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SENT. 120/05. REGIONE TOSCANA - ISTRUZIONE - DISCIPLINA DEGLI 'STANDARD' STRUTTURALI E QUALITATIVI DEGLI ASILI NIDO - RICORSO DEL GOVERNO - DENUNCIATA INVASIONE DELLA COMPETENZA ESCLUSIVA DELLO STATO IN MATERIA DI DETERMINAZIONE DEI LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI CONCERNENTI I DIRITTI CIVILI E SOCIALI E L’ISTRUZIONE, OVVERO DELLA COMPETENZA REGIONALE CONCORRENTE IN MATERIA DI ISTRUZIONE PER EMANAZIONE IN DIFETTO DI PREVIA FISSAZIONE DEI PRINCIPI GENERALI STATALI - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. E’ infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 117, commi secondo, lettere m) e n), e terzo, Cost., degli artt. 4, comma 2, e 28, comma 2, della legge della Regione Toscana 26 luglio 2002, n. 32, disposizioni la prima delle quali demanda ad un regolamento la fissazione degli 'standard' ai quali si dovranno attenere i servizi educativi per la prima infanzia, e la seconda delle quali, nel disciplinare la funzione di impulso e di regolazione del sistema allargato dell'offerta integrata fra istruzione, educazione e formazione, attribuisce alla Regione, tra l'altro, la definizione degli 'standard' qualitativi, delle linee guida di valutazione e di certificazione degli esiti e dei risultati della funzione. La disciplina degli asili nido ricade, infatti, nell'ambito della materia dell'istruzione, nonché per alcuni profili nella materia della tutela del lavoro e, quindi, in materie comunque attribuite alla potestà legislativa concorrente delle Regioni ai sensi dell'art. 117, terzo comma, Cost., sicché risulta impossibile «negare la competenza legislativa delle singole Regioni, in particolare per la individuazione di criteri per la gestione e l'organizzazione degli asili, seppure nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dal legislatore statale». Gli 'standard' strutturali e qualitativi in parola, poi, non si identificano con i livelli essenziali delle prestazioni, rientranti nella competenza trasversale ed esclusiva dello Stato di cui all'art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., in quanto la norma censurata non determina alcun livello di prestazione, limitandosi ad incidere sull'assetto organizzativo e gestorio degli asili nido, e neppure la loro individuazione può essere ricompresa tra le norme generali sull'istruzione, e cioè in quella disciplina caratterizzante l'ordinamento dell'istruzione e che, dunque, presenta un contenuto essenzialmente diverso da quello 'lato sensu' organizzativo nel quale si svolge la potestà legislativa regionale. Quanto alla seconda disposizione censurata, va interpretata alla luce di ciò che essa stessa dispone circa il rispetto della competenza statale in tema di livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, sicché, oltre che per la natura essenzialmente organizzativa della disciplina, va affermata la competenza in materia della legislazione regionale. Né le disposizioni impugnate si pongono in contrasto con il terzo comma dell'art. 117 Cost., in quanto in materia di istruzione le Regioni non potrebbero intervenire con la loro legislazione concorrente prima che siano definiti e concretamente operanti i principi fondamentali destinati ad orientare l'opera del legislatore regionale, perché, al contrario, specie nella fase di transizione dal vecchio al nuovo sistema di riparto delle competenze, la legislazione regionale concorrente dovrà svolgersi nel rispetto dei principi fondamentali comunque risultanti dalla legislazione statale in vigore, senza che l'assenza di nuovi principi possa o debba comportare la paralisi dell'attività del legislatore regionale. - Sul riparto della competenza legislativa in tema di asili nido: sentenza n. 370/2003. - Sui limiti della legislazione regionale concorrente nella fase di transizione dal vecchio sistema di riparto delle competenze a quello introdotto dal nuovo Titolo V, si vedano le sentenze n. 353/2003 e n. 282/2002.