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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 77 PINOTTI La seduta inizia alle ore 15,45. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il sottosegretario CALVISI risponde all'interrogazione n. 3-02008 del senatore Giuseppe Pisani, sulle condizioni di appalto del servizio di pulizia per la Marina militare. Evidenzia come la questione sollevata, riconducibile ai servizi di pulizia presso enti/distaccamenti/reparti della Marina militare italiana, sia sempre stata seguita con costante impegno dalla Forza armata, mettendo in atto tutte le adeguate misure organizzative per garantire la disponibilità di un luogo di lavoro quanto mai decoroso, nella consapevolezza dell'importanza che tali attività rivestono per la prevenzione, la protezione, la sicurezza e l'igiene negli ambienti di lavoro, soprattutto in quei settori che necessitano di particolare riguardo, come le mense e i presidi sanitari. Ciò premesso, risponde ai singoli quesiti nell'ordine con cui sono stati posti. In relazione ai criteri di riparto delle somme per ciascun lotto, va specificato che la ripartizione si basa sul valore contrattuale discendente dall'accordo quadro in vigore, il quale prende a riferimento i parametri fissati dalle tabelle ministeriali che determinano il costo medio orario del lavoro per il personale dipendente da imprese che espletano servizi di pulizia. Inoltre, alla luce di eventuali e successive necessità, per ciascun lotto sono assicurati ai Comandi marittimi importi aggiuntivi per far fronte a esigenze straordinarie o imprevedibili degli Enti/Comandi che insistono sul territorio di giurisdizione. Quanto a garantire un minimo di ore per il corretto espletamento del servizio di pulizia in tutte le aree oggetto dei quattro lotti, la Forza armata il 2 ottobre 2018 ha avviato una procedura aperta per giungere alla stipula di accordi quadro con un operatore economico per ogni singolo lotto - ai sensi dell'articolo 54, comma 3 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (codice dei contratti pubblici) e successive modificazioni - di durata pari a 36 mesi, per l'appalto del servizio di pulizia presso tutti gli enti/distaccamenti/reparti della Marina militare della giurisdizione di Marina Nord (Liguria, Sardegna, Toscana) e della Sicilia. L'affidamento è stato effettuato mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, ai sensi degli articoli 60 e 95 del citato codice dei contratti pubblici e, comunque, le modalità esecutive - è opportuno sottolinearlo - sono identiche per tutti i lotti a base di gara. Peraltro, la procedura di gara preesistente all'accordo quadro veniva negoziata a livello locale - con prezzi difformi da sede a sede - col criterio della "obbligazione di mezzi", il cui requisito richiesto alla ditta era, per l'appunto, quello di garantire il livello minimo di ore a base di gara; inoltre, il singolo Comando fruitore del servizio aveva discrezionalità nell'individuazione dei locali da sottoporre a pulizia. Sottolinea, viceversa, come attualmente l'accordo quadro vigente preveda una "obbligazione di risultato" a carico della società, a prescindere dalle ore necessarie a svolgere le operazioni di pulizia e secondo le indicazioni riportate nelle specifiche tecniche contrattuali. Questo significa che la ditta aggiudicataria si obbliga a garantire il risultato finale, ovvero la corretta esecuzione delle prestazioni a base del contratto. Relativamente al 4° lotto, l'aggiudicazione inerente la procedura di affidamento è stata disposta in data 24 giugno 2019; decorso il termine dilatorio di cui all'articolo 32 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 ed effettuate le verifiche sui requisiti di idoneità, di cui agli articoli 80 e seguenti della richiamata norma, l'accordo quadro relativo al lotto n. 4 è stato stipulato in data 11 novembre 2019, con successiva registrazione a cura della Corte dei conti, ai sensi della legge 14 gennaio 1994, n. 20, avvenuta il 6 dicembre 2019. Nel merito precisa che l'effettiva esecutività del servizio è condizionata alla successiva stipula del discendente contratto esecutivo che, di fatto, è avvenuta con il contratto n. 8 del 20 dicembre 2019 e con un successivo atto aggiuntivo (n. 9 in data 15 gennaio 2020). Per quanto concerne le riduzioni del monte ore minimo garantito e dell'importo a base d'asta, il budget messo a disposizione per le aree in questione non ha subito alcun decremento rispetto allo scorso esercizio finanziario. Riguardo all'ipotesi che tali riduzioni possano comportare ripercussioni sulla sicurezza e sulla salubrità negli ambienti di lavoro, il rispetto delle specifiche tecniche da parte della ditta aggiudicataria rappresenta sicuramente la garanzia del raggiungimento dei previsti standard igienico-sanitari e, pertanto, non si ravvisano preoccupazioni in tal senso. Quanto, infine, a possibili ricadute sociali in termini occupazionali, è il caso di sottolineare che l'impiego del personale della ditta rientra nelle scelte aziendali, le quali non sono sindacabili da parte del committente. Replica il senatore Giuseppe PISANI ( M5S ) che si dichiara soddisfatto per le delucidazioni ricevute sul piano tecnico, ma egualmente preoccupato per le possibili conseguenze sui lavoratori. Auspica, per il futuro, una maggiore attenzione alla tutela di questi lavoratori. La presidente PINOTTI dichiara conclusa la procedura informativa. SULL'UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DURANTE LE SEDUTE DI COMMISSIONE La presidente PINOTTI informa che i Senatori Questori, nella giornata odierna, hanno adottato disposizioni integrative alla disciplina della gestione dell'emergenza derivante dalla diffusione del COVID-19, prevedendo, in particolare, che l'utilizzo del dispositivo di protezione individuale sia obbligatorio anche quando si prende la parola durante le sedute della Commissione. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE (1152) Delega semplificazione e razionalizzazione ordinamento militare DDL 1152 Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 luglio. La presidente PINOTTI ricorda che il provvedimento in esame, in discussione da molto tempo presso la Commissione difesa, è stato presentato dal precedente Governo e ricorda in particolare che la Commissione difesa ha svolto diverse audizioni, anche in riferimento al tema del rapporto tra azione disciplinare e azione penale. Informa che è finalmente pervenuto il parere favorevole, condizionato ex art. 81 della Costituzione, della Commissione bilancio, sull'emendamento 1.100, interamente sostitutivo del testo del disegno di legge. Ricorda che, a seguito del ritiro degli emendamenti 1.1 e 1.2, tale emendamento è l'unico a dover essere sottoposto al voto della Commissione. Il relatore MININNO ( M5S ), che ha sostituito la presidente Garavini nel ruolo di relatore, ricorda l'importanza del provvedimento in esame, volto a semplificare e razionalizzare la materia dell'ordinamento militare, superando la sovrabbondanza di leggi esistenti. Evidenzia altresì che l'emendamento 1.100 del relatore aveva accolto alcuni emendamenti presentati in Commissione, prevedendo in particolare una riduzione del periodo di delega da due anni a 18 mesi, al fine di poter vedere realizzato il lavoro entro la scadenza naturale della legislatura. L'emendamento prospetta una definizione più puntuale del testo in relazione alle procedure di valutazione del personale e alle commissioni di avanzamento. A tal riguardo ricorda di aver proposto un affare assegnato concernente la valutazione del personale militare, le procedure e le modalità di progressione di carriera che auspica la Commissione possa presto avviare. Ricorda quindi che dal provvedimento in esame non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Propone in conclusione di accogliere la richiesta di modifica avanzata dalla Commissione bilancio - finalizzata alla sostituzione, all'articolo 1, comma 1, lettera f) delle parole "l'organizzazione, le modalità e la durata" con le parole "l'organizzazione e le modalità. La presidente PINOTTI ricorda come in seno alla Commissione fosse emerso l'orientamento di inserire nell'ambito della delega in esame anche la possibilità per le Forze armate di avviare in via sperimentale percorsi formativi per giovani. Tale ipotesi comporterebbe però un notevole allungamento dei tempi di approvazione in Commissione del provvedimento in esame. Ritiene pertanto preferibile affrontare tale questione nel corso dell'esame in Assemblea attraverso un emendamento ovvero un ordine del giorno. Il senatore GASPARRI ( FIBP-UDC ) accoglie tale proposta. Chiede però che ci sia un impegno condiviso da parte della Commissione a sostenere l'avvio di percorsi formativi per giovani nelle Forze armate, superando eventuali osservazioni di carattere finanziario da parte del Governo. Propone che in caso contrario, si possa tornare all'esame del disegno di legge n. 1178, approvato dalla Camera e attualmente all'esame della Commissione. La presidente PINOTTI concorda con tale proposta. Il sottosegretario CALVISI garantisce l'impegno del Governo a valutare tale questione, anche mediante l'interlocuzione con il Ministero dell'economia e delle finanze. Interviene per dichiarazione di voto favorevole il senatore CASTIELLO ( M5S ) che evidenzia come il provvedimento costituisca un'occasione preziosa per un significativo salto di qualità nella disciplina dell'ordinamento militare. Interviene per preannunciare il voto favorevole del suo Gruppo il senatore GASPARRI ( FIBP-UDC ). Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, è posto ai voti l'emendamento 1.100 (testo 2), che risulta approvato. Si passa alla votazione del mandato al relatore. La Commissione conferisce quindi al relatore Mininno il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge n.1152. MATERIE DI COMPETENZA Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2020-2022 Doc Doc. CCXXXIV, n. 3 Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2020-2022 (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, e rinvio) Il relatore ORTIS ( M5S ) evidenzia come la Commissione sia chiamata all'esame del Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2020-2022, presentato ai sensi dell'articolo 536 del Codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010. L'articolo richiamato prevede infatti che, annualmente - entro il 30 aprile - il Ministro