguita la morte per effetto, diretto o come concausa, del contagio da COVID-19"; l'articolo 1, comma 1, del decreto del Ministro dell'interno 19 gennaio 2022, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze 19 gennaio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 2022, n. 40, ha individuato come beneficiari del contributo i "familiari del personale della Polizia di Stato, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo di Polizia penitenziaria e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, impegnato nelle azioni di contenimento, di contrasto e di gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, che durante lo stato di emergenza abbia contratto, in conseguenza dell'attività di servizio prestata, una patologia dalla quale sia conseguita la morte per effetto, diretto o come concausa, del contagio da COVID-19"; tale disposizione esclude dal beneficio, in contrasto con le indicazioni del decreto-legge, i familiari del personale della Polizia municipale deceduto in servizio a causa del virus, il cui numero si attesta a 31 casi confermati e la causa del cui decesso è difficilmente riconducibile a ragioni o meriti diversi da quelli del personale delle forze di polizia; l'articolo 2 del decreto del Ministro dell'interno stabilisce che il contributo è pari a 25.000 euro per evento luttuoso; considerato che: l'esclusione dei familiari del personale della Polizia municipale appare assolutamente ingiusta e incomprensibile, in quanto prevede una discriminazione tra operatori della sicurezza; la Polizia municipale, ai sensi dell'articolo 3 della legge 7 marzo 1986, n. 65 (legge-quadro sull'ordinamento della Polizia municipale), collabora, nell'ambito delle proprie attribuzioni, con le forze di polizia, come è avvenuto anche durante la crisi pandemica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, per onorare degnamente il tributo di vita offerto dal personale delle Polizie municipali deceduto in servizio a causa del COVID-19 e sanare un'evidente discriminazione tra quest'ultimo e il personale delle forze di polizia, provvedere all'estensione del contributo economico anche ai familiari del personale della Polizia municipale, nel pieno rispetto dello spirito del decreto-legge n. 73 del 2021. Atto n. 3-03114 LA PIETRA BALBONI GARNERO SANTANCHE' IANNONE PETRENGA RAUTI RUSPANDINI TOTARO Ai Ministri della transizione ecologica e della salute Premesso che: i progetti "LIFE" costituiscono uno dei programmi "storici" della Commissione europea, essendo operativo dal 1992 e rappresentando il principale strumento finanziario dell'Unione europea dedicato alla tutela dell'ambiente, alla conservazione della natura e all'azione per il clima. LIFE ha cofinanziato più di 5.500 progetti in tutta la UE mobilitando oltre 9 miliardi di euro di investimenti e contribuendo con oltre 4 miliardi di euro stanziati dalla Commissione europea a titolo di cofinanziamento. In Italia il programma ha avuto oltre 900 progetti finanziati, determinando un investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro, di cui circa 700 milioni stanziati a titolo di cofinanziamento dalla Commissione europea; il programma svolge un ruolo essenziale, poiché si prefigge di sostenere lo sviluppo, l'attuazione e l'aggiornamento della politica e della legislazione ambientale ed in materia di clima dell'Unione, attraverso il finanziamento di progetti di varie dimensioni diretti a garantire la conservazione e la protezione della biodiversità; sono molteplici i progetti LIFE interessati da interventi di eradicazione delle specie aliene invasive in numerosi ambienti del Mediterraneo, in particolare quelli che interessano l'eradicazione del ratto nero, Rattus rattus (L., 1758), e specifici vegetali, ad esempio Ailanthus altissima e Carpobrotus , sulle isole italiane; nello specifico, la Nemo S.r.l. ha progettato tutte le eradicazioni di ratto svolte ad oggi su isole italiane: Montecristo e Pianosa (2010), isolotti minori della Toscana (1999-2001), Giannutri (2005-2006), Zannone (2006), Molara (2008) e isolotti circostanti (2009-2010). A Molara è stata per la prima volta (in Europa) effettuata la distribuzione aerea delle esche rodenticide, metodologia successivamente utilizzata a Montecristo (2010), Tavolara (2017) e isolotti adiacenti. Molara è stata invasa nuovamente dal ratto neanche due anni dopo la conclusione del progetto, anche Montecristo e Tavolara sono state raggiunte nuovamente dal ratto; a tali progetti hanno preso parte: il Corpo forestale dello Stato, vari parchi territoriali fra cui l'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, alcuni istituti universitari, l'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e, spesso, alcune società private tra cui, come detto, ricorre sempre la ditta Nemo S.r.l. di Firenze; considerato che: i progetti presi in carico dalla Nemo S.r.l. hanno visto l'utilizzo del veleno " Brodifacoum ", principio attivo tossico per molte specie animali, oltre alla specie target , il quale è stato disperso sulla superficie di tali isole con un elicottero tramite esche costituite da pellet contenente tale principio; la scheda di sicurezza del " Brodifacoum " indica i pericoli connessi al suo utilizzo: rischi per la salute in quanto il principio attivo è un potente anticoagulante e rischi per l'ambiente in quanto esso è altamente tossico anche per gli organismi acquatici sensibili e può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ecosistema acquatico; inoltre, nelle informazioni ecologiche della scheda, il prodotto viene classificato come "persistente"; il metodo scelto, quello della dispersione aerea, ha portato successivamente alla scomparsa o alla decimazione di altre specie protette presenti sulle isole, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo fossero a conoscenza dell'utilizzo della suddetta modalità (utilizzo di ingenti quantità di pellet contenenti " Brodifacoum ", come a Montecristo dove ne furono distribuite via elicottero oltre 14 tonnellate pari a circa 7 milioni di bocconi avvelenati) che, lungi dall'essere mirata e selettiva, rappresenta un serio pericolo, oltre che per gli altri animali presenti sulle isole, anche per l'ambiente particolarmente protetto, andando ad inquinare le falde acquifere, il mare e a contaminare tutta la catena alimentare; se intendano verificare se tale tipo di interventi abbiano portato ad una perdita, piuttosto che alla salvaguardia della biodiversità, data la mancanza di studi indipendenti condotti prima dell'esecuzione dei progetti di eradicazione che avrebbero potuto dimostrare che la specie "aliena" si era naturalizzata nell'ambiente e non rappresentava un rischio per la biodiversità, ma anzi ne erano un elemento costitutivo e se intenda verificare e quantificare le ingenti perdite ed estinzioni di animali non bersaglio alloctoni ed autoctoni, anche particolarmente protetti, in terra ed in mare, avute a seguito dell'avvelenamento generalizzato di intere isole o dell'eliminazione con trappole o tramite la caccia; considerato che in nessuna delle isole mediterranee esistono ancora delle biocenosi originarie (perché perdute ormai da millenni per effetto anche dell'interferenza antropica), se abbia un senso procedere a programmi di "riqualificazione ambientale" (mediante i progetti "LIFE+"), che prevedono essenzialmente la massiva eradicazione di molte delle piante e degli animali ormai presenti da tempo, ma originariamente alloctone, che sono riuscite ad integrarsi nel nuovo ambiente interagendo con esso fino a diventarne parte ormai integrante; se i Ministri fossero a conoscenza del fatto che, in nome della "purezza razziale", si sia proceduto in molte delle isole alla completa rimozione forzata di specie animali, come il riccio, Erinaceus europaeus L., 1758, la pernice rossa, Alectoris rufa (L., 1758), la coturnice orientale, Alectoris chukar J.E.Grasy, 1830, ed il fagiano, Phasianus colchicus L., 1758, da Pianosa (Arcipelago toscano), il coniglio selvatico, Oryctolagus cuniculus (L., 1758), e parte della popolazione di capra selvatica, Capra aegagrus Erxleben, 1777, di Montecristo, mentre al Giglio l'estirpazione degli ultimi individui di muflone, Ovis orientalis Gmelin, 1774, è ancora in corso. E se non fosse invece il caso di contenerne la diffusione e conservare tali specie che possono costituire elementi unici di biodiversità e risorse genetiche di primaria importanza, anche in considerazione delle sfide presentate dal cambiamento climatico; se fossero a conoscenza del fatto che, nella maggior parte dei casi, queste eradicazioni non sono state supportate da alcuno studio scientifico preliminare condotto localmente, ma solo arbitrariamente giustificate con riferimento a studi svolti in realtà geografiche ed ambientali molto lontane dal Mediterraneo, come nel caso dei mufloni del Giglio, dichiarati invasivi in base a studi condotti alle Hawaii o alle Channel Islands e che non è seguito uno studio, successivo all'operazione, sull'impatto effettivo del " Brodifacoum " sulle specie non target presenti sulle isole e sull'intero ecosistema; se fossero a conoscenza del fatto che dietro ai numerosi progetti "LIFE+" ("LetsGo Giglio", "Montecristo 2010", "Life Puffinus Tavolara", "Resto con Life", "Life PonDerat", "Life Diomedee"), cui partecipano enti pubblici come l'ex Corpo forestale dello Stato, l'ISPRA, l'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano ed altri ancora, appaia ricorrere il coinvolgimento di alcune ditte private (come la fiorentina NEMO S.r.l., presente in ogni progetto e spesso la D.R.E.A.M. Italia di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo) che redigono le relazioni tecniche per i piani di gestione, stilano le proposte progettuali presentate sui bandi, e vengono coinvolte come beneficiari associati o come sub-contractor in attività di progettazione esecutiva e supporto nello svolgimento dei lavori, nel monitoraggio scientifico e nella gestione generale del progetto finanziato. E che non sia mai stato chiesto ad alcun gruppo di ricercatori indipendenti dai progetti "LIFE+" di assistere alla loro realizzazione e di verificarne i risultati; se intendano verificare, inoltre, visto che gli interventi risultano già effettuati, il rispetto della condizione di cui alla lettera c) dell'articolo 1 dell'ordinanza del Ministero della salute del 14 gennaio 2010; se ritengano opportuno procedere ad una verifica delle motivazioni e giustificazioni sottostanti agli interventi finanziati, in quanto una volta alterato un ecosistema, soprattutto se insulare, è praticamente impossibile tornare indietro, ed è imbarazzante che questo possa avvenire grazie al sostegno dei fondi europei e dell'intera comunità. Atto n. 3-03115 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il Ministro in indirizzo, sin dall'inizio del suo mandato, si è espresso sulla necessità di percorsi di carriera chiari e basati sul merito; l'interrogazione 3-03089, pubblicata in data 15 febbraio 2022, richiamava l'attenzione sugli usi distorti cui si presta uno strumento di reclutamento dei docenti negli atenei italiani: la chiamata diretta dall'estero. Nella stessa sede si evidenziava la grave disparità di trattamento che ne deriva a danno di chi, interno o esterno ad un ateneo, deve invece percorrere, per diventare professore universitario, associato o ordinario, l'altro canale, ex artt. 16 e 18 della legge Gelmini n. 240 del 2010; considerato che: ai sensi degli artt. 16 e 18 della legge Gelmini, la conditio sine qua non per l'accesso alla posizione di professore (associato e ordinario) è il possesso dell'abilitazione scientifica nazionale (ASN). L'accesso ai ruoli di professore associato e ordinario è perciò precluso a chi non riesce ad ottenere l'abilitazione, se ha deciso di rimanere in Italia e quindi non ricopre un ruolo equivalente, all'estero, da almeno un triennio e non trova un ateneo interessato a farlo rientrare tramite una chiamata diretta; ogni anno al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, viene presentato un gran numero di ricorsi per l'annullamento di giudizi ASN: oltre un migliaio, nel solo 2015. In tali ricorsi alle commissioni sono sempre contestati l'eccesso di potere e l'abuso della discrezionalità tecnica; per negare l'idoneità anche a candidati dotati di un ottimo curriculum , ricco e solido al pari di quello degli stessi membri della commissione, è infatti sufficiente che i commissari dichiarino, anche apoditticamente e magari all'unanimità, che la produzione del candidato non è abbastanza originale e innovativa, e che quindi il candidato non è ancora maturo; molto rari sono i casi in cui un candidato che si presenta con un curriculum ancora più forte viene giudicato di nuovo e comunque non idoneo, e a più riprese. Talora questi "non idonei seriali" sono, ad avviso degli interroganti, gli stessi soggetti che, con documentata evidenza, non godono del gradimento di chi comanda nel loro settore di appartenenza, e anche dei commissari; pare questo il caso di un professore associato di archeologia (classica) dell'ateneo di Bologna, dello stesso Dipartimento che, come già ricordato nella citata interrogazione 3-03089, fra 2020 e 2021 ha utilizzato una chiamata diretta dall'estero per assegnare la posizione di ordinario in archeologia (classica) ad uno specialista di storia antica che mai ha conseguito l'abilitazione scientifica nazionale per quel ruolo. Per più motivi la vicenda del professore associato della "Alma Mater studiorum" appare come un lampante esempio della sorte che può toccare, nell'abilitazione scientifica nazionale, a chi decide di non essere organico al sistema, pur nel massimo rispetto dell'istituzione cui appartiene; la professoressa Antonella Coralini, protagonista del caso in questione, ha un ricco e solido curriculum di rilievo internazionale (consultabile sulla sua pagina docente