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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 71 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE REFERENTE AS 1084 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica orientale dell'Uruguay sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 10 novembre 2016 e a Montevideo il 14 dicembre 2016 DDL 1084 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica orientale dell'Uruguay sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 10 novembre 2016 e a Montevideo il 14 dicembre 2016 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 25 giugno 2019. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Il senatore VESCOVI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra, quindi, l'emendamento 3.1, pubblicato in allegato. Verificata la presenza del numero legale, il PRESIDENTE pone, quindi, in votazione l'emendamento 3.1, che risulta approvato. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Vescovi a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, così come modificato, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1085 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Corea sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 17 ottobre 2018 DDL 1085 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Corea sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 17 ottobre 2018 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 25 giugno 2019. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra, quindi, l'emendamento 3.1, pubblicato in allegato. Verificata la presenza del numero legale, il PRESIDENTE pone, quindi, in votazione l'emendamento 3.1, che risulta approvato. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , pone, quindi, ai voti il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, così come modificato, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1087 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note per il rinnovo a tempo indeterminato dell'Accordo tra il Ministero della difesa italiano e il Ministero della difesa macedone sulla cooperazione nel campo della difesa del 9 maggio 1997, fatto a Skopje il 3 febbraio e il 23 agosto 2017 DDL 1087 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note per il rinnovo a tempo indeterminato dell'Accordo tra il Ministero della difesa italiano e il Ministero della difesa macedone sulla cooperazione nel campo della difesa del 9 maggio 1997, fatto a Skopje il 3 febbraio e il 23 agosto 2017 (Esame e rinvio) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note del 2017 per il rinnovo a tempo indeterminato dell'Accordo tra i Ministeri della difesa italiano e macedone, risalente al maggio 1997, sulla cooperazione nel campo della difesa fra l'Italia e la Macedonia del Nord. Il documento in esame ha lo scopo di prorogare a tempo indeterminato la vigenza dell'Accordo sulla cooperazione nel campo della difesa sottoscritto dai Ministeri della difesa dei due Paesi nel 1997 al fine di continuare ad incoraggiare, facilitare e sviluppare la cooperazione bilaterale di settore e a migliorare la comprensione reciproca sulle questioni di sicurezza, in un'area, quella balcanica, di grande rilevanza strategica per il nostro Paese. Ricorda che l'Accordo del 1997, composto di 9 articoli, individua quali ambiti della cooperazione bilaterale i settori della sicurezza e della politica di difesa, del funzionamento delle Forze Armate, delle questioni legate al peace-keeping ed alle operazioni umanitarie, della formazione delle Forze Armate e della sanità militare (articolo 2). Il testo bilaterale stabilisce altresì le modalità della cooperazione, prevedendo incontri dei Ministri della Difesa, dei comandanti o dei loro sostituti, scambio di esperienze, attività comuni nell'ambito del programma della Partnership for Peace , partecipazione di osservatori ad esercitazioni militari (articolo 4). Gli ulteriori articoli disciplinano altresì gli aspetti finanziari della cooperazione (articolo 5), le modalità per il trattamento di informazioni classificate (articolo 6) e quelle per la risoluzione delle eventuali vertenze interpretative (articolo 8). Ai sensi dell'articolo 9, l'Accordo ha una durata quinquennale, tacitamente rinnovabile per altri cinque anni. Lo Scambio di Note in questione, considerato che la validità dell'Accordo è terminata il 16 ottobre 2017, novella il comma c ) dell'Articolo 9 della stessa intesa bilaterale, disponendone il rinnovo tacito a tempo indeterminato, fatta salva la possibilità di denuncia, in qualsiasi momento, di una delle Parti. Il disegno di legge di ratifica, inoltre, si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li quantifica in poco più di 1.600 euro ad anni alterni a decorrere dal 2019, e a 840 euro annui ad anni alterni a decorrere dal 2020, imputabili essenzialmente alle spese di missione. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. Il relatore conclude osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dall'Italia. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1384 Ratifica ed esecuzione del Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, fatto a Strasburgo il 10 ottobre 2018 DDL 1384 Ratifica ed esecuzione del Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, fatto a Strasburgo il 10 ottobre 2018 (Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, introduce il disegno di legge recante la ratifica del Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, fatto nell'ottobre 2018. Il provvedimento, adottato nell'ambito del processo di riforma della legislazione europea di settore, interviene sulla Convenzione n. 108 del Consiglio d'Europa del 1981, ovvero su uno dei più importanti strumenti vincolanti per la protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato dei dati personali, aggiornandone il contenuto in relazione alle emergenti minacce alla privacy derivanti dal crescente uso di nuove informazioni e comunicazioni tecnologiche, dalla globalizzazione del trattamento e dal sempre maggior flusso di dati personali. Ricorda che la Convenzione n. 108, che si propone di proteggere l'individuo dagli abusi che possono accompagnare la raccolta e il trattamento di dati personali, nonché di regolare il flusso transfrontaliero dei dati, sancisce l'obbligo del rispetto dei principi di correttezza, liceità e finalità, nonché della qualità dei dati stessi, per il trattamento e la raccolta dei dati. Il testo convenzionale, che ammette limitazioni solo ove sussistano interessi prevalenti correlati alla sicurezza e alla difesa dello Stato, vieta inoltre il trattamento di dati sensibili sulla razza, sulla politica, sulla salute, sulla religione, sulla vita sessuale, sul casellario giudiziario, in assenza di adeguate garanzie legali, sancendo altresì il diritto dell'individuo a conoscere le informazioni che lo riguardano e, se necessario, a correggerle. Il Protocollo d'emendamento alla Convenzione, composto da un preambolo, da 40 articoli e da un'appendice, è frutto di un lungo lavoro negoziale, svolto nel più ampio contesto delle riforme degli strumenti internazionali di protezione dei dati personali e parallelamente alla riforma della legislazione sulla protezione dei dati dell'Unione europea di cui al Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016. Questo aggiornamento normativo ha consentito di ampliare la definizione di dato personale, di introdurre nuove categorie di dati - da quelli genetici a quelli biometrici -, di consolidare le garanzie e i diritti azionabili dall'interessato per il controllo delle proprie informazioni e l'esercizio dell'autodeterminazione, di accrescere la responsabilità del titolare e del responsabile del trattamento e di centralizzare la governance e il controllo sul rispetto e la conformità dei trattamenti. Come sottolinea la relazione introduttiva al disegno di legge, con il decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, l'Italia ha già dato attuazione a quanto previsto dal Regolamento europeo del 2016, apportando le relative modifiche al codice in materia di protezione dei dati personali. Anche in ragione di questa recente modifica normativa, la ratifica del presente Protocollo, che risulta in linea con le disposizioni del Regolamento europeo, non comporta la necessità di predisporre norme di adeguamento dell'ordinamento interno. Nello specifico, il Protocollo di emendamento, prosegue il relatore, nell'aggiornare i contenuti della Convenzione, istituisce un quadro giuridico multilaterale destinato a facilitare il flusso transfrontaliero dei dati, offrendo al contempo effettive garanzie in caso di uso di dati personali. Fra le novità più significative che le novelle al testo convenzionale introducono, quelle relative alle esigenze di un maggiore rigore fra i principi di proporzionalità e di minimizzazione dei dati e la liceità dell'elaborazione dei dati stessi (articolo 7), oltre all'ampliamento delle categorie di dati noti come "sensibili", che includeranno anche profili genetici e biometrici, nonché quelli indicanti l'origine