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Regione toscana - Edilizia popolare, economica e sovvenzionata - Alloggio di edilizia residenziale pubblica - Assegnazione e decadenza - Disponibilità da parte dell’assegnatario di altro immobile - Reddito immobiliare rilevante ai fini dell’assegnazione e della dichiarazione di decadenza - Commisurazione al canone di locazione determinato ai sensi della legge sull’equo canone - Irragionevolezza - Illegittimità costituzionale 'in parte qua'.. Sono costituzionalmente illegittimi gli artt. 5, comma 1, lettera d), e 38, comma 1, lettera d), della legge della Regione Toscana 4 maggio 1989, n. 25, nelle parti in cui individuano il reddito immobiliare, rilevante ai fini rispettivamente dell’assegnazione dell’alloggio e della dichiarazione di decadenza, commisurandolo al canone di locazione determinato ai sensi della legge 27 luglio 1978, n. 392. Ed infatti le norme censurate adottano un criterio per l’assegnazione – e, inversamente, per la decadenza – dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica, fondato non su un indice adeguato di valutazione del cespite immobiliare dell’interessato, quanto piuttosto, in modo del tutto irragionevole, sul presupposto di un tipo di reddito – basato sul valore locativo previsto dalla citata legge n. 392 – non più rappresentativo del reddito effettivo dell’immobile stesso, soprattutto dopo che il regime delle locazioni urbane, introdotto dalla legge n. 431 del 1998, ha profondamente mutato nell’impostazione e nella disciplina quello stabilito dalla legge n. 392 del 1978. - Sull’inadeguatezza del valore locativo espresso dalla legge n. 392 del 1978, v. le citate sentenze n. 135/2004, n. 299 e n. 176/2000.