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Appalti pubblici - Norme della Regione Umbria - Disciplina per la esecuzione di lavori e opere pubbliche da eseguirsi sul territorio regionale - Possibilità per i soggetti aggiudicatori di utilizzare i prezziari pubblici non aggiornati, relativi all'anno precedente - Contrasto con la specifica e più restrittiva disposizione del codice dei contratti pubblici espressione della competenza legislativa esclusiva statale nella materia dell'ordinamento civile - Illegittimità costituzionale.. È costituzionalmente illegittimo l'art. 13, comma 3, della legge della Regione Umbria 21 febbraio 2010, n. 3 il quale, in tema di regolamentazione della esecuzione di lavori e opere pubbliche da eseguirsi sul territorio regionale, disciplina l'utilizzazione, da parte dei soggetti aggiudicatori, dell'elenco regionale dei prezzi non aggiornato.Tale disposizione, intervenendo nella fase afferente all'esecuzione del contratto di appalto - come è desumibile dall'uso dell'espressione «soggetti aggiudicatori» - e incidendo pertanto nella materia dell'ordinamento civile, si discosta in modo evidente dalla normativa statale, contenuta nell'art. 133, comma 8, del Codice dei contratti pubblici, concernente l'aggiornamento periodico dei prezzi e dei costi, con particolare riferimento all'utilizzazione dei prezziari "scaduti", per i quali la citata normativa statale fissa termini certi» e più stringenti. A ciò consegue l'incostituzionalità della norma denunciata per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. l ), Cost. Sulla inerenza della disciplina della fase di esecuzione del contratto di appalto alla materia, di potestà esclusiva dello Stato, dell'ordinamento civile di cui all'art. 117, secondo comma, lett. l ), Cost. , v. la cit. sentenza n. 401 del 2007.