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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 304 MORONESE La seduta inizia alle ore 14,45. IN SEDE CONSULTIVA 2654 DDL 2564 Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (Parere alle Commissioni 6ª e 10ª riunite. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con condizione e osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 aprile. La presidente MORONESE riepiloga brevemente i punti sui quali si è concentrata l'attenzione nel corso dell'esame. Si svolge quindi un breve dibattito nel quale intervengono il relatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) (argomentando sul punto 2.9 dello schema di parere illustrato nella scorsa seduta), il senatore FERRAZZI ( PD ) (argomentando sul punto 3.1 del medesimo schema) ed il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ) (argomentando sul punto 2.2). Il relatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ), preso atto delle risultanze del dibattito, dà conto di un'ulteriore nuovo schema di parere favorevole con condizione e osservazioni (pubblicato in allegato). Si procede quindi alle dichiarazioni di voto. Il senatore NASTRI ( FdI ) osserva che il decreto-legge in titolo manca in generale di una visione strategica. Non vengono inoltre recepite misure sollecitate da tempo dalla sua parte politica, come la riduzione delle accise su benzina e gasolio, l'incremento del valore del contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta per l'acquisto di componenti energetiche e misure per compensare le spese di acquisto del gas naturale. Preannuncia pertanto, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto contrario. Il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ), nel ringraziare il relatore per l'eccellente lavoro di sintesi, pone l'accento sull'importanza del decreto legge in titolo, che stanzia ben 3,1 miliardi di euro per far fronte al caro-energia. Auspica quindi che, in prossimi provvedimenti (peraltro già allo studio), si possano reperire le risorse necessarie per implementare altre misure, come la proroga della riduzione delle accise e l'introduzione dell'IVA agevolata sul gas usato per l'autotrazione e su quello impiegato negli impianti di teleriscaldamento. Conclude preannunciando, a nome della propria parte politica, il voto favorevole sull'ulteriore nuovo schema di parere presentato dal relatore. Il senatore FERRAZZI ( PD ) pone l'accento sulla particolare valenza delle misure di copertura finanziaria predisposte dall'articolo 37 del decreto-legge. Infatti, al posto di scegliere la via (decisamente irresponsabile ed economicamente discutibile) di ricorrere a nuove emissioni di debito pubblico, la norma introduce un'opportuna misura perequativa prendendo di mira l'extra-reddito percepito da poche grandi società, che hanno beneficiato dei maggiori utili dovuti all'aumento dei prezzi energetici, per redistribuirlo in favore di famiglie e piccole imprese. Preannuncia, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole. Ad avviso della senatrice NUGNES ( Misto ) il provvedimento iscritto all'ordine del giorno non coglie pienamente l'opportunità di rivedere il Piano nazionale per l'energia ed il clima, ricorrendo ancora a vecchie e superate fonti di sostentamento energetico e recando una disciplina deregolamentata e scomposta sulle fonti di energia rinnovabile, peraltro trascurando anche tematiche di sicura importanza (come l'agro-voltaico, oggetto di numerosi appelli da parte dei Coltivatori diretti). Per questi motivi preannuncia, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto contrario. La senatrice LA MURA ( Misto ) si associa a quanto osservato dalla senatrice Nugnes. Poiché nessun altro chiede di intervenire, la presidente MORONESE , previa verifica del numero legale, pone ai voti l'ulteriore nuovo schema di parere favorevole con condizione e osservazioni presentato dal relatore, che risulta approvato. IN SEDE REDIGENTE Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare ('legge SalvaMare') DDL 1571-B Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare ("legge SalvaMare") (Discussione e rinvio) Introduce la