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Allegato 1 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DELLA PROFESSIONALITÀ DEI GIUDICI TRIBUTARI NEI CONCORSI INTERNI A) Criteri per la valutazione della diligenza. I criteri per la valutazione della diligenza devono essere rapportati al triennio anteriore alla data di pubblicazione del posto e vanno desunti da: 1. rispetto dei termini di deposito dei provvedimenti; 2. assidua e puntuale partecipazione alle udienze di calendario e presenza in ufficio nei casi in cui sia necessario per il buon funzionamento dell'ufficio stesso; 3. disponibilità a far fronte all'esigenza dell'ufficio; 4. per i presidenti di commissione, presidenti e vice presidenti di sezione, oltre a quanto indicato, si terrà conto del puntuale e tempestivo adempimento delle funzioni non giurisdizionali. Punteggio da 0 a 4. B) Criteri per la valutazione della laboriosità. Si desumono da: 1. numero dei provvedimenti redatti, comparativamente valutato, in raffronto con i dati statistici dell'ultimo triennio, dei componenti della medesima commissione di appartenenza dei giudici, tenendo conto dei ricorsi a ciascun componente assegnato. In attesa che, in attuazione del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, sarà effettuato e completato il monitoraggio sugli indici di lavoro e sul peso ponderato di ciascun ricorso, i presidenti di sezione possono segnalare una maggiore complessità dei ricorsi stessi assegnati ad un componente in un determinato periodo. Anche gli eventuali provvedimenti adottati in occasione di supplenze in altre sezioni, possono incidere sul punteggio della laboriosità. Il dato quantitativo deve essere sempre integrato da indicazioni qualitative sull'attività svolta. Per i presidenti di sezione la comparazione va fatta sulla base di dati statistici dell'ultimo triennio, relativi agli altri presidenti della stessa commissione. Punteggio da 0 a 4. C) Criteri per la valutazione delle attitudini. La attitudini vanno desunte da: 1. preparazione e capacità che si manifestano nella concreta professionalità dimostrata dal magistrato nell'esercizio delle proprie funzioni, anche con l'aggiornamento dottrinale e giurisprudenziale; 2. modalità di partecipazione alle udienze; 3. qualità di contributi in camera di consiglio, capacità di sintesi e di individuazione delle questioni da decidere; 4. attività di massimazione; 5. capacità di organizzare il proprio lavoro e di rapportarsi ai colleghi, alle parti ed al personale; 6. sentenze scelte a campione per un numero non superiore a 5, pubblicate nell'ultimo triennio; 7. equilibrio: nella valutazione si deve prescindere dagli orientamenti ideologici del magistrato; in caso di assenza di elementi di valutazione, va adottata la formula «nulla da rilevare». In casi di segnalazione negativa il giudizio deve essere ancorato a fatti concreti, obiettivi e verificabili; 8. titoli accademici e professionali in materie giuridiche ed economiche, ove non previsti dalla tabella E; 9. articoli, studi e lavori scientifici, relazioni a seminari in materia tributaria; 10. insegnamento in corsi di aggiornamento professionale e corsi di specializzazione (Master) in materia tributaria; 11. partecipazione a seminari, corsi di aggiornamento professionale e corsi di specializzazione (Master) in materia tributaria. Punteggio da 0 a 4. Per il conferimento degli uffici direttivi, l'attitudine alle funzioni va ricavata, oltre che dagli elementi sopra elencati, anche dalla capacità organizzativa, desunta da ogni utile elemento connesso alla precedente attività svolta, nonché dal precedente positivo svolgimento di funzioni direttive o semidirettive e dalle modalità di conduzione dell'udienza. Per i corsi di cui ai punti 10 e 11, qualora organizzati dalle università statali o istituti ad esse equiparati, mediante convenzione con il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria o comunque patrocinati dallo stesso organo di autogoverno, va attribuito ulteriore punteggio fino ad un massimo complessivo di 2 punti. Entro il suddetto limite sarà previsto: per la sola partecipazione ai corsi di specializzazione (Master) un punteggio fino a 0,50; per il conseguimento del titolo di Master fino a 1,50; per la partecipazione ai corsi di aggiornamento professionale della durata di almeno 12 ore un punteggio di 0,10; della durata fino a 25 ore un punteggio di 0,20; della durata fino a 40 ore un punteggio di 0,30; della durata superiore a 40 ore un punteggio di 0,50. Per l'attività di docenza nei suddetti corsi, potrà essere attribuito un punteggio fino a 3 punti non cumulabile con il precedente. Il conseguito titolo di Master, come sopra specificato, va inserito nella tabella E ed il relativo punteggio non è cumulabile con la precedente attività di partecipazione. Fonti di conoscenza. 1. documentazione prodotta dall'interessato: statistiche, provvedimenti giurisdizionali ritenuti significativi ecc. 2. autorelazione; 3. rapporto del dirigente dell'ufficio (presidente di commissione), redatto per quanto concerne i vice presidenti di sezione ed i giudici, anche sulla base di una informativa del presidente di sezione, che deve evidenziare analiticamente e sinteticamente i tre criteri di valutazione; 4. eventuali controdeduzioni dell'interessato. Il dirigente dell'ufficio nel rapporto deve illustrare dettagliatamente le caratteristiche complessive dei provvedimenti emessi dal magistrato interessato, individuando, secondo criteri da stabilire, non più di cinque provvedimenti redatti dal magistrato medesimo, il quale potrà a sua volta produrne altri cinque (pubblicati tutti nell'ultimo triennio). Nella valutazione di detti provvedimenti il presidente deve tener conto esclusivamente dei profili tecnico-professionali, relativi alla esposizione delle questioni ed all'argomentazione della soluzione adottata, con esclusione di qualsiasi sindacato sul merito della questione stessa. Criteri di valutazione per le funzioni svolte dai componenti del consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Per la valutazione della professionalità dei componenti del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria si applicano, ove compatibili, gli stessi criteri previsti per i giudici tributari, tenuto conto della peculiarità delle funzioni svolte.