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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 81 LICHERI La seduta inizia alle ore 14,20. IN SEDE CONSULTIVA Interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea Doc n. 73 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/797 relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea (Osservazioni alla 8 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievi) Riprende l'esame dello schema di decreto legislativo in titolo, sospeso nella seduta del 19 marzo. Il senatore LOREFICE ( M5S ), relatore, presenta uno schema di osservazioni favorevoli, con alcuni rilievi inerenti la completa e corretta formulazione del decreto di attuazione, rispetto al dettato della direttiva. In particolare, si suggerisce una riformulazione delle finalità indicate all'articolo 1 dello schema, nonché del riferimento alla dichiarazione CE contenuto nell'articolo 7, comma 2, e della norma sul periodo transitorio per la commercializzazione dei componenti, prevista all'articolo 8, comma 5, dello schema. Inoltre, si rileva l'opportunità di integrare l'articolo 7, comma 2, con il divieto di limitare od ostacolare l'immissione sul mercato dei componenti, come stabilito all'articolo 8 della direttiva, e di prevedere che la comunicazione alla Commissione europea, prevista all'articolo 16, relativa alle verifiche supplementari sui sottosistemi strutturali muniti di dichiarazione CE, esponga anche i pertinenti motivi giustificatori. Il PRESIDENTE , constatata l'assenza di richieste di intervento e verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di osservazioni, allegato al resoconto di seduta, che è approvato. Sicurezza delle ferrovie Doc n. 74 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/798 sulla sicurezza delle ferrovie (Osservazioni alla 8 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli) Riprende l'esame dello schema di decreto legislativo in titolo, sospeso nella seduta del 19 marzo. Il senatore LOREFICE ( M5S ), relatore, presenta uno schema di osservazioni favorevoli. Il PRESIDENTE , constatata l'assenza di richieste di intervento, pone in votazione lo schema di osservazioni, allegato al resoconto di seduta, che è approvato. IN SEDE REFERENTE Legge europea 2018 DDL 822-B Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 (Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , relatore, illustra le modifiche apportate durante l'esame presso l'altro ramo del Parlamento, al disegno di legge europea 2018, ricordando che esso è stato approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 5 dicembre e in seconda lettura alla Camera il 12 marzo scorso. Per effetto delle modificazioni e integrazioni apportate in prima e in seconda lettura, il testo si compone ora di 22 articoli, con cui si affrontano sei procedure di infrazione, quattro casi EU-Pilot e due casi di aiuti di Stato. Inoltre, si dà attuazione a due direttive, si provvede all'adeguamento a cinque regolamenti e si dà esecuzione a un accordo internazionale in materia di mandato di arresto europeo e procedure di consegna tra Stati membri. Il provvedimento è di particolare importanza poiché è volto a ridurre il numero delle procedure per violazione del diritto europeo, che sono ulteriormente aumentate con le ultime decisioni adottate dalla Commissione europea il 7 marzo scorso. Risultano, infatti, attualmente aperte nei confronti dell'Italia 74 procedure di infrazione, di cui 64 per violazione del diritto dell'Unione e 10 per mancato recepimento di direttive. In riferimento all'articolo 1, che reca modifiche alla disciplina in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, di cui al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, al fine di definire le questioni oggetto della procedura europea di infrazione n. 2018/2175, il relatore sottolinea che esso è stato modificato dalla Camera dei deputati, limitatamente alla lettera f) del comma 1. La norma concerne alcune ipotesi relative alle misure compensative, richieste nel caso in cui la formazione svolta nell'altro Stato membro preveda materie sostanzialmente diverse da quelle previste in Italia per la professione in questione. In tali casi, è rimessa all'autorità competente (e non all'interessato) la scelta tra prova attitudinale e tirocinio di adattamento, prevedendo comunque l'obbligo di sottoporre l'interessato a una successiva verifica finale. Con l'emendamento approvato alla Camera sono state accorpate in unico comma le ipotesi in cui è rimessa allo Stato, anziché al richiedente, la scelta della misura compensativa più idonea, tra il tirocinio