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Giustizia amministrativa - Controversie relative alla legittimità delle ordinanze e dei consequenziali provvedimenti commissariali adottati in tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225 - Attribuzione della competenza in primo grado, in via esclusiva, al T.A.R. del Lazio, sede di Roma - Applicabilità delle norme anche ai processi in corso - Prevista efficacia temporanea delle misure cautelari adottate da T.A.R. diverso da quello del Lazio con sede in Roma, fino alla loro modificazione e revoca da parte di quest'ultimo - Lamentata violazione del diritto di difesa, del principio del giudice naturale, del principio del giusto processo e del principio di ragionevolezza - Esclusione - Applicazione, quanto alla efficacia delle misure cautelari già concesse, di una regola già presente nel sistema - Non fondatezza delle questioni.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2- quater , del d.l. 30 novembre 2005, n. 245, aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, censurato, in riferimento agli artt. 3, 24, 25 e 111 Cost., in quanto estende l'applicabilità della nuova disciplina della competenza di primo grado a conoscere della legittimità delle ordinanze adottate e dei consequenziali provvedimenti commissariali al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma. Il previsto meccanismo di translatio iudicii , infatti, non rappresenta, né comporta un «grave ostacolo» all'esercizio del diritto di difesa, né determina la designazione del giudice compiuta a posteriori «in relazione ad una determinata controversia», mentre la previsione che l'efficacia delle misure cautelari adottate da un tribunale amministrativo diverso da quello di cui al comma 2- bis permane fino alla loro modifica o revoca da parte del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma, cui la parte interessata può riproporre il ricorso, ribadisce una regola già presente nel sistema e trova la propria giustificazione per l'esigenza di chiarire che se, ordinariamente, il giudice abilitato a revocare o modificare il provvedimento cautelare è quello che lo ha adottato, nei casi oggetto dei giudizi a quibus - attesa la sopravvenuta declaratoria di incompetenza da parte dei Tribunali inizialmente aditi - tale potestà decisoria non può che essere esercitata dal giudice divenuto successivamente competente.