Document Type: normattiva_dump
Token Count: $#tokens

CAPITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI PARTE A. - APPLICAZIONE, DEFINIZIONI, ecc. Regola 1 Applicazione (a) Salvo espresse disposizioni contrarie, le presenti Regole si applicano unicamente alle navi che effettuano viaggi internazionali. (b) Ciascun Capitolo definisce con maggior precisione le categorie delle navi alle quali esso si applica ed il suo campo di applicazione. Regola 2 Definizioni Agli effetti delle presenti Regole, salvo espresse disposizioni contrarie: (a) La parola "Regole" designa le Regole alle quali si riferisce l'articolo I (a) della presente Convenzione. (b) La parola "Amministrazione" designa il Governo del Paese in cui la nave è registrata. (c) "Approvato" significa approvato dall'Amministrazione. (d) "Viaggio internazionale" è il viaggio da un Paese al quale si applica la presente Convenzione ad un porto situato al di fuori di tale Paese, o viceversa; a questo effetto ogni territorio delle cui relazioni internazionali sia responsabile un Governo contraente o che sia sottoposto all'Amministrazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite è considerato come Paese autonomo. (e) Per "passeggero" si intende qualsiasi persona che non sia: (i) il comandante od un membro dell'equipaggio o altra persona impiegata od occupata in qualsiasi qualità a bordo di una nave per i suoi servizi; (ii) un bambino di età inferiore ad un anno. (f) "Nave da passeggeri" è una nave che trasporta più di dodici passeggeri. (g) "Nave da carico" è qualsiasi nave che non sia una nave da passeggeri. (h) "Nave cisterna" è una nave da carico costruita o adattata per il trasporto alla rinfusa di carichi liquidi di natura infiammabile. (i) "Nave da pesca" è una nave utilizzata per la cattura del pesce, delle balene, delle foche, dei trichechi o di altri esseri viventi del mare. (j) "Nave nucleare" è una nave dotata di impianto d'energia nucleare. (k) "Nave nuova" è una nave la cui chiglia è stata impostata il giorno della entrata in vigore della presente Convenzione o posteriormente. (l) "Nave esistente" indica qualsiasi nave che non sia nuova. (m) Un "miglio" è uguale a 1852 metri o 6080 piedi. Regola 3 Eccezioni (a) Salvo espresse disposizioni contrarie, le presenti Regole non si applicano: (i) alle navi da guerra o ai trasporti truppe; (ii) alle navi da carico inferiori a 500 tonnellate di stazza lorda; (iii) alle navi senza mezzi di propulsione meccanica; (iv) alle navi in legno di costruzione primitiva, quali le "dhows", le giunche e simili; (v) alle navi da diporto che non si dedichino ad alcun traffico commerciale; (vi) alle navi da pesca. (b) Salvo quanto disposto dal Capitolo V, nessuna prescrizione delle presenti Regole deve applicarsi alle navi che navigano esclusivamente nei grandi laghi del Nord America e sul fiume San Lorenzo, nei paraggi limitati a l'Est da una retta che dal Cap des Rosiers va alla punta Ovest dell'isola di Anticosti ed, al Nord dell'isola Anticosti, dal 63.mo meridiano. Regola 4 Esenzioni Una nave che non sia normalmente adibita a viaggi internazionali, ma che in circostanze eccezionali debba effettuare un singolo viaggio internazionale, può essere esonerata dall'Amministrazione da qualsiasi disposizione delle presenti Regole, a condizione che essa soddisfi alle prescrizioni che ad avviso dell'Amministrazione siano sufficienti a garantire la sua sicurezza per il viaggio che sta per effettuare. Regola 5 Equivalenze (a) Quando le presenti Regole prescrivono di sistemare o di avere a bordo un determinato impianto, materiale, dispositivo o apparecchio; o un tipo dei medesimi oppure di adottare un particolare accorgimento, l'Amministrazione può permettere la sistemazione o la dotazione di qualsiasi altro impianto, materiale, dispositivo o apparecchio o tipo dei medesimi, o l'adozione di qualsiasi altro accorgimento, se viene accertato, a seguito di prove o in altro modo, che detto impianto, materiale, dispositivo o apparecchio o tipo dei medesimi, o accorgimento, sia di efficacia almeno equivalente a quella richiesta dalle presenti Regole. (b) Qualsiasi Amministrazione che autorizza, ai sensi della lettera (a), la sostituzione di un impianto, materiale, dispositivo o apparecchio, o tipo dei medesimi, o accorgimento, deve comunicarne i particolari alla Organizzazione con un rapporto sulle prove che sono state fatte e l'Organizzazione dovrà diramare tali particolari agli altri Governi contraenti per conoscenza dei loro funzionari. PARTE B. - VISITE E CERTIFICATI Regola 6 Ispezioni e visite L'ispezione e la visita delle navi, per quanto concerne l'applicazione delle disposizioni delle presenti Regole, e la concessione di eventuali esenzioni, devono essere effettuate da funzionari del Paese ove la nave è registrata; tuttavia, il Governo di ciascun Paese può affidare l'ispezione e la visita sia ad ispettori nominati a tale scopo che ad enti da esso riconosciuti. In ogni caso il Governo interessato si rende pienamente garante della completezza ed efficacia della ispezione e della visita. Regola 7 Visite iniziali e successive delle navi da passeggeri (a) Ogni nave da passeggeri deve essere sottoposta alle visite qui sotto specificate: (i) una visita prima che la nave entri in servizio; (ii) una visita periodica ogni dodici mesi; (iii) visite supplementari, verificandosene la necessità. (b) Le visite più sopra specificate devono essere effettuate come segue: (i) la visita prima che la nave entri in servizio deve comprendere una ispezione completa della sua struttura, delle macchine, del materiale di armamento, ivi compresa una visita a secco della carena, come pure una visita interna ed esterna delle caldaie. Questa visita deve essere effettuata in modo da assicurare che le sistemazioni, il materiale, le dimensioni della struttura, le caldaie, gli altri recipienti a pressione, ed i loro ausiliari, le macchine principali ed ausiliarie, le installazioni elettriche, le installazioni radio, gli impianti radiotelegrafici dei motoscafi di salvataggio, l'apparecchio radio portatile per i natanti di salvataggio, i mezzi di salvataggio, i dispositivi per la localizzazione ed estinzione degli incendi, le scalette per piloti, e tutte le altre parti dell'armamento, siano integralmente conformi alle prescrizioni della presente Convenzione ed alle disposizioni delle leggi, dei decreti, ordini e regolamenti emanati dall'Amministrazione per le navi effettuanti il servizio al quale sono destinate. La visita deve altresì assicurare che la lavorazione di tutte le parti della nave e del suo armamento sia soddisfacente sotto tutti i riguardi, e che la nave sia dotata di fanali, mezzi per le segnalazioni sonore e segnali di pericolo, secondo le prescrizioni della presente Convenzione e delle Regole internazionali per evitare gli abbordi in mare; (ii) la visita periodica della nave deve comprendere una ispezione della struttura, delle caldaie, degli altri recipienti a pressione, delle macchine e dell'armamento, ivi compresa una visita a secco della carena. Questa visita deve essere effettuata in modo da garantire che, per quanto si riferisce alla struttura, alle caldaie e agli altri recipienti a pressione con i relativi acessori, alle macchine principali ed ausiliarie, alle installazioni elettriche, alle installazioni radio agli impianti radiotelegrafici dei motoscafi di salvataggio, all'apparecchio radio portatile per i natanti di salvataggio, ai mezzi di salvataggio, ai dispositivi per la localizzazione ed estinzione degli incendi, alle scalette per piloti, ed a tutte le altre parti dell'armamento, la nave sia in condizioni soddisfacenti, idonea al servizio al quale è destinata e risponda alle prescrizioni della presente Convenzione ed alle disposizioni delle leggi, dei decreti, ordini e regolamenti dell'Amministrazione. I fanali ed i mezzi per le segnalazioni sonore e i segnali di pericolo, di cui è dotata la nave, sono pure soggetti alla sovramenzionata visita per accertare che essi rispondano alle prescrizioni della presente Convenzione ed a quelle delle Regole internazionali per evitare gli abbordi in mare; (iii) una visita generale o parziale, secondo i casi, deve essere effettuata ogni volta che si verifichi un sinistro o si manifesti un difetto che comprometta la sicurezza della nave o l'efficienza o l'integrità dei mezzi di salvataggio o di altri apparati, o ogni volta che la nave subisce delle riparazioni o innovazioni importanti. La visita deve essere eseguita in modo da garantire che le riparazioni o innovazioni necessarie siano state realmente effettuate, che il materiale per queste riparazioni o innovazioni e la loro esecuzione siano soddisfacenti sotto ogni punto di vista, e che la nave risponda alle prescrizioni della presente Convenzione e delle Regole internazionali per evitare gli abbordi in mare, ed alle disposizioni delle leggi, dei decreti, ordini e regolamenti emanati dall'Amministrazione. (c) (i) Le leggi, i decreti, ordini e regolamenti menzionati nel paragrafo (b) della presente Regola, devono sotto tutti i riguardi essere tali da assicurare che la nave, sotto l'aspetto della sicurezza della vita umana, sia idonea al servizio al quale è destinata; (ii) queste leggi, decreti, ordini e regolamenti devono, tra l'altro, stabilire le prescrizioni da osservare per quanto si riferisce alle prove idrauliche iniziali e successive o altre prove sostitutive ritenute idonee, relative alle caldaie principali ed ausiliarie, alle prese, alle tubazioni di vapore, ai serbatoi ad alta pressione ed alle casse per il combustibile delle macchine a combustione interna, ivi comprese le norme da osservare per le prove e gli intervalli tra due prove consecutive. Regola 8 Visite dei mezzi di salvataggio e di altre dotazioni di armamento delle navi da carico A bordo delle navi da carico i mezzi di salvataggio ad eccezione dell'impianto radiotelegrafico dei motoscafi di salvataggio o dell'apparecchio radio portatile per natanti di salvataggio e dei dispositivi per l'estinzione degli incendi, ai quali si applicano i capitoli II e III delle presenti Regole, devono essere sottoposti alle visite iniziali e successive previste per le navi da passeggeri dalla Regola 7 del presente Capitolo, salvo la sostituzione di ventiquattro mesi in luogo dei dodici stabiliti nel paragrafo (a) (ii) di tale Regola. I piani antincendio delle navi nuove e le scalette per i piloti, fanali ed i mezzi di segnalazione sonora delle navi nuove e quelle esistenti, devono essere parimenti sottoposti a visite, allo scopo di garantire che corrispondano in pieno alle disposizioni della presente Convenzione e, ove applicabili, a quelle delle Regole internazionali per prevenire gli abbordi in mare. Regola 9 Visite delle istallazioni radio delle navi da carico Le istallazioni radio delle navi da carico, alle quali si applica il Capitolo IV delle presenti Regole, e tutti gli impianti radiotelegrafici dei motoscafi di salvataggio, e gli apparecchi radio portatili per natanti di salvataggio, di cui la nave è dotata a norma delle prescrizioni del Capitolo III delle presenti Regole, devono essere sottoposti alle visite, iniziali e successive previste per le navi da passeggeri dalla Regola 7 del presente Capitolo. Regola 10 Visita dello scafo, delle macchine e dell'armamento delle navi da carico Lo scafo, le macchine e l'armamento di una nave da carico (ad esclusione di quanto ha formato oggetto di rilascio di un Certificato di sicurezza per le dotazioni per navi da carico, di un Certificato di sicurezza radiotelegrafica per navi da carico o di un Certificato di sicurezza radiotelefonica per navi da carico), devono essere visitati, a costruzione ultimata e susseguentemente, con le modalità e gli intervalli che l'Amministrazione consideri necessari per assicurare che le loro condizioni siano soddisfacenti sotto ogni rapporto. La visita deve essere effettuata in modo da accertare che le sistemazioni, il materiale, i dimensionamenti della struttura, le caldaie e gli altri recipienti a pressione e loro ausiliari, le macchine principali e ausiliarie, le installazioni elettriche e tutte le altre parti dell'armamento, siano sotto ogni rapporto, soddisfacenti per il servizio al quale la nave è destinata. Regola 11 Mantenimento delle condizioni dopo la visita Dopo che una delle visite previste dalle Regole 7, 8, 9 o 10, è stata completata, nessun cambiamento può essere apportato alle sistemazioni strutturali, alle macchine, all'armamento, eccetera, che hanno formato oggetto della visita, senza l'autorizzazione dell'Amministrazione. Regola 12 Rilascio dei certificati (a) (i) Un certificato denominato "Certificato di sicurezza per nave da passeggeri" deve essere rilasciato dopo l'ispezione e visita ad una nave da passeggeri che soddisfi alle prescrizioni dei Capitoli II, III e IV, e a tutte le altre prescrizioni delle presenti Regole; (ii) un certificato denominato "Certificato di sicurezza di costruzione per nave da carico" deve essere rilasciato dopo la visita ad una nave da carico la quale soddisfi alle prescrizioni relative alle navi da carico che sono stabilite dalla Regola 10 del presente Capitolo e alle prescrizioni applicabili del Capitolo II, eccettuate quelle relative ai piani di controllo dell'incendio ed ai dispositivi per l'estinzione degli incendi; (iii) un certificato denominato "Certificato di sicurezza per le dotazioni di nave da carico" deve essere rilasciato dopo l'ispezione ad una nave da carico che soddisfi alle prescrizioni dei Capitoli II e III delle presenti Regole; (iv) un certificato denominato "Certificato di sicurezza radiotelegrafica per nave da carico" deve essere rilasciato dopo l'ispezione ad una nave da carico munita di installazione radiotelegrafica che soddisfi alle prescrizioni del Capitolo IV e ad ogni altra prescrizione delle presenti Regole; (v) un certificato denominato "Certificato di sicurezza radiotelefonica per nave da carico" deve essere rilasciato, dopo l'ispezione, ad una nave da carico munita di installazione radiotelefonica che soddisfi alle prescrizioni del Capitolo IV e ad ogni altra prescrizione delle presenti Regole; (vi) quando ad una nave è stata accordata un'esenzione ai sensi delle prescrizioni delle presenti Regole, deve essere rilasciato un Certificato denominato "Certificato di esenzione" in aggiunta agli altri Certificati prescritti dal presente paragrafo; (vii) i "Certificati di sicurezza per nave da passeggeri", i "Certificati di sicurezza di costruzione per nave da carico", i "Certificati di sicurezza per dotazioni di nave da carico", i "Certificati di sicurezza radiotelegrafica per nave da carico", i "Certificati di sicurezza radiotelefonica per nave da carico", ed i "Certificati di esenzione", devono essere rilasciati o dall'Amministrazione, o dalle persone o dagli enti debitamente autorizzati dall'Amministrazione stessa. In ogni caso l'Amministrazione si assume la piena responsabilità del certificato. (b) Ferma restando ogni altra prescrizione della presente Convenzione, qualsiasi certificato rilasciato ai sensi delle prescrizioni della Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare del 1948, che sia valido quando la presente Convenzione entra in vigore nei riguardi dell'Amministrazione che lo ha rilasciato, resterà valido fino alla data della sua scadenza ai termini della Regola 13 del Capitolo I di detta Convenzione. (c) Un Governo contraente non deve rilasciare certificati, a norma ed in applicazione delle disposizioni della Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare del 1948 o 1929, dopo la data in cui ha effetto l'accettazione della presente Convenzione da parte di quel Governo. Regola 13 Rilascio di certificati da parte di altro Governo Un Governo contraente può, a richiesta dell'Amministrazione, sottoporre a visita una nave e, se esso riconosce che le prescrizioni delle presenti Regole sono soddisfatte, deve rilasciare a detta nave i certificati in conformità alle presenti Regole. Qualsiasi certificato così rilasciato deve contenere una dichiarazione attestante che esso è stato rilasciato a richiesta del Governo del Paese in cui la nave è o sarà registrata; esso avrà lo stesso valore e lo stesso riconoscimento di un certificato rilasciato in ottemperanza alla Regola 12 del presente Capitolo. Regola 14 Durata della validità dei certificati (a) I certificati, ad eccezione dei Certificati di sicurezza di costruzione per nave da carico, dei Certificati di sicurezza per le dotazioni di nave da carico e dei Certificati di esenzione, devono essere rilasciati per una durata non superiore a dodici mesi. I Certificati di sicurezza per le dotazioni di nave da carico devono essere rilasciati per una durata non superiore a ventiquattro mesi. I Certificati di esenzione non devono avere una validità superiore a quella dei Certificati ai quali si riferiscono. (b) Se una visita ha luogo entro i due mesi che precedono la scadenza del periodo di validità di un Certificato di sicurezza radiotelegrafica per nave da carico, o di un Certificato di sicurezza radiotelefonica per nave da carico, rilasciato a navi da carico di stazza lorda uguale o superiore a 300 tonnellate ma inferiore a 500 tonnellate, tale Certificato può essere ritirato e può essere rilasciato un nuovo Certificato la cui validità avrà termine dodici mesi dopo la scadenza di detto periodo. (c) Se alla data di scadenza del certificato una nave non si trova in un porto del Paese in cui è registrata, la validità del certificato stesso potrà essere prorogata dall'Amministrazione, ma una tale proroga deve essere accordata soltanto allo scopo di permettere alla nave di completare il suo viaggio per il Paese in cui è registrata o in cui deve essere visitata, e solamente nei casi in cui questa misura appaia opportuna e ragionevole. (d) Nessun certificato può essere così prorogato per un periodo superiore a cinque mesi e la nave cui detta proroga sia stata accordata non può, dopo il suo arrivo nel Paese in cui è registrata o nel porto in cui deve essere visitata, essere autorizzata in virtù di detta proroga a ripartire da detto porto o Paese senza avere ottenuto un nuovo certificato. (e) Un certificato che non sia stato prorogato conformemente alle precedenti disposizioni della presente Regola può essere prorogato dall'Amministrazione per un periodo non superiore ad un mese dalla data della scadenza indicata sul certificato stesso. Regola 15 Modello dei certificati (a) Tutti i certificati devono essere redatti nella lingua o nelle lingue ufficiali del Paese che li rilascia. (b) I certificati devono essere conformi ai modelli contenuti nell'Appendice alle presenti Regole. La composizione tipografica dei modelli dei certificati deve essere riprodotta esattamente sui certificati rilasciati o sulle copie conformi e le indicazioni riportate sui certificati rilasciati o sulle copie conformi devono essere scritte in caratteri romani ed in cifre arabe. Regola 16 Affissione dei certificati Tutti i certificati o le loro copie conformi, rilasciati in base alle presenti Regole, devono essere affissi sulla nave in un punto ben visibile e di facile accesso. Regola 17 Accettazione dei certificati I certificati rilasciati a nome di un Governo contraente devono essere accettati dagli altri Governi contraenti a tutti gli effetti della presente Convenzione. Essi devono essere considerati, da parte degli altri Governi contraenti, come aventi lo stesso valore dei certificati da essi rilasciati. Regola 18 Allegato al certificato (a) Se nel corso di un particolare viaggio una nave ha a bordo un numero di persone inferiore al numero totale stabilito dal "Certificato di sicurezza per nave da passeggeri", ed in conseguenza, in relazione alle disposizioni delle presenti Regole, è autorizzata a portare un numero di imbarcazioni o di altri mezzi di salvataggio inferiore a quello stabilito nel Certificato, un allegato a tale riguardo potrà essere rilasciato dal Governo, dalla persona o dall'ente indicati nella Regola 12 o 13. (b) Questo allegato deve specificare che, in tali circostanze, non vi è alcuna violazione delle disposizioni delle presenti Regole. Esso deve essere allegato al certificato e può sostituirlo soltanto per quanto concerne i mezzi di salvataggio. Esso è valido solamente per il singolo viaggio per il quale è stato rilasciato. Regola 19 Controllo Qualsiasi nave, munita di un certificato rilasciato in ottemperanza alla Regola 12 o alla Regola 13, è soggetta nei porti degli altri Governi contraenti a controllo da parte di funzionari debitamente autorizzati da tali Governi, solo al fine di verificare se a bordo esista un certificato valido. Tale certificato deve essere accettato, a meno che non vi siano dei chiari motivi che facciano ritenere che le condizioni della nave e del suo armamento non corrispondano sostanzialmente alle indicazioni del certificato stesso. In tal caso, il funzionario che effettua il controllo deve adottare le misure necessarie per impedire che la nave possa partire fino a che sussista pericolo