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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORO PUBBLICO E PRIVATO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª) 95 CATALFO La seduta inizia alle ore 14,10. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI La presidente CATALFO avverte che per le sedute odierne della Commissione è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l'attivazione del circuito audiovisivo. IN SEDE REFERENTE (1018-B) DL 4/2019 - Reddito di cittadinanza e pensioni DDL 1018-B Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 marzo. La presidente CATALFO relatrice, ricorda che nella precedente seduta, dopo l'illustrazione, si è aperta la discussione generale. Avverte altresì che venerdì scorso alle ore 19 è scaduto il termine di presentazione delle proposte di modifica. Sono stati presentati 7 ordini del giorno e 117 emendamenti, pubblicati in allegato, che sono stati inviati alla 1 a, , alla 2 a , alla 5 a e alla 14 a Commissione per il prescritto parere. Accogliendo una richiesta del senatore PATRIARCA ( PD ), che domanda una pausa di almeno mezz'ora al fine di permettere lo studio del fascicolo degli emendamenti, che è appena stato reso disponibile, avverte che i lavori verranno brevemente sospesi al termine del dibattito. La Commissione conviene. Intervenendo quindi in discussione generale, il senatore PATRIARCA ( PD ) ricorda lo spirito collaborativo con il quale il proprio Gruppo si è posto nel corso della prima lettura ed esprime delusione per il mancato riscontro, all'esito dell'esame alla Camera, alle aperture fatte a suo tempo dal sottosegretario Cominardi, sottolineando che nel complesso, quindi, la valutazione del provvedimento non può essere positiva. Il decreto-legge nasce con la forte criticità originaria di voler unire due profili non inconciliabili in assoluto, ma molto difficili da armonizzare, ovvero il contrasto alla povertà e le politiche attive per il lavoro. Egli riconosce al Governo il merito di aver più che raddoppiato le risorse precedentemente destinate al reddito di inclusione, ancorché facendo ricorso allo strumento dell'indebitamento: a fronte di un tale stanziamento, la sua parte politica si attendeva però soluzioni che combattessero strutturalmente la povertà con una modifica delle complessive politiche di welfare : ci si trova invece di fronte a una misura di respiro triennale, il cui destino è legato al contesto finanziario, cosa che la rende di fatto un diritto "in dissolvenza". Come già rilevato in prima lettura, il provvedimento avrebbe dovuto fondarsi sul livello amministrativo comunale, naturalmente competente per il contrasto alla povertà, e non sui centri per l'impiego: una modifica che, tuttavia, non ha trovato spazio. Il Gruppo del Partito Democratico ha pertanto presentato emendamenti in questa direzione, auspicata anche dalle associazioni attive contro la povertà. Nel rammaricarsi per l'impossibilità, per un testo così rilevante, di ottenere un voto unanime delle forze politiche, si sofferma, poi, sul tema delle modifiche adottate in materia di disabilità e di minori, che si caratterizzano per una portata decisamente marginale e poco coraggiosa, in un impianto che continua ad avvantaggiare le persone singole e non i nuclei familiari, specialmente quelli numerosi. Anche le necessità dei senza fissa dimora, che rappresentano la base di ogni misura di contrasto alla povertà, non hanno trovato adeguato spazio. Stigmatizza poi l'approccio colpevolizzante, ulteriormente accentuato in sede di esame alla Camera, nei confronti delle famiglie straniere regolarmente residenti in Italia, quasi che queste fossero naturalmente propense a eludere i requisiti per l'accesso al reddito di cittadinanza, in un contesto complessivo, peraltro, nel quale i controlli saranno assai difficoltosi. Passa quindi al tema delle pensioni notando come il decreto costituisca un'occasione perduta: anziché abolire la legge Fornero, è stata semplicemente favorita, per un tempo limitato, una fascia di persone che di per sé non presenta particolari problematiche. Le domande pervenute ad oggi dimostrano, infatti, che se