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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione BILANCIO (5ª) 593 PESCO La seduta inizia alle ore 11,40. IN SEDE CONSULTIVA A.S. 2684 - Ratifica ed esecuzione dei Protocolli al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia, fatti a Bruxelles il 5 luglio 2022 DDL 2684 Ratifica ed esecuzione dei Protocolli al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia, fatti a Bruxelles il 5 luglio 2022 (Parere alla 3ª Commissione. Esame. Parere non ostativo) Il relatore FANTETTI ( Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)) ) illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che non vi sono osservazioni da formulare. La sottosegretaria SARTORE si esprime in senso conforme al relatore. Non essendovi richieste di intervento, verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione approva la proposta di parere non ostativo avanzata dal relatore. SUL REGIME DI AMMISSIBILITÀ DEGLI EMENDAMENTI AI DISEGNI DI LEGGE DI RENDICONTO E ASSESTAMENTO Il presidente PESCO , per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, avverte che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale. Per quanto riguarda, invece, il disegno di legge di assestamento, fa presente innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare (tipologia di entrata o programma di spesa) e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa. Non possono invece avere ad oggetto l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto essi derivano da meri accertamenti contabili. Segnala che gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza e/o di cassa. In ogni caso, le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione. Evidenzia che è considerata emendabile la sola dotazione dei programmi di spesa non riferibile agli oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a) , della legge di contabilità e finanza pubblica. E' comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale. Infine, per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa, occorre considerare che essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta "massa spendibile" costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE A.S. 2682 e 2683 - Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2021 DDL 2682 Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2021 DDL 2683 Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2022 (Esame congiunto. Disgiunzione dell'esame) Il presidente PESCO propone, in via preliminare, che l'esame dei due disegni di legge in titolo proceda congiuntamente fino al termine della discussione generale. La Commissione conviene. La relatrice FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge n. 2682, recante il rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2021, segnalando, preliminarmente, che il rendiconto generale dello Stato è il documento contabile attraverso il quale il Governo rende conto al Parlamento dei risultati della gestione del bilancio. Ai sensi degli articoli 35 e 36 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009), il rendiconto, articolato per missioni e programmi, è costituito da due parti: il conto del bilancio, che espone le risultanze della gestione, cioè l'entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento, e il conto generale del patrimonio, che espone le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato. Al rendiconto è allegata, per ciascuna amministrazione, una nota integrativa. Per le entrate, la nota integrativa espone le risultanze della gestione. L'analisi del contenuto del disegno di legge mostra che la gestione di competenza ha fatto conseguire nel 2021 un generale miglioramento di tutti i saldi rispetto all'esercizio 2020. In particolare, il saldo netto da finanziare (dato dalla differenza fra le entrate finali e le spese finali) presenta nel 2021 un valore negativo di circa 187,7 miliardi, con un miglioramento di oltre 83,2 miliardi rispetto al saldo registrato nel 2020. Se confrontato con le previsioni iniziali, che indicavano un valore negativo del saldo netto di -193,5 miliardi, il miglioramento è pari a circa 5,8 miliardi. Il risparmio pubblico (saldo delle operazioni correnti, che, se positivo, misura la quota di risorse correnti destinabile al finanziamento delle spese in conto capitale) si attesta nel 2021 a -64,9 miliardi, con un miglioramento di 40,5 miliardi rispetto al 2020. Tale risultato è determinato da un aumento sia delle spese correnti (+22,5 miliardi) sia del complesso delle entrate tributarie ed extra-tributarie (+63 miliardi). Il miglioramento è di oltre 20,6 miliardi se confrontato con le previsioni iniziali. Infine, il dato del ricorso al mercato finanziario (differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, incluse quelle relative al rimborso di prestiti) si attesta nel 2021 a -424,4 miliardi, evidenziando un miglioramento di 82,5 miliardi rispetto al 2020 e di oltre 56,3 miliardi rispetto alle previsioni iniziali. Nel complesso, nonostante il protrarsi dell'emergenza da Covid-19, gli effettivi risultati conseguiti con la gestione 2021 denotano, per tutti i saldi, un miglioramento sia rispetto alle previsioni iniziali, sia rispetto alle previsioni definitive comprensive degli scostamenti autorizzati dal Parlamento. I limiti massimi fissati per il saldo netto da finanziare e per il ricorso al mercato dalla legge di bilancio per l'anno finanziario 2021 (legge n. 178 del 2020)  che erano stati indicati, rispettivamente, in -196 miliardi di euro per il saldo netto da finanziare e in -483,235 miliardi per il ricorso al mercato  sono stati aggiornati nel corso dell'esercizio finanziario dai provvedimenti di urgenza adottati per far fronte alle conseguenze dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Nel complesso, lo scostamento di bilancio - proposto dal Governo alle Camere, e da queste approvato in data 20 gennaio 2021, ai sensi dell'art. 6 della legge n. 243 del 2012 (c.d. legge "rinforzata"), con apposite risoluzioni - ha rideterminato i limiti massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato, portandoli rispettivamente a -286 e -573,235 miliardi di euro in termini di competenza. Tali valori massimi sono stati comunque rispettati dai risultati della gestione finanziaria 2021, i quali denotano, infatti, per entrambi i saldi, un sensibile miglioramento rispetto alle previsioni definitive, comprensive degli scostamenti autorizzati dal Parlamento. Nella Relazione illustrativa si sottolinea, peraltro che per il 2021, a differenza di quanto accaduto nel 2020, i saldi a consuntivo, di competenza e cassa, hanno comunque rispettato anche i limiti programmatici originariamente fissati dalla legge di bilancio 2021. A livello di operazioni finali, il miglioramento del saldo netto da finanziare discende da una gestione di competenza 2021 che evidenzia una lieve diminuzione degli impegni delle spese finali di circa il 2 per cento (-16,8 miliardi) ed un aumento degli accertamenti di entrate finali di oltre l'11,7 per cento (+66,4 