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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 164 MORONESE La seduta inizia alle ore 10,55. IN SEDE CONSULTIVA Proposta di 'Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc 572 Proposta di "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5ª e 14ª riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il senatore FERRAZZI ( PD ) non esita a definire straordinario il lavoro svolto dal Governo grazie al quale l'Italia è al centro di un piano europeo per la crescita verde, che assicurerà al Paese un ammontare imponente di risorse. È chiaro però che l'impiego di queste risorse - affinché le stesse siano un effettivo moltiplicatore di una crescita economica sostenibile - non può avvenire disperdendole in mille rivoli, ma deve invece essere concentrato su alcune linee direttrici fondamentali. In questa prospettiva ritiene necessario sottolineare innanzitutto l'esigenza di un coinvolgimento dei territori nei processi decisionali, senza con ciò compromettere però il disegno organico in cui deve inquadrarsi l'azione di Governo. In secondo luogo sottolinea che, fra le finalità prioritarie di intervento, vi dovrà essere senz'altro quella dell'attuazione delle misure infrastrutturali funzionali ad una moderna transizione green per il Paese sia per quanto riguarda le problematiche attinenti alla gestione delle acque, sia per quanto riguarda quelle relative alla gestione dei rifiuti. La senatrice NUGNES ( Misto-LeU ) ritiene che le linee guida contenute nel documento in titolo siano certamente condivisibili nel loro impianto generale. In questo quadro però ritiene necessario richiamare l'attenzione su alcuni aspetti specifici che, a suo avviso, meriterebbero interventi incisivi e, fra questi, pone l'accento in particolare sul tema della resilienza intesa come capacità di convivere con i cambiamenti climatici, nonché - relativamente alle problematiche energetiche - su quello di una piena valorizzazione delle potenzialità legate all'utilizzazione dell'idrogeno che, grazie alle nuove tecnologie, può avvenire anche senza il combinato impiego di gas. Il senatore QUARTO ( M5S ) evidenzia come - nella prospettiva del carattere strutturale delle riforme da finanziare con le risorse a disposizione dell'Italia, nonché in coerenza con l'accento posto sulle tematiche della digitalizzazione e dell'ambiente - dovrebbe risultare indiscutibile l'importanza centrale degli interventi di contrasto del dissesto idrogeologico e di prevenzione del rischio sismico. Ricorda - solo per fare un esempio - che il totale dei costi degli otto terremoti verificatisi in Italia negli ultimi cinque decenni è risultato pari a circa 145 miliardi di euro, con un tempo di ritorno degli eventi sismici che è ormai pari a circa 5 anni. Gli investimenti su questo versante avrebbero quindi ricadute anche economiche estremamente positive, il che non può non implicare che agli stessi debba essere attribuito il carattere prioritario. Analoghe considerazioni valgono per le problematiche legate alle calamità naturali. La senatrice PAVANELLI ( M5S ) condivide le considerazioni svolte dal senatore Quarto e rileva come le stesse risultino pienamente confermate da quanto verificatosi in Umbria. Gli interventi di prevenzione del rischio sismico effettuati in modo efficace dopo il terremoto del 1997 hanno infatti assicurato una significativa riduzione dei danni in occasione dei successivi eventi sismici. In una diversa prospettiva la senatrice pone poi l'accento sull'importanza di interventi strutturali sul versante della mobilità sostenibile, interventi che, a suo avviso, è importante che riguardino non soltanto le grandi aree metropolitane ma anche i piccoli centri urbani. La senatrice GALLONE ( FIBP-UDC ) sottolinea come quella del Piano di ripresa e resilienza sia indubbiamente una grande occasione per l'Italia, un'occasione che non può andare sprecata. A questo riguardo le appare imprescindibile l'esigenza di riuscire a concentrare le risorse destinate all'Italia su alcune linee direttrici fondamentali, per assicurare quella centralità delle tematiche ambientali a sua volta presupposto indispensabile per una ripresa economica coniugata in termini di sostenibilità e compatibilità ambientale. Richiama l'attenzione, in questa prospettiva, sull'esigenza - già segnalata in altri interventi - di misure infrastrutturali sui versanti della gestione delle acque e della gestione dei rifiuti. Sottolinea in via ulteriore l'esigenza di una fiscalità che consenta la transizione green dell'economia mediante strumenti volti ad incentivare le buone pratiche operative. Pone quindi con forza l'accento sull'irrinunciabile centralità del tema della formazione dei giovani, anche con particolare riferimento ad una specifica valorizzazione in quest'ambito delle scienze applicate. Segue un breve intervento della senatrice