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Sanità pubblica - Regione Puglia - Gestioni liquidatorie delle cessate Unità Sanitarie Locali - Prevista sottoposizione, con decreto del Presidente della Giunta regionale, al regime della liquidazione coatta amministrativa - Limitazione delle fonti finanziarie della Regione a favore delle gestioni liquidatorie delle soppresse USL, con esclusione della legittimazione processuale e sostanziale della Regione stessa per l'eventuale residuo passivo delle gestioni liquidatorie - Questioni prive di rilevanza nel giudizio 'a quo' - Inammissibilità.. Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 43, comma 3, della legge della Regione Puglia 7 marzo 2003, n. 4, come modificato dall'art. 32, comma 2, della legge regionale 7 gennaio 2004, n. 1 e dell'art. 6, comma 2- bis , della legge della Regione Puglia 14 gennaio 1998, n. 1, introdotto dall'art. 31 della legge regionale n. 1 del 2004, censurati in riferimento agli artt. 24, 113 e 117, comma terzo, della Costituzione. Le questioni, infatti, sono prive di rilevanza nel giudizio a quo , posto che quest'ultimo, previsto dall'art. 548 del codice di procedura civile, aveva ed ha quale suo unico possibile oggetto l'accertamento dell'esistenza di un credito della USL - soggetto passivo dell'espropriazione - nei confronti di un terzo ( debitor debitoris ), ditalchè il giudice investito di tale giudizio - come anche il giudice dell'esecuzione - mai avrebbe potuto, né potrebbe fare applicazione delle norme censurate, ed in particolare di quelle che delimitano o escludono la responsabilità patrimoniale della Regione per i debiti delle USL.