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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 64 GARAVINI La seduta inizia alle ore 15,45. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Ai fini di una migliore organizzazione dei lavori, la presidente GARAVINI propone un'inversione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno. La Commissione conviene. IN SEDE CONSULTIVA (1763) Ratifica Scambio LettereItalia-Santa Sede assistenza spirituale Forze Armate DDL 1763 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze Armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Introduce l'esame il relatore ORTIS ( M5S ), rilevando che il provvedimento concerne la ratifica dello Scambio di Lettere del febbraio 2018 tra l'Italia e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze armate. Nel dettaglio, si tratta di un'intesa bilaterale, negoziata da una Commissione paritetica, che ha lo scopo di aggiornare la disciplina dell'assistenza spirituale dei militari cattolici delle Forze armate e lo status dei cappellani militari. La competenza della Commissione pertanto è molto estesa e concerne sia l'intesa, sia il testo del disegno di legge di ratifica. La ratifica dell'accordo implica infatti anche una serie modifiche al codice dell'ordinamento militare. Per quanto concerne l'Intesa, osserva che il testo si compone di 14 articoli. Gli articoli 1 e 2 individuano le funzioni svolte dai cappellani militari a favore dei militari cattolici e delle rispettive famiglie, nonché i mezzi e gli strumenti che sono messi a loro disposizione. Gli articoli da 5 a 11 definiscono quindi lo stato giuridico dei cappellani, che rimane una figura autonoma rispetto all'organizzazione militare. È stabilito che essi abbiano piena libertà di esercizio del loro ministero e che risiedano in una delle sedi di servizio loro assegnate. I cappellani accedono ai gradi militari per assimilazione e non per integrazione nella gerarchia militare, ovvero attraverso un meccanismo che porti ad una certa corrispondenza fra le posizioni dei gradi militari e quelle esercitate dai religiosi, senza che questo comporti la loro identificazione con la struttura e l'organizzazione militare. La direzione e il coordinamento del servizio di assistenza spirituale spettano all'Ordinario militare, nominato dal Presidente della Repubblica su designazione della Santa Sede. È poi previsto che il cappellano non possa esercitare poteri di comando o direzione e avere poteri di amministrazione nell'ambito delle Forze armate, che non porti armi e indossi, di regola, l'abito ecclesiastico proprio, salvo situazioni speciali nelle quali sia necessaria la divisa militare. Viene inoltre rideterminato l'organico complessivo dei cappellani militari nel quadro di riassetto generale delle Forze armate, che scendono dalle attuali 204 unità a 162 unità. Sono anche definite le modalità e le forme di avanzamento dei cappellani, il loro rapporto di impiego e i trattamenti economici e previdenziali. Infine, viene precisato che i cappellani militari non risultano soggetti al codice e al regolamento di disciplina militare, né alla giurisdizione penale militare se non in caso di mobilitazione totale o parziale o di servizio all'estero. Gli articoli 12, 13 e 14, definiscono infine il sistema sanzionatorio specifico per i casi di infrazione delle regole disciplinari; le modalità per la sospensione o la cessazione dall'impiego, nonché le disposizioni transitorie e finali. Con riferimento al disegno di legge di ratifica, composto da 7 articoli, si sofferma in particolare sull'articolo 3, che contiene le norme di adeguamento dell'ordinamento italiano, attraverso una serie di modifiche del Codice dell'ordinamento militare (di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010). In particolare, gli interventi investono l'assistenza spirituale ai militari cattolici, lo svolgimento del servizio, la nomina dell'Ordinario militare e del Vicario generale, nonché tutti gli aspetti strumentali, organizzativi, giurisdizionali, retributivi e pensionistici dell'attività dei Cappellani militari. Osserva inoltre che l'articolo 6 reca una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della misura normativa non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La relazione che accompagna il provvedimento evidenzia, peraltro, che esso, riducendo il numero di cappellani, riduce gli oneri a carico dello Stato, e sottolinea che questo è uno dei principali obiettivi dell'intervento normativo. Conclude proponendo alla Commissione l'espressione di un parere favorevole. La presidente GARAVINI