dell'ateneo di Bologna), che nulla ha da invidiare a quelli dei membri delle commissioni ASN del suo settore, e dei colleghi giudicati idonei. Eppure, dal 2012 ad oggi la professoressa Coralini, nonostante possedesse in tutti i casi, e ad abundantiam , tutti i requisiti oggettivi per il ruolo di ordinario, e anche per quello di commissario, ha ottenuto ben 6 giudizi di non idoneità al ruolo di ordinario, seguiti da altrettanti ricorsi, tuttora in essere; l'abilitazione al ruolo di ordinario è stata sistematicamente negata alla Coralini con considerazioni che appaiono agli interroganti inadeguate ed erronee, evidentemente viziate ed estranee al corretto esercizio della discrezionalità tecnica. La sua produzione è stata giudicata settoriale (da commissari la cui produzione è molto più circoscritta), priva di rilievo internazionale (a dispetto dell'evidenza documentata e della realtà dei fatti), non originale (da parte di commissari che mai si sono occupati dei temi di suo interesse e che mai hanno spiegato in che cosa consista tale mancanza di originalità). Il rapporto fra l'evidenza del curriculum e l' iter logico che ha condotto alle conclusioni dei commissari resta, a parere degli interroganti, oscuro; in più occasioni, inoltre, la professoressa Coralini ha subito gravi disparità di trattamento: illuminante è il caso di una monografia a più mani di cui è autore principale, declassata a opera collettanea, che nulla avrebbe di originale. Eppure, gli stessi commissari, negli ultimi due quadrimestri dell'ASN 2018-2020, e nel primo quadrimestre dell'ASN 2021-2023, non hanno esitato a valutare come monografie, e con ottimi giudizi, prodotti analoghi di altri candidati. E questo nonostante, sia durante i lavori della commissione, sia per molto tempo dopo, di quelle asserite monografie di altri candidati non esistesse traccia alcuna, né nelle biblioteche, né in commercio, né presso l'editore stesso; per di più, in 3 casi su 6, delle commissioni che hanno valutato non idonea la professoressa Coralini hanno fatto parte anche due suoi colleghi, afferenti al medesimo dipartimento dell'ateneo di Bologna, entrambi promotori della già nota chiamata diretta dall'estero di un esperto di storia antica come ordinario proprio nel suo settore, l'archeologia classica. L'una (la stessa che ha valutato quella proposta di chiamata diretta anche per il Ministero dell'università e della ricerca, e sulla sola base di un mero esame estrinseco), ha valutato non idonea la professoressa Coralini nel settembre 2019 e nel novembre 2020; l'altro, nel febbraio 2022, subito prima e subito dopo la chiamata diretta, da lui stesso voluta, di uno specialista in storia antica ad occupare la posizione di ordinario in archeologia classica; valutato che entrambi i commissari suddetti si sarebbero trovati in una situazione di grave conflitto di interessi, dato che risulta agli interroganti la loro radicata inimicizia nei confronti della professoressa Coralini, dimostrata, inter alia , dall'essere cofirmatari di una segnalazione infondata e diffamatoria al rettore di Bologna ai danni della loro collega; eppure, entrambi hanno omesso di dichiarare, all'avvio della valutazione ASN, la sussistenza di incompatibilità. E di astenersi dal giudicare una collega che già era stata oggetto di loro infondate e lesive accuse di fronte al rettore dell'Alma Mater, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa spiegare quali controlli e correttivi il Ministero adotta per prevenire, individuare e sanare gli abusi e i danni derivanti da un uso distorto ed illegittimo, da parte delle commissioni ASN, della discrezionalità tecnica; se possa spiegare come la commissione ASN in carica per il settore archeologia abbia potuto, nel quarto e quinto quadrimestre dell'edizione 2018-2020, valutare opere che in quel momento non risultavano, né presenti nelle biblioteche nazionali, né disponibili presso l'editore. Atto n. 3-03116 MALAN Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: le relazioni diplomatiche tra Italia e Taiwan si sono interrotte il 6 novembre 1970, ma negli anni successivi i due Paesi hanno rafforzato i rapporti economici, commerciali e di investimento; nel 1989 l'ICE ha aperto un ufficio a Taipei e nel 1994 il Governo italiano vi ha inviato un suo rappresentante e istituito l'Ufficio italiano di promozione economica, commerciale e culturale; l'Ufficio di rappresentanza di Taipei in Italia è stato aperto nel 1991 e oggi gli scambi commerciali con Taiwan ammontano a quasi 5 miliardi di euro con un saldo, in termini di import-export , a favore dell'Italia, che la pone al ventesimo posto tra le controparti commerciali di Taiwan nel mondo e al terzo tra gli Stati membri dell'Unione europea; Taiwan è una delle principali controparti commerciali asiatiche per l'Italia, tra le prime venticinque potenze economiche mondiali, leader nella tecnologia informatica e delle comunicazioni, nella transizione ecologica, nell'intelligenza artificiale, nelle biotecnologie e agricoltura di precisione, e produce il 65 per cento dei chip dei semiconduttori al mondo; Taiwan ha investimenti esteri per un valore di 1.120 miliardi di dollari, che la colloca al quinto posto fra gli investitori mondiali, con una riserva valutaria che supera i 550 miliardi di dollari, sesta nella classifica mondiale; sono oltre 1.700 le società quotate alla Borsa di Taipei; grazie all'alta concentrazione di nuove aziende innovative, incubatori ed acceleratori dell'imprenditorialità giovanile, è uno dei centri finanziari più vivaci in Asia e nel mondo; la pandemia ha fatto emergere gli elevati standard qualitativi e di efficienza del sistema sanitario dell'isola essendo Taiwan uno degli Stati con il minor numero di contagi e decessi da COVID-19; Taiwan ha sempre fornito assistenza tecnica e finanziaria ai programmi di aiuti e alle attività sanitarie dell'Organizzazione mondiale della sanità e, nonostante non ne faccia parte, sostiene diversi progetti in aree povere del pianeta; i Paesi del G7 e l'Unione europea hanno espresso sostegno a Taiwan ai fini della partecipazione all'OMS, anche alla luce delle conclusioni del Consiglio NATO del mese di giugno 2021; il 20 gennaio 2021, il Parlamento europeo, con due distinte risoluzioni sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune, ha invitato al miglioramento delle relazioni politiche e commerciali tra l'Unione europea e Taiwan, nonché a sostenere in tutte le sedi la sua piena partecipazione alla rete dell'ONU, all'OMS e alle altre organizzazioni internazionali, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare per: a) promuovere nuovi accordi economici e commerciali e migliorare il meccanismo di consultazione tra i due Paesi nel contesto del «Foro di cooperazione economica, industriale e finanziaria Taiwan-Italia», istituito nel 2010, con particolare riguardo ai settori dell'industria dei semiconduttori, con la relativa catena di approvvigionamento e stoccaggio dell'energia e mercato delle materie prime, dei semilavorati e dei lavorati necessari per lo sviluppo della mobilità elettrica; b) promuovere la collaborazione nel campo della giustizia e dell'estradizione dei cittadini dei rispettivi Paesi; c) sostenere la partecipazione di Taiwan all'OMS e all'AMS, alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), all'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO), all'Organizzazione internazionale della polizia criminale (INTERPOL) e ad altre organizzazioni internazionali correlate; d) promuovere lo scambio di opere d'arte, l'allestimento di mostre, l'organizzazione di concerti e altri scambi culturali tra i due Paesi; e) assicurare l'implementazione dei rispettivi flussi turistici, anche attraverso la valorizzazione dell'accordo «Italia-Taiwan Working Holidays»; f) avviare programmi di cooperazione e valorizzazione della sicurezza sanitaria globale, in particolare nel settore epidemiologico, promuovendo la cooperazione tra i Ministeri della salute dei due Paesi; g) adottare protocolli di collaborazione su politica e tecnologia agricole, sicurezza alimentare, protezione della pesca, semplificazione dell'ispezione e del controllo di piante ed animali, e applicazione della quarantena; i) facilitare l'operatività del personale in servizio presso l'Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia, equiparandone le funzioni rappresentative e consolari, esentandolo, al pari delle altre Rappresentanze straniere e degli uffici che svolgono attività consolare, dalla tassa doganale, dall'IVA e da altre tasse imponibili sui beni acquistati in uso alla Rappresentanza, consentendo una targa di tipo consolare per il servizio consolare svolto. Atto n. 3-03117 GRANATO Al Ministro della giustizia Premesso che a quanto consta all'interrogante: con nota del procuratore della Repubblica reggente Bruno Bruni (Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona) del 2 febbraio 2022, inviata al questore di Verona e al comandante provinciale, venivano date indicazioni operative in merito a denunce presentate contro il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, "da parte di No-Vax e No-Green Pass"; nello specifico, nella nota veniva richiesto di trasmettere alla Procura "settimanalmente, a mezzo portale NDR come Fatti Non Costituenti Reato (FNCR), con un'unica trasmissione"; considerato che a parere dell'interrogante, tale atto costituisce un modo di procedere irrispettoso delle legittime aspettative dei denuncianti di poter entrare nel merito dei reati contestati; sempre a parere dell'interrogante, la descritta modalità di trasmissione delle denunce disposta dal procuratore della Repubblica reggente presso il Tribunale di Verona appare del tutto inidonea a garantire imparzialità di giudizio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-03109 DE FALCO Al Ministro dell'interno Premesso che: il 1° e 2 febbraio 2022 persone appartenenti al movimento internazionale non violento "Extinction Rebellion", impegnate nella campagna "Ultima Generazione - Assemblea Cittadina ORA!", dopo aver inviato numerosissime e-mail al ministro Cingolani, al Presidente del Consiglio dei ministri Draghi, al ministro Patuanelli, al ministro Giorgetti, al ministro Orlando e alla ministra Carfagna ed ai loro collaboratori, dal capogabinetto alla segreteria, tramite piattaforma "Action Network" per richiedere un incontro pubblico a sul tema "siamo l'Ultima Generazione di cittadini e cittadine italiane a poter evitare il collasso climatico e sociale?", senza aver avuto alcuna risposta, hanno dato vita ad un'azione non violenta presso il Ministero della transizione ecologica; filmati e foto forniti dallo stesso movimento evidenziano il fatto che, a dispetto di quanto riportato da alcuni organi di stampa, l'iniziativa ha avuto carattere assolutamente non violento nei confronti di tutte le persone presenti nel Ministero e delle forze dell'ordine che sono intervenute per portare via gli aderenti al movimento; il movimento ha anche ammesso di aver imbrattato le mura del Ministero in un'azione provocatoria, ma pacifica, volta ad attirare l'attenzione sul grave tema della crisi climatica e sulla mancanza di azione coerenti con gli impegni assunti e concrete da parte del Governo italiano; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: nei giorni successivi si è registrata la risposta delle forze dell'ordine che hanno fermato, a quel che risulta d'iniziativa, persone appartenenti al movimento, sequestrando auto e cellulari e controllando gli spostamenti di tutti coloro che erano ospitati in un B&B di Roma; successivamente, il 4 febbraio, le forze dell'ordine, in borghese, sono entrate nel B&B, ancora una volta d'iniziativa, pur ammettendo di non essere alla ricerca di armi o droga, ma di essere entrate per svolgere una "azione amministrativa" legata a presunte violazioni della normativa COVID da parte della struttura abitativa. Non è, quindi, chiaro quali fossero i presupposti legittimanti l'irruzione e la perquisizione effettuate; nel contempo, due ospiti del B&B che erano riusciti ad avvisare alcuni giornalisti e che cercavano di esporre uno striscione, sono stati violentemente strattonati ed è stato impedito loro di dare conto pubblicamente di quanto stava accadendo all'interno dell'edificio; alcune persone presenti nella struttura sono state poi portate in Questura, in manette, seppure non risulta che fossero state arrestate e non opponessero alcuna forma di resistenza. Tra i fermati vi era anche una minorenne che era passata a trovare il padre. I fermati sono stati trattenuti varie ore e rilasciati, sembra assurdo ed inverosimile, senza redigere un verbale delle operazioni di compiute; considerato anche che: martedì 8 febbraio aderenti al movimento hanno dato vita ad un sit in di sostengo e supporto alle cinque persone che avevano intrapreso uno sciopero della fame per ribadire la richiesta d'incontro con il ministro Cingolani, il quale ha fatto sapere che avrebbe "concesso" l'incontro solo dopo che avesse ricevuto le scuse per l'azione intrapresa nei confronti della sede ministeriale, con ciò dimostrando una conoscenza del proprio ruolo di Ministro della Repubblica totalmente inadeguata e dimenticando che l'autorità che egli rappresenta non è quella di un educatore, di un padre, ma è chiamato a servire e ad ascoltare i cittadini che pongono questioni attinenti alla responsabilità dell'amministrazione che fa capo al Ministro ed al suo ruolo; solo dopo nove giorni di sciopero della fame dei manifestanti il ministro Cingolani si è deciso a "concedere" un colloquio a porte chiuse e dopo aver fatto deporre i cellulari. Sarebbe davvero una triste conferma di inadeguatezza se fosse vero che egli abbia affermato che non spetta a lui "decidere se concedere un incontro pubblico sul tema, in quanto [egli] è un sottoposto del Presidente del Consiglio Draghi". Un