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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 197 COLTORTI La seduta inizia alle ore 15,15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente sui disegni di legge di riforma della RAI Il PRESIDENTE comunica che, a seguito della formazione del nuovo Governo, nelle riunioni dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi è stato affrontato più volte il tema della calendarizzazione dei numerosi disegni di legge di iniziativa parlamentare assegnati alla Commissione e mai incardinati anche in virtù del fatto che l'attività di quest'ultima si è a lungo dovuta concentrare su importanti decreti-legge e atti del Governo. In particolare, le ultime due riunioni dell'Ufficio di presidenza, tenutesi il 4 e il 5 maggio scorsi, si sono concentrate sulla richiesta - già avanzata più volte dai Gruppi del M5S e del PD e ribadita in quella sede - di inserire all'ordine del giorno il disegno di legge n. 1415, d'iniziativa del senatore Primo Di Nicola e altri, e il disegno di legge n. 2011, d'iniziativa della senatrice Valeria Fedeli e altri. Sul punto si è svolto un dibattito molto articolato e approfondito, che ha toccato, tra l'altro, il tema della concomitante procedura per l'individuazione dei nuovi componenti del consiglio d'amministrazione della RAI e quello della possibile presentazione, da parte di altri Gruppi, di ulteriori disegni di legge in materia. Al termine del dibattito, l'Ufficio di presidenza ha convenuto - in considerazione dell'elevata importanza politica della questione - sull'opportunità di affrontare il tema in una seduta plenaria, nel corso della quale potessero quindi intervenire non solo i componenti dell'Ufficio di presidenza stesso ma tutti i senatori interessati, in esito alla quale procedere alla calendarizzazione dei disegni di legge in questione. Alla luce di quanto riferito, chiede se vi siano senatori interessati a prendere la parola. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) conferma che il Gruppo del PD, già a partire dall'inizio di aprile, aveva più volte sollecitato l'inserimento all'ordine del giorno della Commissione dei disegni di legge in materia di riforma della RAI. Al termine di una riunione dell'Ufficio di presidenza piuttosto concitata, si è raggiunto un punto di caduta a suo avviso intelligente e consistente nello svolgimento di una discussione "preliminare" in seduta plenaria nel corso di questa settimana, con conseguente inizio dell'esame vero e proprio a partire dalla settimana prossima. Nel rinviare dunque ogni valutazione di merito sui disegni di legge a dopo l'incardinamento degli stessi, chiarisce che, per il Gruppo del PD, l'avvio dell'esame dei disegni in questione non potrà in alcuna maniera interferire con il processo attualmente in corso di rinnovo dei componenti del consiglio d'amministrazione della RAI o costituire un alibi per non rispettare le scadenze previste dalla legge per il rinnovo dei vertici della società. Del resto, è giusto procedere al rinnovo per proiettare il concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo in una fase diversa e, auspicabilmente, migliore. Spera dunque che su questa premessa di carattere metodologico si possa registrare la convergenza di tutti. Il secondo punto che ci tiene a sottolineare è che ciò che occorre non è la riforma della governance della RAI, ma la riforma della RAI nel suo complesso, che è cosa diversa e ben più ampia. Il concentrarsi sui profili attinenti alla governance ha costituito infatti un errore della legge approvata nella scorsa legislatura. I profili che richiedono un approfondimento sono tanti. Ricorda, a titolo esemplificativo, la discussione svolta in passato sulla possibilità di dare evidenza, con un sistema di bollini, al fatto che una determinata trasmissione televisiva sia finanziata tramite il canone o con la pubblicità. Il dibattito era stato acceso e la questione alla fine aveva incontrato la contrarietà della maggior parte dei componenti della Commissione di vigilanza, poiché si era ritenuto che essa aprisse al tema della privatizzazione del servizio pubblico. Quello fu un dibattito molto forte, ma oggi ci sono anche tante altre questioni su cui riflettere: l'informazione, il numero dei canali, la capacità di innovazione tecnologica, la qualità dei servizi offerti in streaming , la raccolta pubblicitaria, l'opportunità o meno di finanziare con il canone anche le televisioni private che dimostrino di svolgere servizio pubblico. La circolazione sempre più rapida delle notizie invece di rendere inutile il servizio pubblico, lo rende ancora più delicato ed è quindi necessario lavorare per ridare alla RAI l'autorevolezza che aveva in passato. Un'altra questione è quella della proiezione internazionale: nell'ultimo contratto di programma era stato