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Istituzione della Giornata nazionale del diritto al gioco dei bambini e degli adolescenti nello sport. Onorevoli Senatori. -- Nel settore sportivo la ricerca del talento precoce è, spesse volte, esasperata. Le società sportive, da una parte, e i genitori, dall'altra, sono alla continua ricerca di prestazioni e risultati anche in ragazzi giovanissimi: la speranza è sempre quella di avere sotto mano un «campioncino» che possa fare carriera. Eppure, nella fase adolescenziale, la maggior parte dei ragazzi vive lo sport come un divertimento e anche se si sogna una carriera da campione, il più delle volte tale aspettativa non si avvera. Non per questo, però, bisogna sminuire i progressi personali o quel che resta, per moltissimi ragazzi, un gioco o un divertimento: l'approccio allo sport e all'attività fisica, misurato da subito sul risultato e sulla carriera sportiva piuttosto che su altri parametri (quali progressi personali, divertimento o passione) rischia, pertanto, di sminuirne valore e princìpi fondamentali. Il presente disegno di legge, per tali motivi, è motivato dalla necessità di un intervento di tutela e valorizzazione di quella funzione dello sport che è legata, in primis , al puro divertimento e alla passione per le discipline sportive. Lasciando da parte i risultati, infatti, è bene che la nostra società si attivi e sia sollecitata per tutelare, e non depauperare, ogni risultato personale. Uno tra gli obiettivi che l'istituzione di una giornata nazionale appositamente dedicata al diritto al gioco di bambini e adolescenti nello sport potrebbe perseguire, ad esempio, è quello di contribuire alla formazione, per i genitori, al sostegno e al tifo corretto durante una manifestazione o una gara tra bambini o ragazzi. Troppe volte, infatti, si legge nelle cronache dei quotidiani sportivi di episodi di violenza sulle tribune o all'interno degli impianti sportivi che non coinvolgono i ragazzi in campo ma i genitori sugli spalti. Anche perché l'eccesiva «carica» di genitori e allenatori rischia di riflettersi negativamente sui ragazzi e sulla loro cultura sportiva: educare i più giovani e le loro famiglie al rispetto per l'avversario e ad una sana passione per lo sport è fondamentale affinché le prossime generazioni siano guidate da adulti coscienti e consapevoli dei reali valori veicolati dall'attività sportiva. Il diritto al gioco nello sport, tra l'altro, riguarda tutte le nostre comunità, dai più grandi ai più piccoli. È, quindi, quanto mai opportuno dedicare una giornata nazionale a «riscoprire» la base fondamentale dello sport, il gioco. La presente iniziativa si inserisce all'interno di percorsi già avviati e mira a valorizzarne la funzione integrata. L'articolo 31 della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, stabilisce (articolo 31) che gli Stati parte riconoscono al bambino «il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica». Per tale ragione il 20 novembre di ogni anno si celebra la «Giornata dei diritti dell'infanzia». All'interno del diritto al tempo libero, quindi, è compreso anche quello per l'attività fisica e lo sport. In questo contesto, una giornata mondiale appositamente dedicata al gioco è stata istituita per ribadire l'importanza di giocare e divertirsi insieme. Per tali ragioni, la proposta di dedicare una giornata nazionale al diritto al gioco di ragazzi e adolescenti si inserisce all'interno della panoramica richiamata, puntando alla valorizzazione dell'attività ludica all'interno dello sport. L'obiettivo è connettere il diritto al gioco con l'attività sportiva: l'organizzazione di eventi e giochi durante la giornata mondiale al gioco, infatti, potrebbe anche ricomprendere l'organizzazione di attività in cui non ci si muove (si pensi, per esempio, a letture o giochi da tavolo). In Italia, peraltro, è già stata anche istituita la Giornata nazionale dello sport per la prima domenica di giugno di ogni anno, dedicata alla promozione di tutte le discipline sportive coinvolte (direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 novembre 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2003). L'articolo 1 della direttiva stabilisce che, in tale giornata, «il Coni e le altre amministrazioni pubbliche, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, assumono, nell'ambito delle rispettive competenze, iniziative, volte a promuovere e a valorizzare la funzione educativa e sociale dello sport quale fondamentale fattore di crescita e di arricchimento della personalità dell'individuo, di preservazione della salute, di miglioramento della qualità della vita e di responsabilizzazione e rafforzamento della società civile». L'istituzione di una autonoma giornata nazionale dedicata ai bambini e agli adolescenti nello sport, dunque, potrebbe valorizzare le due giornate, quella mondiale e quella nazionale, già istituite, nell'ottica della migliore integrazione tra promozione dei diritti dei minori (quello al gioco) e riscoperta della dimensione ludico-sociale dell'attività sportiva e motoria. Infine, la presente proposta darebbe seguito a quanto previsto al punto n. 16 delle «Conclusioni del Consiglio sulla promozione delle abilità motorie e delle attività fisiche e sportive destinate ai bambini» del 25 novembre 2015, secondo cui si invitano gli Stati membri a: «incoraggiare il ricorso ad attività di sensibilizzazione e l'informazione a livello nazionale, regionale e locale, per suscitare interesse alle abilità motorie e alle attività di educazione fisica destinate ai bambini».. 1 (Istituzione della Giornata nazionale del diritto al gioco dei bambini e degli adolescenti nello sport) 1 Al fine di dare piena attuazione all'articolo 31 della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, la Repubblica riconosce il 28 maggio quale «Giornata nazionale del diritto al gioco dei bambini e degli adolescenti nello sport». 2 La giornata di cui al comma 1 non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260. 2 (Organizzazione e promozione di iniziative e attività) 1 Le amministrazioni statali competenti in materia di sport, le regioni, le province, le città metropolitane, i comuni, compresi loro consorzi e associazioni, e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, in occasione della Giornata di cui all'articolo 1, organizzano e promuovono, nell'ambito della propria autonomia e delle rispettive competenze, in collaborazione con il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), con il Comitato italiano paralimpico (CIP), con le Federazioni sportive nazionali (FSN) e le Discipline sportive associate (DSA), e loro organizzazioni territoriali, e con gli enti di promozione sportiva, iniziative e attività volte all'attuazione e alla diffusione del diritto al gioco dei bambini e degli adolescenti nello sport. 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .