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DISCIPLINARE TECNICO Sommario GLOSSARIO. Capitolo 1. - Caratteristiche del ricettario. 1.1. Struttura e formato del modulo. 1.2. Caratteristiche grafiche del modulo: 1.2.1. Recto del modulo. 1.2.2. Zone a lettura ottica e relative specifiche. 1.2.3. Verso del modulo. 1.3. Caratteristiche della carta del modulo. 1.4. Struttura del ricettario. Capitolo 2. - Istruzioni per la compilazione e l'impiego del modulo. 2.1. Generalità. 2.2. Avvertenze per la compilazione delle zone non destinate alla lettura ottica: 2.2.1. Matrice. 2.2.2. Generalità e indirizzo dell'assistito. 2.2.3. Prescrizione, richiesta, proposta. 2.2.4. Timbro e firma del medico. 2.2.5. Numero progressivo della ricetta apposto dalla farmacia. 2.2.6. Spazio per autorizzazioni. 2.3. Avvertenze per la compilazione delle zone destinate alla lettura ottica: 2.3.1. Codice dell'assistito. 2.3.2. Età dell'assistito. 2.3.3. USL o Provincia di provenienza dell'assistito. 2.3.4. Sesso dell'assistito. 2.3.5. Esenzione. 2.3.6. Prescrizione suggerita. 2.3.7. Assistenza integrativa. 2.3.8. Ricovero ospedaliero. 2.3.9. Prescrizione farmaceutica: numero pezzi. 2.3.10. Data di rilascio della ricetta. 2.3.11. Applicazione dei bollini delle specialità medicinali. 2.3.12. Assistenza specialistica, diagnostica strumentale e di laboratorio. 2.3.13. Data di effettuazione della prestazione e timbro della struttura erogante. 2.3.14. Importo ticket. 2.3.15. Importo galenici, specialistica e integrativa. Capitolo 3. - Gestione del ricettario. ALLEGATI: 1. Facsimile recto ricetta formato A. 2. Facsimile verso ricetta formato A. 3. Facsimile recto ricetta formato B. 4. Facsimile verso ricetta formato B. 5. Recto ricetta formato A: zone destinate alla lettura ottica. 6. Recto ricetta formato B: zone destinate alla lettura ottica. 7. Facsimile copertina ricettario formato A. 8. Facsimile copertina ricettario formato B. 9. Codici regioni. 10. Codici USL. 11. Sigle automobilistiche province. 12. Carta del modulo: disegno della filigrana a tappeto. GLOSSARIO Per una più puntuale interpretazione delle disposizioni contenute nel presente disciplinare, si riporta di seguito il significato da attribuire a talune espressioni più ricorrenti. L'espressione "modulo" indica lo stampato nella sua interezza (ricetta più matrice). L'espressione "ricetta" indica la parte del modulo da utilizzare per la prescrizione, la richiesta o la proposta di una prestazione e che, previo distacco dalla matrice, viene rilasciata dal medico all'assistito. L'espressione "matrice" indica quella parte del modulo che resta fissata al ricettario anche dopo il distacco della ricetta. L'espressione "ricettario" indica il blocco, cucito con due punti metallici, costituito da una copertina, cento moduli numerati progressivamente e da una sottocopertina. L'espressione "zona" indica un'area della ricetta predisposta per la lettura ottica di una serie di dati costituenti una unità informativa autonoma. Capitolo 1 CARATTERISTICHE DEL RICETTARIO Nel presente capitolo sono indicate le caratteristiche del ricettario di cui all'art. 1, definite in funzione dell'obiettivo di consentire l'acquisizione dei dati mediante l'impiego di apparecchiature a lettura ottica automatica, adottando misure di sicurezza sia nella produzione che nella fase di distribuzione. 1.1. Struttura e formato del modulo Ciascun modulo è costituito da due parti, matrice e ricetta, tra loro separabili mediante una perforazione lineare. Il modulo può assumere uno dei seguenti formati: formato A: mm 165 per mm 304,8 (12') (cucitura in alto); formato B: mm 250 per mm 152,4 (6') (cucitura a sinistra). La matrice e la ricetta assumono, in corrispondenza degli anzidetti formati, le seguenti misure: formato A: matrice: mm 165 per mm 33,8 (1' 2/6); ricetta: mm165 per mm 271 (10' 4/6); formato B: matrice: mm 53 per mm 152,4 (6'); ricetta: mm 197 per mm 152,4 (6'). La scelta del formato tra i due sopraindicati è effettuata dalla singola regione per il proprio ambito territoriale, tenuto conto dei programmi di organizzazione dei servizi di acquisizione dei dati e dei vincoli derivanti dalle apparecchiature di cui si prevede l'impiego. 