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Reati ministeriali - Procedimento penale a carico di un deputato in relazione a fatti avvenuti quando era Ministro dell'ambiente - Provvedimento con cui il Tribunale dei ministri di Firenze, a conclusione delle indagini, dichiara la propria incompetenza funzionale per ritenuta "non ministerialità" dei reati ascritti all'imputato e dispone la trasmissione degli atti direttamente all'autorità giudiziaria competente - Successivo provvedimento con cui il Tribunale monocratico di Livorno, sezione distaccata di Cecina, afferma di non dover richiedere né attendere la valutazione dell'organo parlamentare sui presupposti per l'esercizio del potere di autorizzazione a procedere - Conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dalla Camera dei deputati, con richiesta subordinata di autorimessione di questione incidentale di legittimità costituzionale - Sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivo del conflitto - Conferma della ammissibilità già dichiarata nella fase preliminare con ordinanza n. 8 del 2008.. Va confermata l'ammissibilità del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dalla Camera dei deputati nei confronti del Collegio per i reati ministeriali costituito presso il Tribunale di Firenze e del Tribunale ordinario di Livorno, sezione distaccata di Cecina, sussistendone i requisiti di ordine soggettivo ed oggettivo già dichiarati dalla Corte nella fase preliminare con ordinanza n. 8 del 2008. Sull'ammissibilità del presente conflitto, vedi, ordinanza n. 8/2008.