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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 30 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,30. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari appena conclusa, nella quale si è stabilito di iscrivere all'ordine del giorno della Commissione il disegno di legge costituzionale n. 388 (Disposizioni per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale) e di iniziarne l'esame quanto prima. Si è concordato, inoltre, di inserire all'ordine del giorno il disegno di legge n. 846 (Conversione in legge del decreto-legge n. 115 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive) e di iniziarne l'esame in sede referente a partire dalla seduta già convocata per le ore 14,30 di domani, mercoledì 10 ottobre. Con riferimento al disegno di legge n. 840 (Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), il cui esame sarà avviato nella seduta odierna, si è convenuto di fissare il termine entro cui segnalare i nomi di eventuali soggetti da audire per le ore 18 di domani, mercoledì 10 ottobre. Si è stabilito altresì di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti alle ore 13 di venerdì 19 ottobre. Infine, si è deciso di convocare per le ore 14 di domani una ulteriore riunione dell'Ufficio di Presidenza. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE (840) d-l 113/18 - sicurezza pubblica DDL 840 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Esame e rinvio) Il PRESIDENTE, relatore, riferisce sul decreto-legge n. 113 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il provvedimento si compone di 40 articoli, suddivisi in quattro Titoli. Il Titolo I reca disposizioni in materia di rilascio di speciali permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale e di immigrazione. L'articolo 1 reca l'abrogazione dell'istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari, quale previsto dal testo unico in materia di immigrazione, di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998. Prevede altresì che la corrispettiva tutela sostanziale permanga per alcune fattispecie di permessi di soggiorno speciali. Alcune di esse - per vittime di violenza o grave sfruttamento, di violenza domestica, di particolare sfruttamento lavorativo - già previste dal testo unico dell'immigrazione, sono in parte ridefinite. Ulteriori modifiche al testo unico intendono disciplinare puntualmente altre fattispecie, quali condizioni di salute di eccezionale gravità e situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese di origine che impediscono temporaneamente il rientro dello straniero in condizioni di sicurezza. È inoltre introdotto un permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile. Infine, sono introdotte disposizioni circa le controversie relative al rilascio dei permessi speciali sopra ricordati, quanto a giudice competente e procedimento di trattazione delle impugnazioni. L'articolo 2 eleva da 90 a 180 giorni il periodo massimo di trattenimento dello straniero all'interno dei centri di permanenza per i rimpatri. Eleva parallelamente da 90 a 180 giorni il periodo di trattenimento presso le strutture carcerarie, superato il quale lo straniero può essere trattenuto presso il centro di permanenza per i rimpatri per un periodo massimo di 30 giorni. Autorizza, inoltre, a ricorrere alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, al fine di assicurare una tempestiva messa a punto dei centri medesimi. L'articolo 3 interviene sulla disciplina del trattenimento di stranieri che abbiano presentato domanda di protezione internazionale, recata dai decreti legislativi n. 142 del 2015 e n. 25 del 2008. A tal fine introduce due nuove ipotesi di trattenimento motivate dalla necessità di determinare o verificare l'identità o la cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale. Le nuove ipotesi di trattenimento sono autorizzate in luoghi determinati e per tempi definiti. In particolare, il trattenimento è autorizzato per il tempo strettamente necessario, e comunque non superiore a 30 giorni, negli appositi punti di crisi individuati dall'articolo 10- ter , comma 1, del testo unico sull'immigrazione. Qualora non sia stato possibile pervenire alla determinazione ovvero alla verifica dell'identità o della cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale, il trattenimento può essere effettuato, per un periodo massimo di 180 giorni, nei centri di permanenza per i rimpatri di cui all'articolo 14 del medesimo testo unico. L'articolo 4 introduce alcune modalità di temporanea permanenza dello straniero in attesa di provvedimento di espulsione. In particolare, in mancanza di disponibilità di posti nei centri di permanenza per il rimpatrio, si prevede che lo straniero possa permanere in altre strutture idonee nella disponibilità dell'autorità di pubblica sicurezza, fino alla definizione del procedimento di convalida. L'articolo 5 esplicita che il divieto di reingresso nei confronti dello straniero destinatario di un provvedimento