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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 13 MORONESE La seduta inizia alle ore 9,40. IN SEDE REDIGENTE Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri DDL 149 Disposizioni per favorire la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle isole minori DDL 497 Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori DDL 757 Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine e lacustri DDL 776 Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri (Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge nn. 149, 497 e 757. Congiunzione con la discussione del disegno di legge n. 776 e rinvio) Il relatore MANTERO ( M5S ), ad integrazione delle relazioni svolte in data 7 agosto 2018, sui disegni di legge n. 149 e 497, e in data 12 settembre, sul disegno di legge n. 757, illustra il contenuto del disegno di legge n. 776, rubricato come "Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri". Il disegno di legge è composto da 19 articoli e due Allegati, A e B. Questi ultimi indicano le isole interessate: nell'Allegato A, 38 (alcune delle quali comprendenti più di un comune al proprio interno), mentre l'Allegato B include le isole lagunari delle zone di Venezia, di Grado e dello Stagnone, i gruppi di isole lacustri del lago di Garda e le Borromee del lago Maggiore, nonché isole dei laghi d'Orta e Trasimeno. L'articolo 1 espone oggetto e finalità del disegno di legge. Il suo comma 1 afferma che le misure proposte mirano alla crescita e alla valorizzazione delle isole minori, nonché delle isole lagunari e lacustri abitate. Il comma 1, inoltre, si richiama agli articoli 174 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che, riconoscendo gli svantaggi naturali delle regioni insulari, prevedono la loro particolare tutela, ivi compresa la possibilità di provvedimenti e normative in deroga. Il comma 2 si riferisce all'articolo 119 della Costituzione italiana e alla legge 5 maggio 2009, n. 42, in base alla quale Stato, regioni e comuni adottano gli interventi necessari per la valorizzazione, lo sviluppo socio-economico, la tutela e la messa in sicurezza dei territori delle isole minori e delle isole lacustri e lagunari abitate. Il comma 3 si riallaccia al comma 2, stabilendo che gli interventi suddetti saranno predisposti e attuati dai rispettivi comuni, in sinergia e d'intesa con le regioni interessate e sentiti gli altri enti territoriali costituiti nell'ambito locale, secondo le competenze di essi, con il concorso e il coinvolgimento dei cittadini residenti, in applicazione del principio di sussidiarietà. Il comma 4 dispone che ci si attenga ai princìpi della semplificazione amministrativa, anche in deroga alle normative vigenti, e del rafforzamento della capacità istituzionale, amministrativa e fiscale. Con il comma 5 i comuni, gli enti parco e le comunità isolane e di arcipelago sono riconosciuti quali poli di sviluppo sostenibile. L'articolo 2 fissa una serie di obiettivi, a partire dal contrasto alla tendenza allo spopolamento, migliorando la qualità della vita sotto i profili della tutela della salute, dei servizi sociali, del diritto allo studio e alla formazione professionale, delle dotazioni infrastrutturali, della creazione di nuova occupazione e di sviluppo sostenibile. A seguire, l'articolo indica come obiettivi da perseguire: servizi di telecomunicazioni su banda larga, telemedicina, telelavoro, la teleformazione, offerta formativa scolastica, mobilità sostenibile, miglioramento ed implementazione dei trasporti e dei rifornimenti, garanzia della continuità territoriale, agevolazioni per il turismo, potestà di regolamentazione dei mezzi di locomozione adeguata alle infrastrutture stradali, incremento della produzione di fonti energetiche rinnovabili e riduzione dei costi energetici, riduzione della produzione di rifiuti e progressi nella loro gestione, smaltimento e riciclo, rifornimenti idrici e realizzazione di appositi impianti, valorizzazione di beni culturali e infrastrutturali di proprietà statale e regionale (anche trasferendone la proprietà agli enti locali, su richiesta di questi), recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio, promozione dell'offerta