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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 247 NENCINI La seduta inizia alle ore 14,40. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce gli esiti della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi che si è appena conclusa. In quella sede si è convenuto di inserire all'ordine del giorno della Commissione, a partire delle sedute che saranno convocate la prossima settimana, l'esame in sede referente del disegno di legge n. 2305 , di iniziativa governativa e collegato alla manovra di bilancio, recante disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti, nonché l'esame in sede consultiva della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 (Doc. LXXXVI, n. 4 ) e della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 (Doc. LXXXVII, n. 4 ). Si è inoltre convenuto di chiedere il deferimento in un nuovo affare assegnato ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, sui materiali e le caratteristiche degli allestimenti museali; è stato infine definito il programma del ciclo di audizioni informali in merito ai disegni di legge n. 2285 e connessi. Prende atto la Commissione. AFFARI ASSEGNATI Restituzione di beni culturali illecitamente esportati Doc n. 566 Restituzione di beni culturali illecitamente esportati (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc. XXIV, n. 47) Prosegue l'esame sospeso nella seduta pomeridiana del 22 settembre 2020. Poiché nessuno chiede di intervenire, il PRESIDENTE dà la parola alla relatrice. La relatrice CORRADO ( Misto-l'A.c'è-LPC ) ricorda l' iter della procedura in titolo, le audizioni svolte e la documentazione acquisita. Presenta quindi e illustra una proposta di risoluzione a conclusione dell'affare assegnato, pubblicata in allegato, che è stata anticipata informalmente ai componenti della Commissione e che tiene conto di richieste di riformulazione sollecitate dal Ministero della cultura, dal Ministero dell'università e della ricerca e dal Ministero della giustizia. Il sottosegretario Lucia BORGONZONI, esprime parere favorevole sulla proposta di risoluzione della relatrice. Nessuno chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la proposta di risoluzione della relatrice è posta ai voti e approvata. Il PRESIDENTE rileva che la Commissione si è espressa all'unanimità. IN SEDE REDIGENTE Dichiarazione di monumento nazionale dell'Arco di Traiano di Benevento DDL 2166 Dichiarazione di monumento nazionale dell'Arco di Traiano di Benevento (Discussione e rinvio) La relatrice RUSSO ( M5S ) illustra il disegno di legge n. 2166, con il quale si propone di dichiarare monumento nazionale l'Arco di Traiano di Benevento, di cui ricorda le vicende, il significato storico e l'importanza culturale. Richiama quindi la disciplina normativa che regola la dichiarazione di monumento nazionale, di cui all'articolo 10, comma 3, lettera d) , del Codice dei beni culturali, nonché i casi in cui si è proceduto - come si propone con il disegno di legge in titolo - con norma di rango primario. Il seguito della discussione è quindi rinviato. Norme per l'educazione alla cittadinanza economica DDL 50 Norme per l'educazione alla cittadinanza economica DDL 1154 Disposizioni per l'introduzione dell'insegnamento di educazione economica e finanziaria nelle scuole primarie e secondarie DDL 2307 Modifiche alla legge 20 agosto 2019, n. 92, concernenti l'introduzione dell'educazione finanziaria nell'ambito dell'insegnamento dell'educazione civica (Discussione congiunta e rinvio) La relatrice SBROLLINI ( IV-PSI ) ringrazia in primo luogo i proponenti per le iniziative in titolo, sulle quali è lieta di svolgere l'incarico di relatrice, considerando l'educazione economica e finanziaria uno strumento indispensabile. Dopo aver ringraziato gli Uffici per l'ottimo lavoro di supporto, passa a illustrare il disegno di legge n. 50 , volto a sviluppare la pratica educativa della cittadinanza economica sia sotto il profilo formativo della gioventù in età scolare, sia sotto il profilo educativo della collettività in età adulta. Viene istituito presso il Ministero dell'istruzione un Comitato