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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 191 STEFANO La seduta inizia alle ore 14,40. IN SEDE REFERENTE AS 1721 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell&#39;Italia all&#39;Unione europea, relativa all&#39;anno 2019 e Docc. LXXXVI, n. 3 e LXXXVII, n. 3 Relazioni programmatica e consultiva sulla parteicpazione dell&#39;Italia all&#39;UE DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella prima seduta pomeridiana del 5 agosto. Riprendono le votazioni a partire dall'emendamento 20.0.7, sul quale il RELATORE esprime parere contrario e il Rappresentante del GOVERNO un invito alla trasformazione in ordine del giorno altrimenti il parere sarà contrario. Interviene in dichiarazione di voto favorevole il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), che evidenzia come l'emendamento intenda offrire soluzione al perdurante problema dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubbliche amministrazioni per il quale l'Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea nel gennaio del 2020. Manifesta quindi sconcerto per il parere contrario testé espresso, che si potrebbe configurare, impedendo di fatto il recepimento di tale sentenza, come una sconfessione della partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Prende quindi la parola per esprimere un voto contrario il senatore LICHERI ( M5S ), secondo il quale l'emendamento in esame non è in grado di risolvere un problema così complesso. In conclusione, dopo aver ricordato lo stanziamento di 12 miliardi, previsto dal cosiddetto "Decreto rilancio", per il pagamento dei debiti commerciali degli enti locali, delle Regioni e delle Province autonome nei confronti delle imprese, sottolinea piuttosto la necessità di un riordino delle procedure di pagamento. Previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, l'emendamento 20.0.7, posto ai voti, è respinto. Si passa quindi alla votazione dell'emendamento, 20.0.11, sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. Interviene in dichiarazione di voto favorevole il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), che ribadisce l'urgenza di affrontare la tematica dei ritardi nei pagamenti della Pubbliche amministrazioni e accusa il Governo di mostrare scarso interesse in proposito. L'emendamento 20.0.11 viene quindi posto ai voti e respinto. Si passa all'esame dell'emendamento 20.0.12 (testo 4), sul quale il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che venga espunta la lettera d) . Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. Il senatore LOREFICE ( M5S ) accetta la proposta di riformulazione in un testo 5, pubblicato in allegato, sottoscritto dai senatori LOREFICE ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ). L'emendamento 20.0.12 (testo 5), messo in votazione, è approvato. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE dispone l'accantonamento degli emendamenti 20.0.6, 20.0.4, 20.0.13, 20.0.14, 20.0.16, 20.0.17, 20.0.18, 20.0.19, 20.0.20, 20.0.21, 20.0.22, 20.0.23, 20.0.24, 20.0.28, 20.0.32. Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 20.0.8, che viene sottoscritto dai senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), LICHERI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ), posto ai voti, è approvato. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE dispone l'accantonamento degli emendamenti 20.0.15 e 20.0.38. Il senatore PITTELLA ( PD ) sottoscrive gli emendamenti 20.0.25, 20.0.36, 20.0.37 (testo 3) e 20.0.47 (testo 3). Sull'emendamento 20.0.25, il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che venga inserita una clausola di invarianza finanziaria, come richiesto nel parere della 5 a Commissione, e lo riformula in un testo 2, pubblicato in allegato. Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. L'emendamento 20.0.25 (testo 2), posto ai voti, è approvato. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE dispone l'accantonamento degli emendamenti 20.0.30, 20.0.26, 20.0.29 e 20.0.31 (testo 2). Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 20.0.36, al quale aggiunge la propria firma il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), e 20.0.37 (testo 3), a seguito di distinte votazioni, sono accolti. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 20.0.46 (testo 2), posto ai voti, è respinto. Con parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 20.0.47 (testo 3), messo in votazione, è approvato. Gli identici emendamenti 20.0.48, e 20.0.49, entrambi sottoscritti dai senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ), LICHERI ( M5S ), LOREFICE ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ), posti ai voti con un'unica votazione, sono approvati. Interviene sull'ordine dei lavori il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), che chiede informazioni sui tempi di esame del provvedimento in titolo, non solo in Commissione, ma anche in Assemblea. Replica il PRESIDENTE , che ritiene opportuno attendere gli esiti della Conferenza dei Capigruppo prima di pronunziarsi sul punto. Assicura comunque di aver preso gli opportuni contatti con il Presidente della Commissione bilancio per una tempestiva espressione dei prescritti pareri ancora mancanti. Si riprende quindi l'esame degli emendamenti accantonati, a partire da quelli riferiti all'articolo 3. Con parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, previa dichiarazione di voto favorevole del senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), l'emendamento 3.1, posto ai voti, è respinto. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) sottoscrive l'emendamento 3.4, sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. Messo ai voti, l'emendamento 3.4 è respinto. Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, gli identici emendamenti 3.5 (testo 2), sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), e 3.6 (testo 2), sottoscritto dai senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ), LICHERI ( M5S ), LOREFICE ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ), posti ai voti con un'unica votazione, sono approvati. Con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 3.11 (testo 2), sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), messo in votazione, è approvato. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 3.12 e 3.14, all'esito di distinte votazioni, sono respinti. Si passa quindi all'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 4. Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 4.3 (testo 2), sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), posto ai voti, è approvato. Parimenti, previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, gli identici emendamenti 4.12 (testo 2), sottoscritto dai senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ), LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ), e 4.13, sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), sono posti ai voti con un'unica votazione e approvati. Con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 4.14, messo in votazione, è respinto, mentre con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 4.22 (testo 2), sottoscritto dai senatori BOTTO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ), LICHERI ( M5S ), LOREFICE ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ), messo in votazione, è approvato. L'emendamento 4.42, con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, è quindi posto ai voti e respinto. Si passa quindi all'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 5. Sull'emendamento 5.1, al quale aggiunge la firma la senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. Messo ai voti, l'emendamento 5.1, sottoscritto dalla senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), è respinto. Per assenza del proponente, decade l'emendamento 5.3. Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.4 (testo 3), sottoscritto dai senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ), LICHERI ( M5S ), LOREFICE ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ), posto ai voti, è approvato. Sull'emendamento 5.5, il RELATORE esprime parere favorevole sul solo primo capoverso. Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. Il senatore LOREFICE ( M5S ) aggiungerebbe la propria firma in caso di riformulazione nel senso indicato dal relatore e dal Sottosegretario. Su richiesta del senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 5.5. Con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.6 (testo 3), messo in votazione, è respinto. Per assenza dei proponenti decadono gli emendamenti 5.7 e 5.8. Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 5.101 e 5.10, al quale aggiunge la firma il senatore NANNICINI ( PD ), all'esito di distinte votazioni, sono accolti. Le senatrici BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) e i senatori LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.11, sul quale il RELATORE esprime parere favorevole e il Rappresentante del GOVERNO si rimette alla Commissione. Posto ai voti, l'emendamento 5.11 è approvato. Con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.12, sottoscritto dalla senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), posto ai voti, è approvato, mentre l'emendamento 5.13, anch'esso sottoscritto dalla senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, messo in votazione, è respinto. Stante l'assenza dei proponenti, gli emendamenti 5.14 e 5.15 sono dichiarati decaduti. Con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.102, messo ai voti, è approvato. Si passa all'esame dell'emendamento 5.100 (testo 2), sul quale il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che venga espunta la parte volta ad introdurre la lettera b -bis ). Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) accetta la proposta di riformulazione in un testo 3, pubblicato in allegato. L'emendamento 5.100 (testo 3), messo in votazione, è approvato. Con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.16, sottoscritto dalla senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), posto ai voti, è respinto. Con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.17, messo ai voti, è approvato. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.18, posto ai voti, è respinto. Con il parere favorevole del Rappresentante del GOVERNO, gli identici emendamenti 5.19 e 5.20, quest'ultimo con il parere favorevole del RELATORE, sono messi ai voti con un'unica votazione e approvati. Stante l'assenza dei proponenti, gli emendamenti 5.21 e 5.22 sono dichiarati decaduti. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.23, posto ai voti, è respinto. Con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.25, al quale aggiunge la firma il senatore NANNICINI ( PD ), messo in votazione, è approvato. Stante l'assenza dei proponenti, gli emendamenti 5.26 e 5.27 sono dichiarati decaduti. Le senatrici BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) e i senatori LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.24 (testo 2), sul quale il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che venga espunto dalla lettera b) , punto II, il numero 2) e che venga aggiunta alla lettera b) , punto II) la formula: "evitando comunque effetti distorsivi sul mercato". Il senatore LOREFICE ( M5S ) accetta la proposta di riformulazione in un testo 3, pubblicato in allegato. L'emendamento 5.24 (testo 3), messo in votazione, è approvato. Si passa all'esame dell'emendamento 5.28, sul quale il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che vengano soppresse le parole: "e il decoro urbano" e le altre: "e la zona climatica". Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) accetta la proposta di riformulazione in un testo 2, pubblicato in allegato. L'emendamento 5.28 (testo 2), messo in votazione, è approvato. Stante l'assenza dei proponenti, gli emendamenti 5.29, 5.31 e 5.32 sono dichiarati decaduti. Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.30, messo in votazione, è approvato. Sull'emendamento 5.104, il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono un invito al ritiro. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) ritira l'emendamento 5.104. Il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO invitano al ritiro dell'emendamento 5.105, altrimenti il parere sarà contrario. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) lo sottoscrive e ne chiede la votazione. L'emendamento 5.105, posto ai voti, è respinto. Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.33, messo in votazione, è approvato. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 5.106 (testo 2). Stante l'assenza dei proponenti, l'emendamento 5.34 decade. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.36, posto ai voti, è respinto. Il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO invitano al ritiro dell'emendamento 5.107, altrimenti il parere sarà contrario. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) sottoscrive l'emendamento. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) ne chiede la votazione. L'emendamento 5.107, posto ai voti, è respinto. Stante l'assenza dei proponenti, l'emendamento 5.38 è dichiarato decaduto. I senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), LICHERI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.40, sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 5.40 è approvato. Stante l'assenza dei proponenti, l'emendamento 5.42 è decaduto. Le senatrici BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) e i senatori LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.43, sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 5.43 è approvato. Stante l'assenza dei proponenti, gli emendamenti 5.44 e 5.45 sono dichiarati decaduti. Con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.46, posto ai voti, è respinto. Il senatore NANNICINI ( PD ) sottoscrive l'emendamento 5.47 e lo ritira. Si passa all'esame dell'emendamento 5.48, sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), sul quale il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che venga inserita una clausola di invarianza finanziaria. Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. Il senatore NANNICINI ( PD ) accoglie la richiesta di riformulazione in un testo 2, pubblicato in allegato. L'emendamento 5.48 (testo 2), posto ai voti, è approvato. Si passa all'esame dell'emendamento 5.108, sul quale il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che venga riformulato, con l'inserimento, al comma 1, dopo la lettera h) , della seguente: "h- bis ): favorire lo sviluppo dei biocarburanti ai fini del raggiungimento degli obiettivi delle fonti rinnovabili nel settore dei trasporti, nel rispetto dei criteri di sostenibilità di cui all'articolo 29 della direttiva (UE) 2018/2001". Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) accoglie la richiesta di riformulazione in un testo 2, pubblicato in allegato. L'emendamento 5.108 (testo 2), posto ai voti, è approvato. Con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.50, posto ai voti, è respinto. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) sottoscrive e ritira l'emendamento 5.51. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.109, posto ai voti, è respinto. I senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), LICHERI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.52 (testo 2), sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 5.52 (testo 2) è approvato. Le senatrici BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) e i senatori LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.53 (testo 2), sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 5.53 (testo 2) è accolto. Previo parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.9 (testo 2), che viene sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), posto ai voti, è approvato. Il RELATORE esprime parere contrario e il Rappresentante del GOVERNO un invito al ritiro, altrimenti il parere sarà contrario, sull'emendamento 5.54, identico all'emendamento 5.55, al quale aggiunge la firma il senatore NANNICINI ( PD ). Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) insiste per la votazione. Gli identici emendamenti 5.54 e 5.55, posti ai voti con un'unica votazione, sono respinti. Con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.110, posto ai voti, è approvato. Stante l'assenza dei proponenti, l'emendamento 5.56 è dichiarato decaduto. Le senatrici BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) e i senatori LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.58 (testo 2), sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 5.58 (testo 2) è approvato. Con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.59, posto ai voti, è respinto. Stante l'assenza dei proponenti, decade l'emendamento 5.60. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.61, messo in votazione, è respinto. Stante l'assenza dei proponenti, decade l'emendamento 5.62. I senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), LICHERI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.63, sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 5.63 è approvato. Le senatrici BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) e i senatori LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 5.64 (testo 2), sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 5.64 (testo 2) è approvato. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 5.66 (testo 2). Con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.65 (testo 2), al quale aggiunge la firma il senatore NANNICINI ( PD ), messo in votazione, è approvato. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 5.67 e 5.68, a seguito di distinte votazioni, sono respinti. Il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario sull'emendamento 5.69, al quale aggiunge la firma il senatore NANNICINI ( PD ), identico all'emendamento 5.70. Gli identici emendamenti 5.69 e 5.70, posti ai voti con un'unica votazione, sono respinti. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 5.72 (testo 4). Con il parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.73, sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), posto ai voti, è approvato. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.74, messo in votazione, è respinto. Il PRESIDENTE, su richiesta del senatore LOREFICE ( M5S ), dispone l'accantonamento dell'emendamento 5.80 (testo 2), insieme con l'emendamento 5.75, al quale aggiunge la propria firma la senatrice MASINI ( FIBP-UDC ). Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.77, al quale aggiunge la firma la senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), è respinto. Con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamenti 5.78, posto ai voti, non è approvato. Si passa alla votazione dell'emendamento 5.79, sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), l'emendamento 5.79, posto ai voti, è respinto. Si passa all'esame dell'emendamento 5.81, sul quale il RELATORE esprime parere contrario e il Rappresentante del GOVERNO un invito alla trasformazione in ordine del giorno altrimenti il parere sarà contrario. Il senatore DURNWALDER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) non accoglie la richiesta del Sottosegretario. L'emendamento 5.81, sottoscritto dal senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), posto ai voti, è respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 5.82, sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. Interviene in dichiarazione di voto favorevole il senatore FAZZOLARI ( FdI ), che giudica indispensabile una svolta ecologica nel settore dell'agricoltura e considera incomprensibile il parere contrario appena espresso. Ironizza quindi sulle scelte in materia di mobilità alternativa varate dal Governo e sul fatto che il Governo, invece di farsi guidare nelle scelte dalle indicazioni che pervengono dagli operatori del settore, certamente conferirà incarichi a qualche comitato tecnico. Il relatore PITTELLA ( PD ) motiva il parere contrario, che si fonda sulla necessità di indicare criteri specifici per ogni fonte di produzione di energia. L'emendamento 5.82, al quale aggiunge la firma la senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), posto ai voti, è respinto. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 5.83, 5.86 e 5.87. Previo parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, gli identici emendamenti 5.84 (sottoscritto dalla senatrice MASINI ( FIBP-UDC )) e 5.85 sono respinti con un'unica votazione. Con parere favorevole del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.88, posto ai voti, è approvato. Si passa all'esame dell'emendamento 5.91 (testo 2), sottoscritto dal senatore NANNICINI ( PD ), identico all'emendamento 5.89 (testo 2), sottoscritto dalle senatrici BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), GIANNUZZI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) e dai senatori LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ), sul quale il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che vengano inserite, dopo le parole: "requisiti tecnico professionali", le altre: "di cui ad almeno una delle lettere". Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. I senatori NANNICINI ( PD ) e LOREFICE ( M5S ) accolgono la richiesta di riformulazione in un testo 3, pubblicato in allegato, degli emendamenti a loro firma. Gli identici emendamenti 5.91 (testo 3) e 5.89 (testo 3), posti ai voti con un'unica votazione, sono approvati. Con parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.90, posto ai voti, è respinto. Il senatore LOREFICE ( M5S ) ritira l'emendamento 5.93 (testo 2). Stante l'assenza dei proponenti, l'emendamento 5.94 è dichiarato decaduto. Con il parere contrario del RELATORE e del Rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 5.95, posto ai voti, non è approvato. Si passa all'esame dell'emendamento 5.96 (testo 2), sottoscritto dai senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), LICHERI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) sul quale il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che venga così riformulato: "o-bis) ai sensi del regolamento delegato (UE) 2019/807, prevedere la graduale esclusione a partire dal 1° gennaio 2024 che dovrà essere totale entro il 31 dicembre 2030 dagli obblighi di miscelazione al combustibile diesel e dalla produzione elettrica rinnovabile, così come dal relativo conteggio delle fonti rinnovabili e dai sussidi di mercato, in ragione delle evidenze sugli impatti causati in termine di deforestazione, dell'olio di palma". Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. Il senatore LOREFICE ( M5S ) accoglie la richiesta di riformulazione in un testo 3, pubblicato in allegato. L'emendamento 5.96 (testo 3), posto ai voti, è approvato. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 5.97 (testo 2). Si passa quindi all'esame dell'unico emendamento accantonato, 6.4 (testo 2), riferito all'articolo 6, di cui il PRESIDENTE dispone il nuovo accantonamento in assenza del prescritto parere della 5 a Commissione. Si passa all'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 7. I senatori BOTTO ( M5S ), GAUDIANO ( M5S ), LICHERI ( M5S ) e RICCIARDI ( M5S ) sottoscrivono l'emendamento 7.14 (testo 3), sul quale il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 7.14 (testo 3) è approvato. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE accantona nuovamente i rimanenti emendamenti già accantonati riferiti all'articolo 7, nonché agli articoli 9 e 12. Si passa all'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 14. Sull'emendamento 14.8 (testo 3), il RELATORE esprime parere favorevole a condizione che venga espunta la lettera b- bis ) e sostituita la parola "presenti" con l'altra: "pescati". Il Rappresentante del GOVERNO si esprime in maniera conforme. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) accetta la proposta di riformulazione in un testo 4, pubblicato in allegato. L'emendamento 14.8 (testo 4), messo in votazione, è approvato. In assenza del prescritto parere della 5 a Commissione, il PRESIDENTE accantona nuovamente i rimanenti emendamenti già accantonati riferiti all'articolo 14, nonché all'articolo 15. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame congiunto è rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/957 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 giugno 2018, recante modifica della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell&#39;ambito di una prestazione di servizi Doc 187 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/957 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 giugno 2018, recante modifica della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi (Osservazioni all'11 a Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli con rilievi) Il senatore NANNICINI ( PD ), relatore, introduce il provvedimento in titolo, predisposto in attuazione della delega di cui alla legge n. 117 del 2019 (legge di delegazione europea 2018), che prevede il recepimento della direttiva (UE) 2018/957, recante modifica della direttiva 96/71/CE relativa al distacco transnazionale dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi. Ricorda quindi che la disciplina in esame concerne sia i distacchi nell'ambito del medesimo datore di lavoro o impresa appartenente al medesimo gruppo, sia quelli operati nell'ambito di un contratto concluso tra il datore di lavoro e il destinatario della prestazione di servizi, ivi compresi i contratti di somministrazione di lavoro temporaneo. Il termine per il recepimento della direttiva (UE) 2018/957 è stabilito al 30 luglio 2020, mentre il termine per l'esercizio della delega scade il 30 ottobre 2020. Sottolinea inoltre che la delega di cui alla legge di delegazione europea 2018 non prevede princìpi e criteri direttivi specifici. Trovano dunque applicazione esclusivamente quelli generali, previsti all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012. Passando all'esame del testo, si sofferma in particolare sull'articolo 1, che reca le novelle al decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 136, mentre l'articolo 2 la clausola di invarianza finanziaria e l'articolo 3 una disposizione finale che esclude dalla normativa il settore del trasporto stradale. In merito all'ambito di applicazione della disciplina, rileva, in primo luogo, che per le fattispecie di distacco transnazionale non inerenti ad una somministrazione di lavoro resta immutata la nozione di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo n. 136. Per quanto riguarda, invece, le fattispecie inerenti alla somministrazione di lavoro, la novella di cui al comma 1, lettera a), numero 2), dell'articolo 1 dello schema - in conformità con la corrispondente novella operata dalla direttiva (UE) 2018/957 alla citata direttiva 96/71/CE - estende l'ambito di applicazione della disciplina italiana, oltre all'ipotesi già contemplata del distacco in Italia da parte di un'agenzia di somministrazione stabilita in un altro Stato membro dell'Unione europea, anche i casi in cui un'agenzia di somministrazione di lavoro, sempre stabilita in uno Stato membro diverso dall'Italia, distacchi lavoratori presso un'impresa con sede nel medesimo o in un altro Stato membro, che a sua volta invia tali lavoratori, nell'ambito di una prestazione transnazionale di servizi (non di somministrazione), presso una propria unità produttiva o altra impresa, anche appartenente allo stesso gruppo, che abbia sede in Italia. In tal caso, quindi, i lavoratori sono considerati distaccati in Italia dall'agenzia di somministrazione con la quale intercorre il rapporto di lavoro. Similmente, si estende la normativa italiana anche ai distacchi da parte di un'agenzia di somministrazione stabilita in uno Stato membro diverso dall'Italia, presso un'impresa con sede in Italia, la quale a sua volta invia i lavoratori, nell'ambito di una prestazione transnazionale di servizi (non di somministrazione), nel territorio di un altro Stato membro, diverso da quello in cui abbia sede l'agenzia di somministrazione. Anche in questo caso, il lavoratore è considerato comunque distaccato in Italia dall'agenzia di somministrazione con la quale intercorre il rapporto di lavoro. Alla successiva lettera b) si specifica che le suddette ipotesi di somministrazione sono equiparate agli omologhi casi in cui l'agenzia di somministrazione abbia sede in Italia. Riguardo all'applicazione delle condizioni economiche e normative, resta operante il principio generale di cui all'articolo 35, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, secondo cui i lavoratori distaccati hanno diritto (a carico del somministratore), a