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Adozione - Adozione di persone maggiori di età - Cognome dell'adottato, in caso di adozione di figlio naturale non riconosciuto dai propri genitori - Possibilità che questi aggiunga al cognome dell'adottante quello originariamente attribuitogli - Omessa previsione - Irragionevole lesione del diritto inviolabile al nome, quale segno distintivo dell'identità personale - Illegittimita' costituzionale 'in parte qua'.. E' costituzionalmente illegittimo, per contrasto con gli artt. 2 e 3 della Costituzione, l'art. 299, secondo comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede che, qualora sia figlio naturale non riconosciuto dai propri genitori, l'adottato possa aggiungere al cognome dell'adottante anche quello originariamente attribuitogli. Infatti precludere all'adottato maggiorenne la possibilità di mantenere il cognome utilizzato da sempre e segno distintivo ormai radicato nel contesto sociale in cui egli vive, si risolve in un'ingiusta privazione di un elemento della sua personalità; preclusione che mostra, inoltre, la sua irrazionalità alla luce della riforma dell'adozione (con legge n. 184 del 1983), in virtù della quale sussiste ora una netta distinzione fra l'adozione dei minori e quella dei maggiorenni, in quanto quest'ultima, a differenza della prima, non crea alcun vincolo di parentela tra l'adottato e la famiglia dell'adottante e consente altresì che vengano mantenuti i rapporti dell'adottato con la famiglia di origine. - Sul diritto al nome, garantito dall'art. 2 della Costituzione, quale diritto inviolabile, v. sentenze n. 297/1996 e n. 13/1994. - Sull'adozione dei maggiorenni, in particolare si vedano sentenze n. 500/2000 e n. 240/1998 nonché ordinanza n. 82/2001.