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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 24 Presidenza del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier: L-SP; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 10,02). Si dia lettura del processo verbale. CARBONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge: DDL 604 Proroga del termine per l'esercizio della delega per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106 ROMEO e PATUANELLI. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 604. Il relatore, senatore Augussori, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. AUGUSSORI, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, il disegno di legge n. 604 reca una proroga del termine per l'esercizio della delega legislativa conferita al Governo con la legge 6 giugno 2016, n. 106, per la riforma del terzo settore, con riferimento alla possibilità di emanare disposizioni integrative e correttive. La citata legge, entrata in vigore il 3 luglio 2016, prevede un termine di dodici mesi per l'esercizio della delega, concernente, in particolare, la revisione della disciplina in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, riconosciute - o meno - come persone giuridiche; la costruzione e definizione di un codice del terzo settore; la revisione della disciplina in materia di impresa sociale e servizio civile. In attuazione della delega, per l'esercizio della quale la legge indica i princìpi e i criteri direttivi, sono stati adottati il decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 111 (riguardante la misura del 5 per 1.000), il decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112 (in materia di impresa sociale), e il decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (recante il codice del terzo settore, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 agosto 2017). La legge delega prevede che entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, nel rispetto degli stessi principi e criteri direttivi, il Governo possa adottare, attraverso la medesima procedura, disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi, tenuto conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse. In particolare, con riguardo al decreto legislativo in materia di codice del terzo settore, risulta ancora in corso l' iter approvativo del relativo decreto integrativo e correttivo. Nello specifico caso del codice del terzo settore, la delega al Governo scadrà il prossimo 3 agosto e il Governo stesso, prima di procedere, è tenuto ad attendere, tra gli altri, l'espressione del parere della Commissione affari costituzionali, prevista entro il giorno 21. Tuttavia, l'assegnazione in Commissione è tutt'ora con riserva, in quanto non è ancora pervenuto il preventivo parere del Consiglio di Stato. Pertanto, l'espressione del parere in questione è stata forzatamente procrastinata, quanto meno, al prossimo 24 luglio. Un lasso di tempo di soli nove giorni appare insufficiente per provvedere al recepimento, nel decreto integrativo e correttivo, delle numerose richieste pervenute nel corso delle 36 audizioni svolte, che saranno presumibilmente richiamate nel parere stesso. Pertanto, alla luce dell'ampiezza e della complessità delle questioni disciplinate dal decreto legislativo, nonché dalla necessità di tenere conto, in maniera adeguata, dell'esperienza maturata nel frattempo, appare opportuno ampliare il termine per l'esercizio della delega per l'adozione dei decreti integrativi correttivi, portandolo da dodici a sedici mesi. Rispetto al termine di diciotto mesi previsto dal testo originale del disegno di legge n. 604, si è provveduto, già in fase di esame in Commissione, a ridurre la proroga da sei a quattro mesi - in realtà saranno tre, essendovi compreso il mese di agosto - con il preciso intento di rispettare e soddisfare la volontà delle istituzioni e delle associazioni di settore, che hanno chiesto di apportare modifiche al decreto correttivo, di farlo in fretta ma soprattutto di farlo bene. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, noi esprimeremo un voto favorevole alla proposta in esame. Dopo un lungo approfondimento, in Commissione ci siamo resi conto che le norme in essa contenute sono molte attese dalle associazioni e da tutti coloro che operano nel terzo settore e di quanto sia importante sostenere e alimentare il terzo settore. Nondimeno, ci rendiamo conto che vi sono alcune problematiche che vanno approfondite e che, per i tempi stretti che ci sono stati assegnati, meritano un supplemento di riflessione e attenzione. Non dimentichiamo - per esempio - che i due terzi del giro d'affari collegato all'accoglienza è a carico delle associazioni del terzo settore. Siamo poi preoccupati di quella norma che eleva il limite per la trasparenza nella gestione degli affari da 100.000 a 220.000 euro. È evidente che è il termine che ci era stato assegnato era assolutamente insufficiente. La nostra posizione di sostegno alla proposta deriva dal fatto che in Commissione abbiamo preso atto che non c'è assolutamente alcuna volontà dilatoria di affrontare il problema. Anzi, c'è stato un impegno della maggioranza e della relatrice di licenziare in ogni caso un parere per questo provvedimento che, comunque, per la sua scadenza il 3 agosto, metterebbe il Governo nella impossibilità di procedere e, soprattutto - come ha detto il relatore - in considerazione del fatto che ancora ad oggi non abbiamo notizia del richiesto parere del Consiglio di Stato. Per queste motivazioni siamo stati, tra l'altro, sottoscrittori della proposta, a norma del Regolamento, di discussione urgente del provvedimento in esame. Pertanto, ribadisco il voto favorevole di Forza Italia. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Piazza. Ne ha facoltà. DI PIAZZA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, rappresentanti del Governo, lo scorso fine anno l'Istat ha pubblicato i dati sul terzo settore in Italia: una realtà che riguarda 350.000 enti, coinvolge 600.000 volontari organizzati e si attesta a un tasso di crescita superiore a quello di tutti i comparti economici. Vengono mosse risorse per circa 64 miliardi di euro, rappresentando il 4,3 per cento del PIL. Con questa riforma, ciò che prima, in economia, veniva definito per differenza né Stato né privato si propone di assumere rigore normativo, economico e finanziario. Con questa riforma, lo Stato non sarà più concessionario di forme giuridiche atte alla fornitura di servizi dentro schemi precostituiti. L'esigenza di servizi alla persona verrà, al contrario, intercettata, fotografata e verranno messi in atto processi che permetteranno politiche sociali in grado di migliorare la vita di ciascuna persona. Con la riforma, cambiando le prospettive, saremo in grado di guardare a una vera e propria economia della persona. La riforma, quindi, avrà l'intento di colmare un vuoto normativo e un vuoto etico, politico e culturale. Parlerei non tanto di riforma del terzo settore quanto di una nuova economia. Cosa comporta tutto questo? Comporta un impianto che deve essere messo in relazione con la produzione di servizi - badiamo bene: produzione - e gli elementi tipici dei processi aziendali nell'ottica del non profit . Tanto è stato prodotto in questa prima fase nata dall'esigenza di normare un settore, unico in Italia, per indici di crescita. Oggi si è arrivati a un buon impianto normativo, al quale necessariamente è seguita una fase di dibattito e di revisione. Tanti sono i temi aperti, sintetizzati dal riconoscimento della funzione "produttiva" e non più "redistributiva" del terzo settore. I primi giorni di questo Governo hanno evidenziato una quantità di temi dibattuti che ancora però devono essere messi in relazione tra essi per fare sistema. Le Commissioni permanenti, costituite da poco, si sono ritrovate a doversi esprimere sui numerosi punti della riforma. Cito - ad esempio - il parere espresso dalla Commissione finanze e tesoro, di cui faccio parte, che aveva per oggetto anche l'emissione di titoli di solidarietà da parte delle banche. Ci si è espressi sul vincolo che tali titoli debbano essere destinati esclusivamente alle attività del terzo settore. Appare evidente, in questo momento, una congestione di tali temi che necessitano di un dibattito più articolato a cui prendano parte gli stakeholder e tutti gli attori a vario titolo coinvolti. Ogni giorno nuove istanze ci vengono rappresentate, istanze per nulla trascurabili: ci interpellano banche, onlus nella loro delicata fase di trasformazione in ETS, imprese sociali e organismi rappresentativi di persone con fragilità diverse. Ci proponiamo non un orizzonte di tempo indefinito, ma soltanto pochi mesi che permetteranno che questa riforma non venga depredata del suo significato principale: l'attenzione alla persona e al bene comune. Il vero cambiamento ha bisogno di basi solidissime e di processi che, una volta avviati, funzionino a pieno regime. Questa riforma ha un obiettivo di altissimo valore: recuperare il rapporto, ormai logorato da diversi anni, tra Stato e cittadini; una vera e propria rivoluzione che dia il senso a ciascuno di prendere parte alle scelte di welfare a cui è ispirata la nostra Costituzione. La proroga di pochi mesi, proposta dal Governo, che andrà in votazione tra poco, ci pare non auspicabile, ma assolutamente necessaria. Niente dovrà essere trascurato in questa fase che determinerà il vero, nuovo e sincero volto di un'Italia che vuole cambiare. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Patriarca. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, noi non siamo d'accordo sulla proroga e non abbiamo ravvisato elementi di urgenza, come da lei proposti nella seduta di ieri. Provo a spiegare il percorso che abbiamo fatto. È vero che il cambiamento va portato avanti, ma va anche studiato. Bisogna studiare i dossier e i fascicoli. Bisogna recuperare il lavoro fatto sulla legge di riforma del terzo settore nella precedente legislatura. Non si può improvvisare, perché altrimenti il cambiamento diventa indegno, come sta succedendo per il decreto-legge dignità. Quando non si studia, non si comprende a che punto siamo giunti con il percorso fatto finora; accade che si parla di cambiamento e si dice si ricomincia daccapo. Rammento soltanto alcuni dati: il primo, Presidente, è che questa riforma e tutti i decreti sinora approvati hanno avuto il voto tenacemente contrario del MoVimento 5 Stelle e dalla Lega. Quindi, il dubbio che il prolungamento voglia cambiare profondamente quanto fatto dalla precedente legislatura è legittimo e ci preoccupa davvero. Provo a dire a che punto eravamo e perché non ci sia urgenza. Mi riferisco al decreto legislativo n. 117: è l'ultimo provvedimento che chiude il percorso di riforma della legge del terzo settore. È una riforma iniziata nel 2015 - lo dico ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che hanno partecipato al percorso - che ha visto un anno di lavoro in audizioni alla Camera e al Senato, con raccolta di dati e elementi conoscitivi, dopo il quale siamo giunti alla riforma e abbiamo approvato il decreto legislativo n. 117. Questo provvedimento, che qui non si vuole approvare, è stato discusso ampiamente dal Consiglio nazionale del terzo settore e con le parti sociali nell'ultimo anno della legislatura precedente. Le proposte che abbiamo provato a confermare e che vengono qui rinviate sono di aggiustamento che il decreto legislativo n. 117 già indicava nella sua formulazione. Il decreto prevedeva un anno di ripensamento rispetto a una normativa indubbiamente complessa che riguardava la questione civilistica e fiscale. Eravamo consapevoli che il decreto legislativo n. 117, composto da 104 articoli, avesse un'architettura complessa, eppure l'abbiamo condivisa. Abbiamo previsto alcune modifiche e quelle che in questa sede chiedevamo venissero approvate - come abbiamo fatto anche in Commissione lavoro, dove non si è neppure discusso in fondo, perché ci siamo fermati alla discussione generale - erano tese a modificare alcune storture presenti nel provvedimento. Rinviare per quattro mesi - non so quanti saranno - l'approvazione del provvedimento ci pare allora un'operazione che danneggerà le piccole associazioni. Dico con estrema lealtà e sincerità che, così com'era stato formulato, creava problemi al piccolo mondo del volontariato che sta cuore a tutti noi. Le proposte di modifica del Governo e quelle avanzate dal Forum nazionale del terzo settore, la più grande realtà di rappresentanza, che potevamo in qualche modo approvare in questa seduta, andavano nella direzione del miglioramento. Il sospetto legittimo - lo dico a lei, Presidente - è che in realtà la proroga - ma spero davvero che non sia così - nasconda il tentativo o il desiderio da parte della maggioranza non dico di annullare la riforma, che è legge dello Stato, ma sicuramente di modificarla profondamente. È una riforma che parla - lo dico al collega che mi ha preceduto - di bene comune e di dignità della persona: basta leggere la legge n. 106. Parla di sussidiarietà, un principio dimenticato negli ultimi mesi. Vorrei porre una questione al Governo e al Sottosegretario: vorrei capire che cosa pensa il Governo. Il Governo non ha detto una parola. LAUS (PD) . Non ascolta. (Il sottosegretario Cominardi conferisce con la senatrice Catalfo ai banchi del Governo) . Governo, sta parlando con lei! PRESIDENTE . Senatrice Catalfo, deve allontanarsi dai banchi del Governo e consentire al Sottosegretario di ascoltare gli interventi. PARRINI (PD) . Siete al Senato! Rispetto! PATRIARCA (PD) . In questo mese di lavoro inutile - devo dirle - in Commissione lavoro - non era la Commissione referente, ma non abbiamo mai sentito l'opinione o un solo pensiero dei colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Lega - siamo intervenuti solo io e una collega di Forza Italia: nessun altro è intervenuto. Non conosciamo il parere del Governo. Non è mai venuto il Governo a dirci ciò che pensava. Signor Sottosegretario, le chiederei qui pubblicamente di illustrare qual è il progetto e che cosa propone la proroga, perché non si può stare in silenzio rispetto a un provvedimento che chiudeva l'architettura di riforma del terzo settore. Il decreto legislativo n. 117 del 2017 chiudeva e completava la riforma. Dopodiché, come lei sa, Sottosegretario, quel decreto prevede altri 30-35 decreti ministeriali e, quindi, il progetto deve essere portato avanti e concluso. La