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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 181 LICHERI La seduta inizia alle ore 14,15. IN SEDE REFERENTE Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 9 luglio. Il PRESIDENTE comunica che la senatrice Ginetti ha presentato le riformulazioni 5.100 (testo 2) e 7.46 (testo 2), ha ritirato l'emendamento 5.103, trasformandolo nell'ordine del giorno G/1721/15/14, e ha ritirato gli emendamenti 9.51 e 9.52, trasformandoli nell'ordine del giorno G/1721/16/14. Il senatore Cangini ha ritirato gli emendamenti 9.20 e 9.25, trasformandoli nell'ordine del giorno G/1721/17/14. Sono state, inoltre, presentate le riformulazioni 3.5 (testo 2), 3.11 (testo 2), 4.3 (testo 2), 4.37 (testo 2), 5.9 (testo 2), 5.65 (testo 2), 5.72 (testo 2), 7.22 (testo 2), 17.1 (testo 2), 20.0.12 (testo 2), 20.0.37 (testo 2) e 20.0.47 (testo 2), e sono stati ritirati gli emendamenti 1.9, 3.3, 4.16, 5.76, 7.29 e 20.0.42. Le riformulazioni e i nuovi ordini del giorno sono pubblicati in allegato al resoconto. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 DDL 1874 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Parere alla 5 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) La senatrice GIANNUZZI ( M5S ), relatrice, illustra i contenuti del decreto-legge in conversione, di maggiore attinenza alle competenze della Commissione. Evidenzia che esso reca misure urgenti, connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19, in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali. Le misure previste possono essere inquadrate in 11 ambiti settoriali: misure a sostegno del lavoro; misure fiscali; misure finanziarie; sanità e politiche sociali; protezione civile e difesa; regioni, enti locali e coesione territoriale; pubblica amministrazione e giustizia; scuola, università e ricerca; cultura, spettacolo e sport; infrastrutture, trasporti e comunicazioni; agricoltura e immigrazione. Il provvedimento, che consta di 266 articoli suddivisi in tredici capi, è il terzo grande intervento varato dal Governo per affrontare le conseguenze sanitarie, economiche e sociali dell'emergenza Covid-19, dopo il «decreto Cura Italia» e il «decreto Liquidità», e configura un intervento di entità pari a 55 miliardi di euro. In particolare, l'articolo 2, comma 6 -bis , introdotto nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, autorizza, per l'anno 2020, la spesa massima di 2 milioni di euro in favore del personale delle Centrali Uniche di Risposta (CUR) regionali, del Numero Unico Europeo (NUE) di emergenza. Al riguardo, si ricorda che il NUE di emergenza 112, in progetto sin dal 1991, è stato introdotto con la direttiva 2002/22/CE e, dopo un periodo di sperimentazione, è stato definito in Italia con la legge delega 7 agosto 2015, n. 124 (cosiddetta Legge Madia), con centrali operative di risposta di ambito regionale. Tra le norme contenute nel titolo II del decreto-legge, relative al sostegno alle imprese e all'economia, l'articolo 26 istituisce tre misure di sostegno al rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni sotto forma di: credito di imposta a fronte di investimenti in società italiane che hanno subito una riduzione dei ricavi; credito d'imposta sulle perdite registrate nel 2020; fondo per il sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano, denominato Fondo Patrimonio PMI, finalizzato a sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione delle società di media dimensione. L'accesso a tali forme di sostegno è sottoposto a talune condizioni tra le quali la circostanza che, al 31 dicembre 2019, le società non rientrino nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi della disciplina europea sugli aiuti di Stato e non abbiano ricevuto e, successivamente, non rimborsato aiuti ritenuti illegittimi o incompatibili dalla Commissione europea. L'efficacia delle predette misure è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato. L'articolo 27 reca disposizioni che consentono a Cassa depositi e prestiti di costituire un patrimonio destinato, denominato «Patrimonio Rilancio», a cui sono apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell'economia e delle finanze allo scopo di attuare interventi e operazioni di sostegno e rilancio del sistema economico produttivo italiano in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Il patrimonio destinato opera nelle forme e alle condizioni previste dal quadro normativo dell'Unione europea sugli aiuti di Stato adottato per fronteggiare l'emergenza epidemiologica, cosiddetto Temporary Framework (Comunicazione C(2020) 1863, del 19 marzo 2020, come modificata il 3 aprile e l'8 maggio 2020), ovvero a condizioni di mercato. Ove necessario, gli interventi del patrimonio destinato sono subordinati all'approvazione della Commissione europea ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato. L'articolo 35 prevede la garanzia di SACE a favore delle imprese di assicurazione del ramo credito, in misura pari al 90 per cento degli indennizzi generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali a breve termine, maturati dalla data di entrata in vigore del decreto-legge e fino al 31 dicembre 2020, entro il limite massimo di 2 miliardi di euro. Sulle obbligazioni di SACE derivanti dalle garanzie, è accordata di diritto la garanzia dello Stato, la cui efficacia è subordinata all'approvazione da parte della Commissione europea ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato. L'articolo 36 autorizza il MEF a stipulare con la Banca europea per gli Investimenti (BEI) gli accordi necessari a consentire la partecipazione italiana al Fondo di garanzia pan-europeo (" Pan-European Guarantee Fund " da 25 miliardi di euro), costituito per gli Investimenti per il sostegno agli Stati membri nel fronteggiare la crisi da COVID-19, e quindi a concedere la garanzia dello Stato a favore della BEI. L'articolo autorizza inoltre il MEF a stipulare l'accordo con la Commissione europea concernente le modalità di pagamento della controgaranzia che gli Stati membri possono prestare quale contributo del SURE (Regolamento (UE) 2020/672 del Consiglio, del 19 maggio 2020, che istituisce uno strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) a seguito dell'epidemia di Covid‐19) e a rilasciare la relativa garanzia dello Stato. L'articolo 38, comma 7, integra la disciplina agevolativa delle start-up innovative contenuta nel decreto-legge n. 179 del 2012, aggiungendovi un nuovo articolo 29 -bis , che prevede incentivi fiscali in regime de minimis all'investimento in start-up innovative. L'articolo 40 riconosce un contributo alle micro imprese e alle piccole e medie imprese che gestiscono il servizio di distribuzione autostradale di carburanti, in considerazione del mantenimento del servizio durante il periodo di emergenza sanitaria pur in presenza di calo considerevole della domanda. Deve trattarsi, in particolare di microimprese e piccole e medie imprese come definite dalla raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE aventi sede in Italia. L'articolo 42 -bis , introdotto nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, interviene al fine di sostenere lo sviluppo tecnologico e industriale funzionale al raggiungimento degli obiettivi nazionali in tema di energia e di clima, novellando la vigente disciplina in materia. Tale articolo modifica in alcuni punti l'articolo 32 del decreto legislativo n. 28 del 2011 (recante attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili), al fine di sostenere lo sviluppo tecnologico e industriale funzionale al raggiungimento degli obiettivi nazionali in tema di energia e di clima. L'articolo 43 istituisce presso il MISE il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività d'impresa, finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale, iscritte nell'apposito registro, aventi un numero di dipendenti non inferiore a 250. Il comma 3 prevede che il Fondo operi attraverso interventi nel capitale di rischio delle predette imprese, effettuati a condizioni di mercato, nel rispetto di quanto previsto dagli Orientamenti sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio (2014/C 19/04). L'articolo 48 dispone un rifinanziamento di 250 milioni di euro per l'anno 2020 del Fondo per la promozione integrata verso i mercati esteri, istituito presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI): questo può, fino al 31 dicembre 2020, stipulare convenzioni con enti pubblici e privati per l'acquisizione di servizi di consulenza specialistica in materia di internazionalizzazione del sistema Paese. Viene eliminato il limite imposto dalla disciplina sugli aiuti di Stato di importanza minore ( de minimis ), in relazione alle attività del Fondo che consistono nel cofinanziamento dei finanziamenti agevolati concessi alle imprese italiane che operano sui mercati esteri a valere sul Fondo per l'internazionalizzazione, di cui alla legge n. 394 del 1981. Il richiamo è ora generico alla disciplina UE sugli aiuti di Stato, ivi inclusa dunque anche quella più estensiva del citato Temporary Framework per l'emergenza da COVID-19. Relativamente al Capo II (Regime quadro della disciplina degli aiuti), l'articolo 53 prevede che ai regimi di aiuto concessi ai sensi del Temporary Framework