di espulsione ha efficacia nel territorio degli Stati membri dell'Unione europea, nonché negli Stati non membri cui si applichi l' acquis di Schengen. L'articolo 6 assegna al Fondo rimpatri presso il Ministero dell'interno le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2018 per l'avvio di un programma di rimpatrio volontario assistito. L'articolo 7 amplia il novero dei reati che, in caso di condanna definitiva, comportano il diniego e la revoca della protezione internazionale, includendovi fattispecie delittuose di particolare allarme sociale. L'articolo 8 dispone in materia di cessazione dello status di rifugiato e di protezione sussidiaria. In particolare, si specifica che il rientro nel Paese di origine è indice, salvo la valutazione del caso concreto, della volontà del rifugiato di ristabilirsi in tale Paese o del mutamento delle circostanze che hanno determinato il riconoscimento della protezione sussidiaria. L'articolo 9 esclude dal beneficio dell'autorizzazione a rimanere sul territorio nazionale i richiedenti asilo che reiterino la domanda per ritardare o impedire l'esecuzione di un provvedimento di allontanamento ovvero perché la prima domanda reiterata è stata giudicata inammissibile o rigettata in quanto infondata. Si dispongono, inoltre, una procedura accelerata di esame della domanda di asilo per determinati soggetti, una nuova causa di inammissibilità della domanda di asilo e limitazioni alla sospensione del procedimento di espulsione in pendenza di un ricorso sulle decisioni delle commissioni territoriali. L'articolo 10 disciplina il procedimento immediato dinanzi alla commissione territoriale in casi particolari. L'articolo 11 prevede la possibilità di istituire presso le prefetture fino ad un massimo di tre articolazioni territoriali dell'unità di Dublino, deputata ad individuare lo Stato dell'Unione europea competente all'esame delle domande di protezione. L'articolo 12 interviene sulle disposizioni concernenti il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), al fine di limitare i servizi di accoglienza territoriale ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati. Conseguentemente, viene modificato l'impianto complessivo del sistema di accoglienza dei migranti sul territorio così come definito dal decreto legislativo n. 142 del 2015. L'articolo 13 prevede che il permesso di soggiorno per richiesta asilo non consenta l'iscrizione all'anagrafe dei residenti, fermo restando che esso costituisce documento di riconoscimento. L'articolo 14 introduce nuove disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza, modificando e integrando a tal fine la legge n. 91 del 1992. Tra le sue previsioni, si segnala l'ipotesi di revoca della cittadinanza in caso di condanna definitiva per una serie di reati, nonché l'abrogazione della disposizione che preclude il rigetto dell'istanza di acquisizione della cittadinanza per matrimonio decorsi due anni dall'istanza stessa. L'articolo 15 reca disposizioni in materia di giustizia. In particolare, si intende colmare una lacuna legislativa, allineando la disciplina prevista per il processo civile a quella dettata per il processo penale dall'articolo 106 del testo unico in materia di spese di giustizia. Il Titolo II introduce norme finalizzate a rafforzare i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica, con particolare riferimento alla minaccia del terrorismo e al contrasto delle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici, nonché al miglioramento del circuito informativo tra le Forze di polizia e l'autorità giudiziaria e alla prevenzione e al contrasto delle infiltrazioni criminali negli enti locali. Nel dettaglio, l'articolo 16 estende le ipotesi di reato che consentono al giudice di adottare il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall'articolo 280 del codice di procedura penale e introduce la facoltà di utilizzare il braccialetto elettronico come strumento di controllo dell'esecuzione di tale provvedimento nelle ipotesi di maltrattamenti contro familiari o conviventi e stalking . L'articolo 17 pone in capo agli esercenti di attività di autonoleggio di veicoli senza conducente l'obbligo di comunicare i dati identificativi dei clienti al CED interforze per finalità di prevenzione del terrorismo. L'articolo 18 prevede un ampliamento dell'accesso da parte del personale della polizia municipale, nei Comuni con popolazione superiore ai centomila abitanti, a specifici archivi presenti nella banca dati del CED interforze. L'articolo 19 è volto a consentire alla polizia municipale dei Comuni con più di centomila abitanti di utilizzare in via sperimentale armi comuni a impulso elettrico, in analogia a quanto disposto per l'amministrazione della pubblica sicurezza. L'articolo 20 estende, per finalità di prevenzione, l'applicazione del divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO) agli indiziati di reati di terrorismo, anche internazionale, e di altri reati contro la personalità dello Stato e l'ordine pubblico. L'articolo 21 