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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione BILANCIO (5ª) 323 PESCO La seduta inizia alle ore 15,40. IN SEDE REFERENTE A.S. 1912 (Rendiconto 2019) e A.S. 1913 (Assestamento 2020§) DDL 1912 Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2019 DDL 1913 Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2020 (Esame congiunto e rinvio) Il presidente PESCO propone, in via preliminare, che l'esame dei due disegni di legge in titolo proceda congiuntamente fino al termine della discussione generale. La Commissione conviene. La relatrice GALLICCHIO ( M5S ) illustra il disegno di legge n. 1912, recante il rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2019, segnalando, per quanto di competenza, che l'articolo 36 della legge n. 196 del 2009 di contabilità e finanza pubblica disciplina il rendiconto generale dello Stato, che consta del conto del bilancio, ove sono indicate le entrate e le uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento, e del conto del patrimonio, cui è riconosciuto il compiuto di fornire l'evidenzia delle variazioni intervenute nelle attività e passività del patrimonio dello Stato. Nel 2019 i dati definitivi di contabilità nazionale hanno evidenziato un PIL nominale pari a 1.787,664 miliardi di euro, con una crescita dell'1,2 per cento per cento rispetto al 2018. In termini di volume (PIL reale), la crescita è stata dello 0,3 per cento rispetto al 2018. I dati inerenti ai saldi di finanza pubblica attestano di un indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni pari, in valore assoluto, a 29,301 miliardi di euro, pari all'1,6 per cento del PIL. Il dato indica di per sé un miglioramento di circa 9,5 miliardi rispetto al 2018, posto che l'indebitamento è risultato nel medesimo anno pari a 38,844 miliardi di euro (corrispondente al 2,2 per cento del PIL). Il saldo "primario", ossia al netto degli interessi, si mostra di segno "positivo" e pari all'1,7 per cento del PIL (31 miliardi), con una crescita di 0,2 punti percentuali rispetto al 2018 (1,5 per cento), mentre la spesa per interessi si è attestata al 3,4 per cento del PIL (60,3 miliardi), in diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2018 (3,7 per cento). L'equilibrio di parte "corrente" del conto economico della pubblica amministrazione ha registrato ancora un segno positivo e pari a 27,88 miliardi di euro, in sensibile crescita a fronte dei 16,07 miliardi del 2018. Il miglioramento del saldo è riconducibile ad un incremento delle entrate (per circa 23,1 miliardi di euro), che determina effetti più che compensativi rispetto all'incremento delle spese (per circa 11,3 miliardi di euro). Le entrate totali del 2019 delle amministrazioni pubbliche hanno evidenziato un aumento del 2,8 per cento rispetto all'anno precedente, con un'incidenza sul PIL pari al 47,1 per cento, con entrate correnti che hanno registrato una crescita del 2,8 per cento, attestandosi al 46,9 per cento del PIL. Le imposte indirette hanno registrato un aumento (+1,4 per cento), per effetto principalmente della crescita del gettito IVA e dell'imposta sul lotto e sulle lotterie, come anche i contributi sociali effettivi, che hanno segnato un incremento (+3,2 per cento) rispetto al 2018, mentre le altre entrate correnti sono aumentate dell'8,4 per cento. Sul versante delle entrate in conto capitale, queste hanno registrato una sensibile decremento (-3,1 per cento), riconducibile alla contrazione delle imposte in conto capitale, compensata in parte dalla crescita delle altre entrate in conto capitale. La pressione fiscale complessiva è pari al 42,4 per cento, in aumento rispetto all'anno precedente (nel 2018 era stata pari al 41,9 per cento). Sul versante delle spese, quelle finali si sono attestate a 870,7 miliardi di euro, in aumento dell'1,6 per cento rispetto al 2018, anno in cui l'analogo valore era stato di 857,3 miliardi di euro. Nel complesso, le spese complessive rispetto al PIL crescono leggermente, passando dal 48,5 per cento del 2018 al 48,7 per cento del 2019. La variazione è determinata dall'incremento di 1,4 punti di PIL della spesa corrente e di 3,6 punti di PIL della spesa in conto capitale, a fronte di una riduzione del 6,7 per cento della spesa per interessi. Quanto al debito pubblico, a fine 2019 esso si è attestato a 2.409.841 milioni di euro, in aumento di 28,899 miliardi di euro rispetto ai 2.380.942 milioni dell'anno precedente, e il rapporto debito pubblico/PIL rimane invariato al 134,8 