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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 152 GIROTTO La seduta inizia alle ore 9. ANTICIPAZIONE DELLA RIUNIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI Il PRESIDENTE propone di sospendere la seduta e svolgere immediatamente l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi per la programmazione dei lavori, già convocato al termine della seduta plenaria. Conviene la Commissione. La seduta, sospesa alle ore 9,05, riprende alle ore 9,10. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti DDL 2207 Conversione in legge del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti (Parere alla 5ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 19 maggio. Il relatore COLLINA ( PD ) illustra una proposta di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato, con la quale ha inteso dare atto al Governo in carica e al precedente Esecutivo dell'importante sforzo compiuto per affiancare risorse nazionali a quelle europee. Fa presente dunque che le premesse dello schema di parere ripercorrono tale valutazione preliminare dei contenuti e delle misure finora previste, e sottolinea che il provvedimento annuncia quali sono gli investimenti e i progetti strategici. Precisa comunque che il decreto-legge in esame non consente a suo avviso quelle variazioni tipiche delle manovre di bilancio, ma ha motivazione tecnica oltre che un forte significato politico. Si sofferma quindi sulle osservazioni, delle quali le prime due riprendono temi già discussi in occasione del decreto-legge n. 41 del 2021 (cosiddetto "decreto sostegni"), mentre la terza sollecita il rifinanziamento della "Nuova Sabatini", i cui effetti potrebbero esaurirsi già a giugno per carenza di risorse. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ), nel preannunciare un orientamento favorevole, propone di integrare le osservazioni sollecitando il rifinanziamento anche dei contratti di sviluppo, che possono essere un utile strumento di sostegno per le imprese. Anche la senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) manifesta un avviso favorevole, domandando quale sia la governance del cosiddetto Fondo complementare rispetto alle risorse che saranno disponibili attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il vice ministro PICHETTO FRATIN fa presente che il Fondo complementare ha lo scopo di integrare con risorse nazionali gli interventi del PNRR che non sarebbero compatibili con i finanziamenti europei, sia per merito che per tempistiche. Afferma peraltro che le risorse rientranti nel Piano nazionale per gli investimenti complementari saranno soggette a valutazioni e adeguamenti periodici. Il presidente GIROTTO segnala che, in base all'articolo 1, comma 6, agli interventi ricompresi nel Piano nazionale per gli investimenti complementari si applicano le medesime procedure di semplificazione e di accelerazione, nonché le misure di trasparenza e di conoscibilità dello stato di avanzamento, stabilite per il PNRR. Chiede quindi al relatore se intende accogliere il suggerimento del senatore Ripamonti. Il relatore COLLINA ( PD ) manifesta disponibilità ad individuare una formulazione appropriata per recepire l'osservazione del senatore Ripamonti. La seduta, sospesa alle ore 9,20, riprende alle ore 9,25. Il relatore COLLINA ( PD ) riformula conseguentemente lo schema di parere favorevole con osservazioni, dichiarando di aver integrato l'osservazione n. 3 con il riferimento ai contratti di sviluppo. Previa astensione del senatore PARAGONE ( Misto ), verificata la presenza del numero legale, lo schema di parere favorevole con osservazioni del relatore, come riformulato e pubblicato in allegato, è posto ai voti e approvato. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI Il presidente GIROTTO ricorda che nella riunione dell'Ufficio di Presidenza, convocata alle ore 13,30 di oggi, avrà inizio il ciclo di audizioni sui disegni di legge nn. 1217 e 1666, in materia di disciplina dell'attività di perito assicurativo, e che la documentazione depositata nel corso dell'istruttoria sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. CONVOCAZIONE DI UNA ULTERIORE SEDUTA DELLA COMMISSIONE E DI UNA ULTERIORE RIUNIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI Il PRESIDENTE avverte che la Commissione è convocata alle ore 9 di domani, giovedì 27 maggio, per la votazione dello schema di risoluzione sull'affare assegnato n. 161, con particolare riferimento all'area di crisi di Gela. Convoca altresì una ulteriore riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, per la programmazione dei lavori, al termine della seduta plenaria di domani. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,30. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2207 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2207 La 10ª Commissione, esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge in titolo, premesso che, la crisi sanitaria generata dalla pandemia globale da Covid-19, ha provocato una caduta dell'economia globale a livelli mai registrati dal secondo dopoguerra. Secondo le ultime stime del FMI, il Pil globale ha subito, a causa della pandemia, una contrazione del 3,3 per cento nel 2020, con effetti più gravi sull'economia dell'eurozona dove si è registrata una contrazione complessiva del 6,6 per cento. Le previsioni per il 2021 del FMI prefigurano una buona ripresa dell'economia globale del 6,0 per cento, con l'eurozona stimata con un ritmo di crescita più lento e pari al 4,4 per cento. Tutte le principali economie dell'UE hanno registrato nel 2020 una forte contrazione del PIL (Germania -4,9 per cento; Francia -8,1 per cento; Italia -8,9 per cento; Spagna -10,8 per cento), con un parziale recupero stimato nel 2021 dal FMI (Germania +3,6 per cento; Francia +5,8 per cento; Italia + 4,2 per cento; Spagna +6,4 per cento), tuttavia non sufficiente a riportare il livello della produzione al periodo antecedente all'avvio della pandemia; le istituzioni dell'Unione europea, per fronteggiare i pesanti effetti economici e sociali causati dall'epidemia da COVID-19, hanno da subito assunto importanti decisioni. Nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, sono state previste, fra le altre misure: a) la sospensione del Patto di stabilità e crescita, attraverso l'applicazione della " general escape clause" ; b) la flessibilità accordata al regime degli aiuti di Stato; c ) l'avvio, da parte della Banca centrale europea, del programma Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) da 750 miliardi di euro (a giugno 2020, la BCE ha deciso un incremento del programma per ulteriori 600 miliardi di euro, per un totale di 1.350 miliardi di euro); d) il ricorso alla flessibilità nell'uso delle risorse della coesione; e ) il piano della Banca europea per gli investimenti (BEI) per attivare fino a più di 40 miliardi di euro di finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese. Durante il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 è stato concordato il Quadro finanziario pluriennale da 1.074,3 miliardi di euro a cui è stato affiancato il programma Next Generation EU (NGEU) con una dotazione di risorse aggiuntive pari a 750 miliardi di euro da destinare interamente alle azioni di contrasto alle conseguenze economiche della crisi sanitaria da COVID-19 e in particolare al sostegno di investimenti e riforme degli Stati membri che siano di impulso ad una rapida e duratura ripresa delle loro economie nazionali; considerato che, per l'accesso alle risorse del programma NGEU, l'Unione europea ha richiesto agli Stati membri di predisporre appositi Piani nazionali di ripresa e resilienza da far pervenire alla Commissione europea entro il 30 aprile 2021. Il Governo italiano, nel rispetto delle procedure e della tempistica prevista dalla Commissione europea, ha trasmesso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nel quale si prefigurano gli interventi per sostenere la ripresa economica nei prossimi anni e per affrontare i nodi strutturali che da tempo inibiscono un pieno e armonioso sviluppo economico e sociale del paese, la modernizzazione e la riduzione delle diseguaglianze e dei divari di genere, generazionali e territoriali acuitesi negli ultimi anni. Il PNRR mira ad utilizzare tutte le risorse che l'Unione europea ha messo a disposizione del nostro Paese e si basa, in linea con le raccomandazioni europee e gli obiettivi comunitari, su un forte aumento degli investimenti, su un significativo incremento della spesa per ricerca, istruzione, innovazione e digitalizzazione e su riforme mirate a incrementare la crescita potenziale, la competitività, l'equità e la sostenibilità sociale e ambientale; sono, inoltre, previste: la riforma della pubblica amministrazione, volta a favorire la semplificazione e l'efficacia dell'attività amministrativa, la digitalizzazione dei servizi, gli investimenti in capitale umano e il ricambio generazionale; la riforma della giustizia, volta a garantire la riduzione dei tempi dei processi, e smaltire gli arretrati giudiziari; sei riforme abilitanti trasversali; riforme settoriali finalizzate alla piena realizzazione degli investimenti, nonché la riforma del fisco che, pur non ricompresa nel PNRR, è parte integrante della strategia di riforme del Governo; il Piano si compone di sei missioni e sedici componenti per interventi complessivi pari a 191,5 miliardi di euro a valere sul Dispositivo di ripresa e resilienza (RRF); le suddette risorse sono state integrate dal Governo con lo stanziamento di ulteriori 30,6 miliardi per il finanziamento di un Piano nazionale complementare da affiancare al dispositivo europeo, nonché di ulteriori 26 miliardi da destinare, entro il 2032, alla realizzazione di opere specifiche, che includono, fra le altre, quelle relative al potenziamento delle