accedono anche le imprese sulle quali grava l'obbligo di rimborsare aiuti illegali e incompatibili già ricevuti, al netto dell'importo dovuto e non rimborsato, comprensivo degli interessi maturati. Viene quindi introdotta una deroga all'articolo 46, comma 1, della legge n. 234 del 2012, che in via ordinaria vieta ai soggetti beneficiari di aiuti non rimborsati di cui è obbligatorio il recupero in esecuzione di una decisione della Commissione europea, di ricevere nuovi aiuti (cosiddetta "clausola Deggendorf ", che vieta l'erogazione di aiuti di Stato ad imprese che debbano restituire precedenti aiuti giudicati illegali ed incompatibili). Gli articoli da 54 a 60 traspongono nell'ordinamento interno il contenuto di talune sezioni del citato Temporary Framework , definendo una cornice normativa entro la quale  previa notifica e autorizzazione della Commissione europea  le Regioni, le Province autonome, gli altri enti territoriali e le Camere di commercio hanno la facoltà di procedere alla concessione di aiuti a valere sulle proprie risorse. In particolare, l'articolo 54 disciplina gli aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali; l'articolo 55 disciplina le misure di aiuto sotto forma di garanzie sui prestiti alle imprese; l'articolo 56 concerne gli aiuti sotto forma di prestiti alle imprese con tassi d'interesse agevolati; l'articolo 57 prevede misure di aiuto alle imprese per la ricerca e lo sviluppo in materia di Covid-19; l'articolo 58 prevede misure di aiuto alle imprese per gli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling dei prodotti connessi al Covid-19, compresi i vaccini, prima della loro produzione in serie; l'articolo 59 prevede misure di aiuto agli investimenti per la produzione in serie dei medesimi prodotti connessi al Covid-19; mentre l'articolo 60 prevede misure di aiuto sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia. L'articolo 61 stabilisce le disposizioni comuni alle norme in materia di aiuti di Stato di cui ai predetti articoli da 54 a 60, prevedendo, tra l'altro, che tali aiuti non possano essere concessi alle imprese che, alla data del 31 dicembre 2019, erano già in difficoltà, ai sensi della pertinente normativa europea, e che la concessione degli aiuti sia subordinata all'autorizzazione della Commissione europea, ai sensi dell'articolo 108 del TFUE, e al rispetto delle condizioni e dei limiti posti dal Temporary Framework . L'articolo 63 dispone che gli aiuti concessi in conformità al Temporary Framework , sono comunque soggetti all'obbligo di registrazione nel Registro nazionale aiuti di Stato (RNA) e, per il settore agricolo e ittico, nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e nel Sistema Italiano della Pesca e dell'Acquacoltura (SIPA). L'articolo 64 dispone, poi, un adeguamento del RNA, del SIAN e del SIPA agli specifici obblighi di trasparenza e rendicontazione introdotti dal medesimo Temporary Framework , a cura dei Ministeri competenti (rispettivamente MISE e MIPAAF). Nell'ambito del Titolo V, recante norme su enti territoriali e debiti commerciali degli enti territoriali, l'articolo 115 istituisce un Fondo, con una dotazione di 12 miliardi di euro per il 2020, per assicurare un'anticipazione di liquidità destinata al pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili di Regioni, Province autonome, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale. Al riguardo, si ricorda che l'obbligo di adempiere con puntualità le obbligazioni scadute della PA è contenuto nella direttiva 2011/7/UE, sulla lotta contro i ritardi di pagamento, e nel decreto legislativo n. 192 del 2012 che ne recepisce i contenuti. Tra le misure fiscali contemplate dal Titolo VI del provvedimento, l'articolo 120 prevede che il credito d'imposta per gli interventi di adeguamento alle prescrizioni sanitarie e di contenimento contro la diffusione del virus Covid-19, in favore di esercenti attività in luoghi aperti al pubblico, si applica nel rispetto del Temporary Framework sugli aiuti di Stato. L'articolo 124 prevede l'applicazione dell'aliquota IVA del 5 per cento alle mascherine e agli altri dispositivi medici e di protezione individuale, nonché l'esenzione da tale imposta per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2020. Tale norma è stata adottata in conformità alle note del Direttore Generale per la Fiscalità e l'Unione doganale, della Commissione europea, del 26 marzo e del 3 aprile 2020, indirizzate ai corrispondenti dicasteri degli Stati membri, in merito alle misure che possono essere immediatamente adottate per mitigare l'impatto della pandemia. L'articolo 129 -bis , inserito dalla Camera dei deputati, reca