miliardi) rispetto all'anno precedente. Anche rispetto alle previsioni definitive, la gestione di competenza del bilancio ha dato come risultati accertamenti per entrate finali in aumento del 6,4 per cento (+38,4 miliardi) ed impegni delle spese finali in diminuzione del 5,6 per cento (-48,5 miliardi). Guardando alle operazioni complessive (comprensive delle entrate per accensione di prestiti e delle spese per rimborso prestiti), si rileva, in particolare, l'entità degli accertamenti di entrata, pari a oltre 1.000 miliardi di euro, che è risultata in crescita rispetto al 2020 (circa +56,9 miliardi), nonostante la dinamica negativa degli accertamenti delle entrate da accensione prestiti, pari a 364.806 milioni (-9,5 miliardi rispetto al 2020). Dal lato della spesa, la gestione ha determinato impegni complessivi pari a 1.060 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto agli impegni del 2020 dell'ordine di oltre 16 miliardi. Sulla base di un sintetico confronto 2020-2021 relativo all'andamento delle entrate finali accertate, si rileva innanzitutto un aumento degli accertamenti delle entrate tributarie (+43 miliardi). Le entrate tributarie (che si sono attestate a 523,8 miliardi) sono risultate superiori anche rispetto alla previsione definitiva (+18,6 miliardi). In aumento sono risultate anche le entrate extratributarie (+20 miliardi circa, +23,6 per cento in più rispetto al 2020) e quelle per alienazione ed ammortamento di beni (+3.375 milioni di euro, +89,8 per cento). Tra le entrate extratributarie si evidenzia l'aumento di quelle derivanti da recuperi, rimborsi e contributi (+ 12.789 milioni, +32,2 per cento). Nel 2021, gli impegni per spese finali, costituite dal totale delle spese di parte corrente e di quelle in conto capitale, si sono mantenute ad un livello molto elevato, pari a 823,3 miliardi di euro, registrando una lieve riduzione (-2 per cento) rispetto al 2020 di circa -16,9 miliardi. In particolare, la spesa di parte corrente ha generato impegni per circa 693,3 miliardi di euro, in aumento (+22,4 miliardi) rispetto al 2020, mentre gli impegni di spesa in conto capitale hanno registrato una riduzione rispetto al 2020 di 39,3 miliardi, assestandosi a 129,9 miliardi. Considerando il rimborso delle passività finanziarie, sostanzialmente in linea con il 2020 (+0,3 per cento), gli impegni complessivi di spesa si attestano a circa 1.060 miliardi, con un complessivo decremento rispetto a quelli dell'anno precedente, di circa l'1,5 per cento. Rispetto ai valori di previsione, i dati risultanti dalla gestione sono risultati inferiori rispetto alle previsioni definitive, ma superiori rispetto alle previsioni iniziali. Rispetto al bilancio di previsione, infatti, a seguito dell'adozione dei provvedimenti emergenziali, le previsioni definitive delle spese per operazioni finali, in conto competenza, hanno presentato un aumento di 98,3 miliardi (+12,7 per cento) rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio. L'aumento ha riguardato sia le spese correnti, con un incremento di circa 74,3 miliardi (+11,2 per cento), sia quelle in conto capitale in aumento di 24,1 miliardi (+21,5 per cento). Passando all'analisi per categoria economica dei dati della gestione, si rileva che nell'ambito delle uscite correnti, la voce più consistente è quella relativa ai trasferimenti ad amministrazioni pubbliche, con impegni per oltre 334,3 miliardi di euro, che costituisce il 40,6 per cento della spesa corrente. Si tratta, in prevalenza di trasferimenti ad amministrazioni locali (154,2 miliardi) e a enti previdenziali (161,7 miliardi). Si segnalano inoltre i redditi da lavoro dipendente, che ammontano a 101,6 miliardi, e gli interessi passivi e redditi di capitale, pari a 68,5 miliardi. Con riferimento specifico alla dinamica delle spese correnti, confrontando i dati con quelli dell'esercizio 2020 (+22,5 miliardi), si rileva che le categorie che registrano i maggiori incrementi sono quelle relative ai trasferimenti correnti alle imprese (+9,6 miliardi, +34,2 per cento) e i trasferimenti correnti a famiglie e istituzioni sociali private (+5 miliardi, +22,3 per cento). In leggero calo i trasferimenti ad amministrazioni pubbliche, che scendono di circa 4 miliardi rispetto al 2020 (-1,3 per cento). Per quel che concerne la spesa in conto capitale, i dati registrano una considerevole riduzione degli impegni, da 169,2 a 129,9 miliardi (-23,2 per cento), dovuto al calo delle "Acquisizioni di attività finanziarie", che passano dai 96,7 a 5,3 miliardi. In aumento, i contributi agli investimenti alle amministrazioni pubbliche e alle imprese. Nel 2021 il fenomeno dei residui continua a rimanere su livelli considerevoli sia dal lato delle entrate che dal lato delle uscite. In base ai dati forniti nella Relazione, il conto dei residui provenienti dagli esercizi 2020 e precedenti indicava al 1° gennaio 2021 residui attivi per un valore di 211.182 milioni di euro e residui passivi delle spese complessive per 196.916 milioni di euro, con un'eccedenza attiva di 14.265 milioni di euro. Nel corso dell'esercizio 2021, l'entità dei residui pregressi si è andata modificando - a seguito dell'attività di riaccertamento e di gestione in conto residui, nonché della perenzione - facendo registrare variazioni in diminuzione dei residui sia dal lato delle entrate (-74.957 milioni), sia dal lato delle uscite (-20.430 milioni, di cui 2.492 milioni eliminati per perenzione amministrativa.). Pertanto, per quanto concerne i residui attivi, rispetto allo stock iniziale proveniente dagli esercizi precedenti (211.182 milioni), al 31 dicembre 2021 ne risultano accertati 167.984 milioni di euro, dei quali 31.759 milioni in-cassati e 136.225 milioni rimasti da riscuotere o versare. Ad essi si sono aggiunti 76.736 milioni di residui di nuova formazione, derivanti dalla gestione di competenza dell'esercizio 2021, per un totale di residui attivi al 31 dicembre 2021 pari a 212.961 milioni. Per quanto riguarda i residui passivi complessivi, dei 196.916 milioni di residui presunti al 1° gennaio 2021, provenienti dagli esercizi precedenti, ne risultano accertati 176.486 milioni. Di questi, 46.443 milioni risultano pagati e 130.043 milioni ancora da pagare. A tali residui pregressi si sono aggiunti, a seguito della gestione di competenza, 58.222 milioni di residui di nuova formazione, per un totale di residui passivi al 31 dicembre 2021 pari a 188.265 milioni. In sostanza, il conto dei residui al 31 dicembre 2021 espone residui attivi per 212.961 milioni e residui passivi per 188.265 milioni, con una eccedenza attiva di 24.696 milioni di euro. La gestione di competenza e la gestione dei residui concorrono a determinare i risultati della gestione di cassa, che è rappresentata, per la parte di entrata, dagli incassi e, per la parte di spesa, dai pagamenti. Anche in termini di cassa i saldi registrano un miglioramento rispetto ai risultati dell'esercizio 2020. Il saldo netto da finanziare è risultato pari a 220,4 miliardi, con un lieve miglioramento di circa 5,3 miliardi rispetto al risultato