Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 114 PINOTTI La seduta inizia alle ore 14,45. IN SEDE CONSULTIVA (2382) d-l 105/2021 - Emergenza COVID-19 e sicurezza attività sociali ed economiche DDL 2382 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche (Parere alla 1 a Commissione. Esame. Parere favorevole) La presidente PINOTTI ( PD ), relatrice del provvedimento, ricorda che la Commissione è chiamata a rendere un parere, per i profili di competenza, alla Commissione affari costituzionali sul disegno di legge di conversione in legge, già approvato dalla Camera dei deputati, del decreto-legge n. 105 del 2021, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche. Il decreto-legge in esame, che costituisce uno degli ultimi tasselli della sequenza di atti normativi con i quali è stata affrontata l'epidemia da COVID-19, e che si compone - a seguito delle modifiche introdotte dalla Camera dei deputati - di 18 articoli, disciplina le misure da applicare per fronteggiare la fase attuale dell'epidemia, fra cui specifiche modalità di utilizzo del cosiddetto Green Pass e nuovi criteri per l'assegnazione dei colori alle Regioni, e che proroga lo stato di emergenza nazionale al 31 dicembre 2021. Limitatamente alle parti di interesse per la Commissione Difesa, assumono rilievo l'articolo 6 del decreto-legge e le disposizioni, contenute ai numeri 3, 5 e 16, dell'allegato 1. L'articolo 6 proroga una serie tassativa di disposizioni  elencate nell'allegato 1  correlate al protrarsi dello stato di emergenza epidemiologica. Le disposizioni di competenza della Commissione difesa sono contenute ai numeri 3, 5 e 16 dell'allegato 1. In particolare, il numero 3 proroga, fino alla cessazione dello stato di emergenza, le misure di profilassi sanitaria per gli appartenenti alle Forze di polizia, alle Forze armate e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, impiegati per le esigenze connesse al contenimento della diffusione del COVID-19. Il numero 5 proroga, invece, le misure che dispensano temporaneamente dal servizio in presenza il personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche ai soli fini precauzionali in relazione all'esposizione al rischio di contagio da COVID-19 e non computano alcuni periodi di assenza per malattia o quarantena dovuta al COVID-19, collocando d'ufficio tale personale in licenza straordinaria, in congedo straordinario o in malattia. Infine, il numero 16 proroga al 31 dicembre 2021 la facoltà di avvalimento in via diretta, da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro e delle articolazioni dipendenti, limitatamente al personale già in organico. Si tratta di disposizioni introdotte da precedenti decreti-legge che hanno adottato le misure di contrasto alla diffusione del COVID-19 e che erano state, da ultimo, prorogate dal decreto-legge n. 52 del 2021 fino al 31 luglio scorso. Anche se non di pertinenza della Commissione, segnala altresì il numero 8 dell'allegato 1 che proroga, a sua volta e sempre fino al 31 dicembre 2021, il termine entro il quale opera il Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, incarico ricoperto dal 1 marzo 2021 dal Generale di Corpo d'armata Francesco Paolo Figliuolo. Richiama inoltre il contenuto dell'articolo 7 del decreto-legge, volto a prorogare, dal 31 luglio 2021 al 31 dicembre 2021, l'efficacia delle disposizioni speciali che disciplinano l'esercizio dell'attività giurisdizionale durante l'emergenza sanitaria e che riguardano - fra gli altri - anche i procedimenti relativi alla magistratura militare. Da ultimo richiama, a puro titolo conoscitivo, anche l'articolo 10 del decreto-legge che, in considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, esonera fino al 31 marzo 2022 le guardie giurate da impiegare in servizi antipirateria dalla frequentazione dei corsi teorico-pratici individuati dal Ministero dell'interno. Fino a tale data possono pertanto essere impiegate in servizi antipirateria le guardie giurate che non abbiano ancora frequentato i citati corsi teorico-pratici, a condizione che abbiano partecipato per un periodo di almeno 6 mesi, quali appartenenti alle Forze armate, alle missioni internazionali in incarichi operativi e che tale condizione sia attestata dal Ministero della difesa. In conclusione, formula l'espressione di un parere favorevole sul provvedimento in esame. Non essendovi richieste di intervento, la PRESIDENTE pone in votazione la proposta di parere favorevole, che, previa verifica della presenza del prescritto numero legale, risulta approvata. MATERIE DI COMPETENZA Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2021-2023 Doc Doc. CCXXXIV, n. 4 Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2021-2023 (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, e rinvio) Il relatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) evidenzia come la Commissione sia chiamata all'esame del Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2021-2023, presentato ai sensi dell'articolo 536 del Codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010. Il codice infatti prevede che il Ministro della difesa provveda a trasmettere al Parlamento la pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d'arma, accompagnata dal piano di impiego pluriennale, dal quadro generale delle esigenze operative delle Forze armate, dall'elenco dei programmi d'armamento e di ricerca in corso e anche, sotto forma di bilancio consolidato, dal quadro di tutte le spese relative alla funzione difesa, comprensive delle risorse assegnate da altri Ministeri. Da un punto di vista generale - come sottolineato nell'introduzione curata dal Ministro Guerini - il documento sottolinea