constata che non vi sono iscritti a parlare né in sede di discussione generale, né per dichiarazione di voto. Previa verifica del numero legale, pone quindi ai voti la proposta di parere favorevole del relatore, che risulta approvata. AFFARI ASSEGNATI (n. 425) patrimonio immobiliare della Difesa Doc n. 425 Affare sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare della Difesa (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione Doc . XXIV, n. 22) La presidente GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, dopo aver brevemente riepilogato le risultanze delle audizioni svolte, illustra una propria proposta di risoluzione (pubblicata in allegato). In particolare la proposta muove dalla constatazione che il patrimonio immobiliare della Difesa comprende, da un lato una vasta tipologia di siti e infrastrutture, sparsi su tutto il territorio nazionale, tra cui caserme, basi, arsenali, aeroporti, forti, depositi di mezzi e di materiali, fari, ponti radio, alloggi di servizio e altro. Il predetto parco infrastrutturale comprende, inoltre, le basi militari nei teatri operativi all'estero ove operano i contingenti impegnati nelle missioni internazionali. Dall'altro, tuttavia, una delle caratteristiche è però la sua vetustà, considerando che quasi il 50 per cento delle infrastrutture risale a prima del 1915 e soltanto il 10 per cento è stato costruito dopo il 1945. La Difesa, peraltro, conscia della problematica, ha comunque avviato, negli ultimi anni, un importante processo di razionalizzazione del proprio patrimonio immobiliare, anche per la progressiva contrazione del personale in servizio e per le mutate esigenze operative e logistiche dei reparti militari, tra cui spiccano il progetto "Caserme verdi" dell'Esercito, "Basi Blu" della Marina militare ed il programma "Prisma" dell'Aeronautica. La possibilità di disporre di un patrimonio infrastrutturale efficiente è poi emersa anche nella gestione della crisi epidemiologica legata al Covid 19, dove la Difesa ha assunto un ruolo proattivo nella gestione dell'emergenza tramite molteplici interventi, che hanno spaziato dal trasporto di persone malate, alla messa a disposizione di infrastrutture per la degenza, alle misure di controllo delle norme di distanziamento sociale e delle misure di quarantena. Stante quanto precede, appare opportuno formulare al Governo degli indirizzi precisi, che possano tutelare il processo già posto in essere dalla Difesa ed accedere, altresì, a nuove risorse finanziarie, tra cui spiccano i nuovi strumenti messi a disposizione dall'Unione europea. Conclude dando puntuale lettura degli impegni al Governo contenuti nella proposta di risoluzione. Interviene il sottosegretario TOFALO, esprimendo avviso favorevole sulla proposta di risoluzione poc'anzi illustrata dalla relatrice, che è in piena sintonia con le attività del Governo in questo settore, a cominciare dal maggiore impiego dei fondi dell'Unione europea. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), nel preannunciare il voto favorevole della propria parte politica, invita la Commissione a rimanere focalizzata sul tema, con particolare riferimento agli immobili dei reparti operativi. Poiché nessun altro chiede di intervenire, viene posta ai voti, previa verifica del numero legale, la proposta di risoluzione formulata dalla Presidente relatrice, che risulta approvata. La presidente GARAVINI si compiace dell'esito unanime della votazione. IN SEDE CONSULTIVA ddl 1721 (legge di elegazione europea, Doc. LXXXVI, n. 3 e LXXXVII, n. 3 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Relazione alla 14ª Commissione sul disegno di legge n. 1721. Parere alla 14ª Commissione sul Doc . LXXXVI, n. 3. Parere alla 14ª Commissione sul Doc . LXXXVII, n. 3. Seguito dell'esame del disegno di legge n. 1721, congiunzione con il seguito dell'esame del Doc . LXXXVI, n. 3, e con l'esame del Doc . n. LXXXVII, n. 3. Esame congiunto con esiti distinti. Relazione favorevole sul disegno di legge n. 1721. Parere favorevole con osservazioni sul Doc . LXXXVI, n. 3. Parere favorevole sul Doc . LXXXVII, n. 3) Su proposta della PRESIDENTE , la Commissione delibera di congiungere l'esame dei provvedimenti in titolo. La relatrice ROJC ( PD ), nel richiamare le relazioni da lei già svolte sul Doc . LXXXVI, n. 3 (nella seduta dello scorso 11 febbraio), e sul disegno di legge n. 1721 (nella seduta dello scorso 19 maggio), illustra il Doc . LXXXVII, n. 3, recante la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2019. Nel dettaglio, i principali profili di competenza della Commissione si rinvengono nel capitolo 