parità di mansioni svolte, alle condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore. Riguardo agli altri casi di distacco, ovvero quelli distaccati da imprese stabilite all'estero presso imprese o unità produttive stabilite in Italia, anche appartenenti allo stesso gruppo, la tutela relativa alle condizioni economiche e normative è ridefinita dalle novelle di cui alla lettera b), punto 2), e alla lettera c), in cui si prevede l'applicazione, se più favorevoli, delle condizioni previste dalla normativa e dai contratti collettivi italiani relativamente ad un certo complesso di materie. La novella esclude i contratti collettivi aziendali. Tale esclusione è compatibile con la disciplina di cui alle norme europee in oggetto, le quali fanno riferimento ai contratti collettivi aventi un'applicazione generale, con riferimento al territorio e alla categoria professionale o industriale interessati. L'ambito delle materie a cui si applica il principio di tutela è definito dalla novella di cui alla suddetta lettera c). Rispetto al testo vigente vengono operate alcune modifiche sostanziali, in conformità con le corrispondenti novelle operate dalla direttiva (UE) 2018/957 alla citata direttiva 96/71/CE. Tali modifiche attengono ai profili retributivi e alle condizioni di alloggio: in primo luogo, il principio suddetto di parità è esteso (lettera c), numeri 1) e 3)) al complesso della retribuzione (mentre il testo vigente fa riferimento ai trattamenti retributivi minimi); sono confermate sia l'inclusione delle maggiorazioni della retribuzione per lavoro straordinario sia l'esclusione dei regimi pensionistici integrativi di categoria. Inoltre, nella nozione di retribuzione vengono incluse (lettera c), numero 2)) le indennità riconosciute al lavoratore per il distacco che non siano versate a titolo di rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio effettivamente sostenute a causa del distacco. Tali indennità sono rimborsate dal datore di lavoro al lavoratore distaccato secondo quanto previsto dalla disciplina che regola il rapporto di lavoro nel Paese di stabilimento dell'impresa distaccante. Se tale disciplina non stabilisce se taluni elementi delle indennità riconosciute al lavoratore per il distacco siano versati a titolo di rimborso delle spese effettivamente sostenute a causa del distacco stesso o se facciano parte della retribuzione, l'intera indennità è considerata versata a titolo di rimborso delle spese sostenute. Poi, fatta salva quest'ultima ipotesi, il lavoratore distaccato ha diritto alle indennità o ai rimborsi previsti, a copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio per i lavoratori fuori sede per esigenze di servizio (ai sensi della specifica disposizione introdotta dalla novella di cui al numero 1) della lettera c)); più specificamente, le indennità vengono riconosciute ai lavoratori (distaccati nel territorio italiano) per le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute, sia nei casi in cui gli stessi debbano recarsi al luogo di lavoro (al luogo abituale nel periodo di distacco) sia nei casi in cui essi vengano inviati temporaneamente presso un'altra sede di lavoro - diversa da quella abituale nel periodo di distacco -, in Italia o all'estero. Infine, l'ambito di applicazione del principio di parità in esame viene inoltre esteso al riconoscimento di condizioni di alloggio adeguate, con riferimento all'ipotesi in cui le fonti normative o contrattuali summenzionate prevedano che l'alloggio sia fornito dal datore di lavoro ai lavoratori distaccati lontano dalla loro abituale sede di lavoro (lettera c), numero 1)). La novella di cui alla lettera d) introduce, con il nuovo articolo 4- bis , una disciplina specifica per i distacchi di lunga durata (superiore a 12 mesi o a 18 mesi previa notifica motivata al Ministero del lavoro), in conformità con le corrispondenti novelle operate dalla direttiva (UE) 2018/957 alla citata direttiva 96/71/CE. Per tali distacchi si prevede l'estensione del citato principio di parità anche alle altre materie, diverse da quelle indicate dalla lettera c), numero 1), ad esclusione delle condizioni relative alla conclusione e cessazione del contratto di lavoro, alle clausole di non concorrenza e alla previdenza integrativa di categoria. In caso di sostituzione di uno o più lavoratori distaccati per svolgere le medesime mansioni nello stesso luogo, la durata del distacco è determinata dalla somma di tutti i periodi di lavoro prestato dai singoli lavoratori. La novella di cui alla lettera e) concerne la disciplina che dispone la pubblicazione delle informazioni, relative alle condizioni di lavoro e di occupazione che devono essere rispettate nelle ipotesi dei distacchi transnazionali in esame, sul sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La novella prevede che, qualora dalle informazioni pubblicate sul suddetto sito non si rilevi quali siano le condizioni di lavoro e di occupazione applicabili alla fattispecie di distacco, l'autorità competente ne tenga conto ai fini della determinazione proporzionale delle sanzioni. Le lettere f), g), h) e i) concernono la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri dell'Unione europea gli obblighi (a carico del datore di lavoro che opera il distacco in Italia) di comunicazioni al Ministero del lavoro, e alcuni obblighi a carico delle imprese utilizzatrici volti a garantire l'attuazione del citato principio di parità di trattamento rispetto ai dipendenti di pari livello dell'utilizzatore In particolare, le novelle di cui alla lettera h) ed i) prevedono che: l'impresa utilizzatrice che abbia sede in Italia sia tenuta a informare l'agenzia di somministrazione distaccante delle condizioni di lavoro e di occupazione che trovino applicazione ai sensi del suddetto principio di tutela; l'impresa utilizzatrice che abbia sede in Italia, nelle ipotesi in cui invii il lavoratore (nell'ambito di una prestazione transnazionale di servizi, diversa dalla somministrazione) nel territorio di un altro Stato membro, diverso da quello in cui abbia sede l'agenzia di somministrazione, debba informare senza ritardo di tale invio l'agenzia medesima; nelle ipotesi di invio in Italia di lavoratori da parte dell'impresa utilizzatrice, quest'ultima è tenuta a comunicare per iscritto all'agenzia di somministrazione - ai fini degli obblighi di comunicazione (a carico di quest'ultima) al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - alcune informazioni. Infine, l'articolo 2 dello schema reca le clausole finali di invarianza finanziaria, mentre l'articolo 3 esclude dall'ambito delle novelle di cui al presente schema le prestazioni transnazionali di servizi nel settore del trasporto su strada. Tale esclusione è conforme alla direttiva oggetto di recepimento; si ricorda infatti che la direttiva (UE) 2018/957 ha previsto l'applicazione delle proprie norme al settore del trasporto su strada solo a decorrere dalla data di applicazione di uno specifico atto legislativo (non ancora adottato). Dall'esclusione di cui al presente articolo 3 consegue che per il settore del trasporto su strada resta valido il testo vigente del citato decreto legislativo n. 136 del 2016, ivi comprese le norme specifiche da esso poste per il medesimo settore. In conclusione presenta e illustra uno schema di osservazioni favorevoli con rilievi, pubblicato in allegato, evidenziando in particolare l'opportunità di inserire il richiamo del nuovo articolo 4- bis del decreto legislativo n. 136 nell'articolo 1, comma 5, di quest'ultimo decreto, nonché di inserire anche nel nuovo articolo 4- bis - con riferimento alle fonti normative e contrattuali italiane summenzionate - l'inciso "se più favorevoli", come previsto dall'articolo 3, paragrafo 7, primo comma, della direttiva. Nessuno chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, lo schema di osservazioni favorevoli con rilievi del relatore, posto ai voti, è approvato. Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante ripartizione delle risorse del fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese Doc 188 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante ripartizione delle risorse del fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese (Osservazioni alla 5 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni non ostative con rilievo) Riprende l'esame, sospeso nella prima seduta pomeridiana del 5 agosto. Il relatore LICHERI ( M5S ), dopo aver brevemente richiamato i principali contenuti della relazione illustrativa, presenta uno schema di osservazioni non ostative con un rilievo, pubblicato in allegato. Esprime infatti l'auspicio che gli interventi che saranno realizzati con i finanziamenti del Fondo per gli investimenti di cui allo schema di decreto in esame tali interventi siano programmati ed effettuati in piena coerenza con le indicazioni fornite dall'Unione europea nelle Raccomandazioni specifiche per Paese, relative all'Italia, del 9 luglio 2019 (2019/C 301/12) e del 20 luglio 2020 (2020/C 282/12), e in stretto coordinamento con i progetti del prossimo Programma nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), previsto dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza (COM(2020) 408). Nessuno chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, lo schema di osservazioni non ostative con un rilievo del relatore è posto ai voti e approvato. La seduta termina alle ore 16,25. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 187 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 187 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che: - la disciplina in recepimento concerne i distacchi nell'ambito del medesimo datore di lavoro o impresa appartenente al medesimo gruppo e i distacchi operati nell'ambito di un contratto concluso tra il datore di lavoro e il destinatario della prestazione di servizi, ivi compresi i contratti di somministrazione di lavoro temporaneo; - il termine per il recepimento della direttiva (UE) 2018/957 è stabilito al 30 luglio 2020, mentre il termine per l'esercizio della delega scadrà il 30 ottobre 2020; - considerato che, con riguardo all'applicazione delle condizioni economiche e normative, resta correttamente operante il principio generale di cui all'articolo 35, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, secondo cui i lavoratori distaccati hanno diritto (a carico del somministratore), a parità di mansioni svolte, alle condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore; - considerato che, in riferimento all'articolo 3, che esclude dall'ambito delle novelle previste dallo schema di decreto le prestazioni transnazionali di servizi nel settore del trasporto su strada, a cui continua ad applicarsi il testo vigente del citato decreto legislativo n. 136 del 2016, si rileva che tale esclusione è conforme alla direttiva (UE) 2018/957 in recepimento che ha previsto l'applicazione delle proprie norme al settore del trasporto su strada solo a decorrere dalla data di applicazione di uno specifico atto legislativo, peraltro non ancora adottato; - valutato che il provvedimento, composto di 3 articoli di cui l'articolo 1 reca le novelle al decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 136, mentre l'articolo 2 la clausola di invarianza finanziaria e l'articolo 3 una disposizione finale che esclude dalla normativa il settore del trasporto stradale, provvede a dare compiuta attuazione alla direttiva in titolo, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli, con i seguenti rilievi: - in riferimento