raggiunto l'anno precedente (in cui il saldo si era assestato a -225,7 miliardi). Il risparmio pubblico risulta pari a -108,4 miliardi, anch'esso in miglioramento di poco più di 23 miliardi rispetto al dato del 2020. Il ricorso al mercato si attesta nel 2021 su di un valore di circa -457,6 miliardi di euro, anch'esso in miglioramento (di 4 miliardi) rispetto al 2020. La gestione di cassa ha dato luogo complessivamente ad incassi complessivi per 955,4 miliardi e a pagamenti per 1.048,2 miliardi. Rispetto ai corrispondenti dati dell'anno 2020 (893,1 miliardi di incassi e 980,6 miliardi di pagamenti), si registra sia un aumento degli incassi, del 7 per cento, che dei pagamenti, del 6,9 per cento. A livello di operazioni finali, rispetto ai corrispondenti dati dell'anno 2020, si registra, in termini di incassi e pagamenti, un miglioramento delle entrate e un significativo aumento delle spese. In particolare gli incassi finali evidenziano un aumento di 71,8 miliardi rispetto al 2020, attestandosi a 590,6 miliardi a fronte dei circa 518,8 miliardi registrati lo scorso anno. L'aumento è imputabile sia alle maggiori entrate tributarie (+46,7 miliardi), sia alle entrate extratributarie (+21,7 miliardi). Anche le entrate per alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e riscossione di crediti risultano in aumento (+3,4 miliardi). Il conto generale del patrimonio comprende, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, della legge n. 196 del 2009): a) le attività e le passività finanziarie e patrimoniali con le relative variazioni prodottesi durante l'esercizio di riferimento; b) la dimostrazione dei vari punti di concordanza tra la contabilità del bilancio e quella patrimoniale. Dai risultati generali della gestione patrimoniale 2021 emerge una eccedenza passiva di circa 2.433 miliardi, con un peggioramento di circa 218 miliardi rispetto alla situazione patrimoniale a fine 2020. Si tratta di un risultato particolarmente elevato che conferma quello conseguito nel 2020 sul 2019 (299 miliardi) ma che non rispecchia il trend degli anni precedenti, considerato che nel 2019 sul 2018 il peggioramento è stato pari a 13 miliardi e nel 2018 sul 2017 il peggioramento è stato pari a 27,5 miliardi. Lo squilibrio patrimoniale passivo è dovuto ad un incremento delle passività (+214,9 miliardi) e ad una diminuzione delle attività (-3,1 miliardi). Il risultato denota una situazione patrimoniale in peggioramento rispetto all'anno 2020 e riconferma gli andamenti negativi registrati negli anni dal 2004 in poi (con l'eccezione del 2009). La Corte dei conti ha dichiarato regolare il rendiconto generale dello Stato per il 2021, con l'esclusione di alcuni capitoli. Sul versante delle entrate, le verifiche di regolarità hanno riguardato in primis la coerenza tra i dati riportati nel Conto del bilancio e i conti periodici riassuntivi tenuti dalle Amministrazioni, per cui sono stati eseguiti i riscontri con riguardo alle somme "riscosse" e "versate" e quelle "da riscuotere" e "da versare", in conto competenza e in conto residui e, per completezza di analisi, agli importi accertati nell'esercizio, tenendo in considerazione che la voce "accertato", esposta nel Rendiconto, che è contabilmente espressa quale somma del "versato", "da versare" e "da riscuotere" di competenza. All'esito delle suddette verifiche, è stata riscontrata, per alcuni capitoli del Conto del bilancio, la discordanza del dato con riguardo al conto della competenza e al conto dei residui. Il controllo si è esteso alla verifica dei dati inerenti alla riscossione in conto residui, per cui la Corte ha registrato che il Rendiconto espone gli importi della riscossione sui residui effettuata nell'anno, calcolati al netto delle somme che risultavano riscosse, ma non versate, alla fine dell'esercizio finanziario precedente, ossia senza considerare l'importo dei residui totali di versamento del precedente anno. Inoltre, sempre per ciò che riguarda i versamenti sui residui, ha rilevato che la rappresentazione contabile non indica se il versamento in conto residui sia da imputare ai residui di versamento provenienti dall'esercizio precedente, ovvero alle riscossioni sui residui operate nell'esercizio finanziario in esame. La Corte ha poi proceduto a verificare l'importo dei residui finali. Per il 2021, come, peraltro, per gli anni precedenti, detto importo è risultato diverso da quello che deriva dal calcolo effettuato sottraendo dai residui iniziali i versamenti in conto residui ed aggiungendo le somme "da versare" e "da riscuotere" in conto competenza dell'anno di rendicontazione. All'esito dei controlli effettuati la Corte dei conti ha escluso dalla dichiarazione di regolarità, nella Decisione adottata nel giudizio di parificazione, sul versante delle entrate: i capitoli per i quali si sono riscontrate discordanze fra i dati esposti nel Conto di bilancio del Rendiconto e quelli riportati nei conti periodici delle Amministrazioni, limitatamente alle poste dichiarate irregolari (Allegato 1 alla Decisione); i capitoli per i quali la riscossione in conto residui operata nell'esercizio presenta un valore pari a zero esposto nel Conto di bilancio del Rendiconto, nonostante il dato calcolato risulti di valore negativo (Allegato 2 alla Decisione); somme rimaste da versare indicate nella voce "Altri centri di responsabilità", riconducibili alle Amministrazioni diverse dal Ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Allegato 23 al Rendiconto), nonché delle poste riferite ai capitoli dichiarati non regolari nel "da versare competenza" e nel "da versare residui", per discordanze rilevate con i dati dei conti periodici delle Amministrazioni; delle somme rimaste da riscuotere di pertinenza di Amministrazioni diverse dal Ministero dell'economia e delle finanze, esposte nella voce "Altri capitoli" (Allegato 24 al Rendiconto). Per quanto attiene ai controlli effettuati sulla regolarità contabile delle spese, l'Organo di controllo ha proceduto alla verifica della concordanza tra le spese ordinate e pagate durante l'esercizio dalle Amministrazioni e le scritture tenute o controllate dalla medesima; alla verifica della regolarità dei decreti di accertamento dei residui passivi in base alla documentazione allegata e in ordine all'esistenza delle obbligazioni giuridiche che giustificano l'iscrizione delle somme nelle scritture contabili; alla verifica circa la regolare estinzione di tutti i titoli di spesa e la corrispondenza dei dati conseguenti ai titoli estinti con quelli riportati nel sistema informativo integrato Ragioneria generale dello Stato  Corte dei conti; alla verifica della regolarità delle poste indicate nell'allegato al Rendiconto "Elenco degli accantonamenti slittati". All'esito dei controlli effettuati in relazione alle Spese, sono quindi stati esclusi dalla dichiarazione di regolarità: i capitoli per i quali si riscontra la presenza di eccedenze di spesa, rispetto alle previsioni definitive di competenza, che non hanno trovato compensazione tra i capitoli delle relative unità di Voto (Allegati 4 e 4 bis annessi alla Decisione); i capitoli in ordine ai quali sono state evidenziate anomalie; i capitoli per i quali non sono pervenuti alla Corte dei conti i decreti di accertamento dei residui; i capitoli per cui non sono stati registrati i decreti di accertamento dei residui (Allegato 5 annesso alla Decisione); il capitolo 2815 (Fondo per il recepimento della normativa europea) del Ministero dell'economia e delle finanze in ragione del disposto di cui all'articolo 18 (Fondi Speciali) della legge di contabilità (Allegato n. 6). Per ulteriori approfondimenti, rinvia al dossier dei Servizi del bilancio e dei Servizi studi del Senato e della Camera dei deputati. Il relatore FANTETTI ( Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)) ) illustra il disegno di legge n. 2683, recante l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2022, segnalando, preliminarmente, che il disegno di legge in esame, disciplinato dall'articolo 33 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009), ha lo scopo di aggiornare a metà esercizio le previsioni di bilancio formulate a legislazione vigente, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto. L'aggiornamento riguarda, per quanto riguarda le entrate, l'eventuale revisione delle stime del gettito, e, per quanto riguarda le spese, limitatamente alla componente discrezionale, gli effetti di eventuali esigenze sopravvenute. A partire dal 2017, in analogia con quanto stabilito per il disegno di legge di bilancio, anche il disegno di legge di assestamento è corredato da una relazione tecnica in cui si dà conto della coerenza del valore del saldo netto da finanziare con gli obiettivi programmatici indicati nel Documento di economia e finanza (DEF). Tale relazione è aggiornata all'atto del passaggio del provvedimento tra i due rami del Parlamento. Per quanto riguarda il contenuto, il disegno di legge di assestamento si compone di un solo articolo che modifica la Sezione II (Approvazione degli stati di previsione) della legge di bilancio per il 2022 (legge n. 234 del 2021). L'articolo determina, sotto il profilo giuridico, l'aggiornamento delle previsioni di bilancio a legislazione vigente, per l'anno finanziario 2022, introducendo le occorrenti variazioni degli stanziamenti dello stato di previsione dell'entrata e degli stati di previsione dei Ministeri approvati con la legge di bilancio 2022. Tali variazioni sono esposte nelle tabelle annesse al disegno di legge. Venendo all'analisi dei risultati finanziari, le variazioni di bilancio proposte con il presente provvedimento di assestamento, insieme a quelle apportate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e 31 maggio con atti amministrativi, ed unitamente agli effetti finanziari dei provvedimenti legislativi i cui atti amministrativi si sono perfezionati successivamente, quali il decreto-legge n. 4 del 2022 (cosiddetto «decreto-legge Sostegni-ter») e il decreto-legge n. 14 del 2022 («crisi in Ucraina»), definiscono le previsioni assestate per il 2022. In termini di competenza, le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare (corrispondente alla differenza tra entrate finali e spese finali) rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio. Il saldo si attesta ad un valore di -162,5 miliardi rispetto ad una previsione iniziale di -201,7 miliardi risultante dalla legge di bilancio. Il miglioramento di oltre 39 miliardi del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni iniziali, in termini di competenza, è dovuto per 41 miliardi di euro alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento in esame, in parte compensate dalle variazioni negative determinate per atto amministrativo, per un valore di -1,8 miliardi. Nel complesso, al miglioramento del dato assestato del saldo netto concorrono: l'aumento delle entrate per complessivi 49,3 miliardi di euro, dovuta per 10,5 miliardi alle variazioni per atto amministrativo e per 38,8 miliardi alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento, che interessa principalmente le entrate tributarie, per circa 25,7 miliardi. L'incremento complessivo del gettito di competenza atteso delle entrate tributarie, deriva dall'aumento delle imposte dirette per 15,6 miliardi di euro, collegato ad una previsione più favorevole di tutti i principali tributi, e dall'aumento delle imposte indirette per 10,1 miliardi di euro, collegato all'incremento dell'Iva, in particolare sugli scambi interni e sulle importazioni, e delle entrate derivanti dal prelievo erariale sugli apparecchi e congegni di gioco; l'aumento delle spese finali rispetto alle previsioni di bilancio, di 10,1 miliardi di euro, interamente determinato dalle variazioni per atto amministrativo (+12,4 miliardi), cui si aggiunge la proposta di assestamento di riduzione delle spese finali per quasi -2,3 miliardi. Sulla proposta di assestamento incide la riduzione della spesa per interessi per circa -2,7 miliardi e della spesa in conto capitale per circa -880 milioni, compensata dalla proposta di incremento della spesa corrente primaria (+1,3 miliardi). Come indicato nella Relazione tecnica che accompagna il disegno di legge in esame, le proposte formulate sono neutrali ai fini dell'indebitamento netto della PA. in quanto già scontate nei quadri tendenziali in sede di DEF 2022. Anche gli altri saldi evidenziano un andamento positivo. Il risparmio pubblico (dato dalla differenza tra entrate correnti e spese correnti al lordo degli interessi) registra un miglioramento di 37,9 miliardi rispetto alla previsione iniziale. I dati relativi al ricorso al mercato (pari alla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, queste ultime date dalla somma delle spese finali e del rimborso prestiti) evidenziano un andamento positivo, per oltre 47 miliardi, passando da una previsione iniziale di -479,1 miliardi a circa -431,9 miliardi. Per quanto riguarda le variazioni per atto amministrativo, queste determinano un peggioramento del saldo netto da finanziare di 1,8 miliardi in termini di competenza, derivante da un incremento delle spese finali (+12,4 miliardi) e da maggiori entrate per 10,5 miliardi. Tale risultato è determinato principalmente dall'attuazione dei due decreti legge sopra richiamati  decreto-legge n. 4 del 2022 e decreto-legge n. 14 del 2022  emanati, rispettivamente, per contrastare gli effetti della pandemia di COVID-19 e del rincaro dell'energia e per fronteggiare la crisi ucraina. Nella Relazione illustrativa si precisa espressamente che il disegno di legge di assestamento in esame non sconta gli effetti dei due decreti-legge 21 marzo 2022, n. 21 e 17 maggio 2022, n. 50, per i quali il Parlamento ha autorizzato il ricorso all'indebitamento, in quanto tali provvedimenti legislativi sono stati emanati ad una data non utile per l'inserimento dei relativi provvedimenti amministrativi di attuazione nel bilancio assestato. Con riferimento alle entrate le variazioni per atto amministrativo determinano un incremento delle previsioni iniziali di bilancio complessivamente pari a 10,5 miliardi in