per cento. Quanto al disegno di legge recante la legge di approvazione del Rendiconto generale dello Stato, la gestione di competenza ha fatto conseguire nel 2019 un miglioramento di tutti i saldi rispetto alle previsioni definitive, nonché rispetto ai risultati differenziali registrati nell'esercizio precedente. In particolare, il saldo netto da finanziare (dato dalla differenza fra le entrate finali e le spese finali) si attesta in campo positivo di circa 2,3 miliardi di euro (0,1 per cento del PIL), con un miglioramento di quasi 22,3 miliardi di euro rispetto al saldo registrato nel 2018 (che si era attestato a 20 miliardi). Il miglioramento del saldo è di circa 59,7 miliardi di euro (104 per cento) se confrontato con le previsioni definitive del 2019, che indicavano ancora un valore negativo del saldo di 57,4 miliardi. Il risultato dà luogo a un accreditamento netto, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, in cui si registrava un indebitamento, dovuto all'aumento delle entrate finali (+14 miliardi di euro) ed alla riduzione delle spese finali (-8,3 miliardi di euro). Il risparmio pubblico (ovvero il saldo delle operazioni "correnti") segna un miglioramento, passando dai 27,4 miliardi di euro del 2018 ad un valore di quasi 50 miliardi di euro, corrispondente al 2,8 per cento del PIL. Il risultato denota un miglioramento di 22,5 miliardi rispetto al 2018, che sale a 58,3 miliardi di euro se confrontato con le previsioni definitive. Tale situazione si è determinata a causa di un sensibile decremento delle spese correnti (-8,5 miliardi di euro), contestuale ad un incremento del complesso delle entrate tributarie ed extra-tributarie (+14 miliardi di euro). Il ricorso al mercato finanziario (differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, incluse quelle relative al rimborso di prestiti) si attesta a 217,6 miliardi di euro (con un'incidenza sul PIL del 12,2 per cento), con un miglioramento di 7,5 miliardi rispetto al 2018. Si conferma quindi il trend in calo registrato già lo scorso anno (225,1 miliardi di euro). È da evidenziare che sia il saldo netto da finanziare che il ricorso al mercato registrati dal Rendiconto si mantengono entrambi al di sotto del limite massimo fissato dalla legge di bilancio per il 2019 (tetto stabilito, rispettivamente, in 68,179 miliardi di euro e in 299,687 miliardi di euro). Il dato registrato dal saldo netto da finanziare è da ricondurre ad una gestione di competenza che evidenzia un aumento degli accertamenti di entrate finali (+14 miliardi di euro) rispetto all'anno precedente, dovuto principalmente all'incremento delle entrate tributarie (+12,7 miliardi di euro) e a una riduzione degli impegni delle spese finali (-8,3 miliardi di euro). Nel complesso, si sono registrati accertamenti per entrate finali pari a circa 605,6 miliardi di euro (pari al 103,6 per cento delle previsioni definitive, stimate in 584,78 miliardi di euro). Le entrate complessive (comprensive delle entrate per accensione di prestiti) hanno evidenziato accertamenti, pari a circa 866 miliardi di euro, in crescita rispetto al dato dell'anno precedente (3 per cento, circa +25,3 miliardi di euro), a ragione della dinamica positiva degli accertamenti delle entrate da accensione prestiti (+11,3 miliardi di euro rispetto al 2018). In percentuale del PIL, gli accertamenti complessivi sono stati pari al 48,4 per cento, superiori al dato analogo dello scorso anno (47,9 per cento del PIL nel 2018). Sul versante della spesa, gli impegni finali si sono registrati in calo  essendo passati da 611,6 miliardi di euro del 2018 a 603,3 miliardi di euro del 2019  a ragione della contrazione della spesa corrente (-8,5 miliardi di euro rispetto al dato 2018). Le spese in conto capitale si sono in sostanza confermate sul valore dell'anno precedente, registrando solo un lieve incremento dello 0,4 per cento. Relativamente agli impegni complessivi di spesa (che includono le spese per rimborso prestiti), essi ammontano nel 2019 a 823,2 miliardi di euro, evidenziando un incremento rispetto all'anno precedente di 6,5 miliardi di euro (0,8 per cento), determinato, in particolare, dal rimborso delle passività finanziarie (+14,8 miliardi di euro, in aumento del 7,2 per cento). In rapporto al PIL, la spesa complessiva è passata dal 46,6 per cento del 2018 al 46 per cento nel 2019 (era al 49,8 per cento nel 2017). La classificazione delle spese finali per missioni, con riferimento alla sola spesa "primaria", conferma la rilevanza delle relazioni finanziarie