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Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge intende introdurre una ipotesi di sanzione amministrativa che « doppia » quella già prevista nell'articolo 518- duodecies del codice penale, introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera b ), della legge 9 marzo 2022, n. 22, che ha inserito l'intero titolo VIII- bis del predetto codice penale, in vigore a decorrere dal 23 marzo 2022, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 7, comma 1, della medesima legge n. 22 del 2022. Essa, pertanto, fa salve espressamente le ulteriori e diverse sanzioni penali previste dall'articolo 518- duodecies del codice penale, ove applicabili, oltre che, naturalmente, gli eventuali e conseguenti risarcimenti dei danni. Il presente disegno di legge risponde all'esigenza di contrastare il fenomeno della distruzione, della dispersione, nonché del deterioramento, del deturpamento, dell'imbrattamento e dell'uso illecito di beni culturali o paesaggistici; esso consta di 7 commi. Al primo comma si prevede che, ferme restando le sanzioni penali applicabili, chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 20.000 a euro 60.000. Il secondo comma dispone che, in ogni caso, e comunque fatte salve le sanzioni penali applicabili, chiunque, fuori dei casi sopra citati, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui, ovvero destina i beni culturali ad un uso pregiudizievole per la loro conservazione o integrità ovvero ad un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 40.000. Al terzo comma si prevede che il verbale contenente l'accertamento e la contestazione delle violazioni è notificato al trasgressore entro centoventi giorni dal giorno in cui il fatto è commesso. Ai sensi di quanto indicato al quarto comma, i proventi delle sanzioni irrogate ai sensi dei commi 1 e 2 sono versati ad apposito capitolo del bilancio dello Stato per essere successivamente riassegnati al Ministero della cultura per il ripristino dei beni, a prescindere dall'appartenenza pubblica o privata dei medesimi. Il quinto comma dispone che, entro trenta giorni dalla notifica del verbale di accertamento, il trasgressore è ammesso al pagamento della sanzione in misura ridotta. L'applicazione della sanzione in misura ridotta non è ammessa qualora il destinatario del provvedimento sanzionatorio si sia già avvalso, nei cinque anni precedenti, della stessa facoltà. Al sesto comma, si prescrive che, per tutto quanto non espressamente indicato, la cornice normativa generale è data dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, cui si rinvia per tutti gli aspetti non espressamente richiamati o derogati; pertanto l'autorità che irroga la sanzione è individuata nel prefetto del luogo, previo rapporto relativo alle violazioni previste da parte dei pubblici ufficiali accertatori. Il settimo comma prevede un coordinamento nei casi di applicazione concorrente di sanzioni penali e amministrative, tenuto conto della giurisprudenza in materia di divieto del « ne bis in idem ». In particolare, riprendendo la formulazione di cui all'articolo 187- terdecies (Applicazione ed esecuzione delle sanzioni penali ed amministrative) del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 recante testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52 (cosiddetto « testo unico sulla finanza »), il comma in esame dispone che qualora per lo stesso fatto sia stata applicata, a carico del reo o a carico dell'autore della violazione, la sanzione amministrativa pecuniaria, indicata ai commi 1 e 2 del presente disegno di legge, ovvero una sanzione penale: a) al momento dell'irrogazione delle sanzioni di propria competenza, l'autorità giudiziaria e l'autorità amministrativa tengono conto delle misure punitive già irrogate; b) l'esazione della pena pecuniaria o della sanzione pecuniaria amministrativa è limitata alla parte eccedente a quella riscossa, rispettivamente, dall'autorità amministrativa o da quella giudiziaria. Da ultimo, l'ottavo comma reca una clausola di neutralità finanziaria con la quale si stabilisce che le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui al presente disegno di legge nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.. Art. 1. 1. Ferme le sanzioni penali applicabili, chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 20.000 a euro 60.000. 2. Ferme le sanzioni penali applicabili, chiunque, fuori dei casi di cui al comma 1, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui, ovvero destina i beni culturali ad un uso pregiudizievole per la loro conservazione o integrità ovvero ad un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 40.000. 3. Il verbale contenente l'accertamento e la contestazione delle violazioni è notificato al trasgressore entro centoventi giorni dal giorno in cui il fatto è commesso. 4. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate ai sensi dei commi 1 e 2 sono versati ad apposito capitolo del bilancio dello Stato per essere successivamente riassegnati al Ministero della cultura affinché siano impiegati prioritariamente per il ripristino dei beni. 5. Entro trenta giorni dalla notifica del verbale di accertamento, il trasgressore è ammesso al pagamento della sanzione in misura ridotta. L'applicazione della sanzione in misura ridotta non è ammessa qualora il destinatario del provvedimento sanzionatorio si sia già avvalso, nei cinque anni precedenti, della stessa facoltà. 6. Per tutto quanto non espressamente indicato dalla presente legge si applica la legge 24 novembre 1981, n. 689. 7. Quando per lo stesso fatto è stata applicata, a carico del reo o dell'autore della violazione, la sanzione amministrativa pecuniaria indicata ai commi 1 e 2 ovvero una sanzione penale: a) l'autorità giudiziaria e l'autorità amministrativa tengono conto, al momento dell'irrogazione delle sanzioni di propria competenza, delle misure punitive già irrogate; b) l'esazione della pena pecuniaria ovvero della sanzione pecuniaria amministrativa è limitata alla parte eccedente quella riscossa, rispettivamente, dall'autorità amministrativa ovvero da quella giudiziaria. 8. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.