termini di competenza, dovute a maggiori entrate tributarie per 5,7 miliardi e a maggiori entrate extratributarie per 2,8 miliardi. Relativamente alle entrate tributarie si determinano variazioni in aumento pari a 5.683,5 milioni di euro. Tra le principali variazioni si evidenziano gli effetti derivanti dal decreto legislativo n. 230 del 2021, concernente l'istituzione dell'assegno unico e universale per i figli a carico, che all'articolo 10 ha disposto l'abrogazione delle detrazioni per figli a carico di età non superiore ai 21 anni; gli effetti previsti agli articoli 2, 29 e 42 del decreto-legge n. 17 del 2022, riguardanti rispettivamente la riduzione al 5 per cento dell'aliquota Iva sulle somministrazioni di gas metano usato per combustione per usi civili e industriali, la riapertura dei termini per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola, il differimento della deduzione della quota del 12 per cento dell'ammontare dei componenti negativi prevista ai fini dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta regionale sulle attività produttive. Per le entrate extratributarie, si registrano variazioni in aumento per 2.763,9 milioni di euro tra cui si evidenziano, in particolare: la variazione in aumento per 405 milioni di euro, per effetto del versamento all'entrata da parte del Gestore dei servizi energetici di una quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2; l'incremento per complessivi 1.779 milioni di euro, a seguito del riversamento delle risorse già nella disponibilità della contabilità speciale 1778 intestata all'Agenzia delle entrate per l'erogazione dei contributi a fondo perduto in favore degli operatori economici maggiormente colpiti dall'emergenza epidemiologica da Covid-19; la variazione in aumento pari a 150 milioni di euro, per il versamento delle risorse disponibili, in conto residui, sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della transizione ecologica, utilizzate a parziale copertura del Fondo per la decarbonizzazione e per la riconversione verde delle raffinerie esistenti nei siti di bonifica di interesse nazionale. In merito alle entrate da alienazione ed ammortamento dei beni patrimoniali, gli atti amministrativi in corso di gestione hanno determinato variazioni in aumento pari a 2.086,4 milioni di euro, in termini di competenza e di cassa, per effetto della riassegnazione al Fondo Ammortamento Titoli di Stato degli introiti derivanti dalle estinzioni anticipate dei mutui concessi alle Regioni per il risanamento dei servizi sanitari. Con riferimento alla spesa, le variazioni per atto amministrativo determinano un aumento degli stanziamenti finali di bilancio nella misura di 12,4 miliardi di euro, di cui 10,8 miliardi di incremento delle spese correnti e circa 1,6 miliardi di incremento di quelle in conto capitale. Analizzando la spesa per categorie economiche, si evidenzia che per la spesa corrente, l'incremento di 10,8 miliardi è determinato principalmente dall'aumento dei trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche (16,4 miliardi), in relazione alle misure disposte con il decreto legislativo n. 230 del 2021, che ha previsto maggiori trasferimenti agli enti di previdenza per l'erogazione dell'assegno unico e universale per i figli a carico (10,3 miliardi) e, in misura minore, con il decreto legge n. 17 del 2022 (4,3 miliardi), che trasferisce risorse alla Cassa per i servizi energetici e ambientali al fine di contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale e per garantire la continuità dei servizi agli enti territoriali. In aumento anche gli stanziamenti relativi ai trasferimenti correnti alle imprese (1 miliardo di euro) per effetto, principalmente, del decreto-legge n. 4 del 2022, il quale prevede sostegni ai settori colpiti dall'emergenza epidemiologica nonché a quelli colpiti dall'aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, e del decreto legge n. 17 del 2022, che prevede ristori e crediti d'imposta per il settore dell'autotrasporto al fine di ridurre gli effetti dell'aumento dei prezzi dei carburanti. In aumento, infine, anche le spese per la categoria dei redditi da lavoro dipendente (+3,6 miliardi). La spesa in conto capitale aumenta di 1,6 miliardi. Sull'incremento incide la categoria dei contributi agli investimenti ad imprese, principalmente in ragione delle misure di sostegno alle aziende disposte del decreto legge n. 17 del 2022 per contrastare l'aumento dei prezzi delle materie prime. Le variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare di 41,1 miliardi rispetto al saldo risultante dalla legge di bilancio, dovuto a una proposta di maggiori entrate finali per 38,8 miliardi e a una proposta di diminuzione delle spese finali per 2,6 miliardi. Per quanto concerne, in particolare, le proposte di variazioni alle entrate del bilancio dello Stato, nella Relazione si precisa che esse sono state elaborate per tenere conto del quadro macroeconomico definito nel DEF 2022, assunto a base per l'aggiornamento delle stime per il medesimo anno, nonché degli andamenti effettivi del gettito registrati a tutto il mese di maggio dell'esercizio in corso. Le variazioni previste per l'adeguamento al DEF 2022, in quanto già considerate nelle previsioni del documento di programmazione, non determinano, quindi, effetti aggiuntivi sull'indebitamento netto. Per quanto concerne le entrate finali, il disegno di legge di assestamento reca una proposta di aumento per 38,8 miliardi rispetto alle previsioni formulate con la legge di bilancio 2022. Le entrate tributarie recepiscono principalmente l'adeguamento alle stime del DEF 2022, con un incremento di 25,7 miliardi di euro, per la competenza. Nel complesso, rispetto alle previsioni iniziali, si registra un aumento delle imposte dirette, per 15,6 miliardi di euro, collegato ad una previsione più favorevole di tutti i principali tributi, in particolare delle ritenute Irpef sui redditi da lavoro dipendente, dell'autoliquidazione Ires, dell'imposta sostitutiva per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati e delle imposte sostitutive sulle plusvalenze e sui fondi pensione, e delle imposte indirette, per 10,1 miliardi di euro, collegato all'incremento dell'Iva, in particolare sugli scambi interni e sulle importazioni, e delle entrate derivanti dal prelievo erariale sugli apparecchi e congegni di gioco. Le entrate extratributarie registrano, nel complesso, un incremento pari a 13,1 miliardi di euro in termini di competenza (12,8 miliardi di euro in termini di cassa), determinato, in misura prevalente, dai versamenti erogati dall'Unione europea a titolo di contributi a fondo perduto per l'attuazione del dispositivo di ripresa e resilienza (PNRR), pari a 11,5 miliardi (cap. 3515/Entrata), nonché dai maggiori proventi attesi per le risorse proprie tradizionali riscosse per conto dell'Unione europea, per 1,1 miliardi di euro, e dai maggiori dividendi da versare da parte delle società a partecipazione pubblica, per 200 milioni di euro. Come per le entrate tributarie, l'incremento delle