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Regione friuli-venezia giulia - Urbanistica - Interventi difformi dalle previsioni degli strumenti urbanistici - Autorizzazione edilizia, a titolo precario, per esigenze improrogabili e transitorie - Assunto contrasto con il principio della tipicità e determinatezza della fattispecie penale, con l’esercizio obbligatorio dell’azione penale, con il principio della riserva alla competenza statale della materia penale e con il principio di eguaglianza - Difetto di motivazione in ordine alla rilevanza della questione - Manifesta inammissibilità.. Manifesta inammissibilità - per carenza di specifica motivazione in punto di rilevanza - della questione di legittimità costituzionale dell'art. 81, commi 1 e 2, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 19 novembre 1991, n. 52 e successive modifiche ed integrazioni, sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo e secondo comma, 25, 112 e 117 della Costituzione, nella parte in cui prevede che interventi soggetti a concessione o autorizzazione edilizia, anche se difformi dalle previsioni degli strumenti urbanistici, qualora siano destinati al soddisfacimento di esigenze improrogabili e transitorie, possono essere autorizzati a titolo precario per un periodo di validità di un anno, prorogabile per due volte. Infatti il rimettente, investito di un procedimento penale per reato di costruzione in assenza di concessione, non ha chiarito le ragioni che rendono applicabile la norma censurata nel giudizio 'a quo', dal momento che non si comprende se il comportamento considerato ai fini della valutazione della responsabilità penale sia quello consistente nella realizzazione del manufatto, ovvero quello della mancata demolizione dell'opera, alla scadenza dell'autorizzazione in precario.