previsto un canale in inglese che poi non è stato realizzato, analogamente a quanto è avvenuto per il canale istituzionale. Il tema non è dunque solo quello di mettere la politica fuori dalla RAI, cosa che peraltro richiede una riflessione attenta sul ruolo del Parlamento. È giusto quindi che su materie così importanti ci siano più disegni di legge, che richiederanno quindi di lavorare insieme per trovare una sintesi e per far sì che una maggioranza così ampia come quella attuale, che per certi versi potrebbe costituire uno svantaggio, costituisca invece un vantaggio e un'occasione di confronto, anche con le forze di opposizione, per fare una buona legge. Già il fatto che l'esame dei provvedimenti parta dal Senato costituisce un elemento positivo e qualificante per la Commissione. L'obiettivo ora è arrivare alla fine del percorso con l'approvazione di un buon disegno di legge che possa incontrare anche la condivisione dell'altro ramo del Parlamento e giungere quindi all'approvazione definitiva. Il senatore GASPARRI ( FIBP-UDC ) condivide il fatto che la discussione sui disegni di legge di riforma della RAI non dovrà in alcuna maniera incidere sulla procedura di rinnovo dei componenti del consiglio di amministrazione attualmente in corso. Ciò implica che la discussione dei disegni di legge potrà essere svolta in maniera approfondita e non precipitosa. Ricorda che nessuna legge è immodificabile e la legge che porta il suo nome, essendo in vigore da 17 anni, ha dimostrato di saper resistere al passaggio del tempo, ma ora il mondo è profondamente cambiato ed è contrassegnato dalla presenza di grandi operatori internazionali il cui operato pone seri problemi in termini di concorrenza, di rispetto del diritto d'autore e di equità fiscale. Annuncia di avere presentato ieri un disegno di legge recante modifiche al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, che non esaurisce la riflessione che sul tema verrà condotta in seno al Gruppo di Forza Italia e che presenta, per certi versi, un contenuto provocatorio, essendo volto ad eliminare le modifiche introdotte nella scorsa legislatura. Non si tratta di un ritorno al passato - che non avrebbe senso considerato che, come ha già detto, il mondo nel frattempo è andato avanti - ma di eliminare la figura dell'amministratore delegato, introdotta nella scorsa legislatura, che ha determinato un eccessivo accentramento di poteri e uno sbilanciamento a favore del Governo e a scapito del Parlamento. Invita quindi tutti i colleghi a leggere la relazione illustrativa del suo disegno di legge, nella quale viene ricostruita la giurisprudenza della Corte costituzionale che ha sempre sottolineato la centralità del Parlamento. A suo avviso, la riforma della scorsa legislatura si pone quindi al di fuori del solco tracciato dalla giurisprudenza della Corte perché rafforza l'Esecutivo mentre l'editore sostanziale della RAI è il Parlamento, dove siedono i rappresentanti di tutti i cittadini e ciò costituisce l'essenza della democrazia. La sua proposta è dunque volta a sollecitare una riflessione. Altre forze politiche dicono: "Via i partiti dalla RAI!". Ma per metterci chi? I tecnici? Le fondazioni? Una scelta di questo tipo porrebbe problemi di costituzionalità e non lo vedrebbe d'accordo. Segnala, infine, l'importanza che sia data attuazione a quanto previsto dall'articolo 49, comma 10- bis , del decreto legislativo n. 177 del 2005, ai sensi del quale l'amministratore delegato della RAI deve essere nominato tra coloro che si trovano in situazione di assenza di conflitti di interesse o di titolarità di cariche in società concorrenti. Il senatore DI NICOLA ( M5S ) ringrazia il Presidente e i componenti della Commissione per l'occasione di intervenire in questo importante dibattito e per la volontà di iniziare a breve l'esame dei disegni di legge in questione. L'8ª Commissione ha l'occasione storica di effettuare una riforma di sistema richiesta da tutti i cittadini. Ulteriori ritardi sarebbero inaccettabili e non sarebbero compresi. Ripercorre le varie proposte che sono state elaborate nel passato per disegnare una governance indipendente, al riparo dalle interferenze della politica, a partire dalla proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma della RAI, per giungere alla proposta di legge a prima firma dell'allora Presidente della Commissione di vigilanza Fico, che è riprodotta nell'A.S. n. 1415. Dopo aver chiarito che l'esame dei disegni di legge di riforma non potrà assolutamente interferire con il fisiologico processo di rinnovo dei vertici di una società che deve essere governata e che quindi proseguirà secondo i tempi previsti, si dice certo che dal lavoro della Commissione non uscirà una proposta di parte, ma una riforma condivisa, una riforma per i cittadini, che costituirà la sintesi di