Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 88 BAGNAI La seduta inizia alle ore 10,15. IN SEDE REFERENTE DL 1 DEL 2019 BANCA CARIGE DDL 1063 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 gennaio 2019, n. 1, recante misure urgenti a sostegno della Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Intervenendo in discussione generale, il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) esprime il proprio apprezzamento nei confronti dell'intervento a sostegno della Banca Carige S.p.A., ma pone in evidenza la necessità di un generale chiarimento in ordine alla questione delle responsabilità degli amministratori, degli organi di vigilanza e della politica: alla politica vanno imputate le scelte compiute in fase di elaborazione e approvazione dei principi di Basilea e delle regole europee in materia di crisi bancarie, penalizzanti rispetto alle peculiarità del sistema bancario italiano. Invita quindi a una riflessione sulle possibilità di una ricapitalizzazione della Banca Carige attraverso il ricorso al mercato in alternativa all'intervento pubblico, nell'ambito della compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea. Il senatore SCIASCIA ( FI-BP ) rileva l'affinità del decreto-legge in esame con i provvedimenti d'urgenza volti al salvataggio di istituti bancari emanati nella scorsa legislatura, le cui cause sono riconducibili alla recessione globale dell'economia registrata negli ultimi anni. Mette inoltre in evidenza i limiti nella gestione dei singoli istituti bancari, la cui tenuta è risultata compromessa dalla linea di erogazione di credito in assenza di garanzie adeguate. Conclude facendo presente il favore del proprio Gruppo rispetto all'approvazione del disegno di legge di conversione. Il senatore LANNUTTI ( M5S ) rileva il ripetersi di condotte censurabili da parte dei responsabili della gestione di istituti bancari, a fronte anche della carenza della vigilanza da parte degli organismi preposti: si pone quindi l'esigenza di un intervento del legislatore al fine di proibire i sistemi incentivanti relativi al collocamento presso il pubblico di prodotti particolarmente rischiosi. Dopo essersi soffermato sugli effetti negativi dell'evoluzione delle modalità operative del sistema bancario, che ha comportato il superamento di una tradizione di gestione oculata dell'erogazione del credito, fa presente la sussistenza di rapporti discutibili tra il sistema bancario privato e la Banca d'Italia per il tramite delle quote di proprietà della medesima banca centrale. Rileva quindi come la Banca Carige sia l'ennesima banca italiana le cui difficoltà sono gravemente accentuate dalla disciplina europea in materia di crisi e risoluzione approvata nel 2014. Propone quindi l'impegno comune delle forze politiche allo scopo di impedire per il futuro i casi di passaggio di titolari di responsabilità di alto livello degli organismi di vigilanza alle imprese del settore bancario e finanziario e più in generale riguardo alla tutela del risparmio, sancita dalla Costituzione. Il presidente BAGNAI dichiara chiusa la discussione generale. Ha la parola per la replica la relatrice BOTTICI ( M5S ), la quale richiama in primo luogo l'importanza del ruolo della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario allo scopo di conseguire l'auspicata chiarezza riguardo la questione dell'erogazione di credito in assenza di garanzie idonee. Fa quindi riferimento ai contenuti del disegno di legge che sono adeguati alla tutela della stabilità finanziaria e del regime concorrenziale pur in presenza di intervento finanziario pubblico. Menziona le peculiarità del caso della Banca Carige rispetto alle precedenti situazioni di crisi nel settore, riconducibile all'opposizione della proprietà nei confronti dell'aumento di capitale, pur essendo preclusa l'emissione di titoli obbligazionari. Rileva peraltro come gli interventi attuati in particolare nella scorsa legislatura a fronte di situazioni di crisi nel settore bancario siano stati conseguenziali al recepimento acritico di proposte legislative dell'Unione europea particolarmente penalizzanti per il sistema bancario italiano, gravato da un'alta incidenza di crediti in sofferenza. Conclude richiamando le responsabilità dei soggetti deputati alla vigilanza, che dovranno essere oggetto dei lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta e rimarcando la necessità del provvedimento in esame ai fini della ripresa della città di Genova. Il sottosegretario VILLAROSA rileva la tempestività dell'adozione delle misure in esame rispetto a quanto avvenuto in precedenza nel caso della Banca Monte dei Paschi di Siena, resa evidente dal fatto di non consistere in un intervento pubblico di ricapitalizzazione. Osserva peraltro che le modalità di intervento cui può ricorrere il Governo sono limitate dal quadro normativo delineato dalla BRRD, mentre, a suo parere, l'imprescindibile accertamento delle responsabilità è materia propria della Commissione parlamentare d'inchiesta, cui è riconducibile la finalità di ripristinare la fiducia nel sistema bancario. Specifica quindi che il Governo non ha mai inteso adottare una linea di nazionalizzazione degli istituti di credito, preferendo favorire l'intervento dei privati e in seconda istanza prevedere misure di ricapitalizzazione precauzionale per mezzo di risorse pubbliche. Richiama quindi l'attenzione sul ripensamento in atto presso le stesse istituzioni dell'Unione europea riguardo lo strumento del bail in , in quanto inadeguato anche relativamente alla finalità della tutela delle risorse pubbliche a fronte della gravità e complessità di taluni casi di dissesto di grandi banche. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 10,50.