per i passeggeri o per l'equipaggio. Nell'eventualità in cui il controllo dia luogo ad un intervento qualsiasi, il funzionario che esegue il controllo deve informare immediatamente e per iscritto il Console del Paese in cui la nave è registrata, di tutte le circostanze che hanno fatto considerare tale intervento necessario; detti fatti devono essere riferiti all'Organizzazione. Regola 20 Benefici della Convenzione I benefici della presente Convenzione non possono essere invocati in favore di alcuna nave che non sia munita di prescritti certificati validi. PARTE C. - SINISTRI Regola 21 Sinistri (a) Ogni Amministrazione si impegna ad effettuare un'inchiesta per qualsiasi sinistro occorso ad una delle sue navi soggette alle disposizioni della presente Con venzione, quando essa giudichi che l'inchiesta possa aiutare a stabilire quali modifiche convenga apportare alle presenti Regole. (b) Ciascun Governo contraente si impegna a trasmettere all'Organizzazione tutte le informazioni riguardanti le conclusioni di tali inchieste. Nessun rapporto o raccomandazione dell'Organizzazione basato su tali informazioni deve rivelare l'identità o la nazionalità delle navi cui si riferisce o in qualsiasi modo stabilire o presumere la responsabilità nei confronti di qualsiasi nave o persona. CAPITOLO II. - COSTRUZIONE PARTE A. - DISPOSIZIONI GENERALI Regola 1 Applicazione (a) (i) Salvo espresse disposizioni contrarie, il presente Capitolo si applica alle navi nuove. (ii) Nel caso di navi da passeggeri o da carico esistenti, le cui chiglie sono state impostate il giorno di entrata in vigore della Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare del 1948 o posteriormente, l'Amministrazione deve accertarsi che siano state applicate le prescrizioni per le navi nuove, come definite dalle disposizioni dei Capitolo II della citata Convenzione. Nel caso di navi da passeggeri e da carico esistenti, le cui chiglie sono state impostate prima dell'entrata in vigore di detta Convenzione, l'Amministrazione deve accertarsi che siano state applicate le prescrizioni per le navi esistenti, come definite dalle disposizioni del Capitolo II della citata Convenzione. Per quanto si riferisce alle prescrizioni del Capitolo II della presente Convenzione, che non siano contemplate nel Capitolo II della Convenzione del 1948, l'Amministrazione deve stabilire quali di queste prescrizioni si debbano applicare alle navi esistenti, come definite dalla presente Convenzione. (b) Agli effetti del presente Capitolo: (i) nave da passeggeri nuova è una nave da passeggeri la cui chiglia è stata impostata il giorno di entrata in vigore della presente Convenzione o posteriormente, o una nave da carico la quale sia stata trasformata in nave da passeggeri in tale data o posteriormente. Tutte le altre navi da passeggeri sono considerate come navi da passeggeri esistenti; (ii) nave da carico nuova è, una nave da carico la cui chiglia è stata impostata il giorno di entrata in vigore della presente Convenzione o posteriormente. (c) L'Amministrazione, se ritiene che la natura e le condizioni del viaggio siano tali da rendere l'applicazione di determinate prescrizioni di questo Capitolo non ragionevole né necessaria, può esentare dalle prescrizioni stesse singole navi o categorie di navi che nel corso del viaggio non navighino ad una distanza superiore a 20 miglia dalla costa più vicina. (d) Quando una nave da passeggeri è autorizzata, in virtù del paragrafo (c) della Regola 27 del Capitolo III, a trasportare un numero di persone eccedente la capacità delle imbarcazioni di salvataggio, essa deve uniformarsi agli speciali criteri di compartimentazione stabiliti nel paragrafo (e) della Regola 5 del presente Capitolo, unitamente alle disposizioni speciali riguardanti la permeabilità stabilite nel paragrafo (d) della Regola 4 del presente Capitolo, a meno che l'Amministrazione, tenuto conto della natura e delle condizioni del viaggio, ritenga sufficiente l'osservanza delle altre disposizioni delle Regole del presente Capitolo. (e) Nel caso di navi da passeggeri che siano utilizzate per trasportare, in viaggi speciali, un gran numero di passeggeri senza sistemazione in cuccetta, come ad esempio il trasporto di pellegrini, l'Amministrazione, se ritiene che è praticamente impossibile applicare le prescrizioni del presente Capitolo, può esentare tali navi, quando appartengono al proprio Paese, dall'osservanza delle prescrizioni stesse, alle seguenti condizioni: (i) che, compatibilmente con le esigenze del traffico, siano osservate al massimo possibile le prescrizioni relative alla costruzione; (ii) che siano svolti gli opportuni passi per stabilire norme di carattere generale da applicarsi alle circostanze particolari di tali traffici. Le predette norme devono essere concordate con gli altri Governi contraenti, se ve ne sono, che possano essere direttamente interessati al trasporto di tali passeggeri in simili traffici. Nonostante le disposizioni della presente Convenzione, le Regole di Simla del 1931 rimangono in vigore tra i Paesi che vi hanno aderito fino al momento in cui entreranno in vigore le norme contemplate dal comma (e) (ii) della presente Regola. Regola 2 Definizioni Agli effetti del presente Capitolo, salvo espresse disposizioni contrarie: (a) (i) "Galleggiamento di compartimentazione" è il galleggiamento in base al quale viene determinata la compartimentazione della nave; (ii) "Massimo galleggiamento di compartimentazione" è quello corrispondente alla massima immersione consentita dalle regole di compartimentazione applicabili. (b) "Lunghezza della nave" è quella misurata tra le perpendicolari condotte alle estremità del massimo galleggiamento di compartimentazione. (c) "Larghezza della nave" è la massima larghezza fuori ossatura al massimo galleggiamento di compartimentazione o al di sotto di esso. (d) "Immersione" è la distanza verticale, al mezzo della nave, dalla linea di costruzione al galleggiamento di compartimentazione considerato. (e) "Ponte delle paratie" è il ponte più alto al quale giungono le paratie stagne trasversali. (f) "Linea limite" è una linea tracciata almeno 76 millimetri (3 pollici) al di sotto della superficie superiore del ponte delle paratie, a murata. (g) "Permeabilità" di uno spazio è la percentuale del volume di tale spazio che può essere occupato dall'acqua. Il volume di uno spazio estendentesi sopra la linea limite va misurato solamente fino all'altezza di tale linea. (h) Lo "spazio dell'apparato motore" è quello che si estende dalla linea di costruzione alla linea limite e fra le paratie stagne trasversali principali estreme che limitano gli spazi contenenti i macchinari di propulsione principali ed ausiliari, le caldaie necessarie alla propulsione e tutti i depositi permanenti di carbone. Nel caso di sistemazioni fuori dell'usuale i limiti dello spazio dell'apparato motore possono essere stabiliti dall'Amministrazione. (i) Gli "spazi dei passeggeri" sono quelli destinati ad alloggio o ad altro uso dei passeggeri, ad eccezione dei locali per bagagli, magazzini, provviste e posta. Agli effetti delle Regole 4 e 5 del presente Capitolo, gli spazi situati al di sotto della linea limite, destinati ad alloggio o ad altro uso dell'equipaggio, devono essere considerati come spazi dei passeggeri. (j) In tutti i casi i "volumi" o "aree" devono essere calcolati fuori ossatura. PARTE B. - COMPARTIMENTAZIONE E STABILITÀ (La parte B si applica solamente alle navi da passeggeri, ad eccezione della Regola 19, che si applica anche alle navi da carico). Regola 3 Lunghezza allagabile (a) La lunghezza allagabile in ciascun punto della lunghezza della nave deve essere determinata con un metodo di calcolo che tenga in considerazione la forma, l'immersione e le altre caratteristiche della nave. (b) In una nave col ponte delle paratie continuo, per lunghezza allagabile in un determinato punto si intende la massima parte di lunghezza della nave, avente il suo centro nel punto considerato, e che può essere allagata nelle ipotesi indicate nella Regola 4 del presente Capitolo senza che la nave si immerga oltre la linea limite. (c) (i) In una nave col ponte delle paratie discontinuo, la lunghezza allagabile in un qualsiasi punto può essere determinata assumendo una linea limite continua che non sia in nessun punto a meno di 76 millimetri (3 pollici) al di sotto della faccia superiore del ponte (a murata), fino al quale le paratie corrispondenti ed i fianchi della nave siano mantenuti stagni. (ii) Quando una parte della linea limite considerata è sensibilmente al di sotto del ponte a cui arrivano le paratie, l'Amministrazione può autorizzare qualche limitata tolleranza alla tenuta stagna di quelle parti delle paratie che si trovano al di sopra della linea limite ed immediatamente al di sotto del ponte più alto. Regola 4 Permeabilità (a) I criteri indicati dalla Regola 3 del presente Capitolo si riferiscono alla permeabilità degli spazi al di sotto della linea limite. Nel determinare la lunghezza allagabile si deve adottare una permeabilità media uniforme per l'intera lunghezza di ciascuno dei seguenti tratti di scafo al di sotto della linea limite: (i) lo spazio dell'apparato motore, come definito dalla Regola 2 del presente Capitolo; (ii) la parte dello scafo a proravia dello spazio dell'apparato motore; e (iii) la parte dello scafo a poppavia dello spazio dell'apparato motore. (b) (i) La permeabilità media uniforme dello spazio dell'apparato motore deve essere calcolata con la formula: / a - c \ 85 + 10 (---------) \ v / dove: a = volume degli spazi dei passeggeri, come definiti dalla Regola 2 del presente Capitolo, che si trovano sotto la linea limite ed entro i limiti dello spazio dell'apparato motore; c = volume degli spazi di interponte adibiti alle merci, al carbone o alle provviste, che si trovano al di sotto della linea limite ed entro i limiti dello spazio dell'apparato motore; v = volume totale dello spazio dell'apparato motore al di sotto della linea limite. (ii) Quando è dimostrato, a soddisfazione dell'Amministrazione, che la permeabilità media determinata con calcolo dettagliato, è interiore a quella data dalla formula, può essere assunto il valore ottenuto col calcolo. Per questo calcolo, la permeabilità degli spazi dei passeggeri, come definiti dalla Regola 2 del presente Capitolo, deve essere assunta eguale a 95; quella degli spazi adibiti alle merci, al carbone o alle provviste eguale a 60, e quella dei doppi fondi e delle cisterne per combustibile liquido o per altri usi uguale ai valori di volta in volta, stabiliti. (c) Salvo i casi previsti dal paragrafo (d) della presente Regola, la permeabilità media uniforme della porzione di scafo a proravia (o a poppavia) dello spazio dell'apparato motore deve essere calcolata con la formula: a 63 + 35 --- v dove: a = volume degli spazi dei passeggeri, come definiti dalla Regola 2 del presente Capitolo, situati sotto la linea limite, a proravia (o a poppavia) dello spazio dell'apparato motore; e v = volume totale della porzione della nave al di sotto della linea limite a proravia (o a poppavia) dello spazio dell'apparato motore. (d) Nel caso di una nave che, in base al paragrafo (c) della Regola 27 del Capitolo III, sia autorizzata a trasportare un numero di persone eccedente la capacità delle imbarcazioni di salvataggio e che deve, a norma del paragrafo (d) della Regola 1 del presente Capitolo, soddisfare a disposizioni speciali, la permeabilità media uniforme per la porzione della nave a proravia (o a poppavia) dello spazio dell'apparato motore deve essere calcolata con la formula: b 95 - 35 --- v dove: b = volume degli spazi situati a proravia (o a poppavia) dello spazio dell'apparato motore al di sotto della linea limite e al di sopra dell'orlo superiore dei madieri, del doppio tondo o delle cisterne dei gavoni, a seconda dei casi, adatti ed usati come spazi per merci, depositi carbone o combustibile liquido, magazzini provviste, locali bagagli e posta, depositi catene e cisterne per acqua dolce; e v = volume totale della porzione della nave al di sotto della linea limite a proravia (o a poppavia) dello spazio dell'apparato motore. Nel caso di navi adibite a servizi in cui le stive da carico non sono abitualmente occupate da considerevoli quantità di carico, nessuna porzione degli spazi per merci deve includersi nel calcolo di "b". (e) Nel caso di sistemazioni fuori dell'usuale, l'Amministrazione può permettere o richiedere un calcolo dettagliato della permeabilità media per le porzioni della nave situate a proravia o a poppavia dello spazio dell'apparato motore. Ai fini di tale calcolo la permeabilità degli spazi dei passeggeri, come definiti nella Regola 2 del presente Capitolo deve essere assunta eguale a 95, quella degli spazi contenenti macchinario eguale a 85, quella di tutti gli spazi adibiti alle merci, al carbone e provviste eguale a 60, e quella dei doppi fondi, delle cisterne per combustibili liquidi o per altri usi ai valori di volta in volta stabiliti. (f) Se un compartimento di interponte, compreso tra due paratie stagne trasversali, contiene spazi per passeggeri o equipaggio, l'intero compartimento deve essere considerato come spazio per passeggeri, deducendo tuttavia ogni spazio adibito ad altri scopi che si trovi completamente chiuso fra pareti di acciaio permanenti. Se, però, lo spazio dei passeggeri o dell'equipaggio in questione è completamente chiuso tra pareti di acciaio permanenti, soltanto lo spazio così racchiuso deve essere considerato come spazio per passeggeri. Regola 5 Lunghezza ammissibile dei compartimenti (a) Le navi devono essere compartimentate il più efficacemente possibile, tenendo conto della natura del servizio al quale esse sono destinate. Il grado di compartimentazione deve variare in funzione della lunghezza della nave e del servizio, in modo che il più alto grado di compartimentazione corrisponda alle navi di maggiore lunghezza adibite in modo prevalente al trasporto dei passeggeri. (b) "Fattore di compartimentazione". La lunghezza massima ammissibile di un compartimento avente il suo centro in qualsiasi punto della lunghezza della nave è ottenuta moltiplicando la lunghezza allagabile per un coefficiente chiamato "fattore di compartimentazione". Il fattore di compartimentazione dipende dalla lunghezza della nave, e, per una data lunghezza, varia a seconda della natura del servizio cui la nave è destinata. Esso decresce in modo continuo e regolare: (i) coll'aumentare della lunghezza della nave, e (ii) da un valore A, applicabile alle navi adibite prevalentemente al trasporto di merci, ad un valore B, applicabile alle navi adibite prevalentemente al trasporto di passeggeri. Le variazioni dei valori A e B sono espresse dalle seguenti formule (I) e (II), nelle quali L è la lunghezza della nave, come definita dalla Regola 2 del presente Capitolo: L in metri 58,2 A = ------- + 0,18 (L = 131 e piu) L - 60 L in piedi 190 A = ------- + 0,18 (L = 430 e piu) . . . . . . . . . . . (I) L - 198 L in metri 30,3 B = ------- + 0,18 (L = 79 e piu) L - 42 L in piedi 100 B = ------- + 0,18 (L = 260 e piu) . . . . . . . . . . . (II) L - 138 (c) "Criterio di servizio". Il fattore di compartimentazione che compete ad una nave di una data lunghezza viene determinato in base all'indice numerico del criterio di servizio (d'ora in avanti chiamato criterio di servizio), dato dalle seguenti formule (III) e (IV), nelle quali: Cs = Criterio di servizio; L = Lunghezza della nave, come definita dalla Regola 2 del presente Capitolo; M = Volume dello spazio dell'apparato motore, come definito dalla Regola 2 del presente Capitolo, con l'aggiunta del volume dei depositi permanenti di combustibile liquido, situati sopra il doppio fondo a proravia o a poppavia dello spazio dell'apparato motore; P = Volume complessivo degli spazi per passeggeri al di sotto della linea limite, come definiti dalla Regola 2 del presente Capitolo; V = Volume totale della nave al di sotto della linea limite; P1 = KN, dove: N = numero dei passeggeri per il quale la nave deve essere abilitata; e K ha i seguenti valori: Valore di K Lunghezza in metri e volumi in metri cubi. . . . 0,056 L Lunghezza in piedi e volumi in piedi cubi. . . . 0,6 L Quando il valore KN è maggiore della somma di P e del volume complessivo degli spazi effettivamente destinati ai passeggeri al di sopra della linea limite, si assumerà per P1 tale somma, oppure 2/3 di KN, se quest'ultimo valore risulta maggiore di detta somma. Se P1 è maggiore di P: M + 2P1 Cs = 72 ---------- . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (III) V + P1 - P negli altri casi: M + 2P Cs = 72 ---------- . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (IV) V Per le navi che non hanno il ponte delle paratie continuo i volumi devono essere considerati fino alle linee limite usate nel calcolo delle lunghezze allagabili. (d) Regole di compartimentazione delle navi diverse da quelle considerate dal paragrafo (e) della presente Regola: (i) La compartimentazione a poppavia del gavone di prora per navi di lunghezza di 131 metri (430 piedi) e più e con criterio di servizio di 23 o meno, deve essere determinata dal fattore A dato dalla formula (1); per quelle aventi un criterio di servizio di 123 o più, dal fattore B dato dalla formula (II); per quelle aventi un criterio di servizio compreso fra 23 e 123, dal fattore F desunto per interpolazione lineare fra i fattori A e B usando la formula: (A - B) (Cs- 23) F = A - ---------------- . . . . . . . . . . . . . . . . (V) 100 Tuttavia quando il criterio di servizio è uguale o superiore a 45 e contemporaneamente il fattore di compartimentazione calcolato con la formula (V) è uguale o inferiore a 0,65 ma superiore a 0,50, la compartimentazione a poppavia del gavone di prora, deve essere determinata col fattore 0,50. Qualora il fattore F risulti inferiore a 0,40 e sia dimostrata, a soddisfazione dell'Amministrazione, l'impossibilità pratica di applicare tale fattore ad un compartimento dell'apparato motore, la compartimentazione di tale compartimento può essere regolata da un fattore più elevato, che non superi, però, il valore di 0,40. (ii) La compartimentazione a poppavia del gavone di prora, per navi di lunghezza inferiore a 131 metri (430 piedi), ma non inferiore a 79 metri (260 piedi), aventi criterio di servizio uguale a S, dove: 3.574 - 25L 9.382 - 20L S = ----------- (L in metri) = ----------- (L in piedi) 13 34 deve essere determinata da un fattore di compartimentazione eguale all'unità; per quelle aventi un criterio di servizio uguale o superiore a 123, dal fattore B dato dalla formula (II); e per quelle aventi un criterio di servizio compreso fra S e 123, dal fattore F desunto per interpolazione lineare tra l'unità ed il fattore B mediante la formula: (1 - B) (Cs - S) F = 1 - ---------------- . . . . . . . . . . . . . . . . (VI) 123 - S (iii) La compartimentazione a poppavia del gavone di prora per navi di lunghezza inferiore a 131 metri (430 piedi) ma non inferiore a 79 metri (260 piedi), con criterio di servizio minore di S e per tutte le navi di lunghezza inferiore a 79 metri (260 piedi), deve essere determinata da un fattore di compartimentazione eguale all'unità, a meno che non venga dimostrato, a soddisfazione dell'Amministrazione, sia nell'uno che nell'altro caso, che in qualche parte della nave è praticamente impossibile applicare tale fattore, nel quale caso l'Amministrazione può accordare delle tolleranze nella misura che ritiene giustificata dalle circostanze. (iv) Le disposizioni del comma (iii) del presente paragrafo si applicano anche a navi di qualsiasi lunghezza autorizzate a trasportare un numero di passeggeri maggiore di dodici, ma non maggiore del minore dei due valori seguenti: L L ----- (in metri) = ----- (in piedi) o 50. 