con le autonomie territoriali (si tratta in sostanza di trasferimenti agli enti territoriali), che pesano per il 22,7 per cento (erano il 21,8 nel 2018). Conferma poi la notevole incidenza sul totale degli impegni delle politiche previdenziali, attestatesi al 15,7 per cento della spesa primaria (rispetto al 17 per cento del 2018) e delle politiche economico-finanziarie e di bilancio, che si attestano al 16,1 per cento (in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 15,4 per cento del 2018). L'istruzione scolastica rappresenta il 9,1 per cento della spesa primaria, in lieve aumento rispetto allo scorso esercizio (in cui rappresentava il 9 per cento). È da rimarcare un incremento in percentuale rispetto agli impegni si è riscontrato anche per la missione Diritti sociali, che rappresenta ora il 6,8 per cento della spesa primaria (rispetto al 6,2 per cento nel 2018). I decrementi più rilevanti, invece, sempre in rapporto agli impegni, sono emersi in relazione alle politiche per il lavoro, diminuite da 10,6 a 8 miliardi di euro nel 2019, rappresentando ora l'1,5 per cento degli impegni di spesa del 2019 (rispetto al 2,1 per cento del 2017 e al l'1,9 per cento del 2018), per la missione "Competitività e sviluppo delle imprese", attestatesi al 4,3 per cento della spesa primaria (rispetto al 4,6 per cento del 2018) e per il "Diritto alla mobilità", che pesa il 2,2 per cento della spesa primaria (era il 2,4 per cento nel 2018). La gestione dei residui conferma che gli stessi continuano ad attestarsi su livelli considerevoli, sia dal lato delle entrate che dal lato delle uscite. Il conto dei residui provenienti dagli esercizi 2018 e precedenti indicava, all'inizio dell'esercizio, residui attivi per un valore di 203.940 milioni di euro e residui passivi per 140.364 milioni di euro, al lordo dei residui relativi al rimborso di prestiti (509,4 milioni di euro), con un'eccedenza "attiva" pari a 63.576 milioni di euro (l'eccedenza attiva era negli anni precedenti di valore superiore: 66.171 milioni di euro nel 2018, 77.815 milioni nel 2017, 95.229 milioni nel 2016). In seguito alle operazioni di riaccertamento e di gestione del conto dei residui, nonché della perenzione amministrativa, si è determinata una netta variazione dell'entità degli stessi, con variazioni in diminuzione sia dal lato delle entrate (-78.844 milioni di euro) sia dal lato delle uscite (-63.974 milioni di euro). Sul versante dei residui attivi, rispetto allo stock iniziale proveniente dagli esercizi precedenti per 203.940 milioni di euro, sono stati accertati nell'esercizio 154.711 milioni di euro, di cui 29.116 milioni incassati e 125.095 milioni ancora da versare o riscuotere. In aggiunta a tali residui pregressi, a seguito della gestione di competenza, si sono aggiunti 91.066 milioni di euro di residui di "nuova" formazione, per un totale di residui attivi al 31 dicembre pari a 216.161 milioni di euro, con un aumento di 12.221 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente (+6 per cento). Quanto ai residui passivi, sui140.364 milioni di euro di residui provenienti dagli esercizi precedenti, ne risultano accertati 121.113 milioni, di cui 44.723 milioni pagati e 76.390 milioni ancora da pagare. Tali residui pregressi sono aumentati, a seguito della gestione di competenza, per 37.624 milioni di euro, per un totale di residui passivi a fine esercizio pari a 114.014 milioni di euro. Nel complesso, il conto dei residui del 2019 espone residui attivi per 216.161 milioni di euro e residui passivi per 114.014 milioni di euro, con una eccedenza attiva di 102.147 milioni di euro. In merito alla gestione di cassa, il saldo netto da finanziare è risultato pari a 66,5 miliardi di euro, con un peggioramento di 20,6 miliardi di euro rispetto al risultato raggiunto l'anno precedente (in cui il saldo si era assestato a 45,9 miliardi di euro). Il risparmio pubblico è risultato di 29,8 miliardi di euro, con un peggioramento di oltre 20,3 miliardi rispetto al dato del 2018. Il dato, essendo negativo, indica la quota di spese correnti non coperta con entrate tributarie ed extra-tributarie. Il ricorso al mercato evidenzia un valore di oltre 286 miliardi di euro, anch'esso in peggioramento (di oltre 35 miliardi di euro) rispetto al 2018. Sul conto del patrimonio, lo stesso, com'è noto, costituisce il documento contabile che fornisce annualmente la situazione patrimoniale dello Stato, quale risulta alla chiusura dell'esercizio. I risultati dell'esercizio evidenziano un'eccedenza passiva di