Ministro che si sente sottoposto del Presidente del Consiglio dimostra che non ha inteso quale sia il ruolo di Ministro: l'articolo 92 della Costituzione esclude esplicitamente qualunque subordinazione dei Ministri al Presidente del Consiglio; il sit in pacifico è stato sciolto dai Carabinieri, che hanno trattenuto per oltre 8 ore i partecipanti in caserma, denunciandoli per violazione dell'articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza; visto che: è appena il caso di ricordare che l'autorizzazione per una manifestazione pacifica non è necessaria, a norma dell'articolo 17 della Costituzione, e che si può procedere allo scioglimento solo per comprovati e concreti motivi di ordine pubblico o per tutela della sicurezza pubblica, circostanze che non risulta fossero in atto in quel momento; la vicenda si inserisce in un complessivo clima di repressione generalizzata contro coloro che legittimamente esprimono dissenso, repressione che si è tradotta in violenze contro i giovani che protestavano per la morte dello studente diciottenne Lorenzo Parelli, ucciso da una trave di ferro da 150 chili durante il suo ultimo giorno di stage nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro, e contro l'abuso di quello strumento e che arriva all'assurdo di vietare, invocando una direttiva del prefetto di Roma che viola l'articolo 17 della Costituzione, a padre Zanotelli di effettuare il digiuno di solidarietà coi migranti che pacificamente teneva a piazza Montecitorio ogni primo mercoledì del mese da vari anni, si chiede di sapere: se vi siano, e in caso positivo quali siano, gli elementi di prova che giustificherebbero i reiterati interventi delle forze dell'ordine contro persone ripetutamente identificate, impegnate a manifestare pacificamente il loro pensiero, diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione. Mancando detti elementi si sarebbe, infatti, di fronte ad una inaccettabile limitazione della libertà personale e della manifestazione del pensiero posta in essere da parte di organi dello Stato impegnati in quella che appare un inaccettabile accanimento poliziesco; inoltre, poiché le stesse forze dell'ordine hanno ammesso di non essere entrati nel B&B che ospitava i pacifici manifestanti per un'azione di polizia giudiziaria, quali fossero allora i presupposti legittimanti l'irruzione e la perquisizione effettuata, a quanto risulta compiuta di iniziativa della polizia. Atto n. 3-03111 ASTORRE Al Ministro dell'interno Premesso che: alla luce di quanto riportato da organi della stampa locale e da alcuni siti di informazione on line , l'operazione realizzata dal comando provinciale dei Carabinieri di Roma, coadiuvato dai comandi di Rieti, Latina, Viterbo e Reggio Calabria, in esecuzione dell'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma, che ha portato alla richiesta di custodia cautelare per 65 persone (39 custodie cautelari in carcere e 26 arresti domiciliari), cui vengono contestati gravissimi reati, mette in chiaro un sistema criminale bene organizzato e inserito nei gangli vitali dell'economia locale; data la portata e la vastità dell'operazione messa in atto dalle forze dell'ordine e dalla magistratura emerge con chiarezza uno scenario molto preoccupante, con la presenza di organizzazioni criminali di stampo mafioso nel litorale che tocca le città di Anzio, Nettuno e Aprilia; tali organizzazioni criminali hanno una straordinaria capacità di infiltrare le pubbliche amministrazioni per ottenere vantaggi e benefici per i propri interessi economici, si chiede di sapere: se e quali misure si intenda adottare al fine di potenziare i dispositivi e le misure di prevenzione, repressione e controllo nei territori laziali dove il rischio di presenza di organizzazioni criminali di stampo mafioso è concreto; se il Ministro in indirizzo non reputi opportuno avviare un procedimento finalizzato all'accesso a tutti i documenti amministrativi dei Comuni di Anzio, Nettuno e di tutti gli altri Comuni interessati dalle attività inquirenti descritte, al fine di controllare la presenza, il grado e l'intensità delle infiltrazioni del potere criminale nelle pubbliche amministrazioni dei Comuni coinvolti. Atto n. 3-03112 NATURALE CORBETTA PRESUTTO FENU LANZI AGOSTINELLI GAUDIANO ROMANO PAVANELLI CROATTI Ai Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'aumento generalizzato dei prezzi sta causando seri problemi a tutti i settori dell'economia, tanto da far alzare il rischio di una battuta d'arresto alla crescita economica, necessaria dopo l'arretramento del PIL del 9 per cento nell'anno 2020 in seguito alla pandemia ancora in corso; i rincari delle materie prime colpiscono maggiormente le classi sociali più deboli, le piccole e medie aziende, e queste ultime costituiscono circa il 90 per cento delle imprese attive e impiegano oltre l'80 per cento dei lavoratori in Italia; il trasporto delle merci in Italia avviene per l'80 per cento su gomma con conseguente approvvigionamento, anche di beni di prima necessità, dipendente da questo tipo di servizio; considerato che: le aziende italiane del settore degli autotrasporti sono in difficoltà nei confronti dei competitor dell'Europa orientale dove il costo del lavoro è più basso. Secondo Contship Italia, gruppo leader nel trasporto intermodale, il calo del volume d'affari si aggira sul 5 per cento a livello nazionale e 10 per cento a livello internazionale; il prezzo del gasolio è arrivato a sfiorare i 2 euro al litro mettendo in seria difficoltà gli autotrasportatori che, in ragione di un'evidente e riconosciuta debolezza contrattuale, non riescono a ribaltare, in modo automatico, il maggior costo del carburante ai propri committenti, di conseguenza, almeno nel breve periodo, tale maggior costo pesa negativamente sui loro bilanci; per i servizi di autotrasporto di merci in conto terzi, il comma 5 dell'art. 83- bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, prevede l'adeguamento del prezzo del servizio in presenza di un'oscillazione del prezzo del carburante quando questo supera il 2 per cento della tariffa concordata, tuttavia tale disposizione rimane confusa e incerta, e comunque non applicabile; l'art. 1, comma 1- bis , del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103, risulta poco applicato, riducendo ai minimi i margini di guadagno e sicurezza per gli autotrasportatori; le imprese di autotrasporto che hanno investito in veicoli alimentati a gas (circa 4.000 mezzi autoarticolati immatricolati) sono passati da un costo di 0,58 euro al chilo a 2,10 euro al chilo e, di conseguenza, oltre al maggiore indebitamento del mezzo (40.000 euro in più rispetto a medesimi veicoli alimentati a diesel ), subiscono oggi una retrocessione competitiva e un aggravio di costi di produzione dei servizi che li rende fuori mercato; considerato infine che agli autotrasportatori si aggiunge il costo raddoppiato dell'additivo ADblue, prodotto che serve per ridurre le emissioni altamente inquinanti dei gas di scarico dei TIR Euro V e VI, obbligatorio per il funzionamento dei mezzi che ne fanno uso, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, in presenza di un'evidente tensione sociale che si sta manifestando principalmente nel Centro-Sud, intendano intervenire sulle problematiche del comparto degli autotrasporti con immediati provvedimenti di sostegno alla luce dei costi elevati delle materie prime in questo periodo; quali iniziative reputino opportuno intraprendere per regolamentare il rapporto fra autotrasportatori e loro committenza, anche attivandosi al fine di rivedere il decreto-legge n. 103 del 2010, affinché vengano migliorate le condizioni contrattuali le quali, di fatto, si traducono in maggiore sicurezza stradale, sostenibilità economica per gli occupati e maggiori capacità di rispondere alla competizione internazionale. Atto n. 3-03113 DE FALCO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: il 1° dicembre 2021 ITA Airways ha annunciato l'ordine di 28 aeromobili ad Airbus: sette A220, undici A320neo e dieci A330neo; dal listino prezzi di Airbus si apprende che l'A220 ha prezzo pari a circa 77 milioni di dollari, che moltiplicati per 7 danno un totale di circa 520 milioni di dollari. Invece, l'A320 ha un prezzo che varia da 101 a 110,6 milioni di dollari l'uno. La spesa, dunque, si aggirerebbe tra un miliardo e 100.000 ed un miliardo e 216.000 dollari. Infine, l'A330 ha un prezzo che oscilla da 238,5 e 296,4 milioni di dollari e quindi la spesa si aggirerebbe tra i 2 miliardi e 380 milioni a poco più di 3 miliardi dollari; pertanto, la spesa complessiva si aggira tra un minimo di 4 ad un massimo di 4,7 miliardi di dollari, ovvero tra 3 miliardi e 300 e 3 miliardi e 900 milioni di euro; inoltre, il 18 febbraio 2022 ITA ha annunciato una partnership con German Airways, per un accordo di " west lease ", su nuove tratte che saranno attivate dal 28 marzo tra Milano Linate e London City, e tra Lussemburgo e Ginevra. La German Airways fornirebbe una prestazione di servizio, non la disponibilità effettiva dei velivoli, operando i voli per conto di ITA e quindi con il codice IATA della compagnia italiana, ma utilizzando la struttura, i velivoli per il corto raggio, personale ed accessori (assicurazione, mantenimento, eccetera) in tutto e per tutto tedeschi; inoltre è stato emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, che consente la privatizzazione di ITA, già più volte annunciata dal suo presidente esecutivo, Altavilla; si deve tenere anche conto della scadenza imminente per la presentazione delle offerte per l'acquisto delle attività di manutenzione ed handling da Alitalia SAI in amministrazione straordinaria, per le quali la Commissione europea permetterebbe ad ITA una partecipazione di minoranza nella prima e di maggioranza nella seconda; considerato che: ITA Airways è una compagnia totalmente pubblica e quindi è indispensabile che vi sia assoluta chiarezza circa l'impiego delle risorse, il loro effettivo ammontare, nonché la tipologia dei contratti stipulati e dei finanziamenti ottenuti; lascia perplessi che si stia procedendo ora all'acquisto degli aeromobili, con un esborso per le finanze pubbliche che andrà a vantaggio solo di soggetti privati a cui, stante il decreto del Governo, passerà il controllo di ITA; risulta che ITA non abbia disponibilità sufficienti per affrontare gli impegni annunciati per l'acquisto di tali aeromobili il cui prezzo di listino supera ampiamente il presunto valore dell'intera ITA, motivo per il quale è quindi necessario sapere dove si intende reperire le risorse occorrenti; non è nemmeno chiara la ragione per la quale ITA stia aprendo le nuove tratte con impiego di mezzi e personale di German Airways a spese dell'erario dello Stato, lasciando in cassa integrazione, sempre a spese dell'Erario, 300 lavoratori che avrebbero potuto essere impiegati nei nuovi voli, operati con la stessa tipologia di aeromobili (Embraer) che erano in possesso di Alitalia e che ITA ha deciso di non rilevare; tenuto conto che dal 15 ottobre 2021 alla fine di gennaio 2022 ITA ha perso 170 milioni di euro, più di 2 milioni al giorno, come hanno ammesso i vertici della compagnia aerea in un'audizione presso le Commissioni competenti di Camera e Senato, ovvero più di quanto non perdesse tutta Alitalia prima del rilancio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda chiarire chi garantisce l'acquisto dei velivoli; quale sia il prezzo effettivo per l'acquisto dei 28 aeromobili; quale sia la scelta strategica per cui ITA debba acquistare degli aeromobili prima che sia ceduta la sua proprietà; quale siano le ragioni che hanno determinato la scelta di acquistare la suddetta tipologia di aeromobili, rivolgendosi ad Airbus più che ad altre case costruttrici, la cui filiera produttiva è presente anche in Italia e attraversa un momento di crisi; quale sia la logica di quell'acquisto degli aeromobili, peraltro a fronte dell'emanato decreto di privatizzazione, così come della partnership con German Airways, iniziative entrambe onerose per il bilancio dello Stato, con un appesantimento di spese che dovrebbero, invece, competere ai soggetti privati che decidessero di acquistare ITA derivante dall'enorme ridimensionamento di Alitalia SAI in amministrazione straordinaria; se non si ritenga che sussista l'opportunità di sostenere la caducazione del decreto appena emanato; se, infine, non si ritenga di dover sostituire i vertici di ITA, che si dimostrano ad avviso dell'interrogante sempre più inadeguati e responsabili sia delle perdite gravissime subite dalla compagnia in pochi mesi di vita, nonostante i tagli operati (in particolare la riduzione di personale che grava ora, a zero ore, sulle casse dello Stato), sia di operazioni a giudizio dell'interrogante evidentemente scellerate come quelle con Airbus e German Airways, nonché di bloccare quelle operazioni che appaiono prive di qualunque razionalità, soprattutto nella prospettiva di privatizzazione, quale allo stato si profila entro breve termine. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06619 BINETTI Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e della salute Premesso che: in ambito sanitario, i livelli essenziali di assistenza (LEA) sono stati definiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001 (entrato in vigore il 23 febbraio 2002), che costituisce un classificatore e nomenclatore delle prestazioni sanitarie sulla base della loro erogabilità da parte del SSN; le prestazioni e i servizi inclusi nei LEA rappresentano il livello "essenziale" garantito a tutti i cittadini. In proposito le Regioni possono utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni ulteriori rispetto a quelle incluse nei LEA. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2001 indicava, negli allegati, le attività e le prestazioni incluse nei LEA, le prestazioni escluse e le prestazioni che potevano essere fornite dal SSN solo in determinati casi; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 ("Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo n. 502 del 30 dicembre 1992", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017), sono stati definiti i "nuovi LEA" ma, per l'applicazione di tale decreto, è necessario che vengano introdotti i decreti attuativi che, però, tardano ad arrivare; in attesa dei decreti attuativi si sono create delle evidenti disparità tra Regioni, a causa delle differenti condizioni economiche: alcune di loro (come Lombardia, Valle d'Aosta, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana) hanno ad esempio già reso esecutivi, con propri provvedimenti e investimenti, i cosiddetti extra LEA, prestazioni inserite nell'aggiornamento del 2017, che non erano presenti in precedenza, con l'obiettivo di consentire le prescrizioni necessarie da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta ed al fine di agevolare gli assistiti affetti da condizioni croniche; il 29 dicembre 2021, il Ministero della salute ha inviato alle Regioni, ai fini del perfezionamento dell'intesa da parte della Conferenza Stato-Regioni, lo schema di decreto riguardante la definizione delle tariffe dell'assistenza specialistica ambulatoriale e protesica. Il decreto è il risultato del lavoro di una commissione permanente, composta dai rappresentanti del Ministero della salute, del Ministero dell'economia e delle finanze, della Conferenza delle Regioni e Province autonome e dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS); nonostante ciò, le Regioni non hanno ancora firmato. È passato infatti più di un mese e, senza l'approvazione da parte delle Regioni, in base a quanto prescritto dal decreto-legge n. 502 del 1992, il Ministero non può procedere; questo lungo ritardo causa tantissime difficoltà ai pazienti, che non ottengono i livelli essenziali di assistenza ai quali avrebbero diritto e che non hanno un accesso uniforme alle prestazioni più aggiornate sulla base del progresso medico e tecnologico contenute nel nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale, come evidenziato di recente dall'Osservatorio malattie rare (O.Ma.R.) e da Cittadinanzattiva; tra i provvedimenti che trovano un blocco in questa mancata attuazione dei nuovi LEA, ci sono il decreto di aggiornamento del panel dello screening neonatale, fermo al 2016, l'inserimento nella lista di malattie esenti di malattie rare e croniche precedentemente non incluse e anche il riconoscimento al diritto alla PMA per alcune persone affette da patologie genetiche trasmissibili; da quanto esposto, emerge una situazione inaccettabile sotto il profilo della tutela della salute, della qualità di vita e della stessa dignità dei pazienti, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere, per quanto di competenza, per garantire l'approvazione e la piena operatività del nuovo nomenclatore tariffario. Atto n. 4-06620 FREGOLENT Ai Ministri della giustizia, della salute e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: è di qualche giorno fa la notizia, riportata da fonti giornalistiche, di due genitori cui è stata provvisoriamente sospesa la responsabilità genitoriale a seguito della richiesta di questi ultimi che non fosse usato sangue di una persona vaccinata per le trasfusioni durante l'intervento al cuore del proprio figlio; a fronte di tale richiesta, che aveva portato al blocco dell'intervento, l'ospedale "Sant'Orsola" di Bologna aveva fatto ricorso al tribunale di Modena. Il giudice tutelare, dopo aver ascoltato le ragioni dei genitori, ritenuta preminente la necessità di curare il piccolo di due anni, aveva accolto il ricorso e nominato la direttrice generale del policlinico bolognese curatore speciale del bambino; successivamente, a seguito del coinvolgimento della Procura dei minori di Bologna, è intervenuto il Tribunale dei minori di Bologna, il quale ha emanato un provvedimento volto a limitare la responsabilità dei due genitori che non avevano voluto firmare il consenso informato per operare il figlio; la famiglia del bimbo ha chiarito, attraverso il suo legale, di non aver "mai negato il consenso all'intervento", chiedendo tuttavia "per motivi di carattere religioso" che il sangue della trasfusione venisse da soggetti non vaccinati. I due genitori avrebbero cercato, attraverso il social network "Telegram", delle persone non vaccinate disposte alla donazione, trovandone più di 40; se questo è un caso limite, su cui sicuramente sarà necessario effettuare degli accertamenti per valutare l'opportunità e la proporzionalità del provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale, sono invece tanti i genitori che hanno visto la vaccinazione al centro del contendere negli ultimi mesi, a fronte di un orientamento giurisprudenziale costante secondo cui il vaccino è a tutela del minore e della collettività; alla luce di tale panorama giurisprudenziale, e sulla scorta della pronuncia del Tribunale dei minori di Bologna, si intende portare l'attenzione sul tema della scelta dei genitori di sottoporre, o meno, i figli minori all'inoculazione del vaccino, in special modo i bambini sotto i 12 anni, per cui la vaccinazione non è nemmeno raccomandata, affinché possa essere scongiurata una limitazione della responsabilità genitoriale nell'ipotesi in cui questi ultimi scelgano, liberamente e consapevolmente, di non sottoporre i propri figli minori alla vaccinazione, si chiede di sapere se non si ritenga opportuno e urgente procedere a un approfondimento della questione per i profili di rispettiva competenza, affinché possa essere debitamente e formalmente scongiurata l'ipotesi, seppure meramente paventata, di una limitazione della responsabilità genitoriale a seguito di una scelta libera e consapevole rispetto all'opportunità o meno di sottoporre a vaccino i propri figli minori. Atto n. 4-06621 GRASSI Al Ministro della cultura Premesso che: negli ultimi giorni di gennaio 2022 si è verificato un crollo nella basilica paleocristiana dell'Annunziata a Prata di Principato Ultra (Avellino), testimonianza unica dell'epoca paleocristiana e bizantina; la basilica risale all'epoca delle persecuzioni cristiane, e i primi cristiani vi si rifugiavano per sfuggire alla caccia data loro dagli imperatori romani. Le catacombe sono state datate tra il II-III secolo d.C., mentre nella parte superiore si trovano gli affreschi di epoca bizantina più tarda (VI-IX secolo d.C.). La basilica è aperta al pubblico e vi si celebrano anche matrimoni; i danni architettonici sono ingenti, è crollato infatti l'ipogeo della basilica; un costone tufaceo, probabilmente a seguito di infiltrazioni di acqua piovana. Alcuni visitatori hanno lanciato l'allarme in quanto hanno scoperto alle spalle dell'altare dei cumuli di pietre e detriti; nella basilica, che è di proprietà della curia di Avellino e sottoposta a vincolo dalla Soprintendenza di Avellino, ci sono importantissime testimonianze dell'arte bizantina. Il rischio adesso è che la frana possa estendersi anche alla parte superiore della basilica, che è ricoperta di affreschi di epoca bizantina, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda attivare con la massima urgenza la procedura per la messa in sicurezza della basilica che rappresenta un tesoro inestimabile del patrimonio artistico irpino e costituisce una tra le più rilevanti testimonianze dell'epoca paleocristiana in Campania e nel mondo; se sia stato programmato il sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino, per accertare le cause del cedimento e studiare gli interventi opportuni per salvare l'ipogeo. Atto n. 4-06622 LONARDO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la FICEI, Federazione italiana consorzi enti industrializzazione, è la federazione nazionale che raggruppa i consorzi per lo sviluppo industriale, enti pubblici economici istituiti ai sensi dell'art. 36 della legge n. 317 del 1991; i consorzi sono stati costituiti per la promozione dell'industrializzazione e dell'insediamento di altre attività produttive nelle aree comprese nel territorio di competenza; rappresentano soprattutto nel Sud del Paese una realtà significativa ed hanno una lunga tradizione ed approfondita conoscenza dei territori su cui insistono e possiedono un know how acquisito nel tempo e rafforzato attraverso progetti operativi, investimenti e rapporti con le aziende insediate; negli agglomerati dei consorzi ASI hanno sede le più importanti realtà produttive italiane e straniere insediate nel nostro Paese; considerato, inoltre, che: la FICEI non è stata invitata a far parte del tavolo permanente per il partenariato economico sociale e territoriale nell'ambito di attivazione del PNRR costituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; i consorzi industriali, come emerge dai primi bandi emanati riguardo al PNRR, non sono tra i destinatari del finanziamento. Si veda ad esempio l'asse M2C.1.1/1.1: la linea C di intervento esclude i consorzi pur essendo per legge erogatori dei servizi idrici e depurativi; oltre l'80 per cento dei suoli ZES ricade negli agglomerati di competenza dei consorzi ASI; non si è ancora provveduto a nominare il rappresentante dei consorzi industriali nei comitati di indirizzo delle ZES (zone economiche speciali); il piano nazionale per la ripresa e la resilienza può contribuire a porre i consorzi e gli enti di industrializzazione al centro dello sviluppo territoriale attraverso la valorizzazione e la promozione della loro capacità di fornire infrastrutture e servizi alle imprese e mediante l'offerta di innovazione e tecnologie per l'utilizzo efficace delle telecomunicazioni, l'attivazione di strategie di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e la riduzione dell'impatto ambientale delle produzioni, si chiede di sapere: per quale motivo la FICEI non sia stata invitata a far parte del tavolo permanente per il partenariato economico sociale e territoriale nell'ambito di attivazione del PNRR; perché i consorzi industriali, come emerge dai primi bandi emanati riguardo al PNRR, non siano tra i beneficiari dei bandi pur essendo erogatori di servizi (come depurazione e fognature) attribuiti loro per legge e quali provvedimenti si intenda porre in essere per sanare questa criticità; perché non si sia ancora provveduto a nominare i rappresentanti dei consorzi industriali nei comitati di indirizzo delle ZES. Atto n. 4-06623 FATTORI Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 21 settembre 2016 è stato presentato al Senato l'atto di sindacato ispettivo 4-06364 a prima firma dell'odierna interrogante, in cui sono evidenziate alcune criticità e potenziali infiltrazioni mafiose nel contesto politico e sociale del Comune di Anzio (Roma); con l'interrogazione 4-06766, pubblicata il 20 dicembre 2016 a prima firma dell'interrogante, si evidenziavano dubbi sui percorsi che portavano alle autorizzazioni su due impianti di smaltimento dei rifiuti; il Ministro pro tempore dell'interno Minniti, nel corso di un discorso lungo e articolato svolto in Parlamento il 28 febbraio 2017, in cui ha mostrato un quadro completo della presenza e delle attività delle mafie sulla provincia di Roma, ha dichiarato che: "Ad Anzio e Nettuno si evidenzia la presenza delle 'ndrine dei 'Farao-Marincola', 'Mollica-Morabito' e 'Gallace-Novella', che si avvalgono della compartecipazione delle famiglie autoctone 'Romagnoli' e 'Andreacchio'", specificando che: "Da anni la mafia siciliana nel Lazio è interessata alla realizzazione di opere pubbliche, sia lungo la fascia della litoranea che nelle zone interne, con particolare riferimento a Roma ed al litorale a sud della Capitale, soprattutto nel tratto tra Fiumicino ed Anzio-Nettuno"; sulla situazione si esprime anche la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere nella relazione conclusiva, Doc. XXIII n. 38, della XVII Legislatura del febbraio 2018; all'interno del documento della Commissione antimafia si legge: "La consorteria criminale dei Gallace è arrivata a condizionare anche l'attività degli enti locali come attesta lo scioglimento per condizionamento da parte della criminalità organizzata, del consiglio comunale di Nettuno nel 2005. Il territorio compreso tra Anzio, Nettuno e Ardea risulta essere caratterizzato dal radicamento del clan calabrese dei Gallace"; e ancora: "Inoltre numerose indagini delle DDA di Roma, Milano, Catanzaro e Reggio Calabria hanno attestato l'operatività e la potenza del clan Gallace negli scenari criminali della Calabria, del Lazio e della Lombardia. A più riprese sono state segnalate all'attenzione della Commissione le criticità della situazione di Anzio, in particolare: la posizione di alcuni consiglieri comunali, tra questi in particolare quella di Pasquale Perronace, fratello di Nicola Perronace, pregiudicato, elemento di spicco del clan Gallace imputato per articolo 416-bis del codice penale, poi morto per cause naturali; i molteplici lavori assegnati senza gara alla società Centro servizi immobiliari di Domenico Perronace, nipote del consigliere comunale di maggioranza Pasquale Perronace e del defunto Nicola Perronace, da parte dell'amministrazione comunale di Anzio, l'ultimo dei quali nel 2016; le vicende interessate dal procedimento penale denominato 'Mala Suerte', della procura di Velletri che nel maggio 2016 ha condotto all'arresto di diversi pregiudicati che operavano nella zona di Anzio, tra i quali spicca Roberto Madonna (già colpito da misure cautelari per estorsione aggravata, spaccio di droga e altri gravi delitti), detto anche il 're di Lavinio'"; queste sono poi state le conclusioni del documento: "Nel complesso si può dire che nel territorio di Anzio e Nettuno ci si trova di fronte ad un quadro variegato e composito, dove logiche criminali, strutture mafiose tra loro indipendenti e variabili