650 7.000 (e) Speciali criteri di compartimentazione per navi autorizzate, a norma del paragrafo (c) della Regola 27 del Capitolo III, a trasportare un numero di persone eccedente la capacità delle imbarcazioni di salvataggio e tenute, a nome del paragrafo (d) della Regola 1 del presente Capitolo, ad osservare speciali disposizioni. (i) (1) Nel caso di navi prevalentemente adibite al trasporto di passeggeri, la compartimentazione a poppavia del gavone di prora deve essere determinata dal fattore 0,50 o da un fattore determinato conformemente ai paragrafi (c) e (d) della presente Regola, se inferiore a 0,50. (2) Nel caso di navi del genere, aventi una lunghezza inferiore a metri 91,5 (300 piedi), l'Amministrazione, se riconosce la pratica impossibilità di attenersi per un compartimento al fattore summenzionato, può permettere che la lunghezza di tale compartimento sia determinata da un fattore più elevato, purché il fattore assunto sia quello più basso praticamente e ragionevolmente consentito dalle circostanze. (ii) Nel caso di navi di lunghezza inferiore o no a metri 91,5 (300 piedi), se la necessità di trasportare notevoli quantitativi di merci non permette in pratica di richiedere che la compartimentazione a poppavia del gavone di prora sia determinata da un fattore non superiore a 0,50, il grado di compartimentazione applicabile deve essere determinato conformemente a quanto disposto dai successivi paragrafi da (1) a (5), rimanendo inteso che, ogni qualvolta l'Amministrazione ritenga che sotto qualche aspetto la loro rigida applicazione non sia ragionevole, può essere consentita una diversa sistemazione delle paratie stagne che risulti giustificata dalle circostanze e che non diminuisca l'efficacia complessiva della compartimentazione. (1) Le disposizioni del paragrafo (c) della presente Regola, relativa al criterio di servizio, devono essere applicate; tuttavia, nel calcolo di P1, K deve avere il seguente valore: - per i passeggeri con posto in cuccetta, il maggiore fra il valore determinato dal paragrafo (c) della presente Regola e il valore 3,55 m cubi (125 piedi cubi); - per i passeggeri non aventi posto in cuccetta, il valore 3,55 m cubi (125 piedi cubi). (2) Il fattore B indicato nel paragrafo (b) della presente Regola deve essere sostituito dal fattore BB, calcolato con la formula seguente: L in metri 17,6 BB = ------- + 0,20 (L = 55 e piu) L - 33 L in piedi 57,6 BB = ------- + 0,20 (L = 180 e piu) L - 108 (3) La compartimentazione a poppavia del gavone di prora per navi di lunghezza eguale o superiore a 131 metri (430 piedi) e con criterio di servizio eguale od inferiore a 23, deve essere determinata dal fattore A dato dalla formula (I) del paragrafo (b) della presente Regola; per quelle aventi criterio di servizio eguale o superiore a 123, dal fattore BB dato dalla formula contenuta nel precedente comma (ii) (2); e per quelle aventi criterio di servizio compreso fra 23 e 123, dal fattore F desunto dalla interpolazione lineare tra i fattori A e BB con l'impiego della seguente formula: (A - BB) (Cs - 23) F = A - ----------------- 100 tuttavia, se il fattore F così ottenuto è inferiore a 0,50, il fattore da assumere deve essere o 0,50 o il fattore calcolato secondo le disposizioni del paragrafo (d) (i) della presente Regola, assumendo il minore dei due. (4) La compartimentazione a poppavia del gavone di prora per navi di lunghezza inferiore a 131 metri (430 piedi), ma non inferiore a 55 metri (180 piedi), e con criterio di servizio eguale a S1, dove 3.712 - 25 L S1 = ------------ (L in metri) 19 1.950 - 4 L S1 = ------------ (L in piedi) 10 deve essere determinata da un fattore eguale all'unità; per quelle aventi un criterio di servizio eguale o superiore a 123, dal fattore BB dato dalla formula specificata nel comma (ii) (2) del presente paragrafo; per quelle aventi criterio di servizio compreso tra S1 e 123 dal fattore F ricavato dalla interpolazione lineare tra l'unità ed il fattore BB, usando la formula: (1 - BB) (Cs - S1) F = 1 - ----------------- 123 - S1 tuttavia, se in ciascuno degli ultimi due casi il fattore così ottenuto è inferiore a 0,50, la compartimentazione può essere determinata da un fattore che non ecceda 0,50. (5) La compartimentazione a poppavia del gavone di prora per navi di lunghezza inferiore a 131 metri (430 piedi), ma non inferiore a 55 metri (180 piedi), con criterio di servizio inferiore a S1, come pure quella di tutte le navi aventi una lunghezza inferiore a 55 metri (180 piedi), deve essere determinata da un fattore eguale all'unità; tuttavia, se viene dimostrata, a soddisfazione dell'Amministrazione, la pratica impossibilità di attenersi a tale fattore per compartimenti particolari, l'Amministrazione può accordare delle tolleranze per quanto si riferisce a questi compartimenti, nella misura che ritiene giustificata dalle circostanze, a condidizione che il compartimento estremo di poppa ed il maggior numero possibile dei compartimenti prodieri (compresi tra il gavone di prora e l'estremità poppiera dello spazio dell'apparato motore) abbiano una lunghezza che non sorpassi la lunghezza allagabile. Regola 6 Norme speciali relative alla compartimentazione (a) Quando in una o più parti della nave le paratie stagne si estendono ad un ponte più alto che nel resto della nave, e si desidera, nel calcolo della lunghezza allagabile, sfruttare questa più alta estensione delle paratie, possono essere usate linee limite separate per ciascuna porzione della nave, purché: (i) i fianchi della nave si estendano per tutta la lunghezza della nave fino al ponte corrispondente alla linea limite più alta, e tutte le aperture sul fasciame esterno al di sotto di questo ponte, per tutta la lunghezza della nave, siano considerate, ai fini della Regola 14 del presente Capitolo, come se fossero al di sotto della linea limite; e (ii) ciascuno dei due compartimenti adiacenti alla "scalino" del ponte delle paratie sia, nei limiti della lunghezza ammissibile, corrispondente alla rispettiva linea limite; e, inoltre, la lunghezza complessiva di detti due compartimenti non superi il doppio della lunghezza ammissibile calcolata in base alla più bassa delle due linee limite. (b) (i) Un compartimento può oltrepassare la lunghezza ammissibile stabilita dalle prescrizioni della Regola 5 del presente Capitolo, purché la lunghezza complessiva di ciascuna delle due coppie di compartimenti adiacenti comuni al compartimento in questione non oltrepassi il valore più basso della lunghezza allagabile o del doppio della lunghezza ammissibile. (ii) Qualora uno dei due compartimenti adiacenti si trovi nello spazio dell'apparato motore, mentre l'altro ne resti fuori e la permeabilità media della parte di nave nella quale il secondo è situato sia diversa da quella dello spazio dell'apparato motore, la lunghezza complessiva dei due compartimenti deve essere corretta, prendendo per base la permeabilità media delle due parti della nave in cui i compartimenti in questione sono situati. (iii) Qualora i due compartimenti adiacenti abbiano fattori di compartimentazione diversi, la lunghezza complessiva di questi due compartimenti deve essere determinata proporzionalmente. (c) Nelle navi di lunghezza eguale o superiore a 100 metri (330 piedi), una delle paratie principali trasversali, a poppavia del gavone di prora, deve essere sistemata ad una distanza dalla perpendicolare avanti non maggiore della lunghezza ammissibile. (d) Una paratia trasversale principale può avere un recesso purché ogni parte del recesso sia compresa tra due superfici verticali, situate ai lati della nave e ad una distanza dal fasciame esterno uguale ad un quinto della larghezza della nave stessa, come definita dalla Regola 2 del presente Capitolo, misurando tale distanza normalmente al piano di simmetria al livello del massimo galleggiamento di compartimentazione. Qualsiasi porzione di recesso oltrepassante i detti limiti deve essere considerata come uno scalino e sottoposta alle norme del paragrato (e) della presente Regola. (e) Una paratia trasversale principale può avere uno scalino purché soddisfi ad una delle seguenti condizioni: (i) la lunghezza complessiva dei due compartimenti, separati dalla paratia in questione, non ecceda il 90 per cento della lunghezza allagabile o il doppio della lunghezza ammissibile; tuttavia nelle navi aventi un fattore di compartimentazione superiore a 0,9 basta che la lunghezza complessiva dei due compartimenti in questione non ecceda la lunghezza ammissibile; (ii) in corrispondenza dello scalino sia assicurata una compartimentazione addizionale atta a garantire lo stesso grado di sicurezza dato da una paratia piana; (iii) il compartimento sul quale lo scalino si estende non superi la lunghezza ammissibile corrispondente ad una linea limite presa 76 millimetri (3 pollici) al disotto dello scalino. (f) Quando una paratia trasversale principale ha un recesso o uno scalino, nello studio della compartimentazione deve essere sostituita da una equivalente paratia piana. (g) Se la distanza tra due paratie trasversali principali adiacenti o tra le loro equivalenti paratie piane, ovvero tra due piani trasversali passanti tra le parti più ravvicinate di due paratie a scalino, è minore della più piccola delle due lunghezze: metri 3,05 (10 piedi) più il 3 per cento della lunghezza della nave, ovvero metri 10,67 (35 piedi), una sola di queste paratie è considerata come facente parte della compartimentazione conformemente alle prescrizioni della Regola 5 del presente Capitolo. (h) Quando un compartimento stagno principale trasversale ha una propria suddivisione, e può essere dimostrato, a soddisfazione dell'Amministrazione, che, nell'ipotesi di qualunque avaria laterale estendentesi per la minore delle due lunghezze: metri 3,05 (10 piedi) più il 3 per cento della lunghezza della nave, ovvero metri 10,67 (35 piedi), il volume del compartimento principale non risulterebbe allagato per intero, una proporzionale tolleranza può essere concessa nella determinazione della lunghezza ammissibile di quel compartimento. In tal caso il volume dell'effettiva riserva di galleggiabilità attribuita al fianco non avariato non deve essere maggiore di quello assunto per il fianco avariato. (i) Quando il fattore di compartimentazione richiesto è uguale o inferiore a 0,50, la lunghezza complessiva di due qualsiasi compartimenti contigui non deve superare la lunghezza allagabile. Regola 7 Stabilità delle navi in caso di avaria (a) Per la nave integra, nelle diverse condizioni di servizio, deve essere prevista una stabilità tale che dopo l'allagamento di un qualsiasi compartimento principale, contenuto nei limiti della lunghezza allagabile, la nave resista alla condizione finale di allagamento. Quando due compartimenti principali contigui sono separati da una paratia a scalino, che risponda alle prescrizioni del comma (e) (i) della Regola 6 del presente Capitolo, la stabilità allo stato integro deve essere tale che la nave resista all'allagamento dei due compartimenti in questione. Quando il prescritto fattore di compartimentazione è uguale o inferiore a 0,50 ma superiore a 0,33, la stabilità allo stato integro deve essere tale che la nave resista all'allagamento di due qualsiasi compartimenti principali contigui. Quando il prescritto fattore di compartimentazione è uguale o inferiore a 0,33, la stabilità allo stato integro deve essere tale che la nave resista all'allagamento di tre qualsiasi compartimenti principali contigui. (b) (i) Le prescrizioni del paragrafo (a) della presente Regola devono essere determinate a mezzo di calcoli eseguiti in conformità dei paragrafi (c), (d) e (f) della presente Regola tenendo conto delle proporzioni e delle caratteristiche costruttive della nave e dalla disposizione e configurazione dei compartimenti allagati. Nell'eseguire questi calcoli si deve supporre la nave nelle più sfavorevoli condizioni di servizio dai punto di vista della stabilità; (ii) quando viene proposto di sistemare ponti, doppi fianchi o paratie longitudinali che, senza essere perfettamente stagni, sono tali da ostacolare il deflusso dell'acqua, si deve dimostrare, a soddisfazione dell'Amministrazione, che nei calcoli si è tenuto giusto conto di tali ostacoli; (iii) nei casi dubbi sul grado di stabilità della nave in caso di avaria, l'Amministrazione può ordinare un'accurata indagine al riguardo. (c) Nei calcoli di stabilità in caso di avaria si devono assumere in generale le seguenti permeabilità per volumi e superfici: Spazi Permeabilità ----------------------------------------------------------------- Destinati al carico, carbone, provviste . . . . . . 60 Occupati da alloggi . . . . . . . . . . . . . . . . 95 Occupati da macchinari. . . . . . . . . . . . . . . 85 Destinati a liquidi . . . . . . . . . . . . . . . 0 oppure 95 (*) (*) Scegliendo il valore che implica le prescrizioni piu severe. Permeabilità di superficie più elevate devono essere assunte per quegli spazi che in vicinanza del livello del galleggiamento di avaria non contengano una quantità rilevante di alloggiamenti o macchinari, e per gli spazi che non sono generalmente occupati da rilevanti quantità di carico o provviste. (d) Le presunte estensioni dell'avaria devono essere le seguenti: (i) estensione longitudinale: il minore dei due valori: metri 3,05 (10 piedi) più il 3 per cento della lunghezza della nave, o metri 10,67 (35 piedi). Quando il fattore di compartimentazione richiesto è uguale o inferiore a 0,33, la supposta estensione longitudinale dell'avaria deve essere aumentata in modo che vi siano incluse due qualsiasi paratie stagne principali trasversali consecutive; (ii) estensione trasversale (misurata dalla murata verso l'interno della nave e normalmente al piano di simmetria, al livello del massimo galleggiamento di compartimentazione): la distanza di un quinto della larghezza della nave, come definita dalla Regola 2 del presente Capitolo; (iii) estensione verticale: dalla linea di costruzione verso l'alto senza limitazione di altezza; (iv) Se un'avaria di estensione inferiore a quella indicata nei precedenti commi (i), (ii) e (iii) del presente paragrafo dà luogo a condizioni più severe dal punto di vista dello sbandamento o della perdita di altezza metacentrica, tale avaria deve essere adottata nei calcoli. (e) L'allagamento non simmetrico deve essere contenuto al minimo mediante opportune sistemazioni. Quando è necessario correggere grandi angoli di sbandamento i mezzi da adottare devono possibilmente essere automatici, ma in qualsiasi caso, quando esistono comandi di dispositivi per il bilanciamento trasversale, questi si devono manovrare da sopra il ponte delle paratie. Tali dispositivi ed i loro comandi, come pure il valore dello sbandamento massimo prima del bilanciamento, devono essere accettati dall'Amministrazione. Quando sono richiesti dispositivi per il bilanciamento trasversale, il tempo per il bilanciamento non deve superare i 15 minuti. Le informazioni necessarie, relative all'uso dei dispositivi per il bilanciamento trasversale devono essere fornite al comandante della nave. (f) Le condizioni finali della nave dopo l'avaria e nel caso di allagamento non simmetrico, dopo il bilanciamento, devono essere le seguenti: (i) nel caso di allagamento simmetrico l'altezza metacentrica residua, calcolata col metodo a dislocamento costante, deve essere positiva e risultare almeno uguale a 5 centimetri (2 pollici); (ii) nel caso di allagamento non simmetrico lo sbandamento totale non deve superare i 7 gradi; tuttavia, in casi speciali, l'Amministrazione può autorizzare uno sbandamento supplementare risultante dall'allagamento non simmetrico, ma in nessun caso lo sbandamento finale deve superare i 15 gradi; (iii) in nessun caso la linea limite deve essere immersa nella fase finale dell'allagamento. Se si ritiene che la linea limite si possa trovare immersa nel corso di una fase intermedia dell'allagamento, l'Amministrazione può esigere quelle indagini e quelle sistemazioni che giudicherà necessarie per la sicurezza della nave. (g) Il comandante della nave deve essere fornito di tutti i dati necessari per mantenere allo stato integro una stabilità in condizioni di servizio sufficiente affinchè la nave sia in grado di resistere ad un'avaria grave. Nel caso di navi che richiedono mezzi di bilanciamento trasversale, il comandante della nave deve essere informato delle condizioni di stabilità sulle quali i calcoli dello sbandamento sono stati basati, e deve essere avvertito che potrebbe verificarsi uno sbandamento eccessivo se la nave subisse un'avaria trovandosi in condizioni meno favorevoli. (h) (i) L'Amministrazione non può accordare deroghe alle disposizioni concernenti la stabilità in caso di avaria, a meno che non sia dimostrato che in talune condizioni di servizio l'altezza metacentrica a nave integra necessaria a soddisfare tali prescrizioni è eccessiva per i servizi previsti; (ii) Deroghe alle prescrizioni relative alla stabilità in caso di avaria non devono essere accordate che in casi eccezionali ed a condizione che l'Amministrazione consideri che le proporzioni, le sistemazioni e le altre caratteristiche della nave che possano essere adottate nelle particolari circostanze, siano le più favorevoli alla stabilità in caso di avaria. Regola 8 Zavorramento Quando è necessario uno zavorramento con l'acqua, di massima la zavorra d'acqua non deve essere messa nei depositi destinati al combustibile liquido. Le navi nelle quali non è praticamente possibile evitare di mettere l'acqua nei depositi del combustibile liquido devono essere dotate, a soddisfazione dell'Amministrazione, di impianto per la depurazione dell'acqua oleosa oppure di altro mezzo, giudicato soddisfacente dalla Amministrazione stessa, atto a disfarsi dell'acqua oleosa di zavorra. Regola 9 Paratie dei gavoni, dello spazio apparato motore, gallerie degli alberi motore, eccetera (a) (i) Una nave deve avere un gavone di prora o paratia di collisione che si estende stagna fino al ponte delle paratie. Questa paratia deve essere situata a non meno del 5 per cento della lunghezza della nave ed a non più di metri 3,05 (10 piedi), più il 5 per cento della lunghezza della nave, dalla perpendicolare avanti. (ii) Se la nave ha una lunga sovrastruttura prodiera, la paratia del gavone di prora deve estendersi stagna alle intemperie sino al primo ponte al di sopra di quello delle paratie. Tale estensione può non trovarsi in diretto prolungamento della paratia sottostante, purché sia ad una distanza dalla perpendicolare avanti non minore del 5 per cento della lunghezza della nave e purché la parte del ponte delle paratie formante scalino sia resa effettivamente stagna alle intemperie. (b) Una paratia del gavone di poppa e paratie separanti lo spazio dell'apparato motore, come definito dalla Regola 2 di questo Capitolo, dagli spazi per il carico e per i passeggeri a proravia e a poppavia, devono estendersi stagne fino al ponte delle paratie. Tuttavia la paratia del gavone di poppa può arrestarsi al disotto del ponte delle paratie, purché non sia compromesso il grado di sicurezza della nave per quanto riguarda la compartimentazione. (c) In ogni caso i tubi di uscita degli alberi motori devono essere racchiusi in spazi stagni di moderato volume. Il pressatrecce di poppa deve trovarsi entro una galleria stagna o in altro spazio stagno separato dallo spazio del tubo di uscita, di volume tale che, se allagato per perdita attraverso il pressatrecce, la linea limite non venga sommersa. Regola 10 Doppi fondi (a) Vi deve essere un doppio fondo, estendentesi dalla paratia del gavone di prora alla paratia del gavone di poppa per quanto ciò sia possibile e compatibile con le caratteristiche costruttive ed il normale esercizio della nave. (i) Nelle navi di lunghezza di 50 metri (165 piedi) ed inferiore a 61 metri (200 piedi) deve essere sistemato un doppio fondo che si estenda almeno dalla paratia prodiera dello spazio destinato all'apparato motore sino alla paratia del gavone di prora o quanto più vicino possibile a tale paratia. (ii) Nelle navi di lunghezza di 61 metri (200 piedi) ed inferiore a metri 76 (249 piedi), deve essere sistemato almeno un doppio fondo fuori dei locali dell'apparato motore il quale deve estendersi fino alle paratie del gavone di prora e di poppa, o quanto più vicino possibile ad esse; (iii) Nelle navi di lunghezza eguale o superiore a 76 metri (249 piedi), deve essere sistemato un doppio fondo al mezzo della nave che si estenda fino alle paratie dei gavoni di prora e di poppa, o quanto più vicino possibile ad esse. (b) Quando è prescritta la sistemazione di un doppio fondo, la sua altezza deve essere di soddisfazione dell'Amministrazione e il cielo del doppio fondo deve estendersi da murata a murata, in modo da proteggere il fondo alla curva del ginocchio. Tale protezione è considerata soddisfacente quando, condotta dal vertice dell'angolo esterno interiore del rettangolo circoscritto alla sezione maestra una retta inclinata di 25 gradi sull'orizzontale fino all'intersezione col tracciato fuori ossatura della sezione maestra e considerato il piano orizzontale passante per tale intersezione, si verifichi che nessun punto della linea di intersezione dell'orlo esterno della lamiera marginale col fasciame esterno risulti al disotto di detto piano orizzontale. (c) I pozzetti di sentina, praticati nei doppi fondi in comunicazione con l'impianto di esaurimento delle stive, eccetera, non devono essere più profondi del necessario. La loro profondità non deve mai essere superiore alla profondità del doppio fondo nel piano di simmetria, diminuita di 457 millimetri (18 pollici) e tali pozzetti non devono estendersi al disotto del piano orizzontale indicato nei paragrafo (b) della presente Regola. Un pozzetto estendentesi fino al fasciante esterno può peraltro essere permesso all'estremità poppiera delle gallerie degli alberi motori delle navi ad elica. Altri pozzetti (ad esempio per l'olio di lubrificazione sotto le macchine principali), possono essere autorizzati dall'Amministrazione se essa ritiene che le sistemazioni assicurano una protezione equivalente a quella data da un doppio tondo conforme alle prescrizioni della presente Regola. (d) Un doppio fondo in corrispondenza