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DELIMITAZIONE DELLE ZONE DI VIGILANZA Parte continentale PROVINCIA DI CUNEO La linea che delimita la zona di vigilanza doganale in questa Provincia si raccorda con la linea della provincia di Imperia al punto di confluenza del torrente Tanarello col torrente Negrone; segue poi il Tanario sino alla confluenza col rio Borgo-Sozzo; risale il rio di Borgo-Sozzo sino al pizzo d'Ormea; segue il sentiero che conduce alla Colla del Pizzo, a Bocca della Sella e al Gias della Traversa, indi per la valle del torrente Corsaglia, giunge alla confluenza del rio Sbornina; sale lungo il sentiero che porta a Casa Cane Sottane, a Casa Cane Soprane, a Case della Colla, passa da Trucche delle Pre e, per la mulattiera di punta Alpet, giunge alla Cappella Ralma, prosegue per il sentiero di Sella Balma, lungo il rio Scaletta, giunge a Sella Pogliola ed alla Sella Ceresole. Di qui, lungo la mulattiera tocca Trucca Ceresole, Celletta, scende a Stallo Colletto, prosegue per Case Perrino e giunge a Baracco che include in zona. Procede con andamento ad ovest, segue il sentiero che scende al torrente Ellero, lo attraversa e tocca Prea che resta inclusa in zona; indi, per il sentiero che segue il rio Prato Nuovo, si innesta nella mulattiera di Costa Rayna, attraversa il rio degli Asili, giunge alla valle del Reviu e prosegue sino alla Cappella dell'Olocco. Di qui, per Tetti Gamberai e Vigna che resta inclusa in zona, segue lo stradale da Vigna a Sani Bartolomeo, indi volge ad ovest, segue il rio Pajetta sino a Tetti Merlet, segue la valle Pittè passando per il ponte dei Roani, indi il vallone della costa rossa, e, seguendo la mulattiera che passa per cima La Motta, percorre la Costa Motta e giunge a monte Piane. Segue la mulattiera, giunge al Tetto Cantapernice, al Tetto Croce, scende alla periferia nord di Vernate che resta inclusa in zona; imbocca la Val Grande che percorre sino al Tetto Veina, indi per la mulattiera che tocca Tetti Bain, Pedria e Coletta giunge a Tetto Cerse ove, per la mulattiera che attraversa la costa del Sape, giunge al Gias Liret; con andamento sud percorre il sentiero che porta alla Punta dell'Aiera. Sempre seguendo il sentiero che corre lungo lo spartiacque, volge ad ovest e percorre il vallone Grande, la valle del Prer, la valle del Rio e sbocca nel torrente Bouset, discende sino all'altezza di Gianola, segue il sentiero che attraversa la Ferrera dei Castagni, porta al vallone Pra Lungo che discende sino al Tetto Airetta; segue il sentiero che attraversa le Coste e scende alla strada che conduce al ponte della Piastra; indi segue il Gesso di Entraque verso sud sino alla valle del Fiaus, indi per la mulattiera del Serra del Fiaus, giunge al monte Ray. Prosegue sino al Gias Lausetto, al ricovero e, lungo il sentiero che attraversa la Seria dell'Ausetto giunge alla valle Balaur che percorre sino alla confluenza col torrente Gesso della Valletta. Lo segue con andamento nord fino all'imbocco della valle del Meris che percorre sino al lago Sottano della Serra; segue la mulattiera sino al lago di Soprano della Sella e sino al lago Soprano della Valletta. Di qui, sale a nord lungo il sentiero che attraversa il vallone della Palla, giunge a Cima Trent, segue la mulattiera che porta a punta Crosa, a Forest Balota e, quindi, il sentiero che porta al Rio Freddo che segue sino alla confluenza con lo Stura; attraversa il torrente e risale la statale di valle Stura, sino al bivio di Ciodeis; prende la strada per Villetta e giunge a Sambuco che include in zona insieme con le case poste ai due lati della strada. Abbandonando la strada, piega a nord nel vallone della Madonna e, seguendo la mulattiera, Piconiera, al Gias Bandito ed al colle Margherina. Segue la mulattiera sino al Gias Margherina, Ciampasso, colle del Preil, Servena, Grange Pratolungo, Grange Corte, valle del Prent sino a Pian Preit che comprende in zona, e per il sentiero di Grange del Vallone sale al colle dell'Arpiola fra Rocca di Carri e Rocca Corna e scende al Gias Corna, indi per la Sella di Mulo e rio Goretti scende alla carrozzabile di Val Maira, poco a valle di Maddalena che resta nella zona. Risale la carrozzabile di Val Maira fino ad Acceglio, comprendendo nella zona le case ai due lati della carrozzabile stessa e l'abitato di Acceglio. Da Acceglio pel sentiero superiore che mena alle Grange Durassa, giunge alle Grange Verzio e, seguendo la mulattiera sino al Colle di Vers e, per le Creste di Rocca delle Sagne, Monte Camoscere, Pelvo d'Elva e Colle della Bicocca, che segna il confine dei due circondari di Cuneo e Saluzzo, arriva al monte Manfreid. Da questo scende per le Grange Pejron alla carrozzabile di valle Varaita, poco a valle di Casteldelfino, che resa compreso nella zona: attraversa la valle all'altezza della Cappelletta di San Bernardo, e, seguendo il sentiero per Bertines Grange Arbree, Grange Ciampagna, va alla Madonna della Neve, donde sale al Colletto, scende al lago di Lucca e risale al Colle di Lucca ed alla pulita Rasciassa. Da questa punta al torrente Giosil e, per il sentiero, passa alle Meire Bigorie ad Arlongo e Caus. Risale verso Serre e ridiscende su Oncino che comprende nella zona. Da Oncino scende al torrente Lenta e lo segue fino al Po: lo attraversa, attraversa la carrozzabile da Paesana a Crissolo, sale al Pertuso e, per il sentiero che passa al Castello della Soma, discende a Sant'Antonio di Ostana, sale al Colle di San Bernardo e, lungo il confine territoriale fra Ostana e Barge, sale alla punta di Ostanetta. Di qui scende all'Alpe Vallone indi alla punta Rama donde, per il Pian Frollero va a toccare il confine colla provincia di Torino nel punto in cui esso e tagliato dalla mulattiera che da punta Rama va all'Aia delle Palme, ove si raccorda con la linea di delimitazione della zona della provincia di Torino. PROVINCIA DI TORINO La linea che delimita la zona di vigilanza in questa provincia si raccorda con quella della provincia di Cuneo alla intersezione del confine fra le due Province con la strada mulattiera che da Pina Frollero porta ad Aia delle Balme. La linea seguita detta strada sulle pendici di punta Cornur e giunge all'incontro del rivo che partendo dalla punta Castellus va a versarsi nel rivo Luserna. Da tale punito d'incontro segue a monte il corso del rivo sino alla punta Castellus, tocca il monte Valanza e seguita la cresta che fa confine tra il comune di Rorà e quello di Villar Pellice sino ad arrivare al colle di Cassule, dove incontra la strada che mette dal lato ovest al comune di Villar, e dal lato est a quello di Rorà. Segue la strada del lato ovest sino all'abitato di Villar Pellice e dal Villar la strada per la frazione Cialmis, percorre detta strada sino all'incontro del rivo Rigard seguita il rivo Rigard sino al monte Vandalino, segue il rivo che partendo dal monte Vandalino a versarsi nell'Angrogna e risale l'Angrogna sino all'incontro del corso di acqua detto Infernet. Segue l'Infernet sino al passo di detto nome, percorre i sentieri che mettono all'Alpe Lansoun, all'Alpe della Balma e dall'Alpe della Balma, passando per la vetta Rocca Bianca, discende pel sentiero che conduce all'Alpe Crosetto e dal Crosetto va alla Gardiola attraversando il rio Germanasca. Dalla Gardiola per la via mulattiera va al capoluogo di Salza, includendolo nella zona, e ritorna poi alla via che costeggia il rivo Salza sino all'Alpe di detto nome. Dall'Alpe Salza, attraverso il Colle di Ghinivert ed entrando nel comune di Pragelato, segue il sentiero sino alla borgata Troncea. Attraversa il Chisone, rimonta sino al passo della Banchetta, dal passo della Banchetta segue la via che rende al colle di Sestriere sino al punto in cui interseca il rivo Chisonetto, scende per detto rivo sino all'abitato di Sestriere Vecchio, includendolo nella zona, e risale poscia per la strada nazionale sino al colle di Sestriere, includendo il nuovo abitato di Sestriere fino al punto in cui questa interseca la linea di confine tra il comune di Sestriere e quello di Cesana. A questo punito la linea di delimitazione segue la cresta di montagna che segna il limite del comune di Sestriere e per le cime dette Fraiteve e Triplex va al colle della Assietta. Dal colle della Assietta la linea incontra la ferrovia presso la stazione di Meana seguendo l'andamento della strada militare, corre lungo la ferrovia fino all'incontro della via che da Coldimosso tende a Bussoleno, include l'abitato di Bussoleno nella zona, circondandolo sino al cimitero, dal cimitero in linea retta va al vicino corso della Dora, segue la Dora sino al torrente di Prebecco e lasciando la Dora segue il Prebecco sino all'incontro della strada che da Chianocco tende a Bruzolo. Percorre questa strada sino al rivo di Pissaglio, che segue sino alla confluenza con il rivo Sicardera. Rimonta il rivo Sicardera sino all'incontro con il confine tra i comuni di Bruzolo e di San Didero, che segue poi fino alla punta Lunella. Da punta Lunella raggiunge lungo la cresta la punta dell'Adois. Dalla punta dell'Adois per l'impluvio a nord-est di essa scende alla Saana del Vallone e poi segue il vallone sino alla località Ciutin, quindi l'impluvio che passa da questa località e raggiunge il fiume Stura che segue per breve tratto: poscia attraversa il ponte della borgata Saletta, circuisce detta borgata, includendola nella zona, percorre il sentiero che da Saletta porta a San Desiderio, passando da Case Perumisca quindi segue la mulattiera che da San Desiderio conduce a Pianetto sino al rio la Comba. A tal punito lascia la strada e segue detto rivo sino al Truc Ovarda, ove incontra il confine fra i comuni di Lemie e Usseglio che segue, indi volge a destra seguendo detto limite di confine, attraversa Passo Paschiet, risale a punta Golai, raggiunge la Cima Chiavesso indi seguendo il confine tra i comuni di Lemie e Mondrone raggiunge il monte Ciorneva e quindi la Cima. La Rossa da dove scende lungo il costone fino al colle di q. 2459 del Torrione Mazzucchini. Da detto colle segue il sentiero a nord che, passando per l'Alpe Radice, raggiunge il rio Radice che segue fino alla confluenza col rio Lusignetto lungo il quale corre fino ad incontrare la Stura. Scende lungo la Stura per brevissimo tratto sino ad incontrare il confluente rio Chianale, ivi, volgendo a nord, risale il rivo sino a Punta Croset, volgendo a est segue la linea territoriale che divide il comune di Ala da quello di Groscavallo, sino alla cima del Monte Doubia, donde scende per rivo detto Missirola sino all'incontro della Stura. Risale la Stura sino ad attraversare il ponte sulla rotatile Breno-Bonzo indi risale a nord il rio che costituisce in parte il limite dei comuni di Groscavallo e Chialamberto e per le località Riane di sotto e di sopra raggiunge il Gran Lago che costeggia dal lato di ponente per breve tratto e poscia segue il costone che raggiunge la cima del monte Belegarda. Da questo punto volgendo a nord, segue il corso del rivo Pian Pesse sino all'incontro del torrente Orco. Oltrepassa il torrente, percorre il medesimo per piccolo tratto sino all'incontro della strada che dall'Orco, volgendo a nord, sale a Pian del Brengi e Ciaplus; segue detta strada sino all'incontro della linea territoriale che divide il comune di Noasca da quello di Ceresole Reale e cioè al Colle Sià. Volgendo ad ovest abbandona la strada per seguire la suddetta linea di divisione e, passando per China di Courmaon e la Cuccagna, raggiunge i colli del Gran Etret a q. 3201. REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA La linea di delimitazione della zona di vigilanza per la Valle d'Aosta si raccorda con la provincia di Torino ai colli del Grand Etret, a quota 3201. Di li scende per la comba del ghiacciaio omonimo per incontrare il rivo Savara, che segue fino all'incrocio con la strada comunale, che lo attraversa presso Bien. Quivi, lasciando il rivo, segue la strada toccando ed includendo gli abitati di Bien, Tignet, Degioz, Valsavaranche e tutti gli altri che si trovano situati lungo la detta strada comunale sino a Chevrere ove si discosta per riaccostarsi al rivo Savara e seguirlo fino al ponte della strada statale n. 26. Dal detto ponte segue ad occidente la statale lasciandola al ponte di Eculivaz per seguire, quindi, il fiume Dora fino alla confluenza del rivo Vertosan, dove, volgendo a nord, ne risale il corso raggiungendo la quota 1947 e volgendo ad oriente segue la mulattiera fino a quota 2325, ove per un sentiero facile raggiunge le quote 2380 e 2689. Proseguendo sempre ad oriente sale a quota 2822 per scendere, poi, a quota 2729 e seguire la linea di vetta del col Finestra fino a quota 2973 di dove volgendo, poi, a sud raggiunge la quota 3061 del monte Falere. Qui volge ad oriente, scende a quota 3043 e poi a quota 2674 per risalire, seguendo sempre la linea di vetta, a quota 2827 poi ridiscende a quota 2639, e, proseguendo sempre ad oriente, tocca le quote 2742 e 2637, da dove volgendo a sud, raggiunge quota 2523 e continua fino a quota 2608 della punta Chaligne. Proseguendo sempre ad oriente tocca la quota 2319 e seguendo il sentiero facile tocca la quota 2130, di dove, per sud-est, segue la mulattiera toccando la quota 2042 e successivamente la località Chacottejes a quota 1713, e, continuando ancora ad oriente, si accosta alla mulattiera ed attraversa il centro abitato di Excenex che include nella zona. Da questa località prosegue in linea retta sempre al oriente fino ad incontrare la strada statale n. 27 che attraversa a Variney, includendovi l'abitato e prosegue rettilinea fino al torrente Buthier, che risale raggiungendo la località di Roisan che include e da dove, volgendo decisamente a destra, segue la mulattiera per le cime 1009, 1168, 1213 per raggiungere Blavy, che pure include e prosegue sempre lungo la mulattiera per le quote 1529, 1674, in località Varbre a quota 2062 (A-de Viou). Continua poi verso nord-est lungo il sentiero facile per il colle de Viou e, seguendo la linea di vetta, raggiunge il monte Mary, il col Chaudiere e la Tete d'Arpisson, le quote 2888 e 2928 alla Pointe de Seneve; prosegue per quota 2972 del Tsaat a l'Etsena dove volge a sud-est, lungo la linea di vetta, tocca le cime 2951, 2655 e 2179 di Alp Clavel, per scendere, nella Comba Deche e seguire la mulattiera fino all'abitato di Avisod, che include nella zona. Da Avisod segue la mulattiera per le quote 1385 e 1364, include l'abitato di Valè e arriva a Ville sur Nus, da dove, in linea retta, scende per incontrare il torrente St. Barthelemy, del quale segue il corso per breve tratto raggiungendo l'abitato di Blavy, che include nella zona. Qui, seguendo il sentiero facile per quota 1069 di C. Plan Palet, costeggia la mulattiera per arrivare alle quote 1040 di Lavenche, 1213 di Hers. 1258 di Pignana, 1317 di Charrere, 1587 di Matavielle e 1632 di Clavon, includendoli tutti nella zona, per poi proseguire lungo il sentiero facile per quote 1747 e 1774 del col les Bornes. Dal detto colle, seguendo la linea di vetta, sale a quota 1831 verso oriente per discendere poi a quota 1645 di St. Pantaleone e proseguire in linea retta ad oriente. Discende a quota 835 di Chassin, ne include l'abitato e raggiunge la valle all'incontro con il torrente Marmore, ne segue verso sud il corso fino alla confluenza con il torrente Promiod, dove volge a nord-est per risalirne il corso fino alla quota 2031 di C. Revard e proseguire lungo la mulattiera per le quote 2110 di C. Saleere e 2193 di La Nuva. Prosegue lungo il sentiero facile per le quote 2354 e 2410 del colle Portola, volge a sud seguendo la linea di vetta delle quote 2574, 2652 e 2722 del monte Zerbion e continuando verso sud-est tocca le quote 2586, 2205, 2046 e 2146 del monte Jetire, le quote 1922 e 2048 di cima Botta per scendere, infine, in direzione est fino ad incontrarsi con il torrente Evacon alla confluenza con il torrente Fornolles. Ne risale il corso lungo il fondo della comba, fino a quota 2824, segue la linea di vetta fino a quota 3024 del Corno Bussola, da dove, volgendo ad est lungo la linea di vetta, passa per le quote 2668 del colle Palasina, 2782 della Punta Palasina, 2735, 2920, 2974 e 3057 del Corno Vitello. Prosegue a nord lungo la linea di vetta per le quote 2859 del passo di Mascogna, 2934, 2777 del colle di Pinter, raggiunge il torrente Lys, eseguendo il tracciato della strada provinciale raggiunge l'abitato di Chemonal, che include nella zona. A questo punto volge ad est, attraversa il torrente Lys alla confluenza con il rivo Dobbiola, che risale lungo il suo corso fino a quota 2085 e seguendo la linea di vetta delle quote 2330, 2456, 2501, 2611 si chiude a quota 2635 del passo di Val Dobbiola per collegarsi con la provincia di Vercelli. PROVINCIA DI VERCELLI La linea che delimita la zona di vigilanza di questa provincia incomincia al passo di Valdobbiola, tra il Corno Rosso al nord e l'ospizio di Valdobbia al sud, punto ove si raccorda con la linea della Regione Val d'Aosta. Da detto punto si dirige a Montata, frazione di Riva, e segue la strada di Riva fino a fondo di Alagna. Dal fondo di Alagna percorre il sentiero che mette alla località detta il Campo, proseguendo fino alla punta del Monte Tagliaferro, dalla quale scende con il sentiero che da Valmonta va a Rima, frazione di Rima San Giuseppe. Indi, per Alpe Ciuffera, scende il rio verso Le Piane, fino a Carcoforo, poi il rio di Egua, fino al colle omonimo, ove si collega con la linea di delimitazione della provincia di Novara. PROVINCIA DI NOVARA La linea che delimita la zona di vigilanza della provincia di Novara si raccorda con quella della provincia di Vercelli al colle di Egua quota 2239. Dal colle di Egua correndo prima sulla displuviale monte il Cimone (quota 2453), q. 2335, 2251, 1839 e poi sul limite orientale della mulattiera che partendo da q. 1839 supera il colle Baranca e costeggia le baite di Alpe Selle, prosegue fino alla località La Rusa (compresa nella zona di vigilanza). Dalla località La Rusa la linea segue il Torrente Olocchia, fino alla sua confluenza nel torrente Anza e Pontegrande. Da Pontegrande segue il corso del torrente Anza fino al Ponte della Masone, comprendendo nella zona l'abitato di Piedimulera. Dal ponte della Masone, procede sulla sinistra del Toce risalendo la rotabile sino a Cave del Groppo, includendo gli abitati di Prata, Carale, Cuzzego, Beura, Quarata, Cosa e Cosasca. Da Cave del Groppo la linea percorre la strada comunale fino a Trontano. Da Trontano costeggia il margine meridionale della ferrovia Vigezzina fino al punto in cui attraversa il rio Pagno, donde, per il corso del rio stesso e del suo piccolo confluente di destra a sud-ovest di Monte Bassetta, giunge a q. 1645. Dopo aver toccato q. 1557, segue poi il rio Galera, fino allo sbocco nel rio Loano, risalendo il corso del quale arriva alle "Casere delle Fornaci" (incluse nella zona di vigilanza doganale); prosegue quindi per le Alpe Fercola e Alpe Vove (pure comprese nella zona di vigilanza doganale) e giunge al Monte Torrione. Da Monte Torrione, per il crinale "Cima Crocetta", "La piota" quote 1862, 1808, 1900, 1968, Monte Zeda, quote 2065, 2010, 2031, "pizzo Marona", arriva a "cima Cugnacorta", di dove volgendo ad est segue il corso del torrente San Giovanni fino alla sua foce nel lago Maggiore, indi la linea di vigilanza attraversa il lago per congiungersi in linea retta sulla sponda opposta con l'imbarcadero di Laveno Mombello. PROVINCIA DI VARESE La linea che delimita la zona di vigilanza doganale nella provincia di Varese percorre, dall'imbarcadero meridionale di Laveno Mombello, ove si raccorda con quella della provincia di Novara, il tratto della rotabile Laveno Mombello Cittiglio-Gemonio-Comacchio-Castel Cabiaglio, quota 500 della fonte Pereme. Indi prosegue in direzione sud lungo il torrente Caprera, sponda, ovest, fino a quota 1111 di Monte Tre Croci, per raggiungere, con la rotabile diretta, il grande Albergo e successivamente, con l'impluvio della valle di Casciago, Pian della Croce. La linea di vigilanza prosegue lungo la rotabile fino alle località di Casciago Superiore, Casarico, Mustonate, Lissago, Schiranna. Percorre la sponda orientale del lago fino a Porto Azzate, indi riprende l'andamento nord-sud-est, attraverso la rotabile Porto Azzate Pratonuovo - Azzate - Brunello - Sant'Alessandro - Cascina Maggio - Morazzone - Castiglione - fiume Olona, sponda occidentale - San Pancrazio - Cascina Galizia - San Michele - Venegono Inferiore - Cascina Rozzascia - Cascina Fogoreggio. Ivi si congiunge con la linea di vigilanza della provincia di Como. Tutte le località sopra menzionate e la rotabile che la congiunge sono comprese nella zona di vigilanza doganale. PROVINCIA DI COMO Nella provincia di Como la linea di demarcazione parte a occidente del confine con la provincia di Varese dalla Cascina Fogoreggio. Segue la strada comunale Tradate-Appiano Gentile passando per la C.na Monterosso fino ai margini dell'abitato di Appiano Gentile, lasciando fuori il centro urbano, segue la via Valle, via Volta, via Carmelo, piazza della Libertà, via Garibaldi, via delle Alpi, via Borgo, via Grilloni, via Manzoni, via Mameli innestandosi a C.na dei Prati alla strada comunale per Guanzate. Lascia a sud il centro abitato di Guanzate percorrendo la periferica via Roma per prendere poi, dopo il bivio, la via alla Madonna di Campagna che continua poi per Cadorago. Passa per la periferia di Cadorago percorrendo la via Volta, via Montebello, piazza Arturo Monti, via Cavour, via Mameli, via Roma e, attraversando il passaggio a livello nelle vicinanze della strada di Cadorago, prende la via per Bulgorello, lasciandone a ponente l'abitato e, percorrendo, la via per Como e via Borgonovo, raggiunge Vertemate. Qui lasciando fuori parte dell'abitato, percorre la via per la Pioda, via de Carcano, via Ludovico da Vertemate e, discendendo la strada dell'Abbazia, passa ai piedi dell'Abbazia stessa; scendendo in fondo valle, attraversa il torrente Seveso, per giungere alla C.na Morana; per la strada comunale Vertemate-Cucciago, raggiunge tale Comune lasciandolo a sud. Di detto Comune percorre la via 3 Martiri, indi la via comunale per Cantù passando per la frazione Sant'Antonio ove si innesta con la nuova via G. Mazzini, fino a raggiungere, sulla strada provinciale Como-Cantù, la località Bersagliere. Da tale località devia a oriente percorrendo un tratto della provinciale Canturina, lasciandola nelle vicinanze