1.2. Caratteristiche grafiche del modulo: 1.2.1. Recto del modulo I contenuti grafici del recto del modulo devono risultare conformi ai facsimili riportati in scala ridotta e in colore nero nell'allegato 1 (formato A) e nell'allegato 3 (formato B). Detti contenuti riflettono il complesso delle esigenze informative attinenti alle funzioni di gestione e di governo delle diverse aree della prescrizione medica (farmaceutica, specialistica, diagnostica strumentale e di laboratorio, integrativa e ospedaliera) e sono definiti in modo da consentire la acquisizione dei dati mediante apparecchiature di lettura ottica automatica. Solo su autorizzazione del Ministero della sanità, le, regioni, in presenza di peculiari esigenze individuate in ambito locale, ivi comprese quelle attinenti alla stampa delle diciture in forma bilingue, possono disporre scostamenti dai predetti facsimili. Facsimili dei moduli nelle dimensioni e nei colori reali possono essere richiesti al Ministero della sanità (Servizio centrale della programmazione sanitaria) e alle regioni. 1.2.2. Zone a lettura ottica e relative specifiche Sono destinate alla lettura ottica le zone della ricetta di seguito indicate con riferimento alla posizione individuata negli schemi allegati 5 (formato A) e 6 (formato B) e al relativo contenuto informativo: zona 1: contiene il codice identificativo del modulo espresso con la tecnica di rappresentazione a barre e con caratteri OCR-A; zona 2: contiene 16 caselle contigue, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione del codice sanitario dell'assistito; zona 3: contiene 2 caselle contigue, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione dell'età dell'assistito; zona 4: contiene 3 caselle contigue, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione della USL di appartenenza dell'assistito; zona 5: contiene 2 caselle contigue, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione della provincia di appartenenza dell'assistito; zona 6: contiene 2 caselle, contrassegnate rispettivamente dalle lettere "M" e "F" e predisposte per la lettura ottica di biffatura, destinate alla indicazione del sesso dell'assistito; zona 7: contiene 2 caselle, contrassegnate rispettivamente dalle lettere "A" e "R" e predisposte per la lettura ottica di biffatura, destinate alla indicazione della esistenza del diritto dell'assistito alla esenzione dalla partecipazione alla spesa, nonché lo spazio per la trascrizione del numero del documento attestante l'esistenza di tale diritto; zona 8: contiene 1 casella, contrassegnata dalla lettera "S" e predisposta per la lettura ottica di biffatura, destinata alla indicazione di prescrizione suggerita; zona 9: contiene 1 casella, contrassegnata dalla lettera "I" e predisposta per la lettura ottica di biffatura, destinata alla indicazione di prescrizione attinente all'area dell'assistenza integrativa; zona 10: contiene 1 casella, contrassegnata dalla lettera "H" e predisposta per la lettura ottica di biffatura, destinata alla indicazione di proposta di ricovero; zona 11: contiene 2 caselle, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione del numero totale dei pezzi prescritti; zona 12: contiene 6 caselle contigue, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione della data di rilascio della ricetta; zona 13 (ricorrente sei volte): è destinata all'applicazione del bollino recante il codice della confezione della specialità medicinale. All'interno della zona sono altresì stampati due gruppi di 4 caselle contigue e, vicini ai precedenti, due gruppi di 2 caselle contigue, destinate rispettivamente alla indicazione del codice identificativo del tipo di prestazione specialistica effettuata e del numero di prestazioni effettuate per ciascun tipo; zona 14: contiene 6 caselle contigue, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione della data di effettuazione della prestazione prescritta nonché lo spazio per la apposizione del timbro della struttura erogante; zona 15: contiene 6 caselle contigue, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione dell'importo della quota di partecipazione alla spesa corrisposta dall'assistito; zona 16: contiene 6 caselle contigue, predisposte per la lettura ottica di caratteri manoscritti, destinate alla indicazione dell'importo in lire dei galenici dispensati, ovvero delle prestazioni di assistenza specialistica o integrativa erogate. Allo scopo di garantire uniformi condizioni per l'ottimale trattamento del documento mediante apparecchiature di lettura ottica automatica, vengono di seguito dettagliati i vincoli da osservare in sede di stampa delle zone sopra definite. Le caselle destinate a contenere i caretteri manoscritti e quelle destinate alla biffatura sono stampate secondo quanto stabilito dalle norme DIN 66223 e 66225. Il codice che identifica univocamente ciascuna ricetta è costituito da due campi: a) il primo è composto di sette caratteri numerici indicanti: il codice della regione (tre caratteri); il codice della USL (tre caratteri); l'ultima cifra dell'anno di produzione del ricettario. I codici delle regioni e delle USL sono quelli fissati dal decreto ministeriale del 17 settembre 1986, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 15 ottobre 1986 e successive modificazioni e integrazioni. Detti codici sono riportati negli allegati 9 e 10; b) il secondo, composto di otto caratteri numerici, individua la singola ricetta secondo una numerazione progressiva nell'ambito della medesima USL. Le regioni, allo scopo di fronteggiare eventuali fabbisogni straordinari delle USL, possono costituire scorte di ricettari identificati con il valore convenzionale "999" al posto del codice USL indicato alla precedente lettera a). Il codice, come sopra definito, deve essere stampato sulla ricetta nella posizione contrassegnata con il numero 1 negli allegati 5 e 6. Il codice deve essere stampato sulla ricetta secondo la tecnica di rappresentazione a barre e con caratteri OCR-A nel rispetto delle specifiche di seguito riportate. Il numero progressivo di cui alla precedente lettera b) deve essere stampato anche sulla matrice con normali caratteri a stampa unitamente alla indicazione in chiaro della regione e della USL. Il codice della ricetta stampato con la tecnica di codifica a barre deve avere le caratteristiche indicate nella norma ANSI (American National Standars Institute) MH10.8M-1983 per il tipo "3-of-9 Bar Code". Il codice deve avere le seguenti dimensioni: a) altezza delle barre: minimo mm 7,5; b) spessore nominale delle barre e degli spazi stretti: minimo mm 0,240. Il valore scelto assume il nome convenzionale di modulo e viene indicato con il simbolo M; c) spessore nominale delle barre e degli spazi larghi (indicato con il simbolo S): deve essere tale che il rapporto fra S ed M risulti uguale a 2,5; d) spazio tra un carattere e l'altro: massimo mm 1,2. Le ulteriori specifiche sono quelle previste dalle richiamate norme ANSI. Si precisa che nella rappresentazione in BAR CODE i due campi del codice identificativo della ricetta, come sopra individuati, sono entrambi preceduti e seguiti dal carattere standard "asterisco", previsto dalle richiamate norme internazionali con funzione di apertura e di chiusura per la lettura ottica. Le specifiche relative alle caratteristiche tecniche per la stampa dei caratteri OCR-A sono quelle indicate nelle norme ECMA (European Computer Manufacturers Association). Nella rappresentazione in caratteri OCR-A il primo campo del codice identificativo della ricetta deve essere preceduto dal simbolo "hook"; il secondo campo del codice stesso deve essere preceduto dal simbolo "fork". Gli anzidetti simboli hanno funzione di identificatore di campo per apparecchiature di lettura ottica. Le dimensioni dei caratteri OCR-A da utilizzare sono quelle indicate dalla ECMA come tipo 1 del sottoinsieme numerico (OCR-A, Size 1), che prevede un'altezza standard pari a mm 2,75. Il passo, definito come distanza tra le linee verticali mediane di due caratteri adiacenti, deve essere compreso tra mm 2,3 e mm 4,6, come indicato nelle norme ECMA. Le ulteriori specifiche sono quelle previste dalle richiamate norme ECMA. Per assicurare la migliore leggibilità con apparecchiature di lettura ottica il codice identificativo della ricetta deve essere stampato in colore nero. I colori di stampa delle altre zone della ricetta dovranno essere individuati tenendo conto delle specifiche fornite dalle case costruttrici delle apparecchiature automatiche di lettura ottica. 1.2.3. Verso del modulo I contenuti grafici del verso del modulo devono risultare conformi ai facsimili riportati negli allegati 2 (formato A) e 4 (formato B). Sul verso della ricetta è previsto lo spazio disponibile per le eventuali avvertenze; in esso è anche indicata la posizione dello spazio riservato alle autorizzazioni rilasciate dalla USL. 1.3. Caratteristiche della carta del modulo: Il modulo è stampato in carta filigranata prodotta dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in esclusiva per il Servizio sanitario nazionale. In filigrana sono riportati a tappeto il simbolo del caduceo e le lettere SSN (Servizio Sanitario Nazionale). Il disegno della filigrana è riportato nell'allegato 12. La carta, idonea alla lettura ottica, presenta le seguenti caratteristiche: peso: gr 85-90 il m(Elevato al Quadrato); spessore: mm 0,089-0,092; impasto: 100% cellulosa bianchita fondo neutro; opacità: (86-88)%; lunghezza di rottura: m 4,500 (media). 1.4. Struttura del ricettario: I moduli sono raccolti in blocchi di 100 esemplari cuciti con due punti metallici sul lato corto superiore nel formato A e sul lato corto sinistro nel formato B. Ciascun blocco è dotato di una copertina in cartoncino e di una sottocopertina di cartoncino pesto non stampato del peso di circa 300 grammi al metro quadrato. I contenuti grafici della copertina devono risultare conformi ai facsimili riportati in scala ridotta e in colore nero negli allegati 7 (formato A) e 8 (formato B). Solo su autorizzazione del Ministero della sanità, le regioni, in presenza di peculiari esigenze individuate in ambito locale, ivi comprese quelle attinenti alla stampa delle diciture in forma bilingue, possono disporre scostamenti dai predetti facsimili. Facsimili delle copertine nelle dimensioni e nei colori reali possono essere richiesti al Ministero della sanità (Servizio centrale della programmazione sanitaria) e alle regioni. La copertina contiene le seguenti zone predisposte per la lettura ottica, la cui posizione è indicata nei sopracitati allegati 7 e 8: zona 17: contiene 16 caselle contigue per la indicazione del codice del medico o della struttura a cui viene rilasciato il ricettario; zona 18: contiene 2 caselle contigue per la indicazione del codice identificativo della tipologia del medico o della struttura; zona 19: contiene 6 caselle contigue per la indicazione della data di rilascio del ricettario; zona 20: contiene il codice identificativo del ricettario rappresentato con la tecnica a barre e con caratteri OCR-A. Detto codice è costituito da due campi: il primo è identico al corrispondente primo campo del codice identificativo della ricetta (si veda il punto 1.2.2); il secondo, di otto cifre, indica il numero progressivo del ricettario nell'ambito della U.S.L. Il numero progressivo del ricettario corrisponde al numero progressivo dell'ultima ricetta contenuta nel ricettario stesso, togliendo gli ultimi due zeri. Per la stampa delle anzidette zone sono da osservare le specifiche riportate al punto 1.2.2. Capitolo 2 ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE E L'IMPIEGO DEL MODULO 2.1. Generalità Il conseguimento degli obiettivi cui risultano preordinate le caratteristiche del ricettario esplicitate nel precedente capitolo presuppone che siano osservati, da parte degli operatori che a vario titolo intervengono nel ciclo di utilizzazione del ricettario stesso nelle diverse tipologie di prescrizione, comportamenti conseguenti, per l'orientamento dei quali nel presente capitolo vengono dettate le istruzioni e forniti i chiarimenti necessari. Si ritiene necessario sottolineare in questa sede che il codice identificativo della ricetta, definito nel capitolo 1 quanto alla struttura e alle tecniche di rappresentazione, costituisce l'elemento attraverso il quale è possibile, mediante le procedure gestionali esposte al capitolo 3, individuare automaticamente per ciascuna ricetta il soggetto titolare del ricettario. È inoltre da precisare che il modulo di cui al presente disciplinare si presta per l'impiego di apparecchiature automatiche di scrittura nel quadro delle sperimentazioni dei prototipi di automazione del settore della medicina generale. Nell'ambito degli interventi ora richiamati è pertanto ammessa, in deroga alle disposizioni che seguono, la compilazione integrale della ricetta mediante dette apparecchiature, anche per quanto riguarda le zone destinate alla lettura ottica. Allo scopo di favorire le operazioni di trattamento automatico del documento, si raccomanda a tutti i soggetti che intervengono nel ciclo di utilizzo della ricetta l'adozione di ogni opportuna cautela onde preservare l'integrità del modulo. 