innanzitutto l'insostituibile supporto che la Difesa sta assicurando al Paese in risposta alla crisi pandemica da COVID-19, garantendo in particolare, grazie alle capacità di cui lo Strumento militare dispone, alti livelli di prontezza e di reattività, nonché l'utilizzo di strumenti all'avanguardia. Gli indirizzi di politica militare promossi dal Ministro - come evidenziato nell'introduzione - sono volti ad assicurare al Paese un riposizionamento attivo nello scenario internazionale, a partire dall'appartenenza alla NATO e all'Unione europea, e condizioni di sicurezza all'area strategica del "Mediterraneo Allargato" e all'Europa stessa. Fra gli indirizzi viene inoltre indicato il rilancio complessivo dell'industria nazionale della Difesa, mediante l'ammodernamento dello Strumento militare, anche nei settori dell'aerospazio e della sicurezza. A questo fine si prevede l'utilizzo delle risorse del "Fondo relativo all'attuazione dei programmi di investimento pluriennale per le esigenze di Difesa nazionale", di cui alla Legge di Bilancio 2021, nonché il rafforzamento della collaborazione tra la Difesa, l'industria nazionale e le Università. L'intento sotteso al processo di ammodernamento in atto è di garantire qualità della spesa, certezza delle risorse, capacità di realizzare i programmi e un trend di crescita graduale degli investimenti. Proprio con riferimento al tema dell'industria nazionale della difesa, segnala che il Ministro Guerini ha di recente emanato una specifica Direttiva per la politica industriale della difesa, che ha come obiettivo primario garantire l'efficacia dello Strumento militare al fine di soddisfare le esigenze operative delle Forze Armate, dando impulso, al tempo stesso, al consolidamento del vantaggio tecnologico e della competitività dell'industria nazionale. La Direttiva intende promuovere una mirata politica industriale della Difesa che, attraverso l'azione sinergica tra tutte le componenti del Paese, punti ad innovare l'interazione tra la Difesa e l'industria, costruendo un "Sistema Difesa" adeguato agli obiettivi di crescita tecnologica e di competitività dell'industria nazionale, nonché alla dimensione internazionale e alle crescenti implicazioni geostrategiche ed economiche della tecnologia nel settore. Come ha sottolineato lo stesso Ministro nell'introduzione alla Direttiva, la dimensione industriale è un infatti aspetto determinante anche nel processo di integrazione della Difesa Europea e assume rilevanza geopolitica, fungendo, anche negli accordi "governo-governo", da fattore catalizzante della cooperazione con altri Paesi e del rafforzamento del ruolo internazionale dell'Italia. Il documento programmatico pluriennale è composto da un'introduzione (che, come già anticipato, è a firma del ministro della Difesa), da tre parti e da sette allegati (che riguardano, tra l'altro, le schede delle missioni internazionali che vedono la partecipazione italiana, i dati sul personale, ecc.). La prima parte del documento delinea il quadro strategico e politico e militare in cui le Forze armate si trovano ad operare. Il testo evidenzia innanzitutto i mutamenti in atto nello scenario di riferimento, e in particolare nell'area del cosiddetto "Mediterraneo allargato". La presenza di milizie straniere in Libia, la fragilità istituzionale in Libano, la tensione nella regione del Golfo, il progressivo riarmo di molti Stati, i contenziosi marittimi, le contese per l'accesso alle rotte commerciali e per il controllo delle risorse energetiche, rappresentano alcune delle criticità - a cui da ultimo si è aggiunga la crisi pandemica - che incombono sull'area mediterranea. Il contesto generale è dominato oltretutto dal progressivo affermarsi di spinte nazionalistiche e da una certa inefficacia delle risposte fornite dagli strumenti del multilateralismo. Tra le sfide più impegnative viene annoverata la minaccia cibernetica, che ha ormai assunto un grande rilievo geopolitico e geostrategico, stanti le potenzialità destabilizzanti e di condizionamento delle opinioni pubbliche. Il cyberspazio rappresenta un significativo fattore abilitante per soggetti di varia natura, intenzionati a compiere azioni asimmetriche, ibride o criminali, nonché un ideale campo d'azione e di proselitismo per l'estremismo violento. A tale scopo, viene rimarcato come l'Italia abbia sviluppato, all'interno del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, un'adeguata architettura nazionale di sicurezza cibernetica, arricchita recentemente da specifici provvedimenti relativi all'Agenzia per la Cyber-sicurezza Nazionale e al Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica. Un ampio paragrafo viene dedicato alla cooperazione per la sicurezza internazionale e, in particolare, al contributo offerto dal nostro Paese, che si sostanzia nell'impiego di oltre 16.000 militari delle Forze armate, in 43 operazioni sparse nel mondo. L'Italia continua a risultare tra i principali contributori alle missioni NATO/UE, nonché il primo contributore, tra i Paesi occidentali, alle missioni delle Nazioni Unite e il settimo finanziatore su scala mondiale. Con riferimento alla NATO, viene ribadito che la Difesa italiana continuerà ad assicurare il proprio supporto alle iniziative dell'Alleanza, coerentemente con il ruolo, gli interessi e l'ambizione del nostro Paese, mentre, nel contesto dell'Unione Europea, essa continuerà a promuovere attivamente una crescente integrazione di risorse e capacità tra Paesi membri, al fine di dotare l'Unione stessa di reali e concreti strumenti per esercitare un ruolo più ambizioso e rilevante nel campo della Difesa e Sicurezza. Con riguardo all'evoluzione degli impegni operativi, si