di compartimenti stagni di media grandezza destinati esclusivamente al trasporto di liquidi può essere omesso a condizione che, a giudizio dell'Amministrazione, non sia compromessa la sicurezza della nave in caso di avaria del fondo o del fianco. (e) Nel caso di navi alle quali si applicano le prescrizioni del paragrafo (d) della Regola 1 del presente Capitolo ed adibite al servizio regolare di viaggi internazionali brevi, entro i limiti stabiliti dalla Regola 2 del Capitolo III, l'Amministrazione può accordare l'esenzione del doppio fondo per qualsiasi parte della nave avente un fattore di compartimentazione non maggiore di 0,50 se essa ritiene che la sistemazione di un doppio fondo per dette parti non è compatibile con le caratteristiche costruttive e il normale esercizio della nave. Regola 11 Assegnazione, marcatura e annotazione dei galleggiamenti di compartimentazione (a) Affinchè sia assicurato il mantenimento del grado di compartimentazione prescritto, una linea di galleggiamento corrispondente all'immersione di compartimentazione approvata, dev'essere stabilita e marcata sui fianchi della nave. Una nave avente spazi specialmente costruiti per l'uso alternato di passeggeri e di trasporto merci può, a richiesta dell'armatore, avere assegnata e marcata sul fianco una o più linee di galleggiamenti addizionali, corrispondenti alle immersioni di compartimentazione che l'Amministrazione può approvare nelle diverse condizioni di servizio. (b) I galleggiamenti di compartimentazione stabiliti e marcati devono essere annotati nel Certificato di sicurezza per nave da passeggeri, designando con la indicazione C. 1 quelli che si riferiscono al caso in cui la nave sia adibita principalmente al servizio dei passeggeri, e con C. 2, C. 3, eccetera quelli che si riferiscono ad altre condizioni di servizio. (c) Il bordo libero corrispondente a ciascuno di questi galleggiamenti va misurato nella stessa posizione e a partire dalla stessa linea di riferimento tracciata per i bordi liberi stabiliti in base alla Convenzione internazionale in vigore per la linea di massimo carico. (d) Il bordo libero corrispondente a ciascun galleggiamento di compartimentazione approvato ed alle condizioni di servizio corrispondenti, deve essere chiaramente indicato sul certificato di sicurezza per navi da passeggeri. (e) In nessun caso la marca di un galleggiamento di compartimentazione può essere posta al di sopra della più alta marca di galleggiamento di massimo carico, in acqua salata, determinata sia in base alla robustezza della nave, sia in base alla Convenzione internazionale per la linea di massimo carico in vigore. (f) Qualunque sia la posizione delle marche dei galleggiamenti di compartimentazione, una nave non deve mai essere caricata in modo da far immergere la marca di galleggiamento corrispondente alla stagione ed alla località determinata in base alla Convenzione internazionale in vigore per la linea di massimo carico. (g) Una nave non deve mai essere caricata in modo che quando si trovi in acqua salata sia sommersa la marca del galleggiamento di compartimentazione corrispondente al viaggio in atto ed alle condizioni di servizio. Regola 12 Costruzione e prove iniziali delle paratie stagne, eccetera (a) Ciascuna paratia stagna di compartimentazione, sia essa trasversale o longitudinale deve essere costruita in modo da sopportare, con un adeguato margine di resistenza, la pressione della più alta colonna di acqua che potrebbe venire a sopportare in caso d'avaria della nave, e per lo meno la pressione di una colonna d'acqua elevata fino alla linea limite. La costruzione di queste paratie deve essere di soddisfazione dell'Amministrazione. (b) (i) Gli scalini ed i recessi praticati nelle paratie devono essere stagni e presentare la stessa resistenza della corrispondente parte di paratia; (ii) Qualora ordinate o bagli passino attraverso un ponte od una paratia stagni, tale ponte o paratia devono essere di struttura stagna senza uso di legno o cemento. (c) La prova mediante riempimento di acqua dei compartimenti principali, non è obbligatoria. Quando non è fatta la prova mediante riempimento, è obbligatoria una prova a getto; questa prova deve esserre eseguita nello stadio più avanzato possibile di costruzione della nave. In ogni caso deve essere eseguito un esame accurato delle paratie stagne. (d) Il gavone di prora, i doppi fondi (comprese le chiglie a cassone) ed i doppi fianchi devono essere provati con battente d'acqua corrispondente alle prescrizioni del paragrafo (a) della presente Regola. (e) I depositi destinati a contenere liquidi e che fanno parte della compartimentazione della nave, devono essere provati per la loro tenuta stagna col maggiore dei seguenti battenti d'acqua: o quello corrispondente al massimo galleggiamento di compartimentazione o quello corrispondente ai 2/3 dell'altezza dalla faccia superiore della chiglia alla linea limite in corrispondenza del deposito, purché in nessun caso il battente d'acqua sia inferiore a metri 0,92 (3 piedi) al di sopra del cielo del deposito. (f) Le prove indicate nei paragrafi (d) ed (e) della presente Regola hanno lo scopo di verificare che le strutture di compartimentazione siano stagne; esse non devono essere considerate come prove per stabilire l'idoneità di un compartimento a contenere combustibile liquido o a soddisfare altri usi speciali, per i quali può essere richiesta una prova più severa, in dipendenza dell'altezza che il liquido può raggiungere nel deposito o nelle sue tubolature. Regola 13 Aperture nelle paratie stagne (a) Il numero delle aperture praticate nelle paratie stagne deve essere ridotto al minimo compatibile con le caratteristiche costruttive e il normale esercizio della nave; tali aperture devono essere dotate di mezzi di chiusura soddisfacenti. (b) (i) Se tubazioni, ombrinali, condutture elettriche, eccetera, attraversano paratie stagne di compartimentazione, devono essere adottati opportuni accorgimenti per conservare la tenuta stagna di tali paratie; (ii) su una paratia stagna di compartimentazione non è permesso applicare valvole o rubinetti che non formino parte di un sistema di tubolature; (iii) per installazioni che attraversano le paratie stagne di compartimentazione, non deve essere usato il piombo od altro materiale sensibile al calore quando il deterioramento di tali installazioni, in caso di incendio, comprometterebbe l'integrità stagna delle paratie. (c) (i) Non sono permesse porte, passi d'uomo o aperture d'accesso: (1) nella paratia di collisione al disotto della linea limite; (2) nelle paratie stagne trasversali che dividono uno spazio per merci da un contiguo spazio per merci o da un carbonile permanente o di riserva, salvo le eccezioni specificate dal paragrafo (l) della presente Regola; (ii) eccetto nel caso previsto dal comma (iii) del presente paragrafo, la paratia di collisione sotto la linea limite può essere attraversata da non più di un tubo per il passaggio del liquido contenuto nella cisterna del gavone di prora, purché questo tubo sia munito di una valvola a chiusura a vite manovrabile da un punto al disopra del ponte delle paratie ed il corpo della valvola sia fissato alla paratia di collisione nell'interno del gavone di prora; (iii) se il gavone di prora è diviso per contenere due liquidi di differente qualità, l'Amministrazione può permettere che la paratia di collisione sia attraversata al disotto della linea limite da due tubi, ciascuno dei quali sia sistemato secondo prescrizioni del comma (ii) del presente paragrafo, purché l'Amministrazione riconosca che non vi è praticamente mezzo diverso dalla installazione di un secondo tubo, e che, tenuto conto della compartimentazione addizionale esistente nel gavone di prora, la sicurezza della nave non è menomata. (d) (i) Le porte stagne, applicate nelle paratie tra carbonili permanenti e di riserva, devono essere sempre accessibili, salvo quanto disposto dal comma (ii) del paragrafo (k) della presente Regola, per le porte dei carbonili di interponte; (ii) delle sistemazioni soddisfacenti devono essere installate, a mezzo di schermi o altrimenti, per evitare che il carbone possa impedire la chiusura delle porte stagne dei carbonili. (e) Entro gli spazi dell'apparato motore principale ed ausiliario, ivi incluse le caldaie che servono alla propulsione, e tutti i depositi permanenti di carbone, non può essere applicata più di una porta di comunicazione attraverso ciascuna paratia trasversale principale ad esclusione delle porte dei carbonili e delle gallerie degli alberi motori. Se vi sono due o più linee d'assi, le gallerie relative devono essere collegate da un passaggio intercomunicante. Se vi sono due alberi motori vi deve essere soltanto una porta tra lo spazio dell'apparato motore e le gallerie degli alberi motori, e solo due porte se vi sono più di due alberi motori. Tutte queste porte devono essere del tipo a scorrimento e devono essere situate in modo da avere la soglia il più alto possibile. Il comando a braccia per la manovra di queste porte, al di sopra del ponte delle paratie, deve essere situato fuori del locale apparato motore, se ciò è compatibile con una soddisfacente sistemazione del relativo meccanismo. (f) (i) Le porte stagne debbono essere del tipo a scorrimento o a cerniera o di tipo equivalente. Non sono permesse porte di lamiera assicurate soltanto da bulloni o porte che si chiudono per propria caduta o per l'azione di un peso che cade; (ii) le porte a scorrimento possono essere: manovrate soltanto a braccia o, oltre che a braccia, manovrate meccanicamente; (iii) le porte stagne permesse si possono perciò dividere in tre classi: Classe 1 - Porte a cerniera; Classe 2 - Porte a scorrimento con manovra a braccia; Classe 3 - Porte a scorrimento con manovra meccanica e manovra a braccia; (iv) i sistemi di manovra di qualsiasi porta stagna che funzioni meccanicamente o a braccia devono essere tali da poter chiudere la porta stessa con la nave sbandata di 15 gradi, sia da un lato che dall'altro; (v) per qualsiasi classe di porte stagne vi devono essere degli indicatori che consentono di constatare, da tutti i posti di manovra dai quali le porte stesse non sono visibili, se la porta è aperta o chiusa. Nel caso di una porta stagna di qualsiasi classe che non sia manovrabile da un posto centrale di manovra, vi deve essere un mezzo diretto di comunicazione meccanico, elettrico, telefonico o qualsiasi altro mezzo adatto, che permetta all'Ufficiale di guardia di mettersi rapidamente in comunicazione con la persona responsabile dell'esecuzione dell'ordine di chiusura della porta. (g) Le porte a cerniera (Classe 1) devono essere munite di mezzi rapidi di chiusura, quali le maniglie di serraggio, manovrabili da ciascun lato della paratia. (h) Le porte a scorrimento con manovra a braccia (Classe 2) possono essere a movimento verticale od orizzontale. Deve essere possibile manovrare il loro meccanismo dai due lati della porta stessa ed inoltre da una posizione accessibile al di sopra del ponte delle paratie con un meccanismo a rotazione continua o con altro dispositivo di manovra di tipo approvato che dia le stesse garanzie di sicurezza. Se la particolare disposizione dei locali rende praticamente impossibile la manovra dai due lati, possono essere concesse delle deroghe a tale prescrizione. Nel caso di manovra a braccia, il tempo necessario per la completa chiusura della porta con nave dritta non deve superare 90 secondi. (i) (i) Le porte a scorrimento con manovra meccanica (Classe 3), possono essere a movimento verticale od orizzontale. Quando è richiesto che una porta debba essere chiusa con energia meccanica da un comando centrale, il meccanismo deve essere tale da permettere che la porta venga manovrata meccanicamente anche a mezzo di comando locale sia da un lato che dall'altro della porta stessa. La disposizione deve essere tale che la porta si chiuda automaticamente se, dopo essere stata chiusa dal comando centrale, viene aperta dal comando locale; inoltre ciascuna porta deve poter essere tenuta chiusa mediante dispositivi locali i quali impediscano che possa venire aperta dal posto centrale di manovra. Leve locali di manovra, collegate con la manovra meccanica, devono essere sistemate da ciascun lato della paratia in modo tale da permettere alle persone che attraversino la porta, di tenerle entrambe in posizione di apertura senza avere la possibilità di mettere involontariamente in funzione il meccanismo di chiusura. Le porte a scorrimento con manovra meccanica devono essere dotate di comando a mano manovrabile dai due lati della porta stessa e da un punto accessibile al disopra del ponte delle paratie, con manovella a rotazione continua o con altro meccanismo di tipo approvato che dia le stesse garanzie di sicurezza. Devono essere adottati dispositivi per avvertire con segnale sonoro quando la porta incomincia a chiudersi e tali che il segnale continui fino a che essa sia completamente chiusa. Il tempo impiegato dalla porta per chiudersi deve essere sufficiente per garantire la sicurezza; (ii) vi devono essere almeno due sorgenti indipendenti di energia meccanica capaci di assicurare l'apertura e chiusura di tutte le porte servite, e ciascuna sorgente d'energia deve essere sufficiente per la manovra simultanea di tutte le dette porte. Le due sorgenti d'energia devono essere comandate dalla stazione centrale situata sul ponte di comando, munita di tutti gli strumenti necessari per controllare che ciascuna sorgente d'energia sia capace di assicurare soddisfacentemente il servizio richiesto; (iii) nel caso di manovra idraulica, ciascuna sorgente d'energia deve consistere in una pompa di potenza sufficiente a chiudere tutte le porte in non più di 60 secondi. Inoltre al servizio dell'intero impianto vi devono essere degli accumulatori idraulici di capacità sufficiente ad assicurare per almeno tre volte la manovra di tutte le porte, cioè chiusura - apertura - chiusura. Il liquido usato deve essere tale da non congelare a nessuna delle temperature che possono essere incontrate dalla nave durante il suo esercizio. (j) (i) Le porte stagne a cerniera (Classe 1), negli spazi per passeggeri, per equipaggio o per servizio, sono permesse soltanto al di sopra di un ponte la cui faccia inferiore, nel suo punto più basso a murata, sia almeno metri 2,13 (7 piedi), sopra il massimo galleggiamento di compartimentazione; (ii) le porte stagne, la cui soglia è al di sopra del massimo galleggiamento ed al di sotto della linea specificata nel precedente comma, devono essere del tipo a scorrimento e possono essere manovrate a braccia (Classe 2) salvo che nelle navi adibite a viaggi internazionali brevi il cui fattore di compartimentazione deve essere uguale o inferiore a 0,50, nelle quali tutte le porte devono essere manovrate meccanicamente. Quando gallerie connesse a stive frigorifere o condotte di ventilazione o di tiraggio forzato attraversano più di una paratia stagna principale di compartimentazione, le porte in corrispondenza di tali passaggi devono essere manovrate meccanicamente. (k) (i) Porte stagne che possono essere aperte qualche volta durante la navigazione e la cui soglia è più bassa della linea del massimo galleggiamento di compartimentazione devono essere del tipo a scorrimento. Devono essere applicate le seguenti regole: (1) se il numero di tali porte (escluso le porte di accesso alle gallerie degli alberi motori) è superiore a 5, tutte queste porte e quelle di accesso alle gallerie degli alberi motori o condotte di ventilazione, o tiraggio forzato devono essere azionate da energia meccanica (Classe 3) e devono potersi chiudere con manovra simultanea da una stazione centrale situata sul ponte di comando; (2) se il numero di tali porte (escluse le porte di accesso alle gallerie degli alberi motori) è maggiore di uno e non supera cinque: (a) quando la nave non ha spazi per passeggeri al di sotto del ponte delle paratie, tutte le porte sovra menzionate possono essere azionate a braccia (Classe 2); (b) quando la nave ha dei locali per passeggeri al di sotto del ponte delle paratie, tutte le porte sovra menzionate devono essere azionate da energia meccanica (Classe 3) e devono poter essere chiuse con manovra simultanea da una stazione centrale situata sul ponte di comando; (3) sulle navi in cui vi sono solo due di dette porte stagne ed esse si trovano nello spazio dell'apparato motore o sulle paratie che lo delimitano, l'Amministrazione può autorizzare che queste due porte siano azionate soltanto a braccia (Classe 2). (ii) Se entro i carbonili negli interponti al disotto del ponte delle paratie esistono porte stagne che devono essere saltuariamente aperte durante la navigazione per il maneggio del carbone, tali porte devono essere manovrate con energia meccanica. La loro apertura e chiusura deve essere annotata nel giornale di bordo prescritto dall'Amministrazione. (l) (i) Porte stagne di costruzione soddisfacente possono essere sistemate nelle paratie stagne di interponte separanti spazi destinati a carico se l'Amministrazione è convinta che la sistemazione di tali porte sia di assoluta necessità. Dette porte possono essere del tipo a cerniera, o scorrimento, o su rulli, ma non occorre che siano manovrabili a distanza. Esse devono essere sistemate al più alto livello e più lontano possibile dal fasciame esterno, ma in nessun caso il loro stipite esterno può essere ad una distanza dal fasciame esterno inferiore ad un quinto della larghezza della nave come specificato dalla Regola 2 del presente Capitolo, misurando tale distanza normalmente al piano di simmetria della nave al livello del massimo galleggiamento di compartimentazione. (ii) Tali porte devono essere chiuse prima dell'inizio del viaggio e devono essere tenute chiuse durante la navigazione; le ore della loro apertura all'arrivo in porto e della loro chiusura prima della partenza dal porto, devono essere annotate nel giornale di bordo. Nel caso che qualcuna di dette porte debba essere accessibile durante la navigazione, essa deve essere munita di un dispositivo che ne impedisca l'apertura non autorizzata. Quando è prevista la sistemazione di porte di tal genere, il loro numero o la loro sistemazione, devono formare oggetto di esame speciale da parte dell'Amministrazione. (m) L'impiego di lamiere rimovibili nelle paratie è ammesso solo negli spazi degli apparati motore. Tali lamiere rimovibili devono essere sempre a posto prima della partenza e non devono essere rimosse durante la navigazione se non per una imperiosa necessità. Devono essere adottate le necessarie precauzioni nel loro ricollocamento per garantire la perfetta tenuta stagna dei giunti. (n) Tutte le porte stagne devono essere tenute chiuse durante la navigazione, salvo quando esigenze di esercizio della nave richiedano che siano aperte. In tal caso devono essere sempre pronte alla chiusura immediata. (o) (i) Quando passaggi o gallerie per l'accesso dagli alloggi del personale ai locali antistanti ai forni o per il passaggio di tubazioni o per qualsiasi altro scopo attraversano paratie stagne trasversali principali, essi devono essere stagni e soddisfare alle prescrizioni della Regola 16 del presente Capitolo. L'accesso ad almeno una delle estremità di tali passaggi o gallerie, quando usati per comunicazione durante la navigazione, deve essere praticato attraverso una garitta stagna, estendentesi ad un livello sufficientemente elevato affinchè l'accesso stesso sia al disopra della linea limite. L'accesso all'altra estremità di tali passaggi o gallerie può avvenire attraverso una porta stagna del tipo richiesto dalla relativa ubicazione. I passaggi o le gallerie anzidetti non devono mai attraversare la prima paratia di compartimentazione a poppavia della paratia di collisione. (ii) Quando è prevista la sistemazione di gallerie o condotte per il tiraggio forzato attraversanti paratie stagne principali di compartimentazione trasversale, tale sistemazione deve essere oggetto di particolare esame da parte dell'Amministrazione. Regola 14 Aperture nel fasciame esterno al disotto della linea limite (a) Il numero delle aperture nel fasciame esterno deve essere ridotto al minimo compatibile con le caratteristiche costruttive e con il normale esercizio della nave. (b) La sistemazione e l'efficacia dei mezzi per la chiusura di qualsiasi apertura nel fasciame esterno devono essere rispondenti alla funzione ed alla ubicazione dei mezzi stessi e devono, in linea di massima, essere di soddisfazione dell'Amministrazione. (c) (i) Se in un interponte la soglia inferiore di qualsiasi portellino di murata si trova al di sotto di una linea condotta parallelamente al ponte delle paratie a murata ed avente il suo punto più basso ad una quota pari al 2,5 per cento della larghezza della nave al di sopra del massimo galleggiamento di compartimentazione, tutti i portellini di murata di quell'interponte devono essere di tipo non apribile. (ii) Tutti i portellini di murata le cui soglie inferiori sono al disotto della linea