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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 106 BAGNAI La seduta inizia alle ore 10. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata chiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso e che l'autorizzazione è stata trasmessa alla Presidenza. In assenza di obiezioni tale forma di pubblicità sarà quindi adottata. IN SEDE REFERENTE Misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria DDL 1165 Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Il presidente BAGNAI riferisce in merito alla lettera della Presidenza del Senato volta a invitare la Commissione a valutare con attenzione il parere espresso dalla Commissione politiche dell'Unione europea. A tale proposito ricorda che la 14 a Commissione ha espresso un parere non ostativo sul testo del decreto legge in esame, pur segnalando che «il provvedimento avrebbe dovuto affrontare le conseguenze derivanti dalla Brexit in modo più organico ed esaustivo, tenendo maggiormente conto delle indicazioni espresse a tale proposito dall'Unione europea». Informa che è stato depositato l'emendamento 13.0.1 (testo 3), riformulato al fine di adeguare la precedente versione di tale proposta alla condizione posta ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione dalla Commissione bilancio. Dà quindi conto del parere reso ieri su emendamenti trasmesso dalla 5 a Commissione, ad eccezione degli emendamenti 17.0.1, 17.0.2, 21.0.1 e 21.0.2 sui quali l'esame è ancora sospeso. Avverte infine che si procederà alla votazione degli emendamenti, a partire da quelli riferiti all'articolo 17. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) esprime parere favorevole sul subemendamento 17.200/1, nonché sugli emendamenti 17.200, 17.1, 17.100 e 17.0.100. Propone inoltre l'accantonamento delle proposte 17.0.1 e 17.0.2. Il sottosegretario VILLAROSA si esprime conformemente al relatore rispetto al subemendamento 17.200/1 e agli emendamenti 17.200 e 17.1. Riformula quindi l'emendamento 17.100, al fine di migliorare la qualità del testo 17.100 (testo 2) pubblicato in allegato. Riformula inoltre l'emendamento 17.0.100 (17.0.100 testo 2) pubblicato in allegato, così da integrarne il testo con un riferimento alle istituzioni dell'alta formazione coreutica. Gli emendamenti 17.0.1 e 17.0.2 vengono accantonati. Il subemendamento 17.200/1 è posto in votazione, risultando approvato. E' quindi posto in votazione l'emendamento 17.200, così come modificato, che è accolto. La Commissione accoglie quindi l'emendamento 17.1. Con il parere favorevole del relatore DI PIAZZA ( M5S ), l'emendamento 17.100 (testo 2) è posto in votazione e accolto. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) fa presente che la valutazione favorevole del proprio Gruppo rispetto all'emendamento 17.100 (testo 2) è dovuta alla disposizione di ampliamento degli organici degli uffici periferici, anziché degli apparati centrali, del Ministero della salute da esso recato. Con il parere favorevole del relatore DI PIAZZA ( M5S ) l'emendamento 17.0.100 (testo 2), posto in votazione, è accolto. La Commissione passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 19. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) esprime parere favorevole sugli emendamenti 19.1 (testo 2), 19.0.2, 19.0.3 (testo corretto), 19.0.4 e 19.0.5. Invita al ritiro degli emendamenti 19.2 e 19.0.1. Propone l'accantonamento dell'emendamento 19.0.6. Il parere del rappresentante del GOVERNO è conforme. L'emendamento 19.0.6 è accantonato. La senatrice BOTTICI ( M5S ) richiama l'attenzione sull'analogia del contenuto degli emendamenti 19.0.2 e 19.0.5 rispetto all'emendamento 13.0.3 (testo 2). Il senatore D'ALFONSO ( PD ), intervenendo sull'emendamento 19.1 (testo 2), chiede ragguagli sulla destinazione del personale del Ministero dell'economia e delle finanze oggetto delle disposizioni recate dalla proposta in esame. Il sottosegretario VILLAROSA rileva che le unità di personale sono destinate alle articolazioni periferiche del Ministero dell'economia e delle finanze, compresi gli uffici degli organi della giustizia tributaria. L'emendamento 19.1 (testo 2) è quindi posto in votazione e, dopo la dichiarazione di voto di astensione a nome del proprio Gruppo del senatore D'ALFONSO ( PD ), risulta accolto. La senatrice BOTTICI ( M5S ) ritira gli emendamenti 19.2 e 19.0.1. Viene posto in votazione l'emendamento 19.0.2, che risulta accolto. Successivamente la Commissione accoglie l'emendamento 19.0.3 (testo corretto). In esito a successive e distinte votazioni risultano accolti gli emendamenti 19.0.4 e 19.0.5. Il PRESIDENTE avverte che l'emendamento 13.0.3 (testo 2) è da intendersi assorbito dall'accoglimento degli emendamenti 19.0.2 e 19.0.5. Dispone l'accantonamento dell'emendamento 19.0.6. La Commissione passa alla votazione degli emendamenti all'articolo 20. Il parere del relatore DI PIAZZA ( M5S ) sull'emendamento 20.1 è favorevole. Il rappresentante del GOVERNO si esprime conformemente. Posto in votazione, l'emendamento 20.1 è accolto. Con il parere favorevole del sottosegretario VILLAROSA, la Commissione accoglie l'emendamento 20.2. Si passa alla votazione degli emendamenti all'articolo 21. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) invita a ritirare gli emendamenti 21.1, 21.2 (testo 2) e 21.3 (testo 2). Esprime parere favorevole sull'emendamento 21.4 e propone l'accantonamento degli emendamenti 21.0.1 e 21.0.2. Il sottosegretario VILLAROSA si esprime conformemente in relazione agli emendamenti 21.1, 21.2 (testo 2), 21.4, 21.0.1 e 21.0.2. Propone l'accantonamento dell'emendamento 21.3 (testo 2) e si esprime favorevolmente sugli emendamenti 21.5 e 21.6. Il PRESIDENTE dispone l'accantonamento delle proposte 21.3 (testo 2), 21.0.1 e 21.0.2. La senatrice BOTTICI ( M5S ) ritira l'emendamento 21.1; ritira altresì l'emendamento 21.2 (testo 2), riservandosi di presentare all'Assemblea un ordine del giorno di contenuto analogo. Con successive e distinte votazioni la Commissione accoglie gli emendamenti 21.4, 21.5 e 21.6. Si passa alla trattazione degli emendamenti riferiti all'articolo 22. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) si esprime favorevolmente in ordine all'emendamento 22.1; invita al ritiro degli emendamenti 22.0.1 e 22.0.2. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere favorevole sull'emendamento 22.100. Si esprime conformemente al relatore sugli emendamenti 22.1, 22.0.1 e 22.0.2. L'emendamento 22.100, posto in votazione, è accolto. La Commissione accoglie quindi l'emendamento 22.1. La senatrice BOTTICI ( M5S ) ritira gli emendamenti 22.0.1 e 22.0.2, riservandosi la presentazione all'Assemblea di ordini del giorno di analogo contenuto. La Commissione passa alla votazione degli emendamenti all'articolo 23. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) esprime parere favorevole sull'emendamento 23.1 e ritira l'emendamento 23.2. Con il parere favorevole del GOVERNO, l'emendamento 23.1 è quindi messo in votazione, risultando accolto. Intervenendo sull'ordine dei lavori, il senatore D'ALFONSO ( PD ) invita a una riflessione sulla congruità dell'emendamento 13.0.1 (testo 2), volto all'istituzione del Comitato interministeriale per l'economia digitale nel settore bancario, finanziario e assicurativo, posto che la materia dovrebbe essere oggetto di trattazione in una sede più idonea. Il presidente BAGNAI dispone una sospensione delle seduta. La seduta, sospesa alle ore 10,50, riprende alle ore 11,55. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 13.0.1 (testo 3) e 13.0.2. Il sottosegretario VILLAROSA esprime parere conforme. Il senatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ) ritira entrambi gli emendamenti, specificando che l'emendamento 13.0.1 affronta una tematica di rilievo che potrà essere anche oggetto di una specifica iniziativa legislativa. In relazione all'emendamento 14.3 precedentemente accantonato, interviene il sottosegretario VILLAROSA il quale esprime parere favorevole a condizione che sia riformulato. Il senatore COMINCINI ( PD ) riformula la proposta emendativa nell'emendamento 14.3 (testo 2), pubblicata in allegato. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) si esprime favorevolmente sul testo 2. L'emendamento 14.30 (testo 2) viene posto ai voti e accolto. In relazione agli emendamenti 17.0.1, 17.0.2 di contenuto sostanzialmente analogo agli emendamenti 21.0.1 e 21.0.2, precedentemente accantonati interviene la senatrice BOTTICI ( M5S ), dopo che il relatore e il rappresentante del GOVERNO hanno espresso parere favorevole sul 17.0.1 e invitato al ritiro il 17.0.2: l'oratrice si dichiara disponibile a ritirare l'emendamento 17.0.2 ove analogo orientamento fosse espresso anche sull'emendamento 21.0.2 presentato dai senatori Montani ed altri. Appare infatti opportuna una ulteriore verifica della praticabilità di una proposta che si riferisca sia ai vettori del Regno Unito che ai vettori comunitari. Intervengono su tale questione il senatore COMINCINI ( PD ) e il senatore D'ALFONSO ( PD ), auspicando entrambi un confronto in Assemblea che possa contemperare le due versioni. Inoltre il senatore COMINCINI ( PD ) sottolinea che anche la proposta 19.0.6. potrebbe essere valutata in Assemblea. A giudizio del sottosegretario VILLAROSA l'emendamento 17.0.2 potrebbe essere ricompreso nell'emendamento 21.0.2: ritiene opportuna un'ulteriore fase di approfondimento per l'esame in Assemblea, nella quale ricomprendere anche l'emendamento 19.0.6 che invita a ritirare. Il senatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ) accede all'orientamento espresso dalla senatrice Bottici e gli emendamenti 17.0.2 e 21.0.2 vengono ritirati. La Commissione accoglie quindi l'emendamento 17.0.1 risultando pertanto assorbito l'emendamento 21.0.1. Il senatore COMINCINI ( PD ) ritira l'emendamento 19.0.6 auspicandone una rivalutazione in Assemblea. Si passa quindi all'emendamento 21.3 (testo 2) precedentemente accantonato. Il sottosegretario VILLAROSA esprime parere favorevole. Modificando l'orientamento già espresso, il relatore DI PIAZZA ( M5S ) esprime parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 21.3 (testo 2) è accolto. Si passa quindi all'esame degli ordini del giorno presentati, sui quali il RELATORE esprime parere favorevole e il sottosegretario VILLAROSA dichiara di accogliere. I presentatori non insistono per la votazione degli ordini del giorno. La Commissione dà infine mandato al relatore, senatore Di Piazza, a riferire favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge n. 1165 di conversione del decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, unitamente alle modifiche accolte, autorizzandolo ad apportare le modifiche eventualmente necessarie di carattere meramente redazionale e a richiedere l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LVII, n. 2 - Documento di economia e finanza 2019 Doc Doc. LVII, n. 2 Documento di economia e finanza 2019 e connessi allegati (Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) Riferisce alla Commissione il senatore FENU ( M5S ) il quale, dopo aver dato conto della struttura del documento in esame, fa presente che gli indicatori economici più recenti confermano la prosecuzione di una fase ciclica debole per l'economia italiana, ma suggeriscono anche che la contrazione dell'attività economica si sia arrestata nel primo trimestre del 2019. Nello scenario tendenziale la previsione di crescita del PIL reale per il 2019 è rivista al ribasso, rispetto alle precedenti stime, allo 0,1 per cento. Negli anni successivi, il DEF prevede un tasso di crescita pari allo 0,6 per cento nel 2020 e allo 0,7 per cento nel 2021, fino allo 0,9 per cento nel 2022. Contestualmente alla pubblicazione del DEF, il Governo ha approvato due decreti legge contenenti misure di stimolo agli investimenti privati e delle amministrazioni territoriali (decreto-legge "Crescita") e misure volte a snellire le procedure di approvazione delle opere pubbliche e di progetti di costruzione privati (decreto-legge "Sblocca Cantieri"), che vengono considerate per la predisposizione delle stime del quadro programmatico. L'impatto complessivo dei due provvedimenti sull'economia viene prudenzialmente stimato in 0,1 punti percentuali di crescita aggiuntiva del PIL reale nel 2019, portando il tasso di crescita nello scenario programmatico allo 0,2 per cento. Per quanto riguarda gli anni successivi, è previsto un tasso di crescita pari allo 0,8 per cento in ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022. In tale contesto macroeconomico, prosegue il Relatore, l'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni per il 2018 risulta pari, in valore assoluto, a 37.505 milioni, corrispondente al 2,1 per cento del PIL, stima in rialzo rispetto a quella dell'1,9 per cento recata dalla Nota tecnico-illustrativa alla legge di