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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 94 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,30) . Si dia lettura del processo verbale. CARBONE , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 1018 Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1018. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale e ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Catalfo. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, sarò breve in quanto molti degli interventi della maggioranza hanno già risposto, in parte, ai quesiti emersi nel corso degli interventi dell'opposizione. Vorrei anzitutto chiarire il motivo per il quale questi due provvedimenti stanno insieme: da una parte perché trattano ambedue di inserimento lavorativo e, dall'altra, perché trattano di aiuto e di flessibilità in uscita. Stanno poi insieme perché, ovviamente, riguardano anche il ricambio generazionale, perché fanno parte del programma di Governo e perché ambedue provengono dal Ministero del lavoro. Si è detto che i centri per l'impiego in Italia non sono sufficienti. Ebbene, i centri per l'impiego in questo momento hanno 8.000 addetti e certamente la scelta di non investire su tali centri e sulle politiche attive del lavoro non è stata sostenuta dal MoVimento 5 Stelle o dalla Lega ma dai precedenti Governi, che avrebbero dovuto investire in politiche attive del lavoro e nei centri per l'impiego, così come hanno fatto gli altri Paesi europei che hanno messo in atto riforme strutturali di investimento in tali settori. Se vogliamo fare un esempio, parliamo della Germania con i suoi 110.000 addetti che si occupano di aiuto all'inserimento lavorativo. Noi in questo momento stiamo ponendo le fondamenta e costruendo quelle colonne portanti che aiuteranno le politiche attive del lavoro. Prima o poi qualcuno lo doveva fare in Italia: lo sta facendo il nostro Governo, il Governo del cambiamento. Si è detto che il parere del garante per la privacy è stato ignorato; tale parere non è stato ignorato, tant'è che sono stati presentati diversi emendamenti del Governo che tengono conto del parere reso dal garante. Per quanto riguarda i Comuni, voglio far presente che è stato aumentato il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale con una dotazione per il 2019 di 347 milioni di euro, per il 2020 di 587 milioni di euro e per il 2021 di 615 milioni di euro. Si è parlato di cambiali elettorali; mi dispiace per la senatrice che ne ha parlato ma sia il MoVimento 5 Stelle che la Lega dall'inizio di questa legislatura - ma anche nel corso della legislatura precedente - avevano e hanno portato avanti argomenti come il reddito di cittadinanza e il superamento della riforma Fornero con costanza e coerenza. È chiaro che i primi provvedimenti che mettiamo in atto sono proprio quelli che abbiamo portato avanti per primi nelle nostre campagne elettorali e nel nostro percorso. Si è parlato di misura ibrida, perché il provvedimento parla di povertà, ma anche di reinserimento nel contesto lavorativo. Vorrei però citare brevemente il pilastro europeo dei diritti sociali che, il cui quattordicesimo principio chiave afferma che chiunque non disponga di risorse sufficienti ha diritto a un adeguato reddito e che per chi può lavorare il reddito minimo dovrebbe essere combinato con incentivi alla reintegrazione nel mercato del lavoro. Il provvedimento in esame è quindi perfettamente in linea con il citato pilastro europeo. Si è parlato di mancanza del terzo settore. Questo mi sembra abbastanza strano, in quanto il terzo settore è presente in ampia parte del provvedimento, dalla presa in carico attraverso le agenzie per il lavoro (che spesso sono del terzo settore), agli enti di formazione che si occuperanno della formazione dei beneficiari (anche quelli sono spesso enti accreditati del terzo settore), a tutto ciò che riguarda l'aiuto e la presa in carico anche per l'inclusione sociale. Non credo poi che i minori siano invisibili in questa scala, che è fatta in modo che una famiglia con due adulti e quattro figli minori percepisca un reddito di 1.330 euro; non credo che sia un sostegno al reddito basso, ma dignitoso e penso che i minori siano assolutamente contemplati. Si è parlato inoltre di disabilità. Nel provvedimento c'è un'attenzione molto particolare ai disabili, ma non solo: per la prima volta c'è un'attenzione a chi si prende cura dei disabili, che non è soggetto alla condizionalità, e questo è un elemento di novità molto importante. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Nisini. NISINI, relatrice . Signor Presidente, ho ascoltato con molta attenzione gli interventi di ieri e vorrei replicare ad alcune osservazioni fatte dai colleghi dell'opposizione, facendo chiarezza su alcuni aspetti che forse non sono ancora chiari, a partire dalla forte critica fatta dalla relatrice di minoranza all'emendamento 2.512, relativo alla certificazione dei beni mobili e immobili dei cittadini extraeuropei. La richiesta di questa documentazione non è una farsa e lo dico perché conosco bene la questione. Io sono assessore alle politiche abitative nel comune di Arezzo e posso affermare con orgoglio che Arezzo nel 2015 è stato il primo Comune in Italia dove questa regola è stata applicata al bando di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Vi posso garantire che le relative graduatorie sono cambiate in maniera sostanziale: gli italiani sono passati dal 45 al 76 per cento. Non si tratta di discriminazione, ma di pura equità nei confronti degli italiani. Vi dico di più: nel Comune di Arezzo governiamo in coalizione e questa regola è stata accolta più che positivamente dall'assessore di Forza Italia alle politiche sociali, che ha applicato lo stesso criterio al bando per il contributo affitti. Pertanto noi governiamo a livello nazionale in totale coerenza con le politiche locali e questo emendamento ne è la dimostrazione; al contrario, chi ha sollevato questa critica a livello locale lavora in un modo e a livello nazionale vota contro questo emendamento perché lo ritiene sbagliato e lo contesta duramente. Passando a quota 100, va detto che questa non è un obbligo: è un'opportunità in più data ai cittadini italiani ed è chiaro che chi avrà voglia di continuare a lavorare superata la soglia dei sessantadue anni potrà tranquillamente farlo e questa si chiama libertà di scelta e non obbligo. I colleghi dell'opposizione ci hanno più volte accusato, come ha riferito la collega Catalfo, dicendo che il decreto-legge in esame ha esclusivamente fini propagandistici in vista delle elezioni europee, ma vorrei ricordare a chi non l'avesse letto che reddito di cittadinanza e quota 100 sono entrambi contenuti nel contratto di Governo. Mi preme inoltre sottolineare, come hanno già fatto ieri i miei colleghi, che la Lega non ha votato la legge Fornero ed ha sempre convintamente sostenuto che, una volta al Governo, avrebbe modificato il sistema pensionistico. Però mi rendo conto che chi ha votato convintamente la legge Fornero, compresa Forza Italia, non possa sostenere quota 100, che va in tutt'altra direzione. Mi preme pertanto sottolineare per la centesima volta che quota 100 non è uno spot elettorale, ma un'ulteriore promessa mantenuta. Poi c'è la storia della penalizzazione: c'è penalizzazione? No, non c'è. È ovvio che chi va in pensione prima avrà meno contributi versati ed è anche ovvio che avrà un diverso coefficiente di trasformazione; quindi è altrettanto ovvio che la pensione avrà un valore differente. La penalizzazione c'era nella cosiddetta legge Damiano, presentata nella scorsa legislatura, che difatti prevedeva una penalizzazione di due punti percentuali per ogni anno di anticipo. È stato anche criticato il periodo transitorio di tre anni. Quota 100 è solo l'inizio di un percorso, perché prima di pensare ad una riforma strutturale di tutto il sistema previdenziale, è indispensabile ridurre al massimo la forbice delle disuguaglianze creatasi a causa della cosiddetta legge Fornero. Ma andiamo ai numeri concreti. Vi dico questo numero: 67.738. Sapete a cosa corrisponde? Al numero di domande presentate all'INPS nel pomeriggio di ieri. Ciò significa che nel 2019 andranno in pensione: 23.910 dipendenti privati, 25.133 dipendenti pubblici, 5.250 commercianti e 5.442 artigiani. Sapete cosa vuol dire mandare in pensione le persone ad un'età conveniente? Significa dar loro la possibilità di fare i nonni, e per noi della Lega il concetto di famiglia è sempre stato al centro della nostra attività politica. Sapete cosa vuol dire per una famiglia il supporto dei nonni? Vuol dire per tante mamme, finalmente, avere la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro. Mi avvio a concludere replicando a un'altra osservazione fatta sull'alta percentuale di adesioni a quota 100 da parte dei dipendenti pubblici. Come si è già detto più volte durante l'esame del disegno di legge concretezza, l'età media dei dipendenti pubblici è di cinquantacinque anni; quindi puntare sui giovani anche nelle pubbliche amministrazioni è indispensabile ed essenziale. Nell'era della digitalizzazione, infatti, il ricambio generazionale contribuirà all'efficientamento della macchina amministrativa pubblica. Concludo dicendo che noi non stiamo creando esodati, ma stiamo creando il futuro. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Toffanin. TOFFANIN, relatrice di minoranza . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi senatori, credo che sia opportuno ricordare che Forza Italia è ed è sempre stata attenta alle fasce più deboli della popolazione. I Governi Berlusconi lo hanno sempre dimostrato, infatti è stato proprio il presidente Berlusconi ad alzare le pensioni fino a un milione delle vecchie lire; è sempre stato il presidente Berlusconi a creare ben oltre 1.600.000 posti di lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Lui sì che può dirlo: «fatto». Il ministro Di Maio dice di aver già abolito la povertà, però sa di non dire il vero, perché con questo provvedimento non si produrrà tale risultato. È vero che tanti Paesi hanno attivato già da anni delle politiche attive e delle riforme, ma è altrettanto vero che lo hanno fatto come la Germania, i cui centri per l'impiego abbiamo avuto modo di visitare. Lo hanno fatto non in uno o due anni: ci sono voluti ben oltre dieci anni per una riforma completa. Paesi con situazioni economiche ben diverse dalle nostre sono stati impegnati per ben dieci anni, e voi volete fare tutto questo in neppure un mese. Certo, la piattaforma Rousseau è magica, ma voi siete veramente dei maghi, perché credo che sia impossibile essere pronti il 1° aprile ad erogare il reddito di cittadinanza. I centri per l'impiego non saranno pronti. La presidente Catalfo, con la quale ho avuto modo di visitare i centri per l'impiego, sia in Italia che all'estero, sostiene che dobbiamo iniziare a ristrutturarli: è vero, se vogliono essere colonne portanti, bisogna cominciare a lavorare fin da subito. Si deve però partire proprio da lì, non si può iniziare ad erogare un beneficio quando tutta la struttura non è pronta. Se dite che non c'è tempo, per chi beneficerà del reddito, di stare seduto sul divano perché sarà impegnato nella formazione, dite il falso: il 1° aprile, infatti, nessuno sarà in grado di prendere in carico i beneficiari del reddito di cittadinanza per dar loro formazione. I CAF non saranno pronti. Fra dieci giorni il sistema deve partire, ma non è stata ancora attivata la convenzione con i CAF affinché si possa iniziare a compilare i modelli ai fini ISEE. Non è pronto nulla e questa è una situazione imbarazzante. È evidente che il reddito di cittadinanza e quota 100 serviranno soltanto per la vostra campagna elettorale. I centri per l'impiego, che dovrebbero costituire il nucleo dell'incrocio tra domanda e offerta di lavoro, non potranno svolgere tali funzioni. Attualmente, infatti, solo il 4,2 per cento delle imprese italiane si affida ai centri per l'impiego per ricercare lavoratori e tra i giovani - e questo è un dato ISTAT - solo il 2,5 per cento si rivolge ai centri per l'impiego. Sono veramente livelli bassissimi e questi dati non potranno essere stravolti in un mese; neppure assumendo 4.000 nuovi dipendenti, più i 6.000 navigator , questi potranno essere in grado di attivare nei centri per l'impiego tutti quei meccanismi che servono per incrociare la domanda e l'offerta di lavoro. Crediamo, dunque, che questo strumento non dia risposte alla povertà e alle fasce deboli e, una volta che saranno esaurite le risorse, lascerà l'amaro in bocca a tanti poveri che voi avete illuso. Credetemi, non è soltanto l'opposizione a dire che non sono misure adeguate per dare risposte al nostro Paese; noi le contestiamo, le critichiamo e lo facciamo anche oggettivamente, ma c'è chi domenica scorsa lo ha fatto attraverso le urne, cari colleghi pentastellati, e ha letteralmente bocciato questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Nannicini. NANNICINI, relatore di minoranza . Signor Presidente, la mia non sarà una replica perché la discussione di ieri non è stata una discussione: abbiamo parlato, ma non ci siamo parlati; abbiamo ascoltato, ma non ci siamo ascoltati. (Applausi dal Gruppo PD) . La maggioranza ha ripetuto le sue verità, senza rispondere a nessuna delle domande puntuali e di merito che abbiamo provato a porre come Partito Democratico. Abbiamo sentito molte analisi sociologiche sul senso smarrito della sinistra (grazie, ho preso appunti), abbiamo sentito molte analisi economiche per cui la povertà degli ultimi anni non sarebbe colpa di una delle più terribili crisi economiche della storia italiana ma dei Governi a guida PD, mentre la crescita e la fuoriuscita da quella stessa crisi non sarebbero merito di quei Governi ma sono spuntate da sotto un cavolo. (Applausi dal Gruppo PD) . Abbiamo discusso per ore di redistribuzione e lavoro, di svolte epocali e abolizione della povertà, senza mai parlare per un minuto della recessione in cui sta ripiombando il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Tre colleghi della maggioranza hanno rinfacciato al Partito Democratico di aver tolto l'articolo 18. Ma che cosa c'entra con il decreto che stiamo discutendo? E perché vi siete guardati bene dal reintrodurlo nei provvedimenti sul lavoro che avete fatto? (Applausi dal Gruppo PD) . Due colleghi della maggioranza hanno rinfacciato al Partito Democratico di aver introdotto gli 80 euro. Ma perché non li abolite invece di continuare a parlarne? Tra un po' dieci miliardi potrebbero farvi comodo. (Applausi dal Gruppo PD) . I colleghi della Lega hanno festeggiato l'abolizione della Fornero. Ma nel decreto che stiamo discutendo non c'è. Smettete di dire che non avete votato la riforma Fornero nel 2011 perché, nel caso non ve ne foste accorti, la state per votare oggi in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo PD) . Nonostante 21 miliardi di spesa nei prossimi tre anni, questo decreto lascia intatte le regole di quella riforma. C'è solo una lotteria temporanea che avvantaggerà qualche generazione di lavoratori maschi con redditi medio-alti, creando uno scalone assurdo tra tre anni. Certo, poi dite che l'abolirete dopo, ma sono di nuovo promesse, annunci: non c'è niente in questo decreto e vedremo, se e quando lo farete, con quali soldi e con quali costi per i giovani e per i più deboli. Un collega della maggioranza ha glorificato ieri le virtù dell'assegno di ricollocazione, lo strumento introdotto dal jobs act con cui un disoccupato può ricevere servizi intensivi per la ricerca di un lavoro. Ascoltandolo, ho avuto un flash : mi sembrava di sentire Pietro Ichino, che nella scorsa legislatura sedeva su questi banchi ed è stato l'ispiratore di quello strumento. Per questo vi abbiamo chiesto: se l'assegno di ricollocazione vi piace così tanto, perché lo togliete ai disoccupati che hanno perso un lavoro da poco per darlo a persone in condizioni di povertà che magari non lavorano da decenni? Nessuna risposta. (Applausi dal Gruppo PD) . Continuate a confondere contrasto alla povertà e tutela della disoccupazione. Il collega e maestro Patriarca ve l'ha detto con una frase molto semplice: può accadere che un povero non sia occupabile e può accadere che un disoccupato non sia povero. Entrambi hanno bisogno di una garanzia del reddito e di servizi, ma diversi: un reddito vicino al salario che hanno perso e servizi di ricollocazione per i disoccupati; un reddito più basso ma con servizi di attivazione sociale per i poveri. È quello che abbiamo iniziato a fare nella scorsa legislatura, allargando l'indennità di disoccupazione e creando il reddito di inclusione. Si può e si deve fare di più, ma andando in quella direzione e non creando uno strumento ibrido - sì, ibrido - che dimentica i disoccupati e non aiuterà i poveri. Vi abbiamo chiesto di cambiare le norme che penalizzano i tanti "invisibili" del decreto: non solo i disoccupati che ancora - bontà loro - non sono poveri, ma le persone con disabilità, quelle senza fissa dimora, gli stranieri, i bambini, gli italiani che tornano in patria dopo anni passati all'estero. Vi abbiamo indicato le parti del decreto in cui vi dimenticate degli "ultimi tra gli ultimi". Nessuna risposta. Alcuni colleghi della maggioranza hanno detto che il Partito Democratico considera i poveri "colpevoli". Ma quando mai? Proprio noi vi abbiamo chiesto, qui, di cambiare le parti più assurde del vostro decreto che trasudano di "povertà colpevole". Vi abbiamo chiesto di cambiare le sanzioni penali, che sono sproporzionate; di rivedere le condizionalità eccessive, burocratiche, l'obbligo delle ore di lavoro socialmente utile senza scopi formativi. Vi abbiamo chiesto di abbandonare la visione per cui ai poveri posso sì dare un reddito, ma poi devono lavorare gratis per me, devono consumare quello che gli dico io e, se sbagliano a produrre qualche documento, li sbatto in gattabuia. Nessuna risposta. (Applausi dal Gruppo PD) . Guardate, su una cosa sono d'accordo con gli esponenti del Governo e della maggioranza. Il 2019 sarà un anno bellissimo. Temo non per gli italiani, anche se spero di sbagliarmi, ma di sicuro il 2019 sarà un anno bellissimo per gli esponenti del Governo e della maggioranza: un anno in cui la colpa delle cose che non vanno è sempre dei Governi precedenti; un anno in cui si possono enunciare svolte epocali nei decreti, senza preoccuparsi se quelle svolte raggiungeranno davvero la vita delle persone; un anno di navigator precari che creano magicamente posti di lavoro e di povertà che spariscono dalla faccia della terra; un anno in cui non si è chiamati a farsi carico della responsabilità delle proprie scelte. Sì, ieri mi avete convinto: il 2019 sarà un anno bellissimo. Ma finirà. Ci vediamo nel 2020. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, ringrazio anche tutti gli intervenuti per i contributi offerti. Vorrei evidenziare le ragioni per cui stiamo portando avanti come Governo il provvedimento su reddito di cittadinanza e quota 100. Innanzitutto, per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, lo facciamo per avvicinarci agli standard sociali europei: esistono raccomandazioni del 1992 che ci indicano di individuare strumenti di sostegno al reddito soprattutto per quelle persone che sono in stato di povertà assoluta. Il nostro Paese negli ultimi dieci-dodici anni, dall'inizio della crisi ad oggi, ha visto triplicare i poveri e contestualmente triplicare il numero delle persone che detengono oltre un miliardo di euro: non è un problema solo sociale, ma di carattere economico, come ci spiegava Keynes, un'economista molto conosciuto negli anni passati. Per fare ciò, sicuramente serve molto coraggio. Si dice che chi sta dalla parte dei poveri perde, ma sarei anche orgoglioso di perdere consenso se questo volesse dire stare dalla parte degli ultimi, altrimenti mi domanderei che cosa sto qui a fare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Abbiamo un problema che è legato alle politiche attive del lavoro e ai centri per l'impiego che non funzionano: abbiamo un decimo dei dipendenti dei centri per l'impiego rispetto a un Paese importante come la Germania; abbiamo un problema, appunto, legato a un insieme di ammortizzatori sociali e di strumenti di sostegno al reddito che in Italia sono stati utilizzati poco e male, però da qualche parte bisogna pur cominciare. C'è chi ci dice che questa è un'operazione elettorale, ma non si può dire una cosa del genere; basti pensare in particolare al Movimento 5 Stelle, che nel 2013 aveva già questo punto nel suo programma elettorale, quando in Italia nel 2013 nessuno sapeva nemmeno il significato dell'espressione «reddito di cittadinanza»: credo che ciò non abbia nulla a che fare con la campagna elettorale. Del resto, come testimoniano i sondaggi - anche quelli più recenti - relativi al reddito di cittadinanza, ancora oggi non emerge che tale strumento non è conosciuto dalla maggior parte dei cittadini italiani. Entrando più nel merito del provvedimento, bisogna lavorare sulla parte dei servizi sociali e sulla parte che riguarda i centri per l'impiego. Finalmente questo Governo ha investito, come nessuno mai ha fatto prima, nei centri per l'impiego con un investimento strutturale di un miliardo di euro. Non credo sia poco: è un primo passo, si può fare di più, ma è un passo veramente importante. Spesso si fa riferimento al discorso della presa in carico e dell'importanza nei Comuni dei servizi sociali, ma vorrei ricordare che proprio in questa legge di bilancio sono state individuate risorse per il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale destinato ai Comuni che è stato incrementato di 117 milioni di euro per il 2020 e di 145 milioni di euro per il 2021. Per quanto riguarda il 2019 complessivamente saranno a disposizione 347 milioni di euro (sono fondi stanziati dal Governo Gentiloni Silveri, perché a me piace anche riconoscere il merito quando c'è), con una disponibilità complessiva di 587 milioni di euro di fondi nel 2020 per arrivare ai 615 milioni di euro del 2021. Qualcuno si domanda se basteranno le risorse, ma direi che già questo è un impegno importante, perché il Rei non è stato smontato totalmente e qualcosa di buono del Rei c'era. Sono il primo a dirlo (Applausi dei senatori Grimani e Laus) . Qualcosa di buono c'era, ma non c'era tutta quella parte - che per noi è fondamentale - di riattivazione sociale anche attraverso la formazione: questo è un aspetto molto importante su cui abbiamo investito. Sono investite molte più risorse che vanno verso una platea che è più del doppio rispetto a quella del Rei. Quando si dice che solo il 20 per cento dei beneficiari del reddito di cittadinanza siglerà il patto per il lavoro e per la formazione, bisogna ricordare che, essendo rivolto ai nuclei familiari, chiaramente non può arrivare al 100 per cento delle persone perché in questi nuclei ci sono minorenni e, quindi, persone che non possono chiaramente lavorare, oppure che stanno studiando. Ciò vale per circa la metà dei nuclei interessati. Abbiamo inabili al lavoro e pensionati e, quindi, la platea è molto ridotta. È «solo il 20 per cento» ma sono comunque tante persone perché tra questi abbiamo i not in education, employment or training (NEET), persone scoraggiate che non cercano più lavoro e non studiano. Gli investimenti potenzieranno l'organico dei centri per l'impiego, la formazione dello stesso organico, le dotazioni informatiche e gli strumenti anche a livello logistico. Tutto ciò consentirà alle strutture di accogliere effettivamente questo 20 per cento di persone che faranno un percorso di ricerca attiva del lavoro. Non saranno solo i centri per l'impiego. La situazione è complessa e lo sappiamo benissimo; l'abbiamo ereditata. Io ho visitato e sono stato in più centri per l'impiego. La Commissione lavoro del Senato attraverso il presidente Nunzia Catalfo ha fatto una serie di visite anche all'estero per capire la situazione, ma noi ci appoggeremo anche alle agenzie private per il lavoro. Non c'è, quindi, solo il centro per l'impiego. Ci sono vari attori interessati. Per il funzionamento di tutta la macchina sono stati coinvolti vari enti. C'è stata una collaborazione con Poste, INPS e anche con i CAF c'è un tavolo aperto in questo senso. C'è stata un'interlocuzione anche con le Regioni, sebbene difficoltosa. Non si può dire che questo Governo non abbia ascoltato tutti gli attori in campo. Si può fare di meglio, ma siamo qui apposta. Per quanto riguarda invece il capitolo pensioni, qualcuno ha parlato di una discriminazione nei confronti delle donne perché quota 100 andrà soprattutto agli uomini. In realtà, se si vanno a vedere i numeri - ora andiamo verso le 70.000 domande - poiché si diceva che la misura sarebbe andata soprattutto al Nord, si nota che il 40 per cento delle domande provengono dal Sud. Il numero di domande di quota 100 è distribuito in maniera abbastanza omogenea su tutto il territorio nazionale. Le donne sono in numero minore perché ovviamente non hanno la medesima continuità contributiva dell'uomo in media e sono anche una platea inferiore come lavoratrici rispetto all'uomo. In questo senso c'è una percentuale inferiore che, in buona parte, verrà compensata con un'altra proposta inserita nel pacchetto pensioni di questo decretone, che è opzione donna (che, naturalmente, è rivolta esclusivamente alle donne). Dopodiché sono state fatte altre operazioni sul capitolo pensioni. Si è prorogata l'Ape social . È vero che non l'abbiamo fatta noi, ma l'abbiamo prorogata perché, dal nostro punto di vista, è comunque un qualcosa che va incontro a tutta una serie di persone che sono in difficoltà. Penso, in primis , ai lavori gravosi e al blocco dell'aspettativa di vita, con particolare riferimento ai lavoratori precoci. C'è un impegno da parte di questo Governo volto ad arrivare - spero nel più breve tempo possibile - alla platea di lavoratori precoci cosiddetti quota 41. I quota 41 (i lavoratori precoci) sono coloro i quali hanno cominciato