previsioni di cassa per le entrate del Titolo II tiene conto della ulteriore riduzione delle riscossioni a mezzo ruolo, la cui flessione è stata già considerata nelle stime del DEF 2022. Le entrate da alienazione, ammortamento e riscossione di crediti registrano una contrazione di 36 milioni di euro, sia di competenza che di cassa, interamente imputabile ad un allineamento alle previsioni dello scorso aprile elaborate per il DEF. Per quanto concerne le spese finali, le variazioni proposte dal provvedimento determinano una riduzione di circa 2,3 miliardi di euro in termini di competenza. Tale riduzione è determinata da una minore spesa corrente dovuta, essenzialmente, alla proposta di riduzione di 2,7 miliardi della spesa per interessi e redditi da capitale, compensata da altre maggiori spese correnti per 1,3 miliardi. In diminuzione anche la spesa in conto capitale (-881 milioni). Quanto alla spesa corrente, la riduzione è essenzialmente legata alla riduzione degli interessi passivi sui titoli del debito pubblico, pari a circa 2,7 miliardi. Come illustrato nella Relazione, si registrano, da un lato, minori esigenze per gli interessi sui conti correnti di tesoreria, che determinano una riduzione degli stanziamenti per circa 1,7 miliardi, e per interessi sui buoni del Tesoro poliennali, per circa 2,2 miliardi, ai quali si contrappone un incremento della spesa per gli interessi sui buoni postali fruttiferi, per 1,5 miliardi. La riduzione della spesa per interessi è compensata dalla proposta di aumento di altre spese correnti per 1,3 miliardi. Le proposte di aumento della spesa corrente primaria sono connesse principalmente alle seguenti categorie economiche di spesa: consumi intermedi (+102 milioni di euro), su cui incide l'incremento degli stanziamenti per oneri di funzionamento dei Ministeri relativi alle spese per carburanti e utenze connesse al rincaro dei prodotti energetici per circa 110 milioni; trasferimenti alle amministrazioni pubbliche (+285 milioni), sui quali incidono le assegnazioni per la sistemazione contabile di somme anticipate dalla Tesoreria a seguito di pignoramenti connessi a contenziosi (230 milioni), l'incremento dei trasferimenti alla società Sport e Salute Spa per circa 20 milioni quale integrazione del finanziamento previsto ex lege ; trasferimenti alle famiglie e istituzioni sociali private, che registrano un incremento di 42 milioni, principalmente per l'integrazione degli stanziamenti relativi ai finanziamenti degli istituti di patronato e di assistenza sociale (circa 76 milioni), per l'adeguamento dello stanziamento all'effettivo importo dei contributi versati all'entrata del bilancio statale dagli enti previdenziali nel 2021 e per l'adeguamento degli stanziamenti di bilancio relativi alla quota dell'8 per mille dell'IRPEF destinata allo Stato (+17 milioni) e alla quota destinata alla Conferenza episcopale italiana (-67,7 milioni) in relazione alle scelte operate dai contribuenti in sede di dichiarazione. Quanto alla proposta di riduzione della spesa in conto capitale essa è sostanzialmente legata alla categoria «Acquisizioni di attività finanziarie», che presenta un decremento di competenza pari a 950 milioni di euro determinato da una riduzione per 1.100 milioni di euro relativamente agli oneri derivanti dalle operazioni su garanzie da esposizione su derivati, a seguito dell'andamento delle esigenze di finanziamento nonché dei tassi di interesse, e da un aumento per 150 milioni di euro riguardante il Fondo rotativo per la crescita sostenibile, finalizzato al finanziamento degli accordi per l'innovazione. Con riferimento alle missioni del bilancio dello Stato, le proposte di assestamento determinano una riduzione degli stanziamenti della missione "Debito pubblico" pari a -13,3 miliardi di euro in termini di competenza e cassa, principalmente in relazione all'adeguamento delle esigenze per il rimborso dei prestiti internazionali. Considerando gli importi della missione "Debito pubblico", la spesa complessiva del bilancio dello Stato si assesta a 1.096,1 miliardi di euro, con un aumento di 2,2 miliardi rispetto alle previsioni di bilancio. Con riferimento alle missioni, le principali variazioni in aumento proposte dal disegno di legge di assestamento riguardano: gli stanziamenti della missione "L'Italia in Europa e nel mondo" per 1,1 miliardi, destinati al bilancio dell'Unione europea quali risorse proprie tradizionali (cap. 2752/MEF), che trovano poi compensazione nel corrispondente versamento all'entrata; gli stanziamenti della missione "Istruzione scolastica" per 127 milioni, a seguito in particolare dell'incremento degli stanziamenti per le supplenze brevi del personale scolastico (150 milioni); nell'ambito della missione "Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica", che vede ridursi i suoi stanziamenti per 1,5 miliardi (di cui -1,7 mld per riduzione degli interessi sui conti di tesoreria (cap. 3100/MEF)), rileva l'iscrizione dell'importo di 63 milioni da trasferire alla Grecia, derivante dai profitti dei titoli di Stato greci presenti nel portafoglio " Securities Markets Programme " (cap. 7607/MEF). In termini di cassa, il disegno di legge di assestamento per il 2022 determina complessivamente un miglioramento del saldo netto da finanziare di 37,4 miliardi di euro rispetto alla previsione di bilancio, derivante da un aumento delle entrate finali per 48,7 miliardi e da un aumento delle spese finali per 11,3 miliardi. In particolare, il saldo netto da finanziare si attesta a -239,8 miliardi. Il miglioramento di 37,4 miliardi rispetto alla previsione di bilancio, è esclusivamente dovuto alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento (+39,1 miliardi). Per le dotazioni di cassa, si rammenta, le proposte di assestamento considerano, oltre all'adeguamento degli stanziamenti alle variazioni di competenza e le esigenze legate all'operatività delle Amministrazioni, anche la consistenza effettiva dei residui passivi accertata a rendiconto, rispetto a quella presunta in sede di disegno di legge di bilancio. Quest'ultima infatti può risultare differente da quella presunta al momento della formazione della previsione della legge di bilancio, in quanto formulata con riferimento a un esercizio non ancora concluso. Per quanto concerne gli altri saldi, anch'essi risultano tutti in miglioramento. In particolare, il ricorso al mercato risulta migliorato di 45,3 miliardi rispetto al bilancio di previsione, raggiungendo un valore pari a -509,2 miliardi; analogamente, il saldo primario, rispetto ai -200,8 miliardi della previsione iniziale raggiunge l'importo di -166,1 miliardi. Il risparmio pubblico migliora di quasi 36 miliardi, attestandosi nelle previsioni assestate a -87,5 miliardi di euro. Il miglioramento del saldo netto da finanziare di cassa è determinato dall'aumento delle entrate finali di 48,7 miliardi, che riguarda essenzialmente le entrate tributarie (+31 miliardi), per la gran parte proposto dal disegno di legge di assestamento in esame, e dall'aumento delle spese finali, che evidenziano