domanda che le rivolgo, allora - visto che non abbiamo sentito una sola parola, neppure dal ministro Di Maio, su questo tema - è cosa il Governo intenda fare qui al Senato rispetto alla riforma e cosa sottintenda la proroga. Tenga presente, Sottosegretario, che probabilmente il provvedimento di proroga dovrà passare alla Camera e non so se riuscirà ad approvarlo. Dopodiché, sa cosa succederà, Sottosegretario? Il decreto legislativo n. 117, che noi abbiamo proposto di modificare, con proposte del Governo precedente e del Forum nazionale del terzo settore, rimarrà tale e quale, peggiorando la situazione più di quanto si immaginasse. Presidente Calderoli, non vediamo l'urgenza del provvedimento e votiamo quindi contro, auspicando che il Governo ci dia garanzie e risposte su cosa vorrà fare rispetto a una riforma sulla quale - ribadisco - ha votato in maniera tenacemente contraria. Nella precedente legislatura, infatti - lei lo sa, Sottosegretario - su tutti i passaggi MoVimento 5 Stelle e Lega hanno votato contro. Lei sa bene, Sottosegretario, che la Regione Lombardia e la Regione Veneto si sono contrapposte alla riforma. Il disegno deve allora essere chiarito rispetto a un testo che noi confermiamo prezioso e importante. La riforma del terzo settore era attesa da quindici anni. Da quindici anni il Forum nazionale del terzo settore, le associazioni e le ONG chiedono di superare la legislazione a canne d'organo - come si dice - e una fiscalità confusa, che minacciava continuamente la possibilità di agire anche nella gratuità. La riforma ha concluso questo percorso, con i suoi problemi e le sue difficoltà, che lei conosce, Sottosegretario. Abbiamo proposto modifiche a un decreto legislativo che abbiamo approvato, essendoci resi conto delle carenze in esso contenute. Abbiamo riproposto qui quelle modifiche: le ha proposte il Governo precedente, le abbiamo ripresentate in Commissione e la risposta è stata di rinviare. Signor Presidente, voteremo convintamente contro. Attendo di capire con precisione e puntualità che cosa intenda fare il Governo nei prossimi mesi. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor presidente Calderoli, vorrei semplicemente spiegare bene ai colleghi come di fatto il sottoscritto e Forza Italia, in Commissione affari costituzionali, abbiamo ritenuto di aderire alla proroga di quattro mesi in relazione al correttivo sul codice del terzo settore. Riteniamo che, al di là della posizione di maggioranza e di opposizione, il dovere di ciascuno di noi sia di venire incontro alle esigenze dei cittadini italiani, in questo caso dei diretti interessati al mondo del volontariato, al mondo del terzo settore, e per questo stiamo lavorando. Abbiamo ascoltato in Commissione molti dei protagonisti di siffatto mondo: protagonisti importanti come la Croce Rossa, il Forum nazionale del terzo settore, le ACLI, il soccorso alpino. Davvero tanti protagonisti sono venuti in Commissione e ci hanno spiegato la necessità di giungere, nel più breve tempo possibile, all'applicazione di un correttivo. Ci hanno però anche detto che alcune modifiche e alcuni interventi devono comunque essere tenuti in considerazione dal Governo. Ebbene, da quello che è emerso - da quanto ha detto la relatrice seduta al mio fianco e da quanto ha affermato lo stesso vice presidente Calderoli all'interno della Commissione - la volontà è comunque di giungere a una soluzione nel più breve tempo. Di fatto, il provvedimento in esame rappresenta un paracadute nell'ipotesi in cui il termine perentorio del 3 agosto non dovesse essere sufficiente per il Governo, in considerazione anche del fatto che purtroppo è mancante del parere del Consiglio di Stato che - come è noto - avrebbero dovuto consegnare già al Governo, e non solo alla 1 a Commissione del Senato. Ebbene, noi riteniamo che nelle prossime ore il parere del Consiglio di Stato possa pervenire e che, soprattutto, l'adesione da parte di Forza Italia alla proposta del vicepresidente Calderoli sia certamente collegata anche alla concessione da parte della relatrice Saponara e dello stesso vice presidente Calderoli di condividere nel modo più ampio possibile il parere che dovrà essere votato in Commissione anche da noi. Ci è stato detto - se non ricordo male - che al massimo entro domani mattina il parere ci sarà consegnato e io ringrazio per la collaborazione, ma questo è il modo con il quale noi desideriamo lavorare e contribuire alla soluzione dei problemi del nostro Paese. Forza Italia non ha una forma di opposizione fine a se stessa. Forza Italia vuole semplicemente essere utile al Paese e cercare di venire incontro alle istanze e alle esigenze che, nel caso specifico, sono quelle del mondo del volontariato e del terzo settore. Pertanto, non potevamo che aderire a questa buona creanza che si genera all'interno della Camera alta del nostro Paese. Noi pensiamo che questa sia l'attività politica che Forza Italia deve svolgere in Senato, ed è questa la ragione per la quale Forza Italia, attraverso il Capogruppo, il sottoscritto e il vice presidente Vitali, ha aderito alla proposta che ci è stata rivolta. In conclusione, prima di annunciare - come ha già fatto prima di me il collega Vitali - il voto favorevole al provvedimento di proroga di quattro mesi al correttivo del codice del terzo settore, auspico che nel breve lasso di poche ore ci venga consegnato il suddetto parere e possa essere condiviso all'interno della Commissione anche con le altre forze politiche, compreso il Partito Democratico, in essa presenti. Ricordo che le associazioni di volontariato svolgono un ruolo straordinario secondo un principio nel quale noi crediamo, quello di sussidiarietà, che deve essere straordinariamente utile nella logica liberale del funzionamento dello Stato. Per tali ragioni, noi voteremo favorevolmente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei aggiungere qualche riflessione a quanto dichiarato dai colleghi Vitali e Pagano. Ci troviamo di fronte a un provvedimento sicuramente importante che coinvolge un settore che impegna lodevolmente centinaia di migliaia di persone in Italia che svolgono un compito che lo Stato non sarebbe in grado di sostituire, e lo svolgono a titolo gratuito. La preoccupazione della legge di delega che dà origine al decreto legislativo, che è stato all'esame e che con la proroga richiesta potrà essere esaminato più approfonditamente, era soprattutto di prevenire gli abusi; proprio perché quella del terzo settore è una nobilissima attività, bisogna evitare che ci siano gli abusi. Bisogna però anche evitare che, nel prevenire gli abusi, si prevengano anche gli usi. Pensiamo alle associazioni senza scopo di lucro, i cui componenti e i cui operatori lavorano gratuitamente; dunque vuol dire che ci mettono del loro, perché la gratuità non esiste: se uno spende del tempo, quel tempo lì in qualche modo gli costa, perché si muove, si sposta, passa del tempo fuori di casa e di conseguenza sostiene addirittura un costo. Bisogna dunque evitare di sottoporre queste persone e queste organizzazioni a eccessivi vincoli burocratici. La tentazione del vincolo burocratico è sempre presente in qualunque settore della nostra della nostra vita sociale e direi che è una tentazione alla