turistica, incentivazione delle attività tipiche di ciascuna isola, promozione del «marchio delle isole minori d'Italia» già istituito dall'Associazione nazionale comuni isole minori (ANCIM), creazione di zone franche, nuova destinazione di strutture carcerarie dismesse o inutilizzate, rideterminazione delle servitù militari, salvaguardia di flora e fauna. Per mezzo dell'articolo 3, comma 1, si istituisce un Comitato istituzionale per le isole minori - composto dai presidenti delle regioni indicate e dal presidente dell'ANCIM - presso il Ministero per gli affari regionali e le autonomie, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. I successivi commi ne delineano le funzioni: istruire i provvedimenti concernenti le isole minori, approvare il Documento unico di programmazione isole minori (DUPIM) e i relativi criteri di riparto per l'erogazione delle risorse ai comuni interessati, monitorare gli effetti degli interventi adottati nel DUPIM stesso, eventualmente effettuando riprogrammazioni e integrazioni o revocando i finanziamenti. Lo svolgimento di attività istruttoria sui provvedimenti concernenti le isole minori riceverà supporto da parte del Comitato scientifico dell'ANCIM. L'articolo 4 prevede che lo sviluppo delle isole minori avvenga attraverso forme di concertazione. Il comma 1 dell'articolo prescrive che il presidente dell'ANCIM partecipi alle riunioni della Conferenza Stato-città ed autonomie locali e della Conferenza unificata (di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281), quando siano all'esame della Conferenza argomenti di interesse delle isole minori. Con il comma 2, si assicura il raccordo istituzionale tra lo Stato e le regioni nel cui territorio sono presenti isole mediante la previsione di un'apposita sessione della Conferenza unificata, cui parteciperanno il presidente dell'ANCIM e rappresentanti delle predette regioni, per la sottoscrizione di un contratto di sviluppo locale. I commi 3, 4, 5, 6 e 7 dell'articolo parlano del precedentemente citato DUPIM, che è lo strumento di programmazione degli interventi da realizzare nel territorio delle isole minori e ha una durata settennale. La procedura della sua elaborazione prevede diverse fasi; vi concorrono i singoli comuni, anche coinvolgendo le rappresentanze delle categorie imprenditoriali, dei lavoratori e dei cittadini (comma 3), indi le regioni deliberano sulla conformità dei progetti agli obiettivi generali di sviluppo regionali (comma 5) e l'ANCIM, sulla base delle deliberazioni delle regioni, predispone il DUPIM e lo trasmette al Comitato istituzionale per le isole minori per l'approvazione (comma 6). Il Comitato stesso sottopone annualmente il DUPIM a verifica ed eventualmente lo aggiorna (comma 7). Secondo il comma 4 dell'articolo, il DUPIM è corredato dai progetti integrati di sviluppo territoriale (PIST), predisposti dai comuni, che costituiscono lo strumento operativo della programmazione, nei quali sono individuati i singoli progetti da realizzare a valere sui finanziamenti pubblici disposti per il DUPIM e con le ulteriori risorse finanziarie rese disponibili dai medesimi comuni, dagli altri enti territoriali e da soggetti privati. In base all'ottavo e ultimo comma dell'articolo 4 in commento, in sede di prima applicazione della presente legge il DUPIM è comunque predisposto per il periodo 2018-2024 e può contenere progetti predisposti d'intesa con le competenti istituzioni delle isole di altri Paesi del Mediterraneo. L'articolo 5 incrementa la dotazione del Fondo di sviluppo delle isole minori (di cui all'articolo 2, comma 41, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni), elevandola a 40 milioni di euro annui a decorrere dal 2019. Le ulteriori risorse già stanziate per il finanziamento di interventi per le isole minori di pertinenza dei Ministeri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, della salute, dei trasporti, dovranno confluire nel Fondo. L'individuazione di tali risorse avverrà con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della nuova normativa. L'articolo 6 propone forme di fiscalità di sviluppo che le regioni competenti, d'intesa con i comuni, potranno applicare nel territorio delle isole minori. Tali forme di