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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 151 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente ROSSOMANDO e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione e il Vice Presidente vicario del Gruppo MoVimento 5 Stelle hanno fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha approvato a maggioranza modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 25 ottobre. Su richiesta di un Gruppo parlamentare, la seduta di oggi terminerà alle ore 19. Il calendario dei lavori della settimana corrente prevede, oltre alla discussione dei disegni di legge dalla sede redigente all'ordine del giorno, l'esame delle ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri. La settimana dal 30 settembre al 4 ottobre sarà dedicata ai lavori delle Commissioni. Nella settimana dall'8 al 10 ottobre saranno discussi i disegni di legge sul distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio, la Nota di aggiornamento al DEF 2019, il decreto-legge sulla tutela del lavoro e sulla risoluzione delle crisi aziendali, il disegno di legge di ratifica della Convenzione di Faro sul patrimonio culturale, il documento concernente l'istituzione di una Commissione monocamerale di inchiesta sulla sicurezza e lo sfruttamento del lavoro, nonché la mozione della senatrice Segre ed altri per l'istituzione di una Commissione straordinaria sul contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. Il calendario della settimana dal 15 al 17 ottobre prevede, oltre al seguito degli argomenti non conclusi, le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 nella giornata di mercoledì 16 alle ore 9,30. La settimana dal 21 al 25 ottobre sarà dedicata ai lavori delle Commissioni. Nelle giornate di giovedì 10 e 17 ottobre sono previsti il sindacato ispettivo e, alle ore 15, il question time. Programma dei lavori dell'Assemblea, integrazioni PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 24 settembre 2019 con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento - le seguenti integrazioni al programma dei lavori del Senato per i mesi di settembre e ottobre 2019: - Doc . LVII, n. 2- bis - Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 - Disegni di legge nn. 257 e 702 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 - Doc . XXII, n. 4 - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza e sullo sfruttamento del lavoro (dalla sede redigente) Calendario dei lavori dell'Assemblea Discussione e reiezione di proposta di modifica PRESIDENTE . Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato a maggioranza - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 25 ottobre: Mercoledì 25 settembre 9,30-19 - Disegno di legge n. 1110 - Partecipazioni in società del settore lattiero-caseario (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente) - Disegno di legge n. 787 - Mezzi elettrici negli hub aeroportuali (dalla sede redigente) - Disegno di legge n. 867 - Sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie (dalla sede redigente) - Ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri Giovedì 26 " 9,30-20 La settimana dal 30 settembre al 4 ottobre sarà riservata ai lavori delle Commissioni. Martedì 8 ottobre 16,30-20 - Disegno di legge n. 1144 e connessi - Distacco comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e aggregazione alla regione Emilia-Romagna (approvato dalla Camera dei deputati) - Doc . LVII, n. 2- bis - Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 - Disegno di legge n. 1476 - Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali (voto finale entro il 9 ottobre) (scade il 3 novembre) - Disegni di legge nn. 257 e 702 - Ratifica della Convenzione di Faro sul patrimonio culturale - Doc . XXII, n. 4 - Istituzione di una Commissione monocamerale d'inchiesta sulla sicurezza e sullo sfruttamento del lavoro (dalla sede redigente) - Mozione n. 136, Segre ed altri, sull'istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza - Sindacato ispettivo - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 10, ore 15) Mercoledì 9 " 9,30-20 Giovedì 10 " 9,30-20 Le proposte di risoluzione sul documento LVII, n. 2- bis (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019) dovranno essere presentate entro la conclusione della discussione generale. Gli emendamenti alla risoluzione accolta dal Governo dovranno essere presentati entro mezz'ora dall'espressione del parere. Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1476 (Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali) sarà stabilito in relazione ai lavori delle Commissioni. Martedì 15 ottobre 16,30-20 - Seguito argomenti non conclusi - Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 (mercoledì 16, ore 9,30) - Sindacato ispettivo - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 17, ore 15) Mercoledì 16 " 9,30-20 Giovedì 17 " 9,30-20 La settimana dal 21 al 25 ottobre sarà riservata ai lavori delle Commissioni. Ripartizione dei tempi per la discussione del Doc . LVII, n. 2- bis (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019) (7 ore, incluse dichiarazioni di voto) Relatore 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 1h 9' FI-BP 47' L-SP-PSd'Az 46' PD 36' FdI 27' Misto 26' IV-PSI 26' Aut (SVP-PATT, UV) 23' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1476 (Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali) (10 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 1h Governo 1h Votazioni 1h Gruppi 7 ore, di cui: M5S 1h 37' FI-BP 1h 6' L-SP-PSd'Az 1h 4' PD 51' FdI 38' Misto 36' IV-PSI 36' Aut (SVP-PATT, UV) 32' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 41' FI-BP 29' L-SP-PSd'Az 28' PD 22' FdI 16' Misto 15' IV-PSI 15 Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti 5' BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei motivare il voto contrario del Gruppo Forza Italia sul calendario dei lavori. La motivazione riguarda l'ulteriore slittamento dell'esame del disegno di legge sul passaggio dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche all'Emilia-Romagna. Vorrei dare un minimo di sfondo a questo passaggio. È stato indetto dodici anni fa un referendum che ha visto la popolazione di questi Comuni, ai sensi della Costituzione, pronunciarsi con una percentuale altissima (del 90 per cento) a favore del passaggio dalle Marche alla Romagna, con motivazioni molto comprensibili: motivazioni di carattere amministrativo, infrastrutturale, di maggiore facilità per la popolazione di raggiungere i servizi essenziali per i cittadini (gli ospedali, i Comuni) in Emilia-Romagna rispetto alle Marche. In dodici anni, il Parlamento non è stato in grado di pronunciarsi sulla materia e di concludere l' iter procedurale che è dovuto a queste popolazioni che, ai sensi della Costituzione, hanno seguito dodici anni fa il giusto percorso. Espongo questo antefatto, signor Presidente, colleghi - e mi scuso se lo faccio a inizio di seduta, quando non tutti riescono a prestare a un argomento così importante la dovuta attenzione - perché si tratta del voto sul calendario dei lavori. Noi da tempo insistiamo per la calendarizzazione di questo provvedimento, per una forma di rispetto della Costituzione e, insieme, dei cittadini emiliano-romagnoli, che non sono altro che la rappresentanza di tutti quei cittadini italiani che, seguendo un percorso costituzionale, stanno facendo la cosa giusta. È il Parlamento che non sta chiudendo il cerchio di questa giusta pratica da dodici anni a questa parte. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Alla fine della sessione estiva, tra luglio e agosto, noi abbiamo accettato un gentlemen's agreement , un accordo tra gentiluomini, come lo abbiamo definito, proposto dall'allora maggioranza, per spostare la calendarizzazione all'inizio di questa sessione, come primo provvedimento da esaminare. All'inizio della sessione, all'unanimità, la Conferenza dei Capigruppo, sulla base di un ulteriore gentlemen's agreement , un altro accordo tra gentiluomini, ha stabilito che questo provvedimento venisse esaminato oggi dopo l'esame di altri disegni di legge in sede redigente. Comprensibile. Rientravamo ancora nella categoria di gentiluomini che si accordavano. Ieri la maggioranza, legittimamente dalla sua prospettiva, ma illegittimamente per quanto ci riguarda, ha chiesto un ulteriore rinvio della calendarizzazione di questo provvedimento che, colleghi, vi segnalo e sottolineo, è stato approvato all'unanimità alla Camera ed è stato ampiamente esaminato in Commissione, con audizioni dei rappresentanti dei Comuni interessati. La maggioranza attuale ha chiesto due settimane di tempo per poter acquisire ulteriori informazioni. Ora, colleghi, con tutto il rispetto per le nuove dinamiche di maggioranza che si sono create due settimane fa, ma con altrettanto rispetto nei confronti dei cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio, che stanno aspettando da dodici anni, io mi domando, anzi, noi ci domandiamo quali ulteriori informazioni debbano essere acquisite che non siano state acquisite dal Parlamento in questi dodici anni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E se è necessario che vengano acquisite ulteriori informazioni, bastano due settimane? Questo è il motivo per cui noi abbiamo votato contro il calendario, sperando, però, in un gentlemen's agreement spontaneo della maggioranza, del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle, a fronte di una esigenza che, lo ripeto, si manifesta da dodici anni a questa parte. Siamo noi i colpevoli, non le popolazioni interessate. È il Parlamento che non si sta pronunciando. Quindi, noi speriamo, sinceramente, in un ravvedimento operoso ed attivo della maggioranza. Speriamo che l'8 ottobre veramente questo provvedimento venga esaminato, perché sta aspettando da troppo tempo. Ieri abbiamo sentito dire in Capigruppo, e con questo, signor Presidente, colleghi, concludo, un paio di cose che ci hanno lasciato un po' perplessi. Ci è stato detto che le ulteriori informazioni sono determinate dal fatto che il referendum è stato celebrato dodici anni fa e che, forse, alcuni di quelli che hanno votato sono venuti a mancare, sono morti. Colleghi, non ci risulta che il referendum sia uno strumento di democrazia diretta dotato di scadenza come lo yogurt. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quindi, salvo modifiche della Costituzione di cui non siamo a conoscenza, il voto di dodici anni fa vale ugualmente oggi; anzi, siamo noi gli inadempienti e non possiamo fare pesare su queste popolazioni quello che noi non abbiamo fatto. Ciò detto, questa è la nostra unica motivazione di voto contrario, ma è una fortissima motivazione. Quindi, noi attendiamo speranzosi l'8 ottobre, per vedere finalmente celebrato un procedimento di giustizia che concluda, secondo Costituzione, un iter che questa popolazione sta ingiustamente aspettando da dodici anni a questa parte. Questo è l'invito che rivolgiamo alla maggioranza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sullo stesso argomento toccato dalla collega Bernini. Ieri sera, in modo incomprensibile, abbiamo appreso della volontà della nuova maggioranza di rinviare la trattazione di questo disegno di legge, che - lo ricordo anch'io - è stato approvato all'unanimità alla Camera e che doveva essere trattato in questa Aula il 1° agosto, giornata di discussione del disegno di legge sull'educazione civica, quando vi fu un ostruzionismo, anche con sospensione dei lavori dell'Aula, che determinò il rinvio della trattazione del disegno di legge del distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche all'Emilia-Romagna. Allora raccolsi, insieme ad altri colleghi del MoVimento 5 Stelle, i senatori Croatti e Coltorti, la delusione dei rappresentanti di questi due paesi; ricordo che c'erano anche il sindaco di Sassofeltrio e il rappresentante del comitato. La delusione fu perché dopo dodici anni dal giugno del 2007, quando si tenne il referendum approvato a maggioranza assoluta, non solo di questi due Comuni, ma di altri sette Comuni della Valmarecchia, questi ultimi, guarda caso, dopo due anni riuscirono a passare dalle Marche all'Emilia-Romagna. Le popolazioni di queste due comunità hanno riconfermato ancora la volontà popolare attraverso i due consigli comunali - come chiesto peraltro da lei, senatore Calderoli, in Commissione affari costituzionali - che si sono espressi nel giugno del 2019 per il passaggio. Ieri sera, dopo che la scorsa settimana è stato approvato il calendario all'unanimità, si è appreso di un ulteriore rinvio, di cui, come ha detto prima la collega Bernini, non riusciamo a capire le ragioni; forse per dare peso a delle petizioni farlocche che stanno circolando negli ultimi mesi in quei due paesi per estorcere delle firme. No, così non va bene. È una presa in giro di queste due comunità. Il Partito Democratico si arroga ancora, di prepotenza, di disporre un ulteriore rinvio. Stamattina su quotidiani locali si parlava di una decisione congiunta del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle. No, cari colleghi del MoVimento 5 Stelle, cari colleghi Croatti e Coltorti, voi avete subito la volontà del Partito Democratico di porre un ulteriore rinvio. Lo stesso Partito Democratico, prima Partito Democratico della Sinistra, alla guida delle giunte regionali marchigiane e delle giunte provinciali di Pesaro e Urbino, in dodici anni non ha fatto nulla per rimuovere le condizioni che avevano portato allora i cittadini di questi due paesi a firmare quel referendum . (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Allora non c'erano i servizi, c'era la volontà di comprimere la sanità, non c'erano manutenzioni; sono passati dodici anni e da parte della Giunta regionale e della Provincia di Pesaro e Urbino non è stato fatto assolutamente nulla. Allo stesso modo voglio sottolineare che in questi dodici anni, perché da così tanto dura l' iter , i rappresentanti della Regione Marche e i rappresentanti della Provincia di Pesaro Urbino non si sono mai degnati di rispondere e di partecipare alle richieste pervenute dalle varie Commissioni che hanno lavorato in questi anni, dimostrando arroganza nei confronti del Parlamento. Quindi - ripeto - il Gruppo della Lega è contrario a questa modifica del calendario e chiede che nella giornata odierna venga trattato il disegno di legge sul distacco di questi due Comuni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ci sono delle persone che ieri sera sono partite per venire qui in Senato e assistere finalmente all'approvazione di questo disegno di legge. Vediamo, cari colleghi, di non deluderli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sull'argomento sulla base soprattutto della conoscenza di questi Comuni e del territorio. Sapete io sono del Trentino, ma per ragioni familiari frequento questi Comuni diverse volte all'anno. Credo che chi conosce questi Comuni e la conformazione geografica del territorio, non possa che riflettere diversamente da quanto i nostri alleati hanno detto fino ad oggi. Cari colleghi, ricordo che sono passati oltre dodici anni dal referendum e che il corpo elettorale di oltre dodici anni fa è completamente diverso da quello odierno. Ricordo - e sono dati oggettivi - che in questi Comuni hanno raccolto delle firme, con tanto di carta d'identità dei sottoscrittori; io l'ho visto con i miei occhi e ho sentito personalmente che oggi la popolazione nutre forti dubbi sul distacco in Emilia-Romagna e non per ragioni politiche. Infatti, basta prendere in mano una carta geografica, vedere dove si trovano i Comuni di Sassofeltrio e di Montecopiolo e dove sono gli ospedali o le scuole per capire che ovviamente il distacco di questi Comuni dalle Marche per andare nella Romagna è un non senso politico e geografico, perché - lo ribadisco - le scuole sono a Mercatino Conca, in provincia di Pesaro, a dieci minuti di macchina, mentre un domani dovrebbero andare a Morciano di Romagna, cioè a venti, venticinque minuti di macchina; l'ospedale è a Sassocorvaro, cioè a un quarto d'ora di macchina, mentre in Romagna devono andare a Riccione, a trenta, trentacinque minuti di macchina. Bastano queste considerazioni, basta conoscere davvero il territorio per capire che riflettere un po' di più su questo argomento avrebbe un senso. Ribadisco che il mio è un intervento per conoscenza personale del territorio e delle persone che ci vivono, per aver ascoltato di persona i dubbi e le problematiche che queste persone esprimono. Proprio per questo il Gruppo Fratelli d'Italia è favorevole a una rivisitazione della situazione, ad approfondire meglio la questione e in sostanza ritengo che dopo dodici anni avrebbe un senso rifare un referendum e lasciare davvero al popolo di questi paesi una decisione, da prendere oggi e non dodici anni fa in contesti completamente diversi, su quello che vuole per la propria vita, per la propria famiglia, per il proprio lavoro (Applausi del senatore Casini). PRESIDENTE . Senatrice Bernini, oltre alla sua contrarietà al calendario, devo interpretare il suo intervento nel senso che anche lei fa la proposta del senatore Arrigoni di inserire nel calendario odierno il distacco dei due Comuni? BERNINI (FI-BP) . Non lo avevo fatto, signor Presidente? PRESIDENTE. Aveva espresso la contrarietà, ma non la proposta. BERNINI (FI-BP) . La richiesta è di mantenere il punto nell'ordine del giorno di oggi, con una speranza, ma ho come la sensazione che non la spunteremo; vorrei quindi confermare l'impegno della maggioranza di trattarlo comunque l'8 ottobre, poi se vinceremo, evviva. PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta volta ad inserire nell'ordine del giorno della seduta odierna il disegno di legge sul distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche e aggregazione alla Regione Emilia-Romagna, avanzata dai senatori Bernini e Arrigoni. Non è approvata. Dispongo la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata . Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea. Discussione e approvazione dalla sede redigente del disegno di legge: Doc 1110 Modifica all'articolo 4 del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, concernente le partecipazioni in società operanti nel settore lattiero-caseario Deputato MOLINARI ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1110, già approvato dalla Camera dei deputati. Ilrelatore, senatore Vallardi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, colleghi senatori, il disegno di legge in titolo, recante modifica all'articolo 4 del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, è già stato approvato dalla Camera dei deputati e si compone di un unico articolo, quindi è un testo molto semplice, stringente ma sicuramente utile. Esso è volto ad aggiungere un nuovo comma all'articolo 4 del decreto legislativo del 19 agosto 2016, n. 175 (testo unico sulle società partecipate), molto meglio conosciuto come legge Madia. Si rammenta che l'articolo 4 prevede il divieto per le amministrazioni pubbliche di costituire, anche indirettamente, società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, nonché di acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società. Il provvedimento in esame aggiunge un nuovo comma 9- quater per prevedere che tale divieto non si applichi alla costituzione, né all'acquisizione o al mantenimento di partecipazioni in società aventi a oggetto sociale prevalente la produzione, il trattamento, la lavorazione e l'immissione in commercio del latte, in qualsiasi modo trattato, e dei prodotti lattiero-caseari. Ai sensi del comma 9, è attribuita al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, qualora ricorrano taluni presupposti, la facoltà di deliberare l'esclusione (totale o parziale) dell'applicazione delle disposizioni del medesimo articolo a specifiche società a partecipazione pubblica. La competenza dei Presidenti di Regione e delle Province autonome è circoscritta alle società partecipate dall'ente territoriale di appartenenza. I provvedimenti eventualmente assunti sono trasmessi alle Camere e, nel caso di deliberazioni dei Presidenti di Regione o delle Province autonome, anche alla Corte dei conti e alla struttura del Ministero dell'economia e delle finanze preposta all'attività di indirizzo, controllo e monitoraggio sull'attuazione del Testo unico. Si ricorda che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 31 ottobre 2017 la Centrale del latte di Brescia è stata autorizzata a derogare all'obbligo di dismissioni. Veniva quindi riconosciuto il ruolo di presidio in ambito sanitario e controllo degli alimenti svolto dalla Centrale del latte di Brescia. Come dato di cronaca e momento di riflessione sul provvedimento in esame, desidero rilevare che, a oggi, risultano partecipate da soggetti pubblici (in particolare da enti locali) le seguenti centrali del latte: Centrale del latte di Brescia (già menzionata); Centrale del latte di Alessandria e Asti; Centrale del latte di Roma; Centrale del latte d'Italia (società per azioni quotata in borsa, che ha raggruppato la Centrale del latte di Torino con quelle di Firenze, Pistoia e Livorno). Ho così concluso e auguro una buona discussione sul provvedimento in esame. (Applausi del senatore Rufa). PRESIDENTE . Poiché il rappresentante del Governo non intende intervenire e poiché il disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, si compone del solo articolo 1, passiamo alla votazione finale. MAGORNO (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAGORNO (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, nella seduta del 16 luglio scorso la Commissione agricoltura e produzione agroalimentare ha approvato senza modificazioni il disegno di legge che modifica l'articolo 4 del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, concernente le partecipazioni in società operanti nel settore lattiero-caseario. Va detto su questo provvedimento si è consumata un'operazione di maquillage . Il latte costituisce per la Lega un tema che scotta. Sin dalle vicende legate alle quote latte abbiamo visto che sul latte la Lega ha un interesse elettorale, una mira espansionistica in termini di consenso che punta non alla qualità e alle regole del settore, ma solo al consolidamento della propria posizione in termini elettorali. È chiaro che, come formulato, il testo del provvedimento non risolve i problemi del prezzo alla fonte del latte e forse è questo il vero problema alla base della preoccupazione dei produttori. In questi mesi abbiamo visto la crisi del sistema, che avrebbe dovuto indurre il legislatore ad intervenire con maggiore forza, con incisività; invece, dopo le proteste della Sardegna, il tema sembra essere stato silenziato. I produttori conoscono bene la questione e sanno che è ancora potenzialmente esplosiva. Il combinato disposto tra regole comunitarie, criticità del sistema, assenza di politiche di settore determina incertezze, difficoltà nel portare avanti questo tipo di attività. C'è stata una parziale risposta all'emergenza, ma non si sono affrontate in maniera strutturale le ragioni di quel latte versato per strada. Lo dico perché solo definendo il quadro strutturale del settore noi possiamo inquadrare anche il merito del problema di questo provvedimento. Questa modifica, che sembra solo di diritto societario, in fondo incide anche sulle diseconomie che rendono duratura la crisi del settore lattiero-caseario. È un testo che non affronta come dovrebbe le diverse situazioni delle diverse centrali del latte sul territorio nazionale, a cui, invece, si dà una stessa risposta, peraltro negativa, al ribasso, confondendo carrozzoni (che ci sono) con enti gestiti in modo virtuoso. Dovrebbe essere fatta invece una doverosa distinzione. Brescia, ad esempio, non ha avuto la necessità di derogare alla norma nota come legge Madia. Infatti, se si dimostra di avere i conti in ordine e di avere un progetto e se c'è una funzione pubblica capace, non si hanno difficoltà ad attenersi a quella legge. Caso diverso è sicuramente quello della Centrale del latte di Roma, che da tempo vive una fase di criticità. Risulta ingiustificata, quindi, la motivazione alla base del provvedimento, che si vuole ricondurre alle esigenze di tutela della salute e di controllo degli alimenti. Sarebbe un po' come affermare che, lì dove non vi è partecipazione pubblica, non viene svolto neanche un efficace presidio in ambito sanitario e di controllo degli alimenti. Inoltre, vi sono già specifiche autorità competenti che svolgono questo ruolo di vigilanza. Infatti, l'Autorità garante per il mercato e la concorrenza ritiene che il disegno di legge in esame «appare suscettibile di alterare le dinamiche concorrenziali nel settore interessato, in totale disaccordo con i principi di tutela della concorrenza e di efficiente gestione delle partecipazioni pubbliche, posti alla base della riforma Madia». Nello specifico, come è stato evidenziato anche dalla Corte dei conti in sede di audizione sulla proposta di legge in esame, l'assimilazione delle società operanti nel settore lattiero-caseario a quelle che svolgono servizi di interesse generale tende a rendere omogenee situazioni differenziate, accomunando i servizi pubblici tradizionalmente intesi con attività produttive rese da operatori economici privati. Il rischio è che a tale proposta di legge possano poi seguire richieste in tal senso anche da altri settori produttivi affini, che andrebbero a svuotare ulteriormente il testo unico di altre categorie di partecipazioni pubbliche. In sostanza, bisognerebbe intervenire per evitare che le risorse vadano ai consigli di amministrazione, invece che a sostenere i veri produttori. Sicuramente sarebbe stato meglio affrontare diversamente la materia, ma conosciamo il condizionamento che avevano segmenti della vecchia maggioranza e soprattutto alcune mire espansionistiche per ragioni di consenso. Un intervento della finanza pubblica non legato agli investimenti e al prezzo del latte rischia di non essere risolutivo. Erano state presentate delle proposte di modifica, che prevedevano di legare l'intervento di finanza pubblica ai bilanci a posto; infatti, il timore più forte che abbiamo è che non arrivi nulla agli agricoltori e all'intera filiera del latte. Il quadro politico, certo, oggi è mutato. Sicuramente il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Bellanova, è più responsabile e più attenta agli allevatori e ai produttori che ai consigli di amministrazione delle centrali del latte; è per questo che forse quelle correzioni avranno modo di essere poste in essere, anche attraverso la concertazione con le organizzazioni di categoria. Noi siamo e saremo sempre dalla parte di chi fa agricoltura sul serio e non di chi usa l'agricoltura per sedersi da qualche altra parte. Per queste ragioni non potremo votare questo provvedimento. Annuncio pertanto l'astensione del Gruppo Italia Viva. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, il voto del mio Gruppo sul disegno di legge al nostro esame sarà favorevole. Credo che questa vicenda ci consigli un approccio meno ideologico rispetto a quello che pendolarmente abbiamo tenuto sul tema delle società pubbliche. La privatizzazione in chiave ideologica - penso al tema della Centrale del latte di Roma -per gli esiti chiaramente negativi che ha avuto ci dimostra, che occorre avere un atteggiamento diverso, relativamente al fatto che le logiche di mercato - che vanno di certo salvaguardate, in alcuni comparti come questo - richiedono la capacità della mano pubblica di costruire equilibri e filiere. A tale proposito, pensiamo alla vicenda della Sardegna, non ancora risolta. Sono comunque d'accordo con il collega che mi ha preceduto sulla necessità di riprendere in mano complessivamente la questione, per cercare di trovare una soluzione capace di favorire la qualità e l'integrazione della filiera. Infatti, senza integrazione e senza lo spostamento del valore verso i produttori, piuttosto che verso coloro che commercializzano, non daremo mai una risposta seria e strategica a questo tema. Dunque il nostro voto sarà favorevole, con l'auspicio che il Ministero apra una riflessione più strategica su questo problema. (Applausi dei senatori Ginetti e Grasso) . MAFFONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, sin dai secoli scorsi uno dei dibattiti più accesi in politica è legato alla necessità o meno che lo Stato abbia un ruolo attivo nell'andamento dell'economia di un Paese. La storia ci ha insegnato che un sistema economico liberale, come quello italiano, è la soluzione più idonea affinché la libera iniziativa imprenditoriale, affiancata da necessari e rigidi controlli statali, porti benessere alla collettività intera. Tuttavia, nei decenni scorsi, specie dopo il secondo conflitto mondiale, si è ricorso ad una serie di iniziative imprenditoriali statali che avevano il nobile obiettivo di rilanciare l'economia del Paese, offrendo servizi e lavoro contemporaneamente. Oggi il mondo è cambiato e, complice in molti casi l'incapacità gestionale di alcuni soggetti, il Paese associa purtroppo il concetto di gestione pubblica all'inefficienza. Il problema, infatti, non è tanto legato alla partecipazione statale in una società o la finalità che essa ha. Il problema vero, che la politica dovrebbe affrontare, è la capacità gestionale di chi amministra la società pubblica. Limitare la partecipazione pubblica all'interno di società solo in funzione delle finalità che esse hanno non risolverebbe alcun tipo di problema in termini di efficienza, sia produttiva che di servizi. Il disegno di legge che stiamo discutendo oggi interviene correttamente nell'eliminare una grave limitazione che di fatto avrebbe vietato a società con partecipazione pubblica la produzione, il trattamento, la lavorazione e l'immissione in commercio del latte, comunque trattato, e dei prodotti lattiero-caseari. La dimostrazione che una tale limitazione sarebbe un errore nasce, ad esempio, dal fatto che nella mia città esiste una società pubblica, legata esclusivamente alla produzione ed alla commercializzazione del latte, che da anni offre un prodotto di altissima qualità alla provincia di Brescia e non solo. Tale servizio, peraltro, viene svolto garantendo posti di lavoro e profitto, rendendo la società un vanto per il territorio e per i cittadini che lo abitano. La direzione che bisognerebbe prendere nella gestione del bene pubblico è quella dell'efficienza e del merito, non delle limitazioni: solo così il Paese potrà garantire ai propri cittadini servizi efficienti a costi adeguati. Pertanto, signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia voterà a favore del disegno di legge in esame. (Applausi dal Gruppo FdI) . TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, la norma che stiamo per approvare rende stabile la deroga all'articolo 4 del decreto legislativo n. 175 del 2016, che fissa le regole entro le quali si muovono le partecipazioni societarie degli enti pubblici. Già la normativa vigente prevedeva, in situazioni puntuali nelle quali gli enti pubblici dimostrassero la strategicità della partecipazione in determinate società e la coerenza con la missione della società, il mantenimento in essere di questo tipo di partecipazioni. Proprio alla luce di ciò, com'è stato detto anche nella relazione introduttiva, esiste in Italia una serie di situazioni (come quelle delle centrali del latte di Brescia e di Roma e delle ex centrali del latte di Torino e di Firenze, che poi sono diventate Centrale del latte d'Italia, con Pistoia e con altre realtà) che stanno lì a dimostrare questo tipo di attività. Il tema delle centrali del latte nasce all'inizio del secolo scorso e poi ha un ritorno di fiamma negli anni Cinquanta, a causa della necessità di far incontrare due importanti attenzioni da riservare al territorio: da una parte, la fornitura di latte di qualità garantita e certificata alle comunità che vivono nelle grandi città, soprattutto dopo la Prima e la Seconda guerra mondiale e, dall'altra, la necessità di aiutare una filiera che nelle campagne faticava a trovare una struttura stabile e ad avere risposte adeguate in termini di un ritorno economico che incentivasse la produzione del latte perché se ne ravvisava l'esigenza. Questo quadro è enormemente cambiato. Infatti, con i mercati globalizzati, la situazione complessiva delle città nell'approvvigionamento alimentare non è più quella dei due dopoguerra. Quei problemi comunque rimangono: continuiamo ad avere un settore lattiero-caseario che denota ciclicamente pesanti situazioni di crisi (l'ultima, quella del settore ovicaprino, che abbiamo visto riportata da tutti gli organi di comunicazione, credo sia impressa in modo abbastanza forte nelle nostre menti); inoltre, continuiamo ad avvertire l'esigenza di una maggiore trasparenza e di controlli più precisi per tutti i prodotti che, in molti casi, vengono importati da diverse parti del mondo, anche da contesti produttivi nei quali i meccanismi di controllo e di certificazione della qualità, della salubrità e della sicurezza alimentare quantomeno non sono comparabili con quelli nazionali. Credo che queste tematiche, come già hanno sottolineato i colleghi, dovranno essere oggetto di una riflessione approfondita con ulteriori provvedimenti. Ad esempio, credo che dovremmo ragionare su un'analisi a livello nazionale dei punti di entrata dei prodotti alimentari, che in Italia sono una sessantina, mentre in altri Paesi del Nord Europa sono circa tre, cinque o sette. Non ha molto senso che, in situazioni economiche analoghe, l'Italia abbiamo sessanta punti di entrata dei prodotti, e quindi altrettanti luoghi dove devono essere controllate la qualità, la salubrità e la sicurezza della merce che entra, mentre altri Paesi più razionalmente hanno deciso che al loro interno quegli stessi prodotti entrino da tre, cinque o sette punti. Credo pertanto che il tema si porrà alla nostra attenzione, come necessità di assicurare piena trasparenza a tutto ciò che riguarda la qualità, la quantità e la provenienza dei prodotti alimentari che poi vengono utilizzati come base per la trasformazione di prodotti nel nostro Paese, cosa che ad oggi non è ancora vigente. Al contempo, tutto il tema della filiera lattiero-casearia richiederà un'attenta riflessione per evitare che si creino nuovamente le condizioni di crisi di settori che, purtroppo, troppo ciclicamente stanno venendo fuori, rischiando di minare un comparto importante sia per il ruolo economico che riveste, sia in quanto presidio territoriale in ambiti e contesti che, senza quel tipo di presenza zootecnica, probabilmente andrebbero verso una desertificazione del controllo e della gestione del territorio. Il provvedimento in esame fa un'operazione puntuale, dicendo sostanzialmente che questo tipo di attività economica deroga per legge, senza più dover dimostrare i requisiti cui faceva riferimento l'articolo 4, alla norma generale del decreto legislativo n. 175 del 2016. Da questo punto di vista, non ci sentiamo di dire che non sia necessario, ma continuiamo a essere convinti che avrebbe dovuto essere affrontato in un quadro generale. Per tale ragione, il nostro non sarà un voto contrario; ci asterremo sul provvedimento, con la speranza - come già hanno detto altri colleghi - che si crei quanto prima lo spazio di un ragionamento per approfondire la tematica, sul doppio fronte della tutela dei consumatori e del mondo produttivo, per formulare un provvedimento, se possibile in tempi brevi, più coordinato e completo, che affronti il tema nel suo complesso. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI e del senatore Trentacoste) . BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, la proposta che oggi approveremo in via definitiva è volta a superare - com'è stato detto anche in precedenza - la procedura stabilita dal testo unico sulle società partecipate, meglio conosciuta come la famosa legge Madia. Infatti, il testo unico stabiliva il divieto per le amministrazioni pubbliche di acquisire e mantenere le partecipazioni in società che abbiano come oggetto sociale la produzione di beni e servizi, salvo che per talune eccezioni, in considerazione degli interessi pubblici coinvolti dalle attività condotte nella tipologia di partecipazione. Con la proposta oggi al nostro esame escludiamo da tale divieto il settore lattiero-caseario, in pratica le centrali del latte, promuovendo possibili future partecipazioni. Il fondamento di questa iniziativa legislativa - voluta, lo ricordo, dal Gruppo Lega-Salvini Premier della Camera, guidato dall'onorevole Riccardo Molinari, colui che sostanzialmente per primo ha firmato la proposta - è il riconoscimento del ruolo di presidio in ambito di controllo degli alimenti e sanitario svolto dalle centrali del latte, che si sono distinte negli anni per la capacità d'innovazione e la sensibilità verso le nuove tecnologie, e - muovendo dalla necessità di mantenere inalterato il patrimonio di storia, tradizioni, qualità e innovazione - la restituzione alle pubbliche amministrazioni delle funzioni di garanzia e controllo sulla filiera lattiero-casearia (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , venuta meno a seguito dell'approvazione del testo unico sulle società partecipate. La filiera lattiero-casearia - lo ricordiamo - ha un importante rilievo economico e sociale per il nostro Paese, in quanto ha un indotto che dà lavoro a oltre 100.000 operatori tra produttori e trasformatori. La trasformazione del latte è un settore strategico per il nostro Paese e rappresenta un importante bacino di ricchezza e di occupazione per i territori locali. Ricordo che siamo importatori di latte e non siamo autosufficienti nella produzione: per questo, è ancor più strategico presidiare il settore. La filiera del latte e il made in Italy , infatti, rappresentano da sempre una garanzia per il consumatore. È particolarmente importante - lo dico anche al rappresentante del Governo - valorizzare al cento per cento il latte italiano, dalla mungitura alla tavola, anche in ragione del suo legame col territorio e con la sicurezza. Sappiamo bene, infatti, che il nostro latte non ha uguali al mondo, perché quello che importiamo nel nostro Paese non ha le stesse qualità e, soprattutto, non è soggetto agli stessi controlli rispetto a quello che produciamo in Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dall'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) risulta che nel primo trimestre 2019 il mercato nazionale dei prodotti lattiero-caseari ha mostrato segnali di ripresa, con il prezzo del latte alla stalla che si attesta mediamente sui 40,6 euro ogni 100 litri, IVA esclusa e senza premi: diciamo che per il produttore si tratta comunque di un avvio di prezzo importante, con una variazione di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente. L'inversione di tendenza era iniziata già alla fine del 2018, anche se abbiamo avuto un anno difficile e complicato, soprattutto per i costi di produzione, che si sono rivelati più elevati rispetto agli anni precedenti. Lo dico oggi in quest'Aula al rappresentante del Governo: modificare l'accisa sui carburanti agricoli è di una gravità enorme; se avete in testa questo, non dovete farlo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non lo dovete fare perché i costi di produzione dei nostri poveri agricoltori stanno aumentando e l'unica risorsa che hanno, nel contempo, è rappresentata dalla PAC, dagli aiuti e dai sostegni. Anche da questo punto di vista, però, ci dovrà essere una politica attenta, non solo alla fantasia e alla creatività, ma soprattutto a chi produce, a chi va in stalla, a chi magari, quando esce dalla stalla puzza, dopo aver lavorato tutto il giorno in mezzo agli animali con fatica per produrre il latte che oggi decantiamo tanto. Tutto questo va attentamente considerato. Se nel cosiddetto decreto clima avete intenzione di modificare quest'accisa, vi prego di non farlo, perché i nostri produttori sono già oggi in una situazione complicata e difficile: stanno raggiungendo un punto di equilibrio con i 40 euro, ma, se questo dovesse cambiare a livello di costi, non ce lo farebbero più. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Augurando all'attuale Ministro buon lavoro, voglio ricordare all'Assemblea l'impegno del Governo nei precedenti quattordici mesi, con il nostro ministro Centinaio alla guida del Dicastero delle politiche agricole. In particolare, voglio ricordare i tanti interventi importanti che col decreto emergenze sono state fatti riguardo alle problematiche legate al settore lattiero-caseario. Oltre ai 10 milioni di euro previsti con l'istituzione di un fondo a sostegno della filiera, è stato dato un sostegno reale ai contratti di filiera, alla promozione di interventi di regolazione dell'offerta di formaggio ovino a denominazione di origine protetta, alla ricerca, al trasferimento tecnologico e agli interventi strutturali nel settore di riferimento, ma anche e soprattutto alla registrazione nella banca dati del SIAN (Sistema informativo agricolo nazionale) dei quantitativi prodotti qui, importati dai Paesi europei ed extraeuropei, nonché alla qualità dei prodotti che importiamo, che è fondamentale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È stata un'azione mirata e voluta, che abbiamo realizzato insieme, e questo è stato sicuramente un punto di forza. È dimostrato che i consumatori sono sempre di più alla ricerca di un prodotto genuino, legato al territorio e le centrali del latte garantiscono, oggi più che mai, alle comunità locali una distribuzione vicina, a chilometro zero, ad un prezzo controllato, che permette anche la remunerazione di filiera che in altri casi non riusciamo a vedere, essendo troppo forte la parte dell'acquirente privato nei confronti di chi produce il latte. Le centrali del latte sono anche tradizionalmente il simbolo del territorio, come ho detto in precedenza, e rappresentano lo strumento che oggi può aiutare ancora di più il consumatore ad avvicinarsi al prodotto - anche perché i consumi sono scesi negli ultimi anni - e soprattutto ad avere allo scaffale un prezzo di riferimento importante e non esagerato. Con l'approvazione di questa proposta si inizierà sicuramente un percorso che ci porterà, in un futuro non troppo lontano, a una definizione giusta del prezzo del latte per gli allevatori. In conclusione, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione su questo provvedimento, ribadendo la necessità di mantenere comunque inalterato il patrimonio di storia, tradizione e innovazione espresso dalle centrali del latte. Dobbiamo continuare a tutelare il nostro made in Italy non solo a parole, ma con i fatti e con l'azione; sicuramente daremo un contributo su questo punto anche nella legge di bilancio. Dobbiamo continuare a promuovere sempre di più le nostre eccellenze in tutto il mondo: prima gli allevatori italiani, prima il latte italiano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, la modifica dell'articolo 4 del decreto-legge 19 agosto 2016, n. 175, che abroga il divieto di costituzione, acquisizione e mantenimento, da parte degli enti pubblici, di partecipazioni aventi per oggetto sociale prevalentemente la produzione, il trattamento, la lavorazione e l'immissione in commercio del latte in qualsiasi modo trattato e dei prodotti caseari rappresenta un'importante opportunità per il mondo produttivo. La partecipazione pubblica alle attività del settore in oggetto favorisce lo sviluppo della produzione primaria, che rappresenta da sempre la catena debole dell'intera filiera, ma fondamentale per la produzione di formaggi di eccellenza e caratterizzanti il nostro territorio. La presenza degli enti pubblici è garanzia del prezzo corrisposto al produttore, riducendo tra l'altro le difficoltà legate all'assottigliamento dei margini di guadagno della parte più debole dell'intero sistema. Inoltre, favorisce la gestione e lo sviluppo di strutture pubbliche utilizzate per la formazione, la ricerca e l'innovazione nel settore lattiero-caseario, attraverso un miglioramento della sostenibilità economica e una minore dipendenza dal finanziamento pubblico. Tutto ciò rappresenta un momento di crescita e di sviluppo, attraverso un consapevole intervento nel mondo dell'imprenditoria lattiero-casearia. Va de sé che questo provvedimento, da solo, non risolve certamente i tantissimi problemi che abbiamo in questo comparto e in tutta la filiera lattiero-casearia. Ne stiamo parlando in Commissione e quindi rivolgo un sollecito al presidente Vallardi (che è già sul pezzo), affinché l'indagine conoscitiva che Forza Italia ha chiesto, che sta sicuramente andando avanti, proceda con maggiore velocità, perché il territorio aspetta di vedere risolti i tanti problemi del comparto. Ci saranno certamente momenti per approfondire queste problematiche (lo stiamo facendo in Commissione), ma oggi siamo sicuramente contenti per l'approvazione di questo provvedimento, che auspichiamo. Per le motivazioni che ho già esposto, credo sia importante sostenere il mondo rurale, che è utile al mantenimento dell'ambiente, del paesaggio e delle economie delle aree economicamente svantaggiate; il provvedimento in esame sicuramente aiuterà in questo senso. Dichiaro quindi convintamente il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PUGLIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, a breve voteremo il disegno di legge avente ad oggetto le partecipazioni in società nel settore lattiero-caseario che - lo ricordiamo - è il comparto alimentare italiano con il maggior tasso di export , che genera ricchezza per il nostro Paese e la nostra economia. Vorrei solo ricordare un dato, per avere presente l'importanza di questo settore: nel 2018 il suo fatturato è stato pari a 16,2 miliardi di euro. Quindi le esportazioni dei prodotti lattiero-caseari italiani sono in costante aumento, grazie al grande apprezzamento che i mercati internazionali riservano ai nostri prodotti, e al made in Italy : ricordiamocelo, e non soltanto in questo settore, ma anche in altri, come ad esempio quello dei grani. Ricordiamocelo. Tutto ciò accade anche e soprattutto grazie all'impegno delle imprese italiane nel lungo percorso di internazionalizzazione, necessario proprio per crescere e competere a livello globale. Tuttavia, numerose realtà produttive conducono la propria attività imprenditoriale in condizioni di enormi difficoltà. Ciò è dovuto principalmente al basso prezzo pagato al produttore per ogni litro di latte, che non gli permette di ricoprire i costi di produzione. Ora stiamo parlando di questo settore, ma ricordiamoci che anche altri hanno lo stesso identico problema, poiché sostengono costi di produzione a volte superiori al prezzo che la grande distribuzione vuole pagare loro per il prodotto: basti pensare che in diverse parti d'Italia un litro di latte viene pagato all'allevatore 35 centesimi, ma lungo la filiera di distribuzione il prezzo aumenta. Chi va a fare la spesa conosce benissimo il costo del latte. Colleghi, non possiamo più permettere che i nostri allevatori abbiano margini di guadagno così bassi, compressi o addirittura negativi: ne va della nostra produzione, del made in Italy , del nostro futuro e quindi delle future generazioni, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Il successo mondiale dei prodotti lattiero-caseari italiani e dei formaggi in particolare è stato costruito con l'impegno e gli investimenti di centinaia di imprese che hanno aperto, creato, coltivato e sviluppato mercati in tutto il mondo. Noi italiani siamo bravi in questo, ma, come forze politiche e come legislatori, dobbiamo tener presente questo fatto e aiutare questi imprenditori, creando l' humus dove far crescere l'intuizione imprenditoriale italiana. Con il disegno di legge al nostro esame si assicura l'intervento pubblico nel settore lattiero-caseario, così da garantire la certezza del prezzo corrisposto al produttore e la qualità del latte prodotto. Stiamo per fare veramente una gran bella cosa tutti insieme; o forse c'è qualche forza politica che si tira indietro, ma questo non è possibile o è da considerare irrazionale, perché vuol dire che non sta facendo il bene del Paese, ma probabilmente qualche giochino; ma non c'è da giocare, quando si tratta delle nostre imprese, del made in Italy , dei nostri imprenditori e del nostro futuro. Signor Presidente, consapevole che con tale provvedimento riusciamo non solo a rilanciare