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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 53 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 11,30. IN SEDE REFERENTE AS 964 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di lettere tra Repubblica italiana e ICCROM aggiuntivo all'Accordo di Parigi del 27 aprile 1957 e allo Scambio di note del 7 gennaio 1963 sull'istituzione e lo status giuridico del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, fatto a Roma il 17 marzo 2017 DDL 964 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di lettere tra Repubblica italiana e ICCROM aggiuntivo all'Accordo di Parigi del 27 aprile 1957 e allo Scambio di note del 7 gennaio 1963 sull'istituzione e lo status giuridico del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, fatto a Roma il 17 marzo 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 30 gennaio. Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, di cui dà lettura. Illustra, pertanto, l'emendamento 3.1, pubblicato in allegato, finalizzato a recepire le condizioni poste nel parere della Commissione bilancio. Verificata la presenza del numero legale, il PRESIDENTE pone, quindi, in votazione l'emendamento 3.1, che risulta approvato. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, così come modificato, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1362 Ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Repubblica di Macedonia del Nord, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 DDL 1362 Ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Repubblica di Macedonia del Nord, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 (Esame e rinvio) Il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Macedonia del Nord. Ricorda, innanzitutto, che, con l'adozione ufficiale da parte del Parlamento di Skopje della nuova denominazione del Paese, avvenuta lo scorso 11 gennaio e conseguente alla sottoscrizione dell'accordo greco-macedone di Prespa del 2018 che aveva chiuso un contenzioso durato decenni, sono venuti meno gli ostacoli politici che avevano finora impedito alla Repubblica della Macedonia del Nord di avviarsi risolutamente in direzione di una piena integrazione euro-atlantica. Il Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Macedonia del Nord, in esame, sottoscritto presso il Quartier generale della NATO di Bruxelles il 6 febbraio 2019 dai rappresentanti dei ventinove Stati membri, regola i tempi e le modalità di adesione di Skopje all'Alleanza Atlantica, ricalcando fedelmente la formulazione degli atti equivalenti utilizzati in occasione dei recenti allargamenti, come - da ultimo - nel caso del Montenegro. La firma del Protocollo consente già alla Macedonia del Nord di partecipare alle riunioni della NATO in qualità di osservatore, in attesa che venga ultimata la procedura di ratifica da parte dei Paesi firmatari, presumibilmente nel 2020. Ad oggi, sono già 22 i Paesi membri della NATO che hanno concluso i rispettivi percorsi di ratifica di questo Protocollo, fra cui, significativamente, quelli più prossimi geograficamente al territorio della Macedonia del Nord, come la Grecia, l'Albania, la Bulgaria, il Montenegro, la Croazia, la Slovenia, la Romania e la Turchia. Il documento internazionale oggetto della presente ratifica, che si compone di un preambolo e di tre articoli, si limita a regolare tempi e modalità dell'adesione della Macedonia del Nord all'Alleanza Atlantica. L'articolo I, in particolare, dispone che il Segretario generale della NATO, in nome di tutte le Parti, estenderà al Governo di Skopje un invito ad aderire al Trattato dell'Atlantico del Nord. Il successivo articolo II disciplina i termini per l'entrata in vigore del Protocollo, stabilendo che, una volta ricevute tutte le notifiche previste dalle Parti del Trattato, sia il Governo degli Stati Uniti ad informare le stesse Parti della sua entrata in vigore. Da ultimo l'articolo III dispone che il Governo degli Stati Uniti sia il depositario del Protocollo. La suddetta ratifica, pertanto, non ha ad oggetto l'adesione tout court alla NATO della Macedonia del Nord, ma l'invito ad aderirvi. Solo a seguito della ratifica unanime di tutti i membri dell'Alleanza, infatti, si potrà procedere all'invito formale al Paese balcanico da parte del Segretario generale della NATO. Si tratta, in ogni caso, di un evento di grande rilievo geopolitico, che ha l'obiettivo di garantire maggiore sicurezza e stabilità all'intera regione dei Balcani occidentali, contribuendo a consolidare il processo di integrazione nelle organizzazioni europee ed atlantiche del Macedonia del Nord. Il disegno di legge di ratifica del Protocollo si compone di 3 articoli e non prevede nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. L'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il presidente PETROCELLI , dopo aver ringraziato il relatore per l'esauriente esposizione, apre la discussione generale e rinvia il seguito dell'esame. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente sulla missione svolta in Russia dal 16 al 19 giugno 2019 Il presidente PETROCELLI informa che una delegazione composta da lui stesso e dai senatori, membri della Commissione Affari esteri, Enrico Aimi e Gianluca Ferrara, si è recata a Mosca, in Russia,dal 16 al 19 giugno 2019, per svolgere una visita - organizzata grazie all'apporto dell'Ambasciatore d'Italia in Russia, Pasquale Terracciano - di approfondimento delle relazioni parlamentari bilaterali tra i due Paesi. L'incontro principale dell'intera visita si è svolto - il 17 giugno - con l'omologo Presidente della Commissione Affari esteri del Consiglio della Federazione, onorevole Konstantin Kosachev, con la quale la Commissione Affari esteri, emigrazione del Senato aveva precedentemente intavolato un percorso programmato di coordinamento dei propri lavori, al fine di giungere all'approvazione, ognuna della sede propria, di un relativo atto di indirizzo verso i rispettivi Governi, avente per oggetto le relazioni tra l'Italia e la Russia. All'inizio della riunione, il presidente Kosachev ha espresso particolare apprezzamento per il "documento di sintesi" italiano, in particolare nei punti dove viene evocata l'ipotesi di una possibile neutralità dell'Ucraina e dove si auspica la ripresa, al più presto, di un dialogo strategico tra l'Unione europea e la Russia. Al contempo, si è detto sicuro che la sottoscrizione del Protocollo di cooperazione tra le due Commissioni sarà foriera di un ulteriore approfondimento ed allargamento dei campi di collaborazione a livello parlamentare. Il presidente Petrocelli ha, in proposito, replicato che le due Commissioni esteri hanno lavorato intensamente ed in stretta concordanza, sottolineando come l'organismo senatoriale da lui presieduto si accinga ad approvare una proposta di risoluzione, rivolta al Governo italiano, in cui sono enucleate le linee guida di un proficuo rapporto politico e commerciale con la realtà russa. Ha, quindi, sottolineato, condividendo l'opinione del presidente Kosachev, che il Protocollo bilaterale di cooperazione - il primo, peraltro, ad essere sottoposto preventivamente all'esame e al vaglio della 3 a Commissione nella corrente legislatura - fungerà da apripista nell'incrementare ulteriormente le relazioni interparlamentari tra i due Paesi, consentendo alle due entità, di discutere su tutte le principali tematiche dello scenario internazionale. Valutando, in particolare, il documento predisposto dagli amici russi, il presidente Petrocelli ha condiviso, in modo precipuo, il contenuto del punto sette, dove si preconizza la formazione di un unico spazio economico ed umanitario da Lisbona a Vladivostok, nonché l'approccio, più generale, volto a ridare impulso alle relazioni bilaterali mediante il metodo dei "piccoli passi", ossia cercando di risolvere un problema alla volta, rimuovendo i diversi ostacoli step by step . Quanto alla enucleazione, nel testo predisposto dalla Commissione esteri del Senato, di una Ucraina indipendente e neutrale, si tratta di un'ipotesi di lavoro, avanzata nella consapevolezza che essa costituisce un'affermazione non condivisa dall'intera compagine politica dell'attuale Governo in carica in Italia. Concludendo il primo giro di interventi, il presidente Petrocelli ha anche ribadito l'importanza del lavoro svolto dai rispettivi gruppi di amicizia (quello italiano guidato dall'onorevole Lollobrigida), che deve integrarsi proficuamente con le altre attività che si ripromettono di interconnettere l'azione comune di Italia e Russia, sia sul piano parlamentare che governativo. Il presidente Kosachev ha messo in risalto, con riferimento al citato punto 7 del documento russo, che la propria parte non intende rinunciare al progetto di costruire una vasta area di mutua cooperazione da Lisbona a Vladivostok. A riguardo, va considerata assai anacronistica la politica dei visti verso la Russia tuttora mantenuta dai Paesi europei: dal suo punto di vista, il proprio Paese è in tutto e per tutto "europeo" e non, come riferiscono in molti, una entità estranea all'Europa. Sotto tale profilo, sono da valutare in maniera fortemente critica e come un