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Istituzione del Museo delle tradizioni vitivinicole della regione Campania, per la valorizzazione del patrimonio culturale vitivinicolo, e del Premio annuale « Taurasia dalle vigne opime ». Onorevoli Senatori. – Il patrimonio culturale ed enogastronomico italiano costituisce un'indiscussa ricchezza diffusa sull'intero territorio del Paese, con un patrimonio di pietanze e vini locali che tipicizzano ciascuna regione. L'Italia vanta infatti il maggior numero di specialità a marchio DOP (Denominazione di origine protetta), IGP (Indicazione geografica protetta) e STG (Specialità tradizionale garantita) riconosciute (320) e vini DOP e IGP (526), con ben 170 consorzi di tutela relativi ai prodotti DOP e IGP incaricati, ai sensi dell'articolo 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, della tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore, e della cura generale degli interessi relativi alle denominazioni. Un patrimonio che ha contribuito a rafforzare il turismo italiano irrobustendo l'interesse per il settore enogastronomico, in costante crescita, che combina la vacanza culturale e quella classica in spiaggia, in collina e in montagna, con la degustazione in luoghi caratteristici di piatti tipici locali. Una tendenza che ha indotto molti produttori agricoli e vinicoli ad aprire le loro cantine al pubblico e a promuovere, attraverso la degustazione, i loro prodotti. La varietà di cibo e bevande offerti dai territori della Penisola coinvolge un turismo nazionale e internazionale costituito non solo da appassionati del mangiare e del bere bene, ma anche da coloro che sono alla ricerca di una vacanza diversa, particolare, volta a conoscere meglio un territorio e i suoi usi e costumi. Si fa presente che se nel censimento del 2020 la Coldiretti rilevava 5047 varietà di cibi e di bevande, un record mondiale per la vastità del patrimonio enogastronomico italiano (1.521 tipi di pane, pasta e biscotti; 1.424 verdure fresche e lavorate; 791 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati; 497 formaggi, 253 piatti tipici o prodotti della gastronomia, 147 liquori), nel 2023 le specialità alimentari tradizionali censite sono ulteriormente aumentate, arrivando al numero di 5450: la classifica dei prodotti per la tavola registra la Campania al primo posto, con ben 580 specialità. Due ulteriori dati che testimoniano la capacità dell'enogastronomia di concorrere allo sviluppo di nuove imprese, al consolidamento di quelle esistenti e alla valorizzazione dei piccoli comuni: - nell'estate 2023 i 25.000 agriturismi presenti in Italia sono stati spesso scelti come meta di villeggiatura, una tendenza che ha portato le strutture ad incrementare i loro servizi (attività sportive e di benessere, ricreative, e culturali) - nei piccoli borghi con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti si registra il 92 per cento delle produzioni tipiche nazionali, una ricchezza che assicura la salvaguardia delle colture storiche. Con il presente disegno di legge si intende, in particolare, dare forza alla salvaguardia delle colture storiche e valorizzare i vini locali attraverso l'istituzione di un Museo delle tradizioni vitivinicole della regione Campania, quale spazio culturale ed esperienziale che illustri l'importanza di questa tradizione nel territorio campano, le culture tipiche locali e la loro storia, le varie fasi del ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione alla raccolta dell'uva, dalla vinificazione all'imbottigliamento, al commercio alla degustazione e alle connesse attività artigianali. Il luogo individuato per la sede del Museo è il comune di Taurasi, in provincia di Avellino, noto in ambito nazionale e internazionale per la produzione del Taurasi DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita), tra i vini rossi italiani uno dei più pregiati, longevi e antichi: risale infatti al 1167 d.C. il primo documento, a oggi conosciuto nel quale è citata la vite coltivata a Taurasi. Con l'istituzione del Museo, un « museo a cielo aperto » che coinvolge le migliori aziende del territorio, ci si prefigge di contribuire al rafforzamento della capacità di attrazione nazionale e internazionale della regione Campania, realizzando e promuovendo, con il Museo capofila, programmi