tutte le proposte già presentate e di quelle che sono in procinto di esserlo. Ci sarà certamente da fare un lavoro lungo e approfondito, di audizioni, di riflessione su tanti profili, a partire dalle risorse disponibili, tra canone e pubblicità, la cui quantificazione è imprescindibile per giungere ad un dimensionamento della mission anche editoriale del servizio pubblico. Dovrà essere riconsiderata anche l'attuale divisione in tre testate e in tre reti, figlia di un'era politica ormai superata. Il tutto tenendo sempre a mente che la RAI è un'azienda che ha un impatto fortissimo sulla formazione politica e culturale dei cittadini, sulla percezione che essi hanno dei propri diritti e, in ultima analisi, sulla qualità della democrazia. Il senatore BARACHINI ( FIBP-UDC ) sottolinea, anche in virtù della sua qualità di Presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, la necessità di tenere separato il tema della riforma della società da quello del rinnovo dei vertici, con riferimento al quale osserva che le indicazioni da parte della politica costituiranno una grande prova di responsabilità, in un momento in cui sono necessarie figure di grande competenza. Ritiene inoltre che il punto centrale non dovrebbe essere tanto quello di escludere la politica dalla RAI, cosa che sarebbe illusoria, quanto di individuare il corretto punto di equilibrio. Il mercato dell'audiovisivo si evolve con un ritmo rapidissimo, motivo per cui anche alcune delle proposte presentate sono già superate o in fase di superamento. Varie sono le questioni che dovranno essere affrontate. Il servizio pubblico attraversa una fase delicatissima anche dal punto di vista economico e questo incide sulla capacità di innovazione e di sviluppare una visione digitale. Si dovrà riflettere sui limiti alle esternalizzazioni, in considerazione dell'eccessivo ricorso a società esterne ed agenti. Altri temi sono quelli del rapporto tra canone, pubblicità ed extragettito e della contabilità separata, in quanto attualmente nessuno è in grado di elaborare un'analisi che chiarisca che cosa arriva dal canone e cosa dalla pubblicità, mentre ciò sarebbe strategico per recuperare la fiducia dei contribuenti. Si sofferma infine sul ruolo della Commissione di vigilanza, osservando che in un sistema caratterizzato da un perfetto equilibrio e bilanciamento essa potrebbe astrattamente non servire, ma che nella realtà i fatti hanno dimostrato che la Commissione ha svolto un ruolo importante, come dimostrato dagli atti che essa ha adottato e che dovrebbero costituire uno degli elementi sui cui impostare il lavoro di esame dei disegni di legge in titolo. Il senatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia l'intenzione del Gruppo della Lega di presentare un proprio disegno di legge, che è in corso di predisposizione e sarà pronto nell'arco di quindici giorni, per cui chiede che la calendarizzazione dei provvedimenti possa slittare di qualche giorno rispetto a quanto originariamente immaginato in Ufficio di presidenza. A suo avviso, mettere in dubbio il ruolo della Commissione di vigilanza RAI comporterebbe un indebolimento della democrazia parlamentare, anche alla luce del buon lavoro da essa svolto nella legislatura in corso, testimoniato, ad esempio, dalla istituzionalizzazione della Sottocommissione permanente per l'accesso. Anche il Gruppo della Lega ritiene che il lavoro non si debba incentrare sulla sola governance , bensì mirare a una riforma complessiva di un'azienda che necessita di qualità e professionalità, e che tale lavoro non possa interferire in alcun modo con il processo di rinnovo dei vertici della società. La maggioranza allargata che sostiene il Governo ha la possibilità di dimostrare che la RAI potrà fare un grandissimo salto di qualità. Sarà poi necessario prendere in considerazione tutto il sistema audiovisivo e non solo la RAI, in quanto ci sono tanti altri soggetti privati che non possono essere abbandonati a sé stessi. Occorrerà dare risposte su temi quali quelli delle testate regionali e della razionalizzazione della filiera dei canali culturali e di approfondimento. Concorda che si debba partire dai testi delle risoluzioni approvate dalla Commissione di vigilanza e che si debba svolgere una riflessione sui rapporti con le società esterne, sulla qualità del servizio da esse fornito e sul valore aggiunto prodotto dal canone. Altro aspetto da affrontare è quello delle retribuzioni. In passato è stato introdotto un tetto importante e ciò deve essere ritenuto coerente con la funzione pubblica esercitata. Ovviamente però ciò può comportare delle limitazioni alla capacità della RAI di attrarre professionalità particolarmente qualificate che possono trovare altrove condizioni economiche migliori. In conclusione, invita tutti a non arroccarsi su posizioni ideologiche e ad