limite, esclusi quelli che, in base al comma (i) del presente paragrafo devono essere di tipo non apribile, devono essere costruiti in modo tale che nessuno possa aprirli senza l'autorizzazione del comandante. (iii) (1) Se in un interponte, la soglia inferiore di qualsiasi portellini di murata, cui si riferisce il comma (ii) del presente paragrafo, si trova al di sotto di una linea condotta parallelamente al ponte delle paratie a murata avente il suo punto più basso alla quota di metri 1,37 (4 e 1/2 piedi) più il 2,5 per cento della larghezza della nave al disopra del livello di galleggiamento, al momento della partenza da un porto tutti i portellini di murata di quell'interponte devono essere chiusi a tenuta stagna ed a chiave prima che la nave parta non devono essere aperti in navigazione nell'applicazione di questo comma potrà essere consentita una certa tolleranza, se sarà il caso, quando la nave si trovi in acqua dolce; (2) le ore di apertura di tali portellini in porto e della loro chiusura a chiave prima che la nave parta devono essere annotate nel giornale di bordo prescritto dall'Amministrazione; (3) se uno o più portellini di murata sono sistemati in modo tale che le prescrizioni del punto (1) del presente comma sono loro applicabili quando la nave è al massimo galleggiamento di compartimentazione, l'Amministrazione può precisare il pescaggio medio limite per il quale i portellini in questione vengono ad avere la loro soglia al di sopra della linea condotta parallelamente al ponte paratie a murata, ed avente il suo punto più basso alla quota di metri 1,37 (4 e 1/2 piedi) più il 2,5 per cento della larghezza della nave al di sopra del livello di galleggiamento corrispondente a questo pescaggio medio limite, e di conseguenza sarà permesso di partire senza la preventiva chiusura a chiave di tutti i portellini e di aprirli durante la navigazione sotto la responsabilità del comandante nel corso del viaggio, fino al porto successivo. Nelle zone tropicali, come definite nella Convenzione internazionale per la linea di massimo carico in vigore, questo pescaggio può essere aumentato di 305 millimetri (1 piede). (d) Efficaci controportellini interni a cerniera che possano essere facilmente chiusi e resi effettivamente stagni devono essere sistemati a tutti i portellini di murata; detti controportellini possono essere rimovibili nei locali passeggeri in cabina (non in quelli di stiva), soltanto a poppavia di un ottavo della lunghezza della nave perpendicolare prodiera ed al di sopra di una linea parallela al ponte delle paratie a murata, avente il suo punto più basso alla quota di metri 3,66 (12 piedi) più 2,5 per cento della larghezza della nave al disopra del massimo galleggiamento di compartimentazione, a meno che, rispetto a quanto richiesto dalla Convenzione internazionale per la linea di massimo carico in vigore, essi debbano essere del tipo inamovibile. I predetti controportellini rimovibili devono essere sistemati vicino ai relativi portellini di murata. (e) I portellini di murata ed i loro controportellini che non sono accessibili durante la navigazione devono essere chiusi e fissati prima che la nave lasci il porto. (f) (i) Nessun portellino di murata deve essere applicato nei locali adibiti esclusivamente al trasporto di merci o carbone. (ii) Portellini di murata possono, tuttavia, essere applicati negli spazi destinati alternativamente al trasporto di merci o passeggeri, ma devono essere costruiti in modo cne nessuno possa aprire tali portellini o i loro controportellini senza l'autorizzazione del comandante. (iii) Se in tali spazi è trasportata merce, i portellini di murata ed i loro controportellini devono essere chiusi e fissati prima dell'imbarco della merce e tale loro chiusura a chiave deve essere annotata nel giornale di bordo prescritto dall'Amministrazione. (g) Nel fasciame esterno della nave al di sotto della linea limite non possono essere sistemati portellini di murata a ventilazione automatica senza speciale autorizzazione dell'Amministrazione. (h) Il numero degli ombrinali, degli scarichi d'igiene e delle altre simili aperture nel fasciame esterno deve essere ridotto al minimo sia facendo confluire ad un solo sbocco il maggior numero possibile di tubi di scarico d'igiene od altri, sia mediante altre sistemazioni soddisfacenti. (i) (i) Tutte le prese del mare e tutti gli scarichi nel fasciame esterno devono essere muniti di efficaci ed accessibili sistemazioni per prevenire l'immissione accidentale di acqua nella nave. né piombo, né alcun altro materiale sensibile al calore, devono essere impiegati per tubazioni connesse alle valvole a fasciame per prese o scarichi o per qualsiasi altra sistemazione in cui il danneggiamento delle tubazioni stesse in caso d'incendio possa dar luogo al pericolo di allagamenti. (ii) (1) Ad eccezione di quanto disposto nel comma (iii) del presente paragrafo, ogni singolo scarico proveniente da locali situati al disotto della linea limite ed attraversante il fasciame esterno deve avere una valvola automatica di non ritorno, munita di dispositivo di chiusura diretto manovrabile dal di sopra del ponte delle paratie, oppure, in alternativa, due valvole automatiche di non ritorno, senza dispositivi di chiusura, la più alta delle quali situata al di sopra del massimo galleggiamento di compartimentazione in posizione tale da essere sempre accessibile per la visita durante il servizio di tipo normalmente chiuso. (2) Quando è sistemata una valvola con dispositivo di chiusura diretta, il suo posto di manovra sopra il ponte delle paratie deve essere sempre facilmente accessibile e deve avere indici per segnalare se la valvola è aperta o chiusa. (iii) Le prese dal mare e gli scarichi principali ed ausiliari collegati con i macchinari devono avere sempre valvole o rubinetti facilmente accessibili inseriti tra i tubi ed il fasciame esterno o tra i tubi e le cassette di lamiera applicate al fasciame esterno. (j) (i) I portelloni d'imbarco, i portelli di carico ed i portelli da carbone situati al di sotto della linea limite devono essere di robustezza adeguata. Essi devono essere efficacemente chiusi e resi stagni prima della partenza e devono essere tenuti chiusi in navigazione. (ii) Dette aperture non devono in nessun caso essere praticate in posizione tale che il loro punto più basso risulti al di sotto del massimo galleggiamento di compartimentazione. (k) (i) Le aperture interne degli scarichi delle ceneri, degli scarichi delle immondizie, eccetera devono essere munite di un coperchio efficiente. (ii) Se queste aperture interne sono situate al di sotto della linea limite, il coperchio deve essere a chiusura stagna e deve inoltre essere sistemata nello scarico una valvola automatica di non ritorno, in posizione facilmente accessibile al disopra del massimo galleggiamento di compartimentazione. Quando lo scarico non è in uso, sia il coperchio che la valvola devono essere tenuti chiusi e assicurati. Regola 15 Costruzione e prove iniziali delle porte stagne dei portellini di murata, eccetera (a) (i) Il progetto, i materiali e la costruzione di tutte le porte stagne, i portellini di murata, i portelloni d'imbarco, i portelli di carico, i portelli da carbone, le valvole, le tubazioni, gli scarichi delle ceneri e gli scarichi delle immondizie ai quali si riferiscono queste Regole, devono essere di soddisfazione della Amministrazione. (ii) Le intelaiature delle porte stagne a scorrimento verticale non devono presentare un incavo nelle parte inferiore in cui possa accumularsi sporcizia che impedisca la debita chiusura della porta. (iii) Tutti i rubinetti e le valvole per prese dal mare e scarichi sotto il ponte delle paratie, come pure le loro connessioni al fasciame esterno, devono essere di acciaio, bronzo o di altro metallo duttile approvato. La ghisa ordinaria o materiali simili non devono essere usati. (b) Tutte le porte stagne devono essere provate idrostaticamente con pressione corrispondente all'altezza del ponte delle paratie. La prova deve essere fatta prima che la nave entri in servizio, prima o dopo la sistemazione della porta. Regola 16 Costruzione e prove iniziali dei ponti stagni, cofani, eccetera (a) I ponti, i cofani, le gallerie, le chiglie a cassone e le condotte per la ventilazione, quando sono stagni devono avere la stessa robustezza delle paratie stagne situate a pari livello. I mezzi impiegati per assicurare a tali elementi la tenuta stagna ed i dispositivi adottati per chiudere le aperture esistenti devono essere di soddisfazione dell'Amministrazione. Le condotte stagne di ventilazione ed i cofani devono essere prolungati almeno fino al disopra del ponte delle paratie. (b) Dopo la costruzione, i cofani, le gallerie e le condotte di ventilazione che devono essere a tenuta stagna devono essere sottoposti a prova a getto; i ponti stagni devono essere sottoposti a prova a getto o a prova con allagamento. Regola 17 Tenuta stagna al disopra della linea limite (a) L'Amministrazione può richiedere che siano prese tutte le disposizioni pratiche e ragionevoli per limitare l'entrata e il deflusso dell'acqua al disopra del ponte delle paratie. Tali disposizioni possono includere paratie o costole rinforzate. Se al disopra o nelle immediate vicinanze delle paratie stagne principali vi sono delle paratie stagne parziali e costole rinforzate, esse devono avere collegamenti stagni con il fasciame esterno e con il ponte delle paratie in modo da limitare il deflusso dell'acqua lungo il ponte stesso con nave sbandata in avaria. Se la paratia stagna parziale non è in continuazione della paratia stagna sottostante, il ponte delle paratie compreso tra di esse deve essere effettivamente stagno. (b) Il ponte delle paratie, o un ponte ad esso soprastante, deve essere stagno alle intemperie nel senso che nelle condizioni normali del mare, l'acqua non possa penetrare attraverso ad esso verso il basso. Tutte le aperture praticate nel ponte esposto devono avere battenti d'altezza e robustezza sufficienti e devono essere dotate di mezzi efficaci per chiuderle rapidamente in modo stagno alle intemperie. Aperture a murata per scarico d'acqua, parapetti a giorno e (o) ombrinali devono essere sistemati come necessario per far defluire rapidamente l'acqua dal ponte esposto in tutte le condizioni di tempo. (c) I portellini di murata, i portelloni d'imbarco, i portelli di carico, i portelli da carbone e gli altri dispositivi per chiudere aperture praticate nel fasciame esterno al disopra della linea limite, devono essere di tipo e costruzione efficace e di sufficiente robustezza, tenuto debito conto della natura degli spazi nei quali essi sono situati, nonché della loro posizione rispetto al massimo galleggiamento di compartimentazione. (d) Efficaci controportellini interni, che possano essere facilmente chiusi e resi effettivamente stagni, devono essere sistemati a tutti i portellini di murata dei locali ubicati al disotto del ponte immediatamente sovrastante il ponte delle paratie. Regola 18 Mezzi di prosciugamento nelle navi da passeggeri (a) Tutte le navi devono essere dotate di un efficace impianto di pompe di sentina, atto, sia a nave diritta che a nave sbandata, in tutte le condizioni praticamente possibili dopo un sinistro, ad esaurire e prosciugare qualsiasi compartimento stagno che non sia destinato permanentemente a contenere combustibile liquido o acqua. A tale scopo è generalmente necessario sistemare dei branchetti di aspirazione laterali in tutti i compartimenti, fatta eccezione per i compartimenti ristretti, alle estremità della nave, dove una sola aspirazione può essere considerata sufficiente. Nei compartimenti di forma speciale possono essere richieste delle aspirazioni suppletive. Devono essere prese tutte le misure necessarie per assicurare il deflusso d'acqua verso le aspirazioni del compartimento. L'Amministrazione può dispensare dall'applicazione delle prescrizioni del presente paragrafo compartimenti particolari per i quali ritenga che un mezzo di prosciugamento può essere inopportuno, purché i calcoli eseguiti conformemente alle prescrizioni del paragrafo (b) della Regola 7 del presente Capitolo dimostrino che la sicurezza della nave non viene compromessa. Mezzi efficaci devono essere disposti per l'evacuazione dell'acqua dalle stive frigorifere. (b) (i) Tutte le navi devono avere almeno 3 pompe azionate da una sorgente di energia meccanica e collegate al collettore principale di prosciugamento; una di esse potrà essere azionata dalla macchina principale, Quando il criterio di servizio è uguale o superiore a 30, deve essere installata una pompa indipendente supplementare azionata da energia meccanica: (ii) la seguente tabella dà il numero delle pompe richieste: Criterio di servizio Meno di 30 30 ed oltre Pompa azionata dalla motrice principale (può essere sostituita da una pompa indipendente ad energia meccanica........... 1 1 Pompe indipendenti.......... 2 3 (iii) le pompe d'igiene, le pompe di zavorra e le pompe per servizi generali possono essere considerate come pompe di sentina indipendenti quando hanno i necessari collegamenti con l'impianto di prosciugamento delle sentine. (c) Quando è possibile, le pompe delle sentine azionate da energia meccanica devono essere sistemate in compartimenti stagni diversi, ubicati e sistemati in modo che una stessa avaria non possa provocare l'allagamento rapido e simultaneo dei compartimenti stessi. Se le macchine e le caldaie sono in due o più compartimenti stagni, le pompe utilizzabili come pompe di sentina devono per quanto possibile essere distribuite in questi diversi compartimenti. (d) Sulle navi di lunghezza pari o superiore a metri 91,5 (300 piedi) o che abbiano un criterio di servizio pari o superiore a 30, le sistemazioni devono essere tali che almeno una delle pompe azionate con energia meccanica possa essere adoperata in tutte le normali circostanze nelle quali una nave può subire un allagamento durante la navigazione. Questa condizione è considerata adempiuta se: (i) una delle pompe prescritte è una pompa di emergenza di sicuro funzionamento anche se completamente sommersa avente sorgente di energia situata al disopra del ponte delle paratie; oppure; (ii) le pompe e le loro sorgenti di energia sono distribuite per la lunghezza della nave in maniera tale che in qualsiasi condizione di allagamento che la nave sia tenuta a fronteggiare, almeno una pompa, situata in un compartimento non danneggiato, possa essere adoperata. (e) Ad eccezione delle pompe supplementari che possono essere installate per servire esclusivamente i gavoni, ogni pompa di sentina prescritta deve avere le sistemazioni necessarie per poter aspirare acqua da qualsiasi compartimento per il quale il paragrafo (a) della presente Regola prescrive il prosciugamento. (f) (i) Ciascuna pompa di sentina, azionata da energia meccanica, deve poter imprimere all'acqua nel collettore principale di sentina una velocità non inferiore a 122 metri (400 piedi) per minuto primo. Le pompe di sentina indipendenti, azionate da energia meccanica e situate nei locali dell'apparato motore, devono avere aspirazioni dirette in questi locali; non occorre però che siano richieste più di due di tali aspirazioni per ciascuno di detti locali. Se vi sono due o più di tali aspirazioni, almeno una deve essere a destra e una a sinistra. L'Amministrazione può esigere che le pompe di sentina indipendenti azionate da energia meccanica e collocate in altri compartimenti abbiano delle aspirazioni dirette separate. Le aspirazioni dirette devono essere convenientemente disposte e quelle nel compartimento dell'apparato motore devono avere un diametro non inferiore a quella del collettore principale di sentina; (ii) sulle navi con combustione a carbone deve essere sistemato nel locale antistante i forni, in aggiunta alle altre aspirazioni previste dalla presente Regola, un tubo flessibile di aspirazione di diametro conveniente e di lunghezza sufficiente, che possa essere collegato con l'aspirazione di una pompa indipendente ad energia meccanica. (g) (i) Oltre all'aspirazione o aspirazioni dirette di sentina richieste dal paragrafo (f) della presente Regola, nel locale dell'apparato motore vi deve essere una aspirazione diretta dalla pompa di circolazione principale, con imbocco di aspirazione a livello idoneo per il prosciugamento del locale macchine e munita di valvola di non ritorno. Il diametro del tubo di tale aspirazione diretta deve essere almeno uguale a due terzi di quello dell'orifizio di aspirazione della pompa per i piroscafi e uguale al diametro dell'orifizio della pompa nel caso di motonavi. (ii) se nell'opinione dell'Amministrazione la pompa principale di circolazione non è adatta a tale scopo, deve essere sistemata per il prosciugamento del locale dell'apparato motore un'aspirazione diretta di emergenza dalla più potente pompa meccanica indipendente utilizzabile e al livello idoneo; tale aspirazione deve avere diametro uguale a quello del tubo di aspirazione principale della pompa stessa. La capacità della pompa così connessa deve essere superiore, in misura giudicata soddisfacente dall'Amministrazione, rispetto a quella richiesta per una pompa di prosciugamento dell'impianto medesimo. (iii) i dispositivi di manovra delle valvole di presa dal mare e di aspirazione diretta devono essere portati ben al di sopra del pagliolo del locale dell'apparato motore. (iv) se il combustibile è, o può essere, carbone e non esiste paratia stagna fra le macchine e le caldaie, ogni pompa di circolazione che sia impiegata conformemente alle prescrizioni del comma (i) del presente paragrafo, deve avere uno scarico diretto fuori bordo o, in via alternativa, deve avere una valvola di sorpasso alla tubatura di scarico della pompa di circolazione. (h) (i) Tutte le tubature relative alle pompe richieste per il prosciugamento delle stive e dei locali dell'apparato motore devono essere completamente distinte dalle tubature che possono venire usate per riempire o vuotare i depositi destinati al trasporto dell'acqua o del combustibile liquido; (ii) tutte le tubature di prosciugamento delle sentine situate entro o sotto i depositi di carbone o di combustibile liquido o nei locali di macchine o di caldaie, compresi i locali in cui sono sistemate casse di decantazione o pompe del combustibile liquido, devono essere di acciaio o di altro materiale approvato. (i) II diametro del collettore principale di sentina deve essere calcolato secondo la formula seguente, intendendosi che il diametro interno reale di esso può essere della misura standard più vicina, accettabile dall'Amministrazione: Parte di provvedimento in formato grafico dove: d = diametro interno del collettore principale di sentina in pollici; L = lunghezza della nave in piedi; B = larghezza della nave in piedi; D = altezza di costruzione della nave in piedi, misurata al ponte delle paratie. Il diametro dei branchetti delle tubature di sentina deve essere stabilito dall'Amministrazione con apposite regole. (i) La sistemazione dell'impianto di pompe di sentina e di zavorra deve essere tale da impedire che l'acqua passi dal mare o dalle cisterne di zavorra nelle stive o nei locali dell'apparato motore o da un compartimento ad un altro. Speciali misure devono essere prese per impedire che una stiva cisterna collegata con tubature di sentina e con tubature di zavorra possa essere inavvertitamente messa in comunicazione col mare quando contiene carico, o prosciugata attraverso un tubo di sentina quando contiene acqua di zavorra. (k) Devono essere prese misure per impedire che qualsiasi compartimento servito da un tubo di aspirazione di sentina possa allagarsi nel caso in cui detto tubo venga rotto o altrimenti danneggiato in un altro compartimento in seguito a collisione o incaglio. A tale scopo, quando detto tubo si trova, in una parte qualsiasi, ad una distanza dalla murata inferiore ad un quinto della larghezza della nave (misurata perpendicolarmente al piano di simmetria al livello del massimo galleggiamento di compartimentazione), o in una chiglia a cassone, deve essere dotato di valvola di non ritorno nel compartimento contenente l'estremità aperta di detto tubo. (l) Tutte le cassette di distribuzione, i rubinetti e le valvole relative all'impianto delle pompe di sentina, devono essere situati in posizione sempre accessibile nelle ordinarie condizioni di servizio. Essi devono essere sistemati in modo che, in caso di allagamento, una delle pompe di sentina possa essere operativa in qualsiasi compartimento. Inoltre l'avaria di una pompa o della tubazione che la collega con il collettore principale di sentina, all'esterno di una linea situata ad un quinto della lunghezza della nave, non deve mettere fuori uso l'impianto di prosciugamento della sentina. Se esiste un solo sistema di tubazioni comune per tutte le pompe, i rubinetti o le valvole necessari per comandare le aspirazioni di sentina devono essere manovrabili dal di sopra del ponte delle paratie. Se oltre all'impianto principale