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ACCORDO DI COOPERAZIONE TRA LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, DA UN LATO, E L'ACCORDO DI CARTAGENA ED I SUOI PAESI MEMBRI, BOLIVIA, COLOMBIA, ECUADOR, PERÙ E VENEZUELA, DALL'ALTRO. Il Consiglio delle Comunità europee, da un lato, e La Commissione dell'accordo di Cartagena ed i Governi della Bolivia, della Colombia, dell'Ecuador, del Perù e del Venezuela, dall'altro, Richiamandosi alla dichiarazione congiunta, del 5 maggio 1980, dei Ministri degli affari esteri dei Paesi membri dell'accordo di Cartagena e delle Comunità europee; Consapevoli che i tradizionali legami di amicizia tra i Paesi membri dell'accordo di Cartagena e gli Stati membri della Comunità meritano di essere consolidati e rafforzati; Ribadendo la comune volontà di sostenere gli sforzi intrapresi dall'accordo di Cartagena e dalla Comunità per la creazione ed il rafforzamento di organizzazioni regionali destinate a promuovere l'espansione economica, il progresso sociale e lo sviluppo culturale, introducendo nel contempo un fattore di equilibrio nelle relazioni internazionali; Riconoscendo che l'accordo di Cartagena e un'organizzazione di integrazione subregionale composto da Paesi in via di sviluppo e che nel proprio ambito l'organizzazione prende in considerazione l'esistenza di Paesi con un minore grado di sviluppo e privi di litorale; Desiderosi di contribuire, nei limiti delle rispettive risorse umane, intellettuali e materiali, all'instaurazione di una nuova fase di cooperazione internazionale basata sull'uguaglianza, la giustizia ed il progresso; Risoluti ad approfondire, amplificare e diversificare le rispettive relazioni economiche e commerciali nonché quelle esistenti nel settore dello sviluppo; Consapevoli che per conseguire questi obiettivi è necessaria una cooperazione della massima ampiezza che comprenda, tenendo conto dei mutui vantaggi, tutta l'attività economica e commerciale e si estenda anche allo sviluppo; Convinti che detta cooperazione debba iscriversi in un contesto evolutivo e pragmatico in funzione dello sviluppo delle rispettive politiche; Stimando che essa potrà contribuire, a livello mondiale e regionale, ad uno sviluppo più armonioso e più equilibrato degli scambi nonché ad una ripartizione più equa e ad un'utilizzazione più adeguata delle risorse e del potenziale di sviluppo; Consapevoli che siffatta cooperazione verrà realizzata in un contesto non preferenziale tra partner uguali, tenendo conto nel contempo del diverso grado di sviluppo dei Paesi membri dell'accordo di Cartagena e degli Stati membri della Comunità, Hanno deciso di concludere il presente accordo ed hanno designato a tal fine come plenipotenziari: Per il Consiglio delle Comunità europee: Yannis CHARALAMBOPOULOS Presidente in carica del Consiglio delle Comunità europee, Ministro degli affari esteri del Governo della Repubblica ellenica; Wilhelm HAFERKAMP Vicepresidente della Commissione delle Comunità europee. Per la Commissione dell'accordo di Cartagena: Ivan RIVERA Presidente dell'accordo di Cartagena, Ministro dell'industria, del turismo e dell'integrazione della Repubblica del Perù. Per il Governo della Repubblica di Bolivia: José ORTIZ MERCADO Ministro degli affari esteri e del culto. Per il Governo della Repubblica di Colombia: Rodrigo LLOREDA CAICEDO Ministro degli affari esteri. Per il Governo della Repubblica dell'Ecuador: Luis VALENCIA RODRIGUEZ Ministro degli affari esteri. Per il Governo della Repubblica del Perù: Fernando SCHWALB LOPEZ ALDANA Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro degli affari esteri. Per il Governo della Repubblica del Venezuela: José Alberto ZAMBRANO VELASCO Ministro degli affari esteri. I quali, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, Hanno convenuto le disposizioni seguenti: Articolo 1. Cooperazione economica 1. Nei limiti delle loro competenze, tenendo conto del reciproco interesse e in conformità con i rispettivi obiettivi economici a lungo termine, le parti contraenti si impegnano ad instaurare una cooperazione economica della massima ampiezza possibile che non escluda, a priori, alcun settore e tenga conto dei loro diversi gradi di sviluppo. L'obiettivo di questa cooperazione consisterà nel contribuire, in termini generali, allo sviluppo delle loro economie e al miglioramento dei loro tenori di vita, in particolare nel: a) promuovere lo sviluppo del settore dell'agricoltura e dell'allevamento, nonché lo sviluppo industriale, agroindustriale ed energetico; b) incoraggiare il progresso tecnologico e scientifico; c) creare nuove possibilità di lavoro; d) rafforzare lo sviluppo regionale; e) proteggere e migliorare l'ambiente; f) incoraggiare lo sviluppo rurale; g) aprire nuove fonti di approvvigionamento e nuovi mercati. 2. Per realizzare questi obiettivi, le parti contraenti, conformemente alle proprie legislazioni rispettive, cercheranno soprattutto di facilitare ed incoraggiare in modo opportuno: a) uno scambio di informazioni in merito alla cooperazione economica nonché lo sviluppo di contatti e di attività promozionali tra le imprese e le organizzazioni delle due regioni; b) relazioni più strette tra i rispettivi settori economici, industriali, agricoli, dell'allevamento e minerari; c) una cooperazione nel settore della scienza e della tecnica, dello sviluppo industriale, agroindustriale, dell'agricoltura, dell'allevamento, minerario, della pesca, delle infrastrutture, dei trasporti e delle comunicazioni, dell'ambiente, dell'energia e del turismo; d) relazioni tra operatori economici e società di ambo le parti, anche sotto forma di imprese congiunte; e) condizioni appropriate per l'espansione degli investimenti su basi favorevoli per ambo le parti; f) la cooperazione con e nei Paesi terzi. 3. Per facilitare il conseguimento degli obiettivi della cooperazione economica, di cui al paragrafo 1 del presente articolo, le parti contraenti attueranno le misure adeguate in funzione delle proprie disponibilità e con i rispettivi meccanismi, comprese le misure finanziarie.