2.2. Avvertenze per la compilazione delle zone non destinate alla lettura ottica La compilazione delle zone del modulo per le quali non è prevista la rilevazione dei dati mediante la lettura ottica non richiede particolari modalità. È di tutta evidenza, peraltro, la necessità di mantenere la scrittura e l'apposizione di timbri nei limiti degli spazi previsti, allo scopo di evitare qualsiasi invasione delle zone predisposte per la lettura ottica. Per la apposizione dei timbri è ammesso esclusivamente l'impiego di inchiostri neri. 2.2.1. Matrice. Con riguardo alla matrice della ricetta è da sottolineare il carattere non innovativo della modulistica, in quanto per i dati in essa riportati non è prevista l'acquisizione mediante lettura ottica. La matrice contiene, oltre alla indicazione a stampa della Regione, del codice della Unità sanitaria locale e del numero progressivo del modulo, uno spazio per la indicazione della diagnosi, da riportare nei casi previsti dalle vigenti disposizioni. Nulla è innovato per quanto attiene alla conservazione delle mazzette delle matrici ai fini della loro restituzione alle Unità sanitarie locali da parte dei soggetti prescrittori. 2.2.2. Generalità e indirizzo dell'assistito. La indicazione in chiaro del cognome e del nome dell'assistito nonché del domicilio dello stesso nei casi previsti dalla legge costituisce un adempimento necessario per la validità dell'atto prescrittivo, anche in presenza della indicazione del codice sanitario. A seguito della introduzione delle misure indicate al successivo punto 2.3.1, la trascrizione delle generalità dell'assistito potrà essere effettuata con le modalità semplificate ivi illustrate. 2.2.3. Prescrizione, richiesta, proposta. La indicazione in chiaro della prescrizione, della richiesta o della proposta di una prestazione è effettuata dal soggetto abilitato utilizzando lo spazio della ricetta a ciò destinato, la cui grafica non presenta particolari innovazioni rispetto alla modulistica attualmente in uso. 2.2.4. Timbro e firma del medico. Anche per questo adempimento non ricorrono particolari vincoli oltre a quelli di carattere generale richiamati al punto 2.2. 2.2.5. Numero progressivo della ricetta apposto dalla farmacia. La indicazione del numero progressivo della ricetta apposto dalla farmacia secondo le vigenti disposizioni è effettuata utilizzando lo spazio a ciò destinato. 2.2.6. Spazio per autorizzazioni. Il rilascio della autorizzazione e l'apposizione delle altre annotazioni di pertinenza della struttura erogante e dell'assistito devono essere effettuate nell'apposito spazio collocato sul verso della ricetta. 2.3. Avvertenze per la compilazione delle zone destinate alla lettura ottica. La compilazione delle zone destinate alla lettura ottica richiede la più scrupolosa osservanza delle istruzioni e delle avvertenze di seguito riportate. Si raccomanda, comunque, la massima cura da parte dei soggetti abilitati al rilascio della ricetta nella conservazione e nell'uso del ricettario, allo scopo di evitare lacerazioni, abrasioni o macchie che possano risultare di pregiudizio alle operazioni di lettura ottica. Analoghi accorgimenti dovranno essere osservati dagli utilizzatori successivi (farmacie, laboratori, altre strutture e uffici della USL, ecc.). Per tutti i casi in cui è ammesso l'uso di timbri, devono essere impiegati inchiostri neri. La trascrizione manuale di caratteri numerici o alfabetici nelle caselle a ciò destinate deve essere effettuata, da parte del soggetto abilitato, con le seguenti modalità: a) scrivere con la massima chiarezza e semplicità evitando ornati e grafismi di difficile interpretazione per le apparecchiature di lettura ottica; b) riportare un solo carattere in ciascuna casella; c) occupare nella trascrizione solo lo spazio bianco interno della casella, evitando di invadere il bordo colorato delimitante la casella stessa; d) evitare di legare i caratteri tra loro; e) usare esclusivamente penne stilografiche o a sfera ad inchiostro nero; f) evitare assolutamente cancellature o correzioni dei caratteri già scritti; g) evitare puntini, lineette, virgole o barrature tra i caratteri; h) non barrare o annullare le caselle non utilizzate. La compilazione delle caselle destinate alla lettura ottica di biffatura è effettuata apponendo un qualunque segno all'interno del cerchio contenuto nella casella, avendo cura di non fuoriuscire dalla stessa. Non sono ammesse cancellature e correzioni. È consentito esclusivamente l'uso di penne stilografiche o a sfera ad inchiostro nero. Ad integrazione dei suindicati accorgimenti di carattere generale, per la compilazione delle singole zone valgono le istruzioni di seguito riportate. 