ne avvantaggeranno soprattutto i dipendenti della pubblica amministrazione. Non è stato invece seguito l'approccio, inaugurato dalla precedente maggioranza e che la propria parte politica avrebbe preferito confermare, ovvero la flessibilizzazione delle disposizioni della legge Fornero per tutti quei casi in cui risulta estremamente difficoltoso giungere alla scadenza di 67 anni. "Quota 100", pur nella legittimità della scelta effettuata, ha invece ad oggetto situazioni diverse dalle emergenze sociali. Il senatore FLORIS ( FI-BP ), notando incidentalmente che alla Camera sono stati accolti alcuni emendamenti del proprio Gruppo che al Senato erano stati respinti, ribadisce l'avviso favorevole di Forza Italia su una misura a favore dei cittadini che versano in stato di disagio. Il provvedimento, pur se migliorato, non corrisponde ancora a ciò che la propria parte politica avrebbe desiderato. In particolare, resta la problematica associazione tra contrasto al disagio sociale e politiche attive del lavoro: mentre egli esprime avviso favorevole sul primo aspetto, ritiene invece che il secondo continui a non trovare le risposte adeguate, omettendo di cercare soluzioni per la diffusa disoccupazione, che non si combatte attraverso la realtà - peraltro notoriamente inadeguata - dei centri per l'impiego, ma con misure di sostegno all'economia ormai avviata verso una nuova fase di recessione. Resta anche carente, nel percorso di ricerca del lavoro, l'aspetto della formazione e, a parte alcune assunzioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni, non si vede alcun intervento per la creazione di posti di lavoro, come l'auspicato taglio del cuneo fiscale per le imprese. Sebbene il decreto non risolva i problemi della povertà, ma si limiti a lenirli temporaneamente, egli esprime tuttavia una valutazione complessivamente positiva del reddito di cittadinanza. Per quanto riguarda "Quota 100", osserva invece come si tratti di una mera anticipazione, non esaustiva rispetto all'annunciato superamento della riforma Fornero, che necessita di ulteriori approfondimenti. Si esprime infine favorevolmente sull'estensione della facoltà di riscatto agevolato degli anni di studio per il conseguimento della laurea. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ), pur consapevole del fatto che non sarà accolto alcun emendamento, fa presente che le proposte del suo Gruppo sono finalizzate a far conoscere la posizione costruttiva di Forza Italia, tesa a dare maggior coerenza logica provvedimento. Partendo dalle modifiche apportate alla Camera, che hanno colmato diversi vuoti nella disciplina, osserva che sarebbe stato preferibile adottare il provvedimento al termine di un percorso opportunamente meditato, e non attraverso lo strumento di un decreto-legge, le cui norme portano peraltro anche all'esclusione di molti di coloro che, pur avendone necessità, hanno difficoltà ad accedere alla domanda. L'articolato presenta anche, a suo avviso, profili di scarsa leggibilità. Per quanto riguarda le proposte del proprio Gruppo, nota che, nel corso dell' iter , alcune sono state assorbite da emendamenti di maggioranza e solo due o tre sono state approvate: in particolare, non vi sono le risposte alle richieste in tema di disabili e famiglie numerose, sulle quali sono intervenuti solo limitati aggiustamenti, palesemente insufficienti. Anche la riscrittura dell'articolo 12, pur opportuna, giunge tardivamente: il problema andava affrontato e risolto prima di aprire il termine per la presentazione delle domande di reddito di cittadinanza. Quanto ai centri per l'impiego, reputa assai difficile che circa 560 strutture con un totale di 8.000 addetti riescano a svolgere tutte le funzioni loro attribuite: a parte la totale indeterminatezza che si ha tuttora in materia di formazione, i centri, che oggi consentono di far incrociare l'offerta con la domanda solo nel 3,5 percento dei casi, non possono creare lavoro laddove questo non vi sia. In sintesi ritiene che assistenza e politiche attive del lavoro siano difficilmente conciliabili. Quanto alle ingenti risorse stanziate dal Governo, esprime forti riserve sulla scelta