culturali si alternano e si mescolano in una pluralità di relazioni tutte meritevoli di ulteriori approfondimenti"; alla luce del quadro d'insieme dei documenti e degli elementi di informazione acquisiti dalla Commissione nel corso dei lavori, nonché dalle risultanze del processo "Mala Suerte", e dell'inchiesta "Evergreen", appare pertanto auspicabile svolgere quanto prima una nuova valutazione, complessiva e approfondita, della situazione della legalità nel Comune di Anzio, al fine di verificare compiutamente la sussistenza degli elementi di legge per nominare una commissione d'accesso in seno al Comune, ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000; considerato inoltre che: nelle province di Roma e Latina, in particolare nei comuni di Anzio, Aprilia e Pomezia, si registrano da anni, con preoccupante cadenza, attentati e atti intimidatori ai danni di commercianti, attività commerciali, enti ed esponenti della pubblica amministrazione, non sempre denunciati; nella giornata del 17 febbraio 2022 sono stati effettuati 65 arresti tra Anzio e Nettuno di persone legate ai clan della 'ndrangheta, e nell'ordinanza di custodia cautelare si legge che le elezioni dei sindaci di Anzio e Nettuno avvennero con il sostegno delle cosche locali; i sindaci non sono attualmente indagati; nella stessa ordinanza di circa 1.500 pagine si legge anche della "contiguità" di alcuni esponenti politici locali con le cosche; l'interrogante nel 2017, in delegazione con il senatore Luigi Gaetti, andò personalmente dal prefetto Basilone a portare i dati allarmanti del territorio e richiedendo l'intervento ai sensi dell'art. 143 del testo unico degli enti locali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e quali provvedimenti intenda intraprendere per l'applicazione degli articoli 142 e 143 del testo unico, relativi allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, sui Comuni di Anzio e Nettuno; quali provvedimenti o iniziative intenda intraprendere affinché si crei un percorso di effettiva lotta alle mafie nel territorio di Anzio e Nettuno. Atto n. 4-06624 IANNONE Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: la società CEP S.p.A. è una società a totale partecipazione pubblica il cui capitale sociale è egualmente distribuito tra i soci costituiti da 15 Comuni dell'area metropolitana di Roma capitale, tra cui alcuni con una popolazione superiore ai 15.000 quali Palestrina e Zagarolo; fin dal 2019 il bilancio dell'esercizio ha fatto emergere un'obiettiva situazione di difficoltà patrimoniale evidenziando una perdita di esercizio di 53.178 euro, nella realtà molto più consistente considerata l'apposizione contabile di circa 4.000.000 euro di immobilizzazioni immateriali; questi trend negativi hanno visto un ulteriore peggioramento nel 2020 dove la perdita di esercizio è arrivata a 1.347.852 euro; a fronte di un fatturato di poco più di 1.800.000 euro nel solo esercizio 2019 la società ha proceduto ad affidamenti a società esterne per oltre un miliardo di euro, non coperti dalle entrate e dalla liquidità della società; è stato anche deliberato l'acquisto della nuova sede legale ed operativa della società per circa 2.000.000 euro a Zagarolo; in conseguenza della grave situazione finanziaria e di liquidità la società CEP non ha riversato ai Comuni soci le somme derivanti dalla riscossione dei tributi e all'area metropolitana di Roma capitale quelle derivanti dall'addizionale alla tassa rifiuti; durante la conduzione da parte del direttore generale Paride Pizzi, ex direttore della STS Srl, multiservizi del Comune di Frascati, e dell'amministratore unico Gaetano Bartoli, ex sindaco di Colonna, la società CEP ha visto peggiorare notevolmente i propri risultati patrimoniali; molteplici degli affidamenti a ditte esterne non appaiono giustificati a fronte delle attività svolte ed in alcuni casi da nessun incarico svolto a favore della CEP, come appurato dall'attuale consiglio di amministrazione; la Guardia di finanza ha più volte provveduto, su ordine della Procura di Roma, a svolgere perquisizioni e sequestri negli uffici della società, individuando, dalle notizie apprese a mezzo stampa, un disegno criminoso destinato a sottrarre indebitamente alla società pubblica ingenti somme di denaro di cui illecitamente appropriarsi attraverso un giro di fatturazioni false; il mancato riversamento delle somme derivanti dall'attività di riscossione dei tributi e l'eventuale fallimento della società CEP avrà come ulteriore conseguenza il dissesto di molti dei Comuni soci, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati e quali azioni vogliano intraprendere per impedire il dissesto dei Comuni soci. Atto n. 4-06625 BARBONI PAGANO GALLIANI AIMI RIZZOTTI Al Ministro della giustizia Premesso che: dalla relazione del presidente della Corte d'appello di L'Aquila sull'amministrazione della giustizia nel distretto di Teramo, presentata all'inaugurazione dell'anno giudiziario, emerge una situazione molto critica rispetto allo stato di salute del distretto; il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Teramo ha proclamato, lo scorso 25 gennaio 2022, lo stato di agitazione dell'avvocatura teramana insieme alla camera penale "Giuseppe Lettieri", alla camera civile, e a tutti gli avvocati del foro di Teramo, a causa delle ormai lunghe ed irrisolte criticità che non consentono il regolare svolgimento dell'attività giudiziaria; per come sostenuto dal COA, presso il tribunale di Teramo pendono i due terzi dell'arretrato dell'intero distretto, nonostante nell'ultimo anno vi sia stata una diminuzione del 16,1 per cento. Di fronte a tale scenario si registra il maggior tasso di turnover di magistrati in uscita, in parte anche a causa delle criticità operative dello stesso tribunale; non solo i procedimenti iscritti da più di 10 anni pendono in misura percentuale maggiore presso il tribunale di Teramo, ma le nuove iscrizioni, inferiori solo a quelle del tribunale di Pescara, sono di gran lunga superiori a quelle degli altri, come il caso dei tribunali di Chieti e L'Aquila, dove le nuove iscrizioni sono rispettivamente circa 1.400 all'anno, pari ai due terzi dei nuovi giudizi contenziosi iscritti, invece a Teramo sono circa 2.100 all'anno; nonostante la percentuale di smaltimento rispetto al carico di lavoro dei magistrati in servizio sia in percentuale tra le più alte del distretto, il " disposition time " del tribunale di Teramo, riguardo ai soli processi civili, è superiore ai 1.000 giorni, rispetto per esempio al tribunale di Chieti che si attesta sui 296 giorni o a quello di Pescara sui 368 giorni circa; il personale amministrativo, con riferimento al periodo 2019-2020, ha avuto un carico individuale di lavoro superiore al 24 per cento rispetto alla media distrettuale; presso il tribunale di Teramo, solo nell'anno in corso, verranno celebrati 7 processi in Corte d'assise, anche in assenza di una sezione penale, non ancora istituita a causa dell'attuale dotazione organica che non lo consentirebbe, anche se a piena copertura; risulta che siano state presentate diverse domande di trasferimento di magistrati nel settore sia civile che penale, con conseguente aggravio della scopertura organica, provocando una mobilità in uscita dagli effetti devastanti; sia il consiglio giudiziario che il CSM avevano proposto di aumentare la pianta organica dei magistrati a Teramo di due unità, con conseguente ed automatica istituzione della sezione penale e del relativo presidente, con un'accelerazione dell' iter dei processi penali. Attualmente invece sono stati assegnati 9 nuovi cancellieri, di cui sei in tribunale e 3 in procura, e solo un nuovo magistrato; per le strutture del tribunale, inadeguate a celebrare processi con numeri rilevanti delle parti in periodo pandemico, è stato necessario stipulare una convenzione con l'università per l'utilizzo di aule più capienti dove svolgere le udienze, pena il blocco dell'attività giudiziaria, nonostante il Ministero della giustizia avesse garantito la consegna dei lavori di ristrutturazione per novembre 2021, si chiede di sapere: quali tempestive azioni abbia deciso di intraprendere il Ministro in indirizzo, in merito alla particolare e grave situazione del Tribunale di Teramo, anche a seguito dell'incontro e degli impegni assunti il 6 maggio 2021 con il consiglio dell'ordine degli avvocati di Teramo, alla presenza dei capi dipartimento; come intenda rispondere alle legittime richieste del COA di Teramo sulla revisione efficiente della pianta organica, sull'eliminazione delle scoperture e sull'adeguamento delle strutture edilizie, interventi fondamentali per consentire da un lato la difesa dei diritti e la tutela degli assistiti e dall'altro garantire a tutti gli operatori di esercitare il proprio lavoro in condizioni di dignità e decoro professionale. Atto n. 4-06626 NANNICINI Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: il giudizio sanzionatorio è stato introdotto dall'allegato 1 del decreto legislativo n. 174 del 2016, ed è disciplinato dagli artt. 133 e seguenti del codice di giustizia contabile; "ferma restando la responsabilità di cui all'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modificazioni", il disposto dell'art. 133, comma 1, del codice limita espressamente l'applicazione di questo rito speciale ai soli casi in cui "la legge prevede che la Corte dei conti commini, ai responsabili della violazione di specifiche disposizioni normative, una sanzione pecuniaria stabilita tra un minimo ed un massimo edittale"; l'articolo 248, comma 5, del decreto legislativo n. 267 del 2000 (testo unico degli enti locali) prevede due trattamenti sanzionatori (uno di natura pecuniaria ed un altro di tipo personale), da comminare agli amministratori degli enti locali che la Corte dei conti abbia riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito con condotte dolose o gravemente colpose, sia omissive sia commissive, al verificarsi del dissesto finanziario; tra i giudizi introdotti con il rito sanzionatorio dinanzi alle sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti nei confronti di sindaci ed amministratori che hanno svolto mandato negli enti locali in cui è stato dichiarato il dissesto, nell'anno 2021, vi rientra anche il giudizio pendente dinanzi alla sezione regionale Umbria nei confronti di alcuni amministratori del Comune di Terni che hanno svolto il loro mandato nel periodo della dichiarazione di dissesto dell'ente, per i quali, attraverso questo rito, è stato richiesto l'accertamento della responsabilità amministrativa e l'applicazione delle sanzioni pecuniarie e di status , si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei giudizi sanzionatori nei confronti di amministratori comunali di Terni; se, nell'ambito delle rispettive competenze e con riguardo all'uniforme applicazione della materia della contabilità pubblica, non ritengano di evidenziare come l'azione di accertamento della responsabilità amministrativa debba essere esercitata, in conformità al principio previsto dall'art. 117 della Costituzione, ai sensi della legge n. 20 del 1994, articolo 1, e così informato ai principi di garanzia previsti nell'allegato 1 del decreto legislativo n. 174 del 2016; se non ritengano che possano esserci conseguenze non conformi alle garanzie ordinamentali nella comminatoria di sanzioni personali, che comprimono i diritti fondamentali (sociali e politici) della persona, senza la celebrazione di un ordinario giudizio di responsabilità amministrativa; quali siano le difficoltà e le criticità applicative per gli enti coinvolti, in base alle diverse competenze e funzioni, nell'esecuzione delle sanzioni personali all'esito dei giudizi introdotti ai sensi degli artt. 133 e seguenti del codice di giustizia contabile. Atto n. 4-06627 ROJC Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nello scorso mese di gennaio 2022 vi è stato il dimezzamento delle forniture di gas naturale all'Italia e ad altri Paesi europei da parte della Russia; dallo scorso 2 febbraio, la Russia ha altresì vietato l'esportazione dei concimi azotati, come il fosfato di ammonio; si tratta del concime utilizzato per la fertilizzazione dei campi del Friuli-Venezia Giulia e anche della pianura Padana; la Russia è da anni leader mondiale di questa categoria merceologica; è del tutto evidente che, in un tempo anche breve, il mancato utilizzo del concime potrebbe provocare all'agricoltura delle aree interessate gravi danni e ingenti perdite economiche relativi alla difficoltà di ottenere raccolti di qualità; basti considerare che a breve avrà inizio la "ripresa vegetativa", ovvero quel periodo cruciale per la produzione di grano e frumento, durante la quale è fondamentale l'utilizzo dei concimi azotati: concimi le cui scorte si stanno progressivamente esaurendo, proprio a causa della restrizione alle esportazioni decisa dalla Russia; a causa di ciò, vi è stato anche un immediato aumento del costo dei concimi azotati; il presidente della Coldiretti di Pordenone, Matteo Zolin, in un'intervista rilasciata al quotidiano "Il Gazzettino" lo scorso 19 febbraio, ha dichiarato che "siamo già di fronte a prezzi praticamente triplicati rispetto all'anno scorso. L'urea, ad esempio, che è il concime più utilizzato per le campagne del Fvg, veniva pagato fino a poco tempo fa 30 euro al quintale. Oggi siamo a 90 euro. Tre volte tanto"; per aggirare il divieto russo di esportazione, si conta adesso su Paesi che non sono stati colpiti da tale misura, come ad esempio la Turchia, ma è evidente che anche solo che un anello in più nella catena di approvvigionamento fa impennare i costi; per sollevare l'attenzione su questa preoccupante situazione, la Coldiretti nazionale ha già avviato una mobilitazione generale e quella del Friuli-Venezia Giulia ha anche deciso di scendere in piazza nei prossimi giorni; considerato che il comparto agricolo