discussione la relatrice LA MURA ( Misto ), soffermandosi sulle modificazioni introdotte dalla Camera dei deputati nel corso dell'esame in seconda lettura. Nel dettaglio, il comma 2 dell'articolo 1 aggiorna i richiami normativi al decreto legislativo n. 182 del 2003 (di recepimento della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico) facendo rinvio alle disposizioni nel frattempo introdotte dal decreto legislativo n. 197 del 2021 (recante "Recepimento della direttiva (UE) 2019/883, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi che modifica la direttiva 2010/65/UE e abroga la direttiva 2000/59/CE), il quale ha abrogato il precedente complesso normativo. In secondo luogo, viene soppresso l'articolo 12 del testo precedentemente approvato dal Senato, che recava disposizioni in materia di prodotti che rilasciano microfibre, volte in particolare a prescrivere obblighi di etichettatura per i prodotti tessili o di abbigliamento che rilasciano microfibre al lavaggio. Infatti, alla luce di quanto evidenziato nel parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) della Camera, si è ravvisato il rischio che, pur nell'apprezzabile finalità di sensibilizzazione dei consumatori sull'impatto inquinante dei prodotti tessili acquistati, la previsione di obblighi di etichettatura ulteriori rispetto a quelli previsti nella normativa europea potesse pregiudicare il corretto funzionamento del mercato interno e non risultare conforme a quanto disposto dalla direttiva (UE) 2015/1535. Conclude osservando che il termine del 31 marzo 2022, contenuto nell'articolo 6, risulta ad oggi superato. Con riferimento all'ultima osservazione della relatrice, la presidente MORONESE osserva che l'articolo 6 non è stato modificato dalla Camera dei deputati. In ragione di ciò, stante quanto prescritto dall'articolo 104 del Regolamento, un'eventuale modifica non sarebbe possibile. Ritiene che, al riguardo, la soluzione più lineare potrebbe essere quella di varare il testo, senza ulteriori modifiche sul punto, chiedendo contestualmente al Governo ad innovare, non appena possibile, la predetta disposizione attraverso opportuni interventi di natura legislativa. Si tratta comunque di una questione che potrà essere ulteriormente approfondita nel corso della discussione. Propone quindi di fissare per giovedì 28 aprile, alle ore 18, il termine per la presentazione di ordini del giorno ed emendamenti. La Commissione conviene sull'ultima proposta formulata dalla Presidente. La presidente MORONESE dichiara aperta la discussione generale. Non essendovi richieste di intervento, il seguito della discussione è infine rinviato. La seduta termina alle ore 15,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2564 La 13ª Commissione permanente, esaminato per le parti di propria competenza il disegno di legge di conversione in titolo, premesso che: l'articolo 1 del decreto legge in titolo, al fine del contenimento dei prezzi di gasolio e benzina legato all'eccezionale fenomeno del caro carburanti, prevede per 30 giorni (dal 22 marzo al 20 di aprile compreso) la riduzione delle aliquote di accisa nella misura di 25 centesimi per litro sulla benzina e sul gasolio, impiegando a copertura parziale degli oneri della stessa disposizione le maggiori entrate dell'imposta sul valore aggiunto relative alle vendite di benzina e gasolio nel periodo 1 ottobre 2021 - 28 febbraio 2022; al fine del contenimento dei prezzi di gasolio e benzina legato all'eccezionale fenomeno del caro carburanti l'articolo 18 prevede per le imprese esercenti attività agricola e della pesca il riconoscimento di un credito di imposta del 20% delle spese sostenute per l'acquisto di gasolio e benzina per la trazione dei mezzi utilizzati per l'esercizio dell'attività agricola e della pesca, effettuato nel primo trimestre solare dell'anno 2022, al netto dell'imposta sul valore aggiunto. Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione dalle imprese beneficiarie ed è anche cedibile (articolo 9), solo per intero, ad altri soggetti; a fronte del caro energia, l'articolo 3 prevede per le imprese con potenza disponibile uguale o superiore ai 16,5 kW, diverse da quelle energivore, un riconoscimento di un credito di imposta del 12% per le spese sostenute per l'energia elettrica acquistata ed effettivamente utilizzata, nel secondo trimestre 2022, nel caso in cui i costi sostenuti nel primo trimestre 2022 hanno subito un incremento superiore al 30% rispetto ai costi sostenuti nel medesimo periodo dell'anno 2019. Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione dalle imprese beneficiarie ed è anche cedibile, solo per intero, ad altri soggetti; a fronte del caro energia, l'articolo 4 prevede per le imprese diverse da quelle gasivore, riconoscimento di un credito di imposta del 20% delle spese sostenute per l'acquisto di gas consumato nel secondo trimestre solare 2022, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (GME), abbia subìto un incremento superiore al 30 per cento del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019. Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione dalle imprese beneficiarie ed è anche cedibile, solo per intero, ad altri soggetti; a fronte del caro energia, l'articolo 5 prevede l'innalzamento del credito di imposta dal 20% al 25% a beneficio delle imprese energivore (per le spese sostenute per l'energia elettrica acquistata ed effettivamente utilizzata, e anche prodotta e autoconsumata, nel secondo trimestre 2022) e l'innalzamento del credito di imposta dal 15% al 20% a beneficio delle imprese gasivore (per le spese sostenute per l'acquisto di gas consumato nel secondo trimestre 2022) come già riconosciuti con il decreto 17/2021 cosiddetto "Energia o Sostegni Quater". Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione dalle imprese beneficiarie ed è anche cedibile (articolo 9), solo per intero, ad altri soggetti; a fronte del caro energia, l'articolo 6 prevede per il periodo 1° aprile -31 dicembre 2022, l'estensione del valore ISEE, da 8.265 euro a 12.000 euro, per l'accesso al bonus sociale l'elettricità e gas da parte delle famiglie, innalzando la platea dei nuclei beneficiari da 4 a 5,2 milioni; il decreto legge in titolo rappresenta il sesto provvedimento attraverso il quale, a partire dal secondo semestre 2021, il Governo è intervenuto stanziando complessivamente quasi 20 miliardi per fronteggiare il caro energia (luce e gas) e il caro carburanti; il caro energia, ulteriormente aggravato dalla crisi in Ucraina, sta confermando di avere caratteristiche strutturali, come avvalorato da molti analisti che sostengono che il costo di approvvigionamento del gas all'ingrosso si manterrà elevato almeno fino al 2023, sta minando la ripresa economica post Covid, va ad alimentare l'aumento dei prezzi dei beni di consumo e sta mettendo in estrema difficoltà famiglie, Pubbliche Amministrazioni (a partire dai comuni e dagli ospedali), impianti sportivi (a partire dalle piscine), imprese, soprattutto quelle energivore del settore manifatturiero, che sono costrette a rallentare e anche fermare le produzioni. Il prezzo medio giornaliero di acquisto dell'energia elettrica di marzo 2022 è stato altissimo e pari a 308,07 euro/MWh (fonte GME), valore superiore alla media giornaliera del 2021, pari 125,46 euro/MWh, e 6 volte superiore al prezzo degli anni precedenti. Anche il prezzo del gas naturale di marzo 2022 è stato altissimo e pari a 128,317 euro/MWh, valore 6 volte superiore al prezzo degli anni precedenti; i competitori Europei, sfruttando le specificità dei propri sistemi energetici, hanno già approntato misure a vantaggio delle proprie imprese: in Francia sono stati destinati alle imprese industriali, a prezzo di costo (42 /MWh), 120 TWh di energia elettrica nucleare in uno schema di misura pluriennale. Nel nostro paese, in analogia con quanto posto in essere in altri paesi europei, possono essere implementate soluzioni che sfruttano la specificità che contraddistinguono il nostro sistema energetico e portino un sollievo temporaneo alle imprese esposte al caro energia e allo stesso tempo delineino un quadro strutturale virtuoso tale da sviluppare la produzione di energia rinnovabile e supportare uno sviluppo decarbonizzato della nostra industria; l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica impatta sulle bollette degli