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Modifica alla legge 6 luglio 2012, n. 96, in materia di disciplina della Commissione per la verifica degli statuti e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. Onorevoli Senatori . – L'articolato che segue si propone di aggiornare e di rafforzare la configurazione della Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, che assume la nuova denominazione di Commissione per la verifica degli statuti e il controllo dei rendiconti dei partiti politici. La Commissione, istituita nel 2012, verrebbe così ad assumere tutte le caratteristiche di autorità indipendente necessarie per lo svolgimento delle funzioni ad essa attribuite dalla legge, ma ad oggi non compiutamente riconosciute. Accentuare l'autonomia della Commissione e dotarla di risorse adeguate, innanzitutto in termini di personale, è necessario presupposto per garantire l'effettività del sistema dei controlli sulla trasparenza, sulla democraticità e sul finanziamento dei partiti politici, quale ulteriore passo verso la piena attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Inoltre, l'attuale impianto normativo che disciplina il funzionamento della Commissione non tiene conto che la stessa possa trovarsi in una situazione di soccombenza in sede di contenziosi giudiziari: allo stato attuale sussistono già alcune richieste di soddisfare il credito maturato da parte dei difensori in occasione di sentenze agli stessi favorevoli, richieste alle quali la Commissione non può dare corso, stante l'insussistenza di dotazione finanziaria. Il disegno di legge si compone di tre articoli. L'articolo 1 contiene l'oggetto e la finalità del provvedimento. L'articolo 2 novella l'articolo 9 della legge 6 luglio 2012, n. 96, istitutivo della Commissione, aggiornando le modalità di nomina, di funzionamento e di finanziamento. L'articolo 3 contiene alcune disposizioni transitorie.. 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge ha ad oggetto il rafforzamento della Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, istituita dalla legge 6 luglio 2012, n. 96, che assume la denominazione di « Commissione per la verifica degli statuti e il controllo dei rendiconti dei partiti politici », al fine di favorire l'effettività del sistema dei controlli sulla trasparenza, sulla democraticità e sul finanziamento dei partiti politici, in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. 2 (Istituzione e disciplina della Commissione per la verifica degli statuti e il controllo dei rendiconti dei partiti politici) 1 All'articolo 9 della legge 6 luglio 2012, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 3 è sostituito dai seguenti: « 3 . È istituita la Commissione per la verifica degli statuti e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, di seguito denominata “Commissione”. La Commissione ha sede presso la Camera dei deputati, che provvede, in pari misura con il Senato della Repubblica, ad assicurarne l'operatività attraverso le necessarie dotazioni strumentali. 3.1. La Commissione è composta da cinque componenti, di cui uno designato dal Primo presidente della Corte di cassazione, uno designato dal Presidente del Consiglio di Stato e tre designati dal Presidente della Corte dei conti. Tutti i componenti sono scelti fra i magistrati dei rispettivi ordini giurisdizionali in servizio con qualifica non inferiore a quella di consigliere di cassazione o equiparata. La Commissione è nominata, sulla base delle designazioni effettuate ai sensi del presente comma, con atto congiunto dei Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale . Con il medesimo atto è individuato tra i componenti il Presidente della Commissione, che rappresenta la Commissione, la convoca e stabilisce l'ordine del giorno delle adunanze. 3.2 . I componenti della Commissione sono nominati per un mandato di cinque anni e non possono essere confermati. Per la durata dell'incarico essi non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura. Per la durata dell'incarico, i componenti della Commissione sono collocati fuori ruolo dalle magistrature di appartenenza, secondo le disposizioni dell'articolo 1, commi 66 e 68, della legge 6 novembre 2012, n. 190. 3.3 . Ai componenti della Commissione è riconosciuta un'indennità di funzione, aggiuntiva rispetto al trattamento economico complessivo individuale percepito annualmente in base alla rispettiva qualifica ed anzianità di ruolo, determinata in misura pari al 30 per cento dell'indennità parlamentare annua per il Presidente e in misura pari al 20 per cento della stessa per gli altri componenti. 3.4. La Commissione opera in piena autonomia e con indipendenza di valutazione e di giudizio. Essa adotta uno o più regolamenti recanti le norme di organizzazione e di funzionamento, le procedure istruttorie che garantiscono ai destinatari la piena conoscenza degli atti adottati, il contraddittorio e la verbalizzazione, le norme concernenti il trattamento giuridico ed economico del personale assegnato, nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese. 3.5. Le notificazioni e le comunicazioni degli atti della Commissione sono disciplinate dal codice di procedura civile e dalle leggi speciali concernenti la notificazione degli atti giudiziari in materia civile. Il Presidente della Commissione può autorizzare, per motivate necessità d'urgenza o d'ufficio, la notifica a mezzo delle Forze di polizia. 3.6 . La Commissione seleziona il proprio personale in piena autonomia, sulla base di criteri di merito e di competenza e con esclusivo riferimento alle proprie esigenze funzionali. 3.7 . Il personale della Commissione è composto da: a) personale assunto dalla Commissione mediante pubblico concorso, con contratto di lavoro a tempo indeterminato; b) personale già in servizio presso la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza ed il controllo dei rendiconti dei partiti politici, personale delle amministrazioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché di amministrazioni pubbliche o di diritto pubblico, collocato fuori ruolo o in posizione di comando; c) personale selezionato attraverso procedure comparative pubbliche, per lo svolgimento di incarichi a tempo determinato, di durata non superiore a tre anni, rinnovabili per una sola volta. 3.8. Il collocamento fuori ruolo o il comando del personale delle amministrazioni pubbliche o di diritto pubblico richiesto dalla Commissione è obbligatorio ed è disposto, secondo le procedure degli ordinamenti di appartenenza, anche in deroga ai limiti temporali, numerici e di ogni altra natura eventualmente previsti dai medesimi ordinamenti. La Commissione può restituire alle amministrazioni di appartenenza il personale proveniente dalle amministrazioni delle Camere e dalle amministrazioni pubbliche o di diritto pubblico. La cessazione del collocamento fuori ruolo o del comando del personale delle amministrazioni delle Camere è subordinata all'assenso dell'ufficio di appartenenza. 3.9. La dotazione di personale della Commissione non può superare il limite complessivo di ventisette unità, distinto nella ripartizione e nelle qualifiche indicate nella tabella A allegata alla presente legge »; b il comma 3- bis è sostituito dai seguenti: « 3-bis. La Commissione provvede all'autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento, ivi comprese quelle relative al personale, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio. La gestione finanziaria della Commissione si svolge in base al bilancio di previsione approvato dalla Commissione medesima entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello cui il bilancio si riferisce. Il rendiconto della gestione finanziaria è approvato entro il 30 aprile dell'anno successivo. Il bilancio di previsione e il rendiconto della gestione finanziaria sono pubblicati nella sezione relativa alla Commissione del sito internet del Parlamento. 3-ter. Per l'esercizio delle funzioni ordinarie della Commissione è autorizzata la spesa complessiva di 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2023, da ripartire in egual misura ad integrazione del finanziamento di ciascuna Camera. La dotazione finanziaria di cui al presente comma può essere rideterminata esclusivamente con la legge di bilancio, sentita la Commissione, e deve risultare in ogni caso sufficiente ad assicurare l'efficace esercizio delle funzioni di cui ai commi da 3 a 3.9 ». 2 Alla legge 6 luglio 2012, n. 96, è aggiunta, in fine, la tabella A di cui all'allegato 1 annesso alla presente legge. 3 Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, pari a 1 milione di euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 3 (Disposizioni transitorie) 1 Il personale già disciplinato dall'articolo 9, comma 3, terzo periodo, della legge 6 luglio 2012, n. 96, nel testo previgente alla data di entrata in vigore della presente legge, in servizio, alla medesima data, presso la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza ed il controllo dei rendiconti dei partiti politici, ha facoltà di transitare nei ruoli della Commissione per la verifica degli statuti e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, con l'inquadramento economico e giuridico stabilito da apposito regolamento della Commissione e con riconoscimento del periodo di servizio già prestato presso la stessa ai fini delle progressioni economiche spettanti al personale di ruolo della Commissione. 2 La durata del mandato dei componenti della Commissione in carica alla data di entrata in vigore della presente legge è estesa a cinque anni, alla scadenza dei quali i predetti componenti non possono essere confermati.