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Impiego pubblico - Legge della Regione Lazio - Dirigenti di organi di amministrazione di enti pubblici decaduti ai sensi di norme legislative regionali dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale - Potere della Giunta regionale di deliberare, in alternativa al reintegro nelle cariche, un'offerta di equo indennizzo, con obbligo di adottare tale soluzione in caso di interruzione di fatto del rapporto di lavoro per oltre sei mesi - Sostanziale surrettizia reintroduzione del meccanismo dello spoils system - Violazione del principio di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione - Illegittimità costituzionale - Assorbimento di altri profili di censura.. E' costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 97 della Costituzione, l'art. 1, commi 1 e 2, della legge della Regione Lazio 13 giugno 2007, n. 8, che esclude la obbligatoria reintegrazione del direttore generale automaticamente decaduto dall'incarico in base ad una disposizione dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale. Posto che, nel settore pubblico, il potere dell'amministrazione di esonerare un dirigente dall'incarico e di risolvere il relativo rapporto di lavoro, è circondato da garanzie e limiti che sono posti non solo e non tanto nell'interesse del soggetto da rimuovere, ma anche e soprattutto a protezione di più generali interessi collettivi, la circostanza che il direttore generale, rimosso automaticamente e senza contraddittorio, riceva, in applicazione della disposizione legislativa regionale impugnata, un ristoro economico, non attenua in alcun modo il pregiudizio da quella rimozione arrecato all'interesse collettivo all'imparzialità e al buon andamento della pubblica amministrazione. Inoltre, tale forma onerosa di spoils system fa subire alla collettività anche un aggiuntivo costo finanziario costituito, oltre che dall'obbligo di corrispondere la retribuzione dei nuovi dirigenti, nominati in sostituzione di quelli automaticamente decaduti, da quello di corrispondere a questi ultimi un ristoro economico. - Sugli interessi collettivi ai quali si ispira la tutela della posizione dei dirigenti pubblici, v. la citata sentenza n. 103 del 2007. - Con specifico riferimento alla posizione dei direttori generali di aziende sanitarie locali, v. la citata sentenza n. 104 del 2007.