italiani, già pesantemente gravate dagli oneri di sistema quantificabili in circa 13 miliardi di euro, quali corrispettivi destinati alla copertura dei costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema energetico, tra i quali rientrano la promozione dell'efficienza energetica, il sostegno alle energie rinnovabili (componente maggiormente rilevante), lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari, il bonus sociale, il regime tariffario speciale per le ferrovie. Peraltro, dal gennaio 2022 a gravare sulle bollette dell'energia elettrica vi è il "Corrispettivo mercato capacità" quale nuova componente che peserà annualmente per circa 1,5 miliardi di euro, relativa al capacity market atto a garantire la sicurezza del sistema e l'approvvigionamento di energia elettrica per effetto della non programmabilità delle rinnovabili; il caro energia tocca anche il gas per autotrazione che però fino ad oggi non ha beneficiato di alcuna agevolazione. Eppure, in Italia su 40 milioni di auto in circolazione, circa 1,1 milioni sono a metano e, inoltre, nel nostro paese sono circolanti per l'autotrasporto circa 3.800 mezzi pesanti a GNL, attualmente unica alternativa sostenibile nella transizione ai mezzi a gasolio. Il prezzo di vendita al pubblico del metano per autotrazione risulta essere mediamente di 2,2 euro/Kg per il metano (CNG) e di 2.6 euro/Kg per il GNL, valori raddoppiati rispetto agli anni precedenti; il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, "cosiddetto Bollette", la legge di bilancio 2022 e il decreto-legge 1 marzo 2022, n. 17, cosiddetto "decreto Energia o Sostegni Quater" hanno previsto, rispettivamente per l'ultimo trimestre 2021, il primo e il secondo trimestre 2022, l'IVA agevolata con aliquota del 5% per la somministrazione di gas ad usi civili ed industriali, ma escludendo l'aliquota ridotta alle ipotesi di fornitura del calore, prodotto dal gas naturale, mediante il teleriscaldamento nonché alle somministrazioni di energia termica prodotta con impianti alimentati a gas naturale nell'ambito di un Contratto Servizio Energia o di un Contratto di rendimento energetico, con ciò determinando da mesi ripercussioni negative per l'intero comparto, poiché gli utenti del settore che si trovano ad agire in un contesto di mercato distorsivo della concorrenza e lesivo del principio di neutralità tecnologica; con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro della transizione ecologica del 18 marzo 2022 sono applicate misure di abbattimento di 25 centesimi delle accise su benzina e gasolio utilizzando il sovra-gettito iva fino al 22 aprile, termine appena esteso al 2 maggio 2022 con un ulteriore decreto MEF di concerto con il MITE firmato il 6 aprile scorso; occorre nuovamente intervenire per contrastare il caro energia e per frenare l'aumento dei prezzi dei beni di consumo e dei materiali che colpiscono pesantemente le famiglie, sia direttamente con gli aumenti in bolletta e sia per gli inevitabili aumenti dei prezzi dei beni di consumo per effetto degli aumenti dei costi di produzione, e le attività economiche italiane che vedono ulteriormente indebolita la propria competitività sui mercati europei e internazionali che da anni beneficiano di prezzi dell'energia inferiori di quelli italiani, sia con ulteriori stanziamenti e sia con misure strutturali per rimuovere le criticità del sistema energetico del Paese a partire dall'elevata dipendenza energetica dall'estero. considerato che: l'articolo 37 del presente decreto legge prevede l'istituzione per l'anno 2022 di un contributo (tassa 10%) a titolo di prelievo solidaristico straordinario, per contenere il caro bollette di imprese e famiglie, a carico delle imprese energetiche che esercitano l'attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale, dei soggetti rivenditori di energia elettrica di gas metano e di gas naturale e dei soggetti che esercitano l'attività produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi; la disposizione che istituisce il contributo solidaristico straordinario con finalità di equità e giustizia, rischia però di introdurre effetti distorsivi sulle aziende del downstream petrolifero derivanti