un complesso di misure fiscali relative al comune di Campione d'Italia. In sostanza vengono modificate e ampliate alcune agevolazioni introdotte dalla legge di bilancio 2020, in attuazione delle novità recate dal regolamento (UE) 2019/474 e dalla direttiva (UE) 2019/475, che hanno incluso il comune italiano di Campione d'Italia e le acque italiane del Lago di Lugano, rispettivamente, nel territorio doganale dell'Unione e nell'ambito territoriale di applicazione della disciplina generale delle accise. Si segnala che la direttiva (UE) 2019/475 figura anche nell'Allegato A del disegno di legge di delegazione europea 2019 (A.S. 1721), attualmente all'esame del Senato. L'articolo 130 reca il differimento dell'efficacia di alcune disposizioni in materia di accisa, introdotte dal decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, che hanno disciplinato specifici adempimenti antifrode, in particolare, posticipando al 30 settembre 2020 il termine per l'operatività dell'obbligo di presentare esclusivamente in forma telematica il documento di accompagnamento doganale. A tal proposito, si ricorda che dal 1° gennaio 2011 è diventato operativo l'e-AD, ovvero il documento amministrativo elettronico (articolo 6 del Testo unico sulle accise di cui al decreto legislativo n. 504 del 1995). La disciplina è stata introdotta dalla direttiva 2008/118/CE, relativa al regime generale delle accise, e dal regolamento n. 684/2009, sulle procedure informatizzate relative alla circolazione di prodotti sottoposti ad accisa in sospensione dall'accisa. L'articolo 136 modifica la disciplina dei piani di risparmio a lungo termine. Si estende la possibilità di costituire i PIR (piani individuali di risparmio) 2020 anche tramite Fondi di investimento alternativi (FIA), fra i quali rientrano i fondi cosiddetti «ELTIF» ( European Long Term Investments Fund ), fondi «chiusi» che prevedono il rimborso del capitale a scadenze definite, introdotti dal regolamento (UE) 2015/760, per incentivare l'investimento a lungo termine in progetti infrastrutturali, in società non quotate e in piccole e medie imprese (PMI) che hanno bisogno di stabili fonti di finanziamento. Tra le disposizioni contenute nel Titolo VII, dedicato alla tutela del risparmio nel settore creditizio, l'articolo 165 autorizza il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, fino a un valore nominale di 19 miliardi di euro, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato. La finalità di tale intervento è quella di evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell'economia e preservare la stabilità finanziaria, ai sensi della disciplina attuativa della direttiva 2014/59/UE ( Bank Recovery and Resolution Directive  BRRD), che, insieme al regolamento (UE) n. 806/2014 ( Single Resolution Mechanism Regulation  SRMR), definisce un sistema armonizzato di regole sul risanamento e la risoluzione delle crisi bancarie. Si ricorda che la direttiva BRRD è stata modificata dalla direttiva (UE) 2019/879, la cui attuazione è oggetto del disegno di legge di delegazione europea 2019, in corso di esame al Senato (A.S. 1721). L'articolo 166 definisce le ulteriori condizioni per la concessione della garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia. Tali condizioni sono riferite al rispetto dei requisiti di fondi propri stabiliti dall'articolo 92 del regolamento (UE) n. 575/2013 ( Capital Requirements Regulation - CRR) ovvero, nel caso in cui tali requisiti non risultino rispettati ma la banca abbia comunque patrimonio netto positivo, a seguito della positiva decisione della Commissione europea sulla compatibilità dell'intervento con il quadro normativo dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato applicabile alle misure di sostegno alla liquidità nel contesto della crisi finanziaria. L'articolo 168 prevede che il sostegno pubblico per l'ordinato svolgimento delle procedure di liquidazione coatta amministrativa di banche di piccole dimensioni, diverse dalle banche di credito cooperativo, con attività totali di valore pari o inferiore a 5 miliardi di euro può essere concesso previa autorizzazione della Commissione europea in materia di aiuti di Stato. L'articolo 170 dispone la trasmissione al MEF da parte della Banca d'Italia delle offerte vincolanti per l'acquisto di un compendio ceduto che prevedono quale condizione la concessione di misure di sostegno pubblico. Le offerte di acquisto di un compendio ceduto devono contenere gli impegni previsti ai fini del rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato, inclusa la comunicazione della Commissione europea sul settore bancario (2013/C 216/01). Per quanto