circa 1.916 miliardi di euro, con un peggioramento di circa 13 miliardi di euro rispetto alla situazione patrimoniale al 2018. Tale risultato, pur essendo il più contenuto dell'ultimo decennio, si pone in linea con il trend "negativo" degli ultimi anni, considerato che nel 2018 sul 2017 il peggioramento è stato pari a 27,5 miliardi di euro, e nel 2017 sul 2016, di 77,4 miliardi di euro. Per ulteriori approfondimenti, rinvia al dossier dei Servizi del bilancio e dei Servizi studi del Senato e della Camera dei deputati. La relatrice BOTTICI ( M5S ) illustra il disegno di legge n. 1913, recante l'assestamento di bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2020, segnalando, per quanto di competenza, che Il disegno di legge di assestamento, ai sensi dell'articolo 33 della legge di contabilità e finanza pubblica, assolve al compito di apportare, a metà dell'anno, un aggiornamento degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente. Il relativo disegno di legge reca, dunque, l'aggiornamento delle previsioni del bilancio di competenza formulate ai sensi della legislazione vigente in relazione, per quanto riguarda le entrate, all'eventuale revisione delle stime del gettito, e, per quanto riguarda le spese, limitatamente alla componente discrezionale, in relazione alle esigenze sopravvenute. Con riferimento alle autorizzazioni al pagamento, in termini di cassa, il disegno di legge reca l'aggiornamento della consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell'esercizio precedente. Le variazioni di bilancio proposte, insieme a quelle apportate sino al 31 maggio in ragione di atti amministrativi e in connessione ai provvedimenti legislativi adottati successivamente all'approvazione della legge di bilancio, ivi inclusi il decreto-legge n. 18 del 2020 (cosiddetto decreto-legge "Cura Italia"), il decreto-legge n. 23 del 2020 (cosiddetto decreto-legge "liquidità") e il decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto decreto-legge "rilancio") definiscono le previsioni assestate per il 2020. Le proposte formulate con il disegno di legge di assestamento sono neutrali ai fini dell'indebitamento netto della pubblica amministrazione in quanto già scontate nei quadri tendenziali definiti in sede di Documento di economia e finanza 2020. La relazione annessa al disegno di legge evidenzia come, in termini di competenza, le variazioni proposte determinano un peggioramento del saldo netto da finanziare (corrispondente alla differenza tra entrate finali e spese finali) rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio, che si attesta ad un valore di 302,7 miliardi di euro rispetto ad una previsione iniziale di 78,6 miliardi di euro. Il peggioramento del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni iniziali è dovuto per 171,6 miliardi di euro alle variazioni per atto amministrativo e, per ulteriori 52,5 miliardi di euro, alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento. In dettaglio, il peggioramento determinato dalle variazioni apportate per atti amministrativi è riconducibile agli effetti dei decreti-legge adottati per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, per cui il Parlamento ha autorizzato il ricorso all'indebitamento, attraverso l'approvazione di apposite risoluzioni relative alle due richieste di scostamento di bilancio presentate dal Governo. Questi determinano, nel complesso, un incremento delle spese finali per oltre 179,6 miliardi di euro, in parte compensato da un incremento delle entrate finali per circa 8,1 miliardi di euro. Il peggioramento del saldo è dovuto ad una proposta di riduzione delle entrate finali per 50,8 miliardi di euro in termini di competenza, riconducibile  per quasi 39 miliardi di euro  alle entrate tributarie, ed è interamente determinata dal consistente deterioramento della previsione macroeconomica. A tale dato si aggiunge una proposta di aumento delle spese finali per 1,6 miliardi di euro. Quanto agli altri saldi, il risparmio pubblico (dato dalla differenza tra entrate correnti e spese correnti al lordo degli interessi) registra un peggioramento di 110,8 miliardi di euro rispetto alla previsione, atteso che i dati relativi (pari alla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, queste ultime date dalla somma delle spese finali e del rimborso prestiti) evidenziano un impatto "negativo" sul saldo per complessivi 250,3 miliardi di euro, lo stesso passando da circa 313,4 miliardi di euro a circa 563,7 miliardi. In termini di cassa, il disegno di legge