sottolinea il rilievo dell'Alleanza Atlantica, elemento centrale della politica di difesa e sicurezza nazionale. Sempre con riferimento agli impegni operativi, il documento annovera anche le attività della Difesa nazionale sul versante interno: l'Operazione "Strade Sicure", che risponde a esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità e del terrorismo, ed è stata incrementata in seguito all'epidemia COVID-19, arrivando ad impiegare sino a 7.803 unità; l'Operazione "Mare Sicuro", avviata nel 2015 a seguito dell'evolversi della crisi libica e che svolge compiti di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale e nello Stretto di Sicilia; la Vigilanza Pesca (Vi.Pe.), esercitata dalla Marina militare per assicurare il libero esercizio dell'attività di pesca dai pescherecci nazionali, in acque internazionali; la difesa dello spazio aereo nazionale, assicurata dall'Aeronautica militare ed inserita nel sistema integrato di difesa aerea e missilistica dello spazio aereo della NATO. Un ampio paragrafo illustrativo è inoltre dedicato agli aspetti operativi e finanziari delle attività della Difesa e delle Forze Armate, a supporto del Servizio Sanitario Nazionale e delle Autorità civili (Prefetture, Forze dell'ordine, Dipartimento della Protezione Civile), nell'ambito delle risposte all'emergenza da COVID-19. La seconda parte del documento si sofferma sullo sviluppo dello Strumento militare, analizzando i principali compiti istituzionali assegnati alle Forze armate, le esigenze operative delle singole componenti, e le connesse future linee di sviluppo capacitivo. In questa sezione viene, inoltre, dato conto dei principali programmi d'investimento della Difesa. Con riferimento agli indirizzi strategici, il principale obiettivo della Difesa è quello di dotarsi di uno Strumento militare integrato, bilanciato in termini quantitativi, qualitativi e capacitivi, sostenibile e in grado di tutelare gli interessi vitali e strategici del Paese e di rispettare gli impegni internazionali. Le Forze Armate italiane saranno impiegate nell'ambito di quattro missioni loro assegnate: difesa dello Stato, difesa degli spazi euro-atlantici ed euro-mediterranei, contributo alla realizzazione della pace e della sicurezza internazionali e infine al concorso per la salvaguardia delle libere istituzioni e per lo svolgimento di compiti specifici. Lo Strumento militare nazionale dovrà essere in grado di soddisfare gli impegni assunti in ambito NATO, dotandosi di capacità funzionali al contributo nazionale all'Alleanza. Definite le priorità e gli obiettivi dello sviluppo capacitivo, la programmazione pluriennale dovrà garantire certezza realizzativa e compatibilità finanziaria, privilegiando una visione interforze e assicurando investimenti urgenti e prioritari nei settori delle tecnologie di alta valenza strategica, dei nuovi domini cyber e spazio, nell'ammodernamento tecnologico, nella digitalizzazione e nelle tecnologie emergenti e disruptive (intelligenza artificiale, robotica, big data , ecc.). Relativamente alle esigenze operative, il documento rimarca come le risultanze di tale processo siano dirette allo sviluppo capacitivo dello Strumento Militare in senso interforze, integrando tutti i 5 domini operativi. Il documento pone in rilievo le esigenze operative per ciascun dominio. In quello cibernetico, in particolare, dovrà essere rafforzata la protezione, l'efficienza e la resilienza delle reti e dei sistemi informativi, nonché l'implementazione delle "Misure Minime di Sicurezza" e l'introduzione della " security-by-design " quale prerequisito obbligatorio nello sviluppo di nuove applicazioni e sistemi interforze. Nel dominio spaziale, la Difesa si propone di conseguire un'adeguata capacità di apprezzamento della minaccia da e verso lo spazio e di condurre efficacemente operazioni, nel rispetto delle norme di diritto internazionale. La componente terrestre, a sua volta, dovrà continuare a garantire il fondamentale presidio del territorio nazionale, incluso il supporto delle forze di polizia e della Protezione Civile in occasione di eventi straordinari e pubbliche calamità, e la difesa del territorio e degli interessi nazionali. La componente marittima dovrà continuare ad assicurare la difesa a la sicurezza degli spazi marittimi di interesse nazionale, attraverso la presenza e sorveglianza, la protezione delle linee di comunicazione marittime, la tutela delle risorse e delle attività economiche e la polizia dell'alto mare. A sua volta la componente aerospaziale dovrà continuare ad assicurare la sorveglianza e la difesa del cielo e dal cielo, nello spazio aereo nazionale, contribuendo altresì a quella euro-atlantica, nonché a garantire la proiezione di forza dall'aria, con possibilità di operare nel più ampio spettro di conflittualità, in dispositivi interforze e/o internazionali, assicurando - tra l'altro - capacità di comando e controllo, rapida rischierabilità e trasporto strategico per la Difesa, superiorità aerea, sostegno abilitante alle forze di superficie, sorveglianza e raccolta informativa nelle aree di interesse nazionale, protezione delle Forze dalla minaccia aerea e missilistica. Da ultimo, il documento prevede che la componente di Polizia militare, identificabile con l'Arma dei Carabinieri, dovrà continuare a esercitare azioni di prevenzione e contrasto del crimine militare in Italia e nelle missioni internazionali e concorrere alla difesa del territorio nazionale. Le esigenze operative delle Forze armate vengono quindi suddivise in una serie di capacità operative fondamentali (comando, controllo e consultazione, capacità informativa, protezione delle forze e sostegno delle forze) in