quale l'attuale maggioranza soccombe molto spesso, per regolare tutto e controllare tutto: poi bisogna controllare i controllori e controllare i controlli. Alla fine tutto è controllatissimo, ma poi non si può fare nulla. Se parecchie organizzazioni di questo importante settore hanno espresso delle perplessità credo che occorra dare modo al Parlamento di fare del proprio meglio per raccoglierle e cercare di risolverle. Di sicuro non ho assolutamente fiducia nel fatto che il Governo varerà un decreto delegato perfetto: è sicuramente impossibile, perché già la delega è tutt'altro che perfetta. In questo modo, però, con la proroga del termine per esercitare la delega, diamo modo innanzitutto al Parlamento di esprimersi e di chiedere al Governo di intervenire in modo opportuno. Se poi il Governo lo farà bene o male o non lo farà lo si giudicherà in sede di parere nelle Commissioni competenti e poi a cose fatte. Bisogna tener presente che, se il Governo avesse voluto, avrebbe potuto non esercitare affatto la delega: era nelle sue facoltà, non essendo il Governo obbligato a esercitarla. Pertanto, anche se comprensibili, davvero non ritengo fondate le ragioni di chi dice che con la proroga in esame rischiamo addirittura di non avere il codice e le norme di cui stiamo discutendo. Non è così: se il Governo avesse voluto fare ciò, avrebbe potuto farlo rapidamente, non esercitando la delega. Avrebbe potuto trovare una serie di buone ragioni, tra qualche giorno la delega sarebbe scaduta e, di conseguenza, non si sarebbe potuta emanare la normativa. Confido che il Governo eserciti la delega in oggetto nel modo migliore, secondo quanto è stato concordato nella Commissione competente, come ha detto il senatore Pagano, raccogliendo le notazioni e gli interventi delle organizzazioni del settore in occasione delle audizioni, tenendo sempre presente che bisogna assolutamente contemperare i due aspetti di cui parlavo prima. Sicuramente occorre evitare gli abusi, ma occorre anche evitare di gravare di adempimenti, di controlli e di vincoli eccessivi: questo vale per tutti, per tutte le organizzazioni e per tutte le persone in Italia che producono e lavorano a scopo di lucro - ovvero per l'imprenditoria - così come per chi lavora gratuitamente nel terzo settore. Bisogna avere fiducia e dare modo ai cittadini di esprimere le proprie capacità in ogni settore della vita sociale. Già nella legge delega su questo aspetto c'era assai poca attenzione, ma era tutta sul punto della regolamentazione, dei controlli e dei vincoli. Vediamo invece di limitarli il più possibile e di fare controlli efficaci, per dar modo alle straordinarie energie che si esprimono nel terzo settore di continuare a offrire il loro contributo alla società e, se possibile, di migliorarlo: esso è davvero molto importante e merita la riconoscenza di tutti e dunque una particolare attenzione da parte del legislatore. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vono. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, senatrici, senatori, rappresentanti del Governo, la discussione che segue è relativa al metodo attraverso il quale procedere alla valutazione dei provvedimenti incardinati in Commissione affari costituzionali. Tale metodo è forse nuovo, perché volto a esaminare in modo serio e approfondito le disposizioni normative da vagliare. Pertanto, nello specifico, non mi soffermerò sul merito del provvedimento bensì sulle motivazioni della richiesta di proroga della delega da parte della maggioranza parlamentare come rappresentata dalla 1 a Commissione. Il codice del terzo settore è entrato in vigore il 3 agosto 2017 ma sul provvedimento già la Conferenza unificata, nella seduta del 21 giugno 2018, non ha raggiunto un'intesa per contrarietà delle regioni Veneto e Lombardia. L'esigenza di apportare correzioni si è resa inoltre necessaria a seguito delle riunioni con il Consiglio nazionale del terzo settore che hanno evidenziato esigenze di coordinamento sistematico della normativa in essere già all'indomani dell'emanazione del codice da parte del Governo precedente, quello stesso Governo, ora minoranza, che sembra, in questo nuovo e diverso ruolo, non voler tener conto non solo di tali esigenze tecnico-giuridiche ma soprattutto delle molteplici istanze provenienti da quel variegato mondo del terzo settore cui la riforma si rivolge. Infatti, è proprio per dar seguito alle richieste di associazioni, lavoratori, volontari e categorie professionali che è necessario approfondire, in maniera sì rapida ma attenta e competente, i correttivi in questione. Quindi la dilazione di tempo richiesta servirà a valutare meglio la notevole mole di proposte migliorative arrivate da tutte le rappresentanze coinvolte dalla riforma e ascoltate in sede di audizione dalla Commissione affari costituzionali la settimana scorsa. Pertanto il lavoro portato avanti dalla Commissione è un lavoro forse eccessivamente pignolo ma di sicuro equilibrato e non certo schizoide, come invece appaiono alcune superficiali affermazioni che non ritengo meritevoli di rientrare neppure nella giusta critica politica, trattandosi in questa sede argomenti che non possono essere ridotti a provocazione spicciola ma sui quali, proprio per il rispetto richiesto, bisogna dare finalmente risposte adeguate concrete. Considerato che non è stata raggiunta l'intesa sullo schema di decreto ma anche che oggi il provvedimento è privo del necessario parere del Consiglio di Stato, vi è attualmente l'impossibilità di procedere legittimamente con il parere della Commissione a ciò deputata. Già questo basterebbe a supportare la richiesta di proroga. Tuttavia ritengo corretto esporre le ragioni di opportunità che legittimano la richiesta di proroga per far comprendere non solo a quest'Aula ma soprattutto agli stakeholder la rilevanza da noi tributata alle loro istanze, al fine di consentire una larga intesa e condivisione del testo. Sebbene l'intento di intervenire nel mondo del terzo settore per dare un inquadramento sistematico della materia sia apprezzabile, non si può dare per scontato che il provvedimento sia esaustivo di un tema così ampio. Ecco perché è stato importante e necessario ascoltare le istanze e le proposte di associazioni e ordini professionali. I nostri sforzi sono volti a ridurre a unità ed equilibrata sintesi la complessità degli interessi in gioco, favorendo tanto la maggiore inclusione delle piccole associazioni no profit quanto l'operatività strutturale e funzionale delle grandi associazioni. Correttivi in questo senso sono stati richiesti dal forum del terzo settore riguardo alle cooperative sociali, dalle società di mutuo soccorso e dalle associazioni sportive dilettantistiche il cui contributo al miglioramento della vita è stato sottolineato durante le dichiarazioni programmatiche del Governo anche dal premier Conte, che ha fatto riferimento alle migliaia di piccole associazioni sportive dilettantistiche che promuovono lo sport in una dimensione di inclusività sociale, aggregazione ed educazione che il Governo intende ora valorizzare e tutelare; un'attenzione che deve passare però anche dall'ascolto delle loro proposte anche riguardo al mantenimento di una normativa fiscale che prevede agevolazioni. Ulteriori