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ORD. 196/05. SANITÀ PUBBLICA - SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE - PROVVEDIMENTO DI INCARICO DI DIREZIONE DI UN’AZIENDA SANITARIA LOCALE - OBBLIGO DI MOTIVAZIONE - MANCATA PREVISIONE - DENUNCIATA LESIONE DEL PRINCIPIO DEL CONCORSO PER L’ACCESSO AI PUBBLICI IMPIEGHI E DEL PRINCIPIO DI BUON ANDAMENTO E IMPARZIALITÀ DELL’ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA - DIFETTO DI MOTIVAZIONE SULLA RILEVANZA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 15-ter, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come introdotto dall'art. 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, nella parte in cui non prevede che il direttore generale abbia l'obbligo di motivare, ai fini dell'attribuzione dell'incarico di direzione di struttura complessa di un'Azienda sanitaria locale, la scelta da lui effettuata nell'ambito di una rosa di candidati destinatari di identici giudizi di idoneità, sollevata in riferimento all'art. 97, commi primo e terzo, della Costituzione. Infatti il remittente afferma apoditticamente la propria giurisdizione omettendo del tutto di qualificare la natura dell'atto di attribuzione dell'incarico, pur trattandosi di profilo decisivo al fine del riparto di giurisdizione. D’altro canto l'individuazione della natura dell'atto appare indispensabile anche in riferimento al merito della questione, prospettandosi questa in termini evidentemente diversi a seconda che l'atto stesso venga qualificato come atto amministrativo, inserito nell'ambito della procedura concorsuale, ovvero come atto di natura privatistica.