risulta già pesantemente colpito dagli aumenti del costo del carburante e la situazione legata al blocco russo alla vendita all'estero dei fertilizzanti può determinare, quasi inevitabilmente, un aumento del prezzo dei cereali con evidente ripercussione sul costo di pane e pasta, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di consentire agli agricoltori di avere accesso ai concimi azotati a prezzo di mercato, e non a prezzi triplicati a causa delle restrizioni imposte dalla Russia; quali urgenti iniziative di carattere diplomatico, concertate con gli altri Paesi membri della UE, intendano intraprendere così da garantire la fine della restrizione all'esportazione da parte della Russia; quali azioni a livello europeo intendano porre in essere al fine di garantire politiche europee adeguate ad evitare una pesante dipendenza da Paesi a rischio in particolare in settori strategici come quello agroalimentare, e assicurare la maggiore autonomia possibile all'Italia. Atto n. 4-06628 LANNUTTI ANGRISANI ABATE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta agli interroganti, il 20 dicembre 2021 il giornalista Andrea Cinquegrani, direttore del sito di inchiesta "La Voce delle Voci", correntista della Banca Popolare del Mediterraneo di Napoli, con sede unica in via Depretis, ha cercato di effettuare un prelievo al bancomat della filiale n. 11 del Monte dei Paschi di Siena di Napoli, in via Epomeo. L'impianto, però, non solo non ha effettuato l'operazione, ma non ha neppure restituito il bancomat a Cinquegrani. Il giornalista a quel punto si è rivolto al direttore dell'agenzia chiedendo la restituzione del bancomat . Il direttore ha fatto sapere che per le disposizioni bancarie avrebbe inviato il bancomat alla direzione generale di MPS e questa, poi, avrebbe provveduto a spedirlo alla banca del giornalista, assicurando peraltro che il tutto sarebbe avvenuto nel giro di due settimane, nonostante si fosse in periodo natalizio. Trascorsi i giorni, il giornalista ha contattato la sua banca, ma della tessera bancomat nessuna traccia. A questo punto ha chiesto alla Popolare del Mediterraneo se fosse possibile annullare quel bancomat , disattivandolo, e averne uno nuovo. Operazione di routine , ma non per l'istituto in quel periodo, visto che da alcuni mesi (hanno fatto sapere al giornalista) non disporrebbero di carte bancomat . Tornato alla carica con il Monte Paschi ai primi di febbraio 2022, il giornalista si è nuovamente presentato al direttore della filiale MPS di via Epomeo, chiedendo il motivo di un simile macroscopico e ingiustificato ritardo, il quale ha risposto che del bancomat non vi era alcuna traccia. Vista l'urgenza di risolvere il problema, avendo perso il "diritto" ad avere il bancomat e ad accedere a al proprio conto corrente (ma anche perché stava per entrare in vigore la nuova normativa in materia di green pass che di fatto gli avrebbe poi impedito di accedere liberamente in banca), il giornalista a quel punto ha chiesto la cortesia di fornirgli la "PEC" dell'agenzia per poter comunicare in futuro e avere notizie. In filiale gli sarebbe stato risposto che loro usano solo email ordinarie e, a dimostrazione della loro massima disponibilità, all'interessato è stato detto di fornire un indirizzo mail "così adesso davanti a lei, in tempo reale, le mando una mail vuota, così se la ritrova appena va a casa". Rientrato a casa, il giornalista ha aperto la posta elettronica e non ha trovato alcuna email inviata da MPS. Oltre ai danni, adesso anche la beffa. A quel punto Cinquegrani ha deciso di denunciare l'accaduto all'Adusbef, l'associazione di tutela dei consumatori specializzata nel settore finanziario, bancario, assicurativo, postale e delle telecomunicazioni; considerato inoltre che il direttore de "La Voce delle Voci" ha più volte scritto delle vicende riguardanti il Monte dei Paschi di Siena, sia sul fronte delle disinvolte operazioni che hanno costretto lo Stato a finanziare in modo massiccio da anni la banca più antica del mondo, nata vent'anni prima dell'approdo di Colombo nelle Americhe, per evitarne il crac (puntando i riflettori sulla famigerata acquisizione di Antonveneta), sia per quanto concerne David Rossi, il responsabile comunicazioni MPS "volato" dal quarto piano di palazzo Salimbeni ("La Voce delle Voci" ha sempre scritto di "omicidio" e contestato quelle che ad avviso degli interroganti sono state due incredibili archiviazioni della magistratura), si chiede di sapere: se risulti prassi quanto accaduto al direttore della testata menzionata, ovvero se sia da considerarsi normale procedura la mancata restituzione di un bancomat a distanza di ben oltre un mese, di cui peraltro sembra essersi persa ogni traccia; quali misure urgenti il Ministro in indirizzo intenda attivare, nell'ambito della propria specifica competenza, per impedire che tali situazioni incresciose possano ripetersi, considerando che, oltre a creare forte disagio ai correntisti (peraltro obbligati da norme sempre più stringenti a utilizzare le carte di debito per ridurre la circolazione di contante), viene loro impedito di accedere al proprio sudato risparmio, bene garantito peraltro dalla Costituzione. Atto n. 4-06629 BRIZIARELLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della difesa, dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: il 10 giugno 2017 si sono svolte le procedure elettive per l'insediamento dei nuovi organi di governo dell'Aero Club d'Italia per il quadriennio 2017-2021. Le delibere assembleari con le designazioni sono state inviate prontamente ai Ministeri vigilanti per l'adozione dei provvedimenti di nomina, ai sensi dell'art. 21 dello statuto; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 gennaio 2018, registrato presso la Corte dei conti il 2 febbraio 2018, n. 222, è stato disposto il commissariamento straordinario dell'ente, ritenendo superato il limite dei tre mandati consecutivi conferibili al designato presidente architetto Giuseppe Leoni, con la conseguente nomina a commissario straordinario del professor avvocato Pierluigi Matera, per la durata di un anno, con il compito di provvedere alle elezioni dei nuovi organi dell'ente; con decreti ministeriali n. 287 e n. 288 del 23 luglio 2020 è stata disposta la nomina rispettivamente di tre consiglieri federali e la nomina del presidente della commissione sportiva centrale aeronautica, consigliere federale di diritto (Reg. AeCI prot. 32250 del 6 agosto 2020) anche loro fino alla scadenza originaria del 2021; in ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato, sezione V, n. 8693/20219, che ha sancito l'infondatezza della mancata ratifica della nomina del presidente Leoni, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020 registrato presso la Corte dei conti il 15 luglio 2020, n. 1602 (Reg. AeCI prot. 16652 del 29 luglio 2020) è stata disposta la nomina dello stesso Leoni a presidente dell'ente fino alla scadenza originaria del 2021; in data 26 giugno 2021, si sono svolte le elezioni degli organi sociali dell'Aero Club d'Italia per il quadriennio 2021-2025 con la nomina di Giuseppe Leoni a presidente e di tre consiglieri federali: Guido Guidi, Eva Montori e Giorgio Porta. Gli esiti di tale procedura sono stati trasmessi ai Ministeri vigilanti con nota prot n. 20010 del 1° luglio 2021, ma ad oggi non è pervenuto riscontro alcuno e ciò sta comportando il blocco della governance dell'ente con gravissime ripercussioni su tutta l'attività; infatti a seguito del decreto ministeriale n. 503 del 7 dicembre 2021 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 24 dicembre 2021 con il quale è stato approvato il nuovo allegato alla legge 25 marzo 1985, n. 106, recante "Caratteristiche degli apparecchi per il volo da diporto e sportivo", risulta urgente revisionare le procedure conseguenti all'intervenuto mutamento della normativa tecnica del settore aeronautico di riferimento. Le nuove norme prevedono l'innalzamento del peso a 600 chilogrammi degli ultraleggeri (e 650 chilogrammi per gli anfibi), un'importante innovazione che recepisce quanto richiesto attraverso un ordine del giorno, a prima firma dell'interrogante, accolto in Senato il 27 ottobre 2020 all'interno della legge di delegazione europea 2019-2020 che impegnava il Governo a valutare l'opportunità, in sede di attuazione del regolamento (UE) 2018/1139, di adottare ogni iniziativa per favorire lo sviluppo dell'industria del volo turistico in Italia. Purtroppo l'assenza degli organi di vertice, non consentendo di dare piena attuazione all'innovata regolamentazione, sta determinando gravi danni non solo all'utenza, bensì all'intero comparto industriale aeronautico, già in grande sofferenza per la grave crisi economica causata dall'emergenza sanitaria in atto; inoltre, non essendo stato possibile adottare il calendario sportivo nazionale 2022, l'intera attività sportiva agonistica risulta ad oggi ferma. Tutti i corsi di aggiornamento e ogni altra attività sono bloccati con grave pericolo anche per la sicurezza del volo; l'Aero Club d'Italia pianifica inoltre le manifestazioni aeronautiche che vedono protagoniste le frecce tricolori dell'Aeronautica militare, esibizioni che richiamano ogni volta migliaia e migliaia di visitatori. Ebbene anche questa prestigiosa attività non si è potuta compiere con grave danno per l'intera comunità; ad oggi non c'è stata nessuna soluzione a quest' impasse gestionale, malgrado le numerose sollecitazioni provenienti dall'Aero Club Italiano, dalle istituzioni, dal comparto aeronautico e sportivo, si chiede di sapere se si intenda adottare, con la massima sollecitudine, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di nomina del presidente e degli altri componenti del consiglio federale dell'Aero Club d'Italia o, in caso contrario, quali siano i gravi motivi che impediscono la ratifica delle suddette nomine e, senza indugiare nel colpevole ritardo, se si intenda effettuare gli approfondimenti dovuti per consentire all'Aero Club Italia di operare nel pieno delle sue funzioni per il bene dell'ente stesso, di tutto il movimento tecnico-sportivo del volo e in generale del Paese. Atto n. 4-06630 BONINO MASINI RICHETTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Vista la sentenza pronunciata il 16 febbraio 2022 dalla Corte di giustizia dell'Unione europea in riunione plenaria (presidente Koen Lenaerts) relativa al ricorso C-156/21 presentato dalla Repubblica d'Ungheria avverso il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio; vista la sentenza pronunciata il 16 febbraio 2022 dalla Corte di giustizia dell'Unione europea in riunione plenaria (presidente Koen Lenaerts) relativa al ricorso C-157/21 presentato dalla Repubblica di Polonia avverso lo stesso regolamento; vista la decisione del presidente della Corte, in data 25 giugno 2021, di autorizzare ad intervenire "a sostegno delle conclusioni del Parlamento e del Consiglio", il Regno del Belgio, il Regno di Danimarca, la Repubblica federale di Germania, l'Irlanda, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, il Granducato di Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica di Finlandia, il Regno di Svezia e la Commissione; considerato che il regolamento 2020/2092 condiziona la concessione dei sostegni dell'Unione europea, definiti nel piano di ripresa e resilienza, al rispetto dello Stato di diritto nei Paesi membri; ricordato che la legge n. 234 del 2012 descrive il processo di valutazione del contenzioso in sede europea e attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro per gli affari europei, di concerto con altri Ministri eventualmente interessati, il potere di decisione sull'intervento dell'Italia nei ricorsi davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea; sottolineato il fatto che il regolamento 2020/2092 mira alla difesa degli interessi finanziari dell'Unione europea e dei cittadini contribuenti; constatato che non risulta che la Repubblica italiana abbia inoltrato richiesta di partecipare alle cause C- 156/21 e C-157/21 intentate dalle Repubbliche di Polonia ed Ungheria e chiuse con il citato pronunciamento della Corte di giustizia che ha respinto i ricorsi, si chiede di sapere: quali siano le ragioni per cui il Governo italiano non abbia sostenuto, insieme ad altri Paesi dell'Unione, compresi tutti gli altri cinque "fondatori" e alla Commissione, la posizione del Parlamento europeo e del Consiglio omettendo di autorizzare l'Avvocatura dello Stato a stare in giudizio presso la Corte di giustizia europea nelle cause citate; in particolare, se il Governo nutra riserve, sinora mai pubblicamente espresse, sul regolamento 2020/2092 approvato il 16 dicembre 2020 dal Parlamento europeo e dal Consiglio, sulla cui validità si è espressa in modo inequivocabile la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Atto n. 4-06631 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il 31 gennaio 2022 è stato arrestato l'ex responsabile della direzione Acquisti, Trasporti, Logistica e Servizi Operativi della RAI, Gianluca Ronchetti, con le accuse di turbativa d'asta e corruzione insieme agli imprenditori milanesi Giorgio e Andrea Gnoli, ex amministratori della AGEAS, impresa consortile Lombarda S.r.l. I fratelli Gnoli, attraverso la società AGEAS (adesso non più riconducibile a loro), avrebbero ottenuto affidamenti diretti nel settore dei servizi di facchinaggio e manovalanza per gli allestimenti scenici in vari centri di produzione RAI. Tra gli altri anche quelli relativi alla produzione di Sanremo Young 2018. Secondo il nucleo economico-finanziario della Guardia di finanza di Roma, ci sono stati centonovanta affidamenti diretti ritenuti sospetti. Si tratta di lavori commissionati dalla RAI tra il 2014 e il 2019. Tutti sotto la soglia di quarantamila euro, oltre la quale sarebbe stato necessario bandire una gara d'appalto. In cambio dell'affidamento degli appalti, il dirigente RAI avrebbe ottenuto, secondo i PM, mazzette, cene, Rolex e altre utilità. Per un totale di circa centosessantamila euro, una cifra che è stata sequestrata a Ronchetti. Si tratterebbe del prezzo della corruzione, finanziato con fondi neri creati attraverso false fatturazioni infra gruppo e guadagni fittizi; nel periodo delle indagini, finito nel mirino degli investigatori, il capo di Ronchetti era Felice Ventura. Questi a marzo 2015 (si legge sul sito della RAI) rivestiva il ruolo di direttore della direzione Acquisti. Ruolo che ha ricoperto fino al 2019, quando è stato nominato direttore della direzione Risorse umane e organizzazione. Sebbene Ventura non abbia nulla a che fare con le indagini in corso, come capo di Ronchetti il sospetto che non abbia vigilato come dovuto c'è; considerato che nel maggio 2019 Monica Caccavelli è stata nominata capo della direzione Acquisti, al posto di Ventura, nell'ambito della direzione generale corporate a cui si è aggiunto nel giugno 2019 la nomina di responsabile dell'Anagrafe per la stazione appaltante (RASA) della RAI. Da giugno 2020 ella è stata anche nominata consigliere di amministrazione di RAI Pubblicità, inoltre, a quanto risulta al giornale "La Notizia", Caccavelli sarebbe stata rimossa dalla direzione Acquisti; gli interroganti si chiedono come si spieghi che Felice Ventura coinvolto, anche se indirettamente, in una vicenda di corruzione interna all'azienda sia stato promosso mentre Monica Caccavelli, non coinvolta in nessuna vicenda venga di contro rimossa; del pari andrebbe spiegato perché la Rai si sia molto preoccupata circa l'eventuale acquisto di un video da parte della trasmissione "Report" (circostanza già chiarita dallo stesso responsabile della trasmissione, Sigfrido Ranucci), mentre non ha prestato quasi nessuna attenzione a un'inchiesta per ipotesi di corruzione di tale portata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa vicenda e se disponga di informazioni atte a spiegare il comportamento dell'azienda. Atto n. 4-06632 D'ALFONSO LAUS PITTELLA GRIMANI Al Ministro dell'istruzione Premesso che a quanto risulta agli interroganti: in data 5 ottobre 2021 sono iniziati i lavori di abbattimento dell'intero complesso del liceo "G. Marconi" di Pescara, a cui ha fatto seguito, in una cornice che ha visto contrapposti Amministrazione provinciale e comunità scolastica, una segnalazione ad ANAC, acquisita al prot. n. 57520 del 23 luglio 2021; nella suddetta segnalazione si contestava la legittimità, l'adeguatezza e l'opportunità degli atti intrapresi dalla Provincia di Pescara nei confronti del liceo Marconi, in merito alla decisione di adottare una variazione del progetto preliminare da adeguamento dell'esistente a demolizione e ricostruzione di un nuovo edificio; il progetto preliminare di adeguamento sismico, antincendio e impiantistico del liceo, finanziato nel 2018 dalla Regione Abruzzo con 7,8 milioni di euro, in conseguenza di una variazione approvata in 19 giorni dalla Provincia di Pescara, ha subito una lievitazione dei costi pari a 15,2 milioni di euro, con un nulla osta regionale arrivato tardivamente e valido solo per la prima parte dei lavori; i lavori di demolizione finanziati consentiranno a soli 1.000 studenti dei 1.500 tuttora iscritti nel liceo di poter rientrare nelle loro aule. Per i restanti 500 non esiste né finanziamento, né tempi certi di ritorno a scuola; considerato che: l'ANAC in data 21 dicembre 2021 (Fasc. Anac n. 3498/2021) ha deliberato, in maniera molto netta, anche a seguito di un esposto-denuncia da parte di alcuni docenti, che la procedura presenta evidenti profili di anomalia e criticità con riferimento: al "ricorrere di profili di approssimazione nella fase programmatoria e di pianificazione degli interventi evidenziabili, oltre che in relazione alla inadeguatezza delle valutazioni condotte sulla tipologia di lavori necessari e comune fattibili"; "alla violazione del principio di immodificabilità dell'oggetto contrattuale, confermato dall'art. 106 del d.lgs. 50/2016 (Codice degli appalti pubblici)"; "alle approssimazioni inerenti alle procedure per l'approvazione degli atti progettuali relativi al progetto variato di sostituzione edilizia"; "all'intervenuta validazione del progetto definitivo, senza l'acquisizione dei pareri necessari alla definizione di tutti gli aspetti del progetto coerentemente con le previsioni di cui all'art. 26 del codice", si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti in premessa; quali iniziative di propria competenza intenda assumere, anche nell'interesse degli studenti del liceo "Marconi" di Pescara, per evitare che il cantiere si blocchi a causa delle improvvisazioni viziate, verificate nella procedura più volte forzata; se, alla luce di quanto deliberato da ANAC, non sia necessario attivare, per quanto di competenza, le procedure per verificare l'idoneità degli incarichi dei dirigenti delle amministrazioni coinvolte; quali misure, di propria competenza, intenda adottare affinché si appongano correttivi normativi in grado di evitare il ripetersi di fatti simili e affinché si possano reperire fondi necessari alla locazione delle sedi per il prossimo anno scolastico e al completamento del nuovo liceo "Marconi" di Pescara. Atto n. 4-06633 LANNUTTI BOTTO Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: la società Rete ferroviaria italiana (RFI), insieme al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, alla Regione Abruzzo e alla Regione Lazio, ha presentato il progetto per la realizzazione di uno nuovo tracciato ferroviario da Roma e Pescara. Si tratta di oltre centosessanta chilometri di nuova ferrovia, che passerà per Sulmona e Avezzano. Verrà raddoppiata la linea, sono previste nuove gallerie per un totale di cinquantatré chilometri e un incremento della velocità dei treni fino a punte di centosettanta chilometri orari. Secondo le previsioni, il tempo di percorrenza da Roma a Pescara scenderà a due ore e quaranta minuti, quella da Roma ad Avezzano a cinquanta minuti, quello da Pescara a Sulmona a cinquanta minuti; il tempo di realizzazione previsto è di sette anni, più altri cinque per la progettazione, l' iter realizzativo e la gara d'appalto; il costo totale previsto è di 6 miliardi e 564 milioni di euro, finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza; considerato che il tracciato previsto nel progetto di pre-fattibilità della ferrovia Roma-Pescara prevede due gallerie, lunghe rispettivamente 9,8 chilometri e 1,4 chilometri, da Scafa a Pratola Peligna, all'interno del massiccio del Monte Morrone. Costo complessivo di 930 milioni di euro; inoltre, a quanto risulta agli interroganti: il traforo interessa completamente le sorgenti del Giardino, col rischio che, in presenza di drenaggi, le stesse possano addirittura seccarsi. Il nuovo tracciato, infatti, andrebbe a intercettare trasversalmente il flusso della grande falda idrica del monte Morrone; le falde del Giardino, con acque oligominerali di eccezionale qualità chimico-fisica, sono captate fin dal 1958 a uso potabile e distribuite tramite il principale acquedotto d'Abruzzo. Alimentano i rubinetti di tutti i centri abitati della Valle del Pescara, inclusi i capoluoghi Chieti e Pescara e con le interconnessioni acquedottistiche, i sessantaquattro Comuni dell'Ambito Ottimale gestito dall'ACA. Vengono immessi in rete 88.000.000 di metri cubi all'anno a beneficio non solo di tutti i comuni della provincia di Pescara, ma anche di popolosi comuni della costa (Francavilla a Mare), dell'interno (Bucchianico) e parte di quella di Teramo (Silvi e Atri). La popolazione residente, che utilizza l'acqua del Morrone, è di circa 450.000 abitanti, con punte di oltre 650.000 nei periodi estivi; la necessità di drenare l'acqua, svuotando la montagna per le gallerie, mette a rischio di scomparsa completa o parziale di gran parte delle trentasette sorgenti censite alimentate dalla stessa falda, la scomparsa degli habitat con la loro biodiversità nelle pregevoli zone umide della Valle Peligna all'interno del Parco nazionale della Majella-Morrone. Scontata pure la diminuzione, a tratti drastica, delle portate idriche fluviali dei fiumi Sagittario, Vella, Pescara. L'esperienza del Gran Sasso ha mostrato inoltre come neppure le acque drenate ed eventualmente recuperate a uso potabile dalle gallerie siano immuni da impatti perché soggette a episodi d'inquinamento; per comprendere la gravità dei rischi, si ricorda che nella tratta Firenze-Bologna, a causa dei tunnel ferroviari, il Mugello è divenuto una terra devastata per lo sconvolgimento dell'intero equilibrio idrogeologico del territorio. La diminuzione dell'acqua ha comportato ricadute pesanti sull'ecosistema montano, influendo negativamente sulla flora e sulla fauna, anche in aree a tutela naturalistica; ha costretto aziende agro-zootecniche a chiudere i battenti. Le gallerie principali del TAV hanno svuotato la montagna e provocato scomparse di sorgenti, pozzi e torrenti. Diversi corsi d'acqua sono stati dichiarati biologicamente morti, a causa della perdita totale del deflusso estivo. La falda si è abbassata di almeno duecento metri e grandissimi volumi di acqua sono andati perduti per sempre. È cambiato persino il percorso sotterraneo; infine, a quanto risulta agli interroganti il progetto di pre-fattibilità esclude dal collegamento ferroviario prossimale i comuni di Tocco da Casauria, Bussi sul Tirino e di Popoli, per l'abbandono dell'attuale linea ferroviaria, coi loro centri limitrofi. Per i cittadini di quest'area è una disincentivazione all'utilizzo del treno e la preclusione futura all'utilizzo del sedime ferroviario in funzione integrativa metropolitana per contenere il trasporto privato e le emissioni clima alteranti. È un incentivo all'abbandono delle aree interne, per carenza di servizi, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questa vicenda; se intendano coinvolgere nel processo decisionale del nuovo percorso ferroviario anche le popolazioni locali, la cui vita verrà certamente stravolta dall'opera; se il Ministro della transizione ecologica intenda valutare con più attenzione l'impatto ambientale che quest'opera avrà su quelle aree geografiche; se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non intenda proporre, alla luce dei fatti elencati, un percorso ferroviario alternativo. Atto n. 4-06634 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: dal sito di Trenitalia non è più possibile prenotare dal 1° aprile 2022 il treno Frecciarossa delle ore 5,15 che collega Salerno a Roma; già in passato questo collegamento era sparito per poi essere ripristinato in seguito ad atti parlamentari e proteste dei pendolari; tale collegamento è assolutamente indispensabile per i lavoratori che già conducono una vita di sacrifici per tenere insieme lavoro e famiglia; il successivo collegamento da Salerno per Roma delle ore 5,50 non consente ai pendolari di poter essere al proprio posto di lavoro per le ore 8, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative intenda intraprendere per garantire il diritto alla mobilità dei pendolari salernitani. Atto n. 4-06635 LANNUTTI BOTTO Al Ministro della difesa Premesso che a quanto risulta agli interroganti: l'8 febbraio 2022, un operaio che si trovava in bicicletta è stato multato nei pressi di Torino perché non indossava la mascherina, una volta sceso dalla sella per un controllo. Il verbale redatto dai carabinieri e consegnato all'operaio riporta infatti: "Dopo essersi fermato in bicicletta non indossava la mascherina". La multa prevede il pagamento di 280 euro subito o 400 euro dopo cinque giorni; l'uomo ha ricostruito quanto accaduto ai giornalisti, definendo la multa "un'ingiustizia". E sostiene di aver pagato subito la multa, perché il rischio era quello di dover pagare di più, ovvero 400 euro, una cifra spropositata per le sue possibilità economiche, visto che il suo stipendio è di appena 600 euro al mese. Prima di essere stato fermato, il ventenne ha raccontato di essere stato quasi colpito dalla portiera aperta all'improvviso, senza guardare, da uno dei militari e per questo di aver vacillato con la bicicletta. Di getto, il giovane avrebbe poi detto, rivolto al carabiniere, "se non era abituato a guardare prima di scendere"; a qual punto, l'auto dei carabinieri lo avrebbe seguito fino al semaforo e a quel punto i carabinieri gli avrebbero chiesto di scendere e di mostrare i documenti. È in questo frangente che è scattata la multa, dato che il giovane non aveva con sé una mascherina da indossare, in quanto l'aveva dimenticata uscendo di casa, ma, ha raccontato l'operaio, sapeva di averne comunque al lavoro, dove la indossa tutto il giorno. A quel punto un passante avrebbe cercato di aiutare il giovane offrendogli una mascherina, ma non è stato sufficiente a evitare la multa; considerato che i militari hanno raccontato che dopo l'apertura incauta dello sportello gli insulti dell'operaio erano stati più coloriti, evidenziando come la multa sia stata inflitta come parte di un normale controllo per verificare il rispetto delle norme anti COVID, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa; se ravvisi nell'azione dei carabinieri una "rivalsa" e, quindi, un eventuale abuso di potere nei confronti dell'operaio, multato per non aver indossato la mascherina, dopo che, come loro stessi hanno raccontato, gli stessi militari sono stati oggetto di "insulti coloriti" da parte del giovane, insulti che però non hanno prodotto una denuncia per offese a un pubblico ufficiale, ma spinto i militari a inseguire il giovane fino al semaforo, dopo gli epiteti. Atto n. 4-06636 SANTANGELO LANZI PAVANELLI TRENTACOSTE ROMANO VANIN Al Ministro della difesa Premesso che: da articoli di stampa risalenti a inizio febbraio 2022, si è appreso dell'inizio dei lavori di costruzione di due