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Dichiarazione di monumento nazionale dell'Arco di Traiano di Benevento. Onorevoli Senatori . – L'articolo 6 della legge 12 ottobre 2017, n. 153, rubricato « Disposizioni in materia di dichiarazione di monumento nazionale », ha novellato l'articolo 10, comma 3, lettera d) , del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, introducendo una procedura amministrativa sulla base della quale la dichiarazione di interesse culturale di un bene può ricomprendere anche la dichiarazione di « monumento nazionale ». In particolare, esso ha previsto che la dichiarazione di interesse culturale di cui all'articolo 13 dello stesso codice – che accerta, ai fini della definizione di « bene culturale », la sussistenza, nelle cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, di un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte, della scienza, della tecnica, dell'industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose – può comprendere anche, su istanza di uno o più comuni, o della regione, la dichiarazione di « monumento nazionale », qualora le stesse cose rivestano, altresì, un valore testimoniale o esprimano un collegamento identitario o civico di significato distintivo eccezionale. L'Arco di Traiano di Benevento rappresenta una tra le più importanti testimonianze dell'antichità romana in Italia e nel mondo. Esso celebra la costruzione della via Traianea, una fondamentale arteria di collegamento alternativa alla via Appia, che univa Roma alle province meridionali, a Brundisium e dunque ai possedimenti d'Oriente. Oggi esso commemora l'eredità romana (e quella longobarda) di una delle città più affascinanti dal punto di vista storico e culturale dell'intero Mezzogiorno. A ragione la via Traianea può essere considerata, per la valenza storica e simbolica-documentaria, l'equivalente meridionale della via Francigena, e in tal modo la strada fu effettivamente chiamata, almeno in certi suoi tratti, come variamente attestato. L'edificazione dell'Arco viene fatta risalire al 114 dopo Cristo. Doveva rappresentare il coronamento dell'eccezionale impresa infrastrutturale della via Traianea e dei più veloci e sicuri collegamenti fra la Capitale e le province orientali. La sua realizzazione permise a Benevento, antica capitale sannita, di consolidare il suo ruolo strategico e politico nell'impero dell'epoca. Traiano volle onorare questa antica civitas allestendo un'opera a testimonianza delle ultime grandi conquiste dell'impero romano, dal Reno all'Arabia, fino alla Dacia (l'ultima delle province annesse a Roma, ancora innamorata di quel passato, che da secoli in suo onore si chiama Romania). L'Arco è composto da un solo fornice, largo 8,60 metri e alto 15,60. Costruito con blocchi di pietra calcarea rivestita di marmo pario, la trabeazione è sostenuta da quattro semicolonne allestite accanto ai piloni. Il tessuto narrativo delle decorazioni dell'Arco rappresenta i successi e la fortuna del Princeps su quelli che oggi definiremmo i fronti interno ed esterno e la virtù dell'imperatore al di qua e al di là del limes, i successi della pace (istoriati sul lato rivolto verso la città) e le vittorie in guerra (raffigurate, tra le altre cose con la personificazione del Danubio e della Mesopotamia, le scene di trionfo e di assegnazione di premi e terre ai veterani) sul lato che guarda alle province. Si tratta di una testimonianza storica di una magnificenza inoppugnabile e rappresenta un bene culturale, oltre che di inestimabile valore architettonico, di straordinario pregio. Pertanto si ritiene opportuno e storicamente giusto elevare l'Arco di Traiano in Benevento, con il presente disegno di legge, al rango di « monumento nazionale ».. 1 (Dichiarazione di monumento nazionale) 1 L'Arco di Traiano, denominato anche « Porta Aurea », sito in Benevento e simbolo della città, è dichiarato monumento nazionale. 2 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate vi provvedono nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.