Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 235 STEFANO La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REFERENTE AS 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 12 maggio. Il presidente STEFANO ( PD ) comunica che sono stati presentati n. 108 emendamenti e n. 8 ordini del giorno, che saranno pubblicati nel resoconto della seduta odierna. In riferimento agli 8 emendamenti a firma del relatore, propone di fissare il termine per la presentazione di subemendamenti alle ore 18 di domani, giovedì 20 maggio. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI E ALTRI ATTI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2021)181 def. Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le esenzioni applicabili alle importazioni e a talune cessioni e prestazioni in relazione a misure dell'Unione di interesse pubblico Doc n. COM(2021) 181 definitivo Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le esenzioni applicabili alle importazioni e a talune cessioni e prestazioni in relazione a misure dell'Unione di interesse pubblico (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il relatore CORBETTA ( M5S ) introduce l'atto in titolo che intende modificare la direttiva 2006/112/CE (direttiva IVA), relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, al fine di introdurre un'esenzione IVA di ampia portata per gli acquisti effettuati dalla Commissione europea, da un'agenzia o altro organismo dell'UE, finalizzati a donazioni, costituzione di scorte in vista di future donazioni o forniture in altro modo di beni o servizi, destinati agli Stati membri o a terzi (ospedali, autorità sanitarie nazionali, o enti pubblici o privati preposti alla gestione di crisi o catastrofi), in un contesto di crisi o catastrofi. L'esigenza nasce, infatti, dall'esperienza acquisita nel corso della pandemia da Covid-19, con l'intenzione di garantire in futuro una risposta adeguata nel caso in cui dovessero ripresentarsi situazioni analoghe. La proposta prevede, inoltre, l'istituzione di un certificato di esenzione, atto a confermare che l'operazione beneficia dell'esenzione. Le modalità tecniche relative al contenuto e al rilascio del certificato di esenzione sono definite dalla Commissione europea mediante atto di esecuzione. In particolare, l'atto di esecuzione dovrà prevedere un formulario elettronico per ridurre gli oneri amministrativi associati all'uso della versione cartacea del formulario, in particolare in situazioni di crisi come le pandemie. Infine, in considerazione dell'attuale pandemia da Covid-19, alcune misure che rientrano nel campo di applicazione dell'iniziativa in esame sono già in corso. Pertanto, gli Stati membri sono tenuti a dare attuazione alla direttiva entro il 30 aprile 2021 e applicare retroattivamente l'esenzione dall'IVA alle operazioni effettuate a decorrere dal 1º gennaio 2021. La proposta in esame integra le misure eccezionali precedentemente adottate dalla Commissione europea nel settore dell'IVA. Tra queste, in primo luogo la decisione (UE) 2020/491 del 3 aprile 2020 con cui è stato concesso agli Stati membri di esentare temporaneamente dall'IVA e dai dazi doganali beni essenziali necessari per contrastare gli effetti della pandemia, tra cui dispositivi di protezione individuale, dispositivi medico-diagnostici in vitro, apparecchiature mediche quali ventilatori e un numero limitato di medicinali. Tale decisione riguarda solo l'importazione e non le cessioni intracomunitarie o interne, e dopo un iniziale periodo di applicazione di sei mesi, è stata prorogata fino al 30 aprile 2021, con un'ulteriore proroga in fase di preparazione. In secondo luogo, la direttiva (UE) 2020/2020 del 7 dicembre 2020 ha introdotto una modifica alla direttiva IVA che consente agli Stati membri di applicare un'aliquota IVA ridotta alla fornitura di dispositivi medico-diagnostici in vitro e ai servizi ad essi strettamente connessi. Con tale modifica gli Stati membri possono inoltre concedere un'esenzione, con diritto alla detrazione dell'IVA versata nella fase precedente alla fornitura di tali dispositivi e servizi. Tali misure, che hanno consentito di rispondere in modo rapido e mirato alle necessità emerse nel corso della pandemia, hanno tuttavia un ambito di applicazione limitato e una durata temporanea. Inoltre, non tutti gli Stati membri hanno scelto di avvalersi della possibilità di applicare aliquote zero laddove essa esista. L'iniziativa risulta inoltre in linea con la proposta della Commissione (COM(2018) 20) del 2018, attualmente in discussione al Consiglio, che prevede di modificare la direttiva IVA al fine di consentire agli Stati membri di applicare un'aliquota ridotta o addirittura un'aliquota zero a determinate forniture, a condizione che vadano a beneficio esclusivo del consumatore finale e perseguano un obiettivo di interesse generale. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, osserva che la base giuridica è individuata nell'articolo 113 del TFUE, che prevede la procedura legislativa speciale secondo cui il Consiglio delibera all'unanimità, previa consultazione del Parlamento europeo, per l'adozione delle disposizioni che riguardano l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri nel settore dell'imposizione indiretta, nella misura necessaria per assicurare il funzionamento del mercato interno ed evitare le distorsioni della concorrenza. La proposta risulta conforme al principio di sussidiarietà poiché, in momenti di pandemia come quello attuale, è necessario garantire e facilitare misure coordinate di gestione delle crisi a livello dell'Unione. In particolare, risulta necessario che le varie iniziative dell'Unione non siano ostacolate dagli importi IVA da riscuotere o dai relativi oneri di conformità imposti ai fornitori dei beni o servizi necessari. Affinché ciò si realizzi è indispensabile un'iniziativa legislativa a livello di Unione volta a modificare la direttiva IVA. La proposta risulta inoltre conforme al principio di proporzionalità in quanto, dato l'impatto che crisi o catastrofi quali la pandemia da Covid-19 possono avere sulle economie degli Stati membri, le misure proposte non prevedono eccessivi oneri finanziari a carico degli Stati membri. In particolare, con la prevista esenzione, la riduzione della risorsa propria dell'UE dovrebbe ridursi e venire compensata da un maggior apporto al bilancio UE derivante dal reddito nazionale degli Stati membri, ma dato che l'attuale volume di beni e servizi acquistati dalle istituzioni dell'UE e soggetti all'IVA è limitato, si prevede che tale effetto sia estremamente limitato. Infine, si osserva che la proposta è oggetto di analisi da parte di sei Camere dei Parlamenti nazionali degli Stati membri, nessuna delle quali ha, ad oggi, sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, e che non risulta allo stato attuale pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AS 2207 Conversione in legge del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti DDL 2207 Conversione in legge del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti (Parere alla 5 a Commissione. Esame e rinvio) La relatrice RICCIARDI ( M5S ) introduce il disegno di legge in titolo, di conversione del decreto-legge n. 59 del 6 maggio 2021, che reca disposizioni relative al Fondo complementare al PNRR e altre misure urgenti per gli investimenti. Il decreto-legge consta di 6 articoli e dispone nell'articolo 1 l'approvazione del Piano nazionale per gli investimenti, finalizzato ad integrare, con risorse nazionali per complessivi 30.622,46 milioni di euro, per gli anni dal 2021 al 2026, gli interventi del PNRR. Il comma 2 dello stesso articolo specifica la ripartizione delle risorse del Piano complementare, per Amministrazione competente, individuandone la destinazione a determinati settori di programmi e interventi, con l'indicazione degli stanziamenti per singola annualità. Il comma 3 modifica l'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, che ha introdotto disposizioni in materia di "Incentivi per l'efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica dei veicoli elettrici", stabilendo la proroga al 30 giugno 2023 degli interventi realizzati dagli istituti autonomi case popolari (IACP), e prorogando al 31 dicembre 2022 le agevolazioni relative al superbonus 110 per cento per gli interventi condominiali, indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori. Il comma 4 ridetermina la copertura finanziaria di cui all'articolo 1, comma 73, della legge 30 dicembre 2020 n. 178, relativa al superbonus 110 per cento, per la parte a valere sulle risorse previste per l'attuazione del progetto nell'ambito del PNRR. Il comma 5 stabilisce che, in esito al monitoraggio effettuato dal Ministero dell'economia e delle finanze  Dipartimento delle finanze, sulla base dei dati comunicati con cadenza trimestrale dall'Enea e dei conseguenti aggiornamenti delle stime, gli eventuali minori oneri previsti anche in via prospettica derivanti dal monitoraggio degli effetti dell'agevolazione eco bonus e sisma bonus, rispetto alla previsione tendenziale, siano vincolati alla proroga del termine della fruizione della citata agevolazione, da definire con successivi provvedimenti