fatale errore le recenti "sortite" espansionistiche della Nato e dell'Unione europea, che tendono a debordare oltre i propri confini statutari. E', quindi, intervenuto il senatore Ferrara per evidenziare come l'Italia sia propensa, soprattutto nella presente congiuntura politica, a porsi come soggetto equidistante tra gli Stati Uniti e la Russia, auspicando che, in tal contesto, un'Europa dei popoli possa dare un importante contributo. A suo avviso, infatti, nell'attuale mondo multipolare, l'Europa dovrebbe svolgere un ruolo di mediatore tra Washington e Mosca, cercando di agire ed operare a favore di un continente europeo pacificato. Sotto tale profilo, occorrerebbe arrestare il processo di allargamento indiscriminato della Nato, ridurre anche le varie provocazioni in atto nel contestato territorio del Donbass, e porre un freno all'applicazione delle sanzioni europee nei confronti della Federazione Russa che, tra l'altro, si stanno ritorcendo contro le stesse economie europee. Il senatore Aimi ha richiamato l'attenzione sul fatto che, in Italia, al di là delle fisiologiche divaricazioni tra maggioranza e opposizione, non esistono divergenze sostanziali per quanto riguarda i rapporti con la Russia. Ne è dimostrazione, in proposito, l'atteggiamento di grande attenzione nei confronti di Mosca da parte dei governi Berlusconi che si sono succeduti negli ultimi anni, improntati allo stabilimento di un'atmosfera di cooperazione che è stata poi denominata "lo spirito di Pratica di mare". A suo avviso, occorre lavorare intensamente per superare l'attuale fase di tensione tra Occidente e Russia per arrivare alla realizzazione di una "comunanza valoriale" tra le due entità, dal momento che, incontestabilmente, la Russia appartiene all'Europa. Peraltro, tale affinità di valori è riscontrabile, senza tema di smentita, in varie parti del mondo, e, in particolare, a titolo di esempio, in Siria, dove occorre plaudire all'azione della Russia in difesa delle comunità cristiane ivi residenti. Va accolta positivamente, pertanto, la proposta di intraprendere la strada dell'unificazione da Lisbona a Vladivostok, procedendo a piccoli passi e, segnatamente, insistendo sull'unità culturale del continente. Dal versante russo, sono, quindi, intervenuti l'onorevole Aleksandr Michailovic Babakov, il quale si è complimentato per l'impegno profuso dai colleghi italiani nella predisposizione del documento in esame, l'onorevole Olga Leonidovna Timofeeva e l'onorevole Farit Mubarakshevic Mukhmetshin, il quale si è augurato che possano essere migliorati gli scambi tra i giovani, nel presupposto che le nuove generazioni debbano meglio conoscersi per affrontare un futuro di pace. Il presidente Petrocelli, nel rimarcare come la nuova compagine governativa italiana abbia dato indubbiamente segni di discontinuità, rispetto ai precedenti Governi, nella conduzione della politica estera, ha sottolineato l'esigenza - affinché la Russia non si trovi più a patire quella che è stata definita, a torto o a ragione, la "sindrome di accerchiamento" - che i decision-makers dell'Unione europea e della Nato inviino segnali tangibili e concludenti di apertura e di disponibilità al dialogo. Sotto tale profilo, ha ricordato quanto dichiarato dal presidente del Consiglio Conte, secondo il quale l'Italia sarà sempre attenta affinché le sanzioni - che devono costituire eventualmente uno strumento e mai un fine in sé - non colpiscano la società civile russa. In sede di replica, il presidente Kosachev ha voluto precisare che, diversamente da quanto sostenuto da certi ambienti occidentali, la Russia non ha alcuna intenzione di ricostituire un impero e, quindi, non esiste alcuna necessità oggettiva di "contenerla". Per stabilire un nuovo e credibile clima di cooperazione, è indispensabile sgombrare il campo da queste fobie. Non è più possibile percepire la Federazione Russa come fosse l'Unione Sovietica di una volta, che aveva "inglobato", ad esempio, la Polonia ed i paesi baltici. In effetti, a suo avviso, in Occidente viene molto alimentata la narrazione secondo cui la Russia costituisce ancora una minaccia che incombe sugli Stati ai suoi confini e ciò, conseguentemente, induce non pochi Paesi appartenenti alla Nato a diventare una sorta di "ostaggio" dell'ideologia, di stampo prettamente americano, dell'allargamento di tale Organizzazione. Ad una specifica domanda del senatore Ferrara sull'eventualità che l'Ucraina entri a far parte della Nato, il presidente Kosachev ha asserito che si tratterebbe di una circostanza inaccettabile per la Russia, secondo cui Kiev non