bilancio 2019-2021. A tale valore dell'indebitamento netto, nel 2018 le entrate totali delle amministrazioni pubbliche hanno contribuito per 816,1 miliardi di euro, attestandosi al 46,4 per cento del PIL, in contrazione rispetto al 2017. In particolare, le entrate correnti evidenziano, rispetto al 2017, un incremento di circa 15,4 miliardi (+1,9 per cento), determinato dall'aumento delle imposte indirette e dei contributi sociali, parzialmente compensato dalla contrazione delle imposte dirette. Le imposte in conto capitale registrano, invece, una contrazione di circa 0,84 miliardi di euro. Il DEF segnala che la contrazione delle imposte dirette è in parte riconducibile agli effetti delle misure di "rottamazione" delle cartelle esattoriali, di riduzione dell'aliquota IRES e di proroga delle agevolazioni relative al cosiddetto superammortamento e iperammortamento. L'andamento negativo delle imposte in conto capitale (da 2.318 milioni del 2017 a 1.478 milioni) risente del calo del gettito derivante dalla voluntary disclosure. Il Relatore sottolinea che la pressione fiscale nel 2018 si è attestata al 42,1 per cento del PIL e che le entrate tributarie includono gli effetti dell'attività di contrasto all'evasione fiscale. Nello scenario tendenziale del periodo di programmazione, il DEF evidenzia per il 2019 un indebitamento netto pari al 2,4 per cento del PIL (42,1 miliardi di euro). Per gli anni successivi, si stima un decremento dell'indebitamento netto, sia in valore assoluto sia in rapporto al PIL. Tale previsione è in parte riconducibile alla stima di un andamento crescente, in valore assoluto, delle entrate totali, che passano da 827,6 miliardi nel 2019 a 892,9 miliardi nel 2022. In termini di incidenza sul PIL, si passa dal 46,5 per cento nel 2019 al 46,6 per cento del PIL nel 2022. Tale andamento risente della dinamica del PIL nominale, dell'effetto combinato della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia con riguardo all'esercizio 2019, del venir meno delle misure relative agli sgravi contributivi previsti dalle leggi di bilancio 2015 e 2016 e delle disposizioni della legge di bilancio 2019 in materia di entrate fiscali. Le entrate tributarie in rapporto al PIL sono attese scendere al 28,5 per cento nel 2019, per aumentare al 29,4 per cento per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e diminuire nuovamente al 29,2 per cento nell'anno successivo. In proposito il DEF segnala che la riduzione del 2019 sconta gli effetti dei provvedimenti introdotti con la legge di bilancio 2019 che ha previsto, tra l'altro, la disattivazione delle clausole di salvaguardia, l'estensione dell'ambito di applicazione del regime forfettario agevolato e la tassazione a favore delle imprese che reinvestono gli utili in beni strumentali e per l'incremento dell'occupazione, nonché l'aumento della deducibilità IMU sugli immobili strumentali e la proroga al 2019 delle detrazioni fiscali delle spese destinate all'efficientamento energetico. Le stime relative alle annualità successive al 2019, invece, includono gli effetti degli aumenti automatici dell'IVA e delle accise (c.d. "clausole di salvaguardia"). Ai fini della disattivazione dei predetti aumenti automatici, il DEF precisa che sono ancora da definire le misure alternative di copertura e di riforma fiscale. Per il complesso delle entrate tributarie, si registra una variazione positiva per l'anno 2019, rispetto al 2018, in misura pari a circa 2,9 miliardi. Nel 2020, le entrate tributarie mostrano un incremento del 5,6 per cento ascrivibile non solo al miglioramento del quadro congiunturale, ma anche agli effetti della legge di bilancio 2019 e dei provvedimenti legislativi adottati in anni precedenti, con particolare riferimento all'operatività delle "clausole di salvaguardia". L'andamento crescente prosegue, in modo più attenuato, negli anni 2021 e 2022 con ulteriori incrementi su base annua, pari, rispettivamente, al 2,8 per cento e all'1,6 per cento. Nel periodo 2020-2022, la dinamica delle entrate tributarie risente, oltre che degli aumenti automatici dell'IVA e delle accise, degli effetti dell'obbligo di trasmissione elettronica dei corrispettivi all'Agenzia delle entrate nonché di quelli della definizione agevolata delle contestazioni fiscali e delle controversie tributarie