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Art. 4 1. Contro la deliberazione del comitato provinciale di assistenza e beneficenza pubblica, recante la decisione sulla domanda di pensione, assegno o indennità, l'interessato, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, può produrre ricorso in carta semplice al Ministro dell'interno per il tramite della prefettura territorialmente competente secondo la residenza del ricorrente. 2. I ricorsi sono decisi con decreto del Ministro dell'interno, sentito il Ministro del tesoro e su parere della commissione medica superiore e di invalidità civile. Per tali ricorsi valgono, in quanto applicabili, le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199. 3. Il ricorrente ha facoltà di trasmettere copia del ricorso alla commissione medica periferica per le pensioni di guerra e d'invalidità civile territorialmente competente, la quale, a sua volta, l'inoltra al Ministero del tesoro, corredandola della documentazione sanitaria agli atti e delle sue deduzioni, affinchè il Ministero stesso, sentendo sulla questione il parere della commissione medica superiore e d'invalidità civile, possa comunicare sollecitamente il suo avviso al Ministero dell'interno non appena questo lo richieda. 4. Per i fini previsti dall'art. 3 della legge 26 luglio 1988, n. 291, detta commissione è di volta in volta integrata con un sanitario in rappresentanza dell'Unione italiana ciechi o dell'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza ai sordomuti, o dell'Associazione dei mutilati ed invalidi civili, o dell'Associazione nazionale famiglie dei fanciulli ed adulti subnormali, a seconda della categoria di appartenenza degli invalidi su cui deve pronunciarsi. Alle riunioni della commissione dedicate all'esame delle domande presentate da invalidi civili non partecipano i rappresentanti delle categorie di invalidi di guerra, delle famiglie dei caduti in guerra, delle vittime civili di guerra, della lotta di liberazione e dei partigiani combattenti, di cui all'art. 106 del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915. 5. La commissione medica superiore e d'invalidità civile compie gli atti istruttori e gli accertamenti ritenuti necessari per pronunciarsi sulle doglianze d'ordine sanitario contenute nel ricorso secondo le modalità indicate nell'art. 107 del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modifiche ed integrazioni, potendo procedere a visita diretta dell'interessato, o pronunciandosi allo stato degli atti risultanti, oppure delegando l'effettuazione della visita ai responsabili degli uffici delle strutture periferiche del Servizio sanitario nazionale o di quelli della sanità militare territorialmente competenti secondo la residenza del ricorrente. 6. Avverso la decisione del ricorso del Ministro dell'interno, l'interessato può adire il giudice ordinario per la tutela dei suoi diritti. Nota all'art. 4, comma 2: Il D.P.R. n. 1199/1971, reca disposizioni per la semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi. Nota all'art. 4, comma 4: Il testo vigente dell'art. 106 del D.P.R. n. 915/1978 è il seguente: "Art. 106. - Il Ministro del tesoro, previe intese con i Ministri interessati, nomina, con proprio decreto, una commissione medica superiore composta di ufficiali generali e ufficiali superiori medici del servizio permanente o delle categorie in congedo, di docenti universitari effettivi ed aggregati od aiuti di ruolo nelle specialità relative alle lesioni o infermità in esame, di liberi docenti universitari, nonché di un sanitario avente la qualifica di mutilato o invalido per la lotta di liberazione e di uno avente la qualifica di partigiano combattente. Possono far parte della commissione medica superiore anche ufficiali medici aventi il grado di capitano purché docenti universitari ovvero purché specializzati in materie relative alle lesioni o infermità in esame. Un quarto dei membri della commissione predetta è scelto fra quelli proposti dall'Associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra, dall'Associazione nazionale famiglie dei caduti in guerra e dall'Associazione nazionale vittime civili di guerra. La commissione è presieduta da un tenente generale medico". Si trascrive, per opportuna conoscenza, anche il testo dell'art. 22 del D.P.R. n. 834/1981 recante (Definitivo riordinamento delle pensioni di guerra, in attuazione della delega prevista dall'art. 1 della legge 23 settembre 1981, n. 533): "Art. 22. - L'art. 110 del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, è sostituito dal seguente: Il Ministro del tesoro nomina i sanitari componenti della commissione medica superiore e delle commissioni mediche periferiche entro il numero complessivo massimo di centodieci unità per la commissione medica superiore e di duecentoventi unità per le commissioni mediche periferiche. Il Ministro del tesoro può modificare, con proprio decreto, l'assegnazione effettuata in sede di nomina in relazione alle esigenze di servizio dei singoli collegi medici. La nomina dei medici indicati nel secondo comma dell'art. 105 e nel penultimo comma dell'art. 106 viene effettuata in aggiunta al contingente dei sanitari di cui al primo comma del presente articolo". Nota all'art. 4, comma 5: Il testo vigente dell'art. 107 del D.P.R. n. 915/1978 come modificato ed integrato dal D.P.R. n. 834/1981 e dalla legge n. 656/1986 è il seguente: "Art. 107. - La commissione medica superiore può funzionare anche suddividendosi in sottocommissioni, presiedute ciascuna dal presidente o dall'ufficiale più elevato in grado o più anziano, e decide con l'intervento di non meno di cinque membri. Del collegio deve far parte, in ogni caso, un sanitario scelto tra quelli designati dall'Associazione nazionale alla cui categoria appartiene il visitando ed uno almeno che sia specialista nella materia riguardante l'invalidità in esame. Essa esprime il proprio parere sui documenti, ma qualora lo ritenga opportuno e sempre, quando vi sia stato dissenso nella commissione di cui all'articolo 105, esprime il suo parere dopo la visita diretta dell'interessato. La commissione, qualora non possa procedere a visita diretta, può delegare per la visita uno dei suoi membri o un'autorità sanitaria locale. La commissione dà inoltre parere ogni qualvolta ne sia richiesta dal Ministro del tesoro o dal direttore generale delle pensioni di guerra. Nel caso in cui gli accertamenti sanitari riguardino persone di sesso femminile, della commissione medica superiore è chiamato a far parte, ove la natura dell'infermità lo richieda, un sanitario specialista in ginecologia. Il personale della segreteria della commissione medica superiore è fornito dalla Direzione generale delle pensioni di guerra da cui dipende amministrativamente. Alla direzione della segreteria della commissione è assegnato un funzionario dei servizi amministrativi, di qualifica non superiore alla ottava. (Omissis)".