evidenzia un peggioramento del saldo netto da finanziare di circa 51 miliardi di euro, riconducibile ad una riduzione delle entrate finali per 47,8 miliardi di euro e ad una variazione in aumento delle spese finali per 3,2 miliardi di euro. Nel dettaglio, il saldo netto da finanziare si attesta a 350,8 miliardi di euro, con un peggioramento di 223,1 miliardi rispetto alla previsione di bilancio, dovuto alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento (+51 miliardi di euro), ai quali si sommano le variazioni per atto amministrativo intervenute nel periodo gennaio-maggio 2020, che hanno inciso negativamente sul saldo per oltre 172 miliardi di euro. Il ricorso al mercato risulta incrementato in termini di cassa di 249,3 miliardi di euro rispetto al bilancio di previsione, raggiungendo un valore pari a 611,9 miliardi di euro; analogamente, il saldo "primario", rispetto ai 51 miliardi di euro della previsione iniziale, raggiunge l'importo di 275,9 miliardi di euro. Altresì, il risparmio pubblico peggiora di 108 miliardi di euro, attestandosi nelle previsioni assestate a 187,4 miliardi di euro. Sul versante dei residui, il disegno di legge di assestamento provvede ad aggiornare i residui attivi sulla base delle risultanze emerse al 31 dicembre 2019, a seguito della gestione conclusasi nell'esercizio di consuntivo. Nel complesso, le previsioni assestate quantificano un ammontare di residui finali attivi al 31 dicembre 2019 pari a 216.161 milioni di euro, a fronte dei 246.389 milioni di euro di residui inizialmente solo presunti. Per le entrate tributarie, i residui vengono quantificati pari a 108.477 milioni di euro, con una variazione in diminuzione di 18.667 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali (127.144 milioni di euro). Per le entrate extra-tributarie i residui ammontano a 106.974 milioni di euro, con una variazione in diminuzione di 11.538 milioni di euro rispetto alla previsione iniziale (118.512 milioni di euro). Quanto all'ammontare dei residui passivi, questi, riferiti alle spese complessive (comprensivi di quelli relativi al rimborso prestiti, pari a 752 milioni) sono certificati alla chiusura dell'esercizio 2019 per un importo pari a 114.014 milioni di euro. Per ulteriori approfondimenti, rinvia al dossier dei Servizi del bilancio e dei Servizi studi del Senato e della Camera dei deputati. Il presidente PESCO , per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale. Per quanto riguarda, invece, il disegno di legge di assestamento, fa presente innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare (tipologia di entrata o programma di spesa) e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa. Non possono invece avere ad oggetto l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto essi derivano da meri accertamenti contabili. Segnala che gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza e/o di cassa. In ogni caso, le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione. Evidenzia che è considerata emendabile la sola dotazione dei programmi di spesa non riferibile agli oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a) , della legge di contabilità e finanza pubblica. È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale. Infine, per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa, occorre considerare che essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta "massa spendibile" costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi. Non essendovi richieste di intervento in discussione generale, propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno ai disegni di legge in titolo alle ore 16 di domani, mercoledì 9 settembre 2020. Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) fa presente come il proprio Gruppo non intenda ostacolare la fissazione del termine per la presentazione di emendamenti proposta dal Presidente, stigmatizzando tuttavia le modalità, a suo avviso confuse, con le quali il Senato sta esaminando, in questo periodo, numerosi provvedimenti, impedendo il dovuto approfondimento. La senatrice FERRERO ( L-SP-PSd'Az ) si associa alle considerazioni svolte dal senatore Tosato, sottolineando peraltro che, mentre il rendiconto rappresenta una sorta di fotografia della situazione contabile del precedente anno finanziario, l'assestamento reca variazioni all'allocazione delle risorse pubbliche per il bilancio dell'anno in corso che è stato, per ragioni a tutti note, straordinariamente complesso e delicato, il che renderebbe opportuno un adeguato approfondimento del relativo disegno di legge. Il PRESIDENTE, nel prendere atto delle critiche rappresentate, propone di mantenere comunque per le ore 16 di domani il termine di presentazione degli ordini del giorno e degli emendamenti, fatta salva un'eventuale rimodulazione, qualora se ne verificasse la necessità. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA A.S. 1220-A Ratifica ed esecuzione dell'Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, adottato a Kigali il 15 ottobre 2016 DDL 1220 Ratifica ed esecuzione dell'Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, adottato a Kigali il 15 ottobre 2016 (Parere all'Assemblea. Esame. Parere non ostativo) La relatrice RIVOLTA ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che non vi sono osservazioni da formulare, considerato che la Commissione di merito ha recepito la condizione posta, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dalla Commissione bilancio nel parere reso il 22 luglio scorso. Il vice ministro MISIANI esprime un avviso conforme alla relatrice. Verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione approva la proposta di parere non ostativo. A.S. 1169-A - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza, fatto a Buenos Aires l'8 maggio 2017 DDL 1169 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza, fatto a Buenos Aires l'8 maggio 2017 (Parere all'Assemblea. Esame. Parere non ostativo) Il presidente PESCO ( M5S ), in sostituzione del relatore Pichetto Fratin, illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che non vi sono osservazioni da formulare, considerato che la Commissione di merito ha recepito la condizione posta, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dalla Commissione bilancio nel parere reso il 22 luglio scorso,. Il vice ministro MISIANI esprime un avviso conforme alla relatrice. Verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione approva la proposta di parere non ostativo. A.S. 1221-A - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica gabonese, fatto a Roma il 17 maggio 2011 DDL 1221 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica gabonese, fatto a Roma il 17 maggio 2011 (Parere all'Assemblea. Esame. Parere non ostativo) Il presidente PESCO ( M5S ), in sostituzione del relatore Calandrini, illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che non vi sono osservazioni da formulare, considerato che la Commissione di merito ha recepito la condizione posta, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dalla Commissione bilancio nel parere reso il 22 luglio scorso. Il vice ministro MISIANI esprime un avviso conforme alla relatrice. Verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione approva la proposta di parere non ostativo. A.S. 1928 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 DDL 1928 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 (Parere alla 1ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore COMINCINI ( IV-PSI ) illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che, alla luce della modifica apportata presso l'altro ramo del Parlamento alla clausola di invarianza finanziaria di cui all'articolo 2, nonché dei chiarimenti ivi forniti dal Governo, non vi sono ulteriori osservazioni da formulare. Il vice ministro MISIANI esprime un avviso conforme a quello del relatore. Il PRESIDENTE reputa opportuno rinviare alla prossima seduta la votazione del parere, per consentire ai senatori di approfondire il provvedimento. La senatrice FERRERO ( L-SP-PSd'Az ) esprime la propria perplessità per il fatto che la clausola d'invarianza finanziaria recata dal provvedimento sia stata positivamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato, sottovalutando gli effetti negativi, in termini di decremento di gettito, che verrebbero arrecati al sistema economico dall'eventuale protrarsi dello stato di emergenza. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.S. 1646 - Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura DDL 1646 Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura (Parere alla 11ª Commissione sugli emendamenti. Esame. Parere in parte contrario e in parte contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione) La relatrice ACCOTO ( M5S ) illustra gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che non si hanno osservazioni da segnalare. Il vice ministro MISIANI esprime un avviso contrario su entrambe le proposte emendative. Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) manifesta le proprie perplessità circa l'avviso contrario del Governo, non ravvisandovi elementi di onerosità nei due emendamenti in esame. Chiede quindi di valutare un ripensamento e, con riguardo alla proposta 1.2, reputa opportuno esprimere un parere che non vada oltre la semplice contrarietà. Il vice ministro MISIANI osserva come l'emendamento 1.1 possa determinare disparità di trattamento con oneri per contenzioso, mentre l'emendamento 1.2 richiederebbe un'apposita relazione tecnica. Prospetta quindi la possibilità per la Commissione di valutare l'espressione di un parere di semplice contrarietà sulla proposta 1.2. Alla luce del dibattito svoltosi e dell'avviso espresso dal rappresentante del Governo, la RELATRICE propone quindi l'approvazione del seguente parere: " La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 1.1. Il parere è di semplice contrarietà sull'emendamento 1.2.". Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere avanzata dalla relatrice. A.S. 1763 - Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze Armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede DDL 1763 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze Armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede (Parere all'Assemblea. Esame. Parere non ostativo) La relatrice FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, l'opportunità di ribadire il parere reso, il 4 agosto scorso, alla Commissione di merito: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisisti gli elementi informativi presentati dal Governo, secondo i quali: con riferimento all'articolo 3, comma 1, lettera a) , si rappresenta che la nuova formulazione dell'articolo 17 del codice dell'ordinamento militare non reca innovazioni rispetto alle attività già espletate, a legislazione vigente, dai cappellani militari, potendo quindi trovare attuazione con le risorse umane e finanziarie già stanziate; relativamente all'articolo 3, comma 1, lettera c) , che inserisce nel codice dell'ordinamento militare il nuovo articolo 1533- bis , si rassicura circa l'invarianza di oneri per la finanza pubblica derivanti dalle modalità di esercizio in concreto dell'assistenza spirituale alle forze armate e si rappresenta che, già a legislazione vigente, l'attività di cura parrocchiale presuppone la disponibilità di alloggi di servizio; con riguardo all'articolo 3, comma 1, lettera e) , viene assicurata l'assenza di oneri connessi all'istituzione della figura dei cappellani coordinatori, trattandosi di un mero incarico di funzione, che non comporta alcuna modifica del trattamento economico; con riferimento all'articolo 3, comma 1, lettere ss) , vv) e zz) , viene fatto presente che le nuove forme di avanzamento di cui agli articoli 1608, 1611 e 1612 del codice dell'ordinamento militare sono funzionali alla riduzione degli oneri, attraverso la riduzione di alcune figure di vertice, l'allungamento dei tempi di accesso ai gradi più elevati e la revisione del trattamento economico; in merito al riassetto dell'organico, viene confermata la riduzione, a regime, a 162 unità, agendo sulle immissioni di personale della categoria iniziale (cappellani addetti) che potranno essere effettuate solo se le consistenze effettive lo permetteranno. Viene, altresì, ricordato che, secondo la relazione tecnica, a garanzia dell'invarianza finanziaria, il nuovo articolo 1577 del codice dell'ordinamento militare, come modificato dall'articolo 3, comma 1, lettera dd) , prevede, tra le cause di cessazione dal servizio permanente dei cappellani militari, la facoltà di revoca della designazione da parte dell'autorità ecclesiastica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.". Il vice ministro MISIANI si esprime in senso conforme. Verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione approva la proposta di parere avanzata dalla relatrice. A.S. 1721 - Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l&#39;attuazione di altri atti dell&#39;Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 (Parere alla 14 a Commissione sugli emendamenti. Seguito dell'esame. Parere in parte non ostativo, in parte contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, e in parte condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale. Rinvio dell'esame dei restanti emendamenti) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 2 settembre. Il relatore MANCA ( PD ) illustra gli emendamenti accantonati nella seduta del 2 settembre scorso e l'ulteriore riformulazione, riferiti al disegno di legge in titolo. In relazione agli