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Norme e misure urgenti in materia di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge propone una serie di interventi finalizzati a risolvere anomalie e vuoti legislativi che in questi ultimi anni hanno reso difficile alle accademie e ai conservatori di musica un sereno svolgimento dei compiti istituzionali di loro competenza; altresì si interviene anche nell'ottica di un risparmio rispetto alla spesa pubblica. Si tratta di poche ma urgenti norme d'intervento, necessarie se si vuole -- non solo a parole -- dare una risposta concreta a un settore che, per la sua storica competenza nell'alta formazione e specializzazione, viene considerato un'eccellenza italiana. A dimostrazione di ciò si veda l'enorme afflusso di studenti da tutto il mondo, studenti già in possesso del titolo di studio finale rilasciato dal loro Paese, che chiedono alle istituzioni italiane quel perfezionamento dei «saperi» che oggi solo la docenza italiana è ancora in grado di assicurare. All'articolo 1 si prevede, con la confluenza nel Consiglio universitario nazionale (CUN) delle rappresentanze dei professori e degli studenti delle istituzioni AFAM -- Alta formazione artistica, musicale e coreutica, la fine di quel periodo transitorio di applicazione della legge di riforma n. 508 del 1999, che ha visto l'allora Consiglio nazionale delle arti e della musica, organo di consulenza del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, deputato a esprimere pareri e formulare proposte, fallire di fatto nei suoi compiti primari. Nei quindici anni passati dall'approvazione della legge si è visto infatti come questo Consiglio, parallelo al Consiglio universitario nazionale, non abbia affatto portato alla realizzazione di quanto previsto dalla legge n. 508 del 1999, per cui si rende ora necessario e improrogabile un cambio di rotta sostanziato nella confluenza nel CUN delle rappresentanze dei docenti, con l'istituzione di due nuove aree specifiche (arte e musica), e parallelamente l'integrazione del Consiglio nazionale degli studenti universitari. Ciò anche al fine di armonizzare finalmente i due sistemi, dell'università e dell'AFAM. L'articolo delega anche il Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca a estendere alle istituzioni AFAM la normativa vigente per favorire lo sviluppo della ricerca nei campi artistico e musicale, il che sarà utile anche per la valutazione dell'attività dei docenti e delle istituzioni. All'articolo 2, nella logica del risparmio, anche al fine di evitare ulteriori contenziosi e, soprattutto, nell'interesse degli studenti e delle istituzioni, si provvede a dare stabilità alla docenza, consentendo l'assunzione a tempo indeterminato dei docenti precari inclusi nelle graduatorie nazionali costituite in attuazione dell'articolo 19, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128. Nel medesimo articolo si vuole assicurare che la stabilizzazione dei predetti docenti avvenga in subordine a quella del personale incluso nelle graduatorie nazionali previgenti ed altresì in subordine alla necessaria progressione di carriera dei docenti meritevoli, dalla seconda fascia alla prima fascia. All'articolo 3, a costo zero, si prevede di sanare l'impropria situazione dei docenti di seconda fascia, da anni bloccati dall'assenza di procedure concorsuali per il legittimo passaggio alla prima fascia, per la quale possiedono i titoli artistici necessari, tenendo conto delle specificità delle differenti istituzioni e contemporaneamente evitando la soppressione delle cattedre uniche, a garanzia del completo e corretto funzionamento dei corsi di studio. All'articolo 4 si intende finalmente sanare la sperequazione economica tra le retribuzioni dei docenti universitari e quelle dei docenti delle accademie e dei conservatori, appartenenti al comparto AFAM, parallelo a quello universitario. Da anni questi docenti, a fronte di retribuzioni decisamente sottodimensionate, assolvono incarichi di formazione e di specializzazione, sopportando il carico dell'attuazione di una riforma in chiave europea, insegnando nei corsi di triennio e biennio (paralleli a quelli universitari), rilasciando diplomi accademici di primo e secondo livello (equipollenti alle lauree triennali e biennali, in base alla legge 24 dicembre 2012, n. 228). Anche in questo caso il provvedimento è urgente ed evita i portati economici di un contenzioso difficilmente sostenibile da parte dell'Amministrazione. Al comma 2 si prevede di conseguenza l'estinzione dell'anacronistico comparto di contrattazione, improprio per questo settore, e infatti non previsto per i docenti universitari. All'articolo 5 si intende promuovere la valorizzazione del personale tecnico-amministrativo consentendone la riqualificazione, come avvenuto nelle altre pubbliche amministrazioni, e si prevede che i nuovi posti vacanti della dotazione organica