razziale o etnica, le opinioni politiche, l'appartenenza sindacale, la religione delle persone (articolo 8). Il Protocollo, inoltre, modifica la Convenzione prevedendo l'obbligo di notificare la violazione dei dati (articolo 9) e una maggiore trasparenza relativa all'elaborazione dei dati (articolo 10), nonché elencando una lista di diritti per gli individui interessati al trattamento dei propri dati, incluso quello a non essere soggetti ad una decisione che li riguardi in modo significativo basandosi unicamente su un trattamento automatizzato (articolo 11). Ulteriori misure riguardano gli obblighi aggiuntivi per i titolari del trattamento e, se del caso, per i responsabili del trattamento dei dati (articolo 12), e le eccezioni e restrizioni in caso di superiore interesse rappresentato dalla tutela della sicurezza nazionale, della difesa e della sicurezza pubblica (articolo 14). Il Protocollo, inoltre, istituisce un sistema di norme per disciplinare il flusso transfrontaliero dei dati (articoli 16-17), aggiorna la Convenzione in materia di autorità di controllo (articoli 18-19), rafforza le basi giuridiche necessarie alla cooperazione internazionale e alla reciproca assistenza fra le Parti in materia (articoli 20-22) e modifica la denominazione del Comitato consultivo in Comitato della Convenzione, disciplinandone altresì alcuni aspetti organizzativi (articoli 27-30). Il Protocollo, inoltre, nel novellare il testo della Convenzione, stabilisce le modalità di adesione allo strumento normativo da parte di Stati non membri del Consiglio d'Europa (articolo 33). Da ultimo, il relatore evidenzia che l'Appendice annessa al Protocollo dispone elementi per il regolamento interno del Comitato della Convenzione. Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. L'articolo 4, nel porre una clausola di invarianza finanziaria, stabilisce che le amministrazioni pubbliche interessate provvedano all'attuazione del provvedimento in esame con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Il relatore conclude osservando che il Protocollo di emendamento non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e con gli altri obblighi internazionali assunti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) chiede delucidazioni in merito alla esatta definizione, di cui alla relazione testé illustrata e alla Convenzione in disamina, della nozione di "trattamento dei dati sensibili sulla razza". Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene doveroso che la Commissione svolga una approfondita riflessione sul tema delicato del trattamento dei dati nell'epoca odierna, soprattutto considerando che il testo convenzionale in esame va a modificare una Convenzione del Consiglio d'Europa risalente al 1981. A suo avviso, occorre valutare la circostanza che, al di là delle legittime esigenze di privacy , la messa a disposizione di determinate informazioni può risultare utile per risolvere numerosi problemi che investono la collettività, come, ad esempio, in materia di tutela della salute pubblica. Forniscono dei chiarimenti al riguardo, sia il presidente PETROCELLI , il quale fa presente che, all'articolo 6 del Trattato novellato, si fa esplicito riferimento allo scopo di adeguare l'insieme delle garanzie a tutela del cittadino in materia di trattamento dei dati, sia il relatore AIROLA ( M5S ), il quale informa che, sempre nella nuova Convenzione, è prevista una clausola di salvaguardia per il proficuo utilizzo dei dati disponibili nei casi in cui si verifichino gravi pericoli per la sicurezza pubblica. Segue un breve intervento del senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), secondo cui sarebbe opportuno delimitare, eventualmente anche mediante la presentazione di un idoneo ordine del giorno, l'ambito di interpretazione del concetto di "sicurezza pubblica". In proposito, il PRESIDENTE si riserva di appurare la fattibilità di tale opzione. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1588 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica dominicana, fatto a Roma il 13 febbraio 2019; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica dominicana di assistenza giudiziaria reciproca in materia penale, fatto a Roma il 13 febbraio 2019 DDL 1588 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica dominicana, fatto a Roma il 13 febbraio 2019; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica dominicana di assistenza giudiziaria reciproca in materia penale, fatto a Roma il 13 febbraio 2019 (Esame e rinvio) Il senatore MARILOTTI ( M5S ), relatore, dà conto del disegno di legge recante la ratifica dei Trattati, sottoscritti dall'Italia e dalla Repubblica dominicana nel febbraio 2019 rispettivamente in materia di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale. I due accordi bilaterali rientrano nell'ambito di quell'azione di intensificazione e di regolamentazione dei rapporti di cooperazione giudiziaria con alcuni Stati non appartenenti all'Unione europea che l'Italia persegue da anni, anche in ragione della necessità di rendere più efficace il contrasto nei confronti della criminalità organizzata. Il primo dei due Trattati in esame, composto da 23 articoli, è finalizzato a migliorare la cooperazione fra i due Paesi in materia di estradizione, impegnando le Parti a consegnarsi reciprocamente, su domanda, persone ricercate che si trovino nel proprio territorio, per dare corso ad un procedimento penale (estradizione processuale), ovvero al fine di consentire l'esecuzione di una condanna definitiva (estradizione esecutiva) (articolo 1). Nel caso di estradizione processuale, è necessario che il reato sia punibile in entrambi gli ordinamenti con una pena detentiva non inferiore a un anno; per l'estradizione esecutiva si prevede, invece, che al momento della presentazione della domanda di estradizione, la durata della pena ancora da espiare non sia inferiore a sei mesi (articolo 2). I successivi articoli esplicitano i casi che consentono ad una delle Parti di opporre un rifiuto obbligatorio all'estradizione, fra cui i reati politici (articolo 3), e quelli per opporre un rifiuto facoltativo (articolo 4), stabiliscono che la cittadinanza della persona richiesta non possa costituire motivo di rifiuto dell'estradizione (articolo 5) e che la persona medesima non possa essere sottoposta a misure di restrizione per fatti precedenti alla consegna e diversi da quelli per i quali l'estradizione sia stata concessa (articolo 6). Il Trattato disciplina, quindi, le procedure e i documenti necessari per l'estradizione (articoli 7-9), le garanzie per la persona richiesta (articolo 11), le modalità per chiedere la misura cautelare dell'arresto provvisorio (articolo 12), la gestione delle richieste concorrenti di estradizione (articolo 13), le modalità di consegna della persona da estradare (articolo 14) e i casi di consegna differita e temporanea della persona richiesta (articolo 15). Da ultimi, gli ulteriori articoli dell'Accordo bilaterale disciplinano, fra gli altri, gli aspetti relativi al transito nei rispettivi territori di una persona estradata da uno Stato terzo (articolo 18), la suddivisione delle spese derivanti dalla richiesta di estradizione (articolo 19), l'obbligo di riservatezza sui documenti e le informazioni fornite (articolo 22). Il secondo Trattato oggetto del presente disegno di legge di ratifica, continua il relatore - quello relativo all'assistenza giudiziaria reciproca in materia penale- si compone di 27 articoli ed è finalizzato a disciplinare la cooperazione giudiziaria penale bilaterale. L'adozione di tali norme è stata imposta dalla progressiva estensione dei rapporti tra i due Paesi e dalla pregressa assenza di trattati bilaterali in materia. Il testo (articolo 1) esplicita l'impegno delle Parti a prestarsi reciproca assistenza giudiziaria in materia penale, anche quando il fatto per cui procede lo Stato richiedente non sia previsto come reato nello Stato richiesto, prevedendo, fra l'altro, la notifica di documenti, la trasmissione di informazioni bancarie, l'identificazione di persone, la consegna di atti e documenti, il trasferimento temporaneo di persone detenute ai fini della comparizione nel processo penale, l'acquisizione e la trasmissione di atti ed elementi di prova, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, l'espletamento e la trasmissione di perizie, l'esecuzione di indagini, perquisizioni e sequestri (articolo 2). I successivi articoli individuano nel Ministero della Giustizia della Repubblica italiana e nella Procuraduría General de la República dominicana le Autorità Centrali designate dalle Parti Contraenti (articolo 3), e stabiliscono forma e contenuto della richiesta di assistenza (articolo 5), disciplinano i casi per opporre un rifiuto o un differimento dell'assistenza (articolo 7) e pongono un profilo di riservatezza e dei limiti per l'utilizzo delle informazioni oggetto dell'assistenza (articolo 9). Il Trattato disciplina, quindi, le modalità di assunzione di prove e acquisizione di elementi probatori nello Stato richiesto (articolo 