emendamenti riferiti all'articolo 5, segnala che occorre valutare la proposta 5.97 (testo 2), che prevede che maggiori oneri derivanti dall'articolo 5 non devono trovare regolazione nell'ambito delle componenti tariffarie a carico degli utenti finali, dovendosi invece provvedere attivando il meccanismo di copertura di cui all'articolo 1, comma 3. In relazione agli emendamenti riferiti all'articolo 7, fa presente che non vi sono osservazioni sulle proposte 7.22 (testo 2) e 7.46 (testo 3). In relazione agli emendamenti riferiti all'articolo 9, segnala che appare opportuno valutare la portata normativa e gli effetti finanziari dell'emendamento 9.49 (che prevede obblighi per i comuni in materia di spettacoli viaggianti). Per quanto riguarda gli emendamenti riferiti all'articolo 12, rileva appare opportuno valutare la portata normativa e gli effetti finanziari dell'emendamento 12.17 (in materia di silenzio assenso). Per quanto riguarda gli emendamenti riferiti all'articolo 15, osserva che occorre valutare la portata finanziaria dell'emendamento 15.12 (testo 2), che riduce il contributo a carico delle aziende diretto a finanziare il sistema di governo dei dispositivi medici. In relazione alle proposte riferite all'articolo 20, fa presente che risulta necessario acquisire la relazione tecnica sull'emendamento 20.0.1, volto ad adeguare l'ordinamento interno al Regolamento istitutivo dell'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale. Occorre valutare la portata finanziaria dell'emendamento 20.0.1 (testo 2), identico al testo iniziale, fatta eccezione per l'espunzione della lettera p) . Rileva l'opportunità di valutare, anche in relazione al meccanismo previsto dall'articolo 1, comma 3, del disegno di legge, i possibili effetti finanziari delle proposte 20.0.4, 20.0.6, 20.0.13 e 20.0.14 volte a introdurre specifici principi e criteri per il recepimento della direttiva in tema di riduzione dei prodotti di plastica. Su richiesta del Governo, osserva che è stato accantonato l'emendamento 20.0.29 recante specifici criteri direttivi per il recepimento della direttiva sulla costituzione on line di società a responsabilità limitata. Il vice ministro MISIANI esprime un avviso contrario sull'emendamento 5.97 (testo 2), mentre chiede di tenere accantonati gli emendamenti 7.22 (testo 2) e 7.46 (testo 3). Sull'emendamento 9.49 subordina l'avviso non ostativo all'inserimento di una riformulazione al comma 1, lettera e) , al fine di fare riferimento anche ai beni del patrimonio indisponibile. Si esprime poi in senso non ostativo sugli emendamenti 12.17 e 15.12 (testo 2). Per quanto riguarda gli emendamenti segnalati dal relatore all'articolo 20, rappresenta la necessità di inserire una clausola d'invarianza finanziaria nelle proposte 20.0.1 e 20.0.1 (testo 2). Circa l'emendamento 20.0.14, condiziona l'avviso non ostativo alla soppressione della lettera b) , mentre si esprime in senso contrario sugli emendamenti 20.0.4, 20.0.6, 20.0.13 e 20.0.29. Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) esprime il rammarico del proprio Gruppo per l'avviso contrario formulato sull'emendamento 5.97 (testo 2), mentre accoglie la proposta di riformulazione avanzata sull'emendamento 9.49. Chiede invece di mantenere accantonata la valutazione delle proposte emendative 20.0.4, 20.0.6 e 20.0.13. Il PRESIDENTE dispone l'accantonamento degli emendamenti all'articolo 20 segnalati dal senatore Tosato, nonché dell'emendamento 20.0.29. Alla luce del dibattito svoltosi e sulla base degli avvisi espressi dal rappresentante del Governo, il relatore MANCA ( PD ) propone quindi l'approvazione del seguente parere: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti accantonati nella seduta del 2 settembre scorso, nonché l'ulteriore riformulazione pervenuta, riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 5.97 (testo 2). Sull'emendamento 9.49, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, alla lettera a), dopo le parole: "aree demaniali", delle seguenti: "e patrimoniali indisponibili". Sulle proposte 20.0.1 e 20.0.1 (testo 2), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. Sull'emendamento 20.0.14, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione della lettera b) . Il parere è non ostativo sugli emendamenti 12.17 e 15.12 (testo 2). Il parere resta sospeso sulle proposte 7.22 (testo 2), 7.46 (testo 3), 20.0.4, 20.0.6, 20.0.13 e 20.0.29.". La proposta di parere, posta in votazione, risulta approvata. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,30.