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Allegato 1 (articolo 3) Parte a) Scopi specifici per i quali, ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è comunemente utilizzato il granulato di conglomerato bituminoso: per le miscele bituminose prodotte con un sistema di miscelazione a caldo nel rispetto della norma UNI EN 13108 (serie da 1-7); per le miscele bituminose prodotte con un sistema di miscelazione a freddo; per la produzione di aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l'impiego nella costruzione di strade, in conformità alla norma armonizzata UNI EN 13242, ad esclusione dei recuperi ambientali. Parte b) b.1) Verifiche sui rifiuti in ingresso Controlli sui rifiuti in ingresso all'impianto atti a verificare l'assenza di materiale diverso dal conglomerato bituminoso. Specifiche: L'impianto di produzione del granulato di conglomerato bituminoso è dotato di una procedura di accettazione dei rifiuti in ingresso anche tramite il controllo visivo, dove per «controllo visivo» si intende il controllo dei rifiuti con codice EER 17.03.02 che investe tutte le parti del lotto ed impiega le capacità sensoriali umane o qualsiasi apparecchiatura non specializzata. b.2) Verifiche sul granulato di conglomerato bituminoso b.2.1) Test sul campione di granulato di conglomerato bituminoso mediante il prelievo di campioni secondo le metodiche definite dalla norma UNI 10802: Specifiche: frequenza campionamento 1 campione ogni 3000 m³; analisi eseguite da un laboratorio certificato; parametri da ricercare: Amianto e IPA (sommatoria parametri da 25 a 34 di Tabella 1 dell'allegato 5 alla parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152); limiti riportati nella tabella b.2.1. Parametro U.M. Limite massimo di concentrazione ammissibile 1 Sommatoria IPA mg/kg 100 2 Amianto mg/kg 1000(*) Tabella b.2.1 (*) Corrispondente al limite di rilevabilità della tecnica analitica (diffrattometria a raggi X oppure I.R. - trasformata di Fourier). In ogni caso dovrà utilizzarsi la metodologia ufficialmente riconosciuta per tutto il territorio nazionale che consenta di rilevare valori di concentrazione inferiori. b.2.2) Test di cessione sul granulato di conglomerato bituminoso mediante il prelievo di campioni secondo le metodiche definite dalla norma UNI 10802: Specifiche: frequenza campionamento 1 campione ogni 3000 m³; analisi eseguite da un laboratorio certificato; preparazione del campione ai fini della esecuzione del test di cessione secondo il metodo riportato nell'allegato 3 al decreto del Ministero dell'ambiente 5 febbraio 1998 (appendice A alla norma UNI 10802, secondo la metodica prevista dalla norma UNI EN 12457-2); parametri e limiti riportati nella tabella b.2.2: Parametro U.M. Limite massimo di concentrazione ammissibile 1 Nitrati mg/l NO3 50 2 Fluoruri mg/l F 1.5 3 Solfati mg/l SO4 250 4 Cloruri mg/l Cl 100 5 Cianuri µg/l Cn 50 6 Bario mg/l Ba 1 7 Rame mg/l Cu 0.05 8 Zinco mg/l Zn 3 9 Berillio µg/l Be 10 10 Cobalto µg/l Co 250 11 Nichel µg/l Ni 10 12 Vanadio µg/l V 250 13 Arsenico µg/l As 50 14 Cadmio µg/l Cd 5 15 Cromo totale µg/l Cr 50 16 Piombo µg/l Pb 50 17 Selenio µg/l Se 10 18 Mercurio µg/l Hg 1 19 COD mg/l 30 Tabella b.2.2 b.3) Caratteristiche prestazionali del granulato di conglomerato bituminoso. Specifiche: Presenza di materie estranee: Max 1% in massa; Normativa di riferimento per la classificazione granulometrica: EN 933-1; Normativa di riferimento per la natura degli aggregati: EN 932-3.