della difesa trasmetta al Parlamento la pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d'arma, delle opere, dei mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa nazionale. La pianificazione comprende il piano di impiego pluriennale, cioè il quadro generale delle esigenze operative delle Forze armate (indirizzi strategici e linee di sviluppo capacitive), e l'elenco dei programmi d'armamento e di ricerca in corso, con relativo piano di programmazione finanziaria. Per questi ultimi, in particolare, la legge prevede che siano indicate le risorse assegnate a ciascuno dei programmi per un periodo non inferiore a tre anni, compresi quelli finanziati nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico (MISE), indicando anche le condizioni contrattuali e le eventuali penali. Sotto forma di bilancio consolidato devono essere indicate anche tutte le spese relative alla funzione difesa, comprensive delle risorse assegnate da altri Ministeri. Il documento, dopo l'introduzione a firma del ministro della Difesa, si divide in tre parti, relative, rispettivamente, all'impiego nazionale nel contesto di riferimento, allo sviluppo dello strumento militare e al bilancio della Difesa. Completano il documento sette allegati, tra cui le schede delle diverse missioni internazionali che vedono la partecipazione italiana, come approvate dal Parlamento, le priorità politiche del 2020 e dati riepilogativi sul personale. Da un punto di vista generale, il quadro internazionale si presenta incerto, caratterizzato da diffusa instabilità e da un elevato grado di imprevedibilità, anche per l'attivismo di attori emergenti o riemergenti, il peso crescente di soggetti non statuali e una rinnovata competizione militare fra gli Stati. Il livello raggiunto dalla spesa militare mondiale  ormai oltre il 2 % del PIL globale - segnala un andamento a cui non si assisteva dai tempi della guerra fredda. L'incremento degli investimenti per l'acquisizione di armamenti e il rafforzamento delle capacità convenzionali, oltre che il riemergere delle minacce missilistiche e nucleari, connotano un panorama nel quale i tradizionali strumenti del multilateralismo si dimostrano sempre meno efficaci. Il terrorismo internazionale che continua a costituire una minaccia diffusa e incombente, anche in relazione al ritorno dei foreign terrorist fighters nei Paesi di origine. Le sfide legate alla dimensione cibernetica hanno assunto una decisa rilevanza geopolitica e geostrategica, anche perché costituisce un potenziale canale di propagazione e amplificazione degli altri tipi di minaccia. Tra i fattori di rischio cui l'Italia risulta particolarmente esposta si segnalano anche gli effetti connessi ai mutamenti climatici, che rappresentano un'ulteriore causa di destabilizzazione, aumentando i rischi di crisi umanitarie e aggravando ulteriormente il problema dei flussi migratori. A fronte di un contesto geopolitico assai complesso, e tenuto conto del crescente bisogno di sicurezza, la Difesa è chiamata dunque a svolgere un ruolo determinante al servizio del Paese e per la sicurezza internazionale. Sul territorio nazionale, in particolare, lo strumento militare continuerà a fornire il suo contributo su diversi fronti, dalla prevenzione del terrorismo al rafforzamento della sicurezza interna alla gestione di situazioni emergenziali come per l'azione di contrasto alla diffusione del COVID-19. Il documento sottolinea che la crisi pandemica ha mostrato e sta mostrando tutto il valore aggiunto che la Difesa può garantire grazie alla sua possibilità di operare con rapidità ed efficacia ed in sinergia con le altre amministrazioni dello Stato. In questo contesto si inserisce una riflessione che al Relatore appare utile sottolineare. Rispetto al 2012, quando venne varata la legge 244 in materia di revisione dello Strumento Militare, che impone la riduzione del personale a 150 mila unità entro il 2024, il quadro di riferimento è decisamente mutato. In questo senso evidenzia come il DPP faccia bene a evidenziare l'esigenza di aggiornare e adeguare la legge, pur preservandone l'impianto, alla luce del mutato contesto geostrategico e delle attuali esigenze delle Forze Armate. Come ha sottolineato il Ministro, "la riduzione del personale, sia militare sia civile, sin qui operata impatta infatti oggi prevalentemente proprio sulle capacità complessive dello strumento militare". Un passaggio ulteriore riguarda un settore di cui la Commissione Difesa si è occupata in maniera approfondita, e cioè le capacità relative agli arsenali, agli stabilimenti, ai poli di mantenimento e agli enti militari a carattere industriale. Come è stato rilevato anche nella risoluzione approvata al termine del relativo Affare assegnato, infatti, tali strutture devono essere sostenute per diventare un'opportunità di sviluppo per il territorio, in sinergia con le istituzioni locali e le imprese. In quest'ottica segnalo il rilievo costituito dalle assunzioni di personale con profilo tecnico, e la stabilizzazione dei lavoratori precari. Per quanto riguardale ricadute industriali del comporta, inoltre, come ha ben evidenziato anche il Ministro, "bisogna allargare il dibattito sulla Difesa per far meglio comprendere ai