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Paesaggio - Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Valle d'Aosta - Autorizzazione paesaggistica - Previsione che la Commissione regionale per il paesaggio possa esprimere pareri vincolanti in merito alle istanze relative alla conversione delle demolizioni in indennità o sanzioni pecuniarie - Contrasto con la normativa del codice dei beni culturali e del paesaggio, secondo la quale l'autorità competente si pronuncia previo parere vincolante della soprintendenza - Lesione degli standard minimi di tutela del paesaggio valevoli su tutto il territorio nazionale, da considerarsi norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica, che la Regione autonoma è tenuta a rispettare - Violazione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale - Violazione dello statuto regionale - Necessità di espungere dalla norma censurata l'aggettivo «vincolanti» - Illegittimità costituzionale parziale - Assorbimento di ulteriori doglianze.. È costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 117, secondo comma, lett. m ) ed s ), Cost. e 2 dello statuto speciale di autonomia, l'art. 9 della legge della Regione autonoma Valle d'Aosta 1° agosto 2012, n. 27,, nella parte in cui inserisce l'art. 11- bis nella legge regionale n. 18 del 1994, limitatamente all'aggettivo "vincolanti" presente nel secondo comma di quest'ultimo. La disposizione impugnata - nel prevedere che la Commissione regionale per il paesaggio possa esprimere pareri vincolanti in merito alle istanze relative alla conversione delle demolizioni in indennità o sanzioni pecuniarie - contrasta con la normativa del Codice dei beni culturali e del paesaggio, secondo la quale l'autorità competente si pronuncia previo parere vincolante della soprintendenza. Pertanto, risultano lesi gli standard minimi di tutela del paesaggio valevoli su tutto il territorio nazionale, da considerarsi norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica, che la Regione autonoma è tenuta a rispettare. - Per l'affermazione secondo cui l'autorizzazione paesaggistica deve essere annoverata «tra gli istituti di protezione ambientale uniformi, validi in tutto il territorio nazionale», v. le citate sentenze nn. 101/2010 e 232/2008.