di adattamento o la prova attitudinale. Si tratta quindi di una riformulazione meramente tecnica, priva di portata modificativa sostanziale. L'articolo 3 è stato, invece, inserito ex novo , con un emendamento del Governo. Esso reca disposizioni in materia di lettori di lingua straniera, in riferimento al caso EU Pilot 2079/11/EMPL, e prevede di posticipare di 10 mesi (dal 31 dicembre 2018 al 31 ottobre 2019) il termine entro il quale le Università dovranno stipulare i contratti integrativi di sede al fine di corrispondere agli ex lettori lo stesso trattamento economico previsto per i ricercatori universitari. L'articolo 6, anch'esso introdotto durante l'esame alla Camera, con un emendamento del relatore, riguarda la designazione delle autorità competenti ai sensi del regolamento (UE) n. 2018/302, cosiddetto regolamento geoblocking . Il regolamento è finalizzato a impedire forme di discriminazione in base alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento, nei confronti degli acquirenti di beni o servizi nel mercato interno. L'articolo designa l'Autorità garante della concorrenza e del mercato quale autorità competente ai fini dell'applicazione del regolamento (ai sensi dell'articolo 7 del regolamento) e affida al Centro nazionale della rete europea dei consumatori (ECC-NET) il compito di assistere i consumatori nelle controversie con i professionisti (ai sensi dell'articolo 8 del regolamento). Durante l'esame alla Camera è stato modificato l'articolo 15, recante disposizioni attuative della direttiva (UE) 2017/1654, volta a garantire, in attuazione del Trattato di Marrakesh, che le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, possano avere accesso ai libri e ad altri tipi di pubblicazioni, compresi gli spartiti musicali, su qualsiasi supporto, anche in formato audio e digitale. A tal fine, l'articolo prevede eccezioni al diritto d'autore e ai diritti connessi, per le copie di opere protette, trasformate in formato accessibile alle persone con disabilità visive, novellando l'articolo 71- bis della legge n. 633 del 1941 con l'aggiunta di dodici nuovi commi (da 2- bis a 2- terdecies ) che, sostanzialmente, riprendono le previsioni degli articoli da 1 a 5 della direttiva. Tali eccezioni non si applicano nel caso in cui siano già disponibili in commercio versioni accessibili. Con l'emendamento approvato alla Camera, è stato previsto che, qualora siano già disponibili versioni accessibili di un'opera o altro materiale protetto, sia comunque possibile fare nuove versioni al solo fine di migliorare l'accessibilità o la qualità delle versioni esistenti. L'articolo 18, aggiunto con un emendamento del Governo alla Camera, è finalizzato a risolvere due punti di contestazione della procedura di infrazione n. 2018/2021, in merito alla gestione dei rifiuti nucleari e radioattivi. In particolare, l'articolo prevede l'introduzione dell'articolo 1- bis nel decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45, attuativo della direttiva n. 2011/70/Euratom, per stabilire la responsabilità primaria dei produttori o gestori del combustibile esaurito o dei rifiuti radioattivi e la responsabilità sussidiaria dello Stato. Si precisa che dalla responsabilità sussidiaria statale sono escluse le restituzioni al territorio estero di sorgenti sigillate dismesse o di combustibile esaurito di reattori di ricerca, tenendo conto degli accordi internazionali applicabili. Per quanto riguarda le spedizioni transfrontaliere, finalizzate al trattamento o ritrattamento del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, i commi 3 e 4 stabiliscono la responsabilità sussidiaria dello Stato per le spedizioni verso un altro Stato membro o Paese terzo, mentre per le spedizioni verso l'Italia, in aderenza a quanto previsto dalla direttiva, tale responsabilità è dello Stato membro o del Paese terzo a partire dal quale tali materie radioattive sono state spedite. Il comma 5 dispone che, all'attuazione dei commi 2 e 3, si provvede senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Altra modifica apportata alla Camera riguarda l'articolo 20, relativo al caso EU-Pilot 9180/17/ENVI, concernente lo smaltimento degli sfalci e delle potature. In particolare, l'articolo specifica che sono esclusi dalle procedure di gestione dei rifiuti, di cui alla parte IV del codice dell'ambiente (decreto legislativo n. 152 del 2006), anche gli sfalci e le potature effettuate nell'ambito delle buone pratiche colturali e che il loro utilizzo in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da biomassa, può avvenire anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, sempreché