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ORD. 318/06 B. ELEZIONI - LEGGE DELLA REGIONE SICILIANA - ELEZIONE DEI CONSIGLI DELLE PROVINCE REGIONALI - RIPARTIZIONE DEI SEGGI - ATTRIBUZIONE DEI SEGGI RESIDUI - CRITERI - DENUNCIATA LESIONE DEL CANONE DI COERENZA E RAGIONEVOLEZZA E DEL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA PER QUANTO CONCERNE L'ACCESSO AI PUBBLICI UFFICI E ALLE CARICHE ELETTIVE - ESCLUSIONE - SOLUZIONE PRESCELTA DAL LEGISLATORE REGIONALE NÉ IRRAGIONEVOLE NÉ CONTRASTANTE COL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA AI FINI DELL'ACCESSO ALLE CARICHE ELETTIVE - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 18, n. 3, comma secondo, periodi quarto e quinto, della legge della Regione siciliana n. 14/1969, sollevata in riferimento agli articoli 3 e 51, comma primo, della Costituzione, nella parte in cui «dispone l'assegnazione dei seggi residuati non secondo la graduatoria delle liste in funzione del miglior quoziente ed in ragione della disponibilità dei seggi per collegio, ma partendo dai collegi "con popolazione legale meno numerosa" e passando via via agli altri in ordine crescente di popolazione». Infatti, l'esigenza di «salvaguardare la rappresentanza territoriale» nell'attribuzione dei seggi residui rende inevitabile la possibilità che tale attribuzione avvenga a vantaggio di un candidato che abbia conseguito un quoziente minore di altro candidato della medesima lista concorrente in altro collegio; conseguentemente, la soluzione prescelta dal legislatore regionale con la norma impugnata non può ritenersi irragionevole, così come deve escludersi - in ragione della non comparabilità dei quozienti ottenuti in diversi collegi - che, essa violi il principio di uguaglianza, sancito dall'art. 51, comma primo, Cost., per l'accesso alle cariche elettive.