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Caccia - Norme della Regione Veneto - Introduzione di misure per il contenimento del cormorano ed individuazione dei soggetti abilitati ad attuare i piani di abbattimento - Contrasto con la normativa statale di riferimento - Violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema - Illegittimità costituzionale.. È dichiarato costituzionalmente illegittimo - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. - l'art. 71 della legge reg. Veneto n. 18 del 2016. La norma impugnata dal Governo, in quanto introduce misure di contenimento del cormorano, si pone in contrasto con l'art. 19-bis della legge n. 157 del 1992, il quale stabilisce che le deroghe al divieto di cacciare specie protette devono essere disposte con atto amministrativo, restando quindi precluso alla Regione il ricorso alla legge-provvedimento. Inoltre, nella parte in cui amplia l'elenco dei soggetti che possono attuare i piani di abbattimento (comma 4), la disposizione regionale viola l'art. 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992, contenente un elenco tassativo delle persone abilitate al contenimento delle specie protette, la cui integrazione, da parte del legislatore regionale, riduce il livello minimo e uniforme di tutela dell'ambiente. ( Precedenti citati: sentenze n. 139 del 2017 e n. 107 del 2014 ). L'autorizzazione con legge regionale, anziché con atto amministrativo, ad abbattere specie protette impedisce al Presidente del Consiglio dei ministri di esercitare il potere di annullamento di tali provvedimenti, attribuitogli dalla norma statale per garantire una uniforme e adeguata protezione della fauna selvatica su tutto il territorio nazionale. ( Precedente citato: sentenza n. 250 del 2008 ).