2.3.1. Codice dell'assistito. La indicazione del codice deve essere effettuata nella zona a ciò destinata, mediante la trascrizione manuale del codice attribuito all'assistito, secondo le disposizioni regionali attualmente in vigore, e riportato sul documento assicurativo rilasciato all'assistito stesso dagli uffici localmente competenti. Tutti i caratteri costituenti il codice, ivi compresi gli eventuali caratteri speciali (barre, ecc.), devono essere trascritti con allineamento a sinistra, iniziando cioè dalla prima casella a sinistra ed evitando di annullare le caselle residue non utilizzate. Si precisa che il numero delle caselle destinate alla trascrizione del codice sanitario dell'assistito è tale da contenere il codice fiscale. Ciò in vista delle disposizioni nazionali e regionali che verranno emanate in attuazione delle previsioni contenute nell'art. 1, comma 3, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463 convertito, con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638, il quale estende l'uso del codice fiscale ai rapporti dei cittadini con il Servizio sanitario nazionale. L'impiego del codice fiscale permetterà l'individuazione automatica del sesso e dell'età dell'assistito anche in assenza di anagrafi automatizzate, eliminando gli adempimenti della trascrizione manuale di tali informazioni. Talune misure tecniche attualmente in fase di studio, consentiranno ulteriori semplificazioni negli adempimenti di trascrizione del codice e di altri dati dell'assistito. Tra queste si ricorda, in particolare, l'adozione dei tesserini già in uso rilasciati dall'Amministrazione finanziaria o di tesserini analoghi rilasciati nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, recanti, mediante punzonatura in rilievo e registrazione su banda magnetica, i dati dell'assistito previsti dalla ricetta. Ciò potrà consentire la compilazione della ricetta mediante la stampigliatura dei dati dell'assistito con semplici apparecchiature manuali anche di formato tascabile, ovvero mediante la stampa con apparecchiature elettroniche previa acquisizione dei dati stessi attraverso la lettura della banda magnetica. Risultati analoghi di semplificazione nella compilazione della ricetta potranno essere conseguiti mediante l'utilizzo di etichette autoadesive recanti i dati dell'assistito stampati con caratteri rilevabili con dispositivi di lettura ottica. Tali innovazioni potranno inoltre rivelarsi utili anche per più efficienti modalità di acquisizione dei dati in parola presso le farmacie. La grafica della ricetta è già predisposta per le innovazioni descritte, la cui introduzione sarà regolata con successivi provvedimenti, da adottarsi nell'ambito del programma attuativo della richiamata disposizione di legge. 2.3.2. Età dell'assistito. L'età, espressa in anni, deve essere indicata nella apposita zona con allineamento a sinistra, lasciando bianche le caselle non utilizzate e con l'osservanza delle seguenti modalità: a) per assistiti di età inferiore all'anno sarà indicato il valore "0"; b) per assistiti di età superiore a 99 anni sarà indicato il valore convenzionale "99". L'adempimento illustrato potrà essere omesso, in attesa dell'adozione del codice fiscale, su autorizzazione delle regioni qualora si appalesi superfluo per la presenza di archivi degli assistibili gestiti automaticamente. 2.3.3. USL o provincia di provenienza dell'assistito. La compilazione delle zone a ciò destinate deve essere effettuata solamente qualora la USL di appartenenza dell'assistito - desumibile dal documento assicurativo - non coincida con quella del medico che rilascia la ricetta, secondo le seguenti modalità: se la USL di appartenenza dell'assistito rientra nell'ambito della stessa regione in cui opera il soggetto prescrittore occorre riportare nelle apposite caselle il codice di detta USL, attenendosi al sistema di codifica riportato nell'allegato 10. In deroga alla regola ora enunciata, i soggetti prescrittori operanti nelle USL subcomunali sono esonerati dall'adempimento in questione limitatamente al caso in cui la USL di appartenenza dell'assistito, pur non coincidendo con quella del soggetto prescrittore, sia ricompresa nel territorio del Comune metropolitano; se la USL di appartenenza dell'assistito rientra nell'ambito territoriale di una regione diversa da quella in cui opera il soggetto prescrittore occorre riportare nelle apposite caselle le lettere corrispondenti alla sigla automobilistica della provincia nel cui territorio è situata la USL di appartenenza dell'assistito. Le sigle automobilistiche delle province sono riportate nell'allegato 11. In caso di coincidenza della USL di appartenenza dell'assistito con quella in cui opera il soggetto prescrittore non si deve procedere alla compilazione della zona. 2.3.4. Sesso dell'assistito. La indicazione del sesso dell'assistito è effettuata a cura del soggetto abilitato al rilascio della ricetta mediante la marcatura della casella contrassegnata dalla lettera "M" se l'assistito è di sesso maschile, della casella contrassegnata dalla lettera "F" qualora l'assistito sia di sesso femminile. L'adempimento illustrato potrà essere omesso su autorizzazione delle regioni qualora si appalesi superfluo per la presenza di archivi degli assistibili gestiti automaticamente, ovvero a seguito dell'adozione del codice fiscale. 