presto a lavorare e, pertanto, tendenzialmente hanno fatto dei lavori faticosi e avranno un'aspettativa di vita inferiore. Di conseguenza, percepiranno per meno anni la pensione e avranno un impatto sulla spesa previdenziale minore. Anche per questo siamo intervenuti quantomeno con il blocco dell'aspettativa di vita per quanto riguarda la contribuzione. Vorrei rispondere anche al tema dei disabili, che è sicuramente molto sentito da parte di questo Governo perché sono stati fatti degli interventi nella legge di bilancio. In Senato sono in discussione dei disegni di legge sui caregiver . Stiamo discutendo anche sul dopo di noi e i fondi per l'auto sufficienza sono stati già aumentati. Ma questo provvedimento non è sulla disabilità. Noi faremo molte cose sulla disabilità. Questo è un provvedimento rivolto ai poveri; ma all'interno di questi nuclei ci saranno persone con disabilità, quindi si risponde a tutti indiscriminatamente. All'interno della medesima proposta ci sono dei requisiti diversi per quanto riguarda le persone con disabilità, per dare loro delle opportunità in più. Penso a criteri differenti per quanto riguarda i requisiti per poter accedere al reddito di cittadinanza, quindi al patrimonio mobiliare delle famiglie con una persona disabile. Per quanto riguarda i disabili che sono in grado di lavorare e che hanno voglia di farlo, o meglio - scusate, mi correggo - per quei nuclei familiari nei quali vi è un disabile, non varranno gli stessi criteri legati all'accettazione delle offerte di lavoro rispetto a determinati vincoli territoriali, vale a dire dopo la terza proposta su tutto il territorio nazionale. È stato approvato un emendamento in base al quale in queste famiglie non si è obbligati ad accettare proposte che provengono da qualunque zona di Italia o oltre il raggio di 250 chilometri; se non mi sbaglio, si deve rimanere all'interno dei 100 chilometri. Si tratta non solo di una misura di buon senso, ma di qualcosa che ci chiedono le persone che non hanno voce e che quindi non sono delle lobby e non hanno lobby di riferimento. Finalmente questo Governo risponde a chi non ha voce. Auspico che la discussione su questo provvedimento veda la più ampia partecipazione e non contestazioni a prescindere da tutto. Chi ha avuto modo di conoscermi in Commissione sa che so dar merito anche ad alcune proposte o provvedimenti fatti da altri Governi. Quindi spero - so che buona parte di questo Senato lo fa - che anche il prosieguo della discussione andrà in questa direzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Istituto comprensivo «Via Casalotti n. 259» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1018 PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 96 del Regolamento avanzo, a nome del Partito Democratico, la proposta di non passaggio all'esame degli articoli. Ci tengo a motivarla, perché, come si può ben intuire dal significato che hanno i temi che stiamo affrontando con questo provvedimento, la decisione è stata sofferta ed è stata maturata nel corso dell'esame di questo provvedimento. Lo hanno detto molto bene i senatori Nannicini e Patriarca, nei diversi interventi che hanno anticipato il mio: non si può essere contro misure di contrasto alla povertà, non si può essere contro ogni forma di tutela della disoccupazione e non si può essere contro pregiudizialmente al fatto che esistano finestre di pensione anticipata. Però siamo profondamente contro le modalità con cui voi cercate di raggiungere questi obiettivi, come è già stato ricordato. I 38 miliardi che utilizzate a sostegno di queste misure noi li avremmo usati diversamente, perché, come è stato ben spiegato dal senatore Patriarca, esiste una differenza profonda, prima di tutto sul piano culturale, tra povertà sociale e disoccupazione. È giusto individuare una finestra per una pensione anticipata, ma solo per coloro che vengono da posizioni svantaggiate. Il rischio altrimenti è di farlo in maniera ambigua e a danno di tutta la collettività, perché ogni politica - anche la migliore e per voi queste sono le migliori - va letta e vissuta nel contesto economico in cui cade. Con una mano voi state trasformando in realtà un vostro sogno politico, la gran parte del vostro disegno politico, con l'altra state rendendo il Paese tremendamente più fragile sul piano economico, tanto che tra qualche mese le misure che avete immaginato saranno difficilmente sostenibili. E poi - lasciatemelo dire - per offrire lavoro, serve crearlo. (Applausi dal Gruppo PD) . E lasciatemelo dire in particolare al ministro Di Maio, signor Presidente, perché sapete qual è il significato del fatto che il primo articolo della nostra Costituzione recita che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro? È che il primo dovere di un Governo è quello di creare lavoro e se il Governo fallisce in questo suo primo dovere, vuol dire che sta fallendo in generale. I dati riportano che nei vostri mesi di Governo il numero degli occupati è diminuito di oltre 70.000 unità; ciò dimostra che voi state fallendo e lo dico in particolare al ministro Di Maio perché ha deciso di sovrintendere entrambi i Ministeri, quello in cui si crea o si dovrebbe creare lavoro, anche se sta accadendo il contrario, e quello che dovrebbe beneficiare del lavoro creato. Lo dico soprattutto perché il vostro è un aggancio culturale e totale: povertà-disoccupazione, povertà-occupazione. La nostra preoccupazione è forte perché se va come sta andando e quindi non sarete in grado di creare nuovi posti di lavoro, l'impianto crolla e se ciò avviene rischia di passare nel Paese il messaggio gravissimo che ogni misura che va nella direzione di portare soldi e sostegno alla povertà fallisce. Rischiamo così di retrocedere dalle scelte già compiute dai Governi precedenti, soprattutto con il reddito di inclusione; rischiamo di far fallire l'occupazione e tirarci dietro anche il fallimento di ogni politica per la povertà. In Commissione abbiamo presentato circa 200 emendamenti; non è certo un numero da ostruzionismo. Non abbiamo fatto ostruzionismo, abbiamo illustrato e discusso gli emendamenti, chiedendo al Governo di interagire votando i nostri emendamenti e molti emendamenti degli altri Gruppi, di Forza Italia, Fratelli d'Italia e LeU. Ritenevamo infatti tali emendamenti utili nel merito a migliorare un provvedimento che consideriamo molto ambiguo sul piano politico per le ragioni che ho poco fa illustrato. Ebbene noi saremmo venuti in Aula con questo atteggiamento, malgrado non sia stato accolto nemmeno uno degli emendamenti del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . Su un provvedimento di 28 articoli non è stato accolto nemmeno un emendamento del Partito Democratico. Malgrado tutto questo saremmo venuti in Aula con lo stesso atteggiamento, differenziando il voto a seconda del merito e cercando di migliorare il provvedimento. Tuttavia, ancora una volta, è mancato lo stile. Lo dico anche con lo scopo di lasciare tutto questo agli atti della Presidenza: la linea che divide il rispetto della forma e lo stile spesso è molto sottile. Seppur pasticciato, questa volta, sul provvedimento non abbiamo denunciato irregolarità gravi sul piano regolamentare. Denunciamo però una mancanza di stile e quando c'è una mancanza di stile grave - mi rivolgo anche al sottosegretario Cominardi, che è appena intervenuto auspicando che ci sia uno stile collaborativo da parte di tutto il Parlamento e di tutta l'Assemblea - essa si traduce in una mancanza di rispetto dei lavori parlamentari. Lo dico e spero di non dovermi ripetere. Non è la prima volta che lo diciamo. Mi rivolgo in particolare al Governo e alle forze di maggioranza: non potete a Commissioni chiuse approvare e portare in Assemblea degli emendamenti praticamente identici a quanto proposto in emendamenti dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PD) . Non si fa così, si riformulano, si assume la responsabilità di riformulare degli emendamenti sugli stessi punti di merito in Commissione, riprendendo le firme anche dell'opposizione. Questo è lo stile collaborativo che un Governo deve garantire. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è il primo stile. Ciò non accade mai ed è inaccettabile. Non lo accettiamo, ma non lo dico per fare un ricatto, ma perché pretendiamo il rispetto di ogni firma che viene apposta su un emendamento di merito serio, da qui in avanti. Quindi, per tutte queste ragioni, chiediamo, ai sensi dell'articolo 96 del nostro Regolamento, di non passare all'esame degli articoli. Voglio anche spiegare cosa faremo, qualora venga bocciata la proposta testé avanzata. Lo faccio soprattutto per due ragioni: per il rispetto che abbiamo per il serio lavoro emendativo fatto dai Gruppi di opposizione - LeU, Fratelli d'Italia e Forza Italia - che ci ha visto anche concordi in tanti punti e lo faccio perché il Partito Democratico ha proposto emendamenti che hanno coperto tutti gli ambiti in discussione - lo dico perché non ci siano ambiguità - compreso il tema delicato di rafforzare qualsiasi misura sui diversamente abili: che non ci siano fraintendimenti e ambiguità su questo aspetto. Ebbene, in ragione di tutto questo, per quello che ho appena cercato di spiegare, se non passerà la nostra proposta di non passare all'esame degli articoli, voteremo semplicemente a favore degli emendamenti del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di non passare all'esame degli articoli, avanzata dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Onorevoli colleghi, la Presidenza, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, dichiara improponibile l'emendamento 12.0.1, recante riordino della disciplina relativa alla professione di assistente sociale, in quanto estraneo al contenuto del decreto-legge in esame. In relazione ai subemendamenti presentati, la Presidenza dichiara inammissibili i subemendamenti 9.850/100, 9.850/101, 9.850/102, 9.850/103, 9.850/109, 12.850/100, 12.850/101, 12.850/102, 12.850/103, 12.850/104, 12.850/105, 12.850/106, 12.850/107, 12.850/108, 12.850/109, 13.1/100, 14.0.850/130, 14.0.851/107, 25.0.4/1 e 26.0.852/100, in quanto non incidono sul testo dell'emendamento al quale si riferiscono, ovvero aggiungono disposizioni estranee per materia. CATALFO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 1.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.2. PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto a favore di questo emendamento per sostenere la distinzione tra l'aiuto alle persone e alle famiglie in povertà, il sostegno a chi cerca lavoro e l'accompagnamento a chi lo perde per essere ricollocato. Si tratta di condizioni diverse, come abbiamo detto in tutte le salse nella definizione del provvedimento in esame. Questa confusione non esiste in alcun Paese europeo, ma il testo al nostro esame è confuso, non equo e - non ho timore di dirlo - pericoloso: ecco il vizio di fondo che sarà dannoso per il Paese. Mi rivolgo alle cittadine e ai cittadini: per come è stato concepito, in tempi brevi sarete costretti a pagare più interessi derivanti dal debito pubblico e piccole gocce in centesimi di euro al giorno per ogni operazione quotidiana che realizzerete, dal fare la spesa ai movimenti sul bancomat, che già a fine giornata diventeranno un torrente in piena e aumenteranno il nostro personale debito giornaliero. Altro che aiutare il ceto medio. Senza politiche serie di investimenti occupazionali, i benefici immediati del reddito di cittadinanza saranno effimeri e virtuali. Questo emendamento chiede di ripristinare l'accoglienza e l'accesso ai Comuni di tutte le persone in difficoltà, perché la povertà si tratta nella prossimità e con le reti istituzionali, di terzo settore e di volontariato. Rinforzate l'infrastruttura sociale e assumete assistenti sociali, colleghi: noi non ce l'abbiamo fatta fino in fondo. Non assumete navigator , ma assistenti sociali: cosa ci fa un navigator a Scampia o a Bastoggi, due periferie delle nostre città dove ci sono famiglie a forte disagio sociale, i cui componenti non hanno neanche la terza media? (Applausi dal Gruppo PD). In quelle periferie ci sono solo gli assistenti sociali, magari due, che rischiano anche la vita; ci sono solo le associazioni di volontariato (e io ho fatto volontariato in quelle periferie); ci sono le cooperative sociali, lasciate completamente sole rispetto al disagio sociale. La seconda parte dell'emendamento parla di politiche attive. L'Ufficio parlamentare di bilancio ci ha rivelato in audizione che il 64 per cento delle persone beneficiarie del provvedimento non avrà obblighi, il che significa che non entrerà in un percorso di sostegno. Con questo emendamento, invece, chiediamo la realizzazione seria e vera di una riforma strutturale e dello sviluppo dei servizi per il lavoro, per continuare l'opera che ha avviato il precedente Governo, dato che il tema dell'arretratezza italiana è quello dei servizi per il lavoro; su questo siamo tutti d'accordo. Abbiamo costituito l'ANPAL per la prima volta nella storia del nostro Paese. Assumete 12.000 persone nei centri per l'impiego, in accordo con le Regioni, perché queste sono materie regionali. Rafforzare i servizi per il lavoro, infine, significa anche affrontare il tema della perdita di occupazione dovuta all'innovazione, all'automazione e alla tecnologia. Non c'entra niente il reddito di cittadinanza. Un esempio per tutti è che nel settore digitale ci sarà più occupazione, secondo le previsioni occupazionali: in realtà, quel settore espelle, per l'automazione e per il cambio epocale del lavoro. Non serve il reddito di cittadinanza, allora, ma un serio e strutturato sistema di servizi al lavoro che comincino a creare un circolo virtuoso tra chi lo perde, si riqualifica, viene riattivato e lo ritrova. Questo è il senso dell'emendamento. Stiamo votando e l'espressione del voto è un momento importante. Scegliamo quindi per il Paese una cosa migliore di quella contenuta nel provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.14. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, partiamo male perché il titolo del provvedimento è altamente suggestivo e ingannevole. Qui si parla - e parliamo tutti - di reddito di cittadinanza, mentre, nella realtà, si tratta di un reddito di residenza. Sappiamo perfettamente che il requisito fondamentale è il possesso non della cittadinanza italiana, ma della residenza in uno dei Comuni italiani, il che significa che, alla fine dei conti, 241.000 nuclei familiari di stranieri percepiranno il reddito di cittadinanza, 87.000 circa dei quali avendo la residenza da meno di dieci anni. Chiamiamo le cose con il loro nome. Lo dico in particolare alla Lega, che ha fatto una battaglia, dicendo sempre: «prima gli italiani». Prima gli italiani lo diciamo noi, ma facciamo anche una battaglia di verità, invitando a chiamare le cose con il loro nome. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.14, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.15, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.16, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.17, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.17, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.19, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.19, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.20, presentato dai senatori Misiani e Rossomando. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.21, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.22, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.22, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.24, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.24, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.25 (testo 2). BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.25 (testo 2) e lo trasformo in un ordine del giorno. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il Governo è favorevole ad accogliere l'ordine del giorno. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.25 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo all'emendamento 1.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, noi con questo emendamento chiediamo che la misura di cui al comma 2, la pensione di cittadinanza, possa essere estesa anche al componente e/o ai componenti familiari con età pari o superiore ai sessantasette anni che convivano con una persona con disabilità grave o non autosufficiente. Colgo l'occasione per fare due considerazioni in merito al provvedimento: nella relazione di maggioranza, la presidente della Commissione lavoro senatrice Catalfo ha rimarcato con enfasi l'importanza e la forza anche evocativa dell'articolo 1. Ebbene, faccio notare il contrario: questa non è una misura contro la povertà, questa è una misura contro i poveri, anzi, ne creerà tanti, ma tanti di più rispetto agli attuali. Si tratta di una misura che avvelena il Paese, di una misura che avvelenerà i pozzi del Paese, i pozzi del merito, i pozzi della cultura, i pozzi del dovere, i pozzi della cittadinanza attiva e i pozzi dell'educazione alla responsabilità, i pozzi della competitività. Dall'articolo 1 voi iniziate a rubare il presente agli italiani e a sequestrare il futuro delle nuove generazioni. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . RENZI (PD). Bravo! LAUS (PD). Dall'articolo 1 emerge in modo chiaro e inequivocabile la visione che voi avete del nostro Paese. L'articolo 1 e questo decreto-legge vi rappresentano per quello che siete politicamente: dei prestigiatori, degli illusionisti. (Commenti del senatore Airola) . Infatti, e lo dico ai colleghi della maggioranza, non ci sono due provvedimenti in discussione, non c'è quota 100 della Lega e il reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle, c'è un unico provvedimento sul quale la responsabilità è unanime, tanto del MoVimento 5 Stelle quanto della Lega. E siete degli illusionisti perché volete occupare tutti gli spazi della democrazia: maggioranza e opposizione. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi siete maggioranza, noi siamo opposizione. Voi dovete governare e noi dobbiamo cercare, in modo costruttivo, di opporci. Ora vi spiego ancora di più perché fate gli illusionisti. È detto che il reddito di cittadinanza costituisce livello essenziale delle prestazioni nei limiti delle risorse disponibili. Siamo alla follia, siamo alla pazzia. Ma che livello essenziale è se è compatibile con le risorse? Allora saranno le risorse a farla da padrone e non i livelli essenziali. (Applausi del senatore Ferrari) . Questo è il cuore della vostra illusione: un reddito di cittadinanza compatibile con le risorse. Questa formulazione è di una gravità assoluta. Colleghi, concludo riportando quanto detto dal mio collega Patriarca: la povertà non è solo povertà di reddito. Esiste la povertà sociale. Alla povertà di reddito si dà una risposta con il lavoro. Alla povertà sociale si dà una risposta con l'inclusione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.23, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «superiore ai». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.26. Passiamo all'emendamento 1.27, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.27, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, questo è uno dei pochi interventi che faremo, anche data l'esiguità del tempo a nostra disposizione, però ci teniamo a svolgerlo. Approfitto dell'illustrazione degli emendamenti, che mi consente di svolgere un intervento di carattere generale sull'articolo 2 che comprende il senso degli emendamenti da noi presentati su questa parte del provvedimento, per dire che questo è un articolo importante, fondamentale, senza il quale non ci potrebbe essere il provvedimento in discussione, perché riguarda i beneficiari, che non sono solo le persone a cui stiamo parlando e a cui ci stiamo rivolgendo nella implementazione di questo strumento. A mio avviso, infatti, nell'articolo in esame ci sono le ragioni della distanza tra l'ispirazione di fondo che ha mosso l'idea del reddito di cittadinanza, su cui da parte nostra non c'è un pregiudizio, come abbiamo avuto già occasione di dire in Commissione e in altre sedi, e l'implementazione reale di questo strumento. È una distanza nella quale registriamo una cosa molto strana - lo dico con un eufemismo - cioè che qui e là si scorgono dei veri e propri tratti di discriminazione. Non si capisce infatti - lo dico a lei, signor Presidente, e suo tramite alla maggioranza - se la maggioranza è interessata davvero ad aggredire il tema delle fragilità, delle marginalità di questo Paese, o ha solo bisogno di una bandierina da sventolare e non si sta preoccupando di chi sono e dovrebbero essere i reali destinatari del provvedimento. Il ragionamento vale per i disabili, su cui non c'è stato uno sforzo sufficiente, così come lo abbiamo chiesto, e noi ci auguriamo che si possa concretizzare nel passaggio alla Camera; vale ad esempio per i minori in povertà, che spariscono nella centralità che invece andava loro attribuita all'interno di questo provvedimento, e per i cittadini provenienti da altri Paesi, che vivono regolarmente nel nostro Paese e che, in ragione della previsione di un requisito troppo stringente, probabilmente usciranno dalle maglie dei destinatari del provvedimento, cioè non ne potranno beneficiare. È del tutto evidente che siamo all'interno di una valutazione cromatica. Il Governo gialloverde si sta tingendo sempre più di una sola tinta, quella verde, e questa è la ragione per cui si vogliono escludere cittadini che invece dovrebbero essere beneficiari del provvedimento. La dico con una battuta, signor Presidente: in questo Paese c'è una questione gigantesca che riguarda i migranti; è una questione enorme, grande come una casa. Ma non si tratta di coloro che arrivano nel nostro Paese, bensì di coloro che stanno andando via. La ricerca che ha fatto il Ministero, guidata dal vice premier Di Maio, insieme all'ISTAT e ad altri istituti di ricerca, ci dice una cosa molto semplice: dal 2008 è triplicato il numero dei giovani di questo Paese che stanno lasciando l'Italia. Quelli sono i migranti di cui voi non vi occupate. State utilizzando e continuate a utilizzare l'arma di distrazione di massa del tema dei migranti e lo fate anche su un provvedimento così delicato come quello sul reddito di cittadinanza, per escludere donne, uomini e bambini che invece dovrebbero beneficiare delle risorse e dei percorsi indicati. La verità è che siete ossessionati da questo tema e ne avete fatto un elemento di propaganda politica. A proposito dei nostri giovani che lasciano il Paese, i nostri migranti, forse sarebbe il caso - lo dico anche agli altri colleghi dell'opposizione - di iniziare a rovesciare il luogo comune della destra; forse da questo rovesciamento possono nascere anche lo smascheramento del Governo e anche l'idea e la necessità di focalizzarci davvero sui problemi del Paese. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritiriamo l'emendamento 2.558. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.2, 2.8 (testo 2), 2.512 (testo 2) e 2.518. Su tutti gli altri emendamenti riferiti all'articolo 2 esprimo parere contrario. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.700, presentato dal senatore Barboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.7, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.8 (testo 2)/100. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché voglio richiamare l'attenzione dell'Assemblea su questa parte del provvedimento. Il mio subemendamento agli emendamenti approvati in Commissione riguarda il pagamento del reddito di cittadinanza agli stranieri; non mi illudo che venga approvato, benché giusto, ma voglio che resti traccia agli atti dei lavori parlamentari di quello che si sta facendo. Quando si aprì la discussione sul reddito di cittadinanza, si parlò di 6 milioni di persone che ne avrebbero beneficiato. Noi contestammo, per le ragioni generali che la senatrice Toffanin e gli altri colleghi hanno illustrato in Assemblea e in Commissione, la negatività di questo provvedimento, non perché si sottovaluti la condizione di disagio e di povertà di larga fascia della popolazione italiana, ma perché riteniamo che le soluzioni siano altre: creazione di lavoro, apertura di cantieri, tutte cose che Forza Italia ha sostenuto. Riteniamo, quindi, che i soldi possano essere più correttamente erogati, anche a beneficio della parte della popolazione che vive in disagio, se non in povertà, creando economia produttiva e lavoro. Non sottovalutiamo i temi del disagio e non siamo contro perché non vogliamo aiutare chi sta male. In questo contesto, si parlò di 6 milioni di posizioni; noi dicemmo che non sarebbero stati 6 milioni. Ricorderete le discussioni iniziali sulle cifre (10 o 9 miliardi di euro), di cui una parte da erogare agli uffici per creare le strutture deputate a offrire le fantomatiche occasioni di lavoro, i navigator e tutto il resto di cui si è parlato. Noi denunciammo anche che questa provvidenza sarebbe stata erogata agli stranieri e qualcuno l'ha negato. Si può discutere se sia giusto o no, se ci debba essere l'equiparazione per chi sta in Italia da un certo numero di anni, ma allora si negò l'evidenza. È bene, invece, che anche i cittadini - come si suol dire adesso - fuori di qui sappiano che questo provvedimento darà soldi a molte persone straniere. Si può discutere se ne abbiano diritto, se vi possa essere un uso strumentale del permesso di soggiorno. Vediamo che già i nostri cittadini "autoctoni" si sono fatti furbi, con separazioni di comodo e furbizie di ogni tipo e natura per rientrare nei parametri, non avendone forse diritto. Con il mio emendamento propongo che si restringa - ad esempio - per gli stranieri la possibilità di usufruire del reddito di cittadinanza, eliminandolo per quelli che hanno il permesso di soggiorno temporaneo e lasciandolo per coloro che lo hanno permanente. Ne ho presentati altri, su cui interverrò, in modo tale che si sappia chi sta votando il reddito di cittadinanza agli stranieri con criteri molto generosi, e chi, invece, vuole criteri più restrittivi. Questa vicenda proseguirà quando arriveranno le domande, si erogheranno i soldi e si dimostrerà che avevamo ragione noi e che le persone non erano sei milioni. Tant'è che poi si è modificato il testo, parlando di «platea»: uno prende il reddito, poi ha la zia, la nonna, il canarino e il pesce rosso e i soggetti sono cinque: non sono quindi 6 milioni i destinatari, ma «la platea». Che poi non sono sei milioni, ma quattro milioni e mezzo e non è vero neanche quello. È stato detto che i destinatari sarebbero stati solo gli italiani, e mi rivolgo soprattutto ai colleghi della Lega: no, ci sono anche gli stranieri, per i quali i criteri - come vedrete tra poco su altri emendamenti - sono molto generosi. Infatti, non solo chi ha il permesso temporaneo di soggiorno, ma anche altra gente, che non dovrebbe ricevere il reddito di cittadinanza, lo potrà avere. Con l'emendamento 2.8 (testo 2)/100 vogliamo introdurre criteri più restrittivi. Mi auguro che il mio subemendamento venga votato, soprattutto da questa parte dell'emiciclo; se non venisse approvato, «carta canta», come diceva il saggio. Invito, quindi, a votare a favore dell'emendamento 2.8 (testo 2)/100, che restringe la possibilità di erogare il reddito di cittadinanza agli stranieri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per precisare che nella precedente votazione intendevo esprimere un voto contrario. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8 (testo 2)/100, presentato dal senatore Gasparri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti della Scuola media statale «Giuseppe Mazzini» di Veroli, in provincia di Frosinone, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1018 PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.8 (testo2)/101. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento è ancora più chiaro del precedente, perché - lo dico ai colleghi dell'Aula - restringe la possibilità di erogare il reddito di cittadinanza ai soli cittadini dell'Unione europea. Quindi, invito a votare questo emendamento. Non ve lo chiede l'Europa, ma ve lo chiede il Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8 (testo 2)/101, presentato dal senatore Gasparri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 2.705. Gli emendamenti 2.10 e 2.9 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 2.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.11, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «n. 286». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.12 e 2.13. Passiamo all'emendamento 2.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.15, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «della domanda». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.16 e 2.17. Passiamo all'emendamento 2.115, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.115, presentato dalle senatrici Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.116, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.116, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «due anni». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.117. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 2.18. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, con questo emendamento abbiamo provato a inserire criteri più restrittivi per la concessione del reddito di cittadinanza, in linea con l'impostazione di Forza Italia, che vuole privilegiare tale accesso agli italiani. Abbiamo proposto, infatti, di portare a vent'anni il tempo di permanenza dei cittadini stranieri per provare a contenere anche i danni economici apportati da una norma come quella in esame, che apre le maglie a una spesa pubblica che, prima o poi, diventerà insostenibile. La ragione per la quale noi sosteniamo questo emendamento è che già abbiamo 241.000 nuclei familiari stranieri che percepiranno il reddito, il che significa che 241.000 nuclei familiari di cittadini italiani non lo percepiranno e sono persone che vivono in condizioni di povertà. Questa è la ragione per la quale noi chiediamo all'Assemblea che tale emendamento venga valutato con grande attenzione, affinché quanto stiamo sostenendo rimanga comunque agli atti, per vedere chi vota da una parte e anche per capire, soprattutto, chi vota dall'altra. (Applausi della senatrice Rizzotti). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.18, presentato dal senatore Aimi, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.118 e 2.119. Passiamo all'emendamento 2.120, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GARAVINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (PD) . Signor Presidente, nella narrazione che ne dà il Governo il provvedimento in esame sembrerebbe voler abolire la povertà. Noi del Partito Democratico diciamo: magari fosse vero. Come, infatti, hanno illustrato i miei colleghi, in realtà questo provvedimento è ingiusto e discriminatorio nei confronti di tutta una serie di poveri veri, a partire da minori, famiglie numerose e senzatetto. Il provvedimento esclude una miriade di aventi diritto dalla possibilità di ricorrere al reddito di cittadinanza. Penso non solo a stranieri. Presidente, tra l'altro, chiedo l'autorizzazione a depositare anche una nota tecnica a integrazione del mio intervento, che cita una serie di provvedimenti a livello europeo e di sentenze della Corte di giustizia europea che attestano come questo provvedimento esponga di fatto il nostro Paese a una miriade di ricorsi da parte di una serie di cittadini tra i quali anche tantissimi italiani. Parliamo, quindi, non soltanto di stranieri degli altri Paesi dell'Unione europea o di rifugiati aventi diritto, ma anche di cittadini italiani che magari sono andati all'estero per sfuggire a situazioni di povertà e si vedranno sbattere, nel momento in cui decideranno di rientrare perché magari vogliono fare del nostro Paese l'epicentro del loro progetto di vita, la porta in faccia, perché totalmente impossibilitati a ottenere il reddito di cittadinanza alla luce di quel requisito previsto dell'obbligo di residenza di almeno dieci anni con gli ultimi due in maniera continuativa. Presidente, questa non è l'abolizione della povertà. Questa purtroppo - a noi rincresce - è una gigantesca marchetta elettorale in vista delle prossime elezioni europee. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.120, presentato dalla senatrice Garavini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.121, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.121, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.122, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.122, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.123, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.123, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.124, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, con questo emendamento tendiamo una mano alle 50.000 persone senza fissa dimora, equiparando la residenza fittizia a quella anagrafica tradizionale. Questa è l'unica misura al mondo che nasce con la finalità di contrastare la povertà e dimentica - non so se scientificamente o no - chi utilizza come tetto il cielo e come letto la strada. Sono i senza fissa dimora. Sì, si chiamano senza fissa dimora. Il nostro emendamento è finalizzato a tendere la mano agli ultimi. Non sto parlando dei penultimi. Mi chiedo allora come possa un provvedimento che ha la finalità di contrastare la povertà dimenticare gli ultimi. Se l'avete fatto scientificamente e dolosamente, è grave; se è negligenza e imprudenza, è ancora più grave, perché i titoli e le finalità non corrispondono all'efficacia che questo provvedimento esplicherà. Ed è anche l'unico provvedimento al mondo finalizzato a contrastare la povertà che dimentica scientificamente le famiglie numerose, i disabili e i bambini. Su questo tema credo non ci sia più nient'altro da aggiungere. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.124, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.125, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.125, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.126. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento prevede la possibilità di dare l'accesso al reddito di cittadinanza a coloro che, essendo cittadini extracomunitari, abbiano almeno richiesto e avviato le procedure per ottenere la cittadinanza italiana. Lo facciamo per una ragione molto semplice, che è quella di provare a concederlo (nel caso in cui questa misura dovesse essere approvata e ve ne fossero le condizioni) a coloro che hanno almeno ricercato una condizione di stabilità. Potremmo anche discutere nel merito di altre questioni - e lo stiamo facendo - ma il punto centrale, con questo emendamento, è appunto concedere il reddito di cittadinanza a persone che hanno avviato questo tipo di procedura. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.126, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.701, presentato dal senatore Barboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.269, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.269, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.270, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. TOFFANIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo di incrementare il valore dell'indicatore economico della situazione economica equivalente ai fini ISEE a 15.000 euro per i nuclei familiari con all'interno almeno un componente disabile. Forza Italia, di fronte a chi ha veramente bisogno, non gira la testa dall'altra parte; l'abbiamo dimostrato con tutta una serie di emendamenti in favore delle fasce più disagiate e di coloro che hanno disabili all'interno del nucleo familiare, perché crediamo che la loro disabilità abbia bisogno di maggiori risorse e di maggiore attenzione. Ci dispiace purtroppo aver constatato che, durante l'esame del provvedimento in Commissione, non ci sia stata la volontà di dare un contributo a quelle persone e soprattutto la volontà di cercare le risorse. Sarebbe stato un segnale per indicare che questa era veramente la finalità del provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.270, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.271, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento è dedicato ai nuclei familiari svantaggiati, quelli più sfortunati. Noi chiediamo, in buona sostanza, che nel calcolo del reddito ISEE non si tenga conto degli importi percepiti a titolo di assegno di invalidità, di pensione di invalidità e di indennità di accompagnamento. Mi pare una norma evidente, che va nella direzione di aiutare veramente le persone che si trovano in una difficoltà già conclamata e reale. Credo che l'Assemblea, con un minimo di attenzione e di sensibilità, possa votare a favore di questo emendamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.271, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.272. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, con l'emendamento 2.272 si propone di inserire, dove parliamo di patrimonio immobiliare, le parole «in Italia e all'estero». Siamo stati - lo voglio dire - i primi a evidenziarlo per una ragione molto semplice: vogliamo evitare anche in questo caso che ci sia la corsa dei furbetti, che magari hanno un reddito molto elevato nel proprio Paese o sono addirittura proprietari di immobili nel Paese straniero. Abbiamo quindi presentato questo emendamento al solo fine di evitare che vi possano essere disparità con i cittadini italiani. Mi pare di tutta evidenza che abbiamo la necessità, anche in questa situazione, di aggiungere e portare altri dati che possano evidenziare soprattutto quali sono le proprietà e i beni che gli stranieri hanno all'estero, perché in questo modo eviteremmo disparità di trattamento, in particolar modo con gli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.272, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.273, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 2.273 per ricordare ai colleghi che in Commissione abbiamo più volte il posto il tema dell'ISEE e dei criteri che lo informano. Abbiamo detto, con una formula un po' semplificata, che l'ISEE è uno strumento utile per misurare la ricchezza, ma assolutamente poco utile per misurare la povertà, perché contiene criteri ingiusti e distorsivi che penalizzano in particolare i proprietari di casa e di prima abitazione. Sembra quasi che aver sacrificato un'intera vita per costruire o acquistare una casa sia un elemento da penalizzare in sede legislativa. C'è un'altra questione, Presidente, sempre in via abbreviata, che riguarda il mutuo e gli affitti: a nostro avviso è incomprensibile il motivo per cui si possa beneficiare del reddito di cittadinanza per pagare un affitto e non per pagare un mutuo, quasi che una coppia di giovani che intende mettere su casa sia in condizioni di ricchezza superiori rispetto a chi paga un affitto; anzi, il mutuo fa ricchezza, mentre l'affitto no, sempre secondo i criteri ISEE. C'è un'altra considerazione poi che emerge da una constatazione empirica fatta mille volte nella mia esperienza personale e credo nell'esperienza di molti colleghi: chi ha la sventura - perché di sventura si tratta - di ereditare un piccolo appezzamento di terra o un'altra piccola proprietà, una frazione di casa, magari in un piccolo Comune di montagna, che non ha alcun valore immobiliare, immediatamente vede il proprio ISEE schizzare in alto e si vede escluso dai provvedimenti di contrasto alla povertà. Questo è irrazionale e ingiusto e penalizza in particolare le famiglie italiane meno abbienti e le famiglie numerose. In questo momento ereditare un pezzo di terra o un pezzo di casa, di cui non si ha la piena disponibilità e non si può neanche teoricamente mettere a frutto, è davvero una iattura. Presidente, ripetiamo l'invito a considerare il fatto che, se si ereditano piccole porzioni di terreno o piccole proprietà immobiliare che in questo momento valgono zero, queste devono essere escluse dal computo dell'ISEE. Lo ribadisco in particolare perché è un aspetto che discrimina pesantemente le famiglie italiane e coloro che per tutta la vita hanno avuto la buona pratica di costruirsi o acquistare una casa e subiscono un torto per aver sacrificato un'intera vita al lavoro. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.273, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.321. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento 2.321 ha lo scopo e la funzione di evitare i finti poveri; ne abbiamo già abbastanza di quelli italiani, vorremmo evitare di avere anche quelli stranieri. Chiediamo pertanto che i cittadini extracomunitari siano tenuti a produrre certificazione ufficiale rilasciata dal Paese d'origine, in particolare attraverso le ambasciate e i consolati, attestante il mancato possesso di beni immobili e di altre proprietà. Credo - e lo anticipo - che nei prossimi mesi sul punto, se non verrà approvato l'emendamento al nostro esame, ne vedremo davvero delle belle. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.321, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.322, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.322, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.323, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.326, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 2.326 perché finora sono rimasto scioccato dal voto disattento che è stato espresso ogni volta che si è parlato di disabilità e di persone che hanno bisogno. Stiamo facendo un provvedimento contro coloro che hanno disabilità. Il Governo ha detto che dovrà decidere in un'altra fase sulla disabilità, ma per il momento parleremo dei poveri. L'emendamento dei colleghi Toffanin e Floris, che vi invito a leggere, propone di determinare diversamente i redditi delle persone con disabilità. Pertanto, se esprimete un voto contrario sull'emendamento, vuol dire che non avete interesse alcuno a prendere in considerazione le persone che sono disabili; altrimenti avreste fatto delle correzioni al testo al fine di farlo passare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.326, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.324, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. SACCONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SACCONE (FI-BP) . Signor Presidente, caro Governo, la mia solidarietà va al Sottosegretario abbandonato e solo. Le vostre stime fasulle, che avete inserito nel Documento di economia e finanza (DEF) dell'ottobre 2018, stanno andando a sbattere - come direbbe Giovanni Verga - con la nuda e cruda realtà. Abbiamo un crollo industriale del 7,5 per cento; abbiamo il crollo del nostro PIL, a quota meno 0,2 per cento. Sono presenti in Aula tanti patrioti e, allora, da italiano dico che siamo rimasti molto amareggiati - cari colleghi - per il fatto di vedere il nostro tricolore ultimo nella classifica dei Paesi europei per quanto concerne la crescita economica. Siamo il fanalino di coda dell'Unione europea. Questa è la verità. Avere garantito che, con l'introduzione del reddito cittadinanza, avreste cancellato la povertà e fatto aumentare il quoziente dell'occupazione in Italia. Ebbene, con il reddito di cittadinanza poco più di 2 milioni di nostri concittadini percepiranno reddito. Significa che avete cancellato 8 milioni di poveri. Caro Di Maio, da quel balcone hai illuso e ingannato 8 milioni di nostri concittadini, che oggi vi stanno punendo nelle urne. Questo è quello che sta accadendo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Cari amici, voi credete realmente che bastino un po' di incentivi agli imprenditori per far crescere l'occupazione nel Paese? Ci vorrebbero più investimenti e il taglio del cuneo fiscale; altro che reddito di cittadinanza. Caro Presidente, da liberali e da democratici cristiani impegnati in politica, vogliamo dire che per noi rimane forte il principio che nessuno deve rimanere indietro. E lo dico soprattutto gli amici della Lega: quando siamo stati al Governo con il presidente Berlusconi abbiamo incrementato le pensioni minime (Applausi dal Gruppo FI-BP) ; abbiamo incrementato le detrazioni per i figli; abbiamo introdotto la legge obiettivo sugli appalti e le grandi opere; abbiamo introdotto il bonus bebè. Quelli erano gli strumenti che riducevano la povertà in Italia. Altro che reddito di cittadinanza. Chi creerà lavoro? A questo quesito non avete risposto. Ci penserà il ministro Toninelli, che va in giro per l'Italia a filmare i piloni delle autostrade? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Toninelli, si deve svegliare! È lei il Ministro dei lavori pubblici: faccia partire i cantieri nel Paese! (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti dal Gruppo M5S) . Oppure ci penserà quell'ominicchio di "Dibba" - con tutto il rispetto per gli ominicchi di Sciascia - che si offende - e anzi insulta pure il pubblico - perché il pubblico non lo applaude? Questo è quello che sta accadendo. Caro Di Battista, ti suggerisco una frase bellissima di Esopo, secondo cui più la mente è piccola, più è grande l'aspirazione, più è grande l'arroganza. Signor Presidente, mi permetta di concludere il mio intervento con un po' di sana ironia, che è l'unica arma che abbiamo per evidenziare le contraddizioni e i limiti di questo Governo. Caro presidente Di Maio - non è presente in Aula, ma è presente nell'etere - lasci perdere i gilet gialli. Abbiamo già tanti guai in Italia, non c'è bisogno di portarceli dalla Francia (Commenti del senatore Castaldi). Caro Presidente Di Maio, le regaleremo un gilet azzurro. Questo emendamento lo prevedrebbe, soprattutto per aiutare il lavoro. Caro presidente Di Maio, come facciamo a regalarle un gilet azzurro? Per noi quel gilet rappresenta la cultura del lavoro, il rispetto dei lavoratori e di chi fa impresa. Eppure, Di Maio, con il decreto-legge sul reddito di cittadinanza dovrebbe ricordarsi che un gilet lo ha indossato: quello da steward allo stadio San Paolo di Napoli. È quello un lavoro dignitoso, decoroso, che peraltro ha anche una funzione sociale, caro Sottosegretario: quando svolgeva quel lavoro tutti guardavano la partita ed egli volgeva le spalle al campo, garantendo la sicurezza sugli spalti. Caro presidente Di Maio, siamo certi - e vado a concludere - che i vertici dell'UEFA la promuoveranno a steward della Champions League, con il doppio dello stipendio. Il nostro auspicio è che torni a indossare quel gilet , per liberare l'Italia e gli italiani dalle sue politiche che creano recessione e disoccupazione. Oggi, con il sorriso sul volto, le vogliamo regalare questo gilet . (Il senatore Saccone mostra una pettorina con impressa la foto del ministro Di Maio e la scritta "steward", che gli viene sottratta dal senatore Questore De Poli. Vivaci proteste dal Gruppo M5S. Applausi dal Gruppo FI-BP ). Colleghi, portatelo a Di Maio! PRESIDENTE . No, senatore! Metta immediatamente giù quella cosa! Avanti! Non sono ammissibili queste manifestazioni da stadio. Siamo al Senato della Repubblica italiana! Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.324, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «di euro». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.329, 2.325 e 2.328. Colleghi, comunico che le votazioni andranno avanti fino alle ore 13,30. Ci sarà poi una pausa dei lavori, fino alle ore 15. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 11,22) Passiamo all'emendamento 2.327, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MATRISCIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, proponiamo il ritiro e la trasformazione dell'emendamento in esame in ordine del giorno. PRESIDENTE . Invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi al riguardo. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello espresso dalla relatrice. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.327 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.340, presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.341, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.341, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.342, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PATRIARCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, desidero riprendere un tema a noi molto caro, che abbiamo riproposto ripetutamente quando abbiamo discusso di minori e disabili, sia in Commissione sia in Aula. Con l'emendamento in esame, riproponiamo ancora una volta con molta pacatezza e serietà il concetto che la scala di equivalenza che avete introdotto colpisce i minori e le famiglie con minori e disabili. Non lo diciamo riportando dati nostri o miei, che comunque non sono inventati, ma semplicemente raccontando quelli che sono stati forniti da Alleanza contro la povertà, ISTAT e INPS, i quali ci confermano che la scala di equivalenza che avete introdotto in questo provvedimento colpisce le famiglie con minori e disabili e quelle numerose. Come abbiamo detto anche ieri in discussione generale, sapete bene trattarsi di una questione importante, che riguarda il Paese, nel quale abbiamo più di un milione di bambini poveri. Su questo, negli anni precedenti, abbiamo cercato di fare qualcosa e vorrei elencare i provvedimenti relativi, signor Presidente, affinché non si continui a raccontare sempre la solita storia, del tipo: «siamo arrivati noi e risolveremo anche questo problema, d'emblée , in un secondo». Vorrei ricordare che nella legge di bilancio 2016 abbiamo stanziato 100 milioni ogni anno per contrastare la povertà minorile. Vorrei ricordare ancora che abbiamo stanziato 840 milioni di fondi PON per le scuole inclusive contro la povertà educativa. Abbiamo introdotto l'alternanza scuola-lavoro: voi chiederete cosa c'entri, ma, come abbiamo provato, se gestita bene, nei territori di difficoltà e disagio aiuta i ragazzi a uscire dalle situazioni di marginalità; se gestita bene, l'alternanza scuola-lavoro è un'esperienza positiva, di sollievo e inclusione nel territorio, ma avete ridotto anche questa. Nella legge di bilancio del 2018 abbiamo chiesto a ISTAT - come abbiamo descritto nella norma - di individuare parametri e indicatori chiari affinché fossero determinate le zone a maggior rischio di povertà minorile educativa. Ancora, nel 2017, con l'articolo 11, abbiamo istituito un fondo per attivare interventi a reti di scuole, in convenzione con il terzo settore. Capisco che, quando si parla di reti di scuole, convenzioni e alleanze sul territorio, utilizziamo un lessico che non comprendete, perché queste parole non ci sono e non esistono nel reddito di cittadinanza. Il fondo che abbiamo istituito nel 2017 parlava di attivare reti di scuole e convenzioni con il terzo settore, il CONI, le federazioni sportive e i servizi educativi privati e pubblici. Qual era l'obiettivo? Prevenire il fallimento formativo, contrastare la povertà educativa e contrastare situazioni di fragilità nelle zone a rischio di criminalità organizzata. Su questo tema centrale - famiglie con minori e disabilità e povertà educativa - voi non avete sprecato una sola parola. Dico al sottosegretario Cominardi, molto attento durante il dibattito - parlo con serenità - per cortesia, andate a guardare le cose che sono state fatte, così almeno ripartiamo da lì. Andate a guardare le cose che abbiamo cercato di fare negli anni passati e provate a ripartire da lì, mettendo finalmente al centro della vostra attenzione i temi della povertà minorile e delle famiglie numerose. Sottosegretario Cominardi, non è vero che in questa scala di equivalenza voi riservate attenzione alle famiglie con minori. Non è vero. E non lo dice Patriarca: lo dicono i dati degli uffici. Pregherei, per cortesia, una maggiore attenzione su questo tema, se mi consente questo linguaggio cortese e attento. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.342, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.343, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.343, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.344, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.344, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.345, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.345, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.346 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2.492, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.492, presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.702, presentato dal senatore D'Arienzo, fino alle parole «di lavoro». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.493. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.509, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.510. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento in oggetto ha lo scopo di sfuggire ai furbeschi espedienti che i giornali ci hanno raccontato. Mi riferisco, in particolare, alle lunghe file davanti agli uffici anagrafici per cambiare residenza o in tribunale per arrivare alla separazione. Con l'emendamento 2.510 proponiamo di inserire un ulteriore requisito, consistente nel risultare iscritti regolarmente ai centri per l'impiego da almeno un anno. Se si vuole ottenere il reddito di cittadinanza, si dia almeno la dimostrazione di essere impegnati a cercare il lavoro da un anno. In questo modo riusciremo forse a uscire da una spirale che - consentitemi di dire - non fa onore al nostro Paese, perché vedere gente che si mette in fila per cambiare la residenza o va in tribunale per separarsi è qualcosa di indecoroso e indecente. (Applausi della senatrice Rizzotti) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.510, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.512 (testo2)/100. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, questo provvedimento, come già abbiamo dimostrato oggi con vari interventi, va ad erogare anche agli stranieri non appartenenti all'Unione europea il reddito di cittadinanza, smentendo quello che molti avevano detto, anche nella maggioranza. Ripetono ogni giorno "prima gli italiani" ma poi, in realtà, con questo provvedimento erogano un reddito di cittadinanza anche a migliaia e migliaia, forse decine, forse centinaia di migliaia di stranieri. È una scelta. Noi riteniamo che invece le risorse per creare occupazione e lavoro dovrebbero andare prima agli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dico ai colleghi che stanno votando a favore di queste norme che fanno un errore. Noi abbiamo già un 10 per cento di popolazione venuta dall'estero. Il nostro è un Paese che accoglie, un Paese che consente a tanti di svolgere le proprie attività. Tuttavia, avendo risorse limitate, le fasce di disagio e di povertà dovrebbero vedere una priorità in ambito nazionale o dell'Unione europea. L'emendamento da me proposto restringe questo diritto ai cittadini dell'Unione europea perché, ovviamente, a livello europeo è difficile porre delle discriminazioni. È un errore buttare soldi che dovevano andare a sei milioni di persone e non sono sei milioni perché si tratta di una platea di circa quattro milioni e mezzo di persone perché per ogni assegno si contano quattro o cinque persone, ma pare che non sia nemmeno così. Già si profila una certa confusione gestionale che emergerà clamorosamente nei prossimi giorni, un grande inganno popolare e la gente se n'è accorta, per questo volta le spalle al MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Hanno capito infatti che questo provvedimento, che era uno dei punti clou del programma, si è rivelato un inganno e una truffa. Mi meraviglio di altri che votano a favore di un provvedimento che dà soldi agli stranieri. Con questo emendamento si restringono nell'ambito dell'Unione europea gli effetti di questo decreto-legge. Chi vota contro l'emendamento vuole buttare soldi dalla finestra, attirando altri arrivi di clandestini e di stranieri in un Paese che ha già dato sotto questo versante. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.512 (testo2)/100, presentato dal senatore Gasparri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.512 (testo2)/101, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.512 (testo2)/102. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo almeno di non concedere il reddito di cittadinanza alle persone straniere - questa è la dicitura corretta - per le quali sia in corso la procedura di revoca del permesso di soggiorno. Con questa norma voi date, colleghi, il reddito di cittadinanza anche a coloro per i quali è in corso la procedura di revoca. Mi rendo conto che non si conosce ancora l'esito di tale procedura ma almeno, come misura cautelativa, se è in corso la revoca del permesso di soggiorno, non si eroga il reddito cittadinanza. Invece, con questa norma-manifesto si incentivano tutti gli stranieri, cari colleghi; non è quindi "prima gli italiani", ma prima lo straniero che anche se forse non ha più diritto al permesso di soggiorno, intanto percepisce il reddito. Se votate a favore del mio emendamento lo impedite. Se votate contro favorite anche lo straniero a cui stiamo revocando il permesso di soggiorno. Una cosa indicibile. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.512 (testo 2)/102, presentato dal senatore Gasparri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.512 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 2.511. Passiamo all'emendamento 2.513, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.513, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,38) Passiamo all'emendamento 2.514, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.514, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.515, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 2.703 (testo 2). ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, intervengo anche sul successivo emendamento 2.578 (testo 2), che propone misure a favore delle donne vittime di violenza che avviene soprattutto in famiglia. Sappiamo che il momento più importante e delicato quando si è vittima di violenze in famiglia è proprio questo, perché non si ha la possibilità di sottrarsi e di allontanarsi dalla violenza; si ha bisogno di protezione, di aiuto, di non essere soli. Per questo appare inspiegabile il parere contrario espresso anche al successivo emendamento che non presenta oneri di spesa. Avevamo già avuto l'impressione e qualche avvisaglia del fatto che voi vogliate far sentire più sole le donne vittime di violenza, come si evince dal disegno di legge Pillon. Avevamo avuto l'impressione che non vi interessasse molto dare la possibilità di sottrarsi a queste violenze, di offrire protezione; oggi abbiamo qualche certezza in più. Quale difesa offrite a queste donne? Avrei un po' di pudore, ma non posso resistere dal chiedermi quale giubbotto o felpa il Ministro dell'interno e il Ministro della giustizia consigliano di indossare a queste donne. Quale pensano di indossare per difenderle? Quale sarà il giubbotto o la felpa di occasione? Chi andrà a trovare queste donne? Come farà a trovarle nella loro solitudine, nel loro silenzio, nella loro invisibilità. Tutto ciò è veramente inspiegabile e tuttavia ritroviamo una coerenza nella vostra intenzione di respingere questo emendamento. Ritroviamo la coerenza delle norme manifesto, della distrazione dai problemi che affliggono le persone, quella di un approccio verso le vittime di violenza, verso la violenza di questa società che non ci piace, ma rispetto alla quale vogliamo soprattutto offrire un'alternativa. Non è vero che per difendersi dalle violenze bisogna individuare qualcun'altro con cui prendersela, c'è un'altra strada. Oggi lo vogliamo dire con grande chiarezza agli italiani e alle italiane, a tutte le persone, perché noi ci rivolgiamo alle persone. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatrice Rossomando, avendo lei recepito il parere della Commissione bilancio, l'emendamento diventa identico all'emendamento 2.578 (testo 2). Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo, sottosegretario Cominardi. Non si replica, dopo lei può aprire il dibattito. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, intervengo per fare un po' di chiarezza. C'è tutto l'interesse da parte di questo Governo a tutelare le donne vittime di violenza. Però, nello specifico di questo emendamento, non si tiene conto che in realtà, pensando di fare una cosa buona, si rischia di fare una cosa non buona. Ciò oltre al fatto che è stato anche espresso parere contrario da parte della Commissione bilancio. Ma il tema è che, se si toglie quella parte di reddito che va al nucleo familiare, in caso di una sola denuncia su qualcosa che magari non è accertato o reale, paradossalmente si va a danneggiare tutto il nucleo familiare, che magari è fatto anche da minori. Quindi l'emendamento, formulato in questo modo, non porta benefici nemmeno a chi eventualmente potrebbe essere soggetto a questo tipo di violenza. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, ruberò solo un minuto. Bisogna sempre leggere bene le norme prima di parlare. In questo caso non si toglie al nucleo familiare, ma si esclude l'autore della violenza. Il testo è stato scritto più volte esattamente per trovare la soluzione migliore. Del resto, quando l'idea è giusta, ci si può applicare tutti per trovare la soluzione migliore, altrimenti l'alibi è troppo facile. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.703 (testo 3), che recepisce una condizione posta dalla 5 a Commissione, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 2.578 (testo 2), presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.516, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, identico all'emendamento 2.517. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.516, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, identico all'emendamento 2.517, presentato dalle senatrici Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.518, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . AUDDINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, in realtà volevo intervenire in dichiarazione di voto sull'emendamento 2.518. PRESIDENTE. L'abbiamo testé approvato, senatore. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, io avevo fatto segno di voler intervenire prima della votazione. PRESIDENTE. Allora cancelliamo la votazione. Intervenga pure per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Grazie, signor Presidente. Il motivo della mia insistenza è legato al fatto che si tratta di un emendamento molto importante, quindi rubo qualche minuto all'Assemblea solo per dire che esso prevede di escludere il beneficiario del reddito cittadinanza nel caso in cui costui si sia dimesso volontariamente. Ciò vale per i dodici mesi successivi alle dimissioni. Ma è importante sottolineare che tale emendamento esclude dal beneficio del reddito di cittadinanza solo colui che si è dimesso e non il nucleo familiare, che quindi continuerà a percepire il reddito per la parte spettante. Era importante sottolineare questo aspetto perché nella formulazione attuale del testo del provvedimento non è così. Ripeto, l'emendamento 2.518 interviene per escludere solo colui il quale si è dimesso, escludendo ovviamente i casi per giusta causa. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.518, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti da 2.519 a 2.525. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.526. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento 2.526 chiede di escludere dalla platea dei beneficiari tutti coloro che abbiano riportato condanne penali per delitti non colposi particolarmente gravi. In particolare, si chiede di escludere coloro che hanno conseguito, con una o più condanne, una pena complessiva non inferiore a due anni. Da più parti si è sottolineato come il reddito di cittadinanza, in realtà, sia un incentivo al lavoro nero. Da più parti si è sottolineato - e con giusta ragione - come il reddito di cittadinanza sia un modo per demotivare chi è senza lavoro nella ricerca di un'occupazione. Da più parti - e di questo si occupa questo emendamento - si è sottolineato come il reddito di cittadinanza verrà conseguito da persone che vivono di malaffare, da delinquenti, da ladri, da sfruttatori della prostituzione, da spacciatori e quant'altro. Troviamo semplicemente assurdo sottrarre risorse a poveri per bene, per darle ai delinquenti. (Applausi dal Gruppo FdI). Con i vostri requisiti avranno diritto al reddito di cittadinanza anche pluricondannati per spaccio, per rapina, per sfruttamento della prostituzione e coloro che si sono resi responsabili di furti seriali in appartamenti e così via; persone che vivono in modo illecito avranno anche l'aiuto di Stato. Per questa ragione, chiediamo che quantomeno l'Assemblea escluda dal beneficio coloro che hanno conseguito gravi condanne. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Bartolomeo Capasso - Mazzini» di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1018 PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.526, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori, fino alle parole «coloro che». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.527 e 2.533. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.528, presentato dal senatore Aimi, fino alle parole «i cittadini». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.530 e 2.529. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.531, presentato dal senatore Aimi, fino alle parole «nuclei familiari». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.532. Passiamo all'emendamento 2.534, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.534, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «n. 159». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.535. Passiamo all'emendamento 2.536, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.536, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «n. 153». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.537 e 2.538. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.539, presentato dal senatore Laforgia, fino alle parole «della famiglia». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.540. Passiamo all'emendamento 2.541, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.541, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.542. Passiamo all'emendamento 2.543, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.543, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.544, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.544, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.545 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MATRISCIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, chiediamo la trasformazione dell'emendamento 2.545 (testo 2) in ordine del giorno. PRESIDENTE . Invito le relatrici e il rappresentante del Governo ad esprimersi sull'ordine del giorno derivante dalla trasformazione dell'emendamento 2.545 (testo 2). CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. VALENTE, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.545 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo all'emendamento 2.546, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.546, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.547, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.547, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.548, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.548, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.549 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.549, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «massimo di 2,5». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.551. Passiamo all'emendamento 2.550 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.550, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento 2.552, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MATRISCIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, anche per questo emendamento chiediamo la trasformazione in ordine del giorno. PRESIDENTE . Invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla richiesta, avanzata dalla senatrice Matrisciano, di trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 2.552. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.552 non verrà posto in votazione. Passiamo all'emendamento 2.553 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, identico all'emendamento 2.554. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, su questo emendamento, che riguarda comunque la questione dei disabili, anche in Commissione io ho ribadito il concetto che la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni. Sulla questione dei disabili, infatti, c'è stata la volontà di comprendere che questo provvedimento è assolutamente lacunoso e carente e c'è stata solo la promessa che, forse, un domani alla Camera si interverrà. Io volevo sottolineare, innanzitutto, che, visto che i destinatari del reddito di cittadinanza sono individuati all'interno dei nuclei familiari, esigenze di giustizia ed equità avrebbero voluto che i disabili che godono di trattamenti economici assistenziali fossero direttamente beneficiari e che questo trattamento, a loro riservato, non fosse inserito all'interno del computo dei valori ISEE. Questa mi sembrerebbe una misura minima. Intanto, mentre qui tutti esultano per il reddito di cittadinanza, è notizia di oggi che sono stati dimezzati i fondi per l'alternanza scuola lavoro. Ma siete matti? Diamo l'elemosina e non diamo i soldi per l'alternanza scuola lavoro, dove i ragazzi imparano un mestiere e una professione? (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.553, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, identico all'emendamento 2.554, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 2.705 risulta precluso dall'approvazione dell'emendamento 2.8 (testo 2). L'emendamento 2.555 (testo 2) è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G2.555. Passiamo all'emendamento 2.556 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.556, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani, fino alle parole «Ai soli fini». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.557. L'emendamento 2.558 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2.559, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.559, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.560, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.560, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.561, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.561, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «dei mezzi». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.562, 2.563 e 2. 564. Passiamo all'emendamento 2.565, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, identico all'emendamento 2.566. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.565, presentato dai senatori Iannone e Bertacco, identico all'emendamento 2.566, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.567, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, identico agli emendamenti 2.568 e 2.569. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.567, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, identico agli emendamenti 2.568, presentato dai senatori Iannone e Bertacco, e 2.569, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.570 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.570, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.571 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.571, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.572, presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.573, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.573, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.574, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.574, presentato dalle senatrici Papatheu e Rossi, fino alle parole «incrementata del». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.575 e 2.576. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.577, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G2.100 è stato ritirato. Invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno e sugli emendamenti aggiuntivi. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, l'ordine del giorno G2.101 è accolto con la seguente riformulazione: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di» ed esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2.555 (testo 2). Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti aggiuntivi. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Senatore Nannicini, accoglie la riformulazione? NANNICINI (PD) . Signor Presidente, la accolgo. PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G2.101 (testo 2) e G2.555 (testo 2) non verranno posti ai voti. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Presidente, vorrei intervenire sull'emendamento 2.577, che credo non abbiamo ancora esaminato. PRESIDENTE. L'abbiamo già votato, senatore La Russa. LA RUSSA (FdI) . No, non l'ha chiamato. PRESIDENTE. L'emendamento 2.577 è stato votato prima di chiedere il parere sugli ordini del giorno e lo abbiamo bocciato. LA RUSSA (FdI) . Allora avevo alzato la mano in tempo, Presidente. Poi l'ho abbassata, però nessuno di noi ha sentito che lei l'ha chiamato. PRESIDENTE . Abbiamo respinto l'emendamento 2.577, presentato dal senatore De Bertoldi, con il semplice parere contrario. Passiamo all'emendamento 2.0.700, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Presidente, a volte anche la tecnica parlamentare aiuta. Se tutto il Gruppo non sente che era già stato messo in votazione un emendamento che per noi era importante, si parla sul successivo perché tanto voi della maggioranza l'avreste respinto. A noi interessa più che rimanga agli atti l'argomento, piuttosto che l'esito del voto. Presidente, il voto su questo emendamento è, in realtà, riferito all'emendamento 2.577. È una scelta libera che il Gruppo può fare. Eravamo favorevoli a quell'emendamento perché si inserisce nel nostro tentativo di limitare il fatto che il reddito di cittadinanza non sia tale, ma in qualche modo di residenza. Noi pensiamo che il reddito di cittadinanza - l'abbiamo detto in tutte le salse - dovesse essere consentito, se proprio ritenete che sia una misura da adottare, solo per chi è cittadino. L'inserimento di coloro che sono in Italia da un certo numero di anni e che abbiano determinati requisiti, secondo la nostra valutazione, finirà per essere presto cassato da una valutazione di costituzionalità. Nel momento in cui aprite la porta alla possibilità di accedere al reddito di cittadinanza a chi cittadino non è dovrete poi subire le conseguenze di una forse corretta valutazione che vi impedirà di limitare questa apertura a questo o a quel cittadino straniero in ragione di un numero di anni passati o meno con il permesso di soggiorno. Allora abbiamo detto: va bene. In questo quadro, quantomeno (ripetuto cinque volte), se proprio ritenete - ed è sbagliato - che il reddito di cittadinanza vada dato anche agli stranieri, ai nomadi e a chi altro volete voi, compresi coloro - come è stato detto prima dal mio collega di Gruppo - che sono magari abituati a delinquere in quanto possono averlo anche loro, cerchiamo di fare in modo che ciò, secondo la vostra logica, non vada a favore di chi ha perso il diritto al permesso di soggiorno e che potrebbe mantenerlo solo grazie al reddito di cittadinanza che gli date in quanto straniero qui da tanti anni. La norma oggi esistente prevede che in determinate condizioni venga meno il diritto al permesso di soggiorno; voi volete reintegrare chi avesse questa difficoltà, dandogli i soldi che la legge prevede lui abbia grazie al suo lavoro, non alla regalia dello Stato: ecco il senso dell'emendamento che non ho potuto discutere, e che non può essere nuovamente votato, ma che almeno rimarrà presente all'Assemblea di questo Senato. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.700, presentato dal senatore Ferro. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.701, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.701, presentato dal senatore Ferro. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.702, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.702, presentato dal senatore Ferro. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 3.309 e 3.800. Sui restanti emendamenti esprimo parere contrario. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello espresso dalla relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 3.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, voglio attirare l'attenzione di questa Assemblea nell'ambito di questo dibattito sull'emendamento 3.1, che propone di integrare il reddito di cittadinanza con un contributo per le famiglie povere pari a 300 euro per ogni figlio a carico di età inferiore ai sei anni. Voglio richiamare l'attenzione su questo emendamento che fa parte di un sistema che abbiamo predisposto. Vorrei sottolineare che Fratelli d'Italia nei suoi moltissimi emendamenti ha predisposto un pacchetto di misure alternative per disegnare un modello di welfare . Quindi non segmenti, ma un intervento e un modello di sistema, in considerazione del fatto che il reddito di cittadinanza è stato presentato come una misura di contrasto alla povertà, alle disuguaglianze e all'esclusione sociale mentre noi riteniamo questa vostra formula una risposta sbagliata a un bisogno giusto. È per questo che abbiamo proposto l'emendamento in oggetto, insieme ad altri: abbiamo proposto il lavoro e il reddito di cittadinanza solo per gli italiani; abbiamo proposto un insieme di misure di sostegno alle famiglie numerose e povere: il succitato reddito di infanzia. E ancora, lo voglio sottolineare, abbiamo predisposto e anche immaginato un fondo di un miliardo di euro per il quoziente familiare. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 12,07) ( Segue RAUTI). Vedete, in questo insieme di misure, compresa quella contenuta nell'emendamento 3.1, abbiamo disegnato un patto sociale, immaginando anche contributi a chi crea lavoro e a chi lavora in proprio e una riduzione delle tasse per le imprese, per chi assume, per gli autonomi e per i pensionati. Dal nostro punto di vista, il reddito di cittadinanza è il frutto di una logica assistenzialistica, che non produce crescita e che incentiverà il lavoro nero; un inutile sperpero di risorse pubbliche e uno spot elettorale, anzi una pubblicità ingannevole, come l'abbiamo definita, visto che non è quello che era stato promesso in campagna elettorale. Non andrà ai veri bisognosi, ma andrà agli evasori, ai divanisti, a chi vive nell'illegalità e ai furbetti. Non è un reddito di cittadinanza e non è neanche un sussidio di povertà. Chi vi parla fa parte di quella destra sociale che per prima ha proposto il reddito minimo di inserimento sociale, il salario sociale; quindi non siamo insensibili alla questione, ma riteniamo questa proposta sbagliata. Il nostro - e concludo - è un pacchetto di welfare con un quoziente sociale che immagina al centro di ogni intervento le famiglie, con le loro esigenze specifiche, in base al numero dei loro componenti, in base al numero dei figli a carico, delle disabilità e degli anziani: un sistema di equità, di giustizia sociale e di inclusione, per superare un modello di welfare State assistenzialistico e porre le basi - questo vorremmo dal Governo del cambiamento - di un modello sociale sussidiario, orizzontale e di concetto comunitario, con al centro le persone, le famiglie e i loro bisogni, non i singoli, quelli dei click della piattaforma Rousseau. Vedete, noi abbiamo disegnato un progetto di inclusione reale. Quello proposto non è un ampliamento dei diritti democratici materiali (in questo caso lo avremmo sostenuto), ma un intervento tampone; esso soprattutto sostituisce il sacrosanto diritto al lavoro e non eliminerà la povertà. Noi pensiamo che tutto questo impianto sia privo di un'anima e sia soltanto una mancetta elettorale. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.251, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.252, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.286, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.287, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.287, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.288, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.288, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.289, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.289, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.290, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.290, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «comodato d'uso». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.292. Passiamo all'emendamento 3.291, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.291, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.293 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 3.294, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.294, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.295, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.295, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.296 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 3.297, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.297, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.298, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.305 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 3.306, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.306, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.307, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.309, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 3.308. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.310, presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 3.311, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.311, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «nella misura del». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.312. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.313, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.314, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.315, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.316, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.316, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.322, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani, identico all'emendamento 3.323, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.324, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, identico all'emendamento 3.326. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, con l'emendamento 3.324 chiediamo di sopprimere il comma 15 dell'articolo 3. Anche in tal caso la maggioranza e il Governo sono riusciti a partorire una pesante e violenta umiliazione nei confronti dei percettori del reddito di cittadinanza. Un certosino controllo che lascia senza respiro il percettore sia per la quantità, che per la qualità della spesa. Prevedete infatti la perdita del 20 per cento del beneficio se non speso nel mese precedente: mancava solo il braccialetto elettronico e poi la verifica sarebbe stata veramente senza margine di errore. Come potrà sentirsi un papà che davanti agli occhi dei propri figli ha una limitazione in merito alla spesa - che sia di 100, 150 o 200 euro - quando invece ai bambini, nel momento in cui i genitori gli consegnano una paghetta, viene lasciato un margine di discrezionalità perché da essa nasce lo sviluppo individuale della persona? Questa è una violazione di un diritto umano: altro che i ritocchi marginali sulla base dell'invito e delle sollecitazioni delle opposizioni e del Garante per la privacy . Tale autorità garante vi ha detto testualmente che «le norme del decreto-legge presentano (...) rilevanti criticità», che «il trattamento dei dati personali, anche se effettuato da amministrazioni pubbliche e preordinato (...) al perseguimento di motivi di rilevante interesse generale, deve essere progettato e impostato secondo i principi del Regolamento europeo sulla protezione dei dati. L'attuazione del reddito di cittadinanza non può, infatti, eludere le garanzie dei diritti e delle libertà sancite dalla disciplina di protezione dei dati, in danno proprio delle persone che tale beneficio intende invece tutelare» e che «sotto questi aspetti, la disciplina del reddito di cittadinanza, così come formulata, non appare, in più punti, idonea a soddisfare i requisiti richiesti dal diritto europeo». Colleghi, concentratevi ancora di più, per la tutela della privacy , dei diritti umani e della dignità delle persone. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.324, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, identico all'emendamento 3.326, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.327, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.327, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.328, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.328, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.329, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.330, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.330, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.800/100, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.800, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, ho proposto qualche emendamento chirurgico all'articolo 4 - l'ho fatto anche per alcuni articoli successivi - visto che sulle cose grosse evidentemente non c'è proprio verso di discutere. L'ho fatto per aiutare i proponenti del disegno di legge a fare quello che ieri è stato detto in discussione generale. Ad esempio, ieri è stato detto che questa è una manovra di ridistribuzione ma, considerando che è fatta a debito, è difficile che si possa considerare tale. Nella versione originale del provvedimento sul reddito di cittadinanza c'era una quota di prelievo sui grandi patrimoni, oltre i 2,5 milioni di euro, in ragione di una copertura di 2.100 milioni di euro, ma poi "Giangi non volle" e quindi quel tipo di copertura venne soppresso. Oppure ho proposto alcuni emendamenti sempre per aiutare a decidere che questa non è una manovra economica, perché incide per il 2 per cento sui consumi finali delle famiglie, che ammontano a 319 miliardi di euro, e quindi riguarda solo 6 miliardi di euro (i consumi finali rappresentano un sesto del PIL, quindi capite voi di quanto possa essere questa manovra economica, ma poiché nelle schede di comunicazione era scritto che si dovesse chiamare «manovra economica», allora veniva detto che era tale). Gli emendamenti vorrebbero riequilibrare il trattamento che riceve una persona in ordinaria ricerca di un posto di lavoro rispetto a qualcuno che invece riceva questo tipo di erogazione. Prendiamo il caso, per esempio, di una persona che riceva un'offerta di lavoro, si presenti al colloquio e, pena la decadenza dell'offerta, sia costretta ad accettare un posto di lavoro in qualunque dislocazione sul territorio italiano. Questa riceve ha un trattamento, mentre una che è percettrice dell'erogazione può permettersi di rifiutare l'offerta, avendo tre jolly da giocarsi. Non solo: se la prima offerta è entro 250 chilometri, è comunque ritenuta congrua, quindi discriminate una persona che cerca lavoro per conto proprio e non percepisce questo reddito, rispetto a una che invece lo percepisce. Il secondo esempio è relativo alla soglia di patrimonio mobiliare al di là della quale non si ha il beneficio. Prendiamo un singolo senza nucleo familiare che si attesti al di sotto dei 6.000 euro: questa persona può percepire il reddito di cittadinanza. Invece una persona che si attesti a 8.000 euro - regalo il 30 per cento e sono un jolly di tre mesi di sopravvivenza a reddito di cittadinanza pieno - non può accedere al reddito di cittadinanza - che eventualmente può chiedere dopo, ma questo è tutto da stabilire - e viene ulteriormente discriminata. Quindi questo provvedimento, che dovrebbe servire a riequilibrare, in realtà discrimina. Cosa prevedono allora gli emendamenti che desidero illustrare? Innanzitutto, che non si hanno tre jolly da giocare, ma uno soltanto: se sta bene un'offerta di lavoro sul territorio nazionale, la si prende; altrimenti, amici come prima. Altro aspetto riguarda la faccenda del patrimonio immobiliare stabilito a 6.000 euro, che effettivamente non è un parametro corretto (e ho voluto regalarne 2.000, ma se fosse 6.010 o 6.020, capite che non vi sarebbe più una parità di trattamento). Cerchiamo allora di fare almeno quello che avete detto che vorreste in questo reddito di cittadinanza, ossia non discriminare le persone che, per un motivo o per l'altro, cercano lavoro autonomamente. FLORIS (FI-BP) . Nell'emendamento 4.12 si propone un'aggiunta rispetto al comma 2 dell'articolo 4. Dove si parla di lavoro e di esclusioni, lo si fa anche nel caso in cui siano presenti disabili. Proponiamo di aggiungere invece che un disabile, laddove abbia voglia o sia in grado di lavorare, possa essere inserito in elenchi speciali previsti da tutti gli ispettorati del lavoro; pertanto un disabile, se vuole lavorare, dev'essere inserito in appositi elenchi. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, desidero intervenire per illustrare più emendamenti presentati dai colleghi del mio Gruppo, perché teniamo a sottolineare un aspetto a nostro avviso fondamentale per definire la legge che stiamo discutendo. Faccio riferimento all'inizio dell'articolo 4, che recita: «L'erogazione del beneficio è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro da parte dei componenti...» eccetera. Ebbene, mi permetto di dire che questa è un'affermazione infondata e falsa. Nel corso della discussione generale abbiamo ascoltato molti interventi gonfi di retorica, soprattutto da parte dei colleghi del MoVimento 5 Stelle. Ho percepito una retorica manichea, che separa il mondo tra buoni (loro, che pensano ai poveri e a coloro che non hanno lavoro) e cattivi (che pensano ancora che il lavoro debba essere creato dalla società e dalle imprese, per poi essere offerto a chi lo cerca). Tuttavia, al di là di questo, per definire quello che è un intervento non già di carattere sociale, culturale e di filantropia pura, come ce lo hanno descritto, ma semplicemente di tipo elettorale, è sufficiente leggere l'articolo 4 e compararlo con quanto abbiamo appena votato. Infatti, non è vero che il contributo verrà assegnato successivamente alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e del Patto per l'inclusione sociale: avverrà esattamente il contrario e voi l'avete scritto laddove imponete ai Comuni e all'INPS di determinare in tempi estremamente rapidi i criteri e la disponibilità di risorse. Quindi, intanto la carta prepagata verrà assegnata, poi, con molta calma, ci saranno il tempo e lo spazio per fare - forse - il Patto per il lavoro e il Patto per l'inclusione sociale. Assistiamo qui al rovesciamento logico di un principio elementare che vale in tutto il mondo - e anche in Italia - in forza del quale se io sottoscrivo un contratto di lavoro, intanto comincio a lavorare e, poi, alla fine del mese, ricevo lo stipendio. Non avviene il contrario. In questo caso, invece, l'urgenza è quella di dare intanto la carta prepagata (che il beneficiario userà oggi, domani e nei prossimi mesi) e, poi, dopo l'adozione di 24 decreti attuativi, forse saremo in grado di dare inizio al Patto per il lavoro e al Patto per l'inclusione sociale. Ciò avverrà dopo che avremo assunto 10.000 navigator con criteri di trasparenza molto dubbi (spero che i navigator non saranno i forestali del ventunesimo secolo). Poi, avremo tempo di determinare con le Regioni cosa faranno i centri per l'impiego e dove staranno fisicamente 6.000- 10.000 navigator : in quali 10.000 stanze, con quali 10.000 computer ? A fare che cosa? Ribadiamo pertanto che il provvedimento in esame ha natura elettorale. Il tempo per la sottoscrizione dei Patti è talmente spostato in là che noi ne perderemo traccia, ma, per quel momento, le elezioni europee saranno arrivate e quindi il problema sarà risolto. Noi sosteniamo, ancora una volta, che prima si devono sottoscrivere i Patti e accertare i requisiti. Anche questo è un problema enorme: chi vaglierà milioni di domande e decine di milioni di pezze giustificative? Chi lo farà? Metteremo un carabiniere a controllare ogni singolo dichiarante in un Paese in cui la legalità, purtroppo, è molto diffusa? E cosa faremo poi dei CAF e con le Regioni? Colleghi, sta avvenendo una cosa molto particolare e divertente. Stiamo discutendo di nuove frontiere di autonomia per le Regioni. Ma le Regioni hanno una competenza molto chiara - servizi sociali e formazione professionale - che noi stiamo svuotando. Mi pare che questo sia un autonomismo alla rovescia, ma forse qualcuno mi potrà smentire. Concludo dicendo che l'articolo 4 contiene disposizioni non vere. Ai Comuni - parlo solo di questi - voi pensate di affidare il compito di offrire lavori di pubblica utilità e concedete loro sei mesi di tempo per predisporre le carte e fare i progetti: campa cavallo, ci vorranno forse uno o due anni, chi lo sa. Quello in esame è un provvedimento che rovescia le logiche naturali del contratto e del buon senso. Si tratta di un provvedimento di carattere elettorale e risparmiateci la vostra retorica sulla povertà e sulla disoccupazione. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordine del giorno si intendono illustrati. Invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 4.9 (testo3), 4.23, 4.800, 4.900, 4.84, 4.101 (testo3), 4.104, 4.141 (testo 3), 4.4 (testo 3), identico all'emendamento 4.149, e 4.150 (testo 2). Esprimo parere contrario su tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo 4. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.3, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.5, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.6, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.7, presentato dalla senatrice Masini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.9 (testo 3)/100, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.9 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti 4.10, 4.11 e 4.12, nonché gli emendamenti 4.97, 4.98, 4.704, 4.99 (testo 2) e 4.100. Risultano inoltre preclusi gli emendamenti 4.13 e 4.700. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.701, presentato dal senatore Berardi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.14, presentato dal senatore Masini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.15, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.16, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.17, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PATRIARCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 4.18 ripropone un tema a noi caro e sul quale negli interventi precedenti abbiamo già evidenziato problemi e difficoltà, dicendo che nella stesura del reddito di inclusione, che - ahimè - vagamente la maggioranza appena riconosce, si mettevano al centro i servizi comunali, i quali svolgevano il colloquio di prima istanza. Mi chiedo pertanto per quale ragione la maggioranza non voti a favore di questo emendamento: si tratta semplicemente di una razionalizzazione dell'assunzione della presa in carico. Si va dal Comune, dai servizi che sono i più attrezzati per fare una valutazione multidimensionale dei bisogni; dopodiché, se è necessario, i servizi dirottano l'interessato presso i centri per l'impiego, oppure i servizi sociali dell'ente locale pattuiscono il patto d'inclusione. È semplicemente un modo di rendere più efficiente la presa in carico. Rimango un po' sconcertato perché questo è un provvedimento che non costa nulla e non crea neppure problemi alla struttura stessa del decreto-legge in esame (che continuiamo a non condividere). Era semplicemente una proposta ragionevole di miglioramento della presa in carico, così come è avvenuto fin ad oggi. Concludo dicendo al Governo che questa previsione ha funzionato in questi anni di attivazione del reddito d'inclusione. I Comuni su questo hanno costruito competenze, esperienza concreta nella presa in carico. Mi domando quindi per quale strano motivo - lo dico al Sottosegretario che mi sembra sempre attento a tali questioni - non sia accolta questa proposta che non minaccia la struttura del decreto-legge in esame. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.18, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.19, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.20, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.21, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Istituto comprensivo «Enrico Forzati» di Sant'Antonio Abate, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1018 PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.22, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.23, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.24, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.800/100, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.800, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 4.133, 4.134, 4.135 e 4.136. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.25. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento 4.25 è finalizzato a fare in modo che i beneficiari del reddito di cittadinanza vengano convocati entro trenta giorni dalla presentazione della domanda, anziché dal momento in cui viene erogato il reddito. Questo per far sì che il reddito non venga erogato prima che i servizi competenti abbiano preso in carico la persona. L'emendamento non costa nulla e ci sembra di estremo buon senso. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.25, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.26, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.29, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.30 è stato ritirato. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 4.54. PEROSINO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento 4.54 mi dà l'opportunità di precisare alcune cose che abbiamo anche discusso nel Gruppo di Forza Italia, che - lo sottolineo - discute animatamente e approfondisce, e per parlare di burocrazia. Voglio rivolgermi ai rappresentanti del Governo, chiedendo loro di calarsi nelle situazioni che si verificheranno. Siamo convinti che quello che andiamo ad approvare, questi emendamenti e il contesto di questo provvedimento siano gestibili? Vi faccio un esempio sui saldi di banca che devono essere dimostrati. Ma se nel periodo del percepimento il saldo di banca cambia, i chilometri come vengono conteggiati? Su strada ferrata, su strada provinciale, su autostrada? Si comprendono anche le gallerie? Tanto per fare un esempio. Ne faccio un altro. Se dividiamo il numero degli istruttori (4.000) per il numero dei beneficiari del reddito e per il numero di giornate lavorative, comprese le ferie e la mutua, a mio avviso - provate a fare il calcolo - gli istruttori avranno dieci minuti cadauno per ciascun caso da esaminare. Come faranno a calarsi nel caso? Allora mi preoccupo. Le pene sono previste: c'è il carcere. Bisognerà costruire nuove carceri. Oppure bisognerà recuperare quanto è stato erogato, facendo azioni di rivalsa che magari ricadranno su persone che sono pure scomparse. Sugli uffici del lavoro ieri qualcuno ha ironizzato. Io conosco gli uffici del lavoro, li ho seguiti come amministrazione provinciale: so che ci lavora brava gente, che si impegna, che sono il front office vero delle situazioni di difficoltà, ma sono pochi, mettono dei timbri e non creano lavoro. Le persone che vi lavorano lo sanno. Come si crea il lavoro? Assumendo altri impiegati che mettono dei timbri, che fanno dei faldoni? Di fronte a questo, come cittadino e come parlamentare, sono sinceramente preoccupato che si crei un grande caos. Aggiungo una nota su quota 100, perché si tratta sempre di burocrazia. Inviterei il Governo a sviluppare questo filone: oggi gli studiosi più avveduti sostengono che occorre intervenire sui lavori manuali e non su quelli impiegatizi. Può dispiacere a qualche categoria, ma in realtà a sessantacinque anni è difficile lavorare su un ponteggio, mentre in un ufficio, anche se non completamente aggiornati, magari si può lavorare. Tutte queste considerazioni mi fanno dire, partendo dalla burocrazia, ma arrivando a un'affermazione forte, che quota 100, reddito di cittadinanza, i mancati incassi del non condono (perché è vietato esprimere questo concetto, ma andranno al 30 novembre) e la flat tax , che nei primi mesi non ha incasso, produrranno un buco tremendo nelle casse dello Stato, che per "nasometria" quantifico in 50 miliardi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.54, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, fino alle parole «in cui». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.55. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.56, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.57, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.81, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.82, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.900, presentato dalle relatrici. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.83, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.84, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.85, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.86, presentato dal senatore Floris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.87. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, intervengo su questo emendamento e sull'emendamento 4.88. Cari colleghi, purtroppo, come sappiamo, in Italia il lavoro non c'è, ce n'è poco e non si crea certamente per decreto. Per questa ragione, noi proponiamo, con l'emendamento 4.87, di limitare da tre a una le offerte di lavoro che possono essere rifiutate dal richiedente il reddito di cittadinanza. Infatti, il paradosso di questo provvedimento è che la norma che propone la maggioranza impone che il lavoro offerto debba essere a tempo pieno e a tempo indeterminato: una cosa che esiste, ormai, più nella fantasia che nella realtà. E per aiutare queste persone, alle quali lo Stato chiede di accettare soltanto un lavoro a tempo pieno e a tempo indeterminato, lo Stato assume seimila precari. Non offre, cioè, alle persone che assume, per aiutare il reddito di cittadinanza, nemmeno le condizioni che pretende siano offerte a chi, invece, dovrebbe fruire del reddito di cittadinanza. Un'assurdità! (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Dunque, sarebbe più logico prevedere che anche un lavoro a tempo determinato, un lavoro non a tempo pieno, un part-time , qualora offrano minime condizioni di decoro, possano essere inseriti nella previsione di questa norma. È, però, sicuramente assurdo prevedere tre offerte di lavoro che possono essere rifiutate. Tanto vale dire a tutta questa gente: rimanete tranquilli sul divano, perché tanto tre offerte di lavoro a tempo pieno e a tempo indeterminato non saremo mai in grado di proporvele. Per questo, caldeggio l'approvazione di questi due emendamenti. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.87, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.88, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.702, presentato dal senatore Martelli, fino alle parole «una di tre». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.89. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.90, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 4.91, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.92, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.93, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.703, presentato dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.94, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.95, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.101 (testo 3)/100, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.101 (testo 3). BOTTO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTO (M5S) . Signor Presidente, volevo intervenire su questo emendamento è molto importante in quanto interviene a favore di quelle famiglie che hanno figli minorenni, stabilendo la congruità della terza offerta di lavoro entro i 250 chilometri: e questo per i primi ventiquattro mesi di beneficio. Si tratta di una previsione molto importante perché si riferisce al principio generale di ricongiungimento familiare e si associa anche alle attenzioni che devono avere le famiglie nel caso di figli disabili. In questa Aula ho sentito dire varie cose, tra cui che abbiamo dato delle mancette. Ricordo a tutta l'Assemblea che la mancetta elettorale non è il reddito di cittadinanza; le mancette elettorali le abbiamo viste nella scorsa legislatura ed erano misure che non andavano ad aiutare i poveri assoluti, che sono aumentati fino ad arrivare a quasi 5 milioni negli ultimi dieci anni. Questa è una misura che va, invece, ad aiutare quelle famiglie che si trovano anche nelle situazioni che descriveva prima il collega del Partito Democratico quando ha parlato dell'imbarazzo che deve provare un padre a gestirsi i 100 euro liquidi della card del reddito di cittadinanza. Io mi domando: come si sente un padre davanti ai suoi figli a non avere uno stipendio? (Applausi dal Gruppo M5S) . Ci rendiamo conto che stiamo facendo una manovra che interviene veramente sui casi di povertà assoluta? Bertolt Brecht diceva che i poveri sperano nella giustizia, mentre i ricchi sperano nell'ingiustizia. Noi stiamo finalmente dando voce a questa speranza. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.101 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Chiedo scusa alla senatrice Toffanin, ma avevo saltato l'emendamento 4.96, a pagina 113, che non è precluso. Passiamo pertanto alla votazione dell'emendamento 4.96. TOFFANIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per fare delle specificazioni. Il provvedimento, infatti, purtroppo pecca di ambiguità e di vuoti legislativi. Ci sono veramente delle incongruenze nel testo e una di queste si individua quando si parla di spostamento entro i 100 minuti con i mezzi pubblici senza specificare quali. Potrebbe essere il treno o l'aereo. Credo ci sia bisogno di fare chiarezza affinché non si creino ambiguità. Penso che sia ovvio poter fare una precisazione, ma neppure questo è stato accettato in Commissione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.96, presentato dai senatori Toffanin e Floris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 4.99 (testo 2) a 4.100 sono assorbiti dall'emendamento 4.9 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.102, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.103, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.103, presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.104/100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.104/100, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.104, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.705, presentato dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.105, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.105, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.129 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.130, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.131 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.132, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 4.133 a 4.136 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 4.800. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.138, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.139 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.706, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.140. IORI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IORI (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 4.140 è stato concepito per sanare un vulnus molto grave quale l'esclusione dalla predisposizione dei progetti di contrasto alla povertà di chi in questi anni ha contribuito in modo determinante al sistema di lotta all'indigenza nel nostro Paese. Sto parlando del terzo settore, che fornisce risposte essenziali anche laddove le risposte dello Stato non arrivano o non sono sufficienti. Noi crediamo convintamente - lo abbiamo anche sostenuto nei giorni difficili in cui avevate avventatamente aumentato l'IRES sul volontariato - che la povertà non si sconfigge con un decreto e che la solitudine e le fragilità richiedono un intervento complessivo di crescita culturale, formativa e di potenziamento della dimensione territoriale della presa in carico. Non bastano quindi i soli centri per l'impiego; serve un'alleanza tra il pubblico, il volontariato, il no profit , le parti sociali e le forze produttive. Serve un'alleanza solida e organizzata di tutte le forze che agiscono su quel territorio. Serve quindi la comunità territoriale. Credo che voi stiate conducendo un'operazione demagogica che superficialmente rompe questa alleanza, tentando di procedere all'ennesima operazione di natura centralistica che mette in discussione una rete di azioni e di impegno che da anni costituisce l'intelaiatura del welfare di comunità e del welfare generatore di coesione e di sostenibilità. Cari colleghi, credo che non ci sia scorciatoia per generare accoglienza e contrastare solitudine e indifferenza. Occorre ripartire dal territorio e farlo insieme, in un'alleanza che si consolidi nella quotidiana condivisione delle forze vive della comunità territoriale. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.140, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.141 (testo 2). COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINARDI , sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, chiedo che l'emendamento 4.141 (testo 2) sia riformulato nel modo seguente: al terzo rigo, sostituire le parole: «fino ad un numero di 16 ore settimanali» con le seguenti: «fino ad un numero massimo di 16 ore complessive settimanali». Sul testo così riformulato, il Governo esprime parere favorevole. PRESIDENTE . Chiedo alla senatrice Pizzol se accetta la riformulazione proposta dal Governo. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.141 (testo 3), presentato dalla senatrice Pizzol e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 4.142. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.143, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «del presente decreto». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 4.144, 4.145 e 4.146. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.147, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.148. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento, che ovviamente ha ricevuto un parere contrario, tiene presente la realtà, mentre questo provvedimento è tutto basato sulla burocrazia e sugli uffici e non sulla realtà del nostro territorio. Qui si dice che, se il Comune nel quale risiede la persona non può offrire l'opportunità di avere le ore di servizio richieste, può andar bene il Comune accanto. Ricordo che in Italia ci sono dei Comuni come Roma, per attraversare il quale ci vogliono ore di viaggio in alcune circostanze, e ci sono altri Comuni piccolissimi, a pochissima distanza dai quali ce n'è un altro. Ma è tutto così il provvedimento. Ad esempio, nel caso della distanza di 250 chilometri, non si tiene conto dei collegamenti che ci sono. È tutto teorico, sta tutto sul computer, magari di qualche importante personaggio che sta dietro un partito di Governo, ma non nella realtà. La realtà purtroppo dimostrerà che questo provvedimento è inapplicabile e crea illusioni, dalle quali potranno scaturire delle reazioni molto pesanti. Ricordiamoci che il modo per dare risposte alle persone che sono senza lavoro è creare opportunità di lavoro, non creare burocrazia, controlli, controllanti, navigator e così via. Sono tutti soldi buttati via, che, se fossero usati invece per creare veramente lavoro, potrebbero dare delle soluzioni non provvisorie, senza creare i professionisti del reddito di cittadinanza, come invece stiamo vedendo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.148, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.150 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.151, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.152 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.153 (testo 3). D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 4.153 (testo 3) interviene sui commi da 8 a 15 dell'articolo 4, nelle parti in cui si prevedono il patto per l'inclusione sociale, il patto per il lavoro, la ricerca attiva del lavoro, l'orientamento lavorativo, la formazione e la riqualificazione professionale; una serie di adempimenti previsti per l'adesione al reddito di cittadinanza. La domanda che si pone è questa: e se, dopo l'ammissione al reddito di cittadinanza, l'interessato si ammala? E se al percettore del reddito di cittadinanza viene diagnosticata una patologia oncologica invalidante o ingravescente? È nelle cose che colui al quale viene diagnosticata una patologia del genere, ammesso al beneficio perché ne ha i requisiti, non possa rispondere alle offerte del lavoro. È nelle cose che colui che accetta le offerte di lavoro, magari anche molto lontane da casa, non riesca, per ovvie ragioni, a portarle avanti. Pertanto colui che ha i requisiti e ne ha diritto, perderebbe appunto il diritto al reddito di cittadinanza. L'emendamento 4.153 (testo 3) va a tutelare questa tipologia di fatto, ovvero coloro che pur possedendo tutti i requisiti per ottenere la cittadinanza, dopo l'ammissione al godimento del beneficio, si vedono diagnosticata una patologia di questa natura e quindi devono ritirarsi dal beneficio o comunque questo gli verrà ritirato. È chiaro che in questi casi ciò è indipendente dalla volontà del soggetto e si perde il beneficio indipendentemente dalla propria volontà. Si tratta quindi di una punizione assolutamente non meritata. L'emendamento va a correggere questa stortura e di fatto riconosce questo tipo di malattie come un fenomeno sociale; è quindi una richiesta di aiuto affinché queste persone non vengano lasciate sole. (Applausi dal Gruppo PD) . LANZI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, volevo precisare a nome del Gruppo, per evitare che tutti i colleghi si alzino uno ad uno per chiedere di cambiare il voto, che sull'emendamento 4.150 (testo 3) il voto del MoVimento 5 Stelle è favorevole. (Commenti dai banchi del PD). Ho dato un'indicazione di voto sbagliata. (Commenti dai banchi del PD). PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.153 (testo 3), presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.154, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito le relatrici e il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sull'ordine del giorno G4.100. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G4.100. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il Governo è favorevole ad accoglierlo. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G4.100 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti e ordine del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, con l'emendamento 5.704 si ritiene giusto avere qualche controllo in più sulle persone che utilizzano la carta Rdc, che apparentemente è un clone della carta gialla prepagata Postepay delle Poste Italiane. In primo luogo, tale carta non riporterà il nome e cognome del percettore, quando invece tutte le carte di credito lo hanno ed è un controllo per essere sicuri che la persona che effettua l'acquisto sia quella corrispondente alla tessera. Allora è molto facile per una tessera che neppure ha il nome essere ceduta ad un amico che va a fare la spesa, spendendo 100 euro, poi torna ti mette 100 euro in mano e tu vai in una sala slot . Non c'è alcun tipo di controllo perché è una prepagata. In secondo luogo, per evitare che delle persone prendano la residenza fittizia in Italia, come succede già per le persone che hanno una residenza fittizia e che hanno concordato il giorno di controllo della residenza con la polizia locale, sarebbe il caso di evitare che una persona possa utilizzare la tessera per fare acquisti online . Essendo infatti una carta prepagata è possibile fare acquisti online e farli spedire in qualunque parte del mondo. Posso comprare su un sito Internet australiano e far mandare, ad esempio, la merce in Congo: ciò non è vietato. Inoltre, proprio per essere sicuri che si stanno dando i soldi a una persona fisicamente residente, sarebbe il caso che le persone si presentassero fisicamente, ogni settimana, per farsi ricaricare la tessera. Se si ha una carta prepagata delle Poste e non si ha il conto alle Poste, ci si presenta per fare la ricarica de visu . Mi chiedo perché non possa essere fatta la stessa cosa per il normale possessore di una carta prepagata, uguale e identica. Questa proposta è fatta per riuscire almeno ad equiparare le due situazioni. Vi chiedo infine se avete preso in considerazione il fatto che la carta possa essere utilizzata per un acquisto all'estero e poi restituita, magari inviata in una normale busta, come se fosse una cartolina postale. Anche questa è una cosa di cui tener conto, perché il potere d'acquisto dell'euro in una Nazione in cui il costo della vita è inferiore permette di acquistare parecchia roba. Quindi, la carta potrebbe essere ceduta temporaneamente, per fare un acquisto all'estero, e rimandata via posta ordinaria, con la spesa pura e semplice dell'affrancatura. Quindi l'emendamento in esame vorrebbe mettere "una pezza" almeno su queste piccole cose, fermo restando che controllare il possibile abuso di una carta prepagata non nominativa è impresa praticamente impossibile. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordine del giorno si intendono illustrati. Invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 5.48 (testo 2), 5.800, 5.64 e parere contrario sui restanti emendamenti. Esprimo, infine, parere favorevole sull'ordine del giorno G5.100. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, sugli emendamenti esprimo parere conforme a quello della relatrice. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G5.100, il Governo è disponibile ad accoglierlo come raccomandazione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.48 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800/100, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.800/101. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, quello al nostro esame è un emendamento che verte su un tema importantissimo, che potrebbe veramente pregiudicare tutto l'impianto del provvedimento. Esso riguarda infatti la questione della privacy . Avevamo chiesto in Commissione l'audizione del Garante, che non c'è stata concessa non per volontà del Governo o dei relatori, ma perché in quel momento il Garante non era disponibile ad essere presente, ma ha lasciato una propria memoria. Tutto l'impianto viene condizionato dal parere relativo alla privacy delle persone e per questo andrebbe ripensato e rivisto sostanzialmente. Infatti, per poter ottenere il reddito di cittadinanza, alle persone verrà fatta una radiografia completa del proprio stato: al di là dello stato patrimoniale, verranno esaminati anche lo stato di salute e quello familiare, le abitudini e gli interessi. Questa è un po' una situazione orwelliana, da "1984" e da Grande Fratello: forse tutto ciò è eccessivo. Con quest'emendamento chiediamo, quindi, di inserire il Garante per la privacy , al quale devono essere fornite tutte le informazioni in ordine ai sistemi di gestione delle informazioni e ai soggetti coinvolti nell'attività. È un consiglio che diamo a tutela delle persone e comunque anche di un provvedimento perché, se poi queste garanzie non venissero rispettate, potrebbe veramente cascare tutto l'impianto della norma. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800/101, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800/102, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800/103, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800/104, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800/105, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800/106, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800/107, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.800, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 5.22, 5.23, 5.24, 5.25 e 5.26, nonché l'emendamento 5.703. Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.47. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, quest'emendamento ovviamente era collegato alla nostra proposta di precludere il reddito di cittadinanza a coloro che abbiano riportato gravi reati. A nostro avviso, però, anche dopo che la maggioranza ha respinto quell'emendamento, rimane comunque logico prevedere la presentazione del certificato del casellario giudiziale, perché ci sono reati, anche molto gravi, che potrebbero precludere l'offerta di un lavoro, anziché di un altro. Faccio solo l'esempio più eclatante: a una persona che abbia una condanna passata in giudicato per pedofilia non credo sarebbe il caso di offrire un posto di lavoro in un asilo nido o in una scuola infantile o elementare. Ritengo quindi opportuno prevedere comunque che, tra la documentazione da allegare alla domanda, sia inserito anche il certificato del casellario giudiziale. Faccio notare che all'articolo 7, tra l'altro, vi sono emendamenti della Commissione che prevedono la decadenza del beneficio per chi commette alcuni gravi reati. A maggior ragione, quindi, il certificato del casellario giudiziale è indispensabile. (Applausi dal Gruppo FdI). MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, gli emendamenti in esame, unitamente ad altri precedentemente preclusi, hanno come finalità fondamentale quella di recuperare un rapporto di leale collaborazione tra il sistema delle autonomie locali (cioè i Comuni e l'ANCI), il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l'INPS. A nostro avviso, negare questa precondizione significa continuare a insistere su una follia che ha retto l'intero provvedimento, totalmente basato su un assunto sbagliato, che tiene sulla stessa mano la povertà e la richiesta di un posto di lavoro. Questo assunto, purtroppo, sta piegando l'intero provvedimento verso una direzione sbagliata, fa saltare la leale collaborazione tra i diversi livelli di Governo e sradica il tema della povertà dove - purtroppo - vive ogni giorno, ossia nel territorio. Abbiamo di fronte a noi due possibilità e una certezza, ossia che voi - colleghi della maggioranza e rappresentanti del Governo - non abbiate mai visto negli occhi la povertà. Infatti, la povertà sta nel territorio e, purtroppo, si esprime nelle periferie e nelle dimensioni locali e territoriali. Essa richiede risposte non solo alla necessità di un posto di lavoro, ma anche - prevalentemente - a fragilità sociali che impediscono alle persone di poter accedere al mondo del lavoro e che si trovano all'interno del nucleo familiare. Con il provvedimento in esame voi non date risposta alla povertà. Il provvedimento ha natura elettorale e si occupa non delle persone, ma delle elezioni. Questo è uno dei punti fondamentali. Per questa ragione, abbiamo insistito e insistiamo nell'esigenze di recuperare un rapporto di leale collaborazione tra i diversi livelli di Governo. Escludere il territorio e sradicare le problematiche sociali dalla dimensione territoriale, impedendo ai Comuni di partecipare attivamente a questo processo, significa non voler affrontare la povertà. Colleghi, ve lo diciamo subito, la povertà aumenterà e le fragilità sociali saranno ancora più ampie nella dimensione territoriale. Senza un'accoglienza e una sua presa in carico nella dimensione territoriale, la povertà aumenta e non diminuisce. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.47, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.50 (testo 2), presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.51 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.53, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.54, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.700, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.700, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.55, presentato dai senatori Iannone e Bertacco, identico all'emendamento 5.56, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.701, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.701, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.57, presentato dalla senatrice Unterberger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . RAMPI (PD) . Signor Presidente, l'ora! C'è una riunione! PRESIDENTE. Colleghi, mancano cinque minuti. Terminiamo la votazione degli emendamenti presentati all'articolo 5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.58, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.59, presentato dal senatore Laus e da altri senatori, identico all'emendamento 5.60, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.61, presentato dalle senatrici Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.62, presentato dal senatore Laus e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.63. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.702, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.64, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.703 risulta precluso dall'approvazione dell'emendamento 5.800. Passiamo all'emendamento 5.704, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.704, presentato dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.86, presentato dai senatori Nannicini e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.87 è stato ritirato. Senatore Endrizzi, il rappresentante del Governo ha accolto l'ordine del giorno G5.100 come raccomandazione. Insiste per la votazione? ENDRIZZI (M5S) . No, Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G5.100 è accolto come raccomandazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.1, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.2, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sospendo la seduta fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 13,34, è ripresa alle ore 15,05) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che si intendono illustrati e sui quali invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 6.800, 6.6 e 6.18. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. Se possibile, come ho già segnalato agli Uffici, vorrei apportare delle modifiche di carattere formale all'emendamento 6.800, presentato dal Governo. Vi leggo lo speech . Occorre evidenziare la necessità di una correzione formale conseguente al testo dell'emendamento 6.800. Infatti, all'articolo 6, comma 1, nel testo emendato, è stato soppresso il riferimento al Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (SIULP), per quanto la piattaforma digitale per l'attivazione e la gestione dei patti per il lavoro rimanga collocata presso l'ANPAL e, ai sensi del successivo comma 2, continui a essere parte del medesimo sistema informativo. Per un coordinamento formale del testo, appare pertanto opportuno modificare anche l'articolo 8, comma 1, sostituendo le parole «piattaforma digitale dedicata al RDC nell'ambito del SIULP» con le parole «piattaforma digitale dedicata al RDC presso l'ANPAL» e modificare l'articolo 9, comma 4, sostituendo le parole «il SIULP fornisce immediata comunicazione» con «il Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro fornisce immediata comunicazione». PRESIDENTE . La invito a consegnare il testo agli Uffici per la distribuzione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.800 (testo 2)/100, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.800 (testo 2)/101, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.800 (testo 2)/102, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.800 (testo 2)/103, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.800 (testo 2)/104, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.800 (testo 2)/105, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.800 (testo 2)/106, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.800 (testo 2), presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi i successivi emendamenti 6.1, 6.3 e 6.4 (testo 2), nonché gli emendamenti 6.10, 6.701 e 6.11. L'emendamento 6.2 (testo 2) è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.700, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.5, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.6, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.7, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.8, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.9, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.10, 6.701 e 6.11 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 6.800. L'emendamento 6.12 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 6.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.13, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.14, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.15, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.16, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.17, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'emendamento 6.18, per il quale c'è un parere favorevole della relatrice e del Governo, è stata avanzata la richiesta di poterlo accantonare per un approfondimento. Quindi, ne dispongo momentaneamente l'accantonamento. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, chi ha chiesto l'accantonamento dell'emendamento 6.18? PRESIDENTE . Senatore Ferrari, la Presidenza si è trovata di fronte all'emendamento 6.18, che ha un parere favorevole da parte del Governo e della relatrice. In esso è compresa, però, una formulazione tecnicamente sbagliata, rispetto alla quale, anche in altre ipotesi e anche ad altri Gruppi di maggioranza e di opposizione, io ho chiesto una riformulazione. Nel testo si fa riferimento a un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. Ora, rispetto a un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, occorre contrapporre sempre, nel momento in cui si emenda, una fonte normativa analoga. Quindi, siccome c'è una formulazione tecnicamente sbagliata, io ne dispongo l'accantonamento per una riformulazione, cosa che - come sanno i senatori di quest'Aula - ho già fatto riguardo, sia alla maggioranza che all'opposizione, quando ho verificato l'ammissibilità dei vari emendamenti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.19, presentato dal senatore Damiani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.0.1, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori, fino alle parole «18 agosto 2000». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.0.2 a 6.0.5. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, ho tre proposte emendative. Le prime due riguardano il cosa fare nel momento in cui il percettore o il beneficiario dell'erogazione non ottempera a tutte le richieste contenute all'interno del disegno di legge. In particolare, il comma 5 recita: «È disposta la decadenza dal reddito di cittadinanza (rdc)». Secondo me, andrebbe anche aggiunto di farsi ridare indietro tutto ciò che gli è stato dato illecitamente perché l'ha ottenuto sulla base di una falsa dichiarazione. Questa è la prima proposta. I commi 7 e 8 sono relativi a una mancata ottemperanza di una serie di prescrizioni. Le decurtazioni sono progressive: prima una mensilità e poi due mensilità. Secondo me, non dovrebbe essere fatto così: siccome si tratta di soldi dei contribuenti, la mia proposta è che vi sia un'immediata decadenza con possibilità, entro sette giorni, di presentare controdeduzioni. Se non ci sono controdeduzioni, non c'è spettanza. L'ultimo emendamento, che reputo più rilevante, è relativo al comma 10. Si mette in ballo il diritto alla salute costituzionalmente garantito contro il diritto non costituzionalmente garantito di entrare in una lista per la possibile percezione dell'erogazione del reddito di cittadinanza. Ciò avviene, in particolare, quando si fa riferimento agli impegni di prevenzione e di cura volti alla tutela della salute. Sembra si prefiguri una coercizione a presidi sanitari di cura o addirittura di prevenzione. Senza voler tirare in ballo qualcosa di specifico, non è possibile trattare un diritto costituzionalmente garantito come questo come un ricatto, senza la quale condizione non si può ottenere il beneficio. Questa parte andrebbe sicuramente espunta. (Applausi del senatore Buccarella). CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, illustro gli emendamenti presentati sull'articolo 7. Inizio con l'emendamento 7.5. Chiunque di voi abbia un minimo di conoscenza del sistema penale o del sistema giuridico del nostro Paese si rende conto che la pena così come prevista dal decreto-legge in esame è distonica, nel senso che è completamente contraria a qualsiasi principio di coerenza del sistema penale. Non vi è, cioè, nessuno dei reati di falso, addirittura commessi da pubblico ufficiale, che sia punito con la stessa pena prevista dal decreto-legge. Ho presentato perciò un emendamento, ma ne rilevo altri che prevedono pene inferiori. Io ho previsto la pena più alta, quella prevista per un pubblico ufficiale. Credo, quindi, sia assurdo mantenere quella pena che non è coerente con il sistema. Ho presentato l'emendamento 7.19, non avendo dubbi che la maggioranza nel predisporre il parere in Commissione giustizia volesse significare la necessità e l'importanza di specificare, dopo le parole «il nucleo familiare», che ciascuno dei comportamenti, di cui al comma 5, legittimasse la decadenza dal reddito di cittadinanza, e che non era necessario che ricorressero tutti. Questo emendamento non è altro che la traduzione in concreto del dubbio interpretativo sollevato dalla maggioranza della Commissione. Se è sorto quel dubbio interpretativo e risulta nel parere della Commissione, sarebbe abnorme che il Senato lasciasse quel dubbio interpretativo senza correggerlo o intervenire. Gli altri quattro emendamenti intervengono su una questione molto specifica. Perché introduciamo il reddito di cittadinanza? Sulla base di quali principi? Non condivido il testo del decreto-legge e cosa vi è scritto, ma ho condiviso una sola cosa: è basato sul rapporto di fiducia e sulla garanzia che colui che vuole il reddito di cittadinanza si attenga a determinati comportamenti. Le sanzioni prevedono una serie di violazioni ripetute per arrivare alla revoca del reddito di cittadinanza, il che è abbastanza folle, perché significa disconoscere che quel rapporto di fiducia sia fondamento del beneficio. Una volta è giusto che si perdoni, ma per le altre venti si va al di là del perdono che ottengono i minorenni nel processo penale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 7.11, 7.20, 7.31, 7.37, 7.22 (testo 2), 7.44 (testo 3) e 7.0.1 (testo 2). Sui restanti emendamenti esprimo parere contrario. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Esprimo parere conforme. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1, identico all'emendamento 7.2. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 7.1, relativo a una disposizione che altro non è che un ulteriore manifesto propagandistico per le elezioni europee. Voi avete la necessità di dimostrare un controllo forte e una rigidità, addirittura comminando la sanzione della reclusione da due a sei anni per chi omette delle dichiarazioni. Noi, con il nostro emendamento, chiediamo la restituzione di quanto indebitamente percepito, nonché il pagamento delle sanzioni previste per i reati di evasione fiscale e dei relativi interessi. Mi chiedo: perché un articolo così persecutorio? Vi faccio un esempio e mi chiedo se il Governo ci darà la possibilità di sciogliere questo nodo, visto che non è stato possibile scioglierlo in Commissione. Se un componente della famiglia omette qualcosa al richiedente o se un componente della famiglia pone in essere degli elementi che concretano la fattispecie di un reato, la responsabilità penale è comunque sempre del richiedente. Quindi il richiedente dovrebbe poi dimostrare, nelle aule di giustizia, che lui non ne era a conoscenza, innescando un sistema vizioso e tortuoso. Pertanto, chiedo al Governo non di approvare questo emendamento, ma di sciogliere questo nodo, se è possibile. Lo chiedo al Governo a titolo di cortesia. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, identico all'emendamento 7.2, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.3. LAFORGIA (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, vorrei dire semplicemente, in pochissimi secondi, che questo articolo e gli emendamenti ad esso presentati sono la dimostrazione del fatto che questo provvedimento è anche una grande occasione persa. Se stiamo parlando di strumenti di contrasto alle povertà e alle marginalità, parliamo di qualcosa che dovrebbe stare a cuore a tutti e che in realtà sta a cuore a tutti. Stiamo parlando della possibilità di riscattare interi pezzi della società italiana e delle nostre comunità, quelli che si trovano appunto in condizioni di grande difficoltà. Lo dico con tutto il rispetto per chi ha immaginato questo provvedimento: è disarmante constatare che, davanti alla possibilità che ci siano dei miglioramenti e delle modifiche che vanno nella direzione di rendere questo provvedimento più efficace in relazione alle persone che vogliamo risollevare da quella condizione, chi ha immaginato questo provvedimento (in questo caso la maggioranza) si chiuda a riccio e sia assolutamente impermeabile a qualsiasi tipo di sollecitazione e di suggestione. Lo diciamo tanto più su questo articolo e sulle sanzioni previste in relazione a chi mette in atto comportamenti che vanno nella direzione di dichiarare una situazione che non risponde alla realtà. A noi sembra che questo sistema sanzionatorio sia totalmente sproporzionato e che sia soprattutto la dimostrazione del fatto che chi ha disegnato questo provvedimento abbia voluto semplicemente mettersi al riparo da quell'accusa, peraltro in alcuni casi, persino fondata secondo cui questo provvedimento, calato nella dimensione reale, si imbatterà nel vizio italico per cui fatta la legge, trovato l'inganno. Quindi, per ripararsi da questa accusa, cosa fanno i membri della maggioranza e il Governo, che stanno implementando questo strumento? Stanno semplicemente intervenendo a valle, con un sistema sanzionatorio totalmente sproporzionato e totalmente surreale rispetto al rango dei reati di cui ci stiamo occupando. Ci sentiamo di dare una semplice rassicurazione: se si intervenisse a monte, se gli strumenti fossero cioè efficaci nell'individuazione del bisogno e dei luoghi in cui esso si genera, allora non si avrebbe più bisogno di immaginare un sistema sanzionatorio così sproporzionato. Se si interviene laddove quel bisogno nasce, dove ci sono povertà, marginalità e quindi nei percorsi di accompagnamento e di emancipazione, non c'è bisogno di immaginare un sistema di sanzioni e di pene che sembra totalmente sproporzionato e soprattutto ha a che fare con uno Stato di polizia, con l'idea di uno Stato etico che ti deve dire cosa fare e cosa non fare. Se volete accompagnare queste persone verso percorsi di emancipazione e se la ratio del provvedimento al nostro esame è questa, allora non ci può essere emancipazione senza una dimensione di libertà da parte delle persone, che devono essere consapevoli della propria posizione e di come riscattare se stesse. Insisto, Presidente, lo dico a lei per il suo tramite, anche l'articolo 7 è la dimostrazione di una grande occasione persa. Avremmo potuto fare una discussione trasversale alle forze politiche, ma, ahimè, non è questo il caso. (Applausi dei senatori Errani e Grasso) . PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, anch'io, come il senatore Laforgia, ritengo che l'articolo sia assolutamente sproporzionato, ma la dice lunga sull'impianto del provvedimento. C'è un intento punitivo a valle, non si responsabilizzano le persone che sono in condizioni di bisogno, responsabilità contro punizione. Senatrice Catalfo, stanotte mi sono presa la briga di andare a ripassare il suo primo disegno di legge sul reddito di cittadinanza, di cui sono stata relatrice nella passata legislatura. Non c'era traccia alcuna di questo tipo di punizione e di queste sanzioni; a mio avviso, giustamente. Sono lontani i tempi in cui discutevamo e ci confrontavamo, le allora maggioranza e opposizione, per esempio, sul libretto formativo elettronico, ora sostituito dalle manette. Da una parte, si punisce, dall'altra si elargisce; sapete quanti messaggi di donne e di madri abbiamo avuto in questi giorni? Credo che noi, come io personalmente farò, dovremmo prenderci la responsabilità di raccogliere tutti questi dati e tutte queste esperienze. Ci sono alcune madri, magari di ragazzi con disabilità, abbandonate dai mariti, che mi dicono che il marito magari prenderà il beneficio economico sei o sette mesi e poi rinuncerà, non risponderà alla proposta di lavoro e quindi i sei, sette mesi saranno pagati dallo Stato. Un'altra battuta sulle donne; c'è un emendamento, come ricordato dalle mie colleghe di maggioranza, che esclude le donne dagli obblighi nei primi tre mesi di vita del bambino. Si cita la Germania; la legge tedesca parla di scelta tra i componenti e quando il figlio ha quattro anni la donna, come spesso accade, non ha avuto neanche la possibilità di essere inserita in un percorso lavorativo. L'intento punitivo è contro la responsabilità. Stamattina si discuteva della residenza. Di contro, il requisito per accedere al reddito di cittadinanza è di dieci anni. Quindi si decide a priori chi viene lasciato indietro. Ieri qualcuno parlava di sinistra; cosa c'è di sinistra in un provvedimento di questo genere? Io, fieramente, da esponente della sinistra, sono contraria al provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Airola) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.3, presentato dai senatori Grasso e Laforgia. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.7, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «Codice penale». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.6. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.4, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.8, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.9, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 7.14 (testo 2) è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.11, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 7.10 e 7.12. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.13, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, desidero intervenire a proposito della preclusione dell'emendamento 7.12, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 7.11, che lei ha appena dichiarato. Mi permetto di dissentire, perché l'emendamento 7.11 riguarda soltanto determinati specifici reati e in particolare il terrorismo e l'associazione a delinquere, oltre che un'ipotesi di truffa aggravata, mentre l'emendamento 7.12, a firma mia e dei senatori Bertacco e Ciriani, prevede invece che il beneficio non venga erogato per tutti i delitti non colposi per i quali sia prevista una pena non inferiore a due anni di reclusione. Quindi non può esserci preclusione, perché l'emendamento a mia prima firma prevede una fattispecie enormemente più vasta di quella approvata con l'emendamento della Commissione. Signor Presidente, mi permetterei dunque di chiederle di rivedere la sua decisione sulla preclusione dell'emendamento 7.12. PRESIDENTE . L'emendamento in questione è stato precluso perché lei avrebbe dovuto presentare un subemendamento all'emendamento 7.11 e non un emendamento, così come è stato fatto. Si tratta quindi di una questione di tecnica legislativa. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.15, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.16. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento in esame chiede di trasformare la decadenza prevista dal comma 5 in revoca retroattiva. Riteniamo infatti che tutti coloro che vengono trovati nelle condizioni elencate nel comma 5 debbano essere obbligati a restituire quanto hanno percepito, perché altrimenti, fino a quel momento, ciò che è stato erogato rimane nella loro disponibilità. Ci sembra una soluzione minima per poter far sì che ci sia un vero effetto deterrente nei confronti di tutti i comportamenti devianti elencati al comma 5. Colgo l'occasione per ribadire che mi dispiace non aver subemendato l'emendamento 7.12, che sarebbe stato difficile subemendare, visto che è stato presentato prima dell'emendamento della Commissione. In ogni caso, tengo a sottolineare che l'emendamento 7.11, che abbiamo approvato poco fa, riguarda soltanto gravissimi reati, come terrorismo, associazione a delinquere o di stampo mafioso e quant'altro. Oggi, con la norma che sta uscendo da quest'Aula, ci mettiamo nelle condizioni di pagare il reddito di cittadinanza al 99 per cento dei detenuti anche per reati gravissimi. Non so se ci rendiamo conto di quanto stiamo approvando, anzi, che abbiamo appena approvato. (Applausi dal Gruppo FdI). Prenderanno il reddito di cittadinanza il rapinatore seriale, chi sfrutta la prostituzione o chi è in galera per associazione finalizzata allo spaccio di droga: in sostanza, in ragione della norma che abbiamo appena approvato, prenderà il reddito di cittadinanza un mare di delinquenti. Avrò sbagliato la tecnica legislativa, ma la sostanza purtroppo è questa. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.16, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.17, presentato dalle senatrici Papatheu e Rossi, fino alle parole «singolo beneficiario». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.18. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.700, presentato dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.19, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.20, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.21, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.701, presentato dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.23, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.24, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.25, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.26, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 7.27, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 7.702, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.702, presentato dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.703, presentato dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.704. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo con un telegramma all'Assemblea per indicare che richiediamo che ci sia almeno il rispetto di un requisito minimo, rappresentato dagli impegni previsti nel patto per l'inclusione sociale, relativi alla frequenza dei corsi di cui si parla. Ed è il minimo requisito di serietà, altrimenti, in caso contrario, si decade da tale beneficio. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.704, presentato dal senatore Barboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.28, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.29, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.31, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.32, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, identico all'emendamento 7.33, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.34, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.46, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.35, presentato dal senatore Balboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.36, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.37, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.38, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.39, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.40, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori, identico agli emendamenti 7.41, presentato dai senatori Iannone e Bertacco, e 7.42, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 7.43, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.43, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.22 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto assorbito l'emendamento 8.39. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.44 (testo 3), presentato dal senatore Romano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Senatore Laforgia, la Commissione bilancio ha condizionato il parere favorevole sull'emendamento 7.45 a una riformulazione. Accoglie la proposta di riformulazione presentata, volta a inserire la clausola di invarianza finanziaria? LAFORGIA (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.45 (testo 2), presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.0.1 (testo 2), presentato dalla senatrice Matrisciano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 7.0.700. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, la rubrica dell'articolo 8 è accattivante perché parla di incentivi per i lavoratori e per le imprese. Non è invece altrettanto accattivante il contenuto, perché in realtà di incentivi ce ne sono ben pochi, per non dire nessuno. In effetti prevedere qualche sgravio contributivo per gli imprenditori di qualche mensilità, con il rischio di pagare una penale in caso di licenziamento dei percettori di reddito di cittadinanza, significa non comprendere le vere esigenze del mondo dell'impresa, di chi deve creare lavoro e di chi può offrire lavoro. Con gli emendamenti che abbiamo presentato all'articolo 8 noi chiediamo dunque di apportare almeno alcune modifiche per aumentare le mensilità per cui si può beneficiare degli sgravi e, soprattutto, per estendere tale possibilità anche al comparto stagionale, al mondo del turismo e dell'agricoltura, perché il tempo determinato non è preso in considerazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Si tratta di una limitazione veramente clamorosa che voi avete iniziato ad introdurre con il decreto dignità: penalizzare il mondo stagionale limitando le assunzioni a tempo determinato, con i rischi che per queste assunzioni gli imprenditori devono caricarsi sulle spalle, significa non comprendere le esigenze che sono fuori da questo Palazzo. Mi chiedo, poi, come si possa pensare di poter aprire oggi un'attività con poco più di 4.000 euro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Credo che siamo arrivati all'assurdo per cui non ci sia proprio il senso di ciò che serve fuori da qui per creare posti di lavoro, perché questo provvedimento non crea posti di lavoro. Cominciamo, soprattutto, con lo sbloccare le 28 grandi opere che avete bloccato, a partire dalla TAV, perché è questo che vogliono gli imprenditori ed è questo che il mondo fuori da qui reclama per poter dare le risposte a quanto chiedete. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e FdI) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, il parere è favorevole sugli emendamenti 8.10, 8.15, 8.21, 8.900, 8.28 e 8.52. L'emendamento 8.39 risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento 7.22 (testo 2). Esprimo infine parere contrario sui restanti emendamenti. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Esprimo, a nome del Governo, parere conforme a quello espresso dalla relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 8.2 (testo 2) è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 8.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.3, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.4, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani, fino alle parole «a tempo pieno e indeterminato». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento successivo 8.5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.6, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «"a tempo pieno" e ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 8.7 e 8.8. Passiamo all'emendamento 8.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.9, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.700, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, questo articolo ha seriamente bisticciato sia con la logica che con il lavoro, ponendo due paletti che precludono la possibilità alle imprese di beneficiare dei contributi e ai potenziali percettori del reddito di cittadinanza di intercettare il lavoro. Eppure il titolo dell'articolo è «Incentivi per l'impresa e per il lavoratore». Cerco di essere più chiaro. Sono considerati da queste misure solo contratti a tempo indeterminato e full time. In Italia, probabilmente, ci sono anche dei lavori agricoli e nel comparto agricolo il 90 per cento delle attività lavorative avviene con contratti a tempo determinato. Vi sembrerà strano, poi, ma in Italia ci sono anche delle attività relative al comparto della cultura, del terziario, del commercio e dei servizi. Ci sono inoltre dei lavori stagionali. Vi sembrerà strano, ma in Italia ci sono anche delle aziende che ogni tanto, sfortunatamente, hanno dei picchi di lavoro, per i quali devono ricorrere a contratti a tempo determinato. Vi sembrerà strano, ma a volte le aziende hanno la necessità di assumere con un contratto part time , che non significa la metà delle ore: part time può significare trentanove ore e mezza o trentotto e non quaranta, perché nelle organizzazioni dei servizi accadono anche queste cose. E qual è lo straordinario salto logico? Avete fatto un provvedimento a tempo determinato, perché compatibile con le risorse (che tra pochi mesi non ci saranno più), e pretendete dalle aziende e dai percettori del reddito di cittadinanza un lavoro a tempo indeterminato e full time. Questo mi sembra un grande salto logico. Signor Sottosegretario, so che non mi risponderà nemmeno in merito però, almeno per ripristinare ex tunc lo status quo ante in termini psicologici, un minimo devo sfogarmi. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Mallegni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.700, presentato dal senatore Laus. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.10, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.11, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.12, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.13, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.14, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.15, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano preclusi gli emendamenti 8.16 e 8.701. Passiamo all'emendamento 8.17, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.17, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.18, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.19, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «effettuato nei». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8.20. (Brusio). ASTORRE (PD) . Signor Presidente, ha chiuso la votazione prima che potessimo votare. PRESIDENTE. Ma cosa succede? ASTORRE (PD) . Si può ripetere la votazione? PRESIDENTE. Non ripeto la votazione, perché non c'è alcuna necessità di farlo. Non ho capito cosa sia successo. Passiamo all'emendamento 8.21/100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.21/100, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.21, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta assorbito l'emendamento 8.22 e sono preclusi gli emendamenti 8.34, 8.35 e 8.36. Passiamo all'emendamento 8.702, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.702, presentato dal senatore Laus. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.23, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «o autonomi». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 18.8. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.24, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.900, presentato dalle relatrici. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Ricordo che l'emendamento 8.25 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.26, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.27, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.28, della Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.29, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.30, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, identico all'emendamento 8.703, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.31, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.32, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «di cui al comma 3». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8.33. Passiamo all'emendamento 8.37, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.37, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole «del presente decreto-legge». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8.38. L'emendamento 8.40 (testo 2) è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 8.704, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.704, presentato dal senatore Laus. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.41, identico all'emendamento 8.42, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.41, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori, identico all'emendamento 8.42, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.43, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.44, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.45, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.46, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.46, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.47, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.48, presentato dai senatori D'Arienzo e Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.49, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.49, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.52, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano assorbiti gli emendamenti 8.50 e 8.51. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.54, presentato dal senatore De Poli, identico all'emendamento 8.55, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.56, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, identico all'emendamento 8.57, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 8.58 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 8.59, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.59, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.61, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.61, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.62, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.62, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.63, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.63, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.1, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.2, presentato dal senatore Floris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.3, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.4 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.0.4, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «n. 267». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 12.6 e 12.7. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.5, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.6, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 9.850 e 9.0.2. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.2, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, identico all'emendamento 9.4, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 9.3 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.5, presentato dal senatore Laus e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.6. Passiamo all'emendamento 9.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.7, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.8, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 9.850/100 a 9.850/102 sono inammissibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.850/104, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.850/105, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.850/108, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 9.850/106. PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, su questo emendamento non capiamo perché sia stata modificata la norma che riguarda le statistiche, togliendo «anche in forma individuale» e «in forma non nominativa». Allora ritorniamo sempre allo stesso punto dell'intento del decreto al nostro esame: non si possono controllare le persone, non si possono controllare dati sensibili e quindi chiediamo il ripristino della normativa di riferimento con la forma non nominativa. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.850/106, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori, fino alle parole «ma non nominativa,». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.850/107. L'emendamento 9.850/109 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.850, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.9, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole « Sopprimere il comma 7 ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.10. Passiamo all'emendamento 9.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.11, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.12, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.13, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.1, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.2, presentato dalla senatrice Matrisciano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano preclusi gli emendamenti 9.0.700 e 9.0.701. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 10.3 e 10.6. Sui restanti emendamenti esprimo parere contrario. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Esprimo parere conforme. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 10.1, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «lotta alla povertà». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 10.2. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.3, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Senatrice Toffanin, sull'emendamento 10.4 la 5 a Commissione ha espresso un parere di nulla osta condizionato a una riformulazione. Accetta tale riformulazione? TOFFANIN (FI-BP) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Senatore Berardi, sull'emendamento 10.700 la 5 a Commissione ha espresso un parere di nulla osta condizionato a una riformulazione. Accetta tale riformulazione? BERARDI (FI-BP) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.4 (testo 2), presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori, identico all'emendamento 10.700 (testo 2), presentato dal senatore Berardi e da altri senatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.5, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.6, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.7, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.8, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatore Laforgia, sull'emendamento 10.9 la 5 a Commissione ha espresso un parere di nulla osta condizionato a una riformulazione. La accetta? LAFORGIA (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.9 (testo 2), presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione . (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.700, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 11, che si intendono illustrati, su cui invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 11.800 e 11.11. Esprimo parere contrario su tutti gli altri emendamenti. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 11.1. PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, questo emendamento mira a ripristinare il piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale contenuto nella normativa sul reddito di inclusione. L'articolo 11 è un vero scempio, perché si taglia a pezzettini il reddito di inclusione senza una logica precisa. Mi consenta, Presidente, di ribadire quello che abbiamo sempre detto in Assemblea e in Commissione; la povertà va trattata in maniera differente delle altre condizioni. Infatti, da una parte, noi togliamo l'assegno di ricollocazione ai disoccupati, lasciandolo solo ai percettori del reddito di cittadinanza, mentre l'assegno di ricollocazione va ai percettori della nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI). Non si capisce assolutamente la ratio . Al contempo si esclude dal reddito di inclusione il piano nazionale per la lotta alla povertà; solo quello può trattare la povertà, come abbiamo sempre detto in Assemblea, e via via aggiornarlo. Ci sarà infatti qualcuno che esce dalla povertà e quindi si necessita di un piano nazionale aggiornato periodicamente. Non me ne voglia il mio collega che giustamente dice che abbiamo fatto troppe citazioni, ritengo però che trattare la povertà sia la più alta forma di carità. (Applausi dal Gruppo PD) . La povertà non è elemosina. Ieri qualcuno ha citato il cattolicesimo, ora faccio anch'io una citazione, solo una piccola frase di san Paolo, che ha scritto delle cose meravigliose: «La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia». (Applausi dal Gruppo PD) . La concezione della povertà come chi deve consumare. Si è detto che aumenteranno i consumi, ma - come abbiamo rilevato in Commissione - quale tipo di consumi aumenteranno? Quelli standardizzati delle povere persone che andranno a spendere solo al discount ? L'altro giorno un signore che ha donato il rene a sua moglie ed è in condizioni di povertà perché hanno perso il lavoro, mi ha detto che sarebbe tanto bello che potesse regalare un anello alla moglie. Si chiedeva però se poi trovando sulla carta uno scontrino di una gioielleria, verrebbe arrestato. Ecco questa è la concezione della povertà presente nel decreto-legge al nostro esame. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dei senatori Airola e Romeo) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.1, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «degli articoli 5, 6, 7,». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 11.2 a 11.4. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.5, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.6, presentato dai senatori Iannone e Bertacco, identico agli emendamenti 11.7, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori, 11.8, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, 11.9, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.10, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.800, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 11.700. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.11, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.1, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.2, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 12 del decreto-legge, che si intendo illustrati, su cui invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 12.850, 12.29 e 12.3100. Sui restanti emendamenti esprimo parere contrario. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 12.850/119. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'emendamento 12.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, il cosiddetto provvedimento decretone introduce anche la figura del navigator , com'è stato detto dai miei colleghi di Gruppo in discussione generale. Il nome evoca Star Trek e annuncia risultati fantascientifici, ma in realtà la figura è assolutamente indefinita all'interno del provvedimento. Come Gruppo di Fratelli d'Italia, abbiamo presentato nove puntuali emendamenti, a firma del collega Bertacco e del nostro capogruppo Ciriani, per fare in modo che questa figura conosca una propria definizione e non determini una discriminazione in termini di assunzione di coloro che andranno a svolgere una funzione. Ad oggi, infatti, dalla lettura del testo potremmo soltanto porci una domanda, ossia chi sono i navigator e cosa debbono fare, per dirla con il professor Piero Angela di «Quark», e ipotizzare che siano inoccupati che dovrebbero trovare lavoro ad altri inoccupati. I nostri emendamenti sono dunque finalizzati a fare in modo che innanzi tutto ci siano trasparenza e meritocrazia nella scelta di queste figure. Affidandoci al buonsenso dell'Assemblea, che purtroppo dai pareri del Governo già non raccogliamo, abbiamo previsto che la scelta venga fatta attraverso bandi che premino il merito e i titoli e che, se c'è un'esigenza di tempi, si prendano queste figure da coloro che hanno già partecipato ad un concorso pubblico, risultando vincitori o idonei. Diversamente, si tratterebbe di una colossale operazione clientelare centralizzata, atta a far sì che l'ANPAL decida tali scelte, che non si capisce da cosa dovrebbero essere dirette. Anche su questo punto, quindi, Fratelli d'Italia offre un'opportunità di chiarezza, per fare in modo che la misura possa funzionare meglio, dal momento che nutriamo severi dubbi che sia questa la strada. Se non troverà l'accoglimento di quest'Assemblea neppure la proposta sui navigator , pensiamo che Ulisse non riuscirà a trovare Itaca. (Applausi dal Gruppo FdI). PRESIDENTE . Faccio presente, perché si possano regolare i propri interventi in questo dibattito, che i Gruppi di opposizione hanno quasi tutti finito il tempo loro assegnato. Credo che Fratelli d'Italia abbia ancora un minuto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 12.1, presentato dai senatori Floris e Toffanin, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 12.2. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Prima di votare il prossimo emendamento, vorrei salutare a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo statale «Maria Piazzoli» di Ranica, in provincia di Bergamo, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1018 PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 12.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LAFORGIA (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo molto rapidamente, visto che il tempo a nostra disposizione si sta esaurendo. Alcuni aspetti del provvedimento in esame assumono un tratto grottesco, che farebbe anche sorridere se non stessimo però parlando della vita delle persone e dei lavoratori. Il provvedimento ha come ambizione quella di occuparsi del lavoro e delle fragilità e di tirare fuori le persone dalla loro condizione di difficoltà. Poi, però, paradossalmente, fa finta di non volersi occupare - anzi, non si occupa affatto - del personale che dovrebbe mettere in moto la macchina amministrativa e burocratica necessaria al funzionamento di quanto previsto. C'è una questione che riguarda i cosiddetti navigator e chi mi ha preceduto l'ha in qualche modo toccata. C'è poi un'altra vicenda che, se mi consente, signor Presidente - chiederei anche un po' di attenzione all'Assemblea - riguarda il personale di ANPAL Servizi. C'è un paradosso assolutamente incredibile - insisto - che ha quasi del grottesco. Nel momento in cui ci si occupa del lavoro e, quindi, di finalizzare il provvedimento anche a una dimensione di stabilizzazione delle carriere, dei percorsi professionali e della vita delle persone, non ci si occupa però di chi dovrebbe lavorare a questa implementazione. Il personale di ANPAL Servizi - incredibilmente - non viene stabilizzato. Ci si occupa di tutti, tranne di coloro che dovrebbero lavorare a ciò di cui ci stiamo occupando. Sono previste soltanto 20 stabilizzazioni, a fronte di un numero di dipendenti molto più elevato. Stiamo parlando di 654 dipendenti, che vengono così lasciati al loro destino e precarietà. Non si capisce per quale ragione non si dovrebbe procedere anche alla loro stabilizzazione. Insisto nel dire che stiamo parlando non soltanto delle loro carriere e della possibilità di tirarli fuori dalla precarietà, ma anche della possibilità che il provvedimento, così come la maggioranza e il Governo lo stanno immaginando, possa essere implementato con maggiore efficacia. Questo obiettivo può essere centrato solo a patto che le cose funzionino. E le cose funzionano se anche il personale, la pubblica amministrazione, gli addetti e coloro che devono occuparsi di tutto questo sono nelle condizioni di poterlo fare. Almeno diteci per quale ragione non volete mettere mano a questo tema, su cui molti lavoratori aspettano naturalmente una risposta. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Comunico che anche il Gruppo Misto ha esaurito il tempo a sua disposizione. PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il personale di ANPAL Servizi va stabilizzato, se non altro perché si possa far partire la macchina che avete messo in piedi e perché ci sono delle professionalità molto importanti da valorizzare. Approfitto per dire che lo stesso vale per i CAF. I CAF devono accogliere le domande, ma voi stanziate soltanto 20 milioni di euro per il 2019. Che cosa immaginate, che dal 1° gennaio 2020 il reddito di cittadinanza finirà? (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Comunico che anche il Gruppo Partito Democratico ha quasi esaurito il tempo a sua disposizione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.3, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.4, identico all'emendamento 12.700, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.4, presentato dai senatori Papatheu e Rossi, identico all'emendamento 12.700, presentato dal senatore Berardi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.5, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.701, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.701, presentato dal senatore Berardi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.8, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.9, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.10, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.11, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.13, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.12, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.14, sostanzialmente identico all'emendamento 12.15. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, parlando di navigator , anche per il Gruppo Forza Italia-Berlusconi presidente i navigator saranno il nuovo esercito di precari di Stato. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dovremmo cominciare intanto a stabilizzare, per esempio, le 650 persone assunte da ANPAL Servizi SpA, formate peraltro, che non sono state ancora stabilizzate. Il Governo ha detto che non è affar suo, perché si tratterebbe di assunzioni fatte da Governi precedenti e con modalità differenti, ma non si può dire questo. Con gli emendamenti che abbiamo presentato, in particolare con il 12.15, chiediamo di ridefinire il regime contrattuale delle professionalità che saranno utilizzate e di sostituire ai contratti coordinati di collaborazione almeno la stipula di contratti a tempo determinato, anche al fine di garantire la maggiore forma di coordinamento tra il personale assunto dallo Stato e le Regioni. Ribadisco che con questo provvedimento l'attuale Governo, che dice di voler eliminare il precariato, sta di fatto creando precari su precari e precari di Stato. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.14, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani, identico all'emendamento 12.15, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.16, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 12.850/100 a 12.850/109 sono inammissibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/110, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.850/111. CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, voglio portare in quest'Aula il grido d'allarme che abbiamo ascoltato in Commissione affari regionali quando abbiamo audito i rappresentanti della Conferenza Stato-Regioni. In quella sede, oltre a quanto è già stato detto in merito ai navigator , ci hanno fatto presente che c'è un buco organizzativo totale nel rapporto tra un livello concettuale - secondo noi molto discutibile - di questa norma e il livello di applicazione. Ci si domanda come mai si vogliono assumere dei navigator senza concorso, a tempo determinato (Applausi dal Gruppo FI-BP) , senza sapere da chi verranno formati, da chi verranno coordinati, a chi faranno riferimento e non si attinge, invece, dalle graduatorie dei centri per l'impiego e non si indicono nuovi concorsi per i centri per l'impiego, in modo tale che il territorio possa riorganizzarsi. Questo è un punto molto importante. Questi due emendamenti, che fanno riferimento proprio al rapporto della Conferenza Stato-Regioni, mettono il fuoco su questo punto. Fate delle convenzioni bilaterali, date alle Regioni i fondi affinché i centri per l'impiego possano riorganizzarsi e possano assumere le persone. Ancora una volta, inoltre, si nota come non si comprendono e non si rispettano forse le Regioni a Statuto speciale e faccio riferimento, in particolare, alla Provincia autonoma di Trento e alla Provincia autonoma di Bolzano. Esistono delle norme di attuazione dettate dagli Statuti di autonomia che attribuiscono competenza primaria in queste materie alle Province autonome. Da questo punto di vista, non si capisce come lo Stato pretenda di applicare una misura totalmente discutibile laddove hanno legiferato di più, meglio e da tempo altri organismi in base al principio di sussidiarietà e in base, naturalmente, agli istituti di autonomia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/111, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/113, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, identico all'emendamento 12.850/114, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/112, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/115, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 12.850/116, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori, fino alle parole «presente comma». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 12.850/117 e 12.850/118. L'emendamento 12.850/119 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/120, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/121, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/122, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/123, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/124, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/129, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/130, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 12.850/133, presentato dal senatore Laus e da altri senatori, fino alle parole «relativamente alle». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 12.850/131 a 12.850/134. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/125, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/128, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/126, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850/127, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.850, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta precluso l'emendamento 12.20. Passiamo all'emendamento 12.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 12.18, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «200 milioni». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 12.17 e 12.46. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.19, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.21, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.22, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.23, presentato dai senatori Bertacco e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.24, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.25, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.26, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.26, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.27, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.28, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.28, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.29, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.30, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.31 (testo 3), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.31 (testo 3), presentato dal senatore Romeo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.3100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.32, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.33, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.34, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.35, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 12.36 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.37, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.39, identico agli emendamenti 12.40, 12.41 e 12.42, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.39, presentato dai senatori Iannone e Bertacco, identico agli emendamenti 12.40, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, 12.41, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori, e 12.42, presentato dai senatori Papatheu e Rossi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.38, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.38, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.43, identico all'emendamento 12.44, su cui la 5 a Commissione ha espresso un parere favorevole condizionato all'accettazione di una riformulazione. Chiedo ai proponenti se intendano accettare la riformulazione proposta. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'accogliamo. PATRIARCA (PD) . Anche noi, signor Presidente. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.43 (testo 2), presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, identico all'emendamento 12.44 (testo 2), presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.45, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 12.0.1 è improponibile. Passiamo all'emendamento 12.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.0.2, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, chiedo una sospensione di dieci, quindici minuti. (Applausi) . PRESIDENTE. Sospendo la seduta fino alle ore 17,25. (La seduta, sospesa alle ore 17,11, è ripresa alle ore 17,29) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito le relatrici e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CATALFO, relatrice . Esprimo parere favorevole sull'emendamento 13.1. Sui restanti emendamenti esprimo parere contrario. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Esprimo parere conforme alla relatrice.