di ricorrere all'indebitamento, specialmente se l'effetto sul PIL sarà quello stimato, ovvero circa la metà di quanto speso: sarebbe stato preferibile, invece, reperire tali risorse rimettendo in moto l'economia. Passando al tema pensionistico, esprime soddisfazione per la rimozione del limite, palesemente incostituzionale, di 45 anni ai fini del riscatto agevolato degli anni di laurea. Su "Quota 100" manifesta, invece, le proprie riserve, sia perché si tratta di una finestra limitata nel tempo e nei destinatari, sia perché se ne avvantaggerà maggiormente la Pubblica Amministrazione, con effetti preoccupanti su categorie professionali essenziali quali quelle dei medici o dei docenti. In sintesi, sebbene il processo non si possa arrestare, auspica almeno che, negli spazi consentiti dalle norme, i decreti ministeriali attuativi possano restituire coerenza ad alcune aporie del provvedimento, anche con riferimento alle differenze di disciplina tra chi ha presentato la domanda nella vigenza del decreto-legge e chi la presenterà a seguito della entrata in vigore della legge di conversione. Il senatore AUDDINO ( M5S ) si rivolge con accenti critici ai gruppi di opposizione, che, a suo avviso, avrebbero dovuto sostenere convintamente il provvedimento in esame. La scelta della decretazione d'urgenza, peraltro, è a suo giudizio coerente con la necessità di dare risposte immediate ai gravi problemi della povertà, che avrebbero dovuto essere affrontati dai precedenti governi nei passati decenni. Tiene anche a rimarcare la differenza con il previgente reddito di inclusione, istituito alla fine e non all'inizio della legislatura e rivolto - con un ammontare assai ridotto rispetto al reddito di cittadinanza - ad una platea di aventi diritto pari a circa un quarto dei nuovi beneficiari. Sottolinea che il Reddito di cittadinanza rappresenta una misura non assistenzialistica, bensì basata su due binari convergenti, il sostegno al reddito e le politiche attive del lavoro. Invita perciò l'opposizione a contenere le proprie critiche su un provvedimento meritorio e puntuale anche sul versante dei controlli, come testimoniato dalle previste assunzioni nell'ambito della Guardia di Finanza e dell'Arma dei Carabinieri, senza parlare di quelle presso i centri per l'impego. Sebbene riconosca che interventi migliorativi potranno rendersi necessari in futuro, ritiene tuttavia che le critiche pervenute non siano sempre di carattere costruttivo. Quanto a "quota 100", nota semplicemente come si tratti di un'opzione che viene introdotta per rimediare ai disastrosi effetti della legge Fornero. In definitiva, rimarca come il Movimento 5 Stelle abbia rispettato le proprie promesse fin dall'avvio dell'esperienza di Governo, circostanza sicuramente inusuale: dissente perciò da chi giudica il provvedimento una misura elettorale, perché se così fosse sarebbe stato adottato nell'imminenza delle elezioni politiche, mentre non vi è alcuna correlazione con l'approssimarsi delle consultazioni europee. Il senatore FLORIS ( FI-BP ) interloquisce brevemente per far presente al senatore Auddino che con il decreto-legge in esame è stata in realtà la maggioranza ad aver perso un'occasione per cambiare in meglio il provvedimento, non avendo quasi in nessun caso accolto le giuste sollecitazioni pervenute dall'opposizione. Il senatore LAUS ( PD ) rileva polemicamente che non sono stati mai presi in considerazione i rilievi e le osservazioni sollevati dall'opposizione, nemmeno durante la prima lettura del provvedimento. Più in generale sottolinea come tutta la discussione che si è svolta sul decreto-legge è stata di fatto sterile, in quanto non finalizzata mai al miglioramento del testo. Replica quindi al senatore Auddino, secondo il quale il reddito di cittadinanza costituirebbe un intervento che, a differenza del reddito di inclusione, interviene non a fine legislatura, ma all'inizio dell'attività dell'attuale Governo, facendo presente che, a suo parere, difficilmente l'attuale maggioranza potrà durare per l'intera legislatura, alla luce del drammatico quadro economico italiano attuale. Premesso che la finalità principale del