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Assistenza e solidarietà sociale - Indennizzi riconosciuti dopo il 1° maggio 2001 alle persone danneggiate da trasfusioni, emoderivati o vaccinazioni - Obbligo di anticipazione da parte delle Regioni - Ricorso della Regione Siciliana - Denunciata incidenza sull'assetto finanziario regionale - Inapplicabilità della norma impugnata alla Regione ricorrente - Inammissibilità della questione.. È dichiarata inammissibile, per inapplicabilità della norma impugnata alla Regione ricorrente, la questione di legittimità costituzionale - promossa dalla Regione Siciliana in riferimento agli artt. 17, lett. b), 20, 36 e 43 dello statuto reg. Siciliana e in relazione all'art. 2 del d.P.R. n. 1074 del 1965 - dell'art. 1, comma 586, della legge n. 208 del 2015, secondo cui gli indennizzi dovuti in base alla legge n. 210 del 1992 alle persone danneggiate da trasfusioni, somministrazioni di emoderivati o vaccinazioni, riconosciuti dopo il 1° maggio 2001 e demandati alle Regioni, vengono anticipati dalle Regioni stesse, in attesa del trasferimento dallo Stato delle somme dovute. La norma impugnata presuppone che si tratti di compiti amministrativi già demandati alle Regioni e, pertanto, non è applicabile alla Regione Siciliana, nella quale, non essendo ancora state adottate le norme di attuazione previste dall'art. 10 del d.lgs. n. 112 del 1998 a tutela delle autonomie speciali, l'erogazione di tali provvidenze assistenziali resta direttamente affidata al Ministero della salute, che la effettua a valere sui propri capitoli. ( Precedenti citati: sentenze n. 196 del 2015, n. 176 del 2012, n. 172 del 2010, n. 107 del 2009 e n. 290 del 2008 ).