2.3.5. Esenzione. La indicazione di tale dato è effettuata dal soggetto abilitato al rilascio della ricetta mediante la marcatura della casella contrassegnata dalla lettera "R", qualora l'assistito risulti esente in relazione alla propria posizione reddituale, ovvero mediante la marcatura della casella contrassegnata dalla lettera "A", qualora l'esenzione sia stata disposta per gli altri motivi previsti dalla legislazione vigente. In ogni caso l'accertamento della sussistenza del diritto all'esenzione va effettuata sulla scorta del documento a tale fine rilasciato all'assistito dai competenti uffici. Il numero identificativo di detto documento deve essere trascrito in chiaro e per esteso nell'apposito riquadro a ciò destinato. In assenza del diritto all'esenzione ovvero in carenza della esibizione del documento attestante la sussistenza del diritto stesso, il soggetto abilitato al rilascio della ricetta deve annullare con un segno il riquadro sopra menzionato. Le regioni e le unità sanitarie locali assicurano la presenza sui documenti di esenzione rilasciati delle indicazioni necessarie per la chiara identificazione del tipo di esenzione riconosciuta nonché del termine di efficacia della stessa. 2.3.6. Prescrizione suggerita. La indicazione che la prescrizione contenuta nella ricetta deriva da uno specifico suggerimento specialistico o da indicazioni rilasciate da una struttura di ricovero è effettuata, qualora ricorrano le anzidette circostanze, mediante la marcatura dell'apposita casella contrassegnata dalla lettera "S". 2.3.7. Assistenza integrativa. La indicazione che la prescrizione contenuta nella ricetta si riferisce a prestazioni rientranti nell'area dell'assistenza integrativa è effettuata, qualora ne ricorrano le condizioni, mediante la marcatura della apposita casella contrassegnata con la lettera "I". 2.3.8. Ricovero ospedaliero. La indicazione che la ricetta contiene la proposta di ricovero presso una struttura ospedaliera è effettuata, in presenza della circostanza anzidetta, mediante la marcatura della apposita casella contrassegnata dalla lettera "H". 2.3.9. Prescrizioni farmaceutiche: numero dei pezzi. Per le prescrizioni farmaceutiche il medico deve indicare nell'apposita area e con allineamento a sinistra il numero complessivo dei pezzi prescritti. 2.3.10. Data di rilascio della ricetta. La indicazione della data di rilascio deve essere effettuata trascrivendo nella apposita zona i caratteri numerici identificanti il giorno (due caselle), il mese (due caselle) e l'anno (due caselle). Per la indicazione dei giorni da 1 a 9 la indicazione deve essere effettuata premettendo il valore "0" (esempio: il giorno 2 sarà indicato con il valore "02"). Per la indicazione dei mesi da gennaio a settembre il numero corrispondente deve essere preceduto dal valore "0" (esempio: il mese di marzo sarà indicato con il valore "03"). Per la indicazione dell'anno devono essere riportati solo gli ultimi due caratteri (esempio: l'anno 1988 sarà indicato con il valore "88"). È ammesso l'uso di timbri datari con caratteri OCR purché la stampigliatura risulti conforme alle anzidette disposizioni, sia collocata in corrispondenza delle apposite caselle e risulti di colore non cieco alla lettura ottica (inchiostro nero). 2.3.11. Applicazione dei bollini delle specialità medicinali. L'applicazione dei bollini autoadesivi delle confezioni delle specialità medicinali dispensate deve essere effettuata dal farmacista avendo cura di rispettare i margini dei riquadri a ciò destinati ed evitando la sovrapposizione e il capovolgimento dei bollini stessi, che impedirebbero la lettura ottica dei codici. Non è consentito l'uso di punti metallici o di nastri adesivi anche trasparenti. Fino all'impiego generalizzato del bollino autoadesivo l'applicazione delle fustelle può essere effettuata mediante punti metallici apposti al di fuori degli spazi di lettura dei codici ovvero mediante nastro adesivo con caratteristiche di trasparenza tali da consentire la lettura ottica dei codici nel rispetto delle altre regole sopra riportate. 