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Norme per lo sviluppo degli spazi verdi nell'edilizia scolastica. Onorevoli Senatori. – Il tema dell'edilizia scolastica è senza dubbio centrale nel contesto di una valida ed efficace gestione generale della scuola. Si tratta di interventi essenziali per assicurare una scuola in cui gli studenti possano studiare in sicurezza, senza sovraffollamento, nel contesto tecnico e architettonico giusto e in un ambiente che garantisca il decoro e persino la giusta estetica, considerato che gli ambienti scolastici sono i luoghi nei quali i ragazzi trascorrono gran parte della giornata e buona parte della propria vita dall'infanzia, fino all'adolescenza. All'interno della questione edilizia scolastica è però necessario un programma che garantisca un altro fondamentale diritto per i bambini e i ragazzi: il diritto al verde nelle scuole, a scuole più «naturali». Un programma che potremmo definire Scuole Verdi. Già all'inizio del secolo scorso Maria Montessori aveva intuito il legame speciale esistente tra infanzia e natura, cogliendone le immense potenzialità educative. Nel suo primo libro, Il metodo della pedagogia scientifica applicato nelle Case dei bambini , pubblicato nel 1909, Montessori dedica un intero capitolo a «La natura nell'educazione», considerandola uno degli elementi più importanti da utilizzare nella realtà scolastica. Nel testo si raccomanda che l'educazione nella scuola sappia dare al bambino «motivi di attività e insieme conoscenze che lo interessino... Il bambino è il più grande osservatore spontaneo della natura e ha indubbiamente bisogno di avere a sua disposizione un materiale su cui agire». In sostanza, per Maria Montessori una scuola senza spazio verde non esiste. È inconcepibile. A distanza di un secolo, a causa dell'intensificarsi dell'urbanizzazione e della continua perdita di natura, il problema non solo non è diminuito ma è divenuto ancora più serio. Negli Stati Uniti, numerose e recenti ricerche dimostrano come la mancanza di tempo regolarmente trascorso nella natura, o semplicemente all'aperto, o comunque a contatto con il verde, crei nello sviluppo del bambino patologie sia psicologiche che fisiologiche, quali deficit dell'attenzione, obesità, problemi alla vista, depressione. Il fenomeno, denominato Nature Deficit Desorder da Richard Louv nel 2005 nel libro Last Child in the woods , negli Stati Uniti è stato molto discusso e ha visto la nascita di un grande movimento denominato No child left inside , che ha ottenuto che il Governo degli Stati Uniti, a più livelli, fornisse fondi per attivare formazione agli insegnanti, ai genitori e ad altri operatori dell'infanzia e adolescenza per organizzare in maniera strutturata attività e incontri nella natura, nonché una legislazione in grado di assicurare ai ragazzi, durante l'orario scolastico, del tempo all'aperto, in giardini e spazi verdi. Nel nostro Paese studi recenti rilevano come le scuole italiane con giardini o aree verdi disponibili siano in costante diminuzione, facendo posto a cortili cementificati dove trascorrere la ricreazione. Una ricerca condotta in primavera 2014 dalla Lipu – BirdLife Italia, attraverso questionari somministrati ad insegnanti, genitori e dirigenti scolastici di scuole primarie in tutta Italia, ci ha informato che la maggior parte degli insegnanti, dei dirigenti e delle famiglie ritiene che la salute, la comunicazione, la creatività e la socialità dei bambini aumenti facendo loro trascorrere più tempo all'aperto. Al tempo stesso, gli insegnanti partecipanti al questionario (400, sparsi in tutte le regioni italiane), dichiarano che nel 41,6 per cento dei casi i bambini escono all'aperto a trascorrere la ricreazione o le pause un giorno o meno a settimana, il 20,5 per cento si limita a due-tre giorni a settimana. Il 42,2 per cento degli insegnanti dichiara inoltre che i bambini trascorrono meno di dieci ore al mese all'aperto, il 25 per cento tra le dieci e le venti ore al mese. Si noti che le percentuali si riferiscono ad insegnanti di scuole i cui spazi all'aperto sono agibili. Questo significa che, in pratica, i bambini italiani durante le ore di scuola non escono quasi mai all'aria aperta. Gli stessi insegnanti, nella maggioranza, dichiarano di non portare i bambini nel cortile poiché ritengono gli spazi non adatti e non sicuri. I buoni esempi internazionali di trasformazione di aree cementificate in aree verdi, nel campo dell'edilizia scolastica, senza grande spesa per la realizzazione ed il mantenimento non mancano. In Francia, Germania, Svezia e Stati Uniti sono sempre di più le scuole che trasformano aree cementificate in giardini, arrivando anche a coprire le facciate con giardini pensili. In questi Paesi, peraltro, non ci si limita a «naturalizzare» le aree cementificate delle scuole che non possiedono spazi verdi ma si interviene su quelle che già li possiedono, sia per aumentare le possibilità di contatto dei ragazzi con la natura che per favorire soluzioni di risparmio energetico. La presenza di vegetazione crea infatti un microclima che permette di isolare gli edifici dal caldo e dal freddo, con notevole risparmio suoi costi economici. In Italia, sebbene non manchino coraggiosi tentativi, da parte di istituti e associazioni di genitori, di realizzare orti e giardini negli spazi comuni delle scuole, gli esempi restano ad oggi isolati e non particolarmente sostenuti- o non in modo normativo o comunque programmatico - dalle istituzioni. Appare, pertanto, di tutta evidenza la necessità di promuovere e realizzare scuole verdi. Ne gioverebbe la scuola italiana, che diventerebbe più naturale e vivibile. Ne gioverebbero i giovani studenti, che vivrebbero e crescerebbero in modo più sano e ricco. Ne gioverebbero le famiglie e ne gioverebbe il sistema sanitario. E ne gioverebbe il Paese intero, che farebbe un passo avanti in un campo troppo a lungo sottovalutato. È a questa svolta che mira il presente disegno di legge e i suoi quattro articoli. L'articolo 1 prevede il riconoscimento da parte della Repubblica degli spazi verdi all'interno degli edifici scolastici, nonché la loro fruizione, quali elementi fondamentali del percorso educativo e formativo nella scuola primaria. L'articolo 2 dispone che le regioni, gli enti di area vasta e i comuni, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, promuovano, nell'ambito della pianificazione di nuove edificazioni di scuole primarie, nonché in relazione ai progetti di ristrutturazione, di riqualificazione, di messa in sicurezza e di efficientamento energetico la realizzazione di adeguati spazi verdi in rapporto alla cubatura degli edifici e alla consistenza numerica degli alunni. L'articolo 3 prevede che il Ministro dell'istruzione, università e ricerca, con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente disegno di legge, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, elabori le linee guida contenenti i criteri per la definizione e la realizzazione degli spazi verdi. L'articolo 4 dispone la copertura finanziaria.. 1 (Finalità) 1 La Repubblica riconosce gli spazi verdi all'interno degli edifici scolastici, nonché la loro fruizione, quali elementi fondamentali del percorso educativo e formativo nella scuola primaria e favorisce le iniziative volte alla loro realizzazione e valorizzazione. 2 (Promozione di iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi nell'edilizia scolastica) 1 Ai fini di cui alla presente legge, le regioni, gli enti di area vasta e i comuni, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, promuovono, nell'ambito della pianificazione di nuove edificazioni di scuole primarie, la realizzazione di adeguati spazi verdi in rapporto alla cubatura degli edifici e alla consistenza numerica degli alunni. 2 Le regioni, gli enti di area vasta e i comuni, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, promuovono, in relazione ai progetti di ristrutturazione, di riqualificazione, di messa in sicurezza, di efficientamento energetico, nonché di altri lavori riguardanti edifici scolastici ospitanti scuole primarie, la realizzazione di adeguati spazi verdi in relazione alla cubatura degli edifici e alla consistenza numerica degli alunni. 3 (Linee guida) 1 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare elabora le linee guida contenenti i criteri per la definizione e la realizzazione degli spazi verdi di cui all'articolo 2, commi 1 e 2. 4 (Copertura finanziaria) 1 Ai maggiori oneri di cui alla presente legge, pari a 13 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.