anch'esse un incremento di circa 11,3 miliardi, interamente dovuto alle variazioni per atti amministrativi (+12,2 miliardi). Nella definizione del bilancio di previsione, l'entità dei residui passivi viene stimata in modo presuntivo sulla base di un calcolo che fa riferimento alla massa spendibile e alle autorizzazioni di cassa risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso a quel momento. Solo con l'assestamento viene iscritta in bilancio la consistenza effettiva dei residui al 1° gennaio dell'esercizio in corso, quale è stata accertata sulla base delle risultanze del Rendiconto per l'esercizio precedente. Pertanto, il disegno di legge di assestamento per il 2022 registra l'entità effettiva dei residui esistenti all'inizio dell'esercizio, come accertata nel disegno di legge di approvazione del Rendiconto per l'esercizio 2021. Con il provvedimento di assestamento si è provveduto ad aggiornare i residui attivi sulla base delle risultanze emerse al 31 dicembre 2021, a seguito della gestione conclusasi nell'esercizio di consuntivo. Concorrono altresì all'aggiornamento anche i residui di nuova formazione di competenza della gestione 2021. Nel complesso, le previsioni assestate quantificano un ammontare di residui finali attivi al 31 dicembre 2021 pari a 212.962 milioni di euro, a fronte dei 254.755 milioni di residui inizialmente presunti. L'ammontare dei residui passivi delle spese complessive (comprensivi di quelli relativi al rimborso prestiti, pari a 208 milioni) risultanti alla chiusura dell'esercizio 2021 è pari a 188.265 milioni. L'articolo 33, comma 4- septies , della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009) dispone che la RT di accompagnamento al disegno di legge di assestamento dia conto della coerenza del valore del saldo netto da finanziare (o da impiegare) con gli obiettivi programmatici definiti in coerenza con l'ordinamento europeo. La prima parte della RT illustra le principali variazioni previste dalla proposta di assestamento e i relativi effetti sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, che è per l'appunto il saldo rilevante per l'ordinamento europeo. A tale proposito, le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento determinano un miglioramento del saldo netto da finanziare di 39.231 milioni per la competenza e di 37.354 milioni di euro per la cassa. Complessivamente, le proposte formulate con il disegno di legge di assestamento, tenuto conto di quanto già scontato nei quadri tendenziali di finanza pubblica in sede di DEF, della natura delle voci di bilancio interessate e delle regole e criteri contabili che presiedono alla compilazione del conto economico delle PP.AA., sono sostanzialmente neutrali sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche. Nella seconda parte la RT rappresenta, in apposita Tavola di raccordo, la coerenza tra il saldo netto da finanziare del Bilancio dello Stato assestato con il conto economico delle Pubbliche amministrazioni, anch'esso aggiornato per effetto delle variazioni che producono un impatto su di esso. Nel corso dell'esame da parte della Camera dei deputati, è stato approvato un emendamento del Governo che recepisce, per l'anno 2022, un incremento delle entrate tributarie pari a 19.863 milioni in termini di competenza e di 20.620 milioni in termini di cassa. L'incremento riflette i versamenti riscontrati nei primi sei mesi del 2022 e i primi dati relativi ai versamenti F24 del mese di luglio. Secondo il Governo, tale miglioramento netto riflette l'andamento favorevole dell'IRPEF e dell'IRES, principalmente per i risultati dei versamenti in autoliquidazione proiettati a tutto l'anno, nonché dell'IVA (al netto dell'extra-gettito utilizzato per finanziare la riduzione delle accise), sia sugli scambi interni sia sulle importazioni, quest'ultima trainata, in particolare, dai prezzi elevati delle materie prime energetiche e, in parte, anche dall'incremento dei volumi delle merci importate. Il Governo afferma che anche l'andamento delle entrate derivanti da attività di accertamento e controllo, incluse le riscossioni da ruoli, mostra un risultato più favorevole rispetto alle previsioni del DEF 2022, spiegando, per la sola componente riferita alla riscossione coattiva, la differenza tra la variazione di cassa e quella di competenza. L'aggiornamento tiene, altresì, conto di una revisione delle entrate da giochi (in particolare dei proventi del lotto e del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento), sulla scorta dei più recenti dati di monitoraggio che evidenziano una dinamica meno favorevole rispetto a quanto indicato nel documento programmatico. Sul lato della spesa, viene previsto un incremento netto pari a 1.082 milioni di euro in termini di competenza e cassa. Tale incremento, attinente allo stato di previsione del MEF, deriva da una riduzione di 468 milioni della Missione 3 - Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali, programma 6  Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria e da un incremento di 1.550 milioni della Missione 29  Politiche economiche finanziarie e tutela della finanza pubblica, programma 5  Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi di imposte. Tale aumento, in particolare, tiene conto della destinazione di 1.000 milioni all'incremento per il 2022 del Fondo sanitario nazionale. L'effetto netto di miglioramento del saldo netto da finanziare risulta pari quindi a 18.781 milioni in termini di competenza e a 19.538 milioni in termini di cassa. Il Governo evidenzia altresì che l'effetto netto sull'indebitamento netto delle Pubbliche amministrazioni risulta pari a 11,1 miliardi, risultanti da maggiori entrate nette per 12,1 miliardi rispetto alle previsioni del conto economico della P.A. incorporate nel DEF 2022, e maggiori spese per 1 miliardo per il finanziamento aggiuntivo del Fondo sanitario nazionale, disposto con l'emendamento medesimo. Il Governo segnala ulteriori miglioramenti rispetto al DEF per 3,2 miliardi, di cui 0,9 dovuti a maggiori entrate per contributi sociali e 2,3 ad "ulteriori variazioni migliorative che non trovano scritturazione nel bilancio dello Stato" e che pertanto non hanno riflessi nell'emendamento in esame. L'effetto migliorativo complessivo in termini di indebitamento netto della P.A. ammonta a 14,3 miliardi, il quale corrisponde a quello oggetto di utilizzazione per effetto della deliberazione adottata dalle Camere a maggioranza assoluta, ai sensi dell'art. 6 della legge n. 243 del 2012, il 28 luglio scorso, a seguito della presentazione di apposita Relazione al Parlamento. Per ulteriori approfondimenti, rinvia al dossier dei Servizi del bilancio e dei Servizi studi del Senato e della Camera dei deputati. Si apre quindi la discussione generale congiunta. La senatrice FERRERO ( L-SP-PSd'Az ) rileva la sussistenza di criticità circa l'applicazione dell'imposta sugli extra profitti utilizzata per coprire le misure adottate con gli ultimi provvedimenti d'urgenza. Infatti, a fronte di imposizioni di rilievo, i soggetti passivi cercano