del sottopassaggio della ferrovia dello Stato Como-Lecco. Passa il suddetto sottopassaggio e, percorrendo via Bengasi, si innesta alla strada comunale per Intimiano. Giunta al centro abitato, traversa piazza San Pietro, via Vittorio Emanuele, via Regina Margherita e si innesta alla strada per Montorfano. Raggiunta tale località percorre la via Brianza fino alla Osteria della Madonnina per prendere la strada per Cassano e, incrociando la strada provinciale per Brivio, giunge, passando fra gli abitati di Albese, C. Cassano, sulla provinciale Como-Lecco. Segue tale provinciale fino alla località Boccogna del comune di Erba. Ivi lascia la provinciale e, passando per via A. Bassi, prende la via per Crevenna. Attraversa tale località passando per via U. Foscolo, via Erba, piazza Vittorio Emanuele, via U. Foscolo, via V. Monti, giungendo alla frazione di Lezza dove attraversa la via Damiano Chiesa. Al bivio con via Dante, prende a nord la via Garibaldi, piazza Roberto Lepetit, piazza 4 Novembre, via Trieste e giunge alla periferia dell'abitato di Ponte Lambro. Lasciando fuori tale abitato attraversa il ponte sul Lambro e segue l'asse del fiume lasciando a oriente, inclusa nella zona, la strada provinciale della Valassina fino a C.na Cristofano, dove la strada passa sulla sinistra del Lambro. Segue tale strada passando per Barni, Magreglio, Civenna; scavalca il Ghisallo e scende giù verso Bellagio fino alla località Visgnola. Ivi, al trivio, lascia la strada per Bellagio e prende in direzione sud-est la strada per Lecco fino alla località Madonna del Moletto. Da tale località attraversa idealmente, nella direzione ovest-est, il ramo di Lecco raggiungendo sulla sponda opposta la strada Nazionale del lago di Como e dello Spluga Strada statale n. 36 al Km. 68. Percorre il lato orientale della suddetta strada statale, comprendendo nella zona di vigilanza la strada stessa e raggiunge al trivio Fuentes la strada nazionale dello Stelvio Strada statale n. 38 che percorre fino al confine con la provincia di Sondrio. PROVINCIA DI SONDRIO Parte prima La linea che delimita la zona di vigilanza doganale della prima parte della provincia di Sondrio si collega con quella della provincia di Como al ciglio sud-orientale della Strada statale n. 38. Da tal punto segue la linea di confine con la provincia di Como che passa per il pizzo Legnone e il pizzo Rotondo, raggiunge il pizzo dei Tre Signori punto di confine fra le province di Como, Sondrio e Bergamo, continua ancora seguendo il confine con la provincia di Bergamo segnato dalla linea di displuvio delle Alpi Orobiche fino al pizzo Verenocolo, dove si congiunge con il confine della provincia di Brescia per raccordarsi con la linea di delimitazione della zona di vigilanza compresa in quest'ultima Provincia. Parte seconda Dopo aver attraversato la provincia di Brescia, la linea di demarcazione riprende a svolgersi, da Passo del Gavia, lungo il confine provinciale, seguendo il displuvio dei monti Corno, dei Tre Signori, punta di San Matteo, Vioz e Cevedale; al Monte Cevedale si raccorda con la linea di delimitazione nella provincia di Bolzano. Nota: La divisione in due parti della zona della provincia di Sondrio è dovuta al fatto che la linea di delimitazione, dopo aver traversato parte di detta Provincia, passa in quella di Brescia, per ritornare poi nuovamente in quella di Sondrio. PROVINCIA DI BRESCIA La linea che delimita la zona di vigilanza doganale in questa Provincia si raccorda con quella di Sondrio nel modo seguente: a monte Venerocolo (punto trigonometrico a q. 2590, che segna il triplice confine fra le province di Sondrio, di Bergamo, e di Brescia) segue la delimitazione fra le province di Bergamo e di Brescia, la quale corre prima lungo la linea di cresta per q. 2507, q. 2393, q. 2407, q. 2422 di monte del Matto, e q. 2273 di monte Pertecata; da qui scende diritto lungo lo sperone a nord-est fino a raggiungere la sponda destra del torrente Sellero e la segue fino a q. 1210 cioè fino alla confluenza del Sellero e del Vivione, dove il torrente prende il nome di Allione. Da qui, lascia il confine delle due Province e segue la sponda destra del torrente Alione, fino alla sua confluenza nel fiume Oglio. Attraversato il fiume, volge a nord e segue la rotabile sulla sponda sinistra dell'Oglio fino all'abitato di Rino, comprendendo nella zona la strada e l'abitato suddetti. Poi risale la val Gallinera fino al passo omonimo, comprendendovi la mulattiera (poi sentiero) che da Rino sale al passo Gallinera. Da qui segue e comprende il sentiero (poi mulattiera) che scende a Malga di Avolio e raggiunge poi la rotabile della Val Paghera. Segue e comprende il tratto discendente di tale rotabile fino a q. 1007, cioè fino al ponte sull'Oglio, trecento metri a sud di Vezza d'Oglio. Da qui, risale il fiume Oglio sulla sponda sinistra, fino a Ponte di Legno, comprendendone nella zona tutto l'abitato. Risale poi, comprendendola, la Strada statale del Tonale fino a q. 1453, cioè fino al quinto tornante dopo l'abitato di Ponte di Legno, e da qui segue la rotabile "Tonalina", che porta prima a Pezzo e poi a Santa Apollonia, comprendendo nella zona la strada e i due abitati suddetti. Poi segue e comprende la rotabile che da Santa Apollonia porta al passo del Gavia, fino al passo medesimo (q. 2621) dove si raccorda alla linea che delimita la zona della provincia di Sondrio. PROVINCIA DI BOLZANO La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia, si raccorda al monte Cevedale (Zufallspitze) con quella della provincia di Sondrio; da monte Cevedale prosegue lungo il corso del fiume Plima (Plima Bach) - (Val Martello) fino alla confluenza del Plima nel fiume Adige; segue quindi il corso dell'Adige fino alla stretta di Tell (Toll), oltre il paese al ponte ove dalla strada nazionale della Val Venosta si distacca quella che conduce a Lagundo; segue questa per Lagundo, Quarazze (Gratsche), San Pietro (Sankt Peter) e Tirolo, dei quali comprende in zona tutto l'abitato, fino al ponte sul Sopranes (Spronser); continua lungo il torrente Sopranes fino al suo sbocco nel fiume Passirio (Passer Bach), del quale segue il corso fino alla confluenza in esso del torrente rio Val de L'Aves (Fartleis Bach); procede lungo il corso di quest'ultimo fino a casa Fartleis, quindi per il sentiero che conduce alla Punta Alta (quota 2340) - (Hoch Spitze), onde scende in linea retta, per metri mille circa fino a Cappella Sant'Anna (quota 1362); procede poscia rio Viastrada (Pfistrad) fino al suo sbocco nel torrente Valtina, indi lungo questo torrente fino alla frazione Valtina (Walten), comprendendola nella zona; da Valtina la linea segue la strada del Giovo, fino al bivio di Vipiteno - Fortezza; quindi la strada nazionale fino al passaggio a livello di Castel Pietra (Stenineck); la linea ferroviaria fino a Prà di Sotto (Unterau), la strada nazionale della Pusteria, da Prà di Sotto fino al bivio di Sciaves (Schabs), la linea ferroviaria, dal bivio di Sciaves fino al ponte ferroviario di Dobbiaco, il fiume Rienza fino al lago di Dobbiaco, quindi la rotabile Dobbiaco - Landro fino all'incontro con la Valle dei Baranci (Birkental). Da questo punto la linea segue la valle dei Baranci fino alla Bocca dei Baranci (Haunold) (quota 2907) e passa successivamente per la linea di cresta Rocca dei Baranci, il rifugio dei Tre Calzolai (quota 1617), la cima dei Tre Scarperi (quota 3162), la Lasta dei Scarpeni (Schuster Platte) - (quota 2957), Rocca Navale (Innichrie del Knoten) - (quota 2873), il Picco Fiscalino (Oberbachern Spitz) - (quota 2675), lasciando entro zona il rifugio Comici Zsigmondi (Zsigmondi Hutte) e giunge a cima Dodici (Zwolfer Spitze) - (quota 3094), punto di raccordo con la linea di delimitazione della zona della provincia di Belluno. PROVINCIA DI BELLUNO La linea che delimita la zona di vigilanza della provincia di Belluno si collega alla cima Dodici (metri 3094) con quella della provincia di Bolzano, indi segue il confine tra le due Province fino al monte Popera (m. 3045) e, lungo lo spartiacque segnato da cima Popera (m. 2962), colle dei Bagni (m. 2953, cima d'Ambata (m. 2879), arriva a Forcella d'Ambata (m. 2388). Da Forcella d'Ambata, seguendo sempre la linea di displuvio risale, con direzione nord-ovest, sud-est a cima Padola (m. 2622), donde discende con direzione nord-sud a Croda di Tacco (m. 2512); di qui passando per quota 2311 arriva a Croda di Campo (m. 2700), indi volge a destra e, con direzione ovest-est, arriva a Corno Giapeler (m. 2065). Da questo punto la linea scende a Casera Aiarnola (m. 1610), indi segue la mulattiera che, lasciando a destra il lago Aiarnola, non compreso nella zona, si collega con sentiero a quota 1357 oltre Sant'Anna, sulla rotabile Padola-Cella, quindi la linea prosegue sulla rotabile stessa, e, comprendendo nella zona il lago di Selva o di Sant'Anna, arriva a Cappella di Santo Antonio (q. 1482) - bivio per Danta e per Cella. Da Cappella Santo Antonio, seguendo la rotabile di Danta, la linea arriva all'abitato di Danta che comprende nella zona e, lungo la mulattiera, discende a Santo Stefano di Cadore, fino al fiume Piave. Vincolando Santo Stefano, la linea risale la corrente del fiume Piave fino alla confluenza con il torrente Frisone e, comprendendo in zona l'abitato di Campolongo, segue il torrente stesso internandosi nella Val Frisone fino oltre il rio Aiale ove, seguendo il sentiero e poi la mulattiera, si dirige verso est, attraversa il passo della Digola e, seguendo sempre la mulattiera attraverso il bosco della Digola, scende fino al Piave prima dell'abitato di Sappada. A questo punto la linea, comprendendo in zona il comune di Sappada, risale il corso del fiume Piave fino all'incontro con il rio Siera di Sappada e continua poi sulla percorrenza di questo fino a raggiungere il passo di Siera, - limite di confine con la provincia di Udine - seguendo il sentiero che passa per Casera di Siera. Al passo di Siera si raccorda con la linea di delimitazione della provincia di Udine. PROVINCIA DI UDINE Frontiera terrestre La linea di delimitazione della zona di vigilanza di questa Provincia parte dal monte Siera ove si raccorda con quella della provincia di Belluno, e discende lungo il rio Tesis sino allo sbocco di questo nel torrente Pesarina. Segue questo torrente fino alla confluenza del Degano. Volge indi a nord risalendo il Degano fino alla confluenza del torrente Margo; piega a levante risalendo il Margo fino a raggiungere la Sella di Val Calda. Prosegue lungo il torrente Gladegna ed alla confluenza di questo nel But volge a mezzogiorno scendendo lungo questo torrente fino alla confluenza col torrente Chiarsò. Risale il Chiarsò fino al punto cui questo è attraversato dalla carrareccia Lovea-Chiaulis. Da questo punto sale alla cresta di Mezzodì (quota 1806) volge ad est per monte Flop (q. 1716) e arriva al monte Forchiadizza (q. 1600). Da monte Forchiadice per monte Gleris (q. 1896) e monte Chiavals sempre in direzione sud-est raggiunge la forcella Chiavals (quota 1887) e prosegue fino alla sorgente del rio Rote che segue poi fino all'abitato di Saletto, includendolo nella zona, raggiunge la strada statale che segue verso sud, includendola nella zona unitamente agli abitati da essa attraversati fino al ponte di ferro della ferrovia a q. 395 subito a nord di Ciusavecchia, segue quindi la linea ferroviaria fino al primo ponticello a valle di Chiusaforte; piega a sud oltrepassando con linea virtuale il fiume Fella e risale il rio Brussine fino alla pedanca di quota 760. Volge con linea virtuale a sud-ovest, passando per la vetta del monte Lipicen (q. 993), e, scendendo lungo il costone meridionale dello stesso monte, taglia la mulattiera e prosegue dalla sorgente alla foce lungo il rio senza nome e che si immette nel torrente Resia subito a ponente dei tornanti della strada per Prato Resia. Volge a ovest, seguendo a valle il corso del torrente Resia fino al ponte dell'officina elettrica (q. 376 - bivio per Borgo Lischiazze) e quindi risale la strada di 3ª classe (includendola nella zona unitamente agli abitati da essa attraversati) fino ad un chilometro a sud del ponte Casello; lascia la strada e prosegue risalendo la mulattiera che per "La Forchia" (q. 1192) porta a Forca Campidello q. 1461). Volge a sud lungo la mulattiera per Casera Navis, passa per la forcella dei Musi e lungo la mulattiera raggiunge l'abitato di Tanataviele Musi. Volge a sud e raggiunge la strada comunale per Tarcento, includendola, fino alla località Boreanis; indi con la linea immaginaria che passa per quota 356 di monte Carnizza e quota 850 di Monti La Bernadia raggiunge l'abitato di Ramandolo includendolo; passa sulla strada comunale raggiunge Nimis che vi rimane compresa. Indi segne la strada comunale che porta fino a Campeglio, comprendendola, insieme con gli abitanti di Attimis. Racchiuso, Faedis, Raschiacco e Campeglio. Volge decisamente a sud sulla strada comunale per Casali Presa Simeonibus fino al bivio per Ziracco che rimane escluso. Riprende la direzione sud sulla strada statale n. 54 del Friuli a quota 113 (circa 500 metri ad ovest della pietra chilometrica 12). Percorre la strada statale verso est per circa 200 metri fino alla curva cosiddetta "delle Tre Pietre" dove abbandona la strada statale per volgere a sud sulla strada comunale per borgo San Mauro e Premariacco che rimane inclusa. Prosegue sulla strada comunale per Orsaria comprendendola e continua verso sud mantenendosi sulla riva destra del fiume Natisone. Raggiunge Sdricca di Sopra e passa sulla strada comunale ad ovest di Manzano che rimane compreso. Attraversa la Ferrovia dello Stato Udine-Gorizia, attraversa la strada statale n. 56 di Gorizia e di Aidussina in corrispondenza della pietra chilometrica 15 e, volgendo a sud-ovest sulla strada comunale, giunge alla frazione di San Lorenzo includendola. Raggiunge Solleschiano e passa sul greto del fiume Natisone sin dove esso si congiunge col fiume Torre: passa a sud dell'abitato di Chiopris includendolo e al punto d'incrocio fra la strada comunale Chiopris-Medea (200 metri ad ovest del ponte sullo Judro) ed il limite di Provincia, si congiunge con la linea di competenza della confinante provincia di Gorizia. Frontiera marittima La linea parte dal ponte sull'Isonzo tra Papariano e Pieris (punto di collegamento con la confinante provincia di Gorizia) e percorre la strada statale n. 14 della Venezia Giulia fino alla pietra chilometrica 115, includendo la sede stradale. Volge a nord sulla strada comunale per Villa Vicentina, includendola, e percorrendo la strada comunale verso ovest raggiunge Scodovacca. Percorre la strada comunale a nord di Cervignano comprendendo totalmente tale aiutato, e passa nuovamente sulla strada statale n. 14 alla pietra chilometrica 107. Percorre di qui per tutta la sua lunghezza la strada statale n. 14 (sede stradale compresa) attraverso gli abitati di Torviscosa, Chiarisacco, San Giorgio di Nogaro, Zellina, Muzzana del Turgnano, Crosere, Latisana che restano così tutti compresi nella zona ed al ponte stradale di San Michele al Tagliamento si congiunge con la linea di competenza della confinante provincia di Venezia. PROVINCIA DI GORIZIA Frontiera terrestre e marittima La linea di delimitazione della zona di vigilanza doganale parte dal punto d'intersezione del confine interprovinciale tra le province di Udine e di Gorizia con la strada carrozzabile che porta da Chiopris-Viscone a Medea; segue la stessa fino al ponte sul torrente Iudrio, attraversandolo; percorre l'argine sinistro del medesimo, volgendo a sud, sud-est; interseca il torrente Versa, ad oriente del borgo di Versa di Romans escludendo tale agglomerato. Prosegue percorrendo l'argine sinistro del torrente Versa fino alla confluenza di quello con lo Iudrio e poi ancora l'argine dello Iudrio fino alla confluenza di questo corso d'acqua con il greto del torrente Torre, posta a sud della fornace di Romans; correndo sempre lungo l'argine sinistro, che ormai delimita il greto del Torre e non ha soluzione di continuità, giunge sino a 50° 78° long. nord, presso la quota 16. Da questo punto attraversa perpendicolarmente il fiume Isonzo, raggiungendo sulla riva sinistra il ponticello della carrareccia che dall'ultima casa dell'abitato di Basegliano scende nel greto del fiume. Includendo l'abitato di Basegliano, volge verso sud scendendo per l'argine dell'Isonzo fino al raccordo di questo con la strada statale n. 14 "della Venezia Giulia", al chilometro 118; qui giunta volge verso occidente, al margine nord della strada fino all'adiacente ponte sull'Isonzo, dove si raccorda con la linea delimitante la zona di vigilanza lungo la frontiera marittima della provincia di Udine. PROVINCIA DI VENEZIA Parte prima La linea che delimita la zona di vigilanza di questa parte della Provincia si raccorda con quella della provincia di Udine al ponte stradale sul Tagliamento, posto di fronte alla località Sabbionera della statale n. 14 che porta a Latisana. Dalla statale n. 14 si innesta sulla strada comunale detta, la strada Grande fino al bivio per San Filippo da dove prosegue percorrendo la strada provinciale Fausta (che resta inclusa nella zona di vigilanza) fino al bivio per Maranghetto. Da questo punto prosegue per la strada del Maranghetto fino a Cà Afdera dove attraversa il fiume Lemene, indi per lo stradone dell'Olmo raggiunge Cà Olmo, ai piedi dell'argine sinistro del fiume Livenza che risale fino al ponte della Salute dove si riallaccia alla strada provinciale Fausta. Prosegue quindi lungo la stessa toccando San Giorgio di Livenza, ponte Capitello, ponte Crepaldo, Eraclea, Jesolo paese dove tocca la sponda destra dei fiume Sile e risale fino in prossimità di Cà Gradenigo. Risale la sponda destra del Sile sino a capo Sile, ove incontra il Taglio omonimo; segue detto Taglio e raggiunge Porte Grandi e Tre Pallade. Da questo punto va ad Altino, arriva al canale di Santa Maria, percorre il canale fino al fiume Dese, prosegue sulla statale n. 14 sino a Cà Noghera, tocca l'abitato di Dese, e per la strada comunale va a Favari Veneto, a Carpenedo, segue la linea ferroviaria triestina sino alla stazione di Mestre. Da sud di Mestre, per la grande strada che conduce a Mira, la linea di delimitazione arriva fitto a Malcontenta indi continua lungo il canale Nuovo, e il Taglio Barbieri, nel punto ove questo si collega col Bondantino, per una virtuale, raggiunge il Taglio Nuovissimo a Curano. Volge a sud, lungo il Taglio Nuovissimo della Brenta ed al confine provinciale si unisce alla linea della provincia di Padova. Parte seconda La linea che delimita la zona di vigilanza in quest'altra parte della provincia si raccorda con quella della provincia di Padova nel punto in cui il Taglio Nuovissimo del Brenta interseca, presso Conche, il confine provinciale, indi prosegue lungo il detto Taglio sino all'incontro del canale di Valle ed arriva al fiume Adige al ponte di Canavella di Adige, ove si raccorda con la linea della provincia di Rovigo. In tutte le sopraindicate strade è da intendersi compreso nella zona di vigilanza il rilevato stradale della medesima. Nota: La divisione della zona della provincia di Venezia in due parti è dovuta al fatto che la linea di delimitazione da detta Provincia passa in quella di Padova, per indi tornare in quella di Venezia. PROVINCIA DI PADOVA La linea che delimita la zona in questa Provincia è costituita dal tratto del Taglio Nuovissimo compreso tra i due punti nei quali il Taglio stesso interseca il confine provinciale di Padova e Venezia. PROVINCIA DI ROVIGO La linea che delimita la zona di vigilanza nella provincia di Rovigo si raccorda con quella della provincia di Venezia al punto di intersezione del fiume Adige con la ferrovia Chioggia-Loreo; segue la stessa ferrovia fino al passaggio a livello della strada provinciale Loreo-Contarina; indi prosegue lungo tale strada provinciale fino al ponte di Taglio di Po sul Po Grande, da tale ponte segue dapprima la strada cime corre sull'argine destro del fiume fino all'abitato di Taglio di Po che lascia fuori della zona e di qui la strada Romea fino a raccordarsi al ponte di Mesola sul Po di Goro con la linea della provincia di Ferrara. PROVINCIA DI FERRARA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si unisce a quella di Rovigo al ponte sul Po di Goro in Mesola, segue il tracciato della via Romea da Mesola per Pomposa sino a Vaccolino. Ivi segue la strada per Lagosanto e Volania, fino all'incrocio con la provinciale Ostellato Comacchio. Di qui lungo la provinciale, devia sino al ponte di Valle Lepri, prosegue lungo l'argine di Valle Pega sino a Cà Biogotta e percorre l'argine di Agosta fino all'idrovoro di Umana, poi prende la strada comunale che corre parallelamente all'argine sinistro del fiume Reno, fino al passo di Sant'Alberto, sul fiume stesso, ove si collega colla linea doganale della provincia di Ravenna. PROVINCIA DI RAVENNA La linea che delimita la zona di vigilanza doganale segue il seguente tracciato: dal passo di Sant'Alberto sul fiume Reno percorre la strada comunale Guerrini, attraversa l'abitato di Sant'Alberto fino al bivio con la strada del Gattolo, di qui percorrendo la strada provinciale Sant'Alberto-Ravenna raggiunge l'abitato di Ravenna all'incrocio con la strada di circonvallazione di San Gaetanino, prosegue quindi per essa fino all'incrocio con la strada provinciale Faetina, segue per la strada di circonvallazione del Montone Abbandonato, prosegue quindi per la strada di circonvallazione al Molino fino al largo della Porta S. Mama, prosegue per via Romolo Ricci, piega a destra attraverso il sobborgo Fratti fino all'incrocio con via Ravegnana, quindi percorre la via Mangagnina fino all'incrocio con la strada statale n. 16 (via Romea). Percorre la statale n. 16 fino al ponte nuovo sul fiume Savio, s'interna a destra percorrendo la strada comunale Bagazzena fino all'abitato di Castiglione di Cervia, attraversa l'abitato fino alla località Scuola posta all'incrocio della strada provinciale Salara con la strada comunale Traversa, percorre quest'ultima fino all'incrocio con la strada comunale Crociarone, seguendo questa fino all'abitato di Pisignano, di qui lungo la strada comunale Confine raggiunge il Taglio di Montaletto. PROVINCIA DI FORLÌ La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Ravenna al Taglio di Montaletto, sul confine provinciale. Da questo punto segue la strada comunale detta San Pellegrino sino all'incontro della strada che conduce a Cesenatico, interseca quest'ultima strada e passa sulla strada vicinale della la Carlona, che abbandona in frazione Bagnarola per correre sulla strada vicinale di Sala - detta la Sbarra - indi sulla comunale che conduce a Sala e che poi tende a Sant'Angelo. Dopo il cimitero di Sant'Angelo volge a levante lungo la strada comunale che va al fiume Rubicone e, ivi giunta, ne segue la sponda sinistra sino a Fiumicino. A questo punto, attraversato il ponte, ne segue la sponda destra sino al primo bivio per San Mauro Pascoli, tocca San Mauro Pascoli e continua per la strada comunale fino a Santa Giustina Nuova, passa per Torre Torlonia, nei pressi del rio Salto, pel quadrivio posto sulla strada San Vito-Savignano e per San Vito. Presso Santa Giustina attraversa la strada provinciale Santarcangelo-Rimini, indi, seguendo la strada comunale denominata via Fiume, raggiunge il fiume Marecchia passando per Santa Giustina Vecchia. Attraversato il fiume Marecchia, raggiunge, passando per Castello Lazzari, la strada provinciale Verucchio-Rimini della quale percorre un breve tratto verso levante, fino al bivio di Spadarolo. Tocca la Chiesta di Spadarolo, indi prosegue per Villa Rosa e Casa Pozzi, raggiunge la Chiesa di San Lorenzo a Monte e giunge alla Cella Rossa sulla statale Rimini San Marino passando da Villa Zavagli e strada campestre. Da questo punto la linea, continuando sulla strada statale Rimini-San Marino, passa per ponte Ronco Nuovo e giunge sino al crocevia di Coriano. Costeggia, verso levante, la Chiesa di Santa Maria di Cerreto, segue la strada comunale sino al quadrivio la Giorgina e prende la strada campestre verso est sino ad immettersi nella strada comunale per Ospedaletto che segue fino a Cà Damerini per poi arrivare alla Chiesta di San Salvatore. Giunta a questa Chiesa, la linea prosegue su tracciato della costruenda strada consorziale che, attraversando il torrente Marano e toccando Casale Gessi, si immette sulla strada provinciale Coriano-Rimini in località Casate Righetti. Da questa località prosegue sulla strada provinciale per Coriano. All'inizio del centro abitato di Coriano, volge a Levante sulla strada carrozzabile che attraversa il rio di Besanigo e raggiunge in località Casale Mandoli la strada comunale per monte Oliveto e monte Gallero. Dopo monte Gallero prende la strada comunale per San Clemente, che lascia in località Casale Renzi per seguire la strada la quale, attraversando monte Annibolina giunge alla provinciale Riccione-Saludecio all'altezza delle scuole comunali. Segue la detta provinciale in direzione nord-est, indi prende la carreggiabile che, toccando Casale Delbianco, Case Ferri e Molino Ferri giunge al torrente Conca. Attraversato detto torrente prosegue per Pian Ventena lungo la carrozzabile di Case Santa Lucia. A Pian Ventena segue la strada provinciale per Morciano di R. sino al bivio per Ghetto Brescia. Giunta a tale località prosegue sino al ponte, sui rio Ventena, dopo il quale segue la carreggiabile che conduce a Casale Monte Lupo. Quindi segue in direzione nordest la strada comunale per San Giovanni in Marignano sino al bivio "Il Casone" donde continua per la carreggiabile che, toccando Cà Cozzi e Casa Giuliani, giunge al ponte sul fosso delle Cattolicacce. Segue quindi la sponda sinistra del detto torrente sino alla confluenza di questi col fiume Tavollo, punito d'incontro con la provinciale di Pesaro. PROVINCIA DI PESARO La linea che delimita la zona in questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Forti e Santa Maria in Pietrafitta, supera il fiume Tavollo all'altezza di C. Gessi e percorre la strada comunale di Monteluro. Sotto Monteluro prende la strada che attraversa le località di Babbucce e San Germano, tocca San Lorenzo e raggiunge la vecchia strada provinciale Pesaro-Urbino, indi per una strada vicinale di Case San Lorenzo si porta sulla nuova strada provinciale Pesaro-Urbino che percorre per un breve tratto fino a Fornace Selva Grossa. Qui attraversa il ponte di ferro della Fornace, sorpassa il fiume Foglia, rasenta la Cascina Sala Grande, incontra il Vallato Albano e segue il suo corso fino a raggiungere la località Grotte. Da qui continua verso San Pietro in Calibano e presso la Chiesa Parrocchiale si dirige lungo la strada comunale detta della Madonna del Monte che conduce al ponte della Valle sulla strada consorziale Pesaro-Candelara. Dal ponte della Valle segue la strada ora nominata, incontra la strada comunale di Novilara della quale percorre un brevissimo tratto per raggiungere la strada di San Rocco; volge lungo questa strada e lungo quelle di Cerreto e della Arzilla, passando presso la Chiesa del Cerreto, dalla Chiesa del Cerreto si dirige verso il torrente Arzilla, seguendo prima la strada comunale Novilara-Montebaroccio, poi la strada vicinale che tocca la cascina dei Monticelli. La linea che attraversa il torrente Arzilla e il torrente Bevano e raggiunge Carignano. Tocca poi C. Beltrame, segue il rio della Gazza fino all'altezza di C. Valentini; qui prende la strada vicinale che porta a C. Pasqualucci e s'immette nella strada comunale che attraverso Magliano e Rerreto sbocca sulla strada nazionale Fano-Fossombrone all'altezza di Cuccarano. Attraversa il cimitero di Cuccurano, C. di Lillin e ponte Nuovo, s'immette nel fosso della Carrara e lo segue sino alla sua immissione nel canale Albani. Attraversa il canale Albani, ne percorre la riva destra e per la strada vicinale che passa nella località Gramaccia Nuova arriva alla strada comunale Fano-Cerasa sulla riva sinistra del fiume Metauro. Da questo punto attraversa il fiume Metauro, raggiungendo sulla riva opposta C. di Giovanni; passa sulla strada vicinale di Muracci, tocca il cimitero e la Chiesa delle Caminate, la località Castellaccio e discende al fosso della Caminate. Percorre quindi la strada che si svolge attraverso Valle di San Giovanni e Valle dell'Inferno fino a raggiungere a Solfanuccio la strada provinciale San Costanzo-Cerasa. Continua per la strada di Stacciola, attraversa le case e la scuola di Solfanuccio, tocca C. Mansuano, C. Clementi, la località di Madonna delle Grazie, volge per C. S. Pietro e C. Bevilacqua finchè raggiunge lo stradone provinciale MarottaPergola all'Osteria del Rio. Percorre quindi un breve tratto dello stradone fino al ponte del rio Maggiore all'altezza di C. Senchioni, segue il corso di detto rio poi quello del fiume Cesano sino al Molino Nuovo, ove si raccorda con la linea della provincia di Ancona. PROVINCIA DI ANCONA La linea che delimita la zona di vigilanza doganale in questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Pesaro al Molino Nuovo sul fiume Cesano. Da questo punto attraversa il fiume Cesano e segue il fosso che va a C. Becci indi sale per la comunale della Brugiata fino ad incontrare la vicinale di Santa Lucia; segue detta vicinale passando per C. Marchetti, C. Marchegini, cimitero di Roncitelli, C. Zampini indi per la carreggiabile che va a C. Augusti raggiunge C. Medi dove inizia a seguire il fosso dei Prati Baviera. Segue detto fosso fino alla provinciale Corinaldese e quindi per la vicinale della Chiusa raggiunge Vallone, di qui segue la comunale per C. Foligni indi per la carreggiabile, fino ad incontrare la comunale Montemarciano-Jesi che percorre fino a C. Landi. Da questa località segue la carreggiabile fino a C. Taddei indi per campestre s'innesta alla Valle S. Silvestro fino alla confluenza con il fosso Triponzio; segue il fosso Triponzio fino al ponte Sant'Andrea proseguendo poi per la comunale che conduce a Chiaravalle. Attraversa il centro abitato di Chiaravalle e per il ponte sul fosso Triponzio si collega con la provinciale per Castelferretti che segue fino a C. Bizzarri. Prosegue poi per la comunale che porta alla frazione Grancetta e quindi per la campestre giunge a Cassero; da qui per C. Violin, C. Milesi, C. Frittelli passa a monte di Paterno d'Ancona fino a raggiungere la provinciale Torrette Agugliano che percorre per breve tratto; lascia detta provinciale per seguire la carreggiabile che attraversa il fosso del Vallone e per C. Catena, C. Marchesini raggiunge l'abitato di Sappanico. Da Sappanico segue il sentiero e successivamente la campestre che passa per C. Marchetti e C. Paradiso congiungendosi alla strada comunale. La Grancia che segue fino al bivio della comunale per Candia. Sale per detta comunale fino a C. Paladini dove prende la carreggiabile affiancata da acquedotto sotterraneo giungendo all'Adriatica n. 16 che percorre fino alla località La Baraccola. Attraversa il fosso Baraccola e si innesta alla comunale Ancona-Camerano al Ponte Rosso, prosegue per la comunale Ancona-Camerano, escludendo l'abitato di quest'ultimo comune e per la comunale che da Camerano conduce a Loreto passa per le Crocette, per il ponte Castelfidardo sul Musone e raggiunge il confine con la provincia di Macerata. Segue detto confine alla intersezione con la strada Loreto-Potenza Picena dove si congiunge con la linea che delimita la zona della provincia di Macerata. PROVINCIA DI MACERATA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Ancona al punto di incontro della vecchia strada Recanati-Porto Recanati con quella di Loreto-Potenza Picena. Da questo punto segue la strada Loreto-Potenza Picena e derivando sul tornante Carpeneta e sulla circonvallazione di levante, escludendo l'abitato di Potenza, continua verso Nontecosaro per il quadrivio Fontana, il bivio Mortolo, la località Sant'Angelo e la strada di San Giacomo fino al quadrivio di Costarosata. Da questo punto - escludendo l'abitato di Montecosaro segue il fosso Cavallino, il fosso Sdregaro, fino al fiume Chienti, ove si collega colla linea della provincia di Ascoli Piceno. PROVINCIA DI ASCOLI PICENO La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Macerata nel punto in cui il fosso Sdregaro sbocca nel fiume Chienti; attraversa detto fiume e ne percorre la riva destra fino a C. Settecamini. Segue, quindi, la strada campestre che passa per C. Martinelli e C. Noce fino ad incontrare la strada che porta a Caselle d'Ete; indi, per sentieri, raggiunge la Chiesa di Santa Lucia. Da questa Chiesa percorre la strada che immette nella provinciale che da Porto Sant'Elpidio conduce a Sant'Elpidio a Mare. Con una virtuale, si dirige al convento dei Cappuccini e da qui raggiunge l'altra strada che passa per C. Leone, per la località Caterina, attraversa la via Faleriense ed, a sud, il fiume Tenna; per sentieri, raggiunge C. Romani, la località Salette ed il cimitero di Fermo. Da questa località, con una virtuale, si porta al camposanto, situato in contrada Morrone-Mozzi; indi percorre la carreggiabile Fontangelo, transita per Palazzina d'Ete e sbocca nel fiume Ete Vivo. Procede lungo la riva destra fino alla località Casette di Ciccolungo per portarsi, attraverso la strada per Sacri Cuori, a Sant'Ansovino, da dove, per la carrareccia che lascia fuori il Monte San Martino, mena alla località San Quirico. Da questo punto la linea di demarcazione, con una virtuale, si dirige a C. Ranaldi, taglia la strada Altidona-Moresco e, per una carrareccia, raggiunge il molino di Lapedona e quindi la riva sinistra del fiume Aso. Prosegue, sempre in linea virtuale, fino a C. Graziani, C. San Giuseppe, C. Egidi, C. Lauri per incontrare, a C. Giardina, la strada Massignano-Montefiore (l'abitato di Massignano rimane compreso nella zona di vigilanza). Sempre con virtuale, la linea si porta da C. Giardina a contrada "Il Massaro" e da qui raggiunge il fiume Menocchia presso la confluenza di questo con il fosso di Coso. Percorre quest'ultimo per un breve tratto, quindi, per virtuale, va a toccare la vetta del colle Castelluccio (q. 258). Da questo colle la linea segue la virtuale che attraversa il fosso di Casura (p. 201), il fosso della Petrella (q. 213), per portarsi a C. Bruti (q. 296); dopo aver tagliato la strada Grottammare-Ripatransone, perviene al fiume Tesino nei pressi del molino Cicarino. Oltrepassato detto fiume, con una virtuale, va ad incontrare C. Gaetani presso il torrente Albula. Da qui, dopo attraversata la provinciale San Benedetto del Tronto-Acquaviva Picena, passa per C. Rossi (q. 239), per C. Neroni (q. 143), supera il torrente Ragnola e raggiunge la località Fontevecchia. Indi la linea porta alla contrada San Giacomo a mezzo di una carreggiabile che attraversa la provinciale Monteprandone - Statale Adriatica n. 4, gli abitanti di Monteprandone e di Acquaviva Picena rimangono fuori della zona doganale. La linea prosegue lungo la strada San Giacomo, transita per la località Santa Maria delle Grazie fino ad incontrare la via Salariana al Km. 228. Percorre questa strada fino al Km. 227 per piegare a sud lungo una carreggiabile che taglia la ferrovia San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno a m. 200 a monte della stazione di Monteprandone e termina nel fiume Tronto. Oltrepassato detto fiume, raggiunge C. Montorio (comune di Colonnella), dove si unisce alla linea della provincia di Teramo. PROVINCIA DI TERAMO La linea che delimita la zona di vigilanza doganale ha inizio dal fiume Tronto, segue la carrareccia che taglia la rotabile della bonifica e va a Casa Montorio, tratto di raccordo con la linea della provincia di Ascoli Piceno. Da Casa Montorio sale lungo il sentiero a Casa Santini, prosegue lungo la carrareccia per quota 240 e la segue fino alla provinciale rotabile per Colonnella, prosegue ad ovest lungo la rotabile fino al fontanino di acqua potabile dove piega a sud lungo la carrareccia per quota 144, attraversa il fosso Reomoro e risale sulla rotabile provinciale al quadrivio di quota 176. Segue la rotabile fino al trigonometrico Ranalli, scende lungo la carreggiabile per Santa Scolastica fino alla rotabile provinciale della Vibrata, prosegue ad ovest lungo la rotabile fino al villino Cerulli dove piega a sud lungo la carrareccia che attraversa il torrente Vibrata, passa per quota 59 e risale sul sentiero che termina al bivio della quota 111. Prosegue per la rotabile che passa per Terrabianca, incrocia la rotabile provinciale fondo Valle Salinello a quota 48, attraversa il Salinello e prosegue fino all'innesto della carrareccia a sud-ovest di colle Alto a quota 140, piega a sud lungo il fossetto che scende da colle Alto e sfocia sul fosso Grande; segue a monte per brevissimo tratto il fosso Grande indi risale il fosso che scorre tra colle Forchetta e Case del Vescovo e riesce sulla rotabile provinciale a circa 130 metri ad est della Croce. Prosegue verso sud-ovest sulla rotabile fino al quadrivio di quota 242, piega a sud lungo la rotabile fino al bivio a quote 109, a sud del Convento Zoccolanti, piega per breve tratto ad est e poi a sud scende lungo la carrareccia che sbocca sulla rotabile statale, a circa 130 metri ad ovest del Km. 96, prosegue verso sud lungo il fossetto che dalla rotabile scorre fra Casa Muzi e Casa Caprioni e va al fiume Tordino. Risale il fiume Tordino fino alla foce del fosso Corno, risale il fosso Corno al Km. 10 sulla rotabile provinciale ad ovest di Cologna. Raggiunge il ramo nord del fosso Pagliare, fra Case Profico e Case Castelli. Segue il corso del fosso Pagliare che attraversa la rotabile statale del Vomano a circa 300 metri, ad ovest del Km. 5 e sfocia al fiume Vomano. Attraversa il Vomano, raggiunge il Mulino a quota 22 e lungo la carreggiabile sale alla rotabile provinciale per Casoli a quota 83. Sale lungo la carrareccia che passa per quota 125, quota 151, ridiscende al fosso di Casoli che attraversa e risale a quota 152 e quota 156, scende verso sud ed attraversa il fosso Beilla, risale a Case Colleluori e raggiunge la rotabile provinciale per Atri, la segue fino al bivio per Mutignano. Prosegue lungo la rotabile per Mutignano fino al km. 8, piega a sud-est lungo la carrareccia che, attraversando il fosso Cerrano, a quota 78, risale sulla rotabile provinciale per Silvi; l'attraversa presso la Scuola e va a quota 314 di colle Pelato. Segue a sud il fosso che scende da colle Pelato e sfocia sul fosso del Gallo a quota 84, lo segue a valle per breve tratto lino a quota 75. Risale il fossetto, passa per la chiesetta Madonna dell'Addolorata, ridiscende a sud lungo la carrareccia fino al pozzo e prosegue lungo il fosso che scorre per le quote 119, 66, 55 e sfocia al torrente Piomba. Segue a valle per breve tratto il torrente Piomba e risale sulla destra del Piomba, il fosso Trasecchi dove ha inizio la linea della provincia di Pescara. PROVINCIA DI PESCARA La linea delimitante la zona di vigilanza doganale della provincia di Pescara, si raccorda con quella della provincia di Teramo alla confluenza del fosso Trasecchi con il torrente Piomba donde con una virtuale passa per la strada comunale Sorripe all'incrocio con la strada comunale per Silvi, prosegue lungo le comunali Santa Maria e Giacomo e Pozzo Crocifisso innestandosi alla provinciale Elice-Bisenti all'incrocio con la comunale Madonna della Pace; si raccorda poi con due virtuali prima alla Bigattiera Vecchia Coppa Zuccari e successivamente alla strada comunale della Posta al suo inizio; prosegue lungo la comunale Vertonica Fiume sino al fiume Salino donde con una virtuale si raccorda al fosso Delfico ed attraversando la provinciale Montesilvano Penne prosegue lungo le strade comunali fosso Nono, San Paolo, Fontana Barco, strada vecchia Montesilvano Spoltore, strada vicinale Montuose, Quercia della Corte e strada vicinale colle San Giovanni ove all'incrocio con la comunale vecchia Spoltore Pescara si raccorda con una virtuale alla vicinale Bucciarelli all'incrocio con la vicinale Valle Carbone; prosegue lungo la comunale Pescarina, vicinale Carria e comunale Castellani sino all'incrocio con la provinciale Villanova-Villa Raspa. Da detto incrocio, con virtuale attraversamento il fiume Pescara, si raccorda alla comunale Brecciara che segna il confine con la provincia di Chieti e proseguendo a confine lungo la strada comunale dei Piani s'innesta con la statale Tiburtina Valeria per correre successivamente lungo la comunale Fontanelle e la vicinale Casette sino al confine di Provincia. A questo punto la linea coincide con quella che segna il confine con la provincia di Chieti sino al bivio per San Silvestro e Francavilla a Mare ove appunto si raccorda con la linea della provincia di Chieti. PROVINCIA DI CHIETI La linea che delimita la zona di vigilanza doganale si raccorda con quella della provincia di Pescara al bivio di San Silvestro e Francavilla a Mare e si identifica materialmente sul terreno come appresso. Dal citato bivio risale la provinciale Tricalle-Francavilla sino alla stradella vicinale per il Feudo - la quale divide il territorio di San Giovanni Teatino da quello di Francavilla - segue tale stradella sino al fosso di Fonte Chiara, indi risale il fosso per circa 800 metri ed attraversa: il territorio di Torrevecchia Teatina lungo la strada vicinale del molino di Torre Spiritata e la comunale Incanale Iozza e, mediante l'ultimo breve tratto della Valle dell'inferno, scende al fiume Alento, che risale sino all'incontro della strada vicinale Ruota; il territorio Ripateatina lungo la detta vicinale Ruota e le strade comunali denominate: Fonte del Casale, Caravella e Coste del Casale, sino all'incontro della provinciale Val di Foro; il territorio di Miglianico lungo le strade: provinciale Vai di Foro, comunale Madonna delle Piane, comunale della Fonte, comunale Argiacola, comunale di Ortona e provinciale Chieti-Tollo 1°; il territorio di Tollo lungo la detta provinciale ChietiTollo 1° sino all'innesto superiore della comunale Fonte Viola e da tale innesto, posto a circa 300 metri dall'abitato di Tollo, che viene escluso dalla zona, mediante una linea virtuale, sale alla stradella vicinale Vaccareccia, di fronte al fabbricato rurale, escluso pure dalla zona, di proprietà di Pietro Giovanni fu Antonio e Felizzi Giovanni, segue detta vicinale Vaccareccia ed indi la provinciale Tollo-Stazione, la comunale Tratturelle e la provinciale Chieti-Tollo 2°, sino al torrente Arielli che separa il territorio di Tollo da quello di Ortona; il territorio di Ortona lungo il tronco della detta provinciale di Chieti-Tollo 2°, compreso fra il torrente Arielli ed il fosso posto a circa 700 metri prima di Villa Grande, che resta inclusa nella zona, ed indi lungo il corso superiore del detto fosso che scorre a breve distanza dalla rotabile Villa Grande-Villa Dea e della comunale Tratturello, sino all'incontro della detta comunale Tratturello, poi a mezzo di due brevissimi tratti della ripetuta comunale Tratturello e della comunale Villa Grande, si allaccia alla strada vicinale fossa Riccio seguendola sino all'innesto della provinciale Orsogna Ortona. Da tale innesto segue: un breve tratto della provinciale Orsogua-Ortona: la rotabile per Villa Torre, la quale Villa resta inclusa nella zona; la comunale Villa Torre-Villa Rogatti, che resta pure inclusa nella zona; la comunale dei Colli, sino all'innesto della rotabile comunale di Villa Rogatti; detta rotabile di Villa Rogatti sino all'innesto della provinciale Ortona-Lanciano; detta provinciale sino all'innesto dell'altra provinciale Guastameroli-Sant'Apollinare seguendola sino all'incontro della comunale Casarine; il territorio di Frisa e quello di Lanciano lungo la comunale Casarine, il torrente Feltrino per circa 1800 metri, un breve tratto del fosso Torre Sansone, un tratto della comunale Santa Giusta ed un breve tratto della statale Frentana, sino all'incontro della comunale Sacchetti; il territorio di Treglio lungo le comunali Sacchetti e Serroni, sino all'incontro della rotabile nei pressi dell'abitato il quale resta incluso nella zona, ed indi risalendo detta rotabile si congiunge alla provinciale Lanciano-San Vito seguendo le comunali "Cannella" e o Pagliarini"; il territorio di Rocca San Giovanni lungo la comunale Scorcianelli, che ha inizio dalla provinciale Lanciano-San Vito, la vecchia strada Adriatica la comunale Piano della Rocca, per circa 500 metri, e la stradella che unisce detta comunale alla rotabile "Traversa di Rocca San Giovanni" e che segna il confine territoriale con Fossacesia; il territorio di Fossacesia e quello di Santa Maria Imbaro lungo le strade: rotabile "Traversa di Rocca San Giovani"; comunale Scorciosa, che si innesta alla provinciale Lanciano-Fossacesia; un breve tratto della comunale "Piane"; la vicinale Piane, la rotabile comunale Fattore, sino al tratturo