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ORD. 143/06 A. PROCESSO PENALE - STRANIERO - AVVENUTA ESPULSIONE DELL'IMPUTATO - SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE DA PRONUNCIARSI NELLA FASE DELL'UDIENZA PRELIMINARE - ESCLUSIONE DELLA DECLARATORIA DI IMPROCEDIBILITÀ NEI PROCEDIMENTI A CITAZIONE DIRETTA - DENUNCIATA VIOLAZIONE DEI PRINCIPI DI RAGIONEVOLEZZA E EGUAGLIANZA - POSSIBILITÀ DI INTERPRETAZIONE ESTENSIVA - RICHIESTA DI RIMOZIONE DELL'ISTITUTO ANZICHÉ DI ESTENSIONE - INCONFERENZA DELLE CENSURE RIFERITE ALLA RIATTIVAZIONE DELL'AZIONE PENALE - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLE QUESTIONI.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 3- quater , del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, introdotto dall'art. 12, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189, censurato, in riferimento all'art. 3 Cost., nella parte in cui prevede che, nel caso di espulsione dello straniero sottoposto a procedimento penale, il giudice, se non è stato ancora emesso il provvedimento che dispone il giudizio, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. Il rimettente ritiene che, dalla lettera della norma impugnata, che parla testualmente di "sentenza di non luogo a procedere", debba necessariamente desumersi che la declaratoria di improcedibilità sia limitata ai soli procedimenti che contemplano l'udienza preliminare, con conseguente violazione dell'art. 3 Cost.: così facendo, però, il giudice a quo omette di verificare la praticabilità di una diversa interpretazione, conforme a Costituzione, in forza della quale la norma impugnata deve ritenersi applicabile, in via estensiva, anche nei procedimenti in cui detta udienza non sia prevista, così come, del resto, ritenuto unanimemente dalla giurisprudenza di legittimità e così come desumibile dalla voluntas legis , avuto riguardo agli obiettivi di politica criminale perseguiti dal legislatore.