10 della seconda parte del documento, dedicato alla dimensione esterna dell'Unione; più in particolare nei paragrafi 10.1 (Politica estera e di sicurezza comune - PESC), e 10.2 (Politica di sicurezza e difesa comune - PSDC). Relativamente al primo aspetto, continua, in particolare, ad avere particolare rilevanza, come in passato, il tema della stabilizzazione della Libia. L'oratrice ricorda che, proprio per affermare un ruolo più incisivo dell'UE, tra le altre iniziative, a margine del Consiglio europeo del 13 dicembre l'Italia aveva promosso un vertice con Germania e Francia. Il documento accenna anche alla missione EUBAM Libia e all'operazione Sophia, sostituita ora dall'operazione Irini. Sempre con riferimento alla Politica estera comune, il documento all'esame della Commissione pone particolare attenzione alla questione siriana, a quella iraniana (in cui il Governo, nonostante il contesto fortemente critico, si è impegnato a mantenere vive le relazioni politiche, economiche e culturali e a sostenere l'impegno europeo a salvaguardia dell'accordo sul nucleare), alla situazione irachena (in prospettiva di contrasto al terrorismo e ai fenomeni correlati), allo Yemen, al contenzioso israelo-palestinese (confermando l'appoggio alle azioni dell'Alto Rappresentante, nel contesto degli sforzi internazionali diretti a favorire la ripresa del dialogo tra le parti), nonché in relazione alla stabilizzazione, crescita economica e integrazione europea dei Balcani occidentali. Altri aspetti trattati nella relazione concernono, altresì, i rapporti con la Turchia e la crisi ucraina e la situazione in Afghanistan. Inoltre, nell'ambito del rafforzamento e della ridefinizione delle relazioni transatlantiche, anche in chiave Brexit , il Governo ha sostenuto il dialogo UE-USA nei diversi settori di comune interesse, appoggiando l'operato della Commissione. Particolarmente attiva, infine, anche la politica a sostegno dell'Africa dove il Governo ha confermato un'attenzione prioritaria verso Corno d'Africa e Sahel (aree di origine e transito dei flussi migratori, la cui stabilità è fondamentale per la sicurezza europea). Con riferimento al secondo profilo (PSDC), la relazione rileva quindi che il 2019 è stato dedicato al consolidamento dell'impianto istituzionale nel settore sicurezza e difesa. Il Governo ha infatti continuato a sostenere le iniziative volte al rafforzamento della difesa europea, in complementarità con la NATO, con l'obiettivo di sviluppare capacità all'altezza delle esigenze di protezione del territorio e dei cittadini europei, in un contesto esterno di perdurante instabilità. Si è inoltre contribuito in maniera fattiva all'attuazione della Strategia globale dell'UE e a far in modo che l'Unione divenga un fornitore di sicurezza globale, dotato di sufficiente autonomia strategica da guardare nella nostra visione in complementarità con la NATO, che resta comunque l'Organizzazione primariamente deputata alla difesa collettiva. Particolare attenzione è stata posta sulla Cooperazione strutturata permanente (PESCO), finalizzata ad assicurare efficienza decisionale e rigorosi meccanismi di verifica degli impegni assunti dai venticinque Stati partecipanti. Dopo i primi trentaquattro progetti, nel 2019 è stato infatti approvato un terzo blocco di tredici iniziative, di cui due affidate al coordinamento italiano (il numero dei progetti a guida nazionale sale quindi a ben nove). Nella parte finale dell'anno è stato inoltre avviato dal SEAE il processo di revisione strategica della PESCO, che mira a rivedere le procedure di gestione della Cooperazione strutturata permanente per renderla sempre più rilevante ed efficace. Sono inoltre proseguite le iniziative volte ad attuare gli impegni relativi allo sviluppo di una difesa europea più strutturata, efficace e visibile, agendo in tre direzioni: istituzionale, delle capacità e degli incentivi finanziari comuni. Sotto il primo profilo, e con l'obiettivo di rafforzare le strutture e le capacità di pianificazione e conduzione di missioni e operazioni dell'Unione europea, si è assicurato pieno sostegno all'attività della Struttura di pianificazione e condotta delle missioni PSDC militari e si è incoraggiata maggiore sinergia tra tale struttura e quella incaricata della pianificazione e condotta delle missioni PSDC civili. Quanto alle capacità, si è sostenuto l'operato dell'Alto Rappresentante e dell'Agenzia per la difesa europea nell'identificazione delle esigenze prioritarie e delle lacune cui porre rimedio, attraverso il processo di revisione del Piano di sviluppo delle capacità e l'iniziativa CARD (Revisione annuale coordinata sulla difesa), le cui risultanze hanno contribuito a favorire lo sviluppo cooperativo di capacità militari. Particolarmente attenta è stata poi la partecipazione ai negoziati per l'istituzione del nuovo Fondo europeo della difesa, valido per il settennio 2021-2027, e su cui stiamo concludendo il nostro Affare assegnato. Il compromesso raggiunto risulta soddisfacente, tenendo in debita considerazione gli interessi dell'industria della difesa italiana, anche con riguardo alle piccole e medie imprese. Con riferimento alle missioni, militari e civili, dell'UE, la relazione sottolinea poi sia l'impegno profuso dall'Italia per il rilancio della componente civile sia, del pari, il tradizionale sostegno fornito a quelle militari, con particolare attenzione all'area del Mediterraneo. In particolare, l'Italia ha continuato a mantenere un profilo elevato sia sulle missioni militari che su quelle civili, collocandosi stabilmente all'interno della prima fascia di Stati membri contributori in termini di personale. Ciò secondo il tradizionale approccio "concentrico", che attribuisce elevata priorità alle crisi nei Paesi dell'area euro-mediterranea, comprendente cinque quadranti con caratteristiche differenti: i Paesi UE, i Balcani, l'area del Mar Nero, quella mediterranea del Medio Oriente e il Maghreb. Particolare rilevanza è stata parimenti attribuita alle zone del Mashreq, del Sahel, del Corno d'Africa e ai Paesi del Golfo Persico. Particolare attenzione è prestata infine al tema della mobilità militare. L'Italia - si legge nella relazione - ha infatti fornito sostegno a tutti gli obiettivi del Piano d'azione UE sulla mobilità militare, in particolare nei settori dei trasporti e delle infrastrutture, delle normative nazionali e internazionali in materia di trasporti militari e delle procedure per il transito di forze militari. L'oratrice formula quindi tre distinte proposte (pubblicate in allegato): una proposta di relazione favorevole sul disegno di legge n. 1721, un proposta di parere favorevole con osservazioni sul Doc . LXXXVI, n. 3 ed una proposta di parere favorevole sul Doc . LXXXVII, n. 3 La presidente GARAVINI constata che non vi sono iscritti a parlare né in sede di discussione generale, né in sede di dichiarazione di voto. Avverte quindi che si procederà alla votazione disgiunta delle tre proposte formulate dalla relatrice. Previa verifica del numero legale, viene posta in votazione la proposta di relazione favorevole della relatrice sul disegno di legge n. 1721, recante la legge di delegazione europea per il 2019, che risulta approvata. Successivamente, viene posta ai voti la proposta di parere favorevole con osservazioni della relatrice sul Doc . LXXXVI, n. 3, recante la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2020, che risulta approvata dalla Commissione. Infine, viene posta ai voti la proposta di parere favorevole della relatrice sul Doc . LXXXVII, n. 3, recante la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2019, che risulta del pari approvata. IN SEDE REFERENTE (1152) Delega semplificazione e razionalizzazione ordinamento militare DDL 1152 Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 giugno. La presidente GARAVINI dà conto del parere non ostativo con osservazioni espresso dalla Commissione affari costituzionali sul testo del disegno di legge e non ostativo sugli emendamenti presentati (pubblicati in allegato al resoconto del 23 giugno). La Commissione bilancio ha invece formulato pare non ostativo sul testo e sulle proposte del senatore Mininno (1.1 e 1.2), e contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte della senatrice Rauti (1.3 e 1.4). La senatrice RAUTI ( FdI ) si dichiara sorpresa dell'orientamento espresso dalla Commissione bilancio sui propri emendamenti e domanda di conoscerne le motivazioni di dettaglio. La presidente GARAVINI sottolinea che l'orientamento della Commissione bilancio deriva dalla mancata indicazione delle coperture necessarie a far fronte agli oneri finanziari discendenti dagli emendamenti. Presenta quindi, in qualità di relatrice, l'emendamento 1.100, interamente sostitutivo dell'unico articolo del disegno di legge (pubblicato in allegato al presente resoconto). Nel dettaglio, l'emendamento, che recepisce anche le osservazioni espresse dalla Commissione affari costituzionali, interviene sotto diversi profili. L'emendamento in primo luogo intende correggere l'ampiezza eccessiva della delega e una certa indeterminatezza dei suoi principi e criteri direttivi. Si tratta di un intervento motivato non tanto da ragioni politiche quanto piuttosto da ragioni costituzionali, visto che si tratta di requisiti fondamentali per la legittimità del processo di delega. Questa lacuna del disegno di legge era peraltro emersa da interventi di diversi commissari durante la discussione generale e anche nel confronto con le personalità udite sul punto. L'emendamento limita l'intervento sui procedimenti amministrativi a quelli che riguardano il personale. Si chiarisce inoltre che l'intervento di delegificazione deve avvenire su "singole" disposizioni del codice, e che le disposizioni su cui il Governo è autorizzato ad intervenire sono quelle che hanno natura "esclusivamente attuativa ed esecutiva". Viene poi stabilito il criterio che deve ispirare la riforma dei rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale, criterio che era totalmente assente nel testo originario. L'emendamento propone poi di ridurre il termine entro cui esercitare la delega da 2 anni a 18 mesi, sia per evitare una delega aperta per troppo tempo, sia per far scadere la delega stessa entro il termine naturale della legislatura. In questo modo lo stesso Parlamento che approva la delega potrà poi, attraverso i pareri sugli schemi dei decreti delegati, esercitare il doveroso controllo sull'operato del Governo. L'emendamento interviene poi sul tema del personale, valorizzando l'intervento di razionalizzazione in questo settore. La delega dovrà infatti occuparsi dei procedimenti amministrativi riguardanti la valutazione del personale, "valorizzando" - si cita testualmente - "i criteri meritocratici, in modo da assicurare la trasparenza e la rapidità nel conferimento delle promozioni". Si tratta di una formulazione che raccoglie le sollecitazioni espresse anche dal senatore Mininno, e che appare più adeguata Sottolinea poi che il testo è formulato in modo da rispettare il principio di equiordinazione con le forze di polizia. Viene anche riformulato il punto che riguarda la formazione del personale, in un'ottica di contenimento dei costi ma soprattutto di valorizzazione della professionalità del personale civile e militare. Viene infine riformulata la previsione che consente al Governo di svolgere un'attività di codificazione, cioè di inserimento nel codice di norme che riguardano l'ordinamento militare ma non sono attualmente ricomprese nel codice. Nessuno chiedendo di intervenire, la presidente GARAVINI propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti per mercoledì 8 luglio, alle ore 17. La Commissione conviene con la proposta da ultimo formulata dalla Presidente. Apprezzate le circostanze, la presidente GARAVINI propone di convocare la Commissione già nella giornata di domani, al termine della seduta dell'Assemblea, per proseguire l'esame del provvedimento. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE (991) Riabilitazione militari Prima Guerra mondiale DDL 991 Disposizioni per la riabilitazione storica degli appartenenti alle Forze armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della prima Guerra mondiale (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 12 maggio. Interviene la senatrice MINUTO ( FIBP-UDC ), rilevando che, su iniziativa del proprio Gruppo, il prescritto numero di senatori è in procinto di presentare la richiesta di riassegnazione alla sede referente del disegno di legge, ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento. La presidente GARAVINI prende atto e, apprezzate le circostanze, rinvia il seguito della discussione del provvedimento. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA La PRESIDENTE avverte che la Commissione è convocata per un'ulteriore seduta domani, mercoledì 8 luglio, al termine della seduta dell'Assemblea. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,25. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 425 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 425 ( DOC . XXIV, n. 22) La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del regolamento, dell'Affare assegnato sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare della Difesa; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte; premesso che: il patrimonio immobiliare della Difesa comprende una vasta tipologia di siti e infrastrutture, sparsi su tutto il territorio nazionale, tra cui caserme, basi, arsenali, aeroporti, forti, depositi di mezzi e di materiali, fari, ponti radio, alloggi di servizio e altro. Alcuni di questi immobili hanno un rilevante valore storico-artistico. Il predetto parco infrastrutturale comprende, inoltre, le basi militari nei teatri operativi all'estero ove operano i contingenti impegnati nelle missioni internazionali; una delle caratteristiche di tale patrimonio è però la sua vetustà, considerando che quasi il 50 per cento delle infrastrutture risale a prima del 1915 e soltanto il 10 per cento è stato costruito dopo il 1945; la Direzione dei Lavori e del Demanio (GENIODIFE) cura la progettazione, la realizzazione e la manutenzione degli immobili, provvede all'acquisizione, amministrazione, alle dismissioni e alienazioni dei beni militari ed è competente in materia di servitù e di vincoli di varia natura. In tale ambito rientrano non solo gli interventi finanziati dallo Stato su infrastrutture nazionali, ma anche quelli finanziati dalla NATO per infrastrutture presenti sul territorio nazionale. Tra le sue attività rientrano anche gli interventi infrastrutturali sulle basi nei teatri operativi all'estero; Difesa Servizi S.p.A., società di in house istituita nel 2009,totalmente partecipata dal Ministero della Difesa, cura invece la gestione economica di beni, anche immateriali, e servizi derivanti dalle attività istituzionali che non siano direttamente correlate alle attività operative delle Forze armate. In particolare, il Dicastero si avvale della predetta società per l'acquisto di beni e servizi occorrenti per lo svolgimento dei compiti istituzionali, attraverso le risorse finanziarie derivanti dalla citata gestione economica. Al momento, Difesa Servizi S.p.A. detiene nel proprio portafoglio 131 immobili (circa il 3 per cento dell'intero patrimonio immobiliare della Difesa), di cui 65 dell'Esercito, 38 della Marina e 28 dell'Aeronautica. La società, inoltre, detiene in portafoglio anche 151 immobili destinati alla valorizzazione energetica, di cui 121 dell'Esercito, 16 della Marina e 14 dell'Aeronautica. Nel 2019, la gestione complessiva degli immobili da parte di Difesa Servizi ha generato ricavi per 4,88 milioni di euro (pari al 16 per cento del suo fatturato), al netto degli investimenti di rigenerazione, recupero e ristrutturazione a carico dei terzi concessionari; rilevato che: il patrimonio immobiliare del Ministero della difesa costituisce un grande valore in termini non solo economici, ma anche funzionali, in quanto lo stato delle infrastrutture e quindi la loro efficienza condizionano significativamente la capacità operativa delle Forze armate; la Difesa ha avviato, negli ultimi anni, un processo di razionalizzazione del proprio patrimonio immobiliare, anche per la progressiva contrazione del personale in servizio e per le mutate esigenze operative e logistiche dei reparti militari; tale processo ha portato da un lato a una significativa attività di dismissioni (vendite e soprattutto trasferimenti ad altre amministrazioni o enti territoriali) e dall'altro ad un opera di efficientamento delle infrastrutture "strategiche", adeguandole alle esigenze dei moderni assetti militari in termini di funzionalità, economia di gestione, esigenze e bisogni del personale e rispondenza ai nuovi standard ambientali ed energetici; le Forze armate hanno intrapreso una serie di progetti per l'ammodernamento delle infrastrutture, e in particolare: - per l'Esercito il progetto "Caserme verdi", con investimenti per 1.500 milioni di euro e che comprende 28 sedi su tutto il territorio nazionale; - per la Marina il progetto "Basi Blu", con investimenti per 555 milioni di euro e che comprende l'ammodernamento delle capacità di supporto delle basi navali; le opere di ammodernamento degli arsenali previste dal cosiddetto "Piano Brin" (per un investimento complessivo di 146 milioni di euro), ed il programma di adeguamento e ammodernamento delle capacità alloggiative (per un valore complessivo di 181 milioni di euro); - per l'Aeronautica il programma "Prisma" (per il rinnovamento dei sedimi militari, per un valore complessivo di 792 milioni di euro), il programma "Iride" (per l'adeguamento delle reti idriche, energetiche e dati delle basi maggiori, dal valore di 280 milioni), e il programma "Alloggi e asili"(per 148 milioni); con riferimento agli interventi efficienza energetica si segnala il progetto " Energy Performance Contract " volto ad efficientare i siti strategici tramite un contratto di rendimento energetico; gli Smart Military Discrict , sedimi in grado di ospitare fonti di energie rinnovabili e l'attività di protezione delle infrastrutture critiche nell'ambito della strategia energetica, finalizzata in un accordo quadro con la società Rete Elettrica Nazionale-Terna; un ulteriore ed imprescindibile intervento infrastrutturale è quello relativo all'innovazione della rete informatica della Difesa, ossia la struttura portante di comunicazione strategica, tramite numerosi processi di adeguamento volti a garantire la progressiva digitalizzazione del comparto; ritenendo necessario che la Difesa sia assistita, nei processi già avviati e in quelli da avviare, da un quadro normativo ispirato a criteri di efficienza e semplificazione, che possa favorire in ogni modo l'ammodernamento del patrimonio infrastrutturale e la dismissione delle unità immobiliari non più utili a fini istituzionali; riconosciuto il rilevante ruolo assunto dalla Difesa nella gestione dell'emergenza Covid-19, attraverso una serie di interventi di varia natura, dal trasporto di persone malate, alla messa a disposizione di infrastrutture per la degenza, alle misure di controllo delle norme di distanziamento sociale e delle misure di quarantena; impegna il Governo: a) a perseguire nelle attività di valorizzazione del patrimonio immobiliare della Difesa, attraverso l'utilizzo di fondi e programmi di carattere nazionale, con la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali che operano nel settore, ma anche dei fondi e programmi già operativi o di prossima attivazione nel quadro dell'Unione europea, a partire dal Piano per la ripresa Next Generation EU ; b) a valutare un'ulteriore semplificazione delle procedure attraverso cui immobili non più utili ai fini istituzionali della difesa possano essere messi a disposizione per altre finalità pubbliche, anche attraverso accordi con enti locali, anche individuando forme di adeguata compensazione a favore dell'amministrazione della Difesa; c) a sostenere, attraverso la garanzia di adeguate risorse finanziarie, stabili nel tempo, il processo di rinnovo infrastrutturale avviato dalle Forze armate, tanto sul piano infrastrutturale quanto su quello impiantistico, per rispondere sia ai profili funzionali e operativi degli immobili, sia alle esigenze alloggiative e di benessere del personale; d) a continuare a sostenere gli interventi di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare, utilizzando tutti gli strumenti esistenti e anche valutando nuove possibili fonti di finanziamento. A tal fine è opportuno esplorare la possibilità di impiegare fondi europei, anche attraverso cooperazioni internazionali, utilizzando a tale scopo il progetto " Consultation Forum for Sustainable Energy in the Defence and Security Sector " gestito dall'Agenzia della Difesa Europea; e) a continuare a sostenere gli interventi di potenziamento delle infrastrutture digitali del comparto difesa, a partire dai numerosi progetti già in atto per l'adeguamento tecnologico, capacitivo e di sicurezza, per accelerare la digitalizzazione dell'organizzazione della Difesa, anche come elemento di traino dello sviluppo digitale del paese; f) ad attivare un piano nazionale di bonifica dei siti militari che richiedono tale intervento, per eliminare ogni possibile rischio per l'ambiente e la salute del personale, potenziare le capacità operative dei siti e garantire la loro piena valorizzazione. A tal fine è opportuno valutare l'impiego dei fondi dell'Unione europea destinati sia a programmi nazionali, a partire da FESR SRSP ( Structural Reform Support Programme ), sia a programmi di cooperazione, a partire da EU LIFE Programme e dai fondi BEI, anche nel quadro dell'imminente progetto "Economia circolare della difesa" ( LIFE IF CEED ). Allegato RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1721 La Commissione difesa, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime una relazione favorevole. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOC . LXXXVI, N. 3 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOC . LXXXVI, N. 3 La Commissione difesa, esaminata, per le parti di competenza, la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, per l'anno 2020, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: - andrà comunque garantito, da parte del Governo, un supporto costante al processo di integrazione della difesa comune europea, in particolare attraverso il sostegno alle iniziative PESCO ed alle missioni PSDC; - andrebbero assicurate risorse finanziarie adeguate e stabili nel tempo al comparto Difesa, anche per consentire la partecipazione ai progetti cooperativi in ambito UE, a partire da quelli nell'ambito del Fondo europeo per la Difesa. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOC . LXXXVII, N. 3 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOC . LXXXVII, N. 3 La Commissione difesa, esaminata, per le parti di competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, per l'anno 2019, esprime parere favorevole. Allegato