Aquila-Foggia; la carrareccia San Giovanni e la carrareccia Cividella, sino alla strada Pedemontana o rotabile di bonifica che ricade in territorio di Paglieta; dalla zona resta escluso l'abitato di Santa Maria Imbaro; il territorio di Paglieta lungo il canale di bonifica, compreso tra la rotabile "Pedemontana" ed il fiume Sangro; un breve tratto di detto fiume; la stradella "La Carriera"; un breve tratto della provinciale "Val di Sangro"; la strada comunale del Mulino ed un brevissimo tratto della rotabile per Paglieta; il territorio di Torino di Sangro seguendo: la carrareccia Moccoli; la carrareccia del Mulino; il torrente Osenio; la comunale Passo Paglieta; la comunale Parente; la vecchia stradale Adriatica sino al cimitero; una breve virtuale dal cimitero all'intesto delle comunali "Rosato e Collelungo"; la comunale Rosato e la comunale Scaruti, sino al fosso che segna il confine territoriale con Villalfonsina; il territorio di Villalfonsina seguendo: la comunale Scaruta; la comunale Cesi n. 2; la comunale Quercia Dolce; la comunale Adami e la comunale "Vallone Passo di Carlo" sino al fosso che segna il confine territoriale di Casalbordino; il territorio di Casalbordino seguendo: le comunali "Passo di Carro", Villa Vecchia e Cimitero; la vecchia statale Adriatica; e la provinciale per Pollutri, sino al fosso Forcella; il territorio di Pollutri seguendo la rotabile di bonifica di recente costruzione, che, partendo dal fosso Forcella, si innesta all'altra rotabile di bonifica in sinistra del fiume Sinello, ed indi seguendo quest'ultima rotabile sino al ponte sul detto fiume; il territorio di Monteodorisio seguendo il fiume Sinello, la comunale dei Monti e per brevissimo tratto la comunale Miglio, sino al cimitero. Dallo spigolo sud-est del cimitero, con una virtuale che esclude l'abitato di Monteodorisio, la linea passa all'incrocio della provinciale Marrucina con la comunale per Vasto e, seguendo un breve tratto di questa comunale ed altro breve tratto della comunale "Carrozze" giunge al confine territoriale con Cupello; il territorio di Cupello e quello di San Salvo seguendo: la comunale "Strane"; la statale Istonia; la comunale per Vasio; la comunale "Crocella"; la comunale Colle Micucci; la comunale "Fonte Nuova"; la comunale Canale: il fosso Strampanato, che segna il confine col territorio di Vasto; la comunale Ributtini, sino alla provinciale "Trignina", e da tale punto si congiunge, seguendo la comunale del Melardo, al fosso dello Zingaro. Indi segue il fosso dello Zingaro sino all'incontro della rotabile di bonifica, costruita recentemente nella vallata sinistra del Trigno. Mediante detta rotabile di bonifica ed un tronco della statale "Adriatica", lungo circa metri 1800, si raccorda al ponte sul Trigno alla linea di vigilanza doganale della provincia di Campobasso. PROVINCIA DI CAMPOBASSO La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si collega con quella della provincia di Chieti al Ponte sul Trigno della strada nazionale Adriatica n. 16. La linea segue quindi la strada stessa fino al bivio di Montenero di Bisaccia, di dove continua lungo la strada nazionale n. 157 della valle del Biferno (lasciando fuori a destra l'abitato di Montenero di Bisaccia) fino al bivio della strada di bonifica della Serramanno. Segue quest'ultima strada per poi seguire la strada di bonifica colle di Breccia, fino al bivio della strada di bonifica Petacciato-Guglionesi. Indi segue tale strada fino al punto in cui questa incontra nei pressi di Guglionesi la strada provinciale n. 80 (Termolese). Segue questa strada fino al bivio di monte di Caccia e prosegue per la strada provinciale n, 87 (traversa della Termolese) fino allo scalo ferroviario di Guglionesi. Da questo punto segue la strada n. 87 (Sannitiera) fino al bivio per Porto Cannone, dove continua per la strada provinciale diramazione Adriatica che entra nell'abitato di Portocannone con la denominazione di viale Vittorio Veneto. All'uscita di tale viale prosegue lungo la strada provinciale (Adriatica) fino all'imbocco della strada "via Madonna Grande". Segue tale strada fino all'abitato di Nuova "liternio". Qui la linea, all'incrocio fra la strada di Porto cannone-Madonna Grande con la strada di circunvallazione nei pressi della scuola professionale tipo agrario, segue la srada di circunvallazione fino al serbatoio dell'acqua potabile ove svolta a sinistra per immettersi perpendicolarmente nella strada nazionale n. 16 (Adriatica). La linea segue tale strada nazionale sino al ponte sul Saccione, pulito di confine PROVINCIA DI FOGGIA La linea che delimita la zona di vigilanza parte, dal litorale Adriatico, a km. 2 circa ad ovest della Torre Fantina, e, più precisamente dalla foce del torrente Saccione. Segue l'alveo di detto torrente - corrispondente al limite delle province di Foggia e Campobasso - e, lasciando ad ovest la Torre di Rarnitelli e zona omonima, giunge al ponte del Saccione, verso Campo Marino, sulla strada statale n. 16 (Adriatica). Segne detta strada, lasciandosi ad ovest il colle di Macina, sino al punto da cui si diparte la strada provinciale per Chienti e l'omonimo scalo ferroviario. Prosegue per questa ultima strada e, lasciando ad est il convento dei Cappuccini ed il colle Castrato, prima dell'ingresso nell'abitato di Chienti - che pertanto rimane incluso nella zona di vigilanza - devia ad est, seguendo la strada comunale per Ripalta. Sempre seguendo detta strada, lasciando a sud il colle Martello ed attraversando il canale di bonifica Rapulla, tocca - includendolo l'agglomerato rurale di Ripalta. Passa poi per la strada di bonifica che da Ripalta porta al Lesina e, lasciando l'abitato di Lesina a nord, che quindi rimane incluso nella zona di vigilanza, passa sulla strada di Bonifica che da Lesina porta all'idrovora sul lago di Lesina. Tocca ed include la Cappella di San Nazzario ed arriva, sempre seguendo la suddetta strada, alla Coppa Metilde. A detto punto passa sulla strada provinciale San Nicandro-Torre Mileto e, a km. 7,2 della Coppa Metilde, devia ad est passando sulla strada di bonifica che va ad innestarsi alla strada militare di Capoiale. Passa includendolo, al casino Zaccagnino e, per l'ultimo tratto seguendo la suddetta strada militare, passa sulla strada Statale n. 89 (Garganica). Segue detta statale; passa includendolo, il casino Zaccagnino; lascia a sud monte Lo Sfrizzo; arriva, includendovela la masseria detta Signora; lascia a sud il cimitero e l'abitato di Cagnano Verano. Seguendo sempre la strada statale Garganica, scende la "rampe di Cagnano"; lascia a sud la masseria di Montrealtino ed arriva all'innesto della strada provinciale per l'abitato di Carpino e scalo ferroviario omonimo. Segue detta provinciale ed, attraversato l'abitato di Carpino, continua sulla strada provinciale che da Carpino porta ad Istitella, lasciando ad est il monte Alto, il colle Perno, il monte La Tribuna ed il casino Ventrella. Indi, comprendendo l'abitato di Ischitella, passa sulla strada provinciale per Vico Garganico. Arriva all'abitato di Vico Garganico, includendolo, e quindi passa sulla strada provinciale che, attraverso la Foresta Umbra, porta a Montesantangelo. Seguendo detta strada guarda ad est, includendoli, il colle Fucito ed il monte Carena; lascia la località Parchetto ed il monte Iacovizzo ed arriva sino all'innesto della mulattiera del bosco Sfilzi, mulattiera che segue la gota tra i monti Calena e San Nicola. Segue detta mulattiera, comprendendo quindi il monte Calena e lasciando il monte San Nicola, sino all'innesto di detta mulattiera con la ex sede della decauville dell'Amministrazione forestale che porta alla segheria demaniale del Madrione, ubicata sul tratto della strada statale n. 89 e collega gli abitati di Peschici e Vieste. Segue della ex sede di decauville sino alla suddetta segheria, includendola. Indi ripassa sulla statale n. 89 in contrada Coppolelle e quindi lasdiandovi ad est, comprendendolo, l'abitato di Vieste, passa sul tratto della suddetta strada statale che da Vieste porta a Manfredonia. Comprende quindi il casino Marolla ed il casino La Chiusa. Lascia ad ovest il monte Chianoconcello, comprende il casino Du Pari e la contrada La Tavernola, lascia ad ovest la masserra La Baracca e quindi giunge alla Torre di Sacro e omonima casa cantoniera dell'ANAS, intuendovele. Dopo di che passa sulla mulattiera che, con l'estremo a Torre Vario porta da Sacro alla provinciale che da Vico Garganico ed attraverso la foresta umbra porta a Monte santangelo. Lasciando quindi a nord il monte Lacotenente, comprende il monte Sacro, lascia a nord la masseria Basso ed il colle l'Impiombato e giunge, comprendendovela, alla Torre Vario Indi passa sulla suddetta provinciale che da Vico Garganico porta a monte Santangelo. Lasciando a nord la masseria San Michele, la Fornace e la masseria Azzalone e, comprendendo la Coppa Guardiola, riviva al bivio di Valle Carbonara e più precisamente all'innesto di detta provinciale con la strada provinciale San Giovanni Rotondo-Montesantangelo. Segue la rampa di letta strada per Montesantangelo sino all'altezza del punto trigonometrico di quota 843. Comprendendo l'abitato di Montesantangelo, si porta sulla strada carreggiabile di 4ª classe che porta al Santuario di Pulsano, che tocca e comprende. Indi raggiunge, comprendendola, la masseria Tomaiolo e, sempre seguendo detta carreggiabile, lascia a nord la masseria Ruggiano, raggiungendo la chiesetta di San Salvatore. Da detto punto si porta su una mulattiera che, trasformandosi in una strada carrareccia di 5ª classe raggiunge, includendovela, la masseria Signoritti, posta sulla provinciale Manfredonia-San Giovanni Rotondo. Sempre seguendo detta carrareccia va a riprendere la strada statale n. 89 (Garganica) nel tratto Foggia-Manfredonia, includendovi l'abitato di Manfredonia. Lungo detto percorso volge ad est, includendo la masseria Andrei e Falcone, e raggiunge, includendola, la masseria Resecata. Indi, seguendo per breve tratto la predetta strada statale n. 89, passa sulla strada di bonifica che porta allo scalo ferroviario di Candelaro, includendovelo; volge quindi ad est verso il monte Aquilone ed il telegrafo di Torre Tufara, includendoveli. Lungo la strada di bonifica della Contessa, attraversando il canale della Contessa, volge ad est, includendo le masserie Cupola e Salinetri, e raggiunge, includendola, la masseria Beccarini. Indi scavalcando il canale Pelussi ed il torrente Carapelle, volge ad est, includendo la masseria Sipari, e, sempre lungo la suddetta strada di bonifica, raggiunge la provinciale che da Cerignola porta a Torre Rivoli. Per breve tratto segue detta provinciale, attraversa il canale del Carapellotto ed indi passa sulla strada di bonifica per Trinitapoli, volge ad ovest, includendo le masserie Giardino, Montealtino e Chiavicella. Indi giunge all'abitato di Trinitapoli, includendolo, e passa sulla strada provinciale Trinitapoli-San Ferdinando, che segue sino all'innesto di detta strada con la strada statale n. 16 (Adriatica). Segue detta strada statale e si arresta al ponte sull'Ofanto, ove si congiunge con la linea di demarcazione della provincia di Bari. PROVINCIA DI BARI La linea che delimita la zona di vigilanza in questa provincia si raccorda con quella della provincia di Foggia sulla sponda sinistra del fiume Ofanto presso la masseria Trentaguai, e, attraversando il predetto fiume, prosegue per una virtuale alla torre Perazzo, svolgendosi per la contrada Montealtino per il casino Posta Calvetta, per la torre Muridano e per le cave Puro raggiunge il quadrivio delle strade vicinali. Continua, per virtuale, dirigendosi alla masseria Tapputi dove si svolge con altra virtuale fino al ponte Mantredi sulla strada provinciale Trani-Corato. Dal ponte prosegue per la torre Procino; indi per virtuali, si dirige al casino Capriolo, al bivio della strada Bisceglie-Corato-Ruvo, alla Madonna di Zappino, in territorio di Bisceglie. Sempre per virtuali si dirige per la torre del Capitano, torre Coppa Dora, casino Panunzio, torre Cascione in territorio di Molfetta per torre Tuono, q. 106, svolgendosi nei pressi di torre Sproposito e raggiungendo il bivio di q. 91. Indi con virtuale, che attraversa le strade ferrate Santo SpiritoBitorto, e Bari-Modugno, tocca il casino Ferrigno e da questo si dirige verso le frazioni di Carbonara e di Ceglie del Campo in territorio di Bari includendole entrambe e tocca la strada statale n. 100 Bari-Capurso nel punto in cui da questa si dirama la strada per Triggiano. Prosegue per detta strada fino a Capurso includendolo tutto, indi seguendo la strada provinciale Capurso-Noicattaro raggiunge quest'ultimo comune includendolo tutto. Successivamente per virtuali si dirige per il casino Fiore, il casino Netti, la masseria Padula, la masseria Sgobba prolungandosi per la masseria Caramanna, per la masseria Cogna e per la masseria Casale compresa fra le masserie Mannatte e Magna, terminando alla masseria Mardola Amara. Qui la linea si unisce con quella della provincia di Brindisi. PROVINCIA DI BRINDISI La linea che delimita la zona di vigilanza con questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Bari presso la. Masseria Mardola Amara, segue la strada che passa ad est di masseria Martucci e raggiunge Fasano, gira attorno all'abitato di Fasano, che resta escluso, e raggiunge la strada statale Adriatica n. 16 e la segue fino allo svolto in prossimità di Masseria L'Agnano. Da tale punto prende la strada che sbocca nella nazionale ad est e raggiunge la strada comunale che porta ad Ostuni, raggiunge Ostuni che resta escluso e sempre lungo la stessa strada raggiunge Carovigno passando nelle vicinanze della masseria Sani Giovanni e masseria Grottone Piccolo. Gira, quindi attorno all'abitato di Carovigno che riimane escluso, ed attraversando la strada provinciale per Santa Sabina e la strada comunale che porta alla stazione di Carovigno raggiunge la strada provinciale per Serranova. Segue tale strada fino al bivio per masseria Brancasi, supera detta località e prosegue sempre sulla strada fino a raggiungere la comunale che da masseria Pezza d'Arena conduce a San Vito dei Normanni, segue tale strada scendendo a sud fino all'incrocio con la campestre che delimita a nord contrada Coppola Runcata, segue tale campestre fino all'incrocio della comunale San Vito dei Normanni masseria monte Nuovo, raggiunge tale località e sempre seguendo la strada che delimita ad ovest ed a nord la contrada Mondiscine raggiunge la provinciale per Serranova. Dirigendosi a sud percorre tale strada fino al bivio della strada comunale che delimita verso sud la contrada Gaeta, lascia tale strada all'incrocio della campestre che scendendo verso sud raggiunge la comunale San Vito-masseria Colombo, raggiunge tale masseria e sempre seguendo la stessa strada tocca masseria Grottamiranda; da masseria Grottamiranda prende la campestre che raggiunge la ferrovia Bari-Brindisi all'altezza della masseria Iannuzzi. Segue quindi la ferrovia Bari-Brindisi fino al casello di Restinco. Da tale casello prende la strada che, toccando masseria La Spada raggiunge la ferrovia Brindisi-Taranto in località Torre Mozza; attraversa la ferrovia e raggiunge la strada statale Appia n. 7. Percorre, verso Brindisi, tale strada per circa 300 metri e segue poi la strada comunale che passa per la masseria Palmarini e raggiunge la strada statale Adriatica n. 17 la attraversa e raggiunge la ferrovia Brindisi-Lecce a masseria Taverna. Segue la ferrovia fino a raggiungere il canale Infocaciucci, segue il canale verso est fino alla confluenza del primo canale che venendo a sud confluisce nell'Infocaciucci, segue tale canale fino a masseria Pucciarruto è poi la strada che raggiunge la provinciale S. Pietro Vernotico-Torchiarolo. Segue tale strada fino all'abitato di Torchiarolo che rimane compreso nella zona e prosegue sulla stessa strada fino al limite della Provincia. PROVINCIA DI LECCE La linea che delimita la zona di vigilanza di questa. Provincia si collega con quella della provincia di Brindisi al confine provinciale presso Torchiarolo. Da tale punto per 1400 metri segue la strada comunale che porta alla masseria La Badessa fino all'incrocio con la strada vicinale Torchiarolo-Cerrate. Segue quest'ultima strada che costeggia la masseria Caretti Grande (inclusa nella zona) e Caretti Piccolo (esclusa dalla zona) e Vigili che rimane a 300 metri a nord-est. Segue la stessa strada fino all'incrocio della strada vicinale Squnzano-masseria Cerrate. Prosegue su tale strada fino all'altezza della masseria Cerrate piccolo: costeggia a sud tale località e si porta, per la strada campestre fino all'incrocio della strada vicinale Surbo-masseria Cerrate. Dal punto di incrocio segue a sud la strada fino al bivio della masseria La Grande (inclusa nella zona) e per la strada campestre s'immette sulla strada vicinale Surbo-Cafore. Segue tale strada fino all'altezza della masseria Piazzarelli, da dove, seguendo la strada campestre a sud-est per 750 metri, incrocia la strada comunale Surbo-Sant Angelo, a 300 metri a nord-ovest dalla masseria Fondo Cupo, Prosegue su tale strada fino all'incrocio della strada vicinale Traversa della Mendole e la segue fino ad incrociare la strada vicinale tra le masserie Schiavi e Case Bianche. Segue tale strada verso sud passando nelle immediate vicinanze delle masserie Zingarello e Trecasci (incluse nella zona) fino all'incrocio delle strade nominate 4 Finite. Da tale punto la linea segue la strada vicinale del Pigno, passando per strada privata campestre nelle vicinanze delle masserie Tabacchi e Strusci (inclusi nella zona) fino allo incrocio della strada vicinale Lecce-Giammatteo. Prosegue a nord per 700 metri la strada per Giammatteo fino all'altezza della masseria Grande. Prosegue per la strada che porta a quest'ultima località fino all'incrocio della strada campestre Giardino-Pizzano-Borgo Piave. Segue con virtuale tocca la masseria Serraria (inclusa nella zona) e prosegue a sud per strada campestre che costeggia la località Giardino Bosco fino all'incrocio della strada che porta alla masseria Olmo. Segue a nord-est tale strada per 300 metri e si immette nella strada campestre che costeggia la masseria Lizza (inclusa nella zona) fino all'incrocio della strada vicinale delle Palazze che porta alla masseria Pesciaconichie. Prosegue su quest'ultima strada per 300 metri e con virtuale giunge allo incrocio della strada masseria Lilla-masseria Pomponio. Per strada campestre tocca le masserie Leccisi e Sabatini (incluse nella zona) e con virtuale la masseria Mele Bono (inclusa nella zona). Prosegue per la strada campestre fino all'incrocio della strada provinciale Lecce-San Cataldo. Segue questa ultima strada verso San Cataldo fino all'altezza della fognatura; prosegue per strada campestre sino alla località Lemattarelle (inclusa nella zona) e per strada campestre a sud di tale località raggiunge la masseria. Lo Zungrano (inclusa nella zona). Segue per la strada campestre che conduce ale masserie Fossa e Mendola (incluse nella zona) e prosegue per Acaia. che viene compresa nella zona. Da Acaia la linea che delimita la zona doganale di vigilanza segue la strada comunale per Vanze per 700 metri fino al bivio per la strada vicinale per Acquarica. Prosegue per quesl'ultima strada che passa nelle vicinanze della masseria Licopertini (inclusa nella zona) fino a raggiungere il centro abitato di Acquarica che viene incluso nella zona. Da Acquarica prosegue sulla strada vicinate che porta alle masserie Coviello (inclusa nella zona) e Lizzi (esclusa dalla zona) e giunge fino alla Cappella di Santa Niceta. Segue per la località Vignetrane, incrocia la strada comunale Melendugno-Bocca e prosegue per la strada campestre che tocca la masseria Tartari (inclusa nella zona) e che conduce alle masserie Don Egidio e Scolpiti (inclusa nella zona). Segue la strada che conduce a Borgagne, il cui centro abitato è escluso dalla zona, e prosegue per la strada comunale sino a raggiungere la masseria Notari (inclusa nella zona), da dove, per strada campestre prosegue per le masserie Pasolo e Schimbordi (escluse dalla zona). Da tale masseria Schiambordi la linea, con una virtuale, tocca la masseria la Furca Nuova (inclusa nella zona) e prosegue fino all'incrocio della strada vicinale Carnole-Pagliarone. Segue la strada campestre limite di comune tra Carnole ed Otranto, fino all'incrocio della strada provinciale Martano-Otranto tra il km. 14 e la masseria Moramonte. Segue tale strada verso Otranto fino all'altezza del canale Rio Grande (incluso nella zona). Segue con virtuale fino alla masseria Ficola (inclusa nella zona) e prosegue per la località San Basilio fino all'incrocio della statale Maglie-Otranto al Km. 996. Segue per la strada campestre tortuosa e raggiunge l'abitato di Giurdignano che viene escluso dalla zona. A 500 metri dall'abitato di Giurdignano prosegue, con virtuale fino alla strada provinciale Giurdignano-Casa Massella. Prosegue sulla strada per casa Massella fino a raggiungere tale località che viene inclusa nella zona. Da Casa Massella continua per la strada che conduce a Minervino di Lecce che rimane nella zona; e da Minervino, per la strada che da sud di questo paese si dirige a Vaste, passando da vicino alle masserie la Falca e Santo Stefano, giunge a Vaste. Da Vaste segue la strada vicinale Cibi, incrocia la provinciale Ortelle e Poggiardo, segue per la strada comunale per Spongano, costeggia l'abitato di Spongano che include nella zona e raggiunge la stazione ferroviaria di tale paese (inclusa nella zona). Da tale punto prosegue lungo la linea ferrata fino all'incrocio della strada comunale nuova Spongano-Castiglione d'Otranto (passaggio a livello) segue questa ultima strada fino all'abitato di Castiglione d'Otranto che include nella zona. Da Castiglione d'Otranto prosegue per la strada comunale per Deprosse per 300 metri, segue sulle strade vicinali Rosa Marina. Serra di Fico e masseria de Moro fino a raggiungere la provinciale Lucugnano-Turino. Costeggia l'abitato fino che rimane incluso nella zona e prosegue per la srada vicinale denominato Santa Maria; dopo 500 metri segue la strada che passa per la masseria Madonna Gonfalone (inclusa nella zona) e prosegue fino all'incrocio e prosegue fino all'incrocio della provinciale Lagnano-Alessano al bivio del magazzino Tabacchi segue la provinciale fino all'abitato di Alessano, che intende nella zona e si porta sulla