nostri concittadini che nell'industria del settore dell'aerospazio, della difesa e della sicurezza c'è un pezzo rilevante della competitività dell'Italia, che potrà garantire il futuro delle giovani generazioni e la nostra appartenenza alla sfera dei paesi più avanzati". La prima parte del DPP concerne l'impegno nazionale nel contesto di riferimento e delinea il quadro politico e militare in cui le Forze armate si trovano ad operare. Il documento ricorda innanzitutto che l'impiego dello Strumento militare nell'ambito delle missioni all'estero rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere i valori, i principi e gli interessi del nostro Paese. In tale quadro, anche nel 2020 - coerentemente con le missioni assegnate alle Forze armate - l'Italia parteciperà alla difesa degli spazi euro-atlantici e agli interventi finalizzati al mantenimento della pace e al ripristino della sicurezza e della stabilità internazionali nelle principali aree di crisi. Anche quest'anno il documento pone in particolare l'accento sulle aree di diretto interesse nazionale, ossia il Mediterraneo allargato, il Sahel, il Corno d'Africa, il Vicino e Medio Oriente, l'area balcanica, nonché il Golfo di Guinea e l'area del Golfo Persico. Particolare rilevanza è data alla posizione nazionale in ambito NATO, volta a garantire una postura equilibrata rispetto ai tre compiti principali dell'Alleanza (difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa), nonché a sviluppare le capacità necessarie a prevenire e contrastare le nuove sfide provenienti da ogni direzione e in tutti i domini operativi. Con riferimento all'Unione europea, viene confermato il pieno supporto al rafforzamento della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, anche attraverso il Piano di Implementazione per la Sicurezza e Difesa, e la Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO), e a cui l'Italia contribuisce con il suo fattivo impegno in 34 progetti, di cui 9 a guida nazionale e 25 in veste di partecipante o osservatore. Con riferimento alle Nazioni Unite, viene rimarcato che l'Italia continua a fornire un importante contributo al peacekeeping in termini di risorse umane, finanziarie, di formazione e di logistica, attestandosi al settimo posto globale come contributore su scala mondiale. Il testo ricorda altresì come la Difesa italiana partecipi attualmente a 6 missioni delle Nazioni Unite, con una presenza massima autorizzata complessiva di circa 1.100 unità, tra queste ovviamente in primo piano la missione UNIFIL in Libano. Tra gli impegni nazionali della Difesa vengono poi elencate una serie di attività che vedono coinvolte le Forze armate, in particolare "Mare sicuro" (avviata nel 2015 per esigenze di prevenzione e contrasto del terrorismo nonché ad assicurare la tutela degli interessi nazionali, incrementando adeguatamente gli assetti aeronavali di sorveglianza), "Strade sicure" (avviata nel 2008) volta ad assicurare specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, e le attività connesse all'Emergenza COVID-19 che vedono le Forze armate svolgere un ruolo chiave su scala nazionale stanti le capacità di rapido schieramento e di offerta di mezzi che sono in grado di assicurare. La seconda parte del documento si sofferma sullo sviluppo dello Strumento militare, mediante l'analisi dei principali compiti istituzionali assegnati alle Forze armate (indirizzi strategici), delle esigenze operative delle singole componenti che lo costituiscono, e delle connesse future linee di sviluppo capacitivo. In questa sezione viene, inoltre, dato conto dei principali programmi d'investimento della Difesa. Con riferimento agli indirizzi strategici, il documento prende spunto dal Concetto Strategico del Capo di Stato Maggiore, che delinea un paradigma per lo sviluppo capacitivo incentrato sulla piena integrazione interforze, sulla tempestiva disponibilità di accurate informazioni e sulla superiorità decisionale, aspetti che impongono la digitalizzazione dei Comandi Operativi, la connettività delle forze e la sincronizzazione delle operazioni interforze. Lo Strumento Militare dovrà continuare a garantire il suo impegno nell'ambito delle quattro missioni concernenti, rispettivamente, la difesa dello Stato, la difesa degli spazi euro-atlantici, il contributo alla realizzazione della pace e della sicurezza internazionali e infine il concorso per la salvaguardia delle libere istituzioni e per lo svolgimento di compiti specifici connessi a circostanze calamitose o a casi di necessità ed urgenza. Gli interventi di ammodernamento dovranno tendere al ripianamento dei principali deficit capacitivi, evidenziati anche dalla NATO nell'ambito della periodica revisione delle capacità militati degli Alleati, al completamento dei programmi avviati, al sostegno alla ricerca tecnologica, al raggiungimento di una spiccata digitalizzazione, nonché al proseguimento delle attività di bonifica ambientale e di razionalizzazione delle infrastrutture. L'ottica è quella del raggiungimento del massimo livello di integrazione interforze e di interoperabilità tra le componenti. Una particolare attenzione è prestata a potenziare lo strumento militare in quelle che vengono definite la quarta e la quinta dimensione, cioè il dominio cibernetico e quello spaziale. Con riferimento al dominio cibernetico, di cui il DPP pone l'obiettivo del rafforzamento della resilienza, della protezione e dell'efficienza delle reti e dei sistemi, anche per fronteggiare la minaccia cyber , di cui la Commissione difesa si sta occupando anche con un apposito affare assegnato. In relazione al dominio spaziale, invece, viene rimarcata l'esigenza di attualizzare le linee di sviluppo di settore, con lo scopo di conseguire una adeguata capacità di apprezzamento della minaccia da e verso lo spazio e di condurre efficacemente operazioni spaziali, nel rispetto del diritto internazionale. Per le componenti più tradizionali, vengono ribaditi gli impegni nell'ambito terrestre, marittimo e aereo per la deterrenza, la difesa del territorio e degli interessi nazionali, la difesa degli spazi marittimi e aereo nazionali e euro-atlantici. Le esigenze operative delle Forze armate vengono suddivise in una serie di capacità operative fondamentali, che sono la preparazione delle forze, la consultazione, comando e controllo, la capacità informativa, la proiezione delle forze, la protezione delle forze e la capacità di ingaggio e il sostegno delle forze. Per quanto riguarda i programmi contenuti nel DPP occorre distinguere, tra: nuovi programmi dotati di finanziamento, da avviare tra il 2020 e il 2022; nuovi programmi che la Difesa intende avviare, ma che al momento sono privi di finanziamento, chiamate nel linguaggio del DPP le "nuove esigenze prioritarie da finanziare"; programmi in corso di svolgimento, approvati negli anni passati, e che anche nel 2020 ricevono un determinato finanziamento in base al programma di sviluppo previsto. Per quanto riguarda i fondi previsti dalla legge di bilancio per il 2020, il DPP indica quali sono le proposte di allocazione avanzata dal Ministero della Difesa. Il riparto tra le varie Amministrazioni dei fondi stanziati in legge di bilancio è infatti ancora in corso di definizione, e quindi si tratta di fondi che non sono ancora certi per quanto riguarda il loro ammontare. La proposta della Difesa è di poter destinare ai programmi di acquisizione e ammodernamento la somma di 2,4 miliardi su bilancio Difesa e 1,9 miliardi su bilancio MISE. Questi fondi sono destinati a finanziare sia programmi già in corso che programmi da avviare nel 2020. Con riferimento ai nuovi programmi, dotati di finanziamento, il Relatore evidenzia come si tratti ovviamente della parte più significativa del DPP, nella quale sono esposti i programmi sui quali la Difesa ha deciso di investire soldi certi, già disponibili. I nuovi programmi, già finanziati, si dividono a loro volta tra i programmi di cui si prevede l'avvio nel 2020 e quelli di cui si prevede l'avvio nel 2021 e 2022. Con riferimento ai programmi da avviare nel 2020, evidenzia si tratti complessivamente di 29 programmi, di cui 12 vengono qualificati interforze, 8 riguardano l'esercito, 2 la Marina militare, 5 l'Aereonautica e 1 per i Carabinieri. Un programma è congiunto tra Aereonautica ed Esercito. Dal punto vista economico il programma più significativo è quello che riguarda un nuovo aereo multimissione Gulfstream 550, di fabbricazione Usa, per cui si prevede una spesa complessiva di 1 miliardo e 223 milioni, dal 2021 al 2032. Il progetto, per cui, a quanto indicato nel DPP, sono già in itinere accordi di cooperazione internazionale, è inserito tra i programmi interforze. Tra i programmi interforze si segnalano anche: il potenziamento del programma di osservazione della Terra Cosmo Skymed Seconda Generazione, che dovrebbe arrivare a comprendere una costellazione di 4 satelliti, e che ha ricevuto fondi supplementari Mise nell'ambito del sostegno alle attività spaziali, per onere complessivo di 229.4 milioni, distribuiti in 10 anni; l'acquisizione di sistemi per ridurre l'impatto ambientale delle attività di addestramento e la bonifica dei poligoni, con un onere di 219,5 milioni, distribuiti in 14 anni; lo sviluppo e il potenziamento delle infrastrutture in rete del progetto SICOTE, il sistema di comunicazione terrestre dei Carabinieri, con un onere complessivo di 164 milioni, distribuiti in 8 anni, di cui 120 a beneficio delle strutture dei Carabinieri. Per quanto riguarda legate alla cooperazione europea si può segnalare un programma di 62,4 milioni, distribuiti in 6 anni, per il cofinanziamento delle iniziative italiane nell'ambito della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e del Fondo europeo della difesa. Non sono però indicati i progetti e le iniziative che potranno beneficiare di questi fondi e forse su questo aspetto sarebbe utile qualche elemento di chiarimento. Sempre in ambito di difesa europea, è previsto un finanziamento dedicato (8,5 milioni in 3 anni) per il progetto PESCO denominato ESSOR, che attualmente comprende 9 Paesi dell'Unione europea, per il miglioramento dei sistemi di comunicazione radio e la creazione di un apposito centro europeo per il coordinamento delle nuove configurazioni radio. Per i programmi dell'Aereonautica, si segnalano: l'aggiornamento dei droni Predator , con l'allineamento dei sensori e dei sistemi di comando, con un costo previsto di 343 