fiscalità saranno individuate con accordo sancito in sede di Conferenza unificata, in conformità con le norme dell'Unione europea e in attuazione dei princìpi di cui alla legge 5 maggio 2009, n. 42. I commi 3 e 4 dell'articolo rendono extra-doganali i territori dei comuni di Lampedusa e Pantelleria. Per questi territori si applicheranno le agevolazioni fiscali attualmente vigenti per il territorio extra-doganale di Livigno, nonché le disposizioni della legge 1 novembre 1973, n. 762. L'articolo 7 contiene misure concepite a fini di perequazione infrastrutturale. I comuni delle isole minori, d'intesa con le regioni di appartenenza, faranno ricognizioni delle strutture scolastiche, sanitarie e assistenziali, delle reti stradale, fognaria, idrica ed elettrica e delle installazioni portuali e aeroportuali, se esistenti. Le risultanze della ricognizione effettuata saranno trasmesse all'ANCIM, unitamente a progetti di adeguamento delle infrastrutture, ai fini del loro inserimento nel DUPIM. Il tutto sarà inoltrato dall'ANCIM alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per le valutazioni dei relativi progetti ai fini del riparto delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Con l'articolo 8, si intende potenziare i servizi sanitari. Attraverso accordi in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con la partecipazione del presidente dell'ANCIM e dei presidenti delle regioni interessate, saranno adottate le misure di potenziamento e riorganizzazione delle attività dei presìdi sanitari e ospedalieri, ove esistenti. In tal modo sarà garantita l'efficienza e l'appropriatezza degli interventi di presa in carico e di risposta alle emergenze-urgenze nelle isole minori, sia nelle condizioni di normale presenza stanziale, sia nelle situazioni di sovraffollamento turistico. Il comma 2 descrive in dettaglio le misure di cui sopra. In primo luogo, si tratterà di interventi atti a garantire la presenza numericamente adeguata e costante nei presìdi sanitari e ospedalieri delle isole minori di personale medico e infermieristico esperto negli interventi di primo soccorso, nonché di apparecchiature per il primo intervento e per le diagnosi d'urgenza. Inoltre, i punti nascita esistenti saranno mantenuti e dotati di personale e di dotazioni strumentali adeguate. Saranno previsti mezzi per trasferimenti in sicurezza presso centri di eccellenza per diagnosi precoci e per interventi di emergenza sulle patologie gravi, prenatali e post-partum . Presso ciascun comune delle isole minori, saranno istituiti presìdi territoriali organizzati per la presa in carico dei percorsi di emergenza-urgenza, per l'erogazione dei servizi di cure primarie e per la gestione ambulatoriale e domiciliare delle patologie croniche. Sarà possibile effettuare nell'isola le visite sanitarie e gli esami di controllo specialistico e, qualora non fosse possibile provvedere all'assistenza locale immediata, sarà riconosciuto agli abitanti delle isole minori il diritto al rimborso delle spese sostenute per sottoporsi alle cure presso strutture sanitarie in terraferma. Si provvederà alla formazione e all'aggiornamento del personale medico in servizio presso le isole minori, finalizzati in particolare alla corretta pratica della telemedicina. Infine, si farà opera di divulgazione al pubblico e implementazione delle pratiche di volontariato attivate con il concorso dei cittadini e delle organizzazioni di volontariato e coordinate dal servizio 118. L'articolo 9 ha per oggetto il personale che lavora nel sistema dell'istruzione. Il comma 1 crea presso ciascuna istituzione scolastica delle isole minori un organico funzionale di istituto e una graduatoria, anche in deroga alle disposizioni vigenti. Il comma 2 stabilisce che per accedere alla graduatoria d'istituto il personale scolastico debba presentare richiesta all'ufficio scolastico regionale competente. Il richiedente dovrà documentare di avere residenza e dimora nell'isola. In seguito all'accoglimento della richiesta, il suddetto personale è nominato in servizio presso l'istituzione scolastica indicata, con precedenza rispetto al personale collocato nella graduatoria nazionale, e ha titolo preferenziale nelle procedure di trasferimento e di passaggio di cattedra all'interno degli istituti insulari, nonché di attribuzione degli incarichi a tempo indeterminato. Il comma 3 si occupa del personale scolastico pendolare. Quest'ultimo, nel periodo in cui le avverse condizioni meteorologiche non consentano di essere presenti con continuità, riceverà alcuni benefici: il servizio prestato sarà valutato in misura doppia, sarà conferita una specifica indennità per sede disagiata, saranno concesse agevolazioni sui costi di viaggio marittimi, aerei e terrestri. Per i supplenti, in base al comma 4 le supplenze brevi saranno conferite prioritariamente al personale inserito nella graduatoria di istituto. L'articolo 10 riguarda il sistema dei trasporti. Il comma 1 afferma la volontà di garantire la continuità territoriale con la terraferma e, allo scopo, incarica le regioni territorialmente competenti a monitorare i relativi servizi e a vigilare in caso di sospensioni o interruzioni, eventualmente adottando sanzioni. Al fine di potenziare i servizi di trasporto da e per le isole minori, il comma 2 prevede che, per l'acquisto di elicotteri, le risorse del fondo per l'acquisto di veicoli destinati al trasporto pubblico locale esistente presso il Ministero dei trasporti, creato dal comma 1031 dell'articolo 1 della legge di stabilità per il 2007, siano erogate direttamente ai comuni isolani. Si tratta di un fondo destinato a contributi nella misura massima del 75 cento. Gli elicotteri saranno perciò utilizzati per il servizio di trasporto, con particolare riferimento ai casi di urgenza o di emergenza. Il relativo servizio sarà affidato in gestione mediante bando di gara, con preferenza per le cooperative di giovani (comma 3). Il comma 4 concerne l'adeguamento delle infrastrutture portuali e aeroportuali. I relativi progetti adottati a seguito di ricognizioni saranno considerati prioritari ai fini dell'inserimento nel DUPIM e del conferimento delle risorse dei fondi strutturali dell'UE. Il comma 5 impegna le regioni in questione a prendere provvedimenti per l'allineamento dei prezzi a quelli praticati nella regione stessa in ordine a: carburante avio negli aeroporti, carburante per autotrazione, tariffe per il trasporto di gas via nave. Con l'articolo 11, vengono istituiti presidi permanenti di protezione civile presso i comuni indicati nell'allegato A, dando così attuazione al protocollo d'intesa tra il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e l'ANCIM, firmato il 5 ottobre 2012. A ciascun presidio sarà preposto il sindaco del comune. Per gestire i suddetti presidi, e in particolare in funzione delle emergenze, il sindaco potrà creare un comitato consultivo cui parteciperebbero rappresentanti delle istituzioni, della cittadinanza attiva e del volontariato locale. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della nuova normativa i comuni predisporranno gli strumenti di pianificazione di protezione civile -qualora non lo avessero già fatto- e costituiranno un fondo per le emergenze, che sarà reintegrato per mezzo di successivi stanziamenti statali. L'articolo 12 punta alla riduzione del contenzioso giurisdizionale. Pertanto, si incentiva il ricorso alle modalità alternative delle controversie e, nei comuni di cui all'allegato A ove ha sede il giudice di pace, viene istituita la "casa della giustizia". Presso le case della giustizia si insedierà un mediatore-conciliatore, scelto tra i magistrati in quiescenza dichiaratisi disponibili. Al mediatore-conciliatore non sono dovuti rimborsi, compensi o altri emolumenti. Egli, in accordo con le parti, assegnerà il procedimento ad un mediatore che sia in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 4, comma 3 del decreto del Ministro della giustizia datato 18 ottobre 2010, n. 180 (tra cui il titolo di studio, la specifica formazione, l'assenza di cause ostative di vario genere eccetera, il tutto dettagliatamente indicato nel predetto decreto ministeriale). I procedimenti di mediazione si svolgeranno presso la "casa della giustizia". Le spese di viaggio e di soggiorno eventualmente sostenute dal mediatore sono comprese nelle spese processuali. Si dispone altresì che, per il resto, al procedimento di mediazione di cui al presente articolo si applichino le disposizioni di cui al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in quanto compatibili. L'articolo 13, che viene segnalato come "particolarmente significativo" nella relazione che accompagna il disegno di legge in esame, è rubricato 'Accordi collaborazione e convenzioni con gli istituti di credito'. Le disposizioni in tal senso contenute nell'articolo tendono a creare e rafforzare legami tra le banche, i territori insulari e gli enti locali (nella relazione illustrativa, si cita come esempio positivo l'esperienza del Banco di Sardegna). Il comma 1 dell'articolo interessa le sinergie culturali, in quanto esso consente alla regione territorialmente competente e ai comuni compresi nell'Allegato A di definire accordi con università, istituti o enti di ricerca (senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica). La questione del credito viene affrontata dal comma 2 dell'articolo. Tale comma 2, infatti, permette ai comuni di stipulare convenzioni con istituti di credito al fine di incrementare le risorse finanziarie per lo sviluppo e l'occupazione e di introdurre modalità sinergiche di programmazione degli investimenti. Nelle convenzioni, saranno finanziabili anche le iniziative private che risultino coerenti con uno specifico progetto inserito nel DUPIM. Le valutazioni sulle iniziative private di cui sopra avverranno d'intesa tra il comune e l'istituto di credito. L'articolo 14 disciplina la gestione dei rifiuti. I comuni elencati nell'Allegato A favoriranno la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti in modo compatibile con le esigenze di tutela ambientale, paesaggistica e sanitaria, mediante reimpiego e riciclaggio, altre forme di recupero tali da ottenere materia secondaria, misure volte all'impiego dei materiali recuperati e funzionali al commercio di essi, incentivazione del compostaggio domestico. I comuni che realizzeranno progetti in tal senso avranno diritto a beneficiare del contributo annuale pari al 50 per cento dei costi di trasporto marittimo effettivamente sostenuti. L'articolo 15 concerne il demanio regionale e le riserve naturali. Il comma 1 dell'articolo prevede che le regioni territorialmente competenti trasferiscano ai comuni delle isole di cui all'allegato A la gestione dei beni del demanio regionale, anche marittimo, insistenti sui rispettivi territori. Il trasferimento varrà anche per la competenza a rilasciare titoli concessori e autorizzativi. Il comma 2 si occupa delle entrate derivanti dalla gestione del demanio trasferita ai comuni. Esse saranno riservate nella misura del 50 per cento per interventi di bonifica e di manutenzione ordinaria. I comuni ai quali è affidata la gestione delle riserve naturali e dei parchi di competenza regionale provvederanno al compito direttamente oppure mediante soggetti giuridici creati all'uopo. In ogni caso, le risorse necessarie saranno a carico del bilancio regionale e trasferite dalla regione ai gestori. L'articolo 16 incentiva la produzione di energia da fonti rinnovabili. A tal fine, il suo comma 1 impone alle regioni, sentiti i comuni e di concerto con la Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali competente per territorio, di predisporre un piano, con l'obiettivo arrivare a coprire il 100 per cento del fabbisogno con energia prodotta da fonti rinnovabili. Il comma 2 prescrive che, ai fini dell'autorizzazione paesaggistica e dell'installazione di impianti, il piano consideri di primario interesse la tutela del paesaggio, la salubrità dell'ambiente, la salute dei cittadini. L'articolo 17 è dedicato esclusivamente alle isole lagunari e lacustri. A beneficio di queste categorie di isole, il comma 1 istituisce presso il Ministero dell'economia e delle finanze un apposito Fondo, denominato appunto Fondo per lo sviluppo delle isole lagunari e lacustri abitate, la cui dotazione sarà di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019. Ai sensi del comma 2, le risorse del nuovo Fondo saranno integralmente destinate al finanziamento degli interventi socio-economici relativi a ciascuna isola di cui all'Allegato B del disegno di legge in esame. Gli interventi faranno parte di un apposito documento di programmazione adottato da un nuovo organismo, il Comitato istituzionale per gli interventi nelle isole lagunari e lacustri, istituito presso il Ministero per gli affari regionali e le autonomie. Il comma 2 detta altresì la composizione del nuovo Comitato. Il comma 3 stabilisce che le risorse saranno ripartite annualmente tra i comuni destinatari degli interventi inseriti nel documento di programmazione, sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato. L'articolo 18 reca una clausola di salvaguardia, per la quale la nuova normativa sulle isole minori e sulle isole lagunari e lacustri si applica alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e con le relative disposizioni di attuazione. L'articolo 19 provvede alla copertura finanziaria. Si quantificano gli oneri derivanti dalla nuova disciplina del disegno di legge, indicando la cifra di 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2019. A tale onere si farà fronte mediante una corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. In proposito, si ricorda che alla costituzione del fondo in questione, posto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, concorrono le maggiori entrate derivanti dalla definizione di illeciti edilizi, le quali nell'anno 2005 furono stimate in 2.215,5 milioni di euro. La presidente MORONESE comunica che nella seduta di ieri la 1ª Commissione permanente ha espresso il seguente parere non ostativo con condizioni e osservazioni sul disegno di legge n. 497, già assunto come testo base: «La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, a condizione che: - all'articolo 2, comma 1, lettera l) , la disposizione ivi prevista, volta a disporre il trasferimento della proprietà di beni dalle Regioni agli enti locali, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia ad essi costituzionalmente riconosciuta in materia; - all'articolo 3, il comma 1 sia riformulato, al fine di specificare che la partecipazione del Presidente dell'ANCIM alle riunioni della Conferenza Stato-città e alla Conferenza unificata sia circoscritta alle riunioni in cui si discutono tematiche di interesse delle isole minori; - all'articolo 5, i commi 2 e 3 siano riformulati, al fine di tener conto che il principio di legalità dei tributi, sancito dall'articolo 23 della Costituzione, impone che la legge statale istitutiva stabilisca il presupposto, i soggetti passivi, la base imponibile e la misura del tributo, aspetti che non possono essere demandati ai comuni; - all'articolo 7, sia soppresso il comma 1, in quanto la deroga agli strumenti urbanistici vigenti appare lesiva delle competenze costituzionalmente attribuite in materia agli enti locali; - all'articolo 11, comma 2, la norma ivi prevista, volta a promuovere accordi tra i Comuni interessati e gli istituti di credito, sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia costituzionalmente riconosciuta in materia agli enti locali; - all'articolo 12, siano soppressi i commi 3 e 4, in quanto le norme ivi previste, riguardanti l'affidamento del collegamento marittimo e i relativi prezzi, presentano un carattere impositivo e di eccessivo dettaglio, tale da ledere l'autonomia riconosciuta in materia alle Regioni; - sia soppresso l'articolo 13, in quanto esso ha ad oggetto il contenzioso giurisdizionale e il diritto processuale, materie che, ai sensi dell'articolo 117, comma 2, lettera l ) della Costituzione, sono riconducibili alla competenza esclusiva dello Stato; - sia soppresso l'articolo 16, in quanto le norme ivi contenute, oltre ad essere di eccessivo dettaglio, risultano lesive delle prerogative riconosciute, anche in materia economico-finanziaria, agli enti locali; - all'articolo 17, commi 1 e 2, le disposizioni ivi previste, concernenti la gestione dei beni del demanio regionale, siano formulate come facoltà, nel rispetto dell'autonomia costituzionalmente riconosciuta in materia alle Regioni. Formula altresì le seguenti osservazioni: - all'articolo 1, comma 2, si valuti l'opportunità di includere, fra i soggetti chiamati ad adottare interventi in favore delle isole minori, anche le città metropolitane e le province interessate, in coerenza con altre disposizioni contenute nel disegno di legge, quali, ad esempio, quelle di cui all'articolo 1, comma 4, e all'articolo 2, comma 