provinciale per Montesardo fino all'abitato di tale paese che viene compreso nella zona. Prosegue per la srada provinciale Montesardo-Ruggiano per 600 metri e segue a sud-ovest sulla strada comunale per Barbarano. Include nella zona il centro abitato di Barbarano o prosegue sulla comunale per Ruggiano, che include nella zona. Si porta alla stazione ferroviaria di Ruggiano (inclusa nella zona) e segue la linea ferroviaria verso nord-est per 800 metri e si porta sulla strada comunale Sperito Lame fino a raggiungere la masseria Spiggiano (inclusa nella zona). Da qui prosegue per la strada vicinale di Spiggiano fino all'incrocio della provinciale Presicce-Salvo. Segue tale strada verso Presicce per 600 metri lino all'altezza del casino De Salvi. Prosegue con virtuale e tocca l'incrocio delle strade comunali Schiafazzi e Sierra Loreto, segue per la comunale Schiafazzi fino all'altezza del casino De Salvi e con virtuale si porta sulla strada campestre a sud ed a 300 metri dalla masseria del Feudo. Per srada campestre tocca la masseria Colombo (esclusa dalla zona) e segue la strada comunale della Colomba portandosi alla masseria Pompeiano (inclusa nella zona). Prosegue per la strada masseria Pompeiano-Gemini include nella zona Gemini e prosegue per la strada comunale nord-ovest che raggiunge Gemini con Ugento. Giunge fino all'abitato di Ugento, che viene escluso dalla zona, e poi prosegue sulla provinciale per Racale. Esclude Racale dalla zona e segue sulla provinciale per Taviano, che viene escluso anche dalla zona, costeggia ad ovest l'abitato di Taviano e prosegue a nord sulla provinciale per Alezio. Segue tale strada fino al km 41, prosegue per la strada comunale vecchia che porta alla masseria Colino (inclusa nella zona). Segue tale strada fino a raggiungere la masseria l'Arpa (inclusa nella zona) ed il casino M. Elia (incluso nella zona) e si porta sulla provinciale Alezio-Parabita, a 200 metri ad est del Km. 53. Prosegue per la strada comunale che costeggia ad est l'abitato di Alezio e che porta ai Convento Starace. Incrocia la provinciale Alezio-Tuglie la segue verso Alezio per 600 metri fino all'incrocio della provinciale Alezio-San Nicola. Segue quest'ultima strada fino allo abitato di San Nicola che viene incluso nella zona incrociando la provinciale San Nicola-Tuglie. Costeggia ad est l'abitato di San Nicola seguendo la strada comunale che dista dallo stesso abitato di San Nicola circa 500 metri fino all'incrocio della provinciale San Nicola Aradeo. Segue quest'ultima strada per 500 metri e da questo punto con virtuale, si porta per 600 metri a nord fino al limite del comune tra San Nicola Galatone. Da qui segue la strada campestre verso nord che attraversa la serra Campi Latini fino all'incrocio della strada vicinale per Galatone. Con virtuale e per circa 1000 metri raggiunge la masseria Coppola (inclusa nella zona) dove incrocia la provinciale Galatone-Gallipoli. Prosegue con virtuale fino alla masseria Vasce (inclusa nella zona) nei pressi di Galatone. Segue la strada vicinale per masseria l'Abbazia (inclusa nella zona) fino all'incrocio delle strade che portano alla masseria Corillo ed alla villa Frezza. Prosegue per questa ultima strada, incrocia la linea ferrata e giunge all'altezza della villa Frezza (esclusa dalla zona). Segue a nord la stessa strada, incrocia nuovamente la linea ferrata e si porta sul punto di incrocio della statale Galatone-Nardò al Km. 28. Prosegue sulla statale ora detta fino a raggiungere l'abitato di Nardò, che rimane escluso dalla zona. Costeggia a sud ed a sud-ovest l'abitato di Nardò e si porta sulla strada statale Nardo-Avetrana, fino all'altezza della masseria Auletta. Da tale pulito con virtuale tocca la masseria Stanzie (inclusa nella zona) e prosegue per la strada campestre fino a raggiungere la masseria Somali (inclusa nella zona). Segue con virtuale e raggiunge la masseria Li Dannati (inclusa nella zona) e per la strada campestre prosegue fino a raggiungere la masseria Albaro (inclusa nella zona). Da tale punto segue la strada di bonifica Albaro-Zanzara e raggiunge la vasca dell'Acquedotto Pugliese nei pressi dell'incrocio di strade di bonifica a distanza di 300 metri a sud della masseria Zanzara. Prosegue per la strada di bonifica circa 800 metri a sud della masseria Marchioni. PROVINCIA DI TARANTO La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si collega con quella della provincia di Lecce, al confine provinciale presso la masseria I Chiodi, da qui, per strade alla masseria Abatomasi fino ad Avetrana. Da Avetrana si segue la strada comunale che passa per monte dei Serpenti e va alla masseria Li Castelli. Da masseria Li Castelli una linea virtuale unisce Casale Apaccio, masseria Marrocco, masseria Cornola, masseria Le Fabbriche, e bivio Torricella-Maruggio e Iazzo-San Marco. Segue poi la statale per Torricella e la strada comunale che da Torricella porta a masseria San Vito toccando masseria Forche e masseria Casa Bianca. Da masseria Sani Vito segue la carrareccia che si immette sulla statale Lizzano-Pulsano, segue questa fino al bivio per San Crispieri e prosegue per San Crispieri donde, seguendo la comunale per Casale Carelli e Troccoli si immette sulla statale Talsamo-Faggiano. Segue tale strada fino a masseria Lucignano e da tale località per la carreggiabile Lucigianomasseria Cotugno si spinge alla masseria Cutrano e di qui fino ad incontrare la statale San Giorgio-Pulsano. Per tale strada giunge a San Giorgio Jonico compreso, e seguita sulla strada comunale per monte Lasi compreso nella zona. Segue la statale Monte Iasi-Monte Mesola fino all'incrocio per masseria Vitreti. Di qui con virtuale raggiunge la strada Monte MesolaStatte e precisamente all'incrocio per la masseria Castello e segue la strada per Statte fino alla masseria Tudisco, indi la carreggiabile per masseria Nuova. Di qui per masseria Galeotta a carreggiabile per Accetta Grande. Quindi la carrareccia per Agrumento di Accetta, mulattiera e carrareccia fino alla strada Massafra-Taranto. Dall'incrocio con detta statale va a masseria Poppa con linea virtuale. Da masseria Poppa al bivio per Palagiano e risalendo fino a Palagiano, compreso, prosegue sulla carreggiabile Palagiano-Visciolo-Difesella-Ponte del Re, da dove si immette sulla strada carrara fino alla masseria Miani, donde per virtuale si dirige alle Tavole Palatine, sulla destra del fiume Bradano ove si collega con la linea che delimita la zona della provincia di Matera. PROVINCIA DI MATERA La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si collega con quella della provincia di Taranto in corrispondenza delle Tavole Palatine, sulla destra del fiume Bradano, il quale determina il confine provinciale; da questo punto, seguendo una linea virtuale va alla masseria San Teodoro Nuovo e prosegue alla frazione di San Basilio compreso; da tale località con altra virtuale che attraversa il torrente Cavone, va alla frazione Recoleta compresa; da questa località la linea attraversa il fiume Agri e termina alla masseria l'Acinapura. Da qui attraversa il Pantano e quindi il fiume Sinni, passa per il fabbricato rurale Ciglio Tonnucantore a monte del Pantanello e va al confine provinciale Matera-Cosenza sulla sponda destra del torrente San Nicola nella contrada piano Comone fino alla masseria Santoianni; in questo punto la linea di delimitazione si raccorda con quella dalla provincia di Cosenza. PROVINCIA DI COSENZA Versante Jonio La linea che delimita la zona di vigilanza in questa parte della Provincia, si raccorda con quella della provincia di Matera alla masseria Santoianni sulla sponda sinistra del torrente San Nicola; nella contrada Camelloni indi segue la mulattiera fino al torrente Canna, attraversa quest'ultimo e segue l'altra mulattiera fino alla strada da Canna a Rocca imperiale. Dal punto in cui taglia tale strada, posto ad ovest di Rocca Imperiale, va a quota 393 delle Murgie di Santa Caterina; segue la mulattiera fino alla masseria Monte e, quindi, per una virtuale va all'imbocco della mulattiera, che dalla vallata del canale Rendesi, va all'abitato di Montegiordano, che rimane compreso nella zona. Segue, poi la mulattiera fino alla fonte di Giambra e da qui, per virtuali, va alla Timpa Palamara ed alla strada per Amendolara; attraversa tale strada e segue la mulattiera fino al torrente Straface, prosegue, poi, per virtuali, attraverso le contrade Matosa, Marraco, Falcoetano, il versante nord-ovest del Monte Mostanico, la fontana Ficara, il cimitero di Vallepiana, comprendendo nella zona l'abitato di quest'ultima località, le contrade Caldanelle, Scillone, ed arriva al torrente Raganello. Attraversa il torrente e segue un tratto della strada fino alla contrada Parchicello, da dove, per una virtuale, giunge all'incrocio stradale in località Gli Stombi, segue la strada secondaria fino al fiume Crati, un tratto di fiume fino alla ferrovia, un tratto della ferrovia fino alla frazione Thurio, che rimane compresa nella zona, poi segue la strada campestre, attraversa il torrente San Mauro e prosegue, sempre lungo la campestre, fino alla confluenza di questa nella strada statale Ionica. Da qui, per virtuali, va al km. 350 della statale alla cima del Cozzo dell'Albanese ed all'abitato di Rossano, che rimane compreso nella zona. Segue, dopo, la mulattiera ad est di Rossano fino al Cozzo Gagliarone, da dove, per virtuali, arriva al bivio della strada per Crosia, che comprende nella zona; segue, quindi, la mulattiera per Cozzo Sant'Elia e Serra San Lido, fino alla confluenza con la strada per Pietra Paola. Da tale punto va, per virtuali, al km. 64 della strada statale n. 108 (Silana di Cariati) ed alla mulattiera, che da Cozzo del Forno porta al fiume Nica, dove si raccorda con la linea della provincia di Catanzaro. Versante Tirreno La linea, che delimita la zona di vigilanza, in questa altra parte della Provincia, raccordasi con quella di Catanzaro sulla sponda sinistra del fiume Savuto al punto di arrivo del sentiero che scende da Nocera Tirinese. Da quel punto, per una virtuale, attraversa la strada statale n. 108 (Silana di Cariati) al Km. 10, attraversa nei pressi del km. 39 la strada Amantea-Cosenza, passa per il versante ovest del monte Mondia, per la contrada San Francesco, per la cima della Pietra del Corvo, per il Cozzo Canavale, per il versante ovest della Timpa Minchione, la masseria Sant'Angela e la cima del Monte Martinella. Da qui segue la mulattiera ad un tratto della strada statale n. 107 e, poi per virtuali, passa per la cresta Mercorella, attraversa il Cozzo di Tortora, il Palazzello, il Cozzo Todarello, la Porta di Cinquemiglia l'Ispo, le Maranesi fino ala località Carcara. Segue dopo le sorgenti meridionali del fiume Aron e quindi, per una virtuale, arriva alla contrada Palazzina. Segue da qui un tratto del fiume Triolo, arriva alla cima della Serra dei Monaci, da dove segue verso ovest la mulattiera e, poi, il sentiero fino alla serra del Ceraso. Va, poi, per virtuali, fino all'abitato di San Gineto, che comprende la zona, prosegue verso nord ed attraversa la strada statale n 105 (di Castrovillari), segue la mulattiera per le case Chinchiero, passa ad est della frazione Trifari del comune di Belvedere Marittimo, per la contrada Santa Maria, da dove segue la mulattiera fino al km. 8 della strada Diamante-Buonvicino. Da qui, per virtuali, passa per la cima del monte Carpinoso e raggiunge l'imbocco della mulattiera ad ovest del cimitero di Grisolia. Segue, quindi, verso nord la mulattiera e, poi, il sentiero fino alla strada per Verbicaro. Da qui, per virtuali, attraversa al km. 4 la strada per Orso Marso, passa per la località Magaroli, raggiunge la strada per San Domenico Talao ad est dell'abitato, che rimane fuori zona. Segue, poi, tale strada verso Scalea fino al km. 6, imbocca il sentiero fino alla Torre di Lippa, da dove, per virtuali, passa per la cima a quota 1119 della serra La Limpida e scende al vallone dell'Arenella. Segue la mulattiera sino alla contrada Prato da dove, per virtuali, passa per la cima del monte, Le Fabbriche, per la quota 593 ad ovest dell'abitato di Aieta, che rimane fuori zona per l'abitato di Tortora che rimane compreso nella zona, per la cima del monte Cifolo e raggiunge il fiume Noce nel punto di raccordo con la linea della provincia di Potenza e cioè alla foce del torrente Serrieturo che s'immette nel fiume Noce al confine tra le province di Potenza e Cosenza. PROVINCIA DI CATANZARO Versante Jonio Dal punto di raccordo della linea della provincia di Cosenza (fiume Nica) la linea va al torrente Servito ed alla strada che dalla statale n. 106 (tra i km. 294 e 293) porta Crucoli. Segue detta strada fino all'abitato di Crucoli, compreso nella zona, segue, poi la mulattiera che porta al km. 28 della strada per Cirò, raggiunge per questa strada l'abitati di Cirò, compreso nella zona, e continua per la mulattiera e la successiva campestre che da Cirò va al quadrivio sulla sponda sinistra del fiume Lipuda. Attraversa il fiume e prosegue lungo la campestre fino all'incrocio per la strada per Torre Melissa, risale la strada verso Melissa fino all'incrocio con la mulattiera, segue la mulattiera e, poi, la strada per Strongoli, il cui abitato resta compreso nella zona. Dopo Strongoli segue la mulattiera e la campestre, che incrocia la strada della stazione di Strongoli. Prosegue sempre la campestre fino a C. Pizzuta, raggiunge la sponda destra del fiume Vitraro, che segue fino allo sbocco nel fiume Neto, risale la sponda sinistra del Neto e lo attraversa all'altezza della carreggiabile per C. Tronceno, piega ad ovest lungo la strada, che proviene dalla statale n. 106, e va, poi, per la mulattiera per Trappeto del Fellao, C. di Scavone fino al fosso Fallao. Attraversa il fosso, piega ad est lungo la carreggiabile fino alla strada, che porta al km. 250 della statale 106. Segue per un tratto la strada e poi imbocca, fino a quota 45, la carreggiabile per Brasimato. Da quota 45 scende verso sud-est lungo il torrente fino a quota 20 piega poi verso ovest per la mulattiera fino a C. Canalicchi, da dove per la campestre giunge alla statale 107, segue questa fino al km. 178 e poi la mulattiera fino a Capo Mezzaricotta. Da qui con direzione sud giunge alla ferrovia secondaria, segue questa per un tratto fino alla mulattiera per Apriglianello, si svolge lungo questa mulattiera e per quella successiva, che porta a C. Manca di Cane. Quindi con linea retta va a Capo Sparta, segue il sentiero fino a C. San Domenico, attraversa la statale 106, va per la carreggiabile fino a Trafinello, attraversa il torrente segue la campestre fino a C. Sacchetta, tutta la carreggiabile fino a Isola di Capo Rizzuto; il cui abitato resta compreso nella zona. Dopo l'abitato segue la strada verso nord-ovest quindi piega ad est lungo la stradetta per il frantoio elettrico, segue il sentiero, che attraversa il vallone di Polacca, continua verso ovest per il sentiero, imbocca la strada che viene da Le Castella, e la segue fino a quota 188, da dove seguendo una virtuale in direzione ovest, arriva al km. 222 della statale 106. Sale la strada per Carnalevari Sottana e per la mulattiera scende al fiume Tacina, risale un tratto del fiume fino all'estremo punto ovest, risale il valloncello, taglia la collina in direzione del Km. 4 della strada per la stazione di Rocca Bernarda. Segue un tratto di questa strada, va verso ovest per la mulattiera fino a C. Mazza, scende lungo il fiume Nasari, risale un tratto del corso del fiume Crocchio fino al ponte della strada per la statale 180. Segue questa strada un tratto verso nord della statale e poi tutta la strada che serpeggiando si sviluppa in direzione sud-ovest fino alla cantoniera Uria. Da questo punto, per una virtuale, raggiunge la quota 169, poi segue la mulattiera per la strada che va alla Petrizia. Dal punto d'incontro, per una virtuale, attraversa il torrente Simeri, segue la mulattiera fino a sud di C. Giglio, per altra virtuale prima del km. 2 della strada per Campagnella, poi C. Comunere ed infine, a località S. Maria. Da qui segue la strada fino al F. Corace, che attraversa normalmente e va, con una, virtuale, a q. 279, al km. 5 della strada per San Floro, a q. 339, a Timpe Bianche, fino alla strada per Squillace. Segue questa strada supera l'abitato di Squillace che comprende nella zona, segue, poi, la strada per Montauro fino a q. 426, da dove, per una virtuale, passa per il monte Paladino (q. 683), va a q. 629 (ad ovest di Montepaone), di monte La Rosa (q. 709), da dove segue la mulattiera per Petrizzi, il cui abitato viene compreso nella zona. Poi per una virtuale, passa dalle F.ta Pietà della ferrovia secondaria alla stazione di Satriano, attraversa il F. Ancinale e tocca ad est di Satriano la strada per Davoli. Segue per questa strada oltre gli abitati di Davoli e San Sostene fino all'incrocio con la mulattiera per monte Farina, segue per un tratto la mulattiera e poi il sentiero fino alla valle Luzio, raggiunge la contrada Pigadi e segue la mulattiera per Isca sullo Jonio, oltrepassa l'abitato che comprende nella zona, e prosegue per la mulattiera fino a monte Badile. Da qui segue il vallone che immette nella F.ra Galliparo, risale per un tratto la F.ra ed il vallone di q. 426 fino alla cima del monte Felice Carretta. Da qui per la mulattiera va a Badolato, che comprende nella zona, e segue la strada oltre Guardavalle fino al ponte Assi silla F.ra Assi. Versante Tirreno La linea di delimitazione della zona di questa parte della Provincia si congiunge con la linea della provincia di Reggio Calabria, che proviene dal ponte sul fiume Mesima e segue la vecchia strada Rosarno-Nicotera, in contrada Montalto. Da qui va lungo la mulattiera per C. Santa Maria, segue il tratto verso ovest della strada e imbocca e segue la mulattiera per il monte e continua sulla stessa fino alla strada per Limbadi. Segue, poi la mulattiera per Monte Filocastro per q 650, per le case Abate Michele e per San Luisi, fino a Spilinga, il cui abitato viene compreso nella zona. Riprende ad est di Spilinga per la mulattiera, che va al km. 11 della strada per Caria, segue un tratto verso sud-est di questa strada e imbocca la mulattiera per fondo Santo Stefano. Da qui per una virtuale raggiunge C: CUccia segue quindi prima la mulattiera e poi la strada per Zungri il cui abitato rimane compreso nella zona. Segue quindi un tratto della strada a nord di Zungri, poi la mulattiera per San Marco, la strada per San Cono, attraversa il fosso Cerasia, fino al cimitero di Favelloni, include nella zona l'abitato di Favelloni, segue la mulattiera per Vena inferiore e quella per Vibo Valentia, il cui aiutato resta compreso nella zona. Segue poi la strada per Stafanaconi e include nella zona l'abitato di questo centro, segue la strada per C. Brevi, la mulattiera per i tre casini e per il Langaro (q. 296), raggiunge con una virtuale la strada a sud di Matera, segue quindi un tratto verso est di questa strada e la mulattiera fino al km. 6 della strada statale di Montecucco. Raggiunge da qui la fiumara Reschia nel punto di sbocco sul fiume Angitola e la segue per un tratto, sale verso la strada per Polia, segue la mulattiera per Francavilla Angitola il cui abitato rimane escluso dalla zona. Quindi prosegue per la strada a nord di Francavilla Angitola fino alla località Ciceri e per il sentiero fino alla strada ferrata delle Ferrovie dello Stato, che fiancheggia fino alla "Il Palazzo". Da qui continua per il sentiero fino alla strada per Nicastro, segne un tratto di questa strada, quindi la campestre, che immette nella carreggiabile per San Biase. Ad est della Fornace Ceramidio segue la campestre per la contrada Medici e per la strada fino al Km. 30 della Strada statale n. 18, segue questa fino al km. 26, imbocca la mulattiera per Santa Mina e Gizzeria, ancora la statale n. 18 fino al km. 14 e poi la mulattiera ad est della statale fino al T. Falerna. Attraversa il torrente, risale la prima valle ad est del C.zo Strongola, taglia il Piano Corito, segue la valle del torrente Rivale fino all'abitato di Nocera Tirinese, che comprende nella zona. Segue infine un tratto della strada per San Mango di Aquino e, poi, il sentiero che porta al F. Savuto. PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA Versante Jonio La linea che delimita la zona di questa parte della Provincia si raccorda con quella della provincia di Catanzaro al ponte detto Zuino sul fiume Assi; indi per strade mulattiere passa a Camini, Stignano, Placanica, Caulonia, Gioiosa Jonica, Gerace, San Nicola, e giunge a Benestare, includendo nella zona tutti questi abitati. Prosegue per Vallone Scarparina, attraversa la Serra Tiaglierio, la fiumara Careri, passa fra i due picchi Seggio e Valle del Bosco, interseca la fiumara Bonamico, e incontra Casignana che include nella zona. Da Casignana, sempre per strade mulattiere, tocca Sant'Agata, Ferruzzano, Bruzzano Zefirio, Staiti e Palizzi, includendo nella zona questi abitati. Indi seguendo una virtuale, dal lato occidentale di Palizzi va al Picco di Monglova ed alla estremità sud dell'abitato di Fossato, che comprende in zona, continua lungo la strada che tende a Motta, include nella zona questo abitato e, volgendo a nord, per altra virtuale, giunge al Castello di San Nucito, al monte Cattivo attraversando la fiumara Valanidi presso Oliveto, all'abitato di Cataforio, che include in zona ed a Nasiti. Prosegue per la strada che conduce a Terreti, passa a levante di questo abitato comprendendolo nella zona, percorre la strada che tende a Trizzino, rasenta il lato est di questo villaggio, includendolo nella zona, indi, per una virtuale, raggiunge Orti e Sambatello, che rimangono pure nella zona. Da Sambatello si dirige alla fiumara di Catona, per la strada di Petti di Gallico, attraversa la fiumara risale un tratto della sponda destra di questa ed incontra lo abitato di San Roberto che comprende in zona. Versante Tirreno La linea che delimita la zona di vigilanza di quest'altra parte della Provincia, da San Roberto continua verso levante lungo la strada che tende ad Aspromonte, ed all'incontro di questa col culmine della Serra di San Giorgio, abbandona la strada e, per una virtuale, va alla vetta del Monte Carpignano ed a Calacaruso, attraversando il vallone della Covala ed il vallone Sant'Antonio. Indi volge al sud gira intorno alla regione detta Serra di Tavolo, attraversando il vallone delle Grotte e raggiunge il