decreto-legge, ossia il contrasto alla povertà, è largamente condivisibile, critica innanzitutto la scelta della copertura finanziaria, affidata quasi esclusivamente al maggiore indebitamento e in assenza di interventi di carattere strutturale diretti ad incidere sulla crescita economica e sul mercato del lavoro. Critica in particolare quanto previsto all'articolo 1 del decreto-legge, laddove, in modo del tutto contradditorio, si dice che il reddito di cittadinanza costituisce livello essenziale delle prestazioni ed al tempo stesso si prevede un limite riferito alla disponibilità delle risorse. Ricorda che il reddito di inclusione, strumento previsto dal precedente Governo, era nato dopo un attento ascolto delle istanze provenienti dai vari soggetti operanti nell'ambito sociale e del lavoro e che da tale confronto era emerso come la povertà non fosse legata soltanto al reddito, ma dipendesse anche dall'inclusione sociale: per questo motivo, pertanto, il problema non può essere affrontato esclusivamente attraverso il ricorso ai centri per l'impiego. Ritiene che se il reddito di cittadinanza non risolverà tutte le problematiche legate alla povertà dipende anche dal fatto che non sono state previste, accanto a tale intervento, misure per la promozione del lavoro: pertanto - a fronte di un probabile incremento del numero dei poveri nei prossimi anni, dovuto anche all'assenza di interventi finalizzati alla crescita della produzione, se non diretti addirittura al blocco delle infrastrutture strategiche - lo strumento manifesterà tutti i propri limiti. Cita il caso delle misure di incentivazione in favore delle imprese previste dall'articolo 8 del provvedimento, che giudica del tutto inefficaci per promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, a fronte di richieste da parte degli imprenditori di disporre di infrastrutture più efficienti e di poter operare in un quadro giuridico certo. Chiede infine ai relatori ed al Governo il motivo per cui non siano state previste modifiche al testo in relazione alle criticità evidenziate nell'ipotesi di assunzione del beneficiario del reddito di cittadinanza. Il senatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che il decreto-legge in esame fornisca una risposta netta e decisa a quello che può essere considerato un fallimento di un'intera classe dirigente che ha precedentemente governato il Paese. Premesso che i 5 milioni di poveri attualmente presenti in Italia sono stati causati dalle politiche portate avanti dai precedenti Governi, reputa il reddito di cittadinanza uno strumento importante creato per dare sollievo a tutti coloro che si trovano ad affrontare quotidianamente il problema della povertà; allo stesso modo l'intervento sulla cosiddetta "quota 100" costituisce un passo significativo per superare la "legge Fornero", perché consente a tanti lavoratori di accedere alla pensione, sbloccando al tempo stesso il ricambio generazionale e facilitando l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. La senatrice PIZZOL ( L-SP-PSd'Az ) fa presente che, rispetto al il reddito di inclusione, con il reddito di cittadinanza sono state messe a disposizione risorse più che triple per combattere il problema della povertà in Italia. A fronte di un numero sempre più cospicuo di poveri presenti nel nostro Paese si è pertanto scelto di ricorrere ad un aumento dell'indebitamento che si auspica, tuttavia, possa essere ridotto grazie ad una maggiore crescita economica ed un aumento del PIL. Il senatore CALANDRINI ( FdI ) dichiara di sottoscrivere tutti gli emendamenti presentati dal proprio Gruppo. Il senatore PATRIARCA ( PD ) interviene incidentalmente per evidenziare come sino ad ora tutti gli interventi svolti dalle opposizioni siano stati improntati al rispetto della controparte politica e, in ogni caso, siano risultati sempre incentrati nel merito del provvedimento, senza mai svolgere considerazioni strumentali dirette ad attaccare la maggioranza. La senatrice MATRISCIANO ( M5S ) sottolinea che il Movimento 5 Stelle, approvando il reddito di cittadinanza, non ha fatto altro che dare seguito alle promesse fatte durante la scorsa legislatura