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ORD. 316/05. EDILIZIA E URBANISTICA - CONDONO EDILIZIO STRAORDINARIO - REATI EDILIZI - RITENUTA LESIONE DEI PRINCIPI DI EGUAGLIANZA, RAGIONEVOLEZZA, BUONA AMMINISTRAZIONE, TUTELA AMBIENTALE, VIOLAZIONE DELLA PROCEDURA PREVISTA PER L’ADOZIONE DELL’AMNISTIA, LESIONE DEL PRINCIPIO DELL’OBBLIGATORIETÀ DELL’AZIONE PENALE - RIPROPOSIZIONE DI QUESTIONI RESTITUITE - CARENTE MOTIVAZIONE IN ORDINE ALLA PERDURANTE RILEVANZA DELLE STESSE E ALLE MODIFICHE NORMATIVE PRODOTTE DALLA SENTENZA N. 196 DEL 2004 - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLE QUESTIONI.. Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 1, 3, 9, secondo comma, 32, primo comma, 54, 79, primo comma, e 112 Cost., dell'art. 32, commi 1, 2, 25, 26, 27, 28, 32-37, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326, in tema di condono edilizio, per non avere il giudice a quo, nel denunciare nuovamente, a seguito della restituzione degli atti, le disposizioni oggetto di precedenti ordinanze di rimessione da esso stesso pronunciate, valutato adeguatamente l’incidenza sulla disciplina censurata della sentenza n. 196 del 2004, che aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni dell’art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003; per avere riproposto questioni già dichiarate infondate, per averne sollevate altre in nessun modo motivate, e per carente descrizione delle fattispecie oggetto dei giudizi a quibus in talune delle ordinanze di rimessione. - Restituzione degli atti per l’esame della perdurante rilevanza delle questioni: ord. n. 197 del 2004. - Illegittimità costituzionale dell’art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003: sent. n. 196 del 2004.