1; - all'articolo 1, comma 3, occorre specificare, per ragioni di coerenza interna all'articolo, che gli interventi ivi richiamati siano "predisposti ed attuati" dai medesimi soggetti (e non solo dai comuni delle isole di cui all'allegato A), i quali, ai sensi del comma 2, sono tenuti all'adozione degli medesimi interventi; - all'articolo 2, comma 1, lettera c) , si segnala che le disposizioni ivi previste appaiono di eccessivo dettaglio e, pertanto, non coerenti con il carattere proprio di una legge quadro; - all'articolo 4, comma 2, si valuti l'opportunità di assicurare un coinvolgimento della Conferenza unificata nel procedimento di adozione del decreto del Ministro dell'economia ivi previsto; - all'articolo 5, comma 1, si rileva che il riferimento ai valori sociali, etici e ambientali, ivi previsto, necessita di una riformulazione che ne attenui i tratti di eccessiva genericità; - all'articolo 7, appare necessario riconsiderare il comma 5, che attribuisce ai Ministeri interessati, d'intesa con Regioni e Comuni, il compito della verifica del "fabbisogno di personale addetto all'accoglienza turistica delle isole minori", che - nell'attuale formulazione - pare estendersi anche al personale operante nel settore privato; - all'articolo 9, occorre tenere conto del riparto di competenze fra Stato e Regioni in materia di istituzioni scolastiche; - all'articolo 11, comma 1, si valuti l'opportunità di sostituire il riferimento alle "Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano" con quello alle "Regioni interessate", al fine di circoscrivere a queste ultime (unitamente agli altri soggetti ivi richiamati) il compito di assumere iniziative volte a favorire accordi di collaborazione e convenzioni con università e istituti di ricerca.» Sul parere reso dalla 1ª Commissione permanente si svolge quindi un breve dibattito nel quale intervengono il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ), la senatrice LA MURA ( M5S ), il relatore MANTERO ( M5S ) e la presidente MORONESE . La presidente MORONESE dichiara quindi aperta la discussione generale. Il senatore MARTELLI ( Misto ) sottolinea l'importanza della convergenza che si va profilando sul tema di un intervento normativo che definisca una legislazione quadro a livello statale in tema di isole minori, evidenziando poi, in particolare, come per le loro specifiche caratteristiche le isole minori potrebbero servire da "incubatori" per sperimentare soluzioni di cui valutare poi l'estensione su più ampia scala. Così, ad esempio, sul tema della gestione dei rifiuti è proprio in questo contesto che si potrebbe provare ad andare al di là della nozione di raccolta differenziata - una nozione che può ritenersi superata da circa vent'anni - per realizzare forme diverse di gestione dei rifiuti che assicurino sia una maggiore separazione dei materiali sia una riduzione a monte della quantità degli stessi. Il senatore FERRAZZI ( PD ), riservando una valutazione più puntuale dei profili dell'articolato assunto come testo base alla fase di trattazione degli emendamenti, sottolinea innanzitutto come la sua parte politica ritenga importante un'estensione dell'ambito di applicazione della nuova normativa tale da ricomprendere nello stesso anche le isole lacunari e lacustri, trattandosi di una soluzione che appare ragionevole e coerente con le finalità dell'intervento in esame in quanto le problematiche della popolazione residente nelle isole lacunari e lacustri sono sostanzialmente identiche a quelle della popolazione residente nelle altre isole. Con più specifico riferimento ai contenuti del disegno di legge n. 776 che possono costituire un utile spunto per un'integrazione dei contenuti dell'intervento normativo in esame, il senatore Ferrazzi si sofferma sull'articolo 6 sottolineando come la sua parte politica abbia voluto in generale porre l'accento sul rilievo del tema della fiscalità di sviluppo e prospettare, in particolare, la soluzione delle istituzione di zone doganali nei territori dei comuni di Lampedusa e Pantelleria venendo incontro a quest'ultimo proposito a diffuse richieste in tal senso. Con riferimento alle previsioni di cui all'articolo 7 del disegno di legge n. 497 evidenzia come, in linea di principio, la sua