alla novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), numero 2), dello schema, inerente le fattispecie di somministrazione di lavoro, l'estensione dell'ambito di applicazione della disciplina italiana, oltre all'ipotesi già contemplata del distacco in Italia da parte di un'agenzia di somministrazione stabilita in un altro Stato membro dell'Unione europea, anche i casi in cui un'agenzia di somministrazione di lavoro, sempre stabilita in uno Stato membro diverso dall'Italia, distacchi lavoratori presso un'impresa con sede nel medesimo o in un altro Stato membro, che a sua volta invia tali lavoratori, nell'ambito di una prestazione transnazionale di servizi (non di somministrazione), presso una propria unità produttiva o altra impresa, anche appartenente allo stesso gruppo, che abbia sede in Italia, si pone in linea con la corrispondente novella operata dalla direttiva (UE) 2018/957; - in riferimento alla novella di cui alla lettera d), che introduce, con il nuovo articolo 4-bis del decreto legislativo n. 136 del 2016, una disciplina specifica per i distacchi di lunga durata (superiore a 12 mesi o a 18 mesi previa notifica motivata al Ministero del lavoro), in conformità con le corrispondenti novelle operate dalla direttiva (UE) 2018/957 alla citata direttiva 96/71/CE, si valuti l'opportunità di inserire il richiamo del suddetto nuovo articolo 4-bis nell'articolo 1, comma 5, dello stesso del decreto legislativo n. 136, ove si individuano le norme applicabili anche ai casi in cui il distacco di lavoratori in Italia sia operato da imprese stabilite in uno Stato non facente parte dell'Unione europea. Si ricorda, infatti, che l'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 96/71/CE dispone che, nell'ambito dei distacchi transnazionali di lavoratori, le imprese stabilite in uno Stato non membro dell'UE non possano beneficiare di un trattamento più favorevole di quello riservato alle imprese stabilite in uno Stato membro. - in tale contesto, relativo alla novella di cui alla lettera d), si valuti l'opportunità di inserire anche nel nuovo articolo 4-bis, con riferimento alle fonti normative e contrattuali italiane summenzionate, l'inciso "se più favorevoli", come previsto dall'articolo 3, paragrafo 7, primo comma, della direttiva. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 188 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 188 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che lo schema di DPCM stabilisce il riparto del Fondo per gli investimenti, istituito dalla legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019), per un importo complessivo di circa 19,7 miliardi di euro per il periodo 2020-2034, finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, anche in riferimento all'economia circolare, alla decarbonizzazione dell'economia, alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale e, in generale, ai programmi di investimento e ai progetti a carattere innovativo, anche attraverso contributi ad imprese, a elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali; considerato, inoltre, che le proposte di intervento formulate dai Ministeri saranno valutate in base a criteri riferiti a: carattere innovativo, sostenibilità, impatto social, effettiva cantierabilità, ricadute sul mercato interno, capacità di attivare finanziamenti europei e di completare progetti già avviati, interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, di mitigazione del rischio sismico e di manutenzione della rete viaria; richiamate le Raccomandazioni specifiche per Paese 2019, relative all'Italia, del 9 luglio 2019 (2019/C 301/12), che ai punti da 2 a 5 indicano le riforme ritenute necessarie all'Italia, tra cui quelle relative al mercato del lavoro e alle competenze digitali, agli investimenti, in ricerca, innovazione e infrastrutture, all'efficienza della pubblica amministrazione e alla digitalizzazione, alla durata dei processi civili e penali, ai regimi di insolvenza, alla lotta contro la corruzione, alla ristrutturazione dei bilanci delle banche e a migliorare il finanziamento non bancario per le imprese più piccole e innovative; richiamate le Raccomandazioni specifiche per Paese 2020, relative all'Italia, adottate dal Consiglio UE il 20 luglio 2020 (2020/C 282/12), in cui è confermata la validità delle predette Raccomandazioni del 2019, per le parti relative alle riforme, e in cui si raccomanda, tra l'altro, di attenuare l'impatto della crisi sull'occupazione con redditi sostitutivi e modalità di lavoro flessibili, di assicurare che la liquidità arrivi effettivamente alle imprese e ai lavoratori autonomi, di anticipare i progetti di investimento e di concentrarli sulle transizioni verde e digitale, e di migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione; evidenziato che delle predette Raccomandazioni si deve tenere conto nel contesto del Programma nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), previsto dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza (COM(2020) 408) e che potrà essere presentato alla Commissione europea a partire dal 15 ottobre 2020, formula, per quanto di competenza, osservazioni non ostative, con il seguente rilievo: si auspica che gli interventi che saranno realizzati con i finanziamenti del Fondo per gli investimenti di cui allo schema di DPCM, siano programmati ed effettuati in piena coerenza con le indicazioni fornite dall'Unione europea nelle Raccomandazioni specifiche per Paese, relative all'Italia, del 9 luglio 2019 (2019/C 301/12) e del 20 luglio 2020 (2020/C 282/12), e in stretto coordinamento con i progetti del prossimo Programma nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), previsto dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza (COM(2020) 408). Allegato