estende alle aree su cui insistono presidi sanitari e a quelle destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli l'ambito applicativo della disciplina del cosiddetto DASPO urbano, introdotta dall'articolo 9 del decreto-legge n. 14 del 2017. L'articolo 22 reca una disposizione finalizzata a corrispondere alle contingenti e straordinarie esigenze della Polizia di Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per l'acquisto ed il potenziamento dei sistemi informativi diretti al contrasto del terrorismo internazionale, nonché per il finanziamento di interventi diversi di manutenzione straordinaria e adattamento di strutture ed impianti. L'articolo 23 prevede che siano puniti a titolo di illecito penale sia il blocco stradale che l'ostruzione o l'ingombro di strade ferrate, fattispecie attualmente sanzionate a titolo di illecito amministrativo. Gli articoli da 24 a 29 recano disposizioni in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità mafiosa. L'articolo 24 interviene in materia di impugnazione delle misure di carattere patrimoniale di cui al codice antimafia, elimina la obbligatorietà della comunicazione all'autorità giudiziaria delle proposte di applicazione delle misure presentate autonomamente dal questore e amplia il novero dei reati che determinano l'insorgenza delle cause ostative al rilascio della comunicazione antimafia. Con l'articolo 25 si intende inasprire il trattamento sanzionatorio per le condotte degli appaltatori che facciano ricorso, illecitamente, a meccanismi di subappalto. L'articolo 26 introduce l'obbligo di comunicare al prefetto la segnalazione di inizio attività dei cantieri nell'ambito della provincia. La disposizione recata dall'articolo 27 aggiorna l'obbligo di trasmissione delle sentenze di condanna irrevocabili a pene detentive, già esistente per le cancellerie degli uffici giudiziari, aggiungendovi anche i provvedimenti ablativi o restrittivi. L'articolo 28 introduce modifiche all'articolo 143 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. In particolare, viene disciplinata una sorta di protocollo operativo, che consente di adottare interventi straordinari nel caso in cui, pur non rinvenendosi gli elementi per disporre lo scioglimento dell'ente locale, siano state tuttavia riscontrate anomalie o illiceità tali da determinare uno sviamento dell'attività dell'ente. L'articolo 29 incrementa la dotazione delle risorse per la copertura degli oneri finanziari connessi all'attività svolta dalle commissioni straordinarie per la gestione degli enti sciolti in conseguenza di fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Gli articoli 30 e 31 introducono misure finalizzate al contrasto del fenomeno delle occupazioni arbitrarie di immobili, attraverso l'inasprimento delle pene fissate nei confronti dei promotori e organizzatori delle occupazioni e la possibilità di disporre intercettazioni telefoniche. Il Titolo III introduce disposizioni per la funzionalità del Ministero dell'interno e interventi per rafforzare l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. In particolare, con riferimento al Ministero dell'interno, l'articolo 32 dispone la riduzione di 29 posti di livello dirigenziale generale, al fine di garantire gli obiettivi complessivi di economicità e di revisione della spesa previsti dalla legislazione vigente. L'articolo 33 contiene un'autorizzazione di spesa per il pagamento, a partire dal 2018, dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario svolte dagli appartenenti alle Forze di Polizia, anche in deroga al limite dell'ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale delle amministrazioni pubbliche fissato dal decreto legislativo n. 75 del 2017. L'articolo 34 incrementa di 5,9 milioni di euro per l'anno 2019 e di 5 milioni a decorrere dal 2020 gli stanziamenti per la retribuzione del personale volontario dei Vigili del fuoco. L'articolo 35 istituisce un Fondo in cui confluiscono le autorizzazioni di spesa, già previste e non utilizzate, per il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, cui si aggiunge uno stanziamento pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2018. Gli articoli da 36 a 38 riguardano l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Nello specifico, l'articolo 36 reca disposizioni volte alla razionalizzazione delle procedure di gestione e destinazione dei beni confiscati, introducendo anche la possibilità di vendita sul mercato di tali beni, mentre l'articolo 37 interviene in materia di organizzazione e di organico dell'Agenzia, prevedendo l'istituzione di non più di quattro sedi secondarie. L'articolo 38 reca norme di deroga alle regole sul contenimento della spesa degli enti pubblici e disposizioni abrogative. Il Titolo IV, con gli articoli 39 e 40, contiene le disposizioni finali concernenti la copertura finanziaria del provvedimento e la sua entrata in vigore. In conclusione, ricorda che, nell'ambito dell'Ufficio di Presidenza, è stato fissato alle ore 18 di domani, mercoledì 10 ottobre, il termine entro cui segnalare i nomi di eventuali soggetti da audire. È stato altresì fissato il termine per la presentazione degli emendamenti alle ore 13 di venerdì 19 ottobre. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Proposta di nomina del Presidente della Fondazione Ordine Mauriziano (n. 7) Doc n. 7 Proposta di nomina del Presidente della Fondazione Ordine Mauriziano (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta. Esame. Parere favorevole) Il PRESIDENTE , relatore, informa che il Consiglio dei ministri ha deliberato la proposta di nomina a presidente della Fondazione Ordine Mauriziano dell'avvocato Chiara Caucino; in proposito, propone di esprimere un parere favorevole. Si procede quindi alla votazione, a scrutinio segreto, sulla proposta di parere avanzata dal relatore, cui partecipano i senatori AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ), COLLINA ( PD ), CORBETTA ( M5S ), DE PETRIS ( Misto-LeU ), FAZZONE ( FI-BP ), GARRUTI ( M5S ), GRASSI ( M5S ), LA RUSSA ( FdI ), MANTOVANI ( M5S ), MORRA ( M5S ), PAGANO ( FI-BP ), PARRINI ( PD ), PERILLI ( M5S ), PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ), ROMANO ( M5S ), SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ), VITALI ( FI-BP ) e VONO ( M5S ). La proposta di parere favorevole è approvata con 12 voti favorevoli, 1 voto contrario e 8 astensioni. IN SEDE CONSULTIVA (Doc. LVII, n. 1-bis) Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018) Doc Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore GARRUTI ( M5S ) illustra, per le parti di competenza, il documento in titolo, nonché i relativi allegati e annesso, che rappresenta il primo documento di programmazione economica del Governo in carica, in quanto - al momento della presentazione del Documento di economia e finanza 2018 - non era ancora intervenuta la costituzione del nuovo Governo nella attuale legislatura. Precisa, infatti, che il DEF 2018, in quanto presentato dal Governo Gentiloni, allora in carica per gli affari correnti, non recava il nuovo quadro programmatico, ma si limitava all'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l'Italia e al conseguente quadro di finanza pubblica tendenziale, tenendo conto della legge di bilancio 2018 e rinviando alle valutazioni del successivo Esecutivo l'eventuale elaborazione di un quadro programmatico. La Nota rileva come la ripresa dell'economia italiana sia continuata nella prima metà del 2018, ma a un ritmo inferiore alle attese. Il tasso di crescita annualizzato del PIL, che nel 2017 era stato in media pari all'1,6 per cento, è infatti sceso allo 0,9 per cento. Anche alla luce dei più recenti indicatori congiunturali, che prefigurano un modesto ritmo di espansione nei mesi finali dell'anno, la previsione di crescita del PIL per il 2018 scende dall'1,5 all'1,2 per cento. Con riferimento allo scenario tendenziale 2019-2021, la Nota evidenzia che la crescita del PIL prevista per il 2019 scende dall'1,4 per cento allo 0,9 per cento; quella del 2020 diminuisce dall'1,3 per cento all'1,1 per cento e infine quella per il 2021 viene ridotta più marginalmente, dall'1,2 per cento all'1,1 per cento. Per quanto riguarda il rapporto debito/PIL, la nuova previsione tendenziale continua a indicare una riduzione nel prossimo triennio, ma di entità inferiore a quanto riportato nel DEF. Partendo da 131,2 per cento nel 2017, il rapporto scenderebbe a 124,6 per cento nel 2021, contro il 122 per cento nella stima del DEF. Passando a delineare il quadro macroeconomico programmatico, la Nota sottolinea come questo includa gli effetti sull'economia delle misure che il Governo intende presentare al Parlamento con il disegno di legge di bilancio 2019. In tale scenario programmatico, il PIL è previsto in crescita dell'1,5 per cento nel 2019, dell'1,6 per cento nel 2020 e dell'1,4 per cento nel 2021. In primo luogo, gli aumenti delle imposte indirette previste dalle clausole di salvaguardia verranno completamente sterilizzati nel 2019 e parzialmente nel 2020 e 2021. La Nota evidenzia che saranno introdotte misure volte alla riduzione della povertà e al sostegno dell'occupazione giovanile, quali il reddito di cittadinanza, la riforma e il potenziamento dei centri per l'impiego, nonché l'introduzione di nuove modalità di pensionamento anticipato. Sarà avviata la prima fase dell'introduzione della flat tax che prevede l'innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato d'imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani. La riduzione della pressione fiscale proseguirà anche per effetto del taglio dell'imposta sugli utili d'impresa per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi. Il rilancio dell'attività economica sarà, inoltre, stimolato da maggiori investimenti pubblici e da un miglioramento dei processi decisionali nella pubblica amministrazione, oltre che dall'introduzione di modifiche al codice degli appalti e dalla standardizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato. In questo contesto il Governo intende anche