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Reati e pene - Divieto di divulgazione di notizie riservate - Insufficiente specificazione dei presupposti, dei caratteri e dei limiti dei provvedimenti amministrativi che impongono il divieto e possibilità di arbitraria determinazione in concreto della pena - Prospettata lesione del principio di determinatezza della legge penale e del principio di legalità della pena - Riferibilità alla categoria delle notizie riservate dei criteri dettati per le notizie coperte da segreto di stato - Non fondatezza della questione - Auspicabilità di una revisione complessiva della materia.. La norma che punisce chiunque rivela od ottiene "notizie delle quali l'Autorità competente ha vietato la divulgazione" (c.d. notizie riservate) non lede i principî di tassatività della legge penale e di legalità della pena, in quanto, secondo una possibile lettura del complessivo quadro normativo nella materia del segreto, anche per la categoria delle notizie riservate - omogenea, sul piano dei requisiti oggettivi di pertinenza e di idoneità offensiva, a quella delle notizie sottoposte a segreto di Stato - è possibile fare riferimento alla legge n. 801 del 1977, al fine di rinvenire una sufficiente specificazione dei presupposti, del carattere, del contenuto e dei limiti dell'atto di natura amministrativa che impone il divieto assistito da sanzione penale, tale da permettere un efficace controllo incidentale di legittimità dell'atto medesimo. Non è pertanto fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 262 del codice penale sollevata in riferimento all'art. 25 della Costituzione. Resta comunque auspicabile una revisione complessiva della "materia del segreto". - V. citate sentenze n. 333/1991 e n. 282/1990.