istanze sono state proposte, tanto del regime contabile quanto di quello giuridico, dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dal Consiglio di notariato. Mi avvio alla conclusione: onorevoli colleghi, quello che è stato sottoposto alla nostra attenzione è solo una parte ma ho voluto e ho dovuto soffermarmi su alcuni punti per far comprendere quanto sia importante approfondire la questione per consentire un'attuazione della riforma veramente efficace. La riforma del terzo settore rappresenta una grande occasione di convergenza di intelligenze e risorse, guardando alle sfide e alle opportunità del futuro e non alle posizioni consolidate in passato e quindi è necessario da parte della Commissione avere il tempo - seppur minimo - di coniugare le motivazioni etiche alla base dei comportamenti altruistici e solidali con la dimensione economica delle azioni umane. La proroga richiesta è quindi essenziale per tutelare in modo completo il volontariato organizzato, le cooperazioni sociali, l'associazionismo e le fondazioni di utilità sociale, riconoscendo che le formazioni sociali non possono essere riformate in Parlamento o dai Governi che si susseguono e che, nel nostro compito, dobbiamo limitarci a intervenire all'unico scopo di garantire la possibilità di sviluppo che si traduce in sviluppo del nostro Paese, con un'interlocuzione qualificata sul piano della cultura pubblica e sociale che finora, purtroppo, è completamente mancata. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, la riforma del terzo settore ci ha visti impegnati nella scorsa legislatura per moltissimo tempo e devo dire che, anche rispetto al lavoro della Camera, nel corso dell'esame al Senato si riuscì ad apportare una serie di modifiche molto importanti e anche abbastanza sostanziali per l'impostazione della riforma stessa. Vorrei anche ricordare in questa sede il lavoro che riuscimmo a portare avanti per dare una correzione all'essenza stessa dell'impresa sociale, che veniva snaturata; all'inizio, infatti, l'impostazione del lavoro proveniente dalla Camera produceva una stortura nell'impresa sociale, facendole assumere una connotazione che la rendeva più vicina all'impresa tout court che all'impresa sociale, ad esempio prevedendo quasi una redistribuzione dei dividendi e una possibilità di prevalenza del profitto rispetto alle finalità sociali. Dico questo perché furono affrontate, in alcuni casi positivamente e in altri meno, anche altre questioni che riguardavano una serie di correttivi. Noi ci astenemmo su quella riforma, ritenendo però assolutamente fondamentale il fatto che finalmente si mettesse mano a una riforma completa del terzo settore. Ora noi in Commissione, in sede di espressione del parere di competenza, abbiamo cominciato ad esaminare una serie di correttivi e di integrazioni; abbiamo svolto audizioni con moltissime associazioni, come il Forum nazionale del terzo settore, l'ARCI e la Croce Rossa; insomma una serie di enti del terzo settore che quotidianamente in questo Paese offrono un contributo fondamentale là dove spesso non arrivano gli enti pubblici, le amministrazioni e che, lo vorrei sottolineare, sono una grande risorsa per il Paese stesso. Abbiamo cominciato ad esaminare una serie di integrazioni e di correttivi e quindi, signor Presidente, credo che rapidamente saremmo potuti arrivare ad un risultato, perché già da qualche settimana stiamo svolgendo audizioni e lo schema di decreto legislativo è all'attenzione della 1 a Commissione con la possibilità di effettuare integrazioni. Tra l'altro vorrei ricordare che ieri in Consiglio dei ministri ha approvato il decreto correttivo sull'impresa sociale. Ciò significa che, al di là del fatto che non è arrivato il parere del Consiglio di Stato, avremmo comunque potuto esprimere nei termini previsti il parere e le integrazioni, perché non c'era bisogno di molto altro tempo, in quanto avevamo già sentito tutti i soggetti interessati; credo che la relatrice, senatrice Saponaro, abbia ormai abbastanza chiaro quali sono gli elementi su cui intervenire, le correzioni da fare e i miglioramenti che si possono apportare con la collaborazione di tutti. La scadenza della delega è prevista per il 3 agosto, quindi credo che sarebbe stato assolutamente opportuno e anche possibile rispettare questa scadenza, facendo bene il nostro lavoro e dando assolutamente il nostro contributo. Vorrei anche ricordare che i soggetti auditi, per la maggior parte, ci hanno dato indicazioni, hanno espresso il loro parere, hanno fatto le loro richieste di modifica e di integrazione, alcune delle quali sono molto importanti, come la modifica dell'articolo 33 del codice del terzo settore. Ad esempio, è assolutamente necessario rendere possibile l'autofinanziamento, quindi occorre apportare alcune correzioni, perché altrimenti il testo così come è renderebbe impossibile per molti di questi enti l'autofinanziamento stesso. Oppure penso alla questione del tetto dei lavoratori e ad una serie di norme fiscali. Penso, ad esempio, all'utilizzo del patrimonio pubblico. Era già stato introdotto nella riforma del terzo settore il comodato d'uso: è possibile apportare una serie di miglioramenti per far sì, ad esempio, che alcuni beni pubblici possano essere utilizzati pienamente ai fini sociali e tolti all'abbandono. Così come hanno esposto le loro richieste, i soggetti auditi hanno evidenziato i punti critici, le questioni su cui intervenire per migliorare la normativa. Tuttavia, la maggior parte di loro - penso ad esempio al Forum del terzo settore - ci hanno esposto con chiarezza la richiesta di fare presto; ripeto, c'è urgenza di chiudere tutto questo lavoro, che va avanti da molto tempo, e dare una risposta immediata. Questo significa, a nostro avviso, che la proroga non solo non è opportuna, ma potrebbe anche essere dannosa. Infatti, con un lavoro che si stava facendo e che - credo anche la relatrice ne possa dare testimonianza - si poteva completare, al di là dei ritardi del Consiglio di Stato, saremmo stati assolutamente in grado di poter esprimere il nostro parere e il Governo avrebbe quindi potuto rispettare pienamente la scadenza prevista dalla delega. A meno che non si voglia chiedere una proroga per fare un lavoro che, magari, intende modificare molto più pesantemente il codice del terzo settore. Questo, però, bisognerebbe avere il coraggio di dirlo con chiarezza. Spero, invece, che ci si attenga solo e unicamente (come spero farà la 1ª Commissione con il suo parere) alle questioni vere da affrontare e ai correttivi da apportare per far sì che tutti gli enti del terzo settore possano svolgere pienamente la propria funzione. Miglioramenti e correttivi sono giusti ed auspicabili ma potevano essere tranquillamente apportati attraverso i tempi già previsti dalla delega stessa. Ribadiamo, quindi, la nostra contrarietà, anche se la proroga inizialmente proposta è stata portata da sei a quattro mesi, quindi si tratta certamente di un miglioramento. Riteniamo tuttavia che sarebbe stato urgente rispettare i tempi e chiudere la riforma complessivamente, attraverso il rispetto della scadenza prevista. Per tutti questi motivi, esprimeremo un voto contrario alla proroga. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, nella scorsa legislatura è stata approvata, dopo molti anni di attesa, una serie di provvedimenti che ha risposto a esigenze che il mondo del terzo settore aveva manifestato in più occasioni e con grande forza. Noi sapevamo - e lo abbiamo detto in partenza - che questi provvedimenti, per la loro complessità, avrebbero avuto bisogno di correttivi, che avremmo dovuto testarli e avremmo dovuto, dalla loro messa in pratica, trarre le indicazioni per perfezionarne l'efficacia. Il provvedimento che oggi ci viene proposto non ci convince esattamente per questo motivo; ci viene proposto di rinviare l'adozione di questi correttivi, di preparare il terreno per non dare le risposte che il terzo settore chiede al Governo e al Parlamento. Noi quindi riteniamo, in primo luogo, questa misura sbagliata, perché va contro le aspettative, gli interessi e le richieste che il mondo del terzo settore e del volontariato ha rivolto al Governo e al Parlamento, anche in sede di audizioni. Signor Presidente, cari colleghi, riteniamo che il provvedimento in esame, oltre che sbagliato, sia immotivato. Ho ascoltato le ragioni con cui, arrampicandosi sugli specchi e facendo un grande rumore, si è cercato di dare una giustificazione al provvedimento. La prima ragione risiederebbe nel fatto che non è arrivato il parere del Consiglio di Stato. Ma, insomma, atteniamoci ai fatti. Il parere del Consiglio di Stato arriverà probabilmente con un ritardo di alcuni giorni rispetto al termine previsto. E noi rispondiamo a un ritardo di alcuni giorni con una proroga di quattro mesi? È una risposta proporzionata e appropriata? Mi pare si tratti di una cosa non corretta e soltanto di un pretesto. Ci viene poi detto che nel corso delle audizioni sono state sentite molte realtà, le quali hanno dato dei suggerimenti e delle indicazioni complesse, che vanno tenute in considerazione e a cui va data una risposta adeguata. Colleghi, ci mancherebbe altro che dalle audizioni non fosse venuto fuori questo. Tutte le volte che si fanno delle audizioni su provvedimenti importanti gli auditi sono molti, e, tutte le volte che gli auditi sono molti, le indicazioni che vengono sono tante. Chi governa deve essere in grado di recepirle, elaborarle e trasformarle in proposte, presto e bene. Non mi pare che fino a oggi ci sia stata questa capacità, né mi pare che si possa invocare la numerosità degli auditi come motivo per adottare una proroga di quattro mesi come questa. Infine, vorrei dire la ragione vera della mia preoccupazione. Noi non siamo in grado di comprendere - come non lo sono nemmeno il volontariato e il terzo settore - qual è il motivo vero dietro alla richiesta di questa proroga. Perché non si rispetta il termine del 3 agosto per adottare il provvedimento definitivo? Se si vuole, si può benissimo rispettare questo termine. Ci poniamo, allora, delle domande. Vogliamo affossare questi provvedimenti? Li vogliamo stravolgere? Perché si arriva a votare il disegno di legge di proroga, anche venendo meno a un accordo in Commissione, prima ancora di aver messo in grado l'opposizione di visionare una bozza di parere? Per dare all'opposizione una bozza di parere, non serviva il parere del Consiglio di Stato ma solo la volontà di farlo. E se la bozza di parere non è arrivata, non è perché non è arrivato il parere del Consiglio di Stato, ma perché il Governo non ha sciolto i nodi che doveva affrontare. Con grande rispetto, vorrei dire al sottosegretario Cominardi che, nella prosecuzione dell'esame del provvedimento, mi auguro si realizzi un coinvolgimento del Governo maggiore di quello che c'è stato stamani. Nel corso dell'esame odierno stiamo infatti discutendo da molti minuti senza poter contare sulla sua preziosissima attenzione - almeno in apparenza - viste le cose in cui è stato impegnato fino a questo momento. Signor Sottosegretario, ci vuole più attenzione. Ripeto, più attenzione. Qualcuno sta poi cercando di dire che la ferita che infliggiamo è meno dolorosa e sanguinante, perché il provvedimento entrato in Commissione conteneva una proroga di sei mesi, mentre oggi la previsione è di quattro mesi. Tuttavia, come ho detto ieri, bisogna stare attenti a come si presentano le cose, perché se fare una proroga di sei mesi è un errore molto grande, farne una di quattro mesi è un errore grande (c'è solo un «molto» di differenza). Non basta ridurre l'entità dell'errore per passare dalla parte del torto a quella della ragione. Infine, lancio un appello. Abbiamo ancora un'occasione di lavoro costruttivo da svolgere insieme. La bozza di parere che, in Commissione, la relatrice dovrà sottoporre al parere delle opposizioni può infatti essere l'occasione per costruire un percorso condiviso, nell'espressione di una volontà importante del Parlamento. Mi auguro che ciò venga fatto anche sulla base di quello che ci siamo detti in Commissione e che, per lo meno sul parere al decreto legislativo, possa essere adottata una decisione con consensi ampi. Mi auguro, infine, che non ci sarà bisogno di attivare questa proroga, che va contro gli interessi del mondo volontariato e del terzo settore. Mi auguro che il Governo impari che il suo dovere è decidere presto e bene e che, quindi, entro il 3 agosto venga emanato il provvedimento definitivo di adozione del decreto legislativo senza stravolgimenti, che sarebbero anche illegittimi rispetto al parere che esprimeremo. (Applausi dal Gruppo PD) . TOFFANIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, il Gruppo di Forza Italia dichiara di votare a favore di questo provvedimento. Riteniamo, infatti, che Parlamento e Governo abbiano bisogno di maggior tempo per analizzare le criticità alle problematiche legate al provvedimento in esame. Manca, infatti, il parere del Consiglio di Stato e per noi questa mancanza rischierebbe di compromettere la riforma stessa del terzo settore, riforma tanto attesa dagli operatori, come ricordiamo. Nelle Commissioni, come è già stato tra l'altro ricordato anche dal collega senatore Patriarca, sono emerse delle osservazioni e delle criticità legate proprio anche ai contenuti, come ad esempio l'estensione del terzo settore anche alle imprese commerciali. Non voglio ora entrare nel merito dei contenuti che - ripeto - vanno approfonditi e maggiormente analizzati con attenzione, ma per noi è essenziale in questo momento avere maggior tempo, proprio perché sono emerse delle problematiche, al fine di ricevere il parere del Consiglio di Stato. Quindi, voteremo a favore di questa proroga del termine per l'esercizio della delega per la riforma del terzo settore. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . SAPONARA (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP) . Signor Presidente, colleghi senatori della Repubblica, secondo l'Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 33, la Commissione affari costituzionali del Senato è stata chiamata ad esprimere un parere sullo schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, più conosciuto come codice del terzo settore. L'atto è stato incardinato in Commissione lo scorso 5 luglio, a poco meno di un mese dal termine di scadenza della legge delega n. 106 del 2016 che, all'articolo 1, comma 7, stabilisce di poter apportare modifiche al testo unico della riforma del terzo settore entro un anno dalla sua entrata in vigore, termine che si identifica nel 3 agosto prossimo venturo. Contemporaneamente all'incardinamento dell'Atto del Governo sono giunte sollecitazioni da parte di diverse associazioni ed enti del terzo settore, nonché associazioni di categoria, affinché nel decreto correttivo fossero inserite e apportate modifiche; tempi strettissimi, se si considera l'ampiezza della materia che si sta trattando, che tocca diversi aspetti del mondo associativo. Da qui la necessità, concordata insieme agli altri membri della Commissione, di indire audizioni per ascoltare i vari soggetti coinvolti, in modo da recepire osservazioni utili al fine di svolgere al meglio i lavori della Commissione, con l'intento di esprimere un parere condiviso che tenesse conto delle varie osservazioni e dei suggerimenti che sarebbero arrivati. Scelta peraltro ritenuta necessaria per la delicatezza della materia, per un atto di rispetto verso gli enti del terzo settore e verso i cittadini che usufruiscono dei loro servizi. Le diverse audizioni, ben 36, fissate in tutta urgenza sono avvenute nei giorni 10 e 11 luglio, con l'obiettivo di emettere un parere entro il termine stabilito del 21 luglio. Nonostante l'impegno per consentire l'espressione del parere e l'esercizio della delega stessa lo stesso non si è potuto esprimere in mancanza del parere del Consiglio di Stato. Quindi, il termine del 21 luglio, come già detto, non potrà essere rispettato. A fronte di ciò e della necessità di valutare meglio le osservazioni raccolte durante le audizioni si è pensato di richiedere una proroga del termine per l'esercizio della delega per la riforma del terzo settore, come stabilito dall'articolo 1, comma 7, della legge n. 106 del 2016 proponendo il disegno di legge oggi in esame, che prevede la sostituzione, al medesimo comma, delle parole «entro dodici mesi» con «entro sedici mesi». Si tratta, quindi, di solo quattro mesi in più a partire dal 3 agosto per dare risposte celeri al mondo del terzo settore. Sottolineando che il parere della Commissione, su cui abbiamo lavorato da subito, verrà comunque espresso entro il termine utile per permettere al Governo di esercitare la delega, in quanto il Governo avrebbe solo una manciata di giorni per intervenire sulle modifiche richieste, abbiamo ritenuto opportuno richiedere appunto la proroga della legge delega. Ribadendo che l'intenzione è quella di apportare migliorie al decreto correttivo e non, come più volte ribadito e ripetuto in Commissione, di buttare via un lavoro e una riforma attesa dal mondo del terzo settore, noi del Gruppo Lega-Salvini Premier esprimiamo chiaramente un voto favorevole al disegno di legge oggi in esame relativo alla proroga del termine suddetto. Ringrazio i colleghi commissari Vitali e Pagano per aver recepito questa volontà di giungere a un parere condiviso e di accogliere nel modo migliore le osservazioni apportate durante le varie audizioni. Ci auguriamo che i colleghi della Camera facciano altrettanto e che accolgano la proposta di questa proroga per il bene del mondo associativo. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). GRASSI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, il MoVimento 5 Stelle voterà a favore del disegno di legge n. 604. È bene subito sottolineare che il MoVimento 5 Stelle è ben consapevole dell'importanza del codice del terzo settore. Da giurista quale sono non posso non manifestare apprezzamento per il coraggio che la precedente maggioranza ha avuto nell'affrontare un tema così complesso. Ricordo bene le discussioni intorno al 2010, 2011 e 2012 della dottrina e degli studiosi in ordine alla necessità di affrontare una simile normazione che riguarda un settore che da più parti è stato definito una galassia di enti eterogenei, diversi e accomunati tutti dal desiderio di perseguire obiettivi di interesse generale senza scopo di lucro. Questo fenomeno sociale non è soltanto questione di altruismo o beneficenza. Siamo ben consapevoli che si tratta di un fenomeno che si inserisce in un flusso storico. Non è un caso che gli enti del terzo settore si siano affermati all'indomani del crollo delle ideologie, quando le democrazie che definiamo occidentali hanno assunto quale unico parametro di riferimento il mercato. Eppure, in quel momento, alcuni cittadini hanno avvertito la necessità di contrastare la logica del profitto a tutti i costi e di intervenire a sostegno delle categorie più disagiate, dei più deboli e di tutte quelle attività che non generano immediatamente lucro, ma un vantaggio sociale non misurabile in denaro. Parlo di quelle attività coerenti e conformi ai primissimi articoli della nostra Carta costituzionale. Da giurista so bene che il lavoro svolto per la redazione del codice è stato immane. Mi risulta che siano state audite ben 1.016 associazioni durante i lavori, ma attenzione: ciò non implica necessariamente che il testo prodotto sia all'altezza della bontà del fine. Il codice del terzo settore è, per certi aspetti, involuto, complesso e di difficile lettura. Attenzione, questa critica squisitamente di tipo tecnico non vuole essere anche una censura all'operato. È inevitabile storicamente che quando la materia è magmatica il prodotto del legislatore non è lineare, non è chiaro. A noi è arrivato il decreto correttivo che è stato predisposto dalla precedente maggioranza, ma esso continua a presentare delle criticità. Un collega del PD ha detto che il Governo deve lavorare presto e bene. Permettetemi di osservare che talvolta questi due termini sono in conflitto: presto e bene in questo caso forse non si conciliano. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP) . Ho sottolineato con onestà intellettuale l'apprezzamento per il lavoro svolto. Nessuno si deve offendere se osserviamo che il testo prodotto e attualmente in vigore ha bisogno di notevoli perfezionamenti. Deve essere limato e chiarito ed è - ripeto - di difficile lettura. Abbiamo svolto anche noi ora un lavoro consistente: abbiamo ascoltato le associazioni di categoria e ricevuto molte indicazioni che devono essere trasfuse nel decreto integrativo e correttivo. Ma alcune osservazioni sono tra loro addirittura in conflitto e contraddittorie. C'è bisogno di tempo; sono stupito nell'osservare come la semplice proroga di un termine abbia assunto una valenza politica. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP) . Non è in discussione l'importanza del codice del terzo settore. Nessuno vuole negare l'importanza di questo settore che svolge un ruolo sociale importantissimo; il nostro intento è soltanto quello di svolgere un lavoro di buona qualità. Quindi, se qualcuno manifesta preoccupazione per questa proroga, è bene che si tranquillizzi. Non intendiamo prendere tempo perché siamo contrari al codice o all'impianto del codice. Come si fa a essere contrari al lavoro di chi lavora senza retribuzione per volontariato? È chiaro che siamo favorevoli. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP) . Ma i gravi quesiti, anche tecnici, che sono stati sollevati (penso, per esempio, alle obiezioni del notariato) hanno bisogno di una risposta meditata. Questa proroga è necessaria affinché il terzo settore abbia un codice all'altezza della sua importanza. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte in Commissione. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Consentitemi ora di fare gli auguri di buon compleanno, per par condicio di genere e politica, alla senatrice D'Angelo che oggi compie gli anni. (Applausi) . Mi sia consentito, colleghi, di esprimere un compiacimento, che voglio condividere con il presidente Zanda, con la presidente Bernini, con il presidente Grasso e il senatore Buccarella, per il funzionamento della riforma del Regolamento del Senato. Questo provvedimento è stato incardinato alle ore 15 di martedì e quindi, dopo meno di quarantott'ore, viene approvato in termini di legge. Ed è un disegno di legge di iniziativa parlamentare: finalmente non solo decreti-legge. Adesso la palla passa alla Camera. Voglio fare una riflessione rispetto a chi voleva abolire il Senato. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi M5S, FI-BP, L-SP, FdI, Misto e Aut (SVP-PATT, UV), i cui componenti si levano in piedi. Proteste dal Gruppo PD). Vi ringrazio ma adesso basta, anche perché ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente voluto! (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP, L-SP, FdI, Misto e Aut (SVP-PATT, UV). Commenti del senatore Mirabelli). COMINCINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, lo lasci dire a uno che non era presente nella scorsa legislatura: la riforma non avrebbe abolito il Senato, ma gli avrebbe dato funzioni e competenze diverse. (Commenti dai Gruppo M5S, e della senatrice De Petris). PRESIDENTE . Senatore Comincini, lei nella scorsa legislatura non c'era ma io sì, e sono stato anche, purtroppo, relatore di quel provvedimento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BERGESIO (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP) . Signor Presidente, intervengo su un fatto tragico. (Brusio). BELLANOVA (PD) . La propaganda che ha fatto è indecorosa, Presidente! (Commenti dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, il senatore Bergesio vuole intervenire su un episodio tragico. Credo gli si debba consentire di svolgerlo. (Proteste dal Gruppo PD). BINI (PD) . Ci doveva pensare prima, Presidente! PRESIDENTE. Prego, senatore Bergesio. (Vivaci proteste dal Gruppo PD). BERGESIO (L-SP) . Signor Presidente, colleghi senatori, desidero ricordare in questa Assemblea la figura del caporal maggiore scelto degli alpini Maurizio Giordano, morto in Pakistan lo scorso 11 luglio. (Applausi). (L'Assemblea si leva in piedi). Trentadue anni, militare inappuntabile e figlio modello della nostra Patria. Con una missione internazionale alpinistica promossa dall'Esercito, insieme ad altri colleghi, era partito per l'Asia per ripercorrere e commemorare, donandone nuovo lustro, la prima ascesa al Gasherbrum IV, 7.925 metri incastonati nella catena montuosa del Karakorum, che fu realizzata dagli alpinisti italiani Bonatti e Mauri, ormai sessant'anni fa. Una disgrazia imprevedibile: una lastra di ghiaccio che travolge tutto e tutti non ha lasciato scampo al nostro valoroso concittadino. Questa notte, a Malpensa, le spoglie dello sfortunato militare torneranno sul suolo nazionale, e la camera ardente sarà allestita nella frazione di San Benigno a Cuneo, di cui era originario. Sabato, nella cattedrale di Cuneo, monsignor Aldo Giordano, lo zio di Maurizio, che è nunzio apostolico in Venezuela, officerà le esequie. La città di Cuneo ha proclamato il lutto cittadino per il tragico evento. Una giovane vita che si spezza lacera l'animo di chi rimane, e solo l'affetto enorme che la memoria del caporal maggiore ha suscitato e continua a suscitare a livello locale e nazionale può provare a lenire il dolore della mamma Ornella, del papà Angelo, del fratello Marco e della compagnia Ramona. A tutti loro, oltre il mio personale, caloroso abbraccio, giungano le condoglianze di tutto il Senato della Repubblica. (Applausi). PRESIDENTE. Senatore Bergesio, la Presidenza si associa al suo ricordo e la ringrazia. PUGLIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, la sicurezza sul lavoro è un tema messo al centro dell'attenzione anche da parte di questo Governo. Difatti, il primo intervento in Senato del ministro Di Maio è stato proprio impostato sugli incidenti sul lavoro. Presso la Casoria Ambiente SpA, società unipersonale di gestione servizi di igiene urbana (una società in house sottoposta al controllo del Comune di Casoria), in data 27 ottobre 2016, il signor Stefano Basile, operatore ecologico, veniva travolto e ucciso da un ecocompattatore aziendale durante le operazioni di retromarcia del mezzo. Anche in quell'occasione immediatamente il MoVimento 5 Stelle, per tramite dei propri consiglieri comunali, provvedeva a richiedere l'apertura di un'inchiesta specifica al fine di fare luce sul tragico accadimento, onde verificare il rispetto di tutte le procedure di sicurezza previste dalla normativa sulla salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ancora, in data 25 novembre 2016, quindi solo un mese dopo la violenta morte dell'operatore ecologico Stefano Basile, accadeva un incidente sul lavoro che causava la morte di un altro operatore ecologico in servizio presso la Casoria Ambiente SpA: quest'ultimo veniva schiacciato fra un autocompattatore e un furgone per la raccolta della carta. Inoltre, nonostante i drammatici accadimenti precedentemente esposti, il 28 giugno di quest'anno, la signora Carmela Favina veniva travolta e uccisa da una spazzatrice durante le operazioni di pulizia. Secondo una prima ricostruzione, il camion stava effettuando la manovra di retromarcia quando ha travolto la vittima. Pertanto, di nuovo al centro dell'attenzione vi sono le misure di sicurezza adottate dalla ditta di igiene. Il fenomeno degli incidenti su lavoro è talmente rilevante da richiedere un'analisi continua dello stato di salute delle aziende relativamente alla sicurezza sul lavoro. Per ogni azienda è quindi fondamentale dedicare una parte dell'attività di formazione a corsi sulla sicurezza: meno carte e più sostanza. In particolare, visti i diversi incidenti sul lavoro occorsi presso la Casoria Ambiente SpA, sollecitiamo in primis l'azienda, controllata dal Comune di Casoria, al fine di garantire un controllo effettivo e puntuale affinché venga tutelata la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Tra l'altro, ciò sembra un controsenso quando si tratta di un'azienda che si occupa proprio di un servizio di pubblica utilità per conto di una pubblica amministrazione. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Colleghi, il Presidente intende porgere le scuse rispetto al fatto che qualcuno possa aver interpretato come posizione di attacco politico, rispetto a una parte o rispetto all'altra, il mio intervento, che è stato solo a sostegno e a difesa dell'istituzione che rappresento in questo momento, cioè il Senato della Repubblica. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP. Commenti della senatrice Bellanova). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 24 luglio 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 24 luglio, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 11,32) .