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Contraddittorio davanti alla Corte costituzionale - Intervento nel giudizio in via incidentale - Interveniente non titolare di un interesse direttamente riconducibile all'oggetto del giudizio principale - Difetto di legittimazione - Inammissibilità dell'intervento.. Sono dichiarati inammissibili, per difetto di legittimazione, gli interventi ad adiuvandum spiegati da N. L. F. e da M. T. P. e altri nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 485 del d.lgs. n. 297 del 1994. Gli intervenienti non sono titolari di un interesse direttamente riconducibile all'oggetto del giudizio principale, bensì di un interesse riflesso all'accoglimento della questione, in quanto assoggettato alla disposizione censurata. L'art. 4, comma 7, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale recepisce la costante giurisprudenza secondo cui la partecipazione al giudizio incidentale di legittimità costituzionale è circoscritta, di norma, alle parti del giudizio a quo , oltre che al Presidente del Consiglio dei ministri e, nel caso di legge regionale, al Presidente della Giunta regionale. Pertanto, l'incidenza sulla posizione soggettiva dell'interveniente deve derivare dall'immediato effetto che la pronuncia della Corte costituzionale produce sul rapporto sostanziale oggetto del giudizio a quo . ( Precedenti citati: sentenze n. 46 del 2021, n. 98 del 2019 e n. 237 del 2013; ordinanze allegate alle sentenze n. 206 del 2019, n. 158 del 2018, n. 16 del 2017, n. 82 del 2013, n. 272 del 2012, n. 349 del 2007, n. 279 del 2006, n. 345 del 2005 e n. 291 del 2001 ).