linee ferroviarie ad alta velocità; il provvedimento in esame, all'articolo 1, dispone dunque l'approvazione del Piano nazionale per gli investimenti, finalizzato ad integrare con risorse nazionali per complessivi 30.622,46 milioni di euro (FNC), per gli anni dal 2021 al 2026, gli interventi del PNRR; il PNRR, pertanto, si compone di sei missioni e sedici componenti per interventi complessivi pari a 191,5 miliardi di euro a valere sul Dispositivo di ripresa e resilienza (RRF) a cui si aggiungono i 30,6 miliardi di euro a valere sul Fondo nazionale complementare (FNC). Le sei missioni sono così suddivise: Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura, 40,7 miliardi a cui se ne aggiungono 8,5 a valere sul FNC; Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica, 59,3 miliardi a cui se ne aggiungono 9,3 a valere sul FNC; Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile, 25,1 miliardi a cui se ne aggiungono 6,3 a valere sul FNC; Missione 4 - Istruzione e ricerca, 30,9 miliardi a cui si aggiunge 1 miliardo a valere sul FNC; Missione 5 - Inclusione e coesione, 19,8 miliardi a cui se ne aggiungono 2,6 a valere sul FNC e Missione 6 - Salute, 15,6 miliardi a cui se ne aggiungono 2,9 a valere sul FNC; nel complesso, si potrà disporre di circa 248 miliardi di euro, a cui si aggiungono poi quelle rese disponibili dal programma React -EU, per ulteriori 13 miliardi di euro da utilizzare, come previsto dalla normativa dell'Unione europea, negli anni 2021-2023. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi; tenuto conto che, in aggiunta alle ingenti risorse stanziate per il FNC, il provvedimento in esame prevede, fra le altre misure, all'articolo 2, l'incremento della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al periodo di programmazione 2021-2027 per un importo di 15,5 miliardi di euro; all'articolo 3, la revisione della copertura finanziaria del credito di imposta per gli investimenti in beni materiali e all'articolo 4, le autorizzazioni di spesa per la linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria (9,4 miliardi di euro) e per il 2° lotto funzionale attraversamento di Vicenza (925 milioni di euro); complessivamente, il nostro Paese avrà a disposizione un consistente pacchetto di risorse che dovranno essere utilizzate al meglio per fornire alle famiglie e alle imprese tutto il sostegno necessario per una ripartenza sostenibile nel tempo e da un punto di vista sociale e ambientale, sospingendo gli investimenti produttivi e realizzando riforme da lungo tempo attese; la rapidità nell'utilizzo di tutte le risorse già disponibili e di quelle in via di definizione rappresenta un elemento fondamentale per il rilancio del nostro sistema economico e dell'occupazione; l'improcrastinabile avvio della ripresa economica del nostro Paese non può prescindere, altresì, dalla realizzazione di importanti riforme e dal considerare centrali nell'azione di Governo la coesione sociale, lo sviluppo dell'economia verde, la digitalizzazione, le nuove tecnologie, il capitale umano, gli investimenti in cultura e turismo, istruzione, mobilità sociale, e non ultimo la pari opportunità di genere e generazionali. Tutti fattori fondamentali, nei prossimi mesi, per rendere la nostra economia più competitiva, incentrata sullo sviluppo sostenibile e fondata su una nuova strategia industriale; il provvedimento in esame si configura, pertanto, come uno dei tasselli fondamentali nella strategia complessiva in atto per il rilancio economico e sociale del Paese a seguito della crisi emergenziale sanitaria da COVID-19; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: si invita la Commissione di merito a sollecitare il Governo affinché valuti: a) in relazione all'articolo 1, comma 3, la necessità di allineare i termini entro i quali i soggetti interessati effettuano gli interventi di ristrutturazione edilizia per il risparmio energetico e antisismici per fruire della detrazione del 110 per cento delle spese ammissibili, alla data del 31 dicembre 2023; b) in relazione all'articolo 3, la necessità di definire indirizzi certi in merito alla cedibilità dei crediti d'imposta maturati a fronte degli investimenti effettuati ai sensi del programma Transizione 4.0, tenuto conto anche dei benefici che possono prodursi da tale circolazione dei crediti in termini di maggiore liquidità a disposizione delle imprese; c) al fine di sostenere lo sviluppo delle imprese che puntano sulla competitività e sulla crescita, la necessità di dare un ulteriore impulso a nuovi investimenti, indispensabili per favorire la ripresa, rifinanziando, con urgenza, la misura della "Nuova Sabatini", tenuto conto che gli effetti di tale strumento rischiano di esaurire la propria efficacia già nel mese di giugno per carenza di adeguate risorse a copertura del fabbisogno. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2207 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2207 La 10ª Commissione, esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge in titolo, premesso che, la crisi sanitaria generata dalla pandemia globale da Covid-19, ha provocato una caduta dell'economia globale a livelli mai registrati dal secondo dopoguerra. Secondo le ultime stime del FMI, il Pil globale ha subito, a causa della pandemia, una contrazione del 3,3 per cento nel 2020, con effetti più gravi sull'economia dell'eurozona dove si è registrata una contrazione complessiva del 6,6 per cento. Le previsioni per il 2021 del FMI prefigurano una buona ripresa dell'economia globale del 6,0 per cento, con l'eurozona stimata con un ritmo di crescita più lento e pari al 4,4 per cento. Tutte le principali economie dell'UE hanno registrato nel 2020 una forte contrazione del PIL (Germania -4,9 per cento; Francia -8,1 per cento; Italia -8,9 per cento; Spagna -10,8 per cento), con un parziale recupero stimato nel 2021 dal FMI (Germania +3,6 per cento; Francia +5,8 per cento; Italia + 4,2 per cento; Spagna +6,4 per cento), tuttavia non sufficiente a riportare il livello della produzione al periodo antecedente all'avvio della pandemia; le istituzioni dell'Unione europea, per fronteggiare i pesanti effetti economici e sociali causati dall'epidemia da COVID-19, hanno da subito assunto importanti decisioni. Nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, sono state previste, fra le altre misure: a) la sospensione del Patto di stabilità e crescita, attraverso l'applicazione della " general escape clause" ; b) la flessibilità accordata al regime degli aiuti di Stato; c ) l'avvio, da parte della Banca centrale europea, del programma Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) da 750 miliardi di euro (a giugno 2020, la BCE ha deciso un incremento del programma per ulteriori 600 miliardi di euro, per un totale di 1.350 miliardi di euro); d) il ricorso alla flessibilità nell'uso delle risorse della coesione; e ) il piano della Banca europea per gli investimenti (BEI) per attivare fino a più di 40 miliardi di euro di finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese. Durante il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 è stato concordato il Quadro finanziario pluriennale da 1.074,3 miliardi di euro a cui è stato affiancato il programma Next Generation EU (NGEU) con una dotazione di risorse aggiuntive pari a 750 miliardi di euro da destinare interamente alle azioni di contrasto alle conseguenze economiche della crisi sanitaria da COVID-19 e in particolare al sostegno di investimenti e riforme degli Stati membri che siano di impulso ad una rapida e duratura ripresa delle loro economie nazionali; considerato che, per l'accesso alle risorse del programma NGEU, l'Unione europea ha richiesto agli Stati membri di predisporre appositi Piani nazionali di ripresa e resilienza da far pervenire alla Commissione europea entro il 30 aprile 2021. Il Governo italiano, nel rispetto delle procedure e della tempistica prevista dalla Commissione europea, ha trasmesso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nel quale si prefigurano gli interventi per sostenere la ripresa economica nei prossimi anni e per affrontare i nodi strutturali che da tempo inibiscono un pieno e armonioso sviluppo economico e sociale del paese, la modernizzazione e la riduzione delle diseguaglianze e dei divari di genere, generazionali e territoriali acuitesi negli ultimi anni. Il PNRR mira ad utilizzare tutte le risorse che l'Unione europea ha messo a disposizione del nostro Paese e si basa, in linea con le raccomandazioni europee e gli obiettivi comunitari, su un forte aumento degli investimenti, su un significativo incremento della spesa per ricerca, istruzione, innovazione e digitalizzazione e su riforme mirate a incrementare la crescita potenziale, la competitività, l'equità e la sostenibilità sociale e ambientale; sono, inoltre, previste: la riforma della pubblica amministrazione, volta a favorire la semplificazione e l'efficacia dell'attività amministrativa, la digitalizzazione dei servizi, gli investimenti in capitale umano e il ricambio generazionale; la riforma della giustizia, volta a garantire la riduzione dei tempi dei processi, e smaltire gli arretrati giudiziari; sei riforme abilitanti trasversali; riforme settoriali finalizzate alla piena realizzazione degli investimenti, nonché la riforma del fisco che, pur non ricompresa nel PNRR, è parte integrante della strategia di riforme del Governo; il Piano si compone di sei missioni e sedici componenti per interventi complessivi pari a 191,5 miliardi di euro a valere sul Dispositivo di ripresa e resilienza (RRF); le suddette risorse sono state integrate dal Governo con lo stanziamento di ulteriori 30,6 miliardi per il finanziamento di un Piano nazionale complementare da affiancare al dispositivo europeo, nonché di ulteriori 26 miliardi da destinare, entro il 2032, alla realizzazione di opere