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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 51 IWOBI La seduta inizia alle ore 14,15. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazione Il presidente IWOBI ricorda che l'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione n. 3-00991 presentata dalla senatrice Garavini ed altri, sull'emissione della carta di identità elettronica anche per i cittadini residenti all'estero. Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Picchi. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del Rappresentante del Governo, egli può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario PICCHI, in merito a quanto richiesto dalla Senatrice interrogante, ricorda che il Decreto del Ministro dell'Interno del 23 dicembre 2015 (Modalità tecniche di emissione della Carta d'identità elettronica) prevede, all'art. 17, che i Consolati italiani all'estero siano autorizzati all'emissione della Carta d'identità elettronica (CIE) per i cittadini italiani residenti all'estero che ne facciano apposita richiesta. Ai sensi del predetto Decreto, è stata istituita un'apposita Commissione interministeriale permanente sulla CIE, cui il MAECI ha partecipato da subito, unitamente al Ministero dell'Interno, al Ministero per la semplificazione e la Pubblica amministrazione, al Ministero dell'Economia e Finanze, all'A.N.C.I. e all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS). La complessità del progetto ha richiesto di procedere con gradualità, contemplando due fasi, entrambe attualmente in corso: una prima fase di rilascio della CIE da parte dei soli Comuni sul territorio nazionale, quasi conclusa; una seconda fase di progettazione che consenta il rilascio della CIE all'estero, attualmente in via di finalizzazione. A seguito dell'approvazione del documento tecnico sulle modalità di emissione della CIE all'estero da parte della competente Commissione interministeriale, avvenuta il 18 aprile 2019, seguirà a breve l'adozione di un decreto ad hoc , a firma congiunta del Ministro dell'Interno e del Ministro degli Affari esteri. La prima fase sperimentale del progetto, con il coinvolgimento di tre sedi pilota (Vienna, Atene e Nizza), prenderà avvio il 20 settembre - anche con un evento di lancio ad hoc che si terrà a Vienna nel quadro della riunione d'area consolare delle Sedi europee interessate alla prima emissione della CIE - e dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno. Successivamente, il progetto verrà ampliato agli uffici della rete diplomatico-consolare operanti nell'Unione Europea e nei Paesi che accettano la CIE come documento di viaggio, atto anche ad assicurare la libertà di circolazione del cittadino, auspicabilmente entro la prima metà del 2020. Non sono attualmente previste deroghe alla fase di sperimentazione del processo di emissione della CIE all'estero al di fuori delle sedi individuate, che richiederà l'utilizzo di nuovi supporti tecnici e l'adeguamento degli applicativi informatici dedicati. Ricorda, quindi, che la principale novità, rispetto all'emissione del documento di identità cartaceo, è rappresentata dalla circostanza che l'Ufficio consolare sarà chiamato ad acquisire i dati biometrici, la firma e la foto del richiedente, per poi inviarli telematicamente all'Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, per la successiva produzione della carta e l'inoltro diretto, a mezzo posta, al domicilio dell'interessato. La complessità di tali operazioni rende pertanto necessaria una gradualità del procedimento, che, peraltro, è intenzione di questa Amministrazione comprimere in tempi ragionevolmente brevi, con l'obiettivo di estendere il servizio a tutta l'area geografica interessata entro la prima metà del 2020. In prospettiva, la vecchia carta di identità cartacea non potrà più esser rilasciata, anche alla luce di quanto disposto, da ultimo, dal Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sul rafforzamento della sicurezza delle carte d'identità dei cittadini dell'Unione. Il citato Regolamento UE prevede, peraltro, un periodo transitorio pari a 5 anni per sostituire i documenti cartacei: non risulta, quindi, vi siano, allo stato, Paesi (nel territorio di emissione della carta di identità, come attualmente individuato) che non ne riconoscano la validità. Il rappresentante del Governo rammenta che, in base alla normativa vigente, la carta di identità (sinora cartacea, presto elettronica) viene attualmente emessa, oltre che nei Paesi dell'Unione Europea, in Svizzera, Norvegia, Principato di Monaco, San Marino, Santa Sede - Città del Vaticano, Islanda, Andorra e Liechtenstein. L'emissione avviene, in tali Paesi, in quanto la carta di identità è in essi riconosciuta come documento che garantisce la libertà di circolazione del titolare, ex art. 10 del DPR 30 dicembre 1965, n. 1656, sulla libertà di circolazione nell'allora CEE, oggi UE, e sulla base del DPR n. 649 del 6 agosto 1974, oltre che sulla base di speciali Accordi stipulati dall'Unione Europea con i summenzionati Paesi non membri UE. Da parte del Governo, conclude il Sottosegretario, compatibilmente con le risorse umane e finanziarie a disposizione, si esprime piena disponibilità a valutare l'opportunità di estendere l'emissione della CIE anche a Paesi diversi da quelli summenzionati, che la accettino come documento valido per l'ingresso nel proprio territorio, ma non anche ai fini della libertà di circolazione. La senatrice GARAVINI ( PD ), in sede di replica, esprime la sua insoddisfazione per quanto dichiarato dal sottosegretario Picchi e fa propria la preoccupazione dei connazionali all'estero, i quali si trovano in difficoltà, nella vita di tutti i giorni, quando devono utilizzare quello che rappresenta l'unico documento di identificazione, ossia la carta d'identità. Peraltro, già con il citato decreto del 2015, il Governo si era impegnato a modernizzare i servizi della rete diplomatico-consolare per quanto riguarda, in particolare, la concessione delle carte di identità elettroniche. La presente interrogazione, pertanto, ha anche lo scopo di spronare l'attuale Esecutivo, al di là degli apprezzabili sforzi esperiti dall'Amministrazione, affinché i Consolati vengano finalmente dotati di mezzi moderni che siano in grado di garantire ai concittadini residenti all'estero gli stessi diritti di cui usufruiscono quelli residenti in Italia. Il presidente IWOBI dichiara, quindi, concluso lo svolgimento dell'interrogazione all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE AS 1111 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 DDL 1111 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 9 aprile. Il presidente IWOBI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Ciampolillo a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di autorizzazione allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1123 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato globale e rafforzato tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica d'Armenia, dall'altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 24 novembre 2017 DDL 1123 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato globale e rafforzato tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica d'Armenia, dall'altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 24 novembre 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 10 aprile. Il presidente IWOBI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di autorizzazione allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1136 Ratifica ed esecuzione dell'accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Australia, dall'altra, fatto a Manila il 7 agosto 2017 DDL 1136 Ratifica ed esecuzione dell'accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Australia, dall'altra, fatto a Manila il 7 agosto 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 9 aprile. Il presidente IWOBI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Emanuele Pellegrini a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di autorizzazione allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. 1169 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza, fatto a Buenos Aires l'8 maggio 2017 DDL 1169 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza, fatto a Buenos Aires l'8 maggio 2017 (Esame e rinvio) La senatrice PACIFICO ( M5S ). relatrice, illustra il disegno di legge recante la ratifica dell'Accordo, sottoscritto nel maggio 2017, fra l'Italia e l'Argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza. L'intesa, composta da un preambolo e da 13 articoli, sancisce l'impegno dei due Paesi a promuovere, sviluppare e rafforzare la collaborazione in materia di sicurezza al fine di prevenire e contrastare la criminalità e il terrorismo, ponendosi essa stessa come uno strumento giuridico volto a regolamentare la cooperazione di polizia sotto il profilo strategico ed operativo, consentendo al contempo l'intensificazione dei rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi preposti all'ordine ed alla sicurezza pubblici. In particolare, l'Accordo, dopo aver indicato l'obiettivo sotteso alla cooperazione bilaterale (articolo 1), individua nel Ministero dell'interno, Dipartimento della Pubblica sicurezza, per la parte italiana e nel Ministero della Sicurezza, per la parte argentina, le autorità responsabili della sua attuazione (articolo 2). Dopo aver specificato i settori di cooperazione fra le Parti (articolo 3) - che includono, fra gli altri, la criminalità organizzata transnazionale, i reati contro la vita e il patrimonio, quelli relativi al traffico di sostanze stupefacenti, alla tratta di esseri umani, al traffico di migranti e a quello di armi, nonché i reati economici - l'intesa bilaterale definisce le forme della cooperazione (articolo 4), prevedendo scambio di informazioni e di prassi operative nei vari aspetti della cooperazione, identificazione e riammissione di cittadini di uno dei due Paesi presenti in posizione di irregolarità nel territorio dell'altro Stato ed esecuzione delle richieste di assistenza. I successivi articoli disciplinano le modalità per le richieste di assistenza (articolo 5) e per la loro esecuzione (articolo 7) e i casi per opporre un rifiuto a tali richieste (articolo 6), ascrivibili a situazioni pregiudizievoli per i diritti umani, la sovranità, la sicurezza e l'ordine pubblico di una delle