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ORD. 66/06. PROCEDIMENTO CIVILE - PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE DI PACE - CONTROVERSIE RELATIVE AI C.D. CONTRATTI DI MASSA - ESCLUSIONE DEL GIUDIZIO SECONDO EQUITÀ - IMPOSSIBILITÀ DI AUTODIFESA NELL'EVENTUALE GIUDIZIO DI APPELLO DINANZI AL TRIBUNALE - DENUNCIATA LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA - QUESTIONE IPOTETICA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dell'art. 1 del decreto-legge 8 febbraio 2003, n. 18, convertito, con modificazioni, nella legge 7 aprile 2003, n. 63, nella parte in cui prevede che il giudice di pace non può decidere secondo equità le cause attinenti ai contratti stipulati mediante moduli o formulari, e ciò indipendentemente dal valore delle medesime. Il giudice a quo , infatti, prospettando la questione in base all'assunto per cui, in caso di giudizio di appello avverso la sentenza del giudice di pace, non essendo consentita l'autodifesa dinanzi al tribunale, per l'appellato non abbiente risulterebbe, di fatto, vanificata la garanzia costituzionale della difesa, pone la questione in via del tutto ipotetica, sia perché nel giudizio a quo la parte è difesa da un avvocato, sicché non si pone alcun problema in merito all'autodifesa, sia perché la medesima è prospettata in vista di un futuro, eventuale giudizio di appello che dovrà essere deciso da un giudice diverso dall'attuale rimettente. > >- Ordinanza citata n. 153/2002.