LA MURA ( M5S ), che condivide il richiamo della senatrice Gallone alla fondamentale importanza del tema della formazione. La presidente MORONESE dichiara chiuso il dibattito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Misure per la rigenerazione urbana DDL 1131 Misure per la rigenerazione urbana (Esame e rinvio) Il correlatore MIRABELLI ( PD ) - anche a nome della correlatrice, senatrice Nugnes - illustra il disegno di legge in titolo, che si compone di 20 articoli suddivisi in 9 capi, recante misure per la rigenerazione urbana. L'articolo 1, dopo aver definito i princìpi fondamentali del disegno di legge, individua le finalità della rigenerazione urbana (quali il riuso edilizio di aree già urbanizzate e di aree produttive, il sostegno della sostenibilità ecologica e della biodiversità in ambito urbano, il contenimento del consumo del suolo e la riduzione dei consumi idrici, la tutela dei centri storici e dei centri urbani, il contrasto della desertificazione commerciale, il sostegno all'edilizia residenziale sociale nonché la partecipazione attiva degli abitanti alla progettazione ed alla gestione dei programmi di intervento). L'articolo 2 reca la definizione degli "ambiti urbani" e della "rigenerazione urbana", nonché delle aree o complessi edilizi caratterizzati, rispettivamente, da "degrado urbanistico edilizio", "degrado socio-economico" e "degrado ambientale". L'articolo 3 prevede l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri di una cabina di regia nazionale per la rigenerazione urbana, a cui partecipano rappresentanti dei Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti, per i beni e le attività culturali e dell'economia e delle finanze, nonché delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e dei comuni. Tale organismo opera, tra l'altro, per favorire la realizzazione degli obiettivi del Piano nazionale per la rigenerazione urbana, previsto dall'articolo 4, che comprendono, tra gli altri, la messa in sicurezza, la manutenzione e la rigenerazione del patrimonio edilizio, la riduzione del consumo del suolo, la rivitalizzazione degli ambiti urbani oggetto di rigenerazione urbana e la salvaguardia dei centri storici, del verde urbano e dei servizi pubblici. Il Piano, emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, e quindi inserito in apposito allegato al Documento di economia e finanza, potrà poi essere aggiornato annualmente. L'articolo 5 istituisce un Fondo nazionale per la rigenerazione urbana, le cui risorse, destinate al cofinanziamento dei bandi regionali per la rigenerazione urbana, sono ripartite secondo le modalità individuate dal successivo articolo 6. L'articolo 7 prevede che siano dichiarate aree di interesse pubblico le aree ricomprese nei piani comunali di rigenerazione urbana selezionati con i bandi regionali di cui all'articolo 9. Tali bandi definiscono i criteri e le modalità di partecipazione da parte degli enti locali interessati, i contenuti minimi dei piani comunali, nonché i criteri e le modalità per l'assegnazione dei punteggi a ciascun piano comunale ai fini della formazione di una graduatoria di merito. Mentre l'articolo 8 prevede che le regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano adottino disposizioni per il conseguimento degli obiettivi del piano nazionale, l'articolo 10 è dedicato ai già citati Piani comunali di rigenerazione urbana. In particolare spetta ai comuni individuare, nell'ambito degli strumenti urbanistici generali, gli ambiti urbani ove si rendono opportuni interventi di rigenerazione urbana, a seguito di una attività di ricognizione del territorio a cui possono partecipare anche i proprietari e i soggetti aventi titolo che ne facciano richiesta; individuate tali aree, è possibile procedere alla redazione del Piano comunale di rigenerazione urbana e alla definizione dei relativi obiettivi. La proposta di piano, che può essere presentata anche da soggetti pubblici o privati aventi titolo, deve poi essere approvata dal consiglio comunale; tuttavia, se per la sua realizzazione dovesse essere necessario l'intervento di più comuni, province e regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici aventi titolo, il Piano in tal caso va approvato mediante accordo di programma. L'approvazione del piano comunale costituisce presupposto per l'accesso al bando regionale e per l'assegnazione delle risorse del Fondo. L'articolo 11, recante misure di tutela dei beni culturali e dei centri storici, prevede che i piani comunali di rigenerazione urbana siano approvati dal comune nel rispetto delle misure vigenti poste a tutela dei beni culturali e dei centri storici; con una novella al codice del turismo, introduce un coordinamento tra la normativa del codice civile in materia di alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche e la legislazione regionale; prevede un adeguamento della legislazione sul