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SENT. 240/06 A. STRANIERO - ESPULSIONE MEDIANTE ACCOMPAGNAMENTO ALLA FRONTIERA A MEZZO DELLA FORZA PUBBLICA - OPPOSIZIONE AVVERSO IL DECRETO DI ESPULSIONE - COMPETENZA ATTRIBUITA AL GIUDICE DI PACE DEL LUOGO OVE HA SEDE L'AUTORITÀ CHE HA DISPOSTO L'ESPULSIONE, ANZICHÉ AL GIUDICE AMMINISTRATIVO - VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI RISERVA DI GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO PER LA TUTELA DEGLI INTERESSI LEGITTIMI - POSSIBILE INCIDENZA DEL PROVVEDIMENTO DI ESPULSIONE SULLA LIBERTÀ PERSONALE DELLO STRANIERO - NON IRRAGIONEVOLEZZA DELL'ATTRIBUZIONE DELLA GIURISDIZIONE AL GIUDICE ORDINARIO - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 8, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, censurato, in riferimento agli artt. 3, 100, comma primo, e 103, comma primo, della Costituzione, in quanto stabilisce che avverso il decreto di espulsione può essere presentato unicamente il ricorso al giudice di pace nel termine di sessanta giorni, anziché attribuire la giurisdizione al giudice amministrativo. La circostanza che il provvedimento di espulsione dello straniero con accompagnamento alla frontiera può incidere sul suo diritto alla libertà personale non consente di ritenere irragionevole l'attribuzione a giudici diversi del sindacato sul decreto di espulsione e sul provvedimento di revoca del permesso di soggiorno, giacché la denunciata irragionevolezza non potrebbe essere eliminata attraendo entrambi nell'ambito della giurisdizione amministrativa. > >- Per l'affermazione che l'espulsione mediante accompagnamento alla frontiera a mezzo forza pubblica incida sulla libertà personale, v. le citate sentenze n. 105/2001 e 222/2004. > >- Su analoga questione, v. la citata ordinanza n. 414/2001.