avviare un programma di manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamento italiana. Il Governo provvederà inoltre allo stanziamento di risorse per il ristoro dei risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie degli ultimi anni. La Nota sottolinea come l'insieme di questi interventi produca un impatto positivo sulla crescita rispetto alla previsione tendenziale per tutto l'arco previsto. Il documento, nell'illustrare la programmazione di bilancio per i prossimi anni, sottolinea come partendo da deficit tendenziali pari all'1,2 per cento del PIL nel 2019, 0,7 per cento nel 2020 e 0,5 per cento nel 2021, la manovra punti a conseguire un indebitamento netto della pubblica amministrazione che, con un profilo comunque decrescente, risulti pari al 2,4 per cento del PIL nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all'1,8 per cento nel 2021, discostandosi sensibilmente da quanto indicato nel DEF dello scorso aprile. Come rappresentato nella Relazione al Parlamento allegata alla Nota di aggiornamento, il saldo strutturale, dopo il miglioramento di 0,2 punti di PIL previsto per quest'anno, peggiorerebbe di 0,8 punti nel 2019 e si manterrebbe costante per il 2020 e il 2021. Il Governo prevede di riprendere il processo di riduzione dell'indebitamento strutturale dal 2022 in avanti. Laddove il PIL reale e l'occupazione oltrepassassero i livelli pre-crisi prima del 2021, i tempi di questa riduzione verrebbero accelerati. L'ultima parte della Nota di aggiornamento delinea le linee del programma di Governo e degli orientamenti di riforma che saranno ulteriormente precisati in occasione della presentazione del prossimo Documento di economia e finanza. Si sofferma, quindi, sulle parti di competenza della Commissione affari costituzionali. Con riferimento alla pubblica amministrazione, il Governo evidenzia la necessità di una riforma, anche digitale, al fine di modernizzare e migliorare i rapporti tra cittadino o impresa e la pubblica amministrazione stessa. In particolare, nella Nota il Governo sottolinea che un primo intervento, volto a garantire l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, il miglioramento immediato dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi erogati dalle stesse sarà contenuto in uno specifico disegno di legge, da considerarsi provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica, contenente misure volte a favorire l'efficienza delle pubbliche amministrazioni per prevenire il fenomeno dell'assenteismo nonché garantire assunzioni mirate in modo da favorire anche il ricambio generazionale in tempi rapidi. Specifici interventi sono stati inoltre individuati per la pubblica amministrazione locale, consistenti nel ripensamento delle procedure di risanamento finanziario, nello sblocco del turn over e nel rafforzamento delle competenze della dirigenza locale. Allo stesso tempo, è intenzione del Governo introdurre misure di semplificazione, dirette a ridurre i costi per cittadini e imprese, mediante procedure amministrative telematiche uniformi sul territorio. Infine, si opererà sui responsabili dei processi e sulle figure manageriali e dirigenziali che dovranno stimolare e promuovere il cambiamento, al fine di migliorare il sistema che la stessa dirigenza è chiamata a coordinare. La tavola del cronoprogramma stima che la riforma sarà realizzata entro il 2019. La Nota di aggiornamento dedica un specifico paragrafo al programma di riforme istituzionali che il Governo intende attuare. Esso consiste, in particolare, nel miglioramento della qualità delle decisioni, da realizzare attraverso l'ampliamento della partecipazione dei cittadini alla vita politica e il miglioramento dell'efficacia dell'attività del Parlamento. Il programma, nel dettaglio, prevede il potenziamento degli istituti di democrazia diretta, riconoscendo maggiori responsabilità decisionali ai cittadini, in particolare attraverso il rafforzamento dell'iniziativa legislativa popolare, con l'introduzione del referendum propositivo, l'eliminazione del quorum strutturale nel referendum abrogativo, la semplificazione degli adempimenti per la raccolta delle firme, la riduzione del numero dei parlamentari, con la diminuzione del numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200, la soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), l'introduzione del ricorso diretto alla Corte costituzionale sulle deliberazioni assunte dalle Camere in materia di elezioni e cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento. Un'altra priorità consiste nel completamento dei percorsi avviati dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nel 2017 in attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, concernente l'attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario. In materia di sicurezza pubblica, il documento in esame individua quattro direttrici principali delle politiche del Governo: il contrasto dei flussi migratori irregolari, sulla base della condivisione delle responsabilità della difesa delle frontiere esterne dell'Unione europea; la lotta alle mafie e alle altre organizzazioni criminali, anche attraverso misure finalizzate ad aggredire le ricchezze accumulate illecitamente; la revisione dell'ordinamento degli enti locali, per contrastare la criminalità e la corruzione; il potenziamento dell'innovazione tecnologica e l'introduzione delle modifiche ordinamentali per la lotta alla criminalità diffusa. Per quanto riguarda il contrasto all'immigrazione clandestina, si individuano le seguenti azioni di intervento: adozione di un nuovo approccio nelle politiche di contenimento dei flussi migratori verso l'Europa, che devono essere intercettati nei Paesi di partenza e transito, attraverso una gestione europea; ridefinizione della protezione umanitaria; riduzione della durata delle procedure di esame delle domande di asilo; riforma dei servizi di prima accoglienza riservati ai richiedenti asilo; implementazione delle misure, e delle relative risorse, per i rimpatri volontari assistiti, con il finanziamento anche di fondi europei. A tale proposito, ricorda che di recente il Governo ha adottato il decreto-legge n. 113 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione e sicurezza. Con riferimento al contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie, il Governo individua come strategica l'azione di aggressione dei patrimoni illeciti attraverso le misure di prevenzione patrimoniali e la confisca allargata. In particolare, il Governo si propone di intervenire sul ruolo e sull'organico dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per semplificare le procedure in materia di gestione contabile e di sequestro e confisca dei beni. Per quanto concerne il contrasto alla criminalità diffusa, il Governo intende attuare gli strumenti normativi che sono intervenuti in materia di misure di prevenzione, testimoni di giustizia e sicurezza delle città, misurandone l'efficacia anche nell'ottica di eventuali correttivi. Al riguardo, assume un particolare rilievo la modernizzazione degli ordinamenti del personale delle Forze di polizia, i cui ruoli sono stati ridisegnati dal decreto legislativo n. 95 del 2017 ma il cui processo di attuazione è tuttora in corso. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (510) Voto di scambio DDL 510 Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso (Parere alla 2 a Commissione su testo ed emendamenti. Esame. Parere non ostativo con osservazioni su testo; parere non ostativo su emendamenti) Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra il testo del disegno di legge in titolo, rimesso alla sede plenaria dalla Sottocommissione per i pareri. In primo luogo, ritiene che debba essere valutata l'opportunità di quanto previsto, ai fini della configurabilità dell'illecito, dall'articolo 1, comma 1, capoverso "Art. 416- ter ", primo comma, ovvero il requisito dell'appartenenza del soggetto attivo del reato alle associazioni di cui all'articolo 416- bis del codice penale, che presuppone un riconoscimento con sentenza definitiva passata in giudicato. Inoltre, al successivo terzo comma, segnala la necessità di verificare se sia ragionevole e congruo l'aumento della pena previsto nell'ipotesi in cui chi ha accettato la promessa di voti risulti successivamente eletto. Propone, quindi, di esprimere un parere non ostativo con le osservazioni nei termini indicati. Infine, dopo aver illustrato gli emendamenti ad esso riferiti, propone di esprimere un parere non ostativo. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere sul testo e sugli emendamenti avanzata dal relatore e pubblicata in allegato. INTEGRAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO Il PRESIDENTE comunica che l'ordine del giorno è integrato, a partire dalla seduta di domani, con l'esame in sede referente del disegno di legge n. 846 (Conversione in legge del decreto-legge n. 115 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive). La Commissione prende atto. CONVOCAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA Il PRESIDENTE comunica che l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari è convocato alle ore 14 di domani, mercoledì 10 ottobre. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,20. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 510 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, invitando a valutare l'opportunità di quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, capoverso "Art. 416- ter ", primo comma, ai fini della configurabilità dell'illecito, ovvero il requisito dell'appartenenza del soggetto attivo del reato alle associazioni di cui all'articolo 416- bis del codice penale, che presuppone un riconoscimento con sentenza definitiva passata in giudicato. Inoltre, al successivo terzo comma, occorre verificare se sia ragionevole e congruo l'aumento della pena previsto nell'ipotesi in cui chi ha accettato la promessa di voti risulti successivamente eletto. Esaminati altresì i relativi emendamenti, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.