tecnico-scientifico che, opera al fine di monitorare lo stato di attuazione degli interventi e delle misure di attuazione della legge e al fine di valutare gli effetti delle politiche educative realizzate sullo sviluppo della cittadinanza economica dei cittadini. Si prevede la definizione di un programma formativo di educazione alla cittadinanza economica rivolto ai giovani, con obiettivi di accrescimento di capacità, conoscenze e competenze, per formare cittadini in possesso delle richiamate competenze economiche, attivando una sperimentazione che coinvolge le scuole di ogni ordine e grado, incluse quelle di istruzione primaria. Quanto all'educazione alla cittadinanza economica per gli adulti, si prevede l'attivazione di una sperimentazione, da realizzare in favore delle fasce deboli "altrimenti escluse dal mercato del lavoro": si prevede uno specifico programma educativo rivolto in particolare alle donne, ai giovani in cerca di prima occupazione ed agli anziani, finalizzato a ridurre gli elementi di vulnerabilità alle truffe ed ai comportamenti economicamente rischiosi. Passa quindi a illustrare il disegno di legge n. 1154 , volto a disciplinare l'educazione economica e finanziaria come "processo" attraverso il quale i soggetti, potenziali o attuali consumatori finanziari, acquisiscono o migliorano la propria comprensione di nozioni di economia e finanza e la propria conoscenza di prodotti finanziari, attraverso l'informazione, l'istruzione e una "consulenza adeguata e oggettiva", sviluppando le capacità necessarie ad acquisire consapevolezza dei rischi e delle opportunità finanziarie e ad assumere scelte informate. Il disegno di legge n. 1154 punta esclusivamente sull'insegnamento dell'educazione economica e finanziaria nelle istituzioni scolastiche, come materia curriculare. Illustra infine il disegno di legge n. 2307 , che propone una novella alla legge 20 agosto 2019, n. 92, recante "Istituzione dell'insegnamento dell'educazione civica", ampliando le finalità di tale insegnamento, chiamato così a contribuire a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole anche alla vita economica; si prevede che l'educazione civica sviluppi nelle istituzioni scolastiche la conoscenza anche dell'educazione finanziaria. Vengono adeguate poi altre disposizioni della legge n. 92 a tali finalità. Si apre la discussione generale. Il senatore DAMIANI ( FIBP-UDC ) manifesta innanzitutto apprezzamento per l'avvio della discussione congiunta delle iniziative in titolo, che riprendono un percorso avviato nella precedente legislatura. Ricorda le molte iniziative in materia già realizzate sul territorio e nell'ambito di percorsi extracurricolari nelle scuole, anche a seguito delle crisi degli ultimi anni e alla luce della cattiva gestione di strumenti finanziari venduti ai risparmiatori. Sostiene l'importanza dell'insegnamento rivolto anche ai bambini più piccoli e segnala come il disegno di legge di cui è primo firmatario sia stato depositato prima della approvazione della legge in materia di educazione civica, di cui tiene invece conto il disegno di legge n. 2307; appare ragionevole che, nel considerare unitariamente le varie proposte, quest'ultimo possa essere preso a riferimento, manifestando l'intenzione di aggiungere la propria firma a tale disegno di legge. Ha quindi la parola il senatore MARINO ( IV-PSI ), il quale ricorda un'iniziativa a sua prima firma e sottoscritta da tutti i Gruppi parlamentari che nella scorsa legislatura è stata approvata in forma di emendamento: ritiene che i temi sottesi ai disegni di legge in titolo abbiano natura trasversale e auspica che anche in questo caso si possa registrare pertanto un'ampia condivisione: alla luce di quanto accaduto a danno dei risparmiatori a partire dalla crisi finanziaria del 2007-2008, è infatti necessario assicurare gli strumenti di conoscenza che consentano ai cittadini, sin dalla più giovane età, di non essere soggetti passivi ma attivi nella gestione delle proprie finanze. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) dichiara il proprio favore ai disegni di legge in titolo, ritenendo assai utile assicurare ai più giovani, ma anche agli adulti, quelle conoscenze che consentono di fronteggiare i fenomeni assai complessi dell'economia e della finanza e le continue sollecitazioni a ricorrere a strumenti finanziari che promettono facili guadagni, spesso forieri invece di gravi danni. Nel ribadire il favore per il recupero di valori che si erano persi, come il significato del risparmio, auspica che la relatrice possa prefigurare una soluzione di sintesi eventualmente con la presentazione di un testo unificato. Il senatore MARILOTTI ( PD ) ritiene corretto l'obiettivo di sollecitare nei giovani lo spirito di impresa e condivide la necessità di educarli alla complessa realtà economica odierna, un'esigenza che riguarda anche i meno giovani. Evidenzia tuttavia alcune criticità: la previsione di un eccessivo numero di ore da dedicare all'educazione economica rischia di occupare tutto l'orario ora riservato all'educazione civica; esprime inoltre perplessità per la previsione dell'insegnamento dell'educazione finanziaria nelle scuole primarie, ritenendo che i bambini debbano essere educati piuttosto ad esercitare la fantasia, la creatività e il sogno. Il senatore CANGINI ( FIBP-UDC ) premette di non riconoscere un valore negativo al concetto di guadagno; il problema vero è, a suo avviso, insegnare ai giovani, sin dalla più tenera età, il valore del denaro, contrastando così l'ignoranza finanziaria troppo diffusa e sollecitando uno spirito critico nei confronti della realtà. Considera peraltro prioritario far maturare le persone rafforzando il loro spirito critico, concentrandosi non tanto sui contenuti propri delle materie economiche e della finanza, quanto sull'uso della logica. La senatrice VANIN ( M5S ) condivide i dubbi espressi dal senatore Marilotti, soprattutto per quanto concerne l'introduzione dell'insegnamento in questione nella scuola primaria. A suo avviso, occorrerebbe accentuare l'attenzione sulla formazione degli adulti e sulla formazione permanente; in proposito, richiama i gravi avvenimenti che hanno riguardato molti risparmiatori nel territorio di origine della relatrice, ossia la provincia di Vicenza. Si unisce nel ritenere eccessivo il monte ore da dedicare all'educazione economica, sottolineando come la scuola non possa essere un contenitore destinato a riempirsi di qualunque materia e segnalando l'esigenza di rafforzare la scuola superiore di primo grado. Ha quindi la parola la senatrice GRANATO ( Misto-l'A.c'è-LPC ), la quale esprime perplessità in merito ai tre disegni di legge in discussione, con i quali si propone di aggiungere un'ulteriore disciplina di studio prevedendo l'invarianza della spesa e senza incrementare il numero di ore. L'applicazione della legge n. 92 del 2019 in materia di educazione civica ha dimostrato l'insuccesso cui si va incontro quando si opera in tal modo. Condivide che la scuola non può essere considerata un contenitore da riempire in modo indiscriminato, ritenendo che l'educazione economica possa essere svolta tra le attività extracurriculari. Il sottosegretario Barbara FLORIDIA ringrazia tutti gli intervenuti e dichiara di convenire con molte delle osservazioni formulate. Non nega le difficoltà incontrate nell'attuare la legge n. 92 del 2019 in materia di educazione civica e concorda che occorrerebbe sempre incrementare le risorse per la scuola. A tale ultimo riguardo segnala il Piano RiGenerazione Scuola con il quale saranno stanziate risorse aggiuntive; quanto all'educazione civica, ricorda che l'educazione alla cittadinanza implica insegnamenti trasversali, tra i quali rientrano la materia ambientale e il digitale. Ritiene che il disegno di legge n. 2307 risponda in maniera più soddisfacente all'esigenza di rivolgere l'insegnamento dell'educazione economica e finanziaria nelle scuole ai ragazzi di tutte le età; il Comitato tecnico scientifico declinerà tale insegnamento nei vari gradi della scuola, adattando alle diverse età i processi di alfabetizzazione economica, educando i più piccoli alla differenza tra valore e prezzo e introducendo più avanti le nozioni di bioeconomia ed economia circolare, con l'obiettivo di superare l'economia dello scarto e mirare all'economia del riciclo. Conclude dichiarando il favore per la richiesta formulata dalla senatrice Vanin di una maggiore attenzione per la formazione degli adulti. Interviene quindi la relatrice SBROLLINI ( IV-PSI ) che ringrazia i senatori finora intervenuti e il sottosegretario Floridia. Occorre a suo avviso evitare di aggravare ancor più i problemi della scuola e valorizzare pertanto l'educazione alla cittadinanza come concetto nel quale sono inclusi molti aspetti differenti e dunque quale disciplina nell'ambito della quale assicurare l'educazione economica. Condivide quanto suggerito dalla rappresentante del Governo in merito alla possibilità di modulare tale insegnamento per le differenti fasce di età, auspicando che possa essere così recuperato il divario registrato rispetto ai giovani di altri Paesi. Propone sin d'ora di adottare a base della discussione congiunta il disegno di legge n. 2307 e di svolgere inoltre un breve ciclo di audizioni informali. Non essendovi obiezioni così resta stabilito. Il PRESIDENTE propone di fissare nella giornata di martedì 20 luglio il termine entro il quale avanzare proposte di audizione. Conviene la Commissione. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, recante «Istituzione del 'Giorno della Memoria' in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti», al fine di prevedere un fondo per favorire l'organizzazione da parte delle scuole secondarie di secondo grado di «viaggi nella memoria» nei campi medesimi DDL 1684 Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, recante «Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti», al fine di prevedere un fondo per favorire l'organizzazione da parte delle scuole secondarie di secondo grado di «viaggi nella memoria» nei campi medesimi (Discussione e rinvio) La relatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge n. 1684, che novella la legge n. 211 del 2000 che ha istituito il Giorno della Memoria, individuato nel 27 febbraio, giorno in cui vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz. Nel discutere tale iniziativa si riprende un percorso avviato su tali temi con l'approvazione del disegno di legge n. 1658 e con l'istituzione della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. Dopo aver sottolineato come negli ultimi venti anni l'esigenza di trasmettere la memoria della Shoah non sia venuta meno, come purtroppo registrato dal 'Rapporto Italia 2020' dell'Eurispes, chiarisce che l'articolo unico del disegno di legge intende assicurare una maggiore partecipazione ai "viaggi nella memoria" ai campi di concentramento nazisti da parte degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Tali viaggi sono destinati agli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado, "al fine di far maturare la coscienza civica delle nuove generazioni rispetto all'estrema sofferenza patita dal popolo ebraico durante la persecuzione nazista della Shoah". A tal fine si istituisce presso il Ministero dell'istruzione un fondo, con una dotazione di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020, per promuovere e incentivare, nel rispetto dell'autonomia scolastica, i viaggi in questione. Il Presidente ( IV-PSI ) ricorda che in Italia viene celebrata sia la Giornata della memoria, richiamata dalla relatrice, sia il Giorno del ricordo, che ricorda i massacri delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata; ricorda altresì come nel corso del disegno di legge n. 1658 fosse emersa l'esigenza di ricordare e celebrare tutti coloro che sono stati oggetto di persecuzioni di qualunque natura. Invita quindi a svolgere una riflessione sull'opportunità di prevedere come destinazione esclusiva dei viaggi della memoria i soli campi di concentramento connessi alla Shoah. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 566 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 566 ( DOC. XXIV, N. 47) La Commissione, a conclusione dell'affare assegnato sulla restituzione dei beni culturali illecitamente esportati (atto n. 566), il cui esame è stato avviato nella seduta del 22 settembre 2020; alla luce della rapida ma esauriente attività conoscitiva svolta dalla Commissione con le audizioni svolte, dal 1 al 16 giugno 2021, e alla luce della documentazione acquisita, sia quella depositata nel corso delle audizioni, sia quella comunque trasmessa; considerato che lo scopo della procedura era quello di approfondire la problematica del rientro in Italia dall'estero di reperti archeologici e altri manufatti d'interesse culturale accomunati dall'essere stati fatti uscire illecitamente dal Paese, in un passato più o meno remoto, sovente dopo la sottrazione ai legittimi proprietarî: allo Stato, se provenienti da scavi illeciti, altrimenti ad edifici pubblici, ecclesiastici o privati; preso atto che: una criminalità organizzata internazionale specializzata in reati a danno del patrimonio culturale ricava notevoli profitti dal traffico illegale e dalla contraffazione degli stessi, esponendosi, per di più, a un rischio limitato rispetto a quello che comportano le attività illecite connesse al traffico d'armi, di stupefacenti e di esseri umani, poiché le legislazioni nazionali, al netto dei lodevoli sforzi di armonizzazione compiuti nell'ultimo ventennio, e nonostante l'azione sempre più spesso coordinata delle polizie internazionali (che condividono anche le banche dati), sono accomunate da una sottovalutazione del fenomeno foriera, ancora troppo spesso, del mancato riconoscimento dei reati specifici o della previsione dell'irrogazione, ove riconosciuti, di sanzioni e pene troppo blande per funzionare come reale deterrente; quanto sopra vale anche per l'Italia che, tuttora grande fonte di approvvigionamento per i trafficanti d'opere d'arte, pur avendo alcuni secoli di esperienza in fatto di tutela (si pensi a Raffaello, prefetto alle antichità di Roma), richiede una normativa più rigorosa che metta le forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria in grado di opporsi realmente al malaffare: al riguardo si segnala che il disegno di legge contenente "Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale" approvato alla Camera dei Deputati il 22 giugno 2017, ora Atto Senato n. 882, che riprende il testo dell'iniziativa del Governo Gentiloni il cui iter di approvazione non si era concluso nella precedente legislatura e che prevede modifiche al codice penale introducendo, con il titolo VIII- bis , molti nuovi reati (oltre alla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche) e inasprendo le pene, solo nel 2021 ha cominciato il proprio iter in Senato; l'efficacia delle leggi di contrasto al fenomeno in esame è un obiettivo imprescindibile poiché, su scala mondiale, il circolo vizioso domanda-offerta non accenna ad esaurirsi. Lo alimenta la circolazione sul mercato illegale di una notevole quantità di oggetti provenienti, da un lato, dai circuiti tradizionali' del saccheggio dei siti archeologici e del furto d'arte, dall'altro dalle razzie rese invece possibili dai piccoli' conflitti bellici che episodicamente si accendono nelle regioni più instabili del pianeta, dove l'autofinanziamento mediante vendita di reperti archeologici (sottratti a musei o frutto della devastazione premeditata di siti ed edifici pluristratificati), spesso dissimulata con il pretesto dell'intolleranza religiosa, è una pratica comune a tutti i contendenti; d'altro canto, l'interesse sempre molto vivo nei confronti del genere di manufatti che qui interessa non nasce, di solito, da genuine ragioni di ordine culturale, eventualmente soddisfatte anche attingendo a canali impropri. Nasce, invece, da una prassi ben rodata, soprattutto negli Stati Uniti d'America, di compravendita di reperti e manufatti artistici presso gallerie specializzate e successiva cessione degli stessi, a titolo oneroso o gratuito, a musei anche di primissimo piano. Tale mezzo è usato per ottenere legalmente cospicue agevolazioni fiscali, acquistando o incrementando al contempo il proprio prestigio sociale grazie a un fittizio mecenatismo, oppure è utilizzato da soggetti dalle disponibilità finanziarie pressoché illimitate (anche frutto di condotte criminali) per riciclare enormi quantità di denaro; considerato che: nonostante le convenzioni UNESCO che, dal 1970 in poi, impegnano molti Stati a contrastare il riciclaggio