concerne le misure che riguardano il turismo, l'articolo 178 istituisce nello stato di previsione del MIBACT un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2020, al fine di sostenere il settore turistico mediante operazioni di mercato. A riguardo, si ricorda che il 13 maggio 2020 la Commissione europea ha pubblicato la comunicazione Turismo e trasporti nel 2020 e oltre (COM(2020) 550), che comprende, tra l'altro, una strategia complessiva volta alla ripresa nel 2020 e oltre e un approccio comune per il ripristino della libera circolazione e l'eliminazione delle restrizioni alle frontiere interne dell'Unione europea in modo graduale e coordinato. La Commissione intende sostenere il turismo europeo con numerose iniziative, tra cui la flessibilità nel quadro delle norme in materia di aiuti di Stato, finanziamenti e la salvaguardia dei posti di lavoro con un contributo finanziario dal programma SURE. Il Capo III del Titolo VIII contiene disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti, che prevedono: l'istituzione di un Fondo, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con una dotazione di 130 milioni di euro per l'anno 2020, al fine di compensare i danni subiti dagli operatori nazionali nel settore del trasporto aereo in ragione dell'epidemia di Covid-19, la cui efficacia è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato (articolo 198). L'articolo 199, modificato nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, prevede la possibilità per le Autorità di sistema portuale e l'Autorità portuale di Gioia Tauro di accordare delle riduzioni fino all'azzeramento dei canoni concessori sia per le concessioni dei beni demaniali sia per le concessioni per i servizi portuali e relativi a operazioni portuali e per concessioni di aree e banchine marittime e servizi di supporto ai passeggeri. La riduzione riguarda i canoni dovuti in relazione all'anno 2020, ivi compresi quelli previsti dall'articolo 92, comma 2, del decreto-legge Cura Italia, e può essere riconosciuta in favore dei concessionari che dimostrino di aver subito nei periodi indicati una diminuzione del fatturato pari o superiore al 20 per cento del fatturato registrato nel medesimo periodo dell'anno 2019. Al comma 5, si prevede l'estensione dell'agevolazione del credito d'imposta disposta dalla legge di stabilità 2016 per l'acquisizione di beni strumentali nuovi anche ai soggetti operanti nei settori del magazzinaggio e supporto ai trasporti. Si tratta di un'agevolazione, concessa nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, e riguardante le strutture produttive ubicate nelle zone delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, nonché delle regioni Molise e Abruzzo, ammissibili in quanto aiuti a finalità regionale ai sensi delle lettere a) e c) dell'articolo 107, paragrafo 3, del TFUE. L'articolo 202, modificato nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, interviene sull'articolo 79, comma 3, del decreto-legge n. 18 del 2020, che consente la costituzione di una nuova società di trasporto aereo, controllata direttamente dallo Stato o da società a prevalente partecipazione pubblica, anche indiretta, al fine di aggiungere la clausola della previa autorizzazione della Commissione europea. L'articolo 345 del TFUE prevede, infatti, che «i trattati lasciano del tutto impregiudicato il regime di proprietà esistente negli Stati membri», ma che tuttavia, l'operatore pubblico, ai fini della valutazione dell'operazione posta in essere, è comunque assoggettato ai principi in materia di aiuti di Stato. Tra le ulteriori misure si segnala altresì: la proroga dell'efficacia della convenzione per i collegamenti marittimi con le isole maggiori e minori, concessa fino alla conclusione delle procedure di gara, la cui efficacia è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea (articolo 205); il contributo alle imprese ferroviarie per i servizi di trasporto passeggeri e merci in regime di libero mercato per compensare gli effetti economici direttamente imputabili all'emergenza Covid-19 (articolo 214, commi da 3 a 7), previsto subordinatamente all'autorizzazione della Commissione in materia di aiuti di Stato. In materia di agricoltura e pesca, si prevede, tra l'altro, l'istituzione del Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, finalizzato all'attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura (articolo 222). Gli aiuti possono essere stabiliti anche nel rispetto di quanto previsto dal citato Temporary Framework . Tra le disposizioni in materia di ambiente, si segnalano l'istituzione di un Fondo di 40 milioni di euro per l'anno 2020, per la concessione