due Parti o a casi di eccessiva onerosità per le disponibilità finanziarie dell'Autorità competente. Un articolo specifico (articolo 8) è dedicato ai limiti per l'uso dei dati personali e delle informazioni classificate ed alla protezione dei dati personali soggetti a trasferimento, mentre gli articoli da 9 a 11 prevedono la possibilità di organizzare riunioni e consultazioni fra i rappresentanti delle competenti autorità delle due Parti, disciplinano le modalità per la suddivisione delle spese e dei costi delle richieste e dispongono l'utilizzo dello spagnolo e dell'italiano quali lingue di lavoro. Da ultimi, gli articoli da 12 e 13 disciplinano le modalità per la composizione di eventuali controversie interpretative o applicative dell'Accordo, l'entrata in vigore, l'emendabilità e l'eventuale denuncia del testo stesso. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. Gli oneri economici per l'Italia sono stimati dall'articolo 3 in poco più di 89 mila euro annui. La relatrice conclude rilevando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento europeo né con gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese, e tiene conto delle disposizioni contenute, fra le altre, nella Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961, nella Convezione sulle sostanze psicotrope del 1988 e nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata del 2000. Il PRESIDENTE ringrazia la relatrice per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.S. 1271 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica islamica di Afghanistan, fatto a Kabul il 19 aprile 2016 DDL 1271 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica islamica di Afghanistan, fatto a Kabul il 19 aprile 2016 (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, introduce il disegno di legge recante la ratifica dell'Accordo tra l'Italia e l'Afghanistan in materia di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, sottoscritto nell'aprile 2016. Ricorda, innanzitutto, che un disegno di legge recante, fra le altre, anche la ratifica dell'Accordo oggi al nostro esame - l'Atto Senato n. 2812 - venne presentato dal Governo nel corso della XVII legislatura e discusso dalla Commissione affari esteri del Senato a partire dal giugno del 2017, ma non poté vedere completato il suo iter di esame a causa della conclusione della legislatura. L'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, composto di 22 articoli, intende fornire un quadro giuridico essenziale per l'approfondimento e la disciplina dei rapporti tra l'Italia e l'Afghanistan in questi importanti settori, anche al fine di rafforzare la cooperazione bilaterale nell'ambito dell'istruzione e della formazione, della ricerca e dell'innovazione. L'Intesa esplicita innanzitutto l'impegno delle Parti a sviluppare attività che favoriscano una migliore e reciproca conoscenza, a promuovere i rispettivi patrimoni culturali, a rafforzare la cooperazione nell'ambito culturale, scientifico e tecnologico, a promuovere programmi multilaterali, nonché la diffusione delle rispettive lingue e culture, a favorire la conoscenza dei rispettivi sistemi educativi, e ad incoraggiare la collaborazione tra le rispettive università e istituti di formazione superiore (articoli 1-6). Ulteriori ambiti di cooperazione interessano i settori delle arti visive, dello spettacolo, della letteratura, dell'architettura e delle arti decorative, da realizzarsi mediante scambio di artisti e la reciproca partecipazione ad eventi culturali (articolo 7). I successivi articoli incoraggiano la traduzione e la pubblicazione di testi letterari e scientifici dell'altro Paese, promuovono gli scambi culturali, artistici e scientifici per la valorizzazione dei rispettivi patrimoni, e assicurano l'impegno delle Parti ad importare pubblicazioni e materiali dell'altro Paese e a facilitare, in regime di reciprocità, lo studio e la ricerca e la collaborazione fra le istituzioni culturali di entrambi gli Stati (articoli 8-11). Viene altresì previsto che le Parti individuino periodicamente i settori prioritari della cooperazione scientifica e tecnologica, incoraggino una collaborazione diretta tra musei, archivi e biblioteche e assicurino l'erogazione di borse di studio a studenti e docenti (articoli 12-14). Attenzione specifica viene garantita anche alla collaborazione nei settori dei media, della promozione dei diritti umani e delle donne e della valorizzazione delle attività sportive (articolo 15-17). L'Accordo impegna, inoltre, le Parti a contrastare il traffico illecito di opere d'arte con azioni di prevenzione e repressione, nel rispetto delle legislazioni nazionali ed internazionali (articolo 18). Ad una Commissione mista, da convocarsi alternativamente nelle Capitali dei due Paesi, sono affidati compiti di programmazione e di monitoraggio dell'Accordo in esame (articolo 19). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di cinque articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 3 li valuta in 275.220 euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, e in 285.620 euro a decorrere dall'anno 2021. Il relatore conclude rilevando che il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,45.