e l'illecita esportazione delle opere d'arte rubate o sottratte a siti archeologici, e nonostante l'approccio etico che i grandi musei internazionali hanno accettato più o meno di buon grado di far proprio da alcuni decenni, gli sforzi dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC) per accertare e, se esportati illegalmente, porre all'attenzione dell'apposito "Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali" del Ministero della Cultura (MiC) manufatti che morfologia e/o iconografia e/o caratteristiche chimico-fisiche assicurano provenire dall'Italia, al fine di poterne richiedere la restituzione, si scontrano e sono spesso vanificati dalle difficoltà di vedere riconosciute nelle sedi legali estere le ragioni italiane, soprattutto per il diverso approccio e le differenti tutele assicurate alla proprietà privata nei Paesi di civil law rispetto a quelli di common law ; in generale, il contenzioso attivato dal MiC per il recupero di un bene culturale esportato illegalmente ha l'obiettivo di ottenerne la confisca: uno strumento di tipo obbligatorio che, già previsto dalle leggi di tutela del 1909 (legge 20 giugno 1909, n. 364, cosiddetta "legge Rosadi") e del 1939 (legge 1 giugno 1939, n. 1089, cosiddetta "legge Bottai"), è ora contemplato anche dall'articolo 174 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 , n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Di contenuto ripristinatorio nei confronti del patrimonio della Nazione, detto strumento è specialmente prezioso perché valido anche in caso di prescrizione del reato, nonostante alcune pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo; i tempi lunghi della giustizia penale italiana, però, inducono talvolta ad attivare procure estere specializzate, come quella di New York, che garantiscono procedimenti più rapidi e snelli rispetto all'Italia, dove manca una Procura nazionale dedicata e che, negli uffici giudiziari, le pratiche inerenti alla materia oggetto di questo Affare assegnato sono affidate con lo stesso criterio rotatorio utilizzato per le altre, nonostante la specificità del diritto dei beni culturali, la cui tutela penale è oggi affidata parte al codice penale e parte al Codice dei beni culturali e del paesaggio; valutato che: come hanno dimostrato molti casi delle passate stagioni, oltre e anche al di là del contenzioso, la cosiddetta "Diplomazia Culturale" è spesso lo strumento più efficace per superare situazioni di stallo che altrimenti rischiano di farsi permanenti e di compromettere, in aggiunta, i rapporti dell'Italia con l'istituzione museale da cui si pretende la restituzione del bene culturale illecitamente sottratto ed esportato (si pensi al caso del cd. "Atleta di Fano", tuttora trattenuto dal "Jean P. Getty Museum" di Los Angeles nonostante la sentenza della Corte di Cassazione di dicembre 2018, depositata a gennaio 2019); l'intensità e l'efficacia dell'azione diplomatica sono condizionate dalla spinta che essa riceve dal decisore politico, dunque dall'approccio culturale al problema; impegna il Governo: ad adottare iniziative affinché la RAI, concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, inserisca tale tematica nella propria programmazione, in modo da riservare uno spazio alla divulgazione e al coinvolgimento dei cittadini su questa materia; a favorire l'inserimento nei corsi di laurea e di specializzazione atti a formare professionisti dei beni culturali, nel rispetto dell'autonomia universitaria, l'insegnamento di Archeologia Giudiziaria, in modo da mettere precocemente a contatto gli studenti con un fenomeno criminale molto radicato e diffuso capillarmente che i professionisti del settore non possono permettersi di ignorare; a dare uno spazio adeguato, nei percorsi di formazione dei futuri magistrati, al diritto dei beni culturali; a valutare l'opportunità di attribuire le funzioni di cui all'articolo 51, primo comma, lettera a), del codice di procedura penale quando si tratta di procedimenti per reati contro i beni culturali all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, favorendo una maggiore specializzazione nell'attività di indagine nella materia.