delle pompe di sentina esiste un impianto di emergenza, questo ultimo deve essere indipendente dall'impianto principale e sistemato in modo che la pompa di emergenza possa agire in qualunque compartimento in caso di allagamento; in tal caso occorre che siano manovrabili dal disopra del ponte delle paratie soltanto i rubinetti e le valvole necessari per il funzionamento dell'impianto di emergenza. (m) Tutti i rubinetti e le valvole, menzionati nel paragrafo (1) della presente Regola, che si possono manovrare dal disopra del ponte delle paratie, devono avere i loro comandi, nei loro posti di manovra, chiaramente contrassegnati e muniti di dispositivi atti ad indicare se essi sono aperti o chiusi. Regola 19 Informazioni sulla stabilità per navi da passeggeri e per navi da carico (a) Le navi da passeggeri e le navi da carico devono subire, dopo la loro ultimazione, una prova che permetta di determinare gli elementi della loro stabilità. Il comandante deve ricevere tutte le indicazioni che gli sono necessarie per metterlo in grado, in modo semplice e rapido, di determinare le caratteristiche di stabilità della nave nelle varie condizioni di esercizio. Copia di tali informazioni deve essere consegnata alla Amministrazione. (b) Se una nave subisce delle modifiche tali da variare in modo apprezzabile le informazioni sulla stabilità fornite al comandante, nuove informazioni devono essere formulate e fornite al comandante. Se necessario, si deve ripetere la prova di stabilità della nave. (c) L'Amministrazione può dispensare una nave dalla prova di stabilità purché disponga di elementi base dedotti dalla prova di stabilità di una nave gemella o purché sia dimostrato, a soddisfazione dell'Amministrazione, che le informazioni sulla stabilità della nave esentata, in tal modo dedotte dagli anzidetti elementi base, sono sicuramente attendibili. (d) L'Amministrazione può ugualmente dispensare dalla prova di stabilità una nave singola o una serie di navi, specialmente progettate per il trasporto di liquidi o minerali alla rinfusa, quando dati esistenti per navi simili dimostrino chiaramente che, tenuto conto delle proporzioni e sistemazioni della nave, si avrà sempre, in tutte le probabili condizioni di carico, una altezza metacentrica più che sufficiente. Regola 20 Piani per il controllo della nave in caso di avaria Devono essere esposti permanentemente, per debita conoscenza dell'Ufficiale responsabile della nave, piani indicanti con chiarezza, per ogni ponte e stiva, i limiti dei compartimenti stagni, le loro aperture con i rispettivi mezzi di chiusura, l'ubicazione dei relativi comandi, e le misure da adottare nel caso di un qualsiasi sbandamento dovuto ad allagamento. Inoltre opuscoli contenenti le sopramenzionate informazioni devono essere messi a disposizione degli ufficiali della nave. Regola 21 Indicazioni, manovre ed ispezioni periodiche delle porte stagne, ecc. (a) La presente Regola si applica alle navi nuove ed alle navi esistenti. (b) Settimanalmente si deve procedere ad esercitazioni di manovra delle porte stagne, dei portellini di murata, delle valvole e dei meccanismi di chiusura degli ombrinali, degli scarichi delle ceneri e degli scarichi delle immondizie. Sulle navi effettuanti viaggi la cui durata supera una settimana deve essere fatta una esercitazione completa prima di lasciare il porto ed altre in seguito durante la navigazione almeno una volta alla settimana. Su tutte le navi deve essere fatta quotidianamente la manovra di tutte le porte stagne azionate da energia meccanica e delle porte stagne a cerniera situate nelle paratie trasversali principali, che vengono usate in navigazione. (c) (i) Le porte stagne, ivi compresi i meccanismi e gli indici ad esse connessi e tutte le valvole, la cui chiusura è necessaria per rendere stagno un compartimento, nonché tutte le valvole il cui funzionamento è necessario per la manovra di bilanciamento in caso di avaria, devono essere ispezionate periodicamente in navigazione almeno una volta alla settimana; (ii) tali valvole, porte e meccanismi devono essere provveduti delle necessarie indicazioni in modo che ne sia reso sicuro l'uso appropriato in caso di bisogno, ai fini della massima sicurezza. Regola 22 Annotazioni nel giornale di bordo (a) La presente Regola si applica alle navi nuove ed alle navi esistenti. (b) Tutte le porte a cerniera, le lamiere rimovibili,i portellini di murata, i portelloni d'imbarco, i portelli da carico, i portelli di carbone e le altre aperture che devono rimanere chiuse durante la navigazione in applicazione delle presenti Regole, devono essere chiuse prima della partenza. L'ora di chiusura e l'ora di apertura (quando l'apertura è autorizzata dalle presenti Regole) devono essere annotate nel giornale di bordo prescritto dall'Amministrazione. (c) Nel giornale di bordo devono essere annotate anche tutte le esercitazioni ed ispezioni prescritte dalla precedente Regola 21 del presente Capitolo, come pure qualsiasi difetto che venga riscontrato. PARTE C. - INSTALLAZIONI ELETTRICHE E MACCHINARIO (La parte C riguarda navi da passeggeri e navi da carico) Regola 23 Generalità (a) Le installazioni elettriche nelle navi da passeggeri devono essere tali che: (i) i servizi essenziali per la sicurezza siano mantenuti nelle varie condizioni di emergenza; e (ii) la sicurezza dei passeggeri, dell'equipaggio o della nave sia assicurata contro i pericoli di natura elettrica. (b) Le navi da carico sono soggette alle Regole 26, 27, 28, 29, 30 e 33 di questo Capitolo. Regola 24 Fonte principale di energia elettrica sulle navi da passeggeri (a) Ogni nave da passeggeri sulla quale l'energia elettrica costituisce l'unico mezzo per azionare i servizi ausiliari indispensabili per la propuisione e la sicurezza della nave, deve essere provvista di almeno due gruppi elettrogeni principali. La potenza di questi gruppi deve essere tale che sia ancora possibile assicurare i servizi di cui al comma (a) (i) della precedente Regola 23 del presente Capitolo in caso di arresto di uno di questi gruppi. (b) In una nave da passeggeri nella quale vi sia una sola centrale elettrica principale, il quadro principale deve trovarsi nella stessa zona principale di incendio dove si trova la centrale. Quando vi sia più di una centrale principale, è ammesso che vi sia un solo quadro principale. Regola 25 Fonte di energia elettrica di emergenza sulle navi da passeggeri (a) Sopra il ponte delle paratie e fuori del cofano dell'apparato motore vi deve essere una fonte autonoma di energia elettrica di emergenza. La posizione di questa fonte, in rapporto alla fonte o alle fonti principali di energia elettrica, deve essere tale da assicurare - a soddisfazione dell'Amministrazione - che un incendio o altro incidente al locale apparato motore (come definito al comma (h) della Regola 2 di questo Capitolo) non influisca sulla somministrazione o distribuzione dell'energia di emergenza. La fonte di emergenza non deve trovarsi a proravia della paratia di collisione. (b) La potenza della fonte di emergenza deve essere sufficiente ad alimentare tutti quei servizi che - a giudizio dell'Amministrazione - sono necessari per la sicurezza dei passeggeri e dell'equipaggio in un caso di emergenza, tenendo conto di quei servizi che dovrebbero poter funzionare contemporaneamente. Considerazione particolare deve essere data a: - illuminazione di emergenza alle varie stazioni di imbarco per salvataggio sul ponte e sulle murate; - illuminazione di emergenza in tutti i corridoi, scale e uscite; - illuminazione di emergenza nei locali dell'apparato motore e nelle stazioni di comando (come definite nel comma (f) della Regola 35 di questo Capitolo); - pompa dell'impianto automatico a spruzzo; - fanali di navigazione; - lampada per segnalazioni diurne (se azionata dall'impianto principale di bordo). L'energia elettrica deve essere assicurata per la durata di 36 ore, a meno che, nel caso di navi destinate regolarmente a viaggi di breve durata, l'Amministrazione accetti un tempo minore, se ritiene che possa aversi lo stesso grado di sicurezza. (c) La fonte di energia elettrica di emergenza può essere: (i) un generatore azionato da un adatto motore primo, con un rifornimento di combustibile indipendente e con dispositivo di avviamento approvati. Il combustibile usato deve avere punto di infiammabilità non inferiore a 43°C (110°F); oppure (ii) una batteria di accumulatori capace di sopperire al carico di emergenza senza ricariche o eccessiva caduta di tensione. (d) (i) Quando la fonte di energia d'emergenza è un generatore, deve essere provvista una fonte di energia d'emergenza temporanea, consistente in una batteria di accumulatori di capacità sufficiente per: (1) alimentare l'illuminazione di emergenza continuativamente per mezz'ora; (2) chiudere le porte stagne (se azionate elettricamente); non è però necessario che siano chiuse tutte simultaneamente; (3) azionare gli indicatori (se azionati elettricamente) che mostrano se le porte stagne azionate meccanicamente sono aperte o chiuse; (4) azionare i segnali sonori (se azionati elettricamente) che avvisano che le porte stagne azionate meccanicamente sono in chiusura. I dispositivi devono essere tali che la fonte temporanea di energia di emergenza entri in funzione automaticamente nel caso di mancato funzionamento della fonte principale. (ii) quando la fonte, di energia di emergenza è una batteria di accumulatori, vi devono essere dispositivi atti ad assicurare che l'illuminazione di emergenza entri in funzione automaticamente nel caso di mancato funzionamento della fonte principale di illuminazione. (e) Nel locale apparato motore - e preferibilmente sul quadro principale - deve esservi un indicatore che segnali quando una qualunque batteria di accumulatori, installata ai sensi della presente Regola, è scarica. (f) (i) Il quadro di emergenza deve essere sistemato il più vicino possibile alla fonte di energia di emergenza. (ii) Quando la fonte di energia di emergenza è un generatore, il quadro di emergenza deve essere sistemato nello stesso locale del generatore, a meno che ciò non comprometta il funzionamento del quadro stesso. (iii) Nessuna batteria di accumulatori sistemata ai sensi della presente Regola deve essere installata nello stesso locale del quadro di emergenza. (iv) L'Amministrazione può permettere che nelle condizioni normali il quadro di emergenza sia alimentato dal quadro principale. (g) La sistemazione deve essere tale che tutta l'installazione di emergenza funzioni anche quando la nave sia inclinata trasversalmente di 221/2° e/o longitudinalmente di 10°. (h) La fonte di energia di emergenza (ed anche quella temporanea, se provvista) deve essere provata periodicamente; questa prova deve includere il controllo dei dispositivi automatici. Regola 26 Fonte di energia elettrica di emergenza sulle navi da carico (a) Navi da carico di stazza lorda uguale o superiore a 5000 T. (i) Sulle navi da carico di stazza lorda uguale o superiore a 5000 T. vi deve essere una fonte autonoma di energia di emergenza, sistemata - a soddisfazione dell'Amministrazione - al di sopra del ponte continuo più alto e fuori del cofano dell'apparato motore, tale che il suo funzionamento sia sicuro in caso di incendio o di altri incidenti che mettano fuori uso l'installazione elettrica principale. (ii) la potenza disponibile deve essere sufficiente ad alimentare tutti quei servizi che - a giudizio dell'Amministrazione - sono necessari per la sicurezza di tutte le persone a bordo in caso di emergenza, tenendo conto di quei servizi che potrebbero dover funzionare contemporaneamente. Speciale considerazione deve essere data a: (1) illuminazione di emergenza alle varie stazioni di imbarco sul ponte o sulle murate; in tutti i corridoi, scale ed uscite; nel locale dell'apparato motore principale; nel locale dei gruppi elettrogeneratori principali sul ponte di comando e nella sala nautica; (2) allarme generale; e (3) fanali di navigazione (se solamente elettrici) e lampada per segnalazioni diurne (se azionata dall'impianto principale di bordo). L'energia elettrica deve essere assicurata per una durata di 6 ore. (iii) La sorgente di energia di emergenza può essere: (l) una batteria di accumulatori capace di sopperire al carico di emergenza senza ricariche od eccessiva caduta di tensione; oppure (2) un elettrogeneratore azionato da un adatto motore primo, con un rifornimento di combustibile indipendente e con dispositivi di avviamento a soddisfazione dell'Amministrazione. Il combustibile usato deve avere un punto di infiammabilità non minore di 43°C (110°F). (iv) La sistemazione deve essere tale che tutta l'installazione di emergenza funzioni anche quando la nave sia inclinata trasversalmente di 22 1/2 e/o longitudinalmente di 10°. (v) Tutta l'installazione di emergenza deve essere provata periodicamente. (b) Navi da carico di stazza lorda inferiore a 5.000 T. (i) Sulle navi da carico di stazza lorda inferiore a 5.000 T., vi deve essere una fonte autonoma di energia elettrica di emergenza, sistemata a soddisfazione dell'Amministrazione e capace di alimentare l'illuminazione ai posti di messa in mare e di deposito dei mezzi di salvataggio prescritti dai comma (a) (ii), (b) (ii) e (b) (iii) della Regola 19 del Capitolo III, ed inoltre tutti quegli altri servizi che l'Amministrazione può richiedere tenuto conto di quanto indicato dalla Regola 38 del Capitolo III; (ii) L'energia disponibile deve essere assicurata per un periodo di almeno 3 ore; (iii) Queste navi sono soggette anche ai comma (iii), (iv) e (v) del paragrafo (a) della presente Regola. Regola 27 Precauzioni contro la folgorazione, l'incendio ed altri pericoli di natura elettrica (a) Navi da passeggeri e navi da carico. (i) (1) Tutte le parti metalliche esposte delle macchine elettriche o dell'apparecchiatura elettrica che non sono destinate ad essere in tensione, ma possono andare in tensione in condizioni di guasto, devono essere collegate a massa; e tutti gli apparecchi elettrici devono essere costruiti ed installati in modo che non esistano pericoli nel maneggio ordinario; (2) I corpi metallici di tutte le lampade elettriche portatili, attrezzi e simili apparecchi, forniti come equipaggiamento della nave e funzionanti con tensione superiore a quella "di sicurezza" (che deve essere prescritta dall'Amministrazione), devono essere collegati a massa per mezzo di un adatto conduttore, a meno che non siano presi provvedimenti equivalenti, come doppio isolamento o trasformatore di isolamento. L'Amministrazione può richiedere speciali precauzioni addizionali per lampade elettriche, attrezzi o simili apparecchi che devono essere usati in locali umidi. (ii) I quadri principali e di emergenza devono essere sistemati in modo che sia facile l'accesso davanti e di dietro senza pericolo per le persone addette. Le parti laterali e posteriori e, se necessario, quelle anteriori dei quadri devono essere protette in modo adatto. Vi devono essere tappeti isolanti o grate isolanti (carabottini) davanti e di dietro se necessario. Parti esposte che portino corrente a tensione maggiore di quella che deve esser stabilita dall'Amministrazione non devono essere installate sulla facciata dei quadri o quadretti. (iii) (1) Quando viene usato, come sistema di distribuzione, quello del "ritorno per scafo", devono essere prese speciali precauzioni a soddisfazione dell'Amministrazione. (2) Il sistema del ritorno per scafo non deve essere usato nelle navi petroliere. (iv) (1) Tutti i rivestimenti metallici e le armature dei cavi devono essere elettricamente continui e devono essere collegati a massa. (2) Se i cavi non hanno né rivestimento metallico né armatura e vi può essere rischio di incendio in caso di guasto di natura elettrica, l'Amministrazione deve richiedere speciali precauzioni. (v) Le apparecchiature di illuminazione devono essere sistemate in modo da prevenire sovratemperature dannose ai conduttori e da prevenire che il materiale circostante si riscaldi eccessivamente. (vi) Le condutture devono essere sollevate in modo da impedire sfregamenti od altri danni. (vii) Ogni singolo circuito deve essere protetto contro cortocircuito. Ogni singolo circuito deve pure essere protetto contro sovraccarico, eccetto nel caso indicato alla Regola 30 del presente Capitolo o dove l'Amministrazione consente deroghe. L'intensità nominale di ogni circuito deve essere permanentemente indicata insieme con la portata e la taratura dell'adatto apparecchio di protezione contro il sovraccarico. (viii) La batterie di accumulatori devono essere sistemate convenientemente, e i locali destinati prevalentemente per le batterie devono essere opportunamente costruiti ed efficacemente ventilati. (b) Navi da passeggeri (i) I sistemi di distribuzione devono essere tali che un incendio in una zona principale di incendio non interferisca coi servizi essenziali in un'altra zona principale. Questa norma si intenderà osservata se le condutture elettriche principali e di emergenza attraversanti una zona saranno distanziate il più possibile tra loro, sia verticalmente che orizzontalmente. (ii) I cavi elettrici devono essere di tipo ritardante la fiamma, a soddisfazione dell'Amministrazione. Questa può domandare requisiti addizionali per i cavi elettrici, in spazi particolari della nave, allo scopo di prevenire incendi od esplosioni. (iii) Negli spazi dove è possibile che si accumulino miscele infiammabili, non deve esservi alcuna sistemazione elettrica, a meno che sia del tipo che non provochi l'incendio di dette miscele, essendo una apparecchiatura antideflagrante. (iv) Un circuito elettrico che si trovi in un carbonile o in una stiva deve essere provvisto, fuori dal locale, di un interruttore di isolamento. (v) Giunzioni di tutti i conduttori - salvo i circuiti di trasmissione a bassa tensione - devono essere fatte solo in cassette di giunzione o di derivazione. Tali cassette o accessori di condutture elettriche devono essere costruiti in modo da impedire che il fuoco si sprigioni dalla cassetta o dall'accessorio. Quando la giunzione di un cavo viene effettuata per impiombatura ciò deve essere fatto solo con un metodo approvato, tale che siano mantenute le proprietà originali - meccaniche ed elettriche - del cavo stesso. (c) Navi da carico Accessori producenti arco non devono essere installati in compartimenti destinati precipuamente a batterie di accumulatori, a meno che gli accessori non siano antideflagranti. Regola 28 Mezzi di marcia indietro (a) Navi da passeggeri e navi da carico Le navi devono avere una sufficiente potenza di marcia indietro, in modo da assicurare un adeguato controllo della nave in ogni circostanza normale. (b) Navi da passeggeri La capacità del macchinario di invertire la direzione dell'albero dell'elica in un tempo sufficiente, sotto condizioni di manovra normali, e così di portare la nave ad arrestarsi dalla massima velocità di marcia avanti di servizio, deve essere dimostrata alla prima visita. Regola 29 Mezzi di governo (a) Navi da passeggeri e navi da carico. (i) Le navi devono avere un mezzo di governo principale e un mezzo di governo ausiliario, a soddisfazione dell'Amministrazione. (ii) Il mezzo di governo principale deve essere di adeguata robustezza e deve essere sufficiente per governare la nave alla massima velocità di servizio. Esso e l'asta del timone devono essere di costruzione tale da non essere danneggiati alla massima velocità in marcia indietro. (iii) Il mezzo di governo ausiliario deve essere di adeguata robustezza e deve essere sufficiente per governare la nave ad una velocità che possa ancora essere considerata di navigazione; esso deve essere tale da poter essere messo in azione rapidamente in caso di emergenza. (iv) La posizione esatta del timone, se manovrato meccanicamente, deve essere indicata alla stazione principale di governo. (b) Navi da passeggeri (i) Il mezzo di governo principale deve essere capace di portare il timone da 35° da una parte a 35° dalla parte opposta con la nave in marcia avanti alla massima velocità di servizio. Il timone deve poter essere portato da 35° da una parte a 30° dalla parte opposta in 28 secondi, alla massima velocità di servizio. (ii) Il mezzo di governo ausiliario deve essere operato meccanicamente ogni qual volta l'Amministrazione richieda un'asta di timone di oltre 9 pollici (22,86 cm) di diametro, in corrispondenza della barra. (iii) Se le unità meccaniche del mezzo di governo principale e le loro connessioni sono sistemate in doppio a soddisfazione dell'Amministrazione, e ciascuna unità meccanica consente al mezzo di governo di soddisfare alle norme del comma (i) del presente paragrafo, non è richiesto un mezzo di governo ausiliario. (iv) Qualora l'Amministrazione richieda un'asta di timone avente diametro maggiore di 9 pollici (22,86 cm) in corrispondenza della barra, vi deve essere un'altra stazione di governo situata a soddisfazione del l'Amministrazione. I dispositivi di manovra a distanza dei mezzi di governo, dalle stazioni principale e