vallone di San Bartolomeo, nella regione Santa Barbara. Percorre questo vallone sino all'abitato di Santa Eufemia che include nella zona, segue il torrente Torbido sino all'incontro della strada proveniente da Melicuccà passa sopra questa strada, giunge a Melicuccà che rimane in zona e prosegue per la strada che tende all'abitato di Sant'Anna. Include questo abitato nella zona, volge lungo la strada che conduce a Seminara e dopo averne percorso in breve tratto, passa nel vallone del torrente Portello, scende lungo il Portello ed alla foce di questo nel torrente, Marro, attraversa il Marro, ne risale la strada destra per circa 400 metri ed incontra la strada che va alle Case Cirello. Segue della strada, tocca le Case Cirello, continua lungo la strada stessa fra i caseggiati detti San Leo ed il Carnavò, interseca la strada provinciale Gioia-Taurianova presso il Barraccone, e passa alla frazione Drosi che include nella zona. Da Drosi va a Rosarno seguendo prima le strade che corrono il confine tra i comuni di Rizziconi e Gioia Tauro, indi la strada che da Rizziconi va ad incontrare la strada nazionale presso Rosarno, passando per Pignatelli. Ivi la linea di delimitazione volge a nord lungo la strada nazionale, giunge a Rosarno che comprende nella zona, circondandolo a levante; ritorna sulla strada nazionale e arriva, alla sponda del fiume Mesima, percorrendo prima la strada nazionale, poi il tratto abbandonato della strada nazionale antica. In questo punto si raccorda con la linea di delimitazione della provincia di Catanzaro. PROVINCIA DI POTENZA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia, si raccorda con quella della provincia di Cosenza al punto Serrieturo, sul fiume Noce, detto Talago, che determina il confine provinciale. Da questo punto per una virtuale va alla cima del monte Saccaicciolo. Dalla cima di questo monte con altra virtuale, va a Brefali, indi sale alla Chiesa della Madonna del Soccorso di Trecchina. La linea di delimitazione percorre poi le creste dei monti e giunge al passo della Colla sulla strada, da Trecchina a Maratea; dal passo della Colla per una virtuale si dirige alla cima del monte Caccovello, alle Chiesa di San Costantino e al punto denominato Manto, poste sul confine provinciale Potenza-Salerno. Al punto Manto si raccorda con la linea di delimitazione della provincia di Salento. PROVINCIA DI SALERNO Parte prima La linea che delimita la zona di vigilanza in questa parte della Provincia si collega con quella della provincia di Potenza nella località detta Manto posta al confine delle due Province Da Manto segue il confine provinciale fino alla sommità della Serra Lunga, incontra la strada mulattiera e scende con questa a Torraca, che include nella zona; indi, per la strada provinciale Torraca-Tortorella, giunge a Tortorella, include questo abitato nella zona, passa sulla strada mulattiera Tortorella-Morigerati, la percorre sino al punito in cui è intersecata dal fiume Basento, scende lungo questo fiume sino alla foce del Vallonaro, risale questo torrente e raggiunge il confine tra Raccoagloriosa e Santa Marina. La linea di delimitazione volge poscia a sud, percorre il tratto del confine sopracitato, passa nel vallone Calleo, in quello dello Scudiero, indi, per la strada mulattiera giunge ad Acquavena, che include nella zona. Da Acquavena, con una virtuale, si dirige alla vetta del monte Bulgheria, prosegue lungo il confine tra la frazione di Licusati di Camerota ed il comune di San Giovanni a Piro sino alla regione Bertone ove incontra la strada mulattiera che conduce a San Giovanni a Piro. Percorre questa strada attraversando la regione Castaneto, tocca Licusati, che include nella zona indi passa sul sentiero che va al confine tra la frazione di Licusati ed il comune di Centola, corre lungo un tratto del confine suddetto sino al torrente Serrapotamo, risale questo torrente passa sulla provinciale Centola-Celle Bulgheria e attraversando la regione Cuomo, la regione Mirabella, le terre del demanio giunge a S. Mauro La Bruca, indi alla frazione Mandia (abitati che rimangono compresi nella zona) ed al bivio delle due strade mulattiere ad ovest di Santa Barbara. Dal bivio della linea di delimitazione segue una virtuale che si dirige al vertice della Serra di Pozzo Felente; percorre quindi la strada mulattiera che attraversa la regione Retara, la regione Mangino, passa a Castelnuovo del Cilento, e rimane nella zona, e giunge alla strada provinciale nella valle dell'Alento (località La Patana). Da questo punito segue la strada statale sino al bivio della strada provinciale per Salento e attraversa l'Alento, raggiunge e percorre la strada mulattiera che tocca le frazioni I Fornali, San Leonardo, San Giovanni del comune di Omignano; sale lungo il confine dei comuni di San Mauro Cilento e Pollica, va al monte della Stella, prosegue lungo il confine tra il comune di Sessa Citento e quello di San Mauro Cilento, Serra mezzana e Perditurno, attraversa la provinciale per Mercato Cilento e per strada mulattiera, scende all'abitato di Perdifumo che include nella zona. Continua per la strada provinciale che tocca l'abitato di Laureana e poi lungo la statale che tocca Prignano ed Oiastro (che rimangono in zona), percorre la provinciale per Cicerale Cilento sino a Santa Maria delle Grazie ove incontra la strada per Finocchito; qui la linea volge luogo il confine tra i comuni di Olastro e Cicerale, passa nel vallone della Mola scende questo vallone, attraversa il Solofrone, prosegue lungo il confluente che determina il confine tra la frazione Pesto di Capaccio, ed il comune di Giungano ed incontra la strada mulattiera che conduce a Capaccio. Per questa strada giunge all'abitato di Capaccio che rimane in zona, passa sulla provinciale per Capaccio, indi sulla statale degli Alburni e poi sulla mulattiera che va alla stazione di Albanella; incontra la strada statale, percorre questa fino al bivio della provinciale della stazione di Albanella e poi, al punto di intersecazione con la strada ferrata, segue la strada ferrata per riprendere la Strada statale dopo la stazione di Battipaglia, raggiungendo l'abitato di Battipaglia che rimane nella zona. Da Battipaglia prosegue lungo la statale Battipaglia-Salerno sino alla provinciale di Faiano, percorre questa strada, tocca Faiano, che include nella zona, indi per una virtuale giunge a Campigliano al bivio della provinciale per Filetto percorre questa strada e per la provinciale per San Cipriano tocca Pezzano; volge per la strada provinciale di San Mango, giunge a questo abitato, che rimane nella zona; rimonta il vallone del rio la Sordina sino al P. Collavricchio, donde per sentiero, scende a Sava che rimane in zona. Da Sava la linea di delimitazione continua sulla strada comunale che va a Baronissi e lungo la provinciale che va a Saragnano, tocca questi abitati che restano compresi nella zona, corre lungo la strada mulattiera che attraversa la regione Diecimare e rasenta Case Le Forche unendosi nel vallone di Pesciricoli all'altra strada mulattiera che tende a Pregiato. La linea di delimitazione dal detto punto di unione, con una virtuale, si dirige alla svolta della strada statale Napoli-Salerno indi segue un tratto di questa sino all'incontro del vallone Contrappone, risale il vallone sino alla linea di displuvio del Montognone e discendendo col ruscello che va a Campinola, incontra la strada provinciale Maiori-Chiunzi. Prosegue lungo questa strada sino al vallone di Conca di fronte a Pelvica, rimonta il vallone volge per il ruscello che passa a Cesarano, sale al M. Cerreto e percorre il confine provinciale sino a Grotta Ladrona ove si collega con la linea che delimita la zona di vigilanza della prima parte della provincia di Napoli. Seconda parte La linea che delimita la zona di vigilanza in questa altra parte della Provincia, si raccorda con la linea della prima parte della provincia di Napoli alla Cappella, donde per strada campestre giunge a Scafati, che rimane in zona. Da Scafati prosegue per la strada provinciale che va a Boscoreale e nella località Capone, ove la strada stessa interseca il confine provinciale, si collega con la linea che delimita la zona della seconda parte della provincia di Napoli. Nota: Si è dovuta dividere in due parti la zona della provincia di Salerno perché la linea di delimitazione di detta Provincia passa in quella di Napoli, ritorna in quella di Salerno e raggiunge nuovamente la provincia di Napoli. PROVINCIA DI NAPOLI Prima parte La linea che delimita la zona di vigilanza in questa parte della Provincia si raccorda con la linea della prima parte della provincia di Salerno nel punito detto "Grotta Ladrona" sul confine interprovinciale. Da Grotta Ladrona con una virtuale va al vertice del monte Lattaro, indi, seguendo il sentiero lungo il confine tra i comuni di Pimonte e Lettere va al casale Castello; da questo al casale Aurano ed alla borgata Caprile. Dalla borgata Caprile con una virtuale si dirige al vertice del monte Muto e da qui alla borgata Iuzzino, sulla strada che da Casola va a Lettere, segue tale strada, tocca quest'ultimo Comune e continua la strada passando per San Nicola e Modulano fino ad incontrare la strada per Sant'Antonio Abate nel punto denominato masseria Vesuvio. Passa quindi per Sant'Antonio Abate e dirigendosi a nord va fino a Cappella passando in provincia di Salerno. Gli abitati di Casola e Lettere restano inclusi nella zona. Seconda parte La linea che delimita la zona di vigilanza in quest'altra parte della Provincia si congiunge con la linea della seconda parte della provincia di Salerno nella località case Scani, e precisamente ove la strada Scafati-Boscoreale interseca il confine interprovinciale e continua lungo detta strada fino a Passanti. Da Passanti segue lo stradale che va a Terzigno sino a Casa di Palma; da questo punto per la strada secondaria va ai Caprari e di qui per altra strada secondaria giunge fino alle Logge. Dalle Logge piega verso sud lungo la strada che riporta a Boscoreale fino a q. 116, in località Meleto del Principe da dove seguendo il sentiero lungo le lave del Mauro del 1764 giunge al Torrione. Dal Torrione con virtuale attraverso le lave va al punto denominato "Il Termine" a q. 713, e da qui, con altra virtuale, pure attraverso le lave giunge sullo stradale del Conservatorio in località q. 548. La linea prosegue poi lungo lo stradale dello Osservatorio fino al punto più a nord da dove lungo le lave del 1855 va fino alla strada che congiunge San Sebastiano con Massa e precisamente nel punto di incontro dei confini dei comuni di Cercola, San Sebastiano e Resina. Da questo punto segue la strada provinciale che passando per l'estremo nord dell'abitato di San Sebastiano giunge fino a Cercola, per cui l'abitato di San Sebastiano resta incluso nella zona, mentre quello di Cercola resta fuori. Da Cercola, lungo il lago omonimo, la linea attraversa il lago di Ponticelli e proseguendo lungo la strada secondaria tocca "Il Palazziello", l'osteria Seponé e giunge al fosso Reale, ed attraversando le due ferrovie giunge in località "La Storta" sulla strada delle Puglie e lungo la strada statale ora detta, la linea prosegue verso Napoli fino all'altezza di Casa dè Paoli e, abbandona in tal punito la strada che va alla detta Casa, attraversa la ferrovia Napoli-Roma e lungo la strada Taricchio giunge ai margini dell'aeroporto di Capodichino, che costeggia per tutto il margine nord, lasciando fuori zona l'abitato di San Pietro a Patierno e, lungo la strada provinciale, giunge al quadrivio di Capodichino. Dal quadrivio di Capodichino la linea segue la statale Appia fino a Secondigliano da dove si dirige a Santa Maria dell'Arco, lungo la strada che ivi conduce. Da Santa Maria dell'Arco seguendo la strada a nord di Miano giunge al ponte omonimo e includendo l'abitato di Miano nella zona, continua lungo la strada maestra fino al Frullone. Dal Frullone lungo la strada che passa per ponte Caracciolo la linea giunge a Santa Croce da dove, passando per l'Orsolona, va ai Guantari e poi a Nazareth. Da Nazareth, lungo il sentiero giunge a San Rocco di Pianura, raggiunge la strada che va a Polverino e poi a Torciolano e C. di Gregorio includendo l'abitato di Pianura nella zona. Da C. di Gregorio segue per breve tratto il confine tra i comuni di Pozzuoli e Marano indi la strada che porta a C. Calao fino all'incontro della strada per Guarano e C. De Pasquale, segue tale strada ed interseca la strada provinciale di Pozzuoli nel punto detto Montagna Spaccata, indi segue i sentieri che determinano il confine tra i comuni di Pozzuoli e Qualiano toccando le località Grotta del Sole e Poggio Spinelli, e continua passando per masseria Della Marchesa, masseria Trenta Maggio, masseria Spirito e masseria Sette Camati fino a raggiungere la masseria Cavallo. Dalla masseria Cavallo la linea segue la strada per Zaccaria ed arriva all'alveo dei Camaldoli, lo interseca e lungo la strada secondaria che passa per la masseria Cacciapuoti, continua per strade campestri passando per le masserie: Contessa, Capece, La Pigna ed arriva alla Provvidenza. Dalla Provvidenza sempre lungo le strade campestri la linea passa per le masserie: Pacifico, Del Tuto ed Egizia; di qui piega verso ovest fino a raggiungere la strada per Villa Literno in vicinanza della masseria Rancio. Segue infine la strada per Villa Literno fino ad incontrare il confine nel punto denominato Lucarello a circa metri 330 a sud dell'incrocio della strada Ischitella-Trentola con la strada Villa Literno-Qualiano innestandosi così con la linea che delimitata la zona della provincia di Caserta. Nota: Si è dovuto dividere in due parti la zona della provincia di Napoli perché la linea di delimitazione della zona passa nella provincia di Salerno, ritorna nella provincia di Nonoli per passare poi nuovamente nella provincia di Salerno. PROVINCIA DI CASERTA La zona delimitante la zona di vigilanza doganale della provincia di Caserta, inizia sul confine interprovinciale Napoli-Caserta nel punto di incrocio con la strada vimale Santa Maria a Cubito e la strada comunale Giuliano-Villa Literno. Tale punto d'incrocio dista circa m. 350 dal km. 3 della strada Ishitella-Trentola. Dal predetto punto la linea di delimitazione segue a nord la strada Giuliano-Villa Literno fino all'incrocio dell'argine del canale "Cavone Cervato" che percorre verso occidente sino ad arrivare alla masseria San Sossio, da dove prende il fossato di scolo, verso tramontana, e raggiunge il lago Marino, passando per la casa Lenza: da questo punto per la strada immediatamente a sinistra raggiunge la foce del lago Vecchio dal quale, con linea virtuale, passa al ponte La Tronara su RR. Lagni. Da questo ponte, scende in senso occidentale, sino ad incontrare il confine del comune di Castel Volturno. Indi volge a mezzanotte lungo tale confine intercomunale sino a raggiungere il canale di bonifica. Ivi la linea piega ad occidente, percorre il canale di bonifica sino ad incontrare il canale Macedonio che risale fino al fiume Volturno, attraversa il fiume e con una linea virtuale che passa per la masseria del Generale, la masseria Del Francese e la masseria Bortolotti, arriva al canale diversivo delle Colmate che percorre in senso occidentale sino ad arrivare all'argine del canale di Vena. Segue l'argine immediatamente a sinistra del canale di Vena sino alla strada che conduce alla masseria Mazzafarro ed all'alveo della Agnena, percorre un tratto della suddetta strada, attraversa l'Agnena e segue il canale di bonifica sino all'innesto con il fosso Riccio Nuovo. Indi percorre un breve tratto del fosso Riccio Nuovo fino al ponte omonimo dal quale discende lungo la strada comunale sino ad incontrare la strada che dalla masseria Campanariello porta a Mondragone e la percorre sino al confine del territorio. Segue tale confine fino alla Casina la Fossa, indi segue il Rivolo fino alla strada che da Carinola mena a Mondragone, passa poi sulla strada di campagna che dista a poca distanza ad occidente della strada Carinola-Mondragone e raggiunge il fiume dell'Impiso. Indi percorre il sentiero sul fianco orientale del monte Malagna, si spinge verso nord ovest per una mulattiera fino ad arrivare alla strada Piedimonte di Sessa-Mondragone, dalla quale parsa su di una strada di campagna, adiacente alla linea ferroviaria che percorre sino alla strada comunale Sessa-Cellole nei pressi della borgata di Cellole. Da qui sempre seguitando sulla strada di campagna raggiunge, passando attraverso la linea ferroviaria la strada comunale che percorre fino ad arrivare alla strada statale Appia della quale segue il tracciato fino al km. 160, dal quale punto mediante una linea virtuale che attraversa il fiume Garigliano si innesta con la linea che delimita la zona della provincia di Latina. PROVINCIA DI LATINA La linea che delimita la zona di vigilanza doganale nella provincia di Latina si raccorda cui quella di Roma mediante una linea virtuale che dall'estremo nord-est dell'abitato di Ardea attraversa normalmente Valle Fiorita e si congiunge con l'inizio della strada campestre che adduce a casale Fosignano. Segue dotta strada fino a casale Fosignano; quindi, con virtuale in direzione sud-est dal bivio della strada campestre di casale Fosignano giunge al bivio tra la strada Buon Riposo e la carreggiabile che conduce, attraversando casale Carrocetello, alla Nettunense; segue poi la strada di casale Buon Riposo sino ad incontrare la strada Nettunense al quadrivio Campo di Carne, corre lungo la strada Nettunense sino alla strada per Bosco di Padiglione; segue detta rotabile e quindi la strada campestre che congiunge Bosco di Padiglione con la strada che, partendo da Fontana Lido di Lavinio, porta a casale Sant'Antonio, attraversando casale Tre Cancelli; da Casale Sant'Antonio scende a sud lungo la strada Borgo Montello-Nettuno fino al primo quadrivio, qui gira ad est e prosegue lungo la strada che conduce, in linea retta, a Borgo Isonzo attraversando, in località Guiff Gnaff (ora Borgo Santa Maria), il canale delle Acque Alte. Da Borgo Isonzo prosegue lunghe la strada Mediana sino all'incrocio con la strada Migliara 56, segue detta Migliaia in direzione nord-est sino all'Appia. Prosegue per detta strada e si immette attraversando i fiumi Ufente e Amaseno, nella strada che adduce alla contrada La Fiora; di qui segue una virtuale che, congiungendo monte Leano (676) alle quote 580, 226, 399, a monte Pannozzo (588), alle quote 190, 410, 448, a monte Cervaro o Santo Stefano (733) ed alla quota 193, incontra la ferrovia Roma-Napoli in direzione di Col di Riso; segue la citata ferrovia, passando per la località Fontana delle Carceri sino al cavalcavia della strada nazionale Aopia, sito in prossimità del cimitero di monte San Biagio; si affianca nuovamente alla ferrovia Roma-Napoli sino ad incontrare il canale Marangio, costeggia il canale Marangio e raggiunge, lungo la campestre, la località Tre Ponti, proseguendo poi per il canale di Vetere fino alla sorgente omonima; da detta sorgente segue una virtuale che, congiungendo monte Calco di Fondi(390), monte Ramigno (256) e ponte dell'Epitanio, si immette nell'Appia, che costeggia dal km. 127 al km. 132: da tale punto parte altra virtuale che si congiunge con il km. 135 della stessa via Appia, seguendo il tracciato della ferrovia (galleria) Roma- Napoli, prosegue per masseria San Martino (442), quota 727, punto frigonometrico I.G.M. monte dell'Orso (1023), monte Tuonaco (1176) quote 1208. 