e ribadite durante la campagna elettorale. Ritiene pertanto meramente strumentale la maggior parte delle critiche rivolte al provvedimento. Evidenzia che diverse modifiche significative al provvedimento sono state apportate durante l'esame presso la Camera, ad esempio con riferimento alla scala di equivalenza in presenza di persone con disabilità, oppure al fine di alleggerire i carichi di lavoro previsti per i centri per l'impiego, nonché per rafforzare i controlli, anche attraverso la previsione di assunzioni mirate nella Guardia di finanza e nell'Arma dei Carabinieri. Nessun'altro chiedendo la parola, la presidente relatrice CATALFO dichiara chiusa la fase di discussione generale, disponendo una breve sospensione dei lavori della Commissione. La seduta, sospesa alle ore 16, riprende alle ore 16,20. Intervenendo in replica, la presidente relatrice CATALFO ( M5S ) evidenzia che, relativamente ad una possibile sovrapposizione di ruoli tra i centri per l'impiego ed i servizi sociali, grazie ad una modifica apportata dalla Camera dei deputati sono state meglio precisate le azioni di presa in carico che debbono essere svolte da parte dei servizi sociali comunali. Si tratta in particolare del comma 5- quater dell'articolo 4, che prevede un'azione di coordinamento tra gli operatori dei centri per l'impiego ed i servizi comunali competenti in presenza di particolari criticità che potrebbero rendere difficoltoso l'avvio di un percorso di inserimento al lavoro. Ricorda poi che la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza è più ampia rispetto a quella dei soggetti aventi diritto al reddito di inserimento e che di ciò occorre tenere conto, dal momento che si interviene anche in favore di soggetti già pronti ad un inserimento nel mondo del lavoro a seguito di un adeguato processo di formazione. Il provvedimento è migliorato dopo il passaggio alla Camera dei deputati anche per quanto concerne l'azione dei centri per l'impiego, essendo state previste assunzioni di personale con specifiche competenze per l'orientamento negli anni 2020 e 2021. Per quanto concerne il tema dell'accompagnamento nel mondo del lavoro, il provvedimento interviene anche creando forme di collegamento tra tutti i vari soggetti, tanto pubblici che privati, che in Italia si occupano dei servizi per l'impiego. Sul tema del fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, ricorda che con il comma 1- ter dell'articolo 13 sono state sensibilmente incrementate le quote messe a disposizione utilizzabili per assunzioni di assistenti sociali da parte dei comuni. Fa presente che anche nelle altre realtà europee in cui sono state introdotte misure di contrasto alla povertà sono state previste forme di collegamento con i centri per l'impiego e le agenzie per il lavoro: cita in particolare quanto accaduto in Germania, dove nelle ipotesi in cui la presa in carico delle misure di contrasto alla povertà è stata affidata esclusivamente ai comuni, i risultati conseguiti non sono stati pienamente soddisfacenti. Ritiene pertanto fondamentale creare un collegamento tra l'azione dei servizi sociali comunali e gli interventi di politica attiva per il lavoro, nonché rafforzare i legami esistenti tra le strutture tanto pubbliche che private che si occupano di tali problematiche. Sul tema della formazione, la cui competenza rimane esclusivamente regionale, ritiene che in Italia esista anche un problema di mancanza di personale dotato delle speciale competenze richieste dalle imprese che dovrebbero assumere, come rilevato da parte di Unioncamere. Sarebbe importante pertanto disporre di soggetti esperti, capaci di svolgere analisi di contesto, con il supporto delle regioni, in grado di comprendere l'evoluzione delle esigenze che emergono dai settori produttivi. Sul tema dei controlli, oltre ad aver creato forme di collegamento tra i diversi enti coinvolti, ricorda che già la legge di bilancio per il 2019 ha previsto l'assunzione di 900 unità di personale presso gli ispettorati del lavoro e che ulteriori assunzioni, presso la Guardia di finanza e l'Arma dei Carabinieri, sono state previste con emendamenti approvati dalla Camera