pendenti. Infine, la pressione fiscale è prevista ridursi lievemente nel 2019 (42 per cento in luogo del 42,1 per cento nel 2018), e attestarsi al 42,7 per cento negli anni 2020 e 2021, per poi scendere al 42,5 per cento nel 2022. Tale andamento, evidenzia il Documento, riflette l'entrata a regime degli incrementi delle imposte indirette previsti dalle clausole di salvaguardia, in mancanza di misure compensative di spesa o di entrata. Con riferimento alla terza sezione del DEF 2019, relativa al Programma Nazionale di riforma, si rammenta che nella riunione del 13 luglio 2018 il Consiglio dell'Unione europea ha approvato le raccomandazioni specifiche per paese e i pareri sulle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri. Nella raccomandazione n. 1, in particolare, il Consiglio, dopo avere rilevato che nessun progresso è stato realizzato riguardo all'alleggerimento della pressione fiscale sui fattori produttivi, alla revisione delle agevolazioni fiscali e alla riforma del sistema catastale, mentre progressi limitati si sono avuti nel potenziamento delle fatturazioni e dei pagamenti elettronici obbligatori, raccomanda che si riduca la pressione fiscale sul lavoro e che si intensifichino gli sforzi per ridurre l'economia sommersa. Il Governo attribuisce un ruolo centrale alla riduzione della pressione fiscale sui redditi per la creazione di un clima più favorevole alla crescita. In particolare, l'azione di riforma fiscale riguarderà l'attuazione progressiva di un sistema di flat tax come componente importante di un modello di crescita più bilanciato. La pressione fiscale rimane elevata, ma il Governo intende agire per ridurla gradualmente su famiglie e imprese, anche grazie alle azioni di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale. Per il 2019 è stata introdotta una prima riduzione attraverso l'estensione del regime forfetario, sostitutivo di IRPEF e IRAP. A partire dal 1° gennaio 2020, un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e dell'IRAP con aliquota del 20 per cento sarà applicata a imprenditori individuali e lavoratori autonomi con ricavi compresi tra 65.000 e 100.000 euro. Inoltre per incentivare gli investimenti, il c.d. decreto-legge crescita, in via di emanazione, consente alle imprese di beneficiare di una riduzione dell'aliquota IRES e IRPEF applicabile agli utili non distribuiti. L'azione di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale, fondamentale nell'assicurare l'equità del prelievo e tutelare la concorrenza tra le imprese, sarà perseguito attraverso il potenziamento di nuove tecnologie per effettuare controlli mirati. Dall'analisi della Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva 2018, emerge che per il triennio 2014-2016 il tax gap complessivo è stato pari a circa 109 miliardi, di cui 97,6 miliardi di mancate entrate tributarie e 11,4 miliardi di mancate entrate contributive. Nel 2019, il Governo si impegna a monitorare l'applicazione dei recenti interventi adottati per la prevenzione e il contrasto dell'evasione, come l'inserimento del canone RAI nella bolletta elettrica e la fatturazione elettronica. Sul punto il Governo rileva che con l'introduzione dal 1° gennaio dell'obbligo di fatturazione elettronica tra operatori economici e dal 1° luglio 2019 dell'obbligo di invio telematico dei corrispettivi (per i soggetti con un volume d'affari superiore a 400.000 euro), le basi dati saranno alimentate da nuovi flussi informativi utilizzabili per incentivare l'adempimento dei contribuenti. L'oratore evidenzia inoltre come con il decreto-legge n. 119 del 2018 (c.d. decreto fiscale) siano state introdotte disposizioni volte ad agevolare la chiusura delle posizioni debitorie aperte per consentire all'attività di riscossione ordinaria di riprendere con maggiore efficienza. Lo stesso obiettivo viene perseguito con riguardo al contenzioso, favorendo la chiusura delle liti pendenti. Nel 2019 sarà valutata la possibilità di introdurre misure simili anche per le posizioni debitorie delle imprese. Il medesimo decreto fiscale ha disposto inoltre che dal 1° luglio 2019 il processo telematico diventerà obbligatorio anche in materia tributaria. Tra gli interventi in materia fiscale adottati con la legge di bilancio 2019, il DEF ricorda la sterilizzazione per il 2019 dell'aliquota