ordine alle quali vengono disposte delle linee di sviluppo capacitivo. Un paragrafo conclusivo del capitolo è dedicato al "nuovo paradigma dello sviluppo capacitivo dello Strumento", in un contesto segnato da grandi sfide e nel quale alcuni competitor internazionali hanno posto in essere iniziative molto assertive. Per il nostro Paese, sottolinea il documento, il nuovo contesto operativo impone un urgente aggiornamento delle logiche classiche della presenza, dell'autorevolezza e della rilevanza, puntando altresì al consolidamento, all'aggiornamento e allo sviluppo di un modello di Forze Armate integrate, in grado di gestire crisi dai tratti sempre più asimmetrici, e attribuendo un ruolo di indilazionabile centralità all'innovazione e alla digitalizzazione. Sempre nella seconda parte viene poi dato conto dei principali programmi d'investimento della Difesa. Nello specifico, il documento elenca 85 programmi di previsto avvio nel triennio 2021-2023 e presenta un aggiornamento del quadro relativo ai 115 programmi già operanti. Tra quelli in avvio, 7 programmi sono considerati strategici per la Difesa, in quanto caratterizzati da elevate possibilità di cooperazione internazionale, alta valenza tecnologica e forte impronta dal punto di vista capacitivo e industriale. Tutti, in ogni caso, saranno finanziati con risorse del Fondo relativo ai Programmi di Investimento Pluriennale per le esigenze di Difesa Nazionale, già richiamato, la cui dotazione è complessivamente pari a 12,35 miliardi di euro nell'arco temporale 2021-2035. In questa sede ci si limita a richiamare alcuni programmi rilevanti dal punto di vista strategico. Il programma di FCAS/TEMPEST, in corso di sviluppo con la Gran Bretagna e la Svezia, è finalizzato alla progettazione, sviluppo e acquisizione di un aereo " combat air system " di 6 a generazione. Viene indicato uno stanziamento di 2 miliardi di euro fino al 2035, di cui sessanta milioni di euro stanziati nel triennio 2021-2023. Il programma, definito nel documento di "eccezionale ambizione", è destinato ad avere risvolti non solo nell'ambito tecnologico militare, ma anche per la crescita sistemica delle più diversificate filiere produttive operanti nel settore della digitalizzazione. Oltre a consentire la conservazione del "dominio nel combattimento aereo", la partecipazione italiana al programma consentirà anche di gestire la transizione digitale in forma compiuta ed armonica con vantaggi uniformemente distribuiti al Paese, alle sue industrie ed imprese, a ciascuna componente dello strumento militare. Per l'acquisizione di capacità per la condivisione dati basata sul concetto di Cloud della Difesa, si prevede un programma pluriennale articolato su più interventi legati alla realizzazione di un ambiente informativo classificato joint , sicuro ed interoperabile. Per il programma è previsto un finanziamento sul bilancio del Ministero della Difesa per complessivi 90,7 milioni di euro, distribuiti in 15 anni (di cui 4,7 milioni nel 2021, 5 nel 2022 e 1 nel 2023 e 9 nel periodo 2024-2026). Per il programma a carattere interforze (Esercito e Marina militare) finalizzato allo sviluppo ed acquisizione di un nuovo Veicolo Blindato Anfibio (VBA), è previsto un finanziamento sul bilancio della Difesa, per la sola componente marittima, per 120 milioni di euro fino al 2026, Viene inoltre precisato come il fabbisogno complessivo stimato per tale programma ammonti a 1,33 miliardi di euro, con risorse che dovranno essere finanziate da successive leggi di Bilancio. Il programma per l'ammodernamento, rinnovamento e potenziamento della capacità nazionale di difesa aerea e missilistica, nella più ampia cornice del sistema NATO di Difesa Aerea e Missilistica integrata, prevede l'introduzione della tecnologia " New Generation " nei sistemi in inventario, l'adeguamento del parco missili Aster , il completamento della 6ª batteria SAMP/T in carico all'Esercito e l'acquisizione della dotazione di 5 batterie SAMP/T a protezione degli assetti dell'Aeronautica Militare. Il programma ha un fabbisogno complessivo stimato di 3,05 miliardi, di cui risulta finanziata una tranche per un totale di 2,37 miliardi di euro distribuiti in 15 anni. Per il programma per l'acquisizione di radar per sistemi di difesa aerea (FSAS/PAAMS), volto in particolare all'acquisizione di radar per la sorveglianza e l'ingaggio, quali sensori organici alle batterie contraeree (SAMP/T) dell'Esercito Italiano e alle unità navali della Marina Militare dotate dei sistemi di difesa aerea FSAF/PAAMS con capacità incrementate grazie all'introduzione dei missili B1-NT attualmente in fase di sviluppo, il documento stima un fabbisogno complessivo pari a 840 milioni di euro. Il programma finalizzato al rinnovamento delle unità navali della linea Cacciatorpediniere tramite l'acquisizione di due nuove unità, è volto a garantire di preservare la capacità anti-aerea imbarcata, incrementandola in chiave di difesa dalla minaccia dei missili balistici. Per tale programma è previsto un finanziamento sul bilancio del Ministero della Difesa per 1,49 miliardi, finalizzato allo svolgimento degli studi preliminari di de‐risking e all'avvio della fase acquisitiva (rispetto a un fabbisogno complessivo stimato in 2,7 miliardi). Per la partecipazione dell'Italia ad un programma di sviluppo e acquisizione di un nuovo Sistema di combattimento per la Fanteria, attraverso l'acquisizione di un "sistema di sistemi" (famiglia di piattaforme) per la fanteria pesante, incentrato su una piattaforma combat e una serie di piattaforme di supporto, la scheda prospetta un profilo programmatico di stanziamenti totali per 2,14 miliardi di euro distribuiti in 14 anni, che