ovviamente di ritardare i pagamenti. Per quanto riguarda invece l'aumento da gettito IVA derivante dall'inflazione, evidenzia come l'aumento dei prezzi fosse prevedibile già dall'inizio del 2021, periodo in cui iniziò a verificarsi un forte incremento dei costi delle materie prime, con conseguente effetto di trascinamento sui prezzi. Il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ) evidenzia come la fotografia dei conti pubblici delineata dal Rendiconto offra un quadro simile a quello di un'economia di guerra, in quanto caratterizzato dall'emergenza pandemica e dalle relative conseguenze sul sistema economico. A questo si è aggiunto il fenomeno dell'alta inflazione che, peraltro, potrebbe rappresentare un aiuto per attutire il peso del debito pubblico che, dal 2018 ad oggi, risulta cresciuto da circa 2300 a circa 2700 miliardi. Dall'altra parte, nelle pieghe della contabilità, tra saldi di competenza e residui, è sempre possibile individuare degli spazi finanziari, come l' extra deficit sanitario, che rendono superfluo il ricorso a scostamenti di bilancio. Fa poi presente come i 400 miliardi di euro spesi dalla Banca centrale europea per l'acquisto di titoli di Stato rappresentino una spesa da imputare a debito europeo; altresì, la cessione dei crediti legata all'incentivo del 110 per cento ha rappresentato un aiuto finanziario per le casse pubbliche. Complessivamente, cònstata con amarezza come le Istituzioni, in questi anni, si siano trovate a gestire tempi difficili, nei quali sono state intraprese iniziative volte a favorire l'incremento del PIL; conseguentemente, ciò ha determinato anche un incremento del debito pubblico. Spetterà poi agli studiosi e agli osservatori analizzare con il dovuto distacco le scelte intraprese in questa Legislatura, per comprendere la percorribilità di strade alternative. Da ultimo, auspica che il Parlamento, in futuro, abbia il tempo e la possibilità per concentrarsi sulle grandezze finanziarie contabili legate ai macro-temi, evitando di perdersi su elementi di dettaglio. Il presidente PESCO ( M5S ) evidenzia come il ricorso all'imposta sugli extra profitti trovi motivazione, per l'appunto, nell'emergere di alti livelli di profitto conseguenti all'incremento dei prezzi dei beni energetici. Si sofferma poi sulle prospettive della finanza pubblica del prossimo anno, per rilevare la necessità di tener conto della dinamica della spesa pensionistica. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, è quindi conclusa la discussione generale congiunta. I relatori Antonella FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) e FANTETTI ( Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)) ) rinunciano all'intervento di replica. La sottosegretaria SARTORE ritiene che il rendiconto e l'assestamento forniscano un quadro confortante dello stato delle finanze pubbliche. Il Governo ha indubbiamente intrapreso il massimo degli sforzi per garantire la stabilità finanziaria. Peraltro, se non fossero stati utilizzati i 14,3 miliardi di euro di extra gettito da destinare alla copertura del decreto-legge "Aiuti- bis " di prossima adozione, l'indebitamento netto sarebbe migliorato dell'0,8 per cento del Pil. Evidenzia poi il buon andamento del gettito tributario, osservando come gli introiti preventivati derivanti dall'imposta sugli extra profitti non siano stati pienamente incassati, a causa del meccanismo dell'acconto e del saldo. Pertanto, l'auspicio è che il differenziale di tale gettito venga recuperato nei prossimi mesi. In merito all'osservazione del Presidente sulla dinamica pensionistica, rileva la difficoltà di adottare oggi misure in tal senso, stante la richiesta molto forte di interventi di sostegno. Al riguardo, fa presente come i provvedimenti deliberati dal Governo in questi ultimi mesi, per un ammontare di circa 44 miliardi, siano stati adottati senza il ricorso a scostamenti di bilancio, il che rappresenta un risultato positivo ai fini della sostenibilità della finanza pubblica. Il presidente PESCO , dopo aver ringraziato i relatori e la rappresentante del Governo, sulla base dell'orientamento unanime dei Gruppi, propone di rinunciare alla fissazione del termine di presentazione di emendamenti e ordini del giorno riferiti ai provvedimenti in esame. La Commissione conviene. Il PRESIDENTE dispone quindi la disgiunzione dell'esame dei disegni di legge. La Commissione prende atto. A.S. 2682 - Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2021 DDL 2682 Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2021 (Seguito e conclusione dell'esame) Si passa quindi alla votazione del mandato alla relatrice. Non essendovi richieste di intervento per dichiarazioni di voto, verificata la presenza del numero legale, la Commissione conferisce mandato alla relatrice Faggi a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame, nel testo presentato dal Governo e approvato senza modificazioni dalla Camera dei deputati, autorizzandola altresì a chiedere di poter svolgere la relazione oralmente. A.S. 2683 - Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2022 DDL 2683 Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2022 (Seguito e conclusione dell'esame) Si passa quindi alla votazione del mandato al relatore Non essendovi richieste di intervento per dichiarazioni di voto, verificata la presenza del numero legale, la Commissione conferisce mandato al relatore Fantetti a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati, autorizzandolo altresì a chiedere di poter svolgere la relazione oralmente. IN SEDE CONSULTIVA 2636 - Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari DDL 2636 Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari (Parere alle Commissioni 2 a e 6 a riunite sul testo e sugli emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame del testo. Parere non ostativo con presupposto e condizione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Rinvio del seguito dell'esame degli emendamenti) Prosegue l'esame sospeso nella seduta antimeridiana del 2 agosto 2022. Il relatore Marco PELLEGRINI ( M5S ) illustra la seguente proposta di parere sul testo: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e preso atto degli elementi istruttori forniti dal Governo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo nel presupposto che, con riguardo alla procedura di interpello di cui all'articolo 1, comma 7, i requisiti di anzianità ivi previsti siano stabiliti ai soli fini dell'accesso alla predetta procedura, senza riflessi sulla progressione economica stipendiale dei magistrati interessati. Il parere è altresì condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, al recepimento della seguente modifica: - all'articolo 1, comma 7, secondo periodo, le parole: "indicati al comma 3" siano sostituite dalle seguenti: "indicati al comma 4".". La sottosegretaria SARTORE esprime un avviso conforme al relatore. Verificata la presenza del prescritto numero legale, la proposta di parere è messa ai voti e approvata. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 12,30.