di un contributo straordinario di sostegno alle micro, piccole e medie imprese, che operano nelle zone economiche ambientali (ZEA), costituite nei parchi nazionali, che svolgono attività economiche eco-compatibili e attività di guida escursionistica ambientale e di guida del parco, le quali abbiano sofferto una riduzione del fatturato in conseguenza dell'emergenza determinata dalla diffusione del Covid-19. Il contributo ricevuto non è assoggettato a tassazione sui redditi ed è riconosciuto nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla disciplina de minimis sugli aiuti di Stato (articolo 227). Sono altresì previste norme finalizzate a incentivare forme di mobilità sostenibile alternativa al trasporto pubblico locale (articolo 229), che estendono, tra l'altro, il buono mobilità, già previsto per la rottamazione di veicoli inquinanti, ai veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica. Si evidenzia, al riguardo, che, per gli anni 2021-2024, tale buono, nei limiti della dotazione del fondo, è riservato ai residenti dei comuni interessati dalle procedure di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015, legate al superamento dei valori limite di biossido di azoto (N02) e di polveri sottili (PM10), al fine di ridurre le emissioni climalteranti. L'articolo 228 -bis , introdotto nel corso dell'esame presso la Camera, dispone l'abrogazione dell'articolo 113 -bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, con cui sono stati ampliati i limiti quantitativi e temporali entro i quali è ammesso il deposito temporaneo di rifiuti. Al riguardo, si osserva che la disciplina del deposito temporaneo è oggetto di riscrittura da parte dello schema di decreto legislativo n. 169, attualmente all'esame delle Commissioni ambiente di Camera e Senato, finalizzato al recepimento della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva rifiuti. Il provvedimento reca altresì una serie di misure concernenti la scuola, l'università e la ricerca. Sono stanziate risorse per realizzare un sistema informativo integrato per il supporto all'istruzione scolastica, ai cui oneri si provvede a valere sulle risorse del Programma operativo nazionale (PON) «Per la scuola-competenze e ambienti per l'apprendimento», riferito al periodo di programmazione 2014/2020 a titolarità del Ministero dell'istruzione, di cui alla decisione della Commissione europea C(2014) 9952 del 17 dicembre 2014, in coerenza con quanto previsto dalla stessa programmazione (articolo 234). Al fine di definire un nuovo programma per lo sviluppo dei Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN), si incrementa il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST), anche al fine di favorire la partecipazione italiana alle iniziative relative ai Programmi quadro dell'Unione europea (articolo 238, comma 4). Ulteriori disposizioni riguardano le politiche di coesione territoriale. Al riguardo, l'articolo 241 autorizza per gli anni 2020 e 2021, a partire dal 1° febbraio 2020, l'utilizzo in via eccezionale delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) rinvenienti dai cicli programmatori 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 per qualsiasi tipologia di intervento connesso a fronteggiare l'emergenza sanitaria, economica e sociale conseguente alla pandemia, in coerenza con la riprogrammazione che, per le stesse finalità, le amministrazioni nazionali, regionali o locali operano nell'ambito dei Programmi operativi dei Fondi strutturali e di investimento europei (SIE) ai sensi del regolamento (UE) 2020/460 del 30 marzo 2020, che riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia, e del regolamento (UE) 2020/558 del 23 aprile 2020, recante misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all'epidemia di Covid-19. L'articolo 242 autorizza le Autorità di gestione di Programmi Operativi 2014-2020, attuativi dei fondi strutturali europei, a richiedere l'applicazione del tasso di cofinanziamento fino al 100 per cento a carico dei fondi europei per le spese dichiarate nelle domande di pagamento nel periodo decorrente dal 1°luglio 2020 fino al 30 giugno 2021, anche a valere sulle spese emergenziali anticipate a carico dello Stato destinate a contrastare e mitigare gli effetti sanitari, economici e sociali generati dall'epidemia Covid-19, così come previsto dal citato regolamento (UE) 2020/558. L'articolo 246 consente alle Regioni interessate dalla misura di concedere ulteriori contributi per le suddette finalità, attraverso le risorse dei propri Programmi Operativi FERS e FSE, in attuazione della nuova disciplina dei Fondi strutturali e di investimento europei introdotta dal