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Parlamento - Immunità parlamentari - Dichiarazioni rese nel corso di una comunicazione privata 'intra moenia' tra parlamentari - Giudizio civile per risarcimento danni - Deliberazione di insindacabilità della camera di appartenenza dei parlamentari - Ricorso per conflitto di attribuzione del tribunale di roma - Fondatezza - Annullamento conseguente della delibera di insindacabilità.. Non spetta alla Camera dei deputati deliberare che i fatti, per i quali è in corso presso il Tribunale di Roma il giudizio civile nei confronti di un deputato, concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione e conseguentemente va annullata la deliberazione in tal senso adottata dalla Camera dei deputati nella seduta del 15 luglio 1998, in quanto, in violazione dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, essa risulta lesiva delle attribuzioni dell'autorità giurisdizionale ricorrente. La garanzia dell'insindacabilità prevista dalla norma costituzionale non può essere, infatti, riferita ad atti non di funzione qual è una «comunicazione privata» tra due parlamentari ancorché 'intra moenia' - svoltasi, nella specie, nella 'buvette' della Camera dei deputati -; giacché un "contesto politico" non può, di per se stesso, fare presumere l'esistenza di un nesso funzionale idoneo a rendere insindacabili le opinioni ivi espresse. - Sulla dichiarazione di ammissibilità del ricorso, v. ordinanza n. 80/2000. - Sul criterio funzionale, ovvero sulla copertura, ex art. 68 Cost., degli "atti di funzione", anche se posti in essere 'extra moenia', richiamo alle sentenze n. 10/2000, n. 11/2000 e n. 79/2002.