IVA ridotta del 10 per cento e dell'aliquota IVA ordinaria del 22 per cento, con un impatto di circa 12,5 miliardi; la proroga delle detrazioni per interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, nonché per interventi di sistemazione a verde. In materia di tassazione immobiliare, si segnalano l'aumento dal 20% al 40% della deducibilità dell'IMU sugli immobili strumentali dal reddito di impresa e di lavoro autonomo, l'introduzione della cedolare secca anche per le locazioni degli immobili commerciali, l'estromissione agevolata dell'immobile strumentale dell'imprenditore individuale e la rivalutazione del valore dei terreni (e delle partecipazioni), agli effetti della determinazione delle plusvalenze. Fa presente inoltre che il Governo sottolinea che il disegno di legge sulle semplificazioni fiscali attualmente all'esame della Camera ha l'obiettivo di modificare il calendario fiscale e snellire gli adempimenti dichiarativi e comunicativi. La raccomandazione n. 3 del Consiglio dell'Unione europea concerne il sistema bancario e la disponibilità di finanziamenti per le imprese, il risanamento degli istituti di credito e lo smaltimento dei prestiti in sofferenza. In particolare, l'UE raccomanda all'Italia di mantenere il ritmo della riduzione dell'elevato stock di crediti deteriorati e di sostenere ulteriori misure di ristrutturazione e risanamento dei bilanci delle banche, anche per gli istituti di piccole e medie dimensioni, e attuare tempestivamente la riforma in materia di insolvenza. Raccomanda infine di migliorare l'accesso delle imprese ai mercati finanziari. A livello europeo, l'Italia sta contribuendo alla discussione in corso sul completamento dell'Unione bancaria e dell'Unione del mercato dei capitali, sostenendo allo stesso tempo la revisione delle modalità di realizzazione del progetto stabilite in passato. A livello nazionale, l'obiettivo primario indicato dal Governo è rendere pienamente effettivo il principio costituzionale della tutela del risparmio. In tale direzione, sono stati presi provvedimenti volti a consentire il rimborso a favore degli investitori che hanno subito un danno ingiusto nella prestazione di servizi di investimento da parte di banche poste in liquidazione. La Commissione europea, nella Relazione per Paese, ha evidenziato che l'Italia ha compiuto alcuni progressi riguardo ai crediti deteriorati e alla ristrutturazione delle banche. In linea con quanto raccomandato dalla Commissione, il Governo indica la necessità di proseguire con l'azione di riduzione dei crediti deteriorati intrapresa dal sistema bancario italiano. Nel 2018 l'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti erogati dalle banche italiane ha continuato a ridursi, sia al lordo sia al netto delle rettifiche, raggiungendo a dicembre rispettivamente l'8,7 e il 4,3 per cento (dai livelli di 11,5 e 6,1 per cento nel 2017). Alla diminuzione hanno contribuito il calo del flusso dei nuovi crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti (che ha raggiunto un minimo storico) e l'attuazione dei piani di cessione delle posizioni in sofferenza. La Commissione UE, nella Relazione Paese, rileva che i miglioramenti nella gestione dei crediti deteriorati derivano da molteplici fattori, tra cui una migliore qualità dei dati relativi a tali poste, l'ingresso di imprese di gestione dei crediti deteriorati sul mercato, un migliore riassorbimento dei crediti stessi da parte delle banche. L'UE ritiene che vi siano spazi per un ulteriore sviluppo del mercato secondario dei crediti deteriorati e segnala che gli operatori di mercato specializzati negli incagli sono attualmente in numero ridotto sul mercato italiano. Infine il Governo intende dedicare un'attenzione specifica all'utilizzo delle nuove tecnologie mediante l'istituzione presso il MEF di un Comitato di Coordinamento per il Fintech (prestazione di servizi bancari e finanziari con l'impiego di tecnologie innovative) che possa favorire anche la partecipazione attiva ai lavori dell'Unione europea e degli organismi internazionali competenti. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELL'ODIERNA SEDUTA NOTTURNA Il presidente BAGNAI avverte che la seduta già convocata alle ore 20,30 di oggi non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 12,35. Allegato