846 monte Campone, (794), quota 863, monte Moleta (1100), quota 1339, monte Altino (1367), monte Categlio (1278) monte BRusco (1277), quota 1262, monte Sant'Angelo (1404), quota 1358, quota 1291, monte Vomero (1196), quote 1151, 987, 850, masseria Vento (523), quote 573, 590, località Serbatoio (204), sita ad est della strada che adduce a Spigno Saturnia, sino a Capo d'Acqua; costeggia poi la strada campestre sino alla rotabile per Cassino e prosegue a sud per detta rotabile sino al bivio per Santa Maria Infante. Si snoda lungo tale rotabile sino alla strada, Santa Maria Infante Minturno e di qui passando per quota 150 segne la mulattiera che attraversa Pasteno Vecchio (84) e Soletta (38), e poi la campestre che per San Vito adduce a taverna Cinquanta. Di qui giunge al fiume Garigliano lungo la strada campestre che passa per masseria Battaglia Epitaffio. Segue l'ansa del Garigliano sino al rio della Travata, ave si congiunge con la linea di delimitazione della provincia di Caserta. PROVINCIA DI ROMA La linea delimitante la zona di vigilanza doganale per la provincia di Roma si racconta con quella della provincia di Latina a nord dell'abitato di Ardea (include l'abitato nella zona) e prosegue per Pratica di Mare, inclusa pure nella zona, arriva al punto di incontro del fosso di Pratica, con la strada di Castel di Decima. Segue la strada di Castel di Decima, ne comprende l'abitato, poi, lungo il fosso Malafede, raggiunge il Tevere, donde con una virtuale arriva alla frazione di Ponte Galera includendone l'abitato. Di qui va lungo la strada ferrata Roma-Pisa e l'abbandona presso il ponte Tre Denari sulla strada statale Aurelia; con una virtuale si stacca dal ponte, tocca il casale Selva La Rocca, indi il fabbricato detto Madonna del Canneto sulla strada comunale di Cerveteri, passa sulla strada campestre che conduce alla tenuta di monte Tosto ed al casale dei Pazzi, presso il quale volge lungo la strada vicinale e tocca il casale Sant'Ansino. Da quest'ultimo casale, con una virtuale, si dirige alla vetta del monte Ansino, alla vetta del monte Cavone, alla vetta del monte Quartaccio, al fontanile Lascone, alla vetta del monte Cucco, ai fabbricati detti Bagni di Traiano, sulla strada comunale della Tolfa ed al casale Nome di Dio. La linea di delimitazione prosegue lungo la strada vicinale dello Stizzicatore, del Sacro Monte, del piano dell'Organo sino allo sbocco sulla strada statale Aurelia a 700 metri dal ponte sul torrente Mignone, ove si unisce alla linea della provincia di Viterbo. I Comuni situati fra la linea suindicata e il mare sono tutti compresi nella zona di vigilanza. PROVINCIA DI VITERBO La linea che delimita la zona di vigilanza doganale della provincia di Viterbo si raccorda con quella della provincia di Roma al ponte sul torrente Mignone della Strada statale Aurelia n. 1. Da questo punto essa segue la statale suddetta fino al km. 95.750 passando a valle dell'abitato di Tarquinia da dove prosegue verso nord seguendo la strada di bonifica n. 5 detta del Fontanil Nuovo fino all'incrocio con la strada di bonifica n. 3 detta di Poggio Martino. Da questo punto la zona è limitata da una linea virtuale fino al Casalino dei Francesi, che rimane incluso nella zona, e da qui segue la strada comunale per Montalto di Castro fino all'incrocio con la provinciale Montalto di Castro-Canino al km. 1,750. Successivamente la zona è limitata da altra linea virtuale fino al casale Campo Scala sulla strada di bonifica n. 1 detta di Campo Scala lasciando all'interno della zona l'abitato di Montalto di Castro. Da casale Campo Scala con altra linea virtuale raggiunge nuovamente la strada statale Aurelia al km. 117 presso la cantoniera del Tafone e segue la statale fino al ponte sul Chiarone ove si unisce alla linea della provincia di Grosseto. PROVINCIA DI GROSSETO La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Viterbo al ponte sul Chiarone, segue la virtuale che si stacca dal ponte fino a Casa Guinza, indi passa sulla strada che porta a Carigie Bassa, includendone l'abitato, volge lungo la strada per Cariglie Alta, includendone l'abitato, Torre Palazzi, q. 28 del Salaiolo, fontanile dello Stregone e fontanile Casolino. Da quest'ultimo fontanile con una virtuale si dirige alla Casa del Marchi, al poggio Ferleta, alla quota 238 della Grotta, al monte Polpi, al poggio dell'Ambasciatore, alla quota 309 della Cinghialina ed al poggio della Fata. Da qui segue la virtuale che incontra la strada per Priorato, continua su detta strada fino al Priorato stesso escludendo l'abitato, prosegue per la strada che fiancheggia l'ex Campo di aviazione, taglia la strada statale Maremmana n. 74 al km. 5,700 continua sulla strada che porta al fiume Albenga, oltrepassa detto fiume e segue la strada che passa dal podere Santa Giulia, podere Sant'Antonio, podere Danesi fino al punto d'incontro con il fosso Albegnaccia. Dal fosso Albegnaccia, seguendo la strada, passa per Fonte Trilla, podere n. 54, podere n. 51, San Donato (centro incluso), podere n. 41, podere n. 40 e podere n. 42, fino al punto di incontro con il fiume Osa. Da questo fiume segue la virtuale che congiunge Melosella, podere Belvedere, Poggio Marta (q. 128 e 116) Casa Querciolaia fino al punto di incontro (q. 85) con la linea di confine tra i comuni di Orbetello e Magliano in Toscana. Indi volge a sinistra seguendo il predetto confine fino a quota 162 ed imbocca poi il sentiero che porta a Poggio Aquilone, a q. 219 del Brancalino, a q. 168 del Razaione ed a q. 173 delle Cetine. Da qui discende lungo il fosso Carpina, attraversa al km. 168,600 la strada statale Aurelia e la ferrovia Pisa-Roma, raggiunge il fosso Piscina Statua che segue sulla destra fino a Ponte Neri, prosegue sempre sulla destra lungo il canale essiccatore principale dell'Alberese ed imbocca volgendo a destra la vecchia strada Aurelia al traghetto sull'Ombrone. Dal traghetto la linea di delimitazione segue la sponda destra dell'Ombrone ed imbocca lo stradone San Carlo che segue fino alla strada che porta ai poderi Santa Maria, Sant'Isidoro e Asiago fino all'incontro con la strada principale Grosseto-Marina di Grosseto. Da qui segue la virtuale che passa per il Poggiale, Poggio Ospedale, Lodolaio, Squartapaglia Vecchia, Squartapaglia Nuova. Indi percorre la strada che porta al casotto dei pescatori ed al fosso Sfociatura di squadra, passa lungo la sfociatura fino all'imboccatura della strada che porta al podere Cernaia ed all'idrovora Cernaia. Dall'Idrovora Cernaia segue la virtuale fino alla Fattoria Badiola, indi volge a destra seguendo la strada carreggiabile che porta al podere San Gerolamo, podere Sant'Anna, podere Sant'Enrico fino all'incontro con il torrente Ampio. Da qui percorre la strada che porta a Cascina Poggecchi, da cui con virtuale, raggiunge casa Morina, la sommità del Castellaccio di Prile ed il Monastero di Sani Guglielmo. Da quest'ultimo Monastero si risale per il fosso di San Guglielmo fino a q. 571 di Poggio Meletone e di nuovo discende lungo il fosso della Aia delle Querce e del fosso delle Porcarecce fino all'incontro della mulattiera atta ai traini locali proveniente da Casa Vannuccia. Attraversa questa mulattiera ed imbocca quella che conduce a Casa Val Molina, al passo dell'Uccelliera, a casa Fedeli, al podere Canari ed al podere Biochi fino all'incontro con la strada del puntone di Scarlino. Da qui volge a destra e percorre la strada che conduce alla stazione di Scarlino ed al km. 222 della strada statale Aurela. Indi segue l'Aurelia fino al palazzo Guelfi e la virtuale che congiunge questo palazzo a Casa Beccanina, casa Fusi, Torre la Pievaccia, poggio dello Olivo e culmine del pogrio Vacca. Al poggio Vacca la linea della provincia di Grosseto si raccorda con la linea della provincia di Livorno. PROVINCIA DI LIVORNO La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si collega con quella della provincia di Grosseto ai Poggio della Vacca. Scende al Botro delle Lastre sino al confluente col Riotorto, passa sulla strada di Montioni lungo il Riotorto e per questa strada giunge a casa Rossa. Da questa casa prosegue fino a Casal Volpi, indi per una virtuale passa per casa Affitti, raggiunge il podere Strisciola sulla strada provinciale Piombinese e proseguendo per detta strada raggiunge l'abitato di Venturina. Da Venturina per la strada della Magona sale a Campiglia passando per Casa San Michele e San Giovanni; lascia fuori della zona l'abitato di Campiglia e prosegue per la strada che va a San Vincenzo. Giunta alla Madonna di Fucinaia, risale per Botro dell'Ortaccio, tocca la vetta di monte Calvi, continua verso nord lungo la linea di displuvio di detto monte, incontra la strada del Trogarello e scende per questa all'abitato di Castagneto che rimane escluso dalla zona. Da Castagneto passa sulla strada che conduce all'abitato di Bolgheri, tocca questo paese, indi prosegue per sentieri e strade campestri sino a Bibbona. Gli abitati di Bolgheri e Bibbona rimangono esclusi dalla zona. Da Bibbona la linea di delimitazione percorre la strada detta del Diernino, raggiunge al termine detto del Volterriano, il confine territoriale dei due comuni di Casale e Cecina, indi, seguendo i confine tra i comuni di Cecina e Guardistallo, e di Cecina e monte Scudaio, determinato dalla sponda destra del fosso Linaglia, arriva al ponte Riaciui. Passa il ponte, attraversa il fiume Cecina e raggiunge la via detta delle Carra (ex Riparbellina), via parallela alla strada statale Salaiola n. 68. Per la strada delle Carra incontra la via Emilia e segue questa fino all'intersecazione con la strada che va al Gabro, volge quindi per quest'ultima strada, prosegue a nord fino alla strada di Val Benedetta, indi continua per le strade di Limoncino e Limone, di Casanova, delle Spianate, del Vallino. Da questo punto la linea attraversa il torrente Ugione in linea retta: giunge alla strada che va alla frazione Ajaccia vecchia e per la strada campestre, giunge alla strada provinciale Livorno-Pisa, la segue, lasciando entro la zona l'abitato della frazione di Stagno e giunge all'argine nord del fosso dell'Acqua Chiara, al quale punto la linea entra nel territorio della provincia di Pisa. PROVINCIA DI PISA La zona di vigilanza doganale lungo la frontiera marittima della provincia di Pisa e delimitata da una linea che s'innesta con quella della provincia di Livorno all'argine nord della fossa Chiara immediatamente a monte del ponte sulla statale Aurelia. Dal punto di innesto si spinge a nord lungo il margine est della statale suddetta fino al cavalcavia della strada ferrata, in prossimità della stazione di Tombolo, dopo di che si dirige alla frazione di San Pietro a Grado, lungo il margine est della via vecchia Livornese. Dall'abitato di San Pietro a Grado, all'altezza della Chiesa omonima, continua lungo la via del cimitero ed attraversa il viale di Marina di Pisa ed il fiume Arno, si addentra nella tenuta demaniale di San Rossore, tocca il centro di Cascine nuove, percorre il lato est del viale che attraverso Cascine Vecchie ed il punto sul fiume Morto conduce ai fabbricati colonici della Sterpala, indi per altra strada raggiunge Casa del Marmo del podere omonimo. Da qui percorre la strada vicinale detta del Marmo che costeggia il rilevato dell'argine in sinistra del fiume Serpia, risale verso nord-est attraversando il passaggio a livello della ferrovia Pisa-Genova e la statale Aurelia, e percorre un tratto della strada comunale di Metato, posta lungo l'arginatura di sinistra del fiume Serchio. Al bivio con la strada vicinale del Serchio volge a nord-ovest attraversando il fiume e raggiunge l'abitato di Malaventre nel punto in cui dalla destra comunale omonima si diparte quella detta di i Padule". Percorre quindi il margine nord di questa strada attraverso il ponte sull'autostrada e s'innesta sulla via detta di Traversagna, dopo di che si spinge a nord lungo il lato est di detta via e si prolunga fino ad attraversare il fosso della Berretta. A questo punto volge ad ovest lungo l'argine di destra del fosso suddetto e raggiunge il lago di Massaciuccoli. Percorre infine un tratto di sponda del lago sino al fosso della Bufalina ove si raccorda con la linea della provincia di Lucca. PROVINCIA DI LUCCA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si unisce con quella della provincia di Pisa presso il fosso della Bufalina, nel punto ove il confine provinciale attraversa la sponda ovest del lago di Massaciuccoli, indi prosegue lungo detta sponda fino allo sbocco del fosso Venti; percorre questo fosso sino a quello di Burtamacca, lungo il Viareggio Montranto, raggiunge quest'ultima località ed incontra quindi la strada provinciale Sarzaneso che percorre fino all'abitato di Pietrasanta, attraversa detto abitato seguendo via Nazario Sauro, piazza G. Carducci, viale Oberdan, piazza G. Matteotti (già piazza dello Statuto, e viale Marconi, sino all'incrocio della statale Aurelia, lungo la quale prosegue raggiungendo Porta. Qui si raccorda con la linea della provincia di Massa. PROVINCIA DI MASSA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Lucca nel punto Porta sulla strada statale n. 1 Aurelia Pile-Massa, Segue questa strada, attraversando Massa lungo la via della Democrazia, piazza Puccini e via Puccini, Prosegue sempre lungo l'Aurelia per il ponte sul Frigido sino al km. 381, località Pergola. Qui lascia la strada Aurelia e segue la strada comunale di Romagnano, detta anche di Cocombola, sino al bivio della strada di San Lorenzo. Segue questa strada sino alla stazione di rinvio della teleferica della cementeria C.A.SA., che resta nella zona. Passa sulla mulattiera di Casilina Alta fino alla strada vicinale di Bonascola. Prosegue lungo questa strada fino all'incrocio con la provinciale Avenza-Carrara, all'altezza della località San Luca e la segue fino a ponte Cimato. Da Ponte Cimato attraversa il ponte sul torrente Carriona; raggiunge Fossola che testa fuori della zona. Per la via Agricola di Fossola e per la strada mulattiera raggiunge Fontia, donde con una virtuale si dirige alla cima del monte Acuto, detto anche Boscaccio, ove si collega con la linea della provincia di La Spezia. PROVINCIA DI LA SPEZIA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si collega con quella della provincia di Massa Carrara sulla cima del monte Boscaccio o Acuto, che segna il confine fra le due Province. Da tale punto, per una virtuale va a San Martino e a Pratola; da Pratola scende per rio fino al punito in cui incontra la strada comunale di Castelnuovo Magra e la segue fino all'incrocio con la via Aurela, indi segue tale arteria, attraversando l'abitato di Sarzana fino alla località Ponte di Ferro. Da tale ponte, seguendo la strada ferrata Pisa-Genova sino al punto in cui interseca il fiume Magra, corre lungo la sponda sinistra di detto fiume e lo attraversa alla confluenza col fiume Vara; indi segue la sponda sinistra di quest'ultimo e lo attraversa alla confluenza del torrente Durasca seguendo questo torrente ed il confine comunale di La Spezia fino al punto in cui si incrocia in località San Benedetto, con la via Aurelia. Da questo punto segue la via Aurelia sino alla località Baracca, indi il confine intercomunale fra Deiva e Carrodano, poscia quello fra Devia e Carro, ed in ultimo il confine interprovinciale fra Carro e la provincia di Genova fino al cippo posto sulla strada che congiunge Carro alla provinciale di Velva di Castiglione Chiavarese. PROVINCIA DI GENOVA La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si collega con quella della provincia di La Spezia al Cippo di confine tra le due Province poste sulla strada che da Carro va alla provinciale Velva di Castiglione Chiavarese. Indi percorre detta strada fino al suo allacciamento con la provinciale per Varese, che segue fino a Bargone, ove prende il sentiero lungo il rio Figalla sino alle sorgenti e poi l'altro che porta al rio Gramola, percorre questo ultimo Rio e poi il sentiero che porta a monte Domenico e oltre sino al rio Sagrato. Segue il corso del rio Sagrato fino alla strada lungo il torrente Graveglia, e la percorre sino al ponte di Prioria, indi risale il corso del torrente Lavagna sino al ponte per la strada di Carasco. Segue la strada che da Carasco conduce a San Colombano, Cicagna, continua per la strada stessa lungo il torrente Lavagna sino a collegarsi attraverso la galleria di Boasi, con la strada provinciale Genova-Piacenza, che percorre sino alla località San Gottardo. Da qui la linea risale la strada lungo il torrente Transasco, prosegue per la mulattiera che passa per il paese omonimo fino alla località San Lorenzo da dove per il rio Chiapperta e per il rio Busso raggiunge la strada Sant'Olcese; lungo questa previene alla provinciale di ponte decimo che segue per un tratto sino al ponte sul Polcevera, passa sull'altra sponda del fiume e, seguendo la strada per il Serro fino al bivio per Geo perviene in quest'ultima località. Da Geo lungo la valle del rio Molinassi va a Luea e da qui per il sentiero che passa per Fornace, Campo Silvano, piano Galdolfi, Montaportagin, Prato d'Ermo, arriva alla cantoniera (ruderi) del passo del Turchino. Segue la provinciale sino alla stazione di Mele e da qui risale il rio tribanda sino ai Canellona. per il sentiero di Fiorino e Cà Filippetti (ruderi) raggiunge il rio Secco che segue sino alle sorgenti a cima Fatallo. Per altro sentiero passante per il Forte Reisa, cima Vaccaria, Fonte, perviene al rio Argentera che segue sino alla confluenza con il rio Varsuà, indi per la cima del Rocca del Lago, cima Frattini, si collega a Bric da Pata con la linea della provincia di Savona. PROVINCIA DI SAVONA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si collega con quella della provincia di Genova a Brie de Pata, quindi passa per il monte Sciniello e arriva a monte Fardello. Da questo vertice, per mancanza di linee naturali del terreno, parte una virtuale che va a monte Greppino e prosegue toccando Case Bazzica attraversa il torrente Teiro fra le Cascine Campo Lungo e Cadello, passa per la chiesetta di San Pietro in quel di Teglia, e raggiunge la Cascina Arzela. Da questa cascina la linea di delimitazione segue la strada mulattiera che conduce a Caà di Volta sita alla destra del torrente Riobasco, lo attraversa per risalire un tratto del rio Gazzano e tutto il rio di Martin, sino a raggiungere la vetta del Bric di Genova. Da Bric di Genova la linea segue la mulattiera tendente a Canavisse e abbandona detta strada prima di giungere all'abitato omonimo, per percorrere il sentiero che conduce ad Ellera. Da questo centro abitato, che viene incluso nella zona, la linea di delimitazione risale al torrente Montegrosso, per seguire la strada mulattiera che conduce alla Cascina del Crovaro, al Bric Crovaro, al Bric dell'Amore, agli abitati di Cerreto e San Bernardo, i quali sono compresi nella zona di vigilanza. Da quest'ultima località risale il fosso della regione Giardina, passando a sud del monte San Michele, raggiunge Cascina Pietra Selvatica e percorre la mulattiera, passando per monte Moro, per l'Oratorio San Giacomo sino a cima a Montà. Indi scende verso il mare per un tratto di m. 430 circa della strada militare Cadibona-Madonna del Monte, imbocca il sentiero per passare a C. Teccio, ed a 160 metri circa a sud-est della borgata di Tecchi, attraversa il torrente Quazzoia, valica la costa di Casa, tocca la Casa Casaretto e arriva alla foce del torrente Dane, in prossimità della Cascina dei Becchi. La linea di delimitazione risale per un tratto il corso d'acqua anzidetto e per il sentiero e la mulattiera che conduce a La Faja, raggiunge questa località e la strada di confine fra Segno e Quiliano. La segue sino alla Bocca dei Corvi e prosegue per la stessa mulattiera in prossimità del Bric del Forno ove per il sentiero giunge alla Borgata di San Giorgio che viene incluso nella zona di vigilanza. Percorre 100 metri circa della carrozzabile verso Vezzi, risale il fosso che sbocca nella fiumara Sciusa della quale segue il corso sino al punto in cui questa attraversata dalla strada di Orco che la percorre attraversa la borgata di Costa, il cui centro abitato è compreso nella zona. Indi segue la carrozzabile tendente a Finale Marina sino al punto in cui detta strada è attraversata dal limite territoriale Finale Borgo e Orco Feglino. Segue questo limite fino a Bocca Carpanea e per strade mulattiere e sentieri, giunge alla chiesa di Calice Ligure. Da Calice Ligure la linea di delimitazione continua lungo la mulattiera che attraversa l'abitato di Eze, la cappelletta di San Pantaleo, la casa di Labbrio e raggiunge Roccia Cucare; indi seguendo una virtuale che tocca le cime Sarchi e Vermi si dirige allo sbocco del rio Rampino nel rio Fossone; risale il Rio Rampino, passa la vetta del monte Ravinet e seguendo la linea intercomunale tra Toirano e Balestrino giunge alla cima di San Pietro dei Monti. Gli abitati di Calice Ligure, di Eze e Labbrio restano inclusi nella zona. Dalla cima di San Pietro dei Monti, la linea segne una virtuale che passa per Edifici Superiori e finisce alla cima di Poggio Balestrino. Da questo poggio la linea di delimitazione segne nuovamente il confine territoriale fra Toirano e Balestirino sino alla vetta del monte Acuto, dalla quale prosegue per una virtuale sino al monte Pesalto. Di qui percorre un tratto di limite territoriale dei comuni di Ceriale e Campo Chiesa, sino all'incontro di quello di Cisano sul Neva e segue quest'ultimo limite sino alla strada del Molino Sciorrea, sito alla sinistra del torrente Neva. La linea ti delimitazione, continua per questa strada sino al ponte sul rio Enesi, toccando nel suo percorso il Pilone di Santo Stefano. Dal punto anzidetto per una breve virtuale, che in linea retta segue i punti più elevati del terreno, la linea raggiunge il bivio Castiglione, Ortovero e seguendo un tratto per la provinciale di Ortovero, la virtuale va a finire al lato occidentale di Villanova. Di qui la linea di delimitazione attraversa il torrente Lerrone, ne risale la sponda destra sino al punto in cui incontra il limite territoriale di Alassio-Villafranca e la foce del rio Fosso Grande, del quale rimonta per un tratto il corso per seguire il confine intercomunale anzidetto sino alle vetta di Monte Pagliassa. Indi percorre un tratto della cresta del monte e per fossi e sentieri, passando la borgata Tigorella, inclusa nella zona, arriva sulla provinciale che scende ad Andora. Attraversa questa strada ed il torrente Merola, sale il sentiero che conduce a Moltedo e da questo abitato, che rimane nella zona, per strada mulattiera arriva alla Croce di Costa di Conna. Di qui per una breve virtuale, la linea di delimitazione raggiunge la vetta del monte Bandia ove si raccorda con il limite di confine della provincia di Imperia. PROVINCIA DI IMPERIA Frontiera marittima La linea che determina la zona di vigilanza doganale di questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Savona alla vetta del monte Bandia, di cui per breve tratto percorre la cresta, quindi per strada mulattiera (ConnaTovo), toccando q. 481 e volgendo ad ovest, raggiunge Villa Faraldi il cui abitato rimane incluso nella zona; tocca Riva, attraversa il torrente Cervo, raggiunge q. 354, sale fino al limite intercomunale, tra Villa Faraldi e Diano Aretino, segne la mulattiera lungo detto confine alle pendici del monte Quagli attraversando la contrada Erborea fino a quota 401; da qui volgendo ad ovest scende fino al rio Beste in contrada Giai, prosegue toccando Case Castagni, Trucchi, Camporondo, Ciappai, attraversa il torrente San Pietro, tocca i centri di Diano, Borello e Diano Aretino (centri tutti compresi nella zona), tocca Santa Margherita, San Carlo, attraversa il passo Grillarine e raggiunge il rio Sgoreto; ne segue il corso fino alla confluenza col torrente Impero, indi segue il corso del rio Ramà raggiungendo per il sentiero il monte Croce (quota 539), Colla Bassa a q. 454; attraversa poi la contrada Carmelo, tocca q. 401 che scende a Moltedo il cui abitato resta incluso nella zona; da qui raggiunge q. 300, indi, con ampio giro volge a sud fino nei pressi di Sant'Andrea; scendendo verso sud-ovest raggiunge il rio Vasta, risale sempre nella stessa direzione passando per q. 130 a Costa dei Cuccarelli, arriva a Isolalunga, il cui abitato resta incluso nella zona. Da qui segue la rotabile in direzione nord-ovest per un tratto di circa 1 km., indi volge a sud ove, su mulattiera, attraversa il rio Prino, tocca Sant'Antonio, Trincheri, Santa Brigida, quota 418, attraversa il rio Marea al Ponte Martelli, passa nei pressi delle rovine di Case Pereri, attraversa la Costa della Mandola, raggiunge Pietrabruna (il cui abitato è compreso nella zona) tocca le quote 517, 534, 433 e l'oratorio di San Salvatore, indi segue il corso del fosso di Teglia fino ai suo sbocco nel torrente Argentino. Attraversato questo, segue, fino al ponte sul rio Giancolareo, la rotabile per Badalucco, indi segue il corso del detto rio fino quasi alla cima del monte dei Frati; da qui per la mulattiera volge prima in direzione sud-est fino a q. 364 e quindi in direzione nordovest, toccando Case Calcagno, Cascinale di Benzi, San Rocco q. 185-216, raggiunge il rio Noce sul ponte Carameli, ne segue il corso fino allo sbocco sul rio Armea, attraversa questo indi per il fosso Pinea raggiunge la Costa Bandita a circa 500 metri a sud-est di San Giovanni; da