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Giurisdizioni speciali - Giurisdizione tributaria - Attribuzione alla giurisdizione delle commissioni tributarie delle controversie relative alla debenza del canone per lo smaltimento dei rifiuti urbani (tariffa di igiene ambientale - TIA) - Ritenuta insussistenza della natura tributaria della controversia, necessaria a radicare la giurisdizione tributaria - Conseguente violazione del divieto di creare nuovi giudici speciali - Difetto di rilevanza della questione per intervenuta applicazione della disposizione censurata nel giudizio a quo e contraddittorietà della prospettazione - Manifesta inammissibilità della questione.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale del secondo periodo del comma 2 dell'art. 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, come modificato dall'art. 3- bis , comma 1, lettera b) , del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dal comma 1 dell'art. 1 della legge 2 dicembre 2005, n. 248, sollevata in riferimento al secondo comma dell'art. 102 della Costituzione, per avere il giudice già fatto applicazione, nel giudizio a quo , della censurata disposizione. E' inoltre contraddittoria la prospettazione della questione, dato che, nella stessa ordinanza di rimessione, l'avviso di pagamento della TIA è qualificato sia come «atto di imposizione» sia come richiesta di un «corrispettivo» privatistico. La Corte, a prescindere da tali cause di manifesta inammissibilità, ha affermato che la questione sarebbe comunque manifestamente infondata, avendo con la sentenza n. 238 del 2009, già dichiarato non fondata identica questione di legittimità costituzionale.