citato regolamento (UE) 2020/558. La Relatrice, quindi, considerato che le misure illustrate sembrano tutte prevedere il rispetto della pertinente normativa dell'Unione europea, propone di esprimere un parere non ostativo. La senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ) preannuncia il suo voto di astensione, evidenziando perplessità in merito alla destinazione di soli di 12 miliardi di euro al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese, a fronte di una necessità di circa il doppio, e alle connesse problematiche applicative sulla scelta dei soggetti beneficiari rispetto a quelli che saranno esclusi. Ritiene inoltre oltremodo complesso un decreto di tale portata, che prevede almeno un centinaio di decreti attuativi. Esprime, inoltre, perplessità per l'attribuzione del buono mobilità ai comuni interessati da procedure di infrazione e ribadisce la necessità di approfittare il più possibile della possibilità di destinare fondi strutturali e d'investimento europei a totale copertura, senza bisogno di cofinanziamento nazionale, ai sensi della comunicazione della Commissione europea. In merito ai debiti della pubblica amministrazione, la senatrice GIANNUZZI precisa che 4 miliardi sono destinati alle ASL. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il parere alternativo presentato dai senatori del Gruppo Lega, di tenore contrario, pubblicato in allegato al resoconto di seduta, e ritiene che le risorse destinate ai numerosi interventi avrebbero dovuto essere concentrate a favore di chi realmente ne ha bisogno, e in particolare delle piccole e medie imprese, per introdurre una flat tax e congelare il prelievo fiscale fino alla fine dell'anno. Replica la relatrice GIANNUZZI ( M5S ) per evidenziare che più della metà dei 55 miliardi è dedicata alla spinta propulsiva, a partire dalla sanità con un totale di 7 miliardi di euro, le cui carenze hanno contribuito a mantenere ferma l'economia. Ricorda inoltre che alle imprese sono destinati circa 15 miliardi di euro, in varie forme, e che la detrazione del 110 per cento, che coniuga insieme la crescita economica e la sostenibilità ambientale, ammonterà a circa 6 miliardi di euro, con ricadute fino a 21 miliardi. Infine, una buona parte di risorse è destinata, in diverse forme, agli individui, con conseguenze positive sul livello della domanda aggregata. La senatrice FEDELI ( PD ) preannuncia il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) invita alla cautela chi esprime entusiasmo sul provvedimento, poiché si tratta in realtà di un insieme insufficiente di misure, nei confronti di una realtà che vedrà un crollo del PIL di almeno il 10 per cento e la necessità di mettere in campo circa 200 miliardi di euro. Inoltre, le risorse del decreto arriveranno a destinazione con estremo ritardo rispetto all'iniziale prospettiva di entrata in vigore nello scorso mese di aprile e tale ritardo costerà in termini di efficacia e di quantità di risorse necessarie. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere presentato dalla relatrice, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. Conseguentemente, il parere alternativo proposto dai Senatori dal Gruppo Lega non è posto in votazione. La seduta termina alle ore 15,20. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, recante misure urgenti connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19, in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali, considerato che le misure previste riguardano 11 settori: misure a sostegno del lavoro; misure fiscali; misure finanziarie; sanità e politiche sociali; protezione civile e difesa; regioni, enti locali e coesione territoriale; pubblica amministrazione e giustizia; scuola, università e ricerca; cultura, spettacolo e sport; infrastrutture, trasporti e comunicazioni; agricoltura e immigrazione; considerati, in particolare, gli articoli di maggiore attinenza alle competenze della Commissione; valutata la conformità di tali articoli all'ordinamento dell'Unione europea e in particolare alla normativa in materia di aiuti di Stato alle imprese, alla luce della crisi derivante dalla pandemia da Covid-19 e alle misure adottate dall'Unione europea tra cui il Temporary Framework sugli aiuti di Stato nell'emergenza da Covid-19, di cui alla comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863, del 19 marzo 2020 (come modificata il 3 aprile e l'8 maggio 2020), e lo strumento europeo SURE di sostegno all'occupazione, di cui al regolamento (UE) 2020/672, del 19 maggio 2020, esprime per quanto di competenza parere non ostativo. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI Simone BOSSI, CANDIANI, CASOLATI E TOSATO SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI Simone BOSSI, CANDIANI, CASOLATI E TOSATO SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 La Commissione 14 a , non avendo avuto il tempo di esaminare adeguatamente il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Rilancio) a causa della prossima scadenza (18 luglio), che reca molteplici interventi nel tentativo di fornire una risposta alla crisi economica scaturita dalla pandemia Covid-19 considerati i profili di competenza della XIV Commissione, riassumibili nella partecipazione al Fondo di Garanzia paneuropeo della Banca Europea per gli Investimenti e allo strumento di sostegno temporaneo per attenuare il rischio di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE), e relativamente alla normativa che deroga il divieto di concessione di aiuti di Stato a imprese beneficiarie di aiuti di Stato illegali non rimborsati, ovvero degli aiuti alle imprese concessi ai sensi del Quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19; contestata, perché ritenuta insufficiente, l'entità complessiva delle risorse destinate all'economia nel provvedimento considerato che i cosiddetti 750 miliardi del piano europeo NEXT Generetion UE risultano ancora in fase embrionale, nel pieno del dibattito tra Stati membri, valutata ancora l'impossibilità di accedere alle informazioni necessarie per capire se l'Italia sarà un percettore netto, considerando che le garanzie dei futuri finanziamenti saranno agganciate al bilancio dell'Unione europea (in fase di discussione), del quale il nostro paese è contributore netto. Considerato che il sistema di finanziamenti derivanti dal suddetto piano dovrebbe prevedere come modalità operativa quella dei fondi strutturali, e che quindi si passa attraverso diverse condizionalità e impegni di spesa; valutato altresì che sono ancora sconosciute le tabelle di marcia relative all'effettivo stanziamento delle risorse; ritenuto un rischio assolutamente gravoso e non utile accedere alle linee di credito del Fondo Salva Stati-MES, che ai sensi del Trattato e dei Regolamenti prevede pericolose condizionalità in fase di restituzione del prestito; contrari al provvedimento che riguarda la regolarizzazione temporanea dei migranti, che al momento risulta anche un totale fallimento in quanto risultano presentate un numero di domande estremamente minore da quello prefissato, mentre la sua sola esistenza come provvedimento risulta utile per attrarre nuovi barconi di migranti come dimostrato dai dati degli ultimi giorni; evidenziato il fallimento delle richieste di distribuzione dei migranti in Europa, nonostante i toni trionfalistici di alcune dichiarazioni di esponenti del governo e della maggioranza; rilevato che la sospensione delle cosiddette Plastic tax e Sugar tax risulta una incoerenza, considerando che l'Unione europea sembra essere intenzionata ad utilizzare tasse analoghe come fonte di finanziamento per il Next generation EU e di conseguenza sviluppare una pericolosa capacità impositiva; considerato che riguardo lo strumento di sostegno temporaneo per attenuare il rischio di disoccupazione nello stato di emergenza SURE, le risorse in questione non sono altro che un prestito che fa aumentare il debito pubblico: inoltre, per accedervi uno Stato deve emettere garanzie irrevocabili, liquide e immediatamente esigibili. ricordato inoltre che il fondo non si attiva finché tutti gli Stati membri non concedono la garanzia e che il vero ammontare dipenderà dalle garanzie volontarie che verranno; considerato che Il fondo verrà stanziato su almeno 10 anni, visto che il suo massimo utilizzo è pari al 10 per cento annuo, e che per risparmiare alcuni milioni di spesa per interessi l'Italia dovrà versare non meno di 2 miliardi di garanzie. Considerata l'inadeguatezza delle misure disposte in materia di sostegno al trasporto aereo con la messa a disposizione di importi esigui e condizionati all'autorizzazione dell'Unione europea; sottolineata, a tale riguardo, la differenza quantitativa con la Germania e la Francia, che hanno adottato misure di sostegno del settore con stanziamenti decisamente superiori, pari, rispettivamente, a 10 e 15 miliardi di euro. Valutato che in particolare che la Germania, grazie all'allentamento della disciplina relativa agli aiuti di Stato, ne ha approfittato per affrontare le debolezze della sua economia e preparare le proprie aziende alle sfide economiche future, e al momento presenta una quota largamente maggioritaria degli investimenti in deroga alla norma degli aiuti di stato approvati dalla Commissione europea, esprime pertanto PARERE CONTRARIO Allegato