qui per la mulattiera tocca quest'ultima e la contrada Bregiana, raggiunge la rotabile militare Baiardo-San Romolo, segue il tracciato di questa rotabile fino al ponte sul rio Valle di San Romolo; di qui per mulattiera passa a nord dell'abitato di San Romolo, tocca q. 819, 823, 830 e raggiunge la Costa Abbeveratoi; indi, sempre per mulattiera, tocca la vetta del monte Caggio, q. 823, San Bartolomeo, monte Peiga, q. 662 in contrada Costa di San Bartolomeo, volge ad ovest e dopo. circa 500 metri imbocca la mulattiera che passando a sud di Suseneo arriva alla rotabile Soldano-Perinaldo nei pressi della confluenza dei rio Massabò col torrente Vallecrosia, e qui si allaccia alla linea di delimitazione della zona lungo la frontiera terrestre. Frontiera terrestre Dalla confluenza del rio Massabò col torrente Vallecrosia per rotabile fino a Perinaldo; da qui lungo la rotabile Perinaldo-Apricale fino al ponte sul rio Mandaccio, indi per mulattiera passante per il ponte Villarer Balestrina, San Martino fino all'incrocio con la rotabile Apricale-Baiardo, segue questa fino al Bivio con la rotabile Baiardo-Vignai-Badalucco;imbocca quest'ultima e la segue fino al ponte sul vallone Vignai, qui lungo il corso di detto vallone e di quello chiamato delle "Nove Vene" tocca la fontana delle Nove Vene e raggiunge per sentiero "Croce di Praesto" Costa Tomena, rio Collabracca, Valle di Gavano oltrepassando il torrente Argentina sul ponte della ferriera, incrocia la rotabile provinciale di Valle Argentina che segue per breve tratto in direzione sud-est, riprende il sentiero che tocca villa Martemucci, Palazzo Capponi, Croce della Colletta, Case della Colletta, Case Gaugioso e chiesa di Drego. Qui pervenuta, segue la rotabile Triora-Rezzo fino al ponte dei Passi. Dal ponte dei Passi segue il corso del rio Trosselli, raggiunge q. 1451 P q. 1373 seguendo una linea ideale. Da quest'ultima quota per sentiero tocca le quote 1102, 1048, Case di Pian Soprano, località Costa di Poca e raggiunge, nei pressi della confluenza del rio Santa Lucia col fiume Aroscia, la rotabile Pieve di Teco-Ponte di Pornassio-Mendatica; segue questa direzione di Pieve di Teco fino alla località Ponte di Pornassio, indi per sentiero che attraversa il rio Bagio Secco, il rio Crescone, raggiunge il rio Morella, ne segue il corso verso le sorgenti fino all'incrocio col sentiero che porta a Colla del Piano; segne detto sentiero toccando q. 1073 fino a raggiungere l'incrocio con la rotabile Case di Nava-Monesi; da qui segue il sentiero che lungo il rio della Fonda raggiunge al ponte Sciairante il torrente Tanarello: segue il torrente fino alla confluenza col torrente Negrone ove il corso d'acqua, assumendo il nome di fiume Tanaro, forma limite provinciale con Cuneo. Qui si allaccia con la linea di delimitazione della provincia di Cuneo. Parte insulare SICILIA PROVINCIA DI MESSINA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Palermo alla vetta la Follia nella regione omonima; segue il confine provinciale, tocca il pizzo della Taverna e le sorgenti del San Pantaleo. Dal punto ove detto confine attraversa il fondo del vallone San Pantaleo, la linea continua lungo il torrente sino all'incrocio del fiume Tusa, passa nel vallone San Giovanni e giunge alla vetta del monte San Cotto comprendendo nella zona l'abitato di Pettineo. Da questo monte si dirige, con una virtuale, alla vetta del monte Santa Croce di Santo Stefano (includendo nella zona l'abitato di Reitano), alla vetta del monte Pagano, al Pizzo Santa Domenica, al pizzo di Porro, alla vetta dei monte Furci (comprendendo nella zona l'abitato di San Fratello), al convento di Militello (l'abitato di Militello rimane nella zona), al pizzo di Dasa, al pizzo Poppano, a monastero di Mirto (l'abitato di Mirto rimane escluso dalla zona e quello di Caprileone resta nella zona) ed al confluente della fiumara di Zappulla nel rio Cangiano. Da questo confluente la linea di delimitazione volge ad est lungo la riva destra della fiumara Zappulla, incontra lo sbocco del rio Sagravozzo nella detta fiumara, risale il Sagravozzo e nel punto ove questo è attraversato dalla strada mulattiera (trazzera) proveniente dalla contrada Feudo (Feo) volge lungo la mulattiera, arriva al vallone Gogito e scende per questo nel vallone della fiumara Naso, comprendendo nella zona l'abitato di Naso. Dalla foce del rio Gogito nella fiumara Naso, con una virtuale si dirige alla estremità sud-ovest dell'abitato di Ficarra che resta nella zona, e con altra virtuale dall'estremità, sudovest di Ficarra, va alla Cappella della Pietà, al monte Castelluccio, lasciando fuori zona l'abitato di Sant'Angelo di Birolo, alla vetta del monte Santa Domenica, alla Cappella Vignale, alle vette dei monti Camera (l'abitato di Montagnareale resta compreso nella zona), Tana del Vento, Vigna, San Cosimo, Scarrata, Quattro Finaite, Pirgo (lasciando nella zona Mazzarà Sant'Andrea), Santa Domenica, al confluente del torrente San Giacomo nel torrente Longano, alla vetta del monte Lanzaria ed alla vetta del monte Santobuono. Da questa ultima vetta la linea passa sulla strada mulattiera (trazzera) che va agli abitati di Soccorso e di Gualtieri-Sicaminiò, che restano nella zona, indi con altre virtuali, dalla estremità sud-est dell'abitato di Gualderi si dirige all'estremità sud dell'abitato di Rocca Valdina che resta pure compreso nella zona, alla vetta del monte del Bosco, al confluente del rio Ghiatto nella Fiumara Saponara presso il molino, alla vette dei monti Campone e Carcarello. Sotto il monte Carcarello, la linea di delimitazione continua lungo la strada rotabile Messina-Gesso che abbandona presso il colle San Rizzo per seguire la strada mulattiera (trazzera) che conduce alla Portella dell'Armacera nord. Giunge a Colle Molimenti con nuove virtuali, va ai vertici dei monti Ariello, Antennamare, Portella della Armacera sud, Capraro, Bottino, Della Mota, presso la fiumara di Pagliara, alle vette dei monti Petraro, Sant'Elia, Cellea, Liparossa, Pernice, San Giorgio, Guardia ed allo sbocco del rio Kaggi nel fiume Alcantara. Qui la linea di delimitazione si collega con quella della provincia di Catania. PROVINCIA DI CATANIA La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Messina, allo sbocco del rio Kaggi nel fiume Alcantara. Attraversa questo fiume e con virtuale si dirige alla vetta del monte San Giuliano q. 439, segue la mulattiera che dal monte San Giuliano va in direzione sud-ovest quindi in direzione sudest fino a q. 375 di S.ro La Comare. La mulattiera prosegue quindi verso sud-ovest, taglia il vallone Zampataro, segue la strada rotabile in costruzione diretta a Piedimonte Etneo, di cui include nella zona l'abitato, prosegue da Piedimonte in direzione sud-ovest lungo la rotabile fino alla frazione di Presa che lascia fuori, segue, quindi, la mulattiera nord-sud fino al vallone della Sciarra che taglia e prosegue fino ad ovest di monte. Scuderi q. 714 che lascia a 500 metri. Include l'abitato di Puntalazzo, prosegue dalle ultime case a sud di Puntalazzo, sulla strada rotabile diretta a Sant'Alfio di cui esclude l'abitato, prosegue a sud lungo la mulattiera fino alle case Paole, continua a sud lungo la mulattiera, traversa il torrente Macchia, arriva fino al bivio delle, mulattiere al trivio della strada Balio-Macchia e Bano-Dagala, prosegue sulla strada carreggiabile Bano-Dagala e lungo la rotabile fino a Santa Venerina che include Da Santa Venerina segue la rotabile che va a Linera. Da Linera prosegue per la strada diretta a sud-ovest, indi a sud, comprende la cascina Mazzasette e la frazione Pennisi, scende a sud per la carreggiabile che va a Piano Lavinaro, prosegue per la rotabile diretta a sud e che taglia la strada Aci Sant'Antonio-Lavina, un chilometro ad est di Lavina prosegue a sud per la mulattiera che va a Maugeri, a Belfiore, e quindi alle case di Morgioni. Da Morgioni con virtuale si dirige a Sant'Agata Li Battiati che include nella zona, segue la strada diretta a sud, lascia ad est Villa Papale, include le case di Piano Coniglio, quindi con virtuale giunge a Fossa Creta tagliando la strada Catania-Misterbianco. Da Fossa Creta segue la carreggiabile fino a Cascina Gravina indi con virtuale passa per la masseria Spirito, la masseria Cardinale, la masseria Paternò Gioieni, segue la carrareccia diretta a sud, passa per il casello n. 1 sulla strada ferrata Catania-Palermo, masseria Pace, indi al casello n. 90 della ferrovia Catania-Siracusa, segue la trazzera diretta a sud, passa per la masseria Anzalone, la masseria Papale la masseria Di Stefano, segue la trazzera tagliando il fiume Simeto un chilometro e duecento metri ad est della strada ferrata Catania Siracusa. Prosegue a sud sulla trazzera, taglia il fiume Gornalunga a km. 2,55 ad est della strada ferrata anzidetta, segue la riva destra di detto fiume per circa 350 metri verso ovest sino al punto da cui parte in direzione sud-est la strada vicinale Cuccumella. Prosegue per la trazzera fino alla masseria San Giorgio, indi a sud per il sentiero fino alla masseria Orto del Fico e prosegue fino al punto in cui la strada statale 114 è intersecata dal confine con la provincia di Siracusa. PROVINCIA DI SIRACUSA La linea che delimita la zona di vigilanza nella provincia di Siracusa si raccorda con quella della provincia di Catania al punto di intersezione del confine provinciale con la strada statale n. 114. Prosegue lungo questa strada fino all'incontro della strada ferrata Catania-Siracusa, segue la ferrovia verso est per un breve tratto sino alla Cava Mulinelli e si dirige lungo questa Cava fino ad incontrare nuovamente la statale n. 114 al ponte Cava Lupo. Gli abitanti di Lentini e Carlentini restano fuori dalla detta zona. La linea di delimitazione continua per la detta strada statale sino al bivio con la statale n. 193 indi, con virtuale, si dirige al km. 7 della strada provinciale Sortino-Melilli, passando tangenzialmente al cimitero di Melilli. L'abitato di Melilli eè incluso nella zona. La linea percorre detta provinciale sino al bivio con la trazzera che attraversa la contrada Pagliarazzi-San Giorgio e Trazzerazza. Per questa trazzera arriva alla strada campestre Monteclimiti a quota 390 in prossimità di Casino Grande e la prosegue lungo la strada comunale Solarino Priolo sino al Mulino Carancino, da dove segue il corso del fiume Anapo sino all'altezza della strada vicinale Palazzetto che percorre sino a raggiungere l'intersezione con la Strada comunale n. 124, indi percorre la strada vicinale Mattaponzo sino al vallone Cefalino che viene percorso sino alla strada vicinale San Francesco. Percorre questa strada sino ad incontrarsi con la strada vicinale Marchesa Cavadonna sino al bivio sulla provinciale Floridia-Grattaperciata-Cassabile, poi continua sulla strada provinciale Siracusa-Canicettini che viene percorsa fino al km. 17 dove imbocca la trazzera che conduce a masseria Gozzo. Si dirige, quindi, con una virtuale, alle case Cugno, attraversa il fiume Cassibile sino a casa Panatano, da dove prosegue per la trazzera che conduce ad Avola vecchia in prossimità delle case Munafò e si dirige a Noto, lungo la strada provinciale Manchisi, la strada vicinale Leggio e poi al bivio per Avola imbocca la strada comunale Bochini che conduce a nord-est dell'abitato di Noto. La linea attornia a nord ed a ovest l'abitato di Noto, includendolo nella zona, raggiunge alla estremità sud-ovest di Noto la Strada statale n. 115 che conduce a Rosolini e la segue sino all'incontro con la strada provinciale Rosolini-Pachino, lasciando fuori, l'abitato di Rosolini. Segue quest'ultima strada sino ad incontrarsi con la strada consorziale Agliastro e la percorre sino al ponte sul torrente Passo Corrado al bivio per contrada Bonivini sul limite provinciale ove si raccorda con la linea della provincia di Ragusa. PROVINCIA DI RAGUSA La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Siracusa al bivio per Bonivini con la strada consorziale Agliastro il ponticello sul torrente denominato vallone di Passo-Corrado. Segue la consorziale Agliastro sino a raggiungere la provinciale Pachino-Ispica, volge lungo questa ultima strada fino al punto della sua intersecazione con la strada rotabile Ispica Pozzallo percorrendola fino a raggiungere la trazzera che passa per le contrade Ghiuse, Piano San Giuliano, Gornia, Zappulla, Nacalino e Guadagna, passando per le case Venenata, fattoria Giardina, bivio per case Guadagna immettendosi nella rotabile Scicli-Sampieri. Gli abitati di Ispica e di Scicli restano esclusi dalla zona. La linea di delimitazione segue un tratto della rotabile Scicli-Sampieri, percorre la trazzera che da Villa San Marco porta a case Papazza e quindi si immette nella vecchia provinciale Scicli-Donnalucata, proprio sotto il cavalcavia della nuova variante di detta strada. Da questo punto con una virtuale che interseca la ferrovia statale Ragusa-Siracusa ed il torrente Ludderi si congiunge, passando per il mulino ad acqua Santiapichi, con la strada consorziale per Ludderi e la percorre fino all'Ospedale Busacca immettendosi poi nella strada provinciale Scicli-Santa Croce Camerina. La linea segue detta strada rotabile fino alle porte di Santa Croce Camerina e precisamente al bivio con la trazzera per Piano Spinazza, volge a destra, passa per case Cilia e attraversando la provinciale RagusaMalativa-Santa Croce Camerina, si congiunge con la provinciale Santa Croce Camerina-Comiso che percorre per un breve tratto fino alla Consorziale per Scoglitti. L'abitato di Santa Croce Camerina resta incluso nella zona doganale. La linea di delimitazione segue per la consorziale verso Scoglitti fino ad immettersi nella trazzera per Buffitella, attraversa il fiume Ippari, passa per case Narduzzo e percorrendo la trazzera di contrada Valsega, taglia la provinciale Vittoria-Scoglitti, dirigendosi lungo la trazzera Sugherotorto, quindi passando per il bivio per case Migliore tocca le case Tarlato e sbocca sulla rotabile Vittoria-Gela proprio di fronte alla cantoniera di case Spada. Per questa strada raggiunge il confine provinciale ove si raccorda con la linea della provincia di Caltanissetta. PROVINCIA DI CALTANISSETTA La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Ragusa nel punto in cui la strada rotabile Vittoria-Gela è intersecata dal confine provinciale sul fiume Dirillo. Segue questa strada fino al ponte Cubaitaro, al km. 10, alla casa Campisi, dirigendosi per altra stradella al Poggio Campanella e intersecando la Strada statale n. 117-bis nei pressi di Casa Medica, segue detta stradella sino al Cantiere Zai, al monte del Falcone, alla stazione di Butera, includendola nella zona; percorre un tratto della strada ferrata Gela-Licata innestandosi poi per altra stradella che, passando per la Tenutella e la Perciata, arriva a Casa Turchio Grande. Da questo punto per la trazzera Agrabonda va ad intersecare il confine provinciale di Agrigento. PROVINCIA DI AGRIGENTO La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Caltanissetta nel punto in cui la trazzera che da Casa Turchio Grande dirigendosi verso la strada Agrabona, incontra il confine provinciale. Da questo punto, seguendo detta trazzera, si dirige verso il monte Aratato del Muro fino ad incontrarsi alla casa Martino con la rotabile che da questa Casa, spostandosi verso ovest, va ad incontrare il fiume Salso. Continuando dallo stesso punto, spingendosi a nord segue una trazzera che arriva nei pressi del Pizzo Porretta e scendendo poi verso sud passa per la stazione di Santa Oliva e da questa, seguendo la strada ferrata, si incrocia con una stradella nei pressi di C.le Lumia. Da questo punto, seguendo quest'ultima stradella si spinge verso nord fino ad incontrare la trazzera che passa da monte Sant'Angelo e da qui scendendo la stessa trazzera, si dirige verso Cozzo Marotta, monte del Bosco, Casa La Cattiva, Casa Ragusetta, fino ad incontrare la strada ferrata a nord dell'abitato di Palma Montechiaro, includendolo. Costeggia poi la strada ferrata e la lascia a quota 308, traversando lo stradale provinciale PalmaCamastra per immettersi alla trazzera che dalla strada conduce alla fattoria Narbone, alla masseria Burrainiti, masseria Burraiti, casa Giudice, casa Ciavola, masseria Giudice, torrente San Biagio; percorre poi a nord lo stesso torrente fino ad incontrare la strada nazionale Favara-Agrigento; la segue fino al bivio della strada provinciale Stazione Bassa-Agrigento e da questo bivio, seguendo detta strada, si innesta con quella che da Aragona conduce al quadrivio Spina Santa, percorre un tratto della strada rotabile che tende a Raffadali lino al km. 142, ritorna a sud su altro stradale fino ad innestarsi sulla trazzera di Montaperto, includendo questo abitato nella zona; per altre trazzere a quelle che attraversano contrada Agnone - monte Grano Vecchio - monte Lastra - fosso Stagnone - monte Lupo - includendo l'abitato di Montallegro, monte Sansorino, casa Iannicello, innestandosi sulla strada nazionale 115, percorrendola fino nei pressi di Ribera, lasciando detto Comune fuori zona. Da questo punto passando a sud di Ribera, per la rotabile che conduce al km. 140 della strada nazionale Ribera-Sciacca, segue la trazzera che attraversa il fiume Verdura, passa per la casa Buttafoco, si dirige a nord collegandosi, in prossimità della casa Filippelli, con le altre trazzere che passano per casa D'Agostino, casa Rizzuto, casa Cancio, casa Nadore, ed, attraversando la strada Sciacca - Caltabellotta, casa Vento, casa Porrello, casa Maglienti, prosegue lungo la stradale Sciacca - Portella Misilbesi fino al km. 144, risale verso pizzo Giuliana percorre la trazzera in contrada Cavarretto, attraversa la strada di Menfi - Portella Misilbesi, includendo l'abitato di Menfi, percorre la rotabile che passa per casa Cacioppo, casa Giaccona, casa Bavidà fino ad incontrare il fiume Belice al confine tra la provincia di Trapani e quella di Agrigento, ove si raccorda con la linea di delimitazione della provincia di Trapani. PROVINCIA DI TRAPANI La linea che delimita la zona di vigilanza in questa Provincia inizia dal punto in cui il confine provinciale partendo dalla rotabile proveniente da casa Ravidà va ad incontrare il fiume Belice. Segue questa rotabile sino all'incrocio con la strada comunale Maritella-Partanna; prosegue su questa strada verso sud per un chilometro; s'innesta quindi ad una trazzera che passa sotto la quota 103 e che taglia prima la strada statale n. 115 Marinella-Castelvetrano e poi la strada ferrata ridotta Castelvetrano-Sciacca proseguendo sino alla località Santa Teresa a quota 88; indi prosegue per la stessa trazzera sino ad incontrare la strada statale n. 115 Castelvetrano-Campobello e la strada ferrata nel tratto Castolvetrano-Campobello esattamente al passaggio a livello; prosegue per detta strada ferrata sino alla strada statale sud occidentale Sicula n. 115, percorre questa strada sino ad imboccare quella che, attraverso le contrade Truglia e Celso, raggiunge, prima masseria Antalbo e, poi, il ponte Antalbo sui fiume Delia; dal ponte Antalbo con la trazzera di contrada Nivoletti raggiunge e taglia la strada comunale consorziale Sant'Elia Murri; prosegue per la trazzera del Borgo Elefante fino ad incontrare la strada provinciale Mazara-Salemi al km. 5,200; attraversatala prosegue per la trazzera delle case Spadaro fino ad incrociare la strada comunale Mazara-Archi Costiera; indi s'innesta nella trazzera delle sorgenti del serbatoio comunale sino a questo, tagliando poi il fiume Mazaro, da cui prosegue per una virtuale fino alla Torre di Balsamo e quindi alla Torre di Finocchio a quota 41; qui s'innesta su una trazzera fino al Baglio Alagna; in corrispondenza del Baglio Alagna s'innesta in una trazzera che porta alla strada per Salito Padre delle Perriere; segue questa strada sino all'incrocio di quella che porta alla stazione di Petrosino; da questo incrocio si dirige verso nord-est seguendo la strada che porta a Ciavolo, Ciavolotto e Digerbato, e che sbocca sullo stradale Marsala-Salemi in località Sant'Onofrio al km. 6,500 da Marsala; dalla località Sant'Onofrio prosegue in direzione est sulla via Salemi sino al km. S da cui s'innesta sulla strada che porta alla Chiesa della Madonna delle Grazie, alle località di Fontanazzo, Madonna della Cava. Baglio Woodhouse, case Abbadessa e quindi al fiume Birgi; continua fino al passo detto di Mazara ove prende la trazzera tra la regione Mancanza e Marcanzotto, interseca la strada consorziale Granatello-Cuddia e giunge al margine occidentale dell'aeroporto di Chinia. Da questo punto, con virtuale, tocca la sede dell'aeroporto (già Casina Adragna) e raggiunge la strada statale n. 115 Trapani-Marsala alla casa cantoniera. Percorre la strada statale, indi passa sulle trazzere di Misiliscemi, Fontanasalsa, Dracumara e interseca la strada provinciale Trapani-Castelveirano. Da questo punto con virtuale va alla cima del monte Castellazzo, al ponte Staiti sulla strada provinciale PacecoSalemi, allo sbocco della trazzera Serro sulla strada provinciale Trapani-Salemi. Continua lungo questa trazzera e la trazzera Moschillo intersecando la strada statale n. 113 Trapani-Palermo al punto di incontro con la trazzera Stella, volge lungo detta trazzera e sbocca sulla strada comunale Milo Chiesa Nuova. Percorre detta strada comunale toccando Casa Viale e la frazione Crocci, giunge al ponte Carminello, sale lungo la strada comunale per Casalbianco e lungo la strada comunale "Via Mantia" e arriva alla frazione Crocevie, dove, percorrendo nell'abitato via Castellammare, raggiunge la strada statale n. 187 Trapani-Castellammare. Percorre la strada statale fino all'incrocio della rotabile che passa nella località La Noce, e da questo punto, con virtuale, va ai vertici dei monti Pima Colma, Ramallora, Comura, Finocchiaro, Erbe Bianche; scende dalla Vetta di Erbe Bianche sulla trazzera che passa per monte Cinturino, per l'abbeveratoio Inice, e va ai fiume Mendola. Segue il Mendola, indi il fiume Caldo sino al Molino dei Bagni, attraversa il fiume Caldo al ponte presso il Molino e raggiunge la Strada statale n. 113.Trapani-Palermo che percorre fino ad Alcamo, attornia ad ovest ed a nord l'abitato ai Alcamo, che rimane escluso dalla zona, ritorna sulla Strada statale n. 113 presso Casa Filippo e continua lungo la stessa strada sino al punito di intersezione con il confine provinciale ove si raccorda con la linea della provincia di Palermo.