e progetti che coinvolgano le imprese della filiera vitivinicola, i borghi campani, le associazioni di promozione sociale e le associazioni imprenditoriali del commercio e dell'artigianato, con effetti positivi per le diverse forme di turismo: culturale, enogastronomico, e vacanziero. Il disegno di legge ha infatti anche l'obiettivo di rafforzare i flussi turistici nazionali e internazionali. Si intende altresì riaprire la tratta ferroviaria regionale Avellino - Lioni - Rocchetta Sant'Antonio, inaugurata nel suo intero percorso il 27 ottobre 1895. Come evidenziato anche dal Touring club italiano « La linea ferroviaria Avellino Rocchetta può avere un nuovo significato come infrastruttura a servizio dello sviluppo della cultura e del turismo dell'Irpinia: – è la ferrovia delle acque: attraversa e lambisce in più punti i fiumi Sabato, Calore ed Ofanto; – è la ferrovia dei grandi vini di denominazione di origine controllata e garantita (DOCG): attraversa i territori, servendoli con stazioni dei comuni degli areali del Taurasi e del Fiano; – è la ferrovia del Parco naturalistico regionale dei Monti Picentini; – è la ferrovia delle aree a tutela della biodiversità; – è la ferrovia dei borghi: storia, cultura ed identità territoriale; – è la ferrovia della storia, dell'Abbazia benedettina del Goleto a Sant'Angelo dei Lombardi, fondata da Guglielmo da Vercelli, o di Montevergine, e del Santuario di San Gerardo ».. Art. 1. (Istituzione del Museo delle tradizioni vitivinicole della regione Campania) 1. È istituito presso il Castello Marchionale del comune di Taurasi, in provincia di Avellino, il Museo delle tradizioni vitivinicole della regione Campania, di seguito denominato « Museo », quale museo a cielo aperto, al fine di valorizzare: a) i vigneti di pregio e le aziende più significative del territorio campano, come individuate dal Tavolo di cui all'articolo 2; b) il patrimonio culturale legato alle tradizioni vitivinicole, agli strumenti agricoli e al loro utilizzo, nonché le attività a esse correlate nel territorio campano; c) le colture tipiche locali e la loro storia; d) le varie fasi del ciclo produttivo del vino, quali la coltivazione, la raccolta dell'uva, la vinificazione, l'imbottigliamento, il commercio e la degustazione; e) le pratiche autoctone collegate alla tutela del paesaggio, le attività artigianali e industriali connesse al patrimonio vitivinicolo, il loro apporto allo sviluppo socio-economico delle regioni e degli enti locali e il ruolo che tale patrimonio e tali attività svolgono per la promozione turistica della regione Campania in ambito nazionale e internazionale. 2. Il Museo, al fine di qualificarsi quale museo esperienziale, sensoriale e diffuso sul territorio, nonché al fine della realizzazione della rete di cui all'articolo 4, promuove accordi di collaborazione con soggetti pubblici e privati e con aziende vitivinicole italiane, europee e di Paesi terzi. I suddetti accordi sono volti a perseguire le finalità di cui al comma 1, a valorizzare le tradizioni enogastronomiche locali e a stimolare l'attenzione sui temi della tutela e della salvaguardia dell'ambiente e dei beni culturali, allo scopo di incentivare il turismo nel territorio sul quale insistono le imprese vitivinicole e a promuovere, presso i giovani, la conoscenza delle opportunità di lavoro offerte dalla filiera vitivinicola. 3. Il Museo è posto sotto la vigilanza del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e del Ministero del turismo. 4. Il direttore del Museo è nominato dal Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro del turismo, tra soggetti in possesso di laurea magistrale, ed è incaricato della conduzione e della gestione del Museo medesimo. 5. Con decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro del turismo, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le attività di vigilanza esercitate dai Ministeri di cui al comma 3 e l'ammontare della dotazione finanziaria assegnata da ciascuno di essi, su base biennale, per l'incarico di direttore, per le spese relative al personale di gestione e per le attività del Museo. Art. 2. (Istituzione del Tavolo tecnico di lavoro per la promozione del Museo delle tradizioni vitivinicole della regione Campania e delle sue finalità) 1. Presso il Ministero del turismo è istituito un Tavolo tecnico di lavoro per la promozione del Museo delle tradizioni vitivinicole della regione Campania e delle sue finalità, di seguito denominato « Tavolo », presieduto dal Ministro, o da un suo delegato, finalizzato a: a) individuare e catalogare i vigneti di pregio e le aziende del territorio campano che risultano più significativi in termini di: 1) qualità del prodotto, tecniche colturali e di produzione; 2) ricerca e innovazione; 3) custodia e valorizzazione del paesaggio anche attraverso l'utilizzo di tecniche colturali autoctone e virtuose; 4) presenza sul mercato nazionale ed internazionale; 5) utilizzo delle tecnologie digitali applicate all'agricoltura, quali il commercio elettronico e l'agricoltura di precisione; 6) tutela della tipicità del prodotto; 7) formazione dei giovani e trasmissione delle tecniche colturali tipiche locali e regionali di pregio e tradizionali, al fine di favorire la continuazione generazionale e la presenza dei giovani nella gestione delle attività agricole; 8) impegno sociale; 9) presenza su aree tipiche colturali contraddistinte da beni di particolare rilievo, culturale, storico e paesaggistico; b) realizzare e promuovere programmi di enoturismo e di cicloturismo per la valorizzazione del territorio campano sul quale insistono i vigneti di pregio e le imprese vitivinicole di cui alla lettera a) ; c) individuare i vigneti e le imprese vitivinicole di cui alla lettera a) più significativi in termini di qualità del prodotto, tecniche di produzione, ricerca e innovazione, presenza sul mercato nazionale e internazionale, utilizzo delle tecnologie digitali quali quelle di cui alla lettera a) , numero 5), tutela della tipicità del prodotto, formazione e impegno sociale. 2. Alle riunioni del Tavolo possono partecipare, su invito del suo presidente, soggetti pubblici e privati in qualità di esperti, in relazione alle materie trattate per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1. Il sindaco del comune di Taurasi, o un suo delegato, il direttore del Museo, il direttore generale della Fondazione FS e l'amministratore delegato della società Treni Turistici Italiani partecipano di diritto alle riunioni del Tavolo. 3. Entro il 1° giugno 2024, per le finalità di cui al comma 1, tenendo conto altresì delle disposizioni della legge 9 agosto 2017, n. 128, il Tavolo provvede a definire un programma biennale di promozione del Museo e delle sue attività, denominato « Avellino express - Linea ferrovia storica del vino », che valorizzi, ai fini del potenziamento delle offerte e delle attività turistiche locali, le potenzialità sistemiche della linea ferroviaria regionale Avellino - Lioni - Rocchetta Sant'Antonio, di interesse culturale ai sensi dell'articolo 10 comma 3, lettera d) , del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Art. 3. (Premio Taurasia dalle vigne opime) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito un premio annuale da conferire ai migliori vigneti della regione Campania denominato « Premio Taurasia dalle vigne opime ». Il premio è conferito dal Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, o da un suo delegato. 2. L'individuazione dei migliori vigneti di cui al comma 1 tiene conto almeno dei seguenti elementi: a) tecniche agronomiche e colturali utilizzate dall'azienda vitivinicola; b) capacità dell'azienda vitivinicola di tutelare e valorizzare l'ambiente e il paesaggio; c) capacità dell'azienda vitivinicola di valorizzare la presenza giovanile, in particolare tra le figure tecniche addette alla coltivazione della vite; d) recupero delle viti secolari a piede franco. Art. 4. (Rete vitivinicola e turistica della regione Campania) 1. Il direttore del Museo provvede a costituire una rete vitivinicola e turistica che comprenda siti culturali, aziende vitivinicole di pregio e altre realtà di interesse presenti sul territorio della regione Campania, e che sia funzionale: a) all'adozione di programmi e di iniziative per la promozione dei territori e delle aziende vitivinicole quali realtà turistiche immediatamente riconoscibili, al fine di attrarre flussi e operatori turistici; b) ad attivare corsi di formazione, anche attraverso l'adozione di scambi internazionali volti a formare e a qualificare i giovani contrastando il loro esodo e lo spopolamento dei territori.