i processi e metodi utilizzati non danneggino l'ambiente né mettano in pericolo la salute umana. Con un emendamento approvato dalla Camera è stato previsto che siano esclusi dalla nozione di rifiuto anche gli sfalci e le potature derivanti dalla manutenzione del verde pubblico di Comuni e città metropolitane. Infine, all'articolo 22, recante la clausola di invarianza finanziaria, con un emendamento approvato alla Camera si fa salvo quanto previsto dall'articolo 4, relativo alle concessioni di tabacchi, che comporta oneri finanziari per i quali è prevista apposita copertura dallo stesso articolo 4. Il sottosegretario BARRA CARACCIOLO esprime soddisfazione per il sollecito avvio dell'esame del provvedimento, considerata l'importanza ai fini della riduzione del precontenzioso con l'UE e si sofferma in particolare sull'articolo 18, ricordando la proficua discussione svolta già in prima lettura al Senato, in base alla quale la normativa è stata riformulata per superare le obiezioni connesse con i profili di copertura finanziaria. La natura meramente sussidiaria dell'intervento dello Stato riguarda infatti un'eventualità di rischio non attuale per la quale non è quindi necessario prevedere in questa sede meccanismi di copertura. Interviene la senatrice GINETTI ( PD ) per sottolineare l'incongruenza della modifica approvata dalla Camera all'articolo 15, che riprende un emendamento del Gruppo PD respinto in prima lettura al Senato, salvo limitare l'estensione ai soli sfalci e potature dei giardini pubblici, con discrimine rispetto a quelli dei giardini privati che rimangono soggetti alle procedure di gestione dei rifiuti. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE ricorda che martedì 26 marzo, alle ore 20.00, presso la Camera dei deputati ci sarà l'audizione del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, sugli esiti del Consiglio europeo del 21 e 22 marzo 2019. Il Presidente ricorda altresì che, come da prassi consolidata degli ultimi anni, sono state trasmesse dal Dipartimento per le politiche europee, ai sensi dell'articolo 4, comma 3, della legge n. 234 del 2012, relazioni e note informative predisposte dalla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea, che in questo periodo hanno sovente ad oggetto le tematiche relative alla Brexit. Tale documentazione è messa a disposizione dei senatori secondo le modalità previste dall'articolo 4, comma 6, della suddetta legge. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 14,55. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 73 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 73 La 14ª Commissione permanente esaminato l'atto in titolo, premesso che: - lo schema di decreto legislativo provvede a dare attuazione alla direttiva (UE) 2016/797, relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea, che sostituisce la direttiva 2008/57/CE, recepita con il decreto legislativo n. 191 del 2010, di cui lo schema prevede la conseguente abrogazione; - la direttiva oggetto di recepimento rientra tra i provvedimenti europei adottati tra il 2013 e il 2016, nell'ambito del cosiddetto "quarto pacchetto ferroviario", il cui obiettivo è quello di favorire la creazione di uno spazio ferroviario unico europeo, completando il processo di progressiva liberalizzazione avviato negli anni Novanta. In particolare, la direttiva in attuazione ha la finalità di superare l'attuale frammentazione nel settore della regolamentazione tecnica ferroviaria, attraverso l'introduzione di un quadro normativo di riferimento, e fa parte, unitamente alla direttiva (UE) 2016/798 sulla sicurezza delle ferrovie, la cui attuazione è prevista dallo schema di decreto legislativo n. 74, del cosiddetto "pilastro tecnico", il cui obiettivo è quello di accrescere le economie di scala per le imprese ferrovie nell'UE e ridurre i costi e i tempi delle procedure amministrative; - il provvedimento è stato predisposto in forza della delega legislativa conferita al Governo con la legge di delegazione europea 2016-2017 (legge n. 163 del 2017), in cui si rinvia ai principi e criteri direttivi generali di cui agli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, non essendo stati previsti specifici principi e criteri direttivi; valutato che lo schema di decreto provvede a dare compiuta attuazione alla direttiva (UE) 2016/797, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli, con i seguenti rilievi: - in riferimento all'articolo 1, che statuisce le finalità del provvedimento, si rileva l'opportunità di prevedere una formulazione che non riprenda testualmente l'obiettivo della direttiva