dagli indicatori utilizzati per determinare la base imponibile su cui è calcolato il contributo, in quanto il confronto per individuare gli extra-profitti viene effettuato rispetto ad un periodo (quarto trimestre 2020 - primo trimestre 2021) in cui erano in atto significative restrizioni della mobilità con conseguente forte contrazione delle vendite al consumo; ulteriore effetto distorsivo relativo alla disposizione che istituisce il contributo solidaristico straordinario si avrebbe nel caso in cui fossero inclusi nella base imponibile elementi che derivano dalla cessione di cespiti o di azioni o quote, che sono frutto di operazioni straordinarie che nulla hanno a che fare con l'incremento dei prezzi del settore dell'energia; esprime parere favorevole A) a condizione che vengano adottate le misure necessarie per potenziare l'efficacia del sistema di controllo nazionale delle ARPA; B) e con le seguenti osservazioni: 1) si invita, al fine di contrastare il caro carburanti e il caro energia, a valutare l'opportunità: 1.1) di prevedere un ulteriore stanziamento significativo di risorse per far fronte al drammatico livello dei prezzi dell'energia elettrica e del gas naturale, anche nel terzo trimestre 2022, per contenere le bollette di famiglie, Pubbliche Amministrazioni, impianti sportivi, ed imprese con particolare riferimento alle energivore e gasivore del settore manifatturiero, nonché tenendo conto anche delle specifiche difficoltà di determinati distretti produttivi; 1.2) di prevedere la proroga ulteriore della riduzione delle aliquote di accisa sulla benzina e sul gasolio; 1.3) di prevedere opportune iniziative di "electricity release" che consentano la cessione e il trasferimento a settori industriali esposti al caro energia e a rischio di chiusura, attraverso contratti di medio/lungo termine a prezzi calmierati, di un quantitativo di energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili e ritirata dal GSE; 1.4) di prevedere lo spostamento strutturale, anche per ragioni di equità fiscale, di una parte degli oneri di sistema della bolletta elettrica nella fiscalità generale, con particolare riferimento al bonus elettrico e ai regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario universale e merci, mediante un riordino della disciplina delle varie componenti degli stessi oneri e delle altre voci in bolletta; 1.5) di prevedere l'estensione dell'IVA agevolata del 5% anche al gas per autotrazione, al pari dell'agevolazione introdotta al gas per usi civili e industriali; 1.6) di prevedere l'estensione dell'IVA agevolata del 5% anche alla cessione del calore agli utenti finali tramite teleriscaldamento nonché alle somministrazioni di energia termica prodotta con impianti alimentati a gas naturale nell'ambito di un Contratto Servizio Energia o di un Contratto di rendimento energetico. 2) si invita inoltre, per le medesime finalità di cui al punto 1, a valutare più in particolare l'opportunità: 2.1) di estendere il potere di indagine e di controllo affidato al Garante per la sorveglianza dei prezzi, di concerto anche con il Corpo della Guardia di Finanza, non solo alla prevenzione di future anomalie e manovre difformi dalle regole del libero mercato, ma anche agli eventuali operati speculativi antecedenti, intervenuti prima dell'entrata in vigore del decreto legge; 2.2) in merito all'articolo 3, di incrementare il valore del contributo straordinario sotto forma di credito di imposta per la spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica; 2.3) in merito all'articolo 4, di prevedere un superammortamento delle spese per acquisto del gas naturale alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas a parziale compensazione dei maggiori costi effettivamente sostenuti per l'acquisto del gas medesimo; 2.4) in merito all'articolo 6, di estendere la platea dei beneficiari dei bonus sociali per l'energia elettrica ed il gas, elevando, almeno per il primo semestre 2022, a 15.000 euro il valore soglia dell'ISEE per l'accesso delle famiglie economicamente svantaggiate; 2.5) di introdurre specifiche misure di sostegno nei confronti dei comuni montani già costretti a rivedere i propri bilanci a seguito dell'aumento dei prezzi, per garantire apposite risorse per la gestione di numerosi edifici, compresi quelli dati ad uso gratuito alle associazioni o le scuole, che hanno rilevanti necessità di illuminazione e riscaldamento; 2.6) di prevedere specifiche misure per intervenire sulle componenti fiscali e parafiscali della bolletta elettrica e del gas naturale, aumentando il livello di esenzione per i settori della manifattura, in particolare i comparti energivori a rischio delocalizzazione; 2.7) di aumentare la produzione nazionale di gas naturale e riequilibrare, sul piano geopolitico, la struttura di approvvigionamento del Paese; 2.8) in relazione agli articoli 3 e 4, di incentivare tramite aiuti alle imprese, ai comuni e ai cittadini non solo gli impianti di rinnovabili o di cogenerazione ma anche impianti a basse emissioni per il riscaldamento con caldaie a condensazione in classe energetica alta o pompe di calore per consumare meno gas; 2.9) di valorizzare e promuovere le potenzialità delle comunità energetiche e dell'autoconsumo collettivo nel processo di decarbonizzazione dell'economia e di transizione energetica. A tal fine si propone, in primo luogo, di realizzare una campagna informativa e promozionale a livello nazionale. In secondo luogo si propone di innalzare progressivamente da 1 MW a 3 MW il limite di potenza degli impianti parte di comunità dell'energia o di configurazioni di autoconsumo collettivo che possono accedere agli incentivi diretti previsti dall'articolo 5, comma 4, del Decreto legislativo n. 199 del 2021 attraverso tariffe specifiche; 2.10) in relazione all'articolo 6, di prevedere con urgenza l'attuazione di un piano nazionale per la riduzione di consumo di elettricità e di gas tramite informazioni chiare ai cittadini usando ogni mezzo di comunicazione (TV, radio, stampa e web), anche per contrastare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di CO2; 2.11) di istituire un'agevolazione per i consumatori per l'acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza e dotati di etichetta energetica. L'agevolazione, in linea con gli obiettivi di efficienza energetica e sostenibilità presenti anche nel PNRR, si rende ancor più necessaria nell'attuale momento storico, caratterizzato dall'aumento dei costi dell'energia e dalla necessità di trovare fonti energetiche alternative e adottare misure che limitino i consumi; 2.12) in relazione all'articolo 21, di prevedere che i gessi defecazione da fanghi siano tracciati e tracciabili, mediante controlli su lotti omogenei onde evitare disastri ambientali sul suolo e il sottosuolo. 3) si invita, in ordine alla disciplina del contributo straordinario contro il caro bollette, a valutare l'opportunità: 3.1) di intervenire sulla metodologia di calcolo del contributo solidaristico straordinario, al fine di introdurre i correttivi e i miglioramenti necessari per garantire ragionevolezza ed equità nell'individuazione dell'entità del contributo, in particolare prendendo a riferimento almeno un esercizio antecedente all'emergenza sanitaria da Covid-19, riconsiderando l'inclusione nella base imponibile di elementi che derivano dalla cessione di cespiti o di azioni o quote, che sono frutto di operazioni straordinarie che nulla hanno a che fare con l'incremento dei prezzi del settore dell'energia, nonché ampliando la base dei soggetti a cui applicare il contributo straordinario, con particolare riguardo agli operatori che non hanno una stabile organizzazione nel territorio nazionale; 3.2) di prevedere che per i produttori di energia da fonti rinnovabili con impianti fotovoltaici e di fonte solare, idroelettrica, geotermoelettrica ed eolica di potenza superiore a 20 Kw, il calcolo del contributo straordinario si faccia sottraendovi la compensazione già pagata da questi soggetti come previsto dall'articolo 15- bis del DL 4/2022 sui loro eventuali extra-profitti, autorizzando il MEF a modulare la misura del contributo straordinario qualora tale sottrazione della compensazione già pagata dai produttori di energie rinnovabili riduca effettivamente la base imponibile del contributo stesso onde garantire il gettito previsto di 3.980 milioni;