affrontare il futuro dibattito liberi da pregiudizi. Il senatore PAROLI ( FIBP-UDC ) valuta molto positivamente il dibattito odierno, che pone le basi per un lavoro proficuo una volta che i provvedimenti saranno incardinati. Concorda sul fatto che l'esame dei disegni di legge di riforma e il procedimento di rinnovo dei vertici della società procedano su due binari distinti e che la Commissione non si debba occupare solo della governance , ma anche della qualità dei contenuti. Pone l'accento sul fatto che la RAI costituisce solo un tassello di un quadro più ampio, che abbraccia tutto il mondo dell'editoria e nel quale rientrano anche la carta stampata e le televisioni locali. La RAI è l'unico soggetto pagato dallo Stato e ciò comporta una grande responsabilità per chi si appresta a mettere mano a questo tema. È necessario vigilare a tutela della democrazia e ciò richiede di riflettere sul fatto che partiti e giornali vanno rifinanziati, in quanto presidi della democrazia e del pluralismo. Suggerisce inoltre di svolgere una considerazione sulle disposizioni in virtù delle quali i vertici della società debbano essere individuati solo tra i soggetti che hanno presentato una candidatura, perché tale regola rischia di privare la RAI della possibilità di avvalersi proprio dei soggetti maggiormente qualificati che, in quanto tali, non avranno normalmente interesse a presentare candidature "al buio". In conclusione, manifesta la disponibilità del suo Gruppo a lavorare per raggiungere un risultato condiviso tra tutte le forze politiche. Il PRESIDENTE ricorda che nel corso delle riunioni dell'Ufficio di presidenza della scorsa settimana si era ipotizzato di dare avvio all'esame dei disegni di legge in materia di riforma della RAI a partire da martedì 18 maggio. Alla luce di quanto emerso dal dibattito, e in particolare di quanto richiesto dal senatore Bergesio a nome del Gruppo della Lega, propone di far slittare l'esame di una settimana e dunque di inserire i provvedimenti all'ordine del giorno della seduta di martedì 25 maggio. La Commissione conviene. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO N. 84 - Proposta di nomina Pres. ADSP Mar Adriatico settentrionale Doc n. 84 Proposta di nomina del dottor Fulvio Lino Di Blasio a Presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico settentrionale (Parere al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Esame e rinvio) Il relatore D'ARIENZO ( PD ) illustra la proposta di nomina in esame, dando conto della procedura e del curriculum del candidato. Il PRESIDENTE si riserva di organizzare l'audizione del candidato, che potrebbe avere luogo la settimana prossima. Il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE CONSULTIVA 1131 e congiunti - rigenerazione urbana DDL 1131 Misure per la rigenerazione urbana DDL 970 Disposizioni in materia di tutela dei centri storici, dei nuclei e dei complessi edilizi storici DDL 985 Misure per la tutela e la valorizzazione delle mura di cinta storiche e relative fortificazioni e torri, dei borghi e dei centri storici DDL 1302 Modificazioni alla legge 6 ottobre 2017, n. 158, in materia di sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni e di riqualificazione e recupero dei centri storici dei medesimi comuni DDL 1943 Misure e strumenti per la rigenerazione urbana DDL 1981 Norme per la rigenerazione urbana (Parere alla 13 a Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 5 maggio. Il relatore PAROLI ( FIBP-UDC ) illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni e condizioni, pubblicato in allegato, invitando tutti i colleghi e valutarlo con attenzione e dichiarando la propria disponibilità a valutare nel prosieguo ogni proposta di modifica o integrazione che i Gruppi gli vorranno sottoporre. Il seguito dell'esame congiunto è rinviato. 2169 - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Relazione alla 14 a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 5 maggio. Il PRESIDENTE comunica che la 14ª Commissione ha svolto il ciclo di audizioni che aveva in programma e ha posticipato il termine emendamenti a martedì 18 maggio. Il relatore D'ARIENZO ( PD ), in considerazione di quanto appena comunicato dal Presidente, si riserva di presentare lo schema di relazione in una prossima seduta, al fine di valutare la possibilità di inserire alcune proposte provenienti dai Gruppi. Sull'ordine dei lavori, si svolge un breve dibattito - nel quale intervengono i senatori DI GIROLAMO ( M5S ), MARGIOTTA ( PD ), MALLEGNI ( FIBP-UDC ) e CIOFFI ( M5S ), nonché il PRESIDENTE - sulle modalità più opportune per approfondire i temi attinenti alla riforma di parti del codice dei contratti pubblici diverse da quelle affrontate nell'ambito del disegno di legge europea. Il seguito dell'esame è rinviato. SCONVOCAZIONE DELLE SEDUTE DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che le sedute della Commissione, già convocate per domani, mercoledì 12 maggio, alle ore 9, 12,30 e 18, non avranno più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,50. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 1131, 970, 985, 1302, 1943 E 1981 La Commissione, esaminati per quanto di propria competenza i disegni di legge in titolo, premesso che: - l'A.S. 1131, originariamente assegnato alle Commissioni riunite 9ª e 13ª e calendarizzato insieme a un gruppo di disegni di legge in materia di consumo del suolo, è stato da questi disgiunto l'11 giugno 2019, per essere successivamente riassegnato alla sola Commissione 13ª; - nel corso dell'esame, che ha avuto inizio il 30 settembre 2020, all'A.S. 1131 sono stati abbinati i disegni di legge nn. 970, 985, 1302, 1943 e 1981; - al termine di un ciclo di audizioni, la Commissione ha dato mandato ai Relatori di predisporre un testo unificato, che è stato adottato come testo base il 10 marzo 2021; - in allegato al resoconto della seduta della 13ª Commissione del 17 marzo 2021 è stata pubblicata una versione corretta del testo base, sulla quale si basa il presente parere, esprime parere favorevole, con le seguenti osservazioni: - preliminarmente, si valuti se una disciplina così dettagliata e puntuale come quella contenuta nel testo unificato non comporti il rischio di contrastare con l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, che ricomprende la materia del "governo del territorio" nel novero delle materie di legislazione concorrente, nelle quali la potestà legislativa spetta alle regioni, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione esclusiva dello Stato; - si valuti inoltre se il contenuto del provvedimento non esuli dall'ambito proprio della rigenerazione urbana per sconfinare, da un lato, in quello dell'urbanistica, intervenendo in maniera incompleta e non coordinata con il corpus normativo che disciplina quest'ultima materia, e, dall'altro, con quello del consumo di suolo; - all'articolo 14, comma 9, nel prevedere che il contributo di costruzione sia ridotto fino ad un massimo del 70 per cento rispetto a quello previsto per le nuove costruzioni, andrebbe chiarito che tale riduzione dovrebbe comunque ammontare ad almeno il 50 per cento di quello previsto per le nuove costruzioni; - l'articolo 18, ai sensi del quale alle procedure e ai contratti di cui alla presente legge si applicano i controlli da parte dell'ANAC con appositi protocolli, dovrebbe essere soppresso in quanto pleonastico o comunque foriero di ulteriori appesantimenti burocratici per le amministrazioni e per i cittadini; - l'articolo 19, in materia di concorsi di progettazione e concorsi di idee, contrasta con le esigenze di semplificazione amministrativa e normativa; - all'articolo 21, comma 3, nelle aree oggetto di rigenerazione urbana, i comuni dovrebbero poter sempre ridurre la dotazione obbligatoria di parcheggi al servizio delle unità immobiliari fino al 50 per cento, e non solo, come previsto dal testo unificato, "a fronte della corresponsione al comune da parte dei soggetti interessati di una somma equivalente al valore medio di mercato di un parcheggio pertinenziale nella medesima zona". Tali parole andrebbero dunque soppresse; - dovrebbe essere incentivato il partenariato pubblico privato, che garantisce che gli interventi vengano portati a compimento in tempi brevi; - con particolare riferimento alla necessità di garantire parità di trattamento e semplificazione delle procedure nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica, dovrebbe infine essere chiarito che non è dovuta l'IMU con riferimento agli alloggi sociali regolarmente assegnati o assegnabili di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, e con le seguenti condizioni: - al fine di ridurre il consumo di suolo, devono essere resi più convenienti il riuso e la ricostruzione, evitando l'introduzione di nuovi aggravamenti burocratici che rendano più complessi e gravosi gli interventi di rigenerazione urbana e semplificando il quadro normativo vigente: sono necessarie norme più elastiche e comprensibili per quanto riguarda altezze, distanze, aperture, materiali e ricostruzioni nei sedimi; - in particolare, deve essere reso più collaborativo il ruolo svolto dalle sovrintendenze, anche velocizzando e anticipando la loro attività, al fine di evitare che possano esprimersi tardivamente per bloccare interventi già pronti per essere realizzati; - l'articolo 15, comma 1, ispirato agli apprezzabili principi della informazione e del confronto pubblico, dovrebbe essere riformulato in maniera coerente con le finalità proprie degli istituti di partecipazione, eliminando, in particolare, il riferimento alla "piena condivisione dei progetti", la cui portata normativa non è peraltro chiara.