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Accertamento delle imposte sui redditi - Notificazioni - Variazioni di indirizzo del contribuente non risultanti dalla dichiarazione annuale dei redditi - Termine di sessanta giorni per l’opponibilità della variazione anagrafica all’amministrazione finanziaria - Lesione del diritto di difesa - Illegittimità costituzionale 'in parte qua' - Riserva al legislatore della individuazione di un termine congruo.. E' costituzionalmente illegittimo l'art. 60, ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nella parte in cui prevede che le variazioni e le modificazioni dell'indirizzo del contribuente, non risultanti dalla dichiarazione annuale, hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal sessantesimo giorno successivo a quello della avvenuta variazione anagrafica. Il differimento di efficacia delle variazioni di indirizzo, ai fini delle notificazioni da effettuarsi da parte dell'amministrazione finanziaria, pur legittimo in linea di principio – in quanto previsto dal legislatore, nell'esercizio della sua discrezionalità, per agevolare l'attività dei relativi uffici ed assicurare una migliore tutela degli interessi di carattere generale di cui sono portatori –, va, infatti, tuttavia, contenuto entro limiti tali da non pregiudicare, sacrificando l'effettiva possibilità di conoscenza dell'atto da parte del destinatario, l'esercizio del suo diritto di difesa: pregiudizio certo quando stabilito, come nella specie, per un periodo di tempo non solo eccessivamente lungo, ma addirittura pari al termine di impugnazione dell'atto davanti alle commissioni tributarie. – Sull'esigenza di garantire al notificatario l'effettiva possibilità di una tempestiva conoscenza dell'atto notificato e, quindi, l'esercizio del suo diritto di difesa, ricordata la sentenza n. 346/1998.