parte politica sia contraria a previsioni legislative che intervengano in deroga agli strumenti urbanistici. Tale posizione appare giustificata sia dall'esigenza di rispettare le competenze regionali e comunali in tale materia sia, nel caso specificamente in esame, anche dalla complessità delle situazioni su cui si interviene, nelle quali misure del genere possono determinare risultati controproducenti. Anche in sede di audizioni sono state infatti formulate perplessità al riguardo e l'esperienza dimostra come interventi sul versante urbanistico volti a potenziare l'offerta turistica possano, in taluni casi, creare problemi per la popolazione residente. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) interviene sottolineando in primo luogo che la sua parte politica condivide senz'altro l'impostazione del ricorso alla legge quadro nella materia in esame e considera, inoltre, certamente opportuna l'estensione dell'applicabilità della nuova normativa a tutte le isole, incluse le lacunari e le lacustri, in considerazione dell'omogeneità delle problematiche che le interessano. Per quanto riguarda alcuni aspetti più specifici, il senatore pone l'accento sull'esigenza di assicurare all'intervento normativo una copertura finanziari diversa da quella prevista dall'articolo 20, comma 2, del disegno di legge n. 497, in coerenza con l'indirizzo del Governo e della Maggioranza di contrarietà alla diffusione del gioco d'azzardo e delle ludopatie, implicando tale contrarietà la necessità di eliminare o comunque ridurre il ricorso al gioco d'azzardo quale strumento per l'acquisizione di proventi per l'Erario pubblico. L'oratore si sofferma quindi sugli articoli 7, 8 e 9 del disegno di legge n. 757 che, a suo avviso, potranno utilmente essere integrati nel testo che la Commissione licenzierà per l'Assemblea, rilevando infine, su un diverso profilo, l'esigenza che le disposizioni del disegno di legge n. 497 in materia di rappresentanza dei comuni delle isole minori all'interno degli organi previsti dall'articolo 3 del predetto disegno di legge n. 497 siano modificate in modo da assicurare una adeguata rappresentatività di tali comuni, tenendo conto dell'estensione dell'ambito di applicazione della normativa e della possibile non appartenenza di alcuni comuni all'ANCIM. Interviene quindi la presidente MORONESE la quale evidenzia innanzitutto come i disegni di legge all'esame della Commissione non appaiano, in linea di massima, contraddittori fra loro, ma si prospetti invece la concreta possibilità di un'utile integrazione degli stessi al fine di pervenire a sottoporre all'Assemblea un testo che sia il più possibile condiviso In secondo luogo la Presidente si sofferma su alcuni aspetti più puntuali, richiamando l'esigenza di una particolare attenzione sia sul profilo della organizzazione di un'adeguata rappresentatività dei comuni delle isole minori a livello centrale, sia su quello di un'attenta definizione dell'ambito oggettivo del provvedimento, sia da ultimo su quello attinente all'eventuale individuazione di zone franche, rispetto al quale ritiene preferibile definire un percorso procedurale che possa essere potenzialmente attivato da tutte le isole invece che adottare soluzioni puntuali relative soltanto ad una o ad alcune di queste. Il relatore MANTERO ( M5S ), riservandosi di intervenire in modo più puntuale nel proseguo dell'esame sui profili emersi nel corso dell'esame, sottolinea di condividere sin da ora sia la prospettiva di un allargamento dell'ambito di applicazione della nuova normativa, con particolare riferimento tra l'altro alle isole lacunari e lacustri, sia l'opportunità di una modificazione della copertura finanziaria nel termini indicati dal sentore Briziarelli con riferimento all'articolo 20, comma 2, del disegno di legge n. 497. Dopo un breve intervento del senatore MIRABELLI ( PD ) - che esprime apprezzamento per l'impostazione, volta a ricercare la maggiore condivisione possibile, con cui la presidente e il relatore stanno portando avanti l'esame - prende la parola sottosegretario di Stato Vannia GAVA che fa presente come, al momento, il Governo non intenda presentare proposte emendative. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 10,55.