rappresentano una tranche rispetto al fabbisogno complessivo attualmente in corso di definizione. La terza parte del documento è dedicata all'analisi delle principali voci di spesa del comparto difesa. La dotazione complessiva del comparto per il 2021 ammonta a 24.583,2 milioni di euro, pari all'1,41 per cento del PIL. Le assegnazioni per il 2022 e per il 2023, invece, ammontano rispettivamente a 25.164,7 e a 23.493 milioni di euro e, riferite ai corrispondenti valori di PIL previsionale, denotano un rapporto pari a 1,37 per cento nel 2022 e 1,23 per cento nel 2023. Come negli anni scorsi, inoltre, il documento reca la comparazione (nell'arco temporale compreso tra il 2008 e il 2021), tra il bilancio della Difesa, formalmente inteso, e il "Bilancio Integrato", comprendente anche le risorse esterne al Dicastero, attestate nello stato di previsione della spesa del Ministero dello Sviluppo Economico (settore investimento), e del MEF (partecipazione dell'Italia alle missioni militari internazionali). L'andamento dei fondi della Difesa, in termini di risorse iscritte a bilancio ordinario, stanziamenti di missioni internazionali e finanziamenti del MiSE, ha registrato nell'ultimo decennio un andamento altalenante, ma comunque in crescita, passando dal valore di 23.655,6 milioni di euro del 2008 all'importo di circa 28.287,3 milioni di euro del 2021. Un'ulteriore tabella pone altresì in rilievo come le spese finali del Ministero della difesa autorizzate per il 2021 dall'ultima legge di bilancio, pari a 24.583,2 milioni di euro, rappresentino, in termini di competenza, circa il 3 per cento delle spese finali del bilancio dello Stato. Per quanto attiene all'articolazione del bilancio per funzioni, nel 2021 la spesa totale risulta in aumento e così ripartita: alla "funzione difesa" viene attribuita una dotazione di 16.809 milioni di euro (in aumento risposto ai 15.323,4 milioni del 2020), alla "funzione sicurezza del territorio" sono assegnati 7.209,4 milioni (rispetto ai 7.054,9 milioni del 2020), e alle "funzioni esterne" sono attribuiti 156,1 milioni (in calo, rispetto ai 161,7 milioni del 2020). Ulteriori 408,7 milioni di euro (in aumento rispetto ai 401,8 milioni dello scorso anno) sono poi assegnati per le pensioni provvisorie del personale in ausiliaria. Particolare rilevanza assume la cosiddetta "funzione difesa", che comprende tutte le spese necessarie all'assolvimento dei compiti istituzionali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, nonché dell'area interforze e della struttura amministrativa e tecnico-industriale del Dicastero. Tale spesa è tradizionalmente suddivisa nelle voci relative al personale, all'esercizio e all'investimento. Le risorse globali assegnate alla Funzione difesa, come già rilevato, ammontano a 16.809 milioni di euro (rispetto ai 15.323,4 milioni di euro dello scorso anno), suddivise in: a) 10.488,4 milioni di euro per il personale (che rappresentano il 62,4 per cento del totale, in lieve aumento rispetto al 2020); b) 2.284 milioni di euro per l'esercizio (rispetto ai 2.146,8 del 2020) (che rappresentano il 13,6 per cento del totale, con un incremento del 6,4 per cento rispetto al 2020); c) 4.036,6 milioni di euro per l'investimento (che rappresentano il 24,1 per cento del totale e che registra un rilevante incremento, del 43,6 per cento, rispetto al 2020). Un paragrafo specifico, dedicato al personale della Difesa, offre una sintesi ricognitiva dei provvedimenti normativi che, nel corso degli anni, sono stati adottati per attuare una riduzione delle dotazioni organiche, e avviare il passaggio da un modello di Forze Armate basato sulla coscrizione obbligatoria e che - all'inizio degli anni 2000 - annoverava circa 300.000 unità complessive di personale, ad un modello di Forze Armate composto esclusivamente di professionisti e limitato alla misura di 150.000 unità (ai sensi delle leggi n. 135 e n. 244 del 2012) da realizzarsi entro il 2024. Il paragrafo rimarca come questo processo determinerà, nei prossimi anni, una riduzione effettiva delle consistenze del personale, che passeranno da 167.252 unità nel 2020 a 167.057 nel 2021 e, ancora, da 166.484 nel 2022 a 165.529 nel 2023. Peraltro viene specificato come sia in corso di valutazione un processo di riforma del modello di Difesa, a partire da principi che puntano - tra gli altri - ad incrementare la percentuale di personale relativamente giovane all'interno delle Forze armate per il mantenimento in efficienza della componente operativa. In tale ottica il documento sottolinea come questo percorso di valutazione potrebbe portare a riconsiderare l'obiettivo organico delle 150.000 unità di personale o a valutare l'ipotesi di un differimento temporale del conseguimento di tale obiettivo. Un ultimo cenno di dettaglio meritano i dati riportati sul bilancio della Difesa in chiave NATO, quale rappresentazione del bilancio elaborato in base a parametri e criteri indicati dall'Alleanza. Al riguardo, è bene sottolineare che gli Stati membri dell'Alleanza hanno sottoscritto l'impegno formale a tendere, entro il 2024, al 2 per cento delle spese per la difesa rispetto al PIL nazionale e al 20 per cento delle spese per l'investimento rispetto a quelle della difesa. Sotto tale aspetto, l'Italia ha presentato un rapporto che fa stato di un tendenziale andamento crescente, sia in valore assoluto sia in termini percentuali, del rapporto spese per la Difesa/PIL e che, a fronte di un 1,18 per cento nel 2019, registra un incremento all'1,39 per cento nel 2020 e prevede di attestarsi, in termini percentuali, all'1,41 per cento nel 2021, all'1,39 per cento nel 2022 e all'1,34 per cento nel 2023. Per quanto riguarda i dati