legislativi nei limiti dei risparmi risultanti dal suddetto monitoraggio. I commi 6 e 7 dell'articolo in esame recano disposizioni procedurali relative all'attuazione degli investimenti previsti dal Piano. In particolare, il comma 6 stabilisce che agli interventi ricompresi nel Piano nazionale per gli investimenti complementari si applicano, in quanto compatibili, le medesime procedure di semplificazione e accelerazione, nonché le misure di trasparenza e conoscibilità dello stato di avanzamento, stabilite per il PNRR e quelle per la eventuale revoca delle risorse in caso di mancato utilizzo secondo il cronoprogramma previsto dal comma 7. Quest'ultimo prevede che ai fini del monitoraggio degli interventi, entro 30 giorni, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, siano individuati per ciascun intervento o programma, gli obiettivi iniziali, intermedi e finali, determinati in relazione al cronoprogramma finanziario. Tali obiettivi devono essere coerenti con gli impegni assunti con la Commissione europea, nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione contenuta nel PNRR, per il raggiungimento di un elevato livello di spesa in relazione al Piano complementare, che verrà valutato ai fini del riconoscimento delle risorse europee richieste dal nostro Paese. Il comma 8 prevede che l'attuazione degli interventi che si configurano come aiuti di Stato sia soggetta alla preventiva autorizzazione da parte della Commissione europea. Il comma 9 reca la norma di copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'istituzione del Piano nazionale complementare. L'articolo 2 incrementa la dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), periodo di programmazione 2021-2027, per un importo complessivo di 15,5 miliardi di euro. L'articolo 3 apporta modifiche alla disposizione di copertura di cui all'articolo 1, comma 1065, della legge di bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n.178), riferita alle agevolazioni finalizzate a favorire gli investimenti per l'innovazione e la competitività delle imprese di cui ai commi da 1051 a 1064 del medesimo articolo 1 (Transizione 4.0), rivedendo la quota degli oneri posta a carico delle risorse del Fondo di cui al comma 1037 della stessa legge, in coerenza con il PNRR. L'articolo 4 reca disposizioni per interventi di finanziamento in materia di linee ferroviarie AV/AC. Il comma 1, al fine di consentire la realizzazione del secondo lotto costruttivo del secondo lotto funzionale relativo alla linea ferroviaria AV/AC Verona-Padova, concernente "Attraversamento di Vicenza", autorizza la spesa complessiva di 925 milioni di euro. Il comma 2 integra l'articolo 208, comma 3, del decreto-legge n. 34 del 2020, prevedendo che per il finanziamento degli interventi relativi alla linea ferroviaria AV/AC Salerno-Reggio Calabria, sia altresì autorizzata la spesa complessiva di 9.400 milioni di euro. L'articolo 5 provvede, in primo luogo, a determinare il limite massimo degli interessi passivi sui titoli pubblici derivanti dal ricorso a maggiore indebitamento (comma 1). Reca quindi la quantificazione degli oneri derivanti dal provvedimento in esame e l'individuazione delle relative coperture finanziarie (comma 2). Incrementa inoltre, per il triennio 2021-2023, il livello massimo del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario sostituendo, di conseguenza, l'allegato 1 all'articolo 1, comma 1, della legge di bilancio 2021 (comma 3). Provvede infine ad autorizzare il Ministro dell'economia e delle finanze ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio (comma 4). L'articolo 6 prevede l'entrata in vigore del decreto il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Con riferimento alla ripartizione delle somme di cui al comma 2 dell'articolo 1, si invita il Governo a esplicitare nel Piano complementare le linee di intervento, indicando in tale contesto, in termini percentuali, la precisa allocazione regionale delle risorse stanziate e, in particolare, la quota che si intende destinare al Mezzogiorno. Inoltre, con riferimento al rifinanziamento del Fondo sviluppo e coesione (FSC), previsto all'articolo 2, si invita il Governo a salvaguardare, nel periodo di programmazione 2021-2027, gli attuali criteri di riparto previsti per tale Fondo, che prevedono "l'80 per cento delle risorse destinate alle regioni del Sud." Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017 DDL 2065 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) La relatrice GINETTI ( IV-PSI ) introduce il disegno di legge in titolo che reca disposizioni per la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa (CoE) sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia nel maggio 2017. Lo scopo della Convenzione è quello di prevenire e combattere la distruzione, il danneggiamento e la tratta di beni culturali, prevedendo l'istituzione negli ordinamenti degli Stati firmatari di specifici reati connessi con tali pratiche. Inoltre, la Convenzione intende rafforzare l'attività di prevenzione e la reazione del sistema di giustizia penale ai reati relativi ai beni culturali e promuovere la cooperazione nazionale e internazionale nella lotta contro tali reati. La Convenzione in esame sostituisce la precedente Convenzione di Delphi del 1985 sullo stesso tema, mai entrata in vigore per il mancato raggiungimento del numero di ratifiche necessarie. In seguito alla Conferenza dei Ministri responsabili per i beni culturali del CoE (Namur, 2015), dove sono stati condannati la distruzione deliberata e il traffico illecito del patrimonio culturale, varie organizzazioni internazionali, tra cui l' Institut international pour l'unification du droit privé (UNIDROIT), l'UNESCO, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNOD), l'Unione europea, il Comitato europeo del CoE sulle questioni criminali e il suo gruppo specializzato sui reati riguardanti la proprietà culturale (PC-IBC), hanno collaborato per portare avanti i lavori di preparazione della Convenzione. La Convenzione in esame si compone di 32 articoli suddivisi in 8 capitoli. Nel capitolo I (articoli 1-2) sono individuati gli obiettivi, l'ambito di applicazione e le definizioni dei termini utilizzati. Nel capitolo II (articoli 3-16) sono elencati i comportamenti ritenuti reati e perseguibili con sanzioni penali o non penali. Nel capitolo III (articoli 17-19) vengono specificate le disposizioni riguardanti l'avvio del procedimento di perseguimento dei reati, le indagini e la cooperazione internazionale in materia penale. Il capitolo IV (articoli 20-21) stabilisce le misure di prevenzione a livello nazionale ed internazionale e altre misure amministrative. Il capitolo V (articoli 22-24) dispone l'istituzione di un Comitato delle Parti specificandone le funzioni. Nel capitolo VI (articolo 25) si specifica che la Convenzione non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti dalle disposizioni di altri strumenti internazionali. Il capitolo VII (articolo 26) espone la procedura da seguire per avviare proposte di modifica della Convenzione. Il capitolo VIII (articoli 27-32) raggruppa le clausole finali riguardanti firma e entrata in vigore, adesione, applicazione territoriale, riserve, denuncia, e notifiche della Convenzione. Il disegno di legge in esame si compone di 4 articoli: gli articoli 1 e 2 contengono rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione della Convenzione; l'articolo 3 pone una clausola di invarianza finanziaria; e l'articolo 4 prevede l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, infine, non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea. Ciò premesso, la Relatrice ritiene, pertanto, che non sussistono concreti profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e presenta uno schema di parere non ostativo. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE comunica che alla riunione della LXV COSAC (Conferenza degli organismi specializzati negli affari comunitari dei Parlamenti dell'Unione europea), organizzata dal Parlamento portoghese, che avrà luogo, in videoconferenza, dal 31 maggio al 1° giugno prossimi, prenderà parte personalmente, unitamente ai senatori Sabrina Ricciardi e Simone Bossi. La Commissione prende atto. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per domani, giovedì 20 maggio, alle ore 13, non avrà più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 14,35. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2065 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, recante disposizioni per la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa (CoE) sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia nel maggio 2017, il cui scopo è quello di prevenire e combattere la distruzione, il danneggiamento e la tratta di beni culturali, prevedendo l'istituzione negli ordinamenti degli Stati firmatari di specifici reati connessi con tali pratiche, nonché di rafforzare l'attività di prevenzione e la reazione del sistema di giustizia penale ai reati relativi ai beni culturali e promuovere la cooperazione nazionale e internazionale nella lotta contro tali reati; valutato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europeo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato