Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 110 PINOTTI La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REFERENTE Libertà sindacale delle Forze armate DDL 1893 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo DDL 1542 Norme sulla libertà di associazione sindacale dei militari e delega al Governo per il coordinamento normativo DDL 1950 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo (Rinvio del seguito dell'esame congiunto) La presidente PINOTTI informa che non sono ancora pervenuti i pareri della Commissione bilancio, non solo sugli emendamenti e subemendamenti presentati in Commissione, ma anche sul testo del disegno di legge n. 1893, nonostante questo - come noto - sia stato già approvato dalla Camera dei deputati. Rileva come il ritardo non dipenda dalla Commissione bilancio, ma dal fatto che le diverse amministrazioni interessate - in particolare il Ministero della difesa, il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero della pubblica amministrazione - non hanno ancora trovato un accordo per chiarire alcuni aspetti delle norme e individuare le coperture finanziarie, nonostante esse risultino piuttosto ridotte. Evidenzia come in diverse occasioni, nelle scorse sedute, i rappresentanti del Governo hanno rassicurato circa l'imminente soluzione dei problemi emersi, senza peraltro che si siano determinati fin qui effetti concreti. Rimarca come la Commissione difesa a tal riguardo abbia svolto un ruolo attivo, con numerose sollecitazioni rivolte ai diversi soggetti coinvolti. Chiede a tal proposito se la rappresentante del Governo possa fornire qualche elemento in materia. Il sottosegretario di Stato per la difesa Stefania PUCCIARELLI evidenzia come non vi siano elementi di novità, esprimendo tuttavia anch'ella l'auspicio che le interlocuzioni in atto fra le amministrazioni richiamate possano concludersi in tempi brevi, consentendo il prosieguo e la rapida conclusione dell'esame parlamentare. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA (2308) Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2020 DDL 2308 Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2020 (2309) Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2021 DDL 2309 Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2021 (Parere alla 5 a Commissione. Esame congiunto con esiti distinti. Parere favorevole sul disegno di legge n. 2308. Parere favorevole sul disegno di legge n. 2309) La PRESIDENTE ricorda che la Commissione è chiamata ad esaminare - in sede consultiva, per le parti di competenza - i disegni di legge n. 2308 e n. 2309 recanti, rispettivamente, il Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2020 e le disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2021. Ricorda che su questi provvedimenti, esaminati in sede congiunta, la Commissione è chiamata ad esprimere due diversi pareri. Il relatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che la disciplina del rendiconto è contenuta nella legge n. 196 del 31 dicembre 2009 che, all'articolo 35 (come modificato dal decreto legislativo n. 90 del 2016), dispone che il rendiconto generale dello Stato, articolato per missioni e programmi, risulta costituito da due parti, il conto del bilancio, che espone l'entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento, e il conto del patrimonio, che espone le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato. Il rendiconto deve essere presentato alle Camere dopo esser stato sottoposto alla Corte dei conti per il giudizio di parificazione. Esprime apprezzamento per l'aumento delle risorse per la Difesa, che è dovuto alla sensibilità del Governo verso questo temi, ma risente anche del quadro di crescente insicurezza e dell'impegno delle Forze armate nel contrasto all'emergenza sanitaria. Venendo ai profili di interesse della Commissione, ricorda che lo stato di previsione del Ministero della difesa per il 2021, approvato con la legge di bilancio 30 dicembre 2020, n. 178, recava spese in termini di competenza per un totale di 24.583 milioni di euro, di cui 20.297 milioni di parte corrente e 4.286 milioni in conto capitale. Con le variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento - di cui dirà più in dettaglio più avanti - si prevede un aumento degli stanziamenti di 15,7 milioni di euro in termini di competenza e di 15,7 milioni di euro in termini di cassa. Riassuntivamente, pertanto, rispetto alle previsioni iniziali, le spese previste registrano un aumento complessivo di 1.177 milioni di euro in termini di competenza, con le previsioni per il 2021 che risultano assestate a 25.760 milioni in termini di competenza. Con riferimento alle missioni in cui si articola il bilancio della Difesa, la Missione 5, "Difesa e sicurezza del territorio" è quella che assorbe quasi totalmente le spese complessive, con 24.479 milioni di euro in termini di competenza. Tutti i programmi della missione 5 subiscono, in termini di competenza, una variazione positiva. Il Programma 5.1 che riguarda l'approntamento e impiego dei Carabinieri per la difesa e la sicurezza, beneficia delle maggiori risorse nell'ambito della Missione, con più di 7.465 milioni di euro, in aumento di 425,71 milioni rispetto allo scorso anno. A sua volta il Programma 5.2, relativo alle spese per le attività di addestramento, mantenimento in efficienza operativa e impiego operativo dell'Esercito, registra risorse in termini di stanziamenti definitivi di competenza pari a 6.244 milioni, con un aumento di risorse per 265,26 milioni di euro. Significativi sono gli aumenti relativi al Programma 5.6 ("Pianificazione generale delle Forze armate e approvvigionamenti militari"), che registra risorse in termini di stanziamenti definitivi di competenza pari a 5.206 milioni, con un aumento di risorse per 1.545 milioni di euro. Il Programma 5.3 ("Approntamento e impiego delle forze marittime, riguardante il centro di responsabilità della Marina militare"), registra un incremento minore rispetto agli altri Programmi, pari a 109,4 milioni di euro. La Missione 18 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente", ossia quella destinata alle esigenze del Corpo dei carabinieri forestali, ha registrato una variazione pari a 21 milioni di euro. Infine segnala che la Missione 32, "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche", ha subito un decremento pari a 115,1 milioni di euro. Rileva quindi l'importanza di quanto riportato dalla Relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato 2020. Il documento analizza la gestione finanziaria del Ministero della difesa con riferimento alle spese allocate nelle Missioni, nei Programmi ed in alcune categorie economiche, indicando i principali risultati. La Corte osserva che, dopo alcuni anni di incremento degli stanziamenti definitivi e una modesta flessione del 2,8 per cento nel 2019, nell'anno 2020, caratterizzato dall'emergenza pandemica da Covid-19, gli stanziamenti del Ministero della difesa hanno registrato un incremento di oltre il 10 per cento, che li ha portati da poco più di 23 a oltre 25,5 miliardi. Le ragioni vanno ricercate nel fatto che il Ministero della difesa ha dispiegato lo strumento militare al servizio delle nuove esigenze determinate dalla crisi sanitaria. Il Ministero è stato infatti impegnato fin dall'inizio dell'emergenza epidemica da Covid-19, mettendo a disposizione tutte le risorse e le capacità disponibili delle Forze armate, il personale, l'esperienza maturata nei teatri operativi internazionali, i mezzi e le tecnologie acquisite. In questo particolare contesto le Forze Armate hanno operato anche in coordinamento tra loro, sotto la guida del Comando Operativo Interforze, e hanno mostrato l'utilizzabilità dello strumento militare anche per le necessità della società civile. Questo ha comportato un conseguente maggiore impegno economico sulla spesa del personale e sui consumi intermedi, ma anche sulla spesa per le missioni internazionali. La Corte rileva nello specifico come le risorse assegnate al Dicastero, con riguardo alle Funzioni, evidenzino un incremento del 6,2 per cento degli impegni di competenza per la Funzione sicurezza (passati dai 7,26 miliardi del 2019 ai 7,74 del 2020), dovuti soprattutto all'attività per l'emergenza Covid-19 e conseguenti maggiori redditi da lavoro erogati (da 6,52 a 6,89 miliardi), a fronte di un ancor più marcato aumento del 13,1 per cento di impegni di competenza per la Funzione difesa (dai 14,55 del 2019 a 16,45 miliardi del 2020), dovuti invece ai maggiori consumi intermedi (da 1,34 a 1,78 miliardi, con un aumento del 32,5 per cento) e agli investimenti (da 1,79 a 2,87 miliardi, con un aumento del 60,6 per cento. Nello specifico, la Relazione della Corte dei conti rileva come la Missione "Difesa e sicurezza del territorio" abbia assorbito il 94,1 per cento - 24,07 miliardi - di tutti gli stanziamenti definitivi di 25,58 miliardi. Le risorse destinate alla missione risultano in crescita di circa 2,5 miliardi rispetto ai 21,57 miliardi del 2019. Gli impegni di competenza sono risultati pari a 23,28 miliardi (20,9 nel 2019) sui 24,67 (22,3 nel 2019) di tutto il Dicastero. Rispetto all'esercizio 2019 è da rilevare l'incremento della spesa di questa missione per una percentuale del 11,6 per cento in termini di stanziamenti, e del 11,4 in termini di impegni (96,7 per cento degli stanziamenti), pagati al 98 per cento. I capitoli interessati dai provvedimenti Covid-19 hanno coperto circa 16,46 miliardi, gli impegni della missione interessati da tali provvedimenti sono stimati in circa 16,1 miliardi, interamente pagati. Relativamente alla Funzione difesa, la Relazione della Corte dei conti sottolinea che nel 2020 le percentuali di ripartizione degli impegni lordi assunti per le tre componenti personale/esercizio/investimento, dichiarati dall'Amministrazione, continuano a sbilanciarsi verso la prima componente, ma, nonostante l'emergenza pandemica, in considerazione dell'aumento degli impegni totali e anche dell'incremento della componente investimenti, la componente personale incide meno, per una quota pari al 65,7 per cento della spesa (nel 2019 incideva per il 74,4 per cento), mentre per l'emergenza risale il peso della componente esercizio al 17,6 per cento (nel 2019 era al 13,9) e