potrebbe diventare uno Stato cuscinetto senza comportare serie ripercussioni per l'equilibrio geopolitico dell'area. A questo riguardo, egli ha stigmatizzato il fatto che, in quel Paese, viene realizzata sistematicamente e pervicacemente la totale eradicazione della lingua russa. Peraltro, fa presente che, nel mondo, sono presenti circa 25 milioni di russi che, in non pochi frangenti, debbono subire vessazioni e violazioni dei loro diritti basilari. Al termine dell'incontro, i Presidenti Petrocelli e Kosachev hanno proceduto alla sottoscrizione formale del Protocollo sulla cooperazione parlamentare tra la Commissione Affari esteri, emigrazione del Senato della Repubblica italiana e il Comitato per gli Affari esteri del Consiglio della Federazione dell'Assemblea Federale della Federazione Russa. Successivamente, i senatori hanno avuto l'opportunità di incontrare la Vice Presidente della Duma di Stato, onorevole Irina Anatoljevna Jarovaja, la quale, dopo aver ricordato il successo delle recenti visite, a Mosca, della presidente Casellati e del presidente Fico (che ha pronunciato un discorso di fronte a 450 deputati della Duma), ha lamentato la perpetrazione di vari tentativi, in atto nel mondo, di attenuare o diminuire la voce dei Parlamenti liberamente eletti. Occorre contrastare con forza questi attentati alla dimensione parlamentare, perché, in ultima analisi, si tratta di azioni che mirano a spegnere la voce che proviene dalla volontà popolare. La Vice Presidente si è, quindi, compiaciuta del fatto che importanti e numerose aziende italiane abbiano comunque deciso di continuare la loro attività in Russia, nonostante gli ostacoli non secondari rappresentati dalle sanzioni comminate dall'Unione europea. Ha, inoltre, sollecitato i senatori a prendere visione della recente normativa "modello", adottata in Russia, in una materia di assoluto rilievo quale è la sicurezza digitale, altrimenti denominata cybersecurity . Il presidente Petrocelli, condividendo pienamente l'esigenza prioritaria per i parlamentari di implementare gli input provenienti dai propri elettori, ha dato conto succintamente dell'attività svolta, presso la Commissione esteri del Senato e in coordinamento con il collega Kosachev, relativamente all'affare assegnato sui rapporti Italia-Russia. Quanto all'annosa vicenda delle sanzioni contro la Russia, è indispensabile, a suo modo di vedere, superare la logica "persecutoria" e deleteria, invalsa a Bruxelles, che spinge Mosca sempre di più verso l'isolamento. A tale riguardo, la Vice Presidente Jarovaja ritiene che le sanzioni europee rappresentino, né più né meno, che un atto offensivo verso il proprio Paese, il quale ha tutto il diritto di rispondere, come atto di difesa, con le cosiddette controsanzioni. La situazione attualmente vigente in Europa dimostra amaramente, a suo avviso, che i Paesi membri dell'Unione europea sono, purtroppo, "ostaggi" di fatto della politica statunitense, essendo poi costretti anche a pagare le consistenti conseguenze negative delle stesse sanzioni da loro decise. La riunione si è conclusa con un breve intervento del senatore Aimi, il quale ha condiviso la necessità di combattere il cybercrime , auspicando, in tal senso, una stretta cooperazione internazionale. La delegazione senatoriale ha, poi, incontrato, nella sede dell'Ambasciata d'Italia, una serie di rappresentanti apicali delle diverse imprese che, al momento, operano in Russia, allo scopo di rendersi conto, in concreto, della reale possibilità dell'imprenditoria made in Italy di penetrare nel mercato russo. L'incontro è stato introdotto dall'Ambasciatore Terracciano, il quale ha rammentato che le relazioni economiche tra Italia e Russia sono assai risalenti nel tempo, celebrandosi, ad esempio, nel 2019, i 50 anni dell'accordo Eni-Gazprom. L'interscambio bilaterale, dopo aver subito una battuta di arresto nel 2014, a causa delle sanzioni e del crollo del prezzo del petrolio, registra un miglioramento negli anni 2018-2019, con una ripresa dell' export italiano. Nel giro di tavola succedutosi, l'esponente della Pirelli ha osservato che l'Italia, pur agendo in una posizione privilegiata agli occhi dei russi, dovrebbe chiedere a questi ultimi, nelle sedi istituzionali, di agire, anche loro, per attenuare, in qualche modo, le controsanzioni; il direttore dell'Ice ha fornito dati recentissimi, secondo cui la quota di penetrazione commerciale dell'Italia nel mercato russo cresce (più 1,9 per cento) rispetto a Germania, Francia e Usa, in ciò confermando il ruolo di leader in determinati settori merceologici; i rappresentanti di Unicredit e delle Camere di Commercio hanno rilevato la difficoltà delle piccole e medie imprese italiane ad internazionalizzarsi ed a reperire finanziamenti, nonostante la loro forte capacità di prodotto; il delegato di Fiat industriale ha richiamato l'attenzione sul mutamento strategico della politica industriale russa, rivolta maggiormente, negli ultimi tempi, verso la Cina e la Corea del Sud; il rappresentante dell'Associazione degli imprenditori italiani in Russia, constatando l'aggressività commerciale di diversi partner europei, come, ad esempi, la Germania, ha sottolineato l'esigenza di approntare strumenti coordinati per una diplomazia commerciale assertiva; l'esponente di Generali ha dato conto del fatto che il Paese è cresciuto moltissimo nell'indice mondiale della facilità di fare business. Nella giornata di martedì 18 giugno, si è tenuto l'incontro con il Vice Ministro degli esteri, Alexander Grushko, cui si è rivolto il presidente Petrocelli per ribadire che, dal punto di vista del Governo italiano, la Federazione Russa rappresenta un partner strategico con il quale si intende implementare un già consolidato rapporto di amicizia e cooperazione economica. Anche secondo il Vice Ministro questi rapporti si caratterizzano per la solidità e la stabilità, pur non corrispondendo al potenziale che potrebbe essere raggiunto se non fossero in vigore delle sanzioni vessatorie e ingiuste a danno del proprio Paese. E' necessario, pertanto, adottare una politica pragmatica e dei "piccoli passi" che consenta, tuttavia, di procedere insieme nella giusta direzione, a livello bilaterale, di un accresciuto volume di scambi tra Italia e Russia e, a livello multilaterale, della creazione di uno spazio comune di collaborazione da Lisbona a Vladivostok. In seguito, sempre nella sede dell'Ambasciata d'Italia, ha avuto luogo una riunione tra la delegazione senatoriale e i principali giornalisti italiani accreditati nella capitale russa, che ha permesso un interessante e reciproco scambio di informazioni sulle due realtà, locale e italiana. Nella giornata del 19 giugno, i senatori hanno preso parte alla Conferenza "Il Governo del cambiamento in Italia: un nuovo ordine del giorno in Europa?", organizzato dal prestigioso Istituto Europeo dell'Accademia delle Scienze russa. In tale contesto, ha preso la parola il presidente Petrocelli, il quale, dopo aver brevemente illustrato lo scopo della visita senatoriale, si è soffermato sulla realizzazione dei vari punti del contratto di Governo alla base dell'attuale Esecutivo italiano. Il PRESIDENTE , al termine dell' illustrazione della missione in titolo, apre la discussione tra i colleghi senatori. Il senatore AIMI ( FI-BP ), sempre avuto riguardo alla missione in titolo, reitera la sua impressione di una esperienza, non solo di grande interesse, ma anche suscettibile di sviluppi futuri, nelle reazioni parlamentari bilaterali, grazie al proficuo rapporto che si è instaurato con il presidente Kosachev. A suo avviso, occorre procedere passo dopo passo, secondo il consolidato "spirito di Pratica di mare", sulla via del dialogo con Mosca, seguendo un metodo, peraltro, che è condiviso da tutte le forze politiche italiane. Secondo il senatore FERRARA ( M5S ), la delegazione recatasi in Russia ha svolto un ottimo lavoro che contribuirà non poco ad incrementare le relazioni complessive tra i due Paesi, seguendo sostanzialmente un percorso di cooperazione basato sul multilateralismo e sul presupposto di una maggiore autonomia decisionale, soprattutto dal versante italiano e, in particolare, avendo riguardo alla ricaduta negativa che le sanzioni europee producono sull' export dell'Italia verso la Russia. La senatrice PINOTTI ( PD ) - dopo aver fatto presente preliminarmente che le più volte citate sanzioni decise dall'Unione europea sono state votate dai precedenti Governi in carica ma anche, occorre ribadirlo, confermate dall'attuale Esecutivo - rileva criticamente, con riferimento alle affermazioni del collega Ferrara, riportate nel resoconto della missione in argomento, che non è possibile dichiarare che l'Italia deve tenere una "posizione equidistante tra Stati Uniti e Russia", in quanto, come è ben noto, Roma è stabilmente collocata in un ben preciso campo di alleanze. Segue, quindi, un breve intervento conclusivo del presidente PETROCELLI , il quale prende atto dell'utilità, per la Commissione in quanto tale, di pervenire ad uno scambio di opinioni sugli esiti di una determinata missione all'estero come quella in oggetto. La seduta termina alle ore 11,55. Allegato