milioni, divisi in 14 anni; l'acquisizione di armamento di precisione per le piattaforme aree di ultima generazione, con un costo complessivo di 1 miliardo e mezzo, di cui si prevede per ora un finanziamento di soli 72 milioni, divisi in 6 anni; l'ammodernamento della rete di osservazione meteorologica, attraverso il rafforzamento dell'integrazione dei sensori e dei processi di automazione nella raccolta dei dati, con un costo di 14 milioni, divisi in 14 anni. Per i programmi dell'Esercito si possono segnalare: il programma di acquisizione di 650 veicoli leggeri multiruolo VTLM 2, con un onere complessivo di 558 milioni, di cui per ora ne sono finanziati 305, distribuiti in 12 anni; il rinnovo del parco autovetture da ricognizione e vetture multiruolo, da impiegare sia nelle attività ordinarie che nelle funzioni di controllo del territorio e soccorso, per un finanziamento di 228,3 milioni, in 8 anni; il programma di rafforzamento delle capacità di comando e controllo (C2) dell'Esercito, per la pianificazione e la conduzione delle operazioni sia all'estero che sul territorio nazionale (per calamità o altre emergenze). Tale ultimo progetto include l'acquisizione di posti di comando digitalizzati, il potenziamento delle reti e dei sistemi di comunicazione e elaborazione dei dati, per un costo complessivo di 501 milioni, distribuiti in 12 anni. I programmi della Marina sono due: il programma di approvvigionamento di scorte del missile di tipo Vulcano, da impiegare sia verso bersagli navali di superficie sia per il supporto e protezione delle forze a terra, per un costo complessivo è 88 milioni, in 10 anni; l'aggiornamento delle munizioni ASTER 15 e 30, mediante l'acquisto di kit per migliorare la componentistica, per un costo di 18 milioni, in 3 anni. Segnala inoltre un programma congiunto di Aereonautica ed Esercito che riguarda le attività di ripristino e riparazione delle infrastrutture stradali di Roma, con 15 milioni complessivi, di cui 10 per il 2020 e 5 per il 2021. Per l'Arma dei carabinieri è previsto un solo nuovo programma per il rafforzamento delle disponibilità di veicoli VTLM e VTL (tattici leggeri medi e tattici leggeri), per un costo di 112,2 milioni, in 15 anni. Con riferimento ai i programmi da avviare nel 2021 e 2022, è previsto un unico progetto interforze, relativo alla realizzazione di un nuovo satellite che sostituisca il Sicral 1b. Il programma ha un costo complessivo di 390 milioni, di cui sono per ora finanziati 199 milioni, distribuiti in 5 anni. Per i progetti dell'Esercito, si annoverano: un programma di approvvigionamento di munizioni di vario calibro, finanziato per 207 milioni distribuiti in 13 anni; sul versante del munizionamento è prevista la partecipazione allo sviluppo dei nuovi razzi GMLRS ER, in vista della loro successiva acquisizione, con un costo di 88.2 milioni, divisi in 10 anni; il rafforzamento della capacità di avio-lancio, con l'acquisto di materiali, equipaggiamenti e piattaforme di addestramento, con un costo previsto di 35 milioni in 6 anni. Un programma congiunto Esercito e Marina riguarda lo sviluppo e l'acquisizione di radar per la sorveglianza e l'ingaggio, da installare nelle batterie contraeree dell'Esercito e sulle navi. Il relativo finanziamento è di 200 milioni, in 10 anni. Per i programmi della Marina, si annoverano: un progetto di adeguamento della logistica portuale di assistenza alle unità navali (rimorchiatori, bettoline e mezzi in banchina), per un costo di 47,5 milioni in 12 anni; un finanziamento per lo sviluppo di cacciatorpedinieri di nuova generazione DDX, con un costo di 4,5 milioni divisi tra 2021 e 2022. Per i programmi dell'Aereonautica, infine, si annoverano: l'integrazione dei nuovi sistemi d'arma con i sistemi di controllo e comando e con i sistemi di combattimento, con un impegno d spesa previsto di 71,4 milioni in 13 anni, all'interno di un progetto che prevede un costo complessivo di 333 milioni; il rafforzamento del supporto logistico dei velivoli di 4ª e 5ª generazione AETF-CSS, per un costo di 11,8 milioni, in 13 anni. Fra le ulteriori esigenze prioritarie da finanziarie, il DPP elenca poi una serie di altri programmi, per ora privi di finanziamenti, che la Difesa intende avviare. I progetti vengono considerati già maturi e dunque in grado di essere avviati in tempi rapidi "nel caso in cui si dovessero palesare idonei spazi finanziari". I programmi sono raggruppati secondo le linee di sviluppo capacitivo indicate in precedenza. Nell'ambito della preparazione delle forze si parla di riqualificazione infrastrutturale, dei nuovi elicotteri operativi e di addestramento LUH, dell'acquisizione di velivoli leggeri e alianti per addestramento, oltre che di simulatori di volo. Nell'ambito della proiezione delle forze, si parla di un nuovo velivolo da trasporto tattico, di un nuovo velivolo blindato anfibio e della realizzazione di un HUB aereo nazionale. Con riferimento alla protezione delle forze e alla capacità di ingaggio, che costituisce l'ambito più significativo e anche più impegnativo dal punto di vista economico, con oneri complessivi stimati intorno ai 15 miliardi, si annovera il potenziamento delle capacità delle Forze speciali, il potenziamento delle capacità CBRN, lo sviluppo delle dotazioni di armamento F35 e lo sviluppo dell'aereo di sesta generazione Tempest . Vengono anche ipotizzati interventi di ammodernamento delle capacità di ingaggio del drone Predator B e dei carri Leopard . In relazione al sostegno delle forze, vengono menzionati diversi programmi relativi al munizionamento, al trasporto sanitario e a strutture sanitarie da campo, oltre che al supporto logistico agli elicotteri. Con riferimento al comando, controllo e consultazione, vi sono progetti in ambito satellitare e di intelligenza artificiale, di efficientamento della sicurezza informatica e di ammodernamento delle capacità radio e della flotta di velivoli multinsensore. Nell'ambito della superiorità decisionale, si ipotizzano nuovi programmi di acquisizione di droni, (anche micro e mini, compresi nuovi acquisti di Predator ), progetti spaziali per il volo sub orbitale e sistemi di raccolta e disseminazione dati. La parte più consistente dei fondi previsti dal DPP riguarda ovviamente il finanziamento di progetti già in corso, e che richiedono un impegno distribuito su diversi esercizi finanziari. Segnala solo i progetti in corso che si sono conclusi o si prevede si concludano nel triennio di riferimento del DPP, cioè entro il 2022. Tra questi annovera: il centro di assistenza e addestramento alle Forze speciali presso la Scuola di Cesano; il completamento del progetto della nave Cavour (con gli ultimi 13.7 milioni spesi nel 2020); il progetto FSAF, condotto insieme a Francia e Regno Unito, per sistemi missilistici (16,1 milioni nel 2020); l'acquisizione di materiali di equipaggiamento, visione notturna e veicoli per le forze speciali (4.3 milioni nel 2020); il programma di digitalizzazione della componente terrestre, denominato Forza NEC (dal costo complessivo di 1,06 miliardi, di cui gli ultimi 70 tra 2020 e 2021); il programma Orizzonte (avviato nel 1994, insieme alla Francia), per le due unità d'altura antiaeree classe DORIA (fabbisogno complessivo 1.5 miliardi, di cui gli ultimi 10 milioni nel 2020); il programma, insieme alla Germania, per il sommergibile classe TODARO, dal costo complessivo di 1.12 miliardi, di cui gli ultimi 6,9 nel 2020); il programma di cooperazione Italia-Usa per i missili anti Radiazione AGM-88E (con gli ultimi 10.2 milioni nel 2020); l'aggiornamento del Tornado, con gli ultimi 12.9 milioni entro il 2021; il programma dell'elicottero leggero LUH dei Carabinieri, il cui lotto opzionale dovrebbe concludersi nel 2021 (con 25 milioni). Entro il 2022 dovrebbe concludersi anche la fase 1 del progetto relativo all'F35, con l'acquisizione dei primi 28 aerei, con supporto logistico, e che comprendeva anche la realizzazione dello stabilimento di Cameri e la predisposizione dei siti di accoglienza dei velivoli (800 milioni nel 2020, 747 nel 2021 e 700 nel 2022). La seconda fase del progetto, che prevede anche il potenziamento dello stabilimento di Cameri, dovrebbe concludersi invece nel 2025 con l'acquisizione di altri 27 velivoli. La terza parte del documento è dedicata all'analisi delle principali voci di spesa del comparto difesa. Il documento innanzitutto distingue tra il bilancio della Difesa, formalmente inteso, che comprende gli stanziamenti iscritti nel bilancio ordinario del dicastero e quello che viene chiamato "budget Difesa". In quest'ultimo sono ricomprese anche due altre importanti fonti: il finanziamento delle missioni internazionali (che dal 2016 sono concentrati in un fondo attivato presso il MEF, che viene poi ripartito tra le diverse amministrazioni) ed i contributi del MISE per programmi ad alta valenza tecnologica della Difesa. Dal 2008 ad oggi, il bilancio ordinario presenta, a valori correnti, un incremento del 6,3 per cento, arrivando nel 2020 alla somma di 22 miliardi e 472,1 milioni di euro (escludendo i quasi 470 milioni relativi all'ex Corpo forestale dello Stato, confluito nei Carabinieri). Il rapporto bilancio ordinario difesa/Pil ha però subito una graduale diminuzione, passando dall'1,35 per cento del 2008 all'1,18 del 2019. Nel 2020 il rapporto ha invece avuto un notevole aumento, arrivando all'1,35 per cento (1,38 se si include anche l'ex Corpo Forestale), ma solo per il calo consistente del Pil a seguito della crisi prodotta dall'emergenza Covid-19. Anche se si considera il "budget difesa" in senso ampio (ovvero l'insieme di bilancio ordinario, missioni internazionali e stanziamenti MISE) l'andamento è crescente, arrivando alla somma di 26 miliardi e 20 milioni di euro. Se si considera questa nozione più ampia di bilancio della difesa, il rapporto con il Pil raggiunge la cifra dell'1,57 per cento. In entrambi i casi, vengono considerate nell'ambito delle spese "difesa" anche l'interezza dei costi dell'Arma dei carabinieri, che, ovviamente, svolge anche una serie di funzioni che non possono rientrare nelle spese militari, ma riguardano invece le sue funzioni di ordine pubblico. Si evidenzia che se si escludessero tali fondi, il rapporto spese difesa/Pil crollerebbe sotto l'1 per cento. Per quanto attiene all'articolazione del bilancio per funzioni, nel 2020 la spesa totale risulta così ripartita: - alla "funzione difesa" viene attribuita una