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Modifica all'articolo 59 della Costituzione in materia di abolizione dell'istituto dei senatori a vita di nomina presidenziale. Onorevoli Senatori. – L'articolo 59 della Costituzione prevede la carica di senatore a vita, distinguendo tra « senatori di diritto e a vita », ossia gli ex presidenti della Repubblica, che accedono automaticamente alla carica al termine del mandato presidenziale, e quelli « nominati dal Presidente della Repubblica » tra i « cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario ». Tale disposizione deroga al principio fissato dal precedente articolo 58, in base al quale « i senatori sono eletti a suffragio universale ». Peraltro per i senatori a vita non è prevista alcuna differenza in termini di competenze e prerogative, le quali sono del tutto equiparate a quelle dei senatori che ricoprono la carica con mandato elettivo a termine. Tale istituto risulta essere un retaggio dello Statuto albertino che prevedeva, a fianco di una Camera elettiva, un Senato composto dai principi della famiglia reale, i quali ne entravano a far parte di diritto al compimento del ventunesimo anno di età, e dai membri nominati a vita dal re, che li sceglieva tra specifiche categorie di dignitari individuate dall'articolo 33 dello stesso Statuto. Dai lavori dell'Assemblea costituente risulta che i senatori a vita siano stati previsti per assicurare al Senato la partecipazione di membri particolarmente competenti e qualificati e per consentire la presenza di voci indipendenti dai partiti. L'esperienza ha dimostrato che, al contrario, i senatori a vita sono tra i più assenteisti e che il contributo politico da loro fornito non è certamente all'altezza di quello che il Costituente aveva auspicato. Di contro, i senatori a vita, non essendo eletti dal popolo, alterano il principio della rappresentanza politica e possono essere decisivi per sostenere o meno il Governo, potendo gli stessi, al pari dei senatori eletti, conferirgli o meno la fiducia. Ciò appare ancora più evidente dopo la riduzione dei membri elettivi del Senato, da 315 a 200, disposta con la modifica dell'articolo 57 attuata dalla legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1. Non è stata infatti prevista una proporzionale riduzione del numero dei senatori a vita di nomina presidenziale. Il disegno di legge costituzionale, pertanto, nell'abrogare il secondo comma dell'articolo 59, sopprime l'istituto dei senatori a vita di nomina presidenziale. All'articolo 2 si prevede inoltre che i senatori a vita di nomina presidenziale in carica cessino il loro mandato a decorrere dalla data della prima riunione del Senato della Repubblica conseguente alle elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge costituzionale.. 1 (Abolizione dell'istituto dei senatori a vita di nomina presidenziale) 1 Il secondo comma dell'articolo 59 della Costituzione è abrogato. 2 (Cessazione dei senatori a vita in carica) 1 I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, ad eccezione di quelli di cui al primo comma dell'articolo 59 della Costituzione, cessano a decorrere dalla data della prima riunione del Senato della Repubblica conseguente alle elezioni successive alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.