di realizzare l'interoperabilità tra i sistemi degli Stati membri attraverso l'ottimale armonizzazione tra le loro normative tecniche, ma che stabilisca come finalità quella di contribuire al raggiungimento di tale obiettivo europeo, aderendo all'armonizzazione disposta dalla direttiva, per la parte di competenza nazionale; - in riferimento al comma 2 dell'articolo 7, relativo alle condizioni di immissione sul mercato dei componenti di interoperabilità, si rileva che il divieto di sottoporre i componenti nuovamente a verifiche già effettuate nell'ambito della procedura relativa alla dichiarazione "CE" di conformità è funzionale al più ampio divieto di limitare od ostacolare l'immissione sul mercato dei componenti, come stabilito all'articolo 8 della direttiva, e che pertanto tale ultimo divieto dovrebbe essere esplicitato nella norma, alla stregua del successivo articolo 12 relativo ai sottosistemi; - inoltre, lo stesso comma 2 dell'articolo 7 fa riferimento alla procedura di dichiarazione CE di cui all'articolo 9 del decreto. Valuti la Commissione di merito se non sia più opportuno riferirsi alla procedura CE di cui all'articolo 10 della direttiva, poiché concerne anche componenti provenienti da altri Stati membri, i quali avranno ottenuto la loro dichiarazione CE di conformità in base alla loro normativa nazionale, attuativa della direttiva; - in riferimento al comma 5 dell'articolo 8, che riprende il testo della direttiva, stabilendo che "Le STI possono prevedere" un periodo di transizione per i componenti già immessi sul mercato, si ritiene opportuna una riformulazione in cui sia previsto che, "ove stabilito dalle pertinenti STI", i componenti già immessi sul mercato possono godere di un periodo di transizione, secondo le modalità ivi indicate, in quanto la norma nazionale non può stabilire cosa possano prevedere le STI, essendo queste emanate dall'Agenzia ferroviaria europea sulla base della normativa europea; - in riferimento all'articolo 16, che disciplina l'ipotesi di mancato rispetto dei requisiti essenziali da parte dei sottosistemi strutturali muniti di dichiarazione CE, prevedendo la possibilità per l'ANSFISA di richiedere verifiche supplementari e l'obbligo per il Ministero delle infrastrutture di informare immediatamente la Commissione europea, si segnala che il corrispondente l'articolo 16 della direttiva specifica che, nell'informazione alla Commissione, lo Stato membro debba anche esporre i motivi che giustificano l'effettuazione delle ulteriori verifiche. Valuti, pertanto, la Commissione di merito l'opportunità di prevedere tale specifica anche nel testo del decreto. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 74 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 74 La 14ª Commissione permanente esaminato l'atto in titolo, premesso che: - lo schema di decreto legislativo provvede a dare attuazione alla direttiva (UE) 2016/797, relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea, che sostituisce la direttiva 2004/49/CE, recepita con il decreto legislativo n. 162 del 2007, di cui lo schema prevede la conseguente abrogazione; - la direttiva oggetto di recepimento rientra tra i provvedimenti europei adottati tra il 2013 e il 2016, nell'ambito del cosiddetto "quarto pacchetto ferroviario", il cui obiettivo è quello di favorire la creazione di uno spazio ferroviario unico europeo, completando il processo di progressiva liberalizzazione avviato negli anni Novanta. In particolare, la direttiva in attuazione ha la finalità di superare l'attuale frammentazione nel settore della regolamentazione tecnica ferroviaria, attraverso l'introduzione di un quadro normativo di riferimento, e fa parte, unitamente alla direttiva (UE) 2016/797 sulla sicurezza delle ferrovie, la cui attuazione è prevista dallo schema di decreto legislativo n. 73, del cosiddetto "pilastro tecnico", il cui obiettivo è quello di accrescere le economie di scala per le imprese ferrovie nell'UE e ridurre i costi e i tempi delle procedure amministrative; - il provvedimento è stato predisposto in forza della delega legislativa conferita al Governo con la legge di delegazione europea 2016-2017 (legge n. 163 del 2017), in cui si rinvia ai principi e criteri direttivi generali di cui agli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, non essendo stati previsti specifici principi e criteri direttivi; valutato che lo schema di decreto provvede a dare compiuta attuazione alla direttiva (UE) 2016/798 e che non emergono criticità in relazione alle disposizioni di recepimento della direttiva, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli.