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Contenzioso tributario - Acquisizione di atti di indagine penale - Efficacia probatoria in assenza di preventiva verifica da parte dell’amministrazione finanziaria - Lamentata lesione del diritto di difesa del contribuente - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e dell'art. 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, in quanto attribuirebbero efficacia probatoria, nel processo tributario, ad atti di indagine assunti dal pubblico ministero al di fuori di qualsiasi contraddittorio, in assenza di preventiva verifica da parte dell'amministrazione finanziaria. Le norme censurate, infatti, prevedendo soltanto che l'amministrazione finanziaria possa ricevere «documenti, dati o notizie» acquisiti nel corso di indagini penali, per porli a base della propria attività di accertamento, non limitano la possibilità per il contribuente di contestare i risultati di quegli atti di indagine dinanzi al giudice tributario, il quale, del resto, (come si afferma nella giurisprudenza della Corte di cassazione) sebbene possa fondare il proprio convincimento su prove acquisite in sede penale, non ne può, tuttavia, recepire in maniera pedissequa il contenuto, dovendo, invece, sottoporle al proprio vaglio critico.