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Corte dei conti - Giudizi in materia di pensioni - Pronunce in sede cautelare - Adozione nella composizione collegiale della corte dei conti, anziché in quella monocratica (prevista per i giudizi in primo grado) - Prospettata irragionevolezza, con lesione del principio della precostituzione del giudice e del buon andamento della funzione - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 5, comma 1, ultimo periodo, della legge 21 luglio 2000, n. 205, sollevate in riferimento rispettivamente agli artt. 3 e 97 e 3 e 25 della Costituzione, ed aventi ad oggetto la composizione monocratica della Corte dei conti per i giudizi in materia pensionistica, e la composizione collegiale della stessa Corte dei conti in sede cautelare. Infatti: a) rientra nella discrezionalità del legislatore la valutazione della opportunità di differenziare in una determinata materia (nella specie pensionistica) la composizione dell'organo giurisdizionale (monocratico o collegiale) destinato a pronunciare in sede cautelare, o a giudicare sui ricorsi della stessa materia, con il generale limite - che nella specie non risulta violato - della non palese arbitrarietà e irragionevolezza; b) è estraneo all'esercizio della funzione giurisdizionale il principio di buon andamento e di imparzialità della pubblica amministrazione espresso nell'art. 97 della Costituzione; c) non è tenuto il legislatore, nella sua discrezionalità, ad osservare una uniformità tra i diversi tipi di giurisdizioni e di riti procedimentali anche nell'ambito della stessa giurisdizione. - In tema di accelerazione e semplificazione dei ricorsi "in primo grado", v. sentenza n. 427/1999. - Sulla regola della precostituzione del giudice v. ordinanza n. 159/2000, e sulla sufficienza di criteri oggettivi e generali v. ordinanza n. 176/1998, sentenze n. 419/1998, n. 217/1993, n. 269/1992, ordinanza n. 257/1995. - Sulla posizione del giudice monocratico rispetto al giudice collegiale, v. sentenza n. 272/1998. - Sulla inapplicabilità alla giurisdizione del parametro concernente il buon andamento e l'imparzialità della pubblica amministrazione, v. ordinanze n. 490/2000, n. 30/2000, n. 11/1999, n. 272/1998, n. 189/1997, n. 103/1997, n. 7/1997, sentenze n. 122/1997, n. 281/1995, n. 376/1993. - Sul buon andamento e imparzialità riferiti alla funzione giurisdizionale, v. sentenza n. 387/1999. - Sull'autonomia e particolarità dei diversi sistemi processuali, v. ordinanze n. 30/2000, n. 359/1998 e sentenza n. 53/1998; sulla rilevanza delle speciali esigenze dei singoli procedimente, a proposito del diritto di difesa, purché non siano pregiudicati lo scopo e le funzioni, v. sentenze n. 119/1995 e n. 220/1994. M.F.