dotazione di 15 miliardi e 323,4 milioni di euro (in aumento risposto ai 13 miliardi e 983 milioni del 2019); - alla "funzione sicurezza del territorio", svolta dai Carabinieri, sono assegnati 7 miliardi e 55 milioni (rispetto ai meno di 7 milioni del 2019); - alle "funzioni esterne" sono attribuiti 161,7 milioni (rispetto ai 149,6 milioni del 2019). Con questi fondi si fa fronte a specifiche esigenze, stabilite da norme di varia natura, non direttamente collegate con i compiti istituzionali, come il rifornimento idrico di alcune isole minori, il trasporto di Stato e sanitario, l'esercizio di satelliti metereologici e i contributi alla Croce rossa; - ulteriori 401,8 milioni di euro sono poi assegnati per le pensioni provvisorie del personale in ausiliaria. Particolare rilevanza assume la "funzione difesa", che comprende tutte le spese necessarie all'assolvimento dei compiti istituzionali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, nonché dell'area interforze e della struttura amministrativa e tecnico-industriale del Dicastero. Per questa funzione le risorse sono suddivise: per il 67,6 per cento per il personale (corrispondenti a 10 miliardi e 366 milioni, in linea con il 2019); per il 14 per cento per l'esercizio (cioè 2 miliardi e 147 milioni, con un incremento del 22,9 per cento rispetto al 2019); per il 18,3 per cento per gli investimenti (cioè 2 miliardi e 811 milioni, con un incremento del 50 per cento rispetto al 2019). Il Relatore sottolinea in proposito come si sia dunque ancora lontani da quella che dovrebbe essere una ripartizione virtuosa delle spese - ovvero 50 per cento di spese per il personale, e il resto diviso tra esercizio e investimenti -, ma sottolinea come vi siano segnali significativi in questa direzione. Il personale militare ammonta nel 2020 a 167.252 unità, che si prevede scendano a 163.207 nel 2023, al termine dell'attuale programmazione. Ricorda che l'obiettivo posto dalla legge 224 del 2012  al netto dell'attuale fase di riflessione su questi tagli - è di raggiungere la soglia delle 150 mila unità entro il 2024. Segnala altresì che il DPP contiene anche una scheda di approfondimento sul tema degli accordi "Governo  Governo" (GtoG). Ricorda che la Commissione difesa si era occupata del tema con un affare assegnato sulle prospettive dell' export italiano dei materiali della difesa, che si era conclusa con l'invito al Governo a introdurre questo istituto. L'impegno è poi stato assolto con il decreto-legge 124 dell'ottobre del 2019, poi convertito in legge, anche se il meccanismo non risulta ancora pienamente operativo, per la mancanza delle norme regolamentari. Un'altra scheda ricorda anche il ventesimo anniversario dell'arruolamento femminile, sottolineando l'importanza, sotto vari aspetti, di una componente che ammonta attualmente a circa 16 mila unità, poco sotto il 10 per cento delle forze complessive. Ricorda quindi come un ultimo cenno di dettaglio meritino i dati riportati sul bilancio della Difesa in chiave NATO, quale rappresentazione del bilancio elaborato in base a parametri e criteri indicati dall'Alleanza. Rispetto ai criteri indicati in precedenza, viene evidenziato che, secondo i parametri dell'Alleanza atlantica, al bilancio della Difesa deve essere detratta la funzione di controllo del territorio, cioè le spese dell'Arma dei carabinieri, con esclusione della quota parte relativa al personale impiegabile in missioni all'estero (fissato in 8600 unità). Deve altresì essere detratta, con la stessa esclusione, la quota di pensioni provvisorie per i carabinieri in ausiliaria e si deve aggiungere la spesa pensionistica complessiva sostenuta dall'Inps. Devono inoltre essere considerati i finanziamenti MISE e si devono aggiungere le spese per le missioni internazionali. Ricorda che gli Stati appartenenti alla NATO hanno assunto l'impegno di tendere, entro il 2024, al raggiungimento di una percentuale delle spese per la difesa del 2 per cento rispetto al Pil, di dedicare il 20 per cento di queste spese agli investimenti e di contribuire adeguatamente alle missioni internazionali. L'Italia - sulla base di tali criteri  ha presentato un rapporto spese difesa/Pil pari all'1.21 per cento per il 2020, con previsione di aumento all'1,26 per cento nel 2021. Evidenzia tuttavia come in seno alla NATO sia stato deciso di includere nel calcolo del 2 per cento anche le spese sostenute nell'ambito della difesa europea, che vedono molto impegnato il nostro Paese. Per quanto riguarda la quota investimenti sulle spese complessive l'Italia soddisfa già ora il criterio NATO, perché si attesta sul 20,57 per cento. Inoltre, come noto, l'Italia contribuisce attivamente alla presenza internazionale della NATO, partecipando attualmente a 9 missioni, con una presenza massima autorizzata dal Parlamento di 2440 unità, e importanti responsabilità di comando in Kosovo e in Afghanistan. Propone infine alla Commissione di svolgere un breve ciclo di audizioni riservandosi di formulare proposte in merito e propone altresì ai Gruppi di formulare osservazioni sul provvedimento, dichiarandosi disponibile a formulare un parere quanto più possibile condiviso. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,20. Allegato