specifiche, che includono, fra le altre, quelle relative al potenziamento delle linee ferroviarie ad alta velocità; il provvedimento in esame, all'articolo 1, dispone dunque l'approvazione del Piano nazionale per gli investimenti, finalizzato ad integrare con risorse nazionali per complessivi 30.622,46 milioni di euro (FNC), per gli anni dal 2021 al 2026, gli interventi del PNRR; il PNRR, pertanto, si compone di sei missioni e sedici componenti per interventi complessivi pari a 191,5 miliardi di euro a valere sul Dispositivo di ripresa e resilienza (RRF) a cui si aggiungono i 30,6 miliardi di euro a valere sul Fondo nazionale complementare (FNC). Le sei missioni sono così suddivise: Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura, 40,7 miliardi a cui se ne aggiungono 8,5 a valere sul FNC; Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica, 59,3 miliardi a cui se ne aggiungono 9,3 a valere sul FNC; Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile, 25,1 miliardi a cui se ne aggiungono 6,3 a valere sul FNC; Missione 4 - Istruzione e ricerca, 30,9 miliardi a cui si aggiunge 1 miliardo a valere sul FNC; Missione 5 - Inclusione e coesione, 19,8 miliardi a cui se ne aggiungono 2,6 a valere sul FNC e Missione 6 - Salute, 15,6 miliardi a cui se ne aggiungono 2,9 a valere sul FNC; nel complesso, si potrà disporre di circa 248 miliardi di euro, a cui si aggiungono poi quelle rese disponibili dal programma React -EU, per ulteriori 13 miliardi di euro da utilizzare, come previsto dalla normativa dell'Unione europea, negli anni 2021-2023. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi; tenuto conto che, in aggiunta alle ingenti risorse stanziate per il FNC, il provvedimento in esame prevede, fra le altre misure, all'articolo 2, l'incremento della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al periodo di programmazione 2021-2027 per un importo di 15,5 miliardi di euro; all'articolo 3, la revisione della copertura finanziaria del credito di imposta per gli investimenti in beni materiali e all'articolo 4, le autorizzazioni di spesa per la linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria (9,4 miliardi di euro) e per il 2° lotto funzionale attraversamento di Vicenza (925 milioni di euro); complessivamente, il nostro Paese avrà a disposizione un consistente pacchetto di risorse che dovranno essere utilizzate al meglio per fornire alle famiglie e alle imprese tutto il sostegno necessario per una ripartenza sostenibile nel tempo e da un punto di vista sociale e ambientale, sospingendo gli investimenti produttivi e realizzando riforme da lungo tempo attese; la rapidità nell'utilizzo di tutte le risorse già disponibili e di quelle in via di definizione rappresenta un elemento fondamentale per il rilancio del nostro sistema economico e dell'occupazione; l'improcrastinabile avvio della ripresa economica del nostro Paese non può prescindere, altresì, dalla realizzazione di importanti riforme e dal considerare centrali nell'azione di Governo la coesione sociale, lo sviluppo dell'economia verde, la digitalizzazione, le nuove tecnologie, il capitale umano, gli investimenti in cultura e turismo, istruzione, mobilità sociale, e non ultimo la pari opportunità di genere e generazionali. Tutti fattori fondamentali, nei prossimi mesi, per rendere la nostra economia più competitiva, incentrata sullo sviluppo sostenibile e fondata su una nuova strategia industriale; il provvedimento in esame si configura, pertanto, come uno dei tasselli fondamentali nella strategia complessiva in atto per il rilancio economico e sociale del Paese a seguito della crisi emergenziale sanitaria da COVID-19; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: si invita la Commissione di merito a sollecitare il Governo affinché valuti: a) in relazione all'articolo 1, comma 3, la necessità di allineare i termini entro i quali i soggetti interessati effettuano gli interventi di ristrutturazione edilizia per il risparmio energetico e antisismici per fruire della detrazione del 110 per cento delle spese ammissibili, alla data del 31 dicembre 2023; b) in relazione all'articolo 3, la necessità di definire indirizzi certi in merito alla cedibilità dei crediti d'imposta maturati a fronte degli investimenti effettuati ai sensi del programma Transizione 4.0, tenuto conto anche dei benefici che possono prodursi da tale circolazione dei crediti in termini di maggiore liquidità a disposizione delle imprese; c) al fine di sostenere lo sviluppo delle imprese che puntano sulla competitività e sulla crescita, la necessità di dare un ulteriore impulso a nuovi investimenti, indispensabili per favorire la ripresa, rifinanziando, con urgenza, la misura della "Nuova Sabatini", tenuto conto che gli effetti di tale strumento rischiano di esaurire la propria efficacia già nel mese di giugno per carenza di adeguate risorse a copertura del fabbisogno, e i contratti di sviluppo.