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Circolazione stradale - Reato di guida sotto l'influenza dell'alcool - Pene sostitutive - Possibilità per il giudice dell'esecuzione di sostituire le pene irrevocabilmente inflitte dell'arresto e dell'ammenda con il lavoro di pubblica utilità - Mancata previsione - Asserita ingiustificata e irragionevole disparità di trattamento - Asserita violazione del principio della finalità rieducativa della pena - Manifesta infondatezza della questione.. È manifestamente infondata della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 186, comma 9- bis , del d.lgs. n. 285 del 1992 (Nuovo codice della strada), censurato, in riferimento agli articoli 3 e 27, terzo comma, Cost., nella parte in cui non consente anche al giudice dell'esecuzione di sostituire con il lavoro di pubblica utilità le pene dell'arresto e dell'ammenda inflitte per i reati previsti dal medesimo art. 186 qualora il condannato ne faccia richiesta prima dell'inizio dell'esecuzione della pena e sul punto non si sia già espresso il giudice della cognizione. Poiché il potere di sostituzione rientra nel più generale potere discrezionale di determinazione della pena in concreto per il fatto oggetto di giudizio spettante al giudice della cognizione e considerato che l'applicazione della pena sostitutiva in questione non costituisce oggetto di un diritto dell'imputato, ma è disposta discrezionalmente dal giudice sulla base di una valutazione di meritevolezza alla stregua dei criteri di cui all'art. 133 c.p., oltre che sulla base di una prognosi di positivo svolgimento del lavoro, non può ritenersi costituzionalmente necessario duplicare la competenza in parola in capo al giudice della cognizione a scapito del principio di intangibilità del giudicato.