turismo delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano per la parte in cui classifica e disciplina le caratteristiche delle strutture alberghiere ed extra-alberghiere; stabilisce infine che i comuni censiscano annualmente gli immobili commerciali e artigianali, localizzati nei centri urbani e storici, al fine di prevedere un eventuale aumento dell'aliquota IMU per quegli immobili lasciati inutilizzati da più di un anno. L'articolo 12 prevede che, ai fini dell'attuazione degli interventi di rigenerazione urbana, si applichino gli strumenti previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, dal codice dei contratti pubblici e dalle leggi applicabili in materia di governo del territorio; viene stabilito che l'approvazione degli interventi di rigenerazione urbana comporta la dichiarazione di pubblica utilità agli effetti del testo unico delle espropriazioni per pubblica utilità e che, negli ambiti ricompresi nel Piano comunale di rigenerazione urbana, sono ammessi interventi diretti di ristrutturazione edilizia che comportino un miglioramento antisismico dell'edificio e interventi diretti di demolizione e ricostruzione dell'edificio nel rispetto di determinate condizioni. L'articolo 13 disciplina il ricorso ad ulteriori risorse per il finanziamento degli interventi di rigenerazione urbana (riparto dei fondi strutturali europei, sostegno della Cassa depositi e prestiti e dei fondi immobiliari privati, costituzione di fondi comuni di investimento, fondi pensione e casse professionali). L'articolo 14, recante semplificazioni in materia urbanistica e amministrativa, interviene su alcune disposizioni riguardanti i limiti di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e sulla dotazione obbligatoria di parcheggi a servizio delle unità abitative; con una novella al testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità, si prevede che quando l'autorità espropriante approva il progetto definitivo di un'opera pubblica deve essere contestualmente approvato un programma di rigenerazione urbana sostenibile; si stabilisce altresì che il contributo di costruzione non è dovuto per gli interventi edilizi ricompresi in programmi di rigenerazione urbana approvati. L'articolo 15 prevede che alle procedure e ai contratti di cui alla legge in esame si applichino i controlli dell'Autorità nazionale anticorruzione, mentre l'articolo 16 detta disposizioni in materia di qualità della progettazione, di concorsi di progettazione e di concorsi di idee. Si prevede in particolare che la progettazione degli interventi ricompresi nel Piano comunale di rigenerazione urbana, qualora non possa essere redatta dall'amministrazione comunale, possa svolgersi mediante ricorso a procedure aperte e rispondenti ai princìpi di trasparenza, libera concorrenza e pari opportunità; i concorsi sono organizzati su due livelli, finalizzati ad acquisire rispettivamente un'idea progettuale ed un progetto di fattibilità tecnica ed economica. Il progetto vincitore viene quindi remunerato dalle stazioni appaltanti che ne acquisiscono la proprietà. L'articolo 17 introduce diverse forme di incentivazione fiscale, a partire dall'esenzione da IMU, TASI e TARI per gli immobili oggetto di interventi di rigenerazione urbana; si prevede altresì che, per gli interventi di rigenerazione urbana, i comuni possano ridurre i tributi dovuti per l'occupazione del suolo pubblico nonché il contributo per il rilascio del permesso di costruire; si prevede l'applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale per i trasferimenti di immobili nella misura fissa di 200 euro nei confronti dei soggetti che attuano interventi di rigenerazione urbana; ulteriori norme di incentivazione fiscale sono poi introdotte in relazione agli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica degli edifici; sono infine previste misure dirette a favorire gli interventi di retrofit energetico e di consolidamento antisismico degli edifici. L'articolo 18, al fine di garantire la continuità degli interventi di rigenerazione urbana, stabilisce che, a seguito della cessazione del mandato del sindaco, il consiglio subentrante ha l'obbligo di dare continuità ai programmi per l'attuazione di interventi di rigenerazione urbana sostenibile già avviati dall'amministrazione precedente. L'articolo 19 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguino la propria legislazione ai contenuti introdotti dalla legge in esame, mentre l'articolo 20 disciplina la copertura finanziaria del provvedimento, i cui oneri sono quantificati in 1 miliardo di euro annui. La presidente MORONESE fissa quindi a venerdì 9 ottobre, alle ore 12, il termine entro il quale i Gruppi potranno far pervenire le proposte relative ai soggetti da audire. Non facendosi osservazioni in senso contrario, così rimane stabilito. Il seguito dell'esame è infine rinviato. La seduta termina alle ore 11,40.