dei deputati. Più in generale, ritiene che lo strumento introdotto dal decreto-legge risulti particolarmente urgente, considerato l'alto numero di persone che oggi in Italia versano in condizione di povertà assoluta, anche se probabilmente avrà bisogno di essere affiancato da altri provvedimenti, ad esempio in tema di salario minimo. Ribadisce che sono state previste risorse significative non soltanto per i single , ma anche per le famiglie con minori e che, per quanto concerne i nuclei in cui siano presenti soggetti affetti da disabilità, significative modifiche sono state apportate dalla Camera dei deputati, raccogliendo istanze già emerse nel dibattito svoltosi al Senato, ad esempio sul tema della scala di equivalenza. Conclusivamente sottolinea l'importanza cruciale del reddito di cittadinanza, uno strumento che, pur se non potrà immediatamente eguagliare i risultati conseguiti in paesi, come la Germania, che intervengono su tali tematiche da diversi anni con ben altre risorse, costituisce comunque un punto di partenza fondamentale per un cambio di direzione nel contrasto alla povertà e nell'inserimento nel mondo del lavoro. La correlatrice NISINI ( L-SP-PSd'Az ), pur riconoscendo che i due partiti che compongono la maggioranza sono portatori di diverse sensibilità, rileva che il lavoro portato avanti con il reciproco contributo ha permesso di migliorare notevolmente il provvedimento, soprattutto per limitare i casi di abuso. In particolare, segnala l'emendamento approvato dalla Camera che impone ai cittadini di Stati non appartenenti alla Unione europea che vogliono rientrare nella platea dei beneficiari del Reddito di cittadinanza di produrre un'apposita certificazione per comprovare la composizione del nucleo familiare e il rispetto dei requisiti di reddito e patrimonio. Chiarisce quindi che tale misura, che si rifà all'esperienza portata avanti da alcuni enti locali per la redazione delle graduatorie per l'assegnazione di un alloggio popolare, non ha alcun intento discriminatorio nei confronti degli interessati, bensì di equità verso i cittadini italiani. Ricorda poi che è stata fissata al 1° settembre 2018 la data limite per i cambi di residenza. Inoltre, rivendicando la capacità del suo partito di ascoltare le esigenze degli enti locali, cita l'aumento delle ore complessive di servizi utili per la collettività che i percettori del Reddito di cittadinanza dovranno svolgere. Con riferimento invece a "Quota 100", dopo aver ricordato il numero delle domande finora presentate, esprime la convinzione che tale misura permetterà un grande ricambio generazionale sui luoghi di lavoro, permettendo così anche una drastica riduzione dell'età media del personale delle amministrazioni pubbliche. In conclusione, assicura che l'obiettivo del Governo è unico e consiste nel rispondere alle istanze dei cittadini. Il sottosegretario COMINARDI ringrazia i senatori intervenuti e sottolinea il contributo fornito dai Gruppi di maggioranza e di opposizione sia alla Camera che al Senato. Richiama quindi le principali modifiche introdotte presso l'altro ramo del Parlamento, frutto anche degli spunti pervenuti dalle minoranze, con particolare riferimento a quelle che hanno riguardato la disabilità, le condizioni, gli obblighi e le sanzioni inerenti il Reddito di cittadinanza (Rdc), la tutela da violenza per operatori e professionisti attuatori del Rdc, la compatibilità tra indennità di disoccupazione per i collaboratori con rapporto di collaborazione coordinata (Dis-Coll) e il Rdc, il potenziamento dei centri per l'impiego e le assunzioni del Ministero per i beni e le attività culturali e del Servizio sanitario nazionale. La PRESIDENTE propone quindi una sospensione dei lavori per consentire un approfondimento sulle proposte emendative presentate dai vari Gruppi. Conviene la Commissione. La seduta, sospesa alle ore 16,50, è ripresa alle ore 17,45. Si inizia quindi l'illustrazione degli emendamenti. Il senatore PATRIARCA ( PD ) illustra il complesso degli emendamenti al decreto-legge presentati dal suo Gruppo, che riguardano i requisiti per l'accesso al beneficio del Reddito di cittadinanza, la disabilità e la non autosufficienza, il parametro della scala di equivalenza, i servizi sociali, i centri per l'impiego e il coinvolgimento degli enti del Terzo settore. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) si sofferma sull'insieme degli emendamenti presentati dal Gruppo di Forza Italia, che ripropongono i temi più rilevanti già affrontati nel corso del precedente esame parlamentare, volti prevalentemente ad allargare la platea degli aventi diritto, con particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione. Pur consapevole dell'impossibilità di apportare ulteriori modifiche al testo, vista l'imminente scadenza del decreto-legge, invita comunque la maggioranza a valutare con attenzione le proposte del suo Gruppo. Il senatore CALANDRINI ( FdI ) illustra gli emendamenti presentati dal proprio Gruppo, evidenziando soprattutto quelli riferiti all'articolo 2 e finalizzati a ridurre la platea dei beneficiari del Reddito di cittadinanza in caso di condanna per particolari reati. La presidente CATALFO , constatato che nessun'altro chiede di intervenire, dichiara conclusa la fase di illustrazione degli emendamenti. Si passa quindi all'esame degli ordini del giorno. I senatori PATRIARCA ( PD ) e LAUS ( PD ) sottoscrivono gli ordini del Giorno G/1018-B/1/11, G/1018-B/5/11 e G/1018-B/6/11. Il sottosegretario COMINARDI dichiara di accogliere come raccomandazione l'ordine del giorno G/1018-B/1/11, a condizione che l'impegno al Governo sia riformulato sostituendo le parole "a prevedere" con le seguenti: "a valutare l'opportunità". Il senatore PATRIARCA ( PD ) accoglie l'invito del rappresentante del Governo, riformulando l'ordine del giorno G/1018-B/1/11 in un testo 2, pubblicato in allegato, che conseguentemente non viene posto in votazione. Il sottosegretario COMINARDI esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G/1018-B/2/11, a condizione che l'impegno al Governo sia riformulato sostituendo la parola "ad" con le seguenti: "a valutare l'opportunità di" e che, dopo la parola: "annuale", siano aggiunte le altre: "compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica". Il senatore PATRIARCA ( PD ) accetta l'invito del rappresentante del Governo, riformulando l'ordine del giorno G/1018-B/2/11 in un testo 2, pubblicato in allegato, che quindi non viene posto in votazione. Il sottosegretario COMINARDI esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G/1018-B/3/11, a condizione che l'impegno al Governo sia riformulato sostituendo la parola "ad" con le seguenti: "a valutare l'opportunità di" e che, dopo la parola: "utile,", siano aggiunte le altre: "compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica,". Il senatore PATRIARCA ( PD ) conformandosi alla richiesta del rappresentante del Governo, riformula l'ordine del giorno G/1018-B/3/11 in un testo 2, pubblicato in allegato, che quindi non viene posto in votazione. Il sottosegretario COMINARDI invita a ritirare gli ordini del giorno G/1018-B/4/11 e G/1018-B/5/11. Il senatore PATRIARCA ( PD ) insiste per la loro votazione. Verificata la presenza del numero legale, gli ordini del giorno G/1018-B/4/11 e G/1018-B/5/11, posti separatamente ai voti, sono respinti. Il sottosegretario COMINARDI dichiara di accogliere come raccomandazione l'ordine del giorno G/1018-B/6/11, a condizione che dopo le parole: "impegna il Governo", si aggiungano le altre: ", compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica,". Il senatore PATRIARCA ( PD ), accettando l'invito del rappresentante del Governo, riformula l'ordine del giorno G/1018-B/6/11 in un testo 2, pubblicato in allegato, che dunque non viene posto in votazione. Il sottosegretario COMINARDI esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G/1018-B/7/11, a condizione che l'impegno al Governo sia riformulato sostituendo la parola "ad" con le seguenti: "a valutare l'opportunità di". Il senatore PATRIARCA ( PD ) accetta l'invito del rappresentante del Governo, riformulando l'ordine del giorno G/1018-B/2/11 in un testo 2, pubblicato in allegato, che quindi non viene posto in votazione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 18. Allegato