delle istituzioni, ad eccezione di quelli già destinati alla stabilizzazione del personale precario che ne abbia diritto ai sensi della vigente normativa, siano prioritariamente destinati alle procedure di riqualificazione del personale interno di ruolo e che solo a seguito di ciò si possano avviare nuove procedure di reclutamento. Con l'articolo 6 si precisano i parametri di riferimento per la distribuzione dei crediti formativi accademici ai fini della messa in ordinamento dei corsi accademici di secondo livello, coerentemente con quanto fatto in passato per i corsi accademici di primo livello, al fine di dare certezza alle istituzioni e soprattutto certezza agli studenti che tali corsi hanno frequentato con dispendio di energie e di denaro, superando gli esami previsti e rimanendo sinora in attesa di un riconoscimento dei titoli, che incide sulle loro possibilità di lavoro, nazionali e internazionali. La necessità della stabilizzazione dei titoli è stata peraltro già oggetto di solleciti al Ministero italiano da parte della Commissione petizioni del Parlamento europeo, che relativamente al mancato riconoscimento dei titoli di studio ha ipotizzato una discriminazione di trattamento incompatibile con la libertà di circolazione dei lavoratori, stabilita dagli articoli 45 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, anche nei confronti di cittadini di altri Paesi membri che effettuino i loro studi nei conservatori italiani o che, successivamente al riconoscimento accademico in Italia, intendano svolgere l'attività all'estero. All'articolo 7 si regolarizzano le procedure di utilizzo dei docenti dei conservatori all'interno dell'attività dei corsi di perfezionamento, di antica tradizione, dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia (risalenti al regio decreto 22 giugno 1939, n. 1076), prevedendo tra l'altro il rilascio del titolo congiunto, anche a tutela degli studenti.. 1 (Integrazione del Consiglio universitario nazionale) 1 Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede a integrare il Consiglio universitario nazionale (CUN) con le due nuove aree dell'arte e della musica per le rappresentanze dei docenti e degli studenti delle istituzioni del settore dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), nonché ad estendere alle istituzioni AFAM la normativa vigente per le università relativa alla ricerca, ivi compresa quella relativa all'attivazione dei dottorati di ricerca nei campi artistico e musicale. La competenza del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale in materia di pareri e proposte, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo precedente, è trasferita alle due suddette aree dell'arte e della musica. 2 (Esaurimento delle graduatorie del personale docente) 1 Al comma 8 dell'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, dopo la lettera l) è aggiunta la seguente: « l-bis) priorità, nell'ambito del regolamento sul reclutamento del personale di cui al comma 7, lettera e) , dell'assunzione del personale docente con almeno tre anni accademici di insegnamento su posti vacanti e disponibili e del personale tecnico e amministrativo con almeno tre anni di servizio». 2 Il comma 2 dell'articolo 19 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, è sostituito dal seguente: « 2 . Il personale docente che non sia già titolare di contratto a tempo indeterminato nelle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, che abbia superato un concorso selettivo ai fini dell'inclusione nelle graduatorie di istituto e abbia maturato almeno tre anni accademici di insegnamento presso le suddette istituzioni alla data di entrata in vigore del presente decreto, è inserito in apposite graduatorie nazionali utili per l'attribuzione degli incarichi di insegnamento a tempo indeterminato e determinato in subordine alle graduatorie di cui al comma 1 del presente articolo, nei limiti dei posti vacanti disponibili. L'inserimento è disposto con modalità definite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, tenendo conto anche della valutazione dei titoli artistici». 3 Gli incarichi di insegnamento di cui all'articolo 19, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, come modificato dal comma 2 del presente articolo, sono subordinati alla progressione di carriera dei docenti di seconda fascia, di cui all'articolo 3 della presente legge. 3 (Progressione di carriera del personale docente di seconda fascia) 1 Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al fine di consentire il passaggio alla prima fascia, mediante concorso riservato per titoli, dei docenti con contratto a tempo indeterminato della seconda fascia, riserva annualmente una quota dei posti di insegnamento vacanti e disponibili non superiore al 50 per cento per le accademie di belle arti e al 20 per cento per i conservatori di musica e per le accademie nazionali di arte drammatica e di danza. 2 Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono definiti i criteri e le modalità di svolgimento delle procedure di cui al comma 1, tenendo conto dei titoli artistici posseduti e senza dare luogo a soppressioni di cattedre uniche. 3 I posti resisi vacanti a seguito delle progressioni di carriera di cui al comma 1 nelle accademie di belle arti sono contestualmente messi a disposizione per gli incarichi di insegnamento a tempo determinato e indeterminato del personale docente avente titolo incluso nelle graduatorie nazionali della seconda fascia e, in subordine, del personale docente incluso nelle graduatorie nazionali delle corrispondenti discipline della prima fascia che ne facciano richiesta. 4 (Progressione economica del personale docente) 1 Il comma 6 dell'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, è sostituito dal seguente: « 6 . Il rapporto di lavoro del personale docente di prima e di seconda fascia delle istituzioni di cui all'articolo 1 è regolato sotto il profilo economico e giuridico in analogia con quanto previsto dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240, per il personale docente delle università. In sede di prima attuazione della presente disposizione, il personale docente in servizio nelle istituzioni di cui al comma 1 è inserito nelle rispettive fasce previste dalle norme in materia di inquadramento del personale docente delle università». 2 In esito all’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 6, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, è estinto il comparto di contrattazione del personale docente AFAM. 5 (Progressione di carriera del personale amministrativo e tecnico) 1 Al fine di valorizzare le professionalità formatesi internamente alle istituzioni AFAM, i posti vacanti e disponibili nella dotazione organica delle aree del personale amministrativo e tecnico, fatti salvi quelli destinati alle assunzioni a tempo indeterminato degli aventi titolo ai sensi della vigente normativa, sono prioritariamente destinati alla progressione di carriera del personale già in servizio presso di esse con contratto a tempo indeterminato. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono definite, ai sensi della normativa vigente, le modalità di svolgimento delle relative procedure concorsuali. 6 (Bienni accademici) 1 Ai sensi dell'articolo 9 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, e ai fini della messa a ordinamento prevista dal comma 105 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, le istituzioni AFAM, mantenendo i settori artistico-disciplinari individuati dai decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. 123 e n. 124 del 30 settembre 2009, pubblicati per comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 245 del 21 ottobre 2009, n. 17 del 3 febbraio 2010, pubblicato per comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2010, n. 22 del 3 febbraio 2010, pubblicato per comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2010, e nn. 16 e 109, rispettivamente del 3 febbraio 2010 e del 25 giugno 2010, pubblicati per comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 23 luglio 2010, dimensionano, per ogni singolo corso di diploma accademico di secondo livello, i crediti formativi accademici entro i seguenti limiti: per le attività formative di base da un minimo di 10 crediti a un massimo di 25 crediti, per le attività caratterizzanti da un minimo di 47 crediti a un massimo di 84 crediti, per le attività a scelta dello studente da un minimo di 6 crediti a un massimo di 18 crediti. Per i corsi di secondo livello approvati dal Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca e afferenti a una delle scuole di cui alla tabella A del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, che non riscontrino un corso corrispondente di primo livello, le istituzioni procedono in analogia ai parametri sopra esposti. 2 All'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 5, le parole da: «Ai titoli rilasciati» sino alla fine del comma sono soppresse; b al comma 7, la lettera h) è abrogata. 3 Il comma 4 dell'articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, è abrogato. 7 (Corsi di perfezionamento dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia) 1 Per il regolare funzionamento dei corsi di perfezionamento attivi presso l'Accademia nazionale di Santa Cecilia, possono esse utilizzati, a richiesta dell'Accademia, un massimo di cinque docenti provenienti dai ruoli dei conservatori di musica, per un periodo da uno a tre anni. Il trattamento economico rimane competenza del settore AFAM e i docenti sono collocati, per il periodo interessato, in aggiunta all'organico del conservatorio di musica di Roma. Il diploma di perfezionamento conseguito al termine dei corsi, superato il relativo esame, è rilasciato congiuntamente dall'Accademia e dal conservatorio di musica di Roma.