relativi alle spese militari destinate agli investimenti, le cifre nazionali risultano coerenti con le linee guida NATO del 20 per cento, attestandosi su una percentuale pari al 28,90 per cento per il 2021, con previsione di arrivare al 32,78 per cento per il 2022 e al 32,76 per cento per il 2023. La PRESIDENTE , con riferimento alla questione segnalata dal relatore relativa alla difficoltà del raggiungimento entro i tempi stabiliti di un modello di Forze Armate composto esclusivamente di professionisti e limitato alla misura di 150.000 unità, ricorda come analoghe criticità fossero state sollevate anche nel corso di alcune recenti missioni della Commissione, in particolare in relazione al personale destinato agli equipaggi delle imbarcazioni militari che risulterebbe troppo esiguo. Il sottosegretario di Stato per la difesa Stefania PUCCIARELLI, sul punto sollevato da ultimo anche dalla Presidente, evidenzia a sua volta come in effetti stiano emergendo delle criticità in ordine alla piena attuazione della legge n. 244 del 2012. La PRESIDENTE , vista l'importanza del Documento programmatico pluriennale per la Difesa, propone l'organizzazione di un mirato ciclo di audizioni, a partire dal Ministro della difesa, il quale potrebbe essere chiamato a riferire anche in merito alla Direttiva per la politica industriale della difesa, richiamata dal collega Candura nella sua relazione. Chiede dunque ai colleghi di far pervenire agli uffici delle proposte di persone da audire in questo ambito. La Commissione conviene. Il senatore CAUSIN ( Misto ), stante l'opportunità di procedere verso una rivisitazione delle modalità di partecipazione delle nostre Forze armate alle missioni internazionali, a suo giudizio ineludibile come dimostra l'epilogo infelice dell'impegno in Afghanistan, propone il coinvolgimento anche della Commissione esteri in questo percorso di approfondimento conoscitivo, anche al fine di individuare lo scenario d'insieme dei futuri impegni del nostro Paese. La PRESIDENTE , nel ricordare come la Commissione, unitamente alla Commissione esteri del Senato, abbia di recente avviato un apposito Affare assegnato volto all'approfondimento della partecipazione italiana in Afghanistan, sottolinea altresì come il Documento programmatico pluriennale per la Difesa rappresenti uno strumento di programmazione di assoluta e pressoché esclusiva pertinenza della difesa. Ricorda peraltro come lo stesso Ministro Guerini, nel riferirsi all'epilogo dell'esperienza in Afghanistan, abbia parlato di una sconfitta politica, più che di un rovescio militare. Ravvisa peraltro la possibilità che questioni di questo tipo possano essere sollevate in sede di interlocuzione con le singole personalità audite. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Libertà sindacale delle Forze armate DDL 1893 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo DDL 1542 Norme sulla libertà di associazione sindacale dei militari e delega al Governo per il coordinamento normativo DDL 1950 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 7 settembre. La presidente informa che la scorsa settimana in Commissione bilancio è proseguito l'esame degli emendamenti e dei subemendamenti riferiti al disegno di legge in titolo. La senatrice Gallicchio, relatrice del provvedimento, ha illustrato i contenuti delle proposte emendative, rispetto alle quali non sono emersi problemi di carattere finanziario. Solo in relazione all'emendamento 16.100 (del relatore) e al sub-emendamento 16.100/1, che prevedono l'istituzione di un'area negoziale per il personale dirigente delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, è emersa l'opportunità di un approfondimento conoscitivo. La Commissione bilancio resta dunque in attesa di riscontri da parte del Ministero dell'economia sui punti sollevati. La Commissione prende atto. Il relatore VATTUONE ( PD ), nel confermare quanto appena ricordato dalla Presidente, esprime l'auspicio che l'approfondimento in atto da parte del Ministero dell'economia e delle finanze possa essere concluso in tempi brevi. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. n. 299 - Programma pluriennale di A/R n. SMD 32/2021, relativo allo sviluppo di un RPAS classe MALE europeo con capacità ISTAR Doc n. 299 Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 32/2021, relativo allo sviluppo di un Remotely Piloted Aircraft System (RPAS) classe Medium Altitude Long Endurance (MALE) europeo con capacità Armed Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance (ISTAR) (Parere al Ministro della difesa, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Esame e rinvio) La presidente , con riferimento ai programmi pluriennali in corso di esame da parte della Commissione, esprime l'auspicio che su di essi possa prevalere uno spirito unitario in seno alla Commissione. Ricapitola quindi la procedura per l'approvazione, precisando che, con esclusione dei programmi che si riferiscono esclusivamente al mantenimento delle dotazioni o al ripianamento delle scorte, gli schemi di decreto sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere delle Commissioni competenti, entro il termine di 40 giorni. Se le Commissioni esprimono un parere contrario o formulano condizioni che il Governo non intende recepire, il Governo trasmette nuovamente alle Camere gli schemi di decreto corredati delle necessarie argomentazioni per motivare le proprie scelte. Le Commissioni hanno quindi trenta giorni per esprimersi. Possono approvare il provvedimento oppure possono esprimere un parere contrario, che in questo caso deve essere a maggioranza assoluta dei componenti, motivato con riferimento alla mancata coerenza con il piano di