2.3.12. Assistenza specialistica, diagnostica strumentale e di laboratorio. Le zone destinate alla rilevazione dei dati analitici concernenti l'area delle prestazioni specialistiche, di diagnostica strumentale e di laboratorio permettono di indicare il numero delle prestazioni effettuate per singole tipologie di prestazioni. L'importo complessivo in lire corrispondente alle prestazioni erogate deve essere riportato nella zona di cui al successivo punto 2.3.15. Con successivi provvedimenti saranno dettate disposizioni tese ad uniformare i sistemi di codificazione dei dati in questione ai fini del loro trasferimento al sistema informativo di governo. Allo stato, pertanto, la indicazione dei dati riferiti all'area di cui trattasi da parte del soggetto o della struttura che procede alla erogazione della prestazione è rimessa alle autonome determinazioni della regione. 2.3.13. Data di effettuazione della prestazione e timbro della struttura erogante. L'adempimento si riferisce all'area dell'assistenza farmaceutica (in tal caso la data di erogazione coincide con quella di spedizione di cui all'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 15 settembre 1979), all'area della assistenza specialistica, a quella della diagnostica strumentale e di laboratorio nonché a quella dell'assistenza integrativa. Per le modalità di trascrizione dei dati si richiamano le istruzioni di cui al precedente punto 2.3.10 anche per quanto attiene all'impiego di speciali timbri datari. L'apposizione del timbro della struttura (farmacia, presidi pubblici e privati convenzionati) che ha proceduto alla effettuazione della o delle prestazioni indicate nella ricetta deve essere operata nello spazio a ciò destinato, avendo cura di evitare che il timbro stesso invada le caselle a lettura ottica riservate alla indicazione della data di effettuazione della prestazione. È ammesso l'uso di speciali timbri datari, ad inchiostro nero, per la contestuale indicazione della struttura erogante e della data di effettuazione della prestazione. 2.3.14. Importo ticket. L'indicazione dell'importo del ticket riscosso è effettuata solo nei casi previsti dalle vigenti disposizioni. Per la indicazione del dato in questione dovranno essere trascritte nell'apposita zona le cifre rappresentanti l'importo della somma riscossa dalla farmacia con allineamento a destra, lasciando in bianco le caselle non utilizzate. 2.3.15. Importo galenici, prestazioni specialistiche e integrative. La indicazione dell'importo dovuto a fronte dei galenici ovvero delle prestazioni specialistiche o di assistenza integrativa erogati è effettuato nell'apposita zona secondo modalità analoghe a quelle indicate nel precedente punto 2.3.14. Capitolo 3 APPROVVIGIONAMENTO E DISTRIBUZIONE DEL RICETTARIO La organizzazione delle attività delle USL in materia di distribuzione dei ricettari ai medici e alle strutture abilitate al rilascio della ricetta deve risultare coerente con l'obiettivo della individuazione del soggetto prescrittore in sede di elaborazione automatica dei dati desunti dalle ricette, in modo da consentire comunque la riferibilità dei dati stessi al soggetto che ha rilasciato la ricetta. Poichè non è prevista la acquisizione degli elementi identificativi del soggetto prescrittore mediante la lettura ottica dei dati contenuti nel timbro apposto dal soggetto stesso, la identificazione del soggetto prescrittore è conseguibile in modo indiretto, ponendo cioè in relazione univoca il soggetto titolare del ricettario e il codice identificativo della ricetta (si vedano i punti 1.2.2 e 2.1), del quale è invece prevista in via sistematica la rilevazione. Di conseguenza la registrazione degli estremi dell'assegnazione del ricettario ad un soggetto abilitato e la comunicazione di tali informazioni al sistema di elaborazione assumono il carattere di adempimenti necessitati, propedeutici al trattamento del complesso dei dati delle prescrizioni. Gli estremi oggetto della registrazione sono: a) range di ricette assegnate espresso con il primo e l'ultimo progressivo; b) codice del soggetto cui sono state assegnate le ricette; c) tipologia del soggetto cui sono state assegnate le ricette (medico, struttura, guardia medica, guardia turistica); d) data di consegna delle ricette. I contenuti grafici della copertina del ricettario (si veda il punto 1.4.) sono predisposti per favorire la rilevazione dei dati anzidetti. Parte di provvedimento in formato grafico