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Processo penale - Decreto di citazione in giudizio - Avviso all'imputato della facoltà di chiedere tempestivamente la sospensione del procedimento con messa alla prova - Esclusione - Denunciata violazione dei principi di uguaglianza, difesa e giusto processo - Omessa descrizione della fattispecie concreta - In particolare, insufficiente descrizione della fattispecie processuale - Conseguente difetto di motivazione sulla rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. Sono dichiarate manifestamente inammissibili - per difetto di motivazione sulla rilevanza - le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 552, comma 1, lett. f), cod. proc. pen. censurato dai Tribunali di Spoleto e di Pistoia, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., nella parte in cui non prevede che all'imputato venga dato avviso anche della facoltà di richiedere tempestivamente la sospensione del procedimento con messa alla prova ex art. 464-bis cod. proc. pen. L'ordinanza del Tribunale di Spoleto non contiene alcuna descrizione dei fatti oggetto del giudizio a quo, limitandosi ad indicare, con il solo numero, le disposizioni che prevedono i reati contestati agli imputati. Entrambe le ordinanze, inoltre, non hanno specificato se nell'udienza in cui sono state sollevate le questioni fosse già stata dichiarata l'apertura del dibattimento (circostanza questa che, se sussistente, avrebbe precluso agli imputati la possibilità di chiedere la sospensione) e se gli imputati avessero manifestato la volontà di richiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova, cosicché l'insufficiente descrizione della fattispecie processuale impedisce il necessario controllo in punto di rilevanza. ( Precedenti citati: ordinanze n. 210 del 2017, n. 46 del 2017 e n. 237 del 2016 ).