impiego pluriennale. In questo caso, ovviamente, il programma non può essere adottato. Precisa poi che, oltre che alla Commissioni difesa, gli schemi di decreto sono trasmessi anche alle Commissioni bilancio di Camera e Senato, per i profili finanziari. Ricorda infine che per i provvedimenti in esame nella seduta odierna, il termine per l'espressione del parere da parte della Commissione bilancio scade il 7 ottobre, mentre il termine per la Commissione difesa è fissato al 17 ottobre. Il relatore GASPARRI ( FIBP-UDC ) evidenzia come la Commissione sia chiamata a formulare un parere, entro la data testé ricordata dalla Presidente, ai sensi dell'articolo 536 del Codice dell'ordinamento militare, sullo schema di decreto del Ministro della Difesa relativo al programma per lo sviluppo di un velivolo a pilotaggio remoto di classe media, con capacità ISTAR (il cosiddetto EUROMALE). Il programma prevede che l'Aereonautica acquisisca 5 sistemi, a partire dal 2028. Ciascun sistema è composto da 3 velivoli e da 2 stazioni di controllo a terra. Il programma sarà avviato già nel corso del 2021 e copre le attività di sviluppo, produzione e supporto logistico per i primi 5 anni di utilizzo. La conclusione del programma è prevista nel 2035. Il programma nasce nell'ambito di un'importante collaborazione internazionale e rappresenta una tra le principali iniziative di partenariato industriale europeo, in questo caso con Francia e Germania. Ha quindi anche un significato di particolare rilievo in termini politici. L'impresa ha però anche tutte le caratteristiche per garantire ottime prospettive di export , in particolare nell'ambito del perimetro dell'Unione europea. La scheda tecnica sottolinea che le capacità sviluppate dal drone possono essere impiegate non solo in ambito difesa, ma anche per contrastare le minacce alla sicurezza nazionale, in particolare attraverso il supporto all' intelligence , il monitoraggio e contrasto dei fenomeni migratori, il monitoraggio del territorio nazionale e la prevenzione di calamità naturali. Per garantire questo ampio spettro di attività, il sistema è stato concepito in modo da garantire una completa integrazione con il contesto degli spazi aerei civili, rispettando requisiti e prescrizioni previste per operarvi. La scheda tecnica precisa altresì che il programma risulta in armonia con gli indirizzi politici e strategici nazionali, volti al potenziamento del settore Joint , nonché con gli obiettivi NATO, tesi ad implementare tali capacità in termini qualitativi, quantitativi e di prontezza. Per quanto concerne i settori industriali interessati, la scheda illustrativa evidenzia come siano prevalentemente quelli delle costruzioni aeronautiche, della realizzazione di apparati elettronici e delle telecomunicazioni ad elevato contenuto tecnologico, nonché il settore della ricerca. Le presumibili aree interessate sono le regioni Piemonte, Campania, Lombardia, Liguria, Puglia e Lazio. Per quanto riguarda l'indotto, la relazione ipotizza il coinvolgimento di aziende che operano nei settori degli apparati avionici, delle telecomunicazioni (trasmettitori, ricevitori, antenne) e dell'elettronica (circuiteria, processori). Il costo complessivo del programma è stimato in circa 1 miliardo e 900 milioni di euro, nel periodo dal 2021 al 2035. La scheda tecnica sottolinea anche che le incertezze sui tempi della finalizzazione del contratto (che sono legati alla conclusione dei corrispondenti accordi internazionali) determinano la necessità di assicurare fin dall'inizio la quota di contributo prevista per l'Italia. La programmazione finanziaria della Difesa assicurerà l'intero supporto della linea di spesa che, pertanto, graverà sui capitoli del settore investimento del Bilancio ordinario del Ministero della Difesa nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. Nel Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2021-2023, si prevede che il finanziamento del programma sia assicurato per mezzo delle risorse recate dal Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (per 570,62 milioni di euro), dal Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (per 56,10 milioni di euro) e dai capitoli a "fabbisogno" (per complessivi 1.246 milioni di euro). Aggiungendo a queste cifre l'integrazione della disponibilità di 30,1 milioni di provenienza dall'esercizio finanziario 2020, si arriva all'onere complessivo indicato nel documento in esame. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.G. 298 - Programma pluriennale di A/R n. SMD 21/2021, relativo all'acquisto di una tranche di elicotteri a favore della componente ala rotante dell'Arma dei carabinieri Doc n. 298 Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 21/2021, relativo all'acquisto di una tranche di elicotteri della classe medio leggera (Light Utility Helicopter, LUH) a favore della componente ala rotante dell'Arma dei carabinieri (Parere al Ministro della difesa, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Esame e rinvio) Il relatore FUSCO ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che la Commissione, ai sensi dell'articolo 536 del Codice dell'ordinamento militare, è chiamata a formulare, entro il prossimo 17 ottobre, un parere preventivo sullo schema di decreto del Ministro della Difesa relativo al programma pluriennale per l'acquisto di 11 elicotteri della classe medio leggera, da destinare all'Arma dei carabinieri. Con questo programma si intende rinnovare la componente elicotteristica cosiddetta "multiruolo" dello Strumento militare terrestre e dell'Arma dei Carabinieri, assicurando, la progressiva sostituzione delle linee ereditate dalle passate acquisizioni, introdotte tra la