nuovi sistemi radar che saranno integrati nella Rete Radar Costiera della Marina militare nei siti di Favignana (Trapani) e Portopalo di Capo Passero (Siracusa); con riferimento alla fase progettuale di tali interventi, è noto che il 21 settembre 2021 l'Ufficio generale del Centro di responsabilità amministrativa della Marina militare pubblicava l'esito della gara di "acquisizione di due sistemi radar trasportabili da integrare nella Rete Radar Costiera (RCC) della Marina Militare"; i nuovi impianti saranno realizzati dalla GEM Elettronica S.r.l., società leader nella produzione di apparati radar e sensori navali, controllata per il 30 per cento dall' holding del complesso militare-industriale Leonardo S.p.A. (ex Finmeccanica). Il valore del contratto sottoscritto dalla Marina militare è di 2.266.580 euro (IVA esclusa) e l'appalto è connesso ad un programma finanziato dal Fondo Sicurezza Interna UE 2014-2020; risulta agli interroganti che l'appalto sia stato affidato a GEM Elettronica senza previa pubblicazione dell'avviso di indizione di gara nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea in quanto, secondo la Marina militare, "i lavori, le forniture o i servizi possono essere forniti unicamente da un determinato operatore economico perché la concorrenza è assente per motivi tecnici"; secondo il Ministero dell'interno, cui è affidata la gestione del Fondo Sicurezza UE, i sistemi radar implementati nelle sedi di Favignana e Capo Passero garantiranno la continuità dell'attività di sorveglianza 24 ore su 24, 7 giorni su 7; con riferimento alle informazioni tecniche rese note, la dimensione esterna del nuovo sistema radar costiero sarà di 2.991 mm (lunghezza), 2.438 mm (larghezza) e 2.428 mm (altezza), mentre la sua funzione sarà quella di assicurare la scoperta e la sorveglianza marittima continuativa, l'identificazione e il tracciamento navale. Dalla scheda tecnica predisposta per i nuovi impianti di Favignana e Portopalo emerge che la portata radar strumentale non sarà inferiore a 90 NM (miglia nautiche), "con distanza minima di rilevazione bersagli dall'antenna uguale/inferiore a 50 mt. e discriminazione tra bersagli uguale/inferiore a 50 mt". All'impianto sarà aggregato un gruppo generatore (220V/50Hz 6Kw) carrellabile a benzina/ diesel quale alimentazione di backup in caso di avaria alla rete dello shelter principale. È previsto inoltre un impianto di connessione telefonica e internet e un modem esterno di almeno 4G e un sistema di climatizzazione "in grado di assicurare, con tensione di alimentazione 220V/50Hz, a fronte di una temperatura esterna da - 5°C a + 43°C, una temperatura interna da + 18°C a + 24°C". A questo si aggiunga una dimensione esterna di 2.991 mm (lunghezza), 2.438 mm (larghezza) e 2.428 mm (altezza). Nessun'altra informazione viene fornita sulle emissioni elettromagnetiche delle antenne; dalla precisa descrizione tecnica ed estetica dello shelter sembra emergere un forte impatto visivo e sonoro; secondo il cronogramma predisposto dalla Marina militare i due sistemi dovranno essere sottoposti a collaudo improrogabilmente entro il 31 maggio 2022 per divenire pienamente operativi entro il 30 giugno; rilevato che: secondo quanto risulta agli interroganti, le amministrazioni dei due comuni investiti del descritto programma di installazione degli impianti radar non hanno ricevuto formale avviso in merito all'avvio della procedura; la rilevanza strategico-militare degli impianti, le caratteristiche tecniche e le potenziali emissioni hanno generato forte allarme e preoccupazione tra cittadini e associazioni. Il timore diffuso è che la realizzazione degli impianti possa mettere a rischio due territori di straordinaria bellezza naturale e paesaggistica, la cui economia si basa prevalentemente sul turismo durante la stagione estiva; con particolare riferimento all'impianto di Favignana, recentemente è stata richiesta dall'amministrazione comunale un'immediata sospensione dei lavori in attesa di un confronto pubblico sugli effetti delle emissioni; un'analoga richiesta è stata effettuata dal sindaco di Portopalo con riferimento all'impianto ivi programmato, ricevendo accoglimento, si chiede di sapere: per quale motivo la realizzazione degli impianti sia stata avviata senza dare preventivo avviso alle amministrazioni coinvolte, nonché alla cittadinanza, visto il potenziale forte impatto ambientale e sociale di tali infrastrutture militari; in base a quale interesse strategico sia stata individuato l'ambito territoriale di Favignana, area marina protetta, la cui economia si basa prevalentemente sui settori primario e terziario; se siano stati attentamente valutati i concreti rischi per l'ecosistema e per la salute umana derivanti dalla realizzazione dei suddetti impianti; se il Ministro in indirizzo non ritenga di sospendere immediatamente l' iter per la costruzione almeno fintanto che non saranno resi noti dati certi sulle radiazioni emesse e sui possibili danni consequenziali. Atto n. 4-06637 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: nel territorio di Anzio (Roma) risultano fortemente radicate associazioni di tipo mafioso che portarono, alla luce di gravi episodi intimidatori ai danni di amministratori e politici locali tra il 2012 e il 2016, nonché di alcune inchieste riguardanti esponenti politici locali, alla presentazione di diverse interrogazioni che chiedevano al Ministro dell'interno pro tempore di valutare la nomina di una commissione di accesso in seno al Comune di Anzio per verificare l'esistenza di eventuali presupposti dell'applicazione degli art. 141 e 143 del testo unico degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000; un'ulteriore interrogazione è stata presentata, da parte dell'interrogante, in seguito alla relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere del 7 febbraio 2018, ove si leggeva: "Alla luce del quadro d'insieme dei documenti e degli elementi di informazione acquisiti dalla Commissione nel corso dei lavori, nonché dalle risultanze del processo 'Mala Suerte', e dell'inchiesta 'Evergreen', appare pertanto auspicabile svolgere quanto prima una nuova valutazione, complessiva e approfondita, della situazione della legalità nel comune di Anzio, al fine di verificare compiutamente la sussistenza degli elementi di legge per nominare una commissione d'accesso in seno al comune, ai sensi dell'articolo 143 del TUEL"; inoltre, nel maggio 2018 veniva distrutta da un incendio la "Smart" della dirigente del commissariato di Polizia di Anzio e Nettuno, il vicequestore Adele Picariello. Pochi mesi dopo viene intercettata una missiva con un proiettile e un messaggio: "stai zitta". La missiva era indirizzata al segretario generale del Comune di Anzio pro tempore Marina Inches. Un articolo pubblicato su "la Repubblica" del 24 aprile 2018 riportava le dichiarazioni del prefetto pro tempore Paola Basilone nel corso della presentazione del rapporto mafie nel Lazio: "Il mio grande rammarico è il non aver trovato elementi per inviare una commissione d'accesso nel comune di Anzio". Eppure, continua la giornalista, aveva dichiarato che gli elementi c'erano e che avrebbe "proceduto in fretta"; la questione della Commissione d'accesso per verificare l'esistenza di eventuali presupposti dell'applicazione degli art. 141 e 143 del testo unico sugli enti locali era già stata posta in più di un'occasione, ma non aveva mai trovato un impegno efficace da parte delle istituzioni; da sottolineare anche alcune dichiarazioni del 2020 del sindaco di Anzio, Candido De Angelis, che nel corso di una trasmissione televisiva locale rispondeva: "Publio Razza prima ha detto una cosa, io ho sorvolato però non aveva torto perché il commissariamento era partito, la Angeli non aveva torto. Poi diciamo che le vie della politica sono infinite ... ". Una dichiarazione estremamente grave che faceva riferimento ad interferenze della politica nelle decisioni del prefetto di Roma; nelle ultime settimane la situazione è giunta ad un livello di gravità senza precedenti: una retata della DDA e dei carabinieri di Roma ha portato all'arresto di sessantacinque persone appartenenti a cosche di 'ndrangheta, tra cui anche due carabinieri. Ai soggetti sono contestati i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione aggravata e detenzione illegale di arma da fuoco, fittizia intestazione di beni e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti aggravato dal metodo mafioso; le indagini del PM Giovanni Musarò, per anni PM antimafia a Reggio Calabria, avrebbero dimostrato l'esistenza di un'articolazione operante sul territorio dei comuni di Anzio e Nettuno. Nell'ordinanza di custodia cautelare il GIP ha richiamato l'esistenza di due "associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti anche internazionale" con una "capacità di penetrazione nel tessuto economico e politico della zona di Anzio e Nettuno", che avrebbero solidi legami esistenti con alcuni esponenti delle forze dell'ordine e politici locali nonché con altri clan ; nelle intercettazioni si leggerebbe anche del sostegno elettorale offerto dal gruppo criminale 'ndranghetista al candidato, ora sindaco, durante la tornata per le elezioni amministrative del 2018, quando a vincere fu Candido De Angelis, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno valutare la possibilità di procedere allo scioglimento del Comune di Anzio per infiltrazioni mafiose. Atto n. 4-06638 IANNONE Ai Ministri della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: secondo l'attuale panorama normativo di settore (decreto legislativo n. 209 del 2003), il centro di raccolta di veicoli fuori uso risulta essere l'unico ente autorizzato al trattamento di un veicolo fuori uso ed a gestirne la procedura amministrativa; il veicolo che viene conferito ad un centro di raccolta di veicoli fuori uso acquisisce immediatamente lo " status " di rifiuto, in funzione della volontà estrinsecata dal suo ultimo detentore (art. 183, comma 1, lett. a) , del testo unico ambientale, di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, nonché art. 3, comma 1, lett. b) , del decreto legislativo n. 209 del 2003); gli obblighi del titolare del centro di raccolta di veicoli fuori uso consistono nell'identificare a mezzo di documento l'ultimo detentore conferente ed il veicolo da demolire, nel ritirare il certificato di proprietà, la carta di circolazione, la targa d'immatricolazione, caricarlo nei propri registi di carico e scarico ed entrata ed uscita veicoli, provvedere alla cancellazione dal PRA e rilasciare il certificato di rottamazione (art. 5 del decreto legislativo n. 209); il certificato di presa in carico libera l'ultimo detentore dalle responsabilità penale, civile, amministrativa connesse alla proprietà e alla corretta gestione del veicolo stesso (art. 5, comma 12); a questo punto, il titolare del centro raccolta di veicoli fuori uso, nell'ipotesi in cui la pratica di registrazione al PRA non andasse a buon fine (come per esempio l'esistenza di un fermo amministrativo sul veicolo), si trova in una circostanza giuridicamente contraddittoria, ovvero: da una parte, deve inevitabilmente trattarlo in tempi prescritti nella relativa autorizzazione, essendo un rifiuto pericoloso (difatti se superasse tale termine si configurerebbe il reato di discarica abusiva, ex art. 256, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006) e sempre secondo i principi generali del diritto ambientale, il veicolo fuori uso non può essere restituito all'ultimo detentore, in quanto non autorizzato a detenere un rifiuto pericoloso; d'altra parte, ancora, però, il demolitore non può trattare il veicolo fuori uso prima della cancellazione dal PRA, a pena di incorrere nella sanzione richiamata per violazione della disposizione ex art. 5, comma 9, del decreto legislativo n. 209 (trattamento prima della cancellazione dal PRA; tra l'altro, la sanzione è in funzione di ogni veicolo fuori uso trattato), si chiede di sapere come i Ministri in indirizzo intendano superare le incongruenze tra la norma ex art. 13, comma 4, del decreto legislativo n. 209 del 2003 con la disposizione normativa ex art. 256, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006 ossia il reato di discarica abusiva, visto che la prima previsione normativa al comma 4 prevede che "Chiunque viola le disposizioni dell'art. 5, commi 8, 9 10, 11, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro", mentre la seconda previsione normativa al comma 3 prevede che "Chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata è punito con la pena da sei mesi a due anni e con l'ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro. Si applica la pena dell'arresto da uno a tre anni e dell'ammenda da euro cinquemiladuecento a euro cinquantaduemila se la discarica è destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi". Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-03110 del senatore D'Arienzo ed altri, sull'estensione del contributo ai familiari del personale delle forze dell'ordine deceduto per coronavirus contratto in servizio al personale delle Polizie municipali; 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-03117 della senatrice Granato, su denunce presentate contro il Presidente del Consiglio dei ministri; 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-03116 del senatore Malan, sulle relazioni bilaterali tra Italia e Taiwan; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-03108 della senatrice Boldrini, sugli effetti collaterali di un farmaco utilizzato per curare l'alopecia androgenetica maschile. 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-03114 del senatore La Pietra ed altri, sugli interventi previsti dai progetti europei "LIFE+" per l'eradicazione di specie aliene. Interrogazioni, ritiro È stata ritirata l'interrogazione 3-03062 del senatore La Pietra ed altri.