un settore da tempo in difficoltà, ma anche a tutelare maggiormente il nostro made in Italy agroalimentare, annuncio il voto favorevole del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle qui in Senato. (Applausi dal Gruppo M5S ) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Discussione dalla sede redigente del disegno di legge: Doc 787 Disposizioni per la sostituzione di automezzi e attrezzature alimentati con motori endotermici con automezzi e attrezzature a trazione elettrica negli aeroporti individuati dall'articolo 1, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 2015, n. 201 SANTILLO ed altri. - (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Disposizioni per la sostituzione di automezzi e attrezzature azionati da motori endotermici con automezzi e attrezzature ad alimentazione elettrica, ibrida o ad idrogeno negli aeroporti individuati dall'articolo 1, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 2015, n. 201 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 787. La relatrice, senatrice Di Girolamo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. DI GIROLAMO, relatrice . Il disegno di legge in titolo intende contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra e migliorare il livello di sostenibilità ambientale nei tre aeroporti che rivestono il ruolo di gate intercontinentali - vale a dire Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia - proponendo la sostituzione o la conversione degli automezzi ivi utilizzati, alimentati da motori endotermici, con automezzi e attrezzature a trazione elettrica. Il provvedimento consta di cinque articoli. L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione delle disposizioni introdotte agli aeroporti individuati dall'articolo 1, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 201 del 2015. Come già evidenziato, si tratta di Roma Fiumicino, Milano-Malpensa e Venezia, quali aeroporti di interesse nazionale con particolare rilevanza strategica, che, per la loro capacità di rispondere alla domanda di ampi bacini di traffico ed il loro elevato grado di connettività con le destinazioni europee ed internazionali, rivestono il ruolo di gate intercontinentali. In base all'articolo 2, tutti i soggetti operanti nelle aree lato volo di tali aeroporti sono tenuti a sostituire o convertire automezzi e attrezzature azionati da motori endotermici con quelli a trazione elettrica. A seguito di una modifica apportata durante l'esame in Commissione, quelli azionati da motori endotermici potranno essere sostituiti o convertiti anche con automezzi e attrezzature ad alimentazione ibrida o ad idrogeno, compresi i veicoli che utilizzano celle a combustibile, purché esistenti sul mercato. Nel corso dell'esame in Commissione, è stato previsto che siano sottratti all'obbligo gli automezzi e le attrezzature il cui utilizzo può rendersi necessario per garantire l'esecuzione di lavori finalizzati alla manutenzione e allo sviluppo dell'infrastruttura aeroportuale o è necessario in caso di eventi straordinari o di tipo emergenziale. In accoglimento di una condizione formulata dalla Commissione bilancio, sono stati inoltre esentati dall'obbligo gli enti pubblici. La realizzazione degli impianti di ricarica o rifornimento - o, ove opportuno, di accumulo, come specificato dalla Commissione - necessari per l'alimentazione dei mezzi è posta in capo alle società di gestione aeroportuale. L'articolo 3 prevede che l'ENAC, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della legge, predisponga un programma per la sostituzione e conversione degli automezzi e delle attrezzature e per la realizzazione degli impianti di ricarica, tenuto conto della classificazione degli aeroporti coinvolti e in proporzione al traffico passeggeri medio registrato nell'ultimo triennio in ciascuno scalo. Il programma è approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e tiene conto di quantità, tipologia, vetustà, possibilità di sostituzione o conversione degli automezzi e attrezzature già in uso presso ciascuno scalo. L'articolo 4 affida all'ENAC il compito di vigilare sulla realizzazione del programma di sostituzione e conversione degli automezzi, adottando le iniziative per agevolarne l'attuazione, che si svolgerà secondo i criteri e le modalità stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Entro il 31 marzo di ogni anno, infine, l'ENAC dovrà riferire al Ministero sui risultati del programma e sull'attività di vigilanza. L'articolo 5 reca la clausola d'invarianza finanziaria. Permettetemi infine di ringraziare tutti i membri della Commissione, per aver contribuito in modo costruttivo al perfezionamento del testo di questo disegno di legge, un passo importante nella promozione di una mobilità più sostenibile e nella diffusione di mezzi di trasporto a basso impatto. PRESIDENTE . Poiché il rappresentante del Governo non intende intervenire, passiamo alla votazione degli articoli, nel testo formulato dalla Commissione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). COMINCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, cari colleghi e colleghe, questa discussione cade in una settimana davvero particolare, per certi aspetti storica. Sono infatti migliaia le persone - uomini, donne e giovani - che si stanno impegnando con passione per un futuro migliore del nostro Pianeta. L'emergenza climatica che stiamo attraversando, l'innalzamento delle temperature e i conseguenti continui episodi di scioglimento dei ghiacci a cui assistiamo (l'ultimo proprio ieri, nel nostro Paese: il ghiacciaio del Monte Bianco, scivolando in parte, ha provocato la chiusura della Val Ferret) sono chiari segnali che è arrivato il tempo di fermarci e prenderci cura seriamente della terra sulla quale viviamo. Tutti noi abbiamo di fronte la responsabilità di farci carico delle condizioni di vita che i nostri figli e le future generazioni saranno chiamati ad affrontare. Non è un caso che, proprio in questa settimana così importante, nel corso della climate action week , a scendere in piazza siano proprio migliaia di studenti, con una mobilitazione che coinvolge studenti dall'Australia all'America, passando dall'Indonesia e dall'India fino in Europa, e che grida, con un coro unanime, un appello verso le istituzioni: meno chiacchiere, più attenzione ai temi ambientali e più programmazione e ricorso alle politiche ambientali. Tale appello si racchiude in modo netto nelle parole che l'attivista svedese Greta Thunberg ha rivolto al Congresso americano, ma anche a noi senatori, quando abbiamo avuto il piacere di ascoltarla qui a Palazzo Madama, invitata dalla presidente Alberti Casellati. La Thunberg ha sostenuto: non vogliamo i vostri elogi e non vogliamo essere invitati per sentirci dire quanto siamo bravi e quale fonte di ispirazione siamo; risparmiateci tutto questo, senza poi fare niente. Si tratta di un appello alla concretezza, che non può e non deve lasciarci indifferenti. Come ricordato nel documento firmato dal nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione del Climate action summit tenutosi lunedì 23 settembre, la nostra generazione è la prima a sperimentare il rapido aumento delle temperature in tutto il mondo e, probabilmente, l'ultima ad avere l'opportunità di combattere efficacemente l'imminente crisi climatica globale: è un messaggio chiaro, preciso e puntuale, che non può essere ignorato. Anche il presidente del Consiglio Conte, impegnato in questi giorni a rappresentare l'Italia in occasione della settantaquattresima Assemblea generale dell'ONU, ha ribadito che il nostro Paese vuole avere una posizione di leadership nella svolta verde. In questo senso, la battaglia per un green new deal , che promuova la riconversione energetica in favore di un ricorso sempre più diffuso alle fonti rinnovabili, risulta essere centrale nell'azione di questo Governo. Non è un caso, infatti, che proprio il tema ambientale abbia caratterizzato la discussione e il confronto durante la formazione dell'attuale Esecutivo e dell'azione di questo Governo e che sia un punto fondamentale della nuova maggioranza. Non ci resta, cari colleghi, che assumere un impegno concreto davanti al Paese e ai nostri figli nel pieno rispetto del futuro di intere generazioni. Abbiamo l'obbligo di essere conseguenti alle parole e di trasformare in atti e provvedimenti concreti ciò di cui ormai si discute da anni. Va esattamente in questa direzione il provvedimento che stiamo discutendo questa mattina e che voteremo tra poco. Il disegno di legge al nostro esame si pone infatti la finalità di sostituire automezzi e attrezzature in dotazione a determinati aeroporti con altri ad alimentazione elettrica, ibrida o ad idrogeno, nell'ottica di una drastica e sempre più importante riduzione delle emissioni di gas serra e con la volontà di restare fermamente ancorati al rispetto dello sviluppo e della sostenibilità ambientale. Le disposizioni contenute nel provvedimento obbligano tutti i soggetti operanti nel cosiddetto air-side , esclusi gli enti pubblici, alla sostituzione o conversione dei mezzi alimentati dai cosiddetti motori a combustione in favore di altri mezzi ad alimentazione elettrica, ibrida o ad idrogeno, disponendo oltretutto l'obbligo in capo alle società di gestione aeroportuale di realizzare i necessari impianti di ricarica o rifornimento per gli automezzi. Si tratta certamente di un primo e importante passaggio. Ovviamente il provvedimento non basterà per porci nella condizione di conseguire risultati importanti e significativi, tuttavia, come sempre accade, è la somma che fa il totale e quindi anche questo provvedimento si pone proprio in questa direzione. Credo che per le modalità che sono state adottate per promuovere il provvedimento, quindi scegliendo la sede redigente in Commissione, non ci sia stata possibilità in Assemblea, tenuto conto anche del cambio di Esecutivo che nel frattempo c'è stato, di poter operare per un suo miglioramento. Mi auguro che nel passaggio che ci sarà alla Camera ci siano le condizioni per poter effettuare un ulteriore approfondimento di alcuni passaggi e di alcune norme del testo per poterlo migliorare ulteriormente. Credo che occorra anche considerare una serie di costi che queste operazioni comportano e che sono stati posti in carico agli operatori. Ritengo che sia da rivedere il fatto che gli enti pubblici non abbiano in merito alcun obbligo perché credo che anche lo Stato, con le sue diverse diramazioni e articolazioni, debba dare l'esempio e quindi fare la propria parte. Penso inoltre che si debba prestare attenzione ad alcune voci che abbiamo ascoltato nel corso delle audizioni in Commissione e che hanno posto in maniera non critica, ma direi come suggerimenti ulteriori per migliorare il provvedimento, alcune proposte. Mi riferisco, ad esempio, alle proposte che hanno a che fare con l'onerosità del programma di sostituzione o conversione degli automezzi e delle attrezzature alimentati con motori endogeni e al suggerimento quindi di valutare un'esenzione dai cosiddetti oneri di sistema a favore di tutti i soggetti destinatari della norma. Penso che ci siano le condizioni per poter migliorare un provvedimento che si inserisce pienamente nella volontà e nella vocazione di questa maggioranza, ma direi in maniera più ampia del Parlamento che credo abbia sensibilità diffusa su questo tema per porre in essere provvedimenti che progressivamente mettano il nostro Paese alla testa degli Stati che vogliono agire concretamente, e non più soltanto con le parole, per poter migliorare il clima e l'ambiente dove tutti quanti noi viviamo. La questione è importante sotto ogni côté , sotto ogni ambito. Iniziamo oggi con questo provvedimento che riguarda i principali aeroporti italiani; sono certo che ci saranno le condizioni e la volontà di poter proseguire anche su altri ambiti. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, il Partito Democratico è favorevole al provvedimento in esame e, come è stato detto anche da chi mi ha preceduto, si tratta certamente di un provvedimento nel solco delle sensibilità che in questa settimana si stanno esprimendo nell'Assemblea ONU sulle questioni climatiche; un provvedimento che incontra sensibilità espresse sia dalla popolazione che dalle istituzioni e speriamo che da quella Assemblea emerga qualcosa di positivo anche nella nostra direzione. D'altronde è noto a tutti che gli aeroporti sono un importante elemento di pressione sulla realtà locale (in termini ambientali, automobilistici e di sviluppo economico), sebbene ovviamente ne favoriscano la migliore espressione. Da questo punto di vista, quindi, non si sbaglia quando si dice che potrebbe essere opportuno un ragionamento più ampio, di sistema, per cercare di capire come ridurre il più possibile gli elementi impattanti e di attrito che gli scali aeroportuali creano sul territorio sia per quanto riguarda la gestione delle attività aeroportuali sia per quanto riguarda la residenza attorno o comunque nelle vicinanze di queste importanti infrastrutture. Molte delle tematiche di attrito che creano gli aeroporti sono proprio legate alle questioni ambientali: proprio in questi giorni si fanno delle indagini per capire quanto gli aeroporti inquinano il territorio circostante. Ricordo peraltro - se non è noto a tutti - che una parte delle tasse aeroportuali dovrebbero essere versate (da anni non lo sono) ai Comuni proprio per attivare dei provvedimenti che riducano l'impatto degli aeroporti sul territorio. In ogni caso potrebbe servire un ragionamento complessivo per fare in modo che vi sia uno sviluppo armonico di questi scali aeroportuali sul territorio; ovviamente, molto importanti sono le infrastrutture a supporto degli scali, in modo da ridurre quanto più possibile la pressione automobilistica o del traffico autoveicolare. In ogni caso, questo è certamente un primo passo nella direzione giusta e quindi non faccio riferimento solo alla settimana particolare in cui si tiene l'Assemblea generale dell'ONU. Così come ho cercato di dire in precedenza, è una volontà positiva che va nella direzione giusta, quella cioè di ridurre le criticità ambientali che ci sono attorno a questo tipo di infrastrutture. Ritengo sia stato svolto un buon lavoro e che nelle forze politiche che si sono espresse nella Commissione competente del Senato ci siano elementi di positività che possono consentire di svolgere un ragionamento più ampio e complessivo per cercare quello sviluppo armonico al quale ho fatto riferimento (Applausi dal Gruppo PD) . PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento in oggetto è un piccolo passo per rendere le grandi infrastrutture aeroportuali più compatibili con il territorio. L'intento è normare, attraverso dei piani e con la vigilanza dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) per la realizzazione del programma, la sostituzione di mezzi e attrezzature operanti all'interno degli scali con mezzi, automezzi e attrezzature ad alimentazione elettrica, ibrida o ad idrogeno, con l'appunto che siano reperibili sul mercato ed escludendo mezzi di enti pubblici o coloro che devono intervenire nell'emergenza. Per ora questo tipo di piani è previsto negli scali internazionali di Roma-Fiumicino, Milano-Malpensa e Venezia. Oltre alla sostituzione, vengono inserite nella programmazione anche punti di ricarica e accumulo. Parlo di un piccolo passo, perché se è vero che non stiamo parlando di pochi mezzi (circa 4.000 a Fiumicino, 2.400 a Malpensa e 1.600 a Venezia, di cui una parte, cioè circa il 20 per cento, è già dotato di queste tecnologie), è anche vero che il grosso impatto in fatto di inquinamento sia ambientale che acustico lo fanno i voli aerei: secondo i dati del 2018 parliamo di circa 840 movimenti al giorno a Fiumicino, 530 a Malpensa e 261 a Venezia. Si può quindi intuire che il provvedimento è un buon inizio, un buon esempio, cui le società di gestione aeroportuale ritengono di poter adempiere e che pensano di poter esportare anche in altri aeroporti per ora non coinvolti dalla norma. Senz'altro, però, non è abbastanza per risolvere il problema dei disagi dovuti a inquinamento acustico e ambientale dei territori e dei cittadini coinvolti. Per questo non posso fare a meno di commentare fantasiose tasse di scopo sui voli aerei, proprio per quei cittadini coinvolti direttamente e di cui, come sindaco, ho più volte fatto sentire la mia voce. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Oltre all'aumento delle imposte, perché di questo di parla (aumento di tassazione), va detto che normalmente una tassa di scopo prevede, quando c'è un minimo di buonsenso, che si colpisca un bene o un servizio per trovare fondi destinati a portare avanti un'azione politica attinente: ad esempio, i consorzi di bonifica applicano un'imposta destinata a finanziare i sistemi di irrigazione e di difesa del suolo dalle esondazioni. Certo, un ente o un Governo può applicare tutte le tasse che vuole pur di "spremere" i cittadini e siamo certi che su questo, viste le premesse con tasse sui voli, sull'aranciata, sui bancomat e pure sulle merendine, voi darete il meglio di voi stessi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ce lo volete però spiegare il senso di tassare i voli aerei, il chinotto e i Buondì per pagare i professori? Perché allora non finanziare le infrastrutture, l'assistenza sociale o i trasporti scolastici? No, preferite una categoria specifica. Prendiamo atto che la prima idea di questo Governo è la genialata della rievocazione in chiave moderna dell'antica tassa sul macinato. Se copiate dall'estero, almeno fatelo bene, perché così dimostrate di non sapere nemmeno copiare. In Olanda, Germania e Francia sono state decise delle imposte, anche pesanti, sui passeggeri e sulle merci aeree, ma con una finalità ben chiara: ridurre l'impatto ambientale dovuto al traffico aereo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Voi, invece, tassate i voli, il chinotto e le Fiesta, confermando che il MoVimento 5 Stelle è passato dal Governo del cambiamento, che voleva ridurre le tasse, al Governo del Vinavil attaccato alle poltrone, che, sull'onda della peggiore politica della cosiddetta prima Repubblica, vuole invece tartassare i cittadini anziché avere il coraggio di rilanciare l'economia con un vero e autentico shock fiscale: imposte al 15 per cento per aumentare la domanda e, quindi, la produzione e i posti di lavoro. Io, da sindaco di un Comune confinante con un aeroporto (nella fattispecie quello di Orio al Serio, terzo scalo italiano), ho seguito per dieci anni tutte le normative al riguardo, cercando di tutelare il territorio e i residenti con uno sviluppo dello scalo compatibile con il territorio circostante. Da questo punto di vista, ben vengano i mezzi elettrici all'interno degli aeroporti, ma, in base a un elementare buonsenso, mi sarei aspettata di vedere destinate le entrate di questa nuova imminente tassa all'abbattimento dell'inquinamento atmosferico e sonoro, in particolare delle aree più colpite dai disagi provocati dal traffico aereo. E, invece, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca interviene a piene mani nel settore dei trasporti e dell'ambiente unicamente per fare bella figura con i suoi colleghi, visto che è un docente, senza minimamente pensare alla tutela dell'ambiente stesso. Da sindaco - ormai ex - di un Comune dove per un centinaio di volte al giorno gli aerei passano a poche decine di metri dai tetti dei palazzi, non mi fa piacere che si vada a tartassare i passeggeri senza che sul mio territorio ricada un minimo di compensazione. Anzi, non mi va nemmeno che si inventino nuove tasse. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Solo per vostra informazione: i 47 Comuni aeroportuali italiani sono già in credito con lo Stato di diverse decine di milioni di euro per la tassa sull'imbarco comunale introdotta nel 2005 e che solo in minima parte è stata destinata ai territori intorno agli scali. Detto questo, dichiaro che il voto della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sarà favorevole sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . FERRO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento in esame è vuoto: prova ne è che nelle dichiarazioni di voto abbiamo parlato di tutto (dell'inquinamento del mondo e della foresta amazzonica), senza però approfondire nel merito alcun tema. Si tratta di una pura norma edittale: non dice niente e non sanziona, limitandosi a una dichiarazione di principio. Mi domando se, dal punto di vista della tecnica legislativa, su un argomento del genere ha senso un disegno di legge che non dice assolutamente niente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Cercherò di approfondire nel merito alcune tematiche. Credo sia sotto gli occhi di tutti l'impatto ambientale, in termini di inquinamento, generato dagli aeroporti, principalmente quelli urbanizzati, dentro le città, come ricordato poco fa dalla senatrice che mi ha preceduto (pensiamo agli aeroporti di Bergamo e Napoli). Gli aeroporti che sono fuori dai centri urbani, infatti, hanno un impatto ridotto. Il provvedimento considera solo tre gate intercontinentali: Milano-Malpensa, Roma Fiumicino e Venezia. Quando si parla di gate intercontinentali ci si riferisce tecnicamente ad aeroporti che hanno un presupposto a monte, ossia una compagnia intercontinentale che vi ha sede. Occorre analizzare cosa sta succedendo in Italia (e aspettiamo con attenzione le proposte che il nuovo Ministro - cui facciamo gli auguri di buon lavoro - ci farà, specialmente per quanto riguarda il comparto del trasporto aereo). I gate , cosiddetti hub , hanno senso laddove c'è una compagnia che li individua come base operativa e di partenza. Noi rischiamo di non facilitare una nostra compagnia dal punto di vista economico, con tre mini- hub , come vengono definiti nel gergo aeroportuale. Per avere un hub serve una compagnia che individui quell'aeroporto come centro ( hub vuol dire «centro») e abbia dei raggi (i cosiddetti spoke ), che sono gli aeroporti del territorio che lo alimentano. Noi non abbiamo una compagnia di riferimento. Prova ne è il fatto che oggi siamo oggetto di vassallaggio delle principali compagnie europee (Lufthansa, Air France e British Airways). Questo è un tema che, dal punto di vista strategico, richiama il Governo a una responsabilità precisa per quanto riguarda il futuro. Si dice poi che gli aeroporti inquinano: è vero, credo sia sotto gli occhi di tutti. Ma il provvedimento si riferisce solo all'ambito air-side , quindi fa una distinzione che fisicamente non c'è: non è che dove c'è l' air-side c'è un limite fisico per cui dall'altra parte non si inquina. Vengono poi esclusi i mezzi degli enti di Stato. Colleghi, in un aeroporto sono più gli enti di Stato che operano all'interno del cosiddetto air-side : Polizia, Vigili del fuoco, ENAC, dogana, Guardia di finanza, Polaria, Croce Rossa, Carabinieri e quant'altro. Questi giustamente sono esclusi, perché obbligare gli enti di Stato a una conversione dei mezzi che operano nell' air-side di un aeroporto alle nuove caratteristiche avrebbe comportato una piccola manovra finanziaria ad hoc . Ma allora, se l'inquinamento in sé è un dato oggettivo e pericoloso, non si capisce questa distinzione. Il tutto nasce da una direttiva europea che obbliga i Paesi membri ad adottare un quadro strategico nazionale. L'abbiamo fatto, ma è, anche in questo caso "fuffa", roba poco concreta. Non ci sono elementi che possano veramente determinare ciò. Invito il neo-ministro De Micheli a prendere in mano il tema grave e lacunoso del trasporto aereo nel nostro Paese; coinvolga gli "Stati generali" del trasporto aereo italiano, perché questa è una delle leve competitive che, se non miglioriamo, rischia per il futuro di marginalizzare ancora di più il nostro Paese. Oggi l'Italia è terra praticamente occupata dalle compagnie europee: British Airways, Air France, KLM, Lufthansa: noi siamo residuali. Abbiamo un traffico aereo e charter in crescita nel nostro Paese, ma non abbiamo una compagnia. Credo che questo Governo abbia l'obbligo morale, per il Paese, di tentare di dare quelle risposte che i Governi precedenti non hanno saputo dare su questo argomento. Il provvedimento in esame, signor Presidente, non prevede poi sanzioni, per cui all'aeroporto che tra questi tre non si adeguerà non accadrà niente. È una pura norma edittale, aria fritta. Tre aeroporti sui 38 del nostro Paese: altra "fuffa". Sono esclusi gli enti di Stato: altra "fuffa". Solo la parte air-side e non la parte land-side : ma pensate davvero che sia il motore meccanico di una scala mobile ad inquinare in aeroporto e non, ad esempio, lo stazionamento di un aereo? Ma di che cosa stiamo parlando? Ciò vuol dire non conoscere la materia, non conoscere che cosa succede all'interno di un aeroporto. Sarebbe stato più corretto, per rispetto, ritirare questo provvedimento. Non ha nessuna logica. Per questo motivo, signor Presidente, il Gruppo Forza Italia si asterrà convintamente su questo provvedimento, proprio perché è una pura norma edittale, una delle tante, che speriamo questa nuova maggioranza non applichi, come è stato fatto ultimamente. Qui c'è la manina, la volontà specifica del MoVimento 5 Stelle di continuare a fare annunci, tanto non succede assolutamente niente: annunci, annunci, annunci. Ci asteniamo convintamente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, permettetemi di ringraziare la relatrice Di Girolamo per il proficuo lavoro svolto, che ha visto conferitole il mandato in via collegiale da parte di tutti i componenti della Commissione, anche per il contributo dato a questo provvedimento importante sul tema ambientale: piccoli passi verso una strategia green . Proprio in questi giorni nelle piazze di tutto il mondo migliaia di ragazzi ci stanno ricordando che è fondamentale provvedere con urgenza ad un netto cambio di rotta per salvaguardare il nostro pianeta. Dobbiamo essere consapevoli della grandissima responsabilità che abbiamo nei confronti delle prossime generazioni nell'attuare tutte le politiche necessarie ed urgenti per la tutela dell'ambiente, da quelle più piccole a quelle più articolate, perché non sono solo gli accordi internazionali che ci impongono delle scadenze entro le quali dobbiamo adeguarci alla riduzione delle emissioni degli agenti inquinanti: ce lo impone soprattutto il nostro buon senso. Tra le tante misure da adottare in diversi settori per contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici, innescato dalle emissioni nocive, quelle relative agli aeroporti sono sicuramente tra le più importanti. Il settore dei voli aerei conta, infatti, attualmente il due per cento di tutte le emissioni globali ed è uno dei settori maggiormente in crescita a livello globale. Solo nel 2019 si calcola che partiranno quasi 40 milioni di voli da tutti gli aeroporti mondiali; stiamo parlando, quindi, di circa centomila voli al giorno. Indubbiamente tutti sappiamo che l'aereo è il mezzo di trasporto più inquinante in assoluto per ovvi motivi. Secondo uno studio del quotidiano inglese «The Guardian», un singolo volo a lunga percorrenza produce più CO 2 di quanta ne produca in un anno un abitante di una delle settanta Nazioni meno industrializzate del pianeta. Anche un volo a corta distanza, come ad esempio il Londra-Edimburgo, produce più biossido di carbonio di un cittadino somalo o ugandese in un intero anno. E non finisce qui: per ogni aereo che decolla e atterra si muovono tutta una serie di automezzi nella cosiddetta air-side a servizio di queste operazioni. Pensiamo, ad esempio, al traffico di collegamento da e per i terminal o le aree cargo. Ne consegue che anche il traffico dei passeggeri e delle merci a terra genera enormi quantità di CO 2 anche nelle aree aeroportuali. Parliamo di bus, autovetture, autobotti sia per l'acqua potabile che per lo scarico delle toilette , elevatori, nastri bagagli, scale, traini, trattorini, botti di gasolio, carroattrezzi, gru, generatori, spazzatrici e ambulanze soltanto per citarne alcuni. Le nuove tecnologie oggi ci consentono di progettare una svolta green per i nostri scali, considerata la ormai ampia disponibilità sul mercato di mezzi aeroportuali ad alimentazione elettrica, ibrida oppure ad idrogeno. Una svolta che prevede la sostituzione di tutti gli automezzi e attrezzature utilizzati quotidianamente per le operazioni a terra alimentati con motore endotermico, principalmente diesel, con nuovi e moderni mezzi ecosostenibili: un numero importantissimo di mezzi circolanti. Nel solo aeroporto di Malpensa si parla di 1.300 mezzi fissi nella air-side su base annua che ogni giorno si spostano in continuazione, in lungo e in largo del sedime aeroportuale, e che oggi, per fare rifornimento, devono recarsi nel punto più vicino, mentre le colonnine di ricarica elettrica, ad esempio, potranno essere piazzate in qualsiasi posto. Senza dimenticare l'importanza della contestuale riduzione anche dell'impatto acustico. Per quanto possa sembrare una cosa di poco conto se paragonata a quanto inquina un singolo aereo, in questo come in tanti altri settori saranno proprio tanti piccoli accorgimenti a fare la differenza. In una prima fase la misura dovrà essere implementata nei gate intercontinentali di Roma-Fiumicino, Milano-Malpensa e Venezia (che, lo ricordiamo, generano da soli un movimento pari al 40 per cento del traffico passeggeri di tutta Italia, che nel 2018 ha superato i 185 milioni di persone), con l'auspicio di estenderla, nel più breve tempo possibile, a tutti gli altri aeroporti del nostro Paese. Il provvedimento rientra nell'ambito degli obiettivi della direttiva n. 94 del 2014 del Parlamento e del Consiglio europeo che ha come finalità quella di istituire un quadro comune di misure per la realizzazione di un'infrastruttura per combustibili alternativi nell'Unione europea per ridurre al minimo la dipendenza dal petrolio e attenuare l'impatto ambientale nel settore dei trasporti. La misura è stata accolta molto favorevolmente da parte dei gestori dei tre hub interessati che presentano già delle valide percentuali di utilizzo dei mezzi elettrici ma che oggi non sono ancora assolutamente sufficienti. Il disegno di legge al nostro esame prevede che sia ENAC a predisporre il programma per la sostituzione o la conversione degli automezzi, mentre saranno i gestori degli aeroporti a sostenere il costo e la realizzazione degli impianti di ricarica speciali. Voglio infine segnalare che il provvedimento è stato arricchito da contributi pervenuti dagli iscritti alla nostra piattaforma tecnologica Rousseau, che si conferma ancora una volta un volano impareggiabile per far emergere idee e spunti da parte dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S) . Di questi contributi si è tenuto conto nella riformulazione degli emendamenti durante il lavoro svolto in Commissione. È per questi motivi che annuncio a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle il nostro voto favorevole sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione dalla sede redigente del disegno di legge: Doc 867 Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 867. Il relatore, senatore Rufa, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. RUFA, relatore . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge in esame d'iniziativa governativa, approvato con modifiche ed integrazioni in sede redigente dalla 12 a Commissione del Senato, reca alcune disposizioni per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie nonché, come aggiunto in sede redigente (sia nel titolo e nella rubrica dell'articolo, che nei vari punti dell'articolato), degli esercenti le professioni socio-sanitarie. L'articolo 1 del disegno di legge prevede l'istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. L'articolo 2, inserito in sede redigente, stabilisce pene aggravate per i casi di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche o private. L'articolo 3 inserisce tra le circostanze aggravanti comuni del reato l'avere commesso il fatto con violenza o minaccia in danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni. L'articolo 4, inserito in sede redigente, esclude i reati di percosse e lesione personale commessi con violenza o minaccia in danno dei soggetti summenzionati nell'esercizio delle loro funzioni dall'ambito delle fattispecie punibili solo a querela della persona offesa. L'articolo 5 reca le clausole di invarianza finanziaria. Più in particolare, l'istituzione presso il Ministero della salute del suddetto Osservatorio nazionale e la definizione della durata e della composizione dello stesso, nonché delle modalità con le quali l'organismo riferisce sugli esiti della propria attività ai Dicasteri interessati, sono demandate ad un decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge (articolo 1, comma 1). In ogni caso, la composizione dell'organismo deve comprendere la presenza di: rappresentanti delle Regioni; un rappresentante dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), per le finalità di cui ai successivi commi 2 e 3; rappresentanti dei Ministeri dell'interno, della difesa, della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali; degli ordini professionali interessati, delle organizzazioni di settore e delle associazioni di pazienti. I riferimenti a queste ultime tre categorie nonché all'Agenas ed al Ministero della difesa sono stati inseriti in sede redigente. L'organismo è istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La partecipazione al medesimo non dà diritto alla corresponsione di alcun rimborso o emolumento, comunque denominato. All'Osservatorio sono attribuiti i seguenti compiti: monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, anche acquisendo i dati regionali relativi all'entità e alla frequenza del fenomeno ed alle situazioni di rischio o di vulnerabilità nell'ambiente di lavoro (comma 1 e commi 2 e 3). Tali dati sono acquisiti con il supporto dell'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità - istituito, presso l'Agenas, ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 24 dell'8 marzo 2017 e del decreto ministeriale del 29 settembre 2017 - e degli ordini professionali. Il testo originario, così riformulato in sede redigente, faceva riferimento al supporto dell'Agenas. In particolare, si prevede (comma 3, inserito in sede redigente) che l'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità trasmetta, tramite l'Agenas, al nuovo osservatorio i dati in materia acquisiti dai centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente (istituiti ai sensi dell'articolo 2, comma 4, della citata legge n. 24). Il compito è: monitorare gli eventi sentinella che possano dar luogo a fatti commessi con violenza o minaccia ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni (articolo 1, lettera b) , comma 1, introdotto in sede redigente); promuovere studi e analisi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti (lettera c) , comma 1); monitorare l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dalla disciplina in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (ai sensi della successiva lettera d) ); promuovere la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie (lettera e) ), introdotta in sede redigente). Il nuovo Osservatorio si rapporta (comma 2 citato), per le tematiche di comune interesse, con il suddetto Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, avente come ambito di osservazione il rischio sanitario e le buone pratiche per la sicurezza delle cure. Il Ministro della salute (comma 4) trasmette annualmente al Parlamento, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, una relazione sull'attività svolta dal nuovo Osservatorio. La novella di cui all'articolo 2 - articolo inserito, come detto, in sede redigente - estende ai casi di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche o private, le pene aggravate previste per le corrispondenti ipotesi di lesione cagionate ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive. Tali pene sono costituite dalla reclusione da quattro a dieci anni per le lesioni gravi e da otto a sedici anni per le lesioni gravissime. Si ricorda che, invece, in via generale, per le lesioni gravi e gravissime, come definite dall'articolo 583 del codice penale si prevede, rispettivamente, la reclusione da tre a sette anni e da sei a dodici anni. La novella di cui all'articolo 3 inserisce tra le circostanze aggravanti comuni del reato l'avere commesso il fatto con violenza o minaccia in danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni. La relazione illustrativa del disegno di legge originario osserva che la circostanza aggravante proposta si sovrappone solo parzialmente - considerato anche che non tutte le strutture sanitarie (o socio-sanitarie) sono riconducibili alla sfera pubblicistica penale - a un'altra già vigente di cui all'articolo 61, primo comma, numero 10), del codice penale, costituita dall'avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio. La novella di cui all'articolo 4 - inserito, come detto, in sede redigente - esclude i reati di percosse e lesione personale commessi con violenza o minaccia in danno a esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni dall'ambito delle fattispecie punibili solo a querela della persona offesa. Infine, l'articolo 5 reca le clausole di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, approda oggi in Aula il presente disegno di legge, recante disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, nel nuovo testo riformulato, a seguito dell'approvazione degli emendamenti, nella seduta del 9 luglio scorso dalla 12 a Commissione del Senato in sede redigente. Il disegno di legge n. 867 è stato fortemente voluto dal precedente ministro della salute, Giulia Grillo, (Applausi dal Gruppo M5S) , nonché dai colleghi della Commissione sanità del Senato, Commissione che fino a qualche settimana fa ho avuto l'onore di presiedere e che ha lavorato alacremente. Tale disegno di legge è stato assegnato alla Commissione sanità alla fine di novembre e in meno di dieci mesi, nonostante una legge di bilancio, nonostante le campagne elettorali e un Governo che è caduto, approda oggi in Aula. Questo disegno di legge si rivolge a tutti coloro che si occupano di sanità, a quelle donne e a quegli uomini che notte e giorno si occupano dei nostri pazienti (Applausi del senatore Rufa) , anche se io non amo parlare di pazienti, ma di persone: tutte quelle che si rivolgono al nostro Servizio sanitario nazionale per essere curate e guarite. Il provvedimento de quo consta attualmente di cinque articoli e nasce dalla necessità di individuare misure di prevenzione e contrasto per gli atti di violenza a danno degli esercenti le professioni sanitarie nonché socio-sanitarie, categorie di persone che ormai con frequenza costante, settimanale, se non addirittura giornaliera, mettono a serio pregiudizio la propria incolumità fisica e professionale. In sintesi, l'articolo 1 prevede l'istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Esso prevede che entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, venga istituito presso il Ministero della salute il menzionato Osservatorio, per assolvere ai prescritti compiti di seguito dettagliatamente indicati: monitorare gli episodi di violenza (spesso non denunciati, ma che sono all'ordine del giorno e che molti tra medici, infermieri e personale sanitario hanno spesso paura di segnalare); monitorare gli eventi sentinella che possano dar luogo a fatti commessi con violenza o minaccia ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie; monitorare l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione a garanzia dei livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; promuovere la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. L'articolo, inoltre, prevede che l'Osservatorio usufruisca anche del supporto dell'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità istituito presso l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e degli ordini professionali. L'articolo 2 reca una modifica all'articolo 583- quater del codice penale, che disciplina le lesioni gravi o gravissime a un pubblico ufficiale, nel senso che ne amplia l'ambito di applicazione, prevedendo che sia aggiunto, infine, il seguente comma: «Le stesse pene si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private.». Il successivo articolo 3 reca l'integrazione dell'articolo 61 del codice penale, nel senso che vi aggiunge il comma 11- septies , al fine di prevedere una circostanza aggravante per chi commette il fatto con violenza o minaccia a danno degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni. L'articolo 4 reca norme in materia di procedibilità, disponendo la seguente modifica: «All'articolo 581, primo comma, del codice penale, dopo le parole: "a querela della persona offesa," sono inserite le seguenti: "salvo che ricorra la circostanza aggravante prevista dall'articolo 61, numero 11- octies )"». E successivamente: «All'articolo 582, secondo comma, del codice penale, dopo le parole: "previste negli articoli" sono inserite le seguenti: «61, numero 11- octies ),"». L'articolo 5 infine, in coerenza con le indicazioni di neutralità finanziaria che caratterizzano i contenuti degli articoli sopra sintetizzati, ribadisce che dall'attuazione della legge in esame non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nel senso che vi si provvede mediante le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente. Con questo rivolgo il mio augurio a tutti coloro che, in questo momento, stanno lavorando per garantire la salute ai nostri cittadini. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE . Passiamo alla votazione degli articoli, nel testo formulato dalla Commissione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, il verificarsi di atti di violenza in ambito sanitario è ormai, purtroppo, un fenomeno ben noto e risalente nel tempo, come abbiamo sentito anche nel corso dell'intervento del rappresentante del Governo. Eppure, nonostante le numerose sollecitazioni ricevute finora dal mondo degli operatori sanitari, il presente disegno di legge costituisce il primo atto concreto predisposto dal Governo per rafforzare la tutela di professionisti, che - come ci dimostra purtroppo la cronaca quasi quotidiana - hanno bisogno di misure specificatamente loro dedicate, in ragione proprio della delicatezza del loro servizio posto a beneficio della collettività. Questo primo provvedimento rappresenta dunque un atto certamente opportuno, ma non ancora sufficiente. Per quanto il disegno di legge sia stato migliorato con il concorso di quasi tutte le forze politiche nel corso dell'esame in Commissione, esso ancora si limita a introdurre delle misure che il Gruppo Italia Viva ritiene di considerare solo l'inizio di un percorso che dovrà necessariamente essere arricchito da altre misure più concrete, che tutelino effettivamente la sicurezza di chi lavora, spesso in condizioni di estremo disagio, nel settore sanitario. Per entrare più nel merito della questione, considerato che il Ministero della salute non dispone di dati certi su tutti gli episodi di violenza a danno degli operatori nel territorio nazionale, nel disegno di legge si propone di costituire un Osservatorio nazionale sulla sicurezza di tutto il personale della sanità, con la presenza di rappresentanti delle Regioni e delle amministrazioni statali interessate, ma anche di esponenti del mondo delle professioni sanitarie. L'Osservatorio avrà il compito di monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie durante le loro funzioni, nonché di promuovere studi e analisi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti e monitorare l'attuazione delle misure di prevenzione adottate a garanzia della sicurezza nei luoghi di lavoro. Dall'altra parte, è stata prevista quale specifica aggravante di pena l'aver commesso atti di violenza e minacce nei confronti degli operatori sanitari: una misura che conferisce un regime di tutela particolarmente rafforzato agli operatori sanitari, certamente in grado di accrescere la deterrenza dalla commissione dei predetti reati. Se le misure introdotte dal presente disegno di legge sono certamente condivisibili, l'ulteriore impegno che Italia Viva-PSI intende richiedere al Governo è incidere, con misure specifiche e non più a costo zero, sulle concrete condizioni di lavoro degli operatori sanitari: ciò nella consapevolezza che una delle cause dei tanti episodi di violenza sia da individuare nella situazione di particolare stress determinato dalle disfunzioni dell'intero sistema sanitario e, in particolare, della rete dei pronto soccorso e dell'emergenza-urgenza. Solo attraverso investimenti concreti - mi rivolgo al Governo - nel reclutamento di tutti i professionisti sanitari, nonché nell'ammodernamento delle strutture sanitarie - l'esperienza di molti episodi di aggressione dimostra essere oggi superate o insicure per gli operatori che vi lavorano - si potrà finalmente consegnare dignità e sicurezza a una attività che è spesso resa in condizioni limite. Non bisogna poi trascurare l'impellente necessità degli ospedali e dei presidi sanitari in generale di ricevere una maggiore attenzione da parte delle Forze dell'ordine, attraverso specifiche azioni di prevenzione che non possono prescindere dalla presenza fisica del maggior numero possibile di operatori della sicurezza. Anche in questo caso - come si comprende chiaramente - vi sarà la necessità di impegnare risorse affinché gli ospedali possano effettivamente ricevere una vigilanza concreta, che il ripetersi di atti di aggressione rende obiettivamente ineludibile. Dunque, nella consapevolezza che il provvedimento in esame costituisca solo un punto di partenza, ancora parziale e, quindi, da rafforzare con future e ulteriori azioni concrete, Italia Viva-PSI esprime il proprio voto favorevole, al quale seguirà un impegno concreto per stimolare l'azione del Governo sulle misure di cui si è appena detto. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, innanzitutto rivolgo al sottosegretario Sileri un in bocca al lupo per il lavoro che l'aspetta. Quello in esame è un testo su cui in Commissione abbiamo lavorato alacremente e che abbiamo cercato, per quanto possibile, di migliorare. Rispetto all'attenzione nei confronti delle professioni in generale, dei vari ordini professionali e delle categorie, nella nostra Italia per troppo tempo si è trascurato di rappresentare degnamente un mondo intero di gente che, sin dalla mattina, fa il suo dovere, e lo fa con dedizione e abnegazione. È un mondo che lo Stato non vede, non riconosce e non qualifica degnamente. Questo, però, è un discorso più ampio e vasto. Per quel che attiene le professioni sanitarie, c'è tutto un universo di motivazioni che induce a prestare una maggiore attenzione nei confronti degli operatori della sanità. Il Gruppo Fratelli d'Italia ha depositato, insieme alla senatrice Rauti e ad altri firmatari, una propria proposta che conteneva, come punto saliente, il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale agli operatori sanitari in generale, per quanto ci riguardava, e in particolare per quelli del servizio pubblico e ancora più in particolare per quelli dell'emergenza-urgenza che, nell'esercizio delle loro funzioni, per l'appunto, espletano un pubblico servizio. Questo universo avrebbe rappresentato in modo migliore la necessità di coprire e garantire, nell'esercizio delle loro funzioni, detti professionisti. Il testo non prevede questo, ma contiene una serie di inasprimenti di pene per i reati commessi a danno di tali operatori. Noi ovviamente ne condividiamo profondamente lo spirito e non possiamo, evidentemente, che votare a suo favore e, quindi, annuncio il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia. È però del tutto evidente che siamo veramente solo all'inizio di quel percorso da intraprendere per una degna e completa protezione degli operatori della sanità, a cominciare da quelli della sanità pubblica. Non abbiamo grande fiducia nell'ennesimo osservatorio - siamo tutti profondamente osservati - e riteniamo che quello previsto dal provvedimento non verrà realizzato. L'invarianza di spesa, rispetto a questo, ci dà quasi una certezza rispetto a quanto accadrà, e cioè che tale osservatorio resterà solo sulla carta e non produrrà alcunché. A prescindere da questa che è una facile profezia, noi reputiamo che ci sarebbe veramente molto altro da fare. Volendo però vedere la bottiglia mezza piena, auspichiamo che ci si lasci quantomeno la possibilità di migliorare e lavorare sulla bottiglia mezza vuota, con il nostro consueto spirito che ha dettato anche la scelta di votare a favore del provvedimento in esame. Gli operatori da tempo attendono che lo Stato si manifesti in termini di protezione nei loro confronti, rispetto a quanto accade loro nelle lunghe nottate di servizio presso le strutture ospedaliere del Paese e anche nel corso delle loro uscite: basti pensare alla guardia medica, che si inerpica per le strade buie della campagna della nostra bellissima Italia, o al veterinario pubblico che si trova a dover ispezionare la stalla di un agricoltore armato di forcone - come ci è stato raccontato - assolutamente contrariato dall'Ispezione stessa. È tutto un mondo - come ho già detto all'inizio del mio intervento - di seri professionisti, di grandi operatori, di gente che noi abbiamo formato e qualificato e che paghiamo, anche se poco, e alla cui protezione evidentemente dobbiamo provvedere. Per tutti questi motivi, il voto del Gruppo Fratelli d'Italia sarà complessivamente favorevole e aggiungo che riproporremo il nostro testo di legge per ottenere finalmente quella che noi reputiamo debba e possa essere veramente la soluzione, e cioè il riconoscimento della qualifica di pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni agli operatori della sanità quantomeno pubblica, ma - per quanto mi riguarda - in generale agli operatori del Servizio sanitario nazionale. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, desidero innanzitutto formulare i miei auguri di buon lavoro al Sottosegretario, che sono convinto darà un contributo importante. Il nostro Gruppo sostiene e voterà a favore del provvedimento in esame: un provvedimento necessario vista la situazione progressivamente critica in cui si trovano gli esercenti delle funzioni sanitarie e socio-sanitarie. Ne approfitto, in coerenza anche con gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, per dire che sappiamo benissimo che si tratta di un provvedimento necessario e giusto, ma esso richiede una strategia di intervento. Ho fiducia che si possa aprire una fase nuova sulla sanità. Vi sono alcuni punti fondamentali. I delinquenti sono delinquenti e vanno perseguiti; ma, se una guardia medica è sola, c'è un problema; se nel pronto soccorso non vi è una riorganizzazione del comparto e il personale non è sufficiente a gestire l'emergenza, esiste un problema. Le prime misure che - secondo me - dovremmo prendere, per corrispondere all'obiettivo che tutti noi condividiamo e che ispira questo provvedimento, devono essere tese a superare finalmente tutti quegli impedimenti burocratici e sbagliati che bloccano la dinamica del personale nel settore della sanità. Abbiamo delle vere e proprie emergenze. So che lei, signor Sottosegretario, è molto sensibile e condivide questo concetto. Uno dei primi atti da porre in essere è quello di investire risorse significative per aumentare le borse degli specializzandi, se vogliamo risolvere il problema del personale e dei medici che mancano. Un altro tema è quello della riorganizzazione dei pronti soccorsi, magari con un'azione profonda sui codici bianchi e sugli altri codici delle urgenze. Distinguere i percorsi, ormai, è diventato inevitabile. Anche così noi tuteliamo la sicurezza del personale. C'è bisogno, allora, di un salto di qualità. Per me questo provvedimento rappresenta un primo atto. Abbiamo, ora, tutte le condizioni per fare questo salto di qualità. La sanità è un tema che può unire quest'Assemblea. Conosco colleghi di tutte le forze politiche che sono d'accordo sui punti che ho delineato. Io mi chiedo, dunque, se non sia il momento di fare - in quest'Aula per esempio - una riflessione comune, come ho già proposto in un precedente intervento, sui problemi della sanità e, magari, riuscire, su due o tre questioni strategiche, a dare un segnale al Paese, agli operatori e ai professionisti che, in modo straordinario, svolgono un lavoro in situazioni di grave difficoltà e a rilanciare l'idea del Servizio sanitario universalistico. È un grande tema. È un elemento distintivo del Paese, che possiamo realizzare mettendo insieme non solo le forze di maggioranza, ma - ne sono convinto - anche quelle di opposizione. È possibile. Proviamoci. Sarebbe una innovazione rispetto al passato che forse darebbe valore anche al lavoro dell'Assemblea stessa. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Di Marzio) . BOLDRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, oggi parliamo della situazione delle professioni sanitarie e socio-sanitarie, e dal grande problema delle aggressioni al personale. Purtroppo, ormai, è con cadenza quasi quotidiana che sentiamo denunciare atti di siffatto genere. Il fenomeno è sempre più sotto i riflettori e non sembra, purtroppo, arrestarsi. Si tratta di un problema che sta assumendo contorni molto ampi e pericolosi, perché purtroppo abbiamo assistito anche ad atti gravissimi, che hanno comportano la morte di persone. Proprio per questo motivo è bene che il legislatore si affretti e affronti in maniera definitiva il problema, trovando soluzioni anche di tipo normativo. È ovvio che il buon senso sarebbe sempre la strada migliore ma, laddove non riusciamo a trovarlo, mi sembra che la norma debba indicare la strada. Ci troviamo finalmente in Assemblea ad affrontare i termini della questione. Saluto il Sottosegretario, che è stato Presidente della 12 a Commissione, che ben ha delineato cosa è stato fatto in tale ambito. Spesso, durante le audizioni che abbiamo svolto ascoltando i rappresentanti delle professioni sanitarie e delle associazioni dei sindacati, abbiamo trovato momenti di accordo. Tutti quanti ci hanno detto che è una questione molto importante che dobbiamo risolvere. La stessa Anaao ci ha detto che il 65 per cento dei medici, rispondendo a un sondaggio interno, afferma di essere stato vittima di aggressioni. Si tratta quindi davvero di una questione importante da affrontare. Il dato più allarmante riguarda le aggressioni che subiscono i medici che lavorano in pronto soccorso - come ha già detto qualche collega prima - e soprattutto al servizio di soccorso e allarme che risponde al numero telefonico 118, le cui percentuali stanno aumentando e arrivano addirittura all'80 per cento. Spesso però gli aggressori sono familiari di pazienti o persone che non hanno avuto una risposta soddisfacente ai loro bisogni. Ora, oltre al fatto di avere delle norme, è importante - a mio avviso - che si torni a parlare della situazione della gestione dei conflitti. Anche questa è un'altra nota importante. È vero che si vengono a creare situazioni di violenza, ma è anche vero che dovremmo formare ed educare il personale sanitario e i cittadini ad affrontare i conflitti che possono emergere in determinate situazioni. Per fortuna spesso si riesce ad arrivare a una conclusione e a una mediazione, ma dobbiamo capire che le aggressioni a volte avvengono perché al medico, provato da ore di lavoro, dalla mancanza di turnover e dal sovraffaticamento, scappa una parola di troppo da cui poi scaturisce il conflitto. Sono temi che dovremmo affrontare dal punto di vista normativo e, soprattutto, della formazione, la quale riveste in tale ambito un ruolo molto importante. In Commissione abbiamo poi inserito nel testo anche gli assistenti sociali, perché la situazione non è affatto rosea anche per questa professione sanitaria. Nel 2017, infatti, è stata messa a punto una ricerca che ha visto coinvolti ben 20.000 assistenti. Nell'ambito di tale professione sebbene si stia registrando un aumento delle forme di violenza anche fisica, non sono stati denunciati episodi importanti. Sono ambiti sempre più a rischio, soprattutto nei servizi a tutela dei minori e a sostegno degli adulti in difficoltà. Colleghi, il tema della sicurezza sul lavoro è molto importante e soprattutto quello dell'incolumità del lavoratore, che deve essere inserito nell'agenda del Governo, del nuovo Governo che si affaccia. Noi possiamo dare il nostro contributo anche oggi cercando di approvare la norma al nostro esame. Entrando nel merito del testo che ci apprestiamo a esaminare, esso prevede l'istituzione presso il Ministero della salute dell'Osservatorio nazionale della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Tale Osservatorio, che sembra una cosa semplice, in realtà è molto importante; dovrà monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie; dovrà proporre al Ministro l'adozione di idonee misure per ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti e, infine, verificare l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dalle vigenti disposizioni a garanzia dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di un atto importantissimo, perché credo che ancora adesso, nonostante una legislazione in materia di sicurezza sul lavoro importante (è stata emanata una legge quadro fondamentale), spesso e volentieri i documenti di valutazione del rischio non vengono realizzati come si dovrebbe. Mi riferisco - ad esempio - al tema della sicurezza per le guardie mediche. A causa dell'organizzazione della sicurezza, ma anche della riorganizzazione nelle aziende sanitarie, sempre più spesso i luoghi dove si effettua la guardia medica sono un po' delocalizzati e chi svolge il servizio (spesso e volentieri sono donne) ritiene di non essere al sicuro. Pertanto, redigere un documento di valutazione del rischio specifico rispetto a tali luoghi o svolgere il servizio in questione in un luogo più consono riuscirebbe a risolvere il problema. Ovviamente, ciò rientra nella piena autonomia delle aziende sanitarie, ma dobbiamo porre l'attenzione anche su questo e, quindi, sulla sicurezza del luogo del lavoro e su una maggiore valutazione del rischio rispetto a siffatte realtà. In 12 a Commissione - come è stato detto prima - abbiamo fatto un ottimo lavoro; abbiamo apportato dei miglioramenti, come il fatto di considerare le buone prassi già esistenti: alcune Regioni stanno già su questo lavorando, ma è giusto che tutte le Regioni si parlino tra loro per scambiarsi le buone prassi. Inoltre, è positivo il fatto che siano state aggiunte le associazioni di rappresentanza dei lavoratori nell'ambito dell'Osservatorio e anche l'approvazione della norma sulla rilevazione degli eventi sentinella che possono sfociare in un atto di violenza. Ciò detto, all'Osservatorio sono attribuiti molti compiti: monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie; monitorare gli eventi sentinella (aggiunti in sede redigente durante l'esame del disegno di legge) che possono dar luogo a fatti commessi con violenza o minaccia ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni; promuovere - anche questo è importante - studi e analisi per la formazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti. Come dicevo prima, ciò si potrebbe realizzare anche attraverso una buona redazione del documento di valutazione dei rischi. Tra i compiti rientra anche quello di monitorare e promuovere la diffusione delle buone prassi - punto è aggiunto durante l'esame del provvedimento in sede redigente - in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie. L'Osservatorio acquisisce i dati regionali relativi all'entità e alla frequenza del fenomeno, anche con riguardo alla situazione di rischio o di vulnerabilità nell'ambiente di lavoro, con il supporto dell'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità istituito presso l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Abbiamo infatti un Osservatorio già esistente sulla sicurezza delle professioni sanitarie in capo ad Agenas, l'ente vigilato dal nostro Ministero della salute. Ritorniamo sempre sul fatto che l'ambiente di lavoro è un luogo importantissimo dove si svolge la professione. L'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità dovrà collaborare con questo nuovo Osservatorio. Occorre dire anche in questa sede che l'altra importante aggiunta apportata al testo riguarda le aggravanti rispetto alle aggressioni. Ritorniamo quindi all'articolo 2, che estende ai casi di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private, le pene aggravate previste per le corrispondenti ipotesi di lesioni cagionate ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive. Pertanto, le disposizioni di cui all'articolo 583- quater del codice penale sono state estese anche alle professioni sanitarie. L'articolo 3 prevede che l'aver commesso il fatto con violenza o minaccia in danno gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni rientri fra le circostanze aggravanti previste dall'articolo 61 del codice penale. Come vedete, sono state aggiunte le aggravanti nei confronti di chi commette aggressioni, ma ritengo che questa non sia la panacea e ci sia da aggiungere molto altro. L'articolo 4 modifica il codice penale in materia di procedibilità. In conclusione, vorrei aggiungere un punto molto importante: noi del Partito Democratico esprimeremo un voto favorevole ma - a mio parere - questa normativa si può e si deve migliorare, anche perché l'articolo 5 denota purtroppo la mancanza di risorse finanziarie. Noi vorremmo che si aggiungano ulteriori fondi, anche solo da redistribuire alle Regioni, per sostenere corsi di formazione al personale essendo questo, purtroppo, un tema ricorrente. Il nostro obiettivo è portare a termine questo provvedimento che le professioni sanitarie si aspettano; garantire ai cittadini il diritto alle cure e al medico il diritto di curare in sicurezza. Serve altresì anche una nuova cultura che ricostruisca il rapporto di fiducia tra medico e paziente e valorizzi il lavoro dei medici che stanno lavorando alacremente. Si tratta di un lavoro prezioso che salva la vita a tutti noi ogni giorno e permette, tra mille difficoltà, il funzionamento del nostro sistema sanitario grazie alla dedizione e professionalità; un sistema sanitario... PRESIDENTE. Concluda, senatrice Boldrini. BOLDRINI (PD) . Sto concludendo, signor Presidente. Ricordo ancora una volta che il nostro è un sistema sanitario tra i migliori al mondo non solo per qualità, ma soprattutto per la sua universalità. (Applausi dal Gruppo PD) . MARIN (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori del Governo, cari colleghi senatori, nel settore sanitario e socio-sanitario - in particolare nei servizi di emergenza e nelle strutture psichiatriche - le aggressioni fisiche hanno raggiunto il 48 per cento, mentre gli insulti e le minacce sono una costante. Tra le cause c'è sicuramente l'eccessivo tempo di attesa per la prestazione sanitaria, soprattutto nei presidi di pronto soccorso, dove le tempistiche possono essere davvero stressanti e, indipendentemente dalla gravità del caso, vengono percepite come questione di vita o di morte. Le aggressioni avvengono per il 65 per cento dei casi durante gli orari di fascia notturna e i giorni di prognosi non sempre determinano la gravità del danno. Un colpo di pistola mancato - per esempio - non significa che non ci sia danno o pericolo. I fattori di rischio per le professioni sanitarie sono determinati dal rapporto fortemente interattivo tra il personale, il paziente e tutti i familiari che si trovano, in quello specifico contesto, in uno stato di vulnerabilità e frustrazione. Il fenomeno cresce se si tratta di pazienti psichiatrici o psicotici, in quanto caratterizzati dalla perdita di controllo, specialmente se sotto l'effetto di alcool o di sostanze psicotrope o stupefacenti. Intuitivamente, il 34 per cento degli episodi di violenza commessi a danno degli esercenti le professioni sanitarie avviene nelle cliniche psichiatriche. Durante la notte del 18 giugno scorso, nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Livorno, un paziente in crisi psicotica ha staccato un dito a morsi all'infermiera. Quanto vale il dito di un'infermiera? Quanto vale la vita di Paola Labriola, uccisa con 50 coltellate da un paziente mentre prestava servizio nel centro di salute mentale il 4 settembre del 2013? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FI-BP e FdI) . Una morte annunciata. Ecco perché si ritiene che il Servizio sanitario nazionale, a differenza di altri ambiti lavorativi, abbia una doppia responsabilità: prendersi cura e tutela del paziente, nonché tutelare la sicurezza e il benessere psicofisico del personale sanitario e socio-sanitario, nonché di incaricati di pubblico servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie, siano esse pubbliche o private. La Lega intende altresì sostenere l'opportunità di prevedere che gli operatori sanitari vengano formati per quanto riguarda la modalità di comunicazione da rendere ai pazienti e soprattutto ai loro familiari, in modo da contenere le reazioni emotive che necessariamente esprimono a seguito di notizie traumatiche. Come senatrice della Lega, ma anche come psicologa, auspico che i responsabili di reparto e del personale possano prevedere corsi di formazione affinché gli operatori sanitari riescano a limitare e gestire l'emotività che accompagna i problemi di salute. Cari colleghi senatori, quando ci si riferisce al personale sanitario si devono includere i medici veterinari, nello specifico i veterinari dell'agro-zootecnico, talvolta costretti ad operare ai margini della legalità e del codice etico, soprattutto quanto si tratta di interventi per la macellazione, in alcune aree di forte disagio socio culturale, dove vengono impiegati presso imprese rurali. Questi medici lavorano da soli, senza assistenza; la figura del veterinario viene vista come un'interferenza nella produzione e, pertanto, tenuta sotto pressione di costante minaccia, anche di morte, di danneggiamento di beni personali, intimorita con segnali di morte a stampo mafioso, come ricevere il corpicino sgozzato del proprio animale da compagnia sull'uscio di casa. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 12) ( Segue MARIN). Questa alienante realtà è motivo di impoverimento del personale veterinario e, di conseguenza, implica la perdita di prestazione. È necessaria una riorganizzazione sanitaria delle strutture, che deve essere omogenea su tutto il territorio nazionale. La Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azionesostiene, quindi, con fermezza il progetto dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, affinché identifichi i fattori di rischio e ponga in essere le strategie organizzative e strutturali che favoriscano e legittimino il personale a segnalare prontamente gli episodi di violenza subiti, per promuovere interventi e misure atti ad eliminare o ridurre i rischi e a facilitare il coordinamento con le Forze dell'ordine o altri soggetti che possono fornire un valido e attivo sostegno. La Lega esige una politica di tolleranza zero verso atti di violenza nei servizi sanitari e in tal senso si dichiara favorevole alle disposizioni contenute in questo disegno di legge. Vi è l'esigenza di un intervento normativo che si ponga l'obiettivo di accrescere la pena per reati che minano la sicurezza e la salute psicofisica dei lavoratori in contesto sanitario e socio sanitario. Esso rappresenta l'unica strada per una compiuta e rinnovata dimensione del modo di fare prevenzione e cura nei luoghi di lavoro. Tutto ciò detto, annuncio a nome del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione il voto favorevole e ringrazio per l'attenzione prestata. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . RIZZOTTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, il fenomeno delle intimidazioni e degli atti di violenza nei confronti degli operatori sanitari, medici, paramedici, veterinari, farmacisti e talora di altri pazienti, in costante e preoccupante aumento, conferma che siamo in uno stato di vera e propria emergenza. Le cronache giornaliere registrano che gli episodi di violenza avvengono in contesti variegati, isolati in seno a realtà notoriamente critiche o in aree del Paese con una forte presenza della criminalità organizzata. In tutte le situazioni, tuttavia, l'operatore è solo. Nel corso dell'attività lavorativa gli operatori sanitari sono esposti a numerosi fattori che possono essere dannosi, come aggressioni, omicidi o altri eventi criminosi, che rendono non più procrastinabili misure di prevenzione e protezione dei lavoratori. Sono in media tre al giorno le aggressioni denunciate in Italia dagli operatori sanitari e soltanto nell'ultimo anno le violenze ammontano a circa 1.200 casi. A subire la violenza fisica sono soprattutto le donne. Ricordo ancora la mia esperienza di giovane medico, quando facevo guardie mediche in avamposti isolati, ovviamente con turni festivi o notturni: ogni volta che suonava il campanello mi assaliva uno stato d'ansia, perché all'epoca non c'erano certamente né i videocitofoni, né i telefoni cellulari. È stata ricordata la dottoressa Labriola, uccisa sei anni fa in Puglia, quando la politica iniziò a interrogarsi su cosa avrebbe potuto fare per questi fenomeni in costante crescita. Certo, quel caso in particolare aveva reso drammaticamente evidente la mancanza di un organismo preposto alla tutela della sicurezza e alla prevenzione e aveva mostrato come le non poche difficoltà operative penalizzino gravemente lo svolgimento del lavoro degli operatori del settore. Per queste ragioni e per assolvere alle esigenze di sicurezza provenienti dagli accorati appelli di tutti gli operatori sanitari, all'inizio della legislatura presentai uno specifico disegno di legge che non aveva lo scopo di osservare quanto quello di intervenire a tutela della sicurezza del personale e dei pazienti negli ospedali. In una sanità intesa come impresa in cui l'erogazione di servizi e prestazioni viene equiparata alla produzione delle merci, si annida anche la crisi del rapporto fiduciario medico-paziente, con le sue conseguenze più preoccupanti come il dilagare di fenomeni di violenza e il diffondersi di un'informazione sanitaria non attendibile. Laddove il paziente è un consumatore, il medico perde automaticamente autorevolezza e diventa detentore di un sapere da scaffale. Occorre dunque impegnarsi per recuperare questo rapporto e spero che l'accorato appello giunga al Ministro, che aspettiamo presto in Commissione per conoscere dettagliatamente le sue linee programmatiche anche in questo senso. Monitorare è importante. Compito dell'Osservatorio è monitorare episodi di violenza ed eventi sentinella e promuovere la diffusione delle buone pratiche in materia di esercenti le professioni sanitarie. Certo è bello monitorare, ma la prevenzione vera sarebbe pensare seriamente alla situazione del nostro sistema sanitario, sempre meno finanziato, sempre più a macchia di leopardo, con personale sottoposto a turni massacranti per il blocco del turnover , con liste d'attesa inaccettabili, con attese al pronto soccorso inimmaginabili. La mancanza di fiducia nel medico deriva anche dal fatto che si consulta più facilmente il dottor Wikipedia che non il professionista. Sono le false informazioni sulla Rete che rendono sempre più critico il rapporto di fiducia medico-paziente-operatori sanitari. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Comunque in Commissione avevamo lavorato molto bene. Ringrazio il sottosegretario Sileri al quale vanno tutti i miei auguri. In Commissione sanità abbiamo sempre cercato di operare non in funzione delle nostre idee politiche, ma nel senso di un interesse comune per il benessere e la salute dei cittadini. Il provvedimento che ci accingiamo a votare, però, è incompleto. Utilizzerò ancora qualche minuto per spiegarlo ai medici, agli infermieri e ai pazienti che hanno sollecitato un intervento del legislatore, forse in quel momento un po' più occupato da altro piuttosto che dall'interesse del Paese. La sicurezza è un elemento primario di ciascuna società civile. Lo è ancora di più quando attiene all'ambito lavorativo, per gli operatori, per la cura della salute, per i pazienti, e deve essere assicurata attraverso azioni di prevenzione, di ricerca e di analisi. Ad oggi non esiste un sistema o un'organizzazione tali da consentire un rapido scambio di dati derivanti dall'attività svolta da una struttura piuttosto che da un'altra, che operino nel settore della tutela della salute. Era pertanto necessario predisporre uno strumento operativo efficace presso il quale far confluire tutti i dati derivanti dalle attività territoriali. La mancanza di coordinamento e indirizzo adeguati, opportunamente basata sull'analisi dei dati derivanti dalle attività svolte sul territorio, comporta una costante sovrapposizione di ruoli tra i vari enti coinvolti nella gestione della sicurezza e un'attività di campionamento inefficace, determinando per la pubblica amministrazione un impiego non razionale delle risorse umane ed economiche, per gli utenti un servizio non efficiente e per gli operatori sanitari il dover esercitare la professione in costante pericolo. Nessuno di noi ha mai messo in dubbio le buone intenzioni del Governo nell'istituzione dell'Osservatorio, ma non basta. Andava fatto di più e dispiace che tanti emendamenti presentati da Forza Italia non abbiano catturato l'attenzione del precedente Governo, dal momento in cui si preferiva convocare nei Ministeri le parti interessate piuttosto che appoggiare in Commissione proposte di buon senso che andavano nella direzione richiesta dagli operatori. Tant'è che le proposte formulate dal presidente della federazione dei medici accolto al Viminale erano le stesse contenute negli emendamenti presentati a mia prima firma e sottoscritta da tutti i colleghi del mio Gruppo. Spero anche che sia stata solo una distrazione quella dell'ex Ministro, che piuttosto avrebbe fatto bene a chiedere ai suoi senatori come procedeva il provvedimento in Commissione. Sappiamo com'è finita, e ci auguriamo che tutti stiano tornando con i piedi per terra. Un obiettivo da raggiungere, ad esempio, sarebbe stata la procedibilità d'ufficio da parte di tutte le aziende sanitarie che dovrebbero inoltrare querela di parte in caso di aggressione al proprio personale. Questa soluzione avrebbe consentito di bypassare la necessità di modificare l'articolo 357 del codice penale per il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale al personale medico e sanitario nell'esercizio delle sue funzioni. Inoltre, bastava predisporre alcune aree di intervento preordinate, che avrebbero consentito di affrontare in modo efficace importanti fattori di rischio. Si poteva ripensare al ruolo dei presidi di continuità assistenziale o altre situazioni simili di isolamento e di rischio non più sostenibili per l'appropriatezza delle cure e quindi anche sul piano economico. Ma sappiamo che questo è un disegno di legge a costo zero. Si sarebbe potuta assicurare una più capillare videosorveglianza nelle sedi nelle quali gli interventi precedentemente menzionati non potevano essere facilmente attuabili. Si sarebbe dovuto prevedere, come era nel mio disegno di legge, presidi fissi di polizia che avrebbero permesso il tempestivo intervento delle Forze dell'ordine disincentivando gli aggressori. Tutto questo si poteva e si doveva fare, ma spero si possa fare in futuro. Invece, con questo disegno di legge, ci limitiamo ancora una volta ad osservare. Mi stupisce che il Partito Democratico - l'allora Partito Democratico, perché adesso ce ne sono due o tre, non so - si era astenuto in Commissione, come noi peraltro, perché avevano presentato emendamenti simili ai nostri. Credo che, facendo parte della nuova maggioranza, si sarebbe potuto riportare il testo in Commissione e, nell'arco di una settimana, dopo averlo migliorato, riportarlo in Aula. Vi confesso, colleghi, che a me questo provvedimento ricorda un po' la barzelletta: «signora, sua figlia è un po' incinta». Cioè si fa, ma non si ha il coraggio di fare fino in fondo, perché non c'è una linea politica, ma solo una navigazione a vista; si cerca sempre il consenso attraverso il titolo di una legge, che però è priva di contenuti come una scatola vuota. Ad ogni modo, tra il niente e il poco noi sosterremo il poco, per cui voteremo a favore di questo disegno di legge per rispetto degli operatori sanitari, che non saranno sufficientemente tutelati, ma comunque si tratta di un piccolo passo avanti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un dato di fatto che oggi lavorare in corsia equivale a lavorare in trincea: un autentico campo di battaglia nel quale rimane sempre accesa la miccia del pregiudizio. Un pregiudizio che è figlio della scarsa fiducia generata da decenni di gestione deficitaria della sanità pubblica che hanno lasciato maturare nel cittadino l'idea che l'assistenza preveda poche e certe criticità: un'eterna attesa, una presa in carico non adeguata e un trattamento poco coerente con i sacrifici di un contribuente. Non è così e lo sappiamo. Sappiamo che chi lotta - perché di lotta si tratta - nelle sale di un pronto soccorso o di un qualunque reparto, facendosi in quattro per garantire una qualità dell'assistenza degna di un Paese come il nostro, deve fare i conti con personale ridotto al lumicino, costretto a svolgere il lavoro di più operatori, dovendo fronteggiare nel contempo un sistema incapace di eseguire un giusto filtro per gli accessi in ospedale e che ha visto smantellare un po' ovunque le reti territoriali, fondamentali per evitare il sovraffollamento dei nostri nosocomi. Il rapporto tra medico e paziente, come dicevamo, è una vera e propria alleanza terapeutica, basata su un patto di fiducia, che permette al paziente di divenire partecipe del proprio percorso di cure, certo di avere una prestazione adeguata alle proprie aspettative. È un rapporto di fiducia con un elevato coinvolgimento emotivo, e spesso il movente di un'aggressione consiste proprio nel tradimento di queste aspettative. Le cronache sono zeppe di episodi che narrano di aggressioni a operatori sanitari. Siamo al cospetto di un'autentica emergenza, e non c'è altro termine per definirla. Il perdurare della crisi, l'allargamento di gravi difficoltà economiche e sociali a fasce di popolazione sempre più ampie, la diffusione di vissuti di rabbia e frustrazione hanno ulteriormente acuito questo fenomeno negli anni. Ad oggi sono oltre 3.000 i casi di aggressione a operatori sanitari registrati in media ogni anno, e sono dati sottostimati perché in Italia il fenomeno, nella maggior parte dei casi, non viene intercettato e non sono previste procedure specifiche e formalizzate di rilevazione e segnalazione. Gli episodi di aggressione fisica, infatti, sono solo la punta dell'iceberg di un fenomeno ben più complesso, che comprende anche comportamenti lesivi della dignità del professionista sanitario, consistenti in insulti e minacce, perché il comportamento violento va affrontato senza attendere l' escalation dell'esplosione fisica, riconoscendolo fin dai suoi esordi verbali e meno eclatanti, che non devono mai e in nessun caso essere trascurati o sottovalutati. I nostri medici, i nostri infermieri, gli operatori socio-sanitari, i preziosissimi volontari operano davvero in trincea, e lo fanno sempre a testa alta e con encomiabile spirito di sacrificio, consapevoli dei rischi che corrono durante ogni momento della loro giornata. È un paradosso rischiare la vita per salvarne altre; rischiare la vita perché c'è chi non ha saputo organizzare il tuo lavoro: non ha proceduto per anni allo scorrimento legittimo di graduatorie per incrementare le unità di personale di cui c'era bisogno o non è stato in grado di far partire i concorsi o per le conseguenze di tagli che hanno falciato l'unico settore nel quale non si dovrebbe mai e poi mai smettere di investire. (Applausi dal Gruppo M5S) . Un settore da tutelare perché i nostri medici e i nostri infermieri rappresentano un vanto, una risorsa fondamentale del Sistema sanitario nazionale: sono loro i veri garanti dell'articolo 32 della Costituzione che sancisce il diritto alla salute dei cittadini, il sacrosanto diritto alla salute di tutti noi. Esercitare la professione sanitaria in Italia vuol dire, però, sopperire alle ataviche carenze di personale; significa lavorare spesso con strumentazione non sempre adeguata, obsoleta; vuol dire operare tra le mura di edifici fatiscenti e dover fare i conti con turni massacranti e straordinari che sono ormai ordinaria amministrazione. Svolgere la propria attività in condizioni di paura e di stress rende meno efficiente la prestazione erogata e contribuisce negli operatori sanitari a generare la cosiddetta sindrome da burnout e a diffondere la medicina difensiva. Quindi, a risentire dell'aggressione sarà l'intera collettività che riceverà un servizio peggiore. Pertanto, bisogna prevenire gli atti di violenza contro gli operatori sanitari attraverso l'implementazione di misure che consentano l'eliminazione o la riduzione delle condizioni di rischio presenti attraverso l'impegno concreto delle direzioni nel garantire la sicurezza delle proprie strutture e dei propri operatori. È fondamentale anche l'acquisizione di competenze da parte degli operatori nel valutare e gestire tali eventi quando accadono. Con tale intento FNOPI e FNOMCeO hanno presentato il corso a distanza C.A.R.E. (Consapevolezza, ascolto, riconoscimento, empatia), che ha proprio il compito di aiutare medici e operatori sanitari a intercettare certi fenomeni e a capire come porsi per evitare situazioni di pericolo. I professionisti del settore si sono messi quindi in discussione, delineando la necessità di rivedere anche le proprie capacità relazionali e modalità comunicative. A noi, però, spetta oggi dare una risposta politica a loro tutela. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore D'Alfonso) . Il disegno di legge che ci apprestiamo a votare prevede giuste e necessarie misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni di violenza a danno del personale sanitario, sia nel settore pubblico che privato. Viene istituito l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, grazie al quale sarà possibile, non solo monitorare gli episodi di violenza a danno degli esercenti le professioni sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, ma anche promuovere studi e analisi per poter proporre misure idonee alla rimozione dei fattori di rischio negli ambienti più esposti. Durante il lavoro al testo di questi mesi in Commissione igiene e sanità, insieme ai miei colleghi, ho tenuto particolarmente a determinare un inasprimento delle pene per chi si macchia del reato di aggressione a personale che esercita la professione sanitaria. È stata infatti aggiunta un'aggravante, tra quelle previste all'articolo 61 del codice penale, per chi commette il fatto con violenza o minaccia a danno degli esercenti le professioni sanitarie e si è introdotta la procedibilità d'ufficio, anche senza la querela della persona offesa. Il sistema normativo potrà così dirsi perfezionato tramite due misure, che costituiscono, sia contrasto, che deterrente contro il perpetrarsi dei fenomeni di violenza. Il MoVimento 5 Stelle oggi voterà per l'approvazione di questa legge, una necessità etica, un dovere politico e morale teso a salvaguardare l'incolumità di chi tutela la nostra salute, di chi si impegna ogni giorno, ogni notte e ogni momento per garantire l'inviolabile diritto alla salute di tutti noi. (Applausi dal Gruppo M5S e dei senatori D'Alfonso e Rufa) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, buongiorno a tutti i colleghi. Voglio fare solo una precisazione sull'ordine dei lavori. Ho osservato con grande attenzione, Presidente, come negli ultimi quattordici mesi tutti i colleghi che stanno dall'altra parte dell'Aula abbiano fatto notare puntualmente, durante le sedute dell'Assemblea, come noi, che eravamo in maggioranza insieme ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, ci comportavamo e, soprattutto, come si comportavano i rappresentanti del Governo. Non c'è stata una sola volta, non una, nella quale non ci sia stato detto che i membri del Governo erano pochi - ne basta uno solo - che non erano attenti, che non stavano a guardare. Ricordo molto bene la collega Malpezzi, ora Sottosegretario... PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori, senatrice Faggi. Visto che i rappresentanti del Governo ci sono, qual è il punto? FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Ci arrivo, Presidente. PRESIDENTE. Arrivi al punto, perché altrimenti non capiamo. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Ci arrivo, se mi dà modo di parlare, Presidente, altrimenti mi porta via tempo. PRESIDENTE. Non ha un tempo, ma un argomento prefissato, senatrice. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Ma allora me lo lasci spiegare, Presidente. PRESIDENTE. Prego. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Quello che stavo cercando di dire è che ricordo alla perfezione con quanta precisione - anche da lei, ad esempio, Presidente, nelle sue facoltà - veniva lamentata la posizione della Lega, che spesso è stata visto come un partito che «non stava seduto». PRESIDENTE. La pregherei di attenersi all'ordine dei lavori, senatrice, altrimenti devo toglierle la parola. La invito a dirmi qual è il punto sull'ordine dei lavori. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . In questa situazione, ora che sono in minoranza, vorrei gentilmente che, quando questo nuovo Governo si siede e porta argomenti così importanti come quello di oggi, soprattutto come l'ultimo che ha visto tra l'altro un parterre così ampio, tutti insieme a votare, ci fosse la stessa identica attenzione e che i Sottosegretari fossero seduti, dato che noi non abbiamo nessuno come il ministro Bellanova, che gridava. PRESIDENTE. La ringrazio, è molto chiaro. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Noi non ce l'abbiamo questo, per cui non possiamo farlo. PRESIDENTE . La ringrazio. Lei si renderà conto che non era un intervento sull'ordine dei lavori, ma era una richiesta di attenzione, che è una cosa diversa. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, è un intervento sull'ordine dei lavori! (Il microfono si disattiva automaticamente) . Vede? Mi toglie la parola! PRESIDENTE. Non possiamo trasformare un intervento di giusta valutazione politica in un intervento sull'ordine dei lavori. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, non è così! PRESIDENTE. Si accomodi, senatrice Faggi. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Sto in piedi, come sono stati in piedi loro. PRESIDENTE. Continui pure a parlare senza microfono. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il fatto che i Sottosegretari non siano attenti e che non ci sia un'adeguata presenza del Governo è o non è un argomento sull'ordine dei lavori? Me lo dica lei. Grazie, signor Presidente. PRESIDENTE . Le abbiamo lasciato svolgere l'intervento, ma le assicuro che il grado di attenzione dei Sottosegretari non è un argomento, perché è difficilmente misurabile, senatore Romeo, se i tre rappresentanti del Governo sono più o meno attenti. (Commenti della senatrice Faggi) . Però mi sembra che la senatrice Faggi abbia svolto abbondantemente il suo intervento, che già era chiaro dai primi secondi. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, mi ha interrotto. Fai così a casa tua! Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1111 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1111. Il relatore, senatore Ciampolillo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. CIAMPOLILLO, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica dell'accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione sottoscritto nell'ottobre 2016 tra l'Unione europea e i suoi Stati membri da una parte e la Nuova Zelanda dall'altra. L'accordo in esame, frutto di un iter negoziale durato più di due anni e destinato a sostituire una dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione risalente al 2007, è volto ad elevare le relazioni bilaterali a livello di partenariato rafforzato, creando una cornice giuridica adeguata a disciplinare la cooperazione politica, quella economico-commerciale e quella settoriale fra le parti. Il testo, che si compone di 60 articoli suddivisi in 10 titoli, statuisce la volontà delle parti di riaffermare la loro adesione ai principi democratici, ai diritti umani e allo Stato di diritto e l'impegno a intensificare il dialogo nei settori disciplinati dall'accordo a tutti i livelli, nonché a cooperare fattivamente in seno alle organizzazioni regionali e internazionali. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, nel chiedere alla Presidenza l'autorizzazione a consegnare il testo integrale del mio intervento, non posso non esprimere il voto favorevole del mio Gruppo, Italia Viva-PSI, al provvedimento in esame che - come ricordava il relatore - prevede l'accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra Unione europea e Nuova Zelanda. Un provvedimento che accrescerà da un lato l'impegno dell'Unione europea nei confronti della Nuova Zelanda e, al contempo, che prevede un maggiore coinvolgimento politico ed economico dell'Unione europea in tutto il continente Asia-Oceania. Si andrà a prevedere un'intensificazione dei rapporti di cooperazione su questioni di politica estera, sicurezza comune, non proliferazione di armi di distruzione di massa, contrasto al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro, lotta al terrorismo, promozione della pace e della sicurezza internazionale; più in generale una più stretta collaborazione in termini di ricerca, innovazione, istruzione e lotta alla criminalità organizzata. Tutta una serie di aspetti che non possono che contribuire al miglioramento di quei rapporti, già ottimi, prevedendo una serie di dettagli anche in ambito commerciale ed economico. Dunque, Presidente, esprimo il nostro voto favorevole e chiedo l'autorizzazione affinché il testo integrale del mio intervento sia allegato al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. GIACOBBE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, anch'io le chiedo sin d'ora l'autorizzazione a consegnare il testo del mio intervento, ma mi permetta un paio di battute. Innanzitutto vorrei dare il benvenuto al sottosegretario Marina Sereni e rivolgerle i miei complimenti per il suo importante incarico, nell'ambito del quale collaboreremo e coopereremo anche per la mia elezione nel contingente degli eletti all'estero. Le auguro quindi buon lavoro. Quanto all'accordo fra l'Unione europea e la Nuova Zelanda, vorrei sottolineare l'articolo 1, in cui si dice che è volto a «instaurare un partenariato rafforzato tra le parti e approfondire e promuovere la cooperazione sulle questioni di reciproco interesse, in modo da riflettere valori condivisi e principi comuni, anche intensificando il dialogo ad alto livello». La Nuova Zelanda è un Paese molto interessante: bellissimo dal punto di vista naturale e paesaggistico e luogo dalle grandissime potenzialità in termini di investimenti umani e di sviluppo economico. L'attuale Governo neozelandese sta attuando politiche innovative sia nel campo dello sviluppo economico che in quello della convivenza sociale. Il Governo della premier Jacinda Ardern, in seguito ai gravi fatti di violenza di qualche mese fa, ha attuato politiche di integrazione che faremo bene a usare come esempio anche per risolvere i problemi che attraversiamo al momento in Italia. Questo accordo racchiude in sé molti dei temi che in questi anni la presenza del rappresentante degli italiani all'estero ha portato all'attenzione del Parlamento. Occorre una collaborazione fattiva su temi come ricerca, scuola, lavoro, previdenza, interscambio economico, agevolata dal fatto che c'è la presenza di molti nostri connazionali in Nuova Zelanda. È altresì opportuno sviluppare relazioni che già esistono nella realtà e hanno bisogno soltanto di essere formalizzate, agevolate e potenziate. Dall'attuazione di questo accordo, che ci permette di incentivare scambi politici, sociali ed economici con la Nuova Zelanda, abbiamo tanto da guadagnare. Per tutte queste ragioni, esprimo il voto convintamente favorevole del Partito Democratico. Chiedo infine di allegare il testo integrale del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. FERRARA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, lo scopo di questo Trattato, come illustrato dal relatore, è instaurare un partenariato rafforzato tra l'Italia e l'Unione europea da una parte e la Nuova Zelanda dall'altra. Ma perché si parla di partenariato rafforzato? Perché un accordo di partenariato con la Nuova Zelanda era già stato firmato nel 2007, ma quello che ci accingiamo a ratificare investe molteplici campi della vita economica e sociale dei Paesi coinvolti e, se opportunamente stimolato, potrebbe creare opportunità interessanti per le nostre imprese. Per comprendere appieno l'importanza di questa ratifica, basterà ricordare a quest'Assemblea che i campi della cooperazione rafforzata spaziano da un coordinamento in politica estera e sicurezza, sviluppo globale e aiuti umanitari all'economia e al commercio, alla giustizia, alla ricerca, all'innovazione, all'istruzione, alla cultura ed infine all'energia e ai trasporti. Come sapete, il MoVimento 5 Stelle promuove la pace e il multilateralismo come nuovo approccio della nostra politica estera, pur all'interno del quadro istituzionale dell'Unione europea. Questi accordi ampliano le nostre opportunità poiché permettono di relazionarci direttamente con il Paese firmatario e sono una sfida che dobbiamo vincere, con un nuovo approccio di sistema Paese proiettato nello scenario internazionale. Per questo, signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo del MoVimento 5 Stelle in Senato. (Applausi dal Gruppo M5S) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, l'Accordo in esame costituisce una cornice giuridica di riferimento che favorisce il consolidamento delle relazioni bilaterali tra l'Unione europea, l'Italia quale Paese membro e la Nuova Zelanda per sostituire la dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione adottata il 21 settembre dell'anno 2007. L'approvazione della ratifica faciliterà certamente il dialogo politico e la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza e un possibile approccio condiviso riguardo alle questioni internazionali più rilevanti. Oltre a consolidare le relazioni politiche e commerciali con la Nuova Zelanda, favorirà i rapporti dell'Unione e dei suoi Stati membri con gli altri Paesi dell'Oceania. Il PARC potrà portare vantaggi sul piano economico e commerciale all'Italia e ai Paesi membri dell'Unione europea. Le parti intensificano la cooperazione in politica estera e in materia di sicurezza comune, con l'obiettivo di contrastare la proliferazione delle armi di distruzione di massa, potenziare la lotta al terrorismo e difendere la pace. Queste sono le ragioni per le quali annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Se posso permettermi una battuta in tono scherzoso ma non troppo, speriamo che insieme alle relazioni migliori anche la qualità della nostra nazionale di rugby , visto che gli All Blacks sono dei maestri e che noi zoppichiamo un pochino. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1123 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato globale e rafforzato tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica d'Armenia, dall'altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 24 novembre 2017 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1123. Il relatore, senatore Iwobi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. IWOBI, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica dell'Accordo di partenariato globale e rafforzato tra l'Unione europea, la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica d'Armenia, dall'altra, sottoscritto nel novembre 2017. L'accordo in esame, frutto di negoziati avviati nel dicembre 2015, intende contribuire alla definizione della cornice giuridica e politico-istituzionale della cooperazione tra Unione europea e Armenia ed è finalizzato ad ottimizzare i positivi risultati maturati nel corso dei pregressi negoziati per l'Accordo di associazione con area di libero scambio ampia e approfondita. La nuova intesa è imperniata sui cardini del dialogo politico e della cooperazione in politica estera e di sicurezza, del commercio e degli affari e della cooperazione settoriale. In particolare, l'accordo, basato sui principi dell'economia di mercato, è finalizzato a promuovere la cooperazione in numerosi settori - dalla sanità all'ambiente, dall'energia ai trasporti, dalla cultura agli affari sociali - coprendo anche aspetti specifici quali la cooperazione giuridica, la lotta al riciclaggio di denaro, al crimine organizzato e alla corruzione. Il disegno di legge di ratifica si compone di quattro articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione a consegnare il testo del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. GARAVINI (IV-PSI) . Vorrei però rimarcare come sia positivo che si arrivi alla ratifica dell'accordo di partenariato tra Unione europea e Repubblica di Armenia, che rafforzerà la collaborazione politica ed economica globale, sostenendo la stabilità politica e istituzionale nella Repubblica di Armenia e i rapporti di pace e la sicurezza delle frontiere, promuovendo politiche di buon vicinato e soprattutto rivolgendo particolare attenzione alla tutela dei diritti, nello specifico anche di persone appartenenti a minoranze (vista la storia del Paese, ciò è particolarmente positivo). Dichiaro quindi il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, esprimo il voto favorevole del Partito Democratico ad un accordo che, leggendo il titolo, può sembrare di minore importanza, ma che in realtà è lo strumento principale di collaborazione e cooperazione fra i Paesi dell'Unione europea nella sua interezza e l'Armenia. Si è dovuti ricorrere a tale accordo per ovviare al fatto che l'Armenia, trovandosi all'interno dell'Unione economica eurasiatica, e quindi in una cooperazione rafforzata con la Russia, la Bielorussia, il Kazakistan e il Kirghizistan, non permetteva di utilizzare strumenti di accordi di libero scambio ampi e approfonditi, quelli classici di cui in sostanza l'Unione europea si avvale. L'accordo è quindi importante e, insieme agli strumenti bilaterali che abbiamo con l'Armenia, permette di rafforzare i rapporti, che sono proficui, dal punto di vista economico, sociale ed anche culturale. La settimana scorsa la Commissione affari esteri, emigrazione del Senato ha incontrato il Presidente della Commissione affari esteri dell'Assemblea Nazionale della Repubblica di Armenia accompagnato da una delegazione. Da questo punto di vista, quindi, è bene ratificare anche uno strumento come questo, che ci permette di collaborare con quell'area, con cui ci sono rapporti molto intensi, ma c'è anche una relazione privilegiata nei confronti della Russia. Guardando con favore a tale strumento e al lavoro che si potrà fare con l'Armenia, esprimo il parere favorevole del nostro Gruppo. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi, l'accordo al nostro esame offre davvero l'opportunità di rafforzare i rapporti istituzionali, economici e commerciali, ma direi anche culturali tra l'Armenia, l'Europa e indirettamente l'Italia. Considerata l'appartenenza della Repubblica di Armenia all'Unione economica eurasiatica, il Paese caucasico potrebbe realmente svolgere una funzione di ponte tra l'Unione europea e il suo omologo orientale. Riteniamo altresì che l'accordo possa favorire il rafforzamento delle istituzioni democratiche armene e la stessa stabilizzazione della Regione, in passato funestata da tragici eventi bellici. Può inoltre rafforzare il partenariato politico ed economico globale e la cooperazione tra le parti sulla base dei valori comuni e degli stretti legami anche tramite una maggiore partecipazione della Repubblica di Armenia alle politiche e ai programmi delle agenzie dell'Unione europea, creando così le condizioni per una cooperazione sempre più stretta in altri settori di reciproco interesse. Può infine potenziare la cooperazione in materia di libertà, sicurezza e giustizia. L'Armenia è un Paese che ci sta particolarmente a cuore per i legami culturali, ma soprattutto per la sofferenza del suo popolo. Vorrei ricordare in quest'Aula, oltre all'importanza della ratifica che andremo ad approvare a breve, anche il genocidio degli armeni, troppe volte nascosto, dimenticato e celato. Annuncio dunque il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, quello che oggi ci apprestiamo a ratificare trae origine da un accordo siglato a Bruxelles il 24 novembre 2017 tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica, con i loro Stati membri, e la Repubblica di Armenia. Il quadro normativo oggetto di ratifica poggia le basi sulla cornice giuridica regolata dall'accordo di partenariato e cooperazione firmato nel 1996 e in vigore dal 1999. È indubbio che la repubblica caucasica, dopo la firma del 1996, su sollecitazione dell'Unione europea, abbia intrapreso significativi progressi sul tema dei diritti umani, sicuramente prodromici a più relazioni sistemiche. L'accordo che ci accingiamo a ratificare, se da una parte conclude un percorso di scambi economici, culturali, politici e di relazioni in genere, dall'altra avvicina alla cooperazione e al commercio tutti quei Paesi che, insieme all'Armenia, aderiscono all'Unione economica eurasiatica; in pratica, l'Armenia può essere apripista di una più globale apertura ad Est. Per questi motivi, il MoVimento 5 Stelle dichiara il voto favorevole sul disegno di legge in esame. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Colleghi, come sapete, da parte di un Gruppo è già stata richiesta un'interruzione alle ore 13: mancano alcuni minuti, ma riusciremo a fare un'altra ratifica, se le dichiarazioni di voto verranno veramente ristrette all'osso. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1136 Ratifica ed esecuzione dell'accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Australia, dall'altra, fatto a Manila il 7 agosto 2017 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1136. Il relatore facente funzioni, senatore Iwobi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni. IWOBI, relatore f. f. . Signor Presidente, preferirei consegnare il testo della relazione affinché resti agli atti del Resoconto, e pertanto chiedo l'autorizzazione alla Presidenza. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, nel chiedere l'autorizzazione a depositare il testo del mio intervento, dichiaro il voto favorevole del Gruppo cui appartengo. In particolare, rilevo come sia utile e opportuno giungere alla ratifica di quest'accordo, nello specifico perché si prevede anche la condivisione di informazioni pertinenti su tutte le questioni inerenti a sicurezza, antiterrorismo e contrasto al crimine organizzato. Sono tutti temi di grande rilevanza, per i quali un miglioramento dei già ottimi rapporti tra Unione europea e Australia può dare un importante contributo al contrasto di queste gravi forme di pericolo per il nostro Continente. Ribadisco il voto favorevole del Gruppo e la richiesta di poter consegnare il testo del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. GIACOBBE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, chiedo anzitutto l'autorizzazione a consegnare il testo scritto dell'intervento, affinché sia allegato al Resoconto della seduta. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. GIACOBBE (PD) . Mi sia però consentita una battuta sull'accordo in esame, specialmente con riferimento al settore della ricerca e alla facilitazione dell'interscambio economico tra Italia e Australia. In Australia vive oltre un milione di persone di origine italiana, tra cui il sottoscritto (costituiamo oltre il 4 per cento della popolazione totale). L'Australia è destinataria di un grande flusso di beni e servizi made in Italy e moltissime sono le aziende italiane che hanno investito lì in progetti di infrastrutture e altre attività economiche. Abbiamo bisogno di maggiore cooperazione tra i due Paesi, in quanto il potenziale è enorme e sono certo che produrrà nuovi importanti progetti collaborativi di ricerca, l'avvio di nuove attività, anche sotto forma di partenariato e joint venture , e una strada agevolata per accedere ai mercati del Pacifico e del Sud Est asiatico, con cui l'Australia ha rapporti privilegiati. Credo che i rapporti bilaterali, già ottimi e consolidati, tra Italia e Australia saranno suscettibili di ulteriore sviluppo positivo in seguito all'approvazione del provvedimento in esame. Come rappresentante in quest'Assemblea di quella parte del mondo e del Partito Democratico, accolgo pertanto favorevolmente l'approvazione dell'accordo in questione e confermo il voto convintamente favorevole del mio Gruppo. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, il mio sarà un intervento rapido. Attraverso il provvedimento in esame si amplia la portata dell'accordo del 2008 verso forme di cooperazione in settori quali il contrasto al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla corruzione, ma anche in relazione a temi come la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e la protezione dell'ambiente, che, oggi più che dieci anni fa, sono ai primi posti nelle agende della politica di tutto il mondo. Credo che l'accordo in esame abbia spunti particolarmente positivi e costituisca quindi un ulteriore strumento di partenariato rafforzato tra l'Italia, l'Unione europea e l'Australia basato su valori comuni. Per queste ragioni, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, anche io sarò molto breve. La gamma di valori e intenti che troviamo nel disegno di legge in esame potrebbe tranquillamente rappresentare un manifesto politico, che oserei dire invidiabile. L'obiettivo posto dai sottoscrittori affronta temi impegnativi di politica estera e sicurezza internazionale. Si sottoscrivono accordi di commercio in genere e agricolo in particolare, nonché in materia di sanità. La sottoscrizione dell'accordo impegna le parti a forme di cooperazione in settori strategici. Inutile sottolineare che il citato accordo aiuta i Paesi destinatari del trattato a combattere, attraverso la cooperazione giuridica, forme di riciclaggio, finanziamento al terrorismo e organizzazioni criminali. Per questi motivi, a nome del MoVimento 5 Stelle annuncio il voto favorevole al disegno di legge n. 1136. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Mi pare che tutti i Gruppi siano d'accordo a proseguire la discussione delle tre ratifiche di accordi internazionali ancora all'ordine del giorno. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1139 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka sulla cooperazione nei campi della cultura, dell'istruzione, della scienza e della tecnologia, fatto a Roma il 16 aprile 2007 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1139. Il relatore, senatore Vescovi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. VESCOVI, relatore . Signor Presidente, chiedo di dare per letta la relazione e di consegnarne il testo scritto, affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, nel chiedere di consegnare il testo scritto del mio intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna, rilevo che quella al nostro esame è una ratifica importante, perché prevede un potenziamento dello sviluppo delle relazioni culturali, scientifiche e tecnologiche, con particolare attenzione anche alla concessione di borse di studio a studenti nei due Paesi, finalizzate a potenziare lo studio delle rispettive lingue e quindi anche a favorire la diffusione della lingua e della cultura italiana, in un Paese che vede tanti dei propri cittadini interessati a trasferirsi in Italia, anche per questioni lavorative. Trattandosi di una ratifica più che opportuna, anche perché risalente ad accordi addirittura del 2007, dichiaro quindi il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI. (Applausi dal Gruppo IV-PSI). PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza a consegnare il testo scritto del suo intervento. GIACOBBE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, quello al nostro esame, stipulato con lo Sri Lanka, è il terzo accordo riguardante Paesi della mia circoscrizione elettorale. Esso prevede la cooperazione nel settore della cultura, dell'istruzione scolastica e universitaria e dell'insegnamento della lingua, ma anche in ambito archeologico, scientifico e tecnologico. Sono fortemente convinto che la cultura contribuisca in maniera fondamentale alla convivenza sociale e allo sviluppo dell'interscambio economico tra i due Paesi. La cultura è il primo passo per promuovere contatti fra persone, stabilire relazioni e meglio comprendere diverse convinzioni e modi di vivere. Da ciò scaturisce la fiducia fra individui, elemento fondamentale per stabilire anche rapporti di tipo economico. In altre parole, investimenti in cultura producono benessere e ricchezza ed è anche per questi motivi che confermo il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, intervengo solo per comunicare il voto favorevole del Gruppo Forza Italia e chiedo l'autorizzazione a consegnare il testo scritto del mio intervento, che contiene tutte le nobili ragioni per le quali esprimiamo un voto favorevole, affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, farò una brevissima dichiarazione di voto, per ricordare che l'Accordo di ratifica ed esecuzione tra il Governo italiano e la Repubblica Democratica Socialista di Sri Lanka verte essenzialmente su alcuni campi d'azione, quali la cultura, l'istruzione, la scienza e la tecnologia. Sua prerogativa è l'impegno dei due Paesi al rispetto dei diritti umani. È chiaro che l'insegnamento della lingua italiana ai singalesi rappresenta per questi ultimi un'opportunità lavorativa, considerando la massiccia presenza della loro comunità in Italia e la necessità del ricongiungimento familiare. Si tratta infatti di una comunità numerosa, ma anche laboriosa. Per contro, possiamo affermare che lo Sri Lanka per gli archeologi italiani appare come il Bengodi, visto che sempre più spesso spedizioni di studiosi italiani si avventurano nei territori inesplorati di quel Paese. Per tali motivi, il MoVimento 5 Stelle dichiara il voto favorevole al disegno di legge in esame. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1137 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1137. La relatrice, senatrice Taverna, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. TAVERNA, relatrice . Signor Presidente, chiedo di poter consegnare il testo scritto della relazione, affinché sia allegato al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, nel chiedere di poter consegnare il testo del mio intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna, annuncio il voto favorevole del mio Gruppo, Italia Viva-PSI al disegno di legge al nostro esame. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo PD al disegno di legge al nostro esame, anche considerando l'ampia condivisione in Commissione. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, chiedo di poter consegnare il testo del mio intervento, affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna, e annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia al disegno di legge al nostro esame. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. FERRARA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, chiedo di poter consegnare il testo del mio intervento, affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna, annunciando il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle al disegno di legge al nostro esame. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge: Doc 964 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di lettere tra Repubblica italiana e ICCROM aggiuntivo all'Accordo di Parigi del 27 aprile 1957 e allo Scambio di note del 7 gennaio 1963 sull'istituzione e lo statusgiuridico del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, fatto a Roma il 17 marzo 2017 AIROLA ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 964. Ilrelatore facente funzione, senatore Iwobi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. IWOBI, relatore . Signor Presidente, anche in questo caso, chiedo di poter consegnare il testo della relazione, affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE . La Presidenza la autorizza in tal senso. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione ad allegare il testo scritto del mio intervento al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. GARAVINI (IV-PSI) . Rilevo soltanto come sia opportuno che si giunga alla ratifica di questo carteggio, perché si uniforma lo status giuridico dei nostri funzionari di origini italiane, in particolare per quanto attiene all'aspetto finanziario e fiscale, e al contempo si evita che sia a rischio la sede romana di quest'organismo internazionale, facente capo alle Nazioni Unite. Dichiaro il voto favorevole del Gruppo che rappresento. RAMPI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, colleghi, intervengo solo per sottolineare che riteniamo questo passaggio necessario e importante nella strategia del nostro Paese che mira ad essere una superpotenza culturale e ad avere un ruolo. Dovevamo completare almeno i nostri doveri nei confronti di un'istituzione internazionale legata ai temi della cultura, come questa. Il nostro voto sarà pertanto favorevole. AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, annunciando il voto favorevole del Gruppo Forza Italia, do per letto il testo del mio intervento e chiedo l'autorizzazione ad allegarlo al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. FERRARA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, dando a mia volta per letto il testo del mio intervento, chiedo l'autorizzazione ad allegarlo al Resoconto della seduta odierna e annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, avrei voluto votare in modo favorevole, ma non ha funzionato il pulsante della mia postazione. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. A questo punto, sospendo la seduta fino alle ore 15,30 quando proseguirà senza votazioni. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, visto che abbiamo esaurito gli argomenti all'ordine del giorno, potrei chiederle per quale motivo riprenderà la seduta alle ore 15,30? Diversamente, potrebbe terminare adesso. PRESIDENTE . No, senatore Calderoli: ci sono diversi interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno. Ho preso l'impegno di sospendere la seduta ora e non posso tenerla aperta per lo svolgimento di dieci interventi, che verranno svolti alle ore 15,30: credo che la sua curiosità sia stata esaudita. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . La ringrazio, signor Presidente. PRESIDENTE. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 13,14, è ripresa alle ore 15,32) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, poiché siamo in fine seduta, richiamando l'articolo 55 e, in particolare, il comma 7, volevo comunicare che oggi c'è stata l'Assemblea generale dell'ONU a New York. In occasione della stessa, il presidente Conte ha avuto modo di dichiarare che l'allarme sul ghiacciaio del Monte Bianco deve scuoterci: «Concordiamo sull'esigenza di un'azione globale per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici (...). È di queste ore la notizia che un ghiacciaio sul versante del Monte Bianco rischia di collassare. È un allarme che non può lasciarci indifferente. Deve scuoterci tutti e mobilitarci (...). Continueremo a seguire e incoraggiare la mobilitazione dei giovani». Sempre in data odierna, il Presidente ha poi dichiarato che l'accordo di Parigi «è un punto di partenza essenziale» e che «dobbiamo essere consci del dovere morale e politico di consegnare ai nostri figli un pianeta nelle migliori condizioni possibili», ponendo in seguito l'attenzione sul contrasto al cambiamento climatico. A questo punto, credo che ci si ritrovi nelle condizioni previste dal comma 7 dell'articolo 55. Quindi, a fronte di questioni sopravvenute e urgenti, perché sono comunicazioni di queste ore, le chiedo la calendarizzazione della mozione 1-00135 del 4 giugno 2019, annunciata nella seduta n. 117, che tratta ovviamente del medesimo argomento. PRESIDENTE . Senatore Calderoli, le rispondo immediatamente, apprezzando ovviamente anche l'acume e la sua nota abilità nell'interpretazione del Regolamento. La ringrazio per averci reso noto quanto già dai giornali di stamane era comunque apprendibile a tutti noi; quindi c'era tutta la seduta di stamane per fare questo tipo di richieste. Lei ha fatto peraltro menzione di una mozione datata 4 giugno e quindi ritengo che non ricorrano né il carattere di sopravvenienza, né quello di urgenza. Peraltro, l'interpretazione dell'urgenza di un intervento in una sede così prestigiosa di natura internazionale è legittima ed apprezzabile, ma certamente non può rientrare nella fattispecie dell'articolo che lei ha citato. Quindi, poiché è stata anche svolta una Conferenza dei Capigruppo, alla quale lei ha avuto modo di partecipare (come chi sta presiedendo in questo momento), dove sono state previste calendarizzazioni e peraltro si è fatto anche cenno a una seduta da dedicare alle mozioni, credo che questa calendarizzazione potrà tranquillamente essere richiesta e fissata nella prossima Conferenza dei Capigruppo, che sappiamo essere già in programma. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Se vi sono ulteriori argomenti, ha ovviamente facoltà di parlare. Altrimenti, se è per replicare, non credo che ciò sia consentito. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non intendo replicare alle questioni da lei svolte. Concorderei con lei, se così stessero i fatti. Ma, proprio poche ore fa, il Presidente del Consiglio ha comunicato l'intenzione del Governo di inserire la tutela dell'ambiente e della biodiversità e lo sviluppo sostenibile tra i principi fondamentali della Costituzione. (Commenti dal Gruppo PD) . ERRANI (Misto-LeU) . Era nel programma! CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Il lancio di agenzia che comunica queste informazioni è del 25 settembre, ore 10,09. Ciò quindi non avrebbe potuto essere richiesto né ieri, né questa mattina, visto che ancora non ne eravamo a conoscenza. Credo quindi che il fatto nuovo delle ore 10,09 rappresenti un fatto sopravvenuto e, per quelle che ne sono le conseguenze, anche di urgenza. PRESIDENTE . Grazie, senatore Calderoli. Noi tutti ovviamente seguiamo, ogni volta che si forma un Governo, indipendentemente dalla nostra collocazione, i programmi di Governo. Quindi anche lei, che è così attento, dovrebbe sapere e conoscere che l'espressione «sviluppo sostenibile» è menzionata più volte in un programma noto e che ha impegnato tutti noi per tutta l'estate. Comunque la ringrazio e proseguiamo con gli interventi di fine seduta. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se però interviene sullo stesso argomento, senatore Romeo, non le do la parola. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non intervengo su questo argomento, ma semplicemente sull'interpretazione del Regolamento. A questo punto, io chiedo la convocazione di una Conferenza dei Capigruppo, per valutare attentamente questa interpretazione che lei, in modo errato, ha dato. (Commenti dal Gruppo PD) . Questa è una sua presa di posizione, che non rispecchia assolutamente il Regolamento. Quindi Conferenza dei Capigruppo e, se all'occorrenza dovesse essere necessario, convocazione - perché è questo che vogliamo chiedere al Presidente - della Giunta per il Regolamento. COLLINA (PD) . Questa è opposizione dura! (Commenti del senatore Romeo) . TARICCO (PD) . Ma non ti vergogni? PRESIDENTE . Senatore Romeo, la sua interpretazione è legittima, ma sinceramente la ritengo spropositata. Quindi i lavori proseguono. MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, accolgo di buon grado gli inviti del collega Calderoli. (I senatori del Gruppo L-SP-PSd'Az occupano i banchi del Governo. Applausi ironici del senatore Errani) . Signor Presidente, che faccio? Proseguo? PRESIDENTE. Colleghi, non costringetemi a sospendere la seduta. Prego di lasciare i banchi del Governo. (Commenti dal Gruppo PD) . TARICCO (PD) . Certo che per far sospendere la seduta su una cosa del genere ci vuole fantasia! MALLEGNI (FI-BP) . Vorrei parlare dei problemi delle imprese italiane, ma sembra che alla Lega non interessi. PRESIDENTE. Vi prego di lasciare i banchi del Governo. MALLEGNI (FI-BP) . Presidente, se mi permette, vorrei parlare di un tragico evento che sta colpendo migliaia di imprese italiane e credo che anche i colleghi della Lega, almeno una volta, fossero interessati a questo argomento... Presidente, faccia finta di niente, tanto è solo spettacolo. VOCE DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. Come «faccia finta di niente?» MALLEGNI (FI-BP) . Vi prego, colleghi della Lega, di ascoltare. Capisco che alle volte non dico cose così interessanti, ma ho la sensazione che questo vi interesserà. Vi sono oltre 4.000 hotel in questo momento sul nostro territorio nazionale che stanno subendo un danno che oscilla tra i 400 e i 600 milioni di euro, perché il più grosso tour operator internazionale, Thomas Cook (e non solo la sede inglese, ma anche la sede tedesca, francese e belga) è fallito nelle ultime ventiquattr'ore. Le associazioni di categoria, Federalberghi, Confindustria alberghi e tutti coloro i quali gravitano intorno alla questione legata alle strutture ricettive hanno denunciato che quanto accaduto non colpisce soltanto gli alberghi, ma tutto l'indotto legato agli alberghi, fornitori e dipendenti, con conseguente risvolto sui singoli territori in una stagione estiva già così complicata che ha registrato il segno meno. Molti di questi saranno costretti a non onorare il pagamento di stipendi, tasse, eccetera. Invito cortesemente la Presidenza e anche il Governo, nella figura del Ministro per i beni e le attività culturali e del turismo, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro degli affari esteri, a farsi carico di una questione che riguarda decine di migliaia di imprenditori e imprese, che nei prossimi sessanta-novanta giorni rischieranno di non potere onorare gli impegni presi sia di tipo finanziario, che nei rapporti con i loro dipendenti. Questa è una tragedia finanziaria che ha colpito e sta colpendo tutta l'Europa e l'Italia non è da meno. (Il senatore Crucioli rivolge la fotocamera del proprio cellulare verso i senatori del Gruppo L-SP-PSd'Az seduti ai banchi del Governo). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Non si può riprendere! PRESIDENTE . Presidente Romeo, per cortesia. Intanto invito i colleghi a non fare alcuna forma di ripresa in Aula. Stanno intervenendo gli assistenti. Seconda questione: premesso che sedersi ai banchi del Governo, quando neanche il Governo è presente, è una forma nuova di protesta, non costringetemi a richiamarvi nominalmente e a far mettere a verbale i nomi di chi ha occupato i banchi del Governo. Chiedo ai colleghi di lasciare i banchi del Governo. (Commenti del senatore Bossi Simone) . Senatore Simone Bossi si rivolga alla Presidenza, se ritiene. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Loro hanno occupato per tre ore i banchi del Governo! PRESIDENTE. Non è questo il punto. Senatore Romeo, senatrice Saponara, senatore Bossi: vi invito a lasciare immediatamente i banchi del Governo. Presidente Romeo, non vorrei distoglierla dalla sua comunicazione telefonica, ma la inviterei a lasciare i banchi del Governo immediatamente. TAVERNA (M5S) . Questa è nostalgia! PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti. (La seduta, sospesa alle ore 15,45, è ripresa alle ore 16,02) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI La seduta è ripresa. Per cortesia, se prendete i vostri posti vorrei fare delle comunicazioni. (I senatori del Gruppo L-SP-PSd'Az abbandonano i banchi del Governo) . Anzitutto vorrei dire che condivido in toto l'interpretazione data dalla vice presidente Rossomando in ordine all'articolo 55, comma 7; pertanto, a mio parere, oggi non si possono inserire nel calendario argomenti non compresi nel programma perché, come giustamente ha rilevato la senatrice Rossomando, non ci sono situazioni sopravvenute né urgenti. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non entrerò nel merito dell'articolo 55, comma 7, del Regolamento rispetto alla lettura che ne è stata data dalla Vice Presidente e adesso da lei. Tuttavia, ai sensi dell'articolo 92 del Regolamento, vorrei che sulla sua interpretazione, cioè sull'applicabilità dell'articolo, quindi come richiamo al Regolamento, ci possa essere un voto da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Secondo l'articolo 92, comma 2, del Regolamento sui richiami possono di regola parlare, dopo il proponente, un oratore contro e uno a favore per non più di cinque minuti. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, trovo le motivazioni espresse dal senatore Calderoli convincenti, quindi sono a favore. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, esprimo parere contrario rispetto a quanto richiesto dal collega. MIRABELLI (PD) . È il Senato della Repubblica questo! È una cosa seria! PRESIDENTE . Permettetemi, colleghi, posso regolare io i lavori dell'Assemblea. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MIRABELLI (PD) . Cosa sta succedendo allora? TARICCO (PD) . Sono interventi di fine seduta! PRESIDENTE. Ho letto correttamente l'articolo richiamato dal senatore Calderoli e ho chiesto chi volesse parlare a favore o contro. In esso si legge: «valutata l'importanza». L'articolo prosegue ed è forse meglio per tutti leggere meglio il Regolamento, così nessuno protesta: «il Presidente ha tuttavia facoltà, valutata l'importanza della questione, di dare la parola ad un oratore per ciascun Gruppo parlamentare». PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, penso che la chiave per la soluzione di tale questione sia proprio nell'intervento svolto poc'anzi dal presidente Calderoli, che non è voluto entrare nel merito dell'articolo del Regolamento da loro stessi citato per poter procedere, come si voleva, alla votazione. Entrando nel merito, l'articolo specifica infatti che la richiesta non può essere accolta a termine di Regolamento. È quindi giusta l'interpretazione del presidente Rossomando, perché i due requisiti della novità e dell'urgenza assolutamente non ricorrono. È bene che quest'Assemblea trovi, anche sulle modalità con cui condurre un ostruzionismo come questo, un po' alla ventura, una visione comune; si rischia altrimenti di creare dei precedenti che non fanno bene a nessuno. Credo quindi che possiamo tranquillamente chiuderla qui, cercando di riconoscere la giusta portata al merito dell'articolo che è stato richiamato. Pertanto, signor Presidente, noi ci opponiamo perché il Regolamento è chiaro e la proposta non può trovare accoglimento. (Applausi dal Gruppo M5S) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, condivido le cose testé dette. Sottolineo che rischiamo di creare un precedente che ci costringerebbe a ripercorrere il teatrino cui abbiamo assistito. Signor Presidente, capisco l'articolo 92... (Commenti del senatore Vescovi). Ha ragione, l'abbiamo fatto con la Costituzione in mano, pensando ad alcune cose. Non abbiamo spiegato... (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Senatore Mirabelli, parli con me. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, la questione è che qui si sta facendo una cosa totalmente gratuita. Si chiede una votazione su una mozione, adducendo criteri di urgenza e la necessità di una risposta su considerazioni chiaramente espresse dal Presidente del Consiglio anche qui in Aula, non più tardi di quindici giorni fa, in occasione della fiducia al Governo. Non vi è nulla di nuovo nelle cose che sono state richiamate. Se noi cominciamo ad accettare l'idea che basta inventarsi un escamotage e occupare i banchi del Governo per bloccare per una o due ore l'attività dell'Assemblea, creando così un precedente, si fa del male a quest'Assemblea e alla credibilità delle istituzioni. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, tutta la questione è assolutamente priva di fondamento. Quanto al merito, si è espresso bene il collega Mirabelli. Il Presidente del Consiglio ha ripetuto all'ONU esattamente le stesse considerazioni circa l'urgenza di intervenire sui cambiamenti climatici con una riconversione energetica nel corso delle dichiarazioni programmatiche. È evidente che è assolutamente pretestuoso, a meno che la Lega, dopo che ci è venuta a spiegare che dovevamo riprendere le trivellazioni e gli inceneritori, abbia una via, tutta sua, speciale e particolare, per contrastare i cambiamenti climatici. Il punto, signor Presidente, è chiaramente pretestuoso. Siccome di opposizione ho una certa esperienza e l'ho fatta per molto tempo, non è che ogni volta che abbiamo raccolto le firme per inserire all'ordine del giorno una mozione o una questione assolutamente urgente, cosa che per un periodo abbiamo fatto con una certa frequenza, ogni volta, attraverso un richiamo al Regolamento, si è aperta una discussione per interpretare se fosse giusto o no applicare il comma 7, dell'articolo 55. Questo, signor Presidente, significa che da ora in poi ci sarà un utilizzo assolutamente ostruzionistico del Regolamento, punto e basta. Non si può fare ogni volta un richiamo al Regolamento, per poi dare la parola ad un rappresentante per Gruppo, su una questione che è palesemente priva di fondamento, avendo tra l'altro noi votato il calendario questa mattina: il ghiacciaio stava per collassare anche ieri sera e non è che questa mattina o oggi pomeriggio sia successo qualcosa di nuovo. Richiamo a lei, signor Presidente, il fatto che, se adesso facciamo così e consentiamo un richiamo al Regolamento ai sensi dell'articolo 92 su questioni abbastanza pretestuose, come l'applicazione dell'articolo 55, comma 7, francamente rischiamo di fare in Aula solo questo. Ciò, a mio avviso, è un precedente assolutamente pericoloso. (Applausi dei senatori Buccarella e Errani). PRESIDENTE . Pongo in votazione per alzata di mano... (Vivaci proteste dal Gruppo PD) . TARICCO (PD) . È assurdo! LAUS (PD) . Stiamo scherzando? PRESIDENTE. Non avete capito. Senatore Marcucci, può venire un attimo? LAUS (PD) . Hanno fatto il Regolamento loro! TARICCO (PD) . Abbiamo capito benissimo! (Proteste dai Gruppi PD e M5S). È una follia! (Proteste della senatrice Taverna). LAUS (PD) . Non si vota! TARICCO (PD) . Se si vota, abbandoniamo l'Aula. TAVERNA (M5S) . Da adesso in poi, loro occupano e noi votiamo? MIRABELLI (PD) . È una conquista delle opposizioni non fare gli interventi di fine seduta? TAVERNA (M5S) . Ma stiamo scherzando? MIRABELLI (PD) . Occupano l'Aula per non far fare gli interventi di fine seduta? AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Avete fatto la Capigruppo senza di noi? PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Per che cosa, senatore Calderoli? Stiamo votando e non si può intervenire quando si vota. (Vivaci proteste dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI) . TAVERNA (M5S) . Che cosa votiamo? PUGLIA (M5S) . Presidente, non creiamo un precedente! PRESIDENTE. Stiamo votando per alzata di mano. Non capisco niente. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Dato che stiamo per procedere a una votazione per alzata di mano, chiediamo la verifica del numero legale. PRESIDENTE. D'accordo. (Vivaci proteste dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI) . TAVERNA (M5S) . Ma d'accordo cosa? FERRARI (PD) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE . Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta risulta appoggiata) . FERRARI (PD) . Presidente, ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori! (Vivaci proteste dal Gruppo PD. Il senatore Errani fa cenno di voler intervenire) . PRESIDENTE. Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico. (Segue la verifica del numero legale). (Reiterate e prolungate proteste dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI) . Non è possibile! La smettete, per favore, non capisco niente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . TARICCO (PD) . Si vergogni! PUGLIA (M5S) . Buffoni! PRESIDENTE. Il Senato non è in numero legale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Urla e vivaci proteste dai Gruppi M5S e PD) . Ho chiesto se volete per favore votare per verificare la presenza o meno del numero legale. VOCI DAI GRUPPI M5S, PD e IV-PSI. No! TARICCO (PD) . Si vergogni! PRESIDENTE. Lei non si permetta, perché le istituzioni non si offendono mai, qualunque sia la posizione! Lei è un maleducato! Si sieda! (Proteste dal Gruppo PD. Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . TARICCO (PD) . Presidente, non sono maleducato. Se mi dà la parola, glielo spiego. PRESIDENTE. Lei è un maleducato, ha capito? Lei può esprimere quello che vuole con educazione! Si sieda! La richiamo all'ordine! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . TARICCO (PD) . Richiama all'ordine me quando loro hanno occupato i banchi del Governo? PRESIDENTE. Basta! Lei ha offeso! È un maleducato, ha capito? Rispetti le istituzioni come io rispetto lei! Si può essere d'accordo o meno, ma lo si esprime con educazione e con rispetto, come io ho rispettato tutti! MARCUCCI (PD) . Rispetto reciproco! PRESIDENTE. L'ho richiamata proprio per il rispetto... (Proteste dal Gruppo PD. Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non c'è niente da applaudire di fronte alla situazione di quest'Aula, che è insostenibile, di una maleducazione che non si può tollerare. D'accordo? MARCUCCI (PD) . Siete d'accordo! PRESIDENTE. Non le permetto di insinuare niente, ha capito? Non permetto a lei e a nessun altro di insinuare niente! TARICCO (PD) . Siete d'accordo! MARCUCCI (PD) . Ancora! PRESIDENTE. Senatore Marcucci, lei ha visto il gesto del senatore? Io non faccio comunella con nessun altro che con me stessa, ha capito? E non ho niente di cui vergognarmi! FARAONE (IV-PSI) . Però, Presidente, non può seguire queste follie! PRESIDENTE. Io la invito al rispetto, che è la prima condizione per quest'Aula, delle opinioni di tutti. D'accordo? SANTANGELO (M5S) . (Si alza in piedi e mostra il Regolamento del Senato) Presidente, questo bisogna rispettare! (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Annullo la precedente verifica del numero legale. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vi pregherei di stare seduti. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Senatore Errani, le ho già detto che ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Mi scusi, Presidente, non avevo capito. Io sono sempre stato più che rispettoso. La mia domanda è: ma su che cosa dovremmo votare, visto che l'interpretazione data, come è evidente - perché questo è un cinema - è totalmente destituita di qualsiasi fondamento? (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI e del senatore De Falco). Su che cosa dobbiamo votare? Non riesco a capire. A meno che lei, Presidente, non dia un'interpretazione prima sull'articolo 55, comma 7... CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Siamo in votazione! STEFANO (PD) . È tornato al teatro! ERRANI (Misto-LeU) . Senatore Calderoli, stia tranquillo. (Commenti dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e PD) . Calma, perché stiamo facendo il gioco di questi signori. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). Il loro obiettivo è che noi ci troviamo qua. Invece restiamo calmi e tranquilli. La vostra richiesta è, a mio parere, signor Presidente - e questo è, con tutto il rispetto, nelle sue mani - totalmente ingiustificata e immotivata, a norma del Regolamento. Dunque, non dobbiamo votare niente. (Applausi della senatrice Bottici). Avete fatto ginnastica, noi siamo tranquilli, non c'è problema. Succederà ancora, ma non c'è problema, perché l'interpretazione del Regolamento è chiarissima. Ma questo spetta a lei, Presidente. DE PETRIS (Misto-LeU) . Dopo questa votazione ce ne sarà un'altra! PRESIDENTE . Senatore Errani, prima, appena arrivata in Aula, ho fatto una doverosa premessa: ero totalmente d'accordo con la decisione - l'avevo detto in maniera molto, molto chiara - della senatrice Rossomando. L'ho detto in maniera chiara ed è agli atti e, quindi, chi non ha sentito ascolti adesso... (Commenti del senatore Laus). Se potessi terminare, forse sarebbe meglio. Dicevo che, a norma dell'articolo 55, comma 7, del Regolamento non c'erano ragioni per poter inserire nel calendario dei lavori un argomento che non aveva né le caratteristiche dell'urgenza né quelle di un fatto sopravvenuto, così come correttamente aveva rilevato la senatrice Rossomando. Questo l'ho detto in premessa, nella riapertura di questa seduta. Quindi, mi pareva che la mia posizione fosse chiarissima. A questo punto, per fare memoria a me stessa e ai molti che non erano in quest'Aula nel momento in cui si è avviata la discussione, il senatore Calderoli si è alzato in piedi e ha chiesto, a norma dell'articolo 92 del Regolamento, di poter fare un richiamo e di intervenire sulla questione stabilita dall'articolo 55, comma 7, in forza di una sorta di combinato disposto nella interpretazione tra l'articolo 92 sui richiami al Regolamento... (Commenti dal Gruppo PD). Sui richiami si può di regola intervenire. Questo è un richiamo al Regolamento su un articolo sulla cui interpretazione... (Commenti del senatore Laus). Sto finendo il mio intervento. Ho visto tutti quelli che hanno chiesto di intervenire, ma sto terminando il mio ragionamento. Allora, in virtù dell'articolo 92 del Regolamento, sui richiami possono intervenire un oratore a favore e uno contro. Avendo visto che si erano accesi gli animi di fronte a presunte speculazioni - sulle quali non voglio ritornare - ho dato la possibilità di intervenire, sempre su questo tema, a un oratore per ciascun Gruppo parlamentare. Dopodiché, siccome si fa un richiamo al Regolamento, c'è la possibilità di votare su questo - così dice il Regolamento - e quindi l'ho posto in votazione per alzata di mano. FLORIDIA (M5S) . Ma su cosa? (Proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Lo dice l'articolo 92, che pregherei tutti di leggere. SANTANGELO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTANGELO (M5S) . Signor Presidente, bisogna assolutamente contestualizzare il momento della discussione in Aula. L'articolo 92 - nello specifico, la invito a leggere per intero il comma 1 - fa riferimento allo svolgimento dei normali lavori d'Assemblea, non agli interventi che si svolgono a fine seduta. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto) . Presidente, già è anomalo che questa fase di discussione - mi riferisco agli interventi che vengono svolti a fine seduta e servono a questa Assemblea per portare a conoscenza varie tematiche - venga lasciata volutamente nella parte terminale di qualsiasi discussione. L'articolo 92 fa riferimento all'interruzione di una discussione, all'interruzione dei lavori nel momento in cui si parla. In questo caso non stiamo interrompendo una discussione, ma siamo a fine seduta, dopo che i lavori sono stati già terminati. Risulta altresì anomala, signor Presidente, la modalità applicata oggi, ovvero che la seduta è stata sospesa e ripresa soltanto per lo svolgimento degli interventi di fine seduta. E lo sa benissimo il senatore Calderoli, che da sempre ha posticipato gli interventi di fine seduta ad altra seduta. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto) . Per cercare di darle anche una modalità di interpretazione più corretta, la invito, Presidente - è nelle condizioni di poterlo fare - a non far svolgere questa votazione perché creerebbe un gravissimo precedente. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . L'abbiamo già fatta. SANTANGELO (M5S) . Vi prego di ascoltarmi, colleghi - alcuni di voi sono nuovi in questa legislatura - perché, dal punto di vista della conoscenza del Regolamento, probabilmente qualcosa posso anche dirla. (Applausi dal Gruppo M5S) . D'altra parte, io ho fatto lo stesso ascoltando il senatore Calderoli nella scorsa legislatura. Ripeto che l'articolo 92 del Regolamento non fa riferimento in maniera specifica a questo momento dello svolgimento della seduta. Non so se ci sono precedenti di siffatto tipo - e in questo senso mi rivolgo anche agli uffici - dopo che è stato approvato il nuovo Regolamento, ovvero votazioni dopo gli interventi di fine seduta. Questo è assolutamente il primo caso e, quindi, la pregherei, signor Presidente, essendo nelle condizioni di poterlo fare, di ritornare saggiamente indietro rispetto alla decisione della votazione. E le chiedo, visto che non esiste nemmeno l'oggetto su cui votare, di evitare la votazione stessa. (Applausi dai Gruppi M5S e Misto e del senatore Pittella) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, il tema è - ahimè - più complesso. Come spesso ho già detto in interventi passati, il punto è la dignità del Parlamento. Signor Presidente, lei non può permettere a un singolo senatore, tanto più se Vice Presidente del Senato, di prendere in giro e umiliare la Presidenza, l'Assemblea, il nostro Regolamento. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto) . STEFANO (PD) . È scandaloso! MARCUCCI (PD) . L'aggravante è che lo ha fatto ridicolizzando - questa è la conseguenza oggettiva - anche il corretto e attento operato del Vice Presidente che la rappresentava. Lei, signor Presidente, sta creando dei precedenti a favore di chi non vuole permettere a questa Assemblea di lavorare. (Applausi dai Gruppi PD e M5S) . Non so se lo sta facendo con coscienza o meno. Se qualcuno dei nostri senatori l'ha offesa, le chiedo scusa a nome di tutti loro. (Applausi della senatrice Bottici). Però, attenzione, signor Presidente: lei si sta prestando - probabilmente in maniera involontaria - a un gioco pericoloso per le istituzioni e per la democrazia. Lo tenga presente. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Non le permetto di dire quanto ha testé affermato, avendo in premessa detto che avallavo totalmente la posizione della senatrice Rossomando. MARCUCCI (PD) . Non è stata conseguente! PRESIDENTE. Io sono arrivata con un'Aula sospesa. MARCUCCI (PD) . Allora basta. PRESIDENTE. Questo non glielo permetto, perché è una sua libera interpretazione, offensiva nei miei confronti. MARCUCCI (PD) . Posso esprimere le mie opinioni. PRESIDENTE. Non l'ho interrotta quando stava parlando. Ho aspettato rispettosamente che lei esprimesse il suo parere e le sto rispondendo che l'operato della senatrice Rossomando è stato totalmente da me condiviso. COLLINA (PD) . Se lo mette ai voti, lo nega. Questo è il punto. PRESIDENTE. Io ho l'abitudine di ascoltare in silenzio. Urlare non dà consistenza a un concetto. COMINCINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, lei prima si è risentita per alcuni atteggiamenti che ha ritenuto non rispettosi della sua persona. Io credo che noi tutti dobbiamo avere rispetto non tanto della persona fisica che, di volta in volta, siede su quella poltrona, quanto della funzione che lei e i suoi colleghi vice Presidenti rappresentate. Prima di tutto il rispetto verso le istituzioni è questo, il rispetto verso la funzione che rappresentate. Prima che presiedesse il vice presidente Rossomando e prima che lei arrivasse in Aula, quando i lavori di Assemblea sono stati sospesi quest'oggi, presiedeva il senatore La Russa, il quale, rispondendo al senatore Calderoli, ha detto espressamente che oggi pomeriggio non c'era nulla da votare perché si sarebbero svolti soltanto gli interventi di fine seduta, che rimanevano in coda e che, per un accordo informale tra i Gruppi, non andavano ad aggiungere spazio all'attività dell'Aula che era in corso. Erano stati inseriti dopo la sospensione e il vice presidente La Russa ha precisato espressamente - la invito a verificare sul Resoconto, che è già sicuramente pronto, le parole del vice presidente La Russa - rispondendo al senatore Calderoli che non si sarebbe votato nulla. Lei, quando è entrata in Aula, ha detto espressamente di essere d'accordo con l'interpretazione del vice presidente Rossomando. Se andiamo all'articolo 92 del Regolamento, lei ha voluto cogliere che c'era un problema; ha dato la parola a due senatori che hanno dato la loro interpretazione dei fatti, ma il comma 3 dice: «ove il Senato sia chiamato dal Presidente a decidere su tali richiami». Presidente, quell'ove, in apertura del terzo comma, non indica l'obbligo di dover comunque rimettersi al voto dell'Aula. La invito a riflettere sul fatto che, se a ogni disquisizione del Regolamento lei si rimette all'Aula, svilisce la funzione che ricopre. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, M5S, PD e Misto) . Ci fidiamo del fatto che la Presidenza abbia in mano le condizioni per poter gestire al meglio l'Aula e, allora, lo faccia. Non si rimetta a noi, quasi a non volersi assumere questa responsabilità. La invito ad assumere fino in fondo la responsabilità che spetta alla Presidenza. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, M5S, PD e Misto) . PRESIDENTE . Senatore Calderoli, diceva il senatore Comincini che oggi - io non ero presente in Aula, perché avevo impegni istituzionali fuori - c'è stato un accordo, in base al quale oggi pomeriggio non ci sarebbero state votazioni. Si trattava di un accordo fra tutti i Gruppi. TAVERNA (M5S) . C'è il Resoconto stenografico! COMINCINI (IV-PSI) . Ci vuole onestà intellettuale! PRESIDENTE. Leggo dal Resoconto stenografico che il vice presidente La Russa, che mi sostituiva in Aula, ha detto: «A questo punto, sospendo la seduta fino alle ore 15,30, quando proseguirà senza votazioni». Io non ero in Aula e questo non l'ho visto. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto). Scusate, non avendo io presieduto i lavori, non ero al corrente della situazione, che mi è stata ricordata adesso dal senatore Comincini. Mi pare di aver capito che in Aula c'era stato una sorta di gentlemen's agreement tra tutti, tanto è vero che il senatore Calderoli - secondo quanto risulta dal Resoconto stenografico che mi è stato dato - aveva chiesto per quale motivo la seduta sarebbe ripresa alle ore 15,30, e gli è stato risposto che erano previsti dieci interventi di fine seduta, che sarebbero stati svolti alle ore 15,30. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, almeno ci chiariamo. L'unico gentlemen's agreement che abbiamo trovato qua dentro era sul fatto di finire i provvedimenti concernenti le ratifiche e di riprendere la seduta alle ore 15,30. Nessun accordo sul fatto che dopo non si sarebbero tenute votazioni. Quindi non prendeteci in giro. (Commenti dai Gruppi M5S e PD) . VOCI DAI GRUPPI M5S e PD. No! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Scusate. PRESIDENTE. Per favore, rispondo io. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Scusate, posso finire? Il fatto che non ci sarebbero state votazioni è stato detto dal Vice Presidente che presiedeva in quel momento l'Assemblea, ma noi non abbiamo fatto nessun accordo politico con voi sul fatto che dopo non ci sarebbero state votazioni. TAVERNA (M5S) . Ma che stai dicendo? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Mi dispiace. Ho parlato direttamente al telefono con il senatore Alan Ferrari, al quale ho confermato, dopo aver parlato gli uffici, che era possibile finire le ratifiche prima della sospensione, che è quello che è stato fatto. Ma accordi sul fatto che dopo non ci sarebbero state votazioni non li ho mai sottoscritti con nessuno. Mi dispiace. (Commenti dal Gruppo PD) . MANCA (PD) . È scritto sul Resoconto! PRESIDENTE . Senatore Romeo, vale il Resoconto stenografico, e non dico la mia parola, ma il Resoconto stenografico (Applausi dal Gruppo M5S) che mi è stato portato dopo l'intervento del senatore Comincini, dove c'è scritto (l'ha detto il vice presidente La Russa): «sospendo la seduta fino alle ore 15,30, quando proseguirà senza votazioni». Poi il senatore Calderoli ha chiesto di parlare. Non c'è stata contestazione in Aula da parte di nessuno al riguardo e quindi devo intendere che, non essendoci stata contestazione da parte di alcuno, ci sia stato un accordo tra tutti i Gruppi. Del resto, si trattava di dieci interventi di fine seduta. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Commenti dai Gruppi M5S e PD) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Scusate, ho ascoltato dieci interventi dei vostri Gruppi, quando sarebbe dovuto intervenire uno solo. PRESIDENTE. Senatore Romeo, io ho già letto. Adesso procediamo così. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Mi scusi, signor Presidente. A verbale intanto risulta che lei ha messo ai voti e non c'era il numero legale. Quindi, se andiamo a vedere, questo è il risultato vero. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Allora, se lei ha fatto la votazione e ha detto così, chiedo la registrazione. PRESIDENTE . Vista questa novità a me sconosciuta, perché purtroppo stamattina non ero presente, e posto questo richiamo, procediamo con gli interventi di fine seduta. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto) . BERUTTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Presidente, onorevoli colleghi, quella odierna è la prima seduta utile per ricordare in quest'Aula l'anniversario dei cento anni dalla nascita di Fausto Coppi, il campionissimo: un grande atleta che ha segnato la storia del ciclismo e dello sport in modo indelebile e che resta un'icona alla quale guardare per imparare molto su cosa significa essere determinati, innovare e fare della propria vocazione una ragione di vita attraverso la quale essere i migliori. Fausto Coppi nacque un secolo fa, il 15 settembre 1919, a Castellania. Era un piemontese, un alessandrino, dunque un uomo di confine e forse, proprio per questo, ha saputo andare oltre i propri limiti per lasciare un segno nella storia. Nella sua carriera, iniziata macinando chilometri in bicicletta tra la casa di Castellania e la salumeria di Novi Ligure nella quale faceva il garzone, Coppi ha vinto moltissimo, a partire dal suo primo Giro d'Italia, quello del 1940, che vinse a nemmeno ventuno anni, nonostante fosse partito come gregario. Poi è venuta la guerra: Coppi è stato arruolato in fanteria e dovette dire addio alla bicicletta fino alla fine del conflitto, quando tornò in sella per vincere la Milano-Sanremo del 1946. Nel 1949, a trent'anni, vinse il Giro d'Italia e poco dopo il Tour de France. Coppi fu il primo a vincere le due corse nello stesso anno, per poi farlo di nuovo nel 1952. Nel 1953 vinse un altro Giro e un Mondiale su strada. Il cuore e i polmoni di Coppi erano diversi da quelli medi, ma a fare la differenza nella sua carriera fu anche la capacità di innovare. Coppi, infatti, sperimentò, andò oltre i limiti, inventando un nuovo modo di allenarsi e alimentarsi. Lavorò sul perfezionamento della posizione in bicicletta, sul suo settaggio e sulle scelte di materiali e attrezzature. Fece, inoltre, tra i primi, un uso accorto ed efficace di collaboratori e gregari. Fu, insomma, un grande campione, un grande innovatore e anche un grande leader ; un grande sportivo con una vita da romanzo, che ha preso forma anche grazie a compagni d'avventura come Biagio Cavanna - fu anche allenatore di Costante Girardengo - e avversari, ma mai nemici, come Gino Bartali. A cento anni dalla sua nascita oggi resta innegabile che Coppi è stato un grande sportivo e un grande uomo che, senza paura del nuovo, ha saputo affrontare l'innovazione con il coraggio delle grandi fughe in solitaria e la genuinità e la trasparenza che ci richiama alla memoria quella foto del passaggio della borraccia che lo ha visto protagonista, insieme all'avversario/amico Gino Bartali, di un momento di grande sport e di grande umanità dal quale ancora oggi possiamo prendere ispirazione. Forse è proprio questo l'ulteriore elemento di grandezza di Fausto Coppi, che come i classici della letteratura sa parlare a tutte le epoche. A rileggere la sua vita oggi possiamo imparare il valore della determinazione e dell'innovazione sino a poterci spingere senza timore nel considerare Coppi anche come un valore aggiunto per la sua terra che, grazie al suo ricordo, sta scoprendo o riscoprendo una vocazione al bello, allo sport, al turismo e all'ambiente che possiamo solo augurarci trovi sempre più forza e possa essere d'ispirazione per altri territori e per tutto il nostro Paese. (Applausi dai Gruppi FI-BP e M5S) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, intervengo rapidamente per chiedere al Ministero dell'interno di rispondere all'interrogazione 3-01046 , pubblicata il 18 luglio 2019. Credo siano urgenti una risposta e un intervento del Ministero dell'interno. Stiamo parlando del Fondo nazionale a favore delle vittime della mafia, che consente alle vittime della mafia, ma anche ai soggetti che si costituiscono parte civile, di poter avere avvocati che abbiano la sicurezza e la certezza di essere pagati alla fine del procedimento direttamente a valere su questo Fondo istituito dal Ministero della giustizia. Recentemente, il 18 gennaio 2019, il comitato di indirizzo ha emanato una circolare che di fatto ha bloccato, addirittura retroattivamente, i fondi per il pagamento degli avvocati che assistono sia i Comuni, sia le associazioni antiracket che si costituiscono parte civile. È evidente che o si ristabilisce la norma, cioè la possibilità di attingere al Fondo per corrispondere agli avvocati il pagamento certo da parte dello Stato, o rischiamo che sia le associazioni antiracket, sia gran parte dei Comuni di piccole dimensioni non possano costituirsi parte civile, indebolendo la presenza dello Stato e della società civile nei processi per mafia. Chiedo che venga sollecitato il Ministro dell'interno a intervenire su questo punto e a dare risposta a un'esigenza che mi pare urgente. (Applausi dal Gruppo PD) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, ricordiamo tutti in quest'Aula la tragedia di San Giuliano di Puglia, dove, il 31 ottobre 2002, 27 bambini morirono sotto le macerie della scuola crollata perché non a norma a causa di una scossa di terremoto. Ci fu allora un generale impegno di amministratori e parlamentari per cancellare la vergogna degli istituti scolastici aperti benché privi dei necessari requisiti per la sicurezza sismica. Ebbene, sono passati diciassette anni, ma quella vergogna non è stata cancellata. Per questo, nei giorni scorsi, mi sono rivolto al Presidente del Consiglio con un appello che qui rinnovo, spero anche a vostro nome. Al presidente Conte, che è titolare della delega per il terremoto, ho chiesto di chiudere tutte le scuole a rischio, anche perché atto necessario non solo per un normale criterio di responsabilità politica e morale, ma anche perché la chiusura che invoco è diventata ormai un preciso obbligo giuridico in base a una pronuncia della Cassazione del 2018, che ha stabilito che non debbano essere destinate all'uso scuole non perfettamente in linea con la normativa antisismica. Confesso che non riesco a rassegnarmi all'indifferenza di tutti gli organi responsabili, tanto più che non stiamo parlando di casi isolati. Stando ai dati del 4 giugno 2018, dei 39.847 edifici scolastici censiti, il 43 per cento si trova in zone sismiche 1 e 2, cioè quelle soggette a terremoti fortissimi o forti, e di queste solo il 21 per cento risulta progettato in modo adeguato alle norme tecniche di costruzione antisismica. In Abruzzo, zona sismica per eccellenza - pensi Presidente, e mi farebbe piacere avere la sua gentile e augusta attenzione perché, mentre ci perdiamo in discussioni sul Regolamento, i cittadini ci seguono e vogliono la risoluzione dei problemi e io cerco di porne alcuni - l'80 per cento delle scuole di ogni ordine e grado è privo dei necessari requisiti di sicurezza. Insomma, cari colleghi, ci sono in tutto il Paese milioni di ragazzi, nostri figli, fratelli o nipoti, che rischiano ogni giorno la vita come i bambini di San Giuliano di Puglia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Chiudiamo perciò queste scuole, prima che altre tragedie si ripetano. Avviamo la costruzione - mi rivolgo di nuovo al presidente Conte - di strutture provvisorie nei casi più gravi e altre definitive nel lungo periodo. Ci vorranno certo tanti soldi, soldi che non abbiamo. Ci vorrà, signor Presidente, certo l'aiuto dell'Europa per reperire i 100 miliardi stimati per la messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici. Lo dico anche ai colleghi della Lega, che stanno bloccando i lavori della Presidenza. Io parlo di terremoto e mi rendo conto che loro sono più interessati alle norme del Regolamento, con il quale volevano e vogliono trasformare quest'Aula in un Vietnam. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ma io ricordo loro che stanno trasformando la loro presenza piuttosto in una Caporetto, perché stanno bloccando i lavori del Parlamento e le prerogative dei parlamentari. E questo è un fatto grave, che sono sicuro i cittadini sapranno giudicare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Mi rivolgo agli illustri cattedratici, a cominciare dal professor Bagnai, visto che parlo - sì - di istituti scolastici che riguardano l'intera popolazione, ma la scarsa sicurezza riguarda anche le università, che lui qui dovrebbe rappresentare. Per cui, io mi auguro che passi questa foga rivoluzionaria piuttosto da barzelletta, non all'altezza neanche della tradizione della Lega, che noi ricordiamo e che qui portava il presidente Bagnai, che adesso chiederà, giustamente, la replica per motivi personali che non ci interessano. (Vivaci commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Ma come non ti interessa? Fascista! DI NICOLA (M5S) . Io invito il senatore Bagnai ad associarsi alla richiesta di chiudere le scuole a rischio, perché quello che è certo è che non possiamo più continuare, non possiamo più tacere, non possiamo più non avere l'attenzione della Presidenza del Senato. Uniamoci, perciò, signor Presidente, perché la vita di tanti ragazzi non venga più messa a repentaglio da quello stesso Stato che dovrebbe, invece, tutelarli. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . GIANNUZZI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIANNUZZI (M5S) . Signor Presidente, noi tutti siamo inorriditi quest'estate di fronte ai fatti di cronaca che riportavano della cagnetta orribilmente seviziata a Partinico, alla quale è stato poi necessario praticare eutanasia per mettere fine alla sua agonia. In generale, a sentire la cronaca delle gratuite crudeltà ai danni degli animali e ancor più il bollettino del triste fenomeno degli abbandoni estivi, inequivocabilmente in aumento, anno dopo anno (si parla ormai di più di 65.000 abbandoni nei novanta giorni d'estate) tende a crearsi in noi, giorno dopo giorno, la percezione di un Paese che sta gradualmente smaltendo quella sua peculiare caratteristica che ci faceva appellare, al di fuori del nostro territorio, come brava gente e che, dentro, il Paese rappresentava per noi stessi elemento di conforto, perché ci offriva la sottile certezza di avere intorno un tessuto umano che, all'occorrenza, in ogni nostra fragilità avrebbe saputo accoglierci. Che se ne sia consapevoli o meno, quando si affrontano questi temi, è un parlare non di soli animali, ma della qualità della nostra coscienza collettiva, della nostra cultura della convivenza e di quel patrimonio di immagini condivise che fa da collante alla nostra tenuta sociale. Oggi ci viene rimandato il quadro di un tessuto sociale per lo più inquietante, nel quale sembra gradualmente smarrirsi l'idea del conforto possibile nell'altro, sostituita dall'idea della paura dell'altro. Perché dovremmo, infatti, fidarci di colui o coloro che presupponiamo, ormai, capaci di efferatezza, di crudeltà, di scempio? Abbiamo, evidentemente, bisogno che ci si ponga fortemente, proprio in queste Aule, il problema del nostro approccio alle fragilità, attraverso soprattutto una nuova cultura giuridica che testimoni la convinta volontà della classe dirigente di questo Paese alla ricostituzione del nostro tessuto sociale e che possa così fungere nel Paese da convincente esempio e riferimento. Auspichiamo perciò che il nuovo ciclo politico appena iniziato sappia farsi autore di molte iniziative che vadano nella direzione del riconoscimento di questa come di un'emergenza che sta alla base di tante altre emergenze. A tal proposito auspichiamo in particolare che riprenda al più presto l' iter del provvedimento presentato dal senatore Perilli, il cosiddetto disegno di legge proteggi animali (Applausi dal Gruppo M5S) , che trasforma per la prima volta gli animali in soggetti giuridici, inasprendo poi coerentemente le pene per tutti gli atti crudeli perpetrati su di essi. Auspichiamo possa essere calendarizzato nelle Commissioni al più presto e trovare poi il più ampio consenso in Assemblea per testimoniare al Paese la ferma volontà politica di mettere fuorilegge l'orrore. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei portare all'attenzione dell'Assemblea la vicenda che coinvolge l'Ospedale Santissima Annunziata di Napoli, in cui lavoro, che ha rappresentato per decenni un importante punto di riferimento per l'assistenza materno infantile, non solo nel centro storico di Napoli, ma per tutta l'area metropolitana. La sua lenta agonia, con la progressiva soppressione dei servizi e delle prestazioni erogate, rappresenta ancora una volta l'espressione eclatante della cecità programmatica, dell'incompetenza e del disinteresse totale di amministratori e politici regionali verso le richieste di assistenza e di domanda di salute dei cittadini e dei bambini in particolare. Questa condizione provoca ripercussioni sulla qualità e tempestività della risposta ai bisogni di salute di tutta l'area metropolitana di Napoli, in particolare delle fasce meno abbienti. Nonostante tutto ciò sono i dati che parlano di una struttura ospedaliera ancora attiva, che ha registrato, per il 2018, 1.300 ricoveri nella divisione di pediatria e 26.000 accessi circa per l'ambulatorio della continuità assistenziale pediatrica; una sorta di pronto soccorso mascherato. Per il 2019 i dati sono in ulteriore aumento. È necessario che un'altra struttura pediatrica supporti ed integri le alte competenze e specialità presenti nell'altro polo pediatrico della città di Napoli, l'Ospedale Santobono, permettendo di superare l'emergenza quotidiana che diventa criticità durante il periodo invernale, evitando spesso trasferimenti dei piccoli in nosocomi fuori Provincia per la mancanza di posti letto. La sicurezza professionale per gli operatori sanitari deve essere un obbligo imprescindibile, anche a tutela dei cittadini. Tale condizione non può prescindere dall'avviare da subito i seguenti servizi: guardia medica anestesiologica continuativa H24, servizio di radiologia continuativo H24, ripristino servizi logistici e manutenzione strutturale, adeguamento della pianta organica. Questi interventi sono indispensabili per poter garantire quantomeno un efficiente servizio qualitativo alle richieste sanitarie e di cure dei piccoli pazienti. Se tutto ciò non si può o non si vuole fare si abbia il coraggio di chiudere l'ospedale, assumendosene però la responsabilità dinanzi a cittadini, affermandolo pubblicamente, con tutte le conseguenze, secondo me gravi, che tale atto comporta. Non abbiamo bisogno di programmi o di passerelle; occorre un intervento immediato e concreto. I bambini meritano di meglio e di più; si intervenga prima che sia troppo tardi. (Applausi dal Gruppo M5S) . BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, tutti quanti noi, che abbiamo seguito con un certo interesse il tema relativo al disegno di legge sull'eutanasia, stiamo aspettando che venga emessa la sentenza della Corte costituzionale, che di fatto finora non è stata emessa, probabilmente anche per la complessità che ciò comporta all'interno della stessa Corte. Dico questo perché so per certo che, tra i tanti provvedimenti presenti in Senato e che noi vorremmo davvero cominciare a discutere quanto prima, ci sono disegni di legge che si attestano su posizioni molto diverse tra di loro. L'ultimo, quello presentato stamattina, prevede anche la somministrazione della sostanza letale; siamo quindi davanti ad un approccio attivo all'eutanasia e a tutto campo. Pochi minuti fa abbiamo davvero vissuto una situazione quantomeno confusa e un po' pasticciata dell'andamento dei lavori del Senato, mentre io ero contemporaneamente impegnata in un'intervista radiofonica con la mamma di due bambini malati di SLA, abbastanza gravi, la quale si interrogava sulla politica che fatica ad assumersi le sue responsabilità. Vorrei chiedere ai colleghi e anche a lei, signor Presidente, che vengano calendarizzati quanto prima questi disegni di legge, perché il proposito che ci impegna tutti come un proposito forte, alto, di responsabilità nei confronti di questioni di vita e di morte che riguardano tante persone restituisca anche una dimensione della politica che sa affrontare le cose difficili (perché non sarà affatto facile) con coraggio e con chiarezza, avendo presente non il formalismo di un dibattito che in qualche modo si snoda nei cavilli del Regolamento; cosa peraltro importante perché, come tutti sappiamo, in democrazia le forme sono parte della sostanza. C'è però una sostanza più importante che ci coinvolge tutti quanti e io mi auguro davvero che adesso, a lavori appena ripresi, si possa davvero dare risposte chiare, concrete e certe alle persone che fuori di qui le stanno aspettando e che non ci si illuda che giocando un po' con i piccoli artifici dei nostri posizionamenti formali si riconcili il Paese con la politica e con la buona politica. Dico questo anche pensando che non sarà né una discussione facile, né una battaglia facile, né che saranno sicure le conseguenze a cui arriveremo. Credo però che daremo l'idea di un Senato serio, attento che non si balocca con questioni di pura forma. (Applausi dai Gruppi FI-BP e M5S). NATURALE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto spesso utilizziamo gli interventi di fine seduta per portare all'attenzione dell'Assemblea fatti incresciosi, brutte notizie e problemi che affliggono il Paese. Quelli purtroppo non mancano mai, ma oggi voglio parlarvi di una encomiabile iniziativa che traccia concretamente la strada da percorrere per risolvere i problemi legati allo sfruttamento del lavoro, alla sostenibilità ambientale, alla genuinità dei prodotti alimentari, al reddito dei produttori, alla sottrazione di manodopera dalle grinfie delle organizzazioni malavitose. Su alcuni terreni in provincia di Foggia, 40 persone di colore hanno lavorato alla raccolta dei pomodori seguendo le norme sulla sicurezza, sulla paga e sull'orario di lavoro, alloggiati in moduli abitativi di Casa Sankara, la foresteria situata tra San Severo e Foggia finanziata dalla Regione Puglia, e trasportati sul posto di lavoro con navette. L'iniziativa è frutto dell'azione combinata fra l'associazione internazionale NoCap, dal marchio di qualità «Iamme», dalla rete dei supermercati del gruppo Megamark, dall'associazione Rete per la terra. L'Associazione NoCap effettua verifiche sulle aziende agricole che intendono far parte della rete e sull'intera filiera dei prodotti che si fregiano del proprio bollino etico, insieme all'ente di certificazione del Dipartimento qualità agroalimentare (DQA) accreditato presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e l'Ente italiano di accreditamento (Accredia), per accertarsi che tutte le disposizioni e norme in materia di lavoro e sicurezza siano rispettate e applicate secondo gli obblighi nazionali ed internazionali. Si tratta di un progetto che coinvolge diverse aziende e qualche centinaio di braccianti: ragazzi, donne e uomini che vengono sottratti ai ricatti della malavita organizzata e dei caporali e che lavorano onestamente in Puglia, Basilicata e Sicilia. Il tutto, come dicevo, si svolge con contratti di lavoro regolari, spostamenti su mezzi di trasporto appropriati, visite mediche, dispositivi per la sicurezza sul lavoro e bagni chimici nei campi. La legge n. 199 del 2016 contro lo sfruttamento dei lavoratori prevede non solo la fase repressiva nei confronti degli autori del lavoro irregolare, ma anche il supporto dei lavoratori per la individuazione di idonee forme di collaborazione con le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità. In Puglia finalmente riusciamo a muoverci in questa direzione; una collaborazione fra soggetti pubblici e privati che ancora fa fatica a diffondersi, ma rappresenta la giusta direzione per tutti quei benefici prima elencati. Il tutto senza dimenticare il ruolo fondamentale che il consumatore finale assume in questo circuito virtuoso, dove la fa da padrone. Come spesso ricordato, fare la spesa è il gesto politico per eccellenza; farla consapevolmente ci porterà a salvarci dal magma costituito dall'insostenibilità ambientale mista allo sfruttamento dei lavoratori. Bisogna tenere comportamenti improntati alla civiltà e alla responsabilità. Onorevoli colleghi, sul lavoro, fondamento della nostra Repubblica, si costruisce anche la cittadinanza di quanti iniziano in Italia una vita nuova. Il lavoro è una leva d'integrazione che non si limita all'emancipazione socioeconomica, ma investe una dimensione più personale, e per questo totalizzante, fatta di relazioni, confronto, condivisione di difficoltà e successi, senso di appartenenza. Dalla mia Regione arriva quindi un importante segnale di speranza. Oserei dire di più: dalla Puglia arriva una ricetta, una possibile soluzione a problemi ben noti che noi rappresentanti delle istituzioni siamo chiamati ad affrontare con fatti concreti e non con palesemente inutili e ripetitivi proclami elettorali. (Applausi dal Gruppo M5S) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, colgo l'occasione per richiamare l'attenzione del Ministro dello sviluppo economico su una mia iniziativa di sindacato ispettivo - atto 4-02134 del 9 settembre - riguardante la crescita esponenziale artificiale dei costi di sistema contenuti all'interno delle bollette di energia elettrica. A fronte di tutte le premure governative e parlamentari, stiamo assistendo a un aumento fuori controllo di questi costi che non corrispondono all'effettiva utenza servita. La bolletta, nei fatti, veicola il privilegio delle imprese e delle società concessionarie che erogano questi servizi fondamentali. Accade per la luce, l'energia elettrica e il gas. Al riguardo, ho interrogato il Ministro, poiché soltanto nel 2019 siamo arrivati a un aumento netto misurato del 13 per cento (per quanto riguarda il gas, del 10 per cento). Ci sono costi sostenuti da coppie che, rispetto all'anno precedente, arrivano, soltanto per quanto riguarda l'erogazione dell'energia elettrica e del gas, a 4.300 euro, mentre per famiglie con una maggiore consistenza questo costo supera i 5.000 euro. Dentro questa cornice esiste anche l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), che, sulla base di elementi di coordinamento, deve effettuare la misurabilità di Governo e Parlamento. Dobbiamo fare in modo che il Ministro spinga ARERA e che questa faccia il suo dovere affinché l'erogatore dei servizi, in ragione di guadagni facili, non sia portato ad addormentarsi nell'inefficienza e inefficacia. Quest'interrogazione è di mio interesse, ma non è confinata al territorio da cui nasce la mia legittimazione democratica, perché la questione riguarda l'Italia. Mi auguro che il bravo, competente e da me anche apprezzato personalmente Ministro dello sviluppo economico metta questo aspetto in agenda come una priorità, poiché la vita delle famiglie non può essere messa in difficoltà e affanno da un aumento vertiginoso, artificiale e troppo comodo che caratterizza il rapporto contrattuale tra gestore e famiglia destinataria. (Applausi dal Gruppo PD) . FLORIS (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, Governo assente, colleghe e colleghi, nella seduta odierna abbiamo esaminato due disegni di legge, entrambi in materia di produzione agricola. Uno di questi tratta il tema delle centrali del latte, per il quale il Governo ha prospettato una soluzione, mentre la vertenza sul latte ovino sardo non trova ancora una soluzione. Le problematiche affrontate qualche mese fa dal ministro Centinaio passano ora al nuovo ministro Bellanova, che ancora non abbiamo sentito esprimersi in proposito. È necessario che il Governo trovi al più presto una soluzione per evitare quelle scene ed episodi di protesta cui abbiamo assistito, di cui i pastori sono stati sì i protagonisti, ma anche vittime. Intanto, il nuovo piano di regolazione dell'offerta del pecorino romano è stato bocciato da molte cooperative di trasformazione e il prezzo del formaggio a denominazione continua a restare fermo a 6,5 euro al chilo (pari a 72-74 centesimi al litro di latte), regolato da un meccanismo di aste milanesi che finisce per svilire il valore del prodotto. Il latte ovino già oggi viene pagato 20 centesimi in più in Francia e in Spagna ed è quindi evidente una speculazione, le cui cause vanno rimosse. Peraltro, gli impegni della politica erano stati altri e diversi. L'obiettivo era di arrivare sopra ad un euro al litro, ancora inferiore alla richiesta dei pastori e certamente non remunerativo. Pertanto dovrebbe esserci un conguaglio di 30-32 centesimi, come era stato promesso ai pastori sardi. Vorrei ricordare che non c'è nemmeno stata l'indizione da parte dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) dell'asta per il ritiro dal mercato del pecorino romano in eccedenza, da destinare alla razione alimentare degli indigenti, per cui erano stati stanziati già 14 milioni di euro. Intanto i produttori esprimono la propria preoccupazione per come si sta gestendo la vertenza sul nuovo piano dell'offerta del pecorino romano del Consorzio per la tutela pecorino romano DOP. Da questa situazione deriva la contrarietà sui contenuti sino ad ora emersi, considerati assolutamente insufficienti da pastori e produttori. Non dimentichiamo che molti di loro, a causa delle precedenti proteste, sono stati rinviati a giudizio e quindi vivono oggi con angoscia questa situazione. Sembrerà banale, ma vorrei ricordare che la pastorizia è una delle principali risorse per l'economia e per l'occupazione della Sardegna, con 40.000 persone in 15.000 aziende, mentre gli allevamenti sardi contano la metà di tutti i capi ovini nazionali. La difficoltà oggettiva e l'incertezza della produzione devono dunque prevedere una compensazione da parte dello Stato, azionando tutte le leve europee, trovando nella Politica agricola comune (PAC) e nelle politiche agricole nazionali un opportuno e concreto riconoscimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CIAMPOLILLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (M5S) . Signor Presidente, vorrei portare all'attenzione dell'Assemblea una notizia, che è stata diffusa dall'agenzia ANSA domenica pomeriggio, di cui vi leggo il titolo: «Bimbo di due anni figlio di vegani, ricoverato per denutrizione. In ospedale a Nuoro, è grave». Ebbene, questa notizia, che è stata rilanciata da tutte le testate giornalistiche possibili e immaginabili, da siti web, TV, radio, stampa e carta stampata, è completamente falsa e, soprattutto, è tendenziosa. Lo ripeto: mi riferisco alla notizia dell'ANSA sulle gravi condizioni, per malnutrizione, di un bambino di due anni, figlio di genitori vegani, ricoverato presso l'ospedale di Nuoro. Ho telefonato immediatamente, domenica pomeriggio, e mi hanno passato il reparto di pediatria. Alla mia domanda se, innanzitutto, la bambina - o il bambino, poco importa - fosse in condizioni gravi, la risposta è stata che non era in condizioni gravi, altrimenti sarebbe stato in terapia intensiva. Allora ho contattato la dottoressa Grazia Cattina, che è direttrice della ASSL di Nuoro. Dunque, non solo i medici dell'ospedale, ma anche la dottoressa Grazia Cattina ha riferito di aver chiesto all'ANSA la smentita della notizia. Vi leggo la mail della dottoressa Grazia Cattina: «Ci dissociamo formalmente da quanto riportato su stato di salute e condizioni degli ipotetici interessati nonché sulla ricostruzione dei fatti e sulle azioni della nostra struttura. La dichiarazione a me attribuita non corrisponde a quanto effettivamente detto. Chiedo rettifica». Si tratta quindi, colleghi - lo dico anche per chi ci ascolta da casa - di un nuovo e vergognoso esempio di falsa e sleale informazione, asservita alle multinazionali del settore, probabilmente appassionate di McDonald's e Burger King e terrorizzate dalla enorme diffusione delle buone pratiche alimentari promosse dalla cultura vegana. (Applausi della senatrice La Mura) . Voglio ricordare che anche tutti gli altri casi sono stati da me personalmente smentiti. Ricordo la bambina ricoverata all'ospedale Gaslini di Genova, definita vegana, che invece mangiava il parmigiano; per quanto riguarda il bambino di Belluno, da me contattato, il dottor Tanzella, direttore medico della direzione sanitaria, riferiva che il bambino non era vegano. Per quanto riguarda il bambino ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli di Milano, il professor Luca Bernardo, primario, mi diceva che i problemi di questo bambino non c'entrano nulla con l'alimentazione vegana, anzi, è giusto che lo sappiate tutti, a Milano il professor Bernardo ha aperto un ambulatorio per mamme vegane e per bimbi vegani dalla nascita. Ho chiesto quanti di questi bambini vegani si sono ammalati e la risposta è stata nessuno. Ho chiesto poi se nel reparto di pediatria del Fatebenefratelli ci fossero bambini malati e la risposta è stata che ce ne sono. Tuttavia, di questi quanti bambini vegani arrivano malati in pediatria? La risposta è stata nessuno. Allora questa è l'ennesima fake new , l'abbiamo smentita ufficialmente. Ringrazio i colleghi. La cosa più bella è che l'ANSA, in risposta alla dottoressa Cattina, che chiedeva una rettifica, ha cancellato la notizia, il che dimostra che la notizia era falsa. Ma l'ANSA avrebbe dovuto smentirla perché è la più grande agenzia giornalistica italiana ed è conosciuta in tutto il mondo. Questo è un fatto grave, quindi tutte le testate che hanno riportato questa notizia falsa, dovrebbero pubblicare una rettifica. Go vegan . (Applausi dal Gruppo M5S) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire ai sensi dell'articolo 87, comma 1, del Regolamento perché ho ravvisato, nel richiamo del collega Di Nicola alla mia persona, una censura del mio comportamento per il fatto di essermi associato alle proteste dei miei colleghi e ai richiami al Regolamento dei miei colleghi. Voglio precisare che non lo faccio assolutamente per uno spirito di battibecco, sono motivato a intervenire dalla stima che ho per il collega Di Nicola che è assolutamente commisurata all'interesse che lui ha per la mia risposta che è dimostrato dal fatto che in questo momento non è qui. Sarebbe stato interessante che fosse stato qui, lui che ha menzionato la mia professione di docente universitario, proprio ora che abbiamo avuto da un collega del suo Gruppo una indicazione chiara di che cosa sia la professione del collega Di Nicola in Italia, cioè quella di giornalista, propalatori di notizie false. Voglio dire due cose per giustificare, di fronte al collega Di Nicola, la mia passione per il Regolamento e anche per entrare nel merito del suo intervento. È proprio perché provengo da un percorso accademico che sono appassionato del metodo e sono appassionato, quindi, anche del Regolamento. Le questioni di metodo, le questioni di Regolamento, non sono oziose perché ci dovremmo ricordare tutti che il Regolamento e in generale le regole esistono per tutelare i più deboli perché i più forti si tutelano da soli. Questa è la filosofia con la quale mi regolo, per esempio, all'interno della mia Commissione, quindi sono un po' addolorato che il collega Di Nicola, che ha avuto modo di apprezzare l'equilibrio della mia Commissione, veda come un fatto negativo che in questa sede ci si appelli al Regolamento e se ne richieda il rispetto. Non penso che i cittadini siano urtati da questo atteggiamento. Credo che quello che urti cittadini sia il risultato delle politiche di austerità che sono poi la causa dei fatti che il senatore Di Nicola giustamente censura, ad esempio il degrado degli edifici scolastici. Bene, però se siamo contro quel tipo di atteggiamento, vorrei capire come ci si può credibilmente porre contro questo atteggiamento quando si appartiene ad un MoVimento il cui capo politico auspicava, nel 2013, che la Germania invadesse l'Italia, una metafora che stava ad indicare che nella Germania, la patria delle politiche di austerità, il MoVimento vedeva un riferimento ideologico valido. Che le cose stessero così lo abbiamo visto anche a luglio, quando il MoVimento ha votato per la von der Leyen. Allora, noi vogliamo capire una cosa: volete che le scuole crollino o volete che le scuole non crollino? Perché se volete che le scuole non crollino forse non dovreste andare in Europa a votare per chi ha condannato l'Italia a delle regole di austerità che poi adesso si propone di non applicare in casa propria. Questo è il punto e questo è anche, come ormai è ampiamente chiaro e come è stato ricordato da tutti, il motivo della crisi. Quindi io, in qualche modo, mi associo alle parole del capogruppo Molinari che alla Camera si è espresso in modo veemente ma tutto sommato espressivo, dicendo che avete portato il degrado nella politica italiana. Fate fare anche a noi un po' di opposizione. Su quei banchi siete andati tante volte anche voi, adesso ci andiamo noi e, in più, abbiamo anche degli argomenti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . CRUCIOLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (M5S) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per fatto personale perché, mentre pochi istanti fa, andava in scena la sterile e cialtronesca occupazione dei banchi del Governo da parte dei colleghi della Lega, sono stato avvicinato dal collega, Questore per giunta, della Lega, il quale mi ha intimato con fare minaccioso e provocatorio di consegnargli il cellulare, ritenendo erroneamente che io stessi filmando la gazzarra che stavano inscenando in questo luogo istituzionale. Ebbene, signor Presidente, questi atteggiamenti intimidatori con me non attaccano. Però io voglio censurare il fatto accaduto affinché questo non si ripeta più, chiedendole anche di visionare il filmato (perché tutto ciò è avvenuto qui alla presenza di colleghi), e affinché il senatore Questore venga censurato e non commenta più questi fatti. (Applausi dal Gruppo M5S) . ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, a parte il fatto che ritengo bizzarro da parte del collega, senatore Crucioli, chiedere di intervenire per fatto personale su una vicenda che è accaduta durante la sospensione dei lavori dell'Assemblea, io sono stato invitato dal collega questore De Poli ad avvicinarmi al senatore Crucioli, che in quel momento da qualche secondo aveva la telecamera ad altezza del viso, probabilmente per filmare quanto stava accadendo in Aula, ripeto, a lavori sospesi. Io non ho chiesto al senatore Crucioli di consegnarmi il cellulare. Gli ho semplicemente detto di spegnerlo, qualora stesse riprendendo. Ha abbassato il cellulare, dopo qualche secondo l'ha riportato ancora all'altezza del viso, quasi a riprendere con un filmato il sottoscritto che nel frattempo stava interloquendo. Lui stesso aveva detto: «io ho in mano il cellulare perché sto cercando di capire una spaccatura del vetro sul display ». L'ho invitato a ruotare il display verso la mia parte, non l'ha fatto. Mi sono recato al suo fianco e, in quell'occasione, il senatore Crucioli si è rivolto al sottoscritto con delle gravi minacce nei miei confronti - lo ripeto - con ipotesi di esercizio della forza non in Aula ma in corridoio. Questo è quanto accaduto durante - ripeto - la sospensione dei lavori dell'Assemblea. Ci tenevo a ribadire questa cosa: non volevo intervenire, ma visto che il senatore Crucioli è intervenuto per fatto personale, ho ritenuto opportuno dire quello che è realmente accaduto, ribadendo il fatto che io non ho chiesto di avere la consegna del suo cellulare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, anch'io intervengo per fatto personale visto che sono stato oggetto di citazione, di insulti, di strumentalizzazioni, a cui risponderò ispirandomi al mio segretario Salvini, in maniera evangelica; non coi bacioni, per amor del cielo, perché non è nella mia consuetudine mandare i bacioni, ma con una citazione dal «Vangelo secondo Luca». Disse il Signore: «"prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte". E, uscito, pianse amaramente». Oggi mi sono sentito rinnegato per la prima volta e non vorrei arrivare né alla seconda né alla terza. Piango per essere stato rinnegato, ma soprattutto piango perché, dopo che si è impedito, come noi avremmo voluto, di consentire al popolo di tornare al voto e di esprimere il voto, oggi si è impedito al Parlamento di esprimere il proprio voto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io sarò pure quello che si arrampica sui Regolamenti, ma nessuno ha avuto il coraggio di dire perché non si è votato. Se c'è una maggioranza, una proposta la si respinge. Non si è votato e non la si è respinta perché di mercoledì pomeriggio i signori senatori in Senato non c'erano, e quei signori senatori lo stipendio lo hanno preso anche quest'oggi, quindi avrebbero dovuto esserci fino alle ore 20 o fino al termine della seduta. Qualcuno ha preferito prendere il trolley e andarsene a casa alle ore 13.15 di mercoledì? Sono problemi suoi. Quando qui dentro si deve votare non ci si può nascondere dietro «il Regolamento ha detto, il Regolamento ha fatto». O ci sei e voti o - mi spiace per te - stai tradendo il mandato che ti hanno dato i tuoi elettori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . ZANDA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, ho chiesto la parola perché c'è stata un'affermazione del senatore Bagnai che mi ha particolarmente colpito. Il senatore Bagnai è intervenuto in risposta a un intervento del senatore Di Nicola, che lo aveva in qualche modo chiamato in causa, ma, nel suo intervento, riferendosi alla professione di Di Nicola, il collega Bagnai ha parlato in generale della categoria dei giornalisti come propagatori di notizie false. Il senatore Bagnai è Presidente di Commissione ed è anche un docente universitario. Ebbene, credo che dovremmo stare attenti, soprattutto nell'Aula del Senato, in Parlamento, a non fare mai affermazioni generali di questo tipo. Personalmente non direi mai dei professori universitari che sono tutti ignoranti. Forse qualcuno ce n'è, ma non sono certamente tutti. Non direi mai così di nessuna categoria, e penso che non lo si debba dire nemmeno della stampa libera italiana. Ci sarà certamente qualche giornalista che diffonde notizie false, ma la frase che i giornalisti sono propalatori di notizie false - mi scuserà il senatore Bagnai - veramente non è degna di lui. (Il senatore Bagnai fa cenno di voler intervenire) . PRESIDENTE. Senatore, forse non è il caso di replicare. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Presidente, se mi permettesse di precisare, gliene sarei grato, ma forse non è necessario. Valuti lei. Dato che è stato censurato il mio comportamento dal senatore Zanda, vorrei intervenire per fatto personale. PRESIDENTE. Prego, ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intanto ringrazio il collega Zanda che dimostra interesse per la precisazione che intendo fare. Io ho fatto un riferimento specifico all'intervento del collega che mi ha preceduto, che ha dimostrato, attraverso la sua testimonianza, come ci fosse un modus operandi di una importante agenzia di stampa che non rettificava. Rinvio, per motivare la mia affermazione, a quanto ho scritto nel mio blog , in un articolo dal titolo «Come arricchirsi rapidamente e senza sforzo», dove documento per tabulas tutta una serie di circostanze in cui affermazioni da me fatte sono state distorte o da me non fatte mi sono state attribuite. Naturalmente, il titolo non ha nulla a che vedere con il contenuto dell'articolo da me scritto, esattamente come titoli di giornale quasi mai hanno a che vedere con il contenuto del testo. Mi dispiace se ho urtato la sensibilità del senatore Zanda; prometto di stare più attento in futuro, ma, vede, non era mia intenzione ledere la dignità né del mio ruolo, né di questo luogo. Forse dovremmo tutti esercitare la massima attenzione nel valutare le dimensioni del fenomeno della propalazione di notizie false che - come già ho avuto modo di dire in quest'Aula al presidente Conte, che ha tenuto delle mie parole il conto che ha ritenuto e, cioè, zero - trova nella stampa ufficiale un veicolo particolarmente potente e una diffusione particolarmente pervasiva. Lei sa, senatore Zanda, che oggi non sono qui perché sono Bagnai, presidente della Commissione bilancio del Senato, secondo «Il Sole 24 ORE». Se avessi trenta minuti, le potrei fare trenta minuti di esempi personali o meno di notizie di questo tipo. Questa è la barbarie; questo è il degrado della democrazia che non dipende solo da noi, ma anche da come le notizie vengono veicolate ai cittadini, (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Essendosi concluso l'esame degli argomenti previsti dal calendario dei lavori, la seduta di domani, giovedì 26 ottobre, non avrà luogo. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 8 ottobre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 8 ottobre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 17,32) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1111 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1123 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1136 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1139 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno dì legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1137 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 964 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, premesso che: dal testo della Relazione alla legge di ratifica dell'Accordo del 1957 si rileva che lo Stato italiano, oltre all'onere di mantenimento della sede del Centro, si è impegnato a fornire allo stesso il personale amministrativo con onere a carico dello Stato italiano e contributo dello stesso Centro di pari importo; tale provvedimento costituisce l'attuazione di impegni assunti dai precedenti Esecutivi a livello internazionale; le contribuzioni al Centro provengono dal Ministero degli affari esteri, a cui si sono aggiunte, a partire dal 2002, quelle provenienti dal Ministero dei beni culturali e ambientali, a valere sul capitolo di spesa n. 3670; dall'esame delle contribuzioni che pervengono al Centro, si rileva che, nel 2016 (ultimo dato pubblicato sul sito del Centro), l'Italia, oltre alla contribuzione obbligatoria pari ad euro 167.060, ha contribuito volontariamente con ulteriori euro 133.177; per l'anno 2019, inoltre, il Ministero dei beni culturali e ambientali corrisponderà un contributo di euro 133.226,53; inoltre, sempre in base all'Accordo del 1957, l'Italia si è impegnata a fornire gratuitamente a favore del Centro le prestazioni dell'istituto Nazionale del Restauro, appurato che la quantificazione del costo del lavoro, pari a euro 6,2 milioni, si riferisce all'intero biennio 2018-2019. Preso atto del recepimento da parte della Commissione affari esteri della condizione posta dalla Commissione bilancio, al fine di assicurare una corretta programmazione dell'impiego delle risorse finanziarie, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1111 Signor Presidente, onorevoli colleghi, esponenti del Governo, il Gruppo Italia Viva voterà a favore del disegno di legge di ratifica, oggi in esame, relativo all'Accordo sulle relazioni e la cooperazione UE-Nuova Zelanda. Questo Accordo mira a creare una cornice giuridica di riferimento per le relazioni bilaterali, favorendo una più intensa ed efficace collaborazione con Wellington da parte dell'Unione europea e dei suoi Stati membri. L'Unione europea e la Nuova Zelanda hanno negoziato l'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione ( Partnership Agreement on Relations and Cooperation - PARC), firmato il 5 ottobre 2016 a Bruxelles, per sostituire la Dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione, adottata il 21 settembre 2007. Non un mero passaggio burocratico ma un atto volto a elevare le relazioni bilaterali a livello di partenariato rafforzato. Il PARC rappresenta quindi una tappa importante dal punto di vista degli equilibri geopolitici, perché non solo accrescerà l'impegno dell'Unione europea e degli Stati membri nei confronti della Nuova Zelanda ma rappresenterà un ulteriore progresso verso un maggiore coinvolgimento politico ed economico dell'Unione europea in Asia - Oceania. Con i provvedimenti in questione intendiamo quindi intensificare la cooperazione su questioni di politica estera e di sicurezza comune. E lo facciamo su aspetti certamente di primo piano, come la non-proliferazione di armi di distruzione di massa, il contrasto al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro, la lotta al terrorismo, la promozione della pace e della sicurezza internazionale. In tema di commercio e investimenti vengono poi previsti l'agevolazione degli scambi di beni e servizi e dei flussi d'investimento, le questioni economiche settoriali, come l'agricoltura, le misure sanitarie e fito-sanitarie, gli ostacoli tecnici agli scambi, gli appalti pubblici e la proprietà intellettuale. Questo partnerariato che chiamiamo appunto PARC, interviene anche in altri settori prioritari, che sono ricerca e innovazione, istruzione e cultura, migrazioni, lotta contro la criminalità organizzata e cooperazione giudiziaria. Come in altri accordi quadro conclusi con Paesi partner strategici, la cooperazione si basa su valori e principi comuni, quali il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici, dello Stato di diritto e del diritto internazionale, in particolare la Carta delle Nazioni Unite, la pace e la sicurezza internazionali. Dal punto di vista commerciale, il PARC non può che giovare ai nostri scambi, grazie alle disposizioni in cui si prevede che Unione europea e Nuova Zelanda: collaborino per la riduzione degli ostacoli tecnici agli scambi tramite una maggiore compatibilità dei rispettivi standard tecnici (articolo 17); condividano informazioni sulle proprie politiche sulla concorrenza e facilitino la cooperazione tra le loro autorità competenti (articolo 18); rafforzino il dialogo e lo scambio di esperienze e buone prassi in materia di appalti pubblici, al fine di promuovere l'accesso ai rispettivi mercati (articolo 19); collaborino, sul piano bilaterale e multilaterale, per eliminare gli ostacoli agli scambi di materie prime, rafforzandone il commercio globale regolamentato e promuovendo la trasparenza dei mercati (articolo 20). Come forza politica particolarmente attenta ai rapporti internazionali, al nostro ruolo in Europa e al ruolo che, come Paese Ue, dobbiamo rivestire nel consesso internazionale, non possiamo che sposare gli obiettivi di questo Accordo, che consistono con ogni evidenza nell'instaurare un partenariato rafforzato tra le parti e approfondire la cooperazione sulle questioni di reciproco interesse, in modo da riflettere valori condivisi e principi comuni soprattutto intensificando il dialogo ad alto livello. Esattamente ciò che garantisce questa ratifica, signora Presidente. Ecco perché annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Giacobbe sul disegno di legge n. 1111 L'Accordo, frutto di un iter negoziale durato più di due anni e destinato a sostituire una dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione risalente al 2007, è volto ad elevare le relazioni bilaterali al livello di partenariato rafforzato, creando una cornice giuridica adeguata a disciplinare la cooperazione politica, quella economico-commerciale e quella settoriale fra le parti. Il testo statuisce la volontà delle parti di riaffermare la loro adesione ai principi democratici, ai diritti umani e allo Stato di diritto, e l'impegno ad intensificare il dialogo nei settori disciplinati dall'Accordo a tutti i livelli, nonché a cooperare fattivamente in seno alle organizzazioni regionali ed internazionali. Sottolineo l'articolo 1: l'Accordo è volto ad «instaurare un partenariato rafforzato tra le parti e approfondire e promuovere la cooperazione sulle questioni di reciproco interesse, in modo da riflettere valori condivisi e principi comuni, anche intensificando il dialogo ad alto livello» Una parte dell'Accordo viene dedicata al dialogo politico e alla cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza, viene sottolineata l'importanza di un dialogo politico regolare quale strumento per consolidare un approccio condiviso sulle principali questioni internazionali, previsto un comune impegno per la promozione dei diritti umani, dei principi democratici e dello stato di diritto. Nell'ambito della Cooperazione in materia economica e commerciale, sancisce l'impegno delle parti ad instaurare un dialogo strutturato per promuovere l'interscambio bilaterale di beni e servizi e gli investimenti, nonché a collaborare con l'organizzazione mondiale del commercio per la promozione di una maggiore liberalizzazione degli scambi. Viene inoltre prevista la collaborazione reciproca per la riduzione degli ostacoli tecnici agli scambi, sancito l'impegno alla condivisione delle informazioni sulle rispettive politiche in materia di concorrenza e riaffermata l'importanza della tutela dei diritti di proprietà intellettuale. In materia di giustizia, libertà e sicurezza, l'Accordo sancisce l'impegno delle parti a sviluppare la cooperazione giudiziaria in materia civile, commerciale e penale, nonché nell'azione di contrasto alla criminalità, al terrorismo internazionale e ai traffici di droghe illecite. Ulteriori titoli riguardano, rispettivamente, cooperazione in materia di ricerca, innovazione e società dell'informazione, la cooperazione in materia di istruzione, cultura e contatti interpersonali e la cooperazione in materia di sviluppo sostenibile, energia e trasporti, in cui fra l'altro viene esplicitato l'impegno delle parti a collaborare nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, per promuovere un nuovo accordo internazionale per il periodo successivo al 2020. La Nuova Zelanda è un Paese molto interessante. Bellissimo dal punto di vista naturale e paesaggistico e luogo dalle grandissime potenzialità di investimenti umani e di sviluppo economico. L'attuale Governo sta attuando politiche innovative sia nel campo dello sviluppo economico che in quello della convivenza sociale. Il Governo della premier Jacinta Arden, in seguito ai gravi fatti di violenza di qualche mese fa, ha attuato politiche di integrazione che faremmo bene ad usare come esempio anche per risolvere i problemi che attraversiamo al momento in Italia. Questo accordo racchiude in sé molti dei temi che in questi anni i rappresentanti degli italiani all'estero hanno portato all'attenzione del Parlamento: una collaborazione fattiva su temi come ricerca, scuola, lavoro, previdenza, interscambio economico, agevolata di fatto dalla presenza di molti nostri connazionali. Lo sviluppo di relazioni che esistono nella realtà e che hanno bisogno soltanto di essere formalizzati, agevolati e potenziati. Dall'attuazione di questo Accordo che ci permette di incentivare scambi politici, sociali ed economici con la Nuova Zelanda, abbiamo tanto da guadagnare. Per tutte queste ragioni, esprimo il voto convintamente positivo del Partito Democratico. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1123 Signor Presidente, onorevoli colleghi, esponenti del Governo, il Gruppo Italia Viva voterà a favore del disegno di legge di ratifica oggi in esame, relativo all'Accordo sulle relazioni e la cooperazione Unione Europea - Armenia. L'Accordo infatti mira a rafforzare il partenariato e le relazioni tra l'Unione europea e la Repubblica d'Armenia e sostiene al tempo stesso il processo di riforma e di ravvicinamento. In questo modo, il testo contribuisce a rafforzare la cooperazione politica ed economica tra Armenia ed Unione europea. Per noi europei l'Accordo di partenariato globale e rafforzato costituisce un valido strumento non solo per promuovere relazioni più approfondite con l'Armenia, ma soprattutto per accrescere il coinvolgimento politico ed economico dell'Unione nell'Asia Centrale. Come in molti degli accordi che oggi ci apprestiamo a ratificare, il testo va visto nel quadro più complessivo degli equilibri nella regione in cui è inserito il Paese. Tra le finalità più specifiche dell'Accordo, particolarmente degne di nota sono: il rafforzamento del partenariato politico ed economico globale e la cooperazione tra le Parti sulla base dei valori comuni e degli stretti legami, anche tramite una maggiore partecipazione della Repubblica d'Armenia alle politiche, ai programmi e alle agenzie dell'unione europea; il rafforzamento della democrazia e della stabilità politica, economica e istituzionale nella Repubblica d'Armenia; la promozione, la preservazione e il rafforzamento della pace e della stabilità a livello sia regionale sia internazionale, anche unendo gli sforzi per eliminare le fonti di tensione, potenziando la sicurezza delle frontiere, promuovendo la cooperazione transfrontaliera e le relazioni di buon vicinato; il potenziamento della cooperazione in materia di libertà, sicurezza e giustizia, con l'obiettivo di rafforzare lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali; l'incremento della mobilità e dei contatti tra le popolazioni; il sostegno agli sforzi della Repubblica d'Armenia volti a sviluppare il suo potenziale economico attraverso la cooperazione internazionale, anche mediante il ravvicinamento della sua legislazione all' acquis dell'Unione europea citato in appresso; l'intensificazione della cooperazione commerciale, instaurando una cooperazione normativa duratura nei settori pertinenti, nel rispetto dei diritti e degli obblighi derivanti dall'adesione all'organizzazione mondiale del commercio. Com'è evidente, grande attenzione è riservata proprio al tema dell'eguaglianza e del rispetto dei diritti umani, insieme alla decisa volontà di promuovere pratiche democratiche nel Paese. Particolare attenzione è inoltre riservata all'aspetto commerciale dell'Accordo quadro, tanto che il Titolo VI, dedicato a scambi e questioni commerciali, ne rappresenta la parte più corposa, suddivisa in 13 Capi, che coprono un'ampia gamma di tematiche inerenti agli scambi commerciali (come gli scambi di merci, la cooperazione doganale, le questioni sanitarie e fitosanitarie, la circolazione di capitali, la proprietà intellettuale, le imprese di proprietà dello Stato e così via). Ancora più importante - come accennato poco fa - è l'aspetto legato ai diritti umani. Con i provvedimenti in questione, intendiamo rafforzare ulteriormente il rispetto delle libertà fondamentali, dei diritti umani, compresi quelli delle persone appartenenti a minoranze, dei principi democratici, dello Stato di diritto e della buona governance e la partecipazione attiva della Repubblica d'Armenia alle forme di cooperazione regionali, comprese quelle sostenute dall'Unione europea. Riteniamo importante questa ratifica anche e soprattutto per la capacità di evidenziare il tema dei diritti umani e, parallelamente, di promuovere importanti scambi commerciali: ecco perché annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva. Relazione orale del senatore Iwobi sul disegno di legge n. 1136 L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica dell'Accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Australia, dall'altra, sottoscritto nell'agosto 2017. L'Accordo è volto a delineare le basi per un partenariato rafforzato, con obiettivi e clausole politiche vincolanti, per facilitare e promuovere la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza internazionale e quella economica e commerciale e in specifici ambiti settoriali, al fine di sviluppare soluzioni per rispondere alle sfide mondiali e regionali. Il testo, nello specifico, amplia la portata del partenariato quadro attualmente vigente, sottoscritto dalle parti nel 2008, a forme di cooperazione anche in settori strategici quali l'ambiente, l'energia, la salute, l'istruzione, la cultura, il lavoro, la gestione delle catastrofi, la pesca, i trasporti, la cooperazione giuridica, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e il contrasto al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla corruzione. Il disegno di legge di ratifica si compone di quattro articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola d'invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1136 Il Gruppo Italia Viva voterà a favore del disegno di legge di ratifica oggi in esame, relativo all'Accordo sulle relazioni e sulla cooperazione UE-Australia, che sostituisce e aggiorna la cornice normativa entro la quale si sono sviluppati fino ad oggi i rapporti tra le parti. Le relazioni tra Unione europea e Australia sono attualmente basate sul partenariato quadro adottato il 29 ottobre 2008 a Parigi, che viene innovato oggi. Avviati nel 2011, i negoziati tra Bruxelles e Canberra sono stati finalizzati dopo cinque round negoziali, il 5 marzo 2015. Con i provvedimenti in questione s'intende quindi delineare le basi per un partenariato rafforzato ad ampio spettro, spaziando dal regolare dialogo politico alle relazioni commerciali, agli investimenti e alla promozione della cooperazione. Lo scopo principale è sviluppare e stabilire soluzioni comuni alle sfide globali. In particolare, con il testo che oggi chiediamo di ratificare si consolidano tre pilastri della collaborazione con l'Australia, ossia la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza di interesse comune, anche nell'ambito di armi di distruzione di massa, leggere e di piccolo calibro, lotta al terrorismo, promozione della pace e della sicurezza internazionale; la cooperazione economica e commerciale, volta a facilitare gli scambi e i flussi di investimenti bilaterali, la soluzione di questioni economiche e commerciali settoriali, la riduzione degli ostacoli tecnici al commercio ed all'accesso agli appalti pubblici; la cooperazione settoriale, relativa a ricerca e innovazione, istruzione e cultura, migrazione, lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata e informatica, cooperazione giudiziaria e tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Si tratta di questioni centrali tanto per le politiche del nostro Paese, quanto per quelle globali. È a mio avviso importante che venga stabilito di cooperare contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa. È un obiettivo concreto, che si intende perseguire mediante l'adozione delle misure necessarie per firmare, ratificare, attuare integralmente e promuovere tutti gli strumenti internazionali pertinenti, l'estensione dei controlli nazionali abitualmente imposti all'esportazione anche al transito dei beni collegati alle armi di distruzione di massa, verificando l'impiego finale delle tecnologie e prevedendo sanzioni in caso di violazione dei controlli, la promozione dell'attuazione di tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la cooperazione nei consessi multilaterali e nei regimi di controllo delle esportazioni per promuovere - finalmente, viene da dire - la non proliferazione delle armi di distruzione di massa, la collaborazione e il coordinamento di attività di sensibilizzazione in materia di sicurezza chimica, biologica, radiologica e nucleare, sicurezza, non proliferazione e sanzioni, la condivisione di informazioni pertinenti, altro aspetto importante, perché sappiamo quanto conta la condivisione delle informazioni per il contrasto all'illecito. Importante e preziosa è senza dubbio anche l'attenzione riservata al contrasto criminale globale. Al Titolo V dell'Accordo, le parti assicurano la cooperazione tra le rispettive autorità, agenzie e servizi di contrasto alla criminalità transnazionale, attraverso forme di assistenza alle indagini investigative, corsi di formazione e addestramento di operatori. Si tratta di un passo in avanti decisivo per la lotta al crimine organizzato, che, come appare sempre più evidente anche dalle relazioni della Commissione antimafia, diventa ogni giorno più internazionale e senza confini. L'Accordo contempla inoltre l'istituzione di un Comitato misto per agevolare lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra le Parti. Questa ratifica consente di operare al meglio sul piano sia commerciale sia delle libertà e del contrasto al crimine. Per questo, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Giacobbe sul disegno di legge n. 1136 L'Accordo è volto a delineare le basi per un partenariato rafforzato per facilitare e promuovere la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza internazionale e quella economica e commerciale e in specifici ambiti settoriali, al fine di sviluppare soluzioni per rispondere alle sfide mondiali e regionali. Il testo, nello specifico, amplia la portata del partenariato quadro attualmente vigente, sottoscritto dalle parti nel 2008, a forme di cooperazione anche in settori strategici quali l'ambiente, l'energia, la salute, l'istruzione, la cultura, il lavoro, la gestione delle catastrofi, la pesca, i trasporti, la cooperazione giuridica, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e il contrasto al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla corruzione. Una parte dell'Accordo è dedicata al dialogo politico e alla cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza. Viene stabilito l'impegno a rafforzare un dialogo politico regolare quale strumento per promuovere lo sviluppo delle relazioni bilaterali ed è previsto un comune impegno per la promozione dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto. Ulteriori disposizioni riguardano la partecipazione dell'Australia alle operazioni di gestione delle crisi condotte dall'Unione europea, l'impegno contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro e il terrorismo, nonché la cooperazione bilaterale per promuovere la Corte penale internazionale e quella nell'ambito delle organizzazioni regionali e internazionali, oltre che per la sicurezza internazionale e del ciberspazio. L'Accordo esplicita altresì l'impegno delle parti a favorire lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo e a collaborare anche nell'ambito degli aiuti umanitari, adoperandosi per offrire risposte coordinate alle emergenze. Con riferimento alla cooperazione in materia economica e commerciale, si sancisce l'impegno delle parti a stabilire le condizioni necessarie per incrementare gli scambi commerciali e gli investimenti, nonché a collaborare con l'organizzazione mondiale del commercio per la promozione di una maggiore liberalizzazione degli scambi. Viene inoltre prevista la promozione di un contesto stabile e favorevole agli investimenti bilaterali e viene stabilito un impegno reciproco per favorire procedure di appalto aperte e trasparenti. Ulteriori norme riguardano la collaborazione reciproca per la riduzione degli ostacoli tecnici agli scambi, la materia delle dogane, la cooperazione sulle questioni sanitarie e fitosanitarie, i diritti e gli obblighi inerenti alla proprietà intellettuale, alla condivisione delle informazioni sulle rispettive politiche in materia concorrenza, allo scambio di servizi, al buon governo nel settore della fiscalità, alla trasparenza in ambito commerciale, alla promozione del commercio e dello sviluppo sostenibile, alla cooperazione tra imprese e al dialogo nell'ambito della società civile. Ulteriori titoli riguardano giustizia, libertà e sicurezza e, rispettivamente, la cooperazione in materia di ricerca, innovazione e società dell'informazione e nel settore dell'istruzione e della cultura. Vorrei sottolineare in particolare la cooperazione nel settore della ricerca e la facilitazione dell'interscambio economico fra Italia ed Australia. In Australia vive oltre un milione di persone di origine italiana (fra cui me stesso) e siamo oltre il 4 per cento della popolazione totale. L'Australia è destinataria di un grande flusso di beni e servizi made in Italy e moltissime sono le aziende italiane che vi hanno investito in progetti di infrastruttura ed altre attività economiche. Abbiamo bisogno di maggiore cooperazione fra i due Paesi. Il potenziale è enorme e sono certo produrrà nuovi, importanti progetti collaborativi di ricerca e l'avvio di nuove attività, anche sotto forma di partenariato e joint venture , una strada agevolata per accedere ai mercati con cui l'Australia ha rapporti privilegiati, nella zona del Pacifico e del Sud Est Asiatico. Credo che i rapporti bilaterali, già ottimi e consolidati, tra Italia e l'Australia, saranno suscettibili di ulteriore sviluppo positivo in seguito all'approvazione di questo testo. Come rappresentante in quest'Assemblea di quella parte del mondo e del Gruppo Partito Democratico, accolgo favorevolmente l'approvazione dell'Accordo in questione e confermo il voto convintamente positivo da parte del mio Gruppo. Relazione orale del senatore Vescovi sul disegno di legge n. 1139 L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge recante la ratifica dell'Accordo tra l'Italia e lo Sri Lanka sulla cooperazione nei campi della cultura, dell'istruzione, della scienza e della tecnologia, sottoscritto nell'aprile 2007. Composto da 17 articoli, è finalizzato a consentire lo sviluppo di nuove collaborazioni bilaterali nel campo dell'istruzione scolastica e universitaria, favorendo altresì l'insegnamento della lingua italiana e l'avvio di attività in ambito archeologico, scientifico e tecnologico. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di cinque articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 3 li valuta in 185.000 euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, e in 195.400 euro a decorrere dall'anno 2021. Il testo non presenta profili d'incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1139 Il Gruppo Italia Viva voterà a favore del disegno di legge di ratifica oggi in esame, relativo all'Accordo sulle relazioni e la cooperazione culturale e scientifica tra Italia e Sri Lanka. Sono lieta di annunciare il voto favorevole a un Accordo che nasce con l'intento di promuovere valori fondanti anche per la nostra formazione politica, ossia il valore della cultura e dell'istruzione come fattori di crescita, riscatto sociale e progresso di un Paese. Quest'Accordo, infatti, mira a promuovere le reciproche comprensione e cooperazione attraverso lo sviluppo delle relazioni culturali, scientifiche e tecnologiche, destinando loro fondi adeguati alle esigenze dei due Paesi, anche alla luce del consistente impegno assunto dall'Italia nell'assistenza post-tsunami e del conseguente reciproco impegno a rafforzare le relazioni bilaterali. Con i provvedimenti in questione intendiamo quindi sviluppare nuove collaborazioni nel campo dell'istruzione scolastica ed universitaria, favorire l'insegnamento della lingua italiana, estremamente utile per gli srilankesi che vengono nel nostro Paese per lavoro, come pure promuovere missioni archeologiche ed avviare ricerche scientifiche congiunte in settori di comune interesse. A conferma di questa volontà, il reciproco desiderio di promuovere e sviluppare attività che stimolino la cooperazione bilaterale in campo culturale, scientifico e tecnologico viene citato già nell'articolo 1 dell'Accordo, con il quale le parti riconoscono anche che gli scambi e l'arricchimento culturale e sostengono la promozione di valori comuni, ivi compreso il rispetto dei diritti umani. Si tratta, tra l'altro, di un accordo molto concreto nelle sue disposizioni, laddove prevede anche l'organizzazione di convegni e seminari, corsi di formazione e iniziative congiunte tra i due Paesi. Cito solo a titolo di esempio l'articolo 9, nel quale si invitano le parti ad offrire reciprocamente borse di studio a studenti e laureati dell'altro Paese, per studi e ricerche a livello universitario e post-universitario. Mi preme inoltre sottolineare come la collaborazione italo-srilankese tocchi anche la lotta alle mafie, laddove all'articolo 10 prevede azioni volte a contrastare il traffico illecito di opere d'arte e a proteggere il patrimonio culturale sommerso, un fenomeno che purtroppo riguarda da vicino l'Italia. Per queste ragioni annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Aimi sul disegno di legge n. 1139 Lo Sri Lanka ha sempre occupato una posizione strategica: l'isola infatti si trova al centro delle direttrici marittime che collegano l'Asia con l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa. La sua collocazione geografica l'ha sempre reso oggetto di interessi commerciali. Di recente, anche l'interesse di Pechino è diventato preminente. La Cina, mediante la cosiddetta debt trap , si è assicurata concessioni strategiche nell'isola, come nel caso del porto di Hambantota, sulla costa Sud del Paese, costruito con prestiti cinesi, a fronte di una concessione per novantanove anni. L'Italia da tempo intrattiene rapporti di amicizia e proficui scambi commerciali con lo Sri Lanka. Dopo lo tsunami del 2004, siamo stati i primi ad inviare i soccorsi e, per le inondazioni del 2011, gli unici ad inviare un aereo con beni di prima necessità. Importante è la presenza della nostra industria calzaturieri e tessile, in particolare quella del Gruppo Calzedonia, con i suoi cinque stabilimenti, mentre la principale voce dell' export italiano è costituita da macchinari di vario genere. L'Accordo in esame intende consolidare i rapporti fra i due Paesi, favorire gli investimenti esteri in Italia e la diffusione della nostra cultura, nonché la commercializzazione dei risultati ottenuti dai progetti di ricerca comuni. L'intervento normativo fornisce un quadro giuridico di massima per la disciplina dei rapporti bilaterali tra i due Paesi nei settori della cultura della ricerca e della tecnologia. Forza Italia è favorevole al provvedimento. Relazione orale della senatrice Taverna sul disegno di legge n. 1137 L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, sottoscritto nell'ottobre del 2016. La Fondazione UE-ALC - quale organizzazione internazionale dotata di personalità giuridica a norma del diritto internazionale pubblico di cui sono Parte i Paesi e i soggetti firmatari, ideata nel maggio 2010 nel corso del VI vertice tra l'Unione europea e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi - intende porsi quale strumento di rafforzamento del partenariato strategico fra l'Unione europea e la Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). L'obiettivo sotteso alla struttura è infatti quello di favorire la conoscenza e la comprensione reciproche, di accrescere la visibilità di tali regioni e del partenariato che le lega, nonché di realizzare le priorità di cooperazione stabilite nei vertici tra l'Unione europea e la Comunità degli Stati latino-americani e caraibici (CELAC), promuovendo altresì lo sviluppo di strategie comuni, l'organizzazione di conferenze, lo svolgimento di ricerche e studi, lo scambio e la costituzione di reti tra rappresentanti della società civile e altri attori. Il disegno di legge di ratifica si compone di quattro articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola d'invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, salvo che non vi si faccia fronte con apposito provvedimento legislativo. L'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1137 Il Gruppo Italia Viva voterà a favore del disegno di legge di ratifica oggi in esame, relativo all'Accordo sulle relazioni e la cooperazione UE-America latina e Caraibi. Diversamente dagli altri accordi dei quali oggi ci apprestiamo a votare la ratifica, in questo caso non solo rafforziamo la cooperazione e aggiorniamo gli strumenti, ma creiamo anche un organismo ad hoc . Quest'Accordo, infatti, istituisce la Fondazione internazionale Unione europea - America Latina e Caraibi (Fondazione UE-ALC) quale organizzazione internazionale dotata di personalità giuridica a norma del diritto internazionale pubblico, i cui membri sono l'Unione europea, i suoi Stati membri e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi. La Fondazione UE-ALC è stata concepita come strumento volto a rafforzare il processo di partenariato strategico fra l'Unione europea e la Comunità degli Stati Latino Americani, coinvolgendo la società civile e avvalendosi di altri attori, come le istituzioni accademiche, al fine di favorire la conoscenza e la comprensione reciproche e la visibilità delle due regioni e del partenariato. Con l'istituzione della Fondazione s'intende quindi contribuire al dialogo fra l'Unione europea e la CELAC attraverso la promozione di opportunità di dibattito, scambio e condivisione di conoscenze e buone prassi, come seminari, conferenze, gruppi di lavoro, corsi di formazione, studi, pubblicazioni, mostre, piattaforme informatiche, sulle priorità di cooperazione individuate nei vertici tra le due regioni. L'Accordo che oggi si chiede di ratificare è ben articolato e completo nella sua capacità di prevedere ogni aspetto possibile inerente alle attività di una fondazione di questo tipo. Nei suoi 30 articoli, oltre a prevedere la struttura organizzativa della Fondazione con un consiglio dei governatori, un presidente e un direttore esecutivo, mette nero su bianco gli obiettivi della Fondazione UE-ALC, che sono chiari e assolutamente condivisibili: rafforzare il partenariato strategico, coinvolgendo la società civile; favorire la conoscenza e la comprensione reciproche tra le due regioni; accrescere la visibilità delle due regioni e del partenariato strategico che le lega; promuovere strategie comuni e attività volte ad attuare le priorità di cooperazione stabilite nelle riunioni CELAC-UE; sviluppare scambi e reti tra rappresentanti della società civile ed altri attori di ambedue le parti (articoli 5 e 6). Le attività della Fondazione comprendono iniziative per sensibilizzare e stimolare il dibattito, l'approfondimento e lo scambio di conoscenze e buone prassi sulle tematiche affrontate nelle riunioni del partenariato CELAC-UE (programmi di cooperazione, seminari, conferenze, gruppi di lavoro, corsi di formazione, studi, pubblicazioni, mostre e piattaforme informatiche). La Fondazione può avviare iniziative, oltre che con i propri membri, in associazione con istituzioni pubbliche e private e di organizzazioni internazionali e regionali. Il nostro obiettivo, con l'istituzione della Fondazione UE-ALC, è favorire la conoscenza e la comprensione reciproche tra le due regioni, accrescere la visibilità di tali regioni e del partenariato che le lega, nonché realizzare le priorità di cooperazione stabilite nei vertici tra l'Unione europea e la Comunità degli Stati latino-americani e caraibici (CELAC), promuovendo lo sviluppo di strategie comuni, l'effettuazione di ricerche e studi, lo scambio e la costituzione di reti tra rappresentanti della società civile. Sono questi tutti traguardi che è possibile raggiungere grazie all'Accordo in esame, che si inserisce nella più ampia cornice delle relazioni bi-regionali tra l'Unione europea e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi. Tali relazioni sono state istituite con un partenariato strategico nel giugno del 1999, al quale è seguita la decisione, il 18 maggio 2010, al VI vertice tra l'Unione europea e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi di Madrid, di costituire un'organizzazione internazionale, denominata Fondazione internazionale tra l'Unione europea ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi. L'Accordo internazionale costitutivo della Fondazione, che oggi ci apprestiamo a votare, è l'ultimo passo di questo percorso in crescita ed è stato concluso a Santo Domingo il 25 ottobre 2016. In considerazione delle finalità che questa Fondazione preannuncia di poter e voler seguire e della necessità di essere presenti e protagonisti in un quadro di relazioni internazionali che toccano un continente come il Sud America, dove l'Italia conta già la presenza di migliaia di suoi connazionali e discendenti, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva. Dichiarazione di voto del senatore Aimi sul disegno di legge n. 1137 Il disegno di legge in oggetto prevede l'istituzione di una Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i Paesi dell'America Latina e dei Caraibi, denominata anche "Fondazione UE-ALC". Le finalità dell'accordo si riassumono nell'istituzione della Fondazione suddetta (UE-ALC), quale organizzazione internazionale dotata di personalità giuridica, a norma del diritto internazionale pubblico, i cui membri sono identificati nell'Unione Europea, nei Paesi dell'America Latina e dei Caraibi. La Fondazione si pone come obiettivo quello di favorire la conoscenza e la comprensione reciproca tra le due regioni, accrescerne la visibilità e realizzare le priorità di cooperazione, promuovendo lo sviluppo di strategie comuni, l'organizzazione di conferenze e seminari, l'effettuazione di ricerche e studi, lo scambio e la costituzione di reti tra rappresentanti della società civile e altri attori, quali le istituzioni accademiche. Il Gruppo Forza Italia si dichiara favorevole al provvedimento, auspicando che tale Fondazione possa stimolare il dibattito, l'approfondimento e lo scambio di conoscenze e le buone prassi tra l'Unione Europea, gli stati dell'America Latina e i Caraibi. Dichiarazione di voto del senatore Ferrara sul disegno di legge n. 1137 L'Istituzione della fondazione UE-ALC, quale organizzazione internazionale dotata di personalità giuridica, a norma del diritto internazionale pubblico, i cui membri sono l'Unione europea, i suoi Stati membri e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, è un passo in avanti nel confronto tra i suddetti Paesi nella via di una sempre maggiore condivisione di prospettive strategiche a livello internazionale. Come sappiamo, si tratta di aree geopolitiche con valori e principi peculiari, a volte molto differenti tra loro, che possono crescere nel confronto e nella condivisione: per farlo, però, è necessario uno strumento efficace, volto a rafforzare il processo di partenariato strategico fra i contraenti, con il coinvolgimento della società civile e di altri attori, quali le istituzioni accademiche, al fine di favorire la conoscenza e la comprensione reciproche, la visibilità delle due regioni e del partenariato. Ecco dunque l'esigenza di costituire la Fondazione UE-ALC. Essa si occuperà infatti di promuovere il dibattito istituzionale tra i Paesi aderenti, allargando la partecipazione anche a quelli che ancora non ne fanno parte, ed è utile non solo alla conoscenza reciproca, ma anche alla condivisione di strategie di transizione verso un'economia basata sul rispetto e sulla tutela dell'ambiente, che, come sappiamo, è un compito di cui ogni Stato deve farsi carico e che è il grande tema della politica estera dei nostri anni. Come sapete, il multilateralismo è il nuovo paradigma delle relazioni internazionali, che ci permette, all'interno del quadro dell'Unione europea, di sfruttare molte opportunità che derivano dalla sottoscrizione di questi accordi. Dichiaro pertanto il voto favorevole del nostro Gruppo a questo accordo. Relazione orale del senatore Iwobi sul disegno di legge n. 964 L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica dello Scambio di lettere del marzo 2017 tra la l'Italia e il Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali (ICCROM). L'ICCROM è l'organizzazione intergovernativa - cui attualmente aderiscono 136 Paesi - che promuove a livello internazionale la conservazione, la tutela e il restauro del patrimonio culturale. Dal 1959 l'organizzazione ha stabilito la propria sede a Roma, presso il complesso monumentale di San Michele a Ripa, dove può vantare, fra l'altro, una delle biblioteche specializzate in conservazione di beni culturali più importanti del mondo. Lo Scambio di lettere oggetto del presente disegno di legge di ratifica ha l'obiettivo di aggiornare l'Accordo di sede tra Italia e UNESCO del 1957, modificando in particolare la disciplina relativa alle esenzioni fiscali concesse ai dipendenti dell'organizzazione, estendendo anche a quelli di nazionalità italiana i benefìci fiscali previsti per il personale di altra nazionalità, conformemente con quanto previsto dalla Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Una mancata soluzione negoziata della questione del trattamento fiscale dei funzionari italiani dell'organizzazione potrebbe riflettersi negativamente sul mantenimento della sede dell'ICCROM nella capitale italiana. Pur in assenza di una relazione tecnica allegata al provvedimento, si può certamente affermare che l'Accordo oggetto della presente ratifica non presenta profili d'incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 964 Con questo disegno di legge oggi rafichiamo uno scambio di lettere avvenuto tra l'Italia e l'ICCROM, un'organizzazione intergovernativa che, da più di mezzo secolo, svolge attività nel campo della formazione, del restauro e della tutela dei beni culturali, tutti settori a cui tradizionalmente l'Italia assegna grande rilevanza e che offrono grande visibilità al nostro Paese sul piano internazionale. L'ICCROM infatti è una delle prime agenzie delle Nazioni Unite ad essere stata insediate in Italia, grazie all'indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. L'agenzia è stata istituita per decisione della IX Conferenza generale dell'UNESCO nel 1956. Al Centro, che ha stabilito la propria sede a Roma nel 1959 e che è attualmente ospitato presso un'ala del complesso monumentale di San Michele a Ripa, aderiscono ben 136 Paesi a livello mondiale. Nello specifico, il disegno di legge oggi all'ordine del giorno mira ad aggiornare l'Accordo di sede stipulato tra Italia ed Unesco nel 1957 nella misura in cui modifica la disciplina relativa alle esenzioni fiscali concesse ai dipendenti dell'organizzazione. La modifica estende ai funzionari di nazionalità italiana benefici fiscali fino ad oggi previsti solo per il personale di altra nazionalità, conformemente con quanto previsto dalla Convenzione del 1947 su privilegi e immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Il provvedimento mira pertanto ad eliminare una discriminazione finora in atto, a danno di dipendenti di origini italiane, anche perché l'Agenzia delle entrate (il 17 settembre 2013), rispondendo a un interpello proposto dall'ICCROM, ha chiarito che l'estensione dell'esenzione fiscale ai funzionari italiani è possibile solo attraverso un emendamento all'articolo 11 dell'Accordo di sede. Per l'ICCROM, a partire dal 2013, il costo del rimborso delle tasse ai dipendenti italiani è più elevato del contributo italiano all'organizzazione. Questo aspetto ha allarmato l'Assemblea generale degli Stati membri dell'ICCROM, riunitasi a Roma nel novembre 2013, poiché la differenza tra il rimborso e il contributo italiano potrà essere coperta solo attingendo al bilancio dell'organizzazione, cui contribuiscono tutti gli Stati membri. L'Assemblea generale in quell'occasione ha pertanto approvato una mozione, votata all'unanimità e con la sola astensione dell'Italia, che invitava il direttore generale dell'ICCROM ad avviare un negoziato con il Governo italiano per consentire l'esenzione dei dipendenti italiani dalla tassazione nazionale, in applicazione della Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Si tratta allora non solo di un atto di giustizia nei confronti di nostri concittadini, ma di evitare anche infelici conseguenze. Se non si dovesse arrivare ad una soluzione sul trattamento fiscale dei funzionari italiani dell'organizzazione, questo potrebbe riflettersi negativamente sul mantenimento della sede dell'ICCROM nella capitale italiana, con gravi conseguenze per tutto il sistema paese. Qualora non si pervenisse a un aggiornamento dell'attuale quadro istituzionale dell'Accordo di sede con l'Italia, l'organizzazione potrebbe interpellare la comunità degli Stati membri per accogliere altre manifestazioni d'interesse ad ospitare la sede dell'organizzazione, a condizioni più vantaggiose di quelle offerte dall'Italia. Il mantenimento della sede dell'ICCROM in Italia rappresenta pertanto per il nostro Paese un interesse di particolare rilevanza. La richiesta dell'ICCROM di estendere ai funzionari italiani i benefìci fiscali appare peraltro coerente con quanto già previsto negli accordi di sede degli istituti specializzati delle Nazioni Unite presenti sul territorio italiano. Lo scambio di lettere concede altresì il versamento in unica soluzione di una cifra pari ad un milione di euro a saldo totale delle somme dovute dallo Stato italiano per la manutenzione della sede. Dichiarazione di voto del senatore Aimi sul disegno di legge n. 964 Forza Italia riconosce l'importante ruolo svolto da più di cinquant'anni dal Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, attività che si avvale della collaborazione di università e istituzioni culturali, fra cui l'Istituto centrale per il restauro. I programmi del Centro coinvolgono a livello internazionale restauratori, storici dell'arte, conservatori, architetti, bibliotecari, archeologi e tanti altri professionisti, che dedicano il loro lavoro alla salvaguardia del patrimonio culturale e artistico. Ci auguriamo che la modifica dell'articolo 11 dell'Accordo di sede, oltre a sanare una disparità di trattamento economico, possa scongiurare il trasferimento della sede dell'ICCROM presso un altro Stato e che, al contempo, il Governo si attivi, anche con altre iniziative, a favore della conservazione e del restauro del patrimonio culturale italiano. Per queste ragioni, esprimo il voto favorevole di Forza Italia. Dichiarazione di voto del senatore Ferrara sul disegno di legge n. 964 L'International centre for the study of the preservation and the restoration of cultural property (ICCROM) è un'organizzazione di 136 Stati, che promuove a livello internazionale la conservazione, la tutela e il restauro del patrimonio culturale. È una delle prime organizzazioni dell'ONU ad essersi insediate in Italia e svolge, da più di mezzo secolo, attività nel campo della formazione e della tutela dei beni culturali, settori a cui tradizionalmente l'Italia annette grande rilevanza e che ci offrono visibilità sul piano internazionale. Ritenendo fondamentale per il nostro Paese la permanenza dell'ICCROM in Italia, mi permetto anche di aggiungere che sarebbe necessario che quest'organizzazione eleggesse un presidente italiano, per contare di più in un settore in cui, senza falsa modestia, siamo maestri assoluti. Riteniamo di conseguenza corretto adeguare il trattamento del personale in forza a quest'organizzazione a quello di altre organizzazioni ONU attualmente in Italia. Annuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle al Senato della Repubblica. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 1110: sulla votazione finale, il senatore Stefano avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Disegno di legge n. 787: sugli articoli 1, 2, 3, 4 e 5. i senatori Dessì e Giannuzzi avrebbero voluto esprimere un voto favorevole; sulla votazione finale, la senatrice Angrisani avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Disegno di legge n. 1111: sull'articolo 2, il senatore Arrigoni avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'articolo 3 le senatrici Gallone e Papatheu avrebbero voluto esprimere un voto favorevole. Disegno di legge n. 1136: sull'articolo 2, la senatrice Angrisani avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Disegno di legge n. 1139: sull'articolo 1, la senatrice L'Abbate avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sugli articoli 2 e 3, la senatrice Pavanelli avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Disegno di legge n. 964: sull'articolo 1, la senatrice Giannuzzi avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'articolo 2, il senatore Dessi' avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sulla votazione finale, i senatori Bagnai e Pucciarelli avrebbero voluto esprimere un voto di astensione. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Auddino, Barachini, Barbaro, Battistoni, Bogo Deledda, Bongiorno, Bonino, Bossi Umberto, Briziarelli, Campari, Castaldi, Cattaneo, Crimi, De Poli, Di Piazza, Fedeli, Fusco, Merlo, Misiani, Monti, Morra, Napolitano, Ortolani, Pirovano, Quarto, Rojc, Ronzulli, Salvini, Sbrana, Schifani, Segre, Sileri, Tesei e Turco. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Pellegrini Emanuele, Petrocelli e Pinotti, per attività della 3ª Commissione permanente; Lorefice, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Zuliani, per attività del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Gruppi parlamentari, cessazione di componente La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato che, a seguito dell'uscita dal Gruppo del senatore Nencini, la componente "PSI" all'interno del Gruppo stesso cessa di esistere. Gruppi parlamentari, Ufficio di Presidenza Il senatore Faraone ha comunicato la composizione dell'Ufficio di Presidenza del Gruppo parlamentare Italia Viva - P.S.I.: Presidente: senatore Davide Faraone Vice Presidente Vicario: senatrice Laura Garavini Vice Presidente: senatore Riccardo Nencini Tesoriere: senatore Francesco Bonifazi Segretario d'Aula: senatrice Daniela Sbrollini. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 9 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Ferrari; 10 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Ferrari. La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato che il senatore Buccarella sostituisce il sottosegretario Merlo nella 4 a Commissione permanente. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Mallegni Massimo, Battistoni Francesco, Paroli Adriano, Gallone Maria Alessandra, Toffanin Roberta, Mangialavori Giuseppe Tommaso Vincenzo, Caligiuri Fulvia Michela, Perosino Marco, Tiraboschi Maria Virginia, Pagano Nazario, Stabile Laura, Causin Andrea, Ferro Massimo, Barachini Alberto, Berardi Roberto, Rossi Mariarosaria, Dal Mas Franco, Pichetto Fratin Gilberto, Vitali Luigi, Caliendo Giacomo, Lonardo Alessandrina, Schifani Renato, Siclari Marco, Floris Emilio, Cangini Andrea, Aimi Enrico, Rizzotti Maria, Gasparri Maurizio, Modena Fiammetta Disposizioni per il riconoscimento del disturbo depressivo e dei disturbi d'ansia come malattia sociale (1500) (presentato in data 24/09/2019); senatori Fregolent Sonia, Cantu' Maria Cristina, Marin Raffaella Fiormaria, Rufa Gianfranco, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candiani Stefano, Candura Massimo, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifiche alla legge 3 aprile 2001, n. 120, in materia di utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici in ambienti extra ospedalieri (1501) (presentato in data 25/09/2019); senatori Dal Mas Franco, Caliendo Giacomo, Modena Fiammetta, Mallegni Massimo, Stabile Laura, Pagano Nazario Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale in materia di diffamazione con diffusione a mezzo servizi società dell'informazione nonché istituzione del sistema di notifica e rimozione dei contenuti diffamatori a carico dei fornitori di servizi di rete di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 (1502) (presentato in data 25/09/2019); senatori Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Maffoni Gianpietro, Rauti Isabella, Calandrini Nicola, Garnero Santanche' Daniela, Petrenga Giovanna, Totaro Achille Disposizioni per il recupero dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la protezione dell'ecosistema marino (1503) (presentato in data 25/09/2019); senatori Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Maffoni Gianpietro, Rauti Isabella, Calandrini Nicola, Garnero Santanche' Daniela, Petrenga Giovanna, Totaro Achille Misure per superare l'utilizzo della plastica (1504) (presentato in data 25/09/2019); senatori Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Maffoni Gianpietro, Rauti Isabella, Calandrini Nicola, Garnero Santanche' Daniela, Petrenga Giovanna, Totaro Achille Delega al Governo per l'adozione di un programma sperimentale nazionale di interventi pubblici per la promozione dell'occupazione e dello sviluppo sostenibile (1505) (presentato in data 25/09/2019). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Castiello Francesco ed altri Modifica al testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, in tema di giurisdizione della Corte dei conti in caso di danno erariale arrecato al patrimonio delle società a partecipazione pubblica (1317) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 25/09/2019); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Mautone Raffaele ed altri Disposizioni in tema di obbligo di esposizione dei numeri telefonici di ascolto e di emergenza dell'organizzazione non lucrativa di utilità sociale «Telefono Azzurro» (1391) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 25/09/2019); 2ª Commissione permanente Giustizia Regione Friuli-Venezia Giulia Modifica all'articolo 590-bis del codice penale, concernente il delitto di lesioni personali stradali gravi o gravissime, in materia di punibilità a querela della persona offesa (1314) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni) (assegnato in data 25/09/2019); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Iori Vanna ed altri Istituzione della figura professionale dell'educatore scolastico e del pedagogista scolastico per lo sviluppo della comunità educante (1319) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 25/09/2019); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Pichetto Fratin Gilberto ed altri Modifiche all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 63, in materia di erogazione gratuita del servizio di trasporto scolastico (1390) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 25/09/2019); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali sen. Pisani Giuseppe ed altri Introduzione di limiti emissivi di inquinanti atmosferici (1291) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 25/09/2019); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali sen. Gallone Maria Alessandra ed altri Disposizioni per incentivare lo sviluppo degli spazi verdi urbani (1420) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 25/09/2019). In sede referente 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo sui locali del Segretariato permanente situati in Italia, con Allegati, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 e a Roma il 9 febbraio 2019 (1492) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) C.1771 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 25/09/2019); Commissioni 3ª e 13ª riunite Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi ed altri Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della Convenzione del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno (1491) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.1476 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 25/09/2019). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti Sono pervenuti al Senato i seguenti voti regionali della Regione Emilia-Romagna: concernente l'azione nelle scuole a sostegno dell'educazione civica e della storia nonché la richiesta di inasprimento delle pene per coloro che compiono reati d'odio di matrice xenofoba. Il predetto voto è trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 2 a e alla 7 a Commissione permanente (n. 32); concernente l'istituzione di una giornata nazionale dedicata alla figura del Sommo Poeta Dante Alighieri. Il predetto voto è trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente (n. 33). Mozioni Atto n. 1-00172 SALVINI Matteo ROMEO CALDEROLI STEFANI BONGIORNO BORGONZONI CENTINAIO CANDIANI BOSSI Simone PELLEGRINI Emanuele PERGREFFI CAMPARI FUSCO BERGESIO NISINI VESCOVI BRIZIARELLI MARIN PITTONI DE VECCHIS RUFA AUGUSSORI RIVOLTA RIPAMONTI CORTI SAVIANE CANDURA IWOBI PIROVANO LUNESU BAGNAI VALLARDI MONTANI PIZZOL FERRERO PISANI Pietro FREGOLENT BORGHESI SAPONARA FAGGI BRUZZONE PAZZAGLINI PUCCIARELLI CASOLATI ARRIGONI PEPE ZULIANI TESEI PILLON CANTU' OSTELLARI BARBARO TOSATO SBRANA PIANASSO MARTI SIRI CIRIANI MALLEGNI MALAN RIZZOTTI AIMI IANNONE RUSPANDINI BERTACCO RAUTI URSO BALBONI MAFFONI BARACHINI PICHETTO FRATIN TIRABOSCHI PEROSINO BERUTTI LA RUSSA - Il Senato, premesso che: il 7 agosto 2019 si è tenuta presso l'Aula del Senato la discussione congiunta sulle mozioni relative al treno ad alta velocità Torino-Lione; nell'ambito della discussione, il gruppo Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione (1-00152, primo firmatario Stefano Patuanelli, respinta dall'Assemblea) nella quale: il progetto per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione era ritenuto "obsoleto, legato a modelli di sviluppo superati e non sostenibili", nonché presentava "gravi criticità dal punto di vista della sostenibilità economica, sociale ed ambientale"; si auspicava "una pronuncia del Parlamento volta ad escludere la prosecuzione delle attività connesse alla realizzazione dell'opera"; si impegnava il medesimo Senato ad adottare atti finalizzati alla "cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione"; per converso, nell'ambito della medesima discussione, il gruppo Partito Democratico ha presentato una mozione (1-00153, primo firmatario Andrea Marcucci, approvata dall'Assemblea) a sostegno della linea ferroviaria, che impegnava il Governo alla sua "rapida realizzazione"; l'Assemblea del Senato ha altresì approvato le mozioni 1-00156, 1-00157 (testo 2) e 1-00162 (testo 2), che impegnavano tutte il Governo alla realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, mentre ha appunto respinto la mozione 1-00152 di senso contrario; considerati il nuovo Governo e la nuova maggioranza parlamentare a sostegno e considerata altresì l'assenza di un qualunque riferimento alla realizzazione dell'opera nel programma di governo; ritenuta imprescindibile la realizzazione del collegamento ferroviario internazionale ad alta velocità Torino-Lione, a fortiori a seguito della deliberazione di senso fortemente positivo dell'Assemblea del Senato, impegna il Governo ad adottare, nel più breve tempo possibile, tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria TAV Torino-Lione. Atto n. 1-00173 NENCINI FARAONE SUDANO CUCCA MAGORNO GARAVINI MARINO DE FALCO GINETTI GRIMANI SBROLLINI CONZATTI COMINCINI - Il Senato, atteso che: dal 1° ottobre è previsto l'aumento delle bollette di luce e gas nella misura rispettivamente del 2.6 per cento e del 3.9 per cento; il tasso di inflazione è di fatto pari a zero e gli stipendi sono bloccati se non in calo; questi servizi riguardano spese non discrezionali per le famiglie e si traducono quindi in una decurtazione notevole del potere d'acquisto; l'incremento del costo del petrolio determinato dagli attacchi ai pozzi sauditi, addotto quale giustificazione dell'aumento, risulta essere tipicamente temporaneo, tanto che le estrazioni si stanno velocemente rimettendo in moto, peraltro in un contesto globale dove non si registra affatto scarsità di greggio; considerato che: la crescita dei ricavi nei due settori è rilevante oltre ogni misura: distribuzione energia elettrica 49.4 per cento in più, produzione energia elettrica 22.8 per cento in più, distribuzione gas 39.6 per cento in più; è pur vero che questi settori richiedono investimenti onerosi, ma c'è da chiedersi se la quota consistente di utili allocata come dividendo tra gli azionisti sia giusta; legittimamente c'è da chiedersi, infine, se guadagni così alti siano equi in presenza di attività spesso in concessione o comunque sotto la regolazione dello Stato, considerato il forte impatto che provocano sul portafoglio delle famiglie italiane, impegna il Governo: 1) ad attivarsi al fine di bloccare gli aumenti sulle bollette di luce e gas per i prossimi tre mesi; 2) a verificare la congruità dei prezzi in bolletta rispetto ai margini degli operatori. Interrogazioni Atto n. 3-01146 BONINO RICHETTI ZANDA BOLDRINI MESSINA Assuntela ASTORRE DE PETRIS VANIN Ai Ministri per i beni e le attività culturali e dell'economia e delle finanze Premesso che: la fondazione Laboratorio Mediterraneo onlus , ente morale riconosciuto dallo Stato (Ministero per i beni e le attività culturali), che ha promosso la costituzione e le attività del museo della Pace MAMT (Mediterraneo, arte, musica e tradizioni) e di altri istituti e organismi internazionali per il partenariato culturale ed il dialogo, è assegnataria di parte dell'immobile del palazzo Pierce a Napoli, con accesso dalla via Depretis n. 130, in base a distinte concessioni della Regione Campania e dell'Agenzia del demanio (entrambi proprietari dell'immobile): ciò su specifica indicazione del Governo italiano e per effetto della legge n. 111 del 2002; con decreto 28 giugno 2019, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dell'Agenzia del demanio, ha deliberato la cessione di locali costituenti porzione di palazzo Pierce, oggi assegnati alla fondazione; la gestione dei locali di palazzo Pierce e l'utilizzazione museale ha implicato il rilascio alla fondazione di specifiche autorizzazioni e vincoli da parte del Ministero per i beni culturali e della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli, fino all'ultimo nulla osta per l'attività museale (marzo 2019); la cessione dei locali e una diversa destinazione d'uso, non comportando significative entrate per lo Stato (anche inferiori al solo contributo riconosciuto alla fondazione dalla legge n. 111 del 2002), implicherebbe per la fondazione molteplici e irrisolvibili problemi che ne pregiudicherebbero definitivamente l'attività; in dettaglio: 1) la chiusura del museo della Pace MAMT, patrimonio "emozionale" dell'umanità, per la mancanza di continuità nei percorsi museali e delle richieste vie d'esodo oggi realizzate al piano terra, proprio nei locali oggetto di cessione; 2) un contenzioso con l'Unione europea che solo il 9 luglio 2019 ha concluso l' iter amministrativo ed il collaudo finale per i fondi erogati, per effetto dei quali vi è l'obbligo del mantenimento della funzione finanziata, lo stesso il museo della Pace MAMT; 3) danni per circa 1.700.000 euro per il solo spostamento di tutti i principali dispositivi ad alta tecnologia dell'intero sistema museale, distribuiti su 5 piani, ma aventi tutte le centrali operative, di gestione e di controllo al piano terra; 4) la cessazione delle attività di un'istituzione di straordinaria importanza culturale e di rilievo tanto istituzionale quanto economico per la città di Napoli, per l'Italia e per il Mediterraneo; i locali attualmente concessi possono, altresì, essere utilizzati esclusivamente per alte finalità istituzionali e nei medesimi immobili sono stati realizzati investimenti per oltre 11.000.000 euro, grazie alla citata legge n. 111 del 2002 ed a fondi comunitari, su specifiche indicazioni di governi di Paesi euromediterranei e dell'Unione europea, partecipi delle attività della fondazione e, in particolare, del museo della Pace MAMT; i locali attualmente utilizzati dalla fondazione, distribuiti su 5 piani, sono stati assegnati attraverso 5 concessioni rilasciate (dal 2001 al 2014) in modo spesso problematicamente disomogeneo dai due enti diversi proprietari: la Regione Campania e l'Agenzia del demanio; un'ulteriore problematica caratteristica dell'immobile è l'interclusione dei locali concessi, che ne rende complessa la gestione materiale e amministrativa, vieppiù ostacolata dall'enorme differenza di durata delle diverse concessioni. Vi sono, ad esempio, locali di proprietà regionale concessi per 99 anni e altri contigui ed interclusi di proprietà demaniale, la cui concessione scade tra un anno: i medesimi condividono lo stesso accesso; la fondazione ha investito oltre 7 milioni di euro (compresi 3 milioni di fondi europei) per rendere i locali concessi uno spazio museale di alta qualità (provvedendo ad apparecchiature e arredi), per cui ora, grazie anche alle donazioni di oggetti, reliquie e reperti pregiati, il valore stimato del museo della Pace è di oltre 300 milioni di euro; la fondazione ha, peraltro, sostenuto spese per oltre 3 milioni di euro unicamente per i lavori necessari a rendere agibili i locali ricevuti fatiscenti ed inutilizzabili dall'Agenzia del demanio; per consentire un utilizzo adeguato e razionalmente regolato del museo e del complesso di locali organici alle attività culturali e istituzionali della fondazione (che sono funzionalmente collegati e strettamente attigui) si sarebbe dovuta prevedere, fin dall'inizio, come più volte richiesto dalla fondazione, un'omogeneizzazione della durata e del canone delle diverse concessioni, oltre all'assegnazione di altre unità immobiliari di proprietà dell'Agenzia del demanio, site al primo e secondo piano, per evitare l'improponibile promiscuità con altre attività all'interno del sistema museale, incompatibili ai fini della sicurezza; la fondazione ha provveduto a proprie spese alle doverose misure di sicurezza occorrenti, tra l'altro, per proteggere reperti e reliquie di grande valore economico e culturale; è evidente che la condivisione di locali all'interno dello stesso immobile per attività diverse, da parte di diversi soggetti, non consentirebbe di mantenere efficienti misure di sicurezza; in assenza di tempestive soluzioni la fondazione sarebbe presumibilmente costretta a ricorrere al giudice amministrativo per tutelare il proprio interesse legittimo rispetto a un atto amministrativo che pregiudica lo svolgimento delle sue attività, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover garantire tempestivamente la continuità delle attività della fondazione e, specialmente, del museo della Pace MAMT, con modalità, che, senza comportare ulteriori oneri per la finanza pubblica, e senza scaricare oneri insostenibili sull'istituzione culturale internazionale, riconosca alla fondazione, con uno strumento giuridico da determinare e concordare con essa, l'uso di tutti i locali di proprietà demaniale con l'applicazione del canone ricognitorio e per un periodo identico a quello della durata delle concessioni dei locali di proprietà regionale, nonché la totale indipendenza e l'uso esclusivo dell'accesso al museo con l'intera scala avente l'ingresso da via Depretis n. 130. Atto n. 3-01147 CENTINAIO VALLARDI BERGESIO SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: da notizie di stampa il neo Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Teresa Bellanova, ha annunciato di voler accogliere l'iniziativa lanciata dal sen. Matteo Renzi in occasione della nascita di "Italia Viva" di piantare un albero per ogni tesserato della nuova formazione politica; non è chiaro, vista la responsabilità istituzionale che il Ministro assume nello svolgere il suo ruolo, se quella annunciata sia l'iniziativa di un movimento o forza politica o una priorità che il ministro Bellanova ritiene di inserire nelle linee programmatiche che a breve sarà chiamata ad illustrare al Parlamento; il dicastero è uno fra i più importanti per il Paese in quanto racchiude comparti che sono trainanti per l'economia, dalle produzioni agricole alla tutela dei prodotti agroalimentari e alla promozione dell'enogastronomia e del made in Italy , passando per la tutela dei settori delle foreste e della pesca; tale visione, a giudizio degli interroganti improntata su un ambientalismo di maniera, letta in combinato disposto con la volontà dell'Esecutivo di ridurre le agevolazioni fiscali ad oggi previste sul gasolio utilizzato per i mezzi agricoli, suscita allarme in tutta la filiera produttiva agricola, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia chiarire, al di là della propaganda di partito, quali azioni concrete intende mettere in atto per coniugare i necessari interventi strutturali a sostegno del comparto agricolo con le campagne di contrasto ai cambiamenti climatici. Atto n. 3-01148 CENTINAIO RIPAMONTI PIANASSO MARTI PISANI Pietro Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'articolo 13- quater , comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, il decreto crescita, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, ha istituito presso il Ministero delle politiche agricoli alimentari, forestali e del turismo una banca dati delle strutture ricettive nonché degli immobili destinati alle locazioni brevi presenti sul territorio nazionale, rispondendo ad un'esigenza di trasparenza e di miglioramento di qualità da tempo manifestata da parte di tutti gli operatori del settore; tale banca dati consente di indentificare le strutture ricettive attraverso l'assegnazione di un codice alfanumerico di identificazione, da utilizzare necessariamente in ogni comunicazione inerente all'offerta e alla promozione dei servizi turistici all'utenza; i titolari delle strutture ricettive, ovvero i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché i soggetti che gestiscono portali telematici sono tenuti a pubblicare nelle comunicazioni inerenti all'offerta e alla promozione di unità immobiliari tali codici identificativi; l'adozione di tale strumento permette di migliorare la qualità dell'offerta turistica e contrastare forme irregolari di ospitalità, a beneficio dei turisti stessi e dell'immagine del nostro Paese; appare urgente dare quanto prima attuazione alla norma anche alla luce delle prossime festività natalizie che vedranno una maggiore affluenza turistica nelle principali città d'arte, dove fra l'altro di registra un aumento di alloggi destinati ad affitti brevi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare entro i primi giorni di dicembre dell'anno in corso gli atti necessari a rendere applicativa la norma. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02174 PIROVANO CENTINAIO IWOBI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che : a pochi giorni dall'incarico ricevuto, il ministro Bellanova è stata ospitata nella trasmissione televisiva "Otto e mezzo", nel corso della quale ha affermato, testualmente: "Tenga conto che mentre venivo qui ci sono state delle imprese che mi hanno chiamato per dirmi una cosa semplicissima: che senza flussi migratori le nostre produzioni marciscono nei campi. Allora attenti a dire porti chiusi"; le parole pronunciate si prestano ad un'interpretazione preoccupante, laddove lasciano intendere, neanche troppo implicitamente, che l'agricoltura necessita di migranti disposti a lavorare a condizioni non accettabili dai connazionali. Ancor di più, sembra irragionevole l'accostamento del concetto di forza lavoro con quello dell'apertura dei porti, considerato che gli immigrati che sbarcano conseguentemente all'apertura dei porti non sono arrivati legalmente nel nostro Paese e risultano in gran parte clandestini a seguito di accertamenti e non potrebbero prestare i loro servizi all'agricoltura, se non alimentando l'allarmante e quasi scontato binomio fra clandestini e lavoro illegale; il dossier statistico immigrazione Idos del 2018 stima che circa un quarto del totale della manodopera in agricoltura è costituita da lavoratori stranieri e secondo le stime del IV rapporto dell'osservatorio Placido Rizzotto della FLAI-CGIL (giugno 2018) tra i 400 e i 430.000 lavoratori stranieri sono esposti al rischio di ingaggio irregolare, e circa 130.000 versano in condizioni di grave vulnerabilità; alla luce della preoccupante situazione, negli ultimi mesi è stato coordinato dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, all'interno del tavolo nazionale sul caporalato per la prevenzione e il contrasto del fenomeno, un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle principali realtà del settore interessate, tra cui organizzazioni di categoria, parti sociali, grande distribuzione organizzata e gli enti collegati al Ministero; le aree prioritarie di riflessione e di intervento individuate dal gruppo di lavoro sono state: contrasto alle pratiche sleali di mercato, semplificazione delle norme relative al sistema agricolo e agroalimentare, mercato del lavoro agricolo trasparente, rafforzamento delle politiche di filiera, miglioramento dell'organizzazione e dell'aggregazione delle imprese agricole; le dichiarazioni pubbliche rese da un Ministro della Repubblica dovrebbero rappresentare il nostro Paese anche all'estero, e non è accettabile a parere degli interroganti che in un'intervista televisiva il riferimento ai braccianti agricoli evochi immediatamente il concetto dell'immigrazione clandestina, dello sfruttamento e del lavoro illegale, quasi a sottintendere che nel nostro Paese esista una nuova forma di schiavitù. Il nostro Paese ha bisogno di un Ministro che parli di garanzie dei diritti e dei salari dei lavoratori agricoli, di lotta al caporalato, di sviluppo di un'agricoltura moderna che superi il concetto stesso di lavoro usurante, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga importante chiarire quale sia il nesso fra l'apertura dei porti e il fabbisogno di manodopera in agricoltura espresso nelle sue dichiarazioni e quali siano le prime iniziative che intende intraprendere per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e la tutela delle migliaia di aziende oneste che subiscono la concorrenza sleale di chi fa ricorso al lavoro illegale; se sia a conoscenza delle cause che condizionano la mancanza di manodopera agricola italiana direzionando la domanda verso lavoratori stranieri e se ritenga di dover mettere in atto azioni concrete per invertire tale tendenza; come intenda proseguire nell'importante lavoro intrapreso negli ultimi mesi dal gruppo di lavoro del tavolo nazionale sul caporalato e in che modo e con quali tempistiche intenda sviluppare concretamente i temi che sono stati individuati nel corso del lavoro: contrasto alle pratiche sleali di mercato, semplificazione delle norme relative al sistema agricolo e agroalimentare, mercato del lavoro agricolo trasparente, rafforzamento delle politiche di filiera, miglioramento dell'organizzazione e dell'aggregazione delle imprese agricole. Atto n. 4-02175 SACCONE Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da tempo gli amministratori locali dei Comuni di Anzio e Nettuno denunciano la scarsità di personale negli "Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno", paventando la possibilità di un trasferimento di alcuni reparti in altre strutture della Regione Lazio; il 3 settembre 2019, in risposta ad un articolo pubblicato su un periodico locale, la Regione ha diffuso una nota stampa in cui si sostiene che "Non sono previsti spostamenti di reparti. La Asl Roma 6, ha invece avanzato un'ipotesi di incremento di posti letto alla Regione per Anzio, non ancora approvata con DCA. In quella ipotesi non c'è spostamento di reparti da Anzio all'Ospedale dei Castelli"; il successivo 11 settembre, invece, la Regione ha comunicato che il reparto di pediatria ed il pronto soccorso pediatrico, riconsegnati alle città da appena 4 mesi dopo lunghi e costosi lavori di ristrutturazione, sarebbero stati trasferiti a Velletri; si parla con insistenza del rischio di trasferimento in altra sede di altri reparti degli Ospedali riuniti; il 19 settembre i sindaci di Anzio e Nettuno ed il direttore generale della Asl Roma 6 sono stati ricevuti in audizione dalla Commissione Sanità della Regione Lazio; l'assessore regionale per la sanità, pur essendo stato invitato, ha ritenuto di non presenziare a detta audizione, si chiede di sapere: se sia tollerabile che, con un consistente spreco di risorse, venga disposto il trasferimento di reparti strategici, come il pronto soccorso pediatrico e quello di pediatria, ad appena 4 mesi dalla loro riconsegna alle città di Anzio e Nettuno; se sia opportuno che provvedimenti così rilevanti per i cittadini dei territori interessati siano adottati senza il preventivo confronto con i loro amministratori; se sia istituzionalmente corretto il comportamento dell'assessore regionale competente, che ha rifiutato di partecipare ad una riunione così importante per il futuro delle comunità locali interessate dal provvedimento; quali concrete misure i Ministri in indirizzo intendano adottare per evitare che le comunità di Anzio e Nettuno vengano private della possibilità di ricorrere ad una tempestiva assistenza in un campo, quello della pediatria, in cui, più che in altri, la tempestività dell'intervento del personale sanitario non è derogabile, e per impedire che si verifichino altri trasferimenti di reparti sanitari senza il preventivo coinvolgimento delle comunità interessate. Atto n. 4-02176 BRUZZONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il documento del 28 febbraio 2008 dal titolo "La pesca subacquea in apnea nelle aree marine protette", redatto dalla Direzione protezione della natura, Segreteria tecnica per la tutela del mare e la navigazione sostenibile del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha creato una serie di problemi e penalizzazioni per i pescatori in apnea che praticano tale attività a livello ricreativo, sportivo e amatoriale; tale documento conclude che "dal punto di vista ambientale e socio-economico, la pesca subacquea non possa costituire un'attività compatibile con le finalità istitutive di un'area marina protetta" e, pertanto, esclude la pratica della pesca in apnea nelle aree protette, in realtà, anche impedendo ai gestori delle aree marine protette di agire "in deroga" ai divieti imposti dai piani del settore; peraltro, tali conclusioni, come espressamente dichiarato dallo stesso documento, sono state assunte esclusivamente sulla base del principio di "precauzione" sottolineando la scarsità di studi scientifici e la mancanza di dati certi relativi alla pesca subacquea ed alla sua incidenza negli ambienti marini lungo le coste italiane; in pratica, i dirigenti e funzionari del Ministero hanno posto di fatto il veto all'introduzione di deroghe per la pesca in apnea nei regolamenti che disciplinano le attività all'interno delle diverse aree marine, presentati o proposti dai relativi enti gestori. Tali deroghe, previste dall'art. 19, comma 5, della legge n. 394 del 1991, sono però sempre introdotte sia per la piccola pesca professionale, sia per la pesca ricreativa dalla superficie o da imbarcazione con tutte le tecniche consentite; la Federazione italiana pesca in apnea ha in più occasioni evidenziato che il documento penalizza i 250.000 pescatori in apnea censiti in Italia, unica categoria esclusa dalle aree marine protette, e rappresenta un esempio di cattiva informazione e di attacco alla passione dei pescatori sportivi/ricreativi/amatoriali; a distanza di più di 10 anni dall'emanazione di tale documento, occorre rivederne la validità, sulla base di dati nuovi e valutazioni oggettive per la regolamentazione della pesca sportiva, sia di superficie che in apnea, anche tenendo conto del principio della "sostenibilità ambientale" promosso a livello comunitario; inoltre, occorrerebbe rivedere i confini delle attuali aree marine sottoposte a vincolo, privilegiando il controllo e la difesa di aree di eccellenza ben localizzate, anche allo scopo di diminuire i costi di gestione di aree vincolate enormi, inutili e incontrollabili e recuperare risorse economiche a favore degli interventi di controllo e di studio nelle nuove perimetrazioni più appropriate e specifiche, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, da una parte, rivedere i divieti oramai anacronistici imposti per la pesca in apnea nelle aree marine protette e, dall'altra, riconsiderare i confini delle attuali aree marine sottoposte a vincolo, anche coinvolgendo le categorie interessate, le federazioni e le associazioni di pescatori sportivi ricreativi e amatoriali, i gestori delle aree marine protette e dei parchi marini, nonché gli istituti universitari e di ricerca competenti in materia. Atto n. 4-02177 DAMIANI GASPARRI MOLES MODENA GALLONE BERARDI MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che: sulla Gazzetta Ufficiale , IV serie, Concorsi ed esami, del 26 maggio 2017 veniva pubblicato un bando di concorso per il reclutamento di 1.148 allievi agenti della Polizia di Stato; il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, recante "Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione", specificava nuove disposizioni, a giudizio degli interroganti discriminatorie, relativamente allo scorrimento della graduatoria, inibendo di fatto a chi avesse superato i 26 anni di età di partecipare alle prove attitudinali e quindi di essere inserito nella graduatoria utile all'assunzione; nel marzo 2019 veniva dato avvio al procedimento finalizzato all'assunzione di 1.851 allievi agenti, mediante scorrimento della graduatoria della prova scritta di esame del concorso pubblico per l'assunzione di 893 posti di allievi agenti della Polizia di Stato; gli esclusi dalle prove attitudinali adivano il TAR Lazio, il quale nelle more della pronunzia di merito concedeva la sospensiva consentendo di fatto di ultimare l' iter concorsuale ritenendo pregiudizievole l'operato dell'amministrazione; tuttavia veniva pubblicata in data 13 agosto 2019 la graduatoria finale di merito che vedeva la paradossale assenza dei ricorrenti; il successivo decreto monocratico presidenziale del TAR Lazio riconosceva il diritto dei ricorrenti di completare l' iter concorsuale e quindi di essere avviati al corso di formazione; in data 13 settembre 2019 la sezione prima quater del TAR Lazio (R.G. 5159/2019) con ordinanza accoglieva le istanze cautelari, di fatto ammettendo con riserva i ricorrenti al corso di formazione; ad oggi l'amministrazione non ha ottemperato alle statuizioni del Tribunale, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda porre rimedio alla grave inottemperanza dell'amministrazione rispetto agli ordini del Tribunale; come intenda ovviare al grave vulnus che si è creato nell' iter concorsuale dato che vi sono alcuni candidati che hanno già espletato le prove così come prescritte dal bando di concorso ed altri candidati che invece sono stati esclusi in forza di un provvedimento oggetto di giudizio ancora in corso; in che tempi ristabilirà la parità dei diritti tra chi ha già partecipato alle prove e chi invece non è stato ammesso; in che modo intenda consentire anche alla categoria militari volontari in forma prefissata 1 e volontari in forma prefissata 4 di essere reinseriti nella graduatoria e di completare l' iter concorsuale. Atto n. 4-02178 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: martedì 24 settembre 2019 5 auto sono state colpite da numerosi colpi d'arma da fuoco in una zona centrale di Avellino; gli automezzi, appartenenti ed in uso a due distinti gruppi familiari, erano parcheggiati nei pressi delle rispettive abitazioni; sull'accaduto indagano i Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Avellino ma ingenti sono stati i danni alle auto, letteralmente crivellate dai colpi; nella stessa zona della città, un ordigno probabilmente azionato da un telecomando, nella tarda serata di domenica 22 settembre, aveva fatto esplodere un'auto, da cui era appena sceso un imprenditore della ristorazione; gli investigatori non escludono che i due episodi possano essere collegati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi fatti e se intenda potenziare dotazioni e mezzi delle forze dell'ordine per meglio controllare un territorio che negli ultimi tempi registra un preoccupante ritorno dell'attività criminale; se risulti dalle prime indagini che questi gravi episodi possano avere una matrice camorristica. Atto n. 4-02179 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: il Governo ha dovuto affrontare il fenomeno dei flussi migratori, sia con riferimento ai profughi in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni politiche, razziali e religiose, sia in relazione a quanti fuggono dalla miseria e dalla fame, per l'evidente crescita, in termini numerici, dei migranti che giungono nel nostro Paese; finora, l'Italia non è riuscita a far accettare ai partner europei la necessità di una maggiore solidarietà nei confronti dei Paesi, come l'Italia, che per ragioni geografiche si trovano a dover fronteggiare tali flussi; purtroppo, al fenomeno migratorio e alle sue evoluzioni sono state fornite risposte del tutto inadeguate sia per bloccare gli arrivi che per favorire una reale integrazione; in molte città questo fenomeno sta producendo gravissime conseguenze sul piano dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini; nella città di Napoli, l'area intorno a piazza Garibaldi, soprattutto nel quartiere Vasto e a porta Nolana, si caratterizza per la costante ed invasiva presenza di migranti che, da soli o in unione con la criminalità locale, sono spesso protagonisti di violazione delle leggi; in particolare, il comitato dei cittadini residenti di porta Nolana hanno mostrato grande preoccupazione per il numero sempre più rilevante di migranti che stazionano continuamente nella piazza e nelle stradine limitrofe, allestendo anche, con scatole di cartone, improvvisati giacigli per la notte; spesso, come documentato da numerosi articoli di giornale e video pubblicati sui social network , si assiste a risse che coinvolgono interi gruppi a qualunque ora del giorno e della notte, con i residenti che sono costretti a subire un continuo disturbo della loro quiete; la portata, l'impatto e il preoccupante incremento del fenomeno richiedono l'adozione di misure urgenti per garantire la difesa dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini di quell'area; la situazione di porta Nolana peggiora di giorno in giorno, nonostante la presenza delle forze dell'ordine che pur stazionando per ore in piazza Nolana, non svolgono alcun tipo di attività; anzi, la presenza di agenti ha il solo effetto di far spostare decine e decine di immigrati nelle adiacenti via Diomede Marvasi, via Raffaele Conforti, via Soprammuro e via Nolana, dove indisturbati continuano i loro loschi traffici con la vendita di telefonini e biciclette rubate, spaccio di stupefacenti eccetera; poiché nessuno controlla i loro documenti, non si sa neanche se tra questi migranti vi siano persone a cui è stato già intimato l'abbandono del territorio nazionale o se vi siano richiedenti asilo cui è stato rifiutato il riconoscimento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario attivarsi per avviare un piano specifico per riportare la legalità e la sicurezza a Napoli nelle zone del Vasto e di porta Nolana attualmente in balia di gruppi di immigrati dediti alle più disparate attività illegali. Atto n. 4-02180 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in data 22 settembre 2019 sono stati vissuti attimi di apprensione in via Roma a Sarno (Salerno) per la situazione verificatasi nella mattina per ben due volte nel giro di pochi minuti: al passaggio dei treni le sbarre sono restate alzate; il grave rischio potenziale si è verificato al passaggio a livello in pieno centro cittadino, a pochi passi dagli istituti scolastici, e proprio alcuni studenti hanno immediatamente segnalato il mancato funzionamento; a quanto risulta all'interrogante pare che il problema sarebbe stato causato dal maltempo che ha creato un'interruzione del flusso di corrente nel sistema automatico di gestione delle sbarre; al passaggio dei convogli si è attivato l'impianto di sicurezza, con i treni rallentati sui binari verso la stazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del grave accaduto, che solo per miracolo non ha generato incidenti dalle tragiche conseguenze; se ritenga che si debba affrontare il problema degli attraversamenti ferroviari nei centri abitati dell'agro nocerinosarnese, area densamente abitata a nord di Salerno, che generano inquinamento per il blocco del traffico e mettono a rischio l'incolumità dei cittadini. Atto n. 4-02181 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in data 23 settembre 2019 si è verificato l'ennesimo incidente mortale sulla strada Cilentana, nella galleria di Prignano Cilento (Salerno); un uomo di 50 anni di Castellabate ha perso la vita nell'impatto tra la sua auto ed un'altra vettura; gli occupanti di quest'ultima auto, un 42enne e una 67enne di nazionalità argentina, hanno riportato gravi ferite ed ora sono ricoverati in ospedale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del grave fatto che costituisce l'ennesimo tributo di sangue che viene pagato su una fondamentale arteria stradale che denota una grave deficit di sicurezza; se ritenga che l'Anas debba con urgenza predisporre un piano di ammodernamento della strada Cilentana, che continua a mietere morti e feriti. Atto n. 4-02182 IANNONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: un vasto incendio si è propagato sul monte Saretto a Sarno (Salerno) il 20 settembre 2019; è stata disposta la chiusura delle scuole ed i cittadini residenti a ridosso della zona pedemontana hanno dovuto lasciare le case e recarsi nelle abitazioni di familiari e di amici, o in alternativa nell'istituto "Baccelli" per trascorrere la notte al sicuro; sono state ore di alacre lavoro per controllare il fronte di fuoco: due squadre, per un totale di 10 uomini, dell'antincendio boschivo della Provincia di Salerno hanno raggiunto i luoghi per affiancare i Vigili del fuoco e le squadre di volontari; è stato predisposto anche l'invio degli elicotteri regionali che sono entrati in azione alle prime ore del giorno, non appena le condizioni lo hanno reso possibile; il direttore generale della protezione civile della Regione Campania si è tenuto in stretto contatto con la sala operativa regionale, si chiede di sapere: se risulti dolo nello sviluppo dell'incendio, atteso che già altre volte i monti che dominano la città di Sarno sono stati interessati da incendi di grave entità; quali iniziative si intenda realizzare per accertare le eventuali responsabilità della mancata vigilanza; se si ritenga che l'accertamento di eventuali colpevoli meriti la costituzione in giudizio dello Stato quale parte civile. Atto n. 4-02183 BARBONI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, recante "Attuazione della direttiva 93/16/CE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli", modificato dall'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, recante "Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche", prevede l'estensione anche agli ufficiali medici della Guardia di finanza della possibilità di fruire di posti riservati presso le scuole di specializzazione mediche; la disposizione concorre in modo determinante all'elevazione professionale di tali ufficiali medici e consente di salvaguardare il percorso formativo, già intrapreso da alcuni vincitori di concorso, consentendo loro di non lasciare gli studi già iniziati che possono essere utili alle finalità operative dei ruoli tecnici della Guardia di finanza; tale procedura produrrebbe un risparmio economico delle risorse dedicate all'eventuale convenzionamento di medici specialisti civili, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attuare tale disposto normativo, finalizzato ad avviare un programma di formazione dei propri medici, incrementando la formazione specialistica delle risorse interne. Atto n. 4-02184 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che: nel 2013 esponenti del movimento per la casa "Action" hanno occupato in maniera abusiva uno stabile di Roma in zona San Giovanni; gli ingenti debiti accumulati negli anni hanno permesso alla società energetica Hera di ottenere il distacco della corrente elettrica dopo aver contabilizzato una morosità di circa 300.000 euro; uno dei locali dello stabile occupato illegalmente era adibito a discoteca con somministrazione di alcolici; a seguito dell'interruzione dell'energia, delle proteste e degli appelli da parte degli abitanti abusivi dello stabile, l'elemosiniere del Papa, monsignor Konrad Krajewski, ha fatto rimuovere i sigilli dal contatore dell'energia elettrica ripristinandone l'utilizzo; ad oggi, nonostante permanga la morosità dei residenti, sono stati riaperti nel palazzo la discoteca e un'osteria, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e quali misure di competenza stia adottando o intenda adottare per ripristinare la legalità e restituire ai legittimi proprietari i locali occupati; se non ritenga di dover far intervenire gli uffici preposti alla verifica delle norme fiscali, previdenziali e di sicurezza che sono in gran parte, evidentemente, violate all'interno dei locali; se non ritenga altresì di far intervenire le forze dell'ordine in quanto, come si apprende dalla stampa, nei locali adibiti a sala da ballo è evidente il consumo di stupefacenti. Atto n. 4-02185 GASPARRI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: come si apprende dalla stampa, nei mesi scorsi nella foresteria in cui soggiornava l'ex ministro Toninelli, alloggio assegnatogli dal Ministero, ci sono stati diversi malfunzionamenti ad alcuni elettrodomestici della cucina; tali malfunzionamenti sono stati ovviati dapprima con riparazioni e poi con interventi e sostituzioni degli elettrodomestici; in particolare, il costo della riparazione della lavastoviglie è stato intorno a 1.280 euro più Iva e, non risultando attive convenzioni Consip, si è proceduto a trattativa diretta con la Me.G.I.C. Italia grandi impianti, che ha eseguito la riparazione; pochi mesi dopo, a seguito della richiesta del caposegreteria del Ministro di sostituire con una nuova la lavastoviglie della foresteria, di nuovo rotta e non più riparabile, e di assistenza tecnica per la riparazione del frigorifero, la stessa ditta, a cui ci si è rivolti di nuovo, ha stimato la spesa complessiva in 1.600 euro più Iva; le due determine, firmate dal capo di gabinetto Scaccia e dal direttore generale del personale Finocchi, hanno comportato, quindi, una spesa complessiva di quasi 3.000 euro con affidamento sempre alla stessa società di manutenzione; sempre dagli organi di stampa, si apprende che nello stesso periodo il dipartimento biologia e biotecnologie dell'università Sapienza di Roma ha avuto lo stesso problema, e ordinato una lavapiatti nuova al prezzo di 362,80 euro più Iva, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa vicenda e se non intenda fare chiarezza su spese e modalità di affidamento dei lavori. Atto n. 4-02186 PAPATHEU Ai Ministri per le pari opportunità e la famiglia, del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia Premesso che: sono finora 29 gli iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e demoni", condotta dai Carabinieri di Reggio Emilia per gravi reati commessi su bambini strappati alle loro famiglie; su tale vicenda prosegue tuttora l'attività di accertamento da parte della Procura di Reggio Emilia. Sei persone il 27 giugno 2019 sono finite agli arresti domiciliari e tra loro anche il sindaco di Bibbiano, sospeso dalla carica dal prefetto. Al centro dell'indagine le complesse vicende relative ai bambini (10 in tutto quelli confluiti nel fascicolo originario) che sarebbero stati strappati alle loro famiglie naturali ricorrendo a escamotage illeciti messi in atto da operatori dei servizi sociali di Bibbiano; secondo gli inquirenti, questi ultimi avrebbero steso relazioni che riportavano particolari falsi per mettere in cattiva luce i genitori naturali (ad esempio abusi da loro subiti, case in pessimo stato, scarse attenzioni verso i figli) e poter così disporre l'affidamento coatto dei minori ad altre famiglie. Dietro a queste ipotesi di reato, che prefigurano gravi accuse (tra cui falsità ideologica, abuso d'ufficio, frode processuale, violenza privata, peculato, depistaggio e lesione personale aggravata per alcuni bambini sottratti) si evidenzia un business che avrebbe colpito e sfruttato dei minori, sottoposti a sedute di psicoterapia in una struttura pubblica di Bibbiano, praticate da operatori del centro privato torinese "Hansel e Gretel", che avrebbero percepito un compenso orario doppio rispetto a quello medio di analoghi professionisti; altri approfondimenti sono in corso su altri possibili casi di affidi illeciti segnalati da altre famiglie, che si sono rivolte ai legali e alla Procura per denunciare di aver vissuto situazioni simili a quelle oggetto del filone di inchiesta principale, si chiede di sapere quali urgenti iniziative, ciascuno per le rispettive competenze, i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di contrastare simili violenze inaccettabili a danno dei più piccoli, di garantire la regolarità delle procedure riguardanti i casi di bambini in affido e di tutelare, con ogni mezzo, chi non ha altri strumenti per difendersi se non quelli forniti dagli adulti, assicurando che simili drammatiche vicende non abbiano ulteriormente a verificarsi. Atto n. 4-02187 PAPATHEU Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: negli ultimi 6 anni sono stati proclamati in Italia 87 stati di emergenza con danni riconosciuti per oltre 9,4 miliardi di euro, a fronte dei quali, però, gli importi trasferiti dallo Stato sono stati meno del 10 per cento; dal 1999 al 2017 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha risposto alla richiesta di fondi per la prevenzione (circa 23 miliardi di euro per oltre 8.000 interventi) con un supporto pari a 5,6 miliardi (dati Ispra, che raggruppa atti e decreti in 6 macrocategorie) con iniziative come il decreto-legge n. 180 del 1998 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 267 del 1998) varato dopo l'alluvione di Sarno e gli accordi di programma 2010-2011; in tale quadro, alla Sicilia sono stati assegnati 662 milioni di euro, alla Lombardia 551 e alla Toscana 567. A livello nazionale, solo il 44 per cento dei fondi (quindi circa 2,4 miliardi) sono stati impiegati in progetti portati a termine; il 15 per cento, più di 800 milioni di euro, è stato destinato a progetti mai avviati o definanziati; al verificarsi delle emergenze ai fondi per le prime attività di soccorso non seguono gli stanziamenti per la progettazione; in un Paese drammaticamente afflitto dall'emergenza del dissesto idrogeologico, il piano "ProteggItalia", pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 aprile 2019, non assegna fondi sufficienti per la prevenzione poiché circa 3 degli 11 miliardi di euro complessivi stanziati sono dedicati alle emergenze e quasi tutti sono già stati assegnati dal Dipartimento della protezione civile per le calamità dell'autunno 2018. I fondi realmente destinati al Ministero dell'ambiente per la prevenzione sono 4 miliardi di euro per il periodo 2019-2021 a cui si aggiungono 900 milioni di euro a triennio da qui al 2030; i dati di Ispra e Dipartimento evidenziano come l'Italia sia un territorio fragile: il 16,6 per cento è mappato nelle aree di maggiore pericolosità di dissesto idrogeologico, aree nelle quali ci si trova a ragionare in chiave di risposta a una calamità. E tra il 1° maggio 2013 e il 13 maggio 2019, 19 delle 20 Regioni italiane hanno operato almeno una dichiarazione dello stato d'emergenza e hanno chiesto, nel complesso, 11,4 miliardi di euro, di cui 9,4 riconosciuti legittimi dai commissari, si chiede di sapere il Governo intenda adoperarsi affinché sia rivista la previsione economica dei fondi per la prevenzione e se siano previste iniziative volte a favorire la pianificazione urbanistica e adeguati investimenti per politiche di riassetto ambientale del territorio. Atto n. 4-02188 PAPATHEU Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: la mappa demografica dell'Italia di oggi, disegnata nell'ultimo rapporto Istat, evidenzia che nel 2018 si sono registrate soltanto 439.000 nascite, mai così poche dal primo dopoguerra in poi. La recessione demografica in un decennio ha portato ad un decremento di 140.000 nascite rispetto al 2008 e risulta, inoltre, che il 45 per cento delle donne tra i 18 e 49 anni non ha ancora messo al mondo un figlio. Il rapporto attesta, dunque, che per 165 anziani ci sono solo 100 giovani; la popolazione italiana al 31 dicembre 2018 è scesa a 55.104.000 persone, 235.000 in meno rispetto all'anno precedente (con un calo dello 0,4 per cento). Per avere un eloquente termine di paragone si consideri che rispetto al 2014 la perdita di italiani è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (677.000 abitanti in meno); il Governo Conte I, come reso noto dall'ex Ministro per la famiglia e le disabilità, aveva avviato l' iter per l'istituzione di un assegno unico con importo dai 100 ai 300 euro per ogni bambino dai zero fino ai 26 anni al fine di contrastare il calo demografico. Tale iniziativa prospettava, altresì, un'interlocuzione presso la Commissione europea considerando che "gli incentivi alla natalità devono essere considerati come un investimento"; appare, pertanto, importante conoscere le reali intenzioni del nuovo Esecutivo su questa o similari iniziative atte a favorire nuove nascite e a porre così rimedio al progressivo consolidamento di un calo demografico senza precedenti: si è di fronte alla peggiore fase di declino demografico degli ultimi 90 anni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi al fine di istituire l'assegno unico da 0 a 26 anni, già ipotizzato dal precedente Governo, o in alternativa quali altre iniziative siano previste per incentivare le nascite e contrastare la grave emergenza demografica in atto nel nostro Paese. Atto n. 4-02189 PAPATHEU Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: la disoccupazione giovanile nel Sud Italia ha raggiunto e superato il 50 per cento e un giovane meridionale su 2 non lavora. Ciò è quanto emerso da una ricerca condotta da Confindustria in collaborazione con Srm-Studi e ricerche per il Mezzogiorno (centro studi del gruppo Intesa Sanpaolo), secondo cui l'emergenza lavoro per i giovani, che ha caratterizzato la fotografia del Sud degli ultimi anni, non accenna a ridursi, sebbene solo un quarto circa delle domande di reddito di cittadinanza presentate faccia riferimento a persone di età inferiore a 40 anni; al Mezzogiorno i disoccupati sono circa 1,5 milioni e molti di più sono gli inattivi. A giudizio dell'interrogante si conferma, pertanto, l'assoluta inefficacia dei provvedimenti assunti dal Ministero per il Sud sotto la gestione dell'ex ministro Lezzi; il tasso di attività si ferma al 54 per cento e quello di occupazione al 43,4 per cento. La ricerca mostra tutte le difficoltà del 2018 e sin qui del 2019: il primo trimestre 2019 è stato infatti il terzo di fila a far segnare un andamento negativo, con gli occupati al Sud tornati sotto la soglia dei 6 milioni, con una flessione in quasi tutte le regioni, tranne Molise, Puglia e Sardegna. Si registra, inoltre, la totale assenza di crescita per le imprese e nei primi mesi del 2019: quelle attive sono meno di 1,7 milioni, esattamente come un anno fa. Nel 2018 hanno ripreso a crescere invece i fallimenti e le liquidazioni volontarie, sintomo del peggioramento della percezione sulle aspettative future degli imprenditori meridionali, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto a fronte della crisi sempre più grave che caratterizza la condizione economica, imprenditoriale ed occupazionale delle regioni del Sud Italia. Atto n. 4-02190 PAPATHEU Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: i dati diffusi dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) sui casi di infortuni e malattie professionali nei primi 7 mesi del 2019 sono drammatici; tra gennaio e luglio 2019 sono state 378.671 le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Istituto (con un calo dello 0,02 per cento rispetto al 2018), 599 delle quali con esito mortale (con un aumento del 2,0 per cento). I dati provvisori danno in aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 38.501 (2,7 per cento in più). Aumentano del 4,3 per cento le morti sul lavoro e sono 432 i decessi rilevati, con 167 infortuni mortali in itinere . Il tutto con una media mensile complessiva di mortalità sempre più drammatica: 85 vittime al mese, da Nord a Sud del Paese; le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro nel 2019 sono 22, e vi sono stati 29 casi di decesso in itinere . La Lombardia è al primo posto di questa inquietante statistica (62 vittime), nella quale seguono: Lazio (43), Piemonte (40), Campania (38), Sicilia (35), Emilia-Romagna e Veneto (44), Puglia (28), Toscana (24), Trentino-Alto Adige e Abruzzo (14), Marche (11), Basilicata e Calabria (9), Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Liguria (8), Sardegna (7), Molise (6). Le province in cui si muore di più sono Roma (31), Napoli (16), Milano e Torino (15), Brescia (14), Foggia e Vicenza (12) Cuneo e Palermo (11), Avellino, Bolzano, Verona e Firenze (9). Le vittime riguardano i settori attività manifatturiere (59), costruzioni (55), trasporto e magazzinaggio (45), commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (26). La fascia d'età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è tra i 45 e i 64 anni (280 vittime); i dati confermano l'inconsistenza, o peggio l'assenza, in Italia di politiche per la prevenzione del rischio; il presidente dell'osservatorio sicurezza sul lavoro "Vega Engineering", Mauro Rossato, nell'elaborare tali dati ha affermato in termini eloquenti che: "Il copione è quello di una tragedia che si ripete. Solo che non si tratta di una messinscena a teatro, ma della dura e crudele quotidianità lavorativa nel nostro Paese"; si lavora per vivere, non per morire. Dignità e sicurezza sul lavoro devono essere una priorità vera per il Paese e lo Stato deve fare di più e rimediare alla perdurante assenza di politiche efficaci ed incisive per sconfiggere questa emergenza nazionale; occorre adottare misure più stringenti per garantire le dovute condizioni di sicurezza ma anche la diffusione di una maggiore cultura della sicurezza tra i datori di lavoro e i lavoratori, si chiede di sapere: se e con quali modalità il Ministro in indirizzo intenda avviare un apposito piano di rafforzamento dei controlli per la sicurezza nei cantieri, promuovendo al contempo un'adeguata attività di formazione del personale, specie nei luoghi dove il rischio di infortuni è elevato; se ritenga utile prevedere una campagna di sensibilizzazione nelle scuole al fine di avvicinare al tema della sicurezza i giovani che saranno i futuri lavoratori e imprenditori del nostro Paese. Atto n. 4-02191 PAPATHEU Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Istat, nel report "Economia non osservata nei conti nazionali" relativo agli anni 2013-2016, ha stimato che nel 2016 il valore aggiunto generato dall'economia "sommersa" in Italia ha raggiunto i 200 miliardi di euro. Il tutto concerne un ampio contesto che va dalle "sotto" dichiarazioni all'impiego di lavoro irregolare, dagli affitti in nero alle mance; il volume del lavoro nero nel nostro Paese connesso ad attività illegali come la produzione ed il traffico di droga, la prostituzione ed il contrabbando di tabacco, incluso l'indotto, risulta addirittura pari a circa 18 miliardi di euro; i 210 miliardi di euro di volumi d'affari dell'economia sommersa e illegale equivalgono al 12,4 per cento dell'intero Pil (dato del 2016). I dati raccolti nel periodo 2013-2016, in cui il Paese era governato da Esecutivi di centrosinistra, tracciano un quadro a dir poco preoccupante nel quale non si evincono poi tangibili miglioramenti nel successivo periodo in cui è arrivato al Governo il Movimento 5 Stelle; nel dettaglio il sommerso riguarderebbe i seguenti comparti nella relativa misura: commercio, trasporti, alloggio e ristorazione: 23,7 per cento; costruzioni: 22,7 per cento; attività professionali, scientifiche e tecniche, attività amministrative e di servizi di supporto: 18,2 per cento; agricoltura, silvicoltura e pesca: 16,4 per cento; attività professionali, scientifiche e tecniche: 18,2 per cento; servizi di informazione e comunicazione: 6,8 per cento; attività immobiliari: 6,5 per cento; amministrazioni pubbliche, difesa, istruzione, sanità e assistenza sociale: 4,7 per cento; attività finanziarie e assicurative: 3,6 per cento; altre attività dei servizi: 33,3 per cento; in Italia i lavoratori irregolari sono circa 3,7 milioni, in prevalenza dipendenti (2,6 milioni): il 15,6 per cento dei lavoratori a tempo pieno è costituito da irregolari. Pertanto, secondo l'Istat si evince come "Il ricorso al lavoro non regolare da parte di imprese e famiglie sia una caratteristica strutturale del mercato del lavoro italiano"; emerge un quadro allarmante nel quale ai sistematici annunci governativi non hanno poi fatto sinora seguito efficaci misure atte a contrastare il lavoro sommerso e quello illegale, né a sostenere l'operato delle autorità preposte, le forze dell'ordine e gli organi ispettivi, che, nonostante ogni giorno si adoperino con abnegazione, spesso non dispongono dei necessari strumenti, legislativi, logistici e materiali, atti a renderne più incisiva l'azione, si chiede di sapere quali misure i Ministri in indirizzo intendano attuare per il contrasto dell'economia sommersa e illegale e se siano previste nuove iniziative a supporto dell'attività delle autorità preposte ai controlli. Atto n. 4-02192 PAPATHEU Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: da notizie di stampa si apprende che il Movimento 5 Stelle, nel quadro dei provvedimenti concernenti l'azione del nuovo Esecutivo, intenda far scattare l'aumento dell'IVA solamente a chi paga in contanti, prevedendo al contrario un meccanismo di rimborso, una sorta di cashback , per chi utilizza bancomat e altri strumenti tracciabili; tale misura, che verrebbe inserita nel contesto degli strumenti di lotta all'evasione fiscale in quei settori ritenuti a maggior rischio di evasione (ristorazione, alberghi e manutenzione della casa), ha già suscitato l'immediata reazione di numerosi operatori economici italiani, associazioni di categoria e cittadini; risulta all'interrogante che il piano del Ministero dell'economia e delle finanze durante l'incarico di Giovanni Tria prevedesse dal 1° gennaio 2020 un aumento dell'aliquota ordinaria dal 22 al 25,2 per cento e di quella agevolata dal 10 al 13 per cento, con rimborso della differenza di aliquota nel 2021 nel caso di pagamenti con mezzi tracciabili. L'iniziativa ora prospettata invece prevedrebbe l'aumento dell'IVA dal 10 al 23 per cento, sempre dal 1° gennaio 2020, per i consumatori che pagano in contante al ristorante o nelle strutture ricettive; vi sarebbe inoltre l'intenzione di vincolare una serie di detrazioni e deduzioni, ad esempio le spese mediche e veterinarie, all'uso del pagamento elettronico; tali ipotesi preoccupano le imprese ed i professionisti; l'idea del cashback è già stata oggetto di aspre critiche da parte di Federalberghi che, evidenziando un problema verso i clienti stranieri che rappresentano il 50 per cento della clientela, si chiede come avverrebbe il ristorno con loro; secondo il M5S gli alberghi sarebbero tra le imprese a maggior rischio di evasione ma ciò, come rilevato in particolare da Federalberghi, mostra "Una scarsa conoscenza delle dinamiche burocratiche e di controllo cui sono sottoposte le strutture": gli alberghi sono già controllati da tutti i Corpi dello Stato, a partire dalle Questure, quando depositano i documenti dei clienti, per continuare con i Comuni, quando trasmettono l'imposta di soggiorno, per finire con la Guardia di finanza e l'Agenzia delle entrate, a consuntivo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda introdurre l'aumento dell'IVA per il pagamento in contanti in ristoranti, alberghi e per i lavori di manutenzione della casa e, in caso affermativo, quali siano le stime previsionali relative a tale provvedimento. Atto n. 4-02193 PAPATHEU Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il tasso di disoccupazione dei giovani in Italia, secondo i dati Istat, tra i 15 e i 29 anni è attualmente ai massimi storici dal 1970 con percentuali che superano i 40 punti: 3 milioni sono i disoccupati e più in generale gli inattivi dal lavoro sono circa il 73 per cento nella fascia d'età tra i 15 e 24 anni; a fronte di tale grave situazione per contrastare la quale a giudizio dell'interrogante nessun risultato positivo è stato prodotto dal Ministro pro tempore Luigi Di Maio, si evidenzia il permanere di un quadro disastroso del sistema lavoro in generale, e allo stesso tempo rimane irrisolta in Italia anche la problematica dei lavori "minori", per i quali ci sarebbe disponibilità di impiego ma che nessuno vuole svolgere: si tratta di quei lavori di manualità, lavori "posti in piedi"; secondo i dati pubblicati di recente dalla stampa a seguito di una ricerca realizzata tra gli iscritti all'ordine dei consulenti del lavoro, in Italia attualmente ci sono 29.000 posti di lavoro disponibili che non trovano la disponibilità di lavoratori interessati. A quanto risulta, nel primo trimestre 2019 le aziende hanno offerto un posto che nessuno ha poi nemmeno cercato e un'analoga ricerca già svolta anche nell'agosto 2018 aveva confermato la stessa problematica. Pizzerie, panifici, gelaterie e pasticcerie hanno avuto e continuano ad avere difficoltà nel trovare nuovi dipendenti. Nonostante la grave crisi occupazionale, si registrano posizioni vacanti nei settori delle professioni di cuoco, falegname, meccanico, panettiere, fabbro, idraulico, cameriere, spedizioniere doganale, operatore import-export , estetista. La difficoltà di reperire del personale esperto ha costretto i gestori ad assumere spesso personale non qualificato o non idoneo. Un paradosso, se si pensa che in alcuni casi lo stipendio offerto può anche raggiungere i 2.000 euro mensili (come nel caso del panettiere); tuttavia, rispetto ad un impiego manuale prevale la ricerca di lavoro non faticoso oppure legato a tecnologia e innovazione; occorre quindi riqualificare e rivalutare lavori tradizionali, dignitosi e anche ben pagati, ma che nessuno vuole più fare, incentivando quelle professioni che spesso non vengono ritenute una "prima scelta" dal potenziale lavoratore, al fine di aumentare l'occupazione e garantire una più idonea qualità nell'offerta dei mestieri che non vengono presi in considerazione, si chiede di sapere quali misure concrete di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per affrontare la problematica rappresentata, al fine di incentivare, in particolare, la sopravvivenza di mestieri legati all'antico sapere artigianale. Atto n. 4-02194 PAPATHEU Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze Premesso che: le prime perturbazioni atmosferiche di fine estate, con rovesci temporaleschi e fenomeni alluvionali, hanno interessato in questi giorni la Sicilia, causando disagi e danni in alcune aree dell'isola in particolare nel palermitano e soprattutto nell'ennese; nel comune di Leonforte si è verificata una "bomba d'acqua" che ha riversato acqua e fango sulle arterie stradali, costringendo molti cittadini a rimanere chiusi in casa mentre il perimetro urbano è rimasto impraticabile con strade inagibili. Alcune auto inoltre sono state trascinate dalla furia di fiumi e torrenti che hanno invaso le vie del centro, piazze e zone periferiche; il sindaco, Carmelo Barbera, a tal proposito ha dichiarato: "Stiamo vedendo con la Protezione civile il modo per finanziare dei progetti che tengano conto della nuova struttura del paese. Le condotte delle acque bianche non sono pronte a recepire tutte le acque che vengono dal Cernigliere. Oltre agli interventi sul Canale Tagliata, stiamo studiando un piano strutturale. Si tratta di lavori da realizzare immediatamente"; urgono pertanto immediati interventi indispensabili e lo stanziamento di risorse necessarie a consentire opere di riassetto ambientale, ripristino e messa in sicurezza dei luoghi, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga di valutare la dichiarazione dello stato di emergenza, laddove richiesto dal presidente della Regione Siciliana; se si intenda stanziare opportune risorse finanziarie per i lavori post maltempo nei comuni siciliani, tra i quali Leonforte, colpiti da tali fenomeni alluvionali. Atto n. 4-02195 PAPATHEU Al Ministro della salute Premesso che: secondo l'Agenzia regionale di sanità (Ars) Toscana sarebbero 31 le morti provocate dal batterio "New Delhi"; tra novembre 2018 e il 31 agosto 2019 risulterebbe che in Toscana il batterio, che nei pazienti con sepsi ha una mortalità del 40 per cento, sia stato isolato nel sangue di 75 pazienti ricoverati con patologie gravi. Tra questi ci sono stati 31 decessi ma, è stato spiegato da fonti della Regione, questo non vuole dire, al momento, che ci sia un nesso causale automatico con la presenza del ceppo batterico: l'infezione potrebbe essere una concausa o non aver provocato la morte. Sono invece 708, al 31 agosto 2019, i portatori del ceppo batterico ricoverati negli ospedali toscani, sui quali sono state applicate misure igieniche di contenimento. È stato, peraltro, pubblicato dall'Ars l'apposito monitoraggio sulla diffusione del batterio Ndm (New Delhi metallo beta-lactamase) in Toscana; secondo l'Istituto superiore di sanità "la diffusione del superbatterio New Delhi (Ndm), variante della Klebsiella pneumonie particolarmente resistente agli antibiotici, comporta la necessità di elevare il livello di attenzione nel Paese"; l'istituto ha inoltre precisato che "al momento si tratta di decessi sospetti e che non vi sarebbe nesso causale automatico. L'infezione potrebbe essere una concausa o non aver provocato i casi di morte"; nell'area nordovest della Toscana risulterebbero esserci 350 portatori, di cui 44 infetti. La questione interessa evidentemente, di riflesso, tutto il resto del territorio italiano, i presidi ospedalieri e le varie Regioni che intendono averne piena contezza e sui rischi del caso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali urgenti iniziative siano state assunte o predisposte per affrontare l'emergenza e prevenire ulteriori casi e rischi di contagio, a tutela dei cittadini ed in particolare delle fasce deboli come bambini e anziani. Atto n. 4-02196 PAPATHEU Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: dalle stime ufficiali dell'Inps risulta attualmente l'evasione dei contributi pensionistici in Italia sia superiore agli 11 miliardi di euro; tale dato si riferisce soltanto al lavoro dipendente, sarebbero quindi esclusi almeno altrettanti miliardi relativi a liberi professionisti, artigiani, consulenti e imprese individuali; in passato lo Stato, pur nella complessità delle procedure di recupero delle somme, tra servizi di ispettorato Inps, Inail e Ministero del lavoro, riusciva ad incassare quasi il 10 per cento ogni anno, poi con il Governo Renzi e il ministro Poletti, nel 2015 è arrivata la riforma nella quale si è disposto che per evitare sovrapposizioni, sprechi di risorse e per rendere più efficaci i controlli i soggetti vigilanti avrebbero dovuto essere coordinati dall'Istituto nazionale del lavoro; il risultato di questa riforma è stato opposto a quello preventivato: si è scesi da 235.122 controlli del 2013 a 160.347 controlli del 2017 con 74.775 controlli in meno, e il recupero dei contributi evasi è passato da 421,9 milioni del 2013 a 100,1 milioni del 2017 con 321,773 milioni di euro in meno; dal 2014 a oggi l'Inps ha perso oltre 300 ispettori e di conseguenza il numero dei controlli è crollato. Così nel bilancio previsionale dello Stato per il 2018 è stato indicato come valore degli accertamenti di vigilanza la somma di 432 milioni di euro, a fronte della media di oltre un miliardo di recupero annuo nel periodo 2013-2016; il Ministero del lavoro e delle politiche sociali inoltre non riesce a garantire agli ispettori la possibilità di muoversi agevolmente sui territori di appartenenza per garantire maggiori controlli: gli ispettori infatti devono muoversi quasi sempre con i mezzi pubblici, anche per raggiungere le aziende con la sede in zone periferiche e spesso servite da linee disastrate; il Ministero non dispone del know how necessario per coordinare le attività, risulta essere in possesso di software molto avanzati che elaborano e incrociano numerosi dati per verificare se i versamenti contributivi di un'azienda sono in linea con l'attività dell'azienda stessa, ma non è in grado di gestire l'enorme mole di informazioni; occorrerebbe, quindi, verificare tali criticità che rischiano di determinare un danno alle casse dello Stato, accertando se la riforma del "Jobs act" (legge n. 183 del 2014) sia stata introdotta a suo tempo senza predisporre prima la formazione e l'adeguamento tecnologico del personale o se, come ipotizza un'inchiesta giornalistica del "Corriere della Sera", "la competenza sia stata affidata al Ministero per permettere alla politica di controllare i controllori", si chiede di sapere: quale sia la situazione attuale nell'amministrazione per quanto concerne la dotazione organica degli uffici, l'organizzazione dei controlli e se risultino carenze di personale; a quali motivazioni sia da ricondurre il netto calo delle attività di controllo dell'evasione. Atto n. 4-02197 PAPATHEU Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la società Autostrade per l'Italia, controllata dalla holding Atlantia, ha in concessione attualmente circa 3.000 chilometri della rete autostradale italiana; da notizie stampa si apprende che Spea Engineering, la società del gruppo Atlantia incaricata del monitoraggio e dei controlli sulla rete autostradale, ha disposto la sospensione immediata dall'incarico di alcuni dipendenti, due per esattezza, coinvolti nel procedimento di falso sui viadotti "Pecetti" sulla A26, in Liguria, e "Paolillo" sulla A16, in Puglia; la Procura di Genova, che indaga sulle cause del crollo del "ponte Morandi" che il 14 agosto 2018 causò la morte di 43 persone, ha trasmesso ora gli atti all'autorità giudiziaria di Avellino che a sua volta ha indagato sulla strage del bus precipitato nel 2013 dal viadotto "Acqualonga" della A16 Napoli-Canosa, causando la morte di 40 persone; in particolare, i magistrati genovesi hanno inviato alcune intercettazioni relative alla Direzione operazioni centrali di Autostrade all'epoca del crollo del ponte Morandi e, grazie ad alcuni file custoditi nel computer di uno degli indagati nell'inchiesta sui falsi report sui viadotti, gli investigatori hanno scoperto che già nel 2017 alcuni atti avrebbero rappresentato un quadro non veritiero sullo stato delle strutture, sempre per un obiettivo: ridurre i costi, una logica di comportamento che "prevale sulla finalità di garantire la sicurezza dell'infrastruttura"; da ciò si evince che alcuni organismi preposti a garantire la sicurezza delle infrastrutture per la circolazione in Italia non hanno svolto adeguatamente la loro funzione di controllo sullo stato di salute della rete stradale (ponti e viadotti, come anche asfalto drenante, segnalamenti e servizi ausiliari); il quadro diventerebbe ancora più allarmante se si considera che la condizione del sistema stradale nazionale evidenzia una bassa qualità delle strutture viarie e scarsi livelli di manutenzione a fronte dell'entità enorme del traffico su gomma, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda riferire con urgenza sulla vicenda; se, al fine di salvaguardare l'incolumità di milioni di utenti in transito nel nostro Paese, siano stati avviati un accertamento sull'attendibilità di tutti i report e perizie esistenti sulla sicurezza dei viadotti, riguardanti iter di monitoraggio e controlli eseguiti negli ultimi 5 anni sulla rete autostradale nazionale. Atto n. 4-02198 PAPATHEU Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: negli ultimi 30 anni in Italia è andato distrutto il 12 per cento del patrimonio forestale nazionale e tale tendenza è in costante aumento. In tutta Italia continuano a registrarsi numerosi casi di roghi tossici. Ogni giorno divampano incendi in varie zone ed in particolare in Campania, con decine di migliaia di ettari che bruciano anche a causa di incendi dolosi o colposi dovuti alla speculazione edilizia, all'incuria o la disattenzione dell'uomo; il CNR già da diverso tempo ha lanciato l'allarme relativo alla diossina ed è emerso un quadro preoccupante soprattutto negli allevamenti di Napoli e Caserta: ad essere compromessa infatti non è solo la salute dei cittadini ma anche degli animali e dell'intera catena alimentare. La diossina, sprigionata dai roghi appiccati ai cassonetti stracolmi di rifiuti, contamina infatti acqua, terreno e piante, passando nel grasso degli ovini e da lì al latte e alla carne; in questo scempio ambientale, tra l'altro, si utilizzano sempre più spesso pneumatici che trattengono il calore e hanno un processo lento di combustione, sprigionando diossina a cielo aperto. La strage ambientale attanaglia da troppo tempo il Paese e lo affligge in modo sempre più grave ed espone le popolazioni a gravi rischi per la salute pubblica; il CNR ha fatto sapere che: "Le discariche abusive presenti in Campania e la sistematica bruciatura dei vari residui ha comportato un notevole accumulo di inquinanti ambientali, tra i quali le diossine, sostanze altamente tossiche e cancerogene. L'incendio sistematico dei cassonetti da parte della popolazione locale ha inconsapevolmente favorito l'entrata nel ciclo vitale di questo veleno (la diossina), che inizialmente si deposita su erba, terreno e acque, fissandosi successivamente nei tessuti adiposi degli animali (incluso il grasso del latte) che hanno ingerito cibo contaminato"; dal confronto tra pecore esposte ad alti livelli di diossina e ovini che crescono in ambienti non contaminati, è emerso come i primi ne subiscano rilevanti effetti a livello cromosomico: secondo l'istituto di ricerca "Nelle pecore esposte a diossina le ricerche hanno evidenziato una notevole fragilità nei cromosomi. Inoltre, nell'allevamento sottoposto ad alti livelli di diossine (51 pg/g) sono stati registrati numerosi casi di nascita di feti anormali e di aborti", si chiede di sapere quali iniziative siano state poste in essere per contrastare tali fenomeni, a che punto siano le procedure di bonifica dei territori e quali misure siano state intraprese al fine di favorire le attività di prevenzione sul territorio e di tutela della salute dei cittadini. Atto n. 4-02199 PAPATHEU Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo i bilanci aziendali del 2018 depositati nel registro delle imprese di Infocamere, sembrerebbe che i giganti del web e della sharing economy incassino somme esorbitanti pagando in Italia tasse con importi minimi se raffrontati al loro effettivo volume d'affari; se si prendono in considerazione alcune società a responsabilità limitata italiane collegate a tali colossi del calibro di Amazon, Google, Twitter, Airbnb e Tripadvisor il conto complessivo delle imposte versate nel 2018 nel nostro Paese arriva a 14.300.000 euro; ancora non è dato conoscere il bilancio di Facebook che nel 2017 ha comunque pagato soltanto 120.000 euro di tasse, e ha promesso un cambio di registro nel nuovo bilancio (quello appunto del 2018) dove si è impegnata a contabilizzare tutti gli incassi ottenuti con il supporto dei team locali nel Paese in cui questi sono stati realizzati (Italia compresa) e non più a Dublino, come ha fatto finora; Airbnb, il colosso delle case in affitto sulla sua piattaforma web , solo in Italia conta oltre 214.000 case e nel 2018 ha fatto registrare 3,7 milioni di arrivi. Nel bilancio 2018 la sua costola italiana, Airbnb Italy Srl, dopo un'interlocuzione con il fisco, registra 6,328 milioni di euro di perdite dovute a tasse pagate per 6.583 milioni di cui 4,520 milioni relative a esercizi precedenti (nel 2017 aveva pagato 131.000 euro). Google Italy Srl, secondo il bilancio del 2018, ha invece versato 4,719 milioni (erano 5,641 milioni nel 2017) a fronte di utili denunciati per 15 milioni di euro. Il colosso degli acquisti on line Amazon Italia logistic Srl ha pagato nel 2018 soltanto 3 milioni di euro di tasse (4,177 nel 2017) a fronte di 11,8 milioni di utile lordo; da questo quadro si evince come il volume delle imposte pagato in Italia dai vari colossi del web e della sharing economy sia al momento palesemente insufficiente e che allo Stato italiano vengono pagati importi quasi irrisori, che equivalgono ad una frazione delle entrate reali, mentre ingenti somme finiscono presumibilmente nei "paradisi fiscali". Emerge, quindi, l'inefficace azione, in tal senso, dei Governi italiani succedutisi in questi anni alla guida del Paese che non hanno saputo concertare con l'Europa azioni concrete per il contrasto a tale fenomeno, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda assumere iniziative di competenza per contrastare tale fenomeno e se non intenda incrementare il volume delle tasse da far pagare ai "colossi" in Italia. Atto n. 4-02200 PAPATHEU Al Ministro della salute Premesso che: secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità in Italia sono attualmente 11,6 milioni i fumatori, ovvero più di un italiano su 5. Gli uomini che fumano sono 7,1 milioni e le donne 4,5 milioni. Nel nostro Paese gli utilizzatori abituali e occasionali di e-cig , le sigarette elettroniche, sono circa 900.000. Di questi l'80,1 per cento è costituito da fumatori, consumatori "duali" che fumano le sigarette tradizionali e contemporaneamente l' e-cig . Il 5 per cento dei fumatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica è costituito da persone che prima di utilizzare l' e-cig non avevano mai fumato sigarette tradizionali. Oltre la metà dei giovani fumatori tra i 15 e 24 anni fuma già più di 10 sigarette al giorno e oltre il 10 per cento più di 20; a tal proposito, da notizie di stampa, si è appreso che le autorità statali e federali degli Stati Uniti che stanno indagando su alcuni casi di misteriose malattie polmonari legate alle sigarette elettroniche che hanno colpito 215 persone in 25 Stati, provocando anche due decessi in Illinois e Oregon, hanno scoperto la stessa sostanza chimica nei campioni di marijuana usati dalle persone che si sono ammalate e che hanno usato differenti marchi di prodotti: si tratta di un olio derivato dalla vitamina E che si trova in certi alimenti, come l'olio di colza, l'olio d'oliva e le mandorle; l'olio derivato è disponibile comunemente come integratore nutrizionale ed è usato nei trattamenti topici della pelle. Non è noto se sia sostanza dannosa quando è ingerita come integratore o applicata sulla pelle, ma la sua struttura molecolare, secondo gli esperti, potrebbe essere pericolosa se inalata. Le proprietà simili a quelle dell'olio potrebbero essere associate con il tipo di sintomi respiratori che hanno riportato molti pazienti: tosse, mancanza di respiro e dolore al petto. L'Illinois e l'Oregon hanno registrato in estate quelli che sono considerati i primi due decessi legati alla sigaretta elettronica o, più probabilmente, ai prodotti inalati, con riferimento a vitamina E acetato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente di tale fenomeno registrato negli Usa e se risultino esserci rischi per la salute anche per chi utilizza e-cig in Italia, e se siano altresì stati previsti accertamenti specifici. Atto n. 4-02201 PAPATHEU Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: secondo le anticipazioni del rapporto Svimez 2019, gli emigrati dal Sud Italia tra il 2002 e il 2017 sono stati oltre 2 milioni, di cui 132.187 nel 2017. Di questi ultimi, si legge, "66.557 sono giovani, il 50,4% per cento, di cui il 33% per cento laureati". L'anticipazione del rapporto "L'Economia e la Società del Mezzogiorno" da parte di Svimez, l'associazione che promuove lo studio delle condizioni economiche del Mezzogiorno d'Italia, delinea un quadro molto grave sulla situazione economica e sociale dell'area meridionale del nostro Paese; da questa analisi si evince chiaramente come l'Italia sia un Paese sempre più spaccato in due, con un Sud svuotato dall'emigrazione di migliaia di giovani. Nessuna inversione di tendenza si registra nel biennio 2017-2018, in cui l'Italia è stata governata da Esecutivi di PD e M5S; l'aspetto che più colpisce di quest'ultimo rapporto è che i giovani se ne vanno "ancora di più", un segnale in totale controtendenza con le speranze di una "possibilità" di sollevarsi del Meridione d'Italia dalla sua crisi storica. Secondo i dati del rapporto sono più i meridionali che emigrano dal Sud per andare a lavorare o a studiare al Centro-Nord e all'estero, che non gli stranieri immigrati regolari che scelgono di vivere nelle regioni meridionali; si riscontra, altresì, un'"emorragia" di abitanti in particolare tra i giovani: tra il 2002 e il 2017 sono stati oltre 2 milioni i giovani che sono andati via dalle regioni meridionali. Il fenomeno è più evidente e sentito nei centri minori, nei paesi medio-piccoli, con il rischio reale del loro spopolamento. Nei piccoli centri lo Stato non dà opportunità sociali, culturali e occupazionali ai ragazzi e ragazze, e queste aree rischiano a loro volta di morire. Secondo il report Istat sulla mobilità, nel 2017 sono stati circa 110.000 i movimenti da Sud a Nord (perdita netta di 54.000 unità). Nei 20 anni precedenti sono andati via oltre 1 milione di residenti. I giovani scelgono Milano, Roma, Firenze e Venezia e molti emigrano in Germania, Regno Unito, Francia e Svizzera. Le grandi città del Sud, come Napoli e Palermo, non riescono a competere con Milano, Bologna e Roma; ancora più preoccupante, nel rapporto Svimez 2019, è il basso tasso di occupazione femminile al Sud rispetto ad altre parti d'Italia: nel 2018 appena il 35,4 per cento delle donne era impegnato in un lavoro, contro il 62,7 per cento del Centro-Nord, il 67,4 per cento dell'Europa a 28 Paesi (la Germania è al 75,8 per cento). Gli altri fanno meglio e il Sud Italia è fermo, abbandonato al suo destino, e anziché ridurre il gap tra Nord e Sud d'Italia, il divario si è allargato, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano al corrente di tale grave quadro economico e sociale nelle regioni del Mezzogiorno e quali misure urgenti e concrete intendano attuare per iniziare ad affrontare in termini immediati l'emergenza. Atto n. 4-02202 PAPATHEU Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il neo ministro Lorenzo Fioramonti in un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera" il 2 settembre 2019 ha palesato l'intenzione di far introdurre delle nuove tasse per finanziare la scuola. Nello specifico Fioramonti, prima ancora di essere nominato Ministro, ha dichiarato testualmente: "Vorrei delle tasse di scopo: ad esempio sulle bibite gasate e sulle merendine, o tasse sui voli aerei che inquinano. L'idea è: faccio un'attività che inquina (volare), ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani. Con i soldi che lo Stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. Abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi di euro". Fioramonti ha inoltre aggiunto: "Ci vogliono investimenti subito, nella legge di Bilancio: due miliardi per la scuola e uno almeno per l'università. Lo dico da ora: se non ci saranno, mi dimetto"; a fronte di tali esternazioni si ravvisa l'urgenza di un chiarimento immediato ed esaustivo da parte del Ministro in indirizzo su contenuti che non possono non essere considerati preoccupanti per gli italiani, a riprova della volontà del nuovo Esecutivo di gestire la cosa pubblica facendo gravare sugli italiani una forte pressione fiscale ed acuendo le difficoltà di tante famiglie; urge, altresì, conoscere le reali intenzioni del Ministro e se, quindi, ci sia la volontà del Governo di iniziare a tassare i cittadini partendo in questo caso dalle famiglie che devono già affrontare costi non indifferenti e sacrifici significativi per il mantenimento dei propri figli nel percorso scolastico, si chiede di sapere se tali affermazioni corrispondano al vero e se pertanto il Ministro in indirizzo intenda far ricadere sulle tasche degli studenti e delle loro famiglie ulteriori oneri mediante l'introduzione di nuove tasse. Atto n. 4-02203 PAPATHEU Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: risultano al momento aperti presso il Ministero dello sviluppo economico 158 tavoli di trattative concernenti la situazione di oltre 220.000 lavoratori "a rischio", dipendenti di aziende in crisi già in cassa integrazione o prossimi al licenziamento. I lavoratori che non conoscono ancora il loro futuro sono quelli di colossi storici come Alitalia, Alcoa, Almaviva, Acciai speciali Terni, Blutec, Ilva, Whirlpool. Ai tavoli della crisi c'è anche la grande distribuzione, con diverse società di rilievo e marchi come Mercatone Uno che, dopo il fallimento della Shernon Holding Srl e la chiusura dei 55 punti vendita, vede a rischio il futuro di 1.860 lavoratori; alla Blutec di Termini Imerese (Palermo) è stata finanziata la proroga della cassa integrazione, così come per l'ex Alcoa di Portovesme (Sud Sardegna) che beneficia del sostegno alla riduzione dei costi dell'energia. C'è poi la proroga della mobilità per l'area di crisi di Isernia, il rinvio a dicembre 2019 dei progetti sugli ex lavoratori socialmente utili in scadenza a ottobre e la questione della stabilizzazione dei precari di Anpal servizi (530 collaboratori e 144 tempi determinati in scadenza al 2020), e il prospettato potenziamento dell'unità di crisi aziendali del Ministero stesso (con l'assunzione di 16-20 esperti); a rischio, inoltre, ci sarebbero anche i sostegni alle aziende in crisi che hanno trovato una copertura nel decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, sulla risoluzione di crisi aziendali. Le innumerevoli vertenze aperte riguardano centinaia di migliaia di posti di lavoro e necessitano di risposte immediate ed incisive per non acuire il rischio di ulteriori perdite occupazionali in una situazione già molto grave nel Paese, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ognuno per le proprie competenze, non intendano informare il Parlamento sulla drammatica situazione dei numerosi tavoli di crisi al momento aperti presso il Ministero dello sviluppo economico e quali iniziative intendano attuare al fine di scongiurare la chiusura delle imprese e la perdita di posti di lavoro. Atto n. 4-02204 RIZZOTTI FERRO Al Ministro della salute Premesso che: l'ordinamento italiano, in linea generale, vieta la conservazione delle cellule staminali ricavabili dal cordone ombelicale degli individui, consentendo tuttavia di donarle. Per ovviare all'impedimento, ormai da qualche anno, è invalsa la pratica, solo dopo aver ottenuto il nulla osta prescritto dalla normativa, di affidare il sangue del cordone ombelicale dei propri figli a una "banca" privata per la conservazione delle cellule staminali, con sede all'estero, dove, stando alle clausole della tipologia negoziale più diffusa, viene congelato e conservato per molti anni (da 20 a 45); la questione, in origine, venne affrontata da un'ordinanza emanata dal Ministro della sanità pro tempore Girolamo Sirchia (del 30 dicembre 2002 recante "Misure urgenti in materia di cellule staminali da cordone ombelicale" che aveva valore limitato a un anno e aveva sostituito la precedente dall'11 gennaio 2002) che autorizzava la donazione del sangue del cordone in favore della collettività; l'attuale disciplina italiana consente la conservazione delle cellule staminali di cordone ombelicale, per uso dedicato al neonato o ad un consanguineo, presso le banche di sangue placentare esistenti sul territorio nazionale, solamente in presenza di determinate condizioni: patologie presenti nel neonato al momento della nascita o evidenziate in epoca prenatale o in un familiare stretto al momento della raccolta o pregresse e trattabili con le cellule staminali o famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate, per le quali risulti appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale; al di fuori di tali ipotesi, e secondo quanto previsto dall'accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2010, resta comunque in vigore la possibilità di esportare, a proprie spese, il campione di sangue prelevato dal cordone ombelicale ad uso autologo per la conservazione presso banche operanti all'estero. L'accordo, operativo dal 1° luglio 2010, prevede che il nulla osta all'esportazione sia rilasciato dalla Regione o Provincia autonoma territorialmente competente secondo le modalità previste dalla norma stessa; il 19 settembre 2019 numerose fonti giornalistiche hanno diffuso la notizia che la "Cryo-Save", azienda con sede in Svizzera, è stata denunciata dall'Ufficio federale elvetico della sanità pubblica per violazione della legge sui trapianti e inadempimento degli obblighi di notifica e di cooperazione; secondo quanto riportato dall'agenzia giornalistica "Ansa", la Cryo-Save" di Plan-les Ouates disponeva, fin dall'anno 2016, di un'autorizzazione per l'importazione, l'esportazione e la conservazione di cellule staminali ricavate dal sangue cordonale, mentre nel mese di agosto 2019 veniva radiata in quanto la filiale era stata cancellata dal registro di commercio del Cantone di Ginevra. In particolare, la società aveva trasferito in Polonia le cellule staminali conservate, mentre i referenti non risultavano più raggiungibili dalle autorità; stando ai numeri diffusi, i clienti italiani di Cryo Save si aggirerebbero intorno ai 15.000, che equivale ad altrettanti prelievi di sangue cordonale che, secondo le fattispecie regolate dalla disciplina italiana, dopo aver ottenuto il nulla osta, sono stati esportati e, secondo il contratto stipulato e dietro il pagamento di circa 3.000 euro, conservati nelle banche estere; secondo quanto riportato da numerosi quotidiani, risulta incerto il luogo in cui il materiale biologico sarebbe, ad oggi, conservato. Il trasferimento di un materiale così delicato sarebbe avvenuto senza preventiva autorizzazione da parte dei genitori e senza una preventiva definizione di una procedura del trasferimento atta a scongiurare rischi di deperimento del materiale nella fase di trasporto e in quella successiva della conservazione, e senza che siano state rese note le caratteristiche e le condizioni operative dell'impianto dove è stato ricollocato; inoltre, non sarebbe dato sapere, con riferimento a ciascuna sacca di materiale, se siano state effettivamente trasferite e dove si trovino attualmente, quali siano le attuali condizioni di conservazione, se siano state eventualmente utilizzate in tutto o in parte a favore di terzi, se nel trasporto abbiano subito danni, se l'impianto di trasferimento abbia caratteristiche adeguate, e soprattutto, identiche a quelle del deposito originario, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le iniziative intenda intraprendere al fine di tutelare i diritti dei genitori coinvolti nella vicenda ad opera di Cryo-Save AG. Atto n. 4-02205 DE BONIS Al Ministro dell'interno Premesso che: ogni anno in Italia aumenta il numero dei giornalisti che subiscono gravi intimidazioni con lo scopo di limitare la loro attività di informazione; le intimidazioni si manifestano prevalentemente sotto forma di minacce, danneggiamenti, aggressioni, violazione della vita privata e anche con l'abuso di fondamentali istituti del diritto come quello di presentare querela per diffamazione o di chiedere al giudice un risarcimento dei danni subiti a causa di informazioni false o dolosamente ingiuriose. Questi abusi sono certificati dalle numerosissime sentenze di archiviazione delle querele e delle citazioni per risarcimento, con la motivazione di richiesta infondata o immotivata; tale fenomeno è diffuso in tutta Italia e molti cronisti sono costretti ad adottare precauzioni per la propria incolumità e solo alcuni sono protetti dalle forze dell'ordine; il clima di intimidazione diffusa costringe, a volte, molti giornalisti a non trattare informazioni sgradite ai criminali, nonostante sia grande l'interesse generale su fatti e vicende che li coinvolgono; considerato che: secondo quanto emerge dal World press freedom index 2019, il rapporto sulla libertà di stampa stilato annualmente da Reporters sans frontières (Rsf), i giornalisti sono sempre meno al sicuro nel mondo: l'odio nei loro confronti è degenerato in violenza e alimenta la paura di una categoria che può dirsi in "condizioni buone" solo nel 24 per cento del globo; nel 2018 la condizione di libertà di stampa era "buona" o "soddisfacente" nel 26 per cento dei 180 Paesi e territori analizzati, rileva l'analisi, sottolineando come sui due punti percentuali persi incidano, in particolare, l'aumento dell'ostilità contro i giornalisti e l'odio diffuso in molti Paesi dai leader politici, che ha portato ad atti di violenza più seri e più frequenti; l'organizzazione non governativa francese rileva "un aumento dei pericoli e, di conseguenza, un nuovo livello di paura in alcuni luoghi" tra i giornalisti. Le molestie, le minacce di morte e gli arresti arbitrari fanno sempre più parte dei "rischi sul lavoro"; in testa alla graduatoria annuale dell'organizzazione francese c'è di nuovo la Norvegia, seguita dalla Finlandia (2 posizioni in più) e dalla Svezia (che perde una posizione). Ultimi sono la Corea del Nord e il Turkmenistan, dove si segnala che "la maggior parte dei media è controllata dallo Stato", con i corrispondenti "perseguitati senza sosta"; l'Italia continua a guadagnare posizioni e supera gli Stati Uniti. Nel ranking 2019 il nostro Paese sale al 43° posto rispetto al 46° dell'anno scorso e al 52° del 2017. Gli Usa indietreggiano al 48° posto contro il 45° del 2018. Negli Stati Uniti il "clima di ostilità va oltre i commenti di Donald Trump" e "Mai come oggi i giornalisti sono stati soggetti a così tante minacce di morte o si sono rivolti così spesso ad aziende private per la propria protezione"; nelle Americhe viene registrato il peggiore deterioramento delle condizioni di praticabilità dei media . In Brasile (105°, perdendo 3 posizioni dal 2018), Rsf denuncia gli attacchi ai giornalisti dei sostenitori del nuovo presidente Jair Bolsonaro, mentre il Nicaragua è arretrato di 24 posizioni dopo le aggressioni ai giornalisti impegnati nel racconto delle proteste contro il Governo di Daniel Ortega. Eccezione il Costa Rica (decimo), pietra miliare nel continente americano, dove i giornalisti possono lavorare tranquillamente; nel rapporto viene anche ricordata l'uccisione all'interno del consolato saudita di Istanbul del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, un delitto che ha "inviato un messaggio raggelante ai giornalisti ben al di là dei confini dell'Arabia Saudita", scesa di tre posizioni al 172° posto; anche in Europa la situazione si è deteriorata. Qui i giornalisti "devono oggi affrontare le peggiori minacce", descrive Rsf, che ricorda gli omicidi di reporter a Malta, in Slovacchia e in Bulgaria, attacchi verbali e fisici in Serbia o Montenegro, o un nuovo livello di violenza durante le proteste di " gilet gialli" in Francia (32°). Anche altri Paesi hanno cambiato volto con i nuovi governi. In Malaysia (123°, 22 posizioni in più), Maldive (98°, 22), Etiopia (110°, 40) o Gambia (92°, 30 in più), l'arrivo di nuovi leader ha portato una ventata di "aria fresca" per la stampa; per quanto riguarda l'Italia, "Per rispondere alle gravi minacce di morte contro i giornalisti, attribuibili a reti mafiose o organizzazioni estremiste" sono "quasi una ventina" i cronisti italiani sotto scorta permanente, il doppio rispetto all'anno scorso. "Il livello di violenza espressa contro i professionisti dell'informazione della penisola si aggrava soprattutto in Campania, Calabria, Puglia e in Sicilia, ma anche a Roma e dintorni"; tra le situazioni italiane vengono citati i casi di Paolo Borrometi e Roberto Saviano. Il primo "deve la sua sopravvivenza solo alla costante protezione della polizia italiana, che ha sventato lo scorso maggio un tentativo di assassinarlo da parte della mafia". Nel caso dell'autore di "Gomorra", Rsf scrive che "il ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini ha suggerito che la protezione della polizia a Roberto Saviano possa essere ritirata", dopo le critiche espresse dal giornalista nei confronti del vicepresidente del Consiglio dei ministri; non più tardi di 8 mesi fa, la scorta al giornalista Sandro Ruotolo stava per essere revocata. Il giornalista napoletano, che da tempo firma importanti inchieste online su "Fanpage", vive sotto scorta dal 2015 per via delle minacce ricevute dal boss dei Casalesi Michele Zagaria, in seguito alla pubblicazione di alcuni suoi reportage sul traffico di rifiuti in Campania. In quel caso, dopo la mobilitazione di giornalisti, politici e cittadini, prima che la revoca della scorta diventasse effettiva, era arrivata la notizia della sospensione della revoca stessa. Recentemente la protezione per il giornalista d'inchiesta è stata rafforzata, si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo voglia intraprendere per affrontare tale drammatico problema e per garantire sia la sicurezza personale dei giornalisti impegnati nell'attività di cronaca, sia il diritto dei cittadini ad essere informati senza subire una censura imposta con la violenza e l'arbitrio; quali altre misure intenda adottare per impedire che si faccia un uso puramente strumentale a scopo intimidatorio o punitivo delle querele per diffamazione e delle citazioni per danni e in che modo intenda garantire il pieno rispetto del segreto professionale dei giornalisti, atteso che esso attualmente non è riconosciuto ai pubblicisti e, per i giornalisti professionisti, diversamente da ciò che avviene in altri sistemi liberali, è subordinato dal codice penale ad una valutazione discrezionale della magistratura; se, infine, non ritenga di riattivare il comitato per la sicurezza dei giornalisti, che non è stato più convocato durante il precedente Governo Conte I, visto che l'assegnazione della scorta a Ruotolo e dei relativi livelli di sicurezza dipende appunto dal comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico presieduto dal prefetto di Roma, città in cui il giornalista vive e lavora. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01146 della senatrice Bonino ed altri, sulla sede della fondazione Laboratorio Mediterraneo onlus .