11) e di utilizzo di videoconferenze per l'audizione di testimoni, indagati o imputati (articolo 12), stabilisce norme per la trasmissione di mezzi di prova e di informazioni (articolo 13), la comparizione di testimoni, vittime e periti (articolo 15), il trasferimento temporaneo di persone detenute (articolo 17) e la protezione delle persone citate o trasferite (art. 18). Ulteriori disposizioni riguardano la cooperazione bilaterale per l'individuazione di beni, strumenti o proventi del reato (articolo 20), la possibilità di costituire squadre investigative comuni (articolo 23) e le consegne vigilate o controllate (articolo 24). Il Trattato, inoltre, non impedisce alle Parti di prestarsi altre forme di cooperazione o assistenza giudiziaria in virtù di accordi specifici, intese o prassi condivise, che siano conformi alle loro rispettive legislazioni interne e ai trattati internazionali loro applicabili (articolo 25). Il disegno di legge di ratifica dei due Trattati si compone di 5 articoli. Gli oneri economici complessivi derivanti dall'attuazione del provvedimento, come evidenziato dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento secondo quanto stabilito dall'articolo 3, sono valutati in 125.505 euro annui. Il relatore conclude osservando che i due Trattati in esame non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1606 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 26 luglio 2017 DDL 1606 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 26 luglio 2017 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo del luglio 2017 fra l'Italia e il Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa. Ricorda che il Ciad è un vasto Paese dell'Africa centro-settentrionale, abitato da quasi 16 milioni di persone e stretto tra Niger, Camerun, Sudan, Libia e Repubblica Centrafricana. Indipendente dal 1960, dopo essere stato segnato da una guerra civile quarantennale, dal 2018 si è dotato di una nuova Costituzione, anche se le nuove elezioni politiche, inizialmente previste per il 2019, come già in passato, sono state posticipate a causa di difficoltà logistiche per la loro organizzazione. Alle tradizionali attività economiche legate all'allevamento e all'agricoltura, il Paese ha affiancato le attività dell'industria estrattiva del petrolio che, a partire dai primi anni duemila, hanno contribuito significativamente alla crescita del prodotto interno lordo nazionale. Paese della fascia sahariana e subsahariana, il Ciad occupa un'area posta lungo una delle principali rotte migratorie verso la Libia, e nella quale, come denuncia, tra gli altri, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), i migranti sono particolarmente esposti al rischio di cadere vittime del traffico di esseri umani. Al pari degli altri Paesi membri della Commissione del bacino del Lago Ciad, quali il Niger, il Camerun e la Nigeria, anche il Ciad risulta particolarmente esposto alle minacce esercitate dal gruppo jihadista di Boko Haram che, originario della Nigeria, ha progressivamente esteso le sue attività anche alle aree circostanti. Per combattere contro questa organizzazioni terroristica, Camerun, Niger, Nigeria e lo stesso Ciad, oltre che il Benin, hanno dato vita ad una forza militare congiunta, denominata Multinational Joint Task Force (MNJTF), che dal 2015 ha insediato la sua sede operativa nella capitale del Ciad, N'Djamena. L'Accordo del 2017 tra l'Italia e il Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, che ricalca analoghi provvedimenti già esaminati dalla Commissione e che discende da un preciso impegno da parte del Governo italiano nei confronti delle autorità di N'Djamena, risponde all'esigenza di definire la cornice giuridica entro cui rafforzare la cooperazione bilaterale nel settore della difesa, anche al fine di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza, inclusa la lotta contro l'immigrazione irregolare e il terrorismo. L'intesa bilaterale, composta da un breve preambolo e da 12 articoli, dopo aver enunciato principi e scopi dell'Intesa (articolo 1), individua le aree e le modalità di gestione della cooperazione bilaterale, riferendosi in particolare all'organizzazione di visite reciproche di delegazioni, agli scambi di esperienze tra esperti e alla partecipazione a corsi ed esercitazioni militari. Fra gli ambiti di cooperazione, sono annoverate le aree della politica di sicurezza e difesa, della ricerca e sviluppo di prodotti e servizi per la difesa, della sanità militare, dell'assistenza umanitaria e delle questioni ambientali (articolo 2). I successivi articoli dell'Accordo disciplinano gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione (articolo 3), le questioni giurisdizionali e quelle relative al risarcimento di eventuali danni provocati dal personale inviato (articoli 4-5), la protezione della proprietà intellettuale (articolo 7), nonché le modalità per il trattamento di informazioni classificate (articolo 8). Di rilievo è altresì l'articolo 6 relativo alla cooperazione nel campo dei prodotti della difesa, che individua le categorie di armamenti - dalle navi agli aeromobili, dagli armamenti agli equipaggiamenti di uso militare - oggetto di possibile cooperazione bilaterale. L'Accordo disciplina infine le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 9), l'entrata in vigore (articolo 10), la possibilità di emendarne i contenuti o di integrarli mediante protocolli aggiuntivi (articolo 11), la durata e il termine (articolo 12). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta in 8.818 euro ad anni alterni a decorrere dal 2019. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. Il Presidente relatore conclude osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Successivamente, il presidente PETROCELLI apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1607 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Congo, fatto a Roma il 27 giugno 2017 DDL 1607 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Congo, fatto a Roma il 27 giugno 2017 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica sottoscritto dall'Italia e dalla Repubblica del Congo nel giugno 2017. Ricorda che la Repubblica del Congo, nota anche con il nome di Congo-Brazzaville, è uno Stato di poco più di 5 milioni di abitanti che occupa una porzione di Africa centrale stretta fra l'Oceano Atlantico, la Repubblica Democratica del Congo e il Gabon. Indipendente dal 1960, è ad oggi una Repubblica presidenziale, con un Parlamento bicamerale formato da un Senato non elettivo e da un'Assemblea legislativa di 153 membri elettivi. L'Accordo in esame, composto da un breve preambolo e da 12 articoli, è finalizzato ad incrementare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Stati, nell'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Dopo aver enunciato principi e scopi dell'Intesa (articolo 1), il testo individua il campo di applicazione e le modalità di attuazione della cooperazione militare e tecnica, riferendosi in particolare alla formazione dei militari congolesi, all'acquisizione di equipaggiamenti e di materiali, all'assistenza in materia di sanità, allo scambio di informazioni strategiche, oltre che alla possibilità di stipulare ulteriori intese tecniche (articoli 2-3). Ad una commissione tecnica mista è affidato il compito di seguire l'applicazione dell'Accordo e degli atti che ne discendono, destinata a riunirsi una volta all'anno alternativamente nei due Paesi (articolo 4). I successivi articoli dell'Accordo disciplinano gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione (articolo 5), le questioni giurisdizionali (articoli 6), la protezione della proprietà intellettuale (articolo 8), nonché le modalità per il trattamento di informazioni classificate (articolo 8). L'Accordo disciplina, infine, gli aspetti relativi alla sua durata, alla sua emendabilità ed al suo termine (articolo 9), alle situazioni di forza maggiore (articolo 10), alle modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 11) ed alla sua entrata in vigore (articolo 12). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta in 7.464 euro ad anni alterni a decorrere dal 2019. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. Il relatore PETROCELLI ( M5S ) conclude osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Successivamente, il PRESIDENTE apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SULLA RIUNIONE DEI MINISTRI DEGLI ESTERI E DELLA DIFESA DELL'ITALIA E DELLA FEDERAZIONE RUSSA (C.D. FORMATO 2+2) Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) chiede che venga svolto un approfondimento sugli esiti dell'odierno incontro dei Ministri degli esteri e della difesa di Italia e Russia, anche in considerazione del fatto che la Commissione ha recentemente approvato, come noto, una apposita risoluzione sulle relazioni tra l'Italia e la Federazione russa. Al riguardo, il PRESIDENTE assicura che verificherà l'opportunità di un possibile coinvolgimento dei due Ministri in questione, affinché riferiscano su tale incontro. La seduta termina alle ore 15,10. Allegato