fine degli anni '70 e la metà degli anni '90. Le piattaforme esistenti sono infatti caratterizzate da un crescente livello di obsolescenza e gli equipaggiamenti di bordo non consentono un'efficace formazione di base degli equipaggi di volo per il successivo impiego sulle piattaforme di nuova generazione. I nuovi mezzi assicureranno 10.000 ore volo, ovvero una "vita tecnica" non inferiore a 30 anni e capace di operare in sicurezza, in ogni condizione di volo. La scheda reputa, altresì, fondamentale, sia la capacità di garantire comunicazioni radio bilaterali e la trasmissione di dati e di immagini con le altre unità presenti sul terreno, sia la versatilità del mezzo che ne consenta l'impiego in diversi scenari operativi. Le nuove piattaforme dovranno rispondere a requisiti di interoperabilità con i mezzi in dotazione/acquisizione in ambito Forze armate e in ambito interforze/NATO, nonché rispondere agli standard di riferimento del progetto "Forza NEC". Lo Stato Maggiore della Difesa pone in evidenza la forte connotazione dual use degli assetti, che potranno essere impiegati anche per funzioni come il trasporto aereo e il soccorso di feriti e malati; la sorveglianza, ricerca, ricognizione e antincendio boschivo e il soccorso e assistenza in occasione delle calamità naturali, nonché per il volo notturno con ausilio di visori NVG e IR. Il costo complessivo del programma è stimato in circa 246 milioni di euro, lungo un arco temporale dal 2021 al 2034, di cui 25 milioni già autorizzati dal DM n. 38 del 2019. Viene peraltro rimarcato come la spesa conclusiva - per 221 milioni di euro - graverà sui capitoli del settore investimento del bilancio ordinario del ministero della Difesa per 5 milioni su risorse disponibili sul Fondo investimenti di cui alla legge di bilancio per il 2018, per 94 milioni sul Fondo istituito dalla legge di bilancio per il 2020 e per 122 milioni su capitoli "a fabbisogno" del Bilancio della Difesa. Nel Documento programmatico pluriennale per la Difesa 2021-2023 - illustrato nella seduta odierna dal collega Candura - il finanziamento del programma in esame è previsto sulle risorse a valere sul Fondo Investimento pluriennale per le esigenze della Difesa Nazionale del bilancio della Difesa, per un totale di 122 milioni di euro. Nell'ulteriore sezione del DPP sui programmi operanti si dà conto del fatto che "sfruttando le risorse a bilancio ordinario è stato attivato nel 2020 il lotto opzionale al contratto in essere per l'acquisto di piattaforme LUH, da impiegare per compiti di sicurezza del territorio nazionale. Il programma ha quindi ricevuto un'integrazione attraverso risorse a "fabbisogno" recate dalla legge di Bilancio 2021 e anche dal fondo di cui all'articolo 1, comma 14, della legge di Bilancio per il 2020 che consentono la conclusione del programma per quanto attiene la Funzione Difesa. La scheda del Governo sottolinea anche che l'industria nazionale, leader a livello mondiale nel settore elicotteristico, dispone di soluzioni competitive in ambito internazionale, suscettibili di incrementare le quote di export del comparto industriale del settore. Per quanto concerne i settori industriali interessati, la scheda illustrativa indica prevalentemente quelli aeronautico, meccanico, dell'elettronica e più in generale dell'alta tecnologia nonché ricerca e sviluppo. I siti produttivi, potenzialmente interessati dal programma, sono situati su tutto il territorio nazionale con particolare concentrazione nell'area settentrionale e nell'area centro meridionale. Si prevede, a supporto del programma, il coinvolgimento di oltre 200 realtà nazionali (fornitori e sub-fornitori, diretti e indiretti, comprese le piccole e medie imprese dell'indotto, i centri di studio e ricerca universitari). Segnala infine che il programma ha visto coinvolte diverse università, tra cui i politecnici di Milano e di Torino. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI (n. 571) Prospettive strategiche della politica di sicurezza e difesa comune dell'Unione Europea Doc n. 571 Affare assegnato sulle prospettive strategiche della politica di sicurezza e difesa comune dell'Unione europea (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio) La presidente PINOTTI ( PD ), in qualità di relatrice, ricorda come sulla materia oggetto del presente Affare assegnato la Commissione abbia già svolto un corposo ciclo di audizioni, procedendo ad audire: Stefano Sannino, Segretario generale del Servizio Europeo per l'Azione Esterna; Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo; Marta Dassù, direttrice dell' Aspen Institute ; il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell'Unione europea; il generale Fortunato Di Marzio, Direttore del III Reparto del Segretariato generale della Difesa; il professor Antonio Varsori; Marco Peronaci, Rappresentante italiano nel Comitato politico e di sicurezza dell'Unione europea. Ricorda altresì come la vicenda dell'Afghanistan dimostri ancora una volta la necessità di una capacità autonoma, anche militare, dell'Unione europea, che ormai rappresenta un obiettivo condiviso, in Italia, da tutte le forze politiche, come indicato in tante occasioni pubbliche. Si tratta di tradurre questo consenso in uno specifico atto parlamentare di indirizzo, che rappresenti un segnale forte da parte del Parlamento in questa direzione. Preannuncia quindi l'intenzione di inviare ai membri della Commissione uno schema di risoluzione, anche per raccogliere suggerimenti e proposte di integrazione, con l'obiettivo di approvarla in tempi brevi, e poi magari trasmetterla alla Presidenza del Senato per la discussione in Aula. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,30.