ausiliaria, devono essere tali - a soddisfazione dell'Amministrazione - che la messa fuori uso di un dispositivo non impedisca di governare la nave per mezzo dell'altro dispositivo. (v) Devono essere provveduti mezzi, a soddisfazione dell'Amministrazione, atti a trasmettere ordini dal ponte di comando alla stazione di governo ausiliaria. (c) Navi da carico (i) Il mezzo di governo ausiliario deve essere azionato meccanicamente ogni qual volta l'Amministrazione richieda un'asta di timone di diametro maggiore di 14 pollici (35,56 cm.) in corrispondenza della barra. (ii) Se le unità meccaniche del mezzo di governo e le loro connessioni sono sistemate in doppio a soddisfazione dell'Amministrazione, e ciascuna unità soddisfa a quanto prescritto al comma (iii) del paragrafo (a) della presente Regola non è richiesto un mezzo di governo ausiliario, purché le unità e le connessioni sistemate in doppio ed operanti insieme soddisfino al comma (ii) del paragrafo (a) della presente Regola. Regola 30 Mezzi di governo elettrici ed elettro-idraulici (a) Navi da passeggeri e da carico In un luogo adatto, a soddisfazione dell'Amministrazione, devono essere sistemati indicatori di marcia dei motori del mezzo di governo elettrico od elettro-idraulico. (b) Navi da passeggeri (di qualunque stazza) e navi da carico di stazza lorda uguale o superiore a 5.000 tonnellate (i) I mezzi di governo elettrici ed elettro-idraulici devono essere serviti da due circuiti alimentati dal quadro principale. Uno dei circuiti può passare attraverso il quadro di emergenza, se esiste. Ogni circuito deve essere proporzionato per alimentare tutti i motori che sono ad esso normalmente collegati e che funzionano contemporaneamente. Se nel locale del meccanismo del timone vi sono dispositivi di commutazione che permettono ai circuiti di alimentare certi motori o combinazione di motori, ciascun circuito deve essere proporzionato per la condizione di carico più severa. I circuiti devono essere distanziati tra loro il più possibile, per tutta la loro lunghezza. (ii) Per questi circuiti e motori deve essere prevista soltanto la protezione contro corto circuito. (c) Navi da carico di meno di 5.000 tonnellate stazza lorda (i) Le navi da carico sulle quali l'energia elettrica è la sola sorgente di energia sia per la timoneria principale sia per l'ausiliaria, devono rispondere ai comma (b) (i) e (b) (ii) della presente Regola; se però la timoneria ausiliaria è azionata da un motore destinato prevalentemente ad altri servizi, il comma (b) (ii) può non essere osservato, purché l'Amministrazione sia soddisfatta dei dispositivi di protezione adottati. (ii) Per i motori del mezzo di governo principale elettrico od elettro-idraulico, e per il circuito o i circuiti che li alimentano, deve essere prevista soltanto la protezione contro cortocircuito. Regola 31 Combustibile liquido usato sulle navi da passeggeri Sulle navi da passeggeri, per installazioni fisse, non devono essere usati motori a combustione interna il cui combustibile abbia un punto di infiammabilità uguale o inferiore a 43° C (110° F). Regola 32 Posizione delle installazioni di emergenza sulle navi da passeggeri La fonte di energia elettrica di emergenza, le pompe da incendio di emergenza, le pompe di sentina di emergenza, le batterie di bombole di CO2 per l'estinzione degli incendi, e le altre installazioni di emergenza essenziali per la sicurezza della nave non devono essere installate - sulle navi da passeggeri - a proravia della paratia di collisione. Regola 33 Comunicazioni tra il ponte di comando e la sala macchine Le navi devono essere dotate di due mezzi di comunicazione d'ordini dal ponte di comando alla sala macchine. Uno di questi mezzi deve essere un telegrafo da locale macchine. PARTE D. - PROTEZIONE CONTRO L'INCENDIO (Nella parte D, le Regole da 34 a 52 si applicano alle navi da passeggeri trasportanti più di 36 passeggeri; le Regole 35 e 53 si applicano alle navi da passeggeri che trasportano non più di 36 passeggeri; le Regole 35 e 54 si applicano alle navi da carico di stazza lorda uguale o superiore a 4.000 tonnellate) Regola 34 Disposizioni generali (a) Lo scopo di questa Parte è di ottenere la protezione massima possibile contro gli incendi, mediante una regolamentazione della costruzione e dei dettagli delle installazioni. I tre principi fondamentali a cui si ispirano queste Regole sono: (i) la separazione dei locali di alloggio dal resto della nave mediante una compartimentazione termica e strutturale; (ii) circoscrizione, estinzione o segnalazione di qualsiasi incendio nello spazio in cui esso ha origine; (iii) protezione dei mezzi di sfuggita. (b) Lo scafo, le sovrastrutture e le tughe devono essere divise in zone principali verticali per mezzo di paratie di classe "A" (come definite al paragrafo (c) della Regola 35 del presente Capitolo) e tali zone devono essere inoltre suddivise mediante consimili paratie costituenti contorni di protezione degli spazi contenenti accessi verticali e contorni di separazione fra i locali di alloggio e i locali di macchinari, carico, servizio ed altri. Inoltre, a completamento del servizio di ronda, dei sistemi di allarme e delle apparecchiature per l'estinzione degli incendi, prescritti dalla parte E del presente Capitolo, nei locali di alloggio e di servizio deve essere applicato uno dei seguenti metodi di protezione od una combinazione di essi a soddisfazione dell'Amministrazione, per evitare la propagazione dell'inizio di un incendio al di fuori dei locali ove esso ha origine: Metodo I: costruzione di divisioni interne con paratie di classe "B" (come definite al paragrafo (b) della Regola 35 del presente Capitolo), generalmente senza l'installazione di dispositivi di segnalazione o di estinzione automatica a spruzzo nei locali abitati e di servizio; oppure: Metodo II: installazione di un impianto automatico di estinzione a spruzzo e di allarme per individuare ed estinguere il fuoco in tutti i locali in cui si considera che un incendio possa avere origine, generalmente senza alcuna restrizione circa il tipo delle paratie divisionali interne degli spazi così protetti; oppure: Metodo III: costruzione di suddivisioni entro ciascuna zona verticale principale, mediante paratie di classe "A" e "B", distribuite secondo l'importanza, la grandezza e la natura dei vari compartimenti; con sistema di avvisatori automatici di incendio in tutti i locali in cui si considera che un incendio possa avere origine, con impiego ristretto di materiale e arredi combustibili e facilmente infiammabili, ma generalmente senza installazione di impianto automatico a spruzzo. Dove occorra, i titoli o i sottotitoli delle Regole di questa Parte del presente Capitolo indicano a quale metodo o metodi le prescrizioni si applicano. Regola 35 Definizioni Ove in questa Parte del presente Capitolo sono menzionate le espressioni sottocitate, esse devono essere interpretate come segue: (a) Materiale incombustibile è un materiale che non brucia né emette vapori infiammabili in quantità sufficiente ad infiammarsi al contatto di una fiamma spia, quando è portato ad una temperatura di circa 750° C (1382° F). Ogni altro materiale è considerato "materiale combustibile"; (b) Prova standard del fuoco è una prova nel corso della quale dei campioni di paratie o ponti, aventi superficie di circa metri quadrati 4,65 (50 piedi quadrati) e altezza di metri 2,44 (8 piedi), simili il più possibile alla costruzione prevista e quando è il caso comprendenti almeno un giunto, vengono esposti in un forno di prova, ad una serie di temperature progredienti col tempo, approssimativamente come segue: alla fine dei primi i5 minuti - 538° C (1000° F) alla fine dei primi 10 minuti - 704° C (1300° F) alla fine dei primi 30 minuti - 843° C (1550° F) alla fine dei primi 60 minuti - 927° C (1700° F) (c) Divisioni di classe "A" o Divisioni resistenti al fuoco sono quelle formate da paratie e ponti, corrispondenti a quanto segue: (i) devono essere costruite in acciaio od altro materiale equivalente; (ii) devono essere convenientemente irrobustite; (iii) devono essere costruite in modo da impedire il passaggio del fumo e delle fiamme fino al termine della prova standard di un'ora di fuoco; (iv) devono avere un grado di isolamento a soddisfazione dell'Amministrazione, tenuto conto della natura degli spazi adiacenti. In linea di massima, dove tali paratie o ponti sono richiesti per formare divisioni resistenti al fuoco tra spazi di cui l'uno o l'altro contenga in adiacenza strutture di legno, rivestimenti in legno o altro materiale combustibile, esse devono essere isolate in modo che, esponendo uno o l'altro lato alla prova standard del fuoco per la durata di un'ora, la temperatura media del lato non esposto non aumenti in nessun momento durante la prova oltre 139° C (250° F) al disopra della temperatura iniziale; ed inoltre la temperatura in un qualsiasi punto di detto lato, ivi incluso eventuale giunto, non salga oltre 180° C (325° F) al disopra della temperatura iniziale. L'isolamento può essere ridotto od omesso completamente dove, a parere dell'Amministrazione, il pericolo d'incendio è limitato. L'Amministrazione può esigere una prova di insieme di un prototipo di paratia o ponte, per assicurarsi che corrisponda alle sopraddette prescrizioni per quanto si riferisce all'integrità e all'aumento di temperatura. (d) Divisioni di classe "B" o divisioni ritardanti l'incendio sono quelle formate da paratie costruite in modo da impedire il passaggio della fiamma fino al termine della prima mezz'ora di prova standard del fuoco. Esse devono inoltre presentare un grado di isolamento a soddisfazione dell'Amministrazione, in rapporto alla natura degli spazi adiacenti. In generale dove sono richieste tali paratie per formare divisioni ritardanti la propagazione di incendio tra i locali, esse devono essere di materiale tale che, esposto da un lato o dall'altro alla prova standard del fuoco per la durata di mezz'ora la temperatura media del lato non esposto non aumenti durante la prova a più di 139° C (250° F) al disopra della temperatura iniziale ed inoltre la temperatura in un qualsiasi punto di detto lato, ivi incluso un eventuale giunto, non salga oltre 225° C (405° F), al di sopra della temperatura iniziale. Per i pannelli di materiale incombustibile è necessario solamente che soddisfino al limite anzidetto di aumento di temperatura durante i primi 15 minuti della prova standard del fuoco ma la prova deve essere continuata fino al termine di mezz'ora per provare l'integrità dei pannelli nel modo usuale. Tutto il materiale usato per la costruzione e la messa in opera di divisioni incombustibili di classe "B" deve essere esso stesso incombustibile. L'isolamento può essere ridotto od omesso completamente dove, a parere dell'Amministrazione, il pericolo d'incendio è limitato. L'Amministrazione può esigere una prova di insieme di un prototipo di paratia per assicurarsi che corrisponda alle sopraddette prescrizioni, per quanto si riferisce all'integrità ed all'aumento di temperatura. (e) Zone verticali principali sono quei tratti, risultanti dalla suddivisione con paratie di classe "A" dello scafo, delle sovrastrutture e delle tughe, la cui lunghezza media ad ogni ponte non superi, in generale, i 40 metri (131 piedi). (f) Stazioni di comando sono i locali entro i quali sono sistemati gli apparecchi radio, le apparecchiature principali per la navigazione o le installazioni centrali per segnalazione di incendio o l'elettrogeneratore di emergenza. (g) Locali di alloggio sono gli spazi adibiti a locali pubblici, corridoi, locali di igiene, cabine, uffici, alloggi equipaggio, sale barbieri, riposterie isolate, ripostigli e locali consimili. (h) Locali pubblici sono quelle parti dei locali di alloggio adibite ad atrii, sale di soggiorno e locali consimili, delimitati in modo permanente. (i) Locali di servizio sono quelli usati per cucine, riposterie principali, magazzini (eccettuati le riposterie isolate ed i ripostigli), locali posta, locali valori e locali consimili, compresi i relativi cofani. (j) Locali da carico sono tutti gli spazi usati per il carico (incluse le cisterne per carichi liquidi), compresi i relativi cofani. (k) Locali macchina comprendono tutti gli spazi usati per l'apparato di propulsione, macchinari ausiliari o frigoriferi, caldaie, pompe, officine, generatori, macchinario per ventilazione e condizionamento aria, locali imbarco. combustibile liquido e spazi consimili, compresi i relativi cofani. (l) Acciaio o altro materiale equivalente: dove ricorre la dizione "acciaio o altro materiale equivalente", per "materiale equivalente", si deve intendere qualsiasi materiale che, per proprietà intrinseche o per isolamento di cui sia provvisto, presenti, dopo essere stato esposto al fuoco per il tempo prescritto, caratteristiche di resistenza ed integrità equivalenti a quelle dell'acciaio (ad esempio l'alluminio adeguatamente coibentato.). (m) Limitata attitudine alla propagazione della fiamma significa che la data superficie offre una adeguata resistenza al propagarsi della fiamma, in rapporto al periodo di incendio nei locali di cui trattasi. Tale proprietà deve essere determinata a soddisfazione dell'Amministrazione mediante appropriato procedimento di prova. Regola 36 Struttura (Metodi I, II e III) (a) Metodo I Lo scafo, le sovrastrutture, le paratie strutturali, i ponti e le tughe devono essere costruiti in acciaio o altro materiale equivalente. (b) Metodo II (i) Lo scafo, le sovrastrutture, le paratie strutturali, i ponti e le tughe devono essere costruiti in acciaio o altro materiale equivalente. (ii) Se è adottata la protezione antincendio prevista dal Metodo II, le sovrastrutture possono essere costruite, ad esempio, in lega di alluminio purché: (1) l'aumento di temperatura ammesso per l'anima metallica delle divisioni di classe "A", quando esposte alla prova standard del fuoco, tenga conto delle proprietà meccaniche del materiale; (2) sia installato un impianto di estinzione a spruzzo conforme alle prescrizioni del paragrafo (g) della Regola 59 del presente Capitolo; (3) siano adottati adeguati provvedimenti affinchè le sistemazioni di riposo e per la messa in acqua di mezzi di salvataggio, nonché per l'imbarco entro di essi, rimangano in caso d'incendio nelle stesse condizioni di efficienza come se le sovrastrutture fossero costruite in acciaio; (4) i cieli e gli osteriggi dei locali macchine e caldaie siano costruiti in acciaio e adeguatamente isolati e le aperture, se ve ne sono, siano disposte e protette convenientemente per impedire il propagarsi del fuoco. (c) Metodo III (i) Lo scafo, le sovrastrutture, le paratie strutturali, i ponti e le tughe devono essere costruiti in acciaio o in altro materiale equivalente. (ii) Se è adottata la protezione antincendio prevista dal Metodo III, le sovrastrutture possono essere, ad esempio, in lega di alluminio purché: (1) l'aumento di temperatura ammesso per l'anima metallica delle divisioni di classe "A" quando esposte alla prova standard del fuoco, tenga conto delle proprietà meccaniche del materiale; (2) la quantità di materiale combustibile usato nella parte della nave ove usato l'alluminio, sia ridotto convenientemente a soddisfazione dell'Amministrazione; i soffitti (cioè i rivestimenti dei cieli dei ponti) devono essere di materiale incombustibile; (3) siano adottati adeguati provvedimenti affinchè le sistemazioni di riposo e per la messa in acqua di mezzi di salvataggio, nonché per l'imbarco entro di essi, rimangano in caso di incendio nelle stesse condizioni di efficienza come se le sovrastrutture fossero costruite in acciaio; (4) i cieli e gli osteriggi dei locali macchina e caldaie siano sostituiti in acciaio e adeguatamente isolati, e le aperture, se ve ne sono siano disposte e protette convenientemente per impedire il propagarsi del fuoco. Regola 37 Zone principali verticali (Metodi I, II e III) (a) Lo scafo, le sovrastrutture e le tughe devono essere suddivise in zone principali verticali. Gli scalini e i recessi devono essere ridotti al minimo, comunque dove risultano necessari devono essere costruiti con divisioni di classe "A". (b) Per quanto possibile le paratie delimitanti le zone principali verticali al disopra del ponte delle paratie devono essere in prosecuzione delle paratie stagne situate immediatamente al disotto del ponte delle paratie. (c) Tali paratie devono estendersi verticalmente da ponte a ponte e lateralmente fino al fasciame esterno o altre delimitazioni. (d) Su navi destinate a servizi speciali, come ad esempio trasporto di automobili o di vagoni ferroviari, dove la sistemazione di tali paratie sarebbe incompatibile con lo scopo al quale la nave è destinata, devono essere sistemati, con specifica approvazione da parte dell'Amministrazione, mezzi equivalenti per controllare e limitare gli incendi. Regola 38 Aperture nelle paratie di classe "A" (Metodi I, II, III) (a) Quando paratie di classe "A" sono forate per il passaggio di cavi elettrici, tubolature, condotte, gallerie eccetera, per correnti longitudinali, bagli o altre strutture, devono essere adottati provvedimenti atti ad assicurare che non sia compromessa la resistenza al fuoco. (b) Nelle condotte di ventilazione e nelle gallerie che attraversano le paratie delimitanti le zone principali verticali devono essere sistemate serrande di chiusura, dotate di dispositivo di manovra locale, azionabile da entrambi i lati della paratia. Le posizioni di manovra di tali serrande devono essere facilmente accessibili e indicate in rosso. Devono essere sistemati indicatori segnalanti se tali serrande sono aperte o chiuse. (c) Ad eccezione delle aperture di stazza e delle boccaporte tra i locali del carico, i depositi e le bagagliaie e tra tali locali e i ponti scoperti, tutte le aperture devono essere provviste di mezzi di chiusura fissati in modo permanente; questi devono essere resistenti al fuoco almeno tanto quanto lo sono le divisioni cui essi stessi appartengono. Quando divisioni di classe "A" sono attraversate da aperture di stazza, i mezzi di chiusura devono essere realizzati con lamiere di acciaio. (d) Le strutture di tutte le porte e delle intelaiature di esse nelle paratie di classe "A", unitamente ai mezzi per assicurare le porte medesime quando chiuse, devono offrire una resistenza al fuoco, nonché al passaggio del fumo e delle fiamme, in misura quanto possibile equivalente a quella delle paratie in cui le porte si trovano. Le porte stagne non è necessario che siano coibentate. (e) Ciascuna di queste porte deve poter essere aperta da ciascun lato della paratia da una sola persona. Le porte tagliafuoco situate nelle paratie delimitanti le zone principali verticali, che non siano porte stagne, devono essere di tipo a chiusura automatica con semplice e facile dispositivo per lasciarle libere di chiudersi dalla posizione di apertura. Queste porte devono essere di tipo e disegni approvati e il sistema di chiusura automatica deve essere tale da permettere la chiusura della porta con una inclinazione contraria di tre gradi e mezzo. Regola 39 Paratie situate nell'interno delle zone verticali principali (Metodi I e III) (a) Metodo I (i) Nell'interno dei locali di alloggio, tutte le paratie divisorie, escluse quelle che devono essere divisioni di classe "A", devono essere di classe "B" di materiale incombustibile, il quale può tuttavia essere rivestito di materiale combustibile in conformità alla Regola 48 del presente Capitolo. Tutti i vani delle porte e simili aperture devono avere mezzi di chiusura corrispondenti al tipo di paratia in cui sono ubicati. (ii) Tutte le paratie dei corridoi devono estendersi da ponte a ponte. Sono permesse portine di ventilazione nelle porte delle paratie di classe "B", preferibilmente nella parte bassa. Tutte le altre paratie perimetrali devono estendersi verticalmente da ponte a ponte e trasversalmente fino al fasciame esterno o ad altre delimitazioni, a meno che non siano sistemati soffittature o rivestimenti incombustibili, tali da assicurare la integrità al fuoco, nel qual caso le paratie possono terminare a dette soffittature o rivestimenti. (b) Metodo III (i) Nell'interno dei locali di alloggio le paratie divisorie, escluse quelle che devono essere divisioni di classe "A", devono essere di classe "B" di materiale incombustibile, il quale può tuttavia essere rivestito di materiale combustibile in conformità alla Regola 48 del presente Capitolo. Queste paratie devono formare un reticolato continuo di paratie ritardanti il fuoco, nell'interno del quale l'area di ciascun compartimento non deve in generale eccedere 120 metri quadrati (1300 piedi quadrati), con un massimo di 150 metri quadrati (1600 piedi quadrati); le paratie si devono estendere da ponte a ponte. Tutti i vani delle porte e simili aperture devono avere mezzi di chiusura corrispondenti al tipo di paratia in cui sono ubicati. (ii) Tutti i locali pubblici di superficie superiore a 150 metri quadrati (1600 piedi quadrati), devono essere contornati da paratie di classe "B" di materiale incombustibile; (iii) L'isolamento delle divisioni di classe "A" e "B" ad eccezione di quelle che delimitano le zone principali verticali, le stazioni di comando, i cofani delle scale ed i corridoi, può essere omesso quando le divisioni costituiscono la parte esterna della nave o quando i compartimenti adiacenti non presentano pericolo di incendio; (iv) Tutte le paratie dei corridoi devono essere di classe "B" e devono estendersi da ponte a ponte. Se vi sono delle soffittature esse devono essere di materiale incombustibile. Possono essere ammesse portine di ventilazione nelle porte, preferibilmente nella parte bassa. Anche tutte le altre paratie divisorie devono estendersi verticalmente da ponte a ponte e trasversalmente fino al fasciame esterno o ad altre delimitazioni, a meno che non vi siano suffittature o rivestimenti di materiale incombustibile, nel qual caso le paratie possono terminare alle soffittature o rivestimenti; (v) Le divisioni di Classe "B" ad eccezione di quelle che devono essere di materiale incombustibile, devono essere di tipo ad anima incombustibile o di tipo composto avente nell'interno dei fogli di amianto od analogo materiale incombustibile. L'Amministrazione può però approvare altri materiali senza anima incombustibile, purché in essi siano accertate equivalenti proprietà di ritardare la propagazione del fuoco. Regola 40 Separazione dei locali di alloggio dai locali macchina, dai locali da carico e dai locali di servizio (Metodi I, II e III) Le paratie ed i ponti che separano i locali di alloggio dai locali macchina, dai locali da carico e dai locali di servizio, devono avere strutture corrispondenti alle divisioni di Classe "A" e devono avere un grado di isolamento giudicato soddisfacente dall'Amministrazione in rapporto alla natura dei locali adiacenti. Regola 41 Rivestimenti dei ponti (Metodi I, II e III) I sottofondi dei rivestimenti dei ponti, nell'interno dei locali di alloggio, delle stazioni di comando, delle scale, dei corridoi, devono essere di materiale approvato non facilmente infiammabile. Regola 42 Protezione delle scale nei locali di alloggio e nei locali di servizio (Metodi I, II e III) (a) Metodi I e II (i) Tutte le scale devono avere struttura di acciaio, tranne dove l'Amministrazione autorizzi l'uso di altro materiale equivalente; esse devono essere situate entro cofani formati da divisioni di Classe "A" aventi mezzi efficaci di chiusura per tutte le aperture, a partire dal più basso ponte abitato sino almeno ad un livello dal quale si possa accedere direttamente ad un ponte scoperto, salvo le seguenti eccezioni: (1) non è necessario che una scala che mette in comunicazione due soli interponti sia circondata da un cofano, purché l'integrità del ponte attraversato dal vano della scala sia garantita da adeguate paratie o porte in uno dei due interponti; (2) in un locale pubblico possono essere sistemate scale senza alcuna protezione, purché esse si trovino completamente nell'interno di tale locale. (ii) I cofani delle scale devono avere comunicazione diretta con i corridoi e devono essere di ampiezza sufficiente per evitare un eventuale affollamento in caso di emergenza. Detti cofani devono contenere il minimo possibile di locali di alloggio od altri spazi chiusi nei quali un incendio possa avere origine; (iii) I cofani delle scale devono avere un grado di isolamento giudicato soddisfacente dall'Amministrazione in rapporto alla natura dei locali adiacenti. I dispositivi per la chiusura delle aperture nei cofani delle scale devono avere una resistenza al fuoco non meno efficace delle paratie in cui tali aperture sono praticate. Le porte che non siano porte stagne devono essere del tipo a chiusura automatica come richiesto per le paratie delle zone verticali principali in conformità alle prescrizioni della Regola 38 del presente Capitolo. (b) Metodo II (i) Le scale principali devono avere struttura di acciaio, tranne dove l'Amministrazione autorizzi l'uso di altri materiali appropriati, congiuntamente alla adozione di dispositivi supplementari di prevezione e/o estinzione d'incendio, di guisa che, a giudizio dell'Amministrazione stessa, vi sia equivalenza con la struttura di acciaio. Esse devono essere situate entro cofani formati da divisioni di Classe "A" aventi mezzi efficaci di chiusura per tutte le aperture, a partire dal più basso ponte abitato sino almeno ad un livello dal quale si possa accedere direttamente ad un ponte scoperto, salvo le seguenti eccezioni: (1) non è necessario che una scala che mette in comunicazione due soli interponti sia circondata da un cofano, purché l'integrità del ponte attraversato dal vano della scala sia garantita da adeguate paratie o porte in uno dei due interponti; (2) in un locale pubblico possono essere sistemate scale senza alcuna protezione, purché esse si trovino completamente nell'interno di tale locale; (ii) I cofani delle scale devono avere comunicazione diretta con i corridoi e devono essere di ampiezza sufficiente per evitare congestionamenti, in rapporto al numero presumibile delle persone che potrebbero servirsene in caso di emergenza. Detti cofani devono contenere il minimo possibile di locali di alloggio od altri spazi chiusi nei quali un incendio possa avere origine; (iii) I cofani delle scale devono avere un grado di isolamento giudicato soddisfacente dall'Amministrazione in rapporto alla natura dei locali adiacenti. I dispositivi per la chiusura delle aperture nei cofani delle scale devono avere una resistenza al fuoco non meno efficace delle paratie in cui tali aperture sono praticate. Le porte che non siano porte stagne devono essere del tipo a chiusura automatica come richiesto per le paratie delle zone verticali principali, in conformità alle prescrizioni della Regola 38 del presente Capitolo; (iv) le scale secondarie, cioè, quelle che non fanno parte dei mezzi di sfuggita prescritti dalla Regola 68 del presente Capitolo e che collegano due soli ponti, devono avere struttura di acciaio, tranne dove, in casi speciali, l'Amministrazione autorizzi l'uso di altro materiale appropriato; non è necessario però che tali scale secondarie siano racchiuse entro cofani, purché l'integrità del ponte, nel vano ad esse corrispondente, sia mantenuta mediante sistemazione di spruzzatori automatici. Regola 43 Protezione degli ascensori e montacarichi, dei cofani verticali per luce ed aria, eccetera, nei locali di alloggio e nei locali di servizio (Metodi I, II e III). (a) I cofani degli ascensori e dei montacarichi, i cofani verticali per luce ed aria ai locali per i passeggeri, eccetera, devono essere costituiti da divisioni di Classe "A". Le porte devono essere di acciaio o di altro materiale equivalente e quando sono chiuse devono assicurare una resistenza al fuoco non meno efficace di quella delle pareti alle quali sono fissate. (b) I cofani degli ascensori devono essere costruiti in maniera da impedire il passaggio del fumo e delle fiamme da un interponte all'altro e devono essere muniti di dispositivi di chiusura che permettano di limitare il tiraggio e il passaggio del fumo. L'isolamento dei cofani degli ascensori che si trovano nell'interno di cofani di scale non è obbligatorio. (c) Quando un cofano per luce e aria comunica con più di un interponte e, secondo il giudizio dell'Amministrazione, il fumo e le fiamme potrebbero passare facilmente da un interponte all'altro, devono essere installate delle serrande contro il fumo in posizione adatta in modo che ciascuno dei locali possa essere isolato in caso di incendio. (d) Tutte le altre condotte verticali (ad esempio per i cavi elettrici) devono essere costruite in modo da non permettere al fuoco di propagarsi da un interponte o da un compartimento all'altro. Regola 44 Protezione delle stazioni di comando (Metodi I, II e III) Le stazioni di comando devono essere separate dai rimanenti locali della nave con paratie e ponti di classe "A". Regola 45 Proiezione dei depositi, eccetera, (Metodi I, II e III) Le pareti che delimitano le bagagliere, i locali posta, le cambuse, i locali pitture e fanali, le cucine e i locali consimili, devono essere costituite da divisioni di classe "A". I locali che contengono scorte altamente infiammabili devono essere ubicati in modo da ridurre al minimo il pericolo per i passeggeri e per l'equipaggio in caso di incendio. Regola 46 Finestre e portellini (Metodi I, II e III) (a) Tutte le finestre e tutti i portellini nelle pareti che separano i locali di alloggio dall'esterno devono essere costruiti con intelaiatura di acciaio o altro materiale appropriato. I cristalli devono essere fissati mediante un collare metallico. (b) Tutte le finestre e i portellini nelle paratie all'interno dei locali abitati devono essere costruiti in modo da rispondere alle caratteristiche di integrità richieste per il tipo di paratia in cui sono situati. (c) Per i locali contenenti (1) le macchine principali di propulsione, o (2) caldaie a combustione liquido, o (3) motori ausiliari a combustione interna di potenza complessiva uguale o superiore a 1.000 cavalli, valgono le seguenti prescrizioni: (i) gli osteriggi devono potersi chiudere dall'esterno del locale; (ii) gli osteriggi che hanno pannelli vetrati devono essere muniti all'esterno di controportelli di acciaio o di altro materiale equivalente, fissati in maniera permanente; (iii) tutte le finestre autorizzate dall'Amministrazione nei cofani di tali locali devono essere del tipo non apribile e devono essere munite all'esterno di controportelli di acciaio o di altro materiale equivalente, fissati in maniera permanente; (iv) nelle finestre e negli osteriggi di cui al comma (i), (ii) e (iii) del presente paragrafo, devono essere usati cristalli rinforzati. Regola 47 Sistemi di ventilazione (Metodi I, II e III) (a) Le aperture principali per l'aspirazione e mandata degli impianti di ventilazione devono poter essere chiuse dall'esterno dei locali in caso di incendio. In linea di massima i ventilatori devono essere disposti in modo che le condotte dirette ai vari locali rimangano dentro la stessa zona verticale principale. (b) Tutti gli impianti di ventilazione meccanica, eccetto quelli serventi i locali da carico e i locali macchina e qualunque impianto di ventilazione aggiuntivo che può essere richiesto in applicazione del paragrafo (d) della presente Regola, devono essere muniti di comandi principali in modo che tutti i ventilatori possano essere arrestati da uno o dall'altro di due posti diversi, distanti fra di loro il più possibile. Due comandi di tal genere devono essere sistemati per gli impianti di ventilazione meccanica dei locali macchina, uno di esse azionabile da posizione esterna ai locali stessi. (c) Un isolamento efficace deve essere assicurato per i camini delle cucine nei tratti ove queste condotte attraversano locali di alloggio. (d) Tutti i possibili provvedimenti devono essere adottati per far sì che nelle stazioni di comando situate sotto coperta e fuori dei locali macchina, la ventilazione, la visibilità e l'assenza di fumo siano assicurate di guisa che in caso di incendio i macchinari e le apparecchiature esistenti in detti locali possano essere ispezionati e possano continuare a funzionare regolarmente. Mezzi di ventilazione alternati completamente separati devono essere sistemati per fornire aria a queste stazioni di comando; le mandate di aria delle due sorgenti di aerazione devono essere disposte in modo che il pericolo di immissione di fumo simultaneo dalle due mandate d'aria sia ridotto al minimo. A giudizio dell'Amministrazione questa prescrizione può essere applicata per i locali situati su un ponte scoperto o che si aprono su un ponte scoperto o quando vi siano dispositivi locali di chiusura di efficacia equivalente. Regola 48 Particolari di costruzione (Metodi I e III) (a) Metodo I Tutti i rivestimenti e loro sostegni, tutte le soffiature e le coinbentazioni devono essere di materiale incombustibile, salvo nei locali da carico, locali posta, bagagliaie o compartimenti frigoriferi di locali di servizio. Il volume totale di rivestimenti, decorazioni, sagomature e impellicciature combustibili in qualsiasi locale di alloggio o locale pubblico non deve eccedere un volume pari a quello di una impellicciatura dello spessore di mm 2,54 (1/10 di pollice) che ricoprisse la superficie complessiva delle pareti e dei soffitti. Tutte le superfici esposte nell'interno dei corridoi o cofani di scale e nei locali nascosti o inaccessibili devono possedere caratteristiche di limitata attitudine alla propagazione delle fiamme. (b) Metodo III L'uso di qualsiasi materiale combustibile come legno, impellicciature, soffittature, tendaggi, tappeti, eccetera non ignifugati, deve essere limitato per quanto possibile e ragionevole. Nei grandi locali pubblici i sostegni e le intelaiature per rivestimenti e soffittature devono essere di acciaio o materiale equivalente. Tutte le superfici esposte nell'interno dei corridoi e cofani di scale e nei locali nascosti o inaccessibili devono avere caratteristiche di limitata attitudine alla propagazione delle fiamme. Regola 49 Disposizioni varie (Metodi I, II e III) Prescrizioni applicabili a tutte le parti della nave. (a) Pitture, vernici e simili preparati aventi per base la nitrocellulosa, non devono essere usati. (b) Le tubazioni attraversanti divisioni di Classe "A" o "B" devono essere di materiale approvato dall'Amministrazione in rapporto alla temperatura alla quale è prescritto che tali divisioni siano in grado di resistere. Le tubazioni per olio e combustibili liquidi devono essere di materiale approvato dall'Amministrazione in rapporto ai pericoli d'incendio. Materiale che il calore possa rendere facilmente inefficiente non deve essere usato per ombrinali fuori bordo, scarichi sanitari ed altri scarichi che siano situati vicini alla linea di galleggiamento e neppure nei punti ove il cedimento del materiale in caso di incendio possa dar luogo a pericoli di allagamento. Prescrizioni applicabili ai locali di alloggio e di servizio. (c) (i) Gli spazi d'aria racchiusi nell'interno delle soffittature, sotto pannellature o rivestimenti, devono essere convenientemente suddivisi mediante diaframmi ben aggiustati, aventi lo scopo di impedire il tiraggio, posti ad intervalli non superiori a m. 13,73 (45 piedi). (ii) nel senso verticale, tali spazi, inclusi quelli nell'interno di rivestimenti di scale, cofani, eccetera, devono essere chiusi ad ogni ponte. (d) La costruzione delle soffittature e delle paratie deve essere tale da rendere possibile alle ronde di incendio di individuare l'origine di qualsiasi fumo proveniente da spazi nascosti o inaccessibili, senza compromettere l'efficacia della protezione contro l'incendio, tranne quando, a giudizio dell'Amministrazione, non vi sia in tali spazi alcun pericolo di focolai d'incendio. (e) Le superfici nascoste di tutte le paratie, dei rivestimenti, delle scale, dei sostegni di legno eccetera nei locali di alloggio devono possedere caratteristiche di limitata attitudine alla propagazione delle fiamme. (f) Se vi sono a bordo radiatori elettrici, essi devono essere fissi in opera e costruiti in modo da ridurre al minimo il pericolo di incendio. Non sono ammessi radiatori il cui elemento riscaldante sia così esposto che a causa del calore da esso sviluppato, panni, tende o altri oggetti simili possano carbonizzarsi o prendere fuoco. Regola 50 Pellicole cinematografiche (Metodi I, II e III) Per gli impianti cinematografici a bordo delle navi, non possono essere usate pellicole a base di cellulosa. Regola 51 Impianti automatici di estinzione a spruzzo, segnalazione e localizzazione d'incendio (Metodo II) Sulle navi in cui è adottato il Metodo II deve essere provveduto un impianto automatico per estinzione a spruzzo e allarme di incendio di tipo approvato e conforme alle prescrizioni della Regola 59 del presente Capitolo, atto a proteggere tutti i locali chiusi, adibiti all'uso o servizio dei passeggeri o dell'equipaggio, ad eccezione dei locali che non presentano notevole pericolo di incendio. Regola 52 Impianti automatici di segnalazione e localizzazione d'incendio (Metolo III) Sulle navi in cui è adottato il Metodo III deve essere provveduto un impianto di rivelazione d'incendio di tipo approvato, atto a rivelare la presenza d'incendio, in tutti i locali chiusi adibiti ad uso o servizio dei passeggeri o dell'equipaggio (ad eccezione dei locali che non presentano un notevole pericolo di incendio), e a segnalare automaticamente in uno o più punti o stazioni, dove possa rapidamente essere richiamata l'attenzione degli ufficiali dell'equipaggio, la presenza o l'indicazione di un incendio, nonché il luogo ove esso si è manifestato. Regola 53 Navi da passeggeri che trasportano 36 passeggeri o meno (a) Le navi che trasportano 36 passeggeri o meno, oltre che essere soggette alle prescrizioni della Regola 35 del presente Capitolo, devono uniformarsi alle prescrizioni delle Regole 36, 37, 38, 40, 41, 43 (a), 44, 45, 46, 49 a), b) e f) e 50 del presente Capitolo. Quando, conformemente alle prescrizioni delle sovramenzionate Regole, sono richieste divisioni di Classe "A", l'amministrazione può accettare un isolamento inferiore a quello richiesto dalle prescrizioni del comma (iv) del paragrafo (c) della Regola 35 del presente Capitolo. (b) Oltre all'obbligo di osservare le norme di cui al precedente paragrafo (a), valgono le seguenti prescrizioni: (i) tutte le scale e mezzi di sfuggita dei locali di alloggio e di servizio devono essere di acciaio o altro materiale adatto; (ii) la ventilazione meccanica dei locali di macchina deve potersi arrestare da un punto facilmente accessibile situato al di fuori dei locali stessi; (iii) salvo quando le paratie perimetrali nei locali di alloggio sono conformi alle prescrizioni del paragrafo (a) della Regola 39 e del paragrafo (a) della Regola 48 del presente Capitolo, queste navi devono essere provvedute di un sistema automatico di rivelazione d'incendio in conformità alla Regola 52 del presente Capitolo e nei locali di alloggio le paratie dei corridoi devono essere di acciaio oppure costruite con pannelli di classe "B". Regola 54 Navi da carico di stazza lorda uguale o superiore alle 4.000 tonnellate (a) Lo scafo, le sovrastrutture, le paratie strutturali, i ponti e tughe devono essere costruite di acciaio, eccetto quando l'Amministrazione, in casi speciali, ritenga di ammettere l'impiego di altro materiale adatto, tenuto conto del pericolo di incendio. (b) Nei locali di alloggio le paratie dei corridoi devono essere di acciaio o costruite con pannelli di classe "B". (c) I rivestimenti dei ponti nell'interno dei locali di alloggio, che si trovino su ponti che costituiscono cielo dei locali di macchina e del carico, devono essere di un tipo non facilmente infiammabile. (d) Le scale interne situate sotto al ponte esposto devono essere di acciaio od altro materiale appropriato. I cofani degli ascensori dell'equipaggio, che si trovano nei locali di alloggio, devono essere di acciaio o materiale equivalente. (e) Le paratie delle cucine, dei depositi pittura, dei depositi finali, dei depositi nostromo, quando sono adiacenti a locali di alloggio, e dei locali che contengono generatori di emergenza, se ve ne sono, devono essere di acciaio o di materiale equivalente. (f) Nei locali di alloggio e nei locali macchine è proibito l'uso di pitture, vernici o preparati simili, a base di nitrocellulosa od altra sostanza molto infiammabile (g) Le tubazioni per olio o combustibili liquidi devono essere di materiale approvato dall'Amministrazione tenuto conto del pericolo di incendio. Materiali che col calore possono essere resi facilmente inefficienti, non devono essere usati per gli ombrinali sopra coperta, per scarichi sanitari od altri scarichi che siano situati vicino alla linea di galleggiamento e dove il cedimento del materiale in caso di incendio potrebbe dar luogo al rischio di allagamento. (h) Se vi sono a bordo radiatori elettrici, essi devono essere fissi in opera e costruiti in modo da ridurre al minimo il pericolo d'incendio. Non sono ammessi radiatori il cui elemento riscaldante sia così esposto che, a causa del calore da esso sviluppato, panni, tende e altri oggetti simili possano carbonizzarsi o prendere fuoco. (i) Negli impianti cinematografici a bordo delle navi non devono essere usate pellicole a base di cellulosa. (j) La ventilazione meccanica dei locali macchine deve poter essere arrestata da un punto facilmente accessibile situato al di fuori dei locali stessi. PARTE E. - RIVELAZIONE ED ESTINZIONE DELL'INCENDIO SULLE NAVI DA PASSEGGERI E SULLE NAVI DA CARICO (La parte E si applica alle navi da passeggeri ed alle navi da carico, eccettuate le Regole 59 e 64 che si applicano solamente alle navi da passeggeri e la Regola 65 che si applica solamente alle navi da carico). NOTA. - Le Regole da 56 a 63 inclusa, specificano i requisiti ai quali devono rispondere le installazioni indicate nelle Regole 64 e 65.