aumenta, seppur non in collegamento con l'emergenza Covid, anche l'incidenza degli investimenti sino al 16,7 per cento (nel 2019 era pari al 11,7 per cento). Con riferimento alla componente personale occorre evidenziare che la legge n. 244 del 2012 (la cosiddetta legge "Di Paola" di riforma del modello Difesa) prevede il raggiungimento dell'obiettivo a 150.000 unità di personale alla scadenza del 2024. La Relazione rileva altresì come il budget della Funzione Difesa sia al di sotto dell'obiettivo della NATO del 2 per cento, come rapporto tra le spese per la Difesa ed il PIL a prezzi costanti, fissato come obiettivo per il 2024 dalle NATO guidelines assunte nella riunione del Galles del 2014 e successivamente ribaditi nel Defence Investment Pledge (DIP) del 2016 a Varsavia. Dal Rapporto Annuale 2020 del Segretario Generale della NATO risulta che l'Italia ha un budget in termini assoluti stimato per la difesa per il 2020 pari a 26,11 miliardi di dollari (in aumento rispetto al valore definitivo del 2019 pari a 23,56 miliardi di dollari, stimato per 24,4), che la colloca al quinto posto tra i Paesi NATO, attestandosi intorno all'1,39 per cento del rapporto stimato tra spesa della difesa e PIL a prezzi costanti. Passa quindi al provvedimento relativo all'assestamento del bilancio. Questo disegno di legge - come noto - aggiorna, a metà esercizio, gli stanziamenti del bilancio di previsione, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente. A livello funzionale, pertanto, il disegno di legge di assestamento si connette con il rendiconto dell'esercizio precedente: l'entità dei residui, attivi e passivi (che al momento dell'elaborazione del bilancio di previsione è stimabile solo in misura approssimativa) viene infatti definita sulla base delle effettive risultanze del rendiconto. Ricorda - come accennato in precedenza - che lo stato di previsione del Ministero della difesa per il 2021, reca spese in termini di competenza per un totale di 24.583 milioni di euro, di cui 20.297 milioni di parte corrente e 4.286 milioni in conto capitale. La consistenza dei residui presunti viene valutata, al 1° gennaio 2021, pari a 1.166 milioni di euro. La massa spendibile (competenza più residui) ammonta quindi a 25.749 milioni di euro. Rispetto a tali previsioni iniziali, il disegno di legge di assestamento 2021 (A.S. 2309) reca talune modifiche dovute in parte all'adozione, nel periodo gennaio-maggio 2021, di atti amministrativi che hanno già comportato variazioni di bilancio, e per il resto alle variazioni proposte dallo stesso disegno di legge di assestamento. Le variazioni complessivamente apportate al bilancio per atti amministrativi hanno determinato anzitutto un aumento di 1.161 milioni di euro delle dotazioni di competenza e di cassa. Le variazioni già introdotte in bilancio, e pertanto non soggette ad approvazione parlamentare, derivano da provvedimenti legislativi intervenuti nell'anno o da norme di carattere generale. Con le variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento (A.S. 2309) - come anticipato - si prevede un aumento degli stanziamenti di 15,7 milioni di euro in termini di competenza e di 15,7 milioni di euro in termini di cassa. Riassuntivamente, pertanto, rispetto alle previsioni iniziali, le spese previste registrano un aumento complessivo di 1.177 milioni di euro in termini di competenza, con le previsioni per il 2021 che risultano assestate a 25.760 milioni in termini di competenza. La dotazione di residui passivi dello stato di previsione del Ministero della difesa  come risulta dal disegno di legge di assestamento A.S. n. 2309 relativo all'esercizio finanziario 2021  è pari a 1.283 milioni di residui accertati. Per effetto delle predette variazioni, la massa spendibile, che nelle previsioni di bilancio era di 25.749 milioni di euro, risulta, in seguito alle proposte di assestamento, pari a 27.043 milioni di euro. Nel dettaglio, la Missione 5 "Difesa e sicurezza del territorio" reca una variazione positiva di 1.153 milioni di euro per l'incidenza di atti amministrativi e di circa 12,8 milioni di euro a seguito degli interventi operati dal disegno di legge, per un totale di circa 1.166 milioni. Segue poi una variazione positiva pari a poco più di 30 milioni di euro per la Missione 18 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente". Infine, la Missione 32 "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche", subisce una variazione negativa di 22,83 milioni per l'incidenza di atti amministrativi e una positiva di 2,92 milioni proposti dal disegno di legge in esame, per un totale in negativo di circa 19,9 milioni. Alla luce di quanto esposto, propone alla Commissione l'emissione di un parere favorevole per ciascuno dei disegni di legge. La PRESIDENTE constata che non vi sono iscritti a parlare in discussione generale. Verificata la presenza del numero legale per deliberare, posta ai voti, la proposta di parere favorevole sul disegno di legge n. 2308 è approvata. La PRESIDENTE pone successivamente ai voti la proposta di parere favorevole sul disegno di legge n. 2309, che risulta approvata. La seduta termina alle ore 14,25.