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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 217 COLTORTI La seduta inizia alle ore 13,40. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore PAROLI ( FIBP-UDC ) invita la Presidenza della Commissione e tutti i Capigruppo ad affrontare il tema Alitalia, in quanto il passaggio ad ITA si sta rivelando molto più complesso del previsto e la situazione ha assunto contorni preoccupanti, che peraltro non sembrano avere alcuna coerenza con il parere espresso dalla 8 a Commissione sul piano industriale di ITA. Chiede dunque l'audizione dei vertici di ITA. La senatrice LUPO ( M5S ) si associa alla richiesta del senatore Paroli, ricordando che il parere approvato dalla Commissione sul piano industriale di ITA era ampiamente condiviso e conteneva indicazioni ben precise, mentre ora si sta determinando un effetto paradossale per cui, a fronte di un investimento pubblico di tre miliardi di euro, si sono determinati ottomila esuberi. Chiede dunque che si proceda con la massima celerità ad audire i soggetti coinvolti, anche considerato che la Camera dei deputati ha già proceduto in tal senso nella settimana corrente. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) ritiene assolutamente condivisibile la richiesta formulata dai senatori Paroli e Lupo e che si debba dunque procedere senz'altro ad audire non solo i vertici di ITA ma anche il Governo. Il PRESIDENTE assicura che si farà carico della richiesta dei senatori Paroli, Lupo e Margiotta. IN SEDE REDIGENTE 1415 e cong. Riforma della RAI DDL 1415 Modifiche alla legge 31 luglio 1997, n. 249, e al testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e altre disposizioni in materia di composizione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di organizzazione della società concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo e di vigilanza sullo svolgimento del medesimo servizio DDL 2011 Disposizioni in materia di servizio pubblico radiotelevisivo DDL 2210 Modifiche al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 DDL 2223 Disciplina e organizzazione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale DDL 2225 Modifiche al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale DDL 2232 Modifica all'articolo 49 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di organizzazione della società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale DDL 2234 Modifiche al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale DDL 2263 Modifiche al testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, in materia di servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale e disciplina della società concessionaria del servizio pubblico (Discussione del disegno di legge n. 2263, congiunzione con il seguito della discussione congiunta dei disegni di legge nn. 1415, 2011, 2210, 2223, 2225, 2232 e 2234 e rinvio.) Il PRESIDENTE avverte che, ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del Regolamento, verrà redatto il resoconto stenografico. Il relatore MARGIOTTA ( PD ) riferisce che il disegno di legge n. 2263, di cui ha inizio oggi l'esame, dovrà essere poi abbinato a quelli di cui la Commissione ha già avviato l'esame prima dell'estate, per giungere alla predisposizione di un testo unificato, che dovrà rappresentare una riforma complessiva e non limitarsi ad affrontare solo il tema della governance della RAI. Sarà poi opportuno svolgere un ciclo di audizioni. Ritiene che sia prerogativa del Presidente proporre di svolgere le audizioni immediatamente oppure solo una volta che la Commissione avrà adottato il testo unificato, ma, a suo avviso, sarebbe preferibile svolgerle ora. Ricorda che la Commissione sta esaminando l'atto del Governo n. 288, che tocca alcuni dei temi trattati anche dai disegni di legge in titolo, ed è dunque auspicabile che si lavori con spirito unitario. Pone poi l'accento sulla questione dei tempi dell'esame, che dovranno essere rapidi, considerato che metà della Legislatura è già trascorsa, ed esprime il suo compiacimento per il fatto che il provvedimento verrà seguito dalla sottosegretaria Ascani. Il relatore PAROLI ( FIBP-UDC ) dichiara di condividere la preoccupazione del collega Margiotta in merito ai tempi dell'esame ed auspica una stretta collaborazione tra tutti i Gruppi per addivenire ad una sintesi delle numerose proposte presentate. Tanto premesso, illustra il contenuto del disegno di legge n. 2263, che introduce innanzitutto una nuova definizione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, inteso come servizio pubblico indispensabile per mantenere e affermare i valori culturali e sociali e difendere, al contempo, le identità locali, e individua in maniera dettagliata i generi di programmi di interesse pubblico che ne costituiscono l'oggetto. Si prevede l'inserimento di una specifica dicitura che renda immediatamente riconoscibile per i telespettatori la programmazione delle trasmissioni che rispondono ai requisiti dei generi del servizio pubblico e che sono quindi finanziate dal canone e dispone che un canale sia interamente dedicato alla trasmissione di programmi e rubriche di promozione culturale e che in esso non possano essere trasmessi spot pubblicitari o televendite di alcun tipo. Vengono inoltre integrati i compiti del servizio pubblico. Esso, oltre a garantire la libertà, la completezza, l'obiettività e il pluralismo dell'informazione, dovrà essere volto alla valorizzazione delle diversità e delle tradizioni locali e delle minoranze linguistiche. Si prevede dunque: che siano effettuate trasmissioni radiofoniche e televisive nelle varie lingue locali delle regioni; che la società concessionaria sia articolata in una o più sedi nazionali e in sedi per ciascuna regione; che i centri di produzione decentrati realizzino trasmissioni finalizzate alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale delle regioni. La RAI è inoltre tenuta a collaborare con gli altri operatori nazionali e regionali su temi e aspetti di interesse locale. Ulteriori disposizioni incidono sulla disciplina del finanziamento del servizio pubblico. In particolare, viene introdotto l'obbligo di pubblicazione annuale del rendiconto delle attività finanziate dal canone e si prevede che il 10 per cento dei proventi del canone venga destinato alla produzione e allo sviluppo delle sedi regionali. L'importo del canone è poi ridotto del due per cento ogni due anni, fino al suo azzeramento ed è introdotta un'esenzione in caso di impossibilità di accesso alla rete o impossibilità di fruizione del servizio radiotelevisivo da parte degli utenti per motivi estranei alla propria volontà. Per quanto riguarda la governance della RAI, le modifiche rispetto alla normativa vigente consistono innanzitutto nell'estensione a dodici anni della durata temporale della concessione e nel prolungamento a cinque anni del mandato dei membri del consiglio di amministrazione. In relazione ad essi, un'ulteriore novità riguarda le modalità di nomina: il presidente e l'amministratore delegato sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere favorevole della Commissione parlamentare di vigilanza, espresso a maggioranza dei due terzi. Degli altri cinque membri, quattro sono eletti dalla Commissione di vigilanza a maggioranza dei due terzi, e uno è designato dall'assemblea dei dipendenti della RAI. Il provvedimento introduce infine il divieto di esternalizzare più del 30 per cento della produzione, organizzazione e realizzazione di trasmissioni. Il PRESIDENTE , alla luce di quanto riferito dai relatori, propone di congiungere il disegno di legge n. 2263 ai disegni di legge nn. 1415, 2011, 2210, 2223, 2225, 2232 e 2234 e di fissare a martedì 21 settembre il termine entro il quale i Gruppi potranno indicare i nominativi di eventuali soggetti da audire. La Commissione conviene. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. Resoconto stenografico. SULL'ESAME DEGLI ATTI DEL GOVERNO NN. 288 E 289 Il PRESIDENTE chiede al rappresentante del Governo di voler indicare il termine ultimo entro il quale la Commissione potrà utilmente esprimersi in merito agli atti del Governo nn. 288 e 289, fermo restando che occorrerà comunque attendere lo scioglimento della riserva da parte del Presidente del Senato, una volta acquisiti i prescritti pareri tuttora mancanti. La sottosegretaria ASCANI dichiara che - in considerazione dei tempi necessari per i successivi adempimenti governativi in vista dell'approvazione definitiva degli schemi - il parere sull'atto del Governo n. 288 dovrà essere reso entro il 19 ottobre, mentre quello sull'atto del Governo n. 289 dovrà essere reso entro il 12 ottobre. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO n. 269 - servizi digitali Doc n. 269 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/770 relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazione) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 7 settembre. Non essendovi richieste di intervento in discussione generale, il relatore D'ARIENZO ( PD ) illustra uno schema di parere favorevole con osservazione, pubblicato in allegato, che recepisce il rilievo contenuto nel parere espresso dalla 10ª Commissione. In assenza di richieste di intervento in dichiarazione di voto, il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere favorevole con osservazione del relatore, che risulta approvato. n. 278 - promozione veicoli puliti Doc n. 278 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1161 che modifica la direttiva 2009/33/CE relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 7 settembre. Il relatore BERUTTI ( Misto-IeC ) illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni, già trasmesso a tutti i senatori e pubblicato in allegato, che recepisce i rilievi contenuti nel parere espresso dalla 13ª Commissione. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ), nel manifestare apprezzamento per il lavoro svolto dal relatore, propone che nella prima osservazione contenuta nello schema di parere, nella quale si invita il Governo a valutare l'opportunità di adoperarsi affinché sia prevista e garantita la partecipazione alle gare di appalti pubblici degli altri "veicoli puliti" che utilizzano combustibili alternativi low carbon come definiti dall'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 257 del 2016, sia specificato che restano esclusi i veicoli che utilizzano il combustibile di cui al n. 6 della suddetta lettera a), vale a dire il gas di petrolio liquefatto (GPL). Dichiara inoltre di condividere la seconda osservazione dello schema e mostra invece perplessità sulla terza osservazione che, nell'invitare il Governo a valutare l'opportunità di rivedere al ribasso gli obiettivi minimi degli appalti pubblici per talune categorie di veicoli o di prevederne addirittura l'esclusione dall'ambito di applicazione della normativa, sembrerebbe a suo avviso contraddire le finalità stesse del provvedimento. Afferma infine di condividere l'ultima osservazione dello schema di parere. Il senatore CAMPARI ( L-SP-PSd'Az ) dichiara di condividere pienamente il contenuto dello schema di parere presentato dal relatore, che peraltro non pone condizioni al Governo ma lo invita a valutare l'opportunità degli interventi, anche attraverso interlocuzioni in sede europea. In relazione alle modifiche proposte dalla senatrice Di Girolamo, afferma di non ritenere opportuna l'esclusione dei veicoli alimentati a GPL dal novero dei veicoli puliti dei quali incentivare la partecipazione alle gare di appalto, essendo il GPL classificato quale combustibile alternativo proprio dall'articolo 2 del decreto legislativo n. 257 sopra richiamato. Osserva inoltre che la possibilità di rivedere al ribasso gli obiettivi minimi degli appalti pubblici o di prevedere esclusioni è riferita a veicoli destinati a missioni particolarmente gravose o alle necessità di comuni montani, per i quali il rispetto delle percentuali di veicoli puliti da acquistare indicate nello schema potrebbe rivelarsi davvero complicata e non sostenibile dal punto di vista finanziario. Il senatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) si associa alle considerazioni del senatore Campari, sottolineando la difficile situazione dei trasporti nei piccoli comuni delle zone appenniniche, dove nei mesi invernali, per le condizioni metereologiche e la totale assenza di infrastrutture di servizio per i combustibili alternativi, senza il ricorso ai motori endotermici non sarebbe possibile neppure assicurare il servizio di scuolabus. Il senatore RUSPANDINI ( FdI ) si dichiara d'accordo con quanto sostenuto dai colleghi ed evidenzia che occorrerebbe sostenere i piccoli comuni montani che lottano contro lo spopolamento mediante interventi che rendano ai residenti la vita più facile, mettendo quindi un freno all'introduzione di innovazioni che rischiano solo di provocare danni. Il senatore FEDE ( M5S ), nel condividere la necessità di tenere in considerazione le caratteristiche geografiche e morfologiche dei territori, dichiara che, a suo avviso, l'integrazione richiesta dalla senatrice Di Girolamo alla prima osservazione dello schema intendeva fornire una precisazione di carattere tecnico. Il relatore BERUTTI ( Misto-IeC ), in relazione alla proposta di integrazione della prima osservazione contenuta nello schema di parere, dichiara di ritenere preferibile non introdurre riferimenti ad una specifica tipologia di carburante. Quanto alla possibilità di prevedere eccezioni all'applicazione delle nuove disposizioni per i comuni montani, rileva che le caratteristiche geografiche determinano senza dubbio situazioni gravose per alcuni territori, che meritano un approfondimento anche in sede europea. Ritiene dunque che lo schema di parere illustrato debba essere posto in votazione senza modifiche. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere favorevole con osservazione del relatore, che risulta approvato. La seduta termina alle ore 14,35. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 269 L'8 a Commissione Lavori pubblici, comunicazioni, esaminato lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/770 relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali (n. 269), premesso che: la direttiva (UE) 2019/770, partendo dal presupposto che il potenziale di crescita del commercio elettronico non sia stato ancora sfruttato pienamente in ambito UE, armonizza alcuni aspetti dei contratti di fornitura di contenuto o servizi digitali, garantendo un elevato livello di protezione dei consumatori. La finalità perseguita è quella di instaurare un mercato unico digitale, di garantire il giusto equilibrio tra il conseguimento di un elevato livello di protezione dei consumatori e la promozione della competitività delle imprese, di accrescere la certezza giuridica e di ridurre i costi di transazione, in particolare per le piccole e medie imprese; l'introduzione in tutti gli Stati membri di norme armonizzate in materia di diritto contrattuale dei consumatori è, quindi, finalizzata a rendere più facile per le imprese, in particolare le PMI, fornire contenuti o servizi digitali in tutta l'Unione europea, grazie ad un quadro stabile ed omogeneo di norme contrattuali, riducendo per tale via la frammentazione giuridica esistente fra le diverse legislazioni nazionali; per espressa disposizione dell'articolo 3, la direttiva (UE) 2019/770 si applica, salvo esplicite eccezioni, a qualsiasi contratto in cui l'operatore economico fornisce, o si impegna a fornire, un contenuto o servizio digitale al consumatore e quest'ultimo corrisponde, o si impegna a corrispondere, un prezzo o dati personali; considerato che: lo schema di decreto legislativo in esame è stato adottato sulla base della delega contenuta nella legge di delegazione europea 2019-2020; il provvedimento in esame, dando espressa attuazione a quanto previsto nella direttiva (UE) 2019/770, introduce nel Codice del consumo un nuovo Capo, contenente gli articoli da 135- octies a 135- vicies ter; nello specifico, il provvedimento in esame, finalizzato a disciplinare taluni aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale o di servizi digitali conclusi tra consumatore e professionista: definisce l'ambito di applicazione delle nuove disposizioni, nel quale rientrano sia i contratti in cui il professionista fornisca un contenuto o servizio digitale verso il corrispettivo di un prezzo corrisposto dal consumatore, sia quelli in cui il consumatore, al posto del prezzo, fornisca al professionista dati personali; chiarisce in cosa consiste l'esatto adempimento dell'obbligo di fornitura da parte del professionista e individua i requisiti soggettivi e oggettivi che devono essere posseduti dal contenuto o dal servizio digitale per essere conforme al contratto; definisce gli obblighi del professionista e la condotta del consumatore, con particolare riferimento agli aggiornamenti, anche di sicurezza, necessari al fine di mantenere la conformità del contenuto o del servizio digitale; disciplina l'eventuale difetto di conformità che deriva da un'errata integrazione del contenuto o del servizio digitale nell'ambiente digitale del consumatore, individua i diritti a tutela dei terzi, in particolare di proprietà intellettuale; disciplina la responsabilità del professionista nonché le tutele e le azioni a favore del consumatore in caso di omessa fornitura da parte del professionista del contenuto o servizio digitale o di difetto di conformità del bene; dispone la nullità di ogni patto volto ad escludere o limitare a danno del consumatore i diritti riconosciuti dal nuovo Capo; preso atto che: l'intervento regolatorio in esame integra la disciplina vigente contenuta nel Codice del consumo e si pone in linea con gli indirizzi definiti in ambito europeo con la direttiva (UE) 2019/770 in tema di contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali, esprime parere favorevole con la seguente osservazione: valuti il Governo l'opportunità di precisare meglio il rapporto contrattuale tra consumatore e fornitore per la parte di verifica di conformità dei servizi e dei contenuti digitali rispetto al contratto in quanto, da un lato, la "digital representation of value" non è facilmente e oggettivamente definibile in un ambiente digitale in continua evoluzione e, dall'altro, il consumatore potrebbe non collaborare con il professionista per consentirgli di verificare se la causa del difetto di conformità risieda nel suo ambiente digitale, utilizzando mezzi tecnici che presentano sempre un certo grado di intrusività per il consumatore. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 278 L'8a Commissione Lavori pubblici, comunicazioni, esaminato lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1161 che modifica la direttiva 2009/33/CE relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada (n. 278), premesso che: lo schema di decreto legislativo in esame imponendo per le pubbliche amministrazioni degli obblighi nell'acquisizione di veicoli adibiti al trasporto su strada a ridotto impatto ambientale e a basso consumo energetico, deve determinare le condizioni affinché gli appalti pubblici sia per i contratti di acquisto, di leasing, di locazione o di vendita a rate dei veicoli, sia per i contratti di servizio, siano efficaci e garantiscano la concorrenza; nei prossimi anni per via degli obiettivi previsti dal Regolamento (UE) 2019/631 (del 17 aprile 2019, che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi e che abroga i regolamenti (CE) n. 443/2009 e (UE) n. 510/2011), che fissa stringenti obiettivi di contenimento delle emissioni di CO2 in capo ai produttori automotive, continuerà a crescere l'offerta di autovetture e veicoli commerciali leggeri alimentati con energia elettrica e debutteranno quelli ad idrogeno; l'Italia ha una consolidata tradizione industriale in materia di autoveicoli, carburanti e infrastrutture alternative (v. GPL e metano), che di recente ha trovato nuovo slancio e maggior beneficio ambientale con il biometano e il GNL (anch'essi destinati a diventare sempre più bio, con il bioGNL come per il bioGPL), come pure dimostrano le esplicite previsioni e stanziamenti di incentivazioni previste nel PNRR, che si inseriscono appieno nell'efficace sistema di incentivazione previsto dal decreto 2 marzo 2018, recante "Promozione dell'uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti", che potrà essere rinnovato e affinato nei prossimi anni, anche nell'ambito del recepimento della direttiva 2018/2001, cosiddetta RED II; la classificazione dei veicoli adibiti al trasporto su strada, in ordine all'impatto ambientale e al consumo energetico, basata sulle emissioni allo scarico dei gas climalteranti (CO2 g/km) e all'emissioni di inquinanti, è da ritenersi sempre meno adeguata considerando la progressiva penetrazione delle auto elettrificate (e prossimamente di quelle a idrogeno) che non hanno motori a combustione interna, esprime parere favorevole, con le seguenti osservazioni: si invita il Governo a valutare l'opportunità di adoperarsi, anche in sede europea, affinché - per un efficace svolgimento delle gare di appalti pubblici e, segnatamente, allo scopo di aumentare il numero delle possibili offerte, così da avere maggior concorrenza e, in ultima analisi, un miglior esito - oltre ad autovetture e veicoli commerciali leggeri alimentati con energia elettrica (e idrogeno) sia prevista e garantita la partecipazione degli altri "veicoli puliti" che utilizzano combustibili alternativi low carbon come definiti dall'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 257 del 2016; si invita il Governo a valutare l'opportunità di adoperarsi, anche in sede europea, per assicurare che la valutazione degli impatti energetico e ambientale dei veicoli adibiti al trasporto su strada possa essere certificata mediante l'adozione dei princìpi del Life Cycle Assessment (LCA) per la valutazione dell'impronta ambientale (emissioni di CO2), in considerazione della necessità di valutare i reali impatti emissivi delle differenti alimentazioni delle auto, non solo con riferimento all'uso del veicolo, ma anche al suo processo di fabbricazione e al cosiddetto "fine vita" (produzione e smantellamento del veicolo e della batteria e riciclaggio dei materiali); si invita il Governo a valutare l'opportunità, anche rendendosi parte attiva in sede europea, di rivedere al ribasso gli obiettivi minimi degli appalti pubblici per quei veicoli leggeri e pesanti conformi alla tabella 2 destinati a missioni particolarmente gravose o per le necessità di comuni montani ovvero di escludere i medesimi veicoli dall'ambito di applicazione dello schema di decreto in titolo; si invita il Governo a valutare l'opportunità di adeguare i contenuti e gli obiettivi dello schema di decreto legislativo in esame ai nuovi indirizzi proposti dalla Commissione europea al fine di consentire alle pubbliche amministrazioni di contribuire nei prossimi anni alla progressiva immissione sul mercato di un numero crescente di veicoli a zero emissioni e alla progressiva cessazione della commercializzazione dei veicoli con motore termico dal 2035.