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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Ministero dell’interno della Repubblica italiana e il Ministero della difesa nazionale della Repubblica di Colombia in materia di cooperazione di polizia, fatto a Roma il 28 maggio 2013. Onorevoli Senatori. -- L'Accordo tra il Ministero dell'interno della Repubblica italiana e il Ministero della difesa nazionale della Repubblica di Colombia in materia di cooperazione di polizia è finalizzato ad intensificare la collaborazione per la prevenzione e il contrasto alla criminalità nelle sue varie forme e al terrorismo internazionale. L'intesa rappresenta lo strumento giuridico idoneo a regolamentare la collaborazione internazionale di polizia sia sotto il profilo strategico che operativo, consentendo di intensificare i rapporti tra gli organismi italiani e colombiani preposti alla sicurezza pubblica. Essa si inserisce in un contesto internazionale molto complesso, che richiede, sempre più, maggiori attenzioni, caratterizzato dalla necessità di realizzare collaborazioni più efficaci per la prevenzione e il contrasto al crimine nelle sue varie forme, in particolare alla criminalità organizzata transnazionale e al terrorismo internazionale e per garantire la sicurezza ed il benessere della comunità internazionale. Sotto il profilo tecnico-operativo, le forme di collaborazione contenute nell'Accordo consentono ad esso di assumere significativa importanza per l'ulteriore sviluppo della cooperazione internazionale di polizia, tale da renderla più aderente alle attuali esigenze di entrambi i Paesi, in conformità a quanto disposto dai rispettivi ordinamenti giuridici e dagli obblighi internazionali. Il testo dell'Accordo, redatto sulla base del modello accolto dal Dipartimento della pubblica sicurezza per negoziare i trattati bilaterali in materia di sicurezza con Paesi extraeuropei, ricalca nei contenuti altre intese della stessa natura quale, ad esempio, quella conclusa con l'Armenia il 23 aprile 2010 ed entrata in vigore il successivo 25 ottobre. L'Accordo indica, quale obiettivo, quello della collaborazione per la prevenzione e il contrasto della criminalità nelle sue diverse forme e del terrorismo internazionale (articolo 2) ed individua, quali Autorità competenti responsabili dell’attuazione dell'intesa (articolo 1): -- per la Parte italiana, il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno; -- per la Parte colombiana, la Polizia Nazionale del Ministero della difesa nazionale. L'Accordo inoltre indica i principali settori nei quali la cooperazione di polizia si renderà operativa: in particolare, la criminalità organizzata transnazionale, il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope e precursori, la tratta di persone e il traffico illecito di migranti, il traffico illecito di armi, munizioni, esplosivi, materiali nucleari, radioattivi e tossici, la criminalità informatica, i reati economici e il riciclaggio di denaro, nonché il terrorismo internazionale. L'elencazione non ha il carattere esaustivo, ma costituisce solo una mera indicazione dei reati, attraverso i quali si manifesta generalmente l'agire della criminalità (articolo 2). Seguono le disposizioni che definiscono le modalità della cooperazione, quali lo scambio delle informazioni sui reati e sulle organizzazioni criminali, sulle loro strutture e modus operandi , sui gruppi terroristici, sui reati economici, sul riciclaggio di denaro, sul tracciamento dei patrimoni di provenienza illecita e sulle infiltrazioni di organizzazioni criminali nelle società che partecipano a procedure di appalto per lavori pubblici, sulle metodologie utilizzate per combattere la tratta di persone e il traffico illecito di migranti attraverso le frontiere, nonché sui passaporti e altri documenti di viaggio, i visti, i timbri di ingresso e di uscita al fine di individuare documenti contraffatti. Lo scambio delle informazioni inoltre riguarda gli strumenti legislativi e scientifici diretti a combattere la criminalità, compresa l'analisi della minaccia criminale, nonché le esperienze e le migliori prassi sulla formazione di funzionari di polizia e sull'uso di tecniche specialistiche per il contrasto alla criminalità, favorendo l'organizzazione di scambi di esperti e attività di formazione, tra le quali, le visite, i corsi, i seminari e i tirocini formativi (articolo 3). Sono indicate ulteriori modalità di cooperazione, quali, il possibile scambio di esperti per promuovere ed attuare operazioni congiunte, nonché l'adozione delle misure necessarie a coordinare l'attuazione di speciali tecniche investigative speciali, come le consegne controllate, la sorveglianza e le operazioni sotto copertura (articolo 3). La cooperazione prevista nell'Accordo non riguarda l'assistenza giudiziaria in materia penale (articolo 4). La cooperazione di polizia si realizza attraverso le richieste di assistenza. Nell'Accordo sono indicati i requisiti formali e sostanziali delle richieste di assistenza (articolo 4), le ipotesi di rifiuto (articolo 5) e le procedure di esecuzione (articolo 6). Particolare attenzione è rivolta alla protezione dei dati personali (articolo 7). Inoltre nell'Accordo è precisato che le richieste di assistenza potranno essere effettuate attraverso i consueti canali Interpol, nonché attraverso i rispettivi Punti di contatto nazionali stabiliti dalle autorità competenti delle Parti (articolo 4). Nell'Accordo è sancita la previsione di poter effettuare, se necessario, riunioni e consultazioni per valutare i progressi ottenuti nell'applicazione dell'intesa, nonché per discutere e migliorare la cooperazione (articolo 8). Nell'Accordo sono altresì indicate le procedure per la ripartizione tra le Parti degli oneri finanziari occorrenti per la sua esecuzione (articolo 9). Nel corso della cooperazione le lingue italiano e spagnolo sono utilizzate quale mezzo di comunicazione tra le Autorità competenti (articolo 10). Infine, l'Accordo sancisce le disposizioni per la composizione di eventuali controversie in ordine all'interpretazione ed all'applicazione, da realizzarsi in via amichevole, mediante consultazioni e trattative (articolo 11) e le procedure per l'entrata in vigore, l'adozione di emendamenti e la cessazione. In particolare, l'atto internazionale resta di fatto in vigore per un periodo di tempo indeterminato, salvo che una delle Parti non notifichi all'altra Parte, per iscritto attraverso i canali diplomatici e con almeno sei mesi di anticipo, la propria volontà di porvi fine (articolo12).. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Ministero dell'interno della Repubblica italiana e il Ministero della difesa nazionale della Repubblica di Colombia in materia di cooperazione di polizia, fatto a Roma il 28 maggio 2013. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 12 dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalle spese di cui agli articoli 3 e 8 dell'Accordo di cui all'articolo 1, valutati in euro 46.713 annui a decorrere dall’anno 2015, e dei restanti articoli, pari a euro 21.654 annui a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'interno, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie rimodulabili di parte corrente di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione e di formazione nell'ambito del programma «Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica» e, comunque, della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero dell'interno. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere, con apposita relazione, in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .